INDICE pag. 1. PREMESSA .................................................................................................... 1 2. INQUADRAMENTO GEOGRAFICO, VINCOLI, GEOLOGICO, IDROLOGICO, GEOTECNICO E SISMICO ........................................................ 2 3. COMPATIBILITA’ URBANISTICO - TERRITORIALE ......................................... 6 3.1 SITO DI TORTONA – LOC. TERLUCCA ......................................................... 6 3.1.1 Pianificazione territoriale di carattere interregionale ............................ 6 3.1.2 Pianificazione territoriale di carattere provinciale ................................ 7 3.1.3 Pianificazione urbanistica di carattere comunale. ................................ 8 3.1.4 Fasce di rispetto ............................................................................ 8 3.1.5 Aree di salvaguardia ambientale ...................................................... 9 3.1.6 Conclusioni ................................................................................... 9 3.2 SITO DI NOVI LIGURE – STRADA VECCHIA BOSCOMARENGO ........................ 9 3.2.1 Pianificazione territoriale di carattere interregionale ............................ 9 3.2.2 Pianificazione territoriale di carattere provinciale ............................... 10 3.2.3 Pianificazione urbanistica di carattere comunale. ............................... 11 3.2.4 Conclusioni .................................................................................. 13 4. INQUADRAMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO PREFATTIBILITÀ AMBIENTALE ................................................................... 14 5. 4.1 NORMATIVE ........................................................................................... 14 4.2 PROGRAMMAZIONI ................................................................................. 15 4.3 COERENZA DELL’INIZIATIVA .................................................................... 15 4.4 FATTIBILITA’ AMBIENTALE ....................................................................... 15 QUADRO CONOSCITIVO .............................................................................. 16 5.1 ANALISI DELLO STATO DI FATTO DEL SISTEMA DI RACCOLTA ...................... 16 5.2 IMPIANTI ESISTENTI A NOVI E TORTONA................................................... 17 5.2.1 Novi Ligure .................................................................................. 17 5.2.2 Tortona ....................................................................................... 18 6. 5.3 EVOLUZIONE PREVISTA NEI SISTEMI DI RACCOLTA .................................... 19 5.4 MOTIVAZIONI PER L’INTERVENTO ED ORIENTAMENTI TECNOLOGICI ............. 20 PARAMETRI DI PROGETTO .......................................................................... 24 6.1 PRODUZIONE E RACCOLTA R. S. U. E F. O. R. S. U. .................................... 24 6.2 CARATTERISTICHE QUALITATIVE F. O. R. S. U. .......................................... 25 i 6.3 PROVE SUGLI IMPIANTI ESISTENTI ......................................................... 29 6.4 DATI DI PROGETTO .............................................................................. 29 7. SCELTE DI IMPOSTAZIONE PROGETTUALE ................................................. 31 7.1 VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PER LA DIGESTIONE ANAEROBICA .................................................................... 31 7.2 VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PRESENTI SUL MERCATO PER LA DIGESTIONE ANAEROBICA DELLA F.O.R.S.U. TIPO "DRY" E SCELTA DELLA TECNOLOGIA ...................................................... 32 7.3 INTEGRAZIONE CON GLI IMPIANTI ESISTENTI ......................................... 33 8. PROGETTAZIONE DELL'IMPIANTO .............................................................. 35 8.1 IL COMPOSTAGGIO ............................................................................... 35 8.2 LA DIGESTIONE ANAEROBICA ................................................................ 39 8.3 PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO ........................................................... 41 8.3.1 Descrizione del processo e dimensionamenti ................................... 41 8.3.1.1 Pretrattamenti meccanici a Novi Ligure ............................. 41 8.3.1.2 Fossa di stoccaggio e caricamento - digestione .................. 43 8.3.1.3 Trattamento dell’aria esausta .......................................... 43 8.3.1.4 Produzione ed utilizzo del Biogas ..................................... 45 8.3.1.5 Disidratazione del digestato ............................................ 45 8.3.1.6 Compostaggio della frazione solida del digestato a Tortona ........................................................................ 45 8.3.1.7 Trattamento dell’aria esausta a Tortona ............................ 47 8.3.1.8 Biostabilizzazione della frazione organica separata meccanicamente a Tortona ............................................. 49 8.3.1.9 Trattamento della frazione liquida del digestato ................. 49 8.3.1.10 Gestione delle acque meteoriche e degli scarichi ................ 50 8.3.2 diagramma di flusso e Bilanci di massa .......................................... 51 8.3.3 Bilancio energetico ...................................................................... 53 8.3.3.1 Consumi energetici ........................................................ 53 8.3.3.2 Produzione di energia ..................................................... 55 8.4 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - OPERE EDILI ..................................... 56 8.5 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE .......................................................................... 57 8.6 COSTI DI COSTRUZIONE ....................................................................... 58 9. PRIME INDICAZIONI E DISPOSIZIONI PER LA STESURA DEI PIANI DI SICUREZZA ............................................................................................ 60 9.1 PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO .......................................... 60 ii 9.2 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA ............................................................ 59 9.3 ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA AFFIDATARIA ............................. 61 9.4 ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA ESECUTRICE (SUBAPPALTO E SUB-CONTRATTO) ................................................................................ 61 9.5 STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA ........................................................ 62 10. ASPETTI PROCEDURALI .............................................................................. 63 10.1 APPLICABILITA' DELL’INCENTIVO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA ............................................................................................. 63 10.2 CONTENUTI SPECIFICI PER LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI GENERAZIONE ENERGIA ELETTRICA DA FONTE RINNOVABILE ......................................................................... 64 10.3 MODALITA' DI APPALTO ........................................................................... 65 Allegati: All. 1 Dati qualitativi F. O. R. S. U. All. 2 Consumi elettrici Novi Ligure All. 3 Consumi elettrici Tortona All. 4 Certificato di destinazione urbanistica iii 1. PREMESSA Il presente progetto definitivo ha per oggetto la realizzazione, nel territorio servito da SRT S.p.A., azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Consorzio Servizi Rifiuti del Novese, Tortonese, Acquese ed Ovadese - C.S.R., di un impianto di digestione anaerobica della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (F.O.R.S.U.) con produzione di biogas e recupero, da esso, di energia elettrica e calore. Allo scopo, nella presente relazione, verranno sviluppati i seguenti aspetti: L’inquadramento normativo e programmatico comunitario, nazionale e regionale L’analisi dello stato di fatto delle raccolte e degli impianti La definizione dei parametri di progetto in relazione alla programmazione di produzione rifiuti e di raccolta differenziata La descrizione del processo sia in termini tecnici che economici La descrizione dei lavori Le verifiche procedurali inerenti la possibilità di rientri economici sul mercato delle energie alternative e le modalità di appalto La compatibilità ambientale. 1 2. INQUADRAMENTO GEOGRAFICO, VINCOLI, GEOLOGICO, IDROLOGICO, GEOTECNICO E SISMICO Gli aspetti ambientali significativi del sito di Novi e del sito di Tortona di seguito riportati sono desunti dagli studi ambientali eseguiti nell’ambito della verifica di assoggettamento alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. La localizzazione su Carta Tecnica Regionale è riportata nell’elaborato B.1 Corografia, in scala 1:5.000. Per quanto riguarda il sito oggetto di intervento a Novi Ligure sorge in sinistra idrografica del Torrente Scrivia e in destra idrografica del Torrente Orba a distanza di alcuni chilometri in un territorio che presenta vocazione agricola con presenza di insediamenti produttivi ad indirizzo artigianale e commerciale in prossimità dell’abitato di Novi Ligure. La zona è interessata dalla presenza di una serie di infrastrutture di trasporto viario e ferroviario già esistenti e/o in progetto, e frutto pertanto di progetti di rilevanza pubblica di scala territoriale, che hanno, in alcuni casi, un livello di interesse interregionale se non nazionale ed è occupata dalla discarica controllata per rifiuti non pericolosi ed impianti connessi. La morfologia è essenzialmente pianeggiante, sotto il profilo stratigrafico si rilevano alluvioni antiche costituite da depositi ciottolosi in abbondante matrice limoso argillosa o sabbiosa, il fluviale recente costituito da ghiaia in matrice limoso-argillosa. La falda idrica sotterranea ha direzione di deflusso da est-sudest verso ovestnordovest con soggiacenza rilevata nel 2007 variabile da 24 a 30 m da piano campagna. Le soggiacente minime rilevate in anni precedenti sono comprese fra 12 e 17 m circa da piano campagna. La qualità delle acque sotterranee è influenzata da attività antropiche pregresse di origine industriale ed agricola. L’idrologia superficiale è caratterizzata dalla presenza di alcuni corsi d’acqua naturali a regime torrentizio ad alcuni chilometri dal sito. Il paesaggio della zona è tipicamente agricolo, intervallato da elementi naturali quali filari di gelsi e quinte verdi; è altresì caratterizzate da infrastrutture viarie, da cascine. In tale contesto la discarica presenta un’altezza contenuta rispetto al piano campagna circostante: pur rappresentando un elemento paesaggistico artificiale con buona visibilità, si inserisce gradualmente nella percezione del paesaggio circostante. La semplificazione del paesaggio provocata dall’azione dell’uomo ha ridotte sensibilmente la variabilità degli ecosistemi, ridotti a poche unità a distribuzione omogenea tipicamente agricole e tipiche della fascia di pianura. L’analisi dei dati di ventosità evidenzia frequenti condizioni di calma e venti dominanti soprattutto da sud ed in percentuale inferiore da Nord. La qualità dell’aria e la rumorosità nel sito e nelle immediate vicinanze sono condizionate dall’attività di trattamento e smaltimento rifiuti in essere e dalla presenza delle infrastrutture viarie e ferroviarie. 2 Le caratteristiche qualitative delle diverse matrici ambientali sono controllate nell’ambito delle attività di monitoraggio della discarica e degli impianti connessi. Nell’area vasta intorno al sito non si evidenzia la presenza di aree naturali protette, né di siti di importanza comunitaria e di zone di protezione speciale. Per quanto riguarda sito di Tortona sorge in destra idrografica del Torrente Scrivia nell’ultimo lembo della porzione alessandrina della Pianura Padana verso la Lombardia. Il territorio, in questa zona, presenta vocazione agricola con presenza di insediamenti produttivi ad indirizzo artigianale e commerciale in prossimità dell’abitato di Tortona. La zona è interessata dalla presenza di importanti infrastrutture di trasporto ed il sito, in particolare, insiste nell’area compresa tra due arterie stradali importanti come le autostrade TO-PC e MI-GE. Il sito in esame è ubicato in località “Cascine Ercolina e Terlucca” ad una distanza di circa 2,5 km a nord-ovest del comune di Tortona. La morfologia dell’area si presenta da pianeggiante a pseudo pianeggiante e rappresenti i prodotti degli alluvionamenti del t. Scrivia. Sono presenti in corrispondenza del sito e nelle immediate vicinanze i seguenti depositi: le alluvioni attuali (letto ordinario del t. Scrivia), le alluvioni recenti, sopraelevate rispetto al letto dello Scrivia di 5-6 m e caratterizzate da depositi pseudo ciottolosi in matrice limoso-argilloso, le alluvioni antiche che terminano con un terrazzo morfologico nei pressi dell’area di discarica. La direzione di deflusso della falda idrica superficiale è da sud-ovest verso nord est con soggiacenza funzione dei livelli idrici del t. Scrivia e dei deflussi nelle rogge e nei fontanili irrigui. L’analisi della distribuzione del vento al suolo evidenzia un elevato numero di giorni all’anno con calma di vento; in condizioni di ventosità le direzioni preferenziali sono da nord est e da sud ovest. Il paesaggio della zona è caratterizzato da regolari appezzamenti coltivati intervallati d terrazzi morfologici e dall’asta fluviale dello Scrivia. Il modesto rilievo morfologico costituito dalla discarica si inserisce in modo graduale nel contesto paesaggistico. A distanza superiore a 500 m si trovano alcuni edifici tutelati ai sensi della ex legge 1497/1939 (cascina Ronco a Sud –est). Per quanto concerne gli aspetti eco sistemici, di qualità dell’aria, di rumorosità e di aree naturali protette o di siti di importanza comunitaria valgono le considerazioni espresse per il sito di NOVI. Sul sito di Novi Ligure l’analisi dei vincoli, basati sulla consultazione dei dati disponibili sul sito internet della Regione Piemonte(1), evidenzia la presenza dei seguenti: lungo il tratto sud-sudovest il tracciato di un elettrodotto di proprietà FS che costeggia il sito, con relativa fascia di rispetto inedificabile; lungo il lato sud-sudovest il tracciato stradale della S.P. n. 154 “Boscomarengo – Novi Ligure” con relativa interconnessione al raccordo per il casello autostradale di Novi Ligure e relativa fascia di rispetto stradale di 30 m; (1) Fonte dati: http://www.regione.piemonte.it/repertorio/index.htm 3 lungo il lato nord-est del sito il tracciato della linea ferroviaria storica TorinoGenova con relativa fascia di rispetto, nonché l’area di salvaguardia per il tracciato della linea AV/AC relativa al terzo valico ed alle sue interconnessioni con le linee storiche esistenti, con relative fasce di rispetto; il lato sud-est del sito della discarica controllata è delimitato dalla presenza di un’area di salvaguardia per collegamenti viari di rilevanza intercomunale con relativa fascia di salvaguardia; l’area oggetto dell’intervento risulta essere marginalmente interessata anche dalla presenza del tracciato della “Tratta ferroviaria AV/AC Milano–Genova, Terzo Valico dei Giovi”, opera rientrante nelle infrastrutture ferroviarie strategiche definite dalla legge obiettivo 443/01. Non sono presenti i seguenti vincoli: • vincolo idrogeologico; • aree protette; • beni di interesse ambientale ed architettonico; • beni urbanistici ed archeologici; • aree vincolate Ex legge 1497/39; • vincoli faunistici e venatori. Sul sito di Tortona si individuano i seguenti vincoli basate sulla consultazione dei dati disponibili sul sito internet della Regione Piemonte(2): fascia C di esondazione fluviale definita dal PAI (Piano Assetto Idrogeologico); in parte fascia fluviale dei 150 m dalla sponda del Torrente Scrivia, soggetta a tutela ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42; il confine sud del sito, individuato quale area di ampliamento della Discarica ed oggetto di intervento, è assoggettato a fascia di rispetto stradale relativamente alla presenza dell’Autostrada TO-PC per una fascia di 60 m; Non sono presenti i seguenti: (2) • vincolo idrogeologico; • aree protette; • beni di interesse ambientale ed architettonico; • beni urbanistici ed archeologici; • aree vincolate Ex legge 1497/39; • vincoli faunistici e venatori. http://gis.csi.it/panweb/index.htm. Fonte dati: http://www.regione.piemonte.it/repertorio/index.htm http://gis.csi.it/panweb/index.htm. 4 Per quanto riguarda gli aspetti sismici e geotecnici l’analisi è limitata al sito di Novi Ligure, in cui verrà realizzato l’impianto di digestione anaerobica e di recupero energetico, in quanto a Tortona non è prevista la realizzazione di alcuna nuova opera, ma solo la ristrutturazione di impianti esistenti. Per quanto riguarda gli aspetti geotecnici del terreno a Novi Ligure, area su cui andranno realizzate nuove opere edili, si ritiene possibile fare riferimento agli studi condotti dal Dott. Geologo Riccardo Ferretti ed allegati alla progettazione preliminare dell’ampliamento della discarica su terreni limitrofi a quelli oggetto di intervento. I risultati di tali studi sono allegati all’Elaborato A.3 “Calcoli preliminari delle strutture” ed in esso utilizzati a tale scopo. Le risultanze di tale lavoro derivano da prove SPT in foro e prospezioni penetrometriche; le entità utilizzate, cautelativamente ridotte, nella valutazione della stabilità e compatibilità geotecnica risultano le seguenti: quote (m) Da p.c. a - 1 p. vol. / saturo (kg/mc) 1650/1850 Coesione (kg/cmq) 0,05 Angolo attrito (deg) 18 Da - 1 a - 6 1750/2000 0,10 22 In relazione ai sopraccitati parametri geotecnici ed al coefficiente di compressibilità edometrica “m” del terreno d’imposta, conservativamente valutato pari a 0,01 cmq/kg, l’entità dei cedimenti indotti dai carichi massimi applicati, corrispondenti a quelli del manufatto di digestione anaerobica, risultano trascurabili. Per quanto riguarda la classificazione sismica, il sito rientra nella zona 4, di nuova introduzione (Ordinanza del DPCM n. 3274 del 20 Marzo 2003), in una scala che va da 1 (aree a maggiore rischio) a 4 (aree a minore rischio). Tuttavia, in data 11 Aprile 2003 si è verificato un evento sismico di rilevante intensità (magnitudo massima pari a 4,9), il cui epicentro è stato localizzato nella provincia di Alessandria, tra Tortona e Novi Ligure. Inoltre, nella stessa area è avvenuto nel 1541 un terremoto di magnitudo pari a 5,2 che ha prodotto danni rilevanti a Stazzano, Novi Ligure e Serravalle Scrivia. Nelle vicinanze sono localizzati anche l’evento del 1680 (magnitudo 4.8) e del 1913 (magnitudo 4.1). Di conseguenza non è possibile escludere la probabilità di eventi sismici significativi. 5 3. COMPATIBILITA’ URBANISTICO - TERRITORIALE L’area oggetto della previsione di intervento per la realizzazione di un impianto di trattamento anaerobico della F.O.R.S.U. raccolta nel bacino di competenza di S.R.T. spa è sita presso il sito operativo di Novi Ligure in strada vecchia per Boscomarengo, ma prevede ricadute e coinvolgimenti del processo di trattamento dei rifiuti che coinvolgono anche il sito operativo di Tortona in loc. Terlucca, anche se, in questo sito, non è previsto alcun ampliamento né modifica delle strutture e degli insediamenti esistenti. Le aree risultano essere oggetto di differenti livelli di pianificazione, territoriale ed urbanistica, che ne disciplinano le modalità operative ed i processi decisionali. Come è noto la struttura della pianificazione sia di livello nazionale che regionale è di carattere “gerarchico e verticale”; si parte pertanto da un grado di pianificazione territoriale di area vasta di livello sovraordinato e interregionale, per scendere quindi ad una pianificazione di carattere territoriale provinciale sino a giungere ad un ultimo livello di planning comunale. Ognuno di questi differenti livelli di pianificazione ha predisposto documenti progettuali e cartografici che introducono differenti condizioni, vincoli e obiettivi che devono essere tenuti in debita considerazione in sede di elaborazione progettuale sia urbanistica (da parte dei competenti soggetti) che settoriale (da parte degli operatori interessati). 3.1 SITO DI TORTONA – LOC. TERLUCCA 3.1.1 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE INTERREGIONALE In primo luogo si richiamano i disposti e le indicazioni del Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) redatto ed elaborato dall’Autorità di Bacino del fiume Po adottato con deliberazione del Comitato Istituzionale n. 18 in data 26 aprile 2001 ed oggetto di successive integrazioni e modifiche. Il sito - occupato sia da parte della discarica controllata già esistente, che parte degli impianti tecnologici di trattamento dei rifiuti, entrambe gestite dalla SRT spa - oltre che dalla presenza della fascia di rispetto di 150 m. dal limite dell’area demaniale, normata ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 142, comma 1, lettera c) - “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” - risulta essere parzialmente interessato dalla esistenza della fascia fluviale, per la quasi totalità localizzato all’interno della fascia fluviale C “Area di inondazione per piena catastrofica”, oltre un “limite di progetto tra la fascia B e a fascia C”, laddove l’Autorità di Bacino del Fiume Po ha previsto la realizzazione di un’opera di difesa spondale. Solamente una minima porzione del sito, posta nell’estrema propaggine settentrionale e che, comunque, sarà esclusa da pratica di trattamento e smaltimento rifiuti, risulta individuata all’interno della Fascia B. 6 Le aree delle fasce individuate sono regolamentate dall’art. 31 delle Norme di Attuazione del PAI stesso dove, nella sostanza, si sostiene che all’interno delle fasce C si persegue l’obiettivo di integrare il livello di sicurezza alle popolazioni in relazione alle ipotesi di rischio, demandando a Regione e Provincia competenti la predisposizione di Programmi di previsione e prevenzione; compete agli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, regolamentare le attività consentite, i limiti e i divieti per i territori ricadenti in fascia C. 3.1.2 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE PROVINCIALE Il successivo livello di pianificazione territoriale di riferimento è quello afferente il Piano Territoriale della Provincia di Alessandria (PTP), approvato con D.C.R. n. 223-5714 del 19/02/2002 e della sua successiva Variante di adeguamento a normative sovraordinate approvata con D.C.R. n. 112-7663 del 20/02/2007. Questo strumento di pianificazione territoriale si diversifica su due differenti livelli di cogenza : un primo livello dei analisi e constatazione delle varie tutele e vincoli che sottendono il territorio; un secondo livello che individua i possibili indirizzi di sviluppo e di governo del territorio stesso. Nella fattispecie alla tavola 1 del PTP chiamata “Governo del territorio – Vincoli e tutele”, il sito ove è individuata l’attuale discarica pubblica controllata per rifiuti non pericolosi di Tortona, rientra all’interno del “Sistema dei suoli agricoli” come “suoli ad eccellente produttività” ed è regolamentata dall’art. 21.3 delle Norme di Attuazione che ha come obiettivo la conferma gli usi agricoli dei suoli dotati di una elevata capacità produttiva, cercando di evitare modificazioni di destinazioni d’uso in grado di ridurne o comprometterne in modo significativo l’efficienza produttiva. Inoltre lo stesso sito è lambito da un’area - pressoché coincidente con quella individuata dalle fasce fluviali quale limite di progetto tra la fascia B e a fascia C - individuata come “area di salvaguardia finalizzata per la realizzazione di nuove aree protette” e disciplinata dall’art. 15.3 delle Norme di Attuazione del PTP. La tavola di progetto n. 3 del PTP in scala 1: 25.000 denominata “Governo del Territorio – Indirizzi di sviluppo”, identifica e localizza cartograficamente il sito della discarica controllata facendolo rientrare all’interno del “Sistema Funzionale” quale “sottosistema dei servizi ambientali” ed identificandolo come “Aree per discariche di rsu (RSU) ed impianti e piattaforme per il trattamento rifiuti (ITR)”, normate dall’art. 27 delle Norme di Attuazione del PTP dove si rimanda al “Programma provinciale di gestione dei rifiuti urbani” la possibilità di espansione delle discariche controllate tenuto conto della compatibilità geo-ambientale. Si ritiene opportuno evidenziare come l’individuazione cartografica risulta già comprendente di un’area di potenziale ampliamento della discarica già esistente e 7 comunque rimanda agli organismi settoriali preposti (cfr. Provincia – Direzione Ambiente, Conferenza dei Servizi) la definizione di individuazione di criteri per le modalità di ampliamento . Ai sensi dell’ art. 4 comma 4° della L.R. 56/77, il PTP costituisce “quadro di riferimento e di indirizzo per la formazione degli strumenti urbanistici e per la redazione dei piani settoriali i quali devono dimostrare la congruenza con gli stessi”. L’adeguamento degli strumenti di pianificazione comunale, intercomunale e di settore, costituisce attuazione del PTP, ai sensi dell’ art. 8 bis comma 1° della L.R. 56/77 e s.m.i. E’ bene sottolineare come la recente adozione da parte della Giunta Regionale del nuovo Piano Territoriale Regionale (PTR) con D.G.R. 18-11634 del 22 giugno 2009 , sebbene introduca significative modificazioni all’impalcato normativo e soprattutto introduca l’elemento della salvaguardia e quindi dell’immediata vigenza delle nuove disposizioni, non comporti ricadute sulle specifiche condizioni relativamente all’insediamento ed alle condizioni territoriali di riferimento. 3.1.3 PIANIFICAZIONE URBANISTICA DI CARATTERE COMUNALE. Ultimo livello di pianificazione urbanistica risulta quello del Piano Regolatore Generale Comunale, strumento urbanistico vigente, approvato con D.G.R. n. 43/42735, in data 30/01/95. A tal proposito si precisa che la zona occupata dall’insediamento, risulta cartograficamente individuata alla tavola di Piano n. 2.3 – “Azzonamento, servizi, viabilità” a destinazione agricola (A1), disciplinata dagli artt. 1 ÷ 9 delle Norme di Attuazione del PRGC. Da ciò si evince che, ad oggi, lo strumento urbanistico comunale non appare ancora adeguato al PTP, né alle successive approvazioni – in sede di conferenza dei servizi – degli ampliamenti ed impianti di trattamento rifiuti succedutesi nel corso degli ultimi anni, che – trattandosi di progetti territoriali a scala sovraordinata -, di fatto costituiscono variante automatica alle previsioni di PRGC. L’area dell’insediamento non risulta essere soggetta ad alcun specifico vincolo di Piano. 3.1.4 FASCE DI RISPETTO Nell’intorno più prossimo si segnala la presenza di zone di tutela e/o fasce di rispetto: ad una distanza di ca. 50 m. dal confine ovest del sedime, si configura il limite orientale del “Parco dello Scrivia”, area di tutela ambientale di rilevanza comunale normata dall’art. 58 delle Norme di Attuazione del PRGC; il confine sud del sito, è assoggettato a fascia di rispetto stradale relativamente alla presenza dell’Autostrada TO-PC per una fascia di 60 m; fascia che in sede di elaborato grafico di Piano n. 9.3 - “Fasce ed aree di rispetto” di fatto perimetra il 8 sito della discarica controllata senza peraltro identificarla cartograficamente come tale. 3.1.5 AREE DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE Si rilevano inoltre limitazioni relativamente alle aree di salvaguardia dei pozzi dell’acquedotto comunale. Infatti, ai sensi del D.Lgs. 152/99 e s.m.i. concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, sono stabilite - al fine di garantire e migliorare le caratteristiche qualitative delle stesse - zone di salvaguardia per le opere di presa a carattere idropotabile. Per la valutazione delle fasce di rispetto di tali captazioni, ai sensi della succitata normativa di settore, sono stati censiti tutti i pozzi a qualunque uso adibiti nell'intorno cautelativo della discarica pari a 5 Km. In tali aree di salvaguardia sono infatti vietate, tra le altre attività o destinazioni, discariche di qualsiasi tipo, anche se controllate. Gli accertamenti ed i sopralluoghi in sito hanno permesso di constatare la presenza, nel raggio di 5 Km, di più captazioni dell’acquedotto pubblico. La minor distanza misurata, pari a ca. 1,35 Km, è relativa ad uno dei sei pozzi dell’acquedotto comunale di località “Torrione”, per altro non utilizzati per l’approvvigionamento idropotabile. Occorre ricordare che l’A.S.M.T. di Tortona, all’epoca soggetto gestore dell’acquedotto comunale, a seguito di uno studio idrogeologico redatto in data 31/07/1991 ha istituito ai sensi del D.P.R. 24/05/88 n. 236 - aree di salvaguardia di tutti i pozzi dell’acquedotto comunale. Tali opere di presa con le loro zone di tutela non intersecano l'area della discarica pubblica. 3.1.6 CONCLUSIONI In conclusione si può asserire che a seguito di attenta valutazione e verifica, non risultano insistere sull’area oggetto dell’intervento progettuale altre limitazioni e/o vincoli di carattere geoambientale, idrogeologico, artistico, storico, archeologico, paesaggistico o militare, individuati mediante specifici decreti o ordinanze di natura sovraordinata. 3.2 SITO DI NOVI LIGURE – STRADA VECCHIA BOSCOMARENGO 3.2.1 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE INTERREGIONALE In primo luogo si richiamano i disposti e le indicazioni del Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) redatto ed elaborato dall’Autorità di Bacino del fiume e Po adottato con deliberazione del Comitato Istituzionale n. 18 in data 26 aprile 2001 ed oggetto di successive integrazioni e modifiche. Il sito su cui insistono sia la discarica già esistente, sia gli impianti tecnologici di trattamento dei rifiuti, ad un esame della cartografia del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (strumento di pianificazione territoriale sovraordinata) non manifesta problematiche di tipo né geologico, né idraulico non essendo interessato dalla presenza di corsi d’acqua significativi – e pertanto assoggettati a delimitazioni di fasce fluviali – e neppure di situazioni di dissesti geomorfologici in atto o quiescenti, trattandosi di area in zona assolutamente pianeggiante. 9 Contestualmente su questa porzione di territorio si rileva la densa presenza di una serie di infrastrutture di trasporto viario e ferroviario esistenti e/o in progetto e, pertanto, frutto di “progetti di rilevanza pubblica su scala territoriale” e che hanno - in alcuni casi - un livello di interesse interregionale, se non addirittura nazionale o internazionale. Questo indica quanto sia baricentrica e rilevante la localizzazione geografica dell’ambito territoriale di Novi Ligure, anche in una scala di riferimento correlata al bacino di interesse settoriale del Consorzio Smaltimento Rifiuti Ovadese Acquese Valle Scrivia (CSR). 3.2.2 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DI CARATTERE PROVINCIALE In primo luogo si richiamano i disposti e le indicazioni del Piano Territoriale della Provincia di Alessandria (PTP), approvato con D.C.R. n. 223-5714 del 19/02/2002 e della sua successiva Variante di adeguamento a normative sovraordinate, approvata con D.C.R. n. 112-7663 del 20/02/2007. Questo strumento di pianificazione territoriale si diversifica su due livelli di cogenza: • un primo livello di analisi e constatazione delle varie tutele e vincoli che sottendono il territorio; • un secondo livello che individua i possibili indirizzi di sviluppo e di governo del territorio stesso. Nella fattispecie alla tavola 1 del PTP “Governo del territorio – Vincoli e tutele” (v. allegato A), il sito ove è individuata l’attuale discarica pubblica controllata per rifiuti non pericolosi di Novi Ligure, rientra all’interno del “Sistema dei suoli agricoli” come “area interstiziale di tipo b)” - ovvero, nella gerarchia di valori agronomici individuata dal PTP sulla base degli studi settoriali resi noti dall’IPLA su scala regionale, terreni di scarsa qualità e marginali - ed è regolamentata dall’art. 25.5 delle Norme di Attuazione. Inoltre lo stesso sito è interessato da un’indicazione che lo riconosce anche all’interno di una ben più ampia identificazione quale “area a scarsa compatibilità ambientale di competenza provinciale di tipo b”, all’interno del “Sistema dell’Ambiente”, normata dall’art. 16.2 delle Norme di Attuazione, in quanto l’area è interessata da una serie di insediamenti ed infrastrutture di carattere produttivo ed ambientale quali attività industriali potenzialmente inquinanti, un elevato consumo di acqua con i conseguenti problemi inerenti al suo smaltimento, la contemporanea presenza della discarica e del depuratore e scolmatore consortile che risultano essere elementi di potenziale rischio e che comunque necessitano di essere affrontati in un’ottica di più ampia condivisione 3. La tavola di progetto del PTP n. 3 in scala 1: 25.000, denominata “Governo del Territorio – Indirizzi di sviluppo” identifica e localizza cartograficamente il sito della discarica controllata facendolo rientrare all’interno del “Sistema Funzionale” quale “sottosistema dei servizi ambientali” ed identificandolo come “Aree per discariche di rsu 3 A tal proposito si fa riferimento alla scheda normativa n. 9b “La spina produttiva Valle Scrivia: il Novene” facente parte dell’allegato normativo A “Schede normative degli ambiti territoriali a vocazione omogenea” costituente parte integrante del PTP. 10 (RSU) ed impianti e piattaforme per il trattamento rifiuti (ITR)”, normate dall’art. 27 delle Norme di Attuazione del PTP. L’individuazione cartografica appare in parte già comprendente di un’area di potenziale ampliamento della discarica già esistente e comunque rimanda agli organismi settoriali preposti (cfr. Provincia – Direzione Ambiente, Conferenza dei Servizi) la definizione di individuazione di criteri per le modalità di ampliamento. L’area, inoltre, risulta interessata dalla contigua presenza di alcune altre infrastrutture di rilevanza territoriale quali l’insediamento del depuratore delle acque reflue afferente il centro urbano di Novi Ligure, la presenza di un’ampia area a destinazione d’uso produttivo ospitante, tra le altre, alcune delle principali attività di carattere industriale di rilevanza, quali gli stabilimenti ILVA, CAMPARI, NOVIGAS, SERRA, etc.. Sulla medesima tavola si rileva inoltre la presenza dell’ipotesi di tracciato di una variante stradale della ex S.S. 35 bis dei Giovi, con un tratto di collegamento fra Pozzolo Formigaro e la s.p. n. 155 “Novi - Ovada”, individuato cartograficamente con il simbolo di “area di salvaguardia per infrastrutture stradali di rilevanza provinciale”, nonché la presenza del tracciato della linea ferroviaria storica “Torino-Genova”, identificata cartograficamente quale “tronco ferroviario esistente da potenziare”, e rispettivamente normati dalle Norme di Attuazione del PTP agli artt. n. 33.1 e 32.1, dove di fatto si invita a salvaguardare le ipotesi di di potenziamento, miglioramento e di nuova realizzazione di infrastrutture durante le fasi di previsioni di nuova pianificazione locale, rimandando alla fase progettuale delle stesse la ricerca di opzioni di minimizzazione dell’impatto e dell’inserimento ambientale. Quanto sopra risulta peraltro individuato all’interno di un’ampia perimetrazione classificata come “AD1” ovvero quale “area normativa assoggettata a progettazione ambientale di dettaglio”4 finalizzata ad interventi di riqualificazione urbanistica. Ai sensi dell’ art. 4, comma 4°, della L.R. 56/77, il PTP costituisce “quadro di riferimento e di indirizzo per la formazione degli strumenti urbanistici e per la redazione dei piani settoriali i quali devono dimostrare la congruenza con gli stessi”. L’adeguamento degli strumenti di pianificazione comunale, intercomunale e di settore, costituisce attuazione del PTP, ai sensi dell’ art. 8 bis, comma 1°, della L.R. 56/77 e s.m.i.. 3.2.3 PIANIFICAZIONE URBANISTICA DI CARATTERE COMUNALE. Il successivo livello di pianificazione urbanistica risulta quello del Piano Regolatore Generale Comunale, strumento urbanistico vigente, approvato con deliberazione G.R. n. 48-1721, in data 19.11.1990 e pubblicato sul B.U.R.P. n. 1 del 02.01.1991. A tale proposito si precisa che la zona oggetto di utilizzo, come risulta dall’esame della tavola 2.1 della Variante Generale del PRGC finalizzata all’ampliamento della discarica controllata per rifiuti non pericolosi, ed esterna all’attuale area di discarica, 4 La “progettazione ambientale di dettaglio” è uno degli strumenti attuativi del PTP così come descritti all’art. 7 delle Norme di Attuazione del PTP. 11 risulta in parte a destinazione d’uso “Discarica controllata e relativa fascia di rispetto” ed in parte a destinazione agricola e precisamente come “aree agricole di pianura a coltura estensiva”, rispettivamente disciplinate dagli artt. 75, 71.b4 e 41 delle Norme di Attuazione del PRGC. Lo strumento urbanistico comunale appare pertanto adeguato al PTP e descrittivo dello stato reale dei luoghi. A tal proposito si richiama il parere espresso dalla Provincia di Alessandria – dipartimento Ambiente Territorio ed Infrastrutture, in sede di valutazione della procedura di V.I.A. ex art. 12 Legge Regionale 40/1998 e per A.I.A. art. 5 D.Lgs. 59/2005, prot. n 68820 del 18 maggio 2009 relativo al progetto per potenziamento discarica controllata per rifiuti solidi non pericolosi localizzato nel Comune di Novi Ligure (AL). L’area individuata per l’ampliamento non risulta essere soggetta ad alcun vincolo di piano, ma si rileva la presenza di alcune compromissioni derivanti dalla presenza di infrastrutture a rete che lambiscono il sito, con la riproposizione delle loro fasce di rispetto. Nell’intorno più prossimo si segnala la presenza di zone di tutela e/o fasce di rispetto derivanti dalla presenza di: • lungo il tratto sud-sudovest del sito si individua il tracciato di un elettrodotto, di proprietà FS, che costeggia il sito, con relativa fascia di rispetto inedificabile ; • sempre lungo il lato sud-sudovest si riscontra la presenza del tracciato stradale della s.p. n. 154 “Boscomarengo – Novi Ligure” comprensiva dell’interconnessione al casello autostradale di Novi Ligure posto lungo la bretella di raccordo tra A26 ed A7 e la relativa fascia di rispetto stradale di 30 m; • lungo il lato nordest del sito si riscontrano la presenza del tracciato della linea ferroviaria storica Torino-Genova con relativa fascia di rispetto, nonché l’area di salvaguardia per il tracciato della linea AV/AC relativa al terzo valico ed alle sue interconnessioni con le linee storiche esistenti, con le proprie relative fasce di rispetto; • Il lato sudest del sito della discarica controllata è altresì delimitato dalla presenza di un’area di salvaguardia per collegamenti viari di rilevanza intercomunale (nella fattispecie per la realizzazione della succitata tangenziale ovest di Novi Ligure, che dovrebbe collegare la ex S.S. 35bis dei Giovi da Pozzolo Formigaro alla s.p. n. 155 “Novi Ligure – Ovada” in direzione Basaluzzo), con relativa fascia di salvaguardia. Per completezza di informazione si segnala la presenza sul versante nord-nordovest la presenza del tracciato autostradale relativo alla bretella di raccordo tra le A7 “MilanoSerravalle” ed A26 “dei Trafori”, su cui si innesta il già citato casello autostradale di Novi Ligure. Anche il tracciato autostradale porta con sé una ampia fascia di rispetto, che però non ha alcuna interferenza con il sito individuato dall’insediamento della discarica, né in termini di preesistenza, né di previsione. 12 L’area oggetto dell’intervento risulta essere marginalmente interessata anche dalla presenza del tracciato della “Tratta ferroviaria AV/AC Milano–Genova, Terzo Valico dei Giovi”, opera rientrante nelle infrastrutture ferroviarie strategiche definite dalla “legge obiettivo” n. 443/01. L’approvazione del progetto definitivo, redatto dal general contractor COCIV per conto di RFI SpA, di fatto costituisce vincolo urbanistico ai sensi della succitata legge n. 443/01 e pertanto vengono applicate le conseguenti misure di salvaguardia. A tale proposito, si riscontra la presenza in cartografia di PRGC di previsioni di progetto che individuano una fascia di rispetto lungo il tracciato di 60 m, finalizzata alla realizzazione dell’opera, e una successiva fascia di rispetto ex DPR 753/80 riferita ad opera realizzata, con conseguente recepimento delle disposizioni prefissate dalla “legge obiettivo” n. 443/01. In relazione al D.Lgs. 152/99 e s.m.i., concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, sono stabilite aree di salvaguardia finalizzate ad assicurare, mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque, per le opere di presa a carattere idropotabile. Gli accertamenti ed i sopralluoghi in sito hanno permesso di constatare l'assenza di captazioni di acquedotti pubblici, nel raggio di almeno 2 Km. Gli insediamenti più vicini alla discarica ed al sedime di previsto ampliamento, con particolare riferimento a quelli ubicati a valle secondo la direzione di deflusso della falda, risultano approvvigionati da pubblico acquedotto. Tra questi vale la pena di citare in primo luogo la C.na Alessandrina, e successivamente la C.na Torsacolla, la C.na Cattanea e la C.na Pellegra, che distano rispettivamente ca. 50 m, 260 m, 320 m e 550 m dal sito in oggetto. 3.2.4 CONCLUSIONI In conclusione, si può asserire che a seguito di attenta valutazione e verifica, non risultano insistere sull’area oggetto dell’intervento di ampliamento previsto altre limitazioni e/o vincoli di carattere geoambientale, idrogeologico, artistico, storico, archeologico, paesaggistico o militare, individuate mediante specifici decreti, oppure ordinanze di natura sovraordinata. 13 4. INQUADRAMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO PREFATTIBILITÀ AMBIENTALE 4.1 NORMATIVE Le principali normative nazionali attualmente in vigore che hanno attinenza con lo smaltimento e trattamento dei rifiuti sono le seguenti: D.Lgs. 36/03 (Disciplina sulla discariche) Dm Ambiente 5 febbraio 1998 - testo consolidato con le modifiche apportate da successive norme (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero) D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006 (Norme in materia ambientale - Parte quarta: Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti contaminati) D.Lgs. n. 284 del 08/11/2006 (1° correttivo al 152/06) D.Lgs. n. 4 del 16/01/2008 (2° correttivo al 152/06) Legge n. 31 del 28/02/2008 (conversione del decreto “milleproroghe”) Proposta di direttiva sui rifiuti del Parlamento e del Consiglio Europeo (accordo politico del 29/06/2007). IPPC: • Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, n.59 • Decreto del Ministero per l’Ambiente del 29 gennaio 2007 (migliori tecniche disponibili per gli impianti di gestione rifiuti, per le attività elencate nell’allegato I, punto 5 del D.Lgs. 59/2005) COMPOST: • D.Lgs. 217/06 (Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti - ex Legge 748/84) • Art. 183 (punti “t” e “u”) D.Lgs. 152/06, così come modificato dal D.Lgs. 4/2008 Legge 22 febbraio 1994, n. 146 (concernente disposizioni in materia di Valutazione di Impatto Ambientale) così come modificata D.Lgs. n. 4 del 16/01/2008 (2° correttivo al 152/06) Le principali normative regionali attualmente in vigore che hanno attinenza con lo smaltimento e trattamento dei rifiuti sono le seguenti: • L.R. 24/2002: Legge quadro regionale sui rifiuti • L.R. 40/1998 (VIA e VAS) e sue delibere applicative. • D.G.R. 22-12919 del 5/07/2004: Programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica (di cui al D.Lgs. 3672003 art. 5) • D.G.R. 61-6925 del 17/09/2007: … Procedure per la verifica delle caratteristiche dei rifiuti urbani sottoposti a trattamento come definiti dal programma regionale sui rifiuti biodegradabili. 14 Con riferimento alla possibile utilizzazione degli impianti esistenti a Novi Ligure e Tortona riveste un particolare interesse quanto contenuto nell’ultima delibera regionale citata, in cui si prevede che sono direttamente conferibili a discarica i rifiuti che presentano una quantità di frazioni merceologiche costituite dai rifiuti biodegradabili non superiore a 173 kg/a pro capite e che tale limite si ritiene rispettato qualora il quantitativo della frazione indifferenziata avviata a smaltimento direttamente in discarica non sia superiore a 280 kg/a pro capite. 4.2 PROGRAMMAZIONI La gestione dei rifiuti solidi urbani, ai sensi del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006, è delegata alle Autorità Territoriali Ottimali (ATO) che danno attuazione, su base provinciale, ad una più vasta programmazione di competenza della Regione. In Piemonte e per la Provincia di Alessandria gli atti a cui fare riferimento sono i seguenti: D.G.R. Regione Piemonte n. 19-5209 del 5 febbraio 2007 “Linee programmatiche per la gestione dei rifiuti urbani”. In questo documento è prevista la suddivisione del territorio regionale in tre ATO fra cui l’ATO 2 che comprende le Province di Alessandria, Asti, Biella, Novara, Verbania e Vercelli, in sostituzione delle attuali “Associazioni di ATO” provinciali. “Protocollo di intesa in materia di rifiuti ATO 2” sottoscritto il 22 febbraio 2008 fra i Presidenti delle Province e quelli delle “Associazioni di ATO”, finalizzato, in ultima analisi alla “ ……. predisposizione di un documento interprovinciale per la gestione del rifiuto indifferenziato a valle della raccolta differenziata e della frazione umida raccolta differenziatamente che preveda sinergia per la realizzazione di tutti gli impianti tecnologici necessari; tale programma dovrà comunque comprendere impianti di trattamento della frazione umida, di termovalorizzazione della frazione secca, nonché le discariche destinate a ricevere gli scarti e sovvalli dei trattamenti …….. ”. 4.3 COERENZA DELL’INIZIATIVA La realizzazione dell’impianto di digestione anaerobica oggetto del presente studio di fattibilità risulta, pertanto, perfettamente coerente con la programmazione di settore. 4.4 FATTIBILITA’ AMBIENTALE Ambedue gli impianti su cui si intende intervenire sono inseriti in siti in cui si svolge da sempre attività di trattamento e smaltimento in discarica di rifiuti, sia con impianti IPPC che non, che hanno avuto recentemente il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, con Determinazione di Compatibilità Ambientale a seguito di procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Per quanto riguarda l’intervento in progetto, trattandosi di realizzare un impianto di cui al punto n. 32 ter, Allegato B2 della Legge Regionale 40/1998, così come modificato dalla D.G.R. n. 211-34747 del 30 luglio 2008 (impianto di recupero di rifiuti non pericolosi di potenzialità superiore a 10 t/g), il progetto è stato presentato alla Provincia di Alessandria per la fase di “verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale” e con Determinazione DDAA2-111-2010 del 12.04.2010 è stata dichiarata l’esclusione dalla fase di valutazione d’impatto ambientale. 15 5. QUADRO CONOSCITIVO 5.1 ANALISI DELLO STATO DI FATTO DEL SISTEMA DI RACCOLTA La SRT S.p.A., azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Consorzio Servizi Rifiuti del Novese, Tortonese, Acquese ed Ovadese - C.S.R. , è costituita unicamente da enti pubblici (comuni) e precisamente da n. 76 soci, di cui n. 4 Comunità Montane, alle quali aderiscono complessivamente n. 44 comuni, per un totale di 116 Comuni serviti. Il capitale sociale è di € 8.498.040,00 diviso in n. 212.451 azioni ordinarie. Il capitale sociale dovrà essere posseduto, per tutta la durata della Società ed in misura totale da Enti Pubblici, ai sensi dell'art. 113 del TUEL. Le Aziende che si occupano della raccolta e trasporto dei rifiuti in questo territorio sono le seguenti: A.S.M.T. Servizi Industriali S.p.A. di Tortona, a servizio dei Comuni del Tortonese. • • 5 Valli Servizi S.r.l., a servizio dei Comuni delle Comunità montane. • Econet S.r.l. di Ovada, a servizio dei Comuni dell’Ovadese. • ACOS Ambiente S.r.l. di Novi Ligure, a servizio dei Comuni del Novese. Secondo dati dell’Osservatorio Rifiuti della Regione Piemonte la percentuale di Raccolta Differenziata (RD) raggiunta nel territorio consortile nel 2008 è del 41,7 %, ancora inferiore agli obiettivi fissati dalle programmazioni sia nazionali che locali, pari al 45% nel 2009, ma è attualmente in fase di promozione il sistema di raccolta “porta a porta”. Seppur con modalità leggermente diverse a seconda delle sub aree servite dalle Aziende consortili, l’obiettivo è, comunque quello di raggiungere gli obiettivi di legge e di programmazione, cioè, a regime, il 65% di RD. Nel 2008 sono state, quindi, raccolte circa 131.000 t/a di rifiuti totali, di cui 76.400 circa in modo indifferenziato, avviati ai siti di smaltimento consortile di Novi Ligure e Tortona in cui sono presenti discariche ed impianti di pretrattamento con selezione meccanica della frazione organica putrescibile che viene poi stabilizzata aerobicamente nell’impianto di Tortona, prima dello smaltimento in discarica. L’andamento evolutivo della produzione di rifiuto indifferenziato nel territorio consortile avviato a pretrattamento e discarica, comunicato da S.R.T. è il seguente: aggiornato al mese di dicembre 2008 SOCIETA' ABITANTI SUB-BACINI 2008 tonn. Indiff. kg/ab/g in discarica ACOS AMBIENTE 58.980 18.748,38 0,87 ASMT SERV. IND. 55.211 19.251,47 0,95 ECONET 79.387 28.536,96 0,98 5 VALLI SERVIZI 18.642 7.023,72 1,03 totale 212.220 73.560,53 0,95 DATO RELATIVO A TUTTO IL 2008 16 aggiornato al mese di settembre 2009 ABITANTI SUB-BACINI 2009 tonn. Indiff. SOCIETA' kg/ab/g in discarica ACOS AMBIENTE 59.637 12.709,02 0,78 ASMT SERV. IND. 55.736 13.511,68 0,89 ECONET 79.836 20.313,22 0,93 5 VALLI SERVIZI 18.695 5.393,90 1,06 totale 213.904 51.927,82 0,89 DATO RELATIVO AL 2009 FINO AL MESE DI SETTEMBRE COMPRESO (9 MESI) Secondo questa tabella solo ACOS è vicina al raggiungimento dell’obiettivo di 280 kg/ab/a (0,77 kg/ab/g) di rifiuto indifferenziato conferibile in discarica senza pretrattamento. 5.2 IMPIANTI ESISTENTI A NOVI E TORTONA Gli impianti di trattamento meccanico biologico (T. M. B.) attualmente funzionanti a Novi Ligure e Tortona furono progettati sulla base della situazione dei conferimenti all’anno 2001, 40.300 t/a (130 t/d su 310 g/a di lavoro) a Novi e 26.815 t/a (86,5 t/d su 310 g/a di lavoro) a Tortona, per trattare rifiuti derivanti dal livello appena iniziale di raccolta differenziata allora effettuato; in pratica la composizione merceologica era quella di un rifiuto solido urbano “tal quale”; la frazione umida complessiva avviata alla fase di biostabilizzazione nell’impianto di Tortona risultava a progetto pari a 28.365 t/a (91,5 t/d su 310 g/a di lavoro). 5.2.1 NOVI LIGURE Si riportano di seguito le caratteristiche principali delle apparecchiature elettromeccaniche di pretrattamento di un qualche interesse ai fini dell’eventuale riutilizzo, come installate a seguito di perizia di variante ed attualmente utilizzate. Caratteristiche costruttive del frantumatore - Numero di unità previste n. 1 - Servizio biotriturazione RSU - Tipo ad alberi contrapposti - Portata t/h 30 - Lunghezza max m 11,2 - Larghezza max m 2,5 - Altezza tramoggia m 2,7 - Altezza tramoggia alzata m 4,87 - Potenza elettrica installata KW 2 x 110 Caratteristiche tecniche deferrizzatore frazione secca Numero unità previste n. 1 Servizio: recupero materiali ferrosi magnetici dalla frazione secca Larghezza nastro: mm 1.000 Interasse rulli: mm 2.000 17 Distanza di captazione: mm 300 Installazione: longitudinale Potenza elettrica installata: kW 8,5 + 3 (nastro) Caratteristiche costruttive vaglio - Numero unità previste Servizio Tipo Portata nominale Diametro tamburo Lunghezza totale Inclinazione Numero settori vaglianti Diametro fori vaglianti Velocità di esercizio Variazione di velocità Potenza elettrica N. 1 selezione frazione umida e frazione secca RSU Circolare t/h 30 mm 3500 mm 11000 ° 4 N. 1 mm 80 giri/1' 10-12 c.a. giri/1 1 - 20 KW 45 L’elaborato grafico B.2 illustra la disposizione planimetrica degli edifici e degli impianti, quello C.1 le sezioni degli impianti, mentre D.1 illustra lo schema di flusso funzionale degli impianti esistenti attualmente utilizzati per le preselezione dei rifiuti indistinti. 5.2.2 TORTONA Si riportano di seguito le caratteristiche principali delle apparecchiature elettromeccaniche di pretrattamento di un qualche interesse ai fini dell’eventuale riutilizzo come installate a seguito di perizia di variante ed attualmente utilizzate. Caratteristiche costruttive del frantumatore - Numero di unità previste n. 1 - Servizio biotriturazione RSU - Tipo ad alberi contrapposti - Portata t/h 30 - Lunghezza max m 11,2 - Larghezza max m 2,5 - Altezza tramoggia m 2,7 - Altezza tramoggia alzata m 4,87 - Potenza elettrica installata kW 2 x 110 Caratteristiche tecniche deferrizzatore frazione secca Numero unità previste n. Servizio: recupero materiali ferrosi magnetici dalla frazione secca Larghezza nastro: mm 800 Interasse rulli: mm 1.600 Distanza di captazione: mm 350 Installazione: longitudinale Potenza elettrica installata: kW 18 1 3 Caratteristiche costruttive vaglio - Numero unità previste Servizio Tipo Portata nominale Diametro tamburo Lunghezza totale Inclinazione Numero settori vaglianti Diametro fori vaglianti Velocità di esercizio Variazione di velocità Potenza elettrica N. 1 selezione frazione umida e frazione secca RSU Circolare t/h 20 mm 2500 mm 9000 ° 4 N. 1 mm 80 giri/1' 10-12 c.a. giri/1 1 - 20 KW 30 Caratteristiche tecniche deferrizzatore frazione umida Numero unità previste n. 1 Servizio: recupero materiali ferrosi magnetici dalla frazione umida di Novi e Tortona Larghezza nastro: mm 800 Interasse rulli: mm 1.600 Distanza di captazione: mm 350 Installazione: longitudinale Potenza elettrica installata: kW 3 L’elaborato grafico B.3 illustra la disposizione planimetrica degli edifici e degli impianti, quello C.3 le sezioni degli impianti, mentre D.3 illustra lo schema di flusso funzionale degli impianti esistenti attualmente utilizzati per le preselezione dei rifiuti indistinti e la biostabilizzazione della frazione organica sia di Novi Ligure che di Tortona. 5.3 EVOLUZIONE PREVISTA NEI SISTEMI DI RACCOLTA Riprendendo quanto introdotto al Capitolo 5.1, si constata che la prevista evoluzione dei sistemi di raccolta nel Territorio consortile sta avvenendo con l’applicazione, per gradi, inizialmente a volte con progetti sperimentali, del sistema “porta a porta”, che prevede la raccolta del rifiuto esposto dall’utente in appositi contenitori presso il luogo di produzione, da parte dell’azienda a cui è affidato il servizio. La separazione da parte del produttore delle principali frazioni merceologiche di rifiuto domestico (od assimilabile per le utenze produttive e commerciali), quali frazione organica, vetro, carta e cartone, metalli e contenitori metallici, plastica e rifiuto indistinto, avviene con modalità articolate a seconda delle specificità socio economiche e morfologiche dei territori interessati. A questo proposito va tenuto conto del fatto che una significativa parte del territorio consortile, come illustrato al Capitolo 5.1 è costituita da piccoli comuni rurali collinari o montani in cui è difficile ed antieconomico organizzare raccolte differenziate spinte porta a porta ed in cui il riutilizzo dell’organico è tradizionalmente attuato mediante autosmaltimento con compostaggio domestico. 19 Quindi, se da un lato il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata potrà essere perseguito studiando idonei strumenti di incentivazione e di controllo quale, ad esempio, l’autocertificazione e lo sconto sui costi di raccolta, dall’altro queste frazioni non potranno essere intercettate e conferite agli impianti centralizzati di recupero. Altre frazioni merceologiche quali i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (R.A.A.E.), gli sfalci e le potature, i rifiuti ingombranti, il legno, i tessili etc. possono essere raccolte mediante servizi a chiamata o conferiti, ove presenti, alle stazioni “ecologiche” comunali od intercomunali. 5.4 MOTIVAZIONI PER L’INTERVENTO ED ORIENTAMENTI TECNOLOGICI Da quanto esposto nei capitoli precedenti si evince come la mutazione delle condizioni di raccolta previste per il futuro nel Territorio consortile, in accordo con l’evoluzione del quadro normativo e di programmazione, consentiranno di avere a disposizione F.O.R.S.U. composta da matrici organiche di buona qualità (povere di frazioni indifferenziate indesiderate) in quantitativi sempre maggiori. Sul supplemento n. 133 del 7 luglio 2007 sono state pubblicate le “Linee guida” relative alle attività di gestione dei rifiuti, per la valutazione delle B.A.T. (Best Available Techniques), Decreto del Ministero per l’Ambiente del 29 gennaio 2007 ai sensi del Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, n. 59, fra le quali anche quelle inerenti i trattamenti biologici, che comprendono tecnologie molto diverse, che vanno dai trattamenti di separazione e stabilizzazione della F.O.R.S.U. (trattamento meccanico biologico) a sistemi di trattamento e smaltimento veri e propri quali la digestione anaerobica ed il compostaggio. In linea generale è importante soprattutto sottolineare che i criteri per la scelta delle B.A.T. devono considerare: Il massimo rendimento energetico, cioè il rapporto tra il consumo di energia e la quantità di materiali recuperati Le minime emissioni in atmosfera La produzione di frazioni aventi livelli di qualità tali da garantire l’effettiva destinazione al recupero di materiali ed energia Le condizioni della realtà socio economica a livello locale , sia per quanto riguarda le caratteristiche dei rifiuti conferiti all’impianto, che per le possibilità di riutilizzo dei prodotti. Infatti è sempre auspicabile che i prodotti degli impianti di trasformazione biologica possano essere utilizzati nel raggio di pochi chilometri, data la forte incidenza dei costi di trasporto. Nonostante gli impianti di digestione anaerobica della F.O.R.S.U. non siano ancora molto diffusi in Italia, la possibilità di trarne una fonte energetica (il biogas) ed un ammendante per i terreni agricoli (compost) sta richiamando su di essi un notevole interesse per la capacità di fornire prestazioni in accordo con la ricerca di applicazione delle tecnologie più corrette dal punto di vista ecologico, ambientale e di conservazione dell’energia disponibili sul mercato. 20 Peraltro, come “tecnica alternativa” ai semplici e separati sistemi di compostaggio aerobico e digestione anaerobica della F.O.R.S.U. le “Linee guida” relative alle attività di gestione dei rifiuti, per la valutazione delle B.A.T. (Best Available Techniques), di cui si riporta di seguito un estratto, raccomandano uno schema di trattamento integrato che prevede un “post compostaggio aerobico” dei residui solidi rimasti dopo la digestione anaerobica. 21 L’integrazione dei due processi, quindi, migliora il bilancio energetico, riduce i problemi degli odori, realizza un impianto più compatto con minore impegno di superficie a parità di rifiuti trattati e riduce l’emissione complessiva di CO2 in atmosfera. 22 Inoltre, come dimostrato da studi compiuti dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, anteporre la digestione anaerobica al compostaggio migliora la produzione di “molecole humus precursori”, incrementa la stabilità per la prima fase del compostaggio, mentre l’elevata presenza di azoto ammoniacale derivante da un trattamento anaerobico, soprattutto se in fase termofila, viene degradata dal processo di compostaggio. Nel caso specifico l’impianto combinato si ottiene anteponendo un trattamento di digestione anaerobica all’impianto di biostabilizzazione esistente, da utilizzarsi, quindi, come impianto di compostaggio del digestato, aumentando così la capacità di trattamento delle frazioni umide. Sulla base di queste motivazioni sono state, quindi, orientate le scelte compiute nello studio di fattibilità redatto nel 2008 posto alla base della progettazione preliminare approvata da S.R.T. con Deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2010, e recepite nella presente Progettazione Definitiva per l’adeguamento degli impianti esistenti di pretrattamento dei rifiuti raccolti in modo differenziato nel territorio consortile, con particolare riguardo alla F.O.R.S.U., verso un sistema combinato di digestione anaerobica con produzione di biogas da cui recuperare Energia Elettrica e calore, con trasformazione in compost del digestato. 23 6. PARAMETRI DI PROGETTO 6.1 PRODUZIONE E RACCOLTA R. S. U. E F. O. R. S. U. Si riportano di seguito i dati ad oggi disponibili relativi ai conferimenti effettuati alle piattaforme di Novi Ligure e di Tortona, dalla cui lettura critica possono essere desunti i dati di progetto al 2012 anno in cui si presume di raggiungere, a regime, la percentuale di raccolta differenziata programmata. Raccolta differenziata 2008 Novi Tortona Organico 6.214 2.957 9.171 Sfalci e potature 6.575 3.465 10.040 Novi 2009 6.832 3.613 10.445 Sfalci e potature 6.852 4.635 11.487 Novi Tortona Ingresso 31.675 34.020 65.695 Frazione secca 23.532 22.526 46.058 % frazione secca 74% 66% 70% Frazione organica 8.143 11.494 19.637 26% 34% 30% Ingresso 42.009 18.175 60.184 Frazione secca 30.655 11.579 42.234 73% 64% 70% 11.354 6.596 17950 27% 36% 30% % frazione organica 2009 Tortona Organico Preselettore 2008 Totali % frazione secca Frazione organica % frazione organica Attualmente, quindi, se si sottraggono i rifiuti indistinti provenienti dal bacino servito da ACOS pari a 16.945 t/a (proiezione a fine 2009 dei dati di cui al paragrafo 5.1), l’unico in grado di rispettare a breve il contenuto massimo di organico per il conferimento diretto a discarica, dovrebbero essere preselezionati almeno: R.S.U. ipotetici a pretrattamento: 60.764 - 16.945 = 43.819 t/a In realtà, a seguito di contatti avuti con organismi regionali, non si ha, al momento, la certezza che sia possibile avviare direttamente in discarica i rifiuti provenienti da una frazione del bacino consortile; si ritiene, pertanto, opportuno prevedere la necessità di proseguire anche in futuro a pretrattare tutti i rifiuti indistinti raccolti. Per ipotizzare gli scenari di produzione e raccolta futuri di rifiuti si assumono i seguenti parametri di riferimento: Incremento della Raccolta Differenziata, a partire dal 41,7%, circa lo 0,5% al mese, il 6% all’anno, per giungere al 65% nei termini di legge; Sulla base di quanto verificatosi negli ultimi anni che hanno evidenziato un trend in diminuzione della percentuale di incremento annuo nella produzione 24 dei rifiuti, l’incremento del quantitativo annuo di rifiuti attualmente prodotto viene assunta pari allo 0,5 % annuo; mantenimento dell’attuale rapporto fra rifiuti indistinti totali raccolti e quelli inviati agli impianti di T.M.B., pari a circa l’85%. Nell’Allegato 1 alla “Relazione del processo di riconversione e gestione degli impianti, comprensivo del periodo transitorio” (Elaborato A.2) sono sviluppati i calcoli relativi agli scenari futuri. A regime con raccolta differenziata al 65% nel 2012, si produrranno 133.523 t/a di rifiuti, di cui 46.733 t/a da avviare a smaltimento e 86.790 t/a avviati a recupero. Per quanto riguarda la componente organica, posto che, attualmente, come visto, si ha una raccolta differenziata di F.O.R.S.U. pari a 10.500 t/a circa, è ipotizzabile che, con l’incremento previsto della stessa, un po’ inferiore a quella della raccolta differenziata per i motivi già esposti, e, quindi, pari allo 0,4% mensile, al 2012 si possano raggiungere le 12.000 t/a. La raccolta differenziata di sfalci e potature, attualmente attestata su 11.500 t/a circa, potrà raggiungere al 2012 le 13.000 t/a. Tenendo presente quanto esposto al paragrafo 5.3 in merito alla presenza significativa di piccoli comuni rurali e montani in cui si può ipotizzare un diffuso utilizzo del compostaggio domestico o locale, si può ipotizzare, in prima approssimazione, che questi valori difficilmente potranno essere ulteriormente incrementati. Nel periodo transitorio, come si desume dal citato Allegato 1 dell’Elaborato A.2, al febbraio 2011 l’indistinto raggiungerebbe i 280 kg/a pro capite (60.000 t/a : 214.000 ab.), in corrispondenza di circa il 55% di raccolta differenziata; pertanto, da tale data, in teoria sarebbe possibile evitare di assoggettarlo a T.M.B.. Al 31.12.2011 subentra però il successivo obiettivo da rispettare di 115 kg/a di R.U.B. ad abitante, rispettabile solo mediante T.M.B.. Si ritiene opportuno ipotizzare, ai fini autorizzativi, che dovranno essere assoggettati a Trattamento Meccanico Biologico (T.M.B.) tutti i quantitativi di indistinto raccolto; il quantitativo massimo da assumere, cautelativamente, è pari a 63.000 t/a, con punta massima giornaliera di 260 t/g, in corrispondenza di eventuali accadimenti di interruzione dei flussi di raccolta differenziata. 6.2 CARATTERISTICHE QUALITATIVE F. O. R. S. U. In Allegato 1 si riportano alcuni tabulati ritenuti significativi e rappresentativi, relativi alle caratteristiche chimico fisiche ed alla composizione merceologica della F.O.R.S.U. da raccolta differenziata nel territorio consortile. Mediamente si hanno i seguenti valori. 25 Ø Residuo secco Umidità Ceneri Sostanza organica Carbonio organico Azoto totale Fosforo 110 °C % % 650 °C Arsenico Cadmio Cromo Mercurio Nichel Piombo Rame Selenio Zinco % ss % ss C N P % ss As Cd Cr Hg Ni Pb Cu Se Zn mg/kg s.s. % ss % ss mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. FRAZIONE MERCEOLOGICA Novi Tortona 3.8.07 3.8.07 1567-3 1567-4 Villaromag. 3.8.07 Francavilla 3.8.07 23,1 76,9 16,5 83,5 45,4 3,0 0,3 22,3 77,7 3,1 96,9 45,2 2,9 0,4 18,4 81,6 19,4 80,6 41,9 3,0 0,4 22,8 77,2 19,7 80,3 40,9 2,6 0,6 0,3 0,1 15,5 0,5 7,9 25,3 33,3 0,5 0,1 27,5 0,8 12,1 66,0 21,9 0,3 0,1 10,5 0,1 6,0 14,3 44,2 0,2 0,1 8,8 < 0,05 5,8 9,4 36,0 0,2 0,1 15,3 < 0,05 7,6 11,4 31,2 < 0,10 90 112,9 Flusso specifico: Provenienza: Data analisi: Luogo analisi: 1567-2 21,7 78,3 14,7 85,3 43,4 2,9 0,4 mg/kg s.s. mg/kg s.s. 1567-1 < 0,10 215 < 0,10 89 < 0,10 57 frazione organica da raccolta differenziata mean value all analyses 03.08.2007 impianto S.R.T. di Tortona (AL) RIFIUTO TOTALE % % IMBALLAGGI sul totale % relativa 5,08 78,27 Sottovaglio < 20 mm (70%) Organico 1,10 Verde Carta riciclabile(recylingf. Papier) 0,92 Altra carta (sonstiges Papier) 9,05 2,09 45,34 Cartone teso 0,33 0,33 7,43 Cartone ondulato(Wellpappe) 0,03 0,03 0,66 Totale fraz. Cartacea (Papier) Pannolini (Windeln) 10,33 2,46 53,43 0,19 Poliacc. prev. carta 0,68 0,68 15,84 Mater-bi 1,16 1,16 30,30 Legno non trattato (unbeh. Holz) 0,02 0,02 0,43 - - - 4,31 100,00 Legno trattato (beh. Holz) Tessili naturali (Textilien) TOTALE 0,07 96,89 D.G.R. n° 22-12919 del 05/07/04, cap. 2,5, quinto capoverso, terzo punto dell'elenco puntato Totale frazione organica (organico, verde, sottovaglio calcolato al 95%) 84,45 Totale RUB (sottovaglio calcolato al 95%) 96,89 NOTE: Tutte le percentuali sono espresse peso/peso. 26 Come si può notare la frazione compostabile risulta sempre superiore al 95% ed il contenuto in SS mediamente vicino al 22%, superiore al 23% per Novi Ligure, zona servita da ACOS, in cui si è già raggiunta una buona qualità della raccolta differenziata; il rapporto C/N è elevato, attorno al 15 ed il contenuto in metalli molto basso in relazione alle caratteristiche che deve avere un compost di qualità (vedi tabella riportata di seguito in cui si confrontano i valori massimi riscontrati nelle analisi, con quelli della legge sui fertilizzanti n. 748/84 e successive modifiche). Analita Arsenico Cadmio Cromo Mercurio Nichel Piombo Rame Selenio Zinco Simbolo As Cd Cr Hg Ni Pb Cu Se Zn U.M. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. Limiti di FORSU SRT accettabilità 0,52 10 0,147 20 28 750 0,8 10 12,1 300 66 750 44 1000 < 0,10 2,5 215 3000 Limiti di qualità 2,5 5 500 2,5 150 350 500 2,5 1500 Nell’autunno 2009 SRT ha condotto alcune prove ulteriori, trattando circa 20 t di rifiuti organici presso l'attuale impianto di trito vagliatura di Novi Ligure. Dal cumulo della frazione organica separata < 80 mm (vedi figura sottoriportata), sono stati prelevati campioni ed inviati ad analizzare in laboratorio. I risultati di questi test sono presentati nella Tabella sottoriportata. 27 KTBL 1) Samples Novi Ligure sample 1 sample 2 sample 3 biowaste leftovers potato frying oil Dry matter content (dm) % fresh matter 21,0% 27,0% 27,0% 25,0% 40,0% 16,0% 22,0% 95,0% Volatile solids (oDM) % dry matter 84,0% 85,0% 87,0% 85,3% 50,0% 87,0% 94,0% 87,0% Total nitrogen % dry matter 2,3% 2,4% 2,3% 2,3% 21 20 22 21 Nm³/Mg fresh matter 130 168 177 158 123 95 151 827 Nm³/Mg oDM 737 732 754 742 615 680 730 1.000 Nm³/Mg fresh matter 117 151 159 143 Nm³/Mg oDM 663 659 678 667 C/N-ratio gas yield (21 days) laboratory expected gas yield 1) mean source: standard values Biogas, KTBL 2008 La resa di produzione di biogas dei campioni di Novi Ligure varia fra 130 e 177 Nm³/a tonnellata di rifiuto biodegradabile. Rispetto alla media delle rese di produzione di biogas dei rifiuti biodegradabili pubblicato in KTBL questi rendimenti sono comparativamente alti. Tenendo però conto del fatto che i rifiuti biologici trattati nelle prove di Novi Ligure contenevano solo i rifiuti di cucina, i risultati di laboratorio sembrano essere realistici. Quindi, dato che sia il contenuto della sostanza secca che quello dei solidi volatili erano leggermente più alti rispetto alle cifre della tabella 2 questa potrebbe essere la giustificazione del fatto che i risultati risultano nella fascia alta della produzione di gas. Per tener conto di questo aspetto, per la progettazione della struttura, è stata assunto un 10% di più basso rendimento di produzione di biogas per consentire un certo margine di sicurezza. Fra i rifiuti attualmente conferiti alle piattaforme di Novi Ligure e Tortona, quelli trattabili hanno i seguenti Codici Europei Rifiuti (CER): • 150103 - rifiuti di imballaggio in legno, compresi i rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata • 200108 - rifiuti urbani biodegradabili di cucine e mense oggetto di raccolta differenziata • 200138 - rifiuti urbani in legno non contenente sostanze pericolose oggetto di raccolta differenziata • 200201 - rifiuti urbani biodegradabili prodotti da giardini e parchi (inclusi i rifiuti provenienti da cimiteri) • 200302 - “altri rifiuti urbani” dei mercati In considerazione dell’opportunità di prevedere un ottimale sfruttamento degli impianti che verranno realizzati, in particolare per la produzione di energia, un altro rifiuto conferibile ed idoneo alla digestione anaerobica sono gli: • 28 “oli e grassi commestibili”, CER 200125. 6.3 PROVE SUGLI IMPIANTI ESISTENTI Per verificare l’eventuale idoneità delle sezioni esistenti di tritovagliatura al pretrattamento della F.O.R.S.U. sono state effettuate due campagne di prove presso gli impianti di Novi Ligure e di Tortona. I risultati di questi test sono riportati nella tabella seguente. conditioning Novi Ligure kg Input waste conditioning Tortona % % 15,000 100.0% 100.0% Output biowaste 9,960 66.4% 63.0% Output overflow 4,120 27.5% 37.0% 920 6.1% Offcut I sovvalli sono risultati pari al 27,5 - 37 %, cioè in percentuale decisamente superiore al contenuto stimato di materiale indesiderato; per cui i risultati dei test dimostrano che sono necessari interventi di ottimizzazione sulle apparecchiature esistenti per migliorarne l’efficienza. 6.4 DATI DI PROGETTO Sulla base di quanto sopra esposto si ipotizza di procedere alla realizzazione di un impianto di digestione anaerobica che funzionerà, a regime, sulla base dei seguenti principali dati di progetto: 18.000 t/a (58 t/g), di cui: • Umido domestico, da mense e mercati: 12.000 t/a (al 23% di SS, con un contenuto di organico sul secco pari al 83%); resa di produzione di biogas: 140 Nm³/tonnellata di rifiuto fresco. • Sfalci, potature e materiale ligneocellulosico: 6.000 t/a (al 50% di SS, con un contenuto di organico sul secco pari al 72%); resa di produzione di biogas: 65 Nm³/ tonnellata di rifiuto fresco. • Sostanza secca nella miscela: 32% di SS • Densità apparente della miscela: 500 kg/mc Il rapporto 1 a 2 fra F.O.R.S.U. e verde è assunto al fine di sfruttare la possibilità di produzione di biogas anche di questa frazione, con un limite comunque posto alla sua presenza dall’elevato contenuto in sostanze secche; le ulteriori 7.000 t/a di sfalci e potature e materiale ligneocellulosico potranno essere direttamente inviate, inizialmente ad impianto di compostaggio esterno al bacino, e successivamente, con la diminuzione 29 sino alla cessazione della necessità di trattamenti meccanico biologici (TMB), all’impianto di compostaggio di Tortona. Per quanto riguarda la localizzazione dell’impianto di digestione anaerobica, in relazione agli approfondimenti di tipo tecnico - economico del Progetto Preliminare e conseguenti valutazioni di ordine politico - amministrativo, la scelta è caduta sul sito di Novi Ligure. 30 7. SCELTE DI IMPOSTAZIONE PROGETTUALE 7.1 VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PER LA DIGESTIONE ANAEROBICA Le “Linee guida” relative alle attività di gestione dei rifiuti, per la valutazione delle migliori tecnologie disponibili da applicarsi, B.A.T. (Best Available Tecnology) ai sensi del Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, n. 59, come detto, sono state pubblicate sul supplemento n. 133 del 7 luglio 2007 e dedicano largo spazio all’analisi delle diverse tecnologie di digestione anaerobica definite wet, semidry e dry, a seconda del contenuto in solidi del rifiuto trattato, con processi a fase unica o in due fasi, mesofila o termofila, ed ai sistemi di purificazione ed utilizzo del biogas. Sulla base degli approfondimenti sviluppati in sede di progettazione preliminare si è optato per un impianto di tipo dry termofilo per i seguenti motivi: 1. si parte da rifiuti con alto tenore di sostanza solida (23% di SS per la F.O.R.S.U. e 50% per gli sfalci e potature), senza previsione di aggiunta di altre matrici umide quali ad es. i fanghi da depurazione delle acque reflue; per cui, esistendo tecnologie in grado di trattare questo materiale “a secco”, senza doverlo diluire con apporto di liquido esterno e relativi costi ed aggravi di interventi tecnologici sia in fase di costruzione che di gestione, è certamente più vantaggioso riferirsi ad esse; 2. non avendo a disposizione nelle piattaforme integrate di trattamento rifiuti né di Novi Ligure né di Tortona un impianto di trattamento di acque reflue in cui inserire quelle residue del processo di digestione anaerobica, l’eventuale scelta di un processo “ad umido” risulterebbe penalizzante, soprattutto in termini economici; infatti, se è vero che buona parte della frazione liquida separata dal “digestato” viene normalmente riutilizzata per diluire i rifiuti in ingresso, occorre pretrattarla per diminuirne il carico inquinante, soprattutto azotato, con relativi costi; nella gestione del ciclo nel tempo giunge poi, comunque, un momento in cui il liquido esterno aggiunto inizialmente raggiunge la saturazione di sostanze indesiderate ed andrà, quindi, trattato e smaltito; 3. volendo minimizzare al massimo la perdita di sostanza volatile nei pretrattamenti per massimizzare la produzione di biogas, è consigliato dalle B.A.T. il sistema “a secco”; 4. confrontando i dati esposti nella Tab. E.2.2 del decreto sulle B.A.T. ed il risultato delle indagini effettuate su impianti esistenti, le rese in produzione di biogas per tonnellata di materiale in ingresso sono, invece, sostanzialmente equivalenti; 5. i sistemi a secco, inoltre, richiedono minore energia termica per il riscaldamento del reattore (specie nei sistemi termofili) che, peraltro, ha dimensioni più ridotte rispetto a quelli utilizzati nei sistemi a umido (grande diluizione iniziale), con 31 relativi minori costi di costruzione, di gestione per la movimentazione del volume da digerire, trasferire fra le varie sezione dell’impianto e disidratare alla fine; 6. nel caso di adozione di sistema a secco, i minori volumi in gioco consentono anche un minor impatto ambientale ed un minore utilizzo delle ridotte aree disponibili, consentendo, quindi, nella fattispecie, anche la previsione di un ampliamento modulare che renda disponibili ulteriori capacità di trattamento; 7. infine è decisiva la valutazione in merito ai pretrattamenti necessari per la preparazione del rifiuto prima della digestione: nel caso di adozione di un sistema ad umido non potrebbero essere utilizzati gli impianti già esistenti, cosa invece possibile, seppur con interventi di razionalizzazione in caso di trattamento a secco. 7.2 VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE TECNOLOGICHE PRESENTI SUL MERCATO PER LA DIGESTIONE ANAEROBICA DELLA F.O.R.S.U. TIPO "DRY" E SCELTA DELLA TECNOLOGIA I diversi processi affermatisi sul mercato e che presentano diffuse referenze di applicazione sono descritti di seguito, sempre riprendendo quanto riportato dalle “Linee guida” per la valutazione delle B.A.T.. 32 Un altro processo dry non segnalato dalle BAT, in quanto di recente sviluppo è quello delle celle statiche tipo BEKON, che avviene in “batch”. La biomassa fresca, inoculata da una parte di materiale già digestato, viene caricata nel reattore (la cella di digestione) con pala meccanica. La chiusura del reattore, realizzato in cemento armato, è assicurata da portelloni a perfetta tenuta di gas brevettati da BEKON. La biomassa viene digestata in un ambiente a tenuta di gas. Durante il processo non c’è bisogno né di miscelazione né di aggiunta di ulteriori materiali. Il percolato prodotto dal substrato viene raccolto tramite un sistema di drenaggio, immagazzinato temporaneamente in un serbatoio, e poi ricircolato essendo spruzzato in continuo sulla biomassa. Il processo di fermentazione viene accelerato da temperature favorevoli allo sviluppo batterico, ovvero di 34°- 37° C. Il calore è trasmesso al materiale dalle pareti e dal pavimento che sono riscaldati. Dalle indagini di mercato su tali processi riportate nella progettazione preliminare è emerso che l’utilizzo più diffuso per taglie medio piccole è quello di impianti che adottano digestori orizzontali plug flow tipo Linde Strabag e Kompogas. Per lo sviluppo dei parametri tecnico economici necessari alla progettazione definitiva si assume pertanto come riferimento la tecnologia di digestione anaerobica a secco in digestore orizzontale tipo plug flow. 7.3 INTEGRAZIONE CON GLI IMPIANTI ESISTENTI Come si evince dai dati riportati al paragrafo 5.2 gli impianti di trito vagliatura esistenti sono sostanzialmente costituiti da: 33 • un primo passaggio in apparecchiatura “rompisacco” consistente in un trituratore a due alberi muniti di coltelli; • previa deferrizzazione, un successivo trattamento di vagliatura in cilindro rotante con fori da 8 cm. La potenzialità tecnica delle apparecchiature installate e collaudate ed utilizzate nel corso degli anni di funzionamento a Tortona (2007 e 2008) è la seguente: 1° stadio di lavorazione: Trituratore Hammer MUG-51 da 2 x 110 kW inst.: 30 t/h 2° stadio di lavorazione: Vaglio rotante ROT-51 da 30 kW installati: 20 t/h La potenzialità massima della linea di preselezione, secondo il progetto SECIT, a suo tempo approvato, risultava, su un unico turno lavorativo (6,5 h) a 20 x 6,5 = 130 t/g; sui 310 g/a di funzionamento previsti, si otteneva una potenzialità annua massima, quindi, di 40.300 t/a (come da ultima Autorizzazione Integrata Ambientale). Le stesse potenzialità giornaliere ed annue sono state inserite nell’ultima Autorizzazione Integrata Ambientale anche a Novi Ligure. Come si vede la potenzialità dell’impianto di Novi Ligure, al fine dei pretrattamenti è decisamente superiore a quella necessaria all’impianto di digestione anaerobica da 18.000 t/a in progetto il cui flusso di F.O.R.S.U. da pretrattare è di 12.000 t/a, più 6.000 t/a di sfalci e potature e materiale ligneocellulosico. Quindi, in linea di massima, il tipo di pretrattamento esistente, limitate le ore di funzionamento a quelle necessarie, può risultare tecnicamente idoneo per eliminare dalla F.O.R.S.U. le componenti indesiderate quali le plastiche ed il ferro, dopo la preparazione della miscela da avviare a digestione con aggiunta, previa biotriturazione, degli sfalci e potature da dosare nei giusti rapporti con la F.O.R.S.U. (1 a 2) per ottimizzare le rese energetiche del processo di digestione anaerobica. Rimandando all’elaborato A.2 per i dettagli, mentre a regime, nel 2012 si prevede di dover pretrattare a Tortona un quantitativo di indistinto pari a 40.000 t/a (sostanzialmente in linea con le capacità massime di trattamento degli impianti) nel transitorio si ipotizza di avere un picco di rifiuti indistinti pari a circa 60.000 t/a; cautelativamente si è richiesto alla Provincia di poter operare sino a 63.000 t/a. In caso di chiusura di uno degli impianti e conferimento di tutti i rifiuti all’altro, si può verificare una punta giornaliera di 260 t/g. Considerata la capacità oraria di trattamento massima del vaglio di 20 t/h, su 310 g/a di funzionamento, si avrà la necessità di lavorare circa 10 h/g, cioè di attivare due turni da 5 ore ciascuno, in periodi di punta, con un massimo di 13 ore giorno, su due turni da 6,5 ore cadauno. 34 8. PROGETTAZIONE DELL'IMPIANTO 8.1 IL COMPOSTAGGIO Il compostaggio è una tecnica attraverso la quale viene controllato, accelerato e migliorato con controllo di temperatura (vedi diagramma) ed umidità il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell'ambiente. Si tratta di un "processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate (Keener et al., 1993) che permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione"; la ricchezza in humus, in flora microbica attiva e in microelementi fa del compost un prodotto adatto ai più svariati impieghi agronomici, dal florovivaismo alle colture praticate in pieno campo. Il processo di compostaggio si compone essenzialmente in due fasi: • bio-ossidazione, nella quale si ha l'igienizzazione della massa: è questa la fase attiva (nota anche come high rate, active composting time), caratterizzata da intensi processi di degradazione delle componenti organiche più facilmente degradabili; • maturazione, durante la quale il prodotto si stabilizza arricchendosi di molecole umiche: si tratta della fase nota come curing phase, caratterizzata da processi di trasformazione della sostanza organica con formazione di sostanze umiche. Il processo di Layout dell’impianto dovrà garantire gli standard qualitativi minimi del prodotto di materiale recuperato conformemente a quanto stabilito dai marchi di qualità del settore in riferimento alla produzione di “ammendante compostato misto” secondo i limiti tabellati dalla legge 748/84 e sue successive modifiche ed integrazioni. La normativa vigente in materia, D. Lgs. 152/2006, sue successive modifiche ed integrazioni (in particolare D. Lgs. 4/2008), all’art. 183, comma 1, punto u) definisce il compost di qualità come “prodotto, ottenuto dal compostaggio di rifiuti organici raccolti 35 separatamente, che rispetti i requisiti e le caratteristiche stabilite dall’allegato 2 del decreto legislativo n. 217 del 2006 e successive modifiche ed integrazioni”. Va innanzitutto sottolineato che nel rispetto di questa norma, quindi, dovranno essere ammessi all’impianto solo rifiuti organici raccolti separatamente. In secondo luogo le caratteristiche stabilite per il prodotto ottenuto dal compostaggio sono quelle del D. Lgs. 217/06 “Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti”, che nell’allegato 2, Ammendanti, fissa le caratteristiche per la commercializzazione, di seguito riportate. Infine, per quanto riguarda l’ottenimento del marchio di qualità, al di là dell’iscrizione nel Registro dei fertilizzanti di cui al D. Lgs. 217/06, come in altri paesi europei, anche in Italia è iniziato un programma di certificazione volontaria del compost di qualità di cui è promotore il Consorzio Italiano Compostatori (CIC), che ne gestisce lo Schema di Certificazione svolgendo l’attività di Ente Certificatore. Il programma di certificazione volontaria prevede una prima fase di Certificazione di Prodotto ed in seguito la costruzione di un Sistema di Assicurazione della Qualità, relativo sia al prodotto che al processo di produzione, seguiti da un Comitato di Qualità del CIC che ha predisposto apposito Regolamento. 36 37 8.2 LA DIGESTIONE ANAEROBICA La digestione anaerobica (DA) è un processo biochimico che, in assenza di ossigeno, porta alla degradazione di sostanze organiche complesse con produzione di un gas (biogas) costituito per il 50 - 70 % da metano e per la restante parte prevalentemente da CO 2 . Il processo è svolto da un consorzio batterico; ciascuna popolazione ha un ruolo ben definito nella demolizione della sostanza organica, producendo come cataboliti degli intermedi di reazione che fungono da substrato per la popolazione successiva nella catena trofica. Si riportano di seguito una tabella descrittiva delle fasi proprie della digestione anaerobica, con specifica dei principali ceppi batterici coinvolti ed una figura descrittiva di un flusso di massa indicativo delle fasi del processo biologico. 38 39 8.3 PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO In questo capitolo si procede alla progettazione dell’impianto di digestione anaerobica sulla base dei dati di progetto già riportati al paragrafo 6.4: si ipotizza di procedere alla realizzazione di un impianto che funzionerà, a regime, sulla base dei dati di progetto: esposti al capitolo 6.4. Ad essi vanno aggiunte le caratteristiche richieste per un corretto funzionamento della digestione anaerobica che sostanzialmente sono: • Pezzatura in ingresso al digestore attorno a 50 mm per ottimizzare la miscelazione ed il rendimento del processo • Riscaldamento della biomassa in digestione sino a 55 °C per garantire un processo termofilo. Per quanto riguarda l’orario l’impianto è stato progettato per i seguenti tempi: Orario di apertura per il ricevimento e pretrattamento (già attualmente in servizio): da lunedì al sabato, 7 ore al giorno. La digestione anaerobica e l’utilizzo del biogas sono stati progettati per un funzionamento continuo, 24 ore al giorno per tutto l’anno. La resa del Gruppo di combustione del biogas è valutata pari al 95%. Questo implica i seguenti valori minimi per la ricezione dei rifiuti e per il dimensionamento dei trattamenti meccanici: - giorni lavorativi all'anno 312 giorni / anno - portata media giornaliera 58 t/die - ore di esercizio teoriche per giorno 7 ore / giorno - portata media teorica durante il funzionamento 8,2 t / h - franchigia per i tempi di inattività pianificati e non 15% - portata media teorica considerando la franchigia 9,6 t / h 8.3.1 DESCRIZIONE DEL PROCESSO E DIMENSIONAMENTI 8.3.1.1 La Pretrattamenti meccanici a Novi Ligure situazione planimetrica attuale degli impianti a Novi Ligure è descritta nell’Elaborato grafico B.4 - Planimetria impianti Novi Ligure - Stato di fatto. Le sezioni e fasi di trattamento esistenti sono indicate nell’Elaborato grafico C.1 Sezioni impianti Novi Ligure - Stato di fatto e nell’Elaborato grafico D.1 - Layout trattamento Novi Ligure - Stato di fatto. I rifiuti saranno conferiti agli impianti di pretrattamento meccanico di Novi Ligure nei locali di ricezione già esistenti, in cui saranno depositati negli spazi indicati nell’Elaborato grafico B.7 - Planimetria impianti Novi Ligure - Progetto; si evidenzia che è stata prevista la realizzazione di due box mediante posa di setti divisori prefabbricati per tenere distinte diverse tipologie e partite di F.O.R.S.U; a muro verranno realizzate protezioni in lamiera metallica per prevenire l’usura da parte della pala meccanica di movimentazione e caricamento al trituratore; gli sfalci e le potature di. Le sezioni e fasi di trattamento sono indicate nell’Elaborato grafico C.2 - Sezioni impianti Novi Ligure - Progetto e nell’Elaborato grafico D.2 - Layout trattamento Novi Ligure - Progetto. 40 I sacchetti contenenti la F.O.R.S.U. movimentati con pala meccanica e/o ragno, sono poi dilacerati nell’esistente trituratore aprisacco dotato di nastro trasportatore di scarico (MUG 01 - NAT 01) insieme agli sfalci e potature, preventivamente passati in un biotrituratore anch’esso dotato di nastro trasportatore di scarico (MUG 02 - NAT 02) che li riduce a pezzatura < 50 mm, per ottenere un’idonea miscelazione delle due componenti nel trituratore e nel vaglio rotante. Visti i risultati di una prova di trattamento effettuata, in cui si è evidenziato che molti sacchetti di F.O.R.S.U. riuscivano a passare tra le lame del trituratore esistente senza essere aperti, si renderà necessario intervenire su questo dispositivo, modificando le caratteristiche delle lame stesse in modo che passino dall’effetto “spremitura” a quello “dilacerazione”; le specifiche tecniche di tale intervento sono lasciate alla progettazione esecutiva che sarà sviluppata dalle Imprese partecipanti alla gara d’appalto. Si prevede, inoltre, di abbassare le pareti della tramoggia di carico per consentire un’idonea altezza di sversamento in caso di utilizzo di pala meccanica per il caricamento. Dopo il trituratore i rifiuti entrano nel vaglio rotante esistente (ROT 01), previa deferrizzazione lungo il nastro trasportatore di caricamento (NAT 03) mediante il separatore magnetico esistente (DEF 01). I nastri trasportatori vanno modificati mediante l’applicazione di carter per il contenimento degli eventuali colaticci che si potessero produrre particolarmente nel periodo estivo; le specifiche tecniche di tale intervento sono lasciate alla progettazione esecutiva che sarà sviluppata dalle Imprese partecipanti alla gara d’appalto. Il vaglio va modificato con l’inserimento di due sezioni sulla lunghezza, a differente foronomia: nella prima sezione (approssimativamente pari al 60 % della lunghezza del vaglio) i fori avranno un diametro di 50 mm; nel restante 40 % della lunghezza del vaglio, i fori avranno un diametro di 80 mm; le specifiche tecniche di tale intervento sono lasciate alla progettazione esecutiva che sarà sviluppata dalle Imprese partecipanti alla gara d’appalto. La frazione sottile < 50 mm derivante dalla prima sezione del vaglio è adatta al processo di digestione anaerobica e sarà trasportata mediante nastri trasportatori ad una fossa di stoccaggio prima del digestore (NAT 05A - NAT 06 - NAT 07 - NAT 08). La frazione compresa fra 50 – 80 mm, che è separata nella restante parte del vaglio, viene trasportata nuovamente al trituratore mediante i nastri trasportatori NAT 11 e NAT 12, per consentire un’ulteriore riduzione di pezzatura per massimizzare l’ingresso al digestore di frazioni con pezzatura < 50 mm. Nel caso in cui si verifichi un accumulo di contaminanti e materiali che non sono lavorati dal trituratore, parte del materiale non desiderato può essere rimandato indietro al trituratore, ma può anche essere invertita la direzione del nastro NAT 12 ed il materiale inviato nel container dei sovvalli per lo smaltimento; il sovvallo per la maggior parte consiste in film plastici, oggetti sol,idi inadatti al trattamento organico e contenitori in materiali vari ed è inviato ad un press container dedicato per il trasporto a discarica. I nastri trasportatori addizionali NAT 09 e NAT 10 permettono che la frazione fine < 50 mm venga nuovamente trasportata all’area di ricezione, previo utilizzo della funzione di movimento bidirezionale del nastro NAT 07; questa possibilità verrà utilizzata, per 41 esempio, nel caso in cui occorra rivagliare gli sfalci e le potature triturati, se il trituratore non dovesse sminuzzare a 50 mm. Gli sfalci e le potature devono, infatti, avere una pezzatura inferiore a < 50 mm prima di venir mescolati con la F.O.R.S.U. nel trituratore al fine di essere sicuri che nessun rifiuto verde sia vagliato con una pezzatura > 80 mm cosa che comporterebbe un aumento indesiderato dei sovvalli ed una perdita di sostanze organiche utili per la digestione. Considerando i dati di progetto sopra riportati, i pretrattamenti, che sono attualmente in grado di lavorare sino a 20 t/h (portata di targa del vaglio), sono più che idonei. 8.3.1.2 Fossa di stoccaggio e caricamento - digestione La frazione < 50 mm è convogliata alla fossa di stoccaggio (BST 01 - 02). Questa fossa è idonea a garantire un’alimentazione in continuo al digestore anche durante la notte, i fine settimana e le festività. La fossa è dimensionata per lo stoccaggio dei rifiuti di 3 giorni, come potrebbe risultare necessario in alcuni casi (ad es. nelle festività natalizie). Dalla fossa di stoccaggio il rifiuto è automaticamente trasportato al digestore mediante pavimento mobile e nastri trasportatori chiusi nella parte di tragitto all’aperto, per evitare esalazioni maleodoranti (NAT 20, attrezzato per la pesatura, NAT 21, NAT 22, su cui è posizionato uno scarico di emergenza, e NAT 23). Prima dell’ingresso nel digestore vengono aggiunte parte delle acque di processo in modo da inseminare i rifiuti con i microrganismi necessari e regolare il grado di umidità. La miscela è poi introdotta nel digestore (DIG 01) ove permane approssimativamente per 14 – 21 giorni (a seconda del fornitore e relativo brevetto tecnologico); cautelativamente, per la definizione degli ingombri e dei costi, si adotta un tempo di permanenza di 21 giorni, per cui, con riferimento al bilancio di massa riportato al successivo capitolo 8.3.2, le dimensioni utili del digestore risultano pari a: (19.334 + 16.684) : 2 t/a x 1,25 mc/t : 365 g/a x 21 gg = 1.300 mc (circa). Considerando lo spazio occupato dalle apparecchiature di movimentazione ed il volume interno occupato dall’inoculo e dal gas prodotto, ne risulta un manufatto delle dimensioni di ingombro indicate in planimetria pari a 33 x 9 x 8,4 (H) m. 8.3.1.3 Trattamento dell’aria esausta Come si vede tutte le fasi di pretrattamento che comportano il possibile sviluppo di esalazioni maleodoranti avvengono all’interno dei locali esistenti, dotati di aspirazione delle arie esauste. Secondo criteri usuali di dimensionamento per locali destinati a magazzini e locali di imballaggio, in presenza di esalazioni maleodoranti di origine organica, si assumono, per verificare l’idoneità dei biofiltri, i seguenti ricambi orari e volumi di aspirazione concentrata. 42 Locale Sezione ricezione ed accumulo rifiuti Area deposito temporaneo frazione umida Area selezione Vaglio Biofrantumatore Totale Superficie (mq) Volume (mc) n. ricambi ora Aria aspirata Nmc/h 750 5250 4 21.000 440 3080 2 6.000 440 3080 1 3.000 3.000 2.000 35.000 È presente un ventilatore con potenzialità massima di 35.000 Nmc/h; l’aria viene inviata a trattamento tramite filtro a maniche, prima di essere inviata al filtro biologico. Si assume che i criteri progettuali di dimensionamento dei biofiltri debbano rispettare quanto previsto nelle “Linee guida relative alla costruzione e all’esercizio degli impianti di produzione di compost” emesso dalla Regione Lombardia con Deliberazione Giunta Regionale 16 Aprile 2003 n. 7/12764, in riferimento ai valori massimi della portata specifica, pari a 80 Nmc/h x mc di strato filtrante ed a un tempo di contatto non inferiore a 45 s, con un’altezza consigliata del letto filtrante minima di 1 m, che può giungere al massimo a 2 m. Per effetto dei criteri di dimensionamento adottati, e degli spazi disponibili, le dimensioni del materiale filtrante dei biofiltri esistenti sono le seguenti: Caratteristiche geometriche Larghezza Lunghezza Altezza pacchetto filtrante Superficie Volume 10,00 2 x 20,00 1,70 400,00 680,00 m m m mq mc In base alle caratteristiche costruttive dei biofiltri ed alle portate di aria inviate, la verifica dei parametri funzionali porta ai risultati di seguito illustrati. Parametri funzionali Portata aria esausta Tempo di contatto Portata specifica u.m. mc/h s Nmc/ h mc valore 35.000 70 51,47 valori guida > 45 < 80 Per consentire un’agevole distribuzione dei flussi e la possibilità di mantenere sempre comunque in funzione un biofiltro mentre si provvede alla manutenzione dell’altro il materiale filtrante è suddiviso in due strutture autonome separate, ma interconnesse ed interscambiabili. 43 8.3.1.4 Produzione ed utilizzo del Biogas Durante questo tempo di permanenza nel digestore vengono prodotti circa 1.9 Milioni di Nm³ all’anno di biogas con un contenuto di metano stimabile attorno al 58 %. Il biogas viene utilizzato in una centrale di cogenerazione di calore ed energia elettrica (CHP). Assumendo un rendimento elettrico del 40 % queto corrisponde alla possibile produzione di 530 kW di potenza elettrica e 520 kW di potenza termica. Con una disponibilità del CHP pari al 95% risulta una produzione di energia elettrica di 4.400 MWh/a lordi, che può essere ceduta come energia prodotta da fonte rinnovabile (a meno del quantitativo di autoconsumo attribuibile all’impianto da concordarsi con ENEL, normalmente assunto pari al 20%). Si assume che i consumi energetici degli impianti accessori non vengano prelevati dal CHP, ma acquistati dalla rete di distribuzione nazionale, in quanto più conveniente dal punto di vista del bilancio economico. 8.3.1.5 Disidratazione del digestato Il digestato è poi estratto dal digestore e pompato ad una coclea a vite pressatrice per la disidratazione. La pressa separa il digestato in una frazione solida che viene inviata ad un container (all’occorrenza il materiale può essere fatto cadere in un contenitore sotto la pressa). La restante parte è il liquido digestato che è collettato sotto la pressa e viene poi pompato in una vasca di “stoccaggio delle acque di processo”. Il volume di questo serbatoio deve essere idoneo a d una permanenza di 3 settimane. In considerazione di questo lungo tempo di permanenza si creano le condizioni per nuovo sviluppo di biogas che si raccoglie nella parte superiore della vasca che, con tetto chiuso, funge anche da gasometro; questa vasca di stoccaggio funziona, pertanto, da “digestore secondario” per la frazione liquida e dovrà, quindi essere attrezzata con miscelatore ed estrazione del biogas. Dal momento che saranno disponibili a Tortona 7.000 t/a di sfalci e potature e materiale ligneocellulosico da miscelare con il digestato solido per ottenere una miscela di idoneo contenuto di SS per il compostaggio, quest’ultimo non è necessario che venga disidratato al di sopra del 30% di SS. Questo accorgimento consente di ridurre il volume delle acque di processo da smaltire. 8.3.1.6 Compostaggio della frazione solida del digestato a Tortona La frazione solida del digestato viene poi inviata all’impianto di trattamento di Tortona, dove viene miscelata con 7.000 t/a di sfalci e potature preventivamente triturate sino ad una pezzatura < 80 mm, utilizzando lo stesso biotrituratore mobile scarrabile utilizzato a Novi Ligure, spostato a Tortona per campagne temporanee di utilizzo. Questa frazione che funge da materiale strutturante, eventualmente assieme a frazioni di cippato recuperate dalla raffinazione finale del compost, viene stoccata nell’area di ricezione ed addizionata al digestato solido in una apposita tramoggia. Il materiale miscelato è poi inviato alle corsie di compostaggio mediante l’esistente nastro trasportatore di caricamento al sistema di distribuzione longitudinale esistente intesta al capannone di compostaggio. La linea di trattamento, con quantificazione dei volume e spazi di progetto è sintetizzata nella tabella di seguito riportata. 44 Digestato Solido Quantità di digestato t/a 7.288 Contenuto di umidità (% FM) 70% Contenuto di solidi Volatili (%DM) 64% Densità (t/m³) 0,65 Sfalci e potature Quantità (t/a) Contenuto di umidità (% FM) Contenuto di solidi Volatili (%DM) Densità (t/m³) 7.000 50% 72% 0.35% Miscela Quantità (t/a) 14.288 Contenuto di umidità (% FM) 39% Contenuto di solidi Volatili (%DM) 69% Densità (t/m³) 0,6 Corsie Numero 12 lunghezza (m) 60 larghezza (m) 3,5 Altezza del cumulo (m) 1,5 volume per corsia (m³) volume totale disponibile (m³) 315 3.780 Compostaggio della miscela Durata del Compostaggio (g) volume necessario (m³) numero di corsie necessarie 28 1.902 6,0 Come si vede è necessario l’utilizzo di 6 corsie per il compostaggio del digestato e degli sfalci e potature. Il materiale viene inviato alle corsie dall’area di stoccaggio nell’arco di ogni giornata lavorativa. L’intero volume della corsia è rivoltato mediante la macchina rivoltatrice esistente e contemporaneamente trasportato verso la testa del tunnel. L’avanzamento delle rivoltatrici è 4 m, per cui occorrono 14 rivoltamenti, per giungere in testa alla corsia. Assumendo un tempo di compostaggio di 28 giorni è richiesto un rivoltamento ogni 2 giorni. Le corsie esistenti sono equipaggiate con un sistema di aerazione forzata. L’aria è insufflata nel materiale mediante ventilatori. Ogni corsia è suddivisa in due sezioni che sono aerate in modo indipendente (2 ventilatori). In considerazione del fatto che la destinazione finale che si cercherà di dare al compost prodotto è quella di riutilizzo in agricoltura, esso andrà ulteriormente maturato sotto alla tettoia nella platea esterna sino a 90 giorni, secondo i tempi usualmente indicati per i processi di compostaggio, quindi per altri 41 giorni (tenuto conto degli iniziali 21 giorni di digestione anaerobica). Considerando le perdite di umidità e la degradazione della sostanza organica, secondo il Bilancio di massa esposto al Capitolo 8.3.2 della “Relazione descrittiva”, Elaborato A.1, il quantitativo di compost in uscita dalla maturazione accelerata sarà di 45 7.541 t/a, con un contenuto di sostanza secca del 60% ed una densità apparente pari a 0,4 t/mc; il volume necessario per la maturazione finale sarà, pertanto pari a: 7.541 t/a : 365 g/a : 0,4 t/mc x 41 = 2.118 mc Utilizzando cumuli di sezione pari a 7 x 3,5 : 2 = 12,25 mq, si ha una superficie occupata pari a: 2.118 : 12,25 = 173 mq. Il compost andrà raffinato in uscita dalla maturazione, tramite sistemi di vagliatura meccanica e pulizia aeraulica che saranno noleggiati per il periodo di tempo necessario; queste operazioni, come anche lo stoccaggio del compost grezzo e di quello raffinato, verranno compiute sotto la tettoia esistente, sulla cui platea avviene attualmente la maturazione finale della F.O.S.. La superficie occupata dallo stoccaggio prima della caratterizzazione analitica, per un periodo stimato di un mese risulta pari a: 7.541 t/a : 365 g/a : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 126 mq. La superficie occupata dallo stoccaggio prima della cessione all’esterno, per un periodo stimato di un mese risulta pari a: 7.541 t/a : 365 g/a : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 126 mq. 8.3.1.7 Trattamento dell’aria esausta a Tortona Durante il periodo transitorio che intercorre da ora al raggiungimento di un contenuto di frazione organica nei rifiuti indistinti conferiti idoneo al deposito diretto in discarica, l’impianto di tritovagliatura di Tortona dovrà essere mantenuto in funzione; pertanto saranno utilizzati i locali di preselezione. Secondo criteri usuali di dimensionamento per locali destinati a magazzini e locali di imballaggio, in presenza di esalazioni maleodoranti di origine organica, si sono assunti i seguenti ricambi orari e volumi di aspirazione concentrata nei locali di preselazione. Locale Sezione ricezione ed accumulo RSU Area deposito temporaneo frazione secca Area selezione Vaglio Biofrantumatore Totale Superficie (mq) Volume (mc) n. ricambi ora Aria aspirata Nmc/h 750 5.250 4 21.000 440 440 3.080 3.080 2 1 6.000 3.000 3.000 2.000 35.000 Si provvede all’aspirazione mediante un ventilatore con potenzialità massima di 35.000 Nmc/h; l’aria viene fatta passare attraverso un filtro a maniche prima di essere inviata al filtro biologico. L’edificio di stabilizzazione della sostanza organica (nel periodo transitorio), ed anche di compostaggio del digestato (a regime) non frequentato da operatori, è mantenuto in leggera depressione da un sistema di aspirazione forzata formato da canalizzazioni in acciaio zincato servito da due ventilatori, da 35.000 Nmc/h ciascuno, che inviano l’aria a due biofiltri da 400 mq di superficie. 46 Si assume che i criteri progettuali di dimensionamento dei biofiltri debbano rispettare quanto previsto nelle “Linee guida relative alla costruzione e all’esercizio degli impianti di produzione di compost” emesso dalla Regione Lombardia con Deliberazione Giunta Regionale 16 Aprile 2003 n. 7/12764, in riferimento ai valori massimi della portata specifica, pari a 80 Nmc/h x mc di strato filtrante ed a un tempo di contatto non inferiore a 45 s, con un’altezza consigliata del letto filtrante minima di 1 m, che può giungere al massimo a 2 m. Per effetto dei criteri di dimensionamento adottati, e degli spazi disponibili, le dimensioni del materiale filtrante dei biofiltri sono le seguenti: LOCALI RICEZIONE E LAVORAZIONE Caratteristiche geometriche Larghezza Lunghezza Altezza pacchetto filtrante Superficie Volume 15,00 2 x 12,00 1,70 360,00 612,00 m m m mq mc In base alle caratteristiche costruttive dei biofiltri ed alle portate di aria inviate, la verifica dei parametri funzionali porta ai risultati di seguito illustrati. Parametri funzionali Portata aria esausta Tempo di contatto Portata specifica u.m. valore mc/h s Nmc/ h mc 35.000 63 57,19 valori guida > 45 < 80 LOCALE MATURAZIONE SOSTANZA ORGANICA Caratteristiche geometriche Larghezza Lunghezza Altezza pacchetto filtrante Superficie Volume 12,00 2 x 30,00 1,70 720,00 1.224,00 m m m mq mc In base alle caratteristiche costruttive dei biofiltri ed alle portate di aria inviate, la verifica dei parametri funzionali porta ai risultati di seguito illustrati. Parametri funzionali Portata aria esausta Tempo di contatto Portata specifica u.m. mc/h s Nmc/ h mc valore 2 x 35.000 63 57,19 valori guida > 45 < 80 Per consentire un’agevole distribuzione dei flussi e la possibilità di mantenere sempre comunque in funzione un biofiltro mentre si provvede alla manutenzione dell’altro il materiale filtrante è suddiviso in due strutture autonome separate, ma interconnesse ed interscambiabili. 47 8.3.1.8 Biostabilizzazione della frazione organica separata meccanicamente a Tortona Oltre alla presenza delle operazioni di compostaggio descritte al punto 8.3.1.6, nella situazione a regime, dal 2013, si svolgeranno anche quelle di biostabilizzazione della frazione organica separata meccanicamente. Dopo il periodo di stabilizzazione accelerata con insufflazione d’aria della durata di 28 giorni all’interno del capannone, il materiale va ulteriormente maturato sotto alla tettoia nella platea esterna sino a 90 giorni, secondo i tempi usualmente indicati per i processi di compostaggio, quindi per altri 62 giorni. Secondo i conteggi sviluppati nell’Allegato 2 dell’Elaborato A.2, il quantitativo di FOS in uscita dalla maturazione accelerata sarà di 15,1 t/g, con un contenuto di sostanza secca del 65% ed una densità apparente pari a 0,4 t/mc; il volume necessario per la maturazione finale sarà, pertanto pari a: 15,1 t/g : 0,4 t/mc x 62 = 2.340 mc Utilizzando cumuli di sezione pari a 7 x 3,5 : 2 = 12,25 mq, si ha una superficie occupata pari a: 2.340 : 12,25 = 191 mq. La superficie occupata dallo stoccaggio prima della caratterizzazione analitica, per un periodo stimato di un mese risulta pari a: 15,1 t/g : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 92 mq. La superficie occupata dallo stoccaggio prima della cessione all’esterno, per un periodo stimato di un mese risulta pari a: 15,1 t/g : 0,4 t/mc x 30 : 12,25 = 92 mq. Nell’Elaborato B.12 sono indicate le occupazioni planimetriche dei cumuli dedicati al compostaggio e di quelli dedicati alla biostabilizzazione, nonché il numero di corsie di stabilizzazione aerata accelerata occupate per le suddette operazioni (5 per la biostabilizzazione e 6 per il compostaggio). 8.3.1.9 Trattamento della frazione liquida del digestato Con la disidratazione del digestato mediante la coclea pressatrice si producono approssimativamente 9.500 m³ di liquido in eccedenza. Le caratteristiche fisico- chimiche tipiche di questo liquido sono le seguenti: Colorazione Odore pH Conduttivitá specifica Sostanza secca (ss) Solidi volatili Solidi volatili su base sostanza secca COD Azoto totale (Kjeldahl) Azoto ammoniacale (NH4-N) nero-marrone forte, da putrefazione 7,9 20.400 150 76 506,7 108.000 559 173 μS/cm g/l g/l g/l ss mg/l mg/l mg/l In Italia questo materiale è classificato ancora come rifiuto per cui non può essere utilizzato tal quale in agricoltura, pur presentando interessanti caratteristiche fertilizzanti, 48 se non con autorizzazione esplicita previa approvazione di complessi piani di spandimento che, nel caso specifico, incontrerebbero difficoltà di applicazione a causa degli elevati contenuti di azoto. Come alternativa non vi è che il trattamento come acqua reflua sino a parametri idonei allo scarico in acqua superficiale; nel nostro caso specifico si prevede che questo avvenga tramite conferimento ad idoneo impianto di depurazione autorizzato esterno. Come evidenziato nel successivo “Schema di flusso del processo e bilanci di massa”, i quantitativi annui di digestato liquido da avviare a trattamento saranno pari a 7.155 mc, di cui circa 300 mc di condensa del biogas. 8.3.1.10 Gestione delle acque meteoriche e degli scarichi Le acque meteoriche relative alla zona impianti di trattamento meccanico biologico a Novi Ligure, attualmente vengono inviate alle vasche di stoccaggio dei percolati a causa della presenza di container contenenti la frazione umida parcheggiati sui piazzali. In adempimento a specifiche prescrizioni dell’A.I.A. ed in considerazione delle nuove modalità operative legate alla produzione della frazione solida del digestato stoccata in cassone all’interno del capannone esistente, questa situazione viene superata nel presente progetto. Le acque meteoriche di dilavamento della viabilità verranno, pertanto, inviate alla vasca di prima pioggia esistente (vedi Elaborato B.8), previo passaggio in pozzetto separatore; nella stessa tavola è individuato il percorso che faranno le acque di seconda pioggia per riconnettersi con l’esistente fognatura delle acque bianche. La viabilità, così come ampliata in progetto, avrà una superficie di 5.200 mq che, per i primi 5 mm di pioggia, corrispondono a 26 mc; la vasca esistente ha un volume utile di 30 mc, pertanto sufficiente allo scopo. Considerando 30 eventi all’anno il volume annuale di percolato prodotto è pari a: 26 mc x 30 = 780 mc/a Come indicato nella tavola di progetto il pozzetto partitore è dotato di saracinesca con servocomando attivato da quadro generale di controllo per entrare in funzione al livello di riempimento della vasca di prima pioggia, attivare le pompe di svuotamento della stessa con invio alla rete di raccolta dei percolati, e riaprirsi 48 ore dopo l’evento meteorico. Le acque piovane di dilavamento della superficie pavimentata in cemento che ospita le apparecchiature relative alla digestione anaerobica ed alla produzione ed utilizzo di energia elettrica e calore sono invece collegate alla rete acque nere esistente a servizio dei capannoni, che non viene modificata, per precauzione nei confronti di eventuali sgocciolamenti o rotture dei collegamenti idraulici. Considerato un quantitativo annuo di pioggia pari ad 1 m, sui 2200 mq di pavimentazione, si ha una produzione di percolato di 2200 mc/a. La gestione delle acque meteoriche e di quelle nere relative alla zona impianti di trattamento meccanico biologico a Tortona non viene, invece, modificata in alcun modo. 49 8.3.2 DIAGRAMMA DI FLUSSO E BILANCI DI MASSA Si riporta di seguito l’elaborazione in schema di flusso e bilanci di massa dei dati di progetto secondo le scelte progettuali già dettagliate nei capitoli precedenti. LEGENDA • Biowaste: Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (F.O.R.S.U.) • Green waste: rifiuti da sfalci e potature • Mg/a: t/a • Dry matter (DM): sostanza secca (SS) • Shredder: trituratore aprisacchi • Ferrous separation: deferrizzatore • Metals recycling: metalli a recupero • Drum screen: vaglio circolare rotante • Contaminants residues to landfill: sovvalli a discarica • Buffer store: polmone di stoccaggio • Input AD: ingresso alla digestione anaerobica; • Digester: digestore • Output AD: materiale in uscita dal digestore (digestato) • CHP: centrale di cogenerazione energia elettrica e calore • Condensate: acque di condensa • Screw presse: pressa di separazione del digestato nelle frazioni solido/liquido • Press water: liquido separato dal digestato • Process water: acque di processo • Waste water treatment: depurazione acque (destinazione della frazione liquida) • Solid digestate: frazione solida separata dal digestato • Input composting: ingresso corsie di compostaggio • Water evaporation: acqua evaporata • Degradation organics: sostanze organiche degradate durante il processo di compostaggio • Input composting: ingresso al compostaggio • Raw compost: compost grezzo 50 biowaste green waste 12,000 Mg/a 23% DM 6,000 Mg/a 50% DM 19,2 Mg/d external pre-shredder 57,5 Mg/d shredder bio-/greenwaste 50 - 80 mm metals ferrous separation drum screen (50/80 mm) < 50 mm 0,04 Mg/d 12 Mg/a 0.1% of input 60% DM 3,8 Mg/d 1,200 Mg/a 6.7% of input 30% DM 7,5 Mg/d 2,345 Mg/a 1.90 Mio. Nm³/a recycling contaminants 53,7 Mg/d residues to landfill buffer store 16,788 Mg/a 93.3% of input 32% DM 53,7 Mg/d process water 2,546 Mg/a 16% DM input AD 19,334 Mg/a 30% DM 61,8 Mg/d biogas digester CHP condensate output AD 305 Mg/a 0% TR 16,684 Mg/a 22% DM 53,3 Mg/d 21,9 Mg/d screw press 23,3 Mg/d press water 6,850 Mg/a 16% DM process water waste water treatment 7,155 Mg/a 15% DM 8,1 Mg/d solid digestate 7,288 Mg/a 40.5% of input 30% DM green waste 7,000 Mg/a 52% DM 45,7 Mg/d input composting 14,288 Mg/a 41% DM 5,439 Mg/a water evaporation 1,309 Mg/a degradation organics tunnel composting 4 weeks 24,1 Mg/d raw compost 7,541 Mg/a 60% DM 51 8.3.3 BILANCIO ENERGETICO 8.3.3.1 Consumi energetici Per le operazioni che si svolgono presso l’impianto di Novi Ligure i consumi energetici (vedi Allegato 2) sono valutati in 989.800 kWh/a. Il Bilancio Energetico delle nuove apparecchiature installate per il ciclo della digestione anaerobica è quello esposto nella specifica tabella di Allegato 2 (210 kW di potenza installata con un consumo annuo previsto di 675.000 kWh), a cui vanno aggiunti i nastri trasportatori utilizzati per le modifiche alla sezione di vagliatura (ricircoli e bypass) e del biotrituratore per gli sfalci e potature esposte nella specifica tabella di Allegato 2 (147 kW di potenza installata con un consumo annuo previsto di 56.500 kWh); il resto delle utenze è relativo ad apparecchiature elettromeccaniche esistenti anche per servizi generali ed è esposto nella specifica tabella di Allegato 2 (396 kW di potenza installata con un consumo annuo previsto di 258.200 kWh) Per le operazioni che si svolgono presso l’impianto di Tortona i consumi energetici (vedi Allegato 3) sono valutati in 1.878.015 kWh/a. La potenza installata complessiva è pari a 833 kW. L’attuale cabina di trasformazione a Novi Ligure, secondo l’analisi Energia Elettrica di BERICAELETTROSTUDIO allegata, attuale fornitore di energia ad S.R.T., ha 365 kw di potenza disponibile (più un ulteriore trasformatore di pari potenza di riserva per i consumi ordinari e in aggiunta per le punte) interamente utilizzati in alcuni periodi dell’anno. Risulta, pertanto, necessario installare una nuova cabina elettrica con trasformatore da 530 kw di potenza disponibile da prelevare dalla rete ed uno di capacità di cessione alla rete ENEL di 670 kw (come dimensionato al successivo paragrafo). Per i dettagli si rimanda all’ elaborato A.4 - Calcoli preliminari degli impianti elettrici. 52 53 8.3.3.2 Produzione di energia Mediante la digestione delle 18.000 t/a di rifiuti organici ci si attende di ottenere, cautelativamente, una produzione di biogas pari a 1,9 Milioni di Nm³ per anno (217 Nm³/h); secondo esperienze di impianti esistenti tale produzione potrà giungere anche a 2,2 milioni di Nmc. Ci si attende un contenuto di metano pari a circa il 58 %. Questo significa un contenuto energetico globale nel biogas pari a 11.100 MWh/a. Assumendo una efficienza energetica del 40% l’unità di cogenerazione avrà una potenza di 530 KW (con margini di sicurezza). Con una disponibilità della centrale di cogenerazione pari al 95 % si possono produrre 4.400 MWh/a di elettricità. Risultano inoltre disponibili 4.300 MWh/a di energia termica dei quali 1.235 sono necessari per il riscaldamento del digestore per mantenere condizioni termofile (55°C). Nella tabella successiva sono riassunti i principali dati energetici. Potential energy yield MBT plant NOVI LIGURE InputAD plant MSW tons/year Input AD (< 50 mm) % Input AD (< 50 mm) tons/year m³/ton biowaste m³/ton greenwaste Calculated biogas yield m³/year m³/h Methane content % m³/year Methane yield m³/h Energy content of methane kWh/m³ kW Total energy yield MWh/a 54 18,000 93.3% 16,788 140 65 1,900,320 217 58.4% 1,110,000 127 10 1,267 11,100 Electrical efficiency % 40.0% Thermal efficiency % 39.0% availability CHP % 95.0% Electrical energy kW 530 Thermal energy kW 520 Electrical energy MWh/year 4,400 Thermal energy MWh/year 4,300 In considerazione del fatto che la flessibilità dell’impianto di cogenerazione consente di sfruttarlo con buone performance di resa produttiva sino all’80% della sua potenzialità massima, in previsione di maggiori produzioni di gas rispetto a quelle cautelativamente attese o del possibile inserimento nel digestore anche di rifiuti liquidi altamente produttivi di biogas ed energia quali gli oli alimentari, si assume una taglia standard di potenza installata del cogeneratore pari a 670 KW. Per i dettagli sugli impianti impianti elettrici si rimanda agli elaborati: 8.4 A.4 - Calcoli preliminari degli impianti elettrici B.10 - Planimetria impianti elettrici Novi Ligure B.11 - Planimetria e sezioni trasversali degli allestimenti in cabina elettrica DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - OPERE EDILI Le opere edili connesse alla realizzazione del progetto sono le seguenti: A Novi Ligure 1. Realizzazione di platea in cemento armato con doppia rete elettrosaldata come base di appoggio per la vasca di stoccaggio della frazione liquida del digestato, la centrale di cogenerazione ed i relativi locali accessori per la gestione dell’energia elettrica e del calore prodotti e la fiaccola d’emergenza. 2. Realizzazione del bunker in cemento armato per la digestione anaerobica dei rifiuti, con relative fondazioni armate. 3. Abbattimento dell’attuale parete di divisione dei locali di stoccaggio delle frazioni secca ed umida derivanti dalla separazione meccanica del rifiuto tal quale, con rifacimento parziale della pavimentazione. 4. Inserimento di due pareti in elementi prefabbricati all’interno del locale ricezione per creazione di box di stoccaggio, con rivestimento metallico delle pareti esistenti per contrasto alla pala meccanica. 5. Viabilità asfaltata di servizio e della zona in cui è posizionato il press container per l’allontanamento dei sovvalli. 6. Parziale rifacimento, adeguamento per la separazione delle acque di prima pioggia ed ampliamento delle reti di raccolta acque nere, miste e piovane. 7. Ampliamento e sistemazione della recinzione. 8. Cabina elettrica di trasformazione in bassa tensione ed interscambio di energia elettrica prodotta, con ENEL. 9. Basamento e corona circolare in elevazione del serbatoio di stoccaggio acque di processo. 10. Opere edili connesse agli impianti elettrici. 55 A Tortona 11. Realizzazione di pareti divisorie in elementi prefabbricati per lo stoccaggio della frazione solida del digestato proveniente da Novi Ligure con rivestimento metallico delle pareti esistenti per contrasto alla pala meccanica. 8.5 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI - APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE Le apparecchiature elettromeccaniche connesse alla realizzazione del progetto sono le seguenti: A Novi Ligure 1. Adattamento degli impianti di tritovagliatura esistenti (modifiche al sistema di laceramento sacchi e sminuzzatura del trituratore); modifica della foronomia interna al vaglio ed intervento su cedimenti strutturali del tamburo di appoggio, adattamento dei nastri trasportatori esistenti e dei relativi impianti elettrici, nuovi nastri trasportatori per il ricircolo delle varie frazioni di rifiuto, compreso: Inserimento di carter antigocciolamento sui nastri trasportatori da trituratore a vaglio. Abbassamento tramoggia trituratore per consentire il caricamento tramite pala meccanica. Modifiche al nastro trasportatore di uscita dei sovvalli in modo da consentire l’attraversamento a tenuta stagna del portellone esistente ed il suo smontaggio in tale punto. Manutenzione straordinaria della centralina oleodinamica idraulica del vaglio. Manutenzione straordinaria del filtro a maniche trattamento aria. 2. Fossa di stoccaggio a pavimento mobile e relative dotazioni per la movimentazione dei rifiuti. 3. Sistema di caricamento del digestore (coclee e nastri trasportatori). 4. Componenti elettromeccaniche del digestore (sistema di miscelazione del digestato, portelloni, etc.), compresi accessori del digestore (sifone, controllo visivo, sistemi di sicurezza e di rilievo dati, etc.). 5. Container per apparecchiature di comando e controllo del processo di digestione e Container contenente gli allacciamenti e scambi termici. 6. Sistema di estrazione del digestato. 7. Pressatura (separazione solido - liquido), comprese condotte ed apparecchiature di trasporto della frazione liquida separata. 56 8. Gasdotti con apparecchiature di controllo gas in qualità e quantità e torcia di combustione d’emergenza. 9. Impianto di cogenerazione e pressurizzazione. 10. Impianto elettrico, di controllo e comando, software, allacciamenti elementi, messa a terra, illuminazione esterna area impianti e viabilità, dotazioni ed apparecchiature elettriche per la cabina elettrica di trasformazione in bassa tensione ed interscambio di energia elettrica prodotta, con ENEL. 11. Digestore secondario con gasometro, circuito di riscaldamento, miscelatori, portellone di accesso e sensori vari di monitoraggio. 12. Allacciamenti termici cogeneratore - digestori primario e secondario. 13. Biotrituratore mobile scarrabile per sfalci e potature completo di nastro di scarico. A Tortona 14. Interventi su impianti esistenti consistenti in: Realizzazione di tramoggia di caricamento e miscelazione degli sfalci e potature con la frazione solida del digestato. Manutenzione straordinaria del filtro a maniche. Inserimento di un punto erogazione di energia elettrica da 75 kW nel locale ricezione per l’allacciamento del biotrituratore mobile. Per ambedue gli impianti 15. Unificazione software ed hardware degli impianti di automazione di Novi Ligure e di Tortona, tenendo presente che la modifica effettuata sulle rivoltatrici di Tortona è stata realizzata con HW VIPA Italia (compatibile con Siemens Step 7) ed il programma realizzato con lo Step 7 della Siemens, e fornitura del SW Step 7 con licenza d’uso, compresi i programmi sorgente realizzati. 16. Avviamento impianti con riscaldamento mediante caldaia esterna, collaudo prestazionali. 8.6 COSTI DI COSTRUZIONE I costi di realizzazione dell’impianto di digestione anaerobica a dell’annesso impianto di sfruttamento del biogas prodotto tramite cogenerazione di energia elettrica e calore, comprensivi dei costi di adeguamento dell’impianto di compostaggio di Tortona, sono stati stimati nell’Elaborato E.1; di seguito si riporta il Quadro Generale di spesa. A 58 Importo totale dei lavori (Compresi gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso d'asta pari a € 180.000,00) € 5.873.600,00 B C Somme a disposizione dell'amministrazione IVA 20% importo totale dei lavori € 1.174.720,00 Spese tecniche per progettazione preliminare, definitiva, Direzione Lavori, Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione di esecuzione (compresi oneri previdenziali) € 371.850,00 Spese tecniche per progettazione esecutiva (compresi oneri previdenziali) € 98.650,00 IVA 20% sulle spese tecniche € 94.100,00 Imprevisti ed altre spese (5%) € 293.680,00 Importo totale delle somme a disposizione dell'Amministrazione € 2.033.000,00 Importo complessivo dell'intervento € 7.906.600,00 59 9. PRIME INDICAZIONI E DISPOSIZIONI PER LA STESURA DEI PIANI DI SICUREZZA 9.1 PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Il piano di sicurezza e di coordinamento relativo ai lavori oggetto dell’appalto, allegato al progetto esecutivo, è stato predisposto dal Coordinatore in materia di sicurezza per la progettazione in conformità al D.Lgs. 09 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della Legge 03 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Gli elaborati del piano di sicurezza e di coordinamento non considerano le effettive strumentazioni ed attrezzature, nonché il tipo di maestranze adoperate dall’Impresa per effettuare i lavori. Di conseguenza l’Impresa – avendo l’obbligo di verificare e rispettare il piano e di attenersi alle norme dell’art. 131 del D.Lgs. 12 Aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni – dovrà redigere e consegnare al Direttore dei Lavori o, se nominato, al Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, entro trenta giorni dall’aggiudicazione e comunque prima della consegna dei lavori: a. eventuali proposte integrative del piano di sicurezza e di coordinamento; b. un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e di coordinamento e da sottoporre al Coordinatore in materia di sicurezza per l’esecuzione dei lavori per la verifica dell’idoneità; c. dichiarazione di accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento previa consultazione dei rappresentanti per la sicurezza, così come disposto dall'art.102 del D.Lgs. 81/2008. Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento ed il Piano Operativo di Sicurezza formano parte integrante del contratto di appalto. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte dell'Appaltatore, previa formale costituzione in mora dell'interessato, costituiranno causa di risoluzione del contratto. Le Imprese esecutrici, prima dell'inizio dei lavori ovvero in corso d'opera, potranno presentare al Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione dei lavori proposte di modificazioni o integrazioni al piano di sicurezza e di coordinamento, sia per adeguarne i contenuti alle tecnologie proprie dell'Impresa, sia per garantire il rispetto alle norme per la prevenzione degli infortuni a la tutela della salute dei lavoratori eventualmente disattese nel piano stesso. 9.2 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA Ai sensi dell’art.131 comma 2 del D.Lgs. 12 Aprile 2006, n.163 e successive modifiche ed integrazioni entro trenta giorni dall’aggiudicazione, e comunque prima della consegna dei lavori, l’Appaltatore dovrà redigere e consegnare all’Amministrazione appaltante un Piano Operativo di Sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei 59 lavori, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza di cui al punto precedente. Nel rispetto di quanto disposto dagli articoli 89 comma 1 lettera h) e 96 comma 1 lettera g) e dal punto 3.2.1 dell’Allegato XV del D.Lsg. 09 aprile 2008, n.81 “Attuazione dell’articolo 1 della Legge 03 agosto 2007, n.123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” il Piano Operativo di Sicurezza verrà redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici in riferimento al singolo cantiere interessato; esso conterrà almeno i seguenti elementi: a. i dati identificativi dell'impresa esecutrice, che comprendono: 1. il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici di cantiere; 2. la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall'impresa esecutrice e dai lavoratori autonomi subaffidatari; 3. i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato; 4. il nominativo del medico competente ove previsto; 5. il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione; 6. i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere; 7. il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell'impresa esecutrice e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa con fotocopia del libro matricola e della tessera di riconoscimento di cui all’articolo 18 comma 1 lettera u) del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81; b. le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo dall'impresa esecutrice; c. la descrizione dell'attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro; d. l'elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere; e. l'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza; f. l'esito del rapporto di valutazione del rumore ai sensi del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81; g. l'individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel P.S.C., adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere; h. le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal P.S.C.; i. l'elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere; l) la documentazione in merito all'informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere. 60 Nel piano operativo di sicurezza l’Impresa dovrà indicare e dichiarare l’esistenza di eventuali interferenze lavorative causate dalla presenza, anche non contemporanea, di più Imprese nell’ambito del cantiere. Inoltre dovrà predisporre l’aggiornamento del cronoprogramma dei lavori, contenuto nel piano di sicurezza e di coordinamento allegato al progetto esecutivo, con l’indicazione delle fasi lavorative, dei termini di esecuzione delle fasi e delle predette interferenze e con tutte le altre indicazioni richieste all'Art.13 del Capitolato Speciale d’Appalto, onde consentire al Coordinatore in materia di sicurezza per l’esecuzione di effettuare le attività di coordinamento. In nessun caso le eventuali proposte integrative ed il piano operativo di sicurezza potranno giustificare modifiche o adeguamenti dei prezzi pattuiti così come disposto dal comma 5 dell’art.100 del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81. Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento che verrà redatto dal Coordinatore in materia di sicurezza per la progettazione ed il Piano Operativo di Sicurezza che verrà redatto dall’Appaltatore formeranno parte integrante del contratto di appalto. 9.3 ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA AFFIDATARIA Il Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione dei lavori, ai sensi dell'art.92 comma 1 lettera b) del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81, verificherà l'idoneità del piano operativo di sicurezza e rilascerà, entro 7 gg. lavorativi dal ricevimento dello stesso, formale accettazione o formale richiesta di integrazioni qualora il piano non sia stato ritenuto idoneo. Il datore di lavoro dell'Impresa affidataria dovrà, entro 7 gg. dal ricevimento della nota del Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione, adeguare il P.O.S. in base alle integrazioni richieste (se accettate) e riconsegnarlo al C.S.E. Nel caso in cui le modifiche apportate al P.O.S. dal datore di lavoro non consentano comunque al Coordinatore di rilasciare attestato di idoneità, verrà effettuata in ogni caso la consegna dei lavori per stabilire l'ultimazione contrattuale delle opere. L'Impresa affidataria potrà iniziare esclusivamente le lavorazioni per le quali tutte le procedure in materia di sicurezza previste dal P.S.C. e dal P.O.S. siano state ritenute idonee dal C.S.E. 9.4 ADEMPIMENTI IN MERITO ALLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DEL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA DELL’IMPRESA ESECUTRICE (SUBAPPALTO E SUB-CONTRATTO) Ai sensi dell'art.101 comma 3 del D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81, l’impresa esecutrice dovrà trasmettere il proprio piano operativo di sicurezza all’impresa affidataria, la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio (dimostrata con sottoscrizione del P.O.S. da parte del Datore di Lavoro e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza dell’impresa affidataria), lo trasmetterà al Coordinatore in materia di sicurezza per l’esecuzione entro 7 gg. dal ricevimento. 61 Il Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione verificherà l’idoneità del Piano Operativo di Sicurezza e rilascerà formale accettazione o formale richiesta di integrazione, qualora Piano Operativo di Sicurezza non sia stato ritenuto idoneo, entro 8 gg. dal ricevimento. L'Impresa affidataria, entro 7 gg. dal ricevimento della nota del Coordinatore in materia di sicurezza per l'esecuzione nel caso di formale richiesta di integrazione, dovrà ritrasmettere al Coordinatore il Piano Operativo di Sicurezza dell’Impresa esecutrice adeguato in base alle integrazioni richieste (se accettate). L'Impresa esecutrice potrà iniziare i lavori esclusivamente dopo l’esito positivo delle suddette verifiche. 9.5 STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA Sulla G.U. del 21 agosto 2003 n.193, è stato pubblicato il D.P.R. 03 luglio 2003 n.222 "Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, in attuazione dell'art.31, comma 1, della Legge 11 febbraio 1994, n.109". Il Regolamento, entrato in vigore il 05 settembre 2003, oltre a definire – al Capo II e al Capo III – i contenuti minimi di tutti i piani di sicurezza previsti dalla normativa vigente in materia, indica – al Capo IV art.7 – le disposizioni in merito alla "Stima dei costi della sicurezza" necessarie per calcolare la parte del costo dell'opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle Imprese esecutrici. Successivamente sulla G.U. del 30 aprile 2008 n.101 è stato pubblicato il D.Lgs. 09 aprile 2008, n.81. Il Decreto, entrato in vigore il 15 maggio 2008, con l’articolo 304 ha abrogato il D.Lgs. 14 agosto 1996, n.494 ma non il predetto D.P.R. 03 luglio 2003 n.222. Il D.Lgs. n.81/2008 al punto 4 dell’allegato XV prevede le stesse disposizioni in merito alla “Stima dei costi della sicurezza” di cui all’articolo 7 del D.P.R. 222/2003. Il Coordinatore in materia di sicurezza per la progettazione, predisporrà nel progetto esecutivo, un calcolo complessivo dei costi, con riferimento agli elementi indicati dalla suddetta normativa. Nel presente progetto preliminare è stato stimato l’ importo da non assoggettare a ribasso sulla base di un incidenza pari al 3% circa, corrispondente ad € 180.000,00. 62 10. ASPETTI PROCEDURALI 10.1 APPLICABILITA' DELL’INCENTIVO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA La produzione di energia elettrica da biogas, derivante dalla frazione organica dei rifiuti urbani, è incentivata in base alle vigenti normative, pertanto anche l’impianto in progetto potrà usufruire dell’incentivo. Per impianti che generano una potenza inferiore ad 1 MW, la normativa prevede la possibilità per l’Utente di optare per due alternative: l’emissione di certificati verdi o la tariffa fissa onnicomprensiva. Nello specifico caso in esame l’opzione della tariffa fissa onnicomprensiva è senz’altro più idonea per la semplicità di applicazione e la garanzia di un ritorno fisso e prevedibile. Nel seguito si descrivono le principali normative applicabili ed i benefici previsti, con particolare riferimento per quest’ultima opzione. I meccanismi con cui è incentivata la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili sono definiti con i commi da 143 a 154 della Legge 244/2007 (Legge Finanziaria 2008) che modificano ed integrano le normative preesistenti. Accanto alla revisione del meccanismo dei certificati verdi, sempre a partire dal 1 gennaio 2008, è stata introdotta per gli impianti di dimensioni più modeste una nuova forma di incentivazione, rappresentata dalla già citata tariffa fissa onnicomprensiva. Il comma 145 stabilisce, infatti, che la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili di potenza nominale media annua non superiore ad 1 megawatt, immessa nel sistema elettrico, ha diritto, in alternativa ai certificati verdi, su richiesta del produttore, a una tariffa fissa onnicomprensiva di entità variabile a seconda della fonte energetica rinnovabile utilizzata, per un periodo di quindici anni. Il DM del Ministero dello Sviluppo Economico del 18/12/2008 attua alcune delle nuove norme previste nella “Finanziaria 2008”, tra cui il meccanismo della “tariffa fissa onnicomprensiva” a favore della produzione di elettricità da impianti a fonti rinnovabili di piccole dimensioni, entrati in esercizio in data successiva al 31/12/2007. Le regole per l’applicazione del suddetto decreto sono ulteriormente precisate nella delibera dell’AEEG (Autorità per l’Energia) n. 1/2009. La tariffa onnicomprensiva prevede l’erogazione di un corrispettivo per ogni kWh netto immesso in rete. Va notato che, diversamente dal Conto Energia per il fotovoltaico e dai Certificati Verdi, che incentivano tutta l’energia prodotta, compresi gli autoconsumi di centrale, la tariffa onnicomprensiva è corrisposta solo per l’elettricità effettivamente ceduta alla rete. 63 Il valore economico della tariffa incorpora, seppure non in maniera esplicita, sia la quota incentivante, che il corrispettivo per la vendita dell’ energia. Al contrario il beneficio economico dei certificati verdi va a sommarsi al corrispettivo per la vendita dell’energia, entrambi i corrispettivi, sono però soggetti al mercato ed i ricavi che ne derivano non sono quindi prevedibili con assoluta certezza. Per quanto riguarda la tariffa fissa onnicomprensiva, va inoltre ricordato che la suddetta tariffa può essere aggiornata ogni tre anni per i nuovi impianti allacciati. La tariffa applicata resta però costante per quindici anni. Per i rifiuti biodegradabili la vigente tariffa fissa onnicomprensiva è pari a 28 c€/kWhe. Questo valore è stato introdotto, in sostituzione del valore preesistente, con la Legge n. 99/09 del 23 Luglio 2009. Con la stessa legge è stato anche abrogato il meccanismo della “filiera corta” per gli impianti che adottano la tariffa onnicomprensiva. Va notato che il meccanismo della “filiera corta” resta invece ancora valido per il calcolo dei certificati verdi, ma in questo caso si è ancora in attesa del decreto attutivo che dovrà essere emanato a cura del Ministero delle Politiche Agricole. La tariffa fissa onnicomprensiva viene corrisposta al produttore per un periodo di 15 anni a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto. Per accedere alla tariffa è inoltre indispensabile che l’impianto abbia ottenuto dal GSE la qualifica di impianto IAFR (Impianto alimentato da Fonti Rinnovabili). In occasione della richiesta della qualifica, il produttore può optare per la tariffa fissa onnicomprensiva o per i certificati verdi Al termine dei quindici anni, l'energia elettrica sarà remunerata, con le medesime modalità ed alle condizioni economiche previste dall'articolo 13 del D.Lgs. n. 387/2003. Gli impianti che entreranno in funzione dal 2009 riceveranno CV o tariffa onnicomprensiva solo se non beneficeranno degli incentivi pubblici (nazionali, locali o comunitari) in conto energia, conto capitale o conto interessi con capitalizzazione anticipata. 10.2 CONTENUTI SPECIFICI PER LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI GENERAZIONE ENERGIA ELETTRICA DA FONTE RINNOVABILE In Allegato 4 è riportato il Certificato di Destinazione Urbanistica sulla base della situazione attuale che non può, necessariamente, tenere conto della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale, in corso di rilascio, mediante la quale l’area su cui è previsto l’ampliamento dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico viene destinata a smaltimento rifiuti. 64 Tale documento verrà, pertanto, ripresentato non appena il Comune di Novi Ligure avrà recepito tale variazione nel proprio P.R.G. La data prevista di entrata in esercizio dell’impianto di produzione energia è il 1° agosto 2012. In considerazione del fatto che, come spiegato nel paragrafo successivo, l’Azienda intende affidare i lavori di realizzazione degli impianti con la formula dell’”Appalto Integrato” che prevede la progettazione esecutiva a carico dell’Impresa aggiudicataria, il “preventivo di connessione (con soluzione tecnica) e relativa accettazione da parte del proponente” sarà richiesto dopo l’espletamento di tale fase. La “descrizione delle modalità di collaudo - verifica tecnico funzionale” sono esposti in apposita sezione della Parte II del Capitolato Speciale d’Appalto, Elaborato E.3. Anche la “Scheda sintetica per Regione Piemonte, Settore decentrato di Alessandria, con la situazione urbanistica” verrà compilata e presentata dopo la progettazione esecutiva sviluppata a cura dell’Impresa aggiudicataria dell’Appalto Integrato. 10.3 MODALITA' DI APPALTO S.R.T. S.p.A., in quanto società interamente a capitale pubblico, è tenuta, per l’assegnazione di appalti, al rispetto della legislazione inerente i lavori pubblici. La norma vigente che regolamenta la materia è il D. Leg.vo 12 aprile 2006, n. 163 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”, in vigore dall’1.07 2006. Nella fattispecie, S.R.T., nel momento in cui sceglie, sulla base del presente Progetto Preliminare, fra quelle proposte dalle B.A.T. (Best Available Tecnology) ai sensi del Decreto Legislativo 18 gennaio 2005, la tecnologia di digestione anaerobica da applicarsi all’impianto (a secco, in digestore orizzontale tipo plug flow) ha interesse ad impostare la procedura di scelta fra Ditte costruttrici di impianti, oltre che sul costo, sulla base dei seguenti criteri: Referenze di realizzazione di soluzioni impiantistiche applicative del processo scelto Esperienza nella individuazione di soluzioni efficaci per il pretrattamento della F.O.R.S.U. e post trattamenti del digestato Assunzione di responsabilità nella progettazione dell’insieme dell’impianto complesso costituito anche da tutta la parte di recupero di energia e calore Caratteristiche ambientali e contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali Assistenza tecnica e servizio successivo alla costruzione Redditività, costo di utilizzazione e manutenzione Peraltro, trattandosi di dover ottenere dalla Provincia l’Autorizzazione Integrata Ambientale ex Art. 213 del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006, sue m. ed i., occorre giungere ad una “Progettazione Definitiva”, per la redazione della quale occorre procedere alla 65 scelta impiantistica e sulla base della quale sarà concessa l’autorizzazione contemporaneamente all’approvazione del progetto. In merito alla tipologia di appalto pubblico il Decreto 163/06, al comma 7 dell’Art. 3, recita: “Gli <<appalti pubblici di lavori>> sono appalti pubblici aventi per oggetto l’esecuzione o congiuntamente, la progettazione esecutiva e l’esecuzione, ovvero, previa acquisizione in sede di offerta del progetto definitivo, la progettazione esecutiva e l’esecuzione, relativamente ……….. oppure, limitatamente ……….. l’esecuzione ………. , sulla base del progetto preliminare posto a base di gara”. Questa forma è quella che si ritiene più idonea a soddisfare i criteri sopra elencati. Tale suddivisione viene poi ripresa al comma 2, Art. 53 - Tipologia e oggetto dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. I citati articoli, per la parte relativa all’appalto di progettazione ed esecuzione sono stati sospesi dal Decreto Legge 12 maggio 2006, n. 173, convertito con legge 12 luglio 2006, n. 228 e dal decreto legislativo 26 gennaio 2007, n. 6 che, però, prevedevano espressamente una norma transitoria che consentiva alle stazioni appaltanti di applicare le disposizioni abrogate dal codice relative, appunto, alla fattispecie dell’appalto di progettazione ed esecuzione. Ciò ha determinato una situazione di incertezza applicativa per le stazioni appaltanti e per tutti gli operatori del settore, superata dalla Direzione generale per la regolazione dei lavori pubblici che, con nota prot. N. 16790 in data 8 agosto 2007, esprimeva l’avviso che si potessero considerare applicabili le previsioni della “legge Merloni” relative all’appalto di progettazione ed esecuzione (ex appalto integrato ed appalto concorso) fino all’entrata in vigore del regolamento attuativo del “Codice”, interpretazione confermata dal Capo Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri con nota 6919/15.3.16/2007/5 del 24.09.2007 in risposta a specifico quesito posto dal Ministero delle Infrastrutture. La “Legge Merloni”, Legge 11 febbraio 1994, n. 109, all’Art. 19 (Sistema di realizzazione dei lavori pubblici), ammette al punto “1. b) la progettazione esecutiva di cui all’art. 16, comma 5, e l’esecuzione dei lavori pubblici di cui all’art. 2, comma1, qualora: ………… 2) riguardino lavori la cui componente impiantistica o tecnologica incida per più del 60% del valore dell’opera; …………… 1 - bis. Per l’affidamento dei contratti di cui al comma 1, lettera b), la gara è indetta sulla base del progetto definitivo di cui all’art. 16, comma 4. Per quanto riguarda i criteri di selezione delle offerte,indipendentemente dalle modalità di appalto, il “Codice”, all’Art. 81. Criteri per la scelta dell’offerta migliore, recita: “1. Nei contratti pubblici, fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative alla remunerazione di servizi specifici, la migliore offerta è selezionata con il criterio del prezzo più basso o con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. 2. Le stazioni appaltanti scelgono, tra i criteri di cui al comma 1, quello contratto…..”. 66 più adeguato in relazione alle caratteristiche dell’oggetto di L’Art. 83. Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, recita: “1. Quando il contratto è affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il bando di gara stabilisce i criteri di valutazione dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto ed alle caratteristiche del contratto, quali, a titolo esemplificativo: il prezzo, la qualità, il pregio tecnico ….. il servizio successivo alla vendita …… l’assistenza tecnica …… la data di consegna o di esecuzione ….”. Sulla base delle aspettative ed esigenze di S.R.T., si ritiene che la procedura di appalto più indicata sia quella del cosiddetto “appalto integrato di progettazione ed esecuzione”, con scelta dell’esecutore con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, sulla base di un progetto definitivo approvato in sede di Conferenza dei Servizi provinciale, ai sensi del Testo Unico Ambiente. 67 All. 1 Dati qualitativi F.O.R.S.U. % ss C N P As Cd Cr Hg Ni Pb Cu Se Zn Carbonio organico Azoto totale Fosforo Arsenico Cadmio Cromo Mercurio Nichel Piombo Rame Selenio Zinco mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. mg/kg s.s. % ss % ss % ss Sostanza organica % ss 650 °C Ceneri % % 110 °C Umidità Residuo secco Data Campione Ns. Rif. SRT - Rifiuti 90 < 0,10 22 66 12,1 0,80 28 0,073 0,52 0,34 3,04 45,36 83,53 16,47 76,87 23,13 3/8/07 Novi 1567-1 215 < 0,10 44 14,3 6,0 0,118 10,5 0,147 0,33 0,41 2,92 45,22 96,92 3,08 77,68 22,32 3/8/07 Tortona 1567-2 89 < 0,10 36 9,4 5,8 < 0,05 8,8 0,098 0,22 0,42 3,00 41,94 80,59 19,41 81,60 18,40 3/8/07 Villaromagnano 1567-3 57 < 0,10 31 11,4 7,6 < 0,05 15,3 0,061 0,191 0,55 2,64 40,87 80,28 19,72 77,19 22,81 3/8/07 Francavilla 1567-4 All. 2 Consumi elettrici Novi Ligure 02/07/2010 3N092517 Totale MUG-01 + NAT-01 Trituratore con nastro Nastro trasportatore Deferrizzatore Vaglio rotante Portoni automatici Presidi ambientali Opere accessorie ROT-01 DEF-01 NAT-03 sigla apparecchiatura 1 1 1 1 4 quantità 6,0 kW m 220,0 0,3 8,5 45,0 1,1 potenza installata unitaria lunghezza nastri trasportatori 395,8 220,0 3,6 8,5 45,0 4,4 76,7 37,7 kW 68,7% 70% 40% 40% 70% 40% 70% 70% % 272,1 154,0 1,4 3,4 31,5 1,8 53,7 26,4 kW 949 258.200 92.400 900 2.000 18.900 500 112.700 30.800 kWh/a consumo totale B A esistente esistente modificato esistente esistente esistente modificato note 10S04_A1_all.2_SRT NL ut.elettr.esist. 10-06-08.xls 600 600 600 600 300 2.100 1.170 h/a tempo di potenza assorbimen consumo funzionam installata to ento totale 02/07/2010 3N092517 Totale NAT-5A Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Nastro trasportatore Biotrituratore con nastro Others OTH-01 MUG-02 + NAT-02 NAT-15 NAT-14 NAT-13 NAT-12 NAT-11 NAT-10 NAT-09 NAT-08 NAT-07 NAT-06 NAT-5B sigla apparecchiatura 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 5% quantità 0,3 0,3 0,3 0,6 0,6 0,6 0,3 0,6 0,6 0,6 0,6 0,3 75,0 kW m 6,0 6,0 7,0 16,0 14,0 16,0 3,5 9,0 21,0 8,5 10,0 6,0 potenza installata unitaria lunghezza nastri trasportatori 147,3 1,8 1,8 2,1 9,6 8,4 9,6 1,1 5,4 12,6 5,1 6,0 1,8 75,0 7,0 kW 58,1% 40% 40% 40% 40% 40% 40% 40% 40% 40% 40% 40% 40% 70% % 85,6 0,7 0,7 0,8 3,8 3,4 3,8 0,4 2,2 5,0 2,0 2,4 0,7 52,5 7,0 kW 56.500 400 400 500 2.300 2.000 2.300 300 1.300 3.000 1.200 1.400 400 36.800 4.200 kWh/a consumo totale nuovo nuovo nuovo nuovo nuovo esistente modificato nuovo nuovo nuovo nuovo esistente modificato esistente modificato esistente modificato note 10S04_A1_all.2_SRT NL ut.elettr.mod.esist. 10-06-08.xls 660 600 600 600 600 600 600 600 600 600 600 600 600 700 600 h/a tempo di potenza assorbimen consumo funzionam installata to ento totale 02/07/2010 3N092517 Totale BST-01 Sistema di accumulo Coclea caricamento accumulo Coclea estrazione da accumulo Nastro trasportatore Coclea Coclea Coclea Digestore Pompa estrazione digestato Presso - coclea Presso - coclea Nastro trasportatore Pompa per acqua di processo Serbatoio per acqua di processo Pompa per acqua di processo Deumidificatore gas Compressore Unità combinata di compressione e potenza Fiaccola Altre utenze minori OTH-01 FLA-01 CHP-01 SPU-03 PWT-01 SPU-02 NAT-24 SCE-02 SCE-01 SPU-01 DIG-01 NAT-23 NAT-22 NAT-21 NAT-20 BST-03 BST-02 sigla Apparecchiatura 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 5% quantità 8,0 5,0 19,5 7,5 2,5 209,6 0,0 10,0 32,0 7,5 32,0 kW 20,0 10,0 5,0 1,5 11,7 4,5 1,5 74,0 10,0 6,0 6,0 2,4 7,5 0,0 7,5 kW m potenza installata totale 20,0 10,0 5,0 0,3 0,6 0,6 0,6 74,0 10,0 6,0 6,0 0,3 7,5 potenza installata unitaria lunghezza nastri trasportatori 68,5% 70% 70% 70% 70% 40% 40% 40% 40% 40% 70% 70% 80% 80% 70% 70% % assorbimento 4699 1.800 8.000 1.000 2.400 1.800 8.000 8.000 8.000 8.000 8.000 6.000 1.800 1.800 1.800 1.800 1.000 h/a tempo di lavoro 675.000 18.000 179.200 5.300 33.600 12.600 16.000 4.800 37.400 14.400 4.800 310.800 12.600 8.600 8.600 3.000 5.300 kWh/a consumo totale 10S04_A1_all.2_SRT NL ut.elettr.nuove 10-06-08.xls 143,6 0,0 10,0 22,4 14,0 7,0 2,0 0,6 4,7 1,8 0,6 51,8 7,0 4,8 4,8 1,7 5,3 0,0 5,3 kW consumo All. 3 Consumi elettrici Tortona RIV-51 KVE-51 NAT-61 NAT-62 KCV-01 ESS-01 NAT-54 DEF-51 NAT-55 NAT-56 NAT-57 NAT-58 NAT-59 NAT-60 DEF-52 VAR-51 user item Electric Sigla utenza el. Portoni automatici di scarico ML-51 ABC Portone automatico frazione secca ML-52 Portone automatico stabilizz./maturaz. ML-53 Bio-trituratore e nastro NAT-51 MT-51 Trasportatore a nastro alimentazione vaglio MH-53 Vaglio rotante MR-51 Resistenza riscaldamento olio Ventilatore raffreddamento olio Trasportatore a nastro frazione secca MH-54 Separatore magnetico (magnete perman.) MD-51 Trasportatore a nastro frazione secca MH-55 Trasportatore sottovaglio-frazione umida MH-56 Trasportatore a nastro frazione umida MH-57 Tramoggia- trasportatore organico Novi MH-58 Trasportatore organico Novi in linea MH-59 Trasportatore a nastro organico complessivo MH-60 Separatore magnetico (magnete perman.) MD-52 Rotocella MS-01 Coclea MC-01 Centralina controllo elettrovalvole SQ Compressore a vite MCC-51 Essiccatore aria ECF-51 Solenoidi attivaz.apertura farfalla pneum Ventilatore aspirazione aria KVE-51 Trasportatore a nastro alimentazione corsie MH-61 Trasportatore a navetta alimentazione corsie MH-62 motorizzazione cremagliera MH-62.1 Macchina rivoltatrice sistema idraulico MR-51.1 trasportatore a catena MR-51.2 raffreddamento idraulico MR-51.3 DESCRIPTION ITEM L-51 ABC L-52 l-53 MUG-51 NAT-53 ROT-51 DESCRIZIONE Tortona SIGLA Impianto: 1 1 1 1 1 1 1 3 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 N. Operating Unità in funz. N. Spare Unità riser. 75,00 5,50 4,00 1,50 55,00 11,00 0,28 1,10 1,10 1,10 110,00 4,00 30,00 1,10 0,05 3,00 3,00 3,00 3,00 3,00 2,20 3,00 5,50 3,00 0,55 1,10 0,50 11,00 0,75 kW Unit unitaria 75,00 5,50 4,00 1,50 55,00 11,00 0,28 3,30 1,10 1,10 220,00 4,00 30,00 1,10 0,05 3,00 3,00 3,00 3,00 3,00 2,20 3,00 5,50 3,00 0,55 1,10 0,50 11,00 0,75 kW Total totale Installed Power Potenza Installata ITEM LIST E CONSUMI ENERGETICI time Operating Marcia consumption Daily Consumo giornaliero 60,0 4,4 3,2 1,2 44,0 8,8 0,2 10,0 6,5 6,5 2,0 10,0 10,0 10,0 186.000 8.870 6.450 740 136.400 27.280 690 kWh/y 310 365 1.640 550 550 443.300 6.450 42.320 550 20 4.840 4.840 4.840 4.840 4.840 3.550 4.840 8.870 4.840 640 1.090 500 30.690 1.860 consumption Annual Consumo annuale Filename: 10S04_A1_all.3_U.V.xls 600,00 28,60 20,80 2,40 440,00 88,00 2,24 kW h/d kWh/d Funzionamento d/anno: Funzionamento d/anno: 0,9 2,0 5,28 0,9 2,0 1,76 0,9 2,0 1,76 110,0 6,5 1430,00 3,2 6,5 20,80 21,0 6,5 136,50 0,9 2,0 1,76 0,0 2,0 0,08 2,4 6,5 15,60 2,4 6,5 15,60 2,4 6,5 15,60 2,4 6,5 15,60 2,4 6,5 15,60 1,8 6,5 11,44 2,4 6,5 15,60 4,4 6,5 28,60 2,4 6,5 15,60 0,4 4,0 1,76 0,9 4,0 3,52 0,4 4,0 1,60 9,9 10,0 99,00 0,6 10,0 6,00 Abs. Power Potenza assorbita unitaria MES-01 MES-02 MES-03 MES-04 MES-05 POO-1 A/B POS-A0 POS-54A/B POS-51A/B POS-52A/B POS-53 POS-54 POG-51 POG-52 KVE-52-AB KVE-61-ABC KVE-61-DEF KVE-61-GHI KVE-61-KLM CAR-52 RIV-52 CAR-51 DESCRIPTION ITEM user item Electric Sigla utenza el. pompa ricircolo olio MR-51.4 Carrello traslazione rivoltatrice-motorizzazione MC-51.1 compressore MC-51.2 Macchina rivoltatrice sistema idraulico MR-52.1 trasportatore a catena MR-52.2 raffreddamento idraulico MR-52.3 pompa ricircolo olio MR-52.4 Carrello traslazione rivoltatrice-motorizzazione MC-52.1 compressore MC-52.2 Ventilatori di processo MK-61ABC Ventilatori di processo MK-61DEF Ventilatori di processo MK-61GHI Ventilatori di processo MK-61KLM Solenoidi attivaz.apertura farfalla pneum TRATT:ARIA IGIEN.-Ventilatore aspirazione MK-52A Solenoidi attivaz.apertura farfalla pneum Ventilatore aspirazione MK-52B Pompa sommersa pozzo Pompe gruppo autoclave Pompe-vasca percolati MP-51A/B Pompe-vasca di 1a pioggia MP-52 A/B Pompa rampa di accesso MP-53 Pompa piazzale est MP-54 Pompa jockey vasca antincendio MP-51J Motopompa antincendio Impianto trattamento acque Non utilizzato Agitatore miscelazione Agitatore flocculazione Agitatore vasca calce Agitatore vasca carbone attivo Agitatore vasca polielettrolita Pompe dosatrici a pistone cloruro ferrico DESCRIZIONE Tortona SIGLA Impianto: 1 1 1 1 1 1 1 diesel 1,10 1,50 0,75 0,75 0,18 0,18 55,00 0,75 1,50 1,50 1,50 1,50 1,50 2,20 1 1 2 2 1 1 1 1 kW 0,75 1,10 1,50 55,00 11,00 0,28 0,75 1,10 1,50 4,00 4,00 4,00 4,00 Unit unitaria 1,10 1,50 0,75 0,75 0,18 0,36 55,00 0,75 3,00 3,00 3,00 1,50 1,50 2,20 55,00 kW 0,75 1,10 1,50 55,00 11,00 0,28 0,75 1,10 1,50 12,00 12,00 12,00 12,00 Total totale Installed Power Potenza Installata 55,00 1 N. Spare Unità riser. 1 N. 1 1 1 1 1 1 1 1 1 3 3 3 3 Operating Unità in funz. ITEM LIST E CONSUMI ENERGETICI 1,0 1,4 0,7 0,7 0,2 0,2 44,0 0,6 1,2 1,4 1,4 1,4 1,4 1,8 44,0 kW 0,6 0,9 1,2 44,0 8,8 0,2 0,6 0,9 1,2 3,2 3,2 3,2 3,2 Abs. Power Potenza assorbita unitaria 10,0 10,0 10,0 4,0 2,0 4,0 4,0 2,0 24,0 h/d 10,0 2,0 2,0 10,0 10,0 10,0 10,0 2,0 2,0 6,0 6,0 6,0 6,0 time 440,00 6,00 24,00 10,80 2,70 5,40 5,40 3,52 1056,00 kWh/d 6,00 1,76 2,40 440,00 88,00 2,24 6,00 1,76 2,40 57,60 57,60 57,60 57,60 consumption Daily Consumo giornaliero 136.400 1.860 7.440 3.350 840 1.670 1.670 1.090 385.440 kWh/y 1.860 550 740 136.400 27.280 690 1.860 550 740 17.860 17.860 17.860 17.860 consumption Annual Consumo annuale Filename: 10S04_A1_all.3_U.V.xls Operating Marcia TOTAL TOTALE Pompe dosatrici a pistone polielettrolita Pompe centrifughe latte di calce Pompa centrifuga carbone in polvere Soffiante a canale laterale(sollevamento fanghi) Biotrituratore per verde con nastro Climatizzazione sala comando+sala quadri Climatizzazione spogliatoi Caldaia spogliatoi Aspiratori sala comando/sala quadri Illuminazione cabina Illuminazione sala controllo Luce N.1 (alimentazione linea luce) Luce N.2 (alimentazione linea luce) Luce N.3 (alimentazione linea luce) Luce N.4 (alimentazione linea luce) Illuminazione esterna Luce esterna N.1 Luce esterna N.2 QE-CC Aliment. Quadro comando e controllo Impianto supervisione Impianto prese, elettrovalvole lav.biofiltri DESCRIPTION ITEM POO-2 A/B POC-1 A/B POC-2 KVE-62 MUG+NAT-02 DESCRIZIONE Tortona SIGLA Impianto: user item Electric Sigla utenza el. 1 1 1 1 1 N. 1 1 1 1 1 2 2 1 2 1 1 1 1 1 1 Operating Unità in funz. N. 1 1 Spare Unità riser. 2,00 2,00 2,00 1,00 10,00 kW 0,18 0,37 0,37 3,00 75,00 4,00 1,10 0,10 0,06 2,00 2,00 6,00 3,00 3,00 4,00 Unit unitaria 833,0 2,00 2,00 2,00 1,00 10,00 kW 0,36 0,74 0,37 3,00 75,00 8,00 2,20 0,10 0,12 2,00 2,00 6,00 3,00 3,00 4,00 Total totale Installed Power Potenza Installata ITEM LIST E CONSUMI ENERGETICI 1,8 1,8 1,8 0,9 9,0 kW 0,2 0,3 0,3 2,7 67,5 3,6 1,0 0,1 0,1 1,8 1,8 5,4 2,7 2,7 3,6 Abs. Power Potenza assorbita unitaria 12,0 12,0 10,0 10,0 2,0 4,0 10,0 10,0 5,0 10,0 10,0 10,0 10,0 10,0 10,0 10,0 h/d time 6.007,4 21,60 21,60 18,00 9,00 18,00 270,00 72,00 19,80 0,45 1,08 18,00 18,00 54,00 27,00 27,00 36,00 kWh/d consumption Daily Consumo giornaliero 1.878.015 6.700 6.700 5.580 2.790 5.580 40.500 22.320 6.140 140 330 5.580 5.580 16.740 8.370 8.370 11.160 kWh/y consumption Annual Consumo annuale Filename: 10S04_A1_all.3_U.V.xls Operating Marcia All. 4 Certificato di destinazione urbanistica