REGIONE BASILICATA
“Culture in loco”
IL PAESAGGIO COME
BENE CULTURALE
Potenza, 10-11 giugno 2008
Claudio Gamba
REGIONE BASILICATA
IL PAESAGGIO COME BENE CULTURALE
PRIMA PARTE: fondamenti teorici, estetici, artistici e storici (le
definizioni di paesaggio; ambiente, paesaggio e territorio; il
paesaggio nella storia della filosofia, nella letteratura e
nella storia dell’arte; il paesaggio e la città; il paesaggio
italiano dal Grand tour al turismo di massa).
SECONDA PARTE: il paesaggio nella storia della tutela (le
principali tappe legislative del Novecento); l’attuale assetto
normativo e il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (le
ultime modifiche, i compiti del Ministero, la Convenzione
europea); l’aggressione al paesaggio e il consumo di
suolo; la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione
come fattori di sviluppo e come opportunità per il territorio.
REGIONE BASILICATA
La Costituzione
della Repubblica Italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della
cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico
e artistico della Nazione.
REGIONE BASILICATA
I confini di un oggetto sconfinato...
È possibile una definizione di paesaggio?
REGIONE BASILICATA
Le parole chiave:
territorio, ambiente, paesaggio
come si differenziano
e in quale rapporto sono tra loro?
Territorio
Ambiente
Paesaggio
REGIONE BASILICATA
Le parole chiave 1
Territorio
• è una porzione abbastanza estesa di
terreno
• che può avere caratteri e delimitazioni
convenzionali, soggettivi, mobili, elastici;
• oppure assumere la connotazione di una
regione delimitata da precisi confini anche
in senso giurisdizionale e amministrativo.
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Le parole chiave 2
Ambiente
• lo spazio fisico e naturale che ci circonda
(flora, fauna, suolo, acqua, aria, clima)
• in senso figurato è l’insieme di condizioni
sociali e culturali in cui si trova una
persona o una comunità; lo spazio fisico
diventa quindi spazio storico;
• nella società industriale, con l’affermarsi
delle esigenze di limitazione dei danni alla
natura e di difesa della salute dei cittadini,
il tema dell’ambiente ha assunto specifici
caratteri ecologici.
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Le parole chiave 3
Paesaggio
• 1) genere pittorico che rappresenta una
porzione di territorio in termini realistici o
idealizzati;
• 2) la veduta prospettica o panoramica
dell’ambiente naturale da un determinato
punto di osservazione;
• 3) in termini geografici è il complesso di
elementi caratteristici di una zona
determinata.
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Bellezza
Visione
gerarchica e
idealistica
Paesaggio
come panorama
Ambiente
Territorio
REGIONE BASILICATA
Bellezza
Visione gerarchica e idealistica
Corrispondenza con i beni
artistico-architettonici
Monumenti
e opere d’arte
Città e spazi urbanizzati
Territorio
REGIONE BASILICATA
• Il paesaggio è connotato dal riconoscimento di uno
specifico valore per la collettività, la sua definizione è
quindi legata alla progressiva presa di coscienza da
parte dei singoli e di tutti i gruppi sociali.
• Il termine paesaggio ha subito lungo il corso del
Novecento un ampliamento di significato, passando dalla
contemplazione di piccole porzioni di eccezionale
bellezza alla coincidenza con la totalità dei fattori
identitari della popolazione, cioè del modo in cui una
comunità trasforma il territorio e si autorappresenta.
• Se dunque negli anni Sessanta e Settanta si preferiva
l’uso del termine “beni ambientali” per superare la
concezione idealistica delle isolate “bellezze naturali”, il
termine “paesaggio” è stato poi recuperato nel suo
significato più esteso e onnicomprensivo finendo per
comprendere al suo interno elementi della tutela
dell’ambiente e della qualificazione del territorio.
REGIONE BASILICATA
Superamento della
visione idealistica con
una visione integrata e
di scambio reciproco
tra le componenti che
caratterizzano il legame
uomo-spazio-natura
Paesaggio
cittadino
Territorio
Ambiente
Una popolazione consapevole dovrebbe:
conoscere il territorio, rispettare l’ambiente, tutelare
il paesaggio, promuovere la loro valorizzazione.
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Paesaggio
Paesaggio
naturale
Cause naturali: clima,
agenti atmosferici,
terremoti, eruzioni,
incendi, inondazioni,
ecc.
uomo
Elementi di
trasformazione
Paesaggio
antropizzato
Azione umana: lavoro dei campi,
caccia, pascolo, disboscamento,
bonifica, costruzione di edifici, città,
infrastrutture, dighe, cave,
fenomeni d’inquinamento, guerre,
ecc.
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Il paesaggio antropizzato
• Il paesaggio antropizzato è il prodotto del rapporto tra
uomo e natura. Lungo i secoli l’ambiente naturale è stato
modificato in diversa misura e secondo variegate modalità,
definendo caratteri sia locali che nazionali, sia stabili che
dinamici, in tensione tra ruralismo e urbanesimo.
• Il paesaggio antropizzato è un palinsesto storico che
racconta il perpetuarsi di peculiari caratteri geografici e
demologici, il sedimentarsi di secolari tradizioni, l’affacciarsi
di progressive trasformazioni tecniche e sociali, i contatti
con altre culture.
• Il paesaggio è un patrimonio vivo, non riducibile a una
immobile astrazione atemporale: trasforma i comportamenti
sociali e rappresenta sempre un fatto di grande attualità.
• La piena e integra percezione del nostro spazio naturale,
storico e culturale è indispensabile per bilanciare le sfide
della globalizzazione e l’appiattimento della società di
massa.
REGIONE BASILICATA
Elementi di storia ed estetica del paesaggio
Filosofia: Visione e
Riflessione
Letteratura :Natura e Poesia
Arte: Quadro e Veduta
Architettura: Spazio interno
e spazio esterno
Grand tour: Viaggio e
REGIONE BASILICATA
La pittura di paesaggio
ha contribuito in modo determinante al riconoscimento del
valore delle bellezze naturali e dei beni paesaggistici
•
•
•
•
•
•
Antichità classica
Medioevo
Funzione scenica e Funzione simbolica
La pittura profana e civica
Giotto
Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti
REGIONE BASILICATA
Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città e
in campagna , 1337-1340, 14 m. circa, Sala della Pace,
Palazzo Pubblico, Siena
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dettaglio
REGIONE BASILICATA
Il Quattrocento:
paesaggio, prospettiva, natura, simbolo
•
•
•
•
•
L’eredità del gotico internazionale
Brunelleschi e Donatello
Fra’ Angelico
Piero della Francesca
Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio
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Il Quattrocento
Piero, Doppio ritratto (Federico da Montefeltro e Battista Sforza),
1465-1466, Galleria degli Uffizi, Firenze.
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Il Quattrocento
Giovanni Bellini, Pala Pesaro, 14731476, Pesaro, Museo Civico (e
Pinacoteca Vaticana)
REGIONE BASILICATA
Leonardo: dalla prospettiva matematica alla prospettiva aerea
Il 5 agosto 1473
Leonardo data la sua
prima opera certa, il
disegno con una
veduta a volo d'uccello
della valle dell'Arno,
oggi agli Uffizi.
REGIONE BASILICATA
Figura o Natura?
Leonardo vs Michelangelo
REGIONE BASILICATA
Il paesaggio
veneto:
Giorgione
• Giorgione, Tre
filosofi, 1509,
Kunsthistorisch
es Museum,
Vienna
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Giorgione: natura
o allegoria?
• Giorgione, "La Tempesta",
1507-1508, Venezia,
Gallerie dell’Accademia
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Tiziano: città e campagna
•
Dürer: Studi naturalistici
Tiziano, Concerto campestre, ca. 1510
olio su tela, 105 x 136,5 cm
Musée du Louvre, Departement des
Peintures, Paris
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L’ideale classico e la pittura di paesaggio
Annibale Carracci: Fuga in Egitto, Galleria Doria Pamphilj, Roma.
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L’ideale classico e la pittura di paesaggio
N. Poussin: Paesaggio con i funerali di Focione
REGIONE BASILICATA
L’ideale classico e la pittura di paesaggio
Claude Lorrain: Porto al tramonto
REGIONE BASILICATA
Il paesaggio e il “sublime”
Salvator Rosa, Marina della Galleria Palatina di Firenze
REGIONE BASILICATA
Il vedutismo settecentesco:
rigore e invenzione
• Roma: Gaspar van Wittel
• Veneto: Luca Carlevarijs, Antonio
Canaletto, Bernardo Bellotto, Michele
Marieschi, Francesco Guardi
• G.P. Pannini, J.F. van Bloemen detto
l’Orizzonte, G.B. Piranesi
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Il vedutismo settecentesco
Gaspar Van Wittel, veduta del borgo dal Rio Vicano, 1691 Ronciglione VT
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Il vedutismo settecentesco
Bernardo Bellotto, Veduta di Pirna, 1753-1755, Dresda, Gemäldegalerie
REGIONE BASILICATA
L’Ottocento europeo
John Constable: Flatford Mill, 1817, Tate
Britain, Londra
William Turner, L’incendio del
Palazzo del Parlamento
REGIONE BASILICATA
L’Ottocento europeo
J.B. Camille Corot: Volterra, Louvre, dipinto durante un viaggio in Italia nel 1834
Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889, New
York, Museum of Modern Art
REGIONE BASILICATA
Il paesaggio come antiretorica nel Novecento
Mario Mafai: Paesaggio di Roma dal Pincio, 1937
REGIONE BASILICATA
Viaggio e Paesaggio: il Grand Tour
Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, Goethe nella Campagna
romana, (1786), Frankfurter Städelsches Museum.
REGIONE BASILICATA
Architettura e Paesaggio
spazio interno e spazio esterno
Rispetto all’Architettura
il Paesaggio
costituisce lo spazio
esterno con cui si
interfaccia l’edificio
Rispetto al Paesaggio
l’Architettura è,
insieme alla stessa
natura, solo una
componente dello
spazio interno
REGIONE BASILICATA
La storia della tutela: origini
• Nel 1515 papa
Leone X nomina
Raffaello Sanzio
“Commissario
alle Antichità”.
REGIONE BASILICATA
La storia della tutela: inizi
• Nel 1802 Pio VII emana una
prima legge di tutela del
patrimonio artistico
• Lo scultore Antonio Canova è
nominato ispettore generale
delle Antichità e Belle Arti
dello Stato della Chiesa, con
vasti poteri sul recupero,
acquisto e conservazione dei
beni artistici.
• Nel 1820 è emanato l’editto
Pacca.
REGIONE BASILICATA
La storia della tutela:
Primi provvedimenti
Dall’Unità al 1909
A partire dal 1861 furono avanzati numerosi progetti finalizzati
alla protezione del patrimonio storico e artistico della nazione;
ma non si arrivò a un progetto definitivo. Nel frattempo nasceva,
presso il Ministero della Pubblica Istruzione, la Direzione
generale degli Scavi e dei Musei (1875), poi diventata delle
Antichità e Belle Arti (1881), e venivano istituiti, dopo le
commissioni provinciali, gli Uffici regionali per la conservazione
dei monumenti (1891).
REGIONE BASILICATA
La storia della tutela: Prime Leggi
Legge Nasi: all’inizio del secolo fu approvata la prima Legge
sulla conservazione dei monumenti e degli oggetti di antichità e
d’arte (L. 12 giugno 1902 n. 185).
Legge Rosadi: nel 1906 fu nominata una Commissione,
presieduta da Giovanni Rosadi, che terminò i suoi lavori nel
1909 con la promulgazione della L. 20 giugno 1909 n. 364.
Alla Legge faceva seguito il Regolamento (R.D. 30 gennaio
1913 n. 363).
Con la L. 23 giugno 1912 n. 688, la legge del 1909 veniva
estesa anche a “ville, parchi e giardini”.
REGIONE BASILICATA
Legge 11 giugno 1922, n. 778
per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili
di particolare interesse storico
Il ministro
Benedetto
Croce
REGIONE BASILICATA
Costituzione dei parchi nazionali
• 1922 Parco Nazionale del Gran
Paradiso nelle Alpi Graie
• 1923 Parco Nazionale d’Abruzzo
• 1934 Parco Nazionale del Circeo
• 1935 Parco Nazionale dello Stelvio
• Solo nel 1968 è stato istituito un nuovo
Parco Nazionale, quello della Calabria
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1939: le Leggi Bottai
Nel 1939 fu riordinata la normativa di tutela con la
promulgazione delle due Leggi di tutela volute dal
ministro Giuseppe Bottai:
• sulla “Tutela delle cose d’interesse artistico o
storico” (L. 1 giugno 1939 n. 1089)
• sulla “Protezione delle bellezze naturali” (L. 29
giugno 1939 n. 1497).
• solo di quest’ultima fu emanato anche il
Regolamento (per la n. 1089 rimase in vigore il
Regolamento del 1913).
• Inoltre nel 1942 fu promulgata la legge
sull’Urbanistica (L. 17 agosto 1942 n. 1150).
REGIONE BASILICATA
Legge 29 giugno 1939, n. 1497
sulla protezione delle bellezze naturali e panoramiche
Art. 1 Sono soggetti alle disposizioni di questa Legge a causa del loro
notevole interesse pubblico:
• 1) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o
di singolarità geologica;
• 2) le ville, i giardini e i parchi che, non tutelati dalle leggi per la tutela
degli oggetti di interesse artistico o storico, si distinguono per la loro
non comune bellezza;
• 3) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico
aspetto avente valore estetico e tradizionale;
• 4) le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei
punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico da quali si goda lo
spettacolo di quelle bellezze.
REGIONE BASILICATA
La Costituzione
della Repubblica Italiana
1947-48
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della
cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico
e artistico della Nazione.
REGIONE BASILICATA
Ampliamento del significato del termine paesaggio
Bellezze naturali e
panoramiche
Beni ambientali e paesaggistici
(determinate aree di pregio e
categorie di beni)
Paesaggio naturale-culturale come identità dei popoli
(insieme dei valori che connotano il territorio)
REGIONE BASILICATA
Evoluzione normativa della tutela del paesaggio
Legge del 1922 (n. 778)
Legge del 1939 (n. 1497)
Commissione Franceschini (1964-67);
nascita del Ministero per i beni culturali e
ambientali (1975); Legge Galasso (1985)
Convenzione europea del paesaggio (del 2000,
ratificata dall’Italia nel 2006); recepita dal Codice
dei beni culturali e del paesaggio (modifiche
approvate nel 2008)
REGIONE BASILICATA
Commissione Franceschini (1964-67)
•
•
Tra il 1964 e il 1967 si svolsero i lavori della
cosiddetta Commissione Franceschini, ovvero la
“Commissione d’indagine per la tutela e la
valorizzazione del patrimonio storico,
archeologico, artistico e del paesaggio”,
presieduta dall’on. Francesco Franceschini e
istituita con Legge del 26 aprile 1964 n. 310 (gli
“Atti e documenti” furono editi con il titolo Per la
salvezza dei beni culturali in Italia, Roma 1967),
finalizzata alla revisione delle leggi di tutela,
dell’ordinamento del personale e
all’adeguamento dei mezzi finanziari.
La Commissione sancì la diffusione, per la prima
volta in Italia, della nozione di bene culturale
come “testimonianza materiale avente valore di
civiltà”, e propose la creazione di una
Amministrazione autonoma dei beni culturali.
REGIONE BASILICATA
La nascita dei Ministeri per i Beni culturali e
ambientali (1974) e dell’Ambiente (1985)
•
•
Alla proposta di una Amministrazione autonoma, suggerita dalla
Commissione Franceschini, fecero seguito le due successive
Commissioni Papaldo (9 aprile 1968 e 31 marzo 1971), le cui
proposte però non giunsero mai all’esame del Consiglio dei ministri.
Solo nella nuova legislatura (IV e V Governo Rumor) fu istituito un
Ministero senza portafoglio per i beni culturali, che nel successivo
Governo Moro fu assegnato a Giovanni Spadolini cessando dalla
carica “senza portafoglio”: il Ministero per i beni culturali e ambientali
fu istituito con Decreto Legge del 14 dicembre 1974 n. 657
(convertito nella Legge 29 gennaio 1975 n. 5).
Con la Legge 8 luglio 1986, n. 349, fu istituito il Ministero
dell’Ambiente per assicurare “la promozione, la conservazione ed il
recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi
fondamentali della collettività ed alla qualità della vita, nonché la
conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale
e la difesa delle risorse naturali dall'inquinamento”.
REGIONE BASILICATA
Legge Galasso (1985)
Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi
5, 6 e 7, aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con
modificazioni nella legge 8 Agosto 1985, n. 431, art. 1 e 1-quater
1. Sono sottoposti a vincolo paesaggistico della L. 29 giugno 1939 n.
1497:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300
metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della
profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori
elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti
dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed
impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre
1933, n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una
fascia di 150 metri ciascuna;
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d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del
mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per
la catena appenninica e per le isole;
e) I ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve e nazionali o regionali, nonché i territori di
protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o
danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di
rimboschimento;
h) le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da
usi civici;
i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del
Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n.448;
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico.
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Testo Unico (1999)
“Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e
ambientali” (D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490)
TITOLO II Beni paesaggistici e ambientali - Capo I Individuazione
Articolo 138 Beni ambientali
1. Sono beni ambientali, tutelati secondo le disposizioni di questo
Titolo in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione:
a) i beni e le aree indicati all' articolo 139 individuati a norma
degli articoli da 140 a 145;
b) i beni e le aree indicati all'articolo 146.
Articolo 139 Beni soggetti a tutela
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1)
Articolo 146 Beni tutelati per legge
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, art. 82, commi 5, 6 e 7, aggiunti dal decreto legge 27
giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8
Agosto 1985, n. 431, art. 1 e 1-quater)
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La Prima Conferenza
Nazionale sul Paesaggio,
Roma 14-16 ott. 1999
•
una politica per il patrimonio culturale
sempre meno può fondarsi solo sulla
tutela del singolo bene o della singola
cosa d’arte o di storia, oppure
sull’intervento vincolistico a
salvaguardia delle cosiddette bellezze
naturali, come si esprimeva la legge del
1939; ma sempre più deve essere una
politica concertata e programmata che
abbia per oggetto il bene culturale e
ambientale considerato nel suo
contesto, contesto urbano, territoriale,
paesistico, prescindendo dal quale
l’intervento singolo di tutela è destinato
il più delle volte a rivelarsi tardivo,
inadeguato, inefficace.
Giuseppe Chiarante
REGIONE BASILICATA
Convenzione Europea sul Paesaggio
LEGGE 9 gennaio 2006, n.14 –
Ratifica ed esecuzione della Convenzione Europea sul
Paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000.
Articolo 1. Definizioni
•
"Paesaggio" designa una determinata parte di territorio,
così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere
deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro
interrelazioni;
REGIONE BASILICATA
•
•
•
•
•
"Politica del paesaggio" designa la formulazione, da parte delle autorità pubbliche
competenti, dei principi generali, delle strategie e degli orientamenti che
consentano l'adozione di misure specifiche finalizzate a salvaguardare gestire e
pianificare il paesaggio;
"Obiettivo di qualità paesaggistica" designa la formulazione da parte delle autorità
pubbliche competenti, per un determinato paesaggio, delle aspirazioni delle
popolazioni per quanto riguarda le caratteristiche paesaggistiche del loro ambiente
di vita;
"Salvaguardia dei paesaggi" indica le azioni di conservazione e di mantenimento
degli aspetti significativi o caratteristici di un paesaggio, giustificate dal suo valore
di patrimonio derivante dalla sua configurazione naturale e/o dal tipo d'intervento
umano;
"Gestione dei paesaggi" indica le azioni volte, in una prospettiva di sviluppo
sostenibile, a garantire il governo del paesaggio al fine di orientare e di
armonizzare le sue trasformazioni provocate dai processi di sviluppo sociali,
economici ed ambientali;
"Pianificazione dei paesaggi" indica le azioni fortemente lungimiranti, volte alla
valorizzazione, al ripristino o alla creazione di paesaggi.
Dal Preambolo della Convenzione:
•
•
•
•
•
BASILICATA
Desiderosi di pervenire ad unoREGIONE
sviluppo
sostenibile fondato su un rapporto
equilibrato tra i bisogni sociali, l'attività economica e l'ambiente;
Constatando che il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul
piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole
all'attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo
adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro;
Consapevoli del fatto che il paesaggio coopera all'elaborazione delle culture locali e
rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale
dell'Europa, contribuendo così al benessere e alla soddisfazione degli esseri umani e
al consolidamento dell'identità europea;
Riconoscendo che il paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità
della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori
degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come
in quelle della vita quotidiana;
Osservando che le evoluzioni delle tecniche di produzione agricola, forestale,
industriale e pianificazione mineraria e delle prassi in materia di pianificazione
territoriale, urbanistica, trasporti, reti, turismo e svaghi e, più generalmente, i
cambiamenti economici mondiali continuano, in molti casi, ad accelerare le
trasformazioni dei paesaggi;
REGIONE BASILICATA
Codice BCP (2004, 2006, 2008)
DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42 recante il “CODICE
DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO”, ai sensi dell’articolo 10
della legge 6 luglio 2002, n. 137.
Articolo 2 - Patrimonio culturale
• 1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni
paesaggistici.
• 2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli
10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico,
etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate
dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.
• 3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all’articolo 134,
costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed
estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla
legge.
• 4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati
alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso
istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.
Articolo 134
Beni paesaggistici
• 1. Sono beni paesaggistici: REGIONE BASILICATA
• a) gli immobili e le aree di cui all’articolo 136, come individuati ai sensi degli articoli
da 138 a 141;
• b) le aree di cui all’articolo 142;
• c) gli ulteriori immobili ed aree specificamente individuati a termini dell’articolo 136 e
sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli 143 e 156.
Articolo 136
Immobili ed aree di notevole interesse pubblico
• 1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse
pubblico:
• a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, [o di] singolarità
geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali;
• b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del
presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
• c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente
valore estetico e tradizionale, inclusi i centri e i nuclei storici;
• d) le bellezze panoramiche [considerate come quadri] e così pure quei punti di vista
o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle
bellezze.
ddd
REGIONE BASILICATA
IL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO riformato nel 2008
(dal doc. 2008 del MiBAC sui 20 mesi di Governo)
• Alla Commissione per la Riforma del Codice dei Beni Culturali e del
Paesaggio, presieduta dal prof. Salvatore Settis, è stato affidato il compito
di rafforzare gli strumenti di tutela grazie a una maggiore collaborazione
con le Regioni in sede di copianificazione; alla revisione dei vincoli con il
superamento di rischi connessi alla loro attuale eccessiva genericità; alla
previsione un esercizio più incisivo del potere di revisione del nulla osta
paesaggistico rilasciato dai Comuni da parte delle Soprintendenze sul
territorio.
• Il testo di riforma del Codice, elaborato dalla Commissione, è stato
approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 25
gennaio 2008.
• Le modifiche alla parte Terza del Codice riguardante il paesaggio muovono
dalla considerazione, di recente ribadita dalla Corte Costituzionale con
sentenza 14 novembre 2007 n. 367, che il paesaggio è un valore “primario
e assoluto” che deve essere tutelato dallo Stato, prevalente rispetto agli
altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del
territorio. Partendo da questo presupposto le novità introdotte dal
provvedimento rafforzano la tutela del paesaggio a vari livelli:
definizione di paesaggio.
• Sulla scorta dei principi espressi dalla Corte Costituzionale è stata formulata una
nuova definizione di “paesaggio”,
adeguata ai principi espressi dalla Convenzione
REGIONE BASILICATA
Europea nonché alle finalità di tutela del Codice.
pianificazione paesaggistica.
• Viene ribadita la priorità della pianificazione come strumento di tutela e di
disciplina del territorio. Pur rientrando la redazione del piano tra le competenze
delle regioni è riconosciuta al Ministero dei beni culturali la partecipazione
obbligatoria alla elaborazione congiunta con le regioni di quelle parti del piano
che riguardano beni paesaggistici (vincolati in base alla legge Galasso o in base
ad atti amministrativi di vincolo). Ciò dovrebbe servire a stabilire fin da principio
regole certe e univoche dalle quali non possono sottrarsi gli strumenti urbanistici
e gli atti di autorizzazione alla realizzazione di interventi sul paesaggio. La finalità
è anche quella di eliminare un inutile e attualmente cospicuo contenzioso sulle
autorizzazioni richieste.
autorizzazione degli interventi sul paesaggio.
• Attualmente le Sopraintendenze rivestono un ruolo marginale essendogli
consentito un mero controllo di legittimità successivo sull’autorizzazione rilasciata
dai comuni. Col nuovo codice le sopraintendenze dovranno, invece, emettere un
parere vincolante preventivo sulla conformità dell’intervento ai piani paesaggistici
ed ai vincoli, così rafforzando la tutela del paesaggio.
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REGIONE BASILICATA
Le intese di copianificazione paesaggistiche
Per garantire la conservazione dei beni paesaggistici, sono state sottoscritte
intese di copianificazione paesaggistica fra il Ministero e le Regioni Friuli
Venezia Giulia, Sardegna, Toscana, Campania.
Nel caso in cui le Regioni risultino inadempienti a quanto disposto dal Codice
dei Beni Culturali e del Paesaggio, è stata adottata la dichiarazione di
notevole interesse pubblico.
In ambito nazionale, il Ministero sta sviluppando su questo fronte anche altre
iniziative come la progettazione per interventi sperimentali di riqualificazione
di aree degradate, ad esempio nell’area di Punta Perotti, e l’attivazione di un
Osservatorio Nazionale sulla qualità del Paesaggio.
Oltre agli strumenti legislativi, esistono, tuttavia, anche altre forme di contrasto
al degrado del territorio e del paesaggio italiano. Risposte tecnologiche
come quella costituita dal SITAP (Sistema Informativo Territoriale Ambientale
e Paesaggistico), una banca dati a riferimento geografico su scala nazionale
REGIONE BASILICATA
La Direzione Generale PARC del MiBAC
Art. 7. del DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA , 26 novembre 2007, n° 233
1. La Direzione generale per la qualità e la tutela del
paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee svolge
le funzioni e i compiti, non attribuiti alle Direzioni regionali ed
ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in
materia, relativi alla qualità ed alla tutela paesaggistica, alla
qualità architettonica ed urbanistica ed alla promozione
dell'arte contemporanea.
2. In particolare, il Direttore generale:
b) elabora, anche su proposta delle direzioni regionali, i programmi concernenti studi,
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ricerche ed iniziative scientifiche
in tema
di inventariazione e catalogazione dei beni
paesaggistici;
d) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice per la violazione delle
disposizioni in materia di beni paesaggistici;
f) esprime le determinazioni dell'Amministrazione, concordate con le altre direzioni
generali competenti, in sede di conferenza di servizi o nei procedimenti di
valutazione di impatto ambientale per interventi di carattere intersettoriale, di
dimensione sovraregionale;
g) adotta la dichiarazione di notevole interesse pubblico relativamente ai beni
paesaggistici, ai sensi dell'articolo 141 del Codice;
i) istruisce, acquisite le valutazioni delle altre competenti direzioni generali, i
procedimenti di valutazione di impatto ambientale ed esprime il parere per le
successive determinazioni del Ministro;
l) propone al Ministro la stipulazione delle intese di cui all'articolo 143, comma 3, del
Codice;
m) propone al Ministro, d'intesa con la Direzione regionale competente, l'esercizio di
poteri sostitutivi per l'approvazione dei piani paesaggistici;
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Il consumo di suolo
Da un articolo di Vittorio Emiliani, Se l’Italia diventa brutta, “l’Unità”, 10 novembre
2007:
C’è ormai anche una accentuata preoccupazione per i terreni agricoli, o a bosco o a
pascolo, sempre più sottratti alle colture e agli allevamenti: nel decennio 1990-2000
la superficie italiana libera si è ridotta di altri 3,1 milioni di ettari e 1,8 milioni di essi
erano “Sau”, superifici agrarie utilizzate. Che sono sparite, inghiottite in una periferia
senza verde, nei centri commerciali, negli outlet, nelle multisala e così via. I terreni
agricoli, anche i più produttivi, sono dunque terreni in attesa di reddito edilizio. La
campagna è in attesa di diventare periferia. O di venire lottizzata per seconde e terze
case.
Ne esce una Italia sfigurata per sempre. Sorte tremenda se pensiamo che appena due
secoli fa (un soffio per la storia) Wolfgang Goethe era ammirato degli italiani i quali
avevano saputo “costruire” paesaggi mirabili, agendo con spirito e cultura da artisti anche se erano contadini, mezzadri, capimastri - una “seconda natura” intrecciata a
quella originaria, abbellendola persino: era la “natura naturata”, cioè antropizzata,
identificata da Averroè e che non si contrapponeva ma si fondeva alla “natura
naturans”, a quella cioè primordiale.
Una cultura alta, demolita, distrutta da una idea bassa di “sviluppo” a tutti i costi, di
mercato senza freni, da una sorta di paleo-capitalismo che dissipa brutalmente beni
primari irriproducibili, fondamentali per la vita degli individui e delle comunità, ma
anche per quel turismo culturale e naturalistico che è il solo che “tira” ormai e che ha
prospettive di lungo periodo. Se non si semina cemento appena fuori dalle mura
delle città d’arte.
REGIONE BASILICATA
I cittadini in vedetta
 I meriti delle Associazioni: Italia Nostra,
FAI, Associazione Bianchi Bandinelli,
Comitato per la bellezza, Legambiente,
WWF, ecc.
 La rete del web: appelli, mailing list, siti
internet (patrimoniosos, eddyburg, ecc.)
 I comitati dei cittadini: l’esempio toscano
REGIONE BASILICATA
Quale fruizione del paesaggio?
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Il modello di fruizione del paesaggio è quello dello slow-food, che non è una prassi
neutra ma la difesa di una crescita più civile e meno consumistica della società: la
fruizione “lenta” dovrebbe diventare un vero modello da estendere a numerose altre
forme di fruizione che rischiano di venire snaturate da un consumo frettoloso e
inconsapevole.
Il primo elemento importante di qualsiasi forma di fruizione che voglia trasformarsi in
una esperienza duratura, è la consapevolezza di quello che si sta facendo. La
società dei consumi tende a trasformare ogni esperienza legata al territorio
nell’appagamento di frustrazioni psicologiche, cioè nel mero “ingurgitamento” degli
spazi, che è il contrario della “degustazione lenta” dei luoghi e dell’assimilazione
consapevole delle nostre radici.
In una prospettiva di futuro sostenibile abbiamo davanti a noi una sfida per i prossimi
anni: il recupero dei tempi lenti, che non significa certo rinnegare le innovazioni
tecnologiche, significa solo fare in modo che non siano la tecnologia e l’economia a
decidere per noi, a condizionare il nostro rapporto con il mondo, con la natura, con
gli altri esseri umani.
REGIONE BASILICATA
Opportunità della tutela e conoscenza
del paesaggio
La valorizzazione: un valore, non un prezzo
Paesaggio e turismo
La tutela come sviluppo e come opportunità
Il concetto di restauro, il paesaggio e la conservazione
programmata
La catalogazione del paesaggio
La conoscenza: il rapporto formazione-professioni
REGIONE BASILICATA
La conoscenza: il rapporto
formazione-professioni
La questione del rapporto con l’Università è una delle più
scottanti: nonostante gli appelli e i disegni di legge per la
riunificazione dei Ministeri dell’Istruzione e dei Beni e Attività
culturali, rimangono due mondi che non comunicano, se non in
isolate e volontaristiche eccezioni: una grande potenzialità
sprecata, perché in collaborazione con le soprintendenze
(opportunamente potenziate) si potrebbe ottenere un’alta
qualificazione specialistica, la sola che a lungo termine produce
sviluppo, mentre si preferisce il sottoutilizzo della nostra
professionalità per correre poi ogni volta all’illusione taumaturgica
dei “privati”.
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Il Paesaggio come bene culturale