Presentato da: Idee per il mondo dentale La rivista internazionale per la tecnica dentale dental dialogue Ristampa Quand’è che una sabbiatrice si può considerare efficiente? Dr. Gisela Peters Renfert GmbH • Industriegebiet • 78247 Hilzingen/Germany o: Postfach 1109 • 78245 Hilzingen/Germany • Tel. +49 77 31 82 08-0 Fax 82 08-70 • www.renfert.com • [email protected] dd S C I E N C E L’Istituto Superiore di Osnabrück esegue un test sul consumo e il rendimento di otto sabbiatrici Quand’è che una sabbiatrice si può considerare efficiente? Quando si acquista una sabbiatrice, si comincia ad utilizzarla in modo assiduo e non si pensa più ai costi per il materiale e il lavoro. Prima di affrontare un tale investimento, il titolare di un laboratorio odontotecnico dovrebbe però tener conto, oltre della qualità dei risultati, anche della convenienza economica di una sabbiatrice, visto che la sua decisione porterà inevitabili conseguenze sulla sua attività in termini di maggiori o minori costi. Un valido aiuto viene fornito dall’Istituto Superiore di Osnabrück, che ha messo a confronto otto sabbiatrici. Durante le prove su vasta scala, gli scienziati hanno rilevato il consumo di materiale per sabbiatura, il suo rendimento e la qualità della sabbiatura stessa. I test, inoltre, hanno fornito informazioni sulla resistenza dell’unione tra ceramica e lega, dopo il trattamento delle armature con gli apparecchi esaminati. I l vostro investimento vi ha già ripagato?” – questa domanda potrebbe essere rivolta ai titolari di „ laboratori odontotecnici con uno sguardo ai risultati delle ricerche effettuate dall’Istituto Superiore di Osnabrück, facoltà di ingegneria e informatica, centro dentale. Perché il gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Isabella-Maria Zylla ha analizzato non solo le prestazioni degli apparecchi testati, ma si è anche chiesto, in particolare, quanta sabbia fosse necessaria e quanto tempo richiedesse il processo. Il lavoro da svolgere in laboratorio consiste sostanzialmente nel rimuovere completamente il rivestimento, asportare con cura l’ossido e sabbiare la superficie in modo uniforme. Tutto questo per garantire un’adesione altamente resistente e durevole tra metallo e ceramica; una sabbiatura completa e uniforme è indispensabile per ottenere questo risultato. L’apparecchio utilizzato deve eseguire questa fase di lavoro in modo economicamente conveniente – infine il laboratorio moderno deve convertire la qualità richiesta in costi e prezzi concorrenziali. All’Istituto Superiore di Osnabrück sono state testate otto sabbiatrici: 1. SBU 5.2 Compact di Averon, Ekaterinburg/ Russia 2. Platinum D.O.S. di Dentalfarm, Torino/Italia 3. Planetarium di Mestra, Passau e Bilbao/Spagna 4. MS3 di Omec, Muggiò/Italia 5. Basic classic e 6. Basic quattro IS di Renfert, Hilzingen/Germania 7. Easy Sand di Silfradent, S. Sofia/Italia 2 dental dialogue VOLUME 9 2008 © 8. Sand Storm Expert di Vaniman, Fallbrook, California/USA Osservando i risultati combinati del consumo e del rendimento della sabbia, i primi classificati sono stati gli apparecchi Basic classic e Basic quattro IS di Renfert, Hilzingen/Germania. La richiesta più pressante: un minor consumo di sabbia Dalla serie di test effettuati è risultato innanzitutto che il consumo totale di sabbia differisce da un modello all’altro (Fig. 1) e non tutti i modelli possono essere considerati convenienti. Per ciascun ciclo di prova, effettuato con granulometrie tra 50 e 125 micron, l’apparecchio Basic classic di Renfert ha utilizzato solo 13,68 grammi di corindone. L’apparecchio Basic quattro IS, grazie alla sua funzione di arresto rapido, ha consumato una quantità di sabbia ancora minore (7,345 grammi). Al contrario, il maggior consumo rilevato negli apparecchi testati è stato di 49,69 grammi e di addirittura 61,65 grammi, nonostante il diametro dell’ugello fosse uguale per tutti. Ciascun ciclo di prova comprendeva tre fasi: 1. il tempo di preparazione fino al raggiungimento di un flusso di sabbia uniforme, 2. il tempo di impiego, stabilito per tutti a venti secondi, e 3. il tempo di coda, fino al momento in cui dall’ gello non fuoriusciva più alcuna sabbia. S C I E N C E dd 60 g 50 g 40 g 30 g 20 g 10 g 0g Renfert Basic quattro IS Renfert Basic classic Averon SBU 5.2 Compact Silfradent Easy Sand Mestra Planetarium Omec MS3 Vaniman Sand Storm Expert Dentalfarm Platinum D.O.S. Fig. 1 – Il sistema di costruzione fa la differenza: alcuni apparecchi a microgetto risparmiano sabbia, altri mostrano un consumo abbondante 50 45 50 µm Schwankungen in Gramm 40 125 µm 35 30 25 20 15 10 5 0 Renfert Basic quattro IS Renfert Basic classic Averon SBU 5.2 Compact Dentalfarm Platinum D.O.S. Mestra Planetarium Omec MS3 Silfradent Easy Sand Vaniman Sand Storm Expert Fig. 3 – Il fattore che favorisce risultati di lavoro riproducibili: un flusso di sabbia uniforme sia in caso di diverso riempimento del serbatoio – calcolato per ciascun apparecchio – sia di diverse granulometrie Il tempo di preparazione e di coda del flusso di sabbia variano in funzione dell’apparecchio, poiché la pressione aumenta e diminuisce a seconda del modello. Il consumo totale risultato elevato si deve in alcuni apparecchi ad un abbondante flusso durante il tempo di impiego; altri sistemi non arrestano subito il flusso nel tempo di coda, con conseguente spreco di tempo e sabbia preziosi. L’apparecchio Basic classic genera subito la pressione del getto necessaria, la riduce rapidamente dopo il rilascio del pedale e anche durante il tempo d’impiego si dimostra parsimonioso nel consumo di sabbia. Un flusso di sabbia uniforme è sinonimo di qualità I tecnici sanno per esperienza che il livello di riempimento del serbatoio influenza la generazione di pressione e quindi il flusso di sabbia. Nell’uso pratico quindi, la pressione e la quantità di sabbia variano durante la sabbiatura degli oggetti. Il fatto che la sabbia fuoriesca uniformemente, è tuttavia richiesto in Fig. 2 – Applicazione nel laboratorio dello studio dentistico del Dott. Rusch di Owigen: se viene rilasciata sempre la stessa quantità di sabbia, a prescindere dal livello di riempimento del serbatoio, l’odontotecnico può concentrarsi sull’oggetto da trattare, sabbiandolo con movimenti oscillatori sempre uguali. Questo rende i risultati riproducibili. particolare durante il tempo di impiego. Solo in questo modo l’odontotecnico può ottenere la qualità desiderata con movimenti oscillatori sempre uguali (Fig. 2), senza dover adattare il proprio sistema di lavoro al fatto che il serbatoio sia pieno o vuoto. Per questo motivo i membri del gruppo di studio comparativo hanno rilevato il consumo di sabbia degli apparecchi testati con diversi livelli di riempimento del serbatoio. Sono state quindi fatte delle misurazioni a serbatoio pieno o a un terzo o due terzi della sua capacità. Inoltre sono state utilizzate sabbie aventi due granulometrie diverse. Secondo il test dell’Istituto di Osnabrück sono stati soprattutto tre gli apparecchi che hanno rilasciato una quantità uniforme, sia con ossido di alluminio di grana fine, che con un ossido di grana grossa (50 e 125 micron di diametro), rivelando un consumo totale basso: Basic classic, Basic quattro IS e SBU 5.2 Compact (Fig. 3). Nell’impiego pratico ciò significa che con questi apparecchi, il flusso di sabbia uniforme facilita per l’operatore la riproducibilità di buoni risultati a prescindere dal riempimento del serbatoio e dalle dimensioni del grano. © VOLUME 9 2008 dental dialogue 3 dd Fig. 4 – Particolare di superficie con anello di ossido stretto sabbiata con getto concentrato (“principio laser”); prove con l’apparecchio della ditta Renfert. Le sei placchette superiori sono state sabbiate con ugelli da 0,8, mentre quelle inferiori con ugelli da 1,2 Fig. 5 – Superficie ampia sabbiata e anello di ossido largo prodotto con sabbia a larga diffusione (“principio della torcia”); apparecchio di confronto La concentrazione evidenzia una notevole differenza Un modo di dire usato volentieri è “più ne metti e prima finisci il lavoro”. Che questo non si possa dire del rapporto tra il consumo di sabbia e il suo rendimento si evince dai risultati dell’Istituto di Osnabrück relativi all’efficienza di pulizia. Le placchette di lega ricoperte di massa di rivestimento sono state sottoposte per quindici secondi al getto dell’apparecchio a microgetto testato e i risultati sono stati riportati nelle figure. L’osservatore può evincere da questa documentazione fotografica che i modelli dei diversi produttori forniscono differenti micrografie del getto (Fig. 4 e 5). Colpisce che, secondo il tipo di apparecchio, le zone libere dal rivestimento presentano diametri diversi e che la zona di transizione tra la superficie completamente sabbiata e il rivestimento residuo, contrassegnata dall’ossido, varia in larghezza - sempre in funzione dell’apparecchio. I differenti risultati di pulizia si possono spiegare con la maggiore o minore focalizzazione del getto di sabbia, che è caratteristica di ciascun apparecchio. Occorre dire che la concentrazione del getto è importante per i risultati della sabbiatura. Più piccolo sarà il diametro del getto e minore sarà la superficie sabbiata, maggiore sarà il numero di grani che colpiscono l’unità di superficie (Figg. da 6 a 8). Pertanto, la superficie lì sarà pulita in modo più accurato. Nello stesso tempo questo serrato “fuoco 4 dental dialogue VOLUME 9 2008 © di fila” sull’oggetto consente di ottenere una rugosità superficiale uniforme. L’obiettivo della sabbiatura è di ottenere una superficie pulita in profondità con un profilo della superficie d’impatto perfettamente regolare. In tal modo la superficie metallica viene preparata in modo ottimale per l'applicazione della ceramica e le tensioni dovute alla cottura vengono evitate (Figg. da 9 a 12). Lo spargimento dei grani meno focalizzato e non uniforme produce un profilo completamente diverso. L’abrasivo può persino mancare l’oggetto e non avere quindi alcuna efficacia. Si rileva chiaramente anche il rapporto tra la concentrazione del getto e il consumo di sabbia, reso ancora più evidente nel confronto tra una placchetta di lega sabbiata con l’apparecchio Renfert e un'altra macchina sottoposta al test (cfr. Figg. 1 e 4 fino a 12). L’apparecchio Renfert produce un getto ben focalizzato, tanto che l’emissione della sabbia può essere mantenuta al minimo e resta quindi parsimoniosa. A confronto, l’apparecchio della Fig. 5 messo a paragone ha fornito con la sabbia più fina, durante il tempo d’impiego il terzo valore più alto, e con la sabbia più grossa, addirittura il consumo di gran lunga più elevato di tutta la serie di test. Contemporaneamente le relative placchette di lega mostrano un trattamento su una superficie vasta, causato da un getto ad ampio raggio con un flusso di sabbia abbondante. dd Figg. da 6 a 8 – Risparmio di sabbia e rendimento: il getto concentrato non manca l’oggetto, consente invece un impiego di più grani per unità di superficie. La superficie viene pulita a fondo. Figg. 9 e 10 – Quando il getto diminuisce la sua potenza ed è molto disperso, la distribuzione dei grani sulla superficie non è uniforme. Accanto alle zone poco interessate e quindi poco colpite, ce ne sono altre molto colpite che si abbassano sempre più. Altre zone vengono sollevate dalla forza d’urto. Figg. 11 e 12 – Micrografia uniforme: se la sabbia fuoriesce sempre con la stessa quantità, i grani raggiungono la superficie in modo uniforme. Questa viene sabbiata in modo omogeneo e non si creano tensioni nell’unione tra metallo e ceramica. Calcolato senza sprechi Da una parte una buona qualità di sabbiatura (Figg. da 11 a 13) – dall’altra un basso consumo: questo è ciò che ci si aspetta da un apparecchio che viene utilizzato quotidianamente in laboratorio e perciò sfruttato al meglio. Grazie ai risultati dell’Istituto Superiore di Osnabrück, è ora possibile simulare dei calcoli che mostrino chiaramente ai titolari di laboratorio le differenze (Fig. 16 e tabella 1) e le spese connesse con il loro investimento. Si può porre alla base di questo calcolo il consumo nel tempo di preparazione, d’impiego e di coda, rilevato nel ciclo di test effettuato dall’Istituto sui vari apparecchi. Inoltre si stabilisce un “impiego tipo” dell’apparecchio pari a quindici volte al giorno per un anno intero. In questo modo si fa una media del fabbisogno in chili che verrà poi moltiplicato solo per il prezzo della sabbia. Ecco che si ottiene una panoramica dei costi effettivi della sabbia. Secondo © VOLUME 9 2008 dental dialogue 5 dd S C I E N C E Fig. 13 – Oggetto ben sabbiato Fig. 14 - Istituto Superiore di Osnabrück: un campione viene analizzato al microscopio Fig. 15 – Studenti del corso di tecnologia dentale presso l’Istituto Superiore di Osnabrück. Dopo aver effettuato l’analisi della superficie, i dati vengono inseriti nel computer ed elaborati. il calcolo campione (Tabella 1) con l’apparecchio Basic quattro IS di Renfert si spendono appena 94,- Euro (Fig. 16). Con i modelli di altri produttori questa somma può arrivare fino a circa 640,- Euro e oltre. Il campo di variazione delle somme – come anche dei risultati di sabbiatura – è una diretta conseguenza del sistema di costruzione della sabbiatrice. I test effettuati dall’Istituto Superiore di Osnabrück hanno consentito di fare un confronto tra consumo e qualità che rende evidenti, a mo’ di esempio, le spese conseguenti nascoste di un investimento, dando quindi al titolare del laboratorio un importante supporto per prendere la sua decisione. Perché, considerando un periodo di più anni, possono sommarsi degli importi non indifferenti, che alla fine rivelano come un acquisto inizialmente ritenuto vantaggioso sia in realtà piuttosto costoso. A colloquio con… Nell’ambito dei risultati della ricerca, la Dott.ssa Gisela Peters ha intervistato per noi la Prof.ssa 6 dental dialogue VOLUME 9 2008 © Isabella-Maria Zylla. Nell’intervista la professoressa racconta come si è arrivati allo studio, dà dei consigli ai titolari di laboratori sull’acquisto di una sabbiatrice e spiega come vede per il futuro una collaborazione tra scienza e industria. 637,42 € 700 600 500 377,58 € 400 300 200 100 93,38 € 0 Renfert Basic quattro IS Mestra Planetarium Vaniman Sand Storm Expert Fig. 16 – Consumo di sabbia e costi Consumo totale medio tra 50 e 125 µm di ossido di alluminio Consumo medio e per tutti e tre i tempi del processo in g Apparecchio a micro getto dd Operazioni di sabbiatura per Giorno Settimana Mese Anno** 15x 75x 300x 3150x Costi della sabbia all’anno* In kg Confronto con il migliore del test c) in % a) Planetarium 29,50 443 2.213 8.850 92.925 93 377,58 € 304 b) Sand Storm Expert 49,69 745 3.727 14.907 156.524 157 637,42 € 583 7,35 110 551 2.204 23.137 23 93,38 € - c) Basic quattro IS * con un prezzo indicativo di € 4.06/kg al chilo ** 10,5 mesi Tabella 1 – Consumo di sabbia e costi Dott. Gisela Peters: Prof.ssa Zylla, fin dalla sua fondazione, Lei è a capo del centro dentale della facoltà di ingegneria e informatica dell’Istituto Superiore di Osnabruck ed è responsabile non solo dell’insegnamento, ma anche dei progressi delle conoscenze scientifiche. Quali sono attualmente i temi principali delle Sue ricerche? Ing. Isabella-Maria Zylla: Ci dedichiamo allo sviluppo di nuovi materiali in fase di sperimentazione e all’esaminazione dei materiali che sono già sul mercato, in particolare dal punto di vista della struttura e della sottostruttura. Contemporaneamente effettuiamo comparazioni tra diverse tecnologie, studiando in particolare quali effetti producono sui materiali l’applicazione di procedure diverse e la lavorazione con apparecchi. ? Peters: Quali sono gli obiettivi della Sua ricerca? ? Zylla: Quello che ci interessa è una ricerca orientata all’utente. Poniamo domande in modo da poter determinare dati di riferimento per una ulteriore applicazione dei materiali e delle procedure. Le nostre ricerche devono servire per rispondere alla domanda “Perché”. Oltre alla spiegazione della causa – anche ad esempio quella di un difetto – si ricevono i giusti input per ulteriori sviluppi. A questo proposito le ricerche sui danni sono molto istruttive. Quando infatti un materiale ha superato i suoi limiti, si possono trarre conclusioni sulla corretta lavorazione e sul corretto uso. Un esempio: con i materiali introdotti di recente nel campo dentale, come il diossido di zirconio, ci chiediamo: “C’è un legame diretto tra il comportamento del materiale e la sua sottostruttura? Cosa ne è responsabile?”. La conoscenza acquisita può poi essere utilizzata per apportare cambiamenti sia nei processi di produzione che in quelli di lavorazione. Illustrazioni: Dr. Gisela Peters, Bad Homburg Peters: Ultimamente avete analizzato l’efficacia sulla superficie metallica e l’efficienza di alcune sabbiatrici. È soddisfatta dei risultati ottenuti? Zylla: Vorrei premettere che lo scopo della sabbiatura è quello di preparare la superficie all’unione tra il metallo e la ceramica. Questa fase è quindi decisiva per la durata dell'unione successiva. In generale impiegando tutti gli apparecchi testati lo scopo è stato raggiunto. Tutti hanno soddisfatto i requisiti della normativa in materia, vale a dire una resistenza di almeno 25 MPa. Ma dal punto di vista dell’utente sorgono altre due domande: la prima è: se voglio lavorare anche in modo efficiente, qual è il consumo di sabbia? E la seconda è: quando scelgo un produttore, posso poi come titolare del laboratorio essere anche sicuro di aver comprato un buon prodotto che rimanga affidabile anche dopo il periodo di garanzia? ? Peters: Per quanto riguarda i risultati orientati all’utente, gli apparecchi sottoposti a test hanno dato risultati molto diversi tra loro. Quali sono le differenze più sostanziali? Zylla: Qui entra in gioco la dotazione e la facilità d'impiego dell’apparecchio. Già durante i test alcuni apparecchi hanno evidenziato dei difetti di tenuta. In uno dei modelli, che ha rivelato poi un elevato consumo, l’unione tra il manipolo e l’ugello non era a tenuta, in altri invece ciò era dovuto ad un cattivo collegamento tra il tubo e il serbatoio. Il consumo aumenta anche se i tubi non sono abbastanza flessibili e la maneggevolezza non è ottimale. Dalla configurazione tecnica dipende la rapidità con cui viene generata la necessaria pressione del getto per il tempo d’impiego e se l’apparecchio continua la sabbiatura anche dopo aver rilasciato il pedale. ? © VOLUME 9 2008 dental dialogue 7 dd Risultati dello studio Confronto e studio sull’efficienza di sette diverse sabbiatrici a micro getto (più un test successivo). 149 pagine più appendice (effettuato nel 2007). Responsabile dello studio: Prof.ssa Isabella-Maria Zylla, Istituto Superiore di Osnabrück, Facoltà di ingegneria e informatica, Centro dentale Sono stati sottoposti a test otto apparecchi attualmente 1. SBU 5.2 Compact di Averon, Ekaterinburg/Russia 2. Platinum D.O.S. di Dentalfarm, Torino/Italia 3. Planetarium di Mestra, Passau e Bilbao/Spagna 4. MS3 di Omec, Muggiò/Italia presenti sul mercato internazionale: 5. Basic classic e 6. Basic quattro IS di Renfert, Hilzingen/Germania 7. Easy Sand di Silfradent, S. Sofia/Italia 8. Sand Storm Expert di Vaniman, Fallbrook, California/USA All’inizio del loro rapporto di studio gli esaminatori citano le caratteristiche degli apparecchi osservate durante la prova dei modelli. In seguito descrivono le quattro prove elaborate per dimostrare il diverso rendimento del getto dei vari apparecchi. 1. Compito: Consumo di sabbia È stato determinato su tre livelli di riempimento del serbatoio, differenziati in tre fasi di misurazione: tempo di preparazione, d’impiego e di coda. Mentre il tempo di preparazione e di coda, in funzione del sistema costruttivo, variano e dipendono dal raggiungimento o dall’interruzione della necessaria pressione della sabbia, il tempo d’impiego è rimasto costante in ciascun apparecchio, così come stabilito, a venti secondi. Durante i test il contenuto del serbatoio misurava un terzo, due terzi e la capacità completa. La prova della sabbia è stata effettuata con corindone sia di 50 che di 125 micron, mentre l'abrasivo impiegato è stato raccolto e pesato ogni volta. È risultato che gli apparecchi utilizzavano una diversa quantità di sabbia a seconda del sistema costruttivo; le oscillazioni più o meni grandi si sono verificate in funzione della fase di misurazione, del livello di riempimento del serbatoio e della granulometria della sabbia. 2. Compito: Effetto della sabbia sulla massa di rivestimento e relativo consumo di sabbia In questa fase è stata effettuata la sabbiatura di appositi campioni di massa di rivestimento per 15 secondi con un’angolazione di 90 gradi e una distanza dall’ugello di 3 centimetri; successivamente è stata misurata la larghezza e la profondità delle cavità che si sono prodotte. Come nella fase precedente, la prova si è svolta con tre livelli di riempimento del serbatoio e due granulometrie diverse, sempre raccogliendo e pesando la sabbia impiegata. Anche questa seconda prova ha dato risultati differenti: sia il consumo che la profondità e larghezza delle cavità prodotte sui campioni erano diverse in funzione del sistema costruttivo dell’apparecchio. 4. Compito: La resistenza alla flessione dell’unione tra metallo e ceramica sulle placchette di lega Prima di applicare la ceramica per il rivestimento estetico, le placchette di metallo sono state sabbiate con l’ausilio dei vari apparecchi sottoposti al test – questo è stato l’unico criterio che distingueva i campioni. Dopo la cottura è stata effettuata la prova di flessione su tre punti (prova Swickerath). I risultati mostrano che in tutte le serie di campioni, a prescindere da quale degli otto apparecchi venisse utilizzato, è stata ottenuta la necessaria resistenza alla flessione di 25 MPa, che a volte è stata addirittura superata. Inoltre, gli scienziati hanno esaminato la distribuzione della superficie di rottura con l’ausilio del microscopio elettronico a scansione, rilevando le differenze relative alla superficie di contatto tra metallo e ceramica evidenziate dai vari apparecchi. Fonte: Zylla I-M (2007): Confronto ed efficienza di sette diverse sabbiatrici a microgetto. 149 pagine (più un test successivo), ricerca commissionata; Istituto Superiore di Osnabrück, Facoltà di ingegneria e informatica, Centro dentale Peters: Che consiglio può dare a chi lavora in laboratorio? Zylla: I nostri test hanno evidenziato che esistono delle differenze tra i vari apparecchi, pertanto non bisognerebbe valutare esclusivamente il prezzo di acquisto. Scegliete altri parametri prima di decidere! Chiedete anche la durata garantita per la fornitura dei pezzi di ricambio, perché naturalmente vorrete usare il vostro apparecchio per molti anni. Se possibile, chiedete di provare l’apparecchio, così potrete farvi un’idea del tipo di lavoro svolto. Dovreste vedere l’apparecchio e testarlo in prima persona. Prima dell’acquisto dovreste sostituire da soli gli ugelli e cambiare e ricollegare il serbatoio. Conviene anche avvitare il manipolo e sostituire la rondella. Visitate anche le fiere regionali e fatevi presentare dal vivo un apparecchio su cui potrebbe orientarsi la vostra scelta. ? 8 dental dialogue VOLUME 9 2008 © Peters: Dopo aver effettuato lo studio sulle sabbiatrici, quali consigli e quali richieste vorrebbe presentare ai produttori? Zylla: Mi auguro che le possibilità offerte dagli Istituti Superiori vengano ampiamente sfruttate dai produttori. Abbiamo molte possibilità di studio, anche quelle che i produttori forse non hanno, e siamo anche in grado di fornire risultati indipendenti dall’industria e dagli acquirenti. Perciò, a mio avviso, esiste un grosso vantaggio per l’utente di cui possono approfittare entrambe le parti: chi sviluppa il prodotto e chi lo utilizza. ? Ringraziamo la Prof.ssa Zylla per la gentile collaborazione. Prof.ssa IsabellaMaria Zylla, Istituto Superiore di Osnabruck, Facoltà di ingegneria e informatica, centro dentale Indirizzo di contatto Dr. Gisela Peters • Lohrbachstraße 8 • 61350 Bad Homburg/Germany Tel. +49 (0) 61 72 - 30 10 24 • Fax +49 (0) 61 72 - 30 10 25 Mobil +49 (0) 170 - 28 55 375 • [email protected] www.concise-text.de • www.concise-pr.de Immagini e grafici gentilmente messi a disposizione dalla Prof. Isabella-Maria Zylla, Osnabruck • Art.no. 21-1021 3. Compito: Effetto della sabbiatura su placchette fuse in metallo nobile e non, grossolanamente smuffolate I campioni così preparati sono stati sabbiati nel modo definito con l’ausilio degli apparecchi sottoposti a test e poi esaminati al microscopio. Come prima, è stato pesato la sabbia impiegata. Ancora una volta si sono evidenziate differenze nei vari apparecchi, in particolare il getto ha lasciato superfici pulite di diversa grandezza e le tracce di ossido rimaste erano più o meno larghe.