Fiepet 21 giugno 2010 I pubblici esercizi A cura dell’Ufficio Economico Confesercenti 1 Le consistenze A inizio 2009 nel nostro paese si contano quasi 233 mila pubblici esercizi il 58,4 per cento sono bar, con quasi 136 mila unità, il 42 per cento ristoranti con 97 mila In media ogni mille abitanti si registra la presenza sul territorio di 4 attività, di cui 2,3 bar e 1,7 ristoranti ogni 1.000 abitanti 2 Nella distribuzione lungo la Penisola: è il Mezzogiorno a detenere la posizione di maggiore rilievo con 69.233 unità (che rappresentano circa il 30 per cento del totale nazionale), seguito dal Nord Ovest con 64.401 (27,7 per cento). Tuttavia il numero di esercizi per abitante è maggiore nel Centro Italia (4,4). Pubblici esercizi per aree geografiche -2009 bar ristoranti totale Nord Ovest 40.098 24.303 64.401 Nord Est 28.715 19.069 47.784 Centro 27.610 23.739 51.349 Sud e Isole 39.456 29.777 69.233 Italia 135.879 96.888 232.767 Bar e ristoranti per aree ogni 1000 abitanti - 2009 bar ogni 1000 ristoranti ogni 1000 abit. abit. Nord Ovest 2,5 1,5 Nord Est 2,5 1,7 Centro 2,4 2,0 Sud e Isole 2,1 1,6 Italia 2,3 1,7 totale 4,1 4,2 4,4 3,6 4,0 3 La natimortalità Il 2008 e il 2009 si chiudono con 6 mila e 4 mila imprese della ristorazione in meno nel primo trimestre 2010 il saldo negativo tra le iscrizioni e le cessazioni delle attività di ristorazione è di 2.583 imprese per il 2009 il tasso di sviluppo delle aziende enogastronomiche pari al –1,3 è inferiore al tasso medio del totale economia (-0,3) 4 Nati-mortalità delle imprese di ristorazione 2008 iscr. cess. saldo 18.757 24.820 -6.063 2009 Attività dei servizi di iscr. cess. saldo ristorazione 20.518 24.575 -4.057 I trim. 2010 iscr. cess. saldo 5.396 7.979 -2.583 Fonte: Unioncamere Tassi di nati mortalità nel 2009 Tasso Tasso di Tasso di di natalità mortalità sviluppo Attività dei servizi di ristorazione 6,4 7,7 -1,3 Totale economia 6,3 6,7 -0,3 Fonte: Unioncamere 5 La forma societaria Per quanto riguarda la forma giuridica del comparto della ristorazione prevalgono per i ristoranti le società, per i bar le imprese individuali, con percentuali rispettivamente del 53,6 e 54,9 Al Nord prevalgono sempre le Mezzogiorno le imprese individuali società, nel 6 I pubblici esercizi rappresentano una grande opportunità occupazionale per le donne e sono un importante canale di integrazione per i lavoratori stranieri per l’imprenditorialità femminile le attività di ristorazione contano (al netto delle società di capitale) 96.277 imprese in “rosa” che chiudono il 2009 con un saldo negativo di 442 unità. Le imprese femminili rappresentano il 45 per cento del comparto 7 Le attività di ristorazione in cui alcune cariche sono ricoperte da stranieri sono 45.958 ossia il 16 per cento delle imprese attive nel comparto. Il 24,5 per cento sono cittadini comunitari, il restante 75,5 per cento extracomunitari (35 mila imprese, circa il 12 per cento). ComunitariExtracomunitari Totale Stranieri 45.958 34.691 Attività dei servizi di ristorazione 11.267 100 75,5% 24,5% Incidenza Titolare Extracomunitari Attività dei servizi di ristorazione 10.230 29,49% Incidenza Socio 9.929 28,62% min 30 5.020 14,5% 30-49 23.499 67,7% Fasce d'eta Valori assoluti Incidenza AmministratoreAltre cariche 885 13.647 2,55% 39,34% più 50 6.172 17,8% Fonte: Unioncamere 8 Il 97 per cento dei cittadini extracomunitari ricoprono un ruolo da titolare, socio o amministratore Circa il 68 per cento dei cittadini extracomunitari impegnati nella ristorazione ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni le prime due aree di provenienza in ordine di importanza sono: con il 25 per cento la Cina e l’Africa con il 22 per cento 9 Il lavoro Nel 2009 nei pubblici esercizi le unità di lavoro sono più di un milione, di cui il 61,5 per cento dipendenti (637 mila) e il 38,5 per cento indipendenti (398 mila) La dimensione media di impresa è di 4,4 unità di lavoro a esercizio Le unità di lavoro dei pubblici esercizi rappresentano il 4 per cento delle unità di lavoro dell’intera economia, percentuale che sale al sei per cento per le unità indipendenti 10 Negli ultimi nove anni, dal 2000 al 2009, le unità di lavoro dipendenti crescono del 17,5 per cento mentre le indipendenti del 3,5 per cento tuttavia dal 2005 le unità di lavoro indipendenti registrano anno su anno variazioni negative Nel comparto dei pubblici esercizi la componente stagionale del lavoro risulta assai limitata rispetto al più ampio comparto del turismo. Nel 2009 tra le assunzioni non stagionali di “camerieri e assimilati” si registrano quasi 5 mila immigrati, con un’incidenza del 28,6 per cento a fronte di un dato medio nazionale del 20,5 per cento 11 Il valore aggiunto Il valore aggiunto, a prezzi correnti, dei pubblici esercizi è di 38 miliardi di euro, pari al 3% per cento del valore aggiunto dell’intera economia e rappresenta il 71,5 per cento del valore aggiunto del comparto “Alberghi e ristoranti” Nei pubblici esercizi, dal 2000 al 2008 la crescita media del valore aggiunto a prezzi costanti è stata dello 0,5 per cento all’anno, un valore inferiore alla media annua del v.a. dell’economia nel suo complesso (0,8 per cento) Nel 2009 nei pubblici esercizi la decrescita è stata dell’1,2% a fronte di un calo del valore aggiunto totale del 5,4 per cento 12 La spesa delle famiglie Nel 2009 la spesa delle famiglie nei pubblici esercizi è stata pari a circa 71 miliardi di euro, registra un calo dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente e rappresenta il 7,8 per cento della spesa complessiva e il 34,3 per cento della spesa per consumi alimentari Il 2009 è il primo anno in cui il segno della variazione della spesa è diventato negativo Tra i fattori che in questo anno di crisi hanno influenzato le decisioni di consumo delle famiglie determinante la riduzione dei redditi disponibili (-2,5 per cento) e le preoccupazioni circa l’impatto della recessione sul mercato del lavoro 13 Negli ultimi nove anni la spesa - a prezzi correnti - delle famiglie nei bar e nei ristoranti è cresciuta del 3,6 per cento, dato di molto inferiore alla crescita che si è registrata nei decenni precedenti ma anche superiore alla spesa alimentare per consumi in casa (2,4 per cento) e alla crescita media della spesa complessiva (2,7 per cento) Peso della spesa alimentare nei consumi delle famiglie 2009 2000 1990 1980 1970 Peso % 14,9% 15,6% 19,5% 28,0% Alimentari e bevande non alcoliche 33,5% 7,8% 6,8% 6,4% 5,9% 5,0% Pubblici esercizi 1979/1970 1989/1980 1999/19902009/2000 Var.% tendenziale 2,4% 3,6% 9,7% 16,1% Alimentari e bevande non alcoliche 3,6% 6,5% 14,6% 20,6% Pubblici esercizi 2,7% 5,9% 13,3% 18,4% Spesa delle famiglie Fonte: Elaborazioni Confesercenti su dati Istat 14 Andamento del volume d'affari Nel primo trimestre del 2010 si registra nei pubblici esercizi una riduzione del fatturato del 2,8%. Il grafico mostra come la fine del 2008 e i primi sei mesi dei 2009 siano stati mesi di forte crisi con un minimo relativo di fatturato del 12,5 per cento 0 II trim. -1 07 IV -0,8 -1,3 trim.07 II trim.08 IV trim.08 II trim.09 IV trim.09 -2 -2,8 -4 -4,6 -5,1 -5,4 -5,7 -6 -7 -7,1 -8 -10 -12 -11,8 -12,5 -14 15 Prezzi e tariffe Andamento dei prezzi 6,0% 5,0% 4,0% 3,0% 2,0% 1,0% 0,0% -1,0% 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Alimentari e bevande analcoliche Servizi di ristorazione Indice generale dei prezzi Gli incrementi dei prezzi nella ristorazione per diversi anni si sono mantenuti al di sopra di quelli dei consumi alimentari in casa. Dal 2007 al 2009 il gap si è invertito e anche ampliato con un inflazione nei servizi della ristorazione inferiore. L’andamento dei prezzi nel comprato enogastronomia ha mantenuto un andamento più lineare. 16 Da un confronto tra l’andamento delle principali tariffe e i prezzi nei pubblici esercizi, emerge come questi ultimi abbiano tendenzialmente assorbito i maggiori incrementi tariffari senza scaricarli sui prezzi al consumo. Forti incrementi si sono registrati nei Rifiuti solidi urbani specie nel 2007, nel costo dell’Acqua potabile dal 2006 in poi. Per quanto riguarda il costo dell’energia elettrica dal 2005 a fine 2008 gli aumenti sono stati di entità decisamente maggiore se confrontati con l’inflazione nei servizi di ristorazione, così come il costo del Gas per cottura cibi. Emerge come detto sopra un andamento più smooth, cioè più dolce, nell’inflazione dei pubblici esercizi rispetto a quella tariffaria 17 Tariffe dei rifiuti solidi urbani e prezzi dei servizi di ristorazione 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 2001 2002 2003 2004 2005 Rifiuti solidi urbani 2006 2007 2008 2009 2008 2009 Servizi di ristorazione Tariffe dell'acqua potabile e prezzi dei servizi di ristorazione 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 2001 2002 2003 2004 Acqua potabile 2005 2006 2007 Servizi di ristorazione 18 Tariffe dell'energia elettrica e del gas per cottura e prezzi dei servizi di ristorazione 15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 -10,0 Energia elettrica Gas per cottura cibi Servizi di ristorazione 19 Infine è possibile osservare l’andamento dei redditi da lavoro dipendente nei pubblici esercizi e nel complesso dell’economia. Si registra rispetto alla media nazionale un forte aumento dei redditi nei servizi di ristorazione nel 2000, incrementi sempre superiori tra il 2002 e il 2005 e infine in questi ultimi due anni di crisi. Variazioni tendenziali dei redditi da lovoro dipendente 14,0% 12,0% 10,0% 8,0% 6,0% 4,0% 2,0% 0,0% 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 -2,0% Ristoranti, bar e mense TOTALE 20