P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 INTRODUZIONE. Il piano di emergenza parte dalla necessità di: • proteggere gli utenti dell’ospedale (personale, visitatori e pazienti, che potrebbero anche avere una capacità ridotta di movimento); • evitare possibili interruzioni delle funzioni ospedaliere essenziali. Il piano richiede la partecipazione di un’alta percentuale di lavoratori e tende a dare una risposta tempestiva ad emergenze improvvise. Esso consta dei seguenti elementi: • interventi da porre in atto da parte del personale in caso di incendio; • interventi da porre in atto da parte del personale in caso di altre emergenze; • procedure per l’evacuazione del personale e degli altri occupanti in primo luogo dalla zona colpita e successivamente dall’ospedale; • procedure per la richiesta di intervento ai Vigili del fuoco e per la notificazione della situazione quando essi giungono in ospedale; • istruzioni specifiche per l’assistenza dei pazienti con ridotta capacità motoria; • identificazione dei responsabili per il coordinamento e l’attivazione delle procedure. Gli eventi di riferimento considerati nel piano di emergenza sono: • incendio • disastro (esplosione, terremoto, crollo) • inondazione • altre situazioni di emergenza (p.es. perdita di gas in pressione, rilascio di gas nell’ambiente, black-out elettrico,ecc…) • evacuazione ORGANIZZAZIONE DELLA RISPOSTA IN EMERGENZA. L’organizzazione della risposta in emergenza prevede la definizione dei ruoli e delle responsabilità dei diversi individui e gruppi coinvolti nel piano di emergenza. Tale piano è basato sulla disponibilità in ogni reparto di lavoratori destinati all’emergenza antincendio. Il corso antincendio di 16 ore è stato seguito dai dipendenti indicati nella Tabella seguente Questi formano la squadra di emergenza. 1 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 Personale ancora in servizio presso il P.O. di Battipaglia che ha frequentato il corso C ex Allegato IX DM 10-03-98 Dipendente Albano Salvatore Benedetto Caterina Cicia Cosimo Corrado Antonio De Cesare Gaetano Di Gerardo Pietro Di Napoli Matteo Fimiani Vincenzo Freda Giovanni Gigantino Giuseppe Landi Fiore Luongo Giuseppe Macchia Maria Grazia Milone Vincenzo Mandia Anna Annunziata Carmine Picaro Ernesto Passaro Bruno Data di nascita 20/04/1949 03/06/1954 10/12/1958 05/09/1947 02/12/1956 23/10/1948 31/07/1955 12/08/1952 22/01/1956 06/10/1959 21/08/1952 12/07/1955 04/07/1950 31/03/1954 31/08/1946 28/07/1947 24/01/1951 28/02/1956 U.O. di appartenenza Centralino portineria Caposala cardiologia Caposala neonatalogia Pensionato Elettricista Pensionato Centrale termica Caposala Centrale termica Centralino portineria Pensionato Centralino portineria Pensionata Caposala Caposala Trasferito DS 65 Pensionato Centrale termica 1.1 SCOPO La Direzione Generale della ASL Salerno con il presente documento: 1. analizza e pianifica le azioni da intraprendere, nel caso si verificasse una situazione di emergenza, partendo dal fatto che si opera in presenza di pazienti spesso non autosufficienti; 2. definisce le predisposizioni organizzative da attuare per far sì che le prime azioni e comportamenti contrastino efficacemente gli scenari incidentali prevedibili all’interno ed all’esterno delle strutture sanitarie al fine di ridurre quel rischio residuo non coperto dall’adozione di misure preventive e protettive. 3. adotta misure di prevenzione e protezione al fine di contenere al massimo i rischi derivanti dall’eventuale sviluppo di un incendio o dall’insorgere di altre emergenze. 2 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 1.2 DEFINIZIONI Situazione di emergenza: qualsiasi situazione nell’ambito della quale, per errore umano, guasto ad apparecchiature o ad impianti, cataclisma naturale, o altra circostanza negativa, vengano a mancare, parzialmente o totalmente, le condizioni normali che consentano la gestione in sicurezza della struttura ospedaliera. Condizione di sicurezza: in ambito ospedaliero si intende lo stato di efficienza delle protezioni fisiche, nonché degli impianti e dei dispositivi. 1.3 EMERGENZE PREVEDIBILI Nel presente piano di emergenza vengono presi in considerazione una serie di eventi negativi che possono verificarsi in complessi ospedalieri. Le tipologie di incidenti che verosimilmente possono accadere (con gravità tale da costituire un’attivazione del piano) potrebbero essere rappresentate da: – falsi allarmi; – emergenze dovute ad incendi di solidi combustibili; – emergenze dovute ad incendi di gas infiammabili; – emergenze dovute ad incendi nei locali tecnici (centrale termica, locale gruppo elettrogeno, ecc); – emergenze per incendi di quadri elettrici, apparecchiature elettriche in genere; – emergenze dovute ad esplosioni; – emergenze dovute a rilascio di sostanze tossiche; – emergenze dovute a spandimenti di sostanze pericolose in genere o rilasci di gas infiammabili; – emergenze dovute a mancanza di energia elettrica (anche quella di riserva); – emergenze dovute a fughe di gas; – emergenza dovuta ad allagamenti; – minacce di uno squilibrato o di un malvivente – minacce terroristiche. – blocco ascensori o montalettighe; – emergenza terremoto; – emergenze dovute ad altre calamità naturali. Per queste evenienze le priorità assolute di intervento sono: 1. salvaguardia dell’incolumità delle persone 3 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 – riduzione dei pericoli per le persone; – prestare soccorso alle persone colpite; – evacuare le persone che potrebbero riportare danni da fumo o calore, crolli, agenti chimici ecc..; 2. ritorno a regime – circoscrivere e contenere l'evento; – ripristino della normalità le priorità secondarie sono 3. conservazione dei beni – preservare la struttura – preservare alcune particolari apparecchiature – preservare reparti speciali Per le emergenze di 1 e 2 livello il piano riguarda essenzialmente la prima gestione dell’emergenza nello spazio temporale che intercorre tra il manifestarsi della situazione anomala, e l’intervento delle forze istituzionali. 1.4 RESPONSABILITÀ Ciascun dipendente dell’ospedale è responsabile della corretta applicazione dei compiti specifici che è chiamato ad assolvere in situazioni di emergenza. Inoltre è responsabilità della Direzione Sanitaria del P.O. verificare che: 1. Il personale sia informato dell’esistenza del piano e coinvolto a vari livelli nella gestione delle emergenze; 2. Il piano sia reso operativo, sia mantenuto tale nel tempo, e che si proceda periodicamente ad un suo aggiornamento. Il Direttore Sanitario del P.O. deve comunicare preventivamente ogni variazione organizzativa al Servizio di Prevenzione e Protezione, che procederà all’aggiornamento del presente piano. Il Responsabile del Servizio Tecnico deve: 1. programmare e realizzare gli interventi impiantistici e strutturali contenuti nel piano; 2. proporre miglioramenti impiantistici e strutturali, che rendano più sicure le condizioni di emergenza; 4 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 3. informare preventivamente il Servizio di Prevenzione e Protezione di ogni modifica strutturale o di destinazione degli spazi, in modo che lo stesso provveda ad aggiornare il piano. Il Responsabile del Settore Formazione deve: 1. predisporre le iniziative atte ad informare e formare tutti i lavoratori, in particolare neoassunti, sui comportamenti che ciascuno deve adottare in condizioni di emergenza, in relazione alle mansioni svolte. Il Servizio di Prevenzione e Protezione deve: 1. provvedere all’aggiornamento del presente piano, seguendo l’evoluzione normativa, le modifiche strutturali a lui comunicate dal Responsabile del Servizio Tecnico e le modifiche organizzative comunicate dalla Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero. 2. proporre le iniziative di formazione e addestramento del personale addetto alla emergenza. I Dirigenti, con il supporto dei Preposti, devono: 1. mantenere in condizioni ottimali i luoghi di lavoro, provvedendo affinchè le vie di esodo vengano mantenute sgombre e sorvegliando che occultati o manomessi non siano rimossi, la segnaletica di sicurezza,gli equipaggiamenti di emergenza, ecc. 2. segnalare eventuali carenze o malfunzionamenti degli impianti e dispositivi di emergenza, dei quali vengano a conoscenza. 1.5 DESTINATARI Il presente manuale è destinato a: 1. tutte le persone con ruolo attivo nell’emergenza; 2. tutti i Dirigenti e Preposti della struttura Ospedaliera; 3. tutti i dipendenti che devono avere nozioni basilari per assumere comportamenti idonei in caso di emergenza. 5 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 2 - DATI GENERALI E DESCRIZIONE DELL’ OSPEDALE Si premette che il presente piano è predisposto tenendo conto dello stato attuale del complesso ospedaliero. 2.1 Scopo Questo capitolo fa riferimento al complesso ospedaliero, per consentire agli operatori di sicurezza e a tutti coloro che sono coinvolti nella gestione delle varie emergenze, una sufficiente conoscenza del sito, dei rischi potenziali, nonché dei mezzi e dispositivi predisposti per fronteggiare ogni situazione anomala. 2.2 Descrizione generale Il Presidio Ospedaliero S. Maria della Speranza, progettato negli anni sessanta, è stato realizzato in due distinte fasi: prima fase il corpo di fabbrica che ospita le degenze che nel documento viene indicato come Vecchio Edificio, seconda fase il corpo di fabbrica che ospita, oltre alcuni ambulatori, il SIT e gli uffici dell’ospedale e del distretto indicato nel documento come Nuovo Edificio. I due corpi di fabbrica non sono in comunicazione diretta. Il complesso, costruito interamente in calcestruzzo armato, é stato oggetto, nel tempo, di ulteriori limitati interventi che hanno portato all’attuale configurazione. Il complesso, situato in località Fiorignano nel comune di Battipaglia ha un parcheggio interno utilizzato dai mezzi dell’ospedale, dai dipendenti e dai visitatori Nelle pagine seguenti é rappresentata la planimetria di insieme del complesso ospedaliero con l’indicazione della dicitura identificativa di ciascun corpo di fabbrica. Si allegano al presente piano, infine, copia delle piante dei vari piani con le destinazioni d’uso e le caratteristiche schematiche degli impianti di interesse in caso di emergenza. 6 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 7 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 A. Destinazioni Nell’elenco seguente si riportano le destinazioni d’uso dei vari corpi di fabbrica che costituiscono il complesso ospedaliero. Corpo VECCHIO EDIFICIO Piano S S S S S S S S S S S S T T T T T T T T T T T T 1 1 1 1 1 1 1 1 2 2 2 3 3 3 Articolazione Radiologia Guardaroba Anatomia patologica Tanatologia Servizio mortuario Servizi generali Farmacia Direzione amministrativa Cucina Servizi generali Direzione amministrativa Direzione amministrativa Medicina d’Urgenza Anestesia e Rianimazione Immunopatologia polmone Farmacia Farmacia Cappella Endoscopia digestiva Endoscopia digestiva Neurologia Neurologia Servizi divisionali Portineria Radiologia Radiologia Laboratorio analisi Laboratorio analisi Chirurgia Chirurgia Cardiologia Cardiologia Ortopedia Ortopedia Gruppo operatorio Ostetricia e ginecologia Ostetricia e ginecologia Ostetricia e ginecologia Utilizzazione Medicina nucleare Distribuzione Laboratorio Sala settoria Sosta salme Deposito provvisorio rifiuti spec Magazzino Magazzino Preparazione pasti Caldaia riscaldamento Officina Falegnameria Pronto Soccorso Degenza Ambulatorio Uffici Magazzino Cappella Diagnostica Ambulatori Ambulatori Diagnostica Ambulatori Guardiola Diagnostiche Amministrativo Laboratorio Amministrativo Degenza Ambulatori Degenza Ambulatorio Degenza Ambulatori Camere operatorie Degenza Ambulatori Sala parto 8 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione 4 4 5 5 6 Corpo Piano NUOVO EDIFICIO T T T T T 1 1 1 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 marzo 2011 Medicina Medicina Pediatria Pediatria Cardiologia Degenza Ambulatorio Degenza Ambulatorio Non utilizzato in attesa di ristrutturazione Articolazione Utilizzazione Direzione amm. P.O. Direzione amm. P.O. Direzione amm. P.O. Direzione amm. P.O. Direzione sanitaria P.O. Centro trasfusionale Centro trasfusionale Centro trasfusionale Centro trasfusionale Distretto 65 Distretto 65 Distretto 65 Distretto 65 Direzione amm. P.O. Direzione amm. P.O. Direzione sanitaria P.O. Direzione sanitaria P.O. Direzione amm. P.O. Ticket Centralino Portineria Cartelle cliniche Ambulatori Ambulatori Day hospital Uffici Laboratorio Uffici Ambulatorio cardiologia Uffici Sala riunioni Uffici Sala riunioni Uffici Sala riunioni Archivio B. Accesso all’area L’accesso al complesso ospedaliero avviene dalla Statale 18 mediante percorsi distinti per: - pronto soccorso - ingresso visitatori e da via Vercelli per l’ingresso dipendenti. C. Viabilità Interna La viabilità perimetrale interna risulta percorribile dai mezzi di soccorso a condizione che sia impedita la sosta ed il parcheggio lungo la stessa viabilità e lungo i varchi interni di accostamento agli edifici. 9 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 D. Accostamento mezzi di soccorso Le tutte le facciate esterne dei due i corpi di fabbrica che costituiscono il complesso dell’ospedale possono essere raggiunti a mezzo delle autoscale dei vigili del fuoco. 2.3 Struttura e Tipologia Entrambi i corpi di fabbrica sono stati realizzati con struttura portante in calcestruzzo armato e solai di tipo misto in travetti e laterizi. 2.4 Collocazione del centro di gestione delle emergenze Il centro di gestione delle emergenze è localizzato nel ufficio cartelle cliniche nell’atrio al piano terra del Nuovo Edificio. Di seguito si riporta la descrizione del punto 10.3 del D.M. 18 settembre 2002 che ne definisce caratteristiche, consistenza e funzione. • Ai fini del necessario coordinamento delle operazioni da affrontare in situazioni di emergenza, deve essere predisposto un apposito centro di gestione delle emergenze. • Nelle strutture sanitarie fino a 100 posti letto, il centro di gestione delle emergenze può eventualmente coincidere con il locale portineria, se di caratteristiche idonee. Nelle strutture sanitarie con oltre 100 posti letto, il centro di gestione delle emergenze deve essere previsto in apposito locale costituente compartimento antincendio e dotato di accesso diretto dall'esterno. Il centro deve essere dotato di strumenti idonei per ricevere e trasmettere Qualora l’atrio di ingresso del Nuovo Edificio fosse interessato da eventi legati all’emergenza il centro di controllo è localizzato presso il locale di stazionamento della Vigilanza ubicato al piano terra del Vecchio Edificio. Presso il centro di controllo si riunisce l’unità di crisi (come di seguito definita) e ad esso vanno inviate le comunicazioni delle squadre di emergenza. Dal centro di controllo deve essere sempre possibile comunicare con l’interno e l’esterno. Il Servizio Tecnico predisporrà perché sia installata una linea telefonica (abilitata per esterno e interno) dedicata all’emergenza presso la sede del Centralino Telefonico, ripetuta, con lo stesso numero d’interno, presso la portineria del Nuovo Edificio e presso il locale di stazionamento della vigilanza nel Vecchio Edificio con registrazione audio degli orari e delle provenienze delle telefonate medesime. Interno linea dedicata all’emergenza n° _______ 10 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 Megafoni. Oltre ai megafoni previsti per ciascun armadio antincendio (vedi documento generale) si propone di acquistare n° 4 megafoni da destinare alle seguenti postazioni: – Locale sosta vigilanza – Centralino – P.S. – Centro di Controllo 2.5 Caratteristiche dei luoghi Definizioni di prevenzione incendi Compartimento: area di piano di un edificio, delimitata da strutture di separazione nonché porte dotate di elementi costruttivi di resistenza al fuoco REI, non inferiore a 60. Resistenza al fuoco: attitudine di un elemento da costruzione (componente o struttura) a conservare secondo un programma termico prestabilito e per un tempo determinato (30’60’- 90’ ecc.) in tutto o in parte: – la stabilità “R” – la tenuta “E” – l’isolamento termico “I” Modulo di uscita: unità di misura della larghezza delle uscite. Il “modulo uno”, che si assume uguale a 0,60 m, esprime la larghezza media occupata da una persona. Capacità di deflusso: numero massimo di persone che, in un sistema di vie d’uscita, si assume possano defluire da un’uscita di “modulo uno” nel tempo massimo ammesso per l’esodo in condizioni di sicurezza. Protezione attiva: comprende tutte le protezioni che devono essere attivate al momento dell’utilizzo, quali: presidi antincendio, impianti idrici antincendio, impianti automatici di spegnimento, la vigilanza, impianti di allertamento, ecc. Protezione passiva: comprende tutte le protezioni che non necessitano di attivazione al momento dell’utilizzo quali la dislocazione dei centri di pericolo, le distanze, l’articolazione architettonica, i criteri costruttivi, ecc. A. Compartimentazione Si ritiene necessario ricordare che tutte le variazioni apportate alla compartimentazione rispetto a quanto indicato nei grafici presentati al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco 11 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 al momento della richiesta del Certificato di Prevenzione Incendi devono essere segnalate allo stesso comando al fine del mantenimento della validità del CPI rilasciato. CLASSE TIPOLOGIA AREA A A rischio specifico (attività soggette al controllo del Corpo Nazionale VV. F. ai sensi del decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e del DPR 26 maggio 1959, n. 689) A rischio specifico per operatori B ACCESSO PAZIENTI NO AREA - NO C Destinate ad attività medico sanitarie ambulatoriali non destinate a degenza SI D Destinate a degenza SI E Per attività di servizio NO - Centrale termica Gruppi elettrogeni Serbatoio Ossigeno liquido Serbatoio gasolio Laboratori vari Farmacia Guardaroba Magazzini Depositi vari Ambulatori Radiodiagnostica Day Hospital e Day Surgery Reparti di degenza Pronto soccorso Sale operatorie Terapia intensiva Uffici amministrativi Sale riunioni Le piante contenute nel presente documento rispecchiano la situazione attuale. B. Sistemi di vie di esodo Sono state elaborate le modalità di evacuazione di tipo orizzontale progressiva, con spostamento dei pazienti in aree lontane dal punto d’incendio aventi le seguenti caratteristiche: 1. capaci di ricevere il numero di persone previste per la zona da evacuare situata al medesimo piano e da cui sia possibile un’ulteriore fuga in senso orizzontale e/o verticale; 2. siano lontane dalle aree di sviluppo dell’incendio, in modo da consentire la permanenza assistita delle persone in condizioni di relativa sicurezza fino a che l’incendio sia domato o fino all’arrivo dei soccorsi esterni; 3. possibilmente dotate di uscita per esodo verticale tramite scale di larghezza sufficiente al transito di una barella. 12 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 Le piante allegate al presente piano di emergenza individuano i percorsi senza ostacoli al deflusso. Elenco delle planimetrie allegate: 1. Planimetria generale del complesso ospedaliero con le vie di accesso 2. Ubicazione reparti e destinazioni d’uso Vecchio Edificio 3. Ubicazione reparti e destinazioni d’uso Nuovo Edificio 4. Ubicazione depositi gas medicali e sezionamento 5. Ubicazione depositi gasolio 6. Ubicazione quadri principali e sezioni a cui si riferiscono 7. Ubicazione impianti e attrezzature antincendio e locale pompe 8. Planimetrie vie di esodo con l’indicazione del luogo sicuro Le seguenti tabelle riportano l’elenco dei punti di raccolta, dei luoghi di esodo orizzontale progressivo e dei luoghi sicuri per i reparti e i servizi del P.O. 13 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 Piano seminterrato vecchio edificio Reparto/servizio Punto di raccolta Medicina nucleare Corridoio reparto Guardaroba Anatomia patologica Sala settoria Sosta salme Deposito provvisorio rifiuti speciali Magazzino farmacia Magazzino economato Cucina Atrio scale Corridoio plesso Corridoio plesso Atrio servizio ------------- Falegnameria Officina Atrio depositi Atrio depositi Corridoio ingresso merci Corridoio prospiciente porta esterna Corridoio prospiciente porta esterna Esodo orizzontale progressivo Atrio scale – cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno ------------- Luogo sicuro Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno ------------- Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Piano terra Reparto/servizio Punto di raccolta Esodo orizzontale progressivo Cortile esterno Pronto soccorso Pronto soccorso Rianimazione Atrio accettazione Atrio ingresso reparto Immunopatologia polmone Corridoio plesso Atrio davanti rianimazione Farmacia Cappella Endoscopia digestiva Corridoio plesso -------------------Atrio servizio Atrio portineria --------------Pianerottolo scala emergenza esterna Corridoio ambulatori Atrio portineria Atrio portineria Neurologia Gruppo ambulatori Corridoio ambulatori Corridoio ambulatori Luogo sicuro Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Cortile esterno Cortile esterno 14 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 Primo piano Reparto/servizio Punto di raccolta Esodo orizzontale progressivo Radiologia Corridoio reparto Laboratorio analisi Atrio ascensori Corridoio reparto Atrio ascensori Chirurgia Corridoio reparto Cardiologia Cardiologia Corridoio reparto Chirurgia Luogo sicuro Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Secondo piano Reparto/servizio Punto di raccolta Esodo orizzontale progressivo Ortopedia uomini Corridoio reparto Ortopedia donne Corridoio reparto Ortopedia uomini Sala operatoria Atrio Degenze ortopedia Sala gessi Atrio Degenze ortopedia Sterilizzazione Atrio Atrio scale Ortopedia donne Luogo sicuro Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Cortile esterno Terzo Piano Reparto/servizio Punto di raccolta Esodo orizzontale progressivo Ostetricia Atrio ingresso reparto Ginecologia Ginecologia Atrio ingresso reparto Ostetricia Gruppo parto Corridoio davanti scala emergenza esterna Atrio gruppo parto Luogo sicuro Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno 15 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 Quarto Piano Reparto/servizio Punto di raccolta Medicina uomini Atrio davanti la corsia Esodo orizzontale progressivo Medicina donne Medicina donne Atrio davanti la corsia Medicina uomini Luogo sicuro Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Quinto Piano Reparto/servizio Punto di raccolta Pediatria Atrio davanti la corsia Esodo orizzontale progressivo Patologia Neonatale Patologia Neonatale Atrio davanti la corsia Pediatria Luogo sicuro Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Pianerottolo scala emergenza esterna Cortile esterno Sesto Piano Reparto/servizio ------------- Punto di raccolta ------------- Esodo orizzontale progressivo ----------------------- Luogo sicuro ---------------- 2.6 Affollamento A. Densità di affollamento e capacità di deflusso Aree di tipo A: aree o impianti a rischio specifico classificate come classificati come attività soggette al controllo del C.N.VV.F. ex DM 16 febbraio 1982 attività cucina serbatoio ossigeno gruppi elettrogeni centrale termica numero addetti affollamento Aree di tipo B: aree a rischio specifico accessibili al solo personale dipendente attività farmacia numero addetti 5 affollamento 6 16 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia laboratorio analisi lab anatomia patologica Guardaroba Depositi Officina piano emergenza ed evacuazione 20 3 2 4 10 marzo 2011 24 6 3 5 12 Aree di tipo C: aree destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale attività pronto soccorso radiologia medicina nucleare ambulatorio endoscopia ambulatorio neurologia ambulatorio ortopedia ambulatorio urologia ambulatorio flebologia numero addetti 10 17 6 6 3 2 2 2 affollamento 22 38 15 15 7 6 6 6 Aree di tipo D: aree destinate a ricovero in regime ospedaliero aree destinate ad unità speciali (terapia intensiva, neonatologia, reparto di rianimazione, sale operatorie ecc..) attività anestesia e rianimazione Immunopatologia polmone cardiologia + UTIC chirurgia generale ortopedia e traumatologia chirurgia del rachide ostetricia e ginecologia medicina interna epatologia pediatria patologia neonatale+T.I.N. nido fisiologico posti letto: ordinari + day hospital 8 2+2 15+1 18+2 14+2 5 17+2 20+2 2+2 5+1 14+1 10 affollamento max reparto 24 12 45 60 48 15 57 66 12 18 45 30 Aree di tipo E: aree destinate ad altri servizi pertinenti unità operativa servizio mortuario cappella uffici amministrativi Sala conferenze numero addetti 2 1 4 affollamento (n+n 0.2) 22 100 10 17 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia piano emergenza ed evacuazione marzo 2011 Affollamento massimo piani piano S T 1 2 3 4 5 6 affollamento 63 73 167 63 87 78 63 ----- 2.7 Lavoratori esposti a rischi particolari Nella valutazione relativa a lavoratori esposti a rischi particolari, viene individuato il personale addetto a: – Servizio di Farmacia a causa della presenza di materiale combustibile e infiammabile e farmaci antiblastici; – Servizio di Officina per l’utilizzo di bombole per la saldatura ossiacetilenica (addetti alla manutenzione: meccanici e idraulici); – Centrale gas medicali, per la presenza di ossigeno e protossido d’azoto; – Cabina elettrica di trasformazione e sottostazioni; – Centrale termica. Per le aree su indicate (eccettuata la centrale termica), in cui esiste la presenza di impianti e/o depositi di materiale combustibile e infiammabile o in cui è più elevato il pericolo di incendio a causa della sovraossigenazione, deve essere data priorità, rispetto alle altre aree, al relativo personale per la partecipazione ai già programmati corsi di formazione. Si ritiene quindi di attuare quanto descritto al capitolo IV “Organizzazione/Compiti”, affinché ogni categoria di persone presenti, garantisca una costante sorveglianza delle misure di protezione antincendio. 2.8 RIFERIMENTI NORMATIVI Definizioni e simbologie D.M. 30/11/1983; Sicurezza sul lavoro D.Lgs. 30/04/2009 n.81; Responsabilità D.Lgs. 30/04/2009 n.81; Segnaletica di sicurezza percorsi di evacuazione D. Lgs. 14/08/1996 n.493; Criteri generali per la gestione dell’emergenza D.M. 10 Marzo 1998; Regola Tecnica di Prevenzione Incendi, D.M. 19 settembre 2002 (in quanto applicabile); 18 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 3. DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI DI SICUREZZA 1 Scopo Il presente Capitolo descrive i dispositivi, gli impianti e le attrezzature di sicurezza predisposti nel complesso ospedaliero al fine di far conoscere tutti i mezzi predisposti alla segnalazione di anomalie e a fronteggiare situazioni di emergenza a tutte le persone che hanno, a vario titolo, un ruolo attivo nella gestione della sicurezza. 2 Impianti e dispositivi di sicurezza L’ospedale risulta dotato di sistemi, dispositivi ed impianti atti a controllare le emergenze e, in particolare modo, a combattere, contenere e spegnere gli incendi, ecc. Si riporta una breve descrizione dei sistemi di protezione attiva. A. Sistemi finalizzati ad operazioni di spegnimento: i mezzi antincendio, finalizzati puramente ad operazioni di spegnimento, sono suddivisibili in due categorie: mezzi fissi e mezzi mobili. - Mezzi fissi: rete idrica antincendio costituita da tubazioni orizzontali DN 65 di alimentazione delle montanti DN 50 ed idranti UNI 45 (come da tabella) in cassette con vetro frangibile, dotati di tubazioni flessibili da 20 metri con lancia e bocchetta a getto regolabile. La rete é attualmente alimentata in più punti direttamente dalla centrale di accumulo e pressurizzazione idrica e, direttamente con by pass e ritegno, dall’acquedotto cittadino di alimentazione del complesso. - Mezzi mobili. Estintori: circa 50, in parte a polvere, in parte ad anidride carbonica. seminterrato 1° Piano 2° Piano 3° Piano 4° Piano 5° Piano Vecchio estintori 9 9 9 9 4 4 edificio idranti 12 11 11 11 6 6 Nuovo estintori edificio idranti A cura SPP ex Sa2 18 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Di questi sono ad CO2 gli estintori ubicati in prossimità dei quadri elettrici di piano. B. Sistema di rivelazione e allarme incendio. Allo stato il sistema di rilevazione e allarme incendio istallato in maniera insufficiente negli atri e nei corridoi del Vecchio Edificio e del Nuovo Edificio. C. Dispositivi E’ indispensabile che, a cura del Servizio Tecnico, sia verificata l’esistenza e l’efficienza: - degli interruttori generali di blocco dell’alimentazione elettrica, installati in corrispondenza di ogni compartimento, o gruppi di compartimenti o piano; - delle saracinesche di intercettazione del metano; - delle saracinesche di intercettazione dei gas medicali e tecnici. Dell’esito della verifica e della esatta ubicazione deve essere data notizia al Servizio di Prevenzione e Protezione ai fini dell’aggiornamento delle piante allegate al presente documento. D. Alimentazione di emergenza e segnaletica di sicurezza Lungo tutte le vie di esodo sono installate lampade di emergenza autoalimentate di numero e intensità sufficiente. E. Compartimentazione La compartimentazione ai fini antincendio è stata eseguita secondo le indicazioni del progetto favorevolmente esaminato dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Le piante contenute nel presente documento rispecchiano la situazione attuale. 3 Attrezzature Per consentire una corretta azione di primo intervento in caso di incendio, è stata predisposta un’apposita attrezzatura di emergenza, depositata in appositi armadi, muniti di allarme all’apertura della porta, ubicati in ogni corpo di fabbrica contenenti l’attrezzatura specificamente elencata nel documento generale alla sezione ‘rischio incendio’. A cura SPP ex Sa2 19 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 4. COMPITI DEL PERSONALE IN CASO DI EMERGENZA All’interno della struttura sanitaria ogni figura lavorativa ha un compito nell’ambito del piano di emergenza. Alcune figure possono svolgere più compiti. Il personale presente qualora non assegnato a particolari incarichi nel piano di emergenza avrà il compito di: • non intralciare le operazioni di soccorso qualora venga a trovarsi nel piano o nell’area interessata dall’incidente; • farsi seguire da eventuali fruitori della struttura ospedaliera per accompagnarli all’esterno nei punti di raccolta seguendo le apposite indicazioni del sistema delle vie di uscita; • qualora venga richiesto da altri operatori del soccorso adoperarsi nel trasporto allettati ecc, • mettersi a disposizione in generale degli altri operatori addetti propriamente al soccorso compresi i Vigili del Fuoco. 1. Direttore Generale. È il massimo responsabile, fatte salve eventuali specifiche e conformi deleghe, della gestione dell’Azienda sanitaria a cui competono gli obblighi datoriali ex D.Lgs. 81/09 e succ. modifiche e integrazioni; • richiede e approva il Piano di Emergenza (PE) e ogni sua revisione; • nomina le figure chiave aziendali per la gestione dell’emergenza; • è informato dal Responsabile Emergenze sullo stato dell’emergenza. 2. Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) È nominato dal DG. • collabora alla valutazione del rischio e alla predisposizione/revisione/verifica del PE. 3. Direttore Sanitario del Presidio • collabora con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione alla valutazione del rischio; • partecipa con il Direttore Generale alla predisposizione/revisione/verifica del Piano di Emergenza; 20 A cura del SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 • propone al Direttore Generale i nominativi degli Addetti alla Lotta Antincendio (personale sanitario) e degli Addetti all’Evacuazione (personale sanitario); • è Responsabile della Gestione dell’Emergenza. Qualora non sia presente al momento dell’inizio dell’emergenza o per tutto il suo sviluppo è informato dal responsabile della Gestione Emergenza sullo stato dell’emergenza; • dà l’ordine di evacuazione o in sua assenza è consultato dal Responsabile della Gestione dell’emergenza preliminarmente all’ordine di evacuazione. 4. Responsabile ufficio tecnico • collabora con il responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione alla valutazione del rischio e partecipa con il Direttore generale e i suoi delegati alla predisposizione/revisione/verifica del Piano di emergenza; • propone al Direttore generale i nominativi degli addetti alla Lotta antincendio o alla Squadra di Evacuazione (personale tecnico) • è informato dal Responsabile Gestione Emergenza dello stato dell’emergenza; • in fase di emergenza si reca nella sede della Centrale di Gestione dell’Emergenza ovvero sul luogo del sinistro, e in stretta collaborazione con il Responsabile della Gestione Emergenze coordina gli interventi del personale tecnico con precipuo riguarda a: interruzione selettiva impianti tecnologici a rischio, blocco ed ispezione ascensori, funzionalità rete idranti, ecc.. 5. Responsabile della Gestione emergenze. Può coincidere con altre figure. Rappresenta la figura centrale in caso di emergenza e coadiuvato dalle altre figure chiamate a svolgere un ruolo attivo nella gestione dell’emergenza coordina tutte le fasi operative dell’emergenza dalla sede della Centrale di gestione dell’emergenza (CGE) o direttamente sul luogo dell’incidente o altro luogo predisposto anche all’occorrenza come centro di comando e di informazioni. In linea generale i compiti e le funzioni in capo al Responsabile Gestione Emergenze si possono così riassumere: • sovraintende all’operato degli addetti alla Lotta Antincendio delle Squadre di evacuazione, per il tramite dei relativi Coordinatori, nelle fasi di: o accertamento iniziale della causa di allarme o conferma dello stato di emergenza o evacuazione o cessazione dello stato di emergenza 21 A cura del SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia • procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 contatta direttamente, o attraverso altra persona e collabora con le autorità ed i servizi esterni di intervento (VV.F, Polizia etc…) nonché fornisce loro tutte le indicazioni relative all’incidente. Collabora, altresì, qualora si rendesse necessario, con l’autorità giudiziaria. 6. Addetti alla Squadra Antincendio e relativo Coordinatore (ASA) Sono individuati e segnalati dalle figure di coordinamento sopramenzionate e devono possedere l’attestato di idoneità tecnica ex art. 3 L.28/11/96 n 609. Nella fase di emergenza andranno a formare il gruppo che opera con i mezzi di estinzione a meno che si valuti l’impossibilità o la particolare difficoltà nell’operare. Per quanto attiene il numero di ASA si richiede se possibile la presenza di un operatore/unità organizzativa o reparto per ogni turno di lavoro con un minimo di due ASA/piano (un ASA può essere il riferimento di un'altra unità operativa che non sia la propria). In generale i compiti assegnati ad un ASA possono così riassumersi: • azioni di primo contrasto, salvo i casi di impossibilità citati, dell’incidente con priorità di salvaguardia delle persone ed in seconda battuta di limitazione dei danni e non propagazione delle conseguenze; • soccorso ai degenti che necessitano di aiuto immediato od a persone che comunque sono state coinvolte nell’incidente affidandole al personale medico e paramedico; • coordinamento e disposizioni al restante personale per il necessario ausilio all’evacuazione dei degenti o persone non autosufficienti con indicazione dei compartimenti da occupare per l’evacuazione orizzontale, chiusura delle porte tagliafuoco, ecc.. • richiesta al Centro di Gestione Emergenza di personale in supporto da altre unità; • accertamento della completa evacuazione delle zone interessate dall’incidente, qualora le condizioni lo consentano; • informazioni al Responsabile Gestione emergenze della situazione e della sua evoluzione; • collaborazione con i VVF ed enti esterni in generale 7. Addetti alla Squadra di Evacuazione (ASE) Agli addetti all’evacuazione spetta il compito di realizzare l’esodo di coloro che si trovano nell’area di loro pertinenza durante l’emergenza, con particolare riferimento alle 22 A cura del SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 persone con gravi immobilità. Gli addetti all’evacuazione devono essere almeno due per ogni Unità Operativa per ciascun turno di lavoro. In generale i compiti assegnati ad un ASE possono così riassumersi: • soccorso ai degenti che necessitano di aiuto immediato od a persone che comunque sono state coinvolte nell’incidente • provvedere alla movimentazione e all’esodo di persone portatrici di handicap, ferite o comunque non autonome e bisognose di aiuto 8. Responsabili/coordinatori delle Unità Organizzative (degenza, laboratori, analisi, uffici, cucine, impianti tecnici, ecc) (RU) Si tratta di operatori normalmente adibiti a funzioni proprie della loro qualifica professionale ma che ricoprono nell’ambito delle unità organizzative ruoli di coordinamento, direzione e comunque riferimento per il personale interno ed esterno (si pensi ai dirigenti medici, capo sala, direttori di laboratorio, ecc.). Nell’ambito delle emergenze in genere non è chiesto loro di operare al di fuori delle proprie competenze ma comunque di fornire una stretta collaborazione con i soccorritori. Il loro ruolo si esplica in particolare nelle fasi di prima segnalazione dell’evento emergenziale e riferiscono notizie ai componenti dall’ASA e alle figure di coordinamento sopranominate. Devono avere conoscenza dei sistemi di allarme e antincendio ubicati nella propria unità nonché di informazioni proprie del reparto (per i laboratori, farmacia, impianti tecnici ecc.) e modalità di diramazione degli allarmi. A seconda che l’evento incidentale sia localizzato nella propria o altra area di pertinenza le azioni che RU devono mettere in atto possono così riassumersi: unità organizzative interessate all’incidente • trasmissione dell’allarme al centro di gestione dell’emergenza o comunque alle persone indicate nel piano di emergenza • informazioni al Responsabile Gestione Emergenza circa le problematiche venutasi a creare con l’incidente ed in attesa della ASA, qualora le condizioni lo consentano, fornisce indicazioni al proprio personale per il soccorso alle persone ovvero si adopera direttamente al riguardo; • fornire le informazioni che gli vengono richieste dagli operatori e coordinatori del soccorso (localizzazioni strumentazioni e sostanze particolari, pazienti critici ecc..) • mettersi a disposizione dei soccorritori anche per la collaborazione nell’evacuazione 23 A cura del SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 unità organizzative non interessate all’incidente • segnalare al centro gestione emergenza o comunque alle persone indicate nel piano di emergenza di eventuali anomalie della propria area di competenza; • rimanere sempre in allerta fino al termine dell’emergenza rassicurando le persone presenti nell’area; • fornire indicazioni circa eventuali zone della propria area in cui ospitare degenti provenienti da altri reparti; • garantire sempre la presenza di una persona al punto telefonico durante tutto il periodo dell’emergenza 24 A cura del SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 5 – PROCEDURE PIANO OPERATIVO 5.1 Descrizione delle emergenze. Per attivare correttamente una procedura è necessario preliminarmente definire dei potenziali e credibili livelli di manifestazione di un incidente o di un incendio in particolare su cui strutturare le modalità d'intervento. La seguente tassonomia può ragionevolmente soddisfare tale necessità: A. Emergenze di livello 0 o fatti accidentali di poca entità Sono quelle situazioni incidentali che interessano una zona limitata e possono essere affrontati con semplici interventi riparatori o azioni di pronto intervento (in genere senza l'apporto di soccorritori esterni), come ad esempio: • riarmo quadri elettrici; • riattivazione • ripristino sistemi sistemi di di controllo impianti; allarme (antincendio e sicurezza) dopo falso allarme; • caduta materiale e crollo scaffalature; • apertura porte bloccate; • perdite modeste da tubazioni; • medicazioni di infortuni lievi; • apertura accidentale di contenitori di sostanze pericolose con piccoli rilasci; • surriscaldamento di utilizzatori elettrici, • sfiammate di quadri elettrici o prese elettriche; • minacce minatorie poco credibili o di facile verifica; • black-out limitati a piccole aree anche nelle ore notturne; • semplice raccolta con prodotti assorbenti di modesti rilasci anche di sostanze infiammabili o tossiche. B. Emergenze di 1° livello Si tratta di eventi di lieve entità, di emergenza locale che non si evolve in modo veloce e/o pericoloso, i cui effetti negativi possono essere affrontati e controllati dalla squadra di emergenza interna con uso di attrezzature disponibili in loco ( estintori, ecc.). 25 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Può trattarsi di un piccolo focolaio con possibilità di espansione se non immediatamente controllato. Nel caso di rilasci si intendono quelli di una certa consistenza con possibilità di evoluzione in negativo e che quindi possono richiedere anche una evacuazione di aree limitate. Ad esempio: • innesco di piccoli incendi localizzati ( cestino carta, posacenere, principi di incendio di natura elettrica ecc.) senza possibilità di estensione e che si possono facilmente circoscrivere con l'uso di un estintore portatile; • perdite consistenti di infiammabili ( oli, combustibili ecc.); • fughe di gas all'interno di locali tecnologici; • allagamenti di una certa entità ma in limitate zone; • crolli localizzati di componenti edilizi o impiantistici che richiedono verifiche tecniche ed interdizione della zona; • ribaltamento di scaffalature o crollo cataste; • modesti incendi ma con produzione di notevoli fumi; • minacce minatorie che richiedono una particolare attenzione o in alcuni casi una evacuazione di alcune aree. In questi casi può risultare utile allertare comunque le istituzioni preposte al soccorso per un intervento in caso di mancato controllo dell'evento nonché per il completo ripristino delle condizioni di normalità ovvero di garanzia per la sicura ripresa delle attività. C. Emergenza di 2° livello Si hanno emergenze di questo tipo quando le condizioni critiche derivanti da eventi interessano una zona significativa o hanno un elevato potenziale di danno. Sono a rapida evoluzione per gravita o vastità, non sono controllabili dalla squadra di emergenza (che riesce solo a limitare i danni con attivazione delle procedure di evacuazione, chiusura porte tagliafuoco, ecc.) mediante l'uso di attrezzature disponibili in loco e richiedono l'intervento di soccorsi esterni. Sono casi in cui il livello dei danni è notevole e risulta palese la necessità una evacuazione totale/parziale di aree. Ad esempio: 26 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia • procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 incendi rappresentati da più focolai o da uno singolo che potrebbe espandersi rapidamente per il coinvolgimento di altro materiale posto nelle vicinanze; • incendi segnalati quando ormai hanno raggiunto una notevole estensione ed interessano, o potrebbero interessare, sostanze particolarmente pericolose (infiammabili, sostanze chimiche, radiologiche, ...); • esplosioni dovute a fuga di gas e/o presenza di gas in ambiente; • crolli significativi dovuti a cedimenti strutturali; • emergenze sanitarie (infortuni o malori che richiedono l'intervento medico di urgenza.); • gravi incidenti sul lavoro; • allagamenti di ampie proporzioni; • avviso o sospetto fondato di ordigni esplosivi; • minaccia diretta con armi e/o azioni criminose. Queste circostanze richiedono sempre l'intervento delle istituzioni preposte (Vigili del Fuoco, Soccorso Sanitario, Polizia/Carabinieri). Suddivisione delle emergenze incendio per gravità Gli interventi devono essere modulati in funzione della gravità. Poiché le conseguenze dell’incendio possono interessare pazienti e stante il ridotto numero di dipendenti che hanno già conseguito l’attestato di idoneità tecnica per corso di tipo ‘C’, si ritiene di dover limitare i casi nei quali l’intervento viene totalmente affidato alle squadre interne di emergenza: in ogni caso in cui non sia possibile spegnere immediatamente l’incendio si allerteranno i Vigili del Fuoco al fine di garantire al meglio la sicurezza di pazienti, accompagnatori e visitatori. In questa ottica la classificazione viene effettuata come segue: Incendi livello 1 • innesco di piccoli incendi localizzati ( cestino carta, posacenere, principi di incendio di natura elettrica ecc.) senza possibilità di estensione e che si possono facilmente circoscrivere con l'uso di un estintore portatile. Possono essere facilmente controllati dal solo personale operativo o di sicurezza del reparto (non richiede la mobilitazione di forze esterne) Incendi livello 2 • incendi rappresentati da più focolai o da uno singolo che potrebbe 27 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 espandersi rapidamente per il coinvolgimento di altro materiale posto nelle vicinanze; Interessano, per diffusione del fuoco o propagazione dei fumi, più di un locale. Richiedono l’impiego di tutte le risorse interne disponibili. Data la presenza di pazienti, nell’edificio interessato o in quelli adiacenti o circostanti, in questa fase si devono chiamare le forze esterne e deve essere attivata l’”Unità di crisi”. Se fumo o fiamme interessano un reparto di degenza deve essere attivata la funzione di ricollocazione dei pazienti, con priorità per i pazienti dell’area critica o in condizioni critiche. • incendi segnalati quando ormai hanno raggiunto una notevole estensione ed interessano, o potrebbero interessare, sostanze particolarmente pericolose (infiammabili, sostanze chimiche, radiologiche, ...) Se controllabili, possono esserlo solo attraverso l'impiego di massicce risorse; è necessaria la mobilitazione di tutte le forze interne disponibili; è compito dei VVFF definire l’ambito di allertamento e coinvolgimento di altre forze esterne. Se l’incidente riguarda un reparto di degenza, o il fumo dell’incendio penetra in ambienti di degenza, deve essere potenziata la funzione di ricollocazione dei pazienti, che saranno portati in altri Ospedali. 5.2 Scopo Il presente capitolo indica le figure chiamate a svolgere un ruolo attivo nella situazione d’emergenza, determinando compiti e responsabilità. 5.3 Categorie di persone coinvolte nella gestione dell’emergenza Nell’ambito del controllo e della gestione dell’emergenza sono individuate le seguenti figure: 1. Responsabile della gestione dell’emergenza – Il medico anestesista-rianimatore in turno, con maggiore anzianità di servizio nell’Ospedale, quando non sia presente il Direttore Sanitario o Dirigente della Direzione Sanitaria. 28 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia – procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 All’arrivo nel complesso ospedaliero (quando non sia già presente) la funzione di Responsabile della gestione dell’emergenza viene assunta dal Direttore Sanitario o dal Dirigente della Direzione Sanitaria. 2. Addetto alle comunicazioni di emergenza – Il centralinista con maggiore anzianità di servizio 3. Unità di crisi, composta da: – Il Direttore Sanitario, con funzioni di Coordinatore dell’Unità di Crisi. – Il Vigile del Fuoco dall’uopo designato dagli stessi Vigili, dopo il loro arrivo sul luogo. – Il responsabile del Servizio Tecnico (se presente nel P.O.) o un dipendente dello stesso Servizio. – Un medico anestesista-rianimatore (l’anestesista con maggiore anzianità in servizio). L’unità di crisi si ritiene costituita anche in assenza di uno o più componenti, purché siano presenti almeno 3 delle figure sopra indicate. 4. Squadra di emergenza, composta da: – Addetto alle comunicazioni di emergenza. – Addetti all’evacuazione (prevalentemente personale sanitario o personale che opera secondo indicazioni del personale sanitario). – Addetti alla manutenzione (idraulici, elettricisti, meccanici). – Addetti alla lotta antincendio (personale specificamente formato). – Incaricato dell’attivazione del soccorso sanitario esterno (Infermiere Professionale in organico alla Direzione Sanitaria o, in sua assenza, un Infermiere Professionale di turno in Pronto Soccorso. I componenti operano nell’ambito delle relative competenze. NOTA: i ruoli di cui sopra riguardano esclusivamente l’emergenza e la prevenzione e sono indipendenti dalla qualifica che la stessa persona riveste nell’abituale funzione lavorativa in ospedale. 29 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Organizzazione dell’emergenza incendio nell’Ospedale di Battipaglia Posizione Composizione Responsabilità Responsabile gestione dell’emergenza (RGE) Direttore sanitario del Presidio in sua assenza anestesista presente con maggiore attività di servizio Assume tutte le decisioni riguardanti la pianificazione dell’emergenza fino all’arrivo dei soccorsi esterni (VVF, Protezione Civile) Addetto comunicazioni d’emergenza Centralinista presente con maggiore anzianità di servizio Riceve le chiamate di allarme ed effettuate tutte le chiamate riguardanti l’emergenza su richiesta del RGE Unità di crisi Direttore sanitario del presidio Responsabile ufficio tecnico Ricognizioni e primi interventi su danni alle strutture o agli impianti Anestesista con maggiore anzianità di servizio presente Pianifica l’emergenza ed eventuali aggiornamenti resi necessari dalle variazioni delle strutture negli utilizzi e nell’organizzazione Vigile del fuoco designato dai VVF Squadra d’emergenza Tutto il personale Addetti evacuazione Evacuazione dei presenti verso le aree di raccolta o verso i luoghi sicuri provvisori. Il coordinatore tiene traccia delle persone evacuate verso le aree di raccolta o verso i luoghi sicuri provvisori Addetti manutenzione Primi interventi su strutture o impianti Addetti lotta antincendio Estinzione dell’incendio Incaricato attivazione soccorso sanitario esterno Gestisce i pazienti che devono essere evacuati su incarico del RGE Tutti i lavoratori non squadra di emergenza Ricevono istruzioni dal rispettivo reparto afferenti alla 5.4 COMPITI E RESPONSABILITÀ Per ciascuna delle categorie di cui sopra, si determinano, di seguito, ruoli e responsabilità: 5.4.1 Compiti del Responsabile della Gestione dell’emergenza (Scheda n. 1-ORG) In assenza del Direttore Sanitario di Presidio la funzione è ricoperta dall’anestesistarianimatore di turno più anziano in servizio. Il Responsabile della Gestione dell’emergenza, 30 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 oltre quanto indicato per le singole situazioni di emergenza, svolge nella prima fase i seguenti compiti: – definisce il livello di gravità dell’emergenza; – indica al Centralinista le chiamate e comunicazioni da effettuare; – dispone affinché la Portineria dia indicazioni alle forze di soccorso esterne; – dispone, se necessario, l’evacuazione di una o più aree; – relaziona sulla situazione, al loro arrivo, al Direttore Sanitario ed ai VV.FF. quando questi giungono sul luogo; – dispone la formazione del personale di area sanitaria. Per essere in ogni momento reperibile si propone l’adozione di apposito cercapersone o telefono mobile. 5.4.2 Compiti dell’addetto alle comunicazioni di emergenza (Scheda n. 2-ORG) L’addetto alle comunicazioni di emergenza è il Centralinista con maggior anzianità di servizio in servizio. Ricevuta la comunicazione dell’emergenza in atto, impiegando il telefono dedicato: – avverte il Direttore Sanitario o, se assente, il medico anestesista –rianimatore Responsabile della Prima Gestione dell’emergenza; – effettua tutte le chiamate telefoniche previste, in funzione della tipologia e della gravità dell’emergenza, in conformità alle indicazioni contenute nelle schede allegate al presente Piano; – avverte i componenti la squadra di gestione delle emergenze; – avverte la portineria affinché dia le necessarie indicazioni ai mezzi di soccorso esterno. Nel richiedere l'aiuto esterno deve fornire il maggior numero di informazioni possibili e utili a migliorare l'intervento. A tal fine costituiscono informazioni indispensabili: – ubicazione precisa dell'evento; – percorso per raggiungere il luogo e via di accesso più prossima all’evento; – dati identificativi e ruolo di chi trasmette. – eventualmente, per le emergenze non immediatamente localizzabili, l’identificazione, nella persona del portiere in servizio, dell’incaricato per la guida delle squadre esterne. informazioni utili: 31 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione – stato dell'emergenza (gravità); – dimensioni dell'evento; marzo 2011 Se l’incendio interessa il centralino del complesso ospedaliero o zone limitrofe per cui diventa impossibile lo stazionamento in esso, il centralinista con maggior anzianità di servizio dovrà recarsi immediatamente presso il Pronto Soccorso per l’effettuazione di tutte le comunicazioni necessarie. In caso di incendio esteso, procederà immediatamente a richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco e poi avvertirà il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e qualora abbia avuto ordine dal medesimo procederà quindi a chiamare tutti i componenti l’Unità di Crisi e la squadra di emergenza. 5.4.3 Unità di crisi (Scheda n. 3-ORG) Opera sotto la direzione del Responsabile (come prima individuato) ed assume le decisioni via via necessarie a contenere i danni a persone e cose. Decide l’ampiezza dell’evacuazione. I componenti lavorano in base alle proprie competenze e precisamente: – Il Responsabile del Servizio Tecnico o, in sua assenza, il dipendente di detto servizio effettua il monitoraggio continuo dell’evolversi della situazione, tenendo sotto controllo l’affidabilità degli impianti; – l’anestesista componente dell’Unità di crisi valuta lo stato di salute di pazienti e operatori, in relazione alle compromissioni che possono derivare dall’emergenza. Collabora con il Responsabile dell’Unità di Crisi e con i Vigili del Fuoco nel definire l’estensione dell’evacuazione, estensione determinata tenendo conto delle patologie delle quali i pazienti risultano già affetti. Attraverso l’infermiere di Pronto Soccorso fornisce al 118 le informazioni necessarie a garantire il soccorso di eventuali intossicati, infortunati e ustionati; L’Unità di crisi: – definisce l’ampiezza dell’evacuazione; – richiede, se ritenuto necessario, eventuali supporti specialistici presenti in altre sedi dell’Azienda (medico psichiatra in caso di azione aggressiva, ecc.); – decide la chiamata in servizio dei reperibili e, al bisogno, di altri operatori sanitari che possono raggiungere rapidamente il complesso ospedaliero. 32 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Al Responsabile della Gestione dell’Emergenza spetta il compito di analizzare e valutare l’emergenza e armonizzare il lavoro svolto dai dipendenti ospedalieri con i compiti dei Vigili del Fuoco. Dopo aver ricevuto l’assenso dai medici delle varie Unità Operative, ordina all’incaricato della manutenzione la chiusura dell’erogazione dell’ossigeno e degli altri gas medicali e tecnici, ad eccezione del gas metano che deve essere chiuso non appena dichiarata l’emergenza incendio. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza rappresenta l’Azienda nei confronti delle forze esterne di intervento; deve verificare e decretare la cessazione dello stato di emergenza. 5.4.4 Incaricato dell’attivazione del soccorso sanitario esterno (Scheda n. 4-ORG) Sulla base delle indicazioni ricevute dai medici, deve calcolare quanti pazienti devono essere evacuati, suddividendoli per patologia, comunicando i dati al 118 che provvederà a far affluire un numero sufficiente di autoambulanze. E’ compito dello stesso incaricato, quando sia coinvolto nell’incidente il Pronto Soccorso o su indicazione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, informare il 118 del blocco o della limitazione dell’accettazione di pazienti. L’incaricato è individuato in un infermiere professionale della Direzione Sanitaria, se presente, o in un infermiere professionale di turno in Pronto Soccorso. 5.4.5 Tutto il personale (Scheda n. 5-ORG) 1. Ogni dipendente deve segnalare le eventuali situazioni di pericolo al n° __________. 2. Ogni dipendente deve conoscere e memorizzare: – i nominativi delle persone, operanti nel proprio reparto, facenti parte della squadra di emergenza per incendi; – la posizione degli estintori; – i percorsi di esodo. 3. Chiunque si trovi in presenza di un principio di incendio è autorizzato e invitato ad utilizzare l’estintore portatile più vicino, seguendo le istruzioni ricevute o indicate sull’estintore, per tentare di spegnere l’incendio purché tale azione non comporti rischi per la sua persona. 33 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 4. Ricordare che le braci calde possono riaccendersi, quindi, anche a fiamma spenta, prolungare l’erogazione fino allo svuotamento dell’estintore. 5. Se il tentativo di spegnimento ha successo si deve: – ventilare l’ambiente; – avvertire immediatamente l’incaricato della lotta antincendio in turno. 6. Se il tentativo non ha successo si deve: – telefonare al centralinista utilizzando il numero di emergenza; – avvertire immediatamente l’incaricato della lotta antincendio in turno; – allontanare visitatori, rappresentanti, ecc. – fino all’arrivo dei Vigili del Fuoco, attenersi alle indicazioni dell’incaricato di turno, salvo che si abbiano compiti specifici definiti da questo Piano; 7. qualora si debba effettuare l’evacuazione dei degenti, seguire la procedura specifica; 8. anche se è finito il proprio turno di lavoro, non lasciare il luogo se non dopo l’appello e dopo aver avuto l’assenso del Coordinatore dell’emergenza. 5.4.6 Addetti all’evacuazione (Scheda n. 6-ORG) Agli addetti all’evacuazione spetta il compito di realizzare l’esodo di coloro che si trovano nell’area di loro pertinenza durante l’emergenza, con particolare riferimento alle persone con gravi immobilità. Gli addetti all’evacuazione devono essere almeno due per ogni Unità Operativa per ciascun turno di lavoro. Gli addetti all’evacuazione si individuano nei medici in servizio nei reparti, nei collaboratori professionali sanitari esperti, nel personale infermieristico in genere e nel personale ausiliario. Compiti particolari per collaboratori professionali sanitari esperti o infermieri responsabili di turno dei reparti di degenza: 1. prelevare il registro di reparto e le cartelle cliniche presenti nel reparto 2. mantenere affisso vicino ad ogni letto l’indicatore colorato che indica lo stato del paziente, con il seguente codice cromatico: - verde, se il paziente può lasciare il letto autonomamente. Invitare il paziente a mantenere la calma e a non correre; indicargli la via di esodo; 34 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione - marzo 2011 giallo, se il paziente non può camminare autonomamente, necessita di essere accompagnato o trasportato, ma può lasciare il reparto senza ausili respiratori, farmacologici, elettromedicali (pace makers impiantati esclusi), ecc. - rosso, se il paziente deve essere evacuato con assistenza respiratoria o cardiologica. Compiti specifici per i medici di turno in Unità Operative di degenza: 1. informare l’anestesista componente l’Unità di Crisi dello stato generale dei pazienti presenti, in attesa di evacuazione (segni di intossicazione da fumi, ecc.); 2. indicare all’incaricato della ricerca di posti letto (infermiere di Pronto Soccorso) quanti pazienti non possono essere ricoverati in altri reparti dello stesso ospedale, ma devono trovare assistenza specialistica in altre strutture ospedaliere; 3. via via che vengono trasportati in altri ospedali, annotare nominativi ed ospedali di destinazione; 4. consegnare la lista al Direttore Sanitario del Presidio ; 5. a malati critici evacuati o attrezzati con respiratori mobili, dare al Responsabile della Gestione dell’Emergenza l’assenso alla sospensione dell’erogazione di ossigeno e gas medicali e tecnici. Compiti specifici per i medici in turno in ambulatori, laboratori, ecc.: 1. sospendere l’attività, quando possibile; 2. mettersi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. Compiti specifici per i TSRM o, nelle ore notturne, per i TSRM di turno: 1. sospendere l’attività, quando possibile; 2. se possibile (in considerazione dell’estensione e della gravità dell’incendio) mettere prioritariamente in sicurezza tutte le sorgenti radioattive raggiungibili, senza mettere in pericolo la propria incolumità; 3. segnalare la presenza, alle squadre di soccorso, degli isotopi radioattivi indicandone la natura, lo stato fisico e l’attività, invitando i componenti della squadra 35 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 di emergenza che debba intervenire in presenza di sorgenti, ad indossare l’autorespiratore; 4. mettersi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 5.4.7 Addetti alla manutenzione (Scheda n. 7-ORG) Gli addetti alla manutenzione provvedono alla gestione ed alla messa in sicurezza degli impianti tecnologici durante l’emergenza. Prima di chiudere l’erogazione dell’ossigeno e dei gas medicali e tecnici, l’addetto deve attendere l’ordine del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. Gli addetti alla manutenzione sono stati individuati nell’ambito del personale in organico facente capo al Servizio Tecnico. 4.4.8 Addetti alla lotta antincendio (Scheda n. 8-ORG) Il personale addetto alla lotta antincendio provvede alle operazioni di primo spegnimento mediante l’impiego di estintori e con altri mezzi, sino all’arrivo delle forze istituzionali d’intervento. All’arrivo dei Vigili del Fuoco si mette a disposizione del Responsabile dell’Unità di Crisi per collaborare alle operazioni di salvataggio. Gli addetti alla lotta antincendio sono stati individuati tra il personale, adeguatamente formato e che ha conseguito l’attestato di idoneità tecnica a seguito di frequenza e prova finale del corso di tipo C. 4.5 VARIAZIONI Ogni variazione relativa al presente Capitolo “Organizzazione piano operativo”, deve essere predisposta dal Servizio di Prevenzione e Protezione ed approvata dal Direttore Sanitario del Presidio e dal Direttore Generale. 4.6 RIFERIMENTI NORMATIVI Il presente Capitolo è stato realizzato in conformità al Decreto del Ministero dell’Interno 10 Marzo 1998, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 81 del 7 Aprile 1998. 36 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 6 LA GESTIONE DELLA PREVENZIONE: LE MANSIONI DEGLI ADDETTI ALLA EMERGENZA Scopo del presente capitolo è definire i comportamenti delle persone presenti nel complesso ospedaliero allo scopo di garantire una costante sorveglianza sulle misure di protezione legate alla prevenzione delle emergenze. 6.1 SCHEDE ALLEGATE Si riportano, nelle pagine seguenti, sotto forma di scheda, le norme di prevenzione per ogni singola categoria coinvolta. 5.1.1 Responsabile della gestione dell’emergenza – coordinatore dell’unita’ di crisi (Scheda n. 1-PRE) Responsabili: 1. Direttore Sanitario del Presidio. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza: 1. verifica che vengano rispettate responsabilmente, ad ogni livello, le norme prefissate per tutte le funzioni attive previste dal “Piano per Situazioni di Emergenza”; 2. provvede, durante l’emergenza, a riassegnare le funzioni rimaste scoperte per infortunio o incapacità degli addetti; 3. regolamenta, sulla base dei programmi formulati dal Servizio di Prevenzione e Protezione, con il supporto di dirigenti e preposti e con l’organizzazione fornita dal Settore Formazione, la formazione e l’informazione del personale, anche neo assunto, in merito alla gestione dell’emergenza nonché agli obblighi di prevenzione; 4. regolamenta l’accesso alle aree di lavoro ove vi sia presenza saltuaria di personale; 5. propone, per quanto di competenza, procedure più efficaci. 6.1.2 Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Scheda n. 2-PRE) Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: 1. effettua il controllo periodico dell’aderenza del Piano alle norme in vigore, soprattutto quando nelle attività vengono introdotte modifiche, delle quali deve essere preventivamente informato, dalle figure responsabili delle modifiche stesse; 37 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 2. propone, con frequenza almeno triennale, l’aggiornamento del Piano; 3. predispone gli strumenti informativi per rendere edotto il personale neo assunto in merito alla gestione dell’emergenza, nonché agli obblighi di prevenzione; 4. predispone le procedure di intervento, da sottoporre alla Direzione Sanitaria del Presidio, al Responsabile del Servizio Tecnico, al Responsabile dell’U.O. Personale, alla Direzione Sanitaria d’Azienda ed al Direttore Generale; 5. propone i programmi di formazione. 6.1.3 Dirigenti e preposti (Scheda n. 3-PRE) I dirigenti e preposti devono: 1. sensibilizzare il personale perché durante il normale svolgimento del lavoro ponga attenzione all'integrità di estintori, idranti, rivelatori di incendio, pulsanti a rottura di vetro ecc. ; segnalare al Servizio Tecnico eventuali disservizi a impianti, mezzi e dispositivi antincendio e/o di allarme di cui sopra, anche se temporanei; 2. verificare che tutte le attrezzature e i dispositivi di sicurezza non vengano manomessi o resi inaccessibili. Al termine del turno lavorativo, controllare o disporre perché i preposti controllino: – che tutte le porte resistenti al fuoco siano chiuse; – che le apparecchiature elettriche che non devono restare in servizio, siano messe fuori tensione; – che tutte le sorgenti radioattive non sigillate (solo per il Servizio di Medicina Nucleare) siano state riposte; – che tutte le fiamme libere siano spente o lasciate in condizioni di sicurezza; – che tutti i rifiuti e gli scarti combustibili siano stati rimossi; – che tutti i materiali infiammabili siano stati depositati in luoghi sicuri; – che tutti gli impianti e i dispositivi antincendio, esterni al proprio reparto di appartenenza ma situati lungo le vie di esodo, appaiano presenti e funzionanti. 3. Segnalare immediatamente al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ogni situazione di potenziale pericolo di cui si venga a conoscenza. 38 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 6.1.4 Restante personale (Scheda n. 4-PRE) Il personale per il quale non siano delineati compiti specifici in questo Piano di emergenza deve: 1. leggere attentamente il Piano e memorizzare la posizione di estintori e vie di fuga presenti nel proprio posto di lavoro e nei luoghi abitualmente frequentati durante il lavoro. 2. segnalare immediatamente al preposto eventuali elementi di pericolo, dal punto di vista del rischio incendio e della sicurezza in genere, o altre situazioni di rischio oggettivo, riscontrate durante il turno di lavoro; 3. evitare la formazione di ostacoli che possano impedire, anche solo momentaneamente e parzialmente, l’accesso alle uscite di sicurezza o il transito sulle vie di fuga (corridoi, scale di sicurezza, ecc.); 4. fermo restando l’assoluto divieto di fumare negli ambienti sanitari, non gettare mozziconi di sigarette nel cestino della carta, o nel raccoglitore dei bicchieri da caffè usati. Assicurarsi che mozziconi e fiammiferi, siano inequivocabilmente spenti nel momento in cui vengono lasciati nei portacenere; 5. mantenere il proprio posto di lavoro il più possibile sgombro e ordinato, soprattutto al termine dell’orario di lavoro; 6. mantenere le vie di esodo permanentemente sgombre; 7. non rimuovere gli estintori dalla posizione segnalata, non depositare materiale in prossimità di mezzi e impianti atti a intervenire sugli incendi. 6.1.5 Addetti all’evacuazione (Scheda n. 5-PRE) Gli addetti all’evacuazione devono: 1. osservare e fare osservare responsabilmente, tutte le norme di prevenzione per il personale, norme elencate nella scheda n. 4 – PRE; 2. collaborare affinché tutte le attrezzature e i dispositivi di sicurezza non vengano manomessi o occlusi. Questa precauzione riguarda, in particolare, porte tagliafuoco, porte di uscite di sicurezza, maniglioni antipanico, segnaletica di sicurezza; 3. controllare che le chiusure delle porte tagliafuoco chiudano sempre efficacemente; 4. verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio: – appaiano nelle normali condizioni operative; – siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali. 39 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 5. informare il Preposto o, in caso di assenza, il Responsabile dell’Unità Operativa di appartenenza, della presenza di situazioni di rischio nell’ambito della propria area di lavoro. 6.1.6 Addetti alla manutenzione (Scheda n. 6a-PRE) Il personale appartenente ai Servizi di manutenzione deve: Osservare scrupolosamente i compiti specificamente assegnati a ciascuno, verificando presenza e/o funzionamento di: - pulsanti a rottura vetro (di interruzione e arresto di emergenza): - interruttori elettrici di zona/piano/edificio; - saracinesche di blocco flusso di gas metano e gas medicali e tecnici; - illuminazione di emergenza. Collaborare all’effettuazione delle verifiche periodiche sulle attrezzature ed impianti antincendio. Controllare periodicamente, lo stato di efficienza, l’agibilità delle uscite di sicurezza e la percorribilità delle vie di esodo. Simulare periodicamente la sequenza operativa, in caso di emergenza, della disattivazione dell’impianto elettrico, il blocco dell’impianto di condizionamento, il blocco del flusso di metano, il blocco del flusso di ossigeno, ecc. Informare il proprio preposto di qualsiasi anomalia che esuli dalla propria competenza o di qualsiasi disservizio, anche temporaneo, degli impianti di servizio (elettrico, di condizionamento, telefonico, ecc.). Collaborare attivamente alle revisioni periodiche del presente Piano di Emergenza, fornendo le indicazioni dettate dalla propria esperienza. L’elenco completo dei controlli per la sicurezza della strutture è contenuto nell’Allegato1 ”Manuale dei controlli periodici riguardanti la sicurezza delle strutture della ASL SA ex SA2” 6.1.7 addetti alla lotta antincendio (Scheda n. 7-PRE) Al personale addetto alla lotta antincendio, spettano i seguenti compiti: 1. partecipare al corso di formazione in merito ai rischi specifici e all’uso delle attrezzature di spegnimento; 2. partecipare, quando richiesti, ad esercitazioni pratiche di spegnimento, sia con uso di estintori che con idranti; 40 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 3. simulare e pianificare gli interventi nelle diverse emergenze prefigurate nell’ambito del Piano di Emergenza; 4. collaborare alla verifica periodica ed eventuale aggiornamento delle procedure (es.: chiamata di allarme, evacuazione di emergenza, ecc.); 5. controllare, durante il normale svolgimento del lavoro, l'integrità e la corretta conservazione di estintori, idranti, rivelatori di incendio, pulsanti a rottura di vetro ecc. Segnalare al Servizio Tecnico eventuali disservizi a impianti, mezzi e dispositivi antincendio e/o di allarme di cui sopra, anche se temporanei; 6. partecipare, quando richiesti, alle riunioni di aggiornamento del “Piano di Emergenza”. 6.1.8 Addetti al centralino (Scheda n. 8-PRE) Il personale addetto al centralino deve: 1. partecipare al corso tenuto a cura del Comando Provinciale Vigili del Fuoco; 2. verificare costantemente che i sistemi di comunicazione (telefono, megafono) siano in perfetta efficienza; 3. segnalare immediatamente eventuali disservizi e tenere attivati i canali alternativi per tutta la durata del guasto; 4. comunicare eventuali situazioni di disservizio al Servizio Tecnico e al Direttore Sanitario di Presidio; 5. tenere a disposizione un megafono da utilizzarsi in caso di totale disfunzione di impianto telefonico; 6. tenersi pronto, in caso di emergenza, a ricoprire il ruolo di addetto alle comunicazioni di emergenza. 41 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 7.1 INCENDIO Procedure di intervento in caso di incendio Si riportano, nelle pagine seguenti, sotto forma di schede, le procedure a cui ogni categoria di persone presenti nel complesso ospedaliero deve attenersi in caso di emergenza. Incendio: caso generale Incendio di categoria 1 Incendio in fase iniziale: limitato a una zona di un ambiente. In caso di incendio è necessario intervenire con la massima rapidità Si deve: 1. verificare che l’estinguente contenuto nell’estintore sia adatto al tipo di incendio che si deve fronteggiare 2. verificare che l’estintore sia carico (presenza del sigillo e indicatore in zona verde) 3. dirigere il getto dell’estintore alla base delle fiamme; 4. prolungare l’erogazione, anche se la fiamma è già spenta, fino a svuotamento dell’estintore. Se il tentativo di spegnimento non ha successo passare alla procedura prevista per gli incendi di categoria 2. Se il focolaio viene spento occorre: - evacuare il locale, se occupato da pazienti o visitatori o altri lavoratori; - arieggiare (quando possibile) il locale; - avvertire, se presente, il collaboratore professionale sanitario esperto dell’Unità Operativa, ed il Responsabile della Gestione dell’emergenza (Direttore Sanitario del Presidio o Dirigente della Direzione Sanitaria del Presidio o anestesista-rianimatore di turno); Alla fine dell’emergenza, dopo aver verificato che i degenti siano rientrati nei locali temporaneamente inagibili, il Responsabile della Gestione dell’emergenza deve: 1. appena possibile, avvertire il Direttore Sanitario del Presidio (se la gestione dell’emergenza non è stata da lui assunta); 2. appena possibile, avvertire (anche a mezzo fax) il Servizio Tecnico, per la ricarica dell’estintore e la verifica di eventuali danni agli impianti; 3. appena possibile, avvertire il Servizio di Prevenzione e Protezione per l’indagine sulle cause. 42 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 Incendio di categoria 2 Incendi rappresentati da più focolai o da uno singolo che potrebbe espandersi rapidamente per il coinvolgimento di altro materiale posto nelle vicinanze Incendi di categoria 3 incendi segnalati quando ormai hanno raggiunto una notevole estensione ed interessano, o potrebbero interessare, sostanze particolarmente pericolose (infiammabili, sostanze chimiche, radiologiche, ...) Figure preposte e compiti Sono individuati: 1. il Responsabile della Gestione dell’emergenza; 2. gli addetti alla lotta antincendio; 3. il Responsabile del Servizio Tecnico o, in sua assenza, un dipendente in turno di detto Servizio; 4. il personale addetto all’evacuazione; 5. il medico di Unità Operativa responsabile dell’assenso alla sospensione dell’erogazione dei gas medicali; 6. l’infermiere professionale (di Direzione Sanitaria di presidio o di Pronto Soccorso). Per gli incidenti di categoria 2 e 3 occorre anche: 1. chiamare tutti i reperibili del Servizio Tecnico 2. attivare l’Unità di Crisi. Per gli incendi di categoria 3 vengono chiamati tutti i sanitari reperibili. Pronto soccorso: a livello di emergenza 2 deve essere potenziato il Pronto Soccorso, con compiti di intervento sanitario su quanti ne avessero bisogno; questa funzione viene svolta dai medici in guardia/internisti più chirurghi più anestesisti, non immediatamente impegnati in interventi d’urgenza. Il potenziamento si ottiene facendo convergere in Pronto Soccorso o sul luogo dell’emergenza o nel luogo sicuro (su disposizione del Responsabile dell’Unità di Crisi) i medici in turno, non impegnati in interventi indifferibili nell’Unità Operativa di appartenenza. Segnalazioni e comunicazioni: viene stabilita: - la procedura di attivazione dell’allarme e comunicazione con il centralino; - la procedura di comunicazione con l’esterno. 43 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 INCENDIO IN REPARTO (Scheda n. 1-INC) 1. Chiunque rileva la presenza di un focolaio di incendio: - chiama il centralinista (Tel. ___________); - avverte il più vicino componente della squadra antincendio e il proprio preposto; - si reca nell’area del focolaio e invita i visitatori presenti in zona a lasciare i locali dell’Unità Operativa; - interviene operativamente con estintori sul focolaio; - si mantiene a disposizione degli addetti all’evacuazione per collaborare all’eventuale sgombero dei degenti. 2. Gli Addetti all’evacuazione provvedono: - a far allontanare i pazienti, i visitatori se presenti, ed il personale portandoli verso il punto di raccolta di piano. Tale operazione deve essere effettuata con celerità ma senza isterismi rassicurando continuamente gli allettati o comunque le persone da evacuare; - ad effettuare la conta del personale e dei degenti; - a predisporre quanto necessario per l’assistenza al personale evacuato; - a fornire informazioni chiare e precise ai degenti; - a prelevare le cartelle cliniche custodite in reparto e trasportarle al punto di raccolta; 3. Il centralinista: - chiama i Vigili del Fuoco; - Chiama il Direttore Sanitario del Presidio o, in sua assenza, il medico anestesista rianimatore in turno di emergenza; - chiama gli addetti alla manutenzione; - allerta gli addetti alla squadra antincendio, segnalando telefonicamente o mediante megafono il luogo dell’emergenza; - chiama i reperibili, salvo diversa indicazione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, con il sistema di precedenza delineato (per emergenza di secondo livello: i reperibili di area tecnica; per emergenza di terzo livello: anche i reperibili di area sanitaria); 44 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia - procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 avverte i preposti delle Unità Operative adiacenti (compresi sovrastanti e sottostanti) dell’emergenza in corso. 4. Gli addetti alla manutenzione, devono: - effettuare un controllo diretto sul luogo dell’incidente; - mettere fuori servizio l’impianto di erogazione di gas metano dell’area interessata dall’emergenza, bloccando lo stesso a monte della zona del focolaio di incendio; - bloccare l’impianto di condizionamento se presente; - togliere l’alimentazione elettrica nella zona coinvolta dall’incendio; - attendere l’assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza o, in sua assenza, dal medico dell’Unità Operativa in emergenza, alla sospensione dell’erogazione dell’ossigeno e dei gas medicali. In caso di scoppio: - isolare tutti gli impianti (elettrico, idrico, idraulico, di condizionamento ecc.); - isolare le tubazioni afferenti gas medicali nella zona interessata e in quelle immediatamente adiacenti. Tale ultimo intervento non deve essere effettuato per le Unità Operative di: - Rianimazione e Terapie Intensive e Sub-intensive; - Sale operatorie; - UTIC; - Sala parto. 5. Gli addetti alla squadra antincendio devono: - intervenire nell’area interessata con estintori e/o idranti; - verificare la chiusura delle porte di compartimentazione per confinare lo sviluppo di fumo e calore; - verificare che non vi sia propagazione di fumo e di calore ai reparti adiacenti N.B.: In caso di intervento con idranti occorre verificare preventivamente che sia stata isolata elettricamente la zona. Non vi deve essere intervento con acqua nei reparti di Rianimazione, Blocco Operatorio, Unità Coronarica. - collaborare alla rimozione delle eventuali macerie; 45 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia - procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 verificare lo stato degli impianti antincendio e isolare le zone danneggiate dallo scoppio o dall’eventuale crollo; - collaborare con gli addetti al salvataggio di persone intrappolate o ferite; - all’arrivo dei Vigili del Fuoco mettersi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 6. Prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, giunto nell’area del sinistro e dopo attenta valutazione su: - entità del danno; - conoscenza del rischio specifico dell’area; - entità dell’incendio; - possibili sviluppi nell’immediato futuro: – coordina le azioni di primo intervento e ordina, se il caso, l’evacuazione di tutto il fabbricato; – verifica il buon fine delle operazioni di evacuazione, in caso contrario dà indicazioni per la ricerca delle persone mancanti all’appello; – all’arrivo del Direttore Sanitario di Presidio (se non presente) trasmette le informazioni sulla situazione; dopo l’arrivo dei Vigili del Fuoco – all’arrivo dei Vigili del Fuoco trasferisce le informazioni relative all’incendio e alla situazione dei soccorsi; – fornisce indicazioni per eventuali salvataggi immediati di persone rimaste bloccate nell’incendio – fornisce indicazioni sulla posizione degli impianti tecnologici – fornisce indicazioni su eventuali particolari problematiche – informa il responsabile delle squadre di soccorso sull’esito della verifica della presenza dei degenti e del personale dopo lo spegnimento dell’incendio – verifica l’avvenuta estinzione del focolaio; – dichiara la cessazione dell’emergenza; – dispone l’ordine di ripristino degli impianti tecnologici e di sicurezza; – autorizza il rientro dei degenti e del personale evacuato; 46 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia – procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 si adopera per recuperare prove, testimonianze in merito all’accaduto onde poter rispondere ad eventuali richieste dell’Autorità Giudiziaria; – mette in libertà il personale che ha concluso il turno e del quale non sia indispensabile la presenza; – informa i parenti della rilocalizzazione dei degenti; – informa la Direzione Sanitaria d’Azienda e la Direzione Generale circa l’accaduto; – compila il rapporto di intervento (vedi cap. XX e completa il libro giornale delle emergenze. Incendio dovuto a cause elettriche. I motivi principali che possono determinare un incendio dovuto a cause elettriche sono: • impianto non a regola d’arte • sbalzo nella rete di distribuzione • carico eccessivo di utilizzatori • guasti a motori o impianti Nella costruzione di quadri elettrici e dei cavi di distribuzione della corrente si utilizzano come materiali isolanti plastica, gomma, polietilene; nelle macchine elettriche per realizzare isolamenti di piccoli spessori si usano vernici. Tutti gli isolanti sopra indicati prendono fuoco facilmente. I motivi principali che possono determinare l’incendio in un cavo sono: corto circuito, sovracorrente o il cavo viene a contatto diretto o indiretto. In caso di corto circuito o di forte surriscaldamento bruciano prima i materiali isolanti (200330°C) poi fondono i materiali conduttori che hanno temperature di fusione elevate (1.180°C per il rame). I materiali isolanti nel bruciare sprigionano fumi e/o gas tossici. Misure preventive ¾ Essere a conoscenza del luogo in cui è posizionato il quadro elettrico generale. ¾ Essere a conoscenza della posizione del quadro elettrico di zona (ed. es del piano o del reparto) per essere in grado di isolare l'intera zona. ¾ Essere a conoscenza della funzione dei vari interruttori del quadro di zona per essere in grado di isolare l'ambiente desiderato. ¾ Verificare spesso il buon funzionamento dell'interruttore differenziale (pulsante test). 47 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 Incendio in un quadro elettrico (generale di reparto o secondario di reparto) • Togliere la tensione al quadro. Nei casi in cui è possibile basta manovrare l’interruttore generale del quadro che alimenta quello in fiamme • Intervenire come descritto nella procedura generale con un estintore a polvere (compromette i materiali del quadro) o, se possibile con un estintore ad anidride carbonica. Se per cause varie non si può toglie la tensione, e non è possibile aspettare l’intervento dei vigili del fuoco, un componente della squadra antincendi deve eseguire le seguenti operazioni • Indossa la visiera e i guanti custoditi negli armadi con l’attrezzatura antincendio • Usando un estintore preferibilmente a CO2 o a polvere da una distanza di circa un metro investe il quadro con il getto dell’estintore fino allo spegnimento dell’incendio. Incendio di una apparecchiatura elettrica • Togliere la tensione all’apparecchiatura • Intervenire come descritto nella procedura generale con un estintore a polvere Incendio di una bombola Le bombole per gas compressi disciolti e liquefatti sono recipienti dotati, anche per merito delle norme di sicurezza a cui sono soggette, di un elevato grado di affidabilità a condizione che vengano sempre osservate precauzioni particolari per la conservazione e procedure per la movimentazione e l’uso. Infatti possono diventare recipienti con pericolo di scoppio quando: • vengono sottoposte a riscaldamento eccessivo (compreso l’irraggiamento solare) • vengono lambite da fiamme, questo comportamento è indipendente dal gas contenuto. • fra le manovre pericolose particolare attenzione va posta all’apertura troppo veloce della valvola: l’apertura troppo rapida può causare l’incendio del riduttore. Intervento in caso di incendio di un gas in bombola. Nel caso si verifichino fuga di gas infiammato da bombole si deve per prima cosa cercare di eliminare la perdita agendo sulle apposite valvole di intercettazione. Nel caso ciò non fosse possibile perché l’incendio interessa le valvole stesse, prima di intervenire è necessario considerare che ad estinzione avvenuta il gas in fuga invaderà l’ambiente in cui si trova la perdita, con la possibilità di raggiungere concentrazioni pericolose che possono condurre ad un’esplosione. 48 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 Nel caso di un gas in bombola, che si verifichi in corrispondenza delle valvole di erogazione: • raffreddare la bombola con acqua durante l’incendio • spegnere la fiamma di gas con un estintore erogare il getto in modo che la sostanza estinguente segua la stessa direzione della fiamma. Non tagliare trasversalmente né colpire frontalmente la fiamma. • raffreddare la valvola ad estinzione avvenuta per poterla manovrare in chiusura 49 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 8. ALTRE EMERGENZE 8.1 Fughe di gas (Scheda n. 1-GAS) È sempre possibile il verificarsi di una fuga di gas causata dalla rottura di tubazioni, valvole difettose, ecc. in tale circostanza è necessario dapprima individuare se il gas è più o meno leggero dell’aria poichè la perdita tende stratificare in basso quando è più pesante (come il GPL) mentre si porta verso l’alto quando il gas è più leggero (come il metano). Ogni dipendente che si viene a trovare nei pressi della zona interessata ha il compito di avvertire immediatamente il proprio diretto responsabile od altra figura alui nota in termini di mansioni di responsabile di reparto/ufficio/laboratorio/ecc. ovvero la squadra antincendio. Procedure di intervento 1. Il personale che rileva la condizione di allarme: - chiama il centralinista al n° _________; - avverte il proprio preposto al quale spetta la responsabilità di impedire a chiunque non sia impegnato a fronteggiare l’emergenza di avvicinarsi all’area interessata; - provvede ad allontanarsi dall’area di rischio, insieme ad eventuale personale esterno all’ospedale presente in zona, evitando di intralciare le operazioni di gestione dell’emergenza; - è fatto divieto tassativo al personale non specificamente incaricato di avvicinarsi, per qualsiasi motivo, al luogo dell’incidente; - non rientra nell’area interessata, se non dopo l’annuncio di emergenza conclusa, data dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 2. Il Centralinista deve: - chiamare il pronto intervento dell’azienda erogatrice del gas metano/ la ditta installatrice del serbatoio GPL; - chiamare, tramite cerca persone, gli addetti alla manutenzione, nonché il Responsabile della Gestione dell’Emergenza; - informare gli addetti all’emergenza dell’Unità Operativa interessata e di quelle adiacenti, sovrastanti e sottostanti, che inizieranno le procedure di evacuazione; Le telefonate di allarme si eseguono leggendo i testi già predisposti (vedi Appendice 2). 50 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 3. Gli addetti all’evacuazione devono: - diffondere l’ordine di evacuazione parziale dell’area interessata dall’evento in oggetto, mantenendo l’ordine e adoperandosi per evitare panico; - organizzare e mettere in atto l’evacuazione. 4. Gli addetti alla manutenzione devono: - intercettare il flusso di gas, operando manualmente sulle saracinesche (vedi scheda operativa); Per tale operazione collaborano anche gli addetti alla squadra antincendio i quali, devono presidiare gli impianti di rilevazione e gli impianti di spegnimento al fine di garantire il corretto funzionamento in caso di necessità. - fermare gli impianti di ventilazione, spegnere le fiamme libere e togliere la tensione agli impianti attraverso l’interruttore elettrico generale; - favorire la ventilazione degli ambiente aprendo i serramenti per diluire i gas in modo che raggiungo livelli inferiori alle soglie di pericolosità. Mantenere l’aerazione sino a che permangono tracce di gas in ambiente; - essere pronti ad intervenire con estintori o idranti. - mettersi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, per ricevere ulteriori compiti finalizzati alla chiusura dell’emergenza “FUGA DI GAS” ed alla messa in sicurezza delle aree limitrofe a quella interessata dall’evento; Ad emergenza conclusa: - relazionare al Responsabile della Gestione dell’Emergenza circa lo stato degli impianti di distribuzione ed utilizzo del gas; - provvedere al ripristino degli impianti tecnologici, nonché delle normali condizioni di lavoro in sicurezza. 5. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, recatosi immediatamente nell’area dove si è verificata la fuga di gas, deve: a. raccogliere informazioni attraverso gli addetti alla manutenzione, b. mantenere in allerta il personale della squadra antincendio ai fini di un pronto intervento; c. informare gli enti esterni di soccorso, quando giunti sul posto, della situazione; 51 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 d. ordinare l’evacuazione totale o parziale dell’area o dell’edificio; e. verificare il buon fine dell’operazione di evacuazione, dando priorità assoluta alla ricerca delle persone mancanti all’appello; f. dichiarare la cessazione dell’emergenza; g. dare l’avvio alla procedure di ripristino degli impianti; h. autorizzare, se la situazione lo consente, il rientro del personale evacuato; i. raccogliere prove e testimonianze al fine di eventuale richiesta da parte dell’Autorità Giudiziaria; j. provvedere alla stesura di un rapporto da trasmettere alla Direzione Generale; k. mantenere aggiornata l’appendice 1). 8.2 Attentato o minaccia di bomba (Scheda n. 1-BOM) Procedure di intervento 1. Il personale, il centralino che riceve la comunicazione telefonica da un interlocutore anonimo della presenza di una bomba deve: - tenere il più a lungo possibile in linea l’interlocutore onde permettere ad un collega di avvertire le Forze dell’Ordine per consentire l’intercettazione della chiamata (vedi appendice 2B). - Se la comunicazione non è stata gestita dal centralinista, a telefonata conclusa, avvertire il centralinista. Il centralinista deve far partire immediatamente l’emergenza. Deve chiamare: - le Forze dell’ordine ed i Vigili del Fuoco; - il Responsabile della Gestione dell’Emergenza; Deve allertare: - gli addetti alla manutenzione, e gli addetti alla squadra antincendio; (le telefonate di allarme vanno eseguite leggendo i testi già predisposti); Deve impedire: - l’accesso a chiunque, tranne ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’ordine ed ai componenti l’Unità di Crisi; 52 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Deve: - collaborare attivamente mantenendo questo tipo di presidio fino alla cessazione dell’emergenza. 2. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza: - informa dettagliatamente le Forze dell’ordine nel frattempo intervenute; - raccoglie informazioni sulle prime ricognizioni effettuate dalle Forze dell’ordine e valuta la situazione tenendo conto della brevità del tempo; - decide, in collaborazione con le Forze dell’ordine, l’intervento della Protezione Civile, l’evacuazione dell’Ospedale (parziale o totale) e in caso affermativo fa intervenire gli addetti all’evacuazione; - informare dettagliatamente Polizia e Carabinieri, nel frattempo intervenuti, - verifica il buon fine dell’evacuazione e procede all’appello; - concordare con la Direzione Generale e con le Forze dell’ordine la fine dell’emergenza; - dichiara la cessazione dell’emergenza; - consente il rientro del personale e dei degenti evacuati; - raccogliere prove e testimonianze per rispondere all’Autorità Giudiziaria; - redige il rapporto alla Direzione Generale; - mantiene aggiornata l’appendice 1) 3. Gli addetti alla manutenzione, in collaborazione con gli addetti alla squadra antincendio: - Si mettono a disposizione delle Forze dell’ordine e del Responsabile della Gestione dell’Emergenza; - coadiuvare in caso di richiesta, con opportune segnalazioni e indicazioni, le Forze dell’ordine nelle operazioni di verifica dei locali tecnici e delle aree normalmente non frequentate dai dipendenti senza esporsi a pericoli o rischi personali; - rimangono allertati per mettere in atto, in caso di scoppio, le procedure della sezione relativa agli eventi con incendio; - relazionano al Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 53 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 4. Il preposto di ogni singola Unità Operativa, insieme con il proprio personale: - verifica velocemente i locali di pertinenza dell’Unità Operativa, al fine di individuare la presenza di oggetti estranei all’attività (valigia, colli, pacchi, ecc.). In presenza di oggetti estranei, telefona al Responsabile della Gestione dell’Emergenza; - mantiene calmo il personale e invita i presenti, non impegnati a fronteggiare l’emergenza, ad allontanarsi dai locali dell’Unità Operativa. 5. Gli addetti all’evacuazione: - diffondono l’ordine di evacuazione parziale o totale dell’edificio; - se disposta dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza, danno attuazione all’evacuazione. 8.3 Presenza di uno squilibrato o di un malvivente (Scheda n. 1-MAL) Procedure di intervento Chiunque rilevi la presenza di uno squilibrato che possa essere pericoloso per l’incolumità dei presenti, o la presenza di un malvivente, introdottosi a scopo di furto, rapina, danneggiamenti: - segnala il caso al preposto il quale provvede ad avvertire il centralino ed il Responsabile della Gestione dell’Emergenza; - se in prossimità di un telefono, e non in vista dell’intruso, provvede a richiedere l’intervento della Forza Pubblica. Nell’attesa dell’intervento delle Forze dell’Ordine, il comportamento delle persone dovrà essere di sorveglianza, ma assolutamente tranquillizzante, senza iniziative personali che possano aggravare la situazione. 8.4 Mancanza di energia elettrica (Scheda n. 1-ELE) Nell’ambito del complesso ospedaliero, al verificarsi di un blocco della fornitura di energia elettrica, subentrano automaticamente i gruppi generatori in grado di alimentare le utenze indispensabili. Procedure di intervento 1. Il personale che rileva la condizione di guasto o di black-out: 54 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia - chiama procedure di emergenza ed evacuazione il Centralinista (utilizzando il numero marzo 2011 telefonico riservato all’emergenza); - si prodiga al fine di far mantenere la calma ai degenti e visitatori in collaborazione con il proprio preposto. 2. Il centralinista: - chiama gli addetti alla manutenzione; - avverte il Responsabile della Gestione dell’Emergenza - chiama i Vigili del Fuoco solo su segnalazione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza; - chiama le Forze dell’ordine solo su segnalazione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza; - allerta gli addetti all’evacuazione e comunica a tutti loro l’ubicazione dell’emergenza. 3. Gli addetti alla manutenzione che si recano immediatamente sul posto: - eseguono una prima verifica - verificano l’entrata in funzione e sorvegliano il buon funzionamento dei gruppi elettrogeni e di continuità; - telefonano eventualmente alla Società fornitrice al fine di verificare che il black-out totale non dipenda da fattori esterni; - relazionano la tipologia d’intervento al proprio Responsabile. 4. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza: - informa dettagliatamente le Forze dell’ordine e/o i Vigili del Fuoco se intervenuti; - raccoglie informazioni sulla prima ricognizione effettuata dagli addetti alla manutenzione, e valuta la situazione; - ordina, in caso di necessità, l’evacuazione totale o parziale in accordo con la Direzione Aziendale e tenendo conto della criticità dei pazienti coinvolti; - verifica il buon fine dell’evacuazione; - concorda con la Direzione Generale e le Forze dell’ordine la fine dell’emergenza; - dichiara la cessazione dell’emergenza; 55 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 - consente il rientro del personale e degenti evacuati; - raccoglie prove e testimonianze per rispondere all’Autorità Giudiziaria; - redige il rapporto alla Direzione Generale; - mantiene aggiornata l’appendice 1). 8.5 Blocco ascensori e montalettighe (Scheda n. 1-ASC) Procedure di intervento Il Personale che rimane direttamente bloccato nell’ascensore, o nel montacarichi, o che verifica che un paziente si trovi nella medesima situazione: - fa uso del pulsante di allarme collegato al citofono allestito nell’ascensore e comunica il numero dell’impianto al portiere; - mantiene la calma; - aiuta il paziente a mantenerla; - attende l’intervento degli addetti astenendosi dal compiere qualsiasi manovra. Se si trova invece all’esterno: - tranquillizza le persone rimaste bloccate spiegandogli che la situazione è sotto controllo e che in tempi rapidi interverrà personale qualificato; - chiama la portineria, comunicando il numero dell’impianto, affinché provveda a richiedere l’intervento del personale qualificato. Il centralinista: - chiama gli addetti alla manutenzione dell’impianto. I preposti delle singole Unità Operative: - ordinano che non venga utilizzato l’impianto ascensore o montalettighe fino ad emergenza conclusa. Gli addetti della Società di manutenzione mettono in atto le procedure al fine di: - liberare le persone intrappolate; - provvedono alla messa in sicurezza dell’impianto; - riportare l’impianto alle normali condizioni di esercizio, in caso contrario, predispongono le segnalazioni di “impianto fuori esercizio”. 56 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Calamità naturali Le procedure di seguito riportate devono essere applicate ogni volta che si verifica una calamità naturale quale ad esempio un terremoto, trombe d'aria, temporali di notevole intensità, ecc…. 8.6 Terremoto Un evento sismico si manifesta con violenti movimenti della struttura in senso orizzontale e verticale con alcuni momenti di pausa e con successivi ulteriori movimenti di intensità inferiore a quelli iniziali (sciame sismico). Anche nella fase di replica sono possibili ulteriori crolli di strutture in precedenza già lesionate. Generalmente le 'sensazioni' indotte da un evento sismici sono 'perdita di equilibrio' e difficoltà di spostamento. Al di là della sensazione soggettiva di lunga durata degli eventi sismici, generalmente questi si esauriscono, per singola 'scossa', in qualche decina di secondi durante i quali occorre mantenere la calma controllando comportamenti 'istintivi' ed allontanandosi dalle traiettorie di possibile caduta di oggetti. In proposito, indispensabile azione preventiva è costituita dall'evitare di disporre materiale in equilibrio instabile su mobili o scaffalature; le scaffalature, di ogni tipo, devono essere saldamente ancorate ad elementi della struttura. Durante il terremoto: • restati calmi • non intraprendete l’azione di evacuazione • rifugiatevi sotto un tavolo (qualora presente e ritenuto abbastanza solido) ovvero cercate di tenervi addossati alle pareti perimetrali • allontanatevi da finestre , specchi, vetrine, lampadari, scaffali di libri, strumenti ed apparecchi elettrici. State attenti alla caduta di oggetti • preparatevi a fronteggiare la possibilità di ulteriori scosse • aprite le porte con molta prudenza e muovetevi con estrema cautela, saggiando il pavimento, le scale ed i pianerottoli prima di camminarvi sopra • non usate gli ascensori • non usate fiammiferi o accendini perché le scosse potrebbero aver danneggiato le tubazioni del gas 57 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia • procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 evitate di usare i telefoni, salvo i casi di estrema necessità Durante il verificarsi non esiste possibilità di contenimento: l’emergenza, quindi, va vista esclusivamente come comportamento al cessare dell’evento. Conseguenze Le conseguenze ipotizzabili per questo evento sismico, sono le seguenti: - lesione agli edifici senza crolli (se non di calcinacci o cornicioni); - danni agli impianti (parziale interruzione di erogazione elettrica, guasti alle linee telefoniche o alla rete idrica , ecc.); - danneggiamenti a strutture interne (blocco di porte o serramenti, danneggiamenti a controsoffitto, ecc.); - panico, anche elevato, ma senza degenerazioni all’atto della verifica concreta del fatto che le strutture portanti dell’edificio reggano l’urto sismico. Tipologia dell’intervento L’intervento si volge essenzialmente lungo tre direttrici: - prima verifica delle condizioni di stabilità delle strutture e degli impianti; - eventuale evacuazione precauzionale (parziale o totale); - ripristino delle condizioni di sicurezza precedenti. Terremoto (Scheda n. 1-TER) Il personale: - chiama il centralinista; - si prodiga al fine di far mantenere la calma ai degenti e visitatori in collaborazione con il proprio preposto; - segnala al più vicino addetto alla squadra antincendio danni o lesioni rilevate; - in caso di evacuazione prima di allontanarsi, dovrà, per quanto possibile, mettere in sicurezza le attrezzature o le apparecchiature, al fine di evitare, in caso di mancato controllo, situazioni di ulteriore pericolo. Il centralinista, con i mezzi a disposizione chiama: - gli addetti alla manutenzione; - gli addetti alla squadra antincendio; 58 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia - procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e, su sua disposizione: - il pronto intervento dell’Azienda erogatrice del gas; - i Vigili del Fuoco e la Centrale Operativa della Protezione Civile presso la Prefettura; - le Forze dell’ordine; - gli addetti all’evacuazione. Le telefonate di allarme vanno eseguite leggendo i testi già predisposti (vedi Appendice 2). Gli addetti alla manutenzione e gli addetti alla Squadra antincendio si recano immediatamente sul posto: - eseguono una prima verifica, in merito alle condizioni delle strutture , attrezzature e impianti; - controllano le condizioni degli impianti o dei dispositivi di sicurezza (impianto antincendio, illuminazione di sicurezza, saracinesche d’intercettazione flusso gas, pulsanti di blocco elettrico, ecc.); - relazionano sui rilievi al Responsabile della Gestione dell’Emergenza. Gli addetti all’evacuazione, se ricevono l’ordine di evacuare, attuano le procedure previste. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza: - raccoglie informazioni sulla prima ricognizione effettuata dagli addetti alla manutenzione e dagli addetti alla lotta antincendio, e valuta la situazione; - informa dettagliatamente le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e gli addetti alla Protezione Civile, se intervenuti, sui danneggiamenti provocati dal sisma e sui rischi correlati; - ordina l’evacuazione totale o parziale in accordo con la Direzione Aziendale; - verifica il buon fine dell’evacuazione e procede all’appello; - concorda con la Direzione Generale, le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e gli addetti della Protezione Civile la fine dell’emergenza; - dichiara la cessazione dell’emergenza; 59 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia - procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 dispone l’avvio alle procedure di ripristino di impianti tecnologici e di sicurezza; - consente il rientro del personale e dei degenti evacuati; - fornisce notizie agli organi di informazione; - redige il rapporto alla Direzione Generale; - mantiene aggiornata l’Appendice 1) 8.7 Trombe d'aria, temporali di notevole intensità, ecc… Anche per questi tipi di evento durante il verificarsi non esiste possibilità di contenimento: l’emergenza, quindi, va vista esclusivamente come comportamento al cessare dell’evento stesso. Anche in questo caso è necessario adottare alcune precauzioni preventive. In caso di avvisaglia di eventi naturali di tal tipo assicurarsi che gli infissi siano correttamente e completamente chiusi. Evitare di spostarsi all'aperto o in prossimità di alberi. In caso di scariche atmosferiche non sostare in prossimità di tubazioni metalliche (impianto idrico, impianto di riscaldamento, ecc…), che potrebbero costituire agevole via di propagazione della scarica, o di quadri ed apparecchiature elettriche. Trombe d’aria, temporali, ecc. (Scheda 1-TRO) Il personale: - chiama il centralinista; - si prodiga al fine di far mantenere la calma ai degenti e visitatori in collaborazione con il proprio preposto; - segnala al più vicino addetto alla squadra antincendio danni o lesioni rilevate; - in caso di evacuazione prima di allontanarsi, dovrà, per quanto possibile, mettere in sicurezza le attrezzature o le apparecchiature, al fine di evitare, in caso di mancato controllo, situazioni di ulteriore pericolo. Il centralinista, con i mezzi a disposizione chiama: - gli addetti alla manutenzione; - gli addetti alla squadra antincendio; - il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e, su sua disposizione: 60 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 - il pronto intervento dell’Azienda erogatrice del gas; - i VVF e la Centrale Operativa della Protezione Civile presso la Prefettura; - le Forze dell’ordine; - gli addetti all’evacuazione. Le telefonate di allarme vanno eseguite leggendo i testi già predisposti (vedi Appendice 2). Gli addetti alla manutenzione e gli addetti alla Squadra antincendio si recano immediatamente sul posto: - eseguono una prima verifica, in merito alle condizioni delle strutture, attrezzature e impianti; - controllano le condizioni degli impianti o dei dispositivi di sicurezza (impianto antincendio, illuminazione di sicurezza, saracinesche d’intercettazione flusso gas, pulsanti di blocco elettrico, ecc.); - relazionano sui rilievi al Responsabile della Gestione dell’Emergenza. Gli addetti all’evacuazione, se ricevono l’ordine di evacuare, attuano le procedure previste. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza: - raccoglie informazioni sulla prima ricognizione effettuata dagli addetti alla manutenzione e dagli addetti alla lotta antincendio, e valuta la situazione; - informa dettagliatamente le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e gli addetti alla Protezione Civile, se intervenuti, sui danneggiamenti provocati dall’evento e sui rischi correlati; - ordina l’evacuazione totale o parziale in accordo con la Direzione Aziendale; - verifica il buon fine dell’evacuazione e procede all’appello; - concorda con la Direzione Generale, le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e gli addetti della Protezione Civile la fine dell’emergenza; - dichiara la cessazione dell’emergenza; - dispone l’avvio alle procedure di ripristino di impianti tecnologici e di sicurezza; - consente il rientro del personale e dei degenti evacuati; - fornisce notizie agli organi di informazione; - redige il rapporto alla Direzione Generale; 61 A Cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 9. LA GESTIONE DELL’EMERGENZA: testi delle telefonate e delle comunicazioni di allarme 1 Scopo Questo capitolo riporta, sotto forma di schede, i testi delle telefonate e delle comunicazioni di allarme. L’importante in questa fase è la comprensione di ordini e informazioni e pertanto si richiede calma e concisione nei discorsi senza soffermarsi a commenti (per esempio ipotizzare reati o altro). 62 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario INCENDIO marzo 2011 Scheda n. T1-INC VV.FF. (Tel. 115) 1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA 2. SI RICHIEDE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO. 3. SI È VERIFICATO UN INCENDIO / SCOPPIO PRESSO LA ZONA… - Indicare con precisione il Reparto o il Servizio interessato; - se necessario il punto di ingresso per i mezzi di soccorso; - il percorso per raggiungere il luogo incidentato; - il nominativo dell’incaricato di guidare le squadre esterne. 4. HA CHIAMATO…….. - Indicare con precisione il nome del chiamante, addetto alle comunicazioni di emergenza 63 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia Tipo di emergenza INCENDIO procedure emergenza ed evacuazione Destinatario marzo 2011 Scheda n. T2-INC ADDETTI SQUADRA ANTINCENDIO (Tel. di reparto o megafono) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O MEGAFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATO UN INCENDIO PRESSO LA ZONA………… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 3. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE 64 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza INCENDIO Destinatario marzo 2011 Scheda n. T3-INC ADDETTI MANUTENZIONE (con telefono o cercapersone) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. È IN CORSO UN ALLARME INCENDIO / SCOPPIO PRESSO LA ZONA… - Indicare con precisione il Reparto o il Servizio interessato 65 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza INCENDIO Destinatario marzo 2011 Scheda n. T4-INC TUTTO IL PERSONALE (con megafono) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA MEGAFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. QUESTO MESSAGGIO È DIRETTO A TUTTO IL PERSONALE 3. È IN CORSO UN’EMERGENZA TECNICA PRESSO LA ZONA… - Indicare con precisione il Reparto o il Servizio interessato - Ripetere 2 volte il messaggio 66 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 IN CASO DI NECESSITÀ DI EVACUAZIONE Procedura per il personale addetto al Centralino, o altro personale precettato allo scopo dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza. Provvedere all’informazione del personale tramite megafono. Richiamare l’attenzione, e leggere più volte con calma e senza panico il seguente messaggio precodificato. TESTO DEL COMUNICATO DI EVACUAZIONE Tipo di emergenza Destinatario Scheda n. T5-INC NECESSITÀ DI TUTTE LE PERSONE EVACUAZIONE PRESENTI (con megafono) 1. ATTENZIONE! ATTENZIONE! A TUTTE LE PERSONE PRESENTI ESISTE UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA. 2. LASCIARE IL REPARTO/PIANO _________ (indicare la zona incidentata) ATTRAVERSO I PERCORSI E LE USCITE DI SICUREZZA, SEGUENDO LE ISTRUZIONI DEL PERSONALE ADDETTO ALL’EVACUAZIONE. 3. ALL’ESODO DEI DEGENTI NON IN GRADO DI MUOVERSI AUTONOMAMENTE PROVVEDERÀ IL PERSONALE OSPEDALIERO. 4. RIMANERE CALMI, IL PERSONALE È ADDESTRATO A FRONTEGGIARE L’EMERGENZA. 67 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 5. I VISITATORI DEBBONO ALLONTANARSI AL PIÙ PRESTO DAL PERIMETRO DELL’OSPEDALE. FINE MESSAGGIO > RIPETERE 2 VOLTE < SU INDICAZIONE DEL RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA, RIPETERE IL MESSAGGIO PER EVACUARE I PIANI SOVRASTANTI O SOTTOSTANTI LA ZONA INCIDENTATA. 68 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 La seguente scheda n. T6-INC, è predisposta per la segnalazione al centralinista della presenza di un incendio all’interno del presidio ospedaliero. Tipo di emergenza Destinatario INCENDIO Scheda n. T6-INC CENTRALINISTA (TEL. ________) MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO all'interno n° ____ dedicato all’emergenza ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI… - (indicare con precisi one il Reparto o Servizio interessato) - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) PARLA… SI È SVILUPPATO UN INCENDIO / SCOPPIO PRESSO LA ZONA… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) A seguito di tale messaggio: - Il Centralinista opera secondo le procedure specificate. 69 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia Tipo di emergenza FUGA DI GAS procedure emergenza ed evacuazione Destinatario marzo 2011 Scheda n. T1-GAS ADDETTI SQUADRA ANTINCENDIO (Tel. di reparto o megafono) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O MEGAFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATA UNA FUGA DI GAS PRESSO LA ZONA………… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 3. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE 70 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia Tipo di emergenza FUGA DI GAS procedure emergenza ed evacuazione Destinatario marzo 2011 Scheda n. T2-GAS ADDETTI MANUTENZIONE (con telefono o cercapersone) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O MEGAFONO 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATA UNA FUGA DI GAS PRESSO LA ZONA………… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 3. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE 71 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario FUGA DI GAS marzo 2011 Scheda n. T3-GAS CENTRALINISTA (TEL. _________) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO all'interno n° ____ dedicato all’emergenza 1. ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 2. PARLA… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 3. SI È VERIFICATA UNA FUGA DI GAS PRESSO LA ZONA………… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio o area interessati) 4. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE A seguito di tale messaggio: - Il Centralinista si attiva, secondo le procedure specificate. 72 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza marzo 2011 Destinatario Scheda n. T1- BOMBA MINACCIA DI BOMBA FORZE DELL’ORDINE (TEL. 113) MESSAGGIO DA COMUNICARE VIA TELEFONO, da parte di chiunque al n° 113 1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA 2. SI RICHIEDE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO PERCHE’ ABBIAMO RICEVUTO UNA TELEFONATA ANONIMA CON MINACCIA DI BOMBA NEL NOSTRO OSPEDALE. 3. PARLA……… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) N.B. DATA L’URGENZA DI ASSOLUTA TEMPESTIVITÀ QUESTA TELEFONATA VA FATTA SUBITO E SENZA AUTORIZZAZIONE PREVENTIVA DEGLI INCARICATI DI GESTIRE L’EMERGENZA. 73 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario marzo 2011 Scheda n. T2- BOMBA MINACCIA DI BOMBA CENTRALINISTA (TEL. _______) MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO all'interno n° ____ dedicato all’emergenza 1. ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI……… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 2. PARLA……… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 3. SI È VERIFICATA UNA TELEFONATA ANONIMA CON MINACCIA DI BOMBA PRESSO LA ZONA - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 4. È GIA’ STATO CHIAMATO IL 113 A seguito di tale messaggio: - Il Centralinista si attiva, chiamando il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, il Responsabile del Servizio Tecnico, in sua assenza, o il dipendente di detto Servizio e i componenti la squadra di emergenza antincendio. 74 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario marzo 2011 Scheda n. T3- BOMBA MINACCIA DI BOMBA ADDETTI SQUADRA ANTINCENDIO (Tel. di reparto o megafono) - via telefono: subito - via megafono: solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’emergenza 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATA UNA TELEFONATA ANONIMA CON MINACCIA DI BOMBA PRESSO LA ZONA……… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 3. PREDISPORSI AD AGIRE IMMEDIATAMENTE SECONDO LE APPOSITE PROCEDURE. A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla squadra antincendio intervengono, secondo le procedure specificate. 75 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario marzo 2011 Scheda n. T4- BOMBA MINACCIA DI BOMBA ADDETTI MANUTENZIONE (con telefono o cercapersone) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATA UNA TELEFONATA ANONIMA CON MINACCIA DI BOMBA PRESSO LA ZONA……… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 3. PREDISPORSI AD AGIRE IMMEDIATAMENTE SECONDO LE APPOSITE PROCEDURE. A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla manutenzione si recano, o si mettono in contatto, con il Centro di Controllo secondo le procedure specificate. 76 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza marzo 2011 Destinatario INTERRUZIONE Scheda n. T1-ELE VV.FF. (TEL. 115) ENERGIA ELETTRICA RICHIESTA DA INOLTRARE VIA TELEFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA SI È VERIFICATA UN’INTERRUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA PER CAUSE ANCORA DA ACCERTARE 2. OCCORRE UN VOSTRO INTERVENTO PER …… - (indicare il motivo per cui si richiede l’intervento) 3. PARLA……… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) N.B. QUESTA TELEFONATA AUTORIZZAZIONE DEL DEVE ESSERE RESPONSABILE FATTA DELLA DIETRO GESTIONE DELL’EMERGENZA 77 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario INTERRUZIONE TUTTO IL PERSONALE ENERGIA ELETTRICA (con megafono) marzo 2011 Scheda n. T2-ELE MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA MEGAFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. ATTENZIONE! PARLA L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATA UN’INTERRUZIONE DELL’EROGAZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA PRESSO LA ZONA……… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) N.B. QUESTA COMUNICAZIONE DEVE ESSERE FATTA DIETRO AUTORIZZAZIONE DEL RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA A seguito di tale messaggio: - Il personale della zona interessata verifica che non siano rimaste persone negli ascensori, bagni e luoghi scarsamente illuminati. 78 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza marzo 2011 Destinatario Scheda n. T3-ELE INTERRUZIONE ADDETTI MANUTENZIONE ENERGIA ELETTRICA (con telefono o cercapersone) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATA UN’INTERRUZIONE DELL’EROGAZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA PRESSO LA ZONA……… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le procedure specificate. 79 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza marzo 2011 Destinatario Scheda n. T1-ASC BLOCCO ASCENSORI E ADDETTI MANUTENZIONE MONTALETTIGHE DITTA ESTERNA (con cercapersone n° ______) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO CELLULARE N°_____ 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. PARLA…… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 3. SI È VERIFICATO ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE UN N°…… BLOCCO PRESSO LA ZONA……… - (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate all’interno) 4. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le procedure specificate. 80 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza marzo 2011 Destinatario Scheda n. T2-ASC BLOCCO ASCENSORI E ADDETTI MANUTENZIONE MONTALETTIGHE DITTA ESTERNA 17.00 - 8.00 E GIORNI (con telefono) FESTIVI MESSAGGIO DA INOLTRARE VIA TELEFONO Tel n° ………. (vedi foglio reperibilità ascensoristi) 1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA……… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 2. SI È VERIFICATO ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE UN N°…… BLOCCO PRESSO LA ZONA……… - (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate all’interno) 3. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le procedure specificate. 81 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza BLOCCO ASCENSORI E marzo 2011 Destinatario Scheda n. T3-ASC VV.FF. (Tel. 115) MONTALETTIGHE MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA…… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 2. SI È VERIFICATO ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE UN N°…… BLOCCO PRESSO LA ZONA……… - (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate all’interno) 3. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO 82 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza marzo 2011 Destinatario Scheda n. T4-ASC BLOCCO ASCENSORIE ADDETTI MANUTENZIONE MONTALETTIGHE INTERNI SEMPRE (con telefono o cercapersone) MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. SI È VERIFICATO ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE UN N°…… BLOCCO PRESSO LA ZONA……… - (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate all’interno) 3. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO 4. E’ GIÀ STATA AVVISATA LA DITTA DI MANUTENZIONE A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le procedure specificate. 83 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza TERREMOTO ED ALTRI Destinatario marzo 2011 Scheda n. T1-TER VV.FF. (Tel. 115) EVENTI NATURALI MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA…… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) SI RICHIEDE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO. 3. SI SONO VERIFICATI……… - (specificare quanto è successo: scoppio, crollo, intrappolamento persone, ecc.) 84 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario TERREMOTO ED ALTRI SALA OPERATIVA EVENTI NATURALI PROTEZIONE CIVILE marzo 2011 Scheda n. T2-TER (TEL. _______ – ________) MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA…… - (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) SI RICHIEDE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO. 3. SI SONO VERIFICATI……… - (specificare quanto è successo: scoppio, crollo, intrappolamento persone, ecc.) 85 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario TERREMOTO ED ALTRI ADDETTI SQUADRA EVENTI NATURALI ANTINCENDIO marzo 2011 Scheda n. T3-TER (Tel. di reparto o megafono) MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) OCCORRE INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE NELL’EDIFICIO……… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla squadra antincendio intervengono, secondo le procedure specificate, nell’area. 86 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario TERREMOTO ED ALTRI ADDETTI MANUTENZIONE EVENTI NATURALI (con telefono o cercapersone) marzo 2011 Scheda n. T4-TER MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE (solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza) 1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA 2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) OCCORRE INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE NELL’EDIFICIO……… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) A seguito di tale messaggio: - Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le procedure specificate. 87 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione Tipo di emergenza Destinatario TERREMOTO ED ALTRI CENTRALINISTA EVENTI NATURALI (TEL. _________) marzo 2011 Scheda n. T5-TER MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO all'interno n°____ dedicato all’emergenza 1. ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI… - (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato) 2. PARLA… (indicare il nome e la qualifica del chiamante) 3. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE - (specificare quanto è successo: scoppio, crollo, intrappolamento persone, ecc.) A seguito di tale messaggio: Il centralinista/portiere avverte il Responsabile della Gestione dell’emergenza, ed effettua le comunicazioni da questo indicate 88 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 COMUNICAZIONI DI ALLARME. Caso A - Attivazione di un pulsante di allarme sensore di fumo. Nel locale centralino/portineria si attiva una segnalazione ottica/acustica sul pannello di comando; • Il portiere controllata la segnalazione sul display della centralina antincendio, controlla di persona il punto da cui è partita la segnalazione di emergenza per verificare la reale gravità della segnalazione ed escludere che si tratti di un falso allarme; • Se è un falso allarme il portiere ritorna nel locale centralino/portineria ed elimina la segnalazione • Constatata l’effettiva gravità il portiere ritorna nel locale centralino/portineria e avverte i componente la squadra antincendio e, se è il caso, il Responsabile della Gestione Emergenza. • Caso B - Attivazione di un sensore di fumo. Nel locale centralino/portineria si attiva una segnalazione ottica/acustica sul pannello di comando; • Il portiere controllata la segnalazione sul display della centralina antincendio, controlla di persona il punto da cui è partita la segnalazione di emergenza per verificare la reale gravità della segnalazione ed escludere che si tratti di un falso allarme; • Se è un falso allarme il portiere ritorna nel locale centralino/portineria ed elimina la segnalazione • Constatata l’effettiva gravità il portiere ritorna nel locale centralino/portineria e avverte i componente la squadra antincendio e, se è il caso, il Responsabile della Gestione Emergenza. • 89 A cura SPP exASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 10. LA GESTIONE DELL’EMERGENZA: MODALITÀ DI EVACUAZIONE 10.1 Scopo Questo capitolo stabilisce quale sia la sequenza di procedure da porre in atto al fine di evacuare le aree del complesso ospedaliero in caso di emergenza, avendo quale obiettivo primario la salvaguardia dell’integrità fisica delle persone, con particolare riferimento ai degenti non in grado di muoversi autonomamente. 10.2 Tipologia dell’intervento L’evacuazione consiste nell’abbandono immediato dell’area di emergenza, da parte degli occupanti e nel concentramento degli stessi in un luogo, o luoghi sicuri interni, o in un altra ala, o all’esterno in punti di raccolta predeterminati. L’evacuazione può essere: - parziale: relativa al solo compartimento/reparto interessato dal sinistro; questa può, a sua volta, essere suddivisa in: - orizzontale: dal compartimento/reparto interessato dal sinistro verso una zona “sicura” situata al piano; - verticale: dal compartimento/reparto interessato dal sinistro verso una zona “sicura” percorrendo le scale; - generale: contemporanea all’ala nel suo complesso. N.B.: Non si considera il caso di evacuazione generale di tutto l’ospedale (se non nel caso di terremoto), perché assolutamente improbabile uno sviluppo contemporaneo di eventi negativi nell’ambito di ogni singola ala che compone il complesso. Il piano è predisposto pensando ai singoli reparti non interessati dall’incidente come area di ricovero provvisorio per i degenti da evacuare dai reparti ospedalieri oggetto dell’emergenza. Solo i pazienti “critici” dovranno essere portati, dal reparto di provenienza, in altri Ospedali dotati dei letti tecnologici necessari. Per quanto attiene i visitatori, gli stessi saranno invitati a lasciare al più presto l’edificio in allarme e ad uscire dal perimetro dell’ospedale per non intralciare le operazioni di soccorso. 90 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 L’evacuazione di emergenza viene messa in atto attraverso percorsi di evacuazione segnalati e uscite di sicurezza dotate di maniglione antipanico. 10.3 Categorie di personale nell’ambito nell’evacuazione e loro responsabilità Nel processo di evacuazione si possono distinguere sostanzialmente quattro categorie di persone attive con ruoli diversi: - Responsabile della Gestione dell’Emergenza; - personale con ruolo attivo nel fronteggiare l’emergenza; - personale non incaricato di ruoli specifici; - degenti e visitatori. Si riportano di seguito più in dettaglio ruoli e responsabilità. 91 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione EVACUAZIONE GLOBALE O PARZIALE marzo 2011 Scheda n. 1-EVC I visitatori dovranno essere sollecitati ad abbandonare al più presto il perimetro dell’Ospedale, al fine di non intralciare le operazioni di soccorso. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza: 1. valuta il grado di emergenza ed impartisce l’ordine di evacuazione parziale o totale, fornendo indicazioni anche relative al compartimento/edificio dove trasferire i pazienti dell’area interessata dal sinistro. Per la comunicazione dell’ordine di evacuazione utilizzerà il protocollo predisposto. L’ordine di evacuazione deve essere impartito tramite megafono (il testo del messaggio è sempre allegato all’appendice 1); per la diffusione del messaggio si può far capo agli addetti al centralino/portineria; 2. impartisce l’ordine di bloccare le accettazioni in Pronto Soccorso preavvertendo la Centrale Operativa 118; 3. coordina il lavoro dei componenti l’Unità di Crisi; 4. verifica il procedere dell’operazione, attraverso le informazioni date dagli addetti all’evacuazione, soprattutto in merito alla situazione dei pazienti gravi; 5. ove mancassero persone all’appello, coordina l’operazione di ricerca e soccorso con priorità assoluta rispetto alle altre emergenze; 6. impartisce l’ordine di rientro ad emergenza chiusa; 7. in ogni momento, secondo necessità, sostituisce le persone incaricate di compiti improrogabili, qualora queste fossero impossibilitate ad agire. N.B. Nel caso in cui l’emergenza dovesse riguardare Rianimazione, Blocco operatorio, Unità Coronarica, zona culle termostatiche e altre aree con pazienti a rischio o zone immediatamente adiacenti, attivare il piano di ricollocazione dei pazienti, attraverso la collaborazione dell’infermiere di Direzione Sanitaria di Presidio o di Pronto Soccorso, che chiederà la mobilitazione di ambulanze/elicotteri per il trasferimento agli ospedali più vicini adeguatamente attrezzati. 92 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 Gli addetti alla squadra di emergenza ricevuta l’autorizzazione da parte del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, devono: 1. comunicare ai presenti l’ordine di lasciare le zone incidentate; collaborando con il personale sanitario per l’evacuazione dei pazienti Il collaboratore professionale sanitario esperto o infermiere con funzioni di coordinamento in turno deve: 1. prelevare il registro di reparto; 2. vigilare che i pazienti siano trasportati in modo corretto, tenendo conto del grado di autosufficienza di ciascuno; 3. verificare che nessuno rimanga chiuso nei bagni, sale visita, ecc. 4. abbandonare per ultimo la zona di competenza verificando che non sia rimasto più nessuno in loco; speciale attenzione dovrà essere posta nella verifica di locali quali: - servizi; - sale visita; - aree chiuse o comunque non visibili dai corridoi. 5. Verificare che tutte le persone presenti nel settore di competenza, abbiano lasciato l’area incidentata; 6. raggiungere le persone (degenti/personale) sfollate dalla propria area di competenza nei punti di concentramento previsti, o segnalati dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza; 7. avvertire il Responsabile della Gestione dell’Emergenza dell’avvenuto completamento del processo di evacuazione per l’area di propria competenza, o del fatto che alcune persone manchino all’appello, 8. svolgere opera di controllo e vigilanza, affinché nessuno rientri nell’area in emergenza per il periodo che perdura lo stato di emergenza; 9. ad emergenza chiusa, coordinare le operazioni di rientro nell’edificio, per quanto attiene il proprio reparto. 93 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 Gli addetti all’evacuazione devono: 1. disporre per l’assistenza delle persone non in grado di muoversi autonomamente, regolandosi per le modalità di trasporto in base al codice - colore che segnala, per ogni paziente, il grado di autonomia; 2. fare defluire con calma ed ordine, i visitatori, i degenti, il personale presenti nell’area di propria competenza e controllare che siano chiuse le porte tagliafuoco che delimitano i compartimenti in emergenza, nonché quelli immediatamente adiacenti. Il personale non incaricato di compiti specifici deve: 1. attenersi alle disposizioni del proprio “addetto all’evacuazione”; 2. non farsi prendere dal panico, e collaborare attivamente con gli addetti all’evacuazione soprattutto per l’esodo in sicurezza di pazienti non in grado di muoversi autonomamente o con quadro clinico grave; 3. occuparsi del trasferimento su barelle di pazienti che non possono muoversi diversamente. In caso di insufficienza delle barelle collaborare a stendere i pazienti allettati su lenzuola o coperte stese al suolo, trascinando quindi il paziente lungo la via di esodo; 4. avviarsi con ordine verso le uscite di sicurezza, senza indugiare per recuperare, o far recuperare, effetti personali od altro; 5. aprire le porte di sicurezza facendo pressione sulla barra trasversale della porta perimetrale della stessa; 6. raggiungere i punti di concentramento predeterminati; 7. rientrare nell’edificio solo dietro esplicita autorizzazione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. (fine procedura) 94 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 10.4 Percorsi di evacuazione Tutti i percorsi di evacuazione dovranno essere evidenziati con apposita segnaletica di sicurezza, ed essere dotati di illuminazione di emergenza e predisposti in modo tale da consentire l’esodo in emergenza senza creare situazioni di panico. 95 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 APPENDICE 1 Per il personale addetto al Centralino, incaricato di effettuare le comunicazioni di emergenza o altro personale precettato allo scopo dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza: PROCEDURA Provvedere all’informazione del personale tramite megafono. Richiamare l’attenzione e leggere più volte con calma e senza panico il messaggio precodificato della Scheda n. T5-INC 9 LA GESTIONE DELL’EMERGENZA : le mansioni degli addetti alla squadra di emergenza 9.1 Schede “procedure” allegate Si riportano nelle pagine successive le procedure di comportamento rivolte sia al personale con ruolo attivo nell’emergenza sia al personale generico, al fine di poter superare l’emergenza stessa senza panico e salvaguardando l’incolumità delle persone, contenendo i danni materiali. N.B.: La numerazione in calce alle schede fa riferimento all’elenco esposto al Capitolo IV, che stabilisce organizzazione e compiti. PROCEDURE DI EMERGENZA 96 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione RESPONSABILE DELLA GESTIONE marzo 2011 Scheda n. 1-EME DELL’EMERGENZA Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, una volta avvertito, deve recarsi dove si è sviluppata la situazione di pericolo, e successivamente al Centro di Controllo e porre in atto le seguenti procedure: 1. valutare il grado di emergenza; ed eventualmente richiedere l’intervento delle forze Istituzionali (Polizia, carabinieri, ecc. ove non previsto con procedura automatica): fornire in questo senso precise disposizioni al Centralinista; 2. in base alla valutazione di cui al punto 1, ordinare l’evacuazione parziale o totale; 3. coordinare il lavoro dei componenti l’Unità di Crisi; 4. assumere informazioni, dagli addetti all’evacuazione, circa l’avvenuto esodo delle singole zone o da tutto l’edificio; 5. ottenute le informazioni, verificare che siano state messe in atto, da parte degli addetti alla squadra antincendio, dagli addetti alla manutenzione, ecc., le procedure previste dal “Piano “ per quanto attiene gli impianti di sicurezza e di servizio; 6. collaborare con gli organismi istituzionali sino alla completa normalizzazione dell’incidente e dichiarare la cessazione dello stato di emergenza; 7. informare la Direzione Generale, redigere il rapporto di intervento e completare il libro giornale delle emergenze 97 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione PERSONALE NON AVENTE INCARICHI marzo 2011 Scheda n. 2-EME SPECIFICI NEL PIANO Il personale che rileva una situazione di emergenza, dovrà: - chiamare il numero interno _______ (Centralino) specificando luogo e natura dell’emergenza - informare il proprio preposto. - intervenire operativamente, se ciò non comporta rischi per la sua persona, con estintori nella zona interessata dal focolaio; - in caso di evacuazione, eseguire alla lettera le disposizioni del personale “addetto all’evacuazione” dell’area in cui ci si trova, collaborando attivamente allo sgombero dei degenti, seguendo le indicazioni del personale sanitario. N.B. I visitatori debbono essere invitati a lasciare al più presto il perimetro del complesso ospedaliero. - Il personale non dovrà, per alcun motivo: A. assumere iniziative personali, quali la chiamata diretta ai Vigili del Fuoco, l’intervento sull’impianto elettrico, ecc. B. creare allarmismo e precipitarsi alle “uscite di sicurezza” prima che sia stata ordinata l’evacuazione (tranne per le situazioni che presentano immediato pericolo per l’incolumità personale). 98 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione ADDETTI ALL’EVACUAZIONE marzo 2011 Scheda n. 3A-EME In caso di emergenza nella propria area di lavoro o in quella adiacente, gli addetti alla evacuazione (personale infermieristico e ausiliario) dovranno: 1. Informare l’addetto al centralino; 2. intervenire operativamente, qualora non comporti rischi per la propria persona, con estintori nelle zone interessata dal focolaio; 3. mantenere la calma nell’ambito del reparto loro affidato, invitando eventuali visitatori a lasciare immediatamente il reparto interessato per non intralciare i soccorsi; 4. procedere alle operazioni di evacuazione della propria area di lavoro; controllando anche che siano chiuse le porte tagliafuoco dei compartimenti interessati dall’emergenza 5. seguire le indicazioni del medico di reparto e le indicazioni degli adesivi verdi gialli - rossi per evacuare correttamente i degenti non autosufficienti; 6. verificare che tutti i presenti nell’area siano evacuati, con particolare attenzione ai pazienti non in grado di muoversi autonomamente o a coloro che possono trovarsi nei bagni o, accidentalmente, in altri ambienti di servizio; 7. farsi aiutare dal personale generico per il trasferimento dei degenti non autosufficienti, anche a mezzo sedie a rotelle/barelle/lenzuola/coperte; radunare tutte le persone loro affidate nel luogo sicuro previsto dalle procedure o concordato con il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, controllando per quanto possibile che le stesse non creino ostacoli alle operazioni di soccorso e intervento; 8. impedire che le persone evacuate rientrino nella zona in emergenza sino al momento in cui la stessa venga dichiarata di nuovo agibile; 9. porsi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 99 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione ADDETTI ALL’EVACUAZIONE: marzo 2011 Scheda n. 3B-EME COLLABORATORE PROFESSIONALE SANITARIO ESPERTO O INFERMIERE SOSTITUTO In caso di emergenza nella propria area di lavoro o in quella adiacente, il collaboratore professionale sanitario esperto o l’infermiere di riferimento del reparto deve: 1. informare l’Addetto al centralino; 2. intervenire operativamente, se non comporta rischi per la sua persona, con estintori nelle zone interessata dal focolaio, solo se il focolaio è in fase iniziale ed è possibile ipotizzare lo spegnimento; 3. mantenere la calma nell’ambito del reparto affidato; 4. procedere alle operazioni di evacuazione della propria area di lavoro, controllando anche che siano chiuse le porte tagliafuoco dei compartimenti interessati dall’emergenza e prelevando il registro di reparto; 5. sorvegliare che ogni paziente sia evacuato con le modalità compatibili con il proprio stato, immediatamente evidente dal codice - colore risultante sia nella stanza del collaboratore professionale sanitario esperto o sostituto che presso ogni letto; 6. verificare che tutti i presenti nell’area siano evacuati, con particolare attenzione ai pazienti non in grado di muoversi autonomamente o coloro che possono trovarsi nei bagni o, accidentalmente, in altri ambienti di servizio; 7. chiedere l’aiuto del personale generico per il trasferimento dei degenti non autosufficienti, anche a mezzo sedie a rotelle/barelle/lenzuola/coperte; radunare tutte le persone loro affidate nel luogo sicuro previsto dalle procedure o concordato con il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, controllando per quanto possibile che le stesse non creino ostacoli alle operazioni di soccorso e intervento; 100 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 8. procedere all’appello delle persone affidate e ove, ad una prima verifica, risultassero mancanti delle persone, informare il Responsabile della Gestione dell’Emergenza; 9. impedire che le persone evacuate rientrino nella zona in emergenza sino al momento in cui la stessa venga dichiarata di nuovo agibile; 10. porsi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 101 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione ADDETTI ALLA MANUTENZIONE marzo 2011 Scheda n. 4-EME Gli addetti alla manutenzione, avvertiti tramite cercapersone o telefono, devono: 1. recarsi nell’area dove si è manifestata l’emergenza per verificare la natura e l’entità dell’evento; 2. in caso di emergenza dovuta a guasto tecnico o disservizio agli impianti, operare secondo le procedure prefigurate sulle apposite schede; 3. in caso di incendio o altra emergenza affiancare l’intervento della Squadra Antincendio Interna, isolando gli impianti (elettrico, di condizionamento ecc..) e intercettando tubazioni di gas combustibili; 4. controllare il corretto funzionamento degli impianti di emergenza; 5. attendere l’ordine del Responsabile della Gestione dell’Emergenza per chiudere l’erogazione dell’ossigeno e degli altri gas medicali; 6. esauriti i compiti specifici, porsi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza per coadiuvarlo nelle azioni che questi riterrà opportuno mettere in atto; 7. all’arrivo dei Vigile del Fuoco porsi a disposizione degli stessi, principalmente per indicare ubicazione di impianti di servizio e di emergenza; 8. ad emergenza cessata, collaborare al ripristino della funzionalità degli impianti. 102 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione ADDETTI ALLA SQUADRA ANTINCENDIO marzo 2011 Scheda n. 5-EME Gli addetti alla squadra antincendio, ricevono la segnalazione di allarme tramite megafono o telefono dal centralinista: 1. assumono informazioni circa il luogo di emergenza e si recano sul posto immediatamente; 2. intervengono operativamente con estintori e/o idrante nella zona interessata dal focolaio, accertandosi, prima di iniziare l’opera di spegnimento con acqua, del blocco della tensione elettrica in zona; 3. collaborano attivamente all’eventuale salvataggio di degenti o personale che gli addetti all’evacuazione abbiano segnalato come mancanti all’appello; 4. si adoperano per rendere gli accessi, le vie interne e le aree adiacenti l’edifico nella zona in allarme accessibili ai mezzi dei Vigili del Fuoco; 5. all’arrivo dei Vigili del Fuoco, trasferiscono loro le competenze inerenti lo spegnimento e si mettono a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 103 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione ADDETTI AL CENTRALINO marzo 2011 Scheda n. 6-EME Gli addetti del centralino o della portineria devono: 1. In caso di blocco o disservizio di impianti (elettrico, di condizionamento, gruppo elettrogeno, ascensori /montalettighe, ecc.) - tramite cercapersone, (chiamata singola specifica) o telefono, chiamare gli addetti alla manutenzione, i quali intervengono secondo le procedure già stabilite. 2. In caso di emergenza per incendio - Chiamare: A. i soccorsi esterni – Vigili del Fuoco tel. 115; B. il Responsabile della Gestione dell’Emergenza. - Avvisare: C. gli addetti alla manutenzione per le operazioni di prima verifica tramite telefono o cercapersone; D. la squadra di emergenza e avvisare la Portineria, per l’apertura dei cancelli per l’accesso dei Vigili del Fuoco; E. diffondere messaggi urgenti su ordine del Responsabile della Gestione dell’Emergenza. 3. Segnalare e predisporre, per quanto possibile, un percorso sgombro, per l’arrivo delle Forze di intervento esterne; fare inoltre interdire l’accesso a chiunque altro non coinvolto nell’emergenza 4. In caso di evacuazione generale o parziale: - su ordine del Responsabile della Gestione dell’Emergenza dare il via alle procedure codificate nell’apposita scheda. 5. In caso di altre emergenze: seguire le istruzioni contenute nel piano e nelle Appendici dei vari paragrafi del Capitolo 104 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 105 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 11. PREDISPOSIZIONE DEI VERBALI DI INTERVENTO 10.1 Modulistica predisposta per la stesura di un rapporto di intervento per le seguenti emergenze - incendio / scoppio; - fuga di gas; - attentato o minaccia di bomba; - mancanza di energia elettrica; - blocco ascensori / montalettighe; - calamità naturali. 105 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia PRESIDIO procedure di emergenza ed evacuazione OSPEDALIERO “SANTA MARIA marzo 2011 DELLA SPERANZA” BATTIPAGLIA Rapporto di intervento Modulo da utilizzarsi per le emergenze di cui ai Capitoli VII e VIII: Data___/___/______ Ora________ Tipo di sinistro Compilatore (Direttore Sanitario del Presidio o suo sostituto) 1) Descrizione dell’incidente: 2) Corpo di fabbrica, piano, Unità Operativa: 3) Destinazione dei locali coinvolti dall’evento: 4) Personale intervenuto: Responsabile della Gestione dell’Emergenza: Squadra antincendio: Addetti alla manutenzione: Addetti all’evacuazione: Responsabile delle comunicazioni di emergenza: Altri: 5) Mezzi di estinzione impiegati: Idranti n.: Estintori: ( Polvere ) ( CO2) n. n. Impianti speciali: 6) Altri mezzi di intervento usati: 7) Evacuazione parziale - zone interessate: 106 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 8) Forze esterne intervenute sul luogo del sinistro: Vigili del Fuoco Polizia: Carabinieri: 9) Dati forniti alle Forze intervenute: 10) Feriti gravi Cognome: Nome: Diagnosi e prognosi: 11) Feriti lievi Cognome: Nome: Diagnosi e prognosi: 12) Strutture danneggiate 13) Impianti tecnologici danneggiati: 14) Presunte cause dell’incidente: 15) Considerazioni in merito all’attuazione del “Piano di Emergenza”: 16) Considerazioni in merito allo stato di efficienza di impianti e dispositivi di sicurezza Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza (firma) 107 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 12. NUMERI TELEFONICI ED INDIRIZZI 12.1 Scopo Il presente capitolo si propone di raggruppare tutti i numeri telefonici e gli indirizzi utili in caso di emergenza. 11.2 Elenco di servizi esterni da allertare in caso di emergenza (da parte degli addetti alle comunicazioni di emergenza) SERVIZI DI EMERGENZA NUMERI DI TELEFONO Vigili del Fuoco, Emergenza: 115; Carabinieri: 112; Pubblica Sicurezza: 113; Emergenza Sanitaria: 118; Pronto intervento Azienda Gas: 800 198 198 Pronto intervento Azienda Elettrica: 800-900-800 Pronto intervento Azienda Telefonica: 191 Protezione Civile c/o Prefettura: 089 613408 11.3 Elenco del personale facente capo all’organico dell’ospedale da allertare in caso di emergenza SQUADRA DI EMERGENZA Elenco del personale ospedaliero da allertare Periodo: dalle ore _____ del _______ alle ore ______ del ________ RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA 1 anestesista-rianimatore in turno (si propone di dedicare un telefono cellulare aziendale che l’interessato avrà cura di avere sempre con sé) Dott. _____________________ Tel. Interno n° __________________ Cellulare aziendale n. ___________________ 108 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 2 Direttore sanitario di presidio Dott. ___________________________ Tel. Interno n°. ____________________ Cellulare aziendale n. _______________________ 3 Dirigente della direzione sanitaria di presidio Dott. ________________________ Tel. Interno n° __________________________ Cellulare aziendale n. _______________________ SERVIZIO TECNICO 1 Responsabile ________________________ Tel. Interno n° __________________________ Cellulare aziendale n. _______________________ 2 Operatori Tel. Mobile n° ____________________________ Tel. Interno n° ____________________________ Cellulare aziendale n. _______________________ Tel. Mobile n° ____________________________ Tel. Interno n° ____________________________ Cellulare aziendale n. _______________________ Tel. Mobile n° ____________________________ Tel. Interno n° ____________________________ Cellulare aziendale n. _______________________ SQUADRA DI EMERGENZA Elenco del personale ospedaliero da allertare 109 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure emergenza ed evacuazione marzo 2011 Addetti alla squadra antincendio Unità Operativa: __________________ Tel. ____________________ Unità Operativa: __________________ Tel. ____________________ Unità Operativa: __________________ Tel. ____________________ Unità Operativa: __________________ Tel. ____________________ Unità Operativa: __________________ Tel. ____________________ Unità Operativa: __________________ Tel. ____________________ 110 A cura SPP ex Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 13. FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO 13.1 Scopo Scopo di questo capitolo è stabilire e descrivere quale tipo di informazione teorica e quale addestramento pratico occorra fornire al personale ospedaliero per dargli la possibilità di fronteggiare, nelle migliori condizioni possibili, qualsiasi emergenza. 13.2 Responsabilità E’ compito del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, con il supporto di Dirigenti e Preposti, accertarsi che si proceda all’istruzione del personale sanitario e amministrativo impegnato nell’emergenza e che il grado di istruzione raggiunto venga mantenuto nel tempo. E’ compito del Responsabile del Servizio Tecnico accertarsi che si proceda all’istruzione del personale tecnico e generico addetto agli impianti. 13.3 Formazione /addestramento Ogni informazione relativa al programma di informazione ed addestramento, alla durata e periodicità dello stesso è stata raggruppata nell’Appendice 2 della presente Sezione. Per ogni categoria è stato predisposto un apposito programma di formazione e addestramento. 111 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 APPENDICE 2 INDICE 1. Programma di istruzione addetti alla squadra antincendio; 2. Programma di istruzione responsabili della gestione dell’emergenza 3. Programma di istruzione addetti alla manutenzione 4. Programma di istruzione addetti all’evacuazione 5. Programma di istruzione personale non investito di compiti specifici 6. Programma di istruzione addetti alle comunicazioni di emergenza 1. Programma di istruzione per il personale Addetto alla Squadra antincendio Il personale Addetto alla squadra antincendio riceve un’istruzione in merito ai seguenti argomenti: 1) L'incendio e la prevenzione incendi (4 ore) - Princìpi sulla combustione; - le principali cause di incendio in relazione allo specifico ambiente di lavoro; - le sostanze estinguenti; - i rischi alle persone ed all'ambiente; - specifiche misure di prevenzione incendi; - accorgimenti comportamentali per prevenire gli incendi; - l'importanza del controllo degli ambienti di lavoro; - l'importanza delle verifiche e delle manutenzioni sui presidi antincendio. 2) La protezione antincendio (4 ore) - Misure di protezione passiva; - vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti; - attrezzature ed impianti di estinzione; - sistemi di allarme; - segnaletica di sicurezza; - impianti elettrici di sicurezza; - illuminazione di sicurezza. 112 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 3) Procedure da adottare in caso di incendio (4 ore) - Procedure da adottare quando si scopre un incendio; - procedure da adottare in caso di allarme; - modalità di evacuazione; - modalità di chiamata dei servizi di soccorso; - collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento; - esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali-operative. 4) Esercitazioni pratiche (4 ore) - Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento; - presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore, tute, etc.); - esercitazioni sull'uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale. Devono esser messe a disposizione degli addetti alla squadra di emergenza le piante del complesso ospedaliero con l’elenco delle ubicazioni delle Unità Operative. 2. Programma di istruzione per il Responsabile della Gestione dell’Emergenza Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e il suo sostituto organizzeranno la propria autoformazione in merito ai seguenti argomenti: Piano per situazioni di emergenza: - tipologia delle varie emergenze; - identificazione del grado di emergenza; - ruoli dei dipendenti con funzioni attive nell’emergenza; - compiti specifici della Gestione dell’Emergenza; - rapporti con le forze di intervento esterne; - prefigurazione di sequenze di incidente e della successione di contromisure da adottare; - rapporto di incidente. Tecniche antincendio - ipotesi di incidente e pianificazione Informazioni sulla costituzione del complesso ospedaliero: 113 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 - conoscenza del complesso ospedaliero; - conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza; - punti di concentramento, ruoli specifici, sequenze operative; - procedure specifiche di intervento. 1. Programma di istruzione per gli addetti alla manutenzione (E’ preferibile che tutto il personale del Servizio Tecnico sia formato quale addetto alla squadre di emergenza) In ogni caso, per il personale del Servizio Tecnico che non dovesse essere inserito nei gruppi di discenti dei corsi di tipo ‘C’, é necessario che sia garantita riceve istruzione in merito ai seguenti argomenti: Informazioni relative all’edificio, agli impianti (in funzione delle specifiche competenze) ed alla pianificazione di emergenza: - conoscenza del complesso ospedaliero; - conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza; - conoscenza del piano; - identificazione del grado di emergenza; - procedure specifiche di intervento; - su impianto elettrico; - su impianto di condizionamento; - su impianti di processo di servizio; - su impianti particolari; - simulazioni di incendi e verifica delle sequenze di contromisure da mettere in atto. Informazioni generali antincendio: - notizie base su incendio, fughe di gas, ecc.; - tecniche di spegnimento - agenti estinguenti con particolare riferimento alla relazione tra spegnimento ed intervento di blocco sugli impianti. Addestramento pratico - uso degli estintori, idranti - spegnimento di focolai campione 4. Programma di istruzione per gli Addetti all’Evacuazione 114 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Gli addetti all’evacuazione ricevono una istruzione in merito ai seguenti argomenti. Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento all’evacuazione: - pianificazione delle varie emergenze; - personale con compiti attivi nell’emergenza; - evacuazione: - - responsabilità/priorità; - compiti e procedure di allarme; - vie di esodo. - istruzioni al personale generico in merito alla collaborazione nell’evacuazione - verifiche - punti di concentramento (luoghi sicuri interni/esterni) conoscenza dell’ospedale Informazioni generali antincendio - notizie base su incendio; - tecniche di spegnimento - agenti estinguenti. 5. Programma di istruzione per il Personale non incaricato di compiti specifici Il personale generico (intendendosi per tale tutto quello che non ha un ruolo specifico nella gestione dell’emergenza) riceve una istruzione in merito ai seguenti argomenti. Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle segnalazioni di allarme: - pianificazione delle varie emergenze; - personale con compiti attivi nell’emergenza; - segnalazioni di allarme; - responsabilità; - compiti e procedure di allarme; - schede di riferimento; - mezzi tecnici di segnalazione; - conoscenza dell’ospedale; - comunicazioni relative al comportamento da tenere nelle varie emergenze. 115 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 6. Programma di istruzione per il personale addetto al centralino (responsabile delle comunicazioni di emergenza). Il personale addetto alle segnalazioni di allarme riceve un’informazione in merito ai seguenti argomenti. Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle segnalazioni di allarme: - suddivisione delle varie emergenze; - personale con compiti attivi nell’emergenza; - segnalazioni di allarme; - responsabilità; - compiti e procedure di allarme; - schede di riferimento; - mezzi tecnici di segnalazione; - conoscenza dell’Ospedale; - simulazione delle varie emergenze e prove pratiche. 116 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 13. FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO 13.1 Scopo Scopo di questo capitolo è stabilire e descrivere quale tipo di informazione teorica e quale addestramento pratico occorra fornire al personale ospedaliero per dargli la possibilità di fronteggiare, nelle migliori condizioni possibili, qualsiasi emergenza. 13.2 Responsabilità E’ compito del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, con il supporto di Dirigenti e Preposti, accertarsi che si proceda all’istruzione del personale sanitario e amministrativo impegnato nell’emergenza e che il grado di istruzione raggiunto venga mantenuto nel tempo. E’ compito del Responsabile del Servizio Tecnico accertarsi che si proceda all’istruzione del personale tecnico e generico addetto agli impianti. 13.3 Formazione /addestramento Ogni informazione relativa al programma di informazione ed addestramento, alla durata e periodicità dello stesso è stata raggruppata nell’Appendice 2 della presente Sezione. Per ogni categoria è stato predisposto un apposito programma di formazione e addestramento. 111 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 APPENDICE 2 INDICE 1. Programma di istruzione addetti alla squadra antincendio; 2. Programma di istruzione responsabili della gestione dell’emergenza 3. Programma di istruzione addetti alla manutenzione 4. Programma di istruzione addetti all’evacuazione 5. Programma di istruzione personale non investito di compiti specifici 6. Programma di istruzione addetti alle comunicazioni di emergenza 1. Programma di istruzione per il personale Addetto alla Squadra antincendio Il personale Addetto alla squadra antincendio riceve un’istruzione in merito ai seguenti argomenti: 1) L'incendio e la prevenzione incendi (4 ore) - Princìpi sulla combustione; - le principali cause di incendio in relazione allo specifico ambiente di lavoro; - le sostanze estinguenti; - i rischi alle persone ed all'ambiente; - specifiche misure di prevenzione incendi; - accorgimenti comportamentali per prevenire gli incendi; - l'importanza del controllo degli ambienti di lavoro; - l'importanza delle verifiche e delle manutenzioni sui presidi antincendio. 2) La protezione antincendio (4 ore) - Misure di protezione passiva; - vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti; - attrezzature ed impianti di estinzione; - sistemi di allarme; - segnaletica di sicurezza; - impianti elettrici di sicurezza; - illuminazione di sicurezza. 112 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 3) Procedure da adottare in caso di incendio (4 ore) - Procedure da adottare quando si scopre un incendio; - procedure da adottare in caso di allarme; - modalità di evacuazione; - modalità di chiamata dei servizi di soccorso; - collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento; - esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali-operative. 4) Esercitazioni pratiche (4 ore) - Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento; - presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore, tute, etc.); - esercitazioni sull'uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale. Devono esser messe a disposizione degli addetti alla squadra di emergenza le piante del complesso ospedaliero con l’elenco delle ubicazioni delle Unità Operative. 2. Programma di istruzione per il Responsabile della Gestione dell’Emergenza Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e il suo sostituto organizzeranno la propria autoformazione in merito ai seguenti argomenti: Piano per situazioni di emergenza: - tipologia delle varie emergenze; - identificazione del grado di emergenza; - ruoli dei dipendenti con funzioni attive nell’emergenza; - compiti specifici della Gestione dell’Emergenza; - rapporti con le forze di intervento esterne; - prefigurazione di sequenze di incidente e della successione di contromisure da adottare; - rapporto di incidente. Tecniche antincendio - ipotesi di incidente e pianificazione Informazioni sulla costituzione del complesso ospedaliero: 113 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 - conoscenza del complesso ospedaliero; - conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza; - punti di concentramento, ruoli specifici, sequenze operative; - procedure specifiche di intervento. 1. Programma di istruzione per gli addetti alla manutenzione (E’ preferibile che tutto il personale del Servizio Tecnico sia formato quale addetto alla squadre di emergenza) In ogni caso, per il personale del Servizio Tecnico che non dovesse essere inserito nei gruppi di discenti dei corsi di tipo ‘C’, é necessario che sia garantita riceve istruzione in merito ai seguenti argomenti: Informazioni relative all’edificio, agli impianti (in funzione delle specifiche competenze) ed alla pianificazione di emergenza: - conoscenza del complesso ospedaliero; - conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza; - conoscenza del piano; - identificazione del grado di emergenza; - procedure specifiche di intervento; - su impianto elettrico; - su impianto di condizionamento; - su impianti di processo di servizio; - su impianti particolari; - simulazioni di incendi e verifica delle sequenze di contromisure da mettere in atto. Informazioni generali antincendio: - notizie base su incendio, fughe di gas, ecc.; - tecniche di spegnimento - agenti estinguenti con particolare riferimento alla relazione tra spegnimento ed intervento di blocco sugli impianti. Addestramento pratico - uso degli estintori, idranti - spegnimento di focolai campione 4. Programma di istruzione per gli Addetti all’Evacuazione 114 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 Gli addetti all’evacuazione ricevono una istruzione in merito ai seguenti argomenti. Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento all’evacuazione: - pianificazione delle varie emergenze; - personale con compiti attivi nell’emergenza; - evacuazione: - - responsabilità/priorità; - compiti e procedure di allarme; - vie di esodo. - istruzioni al personale generico in merito alla collaborazione nell’evacuazione - verifiche - punti di concentramento (luoghi sicuri interni/esterni) conoscenza dell’ospedale Informazioni generali antincendio - notizie base su incendio; - tecniche di spegnimento - agenti estinguenti. 5. Programma di istruzione per il Personale non incaricato di compiti specifici Il personale generico (intendendosi per tale tutto quello che non ha un ruolo specifico nella gestione dell’emergenza) riceve una istruzione in merito ai seguenti argomenti. Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle segnalazioni di allarme: - pianificazione delle varie emergenze; - personale con compiti attivi nell’emergenza; - segnalazioni di allarme; - responsabilità; - compiti e procedure di allarme; - schede di riferimento; - mezzi tecnici di segnalazione; - conoscenza dell’ospedale; - comunicazioni relative al comportamento da tenere nelle varie emergenze. 115 A cura SPP ex ASL Sa2 P.O. Battipaglia procedure di emergenza ed evacuazione marzo 2011 6. Programma di istruzione per il personale addetto al centralino (responsabile delle comunicazioni di emergenza). Il personale addetto alle segnalazioni di allarme riceve un’informazione in merito ai seguenti argomenti. Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle segnalazioni di allarme: - suddivisione delle varie emergenze; - personale con compiti attivi nell’emergenza; - segnalazioni di allarme; - responsabilità; - compiti e procedure di allarme; - schede di riferimento; - mezzi tecnici di segnalazione; - conoscenza dell’Ospedale; - simulazione delle varie emergenze e prove pratiche. 116 A cura SPP ex ASL Sa2 ASL SA ex Sa2 Servizio di Prevenzione e Protezione MANUALE DEI CONTROLLI PERIODICI RIGUARDANTI LA GESTIONE DELLA SICUREZZA DEGLI EDIFICI DELLA ASL Allegato 1 PIANO DI EMERGENZA 1 CONTROLLI ANNUALI SICUREZZA AMBIENTE CONTROLLO COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare che i dispositivi antisdrucciolo siano presenti e in buono stato di conservazione B1 Stato dei dispositivi antisdrucciolo sulle scale B2 Stato dei pavimenti, dei parapetti e dei corrimano e di Pavimenti: verificare che non ci siano danneggiamenti che possano provocare inciampo, scivolamenti, cadute finestre ed infissi Parapetti: verificare l’integrità Corrimano: verificare l’integrità Finestre - infissi: verificare che i vetri siano integri, che gli infissi siano stabili, che le finestre siano apribili (se previsto) B3 Funzionamento dei dispositivi di sicurezza (costa sensibile, cellule fotoelettriche) delle porte ad azionamento meccanico (porte automatiche, cancelli motorizzati) e della luce gialla intermittente sui cancelli motorizzati Integrità di porte e cancelli motorizzati Verificare che: a) mentre la porta/il cancello si muove, passare davanti alla fotocellula, il movimento della porta/del cancello si deve interrompere b) mentre la porta/il cancello si muove, toccare la costa sensibile, il movimento della porta/del cancello si deve interrompere c) la luce intermittente sia efficiente mentre la porta/il cancello si muovono d) la porta/il cancello non presentino segni di danneggiamenti, ruggine e) la rotaia di scorrimento sia integra e priva di ostacoli allo scorrimento B4 Accessibilità costante di tutti i locali - contrassegno chiaro e Verificare che i locali dell’edificio siano accessibili, accertarsi che siano presenti le chiavi permanente di ogni chiave e facile reperibilità delle stesse (anche quelle della centrale termica, del box della leva di intercettazione del gas e del locale macchina dell’ascensore) 2 IGIENE DEL LAVORO CONTROLLO COME ESEGUIRE IL CONTROLLO C1 Contenuto delle cassette di pronto soccorso e della scadenza Verificare la completezza del contenuto della cassetta del pronto soccorso secondo la normativa vigente. Accertarsi che i prodotti non dei presidi in essa contenuti siano scaduti C2 Efficienza della ventilazione forzata dei bagni e toilette Verificare che la ventilazione forzata dei bagni che ne sono provvisti sia funzionante. L’aspirazione deve essere permanentemente attiva o in alternativa si deve attivare quando il bagno è utilizzato Verificare a vista che l’aspirazione non sia ostruita da polvere o altra sporcizia D1 Presenza, stato e visibilità della segnaletica di individuazione: Verificare la presenza e l’integrità e la visibilità della segnaletica dove prevista: - Dei percorsi di fuga - percorsi di fuga: - Delle uscite di emergenza - Dell’interruttore elettrico generale d’emergenza - Dei dispositivi di azionamento della ventilazione delle scale - Di ostacoli o di sporgenze pericolose sui pavimenti e nei passaggi - uscite di emergenza SEGNALETICA - interruttore elettrico generale d’emergenza (se presente) - dispositivi di azionamento della ventilazione delle scale (se presente) - ostacoli o di sporgenze pericolose sui pavimenti e nei passaggi D2 Presenza e stato della segnaletica di pericolo di Verificare la presenza e l’integrità della segnaletica sui quadri elettrici o sui locali tecnici dove sono presenti quadri elettrici elettrocuzione, di divieto di spegnere incendi con acqua e di divieto di accesso sui quadri elettrici D3 Presenza e stato della segnaletica di divieto di utilizzo in caso Verificare la presenza e l’integrità della segnaletica ad ogni piano dell’edificio, in prossimità delle porte dell’ascensore d’incendio presso la porta dell’ascensore (ad ogni piano) D4 Corretta posizione delle etichette sugli interruttori (all’interno Nei quadri elettrici verificare la presenza delle etichette indicanti la funzione dei vari interruttori dei quadri elettrici) 3 CONTROLLI MENSILI CONTROLLO E1 Agibilità delle vie di fuga COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare che le vie di fuga siano percorribili senza impedimento Lungo le vie di fuga non deve essere depositato: a) materiale infiammabile/combustibile, apparecchi a fiamma libera b) arredi o altri oggetti che limitino la larghezza della via di fuga c) oggetti che possano rappresentare pericolo d’inciampo E2 Assenza di depositi di materiale infiammabile nei sottoscala e Nei sottoscala non deve essere depositato materiale infiammabile/combustibile, apparecchi a fiamma libera presso i quadri elettrici E3 Apertura delle porte di emergenza durante l’orario di lavoro Le porte di emergenza non devono essere chiuse a chiave durante la presenza di persone nell’edificio (non chiuse a chiave) Funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte di Ispezionare a vista e azionare il dispositivo di apertura per verificare che tutti i componenti siano in condizioni operative soddisfacenti emergenza ANTINCENDIO (UNI EN 179 – UNI EN 1125) Esempio di sistema di apertura per porta di emergenza (EN 179): Esempio di sistema di apertura per porta di emergenza (EN 1125): Verificare che le controbocchette (piastra nella quale si innesta l’elemento di chiusura) non sia ostruita Esempio controbocchetta: 4 CONTROLLO E4 Chiusura delle porte tagliafuoco COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare che non siano tenute aperte con cunei o altri sistemi non ammessi Sorveglianza delle porte tagliafuoco e dei meccanismi di Verificare che le porte: autochiusura (molle o altro) a) abbiano il sistema di apertura della porta funzionante (DM 21/6/04) Esempio di sistema di apertura per porta tagliafuoco: ANTINCENDIO b) E5 Facile accessibilità: non siano danneggiate e che le guarnizioni siano integre c) chiudano regolarmente (la porta non deve essere piegata, non devono essere presenti fori o fessure) d) ruotino liberamente, e che in presenza del dispostivi di autorichiusura questo operi effettivamente (la porta deve ruotare senza strisciare a terra e senza altri impedimenti, la molla di autorichiusura deve portare la porta in posizione di chiusura completa quando la porta viene rilasciata) e) se munite di dispositivo di chiusura automatico (elettromagnete), abbiano dispositivi efficienti (azionare il comando dell’elettromagnete e verificare che la porta chiuda) In prossimità dei dispositivi e delle aree indicate non devono essere presenti ostacoli - Della centralina dell’impianto di rilevazione incendi, - Dei quadri elettrici, - Dei punti di prelievo dell’acqua di spegnimento (idranti esterni, riserve), - Delle aree a disposizione dei mezzi di soccorso, - Del luogo sicuro (punto di raccolta per i casi di emergenza) E6 Stabilità e distanze di sicurezza da materiale combustibile di Verificare che non sia depositato materiale combustibile o infiammabile in prossimità di stufe elettriche, fornelli o altri apparecchi eventuali stufette elettriche, fornelletti e fonti radianti riscaldanti 5 CONTROLLO COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare che: a) gli estintori siano presenti e segnalati con apposito cartello Esempio di segnaletica per estintori: b) c) d) gli estintori siano chiaramente visibili, immediatamente utilizzabili e l'accesso agli stessi sia libero da ostacoli gli estintori non siano stati manomessi, in particolare non risulti manomesso o mancante il dispositivo di sicurezza per evitare azionamenti accidentali i contrassegni distintivi (etichetta indicante il tipo di estintore, la capacità e le modalità di utilizzo) siano esposti a vista e siano ben leggibili ANTINCENDIO Esempio di contrassegno distintivo per estintori: E7 Sorveglianza degli estintori (UNI 9994) e) l'indicatore di pressione, se presente, indichi un valore di pressione compreso all'interno del campo verde Esempio di indicatore di pressione per estintori: f) g) h) gli estintori non presentino anomalie quali ugelli ostruiti, perdite, tracce di corrosione, sconnessioni o incrinature dei tubi flessibili, ecc. gli estintori siano esenti da danni alle strutture di supporto e alla maniglia di trasporto in particolare, se carrellato, abbia ruote funzionanti il cartellino di manutenzione sia presente sull'apparecchio e sia correttamente compilato 6 CONTROLLO E8 Sorveglianza impianto di impianto di rivelazione incendi (UNI 9795 – UNI 11224) COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare che i rivelatori d’incendio: a) siano presenti (dove previsti) ANTINCENDIO Esempi di rivelatori di fumo: b) c) Stato di conservazione dei pulsanti d’allarme antincendio risultino ben fissati siano apparentemente funzionanti (ad es. il led è attivio) Verificare che i pulsanti: a) siano installati a parete, facilmente individuabili Esempio di pulsanti d’allarme: b) c) d) siano sigillati siano integri siano segnalati con appositi cartelli Esempio di segnaletica per pulsanti d’allarme: 7 CONTROLLO COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare che ogni naspo o idrante: a) sia collocato nel posto previsto Esempio di naspo: ANTINCENDIO b) c) Esempio di idrante: sia accessibile senza ostacoli, sia visibile chiaramente siano presenti manichetta, naspo, lancia Esempio di manichetta: (tubazione flessibile) E9 Esempio di naspo: (tubazione semirigida) Esempio di lancia: Sorveglianza di naspi e idranti (UNI 10779 – UNI EN 671-3) d) e) f) non presenti segni di deterioramento, corrosione o perdite abbia il cartellino compilato con indicazione dell’avvenuta manutenzione sia segnalato con appositi cartelli Esempio di segnaletica per naspi: 8 Esempio di segnaletica per idranti: CONTROLLO E10 Sorveglianza impianto di spegnimento automatico sprinkler (UNI 12259 – UNI 12845 – UNI 9489) COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare che: a) gli erogatori siano presenti ANTINCENDIO Esempio di erogatori di impianti sprinkler: b) c) E11 Sorveglianza impianto di spegnimento automatico a gas (UNI ISO 14520) l’erogatore sia integro e apparentemente funzionante l’area è priva di ostacoli che possono bloccare l’acqua (controsoffitti, mobili, pannelli, ecc.) Verificare che: a) non siano state apportate modifiche al volume del locale (nuove pareti, pareti abbattute, ecc.) o aperture nelle strutture delimitanti b) i serramenti siano funzionanti c) i misuratori di pressioni indichino i valori corretti (secondo indicazione del costruttore – consultare la ditta di manutenzione) CONTROLLO IMPIANTO ELETTRICO F1 F2 Efficienza e stato di conservazione delle luci di emergenza COME ESEGUIRE IL CONTROLLO Verificare: a) la presenza e l’integrità della lampada di emergenza b) l’assenza di oggetti o altro che possa in qualche modo compromettere l’efficacia dei dispositivi di illuminazione di sicurezza (per esempio arredi che impediscono la corretta illuminazione di attrezzature antincendio) c) l’attivazione della lampada di emergenza in caso di mancanza della tensione di rete Assenza di stoccaggio di prodotti infiammabili e combustibili Verificare che nel locale dove è presente il quadro elettrico principale non sia presente materiale combustibile o infiammabile nel locale quadro elettrico principale 9 ASL SALERNO ex SA2 SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE TECNICHE DI ASSISTENZA DURANTE L’EVACUAZIONE AI DIVERSAMENTE ABILI Allegato 2 PIANO DI EMERGENZA 7.1.1 Procedure di evacuazione di emergenza per dipendenti e utenti disabili . 7.1.1.1 Identificazione delle esigenze speciali. Le persone che hanno bisogno di una speciale assistenza per l'evacuazione possono essere dipendenti o utenti; passo essenziale per una ordinata evacuazione senza incidenti che causino morti o feriti è l'identificazione di queste persone alcune delle quali possono, in perfetta buona fede, neppure essere a conoscenza del fatto che hanno bisogno di aiuto in quanto affezioni cardiache, enfisema, asma o gravidanza possono ridurre l'energia di una persona fino al punto di aver bisogno di assistenza anche solo per scendere 3 o 4 piani di scale. In linea di massima possono essere classificate come disabili e quindi bisognose di particolare attenzione le seguenti categorie di persone: - persone con gravi difficoltà di movimento, che vanno dalla lentezza nel muoversi fino all'uso di carrozzelle; - persone che hanno limitazioni nella vista e possono richiedere un'assistenza speciale per individuare le vie di fuga o per scendere sollecitamente le scale; - persone con difficoltà nell'udito, che hanno bisogno di una notificazione personale dello stato di emergenza; - persone con disabilità temporanee dovute a convalescenza, come ad esempio dopo un attacco cardiaco o un trauma che ha causato una gamba rotta o una slogatura o un intervento chirurgico sul ginocchio o sull'anca; - individui con particolari condizioni patologiche, come le affezioni respiratorie o la gravidanza, che li portano ad affaticarsi facilmente e che possono avere bisogno di maggior tempo o di specifica assistenza in fase di evacuazione; - individui con disabilità mentali, che possono confondersi quando si trovano a fronteggiare una situazione abnorme, come avviene durante un'emergenza (ad esempio perdendo il senso della direzione) o abbisognano di istruzioni, anche visive, allestite in modo particolare; - altre persone possono essere ritenute vulnerabili, come i visitatori o gli assistiti con bambini piccoli, che possono aver bisogno di un tempo più elevato del normale per scendere le scale, o gli impiegati che lavorano fuori del normale orario di lavoro. • I dipendenti con disabilità permanenti saranno identificati dall'Ufficio del Medico Competente • I dipendenti con disabilità temporanee saranno indicati dal Datore di Lavoro Delegato o dal Dirigente Responsabile. • Il Datore di Lavoro Delegato o il Dirigente Responsabile indicheranno gli ambulatori o i Servizi della struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentati da pazienti che potrebbero avere bisogno di assistenza in caso di evacuazione. L'elenco dei dipendenti che hanno bisogno di una speciale assistenza in caso di evacuazione di emergenza deve essere periodicamente aggiornato e allegato al manuale delle procedure di emergenza del Coordinatore dell'emergenza e del RSE. L'elenco delle aree della Struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentate da pazienti che hanno bisogno di una speciale assistenza in caso di evacuazione di emergenza deve essere periodicamente aggiornato e allegato alla copia delle procedure di emergenza a disposizione dei dipendenti e dei frequentatori della struttura. 8.1.1.2 Identificazione delle aree di lavoro che hanno bisogno di particolari allestimenti per la segnalazione, la notifica e l'evacuazione Il Datore di Lavoro Delegato o il Dirigente Responsabile indicheranno, in occasione degli aggiornamenti periodici della formazione per la gestione delle emergenze, al RSE e ai componenti della stessa le aree di lavoro sui cui insistono gli ambulatori o i Servizi della struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentati da pazienti che potrebbero avere bisogno di assistenza in caso di evacuazione. 8.1.1.3 Identificazione, istruzione e compiti del compare Si chiama sistema del "compare" la scelta di attribuire particolari responsabilità ad una persona specifica, che è vicina o comunque in grado di assistere sollecitamente e con efficacia un particolare individuo disabile. La scelta del compare si rende necessaria quando nella struttura è presente un dipendente disabile. Nella scelta del compare bisogna tenere presente i seguenti punti: - quando si verifica l'emergenza la persona disabile e il compare devono essere in grado di entrare in immediato contatto - il compare deve essere gradito alla persona che deve assistere - il compare deve essere sufficientemente robusto per offrire assistenza - il compare non deve dimenticare o abbandonare a se stesso il disabile in caso di emergenza - se il compare individuato per ragioni di lavoro si sposta frequentemente dall'area su cui insiste il disabile è bene scegliere e addestrare più di un compare - se il dipendente disabile effettua lavoro straordinario mentre il suo compare non è in servizio bisogna avvertire i preposti di questa situazione e indicare l'ubicazione della persona disabile - il compare deve essere addestrato accuratamente ai compiti che deve svolgere in funzione di quel particolare disabile in caso di emergenza - in caso di emergenza se il compare non riesce ad individuare la persona affidatagli deve avvertire subito il preposto di piano 8.1.1.4 Movimentazione di persone disabili verso aree sicure Disabilità auditiva. Utenti. Se nella Struttura non sono presenti dispositivi che mettono in allarme le persone con deficit auditivi attraverso l'uso di luci, vibrazioni, movimento dell'aria un dipendente degli ambulatori o i Servizi della Struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentato da audiolesi li allerterà e li guiderà. Se per qualche motivo i dipendenti degli ambulatori sono impossibilitati al aiutarlo questi sarà soccorso da un componente della SE Se il disabile si trova in un area di lavoro diverso da quelle segnalate sarà indirizzato o aiutato o da un componente della SE e in mancanza di questi da un dipendente. Dipendenti. Il dipendente portatore di handicap sarà assistito dal collega appositamente istruito (compare). Disabilità visiva. Se nella Struttura non sono presenti dispositivi che mettono in allarme i gli utenti e i dipendenti con problemi visivi e li guidino lungo le vie di esodo attraverso l'uso di segnalazioni acustiche, vibrazioni, movimento dell'aria un dipendente degli ambulatori o Servizi della Struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentati da persone con problemi visivi li allerterà e li guiderà. Se per qualche motivo i dipendenti degli ambulatori sono impossibilitati al aiutarlo questi sarà soccorso da un componente della SE. Se il disabile si trova in un area di lavoro diverso da quelle segnalate sarà indirizzato o aiutato o da un componente della SE e in mancanza di questi da un dipendente. Dipendenti. Il dipendente portatore di handicap sarà assistito dal collega appositamente istruito (compare). Disabilità motoria. Il problema maggiore che si incontra nell'evacuazione delle persone con difficoltà di movimento, dalla lentezza a muoversi fino all'uso di carrozzelle, è la discesa delle scale. Se nella struttura non sono presenti ascensori abilitati a funzionare in caso di evacuazione di emergenza non utilizzate l'ascensore ne per il trasporto del disabile con deficit motori ne per il trasporto della eventuale carrozzella. Bisogna tenere ben presente che le carrozzelle non solo rappresentano la mobilità, ma sono frequentemente dotate di attrezzature particolari, che permettono di renderle più confortevoli per lo specifico utilizzatore. Pertanto sia che l'evacuazione avvenga con la carrozzella o senza, la stessa dovrà comunque servire successivamente, per ragioni fisiche e psicologiche di supporto al disabile motorio e dovrà essere quindi trasportata all'esterno. Utenti - Al momento della notificazione dell'evacuazione il RSE e/o un componente della SE si recherà nelle zone ove insistono gli ambulatori e/o i Servizi della Struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentati da persone con disabilità motorie e in collaborazione con i dipendenti degli ambulatori e/o servizi inizierà le operazioni di evacuazione degli stessi. - Se nella struttura sono installati sulle scale dispositivi di ausilio e protezione che permettono di trasportare la carrozzella e/o il disabile essi verranno utilizzati nella maniera indicata dal costruttore per condurre il disabile in un luogo sicuro. - Se il dispositivo di ausilio permette di spostare solamente il disabile è sempre necessario trasferire anche la carrozzella utilizzando la tecnica illustrata nella relazione "Tecniche di assistenza" allegata al DVR. - Se nella struttura non sono installati sulle scale dispositivi di ausilio e protezione che permettono di trasportare la carrozzella e/o il disabile essi verranno evacuati utilizzando le tecniche illustrate nella relazione "Tecniche di assistenza" allegata al DVR. Dipendenti. Il dipendente con disabilità motorie sarà assistito dal collega appositamente istruito (compare). 8.1.1.5 TECNICHE DI ASSISTENZA 8.1.1.5.1 Disabilità della vista. Quando assistete una persona con disabilità della vista, vi sono alcune regole base da seguire per essere più efficaci ed efficienti. - Annunciate la vostra presenza e parlate con voce ben distinta e comprensibile, quando entrate nell'ambiente di lavoro del disabile; - parlate naturalmente e direttamente alle persone e non attraverso una terza persona; non urlate; - non abbiate timore di usare parole come vedere, guardare o cieco; - offrite assistenza, ma fate sì che la persona vi spieghi di cosa essa ha bisogno; - descrivete in anticipo le azioni che state per intraprendere; - lasciate che la persona in questione afferri leggermente il vostro braccio e la vostra spalla per farsi guidare (essa può scegliere di camminare leggermente dietro di voi, per valutare le reazioni del vostro corpo agli ostacoli); - ricordatevi di annunciare ad alta voce la presenza di scale passaggi ristretti di rampe, ecc..; - se state guidando contemporaneamente parecchie persone con disabilità visive, chiedete ad ognuno di tenere la mano dell'altro; - accertatevi che, dopo aver abbandonato l'edificio, i disabili visivi non vengano abbandonati a loro stessi, ma siano tutti condotti in un posto sicuro, dove un collega potrà rimanere con loro fino al termine dell'emergenza. Suggerimenti per assistere un cieco con cane guida. - Non coccolate od offrite cibo al cane senza il permesso del padrone; - quando il cane porta l'imbrigliatura, vuol dire che sta lavorando; se non volete che il cane guidi il suo padrone fate rimuovere le redini; - fate in modo che il cane sia evacuato insieme al padrone; - nel caso vi si chieda di badare alo cane, mentre assistete la persona disabile, vi raccomando di tenerlo sempre per il guinzaglio e non per le redini. 8.1.1.5.2 Disabilità dell'udito. Quando avete a che fare con persone con disabilità dell'udito tenete conto dei seguenti aspetti: - accendete e spegnete la luce quando entrate in un area di lavoro, per richiamare l'attenzione della persona; - stabilite un contatto visivo con gli occhi della persona, anche se è presente un interprete; - mettevi con la faccia alla luce, non coprite inavvertitamente il volto, non girate la vostra faccia e non masticate mai la gomma americana; - usate espressioni facciali e gesti manuali per sottolineare ciò che state dicendo; - controllate se siete stati ben capiti e ripetete , se necessario; - offrite penna e carta, scrivete lentamente e lasciate che la persona legga mentre voi scrivete; le comunicazioni scritte possono essere molto importanti, se non riuscite a capire ciò che vi sta dicendo il disabile; - non permettete che altri interrompano o si mettano a scherzare, quando state trasferendo informazioni di emergenza; - siate pazienti perché la persona in questione può avere difficoltà nel comprendere l'urgenza dle messaggio; - consegnate una torcia portatile alla persona perché possa segnalare la sua ubicazione nel caso abbia a separarsi dalla squadra di soccorso o dal compare e per facilitare la lettura labiale nel buio. 8.1.1.5.3 Disabilità dell'apprendimento. Le persone con disabilità nell'apprendimento possono avere difficoltà nel riconoscere o nell'essere motivate ad agire, in caso di emergenza, da parte di personale di soccorso non addestrato. Esse possono avere difficoltà nell'eseguire istruzioni piuttosto complesse e che coinvolgono più di una breve sequenza di semplici azioni. Ecco qualche utile suggerimento: - la loro percezione visiva di istruzioni scritte o di pannelli può essere confusa; - il loro senso di direzione può essere limitato e potrebbero avere bisogno di qualcuno che li accompagna; - le istruzioni e le informazioni devono essere suddivise in semplici fasi successive: siate molto pazienti; - bisogna usare segnali semplici o simboli immediatamente comprensibili, ad esempio segnali grafici universali; - l'abilità di una persona di capire il parlato spesso è più sviluppata del proprio vocabolario, quindi non parlate mai di una persona disabile a terzi, in sua presenza; - ogni individuo deve essere trattato come un adulto, che ha un problema di apprendimento; - non parlate loro con sufficienza e non trattateli come bambini. 8.1.1.5.4 Disabilità del movimento. Una persona che deve utilizzare una gruccia o un bastone può essere capace di scendere le scale da sola: con una mano si afferra al corrimano e con l'altra manovra la gruccia. È meglio non interferire con le persone che si stanno spostando e palesemente sanno cavarsela da sole: potete essere altrettanto utili, ad esempio offrendo di trasportare la seconda gruccia. Se le scale sono affollate, potete usare il vostro corpo come schermo per impedire che chi scende di corsa possa mettere in difficoltà il disabile. Le persone che usano le carrozzelle sono addestrate alle speciali tecniche necessarie per trasferirsi da una carrozzella all'altra. A seconda della forza residua della parte superiore del corpo, esse possono svolgere gran parte delle operazioni da sole. Se dovete assistere una persona in carrozzella, cercate di evitare di sottoporre a pressione gli arti della persona e il torace. Questa pressione può causare degli spasmi dolorosi ed anche rendere difficoltosa la respirazione. Il trasportare qualcuno che pesa sulle vostre spalle crea un'elevata pressione sul torace del trasportato e può mettere molte persone in difficoltà respiratorie, soprattutto se hanno delle disabilità di ordine neurologico ed ortopedico. 8.1.1.5.5 Tecniche di trasporto. 1. Tecnica di trasporto da parte di una persona Il sollevamento in braccio è il metodo preferito da usare, quando una persona deve trasportare un'altra, che non ha forza nelle gambe. Questo trasporto è più sicuro se la persona trasportata pesa meno di chi la trasporta. Fate collaborare il trasportato, che pone il braccio attorno al collo, contribuendo ad alleggerire il peso scaricato sulle braccia. 2. Trasporto con due persone. Per usare questa tecnica, detta del seggiolino, fate così: - mettetevi ai lati del disabile; - afferrate le braccia del disabile ed avvolgetele attorno alle spalle; - afferrate l'avambraccio del partner - unite le braccia sotto le ginocchia del disabile ed afferrate il polso del partner; - entrambe le persone devono piegarsi verso l'interno vicino al disabile e sollevare contando fino a tre; - mentre vi muovete continuate a premere leggermente sul corpo del disabile, per scaricare in parte il peso del suo corpo. Il vantaggio di questa tecnica è che i due partner possono supportare con pratica e coordinamento una persona il cui peso è lo stesso od anche superiore a quello del singolo trasportatore. Lo svantaggio è una certa maggiore difficoltà nello spostamento e nella discesa delle scale, per la difficoltà di spostare in sincronia due persone. Talvolta tre persone affiancate, in queste condizioni, possono superare la larghezza minima della scala. 3. La seggiola a tre mani. Il vantaggio di questo sistema di trasporto è che tre mani fungono da sedile ed un braccio funge da spalliera, che impedisce movimenti bruschi o caduta del disabile. È l'unico sistema da usare quando il disabile non è in grado di abbracciare le spalle dei compari. La persona più robusta deve intrecciare entrambe le mani per formare il sedile, mentre la persona meno robusta contribuisce al sollevamento con una mano ed usa il braccio come spalliera. Talvolta il passaggio da attraversare è talmente stretto che due persone affiancate non possono passare. In questo caso si raccomanda la tecnica trasporto illustrata a fianco. Si faccia attenzione che la posizione a capo reclino può creare difficoltà respiratorie, per la parziale occlusione delle vie aeree. È bene che questo trasporto sia limitato ai soli passaggi critici. 4. Come si può assistere una persona in carrozzella nello scendere le scale. Quando scendete le scale state dietro la seggiola reggendo le due impugnature di spinta. Piegate la carrozzella all'indietro fino a bilanciarla, scendete guardando in avanti. State un gradino avanti alla seggiola tenendo basso il vostro centro di gravità e lasciando scendere le ruote posteriori gradualmente da un gradino all'altro. Tenete sempre la seggiola leggermente piegata all'indietro. Se possibile fatevi aiutare da un'altra persona che trattiene il telaio della carrozzella e la spinge dal davanti. Non sollevate la sedia perché questo scarica troppo peso sulla persona indietro. 8.1.1.5.6 Altre difficoltà. La gravidanza normalmente non è considerata una disabilità ma può ridurre notevolmente l'energia della persona, specialmente quando deve scendere le scale. In questi casi offritevi di accompagnare la donna sino all'uscita ed aiutatela da un punto di vista fisico ed emotivo; rimanete con lei fino a che non avete raggiunto l'area sicura di raccolta e finché essa non è stata sistemata in un posto caldo e sicuro. Davanti a problemi respiratori come l'asma o l'enfisema, l'inizio o l'aggravamento dei sintomi può essere fatto scattare dallo stress, dall'affaticamento o dall'esposizione a piccole quantità di fumo o polvere: rimanete con la persona in questione, aiutatelo ad utilizzare eventuali prodotti inalanti prima di abbandonare il posto di lavoro. Le persone con affezioni cardiache devono sempre ricordarsi di portare sempre seco le appropriate medicazioni: offritevi di aiutarle mentre camminano, perché possono avere una energia ridotta e richiedere frequenti momenti di riposo. 8.1.2 Dopo l'orario di lavoro. Molti incidenti, emergenze ed incendi, che possono richiedere l'evacuazione, si verificano fuori dal normale orario di lavoro. In queste circostanze infatti gli incendi possono divampare senza che alcuno se ne accorga e le persone che lavorano da sole possono essere tagliate fuori dalle vie di fuga. In molti edifici soltanto poche persone lavorano fino a tardi. Un dipendente con disabilità motorie, che arriva regolarmente sul posto di lavoro con un ascensore, può trovarsi in grave difficoltà nel discendere le scale, anche perché i compari possono non essere disponibili. Per compensare questa situazione, chi si trova in questa situazione deve sempre avvertire i servizi di sicurezza dell'edificio, in maniera che qualcuno sia sempre pronto ad offrire aiuto in caso di emergenza. In alternativa, la persona in questione può telefonare ai vigili del fuoco dando le proprie coordinate per ottenere immediata assistenza. Il Responsabile della Struttura deve accertarsi che chi lavora a turno ed altri che lavorano fuori dal normale orario, come il personale delle pulizie siano informati di queste disposizioni.