SIRA e PFR
Storia, servizi, potenzialità del SIRA della
Toscana, accesso al suo patrimonio
conoscitivo tramite il PFR
Premesse
Le attività di Governo dell'Ambiente, del Territorio e la definizione delle politiche Sanitarie ,
Sociali, Economiche richiedono la disponibilità di patrimoni conoscitivi affidabili sui cui
poggiare le decisioni. La Regione Toscana si è dotata nel tempo di diversi Sistemi
Informativi specificatamente delegati alla raccolta, validazione, integrazione di dati utili alle
proprie esigenze conoscitive: Sistema Informativo Regionale, Sistema Statistico, Sistema
Informativo Sanitario, Sistema Geografico Regionale, Sistema Idrografico Regionale, Sistema
Informativo Regionale Ambientale, ecc. Si è venuto delineando un contesto di forte
frammentazione delle competenze di formazione dei patrimoni conoscitivi: tale situazione
favorisce una maggiore capacità operativa, grazie anche ad una marcata specializzazione,
ma produce come effetto collaterale una maggiore difficoltà di integrabilità e coerenza dei
dati raccolti dai diversi Soggetti.
Per quanto attiene specificatamente le problematiche della conoscenza relativamente
all'ambiente, si è sempre più evidenziata la necessità di poter ancorare le scelte e le decisioni
operate ai diversi livelli istituzionali ad un riferimento informativo unico e coerente.
Questo è il ruolo che la Giunta Regionale ha inteso attribuire al SIRA nell'ambito di quanto
previsto dalla Legge 66 del 18 aprile 1995, istitutiva dell'Agenzia Regionale per la Protezione
Ambientale della Toscana.
2
Informazione ambientale
Ai sensi dell'art. 2,co. 1 del D.lgs. 195/06, per "informazione ambientale" si intende "qualsiasi informazione disponibile
in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente:
1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali,
compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversita' biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli
organismi geneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi;
2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli
scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al
numero 1);
3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi
ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonche' le attivita' che incidono o possono incidere sugli
elementi e sui fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o le attivita' finalizzate a proteggere i suddetti
elementi;
4) le relazioni sull'attuazione della legislazione ambientale;
5) le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche, usate nell'ambito delle misure e delle attivita' di
cui al numero 3);
6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della catena alimentare, le condizioni
della vita umana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, per quanto influenzabili dallo stato degli elementi
dell'ambiente di cui al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e 3);"
3
La conoscenza dell’ambiente
La conoscenza ambientale, che sino ad oggi era fondamentalmente rappresentata
essenzialmente dai dati derivanti da attività di monitoraggio, viene ad essere inglobata in
una visione più ampia ove questi rappresentano solo ed esclusivamente uno dei tre elementi
fondamentali che, assieme alla caratterizzazione delle emissioni di inquinanti ed alla
modellazione dei processi di diffusione, trasporto e trasformazione
chimica/degradazione biologica degli inquinanti, contribuiscono alla valutazione della
qualità dell'ambiente e della ecosostenibilità delle pressioni.
•
•
PRESSIONI
•
Monitoraggi manuali ed
automatici
Censimenti, rilevazioni e
repertori
STATO
•
•
•
•
Catasti delle fonti di
pressione e
caratterizzazione delle loro
emissioni
Esiti delle attività di
controllo
Siti contaminati
Detenzione di sostanze
pericolose
Produzione e gestione
rifiuti
4
Cosa indica il PRAA 2007-2010 per SIRA
ARPAT svolge quel complesso di azioni atte a promuovere gli obiettivi
del Piano contribuendo al miglioramento sostanziale e misurabile
dell'ambiente mediante la distribuzione di informazioni puntuali,
mirate, pertinenti ed affidabili ai responsabili decisionali ed al
pubblico.
La conoscenza dello stato dell’ambiente e delle sue criticità
costituisce elemento determinante per l’azione di governo del
territorio e, nello stesso tempo, per il processo di
partecipazione da parte della società civile. L’esigenza di
conoscenza che ne deriva richiede la disponibilità di un
sistema di produzione dati, ma anche di raccolta,
elaborazione e gestione delle informazioni, anche
prodotte da soggetti diversi, organizzato ed ottimizzato
allo scopo. ARPAT dovrà quindi perseguire, da un lato la
qualità del dato ambientale e dall’altro la sua disponibilità e
SIRA experts at work diffusione, in forma organizzata e fruibile, ai soggetti
interessati.
5
Macrobiettivi – Aria, acQua, Suolo/rifiuti, Energia
Produrre apposita reportistica sulla qualità dell’aria, con
evidenziati i trend dei parametri rilevati dal sistema
regionale di monitoraggio in continuo (centraline)
A
Prevenzione e riduzione del
Natura,
rischio idrogeologico e
biodiversità e
difesa del suolo riduzione dell’erosione
costiera
Sviluppare e mantenere aggiornati i catasti ambientali
quali strumenti di conoscenza delle pressioni sul territorio e
dei potenziali rischi
A
Q
S
E
Ambiente e
Salute
Ridurre la percentuale di
popolazione esposta
all’inquinamento atmosferico
Promuovere azioni di coordinamento e integrazione tra
autorità competenti, ARPAT, corpi di polizia, anche alla
luce dei nuovi assetti di competenze derivanti dal D.lgs.
152/06, sia sotto il profilo della pianificazione e dello
svolgimento dei controlli, che sotto il profilo dei sistemi
informativi
A
Ambiente e
Salute
Ridurre la percentuale di
popolazione esposta
all’inquinamento acustico,
elettromagnetico e radiazioni
ionizzanti
Prosecuzione implementazione catasti delle sorgenti a
radiofrequenza
E
Cambiamenti
Climatici
Ridurre le emissioni di gas
serra in accordo col il
Protocollo di Kyoto
6
Macrobiettivi – Aria, acQua, Suolo/rifiuti, Energia
Uso sostenibile
risorse naturali
e gestione
rifiuti
Ridurre la produzione totale
di rifiuti e la percentuale
conferita in discarica e
migliorare il sistema di
raccolta aumentando il
recupero ed il riciclo.
Incrementare e migliorare il sistema dei controlli sui
S
rifiuti, attraverso piani mirati condivisi con le Province e, ove
necessario, in sinergia con le forze di polizia (CCTA,
CFS, GdF)
Uso sostenibile
risorse naturali
e gestione
rifiuti
Ridurre la produzione totale
di rifiuti e la percentuale
conferita in discarica e
migliorare il sistema di
raccolta aumentando il
recupero ed il riciclo.
Azioni di coordinamento e integrazione tra autorità
competenti, ARPAT, corpi di polizia, anche alla luce dei
nuovi assetti di competenze derivanti dal D.lgs. 152/06, sia
sotto il profilo della pianificazione e dello svolgimento dei
controlli, che sotto il profilo dei sistemi informativi.
S
Uso sostenibile
risorse naturali
e gestione
rifiuti
Bonificare i siti inquinati e
ripristinare le aree minerarie
dismesse
Realizzare sul piano informatico l’anagrafe dei siti
contaminati in accordo con le Province e la Regione ed
assicurarne il costante aggiornamento degli aspetti tecnici
S
Uso sostenibile
risorse naturali
e gestione
rifiuti
Tutelare la qualità delle
Perfezionare il sistema di raccolta dati e della loro
acque interne e costiere e
elaborazione per ottenere indici sintetici che descrivano
promuovere un uso
la qualità della risorsa idrica della regione.
sostenibile della risorsa idrica
7
Q
Macrobiettivi – Aria, acQua, Suolo/rifiuti, Energia
Uso
sostenibile
risorse
naturali e
gestione rifiuti
Tutelare la qualità delle
acque interne e
costiere e promuovere
un uso sostenibile
della risorsa idrica
Azioni di coordinamento e integrazione tra autorità competenti
finalizzate a definire linee guida ed indirizzi sul rilascio delle
autorizzazioni agli scarichi e sulle tecniche depurative da
adottare in ambito regionale
Q
S
Uso
sostenibile
risorse
naturali e
gestione rifiuti
Tutelare la qualità delle
acque interne e
costiere e promuovere
un uso sostenibile
della risorsa idrica
Partecipazione al processo di attuazione della normativa in materia
di IPPC sia nelle valutazioni ex ante (partecipando ai processi
istruttori delle amministrazioni titolari di funzioni in materia di
AIA) sia mediante una qualificata attività di controllo ex post
A
Q
S
E
Uso
sostenibile
risorse
naturali e
gestione rifiuti
Tutelare la qualità delle
acque interne e
costiere e promuovere
un uso sostenibile
della risorsa idrica
Collaborazione con altre istituzioni pubbliche e private per
Q
l’individuazione di acquiferi o parte di essi a maggior
S
contaminazione, e progettazione di sistemi di riutilizzo industriale e
di bonifica degli stessi acquiferi (vedi ad es: pozzi contaminati da
tetracloroetilene in vicinanza di aziende idroesigenti)
Uso
sostenibile
risorse
naturali e
gestione rifiuti
Tutelare la qualità delle
acque interne e
costiere e promuovere
un uso sostenibile
della risorsa idrica
Collaborazione con altre istituzioni per la definizione puntuale dei programmi
di azione per la riduzione della presenza di nitrati nelle acque sotterranee,
attraverso anche una attenta analisi conoscitiva dei diversi impatti
territoriali sul sistema idrogeologico delle numerose aree attualmente
monitorate che evidenziano valori medi di nitrati superiori a 50mg/l. Limite
quest’ultimo per la designazione di area vulnerabile da parte della comunità
europea (D.Lgs. 152/2006).
8
Q
S
Obiettivi trasversali – Aria, acQua, Suolo/rifiuti, Energia
OBIETTIVI
TRASVERSALI
Implementazione e
integrazione dei sistemi
informativi
azioni di monitoraggio degli effetti di piani regionali (a
cominiciare dal PIT)
A
Q
S
E
OBIETTIVI
TRASVERSALI
Implementazione e
integrazione dei sistemi
informativi
definizione di un quadro condiviso dei rapporti tra ARPAT,
Regione ed enti locali, in vista della regolazione dei flussi
informativi necessari per il popolamento e
l'alimentazione delle banche dati del SIRA e della
fruizione del patrimonio informativo da parte dei vari livelli
istituzionali e della società toscana
A
Q
S
E
OBIETTIVI
TRASVERSALI
Implementazione e
integrazione dei sistemi
informativi
integrazione dei patrimoni conoscitivi regionali mediante
azioni di coordinamento e cooperazione tra autorità
competenti alla gestione di sistemi informativi (v. ambiente,
salute, territorio, ecc…)
A
Q
S
E
OBIETTIVI
TRASVERSALI
Implementazione e
integrazione dei sistemi
informativi
Individuazione e popolamento di nuovi indicatori necessari
ai processi di VAS e valutazione integrata; azioni per la
condivisione dell’anagrafica comune delle aziende (v.
progetto WebImpianti) con i Servizi di Prevenzione nei
luoghi di lavoro delle AUSL e con gli altri corpi di polizia
A
Q
S
E
9
Acqua
Monitoraggio ambientale acque superficiali interne
Monitoraggio ambientale acque marine costiere
Monitoraggio acque superficiali a specifica destinazione (acque dolci
dest.alla produzione di acqua potabile; acque dest.alla balneazione;
acque dolci dest.alla vita dei pesci; acque dest.alla vita dei molluschi)
Monitoraggio ambientale acque sotterranee
Acque Reflue Urbane (scarichi civili, fognature pubbliche depurate/non
depurate)
Acque Reflue Industriali (scarichi produttivi, zootecnici, frantoi)
Catasto pozzi e derivazioni superficiali
Catasto impianti di depurazione delle acque reflue urbane
Catasto Corpi Idrici Superficiali
Catasto Corpi Idrici Sotterranei - stratigrafie ed individuazioni acquiferi
significativi regionali
Analisi acque destinate al consumo umano
10
Formazione dei dati - Acqua
Monitoraggio ambientale acque superficiali interne
Monitoraggio ambientale acque marine costiere
Monitoraggio acque superficiali a specifica destinazione (acque dolci dest.alla
produzione di acqua potabile; acque dest.alla balneazione; acque dolci
dest.alla vita dei pesci; acque dest.alla vita dei molluschi)
Monitoraggio ambientale acque sotterranee
Acque Reflue Urbane (scarichi civili, fognature pubbliche depurate/non
depurate)
Acque Reflue Industriali (scarichi produttivi, zootecnici, frantoi)
Analisi acque destinate al consumo umano
ARPALAB
Catasto pozzi e derivazioni superficiali, stratigrafie – Geni Civili/Province
Catasto impianti di depurazione delle acque reflue urbane - Censimento a cura dei Dip.ti ARPAT
Catasto Corpi Idrici Superficiali – RT SGR e Aut.Bacino Arno
Catasto Corpi Idrici Sotterranei ed individuazioni acquiferi significativi regionali – RT e SIRA
11
Risorsa acqua
Occorrono conoscenze rispetto alle
piogge, alle falde, ai corpi idrici, agli
scarichi, alla qualità, alla quantità, ai
consumi, agli usi: le competenze sono
distribuite tra più Soggetti, e la corretta
conoscenza e amministrazione della
risorsa “Acqua” può venire solo dalla piena
integrazione delle diverse competenze e
patrimoni informativi. E tali patrimoni
informativi possono essere analizzati
efficacemente solo facendo ricorso a
modelli matematici complessi e tecnologie
GIS.
12
Il portale: diffusione del dato ambientale
Il patrimonio conoscitivo
raccolto deve anche essere
accessibile. Anzi, il D.Lgs. n.
195 del 19 agosto 2005,
che ha dato attuazione alla
Direttiva 2003/4/CE nel
nostro ordinamento,
riconosce grande rilevanza
del ruolo attivo delle
autorità pubbliche nella
diffusione
dell’informazione
ambientale.
13
http://sira.arpat.toscana.it/
Aria
Banche
dati
Report
Mappe
Acqua
Suolo e
rifiuti
Energia
ed
Agenti
Fisici
14
Banche dati
Scarico
dati
monitorag
gio acque
Scarico
dati
monitorag
gio aria
Impianti di
RadioCom
unicazione
Dichiarazi
oni MUD
Impianti di
gestione
rifiuti
Catasto
aziende ed
unità locali
Siti
contaminati
15
Criticità: cosa è divulgabile?
Dati divulgati
• Dati analitici (Aria, Acqua)
• Alcuni catasti (Siti
contaminati, Impianti
Gestione Rifiuti)
• Sintesi (report, statistiche)
• Esiti attività di monitoraggio
(es. centraline FUB)
• Esiti attività di controllo (es.
Geotermia: controlli ai
camini)
Dati con accesso ristretto
• Dichiarazioni MUD (CF, tel,
LR)
• Dati Impianti RC
(caratteristiche tecniche,
antenne)
• Aziende Seveso (raggi di
rischio, sostanze stoccate)
• Registro Imprese (dati “in
vendita”)
16
Report
Report dati
monitorag
gio acque
Report dati
impianti di
radiocomu
nicazione
Report dati
monitorag
gio acque
balneaz.
Report dati
monitorag
gio aria
Report dati
geotermia
17
Mappe
Reti
monitorag
gio acque
Impianti di
depurazion
e
Reti
monitorag
gio aria
Biomonito
raggio
lichenico
Impianti
gestione
rifiuti
Unità
locali R.I.
Siti
contaminat
i
Aziende a
rischio di
incidente
rilevante
Impianti di
RadioCom
unicazione
Piani
Classificaz
ione
Acustica
18
Impianti di depurazione
19
Balneabilità acque interne e costiere
20
Le statistiche
La statistica richiesta può essere ottenuta in formato HTML….
21
Le statistiche
… o in formato XML. La
chiamata può essere effettuata
anche passando i parametri di
selezione
(del
territorio,
dell’anno, ecc.) all’interno della
URL. In tal modo possono
essere impostati Hyperlink, ad
esempio in una pagina del sito
WEB di una Provincia, che
chiamano specifici indicatori,
filtrati sul territorio di interesse,
rendendo trasparente a chi
richiede la statistica il fatto che
la richiesta viene inoltrata al
SIRA dell’ARPAT, che provvede
a fornire la pagina HTML con i
dati desiderati.
22
Ipercubi
23
Ipercubi: generazione della URL
24
Anaconda
Ambiente di Navigazione e
Condivisione Dati Ambientali: è
una applicazione che consente di
visionare quali banche dati siano
disponibili (sia per i monitoraggi
che, prossimamente, per alcuni
catasti), ed operare delle selezioni
spaziali e temporali dei dati di
interesse, per poi scaricarli sul
proprio computer, in formato XML o
CSV. Consente, ad utenti
appositamente
registrati,
di
acquisire facilmente e velocemente
copia dei dati ambientali del SIRA.
25
Filtri di selezione
26
Alcyone
http://sira.arpat.toscana.it/
Vi è stata una costante
crescita sia dei servizi
informativi disponibili,
sia del gradimento da
parte degli utenti (P.A. e
cittadini). Il portale ha
contribuito
ad
accrescere la credibilità
dello stesso SIRA nei
confronti degli Enti
Locali della Toscana
(aumenta
la
percepibilità del lavoro
che si svolge).
28
GIS e modellistica
I dati ambientali, raccolti sotto forma di
informazioni georeferenziate, e di cui è in qualche
modo nota la localizzazione o l’ambito territoriale di
riferimento, consentono analisi qualitative o
quantitative mediante l’utilizzo di strumenti GIS
o di modellistica. In tal modo diventa possibile
“costruire” una nuova conoscenza mediante
specifiche elaborazioni dei dati disponibili. L’utilizzo
di strumenti GIS ed in particolare di modelli
consente la massima valorizzazione di un
Sistema Informativo Territoriale, e il massimo
sfruttamento del patrimonio conoscitivo raccolto.
29
Cromo VI in Val di Cecina
Nel mese di Luglio nell’ambito della caratterizzazione di un
ex-insediamento produttivo sito in Cecina, ARPAT ha
evidenziato la presenza del Cr VI nelle acque sotterranee,
presenza poi confermata anche su di un pozzo adiacente
collegato alla rete acquedottistica del luogo come sul più
vicino punto di prelievo delle acque potabili.
Sulla base di questi dati il Dipartimento di Livorno ha inoltrato
ai competenti organi istituzionali la segnalazione della
situazione di contaminazione ai sensi del D.Lgs. 152/06.
In seguito a tale comunicazione ed ai relativi atti da parte degli
Enti, il Sindaco del Comune di Cecina disponeva, con propria
ordinanza, l’inibizione all’uso di tali pozzi.
Il Dipartimento di Livorno disponendo di una serie di dati
storici relativi al Cromo totale nelle acque sotterranee di
tutto il territorio di competenza ha prodotto un analisi che ha
permesso di evidenziare ulteriori zone, tra cui quella di cui
sopra, in cui la concentrazione di Cromo totale assume
valori significativi sebbene sempre al di sotto dei limiti di 50
µg/l.
Da tutte le indagini successive condotte
sulla Pianura Costiera si evince una
estesa presenza di Cromo VI
30
L’individuazione di possibili fonti ed anomalie di livello regionale sono state indagate tramite l’elaborazione dei dati di
Cromo totale rilevati nel periodo 2002-2005 dalle reti di monitoraggio dei corpi idrici significativi sotterranei e superficiali.
L’elaborazione statistica e rappresentazione GIS ha evidenziato la
notevole singolarità, nel panorama regionale, dei due acquiferi costieri.
Sulla stessa tavola furono riportati gli affioramenti
di rocce verdi (molto ricche in Cromo). In un
caso documentato dalla letteratura infatti, nella
vicina provincia di la Spezia, erano state notate
acque sotterranee con concentrazioni
significative di Cromo esavalente di origine
naturale.
La presenza di Cromo VI è stata confermata
nelle sorgenti ofiolitifere presenti in Val di
Cecina come in altre parti della Regione (Galceti di
PO ed Anghiari di AR)
L’ipotesi di una origine naturale “geologica” del
Cromo VI è ancora allo studio per una sua
definitiva validazione. E’ certo che in aree
interessate dagli affioramenti delle rocce
ofiolitiche, possono verificarsi le condizioni per
un generalizzato innalzamento del cosiddetto
“fondo caratteristico” nei suoli e nei terreni in
genere come nei sedimenti alluvionali del F.Cecina
e che costituiscono gli Acquiferi Costieri.
31
Scarichi e punti
di monitoraggio
Per perseguire l’uso sostenibile della risorsa è auspicabile la
partecipazione ai processi programmatori e decisionali di tutti
quei soggetti titolari di funzioni, anche solo di segmenti della
“politica idrica”. Questo significa che per decidere con la
massima consapevolezza, è indispensabile “sfruttare” tutte
le conoscenze e le competenze disponibili.
L’utilizzo del Sistema delle Acque come repository idoneo
all’innesto di una logica di analisi dei flussi, basata sia su
tecnologie di network analysis che di map-algebra, non può che
risultare una scelta positiva nel supportare le scelte decisionali,
favorendo solidità e comprensibilità delle valutazioni che portano
alla formazione del parere tecnico in merito alla ecosostenibilità di
nuovi scarichi o alla definizione di strategie per il miglioramento
dello stato ambientale di corpi idrici.
Nell’ambito del progetto INTERREG/AQUAMED il SIRA con ETELNET, società leader in ambito toscano,
ha progettato e realizzato un interessante toolbar GIS per l'analisi territoriale ai fini della
valutazione della correlazione tra pressione e stato dei corpi idrici anche come sistemi di supporto
alle azioni politiche.
32
Censimento scarichi diretti nell’Ambiente
Nell’ambito del "Protocollo di Intesa per il raggiungimento degli
standard qualitativi previsto dal Piano di Tutela delle Acque della
Regione" una interessante fonte dati prodotta da tutti gli ATO ha
riguardato il Censimento dei Punti di Scarico diretti nell'Ambiente
per scarichi fognari non depurati per abitati minori di 2.000 AE.
Il censimento condotto da parte dei Gestori ha rilevato numerosi punti
di Scarico ed informazioni importanti in merito a:
=> Localizzazione dello scarico in scala 1:5.000,
=> Parametri Tecnici
=> Provenienza dello scarico
=> Trattamento (Soluzioni Progettuali di riferimento individuate,
Numero di AE, Costo totale per la realizzazione)
Dall’altra parte la Regione Toscana ha caratterizzato lo stato
ambientale delle acque superficiali e sotterranee della Regione
individuando i Corpi Idrici.
L’esigenza del Protocollo d’Intesa era quella di selezionare, ai fini di
una opportuna graduazione degli interventi nel tempo, quegli
scarichi più prossimi e più impattanti ai corpi idrici con stato
ambientale non buono.
L'idea è stata quella tramite il Sistema delle
Acque di RT di legare in modo dinamico
le due fonti dati ai fini della comparazione
di indicatori da un lato all'altro.
33
Le operazioni di interrogazione ed analisi messe a disposizione dell'utente:
• selezione di tutti gli scarichi relativi ad una determinata stazione e/o corpo idrico;
• visualizzazione del percorso tra uno scarico e il corpo idrico ricettore di interesse e calcolo
della relativa distanza lungo il flusso;
• per un determinato corpo idrico e/o stazione calcolo di indici predefiniti relativi ai fattori di
pressione, come:
• pressione espressa in AE degli scarichi
che si immettono nel corpo idrico
selezionato (somma degli AE di tutti gli
scarichi),
• costo complessivo per l'adeguamento
degli scarichi che si immettono nel corpo
idrico selezionato (somma del costo per i
singoli scarichi).
34
Implementazione del Sistema delle Acque Superficiali nell'ambito del Progetto INTERREG – ACQUAMED. Sviluppo di funzionalità GIS
Implementazione del Sistema delle
Acque Superficiali nell'ambito del
Progetto INTERREG – ACQUAMED.
Sviluppo di funzionalità GIS.
35
36
37
38
Analisi territoriale
Creazione di una tabella riepilogativa del contributo
degli scarichi selezionati dalla procedura espressi
in AE e suddivisi per corpo idrico.
L’analisi del contesto territoriale, tramite la
toolbar, progettata dal SIRA e realizzata da
Etelnet nell’ambito del progetto Aquamed,
consente di mettere in relazione un tratto di
corpo idrico, caratterizzato da un ben preciso
stato ecologico (es.: tramite l’indice SECA (Stato
Ecologico Corsi d’Acqua) che si ottiene
dall’incrocio dei due indici LIM (Livello di
Inquinamento da Macrodescrittori) e IBE (Indice
Biotico Esteso)), con gli scarichi che lo
interessano, a loro volta caratterizzati dai
rispettivi carichi inquinanti e costi di mitigazione,
consentendo di definire delle priorità di
intervento per la sua bonifica e miglioramento
qualitativo. L’utlizzo di tali tecnologie, per cui il
SIRA della Toscana risultra trai centri di
eccellenza a livello nazionale, consente, con
efficacia ed in maniera documentabile, di
supportare le decisioni sia per investimenti per la
bonifica, che per valutare la ecocompatibilità di
nuovi scarichi.
39
Le applicazioni del SIRA
Il personale tecnico del SIRA è coinvolto
nella progettazione e nella gestione
delle applicazioni informatiche per la
raccolta, gestione, uso del patrimonio
informativo ambientale, funzionale alle
esigenze conoscitive degli Enti con
competenza di governo del territorio, e
della stessa Agenzia per poter svolgere
con maggiore efficacia ed efficienza i
propri compiti istituzionali finalizzati alla
protezione dell’ambiente. Per tali compiti
sono richieste peculiari competenze,
multidisciplinarietà, lavoro di squadra.
40
La piramide dei dati
Processi Direzionali: se concorrono alla
definizione degli obiettivi strategici.
Processi Gestionali: se concorrono alla
traduzione degli obiettivi in criteri di
gestione ed effettuano il controllo del
raggiungimento di tali obiettivi.
Processi Operativi: se concorrono
all’attuazione degli obiettivi.
La quantità ed il dettaglio delle informazioni necessarie è significativamente diverso ai diversi
livelli. Le esigenze conoscitive dei processi direzionali, ad esempio, richiedono il popolamento
di indicatori che con estrema sintesi riescano a veicolare enormi quantità di "informazione".
41
Perseguire la qualità del dato
Strategia che il SIRA cerca di
perseguire è la progettazione di
strumenti di informatizzazione
in modo da catturare il dato
durante i processi che lo
producono: ad esempio
ARPALAB a supporto delle
attività di laboratorio.
Attraverso una
reingegnerizzazione dei
processi operativi si garantisce
una efficace costruzione del
dato, adeguato a supportare le
esigenze conoscitive anche dei
processi decisionali e gestionali.
42
Perseguire la qualità del dato
Anche per supportare i
processi operativi delle
Province per l’autorizzazione
di nuove pressioni
ambientali (scarichi,
emissioni, spandimento
fanghi, gestione rifiuti)
erano state sviluppate
procedure in grado di
catturare il dato di
interesse del SIRA e di
garantire il popolamento di
indicatori di sintesi per I
processi gestionali e
decisionali. Purtroppo le
Province Toscane non
hanno utilizzato il SW
fornito gratuitamente.
43
WebImpianti
ARPAT sta ora realizzando il sistema WebImpianti, che
sostituirà le applicazioni a suo tempo sviluppate per le
Province (e da queste mai usate). I tempi sono maturi
per impostare tale sistema intorno ad una Anagrafica
centrale e comune ai diversi settori tematici: la stessa
APAT si sta attrezzando per la realizzazione di una
“Anagrafica Intertematica”, nell’ambito del progetto
Ca.Ri.Na. (Catasto dei Rifiuti Nazionale).
Lo scopo è di avere un riferimento ufficiale ed
univoco per tutte le Aziende di interesse
“ambientale”, perseguendo una efficace
integrazione dei dati su base anagrafica. Ed a
questa anagrafe associare tutte le informazioni utili
a documentare il più esaustivamente possibile
ciascuna azienda.
44
L’idea è poter associare a
ciascuna entità, univocamente
definita, tutte le conoscenze
acquisite nel corso delle diverse
attività: istruttorie, ispezioni… e
poter costruire uno schedario
informatizzato in cui inserire tutte
le informazioni che, nelle più
diverse maniere, si vanno
raccogliendo relativamente alle
Aziende
disseminate
nel
territorio.
Aziende a rischio di incidente rilevante,
aziende che gestiscono rifiuti, aziende
che detengono PCB, aziende che
emettono in atmosfera, che scaricano in
corpi idrici, che consumano energia,
acqua, che producono rifiuti….
Condividendo
l’accesso
(e
potenzialmente il popolamento) del
sistema anche con Province, ASL, ecc.
45
Si vuole costruire un nucleo
centrale con tutti i dati
anagrafici (da gestirsi con le
opportune storicizzazioni, a
seguito
di
cessazioni,
cessioni, cambi di ragione
sociale, ecc.) delle Aziende,
delle loro Unità Locali, e, ove
opportuno e necessario,
degli
impianti
presenti
presso
ciascuna
Unità
Locale.
Su tale struttura si andranno ad aggiungere una serie di moduli,
implementabili nel tempo, destinati ad accogliere e gestire i dati tecnici
(anch’essi storicizzati) relativi ad una particolare “prospettiva”: in tal modo si
può garantire sempre una visione “integrata” della azienda.
46
Un primo impianto della
componente anagrafica sarà
costruito a partire dalle
anagrafiche delle dichiarazioni
MUD o dalle anagrafiche del
Registro Imprese (entrambe le
banche dati sono disponibili), ed
a questo, in prima battuta,
riferire tutti i dati tecnici
disponibili relativamente alle
attività di gestione rifiuti, di
detenzione
PCB,
e,
prossimamente, di produzione
rifiuti (MUD). Insomma, per
cominciare, i dati della Sezione
del Catasto Rifiuti.
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A tale Catasto, poi, i colleghi dei Dipartimenti potranno
associare tutti i dati raccolti in occasione delle attività
istruttorie, in occasione di progetti di approfondimento
conoscitivo e di controllo (es.: Progetto 14), o derivanti
dagli esiti di attività analitiche (dei rifiuti stoccati, ma
anche dei prodotti delle attività di gestione, piuttosto
che, in futuro, delle emissioni o degli scarichi).
Tale Catasto troverà poi un naturale utilizzo anche
come riferimento per altri “strumenti di gestione di
informazione”, dal sistema di protocollazione e
gestione documentale, al sistema di rilevamento
attività, o per agganciarvi eventuali campioni gestiti con
ARPALAB, ecc. Come, in prospettiva, deve sempre di
più avvenire anche per il Catasto dei corpi idrici, il
Catasto dei Siti Contaminati, ecc.
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SIRA e PFR