PROGETTO PER LA RIDUZIONE DELLA
DISPERSIONE SCOLASTICA NEL
GOVERNATORATO DI KASSERINE
RI.DI.SCO.
KASSERINE
Area geografica interessata
L’EVOLUZIONE DELLA POVERTA’ IN TUNISIA
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In assenza del PRSP della Tunisia i riferimenti al tema della lotta alla povertà
si trovano nel National Report on Millennium Development Goals relativo alla
Tunisia elaborato dalle Nazioni Unite nel 2004.
Rilevazioni effettuate su bilancio, spese per beni di consumo e standard di vita
delle famiglie indicano che la percentuale di povertà è considerevolmente
diminuita negli ultimi decenni, passando 12,6% nel 1980 al 4,2% nel 2000.
Fino agli anni ’80 la maggior parte delle popolazioni povere era concentrata
nelle zone rurali dove risiedeva il 62,3% del totale delle persone disagiate.
Successivamente si è registrata un’inversione di tendenza. Nelle aree urbane il
numero dei poveri è passato dal 65% del numero totale nel 1990 al 69% circa
nel 1995 e al 74% nel 2000.
Povertà estrema:
popolazione con un reddito inferiore a un dollaro al giorno: diminuzione
dall’1,5% nel 1990 allo 0,5% nel 2000
popolazione con un reddito inferiore a due dollari al giorno:
stabilizzazione intorno al 6,7% nel 2000 contro l’11,1% nel 1990
LE SCELTE STRATEGICHE PER LA LOTTA ALLA POVERTA’
•
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I risultati significativi raggiunti dalla Tunisia negli ultimi decenni in materia di riduzione della
povertà sono strettamente connessi al processo di crescita economica del paese che ha determinato
dei cambiamenti nella distribuzione del reddito
Gli importanti progressi raggiunti nello sviluppo economico e sociale sono dovuti essenzialmente a:
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l’UNDP nel Rapporto Nazionale sullo sviluppo umano in Tunisia del 2001 evidenzia che la lotta alla
povertà ha ottenuto rilevanti risultati anche grazie alle azioni e ai programmi messi in opera per
venire in aiuto alle categorie sociali con bisogni specifici. Le iniziative si caratterizzano per:
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diversità in vari ambiti settoriali (aiuti economici, costruzione di opere infrastrutturali ecc.)
eterogeneità dei gruppi sociali ai quali le iniziative sono indirizzate
particolare attenzione rivolta a tutte le categorie povere o vulnerabili nel quadro di una rete di protezione
sociale
impegno ad inserire attivamente le popolazioni svantaggiate nel circuito produttivo
Programmi più rilevanti:
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attuazione di riforme strutturali in settori fondamentali quali l’istruzione, la salute e la protezione sociale
integrazione del commercio nell’economia globale
Fondo di Solidarietà Nazionale creato nel 1993 (iniziative nel settore delle infrastrutture e degli impianti
collettivi)
Programma Nazionale di Aiuto alle Famiglie Bisognose che ha contribuito a ridurre la povertà ai livelli delle
categorie più disagiate
Nel CSP dell’Unione Europea (Partenariato Euro-Med, Documento Strategico 2002-2006 e
Programma Indicativo Nazionale 2002-2004) si rileva che gli aspetti preoccupanti della povertà in
Tunisia sono rappresentati dall’emergere di:
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sacche di povertà nelle zone periferiche
ampie fasce di giovani diplomati disoccupati
L’ISTRUZIONE COME PRIORITA’ NAZIONALE – IL SISTEMA
DELL’ISTRUZIONE IN TUNISIA.
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Fin dall’indomani dell’indipendenza, nel marzo 1956, la Tunisia ha considerato il settore
dell’istruzione una vera e propria priorità nazionale, un diritto fondamentale e un “dovere” che deve
essere assunto congiuntamente dai singoli individui e dalla collettività.
La pertinenza delle scelte della Tunisia in materia di istruzione sono sempre più confermate dagli
orientamenti internazionali in base ai quali è ormai riconosciuto che le politiche di lotta contro la
povertà, di riduzione della mortalità infantile e di miglioramento della salute pubblica, di protezione
dell’ambiente , di difesa dei diritti dell’uomo e di accrescimento della cultura nazionale, allo stesso
modo degli sforzi dei paesi per diventare competitivi sul mercato delle moderne tecnologie
presentano maggiori lacune se non sono integrati da una strategia appropriata in materia di istruzione.
Agli inizi degli anni ’60 il sistema dell’istruzione era caratterizzato da una percentuale di
scolarizzazione molto bassa in tutto il territorio nazionale e da un elevatissimo tasso di
analfabetismo.
Negli ultimi 40 anni attraverso alcune importanti riforme che hanno riguardato il sistema
dell’istruzione la Tunisia ha compiuto sforzi eccezionali per consolidare progressivamente l’obiettivo
dell’istruzione per tutti. In particolare:


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le percentuali di iscrizione sono attualmente elevate in rapporto agli standard regionali
le differenze tra ragazzi e ragazze a livello di accesso e di risultati sono state quasi del tutto eliminate.
A livello strutturale il settore dell’istruzione in Tunisia si articola in:
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Educazione prescolare che è sotto la tutela del Ministero della Gioventù, dell’Infanzia e degli Sport
Insegnamento di Base e Insegnamento Secondario sono di competenza del Ministero dell’Educazione
L’Insegnamento Superiore è gestito dal Ministero dell’Insegnamento Superiore
L’alfabetizzazione degli adulti è di competenza del Ministero degli Affari Sociali
La Formazione Professionale è di competenza del Ministero della Formazione Professionale e dell’Impiego.
L’INSEGNAMENTO DI BASE
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L’accesso alla scuola per tutti i ragazzi in età scolare è diventato uno dei
principali obiettivi in Tunisia fin dalla promulgazione, nel 1958, della prima
legislazione in materia di istruzione che ha prodotto un forte aumento della
scolarizzazione elementare attraverso:
– politica di gratuità della scuola
– riduzione dello squilibrio tra zone urbane e rurali e tra bambini e bambine
– riforma dell’orario scolastico con introduzione di doppi turni
Agli inizi degli anni ’90 fu introdotta una seconda riforma strutturale
denominata
– dell’Insegnamento di Base considerata la pietra angolare di una riforma
globale
– dell’insieme del sistema dell’istruzione e della formazione.
Con la riforma del 1991:
– l’insegnamento di base è stato portato da 6 a 9 anni (1° ciclo della durata
di 6 anni e 2° ciclo della durata di 3 anni)
– è stato introdotto l’insegnamento gratuito ed obbligatorio dai 6 fino ai 16
anni
L’INSEGNAMENTO DI BASE
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Questa scelta strategica ha prodotto rilevanti risultati per quanto riguarda:
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ed è stata rinforzata nel corso degli ultimi anni con l’attuazione di un vasto programma di riforme
strutturali che hanno toccato contemporaneamente i programmi di
insegnamento, i contenuti ed
i metodi di formazione e che miravano ad adeguare il
sistema educativo ai profondi
cambiamenti nazionali ed internazionali ed a rispondere
al meglio alle nuove esigenze di
sviluppo economico e sociale
L’attuazione di questa riforma ha richiesto anche l’intensificazione del reclutamento di insegnanti
qualificati
In entrambi i cicli dell’insegnamento di base si è registrato:
–
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aumento dei tassi di scolarizzazione
riduzione progressiva della percentuale di dispersione scolastica particolarmente a livello del 1° ciclo
riduzione progressiva della percentuale di analfabetismo
un progressivo aumento del numero degli insegnanti (con una sempre più alta presenza femminile)
un miglioramento qualitativo della struttura del corpo insegnante
Questi fattori hanno determinato un miglioramento complessivo delle condizioni
dovuto a:
–
–
pedagogiche
miglioramento sensibile e continuo del rapporto alunni/per ogni insegnante che è sceso dal 27,8 nel 1991 al
22,7 nel 2001
riduzione del numero di alunni per classe da 30,5 nel 1991 al 29,0 nel 2001
ATTUALI DISFUNZIONI DEL SISTEMA
DELL’ISTRUZIONE IN TUNISIA
La riforma dell’insegnamento di base ha permesso di avviare un processo di miglioramento
dell’efficacia del sistema educativo rendendo più agevole il passaggio all’interno dei due cicli
Ma il miglioramento dell’efficacia interna riscontrato nell’insegnamento di base non ha prodotto
progressi apprezzabili quanto quelli ottenuti in materia di scolarizzazione.
L’incidenza della dispersione scolastica resta globalmente pesante producendo costi finanziari e
sociali assai sensibili
Nonostante il miglioramento costante dei tassi di successo nel 1° ciclo dell’insegnamento di base,
che ha permesso di riassorbire in maniera significativa le dispersioni, i livelli di ripetizione degli anni
scolastici registrati in Tunisia negli ultimi anni restano molto elevati comparativamente a quelli
osservati nei paesi sviluppati e nella maggioranza dei paesi in via di sviluppo
Permane un alto numero di alunni per classe sia per la carenza di strutture scolastiche sia per
l’insufficiente dotazione organica degli insegnanti in rapporto all’accresciuto livello di
scolarizzazioneQueste disfunzioni sono ancora più marcate nelle zone più svantaggiate del paese,
soprattutto le aree periferiche e rurali, dove ai problemi di carattere interno al sistema educativo
molto spesso si aggiungono condizioni socio-economiche disagiate ed arretratezza culturale
Anche l’analfabetismo, nonostante le diffuse campagne di alfabetizzazione, resta ancora molto
elevato, soprattutto tra le donne ed in ambito rurale
Nel quadro delle riforme fondamentali intraprese a livello di sviluppo delle risorse umane
recentemente è stata messa a punto una Strategia Nazionale di Alfabetizzazione per completare la
riforma del sistema educativo e quello della formazione professionale i cui obiettivi principali sono:
 sradicare l’analfabetismo organico dai 15 ai 44 anni
 ridurre la disparità nel tasso di istruzione tra i due sessi da una parte e tra i centri urbani e le zone rurali dall’altra
LE LINEE STRATEGICHE PRIORITARIE DI COOPERAZIONE ALLO
SVILUPPO ADOTTATE DALLA COMUNITA’ DI DONATORI
PRESENTI NEL PAESE
BANCA MONDIALE
La Banca Mondiale è presente in Tunisia con molti progetti di cooperazione in diversi settori
(agricoltura, trasporti, sviluppo delle esportazioni, protezione delle risorse costiere e marine, settore
energetico, sviluppo delle aree montane e forestali del sud-est)
In riferimento al settore dell’istruzione è stato attuato e già concluso un primo progetto di supporto
alla riforma della scuola superiore ed è in corso una seconda fase di detto progetto. Inoltre è ancora in
corso il Programma di miglioramento della qualità dell’istruzione (EQIP – fase 1 e fase 2)
Il Country Assistance Strategy per la Tunisia del 2004 prevede che la Banca Mondiale sosterrà, tra
l’altro, le iniziative volte:
- al miglioramento della qualità di tutti i livelli del sistema dell’istruzione che dovranno essere legati alle attuali
esigenze di formazione;
- al miglioramento della sostenibilità finanziaria del sistema dell’istruzione;
- al miglioramento dei rapporti tra ricerca, istruzione superiore e orientamento dominante del mercato verso
una maggiore innovazione e competitività delle imprese.
LE LINEE STRATEGICHE PRIORITARIE DI COOPERAZIONE ALLO
SVILUPPO ADOTTATE DALLA COMUNITA’ DI DONATORI
PRESENTI NEL PAESE
UNIONE EUROPEA
Gli obiettivi di cooperazione dell’Unione Europea con la Tunisia sono stati
stabiliti nella dichiarazione di Barcellona, una politica di prossimità che riflette
l’importanza politica e strategica della regione del Mediterraneo per l’UE.
Questo processo è sostenuto da una rete di relazioni bilaterali tra ciascun
partner e l’UE, che si concretizzano attraverso gli Accordi di Associazione nei
quali, tra l’altro, sono previste diverse forme di cooperazione. L’aiuto
finanziario necessario alla realizzazione degli obiettivi di questi Accordi è
fornito dal programma MEDA, di cui la Tunisia è uno dei principali
beneficiari, sulla base del quale è stato predisposto il CSP che stabilisce un
quadro strategico che prevede l’aiuto dell’UE nel periodo 2002-2006.
LE LINEE STRATEGICHE PRIORITARIE DI COOPERAZIONE ALLO
SVILUPPO ADOTTATE DALLA COMUNITA’ DI DONATORI
PRESENTI NEL PAESE
ITALIA
L’Italia è attivamente impegnata per il consolidamento della stabilità nell’area maghrebina e nello
sviluppo dei rapporti con l’Unione Europea.
Per quanto riguarda in particolare la cooperazione italiana con la Tunisia, i rapporti tra i due paesi
sono prevalentemente incentrati sulla cooperazione economica. Si registra un aumento della presenza
delle imprese italiane, soprattutto piccole e medie, incoraggiate anche dalla intensificazione
dell’attività internazionale delle regioni italiane.
Tra queste la Regione Campania nel 2001 ha approvato il “Programma regionale per
l’internazionalizzazione e la cooperazione internazionale” che ha lo scopo fondamentale di rafforzare
il processo di internazionalizzazione delle attività produttive, istituzionali e culturali della Regione
Campania.
In riferimento all’area mediterranea il programma si propone di sviluppare una strategia di azioni
integrate in particolare tra i settori del turismo, dei trasporti, della cultura, dell’ambiente e dei
rapporti istituzionali, nonché di promuovere una serie di cooperazioni e scambi del sistema
economico-produttivo campano nel bacino del mediterraneo, orientati alla messa in atto delle priorità
strategiche definite nella Dichiarazione di Barcellona e nella proposta del Piano di Valencia.
In questo ambito è stato anche approvato il piano di azione denominato “Cooperazione
interistituzionale per partenariati produttivi, culturali,scientifici tra la Regione Campania e i
Governatorati di Tunisia”, finalizzato soprattutto alla promozione dei rapporti economici, senza
tuttavia trascurare gli aspetti di cooperazione istituzionale e sociale ad essa legati.
Il piano dà priorità alle iniziative già operative con i quattro Governatorati della “Grande Tunisi”
(Tunisi, Ariana, Ben Arous Manouba) senza escludere tuttavia interventi in altre aree e con
partenariati attivati con altri soggetti del paese.
Partners di progetto
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Regione Campania
Governatorato di Kasserine
Comune di Napoli
Ministero dell’Educazione
Obiettivo Generale del progetto
Riduzione della dispersione scolastica
nell'insegnamento di base (abbandono
volontario ed involontario) nelle zone rurali
del governatorato di Kasserine
Formazione permanente e di qualità dei
bambini tra i 6 ed i 14 anni
Obiettivo Specifico 1
Riduzione dei tassi di ripetenza degli anni scolastici. Accesso e
permanenza in un percorso formativo di qualità dei bambini tra i 6 ed i
14 anni attraverso:
maggiore orientamento del sistema educativo al
sostegno piuttosto che alla selettività
miglioramento delle conoscenze di base degli alunni
svantaggiati all'avvio del ciclo
miglioramento delle condizioni che consentono
attenzione alla articolazione dei programmi
Obiettivo Specifico 2
miglioramento dell'attenzione e sostegno da
parte delle famiglie in presenza di difficoltà
scolastiche dei bambini attraverso:
Il coinvolgimento delle famiglie nel processo
educativo.
L’aumento della capacità di accesso al Fondo di
solidarietà gestito dal Ministero dell'Istruzione.
Attività previste
• Istituzione di corsi di formazione per insegnanti ed
addestramento all'utilizzo di nuovi strumenti
didattici.
• Adozione di percorsi formativi interdisciplinari
specifici per allievi che si trovano in particolari
condizioni di difficoltà socio-economiche.
• Campagna di sensibilizzazione delle famiglie sul
tema dell'istruzione ai fini di un maggiore
coinvolgimento nel processo educativo.
• Campagna di Informazione alle famiglie disagiate
sui requisiti e modalità di accesso al fondo di
solidarietà gestito dal Ministero dell'Istruzione.
Beneficiari diretti
• 80 bambini (8 per gruppo)/anno
• 80 famiglie/anno
• 21 operatori/animatori
RIDISCO Kasserine - Albero dei Problemi
Dispersione scolastica
nell'insegnamento di base
(abbandono volontario ed
involontario) nelle zone rurali
del governatorato di
Kasserine
mancanza di attenzione e
sostegno da parte del
nucleo familiare
alto tasso di ripetenza degli
anni scolastici
eccessiva selettività
da parte degli
educatori
scarse conoscenze
di base degli alunni
all'avvio del ciclo
sovraffollamento
delle classi
insuficiente
articolazione dei
programmi
inadeguata
dislocazione
territoriale delle
strutture sclastiche
basso numero di
insegnanti rispetto
agli alunni
basso reddito
familiare
alta percentuale di
analfabetismo adulto
Albero degli obiettivi - RIDISCO Kasserine
Riduzione della
dispersione scolastica
nell'insegnamento di
base (abbandono
volontario ed
involontario) nelle zone
rurali del governatorato
di Kasserine
miglioramento
dell'attenzione e
sostegno da parte delle
famiglie in presenza di
difficoltà scolastiche dei
bambini
Tassi di ripetenza degli
anni scolastici in linea
con le aree più
sviluppate
maggiore
orientamento al
sostegno piuttosto
che alla selettività
miglioramento delle
conoscenze di base
degli alunni
svantaggiati all'avvio
del ciclo
miglioramento delle
condizioni di
affollamento delle
classi
miglioramento delle
condizioni che
consentono
attenzione alla
articolazione dei
programmi
aumento delle
strutture scolastiche
nelle aree carenti
incremento del
numero degli
insegnanti nelle zone
carenti
miglioramento delle
condizioni delle
famiglie a basso
reddito
miglioramento dei
livelli di
alfabetizzazione
degli adulti
Progetto RI.DI.SCO. Kasserine (Tunisia) - QUADRO LOGICO
STRATEGIA
OBIETTIVO
GENERALE
OBIETTIVO
SPECIFICO
RISULTATI
ATTESI
ATTIVITA'
Formazione permanente e di qualità dei bambini tra i 6 ed i 14
anni
Accesso e permanenza in un percorso formativo di qualità dei
bambini tra i 6 ed i 14 anni
Acquisire capacità da poter spendere. Aumentare le percentuali
degli alunni promossi. Ridurre i tassi di ripetizione degli anni
scolastici. Aumentare il numero degli insegnanti in rapporto al
numero di alunni. Aumentare le possibilità di accesso delle fam
INDICATORI
MEZZI DI VERIFICA
Incremento del 5% degli alunni
iscritti al 1° ciclo che superano i 9
anni dell'insegnamento di base
dati sulle percentuali degli
alunni promossi forniti dal
Ministero dell'Istruzione
Riduzione di cinque punti percentuali
dati sulle percentuali di
del tasso di abbandono scolastico al
abbandono scolastico forniti dal
6° anno (fine del 1° ciclo) entro
Ministero dell'Istruzione
cinque anni dall'iniziodel progetto
CONDIZIONI ESTERNE
Il raggiungimento
dell'obiettivo specifico
concorre di per sé al
raggiungimento
dell'obiettivo generale. Il
successo del progetto
può sollecitare
l'estensione di
programmi analoghi su
altre aree del territorio.
Riduzione del 50% del tasso di
Dati forniti dal Ministero
ripetizione al 6° anno (fine del 1°
dell'Istruzione sulle percentuali
Coinvolgimento di
ciclo). Aumento del 10% del tasso di
di alunni promossi e
soggetti del territorio per
alunni promossi al 6° anno (fine del ripetenti.Dati forniti dal Ministero
la gestione dei servizi;
1° ciclo). Il 100% delle famiglie
dell'Istruzione sulle famiglie
utilizzo di personale
disagiate censite devono accedere
disagiate che hanno usufruito
locale
al fondo di Solidarietà gestito dal
del fondo di Solidarietà gestito
Ministero
dallo stesso Ministero.
N. 10 gruppi * 10 h/sett.* 32 sett.
N. ore sostegno alunni = 3200
N. bambini 80 (8 per gruppo)
N. famiglie 80*2 h/sett.*15 sett. possibilità di creare una
Costruzione di una anagrafe della partecipazione al sistema
RISORSE: Progettisti della
N. ore sostegno famiglie = 2400
stuttura organizzativa
formativo. Istituzione di corsi di formazione per insegnanti ed
formazione, Formatori locali esperti,
N. operatori 21
sufficientemente stabile
addestramento all'utilizzo di nuovi strumenti didattici. Introduzione tutors, attrezzature d'aula, strumenti
N. formatori 3
orientata alla verifica e
dell'informatica nell'ambito dei programmi didattici. Introdu
didattici.
N. ore di formazione 200
all'autovalutazione;
Ore incontri di coordinamento
150
Tot
PRECONDIZIONI:
coinvolgimento delle
strutture educative;
sostegno da parte dei
referenti locali
Progetto RI.DI.SCO. Kasserine (Tunisia) - ANALISI SWOT
VARIABILI DI ROTTURA
PUNTI DI FORZA
PUNTI DI DEBOLEZZA
OPPORTUNITA'
MINACCE
Dotazione organiciche
Obbligatorietà per la
formazione degli insegnanti
;
alto tasso di richieste di trasferimenti
degli insegnanti delle zone interne del
paese
politiche statali per nuove
assunzioni di personale e
per disincentivare le
richieste di trasferimenti
dalle zone più isolate
il processo in atto di fuga
della popolazione
soprattutto giovanile dalle
zone rurali
Articolazione dei
programmi didattici
Strutture educative
Progetto EQIP - (fase 1 e
fase 2) della BANCA
Mancanza di flessibilità e diversificazione MONDIALE; Sussistenza di
dei programmi; Legislazione che
fondi stanziati dai paesi che
progressi spostamento
Fondi per la formazione
esaspera la selezione degli alunni; Alta
partecipano ai progetti di
degli aiuti allo sviluppo
professionale per la
percentuale di ripetenza degli anni
cooperazione
verso l'area economica e
preparazione degli
scolastici; resistenza al cambiamento da internazionale, finalizzatri riduzione dell'interesse per
insegnanti
parte delle popolazioni locali ancorate
all'incentivazione
il sistema educativo
alle tradizioni
dell'istruzione ed alla
valorizzazione del sistema
educativo;
Concentrazione delle strutture
Fondi destinati alla
sia il processo di
scolastiche nelle aree urbane; Carenze
costruzione e
Progetti in atto di
urbanizzazione che il
del trasporto pubblico locale; eccessiovo
l'adeguamento di strutture
cooperazione internazionale disinvestimento degli aiuti
sottodimensionamento delle classi nelle
scolastiche
allo sviluppo
zone rurali
Reddito familiare
Rimesse degli emigranti;
persistenza di forti vincoli
familiari
Necessità di ricorrere al lavoro minorile
Esistenza di un fondo di
solidarietà gestito dal
Ministero dell'Istruzione e
della Formazione; forti
investimenti dei programmi
sia nazionali che
multibilaterali per lo
sviluppo locale
conoscenze di base
all'avvio del ciclo
scolastico
Trasferimento di
conoscenze diverse ai
bambini attraverso la
famiglia allargata
scarsa attenzione e sostegno da parte
dei nuclei familiari.
forte impulso dei programmi
paese per il rafforzamento
dell'insegnamento
prescolare soprattutto nelle
Resistenza interna delle
popolazioni rurali allo
sviluppo, al progresso ed
all'emancipazione
livelli di alfabetizzazione
degli adulti
forte attenzione da molti
anni alla riduzione
dell'analfabetismo
scarse opportunità per i territori o le
popolazioni scrsamente collegate
Realizzazione di un
progetto statale di riduzione
dell'analfabetismo degli
adulti; diffusione della
formazione a distanza
resistenze culturali della
popolazione anziana,
soprattutto donne, delle
zone rurali
Persistenza dell'inflazione
Impegno politico e processo partenariale
OBIETTIVI
•
•
L’iniziativa della Regione Campania si inserisce in un programma pluriennale
di cooperazione internazionale e si inquadra in un protocollo d’intesa con il
Comune di Napoli con l’obiettivo di migliorare le attività relazionali di dialogo
politico, attraverso un sistema di relazioni continuo, di missioni istituzionali di
alto livello, di commissioni miste, di tavoli tematici con i soggetti istituzionali
dei territori interessati al progetto.Con riferimento all’obiettivo generale di
riduzione della dispersione scolastica nell’insegnamento di base nelle zone
rurali del governatorato di Kasserine la partecipazione del partner Comune di
Napoli ha lo scopo di ottimizzare l’efficacia e l’efficienza del progetto nel
rispetto dell’obiettivo generale suindicato. Il ruolo istituzionale svolto dal
comune di Napoli, quale ulteriore soggetto finanziatore del progetto,
rappresenta un valore aggiunto al processo di decentramento ed alla
governance/democratizzazione locale.
La partecipazione del Comune di Napoli integra il riconoscimento del
principio di sussidiarietà laddove esprime una più stretta integrazione con le
autorità centrali e locali e con la società civile.
Impegno politico e processo partenariale
ATTIVITA’ PREVISTE
• Creazione di un sistema di coordinamento territoriale tra la
regione ed il comune sia in sede di programmazione, di
progettazione che di gestione del progetto.Costituzione di
uffici con competenze specialistiche di alto livello che
lavorano sul progetto.
• In particolare, il Comune di Napoli ha stanziato nel
bilancio alcuni fondi in favore del progetto per la riduzione
della dispersione scolastica nel Governatorato di Kasserine
ed, a tal proposito, ha costituito in seno alla propria
struttura organizzativa un apposito ufficio che si avvale
della competenza e della consulenza di funzionari ed
impiegati che prestano la loro attività presso l’ufficio
dispersione scolastica del Comune di Napoli.
Impegno politico e processo partenariale
ATTIVITA’ PREVISTE
•
•
•
•
•
•
1-Tale struttura ha il compito di raccogliere i dati individuati in seguito
all’analisi del contesto locale del territorio partner. Definizione del territorio,
livelli dell’alto tasso di ripetenza degli anni scolastici, del basso reddito
familiare e dell’alta percentuale di analfabetismo adulto,del sovraffollamento
delle classi del basso numero di insegnanti rispetto agli alunni e
dell’inadeguata dislocazione territoriale delle strutture scolastiche.
2-Analisi da parte della struttura comunale delle informazioni raccolte e
definizione dei punti di forza e debolezza del contesto socio- economico e
culturale del territorio partner
3-Realizzazione di un Seminario internazionale tra esperti e funzionari di tutti i
partners sul tema della dispersione scolastica.
3-Realizzazione di uno studio integrato sugli strumenti efficaci ed efficienti
per ridurre la dispersione scolastica.
4-Creazione e gestione di una rete telematica di interscambio (sito web) con
libero accesso da parte di tutti i soggetti interessati.
5-Pubblicazione di un CD-Rom con i risultati dell’interscambio di esperienze e
degli studi effettuati nel corso del progetto. Diffusione del CD-Rom tra tutti i
partner ed altri soggetti coinvolti.
Impegno politico e processo partenariale
Risultati attesi
•
•
•
•
1-Identificazione di un quadro di indicatori e caratterizzazione di ogni realtà
specifica evidenziando criticità e strategie innovative dei singoli contesti.
2-Incremento del livello di conoscenza ed utilizzo da parte del partner Regione
degli strumenti validi che permettano una migliore rilevazione dei dati sulla
frequenza scolastica delle scuole e della partecipazione delle famiglie.
3-Identificazione di strumenti e metodologie per la gestione del progetto, che
preveda nella programmazione, organizzazione e riduzione della dispersione
scolastica, nell’individuazione di strategie e sistemi adeguati alla realizzazione
del progetto.
4.Sistemazione delle esperienze e creazione di un interscambio permanente
che permetta monitoraggio e valutazione costante degli strumenti di gestione e
di organizzazione al fine di sollecitare l’estensione di programmi analoghi su
altre aeree del territorio.
Ruolo dei partners
• Regione Campania. La Regione Campania
in quanto promotore del progetto svolge un
ruolo di programmazione e delinea
l’indirizzo strategico delle attività.Segue gli
aspetti amministrativi ed insieme con il
Comune di Napoli curerà le pubblicazioni
del progetto.E’ direttamente responsabile
nei confronti dell’U.E.
Ruolo dei partners
Comune di Napoli.
Può dare un notevole contributo al progetto attraverso la messa in
condivisione delle esperienze maturate nel settore scolastico e
l’instaurazione di un dialogo attivo e diretto con le strutture omologhe dei
territori interessati .Tecnicamente, insieme alla Regione,lavora
all’individuazione di un appropriata metodologia complessiva di azione e
relativi strumenti di ricerca .Ha il compito di curare lo studio e la
caratterizzazione dei contesti locali attraverso l’analisi ed elaborazione
dei dati raccolti dai territori interessati. Mette a disposizione la propria
esperienza nella ricerca operativa nel settore specifico della dispersione
scolastica e contribuirà ad individuare linee di intervento future. Partecipa
attivamente ai seminari e contribuirà alla redazione dei materiali finali.
Curerà inoltre una ricerca bibliografica sui materiali esistenti nel campo e
supporterà la Regione nella redazione dei propri studi.E’ interlocutore
diretto con il territorio interessato al progetto, cura i rapporti e la
comunicazione interna ed esterna tra i partners e le autorità straniere e ne
monitora l’andamento. Fornisce supporto logistico e coordinamento alle
attività della Regione.
GRUPPO PROGETTO
• Patrizia Santillo – Regione Campania – tel. 081
796 2482 – [email protected]
• Annalisa De Simone – Regione Campania – tel.
081 796 2390 – [email protected]
• Vincenzo Rinaldi – Regione Campania – tel. 081
796 6619 – [email protected]
• Gruppo Puglia
Scarica

progetto per la riduzione della dispersione scolastica nel