Ministero dell’economia e delle finanze Scuola superiore dell’economia e delle finanze Percorso seminariale di alta formazione "Lo stato di attuazione della riforma del federalismo fiscale“ I fabbisogni standard degli Enti locali Alberto Zanardi Università di Bologna Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale Roma, 3 giugno 2013 1 Che cosa sono i fabbisogni standard? • Indicatori «giustificati» di variabilità nei bisogni locali e nei costi di produzione su cui basare l’attribuzione delle risorse finanziarie a tali enti (a fini perequativi o di consolidamento dei conti pubblici) => superamento delle distorsioni della spesa storica • Strumenti di monitoraggio ed efficientamento della spesa locale che consentano di incentivare gli amministratori locali ad una maggiore accountability I fabbisogni standard sono richiamati dalla normativa su: • i trasferimenti perequativi • la determinazione degli obiettivi del PSI (criteri di virtuosità dal 2014) • il riparto dei tagli sulle risorse comunali (legge stabilità 2013) 2 I fabbisogni standard nella perequazione Legge delega sul federalismo fiscale (42/2009) Regioni RSO D.lgs. 68/2011 1) spese regionali relative ai livelli essenziali delle prestazioni (art. 117, c.2, lettera m) (circa l’80% dell’attuale spesa corrente delle Regioni) Perequazione • sui fabbisogni standard • integrale • verticale 2) spese regionali con portata equitativa minore (spese “autonome”) (circa il 20% dell’attuale spesa corrente delle Regioni) Perequazione • sulla capacità fiscale • incompleta • orizzontale 3 I fabbisogni standard nella perequazione Legge delega sul federalismo fiscale (42/2009) Comuni D.lgs. 23/2011 1) funzioni fondamentali (su spesa corrente al netto degli interessi) Perequazione • sui fabbisogni standard • integrale • verticale 2) funzioni non fondamentali (su spesa corrente al netto degli interessi) Perequazione • sulla capacità fiscale • incompleta • orizzontale (?) 4 Quali fabbisogno standard? Approccio bottom-up Il fabbisogno standard è calcolato come prodotto tra una certa quantità-obiettivo di prestazioni ed il loro costo unitario standardizzato Pro: tutela dei diritti di cittadinanza Contro: forti requisiti informativi; determinazione endogena dell’ammontare complessivo delle risorse finanziarie, “aggiustamenti” per assicurare coerenza tra il finanziamento necessario per la fornitura del paniere e il vincolo di bilancio aggregato Approccio top-down Il fabbisogno standard per ciascuna giurisdizione locale deriva dall’applicazione di formule di riparto territoriale (basate su un insieme di parametri-chiave che spiegano i bisogni di spesa) su un fondo complessivo, la cui dimensione è decisa a livello nazionale in relazione alle compatibilità macro-finanziare Pro: programmabilità delle risorse; requisiti informativi relativamente limitati Contro: rischio di divari bisogni-finanziamento 5 Tecniche di valutazione dei fabbisogni standard Il criterio della spesa storica Spesa procapite uniforme Representative Expenditure System (RES) Regression-based Cost Approach (RCA) Funzione di costo Fabbisogni o costi standard Funzione di spesa 6 Tecniche di valutazione dei fabbisogni standard: RES Nel Representative Expenditure System (RES) il fabbisogno relativo di ogni ente è determinato in base alla combinazione lineare di una serie di fattori di carico ottenuta in relazione al peso che questi fattori hanno nella determinazione delle necessità di spesa Tra i fattori di carico possono essere inclusi sia caratteristiche ambientali come: • la superficie • il numero dei residenti • la composizione della popolazione residente per età • la lunghezza delle strade, ecc. sia elementi strutturali relativi alla quantità di servizi prodotti e agli input impiegati per la fornitura dei servizi pubblici locali Di solito la scelta di questi fattori è rimessa all’analisi di esperti oppure a scelte di carattere politico. La determinazione dei pesi segue di solito logiche di tipo statistico 7 Esempio semplificato di metodo RES Regione A Regione B Popolazione 2.000.000 1.000.000 Superficie (km2) 10 20 Macro-budget 1.000.000.000 Peso popolazione Peso superficie 0,9 0,1 Fabb. Regione A Fabb. Regione B = = 0,9X(2/3)+0,1X(1/3) = 0,63 0,9X(1/3)+0,1X(2/3) = 0,37 8 Tecniche di valutazione dei fabbisogni standard: RCA Nel Regression Cost Base Approach (RCA) il fabbisogno standard di ogni ente viene determinato come valore atteso di una funzione di spesa media o minimo stimata utilizzando la tecnica econometrica della regressione multipla Con l’approccio RCA la selezione delle variabili da inserire nel modello di stima è guidata da un modello teorico basato sull’interazione tra • la domanda di servizio pubblico espressa dai cittadini • l’offerta di servizio pubblico espressa dal governo locale Offerta dei servizi locali (funzione di costo) Costo = c(prezzi input, output, contesto offerta) Domanda dei servizi locali Output = d(reddito, costo, contesto domanda) Forma ridotta (funzione di spesa) Spesa = f(reddito, prezzi input, contesto offerta, contesto domanda) Modelli econometrici per la stima dei pesi relativi alle variabili 9 Funzione di costo o funzione di spesa? Nella scelta tra la stima di una funzione di costo o di una funzione di spesa bisogna considerare le caratteristiche specifiche delle variabili di output disponibili per misurare il livello di servizio pubblico erogato in ciascuna funzione In particolare due caratteristiche dell’output sono rilevanti: 1) la misurabilità o meno delle prestazioni finali corrispondenti 2) l’esogeneità di tali prestazioni rispetto all’autonomia decisionale di ciascun ente locale. Sulla base delle combinazioni di queste due caratteristiche dell’output è possibile identificare 3 gruppi di funzioni a ciascuno dei quali far corrispondere un diverso modello di valutazione dei fabbisogni 10 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: le procedure previste nel D lgs. 216/2010 Il D lgs. 216/2010: • assegna il compito di determinare i fabbisogni standard degli enti locali (comuni e distintamente province) alla SOSE con la collaborazione scientifica di IFEL in rappresentanza degli enti locali (“il metodo degli studi di settore”) • fornisce alcune indicazioni metodologiche: o individuazione dei livelli quantitativi delle prestazioni o analisi dei costi o specificazione di un modello di stima dei fabbisogni mediante la sperimentazione di diverse tecniche statistiche o definizione di indicatori per valutare l'adeguatezza dei servizi o necessità di considerare i modelli organizzativi adottati nelle singole realtà o possibilità che i fabbisogni standard siano calcolati con riferimento a singoli servizi o ad aggregati di servizi • non fornisce indicazioni chiare rispetto alla scelta tra un approccio aggregato top-down oppure approccio analitico per prestazioni bottom-up. Forse una sorta di “via di mezzo”: i fabbisogni standard sono una regola di riparto e tuttavia la decisione sulle risorse e il loro riparto vanno inserite in una prospettiva (le «norme di coordinamento dinamico») di convergenza dei servizi effettivamente offerti (gli «obiettivi di servizio») e dei costi di fornitura verso 11 standard nazionali La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: le procedure previste nel D lgs. 216/2010 Disposizioni finanziarie (1) “Il complesso delle maggiori entrate devolute e dei fondi perequativi non può eccedere l'entità dei trasferimenti soppressi” (art. 1, comma 2) “Fermi restando i vincoli stabiliti con il patto di stabilità interno, dal presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato oltre a quelli stabiliti dalla legislazione vigente” (art. 1, comma 3) e ciò almeno fino a che non si pervenga ad una “nuova determinazione dei livelli essenziali in virtù della legge statale” (art.1, comma 2) Differenti modalità attraverso cui questo vincolo di parità di risorse si realizzerà a seconda delle caratteristiche delle funzioni fondamentali • per le funzioni in cui viene stimata una funzione di spesa => approccio topdown per cui la modalità con cui garantire il vincolo dell’invarianza di risorse si realizza attraverso la decisione sulla dimensione finanziaria del fondo • per le funzioni in cui viene stimata una funzione di costo => approccio bottom-up per cui la modalità con cui garantire il vincolo dell’lnvarianza di risorse si realizza nella decisione sulle prestazioni da fornire (la fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni) 12 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: le procedure previste nel D lgs. 216/2010 Disposizioni finanziarie (2) “Fermo restando il rispetto degli obiettivi di servizio e di erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni, la differenza positiva, eventualmente realizzata in ciascun anno finanziario, fra il fabbisogno standard come determinato ai sensi del presente decreto e la spesa effettiva così come risultante dal bilancio dell'ente locale, è acquisita dal bilancio dell'ente locale medesimo” (articolo 8, comma 2) => la determinazione dei fabbisogni standard incentiva l’efficienza I trasferimenti perequativi che deriveranno dall’applicazione dei fabbisogni standard saranno erogati, come prevede l’art. 119 della Costituzione, “senza vincoli di destinazione” => i fabbisogni standard costituiscono meri elementi “contabili” per guidare l’allocazione delle risorse finanziarie tra Enti locali ma non possono in alcun modo vincolare le Autonomie territoriali nell’utilizzo delle corrispondenti risorse 13 Le funzioni fondamentali dei Comuni (RSO) su cui calcolare i fabbisogni di spesa Spese correnti da CCC (Interventi 1, 2, 3, 4, 5 e 7) SPESE RSO 2009 Ml. € € pro-capite % Spese correnti 40400 789 100 - Funzioni fondamentali 33634 656 83 1 - Organi istituzionali, amministrazione, anagrafe, ufficio tecnico (solo 70%) 9116 178 23 2 - Ambiente e territorio 7109 139 18 3 - Servizi sociali 6854 134 17 4 - Istruzione 4296 84 11 5 - Trasporti e viabilità 3700 72 9 6 - Polizia locale 2558 50 6 6765 132 - Funzioni non fondamentali (30% funz.1, cultura, sport, turismo, giustizia, servizi produttivi) 17 14 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni 2012 Funzioni di Polizia Locale Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo Aprile 2013 Funzioni di istruzione pubblica Funzioni nel Settore Sociale Giugno 2013 Funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente 15 I fabbisogni standard comunali per la “polizia locale” Prima funzione fondamentale dei Comuni analizzata (7,87% del totale) Collaborazione tra SOSE, IFEL e COPAFF Approccio top-down coefficienti di riparto Funzione di spesa pro-capite per la funzione “Polizia locale” stimata econometricamente La determinazione dei fabbisogni standard è un’operazione tecnicamente complessa Raccolta di informazioni molto dettagliata attraverso appositi questionari inviati a Comuni/province http://www.tesoro.it/ministero/commissioni/copaff/fabbisogni_ standard.html 16 I fabbisogni standard comunali per la “polizia locale” Questionari in collaborazione con IFEL e UPI distribuiti tramite un sistema web dedicato (portale Progetto Fabbisogni Standard) richieste ai Comuni e Unioni di Comuni: • informazioni di natura strutturale relative alle modalità di svolgimento dei vari servizi o elementi di input (personale impiegato, dotazioni strumentali, unità locali utilizzate, ecc.) o gli output prodotti (servizi svolti) o le modalità di svolgimento dei servizi (Unioni di Comuni e altre forme di gestione associata oppure gestione diretta) • informazioni di natura contabile che permettono di riclassificare e di integrare i dati contenuti nel Certificato di conto consuntivo per una più precisa rappresentazione della spesa storica https://opendata.sose.it/fabbisognistandard/ 17 I fabbisogni standard comunali per la “polizia locale” o Variabile spiegata: spesa pro-capite (da Certificati di conto consuntivo) o Variabili esplicative (da questionari): • • • • • • o variabili di contesto relative alla domanda (aspetti demografici e socio-economici) variabili di contesto relative all’offerta (caratteristiche ambientali che influiscono sulla produttività totale dei fattori produttivi) prezzi dei fattori produttivi tipologia di servizio offerto fattori esogeni di carico modelli organizzativi di fornitura Dai valori stimati della spesa pro-capite, tenendo conto della popolazione coefficienti di riparto per ciascun comune 18 La specificazione del modello utilizzata per la determinazione dei fabbisogni standard Spesa corrente yi = α + β' Xi + γ'Wi + δ'Zi + εi Componente stocastica procapite Variabili che possono spiegare i differenziali di costo relativi ai modelli organizzativi e che non vengono considerate in fase - Variabili di contesto relative alla domanda applicativa - Variabili di contesto relative all’offerta e alla tipologia di servizio - Prezzi dei fattori produttivi - Fattori esogeni di carico Variabili obiettivo che, in fase di applicazione del modello, vengono sostituite con valori obiettivo in modo da evitare distorsioni La stima dei coefficienti della “Funzione dei fabbisogni standard” è stata determinata applicando il Metodo dei minimi quadrati ordinari (OLS) con errori robusti per l’eteroschedasticità 19 I fabbisogni standard comunali per la “polizia locale” Alcune variabili esplicative sono comunque rilevanti in fase di stima ma vanno “normalizzate” (valori effettivi sostituiti con valori “obiettivo”) nella fase applicativa: 1) prestazioni discrezionalmente decise dagli amministratori locali al di sopra dei livelli essenziali (es: servizio notturno nella funzione polizia locale) 2) caratteristiche considerate “non meritorie” per giustificare la variabilità dei fabbisogni (es: entrate standard, reddito, appartenenza territoriale) 3) costi degli input inefficienti (es: costo del lavoro elevato) La “normalizzazione” richiede in taluni casi adeguate indicazioni da parte dei responsabili politici 20 Il fabbisogno è stato calcolato per tutti i 6.702 Comuni delle RSO Fabbisogno Standard Teorico (FST) = Il fabbisogno standard teorico è stato calcolato sui dati “consolidati” relativi alle Unioni di Comuni, per essere poi distribuito ai singoli Comuni che appartengono all’Unione in base alla popolazione residente 21 I fabbisogni standard stimati non hanno diretta valenza dal punto di vista finanziario, ma sono solo di ausilio al calcolo dei coefficienti di riparto relativamente alle Funzioni di Polizia Locale Coefficienti di riparto basati sul fabbisogno teorico = 22 I fabbisogni standard dei Comuni per la polizia locale: le determinanti 23 I fabbisogni standard dei Comuni per la polizia locale: i risultati 24 I fabbisogni standard dei Comuni per la polizia locale: i risultati Classi dimensionali Meno di 500 Abitanti 500 - 999 Abitanti Numerosità 692 Spesa corrente utilizzata per la stima dei fabbisogni standard Popolazione al % del totale 31/12/2009 (A) 202.871 0,2665 Fabbisogno Standard % del totale (B) Differenza % 0,3266 (B-A)/A 22,6 886 657.891 0,8909 0,9846 10,5 1.000 - 1.999 Abitanti 1.301 1.902.815 2,4109 2,5849 7,2 2.000 - 2.999 Abitanti 807 1.978.402 2,5409 2,5138 -1,1 3.000 - 4.999 Abitanti 967 3.774.831 4,4855 4,7862 6,7 5.000 - 9.999 Abitanti 1.017 7.227.905 8,9296 9,3715 4,9 10.000 - 19.999 Abitanti 599 8.282.388 11,4996 11,5272 0,2 20.000 - 59.999 Abitanti 347 11.397.439 18,3550 18,0019 -1,9 60.000 - 99.999 Abitanti 50 3.863.338 7,6493 7,5234 -1,6 100.000 - 249.999 Abitanti 26 3.811.785 8,7109 8,3885 -3,7 250.000 - 499.999 Abitanti 5 1.601.547 5,3925 5,1284 -4,9 Oltre 500.000 Abitanti 5 6.533.515 28,8684 28,8628 -0,0 6.702 51.234.727 100,0000 100,0000 0,0 25 I fabbisogni standard dei Comuni per la polizia locale: i risultati 2.987 Popolazione al 31/12/2009 15.888.357 Spesa corrente utilizzata per la stima dei fabbisogni standard % del totale (A) 31,5102 Nord-est 929 9.308.007 Centro 996 Area territoriale Nord-ovest Sud Numerosità Fabbisogno Standard % del totale Differenza % (B) (B-A)/A 31,5292 0,1 14,4510 15,7836 9,2 11.872.330 28,6168 28,1164 -1,7 1.790 14.166.033 25,4220 24,5707 -3,3 6.702 51.234.727 100,0000 100,0000 0,0 26 I fabbisogni standard dei Comuni per la polizia locale: i risultati Regione PIEMONTE LOMBARDIA Numerosità 1.206 Popolazione al 31/12/2009 4.446.230 Spesa corrente utilizzata per la stima dei fabbisogni standard % del totale (A) 8,6730 Fabbisogno Standard % del totale Differenza % (B) (B-A)/A 7,9447 -8,4 1.546 9.826.141 18,4954 19,4814 5,3 VENETO 581 4.912.438 6,4934 7,7633 19,6 LIGURIA 235 1.615.986 4,3418 4,1031 -5,5 EMILIA ROMAGNA 348 4.395.569 7,9576 8,0204 0,8 TOSCANA 287 3.730.130 7,3891 7,4295 0,5 UMBRIA 92 900.790 1,3750 1,5149 10,2 MARCHE 239 1.559.542 2,2594 2,6010 15,1 LAZIO 378 5.681.868 17,5933 16,5710 -5,8 ABRUZZO 305 1.338.898 1,8164 1,8839 3,7 MOLISE 136 320.229 0,4543 0,5087 12,0 CAMPANIA 551 5.824.662 12,4309 11,4911 -7,6 PUGLIA 258 4.084.035 6,8127 6,7919 -0,3 BASILICATA 131 588.879 0,8766 0,8446 -3,7 CALABRIA 409 2.009.330 3,0311 3,0506 0,6 6.702 51.234.727 100,0000 100,0000 0,0 27 I fabbisogni standard dei Comuni per la polizia locale: i risultati Modello Organizzativo 1 - Comuni con gestione associata in Unione di Comuni 2 - Comuni con gestione associata in Comunità montana 3 - Comuni con gestione associata in Consorzio 4 - Comuni con gestione associata in Convenzione tra Comuni o con altre forme 5 - Comuni non in forma associata senza il servizio di polizia locale 6 - Comuni con gestione diretta del servizio di polizia locale Numerosit à 690 157 136 1.327 Popolazion e al 31/12/200 9 2.394.566 245.777 704.207 7.087.044 394 219.026 3.998 40.584.107 Spesa corrente utilizzata per la stima dei Fabbisogn fabbisog o ni Standard Differenz standard % del a % del totale % totale (A) (B) (B-A)/A 2,9382 3,1215 6,2 0,2459 0,3112 26,6 0,7901 0,8567 8,4 9,4892 9,8901 4,2 0,0297 86,5069 0,2759 85,5446 828,2 -1,1 6.702 51.234.727 100,0000 100,0000 0,0 28 I fabbisogni standard dei Comuni per la polizia locale: i risultati Comune Roma Milano Napoli Coefficiente di riparto Coefficiente di riparto basato sulla spesa basato sui fabbisogni storica standard 0.128800332802 0.064421689763 0.037370196878 0.122346344373 0.077061044790 0.038142241524 29 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: problemi e prospettive Livelli di prestazioni standard La possibilità di identificare distintamente costi unitari e livelli delle prestazioni standard (e non soltanto fabbisogni finanziari) dipende criticamente dalla natura delle funzioni considerate Solo nel caso di funzioni caratterizzate da prestazioni finali misurabili ed esogene rispetto all’autonomia degli enti locali (Lep o standard di output stabiliti dall’ordinamento normativo) sarà possibile ricavare una stima distinta di output e di costi unitari (funzione di costo) => prossime funzioni sottoposte a standardizzazione: servizi dell’istruzione (es. scuole materne) e servizi sociali (es. asili nido) 30 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: problemi e prospettive Fabbisogni standard per Comuni “inattivi” La mancata offerta di servizi da parte di un Comune nell’anno di osservazione non dovrebbe condizionare la determinazione del fabbisogno standard se le caratteristiche strutturali di quel comune comunque giustificano una “domanda” di tali servizi. Approccio coerente con la previsione di assenza di vincoli di destinazione nel finanziamento degli EELL (tributi+trasferimenti perequativi). Il monitoraggio sulle prestazioni effettivamente fornite andrebbe limitato alle sole funzioni su cui siano definiti Lep. 31 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: problemi e prospettive Impiego dei fabbisogni standard Costruzione del sistema perequativo Accelerare la stima delle capacità fiscali standard e il disegno normativo del sistema perequativo Rischio di un mancato utilizzo dei fabbisogni standard a fini perequativi 32 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: problemi e prospettive Impiego dei fabbisogni standard Fabbisogni standard e revisione della spesa I fabbisogni standard sulle funzioni già stimate possono essere utilizzati per ripartire tra enti almeno una quota della riduzione complessiva delle risorse alle autonomie territoriali Da preferire rispetto al riparto sui consumi intermedi o altri criteri parziali 33 La determinazione dei fabbisogni standard dei Comuni: problemi e prospettive Impiego dei fabbisogni standard Regioni a statuto speciale Auspicabile estendere, in via concordata e consensuale, l’applicazione dei fabbisogni standard anche agli EELL delle regioni a statuto speciale L’intera costruzione della riforma del federalismo fiscale è indebolita dalla sua limitazione ai soli territori delle RSO. Bisogna attendere il prossimo aggiornamento dei questionari 34 FINE 35