IL TENNIS CHE AIUTA A CRESCERE SANI Voglio ora illustrarvi, quella che reputo possa essere la migliore soluzione per il tennista del domani, con il “tennis che aiuta a crescere sani”. L’altro diritto Dopo tanti anni passati sui campi da tennis, curando in particolar modo l’avvio dei giovani a questo sport e seguendo poi la loro evoluzione, e non solo quella tennistica, qualche tempo fa, mi sono chiesto perché ai bambini si debba insegnare il colpo di “rovescio” e soprattutto, le ragioni per cui debbano impararlo. Assistendo a dei corsi di tennis per bambini, si può notare in loro, uno spiccato disagio, quando sentono pronunciare dal Maestro la frase: “Adesso passiamo al colpo di rovescio”. Avvertono istintivamente di dover fare qualcosa di strano, qualcosa di innaturale. La parola stessa “rovescio”, indica già il contrario di ciò che è giusto o di quello che si dovrebbe fare. Infatti, debbono eseguire un movimento contrario del braccio, in una parte del corpo a loro sconosciuta. Inoltre, una totale mancanza di forza e un campo visivo limitato, li costringerà, per colpire qualche palla, ad eseguire movimenti del corpo e del braccio, da fare invidia a veri contorsionisti del circo. Senza considerare le ore e gli anni di applicazione per apprendere i primi rudimenti del rovescio. In questi anni di ricerche e di prove, non ho trovato nel colpo di rovescio, una reale utilità o marcati vantaggi a favore del tennis agonistico, riscontrando, invece, una gestualità traumatica per chi lo esegue. Ho quindi cercato di trovargli un’alternativa, con un movimento equilibratore, non traumatico e già insito nell’uomo, con lo scopo principale di salvaguardare innanzitutto lo sviluppo fisiologico del giovane, e poi, il miglior fine agonistico: e a ciò si può arrivare “eseguendo un altro colpo di diritto, con il braccio non dominante, là dove, si dovrebbe eseguire il colpo di rovescio”. Il gioco del tennis, nacque e si sviluppò, grazie ad un insieme di gesti prettamente artistici. E grazie a questi movimenti tra il “lezioso” e il “vezquello che non vi è stato mai detto 97 zoso”, che solo gli adulti potevano sviluppare, divenne di grande interesse e si diffuse nelle corti e nei palazzi dei nobili. E la gestualità per il colpo di rovescio, era la preferita, perché più di altre, metteva in evidenza la propria “grazia”. Nel tempo, tutti i colpi del tennis, hanno potuto migliorarsi utilizzando tecniche più consone all’uomo. Il colpo di rovescio invece, pur perdendo buona parte dei suoi aggettivi natii, è rimasto un gesto complicato e macchinoso, un gesto innaturale, e quindi, più incline a subire che ad offendere. Un movimento che non fa parte della natura dell’uomo. Eppure ce lo portiamo dietro da sempre. E da sempre, è il responsabile dei peggiori danni fisici del tennista (chi pratica il tennis, nel tempo, lamenta fastidi al gomito, alla spalla e alla schiena). In questi ultimi anni inoltre, in alcuni giocatori di livello mondiale, si stanno manifestando fastidi al bacino. Il forte e simpatico Guga Kuerten, ha subìto (circa tre anni fa), una delicata operazione proprio ad un’anca. Negli Open d’Australia di quest’anno, è stato sconfitto al secondo turno e l’attento Gianni Clerici da Melbourne, riporta, nel quotidiano “la Repubblica” di venerdì 17 Gennaio, che ad alcuni cronisti, insistenti con Guga, sulla difficile operazione da lui subita e che gli ha rovinato la scorsa stagione, ha risposto con un bel sorriso: «Ormai capita quasi a tutti, in questo gioco». E la causa di questa nuova patologia, oltre alle superfici dure e movimenti tennistici sempre più violenti, è data dal totale utilizzo della gamba dominante in tutti i colpi e soprattutto nel rovescio. È un arto che deve ammortizzare, caricare e spingere, permettendo al corpo repentine rotazioni e l’anca, che fa da fulcro tra l’arto inferiore e il busto, può subire nel tempo fastidiosi traumi. Il tennis si è diffuso nel tempo, solo a favore degli adulti, senza tenere in considerazione i bambini e la loro crescita in relazione con questo sport. Tutti sappiamo le difficoltà e le resistenze di tutti i medici e dei genitori nel consigliare o nell’invogliare i bambini ad iniziare il tennis, considerandolo a rischio sia per l’apparato scheletrico che per quello muscolare. Difficoltà oggettive, derivanti però, non dal tennis come sport in sé, ma dal sovraccarico di lavoro che il braccio e di conseguenza la parte dominante del corpo, si devono far carico per eseguire anche, il colpo di rovescio. Vale allora la pena d’insegnare ancora alle giovani leve che si avvicinano al tennis, il colpo di rovescio? Penso proprio di no! 98 I segreti del tennis Penso invece che è tempo di guardare avanti, invogliandoli ad “un altro colpo di diritto”, con il braccio “non dominante” al posto del rovescio. Un segnale positivo per il futuro a medici e genitori e che farà avvicinare e riavvicinare i nostri giovanissimi al gioco del tennis. Non sto proponendo “l’ambidestrismo” nel gioco del tennis (tutti i colpi a destra con braccio destro e tutti quelli a sinistra con il braccio sinistro), gestualità molto complicata e poco redditizia, bensì l’utilizzo del braccio non dominante, per eseguire soltanto un altro colpo di diritto. E questo è un consiglio che do a tutti, ragazzi e adulti che praticano il tennis a livello amatoriale (escludendo chiaramente chi ormai fa tennis a buon livello agonistico), anche a loro però voglio dare un piccolo consiglio: durante le sedute di allenamento, eseguite delle serie di colpi di diritto, utilizzando il braccio non dominante. È un divertente approccio con la palla e che esalterà maggiormente la vostra attenzione, l’equilibrio del corpo e la sensibilità del colpo. Quando riuserete il braccio dominante, vi sembrerà di fare tutto meglio. Iniziate ad utilizzare il vostro braccio non dominante per imparare un altro diritto, seguendo il mio metodo nelle pagine seguenti; scoprirete un nuovo tennis, più facile, più interessante, più divertente, ma soprattutto, più salutare e vincente. A maggior ragione, lo debbono fare tutti coloro che soffrono di dolori muscolari o tendinei nella parte del corpo dominante (gomito del tennista, periartrite alla spalla ecc.) Una parte di storia del tennis mondiale ed in particolare quella italiana, dagli “anni venti agli anni quaranta”, è stata scritta da un giocatore che non eseguiva mai il colpo di rovescio. GIORGIO DE STEFANI, nato nel lontano 1904, giocava a tennis, indifferentemente sia con il braccio destro sia con il braccio sinistro, anche quando doveva colpire la palla al volo. Con il suo modo “diverso” di giocare a tennis, oltre che costituire un elemento nuovo di curiosità (fu il primo giocatore al mondo di un certo livello che eseguiva due diritti), DE STEFANI, ottenne significativi risultati sia in COPPA DAVIS che in tornei individuali contribuendo ad elevare il tennis Nazionale nel mondo. In stralci del suo libro “APPUNTI e RICORDI”, pubblicato nel 1979, ho letto, tra le tante cose interessanti, che molti sconquello che non vi è stato mai detto 99 sigliarono quel sistema di gioco, escludendo che si potessero con esso, raggiungere risultati apprezzabili. Egli continuò a fare ciò che più di altri sentiva di fare: usare sia il braccio destro sia il braccio sinistro per eseguire due diritti e ciò prevalse su tutto, dandogli tangibili risultati ed un’enorme popolarità in tutto il mondo. Utilizzando l’uno e l’altro braccio, per eseguire a destra e a sinistra, il colpo di diritto, si permetterà alle due parti opposte del busto e del corpo, di collaborare reciprocamente per il sostegno e il mantenimento nel tempo di una sana colonna vertebrale, di conseguenza, il gioco del tennis, entrerebbe a far parte degli sport, definiti “completi”. Compensando il carico di lavoro, si elimineranno buona parte (se non totalmente) di quei traumi tendinei e scheletrici al gomito, alla spalla e alla colonna vertebrale, causati nel tempo dal totale carico di lavoro di una sola parte del corpo. Venendo quindi meno, quei preconcetti che questo sport da sempre si trascina dietro, si potranno avviare al tennis bambini di 4-5 anni e recuperare una buona fascia di giovanissimi di 6/7 anni, che costantemente vengono indirizzati ad altri sport definiti più “simmetrici”. I colpi più eseguiti nel gioco del tennis, sono il rovescio e il diritto: anche se si tende in questi ultimi anni, ad evitare appena possibile, e a qualsiasi livello si giochi, il colpo di rovescio (e questa la dice lunga sui benefici e sui vantaggi di questo colpo), il rovescio resta sempre e comunque il più eseguito. Si cerca di far giocare l’avversario più con il suo colpo di rovescio, perché al contrario del colpo di diritto, è fisiologicamente un gesto macchinoso, con una anomala torsione del busto e in una parte del corpo non consona all’uomo: risultando inoltre un colpo prevedibile, per nulla offensivo e con un’alta limitazione agonistica come gesto risolutore. Basta seguire degli incontri di tennis, dai ragazzi ai più forti giocatori al mondo, per rendersi conto dell’alta percentuale di palle che vengono giocate con il rovescio. Pur avendo un buon alleato nel rovescio eseguito con le due mani, iniziare a giocare a tennis con due diritti, è certamente il futuro dei nostri giovani. Nel Gennaio del 1982, la rivista “Il Tennis Italiano”, in risposta ai propri lettori, pubblicò nelle due pagine che lo componevano, un articolo 100 I segreti del tennis sull’ambidestrismo nel gioco del tennis, a titolo, “Ambidestri si nasce”. Con passi del M° Roaul Baracchi, e con esempi ispirati al grande campione ambidestro Giorgio De Stefani, l’articolo a firma di Guido Cesura, contiene informazioni interessanti sull’argomento, ma è rimasto, purtroppo, fine a se stesso. Ho voluto citare questa pubblicazione del “Il Tennis Italiano” (di cui sono da sempre attento lettore) oltre che per l’acume nell’averne parlato vent’anni fa, per il suo titolo. Curiosamente, l’ho collegato ad una frase analoga e conosciuta da tutti: “campioni si nasce”. Non vorrei che le due “definizioni” abbiano indotto tutti ad aspettare: perché se è vero che “campioni si nasce”, spesso, “campioni si diventa”. Come è vero che si può imparare ad utilizzare anche il braccio non dominante, per eseguire “un altro diritto” e sviluppare un tennis vincente. L’importante è proporlo nel modo giusto, affinchè un adeguato sviluppo tecnico e una migliore e più sana evoluzione del gioco del tennis, assecondando le attitudini personali possano favorire il miglior traguardo. Nei corsi di tennis per bambini principianti, “il braccio non dominante”, viene fatto utilizzare come movimento di compensazione nei vari giochi, soltanto inizialmente e niente più. Negli anni, lo stesso braccio, sarà relegato come mezzo di “servizio” del tennista (lancia la palla per la battuta, sorregge un poco la racchetta collaborando relativamente nella preparazione del colpo di rovescio), tutto qui. Anche lui invece, potrebbe partecipare attivamente al gioco, specializzandosi nell’eseguire un “altro diritto”. Nel regno animale, ogni parte del corpo oltre agli arti inferiori e quelli superiori, viene utilizzata al meglio per la propria sopravvivenza. L’uomo con la sua intelligenza invece, si priva di un arto, portandosi dietro falsi preconcetti sulla mano sinistra, considerata fino a trent’anni fa, la mano del diavolo e quindi, da non utilizzare. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze, e non solo per il gioco del tennis, ma anche nella vita di tutti i giorni, tanto da non riuscire nemmeno a conficcare un chiodino con il martello ad una parete, per appendere un quadro. Nel mondo moderno invece, cresce l’esigenza di usare sia la mano destra sia quella sinistra, e in alcuni campi come in quello chirurgico per esempio, è rilevante per affrontare particolari interventi. quello che non vi è stato mai detto 101 Ho organizzato per alcuni bambini, di cinque e sei anni, un corso di tennis con il preciso scopo di metterli in condizioni di eseguire due diritti. Non ho mai parlato loro del colpo di rovescio e tantomeno del mio programma. Ho trovato per loro, dopo vari tentativi e grazie ad un’importante casa di attrezzatura tennistica, delle racchette definite “Junior”, ma con un particolare importante; il manico di queste racchette ha un’impugnatura utile più lunga. Ho iniziato la prima lezione- accennando al modo d’impugnare la racchetta, alla posizione del corpo e ai vari movimenti, facendo poi colpire una quantità di palle con il braccio dominante: in un secondo momento, mi sono soffermato volontariamente nel far vedere la collocazione delle due mani sul manico della racchetta e la posizione d’attesa, ritenendo le due cose fondamentali per affrontare poi “l’altro diritto”. Con fare distratto, ma d’accordo con il mio collaboratore che mi lanciava le palle sulla mia sinistra, ho iniziato a colpirle di diritto con il braccio sinistro (io sono destro, ma per ragioni professionali e sostenitore “dell’altro diritto”, da molto tempo, anche se non a buon livello, ho imparato ad eseguire un altro colpo di diritto con il braccio sinistro), e visto che il colpo mi riusciva bene e la palla andava tranquillamente al di là della rete, con espressione meravigliata, come se fosse stata la prima volta che lo facevo, esclamai: “Ma allora è più facile di quanto pensassi”! Presi dall’interesse e dalla curiosità iniziarono anche loro ad utilizzare il braccio non dominante per eseguire un altro diritto. Ho lasciato che sviluppassero i due elementi che reputo essenziali per il gioco del tennis, la “distanza” (palla-corpo) ed il “tempo di battuta” (racchetta-palla). Nei bambini, queste due difficoltà sono più rimarchevoli, visto che si trovano alla prima esperienza con tali meccanismi. La parte tecnica, trattandosi di due gesti simili se pur con le relative variazioni degli arti superiori che inferiori, mi è rimasta semplificata e di conseguenza, senza il consueto carico d’istruzioni, anche gli stessi allievi, ne hanno trovato buon profitto. I bambini, a differenza degli adulti, non hanno ancora una totale praticità con la loro parte “dominante”, è quindi più semplice per loro familiarizzare con il movimento del braccio “non dominante” per colpire la palla con un “altro diritto”. E grazie ad un movimento più “semplice e più istintivo”, trovano meno difficoltà di quelle che incontrerebbero per apprendere il gesto del colpo di “rovescio”. 102 I segreti del tennis Esercizi per il miglior utilizzo del braccio non dominante Prima di iniziare a colpire la palla con “l’altro diritto”, è fondamentale eseguire e sviluppare degli esercizi al fine di poter poi utilizzare al meglio il “braccio non dominante”. Ciò permetterà di acquisire una buona destrezza e armonia, con la parte del corpo che non avete mai usato. Questi esercizi, non sono indicati soltanto per i bambini, ma anche per gli adulti e per tutti coloro che vogliono sostituire il colpo di rovescio. Cambiano ovviamente i tempi d’interpretazione e di sviluppo. Per la destrezza 1° Esercizio: utilizzando una palla da tennis, buttatela in terra, dopo aver assunto una posizione accovacciata del corpo e afferratela con la stessa mano tenendo sempre il palmo rivolto verso terra, senza farle superare l’altezza della cintura, accelerando a vostro piacimento l’azione del braccio e dando una continuità di almeno 40-50 rimbalzi. Con le ginocchia sempre piegate, eseguite dei continui spostamenti con i piedi, se pur di pochi centimetri: contribuiranno a non rimanere in una posizione statica. 2° Esercizio: adottate lo stesso metodo dell’esercizio precedente, senza afferrare la palla, ribattetela invece, con la mano aperta verso terra, mantenendo una posizione raccolta del corpo. Una volta acquisita una buona praticità con la mano e il braccio non dominante, mettete in azione anche l’altro braccio, alternando le ribattute della palla, con la mano destra e quella sinistra. 3° Esercizio: posizionatevi a distanza di circa 4-5 m da un muro e scagliategli contro la palla per poi riprenderla con la mano, dopo il suo rimbalzo in terra; nel successivo lancio invece, scaglierete la palla verso il terreno, per poi riprenderla dopo il suo impatto con il muro. Cercando di accelerare l’azione del braccio e il ritmo dei lanci, effettuate almeno tre o quattro serie, di circa 30 lanci consecutivi. Acquisita una buona praticità, alternate i lanci utilizzando anche il braccio dominante. 4° esercizio: impugnate il manico della racchetta, confezionando una impugnatura “eastern”, la stessa che dovreste aver adottato per eseguire il quello che non vi è stato mai detto 103 colpo di diritto con il braccio dominante, illustrata nella fig. 11. Il piatto corde della racchetta, sostituirà il palmo della mano, e imitando l’esercizio n. 2, ribattete la palla in terra con continuità, dopo aver assunto una posizione del corpo leggermente raccolta e con le ginocchia morbide; fate in modo che la palla non si alzi da terra più di 40 cm. Questo esercizio, può portare dei fastidi ai muscoli dell’avambraccio, è quindi opportuno moderarne la quantità e l’intensità. Tecnica di base per l’esecuzione dell’altro diritto con il metodo Iacopini Modo d’impugnare la racchetta e posizione di attesa Fig. A. Posizione delle mani sul manico della racchetta Fig. A1. Posizione del corpo in attesa della palla 104 Ora cerchiamo di conoscere le particolarità iniziali “dell’altro diritto”; che oltre la normale posizione di attesa, richiede un adeguato modo di collocare le due mani sul manico della racchetta, e al modo più utile di tenerla. Considerando che la mano dominante del bambino o dell’adulto sia la destra, la stessa mano, deve confezionare un’impugnatura “eastern”, in fondo al manico (fig. 11): la mano sinistra invece, si deve posizionare il più vicino possibile e davanti a quella destra (fig. A), avvolgendo il manico con un’altra impugnatura “eastern”. Assunta la normale posizione di attesa, la racchetta (fig. A1), deve risultare completamente orizzontale davanti al corpo e con la punta verso la rete di centro campo. I segreti del tennis Come le racchette dei bambini, anche quelle degli adulti devono avere un prolungamento della pelle che avvolge il manico, in modo da poter usufruire di una superficie più lunga (circa 2 cm), da impugnare. A questo punto, siete pronti per iniziare ad eseguire il “colpo del futuro”. Posizionatevi 50 cm dietro la riga di battuta del vostro campo, e considerando sempre il braccio destro, come braccio dominante, siete pronti per eseguire “l’altro diritto”. Fig. B. Diritto con il braccio domiIl Maestro posizionato dietro la rete di nante (destro) gioco, vi lancerà con la mano, delle palle nella parte interessata e nel momento in cui la mano sinistra (non dominante), inizierà a portare dietro la punta della racchetta (apertura), la mano destra (dominante) si staccherà dal manico per agevolarne la massima escursione, mentre le gambe troveranno la migliore distanza corpo-palla, e la posizione più idonea per poter eseguire il colpo. Effettuato il carico del peso del corpo sulla gamba sinistra, e con un adeguato affiancamento del busto, colpite la palla trasferendo il peso del corpo sulla gamba Fig. C. Diritto con il braccio non destra, con movimento a dondolo (fig. 4), dominante (sinistro) per poi ritornare nella posizione di attesa e per poter affrontare il colpo successivo. Nell’eseguire “l’altro diritto” con la “mano non dominante”, la stessa mano, si troverà ad impugnare la racchetta (fig. C), qualche centimetro più avanti dal fondo del manico; tale spazio, lasciato momentaneamente libero dall’abbandono della “mano dominante”, verrà rioccupato sempre dalla stessa mano, dopo ogni colpo. Altro modo d’impugnare la racchetta, potrebbe essere quello di sostituire, una o l’altra mano, nello stesso punto del manico; ma tale operazione, che quello che non vi è stato mai detto 105 in altri tempi veniva fatta da Giorgio De Stefani, e ben esposta dal “Tennis Italiano” nell’articolo del 1982, comportava e comporta un’eccessiva ed inutile perdita di tempo. Prima di iniziare ogni attività tennistica, educatevi a svolgere un mini palleggio sempre partendo nei pressi della riga della battuta, tenendo la palla in gioco il più possibile, utilizzando sia il braccio destro sia il braccio sinistro, ma soprattutto facendo collaborare in modo dolce e armonioso tutte le parti del corpo. Eseguire i colpi con movimenti tranquilli e armoniosi, con palle ad una moderata velocità. Così si permette un riscaldamento omogeneo e senza traumi per i muscoli, ma soprattutto si dà la possibilità alle parti del corpo interessate di assimilare prima e meglio, ciò che viene proposto, così da poterlo poi riproporre alla velocità più utile. Ultima considerazione: agendo nella parte e con la parte non dominante, avete messo in moto dei meccanismi fino allora assopiti perché mai chiamati in causa, che ora debbono avere il tempo di organizzarsi per trovare le soluzioni alle vostre richieste. C’è bisogno di tempo e pazienza. Tempo e pazienza, certamente minori di quello che impieghereste per apprendere il colpo di “rovescio”. Usate il braccio “non dominante”, soltanto per eseguire un altro diritto, per i restanti colpi il “braccio dominante”. Vantaggi nel tennis agonistico con l’esecuzione “dell’altro diritto” Oltre al vantaggio che riguarda le parti del corpo, largamente e profondamente rimarcate, e che già da solo dovrebbe essere un forte stimolo a far usare e usare il braccio non dominante, anche il fine agonistico ne trarrà ottimi risultati. Tutti conosciamo l’utilità che si ha nel tennis agonistico con il colpo di “diritto”, avere quindi l’opportunità di poterne eseguire un altro, è una scelta vincente con grande profitto della prestazione fisica ai fini dell’incontro. Con il colpo di diritto si è più inclini a colpire la palla “prima e più o meno davanti” (fig. 22), con il privilegio di avere più angolazione e potenza da imprimere alla palla, che, aggiunte ad una gestualità più naturale si pongono con predisposizioni offensive e di conseguenza più indicate per aggiudicarsi il “punto”. 106 I segreti del tennis Ma il privilegio che più di altri voglio sottolineare, considerando la naturale disponibilità del corpo e una maggiore forza a disposizione, è quello di poter colpire la palla “prima”. Ciò comporta una minore permanenza della palla nel proprio campo, con la possibilità di rubare il tempo di ribattuta all’avversario. Agendo quindi con due diritti, si potranno avere doppi vantaggi da sfruttare in modo proficuo e vincente. Tutto questo a mio parere, è una grande occasione per il tennista del futuro. quello che non vi è stato mai detto 107