RELAZIONE SULL’ATTIVITA’ DEL “COMITATO CONSULTIVO AZIENDALE”
dell’ azienda ospedaliera “OSPEDALI RIUNITI PAPARDO-PIEMONTE”
Anno 2011
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Dr. ARMANDO CARUSO
Direttore Generale
S E D E
L’art.2 , comma 2, lettera e), del Decreto Assessore alla Salute n.1019 del 15.4.2010 prevede che il
Comitato Consultivo Aziendale rediga “ogni anno, entro la fine del mese di marzo dell’anno successivo a
quello di riferimento, una relazione da trasmettere al Direttore Generale e da pubblicare sul sito web
dell’azienda sanitaria relativamente alle attività svolte di cui alle precedenti lettere a)b)c)d)”.
Le lettere a)b)c)d) del citato comma 2 del D.A 1019/10 si riferiscono rispettivamente a
Piano Attuativo (triennale);
Programma annuale di Attività del Direttore Generale;
Piano di Educazione Sanitaria;
Elaborazione, da parte del C.C.A., di proposte in ordine alla migliore funzionalità dei servizi
aziendali, con specifico riferimento all’adeguatezza dei medesimi ed al perfezionamento delle
modalità di accoglienza ed accesso alla rete dei servizi, nonché alla loro rispondenza alle finalità del
S.S.R. ed agli obiettivi previsti dal P.S.N. e dal P.S.R. in base alle risultanze dell’attività di verifica
condotta tenendo conto anche degli indicatori di qualità di cui alla successiva lettera h).
E’ di tutta evidenza che, per i primi tre punti, l’attività del Comitato è di fatto iniziata solo nello scorso
mese di marzo, allorquando sono state trasmesse dall’Assessorato le linee guida per i piani attuativi
aziendali e che, pertanto, Il Comitato Consultivo Aziendale potrà esprimere un parere circa la sua
realizzazione con la relazione annuale che dovrà effettuare nell’anno 2013.
Resta, quindi, da riferire sugli interventi posti in essere nel 2011 dal Comitato sulla funzionalità dei
servizi aziendali, tenendo conto delle attività di verifica che si è deciso o si sono potute effettuare e delle
conseguenti iniziative e proposte.
Da sottolineare che la presente relazione viene presentata circa un mese dopo la data prevista, stante
certamente la necessità di una attenta collegiale valutazione delle attività svolte e degli impegni pressanti
in alcune attività (visite ai direttori di struttura complessa, iniziative a livello regionale, etc.) ma anche a
causa di una sorta di “fragilità strutturale/organizzativa” dello stesso Comitato, fisiologica in un organismo
di recente istituzione e con componenti operanti su base assolutamente volontaria.
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D’altra parte, sulle attività sopra menzionate (e su altre) questo Comitato ha già interessato via via ,
nel corso dell’anno di riferimento, la Direzione Generale ed anche, all’occorrenza, le singole Unità
Operative, sanitarie ed amministrative, con documenti, con interlocuzioni nel corso di assemblee generali e
con altri singoli interventi su problemi particolari.
Tale positiva circostanza consente, quindi, di ridurre ora la portata del presente intervento, potendosi
limitare la relazione de qua a ricordare semplicemente le iniziative più rilevanti svolte, a sottolinearne i
risultati ottenuti ed a segnalare le criticità persistenti ancora alla fine dell’anno.
AVVIO DELL’ATTIVITA’ DEL COMITATO
Questo Comitato ha visto l’avvio della propria attività, sul piano formale, con la prima assemblea
tenutasi in data 31.01.2011, avvenuta con la partecipazione dei soli 7 membri (= associazioni di
volontariato) che all’epoca, a seguito di avviso pubblico emanato dall’Azienda, avevano presentata istanza
di adesione al costituendo neo organismo; considerata l’esiguità della rappresentanza civica e la stessa
previsione normativa (che stabiliva una partecipazione minima di 20 componenti), pur avendo il Comitato
provveduto, nella prima citata assemblea, alla elezione del proprio presidente e del vice presidente, allo
scopo di favorire comunque il proprio insediamento, l’Azienda ha di fatto riaperto i termini per le domande
di partecipazione, così consentendo la ricostituzione formale del Comitato con una maggiore presenza di
associazioni in rappresentanza dei cittadini e degli operatori sanitari, sino agli attuali n.26 componenti.
C’è da precisare che il nuovo Comitato a 26 componenti ha proceduto alla rielezione del Presidente e
del Vice Presidente, peraltro nelle medesime persone elette dalla prima assemblea costituita e che
avevano inteso presentarsi dimissionari davanti al nuovo ricostituito consesso.
Tuttavia, i tempi occorrenti per completare il procedimento di ricostituzione del Comitato e la correlata
opportunità di attendere il plenum dello stesso per avviare concretamente l’attività del Comitato stesso,
hanno necessariamente fatto spostare al settembre 2011 il “concreto” avvio delle iniziative istituzionali,
con attività di prima verifica della situazione in rami ben definiti della vita aziendale, con la successiva
programmazione e con varie azioni d’intervento.
In ogni caso, Il Comitato inizialmente costituito aveva provveduto, per assicurare un minimo di
funzionalità all’organismo ed ai rapporti con l’Azienda, a redigere ed approvare un “Regolamento di
funzionamento interno” nonchè la costituzione di due “Gruppi di Lavoro” (“Organizzazione e funzionalità
interna, informazione e comunicazione” – “Programmazione attività del Comitato e verifica funzionalità e
qualità dei servizi aziendali”), che hanno consentito di procedere in breve tempo, una volta ricostituitosi
con 26 membri, nell’avvio effettivo delle attività istituzionali.
In ogni caso, il citato Regolamento è stato mantenuto ed ancora è oggi vigente, in attesa di una
rimodulazione, sollecitata a livello di coordinamento regionale dei Comitati, allo scopo di uniformarlo,
anche adeguandolo alle esperienze nel frettempo maturate.
Anche la organizzazione in Gruppi di Lavoro inizialmente avviata, al momento è stata di fatto
accantonata, volendosi sperimentare, in base alle esperienza fatte, una articolazione organizzativa di lavoro
in “tavoli tematici” (da fissare di volta in volta, in relazione alle esigenze); si attende di vedere i risultati di
questa nuova proposta, confrontandoli con quelli a livello regionale..
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Ciò premesso, il Comitato è così giunto, dopo un lavoro di verifica ed approfondimento delle
problematiche ritenute di rilievo prioritario ed individuate in quelle che interessavano la “qualità percepita”
dai cittadini, all’assemblea plenaria dell’08 Novembre 2011, durante la quale ha approvato il “Documento
Programmatico 2011-2012”, poi presentato personalmente dal Presidente del C.C.A. al Direttore
Generale ed al suo Staff il successivo 10 novembre.
A detto documento qui si intende fare riferimento integrale in relazione alle prime e più evidenti
criticità riscontrate ed alle correlate proposte operative presentate ed ai risultati che si sono potuti
registrare.
Come sopra già sottolineato, anche in considerazione del continuo positivo rapporto che questo
Comitato è stato messo in grado di mantenere con il Management aziendale, quest’ultimo è stato
continuamente informato in ordine alle necessità di intervento su problematiche generali e/o specifiche; di
conseguenza, si limita, la presente relazione esclusivamente agli aspetti più salienti dell’attività del
Comitato stesso svolta nel corso dell’anno (di fatto, alcuni mesi) di riferimento.
PRIME CRITICITA’RILEVATE NEI SERVIZI AZIENDALI E PROPOSTE DI SUPERAMENTO
L’attenzione del Comitato nell’anno 2011 si è rivolta principalmente,in buona sostanza, alle seguenti
problematiche generali:
Accoglienza del paziente e dei suoi familiari
Liste di attesa (per gli esterni, ma anche per i degenti)
Realizzazione di un C.U.P. provinciale
Sicurezza dei pazienti
Partecipazione civica ai processi gestionali aziendali
A) “Accoglienza”
Numerose le criticità inizialmente rilevate e rappresentate:
1) Necessità di miglioramento, in alcune realtà, dell’umanizzazione dei rapporti tra gli operatori
sanitari ed il paziente
2) Mancanza di “box office” e/o di “totem” (informatici o meno), per l’aggiornamento ed il
miglioramento dell’informazione e dell’indirizzo del paziente;
3) Impropria localizzazione degli uffici dell’U.R.P. e mancanza di informazione al pubblico delle relative
funzioni;
4) Parcheggi auto segnalati per disabili: carenza, specie in zone di particolare accesso del pubblico;
5) Prestazioni alberghiere: cambio tempestivo della biancheria – attenzione alle modalità di
somministrazione ed alla qualità del vitto – pulizia degli ambienti – vigilanza sui beni personali dei
degenti - altro;
6) Familiari dei degenti non residenti: azioni di facilitazioni economiche (specie per i più disagiati) per il
soggiorno in città presso strutture alberghiere esterne nonché presso la mensa aziendale.
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Per ognuna delle singole criticità sopra elencate, non sempre è stato possibile registrare subito una
soluzione positiva, completa od anche parziale; i risultati appaiono quelli che appresso si riassumono per
singolo punto:
1) Pur non potendosi fare riferimento a specifici episodi, si deve, tuttavia, prendere atto che risulta
ancora indispensabile fare uso di tutti i processi formativi possibili, specie per la classe dirigenziale,
affinchè la stessa acquisisca una maggiore consapevolezza dell’ormai indifferibile atteggiamento
che l’operatore sanitario deve tenere nei confronti dell’ammalato e trasmetta questa sua
consapevolezza ai colleghi ed ai propri collaboratori. Non è solo del “medico” che l’ammalato ha
bisogno ma deve potere trovare in lui anche qualcuno che lo ascolti, si faccia carico di lui e dei suoi
problemi e lo aiuti ad affrontarli.
2) Nessun risultato concreto si è avuto circa la richiesta di uno o più box di informazione ed ausilio per
il pubblico; sperimentata negativamente l’ipotesi operativa che pure era stata avviata dalla
Direzione aziendale, occorre un nuovo sforzo organizzativo. Questo Comitato ribadisce la proposta
di fare ricorso a cooperative di servizi, individuate con procedimenti trasparenti, da utilizzare a
costo zero per l’azienda. Resta intatta pure la necessità di aumentare di poche altre unità il numero
dei totem (specie quelli di informazione a riguardo delle funzioni dell’U.R.P., del Comitato Consultivo
Aziendale, dei “Diritti e Doveri” del malato).
3) Gli uffici dell’U.R.P., risultano in atto di insufficiente utilità istituzionale, specie a fronte della scarsa
informazione dell’utente ospedaliero. Infatti, gli Uffici dell’U.R.P., situati, nei due presidi, in locali
non direttamente “a vista” per il pubblico, scarsamente o del tutto non segnalati nella loro attuale
localizzazione e nelle loro stesse funzioni, in atto sembrano adempiere solo marginalmente ai
compiti propri (sicuramente di precipuo interesse per i cittadini e per la stessa Azienda), tenuto
conto del numero e della tipologia dei reclami in rapporto al numero ed al tipo delle risposte di
insoddisfazione registrate dalle stesse rilevazioni aziendali per l’accertamento della customer
satisfation (peraltro, limitato al solo 5% dell’utenza). Idem, come sopra detto, per questo
Comitato.
4) Le proposte e le sollecitazioni del Comitato, hanno trovato subito accoglienza nella Direzione, che
ha disposto la creazione di diversi siti di parcheggio per disabili all’ingresso del 2° piano e nell’area
del Pronto soccorso. Tuttavia, a parere del Comitato, occorre integrare l meritoria azione sin qui
svolta con quelle della vigilanza, per evitare l’attuale utilizzo improprio degli stalli e, quindi,
l’inefficacia del lavoro effettuato.
A questo scopo, infatti, agli addetti alla vigilanza interna si dovrebbe conferire anche il compito in
questione, dissuadendo l’occupazione abusiva da parte di estranei e degli stessi dipendenti (specie
nell’area del pronto soccorso), magari registrando le targhe delle vetture per alcuni giorni ed
individuando i proprietari. Si eviterebbe, così, specie nell’accesso dal 3°piano, di dovere osservare
quotidianamente le difficoltà di sosta per che si reca al pronto soccorso o deve fare accedere
anziani ed invalidi. Altre forme di dissuasione sarebbe opportuno individuare anche per l’accesso
dal 2° piano.
5) Positiva è apparsa, da subito, sulla scorta però di interviste agli operatori aziendali, la risposta alle
segnalazioni del Comitato da parte dei responsabili dei vari servizi o uffici in ordine ai servizi
alberghieri ai degenti; occorre ora effettuare una verifica con le risultanze della “customer
satisfation” e dei reclami pervenuti all’URP sulle medesime problematiche.
6) Il Comitato ha preso l’iniziativa di avviare opportuni contatti con strutture di accoglienza
alberghiera e si spera di potere dare concrete positive risposte nel corso del corrente anno.
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B) “Liste di Attesa”
Il Comitato si è più volte messo in relazione con l’apposito Ufficio aziendale per l’accertamento della
situazione generale, per segnalare casi di ritardi ritenuti assolutamente non congrui, per evidenziare la
mancanza sul sito web aziendale dei tempi di attesa aggiornati, per riferire delle lunghe attese al telefono
denunziate dai cittadini (e direttamente verificate dal Comitato)per le prenotazioni.
Invero, il competente Ufficio ah mostrata ampia disponibilità alla risoluzione delle problematiche, che,
peraltro, portava a conoscenza della Direzione aziendale; si prende atto, con soddisfazione, della nuova
unità di personale (dirigenziale) all’Ufficio, che così in effetti ha potuto avviare e/o migliorare il continuo
monitoraggio delle problematiche ed approntarne le soluzioni .
Il Comitato ribadisce, comunque, la propria proposta di costituire un Tavolo Tecnico Permanente, con
la propria partecipazione, per il monitoraggio trasparente dell’attività del relativo servizio aziendale e dei
provvedimenti conseguenti, stante la assoluta rilevanza della problematica de qua riveste per i cittadini.
Occorre non trascurare, altresì, nella riorganizzazione complessiva dei tempi di attesa per gli
accertamenti diagnostici e per le prestazioni/consulenze specialistiche, la riduzione dei tempi per gli
accertamenti e le consulenze agli ammalati degenti, allo scopo di ridurre la permanenza in ospedale, spesso
inopportunamente prolungata da ritardi in detti processi.
C) “C.U.P. provinciale”
Una settimana dopo la consegna del proprio “Documento di Programmazione”, il Comitato ha
organizzato, in data 16.11.11, un altro incontro col Direttore Generale, unitamente a rappresentanti della
Telecom, per porre in discussione, sul piano tecnico, la realizzazione di un CUP provinciale, strumento di
sicura riduzione dei tempi di attesa e di facilitazione all’accesso alle prestazione per i cittadini.
Pur non essendosi sviluppato il discorso con la Telecom, si è preso atto che l’iniziativa del Comitato è
risultata comunque di stimolo, in quanto il Direttore Generale ha successivamente proseguito la trattazione
del problema con i direttori generali delle altre aziende sanitarie della provincia, sino alla deliberazione,
solo un mese dopo il citato incontro, di un provvedimento (interaziendale) per la realizzazione del C.U.P.
provinciale.
Il Comitato intende seguire attivamente il procedere delle fasi di realizzazione del CUP in questione.
D) “Sicurezza dei pazienti”
Il Comitato ha rappresentato e sollecitato alla Direzione Sanitaria aziendale la predisposizione di
provvedimenti riguardanti la costituzione o ricostituzione degli organismi interni deputati alla vigilanza ed al
controllo su atti od all’avvio di processi con effetti sulla sicurezza dei pazienti.
Così si è potuto registrare, nei primi mesi del corrente anno, oltre alla costituzione del “Comitato
Vigilanza Vitto”, anche la rimodulazione del “Comitato Infezioni Ospedaliere”, del “Comitato Rischio
Clinico” e del “Comitato Sangue”.
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La partecipazione ai lavori di predetti Comitati è stata, peraltro, formalmente assicurata al C.C.A., che
intende costituire elemento di stimolo e verifica oltre che di semplice partecipazione all’attività che ciascun
organismo dovrà svolgere.
Infine, il Comitato ha supportato presso la Direzione l’avvio dell’uso di un braccialetto colorato per i
pazienti con criticità, il cui uso al momento pare si voglia limitare a coloro che accedono al Pronto Soccorso;
le finalità rappresentate dal Comitato nel documento relativo, consegnato nell’assemblea del 27.3.12,
interessano, invero, anche i degenti con ricoveri programmati ma pura affetti da particolari quadri clinici
(cronici o subentrati nel corso della degenza), per cui si rinnova la proposta di una più approfondita
valutazione del problema.
E) “Partecipazione civica ai processi gestionali aziendali”
Il Comitato, pur avendo avviato di fatto, come inizialmente ricordato, la propria attività solo nell’ultimo
quadrimestre del 2011, non ha trascurato di interessarsi di porre le prime pietre d’angolo per la costruzione
di una effettiva partecipazione civica attiva alla intera gestione dell’azienda sanitaria, che costituisce
l’obiettivo, più volte richiamato anche dall’attuale Assessore alla Salute, in convegni e direttive d’indirizzo,
della specifica norma inserita nella legge di riordino del S.S.R. e, quindi, finalità prioritaria (se non esclusiva)
della istituzione dei Comitati Consultivi Aziendali.
La Governance Duale (Managment/Rappresentanza dei Cittadini Utenti) non poteva che essere, quindi,
già dal suo nascere e con le naturali difficoltà di ogni inizio, uno degli obiettivi primari della attività e delle
proposte di questo Comitato.
Quindi, oltre alla partecipazione agli organismi interni di vigilanza e intervento sopra citati (vitto,
infezioni ospedaliere, rischio clinico) ed alle proposte presentate in vari campi d’azione, il Comitato
Consultivo non ha tralasciato di avanzare proposte per la propria partecipazione ai processi di elaborazione
e contrattazione dei BUDGET aziendali e per singole UU.OO. nonché ai successivi processi di VALUTAZIONE
DEI RISULTATI.
Anche a fronte della attuale mancato riscontro della Direzione aziendale a dette proposte, certamente
non verrà meno l’impegno del Comitato a convincere, a prepararsi, ad agire per realizzare anche questo
processo partecipativo, insostituibile nel percorso assegnatogli dalla legge per la realizzazione della
governance duale.
CRITICITA’ PROPRIE DEL COMITATO CONSULTIVO
Il Comitato Consultivo Aziendale dell’A.O. “Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte” ancora oggi
sembra soffrire dei disagi strutturali ed organizzativi generalmente connessi alla natura del tutto
“volontaristica” dei partecipanti, nonché della scarsa dotazione in una parte rilevante dei propri
componenti di nozioni tecniche atte a valorizzarne l’attività ed, infine ma non per ultimo, di una
disponibilità temporale dei partecipanti (impegnati in problemi di lavoro o familiari) di molto insufficiente
rispetto alla reali necessità operative.
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Tale criticità strutturale ed organizzativa del Comitato Consultivo (cui, peraltro, si sta cercando di
porre in qualche modo rimedio con la collaborazione del CEFPASS, per una specifica formazione dei
volontari componenti del C.C.A. e con una rimodulazione delle direttive da parte dell’Assessorato),
fortunatamente in questa Azienda trova valida compensazione, sul piano operativo e dei risultati, nella
disponibilità della attuale Direzione Aziendale e dei singoli uffici, a tutti i livelli.
La segnalazione di detto tipo di difficoltà è finalizzata a renderne consapevole la Direzione
Generale, per quanto in merito possa essere interessata dall’Assessorato regionale e voglia partecipare al
processo di evoluzione che deve, in ogni caso, interessare, a nostro parere, la struttura e l’attività dei
Comitati Consultivi Aziendali nella Regione.
Un’ultima criticità riguarda la localizzazione della sede del Comitato: come per l’RURP, anche il
Comitato Consultivo Aziendale abbisogna, per la propria visibilità ai cittadini e per il proprio più efficiente
funzionamento, di una sede sita nel presidio ospedaliero (a contatto con gli utenti, con la Direzione, con gli
uffici, con i servizi ed i reparti di degenza), che faciliti i necessari rapporti, che riduca i tempi per i contatti
con le strutture aziendali e che induca una migliore fruibilità delle risorse tecniche (fotocopiatrici, sale
riunioni, attrezzature varie) e umane (stante anche l’insufficienza del supporto di segreteria, come previsto
nel momento attuale).
I primi mesi di attività, infatti sono stati caratterizzati da continui spostamenti in stanze della
pallazzina “C” e da richieste (in gran parte inascoltate)ai vari uffici competenti, che, si confessa, molto
hanno ridotto le capacità di azione del Comitato; parimenti si deve commentare sul supporto ottenuto
all’attività di segreteria (garantito per qualche ora settimanale e solo quando possibile, da un addetto
all’Urp del p.o. Piemonte), nonostante l’addetta, dr.ssa Pergolizzi, impegni di propria iniziativa in questa
attività anche molte ore del proprio tempo libero (anche a casa).
Si spera, pertanto, che nella relazione che si dovrà approntare per il prossimo anno sia possibile
registrare tra i risultati raggiunti anche quello di una migliore organizzazione logistica e funzionale resa
fattibile dalla Direzione aziendale..
CONCLUSIONI
L’anno 2011 ha visto questo Comitato inserirsi positivamente, potendo anche contare sulla
disponibilità della Direzione Generale, nella realtà dell’Azienda Ospedaliera, conseguendo risultati che si
ritengono comunque apprezzabili, tenuto conto della novità dello stesso organismo nel tessuto aziendale e
delle sue finalità, del tutto innovatrici del precedente sistema; si ritiene, cioè, che si sono poste le
fondamenta, certo da sviluppare ulteriormente, per una più generale ed articolata partecipazione delle
rappresentanze civiche alla governance aziendale, nei termini proposti dal Comitato e ben compresi dal
Managment come solo “valore aggiunto” allo sforzo comune del miglioramento continuo della qualità,
senza contrapposizioni di alcun tipo ed a qualsiasi livello .
In questo senso, quindi, i risultati che è possibile registrare per il 2011, nella certezza, peraltro, che
si sono poste le condizioni per proseguire nell’odierno impegno di sviluppo della comune consapevolezza e
volontà di assicurare, nel tempo, nuova dignità e certezza ai diritti ed alla dignità dell’ammalato.
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Per quanto dovevasi e con i più cordiali saluti.
IL PRESIDENTE
(Dr. Vincenzo Terzi)
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