Collegamento Parrocchia di Pandino Dicembre 2014 - Anno XLIII - n. 5 ORARIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE Parroco - Don Eugenio Piazza Vittorio Emanuele, 5 - Tel. 0373 90173 [email protected] Giorni feriali Giorni festivi - ore 7.30 S. Messa - ore 17.30 S. Messa - ore 20.30 S. Messa in Santuario martedì: - ore 9.00 S. Messa per tutti i defunti (viene sospesa la messa delle ore 17.30) - ore 8.30 - ore 9.00 - ore 10.00 - ore 11.15 - ore 18.00 - nei mesi di giugno, luglio e agosto viene sospesa la messa delle ore 17.30 in parrocchia sabato e vigilie: Don Gabriele - ore 18.00 in Santuario - ore 20.00 in chiesa parrocchiale Via Tommasone, 1 (Santuario) - Tel. 0373 284004 S. Messa S. Messa alla Casa di Riposo S. Messa S. Messa S. Messa Vicario - Don Matteo Piazza Borromeo, 17 (Oratorio) - Tel. 0373 90138 [email protected] Collaboratore parrocchiale Confessioni - Sabato e vigilie: dalle 15.00 alle 17.30 in chiesa parrocchiale Partecipare alla vita della Parrocchia Avviene anche in casa nostra: quando tutti si danno da fare, grandi o piccoli che siano, le cose viaggiano meglio perchè ognuno dà il suo apporto al ‘bene comune’. Non solo, ma si prova anche soddisfazione, perché ci si sente utili e spesso si ottiene la gratitudine e la stima degli altri. Così avviene anche in quella grande famiglia che è la parrocchia, dove i vincoli di sangue sono sostituiti da quelli di fede: l’impressione che ho avuto venendo qui è stata quella di una comunità impegnata, con tante sfaccettature che in ogni caso convergono verso il ‘bene comune’ costituito dal vivere insieme con senso di fraternità! Poi ci sono le differenze, le piccole incomprensioni, le durezze di cuore contro cui ognuno deve combattere, le piccole sorde ostilità, ma mi sembra che prevalga la generosità e la fiducia nella parrocchia e in ciò che rappresenta. Non sempre ci si rende conto, ma sono davvero tante le persone che danno la loro disponibilità per rendersi partecipi della vita parrocchiale, che risulta così essere un insieme amalgamato che viene incontro alle necessità dei vari settori in cui si opera. Proviamo a fare un elenco? Forse ci è utile per poter eventualmente dare il proprio apporto, compatibilmente con il proprio tempo e le proprie propensioni. E’ un elenco che ci sorprenderà per la sua varietà e la sua concretezza: catechisti e catechiste, lettori e lettrici della parola di Dio, addetti alla preparazione delle Messe, volontarie per la pulizia e il decoro delle nostre chiese, organisti, coriste, chierichetti e sacristi, educatori A.C.R., animatori d’oratorio, baristi e bariste, addetti alla cucina e alla pulizie dell’oratorio; componenti del consiglio pastorale, amministratori e aiuti nella tenuta dei conti, curatori dei siti internet, promotori di gite e pellegrinaggi parrocchiali… E poi si affiancano i gruppi di Azione Cattolica, della S. Vincenzo, i gruppi-famiglia, che hanno nella Parrocchia il loro spazio ed il loro ruolo. Scelte tipiche parrocchiali all’interno di una più vasta comunità in cui è comunque possibile essere presenti con la propria sensibilità cristiana! Trovo veramente bella l’intesa con tutte queste persone, convinto che ci può essere spazio per tutti, nella discrezione e nel rispetto di ogni sensibilità: sappiamo che il nostro primo dovere riguarda la nostra famiglia, e sono tante le storie di generosità e di accompagnamento quotidiano nei confronti dei membri più deboli: ma se abbiamo la fortuna di avere tempo, un po’ di salute e gusto di partecipazione, allora la vita in parrocchia apre possibilità e scenari impensati: si può trovare il proprio posto! È per questo che un augurio natalizio tutto particolare va, da parte dei vostri preti, a tutti i collaboratori della Parrocchia! don Eugenio con don Gabriele e don Matteo 1 Collegamento Il saluto al Vescovo e al parroco In occasione dell’ingresso del nuovo parroco il rappresentante del Consiglio pastorale parrocchiale ha rivolto al Vescovo un indirizzo di saluto: valeva in quel giorno, domenica 28 settembre, ma vale come riflessione ed impegno anche oggi! Eccellenza, La ringraziamo per la sua presenza tra noi e per l’attenzione che ci ha riservato, facendosi interprete dei disegni di Dio per la nostra comunità e donandoci un nuovo pastore. Ed ora un saluto grato a don Eugenio: benvenuto in mezzo a noi! Grazie per aver accettato di venire a Pandino, sapendo di dover lasciare una comunità, quella di Casalbuttano, a cui è molto legato. Cercheremo di starle vicini per non farle mai mancare l’affetto che le han sempre dimostrato i suoi parrocchiani. La nostra è una parrocchia tra le più grandi della Diocesi. Oltre a un maggior carico di lavoro, vi sono sicuramente maggiori problemi, acuiti anche dalla vicinanza all’area della grande metropoli milanese. Vecchie e nuove povertà si intrecciano e spesso si sovrappongono. Sicuramente l’attuale momento di forte crisi lavorativa si sta facendo sentire in modo stridente anche da noi. La nostra comunità, come molte altre del resto, si confronta quotidianamente con molti non credenti e con moltissime persone di altre nazioni, culture, religioni. Se, da un lato, il confronto franco e rispettoso con altri modi di pensare può essere fonte di arricchimento per tutti, dall’altro va evidenziato che ci si può confrontare in modo costruttivo solo quando si è certi della bontà e solidità delle proprie radici cristiane. Il mondo contemporaneo, lo stile di vita, i modelli che vengono presentati, spesso poco o nulla hanno di cristiano e anche Pandino ne ha fortemente risentito. Si sta procedendo verso la scristianizzazione, con tutto ciò che ne consegue a livello pastorale e sociale: calo nella partecipazione alla Messa, al sacramento della riconciliazione, drastica diminuzione dei matrimoni, scarso senso di comunità, diversi battezzati che non conoscono più le basi della vita cristiana e vivono alcuni sacramenti praticamente solo come occasioni di socializzazione… e poi situazioni sociali più difficili, famiglie disgregate con conseguenti grossi problemi soprattutto per i più deboli: bambini, anziani, malati. Fortunatamente non ci sono solo problemi: ci sono parecchie persone generose. Gente che dedica parte del suo tempo per gli altri in varie forme di volontariato, vari gruppi, associazioni, movimenti che cercano di dare il proprio contributo alla comunità. Vi è un Oratorio vivo e animato. La realtà giovanile presenta numerose testimonianze di impegno e di slancio e ciò fa ben sperare. Proprio per il nostro Oratorio la Parrocchia, da anni, sta investendo risorse e si spera di completare presto il lavoro murario con la sistemazione della vecchia ala. Per riassumere potremmo dire: tanti problemi, tante potenzialità, tanto lavoro da affrontare. Noi, già fin da ora, le assicuriamo la nostra vicinanza, sia come collaborazione attiva, sia nella preghiera. Le auguriamo di cuore di trovarsi bene subito a Pandino. Le auguriamo un ministero fecondo, trapuntato di tante gioie e soddisfazioni. Osiamo chiederle: sia sempre interprete lieto di ciò che il Signore domanda alla nostra parrocchia, ci stia vicino come padre e pastore e primo evangelizzatore, sappia far trasparire soprattutto il fascino e la bellezza di essere cristiani. Novena di Natale È una antica e bella preghiera che esprime il senso dell’attesa del Signore nel tempo. Ci darà la possibilità di una riflessione sul nostro essere cristiani nel mondo d’oggi. Da lunedì 15 a venerdì 19 dicembre - ore 16.15: Novena per bambini e ragazzi di elementari e medie - ore 20.30: Novena per giovani e adulti in chiesa parrocchiale. 2 Parrocchia di Pandino - Dicembre 2014 Calendario Liturgico Lunedì 15 dicembre Venerdì 19 dicembre Inizio Novena di Natale Alle ore 21: Celebrazione comunitaria del sacramento della Penitenza Mercoledì 24 dicembre Alle ore 22: S. Messa “in Nativitate Domini” Giovedì 25 dicembre Solennità del Natale del Signore L’orario delle celebrazioni è quello festivo: 8.30 – 10 – 11.15 – 18 Venerdì 26 dicembre Santo Stefano, primo martire: celebrazioni in orario festivo Domenica 28 dicembre Festa della Sacra Famiglia nella Messa delle 11.15 ricorderemo comunitariamente gli Anniversari di Matrimonio (nozze d’oro e d’argento) Mercoledì 31 dicembre ore 16.30: Celebrazione di ringraziamento, canto del “Te Deum” e benedizione eucaristica Giovedì 1° gennaio ’15 Solennità di Maria, madre di Dio Giornata mondiale della pace Martedì 6 gennaio Solennità dell’Epifania del Signore Nel pomeriggio, all’Oratorio, il Presepe vivente Giovedì 15 gennaio Incontri di preparazione al Matrimonio (Oratorio) Domenica 11 gennaio Festa del Battesimo del Signore Domenica 25 gennaio Giornata del Seminario Domenica 1° febbraio Giornata per la vita Mercoledì 11 febbraio Giornata del Malato Mercoledì 18 febbraio Le Ceneri. Inizia la Quaresima. Sacramento della Penitenza Verrà celebrato in forma comunitaria la sera di venerdì 19 dicembre, alle ore 21. Saranno presenti diversi sacerdoti per dare la possibilità a tutti di confessarsi. I nostri sacerdoti sono a disposizione nel pomeriggio di sabato 20, di martedì 23 e in tutta la giornata della vigilia, mercoledì 24 dicembre. Ancora sul gioco d’azzardo Ci sarà qui da noi un locale in cui si possa bere un caffè e fare quattro chiacchiere in santa pace, senza sentire ogni tanto (ma tanto!) lo scroscio di monetine nel contenitore metallico o senza quel monotono sottofondo musicale che accompagna il battere dei pulsanti? Che cosa è accaduto all’Italia – si chiede un giornalista – per essere diventata in così poco tempo il primo Paese in Europa e il terzo al mondo per il gioco d’azzardo? Dal proibizionismo sul gioco che distingueva l’Italia dagli altri Paesi occidentali si è passati a una situazione di concessioni senza limiti, che in pochi anni ha generato un’industria con il terzo fatturato più alto del Paese: 5.800 imprese nel settore dei giochi autorizzati dallo Stato, in cui lavorano circa 120.000 persone. A scapito dei poveri illusi che versano generosamente le loro monete nelle capaci braccia dello Stato: sì, perché lo Stato incassa ogni anno otto miliardi di euro dal prelievo sul gioco d’azzardo legalizzato! “Il lato più umiliante si nasconde dietro il giro d’affari: infatti il capro espiatorio dell’intera operazione sono le fasce più povere della popolazione. Giocano, secondo le ricerche condotte ultimamente, il 47% delle persone che appartengono alla classe indigente e il 56% di quelle che appartengono al ceto mediobasso. Oramai sono 800.000 i giocatori patologici, malati da curare; altri due milioni quelli considerati ad alto rischio di dipendenza”. Fino agli anni ’90 era permesso giocare d’azzardo nei quattro Casinò italiani, case da gioco con una atmosfera ovattata e silenziosa; ora tutto si svolge a qualunque ora e dappertutto. Piaga sociale, la chiamano! Ed è così: lo confermano famiglie rovinate, pensionati sul lastrico, personaggi insospettabili, abbagliati da fumosi miraggi … Che siano le conseguenze di una cultura malata che si affida alla sorte, della voglia di arricchirsi senza fare sacrifici? “Si stima che gli italiani spendano 664 euro all’anno per investire sul loro futuro attraverso le pensioni integrative e 1260 per giocare d’azzardo!” Sembra perso il concetto stesso di ‘gioco’, quello imparato in Oratorio, per intenderci, tanto più benefico quanto più lontano da interessi di qualunque tipo. “I giochi d’azzardo – ammonisce il catechismo della Chiesa cattolica al n. 2413 – o le scommesse… diventano moralmente inaccettabili allorché privano la persona di ciò che è necessario per far fronte ai bisogni propri e altrui. La passione per il gioco rischia di diventare una grave schiavitù”. “Ma queste macchinette ci aiutano a ripianare i conti – affermano gli esercenti – in questo momento di crisi, e lo Stato ce lo permette!”. Certo, siamo in un Paese libero, siamo gelosi della nostra libertà personale: ma siamo anche responsabili? E poi: liberi per fare che cosa? Forse la migliore libertà sarebbe quella di dare un taglio netto alle proprie illusioni. Civis 3 Collegamento Il Vangelo della vita Non passa giorno, per nostra grande fortuna, che non ci arrivi da papa Francesco una parola, una frase, un discorso nel quale ci possiamo rispecchiare come cristiani: il suo è un modo di proporre la fede talmente sereno e convincente che riesce ad indicare ideali di vita, da sempre proclamati dalla Chiesa, altrimenti difficili e da tanti giudicati inarrivabili. Il suo è un costante invito alla semplicità e al confronto tra vari modi di pensare, non rinunciando per nulla a quella radicalità del Vangelo, che tante volte ci blocca. Un esempio rimane, tra i tanti, il discorso pronunciato all’assemblea dei medici cattolici a metà novembre. Ne riportiamo alcuni stralci. La fortuna di Martina: avere un Papa per amico! I medici cattolici, per essere fedeli «al Vangelo della vita e al rispetto di essa come dono di Dio», debbono fare «scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all’obie- zione di coscienza». Infatti «il pensiero dominante propone a volte una “falsa compassione”: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica “produrre” un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del Buon Samaritano, che “vede”, “ha compassione”, si avvicina e offre aiuto concreto». «La vita umana è sempre sacra e sempre di qualità. Non esiste una vita umana più sacra di un’altra, come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra, solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori. La vita umana è sempre sacra, valida ed inviolabile, e come tale va amata, difesa e curata». Il Pontefice ha anche evidenziato un paradosso: il fatto che siano aumentate le possibilità di guarigione ma diminuite le capacità di prendersi cura delle persone, soprattutto le più fragili, «ammalati, anziani, bambini, disabili». «Non c’è dubbio che, ai nostri giorni, a motivo dei progressi scientifici e tecnici, sono notevolmente aumentate - ha fatto presente Papa Francesco nell’udienza ai medici cattolici - le possibilità di guarigione fisica; e tuttavia, per alcuni aspetti sembra diminuire la capacità di prendersi cura della persona, soprattutto quando è sofferente, fragile e indifesa». «State attenti: sperimentare con la vita, giocare con la vita, è un peccato contro Dio Creatore. Questo avviene quando si decide di «fare figli e non di accoglierli come dono». Stesso discorso per “l’eutanasia”. «L’attenzione alla vita umana, particolarmente a quella maggiormente in difficoltà, cioè all’ammalato, all’anziano, al bambino, coinvolge profondamente la missione della Chiesa. Essa si sente chiamata anche a partecipare al dibattito che ha per oggetto la vita umana, presentando la propria proposta fondata sul Vangelo». La nostra Caritas parrocchiale e l’Associazione S. Vincenzo esprimono un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno generosamente contribuito alla raccolta di generi alimentari, promossa in occasione della settimana della carità. Piccoli gesti di solidarietà concorrono a sostenere, per quanto possibile, situazioni di grave disagio presenti nella nostra comunità. Grazie! 4 Parrocchia di Pandino - Dicembre 2014 Un Buon Natale è possibile Un altro Natale è possibile: ci può essere ancora un Buon Natale! Con il Natale la vita vince nonostante tutto. Ogni bimbo che nasce è il segno che Dio non si è ancora stancato dell’umanità (Tagore). Viola, la perla bianca di Anna, nata nel cuore della ricca Brianza ha davanti a sè ottanta anni di vita (se tutto va bene) e una dote iniziale di 25.000 euro. Njeri, la perla nera di Rachele, nata nella baracca di Korogocho ha davanti a sè quaranta anni di vita (se tutto fila liscio) e una dote iniziale di soli 250 euro. Due mondi, due bimbe, divise da un invisibile muro di vetro. La prima, Viola, fa parte del 20% dell’umanità che si “pappa” l’83% delle risorse mondiali. La seconda, Njeri, fa parte dell’ oltre un miliardo di ‘esuberi umani’ che devono accontentarsi dell’ 1,4% delle risorse, costretti a vivere con meno di 1 dollaro al giorno: sono gli innocenti di cui si rinnova la strage oggi. E Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata perché essi non ci sono più. Milioni di bimbi muoiono di fame, malattie, aids: un bimbo muore di fame ogni due secondi, undici milioni ne muoiono all’anno per malattie meno gravi di un raffreddore, centinaia di milioni non inizieranno neanche la prima elementare. Due mondi, due Natali. Il nostro è il Natale dell’opulenza, delle luci, dei regali, del consumismo, degli affari. È un business senza fine, è uno shopping anche di domenica. Questo sfavillio di luci natalizie sembra un meraviglioso “acquario” in cui guizzano costosissimi pesciolini esotici. A scrutarlo centinaia di milioni di bimbi dal volto scuro che guardano affascinati l’acquoso ed esotico luccichio. Fino a quando la parete di vetro proteggerà il banchetto degli esotici pesciolini? Per assicurarci che la parete di vetro sia davvero infrangibile e ci protegga eternamente da quei visi sognanti di bimbi affascinati noi investiamo somme astronomiche in armi. Un altro Natale non solo è possibile ma è urgente e necessario! Boicottiamo il Natale dei pesciolini esotici: il Natale dei consumi, dei regali, degli affari, un Natale ‘pagano’ che ha ben poco da spartire con quel Bimbo che nasce in una mangiatoia alla periferia dell’impero, fuori dell’acquario anche lui indistinguibile volto nero in mezzo agli altri volti scuri. Diciamo no al consumismo, per di più indotto e incentivato, e diciamo sì alla festa natalizia della famiglia allargata a nonni, cugini, zii, nipoti ma anche alla famiglia dell’immigrato che lavora per noi o che ci è più vicino. Diciamo no al decadente e ripetitivo tango di regali, e diciamo sì ad un consumo critico, al regalo fatto in casa con amore e con le proprie mani, o a quello equo e solidale di lavoro fatto “in dignità”. Diciamo no alla stupida pervasività televisiva e diciamo sì alle relazioni umane in famiglia, ritornando a raccontarci gioie e dolori e a riprendere confidenza con l’immaginario, la fiaba, prendendo a cuore anche la bellezza del celebrare insieme il fascino del Natale. Diciamo no alla violenza e alla guerra e diciamolo con fierezza, e diciamo sì alla pace e alla nonviolenza con evidenza mettendo bandiere arcobaleno ai nostri balconi e camminando con uno “straccetto bianco di pace”. Solo così il Natale ritornerà ad essere la festa della vita che farà rifiorire la speranza di un altro mondo possibile. Coraggio, dunque, ci può ancora essere un Buon Natale! p. Alex Zanotelli La sera di sabato 20 dicembre, alle ore 21, la nostra chiesa parrocchiale ospiterà il Concerto di Natale eseguito dal Corpo Bandistico di Pandino con la Corale “S. Cecilia” di Nosadello. A tutti va la nostra gratitudine e il nostro augurio. Anche questo è un modo per entrare nello spirito natalizio! 5 Collegamento Azione Cattolica: il senso di una presenza A chi ci chiede: “Ma qual’è la specificità di questo gruppo?” noi rispondiamo riformulando la domanda così: “Qual’è il senso della presenza dell’A.C. nella Parrocchia e in Oratorio?” Fin dalla sua fondazione l’Azione Cattolica è stata pensata e costruita non come un gruppo all’interno della Chiesa, ma come una modalità concreta di essere Chiesa: sentirsi corresponsabili della vita della propria comunità locale con la consapevolezza del legame con un orizzonte più vasto. Dunque non si vuole dar vita ad un gruppo “in più” o a delle attività “in più”, ma si vuole proporre: Uno stile … o meglio, una regola di vita, personale e comunitaria, che si nutre di preghiera, vive la condivisione della fede con i fratelli e si concretizza nel servizio in risposta ai bisogni della comunità; Una passione … “A voi laici spetta di testimoniare la fede mediante le virtù che vi sono specifiche: la dedizione in famiglia, la competenza nel lavoro, la tenacia nel servire il bene comune, la solidarietà nelle relazioni sociali, la creatività nell’intraprendere opere utili all’evangelizzazione e alla promozione umana”. Con queste parole a Loreto, nel 2004, Giovanni Paolo II invitava gli iscritti all’Azione Cattolica a vivere pienamente e con passione la quotidianità (lo studio, il lavoro, i piccoli, grandi servizi all’interno della propria comunità); Un cammino … Naturalmente, l’impegno al servizio della Chiesa non può che scaturire ed essere alimentato da un percorso di approfondimento della propria fede, che crei occasioni di ascolto e di confronto con la Parola di Dio e con i fratelli. Per questo l’A.C. propone itinerari formativi, che si articolano in “settori” a seconda delle fasce d’età: dall’A.C.R., agli adolescenti, ai giovani e agli adulti; Un’adesione … Ogni anno ci viene chiesto di rinnovare la nostra adesione. Ancora una volta, la tessera che riceviamo non sottolinea tanto l’appartenenza ad una “cerchia più o meno esclusiva”, ma il nostro voler “mettere la firma” sul progetto di vita e di comunità che l’A.C. propone. L’Azione Cattolica parrocchiale Lavori in chiesa parrocchiale Finalmente è giunta dalla Soprintendenza per i beni architettonici di Brescia l’autorizzazione per l’intervento sulle quattro vetrate superiori della chiesa. A partire da metà gennaio la ditta Cerioli di Capergnanica, che si è aggiudicata i lavori, interverrà con ponteggio apposito all’interno dell’edificio per poter staccare i telai delle grandi finestre, sostituirli provvisoriamente con un vetro di protezione, trasportare le vetrate in ditta e lì procedere al loro restauro conservativo. Le fotografie allegate al progetto fanno rilevare i danni che il tempo ha portato a queste splendide strutture: rottura di vetri, distacco di stucchi, copertura di ruggine sulle parti metalliche ecc. E’ prevista anche una parziale apertura elettrica delle finestre, in modo da permettere la circolazione dell’aria nel periodo estivo. Dispositivi esterni proteggeranno poi le finestre stesse da infiltrazione di agenti atmosferici. È un bel lavoro, resosi necessario dopo l’intervento sulle finestre del coro, che impreziosiscono tutta l’abside della chiesa parrocchiale. Al termine dei lavori avremo una situazione maggiormente sicura ed efficiente, anche se l’altezza delle finestre impedisce di vedere da vicino il lavoro eseguito. Sarà comunque cura degli amministratori della Parrocchia provvedere alla visione delle stesse restaurate prima della loro collocazione definitiva. La spesa concordata si aggira sui 30.000 Euro. L’intervento potrebbe concludersi – ce lo auguriamo – entro la prossima Pasqua. 6 Parrocchia di Pandino - Dicembre 2014 Cosa bolle nella pentola dell’Oratorio? La vita dell’Oratorio è fatta di appuntamenti quotidiani, di catechismo, di incontri tra amici, di chiacchiere sotto il portico, di quattro calci al pallone… ma è anche fatta di alcune iniziative che caratterizzano il calendario annuale. Ogni tanto il Consiglio dell’Oratorio si ritrova per mettere a punto le attività, e per perfezionare i compiti e le competenze di ciascuno. Cosa bolle nel pentolone del nostro Oratorio per queste prossime festività? Prima di tutto verrà riproposta (in chiave attuale e moderna) la storica Festa della Luce, che oggi preferiamo chiamare “Mille luci per Pandino”: domenica 21 dicembre, alle ore 21 presso il teatro dell’Oratorio i ragazzi e i bambini dell’A.C.R., coordinati dal Gruppo educatori, presentano “Ma tu chi sei?” una piccola pièce teatrale incentrata sulla incarnazione di Gesù e tratta dal famoso racconto di Oscar Wilde “Il gigante egoista”. Al termine della semplice ma certamente coinvolgente rappresentazione i ragazzi distribuiscono alle famiglie il lume da esporre sul davanzale della finestra la notte di Natale, per ricordare la disponibilità ad accogliere Gesù che nasce. Dal 28 dicembre al 1 gennaio 2015 i nostri ragazzi sono coinvolti nell’ormai tradizionale campo invernale, con Capodanno incorporato: quest’anno ci ospita la casa di San Nicolò Valfurva, tra Santa Caterina e Bormio. Per chi scia una vera e propria occasione di divertimento, per chi non scia c’è la possibilità di ottimo relax nelle terme di Bormio. Il tutto, come sempre, condito da una buona dose di animazione, giochi e amicizia, e ricette straordinarie che la cucina non manca mai di proporre. Al nostro ritorno, l’Oratorio viene in pochi giorni trasformato in un vero e proprio cantiere, che cerca di riproporre l’ambientazione del presepe secondo le più classiche immagini natalizie. Martedì 6 gennaio, alle ore 15.30, è prevista la seconda edizione del Presepe Vivente, che lo scorso anno ha riscontrato una buona partecipazione di figuranti e ottenuto numerosi consensi. Contiamo anche quest’anno sulla collaborazione di tanti che desiderano rivivere l’atmosfera del Natale, in una dinamica di preghiera e di animazione. Intanto, prima, durante e dopo le festività natalizie, continuano le attività del Gruppo teatrale dei giovani “ondesteig”. A seguito dei successi di “Sette spose per sette fratelli” e di “Grease” i nostri ragazzi si stanno cimentando nelle prove del nuovo spettacolo “Peter Pan”. Non siamo ancora in grado di ufficializzare la data, ma certamente in primavera sarà possibile applaudire i nostri attori che per la terza volta hanno deciso di sfidare l’emozione del palcoscenico. Tante iniziative, tante attività che richiedono l’entusiasmo e la partecipazione di tutti. Chi desidera unirsi è sempre ben accetto, perché il portone del “San Luigi” è aperto a chi ha voglia di darsi da fare. A cura dei membri del Consiglio dell’Oratorio 7 Collegamento Fede cristiana e Sacramenti: parliamone tra noi cristiani! Dovere e impegno della Parrocchia è la preparazione ai Sacramenti. A inizio d’ anno si è soliti programmare le date dei Sacramenti, che scandiscono il percorso spirituale della comunità cristiana. Ma non si tratta solo di fornire delle date, quanto di chiedersi, da adulti nella fede, quale senso profondo abbiano questi sacri riti. L’attuale formazione cristiana, fondata sul catechismo dei bambini e dei ragazzi, rischia di far perdere il vero significato dei Sacramenti, che sono pienamente comprensibili a persone consapevoli e desiderose di superare aspetti quasi magici, così facili nella giovane età. I Sacramenti sono segni essenziali nella esperienza cristiana: senza di essi la Comunità cristiana, la Chiesa, sarebbe ridotta ad una associazione, pur benefica ed interessante. Sono i Sacramenti che ci garantiscono la reale presenza spirituale del Signore in mezzo a noi, oggi e sempre! Quello che Lui ha fatto nella sua vita – e i Vangeli ce lo testimoniano – oggi lo ripete sempre nella storia attraverso la mediazione di Segni, di cui da adulti possiamo scoprire i significati. L’acqua, il pane, le parole del perdono, le unzioni, la promessa reciproca di amore e fedeltà assumono un valore spirituale di presenza del Signore nella nostra storia personale e comunitaria: ma vanno capite nella loro bellezza e profondità. Un bambino capisce parzialmente il valore delle parole e dei gesti sacri: è l’esperienza successiva, quella tipica degli adulti, che invece potrà dare un significato completo ai Sacramenti. Ma ci sarà ancora curiosità e desiderio sufficienti per chiedere e gustarli nella propria vita spirituale? È vero: oltre la presenza sacramentale ci sono altre presenze autentiche del Signore nella vita dei cristiani: nella sua Parola contenuta nelle Sacre scritture, nei poveri e bisognosi in cui si identifica, nella preghiera fatta a partire dall’ascolto del vangelo. Il tutto ci aiuta a stare col Signore, a vivere alla sua presenza, in modo da sentirlo non come chi vuole invadere la nostra vita, neppure come chi è chiamato a risolvere i nostri problemi, ma come chi ci vuole accompagnare con la forza e la delicatezza di un vero amico. Battesimi. Ecco alcune date significative: 11 gennaio, festa del battesimo di Gesù 1° febbraio, Giornata per la vita 4 aprile, veglia pasquale 24 maggio, festa di Pentecoste 19 luglio, festa di S. Margherita 18 ottobre, dedicazione della chiesa parrocchiale Prime Comunioni. Domenica 10 maggio Cresime. Domenica 24 maggio, ore 18 Unzione degli infermi: mercoledì 11 febbraio, Casa di riposo Matrimonio. In date da concordare. Giovedì 15 gennaio inizia alle 21 presso l’Oratorio, il percorso di preparazione, cui sono invitati coloro che si stanno orientando alla scelta del Matrimonio cristiano. Partecipare al Gruppo Famiglie: perché? Quando ci hanno chiesto di spiegare i motivi che ci spingono a rinnovare la nostra partecipazione agli incontri del Gruppo Famiglie, le prime parole che ci sono subito passate per la mente sono state: confronto, condivisione e coinvolgimento: crediamo che queste parole riescano a racchiudere in modo appropriato il messaggio che “portiamo a casa” alla fine di ogni incontro. Molto spesso ci siamo rimproverati, a causa degli impegni lavorativi e di gestione famigliare, di non riuscire a partecipare come vorremmo agli incontri di catechesi proposti dalla parrocchia: il Gruppo Famiglie 8 ci ha dato la possibilità di rimediare a questa mancanza, facendoci riscoprire il nostro cammino all’interno della Comunità cristiana, aiutandoci a prendere coscienza del progetto di Dio sulla coppia e sulla famiglia. Partecipando al Gruppo Famiglie abbiamo scoperto di non essere i soli a nutrire questo bisogno di mettersi in discussione; abbiamo avuto la possibilità di confrontarci e approfondire con altri temi strettamente familiari (le relazioni in famiglia, i rapporti di coppia, lo stile di vita familiare, l’educazione) e argomenti più generali (la malattia, il perdono, le povertà, l’annuncio del regno anche se viste da un’ottica Parrocchia di Pandino - Dicembre 2014 familiare), senza per questo sentirci giudicati, ma accolti, sostenuti, rinsaldati e fortificati nel tenere alto il valore della famiglia e la bellezza del suo senso cristiano, soprattutto pensando alla complessità sociale e alla povertà di valori che ci circonda. Il Gruppo Famiglie ci offre uno stimolo per “esprimere” la fede nel quotidiano, per aprire la nostra famiglia, per provare a collocarci nella società come promotori di condivisione, speranza e comunione. Non per ultimo, grazie al Gruppo Famiglie, abbiamo la possibilità di vivere un’esperienza che coinvolga tutti i membri della famiglia stessa; è bello percepire come anche i nostri figli respirino e condividano il piacere di vivere momenti di festa, di apertura a nuove conoscenze, l’esperienza di mettersi al servizio degli altri, e la testimonianza e l’esempio della bellezza dei rapporti sereni e solidali tra le famiglie. Insomma, che dire: il Gruppo Famiglie è un’esperienza da “vivere”! Patrizia e Marco P.S. Il gruppo famiglie si incontra cinque volte all’anno; gli incontri sono aperti a tutte le famiglie della Parrocchia! Leggere, capire, operare La lettura di un libro è sempre un arricchimento e una nuova opportunità , sia che narri una storia in cui ritrovarsi , sia che tratti un problema su cui riflettere e confrontarsi. Così è stato per il gruppo CIF, che ha dedicato più incontri alla lettura del libro “La fuga delle quarantenni” di don Armando Matteo, un libro coraggioso, scritto, come dice l’autore, per amore della chiesa. Il tema affrontato è il difficile rapporto delle donne con la Chiesa, un tema inscritto nel DNA della nostra associazione da sempre impegnata con e per le donne. Le donne di cui si parla sono in particolare le giovani donne, quelle nate dagli anni ‘70 in poi e che oggi sono in genere mamme di bambini e ragazzi in età scolare. L’autore si interroga sui motivi per cui le giovani donne fuggano dalla Chiesa, analizza la fatica di essere oggi una quarantenne, propone nuove modalità per recuperare l’alleanza perduta. La tesi forte del libro è che la questione femminile è oggi anche una questione di fede perchè, essendo la donna la naturale trasmettitrice della fede, il suo allontanamento pone il problema di chi in futuro trasmetterà la fede alle nuove generazioni Noi, dopo l’analisi e il confronto sui temi trattati dal testo, abbiamo partecipato con un nostro contributo a una tavola rotonda proposta a Cremona dal Cif provinciale e là abbiamo anche focalizzato le due ipotesi di lavoro che la lettura ci aveva stimolato: la prima vorrebbe, tramite un questionario,interpellare sulla fede e sull’essere donne nella Chiesa di oggi le mamme dei bambini che nel 2015 si accosteranno al sacramento della Comunione; la seconda si propone di offrire alle giovani donne (18-35 anni) un percorso per conoscere gli interventi legislativi che dal dopoguerra ad oggi hanno cambiato la vita delle donne e poi, tramite questionario, portarle a riflettere su tale cambiamento. Ora stiamo operando per concretizzare le nostre idee. La lettura del libro ci ha fatto capire che è urgente chiedersi se la crisi di fede che si riscontra non sia principalmente dovuta ad un certo modo di dire e di fare Chiesa, chiedersi se la Chiesa sa accogliere le sfide che la società odierna pone in particolare alle giovani donne, prima fra tutte la sfida dei miti della bellezza e del giovanilismo, e se sa portare loro la parola liberante di Gesù. Ancora abbiamo capito che nei momenti di cambiamento la figura femminile è sempre figura centrale e che in tanti luoghi (casa, lavoro, polis e Chiesa) la donna è costantemente costretta a ricercare una nuova identità, un nuovo equilibrio nelle relazioni dal momento che nei vecchi modelli non si riconosce più. E allora, poiché i cambiamenti avvengono con o senza la benedizione della Chiesa, è opportuno immergersi nelle ambivalenze e nelle contraddizioni della storia e, pur sforzandosi di restare fedeli alla parola di Colui che ci ha liberato, recuperare stima e fiducia delle giovani donne per creare nuove alleanze. L’indicazione di Papa Francesco nella lettera di esortazione apostolica: “Evangelii Gaudium” è chiara: “ ... Ma c’è ancora bisogno di allargare gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella Chiesa perchè il genio femminile è necessario in tutte le espressioni della vita sociale; per tale motivo si deve garantire la presenza delle donne anche nell’ambito lavorativo e nei diversi luoghi dove vengono prese le decisioni importanti tanto nella chiesa come nelle strutture sociali” Antonia Menclossi presidente CIF di Pandino 9 Collegamento Fra’ Paolo Grandini riparte per l’Africa I pandinesi che l’11 ottobre scorso, a mezzogiorno, avevano acceso la TV sul Canale “TV 2000” hanno avuto la sorpresa di vedere il nostro concittadino fra’ Paolo Grandini, festeggiato e intervistato a Verona per aver conseguito il… diploma (si fa per dire) di “Missionario a tempo pieno”! Tutti in paese lo conosciamo: è quel ragazzo che faceva il macellaio da Calvi, che ai tempi di don Gino, alla domenica a messa era sempre laggiù, in fondo alla chiesa, appoggiato alla porta, per essere il primo ad andarsene, che all’oratorio entrava per la partita, per stare cogli amici, ma che, se poteva, “saltava” la dottrina. Un bravo ragazzo, sì, senz’altro, ma poco incline alle prediche dei preti. Ma poi giunsero in parrocchia i “Fratelli di San Francesco” a predicare le Sante Missioni e… avvenne il miracolo! Com’era bravo quel Frate Alvaro a predicare! Come sapeva toccare il cuore ai ragazzi come lui! E lui, Paolo, lo ascoltava, non usciva più dalla chiesa di corsa, col suo fare sbarazzino, non stava più fuori dalla stanza, all’oratorio, quando egli parlava ai ragazzi! Dopo una settimana lui e frate Alvaro erano diventati amici, mai nessuno gli aveva parlato così, con parole che gli toccavano proprio il cuore. E quando i frati partirono egli cominciò a riflettere e qualche tempo dopo li raggiunse. Era il 1991 e fu per sempre. Noi di Pandino l’abbiamo sempre ricordato, siamo andati persino a trovarlo e quasi non ci sembrava neppure più lo stesso col saio francescano! Passarono i mesi e passarono gli anni e fra’ Paolo era sempre sorridente, salutava tutti col suo entusiastico “Pace e bene!”. Poi un giorno tornò in famiglia per preparare la madre alla sua partenza. Aveva chiesto di andare in missione, in Africa, a portare il Vangelo, ma anche il sorriso, il pane quotidiano, l’aiuto ai malati , ai poveri, ai bambini. E sua madre pianse, temeva di non vederlo più: l’Africa era così lontana! Così fra’ Paolo partì per l’Etiopia con questa tristezza in cuore. Ma là in Etiopia che felicità! Per tre volte andò e tornò dopo solo sei mesi di soggiorno. Ogni volta chiedeva di restare, ma le autorità di Addis Abeba gli rifiutavano il rinnovo del permesso di soggiorno. Ora però ha tutte le carte in regola. Partirà il 20 gennaio prossimo e per lui è stato scelto un altro stato africano più favorevole alla concessione di permessi, il Camerun, sempre in zona equatoriale, ma dalla parte oppo- sta, sull’Oceano Atlantico, nel Golfo di Guinea, al confine con la Nigeria. La sua sede sarà nella parte montuosa della regione, ricca di foreste, a 1700 metri di altezza. Lavorerà con Frati Cappuccini milanesi che operano laggiù da anni, e gli verranno affidati i … “ragazzi di strada”, alcuni dei quali furono “bambini soldato” strappati alle loro famiglie, altri, purtroppo, dediti anche alla droga. Dice fra’ Paolo: “Hanno tutti bisogno di affetto ed io mi riprometto di dar loro tanto amore. So che sarà un lavoro difficile, ma spero che il Signore mi aiuti …”. Ed io ho pensato: “Col tuo sorriso certamente li conquisterai. Che Dio t’aiuti, ti saremo vicini con la preghiera …”. Ai pandinesi vorrei dire: “È Natale! Si fanno tanti regali, piccoli o grandi, a Natale. Facciamone uno anche per lui, per fra’ Paolo, che va tanto lontano a fare del bene a chi è senz’altro più povero di noi. Avrà certo bisogno di tante cose… ricordiamoci di lui se appena possiamo… rinunciamo a qualcosa, magari… Sarà per lui e per i suoi “ragazzi di strada” un aiuto, un aiuto a casa loro, quello più prezioso sicuramente! m.g.g. Mille luci per Pandino Domenica 21 dicembre, alle 20.45, a cura degli educatori, dei bambini e dei ragazzi dell’ A.C.R., viene proposto un incontro natalizio, ormai diventato un appuntamento atteso dalla nostra Comunità: verrà distribuito un cero da accendere nelle famiglie la sera della Vigilia di Natale. Un piccolo segno, che ci fa sentire più uniti in attesa del Natale. 10 Parrocchia di Pandino - Dicembre 2014 Un grato ricordo per don Orlando Il 30 settembre scorso il Signore ha chiamato a sè vendere al pubblico); durante le vacanze poi si orgadon Orlando, e, come sempre, lui ha risposto: “Ec- nizzava il Grest: non al mare o in montagna, ma a l’ “incastrù” o al guado di via Palazzetto (in quegli anni comi, mio Signore!” Probabilmente pochi pandinesi si ricordano di Lui. anche Mons. Carlo Necchi ci dava una mano). E poi il giornalino, e poi i tornei, e poi i turni al E’ stato vicario nel nostro oratorio dal 1948 al 1959 e quando il Vescovo gli ha cambiato sede io avevo tre- bar, e poi, e poi, e poi... e poi si dava da fare con le sue dici anni. Me lo ricordo bene, sia perché, grazie a mio conoscenze per trovare lavoro ai suoi ragazzi (e tanti fratello, già allora l’Oratorio era la mia seconda casa, ne hanno beneficiato). Ce ne sono ancora tanti di “ricordo quando”, ma sia perchè, nonostante la lontananza, il nostro rappenso che questi bastino a dimostrare l’affetto e la riporto nel tempo si è sempre di più consolidato. Le sue scelte, poi, l’avevano portato lontano conoscenza di quel gruppo di “ragazzi” che hanno da Pandino e dall’Italia: era stato cappellano in vissuto parte della loro giovinezza con don Orlando, Inghilterra e missionario in Argentina e in Brasile. uno che, come ama definirlo Ferruccio, era “padre Non per questo si era dimenticato di Pandino e dei energico e severo quando era necessario, ma a cui basuoi “ragazzi”: quando tornava dalle missioni ve- stava uno sguardo per capirci ed aiutarci a risolvere i niva a trovarci e spesso ci si ritrovava da buoni nostri problemi e a superare le difficoltà”. Un ultimo aneddoto mi racconta Ferruccio: amici con i piedi sotto il tavolo. Di Lui ricordo soprattutto la disponibilità ad aiutare il prossimo, il quando c’era qualche festa e andavamo a ballare ci suo credere ciecamente nella Provvidenza ed il suo riprendeva severamente, anzi lo comunicava anche ai nostri genitori, perché allora ballare era uno scandalo sorriso aperto e sincero. Ma poiché pochi sono i miei ricordi ho pensato di (anche se poi capiva le nostre esigenze e ci perdonava chiedere a Ferruccio, “memoria storica” dell’Orato- sempre). Quando però è stato in missione mi ha rio, se si ricordava qualche avvenimento particolare di scritto una lettera dove tra le altre notizie diceva: quel periodo. Alla mia richiesta gli si sono illuminati “Pensa, Ferruccio, che per conoscere ed avvicinare gli occhi e, come un fiume in piena, ha ricordato, ri- gli italiani che vivono qua devo organizzare in parrocchia serate di ballo, per cui anche questa modalità, cordato, ricordato... - quando alla domenica, dopo la dottrina in orato- grazie a Dio, mi è servita molto per avvicinare, capire rio, si andava in parrocchia, tutti in fila, per la bene- ed aiutare gli immigrati”. Anche questo era don Orlando, uomo di chiesa imdizione dopo i vespri; - quando si recitava il rosario davanti alla grotta della Madonna; - quando si andava merso nel mondo e mi piace ricordarlo, come dice a “fare” gli esercizi spirituali; - quando c’era il triduo Ferruccio, “come l’abbraccio di don Bosco sui gioper San Luigi o quello in preparazione alla festa del- vani di Pandino”. Daniele l’Oratorio; - quando ci preparava per spiegare il catechismo ai più piccoli e ci insegnava le risposte (in latino) per essere dei bravi chierichetti; - quando tutti insieme, piccoli e grandi, ci rimboccavamo le maniche e si facevano le pulizie nell’Oratorio ... e ancora, - in autunno si organizzava la festa dell’uva (che bello fare a gara per preparare il carro più bello!); - in inverno si organizzavano concorsi canori nella sala del “cinema”, e quante commedie sotto la direzione di Domenico Invernizzi e l’estroso suo fratello Antonio; e tante, tante sfilate di carnevale (chi non ricorda la “mucca Carolina”‘?); - in estate invece si proiettavano i film all’aperto, (e la sua mamma, la Don Orlando con alcuni dei suoi ragazzi “sciora Gina”, ci preparava i in uno dei momenti in cui è ritornato a Pandino per un incontro conviviale. contenitori con le caramelle da 11 Collegamento La giornata nazionale della “Colletta alimentare” Come ormai avviene da 18 anni, l’ultimo sabato di novembre si è svolta, nei supermercati (e in molti minimarket) d’Italia la Giornata Nazionale della ‘Colletta Alimentare’. Durante questa giornata tutti coloro che si recano in un punto vendita alimentare sono invitati a “fare la spesa” per chi non ha la possibilità di farla. Promotore di tale iniziativa è il Banco Alimentare, un’organizzazione nata venticinque anni fa dall’intuizione di un imprenditore del settore, il Cav. Danilo Fossati, e di un sacerdote, don Luigi Giussani , che hanno pensato di raccogliere le eccedenze alimentari e di convogliarle agli indigenti attraverso la rete di organizzazioni che operano nel campo della solidarietà in Italia (Caritas, S. Vincenzo, mense benefiche, comunità terapeutiche ecc., alcune delle quali presenti anche nel nostro territorio). L’iniziativa, nel tempo, ha preso piede anche in molti altri Paesi Europei. Un gesto come la “Colletta alimentare” richiede un’organizzazione notevole: migliaia di punti vendita aderenti necessitano, per essere presidiati e per essere collegati con i vari centri di raccolta delle derrate, della presenza di un esercito di volontari e di mezzi di trasporto. In effetti i volontari in Italia sono stati più di 130.000. Anche nella nostra Parrocchia tante persone hanno dato con entusiasmo il proprio contributo di tempo e di disponibilità. Nei 2 supermercati di Pandino si sono alternate, durante l’intera giornata, circa 65 persone, in gran parte Pandinesi (comprendendo anche Nosadello e Gradella), con una ventina tra Vailatesi e Agnadellesi e qualcuno più “lontano” (come i ragazzi ospiti del Convitto della Casearia). E’ stato un vero “spettacolo” della gratuità. Anche il ventaglio d’età delle persone coinvolte è molto ampio: molti giovani e giovanissimi (in gran parte contattati e invitati nell’ambito dell’oratorio) e un bel gruppo di mezz’età, con punte che vanno dai 4 anni (il figlio entusiasta di una giovane mamma volontaria) ad alcuni “over 70”. È doveroso dire che quanto raccolto durante la “Colletta” viene ridistribuito in ambito italiano, non certo perché manchino i poveri all’estero, quanto perché anche in Italia i poveri sono moltissimi, sia italiani che immigrati. Ma torniamo a noi: anche, forse soprattutto, i donatori sono stati spettacolari: alcuni (uno in particolare) per la grande generosità. Ciò che però colpisce di più è il flusso continuo di borse che ininterrottamente sono giunte nel reparto stoccaggio. I donatori a Pandino nel giorno della Colletta sono stati diverse centinaia (in Italia si stimano in 5 milioni e mezzo). Ciò vuol dire che, anche nel piccolo, ognuno può fare la sua parte, e moltissimi questo concetto lo hanno ben recepito. Anche chi pensa che la sua offerta sia solo una goccia, una volta fatta, vedrà unire la sua a milioni di altre gocce, che così possono formare un fiume di carità. Per la cronaca, nei due supermercati di Pandino, nella giornata del 29 novembre, si sono raccolti complessivamente 225 cartoni di alimenti, per un totale di 2119 kg. Oltre a un grande “Grazie” per tutti coloro che han contribuito in qualsiasi modo alla riuscita di questa iniziativa, penso sia bello e utile concludere riportando una frase pronunciata un anno fa da Papa Francesco, che ha costituito il “leit motiv” della giornata: “Vi invito a fare posto nel vostro cuore a questa urgenza, rispettando questo diritto dato da Dio a tutti di poter avere accesso ad una alimentazione adeguata. Condividiamo quel che abbiamo nella carità cristiana con chi è costretto ad affrontare numerosi ostacoli per soddisfare un bisogno così primario. Invito tutti noi a smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane non abbiano un impatto sulle vite di chi la fame la soffre sulla propria pelle” Domenica 28 dicembre la liturgia celebra la Sacra Famiglia di Nazaret: in Parrocchia vogliamo celebrare comunitariamente, nella S. Messa delle ore 11.15, gli Anniversari di Matrimonio per tutti coloro che ritengono una grazia quella di aver incontrato il proprio coniuge e di aver costruito con lui una famiglia con la benedizione e lʼaiuto del Signore. In particolare giungano le nostre felicitazioni a chi festeggia in questʼanno 2014 le nozze dʼoro o quelle dʼargento! Si sentano invitati tutti coloro che intendono ribadire il valore del Matrimonio cristiano allʼinterno della loro coppia, qualunque sia il loro anniversario! 12