CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
LA QUALITA’ DELL’ARIA
Il clima
Le emissioni in atmosfera
La presenza di inquinanti
La campagna di rilievi autunno-inverno 2003
ISO ambiente srl
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
1. Inquadramento climatico
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Il clima è l’insieme degli stati dell’atmosfera osservati su di un periodo di tempo sufficientemente lungo (30 anni secondo l’Organizzazione Meteorologica
Mondiale - OMM).
Partendo da tale principio possiamo descrivere il clima della Lombardia a diverse scale, da quella macroclimatica (es. il clima europeo) a quella
mesoclimatica (mesoclima padano, mesoclima alpino e mesoclima insubrico) fino a giungere al clima locale e al microclima. La scala mesoclimatica,
scelta in questa descrizione, è quella che sembra più idonea a dare una visione sufficientemente significativa del territorio lombardo.
Se consideriamo l'aspetto della Lombardia notiamo una serie di elementi fisici che incidono profondamente sul clima:
§
la relativa vicinanza del Mediterraneo, fonte di masse d’aria umida e mite;
§
la presenza dell'Arco Alpino e dell’Appennino, barriere in grado di creare notevoli discontinuità orografiche, conferendo caratteri di elevata
stabilità alle masse d'aria della pianura, fenomeno questo che risulta particolarmente evidente nel periodo invernale ed in quello estivo;
§
la presenza di tutti i principali laghi prealpini italiani con il ben noto effetto sul clima;
§
la presenza di una delle maggiori conurbazioni europee: l’area metropolitana milanese.
Ciò giustifica la distinzione in tre mesoclimi principali padano, alpino e dei laghi - mesoclima insubrico - cui si deve aggiungere il clima delle aree urbane.
Clima Padano e clima Insubrico
La Pianura Padana è relativamente uniforme dal punto di vista climatico, con piogge limitate (da 600 a 1000 mm), ma ben distribuite nell’anno,
temperature medie annue tra 11 e 14°C, nebbie frequenti, ventosità ridotta con molte ore di calma, elevate umidità relative e frequenti episodi
temporaleschi.
In inverno l’area padana presenta sovente uno strato di aria fredda in vicinanza del suolo che, in assenza di vento, determina la formazioni di gelate e di
nebbie spesso persistenti che tendono a diradarsi solo nelle ore pomeridiane. É raro che in questo periodo le perturbazioni influenzino la zon,; in qualche
caso però tali condizioni si verificano con precipitazioni che possono essere nevose in presenza di apporti di aria fredda siberiana (anticiclone russo).
Il passaggio alla stagione primaverile risulta di norma brusco e caratterizzato da perturbazioni che determinano periodi piovosi di una certa entità man
mano che la stagione avanza i fenomeni assumono un carattere temporalesco sempre più spiccato.
In autunno il tempo è caratterizzato dal frequente ingresso di perturbazioni atlantiche, che possono dare luogo a precipitazioni di entità rilevante. Il
periodo autunnale è anche quello più favorevole al manifestarsi di situazioni alluvionali nell’area padana (es. alluvione del Polesine del ‘51, alluvione del
Piemonte del ’94).
In questa’area si distingue tuttavia l’area insubrica caratterizzata da abbondanza di precipitazioni ed in cui l’azione delle masse d’acqua
dei laghi contiene gli abbassamenti termici invernali e mitiga la calura estiva. Altri elementi caratteristici della zona dei laghi sono la
scarsità delle nebbie e le presenza di venti locali caratteristici (es. brezze di lago).
Clima alpino
Altra zona mesoclimatica è quella alpina, zona ad orografia complessa, con temperature invernali rigide, temperature estive poco elevate, piogge
piuttosto abbondanti concentrate soprattutto nel periodo estivo con valori più alti nella fascia altimetrica dei 500-1500 m, intensa radiazione solare e
ventosità elevata garantita tanto dalle brezze (di monte e di valle) che dall’interazione del rilievo con la circolazione generale (foehn, venti da
incanalamento ecc.).
In realtà il clima di quest’area presenta una spiccata variabilità locale sia a causa delle diverse altitudini sia per effetto dell’esposizione dei versanti. Da
segnalare in particolare la zona alpina interna, caratterizzata in particolare da scarsità di precipitazioni (clima endoalpino).
Clima urbano
Parlando del clima della Lombardia non possiamo trascurare il clima delle aree urbane la cui importanza è sempre crescente. Le aree urbane sono
caratterizzate da temperature sensibilmente superiori a quelle delle aree rurali circostanti ("isola di calore") ed alterati sono anche i livelli di
precipitazioni, di umidità relativa, di vento e radiazione solare. Il clima urbano trae origine dall’interazione di una vasta e complessa serie di fattori, fra
cui un ruolo primario hanno le emissioni di calore, umidità e polveri collegate all’attività dell’uomo.
In Lombardia l’isola di calore più consistente è quella di Milano, come attesta il fatto che in inverno con condizioni di tempo stabile e cielo sereno le
temperature minime notturne del centro città risultano ormai di 4-6°C al di sopra di quelle registrate nelle aree rurali limitrofe.
(note tratte da ERSAF – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste)
Tema 1– L’ARIA
15
10
5
Ottobre
Novembre
Dicembre
Novembre
Dicembre
Settembre
Ottobre
Sirmione
Agosto
Luglio
Giugno
Maggio
Aprile
Marzo
0
Poncarale
temperature medie mensili - anno 2001
30
25
20
15
10
5
Sirmione
Settembre
Agosto
Luglio
Giugno
Maggio
Aprile
Marzo
0
Poncarale
temeperature medie mensili - anno 2002
30
25
20
15
10
5
Sirmione
Poncarale
Calcinato
Dicembre
Novembre
Ottobre
Settembre
Agosto
Luglio
Giugno
0
Maggio
temperature medie mensili - 2002
Sirmione Poncarale
Calcinato
0,6
Gennaio
0,4
0
5,3
Febbraio
6,1
5,3
10,8
Marzo
10,3
10,4
13,1
Aprile
12,7
12,7
18,2
Maggio
18,1
18,1
23,7
Giugno
23,4
23,4
23,3
Luglio
23,9
23,5
22,5
Agosto
23,1
23
18,3
Settembre
18,5
18
13,8
Ottobre
13,9
13,5
10,1
Novembre
10,5
10,1
4,9
Dicembre
5,6
4,5
20
Aprile
presenza del lago di Garda.
Anche dai dati degli ultimi
anni, tuttavia, è possibile
osservare come le temperature
medie mensili registrate sul lago
di Garda risultino meno rigide
rispetto a quanto registrato dalle
stazioni di Poncarale e Calcinato.
25
Marzo
temperature medie mensili - 2001
Sirmione Poncarale
Gennaio
4
3,1
Febbraio
5,3
4,9
Marzo
9,9
9,8
Aprile
12,2
12
Maggio
19,4
19,3
Giugno
21,6
21,2
Luglio
24,4
23,7
Agosto
25,3
24,3
Settembre
16,8
16
Ottobre
15,7
15,4
Novembre
6,4
5,7
Dicembre
0,9
-0,1
30
Febbraio
Desenzano, almeno per quanto riguarda
la zona che si affaccia sul lago e che è
quella in cui si concentra la quasi totalità
dei residenti (pur nella consapevolezza che
le valutazioni sul clima richiederebbero basi
di dati che coprono un ampio arco
temporale). A corredo dei dati meteo di
Sirmione, si aggiungono i dati delle
stazioni di Poncarale (immediatamente a
sud del capoluogo, e di Calcinato), per
consentire una comparazione con zone
della Provincia non interessate dalla
temperature medie mensili - anno 2000
Febbraio
temperature medie mensili - 2000
Sirmione Poncarale
Gennaio
0,3
0,1
Febbraio
4,3
4,6
Marzo
8,5
8,8
Aprile
13,5
13,4
Maggio
19,6
19,2
Giugno
23
22,9
Luglio
22,5
22
Agosto
24,1
23,4
Settembre
19,1
18,2
Ottobre
14,6
13,4
Novembre
8,9
7,3
Dicembre
5,4
4,3
Febbraio
Il
mesoclima
insubrico,
dunque,
caratterizza il territorio di Desenzano, che
– al pari degli altri Comuni gardesani,
beneficia degli influssi derivanti dalla
massa d’acqua del Garda. Al fine di evitare
considerazioni che possono apparire ovvie,
soprattutto per i residenti (assenza di
nebbia e temperature più miti nel periodo
invernale, ecc), si ritiene opportuno
riportare alcuni dati meteorologici della
stazione
provinciale
di
Sirmione,
ritenendoli validi anche per il Comune di
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Gennaio
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Tema 1– L’ARIA
25
20
15
10
5
Ottobre
Novembre
Dicembre
Novembre
Dicembre
Settembre
Agosto
Luglio
Poncarale
Ottobre
Sirmione
Giugno
Maggio
Aprile
Marzo
0
Calcinato
temperature medie mensili - anno 2004
30
25
20
15
10
5
Sirmione
Poncarale
Settembre
Agosto
Luglio
Giugno
Maggio
Aprile
0
Marzo
temperature medie mensili - 2004
Sirmione Poncarale
Calcinato
1,9
Gennaio
2,6
1,4
3,6
Febbraio
3,5
3,3
7,8
Marzo
8
7,2
13,1
Aprile
12,9
12,6
16,5
Maggio
16,4
16,2
22,3
Giugno
22,3
20,6
23,9
Luglio
24,2
23,1
24,3
Agosto
24,3
25,2
19,8
Settembre
19,2
20,6
15,4
Ottobre
15,5
16,1
8,3
Novembre
8,4
8,8
4,8
Dicembre
4,9
4,8
temperature medie mensili - anno 2003
30
Febbraio
temperature medie mensili - 2003
Sirmione Poncarale
Calcinato
2,3
Gennaio
2,8
1,9
2,2
Febbraio
1,8
1,2
9,8
Marzo
8,7
8,9
12,4
Aprile
12,2
11,9
20,7
Maggio
20,1
20,1
26,6
Giugno
26,3
26,4
25,9
Luglio
26,1
25,6
27,8
Agosto
28
27,5
19,2
Settembre
19,2
18,5
11,6
Ottobre
11,7
11,5
8,9
Novembre
9,3
7,8
4,1
Dicembre
4,5
3,3
ISO ambiente srl
Febbraio
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Gennaio
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Gennaio
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Calcinato
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Tema 1– L’ARIA
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Il regime storico delle precipitazioni nel territorio del basso lago oscilla su valori inferiori ai 1.000 mm annui, come si ricava
da quella che risulta essere la più attendibile ricostruzione storica delle precipitazioni in Lombardia: la “Carta delle
precipitazioni medie annue del territorio alpino lombardo – periodo 1891 – 1990, realizzata da M. Ceriani e M. Carelli
(TAVOLA 1), che utilizza i dati degli “Annali Idrologici – parte prima” del Servizio Idrografico, Ufficio Idrografico del Po, dal
1913 al 1983 integrati fino al 1990 con il reperimento diretto degli
stessi presso lo stesso Servizio idrografico e presso le
stazione meteo di Sirmione - precipitazioni mensili (mm di pioggia)
aziende idroelettriche (AEM, ENEL Sondel).
2000
2001
2002
2003
2004
Partendo dalla pianura padana, “le precipitazioni medie annue
Gennaio
1,2
145,4
33,2
49,4
43,6
Febbraio
3
64,4
89,2
0
141,6
(P.M.A.) tendono progressivamente ad aumentare spostandosi verso
Marzo
54,6
181,4
20,4
10
97
nord, cioè verso i rilievi prealpini, passando da 850 – 950 mm/anno
Aprile
73
53,6
122,6
85,2
126,8
ad oltre 1400 mm/anno (Vigevano 855 mm/a, Melegnano 854,
Maggio
64,4
108
123,6
27
106,2
Treviglio 919, Ghedi 918). All’altezza delle stazioni pluviometriche di
Giugno
10,8
16
99,6
135,4
45,4
Milano 1002 mm/anno, Vaprio d’Adda 1006 mm/a, Borgonato 946
Luglio
39,4
27,2
109,8
63,4
108,6
Agosto
125,2
77
181,2
17
66,6
mm/a, Brescia 980 mm/a e Desenzano 928 mm/a, il valore della
Settembre
77
176,8
112,2
17
79,6
PMA si aggira intorno ai 1000 mm/anno e l’andamento sinuoso
Ottobre
168,8
58,2
89
177,4
119,6
risente dell’effetto delle valli principali (Adda, Brembo, Serio, Oglio)
Novembre
81,4
65,6
146,2
147,4
150,4
che favoriscono l’afflusso delle masse d’aria e di conseguenza delle
Dicembre
45,6
0,6
84
77,6
66,4
perturbazioni.
totale
744,4
974,2
1211
806,8
1151,8
Guardando alla cartografia elaborata da Ceriani e Carelli, si può
notare come il territorio del Comune di
s tazione m e te o di Sirm ione - pre cipitazioni m e ns ili (m m di pioggia)
Desenzano sia interessato dall’intervallo 850
– 1000 mm/anno, con una media, quindi,
Dicem bre
1400
inferore ai 1000 mm/anno, equivalente a
Novem bre
quella della città capoluogo (980 ml/anno
1200
Ottobre
nell’arco di tempo 1870-1983).
Settem bre
Anche per gli degli ultimi anni, si riportano i
1000
Agos to
valori delle precipitazioni mensili registrati
dalla stazione meteo provinciale di Sirmione.
800
Luglio
Giugno
600
Maggio
Aprile
400
Marzo
200
Febbraio
Gennaio
0
2000
2001
2002
2003
2004
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
Sirmione - precipitazioni mensili - anno 2000 (mm di pioggia)
Sirmione - precipitazioni mensili - anno 2004 (mm di pioggia)
200
160
120
80
40
Novembre
Ottobre
Settembre
Agosto
Luglio
Giugno
Maggio
Aprile
Marzo
Febbraio
Gennaio
0
Dicembre
Novembre
Ottobre
Settembre
Agosto
Luglio
Giugno
Aprile
Maggio
Dicembre
Novembre
Ottobre
Settembre
Agosto
Luglio
Giugno
Maggio
Gennaio
Ottobre
Dicembre
0
Novembre
0
Settembre
40
Agosto
40
Luglio
80
Giugno
80
Maggio
120
Aprile
120
Marzo
160
Febbraio
200
160
Aprile
Sirmione - precipitazioni mensili - anno 2003 (mm di pioggia)
200
Marzo
Sirmione - precipitazioni mensili - anno 2002 (mm di pioggia)
Marzo
Gennaio
Ottobre
Dicembre
0
Novembre
0
Settembre
40
Agosto
40
Luglio
80
Giugno
80
Maggio
120
Aprile
120
Marzo
160
Febbraio
160
Gennaio
200
Febbraio
Sirmione - precipitazioni mensili - anno 2001 (mm di pioggia)
200
Gennaio
ISO ambiente srl
Febbraio
AGENDA 21 L
Dicembre
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Tema 1– L’ARIA
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Tema 1– L’ARIA
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2. La qualità dell’aria
Come definito all'art.2 del DPR 203/88, per inquinamento atmosferico si intende ogni modificazione della normale
composizione o stato fisico dell'aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze in quantità e con
caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell'aria; da costituire pericolo ovvero pregiudizio
diretto o indiretto per la salute dell'uomo; da compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell'ambiente;
alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati.
E’ importante distinguere le emissioni dalle concentrazioni di sostanze inquinanti:
- emissione: quantità di sostanza inquinante introdotta in atmosfera in un determinato arco di tempo;
concentrazione: quantità di sostanza inquinante presente in atmosfera per unità di volume (utilizzata per esprimere
valori di qualità dell'aria).
Il DM 60/2002, in ossequio alla Direttiva Quadro 96/62/CE sulla qualità dell’aria, stabilisce i nuovi valori limite e le soglie di
allarme per alcuni inquinanti, i termini temporali entro cui tali limiti devono essere raggiunti e il numero di superamenti
massimi consentiti in un anno. Il DM 60, inoltre, prevede un periodo di progressivi avvicinamento ai livelli di qualità (alcuni
previsti per il 2005, altri da raggiungere entro il 2010): tale impostazione prefigura, di per sé, la necessità di intervenire con
una politica di piano per affrontare il problema della qualità dell’aria nelle zone più critiche.
inquinante
SO2
NO2
NOx
PM10
CO
limite
protezione salute umana
media oraria: 350 mg/mc da non superare più di 24 volte/anno
media giornaliera: 125 mg/mc da non superare più di 3 volte/anno
protezione ecosistemi
media annuale: 20 mg/mc
semestrale invernale: 20 mg/mc
protezione salute umana
media oraria: 200 mg/mc da non superare più di 18 volte/anno
media annuale: 40 mg/mc
protezione ecosistemi
media annuale: 30 mg/mc
protezione salute umana
media giornaliera: 50 mg/mc da non superare più di 35 volte/anno
media annuale. 40 mg/mc
protezione salute umana
media 8 ore: 10 mg/mc
entrata in vigore
2005
2001
2010
2001
2005
2005
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Le emissioni in atmosfera (secondo l’Inventario delle Emissioni in Aria della Lombardia)
Con il D.lgs. 4 agosto 1999, n.351 è stata recepita nella normativa nazionale la direttiva 96/62/CE sulla qualità dell'aria, che
definisce il quadro complessivo sull'inquinamento atmosferico e sulla valutazione e gestione della qualità dell'aria.
Questo decreto prevede che le Regioni compiano regolarmente una valutazione della qualità dell'aria ambiente su tutto il
territorio regionale classificandolo in:
· zone non inquinate, dove non si rilevano superamenti dei valori limite per nessun inquinante;
· zone inquinate, dove si verifica, per almeno un inquinante, il superamento di un valore limite entro un margine di
tolleranza fissato;
· zone particolarmente inquinate, dove si supera anche il margine di tolleranza.
Per le zone inquinate, le regioni devono predisporre un piano di azione e programmi di miglioramento della qualità dell'aria.
Per le aree "pulite", affinché restino tali anche in futuro, le regioni devono predisporre, sempre facendo riferimento
all'inventario emissioni, un piano per il mantenimento della qualità dell'aria ai livelli ottimali.
In attuazione del D.lgs. 4 agosto 1999, n.351 è stato emanato il DM 1 ottobre 2002, n.261, che definisce le modalità di
valutazione preliminare della qualità dell'aria ed i criteri per la stesura dei programmi di miglioramento e di mantenimento
della stessa. In particolare all'art.4 vengono individuati, quale principale strumento conoscitivo per la redazione dei
programmi di miglioramento, gli inventari delle sorgenti di emissione.
È evidente l’impossibilità di una quantificazione, tramite misurazioni dirette, di tutte le emissioni delle diverse tipologie di
sorgenti presenti sin un territorio regionale. L’approccio "analitico" è, dunque, uno strumento utilizzabile solo per alcune
tipologie di sorgenti (grandi impianti come centrali termoelettriche, inceneritori, cementifici), le cui emissioni sono
generalmente molto rilevanti e per questo controllate tramite sistemi di monitoraggio in continuo.
L’utilizzo dei dati rilevati in impianti industriali di minori dimensioni è invece più problematico ed è quindi necessario ricorrere
alle stime: per i processi di combustione viene generalmente scelto come indicatore il consumo di combustibile, mentre per i
processi industriali gli indicatori privilegiati sono la quantità di prodotto processata nell’unità di tempo o il numero di addetti
nel settore di cui si vuole stimare l’emissione.
All'interno di un inventario le emissioni possono essere distinte nelle seguenti tipologie:
· diffuse: distribuite sul territorio, stimate attraverso l'uso di opportuni indicatori e fattori di emissione;
· puntuali: forti fonti di inquinamento localizzabili geograficamente, stimate dai dati misurati;
· lineari: ad esempio le strade, stimate attraverso l'uso di opportuni indicatori e fattori di emissione.
L’inventario delle emissioni, in conformità con quanto previsto dal progetto europeo CORINAIR, contempla 9 inquinanti (CH4,
CO, CO2, NH3, NMCOV, N2O, NOx,
SO2)
e
accorpa
le
emissioni 1. Centrali elettriche pubbliche, cogenerazione e
7. Trasporto su strada
atmosferiche negli 11 macrosettori teleriscaldamento
2. Impianti di combustione non industriale
8. Altre sorgenti mobili e macchinari
riportati nella tabella a fianco:
3.
4.
5.
6.
Combustione nell’industria
Processi produttivi
Estrazione e distribuzione di combustibili fossili
Uso di solventi
9. Trattamento e smaltimento rifiuti
10. Agricoltura
11. Altre sorgenti e assorbimenti
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La prima redazione dell’Inventario delle emissioni in Lombardia è riferita ai dati dell’anno 1997, alla quale è seguita la
seconda redazione, relativa alle stime per l’anno 2001 (e costantemente aggiornate in seguito), alle quali si farà riferimento
nelle pagine seguenti.
Guardando alle stime per macrosettore di attività, l’inventario delle emissioni della regione Lombardia assegna al Comune di
Desenzano le seguenti quantità di emissioni in atmosfera (espresse in tonn, salvo CO2, i cui valori sono in migliaia di tonn):
SO2
NOx
COV
CH4
CO
CO2
N2O
NH3
PM10
10,08715
13,68952
16,44464
9,06172
197,601
11,86445
1,87174
0,25799
6,30794
0,7616
5,28383
0,97887
0,38574
9,28408
0,36056
0,08163
0,01053
0,23917
Processi produttivi
0
0
48,70277
0
0
0,92673
0
0
0
Estrazione e distribuzione
combustibili
0
0
20,54001
0
0
0
0
0
0
Uso di solventi
0
0
245,5698
0
0
0
0
0
0
Trasporto su strada
15,16125
627,8124
228,6633
12,59015
1962,198
95,78663
8,93401
14,38449
41,50451
Altre sorgenti mobili e
macchinari
4,00211
55,11237
7,19788
0,20335
16,2315
2,0811
1,52116
0,00928
7,35819
0
2,39367
0,48708
463,2338
1,65778
0
25,20305
200,3759
0,11972
30,01211
704,2918
568,5844
485,4748
2186,973
111,0195
37,61159
215,0382
55,52953
Combustione non industriale
Combustione nell'industria
Agricoltura
Totale emissioni stimate
Dai dati riportati in tabella, emergono immediate alcune considerazioni riguardanti i fattori emissivi presenti sul territorio (che
acquistano pieno significato se paragonati ai dati stimati per le emissioni a livello provinciale e regionale nei grafici sotto
riportati):
§ sono presenti a Desenzano attività emissive riconducibili a otto macrosettori, rispetto agli undici contemplati
dall’inventario regionale;
§ mancano impatti emissivi imputabili a:
produzione di energia e trasformazione di combustibili
trattamento e smaltimento rifiuti
altre sorgenti e assorbimenti;
§ le emissioni derivanti da attività industriali e da processi di combustione nell’industria sono quantitativamente
trascurabili (ad eccezione dei composti organici volatili);
§ anche l’apporto di emissioni derivante dal settore “combustione non industriale” (in particolare, il riscaldamento
domestico), è minore, in termini percentuali rispetto a quanto si registra a livello di Provincia e di regione;
§ il settore del trasporto su strada risulta essere quello di gran lunga più significativo nel quadro complessivo delle
emissioni che si verificano sul territorio comunale.
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
INEM AR - contributo % pe r m acros e ttore - com une di De s e nzano
PM 10
NH3
N2O
CO2
CO
CH4
COV
NOx
SO2
0%
10%
20%
30%
Combustione non industriale
Estrazione e distribuzione combustibili
A ltre sorgenti mobili e macchinari
40%
50%
60%
70%
Combustione nell'industria
Uso di solventi
A gricoltura
80%
90%
100%
Processi produttivi
Trasporto su strada
INEM AR - contributo % pe r m acros e ttore - provincia di Bre s cia
PM 10
NH3
N2O
CO2
CO
CH4
COV
NOx
SO2
0%
10%
20%
Produzione energia e trasf orm. combustibili
Processi produttivi
Trasporto su strada
Agricoltura
30%
40%
50%
60%
Combustione non industriale
Estrazione e distribuzione combustibili
Altre sorgenti mobili e macchinari
Altre sorgenti e assorbimenti
70%
80%
90%
Combustione nell'industria
Uso di solventi
Trattamento e smaltimento rif iuti
100%
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
INEM AR - contributo % pe r m acros e ttore - re gione Lom bardia
PM 10
NH3
N2O
CO2
CO
CH4
COV
NOx
SO2
0%
10%
20%
30%
Produzione energia e trasf orm. combustibili
Processi produttivi
Trasporto su strada
A gricoltura
40%
50%
60%
70%
80%
Combustione non industriale
Estrazione e distribuzione combustibili
A ltre sorgenti mobili e macchinari
A ltre sorgenti e assorbimenti
90%
Combustione nell'industria
Uso di solventi
Trattamento e smaltimento rif iuti
De s e nzano - % e m is s ioni da trs porto s u s trada s ul totale (INEM AR)
100%
80%
60%
40%
20%
0%
SO2
NOx
COV
CH4
CO
emissioni trasporto su strada
CO2
N2O
100%
NH3
altre emissioni
PM10
CITTA’ di DESENZANO
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Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Al traffico veicolare, dunque, sono da ricondurre – secondo le stime dell’Inventario Regionale - le maggiori quantità di
emissioni di inquinanti che si verificano sul territorio comunale, tenendo conto, in questo, anche dell’incidenza dell’autostrada
A4 e dei due caselli (Desenzano e Sirmione), che ricadono in comune di Desenzano.
In particolare, il traffico è responsabile della quasi totalità delle emissioni di ossidi di azoto, di monossido di carbonio, di
anidride carbonica e di polveri.
SO2
NOx
COV
CH4
CO
CO2
N2O
NH3
PM10
emissioni trasporto su strada
15,16125
627,8124
228,6633
12,59015
1962,198
95,78663
8,93401
14,38449
41,50451
altre emissioni
14,85086
76,47939
339,9211
472,8846
224,7744
15,23284
28,67758
200,6537
14,02502
totale emissioni stimate
30,01211
704,2918
568,5844
485,4748
2186,973
111,0195
37,61159
215,0382
55,52953
50,5
89,1
40,2
2,6
89,7
86,3
23,8
6,7
74,7
% emissioni trasporto su
strada
INEM AR: e m is s ioni da tras porto s u s trada a De s e nzano - % pe r tipologia di autom e zzo
Sempre
secondo
le
stime
INEMAR, vediamo l’incidenza
emissiva delle diverse tipologie
di autoveicoli: se le emissioni
riconducibili
alle
automobili
risultano essere responsabili
delle
maggiori
quantità
di
inquinanti, posiamo notare come
per le polveri (PM10), la
maggiore
incidenza
sia
derivante
dal
traffico
commerciale. Ai motori diesel,
infine, è riconducibile il maggior
apporto di emissioni di PM10.
PM 10
NH3
N2O
CO2
CO
CH4
COV
NOx
SO2
0%
10%
A utomobili
Ciclomotori (< 50 cm3)
20%
30%
40%
50%
Veicoli leggeri < 3.5 t
Motocicli (> 50 cm3)
60%
70%
80%
90%
100%
V eicoli pesanti > 3.5 t e autobus
V eicoli a benzina - Emissioni evaporative
INEM AR: e m is s ioni da tras porto s u s trada - % pe r tipo di com bus tibile
PM 10
NH3
N2O
CO2
CO
CH4
COV
NOx
SO2
0%
10%
20%
GPL
30%
40%
benzina super
50%
60%
benzina verde
70%
80%
diesel
90%
100%
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
La presenza di inquinanti
Affrontando il tema della presenza degli inquinanti in atmosfera, è opportuno fin da subito chiarire che non esiste una
necessaria correlazione tra questi ultimi e le emissioni generate su una determinata porzione di territorio.
Alcuni fattori, infatti, possono contribuire a disperdere gli inquinanti e diluirne, quindi la concentrazione (si pensi, ad
esempio, ad una zona fortemente ventosa e priva di rilievi), o possono favorire la loro persistenza vicino al suolo.
E’ questo secondo caso che caratterizza la Pianura Padana, dove le forti calme di vento e il fenomeno dell’inversione termica
impediscono – soprattutto nei mesi invernali – la dispersione degli inquinanti, che restano concentrati negli strati più vicini al
suolo.
Questo fenomeno fa si che la qualità dell’aria ambiente denoti caratteristiche abbastanza omogenee in corrispondenza delle
aree più urbanizzate, a cominciare dalle città capoluogo e dai Comuni ad esse limitrofi.
L’inversione termica
Esiste una stretta correlazione tra la variazione della temperatura dell'aria e la variazione dell'altitudine (il cosiddetto gradiente termico verticale). In
situazioni di normalità, il gradiente termico verticale è di 0,6° ogni 100 mt.
Il meccanismo che determina questa diminuzione è semplice (la particella d'aria nella sua fase ascensionale si espanderà a causa della diminuzione della
pressione atmosferica e così facendo diminuirà di temperatura), e questa dovrebbe essere la norma. Possono verificarsi, tuttavia, situazioni in cui la
temperatura aumenta salendo di quota: questo fenomeno è noto col nome di inversione termica, che può verificarsi sia in quota che al suolo.
Per quanto riguarda quest’ultimo caso, capita spesso, durante il periodo invernale in condizioni anticicloniche, che il suolo perda calore più velocemente
delle zone sovrastanti, a causa dell'irraggiamento notturno o anche a causa dell'eventuale presenza di neve che impedisce al suolo di riscaldarsi
sufficientemente durante le ore diurne.
L'aria fredda, più densa e pesante di quella calda, tende a raccogliersi in prossimità del suolo stesso; in questo situazione, l'aria calda, presente a uno
strato superiore, si adagerà al di sopra di quella fredda (la temperatura riprende a diminuire solo superata una certa quota conosciuta come "margine
superiore dell'inversione").
Se l'umidità dell'aria è sufficientemente alta, l'eventuale ulteriore diminuzione oltre il punto di rugiada determina la condensazione e la formazione di
foschie o nebbie più o meno dense che rendono visibilmente riconoscibile il fenomeno dell'inversione termica.
Le zone dove più frequentemente si verifica l'inversione termica sono quelle di pianura distanti dal mare o nelle vallate, come nel caso della pianura
padana.
Il fenomeno dell’inversione termica provoca, pertanto, un ristagno dell’aria verso il terreno, con la conseguenza – dal punto di vista ambientale – di
impedire la circolazione delle masse d’aria e la dispersione/diluizione degli inquinanti in atmosfera.
I dati di emissione ricavati dall’INENAR, dunque, se possono fornire utili indicazioni circa la presenza e il peso di fonti
emissive, non sono sufficienti per definire la qualità dell’aria in un determinato punto del territorio. Tale risultato può essere
ottenuto solo con misurazioni dirette della concentrazione degli inquinanti presenti e, per la provincia di Brescia, è attiva da
alcuni anni una rete di centraline fisse che provvedono al monitoraggio in continuo dell’aria e alla misurazione degli inquinanti
significativi. La stazione di rilevamento prossima al territorio comunale di Desenzano è quella di Lonato, che tiene monitorati
gli ossidi di azoto e l’ozono.
Considerate, tuttavia, le differenze tra il sito di Lonato e la realtà di Desenzano (si pensi alla presenza delle acciaierie nel
primo caso e, nel secondo caso, delle brezze di lago e al ruolo svolto dal vento per la dispersione degli inquinanti), non si
ritiene che i dati della stazione di Lonato possano essere utilizzati per il presente lavoro.
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
In mancanza di misurazioni dirette, si dovrà fare ricorso a dati derivati, a cominciare dal Piano Regionale per la Qualità
dell’Aria (PRQA).
Tale strumento (approvato con deliberazione della Giunta della Regione Lombardia n. 46847 del dicembre 1999), ha
sviluppato una serie di approfondite analisi sulla situazione dell’aria ambiente in tutto il territorio regionale ed ha portato alla
definizione delle aree critiche attraverso una classificazione dei comuni secondo un “livello di criticità” definito in base a una
valutazione complessiva dei fattori di impatto presenti in ambito comunale.
In base ai dati disponibili per l’anno 1997, sono stati individuati i seguenti parametri:
1. numero d’abitanti a livello comunale, derivati dal censimento della popolazione ISTAT 1991;
2. dati di qualità dell’aria relativi alla rete di monitoraggio della Regione Lombardia per l’anno 1997;
3. distribuzione territoriale delle emissioni diffuse, secondo la classificazione CORINAIR, relativa al censimento del 1997,
predisposto dal PRQA della Regione Lombardia.
4. emissioni puntuali degli impianti industriali relative al censimento 1997, predisposto dal PRQA della Regione Lombardia.
5. classificazione del territorio, a livello comunale, sulla base dell’incidenza quantitativa di beni culturali come predisposto dal
PRQA della Regione Lombardia;
6. classificazione del territorio, a livello comunale, sulla base dell’incidenza quantitativa e della sensibilità delle aree protette
presenti nel territorio lombardo;
7. classificazione del territorio, a livello comunale, rispetto ai carichi critici d’acidità totale.
Per definire la criticità a livello di territorio comunale, è stato adottato il seguente schema:
· calcolo del contributo emissivo totale (per CO, NOx, SO2 e NMCOV) per i singoli comuni
· individuazione per ogni comune del peso percentuale delle sorgenti di tipo “industriale”, “urbano-abitativo” e “traffico”
· classificazione degli indici di qualità dell’aria in base alla provincia di appartenenza del singolo comune e alla tipologia di
stazione di rilevamento .
Il PRQA ha quindi classificato i Comuni della Lombardia in base all’incidenza dei diversi inquinanti, sia per quanto riguarda le
concentrazioni, sia per il livello di criticità relativo.
Come si ricava dalle mappe tematiche riportate di seguito, la più elevata concentrazione di Comuni in situazione critica è
posta nell’area milanese e nella prima cintura dei principali capoluoghi di provincia.
E’ tuttavia evidente come anche il Comune di Desenzano si contraddistingua per un elevato indice di criticità per gli inquinanti
più significativi (si è volutamente omesso di riportare le indicazioni riguardanti l’anidride solforosa, in quanto il venir meno
dello zolfo come additivo nei combustibili per autotrazione ne ha fortemente diminuito la presenza in atmosfera).
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Inquinante: NO2
52 to 94
32 to 52
22 to 32
17 to 22
13 to 17
11 to 13
(40)
(100)
(145)
(244)
(370)
(647)
PRQA regione Lombardia: Variabilità territoriale della concentrazione media annua di NO2
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Inquinante : NO2
35 to 100
(56)
30 to 35
(25)
20 to 30 (381)
0 to 20 (1084)
PRQA regione Lombardia: NO2 - Livello di criticità ambientale
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Inquinante: CO
2.2 to 3.7
1.2 to 2.2
0.8 to 1.2
0.6 to 0.8
0.5 to 0.6
0.3 to 0.5
(23)
(61)
(104)
(190)
(369)
(799)
PRQA regione Lombardia: Variabilità territoriale della concentrazione media annua di CO
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Inquinante : CO
35 to 100 (77)
30 to 35 (52)
20 to 30 (460)
0 to 20 (957)
PRQA regione Lombardia: CO - Livello di criticità ambientale
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Inquinante: polveri
45 to 88
27 to 45
18 to 27
13 to 18
11 to 13
2 to 11
(52)
(113)
(172)
(277)
(375)
(557)
PRQA regione Lombardia: Variabilità territoriale della concentrazione media annua di polveri
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Inquinante : Polveri Tot
35 to 100
(56)
30 to 35
(21)
20 to 30 (464)
0 to 20 (1005)
PRQA regione Lombardia: POLVERI - Livello di criticità ambientale
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Attraverso l’elaborazione e l’incrocio di questi parametri, sono stati attribuiti dei punteggi per il livello di criticità, che varia dal
minimo di 11 a un massimo di 62 punti (Comune di Milano) e la suddivisione dei Comuni in quattro classi di criticità:
classe intervalli
1
<20
2
20-30
3
30-35
4
35-60
Comune
stato ambientale
BUONO STATO AMBIENTALE
PRESERVAZIONE DELLO STATO AMBIENTALE
RISANAMENTO AMBIENTALE
complessivo
NO2
CO
POLVERI
SO2
NMCOV
O3
Brescia
57
69
75
59
62
71
51
37
Desenzano
32
38
34
40
32
39
Lumezzane
32
33
29
39
29
36
36
Rezzato
30
27
33
25
29
33
28
Corte Franca
28
20
25
36
21
24
38
Gardone VT
25
20
27
25
21
29
33
Odolo
25
14
17
34
12
14
23
Vobarno
25
17
22
35
18
23
29
Adro
23
18
25
25
21
24
38
Capriolo
23
17
26
26
20
25
40
Darfo B. T.
23
20
27
30
24
29
38
Lonato
23
28
22
38
27
32
35
Nave
23
18
25
27
21
26
28
Pisogne
23
19
26
26
23
27
35
Casto
22
12
17
30
12
14
23
Gussago
22
20
27
27
24
29
33
Iseo
22
18
25
25
24
24
33
Ospitaletto
22
18
27
30
21
29
33
Palazzolo S/O
22
18
23
30
21
29
44
Villa Carcina
22
18
25
27
21
26
31
BERGAMO
BRESCIA
COMO
CREMONA
LECCO
LODI
MANTOVA
MILANO
PAVIA
SONDRIO
VARESE
Totale
N° Comuni per
< 20 20 -30
28
200
156
46
1
157
113
1
86
59
1
60
7
28
104
166
20
60
18
116
672
755
classe
30-35
14
3
3
2
1
2
21
2
20
68
> 35
2
1
2
2
1
1
35
2
5
51
N°
tot.
Comuni
244
206
163
115
90
61
70
188
190
78
141
1546
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
In base al PRQA, il Comune di
Desenzano – insieme a Lumezzane –
risulta essere il più critico, dopo la città
capoluogo, per quanto riguarda la
qualità complessiva dell’aria.
Considerata
l’assenza
di
attività
produttive con forti processi di
combustione e vista l’incidenza del
traffico veicolare nel determinare le
emissioni
complessive
su
base
comunale (si vedano più sopra le stime
dell’INEMAR),
è
consequenziale
attribuire al traffico veicolare la
situazione complessivamente critica
dell’aria ambiente a Desenzano.
Se questa è la situazione desumibile da
analisi derivate e da strumenti che
fanno ampio ricorso alla stima delle
emissioni e delle criticità, è opportuno
valutare, a questo punto, i dati
strumentali derivanti da una campagna
di analisi svolta dall’ARPA di Brescia a
Desenzano nel periodo settembredicembre 2003 e raffrontarli con quelli
misurati presso altre stazioni della rete
provinciale di monitoraggio.
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Livello complessivo di criticità
35 to 100 (50)
30 to 35 (33)
20 to 30 (743)
0 to 20 (720)
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
La campagna di rilevazioni dell’autunno – inverno 2003
Le rilevazioni condotte dall’ARPA di Brescia hanno riguardato la presenza di Polveri Totali Sospese (PTS), un parametro che è
in via di dismissione nelle principali stazioni di monitoraggio della rete provinciale, in quanto sostituito – anche in base alle
nuove normative – dalla frazione più sottile delle polveri, quelle cioè con diametro inferiore ai 10 micron (PM10).
In base a quanto osservato nella stessa relazione dell’ARPA di Brescia e ormai acquisito nella letteratura specialistica del
settore, è possibile ricavare la quantità di PM10 dalla misurazione di PTS, in considerazione del fatto che la frazione più sottile
delle polveri ammonta, generalmente, al 75/80% delle polveri totali.
Nell’elaborazione riportata nella tabella a fianco, pertanto, accanto ai valori di PTS misurati strumentalmente a Desenzano
viene riportata la quantità stimata di PM10.
Al fine di consentire una comparazione con altri contesti, si riportano – inoltre – i valori rilevati dalle stazioni di Broletto,
Sarezzo, Rezzato e Castelmella nello stesso periodo di tempo.
La scelta di queste stazioni di raffronto è dettata da più di una considerazione:
§ in tutti i casi si tratta di stazioni di misura poste in contesti fortemente urbanizzati e interessati da forti flussi di traffico
veicolare;
§ le stazioni di Broletto (in centro alla città capoluogo) e di Rezzato sono poste in siti in cui operano realtà produttive a
forte impatto emissivo (acciaieria e termovalorizzatore a Brescia, cementificio a Rezzato), che sono ivece assenti a
Desenzano;
§ il sito di Sarezzo, pur essendo fortemente urbanizzato e interessato da elevati flussi di traffico, dovrebbe risentire in
modo positivo della maggior mobilità dell’aria del contesto vallivo (così come, a Desenzano, dovrebbero sentirsi gli
effetti delle brezze di lago).
Nel corso della campagna di monitoraggio svolta a Desenzano, i giorni di misura validi sono stati 46. Nello stesso arco di
tempo abbiamo disponibili gli stessi giorni per le stazioni di Sarezzo e Broletto, metre i giorni validi per un raffronto sono 37
con la stazione di Rezzato e 19 con la stazione di Castelmella.
Prima di riportare i valori di concentrazione delle polveri, sono opportune almeno due considerazioni:
§ le valutazioni possibili attraverso una campagna di misure come quella svolta a Desenzano possono solo fornire
un’indicazione di massima circa la qualità dell’aria ambiente, in quanto una valutazione scientifica richiederebbe una
serie strorica di dati molto più ampia;
§ la misura del solo parametro delle polveri potrebbe, a prima vista, apparire insufficiente per definire la qualità dell’aria:
va tenuto presente, tuttavia, che tale parametro è ormai assunto come indicatore di qualità, nel senso che un elevata
concentrazione di polveri indica anche una elevata concentrazione degli altri inquinanti, visto che la maggior parte degli
inquinanti proviene dai medesimi processi di combustione degli idrocarburi.
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Nel periodo in cui si è svolta la campagna di
rilevazioni a Desenzano (con 46 giorni utili di
misura), disponiamo di un pari numero di giorni
utili per le stazioni di Broletto e Sarezzo, mentre i
giorni di raffronto sono 37 con la stazione di
Rezzato e 19 con quella di Castelmella.
Si può notare come, nel raffronto con le altre
stazioni, i giorni in cui i valori di PM10 a Desenzano
(ricavati assumendo un valore di PM10 pari
all’80%del PTS), sono stati superiori alla soglia dei
50 microgrammi/mc, risultano essere:
§ più elevati di quelli registrati presso le
stazioni di Broletto e di Sarezzo (le stazioni
per cui disponiamo di una pari numero di
gironi utili di misura);
§ pari a quelli registrati dalla stazione di
Rezzato, che – negli ultimi anni – ha fatto
registrare il più elevato numero di superi
nella media giornaliera di concentrazioni di
PM10;
§ inferiori rispetto a quelli registrati dalla
stazione di Castelmella (la stazione per la
quale disponiamo del minor numero di giorni
utili di raffronto).
Tema 1– L’ARIA
Desenzano
PTS
96
91
77
47
28
88
141
56
98
110
64
76
69
79
69
50
48
75
36
43
59
81
71
42
11
29
51
54
61
65
108
126
61
77
67
109
102
61
6
32
47
44
42
28
25
28
ISO ambiente srl
Desenzano
Broletto
Sarezzo
Rezzato
PM10*
PM10
PM10
PM10
26/09/2003
venerdi
77
30
31
47
27/09/2003
sabato
73
40
36
52
28/09/2003 domenica
62
34
34
29/09/2003
lunedi
38
43
40
30/09/2003
martedi
22
25
33
27
01/10/2003 mercoledi
70
25
22
39
02/10/2003
giovedi
113
41
31
44
03/10/2003
venerdi
45
61
43
62
08/10/2003 mercoledi
78
16
29
09/10/2003
giovedi
88
42
38
10/10/2003
venerdi
51
39
43
11/10/2003
sabato
61
41
38
12/10/2003 domenica
55
33
31
13/10/2003
lunedi
63
53
51
14/10/2003
martedi
55
36
49
33
15/10/2003 mercoledi
40
19
29
26
29/10/2003 mercoledi
38
36
28
35
30/10/2003
giovedì
60
42
32
38
31/10/2003
venerdì
29
8
8
12
01/11/2003
sabato
34
20
26
17
02/11/2003 domenica
47
27
26
23
03/11/2003
lunedì
65
38
47
59
04/11/2003
martedì
57
36
44
58
06/11/2003
giovedi
34
37
47
60
07/11/2003
venerdì
9
14
25
28
08/11/2003
sabato
23
19
19
18
09/11/2003 domenica
41
35
38
33
10/11/2003
lunedì
43
36
49
48
11/11/2003
martedì
49
37
44
37
12/11/2003 mercoledì
52
42
45
39
14/11/2003
venerdì
86
61
62
85
15/11/2003
sabato
101
63
59
65
16/11/2003 domenica
49
53
50
31
17/11/2003
lunedì
62
41
40
38
18/11/2003
martedì
54
42
52
62
19/11/2003 mercoledì
87
75
70
58
20/11/2003
giovedì
82
60
55
60
21/11/2003
venerdì
49
52
45
43
28/11/2003
venerdì
5
23
24
26
29/11/2003
sabato
26
21
33
31
30/11/2003 domenica
38
29
38
27
01/12/2003
lunedì
35
12
12
17
02/12/2003
martedì
34
8
10
03/12/2003 mercoledì
22
19
32
26
04/12/2003
giovedì
20
23
32
33
05/12/2003
venerdì
22
52
67
72
giorni utili
46
46
46
37
* valori di PM10 assumendo PM10=80% di PTS
In neretto i valori di media giornaliera superiori a 50 micorgr/mc
Nella colonna dei valori di PTS misurati a Desenzano, sono in azzurro i giorni con pioggia
Castelmella
PM10
76
77
25
18
39
58
49
57
108
95
121
69
77
87
91
80
26
47
50
19
Desenzano
Sarezzo
05/12/03
03/12/03
01/12/03
29/11/03
20/11/03
18/11/03
16/11/03
14/11/03
12/11/03
04/12/03
30/11/03
28/11/03
21/11/03
19/11/03
17/11/03
15/11/03
03/12/03
30/11/03
19/11/03
16/11/03
10/11/03
07/11/03
04/11/03
01/11/03
29/10/03
14/10/03
11/10/03
08/10/03
02/10/03
29/09/03
26/09/03
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
10/11/03
11/11/03
09/11/03
07/11/03
03/11/03
01/11/03
30/10/03
Desenzano
08/11/03
Desenzano
06/11/03
04/11/03
02/11/03
31/10/03
29/10/03
15/10/03
13/10/03
14/10/03
03/10/03
01/10/03
26/09/03
AGENDA 21 L
11/10/03
09/10/03
02/10/03
30/09/03
28/09/03
26/09/03
CITTA’ di DESENZANO
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
120
PM10 - m edie giornaliere
100
80
60
40
20
0
Broletto
120
PM10 - m edie giornaliere
100
80
60
40
20
0
Rezzato
120
PM10 - m edie giornaliere
100
80
60
40
20
0
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
PM10 - m edie giornaliere
120
100
80
60
40
20
Desenzano
giorni di
raffronto
n. di superi
46
desenzano
22
broletto
9
giorni di
raffronto
n. di superi
46
desenzano
22
sarezzo
8
Castelmella
giorni di raffronto
n. di superi
37
desenzano
11
rezzato
11
giorni di
raffronto
n. di superi
19
desenzano
8
castelmella
12
30/11/03
29/11/03
28/11/03
21/11/03
20/11/03
19/11/03
18/11/03
17/11/03
16/11/03
15/11/03
14/11/03
12/11/03
11/11/03
10/11/03
09/11/03
08/11/03
07/11/03
06/11/03
04/11/03
0
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
A contribuire, almeno in parte, all’elevato
numero di superi verificatisi a Desenzano è
sicuramente il traffico del sabato e dei giorni
festivi. Mentre nelle altre località – pur con
l’eccezione di Castelmella, che presenta un
andamento più discontinuo – durante il fine
settimana si registrano valori di polverosità
mediamente
inferiori
al
resto
della
settimana, in conseguenza della diminuzione
del traffico legato al cessare delle attività
lavorative in genere e produttive in
particolare, possiamo notare come a
Desenzano i valori di polverosità in
atmosferica, pur diminuendo rispetto al
resto della settimana, si mantengano su
valori decisamente più elevati.
27/09/2003
28/09/2003
11/10/2003
12/10/2003
01/11/2003
02/11/2003
08/11/2003
09/11/2003
15/11/2003
16/11/2003
29/11/2003
30/11/2003
Tema 1– L’ARIA
sabato
domenica
sabato
domenica
sabato
domenica
sabato
domenica
sabato
domenica
sabato
domenica
ISO ambiente srl
Desenzano Desenzano Broletto Sarezzo
PTS
Pm10*
Pm10
Pm10
91
40
36
73
77
34
34
62
76
41
38
61
69
33
31
55
43
34
20
26
59
47
27
26
29
23
19
19
51
41
35
38
126
101
63
59
61
49
53
50
32
26
21
33
47
38
29
38
PM10 - m edie giornaliere sabato e dom enica
140
120
100
80
60
40
20
Desenzano
Broletto
Sarezzo
Rezzato
Castelmella
30/11/2003
29/11/2003
16/11/2003
15/11/2003
09/11/2003
08/11/2003
02/11/2003
01/11/2003
12/10/2003
11/10/2003
28/09/2003
27/09/2003
0
Rezzato
Pm10
52
17
23
18
33
65
31
31
27
Castelmella
Pm10
18
39
95
121
47
50
CITTA’ di DESENZANO
AGENDA 21 L
Relazione sullo Stato dell’Ambiente
Tema 1– L’ARIA
ISO ambiente srl
Conclusioni
Considerata la mancanza di una serie storica di misure delle concentrazioni in atmosfera, si è ritenuto opportuno sviluppare
l’analisi sulla qualità dell’aria a Desenzano partendo dalle emissioni in atmosfera che l’Inventario regionale (INEMAR) assegna
al territorio comunale.
Assenza di emissioni significative imputabili alle attività produttive e pesante incidenza delle emissioni derivanti dal traffico
veicolare: questo, in estrema sintesi, il quadro delle stime INEMAR riguardante il Comune di Desenzano.
Sul fronte delle concentrazioni degli inquinanti, si è fatto ricorso agli studi preparatori del Piano Regionale per la Qualità
dell’Aria (PRQA): pur risalendo, tale strumento, ad alcuni anni fa, le analisi in esso contenute mantengono una sicura
significatività, in particolare per quanto riguarda il raffronto tra le diverse realtà territoriali.
In base alle elaborazioni del PRQA, a Desenzano viene assegnato un elevato indice di criticità per quanto concerne i principali
inquinanti (ossidi di azoto, monossido di carbonio, polveri), tanto da meritare la seconda posizione – dopo il capoluogo –
come indice di criticità complessivo.
A confermare la situazione di criticità, infine, si ritiene possano essere i dati della campagna di rilevazioni svolta dall’ARPA di
Brescia nell’autunno – inverno 2003. Pur con tutte le cautele derivanti dal disporre di una serie limitatissima di misure, si
deve constatare che nel periodo in cui sono stati svolti i rilievi, a Desenzano si sono avuti più giorni di supero del livello di 50
mg/m3 rispetto alle stazioni poste in centro a Brescia e a Castelmella e un pari numero di superi con la stazione di Rezzato.
Pienamente condivisibile, dunque, la conclusione dei tecnici dell’ARPA, che definiscono la qualità dell’aria ambiente a
Desenzano in tutto simile a quella del capoluogo e del suo interland (cioè, la zona critica di Brescia), e confermate le
indicazioni di criticità contenute nel PRQA.
Se il traffico veicolare non può che essere il principale imputato della situazione (in misura addirittura maggiore rispetto ad
altri contesti, considerata l’assenza di emissioni di origine industriale), si deve anche constatare che – almeno per quanto
riguarda il periodo in cui sono stati effettuati i rilievi – i venti (o le brezze), tipici del lago non sembrano influire in misura
significativa nella diluizione e dispersione degli inquinanti.
Considerato il peso del traffico veicolare, infine, emerge chiara l’importanza di tutti quegli interventi sulla viabilità che
possano favorire una circolazione il più possibile scorrevole dei flussi veicolari e consentano, per quanto possibile, di evitare la
formazione di incolonnamenti con fermi prolungati dei veicoli con motore acceso.