Valle del Belìce
Itinerario Archeologico
Un itinerario archeologico nel Belice non può che partire dal Parco Archeologico di Selinunte e delle Cave di Cusa, uno dei più importanti del Mediterraneo per la posizione, il perfetto inserimento
nel paesaggio, la sua ampiezza (è uno dei parchi più grandi ed importanti al mondo), l’imponenza
dei suoi templi. L’itinerario archeologico nel Belìce risulta significativo per tutte le epoche antiche:
dalla preistoria a quella greca, dalla cultura Elima a quella medievale, quest’ultima riconoscibile
nella rocca di Entella e nella necropoli Pignatelli a Menfi. Nel museo della preistoria del Belìce a
Partanna, i vasi dello stile del campaniforme, i resti di faune ed i corredi funebri provenienti dalle
necropoli dell’area archeologica dello Stretto, raccontano la civiltà dei fossati. A Castelvetrano il
Museo Civico espone il famoso Efebo di Selinunte, statua in bronzo di pregevolissima fattura (480460 a.C.), insieme a vasi, lucerne e a una lamina in piombo (Lex sacra) con inscritta una legge del V
sec. a. C. Anche l’antiquarium di Entella nel comune di Contessa Entellina e l’antiquarium di Monte
Adranone a Sambuca di Sicilia raccolgono numerosi oggetti della storia antica di questo territorio. Segesta, dall’alto del Monte Barbaro, è uno dei centri indigeni tra i più importanti della Sicilia
Occidentale, costituito dagli Elimi da un popolo di origine peninsulare. Questa città ebbe un ruolo
preponderante negli avvenimenti storici che la portarono a ripetute lotte con Selinunte che sicuramente tentava di conquistarsi uno sbocco nel Mar Tirreno. Nel corso della prima guerra punica, si
alleò con i Romani. Nel 430-420 a.C. fu edificato il Tempio di tipo dorico-siceliota, all’interno delle
mura urbiche. L’itinerario non si esaurisce con i musei; i siti ancora poco studiati di Castellazzo a
Poggioreale e di Mokarta e Monte Polizo a Salemi, hanno già messo in luce importanti reperti della
cultura Elima. Si tratta di aree archeologiche lungo la valle del Belìce, facilmente visitabili durante
i periodi di scavo con missioni affidate a gruppi nazionali ed internazionali.
Itinerario Naturalistico
La natura del Belìce nei mesi primaverili assume una tale bellezza, una tavolozza di colori così
ricca di essenze e profumi che difficilmente si cancella dai ricordi. A caratterizzare il particolare
paesaggio belicino le riserve naturali di Grotta di Entella e Grotta di Santa Ninfa, che permettono di
visitare e conoscere le peculiarità geologiche, vegetazionali e faunistiche attraverso un’escursione
nel tipico paesaggio dell’entroterra gessoso della Sicilia occidentale che si sviluppa nella Rocca
di Entella e nel territorio compreso tra Santa Ninfa e Gibellina. Luoghi in cui la valle del Belìce si
riesce a cogliere nella sua interezza fino a giungere nella Riserva naturale della Foce del Fiume
Belìce e dune limitrofe, dove sulla riva costiera una flora dunale fa cogliere ulteriori peculiarità
naturalistiche. Lungo questo territorio altri posti conosciuti più per l’interesse archeologico legato
al periodo preistorico come la contrada Stretto a Partanna e il Castello della Pietra a Castelvetrano consentono di vedere una natura incontaminata conservata per secoli. Diverse aree forestali
comprese tra Castelvetrano, Salemi, Santa Ninfa e Sambuca di Sicilia e in particolare la riserva
Naturale di Monte Genuardo, offrono la possibilità di fruire e vistare vaste aree di rimboschimento
attrezzate e sempre più naturalizzate. Di particolare fascino l’area dell’abbazia di Santa Maria del
Bosco a ridosso di Sambuca di Sicilia nel territorio comunale di Contessa Entellina. La nidificazione della Cicogna ai margini del Lago Arancio, completa la visita naturalistica del territorio sambucese. A Salemi, in occasione del 150 anniversario, nasce il Museo del paesaggio dove viene esposto
per immagini e citazioni il paesaggio nazionale.
foto © Gianni Polizzi
L’identità di un territorio
come nuova risorsa
“Un museo: conserva, protegge e valorizza
gli oggetti legati alla tradizione e alla memoria storica, culturale o sociale di un popolo, di una etnia o di una comunità …può
raccogliere collezioni legate all’arte, storia,
scienza, alle tradizioni popolari... In una accezione più nuova del concetto di museo,
questo può essere inteso come spazio aperto, quando un territorio e’ fortemente caratterizzato da un tessuto urbano di particolare
interesse o da un sistema di emergenze architettoniche, unitario e di particolare interesse.”
C’è consapevolezza che l’identità di ogni
luogo o piccolo centro del Belìce, di cui i musei sono espressione, abbia la possibilità di
consolidarsi solo in un sistema integrato a
scala territoriale. Per raccontare una storia,
che non è solo quelle dei singoli luoghi, ma
quella di tutti i paesi della Valle del Belìce,
per riflettere sul concetto di appartenenza
e di comunità nasce la rete dei musei. La
storia delle arti antiche, del suo territorio e
paesaggio, delle sue modificazioni geologiche, dei grandi maestri del contemporaneo,
è già documentata in alcuni musei già fortemente strutturati e storicizzati e in altri di
recente formazione. Sorge oggi l’esigenza,
a partire da croniche carenze strutturali, di
tentare la formazione di un sistema di musei, comprendendo in essi anche le emergenze architettoniche e paesaggistiche del
Belìce. Nasce dalla consapevolezza che solo
attraverso la creazione di una rete si possano superare i limiti, per una significativa valorizzazione del ricchissimo ed inestimabile
patrimonio di cui siamo testimoni. L’idea è
quella di operare per un museo del territorio
del Belìce, che a partire dalle singole istituzioni dia una lettura continua della storia,
dell’arte, della cultura materiale, dell’architettura e del paesaggio e che ne consenta la
conoscenza, conservazione e valorizzazione.
Alla rete concorrono strutture con storie diverse, alcuni musei sono già ben strutturati
e inseriti negli itinerari turistici, altri in fase
di definizione perché di recente formazione.
Itinerario Contemporaneo
Un viaggio nell’arte contemporanea non può che iniziare da Gibellina nuova e dal Baglio Di Stefano, sede della Fondazione Orestiadi, attraverso la visita del Museo delle Trame Mediterranee,
del Museo Civico di Arte contemporanea e della città nuova, vero museo “en plein air” che ci dà la
possibilità di godere di una delle collezioni d’arte contemporanea più importanti d’Europa frutto
della solidarietà degli artisti di tutto il mondo per la ricostruzione della città.
Da Gibellina verso Santa Ninfa, dove il Museo Nino Cordio offre la collezione che il grande maestro
ha donato alla città, e proseguendo attraverso un paesaggio di particolare bellezza si arriva al
grande Cretto di Alberto Burri realizzato come un grande sudario sulle rovine di Gibellina, distrutta
dal terremoto. A Salaparuta l’Archivio della Ricostruzione conserva in originale i progetti redatti
per la ricostruzione delle città del Belice, consentendo di comprendere i processi di pianificazione
e i disegni delle architetture contemporanee realizzate. L’itinerario del contemporaneo si conclude
a Sambuca di Sicilia con le opere tessili dell’artista francese Sylvie Clavel e quelle di Gianbecchina
che raccontano le tradizioni agricole e il paesaggio.
Itinerario Antropologico
A Salemi il museo del Risorgimento documenta il ruolo di questo territorio nelle battaglie per
l’unità d’Italia con gli abiti, le armi, e i documenti del periodo garibaldino, mentre il piccolo museo
agroforestale di monte Finestrelle, in territorio di Gibellina, raccontano nelle sue sale le tradizioni
del Belìce attraverso gli oggetti d’uso e gli attrezzi legati alla cultura contadina, ed inoltre dagli
spazi esterni del museo, collocato in un piccolo edificio rurale all’interno dell’area forestale, è visibile un ampio panorama di questo territorio. A Santa Ninfa il museo dell’Emigrazione, attraverso
vecchie foto e materiali originali, racconta dell’esodi della gente del Belice verso i paesi del mondo
nella prima metà del sec. XIX. A Santa Margherita di Belìce si rivivono le pagine e le storie del Gattopardo attraverso il manoscritto del famoso testo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Museo del
Gattopardo), mentre il Museo Etno-Antropologico della Terra di Zabut a Sambuca offre ai visitatori
l’ambientazione didattica dei cicli di trasformazione del frumento e del latte.
Itinerario della Memoria
Il più giovane tra i musei della rete è Belìce/EpiCentro della Memoria Viva a Gibellina, che racconta
delle lotte della gente di queste terre a partire dalla marcia condotta da Danilo Dolci nel 1967 per
poi attraversare i dissensi popolari post-terremoto e ricostruzione. A Santa Margherita di Belìce,
nel nuovo edificio che ingloba le rovine della chiesa Madre, distrutta dal terremoto del 1968, è stato allestito il Museo della Memoria, al suo interno immagini del terremoto, articoli di giornali del
tempo e documenti raccontano il terremoto del Belìce. Due strutture che lasciano nel visitatore
forti emozioni, i disagi e le vicende di un popolo che si deve riappropriare della propria identità e
della bellezza dei luoghi che ha perso. L’itinerario prosegue visitando i luoghi del terremoto e quindi il centro antico di Poggioreale, i ruderi dell’antica Salaparuta e la vecchia Gibellina sulla quale
Alberto Burri ha realizzato il suo “Cretto” considerato oggi una delle più importanti opere d’arte
contemporanea d’Europa.
Servizio Parco archeologico di Selinunte
e Cave di Cusa “Vincenzo Tusa” e delle aree
archeologiche di Castelvetrano, Campobello
di Mazara e dei Comuni limitrofi
Comune di Camporeale
Comune di Poggioreale
Comune di Castelvetrano
Comune di Roccamena
Comune di Contessa Entellina
Comune di Salaparuta
Comune di Salemi
Parco archeologico di Segesta
e delle aree archeologiche di
Calatafimi Segesta
e dei Comuni limitrofi
Comune di Gibellina
Comune di Sambuca
Polo museale
del Val di Mazara
Comune di Giuliana
Provincia di Trapani
Comune di Menfi
Comune di Ssnta Margherita di Belìce
Comune di Partanna
Comune di Santa Ninfa
Comune di Vita
Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa
Il Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa “Vincenzo Tusa” e delle aree
archeologiche di Castelvetrano, Campobello di Mazara e dei Comuni limitrofi è
stato istituito dalla Regione Siciliana l’1.9.2010, come Servizio periferico dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Si tratta di uno
dei parchi archeologici più grandi e importanti del mondo, coi suoi 270 ettari a
Selinunte, più i 60 delle Cave di Cusa. Al suo interno si trovano imponenti strutture templari: sulla collina orientale il tempio G (o di Zeus), uno dei più grandi
templi realizzati dai Greci, ed i templi E (o di Hera), tra le più pure espressioni
dell’arte dorica, ed F; sull’Acropoli (dove si può notare ancora il sistema viario
di tipo ippodameo) i templi A, O, B, C (o di Apollo), D, Y. A nord, si trova l’abitato,
con l’Agorà, recentemente portata alla luce, e la tomba dell’ecista. Ad ovest
si trovano il battistero bizantino, il piccolo santuario di Hera Matronale, quello
grande di Demetra Malophoros, con il tempietto di Zeus Meilichios, la fontana
della Gaggera e l’Antiquarium, il cosiddetto “tempio” M e le necropoli. L’area
archeologica delle Cave di Cusa si trova a 13 Km circa da Selinunte, S.P. Tre
Fontane, nel territorio di Campobello di Mazara (TP). Si tratta delle cave di calcarenite, estese per circa 2 km, dove venivano estratti i rocchi di colonna per le
costruzioni templari di Selinunte.
Località Marinella di Selinunte
91022 Castelvetrano (TP)
Orario d’ingresso: Tutti i giorni
Periodo invernale dalle 9.00 alle 17.00;
Chiusura Biglietteria: ore 16.00
Periodo estivo dalle 9.00 alle 19.00;
Chiusura Biglietteria: ore 18.00
Costo biglietto visita Selinunte:
intero € 6,00, ridotto € 3,00, residenti € 1,00
Note: il biglietto d’ingresso a Selinunte
è comprensivo della visita alle Cave di Cusa
Costo biglietto visita Cave di Cusa:
singolo intero € 2,00, ridotto e residenti € 1,00
T/F 0924 46277
M [email protected]
facebook:
PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE E CAVE DI CUSA
CAI Sicilia onlus
Itinerario Culturale del Consiglio dÕEu
ropa
Parco archeologico di Segesta
Segesta, sul Monte Barbaro, è uno dei centri
indigeni tra i più importanti della Sicilia Occidentale, costituito da un popolo di origine peninsulare –gli Elimi- che stando alla tradizione storica proveniva da Troia (Tucidide, VI, 2).
Questa città, ellenizzata nel suo complesso,
ebbe un ruolo preponderante negli avvenimenti storici che la portarono a ripetute lotte con
Selinunte che sicuramente tentava di conquistarsi uno sbocco nel Mar Tirreno. Nel corso
della prima guerra punica, si alleò con i Romani (Diodoro, XIII, 5) ed in virtù della leggendaria
origine troiana, Roma concesse a Segesta lo
stato di città libera ed immune (Cicerone, Verrine, III, 6, 13), dotandola di un vasto territorio.
Nel 430-420 a.C. fu edificato il Tempio di tipo
dorico-siceliota, all’interno delle mura urbiche, infatti, la città, in epoca classica, era munita di una cinta muraria con porte monumentali; in età primo imperiale, una nuova linea di difesa era impostata ad una
quota più bassa. Inoltre, fuori dal contesto urbano, sono visibili il Santuario di Contrada Mango (sec. VI-V a.C.) ed una
necropoli di epoca ellenistica nell’area prospiciente la porta urbica principale detta ‘Porta di Valle’.
Orario d’ingresso: dalle 9 alle 17;
uscita: entro le 18
Ora Solare
(ultima domenica Ottobre - ultima domenica di Marzo):
Apertura Biglietteria - Ore 9.00;
Chiusura Biglietterie - Ore 16.00;
Chiusura Parco - Ore 17.00.
Ora Legale
(ultima domenica di Marzo - ultima domenica di Ottobre):
Apertura Biglietteria - Ore 9.00;
Chiusura Biglietteria - Ore 18.00;
Chiusura Parco - Ore 19.00.
Biglietto: intero € 6,00, ridotto € 3,00, residenti € 1,00.
T 0924 952356 _ F 0924 951747 _
M [email protected]
Gibellina
© RETE MUSEALE E NATURALE BELICINA
Roccamena
Museo agroforestale di Monte Finestrelle
Dal centro abitato di Santa Ninfa un apposita segnaletica ci condurrà, dopo circa 6 Km, all’interno del demanio forestale dove si trova il
museo agroforestale e un ampio parcheggio. Il museo, realizzato in
tre stanze contigue e nell’area esterna adiacente al museo stesso,
è ricco di strumenti della civiltà contadina.
Camporeale
Museo di Camporeale
Inaugurato l’11 marzo 2011, è un complesso polifunzionale dedicato
all’arte e alla cultura. Fiore all’occhiello del Museo è la pinacoteca dedicata al pittore Anselmo con il suo genere, “la pietrificazione”, unico in
Europa. Un interessante percorso espositivo conduce il visitatore in un
ambiente fantastico, di tipo surreale e metafisico. Le vedute paesaggistiche sono concave aperture cavernose di rocce metamorfiche, punteggiate da stalattiti che prendono corpi femminili, specchianti su tratti
di mare dal colore profondo e dalla cromaticità ammaliante. All’interno
del museo trovano posto anche la biblioteca e l’enoteca.
Atrio Principe – 90043 Camporeale (PA)
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì _ 9.00 / 13.00 - 15.00 / 19.00
T 0924 36977 _ M [email protected]
Castelvetrano
Museo Civico Selinuntino
Il museo raccoglie numerosi reperti archeologici di notevole valore storico artistico, ritrovati nella zona di Selinunte, tra i quali spicca l’Efebo,
una rara fusione bronzea, alta 85 cm, raffigurante un giovinetto ignudo
recentemente identificato in Dioniso (480 - 460 a. C.).
Altri pezzi di notevole valore sono: la “Lex sacra”, una lamina di piombo
con incisa, su due sezioni capovolte, una legge del V sec. a.C. che regolava i riti di espiazione per chi aveva commesso un parricidio; un cratere attico a colonnette (470 a.C.) e una stadera bizantina (V sec. d. C.).
All’interno del museo sono esposte anche numerose monete e ceramiche greche, di vario tipo e provenienza. Integra la visita al Museo, nella
vicina ex chiesa degli Agostiniani, la mostra permanente “Selinunte immaginata”, che raccoglie le riproduzioni di come viaggiatori ed archeologi (tra il XVIII ed il XX sec.) hanno rappresentato, sia in modo ideale,
sia in forma sempre più scientifica, l’antica colonia greca.
Via Garibaldi 58- 91022 Castelvetrano (TP)
Orari di apertura: lunedì/sabato: 9.00/13.00 - 15.00 /18.30 - Domenica: 9.00/13.00
Biglietto: € 2,50 residenti: gratuito
T 0924-909605 _ M [email protected]
www.comune.castelvetrano.tp.it
Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00.
È consigliabile telefonare preventivamente
T 0923/828711
M [email protected]
Museo d’Arte contemporanea “Ludovico Corrao”
Gibellina, meglio conosciuta come città di frontiera dell’arte e dell’architettura
contemporanea ospita il Museo en plein air formato da circa 60 opere disseminate in città, il “Cretto” di Alberto Burri sui Ruderi, 10 siti di rilevante interesse architettonico, il Museo d’ Arte Contemporanea con una collezione di circa
2.000 opere d’arte formata attraverso il contributo di numerosi artisti italiani
e stranieri, fra cui Schifano (con il suo grande ciclo della natura realizzato a
Gibellina), Accardi, Afro, Beuys, Consagra, Corona, Corpora, Dorazio, Isgrò,
Guttuso, Pirandello, Pomodoro, Rotella, Sanfilippo, Scialoja, Severini, Treccani,
Turcato, grafiche di Romero e Soldano, giusto per citarne alcuni, oltre ai bozzetti e ai modelli delle architetture della nuova Gibellina.
L’Antiquarium di Monte Maranfusa
Il Museo Civico di Roccamena custodisce i reperti provenienti dalla zona archeologica di Monte Maranfusa. Le ricerche archeologiche hanno evidenziato una
fase di occupazione del sito a partire almeno dal IX-VIII sec. a.C., anche se il periodo di massima espansione risale ad età arcaica (VII-VI sec. a.C.). Numeroso il
vasellame, sia di tradizione indigena che d’importazione greca o coloniale. Alla
trasformazione dei cereali sono legati gli utensili in pietra, mentre l’attività di
tessitura è ben attestata dal rinvenimento di numerosi pesi da telaio.
Via Vittorio Emanuele snc - 90040 Roccamena (PA)
Orari di apertura: su prenotazione presso il Comune
T 091 8469001 _ M [email protected]
Il museo racconta diversi segmenti della storia, della memoria e della coscienza della Valle del Belìce. Caratterizzato da un percorso espositivo suggestivo
ed esplorativo incuriosisce il fruitore che potrà scegliere di considerarlo come
punto di partenza per tracciare il suo viaggio in questi luoghi e paesaggi attraversati dal tempo, dai movimenti popolari e dagli eventi naturali.
Il progetto di allestimento tiene in considerazione del come una determinata
area territoriale possa riacquistare un diverso interesse turistico e culturale
mediante una operazione di salvaguardia e di valorizzazione specie se messo in
relazione con “la coscienza e la memoria” dell’intero popolo belicino.
Archivio della ricostruzione
L’archivio custodisce i documenti di una stagione pianificatoria e progettuale unica in Italia e nel Mondo. Tutti i progetti e i piani che hanno ridisegnato
città e case per una popolazione di 70.000 abitanti. Tutti i piani per le urbanizzazioni primarie e secondarie. Tutti i progetti degli edifici pubblici per i
14 comuni distrutti. Municipi, centri sociali, biblioteche, centri civici, teatri,
chiese e scuole.
Via Venezia snc, 91020 Salaparuta (TP)
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, 9.00 / 13.00
T 0924 71263 _ C 389 1676973
M [email protected]
M [email protected]
Salemi
Museo di Arte Sacra
Accoglie le opere d’arte di chiese distrutte o danneggiate dal
terremoto del ‘68. Conserva alcune sculture di notevole pregio
del Quattrocento e Cinquecento siciliano. Rilevamenti e numerose le opere di Domenico Gagini, e si può ammirare anche una
Madonna con Bambino in marmo attribuita a Francesco Laurana. Il museo racchiude la splendida cappella della Casa Santa
realizzata nel 1705, copia fedele della Casa Santa di Loreto.
presso CRESM, viale Empedocle 7/a - 91024 Gibellina (TP)
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì 09.00/13.00-15.00/17.30
Sabato e domenica su prenotazione
T 0924 69000 _ M [email protected] _ www.epicentrobelice.net
Fondazione Orestiadi
CAM Campus Archeologico Museale
Il CAM nasce come CAMPUS, luogo aperto d’incontro per giovani ed
adulti che vogliano partecipare alle nostre iniziative: eventi culturali di
approfondimento per argomenti archeologici e storici, giochi sportivi
delle specialità classiche, come gli “Agoni Selinuntini”, o come il Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Selinunte. Tra i servizi
a cui ci dedichiamo, c’è l’archeologia, iniziando dell’archeologia sperimentale, gli scavi archeologici scientificamente condotti, per fare dei
nostri terreni “un museo aperto sulla necropoli”.
All’archeologia sono legati servizi di studio e formazione, restauro in
laboratori modernamente attrezzati, catalogazione dei reperti e musealizzazione.
Triscina di Selinunte – 91022 Castelvetrano (TP)
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13
M [email protected] _ www.camselinunte.com
Il Baglio Di Stefano, sede della Fondazione Orestiadi con il suo Museo delle
Trame Mediterranee, costituisce un complesso architettonico di eccezionale
interesse artistico e culturale. Nel cortile è collocata la “Montagna di Sale” di
Mimmo Paladino realizzata per le Orestiadi del 1990 ed inoltre opere di Enzo
Cucchi, Richard Long, Pietro Consagra, Alfredo Romano, Peter Briggs.
Nella casa baronale, ceramiche, tessuti, gioielli, costituiscono il Museo delle
Trame Mediterranee, importante esempio della ricerca delle matrici comuni
delle culture di questo mare. Il Granaio conserva la collezione d’arte contemporanea, che documenta il contributo degli artisti alla ricostruzione della città,
attraverso le macchine spettacolari di Arnaldo Pomodoro per le Orestiadi, le
opere degli artisti della Transavanguardia: Paladino, Cucchi, Germanà, di Forma Uno: Consagra, Accardi, Dorazio, Turcato, Sanfilippo, e le presenze eclatanti
tra i tanti di Beyus, Matta, Scialoja, Corpora, Isgrò, Schifano, Angeli, Boero, Alighiero Boetti, Longobardi, Vigo, Nunzio, Bob Wilson, Rotella.
Baglio Di Stefano, contrada Salinella - 91024 Gibellina
Biglietto: € 5 intero, € 3 ridotto _ Orari di apertura: mar/dom _ 9.00 /13.00 - 15.00/18.00
T 0924 67844 _ M [email protected] _ www.fondazioneorestiadi.it
Museo dell’Olio e dell’Olivo
Il Museo dell’Olio e dell’Olivo, annesso allo stabilimento di trasformazione olive
da mensa “nocellara del Belìce” e frantoio Agro Verde è dedicato alla memoria
del Dottor Gaspare Murania, illustre divulgatore agricolo dei primi ‘900, esso
offre ai visitatori i luoghi storici della molitura tradizionale “u Trappitu”. Gli antichi strumenti e le attrezzature per la spremitura delle olive impiegati nei cicli
di trasformazione delle varie epoche, oltre ad evocare emozioni in uno scenario
di tempi vissuti, spiegano i mille segreti della cultura dell’Olio. Visite didattiche
guidate e degustazioni per gruppi turistici e scolaresche sia in museo che in
frantoio.
Via Autonomia Siciliana (Area Artigianale) - 91022 Castelvetrano (TP)
Orari di apertura: da lunedì. al venerdì. 9,30-12,30 / 15,30- 17,30.
Sabato e domenica, su prenotazione _ T / F 0924 932039 _ C 333 17 28 490
M [email protected] _ www.agroverdecult.com
Museo dell’olio e della civiltà contadina
Proprietà della stessa famiglia da oltre 500 anni, Loconovo degli Amari a soli
quattro chilometri da Selinunte, ospita un Museo privato dell’Olio e della Civiltà
contadina, alla cui visita si abbina un percorso naturalistico guidato tra olivi
centenari, rare piante grasse, esempi di flora mediterranea e palme autoctone
di specie diverse. É possibile degustare e acquistare l’olio DOP Valle del Belìce
prodotto dall’azienda, e prodotti tipici del territorio.
Strada Provinciale 13, Zangara Dei prefetti Amari, n.2 - 91022 Castelvetrano (TP)
Aperto solo su prenotazione e per gruppi di minimo dieci persone
T 0924 902245 _ C 349 4310632
M [email protected] _ www.loconovodegliamari.it
Contessa Entellina
Antiquarium di Entella
Il Museo è concepito con un sistema di moduli didattici autonomi e allo stesso
tempo interdipendenti, legati da un filo conduttore comune: lo scavo archeologico inteso non come “asportazione” ma come mezzo di conoscenza storica,
che in ogni momento collega l’immagine del reperto allo scavo stesso. L’esposizione conduce il visitatore alla comprensione della stratificazione storico archeologica della città, attraverso un percorso che lo introduce dapprima nel
contesto storico del Mediterraneo, per accompagnarlo successivamente lungo
un viaggio ideale nella Sicilia antica, visto con gli occhi degli storici di ogni epoca
e dei viaggiatori ottocenteschi.
Via I° maggio,1 - 90030 Contessa Entellina (PA)
Orari di apertura: lun/sab _ 09.00/12.00 - domenica su prenotazione
Biglietto: € 2,00.
T 091 835 55 56 _ M [email protected]
www.comunedicontessaentellina.it
Riserva Naturale Grotta di Entella
Menfi
Museo civico Menfi
Sculture, acquarelli, ceramiche e porcellane, donate alla città di Menfi dall’artista Rita Gallè (1932 – 2009), poliedrica artista, famosa nel mondo per le sue
singolari creazioni artistiche affiancano stampe originali, litografie, acqueforti,
bulini, xilografie e libri d’artista, donate dal maestro stampatore Giorgio Upiglio.
Così opere di artisti come Korompay, Giacometti, Pazzi, Fontana, Sesma, Buzzati, Gunter Grass, Minguzzi, Fiume, Guttuso, Paladini, Chin, Vulcanescu, Lam,
ecc. sono esposti in un allestimento che mette in risalto il clima gioioso e il contatto umano, instaurato dal maestro Upiglio con i più famosi artisti del mondo.
Palazzo Pignatelli, Piazza Vittorio Emanuele III - 92013 Menfi (AG)
Orari di apertura: lunedì /venerdì - 8,30/13,30 _ lunedì e giovedì 16,00/18,00
T 0925 70217 – 70246
Museo Malacologico
L’esposizione consta di una collezione, che raccoglie quasi 5.000 conchiglie, donate al
comune di Menfi dalla studiosa Vanna Rotolo Lombardo, provenienti dal mare di Porto
Palo e da tutti i mari del mondo. Della ricca collezione di conchiglie, catalogate secondo
la malacologia ufficiale, circa 1.700 esemplari, scelte tra le più rappresentative, sono in
esposizione all’interno di tre sale, dedicate ad altrettanti malacologi di fama mondiale,
che costituiscono una delle più spettacolari esposizioni malacologiche d’Italia.
Museo del Risorgimento
E’ stato riaperto al pubblico in occasione delle celebrazioni per il
150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Il Museo con le sue tele, ritratti, collezioni d’armi, e attraverso numerosi documenti dell’Archivio Storico Comunale, testimonia la
partecipazione di Salemi al processo di unificazione e all’ingresso
di Garibaldi e dei Mille in Sicilia.
Museo della Mafia
Realizzato dall’artista siciliano Cesare Inzerillo, e dedicato a Leonardo Sciascia, è sicuramente un simbolo dell’antimafia non retorica. Utilizza il linguaggio
dell’arte per parlare di mafia in modo provocatorio e
non convenzionale, attraverso un percorso multisensoriale, congegnato per immergere il visitatore in uno
straordinario processo emotivo.
Poggioreale
Contessa Entellina (PA)
Orari di apertura: Tutti i giorni, con prenotazione telefonica
T/F 091 8465770 _ C 347 4322207
M [email protected]
www.caisicilia.it
Via Principe Morso Naselli, 91020 Poggioreale (TP)
Orari di apertura: lun/ven 9.00/13.00 - lune/mer dalle 15.00/18.00
sabato, domenica e festivi, su prenotazione.
T 0924 75642 / 75777 _ M [email protected]
www.poggioreale.tp-net.it
Museo del Presepe in vetro di Murano di Pippo Madè
Con sede in un edificio progettato da Franco Purini e Laura Thermes viene
esposto un presepe in vetro di Murano, realizzato dall’artista palermitano Pippo
Madè, singolare oggetto d’arte sacra. L’opera è particolare anche perché è la
prima volta che il vetro di Murano viene lavorato per strutture in verticale con
elementi in totale sospensione, quali le braccia e le gambe aperte di personaggi.
Le opere esposte sono rappresentative della proficua attività
di Frà Felice da Sambuca (al secolo Gioacchino M. A. Viscosi
1736 – 1805) insigne maestro della cultura figurativa religiosa del settecento siciliano. Sue opere sono presenti nelle
chiese e nei conventi della Sicilia, in Toscana e in Vaticano.
Ex Monastero S. Caterina Corso, Umberto, 119
92017 Sambuca di Sicilia (AG)
Orari di apertura: tutti i giorni, 09.00/13.00 - 16.00/19.30
T 0925 940239 / 940246
M [email protected]
Istituzione Giambecchina
La pinacoteca espone parte delle opere (oli su tela, acquarelli,
schizzi, acqueforti) donate dal maestro Gianbecchina alla sua
città natale, che coprono un arco di tempo dal 1924 al 1996 e
illustrano il prestigioso cammino dell’Artista: che evidenzia
l’anima e le tinte cromatiche della Sicilia.
Chiesa S. Calogero, Corso Umberto I – 92017 Sambuca di Sicilia (AG)
Orari apertura: settimanale e festivi ore 09,00/13,00 - 16,00/19,30
T 0925 940239 _ C 380 6823347
M [email protected] _ www.gianbecchina.it
Santa Margherita di Belìce
Museo della Memoria
Un museo legato alla ricerca dell’identità collettiva del Belìce, collocato
all’interno della ex chiesa madre ristrutturata/ricostruita.. Al suo interno diversi fotogrammi, documenti, citazioni letterarie, dipinti e filmati
guidano il visitatore in una affascinante scoperta dei paesi della Valle
del Belìce prima e dopo quella tragica notte del 15 gennaio 1968.
Dalle immagini di quei luoghi di straordinaria bellezza, che in pochi secondi furono distrutti e rovinati dalla forza della natura, si evidenzia la
fragilità delle cose umane, si racconta il dolore, l’emergenza, le operazioni di soccorso, la solidarietà, la rabbia, ma anche la protesta di chi
vuole con forza una rinascita ed un futuro.
Palazzo Filangeri di Cutò, Piazza Matteotti snc
92018, Santa Margherita di Belìce (AG)
Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 13.00
Lunedì e Giovedì 15.30/18.30 _ Sabato e Festivi su prenotazione
Biglietto: intero € 2,00, ridotto € 1,20
T 092530216/092530235 _ F 0925 30216 / 30235
M [email protected]
Museo del Gattopardo
Realizzato all’interno del palazzo Filangeri di Cutò, residenza signorile
appartenuta alla famiglia materna di Giuseppe Tomasi di Lampedusa,
dove lo scrittore trascorse estati felici dell’infanzia e della giovinezza.
Vi sono custoditi il manoscritto ed il dattiloscritto de “Il Gattopardo” ed
altri oggetti appartenenti allo scrittore. Postazioni multimediali fanno
rivivere i saggi critici e i film dedicati all’opera.
Palazzo Filangeri di Cutò, Piazza Matteotti snc
92018 Santa Margherita di Belìce (AG)
Orari di apertura: tutti i giorni 9.30/13.00 - 15.30/18.30
chiusura mercoledì e domenica pomeriggio
Biglietto: intero € 3,00
T 09253150
M [email protected]
Ex Collegio dei Gesuiti - via Francesco D’Aguirre - 91018 Salemi (TP)
Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10 - 13 / 16 - 19
Biglietto: intero € 5,00, ridotto gruppo (min 20 persone) € 3,00, scolaresche e residente € 2,00
T 0924 982376
Museo del Pane
Posto all’interno dell’ex chiesa di San Bartolomeo, si possono ammirare le diverse forme di pane tradizionalmente realizzate, per fini votivi,
dalle donne di Salemi. Le forme vengono lavorate in ragione delle diverse Simbologie dettata dalle festività religiose, la più rilevante e popolare delle quali è quella di San Giuseppe.
Largo IV Novembre - 91018 Salemi
Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10 - 13 / 16 - 19 _ Ingresso gratuito
T 0924 982376
Museo della ceramica – Fornace Santangelo
Appartenuta alla famiglia Santangelo, la struttura, in dialetto locale “Stazzuni “, fu
utilizzata, per la produzione di laterizi (tegole, coppi, mattoni,grondaie etc.) e manufatti in argilla, come pentole, piatti ed i fiaschi, cosiddetti ciaschi, per i quali Salemi
era rinomata in tutta la Valle del Belìce. La fornace conserva ancora la sua struttura
originaria, procedendo dal basso verso l’alto, si trova: il vano interrato di alimentazione, arsu, che da accesso al focolare, vanufocu, a pianta circolare e tetto a volta,
separato dalla camera di combustione, furnu, da un piano forato, ddammusu. Infine, la cappa, cubbulina, terminante con la canna fumaria, ciminia.
Attiguo alla fornace, vi è unmagazzino con il locale, pagliaia, dove il ceramista plasmava la ceramica ed alimentava il forno. Oggi, la fornace, è gestita dal Gruppo
archeologico Xaipe ed ospita all’interno i prodotti della fornace.
Museo civico della Preistoria del Basso Belice
La Riserva Naturale Grotta di Entella, con le sue peculiarità geologiche, vegetazionali e faunistiche, offre la
possibilità di una gradevole escursione nel tipico paesaggio dell’entroterra siciliano, tra il luccichio della
roccia gessosa che caratterizza la Rocca ed i resti della mitica città omonima, di origine elima (VI sec. a.C.).
Dal pianoro sommitale è inoltre possibile godere, nelle
giornate terse, di un magnifico panorama sulla valle
del ramo sinistro del fiume Belìce.
Le opere dell’artista francese, imperniate sul nodo e l’intreccio di fibre vegetali, offrono la possibilità di esplorare la
dimensione psicofisica dell’essere, con risultati unici nel panorama artistico europeo.
Ospita numerosi reperti provenienti da diverse campagne di scavi condotte da illustri
studiosi, tra cui il più importante è certamente Antonio Salinas. La ricerca ha interessato il Centro Storico e le località di San Miceli, Mokarta e Monte Polizo. I Reperti si
Collocano in diverse epoche , dall’età del rame all’età medievale.
Partanna
Piazza Graffeo -91028 Partanna (TP)
Orari di apertura: da martedì a domenica
dal 1 Ottobre al 30 Aprile _ 9:30/2:30 - 15:30/18:30
dal 1 Maggio al 30 Settembre _ 9:30/12:30 - 16:30/19:30
Biglietto: intero € 4 - ridotto € 2 _ T 0924 923571
Le sculture tessili di Sylvie Clavel
Museo Archeologico
Via Calogero Ognibene n.1 - 92013 Menfi (AG)
Orari di apertura: lunedì/venerdì - 8,30 / 13,30, lunedì e giovedì -16,00/18,00,
T 0925 70500 – 70501
Con sede nel castello “Grifeo”, espone reperti provenienti in gran parte, dalle
campagne di scavo, condotte a partire dagli anni 80 nel sito di Contrada Stretto,
noto per il ritrovamento di fossati neolitici e dalle necropoli del territorio belicino, con tombe a grotticella e a camera, datate media e tarda età del Bronzo. Vi
spiccano diverse tipologie di ceramica preistorica, vasi dello stile Naro–Partanna e del Campaniforme. Il percorso espositivo è corredato da interessanti pannelli didattico-esplicativi, utile per comprendere le conoscenze e le frequentazioni delle popolazioni preistoriche nel Belice, prima dell’ arrivo dei Greci.
L’Antiquarium raccoglie reperti di Monte Adranone (periodo
greco punico VI – IV secolo a. C. ), sito archeologico situato a
circa 1.000 m. s. l. m., unico nel Mediterraneo. Quattro preziosi suppellettili in bronzo dell’Antiquarium sono stati esposti al
Museum di Pechino per la mostra “Cina 2006 – Continente Sicilia: 5.000 anni di storia”
La stanza di Frà Felice da Sambuca
Salaparuta
Viale Segesta, 91024 Gibellina (TP)
Orari di apertura: dal martedì al sabato _ 9.00/13.00 - 16.00/19.00
Biglietto d’ingresso: intero € 6,00, ridotto € 3,00, solidarità € 1,50
T 0924 67428 _ M [email protected]
Belìce/EpiCentro della Memoria Viva
Antiquarium di Monte Adranone
Via è Largo Stovigliai n 1 - 91018 Salemi (TP)
Orari apertura: Tutti i giorni, ore 09,00 - 13,00 / 16,00 - 19,30
Ingresso libero, con prenotazione
T 3386432177 _ M [email protected]
Sambuca di Sicilia
Museo Etno-Antropologico della Terra di Zabut
L’ambientazione didattica del museo Etno-Antrpologico della Terra di Zabut
“dott. Vito Gandolfo” privilegia i cicli produttivi della vita agro-pastorale del frumento e del latte, composti nella sequenza temporale dello svolgersi delle fasi
lavorative, in cui si percepisce il momento iniziale e l’utilizzo nella vita quotidiana del prodotto ottenuto.
Salotto Politico-Letterario Sambucese dell’800
Nell’ambientazione storica sono presenti: Francesco Crispi, Emanuele Navarro della Miraglia, Vincenzo Navarro, George Sand, Oreste Baratieri e Vincenzo
Giordano Orsini. La ricostruzione, tra l’altro, propone un episodio misconosciuto dell’epopea garibaldina in Sicilia: l’inseguita colonna Orsini, che finse di ritirarsi verso l’interno della Sicilia, trovò ospitalità a Sambuca. Ad essa si unì
Emanuele Navarro della Miraglia, riconosciuto da L. Sciascia, precursore del
Verismo per l’opera letteraria “La Nana”.
Palazzo Panitteri, via Panitteri snc - 92017 Sambuca di Sicilia (AG)
Orari apertura: Tutti i giorni, 09,00/13,00 - 16,00/19,30
Ingresso: libero, con prenotazione
T / F 0925 940239 / 940246 _ M [email protected]
Santa Ninfa
Museo Nino Cordio
Il Museo “Nino Cordio” nasce dall’iniziativa del comune di Santa Ninfa,
città natale di Nino Cordio, con la collaborazione della famiglia dell’artista e accoglie la corposa donazione di acqueforti che Cordio fece qualche anno prima della sua morte, avvenuta a Roma il 24 aprile del 2000.
In esposizione più di 200 opere tra dipinti ad olio, affreschi, disegni e
sculture. Il museo è dotato di una sala proiezioni video, una sala multimediale predisposta per la didattica con gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, una sala-atelier in cui sono stati ricostruiti
gli ambienti di lavoro dell’artista e una sala teatro in cui si allestiscono
eventi culturali legati alle opere del museo.
Centro Sociale, Piazza A. Moro snc - 91029 Santa Ninfa (TP)
Orari di apertura: Lun / Ven - 9,00-13,00/16,00-18,00 - Sab 9,00-13,00
T 0924992202 – 092461563 _ M [email protected]
www.comune.santaninfa.tp.it _ www.cordio.net _ www.museocordio.net
Museo dell’Emigrazione
Il Museo dell’Emigrazione di Santa Ninfa nasce all’interno di un progetto coordinato dalla Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione, con il preciso ruolo di rappresentare in particolare l’emigrazione dall’area trapanese e, in generale, dalla Sicilia per ragioni politiche. Il Museo descrive
le ragioni che presiedettero al grande esodo della fine dell’Ottocento
e dei primi anni del ‘900. Gli esiti dei moti rivoluzionari degli emigrati
connessi ai fasci siciliani e le condizioni economiche delle zone d’esodo.
Centro Sociale, Piazza A. Moro snc - 91029 Santa Ninfa (TP)
Orari di apertura: Mar / Sab - 9,00-13,00 / 15,30-18,00
T 0924992202 - 092461563 C 3487986719
M [email protected] _ [email protected]
www.comune.santaninfa.tp.it
Riserva Naturale “Grotta di Santa Ninfa”
La riserva naturale, ricadente in un vasto altopiano carsico di notevole
interesse geologico e naturalistico, tutela gli ambienti ipogei della Grotta di Santa Ninfa e le emergenze geologiche e naturalistiche della Valle
del Biviere. Nell’area è possibile osservare suggestive forme carsiche
ed interessanti aspetti di vegetazione naturale. Attraverso pannelli didattici ed esplicativi e roccioteca tematica, il Centro Visitatori descrive
l’importanza della riserva naturale “Grotta di Santa Ninfa” e dell’altopiano carsico gessoso che si estende tra Santa Ninfa e Gibellina. È possibile effettuare, dietro prenotazione, escursioni guidate ed attività di
educazione ambientale.
Castello di Rampinzeri, C.P. 4264041- 91029 Santa Ninfa (TP)
Orari di apertura: da aprile a novembre
marartedì - giovedì _ 9.00/13.30 - 15.00/17.00
sab-II e IV dom di ogni mese 9.30-13.30/15.30-17.30
da dicembre a marzo su prenotazione
T 0924.62376 – 3298620475/73 _ M [email protected]
www.legambienteriserve.it
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Valle del Belìce - Rete Museale Belicina