Associazioni Senza Fini di Lucro: “Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Genova”
ANNO XXIV - Numero 5 - settembre-ottobre 2011
Già son passati cinque anni dalla partenza di
don Nando per l’eternità. Più che la mancanza,
pure reale, ne sentiamo la presenza che ci accompagna e ci guida verso la stessa meta, con
le tante strade diverse che la volontà di Dio dispone per ognuno dei suoi figli. Spesso abbiamo
parlato della sua eredità morale, un patrimonio
di tutti, specialmente di coloro che l’hanno co-
cui si svelava la sua personalità mite e forte insieme. Molti portano impresse nell’intimo le sue
celebrazioni eucaristiche, il suo sguardo partecipe rivolto a Gesù.
Tutti dicono: è un santo. Che significa? Innanzitutto la sua persona e la sua storia diventano per
noi trasparenza di Dio; come una carezza di Dio
a ciascuno di noi. Il bene che ha compiuto ha la-
CINQUE ANNI
nosciuto da vicino e se la portano dentro: il suo
sorriso, le sue parole, l’accoglienza, l’attenzione
personale, la misericordia e la fermezza, la tenacia, le idee creative e originali... Ognuno ha immagini vive e indelebili di incontri personali in
sciato tanti sensi di gratuità e di rinvio a Colui
che solo è buono. Ci ha diffidati sovente dal fermarsi a guardare lui, invitandoci a cercare il volto del Signore.
Contemporaneamente il bene ricevuto ha generato il desiderio di imitarlo. In realtà era unico e
inimitabile, ma ci ha insegnato a spenderci, a
metterci tutto il nostro impegno, ognuno secondo le nostre qualità. Ci ha dato il gusto e la gioia
del bene, la certezza che il bene, per quanto sia
ostacolato, è alla portata di ciascuno; ci ha mostrato che il bene è contagioso, si diffonde e cresce, seppure a volte sembra avere il passo troppo lento. I frutti tangibili del suo molteplice apostolato incoraggiano ad accogliere chiunque
bussi, a rendere concreto il servizio ad ogni persona, a non considerare nessuno irrecuperabile.
Sono evidenti segni di santità, di quella testimonianza benefica che ogni cristiano, proprio perché ha incontrato il Signore, dovrebbe portare
nel suo ambiente, lasciare attorno a sé e dopo di
sé. La domanda che è nel cuore di molti è se abbiamo incontrato sul nostro cammino un Santo
Periodico dell’Opera Diocesana “VILLAGGIO DEL RAGAZZO”
www.villaggio.org - e mail: [email protected]
con la maiuscola, cioè una persona che possa essere proclamata tale dalla Chiesa e, come
si suol dire, innalzata alla gloria
degli altari. Se, quindi, il suo
esempio di vita e le sue virtù
saranno riconosciute eroiche al
punto da inserirlo nell’eletta
schiera dei Beati e dei Santi.
Non siamo pochi a crederci,
quasi pronti a scommetterci.
Il cammino di riconoscimento
è serio e complesso, ben determinato dalla chiesa. Ma, a
cinque anni dalla morte, può
iniziare: l’abbiamo messo in
movimento con una semplice
domanda al nostro Vescovo di
instituire il percorso di verifica.
Di seguito faremo tutti i passi
necessari e vedremo che cosa
lo Spirito Santo ci indicherà.
Senza fretta né esaltazione.
Qual è la cosa più importante
oggi? Seguire il suo esempio,
consolidare l’Opera che ha partorito e tradurre in bene per gli
altri l’affetto che nutriamo per
lui.
C’è una parte che tocca a don
Nando, o meglio, che a discrezione di Dio può avvenire per
sua intercessione: un segno
straordinario e meraviglioso
della compassione e della misericordia del Padre a favore di
qualcuno che lo invoca per necessità corporali e spirituali, sue
o di altri. Chissà quante persone hanno già provato a sollecitare, magari non troppo disinteressatamente, il suo intervento! Di certo chi vive nella comunione dei Santi può chiedere e ottenere molto dalla Trinità Santissima. Siamo convinti
che il nostro caro prete si stia
dando da fare, non per la sua
canonizzazione, ma perché
non è il tipo da vivere la sua
beatitudine alla maniera di una
certa pubblicità. Quante situazioni vede di lassù che lo fanno
fremere e scalpitare! Padreterno faticherà non poco a tenerlo calmo e a non dargli retta. È
capace di essere più ostinato,
per citare esempi evangelici,
della vedova che chiede giustizia e di colui che va dall’amico
in piena notte a domandar tre
pani.
Come Villaggio stiamo provando da alcuni mesi ad insistere
per la guarigione di Riccardo,
un bambino di poco più di un
anno, figlio d’una nostra docente.
Forza Nando, non ci hai insegnato tu a credere nei miracoli
della Provvidenza?
prete Rinaldo
Rapallino d’oro a don Emilio
«Il riconoscimento di Rapallino d’oro lo voglio donare al Santuario di Montallegro, come segno di ringraziamento alla
Madonna, patrona della città». Questa la decisione di don Emilio Arata, premiato ieri come “Rapallino d’oro” nell’ambito del terzo raduno internazionale dei Rapallin, la manifestazione organizzata dall’associazione “Liguri Antighi I rapallin”. Classe 1938, figlio di genitori rapallini doc, parroco di San Maurizio di Monti, San Quirico e Montepegli,
don Arata è stato scelto dalla commissione del premio “per l’impegno profuso in questi anni per le sue chiese e le
sue comunità parrocchiali”.
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Premio “don Nando”, seconda edizione
a cura di Angelo Coriandolo
Per la prima volta, il riconoDO NEGRI
scimento dedicato al Padre La Giuria ha deliberato di assegnare il PREMIO BONTA’ DON NAN
Litani per le seguenti
Fondatore del Villaggio è sta- Seconda Edizione 2011 Primo Premio ex aequo a Maria
to assegnato ex-aequo a due motivazioni:
abile serietà
ale attività di docente con encomi
donne: Egle Folgori, Presi- «Ha svolto la sua quarantenn
tutto il mondo
o
vers
e
ni
nità e disponibilità verso i suoi alun
dente dell’ANFFAS (Associa- professionale, uma azzo.
Villaggio del Rag
ne
zione Nazionale Famiglie di del
are la sua difficile e dolorosa situazio
Ma, soprattutto, ha saputo trasform
.
Persone con Disabilità Intel- familiare in un’opportunità di vita e di amorevole aiuto per gli altri
o per tutti.
lettiva e/o Relazionale) di Il suo sorriso, la sua serenità e il suo impegno sono di esempi combattendo
battuto e sta
Chiavari e Maria Litani, Questa donna coraggiosa e forte, da sola, ha com con la fondazione
e
figli
i
per i suo
Fondatrice in Liguria dell’AISA la sua battaglia con l’amorevole cura
siche).
Atas
i
ociazione Italiana Sindrom
(Associazione Italiana per la dell’A.I.S.A. Liguria (Ass te, è l’anima e il motore di iniziative volte a far conoinstancabilmen
lotta alle Sindromi Atassiche). Lavorando malattia e a raccogliere fondi per la ricerca.
sta
que
re
sce
caro
Il “Premio Bontà don Nando
molto di sé agli altri sull’esempio del
Maria Litani si è distinta nel donare
Negri” è promosso dall’”Asso- don Nando Negri».
ciazione don Nando Negri
ONLUS”, presieduta da don
Emilio Arata. La Commissione
giudicatrice del Premio 2011
era composta dal presidente
Roberto Napolitano e da don
Emilio Arata, Rita Andreoli, Maria Rosa Ivani, Marisa Persico,
Rita Sanguineti.
All’inizio della cerimonia il Presidente Roberto Napolitano ha
osservato che sono state molte
le segnalazioni pervenute, considerando questo un segno di
speranza. Il senso di solidarietà
è ancora presente, nonostante
i tempi difficili, e il seme lanciaLa Giuria ha
to da don Nando pare continui Seconda deliberato di assegnare il PREMIO BONTA’ DON NANDO NEGRI
Edizione 2011 Primo Premio ex aeq
uo a Egle Folgori per le seguenti
a fruttificare, con discrezione… motivazioni:
A chi dedicate questo Pre- «Ha trasformato la sua difficile situazio
ne familiare in un’esperienza di vita
e in
un’opportunità di amorevole aiuto
mio?
verso gli altri.
Ha
dato
un
fond
amentale contributo all’inserimento
«A tutte le mamme che vivono
sociale di molti ragazzi
la mia realtà – risponde Egle valorizzandone le diverse abilità sino a renderli fieri di se stessi e orgogliose
le
loro famiglie.
Folgori – Penso che questo Ha
saputo gestire
premio debba essere dedicato sima umanità i ragae presiedere con dolce fermezza, amore, allegria e grandiszzi dell’ANFFA
a tutte le mamme di figli con Persone con disabilità intellett S (Associazione Nazionale di Famiglie di
iva e/o relazion
disabilità che si prendono cu- Ha svolto il suo pluridecennale ruolo di volo ale).
ntaria in tant
ra di loro amandoli. Non ho glienza e promozione umana senza mai rinunciare al suoe iniziative di accoessere mamma,
alcun merito se non quello di amica, infermiera, regista, cantante e “clown”.
vivere una realtà simile alla lo- Egle Folgori si è distinta nel donare molto di sé agli altri, sull’esempio del caro
don Nando».
ro».
13312
«Lo dedico ai miei figli, ai miei alunni, anche
quelli più problematici – fa eco Maria Litani – lo
dedico a tutte quelle persone buone che cerca-
no di vivere nel quotidiano anche realtà complesse. Con un po’ di aiuto e di buona volontà si
riesce ad andare avanti».
Un vostro ricordo di don Nando?
«Un ricordo personale; – rammenta la Presidente dell’ANFFAS - abbiamo vissuto insieme gli ultimi momenti della vita di un ragazzo che io avevo conosciuto e la cui famiglia mi aveva chiamato perché era stremata, non ce la
faceva più. Abbiamo passato
un’alba insieme molto bella,
lo ricorderò sempre».
«Quando si aveva bisogno
di qualcosa si andava da lui
e cercava di trovare la soluzione - racconta la Professoressa Litani - C’era un problema, però più che stare nel
problema, diceva «Cerchiamo la soluzione». Questo è
un cammino e una presenza
di don Nando, presenza
sempre molto discreta. Sino
a quando la salute glielo ha
consentito, lo si poteva incontrare nel cortile con
i ragazzi. Insegno al Villaggio da ventotto anni,
lui mi salutava quasi con un inchino e sempre
con il suo sorriso. Impariamo tanto da lui».
La dritta via di don Nando
intervista a Sergio Rossetti, Assessore Regionale alla Formazione Professionale
a cura di Angelo Coriandolo
124
«Ho iniziato a lavorare nell’ambito delle tossicodipendenze –
ricorda – e un giorno, guardandomi con i suoi occhi profondissimi, don Nando mi disse: “Mi raccomando, qualunque cosa tu faccia – io stavo
per diventare Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Genova – tieni sempre la dritta
via”, intendendo per questo il
suo esempio, la sua umanità,
la sua capacità di aggregare
cuore e mente per far del bene, insomma. È un ricordo che
mi porto come insegnamento
che è di stimolo, di responsabilità, di aiuto».
Il Villaggio del Ragazzo è
sorto nel 1946. Oggi, nel
2011, qual è l’attualità,
dal suo punto di vista, di
un’Opera come quella
sgorgata dal cuore di don
Nando?
«Nell’ambito della formazione
e dell’istruzione ha mantenuto
in realtà quel punto che non
cambia mai nel tempo: quello
di consentire alle persone, ai
ragazzi, di avere gli strumenti
per poter camminare con le
proprie gambe, strumenti che
sono anche tecnici, di istruzione - spiega l’Assessore - ma anche di buon cuore, di quell’umanità che ti sa accogliere, ti
sa stimolare, ti sa guidare, ti offre delle opportunità e te le fa
mettere in gioco, te le fa provare».
E poi?
«Credo che il Villaggio sia riuscito a fare una grande cosa
fra le altre: aggregare i Comuni
del territorio. Spesso i Comuni
tra di loro litigano, mentre attraverso il Villaggio essi operano come una comunità – prosegue Rossetti. Credo che
avremmo bisogno in tutto il
Paese di questo, perché la litigiosità, l’autoreferenzialità degli Amministratori non giova
agli interessi dei cittadini. Qui
ci si ritrova in tanti, di partiti diversi, di idee, schieramenti e
comuni anche tra di loro talvolta in concorrenza; però qui
ci si rincontra e ci si ricorda che
siamo tutti uniti per una unica
causa, che è quella del bene
comune».
a cura di Michela Garibaldi e dei ragazzi del Centro Acquarone
IL DODICESIMO COMPLEANNO
DEL CENTRO
Quest’anno sono dodici… e per festeggiarli abbiamo organizzato, come ormai da tradizione, la
“sera dell’asado”. L’undici agosto abbiamo
passato la giornata nel parco giochi del Centro
per organizzare la cena. Gli operatori hanno disposto i tavoli e le sedie e noi abbiamo dato una
mano a mettere tavola, a distribuire il pane e soprattutto non abbiamo fatto “annoiare” i signori
che cuocevano l’asado ed i “testaieu”. Anzi cogliamo l’occasione di ringraziarli per la gentilezza ed il tempo che ci dedicano ogni anno.
FINALMENTE IN VACANZA
Anche quest’anno è arrivato il tanto atteso appuntamento con le vacanze. Anzi eravamo particolarmente frementi perché la meta è cambiata! Siamo andati infatti ad Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena, una cittadina con un
centro storico bellissimo e i paesi nei dintorni belli altrettanto. Divisi come sempre in due gruppi,
siamo partiti con i nostri pulmini. Noi abbiamo
partecipato alla prima settimana dall’8 al 15 luglio.
Abbiamo potuto fare tante cose perché il luogo
offre molte possibilità: nei primi giorni di vacan-
Quest’anno la novità erano i “testaieu”, un impasto di acqua, farina e sale, solido al punto giusto, poi cotto su di una piastra e condito con pesto e formaggio grana… una vera e propria golosità.
Siamo rimasti contenti perché i nostri familiari
hanno partecipato numerosi: questa è la nostra
festa e più gente c’è più contenti siamo.
In particolare, Bobo ringrazia tanto gli operatori
che si sono impegnati per organizzare questa
bella festa, che permette di incontrare parenti ed
amici e passare una serata diversa.
A Marika la festa è piaciuta, perché c’era tanta
gente ed il mangiare era buonissimo.
Carletto ha “tenuto compagnia” ai cuochi, per
“scambiare quattro chiacchiere con loro” e per...
assaggiare in anteprima i cibi... non si sa mai...
insomma si è sacrificato per noi.
za Abbadia è tornata in epoca medievale, con
gente in costume, sfilate, suonate di tamburi e
piatti d’epoca. Abbiamo partecipato ad una cena medievale mangiando cibi tipici solo ed esclusivamente con posate di legno.
Siamo anche andati sul monte Amiata, su un
grande prato, su cui abbiamo giocato a palla, a
tennis, ci siamo “spaparanzati” al sole e poi…
pic-nic, ovviamente.
Un paese piccolo e carino che abbiamo visitato
è Pienza; ne siamo rimasti tutti affascinati per la
vista mozzafiato sulla campagna senese e per
l’artigianato ed anche per… il famoso pecorino.
Alcuni di noi sono andati con il trenino nelle cave dove, una volta, estraevano il mercurio… è
stata un’esperienza unica!
E ci sarebbero ancora tante, troppe cose da raccontare… ma lasciateci riposare, ora.
CENTRO BENEDETTO ACQUARONE
Un’estate da ricordare
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“Ti voglio bene, Centro!”
(cronaca di un anno di attività per i giovani)
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Per noi, educatori del Centro di Aggregazione
Giovanile, è tempo di bilanci di un intero anno
di lavoro trascorso in compagnia dei ragazzi che
frequentano il nostro spazio e condividono le attività che esso propone.
Il Centro di Aggregazione Giovanile, sostenuto dal Comune
di Chiavari, ha compiuto dodici anni di attività e il 2010/11 è stato
un anno ricco di importanti novità.
Innanzitutto l’ulteriore
rafforzamento del rapporto con le agenzie istituzionali impegnate sul
tema delle politiche giovanili del nostro territorio.
L’adesione all’Accordo Progetto Quadro, sotto la regia della
Regione Liguria in collaborazione con i Comuni, ha portato i
suoi frutti con l’avvio e il consolidamento, presso gli spazi del
Centro, del progetto Radio Web.
Proprio in questo luglio 2011,
sul palinsesto di Radio
Jeans Network (che si
può ascoltare on-line all’indirizzo www.radiojeans.net), ha fatto la
sua comparsa il divertente programma prodotto dalla nostra redazione intitolato “Ti
voglio bene Charlie!”.
È stata per tutti i ragazzi
partecipanti e per Roberto Frugone, che ha guidato il progetto, una gran bella soddisfazione. Il
percorso “Radio Web” ha inoltre rappresentato
una interessante occasione di formazione per i
giovani che in esso si sono impegnati.
Il nostro Centro pubblica tutte le proprie iniziative sul portale regionale Giovani Protago-
nisti. La creazione di un portale regionale, che
mette in rete i Centri Giovani della Regione, è
stato un altro interessante risultato prodotto dall’Accordo Progetto Quadro. Accedendo al portale all’indirizzo http://cagchiavari.giovaniliguria.it è possibile essere informati su una vasta
gamma di iniziative e attività afferenti la sfera degli interessi giovanili oltre
a divulgare, promuovere
e far conoscere le proprie attività. Per chi volesse approfondire la conoscenza delle iniziative
del Centro oggi siamo
inoltre attivamente presenti alla voce
cagchiavari
sui
principali social
network Facebook,
Twitter, YouTube e
Myspace.
Altro importante esito
dell’Accordo, la partenza presso l’ufficio
Informagiovani
di
Chiavari di una serie
di percorsi di formazione
a distanza che consente, a
chi ne faccia richiesta, di aderire ad una piattaforma telematica per apprendere, tramite l’utilizzo di Internet, lingue
straniere e acquisire, on-line,
nuove competenze volte al
conseguimento del Patentino
Informatico Europeo.
Intenso anche l’asse della
collaborazione con l’assessorato ai servizi sociali del Comune di
Chiavari nella persona della dott.ssa Leoni e lo
staff delle Politiche Giovanili che ha portato alla
definizione del Progetto “Largo ai Giovani!”
su iniziativa di un gruppo di giovani chiavaresi.
La costituzione di un gruppo stabile di lavoro si
è poi concretizzata nella organizzazione di due partecipatissime serate all’insegna della
musica e del divertimento e alla ideazione di progetti che troveranno concretizzazione alla
ripresa delle attività (non vogliamo rivelarvi tutto e subito!).
Il tutto senza dimenticare l’importante contributo che il Centro ha dato alla realizzazione
del progetto intergenerazionale Pedagogista della Città,
guidato dalla dott.ssa Neri, volto a favorire il dialogo tra gio-
vani e anziani nella nostra comunità.
Un anno ricco dunque che si è
concluso con la partecipazione
alla Mostra del Tigullio, come
occasione per avvicinare ulteriormente i cittadini alle iniziative dei nostri Centri e alle attività delle Politiche Giovanili del
nostro Comune.
Il tutto senza dimenticare l’attività ordinaria, quotidiana del
Centro di Aggregazione, che è
poi la colonna sonora del nostro operare, l’incontro gior-
no dopo giorno con i tanti
ragazzi che vogliono bene
al Centro come noi a loro.
A questi va il mio personale ringraziamento, come va ai miei
due instancabili colleghi, la
dott.ssa Nadia Vanini e Roberto Frugone, a quanti ci sostengono e continuano a credere
nell’intuizione di chi oggi continua a accompagnarci nel nostro operare: don Nando.
Fulvio Disigismondo
In una notte d’estate
le stelle scendono in palcoscenico
di Andrea Massucco
4 Luglio 2011, ore 21:00, Chiavari, Giardino di
Palazzo Rocca. I "ragazzitralestelle" debuttano sul palco con il "Glee Concert" e ottengono grandi favori di pubblico, raccogliendo
fondi a favore del Centro Benedetto Acquarone.
Ispirato alla serie televisiva americana "Glee", il
concerto ha portato sul palco il giovane gruppo
di artisti in una selezione di brani dal più ampio
repertorio musicale.
Dal musical agli anni '80, dal pop di Madonna al
soft Rock degli U2, dalla disco anni '70 al trasformismo di Lady Gaga, il concerto di canto coreografato ha presentato anche alcuni numeri
delle atlete dell'"Aerobica Entella" e un numero di dog dance presentato dall'Associazione
cinofila "Kingdom Sky". Inoltre sono saliti sul
palco anche i ragazzi e gli operatori dell'Area Disabili del Centro Acquarone per una
versione tutta nuova di "Imagine" di John Len-
non.
I "ragazzitralestelle" invitano chiunque volesse
entrare a far parte delle iniziative culturali dell'associazione a presentarsi presso il Centro Benedetto Acquarone tutti i Lunedì e Giovedì
dalle 21:00 alle 23:00, oppure di contattare il numero 345 5839845.
Sul web è aperta una casella di posta all'indirizzo:
[email protected] e una official page su facebook.
Il programma per l'anno 2011 - 2012, molto ricco, prevede una riedizione del "Glee Concert" e
altri spettacoli in collaborazione con grandi nomi
del panorama musicale nazionale, oltre ad animazioni di piazza a tema e al tradizionale Musical Tour, che consentirà agli iscritti di vedere i
musical più belli della stagione in tutt'Italia.
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SCUOLA SECONDARIA
don Emilio Arata
A cura del nostro referente
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Quando la scuola va in piazza
della prof.ssa Paola Benedetto
Si conclude un altro anno scolastico all’insegna della gioia,
del divertimento, dell’emozione e della suspance... il consueto spettacolo di fine anno
lascia tutti fino all’ultimo con il
fiato sospeso... pioverà?
Eh sì, perché dopo un primo
ba del conte” di Calvino, nonché la presentazione delle numerose attività che gli insegnanti hanno svolto in classe
durante l’intero anno scolastico.
La giornata trascorre frenetica
tra preparativi e prove e quando finalmente è il momento di
rinvio per maltempo e con la
scuola proprio agli sgoccioli,
un eufemismo direi perfettamente azzeccato date le circostanze, trovare un’altra serata
sarebbe stato impossibile.
Purtroppo il tempo non è clemente e si preannuncia fin dal
mattino una giornata all’insegna dell’instabilità... e ora, dopo un cambio di data anche
un cambio di sede... dal suggestivo sagrato della Basilica
dei Fieschi al Piazzale della
scuola... ma alla fine che importa... sono talmente belli ed
entusiasti i nostri alunni che
tutto passa in secondo piano.
Sono davvero numerosi i partecipanti, dagli alunni della primaria del Villaggio a quelli della Rocca e, come consuetudine, i ragazzi della scuola media.
La serata prevede canti, balli,
cortei e la tanto attesa rappresentazione teatrale de “La bar-
iniziare comincia a cadere una
flebile pioggerellina.. ma nessuno si accorge ormai più di
nulla, gli occhi sono tutti pun-
azzurre realizzate dalle abili mani delle maestre con il prezioso
ausilio delle bidelle sono gestite ad arte dai ragazzi che vogliono mostrare con quanto
impegno, entusiasmo e serietà
hanno lavorato per strabiliare il
loro pubblico... due sbandieratori professionisti danno ancor
più lustro alla serata che non
poteva iniziare nel migliore dei
modi... un tripudio di applausi
premia i primi giovani protagonisti.
La serata prosegue con la rappresentazione teatrale de
“La barba del conte” in cui si
alternano parti recitate ad altre
cantante, suonate e danzate.
La presentazione infine
dei lavori svolti in classe
dai ragazzi durante l’anno
scolastico riscuote ampi consensi... un modo diverso e inte-
tati sui ragazzi che, emozionati
ma concentrati, sono pronti a
dare il meglio di sé...
Dopo i doverosi saluti delle autorità, lo spettacolo ha inizio con un corteo di giovani sbandieratori: gli alunni
delle classi III e V della Rocca e
del Villaggio deliziano il pubblico con la loro maestria e precisione... le bandiere bianche e
ressante di far studiare e coinvolgere gli studenti.
Ora dovrà passare un altro lungo anno prima di ritrovare i nostri giovani artisti all’opera... un
modo delizioso di congedarsi
da chi ha completato la scuola
secondaria, un caldo benvenuto per chi a settembre l’affronterà e un buon proseguimento
per tutti gli altri!
“E il naufragar m’è dolce in questo mare”
a cura della prof.ssa Silvia Bisso
Il viaggio è partito da Madeira, un’isola di lingua
portoghese nell’Oceano Atlantico, con la lettura
del libro “L’isola delle balene” proposto dalla insegnante di Lettere per sensibilizzarci al problema delle specie animali in via di estinzione. Men-
tre veleggiavamo così lontano è venuto, a tutti
noi della classe I B, il desiderio di avvicinarci alle
nostre coste per approfondire vari aspetti della
cultura del mare “nostrum”. Sull’onda dell’entusiasmo, i docenti di varie discipline hanno dedicato tempo ed energie a fornire stimoli emotivi,
strumenti e fonti di indagine sul MARE. Ci hanno
aiutato in questa navigazione anche i numerosi
articoli che il “Secolo XIX” ha dedicato quest’anno al mare: l’ultimo pescatore di Chiavari, la tonnara di Camogli, la tutela dell’area marina del
parco di Portofino, la ricchezza di
ostriche un tempo alle rocche di Sant’Anna di Sestri Levante, il massacro
dei gamberi rossi, il nodo della pesca
dei bianchetti. Leggerli e commentarli ci ha aperto orizzonti nuovi di conoscenza. Per svolgere questa complessa attività, si è pensato di procedere su due binari, quello scientifico e
quello artistico. Attraverso l’intervento
di discipline come scienze e geografia
e di alcuni esperti (prima di tutto una
giovane ma assai competente biologa marina) abbiamo esplorato l’ambiente oceanico anche con l’utilizzo
di un video specifico, che ci ha fatto
immergere come pesci giù fino ai più profondi
fondali. Ciò è stata la spinta per riprodurre un
fondale marino in classe. Eccoci allora con pastelli, tempere, acquarelli a seguire la scia artistica. Pesci variopinti, polpi, gamberi, sardine, alici
e tonni: un caleidoscopio di colori! La professoressa di lettere ha poi “pescato” nella letteratura
vari poeti nelle cui immagini ci siamo immersi e
abbiamo “naufragato”. Ed ecco in un collage
surreale di versi significativi, “chiese e case che
salpano” mentre “sul petto c’è il sale/d’ostrica del
primo mattino” e “ogni goccia/ che la pioggia
cede sul mare/ è un gianchetto nato/ a nuotare”. Dalla pesca alla tavola il passo è stato breve
e doloroso, per i pesci naturalmente, ma gustoso per gli umani. Quanti chef hanno profuso la
loro passione per realizzare supreme raffinatezze! Ed è proprio per incontrare pescatori e cuochi che abbiamo partecipato a maggio a Genova all’evento biennale di Slow Fish, al fine di conoscere biologia marina e tecniche di pesca
nonché la variegata fauna ittica proveniente da
ogni parte del mondo e infine, con l’acquolina in
bocca, poter assaggiare qualche specialità. Poveri pesci ma quanto buoni! È proprio vero che
non c’è vera conoscenza senza esperienza diretta! Ma dobbiamo ricordare che anche il mare è
una risorsa non illimitatamente rinnovabile: perciò abbiamo compreso che lo sviluppo deve essere sempre sostenibile, rispettoso dell’ambiente.
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Galeotto fu un ciclamino bianco!
della prof.ssa Maria Litani
10
Cari amici... mi mandano
in pensione!
È stata, a dire il vero, una novità inaspettata; ma, pur avendo
28 anni di carriera (tutti a San
Salvatore) ne ho in realtà 40 di
anzianità!
Perciò… largo ai giovani.
Mi ha preso il magone
quel giorno quando mi
è stata consegnata la
raccomandata con l’annuncio.
Non voglio cedere alla
commozione e non ho
intenzione di dire le frasi
di rito su quanto mi
mancheranno gli alunni
ed i colleghi con cui ho
condiviso i giorni di
scuola e tanti problemi
di vita. Vorrei però iniziare ringraziando i colleghi
che hanno fatto con me
un po’ di strada e mi
hanno insegnato l’arte,
chi è cresciuto con me in
questa scuola e chi non è più
con noi.
Voglio pensare al pensionamento come all’inizio di una
nuova fase di attività.
Ero sconvolta, quando arrivai
nella scuola di San Salvatore,
ma poi fui coinvolta a tal
punto da decidere di non chiedere più alcun trasferimento. Ho
provato ad insegnare la matematica, le equazioni, il teorema di
Pitagora o le proprietà dei quadrilateri…;
ho provato ad aiutare i
ragazzi a cercare le soluzioni, a
fare ipotesi, a dimostrare tesi;
ma ho cercato soprattutto di
aiutarli a trovare in sé un metodo di analisi utile nella vita.
È proprio attraverso il dialogo
Era una classe sezione E del
tempo prolungato, una classe
di alunni provenienti da tutta
la riviera, e un po’ di più: uno
arrivava da Genova, un altro
da Deiva Marina, la maggior
educativo che sono venuta a
conoscenza di realtà inaspettate, problemi familiari o situazioni complesse da gestire per
alunni minorenni.
Quante volte mi sono
detta “ed io devo insegnare il teorema...”
ma quel calcolo è lontano
mille miglia
dalla loro realtà. Loro hanno
bisogno di un valore aggiunto al mio insegnare.
Ho provato ad aggiungere quel valore, anche
in condizioni disperate.
parte con anni di ripetenza,
bocciati e ribocciati nelle scuole del litorale, venivano mandati a San Salvatore a finire la
scuola dell’obbligo. Noi accettavamo la sfida!
Proprio in quella classe, dopo
un anno di fatiche, di fallimenti, di ripensamenti, un giorno
di fine anno al mio arrivo in aula trovo un silenzio strano e sulla cattedra un piccolo ciclamino bianco. Era il loro grazie, un
ciclamino acquistato facendo
una colletta di spiccioli.
Avevano capito quanto erano
importanti per me.
Decisi di restare.
Grazie cari alunni miei.
Goal! Il Villaggio ha vinto!
a cura di Chiara Cangelosi e Anita Cuneo - Classe III B
Giornata piena di emozioni quella vissuta dalle
ragazze della squadra di calcio femminile dell’Istituto Comprensivo di Cogorno il giorno 26
maggio 2011.
Si è infatti disputato il tradizionale torneo triangolare di calcio femminile, che ha visto come
partecipanti, oltre alla scuola media di Cogorno, anche la scuola di Ne e quella dell’Istituto
Maria Luigia di Chiavari, che ha giocato in casa.
Per la scuola media di Cogorno, accompagnate dalla Prof.ssa Paola Giacalone, sono scese in
campo: Angelica Di Matteo, Linda Motto, Arianna Ancona, Matilde Rossi, Nefer Primavori, Sofia Deli, Alessia Paganini, Camilla Roffeni, Martina Contini, Anita Cuneo, Rita Ostigoni, Sofia
Lamhari e Monica Chiappe.
Nella prima partita contro il Maria Luigia il Villaggio (S. M. Cogorno), pur trovandosi di fronte delle ottime avversarie, ha vinto per 3 a 1.
Meno impegnativa è stata le partita contro la
scuola di Ne, battuta per 5 a 0.
Dopo l’ultimo incontro, la scuola di Ne si è classificata seconda, mentre il Maria Luigia si è aggiudicato il terzo posto.
La squadra del Villaggio, oltre ad essersi classificata prima, ha dimostrato di essere carica di
energia, determinazione, tenacia e di possedere
grande spirito di squadra.
Il grande successo di queste ragazze è stato raggiunto anche grazie al contributo del Mister Raffaele Diana, allenatore del Villaggio Calcio, che,
oltre ad averle preparate e spronate durante gli
allenamenti, le ha sostenute con grande grinta
nel corso della manifestazione.
Ed è così che le ragazze del Villaggio sono ritornate al ritmo della loro stupenda canzone:
1 2 3, Villaggio alè;
4 5 6, Villaggio ci sei;
7 8 9, Villaggio campione;
10 non fa rima, VILLAGGIO SEI PRIMA!!!
La “partenza” di un amico:
Luisitto Demartini
Ragazzo del Villaggio negli anni Sessanta nel Laboratorio di falegnameria.
Tutto quello che ha fatto nella vita lo ha imparato al Villaggio e fino all’ultimo istante ha lavorato il legno con passione e abilità.
Sotto la guida vigile di don Ferraris ha imparato i valori grandi che lo
hanno distinto per bontà e onestà.
Per Luiso ora un ricordo e una preghiera.
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FORMAZIONE PROFESSIONALE
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Il quarto anno spegne la seconda
candelina!
a cura della presidente commissione d’esame Rita Ruiu
Siamo quasi giunti a conclusione della seconda
esperienza di questo percorso formativo che vede in uscita tre profili professionali: Tecnico
di impianti termici, Tecnico per la conduzione e la manutenzione di impianti automatizzati e Tecnico dei trattamenti estetici/tecnico dell’acconciatura, per un totale
mondo del lavoro.
Sicuramente la chiave vincente di questa sinergia sta nella mentalità dei formatori e, a
monte, in tutte le risorse impiegate allo
scopo, da cui traspare lo spirito originario del
Fondatore di questa preziosa struttura, per cui
tutte le energie sono rivolte a dare il massimo ed
di 27 diplomati che per la quasi totalità sono
già occupati in realtà artigianali o industriali del
comprensorio. Altri proseguiranno il percorso
formativo in istituto statale per conseguire la maturità.
Come sempre il Villaggio del Ragazzo è pronto a
raccogliere le sfide che consentono di migliorare
qualitativamente l’offerta formativa proposta ai
suoi allievi creando sempre maggiori sinergie
con il mondo del lavoro.
Per quanto riguarda il profilo relativo alla conduzione degli impianti termici il corso è stato realizzato in collaborazione con L’Ente Forma di
Chiavari.
I tecnici, formati con risultati molto buoni, sono
già tutti occupati. Il corso per Conduttori e manutentori di impianti automatizzati, più numeroso, si è svolto completamente al Villaggio del Ragazzo. Possiamo sicuramente apprezzare in entrambi i casi l’alto livello professionalizzante offerto agli allievi e la perfetta integrazione con il
il giusto risalto al “know how” che viene trasmesso agli allievi e che, cosa molto importante,
diventa immediatamente spendibile nel mondo
del lavoro, a seguito soprattutto di una precedente certosina preparazione predisposta da tutti i soggetti che, a diverso titolo, interagiscono
nella formazione del corso.
Il lavoro a monte quindi premia.
È faticoso, ma premia!
Tutte le azioni volte a creare “gruppo”, l’osservanza ed il rispetto delle “regole”, la condivisione
ed il rigore, sono tutti percorsi educativi oltre che
formativi e vanno al di là degli obblighi “tradizionali” dell’insegnamento. Si potrebbe sicuramente dire che, rispetto agli allievi dei corsi “regolari”, questi sono allievi privilegiati perché portano a casa insieme alla formazione tecnica un
bagaglio di esperienze umane che li accompagnerà per molto tempo e li porterà in futuro a ricongiungersi, nelle occasioni importanti, alla famiglia del “Villaggio del Ragazzo”.
Estetiste diplomate!
di Franca Centanaro
Lunedì 11 luglio si sono conclusi con successo gli esami del
Corso TECNICO DEI TRATTAMENTI ESTETICI/ TECNICO DELL’ACCONCIATURA.
scientifiche, sicurezza, comunicazione e psicologia sono state
svolte presso il Centro di La
Spezia.
Le allieve hanno frequentato
Particolarità di questo corso è
stata la collaborazione di due
Centri di Formazione Professionale dislocati in province diverse: Villaggio del Ragazzo
(Genova) e Forminpresa di
La Spezia. Tale incontro ha
costituito la ricchezza del corso
oltre, naturalmente, ad aver favorito l’elevato livello della formazione e un arricchimento
culturale e relazionale per le allieve.
Presso il nostro Centro sono
state effettuate le docenze di
area professionale (anche le
alunne provenienti da La Spezia hanno partecipato alle lezioni nel nostro ampio laboratorio) mentre le lezioni riguardanti discipline letterarie e
con assiduità il corso, affrontando ogni giorno il viaggio in
treno.
Il 21/22 marzo l’intero gruppo
classe ha partecipato a una gita a Roma: oltre al valore culturale insito in questo momento
formativo, le allieve hanno
avuto un’ulteriore occasione
per incrementare l’unione del
gruppo classe.
L’esame finale è stato svolto
presso Formimpresa e ha visto
la realizzazione di tesine sulla
vita delle principali donne che
hanno affiancato i grandi uomini che hanno contribuito all’Unità d’Italia e un project
work che ha evidenziato le loro capacità di orientarsi nel
mondo del lavoro.
Auguro a tutte le allieve di
mantenere la grande passione
che hanno dimostrato per il
loro lavoro: la loro professionalità è confermata dalle molteplici offerte di impiego che
hanno già ricevuto. Colgo l’occasione per ringraziare anche
le modelle che hanno partecipato agli esami.
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Martin e la “Giornata del bambino africano”
di Padre Mauro Armanino, Niamey, giugno 2011
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Martin ha lo sguardo da adulto. Dice di essere originario del
Togo e ci siamo incontrati stamani. Il giorno del bambino
africano che ricorda il massacro di Soweto in Sudafrica del
1976. Martin dice di non poter
stare fermo in un posto per un
lungo tempo. C'è un vento o
uno spirito che lo spinge a partire per arrivare in fretta da
un'altra parte. Martin ha girato
vari paesi e mai nessuno ha
potuto farlo restare a lungo in
un luogo. Non va da nessuna
parte. Ci sono i camionisti che
gli propongono delle mete e
poi lo lasciano da qualche parte. Non ha conosciuto i suoi
genitori che lo hanno lasciato
da piccolo e sono partiti in Costa d'Avorio e non li ha mai visti. Martin ha lo sguardo da
adulto e si trova a Niamey da
qualche giorno. Ha quattordici
anni e oggi è la festa del bambino africano.
Erano almeno diecimila i bambini di Soweto e 152 sono rimasti uccisi dalle armi e dalla
folla. Oltre mille i feriti prima
che il regime di apartheid crollasse per poi risorgere impunemente da tante altri parti nel
mondo. Quello tra ricchi e poveri che sono separati dai muri
e dai mari per esempio. Martin
dice che il vento lo spinge e gli
hanno detto che dovrebbe tornare al suo villaggio e fare un
sacrificio allo spirito e solo allora finirà di scappare. Per questo motivo Martin è venuto stamattina e forse tornerà domani. Dorme accanto al cimitero
musulmano della città e ci so-
no altri ragazzi che dormono
con lui. Intanto è la giornata
del bambino africano che ricorda la marcia dei bambini di
Soweto del 1976 in Sudafrica.
Soweto, 1976
Li ho visti marciare oggi per andare allo stadio Seyni Kountché già presidente poi ucciso
del Niger. Erano almeno diecimila che camminavano. Ben
vestiti anche i bambini e con le
treccine colorate di fresco
le bambine. Andavano e
tornavano contenti di fare festa per il 16 di giugno. La giornata del
bambino africano che ricorda gli altri diecimila di
Soweto e quelli rimasti
sulla strada quel giorno.
Coi vestiti che brillavano
al sole, ora meno forte, di
Niamey. La festa del bambino
africano allo stadio e in città.
Proprio come fosse la festa dei
bambini africani e nessun altro.
Chi non poteva marciare allo
stadio sono coloro che forse
non sarebbero neppure andati. Ci siamo incontrati oggi nel
carcere civile di Niamey. I minori detenuti sono 26 e oggi
era la loro festa. Prigionieri senza frontiere e le frontiere senza
prigionieri,come spesso invece
accade. Hanno organizzato
una giornata per loro e con loro. Adulti, donne e bambini
nella stessa prigione in sezioni
separate e attigue. Danzavano
perché la vita solo si impara
danzando e anche in carcere
le stagioni cambiano per lo
stesso motivo.
Ero accompagnato da volontari, guardie, alcune ragazze detenute e signore di alta classe,
mogli di consoli e ambasciatori
di stanza nella capitale. Alcuni
si trovano in detenzione da
due anni, altri da pochi mesi e
qualcuno solo da alcuni giorni.
Un ragazzo di Niamey, che abita non lontano dal quartiere
dell'aeroporto, diceva che stare
in carcere è pericoloso. Perché
non si mangia a sufficienza.
Martin,intanto, è tornato sulla
strada e vuole passare la notte
dove ha gli amici. Ha ricevuto
alcune monete per comprarsi
da mangiare. Ha lo sguardo da
adulto. Forse passerà domani,
se il vento o lo spirito lo spingeranno da questa parte.
di Serena Morello
Lavoro in comunità terapeutica da13 anni, ma
solo ora incomincio a vedere persone che nel
tempo hanno risolto il loro problema con la tossicodipendenza, e quindi ho iniziato a vedere
anche qualche frutto del mio lavoro.
I successi non sono molti, purtroppo, e tanto
meno scontati. È per questo che vi voglio raccontare la storia di Filippo.
Ovviamente Filippo è un nome inventato, per
ragioni evidenti.
Filippo ha 37 anni. Un ragazzo intelligente, simpatico, carino e molto ricco.
Tossicodipendente.
Immagino che, per chi legge, quest’ultima caratteristica faccia a pugni con le caratteristiche
precedenti,(ma nella tossicodipendenza tutto è
possibile e, come ho detto prima, nulla è scontato).
Filippo vive fino a 14 anni con una mamma e un
papà che gli vogliono bene e non gli fanno
mancare nulla, un fratellino minore di due anni
che è un compagno di giochi e avventure ideale. Tutto funziona, fino a quando la mamma si
ammala di cancro, e nell’arco di pochi mesi lascia un marito disperato e due figli.
Il papà si chiude nel suo lavoro, è un uomo di
successo, ha tante responsabilità e riesce a sopravvivere. Il figlio minore si butta nella scuola e
nello sport. A 25 anni è in grado di sostituire il
padre nelle sue responsabilità professionali. Filippo è diverso: è sensibile, dall’intelligenza fine, e
non ce la fa. Il dolore è talmente forte che inizia
a cercare un modo per non sentirlo. La droga è
il passo facile, soprattutto per uno che non ha
certo bisogno di delinquere per procurarsela. Filippo entra in un vortice che dura una decina
d’anni. Perde il lavoro e il rapporto con il fratello
che lo incolpa di non aver avuto la sua stessa capacità di reazione. Anche il rapporto con il padre
si incrina.
Filippo arriva in comunità nel 2003, dopo altre
esperienze comunitarie, tutte fallimentari. Rimane al Centro Chiarella per un anno, tutto sembra
andare bene, conclude il suo percorso, ma dopo
pochi mesi siamo al punto di partenza. Questo
succederà altre due volte.
Arriviamo al 2007, Filippo chiede nuovamente
di entrare in Comunità e stavolta accetta tempi e
modi del programma, si mette in discussione. Finalmente nel 2009 termina il programma terapeutico. Il rapporto con il papà è stato ricostruito, e Filippo è contento perché negli ultimi mesi
anche con il fratello ha ritrovato un dialogo. Il
fratello viene a trovarlo in struttura, si capiscono
di nuovo, è come se avessero ritrovato l’antica
complicità dell’infanzia.
Ma i disegni della vita sono sempre arzigogolati
e soprattutto imprevedibili. Mentre rientra dall’incontro con il notaio per il rogito della sua nuova casa, il fratello di Filippo, per l’imprudenza di
un automobilista, si schianta con la moto. Muore tra le braccia di Filippo, che cade in una profonda depressione. Il papà che, nell’immenso
dolore che prova, riesce tuttavia a pensare anche a lui, chiede aiuto alla comunità, e convince
Filippo a prendersi un tempo di calma in struttura per evitare di ritrovarsi nella vecchia situazione. Filippo sa come cancellare il dolore, lo ha già
fatto. Eppure trova la forza di tornare al Centro,
di chiedere aiuto, di scappare da quella via d’uscita facile, trova la forza per passare dalla porta
stretta.
Sono passati più di due anni.
Filippo sabato mattina si è sposato. In questo
momento di gioia ha voluto accanto a sé anche
alcuni operatori e un paio di ragazzi che, come
lui, hanno finito il percorso comunitario e si sono rifatti una vita normale.
La compagna di Filippo aspetta una bimba. E sono felici insieme.
Mentre li guardavo entrare mano nella mano
nella chiesa medievale dove si è celebrato il loro
matrimonio, ripensavo alla storia di Filippo, e
provavo un grosso senso di gratitudine. Gratitudine nei confronti di Filippo, che mi ha dimostrato che nella vita nulla ci può annientare. Gratitudine per Dio, i cui disegni imperscrutabili e
talvolta incomprensibili sono sempre per il bene
dell’uomo. E infine gratitudine perché per una
volta ancora ho sperimentato che sono davvero
fortunata a fare ogni giorno quello strano lavoro che faccio.
CENTRO FRANCO CHIARELLA
Un lungo travaglio per vivere felici
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GIOCHINSIEME 2011
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Anche i robot hanno un cuore...
di Luca Guerrini
Prendete un robot, un essere meccanico capitato chissà come dalle nostre parti, perfetto, ma
mancante di qualcosa… aggiungete tanti, tanti
bambini e ragazzi, un po’ di educatori e animatori con tanta buona volontà e il gioco è fatto.
Settimana dopo settimana si scoprono i significati di umiltà, accoglienza, passione, generosità,
voglia di dare… e il robot piano piano capisce il
valore dell’amicizia e dell’amore.
Se poi in questo viaggio si è accompagnati da
un “Ingegnere” esperto, magari a volte un po’
burbero ma tanto paziente, che ogni settimana
ci parla del simbolo stesso dell’amore, Gesù, allora possiamo stare certi che il nostro robot uscirà profondamente cambiato da quest’esperienza, e forse anche i nostri ragazzi.
Nel centro estivo di quest’anno sono state introdotte diverse novità, quali ad esempio la possibilità di svolgere i compiti per le vacanze,
con l’intento di sollevare le famiglie da qualche
incombenza e nel contempo rendere magari un
po’ meno faticoso e un po’ più divertente un
momento non certo tra i preferiti dai nostri piccoli ospiti!
Un’altra attività introdotta quest’anno è stata la
presentazione e la dimostrazione di vari
sport, resa possibile grazie alla disponibilità di
alcune associazioni sportive del territorio che, a
titolo assolutamente gratuito, si sono prestate
settimanalmente per far conoscere ai nostri ragazzi varie discipline: a loro va naturalmente un
sentito ringraziamento da parte di tutto il Villaggio.
Basket, calcio, rugby, tennis tavolo, scherma e pesca sportiva con la mosca:
queste sono state le proposte alle quali i ragazzi hanno risposto con entusiasmo e, come capita spesso,
con imprevedibile partecipazione.
Per rendere ancora più accogliente il Centro Estivo
sono state allestite, oltre al
tradizionale Teatrino in
Aula Magna, che quest’anno disponeva anche
di videoproiettore, due sale giochi al coperto, da
utilizzare nelle giornate di
maltempo (che purtroppo
non sono mancate), con
giochi da tavolo, bambole, automobiline, materiale da disegno e tutto ciò che serve per passare qualche ora divertendosi.
Come tutti gli anni, al Centro Estivo è arrivato
nelle ultime due settimane un folto gruppo di ragazzi provenienti da Torino: 32 giovani alloggiati al Villaggio Ospitale. Per lo staff di educatori è
un momento delicato, si tratta infatti di inserire
nei gruppi ragazzi con abitudini spesso molto diverse, ma è anche una sfida avvincente.
L’edizione 2011 va in soffitta sostanzialmente ripetendo i numeri dell’anno passato per quanto
riguarda le presenze: si tratta indubbiamente di
un buon risultato, tenendo anche conto delle innegabili difficoltà in cui ci si è trovati a lavorare
quest’anno. L’appuntamento è fissato quindi per
il prossimo giugno, con nuovi personaggi, nuovi ragazzi, nuova energia… ma col cuore di sempre!
di Alessandro Lasagna
“Un cuore a forma di Cinghiale”: così, uno dei nostri allenatori ha definito, nella sua pagina presente su un noto social
network, il Memorial Renzi
che, giunto alla sua nona edizione, valevole anche per
il 5° Trofeo Don Nando
Negri, si è svolto sabato 11 e
domenica 12 giugno scorsi.
Nelle due palestre del Villaggio
del Ragazzo a San Salvatore e
del Centro Benedetto Acquarone a Chiavari si sono incontrate, in una fantastica due
giorni all'insegna del basket e
del divertimento, oltre alla gra-
ditissima new entry internazionale del Basket Lugano, squadre provenienti da tre regioni
italiane: Nuova Vigentina Basket (Pavia), Pioltello Basket
(Milano), Oratori Cesate (Milano) Pielle Livorno (Livorno) oltre ai cinghiali biancorossi del
Villaggio Basket. Le squadre
partecipanti erano suddivise in
due gironi: Villaggio e Acquarone.
Si sono qualificati per la finalissima Pielle Livorno e Nuova Vigentina. Il risultato finale ha visto vincitrice la squadra livornese per 75 a 48.
Un grazie di cuore va a tutti i
volontari che ci hanno aiutato
nell'organizzazione di questo
evento, ai giocatori e agli allenatori che hanno saputo dare
il massimo sempre rimanendo
entro i limiti della sportività, ai
genitori che sono riusciti a incitare i propri ragazzi senza diventare hooligans. Un ringraziamento particolare va anche
agli arbitri e agli ufficiali di
campo.
Ciao a tutti, e arrivederci all'anno prossimo per il 10° Memorial Renzi - 6° Trofeo don Nando Negri.
SPORT&DINTORNI
Un torneo a livello internazionale
Ottant’anni! Dagli inizi colonna del Villaggio
Il Cav. Armando Montagni ha felicemente raggiunto ottant’anni di vita.
Da sempre al fianco di don Nando e tutt’ora partecipe delle vicende del Villaggio, avremmo voluto far festa grossa, ma la sua ritrosia ce lo ha impedito.
Durante un incontro del Vescovo con Il Consiglio di Amministrazione – di cui Armando è impareggiabile segretario e membro anziano - e i Direttori dell’Opera, a sorpresa, ha ricevuto un
omaggio in segno di gratitudine da parte di tutti noi.
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Dieci domande sul minivolley
di Alessandro Assarini
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Che cos'è il minivolley?
È lo sport che prepara i bambini alla pallavolo vera e propria, cui potranno passare una volta cresciuti. Si può considerare un'introduzione alla
pallavolo, perché i bambini imparano i movimenti tecnici necessari per praticare questo
sport.
A che età si può iniziare?
A 6 anni si inizia con il gioco-volley, a 7-8 anni si
pratica minivolley, a 9-10 anni si passa al supermini, a 11-12 si entra in categoria under 12.
Esiste una predisposizione particolare?
Il volley è indirizzato sia ai maschi sia alle femmine e all'inizio è vissuto come un gioco collettivo,
in cui si svolgono partite miste. Quando invece
si entra a far parte di una categoria, vi è la separazione fra bambini e bambine.
Cos'è necessario per iscriversi?
Il certificato medico di buona salute.
In cosa consiste l'attrezzatura?
In pantaloncini, maglietta, scarpe da pallavolo - consigliate, anche se non obbligatorie - e ginocchiere.
Ci si può far male?
Il gioco prevede cadute, scivolate, rullate e pertanto le
ginocchiere sono importanti per proteggere le ginocchia da eventuali danni.
In cosa consiste l'allenamento?
L'allenamento inizia con una parte atletica, di riscaldamento: corsa, slanci per le gambe, esercizi per le braccia, allungamenti... Poi si passa al
gioco con la palla. Si parte sempre con il palleggio, che costituisce la base tecnica, perché bisogna imparare a toccare la palla con tutta la mano piena. Quando questi movimenti sono acquisiti, si passa ad altre attività, come il gioco sotto rete, durante il quale si impara anche a eseguire la battuta. E poi si gioca, ci si diverte.
Vi è già una selezione durante l'allenamento fra i giocatori?
No, durante la partita-gioco di allenamento tutti
devono giocare, pertanto si va a rotazione.
Come si conclude l'allenamento?
Con una corsa di defaticamento ed esercizi di allungamento per i muscoli.
Quali benefici si ottengono da questo
sport?
Oltre a quelli fisici, il minivolley offre benefici dal
punto di vista della socializzazione, soprattutto
per i bambini più timidi o insicuri. Ma anche chi
è troppo espansivo trae degli insegnamenti positivi, perché s'impara a non essere al centro dell'attenzione, a lasciare spazio agli altri. E questo
avviene non solo perché è un gioco di squadra,
ma anche grazie alla dinamica del passarsi la palla e instaurare un rapporto immediato con la
compagna o il compagno.
Quali capacità fisiche si sviluppano con il
minivolley?
Le capacità anaerobiche come la forza muscolare e la velocità, necessarie per eseguire i salti e i
cambi di direzione. Inoltre, il minivolley migliora la coordinazione motoria ed essendo
uno sport di allungamento, ha effetti benefici sulla colonna vertebrale.
E da un punto di vista psicologico?
Essendo uno sport di squadra, favorisce notevolmente la socializzazione.
Bisogna avere una predisposizione fisica?
Chi è alto ha dei vantaggi e nella statura può trovare le motivazioni per avvicinarsi a questo
sport. Tuttavia, anche chi è basso di statura può
praticare questo sport, senza timori alcuni.
Esistono controindicazioni alla pratica di
questo sport?
No, se il bambino è sano non ci sono controindicazioni. Bisogna tener presente, tuttavia, che
salti ripetuti possono portare a patologie da sovraccarico della colonna vertebrale, oppure delle ginocchia, e la possibilità di distorsioni. Si tratta, però, di infortuni a bassissima incidenza nei
bambini.
A che età si entra nell'agonismo?
La Federazione Italiana Pallavolo prevede di disputare il primo campionato già a 11 anni di età.
Le vostre offerte il nostro grazie
ASSOCIAZIONE DON NANDO NEGRI O.N.L.U.S.
È possibile collaborare alla continuità dell’Opera
da lui iniziata tramite:
1. Offerte (ammesse alle agevolazioni fiscali
previste dalla legge con versamento su):
Don Nando Negri onlus
Paola Oliveri - Antonina Bottini - Maria Rosa
Olivari - Alfredo Capellino - Pier Giovanni
Mazzino - Giuseppina Recco - Michele Parma Fam. Gardella - Luigi Broglia i.m. di don
Nando - Guglielmo Ferraris - Giuliana Romeni
- Giovanni Brusco - Orlando Srl - Gabriella
Corti i.m. del figlio Massimo - Silvana Maggi Luigi Terbio i.m. di Caterina Giannitti - Luigi
Squeri - Angelo Zampol - Maria Sbarbaro Stefano Rissetto - Sergio Bianchi - Fam. Carlo
Paveri - Teresa Burlando - Giacomo
Costamagna - Franco Passera - Giovanni
Marabotti - Alberto Gueglio - Luigia Solari
ved. Sanguineti - Marco Agrizzi - Andrea
Garbarino - Roberto Romaggi - Italia Arbasetti
i.m. dei defunti della fam. Arbasetti - Maurizio
Carrea - Alessandro Thellung - Andrea
Sanguineti
C/C N. 50 - Banco di Chiavari e della R.L.
IBAN: IT20M0516431950000000000050
C/C Postale N. 86651981
IBAN: IT52A0760101400000086651981
2. Indicazione per il 5 x mille del n. di codice
fiscale 90054900106
3. Una donazione in vita con atto notarile
(esente da imposte di registro)
4. Una polizza assicurativa
5. Una donazione o un lascito testamentario
per informazioni: - tel 0185 375201
[email protected]
Villaggio del Ragazzo
C/C N° 13460/80 - Banca CARIGE
IBAN: IT82 X06175 31950 000001346080
Per i lavori al Centro di Sampierdicanne
Carolina Bono - Vera Ameghino - Ugo Colla Bambini della III elementare della Scuola
Primaria di San Salvatore di Cogorno Gianmarco Tassi - Villaggio Calcio - Rosa
Galluccio - Raccolta offerte in occasione di
Expò Rapallo - Raccolta offerte in occasione
della festa agli scogli Chiavari - N.N. i.m. di
Simona Carlesi - I figli i.m. di Giuseppina Patti N.N. i.m. dei propri defunti
Grazie a...
... S.C.R. Arredamenti che ha donato materiale per esercitazioni di falegnameria...
C/C Postale N. 11579166
IBAN: IT92 Q076 0101 4000 0001 1579 166
Periodico
Direzione e Redazione
• 16030 -San Salvatore(Ge)
Via IV Novembre 115 Tel. 0185/3751 www.villaggio.org - e-mail: [email protected]
Autorizzazione Tribunale n°1/88 del 26/1/1988
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Direttore
Direttore Responsabile
Responsabile di Redazione
Redazione
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PRETE RINALDO ROCCA
GIACOMO FERRERA
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ANGELO CORIANDOLO
Adriana Aiello• Emilio don Arata•
Alessandro Assarini• Raffaele Girlando•
Alessandro Rio•
... NINO, Ragazzo del Villaggio di tanti
anni fa, non ha dimenticato l’accoglienza ricevuta. Ogni anno invita i clienti
dei “Bagni Nino” e delle spiaggette
limitrofe a contribuire con libere offerte, che messe insieme formano un bell’assegno.
Grazie Nino, a nome dei ragazzi di
oggi.
Editrice
•
Opera Diocesana Madonna dei Bambini VILLAGGIO DEL RAGAZZO
• 16043 Chiavari (Ge) Piazza N.S. dell’Orto
•
Impaginazione
“GOLFO TIGULLIO”a.r.l.
Coop Sociale • 16043 Chiavari (Ge) Via dei Lertora 41
Stampa
MICROART’S s.p.a.
•
16036 Recco (Ge) Via dei Fieschi 1/A • Tel 0185/730111
Pubblicazione inviata solo ed esclusivamente a titolo gratuito
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Dio unica sicurezza
Caro prete Rinaldo,
la saluto e la ringrazio per la donazione fatta dal
Villaggio che utilizzerò per la costruzione di una
cappella in un villaggio vicino a Chacas in Perù.
Il villaggio si chiama Huayà: sono campesinos
che vivono in alcune piccole case di mattoni di
fango cotruite in un lato della montagna tra erba verde e piante di eucalipto.
Il grazie è sincero; è questa gente che mi ha
chiesto di aiutarli a costruire una cappella per il
loro villaggio; non è solo una questione sociale
o di identità, ma qui è fede semplice e vera.
Mi viene da dire che per questa gente molto povera, che vive nella precarietà del frutto del proprio campo o del pascolo degli animali, Dio è l’unica sicurezza.
Nel mondo in cui viviamo oggi dire questo quasi non ha più senso, anzi è un “controsenso”: come? Dio, che non si può toccare né vedere, è sicurezza?
Oggi se dico sicurezza penso per prima cosa al
denaro! Di quello sono sicuro!
Eppure è una logica che non sopporto!
... e qui dove il raccolto dipende dalle piogge e
la vita dipende dalla natura che Dio ci ha regalato, imparo che, eppure, Dio è l’unica sicurezza.
È quello che vivo stando qui in missione, curando e facendo la carità agli ammalati, cercando di
sacrificarmi per i più poveri.
Ancora grazie.
Con affetto e stima,
Stefano Bruzzone
INCONTRO ANNUALE EX ALLIEVI/E
Vi aspettiamo tutti
VENERDI 2 DICEMBRE
al Centro di S. Salvatore
ore 18,30 arrivi e visita ai laboratori
ore 19,00 Messa in memoria di tutti i Villaggini e in ricordo speciale di don Roberto Ferraris
ore 19,45 Breve incontro: “Una storia di 65 anni”
ore 20,15 Cena fraterna (prenotarsi al 0185 375230)
ATTENZIONE
In caso di mancato recapito, rinviare all’Ufficio Postale di Genova Brignole per la restituzione al mittente, che si impegna a
pagare la relativa tassa.
DESTINATARIO SCONOSCIUTO
TRASFERITO
DECEDUTO
INDIRIZZO INESATTO
RIVISTA RESPINTA
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Settembre/Ottobre - Villaggio del Ragazzo