INDICE
pag.
1.
PREMESSA .................................................................................................... 1
2.
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO, VINCOLI, GEOLOGICO,
IDROLOGICO, GEOTECNICO E SISMICO ........................................................ 2
3.
COMPATIBILITA’ URBANISTICO - TERRITORIALE ......................................... 6
3.1
SITO DI TORTONA – LOC. TERLUCCA ......................................................... 6
3.1.1 Pianificazione territoriale di carattere interregionale ............................ 6
3.1.2 Pianificazione territoriale di carattere provinciale ................................ 7
3.1.3 Pianificazione urbanistica di carattere comunale. ................................ 8
3.1.4 Fasce di rispetto ............................................................................ 8
3.1.5 Aree di salvaguardia ambientale ...................................................... 9
3.1.6 Conclusioni ................................................................................... 9
3.2
SITO DI NOVI LIGURE – STRADA VECCHIA BOSCOMARENGO ........................ 9
3.2.1 Pianificazione territoriale di carattere interregionale ............................ 9
3.2.2 Pianificazione territoriale di carattere provinciale ............................... 10
3.2.3 Pianificazione urbanistica di carattere comunale. ............................... 11
3.2.4 Conclusioni .................................................................................. 13
4.
INQUADRAMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO PREFATTIBILITÀ AMBIENTALE ................................................................... 14
5.
4.1
NORMATIVE ........................................................................................... 14
4.2
PROGRAMMAZIONI ................................................................................. 15
4.3
COERENZA DELL’INIZIATIVA .................................................................... 15
4.4
FATTIBILITA’ AMBIENTALE ....................................................................... 15
QUADRO CONOSCITIVO .............................................................................. 16
5.1
ANALISI DELLO STATO DI FATTO DEL SISTEMA DI RACCOLTA ...................... 16
5.2
IMPIANTI ESISTENTI A NOVI E TORTONA................................................... 17
5.2.1 Novi Ligure .................................................................................. 17
5.2.2 Tortona ....................................................................................... 18
6.
5.3
EVOLUZIONE PREVISTA NEI SISTEMI DI RACCOLTA .................................... 19
5.4
MOTIVAZIONI PER L’INTERVENTO ED ORIENTAMENTI TECNOLOGICI ............. 20
PARAMETRI DI PROGETTO .......................................................................... 24
6.1
PRODUZIONE E RACCOLTA R. S. U. E F. O. R. S. U. .................................... 24
6.2
CARATTERISTICHE QUALITATIVE F. O. R. S. U. .......................................... 25
i
6.3 PROVE SUGLI IMPIANTI ESISTENTI ......................................................... 29 6.4 DATI DI PROGETTO .............................................................................. 29 7. SCELTE DI IMPOSTAZIONE PROGETTUALE ................................................. 31 7.1 VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PER LA
DIGESTIONE ANAEROBICA .................................................................... 31 7.2 VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PRESENTI SUL
MERCATO PER LA DIGESTIONE ANAEROBICA DELLA F.O.R.S.U. TIPO
"DRY" E SCELTA DELLA TECNOLOGIA ...................................................... 32 7.3 INTEGRAZIONE CON GLI IMPIANTI ESISTENTI ......................................... 33 8. PROGETTAZIONE DELL'IMPIANTO .............................................................. 35 8.1 IL COMPOSTAGGIO ............................................................................... 35 8.2 LA DIGESTIONE ANAEROBICA ................................................................ 39 8.3 PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO ........................................................... 41 8.3.1 Descrizione del processo e dimensionamenti ................................... 41 8.3.1.1 Pretrattamenti meccanici a Novi Ligure ............................. 41 8.3.1.2 Fossa di stoccaggio e caricamento - digestione .................. 43 8.3.1.3 Trattamento dell’aria esausta .......................................... 43 8.3.1.4 Produzione ed utilizzo del Biogas ..................................... 45 8.3.1.5 Disidratazione del digestato ............................................ 45 8.3.1.6 Compostaggio della frazione solida del digestato a
Tortona ........................................................................ 45 8.3.1.7 Trattamento dell’aria esausta a Tortona ............................ 47 8.3.1.8 Biostabilizzazione della frazione organica separata
meccanicamente a Tortona ............................................. 49 8.3.1.9 Trattamento della frazione liquida del digestato ................. 49 8.3.1.10 Gestione delle acque meteoriche e degli scarichi ................ 50 8.3.2 diagramma di flusso e Bilanci di massa .......................................... 51 8.3.3 Bilancio energetico ...................................................................... 53 8.3.3.1 Consumi energetici ........................................................ 53 8.3.3.2 Produzione di energia ..................................................... 55 8.4 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - OPERE EDILI ..................................... 56 8.5 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - APPARECCHIATURE
ELETTROMECCANICHE .......................................................................... 57 8.6 COSTI DI COSTRUZIONE ....................................................................... 58 9. PRIME INDICAZIONI E DISPOSIZIONI PER LA STESURA DEI PIANI
DI SICUREZZA ............................................................................................ 60 9.1 PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO .......................................... 60 ii
9.2
PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA ............................................................ 59
9.3
ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO
OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA AFFIDATARIA ............................. 61
9.4
ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO
OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA ESECUTRICE (SUBAPPALTO
E SUB-CONTRATTO) ................................................................................ 61
9.5
STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA ........................................................ 62
10. ASPETTI PROCEDURALI .............................................................................. 63
10.1 APPLICABILITA' DELL’INCENTIVO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA
ELETTRICA ............................................................................................. 63
10.2 CONTENUTI SPECIFICI PER LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER LA
REALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI GENERAZIONE ENERGIA ELETTRICA
DA FONTE RINNOVABILE ......................................................................... 64
10.3 MODALITA' DI APPALTO ........................................................................... 65
Allegati:
All. 1
Dati qualitativi F. O. R. S. U.
All. 2
Consumi elettrici Novi Ligure
All. 3
Consumi elettrici Tortona
All. 4
Certificato di destinazione urbanistica
iii
1.
PREMESSA
Il presente progetto definitivo ha per oggetto la realizzazione, nel territorio servito da
SRT S.p.A., azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Consorzio Servizi Rifiuti del
Novese, Tortonese, Acquese ed Ovadese - C.S.R., di un impianto di digestione anaerobica
della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (F.O.R.S.U.) con produzione di biogas e
recupero, da esso, di energia elettrica e calore.
Allo scopo, nella presente relazione, verranno sviluppati i seguenti aspetti:

L’inquadramento
normativo
e
programmatico
comunitario,
nazionale
e
regionale

L’analisi dello stato di fatto delle raccolte e degli impianti

La definizione dei parametri di progetto in relazione alla programmazione di
produzione rifiuti e di raccolta differenziata

La descrizione del processo sia in termini tecnici che economici

La descrizione dei lavori

Le verifiche procedurali inerenti la possibilità di rientri economici sul mercato
delle energie alternative e le modalità di appalto

La compatibilità ambientale.
1
2.
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO, VINCOLI, GEOLOGICO,
IDROLOGICO, GEOTECNICO E SISMICO
Gli aspetti ambientali significativi del sito di Novi e del sito di Tortona di seguito
riportati sono desunti dagli studi ambientali eseguiti nell’ambito della verifica di
assoggettamento alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
La localizzazione su Carta Tecnica Regionale è riportata nell’elaborato B.1 Corografia,
in scala 1:5.000.
Per quanto riguarda il sito oggetto di intervento a Novi Ligure sorge in sinistra
idrografica del Torrente Scrivia e in destra idrografica del Torrente Orba a distanza di
alcuni chilometri in un territorio che presenta vocazione agricola con presenza di
insediamenti produttivi ad indirizzo artigianale e commerciale in prossimità dell’abitato di
Novi Ligure.
La zona è interessata dalla presenza di una serie di infrastrutture di trasporto viario e
ferroviario già esistenti e/o in progetto, e frutto pertanto di progetti di rilevanza pubblica
di scala territoriale, che hanno, in alcuni casi, un livello di interesse interregionale se non
nazionale ed è occupata dalla discarica controllata per rifiuti non pericolosi ed impianti
connessi.
La morfologia è essenzialmente pianeggiante, sotto il profilo stratigrafico si rilevano
alluvioni antiche costituite da depositi ciottolosi in abbondante matrice limoso argillosa o
sabbiosa, il fluviale recente costituito da ghiaia in matrice limoso-argillosa.
La falda idrica sotterranea ha direzione di deflusso da est-sudest verso ovestnordovest con soggiacenza rilevata nel 2007 variabile da 24 a 30 m da piano campagna.
Le soggiacente minime rilevate in anni precedenti sono comprese fra 12 e 17 m circa da
piano campagna.
La qualità delle acque sotterranee è influenzata da attività antropiche pregresse di
origine industriale ed agricola.
L’idrologia superficiale è caratterizzata dalla presenza di alcuni corsi d’acqua naturali
a regime torrentizio ad alcuni chilometri dal sito.
Il paesaggio della zona è tipicamente agricolo, intervallato da elementi naturali quali
filari di gelsi e quinte verdi; è altresì caratterizzate da infrastrutture viarie, da cascine. In
tale contesto la discarica presenta un’altezza contenuta rispetto al piano campagna
circostante: pur rappresentando un elemento paesaggistico artificiale con buona visibilità,
si inserisce gradualmente nella percezione del paesaggio circostante.
La
semplificazione
del
paesaggio
provocata
dall’azione
dell’uomo
ha
ridotte
sensibilmente la variabilità degli ecosistemi, ridotti a poche unità a distribuzione
omogenea tipicamente agricole e tipiche della fascia di pianura.
L’analisi dei dati di ventosità evidenzia frequenti condizioni di calma e venti
dominanti soprattutto da sud ed in percentuale inferiore da Nord.
La qualità dell’aria e la rumorosità nel sito e nelle immediate vicinanze sono
condizionate dall’attività di trattamento e smaltimento rifiuti in essere e dalla presenza
delle infrastrutture viarie e ferroviarie.
2
Le caratteristiche qualitative delle diverse matrici ambientali sono controllate
nell’ambito delle attività di monitoraggio della discarica e degli impianti connessi.
Nell’area vasta intorno al sito non si evidenzia la presenza di aree naturali protette,
né di siti di importanza comunitaria e di zone di protezione speciale.
Per quanto riguarda sito di Tortona sorge in destra idrografica del Torrente Scrivia
nell’ultimo lembo della porzione alessandrina della Pianura Padana verso la Lombardia. Il
territorio, in questa zona, presenta vocazione agricola con presenza di insediamenti
produttivi ad indirizzo artigianale e commerciale in prossimità dell’abitato di Tortona.
La zona è interessata dalla presenza di importanti infrastrutture di trasporto ed il
sito, in particolare, insiste nell’area compresa tra due arterie stradali importanti come le
autostrade TO-PC e MI-GE.
Il sito in esame è ubicato in località “Cascine Ercolina e Terlucca” ad una distanza di
circa 2,5 km a nord-ovest del comune di Tortona.
La morfologia dell’area si presenta da pianeggiante a pseudo pianeggiante e
rappresenti i prodotti degli alluvionamenti del t. Scrivia. Sono presenti in corrispondenza
del sito e nelle immediate vicinanze i seguenti depositi: le alluvioni attuali (letto ordinario
del t. Scrivia), le alluvioni recenti, sopraelevate rispetto al letto dello Scrivia di 5-6 m e
caratterizzate da depositi pseudo ciottolosi in matrice limoso-argilloso, le alluvioni antiche
che terminano con un terrazzo morfologico nei pressi dell’area di discarica. La direzione di
deflusso della falda idrica superficiale è da sud-ovest verso nord est con soggiacenza
funzione dei livelli idrici del t. Scrivia e dei deflussi nelle rogge e nei fontanili irrigui.
L’analisi della distribuzione del vento al suolo evidenzia un elevato numero di giorni
all’anno con calma di vento; in condizioni di ventosità le direzioni preferenziali sono da
nord est e da sud ovest.
Il paesaggio della zona è caratterizzato da regolari appezzamenti coltivati intervallati
d terrazzi morfologici e dall’asta fluviale dello Scrivia. Il modesto rilievo morfologico
costituito dalla discarica si inserisce in modo graduale nel contesto paesaggistico. A
distanza superiore a 500 m si trovano alcuni edifici tutelati ai sensi della ex legge
1497/1939 (cascina Ronco a Sud –est).
Per quanto concerne gli aspetti eco sistemici, di qualità dell’aria, di rumorosità e di
aree naturali protette o di siti di importanza comunitaria valgono le considerazioni
espresse per il sito di NOVI.
Sul sito di Novi Ligure l’analisi dei vincoli, basati sulla consultazione dei dati
disponibili sul sito internet della Regione Piemonte(1), evidenzia la presenza dei seguenti:

lungo il tratto sud-sudovest il tracciato di un elettrodotto di proprietà FS che
costeggia il sito, con relativa fascia di rispetto inedificabile;

lungo il lato sud-sudovest il tracciato stradale della S.P. n. 154 “Boscomarengo
– Novi Ligure” con relativa interconnessione al raccordo per il casello
autostradale di Novi Ligure e relativa fascia di rispetto stradale di 30 m;
(1)
Fonte dati:
http://www.regione.piemonte.it/repertorio/index.htm
3

lungo il lato nord-est del sito il tracciato della linea ferroviaria storica TorinoGenova con relativa fascia di rispetto, nonché l’area di salvaguardia per il
tracciato della linea AV/AC relativa al terzo valico ed alle sue interconnessioni
con le linee storiche esistenti, con relative fasce di rispetto;

il lato sud-est del sito della discarica controllata è delimitato dalla presenza di
un’area di salvaguardia per collegamenti viari di rilevanza intercomunale con
relativa fascia di salvaguardia;

l’area oggetto dell’intervento risulta essere marginalmente interessata anche
dalla presenza del tracciato della “Tratta ferroviaria AV/AC Milano–Genova,
Terzo Valico dei Giovi”, opera rientrante nelle infrastrutture ferroviarie
strategiche definite dalla legge obiettivo 443/01.
Non sono presenti i seguenti vincoli:
•
vincolo idrogeologico;
•
aree protette;
•
beni di interesse ambientale ed architettonico;
•
beni urbanistici ed archeologici;
•
aree vincolate Ex legge 1497/39;
•
vincoli faunistici e venatori.
Sul sito di Tortona si individuano i seguenti vincoli basate sulla consultazione dei
dati disponibili sul sito internet della Regione Piemonte(2):
 fascia C di esondazione fluviale definita dal PAI (Piano Assetto Idrogeologico);
 in parte fascia fluviale dei 150 m dalla sponda del Torrente Scrivia, soggetta a
tutela ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42;
 il confine sud del sito, individuato quale area di ampliamento della Discarica ed
oggetto di intervento, è assoggettato a fascia di rispetto stradale relativamente
alla presenza dell’Autostrada TO-PC per una fascia di 60 m;
Non sono presenti i seguenti:
(2)
•
vincolo idrogeologico;
•
aree protette;
•
beni di interesse ambientale ed architettonico;
•
beni urbanistici ed archeologici;
•
aree vincolate Ex legge 1497/39;
•
vincoli faunistici e venatori.
http://gis.csi.it/panweb/index.htm.
Fonte dati:
http://www.regione.piemonte.it/repertorio/index.htm
http://gis.csi.it/panweb/index.htm.
4
Per quanto riguarda gli aspetti sismici e geotecnici l’analisi è limitata al sito di Novi
Ligure, in cui verrà realizzato l’impianto di digestione anaerobica e di recupero
energetico, in quanto a Tortona non è prevista la realizzazione di alcuna nuova opera, ma
solo la ristrutturazione di impianti esistenti.
Per quanto riguarda gli aspetti geotecnici del terreno a Novi Ligure, area su cui
andranno realizzate nuove opere edili, si ritiene possibile fare riferimento agli studi
condotti dal Dott. Geologo Riccardo Ferretti ed allegati alla progettazione preliminare
dell’ampliamento della discarica su terreni limitrofi a quelli oggetto di intervento.
I risultati di tali studi sono allegati all’Elaborato A.3 “Calcoli preliminari delle
strutture” ed in esso utilizzati a tale scopo.
Le risultanze di
tale lavoro derivano da prove SPT in foro e prospezioni
penetrometriche; le entità utilizzate, cautelativamente ridotte, nella valutazione della
stabilità e compatibilità geotecnica risultano le seguenti:
quote (m)
Da p.c. a - 1
p. vol. / saturo
(kg/mc)
1650/1850
Coesione
(kg/cmq)
0,05
Angolo attrito
(deg)
18
Da - 1 a - 6
1750/2000
0,10
22
In relazione ai sopraccitati parametri geotecnici ed al coefficiente di compressibilità
edometrica “m” del terreno d’imposta, conservativamente valutato pari a 0,01 cmq/kg,
l’entità dei cedimenti indotti dai carichi massimi applicati, corrispondenti a quelli del
manufatto di digestione anaerobica, risultano trascurabili.
Per quanto riguarda la classificazione sismica, il sito rientra nella zona 4, di nuova
introduzione (Ordinanza del DPCM n. 3274 del 20 Marzo 2003), in una scala che va da 1
(aree a maggiore rischio) a 4 (aree a minore rischio). Tuttavia, in data 11 Aprile 2003 si
è verificato un evento sismico di rilevante intensità (magnitudo massima pari a 4,9), il
cui epicentro è stato localizzato nella provincia di Alessandria, tra Tortona e Novi Ligure.
Inoltre, nella stessa area è avvenuto nel 1541 un terremoto di magnitudo pari a 5,2
che ha prodotto danni rilevanti a Stazzano, Novi Ligure e Serravalle Scrivia. Nelle
vicinanze sono localizzati anche l’evento del 1680 (magnitudo 4.8) e del 1913
(magnitudo 4.1).
Di conseguenza non è possibile escludere la probabilità di eventi sismici significativi.
5
3.
COMPATIBILITA’ URBANISTICO - TERRITORIALE
L’area oggetto della previsione di intervento per la realizzazione di un impianto di
trattamento anaerobico della F.O.R.S.U. raccolta nel bacino di competenza di S.R.T. spa è
sita presso il sito operativo di Novi Ligure in strada vecchia per Boscomarengo, ma
prevede ricadute e coinvolgimenti del processo di trattamento dei rifiuti che coinvolgono
anche il sito operativo di Tortona in loc. Terlucca, anche se, in questo sito, non è previsto
alcun ampliamento né modifica delle strutture e degli insediamenti esistenti.
Le aree risultano essere oggetto di differenti livelli di pianificazione, territoriale ed
urbanistica, che ne disciplinano le modalità operative ed i processi decisionali.
Come è noto la struttura della pianificazione sia di livello nazionale che regionale è di
carattere “gerarchico e verticale”; si parte pertanto da un grado di pianificazione
territoriale di area vasta di livello sovraordinato e interregionale, per scendere quindi ad
una pianificazione di carattere territoriale provinciale sino a giungere ad un ultimo livello
di planning comunale.
Ognuno di questi differenti livelli di pianificazione ha predisposto documenti
progettuali e cartografici che introducono differenti condizioni, vincoli e obiettivi che
devono essere tenuti in debita considerazione in sede di elaborazione progettuale sia
urbanistica (da parte dei competenti soggetti) che settoriale (da parte degli operatori
interessati).
3.1
SITO DI TORTONA – LOC. TERLUCCA
3.1.1 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE INTERREGIONALE
In primo luogo si richiamano i disposti e le indicazioni del Piano di Assetto
Idrogeologico (P.A.I.) redatto ed elaborato dall’Autorità di Bacino del fiume Po adottato
con deliberazione del Comitato Istituzionale n. 18 in data 26 aprile 2001 ed oggetto di
successive integrazioni e modifiche.
Il sito - occupato sia da parte della discarica controllata già esistente, che parte degli
impianti tecnologici di trattamento dei rifiuti, entrambe gestite dalla SRT spa - oltre che
dalla presenza della fascia di rispetto di 150 m. dal limite dell’area demaniale, normata ai
sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 142, comma 1, lettera c) - “Codice dei Beni
Culturali e del Paesaggio” - risulta essere parzialmente interessato dalla esistenza della
fascia fluviale, per la quasi totalità localizzato all’interno della fascia fluviale C “Area di
inondazione per piena catastrofica”, oltre un “limite di progetto tra la fascia B e a fascia
C”, laddove l’Autorità di Bacino del Fiume Po ha previsto la realizzazione di un’opera di
difesa spondale. Solamente una minima porzione del sito, posta nell’estrema propaggine
settentrionale e che, comunque, sarà esclusa da pratica di trattamento e smaltimento
rifiuti, risulta individuata all’interno della Fascia B.
6
Le aree delle fasce individuate sono regolamentate dall’art. 31 delle Norme di
Attuazione del PAI stesso dove, nella sostanza, si sostiene che all’interno delle fasce C si
persegue l’obiettivo di integrare il livello di sicurezza alle popolazioni in relazione alle
ipotesi di rischio, demandando a Regione e Provincia competenti la predisposizione di
Programmi di previsione e prevenzione; compete agli strumenti di pianificazione
territoriale e urbanistica, regolamentare le attività consentite, i limiti e i divieti per i
territori ricadenti in fascia C.
3.1.2 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE PROVINCIALE
Il successivo livello di pianificazione territoriale di riferimento è quello afferente il
Piano Territoriale della Provincia di Alessandria (PTP), approvato con D.C.R. n. 223-5714
del
19/02/2002
e
della
sua
successiva
Variante
di
adeguamento
a
normative
sovraordinate approvata con D.C.R. n. 112-7663 del 20/02/2007.
Questo strumento di pianificazione territoriale si diversifica su due differenti livelli di
cogenza :

un primo livello dei analisi e constatazione delle varie tutele e vincoli che
sottendono il territorio;

un secondo livello che individua i possibili indirizzi di sviluppo e di governo del
territorio stesso.
Nella fattispecie alla tavola 1 del PTP chiamata “Governo del territorio – Vincoli e
tutele”, il sito ove è individuata l’attuale discarica pubblica controllata per rifiuti non
pericolosi di Tortona, rientra all’interno del “Sistema dei suoli agricoli” come “suoli ad
eccellente produttività” ed è regolamentata dall’art. 21.3 delle Norme di Attuazione che
ha come obiettivo la conferma gli usi agricoli dei suoli dotati di una elevata capacità
produttiva, cercando di evitare modificazioni di destinazioni d’uso in grado di ridurne o
comprometterne in modo significativo l’efficienza produttiva. Inoltre lo stesso sito è
lambito da un’area - pressoché coincidente con quella individuata dalle fasce fluviali
quale limite di progetto tra la fascia B e a fascia C - individuata come “area di
salvaguardia finalizzata per la realizzazione di nuove aree protette” e disciplinata dall’art.
15.3 delle Norme di Attuazione del PTP.
La tavola di progetto n. 3 del PTP in scala 1: 25.000 denominata “Governo del
Territorio – Indirizzi di sviluppo”, identifica e localizza cartograficamente il sito della
discarica controllata facendolo rientrare all’interno del “Sistema Funzionale” quale
“sottosistema dei servizi ambientali” ed identificandolo come “Aree per discariche di rsu
(RSU) ed impianti e piattaforme per il trattamento rifiuti (ITR)”, normate dall’art. 27 delle
Norme di Attuazione del PTP dove si rimanda al “Programma provinciale di gestione dei
rifiuti urbani” la possibilità di espansione delle discariche controllate tenuto conto della
compatibilità geo-ambientale.
Si ritiene opportuno evidenziare come l’individuazione cartografica risulta già
comprendente di un’area di potenziale ampliamento della discarica già esistente e
7
comunque rimanda agli organismi settoriali preposti (cfr. Provincia – Direzione Ambiente,
Conferenza dei Servizi) la definizione di individuazione di criteri
per le modalità di
ampliamento .
Ai sensi dell’ art. 4 comma 4° della L.R. 56/77, il PTP costituisce “quadro di
riferimento e di indirizzo per la formazione degli strumenti urbanistici e per la redazione
dei piani settoriali i quali devono dimostrare la congruenza con gli stessi”.
L’adeguamento degli strumenti di pianificazione comunale, intercomunale e di
settore, costituisce attuazione del PTP, ai sensi dell’ art. 8 bis comma 1° della L.R. 56/77
e s.m.i.
E’ bene sottolineare come la recente adozione da parte della Giunta Regionale del
nuovo Piano Territoriale Regionale (PTR) con D.G.R. 18-11634 del 22 giugno 2009 ,
sebbene introduca significative modificazioni all’impalcato normativo e soprattutto
introduca l’elemento della salvaguardia e quindi dell’immediata vigenza delle nuove
disposizioni,
non
comporti
ricadute
sulle
specifiche
condizioni
relativamente
all’insediamento ed alle condizioni territoriali di riferimento.
3.1.3 PIANIFICAZIONE URBANISTICA DI CARATTERE COMUNALE.
Ultimo livello di pianificazione urbanistica risulta quello del Piano Regolatore Generale
Comunale, strumento urbanistico vigente, approvato con D.G.R. n. 43/42735, in data
30/01/95.
A
tal
proposito
si
precisa
che
la
zona
occupata
dall’insediamento,
risulta
cartograficamente individuata alla tavola di Piano n. 2.3 – “Azzonamento, servizi,
viabilità” a destinazione agricola (A1), disciplinata dagli artt. 1 ÷ 9 delle Norme di
Attuazione del PRGC.
Da ciò si evince che, ad oggi, lo strumento urbanistico comunale non appare ancora
adeguato al PTP, né alle successive approvazioni – in sede di conferenza dei servizi –
degli ampliamenti ed impianti di trattamento rifiuti succedutesi nel corso degli ultimi
anni, che – trattandosi di progetti territoriali a scala sovraordinata -, di fatto costituiscono
variante automatica alle previsioni di PRGC.
L’area dell’insediamento non risulta essere soggetta ad alcun specifico vincolo di
Piano.
3.1.4 FASCE DI RISPETTO
Nell’intorno più prossimo si segnala la presenza di zone di tutela e/o fasce di
rispetto:

ad una distanza di ca. 50 m. dal confine ovest del sedime, si configura il limite
orientale del “Parco dello Scrivia”, area di tutela ambientale di rilevanza comunale
normata dall’art. 58 delle Norme di Attuazione del PRGC;

il confine sud del sito, è assoggettato a fascia di rispetto stradale relativamente
alla presenza dell’Autostrada TO-PC per una fascia di 60 m; fascia che in sede di
elaborato grafico di Piano n. 9.3 - “Fasce ed aree di rispetto” di fatto perimetra il
8
sito della discarica controllata senza peraltro identificarla cartograficamente come
tale.
3.1.5 AREE DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE
Si rilevano inoltre limitazioni relativamente alle aree di salvaguardia dei pozzi
dell’acquedotto comunale. Infatti, ai sensi del D.Lgs. 152/99 e s.m.i. concernente la
qualità delle acque destinate al consumo umano, sono stabilite - al fine di garantire e
migliorare le caratteristiche qualitative delle stesse - zone di salvaguardia per le opere di
presa a carattere idropotabile. Per la valutazione delle fasce di rispetto di tali captazioni,
ai sensi della succitata normativa di settore, sono stati censiti tutti i pozzi a qualunque
uso adibiti nell'intorno cautelativo della discarica pari a 5 Km. In tali aree di salvaguardia
sono infatti vietate, tra le altre attività o destinazioni, discariche di qualsiasi tipo, anche
se controllate. Gli accertamenti ed i sopralluoghi in sito hanno permesso di constatare la
presenza, nel raggio di 5 Km, di più captazioni dell’acquedotto pubblico. La minor
distanza misurata, pari a ca. 1,35 Km, è relativa ad uno dei sei pozzi dell’acquedotto
comunale di località “Torrione”, per altro non utilizzati per l’approvvigionamento
idropotabile.
Occorre ricordare che l’A.S.M.T. di Tortona, all’epoca soggetto gestore dell’acquedotto
comunale, a seguito di uno studio idrogeologico redatto in data 31/07/1991 ha istituito ai sensi del D.P.R. 24/05/88 n. 236 - aree di salvaguardia di tutti i pozzi dell’acquedotto
comunale. Tali opere di presa con le loro zone di tutela non intersecano l'area della
discarica pubblica.
3.1.6 CONCLUSIONI
In conclusione si può asserire che a seguito di attenta valutazione e verifica, non
risultano insistere sull’area oggetto dell’intervento progettuale altre limitazioni e/o vincoli
di carattere geoambientale, idrogeologico, artistico, storico, archeologico, paesaggistico o
militare, individuati mediante specifici decreti o ordinanze di natura sovraordinata.
3.2
SITO DI NOVI LIGURE – STRADA VECCHIA BOSCOMARENGO
3.2.1 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE INTERREGIONALE
In primo luogo si richiamano i disposti e le indicazioni del Piano di Assetto
Idrogeologico (P.A.I.) redatto ed elaborato dall’Autorità di Bacino del fiume e Po adottato
con deliberazione del Comitato Istituzionale n. 18 in data 26 aprile 2001 ed oggetto di
successive integrazioni e modifiche. Il sito su cui insistono sia la discarica già esistente,
sia gli impianti tecnologici di trattamento dei rifiuti, ad un esame della cartografia del
Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (strumento di pianificazione territoriale
sovraordinata) non manifesta problematiche di tipo né geologico, né idraulico non
essendo interessato dalla presenza di corsi d’acqua significativi – e pertanto assoggettati
a delimitazioni di fasce fluviali – e neppure di situazioni di dissesti geomorfologici in atto
o quiescenti, trattandosi di area in zona assolutamente pianeggiante.
9
Contestualmente su questa porzione di territorio si rileva la densa presenza di una
serie di infrastrutture di trasporto viario e ferroviario esistenti e/o in progetto e,
pertanto, frutto di “progetti di rilevanza pubblica su scala territoriale” e che hanno - in
alcuni casi - un livello di interesse interregionale, se non addirittura nazionale o
internazionale. Questo indica quanto sia baricentrica e rilevante la localizzazione
geografica dell’ambito territoriale di Novi Ligure, anche in una scala di riferimento
correlata al bacino di interesse settoriale del Consorzio Smaltimento Rifiuti Ovadese
Acquese Valle Scrivia (CSR).
3.2.2 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE PROVINCIALE
In primo luogo si richiamano i disposti e le indicazioni del Piano Territoriale della
Provincia di Alessandria (PTP), approvato con D.C.R. n. 223-5714 del 19/02/2002 e della
sua successiva Variante di adeguamento a normative sovraordinate, approvata con
D.C.R. n. 112-7663 del 20/02/2007.
Questo strumento di pianificazione territoriale si diversifica su due livelli di cogenza:
•
un primo livello di analisi e constatazione delle varie tutele e vincoli che
sottendono il territorio;
•
un secondo livello che individua i possibili indirizzi di sviluppo e di governo del
territorio stesso.
Nella fattispecie alla tavola 1 del PTP “Governo del territorio – Vincoli e tutele” (v.
allegato A), il sito ove è individuata l’attuale discarica pubblica controllata per rifiuti non
pericolosi di Novi Ligure, rientra all’interno del “Sistema dei suoli agricoli” come “area
interstiziale di tipo b)” - ovvero, nella gerarchia di valori agronomici individuata dal PTP
sulla base degli studi settoriali resi noti dall’IPLA su scala regionale, terreni di scarsa
qualità e marginali - ed è regolamentata dall’art. 25.5 delle Norme di Attuazione.
Inoltre lo stesso sito è interessato da un’indicazione che lo riconosce anche
all’interno di una ben più ampia identificazione quale “area a scarsa compatibilità
ambientale di competenza provinciale di tipo b”, all’interno del “Sistema dell’Ambiente”,
normata dall’art. 16.2 delle Norme di Attuazione, in quanto l’area è interessata da una
serie di insediamenti ed infrastrutture di carattere produttivo ed ambientale quali attività
industriali potenzialmente inquinanti, un elevato consumo di acqua con i conseguenti
problemi inerenti al suo smaltimento, la contemporanea presenza della discarica e del
depuratore e scolmatore consortile che risultano essere elementi di potenziale rischio e
che comunque necessitano di essere affrontati in un’ottica di più ampia condivisione 3.
La tavola di progetto del PTP n. 3 in scala 1: 25.000, denominata “Governo del
Territorio – Indirizzi di sviluppo” identifica e localizza cartograficamente il sito della
discarica controllata facendolo rientrare all’interno del “Sistema Funzionale” quale
“sottosistema dei servizi ambientali” ed identificandolo come “Aree per discariche di rsu
3
A tal proposito si fa riferimento alla scheda normativa n. 9b “La spina produttiva Valle Scrivia: il Novene” facente parte
dell’allegato normativo A “Schede normative degli ambiti territoriali a vocazione omogenea” costituente parte integrante del
PTP.
10
(RSU) ed impianti e piattaforme per il trattamento rifiuti (ITR)”, normate dall’art. 27 delle
Norme di Attuazione del PTP.
L’individuazione cartografica appare in parte già comprendente di un’area di
potenziale ampliamento della discarica già esistente e comunque rimanda agli organismi
settoriali preposti (cfr. Provincia – Direzione Ambiente, Conferenza dei Servizi) la
definizione di individuazione di criteri per le modalità di ampliamento.
L’area,
inoltre,
risulta
interessata
dalla
contigua
presenza
di
alcune
altre
infrastrutture di rilevanza territoriale quali l’insediamento del depuratore delle acque
reflue afferente il centro urbano di Novi Ligure, la presenza di un’ampia area a
destinazione d’uso produttivo ospitante, tra le altre, alcune delle principali attività di
carattere industriale di rilevanza, quali gli stabilimenti ILVA, CAMPARI, NOVIGAS, SERRA,
etc..
Sulla medesima tavola si rileva inoltre la presenza dell’ipotesi di
tracciato di una
variante stradale della ex S.S. 35 bis dei Giovi, con un tratto di collegamento fra Pozzolo
Formigaro e la s.p. n. 155 “Novi - Ovada”, individuato cartograficamente con il simbolo di
“area di salvaguardia per infrastrutture stradali di rilevanza provinciale”, nonché la
presenza del tracciato della linea ferroviaria storica “Torino-Genova”, identificata
cartograficamente quale “tronco ferroviario esistente da potenziare”, e rispettivamente
normati dalle Norme di Attuazione del PTP agli artt. n. 33.1 e 32.1, dove di fatto si invita
a salvaguardare le ipotesi di di potenziamento, miglioramento e di nuova realizzazione di
infrastrutture durante le fasi di previsioni di nuova pianificazione locale, rimandando alla
fase progettuale delle stesse la ricerca di opzioni di minimizzazione dell’impatto e
dell’inserimento ambientale.
Quanto sopra risulta peraltro individuato
all’interno di un’ampia perimetrazione
classificata come “AD1” ovvero quale “area normativa assoggettata a progettazione
ambientale di dettaglio”4 finalizzata ad interventi di riqualificazione urbanistica.
Ai sensi dell’ art. 4, comma 4°, della L.R. 56/77, il PTP costituisce “quadro di
riferimento e di indirizzo per la formazione degli strumenti urbanistici e per la redazione
dei piani settoriali i quali devono dimostrare la congruenza con gli stessi”.
L’adeguamento degli strumenti di pianificazione comunale, intercomunale e di
settore, costituisce attuazione del PTP, ai sensi dell’ art. 8 bis, comma 1°, della L.R.
56/77 e s.m.i..
3.2.3 PIANIFICAZIONE URBANISTICA DI CARATTERE COMUNALE.
Il successivo livello di pianificazione urbanistica risulta quello del Piano Regolatore
Generale Comunale, strumento urbanistico vigente, approvato con deliberazione G.R. n.
48-1721, in data 19.11.1990 e pubblicato sul B.U.R.P. n. 1 del 02.01.1991.
A tale proposito si precisa che la zona oggetto di utilizzo, come risulta dall’esame
della tavola 2.1 della Variante Generale del PRGC finalizzata all’ampliamento della
discarica controllata per rifiuti non pericolosi, ed esterna all’attuale area di discarica,
4
La “progettazione ambientale di dettaglio” è uno degli strumenti attuativi del PTP così come descritti all’art. 7
delle Norme di Attuazione del PTP.
11
risulta in parte a destinazione d’uso “Discarica controllata e relativa fascia di rispetto” ed
in parte a destinazione agricola e precisamente come “aree agricole di pianura a coltura
estensiva”, rispettivamente disciplinate dagli artt. 75, 71.b4 e 41 delle Norme di
Attuazione del PRGC.
Lo strumento urbanistico comunale appare pertanto adeguato al PTP e descrittivo
dello stato reale dei luoghi.
A tal proposito si richiama il parere espresso dalla Provincia di Alessandria –
dipartimento Ambiente Territorio ed Infrastrutture, in sede di valutazione della procedura
di V.I.A. ex art. 12 Legge Regionale 40/1998 e per A.I.A. art. 5 D.Lgs. 59/2005, prot. n
68820 del 18 maggio 2009 relativo al progetto per potenziamento discarica controllata
per rifiuti solidi non pericolosi localizzato nel Comune di Novi Ligure (AL).
L’area individuata per l’ampliamento non risulta essere soggetta ad alcun vincolo di
piano, ma si rileva la presenza di alcune compromissioni derivanti dalla presenza di
infrastrutture a rete che lambiscono il sito, con la riproposizione delle loro fasce di
rispetto.
Nell’intorno più prossimo si segnala la presenza di zone di tutela e/o fasce di rispetto
derivanti dalla presenza di:
•
lungo il tratto sud-sudovest del sito si individua il tracciato di un
elettrodotto, di proprietà FS, che costeggia il sito, con relativa fascia di rispetto
inedificabile ;
•
sempre lungo il lato sud-sudovest si riscontra la presenza del tracciato
stradale
della
s.p.
n.
154
“Boscomarengo
–
Novi
Ligure”
comprensiva
dell’interconnessione al casello autostradale di Novi Ligure posto lungo la bretella
di raccordo tra A26 ed A7 e la relativa fascia di rispetto stradale di 30 m;
•
lungo il lato nordest del sito si riscontrano la presenza del tracciato della
linea ferroviaria storica Torino-Genova con relativa fascia di rispetto, nonché l’area
di salvaguardia per il tracciato della linea AV/AC relativa al terzo valico ed alle sue
interconnessioni con le linee storiche esistenti, con le proprie relative fasce di
rispetto;
•
Il lato sudest del sito della discarica controllata è altresì delimitato dalla
presenza
di
un’area
di
salvaguardia
per
collegamenti
viari
di
rilevanza
intercomunale (nella fattispecie per la realizzazione della succitata tangenziale
ovest di Novi Ligure, che dovrebbe collegare la ex S.S. 35bis dei Giovi da Pozzolo
Formigaro alla s.p. n. 155 “Novi Ligure – Ovada” in direzione Basaluzzo), con
relativa fascia di salvaguardia.
Per completezza di informazione si segnala la presenza sul versante nord-nordovest
la presenza del tracciato autostradale relativo alla bretella di raccordo tra le A7 “MilanoSerravalle” ed A26 “dei Trafori”, su cui si innesta il già citato casello autostradale di Novi
Ligure. Anche il tracciato autostradale porta con sé una ampia fascia di rispetto, che però
non ha alcuna interferenza con il sito individuato dall’insediamento della discarica, né in
termini di preesistenza, né di previsione.
12
L’area oggetto dell’intervento risulta essere marginalmente interessata anche dalla
presenza del tracciato della “Tratta ferroviaria AV/AC Milano–Genova, Terzo Valico dei
Giovi”, opera rientrante nelle infrastrutture ferroviarie strategiche definite dalla “legge
obiettivo” n. 443/01.
L’approvazione del progetto definitivo, redatto dal general contractor COCIV per
conto di RFI SpA, di fatto costituisce vincolo urbanistico ai sensi della succitata legge n.
443/01 e pertanto vengono applicate le conseguenti misure di salvaguardia.
A tale proposito, si riscontra la presenza in cartografia di PRGC di previsioni di
progetto che individuano una fascia di rispetto lungo il tracciato di 60 m, finalizzata alla
realizzazione dell’opera, e una successiva fascia di rispetto ex DPR 753/80 riferita ad
opera realizzata, con conseguente recepimento delle disposizioni prefissate dalla “legge
obiettivo” n. 443/01.
In relazione al D.Lgs. 152/99 e s.m.i., concernente la qualità delle acque destinate al
consumo umano, sono stabilite aree di salvaguardia finalizzate ad assicurare, mantenere
e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque, per le opere di presa a carattere
idropotabile. Gli accertamenti ed i sopralluoghi in sito hanno permesso di constatare
l'assenza di captazioni di acquedotti pubblici, nel raggio di almeno 2 Km. Gli insediamenti
più vicini alla discarica ed al sedime di previsto ampliamento, con particolare riferimento
a quelli ubicati a valle secondo la direzione di deflusso della falda, risultano
approvvigionati da pubblico acquedotto. Tra questi vale la pena di citare in primo luogo la
C.na Alessandrina, e successivamente la C.na Torsacolla, la C.na Cattanea e la C.na
Pellegra, che distano rispettivamente ca. 50 m, 260 m, 320 m e 550 m dal sito in
oggetto.
3.2.4 CONCLUSIONI
In conclusione, si può asserire che a seguito di attenta valutazione e verifica, non
risultano insistere sull’area oggetto dell’intervento di ampliamento previsto altre
limitazioni e/o vincoli di carattere geoambientale, idrogeologico, artistico, storico,
archeologico, paesaggistico o militare, individuate mediante specifici decreti, oppure
ordinanze di natura sovraordinata.
13
4.
INQUADRAMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO PREFATTIBILITÀ AMBIENTALE
4.1
NORMATIVE
Le principali normative nazionali attualmente in vigore che hanno attinenza con lo
smaltimento e trattamento dei rifiuti sono le seguenti:
 D.Lgs. 36/03 (Disciplina sulla discariche)
 Dm Ambiente 5 febbraio 1998 - testo consolidato con le modifiche apportate da
successive
norme
(Individuazione
dei
rifiuti
non
pericolosi
sottoposti
alle
procedure semplificate di recupero)
 D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006 (Norme in materia ambientale - Parte quarta:
Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti contaminati)
 D.Lgs. n. 284 del 08/11/2006 (1° correttivo al 152/06)
 D.Lgs. n. 4 del 16/01/2008 (2° correttivo al 152/06)
 Legge n. 31 del 28/02/2008 (conversione del decreto “milleproroghe”)
 Proposta di direttiva sui rifiuti del Parlamento e del Consiglio Europeo (accordo
politico del 29/06/2007).
 IPPC:
•
Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, n.59
•
Decreto del Ministero per l’Ambiente del 29 gennaio 2007 (migliori tecniche
disponibili per gli impianti di gestione rifiuti, per le attività elencate
nell’allegato I, punto 5 del D.Lgs. 59/2005)
 COMPOST:
•
D.Lgs. 217/06 (Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti - ex Legge
748/84)
•
Art. 183 (punti “t” e “u”) D.Lgs. 152/06, così come modificato dal D.Lgs.
4/2008
 Legge 22 febbraio 1994, n. 146 (concernente disposizioni in materia di
Valutazione di Impatto Ambientale) così come modificata D.Lgs. n. 4 del
16/01/2008 (2° correttivo al 152/06)
Le principali normative regionali attualmente in vigore che hanno attinenza con lo
smaltimento e trattamento dei rifiuti sono le seguenti:
•
L.R. 24/2002: Legge quadro regionale sui rifiuti
•
L.R. 40/1998 (VIA e VAS) e sue delibere applicative.
•
D.G.R. 22-12919 del 5/07/2004: Programma regionale per la riduzione dei
rifiuti biodegradabili da collocare in discarica (di cui al D.Lgs. 3672003 art. 5)
•
D.G.R. 61-6925 del 17/09/2007: … Procedure per la verifica delle
caratteristiche dei rifiuti urbani sottoposti a trattamento come definiti dal
programma regionale sui rifiuti biodegradabili.
14
Con riferimento alla possibile utilizzazione degli impianti esistenti a Novi Ligure e
Tortona riveste un particolare interesse quanto contenuto nell’ultima delibera regionale
citata, in cui si prevede che sono direttamente conferibili a discarica i rifiuti che
presentano una quantità di frazioni merceologiche costituite dai rifiuti biodegradabili non
superiore a 173 kg/a pro capite e che tale limite si ritiene rispettato qualora il
quantitativo della frazione indifferenziata avviata a smaltimento direttamente in
discarica non sia superiore a 280 kg/a pro capite.
4.2
PROGRAMMAZIONI
La gestione dei rifiuti solidi urbani, ai sensi del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006, è
delegata alle Autorità Territoriali Ottimali (ATO) che danno attuazione, su base
provinciale, ad una più vasta programmazione di competenza della Regione.
In Piemonte e per la Provincia di Alessandria gli atti a cui fare riferimento sono i seguenti:
D.G.R. Regione Piemonte n. 19-5209 del 5 febbraio 2007 “Linee programmatiche per la
gestione dei rifiuti urbani”. In questo documento è prevista la suddivisione del territorio
regionale in tre ATO fra cui l’ATO 2 che comprende le Province di Alessandria, Asti, Biella,
Novara, Verbania e Vercelli, in sostituzione delle attuali “Associazioni di ATO” provinciali.
“Protocollo di intesa in materia di rifiuti ATO 2” sottoscritto il 22 febbraio 2008 fra i
Presidenti delle Province e quelli delle “Associazioni di ATO”, finalizzato, in ultima analisi
alla “ ……. predisposizione di un documento interprovinciale per la gestione del rifiuto
indifferenziato a valle della raccolta differenziata e della frazione umida raccolta
differenziatamente che preveda sinergia per la realizzazione di tutti gli impianti
tecnologici necessari; tale programma dovrà comunque comprendere impianti di
trattamento della frazione umida, di termovalorizzazione della frazione secca, nonché le
discariche destinate a ricevere gli scarti e sovvalli dei trattamenti …….. ”.
4.3
COERENZA DELL’INIZIATIVA
La realizzazione dell’impianto di digestione anaerobica oggetto del presente studio di
fattibilità risulta, pertanto, perfettamente coerente con la programmazione di settore.
4.4
FATTIBILITA’ AMBIENTALE
Ambedue gli impianti su cui si intende intervenire sono inseriti in siti in cui si svolge
da sempre attività di trattamento e smaltimento in discarica di rifiuti, sia con impianti
IPPC che non, che hanno avuto recentemente il rilascio dell’Autorizzazione Integrata
Ambientale, con Determinazione di Compatibilità Ambientale a seguito di procedura di
Valutazione di Impatto Ambientale.
Per quanto riguarda l’intervento in progetto, trattandosi di realizzare un impianto di
cui al punto n. 32 ter, Allegato B2 della Legge Regionale 40/1998, così come modificato
dalla D.G.R. n. 211-34747 del 30 luglio 2008 (impianto di recupero di rifiuti non
pericolosi di potenzialità superiore a 10 t/g), il progetto è stato presentato alla Provincia
di Alessandria per la fase di “verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto
Ambientale” e con Determinazione DDAA2-111-2010 del 12.04.2010 è stata
dichiarata l’esclusione dalla fase di valutazione d’impatto ambientale.
15
5.
QUADRO CONOSCITIVO
5.1
ANALISI DELLO STATO DI FATTO DEL SISTEMA DI RACCOLTA
La SRT S.p.A., azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Consorzio
Servizi Rifiuti del Novese, Tortonese, Acquese ed Ovadese - C.S.R. , è costituita
unicamente da enti pubblici (comuni) e precisamente da n. 76 soci, di cui n. 4 Comunità
Montane, alle quali aderiscono complessivamente n. 44 comuni, per un totale di 116
Comuni serviti. Il capitale sociale è di € 8.498.040,00 diviso in n. 212.451 azioni
ordinarie. Il capitale sociale dovrà essere posseduto, per tutta la durata della Società ed
in misura totale da Enti Pubblici, ai sensi dell'art. 113 del TUEL.
Le Aziende che si occupano della raccolta e trasporto dei rifiuti in questo
territorio sono le seguenti:
A.S.M.T. Servizi Industriali S.p.A. di Tortona, a servizio dei Comuni del Tortonese.
•
•
5 Valli Servizi S.r.l., a servizio dei Comuni delle Comunità montane.
•
Econet S.r.l. di Ovada, a servizio dei Comuni dell’Ovadese.
•
ACOS Ambiente S.r.l. di Novi Ligure, a servizio dei Comuni del Novese.
Secondo dati dell’Osservatorio Rifiuti della Regione Piemonte la percentuale di
Raccolta Differenziata (RD) raggiunta nel territorio consortile nel 2008 è del 41,7 %,
ancora inferiore agli obiettivi fissati dalle programmazioni sia nazionali che locali, pari al
45% nel 2009, ma è attualmente in fase di promozione il sistema di raccolta “porta a
porta”. Seppur con modalità leggermente diverse a seconda delle sub aree servite dalle
Aziende consortili, l’obiettivo è, comunque quello di raggiungere gli obiettivi di legge e di
programmazione, cioè, a regime, il 65% di RD.
Nel 2008 sono state, quindi, raccolte circa 131.000 t/a di rifiuti totali, di cui 76.400
circa in modo indifferenziato, avviati ai siti di smaltimento consortile di Novi Ligure e
Tortona in cui sono presenti discariche ed impianti di pretrattamento con selezione
meccanica della frazione organica putrescibile che viene poi stabilizzata aerobicamente
nell’impianto di Tortona, prima dello smaltimento in discarica.
L’andamento evolutivo della produzione di rifiuto indifferenziato nel territorio
consortile avviato a pretrattamento e discarica, comunicato da S.R.T. è il seguente:
aggiornato al mese di dicembre 2008
SOCIETA'
ABITANTI SUB-BACINI
2008 tonn. Indiff.
kg/ab/g in discarica
ACOS AMBIENTE
58.980
18.748,38
0,87
ASMT SERV. IND.
55.211
19.251,47
0,95
ECONET
79.387
28.536,96
0,98
5 VALLI SERVIZI
18.642
7.023,72
1,03
totale
212.220
73.560,53
0,95
DATO RELATIVO A TUTTO IL 2008
16
aggiornato al mese di settembre 2009
ABITANTI SUB-BACINI
2009 tonn. Indiff.
SOCIETA'
kg/ab/g in discarica
ACOS AMBIENTE
59.637
12.709,02
0,78
ASMT SERV. IND.
55.736
13.511,68
0,89
ECONET
79.836
20.313,22
0,93
5 VALLI SERVIZI
18.695
5.393,90
1,06
totale
213.904
51.927,82
0,89
DATO RELATIVO AL 2009 FINO AL MESE DI SETTEMBRE COMPRESO (9 MESI)
Secondo questa tabella solo ACOS è vicina al raggiungimento dell’obiettivo di 280
kg/ab/a
(0,77
kg/ab/g)
di
rifiuto
indifferenziato
conferibile
in
discarica
senza
pretrattamento.
5.2
IMPIANTI ESISTENTI A NOVI E TORTONA
Gli impianti di trattamento meccanico biologico (T. M. B.) attualmente funzionanti a
Novi Ligure e Tortona furono progettati sulla base della situazione dei conferimenti
all’anno 2001, 40.300 t/a (130 t/d su 310 g/a di lavoro) a Novi e 26.815 t/a (86,5 t/d su
310 g/a di lavoro) a Tortona, per trattare rifiuti derivanti dal livello appena iniziale di
raccolta differenziata allora effettuato; in pratica la composizione merceologica era quella
di un rifiuto solido urbano “tal quale”; la frazione umida complessiva avviata alla fase di
biostabilizzazione nell’impianto di Tortona risultava a progetto pari a 28.365 t/a (91,5 t/d
su 310 g/a di lavoro).
5.2.1 NOVI LIGURE
Si
riportano
di
seguito
le
caratteristiche
principali
delle
apparecchiature
elettromeccaniche di pretrattamento di un qualche interesse ai fini dell’eventuale
riutilizzo, come installate a seguito di perizia di variante ed attualmente utilizzate.
Caratteristiche costruttive del frantumatore
- Numero di unità previste
n.
1
- Servizio
biotriturazione RSU
- Tipo
ad alberi contrapposti
- Portata
t/h
30
- Lunghezza max
m
11,2
- Larghezza max
m
2,5
- Altezza tramoggia
m
2,7
- Altezza tramoggia alzata
m
4,87
- Potenza elettrica installata
KW
2 x 110
Caratteristiche tecniche deferrizzatore frazione secca
Numero unità previste
n.
1
Servizio:
recupero materiali ferrosi magnetici dalla frazione secca
Larghezza nastro:
mm 1.000
Interasse rulli:
mm 2.000
17
Distanza di captazione:
mm 300
Installazione:
longitudinale
Potenza elettrica installata:
kW
8,5 + 3 (nastro)
Caratteristiche costruttive vaglio
-
Numero unità previste
Servizio
Tipo
Portata nominale
Diametro tamburo
Lunghezza totale
Inclinazione
Numero settori vaglianti
Diametro fori vaglianti
Velocità di esercizio
Variazione di velocità
Potenza elettrica
N.
1
selezione frazione umida e frazione secca RSU
Circolare
t/h
30
mm
3500
mm
11000
°
4
N.
1
mm
80
giri/1'
10-12 c.a.
giri/1
1 - 20
KW
45
L’elaborato grafico B.2 illustra la disposizione planimetrica degli edifici e degli
impianti, quello C.1 le sezioni degli impianti, mentre D.1 illustra lo schema di flusso
funzionale degli impianti esistenti attualmente utilizzati per le preselezione dei rifiuti
indistinti.
5.2.2 TORTONA
Si
riportano
di
seguito
le
caratteristiche
principali
delle
apparecchiature
elettromeccaniche di pretrattamento di un qualche interesse ai fini dell’eventuale
riutilizzo come installate a seguito di perizia di variante ed attualmente utilizzate.
Caratteristiche costruttive del frantumatore
- Numero di unità previste
n.
1
- Servizio
biotriturazione RSU
- Tipo
ad alberi contrapposti
- Portata
t/h
30
- Lunghezza max
m
11,2
- Larghezza max
m
2,5
- Altezza tramoggia
m
2,7
- Altezza tramoggia alzata
m
4,87
- Potenza elettrica installata
kW
2 x 110
Caratteristiche tecniche deferrizzatore frazione secca
Numero unità previste
n.
Servizio:
recupero materiali ferrosi magnetici dalla frazione secca
Larghezza nastro:
mm 800
Interasse rulli:
mm 1.600
Distanza di captazione:
mm 350
Installazione:
longitudinale
Potenza elettrica installata:
kW
18
1
3
Caratteristiche costruttive vaglio
-
Numero unità previste
Servizio
Tipo
Portata nominale
Diametro tamburo
Lunghezza totale
Inclinazione
Numero settori vaglianti
Diametro fori vaglianti
Velocità di esercizio
Variazione di velocità
Potenza elettrica
N.
1
selezione frazione umida e frazione secca RSU
Circolare
t/h
20
mm
2500
mm
9000
°
4
N.
1
mm
80
giri/1'
10-12 c.a.
giri/1
1 - 20
KW
30
Caratteristiche tecniche deferrizzatore frazione umida
Numero unità previste
n.
1
Servizio:
recupero materiali ferrosi magnetici dalla frazione umida
di Novi e Tortona
Larghezza nastro:
mm 800
Interasse rulli:
mm 1.600
Distanza di captazione:
mm 350
Installazione:
longitudinale
Potenza elettrica installata:
kW
3
L’elaborato grafico B.3 illustra la disposizione planimetrica degli edifici e degli
impianti, quello C.3 le sezioni degli impianti, mentre D.3 illustra lo schema di flusso
funzionale degli impianti esistenti attualmente utilizzati per le preselezione dei rifiuti
indistinti e la biostabilizzazione della frazione organica sia di Novi Ligure che di Tortona.
5.3
EVOLUZIONE PREVISTA NEI SISTEMI DI RACCOLTA
Riprendendo quanto introdotto al Capitolo 5.1, si constata che la prevista evoluzione
dei sistemi di raccolta nel Territorio consortile sta avvenendo con l’applicazione, per
gradi, inizialmente a volte con progetti sperimentali, del sistema “porta a porta”, che
prevede la raccolta del rifiuto esposto dall’utente in appositi contenitori presso il luogo di
produzione, da parte dell’azienda a cui è affidato il servizio.
La separazione da parte del produttore delle principali frazioni merceologiche di
rifiuto domestico (od assimilabile per le utenze produttive e commerciali), quali frazione
organica, vetro, carta e cartone, metalli e contenitori metallici, plastica e rifiuto
indistinto, avviene con modalità articolate a seconda delle specificità socio economiche e
morfologiche dei territori interessati.
A questo proposito va tenuto conto del fatto che una significativa parte del territorio
consortile, come illustrato al Capitolo 5.1 è costituita da piccoli comuni rurali collinari o
montani in cui è difficile ed antieconomico organizzare raccolte differenziate spinte porta
a porta ed in cui il riutilizzo dell’organico è tradizionalmente attuato mediante
autosmaltimento con compostaggio domestico.
19
Quindi, se da un lato il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata
potrà essere perseguito studiando idonei strumenti di incentivazione e di controllo quale,
ad esempio, l’autocertificazione e lo sconto sui costi di raccolta, dall’altro queste frazioni
non potranno essere intercettate e conferite agli impianti centralizzati di recupero.
Altre frazioni
merceologiche quali
i
Rifiuti
da
Apparecchiature Elettriche ed
Elettroniche (R.A.A.E.), gli sfalci e le potature, i rifiuti ingombranti, il legno, i tessili etc.
possono essere raccolte mediante servizi a chiamata o conferiti, ove presenti, alle
stazioni “ecologiche” comunali od intercomunali.
5.4
MOTIVAZIONI PER L’INTERVENTO ED ORIENTAMENTI TECNOLOGICI
Da quanto esposto nei capitoli precedenti si evince come la mutazione delle
condizioni di raccolta previste per il futuro nel Territorio consortile, in accordo con
l’evoluzione del quadro normativo e di programmazione, consentiranno di avere a
disposizione F.O.R.S.U. composta da matrici organiche di buona qualità (povere di
frazioni indifferenziate indesiderate) in quantitativi sempre maggiori.
Sul supplemento n. 133 del 7 luglio 2007 sono state pubblicate le “Linee guida”
relative alle attività di gestione dei rifiuti, per la valutazione delle B.A.T. (Best
Available Techniques), Decreto del Ministero per l’Ambiente del 29 gennaio 2007 ai sensi
del Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, n. 59, fra le quali anche quelle inerenti i
trattamenti biologici, che comprendono tecnologie molto diverse, che vanno dai
trattamenti di separazione e stabilizzazione della F.O.R.S.U. (trattamento meccanico
biologico) a sistemi di trattamento e smaltimento veri e propri quali la digestione
anaerobica ed il compostaggio.
In linea generale è importante soprattutto sottolineare che i criteri per la scelta
delle B.A.T. devono considerare:
 Il massimo rendimento energetico, cioè il rapporto tra il consumo di energia e la
quantità di materiali recuperati
 Le minime emissioni in atmosfera
 La produzione di frazioni aventi livelli di qualità tali da garantire l’effettiva
destinazione al recupero di materiali ed energia
 Le condizioni della realtà socio economica a livello locale , sia per quanto riguarda
le caratteristiche dei rifiuti conferiti all’impianto, che per le possibilità di riutilizzo
dei prodotti. Infatti è sempre auspicabile che i prodotti degli impianti di
trasformazione biologica possano essere utilizzati nel raggio di pochi chilometri,
data la forte incidenza dei costi di trasporto.
Nonostante gli impianti di digestione anaerobica della F.O.R.S.U. non siano
ancora molto diffusi in Italia, la possibilità di trarne una fonte energetica (il biogas) ed un
ammendante per i terreni agricoli (compost) sta richiamando su di essi un notevole
interesse per la capacità di fornire prestazioni in accordo con la ricerca di applicazione
delle tecnologie più corrette dal punto di vista ecologico, ambientale e di conservazione
dell’energia disponibili sul mercato.
20
Peraltro, come “tecnica alternativa” ai semplici e separati sistemi di compostaggio
aerobico e digestione anaerobica della F.O.R.S.U. le “Linee guida” relative alle attività di
gestione dei rifiuti, per la valutazione delle B.A.T. (Best Available Techniques), di cui si
riporta di seguito un estratto, raccomandano uno schema di trattamento integrato che
prevede un “post compostaggio aerobico” dei residui solidi rimasti dopo la digestione
anaerobica.
21
L’integrazione dei due processi, quindi, migliora il bilancio energetico, riduce
i problemi degli odori, realizza un impianto più compatto con minore impegno di
superficie a parità di rifiuti trattati e riduce l’emissione complessiva di CO2 in
atmosfera.
22
Inoltre, come dimostrato da studi compiuti dalla Facoltà di Agraria dell’Università di
Milano, anteporre la digestione anaerobica al compostaggio migliora la produzione di
“molecole humus precursori”, incrementa la stabilità per la prima fase del compostaggio,
mentre l’elevata presenza di azoto ammoniacale derivante da un trattamento anaerobico,
soprattutto se in fase termofila, viene degradata dal processo di compostaggio.
Nel caso specifico l’impianto combinato si ottiene anteponendo un trattamento
di digestione anaerobica all’impianto di biostabilizzazione esistente, da utilizzarsi, quindi,
come impianto di
compostaggio del digestato, aumentando così la capacità di
trattamento delle frazioni umide.
Sulla base di queste motivazioni sono state, quindi, orientate le scelte compiute nello
studio di fattibilità redatto nel 2008 posto alla base della progettazione preliminare
approvata da S.R.T. con Deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio
2010, e recepite nella presente Progettazione Definitiva per l’adeguamento degli impianti
esistenti di pretrattamento dei rifiuti raccolti in modo differenziato nel territorio
consortile, con particolare riguardo alla F.O.R.S.U., verso un sistema combinato di
digestione anaerobica con produzione di biogas da cui recuperare Energia
Elettrica e calore, con trasformazione in compost del digestato.
23
6.
PARAMETRI DI PROGETTO
6.1
PRODUZIONE E RACCOLTA R. S. U. E F. O. R. S. U.
Si riportano di seguito i dati ad oggi disponibili relativi ai conferimenti effettuati alle
piattaforme di Novi Ligure e di Tortona, dalla cui lettura critica possono essere desunti i
dati di progetto al 2012 anno in cui si presume di raggiungere, a regime, la percentuale
di raccolta differenziata programmata.
Raccolta differenziata
2008
Novi
Tortona
Organico
6.214
2.957
9.171
Sfalci e potature
6.575
3.465
10.040
Novi
2009
6.832
3.613
10.445
Sfalci e potature
6.852
4.635
11.487
Novi
Tortona
Ingresso
31.675
34.020
65.695
Frazione secca
23.532
22.526
46.058
% frazione secca
74%
66%
70%
Frazione organica
8.143
11.494
19.637
26%
34%
30%
Ingresso
42.009
18.175
60.184
Frazione secca
30.655
11.579
42.234
73%
64%
70%
11.354
6.596
17950
27%
36%
30%
% frazione organica
2009
Tortona
Organico
Preselettore
2008
Totali
% frazione secca
Frazione organica
% frazione organica
Attualmente, quindi, se si sottraggono i rifiuti indistinti provenienti dal bacino
servito da ACOS pari a 16.945 t/a (proiezione a fine 2009 dei dati di cui al paragrafo
5.1), l’unico in grado di rispettare a breve il contenuto massimo di organico per il
conferimento diretto a discarica, dovrebbero essere preselezionati almeno:
R.S.U. ipotetici a pretrattamento: 60.764 - 16.945 = 43.819 t/a
In realtà, a seguito di contatti avuti con organismi regionali, non si ha, al momento,
la certezza che sia possibile avviare direttamente in discarica i rifiuti provenienti da una
frazione del bacino consortile; si ritiene, pertanto, opportuno prevedere la necessità di
proseguire anche in futuro a pretrattare tutti i rifiuti indistinti raccolti.
Per ipotizzare gli scenari di produzione e raccolta futuri di rifiuti si assumono i
seguenti parametri di riferimento:

Incremento della Raccolta Differenziata, a partire dal 41,7%, circa lo 0,5% al
mese, il 6% all’anno, per giungere al 65% nei termini di legge;

Sulla base di quanto verificatosi negli ultimi anni che hanno evidenziato un
trend in diminuzione della percentuale di incremento annuo nella produzione
24
dei rifiuti, l’incremento del quantitativo annuo di rifiuti attualmente prodotto
viene assunta pari allo 0,5 % annuo;

mantenimento dell’attuale rapporto fra rifiuti indistinti totali raccolti e quelli
inviati agli impianti di T.M.B., pari a circa l’85%.
Nell’Allegato 1 alla “Relazione del processo di riconversione e gestione degli impianti,
comprensivo del periodo transitorio” (Elaborato A.2) sono sviluppati i calcoli relativi agli
scenari futuri.
A regime con raccolta differenziata al 65% nel 2012, si produrranno 133.523 t/a
di rifiuti, di cui 46.733 t/a da avviare a smaltimento e 86.790 t/a avviati a recupero.
Per quanto riguarda la componente organica, posto che, attualmente, come visto, si
ha una raccolta differenziata di F.O.R.S.U. pari a 10.500 t/a circa, è ipotizzabile che, con
l’incremento previsto della stessa, un po’ inferiore a quella della raccolta differenziata per
i motivi già esposti, e, quindi, pari allo 0,4% mensile, al 2012 si possano raggiungere le
12.000 t/a. La raccolta differenziata di sfalci e potature, attualmente attestata su
11.500 t/a circa, potrà raggiungere al 2012 le 13.000 t/a.
Tenendo presente quanto esposto al paragrafo 5.3 in merito alla presenza
significativa di piccoli comuni rurali e montani in cui si può ipotizzare un diffuso utilizzo
del compostaggio domestico o locale, si può ipotizzare, in prima approssimazione, che
questi valori difficilmente potranno essere ulteriormente incrementati.
Nel periodo transitorio, come si desume dal citato Allegato 1 dell’Elaborato A.2, al
febbraio 2011 l’indistinto raggiungerebbe i 280 kg/a pro capite (60.000 t/a : 214.000
ab.), in corrispondenza di circa il 55% di raccolta differenziata; pertanto, da tale data,
in teoria sarebbe possibile evitare di assoggettarlo a T.M.B..
Al 31.12.2011 subentra però il successivo obiettivo da rispettare di 115 kg/a di
R.U.B. ad abitante, rispettabile solo mediante T.M.B..
Si ritiene opportuno ipotizzare, ai fini autorizzativi, che dovranno essere
assoggettati a Trattamento Meccanico Biologico (T.M.B.) tutti i quantitativi di
indistinto raccolto; il quantitativo massimo da assumere, cautelativamente, è
pari a 63.000 t/a, con punta massima giornaliera di 260 t/g, in corrispondenza
di eventuali accadimenti di interruzione dei flussi di raccolta differenziata.
6.2
CARATTERISTICHE QUALITATIVE F. O. R. S. U.
In Allegato 1 si riportano alcuni tabulati ritenuti significativi e rappresentativi,
relativi alle caratteristiche chimico fisiche ed alla composizione merceologica della
F.O.R.S.U. da raccolta differenziata nel territorio consortile.
Mediamente si hanno i seguenti valori.
25
Ø
Residuo secco
Umidità
Ceneri
Sostanza organica
Carbonio organico
Azoto totale
Fosforo
110 °C
%
%
650 °C
Arsenico
Cadmio
Cromo
Mercurio
Nichel
Piombo
Rame
Selenio
Zinco
% ss
% ss
C
N
P
% ss
As
Cd
Cr
Hg
Ni
Pb
Cu
Se
Zn
mg/kg s.s.
% ss
% ss
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
FRAZIONE MERCEOLOGICA
Novi
Tortona
3.8.07
3.8.07
1567-3
1567-4
Villaromag.
3.8.07
Francavilla
3.8.07
23,1
76,9
16,5
83,5
45,4
3,0
0,3
22,3
77,7
3,1
96,9
45,2
2,9
0,4
18,4
81,6
19,4
80,6
41,9
3,0
0,4
22,8
77,2
19,7
80,3
40,9
2,6
0,6
0,3
0,1
15,5
0,5
7,9
25,3
33,3
0,5
0,1
27,5
0,8
12,1
66,0
21,9
0,3
0,1
10,5
0,1
6,0
14,3
44,2
0,2
0,1
8,8
< 0,05
5,8
9,4
36,0
0,2
0,1
15,3
< 0,05
7,6
11,4
31,2
< 0,10
90
112,9
Flusso specifico:
Provenienza:
Data analisi:
Luogo analisi:
1567-2
21,7
78,3
14,7
85,3
43,4
2,9
0,4
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
1567-1
< 0,10
215
< 0,10
89
< 0,10
57
frazione organica da raccolta differenziata
mean value all analyses
03.08.2007
impianto S.R.T. di Tortona (AL)
RIFIUTO TOTALE
%
%
IMBALLAGGI
sul totale
%
relativa
5,08
78,27
Sottovaglio < 20 mm (70%)
Organico
1,10
Verde
Carta riciclabile(recylingf. Papier)
0,92
Altra carta (sonstiges Papier)
9,05
2,09
45,34
Cartone teso
0,33
0,33
7,43
Cartone ondulato(Wellpappe)
0,03
0,03
0,66
Totale fraz. Cartacea (Papier)
Pannolini (Windeln)
10,33
2,46
53,43
0,19
Poliacc. prev. carta
0,68
0,68
15,84
Mater-bi
1,16
1,16
30,30
Legno non trattato (unbeh. Holz)
0,02
0,02
0,43
-
-
-
4,31
100,00
Legno trattato (beh. Holz)
Tessili naturali (Textilien)
TOTALE
0,07
96,89
D.G.R. n° 22-12919 del 05/07/04, cap. 2,5, quinto capoverso, terzo punto dell'elenco puntato
Totale frazione organica (organico, verde, sottovaglio calcolato al 95%)
84,45
Totale RUB (sottovaglio calcolato al 95%)
96,89
NOTE:
Tutte le percentuali sono espresse peso/peso.
26
Come si può notare la frazione compostabile risulta sempre superiore al 95% ed il
contenuto in SS mediamente vicino al 22%, superiore al 23% per Novi Ligure, zona
servita da ACOS, in cui si è già raggiunta una buona qualità della raccolta differenziata; il
rapporto C/N è elevato, attorno al 15 ed il contenuto in metalli molto basso in relazione
alle caratteristiche che deve avere un compost di qualità (vedi tabella riportata di seguito
in cui si confrontano i valori massimi riscontrati nelle analisi, con quelli della legge sui
fertilizzanti n. 748/84 e successive modifiche).
Analita
Arsenico
Cadmio
Cromo
Mercurio
Nichel
Piombo
Rame
Selenio
Zinco
Simbolo
As
Cd
Cr
Hg
Ni
Pb
Cu
Se
Zn
U.M.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
Limiti di
FORSU SRT accettabilità
0,52
10
0,147
20
28
750
0,8
10
12,1
300
66
750
44
1000
< 0,10
2,5
215
3000
Limiti di
qualità
2,5
5
500
2,5
150
350
500
2,5
1500
Nell’autunno 2009 SRT ha condotto alcune prove ulteriori, trattando circa 20 t di
rifiuti organici presso l'attuale impianto di trito vagliatura di Novi Ligure.
Dal cumulo della frazione organica separata < 80 mm (vedi figura sottoriportata),
sono stati prelevati campioni ed inviati ad analizzare in laboratorio.
I risultati di questi test sono presentati nella Tabella sottoriportata.
27
KTBL 1)
Samples Novi Ligure
sample 1
sample 2
sample 3
biowaste
leftovers
potato
frying oil
Dry matter content (dm)
% fresh
matter
21,0%
27,0%
27,0%
25,0%
40,0%
16,0%
22,0%
95,0%
Volatile solids (oDM)
% dry
matter
84,0%
85,0%
87,0%
85,3%
50,0%
87,0%
94,0%
87,0%
Total nitrogen
% dry
matter
2,3%
2,4%
2,3%
2,3%
21
20
22
21
Nm³/Mg fresh
matter
130
168
177
158
123
95
151
827
Nm³/Mg oDM
737
732
754
742
615
680
730
1.000
Nm³/Mg fresh
matter
117
151
159
143
Nm³/Mg oDM
663
659
678
667
C/N-ratio
gas yield (21 days)
laboratory
expected gas yield
1)
mean
source: standard values Biogas, KTBL 2008
La resa di produzione di biogas dei campioni di Novi Ligure varia fra 130 e 177
Nm³/a tonnellata di rifiuto biodegradabile.
Rispetto alla media delle rese di produzione di biogas dei rifiuti biodegradabili
pubblicato in KTBL questi rendimenti sono comparativamente alti. Tenendo però conto
del fatto che i rifiuti biologici trattati nelle prove di Novi Ligure contenevano solo i rifiuti
di cucina, i risultati di laboratorio sembrano essere realistici.
Quindi, dato che sia il contenuto della sostanza secca che quello dei solidi volatili
erano leggermente più alti rispetto alle cifre della tabella 2 questa potrebbe essere la
giustificazione del fatto che i risultati risultano nella fascia alta della produzione di gas.
Per tener conto di questo aspetto, per la progettazione della struttura, è stata
assunto un 10% di più basso rendimento di produzione di biogas per consentire un certo
margine di sicurezza.
Fra i rifiuti attualmente conferiti alle piattaforme di Novi Ligure e Tortona, quelli
trattabili hanno i seguenti Codici Europei Rifiuti (CER):
•
150103 - rifiuti di imballaggio in legno, compresi i rifiuti urbani oggetto di raccolta
differenziata
•
200108 - rifiuti urbani biodegradabili di cucine e mense oggetto di raccolta
differenziata
•
200138 - rifiuti urbani in legno non contenente sostanze pericolose oggetto di
raccolta differenziata
•
200201 - rifiuti urbani biodegradabili prodotti da giardini e parchi (inclusi i rifiuti
provenienti da cimiteri)
•
200302 - “altri rifiuti urbani” dei mercati
In considerazione dell’opportunità di prevedere un ottimale sfruttamento degli
impianti che verranno realizzati, in particolare per la produzione di energia, un altro
rifiuto conferibile ed idoneo alla digestione anaerobica sono gli:
•
28
“oli e grassi commestibili”, CER 200125.
6.3
PROVE SUGLI IMPIANTI ESISTENTI
Per verificare l’eventuale idoneità delle sezioni esistenti di tritovagliatura al
pretrattamento della F.O.R.S.U. sono state effettuate due campagne di prove presso gli
impianti di Novi Ligure e di Tortona.
I risultati di questi test sono riportati nella tabella seguente.
conditioning
Novi Ligure
kg
Input waste
conditioning
Tortona
%
%
15,000
100.0%
100.0%
Output biowaste
9,960
66.4%
63.0%
Output overflow
4,120
27.5%
37.0%
920
6.1%
Offcut
I sovvalli sono risultati pari al 27,5 - 37 %, cioè in percentuale decisamente
superiore al contenuto stimato di materiale indesiderato; per cui i risultati dei test
dimostrano che sono necessari interventi di ottimizzazione sulle apparecchiature esistenti
per migliorarne l’efficienza.
6.4
DATI DI PROGETTO
Sulla base di quanto sopra esposto si ipotizza di procedere alla realizzazione di un
impianto di digestione anaerobica che funzionerà, a regime, sulla base dei seguenti
principali dati di progetto: 18.000 t/a (58 t/g), di cui:
•
Umido domestico, da mense e mercati: 12.000 t/a (al 23% di SS, con un
contenuto di organico sul secco pari al 83%); resa di produzione di biogas: 140
Nm³/tonnellata di rifiuto fresco.
•
Sfalci, potature e materiale ligneocellulosico: 6.000 t/a (al 50% di SS, con un
contenuto di organico sul secco pari al 72%); resa di produzione di biogas: 65
Nm³/ tonnellata di rifiuto fresco.
•
Sostanza secca nella miscela: 32% di SS
•
Densità apparente della miscela: 500 kg/mc
Il rapporto 1 a 2 fra F.O.R.S.U. e verde è assunto al fine di sfruttare la possibilità di
produzione di biogas anche di questa frazione, con un limite comunque posto alla sua
presenza dall’elevato contenuto in sostanze secche; le ulteriori 7.000 t/a di sfalci e
potature e materiale ligneocellulosico potranno essere direttamente inviate, inizialmente
ad impianto di compostaggio esterno al bacino, e successivamente, con la diminuzione
29
sino alla cessazione della necessità di trattamenti meccanico biologici (TMB), all’impianto
di compostaggio di Tortona.
Per quanto riguarda la localizzazione dell’impianto di digestione anaerobica, in
relazione agli approfondimenti di tipo tecnico - economico del Progetto Preliminare e
conseguenti valutazioni di ordine politico - amministrativo, la scelta è caduta sul sito di
Novi Ligure.
30
7.
SCELTE DI IMPOSTAZIONE PROGETTUALE
7.1
VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PER LA DIGESTIONE
ANAEROBICA
Le “Linee guida” relative alle attività di gestione dei rifiuti, per la valutazione delle
migliori tecnologie disponibili da applicarsi, B.A.T. (Best Available Tecnology) ai sensi del
Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, n. 59, come detto, sono state pubblicate sul
supplemento n. 133 del 7 luglio 2007 e dedicano largo spazio all’analisi delle diverse
tecnologie di digestione anaerobica definite wet, semidry e dry, a seconda del contenuto
in solidi del rifiuto trattato, con processi a fase unica o in due fasi, mesofila o termofila,
ed ai sistemi di purificazione ed utilizzo del biogas.
Sulla base degli approfondimenti sviluppati in sede di progettazione
preliminare si è optato per un impianto di tipo dry termofilo per i seguenti
motivi:
1. si parte da rifiuti con alto tenore di sostanza solida (23% di SS per la F.O.R.S.U. e
50% per gli sfalci e potature), senza previsione di aggiunta di altre matrici umide
quali ad es. i fanghi da depurazione delle acque reflue; per cui, esistendo
tecnologie in grado di trattare questo materiale “a secco”, senza doverlo diluire
con apporto di liquido esterno e relativi costi ed aggravi di interventi tecnologici
sia in fase di costruzione che di gestione, è certamente più vantaggioso riferirsi ad
esse;
2. non avendo a disposizione nelle piattaforme integrate di trattamento rifiuti né di
Novi Ligure né di Tortona un impianto di trattamento di acque reflue in cui inserire
quelle residue del processo di digestione anaerobica, l’eventuale scelta di un
processo “ad umido” risulterebbe penalizzante, soprattutto in termini economici;
infatti, se è vero che buona parte della frazione liquida separata dal “digestato”
viene normalmente riutilizzata per diluire i rifiuti in ingresso, occorre pretrattarla
per diminuirne il carico inquinante, soprattutto azotato, con relativi costi; nella
gestione del ciclo nel tempo giunge poi, comunque, un momento in cui il liquido
esterno aggiunto inizialmente raggiunge la saturazione di sostanze indesiderate ed
andrà, quindi, trattato e smaltito;
3. volendo minimizzare al massimo la perdita di sostanza volatile nei pretrattamenti
per massimizzare la produzione di biogas, è consigliato dalle B.A.T. il sistema “a
secco”;
4. confrontando i dati esposti nella Tab. E.2.2 del decreto sulle B.A.T. ed il risultato
delle indagini effettuate su impianti esistenti, le rese in produzione di biogas per
tonnellata di materiale in ingresso sono, invece, sostanzialmente equivalenti;
5. i sistemi a secco, inoltre, richiedono minore energia termica per il riscaldamento
del reattore (specie nei sistemi termofili) che, peraltro, ha dimensioni più ridotte
rispetto a quelli utilizzati nei sistemi a umido (grande diluizione iniziale), con
31
relativi minori costi di costruzione, di gestione per la movimentazione del volume
da digerire, trasferire fra le varie sezione dell’impianto e disidratare alla fine;
6. nel caso di adozione di sistema a secco, i minori volumi in gioco consentono anche
un minor impatto ambientale ed un minore utilizzo delle ridotte aree disponibili,
consentendo, quindi, nella fattispecie, anche la previsione di un ampliamento
modulare che renda disponibili ulteriori capacità di trattamento;
7. infine è decisiva la valutazione in merito ai pretrattamenti necessari per la
preparazione del rifiuto prima della digestione: nel caso di adozione di un sistema
ad umido non potrebbero essere utilizzati gli impianti già esistenti, cosa invece
possibile, seppur con interventi di razionalizzazione in caso di trattamento a secco.
7.2
VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PRESENTI SUL
MERCATO PER LA DIGESTIONE ANAEROBICA DELLA F.O.R.S.U. TIPO
"DRY" E SCELTA DELLA TECNOLOGIA
I diversi processi affermatisi sul mercato e che presentano diffuse referenze di
applicazione sono descritti di seguito, sempre riprendendo quanto riportato dalle “Linee
guida” per la valutazione delle B.A.T..
32
Un altro processo dry non segnalato dalle BAT, in quanto di recente sviluppo è
quello delle celle statiche tipo BEKON, che avviene in “batch”.
La biomassa fresca, inoculata da una parte di materiale già digestato, viene caricata
nel reattore (la cella di digestione) con pala meccanica. La chiusura del reattore,
realizzato in cemento armato, è assicurata da portelloni a perfetta tenuta di gas
brevettati da BEKON. La biomassa viene digestata in un ambiente a tenuta di gas.
Durante il processo non c’è bisogno né di miscelazione né di aggiunta di ulteriori
materiali. Il percolato prodotto dal substrato viene raccolto tramite un sistema di
drenaggio, immagazzinato temporaneamente in un serbatoio, e poi ricircolato essendo
spruzzato in continuo sulla biomassa. Il processo di fermentazione viene accelerato da
temperature favorevoli allo sviluppo batterico, ovvero di 34°- 37° C. Il calore è trasmesso
al materiale dalle pareti e dal pavimento che sono riscaldati.
Dalle indagini di mercato su tali processi riportate nella progettazione preliminare è
emerso che l’utilizzo più diffuso per taglie medio piccole è quello di impianti che adottano
digestori orizzontali plug flow tipo Linde Strabag e Kompogas.
Per lo sviluppo dei parametri tecnico economici necessari alla progettazione
definitiva si assume pertanto come riferimento la tecnologia di digestione
anaerobica a secco in digestore orizzontale tipo plug flow.
7.3
INTEGRAZIONE CON GLI IMPIANTI ESISTENTI
Come si evince dai dati riportati al paragrafo 5.2 gli impianti di trito vagliatura
esistenti sono sostanzialmente costituiti da:
33
• un primo passaggio in apparecchiatura “rompisacco” consistente in un trituratore
a due alberi muniti di coltelli;
• previa deferrizzazione, un successivo trattamento di vagliatura in cilindro rotante
con fori da 8 cm.
La potenzialità tecnica delle apparecchiature installate e collaudate ed utilizzate nel
corso degli anni di funzionamento a Tortona (2007 e 2008) è la seguente:
 1° stadio di lavorazione: Trituratore Hammer MUG-51 da 2 x 110 kW inst.: 30 t/h
 2° stadio di lavorazione: Vaglio rotante ROT-51 da 30 kW installati: 20 t/h
La potenzialità massima della linea di preselezione, secondo il progetto SECIT, a suo
tempo approvato, risultava, su un unico turno lavorativo (6,5 h) a 20 x 6,5 = 130 t/g;
sui 310 g/a di funzionamento previsti, si otteneva una potenzialità annua massima,
quindi, di 40.300 t/a (come da ultima Autorizzazione Integrata Ambientale).
Le
stesse
potenzialità
giornaliere
ed
annue
sono
state
inserite
nell’ultima
Autorizzazione Integrata Ambientale anche a Novi Ligure.
Come si vede la potenzialità dell’impianto di Novi Ligure, al fine dei pretrattamenti è
decisamente superiore a quella necessaria all’impianto di digestione anaerobica da
18.000 t/a in progetto il cui flusso di F.O.R.S.U. da pretrattare è di 12.000 t/a, più 6.000
t/a di sfalci e potature e materiale ligneocellulosico.
Quindi, in linea di massima, il tipo di pretrattamento esistente, limitate le ore di
funzionamento a quelle necessarie, può risultare tecnicamente idoneo per eliminare dalla
F.O.R.S.U. le componenti indesiderate quali le plastiche ed il ferro, dopo la preparazione
della miscela da avviare a digestione con aggiunta, previa biotriturazione, degli sfalci e
potature da dosare nei giusti rapporti con la F.O.R.S.U. (1 a 2) per ottimizzare le rese
energetiche del processo di digestione anaerobica.
Rimandando all’elaborato A.2 per i dettagli, mentre a regime, nel 2012 si prevede di
dover
pretrattare
a
Tortona
un
quantitativo
di
indistinto
pari
a
40.000
t/a
(sostanzialmente in linea con le capacità massime di trattamento degli impianti) nel
transitorio si ipotizza di avere un picco di rifiuti indistinti pari a circa 60.000 t/a;
cautelativamente si è richiesto alla Provincia di poter operare sino a 63.000 t/a.
In caso di chiusura di uno degli impianti e conferimento di tutti i rifiuti
all’altro, si può verificare una punta giornaliera di 260 t/g.
Considerata la capacità oraria di trattamento massima del vaglio di 20 t/h, su 310
g/a di funzionamento, si avrà la necessità di lavorare circa 10 h/g, cioè di attivare due
turni da 5 ore ciascuno, in periodi di punta, con un massimo di 13 ore giorno, su due
turni da 6,5 ore cadauno.
34
8.
PROGETTAZIONE DELL'IMPIANTO
8.1
IL COMPOSTAGGIO
Il compostaggio è una tecnica attraverso la quale viene controllato, accelerato e
migliorato con controllo di temperatura (vedi diagramma) ed umidità il processo naturale
a cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica
naturalmente presente nell'ambiente.
Si tratta di un "processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica
che avviene in condizioni controllate (Keener et al., 1993) che permette di ottenere un
prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado
di evoluzione"; la ricchezza in humus, in flora microbica attiva e in microelementi fa del
compost un prodotto adatto ai più svariati impieghi agronomici, dal florovivaismo alle
colture praticate in pieno campo.
Il processo di compostaggio si compone essenzialmente in due fasi:
• bio-ossidazione, nella quale si ha l'igienizzazione della massa: è questa la fase attiva
(nota anche come high rate, active composting time), caratterizzata da intensi
processi di degradazione delle componenti organiche più facilmente degradabili;
•
maturazione, durante la quale il prodotto si stabilizza arricchendosi di molecole
umiche: si tratta della fase nota come curing phase, caratterizzata da processi di
trasformazione della sostanza organica con formazione di sostanze umiche.
Il processo di Layout dell’impianto dovrà garantire gli standard qualitativi
minimi del prodotto di materiale recuperato conformemente a quanto stabilito dai
marchi di qualità del settore in riferimento alla produzione di “ammendante
compostato misto” secondo i limiti tabellati dalla legge 748/84 e sue successive
modifiche ed integrazioni.
La normativa vigente in materia, D. Lgs. 152/2006, sue successive modifiche ed
integrazioni (in particolare D. Lgs. 4/2008), all’art. 183, comma 1, punto u) definisce il
compost di qualità come “prodotto, ottenuto dal compostaggio di rifiuti organici raccolti
35
separatamente, che rispetti i requisiti e le caratteristiche stabilite dall’allegato 2 del
decreto legislativo n. 217 del 2006 e successive modifiche ed integrazioni”.
Va innanzitutto sottolineato che nel rispetto di questa norma, quindi, dovranno
essere ammessi all’impianto solo rifiuti organici raccolti separatamente.
In secondo luogo le caratteristiche stabilite per il prodotto ottenuto dal compostaggio
sono quelle del D. Lgs. 217/06 “Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti”, che
nell’allegato 2, Ammendanti, fissa le caratteristiche per la commercializzazione, di
seguito riportate.
Infine, per quanto riguarda l’ottenimento del marchio di qualità, al di là dell’iscrizione
nel Registro dei fertilizzanti di cui al D. Lgs. 217/06, come in altri paesi europei, anche in
Italia è iniziato un programma di certificazione volontaria del compost di qualità di cui
è promotore il Consorzio Italiano Compostatori (CIC), che ne gestisce lo Schema di
Certificazione svolgendo l’attività di Ente Certificatore.
Il programma di certificazione volontaria prevede una prima fase di Certificazione di
Prodotto ed in seguito la costruzione di un Sistema di Assicurazione della Qualità, relativo
sia al prodotto che al processo di produzione, seguiti da un Comitato di Qualità del CIC
che ha predisposto apposito Regolamento.
36
37
8.2
LA DIGESTIONE ANAEROBICA
La digestione anaerobica (DA) è un processo biochimico che, in assenza di ossigeno,
porta alla degradazione di sostanze organiche complesse con produzione di un gas (biogas)
costituito per il 50 - 70 % da metano e per la restante parte prevalentemente da CO 2 .
Il processo è svolto da un consorzio batterico; ciascuna popolazione ha un ruolo ben
definito nella demolizione della sostanza organica, producendo come cataboliti degli
intermedi di reazione che fungono da substrato per la popolazione successiva nella
catena trofica.
Si riportano di seguito una tabella descrittiva delle fasi proprie della digestione
anaerobica, con specifica dei principali ceppi batterici coinvolti ed una figura descrittiva di
un flusso di massa indicativo delle fasi del processo biologico.
38
39
8.3
PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO
In questo capitolo si procede alla progettazione dell’impianto di digestione anaerobica
sulla base dei dati di progetto già riportati al paragrafo 6.4: si ipotizza di procedere alla
realizzazione di un impianto che funzionerà, a regime, sulla base dei dati di progetto:
esposti al capitolo 6.4. Ad essi vanno aggiunte le caratteristiche richieste per un corretto
funzionamento della digestione anaerobica che sostanzialmente sono:
•
Pezzatura in ingresso al digestore attorno a 50 mm per ottimizzare la miscelazione
ed il rendimento del processo
• Riscaldamento della biomassa in digestione sino a 55 °C per garantire un processo termofilo.
Per quanto riguarda l’orario l’impianto è stato progettato per i seguenti tempi:

Orario di apertura per il ricevimento e pretrattamento (già attualmente in
servizio): da lunedì al sabato, 7 ore al giorno.

La digestione anaerobica e l’utilizzo del biogas sono stati progettati per un
funzionamento continuo, 24 ore al giorno per tutto l’anno.

La resa del Gruppo di combustione del biogas è valutata pari al 95%.
Questo implica i seguenti valori minimi per la ricezione dei rifiuti e per il
dimensionamento dei trattamenti meccanici:
- giorni lavorativi all'anno
312 giorni / anno
- portata media giornaliera
58 t/die
- ore di esercizio teoriche per giorno
7 ore / giorno
- portata media teorica durante il funzionamento
8,2 t / h
- franchigia per i tempi di inattività pianificati e non
15%
- portata media teorica considerando la franchigia
9,6 t / h
8.3.1 DESCRIZIONE DEL PROCESSO E DIMENSIONAMENTI
8.3.1.1
La
Pretrattamenti meccanici a Novi Ligure
situazione planimetrica
attuale degli
impianti
a Novi
Ligure è descritta
nell’Elaborato grafico B.4 - Planimetria impianti Novi Ligure - Stato di fatto.
Le sezioni e fasi di trattamento esistenti sono indicate nell’Elaborato grafico C.1 Sezioni impianti Novi Ligure - Stato di fatto e nell’Elaborato grafico D.1 - Layout
trattamento Novi Ligure - Stato di fatto.
I rifiuti saranno conferiti agli impianti di pretrattamento meccanico di Novi Ligure nei
locali di ricezione già esistenti, in cui saranno depositati negli spazi indicati nell’Elaborato
grafico B.7 - Planimetria impianti Novi Ligure - Progetto; si evidenzia che è stata prevista
la realizzazione di due box mediante posa di setti divisori prefabbricati per tenere distinte
diverse tipologie e partite di F.O.R.S.U; a muro verranno realizzate protezioni in lamiera
metallica per prevenire l’usura da parte della pala meccanica di movimentazione e
caricamento al trituratore; gli sfalci e le potature di.
Le sezioni e fasi di trattamento sono indicate nell’Elaborato grafico C.2 - Sezioni
impianti Novi Ligure - Progetto e nell’Elaborato grafico D.2 - Layout trattamento Novi
Ligure - Progetto.
40
I sacchetti contenenti la F.O.R.S.U. movimentati con pala meccanica e/o ragno, sono
poi dilacerati nell’esistente trituratore aprisacco dotato di nastro trasportatore di scarico
(MUG 01 - NAT 01) insieme agli sfalci e potature, preventivamente passati in un
biotrituratore anch’esso dotato di nastro trasportatore di scarico (MUG 02 - NAT 02) che li
riduce a pezzatura < 50 mm, per ottenere un’idonea miscelazione delle due componenti
nel trituratore e nel vaglio rotante.
Visti i risultati di una prova di trattamento effettuata, in cui si è evidenziato che molti
sacchetti di F.O.R.S.U. riuscivano a passare tra le lame del trituratore esistente senza
essere aperti, si renderà necessario intervenire su questo dispositivo, modificando le
caratteristiche delle lame stesse in modo che passino dall’effetto “spremitura” a quello
“dilacerazione”; le specifiche tecniche di tale intervento sono lasciate alla progettazione
esecutiva che sarà sviluppata dalle Imprese partecipanti alla gara d’appalto.
Si prevede, inoltre, di abbassare le pareti della tramoggia di carico per consentire
un’idonea altezza di sversamento in caso di utilizzo di pala meccanica per il caricamento.
Dopo il trituratore i rifiuti entrano nel vaglio rotante esistente (ROT 01), previa
deferrizzazione lungo il nastro trasportatore di caricamento (NAT 03) mediante il
separatore magnetico esistente (DEF 01).
I nastri trasportatori vanno modificati mediante l’applicazione di carter per il
contenimento degli eventuali colaticci che si potessero produrre particolarmente nel
periodo estivo; le specifiche tecniche di tale intervento sono lasciate alla progettazione
esecutiva che sarà sviluppata dalle Imprese partecipanti alla gara d’appalto.
Il vaglio va modificato con l’inserimento di due sezioni sulla lunghezza, a differente
foronomia: nella prima sezione (approssimativamente pari al 60 % della lunghezza del
vaglio) i fori avranno un diametro di 50 mm; nel restante 40 % della lunghezza del
vaglio, i fori avranno un diametro di 80 mm; le specifiche tecniche di tale intervento sono
lasciate alla progettazione esecutiva che sarà sviluppata dalle Imprese partecipanti alla
gara d’appalto.
La frazione sottile < 50 mm derivante dalla prima sezione del vaglio è adatta al
processo di digestione anaerobica e sarà trasportata mediante nastri trasportatori ad una
fossa di stoccaggio prima del digestore (NAT 05A - NAT 06 - NAT 07 - NAT 08).
La frazione compresa fra 50 – 80 mm, che è separata nella restante parte del vaglio,
viene trasportata nuovamente al trituratore mediante i nastri trasportatori NAT 11 e NAT
12, per consentire un’ulteriore riduzione di pezzatura per massimizzare l’ingresso al
digestore di frazioni con pezzatura < 50 mm.
Nel caso in cui si verifichi un accumulo di contaminanti e materiali che non sono
lavorati dal trituratore, parte del materiale non desiderato può essere rimandato indietro
al trituratore, ma può anche essere invertita la direzione del nastro NAT 12 ed il
materiale inviato nel container dei sovvalli per lo smaltimento; il sovvallo per la maggior
parte consiste in film plastici, oggetti sol,idi inadatti al trattamento organico e contenitori
in materiali vari ed è inviato ad un press container dedicato per il trasporto a discarica.
I nastri trasportatori addizionali NAT 09 e NAT 10 permettono che la frazione fine <
50 mm venga nuovamente trasportata all’area di ricezione, previo utilizzo della funzione
di movimento bidirezionale del nastro NAT 07; questa possibilità verrà utilizzata, per
41
esempio, nel caso in cui occorra rivagliare gli sfalci e le potature triturati, se il trituratore
non dovesse sminuzzare a 50 mm. Gli sfalci e le potature devono, infatti, avere una
pezzatura inferiore a < 50 mm prima di venir mescolati con la F.O.R.S.U. nel trituratore
al fine di essere sicuri che nessun rifiuto verde sia vagliato con una pezzatura > 80 mm
cosa che comporterebbe un aumento indesiderato dei sovvalli ed una perdita di sostanze
organiche utili per la digestione.
Considerando i dati di progetto sopra riportati, i pretrattamenti, che sono
attualmente in grado di lavorare sino a 20 t/h (portata di targa del vaglio), sono più che
idonei.
8.3.1.2
Fossa di stoccaggio e caricamento - digestione
La frazione < 50 mm è convogliata alla fossa di stoccaggio (BST 01 - 02). Questa
fossa è idonea a garantire un’alimentazione in continuo al digestore anche durante la
notte, i fine settimana e le festività. La fossa è dimensionata per lo stoccaggio dei rifiuti
di 3 giorni, come potrebbe risultare necessario in alcuni casi (ad es. nelle festività
natalizie).
Dalla fossa di stoccaggio il rifiuto è automaticamente trasportato al digestore
mediante pavimento mobile e nastri trasportatori chiusi nella parte di tragitto all’aperto,
per evitare esalazioni maleodoranti (NAT 20, attrezzato per la pesatura, NAT 21, NAT 22,
su cui è posizionato uno scarico di emergenza, e NAT 23). Prima dell’ingresso nel
digestore vengono aggiunte parte delle acque di processo in modo da inseminare i rifiuti
con i microrganismi necessari e regolare il grado di umidità. La miscela è poi introdotta
nel digestore (DIG 01) ove permane approssimativamente per 14 – 21 giorni (a seconda
del fornitore e relativo brevetto tecnologico); cautelativamente, per la definizione degli
ingombri e dei costi, si adotta un tempo di permanenza di 21 giorni, per cui, con
riferimento al bilancio di massa riportato al successivo capitolo 8.3.2, le dimensioni utili
del digestore risultano pari a:
(19.334 + 16.684) : 2 t/a x 1,25 mc/t : 365 g/a x 21 gg = 1.300 mc (circa).
Considerando lo spazio occupato dalle apparecchiature di movimentazione ed il
volume interno occupato dall’inoculo e dal gas prodotto, ne risulta un manufatto delle
dimensioni di ingombro indicate in planimetria pari a 33 x 9 x 8,4 (H) m.
8.3.1.3
Trattamento dell’aria esausta
Come si vede tutte le fasi di pretrattamento che comportano il possibile sviluppo di
esalazioni maleodoranti avvengono all’interno dei locali esistenti, dotati di aspirazione
delle arie esauste.
Secondo criteri usuali di dimensionamento per locali destinati a magazzini e locali di
imballaggio, in presenza di esalazioni maleodoranti di origine organica, si assumono, per
verificare l’idoneità dei biofiltri, i seguenti ricambi orari e volumi di aspirazione
concentrata.
42
Locale
Sezione ricezione ed
accumulo rifiuti
Area deposito temporaneo
frazione umida
Area selezione
Vaglio
Biofrantumatore
Totale
Superficie
(mq)
Volume
(mc)
n. ricambi
ora
Aria aspirata
Nmc/h
750
5250
4
21.000
440
3080
2
6.000
440
3080
1
3.000
3.000
2.000
35.000
È presente un ventilatore con potenzialità massima di 35.000 Nmc/h; l’aria viene
inviata a trattamento tramite filtro a maniche, prima di essere inviata al filtro biologico.
Si assume che i criteri progettuali di dimensionamento dei biofiltri debbano rispettare
quanto previsto nelle “Linee guida relative alla costruzione e all’esercizio degli
impianti
di
produzione
di
compost”
emesso
dalla
Regione
Lombardia
con
Deliberazione Giunta Regionale 16 Aprile 2003 n. 7/12764, in riferimento ai valori
massimi della portata specifica, pari a 80 Nmc/h x mc di strato filtrante ed a un tempo
di contatto non inferiore a 45 s, con un’altezza consigliata del letto filtrante minima di 1
m, che può giungere al massimo a 2 m.
Per effetto dei criteri di dimensionamento adottati, e degli spazi disponibili, le
dimensioni del materiale filtrante dei biofiltri esistenti sono le seguenti:
Caratteristiche geometriche
Larghezza
Lunghezza
Altezza pacchetto filtrante
Superficie
Volume
10,00
2 x 20,00
1,70
400,00
680,00
m
m
m
mq
mc
In base alle caratteristiche costruttive dei biofiltri ed alle portate di aria inviate, la
verifica dei parametri funzionali porta ai risultati di seguito illustrati.
Parametri funzionali
Portata aria esausta
Tempo di contatto
Portata specifica
u.m.
mc/h
s
Nmc/ h mc
valore
35.000
70
51,47
valori guida
> 45
< 80
Per consentire un’agevole distribuzione dei flussi e la possibilità di mantenere sempre
comunque in funzione un biofiltro mentre si provvede alla manutenzione dell’altro il
materiale filtrante è suddiviso in due strutture autonome separate, ma interconnesse ed
interscambiabili.
43
8.3.1.4
Produzione ed utilizzo del Biogas
Durante questo tempo di permanenza nel digestore vengono prodotti circa 1.9 Milioni
di Nm³ all’anno di biogas con un contenuto di metano stimabile attorno al 58 %.
Il biogas viene utilizzato in una centrale di cogenerazione di calore ed energia
elettrica (CHP). Assumendo un rendimento elettrico del 40 % queto corrisponde alla
possibile produzione di 530 kW di potenza elettrica e 520 kW di potenza termica. Con una
disponibilità del CHP pari al 95% risulta una produzione di energia elettrica di 4.400
MWh/a lordi, che può essere ceduta come energia prodotta da fonte rinnovabile (a meno
del quantitativo di autoconsumo attribuibile all’impianto da concordarsi con ENEL,
normalmente assunto pari al 20%). Si assume che i consumi energetici degli impianti
accessori non vengano prelevati dal CHP, ma acquistati dalla rete di distribuzione
nazionale, in quanto più conveniente dal punto di vista del bilancio economico.
8.3.1.5
Disidratazione del digestato
Il digestato è poi estratto dal digestore e pompato ad una coclea a vite pressatrice
per la disidratazione. La pressa separa il digestato in una frazione solida che viene inviata
ad un container (all’occorrenza il materiale può essere fatto cadere in un contenitore
sotto la pressa). La restante parte è il liquido digestato che è collettato sotto la pressa e
viene poi pompato in una vasca di “stoccaggio delle acque di processo”. Il volume di
questo serbatoio deve essere idoneo a d una permanenza di 3 settimane.
In considerazione di questo lungo tempo di permanenza si creano le condizioni per
nuovo sviluppo di biogas che si raccoglie nella parte superiore della vasca che, con tetto
chiuso, funge anche da gasometro; questa vasca di stoccaggio funziona, pertanto, da
“digestore secondario” per la frazione liquida e dovrà, quindi essere attrezzata con
miscelatore ed estrazione del biogas.
Dal momento che saranno disponibili a Tortona 7.000 t/a di sfalci e potature e
materiale ligneocellulosico da miscelare con il digestato solido per ottenere una miscela di
idoneo contenuto di SS per il compostaggio, quest’ultimo non è necessario che venga
disidratato al di sopra del 30% di SS. Questo accorgimento consente di ridurre il volume
delle acque di processo da smaltire.
8.3.1.6
Compostaggio della frazione solida del digestato a Tortona
La frazione solida del digestato viene poi inviata all’impianto di trattamento di
Tortona, dove viene miscelata con 7.000 t/a di sfalci e potature preventivamente triturate
sino ad una pezzatura < 80 mm, utilizzando lo stesso biotrituratore mobile scarrabile
utilizzato a Novi Ligure, spostato a Tortona per campagne temporanee di utilizzo.
Questa frazione che funge da materiale strutturante, eventualmente assieme a
frazioni di cippato recuperate dalla raffinazione finale del compost, viene stoccata
nell’area di ricezione ed addizionata al digestato solido in una apposita tramoggia. Il
materiale miscelato è poi inviato alle corsie di compostaggio mediante l’esistente nastro
trasportatore di caricamento al sistema di distribuzione longitudinale esistente intesta al
capannone di compostaggio. La linea di trattamento, con quantificazione dei volume e
spazi di progetto è sintetizzata nella tabella di seguito riportata.
44
Digestato Solido
Quantità di digestato t/a
7.288
Contenuto di umidità (% FM)
70%
Contenuto di solidi Volatili (%DM)
64%
Densità (t/m³)
0,65
Sfalci e potature
Quantità (t/a)
Contenuto di umidità (% FM)
Contenuto di solidi Volatili (%DM)
Densità (t/m³)
7.000
50%
72%
0.35%
Miscela
Quantità (t/a)
14.288
Contenuto di umidità (% FM)
39%
Contenuto di solidi Volatili (%DM)
69%
Densità (t/m³)
0,6
Corsie
Numero
12
lunghezza (m)
60
larghezza (m)
3,5
Altezza del cumulo (m)
1,5
volume per corsia (m³)
volume totale disponibile (m³)
315
3.780
Compostaggio della miscela
Durata del Compostaggio (g)
volume necessario (m³)
numero di corsie necessarie
28
1.902
6,0
Come si vede è necessario l’utilizzo di 6 corsie per il compostaggio del digestato e
degli sfalci e potature. Il materiale viene inviato alle corsie dall’area di stoccaggio
nell’arco di ogni giornata lavorativa. L’intero volume della corsia è rivoltato mediante la
macchina rivoltatrice esistente e contemporaneamente trasportato verso la testa del
tunnel. L’avanzamento delle rivoltatrici è 4 m, per cui occorrono 14 rivoltamenti,
per giungere in testa alla corsia. Assumendo un tempo di compostaggio di 28
giorni è richiesto un rivoltamento ogni 2 giorni.
Le corsie esistenti sono equipaggiate con un sistema di aerazione forzata. L’aria è
insufflata nel materiale mediante ventilatori. Ogni corsia è suddivisa in due sezioni che
sono aerate in modo indipendente (2 ventilatori).
In considerazione del fatto che la destinazione finale che si cercherà di dare al
compost prodotto è quella di riutilizzo in agricoltura, esso andrà ulteriormente
maturato sotto alla tettoia nella platea esterna sino a 90 giorni, secondo i tempi
usualmente indicati per i processi di compostaggio, quindi per altri 41 giorni (tenuto
conto degli iniziali 21 giorni di digestione anaerobica).
Considerando le perdite di umidità e la degradazione della sostanza organica,
secondo il Bilancio di massa esposto al Capitolo 8.3.2 della “Relazione descrittiva”,
Elaborato A.1, il quantitativo di compost in uscita dalla maturazione accelerata sarà di
45
7.541 t/a, con un contenuto di sostanza secca del 60% ed una densità apparente pari a
0,4 t/mc; il volume necessario per la maturazione finale sarà, pertanto pari a:
7.541 t/a : 365 g/a : 0,4 t/mc x 41 = 2.118 mc
Utilizzando cumuli di sezione pari a 7 x 3,5 : 2 = 12,25 mq, si ha una superficie
occupata pari a: 2.118 : 12,25 = 173 mq.
Il compost andrà raffinato in uscita dalla maturazione, tramite sistemi di vagliatura
meccanica e pulizia aeraulica che saranno noleggiati per il periodo di tempo necessario;
queste operazioni, come anche lo stoccaggio del compost grezzo e di quello raffinato,
verranno compiute sotto la tettoia esistente, sulla cui platea avviene attualmente la
maturazione finale della F.O.S..
La
superficie
occupata
dallo
stoccaggio
prima
della
caratterizzazione
analitica, per un periodo stimato di un mese risulta pari a:
7.541 t/a : 365 g/a : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 126 mq.
La superficie occupata dallo stoccaggio prima della cessione all’esterno, per
un periodo stimato di un mese risulta pari a:
7.541 t/a : 365 g/a : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 126 mq.
8.3.1.7
Trattamento dell’aria esausta a Tortona
Durante il periodo transitorio che intercorre da ora al raggiungimento di un contenuto
di frazione organica nei rifiuti indistinti conferiti idoneo al deposito diretto in discarica,
l’impianto di tritovagliatura di Tortona dovrà essere mantenuto in funzione; pertanto
saranno utilizzati i locali di preselezione.
Secondo criteri usuali di dimensionamento per locali destinati a magazzini e locali di
imballaggio, in presenza di esalazioni maleodoranti di origine organica, si sono assunti i
seguenti ricambi orari e volumi di aspirazione concentrata nei locali di preselazione.
Locale
Sezione ricezione ed
accumulo RSU
Area deposito temporaneo
frazione secca
Area selezione
Vaglio
Biofrantumatore
Totale
Superficie
(mq)
Volume
(mc)
n. ricambi
ora
Aria aspirata
Nmc/h
750
5.250
4
21.000
440
440
3.080
3.080
2
1
6.000
3.000
3.000
2.000
35.000
Si provvede all’aspirazione mediante un ventilatore con potenzialità massima di
35.000 Nmc/h; l’aria viene fatta passare attraverso un filtro a maniche prima di essere
inviata al filtro biologico.
L’edificio di stabilizzazione della sostanza organica (nel periodo transitorio), ed
anche di compostaggio del digestato (a regime) non frequentato da operatori, è
mantenuto in leggera depressione da un sistema di aspirazione forzata formato da
canalizzazioni in acciaio zincato servito da due ventilatori, da 35.000 Nmc/h ciascuno,
che inviano l’aria a due biofiltri da 400 mq di superficie.
46
Si assume che i criteri progettuali di dimensionamento dei biofiltri debbano rispettare
quanto previsto nelle “Linee guida relative alla costruzione e all’esercizio degli
impianti
di
produzione
di
compost”
emesso
dalla
Regione
Lombardia
con
Deliberazione Giunta Regionale 16 Aprile 2003 n. 7/12764, in riferimento ai valori
massimi della portata specifica, pari a 80 Nmc/h x mc di strato filtrante ed a un tempo
di contatto non inferiore a 45 s, con un’altezza consigliata del letto filtrante minima di 1
m, che può giungere al massimo a 2 m.
Per effetto dei criteri di dimensionamento adottati, e degli spazi disponibili, le
dimensioni del materiale filtrante dei biofiltri sono le seguenti:
LOCALI RICEZIONE E LAVORAZIONE
Caratteristiche geometriche
Larghezza
Lunghezza
Altezza pacchetto filtrante
Superficie
Volume
15,00
2 x 12,00
1,70
360,00
612,00
m
m
m
mq
mc
In base alle caratteristiche costruttive dei biofiltri ed alle portate di aria inviate, la
verifica dei parametri funzionali porta ai risultati di seguito illustrati.
Parametri funzionali
Portata aria esausta
Tempo di contatto
Portata specifica
u.m.
valore
mc/h
s
Nmc/ h mc
35.000
63
57,19
valori guida
> 45
< 80
LOCALE MATURAZIONE SOSTANZA ORGANICA
Caratteristiche geometriche
Larghezza
Lunghezza
Altezza pacchetto filtrante
Superficie
Volume
12,00
2 x 30,00
1,70
720,00
1.224,00
m
m
m
mq
mc
In base alle caratteristiche costruttive dei biofiltri ed alle portate di aria inviate, la
verifica dei parametri funzionali porta ai risultati di seguito illustrati.
Parametri funzionali
Portata aria esausta
Tempo di contatto
Portata specifica
u.m.
mc/h
s
Nmc/ h mc
valore
2 x 35.000
63
57,19
valori guida
> 45
< 80
Per consentire un’agevole distribuzione dei flussi e la possibilità di mantenere sempre
comunque in funzione un biofiltro mentre si provvede alla manutenzione dell’altro il
materiale filtrante è suddiviso in due strutture autonome separate, ma interconnesse ed
interscambiabili.
47
8.3.1.8
Biostabilizzazione della frazione organica separata meccanicamente a
Tortona
Oltre alla presenza delle operazioni di compostaggio descritte al punto 8.3.1.6, nella
situazione a regime, dal 2013, si svolgeranno anche quelle di biostabilizzazione della
frazione organica separata meccanicamente.
Dopo il periodo di stabilizzazione accelerata con insufflazione d’aria della durata di 28
giorni all’interno del capannone, il materiale va ulteriormente maturato sotto alla tettoia
nella platea esterna sino a 90 giorni, secondo i tempi usualmente indicati per i processi
di compostaggio, quindi per altri 62 giorni.
Secondo i conteggi sviluppati nell’Allegato 2 dell’Elaborato A.2, il quantitativo di FOS
in uscita dalla maturazione accelerata sarà di 15,1 t/g, con un contenuto di sostanza
secca del 65% ed una densità apparente pari a 0,4 t/mc; il volume necessario per la
maturazione finale sarà, pertanto pari a:
15,1 t/g : 0,4 t/mc x 62 = 2.340 mc
Utilizzando cumuli di sezione pari a 7 x 3,5 : 2 = 12,25 mq, si ha una superficie
occupata pari a: 2.340 : 12,25 = 191 mq.
La
superficie
occupata
dallo
stoccaggio
prima
della
caratterizzazione
analitica, per un periodo stimato di un mese risulta pari a:
15,1 t/g : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 92 mq.
La superficie occupata dallo stoccaggio prima della cessione all’esterno, per
un periodo stimato di un mese risulta pari a:
15,1 t/g : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 92 mq.
Nell’Elaborato B.12 sono indicate le occupazioni planimetriche dei cumuli dedicati al
compostaggio e di quelli dedicati alla biostabilizzazione, nonché il numero di corsie di
stabilizzazione aerata accelerata occupate per le suddette operazioni (5 per la
biostabilizzazione e 6 per il compostaggio).
8.3.1.9
Trattamento della frazione liquida del digestato
Con la disidratazione del digestato mediante la coclea pressatrice si producono
approssimativamente 9.500 m³ di liquido in eccedenza.
Le caratteristiche fisico- chimiche tipiche di questo liquido sono le seguenti:
Colorazione
Odore
pH
Conduttivitá specifica
Sostanza secca (ss)
Solidi volatili
Solidi volatili su base sostanza secca
COD
Azoto totale (Kjeldahl)
Azoto ammoniacale (NH4-N)
nero-marrone
forte, da putrefazione
7,9
20.400
150
76
506,7
108.000
559
173
μS/cm
g/l
g/l
g/l ss
mg/l
mg/l
mg/l
In Italia questo materiale è classificato ancora come rifiuto per cui non può essere
utilizzato tal quale in agricoltura, pur presentando interessanti caratteristiche fertilizzanti,
48
se non con autorizzazione esplicita previa approvazione di complessi piani di spandimento
che, nel caso specifico, incontrerebbero difficoltà di applicazione a causa degli elevati
contenuti di azoto.
Come alternativa non vi è che il trattamento come acqua reflua sino a parametri
idonei allo scarico in acqua superficiale; nel nostro caso specifico si prevede che questo
avvenga tramite conferimento ad idoneo impianto di depurazione autorizzato esterno.
Come evidenziato nel successivo “Schema di flusso del processo e bilanci di massa”, i
quantitativi annui di digestato liquido da avviare a trattamento saranno pari a 7.155 mc,
di cui circa 300 mc di condensa del biogas.
8.3.1.10 Gestione delle acque meteoriche e degli scarichi
Le acque meteoriche relative alla zona impianti di trattamento meccanico biologico a
Novi Ligure, attualmente vengono inviate alle vasche di stoccaggio dei percolati a causa
della presenza di container contenenti la frazione umida parcheggiati sui piazzali.
In adempimento a specifiche prescrizioni dell’A.I.A. ed in considerazione delle nuove
modalità operative legate alla produzione della frazione solida del digestato stoccata in
cassone all’interno del capannone esistente, questa situazione viene superata nel
presente progetto.
Le acque meteoriche di dilavamento della viabilità verranno, pertanto, inviate
alla vasca di prima pioggia esistente (vedi Elaborato B.8), previo passaggio in pozzetto
separatore; nella stessa tavola è individuato il percorso che faranno le acque di seconda
pioggia per riconnettersi con l’esistente fognatura delle acque bianche.
La viabilità, così come ampliata in progetto, avrà una superficie di 5.200 mq che, per
i primi 5 mm di pioggia, corrispondono a 26 mc; la vasca esistente ha un volume utile di
30 mc, pertanto sufficiente allo scopo.
Considerando 30 eventi all’anno il volume annuale di percolato prodotto è pari a:
26 mc x 30 = 780 mc/a
Come indicato nella tavola di progetto il pozzetto partitore è dotato di saracinesca
con servocomando attivato da quadro generale di controllo per entrare in funzione al
livello di riempimento della vasca di prima pioggia, attivare le pompe di svuotamento
della stessa con invio alla rete di raccolta dei percolati, e riaprirsi 48 ore dopo l’evento
meteorico.
Le acque piovane di dilavamento della superficie pavimentata in cemento che
ospita le apparecchiature relative alla digestione anaerobica ed alla produzione ed utilizzo
di energia elettrica e calore sono invece collegate alla rete acque nere esistente a servizio
dei capannoni, che non viene modificata, per precauzione nei confronti di eventuali
sgocciolamenti o rotture dei collegamenti idraulici.
Considerato un quantitativo annuo di pioggia pari ad 1 m, sui 2200 mq di
pavimentazione, si ha una produzione di percolato di 2200 mc/a.
La gestione delle acque meteoriche e di quelle nere relative alla zona impianti di
trattamento meccanico biologico a Tortona non viene, invece, modificata in alcun modo.
49
8.3.2 DIAGRAMMA DI FLUSSO E BILANCI DI MASSA
Si riporta di seguito l’elaborazione in schema di flusso e bilanci di massa dei dati di
progetto secondo le scelte progettuali già dettagliate nei capitoli precedenti.
LEGENDA
• Biowaste: Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (F.O.R.S.U.)
• Green waste: rifiuti da sfalci e potature
• Mg/a: t/a
• Dry matter (DM): sostanza secca (SS)
• Shredder: trituratore aprisacchi
• Ferrous separation: deferrizzatore
• Metals recycling: metalli a recupero
• Drum screen: vaglio circolare rotante
•
Contaminants residues to landfill: sovvalli a discarica
•
Buffer store: polmone di stoccaggio
• Input AD: ingresso alla digestione anaerobica;
• Digester: digestore
• Output AD: materiale in uscita dal digestore (digestato)
• CHP: centrale di cogenerazione energia elettrica e calore
• Condensate: acque di condensa
• Screw presse: pressa di separazione del digestato nelle frazioni solido/liquido
• Press water: liquido separato dal digestato
• Process water: acque di processo
• Waste water treatment: depurazione acque (destinazione della frazione liquida)
• Solid digestate: frazione solida separata dal digestato
• Input composting: ingresso corsie di compostaggio
• Water evaporation: acqua evaporata
• Degradation organics: sostanze organiche degradate durante il processo di
compostaggio
• Input composting: ingresso al compostaggio
• Raw compost: compost grezzo
50
biowaste
green waste
12,000 Mg/a
23% DM
6,000 Mg/a
50% DM
19,2 Mg/d
external
pre-shredder
57,5 Mg/d
shredder
bio-/greenwaste
50 - 80 mm
metals
ferrous separation
drum screen
(50/80 mm)
< 50 mm
0,04 Mg/d
12 Mg/a
0.1% of input
60% DM
3,8 Mg/d
1,200 Mg/a
6.7% of input
30% DM
7,5 Mg/d
2,345 Mg/a
1.90 Mio. Nm³/a
recycling
contaminants
53,7 Mg/d
residues
to landfill
buffer store
16,788 Mg/a
93.3% of input
32% DM
53,7 Mg/d
process water
2,546 Mg/a
16% DM
input AD
19,334 Mg/a
30% DM
61,8 Mg/d
biogas
digester
CHP
condensate
output AD
305 Mg/a
0% TR
16,684 Mg/a
22% DM
53,3 Mg/d
21,9 Mg/d
screw press
23,3 Mg/d
press water
6,850 Mg/a
16% DM
process water
waste water
treatment
7,155 Mg/a
15% DM
8,1 Mg/d
solid digestate
7,288 Mg/a
40.5% of input
30% DM
green waste
7,000 Mg/a
52% DM
45,7 Mg/d
input composting
14,288 Mg/a
41% DM
5,439 Mg/a
water
evaporation
1,309 Mg/a
degradation
organics
tunnel composting
4 weeks
24,1 Mg/d
raw compost
7,541 Mg/a
60% DM
51
8.3.3 BILANCIO ENERGETICO
8.3.3.1
Consumi energetici
Per le operazioni che si svolgono presso l’impianto di Novi Ligure i consumi
energetici (vedi Allegato 2) sono valutati in 989.800 kWh/a.
Il Bilancio Energetico delle nuove apparecchiature installate per il ciclo della
digestione anaerobica è quello esposto nella specifica tabella di Allegato 2 (210 kW di
potenza installata con un consumo annuo previsto di 675.000 kWh), a cui vanno aggiunti
i nastri trasportatori utilizzati per le modifiche alla sezione di vagliatura (ricircoli e
bypass) e del biotrituratore per gli sfalci e potature esposte nella specifica tabella di
Allegato 2 (147 kW di potenza installata con un consumo annuo previsto di 56.500 kWh);
il resto delle utenze è relativo ad apparecchiature elettromeccaniche esistenti anche per
servizi generali ed è esposto nella specifica tabella di Allegato 2 (396 kW di potenza
installata con un consumo annuo previsto di 258.200 kWh)
Per le operazioni che si svolgono presso l’impianto di Tortona i consumi energetici
(vedi Allegato 3) sono valutati in 1.878.015 kWh/a.
La potenza installata complessiva è pari a 833 kW.
L’attuale cabina di trasformazione a Novi Ligure, secondo l’analisi Energia Elettrica
di BERICAELETTROSTUDIO allegata, attuale fornitore di energia ad S.R.T., ha 365 kw di
potenza disponibile (più un ulteriore trasformatore di pari potenza di riserva per i
consumi ordinari e in aggiunta per le punte) interamente utilizzati in alcuni periodi
dell’anno.
Risulta, pertanto, necessario installare una nuova cabina elettrica con trasformatore
da 530 kw di potenza disponibile da prelevare dalla rete ed uno di capacità di cessione
alla rete ENEL di 670 kw (come dimensionato al successivo paragrafo).
Per i dettagli si rimanda all’ elaborato A.4 - Calcoli preliminari degli impianti elettrici.
52
53
8.3.3.2
Produzione di energia
Mediante la digestione delle 18.000 t/a di rifiuti organici ci si attende di ottenere,
cautelativamente, una produzione di biogas pari a 1,9 Milioni di Nm³ per anno (217
Nm³/h); secondo esperienze di impianti esistenti tale produzione potrà giungere anche a
2,2 milioni di Nmc.
Ci si attende un contenuto di metano pari a circa il 58 %. Questo significa un
contenuto energetico globale nel biogas pari a 11.100 MWh/a.
Assumendo una efficienza energetica del 40% l’unità di cogenerazione avrà una
potenza di 530 KW (con margini di sicurezza). Con una disponibilità della centrale di
cogenerazione pari al 95 % si possono produrre 4.400 MWh/a di elettricità.
Risultano inoltre disponibili 4.300 MWh/a di energia termica dei quali 1.235 sono
necessari per il riscaldamento del digestore per mantenere condizioni termofile (55°C).
Nella tabella successiva sono riassunti i principali dati energetici.
Potential energy yield
MBT plant NOVI LIGURE
InputAD plant
MSW
tons/year
Input AD (< 50 mm)
%
Input AD (< 50 mm)
tons/year
m³/ton biowaste
m³/ton greenwaste
Calculated biogas yield
m³/year
m³/h
Methane content
%
m³/year
Methane yield
m³/h
Energy content of methane
kWh/m³
kW
Total energy yield
MWh/a
54
18,000
93.3%
16,788
140
65
1,900,320
217
58.4%
1,110,000
127
10
1,267
11,100
Electrical efficiency
%
40.0%
Thermal efficiency
%
39.0%
availability CHP
%
95.0%
Electrical energy
kW
530
Thermal energy
kW
520
Electrical energy
MWh/year
4,400
Thermal energy
MWh/year
4,300
In considerazione del fatto che la flessibilità dell’impianto di cogenerazione consente
di sfruttarlo con buone performance di resa produttiva sino all’80% della sua potenzialità
massima, in previsione di maggiori produzioni di gas rispetto a quelle cautelativamente
attese o del possibile inserimento nel digestore anche di rifiuti liquidi altamente produttivi
di biogas ed energia quali gli oli alimentari, si assume una taglia standard di potenza
installata del cogeneratore pari a 670 KW.
Per i dettagli sugli impianti impianti elettrici si rimanda agli elaborati:
8.4

A.4 - Calcoli preliminari degli impianti elettrici

B.10 - Planimetria impianti elettrici Novi Ligure

B.11 - Planimetria e sezioni trasversali degli allestimenti in cabina elettrica
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - OPERE EDILI
Le opere edili connesse alla realizzazione del progetto sono le seguenti:
A Novi Ligure
1.
Realizzazione di platea in cemento armato con doppia rete elettrosaldata come
base di appoggio per la vasca di stoccaggio della frazione liquida del digestato, la
centrale di cogenerazione ed i relativi locali accessori per la gestione dell’energia
elettrica e del calore prodotti e la fiaccola d’emergenza.
2.
Realizzazione del bunker in cemento armato per la digestione anaerobica dei
rifiuti, con relative fondazioni armate.
3.
Abbattimento dell’attuale parete di divisione dei locali di stoccaggio delle frazioni
secca ed umida derivanti dalla separazione meccanica del rifiuto tal quale, con
rifacimento parziale della pavimentazione.
4.
Inserimento di due pareti in elementi prefabbricati all’interno del locale ricezione
per creazione di box di stoccaggio, con rivestimento metallico delle pareti esistenti
per contrasto alla pala meccanica.
5.
Viabilità asfaltata di servizio e della zona in cui è posizionato il press container per
l’allontanamento dei sovvalli.
6.
Parziale rifacimento, adeguamento per la separazione delle acque di prima pioggia
ed ampliamento delle reti di raccolta acque nere, miste e piovane.
7.
Ampliamento e sistemazione della recinzione.
8.
Cabina elettrica di trasformazione in bassa tensione ed interscambio di energia
elettrica prodotta, con ENEL.
9.
Basamento e corona circolare in elevazione del serbatoio di stoccaggio acque di
processo.
10. Opere edili connesse agli impianti elettrici.
55
A Tortona
11. Realizzazione di pareti divisorie in elementi prefabbricati per lo stoccaggio della
frazione solida del digestato proveniente da Novi Ligure con rivestimento
metallico delle pareti esistenti per contrasto alla pala meccanica.
8.5
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - APPARECCHIATURE
ELETTROMECCANICHE
Le apparecchiature elettromeccaniche connesse alla realizzazione del progetto sono
le seguenti:
A Novi Ligure
1. Adattamento degli impianti di tritovagliatura esistenti (modifiche al sistema di
laceramento sacchi e sminuzzatura del trituratore); modifica della foronomia
interna al vaglio ed intervento su cedimenti strutturali del tamburo di appoggio,
adattamento dei nastri trasportatori esistenti e dei relativi impianti elettrici, nuovi
nastri trasportatori per il ricircolo delle varie frazioni di rifiuto, compreso:

Inserimento di carter antigocciolamento sui nastri trasportatori da trituratore a
vaglio.

Abbassamento tramoggia trituratore per consentire il caricamento tramite pala
meccanica.

Modifiche al nastro trasportatore di uscita dei sovvalli in modo da consentire
l’attraversamento a tenuta stagna del portellone esistente ed il suo smontaggio in
tale punto.

Manutenzione straordinaria della centralina oleodinamica idraulica del vaglio.

Manutenzione straordinaria del filtro a maniche trattamento aria.
2. Fossa
di
stoccaggio
a
pavimento
mobile
e
relative
dotazioni
per
la
movimentazione dei rifiuti.
3. Sistema di caricamento del digestore (coclee e nastri trasportatori).
4. Componenti
elettromeccaniche
del
digestore
(sistema
di
miscelazione
del
digestato, portelloni, etc.), compresi accessori del digestore (sifone, controllo
visivo, sistemi di sicurezza e di rilievo dati, etc.).
5. Container per apparecchiature di comando e controllo del processo di digestione e
Container contenente gli allacciamenti e scambi termici.
6. Sistema di estrazione del digestato.
7. Pressatura (separazione solido - liquido), comprese condotte ed apparecchiature di
trasporto della frazione liquida separata.
56
8. Gasdotti con apparecchiature di controllo gas in qualità e quantità e torcia di
combustione d’emergenza.
9. Impianto di cogenerazione e pressurizzazione.
10. Impianto elettrico, di controllo e comando, software, allacciamenti elementi,
messa a terra, illuminazione esterna area impianti e viabilità, dotazioni ed
apparecchiature elettriche per la cabina elettrica di trasformazione in bassa
tensione ed interscambio di energia elettrica prodotta, con ENEL.
11. Digestore secondario con gasometro, circuito di riscaldamento, miscelatori,
portellone di accesso e sensori vari di monitoraggio.
12. Allacciamenti termici cogeneratore - digestori primario e secondario.
13. Biotrituratore mobile scarrabile per sfalci e potature completo di nastro di scarico.
A Tortona
14. Interventi su impianti esistenti consistenti in:

Realizzazione di tramoggia di caricamento e miscelazione degli sfalci e potature
con la frazione solida del digestato.

Manutenzione straordinaria del filtro a maniche.

Inserimento di un punto erogazione di energia elettrica da 75 kW nel locale
ricezione per l’allacciamento del biotrituratore mobile.
Per ambedue gli impianti
15. Unificazione software ed hardware degli impianti di automazione di Novi Ligure e
di Tortona, tenendo presente che la modifica effettuata sulle rivoltatrici di Tortona
è stata realizzata con HW VIPA Italia (compatibile con Siemens Step 7) ed il
programma realizzato con lo Step 7 della Siemens, e fornitura del SW Step 7 con
licenza d’uso, compresi i programmi sorgente realizzati.
16. Avviamento impianti con riscaldamento mediante caldaia esterna, collaudo
prestazionali.
8.6
COSTI DI COSTRUZIONE
I costi di realizzazione dell’impianto di digestione anaerobica a dell’annesso impianto
di sfruttamento del biogas prodotto tramite cogenerazione di energia elettrica e calore,
comprensivi dei costi di adeguamento dell’impianto di compostaggio di Tortona, sono
stati stimati nell’Elaborato E.1; di seguito si riporta il Quadro Generale di spesa.
A
58
Importo totale dei lavori (Compresi gli oneri per
la sicurezza non soggetti a ribasso d'asta pari a
€ 180.000,00)
€
5.873.600,00
B
C
Somme a disposizione dell'amministrazione
IVA 20% importo totale dei lavori
€
1.174.720,00
Spese tecniche per progettazione preliminare, definitiva,
Direzione Lavori, Coordinatore per la sicurezza in fase di
progettazione di esecuzione (compresi oneri previdenziali)
€
371.850,00
Spese tecniche per progettazione esecutiva
(compresi oneri previdenziali)
€
98.650,00
IVA 20% sulle spese tecniche
€
94.100,00
Imprevisti ed altre spese (5%)
€
293.680,00
Importo totale delle somme a disposizione
dell'Amministrazione
€
2.033.000,00
Importo complessivo dell'intervento
€
7.906.600,00
59
9.
PRIME INDICAZIONI E DISPOSIZIONI PER LA STESURA DEI
PIANI DI SICUREZZA
9.1
PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO
Il piano di sicurezza e di coordinamento relativo ai lavori oggetto dell’appalto,
allegato al progetto esecutivo, è stato predisposto dal Coordinatore in materia di
sicurezza per la progettazione in conformità al D.Lgs. 09 aprile 2008, n. 81 “Attuazione
dell’articolo 1 della Legge 03 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Gli elaborati del piano di sicurezza e di coordinamento non considerano le effettive
strumentazioni ed attrezzature, nonché il tipo di maestranze adoperate dall’Impresa per
effettuare i lavori. Di conseguenza l’Impresa – avendo l’obbligo di verificare e rispettare il
piano e di attenersi alle norme dell’art. 131 del D.Lgs. 12 Aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni – dovrà redigere e consegnare al Direttore dei Lavori
o, se nominato, al Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, entro trenta giorni
dall’aggiudicazione e comunque prima della consegna dei lavori:
a. eventuali proposte integrative del piano di sicurezza e di coordinamento;
b. un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e
relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori,
da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e di
coordinamento e da sottoporre al Coordinatore in materia di sicurezza per
l’esecuzione dei lavori per la verifica dell’idoneità;
c. dichiarazione di accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento previa
consultazione dei rappresentanti per la sicurezza, così come disposto dall'art.102
del D.Lgs. 81/2008.
Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento ed il Piano Operativo di Sicurezza formano
parte integrante del contratto di appalto. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da
parte dell'Appaltatore, previa formale costituzione in mora dell'interessato, costituiranno
causa di risoluzione del contratto.
Le Imprese esecutrici, prima dell'inizio dei lavori ovvero in corso d'opera, potranno
presentare al Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione dei lavori proposte di
modificazioni o integrazioni al piano di sicurezza e di coordinamento, sia per adeguarne i
contenuti alle tecnologie proprie dell'Impresa, sia per garantire il rispetto alle norme per
la prevenzione degli infortuni a la tutela della salute dei lavoratori eventualmente
disattese nel piano stesso.
9.2
PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA
Ai sensi dell’art.131 comma 2 del D.Lgs. 12 Aprile 2006, n.163 e successive
modifiche ed integrazioni entro trenta giorni dall’aggiudicazione, e comunque prima della
consegna dei lavori, l’Appaltatore dovrà redigere e consegnare all’Amministrazione
appaltante un Piano Operativo di Sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte
autonome e relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei
59
lavori, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza di cui
al punto precedente.
Nel rispetto di quanto disposto dagli articoli 89 comma 1 lettera h) e 96 comma 1
lettera g) e dal punto 3.2.1 dell’Allegato XV del D.Lsg. 09 aprile 2008, n.81 “Attuazione
dell’articolo 1 della Legge 03 agosto 2007, n.123 in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro” il Piano Operativo di Sicurezza verrà redatto a cura di
ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici in riferimento al singolo cantiere
interessato; esso conterrà almeno i seguenti elementi:
a. i dati identificativi dell'impresa esecutrice, che comprendono:
1. il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della
sede legale e degli uffici di cantiere;
2. la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall'impresa
esecutrice e dai lavoratori autonomi subaffidatari;
3. i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei
lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove
eletto o designato;
4. il nominativo del medico competente ove previsto;
5. il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
6. i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;
7. il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell'impresa
esecutrice e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa
impresa con fotocopia del libro matricola e della tessera di riconoscimento di cui
all’articolo 18 comma 1 lettera u) del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81;
b. le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura
nominata allo scopo dall'impresa esecutrice;
c. la descrizione dell'attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di
lavoro;
d. l'elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di
notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere;
e. l'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative
schede di sicurezza;
f. l'esito del rapporto di valutazione del rumore ai sensi del D.Lgs. 09 aprile 2008,
n.81;
g. l'individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle
contenute nel P.S.C., adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie
lavorazioni in cantiere;
h. le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal P.S.C.;
i. l'elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in
cantiere;
l) la documentazione in merito all'informazione ed alla formazione fornite ai
lavoratori occupati in cantiere.
60
Nel piano operativo di sicurezza l’Impresa dovrà indicare e dichiarare l’esistenza di
eventuali interferenze lavorative causate dalla presenza, anche non contemporanea, di
più Imprese nell’ambito del cantiere.
Inoltre dovrà predisporre l’aggiornamento del cronoprogramma dei lavori, contenuto
nel piano di sicurezza e di coordinamento allegato al progetto esecutivo, con l’indicazione
delle fasi lavorative, dei termini di esecuzione delle fasi e delle predette interferenze e
con tutte le altre indicazioni richieste all'Art.13 del Capitolato Speciale d’Appalto, onde
consentire al Coordinatore in materia di sicurezza per l’esecuzione di effettuare le attività
di coordinamento.
In nessun caso le eventuali proposte integrative ed il piano operativo di sicurezza
potranno giustificare modifiche o adeguamenti dei prezzi pattuiti così come disposto dal
comma 5 dell’art.100 del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81.
Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento che verrà redatto dal Coordinatore in
materia di sicurezza per la progettazione ed il Piano Operativo di Sicurezza che verrà
redatto dall’Appaltatore formeranno parte integrante del contratto di appalto.
9.3
ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO
OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA AFFIDATARIA
Il Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione dei lavori, ai sensi dell'art.92
comma 1 lettera b) del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81, verificherà l'idoneità del piano
operativo di sicurezza e rilascerà, entro 7 gg. lavorativi dal ricevimento dello stesso,
formale accettazione o formale richiesta di integrazioni qualora il piano non sia stato
ritenuto idoneo.
Il datore di lavoro dell'Impresa affidataria dovrà, entro 7 gg. dal ricevimento della
nota del Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione, adeguare il P.O.S. in base
alle integrazioni richieste (se accettate) e riconsegnarlo al C.S.E.
Nel caso in cui le modifiche apportate al P.O.S. dal datore di lavoro non consentano
comunque al Coordinatore di rilasciare attestato di idoneità, verrà effettuata in ogni caso
la consegna dei lavori per stabilire l'ultimazione contrattuale delle opere.
L'Impresa affidataria potrà iniziare esclusivamente le lavorazioni per le quali tutte le
procedure in materia di sicurezza previste dal P.S.C. e dal P.O.S. siano state ritenute
idonee dal C.S.E.
9.4
ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO
OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA ESECUTRICE (SUBAPPALTO E
SUB-CONTRATTO)
Ai sensi dell'art.101 comma 3 del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81, l’impresa esecutrice
dovrà trasmettere il proprio piano operativo di sicurezza all’impresa affidataria, la quale,
previa verifica della congruenza rispetto al proprio (dimostrata con sottoscrizione del
P.O.S. da parte del Datore di Lavoro e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
dell’impresa affidataria), lo trasmetterà al Coordinatore in materia di sicurezza per
l’esecuzione entro 7 gg. dal ricevimento.
61
Il Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione verificherà l’idoneità del Piano
Operativo
di
Sicurezza
e
rilascerà
formale
accettazione
o
formale
richiesta
di
integrazione, qualora Piano Operativo di Sicurezza non sia stato ritenuto idoneo, entro 8
gg. dal ricevimento.
L'Impresa affidataria, entro 7 gg. dal ricevimento della nota del Coordinatore in
materia di sicurezza per l'esecuzione nel caso di formale richiesta di integrazione, dovrà
ritrasmettere al Coordinatore il Piano Operativo di Sicurezza dell’Impresa esecutrice
adeguato in base alle integrazioni richieste (se accettate).
L'Impresa esecutrice potrà iniziare i lavori esclusivamente dopo l’esito positivo delle
suddette verifiche.
9.5
STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA
Sulla G.U. del 21 agosto 2003 n.193, è stato pubblicato il D.P.R. 03 luglio 2003
n.222 "Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei e
mobili, in attuazione dell'art.31, comma 1, della Legge 11 febbraio 1994, n.109". Il
Regolamento, entrato in vigore il 05 settembre 2003, oltre a definire – al Capo II e al
Capo III – i contenuti minimi di tutti i piani di sicurezza previsti dalla normativa vigente
in materia, indica – al Capo IV art.7 – le disposizioni in merito alla "Stima dei costi della
sicurezza" necessarie per calcolare la parte del costo dell'opera da non assoggettare a
ribasso nelle offerte delle Imprese esecutrici.
Successivamente sulla G.U. del 30 aprile 2008 n.101 è stato pubblicato il D.Lgs. 09
aprile 2008, n.81. Il Decreto, entrato in vigore il 15 maggio 2008, con l’articolo 304 ha
abrogato il D.Lgs. 14 agosto 1996, n.494 ma non il predetto D.P.R. 03 luglio 2003 n.222.
Il D.Lgs. n.81/2008 al punto 4 dell’allegato XV prevede le stesse disposizioni in
merito alla “Stima dei costi della sicurezza” di cui all’articolo 7 del D.P.R. 222/2003.
Il Coordinatore in materia di sicurezza per la progettazione, predisporrà nel progetto
esecutivo, un calcolo complessivo dei costi, con riferimento agli elementi indicati dalla
suddetta normativa.
Nel presente progetto preliminare è stato stimato l’ importo da non assoggettare a
ribasso sulla base di un incidenza pari al 3% circa, corrispondente ad € 180.000,00.
62
10.
ASPETTI PROCEDURALI
10.1
APPLICABILITA' DELL’INCENTIVO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA
ELETTRICA
La produzione di energia elettrica da biogas, derivante dalla frazione organica dei
rifiuti urbani, è incentivata in base alle vigenti normative, pertanto anche l’impianto in
progetto potrà usufruire dell’incentivo.
Per impianti che generano una potenza inferiore ad 1 MW, la normativa prevede la
possibilità per l’Utente di optare per due alternative: l’emissione di certificati verdi o la
tariffa fissa onnicomprensiva. Nello specifico caso in esame l’opzione della tariffa fissa
onnicomprensiva è senz’altro più idonea per la semplicità di applicazione e la garanzia
di un ritorno fisso e prevedibile. Nel seguito si descrivono le principali normative
applicabili ed i benefici previsti, con particolare riferimento per quest’ultima opzione.
I meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica mediante
impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili sono definiti con i commi da 143 a
154 della Legge 244/2007 (Legge Finanziaria 2008) che modificano ed integrano le
normative preesistenti.
Accanto alla revisione del meccanismo dei certificati verdi, sempre a partire dal 1
gennaio 2008, è stata introdotta per gli impianti di dimensioni più modeste una nuova
forma di incentivazione, rappresentata dalla già citata tariffa fissa onnicomprensiva.
Il comma 145 stabilisce, infatti, che la produzione di energia elettrica mediante
impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili di potenza nominale media annua non
superiore ad 1 megawatt, immessa nel sistema elettrico, ha diritto, in alternativa ai
certificati verdi, su richiesta del produttore, a una tariffa fissa onnicomprensiva di entità
variabile a seconda della fonte energetica rinnovabile utilizzata, per un periodo di quindici
anni.
Il DM del Ministero dello Sviluppo Economico del 18/12/2008 attua alcune delle
nuove norme previste nella “Finanziaria 2008”, tra cui il meccanismo della “tariffa fissa
onnicomprensiva” a favore della produzione di elettricità da impianti a fonti rinnovabili di
piccole dimensioni, entrati in esercizio in data successiva al 31/12/2007. Le regole per
l’applicazione del suddetto decreto sono ulteriormente precisate nella delibera dell’AEEG
(Autorità per l’Energia) n. 1/2009.
La tariffa onnicomprensiva prevede l’erogazione di un corrispettivo per ogni kWh
netto immesso in rete. Va notato che, diversamente dal Conto Energia per il fotovoltaico
e dai Certificati Verdi, che incentivano tutta l’energia prodotta, compresi gli autoconsumi
di centrale, la tariffa onnicomprensiva è corrisposta solo per l’elettricità effettivamente
ceduta alla rete.
63
Il valore economico della tariffa incorpora, seppure non in maniera esplicita, sia la
quota incentivante, che il corrispettivo per la vendita dell’ energia. Al contrario il beneficio
economico dei certificati verdi va a sommarsi al corrispettivo per la vendita dell’energia,
entrambi i corrispettivi, sono però soggetti al mercato ed i ricavi che ne derivano non
sono quindi prevedibili con assoluta certezza.
Per quanto riguarda la tariffa fissa onnicomprensiva, va inoltre ricordato che la
suddetta tariffa può essere aggiornata ogni tre anni per i nuovi impianti allacciati. La
tariffa applicata resta però costante per quindici anni.
Per i rifiuti biodegradabili la vigente tariffa fissa onnicomprensiva è pari a 28
c€/kWhe.
Questo valore è stato introdotto, in sostituzione del valore preesistente, con la Legge
n. 99/09 del 23 Luglio 2009. Con la stessa legge è stato anche abrogato il meccanismo
della “filiera corta” per gli impianti che adottano la tariffa onnicomprensiva. Va notato che
il meccanismo della “filiera corta” resta invece ancora valido per il calcolo dei certificati
verdi, ma in questo caso si è ancora in attesa del decreto attutivo che dovrà essere
emanato a cura del Ministero delle Politiche Agricole.
La tariffa fissa onnicomprensiva viene corrisposta al produttore per un periodo di 15
anni a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto.
Per accedere alla tariffa è inoltre indispensabile che l’impianto abbia ottenuto dal GSE
la qualifica di impianto IAFR (Impianto alimentato da Fonti Rinnovabili). In occasione
della richiesta della qualifica, il produttore può optare per la tariffa fissa onnicomprensiva
o per i certificati verdi
Al termine dei quindici anni, l'energia elettrica sarà remunerata, con le medesime
modalità ed alle condizioni economiche previste dall'articolo 13 del D.Lgs. n. 387/2003.
Gli impianti che entreranno in funzione dal 2009 riceveranno CV o tariffa
onnicomprensiva solo se non beneficeranno degli incentivi pubblici (nazionali, locali o
comunitari) in conto energia, conto capitale o conto interessi con capitalizzazione
anticipata.
10.2
CONTENUTI SPECIFICI PER LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER LA
REALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI GENERAZIONE ENERGIA ELETTRICA DA
FONTE RINNOVABILE
In Allegato 4 è riportato il Certificato di Destinazione Urbanistica sulla base
della situazione attuale che non può, necessariamente, tenere conto della nuova
Autorizzazione Integrata Ambientale, in corso di rilascio, mediante la quale l’area su cui è
previsto l’ampliamento dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico viene destinata
a smaltimento rifiuti.
64
Tale documento verrà, pertanto, ripresentato non appena il Comune di Novi Ligure
avrà recepito tale variazione nel proprio P.R.G.
La data prevista di entrata in esercizio dell’impianto di produzione energia è il 1°
agosto 2012.
In considerazione del fatto che, come spiegato nel paragrafo successivo, l’Azienda
intende affidare i lavori di realizzazione degli impianti con la formula dell’”Appalto
Integrato” che prevede la progettazione esecutiva a carico dell’Impresa aggiudicataria, il
“preventivo di connessione (con soluzione tecnica) e relativa accettazione da parte del
proponente” sarà richiesto dopo l’espletamento di tale fase.
La “descrizione delle modalità di collaudo - verifica tecnico funzionale” sono esposti in
apposita sezione della Parte II del Capitolato Speciale d’Appalto, Elaborato E.3.
Anche la “Scheda sintetica per Regione Piemonte, Settore decentrato di Alessandria,
con la situazione urbanistica” verrà compilata e presentata dopo la progettazione
esecutiva sviluppata a cura dell’Impresa aggiudicataria dell’Appalto Integrato.
10.3
MODALITA' DI APPALTO
S.R.T. S.p.A., in quanto società interamente a capitale pubblico, è tenuta, per
l’assegnazione di appalti, al rispetto della legislazione inerente i lavori pubblici.
La norma vigente che regolamenta la materia è il D. Leg.vo 12 aprile 2006, n. 163
“Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”, in vigore dall’1.07 2006.
Nella fattispecie, S.R.T., nel momento in cui sceglie, sulla base del presente Progetto
Preliminare, fra quelle proposte dalle B.A.T. (Best Available Tecnology) ai sensi del
Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, la tecnologia di digestione anaerobica da applicarsi
all’impianto (a secco, in digestore orizzontale tipo plug flow) ha interesse ad impostare la
procedura di scelta fra Ditte costruttrici di impianti, oltre che sul costo, sulla base dei
seguenti criteri:
 Referenze di realizzazione di soluzioni impiantistiche applicative del processo
scelto
 Esperienza nella individuazione di soluzioni efficaci per il pretrattamento della
F.O.R.S.U. e post trattamenti del digestato
 Assunzione
di
responsabilità
nella
progettazione
dell’insieme
dell’impianto
complesso costituito anche da tutta la parte di recupero di energia e calore
 Caratteristiche ambientali e contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali
 Assistenza tecnica e servizio successivo alla costruzione
 Redditività, costo di utilizzazione e manutenzione
Peraltro, trattandosi di dover ottenere dalla Provincia l’Autorizzazione Integrata
Ambientale ex Art. 213 del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006, sue m. ed i., occorre giungere
ad una “Progettazione Definitiva”, per la redazione della quale occorre procedere alla
65
scelta
impiantistica
e
sulla
base
della
quale
sarà
concessa
l’autorizzazione
contemporaneamente all’approvazione del progetto.
In merito alla tipologia di appalto pubblico il Decreto 163/06, al comma 7 dell’Art. 3,
recita: “Gli <<appalti pubblici di lavori>> sono appalti pubblici aventi per oggetto
l’esecuzione o congiuntamente, la progettazione esecutiva e l’esecuzione, ovvero, previa
acquisizione in sede di offerta del progetto definitivo, la progettazione esecutiva e
l’esecuzione, relativamente ……….. oppure, limitatamente ……….. l’esecuzione ………. , sulla
base del progetto preliminare posto a base di gara”.
Questa forma è quella che si ritiene più idonea a soddisfare i criteri sopra elencati.
Tale suddivisione viene poi ripresa al comma 2, Art. 53 - Tipologia e oggetto dei
contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
I citati articoli, per la parte relativa all’appalto di progettazione ed esecuzione sono
stati sospesi dal Decreto Legge 12 maggio 2006, n. 173, convertito con legge 12 luglio
2006, n. 228 e dal decreto legislativo 26 gennaio 2007, n. 6 che, però, prevedevano
espressamente una norma transitoria che consentiva alle stazioni appaltanti di applicare
le disposizioni abrogate dal codice relative, appunto, alla fattispecie dell’appalto di
progettazione ed esecuzione.
Ciò ha determinato una situazione di incertezza applicativa per le stazioni appaltanti
e per tutti gli operatori del settore, superata dalla Direzione generale per la regolazione
dei lavori pubblici che, con nota prot. N. 16790 in data 8 agosto 2007, esprimeva l’avviso
che si potessero considerare applicabili le previsioni della “legge Merloni” relative
all’appalto di progettazione ed esecuzione (ex appalto integrato ed appalto concorso) fino
all’entrata in vigore del regolamento attuativo del “Codice”, interpretazione confermata
dal Capo Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei
Ministri con nota 6919/15.3.16/2007/5 del 24.09.2007 in risposta a specifico quesito
posto dal Ministero delle Infrastrutture.
La “Legge Merloni”, Legge 11 febbraio 1994, n. 109, all’Art. 19 (Sistema di
realizzazione dei lavori pubblici), ammette al punto “1. b) la progettazione esecutiva di
cui all’art. 16, comma 5, e l’esecuzione dei lavori pubblici di cui all’art. 2, comma1,
qualora: ………… 2) riguardino lavori la cui componente impiantistica o tecnologica incida
per più del 60% del valore dell’opera; …………… 1 - bis. Per l’affidamento dei contratti di
cui al comma 1, lettera b), la gara è indetta sulla base del progetto definitivo di cui
all’art. 16, comma 4.
Per quanto riguarda i criteri di selezione delle offerte,indipendentemente dalle
modalità di appalto, il “Codice”, all’Art. 81. Criteri per la scelta dell’offerta migliore,
recita: “1. Nei contratti pubblici, fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o
amministrative relative alla remunerazione di servizi specifici, la migliore offerta è
selezionata
con
il
criterio
del
prezzo
più
basso
o
con
il
criterio
dell’offerta
economicamente più vantaggiosa. 2. Le stazioni appaltanti scelgono, tra i criteri di cui al
comma
1,
quello
contratto…..”.
66
più
adeguato
in
relazione
alle
caratteristiche
dell’oggetto
di
L’Art. 83. Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, recita: “1. Quando il
contratto è affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il bando
di gara stabilisce i criteri di valutazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto ed
alle caratteristiche del contratto, quali, a titolo esemplificativo: il prezzo, la qualità, il
pregio tecnico ….. il servizio successivo alla vendita …… l’assistenza tecnica …… la data di
consegna o di esecuzione ….”.
Sulla base delle aspettative ed esigenze di S.R.T., si ritiene che la procedura di
appalto più indicata sia quella del cosiddetto “appalto integrato di progettazione ed
esecuzione”, con scelta dell’esecutore con il “criterio dell’offerta economicamente più
vantaggiosa”, sulla base di un progetto definitivo approvato in sede di Conferenza dei
Servizi provinciale, ai sensi del Testo Unico Ambiente.
67
All. 1
Dati qualitativi F.O.R.S.U.
% ss
C
N
P
As
Cd
Cr
Hg
Ni
Pb
Cu
Se
Zn
Carbonio organico
Azoto totale
Fosforo
Arsenico
Cadmio
Cromo
Mercurio
Nichel
Piombo
Rame
Selenio
Zinco
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
mg/kg s.s.
% ss
% ss
% ss
Sostanza organica
% ss
650 °C
Ceneri
%
%
110 °C
Umidità
Residuo secco
Data
Campione
Ns. Rif.
SRT - Rifiuti
90
< 0,10
22
66
12,1
0,80
28
0,073
0,52
0,34
3,04
45,36
83,53
16,47
76,87
23,13
3/8/07
Novi
1567-1
215
< 0,10
44
14,3
6,0
0,118
10,5
0,147
0,33
0,41
2,92
45,22
96,92
3,08
77,68
22,32
3/8/07
Tortona
1567-2
89
< 0,10
36
9,4
5,8
< 0,05
8,8
0,098
0,22
0,42
3,00
41,94
80,59
19,41
81,60
18,40
3/8/07
Villaromagnano
1567-3
57
< 0,10
31
11,4
7,6
< 0,05
15,3
0,061
0,191
0,55
2,64
40,87
80,28
19,72
77,19
22,81
3/8/07
Francavilla
1567-4
All. 2
Consumi elettrici Novi Ligure
02/07/2010
3N092517
Totale
MUG-01 + NAT-01
Trituratore con nastro
Nastro trasportatore
Deferrizzatore
Vaglio rotante
Portoni automatici
Presidi ambientali
Opere accessorie
ROT-01
DEF-01
NAT-03
sigla
apparecchiatura
1
1
1
1
4
quantità
6,0
kW
m
220,0
0,3
8,5
45,0
1,1
potenza
installata
unitaria
lunghezza
nastri
trasportatori
395,8
220,0
3,6
8,5
45,0
4,4
76,7
37,7
kW
68,7%
70%
40%
40%
70%
40%
70%
70%
%
272,1
154,0
1,4
3,4
31,5
1,8
53,7
26,4
kW
949
258.200
92.400
900
2.000
18.900
500
112.700
30.800
kWh/a
consumo
totale
B
A
esistente
esistente modificato
esistente
esistente
esistente modificato
note
10S04_A1_all.2_SRT NL ut.elettr.esist. 10-06-08.xls
600
600
600
600
300
2.100
1.170
h/a
tempo di
potenza
assorbimen
consumo funzionam
installata
to
ento
totale
02/07/2010
3N092517
Totale
NAT-5A
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Nastro trasportatore
Biotrituratore con nastro
Others
OTH-01
MUG-02 + NAT-02
NAT-15
NAT-14
NAT-13
NAT-12
NAT-11
NAT-10
NAT-09
NAT-08
NAT-07
NAT-06
NAT-5B
sigla
apparecchiatura
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
5%
quantità
0,3
0,3
0,3
0,6
0,6
0,6
0,3
0,6
0,6
0,6
0,6
0,3
75,0
kW
m
6,0
6,0
7,0
16,0
14,0
16,0
3,5
9,0
21,0
8,5
10,0
6,0
potenza
installata
unitaria
lunghezza
nastri
trasportatori
147,3
1,8
1,8
2,1
9,6
8,4
9,6
1,1
5,4
12,6
5,1
6,0
1,8
75,0
7,0
kW
58,1%
40%
40%
40%
40%
40%
40%
40%
40%
40%
40%
40%
40%
70%
%
85,6
0,7
0,7
0,8
3,8
3,4
3,8
0,4
2,2
5,0
2,0
2,4
0,7
52,5
7,0
kW
56.500
400
400
500
2.300
2.000
2.300
300
1.300
3.000
1.200
1.400
400
36.800
4.200
kWh/a
consumo
totale
nuovo
nuovo
nuovo
nuovo
nuovo
esistente modificato
nuovo
nuovo
nuovo
nuovo
esistente modificato
esistente modificato
esistente modificato
note
10S04_A1_all.2_SRT NL ut.elettr.mod.esist. 10-06-08.xls
660
600
600
600
600
600
600
600
600
600
600
600
600
700
600
h/a
tempo di
potenza
assorbimen
consumo funzionam
installata
to
ento
totale
02/07/2010
3N092517
Totale
BST-01
Sistema di accumulo
Coclea caricamento accumulo
Coclea estrazione da accumulo
Nastro trasportatore
Coclea
Coclea
Coclea
Digestore
Pompa estrazione digestato
Presso - coclea
Presso - coclea
Nastro trasportatore
Pompa per acqua di processo
Serbatoio per acqua di processo
Pompa per acqua di processo
Deumidificatore gas
Compressore
Unità combinata di compressione e potenza
Fiaccola
Altre utenze minori
OTH-01
FLA-01
CHP-01
SPU-03
PWT-01
SPU-02
NAT-24
SCE-02
SCE-01
SPU-01
DIG-01
NAT-23
NAT-22
NAT-21
NAT-20
BST-03
BST-02
sigla
Apparecchiatura
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
5%
quantità
8,0
5,0
19,5
7,5
2,5
209,6
0,0
10,0
32,0
7,5
32,0
kW
20,0
10,0
5,0
1,5
11,7
4,5
1,5
74,0
10,0
6,0
6,0
2,4
7,5
0,0
7,5
kW
m
potenza
installata
totale
20,0
10,0
5,0
0,3
0,6
0,6
0,6
74,0
10,0
6,0
6,0
0,3
7,5
potenza
installata
unitaria
lunghezza
nastri
trasportatori
68,5%
70%
70%
70%
70%
40%
40%
40%
40%
40%
70%
70%
80%
80%
70%
70%
%
assorbimento
4699
1.800
8.000
1.000
2.400
1.800
8.000
8.000
8.000
8.000
8.000
6.000
1.800
1.800
1.800
1.800
1.000
h/a
tempo di
lavoro
675.000
18.000
179.200
5.300
33.600
12.600
16.000
4.800
37.400
14.400
4.800
310.800
12.600
8.600
8.600
3.000
5.300
kWh/a
consumo
totale
10S04_A1_all.2_SRT NL ut.elettr.nuove 10-06-08.xls
143,6
0,0
10,0
22,4
14,0
7,0
2,0
0,6
4,7
1,8
0,6
51,8
7,0
4,8
4,8
1,7
5,3
0,0
5,3
kW
consumo
All. 3
Consumi elettrici Tortona
RIV-51
KVE-51
NAT-61
NAT-62
KCV-01
ESS-01
NAT-54
DEF-51
NAT-55
NAT-56
NAT-57
NAT-58
NAT-59
NAT-60
DEF-52
VAR-51
user item
Electric
Sigla
utenza el.
Portoni automatici di scarico
ML-51 ABC
Portone automatico frazione secca
ML-52
Portone automatico stabilizz./maturaz.
ML-53
Bio-trituratore e nastro NAT-51
MT-51
Trasportatore a nastro alimentazione vaglio
MH-53
Vaglio rotante
MR-51
Resistenza riscaldamento olio
Ventilatore raffreddamento olio
Trasportatore a nastro frazione secca
MH-54
Separatore magnetico (magnete perman.)
MD-51
Trasportatore a nastro frazione secca
MH-55
Trasportatore sottovaglio-frazione umida
MH-56
Trasportatore a nastro frazione umida
MH-57
Tramoggia- trasportatore organico Novi
MH-58
Trasportatore organico Novi in linea
MH-59
Trasportatore a nastro organico complessivo
MH-60
Separatore magnetico (magnete perman.)
MD-52
Rotocella
MS-01
Coclea
MC-01
Centralina controllo elettrovalvole
SQ
Compressore a vite
MCC-51
Essiccatore aria
ECF-51
Solenoidi attivaz.apertura farfalla pneum
Ventilatore aspirazione aria
KVE-51
Trasportatore a nastro alimentazione corsie
MH-61
Trasportatore a navetta alimentazione corsie
MH-62
motorizzazione cremagliera
MH-62.1
Macchina rivoltatrice
sistema idraulico
MR-51.1
trasportatore a catena MR-51.2
raffreddamento idraulico MR-51.3
DESCRIPTION
ITEM
L-51 ABC
L-52
l-53
MUG-51
NAT-53
ROT-51
DESCRIZIONE
Tortona
SIGLA
Impianto:
1
1
1
1
1
1
1
3
1
1
2
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
N.
Operating
Unità
in funz.
N.
Spare
Unità
riser.
75,00
5,50
4,00
1,50
55,00
11,00
0,28
1,10
1,10
1,10
110,00
4,00
30,00
1,10
0,05
3,00
3,00
3,00
3,00
3,00
2,20
3,00
5,50
3,00
0,55
1,10
0,50
11,00
0,75
kW
Unit
unitaria
75,00
5,50
4,00
1,50
55,00
11,00
0,28
3,30
1,10
1,10
220,00
4,00
30,00
1,10
0,05
3,00
3,00
3,00
3,00
3,00
2,20
3,00
5,50
3,00
0,55
1,10
0,50
11,00
0,75
kW
Total
totale
Installed Power
Potenza Installata
ITEM LIST E CONSUMI ENERGETICI
time
Operating
Marcia
consumption
Daily
Consumo
giornaliero
60,0
4,4
3,2
1,2
44,0
8,8
0,2
10,0
6,5
6,5
2,0
10,0
10,0
10,0
186.000
8.870
6.450
740
136.400
27.280
690
kWh/y
310
365
1.640
550
550
443.300
6.450
42.320
550
20
4.840
4.840
4.840
4.840
4.840
3.550
4.840
8.870
4.840
640
1.090
500
30.690
1.860
consumption
Annual
Consumo
annuale
Filename: 10S04_A1_all.3_U.V.xls
600,00
28,60
20,80
2,40
440,00
88,00
2,24
kW
h/d
kWh/d
Funzionamento d/anno:
Funzionamento d/anno:
0,9
2,0
5,28
0,9
2,0
1,76
0,9
2,0
1,76
110,0
6,5
1430,00
3,2
6,5
20,80
21,0
6,5
136,50
0,9
2,0
1,76
0,0
2,0
0,08
2,4
6,5
15,60
2,4
6,5
15,60
2,4
6,5
15,60
2,4
6,5
15,60
2,4
6,5
15,60
1,8
6,5
11,44
2,4
6,5
15,60
4,4
6,5
28,60
2,4
6,5
15,60
0,4
4,0
1,76
0,9
4,0
3,52
0,4
4,0
1,60
9,9
10,0
99,00
0,6
10,0
6,00
Abs. Power
Potenza
assorbita
unitaria
MES-01
MES-02
MES-03
MES-04
MES-05
POO-1 A/B
POS-A0
POS-54A/B
POS-51A/B
POS-52A/B
POS-53
POS-54
POG-51
POG-52
KVE-52-AB
KVE-61-ABC
KVE-61-DEF
KVE-61-GHI
KVE-61-KLM
CAR-52
RIV-52
CAR-51
DESCRIPTION
ITEM
user item
Electric
Sigla
utenza el.
pompa ricircolo olio MR-51.4
Carrello traslazione rivoltatrice-motorizzazione
MC-51.1
compressore MC-51.2
Macchina rivoltatrice
sistema idraulico
MR-52.1
trasportatore a catena MR-52.2
raffreddamento idraulico MR-52.3
pompa ricircolo olio MR-52.4
Carrello traslazione rivoltatrice-motorizzazione
MC-52.1
compressore MC-52.2
Ventilatori di processo
MK-61ABC
Ventilatori di processo
MK-61DEF
Ventilatori di processo
MK-61GHI
Ventilatori di processo
MK-61KLM
Solenoidi attivaz.apertura farfalla pneum
TRATT:ARIA IGIEN.-Ventilatore aspirazione
MK-52A
Solenoidi attivaz.apertura farfalla pneum
Ventilatore aspirazione MK-52B
Pompa sommersa pozzo
Pompe gruppo autoclave
Pompe-vasca percolati
MP-51A/B
Pompe-vasca di 1a pioggia
MP-52 A/B
Pompa rampa di accesso
MP-53
Pompa piazzale est
MP-54
Pompa jockey vasca antincendio
MP-51J
Motopompa antincendio
Impianto trattamento acque
Non utilizzato
Agitatore miscelazione
Agitatore flocculazione
Agitatore vasca calce
Agitatore vasca carbone attivo
Agitatore vasca polielettrolita
Pompe dosatrici a pistone cloruro ferrico
DESCRIZIONE
Tortona
SIGLA
Impianto:
1
1
1
1
1
1
1
diesel
1,10
1,50
0,75
0,75
0,18
0,18
55,00
0,75
1,50
1,50
1,50
1,50
1,50
2,20
1
1
2
2
1
1
1
1
kW
0,75
1,10
1,50
55,00
11,00
0,28
0,75
1,10
1,50
4,00
4,00
4,00
4,00
Unit
unitaria
1,10
1,50
0,75
0,75
0,18
0,36
55,00
0,75
3,00
3,00
3,00
1,50
1,50
2,20
55,00
kW
0,75
1,10
1,50
55,00
11,00
0,28
0,75
1,10
1,50
12,00
12,00
12,00
12,00
Total
totale
Installed Power
Potenza Installata
55,00
1
N.
Spare
Unità
riser.
1
N.
1
1
1
1
1
1
1
1
1
3
3
3
3
Operating
Unità
in funz.
ITEM LIST E CONSUMI ENERGETICI
1,0
1,4
0,7
0,7
0,2
0,2
44,0
0,6
1,2
1,4
1,4
1,4
1,4
1,8
44,0
kW
0,6
0,9
1,2
44,0
8,8
0,2
0,6
0,9
1,2
3,2
3,2
3,2
3,2
Abs. Power
Potenza
assorbita
unitaria
10,0
10,0
10,0
4,0
2,0
4,0
4,0
2,0
24,0
h/d
10,0
2,0
2,0
10,0
10,0
10,0
10,0
2,0
2,0
6,0
6,0
6,0
6,0
time
440,00
6,00
24,00
10,80
2,70
5,40
5,40
3,52
1056,00
kWh/d
6,00
1,76
2,40
440,00
88,00
2,24
6,00
1,76
2,40
57,60
57,60
57,60
57,60
consumption
Daily
Consumo
giornaliero
136.400
1.860
7.440
3.350
840
1.670
1.670
1.090
385.440
kWh/y
1.860
550
740
136.400
27.280
690
1.860
550
740
17.860
17.860
17.860
17.860
consumption
Annual
Consumo
annuale
Filename: 10S04_A1_all.3_U.V.xls
Operating
Marcia
TOTAL
TOTALE
Pompe dosatrici a pistone polielettrolita
Pompe centrifughe latte di calce
Pompa centrifuga carbone in polvere
Soffiante a canale laterale(sollevamento fanghi)
Biotrituratore per verde con nastro
Climatizzazione sala comando+sala quadri
Climatizzazione spogliatoi
Caldaia spogliatoi
Aspiratori sala comando/sala quadri
Illuminazione cabina
Illuminazione sala controllo
Luce N.1 (alimentazione linea luce)
Luce N.2 (alimentazione linea luce)
Luce N.3 (alimentazione linea luce)
Luce N.4 (alimentazione linea luce)
Illuminazione esterna
Luce esterna N.1
Luce esterna N.2
QE-CC Aliment. Quadro comando e controllo
Impianto supervisione
Impianto prese, elettrovalvole lav.biofiltri
DESCRIPTION
ITEM
POO-2 A/B
POC-1 A/B
POC-2
KVE-62
MUG+NAT-02
DESCRIZIONE
Tortona
SIGLA
Impianto:
user item
Electric
Sigla
utenza el.
1
1
1
1
1
N.
1
1
1
1
1
2
2
1
2
1
1
1
1
1
1
Operating
Unità
in funz.
N.
1
1
Spare
Unità
riser.
2,00
2,00
2,00
1,00
10,00
kW
0,18
0,37
0,37
3,00
75,00
4,00
1,10
0,10
0,06
2,00
2,00
6,00
3,00
3,00
4,00
Unit
unitaria
833,0
2,00
2,00
2,00
1,00
10,00
kW
0,36
0,74
0,37
3,00
75,00
8,00
2,20
0,10
0,12
2,00
2,00
6,00
3,00
3,00
4,00
Total
totale
Installed Power
Potenza Installata
ITEM LIST E CONSUMI ENERGETICI
1,8
1,8
1,8
0,9
9,0
kW
0,2
0,3
0,3
2,7
67,5
3,6
1,0
0,1
0,1
1,8
1,8
5,4
2,7
2,7
3,6
Abs. Power
Potenza
assorbita
unitaria
12,0
12,0
10,0
10,0
2,0
4,0
10,0
10,0
5,0
10,0
10,0
10,0
10,0
10,0
10,0
10,0
h/d
time
6.007,4
21,60
21,60
18,00
9,00
18,00
270,00
72,00
19,80
0,45
1,08
18,00
18,00
54,00
27,00
27,00
36,00
kWh/d
consumption
Daily
Consumo
giornaliero
1.878.015
6.700
6.700
5.580
2.790
5.580
40.500
22.320
6.140
140
330
5.580
5.580
16.740
8.370
8.370
11.160
kWh/y
consumption
Annual
Consumo
annuale
Filename: 10S04_A1_all.3_U.V.xls
Operating
Marcia
All. 4
Certificato di destinazione urbanistica
Scarica

rel. tecn. - S.R.T. S.p.A.