LA VALUTAZIONE DI COMPATIBILITA’ IDRAULICA
Rischio idraulico in ambito urbano
CRITICITÀ
Fattori antropici
• Diffusa urbanizzazione in territori prima
agricoli
• Incremento delle superfici impermeabili
• Forte
riduzione
degli
invasi
non
regolamentati
Rete di raccolta e smaltimento delle
acque
meteoriche
insufficienti
rispetto
ai
nuovi
eventi
/
inadeguate
rispetto
ai
nuovi
insediamenti
Fattori naturali
• Conformazione del territorio
• Sensibili mutazioni climatiche
estremi in un breve tempo),
(eventi
Manutenzione
• Interventi insufficienti
Sistema di gestione delle emergenze
• Sistema
di gestione
inadeguato
inesistente
o
SISTEMI IN CRISI
1. Sistema
di
raccolta
e
smaltimento
delle
acque
meteoriche
 rete fognaria urbana
2. Collettori di recapito
 sistema delle ACQUE BASSE
(a servizio dei territori sotto il
livello del mare o a quota fino
a qualche metro sopra)
 sistema delle ACQUE ALTE
(fiumi arginati, con acque
soprastanti i territori che
attraversano; costituiscono i
corpi ricettori della rete delle
acque basse)
3. Impianti di sollevamento
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
Norme che introducono le Valutazioni di Compatibilità Idraulica
ed il concetto di “Invarianza Idraulica”.
D.G.R. n. 3637 del 13.12.2002
D.G.R. n. 1322 del 10.05.2006
D.G.R. n. 1841 del 19.06.2007
D.G.R. n. 2948 del 06.10.2009
Ordinanze Commissario ing. Carraro del 23.01.2008
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
D.G.R. n. 3637 del 13.12.2002
per le Varianti Urbanistiche dovrà essere redatta una specifica “Valutazione di compatibilità
idraulica” dalla quale si desuma, in relazione alle nuove previsioni urbanistiche, che non viene
aggravato l’esistente livello di rischio idraulico né viene pregiudicata la possibilità di riduzione,
anche futura, di tale livello.
la V.C.I. dovrà indicare altresì le misure compensative introdotte nello strumento urbanistico
ai fini del rispetto delle condizioni sopra esposte.
fornisce per la prima volta gli indirizzi operativi e le linee guida per la verifica della
compatibilità idraulica delle previsioni urbanistiche con la realtà idrografica e le caratteristiche
idrologiche ed ambientali del territorio
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
L’entrata in vigore della L.R. 23.04.2004 n. 11, nuova disciplina regionale per il governo del territorio, ha
modificato sensibilmente l’approccio per la pianificazione urbanistica (non più P.R.G., ma P.A.T e P.I.).
Questo ha evidenziato la necessità che anche la valutazione di compatibilità idraulica venisse adeguata alle nuove
procedure.
Proprio per aggiornare le modalità operative al nuovo assetto nel frattempo intervenuto e per aggiornare i contenuti e
le procedure anche sulla base dell’esperienza maturata, si è reso necessario ridefinire le “Modalità operative e
indicazioni tecniche” relative alla “Valutazione di compatibilità idraulica per la redazione degli strumenti urbanistici”.
E’ stata quindi emanata una nuova D.G.R., LA 1322/2006 che sostituisce la DGR 3637/2002.
D.G.R. n. 3637 del 13.12.2002
D.G.R. n. 1322 del 10.05.2006
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
D.G.R. n. 1322 del 10.05.2006 - Allegato A Introduce il concetto di “invarianza idraulica”
Definisce i principali contenuti dello studio:
descrizione della variante oggetto di studio
- individuazione e descrizione degli interventi urbanistici
descrizione delle caratteristiche dei luoghi
- caratteristiche idrografiche ed idrologiche
- caratteristiche delle reti fognarie
- descrizione della rete idraulica ricettrice
- caratteristiche geomorfologiche,geotecniche e geologiche con individuazione
- della permeabilità dei terreni (laddove tali caratteristiche possano essere
- significative ai fini della compatibilità idraulica)
valutazione delle caratteristiche sopra descritte in riferimento ai contenuti della Variante
- analisi delle trasformazioni delle superfici delle aree interessate in termini di
- impermeabilizzazione
- valutazione della criticità idraulica del territorio
- valutazione del rischio e della pericolosità idraulica
proposta di misure compensative e/o di mitigazione del rischio
- indicazioni di piano per l’attenuazione del rischio idraulico
- valutazione ed indicazione degli interventi compensativi
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
D.G.R. n. 1322 del 10.05.2006 - Allegato A Definisce le “Indicazioni Operative” da seguire per la redazione dello studio idraulico:
Tempo di ritorno = 50 anni
Coefficienti di deflusso prestabiliti:
0,1
0,2
0,6
0,9
per
per
per
per
le
le
le
le
aree agricole
superfici permeabili (aree verdi)
superfici semi-permeabili
superfici impermeabili
Metodi per il calcolo delle portate di piena (di tipo concettuale ovvero modelli matematici)
Classi di intervento
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
D.G.R. n. 1322 del 10.05.2006
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
Dalla D.G.R. n. 1322 del 10.05.2006 alla D.G.R. n. 2948 del 06.10.2009
Stabilisce che la professionalità necessaria per la redazione dello studio in questione quella dell’ingegnere
idraulico con laurea di 2° livello, diversamente a quanto stabilito con la precedente citata D.G.R. 3637/2002 che
ammetteva anche quella di geologo.
Per tale ragione la D.G.R. n. 1322 è stata, quindi, impugnata innanzi al TAR Veneto dall’Ordine dei Geologi del
Veneto che ne ha chiesto l’annullamento, previa sospensione.
Con sentenza n. 1500/07 del 17/05/2007 il TAR del Veneto, pur ritenendo legittima l’individuazione della
professionalità dell’ingegnere idraulico per redigere siffatti studi, ha altresì, sostenuto che non possa essere
escluso il geologo dalla previsione astratta, le quante volte l’apporto delle sue competenze specifiche risulti
necessario o utile per la più adeguata redazione delle menzionate valutazioni.
Alla luce di quanto sopra il TAR del Veneto ha annullato la citata D.G.R. 1322 del 10 maggio 2006 nella parte in
cui non prevede, tra le professionalità richieste per la redazione dello studio di compatibilità idraulica, anche la
figura del geologo, e la Regione Veneto, applicando tale sentenza, ha approvato la D.G.R. 1841 del 19.06.2007.
Successivamente, avverso il suddetto provvedimento l’Ordine dei Geologi agiva in ottemperanza innanzi al TAR
sostenendo che la Regione non aveva correttamente applicato la sentenza 1500 e chiedendone l’esatta
esecuzione.
Il nuovo contenzioso veniva risolto dal TAR con sentenza n. 938/08 che, fornendo una sorta di interpretazione
autentica della precedente pronunzia, accoglieva completamente la tesi dell’Ordine dei Geologi annullando la
D.G.R. 1841/2007.
Pertanto la Regione Veneto ha approvato una nuova Deliberazione di Giunta, la 2948 del 06.10.2009, la quale
stabilisce che gli studi idraulici “dovranno essere redatti da un tecnico di comprovata esperienza nel settore”.
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM) n.3621 del 18.10.2007
L'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM) n.3621 del 18.10.2007 che d'intesa con il Dipartimento
della Protezione Civile nomina il Commissario Delegato, fa seguito alla Dichiarazione dello stato di emergenza per una
parte del territorio della Regione Veneto dopo gli eventi alluvionali del 26 settembre 2007, costituisce una prima
risposta dello Stato alle istanze provenienti dalle Comunità locali, volte a ricercare soluzioni rapide ed efficaci che
scongiurino il ripertersi di allagamenti delle aree urbane in concomitanza di piogge intense.
Nell' OPCM 3621/2007 sono stabiliti gli incarichi e definiti i compiti del del Commissario che è chiamato innanzitutto a
ripristinare le condizioni di sicurezza nei territori mettendo in atto tutte le misure ritenute necessarie per uscire dalla
situazione di emergenza.
L'Ordinanza dispone inoltre che il Commissario si occupi della puntale ricognizione e quanficazione dei danni subiti dai
beni pubblici e privati, che pianifichi azioni ed interventi volti a ridurre definitivamente gli allagamenti, conseguenti
all'inadeguatezza della rete di smaltimento delle acque e stanzia anche i primi fondi.
A seconda dell'evolvere della situazione l'Ordinanza viene emendata o modificata in alcune sue parti per consentire
al Commissario Delegato di svolgere la sua attività nella maniera più efficacie possibile, avvalendosi di tutte le
deroghe alle disposizioni vigenti ritenute necessarie, offrendo la possibilità di attingere a determinate risorse finanziare
o di dotarsi di strumenti e strutture efficienti all'espletamento del suo incarico.
ORDINANZE COMMISSARIO
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM) n.3621 del 18.10.2007
Idee e Contenuti salienti
estendere l’applicazione del concetto di invarianza idraulica degli interventi di trasformazione del territorio,
anche a Livello di Piano Urbanistico Attuativo e di Progetto Edilizio, favorendone il recepimento nei Regolamenti
Edilizi Comunali e nelle Norme Tecniche di Attuazione dei Piani.
Nell’ambito dell’attività programmata dal Commissario Delegato sono stati disposti 3 specifici provvedimenti:
Ordinanza n.2: disposizioni inerenti l’efficacia dei titoli abilitativi relativi ad interventi edilizi non ancora avviati
 interventi edilizi abilitati, ma con lavori non ancora iniziati.
Ordinanza n.3: disposizioni inerenti il rilascio di titoli abilitativi sotto i profili edilizio ed urbanistico 
strumenti urbanistici attuativi o interventi edilizi non ancora abilitati.
Ordinanza n.4: disposizioni inerenti gli allacciamenti alla rete fognaria pubblica  interventi edilizi abilitati,
realizzati ma non ancora allacciati alla rete di smaltimento delle acque bianche e privi della certificazione di
agibilità
ORDINANZE COMMISSARIO
Ordinanza n.2 del 21/12/07
•Definizione dei comuni colpiti dagli eventi meteorologici del 26/09/2007 [inserire mappa con i comuni di competenza del
commissario]
Ordinanza n.1 del 11/01/08
Criteri ed erogazione contributi per i danni causati dagli eccezionali eventi
metereologici del 26 settembre 2007
•Riparazione o ricostruzione di edifici destinati ad abitazione o attività produttive (75% dell’importo della spesa ammessa)
•La riparazione o la sostituzione di impianti, di attrezzature o di arredi strettamente necessari ad attività produttive e dei
beni mobili registrati (50% dell’importo della spesa ammessa). Per i beni mobili non registrati il limite è di 1000 €
•La liquidazione spetta ai comuni con i fondi messia disposizione dal commissario
Ordinanza n.2 del 22/01/08
Disposizioni inerenti l’efficacia dei titoli abilitativi relativi ad interventi edilizi non
ancora avviati
•Art 1: I Comuni sono tenuti ad operare una ricognizione delle opere pubbliche approvate ma non ancora avviate
•Art 2: La verifica prevede la realizzazione di sistemi idonei al trattenimento delle acque piovane gravanti su superfici
impermeabili, quali tetti ed aree pavimentate facenti riferimento alle pertinenze del lotto edificato, per il tempo necessario
a consentire un regolare smaltimento nella rete fognaria
ORDINANZE COMMISSARIO
Ordinanza n.3 del 22/01/08
disposizioni inerenti il rilascio di titoli abilitativi sotto i profili edilizio ed
urbanistico
•Art 1: non è ammesso ai Comuni il rilascio di titoli abilitativi sotto il profilo edilizio non rispondenti alle
prescrizioni . Tali Comuni devono inserire le disposizioni nelle norme di attuazione dello strumento
urbanistico
•Art 2: per gli interventi di nuova edificazione di volumetria superiore a metri cubi 1000, o comunque
comportanti una riduzione della superficie permeabile di pertinenza superiore a metri quadrati 200, deve
essere predisposta una verifica di compatibilità idraulica del progetto
•Art 3: per interventi inferiori a metri cubi 2000, non è richiesto il parere di cui all'art.2, purchè, nell'ambito
della verifica di compatibilità idraulica, siano previsti sistemi idonei al trattenimento delle acque piovane
gravanti su superfici impermeabili, quali tetti ed aree pavimentate facenti riferimento alle pertinenze del
lotto edificato, per il tempo necessario a consentire un regolare smaltimento nella rete fognaria
•Art 5: il tempo di ritorno da considerarsi è di 50 anni
•Art 6: Il calpestio del piano terra degli edifici di nuova costruzione deve essere fissato ad una quota tale da
non consentire l'ingressione delle acque di possibili allagamenti interessanti le aree esterne
Ordinanza n.4 del 22/01/08
disposizioni inerenti gli allacciamenti alla rete fognaria pubblica
•Art 1: rilascio dei Certificati di Agibilità all'attestazione di compatibilità del progetto di allacciamento alla
rete fognaria delle acque bianche o miste. Attestazione deve fare esplicito riferimento all'idoneità della rete
di collettamento a ricevere e smaltire in condizioni di sicurezza le ulteriori acque derivanti dall'intervento
edilizio
•Art 2: il soggetto gestore della rete fognaria può porre condizioni finalizzate a garantire il trattenimento
delle acque di supero all'interno dell'area di pertinenza
•Art 4: i Comuni devono svolgere un’attività di controllo a campione
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
CENNI DI NORMATIVA VIGENTE
Ordinanze Commissario ing. Carraro
Applicazione dello Ordinanze
L’entrata in vigore delle Ordinanze Commissariali ha portato i Soggetti/Enti interessati, a formulare
una serie di quesiti circa l’applicazione delle stesse.
Per rispondere a tali richieste, il Commissario ha emanato le seguenti note:
Primi indirizzi e raccomandazioni per l’applicazione delle ordinanze 2, 3 e 4 del 22.01.2008 in
materia di prevenzione del rischio idraulico – Prot.191991 del 09.04.2008;
Ulteriori precisazioni relative all’applicazione delle Ordinanze del Commissario Delegato n.2, 3 e 4
del 22.01.2008 in materia di prevenzione del rischio idraulico – Prot.418232/58 del 11.08.2008;
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
INQUADRAMENTO TERRITORIALE
- estratto catastale (scala 1:2.000)
- estratto corografico (scale 1:5.000 o 1:10.000)
STATO DI FATTO
- documentazione fotografica;
- indicazione della Superficie del lotto intervento;
- piano quotato esteso alle proprietà e viabilità confinanti;
- indicazione dell’attuale percorso di scarico fino al ricettore finale;
- calcolo dell’attuale coefficiente udometrico u (se agricolo imporre 10 l/s per ha);
- se non agricolo, individuare il valore massimo della portata scaricata Q, individuato non come picco di portata ma
come valore medio dell’idrogramma di piena.
(Q e u = limiti da imporre allo stato di progetto per l’invarianza idraulica)
STATO DI PROGETTO
- planimetria quotata di progetto;
- indicazione della Superficie di progetto;
- indicazione del percorso di scarico fino al ricettore finale (profilo, sezioni e foto);
n.b.:qualora il sedime del ricettore risultasse di proprietà diversa dalla Ditta richiedente, la stessa dovrà specificare a
che titolo eserciti le servitù di scarico e di conseguenza alleghi l’eventuale accettazione da parte del fondo servente di
una maggiore portata rispetto alle correnti condizioni
- calcolo del coefficiente udometrico u di progetto;
- calcolo della portata massima (Qmax) generata;
- dimensionamento e verifica dello sfioro di troppo pieno e della capacità di smaltimento del ricettore;
- dimensionamento e verifica idraulica del dispositivo di regolazione delle portate (luce a battente);
- Calcolo dei volumi di invaso necessari per rispettare l’invarianza idraulica;
- Planimetria e profili della rete idraulica di progetto;
- Particolari costruttivi del manufatto di regolazione delle portate.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
All’analisi delle Ordinanze e della DGR1322/06 emerge che l’invarianza idraulica è
data da:
•Invarianza della portata generata dall’area di intervento
•Invarianza altimetrica
•Invarianza della capacità di deflusso delle aree limitrofe
•Invarianza del recapito finale
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI DI LAMINAZIONE
LA SCELTA DEL TIPO DI DISPOSITIVO DA ADOTTARE
La scelta del tipo di dispositivo necessario a garantire l’invarianza
idraulica può essere condotta in funzione della matrice, e dell’uso
del suolo.
In particolare:
a seconda del tipo di uso del suolo, al dispositivo di laminazione
può dover essere associato un dispositivo per contenere le acque
di prima pioggia.
in terreni ad alta capacità drenanti si possono studiare sistemi di
infiltrazione
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
TRINCEE DRENANTI
Scavate nel terreno, riempite con ghiaia a
copertura di una condotta forata protetta da
geotessuto creano superfici per stazionamenti
temporanei dell’acqua piovana.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
VASCHE SOTTERRANEE
Sono vasche sotterranee che possono essere
collegate tra loro per il drenaggio di vaste
aree aumentando la loro efficacia nella
riduzione del rischio idraulico.
Possono essere realizzate in opera o tramite
elementi prefabbricati.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
VASCHE SOTTERRANEE
Sono vasche sotterranee che vengono normalmente realizzate in cls. Possono essere a camera singola o multicamera,
disposte in serie o in parallelo
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
SISTEMI MODUALRI
Sono dispositivi prefabbricati che possono essere usati per creare sotto il terreno strutture in grado
di contenere grandi quantità, permettendo al contempo l’infiltrazione nel terreno, vengono ricoperti
con strati in ghiaia, geotessuto e terreno o pavimentazioni stradali.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
BACINI DI LAMINAZIONE
Sono superfici a verde depresse studiate per trattenere l’acqua piovana in eccesso e farla infiltrare
successivamente nel terreno, facilitando un lento deflusso delle acque durante fenomeni di piogge
intense.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
BACINI DI LAMINAZIONE
Sono superfici a verde depresse studiate per trattenere l’acqua piovana in eccesso e farla infiltrare
successivamente nel terreno, facilitando un lento deflusso delle acque durante fenomeni di piogge
intense.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
BACINI DI LAMINAZIONE
I Bacini di laminazione, normalmente asciutti sebbene possono avere piccole vasche piene tra le insenature e nelle
vicinanze dei canali di scolo, e possono essere usati per funzioni ricreative.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
VASSOI
Sono formati da zone depresse lineari che raccolgono flussi d’acqua da zone impermeabili. Dove possibile,
possono essere progettati in modo da consentire infiltrazioni. Possono sostituire i sistemi convenzionali di
drenaggio dell’acqua.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
Invarianza della portata generata dall’area di intervento
DISPOSITIVI IDRAULICI:
ESEMPI
VASSOI
Sono formati da zone depresse lineari che raccolgono flussi d’acqua da zone impermeabili. Dove possibile,
possono essere progettati in modo da consentire infiltrazioni. Possono sostituire i sistemi convenzionali di
drenaggio dell’acqua.
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
INVARIANZA ALTIMETRICA
INQUADRAMENTO METODOLOGICO
INVARIANZA DELLA CAPACITÀ DI DEFLUSSO DELLE AREE LIMITROFE
CONSIDERAZIONI SUI RICETTORI
Elementi di criticità:
Valutazione del contesto
–
–
–
–
–
–
–
–
La proprietà privata da trasformare
Il recapito finale
Il percorso fino al recapito finale
L’ autorizzazione allo scarico
L’invarianza idraulica
L’ ubicazione di eventuali aree di laminazione
Il deflusso dei terreni limitrofi
Le quote altimetriche
CONSIDERAZIONI SUI RICETTORI
LA PROGRAMMAZIONE DELLA MANUTENZIONE
La corretta manutenzione della rete idrica risulta fondamentale per la prevenzione del rischio idraulico nel
territorio.
Ciascun Ente deve provvedere a garantire l’efficienza
dei fossi e dei canali di propria competenza ponendo
particolare attenzione all’importanza idraulica di
ciascun collettore.
PRESCRIZIONI DELL’ENTE GESTORE
Una volta effettuata l’indagine conoscitiva dello stato dei luoghi e dei ricettori finali, è importante conoscere
quelle che possono essere le prescrizioni impartite dagli Enti Gestori del recapito finale (Fognatura pubblica o
Canali di Bonifica), al fine di “inquadrare” meglio il progetto che si va a redarre.
In particolare:
la portata scaricata dal nuovo intervento non dovrà essere superiore a quella attuale; oppure la portata
scaricata dal nuovo intervento non dovrà essere superiore a quella desunta da un coefficiente
udometrico pari a 10 l/sec per ha;
la portata in eccesso dovrà essere totalmente laminata all’interno dell’area di intervento, mediante la
creazione di volumi d'invaso compensativi, resi idraulicamente efficaci da idonei dispositivi di
regolazione delle portate;
la rete di smaltimento delle acque meteoriche dovrà essere preferibilmente progettata in modo da
garantire un funzionamento a pelo libero; qualora, in considerazione del livello di massimo invaso, la
rete di raccolta delle acque meteoriche dovesse funzionare a pressione, dovrà essere rilasciata dal
collaudatore delle opere idrauliche una certificazione attestante l’efficacia della tenuta dei tubi;
il setto di laminazione presente all’interno del manufatto di regolazione delle portate, dovrà essere reso
facilmente removibile ed ispezionabile;
le aree di nuova urbanizzazione, ad eccezione della quota di calpestio degli edifici, dovranno attestarsi
ad una quota altimetrica non superiore al valore medio del piano campagna attuale; in alternativa,
dovrà essere compensato il volume d’invaso teorico perso dall’innalzamento della quota del piano
campagna;
eventuali locali interrati, dovranno essere dotati di adeguati sistemi di impermeabilizzazione, drenaggio
e sollevamento delle acque;
non dovrà essere creato pregiudizio allo scolo delle acque dei terreni limitrofi;
PRESCRIZIONI DELL’ENTE GESTORE
LOTTIZZAZIONI - tombinamenti
NO
FOSSO TOMBINATO = perdita del volume d’invaso
SI
FOSSO APERTO = mantenimento del volume d’invaso
PRESCRIZIONI DELL’ENTE GESTORE
LOTTIZZAZIONI – superfici drenanti
NO
SUPERFICI IMPERMEABILI = AUMENTO DELLE PORTATE
SI
SUPERFICI DRENANTI = CAPACITA’ DI ASSORBIMENTO
PRESCRIZIONI DELL’ENTE GESTORE
scarichi
NO
DIRETTI = aumento della portata e possibile rigurgito
SI
PORTA A VENTO E BOCCA TARATA= maggiore invaso
PRESCRIZIONI DELL’ENTE GESTORE
Ponti e accessi
NO
CON TUBAZIONE = DIFFICOLTA’ DI DEFLUSSO RIDUZIONE DELLA SEZIONE - DIFFICOLTA’ DI PULIZIA
SI
A LUCE NETTA = MANTENIMENTO DELLA SEZIONE
IDRAULICA
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Denurchis.1 (27 apr)