amoenalife
For you, like no other.
amoena.it
Autunno 2015
Andate avanti—
Trovate il vostro
“Dopo”
Pazienza e determinazione
hanno aiutato Anne-Mary
Molinie nei momenti difficili
Rimbalzare è
tornato di moda!
Il rebounding è una terapia
cardiovascolare a basso impatto
La vostra immagine
fashion: scegliete
saggiamente!
Potete essere provocanti,
divertenti e alla moda senza
sacrificare la salute
Le stagioni
della vita
Strategie di sopravvivenza
a 40, 50 e 60 anni
In più
SALUTE, RITRATTI
E MOLTO ALTRO ANCORA
amoenalife
Autunno 2015
in questo
numero...
Speciale
17REPORT
Affrontare il linfedema
Cosa bisogna sapere oggi
e le nuove possibili strategie
16 Il vostro stile
La vostra immagine fashion —
scegliete saggiamente!
Potete essere provocanti,
divertenti e alla moda senza
sacrificare la salute
Una vera amica
Proprio come una vera amica,
Amoena è con te in ogni
passo della tua vita
Per scoprire il punto vendita a te più vicino,
chiama i nostri uffici allo 02/2160671, oppure
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16 corpo e mente
8
Le stagioni della vita — Strategie di sopravvivenza
a 40, 50 e 60 anni.
Rimbalzare [è] tornato di moda!
Il rebounding è una terapia
cardiovascolare a basso impatto
MODA
15
Pazienza e determinazione
hanno aiutato Anne-Mary
Molinie nei momenti difficili.
Le nostre modelle Amoena
– donne vere proprio come voi
– scoprono una nuova sicurezza
nel vestire
4 La moda leggera
12Guardiamo sempre
in alto!
18 holiday getaway
In copertina
La modella in copertina,
Carole, ha 37 anni ed
è stata operata al seno.
amoena.it
Amoena is a registered trademark of Amoena Medizin-Orthopädie-Technik GmbH. “For you, like no other.” is a trademark of Amoena Medizin-Orthopädie-Technik GmbH pending registration.
©2015 All rights reserved Amoena USA Corporation, Kennesaw, GA 30144-4582 USA
Fotografo:
Dorothea Craven.
[ moda ]
La moda
leggera
I designer di moda hanno
deciso la ‘linea leggera’, per
questa stagione: ci sono soffici
ed eleganti pizzi a tentare i
nostri occhi. E il risultato è
morbido e seducente sotto i
vestiti. La lingerie Amoena
e la moda dedicata al riposo
notturno hanno fatto proprie
queste tendenze e appaiono
romantiche, lussuose, eleganti.
Dianna
Il nostro completo
che festeggia i 40
anni di Amoena
4 Autunno 2015
A fianco: Il reggiseno Dianna, taglie dalla 70 alla 95, in coppe dalla AA alla D, con lo slip coordinato, in taglie europee dalla
36 alla 46. In questa pagina: reggiseno Mona in colore blu notte, taglie dalla 70 alla 95, in coppe dalla AA alla E, con lo
slip coordinato, in taglie europee dalla 36 alla 46; reggiseno Holly in colore Nero/Nudo, taglie dalla 70 alla 95, in coppe
dalla AA alla D, con lo slip coordinato, in taglie europee dalla 36 alla 48. Elian, che li indossa, è stata operata al seno.
amoena.it 5 [ moda ]
In senso orario dall’alto: reggiseno Adele in colore blu notte, taglie dalla 70 alla 90, in coppe dalla A all D (disponibile
anche in colore Nero/avorio), con lo slip coordinato, in taglie europee dalla 36 alla 44; Pigiama in pizzo in colore nero,
taglie S-XL; reggiseno Karla bianco, taglie dalla 70 alla 95, coppe A-D, e slip coordinato, taglie europee 36-46.
6 Autunno 2015
In senso orario dall’alto: reggiseno Marie nero, taglie dalla 75 alla 110, coppe A-F (disponibile anche in colore avorio)
con lo slip coordinato, in taglie europee dalla 38 alla 50; reggiseno Lilly in colore marrone, taglie 70-95, coppe A-D,
e slip coordinato, taglie europee 36-48; reggiseno con ferretto Louise colore Grigio-Malva, taglie 70-95,
coppe A-D disponibile anche in colore bordeaux), e slip coordinato, taglie europee 36-48.
Per vedere l’intera collezione Autunno 2015, visitare amoena.it/amoenalife.
amoena.it 7 [ copertina ]
Strategie di sopravvivenza a 40, 50 e 60 anni
Le
stagioni
della
vita
8 Autunno 2015
Beth Leibson vive e scrive a New York City. E’ l’autrice di I’m Too Young to Have
Breast Cancer (2004) e The Cancer Survivor Handbook (2014).
Di Beth Leibson
Con l’avanzare dell’età pensare ai propri familiari e
amici, alle proprie finanze e ai cambiamenti nella propria
sessualità è normale e necessario. Con una diagnosi
di tumore al seno questi pensieri possono diventare
delle preoccupazioni e vorticare rapidamente nel nostro
cervello. Per quanto le preoccupazioni di base non siano
così diverse indipendentemente dal fatto che il tumore
sia diagnosticato a 40, a 50 o a 60 anni, alcuni dettagli
cambiano. Vogliamo condividere con voi alcune storie e
strategie per ogni stagione della vita.
40 anni
Con una diagnosi a 39 anni nel
1981, Martha Grissom ha pensato
come prima cosa alla possibilità di
morire. “Mi era stato diagnosticato il
cancro a tre linfonodi,” ricorda Martha.
“Allora un tumore ai linfonodi era quasi
una condanna a morte,” osserva. “Mi
preparavo all’eventualità di dover morire.”
Oggi, più di 30 anni dopo, Martha
sta bene e ha imparato a controllare
meglio le sue paure. “Vivo ogni giorno
come un dono – anche se ho sempre
un po’ di paura quando devo fare i
controlli.”
Tutti hanno paura della morte,
osserva Hester Hill Schnipper,
LICSW, BCD, OSW-C, responsabile
dell’assistenza ai malati di tumore presso
il Beth Israel Deaconess Medical Center.
“Per la maggior parte delle persone,
una diagnosi di tumore rappresenta la
fine di quel pensiero ingenuo di poter
vivere per sempre,” conviene Marjorie
Schwartz, consulente presso SHARE.
Spesso le paure non compaiono fino
alla fine delle cure, perché fintanto
che siamo concentrate sulla lotta alla
malattia le mettiamo da parte.
L’età non conta, aggiunge
Schnipper. “Ho conosciuto donne di
70 anni spaventate all’idea di dover
morire.” La differenza consiste piuttosto
nel fatto che una donna anziana
solitamente ha una prospettiva più
ampia sulla questione.
È utile pensare esattamente
al perché si ha paura – e parlarne.
Abbiamo paura del dolore, dell’essere
un peso per la nostra famiglia, di ciò
che accadrà dopo la nostra morte o di
qualcos’altro? Una volta individuata la
natura delle nostre preoccupazioni, è più
facile affrontarle, consiglia Schnipper.
Un’altra sfida che i sopravvissuti al
tumore si ritrovano spesso ad affrontare
è il rapporto con amici e familiari. Come
nel caso di Martha.
“La maggior parte dei miei amici
sono di lunga data,” osserva. Ma
quando a Martha venne diagnosticata
la malattia essi avevano paura di
parlarne con lei. “Non erano sicuri di
come avrei reagito,” ricorda Martha.
Quindi non ne parlavano affatto.
“Una diagnosi di tumore mette
in evidenza le relazioni buone e
quelle cattive,” osserva Schwartz. La
comunicazione può essere d’aiuto.
Martha prese l’iniziativa e
cominciò a parlare della questione
con i suoi amici. “Una volta accortisi
che ne parlavo tranquillamente, hanno
cominciato a farlo anche loro,” osserva.
E una volta che tutti hanno cominciato
a parlarne senza problemi, gli amici
di Martha le sono stati molto d’aiuto
offrendole sostegno – e cibo – durante
l’intero trattamento e dopo.
L’imbarazzo tra amici e familiari è
frequente, forse più tra le donne più
giovani, osserva Schnipper. “Di solito,
se a una donna viene diagnosticato il
tumore a cinquanta o sessanta anni,
le sue amiche hanno probabilmente
già dovuto affrontare alcuni importanti
problemi nella vita,” osserva
Schnipper. Possono anche non aver
avuto il cancro, ma si sono
confrontate con altre sfide, e questo >>
amoena.it 9 [ copertina ]
può favorire la comprensione.
Può anche capitare di non avere
nessuna amica. A Melody Biehl venne
diagnosticato il tumore al seno a
41 anni. Si era appena trasferita a
Spokane (Washington) e non aveva
alcun sostegno in zona al di fuori dei
suoi familiari più prossimi.
Inizialmente, Melody si è dovuta
appoggiare esclusivamente al marito,
alle figlie e al nipotino, per poi quindi
entrare a far parte di un gruppo di
sostegno. “Ci siamo divertite molto
insieme.” All’interno del gruppo, Melody
ha trovato alcune ottime amiche.
Una volta terminate le cure, Melody
ha fondato un’associazione no-profit
che fornisce alloggio e sostegno alle
pazienti affette da tumore che si recano
a Spokane per sottoporsi a trattamento.
Melody ha chiamato la struttura la Casa
di Faye in onore di una delle sue amiche
del gruppo di sostegno.
60 anni: consigli per quest’età
l P
arlate
l
l
l
di qualsiasi paura e degli amici e dei familiari che non vi sostengono,
suggerisce Schnipper. Il vantaggio dei gruppi di sostegno è che tutte le
partecipanti sanno perfettamente cosa state affrontando.
I 40 anni sono un periodo di cambiamenti ormonali e maggiori dolori articolari,
pertanto cercate di evitare attività fisiche ad alto impatto quali lo step e la corsa
su lunghe distanze, consiglia Daniel Destin, ACSM, fisiologo e responsabile
del Shipley Center presso il Newton-Wellesley Hospital. Dedicatevi a un
allenamento cardio moderato due to tre volte alla settimana (per es., bicicletta,
camminata veloce, jogging leggero) e a esercizi core-strengthening (per es.,
Pilates o sollevamento pesi) tre o quattro volte alla settimana.
I cambiamenti ormonali incidono anche sul metabolismo; le donne di 40 anni
(e oltre) hanno maggiore difficoltà a perdere peso. Pertanto è utile monitore il
proprio peso con regolarità, suggerisce Molly Morgan, RD, titolare di Creative
Nutrition Solutions e autrice di diversi libri sulla nutrizione. Morgan suggerisce
inoltre di assumere più alimenti di origine vegetale.
oraggio: iniziando a quest’età potete sviluppare e coltivare nuove e vecchie
C
amicizie oltre che abitudini salutari!
10 Autunno 2015
60 anni
Marion Ray Behr, a cui venne
diagnosticato un tumore all’età di 67
anni, fece la mammografia soltanto
“Una donna che ha appena iniziato a
lavorare può avere maggiori difficoltà in
tal senso.”
Un’altra preoccupazione comune
– indipendentemente dall’età – riguarda
il proprio corpo. A causa delle cure,
Rikie, con diagnosi a 60 anni, acquistò
peso e perse un seno. “Voglio sentirmi
me stessa — Con un solo seno mi
sento incompleta,” osserva.
“Una donna con un corpo e
un’immagine corporea che cambiano
si ritrova con un fardello extra,”
osserva Schwartz. Per quanto questo
sia un problema soprattutto per le
donne più giovani, non si può dire
che quelle più mature non abbiano le
loro preoccupazioni in tal senso. “Ho
conosciuto donne di 60 o 70 anni che
avvertivano come problema principale i
cambiamenti del loro corpo e della loro
vista sessuale,” osserva Schnipper.
Rikie è stata colpita duramente
anche in termini finanziari e oggi, dopo
due anni, sta ancora avendo problemi
con la sua società di assicurazioni.
“Molte donne dopo il tumore al seno si
ritrovano ad affrontare disoccupazione
e fallimento,” osserva Schwartz. Le
difficoltà economiche ti colpiscono
quando sei più vulnerabile, soprattutto
se sei più anziana, quando sei già
provata dalla diagnosi e dalle cure.
In generale, informazioni e
supporto sono essenziali per la
sopravvivenza al tumore al seno,
indipendentemente dall’età. “Se si
hanno informazioni e se ne parla, è
possibile prendere le decisioni più
adatte a noi,” osserva Schwartz.
Un’altra strategia che tendiamo ad
apprendere soltanto con il procedere
degli anni: gratitudine per tutte le cose
buone. n
Amicizie che durano... o amici per ogni età?
50 anni
Quando ad Eileen Mather venne
diagnosticato il tumore al seno all’età
di 51 anni, si concentrò subito su suo
marito. “Lui è più sensibile di me,” ci
dice. Eileen era preoccupata anche per
i suoi due nipoti che stava crescendo.
“Non volevo dirglielo perché pensavo
che ne sarebbero stati turbati,” spiega.
“Le donne colpite da tumore si
preoccupano del loro partner e dei loro
figli,” osserva Schnipper. Eileen era
preoccupata della loro salute emotiva,
ma altre donne si concentrano invece
sulla logistica: Chi si occuperà di
preparare da mangiare, dei vestiti e
dell’istruzione dei bambini? “Le donne
con figli più piccoli si preoccupano di
cosa accadrà ai loro bambini.” osserva
Schnipper.
Anche se le donne più mature
non si occupano così tanto di
portare i figli a scuola, esse ritengono
comunque che l’essere genitori sia una
responsabilità che dura tutta la vita e
vogliono essere sicure che qualcuno
possa guidare i loro figli fino all’età
adulta. Questo è spesso un momento
in cui rivolgersi al proprio sistema di
sostegno di familiari e amici.
Libby Dechert, cui venne
diagnosticato il tumore al seno a 56
anni, non fu sorpresa o spaventata
dalla malattia. Piuttosto, si rivolse
alle sue figlie, entrambe medici, che
la incoraggiarono a farsi curare a
Houston. Libby, pertanto, lasciò la sua
città per un anno e il marito vendette la
sua azienda per starle vicino.
Mentre Libby era via, le sue amiche
si divisero in due gruppi: quelle che
restarono in contatto e quelle che
proseguirono semplicemente la loro
vita. “Quando tornai a casa, queste
ultime volevano riprendere i rapporti da
dove si erano interrotti — ma eravamo
andate avanti in direzioni diverse.”
La risposta di Libby è stata di
allontanarsi dalle amiche che non
avevano capito ciò che stava passando
– o non erano a proprio agio con la
cosa — e di coltivare un altro gruppo
di amicizie. Oggi Libby ha una vasta
cerchia di amiche che si preoccupano
per lei e non tutte loro sono amiche
conosciute prima della diagnosi.
Dopo esserci laureate, Suzanne ed io ci siamo trasferite a New
York per iniziare le nostre vite e le nostre carriere. Il venerdì
sera era dedicato ad andare insieme a cena e al cinema.
Appassionata di cinema, Suzanne si occupava di scegliere i
migliori film da vedere mentre io mi occupavo di trovare un
ristorante economico nelle vicinanze. Nel corso degli anni ci
siamo perse di vista, ma la ricordo con grande affetto.
Ho conosciuto Deni in un gruppo di sostegno. Una volta
“laureate” entrambe dal gruppo, che era rivolto a pazienti e
sopravvissuti al tumore di recente, abbiamo stretto amicizia
grazie al bisogno costante di entrambe di qualcuno che “ci
comprendesse realmente”. La accompagnavo ai controlli
quando era nervosa; lei veniva a visitarmi in ospedale ogni
giorno quando il tumore riapparve una seconda volta. Ci
PRESENTATECI LE VOSTRE SUPPORTER
50 anni: consigli per quest’età
l N
ei
l
l
l
50 anni, osserva Destin, la densità ossea comincia a diminuire, comincia a
comparire l’artrite e accelera la perdita muscolare. Evitate attività ad alto impatto
a favore di camminate, nuoto, yoga o Pilates. Fate circa 30 minuti di cardio e 30
minuti di strength training per tre o quattro giorni alla settimana, suggerisce Destin.
umentare l’assunzione di fibre, osserva Morgan, può essere molto utile a questa
A
età. Col trascorrere degli anni, il nostro corpo richiede più tempo per assorbire i
nutrienti e le fibre possono rallentare la velocità alla quale il cibo passa attraverso il
corpo. Inoltre, le fibre aiutano a tenere sotto controllo i livelli di glicemia e colesterolo
— fatto molto importante perché col passare degli anni cresce il rischio di diabete.
Ricordate che se si aumenta l’assunzione di fibre è necessario anche bere più acqua.
estate forti. A partire dall’età di 51 anni, le donne dovrebbero aumentare
R
l’assunzione di calcio passando da 1000 mg/giorno a 1200 mg/giorno, osserva
Morgan, per prevenire o minimizzare la perdita ossea.
icurezza e chiarezza: una volta che l’attività fisica diventa un’abitudine, vi
S
sentirete meglio mentalmente e fisicamente e ciò potrà aiutarvi a coltivare i rapporti
ai quali tenete di più!
siamo sempre l’una per l’altra quando si tratta di tumore –
ma anche per molte altre questioni.
Debby mi ha puntata in terza media e ha mirato al mio
guscio finché non ho tirato fuori la testa e ho cominciato
a parlare. Siamo diventate amiche del cuore e ora, decenni
dopo, parliamo ancora ogni settimana o ogni due settimane,
anche se non viviamo nello stesso stato da moltissimo
tempo. Ci siamo sempre l’una per l’altra quando una di noi
ha bisogno di un orecchio comprensivo che la ascolti.
Come dice quell’espressione — o è un cliché? Le
persone entrano nella nostra vita per un motivo, per una
stagione o per sempre. Indipendentemente dalla loro
durata, le amicizie sono preziose e rendono la vita degna di
essere vissuta.
Presentateci le persone che vi hanno aiutato a tenere duro su amoena.it/amoenalife. Ci piacerebbe
continuare questo argomento nel prossimo numero ed essere un compagno anche per le vostre amiche!
perché le sue due figlie continuavano a
insistere. Fu una buona cosa – Marion
aveva infatti un tumore piccolo ma
aggressivo.
La maggiore preoccupazione di
Marion a seguito della diagnosi era
per il suo lavoro. Marion è un’artista
visuale e le mancò stare nel suo
studio. Tornare al lavoro per lei non
era una questione economica, ma una
questione di tornare a vivere.
Molte donne si preoccupano per
la loro carriera, ma l’esatta natura
delle loro preoccupazioni spesso varia
con l’età. “Una donna di sessant’anni
[solitamente] ha una carriera
consolidata e una maggiore flessibilità
nella vita lavorativa rispetto a una
donna più giovane,” osserva Schnipper.
60 anni: consigli per quest’età
l C
ancer
l
l
l
and Careers (cancerandcareers.org) offre pubblicazioni online e
cartacee gratuite e consulenza professionale, e molti avvocati offrono servizi
gratuiti. Triage Cancer (triagecancer.org) offre formazione e risorse.
I sessant’anni aggiungono problemi articolari e di equilibrio all’elenco dei
problemi fisici. Il nuoto è un’ottima soluzione, osserva Destin, così come yoga
e Pilates. Il jogging tende ad essere traumatico per le ginocchia. Camminate
da 20 a 40 minuti per cinque giorni alla settimana e fate strength training due
o tre volta alla settimana.
ei sessant’anni i segnali della sete tendono a diminuire, spiega Morgan.
N
Bevete otto bicchieri d’acqua (o altro liquido) ogni giorno. Inoltre, il
fabbisogno di vitamina D del nostro corpo aumenta da 600 UI a 800 UI al
giorno, osserva Morgan. “Le donne dovrebbero parlare con il loro medico
dell’opportunità di assumere integratori di vitamina D.”
’educazione è potere: per quanto riguarda la sessualità e l’immagine corporea,
L
può essere utile parlare con medici e assistenti sociali. Contattate la Association
of Oncology Social Work per maggiori informazioni (www.aosw.org).
amoena.it 11 [ moda ]
Guardiamo
sempre in alto!
In questi giorni, è quasi uno sforzo
osservare il sole che fa il proprio
arco in cielo dall’inizio alla fine delle
nostre giornate. Tutto è twittato,
instagrammato e a portata delle nostre
mani sempre attive su una tastiera.
Passiamo molto del nostro tempo a
guardare in giù, nei nostri piccoli grandi
mondi digitali. Guardiamo in alto, invece!
Apriamo una finestra, facciamo una
passeggiata, chiediamo ad un’amica di
uscire. Viviamo i giorni, amiamo le notti.
E indossiamo le collezioni Amoena 24/7
(24 ore al giorno, 7 giorni a settimana),
con reggiseni interni integrati.
Qui sopra: Pigiama Rose colore Blu notte/Bianco, taglie S-XL. Reggiseno Sportivo Power di medio supporto
in colore Fucsia/Grigio, taglie 75-95, coppe AA-E, con pantaloni Capri coordinati, taglie XS-XL.
12 Autunno 2015
Maglietta casual a righe, in grigio, taglie XS-XL. La nostra modella, Isabel, è stata operata al seno.
Per vedere l’intera collezione Autunno 2015, visitare amoena.it/amoenalife.
amoena.it 13 [ moda ]
[ vita vera ]
Momenti
leggeri
Sentiti sempre in forma e
alla moda, dalla mattina alla
notte, grazie alle collezioni
Andate avanti
Trovate il vostro “Dopo”
Pazienza e determinazione hanno aiutato
Anne-Mary Molinie nei momenti difficili
Amoena Active, Leisure
e Home. Tutte dotate di
reggiseni interni integrati.
Maglia Melange Collar Melange grigio chiaro, taglie S-XL, con pantaloni lunghi coordinati, taglie XS-L;
Maglia Relax Waterfall in Melange grigio scuro, taglie S-L, con pantaloni coordinati Relax Casual Pants, taglie S-L.
14 Autunno 2015
Non lo si può negare: a volte gli
alti e i bassi della vita rimangono
semplicemente “bassi” per un
po’. Il tumore al seno può essere
sicuramente uno di questi momenti.
Ma con pazienza e una buona dose di
senno di poi, si tratta di un momento
temporaneo che può essere superato,
come ci spiega orgogliosamente AnneMary Molinie, 59 anni.
“Ho scoperto il mio primo tumore
subito dopo la mammografia
annuale del 2005, che non
aveva comunque rilevato
nulla,” ricorda. “Facendo la
doccia ho sentito un nodulo
delle dimensioni di una
nocciola all’ascella destra. Mi
sono fatta visitare subito e
la seconda mammografia e
l’ecografia hanno rilevato un
tumore di 8 mm.”
Venne subito
programmata una
nodulectomia entro 2
settimane, mentre la
radioterapia cominciò
subito: “35 sedute —
Andavo ogni giorno tranne la domenica,
con la promessa implicita che sarei
guarita. Devo sottolineare che sono
vegetariana, faccio 10 km di corsa
ogni mattina, pratico Qi Gong e
meditazione e penso in modo positivo.
Comprensibilmente, considerai il
tumore una vera e propria ingiustizia.”
Per Anne-Mary fu difficile trovare
il sostegno di cui aveva bisogno. Gli
amici e il primo marito la delusero un
po’. “Lasciai la mia città e mio marito,
che era molto più impaurito di me dal
tumore,” ricorda. “Devo dire che non
mi sentivo malata fisicamente e che ero
in ottima forma. Probabilmente stavo
persino negando la realtà.” Ma quando
guardava gli occhi dei suoi amici e la
loro mancanza di sostegno, si sentiva
malata. “Erano terrorizzati!” ricorda.
Fortunatamente, le cose
migliorarono negli anni seguenti.
Incontrò un uomo meraviglioso che
le diede tutto il sostegno necessario
quando il cancro si ripresentò nel
2011. Questa volta,
era determinata a
tenere la situazione
sotto controllo. “La
mammografia rivelò
quattro nuovi tumori
allo stesso seno.”
Il chirurgo voleva
rimuovere entrambi i seni
per sicurezza. AnneMary insistette per una
‘seconda opinione’.
“Il nuovo dottore mi
disse che lui avrebbe
rimosso il seno già 6
anni prima, dal momento
che il tumore è una
malattia cronica.” Certamente non era
la risposta che Anne-Mary si aspettava.
Durante l’intervento i medici stabilirono
comunque che non si sarebbe potuto
salvare il seno ed effettuarono una
mastectomia.
“In quel momento della mia vita
pensavo che sarei potuta morire.
Lavoravo 15 ore al giorno e quasi ogni
fine settimana,” osserva Anne-Mary,
allora preoccupata anche per la figlia,
che aveva già perso il padre per un
attacco cardiaco. “Sapevo di dover
“rifarmi” una vita.”
Pazienza e soddisfazione
“In questa malattia, il termine
“paziente” ha davvero senso. Noi
pazienti dobbiamo infatti aspettare
costantemente e i medici non dicono
realmente tutto. Siamo noi a dovergli
strappare tutte le informazioni.
‘Come avverrà la mastectomia?
Cosa succederà dopo? Quanti noduli
saranno rimossi? Come si vive senza
un seno?’ Tutti i dottori diventano come
smemorati! Eppure, io voglio delle
risposte!” È probabile che Anne-Mary
dia voce a pensieri condivisi da tutti i
pazienti affetti da tumore.
Desiderosa di vivere senza lo
stress dovuto al suo lavoro, Anne-Mary
lo ha abbandonato, e avrebbe voluto
farlo prima. Attualmente lavora come
consulente per il benessere e ama il
suo lavoro con Amoena. “La gioia di
aver incontrato Amoena mi ha dato
molto coraggio dopo la mastectomia,”
osserva. Anne-Mary spera e crede che
le fotografie con lei — fa da modella
per le protesi mammarie Natura
Cosmetic — possano trasmettere
il messaggio che esiste davvero un
“dopo” il tumore.
“Oggi sono piena di energia. Mi
prendo il tempo per riflettere, faccio le
cose senza stress, perché ritengo che
lo stress sia una porta attraverso la
quale il tumore può riuscire ad infiltrarsi
rapidamente. È da tempo che con mio
marito desideravo aprire un ostello
dove poter accogliere le persone con
empatia e attenzione. Questo progetto
è stato portato a termine con l’apertura
il 2 aprile.”
Anne-Mary è andata avanti e la sua
vita sta tornando in ”alto”. n
amoena.it 15 [ corpo e mente ]
Rimbalzare [è ]
tornato di moda!
Il rebounding
è una terapia
cardiovascolare a
basso impatto
Con sempre più donne che vivono
più a lungo dopo un tumore al seno, la
ricerca si concentra sempre più spesso
su come vivere dopo la cura della
malattia, e gestire gli ‘effetti collaterali’
— uno dei più significativi dei quali è il
rischio persistente di linfedema.
L’attività fisica può aiutare a prevenire
e trattare il linfedema e recentemente
il rebounding — un esercizio basato
sull’utilizzo di un mini-trampolino —
sta tornando in auge. Vi ricorderete
certamente del mini-trampolino: quel
classico attrezzo per perder peso degli
anni ‘80 (insieme agli scaldamuscoli e
alle fasce per i capelli!). Negli ultimi anni
ha vissuto un vero e proprio ritorno, in
parte favorito dalla maggiore conoscenza
da parte dei medici del sistema linfatico.
Alcuni esperti affermano che il rebounding
è l’unico esercizio in grado di far muovere
verticalmente il fluido linfatico grazie
alla forza gravitazionale e al movimento
ritmico.
16 Autunno 2015
Saltateci sopra: l’esercizio è nuovamente IN!
I centri fitness e le palestre di tutto il mondo hanno aggiunto
lezioni di rebounding ai loro corsi e grazie alla disponibilità
di tappeti elastici casalinghi di qualità più elevata, anche i
consumatori stanno sempre di più utilizzando questo attrezzo.
“Credo che il rebounding stia tornando di moda perché
affronta tanti problemi di fitness e salute in un unico esercizio
divertente e semplice, cose che le persone cominciano ad
apprezzare molto,” ci spiega John Hines di Bellicon USA,
uno dei principali produttori di tappeti elastici di alta gamma.
“Sotto molti aspetti, oggi gli americani sono meno sani
rispetto al periodo precedente il boom del fitness degli anni
’70 e ‘80. In 40 anni, il nostro stile di vita è cambiato molto.
Le persone sono meno attive rispetto al passato, il che ci
rende vulnerabili a tutta una serie di problemi di salute.”
La maggior parte dei consumatori per far diventare
l’attività fisica un’abitudine vuole un esercizio che sia anche
divertente. Il divertimento varia da persona a persona, ma
c’è un motivo per cui i corsi di rebounding si riempiono –
molte persone sono d’accordo sul fatto che rimbalzare su un
trampolino è divertente!
Il sistema linfatico: comprendiamo il flusso
Il sistema linfatico è una parte del sistema circolatorio
che trasporta i fluidi dai tessuti ai linfonodi attraverso una rete
formata dai suoi stessi vasi. Il fluido linfatico è molto simile
al plasma ma contiene globuli bianchi che contrastano le
malattie (linfociti), prodotti di scarto e detriti cellulari, oltre che
proteine e batteri.
La differenza principale tra il sistema cardiovascolare
e il sistema linfatico consiste nel fatto che quest’ultimo non
utilizza il cuore per pompare il suo fluido. Il movimento è
tipicamente lento e manca di pressione. La circolazione
linfatica può essere stimolata mediante drenaggio manuale
(massaggio), contrazione muscolare ed esercizio aerobico.
Camminare, ballare, nuotare e Pilates sono tutte opzioni
salutari, ma secondo la letteratura popolare sul wellness
(si noti che ad oggi non sono stati condotti studi scientifici
definitivi al riguardo), il rimbalzo ritmico del rebounding
consente alle valvole linfatiche di aprirsi e chiudersi
simultaneamente, e ciò può aumentare significativamente il
flusso linfatico.
“Le persone con problemi di salute devono consultare il
loro medico prima di iniziare un qualsiasi nuovo tipo di attività
fisica,” consiglia Hines. Alle persone affette da linfedema si
consiglia inoltre di indossare indumenti compressivi durante
gli esercizi. Tuttavia, i sostenitori del rebounding e della
risultante stimolazione linfatica sostengono che i suoi benefici
sono numerosi:
•E
limina le tossine quali cellule morte e cancerose, altri
scarti, virus infettivi e metalli
• Rafforza il sistema immunitario rimuovendo gli antigeni
• Protegge le articolazioni da traumi da impatto e affaticamento (è considerato il secondo migliore esercizio a
basso impatto dopo il nuoto)
• Migliora l’equilibrio e la coordinazione
• Fa lavorare il cuore in modo più efficiente; si dice che
20 minuti su un tappeto elastico corrispondano a 1 ora
di corsa
• Tira fuori il nostro ‘lato infantile’ – saltare è un esercizio
molto divertente!
Mantenersi in forma senza logorare le articolazioni — e
sentirsi nuovamente bambini? Sembra qualcosa che tutti
dovremmo provare! n
amoena.it 17 [ moda ]
[ il vostro stile ]
Non è mai troppo
presto per andare
in vacanza
Ecco un’anteprima della
collezione Moda Mare 2016
E se andassimo in crociera? Amoena
celebra il suo quarantesimo anniversario
dalla fondazione con prodotti di colore
rubino. Nei negozi da novembre!
La vostra
immagine fashion
scegliete saggiamente!
Potete essere provocanti, divertenti
e alla moda senza sacrificare la salute
Le scelte personali in materia di moda sono
un marchio di individualità che definisce la vostra
immagine – soprattutto verso le persone che non
conoscono ancora la vostra brillante personalità.
Pensate alle altre donne che conoscete:
quell’amica che indossa sempre quei coloratissimi
orecchini… la sofisticata sempre perfetta e
precisa in un classico nero… la sportiva che può
uscire con una coda di cavallo ingarbugliata pur
essendo sempre bellissima. Giusto o sbagliato
che sia, lo stile ha un ruolo nel definire chi siamo!
Ma anche le decisioni in fatto di moda
dovrebbero essere ponderate con attenzione,
perché alcuni degli stili più di tendenza
potrebbero causare problemi, se si esagera.
Considerate i seguenti pro e contro.
1 Le mie Manolo e Louboutin
Un bel paio di tacchi “alza” il quoziente fashion di ogni donna, ma la schiena, le
ginocchia e i piedi probabilmente ne risentiranno. I podologhi scuotono la testa
con costernazione quando noi donne continuiamo a preferire i tacchi a spillo a
scarpe più comode. Fortunatamente, i guru della moda hanno dichiarato i sandali
alla schiava e gli stivali bassi la tendenza più in voga per il 2015! Se proprio
dovete, indossate i tacchi alti soltanto per poco tempo e portate con voi un paio di
comode scarpe da ginnastica da indossare durante gli spostamenti ‘da’ e ‘verso’ le
occasioni eleganti e gli incontri più importanti
2 Andiamo dal confezionista
Una delle tendenze nelle passerelle per
il 2015 è stata la presenza di cappelli
grandi, flosci e talvolta decisamente
stravaganti. Per quanto la maggior parte
di noi non completi quotidianamente
il proprio look con copricapi alla Dott.
Seuss, indossare un cappello floscio
non è una cattiva idea quando siamo
all’aperto sotto il sole. Per i picnic o in
spiaggia, un cappello leggero e a tesa
larga può tenervi fresche e proteggere la
vostra pelle delicata.
4 Contact Multi: più scelte
per voi Il nuovo adesivo Contact
Per maggiori informazioni
su Contact Multi, visitate
amoena.it/amoenalife
Dall’alto: costume intero Cuba in Nero/Argento, taglie europee 36-46, coppe B -C;
Haiti intero in colore Rosso rubino, taglie europee 36-46, coppe A-C; Haiti bikini
colore Blu notte, taglie europee 36-46, coppe A-D; Linda, operata al seno, indossa:
reggiseno Lara Satin in colore Rosso rubino, taglie 70-95, coppe AA-D.
18 Autunno 2015
3 Borsette delle dimensioni di una tasca
Gli stili delle borse vanno e vengono regolarmente, ma quando sulle passerelle compaiono
maxi borse – come quest’anno – fate attenzione. Siamo tutte tentate ogni giorno di infilare
in borsa qualsiasi cosa — ma col tempo, quest’abitudine danneggia la nostra postura.
Dopo un intervento al seno, è ancora più importante evitare di portare una borsa pesante
sul lato interessato – perché questo potrebbe aggravare o causare un linfedema.
Multi di Amoena è un accessorio che
ogni donna che indossa una protesi
mammaria e vuole mantenere il suo
stile dovrebbe avere: un cuscinetto
in silicone con lo stesso adesivo
sicuro usato nelle protesi mammarie
autoadesive Amoena Contact. Il
cuscinetto può essere applicato su
qualsiasi protesi mammaria triangolare
Amoena, consentendovi di attaccare
la protesi alla parete mammaria tutte
le volte che volete. Oltre a dare una
sensazione di minor peso (le protesi
adesive riducono la tensione sulle
spalline del reggiseno), questa soluzione
vi offrirà una maggiore flessibilità
nell’abbigliamento. Una scollatura più
bassa? Un top monospalla? Perché no!
Amoena consiglia di indossare
Contact Multi con il reggiseno per un
maggiore sostegno. Per essere libere di
decidere come vestirsi. n
amoena.it 19 [ report ]
Affrontare il
linfedema
Cosa bisogna sapere oggi e le nuove possibili strategie
Soffrite di linfedema o temete che possa
colpirvi? Il linfedema può svilupparsi
immediatamente dopo un intervento
per tumore al seno, ma a volte i sintomi
compaiono soltanto dopo mesi o persino
dopo anni. Scopriamo in che modo
chirurghi, specialisti e associazioni aiutano
le donne a gestire questa condizione.
Se siete state sottoposte ad un intervento
al seno o a radioterapia, potreste aver
sviluppato il linfedema. In caso affermativo,
non siete le sole: il linfedema colpisce
una donna su cinque sottoposta a
trattamenti per il tumore al seno. Eppure,
nonostante questi dati statisticamente
rilevanti, sembra che gli operatori sanitari
non forniscano informazioni sistematiche
su questa condizione. Ciò potrebbe
dipendere dal fatto che il team medico
20 Autunno 2015
di una donna affetta da tumore al seno è
spesso molto più concentrato sulla cura
della malattia. Inoltre, alcuni specialisti
considerano il linfedema soltanto
come un potenziale effetto collaterale
del tumore, ma relativamente lieve.
Qualunque ne sia il motivo, molte donne,
inconsapevoli dei rischi e delle cause, sono
comprensibilmente spaventate e confuse
quando ne sperimentano per la prima
volta i sintomi.
Restate nel flusso
Il sistema linfatico è una delle difese
naturali del nostro organismo contro
le infezioni. Il fluido linfatico rimuove
batteri e tossine dai nostri tessuti,
passando attraverso una fitta rete
di vasi per arrivare ai linfonodi, dove
avviene un processo di purificazione.
Se il sistema è danneggiato, i
canali linfatici possono restare bloccati,
con conseguente accumulo di fluidi a
livello degli arti e rigonfiamenti. Questa
spiacevole condizione è nota come
linfedema secondario (per distinguerlo
dal linfedema primario, causato invece
da un disturbo genetico).
Il linfedema secondario è spesso
un sintomo del trattamento del
tumore al seno, dovuto all’intervento
o alla radioterapia. I primi segnali
comprendono un senso di pesantezza,
solitamente al braccio, tensione della
pelle e rigonfiamento dell’area colpita.
Purtroppo, se state per essere
sottoposte a trattamento del tumore >>
al seno non c’è niente che possiate fare
per proteggervi dal linfedema. Tuttavia,
il terapista del sistema linfatico Michael
Villemin è categorico sulla necessità
di informare ogni donna in merito a
tale possibile effetto collaterale della
chirurgia.
“I risultati sono molto migliori se il
trattamento di questa condizione inizia
nelle fasi iniziali,” osserva. “Tuttavia,
spesso la paziente si rivolge al team
medico riportando un certo fastidio e
le viene detto che non è possibile far
niente per aiutarla. È solo a quel punto
che la paziente può rivolgersi altrove
per ottenere informazioni e aiuto.”
Insieme ai circa 200 altri terapisti
del sistema linfatico registrati nel
Regno Unito, Michael utilizza un tipo
speciale di massaggio chiamato
Drenaggio Linfatico Manuale o DLM.
Questo trattamento, a volte combinato
sono infermieri preparati per praticare
il DLM, questi non possono dedicare
ai pazienti il tempo sufficiente per farlo,
il che significa non ottenere risultati
ottimali. Io dedico a ciascun paziente il
tempo necessario ad assicurare che i
risultati siano sostenibili.”
Una bomba a
orologeria?
Se siete state sottoposte a trattamento
del tumore al seno e non avete i sintomi
del linfedema, potreste chiedervi se
sia ancora possibile sviluppare tale
condizione. Per quanto più del 65%
delle donne non ne sarà colpita, c’è
ancora una possibilità che il vostro
sistema linfatico possa ‘soccombere’
— persino anni dopo il trattamento.
“Siamo fatti tutti in modo diverso,”
osserva Michael. “Alcune donne
Un ulteriore intervento chirurgico può aiutare?
Specialisti all’avanguardia di tutto il mondo stanno lavorando per
offrire ai pazienti affetti da linfedema delle soluzioni chirurgiche,
tra le quali il trasferimento di linfonodi, una tecnica con la quale dei
linfonodi sani vengono trasferiti da un “sito donatore” del corpo al
sito danneggiato per cercare di ripristinare un flusso linfatico sano.
Un’altra procedura riguarda la “microchirurgia” e prevede che vasi
sanguigni di larghezza inferiore a un capello vengano uniti insieme
sotto un microscopio operatorio per aiutare a migliorare il flusso dei
fluidi linfatici, alleviando quindi i sintomi del linfedema.
Queste procedure non sono ancora molto diffuse (attualmente non
sono disponibili nel sistema sanitario nazionale del Regno Unito) e non
offrono una cura definitiva, ma nuovi sviluppi sono costantemente in
atto e c’è una crescente comunità di pazienti, specialisti e chirurghi
che si battono per sensibilizzare l’opinione pubblica sul linfedema
e per migliori opzioni di trattamento.
con bendaggi multistrato, insieme
a semplici esercizi quotidiani, può
ridurre significativamente i sintomi del
linfedema e rendere questa condizione
più gestibile. Sviluppato negli anni ’30,
il DLM presenta diversi tipi di tecniche,
tra le quali Vodder, Leduc, Földi e
Casley-Smith. È comunque importante
rivolgersi a un terapista preparato e
qualificato.
Nonostante l’esistenza di questo
metodo, nel Regno Unito - dove
Michael svolge la sua professione –
manca ancora una certa uniformità
nell’assistenza a chi soffre di linfedema.
“Alcuni ospedali [del servizio sanitario
nazionale] hanno un sistema ben
organizzato, mentre in altri non c’è
assolutamente nulla. Spesso, dove ci
sviluppano vene varicose durante la
gravidanza a causa dei problemi di
circolazione, mentre altre non ne sono
affatto colpite. Analogamente, alcune
donne scoprono che il loro sistema
linfatico reagisce bene all’intervento al
seno, mentre ad altre tale intervento
può causare danni maggiori. E
purtroppo, gli effetti di tali danni non
sono sempre immediatamente visibili.”
Nel caso della radioterapia, le
strutture tissutali possono essere
danneggiate in tempi lunghi, dal
momento che gli effetti delle radiazioni
si propagano attraverso l’area trattata.
“Le radiazioni si spostano verso
l’esterno con una sorta di effetto a
catena e i danni ai tessuti a volte si
producono dopo anni.”
Auto aiuto
Se soffrite di linfedema, sia che siate
seguite presso l’ospedale locale, sia
che vi affidiate a uno specialista in
DLM, ci sono delle misure di auto
aiuto che possono migliorare la vostra
situazione. Cercate su internet —
molte organizzazioni che si occupano
di tumore, per esempio Macmillan e
Breast Cancer Care nel Regno Unito
e Living Beyond Breast Cancer negli
Stati Uniti - mettono a disposizione
degli opuscoli da scaricare ricchi di
informazioni al riguardo. Non mancano
inoltre organizzazioni apposite come
il Lymphedema Support Network,
il National Lymphedema Network e
la comunità HealthUnlocked – che
rappresentano fonti eccellenti di
informazioni da parte di persone
affette da questa condizione ed esperti
professionisti.
Potreste anche provare il Drenaggio
Linfatico Semplificato o DLS, una forma
di DLM che può essere insegnata per
aiutare le pazienti a tenere il linfedema
sotto controllo una volta ridotto il gonfiore
mediante DLM e bendaggio multistrato. È
utile anche indossare eventuali indumenti
compressivi e assicurarsi di proteggere
l’arto interessato.
In ogni caso, sia che siate affette
da linfedema o meno, Michael consiglia
una dieta bilanciata e di bere molta
acqua per rimuovere ed eliminare le
tossine. Anche un’attività fisica regolare
aiuta a stimolare il flusso linfatico.
“Saltare su un mini tappeto elastico un
paio di volte a settimana è molto utile,”
osserva. “Quando si salta su un tappeto
elastico si flettono i muscoli, si aumenta
il battito cardiaco e la superficie è più
morbida rispetto al saltare su e giù sul
pavimento.”(Maggiori informazioni a
pagina 21.)
Ovviamente, se è presente un
qualche rigonfiamento o fastidio,
rivolgetevi al vostro medico prima di
fare qualsiasi esercizio. Ma anche se
non state decisamente saltando di
gioia, è probabilmente utile sapere che
aiuto e consigli sono sempre a vostra
disposizione e che la sensibilità al
linfedema sta aumentando. n
Riferimenti: Professional Association of
Manual Lymphatic Drainage practitioners:
mld.org.uk; Michael Villemin, praticante
DLM: santeaunaturel.co.uk; Lymphedema
Support Network: lymphedema.org;
Oxford Lymphedema Practice: olp.surgery;
HealthUnlocked: healthunlocked.com
amoena.it 21 [ sondaggio ]
W la bellezza!
Vi conosciamo!
Cosa abbiamo imparato dall’indagine
svolta nella primavera 2015
Newsletter Amoena
Siete un gruppo interessante e di
talento! Nella nostra ultima indagine
(primavera 2015) abbiamo ricevuto
quasi 850 risposte da 10 paesi diversi.
Tra cene fuori, passeggiate, club del
libro, giardinaggio, lavoro a maglia
e attività online (non immaginavamo
foste delle giocatrici!), è evidente che
avete una vita piena di impegni. Molte
di voi (una media del 77% in tutto il
mondo) sono già socie Club Amoena.
Vi abbiamo chiesto cosa vi sarebbe
piaciuto vedere di più nella rivista
Amoena Life e online. Ecco i risultati
per ciascuna categoria (le partecipanti
potevano scegliere più di una risposta):
Newsletter Amoena
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b. prima di andare a dormire
c. nella doccia, assieme a me
d. non lavo la protesi
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referisci i reggiseni colorati e pizzosi, o di colori tradizionali (bianco, nudo,
nero) e molto semplici?
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b. 80% colorati, 20% semplici
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d. 20% colorati, 80% semplici
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22 Autunno 2015
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contro della guarigione”, “Consigli sugli
sport più adatti”, “Consigli sulla dieta
per chiarire le informazioni contrastanti
al riguardo”, “L’aspetto psicologico del
recupero” e “Cura della pelle dopo la
chemio” tra le molte altre buone idee.
Siamo stati colpiti dal vostro buon
senso. Non possiamo stampare ogni
risposta, naturalmente, ma eccone una
che le sintetizza perfettamente:
Avete scoperto su di voi qualcosa
che prima non conoscevate?
“[Prima,] vivevo soprattutto per gli altri.
Ho imparato a scoprire cosa voglio fare
della mia vita, ho trovato me stessa.
Oggi vivo ogni momento con intensità.”
–una lettrice francese
Continuate a rispondere! Sentitevi
libere di inviarci in qualsiasi momento
per e-mail domande, desideri o
suggerimenti. E se volete anche farci
un piccolo favore: spargete la voce sui
prodotti Amoena!
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