strategie COD Nuovi protagonisti Simone Rotoni crescono è un esempio simone rotoni di arnaldo benedetti Non è l’unico caso, nell’ottica, di un’impresa che trae le sue origini da una precedente esperienza nel settore orafo. Quando Sergio Rotoni decide di diversificare i suoi investimenti, orienta l’attività orafa sulla sola nicchia delle fedine con motivi di fantasia; riconverte l’immobile della fabbrica nel moderno Hotel Visconti, fa tesoro dell’esperienza acquisita nella produzione di montature in oro massiccio conto terzi. In questa ristrutturazione, idea particolarmente felice è quella di puntare su un’attività alberghiera nel momento in cui Malpensa si appresta di imprenditore che sa investire diversificando e patrimonializzando una cultura merceologica affine. Innesto di specificità ottiche, prodotti qualitativamente omogenei, differenziati per target, stanno imponendo Cod tra gli attori emergenti del settore a riqualificarsi: il Visconti, vanto della famiglia Rotoni, dista appena due chilometri dall’aeroporto. Successo assicurato. Né potrebbe essere diversamente se è vero, come è vero, che posizioni come questa sono ambite dalle più grandi catene alberghiere mondiali. L’ingresso nel settore ottico, invece, nasce da una di quelle opportunità che un imprenditore attento non si lascia sfuggire: un amico comune fa incontrare Sergio Rotoni con un imprenditore ottico che, oltre a punti vendita, dispone della rappresentanza per l’Italia dei prodotti della giapponese Masunaga. Nasce così la Cod srl il cui pacchetto azionario, tre anni fa, entra in completo possesso della famiglia o p t i c a l 43 MOD. AW 4434a Rotoni. È il momento del salto professionale per il mio giovane interlocutore (conta solo 28 anni), curiosamente laureato in scienze politiche: Simone Rotoni assume la gestione della società e comincia a pensare a una strutturazione adeguata ai piani di sviluppo che con papà ha tracciato. Innanzitutto la distribuzione: c’è un prodotto in casa, il Kawasaki, un gioiello di tecnologia e di semplicità di montatura, che aspetta di essere apprezzato dal mercato. Costituita rapidamente una rete di agenti introdotti ed esperti, si tratta di gestirla, motivarla, arricchirla di un portafoglio prodotti omogenei per qualità ma diversificati per target. Qui entra in gioco Gabriele Curzi, un perito ottico diplomato, “optometrista per necessità” con un back ground specifico e noto un po’ a tutti nel settore: esperto di oreficeria e gioielleria oltre che, naturalmente, affermato professionista nella distribuzione di montature d’alta gamma, condivide con Simone, per storia, la cultura della qualità. Il suo è un apporto di skills specifici. Il portafoglio prodotti si arricchisce della linea Andy Wolf, occhiale austriaco completamente fatto a mano a Graz. E poi la collezione francese RG512, tra le pochissime a disporre di occhiali per bambino tra i 6 e i 12 anni in celluloide, acciaio chirurgico con galvaniche anallergiche. Merita annotare una peculiarità: la presentazione all’ultimo Silmo da parte di Andy Wolf di una curiosità vintage, la collezione Betty Page, una pin up che gli over 50 non dimenticano per la sua avvenenza, accompagnata da un acculturamento poco diffuso in quegli anni cinquanta: è stata uno dei maggiori fenomeni mediatici. Come si vede, neanche la crisi riesce a frenare un’azienda in piena espansione che crede nel mercato e nei propri prodotti. Cod, la sua società, è relativamente una new entry nell’ottica. La famiglia Rotoni è tuttavia dotata dello stigma imprenditoriale che ha spinto prima suo padre, ora con maggior enfasi lei, a investire su un settore che qualche affinità già possedeva con l’esperienza orafa. Quale è stata la molla che vi ha indotto a questa evoluzione? La mia società non è propriamente una new entry dell’ottica, poiché papà Rotoni già costruiva montature in oro massiccio conto terzi. Il fatto di aver acquisito il controllo totale dell’azienda ha permesso di continuare con prodotti differenti in questo mercato. Tre anni fa suo padre, acquisito il controllo totale dell’azienda, lancia lei, appena venticinquenne, nell’arena del business. Tocca a lei gestire e sviluppare la neonata impresa. Quali sono stati i primi interventi e con quale spirito si è avvicinato a questa responsabilità? Oggi l’azienda viene gestita in collaborazione tra me, papà Sergio e Gabriele Curzi. I primi interventi per sviluppare la neonata società sono stati quelli di allargare la gamma dei prodotti in funzione delle necessità del mercato che ci venivano segnalate dalla nostra rete vendita che nel frattempo avevamo costituito. Lei si è trovato a fare i conti con la distribuzione sul mercato di un prodotto di grande interesse sia tecnologico sia qualitativo quale è l’occhiale Kawasaki di Masunaga, una storica impresa giapponese fin dal 1905. gabriele curzi 44 o p t i c a l Con quale strategia è riuscito a imporlo su un mercato tanto affollato? L’occhiale Kawasaki ha avuto un successo direi superiore alle aspettative poiché siamo riusciti a trasferire all’ottico le seguenti caratteristiche tecniche: mancanza di viti, colle e tappini per l’ancoraggio delle lenti alla montatura e in un modello specifico, l’assenza totale delle viti nella montatura, prerogativa questa fino a ora vantata da pochissimi brand. Inoltre la possibilità di avere a disposizione clip-on sagomati in funzione della forma della lente, rendeva questo occhiale molto interessante nelle zone del centro-sud Italia, tradizionalmente “avide” di supporti solari. Il salto di qualità mi pare possa essere allocato con la nomina a Direttore commerciale di Gabriele Curzi, riconosciuto come uno dei maggiori esperti dell’ottica. Una decisione di tale importanza presuppone un obiettivo di piano: qual è stato? L’inizio della collaborazione con Gabriele Curzi è servita ad avvicinare alcuni produttori stranieri i quali ci hanno affidato la distribuzione in Italia del proprio brand in esclusiva, ricevendo al termine di alcune canvas di vendita i complimenti per i risultati ottenuti. Il vostro portafoglio oggi prevede sette marchi per le vostre collezioni di montature. L’impegno si è fatto importante anche dal punto di vista del posizionamento di ciascun marchio. Che politica di marketing vi siete dati e, per la conseguente distribuzione, quali tipologie di punti vendita avete identificato? Il nostro portafoglio prevede quattro marchi principali che sono Masunaga, Andy Wolf, RG512 e Menrad (linea “2chique”). La derivazione di alcune collezioni come Toki per Masunaga, RG Junior e Adulto per RG512, portano a 7 le linee da noi gestite. Una cosa importante è stato inserire nel mercato RG Junior, target da 6 a 12 anni, con prodotti che esulano dalle varie proposte della concorrenza legate esclusivamente ai cartoni animati. Il nostro successo infatti è dovuto al fatto che l’ottico ha inteso la nostra mission con un prodotto di qualità in termini di tecnologia e design. La pianificazione dei contatti fatti con la nostra forza vendita è stata quella di identificare negozi fra i più rappresentativi di ogni zona, tralasciando le catene (non l’associazionismo tra ottici del quale fanno parte anche dei grandi professionisti) limitandoci però esclusivamente a un numero contenuto di queste. I punti vendita da noi scelti, non ancora terminata comunque questa cernita, dovranno avere un’impronta di professionalità non legata sergio rotoni certo esclusivamente al prezzo di vendita al pubblico. In termini quantitativi percentuali, pensa di allargare la sua distribuzione? In caso affermativo, quali aree territoriali avranno la priorità? Attualmente siamo discretamente posizionati nel Nord Italia, poco al Centro e Sud al 50%. La nostra penetrazione è poco efficiente al Centro Italia, inteso come la regione Lazio, poiché in città importanti come Roma vengono presi in considerazione dal mercato principalmente prodotti firmati, senza verificarne il vero rapporto tra qualità e prezzo imposto. Concludiamo con gli obiettivi. Il momento non è dei migliori e neanche per il 2010 si fanno previsioni ottimistiche: nel fashion system si va verso la riduzione dei prezzi. Che politica adotterà Cod? In termini di valore complessivo, si è posto traguardi di crescita? È pur vero che il periodo non è dei migliori, che il mercato tende a una riduzione del prezzo, ma secondo noi l’estrema ed esasperante riduzione del prezzo risulta essere una gara tra poveri dove, pur riducendo il prezzo di acquisto si tende a proporre prodotti i cui ricarichi poi risultano essere estremamente esagerati e non rapportabili a un comune senso del pudore per giustificare rapporto tra prezzo pagato e qualità proposta. Con i prodotti Cod infatti è possibile ottenere margini di contribuzione onesti, rapportati alla media del target dei prodotti di qualità. MOD. AW 4407c o p t i c a l 45