Ore 10.00 Il modello dello screening dei tumori della mammella Emanuela Anghinoni Dipartimento di Prevenzione Medica ASL di Mantova Giampietro Barai- Direttore SC Fisica Medica Dip.to di Direzione Sanitaria AO “C.Poma” •Il Piano Nazionale di Prevenzione attiva, condiviso dagli Assessori alla Sanità e dal Ministro della Salute nell’ambito del convegno di Cernobbio ed approvato dai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome nella seduta del 27 maggio 2004, recita: “La prevenzione attiva rappresenta un insieme articolato di interventi, offerti attivamente alla popolazione generale o a gruppi a rischio per malattie di rilevanza sociale, che vedono un coinvolgimento integrato dei vari soggetti del Servizio Sanitario Nazionale impegnati nelle attività di prevenzione primaria e secondaria.” •Per parte sua la Regione Lombardia è promotrice del modello di sviluppo di strategie di prevenzione decentrate sul territorio lombardo, nel quale il livello regionale non è direttamente operativo, ma effettua una puntuale rilevazione di flussi di attività, curando lo scambio di esperienze tra le Aziende Sanitare Locali attraverso workshop e promuovendo iniziative di formazione ed aggiornamento. •Lo sviluppo della politica regionale in materia di screening rientra in un ambito di approccio complessivo alla patologia tumorale attraverso la emanazione di atti specifici, tra cui il DCR 29 luglio 99 n° 1294/VI “Piano oncologico regionale per il triennio 1999-2001 ed istituzione dei Dipartimenti oncologici” che nell’ ambito della diagnosi precoce individua quali progetti prioritari lo screening per il carcinoma mammario, della cervice uterina e quello per i tumori intestinali L’ATTIVITA’ DI PREVENZIONE ONCOLOGICA E’ INSERITA NEL DIPO DI MANTOVA www.dipomantova.it REGIONE LOMBARDIA AZIENDA SANITARIA LOCALE PROVINCIA DI MANTOVA ____________________________ DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE SERVIZIO DI MEDICINA PREVENTIVA DELLE COMUNITA’ Via Trento, 6 - 46100 Mantova - Tel. 0376 334604 - Fax 0376 334174 Da dove siamo partiti…. PROGETTO DI FATTIBILITA’ PER LA REALIZZAZIONE DELLO SCREENING PER I TUMORI DELLA MAMMELLA IN PROVINCIA DI MANTOVA (DICEMBRE 1999) A CURA DI DR. EMANUELA ANGHINON DR. GABRIELE GIANNELLA ASS. SAN. ANNALAURA BOZZEDA ASS. SAN. DANIELA FOGLIA COSA OFFRE LO SCREENING? … TANTI PUNTI DI ACCESSO AL TEST DISTRIBUITI SUL TERRITORIO PER FAVORIRE L’ADESIONE E ACCENTRAMENTO DELLE ATTIVITA’ DI APPROFONDIMENTO PER GARANTIRE ESPERTISE DISTRIBUZIONE DEI CENTRI SCREENING MAMMOGRAFICO SUL TERRITORIO MANTOVANO OSP. SAN PELLEGRINO P.O. ASOLA A.O. C. POMA OSP. OGLIO PO CLINICA SAN CLEMENTE OSP. MONTECCHI P.O. PIEVE DI CORIANO SEDI PER APPROFONDIMENTO DIAGNOSTICO SCREENING MAMMOGRAFICO A.O. C. POMA OSP. OGLIO PO DISLOCAZIONE GEOGRAFICA DELLE RADIOLOGIE COINVOLTE NEI PROGRAMMI DI SCREENING 4 2 (VC) 8 6 8 15 MI1 10 MIC 9 10 MzBz 4 MI2 5 9 7 3 3 Percorso: Invito : alla popolazione target, donne 50-69 anni Popolazione target dello screening nella Provincia di Mantova fascia d'età 50-54 55-59 60-64 65-69 totale n° soggetti 13.993 12.999 13.789 10.947 51.728 % sul totale 27% 25% 27% 21% 100% Adesione all’invito >>mammografia bilaterale, doppia proiezione Refertazione della mammografia con doppia lettura (2 diversi medici radiologi) Esito negativo, prossimo invito a 2 anni : capita al 98% delle donne Regione Lombardia: % di adesione allo screening anno 2009 65,54 Percorso: Invito : alla popolazione target, donne 50-69 anni Adesione all’invito >>mammografia bilaterale, doppia proiezione Refertazione della mammografia con doppia lettura di 2 diversi radiologi Esito sospetto: avvio al secondo livello diagnostico : 2% delle donne Anno 2009 4,28 1,49 Secondo livello diagnostico: Non invasivo : (altra mammografia, altra proiezione, ecografia..) capita nel 60% dei casi Invasivo: prelievo isto-cito patologico : capita nel 40% dei casi Tipo di esami effettuati durante gli approfondimenti – anno 2009 N° totale di donne che hanno effettuato un approfondimento Classe di età N° donne sottoposte ad esami non invasivi (altra mx, altre proiezioni mx, eco, visita) N° donne sottoposte ad esami invasivi altre procedure invasive (core biopsy, mamotome, abbi, microbiopsia) Totale % esami non approfondimenti invasivi solo citologia 50-54 24 8 5 37 65% 55-59 27 10 4 41 66% 60-64 37 17 7 61 61% 65-69 37 26 6 69 54% Totale 125 61 22 208 60% Tassi di identificazione di patologia x 1.000 screenate mantova 4,85 4,07 Tassi di identificazione di patologia <1 cm x 1.000 screenate mantova 1,46 1,23 1,68 1,06 1,65 1,07 Concludendo: 1)A tutta la popolazione femminile mantovana in età tra 50 e 69 anni è offerta la diagnosi precoce del tumore al seno 2)I tassi di adesione all’invito e agli accertamenti sono stabilmente sopra gli standard di accettabilità 3)Esiste un equilibrato utilizzo degli accertamenti di secondo livello e nel caso di accertamenti invasivi, in oltre il 70% si tratta di citologia agoaspirativa 4)Il programma dimostra una buona capacità di diagnosi precoce : su 100 tumori individuati, il 14% è in situ (standard tra 10-20%) e 34% è <1cm (dato reg.le 27,2%) 5)I tempi di attesa e le tecniche chirurgiche concludono in modo appropriato l’iter di diagnosi precoce attivato dall’invito alla mammografia. PER LO SCREENING MAMMOGRAFICO nel 2010: i lavori in corso sono…. 1) Studio strategie per l’aumento della compliance 2) Monitoraggio dei Cancri d’intervallo 3) Implementazione della piattaforma tecnologica 1) Analisi della quota di popolazione MAI rispondente all’invito per attuare una campagna di promozione ad hoc con azione/messaggio mirato 2) Monitoraggio dei cancri d’intervallo Corso di aggiornamento n. 42/2010 “Lo screening mammografico e i cancri d’intervallo: processi organizzativi e valutativi in provincia di Mantova ” Presentazione di un progetto per la valutazione dei carcinomi di intervallo nel programma di screening di Mantova Emanuela Anghinoni Stefano Ciatto Inizio corso: 16 settembre 2010 - Fine corso e risultati: 14 gennaio 2011 Il cancro di intervallo (CI) è un’entità patologica che viene descritta solo nell’ambito dei programmi di screening organizzato Per CI si intende un carcinoma successivo a un processo di screening negativo e comparso prima del passaggio di screening successivo. L’impostazione dei programmi di screening, che comporta per definizione il monitoraggio dell’intervento in tutti i suoi momenti, consente di poter intervenire per migliorare gli aspetti organizzativi, tecnici e professionali per tenere più bassa possibile la percentuale di falsi negativi (quindi di CI), aumentando così la qualità del test e, di conseguenza, la sua sensibilità Obiettivi del corso 1) Valutazione della incidenza proporzionale dei carcinomi di intervallo (C.I.) nella popolazione afferente allo screening mammografico della ASL di Mantova e con test di screening negativo. 2) Revisione critica dei radiogrammi di screening precedenti i C.I. al fine della classificazione degli stessi in funzione di un eventuale errore diagnostico. 1°obiettivo: Valutazione della incidenza proporzionale dei CI nella popolazione afferente allo screening mammografico della ASL di Mantova e con test di screening negativo L’indicatore : rapporto tra C.I. osservati nei due anni successivi ad un test di screening negativo e i carcinomi attesi, definiti in base alla incidenza attesa, età specifica, in assenza di screening. La popolazione di riferimento: soggetti con episodio di screening negativo: sia un test di screening (mammografia) negativo che non ha generato approfondimento diagnostico sia un test di screening (mammografia) seguito da un approfondimento diagnostico negativo con indicazione di rientro in periodicità di screening I CI osservati, individuati mediante registro tumori, archivio screening, archivio di anatomia patologica e/o con le schede di dimissione ospedaliera (SDO). I CI verranno distinti in CI del primo o del secondo anno dell’intervallo in base alla data del test di screening e alla data di diagnosi. I Carcinomi attesi calcolati applicando alla popolazione di riferimento i tassi di incidenza età specifica nell’area di screening. 2°Obiettivo :Revisione critica dei radiogrammi di screening precedenti i carcinomi di intervallo al fine della classificazione degli stessi in funzione di un eventuale errore diagnostico I radiogrammi di screening precedenti i CI verranno raccolti nell’archivio di screening. Ai radiogrammi così reperiti (= i casi) verranno accoppiati radiogrammi (= i controlli) negativi (negativi al successivo round di screening) eseguiti nello stesso anno del caso di riferimento, e della stessa classe di densità (classificazione BIRADS) in ragione di un rapporto 4-5:1. Casi e controlli non dovranno essere riconoscibili e verranno identificati con numerazione progressiva randomizzata . Il set di casi così composto verrà sottoposto al panel di revisori: un numero dispari di lettori esperti di screening (tre). La revisione (cieca e indipendente) del set avverrà separatamente da parte dei componenti del panel. Per ogni caso il revisore indicherà se esista o meno alterazione radiologica meritevole di approfondimento diagnostico: nei casi positivi il revisore indicherà lato e sede della lesione sospetta su apposito schema. I risultati delle tre revisioni verranno considerati - occulti: se non identificati da alcun revisore - segni minimi: se identificati da un solo revisore - errori di screening: se identificati da almeno due revisori Per i Cancri d’Intervallo…. Abbiamo queste basi: 1)Tumori invasivi della mammella per anni 2002-2004 ( 1.140 casi) 2) Tumori accertati nel periodo 2002-2004 in donne IN ETA’ di screening (564) 3) Tumori in situ della mammella per anni 2002-2004 (93) I casi di carcinoma in situ non verranno considerati CI ma verranno comunque raccolti per la revisione dei radiogrammi di screening. 4) Tutte le mammografie eseguite con esito registrato dal 2001 5)Tutte le donne inviate ad accertamento dopo mammografia dal 2001 Il lavoro che stiamo facendo: Record linkage tra casistica Registro Tumori e Programma Screening Individuazione della storia di screening dei casi di tumore Data diagnosi di tumore- mammografia screen: se > 90 gg, se < 90 gg, verifica se C.I. verifica se screen detected Recupero mammografia screening dei casi C.I. Recupero (se possibile) mammografie eseguite nel ricovero Revisione casi Analisi della frequenza dei C.I. e definizione della incidenza proporzionale 3°Implementazione della piattaforma tecnologica (finanziamento DIPO) Diagramma di flusso a cura di Giampietro Barai [email protected] Grazie per l’attenzione Posta elettronica: [email protected] [email protected]