Primo rapporto
sui redditi utenti Caf Acli
Seconda parte
Gian Paolo Barbetta
Simone Pellegrino
Gilberto Turati
LA DISTRIBUZIONE DELLE
DETRAZIONI E DELLE DEDUZIONI
Di che cosa stiamo parlando
Tax-expenditures o spese fiscali:
• Oneri detraibili – Sezione I quadro E (ad esempio:
spese sanitarie, interessi sui mutui ipotecari,
assicurazioni sulla vita, spese di istruzione, ecc.)
• Le deduzioni – Sezione II quadro E (ad esempio:
assegno coniuge a carico, contributi previdenziali
obbligatori, contributi per previdenza
complementare, ecc.)
• Altri oneri detraibili – Sezioni III – VI quadro E (ad
esempio: spese per recupero del patrimonio
edilizio, spese per risparmio energetico, ecc.)
Di che cosa stiamo parlando
Detrazioni per carichi familiari e per lavoro:
• Carichi familiari (ad esempio: coniuge a carico, figli
a carico, altri familiari a carico)
• Lavoro (lavoro dipendente, pensione)
Deduzione per abitazione principale
Gli oneri detraibili - 2011
Le deduzioni - 2011
Altre deduzioni
Le detrazioni - 2011
Altre importanti
detrazioni per carichi di
lavoro e carichi
familiari
Una prima osservazione sulle tax-expenditures
• A fronte di un numero elevato di categorie di oneri
detraibili e deducibili, quelle per le quali viene richiesta
detrazione/deduzione da un numero elevato di soggetti
sono poche: spese sanitarie (64% di contribuenti),
assicurazioni sulla vita (23%), mutui ipotecari (15%),
spese di istruzione (6%), spese attività sportive (6%)
• La concentrazione delle spese è comunque elevata anche
per le categorie più utilizzate. Ad esempio, per le spese
sanitarie l’indice di Gini è superiore al 74% a fronte del
64% di contribuenti Caf che richiede la detrazione 
sono molti a richiedere la detrazione, ma la spesa media
e la percentuale di contribuenti che richiede la
detrazione cresce molto con il reddito
Le spese sanitarie per classi di reddito
Le spese sanitarie per classi di reddito
Problema di equità
verticale del sistema
fiscale??
Lo riprendiamo nelle
simulazioni
Una seconda osservazione sulle tax-expenditures
• Alcune spese detraibili (ad esempio le spese per
veicoli per i disabili, le spese per i cani guida e le
spese sanitarie per determinate patologie) sono –
non sorprendentemente - concentrate in un numero
modesto di individui
• Tuttavia l’onere per tali spese rappresenta una
percentuale elevata del reddito di questi contribuenti
(rispettivamente, 23, 24 e 12%)
– “politiche assistenziali” che escludono individui incapienti?
Una seconda osservazione sulle tax-expenditures
• Alcune spese detraibili (ad esempio le spese per
veicoli per i disabili, le spese per i cani guida e le
spese sanitarie per determinate patologie) sono –
non sorprendentemente
- concentrate
in un numero
Un altro problema
di
modesto di individui
equità verticale del sistema
fiscale??
• Tuttavia l’onere per tali spese rappresenta una
Lo riprendiamo
percentuale elevata
del redditonelle
di questi contribuenti
(rispettivamente, 23, simulazioni
24 e 12%)
– “politiche assistenziali” che escludono individui incapienti?
Terza osservazione:
le detrazioni per lavoro e carichi familiari
• La detrazione per lavoro dipendente e assimilati e quelle per
carichi famigliari decrescono al crescere del reddito,
mostrando il carattere più “equitativo” del sistema fiscale
– Ad esempio, nel 2011, la detrazione per la fascia 15.000-20.000 euro
per lavoro ammonta a 1.220 euro (7% del reddito) e scende a zero per
i redditi sopra i 75.000 euro
– Sempre nel 2011, la detrazione per la fascia 15.000-20.000 euro per
carichi di famiglia ammonta a 891 euro (5% del reddito) e scende a
171 euro per i redditi sopra i 100.000 euro
Terza osservazione:
le detrazioni per lavoro e carichi familiari
• L’importanza di queste detrazioni più che compensa la
“regressività” delle tax-expenditures
– alla fine, la detrazione media “totale” (che tiene conto sia delle taxexpenditures che delle detrazioni per lavoro e carichi familiari) è
massima per la fascia di reddito 10-15.000 euro (1914 euro, 15% del
reddito)…
– … ma è molto simile per i molto poveri (nella fascia 0-1.000 euro, la
detrazione media è pari a 1.508 euro, 247% del reddito!) e i molto
ricchi (nella fascia oltre i 100.000 euro, è pari a 1.410 euro, 1% del
reddito)
Terza osservazione:
le detrazioni per lavoro e carichi familiari
• L’importanza di queste detrazioni più che compensa la
Il sistema
delle detrazioni
“regressività” delle
tax-expenditures
sembrerebbe
– alla fine, la detrazione
media complessivamente
“totale” (che tiene conto sia delle taxdal punto
vistaedegli
expenditures“neutro”
che delle detrazioni
perdilavoro
carichi familiari) è
massima per laimporti
fascia di detraibili
reddito 10-15.000
euro
…ma c’è
un(1914 euro, 15% del
reddito)… problema di incapienza che limita
– … ma è moltoulteriormente
simile per i molto
(nella fascia 0-1.000 euro, la
lapoveri
redistribuzione
detrazione media è pari a 1.508 euro, 247% del reddito!) e i molto
ricchi (nella fascia oltre i 100.000 euro, è pari a 1.410 euro, 1% del
reddito)
LA DISTRIBUZIONE DELL’IMPOSTA
NETTA E LORDA
Chi paga davvero l’Irpef?
• Sostanzialmente tutti i contribuenti hanno una imposta lorda
positiva ma, per effetto delle detrazioni, si evidenzia una notax area fino a circa 10.000 euro (l’imposta netta diventa
positiva per il 98% dei contribuenti al di sopra dei 15.000
euro)
• Per i dipendenti, l’imposta lorda è positiva per tutti ma, con le
detrazioni, si conferma la no-tax area al di sotto dei 10.000
euro: circa il 9% di contribuenti non paga imposte erariali
• Per i pensionati si osserva una situazione leggermente
diversa, con una imposta lorda positiva solo per il 93%;
inoltre, la no-tax area coinvolge un numero maggiore di
contribuenti (16% circa)
La distribuzione dell’aliquota erariale media nel 2011
15
14
13
12
11
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1
0
Aliquota mediana
circa 15%
0
5
10
15
20
25
30
35
Aliquota media erariale
40
45
50
LE SIMULAZIONI
1. LA FAMIGLIA
Prima simulazione: aumento delle detrazioni
per carichi familiari nella normativa 2013
• Consideriamo l’aumento della detrazione per carichi famigliari
previsto dalla normativa IRPEF 2013
– Fino al 2012 la detrazione potenziale per figli a carico era pari a 800
euro per figli di età superiore a 3 anni e numero di figli inferiore a tre
– Dal 2013, questa detrazione sale a 950 euro
– Per figli di età inferiore a 3 anni, la detrazione passa da 900 euro fino
al 2012 a 1.220 euro dal 2013
– Se i figli sono più di tre spetta una maggiorazione di 200 euro per ogni
figlio, invariata tra 2012 e 2013
– La maggiorazione per figli disabili passa da 220 euro fino al 2012 a 400
euro a partire dal 2013
Prima simulazione: aumento delle detrazioni
per carichi familiari nella normativa 2013
Fino a tre figli a carico
Più di tre figli a carico
2012
2013
2012
2013
Età minore di 3 anni
900
1.220
1.100
1.420
Età pari o superiore a 3 anni
800
950
1.000
1.150
Portatori di handicap di età minore di 3 anni
1.120
1.620
1.320
1.820
Portatori di handicap di età pari o superiore a 3 anni
1.020
1.350
1.220
1.550
I risultati delle simulazioni
Indici
Incidenza media
Indice di Gini del reddito complessivo
IRPEF
Indice di Gini dell'imposta netta
Indice di concentrazione dell'imposta
Indice di Kakwani
Indice di Reynolds-Smolensky
Normativa
2011
18,48
Detrazioni
2013
18,34
0,3191
0,3191
0,5504
0,5377
0,2186
0,0496
0,5544
0,5402
0,2211
0,0496
I risultati delle simulazioni
• L’aliquota media scende dal 18,48% al 18,34%
• Si osserva un modesto incremento del grado di
progressività dell’imposta ma l’effetto redistributivo
complessivo rimane sostanzialmente invariato
• Il numero dei contribuenti che non pagano imposta
netta erariale passa da 162.365 a 169.168; gli
incapienti aumentano marginalmente
• Per quanto vada nella direzione di aiutare la famiglia,
l’impatto della manovra è piuttosto modesto
– c’è ancora lavoro da fare e non è chiaro se l’Irpef sia lo
strumento migliore da utilizzare
2. LA CASA
Gli immobili nelle dichiarazioni Caf-Acli
• Il 74,3% dei contribuenti è proprietario di almeno
una quota di immobili
• I contribuenti che hanno titolo di proprietà su più di
un immobile sono circa il 40%
• Non sembra esserci una evidente relazione tra il
reddito e la proprietà di immobili  vedi grafico
successivo
• Si evidenzia invece una relazione positiva tra valore
(catastale) dell’immobile e reddito  vedi tabella
successiva
Numero di immobili e reddito dei contribuenti
Valore dell’immobile e reddito dei contribuenti
Classe di reddito
(euro)
Frequenza di
contribuenti
Frequenza di
contribuenti
con base IMU
positiva
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
5
1.841
6.838
18.042
156.796
195.714
260.680
282.617
229.675
102.079
40.334
12.869
7.387
1.314.877
0
814
3.667
9.301
97.377
133.908
181.436
215.170
191.904
89.703
35.836
11.648
6.759
977.523
Quota di
contribuenti
con base IMU
positiva
Base IMU
media per i
contribuenti
con base IMU
positiva
0,0
44,2
53,6
51,6
62,1
68,4
69,6
76,1
83,6
87,9
88,8
90,5
91,5
74,3
0
42.999
62.587
74.108
74.828
83.578
81.131
84.651
100.829
123.180
141.425
165.456
190.398
93.141
Rapporto tra
base IMU e
reddito per i
contribuenti
con base IMU
positiva
0,0
65,2
34,0
19,7
9,8
6,6
4,6
3,7
3,4
3,0
2,4
1,9
1,3
3,8
Le manovre per il 2011-2012
• La cedolare sugli affitti è stata utilizzata da un numero limitato
di soggetti (6,7%), con una quota crescente in base al reddito
di redditi immobiliari esclusi da Irpef
• L’esclusione dalla base imponibile Irpef dei redditi catastali
genera effetti redistributivi perversi: il valore medio delle
rendite escluse cresce al crescere del reddito, così come
l’aliquota marginale (quindi il risparmio di imposta)
• Le due manovre hanno peggiorato la performance dell’Irpef
dal punto di vista distributivo ma – sulla casa – occorre
considerare l’introduzione dell’IMU
La cedolare sugli affitti nel 2011
Classe di reddito (euro)
Frequenza di
contribuenti
Quota di
contribuenti
con redditi da
fabbricati
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
5
1.841
6.838
18.042
156.796
195.714
260.680
282.617
229.675
102.079
40.334
12.869
7.387
1.314.877
0,0
44,1
53,6
51,6
62,0
68,4
69,6
76,1
83,5
87,9
88,8
90,5
91,6
74,3
Quota di
reddito da
immobili non
locati
Quota di
reddito da
canoni di
locazione in
IRPEF
Quota di
reddito da
canoni di
locazione con
cedolare
0,0
99,7
95,5
79,7
78,2
71,2
72,2
69,1
62,4
52,3
51,0
50,0
50,3
64,5
0,0
0,3
4,4
20,1
21,6
28,3
26,8
28,8
31,9
31,8
28,1
27,0
24,7
28,8
0,0
0,0
0,1
0,2
0,2
0,5
1,0
2,2
5,7
15,9
20,9
23,0
25,0
6,7
L’effetto dell’esclusione dei redditi da
fabbricati nel 2012
Classe di reddito (euro)
Frequenza di
contribuenti
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
5
1.841
6.838
18.042
156.796
195.714
260.680
282.617
229.675
102.079
40.334
12.869
7.387
1.314.877
Quota di
contribuenti
con rendite
fuori IRPEF dal
2012
0,0
44,1
53,4
50,8
61,3
67,6
68,9
75,2
82,3
86,5
87,6
89,1
90,5
73,4
Valore medio
delle rendite
fuori IRPEF
(euro)
0
276
403
469
474
520
505
527
621
738
844
990
1150
575
ICI e IMU
• Per quanto riguarda le prime case, l’introduzione dell’IMU ha
comportato un aumento del carico d’imposta per tutte le
classi di reddito
• Tuttavia, all’interno di ogni singola classe, non tutti i
contribuenti hanno registrato un aggravio d’imposta: la quota
di contribuenti che “guadagnano” dalla riforma cresce fino a
quelli con reddito pari a 26.000 euro, per poi ridursi; in totale,
il 41,4% dei contribuenti ha un carico fiscale ridotto rispetto
all’ICI
• Per quanto riguarda le seconde case, l’aggravio di imposta è
generalizzato: l’aumento però è maggiore per i contribuenti
con redditi più elevati
ICI e IMU per le prime case
Quota di
contr. con
Classe di reddito Frequenza
base ICI o
(euro)
di contr.
IMU
positiva
0
5
0,0
0-1.000
1.841
36,1
1.000-2.500
6.838
45,0
2.500-5.000
18.042
42,8
5.000-10.000
156.796
53,2
10.000-15.000
195.714
60,9
15.000-20.000
260.680
62,7
20.000-26.000
282.617
68,4
26.000-35.000
229.675
74,9
35.000-50.000
102.079
79,2
50.000-75.000
40.334
79,7
75.000-100.000
12.869
80,5
oltre 100.000
7.387
81,0
Totale
1.314.877
66,4
Quota di
contr. con
ICI
positiva
Quota di
contr. con
IMU
positiva
0,0
29,6
40,3
38,5
44,5
53,5
56,3
62,8
70,1
75,3
76,7
78,0
78,6
60,4
0,0
26,7
38,5
36,4
40,8
48,7
50,6
56,6
65,3
71,7
73,5
75,5
77,2
55,4
Base IMU
ICI media
media
(euro)
(euro)
0
41.175
55.203
61.165
58.562
65.505
65.856
69.245
79.200
90.486
101.527
112.938
128.581
72.982
0
80
111
128
121
134
134
142
170
200
233
269
309
155
IMU
media
(euro)
0
101
143
171
162
174
173
182
218
261
305
353
410
202
Chi vince e chi perde
Classe di reddito
(euro)
Vince
Indifferente
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
0,0
40,2
35,0
33,7
36,9
41,5
44,1
44,9
41,4
37,4
35,5
33,9
31,0
41,4
0,0
16,3
8,1
8,1
14,1
9,9
8,1
6,2
4,4
3,0
2,2
1,9
1,4
7,0
Perde
Vincita
media
(euro)
Perdita
media
(euro)
0,0
43,5
57,0
58,1
49,0
48,5
47,8
48,8
54,2
59,5
62,3
64,2
67,6
51,6
0
22
24
25
26
31
32
35
38
40
42
46
46
34
0
42
55
66
66
70
71
74
87
102
116
133
156
81
ICI e IMU per le altre case
Classe di reddito
(euro)
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
Quota di
Frequenza contribuenti
Base IMU
di
con base ICI
media (euro)
contribuenti
o IMU
positiva
5
0,0
0
1.841
20,7
19.994
6.838
28,1
30.990
18.042
28,9
41.773
156.796
34,4
44.553
195.714
35,3
49.000
260.680
33,3
45.609
282.617
36,4
46.926
229.675
44,0
56.586
102.079
50,5
72.402
40.334
54,1
82.697
12.869
60,3
97.552
7.387
63,5
110.350
1.314.877
38,5
54.019
ICI media
(euro)
IMU media
(euro)
Aumento
d'imposta
(euro)
0
78
122
167
176
194
181
187
228
292
334
395
447
216
0
180
274
373
396
437
408
424
517
669
772
914
1038
491
0
102
152
206
220
243
227
237
290
377
437
519
591
275
Quali politiche per la casa?
• Le statistiche del Caf-Acli confermano l’esistenza di una quota
significativa di contribuenti poveri di reddito ma con più di un
immobile di proprietà
– per esempio, nella fascia di reddito tra 15 e 20.000 euro, un terzo dei
contribuenti è proprietario di almeno una quota di immobile ulteriore
rispetto alla prima casa; la base imponibile media è pari a 45 mila euro
(contro i 66 mila della prima casa per la stessa fascia)
– questa percentuale sale al 50% nella fascia di reddito 35-50.000
• La sfida è quella di identificare una nuova definizione di
“povertà”? Chi ha un basso reddito ma proprietà immobiliari
significative continua ad essere “povero”?
3. LE TAX EXPENDITURES
Cosa succede se eliminiamo tutte le
tax-expenditures?
• Si tratta di una manovra che – per i contribuenti Caf-Acli – comporta un
gettito aggiuntivo di circa 456 milioni di euro, destinabili a spesa sociale
– per confronto, l’intera dotazione dei fondi statali di carattere sociale (es.
Fondo per non autosufficienza, per politiche sociali, ecc.) per il 2013 ammonta
a 767 mln di euro
• Potrebbe essere giustificata: la detrazione viene richiesta maggiormente
dai contribuenti appartenenti alle fasce di reddito più elevate
• C’è inoltre il problema degli incapienti come ulteriore giustificazione
• L’aliquota media cresce da 18,48% a 19,99% e il grado di progressività
dell’imposta si riduce, ma l’effetto redistributivo complessivo dell’imposta
migliora
• L’aumento medio dell’imposta è di 450 euro: 336 per la fascia di reddito
tra 15 e 20 mila euro; 1375 euro per i contribuenti oltre 100.000 euro
Gli effetti distributivi
Indici
Incidenza media
Indice di Gini del reddito complessivo
IRPEF
Indice di Gini dell'imposta netta
Indice di concentrazione dell'imposta
Indice di Kakwani
Indice di Reynolds-Smolensky
18,48
Senza
detrazioni
per oneri
19,99
0,3191
0,3191
0,5504
0,5377
0,2186
0,0496
0,5286
0,5223
0,2032
0,0508
Normativa
2011
L’aumento d’imposta
Classe di reddito (euro)
Frequenza di
contribuenti
Quota di
contribuenti che
subiscono un
aggravio di
imposta
Aumento
d'imposta medio
(euro)
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
5
1.841
6.838
18.042
156.796
195.714
260.680
282.617
229.675
102.079
40.334
12.869
7.387
1.314.877
0,0
0,0
0,0
3,6
24,5
71,4
83,6
89,9
93,3
95,3
96,1
96,3
97,3
77,6
0
0
0
109
154
270
336
424
520
661
859
1.035
1.375
447
4. GLI INCAPIENTI PER REDDITI DI
LAVORO E CARICHI FAMILIARI
Che cosa succede se introduciamo una
Negative Income Tax?
• I contribuenti più poveri non possono sfruttare appieno le detrazioni per
carichi di famiglia e per redditi di lavoro perché l’imposta che dovrebbero
pagare è troppo bassa
• Immaginiamo allora di introdurre una Negative Income Tax: restituiamo
come trasferimento monetario agli incapienti il 50% della differenza
negativa tra imposta lorda e detrazioni
• Si tratta di una manovra che – per i contribuenti Caf-Acli – comporta un
costo di circa 68 milioni di euro
• L’aliquota media si riduce da 18,48% a 18,26% e il grado di progressività
dell’imposta aumenta, ma l’effetto redistributivo complessivo dell’imposta
migliora
• Il trasferimento medio è di 501 euro: vale 685 euro per i contribuenti più
poveri e si annulla per i redditi superiori a 75 mila euro
Gli effetti distributivi (NIT al 50%)
Indici
Incidenza media
Indice di Gini del reddito complessivo
IRPEF
Indice di Gini dell'imposta netta
Indice di concentrazione dell'imposta
Indice di Kakwani
Indice di Reynolds-Smolensky
Normativa
2011
18,48
Con NIT
18,26
0,3191
0,3191
0,5504
0,5377
0,2186
0,0496
0,5687
0,5551
0,2359
0,0527
I trasferimenti agli incapienti (NIT al 50%)
Classe di reddito
(euro)
Frequenza di
contribuenti
Quota di
contribuenti
incapienti
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
5
1.841
6.838
18.042
156.796
195.714
260.680
282.617
229.675
102.079
40.334
12.869
73.87
1.314.877
100,0
100,0
100,0
96,5
68,4
10,6
2,1
0,7
0,2
0,1
0,0
0,0
0,0
12,3
Quota di
Ammontare
contribuenti
medio del
incapienti con trasferimento
trasferimento
(euro)
0,0
0
99,9
685
100,0
620
94,5
478
61,2
512
5,4
328
0,8
515
0,3
525
0,0
503
0,0
259
0,0
72
0,0
0
0,0
0
10,3
501
Che cosa succede se aumentiamo la
Negative Income Tax al 100%?
• Immaginiamo ora di aumentare la Negative Income Tax:
restituiamo come trasferimento monetario agli incapienti
il 100% della differenza negativa tra imposta lorda e
detrazioni
• Si tratta di una manovra che – per i contribuenti Caf-Acli
– comporta un costo di circa 136 milioni di euro
• L’aliquota media si riduce ulteriormente da 18,26% a
18,04%, il grado di progressività dell’imposta aumenta
ancora, ma l’effetto redistributivo complessivo
dell’imposta migliora
• Il trasferimento medio raggiunge ora 1002 euro
Gli effetti distributivi (NIT al 100%)
Normativa
2011
Con NIT
Incidenza media
18,48
18,04
Indice di Gini del reddito complessivo IRPEF
0,3191
0,3191
Indice di Gini dell'imposta netta
0,5504
0,5874
Indice di concentrazione dell'imposta
0,5377
0,5728
Indice di Kakwani
0,2186
0,2537
Indice di Reynolds-Smolensky
0,0496
0,0558
Indici
I trasferimenti agli incapienti
(NIT al 100%)
Quota di
Ammontare
contribuenti
medio del
incapienti con trasferimento
trasferimento
(euro)
Classe di reddito
(euro)
Frequenza di
contribuenti
Quota di
contribuenti
incapienti
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
5
1.841
6.838
18.042
156.796
195.714
260.680
282.617
229.675
102.079
40.334
12.869
7.387
100,0
100,0
100,0
96,5
68,4
10,6
2,1
0,7
0,2
0,1
0,0
0,0
0,0
0,0
99,9
100,0
94,5
61,2
5,4
0,8
0,3
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0
1.370
1.240
957
1.023
655
1.031
1.051
1.006
518
145
0
0
Totale
1.314.877
12,3
10,3
1.002
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Classe di reddito (euro)