P.O. Battipaglia
piano emergenza ed evacuazione
marzo 2011
INTRODUZIONE.
Il piano di emergenza parte dalla necessità di:
•
proteggere gli utenti dell’ospedale (personale, visitatori e pazienti, che potrebbero
anche avere una capacità ridotta di movimento);
•
evitare possibili interruzioni delle funzioni ospedaliere essenziali.
Il piano richiede la partecipazione di un’alta percentuale di lavoratori e tende a dare una
risposta tempestiva ad emergenze improvvise.
Esso consta dei seguenti elementi:
•
interventi da porre in atto da parte del personale in caso di incendio;
•
interventi da porre in atto da parte del personale in caso di altre emergenze;
•
procedure per l’evacuazione del personale e degli altri occupanti in primo luogo
dalla zona colpita e successivamente dall’ospedale;
•
procedure per la richiesta di intervento ai Vigili del fuoco e per la notificazione
della situazione quando essi giungono in ospedale;
•
istruzioni specifiche per l’assistenza dei pazienti con ridotta capacità motoria;
•
identificazione dei responsabili per il coordinamento e l’attivazione delle
procedure.
Gli eventi di riferimento considerati nel piano di emergenza sono:
•
incendio
•
disastro (esplosione, terremoto, crollo)
•
inondazione
•
altre situazioni di emergenza (p.es. perdita di gas in pressione, rilascio di gas
nell’ambiente, black-out elettrico,ecc…)
•
evacuazione
ORGANIZZAZIONE DELLA RISPOSTA IN EMERGENZA.
L’organizzazione della risposta in emergenza prevede la definizione dei ruoli e delle
responsabilità dei diversi individui e gruppi coinvolti nel piano di emergenza.
Tale piano è basato sulla disponibilità in ogni reparto di lavoratori destinati
all’emergenza antincendio. Il corso antincendio di 16 ore è stato seguito dai dipendenti
indicati nella Tabella seguente
Questi formano la squadra di emergenza.
1
A cura SPP ex Sa2
P.O. Battipaglia
piano emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Personale ancora in servizio presso il P.O. di Battipaglia che ha frequentato il corso C ex
Allegato IX DM 10-03-98
Dipendente
Albano Salvatore
Benedetto Caterina
Cicia Cosimo
Corrado Antonio
De Cesare Gaetano
Di Gerardo Pietro
Di Napoli Matteo
Fimiani Vincenzo
Freda Giovanni
Gigantino Giuseppe
Landi Fiore
Luongo Giuseppe
Macchia Maria Grazia
Milone Vincenzo
Mandia Anna
Annunziata Carmine
Picaro Ernesto
Passaro Bruno
Data di nascita
20/04/1949
03/06/1954
10/12/1958
05/09/1947
02/12/1956
23/10/1948
31/07/1955
12/08/1952
22/01/1956
06/10/1959
21/08/1952
12/07/1955
04/07/1950
31/03/1954
31/08/1946
28/07/1947
24/01/1951
28/02/1956
U.O. di appartenenza
Centralino portineria
Caposala cardiologia
Caposala neonatalogia
Pensionato
Elettricista
Pensionato
Centrale termica
Caposala
Centrale termica
Centralino portineria
Pensionato
Centralino portineria
Pensionata
Caposala
Caposala
Trasferito DS 65
Pensionato
Centrale termica
1.1 SCOPO
La Direzione Generale della ASL Salerno con il presente documento:
1. analizza e pianifica le azioni da intraprendere, nel caso si verificasse una
situazione di emergenza, partendo dal fatto che si opera in presenza di pazienti
spesso non autosufficienti;
2. definisce le predisposizioni organizzative da attuare per far sì che le prime azioni
e comportamenti contrastino efficacemente gli scenari incidentali prevedibili
all’interno ed all’esterno delle strutture sanitarie al fine di ridurre quel rischio
residuo non coperto dall’adozione di misure preventive e protettive.
3. adotta misure di prevenzione e protezione al fine di contenere al massimo i rischi
derivanti dall’eventuale sviluppo di un incendio o dall’insorgere di altre
emergenze.
2
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P.O. Battipaglia
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1.2 DEFINIZIONI
Situazione di emergenza: qualsiasi situazione nell’ambito della quale, per errore umano,
guasto ad apparecchiature o ad impianti, cataclisma naturale, o altra circostanza negativa,
vengano a mancare, parzialmente o totalmente, le condizioni normali che consentano la
gestione in sicurezza della struttura ospedaliera.
Condizione di sicurezza: in ambito ospedaliero si intende lo stato di efficienza delle
protezioni fisiche, nonché degli impianti e dei dispositivi.
1.3 EMERGENZE PREVEDIBILI
Nel presente piano di emergenza vengono presi in considerazione una serie di eventi
negativi che possono verificarsi in complessi ospedalieri.
Le tipologie di incidenti che verosimilmente possono accadere (con gravità tale da
costituire un’attivazione del piano) potrebbero essere rappresentate da:
–
falsi allarmi;
–
emergenze dovute ad incendi di solidi combustibili;
–
emergenze dovute ad incendi di gas infiammabili;
–
emergenze dovute ad incendi nei locali tecnici (centrale termica, locale gruppo
elettrogeno, ecc);
–
emergenze per incendi di quadri elettrici, apparecchiature elettriche in genere;
–
emergenze dovute ad esplosioni;
–
emergenze dovute a rilascio di sostanze tossiche;
–
emergenze dovute a spandimenti di sostanze pericolose in genere o rilasci di gas
infiammabili;
–
emergenze dovute a mancanza di energia elettrica (anche quella di riserva);
–
emergenze dovute a fughe di gas;
–
emergenza dovuta ad allagamenti;
–
minacce di uno squilibrato o di un malvivente
–
minacce terroristiche.
–
blocco ascensori o montalettighe;
–
emergenza terremoto;
–
emergenze dovute ad altre calamità naturali.
Per queste evenienze le priorità assolute di intervento sono:
1. salvaguardia dell’incolumità delle persone
3
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–
riduzione dei pericoli per le persone;
–
prestare soccorso alle persone colpite;
–
evacuare le persone che potrebbero riportare danni da fumo o calore, crolli,
agenti chimici ecc..;
2. ritorno a regime
–
circoscrivere e contenere l'evento;
–
ripristino della normalità
le priorità secondarie sono
3. conservazione dei beni
–
preservare la struttura
–
preservare alcune particolari apparecchiature
–
preservare reparti speciali
Per le emergenze di 1 e 2 livello il piano riguarda essenzialmente la prima gestione
dell’emergenza nello spazio temporale che intercorre tra il manifestarsi della situazione
anomala, e l’intervento delle forze istituzionali.
1.4 RESPONSABILITÀ
Ciascun dipendente dell’ospedale è responsabile della corretta applicazione dei compiti
specifici che è chiamato ad assolvere in situazioni di emergenza.
Inoltre è responsabilità della Direzione Sanitaria del P.O. verificare che:
1. Il personale sia informato dell’esistenza del piano e coinvolto a vari livelli nella
gestione delle emergenze;
2. Il piano sia reso operativo, sia mantenuto tale nel tempo, e che si proceda
periodicamente ad un suo aggiornamento.
Il Direttore Sanitario del P.O. deve comunicare preventivamente ogni variazione
organizzativa al Servizio di Prevenzione e Protezione, che procederà all’aggiornamento
del presente piano.
Il Responsabile del Servizio Tecnico deve:
1. programmare e realizzare gli interventi impiantistici e strutturali contenuti nel piano;
2. proporre miglioramenti impiantistici e strutturali, che rendano più sicure le condizioni
di emergenza;
4
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3. informare preventivamente il Servizio di Prevenzione e Protezione di ogni modifica
strutturale o di destinazione degli spazi, in modo che lo stesso provveda ad
aggiornare il piano.
Il Responsabile del Settore Formazione deve:
1. predisporre le iniziative atte ad informare e formare tutti i lavoratori, in particolare
neoassunti, sui comportamenti che ciascuno deve adottare in condizioni di
emergenza, in relazione alle mansioni svolte.
Il Servizio di Prevenzione e Protezione deve:
1. provvedere all’aggiornamento del presente piano, seguendo l’evoluzione normativa,
le modifiche strutturali a lui comunicate dal Responsabile del Servizio Tecnico e le
modifiche organizzative comunicate dalla Direzione Sanitaria del Presidio
Ospedaliero.
2. proporre le iniziative di formazione e addestramento del personale addetto alla
emergenza.
I Dirigenti, con il supporto dei Preposti, devono:
1. mantenere in condizioni ottimali i luoghi di lavoro, provvedendo affinchè le vie di
esodo vengano mantenute sgombre e sorvegliando che
occultati o manomessi
non siano rimossi,
la segnaletica di sicurezza,gli equipaggiamenti di
emergenza, ecc.
2. segnalare eventuali carenze o malfunzionamenti degli impianti e dispositivi di
emergenza, dei quali vengano a conoscenza.
1.5 DESTINATARI
Il presente manuale è destinato a:
1. tutte le persone con ruolo attivo nell’emergenza;
2. tutti i Dirigenti e Preposti della struttura Ospedaliera;
3. tutti i dipendenti che devono avere nozioni basilari per assumere comportamenti
idonei in caso di emergenza.
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2 - DATI GENERALI E DESCRIZIONE DELL’ OSPEDALE
Si premette che il presente piano è predisposto tenendo conto dello stato attuale del
complesso ospedaliero.
2.1 Scopo
Questo capitolo fa riferimento al complesso ospedaliero, per consentire agli operatori
di sicurezza e a tutti coloro che sono coinvolti nella gestione delle varie emergenze, una
sufficiente conoscenza del sito, dei rischi potenziali, nonché dei mezzi e dispositivi
predisposti per fronteggiare ogni situazione anomala.
2.2 Descrizione generale
Il Presidio Ospedaliero S. Maria della Speranza, progettato negli anni sessanta, è
stato realizzato in due distinte fasi: prima fase il corpo di fabbrica che ospita le degenze
che nel documento viene indicato come Vecchio Edificio, seconda fase il corpo di
fabbrica che ospita, oltre alcuni ambulatori, il SIT e gli uffici dell’ospedale e del distretto
indicato nel documento come Nuovo Edificio. I due corpi di fabbrica non sono in
comunicazione diretta. Il complesso, costruito interamente in calcestruzzo armato, é
stato oggetto, nel tempo, di ulteriori limitati interventi che hanno portato all’attuale
configurazione.
Il complesso, situato in località Fiorignano nel comune di Battipaglia ha un parcheggio
interno utilizzato dai mezzi dell’ospedale, dai dipendenti e dai visitatori
Nelle pagine seguenti é rappresentata la planimetria
di insieme del complesso
ospedaliero con l’indicazione della dicitura identificativa di ciascun corpo di fabbrica.
Si allegano al presente piano, infine, copia delle piante dei vari piani
con le
destinazioni d’uso e le caratteristiche schematiche degli impianti di interesse in caso di
emergenza.
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A. Destinazioni
Nell’elenco seguente si riportano le destinazioni d’uso dei vari corpi di fabbrica che
costituiscono il complesso ospedaliero.
Corpo
VECCHIO
EDIFICIO
Piano
S
S
S
S
S
S
S
S
S
S
S
S
T
T
T
T
T
T
T
T
T
T
T
T
1
1
1
1
1
1
1
1
2
2
2
3
3
3
Articolazione
Radiologia
Guardaroba
Anatomia patologica
Tanatologia
Servizio mortuario
Servizi generali
Farmacia
Direzione amministrativa
Cucina
Servizi generali
Direzione amministrativa
Direzione amministrativa
Medicina d’Urgenza
Anestesia e Rianimazione
Immunopatologia polmone
Farmacia
Farmacia
Cappella
Endoscopia digestiva
Endoscopia digestiva
Neurologia
Neurologia
Servizi divisionali
Portineria
Radiologia
Radiologia
Laboratorio analisi
Laboratorio analisi
Chirurgia
Chirurgia
Cardiologia
Cardiologia
Ortopedia
Ortopedia
Gruppo operatorio
Ostetricia e ginecologia
Ostetricia e ginecologia
Ostetricia e ginecologia
Utilizzazione
Medicina nucleare
Distribuzione
Laboratorio
Sala settoria
Sosta salme
Deposito provvisorio rifiuti spec
Magazzino
Magazzino
Preparazione pasti
Caldaia riscaldamento
Officina
Falegnameria
Pronto Soccorso
Degenza
Ambulatorio
Uffici
Magazzino
Cappella
Diagnostica
Ambulatori
Ambulatori
Diagnostica
Ambulatori
Guardiola
Diagnostiche
Amministrativo
Laboratorio
Amministrativo
Degenza
Ambulatori
Degenza
Ambulatorio
Degenza
Ambulatori
Camere operatorie
Degenza
Ambulatori
Sala parto
8
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piano emergenza ed evacuazione
4
4
5
5
6
Corpo
Piano
NUOVO
EDIFICIO
T
T
T
T
T
1
1
1
2
3
3
4
4
5
5
6
6
7
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Medicina
Medicina
Pediatria
Pediatria
Cardiologia
Degenza
Ambulatorio
Degenza
Ambulatorio
Non utilizzato in attesa di
ristrutturazione
Articolazione
Utilizzazione
Direzione amm. P.O.
Direzione amm. P.O.
Direzione amm. P.O.
Direzione amm. P.O.
Direzione sanitaria P.O.
Centro trasfusionale
Centro trasfusionale
Centro trasfusionale
Centro trasfusionale
Distretto 65
Distretto 65
Distretto 65
Distretto 65
Direzione amm. P.O.
Direzione amm. P.O.
Direzione sanitaria P.O.
Direzione sanitaria P.O.
Direzione amm. P.O.
Ticket
Centralino
Portineria
Cartelle cliniche
Ambulatori
Ambulatori
Day hospital
Uffici
Laboratorio
Uffici
Ambulatorio cardiologia
Uffici
Sala riunioni
Uffici
Sala riunioni
Uffici
Sala riunioni
Archivio
B. Accesso all’area
L’accesso al complesso ospedaliero avviene dalla Statale 18 mediante percorsi distinti
per:
-
pronto soccorso
-
ingresso visitatori
e da via Vercelli per l’ingresso dipendenti.
C. Viabilità Interna
La viabilità perimetrale interna risulta percorribile dai mezzi di soccorso a condizione
che sia impedita la sosta ed il parcheggio lungo la stessa viabilità e lungo i varchi interni di
accostamento agli edifici.
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D. Accostamento mezzi di soccorso
Le tutte le facciate esterne dei due i corpi di fabbrica che costituiscono il complesso
dell’ospedale possono essere raggiunti a mezzo delle autoscale dei vigili del fuoco.
2.3 Struttura e Tipologia
Entrambi i corpi di fabbrica sono stati realizzati con struttura portante in calcestruzzo
armato e solai di tipo misto in travetti e laterizi.
2.4 Collocazione del centro di gestione delle emergenze
Il centro di gestione delle emergenze è localizzato nel ufficio cartelle cliniche nell’atrio
al piano terra del Nuovo Edificio.
Di seguito si riporta la descrizione del punto 10.3 del D.M. 18 settembre 2002 che ne definisce
caratteristiche, consistenza e funzione.
• Ai fini del necessario coordinamento delle operazioni da affrontare in situazioni di
emergenza, deve essere predisposto un apposito centro di gestione delle emergenze.
• Nelle strutture sanitarie fino a 100 posti letto, il centro di gestione delle emergenze può
eventualmente coincidere con il locale portineria, se di caratteristiche idonee. Nelle
strutture sanitarie con oltre 100 posti letto, il centro di gestione delle emergenze deve
essere previsto in apposito locale costituente compartimento antincendio e dotato di
accesso diretto dall'esterno. Il centro deve essere dotato di strumenti idonei per ricevere e
trasmettere
Qualora l’atrio di ingresso del Nuovo Edificio fosse interessato da eventi legati
all’emergenza il centro di controllo è localizzato presso il locale di stazionamento della
Vigilanza ubicato al piano terra del Vecchio Edificio.
Presso il centro di controllo si riunisce l’unità di crisi (come di seguito definita) e ad esso
vanno inviate le comunicazioni delle squadre di emergenza.
Dal centro di controllo deve essere sempre possibile comunicare con l’interno e
l’esterno.
Il Servizio Tecnico predisporrà perché sia installata una linea telefonica (abilitata per
esterno e interno) dedicata all’emergenza presso la sede del Centralino Telefonico,
ripetuta, con lo stesso numero d’interno, presso la portineria del Nuovo Edificio e presso il
locale di stazionamento della vigilanza nel Vecchio Edificio con registrazione audio degli
orari e delle provenienze delle telefonate medesime.
Interno linea dedicata all’emergenza n° _______
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piano emergenza ed evacuazione
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Megafoni.
Oltre ai megafoni previsti per ciascun armadio antincendio (vedi documento generale) si
propone di acquistare n° 4 megafoni da destinare alle seguenti postazioni:
–
Locale sosta vigilanza
–
Centralino
–
P.S.
–
Centro di Controllo
2.5 Caratteristiche dei luoghi
Definizioni di prevenzione incendi
Compartimento: area di piano di un edificio, delimitata da strutture di separazione nonché
porte dotate di elementi costruttivi di resistenza al fuoco REI, non inferiore a 60.
Resistenza al fuoco: attitudine di un elemento da costruzione (componente o struttura) a
conservare secondo un programma termico prestabilito e per un tempo determinato (30’60’- 90’ ecc.) in tutto o in parte:
–
la stabilità “R”
–
la tenuta “E”
–
l’isolamento termico “I”
Modulo di uscita: unità di misura della larghezza delle uscite. Il “modulo uno”, che si
assume uguale a 0,60 m, esprime la larghezza media occupata da una persona.
Capacità di deflusso: numero massimo di persone che, in un sistema di vie d’uscita, si
assume possano defluire da un’uscita di “modulo uno” nel tempo massimo ammesso per
l’esodo in condizioni di sicurezza.
Protezione attiva: comprende tutte le protezioni che devono essere attivate al momento
dell’utilizzo, quali: presidi antincendio, impianti idrici antincendio, impianti automatici di
spegnimento, la vigilanza, impianti di allertamento, ecc.
Protezione passiva: comprende tutte le protezioni che non necessitano di attivazione al
momento dell’utilizzo quali la dislocazione dei centri di pericolo, le distanze, l’articolazione
architettonica, i criteri costruttivi, ecc.
A. Compartimentazione
Si ritiene necessario ricordare che tutte le variazioni apportate alla compartimentazione
rispetto a quanto indicato nei grafici presentati al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco
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al momento della richiesta del Certificato di Prevenzione Incendi devono essere segnalate
allo stesso comando al fine del mantenimento della validità del CPI rilasciato.
CLASSE
TIPOLOGIA AREA
A
A rischio specifico
(attività soggette al controllo del
Corpo Nazionale VV. F. ai sensi
del decreto ministeriale 16
febbraio 1982 e del DPR 26
maggio 1959, n. 689)
A rischio specifico per operatori
B
ACCESSO
PAZIENTI
NO
AREA
-
NO
C
Destinate ad attività medico
sanitarie
ambulatoriali
non
destinate a degenza
SI
D
Destinate a degenza
SI
E
Per attività di servizio
NO
-
Centrale termica
Gruppi elettrogeni
Serbatoio Ossigeno
liquido
Serbatoio gasolio
Laboratori vari
Farmacia
Guardaroba
Magazzini
Depositi vari
Ambulatori
Radiodiagnostica
Day Hospital e Day
Surgery
Reparti di degenza
Pronto soccorso
Sale operatorie
Terapia intensiva
Uffici amministrativi
Sale riunioni
Le piante contenute nel presente documento rispecchiano la situazione attuale.
B. Sistemi di vie di esodo
Sono state elaborate le modalità di evacuazione di tipo orizzontale progressiva, con
spostamento dei pazienti in aree lontane dal punto d’incendio aventi le seguenti
caratteristiche:
1. capaci di ricevere il numero di persone previste per la zona da evacuare situata al
medesimo piano e da cui sia possibile un’ulteriore fuga in senso orizzontale e/o
verticale;
2. siano lontane dalle aree di sviluppo dell’incendio, in modo da consentire la
permanenza assistita delle persone in condizioni di relativa sicurezza fino a che
l’incendio sia domato o fino all’arrivo dei soccorsi esterni;
3. possibilmente dotate di uscita per esodo verticale tramite scale di larghezza
sufficiente al transito di una barella.
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P.O. Battipaglia
piano emergenza ed evacuazione
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Le piante allegate al presente piano di emergenza individuano i percorsi senza ostacoli
al deflusso.
Elenco delle planimetrie allegate:
1. Planimetria generale del complesso ospedaliero con le vie di accesso
2. Ubicazione reparti e destinazioni d’uso Vecchio Edificio
3. Ubicazione reparti e destinazioni d’uso Nuovo Edificio
4. Ubicazione depositi gas medicali e sezionamento
5. Ubicazione depositi gasolio
6. Ubicazione quadri principali e sezioni a cui si riferiscono
7. Ubicazione impianti e attrezzature antincendio e locale pompe
8. Planimetrie vie di esodo con l’indicazione del luogo sicuro
Le seguenti tabelle riportano l’elenco dei punti di raccolta, dei luoghi di esodo orizzontale
progressivo e dei luoghi sicuri per i reparti e i servizi del P.O.
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P.O. Battipaglia
piano emergenza ed evacuazione
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Piano seminterrato vecchio edificio
Reparto/servizio
Punto di raccolta
Medicina nucleare
Corridoio reparto
Guardaroba
Anatomia patologica
Sala settoria
Sosta salme
Deposito provvisorio
rifiuti speciali
Magazzino farmacia
Magazzino economato
Cucina
Atrio scale
Corridoio plesso
Corridoio plesso
Atrio servizio
-------------
Falegnameria
Officina
Atrio depositi
Atrio depositi
Corridoio ingresso
merci
Corridoio prospiciente
porta esterna
Corridoio prospiciente
porta esterna
Esodo orizzontale
progressivo
Atrio scale – cortile
esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
-------------
Luogo sicuro
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
-------------
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Piano terra
Reparto/servizio
Punto di raccolta
Esodo orizzontale
progressivo
Cortile esterno
Pronto soccorso
Pronto soccorso
Rianimazione
Atrio accettazione
Atrio ingresso reparto
Immunopatologia
polmone
Corridoio plesso
Atrio davanti
rianimazione
Farmacia
Cappella
Endoscopia digestiva
Corridoio plesso
-------------------Atrio servizio
Atrio portineria
--------------Pianerottolo scala
emergenza esterna
Corridoio
ambulatori
Atrio portineria
Atrio portineria
Neurologia
Gruppo ambulatori
Corridoio ambulatori
Corridoio ambulatori
Luogo sicuro
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Cortile esterno
Cortile esterno
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piano emergenza ed evacuazione
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Primo piano
Reparto/servizio
Punto di raccolta
Esodo orizzontale
progressivo
Radiologia
Corridoio reparto
Laboratorio analisi
Atrio ascensori
Corridoio reparto
Atrio ascensori
Chirurgia
Corridoio reparto
Cardiologia
Cardiologia
Corridoio reparto
Chirurgia
Luogo sicuro
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Secondo piano
Reparto/servizio
Punto di raccolta
Esodo orizzontale
progressivo
Ortopedia uomini
Corridoio reparto
Ortopedia donne
Corridoio reparto
Ortopedia uomini
Sala operatoria
Atrio
Degenze ortopedia
Sala gessi
Atrio
Degenze ortopedia
Sterilizzazione
Atrio
Atrio scale
Ortopedia donne
Luogo sicuro
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Cortile esterno
Terzo Piano
Reparto/servizio
Punto di raccolta
Esodo orizzontale
progressivo
Ostetricia
Atrio ingresso reparto
Ginecologia
Ginecologia
Atrio ingresso reparto
Ostetricia
Gruppo parto
Corridoio davanti scala
emergenza esterna
Atrio gruppo parto
Luogo sicuro
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
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piano emergenza ed evacuazione
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Quarto Piano
Reparto/servizio
Punto di raccolta
Medicina uomini
Atrio davanti la corsia
Esodo orizzontale
progressivo
Medicina donne
Medicina donne
Atrio davanti la corsia
Medicina uomini
Luogo sicuro
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Quinto Piano
Reparto/servizio
Punto di raccolta
Pediatria
Atrio davanti la corsia
Esodo orizzontale
progressivo
Patologia Neonatale
Patologia Neonatale
Atrio davanti la corsia
Pediatria
Luogo sicuro
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Pianerottolo scala
emergenza esterna
Cortile esterno
Sesto Piano
Reparto/servizio
-------------
Punto di raccolta
-------------
Esodo orizzontale
progressivo
-----------------------
Luogo sicuro
----------------
2.6 Affollamento
A. Densità di affollamento e capacità di deflusso
Aree di tipo A: aree o impianti a rischio specifico classificate come classificati come
attività soggette al controllo del C.N.VV.F. ex DM 16 febbraio 1982
attività
cucina
serbatoio ossigeno
gruppi elettrogeni
centrale termica
numero addetti
affollamento
Aree di tipo B: aree a rischio specifico accessibili al solo personale dipendente
attività
farmacia
numero addetti
5
affollamento
6
16
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P.O. Battipaglia
laboratorio analisi
lab anatomia patologica
Guardaroba
Depositi
Officina
piano emergenza ed evacuazione
20
3
2
4
10
marzo 2011
24
6
3
5
12
Aree di tipo C: aree destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale
attività
pronto soccorso
radiologia
medicina nucleare
ambulatorio endoscopia
ambulatorio neurologia
ambulatorio ortopedia
ambulatorio urologia
ambulatorio flebologia
numero addetti
10
17
6
6
3
2
2
2
affollamento
22
38
15
15
7
6
6
6
Aree di tipo D: aree destinate a ricovero in regime ospedaliero aree destinate ad unità
speciali (terapia intensiva, neonatologia, reparto di rianimazione, sale operatorie ecc..)
attività
anestesia e rianimazione
Immunopatologia polmone
cardiologia + UTIC
chirurgia generale
ortopedia e traumatologia
chirurgia del rachide
ostetricia e ginecologia
medicina interna
epatologia
pediatria
patologia neonatale+T.I.N.
nido fisiologico
posti letto: ordinari +
day hospital
8
2+2
15+1
18+2
14+2
5
17+2
20+2
2+2
5+1
14+1
10
affollamento
max reparto
24
12
45
60
48
15
57
66
12
18
45
30
Aree di tipo E: aree destinate ad altri servizi pertinenti
unità operativa
servizio mortuario
cappella
uffici amministrativi
Sala conferenze
numero addetti
2
1
4
affollamento (n+n 0.2)
22
100
10
17
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P.O. Battipaglia
piano emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Affollamento massimo piani
piano
S
T
1
2
3
4
5
6
affollamento
63
73
167
63
87
78
63
-----
2.7 Lavoratori esposti a rischi particolari
Nella valutazione relativa a lavoratori esposti a rischi particolari, viene individuato il
personale addetto a:
–
Servizio di Farmacia a causa della presenza di materiale combustibile e
infiammabile e farmaci antiblastici;
–
Servizio di Officina per l’utilizzo di bombole per la saldatura ossiacetilenica (addetti
alla manutenzione: meccanici e idraulici);
–
Centrale gas medicali, per la presenza di ossigeno e protossido d’azoto;
–
Cabina elettrica di trasformazione e sottostazioni;
–
Centrale termica.
Per le aree su indicate (eccettuata la centrale termica), in cui esiste la presenza di
impianti e/o depositi di materiale combustibile e infiammabile o in cui è più elevato il
pericolo di incendio a causa della sovraossigenazione, deve essere data priorità, rispetto
alle altre aree, al relativo personale per la partecipazione ai già programmati corsi di
formazione.
Si ritiene quindi di attuare quanto descritto al capitolo IV “Organizzazione/Compiti”,
affinché ogni categoria di persone presenti, garantisca una costante sorveglianza delle
misure di protezione antincendio.
2.8 RIFERIMENTI NORMATIVI
Definizioni e simbologie D.M. 30/11/1983;
Sicurezza sul lavoro D.Lgs. 30/04/2009 n.81;
Responsabilità D.Lgs. 30/04/2009 n.81;
Segnaletica di sicurezza percorsi di evacuazione D. Lgs. 14/08/1996 n.493;
Criteri generali per la gestione dell’emergenza D.M. 10 Marzo 1998;
Regola Tecnica di Prevenzione Incendi, D.M. 19 settembre 2002 (in quanto applicabile);
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
3. DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI DI SICUREZZA
1 Scopo
Il presente Capitolo descrive i dispositivi, gli impianti e le attrezzature di sicurezza
predisposti nel complesso ospedaliero al fine di far conoscere tutti i mezzi predisposti alla
segnalazione di anomalie e a fronteggiare situazioni di emergenza a tutte le persone che
hanno, a vario titolo, un ruolo attivo nella gestione della sicurezza.
2 Impianti e dispositivi di sicurezza
L’ospedale risulta dotato di sistemi, dispositivi ed impianti atti a controllare le
emergenze e, in particolare modo, a combattere, contenere e spegnere gli incendi, ecc.
Si riporta una breve descrizione dei sistemi di protezione attiva.
A. Sistemi finalizzati ad operazioni di spegnimento: i mezzi antincendio, finalizzati
puramente ad operazioni di spegnimento, sono suddivisibili in due categorie: mezzi
fissi e mezzi mobili.
-
Mezzi fissi: rete idrica antincendio costituita da tubazioni orizzontali DN 65 di
alimentazione delle montanti DN 50 ed idranti UNI 45 (come da tabella) in cassette con
vetro frangibile, dotati di tubazioni flessibili da 20 metri con lancia e bocchetta a getto
regolabile. La rete é attualmente alimentata in più punti direttamente dalla centrale di
accumulo e pressurizzazione idrica e, direttamente con by pass e ritegno,
dall’acquedotto cittadino di alimentazione del complesso.
-
Mezzi mobili.
Estintori: circa 50, in parte a polvere, in parte ad anidride carbonica.
seminterrato
1° Piano
2° Piano
3° Piano
4° Piano
5° Piano
Vecchio
estintori
9
9
9
9
4
4
edificio
idranti
12
11
11
11
6
6
Nuovo
estintori
edificio
idranti
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18
P.O. Battipaglia
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Di questi sono ad CO2 gli estintori ubicati in prossimità dei quadri elettrici di piano.
B. Sistema di rivelazione e allarme incendio.
Allo stato il sistema di rilevazione e allarme incendio istallato in maniera insufficiente
negli atri e nei corridoi del Vecchio Edificio e del Nuovo Edificio.
C. Dispositivi
E’ indispensabile che, a cura del Servizio Tecnico, sia verificata l’esistenza e
l’efficienza:
-
degli
interruttori
generali
di
blocco
dell’alimentazione
elettrica,
installati
in
corrispondenza di ogni compartimento, o gruppi di compartimenti o piano;
-
delle saracinesche di intercettazione del metano;
-
delle saracinesche di intercettazione dei gas medicali e tecnici.
Dell’esito della verifica e della esatta ubicazione deve essere data notizia al Servizio di
Prevenzione e Protezione ai fini dell’aggiornamento delle piante allegate al presente
documento.
D. Alimentazione di emergenza e segnaletica di sicurezza
Lungo tutte le vie di esodo sono installate lampade di emergenza autoalimentate di
numero e intensità sufficiente.
E. Compartimentazione
La compartimentazione ai fini antincendio è stata eseguita secondo le indicazioni del
progetto favorevolmente esaminato dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Le
piante contenute nel presente documento rispecchiano la situazione attuale.
3 Attrezzature
Per consentire una corretta azione di primo intervento in caso di incendio, è stata
predisposta un’apposita attrezzatura di emergenza, depositata in appositi armadi, muniti di
allarme all’apertura della porta, ubicati in ogni corpo di fabbrica contenenti l’attrezzatura
specificamente elencata nel documento generale alla sezione ‘rischio incendio’.
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P.O. Battipaglia
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
4. COMPITI DEL PERSONALE IN CASO DI EMERGENZA
All’interno della struttura sanitaria ogni figura lavorativa ha un compito nell’ambito del
piano di emergenza.
Alcune figure possono svolgere più compiti.
Il personale presente qualora non assegnato a particolari incarichi nel piano di
emergenza avrà il compito di:
•
non intralciare le operazioni di soccorso qualora venga a trovarsi nel piano o
nell’area interessata dall’incidente;
•
farsi seguire da eventuali fruitori della struttura ospedaliera per accompagnarli
all’esterno nei punti di raccolta seguendo le apposite indicazioni del sistema delle
vie di uscita;
•
qualora venga richiesto da altri operatori del soccorso adoperarsi nel trasporto
allettati ecc,
•
mettersi a disposizione in generale degli altri operatori addetti propriamente al
soccorso compresi i Vigili del Fuoco.
1. Direttore Generale.
È il massimo responsabile, fatte salve eventuali specifiche e conformi deleghe, della
gestione dell’Azienda sanitaria a cui competono gli obblighi datoriali ex D.Lgs. 81/09 e
succ. modifiche e integrazioni;
• richiede e approva il Piano di Emergenza (PE) e ogni sua revisione;
• nomina le figure chiave aziendali per la gestione dell’emergenza;
• è informato dal Responsabile Emergenze sullo stato dell’emergenza.
2. Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
È nominato dal DG.
• collabora alla valutazione del rischio e alla predisposizione/revisione/verifica del PE.
3. Direttore Sanitario del Presidio
• collabora con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione alla
valutazione del rischio;
• partecipa con il Direttore Generale alla predisposizione/revisione/verifica del Piano
di Emergenza;
20
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
• propone al Direttore Generale i nominativi degli Addetti alla Lotta Antincendio
(personale sanitario) e degli Addetti all’Evacuazione (personale sanitario);
• è Responsabile della Gestione dell’Emergenza. Qualora non sia presente al
momento dell’inizio dell’emergenza o per tutto il suo sviluppo è informato dal
responsabile della Gestione Emergenza sullo stato dell’emergenza;
• dà l’ordine di evacuazione o in sua assenza è consultato dal Responsabile della
Gestione dell’emergenza preliminarmente all’ordine di evacuazione.
4. Responsabile ufficio tecnico
•
collabora con il responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione alla
valutazione del rischio e partecipa con il Direttore generale e i suoi delegati alla
predisposizione/revisione/verifica del Piano di emergenza;
•
propone al Direttore generale i nominativi degli addetti alla Lotta antincendio o
alla Squadra di Evacuazione (personale tecnico)
•
è informato dal Responsabile Gestione Emergenza dello stato dell’emergenza;
•
in fase di emergenza si reca nella sede della Centrale di Gestione
dell’Emergenza ovvero sul luogo del sinistro, e in stretta collaborazione con il
Responsabile della Gestione Emergenze coordina gli interventi del personale
tecnico con precipuo riguarda a: interruzione selettiva impianti tecnologici a
rischio, blocco ed ispezione ascensori, funzionalità rete idranti, ecc..
5. Responsabile della Gestione emergenze.
Può coincidere con altre figure. Rappresenta la figura centrale in caso di emergenza e
coadiuvato dalle altre figure chiamate a svolgere un ruolo attivo nella gestione
dell’emergenza coordina tutte le fasi operative dell’emergenza dalla sede della Centrale di
gestione dell’emergenza (CGE) o direttamente sul luogo dell’incidente o altro luogo
predisposto anche all’occorrenza come centro di comando e di informazioni. In linea
generale i compiti e le funzioni in capo al Responsabile Gestione Emergenze si possono
così riassumere:
•
sovraintende all’operato degli addetti alla Lotta Antincendio delle Squadre di
evacuazione, per il tramite dei relativi Coordinatori, nelle fasi di:
o accertamento iniziale della causa di allarme
o conferma dello stato di emergenza
o evacuazione
o cessazione dello stato di emergenza
21
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P.O. Battipaglia
•
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
contatta direttamente, o attraverso altra persona e collabora con le autorità ed i
servizi esterni di intervento (VV.F, Polizia etc…) nonché fornisce loro tutte le
indicazioni relative all’incidente. Collabora, altresì, qualora si rendesse
necessario, con l’autorità giudiziaria.
6. Addetti alla Squadra Antincendio e relativo Coordinatore (ASA)
Sono individuati e segnalati dalle figure di coordinamento sopramenzionate e devono
possedere l’attestato di idoneità tecnica ex art. 3 L.28/11/96 n 609. Nella fase di
emergenza andranno a formare il gruppo che opera con i mezzi di estinzione a meno che
si valuti l’impossibilità o la particolare difficoltà nell’operare.
Per quanto attiene il numero di ASA si richiede se possibile la presenza di un
operatore/unità organizzativa o reparto per ogni turno di lavoro con un minimo di due
ASA/piano (un ASA può essere il riferimento di un'altra unità operativa che non sia la
propria). In generale i compiti assegnati ad un ASA possono così riassumersi:
•
azioni di primo contrasto, salvo i casi di impossibilità citati, dell’incidente con
priorità di salvaguardia delle persone ed in seconda battuta di limitazione dei
danni e non propagazione delle conseguenze;
•
soccorso ai degenti che necessitano di aiuto immediato od a persone che
comunque sono state coinvolte nell’incidente affidandole al personale medico e
paramedico;
•
coordinamento e disposizioni al restante personale per il necessario ausilio
all’evacuazione dei degenti o persone non autosufficienti con indicazione dei
compartimenti da occupare per l’evacuazione orizzontale, chiusura delle porte
tagliafuoco, ecc..
•
richiesta al Centro di Gestione Emergenza di personale in supporto da altre
unità;
•
accertamento della completa evacuazione delle zone interessate dall’incidente,
qualora le condizioni lo consentano;
•
informazioni al Responsabile Gestione emergenze della situazione e della sua
evoluzione;
•
collaborazione con i VVF ed enti esterni in generale
7. Addetti alla Squadra di Evacuazione (ASE)
Agli addetti all’evacuazione spetta il compito di realizzare l’esodo di coloro che si
trovano nell’area di loro pertinenza durante l’emergenza, con particolare riferimento alle
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marzo 2011
persone con gravi immobilità. Gli addetti all’evacuazione devono essere almeno due per
ogni Unità Operativa per ciascun turno di lavoro.
In generale i compiti assegnati ad un ASE possono così riassumersi:
•
soccorso ai degenti che necessitano di aiuto immediato od a persone che
comunque sono state coinvolte nell’incidente
•
provvedere alla movimentazione e all’esodo di persone portatrici di handicap,
ferite o comunque non autonome e bisognose di aiuto
8. Responsabili/coordinatori delle Unità Organizzative (degenza, laboratori, analisi,
uffici, cucine, impianti tecnici, ecc) (RU)
Si tratta di operatori normalmente adibiti a funzioni proprie della loro qualifica
professionale
ma
che
ricoprono
nell’ambito
delle
unità
organizzative
ruoli
di
coordinamento, direzione e comunque riferimento per il personale interno ed esterno (si
pensi ai dirigenti medici, capo sala, direttori di laboratorio, ecc.). Nell’ambito delle
emergenze in genere non è chiesto loro di operare al di fuori delle proprie competenze ma
comunque di fornire una stretta collaborazione con i soccorritori. Il loro ruolo si esplica in
particolare nelle fasi di prima segnalazione dell’evento emergenziale e riferiscono notizie
ai componenti dall’ASA e alle figure di coordinamento sopranominate. Devono avere
conoscenza dei sistemi di allarme e antincendio ubicati nella propria unità nonché di
informazioni proprie del reparto (per i laboratori, farmacia, impianti tecnici ecc.) e modalità
di diramazione degli allarmi. A seconda che l’evento incidentale sia localizzato nella
propria o altra area di pertinenza le azioni che RU devono mettere in atto possono così
riassumersi:
unità organizzative interessate all’incidente
• trasmissione dell’allarme al centro di gestione dell’emergenza o comunque alle
persone indicate nel piano di emergenza
• informazioni al Responsabile Gestione Emergenza circa le problematiche venutasi
a creare con l’incidente ed in attesa della ASA, qualora le condizioni lo consentano,
fornisce indicazioni al proprio personale per il soccorso alle persone ovvero si
adopera direttamente al riguardo;
• fornire le informazioni che gli vengono richieste dagli operatori e coordinatori del
soccorso (localizzazioni strumentazioni e sostanze particolari, pazienti critici ecc..)
• mettersi a disposizione dei soccorritori anche per la collaborazione nell’evacuazione
23
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P.O. Battipaglia
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
unità organizzative non interessate all’incidente
• segnalare al centro gestione emergenza o comunque alle persone indicate nel
piano di emergenza di eventuali anomalie della propria area di competenza;
• rimanere sempre in allerta fino al termine dell’emergenza rassicurando le persone
presenti nell’area;
• fornire indicazioni circa eventuali zone della propria area in cui ospitare degenti
provenienti da altri reparti;
• garantire sempre la presenza di una persona al punto telefonico durante tutto il
periodo dell’emergenza
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P.O. Battipaglia
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
5 – PROCEDURE PIANO OPERATIVO
5.1 Descrizione delle emergenze.
Per attivare correttamente una procedura è necessario preliminarmente definire dei
potenziali e credibili livelli di manifestazione di un incidente o di un incendio in particolare
su cui strutturare le modalità d'intervento. La seguente tassonomia può ragionevolmente
soddisfare tale necessità:
A. Emergenze di livello 0 o fatti accidentali di poca entità
Sono quelle situazioni incidentali che interessano una zona limitata e possono essere
affrontati con semplici interventi riparatori o azioni di pronto intervento (in genere senza
l'apporto di soccorritori esterni), come ad esempio:
• riarmo quadri elettrici;
• riattivazione
• ripristino
sistemi
sistemi
di
di
controllo impianti;
allarme (antincendio e sicurezza) dopo falso
allarme;
• caduta materiale e crollo scaffalature;
• apertura porte bloccate;
• perdite modeste da tubazioni;
• medicazioni di infortuni lievi;
• apertura accidentale di contenitori di sostanze pericolose con piccoli rilasci;
• surriscaldamento di utilizzatori elettrici,
• sfiammate di quadri elettrici o prese elettriche;
• minacce minatorie poco credibili o di facile verifica;
• black-out limitati a piccole aree anche nelle ore notturne;
• semplice raccolta con prodotti assorbenti di modesti rilasci anche di sostanze
infiammabili o tossiche.
B. Emergenze di 1° livello
Si tratta di eventi di lieve entità, di emergenza locale che non si evolve in modo veloce
e/o pericoloso, i cui effetti negativi possono essere affrontati e controllati dalla squadra di
emergenza interna con uso di attrezzature disponibili in loco ( estintori, ecc.).
25
A cura SPP ex Sa2
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Può trattarsi di un piccolo focolaio con possibilità di espansione se non immediatamente
controllato.
Nel caso di rilasci si intendono quelli di una certa consistenza con possibilità di
evoluzione in negativo e che quindi possono richiedere anche una evacuazione di aree
limitate. Ad esempio:
•
innesco di piccoli incendi localizzati ( cestino carta, posacenere, principi di incendio di
natura elettrica ecc.) senza possibilità di estensione e che si possono facilmente
circoscrivere con l'uso di un estintore portatile;
•
perdite consistenti di infiammabili ( oli, combustibili ecc.);
•
fughe di gas all'interno di locali tecnologici;
•
allagamenti di una certa entità ma in limitate zone;
•
crolli localizzati di componenti edilizi o impiantistici che richiedono verifiche tecniche ed
interdizione della zona;
•
ribaltamento di scaffalature o crollo cataste;
•
modesti incendi ma con produzione di notevoli fumi;
•
minacce minatorie che richiedono una particolare attenzione o in alcuni casi una
evacuazione di alcune aree.
In questi casi può risultare utile allertare comunque le istituzioni preposte al soccorso per
un intervento in caso di mancato controllo dell'evento nonché per il completo ripristino
delle condizioni di normalità ovvero di garanzia per la sicura ripresa delle attività.
C. Emergenza di 2° livello
Si hanno emergenze di questo tipo quando le condizioni critiche derivanti da
eventi interessano una zona significativa o hanno un elevato potenziale di danno.
Sono a rapida evoluzione per gravita o vastità, non sono controllabili dalla
squadra di emergenza (che riesce solo a limitare i danni con attivazione delle
procedure di evacuazione, chiusura porte tagliafuoco, ecc.) mediante l'uso di
attrezzature disponibili in loco e richiedono l'intervento di soccorsi esterni.
Sono casi in cui il livello dei danni è notevole e risulta palese la necessità una
evacuazione totale/parziale di aree.
Ad esempio:
26
A cura SPP ex Sa2
P.O. Battipaglia
•
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
incendi rappresentati da più focolai o da uno singolo che potrebbe espandersi
rapidamente per il coinvolgimento di altro materiale posto nelle vicinanze;
•
incendi segnalati quando ormai hanno raggiunto una notevole estensione ed
interessano, o potrebbero interessare, sostanze particolarmente pericolose (infiammabili,
sostanze chimiche, radiologiche, ...);
•
esplosioni dovute a fuga di gas e/o presenza di gas in ambiente;
•
crolli significativi dovuti a cedimenti strutturali;
•
emergenze sanitarie (infortuni o malori che richiedono l'intervento medico di urgenza.);
•
gravi incidenti sul lavoro;
•
allagamenti di ampie proporzioni;
•
avviso o sospetto fondato di ordigni esplosivi;
•
minaccia diretta con armi e/o azioni criminose.
Queste circostanze richiedono sempre l'intervento delle istituzioni preposte (Vigili
del Fuoco, Soccorso Sanitario, Polizia/Carabinieri).
Suddivisione delle emergenze incendio per gravità
Gli interventi devono essere modulati in funzione della gravità. Poiché le conseguenze
dell’incendio possono interessare pazienti e stante il ridotto numero di dipendenti che
hanno già conseguito l’attestato di idoneità tecnica per corso di tipo ‘C’, si ritiene di dover
limitare i casi nei quali l’intervento viene totalmente affidato alle squadre interne di
emergenza: in ogni caso in cui non sia possibile spegnere immediatamente l’incendio si
allerteranno i Vigili del Fuoco al fine di garantire al meglio la sicurezza di pazienti,
accompagnatori e visitatori.
In questa ottica la classificazione viene effettuata come segue:
Incendi livello 1
• innesco di piccoli incendi localizzati ( cestino carta, posacenere,
principi di incendio di natura elettrica ecc.) senza possibilità di
estensione e che si possono facilmente circoscrivere con l'uso di
un estintore portatile.
Possono essere facilmente controllati dal solo personale operativo
o di sicurezza del reparto (non richiede la mobilitazione di forze
esterne)
Incendi livello 2
•
incendi rappresentati da più focolai o da uno singolo che potrebbe
27
A cura SPP ex Sa2
P.O. Battipaglia
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
espandersi rapidamente per il coinvolgimento di altro materiale
posto nelle vicinanze;
Interessano, per diffusione del fuoco o propagazione dei fumi, più di
un locale. Richiedono l’impiego di tutte le risorse interne disponibili.
Data la presenza di pazienti, nell’edificio interessato o in quelli
adiacenti o circostanti, in questa fase si devono chiamare le forze
esterne e deve essere attivata l’”Unità di crisi”. Se fumo o fiamme
interessano un reparto di degenza deve essere attivata la funzione
di ricollocazione dei pazienti, con priorità per i pazienti dell’area
critica o in condizioni critiche.
• incendi segnalati quando ormai hanno raggiunto una notevole
estensione ed interessano, o potrebbero interessare, sostanze
particolarmente pericolose (infiammabili, sostanze chimiche,
radiologiche, ...)
Se controllabili, possono esserlo solo attraverso l'impiego di
massicce risorse; è necessaria la mobilitazione di tutte le forze
interne disponibili; è compito dei VVFF definire l’ambito di
allertamento e coinvolgimento di altre forze esterne.
Se l’incidente riguarda un reparto di degenza, o il fumo dell’incendio
penetra in ambienti di degenza, deve essere potenziata la funzione
di ricollocazione dei pazienti, che saranno portati in altri Ospedali.
5.2 Scopo
Il presente capitolo indica le figure chiamate a svolgere un ruolo attivo nella situazione
d’emergenza, determinando compiti e responsabilità.
5.3 Categorie di persone coinvolte nella gestione dell’emergenza
Nell’ambito del controllo e della gestione dell’emergenza sono individuate le seguenti
figure:
1. Responsabile della gestione dell’emergenza
–
Il medico anestesista-rianimatore in turno, con maggiore anzianità di servizio
nell’Ospedale, quando non sia presente il Direttore Sanitario o Dirigente della
Direzione Sanitaria.
28
A cura SPP ex Sa2
P.O. Battipaglia
–
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
All’arrivo nel complesso ospedaliero (quando non sia già presente) la funzione di
Responsabile della gestione dell’emergenza viene assunta dal Direttore Sanitario o
dal Dirigente della Direzione Sanitaria.
2. Addetto alle comunicazioni di emergenza
–
Il centralinista con maggiore anzianità di servizio
3. Unità di crisi, composta da:
–
Il Direttore Sanitario, con funzioni di Coordinatore dell’Unità di Crisi.
–
Il Vigile del Fuoco dall’uopo designato dagli stessi Vigili, dopo il loro arrivo sul
luogo.
– Il responsabile del Servizio Tecnico (se presente nel P.O.) o un dipendente dello
stesso Servizio.
–
Un medico anestesista-rianimatore (l’anestesista con maggiore anzianità in
servizio).
L’unità di crisi si ritiene costituita anche in assenza di uno o più componenti, purché
siano presenti almeno 3 delle figure sopra indicate.
4. Squadra di emergenza, composta da:
–
Addetto alle comunicazioni di emergenza.
–
Addetti all’evacuazione (prevalentemente personale sanitario o personale che
opera secondo indicazioni del personale sanitario).
–
Addetti alla manutenzione (idraulici, elettricisti, meccanici).
–
Addetti alla lotta antincendio (personale specificamente formato).
–
Incaricato dell’attivazione del soccorso sanitario esterno (Infermiere Professionale
in organico alla Direzione Sanitaria o, in sua assenza, un Infermiere Professionale
di turno in Pronto Soccorso.
I componenti operano nell’ambito delle relative competenze.
NOTA:
i ruoli di cui sopra riguardano esclusivamente l’emergenza e la prevenzione e sono
indipendenti dalla qualifica che la stessa persona riveste nell’abituale funzione lavorativa
in ospedale.
29
A cura SPP ex Sa2
P.O. Battipaglia
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Organizzazione dell’emergenza incendio nell’Ospedale di Battipaglia
Posizione
Composizione
Responsabilità
Responsabile
gestione
dell’emergenza (RGE)
Direttore sanitario del Presidio in sua
assenza anestesista presente con
maggiore attività di servizio
Assume
tutte
le
decisioni
riguardanti
la
pianificazione
dell’emergenza fino all’arrivo dei
soccorsi esterni (VVF, Protezione
Civile)
Addetto comunicazioni
d’emergenza
Centralinista presente con maggiore
anzianità di servizio
Riceve le chiamate di allarme ed
effettuate tutte le chiamate
riguardanti
l’emergenza
su
richiesta del RGE
Unità di crisi
Direttore sanitario del presidio
Responsabile ufficio tecnico
Ricognizioni e primi interventi su
danni alle strutture o agli impianti
Anestesista con maggiore anzianità di
servizio presente
Pianifica l’emergenza ed eventuali
aggiornamenti resi necessari dalle
variazioni delle strutture negli
utilizzi e nell’organizzazione
Vigile del fuoco designato dai VVF
Squadra d’emergenza
Tutto il personale
Addetti evacuazione
Evacuazione dei presenti verso le
aree di raccolta o verso i luoghi
sicuri provvisori. Il coordinatore
tiene traccia delle persone
evacuate verso le aree di raccolta
o verso i luoghi sicuri provvisori
Addetti manutenzione
Primi interventi su strutture o
impianti
Addetti lotta antincendio
Estinzione dell’incendio
Incaricato attivazione soccorso sanitario
esterno
Gestisce i pazienti che devono
essere evacuati su incarico del
RGE
Tutti i lavoratori non
squadra di emergenza
Ricevono istruzioni dal rispettivo
reparto
afferenti
alla
5.4 COMPITI E RESPONSABILITÀ
Per ciascuna delle categorie di cui sopra, si determinano, di seguito, ruoli e
responsabilità:
5.4.1 Compiti del Responsabile della Gestione dell’emergenza (Scheda n. 1-ORG)
In assenza del Direttore Sanitario di Presidio la funzione è ricoperta dall’anestesistarianimatore di turno più anziano in servizio. Il Responsabile della Gestione dell’emergenza,
30
A cura SPP ex Sa2
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
oltre quanto indicato per le singole situazioni di emergenza, svolge nella prima fase i
seguenti compiti:
–
definisce il livello di gravità dell’emergenza;
–
indica al Centralinista le chiamate e comunicazioni da effettuare;
–
dispone affinché la Portineria dia indicazioni alle forze di soccorso esterne;
–
dispone, se necessario, l’evacuazione di una o più aree;
–
relaziona sulla situazione, al loro arrivo, al Direttore Sanitario ed ai VV.FF. quando
questi giungono sul luogo;
–
dispone la formazione del personale di area sanitaria.
Per essere in ogni momento reperibile si propone l’adozione di apposito cercapersone o
telefono mobile.
5.4.2 Compiti dell’addetto alle comunicazioni di emergenza (Scheda n. 2-ORG)
L’addetto alle comunicazioni di emergenza è il Centralinista con maggior anzianità di
servizio in servizio.
Ricevuta la comunicazione dell’emergenza in atto, impiegando il telefono dedicato:
–
avverte il Direttore Sanitario o, se assente, il medico anestesista –rianimatore
Responsabile della Prima Gestione dell’emergenza;
–
effettua tutte le chiamate telefoniche previste, in funzione della tipologia e della
gravità dell’emergenza, in conformità alle indicazioni contenute nelle schede
allegate al presente Piano;
–
avverte i componenti la squadra di gestione delle emergenze;
–
avverte la portineria affinché dia le necessarie indicazioni ai mezzi di soccorso
esterno.
Nel richiedere l'aiuto esterno deve fornire il maggior numero di informazioni possibili e
utili a migliorare l'intervento.
A tal fine costituiscono informazioni indispensabili:
–
ubicazione precisa dell'evento;
–
percorso per raggiungere il luogo e via di accesso più prossima all’evento;
–
dati identificativi e ruolo di chi trasmette.
–
eventualmente,
per
le
emergenze
non
immediatamente
localizzabili,
l’identificazione, nella persona del portiere in servizio, dell’incaricato per la guida
delle squadre esterne.
informazioni utili:
31
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procedure di emergenza ed evacuazione
–
stato dell'emergenza (gravità);
–
dimensioni dell'evento;
marzo 2011
Se l’incendio interessa il centralino del complesso ospedaliero o zone limitrofe per cui
diventa impossibile lo stazionamento in esso, il centralinista con maggior anzianità di
servizio dovrà recarsi immediatamente presso il Pronto Soccorso per l’effettuazione di
tutte le comunicazioni necessarie.
In caso di incendio esteso, procederà immediatamente a richiedere l’intervento dei
Vigili del Fuoco e poi avvertirà il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e qualora
abbia avuto ordine dal medesimo procederà quindi a chiamare tutti i componenti l’Unità di
Crisi e la squadra di emergenza.
5.4.3 Unità di crisi (Scheda n. 3-ORG)
Opera sotto la direzione del Responsabile (come prima individuato) ed assume le
decisioni via via necessarie a contenere i danni a persone e cose. Decide l’ampiezza
dell’evacuazione.
I componenti lavorano in base alle proprie competenze e precisamente:
–
Il Responsabile del Servizio Tecnico o, in sua assenza, il dipendente di detto
servizio effettua il monitoraggio continuo dell’evolversi della situazione, tenendo
sotto controllo l’affidabilità degli impianti;
–
l’anestesista componente dell’Unità di crisi valuta lo stato di salute di pazienti e
operatori, in relazione alle compromissioni che possono derivare dall’emergenza.
Collabora con il Responsabile dell’Unità di Crisi e con i Vigili del Fuoco nel definire
l’estensione dell’evacuazione, estensione determinata tenendo conto delle
patologie delle quali i pazienti risultano già affetti. Attraverso l’infermiere di Pronto
Soccorso fornisce al 118 le informazioni necessarie a garantire il soccorso di
eventuali intossicati, infortunati e ustionati;
L’Unità di crisi:
–
definisce l’ampiezza dell’evacuazione;
–
richiede, se ritenuto necessario, eventuali supporti specialistici presenti in altre sedi
dell’Azienda (medico psichiatra in caso di azione aggressiva, ecc.);
–
decide la chiamata in servizio dei reperibili e, al bisogno, di altri operatori sanitari
che possono raggiungere rapidamente il complesso ospedaliero.
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Al Responsabile della Gestione dell’Emergenza spetta il compito di analizzare e
valutare l’emergenza e armonizzare il lavoro svolto dai dipendenti ospedalieri con i compiti
dei Vigili del Fuoco.
Dopo aver ricevuto l’assenso dai medici delle varie Unità Operative, ordina all’incaricato
della manutenzione la chiusura dell’erogazione dell’ossigeno e degli altri gas medicali e
tecnici, ad eccezione del gas metano che deve essere chiuso non appena dichiarata
l’emergenza incendio.
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza rappresenta l’Azienda nei confronti delle
forze esterne di intervento; deve verificare e decretare la cessazione dello stato di
emergenza.
5.4.4 Incaricato dell’attivazione del soccorso sanitario esterno (Scheda n. 4-ORG)
Sulla base delle indicazioni ricevute dai medici, deve calcolare quanti pazienti devono
essere evacuati, suddividendoli per patologia, comunicando i dati al 118 che provvederà a
far affluire un numero sufficiente di autoambulanze. E’ compito dello stesso incaricato,
quando sia coinvolto nell’incidente il Pronto Soccorso o su indicazione del Responsabile
della Gestione dell’Emergenza, informare il 118 del blocco o della limitazione
dell’accettazione di pazienti.
L’incaricato è individuato in un infermiere professionale della Direzione Sanitaria, se
presente, o in un infermiere professionale di turno in Pronto Soccorso.
5.4.5 Tutto il personale (Scheda n. 5-ORG)
1. Ogni dipendente deve segnalare le eventuali situazioni di pericolo al n°
__________.
2. Ogni dipendente deve conoscere e memorizzare:
–
i nominativi delle persone, operanti nel proprio reparto, facenti parte della
squadra di emergenza per incendi;
–
la posizione degli estintori;
–
i percorsi di esodo.
3. Chiunque si trovi in presenza di un principio di incendio è autorizzato e invitato ad
utilizzare l’estintore portatile più vicino, seguendo le istruzioni ricevute o indicate
sull’estintore, per tentare di spegnere l’incendio purché tale azione non comporti
rischi per la sua persona.
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
4. Ricordare che le braci calde possono riaccendersi, quindi, anche a fiamma spenta,
prolungare l’erogazione fino allo svuotamento dell’estintore.
5. Se il tentativo di spegnimento ha successo si deve:
–
ventilare l’ambiente;
–
avvertire immediatamente l’incaricato della lotta antincendio in turno.
6. Se il tentativo non ha successo si deve:
–
telefonare al centralinista utilizzando il numero di emergenza;
–
avvertire immediatamente l’incaricato della lotta antincendio in turno;
–
allontanare visitatori, rappresentanti, ecc.
–
fino all’arrivo dei Vigili del Fuoco, attenersi alle indicazioni dell’incaricato di turno,
salvo che si abbiano compiti specifici definiti da questo Piano;
7. qualora si debba effettuare l’evacuazione dei degenti, seguire la procedura
specifica;
8. anche se è finito il proprio turno di lavoro, non lasciare il luogo se non dopo l’appello
e dopo aver avuto l’assenso del Coordinatore dell’emergenza.
5.4.6 Addetti all’evacuazione (Scheda n. 6-ORG)
Agli addetti all’evacuazione spetta il compito di realizzare l’esodo di coloro che si
trovano nell’area di loro pertinenza durante l’emergenza, con particolare riferimento alle
persone con gravi immobilità. Gli addetti all’evacuazione devono essere almeno due per
ogni Unità Operativa per ciascun turno di lavoro.
Gli addetti all’evacuazione si individuano nei medici in servizio nei reparti, nei
collaboratori professionali sanitari esperti, nel personale infermieristico in genere e nel
personale ausiliario.
Compiti particolari per collaboratori professionali sanitari esperti o infermieri responsabili di
turno dei reparti di degenza:
1. prelevare il registro di reparto e le cartelle cliniche presenti nel reparto
2. mantenere affisso vicino ad ogni letto l’indicatore colorato che indica lo stato
del paziente, con il seguente codice cromatico:
-
verde, se il paziente può lasciare il letto autonomamente. Invitare il
paziente a mantenere la calma e a non correre; indicargli la via di
esodo;
34
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procedure di emergenza ed evacuazione
-
marzo 2011
giallo, se il paziente non può camminare autonomamente, necessita
di essere accompagnato o trasportato, ma può lasciare il reparto
senza ausili respiratori, farmacologici, elettromedicali (pace makers
impiantati esclusi), ecc.
-
rosso, se il paziente deve essere evacuato con assistenza
respiratoria o cardiologica.
Compiti specifici per i medici di turno in Unità Operative di degenza:
1. informare l’anestesista componente l’Unità di Crisi dello stato generale dei
pazienti presenti, in attesa di evacuazione (segni di intossicazione da fumi,
ecc.);
2. indicare all’incaricato della ricerca di posti letto (infermiere di Pronto
Soccorso) quanti pazienti non possono essere ricoverati in altri reparti dello
stesso ospedale, ma devono trovare assistenza specialistica in altre strutture
ospedaliere;
3. via via che vengono trasportati in altri ospedali, annotare nominativi ed
ospedali di destinazione;
4. consegnare la lista al Direttore Sanitario del Presidio ;
5. a malati critici evacuati o attrezzati con respiratori mobili, dare al
Responsabile della Gestione dell’Emergenza l’assenso alla sospensione
dell’erogazione di ossigeno e gas medicali e tecnici.
Compiti specifici per i medici in turno in ambulatori, laboratori, ecc.:
1. sospendere l’attività, quando possibile;
2. mettersi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
Compiti specifici per i TSRM o, nelle ore notturne, per i TSRM di turno:
1. sospendere l’attività, quando possibile;
2. se possibile (in considerazione dell’estensione e della gravità dell’incendio) mettere
prioritariamente in sicurezza tutte le sorgenti radioattive raggiungibili, senza mettere
in pericolo la propria incolumità;
3. segnalare la presenza, alle squadre di soccorso, degli isotopi radioattivi
indicandone la natura, lo stato fisico e l’attività, invitando i componenti della squadra
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di emergenza che debba intervenire in presenza di sorgenti, ad indossare
l’autorespiratore;
4. mettersi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
5.4.7 Addetti alla manutenzione (Scheda n. 7-ORG)
Gli addetti alla manutenzione provvedono alla gestione ed alla messa in sicurezza degli
impianti tecnologici durante l’emergenza.
Prima di chiudere l’erogazione dell’ossigeno e dei gas medicali e tecnici, l’addetto deve
attendere l’ordine del Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
Gli addetti alla manutenzione sono stati individuati nell’ambito del personale in organico
facente capo al Servizio Tecnico.
4.4.8 Addetti alla lotta antincendio (Scheda n. 8-ORG)
Il personale addetto alla lotta antincendio provvede alle operazioni di primo
spegnimento mediante l’impiego di estintori e con altri mezzi, sino all’arrivo delle forze
istituzionali d’intervento.
All’arrivo dei Vigili del Fuoco si mette a disposizione del Responsabile dell’Unità di Crisi
per collaborare alle operazioni di salvataggio.
Gli addetti alla lotta antincendio sono stati individuati tra il personale, adeguatamente
formato e che ha conseguito l’attestato di idoneità tecnica a seguito di frequenza e prova
finale del corso di tipo C.
4.5 VARIAZIONI
Ogni variazione relativa al presente Capitolo “Organizzazione piano operativo”, deve
essere predisposta dal Servizio di Prevenzione e Protezione ed approvata dal Direttore
Sanitario del Presidio e dal Direttore Generale.
4.6 RIFERIMENTI NORMATIVI
Il presente Capitolo è stato realizzato in conformità al Decreto del Ministero dell’Interno
10 Marzo 1998, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 81 del 7 Aprile 1998.
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procedure di emergenza ed evacuazione
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6 LA GESTIONE DELLA PREVENZIONE: LE MANSIONI DEGLI ADDETTI ALLA
EMERGENZA
Scopo del presente capitolo è definire i comportamenti delle persone presenti nel
complesso ospedaliero allo scopo di garantire una costante sorveglianza sulle misure di
protezione legate alla prevenzione delle emergenze.
6.1 SCHEDE ALLEGATE
Si riportano, nelle pagine seguenti, sotto forma di scheda, le norme di prevenzione per
ogni singola categoria coinvolta.
5.1.1 Responsabile della gestione dell’emergenza – coordinatore dell’unita’ di crisi
(Scheda n. 1-PRE)
Responsabili:
1. Direttore Sanitario del Presidio.
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza:
1. verifica che vengano rispettate responsabilmente, ad ogni livello, le norme
prefissate per tutte le funzioni attive previste dal “Piano per Situazioni di
Emergenza”;
2. provvede, durante l’emergenza, a riassegnare le funzioni rimaste scoperte per
infortunio o incapacità degli addetti;
3. regolamenta, sulla base dei programmi formulati dal Servizio di Prevenzione e
Protezione, con il supporto di dirigenti e preposti e con l’organizzazione fornita dal
Settore Formazione, la formazione e l’informazione del personale, anche neo
assunto, in merito alla gestione dell’emergenza nonché agli obblighi di prevenzione;
4. regolamenta l’accesso alle aree di lavoro ove vi sia presenza saltuaria di personale;
5. propone, per quanto di competenza, procedure più efficaci.
6.1.2 Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Scheda n. 2-PRE)
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione:
1. effettua il controllo periodico dell’aderenza del Piano alle norme in vigore,
soprattutto quando nelle attività vengono introdotte modifiche, delle quali deve
essere preventivamente informato, dalle figure responsabili delle modifiche stesse;
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procedure di emergenza ed evacuazione
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2. propone, con frequenza almeno triennale, l’aggiornamento del Piano;
3. predispone gli strumenti informativi per rendere edotto il personale neo assunto in
merito alla gestione dell’emergenza, nonché agli obblighi di prevenzione;
4. predispone le procedure di intervento, da sottoporre alla Direzione Sanitaria del
Presidio, al Responsabile del Servizio Tecnico, al Responsabile dell’U.O.
Personale, alla Direzione Sanitaria d’Azienda ed al Direttore Generale;
5. propone i programmi di formazione.
6.1.3 Dirigenti e preposti (Scheda n. 3-PRE)
I dirigenti e preposti devono:
1. sensibilizzare il personale perché durante il normale svolgimento del lavoro ponga
attenzione all'integrità di estintori, idranti, rivelatori di incendio, pulsanti a rottura di
vetro ecc. ;
segnalare al Servizio Tecnico eventuali disservizi a impianti, mezzi e dispositivi
antincendio e/o di allarme di cui sopra, anche se temporanei;
2. verificare che tutte le attrezzature e i dispositivi di sicurezza non vengano
manomessi o resi inaccessibili.
Al termine del turno lavorativo, controllare o disporre perché i preposti controllino:
–
che tutte le porte resistenti al fuoco siano chiuse;
–
che le apparecchiature elettriche che non devono restare in servizio, siano
messe fuori tensione;
–
che tutte le sorgenti radioattive non sigillate (solo per il Servizio di Medicina
Nucleare) siano state riposte;
–
che tutte le fiamme libere siano spente o lasciate in condizioni di sicurezza;
–
che tutti i rifiuti e gli scarti combustibili siano stati rimossi;
–
che tutti i materiali infiammabili siano stati depositati in luoghi sicuri;
–
che tutti gli impianti e i dispositivi antincendio, esterni al proprio reparto di
appartenenza ma situati lungo le vie di esodo, appaiano presenti e
funzionanti.
3. Segnalare immediatamente al Responsabile del Servizio di Prevenzione e
Protezione ogni situazione di potenziale pericolo di cui si venga a conoscenza.
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procedure di emergenza ed evacuazione
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6.1.4 Restante personale (Scheda n. 4-PRE)
Il personale per il quale non siano delineati compiti specifici in questo Piano di
emergenza deve:
1. leggere attentamente il Piano e memorizzare la posizione di estintori e vie di fuga
presenti nel proprio posto di lavoro e nei luoghi abitualmente frequentati durante il
lavoro.
2. segnalare immediatamente al preposto eventuali elementi di pericolo, dal punto di
vista del rischio incendio e della sicurezza in genere, o altre situazioni di rischio
oggettivo, riscontrate durante il turno di lavoro;
3. evitare
la
formazione
di
ostacoli
che
possano
impedire,
anche
solo
momentaneamente e parzialmente, l’accesso alle uscite di sicurezza o il transito
sulle vie di fuga (corridoi, scale di sicurezza, ecc.);
4. fermo restando l’assoluto divieto di fumare negli ambienti sanitari, non gettare
mozziconi di sigarette nel cestino della carta, o nel raccoglitore dei bicchieri da caffè
usati. Assicurarsi che mozziconi e fiammiferi, siano inequivocabilmente spenti nel
momento in cui vengono lasciati nei portacenere;
5. mantenere il proprio posto di lavoro il più possibile sgombro e ordinato, soprattutto
al termine dell’orario di lavoro;
6. mantenere le vie di esodo permanentemente sgombre;
7. non rimuovere gli estintori dalla posizione segnalata, non depositare materiale in
prossimità di mezzi e impianti atti a intervenire sugli incendi.
6.1.5 Addetti all’evacuazione (Scheda n. 5-PRE)
Gli addetti all’evacuazione devono:
1. osservare e fare osservare responsabilmente, tutte le norme di prevenzione per il
personale, norme elencate nella scheda n. 4 – PRE;
2. collaborare affinché tutte le attrezzature e i dispositivi di sicurezza non vengano
manomessi o occlusi. Questa precauzione riguarda, in particolare, porte
tagliafuoco, porte di uscite di sicurezza, maniglioni antipanico, segnaletica di
sicurezza;
3. controllare che le chiusure delle porte tagliafuoco chiudano sempre efficacemente;
4. verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio:
–
appaiano nelle normali condizioni operative;
–
siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali.
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5. informare il Preposto o, in caso di assenza, il Responsabile dell’Unità Operativa di
appartenenza, della presenza di situazioni di rischio nell’ambito della propria area di
lavoro.
6.1.6 Addetti alla manutenzione (Scheda n. 6a-PRE)
Il personale appartenente ai Servizi di manutenzione deve:
Osservare scrupolosamente i compiti specificamente assegnati a ciascuno, verificando
presenza e/o funzionamento di:
-
pulsanti a rottura vetro (di interruzione e arresto di emergenza):
-
interruttori elettrici di zona/piano/edificio;
-
saracinesche di blocco flusso di gas metano e gas medicali e tecnici;
-
illuminazione di emergenza.
Collaborare all’effettuazione delle verifiche periodiche sulle attrezzature ed impianti
antincendio.
Controllare periodicamente, lo stato di efficienza, l’agibilità delle uscite di sicurezza e la
percorribilità delle vie di esodo.
Simulare periodicamente la sequenza operativa, in caso di emergenza, della
disattivazione dell’impianto elettrico, il blocco dell’impianto di condizionamento, il
blocco del flusso di metano, il blocco del flusso di ossigeno, ecc.
Informare il proprio preposto di qualsiasi anomalia che esuli dalla propria competenza o di
qualsiasi disservizio, anche temporaneo, degli impianti di servizio (elettrico, di
condizionamento, telefonico, ecc.).
Collaborare attivamente alle revisioni periodiche del presente Piano di Emergenza,
fornendo le indicazioni dettate dalla propria esperienza.
L’elenco completo dei controlli per la sicurezza della strutture è contenuto nell’Allegato1
”Manuale dei controlli periodici riguardanti la sicurezza delle strutture della ASL SA ex
SA2”
6.1.7 addetti alla lotta antincendio (Scheda n. 7-PRE)
Al personale addetto alla lotta antincendio, spettano i seguenti compiti:
1. partecipare al corso di formazione in merito ai rischi specifici e all’uso delle
attrezzature di spegnimento;
2. partecipare, quando richiesti, ad esercitazioni pratiche di spegnimento, sia con uso
di estintori che con idranti;
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procedure di emergenza ed evacuazione
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3. simulare e pianificare gli interventi nelle diverse emergenze prefigurate nell’ambito
del Piano di Emergenza;
4. collaborare alla verifica periodica ed eventuale aggiornamento delle procedure (es.:
chiamata di allarme, evacuazione di emergenza, ecc.);
5. controllare, durante il normale svolgimento del lavoro, l'integrità e la corretta
conservazione di estintori, idranti, rivelatori di incendio, pulsanti a rottura di vetro
ecc. Segnalare al Servizio Tecnico eventuali disservizi a impianti, mezzi e
dispositivi antincendio e/o di allarme di cui sopra, anche se temporanei;
6. partecipare, quando richiesti, alle riunioni di aggiornamento del “Piano di
Emergenza”.
6.1.8 Addetti al centralino (Scheda n. 8-PRE)
Il personale addetto al centralino deve:
1. partecipare al corso tenuto a cura del Comando Provinciale Vigili del Fuoco;
2. verificare costantemente che i sistemi di comunicazione (telefono, megafono) siano
in perfetta efficienza;
3. segnalare immediatamente eventuali disservizi e tenere attivati i canali alternativi
per tutta la durata del guasto;
4. comunicare eventuali situazioni di disservizio al Servizio Tecnico e al Direttore
Sanitario di Presidio;
5. tenere a disposizione un megafono da utilizzarsi in caso di totale disfunzione di
impianto telefonico;
6. tenersi pronto, in caso di emergenza, a ricoprire il ruolo di addetto alle
comunicazioni di emergenza.
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7.1 INCENDIO
Procedure di intervento in caso di incendio
Si riportano, nelle pagine seguenti, sotto forma di schede, le procedure a cui ogni
categoria di persone presenti nel complesso ospedaliero deve attenersi in caso di
emergenza.
Incendio: caso generale
Incendio di categoria 1
Incendio in fase iniziale: limitato a una zona di un ambiente.
In caso di incendio è necessario intervenire con la massima rapidità Si deve:
1. verificare che l’estinguente contenuto nell’estintore sia adatto al tipo di incendio che
si deve fronteggiare
2. verificare che l’estintore sia carico (presenza del sigillo e indicatore in zona verde)
3. dirigere il getto dell’estintore alla base delle fiamme;
4. prolungare l’erogazione, anche se la fiamma è già spenta, fino a svuotamento
dell’estintore. Se il tentativo di spegnimento non ha successo passare alla
procedura prevista per gli incendi di categoria 2.
Se il focolaio viene spento occorre:
-
evacuare il locale, se occupato da pazienti o visitatori o altri lavoratori;
-
arieggiare (quando possibile) il locale;
-
avvertire, se presente, il collaboratore professionale sanitario esperto dell’Unità
Operativa, ed il Responsabile della Gestione dell’emergenza (Direttore Sanitario del
Presidio o Dirigente della Direzione Sanitaria del Presidio o anestesista-rianimatore
di turno);
Alla fine dell’emergenza, dopo aver verificato che i degenti siano rientrati nei locali
temporaneamente inagibili, il Responsabile della Gestione dell’emergenza deve:
1. appena possibile, avvertire il Direttore Sanitario del Presidio (se la gestione
dell’emergenza non è stata da lui assunta);
2. appena possibile, avvertire (anche a mezzo fax) il Servizio Tecnico, per la ricarica
dell’estintore e la verifica di eventuali danni agli impianti;
3. appena possibile, avvertire il Servizio di Prevenzione e Protezione per l’indagine
sulle cause.
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Incendio di categoria 2
Incendi rappresentati da più focolai o da uno singolo che potrebbe espandersi
rapidamente per il coinvolgimento di altro materiale posto nelle vicinanze
Incendi di categoria 3
incendi segnalati quando ormai hanno raggiunto una notevole estensione ed
interessano,
o
potrebbero
interessare,
sostanze
particolarmente
pericolose
(infiammabili, sostanze chimiche, radiologiche, ...)
Figure preposte e compiti
Sono individuati:
1. il Responsabile della Gestione dell’emergenza;
2. gli addetti alla lotta antincendio;
3. il Responsabile del Servizio Tecnico o, in sua assenza, un dipendente in turno di
detto Servizio;
4. il personale addetto all’evacuazione;
5. il medico di Unità Operativa responsabile dell’assenso alla sospensione
dell’erogazione dei gas medicali;
6. l’infermiere professionale (di Direzione Sanitaria di presidio o di Pronto Soccorso).
Per gli incidenti di categoria 2 e 3 occorre anche:
1. chiamare tutti i reperibili del Servizio Tecnico
2. attivare l’Unità di Crisi.
Per gli incendi di categoria 3 vengono chiamati tutti i sanitari reperibili.
Pronto soccorso: a livello di emergenza 2 deve essere potenziato il Pronto Soccorso, con
compiti di intervento sanitario su quanti ne avessero bisogno; questa funzione viene svolta
dai medici in guardia/internisti più chirurghi più anestesisti, non immediatamente impegnati
in interventi d’urgenza. Il potenziamento si ottiene facendo convergere in Pronto Soccorso
o sul luogo dell’emergenza o nel luogo sicuro (su disposizione del Responsabile dell’Unità
di Crisi) i medici in turno, non impegnati in interventi indifferibili nell’Unità Operativa di
appartenenza.
Segnalazioni e comunicazioni:
viene stabilita:
-
la procedura di attivazione dell’allarme e comunicazione con il centralino;
-
la procedura di comunicazione con l’esterno.
43
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INCENDIO IN REPARTO (Scheda n. 1-INC)
1. Chiunque rileva la presenza di un focolaio di incendio:
-
chiama il centralinista (Tel. ___________);
-
avverte il più vicino componente della squadra antincendio e il proprio
preposto;
-
si reca nell’area del focolaio e invita i visitatori presenti in zona a lasciare i
locali dell’Unità Operativa;
-
interviene operativamente con estintori sul focolaio;
-
si mantiene a disposizione degli addetti all’evacuazione per collaborare
all’eventuale sgombero dei degenti.
2. Gli Addetti all’evacuazione provvedono:
-
a far allontanare i pazienti, i visitatori se presenti, ed il personale portandoli
verso il punto di raccolta di piano. Tale operazione deve essere effettuata con
celerità ma senza isterismi rassicurando continuamente gli allettati o comunque
le persone da evacuare;
-
ad effettuare la conta del personale e dei degenti;
-
a predisporre quanto necessario per l’assistenza al personale evacuato;
-
a fornire informazioni chiare e precise ai degenti;
-
a prelevare le cartelle cliniche custodite in reparto e trasportarle al punto di
raccolta;
3. Il centralinista:
-
chiama i Vigili del Fuoco;
-
Chiama il Direttore Sanitario del Presidio o, in sua assenza, il medico
anestesista rianimatore in turno di emergenza;
-
chiama gli addetti alla manutenzione;
-
allerta gli addetti alla squadra antincendio, segnalando telefonicamente o
mediante megafono il luogo dell’emergenza;
-
chiama i reperibili, salvo diversa indicazione del Responsabile della Gestione
dell’Emergenza, con il sistema di precedenza delineato (per emergenza di
secondo livello: i reperibili di area tecnica; per emergenza di terzo livello: anche i
reperibili di area sanitaria);
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-
procedure emergenza ed evacuazione
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avverte i preposti delle Unità Operative adiacenti (compresi sovrastanti e
sottostanti) dell’emergenza in corso.
4. Gli addetti alla manutenzione, devono:
-
effettuare un controllo diretto sul luogo dell’incidente;
-
mettere fuori servizio l’impianto di erogazione di gas metano dell’area interessata
dall’emergenza, bloccando lo stesso a monte della zona del focolaio di incendio;
-
bloccare l’impianto di condizionamento se presente;
-
togliere l’alimentazione elettrica nella zona coinvolta dall’incendio;
-
attendere l’assenso dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza o, in sua
assenza, dal medico dell’Unità Operativa in emergenza, alla sospensione
dell’erogazione dell’ossigeno e dei gas medicali.
In caso di scoppio:
-
isolare tutti gli impianti (elettrico, idrico, idraulico, di condizionamento ecc.);
-
isolare le tubazioni afferenti gas medicali nella zona interessata e in quelle
immediatamente adiacenti.
Tale ultimo intervento non deve essere effettuato per le Unità Operative di:
-
Rianimazione e Terapie Intensive e Sub-intensive;
-
Sale operatorie;
-
UTIC;
-
Sala parto.
5. Gli addetti alla squadra antincendio devono:
-
intervenire nell’area interessata con estintori e/o idranti;
-
verificare la chiusura delle porte di compartimentazione per confinare lo sviluppo
di fumo e calore;
-
verificare che non vi sia propagazione di fumo e di calore ai reparti adiacenti
N.B.: In caso di intervento con idranti occorre verificare preventivamente che sia stata
isolata elettricamente la zona. Non vi deve essere intervento con acqua nei reparti di
Rianimazione, Blocco Operatorio, Unità Coronarica.
-
collaborare alla rimozione delle eventuali macerie;
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-
procedure emergenza ed evacuazione
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verificare lo stato degli impianti antincendio e isolare le zone danneggiate dallo
scoppio o dall’eventuale crollo;
-
collaborare con gli addetti al salvataggio di persone intrappolate o ferite;
-
all’arrivo dei Vigili del Fuoco mettersi a disposizione del Responsabile della
Gestione dell’Emergenza.
6. Prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, giunto nell’area del sinistro e dopo
attenta valutazione su:
-
entità del danno;
-
conoscenza del rischio specifico dell’area;
-
entità dell’incendio;
-
possibili sviluppi nell’immediato futuro:
–
coordina le azioni di primo intervento e ordina, se il caso, l’evacuazione di
tutto il fabbricato;
–
verifica il buon fine delle operazioni di evacuazione, in caso contrario dà
indicazioni per la ricerca delle persone mancanti all’appello;
–
all’arrivo del Direttore Sanitario di Presidio (se non presente) trasmette le
informazioni sulla situazione;
dopo l’arrivo dei Vigili del Fuoco
–
all’arrivo dei Vigili del Fuoco trasferisce le informazioni relative all’incendio e
alla situazione dei soccorsi;
–
fornisce indicazioni per eventuali salvataggi immediati di persone rimaste
bloccate nell’incendio
–
fornisce indicazioni sulla posizione degli impianti tecnologici
–
fornisce indicazioni su eventuali particolari problematiche
–
informa il responsabile delle squadre di soccorso sull’esito della verifica della
presenza dei degenti e del personale
dopo lo spegnimento dell’incendio
–
verifica l’avvenuta estinzione del focolaio;
–
dichiara la cessazione dell’emergenza;
–
dispone l’ordine di ripristino degli impianti tecnologici e di sicurezza;
–
autorizza il rientro dei degenti e del personale evacuato;
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P.O. Battipaglia
–
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
si adopera per recuperare prove, testimonianze in merito all’accaduto onde
poter rispondere ad eventuali richieste dell’Autorità Giudiziaria;
–
mette in libertà il personale che ha concluso il turno e del quale non sia
indispensabile la presenza;
–
informa i parenti della rilocalizzazione dei degenti;
–
informa la Direzione Sanitaria d’Azienda e la Direzione Generale circa
l’accaduto;
–
compila il rapporto di intervento (vedi cap. XX e completa il libro giornale
delle emergenze.
Incendio dovuto a cause elettriche.
I motivi principali che possono determinare un incendio dovuto a cause elettriche sono:
•
impianto non a regola d’arte
•
sbalzo nella rete di distribuzione
•
carico eccessivo di utilizzatori
•
guasti a motori o impianti
Nella costruzione di quadri elettrici e dei cavi di distribuzione della corrente si utilizzano
come materiali isolanti plastica, gomma, polietilene; nelle macchine elettriche per
realizzare isolamenti di piccoli spessori si usano vernici. Tutti gli isolanti sopra indicati
prendono fuoco facilmente. I motivi principali che possono determinare l’incendio in un
cavo sono: corto circuito, sovracorrente o il cavo viene a contatto diretto o indiretto. In
caso di corto circuito o di forte surriscaldamento bruciano prima i materiali isolanti (200330°C) poi fondono i materiali conduttori che hanno temperature di fusione elevate
(1.180°C per il rame). I materiali isolanti nel bruciare sprigionano fumi e/o gas tossici.
Misure preventive
¾ Essere a conoscenza del luogo in cui è posizionato il quadro elettrico generale.
¾ Essere a conoscenza della posizione del quadro elettrico di zona (ed. es del piano o
del reparto) per essere in grado di isolare l'intera zona.
¾ Essere a conoscenza della funzione dei vari interruttori del quadro di zona per essere
in grado di isolare l'ambiente desiderato.
¾ Verificare spesso il buon funzionamento dell'interruttore differenziale (pulsante test).
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procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Incendio in un quadro elettrico (generale di reparto o secondario di reparto)
•
Togliere la tensione al quadro. Nei casi in cui è possibile basta manovrare
l’interruttore generale del quadro che alimenta quello in fiamme
•
Intervenire come descritto nella procedura generale con un estintore a polvere
(compromette i materiali del quadro) o, se possibile con un estintore ad anidride
carbonica.
Se per cause varie non si può toglie la tensione, e non è possibile aspettare l’intervento
dei vigili del fuoco, un componente della squadra antincendi deve eseguire le seguenti
operazioni
• Indossa la visiera e i guanti custoditi negli armadi con l’attrezzatura antincendio
• Usando un estintore preferibilmente a CO2 o a polvere da una distanza di circa un
metro investe il quadro con il getto dell’estintore fino allo spegnimento dell’incendio.
Incendio di una apparecchiatura elettrica
•
Togliere la tensione all’apparecchiatura
•
Intervenire come descritto nella procedura generale con un estintore a polvere
Incendio di una bombola
Le bombole per gas compressi disciolti e liquefatti sono recipienti dotati, anche per
merito delle norme di sicurezza a cui sono soggette, di un elevato grado di affidabilità a
condizione che vengano sempre osservate precauzioni particolari per la conservazione e
procedure per la movimentazione e l’uso.
Infatti possono diventare recipienti con pericolo di scoppio quando:
•
vengono sottoposte a riscaldamento eccessivo (compreso l’irraggiamento solare)
•
vengono lambite da fiamme, questo comportamento è indipendente dal gas
contenuto.
•
fra le manovre pericolose particolare attenzione va posta all’apertura troppo
veloce della valvola: l’apertura troppo rapida può causare l’incendio del riduttore.
Intervento in caso di incendio di un gas in bombola.
Nel caso si verifichino fuga di gas infiammato da bombole si deve per prima cosa
cercare di eliminare la perdita agendo sulle apposite valvole di intercettazione.
Nel caso ciò non fosse possibile perché l’incendio interessa le valvole stesse, prima di
intervenire è necessario considerare che ad estinzione avvenuta il gas in fuga invaderà
l’ambiente in cui si trova la perdita, con la possibilità di raggiungere concentrazioni
pericolose che possono condurre ad un’esplosione.
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procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Nel caso di un gas in bombola, che si verifichi in corrispondenza delle valvole di
erogazione:
•
raffreddare la bombola con acqua durante l’incendio
•
spegnere la fiamma di gas con un estintore erogare il getto in modo che la
sostanza estinguente segua la stessa direzione della fiamma. Non tagliare
trasversalmente né colpire frontalmente la fiamma.
•
raffreddare la valvola ad estinzione avvenuta per poterla manovrare in chiusura
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procedure di emergenza ed evacuazione
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8. ALTRE EMERGENZE
8.1 Fughe di gas (Scheda n. 1-GAS)
È sempre possibile il verificarsi di una fuga di gas causata dalla rottura di tubazioni,
valvole difettose, ecc. in tale circostanza è necessario dapprima individuare se il gas è più
o meno leggero dell’aria poichè la perdita tende stratificare in basso quando è più pesante
(come il GPL) mentre si porta verso l’alto quando il gas è più leggero (come il metano).
Ogni dipendente che si viene a trovare nei pressi della zona interessata ha il compito di
avvertire immediatamente il proprio diretto responsabile od altra figura alui nota in termini
di mansioni di responsabile di reparto/ufficio/laboratorio/ecc. ovvero la squadra
antincendio.
Procedure di intervento
1. Il personale che rileva la condizione di allarme:
-
chiama il centralinista al n° _________;
-
avverte il proprio preposto al quale spetta la responsabilità di impedire a chiunque
non sia impegnato a fronteggiare l’emergenza di avvicinarsi all’area interessata;
-
provvede ad allontanarsi dall’area di rischio, insieme ad eventuale personale
esterno all’ospedale presente in zona, evitando di intralciare le operazioni di
gestione dell’emergenza;
-
è fatto divieto tassativo al personale non specificamente incaricato di avvicinarsi,
per qualsiasi motivo, al luogo dell’incidente;
-
non rientra nell’area interessata, se non dopo l’annuncio di emergenza conclusa,
data dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
2. Il Centralinista deve:
-
chiamare il pronto intervento dell’azienda erogatrice del gas metano/ la ditta
installatrice del serbatoio GPL;
-
chiamare, tramite cerca persone, gli addetti alla manutenzione, nonché il
Responsabile della Gestione dell’Emergenza;
-
informare gli addetti all’emergenza dell’Unità Operativa interessata e di quelle
adiacenti, sovrastanti e sottostanti, che inizieranno le procedure di evacuazione;
Le telefonate di allarme si eseguono leggendo i testi già predisposti (vedi
Appendice 2).
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procedure di emergenza ed evacuazione
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3. Gli addetti all’evacuazione devono:
-
diffondere l’ordine di evacuazione parziale dell’area interessata dall’evento in
oggetto, mantenendo l’ordine e adoperandosi per evitare panico;
-
organizzare e mettere in atto l’evacuazione.
4. Gli addetti alla manutenzione devono:
-
intercettare il flusso di gas, operando manualmente sulle saracinesche (vedi
scheda operativa);
Per tale operazione collaborano anche gli addetti alla squadra antincendio i quali, devono
presidiare gli impianti di rilevazione e gli impianti di spegnimento al fine di garantire il
corretto funzionamento in caso di necessità.
-
fermare gli impianti di ventilazione, spegnere le fiamme libere e togliere la
tensione agli impianti attraverso l’interruttore elettrico generale;
-
favorire la ventilazione degli ambiente aprendo i serramenti per diluire i gas
in modo che raggiungo livelli inferiori alle soglie di pericolosità. Mantenere
l’aerazione sino a che permangono tracce di gas in ambiente;
-
essere pronti ad intervenire con estintori o idranti.
-
mettersi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, per
ricevere ulteriori compiti finalizzati alla chiusura dell’emergenza “FUGA DI
GAS” ed alla messa in sicurezza delle aree limitrofe a quella interessata
dall’evento;
Ad emergenza conclusa:
-
relazionare al Responsabile della Gestione dell’Emergenza circa lo stato degli
impianti di distribuzione ed utilizzo del gas;
-
provvedere al ripristino degli impianti tecnologici, nonché delle normali condizioni di
lavoro in sicurezza.
5. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, recatosi immediatamente nell’area
dove si è verificata la fuga di gas, deve:
a. raccogliere informazioni attraverso gli addetti alla manutenzione,
b. mantenere in allerta il personale della squadra antincendio ai fini di un pronto
intervento;
c. informare gli enti esterni di soccorso, quando giunti sul posto, della
situazione;
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
d. ordinare l’evacuazione totale o parziale dell’area o dell’edificio;
e. verificare il buon fine dell’operazione di evacuazione, dando priorità assoluta
alla ricerca delle persone mancanti all’appello;
f. dichiarare la cessazione dell’emergenza;
g. dare l’avvio alla procedure di ripristino degli impianti;
h. autorizzare, se la situazione lo consente, il rientro del personale evacuato;
i.
raccogliere prove e testimonianze al fine di eventuale richiesta da parte
dell’Autorità Giudiziaria;
j.
provvedere alla stesura di un rapporto da trasmettere alla Direzione
Generale;
k. mantenere aggiornata l’appendice 1).
8.2 Attentato o minaccia di bomba (Scheda n. 1-BOM)
Procedure di intervento
1. Il personale, il centralino che riceve la comunicazione telefonica da un interlocutore
anonimo della presenza di una bomba deve:
-
tenere il più a lungo possibile in linea l’interlocutore onde permettere ad un
collega di avvertire le Forze dell’Ordine per consentire l’intercettazione della
chiamata (vedi appendice 2B).
-
Se la comunicazione non è stata gestita dal centralinista, a telefonata
conclusa, avvertire il centralinista.
Il centralinista deve far partire immediatamente l’emergenza.
Deve chiamare:
-
le Forze dell’ordine ed i Vigili del Fuoco;
-
il Responsabile della Gestione dell’Emergenza;
Deve allertare:
-
gli addetti alla manutenzione, e gli addetti alla squadra antincendio;
(le telefonate di allarme vanno eseguite leggendo i testi già predisposti);
Deve impedire:
-
l’accesso a chiunque, tranne ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’ordine ed ai
componenti l’Unità di Crisi;
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Deve:
-
collaborare attivamente mantenendo questo tipo di presidio fino alla cessazione
dell’emergenza.
2. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza:
-
informa dettagliatamente le Forze dell’ordine nel frattempo intervenute;
-
raccoglie informazioni sulle prime ricognizioni effettuate dalle Forze dell’ordine e
valuta la situazione tenendo conto della brevità del tempo;
-
decide, in collaborazione con le Forze dell’ordine, l’intervento della Protezione
Civile, l’evacuazione dell’Ospedale (parziale o totale) e in caso affermativo fa
intervenire gli addetti all’evacuazione;
-
informare dettagliatamente Polizia e Carabinieri, nel frattempo intervenuti,
-
verifica il buon fine dell’evacuazione e procede all’appello;
-
concordare con la Direzione Generale e con le Forze dell’ordine la fine
dell’emergenza;
-
dichiara la cessazione dell’emergenza;
-
consente il rientro del personale e dei degenti evacuati;
-
raccogliere prove e testimonianze per rispondere all’Autorità Giudiziaria;
-
redige il rapporto alla Direzione Generale;
-
mantiene aggiornata l’appendice 1)
3. Gli addetti alla manutenzione, in collaborazione con gli addetti alla squadra
antincendio:
-
Si mettono a disposizione delle Forze dell’ordine e del Responsabile della
Gestione dell’Emergenza;
-
coadiuvare in caso di richiesta, con opportune segnalazioni e indicazioni, le
Forze dell’ordine nelle operazioni di verifica dei locali tecnici e delle aree
normalmente non frequentate dai dipendenti senza esporsi a pericoli o rischi
personali;
-
rimangono allertati per mettere in atto, in caso di scoppio, le procedure della
sezione relativa agli eventi con incendio;
-
relazionano al Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
53
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
4. Il preposto di ogni singola Unità Operativa, insieme con il proprio personale:
-
verifica velocemente i locali di pertinenza dell’Unità Operativa, al fine di
individuare la presenza di oggetti estranei all’attività (valigia, colli, pacchi,
ecc.). In presenza di oggetti estranei, telefona al Responsabile della
Gestione dell’Emergenza;
-
mantiene calmo il personale e invita i presenti, non impegnati a fronteggiare
l’emergenza, ad allontanarsi dai locali dell’Unità Operativa.
5. Gli addetti all’evacuazione:
-
diffondono l’ordine di evacuazione parziale o totale dell’edificio;
-
se disposta dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza, danno
attuazione all’evacuazione.
8.3 Presenza di uno squilibrato o di un malvivente (Scheda n. 1-MAL)
Procedure di intervento
Chiunque rilevi la presenza di uno squilibrato che possa essere pericoloso per
l’incolumità dei presenti, o la presenza di un malvivente, introdottosi a scopo di furto,
rapina, danneggiamenti:
-
segnala il caso al preposto il quale provvede ad avvertire il centralino ed il
Responsabile della Gestione dell’Emergenza;
-
se in prossimità di un telefono, e non in vista dell’intruso, provvede a
richiedere l’intervento della Forza Pubblica.
Nell’attesa dell’intervento delle Forze dell’Ordine, il comportamento delle persone
dovrà essere di sorveglianza, ma assolutamente tranquillizzante, senza iniziative
personali che possano aggravare la situazione.
8.4 Mancanza di energia elettrica (Scheda n. 1-ELE)
Nell’ambito del complesso ospedaliero, al verificarsi di un blocco della fornitura di
energia elettrica, subentrano automaticamente i gruppi generatori in grado di alimentare le
utenze indispensabili.
Procedure di intervento
1. Il personale che rileva la condizione di guasto o di black-out:
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-
chiama
procedure di emergenza ed evacuazione
il
Centralinista
(utilizzando
il
numero
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telefonico
riservato
all’emergenza);
-
si prodiga al fine di far mantenere la calma ai degenti e visitatori in
collaborazione con il proprio preposto.
2. Il centralinista:
-
chiama gli addetti alla manutenzione;
-
avverte il Responsabile della Gestione dell’Emergenza
-
chiama i Vigili del Fuoco solo su segnalazione del Responsabile della
Gestione dell’Emergenza;
-
chiama le Forze dell’ordine solo su segnalazione del Responsabile della
Gestione dell’Emergenza;
-
allerta gli addetti all’evacuazione e comunica a tutti loro l’ubicazione
dell’emergenza.
3. Gli addetti alla manutenzione che si recano immediatamente sul posto:
-
eseguono una prima verifica
-
verificano l’entrata in funzione e sorvegliano il buon funzionamento dei
gruppi elettrogeni e di continuità;
-
telefonano eventualmente alla Società fornitrice al fine di verificare che il
black-out totale non dipenda da fattori esterni;
-
relazionano la tipologia d’intervento al proprio Responsabile.
4. Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza:
-
informa dettagliatamente le Forze dell’ordine e/o i Vigili del Fuoco se
intervenuti;
-
raccoglie informazioni sulla prima ricognizione effettuata dagli addetti alla
manutenzione, e valuta la situazione;
-
ordina, in caso di necessità, l’evacuazione totale o parziale in accordo con la
Direzione Aziendale e tenendo conto della criticità dei pazienti coinvolti;
-
verifica il buon fine dell’evacuazione;
-
concorda con la Direzione Generale e le Forze dell’ordine la fine
dell’emergenza;
-
dichiara la cessazione dell’emergenza;
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procedure di emergenza ed evacuazione
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-
consente il rientro del personale e degenti evacuati;
-
raccoglie prove e testimonianze per rispondere all’Autorità Giudiziaria;
-
redige il rapporto alla Direzione Generale;
-
mantiene aggiornata l’appendice 1).
8.5 Blocco ascensori e montalettighe (Scheda n. 1-ASC)
Procedure di intervento
Il Personale che rimane direttamente bloccato nell’ascensore, o nel montacarichi, o
che verifica che un paziente si trovi nella medesima situazione:
-
fa uso del pulsante di allarme collegato al citofono allestito nell’ascensore e
comunica il numero dell’impianto al portiere;
-
mantiene la calma;
-
aiuta il paziente a mantenerla;
-
attende l’intervento degli addetti astenendosi dal compiere qualsiasi
manovra.
Se si trova invece all’esterno:
-
tranquillizza le persone rimaste bloccate spiegandogli che la situazione è
sotto controllo e che in tempi rapidi interverrà personale qualificato;
-
chiama la portineria, comunicando il numero dell’impianto, affinché provveda
a richiedere l’intervento del personale qualificato.
Il centralinista:
-
chiama gli addetti alla manutenzione dell’impianto.
I preposti delle singole Unità Operative:
-
ordinano che non venga utilizzato l’impianto ascensore o montalettighe fino
ad emergenza conclusa.
Gli addetti della Società di manutenzione mettono in atto le procedure al fine di:
-
liberare le persone intrappolate;
-
provvedono alla messa in sicurezza dell’impianto;
-
riportare l’impianto alle normali condizioni di esercizio, in caso contrario,
predispongono le segnalazioni di “impianto fuori esercizio”.
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procedure di emergenza ed evacuazione
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Calamità naturali
Le procedure di seguito riportate devono essere applicate ogni volta che si verifica una
calamità naturale quale ad esempio un terremoto, trombe d'aria, temporali di notevole
intensità, ecc….
8.6 Terremoto
Un evento sismico si manifesta con violenti movimenti della struttura in senso
orizzontale e verticale con alcuni momenti di pausa e con successivi ulteriori movimenti di
intensità inferiore a quelli iniziali (sciame sismico). Anche nella fase di replica sono
possibili ulteriori crolli di strutture in precedenza già lesionate.
Generalmente le 'sensazioni' indotte da un evento sismici sono 'perdita di equilibrio' e
difficoltà di spostamento.
Al di là della sensazione soggettiva di lunga durata degli eventi sismici, generalmente
questi si esauriscono, per singola 'scossa', in qualche decina di secondi durante i quali
occorre mantenere la calma controllando comportamenti 'istintivi' ed allontanandosi dalle
traiettorie di possibile caduta di oggetti.
In proposito, indispensabile azione preventiva è costituita dall'evitare di disporre
materiale in equilibrio instabile su mobili o scaffalature; le scaffalature, di ogni tipo, devono
essere saldamente ancorate ad elementi della struttura.
Durante il terremoto:
•
restati calmi
•
non intraprendete l’azione di evacuazione
•
rifugiatevi sotto un tavolo (qualora presente e ritenuto abbastanza solido) ovvero
cercate di tenervi addossati alle pareti perimetrali
•
allontanatevi da finestre , specchi, vetrine, lampadari, scaffali di libri, strumenti ed
apparecchi elettrici. State attenti alla caduta di oggetti
•
preparatevi a fronteggiare la possibilità di ulteriori scosse
•
aprite le porte con molta prudenza e muovetevi con estrema cautela, saggiando
il pavimento, le scale ed i pianerottoli prima di camminarvi sopra
•
non usate gli ascensori
•
non usate fiammiferi o accendini perché le scosse potrebbero aver danneggiato
le tubazioni del gas
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•
procedure di emergenza ed evacuazione
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evitate di usare i telefoni, salvo i casi di estrema necessità
Durante il verificarsi non esiste possibilità di contenimento: l’emergenza, quindi, va vista
esclusivamente come comportamento al cessare dell’evento.
Conseguenze
Le conseguenze ipotizzabili per questo evento sismico, sono le seguenti:
-
lesione agli edifici senza crolli (se non di calcinacci o cornicioni);
-
danni agli impianti (parziale interruzione di erogazione elettrica, guasti alle linee
telefoniche o alla rete idrica , ecc.);
-
danneggiamenti
a
strutture
interne
(blocco
di
porte
o
serramenti,
danneggiamenti a controsoffitto, ecc.);
-
panico, anche elevato, ma senza degenerazioni all’atto della verifica concreta
del fatto che le strutture portanti dell’edificio reggano l’urto sismico.
Tipologia dell’intervento
L’intervento si volge essenzialmente lungo tre direttrici:
-
prima verifica delle condizioni di stabilità delle strutture e degli impianti;
-
eventuale evacuazione precauzionale (parziale o totale);
-
ripristino delle condizioni di sicurezza precedenti.
Terremoto (Scheda n. 1-TER)
Il personale:
-
chiama il centralinista;
-
si prodiga al fine di far mantenere la calma ai degenti e visitatori in
collaborazione con il proprio preposto;
-
segnala al più vicino addetto alla squadra antincendio danni o lesioni
rilevate;
-
in caso di evacuazione prima di allontanarsi, dovrà, per quanto possibile,
mettere in sicurezza le attrezzature o le apparecchiature, al fine di evitare, in
caso di mancato controllo, situazioni di ulteriore pericolo.
Il centralinista, con i mezzi a disposizione chiama:
-
gli addetti alla manutenzione;
-
gli addetti alla squadra antincendio;
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-
procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e, su sua disposizione:
-
il pronto intervento dell’Azienda erogatrice del gas;
-
i Vigili del Fuoco e la Centrale Operativa della Protezione Civile presso la
Prefettura;
-
le Forze dell’ordine;
-
gli addetti all’evacuazione.
Le telefonate di allarme vanno eseguite leggendo i testi già predisposti (vedi
Appendice 2).
Gli addetti alla manutenzione e gli addetti alla Squadra antincendio si recano
immediatamente sul posto:
-
eseguono una prima verifica, in merito alle condizioni delle strutture ,
attrezzature e impianti;
-
controllano le condizioni degli impianti o dei dispositivi di sicurezza (impianto
antincendio, illuminazione di sicurezza, saracinesche d’intercettazione flusso
gas, pulsanti di blocco elettrico, ecc.);
-
relazionano sui rilievi al Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
Gli addetti all’evacuazione, se ricevono l’ordine di evacuare, attuano le procedure
previste.
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza:
-
raccoglie informazioni sulla prima ricognizione effettuata dagli addetti alla
manutenzione e dagli addetti alla lotta antincendio, e valuta la situazione;
-
informa dettagliatamente le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e gli addetti
alla Protezione Civile, se intervenuti, sui danneggiamenti provocati dal sisma
e sui rischi correlati;
-
ordina l’evacuazione totale o parziale in accordo con la Direzione Aziendale;
-
verifica il buon fine dell’evacuazione e procede all’appello;
-
concorda con la Direzione Generale, le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e
gli addetti della Protezione Civile la fine dell’emergenza;
-
dichiara la cessazione dell’emergenza;
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-
procedure di emergenza ed evacuazione
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dispone l’avvio alle procedure di ripristino di impianti tecnologici e di
sicurezza;
-
consente il rientro del personale e dei degenti evacuati;
-
fornisce notizie agli organi di informazione;
-
redige il rapporto alla Direzione Generale;
-
mantiene aggiornata l’Appendice 1)
8.7 Trombe d'aria, temporali di notevole intensità, ecc…
Anche per questi tipi di evento durante il verificarsi non esiste possibilità di
contenimento: l’emergenza, quindi, va vista esclusivamente come comportamento al
cessare dell’evento stesso.
Anche in questo caso è necessario adottare alcune precauzioni preventive.
In caso di avvisaglia di eventi naturali di tal tipo assicurarsi che gli infissi siano
correttamente e completamente chiusi.
Evitare di spostarsi all'aperto o in prossimità di alberi.
In caso di scariche atmosferiche non sostare in prossimità di tubazioni metalliche
(impianto idrico, impianto di riscaldamento, ecc…), che potrebbero costituire agevole via di
propagazione della scarica, o di quadri ed apparecchiature elettriche.
Trombe d’aria, temporali, ecc. (Scheda 1-TRO)
Il personale:
-
chiama il centralinista;
-
si prodiga al fine di far mantenere la calma ai degenti e visitatori in
collaborazione con il proprio preposto;
-
segnala al più vicino addetto alla squadra antincendio danni o lesioni
rilevate;
-
in caso di evacuazione prima di allontanarsi, dovrà, per quanto possibile,
mettere in sicurezza le attrezzature o le apparecchiature, al fine di evitare, in
caso di mancato controllo, situazioni di ulteriore pericolo.
Il centralinista, con i mezzi a disposizione chiama:
-
gli addetti alla manutenzione;
-
gli addetti alla squadra antincendio;
-
il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e, su sua disposizione:
60
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
-
il pronto intervento dell’Azienda erogatrice del gas;
-
i VVF e la Centrale Operativa della Protezione Civile presso la Prefettura;
-
le Forze dell’ordine;
-
gli addetti all’evacuazione.
Le telefonate di allarme vanno eseguite leggendo i testi già predisposti (vedi
Appendice 2).
Gli addetti alla manutenzione e gli addetti alla Squadra antincendio si recano
immediatamente sul posto:
-
eseguono una prima verifica, in merito alle condizioni delle strutture,
attrezzature e impianti;
-
controllano le condizioni degli impianti o dei dispositivi di sicurezza (impianto
antincendio, illuminazione di sicurezza, saracinesche d’intercettazione flusso
gas, pulsanti di blocco elettrico, ecc.);
-
relazionano sui rilievi al Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
Gli addetti all’evacuazione, se ricevono l’ordine di evacuare, attuano le procedure
previste.
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza:
-
raccoglie informazioni sulla prima ricognizione effettuata dagli addetti alla
manutenzione e dagli addetti alla lotta antincendio, e valuta la situazione;
-
informa dettagliatamente le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e gli addetti
alla Protezione Civile, se intervenuti, sui danneggiamenti provocati
dall’evento e sui rischi correlati;
-
ordina l’evacuazione totale o parziale in accordo con la Direzione Aziendale;
-
verifica il buon fine dell’evacuazione e procede all’appello;
-
concorda con la Direzione Generale, le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e
gli addetti della Protezione Civile la fine dell’emergenza;
-
dichiara la cessazione dell’emergenza;
-
dispone l’avvio alle procedure di ripristino di impianti tecnologici e di
sicurezza;
-
consente il rientro del personale e dei degenti evacuati;
-
fornisce notizie agli organi di informazione;
-
redige il rapporto alla Direzione Generale;
61
A Cura SPP ex Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
9. LA GESTIONE DELL’EMERGENZA: testi delle telefonate e delle comunicazioni
di allarme
1 Scopo
Questo capitolo riporta, sotto forma di schede, i testi delle telefonate e delle
comunicazioni di allarme.
L’importante in questa fase è la comprensione di ordini e informazioni e pertanto si
richiede calma e concisione nei discorsi senza soffermarsi a commenti (per esempio
ipotizzare reati o altro).
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A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
INCENDIO
marzo 2011
Scheda n. T1-INC
VV.FF. (Tel. 115)
1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN
LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA
2. SI RICHIEDE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO.
3. SI È VERIFICATO UN INCENDIO / SCOPPIO PRESSO LA ZONA…
- Indicare con precisione il Reparto o il Servizio interessato;
- se necessario il punto di ingresso per i mezzi di soccorso;
- il percorso per raggiungere il luogo incidentato;
- il nominativo dell’incaricato di guidare le squadre esterne.
4. HA CHIAMATO……..
- Indicare con precisione il nome del chiamante, addetto alle
comunicazioni di emergenza
63
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
Tipo di emergenza
INCENDIO
procedure emergenza ed evacuazione
Destinatario
marzo 2011
Scheda n. T2-INC
ADDETTI SQUADRA
ANTINCENDIO
(Tel. di reparto o megafono)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O MEGAFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI È VERIFICATO UN INCENDIO PRESSO LA ZONA…………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
3. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE
64
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
INCENDIO
Destinatario
marzo 2011
Scheda n. T3-INC
ADDETTI MANUTENZIONE
(con telefono o cercapersone)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. È IN CORSO UN ALLARME INCENDIO / SCOPPIO PRESSO
LA ZONA…
- Indicare con precisione il Reparto o il Servizio interessato
65
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
INCENDIO
Destinatario
marzo 2011
Scheda n. T4-INC
TUTTO IL PERSONALE
(con megafono)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA MEGAFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. QUESTO MESSAGGIO È DIRETTO A TUTTO IL PERSONALE
3. È IN CORSO UN’EMERGENZA TECNICA PRESSO LA
ZONA…
- Indicare con precisione il Reparto o il Servizio interessato
- Ripetere 2 volte il messaggio
66
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P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
IN CASO DI NECESSITÀ DI EVACUAZIONE
Procedura per il personale addetto al Centralino, o altro personale
precettato allo scopo dal Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
Provvedere all’informazione del personale tramite megafono.
Richiamare l’attenzione, e leggere più volte con calma e senza panico il
seguente messaggio precodificato.
TESTO DEL COMUNICATO DI EVACUAZIONE
Tipo di emergenza
Destinatario
Scheda n. T5-INC
NECESSITÀ DI
TUTTE LE PERSONE
EVACUAZIONE
PRESENTI
(con megafono)
1. ATTENZIONE!
ATTENZIONE!
A
TUTTE
LE
PERSONE
PRESENTI ESISTE UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA.
2. LASCIARE IL REPARTO/PIANO _________ (indicare la zona
incidentata) ATTRAVERSO I PERCORSI E LE USCITE DI
SICUREZZA, SEGUENDO LE ISTRUZIONI DEL PERSONALE
ADDETTO ALL’EVACUAZIONE.
3. ALL’ESODO DEI DEGENTI NON IN GRADO DI MUOVERSI
AUTONOMAMENTE
PROVVEDERÀ
IL
PERSONALE
OSPEDALIERO.
4. RIMANERE CALMI, IL PERSONALE È ADDESTRATO A
FRONTEGGIARE L’EMERGENZA.
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P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
5. I VISITATORI DEBBONO ALLONTANARSI AL PIÙ PRESTO
DAL PERIMETRO DELL’OSPEDALE.
FINE MESSAGGIO
> RIPETERE 2 VOLTE <
SU
INDICAZIONE
DEL
RESPONSABILE
DELLA
GESTIONE
DELL’EMERGENZA, RIPETERE IL MESSAGGIO PER EVACUARE I
PIANI SOVRASTANTI O SOTTOSTANTI LA ZONA INCIDENTATA.
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P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
La seguente scheda n. T6-INC, è predisposta per la segnalazione al
centralinista della presenza di un incendio all’interno del presidio
ospedaliero.
Tipo di emergenza
Destinatario
INCENDIO
Scheda n. T6-INC
CENTRALINISTA
(TEL. ________)
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO all'interno n° ____ dedicato
all’emergenza
ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI…
-
(indicare con precisi one il Reparto o Servizio interessato)
-
(indicare il nome e la qualifica del chiamante)
PARLA…
SI È SVILUPPATO UN INCENDIO / SCOPPIO PRESSO LA ZONA…
-
(indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
A seguito di tale messaggio:
-
Il Centralinista opera secondo le procedure specificate.
69
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
Tipo di emergenza
FUGA DI GAS
procedure emergenza ed evacuazione
Destinatario
marzo 2011
Scheda n. T1-GAS
ADDETTI SQUADRA
ANTINCENDIO
(Tel. di reparto o megafono)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O MEGAFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI È VERIFICATA UNA FUGA DI GAS PRESSO LA ZONA…………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
3. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE
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P.O. Battipaglia
Tipo di emergenza
FUGA DI GAS
procedure emergenza ed evacuazione
Destinatario
marzo 2011
Scheda n. T2-GAS
ADDETTI MANUTENZIONE
(con telefono o cercapersone)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O MEGAFONO
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI È VERIFICATA UNA FUGA DI GAS PRESSO LA ZONA…………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
3. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE
71
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
FUGA DI GAS
marzo 2011
Scheda n. T3-GAS
CENTRALINISTA
(TEL. _________)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO all'interno n° ____
dedicato all’emergenza
1. ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI…
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
2. PARLA…
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
3. SI È VERIFICATA UNA FUGA DI GAS PRESSO LA ZONA…………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio o area interessati)
4. INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE
A seguito di tale messaggio:
- Il Centralinista si attiva, secondo le procedure specificate.
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P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
marzo 2011
Destinatario
Scheda
n.
T1-
BOMBA
MINACCIA DI BOMBA
FORZE DELL’ORDINE
(TEL. 113)
MESSAGGIO DA COMUNICARE VIA TELEFONO, da parte di chiunque al
n° 113
1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN
LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA
2. SI RICHIEDE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO
PERCHE’ ABBIAMO RICEVUTO UNA TELEFONATA ANONIMA
CON MINACCIA DI BOMBA NEL NOSTRO OSPEDALE.
3. PARLA………
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
N.B. DATA L’URGENZA DI ASSOLUTA TEMPESTIVITÀ QUESTA
TELEFONATA
VA
FATTA
SUBITO
E
SENZA
AUTORIZZAZIONE
PREVENTIVA DEGLI INCARICATI DI GESTIRE L’EMERGENZA.
73
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
marzo 2011
Scheda
n.
T2-
BOMBA
MINACCIA DI BOMBA
CENTRALINISTA
(TEL. _______)
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO all'interno n° ____ dedicato
all’emergenza
1. ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
2. PARLA………
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
3. SI È VERIFICATA UNA TELEFONATA ANONIMA CON MINACCIA
DI BOMBA PRESSO LA ZONA
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
4. È GIA’ STATO CHIAMATO IL 113
A seguito di tale messaggio:
- Il Centralinista si attiva, chiamando il Responsabile della Gestione
dell’Emergenza, il Responsabile del Servizio Tecnico, in sua assenza,
o il dipendente di detto Servizio e i componenti la squadra di
emergenza antincendio.
74
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
marzo 2011
Scheda
n.
T3-
BOMBA
MINACCIA DI BOMBA
ADDETTI SQUADRA
ANTINCENDIO
(Tel. di reparto o megafono)
- via telefono: subito
- via megafono: solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della
Gestione dell’emergenza
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI È VERIFICATA UNA TELEFONATA ANONIMA CON
MINACCIA DI BOMBA PRESSO LA ZONA………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
3. PREDISPORSI AD AGIRE IMMEDIATAMENTE SECONDO LE
APPOSITE PROCEDURE.
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla squadra antincendio intervengono, secondo le
procedure specificate.
75
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
marzo 2011
Scheda
n.
T4-
BOMBA
MINACCIA DI BOMBA
ADDETTI MANUTENZIONE
(con telefono o cercapersone)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI È VERIFICATA UNA TELEFONATA ANONIMA CON
MINACCIA DI BOMBA PRESSO LA ZONA………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
3. PREDISPORSI AD AGIRE IMMEDIATAMENTE SECONDO LE
APPOSITE PROCEDURE.
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla manutenzione si recano, o si mettono in
contatto, con il Centro di Controllo secondo le procedure
specificate.
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A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
marzo 2011
Destinatario
INTERRUZIONE
Scheda n. T1-ELE
VV.FF. (TEL. 115)
ENERGIA ELETTRICA
RICHIESTA DA INOLTRARE VIA TELEFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN
LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA SI È VERIFICATA
UN’INTERRUZIONE
DI
ENERGIA
ELETTRICA
PER
CAUSE
ANCORA DA ACCERTARE
2. OCCORRE UN VOSTRO INTERVENTO PER ……
- (indicare il motivo per cui si richiede l’intervento)
3. PARLA………
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
N.B.
QUESTA
TELEFONATA
AUTORIZZAZIONE
DEL
DEVE
ESSERE
RESPONSABILE
FATTA
DELLA
DIETRO
GESTIONE
DELL’EMERGENZA
77
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
INTERRUZIONE
TUTTO IL PERSONALE
ENERGIA ELETTRICA
(con megafono)
marzo 2011
Scheda n. T2-ELE
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA MEGAFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. ATTENZIONE! PARLA L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI
È
VERIFICATA
UN’INTERRUZIONE
DELL’EROGAZIONE
DELL’ENERGIA ELETTRICA PRESSO LA ZONA………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
N.B. QUESTA COMUNICAZIONE DEVE ESSERE FATTA DIETRO
AUTORIZZAZIONE
DEL
RESPONSABILE
DELLA
GESTIONE
DELL’EMERGENZA
A seguito di tale messaggio:
- Il personale della zona interessata verifica che non siano rimaste
persone negli ascensori, bagni e luoghi scarsamente illuminati.
78
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
marzo 2011
Destinatario
Scheda n. T3-ELE
INTERRUZIONE
ADDETTI MANUTENZIONE
ENERGIA ELETTRICA
(con telefono o cercapersone)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI
È
VERIFICATA
UN’INTERRUZIONE
DELL’EROGAZIONE
DELL’ENERGIA ELETTRICA PRESSO LA ZONA………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le
procedure specificate.
79
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
marzo 2011
Destinatario
Scheda n. T1-ASC
BLOCCO ASCENSORI E
ADDETTI MANUTENZIONE
MONTALETTIGHE
DITTA ESTERNA
(con cercapersone n° ______)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO CELLULARE N°_____
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. PARLA……
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
3. SI
È
VERIFICATO
ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE
UN
N°……
BLOCCO
PRESSO
LA
ZONA………
- (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e
con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate
all’interno)
4. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le
procedure specificate.
80
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
marzo 2011
Destinatario
Scheda n. T2-ASC
BLOCCO ASCENSORI E
ADDETTI MANUTENZIONE
MONTALETTIGHE
DITTA ESTERNA
17.00 - 8.00 E GIORNI
(con telefono)
FESTIVI
MESSAGGIO DA INOLTRARE VIA TELEFONO Tel n° ………. (vedi foglio
reperibilità ascensoristi)
1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN
LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA………
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
2. SI
È
VERIFICATO
ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE
UN
N°……
BLOCCO
PRESSO
LA
ZONA………
- (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e
con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate
all’interno)
3. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le
procedure specificate.
81
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
BLOCCO ASCENSORI E
marzo 2011
Destinatario
Scheda n. T3-ASC
VV.FF. (Tel. 115)
MONTALETTIGHE
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN
LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA……
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
2. SI
È
VERIFICATO
ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE
UN
N°……
BLOCCO
PRESSO
LA
ZONA………
- (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e
con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate
all’interno)
3. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO
82
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
marzo 2011
Destinatario
Scheda n. T4-ASC
BLOCCO ASCENSORIE
ADDETTI MANUTENZIONE
MONTALETTIGHE
INTERNI
SEMPRE
(con telefono o cercapersone)
MESSAGGIO DA DIFFONDERE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. SI
È
VERIFICATO
ALL’ASCENSORE/MONTALETTIGHE
UN
N°……
BLOCCO
PRESSO
LA
ZONA………
- (indicare il n° dell’impianto interessato, il Reparto o Servizio e
con precisione l’eventuale presenza di persone bloccate
all’interno)
3. OCCORRE URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO
4. E’ GIÀ STATA AVVISATA LA DITTA DI MANUTENZIONE
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le
procedure specificate.
83
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
TERREMOTO ED ALTRI
Destinatario
marzo 2011
Scheda n. T1-TER
VV.FF. (Tel. 115)
EVENTI NATURALI
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN
LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA……
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) SI RICHIEDE
URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO.
3. SI SONO VERIFICATI………
- (specificare quanto è successo: scoppio, crollo, intrappolamento
persone, ecc.)
84
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
TERREMOTO ED ALTRI
SALA OPERATIVA
EVENTI NATURALI
PROTEZIONE CIVILE
marzo 2011
Scheda n. T2-TER
(TEL. _______ – ________)
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. QUI È L’OSPEDALE “SANTA MARIA DELLA SPERANZA” IN
LOCALITA’ FIORIGNANO A BATTIPAGLIA PARLA……
- (indicare il nome e la qualifica del chiamante)
2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) SI RICHIEDE
URGENTEMENTE UN VOSTRO INTERVENTO.
3. SI SONO VERIFICATI………
- (specificare quanto è successo: scoppio, crollo, intrappolamento
persone, ecc.)
85
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
TERREMOTO ED ALTRI
ADDETTI SQUADRA
EVENTI NATURALI
ANTINCENDIO
marzo 2011
Scheda n. T3-TER
(Tel. di reparto o megafono)
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) OCCORRE
INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE NELL’EDIFICIO………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla squadra antincendio intervengono, secondo le
procedure specificate, nell’area.
86
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
TERREMOTO ED ALTRI
ADDETTI MANUTENZIONE
EVENTI NATURALI
(con telefono o cercapersone)
marzo 2011
Scheda n. T4-TER
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO O CERCAPERSONE
(solo dopo aver avuto l'assenso dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza)
1. ATTENZIONE! QUI È L’ADDETTO ALLE COMUNICAZIONI DI
EMERGENZA
2. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) OCCORRE
INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE NELL’EDIFICIO………
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
A seguito di tale messaggio:
- Gli addetti alla manutenzione si recano sul posto secondo le
procedure specificate.
87
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
Tipo di emergenza
Destinatario
TERREMOTO ED ALTRI
CENTRALINISTA
EVENTI NATURALI
(TEL. _________)
marzo 2011
Scheda n. T5-TER
MESSAGGIO DA INVIARE VIA TELEFONO all'interno n°____
dedicato
all’emergenza
1. ATTENZIONE! QUI È IL REPARTO / SERVIZIO DI…
- (indicare con precisione il Reparto o Servizio interessato)
2. PARLA…
(indicare il nome e la qualifica del chiamante)
3. A SEGUITO DI (SPECIFICARE TIPO DI EVENTO) INTERVENIRE
IMMEDIATAMENTE
- (specificare quanto è successo: scoppio, crollo, intrappolamento
persone, ecc.)
A seguito di tale messaggio:
Il centralinista/portiere avverte il Responsabile della Gestione dell’emergenza,
ed effettua le comunicazioni da questo indicate
88
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
COMUNICAZIONI DI ALLARME.
Caso A - Attivazione di un pulsante di allarme sensore di fumo.
Nel locale centralino/portineria si attiva una segnalazione ottica/acustica
sul pannello di comando;
• Il portiere controllata la segnalazione sul display della centralina
antincendio, controlla di persona il punto da cui è partita la segnalazione di
emergenza per verificare la reale gravità della segnalazione ed escludere
che si tratti di un falso allarme;
• Se è un falso allarme il portiere ritorna nel locale centralino/portineria ed
elimina la segnalazione
• Constatata
l’effettiva
gravità
il
portiere
ritorna
nel
locale
centralino/portineria e avverte i componente la squadra antincendio e, se è
il caso, il Responsabile della Gestione Emergenza.
•
Caso B - Attivazione di un sensore di fumo.
Nel locale centralino/portineria si attiva una segnalazione ottica/acustica
sul pannello di comando;
• Il portiere controllata la segnalazione sul display della centralina
antincendio, controlla di persona il punto da cui è partita la segnalazione di
emergenza per verificare la reale gravità della segnalazione ed escludere
che si tratti di un falso allarme;
• Se è un falso allarme il portiere ritorna nel locale centralino/portineria ed
elimina la segnalazione
• Constatata
l’effettiva
gravità
il
portiere
ritorna
nel
locale
centralino/portineria e avverte i componente la squadra antincendio e, se è
il caso, il Responsabile della Gestione Emergenza.
•
89
A cura SPP exASL Sa2
P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
10. LA GESTIONE DELL’EMERGENZA: MODALITÀ DI EVACUAZIONE
10.1 Scopo
Questo capitolo stabilisce quale sia la sequenza di procedure da porre in atto al fine
di evacuare le aree del complesso ospedaliero in caso di emergenza, avendo quale
obiettivo primario la salvaguardia dell’integrità fisica delle persone, con particolare
riferimento ai degenti non in grado di muoversi autonomamente.
10.2 Tipologia dell’intervento
L’evacuazione consiste nell’abbandono immediato dell’area di emergenza, da parte
degli occupanti e nel concentramento degli stessi in un luogo, o luoghi sicuri interni, o in
un altra ala, o all’esterno in punti di raccolta predeterminati.
L’evacuazione può essere:
-
parziale: relativa al solo compartimento/reparto interessato dal sinistro;
questa può, a sua volta, essere suddivisa in:
-
orizzontale: dal compartimento/reparto interessato dal sinistro verso una zona
“sicura” situata al piano;
-
verticale: dal compartimento/reparto interessato dal sinistro verso una zona
“sicura” percorrendo le scale;
-
generale: contemporanea all’ala nel suo complesso.
N.B.: Non si considera il caso di evacuazione generale di tutto l’ospedale (se non nel
caso di terremoto), perché assolutamente improbabile uno sviluppo contemporaneo di
eventi negativi nell’ambito di ogni singola ala che compone il complesso.
Il piano è predisposto pensando ai singoli reparti non interessati dall’incidente come
area di ricovero provvisorio per i degenti da evacuare dai reparti ospedalieri oggetto
dell’emergenza.
Solo i pazienti “critici” dovranno essere portati, dal reparto di provenienza, in altri
Ospedali dotati dei letti tecnologici necessari.
Per quanto attiene i visitatori, gli stessi saranno invitati a lasciare al più presto
l’edificio in allarme e ad uscire dal perimetro dell’ospedale per non intralciare le
operazioni di soccorso.
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P.O. Battipaglia
procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
L’evacuazione di emergenza viene messa in atto attraverso percorsi di evacuazione
segnalati e uscite di sicurezza dotate di maniglione antipanico.
10.3 Categorie di personale nell’ambito nell’evacuazione e loro responsabilità
Nel processo di evacuazione si possono distinguere sostanzialmente quattro
categorie di persone attive con ruoli diversi:
-
Responsabile della Gestione dell’Emergenza;
-
personale con ruolo attivo nel fronteggiare l’emergenza;
-
personale non incaricato di ruoli specifici;
-
degenti e visitatori.
Si riportano di seguito più in dettaglio ruoli e responsabilità.
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procedure emergenza ed evacuazione
EVACUAZIONE GLOBALE O PARZIALE
marzo 2011
Scheda n. 1-EVC
I visitatori dovranno essere sollecitati ad abbandonare al più presto il perimetro
dell’Ospedale, al fine di non intralciare le operazioni di soccorso.
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza:
1. valuta il grado di emergenza ed impartisce l’ordine di evacuazione parziale o
totale, fornendo indicazioni anche relative al compartimento/edificio dove
trasferire i pazienti dell’area interessata dal sinistro. Per la comunicazione
dell’ordine di evacuazione utilizzerà il protocollo predisposto. L’ordine di
evacuazione deve essere impartito tramite megafono (il testo del messaggio è
sempre allegato all’appendice 1); per la diffusione del messaggio si può far capo
agli addetti al centralino/portineria;
2. impartisce l’ordine di bloccare le accettazioni in Pronto Soccorso preavvertendo
la Centrale Operativa 118;
3. coordina il lavoro dei componenti l’Unità di Crisi;
4. verifica il procedere dell’operazione, attraverso le informazioni date dagli addetti
all’evacuazione, soprattutto in merito alla situazione dei pazienti gravi;
5. ove mancassero persone all’appello, coordina l’operazione di ricerca e soccorso
con priorità assoluta rispetto alle altre emergenze;
6. impartisce l’ordine di rientro ad emergenza chiusa;
7. in ogni momento, secondo necessità, sostituisce le persone incaricate di compiti
improrogabili, qualora queste fossero impossibilitate ad agire.
N.B. Nel caso in cui l’emergenza dovesse riguardare Rianimazione, Blocco operatorio,
Unità Coronarica, zona culle termostatiche e altre aree con pazienti a rischio o zone
immediatamente adiacenti, attivare il piano di ricollocazione dei pazienti, attraverso la
collaborazione dell’infermiere di Direzione Sanitaria di Presidio o di Pronto Soccorso,
che chiederà la mobilitazione di ambulanze/elicotteri per il trasferimento agli ospedali più
vicini adeguatamente attrezzati.
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procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Gli addetti alla squadra di emergenza ricevuta l’autorizzazione da parte del
Responsabile della Gestione dell’Emergenza, devono:
1. comunicare ai presenti l’ordine di lasciare le zone incidentate; collaborando con il
personale sanitario per l’evacuazione dei pazienti
Il
collaboratore professionale
sanitario esperto o
infermiere
con funzioni di
coordinamento in turno deve:
1. prelevare il registro di reparto;
2. vigilare che i pazienti siano trasportati in modo corretto, tenendo conto del grado
di autosufficienza di ciascuno;
3. verificare che nessuno rimanga chiuso nei bagni, sale visita, ecc.
4. abbandonare per ultimo la zona di competenza verificando che non sia rimasto
più nessuno in loco; speciale attenzione dovrà essere posta nella verifica di locali
quali:
-
servizi;
-
sale visita;
-
aree chiuse o comunque non visibili dai corridoi.
5. Verificare che tutte le persone presenti nel settore di competenza, abbiano
lasciato l’area incidentata;
6. raggiungere le persone (degenti/personale) sfollate dalla propria area di
competenza nei punti di concentramento previsti, o segnalati dal Responsabile
della Gestione dell’Emergenza;
7. avvertire
il
Responsabile
della
Gestione
dell’Emergenza
dell’avvenuto
completamento del processo di evacuazione per l’area di propria competenza, o
del fatto che alcune persone manchino all’appello,
8. svolgere opera di controllo e vigilanza, affinché nessuno rientri nell’area in
emergenza per il periodo che perdura lo stato di emergenza;
9. ad emergenza chiusa, coordinare le operazioni di rientro nell’edificio, per quanto
attiene il proprio reparto.
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procedure emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Gli addetti all’evacuazione devono:
1. disporre per l’assistenza delle persone non in grado di muoversi autonomamente,
regolandosi per le modalità di trasporto in base al codice - colore che segnala,
per ogni paziente, il grado di autonomia;
2. fare defluire con calma ed ordine, i visitatori, i degenti, il personale presenti
nell’area di propria competenza e controllare che siano chiuse le porte
tagliafuoco che delimitano i compartimenti in emergenza, nonché quelli
immediatamente adiacenti.
Il personale non incaricato di compiti specifici deve:
1. attenersi alle disposizioni del proprio “addetto all’evacuazione”;
2. non farsi prendere dal panico, e collaborare attivamente con gli addetti
all’evacuazione soprattutto per l’esodo in sicurezza di pazienti non in grado di
muoversi autonomamente o con quadro clinico grave;
3. occuparsi del trasferimento su barelle di pazienti che non possono muoversi
diversamente. In caso di insufficienza delle barelle collaborare a stendere i
pazienti allettati su lenzuola o coperte stese al suolo, trascinando quindi il
paziente lungo la via di esodo;
4. avviarsi con ordine verso le uscite di sicurezza, senza indugiare per recuperare, o
far recuperare, effetti personali od altro;
5. aprire le porte di sicurezza facendo pressione sulla barra trasversale della porta
perimetrale della stessa;
6. raggiungere i punti di concentramento predeterminati;
7. rientrare nell’edificio solo dietro esplicita autorizzazione del Responsabile della
Gestione dell’Emergenza.
(fine procedura)
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procedure emergenza ed evacuazione
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10.4 Percorsi di evacuazione
Tutti i percorsi di evacuazione dovranno essere evidenziati con apposita segnaletica
di sicurezza, ed essere dotati di illuminazione di emergenza e predisposti in modo tale
da consentire l’esodo in emergenza senza creare situazioni di panico.
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procedure emergenza ed evacuazione
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APPENDICE 1
Per il personale addetto al Centralino, incaricato di effettuare le comunicazioni di
emergenza o altro personale precettato allo scopo dal Responsabile della Gestione
dell’Emergenza:
PROCEDURA
Provvedere all’informazione del personale tramite megafono.
Richiamare l’attenzione e leggere più volte con calma e senza panico il messaggio
precodificato della Scheda n. T5-INC
9 LA GESTIONE DELL’EMERGENZA : le mansioni degli addetti alla squadra di
emergenza
9.1 Schede “procedure” allegate
Si riportano nelle pagine successive le procedure di comportamento rivolte sia al
personale con ruolo attivo nell’emergenza sia al personale generico, al fine di poter
superare l’emergenza stessa senza panico e salvaguardando l’incolumità delle persone,
contenendo i danni materiali.
N.B.: La numerazione in calce alle schede fa riferimento all’elenco esposto al Capitolo
IV, che stabilisce organizzazione e compiti.
PROCEDURE DI EMERGENZA
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RESPONSABILE DELLA GESTIONE
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Scheda n. 1-EME
DELL’EMERGENZA
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, una volta avvertito, deve recarsi dove si
è sviluppata la situazione di pericolo, e successivamente al Centro di Controllo e porre
in atto le seguenti procedure:
1. valutare il grado di emergenza; ed eventualmente richiedere l’intervento delle
forze Istituzionali (Polizia, carabinieri, ecc. ove non previsto con procedura
automatica): fornire in questo senso precise disposizioni al Centralinista;
2. in base alla valutazione di cui al punto 1, ordinare l’evacuazione parziale o totale;
3. coordinare il lavoro dei componenti l’Unità di Crisi;
4. assumere informazioni, dagli addetti all’evacuazione, circa l’avvenuto esodo delle
singole zone o da tutto l’edificio;
5. ottenute le informazioni, verificare che siano state messe in atto, da parte degli
addetti alla squadra antincendio, dagli addetti alla manutenzione, ecc., le
procedure previste dal “Piano “ per quanto attiene gli impianti di sicurezza e di
servizio;
6. collaborare con gli organismi istituzionali sino alla completa normalizzazione
dell’incidente e dichiarare la cessazione dello stato di emergenza;
7. informare la Direzione Generale, redigere il rapporto di intervento e completare il
libro giornale delle emergenze
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PERSONALE NON AVENTE INCARICHI
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Scheda n. 2-EME
SPECIFICI NEL PIANO
Il personale che rileva una situazione di emergenza, dovrà:
-
chiamare il numero interno _______ (Centralino) specificando luogo e natura
dell’emergenza
-
informare il proprio preposto.
-
intervenire operativamente, se ciò non comporta rischi per la sua persona, con
estintori nella zona interessata dal focolaio;
-
in caso di evacuazione, eseguire alla lettera le disposizioni del personale
“addetto all’evacuazione” dell’area in cui ci si trova, collaborando attivamente allo
sgombero dei degenti, seguendo le indicazioni del personale sanitario.
N.B. I visitatori debbono essere invitati a lasciare al più presto il perimetro del complesso
ospedaliero.
-
Il personale non dovrà, per alcun motivo:
A. assumere iniziative personali, quali la chiamata diretta ai Vigili del Fuoco,
l’intervento sull’impianto elettrico, ecc.
B. creare allarmismo e precipitarsi alle “uscite di sicurezza” prima che sia
stata ordinata l’evacuazione (tranne per le situazioni che presentano
immediato pericolo per l’incolumità personale).
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ADDETTI ALL’EVACUAZIONE
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Scheda n. 3A-EME
In caso di emergenza nella propria area di lavoro o in quella adiacente, gli addetti alla
evacuazione (personale infermieristico e ausiliario) dovranno:
1. Informare l’addetto al centralino;
2. intervenire operativamente, qualora non comporti rischi per la propria persona,
con estintori nelle zone interessata dal focolaio;
3. mantenere la calma nell’ambito del reparto loro affidato, invitando eventuali
visitatori a lasciare immediatamente il reparto interessato per non intralciare i
soccorsi;
4. procedere alle operazioni di evacuazione della propria area di lavoro;
controllando anche che siano chiuse le porte tagliafuoco dei compartimenti
interessati dall’emergenza
5. seguire le indicazioni del medico di reparto e le indicazioni degli adesivi verdi gialli - rossi per evacuare correttamente i degenti non autosufficienti;
6. verificare che tutti i presenti nell’area siano evacuati, con particolare attenzione ai
pazienti non in grado di muoversi autonomamente o a coloro che possono
trovarsi nei bagni o, accidentalmente, in altri ambienti di servizio;
7. farsi aiutare dal personale generico per il trasferimento dei degenti non
autosufficienti, anche a mezzo sedie a rotelle/barelle/lenzuola/coperte; radunare
tutte le persone loro affidate nel luogo sicuro previsto dalle procedure o
concordato con il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, controllando per
quanto possibile che le stesse non creino ostacoli alle operazioni di soccorso e
intervento;
8. impedire che le persone evacuate rientrino nella zona in emergenza sino al
momento in cui la stessa venga dichiarata di nuovo agibile;
9. porsi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
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ADDETTI ALL’EVACUAZIONE:
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Scheda n. 3B-EME
COLLABORATORE PROFESSIONALE
SANITARIO ESPERTO O INFERMIERE
SOSTITUTO
In caso di emergenza nella propria area di lavoro o in quella adiacente, il collaboratore
professionale sanitario esperto o l’infermiere di riferimento del reparto deve:
1. informare l’Addetto al centralino;
2. intervenire operativamente, se non comporta rischi per la sua persona, con
estintori nelle zone interessata dal focolaio, solo se il focolaio è in fase iniziale ed
è possibile ipotizzare lo spegnimento;
3. mantenere la calma nell’ambito del reparto affidato;
4. procedere alle operazioni di evacuazione della propria area di lavoro,
controllando anche che siano chiuse le porte tagliafuoco dei compartimenti
interessati dall’emergenza e prelevando il registro di reparto;
5. sorvegliare che ogni paziente sia evacuato con le modalità compatibili con il
proprio stato, immediatamente evidente dal codice - colore risultante sia nella
stanza del collaboratore professionale sanitario esperto o sostituto che presso
ogni letto;
6. verificare che tutti i presenti nell’area siano evacuati, con particolare attenzione ai
pazienti non in grado di muoversi autonomamente o coloro che possono trovarsi
nei bagni o, accidentalmente, in altri ambienti di servizio;
7. chiedere l’aiuto del personale generico per il trasferimento dei degenti non
autosufficienti, anche a mezzo sedie a rotelle/barelle/lenzuola/coperte; radunare
tutte le persone loro affidate nel luogo sicuro previsto dalle procedure o
concordato con il Responsabile della Gestione dell’Emergenza, controllando per
quanto possibile che le stesse non creino ostacoli alle operazioni di soccorso e
intervento;
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marzo 2011
8. procedere all’appello delle persone affidate e ove, ad una prima verifica,
risultassero mancanti delle persone, informare il Responsabile della Gestione
dell’Emergenza;
9. impedire che le persone evacuate rientrino nella zona in emergenza sino al
momento in cui la stessa venga dichiarata di nuovo agibile;
10. porsi a disposizione del Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
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ADDETTI ALLA MANUTENZIONE
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Scheda n. 4-EME
Gli addetti alla manutenzione, avvertiti tramite cercapersone o telefono, devono:
1. recarsi nell’area dove si è manifestata l’emergenza per verificare la natura e
l’entità dell’evento;
2. in caso di emergenza dovuta a guasto tecnico o disservizio agli impianti, operare
secondo le procedure prefigurate sulle apposite schede;
3. in caso di incendio o altra emergenza affiancare l’intervento della Squadra
Antincendio Interna, isolando gli impianti (elettrico, di condizionamento ecc..) e
intercettando tubazioni di gas combustibili;
4. controllare il corretto funzionamento degli impianti di emergenza;
5. attendere l’ordine del Responsabile della Gestione dell’Emergenza per chiudere
l’erogazione dell’ossigeno e degli altri gas medicali;
6. esauriti i compiti specifici, porsi a disposizione del Responsabile della Gestione
dell’Emergenza per coadiuvarlo nelle azioni che questi riterrà opportuno mettere
in atto;
7. all’arrivo dei Vigile del Fuoco porsi a disposizione degli stessi, principalmente per
indicare ubicazione di impianti di servizio e di emergenza;
8. ad emergenza cessata, collaborare al ripristino della funzionalità degli impianti.
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ADDETTI ALLA SQUADRA ANTINCENDIO
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Scheda n. 5-EME
Gli addetti alla squadra antincendio, ricevono la segnalazione di allarme tramite
megafono o telefono dal centralinista:
1. assumono informazioni circa il luogo di emergenza e si recano sul posto
immediatamente;
2. intervengono operativamente con estintori e/o idrante nella zona interessata dal
focolaio, accertandosi, prima di iniziare l’opera di spegnimento con acqua, del
blocco della tensione elettrica in zona;
3. collaborano attivamente all’eventuale salvataggio di degenti o personale che gli
addetti all’evacuazione abbiano segnalato come mancanti all’appello;
4. si adoperano per rendere gli accessi, le vie interne e le aree adiacenti l’edifico
nella zona in allarme accessibili ai mezzi dei Vigili del Fuoco;
5. all’arrivo dei Vigili del Fuoco, trasferiscono loro le competenze inerenti lo
spegnimento e si mettono a disposizione del Responsabile della Gestione
dell’Emergenza.
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ADDETTI AL CENTRALINO
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Scheda n. 6-EME
Gli addetti del centralino o della portineria devono:
1. In caso di blocco o disservizio di impianti (elettrico, di condizionamento, gruppo
elettrogeno, ascensori /montalettighe, ecc.)
-
tramite cercapersone, (chiamata singola specifica) o telefono, chiamare gli
addetti alla manutenzione, i quali intervengono secondo le procedure già
stabilite.
2. In caso di emergenza per incendio
-
Chiamare:
A. i soccorsi esterni – Vigili del Fuoco tel. 115;
B. il Responsabile della Gestione dell’Emergenza.
-
Avvisare:
C. gli addetti alla manutenzione per le operazioni di prima verifica
tramite telefono o cercapersone;
D. la squadra di emergenza e avvisare la Portineria, per l’apertura dei
cancelli per l’accesso dei Vigili del Fuoco;
E. diffondere messaggi urgenti su ordine del Responsabile della
Gestione dell’Emergenza.
3. Segnalare e predisporre, per quanto possibile, un percorso sgombro, per l’arrivo
delle Forze di intervento esterne; fare inoltre interdire l’accesso a chiunque altro
non coinvolto nell’emergenza
4. In caso di evacuazione generale o parziale:
-
su ordine del Responsabile della Gestione dell’Emergenza dare il via alle
procedure codificate nell’apposita scheda.
5. In caso di altre emergenze:
seguire le istruzioni contenute nel piano e nelle Appendici dei vari paragrafi del
Capitolo
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11. PREDISPOSIZIONE DEI VERBALI DI INTERVENTO
10.1 Modulistica predisposta per la stesura di un rapporto di intervento per le seguenti
emergenze
-
incendio / scoppio;
-
fuga di gas;
-
attentato o minaccia di bomba;
-
mancanza di energia elettrica;
-
blocco ascensori / montalettighe;
-
calamità naturali.
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PRESIDIO
procedure di emergenza ed evacuazione
OSPEDALIERO
“SANTA
MARIA
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DELLA
SPERANZA”
BATTIPAGLIA
Rapporto di intervento
Modulo da utilizzarsi per le emergenze di cui ai Capitoli VII e VIII:
Data___/___/______ Ora________
Tipo di sinistro
Compilatore (Direttore Sanitario del Presidio o suo sostituto)
1) Descrizione dell’incidente:
2) Corpo di fabbrica, piano, Unità Operativa:
3) Destinazione dei locali coinvolti dall’evento:
4) Personale intervenuto:
Responsabile della Gestione dell’Emergenza:
Squadra antincendio:
Addetti alla manutenzione:
Addetti all’evacuazione:
Responsabile delle comunicazioni di emergenza:
Altri:
5) Mezzi di estinzione impiegati:
Idranti n.:
Estintori:
( Polvere )
( CO2)
n.
n.
Impianti speciali:
6) Altri mezzi di intervento usati:
7) Evacuazione parziale - zone interessate:
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
8) Forze esterne intervenute sul luogo del sinistro:
Vigili del Fuoco
Polizia:
Carabinieri:
9) Dati forniti alle Forze intervenute:
10) Feriti gravi
Cognome:
Nome:
Diagnosi e prognosi:
11) Feriti lievi
Cognome:
Nome:
Diagnosi e prognosi:
12) Strutture danneggiate
13) Impianti tecnologici danneggiati:
14) Presunte cause dell’incidente:
15) Considerazioni in merito all’attuazione del “Piano di Emergenza”:
16) Considerazioni in merito allo stato di efficienza di impianti e dispositivi di sicurezza
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza
(firma)
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12. NUMERI TELEFONICI ED INDIRIZZI
12.1 Scopo
Il presente capitolo si propone di raggruppare tutti i numeri telefonici e gli indirizzi utili in
caso di emergenza.
11.2 Elenco di servizi esterni da allertare in caso di emergenza (da parte degli addetti alle
comunicazioni di emergenza)
SERVIZI DI EMERGENZA NUMERI DI TELEFONO
Vigili del Fuoco, Emergenza: 115;
Carabinieri: 112;
Pubblica Sicurezza: 113;
Emergenza Sanitaria: 118;
Pronto intervento Azienda Gas: 800 198 198
Pronto intervento Azienda Elettrica: 800-900-800
Pronto intervento Azienda Telefonica: 191
Protezione Civile c/o Prefettura: 089 613408
11.3 Elenco del personale facente capo all’organico dell’ospedale da allertare in caso di
emergenza
SQUADRA DI EMERGENZA
Elenco del personale ospedaliero da allertare
Periodo: dalle ore _____ del _______ alle ore ______ del ________
RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA
1 anestesista-rianimatore in turno (si propone di dedicare un telefono cellulare aziendale
che l’interessato avrà cura di avere sempre con sé)
Dott. _____________________
Tel. Interno n° __________________
Cellulare aziendale n. ___________________
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2 Direttore sanitario di presidio
Dott. ___________________________
Tel. Interno n°. ____________________
Cellulare aziendale n. _______________________
3 Dirigente della direzione sanitaria di presidio
Dott. ________________________
Tel. Interno n° __________________________
Cellulare aziendale n. _______________________
SERVIZIO TECNICO
1 Responsabile ________________________
Tel. Interno n° __________________________
Cellulare aziendale n. _______________________
2 Operatori
Tel. Mobile n° ____________________________
Tel. Interno n° ____________________________
Cellulare aziendale n. _______________________
Tel. Mobile n° ____________________________
Tel. Interno n° ____________________________
Cellulare aziendale n. _______________________
Tel. Mobile n° ____________________________
Tel. Interno n° ____________________________
Cellulare aziendale n. _______________________
SQUADRA DI EMERGENZA
Elenco del personale ospedaliero da allertare
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Addetti alla squadra antincendio
Unità Operativa: __________________
Tel. ____________________
Unità Operativa: __________________
Tel. ____________________
Unità Operativa: __________________
Tel. ____________________
Unità Operativa: __________________
Tel. ____________________
Unità Operativa: __________________
Tel. ____________________
Unità Operativa: __________________
Tel. ____________________
110
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procedure di emergenza ed evacuazione
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13. FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO
13.1 Scopo
Scopo di questo capitolo è stabilire e descrivere quale tipo di informazione teorica e
quale addestramento pratico occorra fornire al personale ospedaliero per dargli la
possibilità di fronteggiare, nelle migliori condizioni possibili, qualsiasi emergenza.
13.2 Responsabilità
E’ compito del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, con il supporto di
Dirigenti e Preposti, accertarsi che si proceda all’istruzione del personale sanitario e
amministrativo impegnato nell’emergenza e che il grado di istruzione raggiunto venga
mantenuto nel tempo.
E’ compito del Responsabile del Servizio Tecnico accertarsi che si proceda
all’istruzione del personale tecnico e generico addetto agli impianti.
13.3 Formazione /addestramento
Ogni informazione relativa al programma di informazione ed addestramento, alla
durata e periodicità dello stesso è stata raggruppata nell’Appendice 2 della presente
Sezione.
Per ogni categoria è stato predisposto un apposito programma di formazione e
addestramento.
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APPENDICE 2
INDICE
1. Programma di istruzione addetti alla squadra antincendio;
2. Programma di istruzione responsabili della gestione dell’emergenza
3. Programma di istruzione addetti alla manutenzione
4. Programma di istruzione addetti all’evacuazione
5. Programma di istruzione personale non investito di compiti specifici
6. Programma di istruzione addetti alle comunicazioni di emergenza
1. Programma di istruzione per il personale Addetto alla Squadra antincendio
Il personale Addetto alla squadra antincendio riceve un’istruzione in merito ai seguenti
argomenti:
1) L'incendio e la prevenzione incendi (4 ore)
-
Princìpi sulla combustione;
-
le principali cause di incendio in relazione allo specifico ambiente di lavoro;
-
le sostanze estinguenti;
-
i rischi alle persone ed all'ambiente;
-
specifiche misure di prevenzione incendi;
-
accorgimenti comportamentali per prevenire gli incendi;
-
l'importanza del controllo degli ambienti di lavoro;
-
l'importanza delle verifiche e delle manutenzioni sui presidi antincendio.
2) La protezione antincendio (4 ore)
-
Misure di protezione passiva;
-
vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti;
-
attrezzature ed impianti di estinzione;
-
sistemi di allarme;
-
segnaletica di sicurezza;
-
impianti elettrici di sicurezza;
-
illuminazione di sicurezza.
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procedure di emergenza ed evacuazione
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3) Procedure da adottare in caso di incendio (4 ore)
-
Procedure da adottare quando si scopre un incendio;
-
procedure da adottare in caso di allarme;
-
modalità di evacuazione;
-
modalità di chiamata dei servizi di soccorso;
-
collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento;
-
esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali-operative.
4) Esercitazioni pratiche (4 ore)
-
Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento;
-
presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore,
tute, etc.);
-
esercitazioni sull'uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale.
Devono esser messe a disposizione degli addetti alla squadra di emergenza le piante
del complesso ospedaliero con l’elenco delle ubicazioni delle Unità Operative.
2. Programma di istruzione per il Responsabile della Gestione dell’Emergenza
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e il suo sostituto organizzeranno la
propria autoformazione in merito ai seguenti argomenti:
Piano per situazioni di emergenza:
-
tipologia delle varie emergenze;
-
identificazione del grado di emergenza;
-
ruoli dei dipendenti con funzioni attive nell’emergenza;
-
compiti specifici della Gestione dell’Emergenza;
-
rapporti con le forze di intervento esterne;
-
prefigurazione di sequenze di incidente e della successione di contromisure da
adottare;
-
rapporto di incidente.
Tecniche antincendio
-
ipotesi di incidente e pianificazione
Informazioni sulla costituzione del complesso ospedaliero:
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procedure di emergenza ed evacuazione
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-
conoscenza del complesso ospedaliero;
-
conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza;
-
punti di concentramento, ruoli specifici, sequenze operative;
-
procedure specifiche di intervento.
1. Programma di istruzione per gli addetti alla manutenzione
(E’ preferibile che tutto il personale del Servizio Tecnico sia formato quale addetto
alla squadre di emergenza)
In ogni caso, per il personale del Servizio Tecnico che non dovesse essere inserito nei
gruppi di discenti dei corsi di tipo ‘C’, é necessario che sia garantita riceve istruzione in
merito ai seguenti argomenti:
Informazioni relative all’edificio, agli impianti (in funzione delle specifiche competenze) ed
alla pianificazione di emergenza:
-
conoscenza del complesso ospedaliero;
-
conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza;
-
conoscenza del piano;
-
identificazione del grado di emergenza;
-
procedure specifiche di intervento;
-
su impianto elettrico;
-
su impianto di condizionamento;
-
su impianti di processo di servizio;
-
su impianti particolari;
-
simulazioni di incendi e verifica delle sequenze di contromisure da mettere in
atto.
Informazioni generali antincendio:
-
notizie base su incendio, fughe di gas, ecc.;
-
tecniche di spegnimento - agenti estinguenti con particolare riferimento alla
relazione tra spegnimento ed intervento di blocco sugli impianti.
Addestramento pratico
-
uso degli estintori, idranti
-
spegnimento di focolai campione
4. Programma di istruzione per gli Addetti all’Evacuazione
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procedure di emergenza ed evacuazione
marzo 2011
Gli addetti all’evacuazione ricevono una istruzione in merito ai seguenti argomenti.
Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento
all’evacuazione:
-
pianificazione delle varie emergenze;
-
personale con compiti attivi nell’emergenza;
-
evacuazione:
-
-
responsabilità/priorità;
-
compiti e procedure di allarme;
-
vie di esodo.
-
istruzioni al personale generico in merito alla collaborazione nell’evacuazione
-
verifiche
-
punti di concentramento (luoghi sicuri interni/esterni)
conoscenza dell’ospedale
Informazioni generali antincendio
-
notizie base su incendio;
-
tecniche di spegnimento - agenti estinguenti.
5. Programma di istruzione per il Personale non incaricato di compiti specifici
Il personale generico (intendendosi per tale tutto quello che non ha un ruolo specifico
nella gestione dell’emergenza) riceve una istruzione in merito ai seguenti argomenti.
Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle
segnalazioni di allarme:
-
pianificazione delle varie emergenze;
-
personale con compiti attivi nell’emergenza;
-
segnalazioni di allarme;
-
responsabilità;
-
compiti e procedure di allarme;
-
schede di riferimento;
-
mezzi tecnici di segnalazione;
-
conoscenza dell’ospedale;
-
comunicazioni relative al comportamento da tenere nelle varie emergenze.
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procedure di emergenza ed evacuazione
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6. Programma di istruzione per il personale addetto al centralino (responsabile delle
comunicazioni di emergenza).
Il personale addetto alle segnalazioni di allarme riceve un’informazione in merito ai
seguenti argomenti.
Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle
segnalazioni di allarme:
-
suddivisione delle varie emergenze;
-
personale con compiti attivi nell’emergenza;
-
segnalazioni di allarme;
-
responsabilità;
-
compiti e procedure di allarme;
-
schede di riferimento;
-
mezzi tecnici di segnalazione;
-
conoscenza dell’Ospedale;
-
simulazione delle varie emergenze e prove pratiche.
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procedure di emergenza ed evacuazione
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13. FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO
13.1 Scopo
Scopo di questo capitolo è stabilire e descrivere quale tipo di informazione teorica e
quale addestramento pratico occorra fornire al personale ospedaliero per dargli la
possibilità di fronteggiare, nelle migliori condizioni possibili, qualsiasi emergenza.
13.2 Responsabilità
E’ compito del Responsabile della Gestione dell’Emergenza, con il supporto di
Dirigenti e Preposti, accertarsi che si proceda all’istruzione del personale sanitario e
amministrativo impegnato nell’emergenza e che il grado di istruzione raggiunto venga
mantenuto nel tempo.
E’ compito del Responsabile del Servizio Tecnico accertarsi che si proceda
all’istruzione del personale tecnico e generico addetto agli impianti.
13.3 Formazione /addestramento
Ogni informazione relativa al programma di informazione ed addestramento, alla
durata e periodicità dello stesso è stata raggruppata nell’Appendice 2 della presente
Sezione.
Per ogni categoria è stato predisposto un apposito programma di formazione e
addestramento.
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APPENDICE 2
INDICE
1. Programma di istruzione addetti alla squadra antincendio;
2. Programma di istruzione responsabili della gestione dell’emergenza
3. Programma di istruzione addetti alla manutenzione
4. Programma di istruzione addetti all’evacuazione
5. Programma di istruzione personale non investito di compiti specifici
6. Programma di istruzione addetti alle comunicazioni di emergenza
1. Programma di istruzione per il personale Addetto alla Squadra antincendio
Il personale Addetto alla squadra antincendio riceve un’istruzione in merito ai seguenti
argomenti:
1) L'incendio e la prevenzione incendi (4 ore)
-
Princìpi sulla combustione;
-
le principali cause di incendio in relazione allo specifico ambiente di lavoro;
-
le sostanze estinguenti;
-
i rischi alle persone ed all'ambiente;
-
specifiche misure di prevenzione incendi;
-
accorgimenti comportamentali per prevenire gli incendi;
-
l'importanza del controllo degli ambienti di lavoro;
-
l'importanza delle verifiche e delle manutenzioni sui presidi antincendio.
2) La protezione antincendio (4 ore)
-
Misure di protezione passiva;
-
vie di esodo, compartimentazioni, distanziamenti;
-
attrezzature ed impianti di estinzione;
-
sistemi di allarme;
-
segnaletica di sicurezza;
-
impianti elettrici di sicurezza;
-
illuminazione di sicurezza.
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3) Procedure da adottare in caso di incendio (4 ore)
-
Procedure da adottare quando si scopre un incendio;
-
procedure da adottare in caso di allarme;
-
modalità di evacuazione;
-
modalità di chiamata dei servizi di soccorso;
-
collaborazione con i vigili del fuoco in caso di intervento;
-
esemplificazione di una situazione di emergenza e modalità procedurali-operative.
4) Esercitazioni pratiche (4 ore)
-
Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di spegnimento;
-
presa visione sulle attrezzature di protezione individuale (maschere, autoprotettore,
tute, etc.);
-
esercitazioni sull'uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale.
Devono esser messe a disposizione degli addetti alla squadra di emergenza le piante
del complesso ospedaliero con l’elenco delle ubicazioni delle Unità Operative.
2. Programma di istruzione per il Responsabile della Gestione dell’Emergenza
Il Responsabile della Gestione dell’Emergenza e il suo sostituto organizzeranno la
propria autoformazione in merito ai seguenti argomenti:
Piano per situazioni di emergenza:
-
tipologia delle varie emergenze;
-
identificazione del grado di emergenza;
-
ruoli dei dipendenti con funzioni attive nell’emergenza;
-
compiti specifici della Gestione dell’Emergenza;
-
rapporti con le forze di intervento esterne;
-
prefigurazione di sequenze di incidente e della successione di contromisure da
adottare;
-
rapporto di incidente.
Tecniche antincendio
-
ipotesi di incidente e pianificazione
Informazioni sulla costituzione del complesso ospedaliero:
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-
conoscenza del complesso ospedaliero;
-
conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza;
-
punti di concentramento, ruoli specifici, sequenze operative;
-
procedure specifiche di intervento.
1. Programma di istruzione per gli addetti alla manutenzione
(E’ preferibile che tutto il personale del Servizio Tecnico sia formato quale addetto
alla squadre di emergenza)
In ogni caso, per il personale del Servizio Tecnico che non dovesse essere inserito nei
gruppi di discenti dei corsi di tipo ‘C’, é necessario che sia garantita riceve istruzione in
merito ai seguenti argomenti:
Informazioni relative all’edificio, agli impianti (in funzione delle specifiche competenze) ed
alla pianificazione di emergenza:
-
conoscenza del complesso ospedaliero;
-
conoscenza degli impianti e dei dispositivi antincendio e di sicurezza;
-
conoscenza del piano;
-
identificazione del grado di emergenza;
-
procedure specifiche di intervento;
-
su impianto elettrico;
-
su impianto di condizionamento;
-
su impianti di processo di servizio;
-
su impianti particolari;
-
simulazioni di incendi e verifica delle sequenze di contromisure da mettere in
atto.
Informazioni generali antincendio:
-
notizie base su incendio, fughe di gas, ecc.;
-
tecniche di spegnimento - agenti estinguenti con particolare riferimento alla
relazione tra spegnimento ed intervento di blocco sugli impianti.
Addestramento pratico
-
uso degli estintori, idranti
-
spegnimento di focolai campione
4. Programma di istruzione per gli Addetti all’Evacuazione
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Gli addetti all’evacuazione ricevono una istruzione in merito ai seguenti argomenti.
Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento
all’evacuazione:
-
pianificazione delle varie emergenze;
-
personale con compiti attivi nell’emergenza;
-
evacuazione:
-
-
responsabilità/priorità;
-
compiti e procedure di allarme;
-
vie di esodo.
-
istruzioni al personale generico in merito alla collaborazione nell’evacuazione
-
verifiche
-
punti di concentramento (luoghi sicuri interni/esterni)
conoscenza dell’ospedale
Informazioni generali antincendio
-
notizie base su incendio;
-
tecniche di spegnimento - agenti estinguenti.
5. Programma di istruzione per il Personale non incaricato di compiti specifici
Il personale generico (intendendosi per tale tutto quello che non ha un ruolo specifico
nella gestione dell’emergenza) riceve una istruzione in merito ai seguenti argomenti.
Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle
segnalazioni di allarme:
-
pianificazione delle varie emergenze;
-
personale con compiti attivi nell’emergenza;
-
segnalazioni di allarme;
-
responsabilità;
-
compiti e procedure di allarme;
-
schede di riferimento;
-
mezzi tecnici di segnalazione;
-
conoscenza dell’ospedale;
-
comunicazioni relative al comportamento da tenere nelle varie emergenze.
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6. Programma di istruzione per il personale addetto al centralino (responsabile delle
comunicazioni di emergenza).
Il personale addetto alle segnalazioni di allarme riceve un’informazione in merito ai
seguenti argomenti.
Informazioni relative al piano per situazioni di emergenza con particolare riferimento alle
segnalazioni di allarme:
-
suddivisione delle varie emergenze;
-
personale con compiti attivi nell’emergenza;
-
segnalazioni di allarme;
-
responsabilità;
-
compiti e procedure di allarme;
-
schede di riferimento;
-
mezzi tecnici di segnalazione;
-
conoscenza dell’Ospedale;
-
simulazione delle varie emergenze e prove pratiche.
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ASL SA ex Sa2
Servizio di Prevenzione e Protezione
MANUALE DEI CONTROLLI PERIODICI RIGUARDANTI LA GESTIONE
DELLA SICUREZZA DEGLI EDIFICI DELLA ASL
Allegato 1 PIANO DI EMERGENZA
1
CONTROLLI ANNUALI
SICUREZZA AMBIENTE
CONTROLLO
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare che i dispositivi antisdrucciolo siano presenti e in buono stato di conservazione
B1
Stato dei dispositivi antisdrucciolo sulle scale
B2
Stato dei pavimenti, dei parapetti e dei corrimano e di Pavimenti: verificare che non ci siano danneggiamenti che possano provocare inciampo, scivolamenti, cadute
finestre ed infissi
Parapetti: verificare l’integrità
Corrimano: verificare l’integrità
Finestre - infissi: verificare che i vetri siano integri, che gli infissi siano stabili, che le finestre siano apribili (se previsto)
B3
Funzionamento dei dispositivi di sicurezza (costa sensibile,
cellule fotoelettriche) delle porte ad azionamento meccanico
(porte automatiche, cancelli motorizzati) e della luce gialla
intermittente sui cancelli motorizzati
Integrità di porte e cancelli motorizzati
Verificare che:
a) mentre la porta/il cancello si muove, passare davanti alla fotocellula, il movimento della porta/del cancello si deve interrompere
b) mentre la porta/il cancello si muove, toccare la costa sensibile, il movimento della porta/del cancello si deve interrompere
c) la luce intermittente sia efficiente mentre la porta/il cancello si muovono
d) la porta/il cancello non presentino segni di danneggiamenti, ruggine
e) la rotaia di scorrimento sia integra e priva di ostacoli allo scorrimento
B4
Accessibilità costante di tutti i locali - contrassegno chiaro e Verificare che i locali dell’edificio siano accessibili, accertarsi che siano presenti le chiavi
permanente di ogni chiave e facile reperibilità delle stesse
(anche quelle della centrale termica, del box della leva di
intercettazione del gas e del locale macchina dell’ascensore)
2
IGIENE DEL
LAVORO
CONTROLLO
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
C1
Contenuto delle cassette di pronto soccorso e della scadenza Verificare la completezza del contenuto della cassetta del pronto soccorso secondo la normativa vigente. Accertarsi che i prodotti non
dei presidi in essa contenuti
siano scaduti
C2
Efficienza della ventilazione forzata dei bagni e toilette
Verificare che la ventilazione forzata dei bagni che ne sono provvisti sia funzionante. L’aspirazione deve essere permanentemente
attiva o in alternativa si deve attivare quando il bagno è utilizzato
Verificare a vista che l’aspirazione non sia ostruita da polvere o altra sporcizia
D1
Presenza, stato e visibilità della segnaletica di individuazione: Verificare la presenza e l’integrità e la visibilità della segnaletica dove prevista:
- Dei percorsi di fuga
- percorsi di fuga:
- Delle uscite di emergenza
- Dell’interruttore elettrico generale d’emergenza
- Dei dispositivi di azionamento della ventilazione delle scale
- Di ostacoli o di sporgenze pericolose sui pavimenti e nei
passaggi
- uscite di emergenza
SEGNALETICA
- interruttore elettrico generale d’emergenza (se presente)
- dispositivi di azionamento della ventilazione delle scale (se presente)
- ostacoli o di sporgenze pericolose sui pavimenti e nei passaggi
D2
Presenza e stato della segnaletica di pericolo di Verificare la presenza e l’integrità della segnaletica sui quadri elettrici o sui locali tecnici dove sono presenti quadri elettrici
elettrocuzione, di divieto di spegnere incendi con acqua e di
divieto di accesso sui quadri elettrici
D3
Presenza e stato della segnaletica di divieto di utilizzo in caso Verificare la presenza e l’integrità della segnaletica ad ogni piano dell’edificio, in prossimità delle porte dell’ascensore
d’incendio presso la porta dell’ascensore (ad ogni piano)
D4
Corretta posizione delle etichette sugli interruttori (all’interno Nei quadri elettrici verificare la presenza delle etichette indicanti la funzione dei vari interruttori
dei quadri elettrici)
3
CONTROLLI MENSILI
CONTROLLO
E1
Agibilità delle vie di fuga
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare che le vie di fuga siano percorribili senza impedimento
Lungo le vie di fuga non deve essere depositato:
a) materiale infiammabile/combustibile, apparecchi a fiamma libera
b) arredi o altri oggetti che limitino la larghezza della via di fuga
c) oggetti che possano rappresentare pericolo d’inciampo
E2
Assenza di depositi di materiale infiammabile nei sottoscala e Nei sottoscala non deve essere depositato materiale infiammabile/combustibile, apparecchi a fiamma libera
presso i quadri elettrici
E3
Apertura delle porte di emergenza durante l’orario di lavoro Le porte di emergenza non devono essere chiuse a chiave durante la presenza di persone nell’edificio
(non chiuse a chiave)
Funzionamento dei dispositivi di apertura delle porte di Ispezionare a vista e azionare il dispositivo di apertura per verificare che tutti i componenti siano in condizioni operative soddisfacenti
emergenza
ANTINCENDIO
(UNI EN 179 – UNI EN 1125)
Esempio di sistema di apertura per porta di
emergenza (EN 179):
Esempio di sistema di apertura per porta di
emergenza (EN 1125):
Verificare che le controbocchette (piastra nella quale si innesta l’elemento di chiusura) non sia ostruita
Esempio controbocchetta:
4
CONTROLLO
E4
Chiusura delle porte tagliafuoco
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare che non siano tenute aperte con cunei o altri sistemi non ammessi
Sorveglianza delle porte tagliafuoco e dei meccanismi di Verificare che le porte:
autochiusura (molle o altro)
a) abbiano il sistema di apertura della porta funzionante
(DM 21/6/04)
Esempio di sistema di apertura per porta tagliafuoco:
ANTINCENDIO
b)
E5
Facile accessibilità:
non siano danneggiate e che le guarnizioni siano integre
c)
chiudano regolarmente (la porta non deve essere piegata, non devono essere presenti fori o fessure)
d)
ruotino liberamente, e che in presenza del dispostivi di autorichiusura questo operi effettivamente (la porta deve ruotare senza
strisciare a terra e senza altri impedimenti, la molla di autorichiusura deve portare la porta in posizione di chiusura completa
quando la porta viene rilasciata)
e)
se munite di dispositivo di chiusura automatico (elettromagnete), abbiano dispositivi efficienti (azionare il comando
dell’elettromagnete e verificare che la porta chiuda)
In prossimità dei dispositivi e delle aree indicate non devono essere presenti ostacoli
- Della centralina dell’impianto di rilevazione incendi,
- Dei quadri elettrici,
- Dei punti di prelievo dell’acqua di spegnimento (idranti
esterni, riserve),
- Delle aree a disposizione dei mezzi di soccorso,
- Del luogo sicuro (punto di raccolta per i casi di emergenza)
E6
Stabilità e distanze di sicurezza da materiale combustibile di Verificare che non sia depositato materiale combustibile o infiammabile in prossimità di stufe elettriche, fornelli o altri apparecchi
eventuali stufette elettriche, fornelletti e fonti radianti
riscaldanti
5
CONTROLLO
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare che:
a) gli estintori siano presenti e segnalati con apposito cartello
Esempio di segnaletica per estintori:
b)
c)
d)
gli estintori siano chiaramente visibili, immediatamente utilizzabili e l'accesso agli stessi sia libero da ostacoli
gli estintori non siano stati manomessi, in particolare non risulti manomesso o mancante il dispositivo di sicurezza per evitare
azionamenti accidentali
i contrassegni distintivi (etichetta indicante il tipo di estintore, la capacità e le modalità di utilizzo) siano esposti a vista e siano
ben leggibili
ANTINCENDIO
Esempio di contrassegno distintivo per estintori:
E7
Sorveglianza degli estintori
(UNI 9994)
e)
l'indicatore di pressione, se presente, indichi un valore di pressione compreso all'interno del campo verde
Esempio di indicatore di pressione per estintori:
f)
g)
h)
gli estintori non presentino anomalie quali ugelli ostruiti, perdite, tracce di corrosione, sconnessioni o incrinature dei tubi flessibili,
ecc.
gli estintori siano esenti da danni alle strutture di supporto e alla maniglia di trasporto in particolare, se carrellato, abbia ruote
funzionanti
il cartellino di manutenzione sia presente sull'apparecchio e sia correttamente compilato
6
CONTROLLO
E8
Sorveglianza impianto di impianto di rivelazione incendi
(UNI 9795 – UNI 11224)
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare che i rivelatori d’incendio:
a) siano presenti (dove previsti)
ANTINCENDIO
Esempi di rivelatori di fumo:
b)
c)
Stato di conservazione dei pulsanti d’allarme antincendio
risultino ben fissati
siano apparentemente funzionanti (ad es. il led è attivio)
Verificare che i pulsanti:
a) siano installati a parete, facilmente individuabili
Esempio di pulsanti d’allarme:
b)
c)
d)
siano sigillati
siano integri
siano segnalati con appositi cartelli
Esempio di segnaletica per pulsanti d’allarme:
7
CONTROLLO
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare che ogni naspo o idrante:
a) sia collocato nel posto previsto
Esempio di naspo:
ANTINCENDIO
b)
c)
Esempio di idrante:
sia accessibile senza ostacoli, sia visibile chiaramente
siano presenti manichetta, naspo, lancia
Esempio di manichetta:
(tubazione flessibile)
E9
Esempio di naspo:
(tubazione semirigida)
Esempio di lancia:
Sorveglianza di naspi e idranti
(UNI 10779 – UNI EN 671-3)
d)
e)
f)
non presenti segni di deterioramento, corrosione o perdite
abbia il cartellino compilato con indicazione dell’avvenuta manutenzione
sia segnalato con appositi cartelli
Esempio di segnaletica per naspi:
8
Esempio di segnaletica per idranti:
CONTROLLO
E10
Sorveglianza impianto di spegnimento automatico sprinkler
(UNI 12259 – UNI 12845 – UNI 9489)
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare che:
a) gli erogatori siano presenti
ANTINCENDIO
Esempio di erogatori di impianti sprinkler:
b)
c)
E11
Sorveglianza impianto di spegnimento automatico a gas
(UNI ISO 14520)
l’erogatore sia integro e apparentemente funzionante
l’area è priva di ostacoli che possono bloccare l’acqua (controsoffitti, mobili, pannelli, ecc.)
Verificare che:
a) non siano state apportate modifiche al volume del locale (nuove pareti, pareti abbattute, ecc.) o aperture nelle strutture
delimitanti
b) i serramenti siano funzionanti
c) i misuratori di pressioni indichino i valori corretti (secondo indicazione del costruttore – consultare la ditta di manutenzione)
CONTROLLO
IMPIANTO
ELETTRICO
F1
F2
Efficienza e stato di conservazione delle luci di emergenza
COME ESEGUIRE IL CONTROLLO
Verificare:
a)
la presenza e l’integrità della lampada di emergenza
b)
l’assenza di oggetti o altro che possa in qualche modo compromettere l’efficacia dei dispositivi di illuminazione di sicurezza (per
esempio arredi che impediscono la corretta illuminazione di attrezzature antincendio)
c)
l’attivazione della lampada di emergenza in caso di mancanza della tensione di rete
Assenza di stoccaggio di prodotti infiammabili e combustibili Verificare che nel locale dove è presente il quadro elettrico principale non sia presente materiale combustibile o infiammabile
nel locale quadro elettrico principale
9
ASL SALERNO ex SA2
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
TECNICHE DI ASSISTENZA DURANTE
L’EVACUAZIONE AI DIVERSAMENTE ABILI
Allegato 2 PIANO DI EMERGENZA
7.1.1 Procedure di evacuazione di emergenza per dipendenti e utenti disabili .
7.1.1.1 Identificazione delle esigenze speciali.
Le persone che hanno bisogno di una speciale assistenza per l'evacuazione possono essere
dipendenti o utenti; passo essenziale per una ordinata evacuazione senza incidenti che causino
morti o feriti è l'identificazione di queste persone alcune delle quali possono, in perfetta buona
fede, neppure essere a conoscenza del fatto che hanno bisogno di aiuto in quanto affezioni
cardiache, enfisema, asma o gravidanza possono ridurre l'energia di una persona fino al punto di
aver bisogno di assistenza anche solo per scendere 3 o 4 piani di scale.
In linea di massima possono essere classificate come disabili e quindi bisognose di particolare
attenzione le seguenti categorie di persone:
-
persone con gravi difficoltà di movimento, che vanno dalla lentezza nel muoversi fino all'uso di
carrozzelle;
-
persone che hanno limitazioni nella vista e possono richiedere un'assistenza speciale per
individuare le vie di fuga o per scendere sollecitamente le scale;
-
persone con difficoltà nell'udito, che hanno bisogno di una notificazione personale dello stato di
emergenza;
-
persone con disabilità temporanee dovute a convalescenza, come ad esempio dopo un attacco
cardiaco o un trauma che ha causato una gamba rotta o una slogatura o un intervento
chirurgico sul ginocchio o sull'anca;
-
individui con particolari condizioni patologiche, come le affezioni respiratorie o la gravidanza,
che li portano ad affaticarsi facilmente e che possono avere bisogno di maggior tempo o di
specifica assistenza in fase di evacuazione;
-
individui con disabilità mentali, che possono confondersi quando si trovano a fronteggiare una
situazione abnorme, come avviene durante un'emergenza (ad esempio perdendo il senso della
direzione) o abbisognano di istruzioni, anche visive, allestite in modo particolare;
-
altre persone possono essere ritenute vulnerabili, come i visitatori o gli assistiti con bambini
piccoli, che possono aver bisogno di un tempo più elevato del normale per scendere le scale, o
gli impiegati che lavorano fuori del normale orario di lavoro.
•
I dipendenti con disabilità permanenti saranno identificati dall'Ufficio del Medico Competente
•
I dipendenti con disabilità temporanee saranno indicati dal Datore di Lavoro Delegato o dal
Dirigente Responsabile.
•
Il Datore di Lavoro Delegato o il Dirigente Responsabile indicheranno gli ambulatori o i Servizi
della struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentati da pazienti che potrebbero
avere bisogno di assistenza in caso di evacuazione.
L'elenco dei dipendenti che hanno bisogno di una speciale assistenza in caso di evacuazione di
emergenza deve essere periodicamente aggiornato e allegato al manuale delle procedure di
emergenza del Coordinatore dell'emergenza e del RSE.
L'elenco delle aree della Struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentate da pazienti
che hanno bisogno di una speciale assistenza in caso di evacuazione di emergenza deve essere
periodicamente aggiornato e allegato alla copia delle procedure di emergenza a disposizione dei
dipendenti e dei frequentatori della struttura.
8.1.1.2 Identificazione delle aree di lavoro che hanno bisogno di particolari
allestimenti per la segnalazione, la notifica e l'evacuazione
Il Datore di Lavoro Delegato o il Dirigente Responsabile indicheranno, in occasione degli
aggiornamenti periodici della formazione per la gestione delle emergenze, al RSE e ai componenti
della stessa le aree di lavoro sui cui insistono gli ambulatori o i Servizi della struttura che hanno
elevata probabilità di essere frequentati da pazienti che potrebbero avere bisogno di assistenza in
caso di evacuazione.
8.1.1.3 Identificazione, istruzione e compiti del compare
Si chiama sistema del "compare" la scelta di attribuire particolari responsabilità ad una persona
specifica, che è vicina o comunque in grado di assistere sollecitamente e con efficacia un
particolare individuo disabile.
La scelta del compare si rende necessaria quando nella struttura è presente un dipendente
disabile.
Nella scelta del compare bisogna tenere presente i seguenti punti:
-
quando si verifica l'emergenza la persona disabile e il compare devono essere in grado di
entrare in immediato contatto
-
il compare deve essere gradito alla persona che deve assistere
-
il compare deve essere sufficientemente robusto per offrire assistenza
-
il compare non deve dimenticare o abbandonare a se stesso il disabile in caso di emergenza
-
se il compare individuato per ragioni di lavoro si sposta frequentemente dall'area su cui insiste
il disabile è bene scegliere e addestrare più di un compare
-
se il dipendente disabile effettua lavoro straordinario mentre il suo compare non è in servizio
bisogna avvertire i preposti di questa situazione e indicare l'ubicazione della persona disabile
-
il compare deve essere addestrato accuratamente ai compiti che deve svolgere in funzione di
quel particolare disabile in caso di emergenza
-
in caso di emergenza se il compare non riesce ad individuare la persona affidatagli deve
avvertire subito il preposto di piano
8.1.1.4 Movimentazione di persone disabili verso aree sicure
Disabilità auditiva.
Utenti.
Se nella Struttura non sono presenti dispositivi che mettono in allarme le persone con deficit
auditivi attraverso l'uso di luci, vibrazioni, movimento dell'aria un dipendente degli ambulatori o i
Servizi della Struttura che hanno elevata probabilità di essere frequentato da audiolesi li allerterà e
li guiderà. Se per qualche motivo i dipendenti degli ambulatori sono impossibilitati al aiutarlo questi
sarà soccorso da un componente della SE
Se il disabile si trova in un area di lavoro diverso da quelle segnalate sarà indirizzato o aiutato o da
un componente della SE e in mancanza di questi da un dipendente.
Dipendenti.
Il dipendente portatore di handicap sarà assistito dal collega appositamente istruito (compare).
Disabilità visiva.
Se nella Struttura non sono presenti dispositivi che mettono in allarme i gli utenti e i dipendenti con
problemi visivi e li guidino lungo le vie di esodo attraverso l'uso di segnalazioni acustiche,
vibrazioni, movimento dell'aria un dipendente degli ambulatori o Servizi della Struttura che hanno
elevata probabilità di essere frequentati da persone con problemi visivi li allerterà e li guiderà. Se
per qualche motivo i dipendenti degli ambulatori sono impossibilitati al aiutarlo questi sarà
soccorso da un componente della SE.
Se il disabile si trova in un area di lavoro diverso da quelle segnalate sarà indirizzato o aiutato o da
un componente della SE e in mancanza di questi da un dipendente.
Dipendenti.
Il dipendente portatore di handicap sarà assistito dal collega appositamente istruito (compare).
Disabilità motoria.
Il problema maggiore che si incontra nell'evacuazione delle persone con difficoltà di movimento,
dalla lentezza a muoversi fino all'uso di carrozzelle, è la discesa delle scale.
Se nella struttura non sono presenti ascensori abilitati a funzionare in caso di evacuazione di
emergenza non utilizzate l'ascensore ne per il trasporto del disabile con deficit motori ne per il
trasporto della eventuale carrozzella.
Bisogna tenere ben presente che le carrozzelle non solo rappresentano la mobilità, ma sono
frequentemente dotate di attrezzature particolari, che permettono di renderle più confortevoli per lo
specifico utilizzatore.
Pertanto sia che l'evacuazione avvenga con la carrozzella o senza, la stessa dovrà comunque
servire successivamente, per ragioni fisiche e psicologiche di supporto al disabile motorio e dovrà
essere quindi trasportata all'esterno.
Utenti
-
Al momento della notificazione dell'evacuazione il RSE e/o un componente della SE si recherà
nelle zone ove insistono gli ambulatori e/o i Servizi della Struttura che hanno elevata probabilità
di essere frequentati da persone con disabilità motorie e in collaborazione con i dipendenti
degli ambulatori e/o servizi inizierà le operazioni di evacuazione degli stessi.
-
Se nella struttura sono installati sulle scale dispositivi di ausilio e protezione che permettono di
trasportare la carrozzella e/o il disabile essi verranno utilizzati nella maniera indicata dal
costruttore per condurre il disabile in un luogo sicuro.
-
Se il dispositivo di ausilio permette di spostare solamente il disabile è sempre necessario
trasferire anche la carrozzella utilizzando la tecnica illustrata nella relazione "Tecniche di
assistenza" allegata al DVR.
-
Se nella struttura non sono installati sulle scale dispositivi di ausilio e protezione che
permettono di trasportare la carrozzella e/o il disabile essi verranno evacuati utilizzando le
tecniche illustrate nella relazione "Tecniche di assistenza" allegata al DVR.
Dipendenti.
Il dipendente con disabilità motorie sarà assistito dal collega appositamente istruito (compare).
8.1.1.5 TECNICHE DI ASSISTENZA
8.1.1.5.1 Disabilità della vista.
Quando assistete una persona con disabilità della vista, vi sono alcune regole base da
seguire per essere più efficaci ed efficienti.
-
Annunciate la vostra presenza e parlate con voce ben distinta e comprensibile, quando entrate
nell'ambiente di lavoro del disabile;
-
parlate naturalmente e direttamente alle persone e non attraverso una terza persona; non
urlate;
-
non abbiate timore di usare parole come vedere, guardare o cieco;
-
offrite assistenza, ma fate sì che la persona vi spieghi di cosa essa ha bisogno;
-
descrivete in anticipo le azioni che state per intraprendere;
-
lasciate che la persona in questione afferri leggermente il vostro braccio e la vostra spalla per
farsi guidare (essa può scegliere di camminare leggermente dietro di voi, per valutare le
reazioni del vostro corpo agli ostacoli);
-
ricordatevi di annunciare ad alta voce la presenza di scale passaggi ristretti di rampe, ecc..;
-
se state guidando contemporaneamente parecchie persone con disabilità visive, chiedete ad
ognuno di tenere la mano dell'altro;
-
accertatevi che, dopo aver abbandonato l'edificio, i disabili visivi non vengano abbandonati a
loro stessi, ma siano tutti condotti in un posto sicuro, dove un collega potrà rimanere con loro
fino al termine dell'emergenza.
Suggerimenti per assistere un cieco con cane guida.
-
Non coccolate od offrite cibo al cane senza il permesso del padrone;
-
quando il cane porta l'imbrigliatura, vuol dire che sta lavorando; se non volete che il cane guidi
il suo padrone fate rimuovere le redini;
-
fate in modo che il cane sia evacuato insieme al padrone;
-
nel caso vi si chieda di badare alo cane, mentre assistete la persona disabile, vi raccomando di
tenerlo sempre per il guinzaglio e non per le redini.
8.1.1.5.2 Disabilità dell'udito.
Quando avete a che fare con persone con disabilità dell'udito tenete conto dei seguenti aspetti:
-
accendete e spegnete la luce quando entrate in un area di lavoro, per richiamare l'attenzione
della persona;
-
stabilite un contatto visivo con gli occhi della persona, anche se è presente un interprete;
-
mettevi con la faccia alla luce, non coprite inavvertitamente il volto, non girate la vostra faccia e
non masticate mai la gomma americana;
-
usate espressioni facciali e gesti manuali per sottolineare ciò che state dicendo;
-
controllate se siete stati ben capiti e ripetete , se necessario;
-
offrite penna e carta, scrivete lentamente e lasciate che la persona legga mentre voi scrivete;
le comunicazioni scritte possono essere molto importanti, se non riuscite a capire ciò che vi sta
dicendo il disabile;
-
non permettete che altri interrompano o si mettano a scherzare, quando state trasferendo
informazioni di emergenza;
-
siate pazienti perché la persona in questione può avere difficoltà nel comprendere l'urgenza dle
messaggio;
-
consegnate una torcia portatile alla persona perché possa segnalare la sua ubicazione nel
caso abbia a separarsi dalla squadra di soccorso o dal compare e per facilitare la lettura labiale
nel buio.
8.1.1.5.3 Disabilità dell'apprendimento.
Le persone con disabilità nell'apprendimento possono avere difficoltà nel riconoscere o
nell'essere motivate ad agire, in caso di emergenza, da parte di personale di soccorso non
addestrato.
Esse possono avere difficoltà nell'eseguire istruzioni piuttosto complesse e che coinvolgono più
di una breve sequenza di semplici azioni.
Ecco qualche utile suggerimento:
-
la loro percezione visiva di istruzioni scritte o di pannelli può essere confusa;
-
il loro senso di direzione può essere limitato e potrebbero avere bisogno di qualcuno che li
accompagna;
-
le istruzioni e le informazioni devono essere suddivise in semplici fasi successive: siate molto
pazienti;
-
bisogna usare segnali semplici o simboli immediatamente comprensibili, ad esempio segnali
grafici universali;
-
l'abilità di una persona di capire il parlato spesso è più sviluppata del proprio vocabolario,
quindi non parlate mai di una persona disabile a terzi, in sua presenza;
-
ogni individuo deve essere trattato come un adulto, che ha un problema di apprendimento;
-
non parlate loro con sufficienza e non trattateli come bambini.
8.1.1.5.4 Disabilità del movimento.
Una persona che deve utilizzare una gruccia o un bastone può essere capace di scendere le
scale da sola: con una mano si afferra al corrimano e con l'altra manovra la gruccia.
È meglio non interferire con le persone che si stanno spostando e palesemente sanno
cavarsela da sole: potete essere altrettanto utili, ad esempio offrendo di trasportare la seconda
gruccia.
Se le scale sono affollate, potete usare il vostro corpo come schermo per impedire che chi
scende di corsa possa mettere in difficoltà il disabile.
Le persone che usano le carrozzelle sono addestrate alle speciali tecniche necessarie per
trasferirsi da una carrozzella all'altra. A seconda della forza residua della parte superiore del corpo,
esse possono svolgere gran parte delle operazioni da sole.
Se dovete assistere una persona in carrozzella, cercate di evitare di sottoporre a pressione gli
arti della persona e il torace. Questa pressione può causare degli spasmi dolorosi ed anche
rendere difficoltosa la respirazione.
Il trasportare qualcuno che pesa sulle vostre spalle crea un'elevata pressione sul torace del
trasportato e può mettere molte persone in difficoltà respiratorie, soprattutto se hanno delle
disabilità di ordine neurologico ed ortopedico.
8.1.1.5.5 Tecniche di trasporto.
1. Tecnica di trasporto da parte di una persona
Il sollevamento in braccio è il metodo preferito da usare, quando una persona deve trasportare
un'altra, che non ha forza nelle gambe. Questo trasporto è più sicuro se la persona trasportata
pesa meno di chi la trasporta. Fate collaborare il trasportato, che pone il braccio attorno al collo,
contribuendo ad alleggerire il peso scaricato sulle braccia.
2. Trasporto con due persone.
Per usare questa tecnica, detta del seggiolino, fate così:
-
mettetevi ai lati del disabile;
-
afferrate le braccia del disabile ed avvolgetele attorno alle spalle;
-
afferrate l'avambraccio del partner
-
unite le braccia sotto le ginocchia del disabile ed afferrate il polso del partner;
-
entrambe le persone devono piegarsi verso l'interno vicino al disabile e sollevare contando fino
a tre;
-
mentre vi muovete continuate a premere leggermente sul corpo del disabile, per scaricare in
parte il peso del suo corpo.
Il vantaggio di questa tecnica è che i due partner possono supportare con pratica e
coordinamento una persona il cui peso è lo stesso od anche superiore a quello del singolo
trasportatore.
Lo svantaggio è una certa maggiore difficoltà nello spostamento e nella discesa delle scale, per
la difficoltà di spostare in sincronia due persone. Talvolta tre persone affiancate, in queste
condizioni, possono superare la larghezza minima della scala.
3. La seggiola a tre mani.
Il vantaggio di questo sistema di trasporto è che tre mani fungono da sedile ed un braccio funge
da spalliera, che impedisce movimenti bruschi o caduta del disabile. È l'unico sistema da usare
quando il disabile non è in grado di abbracciare le spalle dei compari. La persona più robusta deve
intrecciare entrambe le mani per formare il sedile, mentre la persona meno robusta contribuisce al
sollevamento con una mano ed usa il braccio come spalliera.
Talvolta il passaggio da attraversare è talmente stretto
che due persone affiancate non possono passare. In
questo caso si raccomanda la tecnica trasporto illustrata a
fianco. Si faccia attenzione che la posizione a capo reclino
può creare difficoltà respiratorie, per la parziale occlusione
delle vie aeree. È bene che questo trasporto sia limitato ai
soli passaggi critici.
4. Come si può assistere una persona in carrozzella nello scendere le scale.
Quando scendete le scale state dietro la seggiola reggendo le due impugnature di spinta.
Piegate la carrozzella all'indietro fino a bilanciarla, scendete guardando in avanti.
State un gradino avanti alla seggiola tenendo basso il vostro
centro di gravità e lasciando scendere le ruote posteriori
gradualmente da un gradino all'altro.
Tenete sempre la seggiola leggermente piegata all'indietro.
Se possibile fatevi aiutare da un'altra persona che trattiene il
telaio della carrozzella e la spinge dal davanti.
Non sollevate la sedia perché questo scarica troppo peso sulla
persona indietro.
8.1.1.5.6 Altre difficoltà.
La gravidanza normalmente non è considerata una disabilità ma può ridurre notevolmente
l'energia della persona, specialmente quando deve scendere le scale.
In questi casi offritevi di accompagnare la donna sino all'uscita ed aiutatela da un punto di vista
fisico ed emotivo; rimanete con lei fino a che non avete raggiunto l'area sicura di raccolta e finché
essa non è stata sistemata in un posto caldo e sicuro.
Davanti a problemi respiratori come l'asma o l'enfisema, l'inizio o l'aggravamento dei sintomi
può essere fatto scattare dallo stress, dall'affaticamento o dall'esposizione a piccole quantità di
fumo o polvere: rimanete con la persona in questione, aiutatelo ad utilizzare eventuali prodotti
inalanti prima di abbandonare il posto di lavoro.
Le persone con affezioni cardiache devono sempre ricordarsi di portare sempre seco le
appropriate medicazioni: offritevi di aiutarle mentre camminano, perché possono avere una
energia ridotta e richiedere frequenti momenti di riposo.
8.1.2 Dopo l'orario di lavoro.
Molti incidenti, emergenze ed incendi, che possono richiedere l'evacuazione, si verificano fuori
dal normale orario di lavoro.
In queste circostanze infatti gli incendi possono divampare senza che alcuno se ne accorga e le
persone che lavorano da sole possono essere tagliate fuori dalle vie di fuga. In molti edifici soltanto
poche persone lavorano fino a tardi.
Un dipendente con disabilità motorie, che arriva regolarmente sul posto di lavoro con un
ascensore, può trovarsi in grave difficoltà nel discendere le scale, anche perché i compari possono
non essere disponibili.
Per compensare questa situazione, chi si trova in questa situazione deve sempre avvertire i
servizi di sicurezza dell'edificio, in maniera che qualcuno sia sempre pronto ad offrire aiuto in caso
di emergenza.
In alternativa, la persona in questione può telefonare ai vigili del fuoco dando le proprie
coordinate per ottenere immediata assistenza.
Il Responsabile della Struttura deve accertarsi che chi lavora a turno ed altri che lavorano fuori
dal normale orario, come il personale delle pulizie siano informati di queste disposizioni.
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