Il settimanale gratuito del tuo quartiere Anno 1 - numero 16 Editoriale Nartuc Srl L’APPROFONDIMENTO Un binocolo rovesciato Di Nicoletta Liguori Vi è mai capitato di guardare dalla parte sbagliata di un binocolo? In questo modo si potrebbero osservare alcune zone del nostro Municipio. Ciò che è vicino, potrebbe apparire lontano e viceversa. Ecco Largo Sperlonga, un’isola, come tante, nelle nostre “zone”, dove vive e cerca di convivere, stipata in pochi metri, un comunità di stranieri che viene dai quattro angoli del mondo. Troppo facile sarebbe dire: “qui no!”, come altrettanto populistico: “signori, a bordo, c’è posto per tutti, l’isola è a poche miglia di mare”. E’ invece realistico affermare che in tutte le capitali d’Europa s’è cercato di trovare un modus vivendi, con difficoltà, passi avanti e passi indietro, ma “indietro” non si torna. Se c’è domanda, c’è offerta e questo vale sia in riferimento ai lavori “normali”, muratore, badante, colf, lavapiatti, cameriere ecc.. che a quelli in cui l’ offerta è “altro”. L’italian dream è speranza di migliori condizioni di vita non solo per questa generazione di lavoratori, ma per la seconda, quella che qui studia e si inserisce. I suoni ed i colori che ci descrive Saba in prima, si sono già incuneati nei nostri stili di vita e, come tutte le grandi metropoli, anche a Roma, sentiamo tutti gli accenti e scegliamo tra i tanti sapori della multi etnia : ce ne meravigliamo solo perché era già successo, ma non ce ne eravamo accorti e forse la chiave di lettura è proprio questa: “Ops! M’è cambiato il mondo sotto il naso, fermatelo, voglio scendere!” Dopo tali scenari andiamo a Sutri, accompagnati dal nostro Ferrara, due passi tra storia e natura, una bella boccata d’ossigeno. E proprio d’aria che manca, di afa e caldo parliamo nella nostra inchiesta con il colonnello Giuffrida, insomma: un conto è la memoria d’uomo, un conto la conoscenza dei dati statistici. Altre statistiche ci parlano di tante situazioni di disagio nel nostro Ventesimo, di cui ci parla la dott.ssa Brunella, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Municipio, torneremo ad intervistarla in autunno. Per la vostra pubblicità su potete contattarci 334 6120369 Venerdì 18 Luglio 2008 Tel/fax 06 30090031 [email protected] www.myspace.com/zonanews QUANDO LA CASSIA È MULTIETNICA La realtà di Largo Sperlonga tra integrazione e disagio ROMA Siamo andati a scoprire la vita di tutti i giorni di centinia di immigrati nella sempre più variegata Largo Sperlonga: 4 fabbricati principali dove vivono gran parte degli stranieri della zona Tomba di Nerone. I vicini residenti: “troppi schiamazzi e prostituzione” (a pag. 2) GROTTAROSSA CORSO FRANCIA FARNESINA Al Parco della Pace dall’11 al 20 luglio la festa dell’Unità. Una serie di film sulla resistenza saranno presentati dal circolo ANPI (a pagina 3) Fino a un mese prima dei concerti si possono acquistare i biglietti per i live dell’Auditorium con un margine del 20% di sconto (a pagina 3) Un comunicato dell’Assessore ai Lavori Pubblici chiede spiegazioni per la chiusura del teatro di fronte al Ministero (a pagina 3) Arriva l’ufficialità del Ministero dell’Interno: la stazione verrà presidiata fino a settembre dai militari dell’esercito (a pagina 3) È stato ripulito nella giornata di lunedì lo storico monumeto della Tomba di Nerone. Da tempo era coperto di graffiti (a pagina 3) La mappa scritta di tutti i siti e le vie dove sono presenti campi nomadi, abusivi e non, nel XX Municipio (a pagina 3) TOR DI QUINTO TOMBA DI NERONE XX MUNICIPIO TOMBA DI NERONE CAPIRE LA MULTICULTURA, UN SABATO A LARGO SPERLONGA Un incontro a tu per tu con la comunità dei residenti stranieri in fondo a via Due Ponti Una veduta dei caseggiati di Largo Sperlonga, poco distante dal capolinea degli autobus Q uattro lunghi caseggiati, arrampicati su di una migliore: si festeggia, perché il giorno dopo non si collinetta, a ridosso l’uno dell’altro, tutti dello lavora. Ci accompagna Demetrio Ragudo Rafanan, stesso grigio, collegati da strette viuzze: così si Presidente della commissione speciale per l’immigraziopresenta dall’esterno il complesso residenziale di Largo ne e l’integrazione e mediazione sociale del XX Sperlonga. Ad entrarci, però, è tutt’altra cosa. Un pot- Municipio, componente della grande comunità filippina pourri di etnie, lingue, colori e odori. Si contano al suo che risiede in zona (non a caso Largo Sperlonga viene interno all’incirca 1600 persone, delle più disparate chiamata piazzale Manila). Sembra davvero un labirinprovenienze geografiche, gente venuta in to il complesso residenziale, con un sisteItalia in cerca di lavoro. Trovi cingalesi, ma di viottoli e scale a collegare i vari Qui abitano circa filippini, ucraini, moldavi e rumeni. A livelli, in un continuo salire e scendere. La 1600 persone di quanto pare non esiste solo l’american prima cosa a colpire è la presenza di così ogni parte del dream, ma anche quello italiano. Il lavotanta gente nelle aree comuni: quasi nesro che trovano, per lo più, è da muratori, mondo. Ci accompa- suno è in casa, lo vedi dalle finestre aperdomestici, camerieri, ma la sera, quando te. Tutti si riversano nei ristretti spazi che gna il presidente staccano e tornano a casa, Largo dovrebbero servire solo al passaggio. Il della Commissione Sperlonga comincia a brulicare di luci, perché, comunque, è di facile comprensioper l’immigrazione ne. In monolocali di 20-30 mq arrivano a voci, musica. Proprio il rumore, l’incessante vocio che a tratti si trasforma in vivere 4-5 persone, intere famiglie, dal del Municipio XX urla, è quanto si nota dalla strada, a pasnonno ai nipotini. «Gli affitti sono cari, sare accanto all’abitato, motivo, tra l’alpossono arrivare a 600 euro per poco più tro, di molte lamentale da parte del vicinato. Si tratta, di 20 mq» ci racconta Rafanan. Bisogna accontentarsi, a questo punto, di entrare, magari accompagnati da insomma, di qualche metro quadro a testa. Quello qualcuno, e vedere con occhi propri cose succede, dell’affitto è un vero problema, ci confessano diversi come vive la comunità di stranieri, come si relazionano stranieri dei quali, rotto il ghiaccio, abbiamo potuto fra loro. Il sabato, preferibilmente di sera, è il giorno raccogliere la testimonianza. I prezzi sono gonfiatissimi 2 (con costi al metro quadro da attico ai Parioli, per intenderci) e i motivi sono vari. Innanzitutto la domanda è alta: molti, soli in un paese straniero, desiderano stare vicino ai propri connazionali, spesso parenti. Inoltre non sembra proprio possibile per un immigrato, magari con problemi di documenti, trovare un affitto a prezzi ragionevoli. L’alternativa non c’è e ci si accontenta. «Molti di noi non hanno nemmeno il contratto di affitto» ci confida un filippino, che da più di dieci anni vive con la propria famiglia nello stesso monolocale, senza mai essere riuscito ad ottenere dal proprietario una firma su di un pezzo di carta. Al di là del senso di precarietà, non avere un contratto regolare significa, per l’affittuario, non poter accedere a tutta una serie di agevolazioni, come i contributi comunali, né poter ottenere il permesso di soggiorno ed il ricongiungimento familiare, per i quali si richiede, nella prassi, l’esibizione di un regolare contratto di affitto. La nostra presenza attira l’attenzione di molte persone, tutte interessate a dire la loro. Ad onor del vero, nonostante le difficoltà quotidiane, per lo più si dichiarano contenti della propria situazione e ci raccontano, così, del passato, dal quale spesso sono scappati, per poi svelarci i sogni per il futuro: vedere i propri figli integrarsi e realizzarsi. Una ragazza moldava, madre di due figlie, studentessa part time di lettere e filosofia, illustra i suoi progetti per i bambini di Largo Sperlonga: creare degli spazi per lo studio e le attività ricreative, garantire alla nuova generazione (i figli dei primi immigrati) la possibilità di ambire a lavori cui i genitori non hanno potuto aspirare. «Bisogna trasmettere ai nostri figli un messaggio importante, che non sono costretti a rimanere relegati ai margini della società, come spesso è successo ai loro padri e madri». Mentre parliamo ci raggiunge qualche grido, qualcuno ha già alzato il gomito e la situazione si anima. Tutti, però, sembrano abituati ed oltremodo esperti, ormai, nell’arte di evitare risse: si impara a convivere nonostante gli angusti spazi e le abissali differenze culturali. «Abbiamo dovuto imparare la tolleranza», ci dicono. Il risultato è un melange etnico che non può non destare stupore e che, forse, soltanto le tristi vicissitudini della vita da immigrato potevano realizzare. I VICINI RESIDENTI ITALIANI I residenti in zona, dirimpettai degli immigrati, non ce la fanno più, hanno esaurito la propria pazienza e scendono in strada contro il degrado sociale e ambientale in cui sarebbe precipitato Largo Sperlonga. In strada per manifestare tutta la propria esasperazione per non aver ottenuto alcun intervento da parte delle autorità competenti: nonostante le segnalazioni a via Biroli è di casa la prostituzione ad ogni ora del giorno, con via vai di clienti sulla pubblica via, in un contesto di totale carenza di igiene e decoro. «E’ bella Largo Sperlonga!», ricorda qualcuno, che vorrebbe arrestare il lento declino in cui si ritiene stia precipitando il quartiere. Sandro Saba w| TÇwÜxt atÜw|Ç| XX MUNICIPIO Il quotidiano romano “Il Tempo” ha pubblicato una interessante indagine sui campi nomadi abusivi e non dei municipi della capitale. Ecco le vie dove si trovano quelli del XX: Via Tiberina (camping, regolare), via Brembale, argine Tevere-Fornaci Mariani, argine Tevere-di fronte Centro Rai, argine Tevere-laboratori, via VitorchianoFlaminio, ponte di legno-Flaminio, via del Baiardo (irregolare), Ponte Milvio-Ponte Flaminio, via Capo Prati-Duca d'AostaPonte Milvio, via Tor di Quinto-Ponte Flaminio, via Gemona del Friuli, via Offanengo, via Santa Cornelia, via Riserva di Livia, viale Muricana-via Livinio, largo Ferraris IV, via Ischia di Castro, via Cerreto Laziale, via Imverigo, Stazione Labaro, Parco Insugherata, Gra-Castel Giubileo, via Flaminia-Centro Euclide, sottovia Foro Italico-Tor di Quinto, via Guido Banti, via Cassia Nuova-sottopasso via Oriolo Romano. Dal sito istituzionale del Municipio invece la notizia che, a seguito di numerose segnalazioni di cittadini relative alle “disastrate condizioni” del manto stradale di Via Alessandro Fleming, a causa delle radici dei pini, “l’amministrazione municipale provvederà ad effettuare i lavori di manutenzione non appena saranno disponibili i FARNESINA L’assessore ai Lavori Pubblici del XX Municipio, Marco Daniele Clarke, ci invia questo comunicato sulla situazione del Teatro in via del Ministero degli Affari Esteri. “La Direzione dell’Ente Regionale Laziodisu – informa Clarke - con atto unilaterale ha tolto ai cittadini del XX Municipio un teatro che costituiva un importante punto di riferimento culturale e artistico. Per circa un decennio il XX Municipio ha potuto usufruire di tale struttura teatrale. Fin dai tempi della Giunta Badaloni, fu stipulata una convenzione tra l’allora Adisu e l’allora XX Circoscrizione. Il Municipio ha utilizzato il teatro in modo continuativo per stagioni teatrali, laboratori teatrali, spettacoli, rassegne musicali, etc. Purtroppo, negli ultimi mesi, inopinatamente, la direzione di Laziodisu non ha voluto rinnovare la convenzione, sostenendo che, dato che erano in corso lavori di sistemazione del teatro interno della Sapienza, la struttura di Via del Ministero degli Esteri sarebbe servita per lezioni di un corso di laurea di quell’ateneo. Da informazioni raccolte si è poi venuti a sapere invece che Laziodisu sta utilizzando il teatro di Via del Ministero degli Affari Esteri pochissimo e soltanto per alcuni laboratori teatrali. In queste condizioni, l’Assessore alla Cultura del XX Municipio Marco Perina e l’Assessore ai LL.PP. del XX Municipio Marco Daniele Clarke hanno scritto una lettera al Presidente della Regione Lazio Marrazzo chiedendogli di intervenire nella vicenda”. Il circolo ANPI del XX municipio "Martiri de La Storta", appena costituito, ci invia un comunicato per l’inaugurazione della sua attività culturale alla Festa de L'Unità che si svolge dall'11 al 20 luglio al Parco della Pace di via Grottarossa a Roma con un cineforum sulla Resistenza. Venerdì 11: 'Una giornata particolare', di Ettore Scola, con la partecipazione di Ernesto Nassi, segretario provinciale dell'ANPI. Sabato 12: 'La vita è bella', di e con Roberto Benigni. Domenica 13: 'Tutti a casa' di Luigi Comencini, con la partecipazione del prof. Alessandro Portelli, Università La Sapienza, già consigliere delegato del Sindaco di Roma per la tutela e la valorizzazione delle memorie storiche della città. Venerdì 18: proiezione del reportage di Repubblica TV 'Roma, viaggio nell'estrema destra', con la partecipazione degli autori Valeria Teodonio e Fabio Tonacci. Sabato 19: 'Cari fottutissimi amici', di Mario Monicelli. Domenica 20: 'C'eravamo tanto amati' di Ettore Scola. Programma, info e contatti: www.anpiromaxx.blogspot.com [email protected] GROTTAROSSA TOMBA DI NERONE/ CASSIA ANTICA Una buona notizia arriva dal Parco Caduti sul Fronte Russo: è stata completamente ripulita dalle scritte e dai graffiti il monumento della Tomba di Nerone, che da il nome alla zona. Difficile l’opera di ripulitura dal momento che le vernici erano già penetrate nel travertino su entrambi i lati. Altra zona, altra notiza: addio parcheggi per una parte di residenti di via Cassia antica. Nel tratto compreso tra via Sutri e Piazza dei Giochi Delfici partiranno dei lavori di manutenzione del manto stradale che impediranno, nella fascia oraria tra le 22 e le 6 del TOR DI QUINTO mattino, alle macchine di parcheggiare su entrambi i lati della carreggiata. È ufficiale: di notte la stazione di Tor di Quinto verrà pattugliata dall’esercito. Lo ha deciso il ministro dell’Interno Roberto Maroni su richiesta di Gianni Alemanno: "Il sindaco di Roma mi ha chiesto di mettere una vigilanza nel luogo in cui venne uccisa la signora Reggiani – ha spiegato alla stampa Maroni -. Presto in quel luogo ci sarà un dispositivo di videosorveglianza che partirà non prima di settembre, ma nel frattempo nelle ore notturne ci sarà un pattugliamento". Una notizia curiosa invece arriva dalle vicinanze: a Ponte Milvio è arrivato Batman. Prima della data di uscita nelle sale cinematografiche del sequel del famoso film del supereroe mascherato, è aperto per i fan un grande stand a lato della torretta Valadier. La mostra è stata visitata già da migliaia di appassionati e curiosi per ammirare con i propri occhi i costumi di scena originali e la motocicletta. Per i più interessati c'è anche l'opportunità di vedere sui maxi schermi allestiti il trailer del film, qualche curiosità e, come se non bastasse, è possibile avere in omaggio cartoline e spille del supereroe. CORSO FRANCIA/FORO ITALICO La Fondazione Musica per Roma, attraverso un comunicato stampa, lancia un’iniziativa valida per tutti gli eventi della prossima stagione: uno sconto del 20% su ogni biglietto acquistato fino a un mese prima del giorno dello spettacolo. Da oggi e fino al 31 luglio sarà dunque possibile usufruire dello sconto per gli eventi nel cartellone di settembre. Imperdibile, il 7 settembre, il concerto del giovane pianista Giovanni Allevi, che inaugurerà la stagione musicale dell’Auditorium. E’ la prima volta in Italia che, al posto del diritto di prevendita (ormai abolito in Auditorium), viene praticato uno sconto a favore di chi acquista in anticipo i ticket. Se l’esperimento avrà successo, verrà replicato nel corso delle prossime stagioni. Al Foro Italico torna invece, come ogni anno “Cineporto”, il noto appuntamento con il cinema estivo, all’aperto. Tanti i film proposti dal panorama soprattutto italiano in via Antonino San Giuliano, dentro la kermesse Estate Romana. 3 TOMBA DI NERONE VIA MASTRIGLI: IN “CANTIERE” UN ALTRO SOPRALLUOGO SUL POSTO Il Consiglio del Municipio ha approvato un incontro per coordinare un intervento su tutti i fronti Il sopralluogo a via Mastrigli del Presidente Giacomini e dell’Assessore Comunale all’Ambiente De Lillo dello scorso 4 luglio è stato seguito dal lavoro svolto in sede municipale. Nella mattinata di venerdì 11 luglio, infatti, si è riunito il Consiglio del Municipio XX, che ha approvato una risoluzione riguardante proprio il degrado dell’ormai famosa stradina di via Cassia all’altezza dell’ospedale Villa San Pietro. Prima di procedere alla discussione intorno alla risoluzione, un rappresentante del Comitato Cittadino Villaggio dei Cronisti ha preso la parola per ringra- ziare il Municipio del suo impegno. Il Comitato ha sottolineato la pericolosità rappresentata dalle bombole di gas per uso domestico all’interno del residence che ospita centinaia di inquilini stipati in piccoli “loculi” di poche decine di metri quadrati. Gli abitanti della zona, preoccupati, chiedono quindi il completamento della bonifica dell’area nella quale è situato il parcheggio e la verifica dell’abitabilità degli appartamenti dello stabile al civico 15 c – il famoso condominio. Il dibattito in aula si è rivelato piuttosto acceso: repentini botta e risposta fra esponenti della maggioranza e dell’opposizione hanno accompa- Il parcheggio dell’ormai noto“Residence” al fondo di via Mastrigli 4 gnato alcuni interventi nei quali la retorica ha fatto da padrona. Non è mancata di certo la polemica, con reciproche accuse di negligenza e sospetti di favoritismo, attribuzione di meriti ed errori passati. Singolare è stata la diatriba portata avanti da alcune Commissioni Municipali che protestavano per non essere state chiamate in causa nella stesura della risoluzione. Trovare un rimedio ai problemi di via Mastrigli, evidentemente, è un argomento a cui tengono proprio tutti. Comunque, l’impegno dell’amministrazione municipale continua: dopo aver convocato sul posto l’Assessore competente e il Direttore del Dipartimento X del Comune, il prossimo passo dovrebbe essere un ulteriore sopralluogo alla presenza di alcuni enti pubblici. La risoluzione prevede l’impegno del Presidente del Municipio a coordinare un incontro congiunto sul posto con ASL, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco e UOT. Lo scopo è quello di verificare con gli uffici competenti le particolari condizioni del residence nonché il degrado rappresentato dall’ampio parcheggio che cela sotto di sé cumuli di rifiuti. Rifiuti dei quali inoltre non si conosce la natura e quindi neanche la reale pericolosità. “Stiamo aspettando i risultati dei carotaggi effettuati per capire che tipo di spazzatura ci sia là sotto e conoscere l’entità del danno ambientale. Non è detto quindi che ci siano rifiuti speciali” ha assicurato il Presidente Giacomini in Consiglio. Il capogruppo del PD al Municipio, il Consigliere Sterpa, ha voluto rinnovare la speranza che a via Mastrigli si facciano le cose per bene: il lavoro delle istituzioni deve essere un’occasione per riqualificare la zona, acquisendo la struttura a patrimonio comunale per evitare il ripetersi della situazione attuale. L’intervento del capogruppo PD si è concluso con l’auspicio di un prossimo consiglio straordinario direttamente sul posto, condotto seriamente e con tutti gli interlocutori istituzionali. Il sopralluogo è stato approvato dall’unanimità del Consiglio; ora si deve attendere solo il 10 agosto, termine ultimo previsto, e vedere quali saranno i prossimi sviluppi. Gabriele Marchese XX MUNICIPIO LA COMMISSIONE PER LE PARI OPPORTUNITÀ: UNA SFIDA DA VINCERE Il Presidente Brunella e i diversi progetti per migliorare la qualità della vita dei soggetti più deboli L a Commissione Pari Opportunità, ha il compito di agire, in accordo con il Ministero omonimo e con il la giunta comunale, per far sì che i soggetti più deboli presenti sul territorio di competenza, possano godere di uguali trattamenti. Donne, bambini, anziani e disabili. Queste sono per lo più le classi sociali a cui la suddetta commissione si rivolge. Ma come agisce nel concreto quella del XX municipio di Roma, cioè del nostro territorio? Per rispondere a questa domanda abbiamo intervistato la dott.ssa Rita Brunella, da poco insediatasi alla presidenza della Commissione, che ha accettato di esporre il programma, gli obiettivi e i progetti che tenteranno di mettere in atto durante questa legislatura. Partendo dagli obiettivi, la dott.ssa Brunella afferma che quello che si prefigge la Commissione Pari Opportunità è “impegnarsi, con il coinvolgimento della Giunta, ad elaborare entro due anni un piano d’azione volto a favorire la Parità nel nostro territorio ed ad attuarlo, programmando incontri con gli organismi territoriali ritenuti interessanti per la rilevazione delle differenze in ambito sociale, come già evidenziato da una delibera del Consiglio Municipale del 17 gennaio 2008. Bisognerà quindi trovare un accordo soddisfacente con le associazioni e le organizzazioni al fine di tutelare al meglio le categorie.” PROSTITUZIONE Una delle priorità della Commissione, spiega, sarà “la lotta serrata alla prostituzione specialmente quella minorile, non come condanna, ma bensì come rimedio alla piaga che rende schiave le donne indifese attraverso una civile riorganizzazione delle loro condizioni. Seguirà quindi la tutela della, maternità e la difesa della vita e della sua qualità” intesa come condizioni sociali migliori per quelle fasce della popolazione che vivono in indigenza e difficoltà. ANZIANI Gli anziani poi “sono una categoria che va tutelata. Noi cercheremo di farlo, cogliendone le esigenze, cercando di dar loro maggior assistenza, mettendoli in condizione di avere una vita più dignitosa” DISABILI C’è inoltre la categoria dei disabili, che merita particolare attenzione. “Infatti - spiega la Brunella - il tema dei disabili rientra nella categoria delle diversità in ambito sociale da programmare come sfida per il futuro immediato, per aiutare quella vasta fascia della popolazione che convive con il problema. La sfida è ardua, ma non impossibile e potremo iniziare a incontrare le varie associazioni e le categorie che possano illustrarci le problematiche che incontrano. Si tratterà di riprendere un lavoro già iniziato dalla precedente legislatura del centrodestra e poi lasciato in naftalina a causa della sconfitta politica del 2005”. Ma tra tutti questi temi c'è n'è uno particolarmente caro al Presidente Brunella ed è quello delle mamme. MAMME A questo proposito l'8 aprile di quest'anno, è stata elaborata una relazione dalla presidente Brunella, denominata “Proposta delle donne azzurre per Roma” in cui si Sopra, il presidente della Commissione Pari Opportuità del XX Municipio. Sotto, la sede istituzionale in via Sabotino, 4 evidenziano due fattori: l'indice basso di natalità e le difficoltà delle mamme di oggi. I due temi sono uniti e vanno affrontati insieme. Per questo motivo una delle prime proposte che verrà sottoposta al sindaco Alemanno, sarà “di adibire, strutture già esistenti e in disuso, ad asili nido e centri di ricreazione. Roma è piena di posti inutilizzati ed è opportuno rendere attivi questi luoghi anche per evitare di sprecare denaro pubblico, costruendone di nuovi”. Le basi per un progetto funzionale alle esigenze del cittadino ci sono. La speranza è che ci sia una collaborazione proficua tra Campidoglio e Commissione, perchè solo così le parole si trasformeranno in fatti. Davide Luciani 5 METEO: NON C’È UN BEL “CLIMA” TRA GLI UOMINI E IL PIANETA Intervista al Col. Alfio Giuffrida del Centro di Meteorologia e Climatologia Aeronautica Quest’anno il caldo è iniziato molto presto. Dopo un maggio fortemente piovoso, appena iniziato giugno, il cielo si è fatto sereno e le persone si sono avventurate in città, sperando di vedere i monumenti senza un caldo eccessivo. È bastato tuttavia qualche giorno di bel tempo e tutti si sono dovuti ricredere. Le temperature erano già diventate afose e le città, su tutta la penisola, non erano più un luogo dove passeggiare senza sentire una forte sensazione di disagio. A Luglio le temperature sono aumentate ancora, in alcune località hanno addirittura superato i valori record degli ultimi 50 anni. Ci chiediamo se è una cosa normale oppure il clima sta veramente cambiando in modo irreversibile. Per avere una risposta abbiamo chiesto il parere di un esperto, il Colonnello Alfio Giuffrida, Vice Direttore del Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica di Pratica di Mare. Colonnello è vero che il clima sta cambiando ed andremo incontro ad estati sempre più calde? “I cambiamenti climatici veri e propri, quelli cioè irreversibili, avvengono su tempi molto lunghi, diciamo dell’ ordine dei secoli. Visto che le misurazioni ufficiali dei parametri meteorologici sono iniziate meno di due secoli fa, è ben difficile che possiamo misurale con i pochi dati L’ Europa vista dal satellite geostazionario Meteosat 9. Foto del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare a nostra disposizione. Quelle che noi vediamo sono solo delle oscillazioni. Negli anni ’90 c’è stato un forte aumen- meno di un grado”. dove l’ ambiente è pieno di palazzi, il vento è debole e l’ to, diciamo di 4 o 5 gradi. Ora la crescita è un po’ meno Eppure in città non si può proprio stare, si fa fatica afa si fa sentire di più. L’ anno più tragico è stato il 2003, evidente”. anche a respirare. quando in Francia sono morte un gran numero di persone Ma allora il riscaldamento del clima di cui “Questo dipende da un insieme di fattori, a causa di problemi respiratori, dovuti alle temperature “Il riscaldamento si parla tanto, non è un processo così principalmente la temperature, l’umidità ed il elevate, anche se non eccezionali, ma con una umidità ambientale è una rapido? vento. In Africa settentrionale sono frequenti molto alta. Anche in Italia, quell’ anno ci sono state “Il riscaldamento ambientale di cui si parla tendenza in atto, ma temperature molto elevate, anche superiori a parecchie vittime”. tanto, quello per intenderci dovuto ai gas quando facciamo 50 gradi centigradi, eppure non muore nes- Possiamo dare qualche consiglio alle persone, per comad effetto serra, è un andamento delle tem- delle medie su tutto il suno. Questo perché il nostro organismo è battere l’afa? perature, registrato su un periodo molto mondo le differenze dotato di mezzi di difesa contro il caldo. “Certo, anzitutto esporsi direttamente ai raggi solari solo lungo. Diciamo che dall’inizio alla fine del se necessario, altrimenti cercare di stare all’ ombra quanQuando la temperatura esterna è alta, il sono molto piccole, corpo comincia a sudare e questo raffredda to più è possibile. Poi vestire con abiti chiari, che riflettono ventesimo secolo, le temperature medie, meno di un grado” la temperatura interna. Tuttavia se l’ umidità i raggi solari anzichè assorbirli, ed infine bere molto, permisurate su tutto il globo, sono aumentate di poco più di mezzo grado. Questo ci relativa è alta, la sudorazione non può avve- ché sudando si perdono molti liquidi, ed il nostro corpo, dice che è in atto una tendenza in aumento che per la maggior parte è costituito di acqua, ha bisogno nire perché non può disperdersi nell’ delle temperature ma, come vede, quando facciamo delle ambiente esterno, e noi cominciamo a soffrire. Se c’ è un di bere per non disidratarsi”. medie su tutto il mondo, le differenze sono molto piccole, po’ di vento, questo aiuta la sudorazione, ma in città, Alessandra Loffredi Per la vostra pubblicità su potete contattarci 6 334 6120369 SUTRI QUELLA VIA CASSIA CHE NON TUTTI CONOSCONO: ROTTA VERSO SUTRI Un tuffo nell’ antica civiltà del borgo etrusco tra storia, vecchi miti e affascinanti leggende L a giornata è una di quelle che invoglia alla scampagnata, sole, caldo e un leggero venticello, decidiamo quindi di partire per la Tuscia meridionale, nel viterbese, per un po’di svago e la consueta gita fuori porta. Finita la Cassia a quattro corsie, proseguiamo sulla stessa in direzione di Viterbo, ma dopo pochi minuti ecco che all’improvviso il contesto vegetativo cambia improvvisamente. Le colline spoglie, con i pochi alberi disseminati lasciano il posto ad una folta e rigogliosa vegetazione, troppo intensa; ai lati della storica consolare ritornano i pini secolari caratteristici del paesaggio romano, il clima ne risente anche, ed un cartello indicatore ci preavvisa: Welcome to Sutri. Sutri, è un piccolo comune arroccato dentro una altrettanto piccola fortezza medioevale che ormai non riesce più a contenere i seimila abitanti, che qui, vi si sono stabiliti ad appena 50 km dalla città eterna. Le sue origini sono antichissime, lo testimoniano le tracce visibili del suo passato: un anfiteatro romano completamente scavato in un tufo, che a prima vista sembrerebbe roccia, una necropoli sempre etrusca formata da decine di tombe, mura etrusche avvicendate dalle medievali, un mitreo che incorpora una chiesa pagana poi convertita in cristiana, un Duomo….Il nome deriva da Saturno, per i romani dio delle messi e protettore dei campi, in etrusco Sutrinas o Suthrina, da cui deriva il nome e lo stemma di Sutri, Saturno a cavallo con un fascio di spighe in mano, non poteva essere altrimenti. Presa dai Romani la chiamarono Sutrium. Gli etruschi la scelsero per la verde vallata ricca di sorgenti d’acqua, ma nella contesa con i romani, ebbero la peggio, la città fu espugnata, e conquistata; gli abitanti scapparono e si rifugiarono nella Selva Cimina, temuta poiché, secondo la leggenda, sarebbe stata un labirinto mortale abitato da esseri malvagi. I romani, come gli antichi greci, credevano che le fitte e impenetrabili foreste, come quelle a ridosso dell’anfiteatro, fossero le dimore delle ninfe, fanciulle bellissime, personificazione della natura benefica, che vivevano alle sorgenti dei fiumi e nei boschi; importunarle era ritenuto un atto funesto poiché sedevano nel consiglio degli Dei. Se ciò è vero, qui il luogo è appropriato, qualche ninfa dovrà esserci sicuramente. Indro Montanelli, una volta scrisse degli etruschi “…erano gente che prendeva la vita dal lato più piacevole; e per questo, alla fine, contro i più inflessibili e austeri Romani, persero la guerra”. Se resti e monumenti dell’epoca etrusca non mancano, del periodo medievale restano il rifacimento di parte delle mura della cittadina, le porte e qualche torrione attestanti una naturale propensione per la difesa militare e prova dell’importanza strategica avuta. Dalla Cassia una ripida salita ci porta direttamente al centro abitato. La Piazza del Comune, con al centro una bella fontana e a sinistra il palazzo comunale nel quale sono custoditi marmi etruschi, romani e medievali. Attraversiamo la porta vecchia vero varco per l’accesso alla contenuta fortezza, troviamo torri circolari e angolate di impronta tardo medioevale, qualche gruppetto di Sopra, un’immagine del parco antistante la foresta di Sutri. Sotto, alcune rovine romane visitatori qua e là, famiglie in vacanza e turisti di passaggio. L’abitato conserva resti della cinta muraria medievale con spalti cinquecenteschi; piccole abitazioni incastonate una all’altra, frammenti di storia sparsi per strette viuzze, che l’attraversano come sentieri, memorie, segni e tracce di un passato ancora vivo. Sotto una leggera pioggerellina visitiamo l’anfiteatro, tra i versi delle cicale e un silenzio piacevole, un colosseo in miniatura, a cielo aperto, di forma ellittica, ben tenuto e custodito; l’ingresso è gratuito, ci chiedono solo una firma su un registro di presenza. Tutto lo spazio antistante è stato trasformato in un verde parco con un prato erboso, talmente ampio che si potrebbe organizzare un incontro di rugby e ci sarebbe spazio anche per gli spalti. Una curiosità: gli etruschi furono i primi a dotarsi, costruendola ex novo e con una forma rimasta quasi inalterata fino ad oggi, della forchetta a forma classica con i quattro denti ricurvi, - ne sono state rinvenute tante – piccolo particolare che dimostra come fossero attenti alle comodità, alla convivialità e ai banchetti. In fondo anche noi non siamo poi cambiati molto, da allora. Salvatore Ferrara 7 Qui Formello Qui Trigoria Mancini: divorzio consensuale Lazio 2009: fuga di campioni Il brasiliano passa all’Inter senza rimpianti L’affare più importante del mercato romanista è andato in porto: Mancini all’Inter. Con buona pace della società, che aveva bisogno di fare cassa per raggiungere i suoi obiettivi, e del giocatore, sul piede di partenza già da molto tempo. Ma coloro che ultimamente lo hanno osservato ciondolare in campo senza scopo, senza forze e senza carattere forse ha momentaneamente dimenticato i momenti di gloria del Mancini giallorosso. Il centrocampista era arrivato in Italia dall’Atletico Mineiro, con il sogno di giocare al fianco di Totti, dopo aver trascorso un anno in prestito al Venezia, anno in cui l’allenatore Bellotto ha messo a dura prova le qualità tecniche del giocatore, che non riusciva ad esprimersi. Quando dopo un anno, nel 2003, la Roma ha riscattato il suo cartellino, Amantino aveva già capito che era giunto il suo momento: il “Pendolino” Cafu aveva abbandonato tra i fischi i tifosi giallorossi e rimaneva un grande vuoto nel campo, che proprio il brasiliano era destinato a dover colmare. E’ iniziato così il primo periodo d’oro in cui Mancini è riuscito a conquistare il cuore della curva, segnando un memorabile gol di tacco nel derby con la Lazio. Negli anni 2004-2005, il giocatore comincia ad afflosciarsi come un soufflé e si parla con insistenza di una sua cessione alla Juventus, guidata in panchina In alto, Amantino Mancini, 28 anni, passato all’ Inter, dopo cinque stagioni in giallorosso. In basso, Adrian Mutu, 29 anni, obiettivo di mercato della Roma da Capello, l’allenatore che lo aveva lanciato. Sarà l’imposizione del nuovo allenatore, Luciano Spalletti, a bloccare il trasferimento e a riaccendere la miccia a un Mancini capace di grandi cose, ma solo se fortemente spronato e motivato. Molti ricorderanno la partita di Champions contro il Lione, nella stagione 2006/2007, in cui Amantino si esibì in una danza davanti alla porta avversaria, dopo un contropiede avviato dal capitano, terminata con un gol spettacolare. In tutto Mancini lascia la Roma appuntando sul suo curriculum 220 presenze in maglia giallorossa, impreziosite da 59 gol, due Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Ora il club della capitale non ha tempo però di abbandonarsi a sentimentalismi, perché c’è da piazzare i 13 milioni ricavati dalla vendita all’Inter del brasiliano, per acquistare un giocatore che sia all’altezza degli obiettivi e delle sfide che la prossima stagione impone. Così Mutu è sempre il numero uno nella lista degli acquisti, ma ora spuntano, oltre a Baptista e Di Natale, anche le possibilità Quagliarella e Iaquinta. Giorgia Del Cupola 8 Ledesma e Pandev non vogliono rinnovare Cristian Ledesma, 26 anni, e Goran Pandev, 25 anni, minacciano di non rinnovare il contratto l’anno prossimo L a gestione di Lotito ha sempre avuto una caratteristica: quella di portare i tifosi ad innamorarsi di giocatori, inizialmente poco conosciuti e spesso circondati da molte perplessità, che però poi si rivelavano migliori di quello che si pensava. Quando però questi giocatori diventano importanti per la squadra, ma soprattutto importanti per i tifosi, ecco che arrivano alcune dichiarazioni a sconvolgere l’ambiente. Ledesma e Pandev, ormai idoli della nord e punti fermi della squadra, sono in via di rottura con la squadra, ma soprattutto con la dirigenza. Il motivo sta nel fatto che se Lotito quest’anno, in sede di calciomercato, si è mosso in anticipo rispetto agli anni precedenti, non ha fatto lo stesso per i rinnovi contrattuali. E i casi Rocchi e Behrami ne sono l’esempio lampante, con il primo rimasto solo per attaccamento alla maglia, e il secondo perso a parametro zero per incomprensioni con il suo procuratore. Insomma, l’idea è che il presidente sembra sapersi concentrarsi solo su una cosa alla volta, trascurandone delle altre. E forse è proprio questo quello che sente Ledesma, di essere stato trascurato. L’ormai italianizzato centrocampista aveva chiesto un adeguamento contrattuale, ponendo il seguente ultimatum: «O rinnovo entro l’inizio del ritiro, o non lo farò mai più». Ma per tutta risposta, Lotito ha fornito dichiarazioni dalle quali si è evinto che il rinnovo del giocatore in quel momento non era considerato una priorità. E così, quando è stato fissato il nuovo appuntamento, visto lo slittamento del precedente, il presidente si è sentito rispondere no grazie. In settimana, sono arrivate parole incoraggianti da parte del procuratore dell’argentino, che ha garantito che Ledesma resterà biancoceleste, ma sembrano più che altro frasi di circostanza. La situazione rimane quindi molto delicata. Anche Pandev, pure lui alla ricerca di un adeguamento di stipendio, ha gelato i tifosi laziali minacciando di lasciare la squadra alla fine della prossima stagione. Se per il macedone sembra esserci la possibilità di trovare un accordo, non sembra altrettanto per il centrocampista e questo malumore si ripercuote sui tifosi che sono i primi ad accusare il colpo. L’entusiasmo, dimostrato dai già quasi 5000 tifosi che hanno sottoscritto la tessera per la prossima stagione, potrebbe quindi raffreddarsi, anche perchè in molti immaginano un’annata non all’altezza delle precedenti per i due calciatori, probabilmente demotivati dalle questioni contrattuali. L’affetto dei tifosi viene così un’altra volta tradito e continuano a tornare gli incubi di una gestione che lascia se non altro perplessi. E allora la domanda sorge spontanea: ma bisogna per forza arrivare fino all’ultimo minuto per i rinnovi? Valerio Maucci CALCIO Marcello Lippi: la nuova Nazionale sta già prendendo forma Puntare sui giovani e ritrovare le motivazioni: questi gli ingredienti per tornare a vincere “M i dispiace che un calcio di rigore abbia determinato questa situazione”. Con questo commento, Roberto Donadoni, amareggiato, quasi incredulo, si era presentato in conferenza stampa dopo l’annuncio del suo esonero. In realtà, non è stato solo questo il motivo che ha spinto la federazione verso questa difficile decisione. Le lacune di gioco evidenziate dalla squadra durante tutto l’arco dell’Europeo, hanno sollevato innumerevoli polemiche, che poi sono scoppiate definitivamente dopo la partita persa contro la Spagna, che ha sancito l’eliminazione dell’Italia. Sotto accusa, l’incapacità di Donadoni di confermare il gioco spettacolare ed offensivo messo in mostra nelle qualificazioni. L’allenatore ha infatti stravolto improvvisamente l’atteggiamento tattico dopo la disfatta olandese e ha adottato un modulo sempre più difensivo di partita in partita, fino a trasformarsi nel catenaccio assai poco onorevole contro la Spagna. Inoltre la scelta dei convocati ha lasciato a desiderare, con una difesa mai così perforata e un attacco mai così inconcludente. Ha lasciato perplessi soprattutto la decisione di non portare uomini d’area come Inzaghi e Iaquinta, e di chiamare invece Borriello, per poi fargli fare da spettatore, nonostante la scarsa vena di Toni. Questo ed altro, hanno convinto il presidente Abete che fosse arrivato il momento di cambiare, dando così il via al “toto - alle- Nella foto grande, Marcello Lippi, 60 anni, tornato alla guida della Nazionale. A sinistra e a destra, Santacroce e Montolivo, due possibili innesti per l’Italia del futuro natori”, con il quale i media sportivi si sono sbizzarriti, indicando ogni giorno un candidato diverso per la panchina. Alla fine, è tornato a sorpresa Marcello Lippi, l’eroe delle notti magiche di Berlino. Dopo un anno di riposo, l’allenatore più famoso del calcio italiano ha deciso di riabbracciare di nuovo la causa azzurra e nel poco tempo trascorso dalla sua rinomina, ha già risollevato l’ambiente. Ma aldilà dell’ovazione che ha accompagnato il suo ritorno, rimane la curiosità di chiedersi quali miglioramenti adotterà per rendere l’Italia competitiva per i prossimi mondiali. Innanzitutto Lippi dovrà restituire compattezza tattica alla squadra, apparsa troppe volte in affanno, soprattutto in difesa, e poi ridare morale e motivazioni ai singoli giocatori. Di sicuro, come si è evinto dalle parole dell’allenatore, la sua seconda gestione sarà all’insegna del cambiamento. Nella nuova Italia, infatti, ci sarà spazio per alcuni elementi della vecchia guardia, ma si punterà soprattutto sui giovani. Una strategia, questa, resa necessaria dalla scarsa condizione evidenziata da alcuni elementi cardine della Nazionale campione del mondo, come Gattuso, Toni e Zambrotta. In questo nuovo progetto rientra sicuramente Cassano, tornato finalmente il talento di un tempo, che è stato uno dei pochi a salvarsi nell’Europeo e che è stato utilizzato poco e male da Donadoni. Insieme a lui, largo ai volti nuovi soprattutto in difesa, dove, a parte la probabile conferma di Cannavaro, bisognerà rifondare interamente. Un punto fermo per il futuro è senz’altro Chiellini, giocatore migliorato tantissimo, fino a raggiungere la definitiva maturità dimostrando sicurezza e personalità anche nell’Europeo. Insieme a lui, si attende l’esplosione nel prossimo campionato di qualche giovane promessa, come per esempio Santacroce del Napoli, appena ventenne ma già stella dell’Under 21, autore di un ottimo debutto in serie A l’anno scorso ed eventualmente pronto per la grande occasione. Il centrocampo, è invece il reparto dove ci sono più alternative, con Aquilani e Montolivo ormai avviati a conquistarsi il posto da titolari fissi accanto a Pirlo. In attacco, invece, regna la totale incertezza. Non si sa ancora infatti se Lippi punterà ancora su Toni, nonostante i 31 anni e l’Europeo disastroso, oppure proverà a dare spazio anche ad altri. La verità è che il reparto avanzato per ora non dispone di giocatori all’altezza di sostituire il gigante del Bayern; Borriello, che nell’Europeo è rimasto a guardare, magari con Lippi potrebbe trovare più spazio. Il sostituto più adatto, anche in prospettiva futura, sarebbe Gilardino, anche se tutto dipenderà dalla sua esperienza in maglia viola, dove l’attaccante tenterà di dimenticare le stagioni deludenti col Milan e ritornare il bomber devastante di Parma. L’altra alternativa è Acquafresca, reduce da una stagione esaltante con la maglia del Cagliari, ma considerato ancora troppo acerbo per i grandi palcoscenici. Infine un punto interrogativo è rappresentato dall’italo-brasiliano Amauri, fresco acquisto della Juventus, mai tenuto in considerazione dalla “Selecao”, e quindi disponibile a una chiamata azzurra. Insieme alle possibili facce nuove, si parla invece di due clamorosi ritorni: quelli di Nesta e Totti. Niente di concreto per quanto riguarda il primo, mentre il capitano romanista, appena appresa la notizia del ritorno di Lippi, ha espresso la sua volontà di tornare nel gruppo. L’ultima parola spetterà al CT, che avrà modo di valutare e sciogliere ogni dubbio alla fine delle vacanze, periodo in cui l’Italia dovrà misurarsi con le qualificazioni per i prossimi mondiali. Riccardo Tucci 9 MOTORI Un motomondiale mai così divertente, “cala” il tris d’assi Rossi, Pedrosa e Stoner in una sfida emozionante per la corsa al titolo: chi la spunterà? La rocambolesca caduta di Dani Pedrosa, già in fuga al quinto giro del moto Gp di Germania, è l’emblema dell’incertezza che regna sovrana su un campionato che sta emozionando tutti gli appassionati, con uno scontro al vertice che non si vedeva da anni. Valentino Rossi con 187 punti, Daniel Pedrosa a quota 171 e poco distante Casey Stoner a 167: ecco i magnifici tre che, classifica alla mano, si contenderanno fino all’ultima derapata la vittoria finale. Honda, Yamaha e la italica Ducati si affidano alle prestazioni dei loro centauri per definire anche in questa stagione una nuova supremazia e ristabilire le gerarchie tra le case costruttrici. Uno scenario inedito quello della sfida a tre. Basti pensare agli anni passati che hanno sempre visto duellare con reali chance di vittoria al massimo due piloti. Negli ultimi sei anni poi sono andati in scena differenti dualismi caratterizzati però da un comune denominatore: la presenza di Valentino. E così dopo i combattimenti su pista con lo spagnolo Gibernau si è passati alla rivalità Rossi-Hayden fino alla piacevole sorpresa della Ducati e del suo cangurino Stone. Ma veniamo al presente e cerchiamo di tracciare un breve identikit dei tre campio- 10 L’australiano Casey Stoner, in sella alla Ducati, insegue Rossi dal terzo posto ni che si stanno dando battaglia a colpi di gas. Cominciamo dallo spagnolo in sella alla Honda caduto rovinosamente nell’acquaplaning della pista del Sachsring. Per tutti coloro sintonizzati davanti alla Tv domenica scorsa i primi 4 giri dell’iberico, peraltro poco avvezzo alla pioggia, somigliavano tanto al preludio di una gara perfetta. Due secondi netti al giro: questo il distacco che nelle battute iniziali Pedrosa stava incrementando nei confronti dei suoi inseguitori. Poi quella brusca frenata in fondo al rettilineo, che lo ha fatto schiantare al suolo. Nelle prime gare però, grazie ad una moto affidabile e alla linearità delle sue prestazioni, Pedrosa si era portato agilmente in testa al mondiale. Pilota concreto, cinico, mai fuori dalle righe, ha fatto della costanza il suo punto di forza. Ora questo incidente lo rimette in discussione, ma talento e potenzialità della moto sono dalla sua parte. Passiamo a Valentino. Il suo handicap maggiore, al momento, sembra essere legato alla scarsa attitudine mostrata in qualifica. Il ragazzo di Tavullia in gara è capace di superare chiunque, ma partire dalla terza fila lo costringe a rimonte che ne alterano la gara rendendo più difficile raggiungere la testa della corsa. Anche nelle partenze, suo storico tallone d’Achille, i progressi sono evidenti. Se la moto va e si migliorano gli assetti con le nuove Bridgestone è ancora lui il favorito numero 1. Poi c’è il canguro mannaro: Stoner. Il pilota Ducati ha spazzato via tutte le ombre addensate sulla moto italiana vincendo gli ultimi tre Gran Premi. La rossa è veloce in maniera innaturale e sembra aver risolto i problemi di assetto sorti a inizio anno. Questo pilota emerso lo scorso anno poi tanto male non è se ha la freddezza di un veterano nel tener testa a un decano come Rossi. Le sue quotazioni sono in forte ascesa anche perché è pur sempre il campione in carica e la voglia di ripetersi è tanta. Francesco Buosi AL CINEMA a cura di f|ÅÉÇx UÜtvv| (redazione www.filmforlife.org) SPECIALE a cura di XwÉtÜwÉ YÜtwxtÇ| HANEKE: GIOCO AL MASSACRO VOL.2 LUGLIO SUONA BENE CON MAX GAZZÈ Funny Games è metafora di violenza che pervade la "noiosa" calma All’Auditorium, torna in grande stile il “sommelier della musica” Raccontare una storia significa metterla a disposizione di chi guarda e coinvolgerlo nel meccanismo delle parti. Questo è “metacinema” e vuol dire partecipare con gli occhi all’evento, senza poter intervenire secondo coscienza. Su questo assunto si basa Funny Games, delirante racconto di un normale giorno di follia. Il film già diretto da Michael Haneke nel 1997 è stato rigirato interamente scena per scena sul suolo americano, dallo stesso regista ma con interpreti hollywoodiani (Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt e Brady Corbet). Il riscontro in sala c’è stato, ma non quanto si sarebbe voluto. Perché Funny Games è un’opera disturbante che soffoca lo spettatore e lo tiene in ostaggio; tutto un altro livello rispetto allo squallido Hostel. In un giorno qualunque due ragazzi vestiti da golf s’infilano in una villetta al mare. Il pretesto sono delle uova, lo scopo seviziare e torturare padre, madre e figlio (cane annesso) in un brutale “gioco” al massacro tanto inutile quanto crudele. Questo è in fondo l’assunto del film, la violenza ingiustificata messa in atto, la noia borghese che diventa spaccato del malessere contemporaneo, la rabbia sfogata in sadismo che diviene divertissement: un “gioco divertente” appunto. E basta. L’effetto che lascia nelle viscere usciti dalla sala è incarnato dalla domanda senza risposta su quanto effimera sia la redenzione. Il Funny Games odierno, praticamente identico all’originale, che già offriva una varietà di possibili letture, si fa ancora più stratificato e perverso. L’utilizzo contrapposto di elementi di rottura, dalla cavalleria rusticana di Mascagni a John Zorn che irrompe sui titoli di testa è sintomo della quiete prima della tempesta ben rappresentata dal sorriso innocente dell’ignaro bambino. La critica alla società dello spettacolo non è mai stata così feroce, il senso di fastidio, disgusto e impotenza che il regista suscita nelle sue scene più forti, inquadrate con la calma statica di chi è intrappolato nell’obiettivo, vuole scuotere le coscienze, dimostrando come il male puro possa nascondersi nelle case di tutti, apparentemente dietro facce pulite e cordiali. Non c’è dunque da stupirsi di quello che sentiamo costantemente nei Tg, Haneke ce lo mostra chiaro e tondo senza fare sconti nella sua reiterazione della crudeltà. Un’odissea familiare che finisce rapidamente così come è iniziata. Come di consueto l’appuntamento estivo dell’Auditorium “Luglio suona bene” ospita grandi artisti nazionali e internazionali del panorama musicale, e questa volta, lunedì 14 luglio, è toccato all’eclettico artista della canzone italiana, Max Gazze. Dopo essersi presentato l’anno scorso con un trio ben collaudato assieme a Paola Turci e Marina Rei, il caro Max torna con la sua band di sempre per stupire con quella “stranezza” melodica e il suo intramontabile basso elettrico. Il concerto è stata un vera e propria presentazione della sua nuova ricetta, ovvero l’ultimo album “ Tra l’aratro e la radio”, contenente le nuove tracce che solcano un leggero cambiamento nell’artista romano, già avvertito lievemente a Febbraio di quest’anno durante l’ultima edizione di Sanremo, con il suo biglietto da visita “Il solito Sesso”, brano in vetta alle classifiche radiofoniche da ormai molti mesi. Non sono certo mancate le canzoni cult come “Il timido Ubriaco”, “Una musica può fare” e altri successi che sarebbe inutile elencare per quanto hanno echeggiato nelle nostre case. In quest’ ultimo pezzo di storia di Gazzè, c’è lo zampino del fratello Francesco, che come collaboratore nei testi era già apparso precedentemente. I nuovi brani hanno sempre quel gusto prettamente affidato ad una ricercatezza meticolosa negli arrangiamenti, che sbalzano velocemente sempre tra strofa e ritornello senza mai cadere nel clichè musicale. Inoltre Max sembra quasi cercare uno swing da unire o per meglio dire fondere con il suo tipico funk, colonna portante della sua carriera. I testi, vogliono dipingere forse il significato del titolo dell’album, quindi mettere inevitabilmente a contrasto la vita contadina, con quella industriale e frenetica, sottolineando una piena differenziazione tra uno stile di vita pieno di stress e velocità, ad una calma totale dai significati meditativi che si generano a contatto con la natura. In sostanza, la qualità principale di Max Gazzè è quella di cercare sempre di fare la propria musica “infischiandosene” degli stadi e dei grandi slogan musicali, routine ormai parte integrante della nostra musica, e soprattutto non abbandonare mai quella passione “artigianale” che fa di lui un compositore completo e un sommelier della musica. MUSICA a cura di TÄxáátÇwÜÉ itàÜ| LIBRI a cura di `tÜ|t XÄxÇt e|uxééÉ I SOGNI VALGONO BENE UN ASCOLTO FINITA L’ ESTATE, IL FREDDO FA PAURA “22 dreams” è il nuovo di Paul Weller, il Re del pop britannico Un racconto minimal sul Ferragosto, in bilico tra la vita e la morte Paul Weller ha festeggiato i suoi freschi 50 anni con il suo nono album da solista, 22 Dreams, uscito lo scorso giugno. Così, una delle figure più influenti della musica inglese, che con i suoi Jam ha riportato alla ribalta il movimento mod degli anni ’60. Il nuovo disco lo vede rinnovare il sodalizio con alcuni dei suoi “allievi”: il primo singolo “Echoes round the sun” è stato scritto in collaborazione con Noel Gallagher, e vede lo stesso Gallagher al basso e l’altro chitarrista degli Oasis, Gem Archer, alla chitarra. “Black River”, un pezzo che potrebbe figurare benissimo in una radio vintage anni ’70, titolo – 22 dreams presenta un’insolita esibizione alla batteria di Graham Coxon, altrimenti noto come occhialuto chitarrista dei Blur. In autore –Paul Weller generale, il disco si presenta estremamente variegato e spaprezzo – 20,50€ zia da un estremo all’altro del pop britannico degli ultimi 30 anni, di cui Weller è stato un protagonista indiscutibile. etichetta– Yep Roc / Sonorità “mod” in “22 dreams”, echi di Bowie in “All I wanna Island do”, bongo e contaminazione alla anni ’90 in “Have you made up”. Con “One bright star” l’atmosfera si fa sudamericana, con un ritmo di milonga che ci lascia decisamente sorpresi. “God”, invece, è una specie di lettera a Dio recitata dal chitarrista degli Stone Roses Aziz Ibrahim. Non poteva mancare una ballata – “Invisible” voce e pianoforte con leggero e incerto swing. Da segnalare diversi pezzi strumentali: “Song for Alice”, dedicato alla moglie di John Coltrane e impreziosito dalla tromba di Robert Wyatt, e “The Dark Pages Of September Lead To The New Leaves Of Spring” brani quasi Bacharachiani, da colonna sonora di un film anni ’60; la ninnananna “Lullaby Für Kinder”, per pianoforte, violino e viola, con lo stesso feeling; l’enigmatica “111”, brano elettronico per un paio di sintetizzatori – geniale, acido o completamente casuale? – che si fonde con la canzone “Sea Spray”, che a sua volta sfuma nell’ultima traccia, “Night Lights”, altro brano strumentale che risolve melodicamente l’atmosfera etera inaugurata da “111”. Ci manca lo spazio per parlare di tutti e 22 i brani (i “sogni”) dell’album: il lavoro è tuttavia interessantissimo e vale decisamente un ascolto. “Se non fossi viva penserei di essere morta” mormorò lei. “Cosa?”. “Niente, non ho detto niente”. Nell’ultimo scambio di battute sta il senso del racconto. Esistenze in bilico tra la vita e la morte, che riflettono su se stesse e non riescono a compenetrarsi mai del tutto. Esistenze diverse, stesso tempo del racconto, il giorno di Ferragosto. Giorno che segna il culmine dell’estate e l’inevitabile ritorno al periodo autunnale. Il libro è lungo solo 58 pagine, ma non aspettatevi un racconto da ombrellone, semplice e fresco. Al contrario. C’è molta introspezione, molta analisi e cura dei caratteri dei personaggi, molta poca superficialità. Si coglie, in questo, l’origine culturale dell’autrice, il suo bagaglio di studi filosofici. Allo stesso tempo, però, e questa è una rarità tra i filosofi che si accostano alla letteratura, il racconto è scevro di fronzoli inutili. Minimal, essenziale, per chi ha voglia di fermarsi a riflettere. Il ritorno della stagione fredda corrisponde qui al titolo –Niente riaffiorare delle paure, delle malattie e di quelle autore – Raffaella Brignetti incertezze che nascono dal non riuscire a riconoscere, tra la vita e la morte, la linea di mezzo, prezzo – 10,00 € quando questa si fa troppo sottile. editore – Ibiskos Editrice Così fa Paola, la protagonista, che più volte ammette la sua difficoltà a scindere le due dimen- Risolo sioni. Così fa pure il morto, condannato a esistere in un limbo, nel luogo in cui la gente piange i propri cari e concede loro l’ultimo saluto, il cimitero. Dannato per l’eternità senza capire mai abbastanza quanto marcato sia il confine tra la vita e la morte. 11 MOTORI Nuova 500 Abarth: il ritorno di un mito Dopo una lunga attesa, ecco finalmente l’attesissimo ritorno di uno dei nomi indimenticabili dell’automobile italiana: la 500 Abarth. Fiat sta vivendo un momento magico e il rilancio del brand Abarth non può essere che una prova. In vendita a partire dalla seconda metà di luglio, la piccola dello scorpione, sembra dotata di tutto per diventare da subito un auto “cult”, grazie ai continui richiami estetici alla prima, mitica, 500 Abarth, e ad una meccanica che si preannuncia emozionante. Esteticamente la 500 Abarth si caratterizza per un nuovo paraurti anteriore, più robusto e corposo rispetto a quello della versione normale, con una ampia presa d'aria, i fendinebbia integrati e, ancor più lateralmente, due sfoghi laterali. Immancabili le minigonne ed il marchio Abarth al posto di quello Fiat. Posteriormente, a parte lo spoiler alto ed un paraurti massiccio, sono soltanto i terminali di scarico a caratterizzare il posteriore della 500 Abarth. Completa questo sfizioso quadretto il treno gomme P Zero da 17 pollici, che Pirelli ha sviluppato appositamente per questo modello. E sotto il cofano? Aspettiamoci una piccola bomba: il motore è un 1.4 Turbo da 135 cv a 5.500 rpm, con una coppia massima di 206 Nm in mdalità “Sport”, e 180 Nm in modalità “Normal”. La velocità massima dichiarata della piccola Abarth è di oltre 205 km/h, mentre i 0-100 km/h si raggiungono in 7,9 secondi. Tanto per cavalcare l’onda emozionale che circonda il lancio della nuova 500, al Lingotto hanno pensato bene di sviluppare delle varianti esclusive. Come per la Punto Abarth, infatti, sarà disponibile un Kit ulteriore, chiamato SS, capace di portare il motore a erogare 160 cv. Allo stesso tempo sono state messi in vendita 149 esemplari speciali chiamati “Opening Edition”, che sono già stati venduti. Inoltre è prevista un’altra serie speciale prodotta in soli 49 esemplari, dedicata al futuro torneo monomarca, dotata di un motore “esagerato”: 200 cv! Tante le diavole- HI-TECH È TEMPO DI VACANZE. RICARICATEVI Prima della partenza la cosa più importante è avere un minimo di organizzazione. Vi sarà capitato di dover stilare un inventario delle cose da mettere in valigia e da portare nello zaino, con l’ansia di dimenticare qualcosa di veramente utile. Una famiglia media di quattro persone in Italia ha nel proprio bagaglio più di un dispositivo elettronico per ciascun membro. Le batterie di questi dispositivi hanno sì una buona autonomia a livello di durata, ma comunque necessitano di essere ricaricati. Vi servirà un borsa solo per gli alimentatori, forse. Philips allora vi presenta la sua nuovissima gamma di alimentatori universali Power2go. Il modello più performante della gamma riesce a fornire fino a 30 ore di alimentazione continua per i dispositivi portatili. Grazie ai polimeri 12 rie elettroniche disponibili a bordo: una prima peculiarità della vettura è l'adozione del nuovo sistema Torque Transfer Control che ottimizza il trasferimento della coppia motore alle ruote e che garantisce un comportamento in curva più sicuro nella guida sportiva. Nella 500 Abarth farà il suo debutto il sistema TTC (Torque Transfert Control), un sistema che, agendo sul trasferimento della coppia dal motore alle ruote, rende più dinamico, sicuro e progressivo l'approccio in curva della vettura. Il sistema telematico Blue&Me Map, accanto alle consuete funzioni di navigazione offre anche, quelle tipicamente sportive, di telemetria, frutto delle esperienze maturate da Magneti Marelli sulle piste di tutto il mondo. L'impianto frenante è di assoluto livello, grazie alla presenza di 4 dischi con pinze rosse. 500 Abarth, nonostante la sportività, si man- Direttore responsabile: Nicoletta Liguori Direttori editoriali: Andrea Nardini, Riccardo Tucci Progetto grafico e impaginazione: Luca Civita Casa editrice: editoriale Nartuc s.r.l. Sede legale: Via G. Avezzana 6 00195 Roma Amministratore commerciale: Tommaso Nardini Info e contatti: tel /fax 0630090031 e-mail [email protected] Stampa: Graffietti stampati S.S.71 - Km 4,5 - Montefiascone (VT) Iscrizione al tribunale di Roma N°52/2008 del 14-2-2008 terrà equilibrata e attenta ai consumi ed alle emissioni inquinanti: la 500 Abarth risponde infatti alle future normative Euro 5. Il prezzo della 500 Abarth è di 18.500 euro, come confermato nel corso della presentazione ufficiale avvenuta l'8 Luglio 2008. Riccardo Quercia di litio e al sistema di protezione da sovraccarico integrato, questo prodotto può essere ricaricato mediante porta usb in sole 5 ore e, presa in esame la resa, non è assolutamente tempo sprecato. Le dimensioni sono davvero ridotte (8,7 x 6 x 1,6 cm) il peso è contenuto (88 gr). Il design è semplice e ben definito, i Led incastonati nella parte frontale color nero lucido, indicano lo stato di ricarica ed il livello di carica. La cornice bianca opaca, fornisce al prodotto una eleganza stilistica d’effetto. A disposizione nella confezione troverete una batteria di spinotti adattabili alla maggior parte dei dispositivi portatili in circolazione. Per tutte quelle situazioni nelle quali trovare una presa di corrente è un miraggio questo prodotto “ristora” i vostri dispositivi assetati di energia. Necessità…Virtù. Francesco Mazzaracchio CUCINA POLPETTE DI MELANZANE: UN DELIZIOSO “FINGER FOOD” PER L’ESTATE Un saporito piatto vegetariano da proporre anche come fresco aperitivo serale T agliare le melanzane a fette non troppo sottili, mettere in un capiente scolapasta con del sale, metterci un peso sopra e lasciarle cosi per 30 minuti in modo da far perdere un po’ di sapore amarognolo. Cuocere in acqua bollente per 10 minuti, scolare bene, asciugare e frullare. Bagnare il pane con il latte, strizzare bene ed unirlo alle melanzane, aggiungere il pecorino, l’uvetta, i capperi e l’uovo, mescolate bene regolate di sale e formate delle polpette della grandezza che preferite. Rotolatele nel pangrattato e friggete in olio bollente. TEMPO DI PREPARAZIONE 20 MINUTI TEMPO DI COTTURA 30 MINUTI TOTALE 50 MINUTI Antonella Appolloni [email protected] Ingredienti per 4 persone: 2 melanzane di media grandezza, 100 gr. di pecorino, 2 fette di pane raffermo Latte, 1 uovo intero, Una manciata di uvetta, Una manciata di capperi, Pangrattato, Olio per friggere 13 SALUTE E BENESSERE OTITE CATARRALE: UN PICCOLO MA FREQUENTE INCONVENIENTE Di frequente, gli adulti ma soprattutto i bambini vengono colpiti da otite catarrale. Questa patologia si manifesta all’interno dell’orecchio medio in forma fluida, con caratteristiche acquose. Può riguardare entrambe le orecchie anche se, spesso, si presenta in forma unilaterale. I fattori che ne favoriscono l’ insorgere vanno ravvisati nelle riniti, rinofaringiti, adenoiditi e allergie. L’otite catarrale è di solito acuta ed il paziente avverte spesso la sensazione di orecchio bloccato con diminu- Dr. Massimo Carloni Otorinolaringoiatra Il ciclo dell’otite catarrale acuta “trasudativa Perpubblicareunannunciomandare un’[email protected] otramiteilsitowww.portaleroma.com Laureata in lingue e letterature straniere impartisce ripetizioni di qualsiasi livello ed età di tedesco e spagnolo. Si eseguono anche traduzioni. Prezzi modici potete contattarmi al nr. 338 4059020. Massima serietà LAUREATA plur. esper impartisce lezioni di italiano inglese storia matematica e aiuto compiti studenti elementari medie super recupero prep esami Anche mesi estivi Roma Cassia C.Francia osp.S.Pietro Telefono: 3281809545 E-mail: [email protected] Cerco scheda madre ASUS PSGD1 Pro nuova o usata. 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Tel 320 3678552 E-mail: [email protected] zione dell’udito ed a volte con sensazione di liquido nell’orecchio medio in caso di rotazione della testa e precisano che l’udito varia secondo le diverse posizioni assunte dal capo. In caso di insorgenza di tali sintomi è opportuno rivolgersi ad un medico specialista otorinolaringoiatra che, attraverso un esame obiettivo associato ad esami strumentali, quali esame audiometrico ed impedenzometrico, potrà effettuare una diagnosi completa. La terapia consiste inizialmente con sedute di aresol con forchetta nasale, associata alla somministrazione di vasocostrittori nasali per gocce (adulti) e antistaminici. Nelle forme persistenti si consigliano insufflazioni tubariche effettuate in centri termali ed in rarissimi casi va effettuata la meringotomia con aspirazione del liquido. in collaborazione con www.portaleroma.com AAA CERCASI AUTORE NON PROFESSIONISTA, IN ROMA. n° 1 Autore musicale, per produzione discografica. 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E-MAIL: [email protected] w| WtÇ|xÄt etáÑt in collaborazione con www.romanordplus.com Due Ponti Sporting Club: la Notte degli Oscar Torna uno degli appuntamenti più trendy e mondani dell’estate di Roma nord Puntualissime come tutte le estati da cinque anni a questa parte le ambite statuette hollywoodiane hanno fatto nuovamente scalo in uno dei circoli sportivi più celebri della capitale, il ‘Due Ponti Sporting Club’, che ha ospitato lo scorso lunedì 14 luglio l’attesissimo evento ‘La notte degli Oscar’. Un palco allestito nel grande giardino che separa le strutture ospitanti palestre ed area fitness dalla parte riservata alle piscine e beauty center, circondato dai numerosi campi da tennis, ha fatto da spettacolare location e degno scenario alla consegna dei simbolici Oscar con cui sono stati premiati i soci che si sono distinti per qualità fisiche, sportive o comportamentali nell’attività annuale del circolo. Presentato da Emanuele, il più piccolo dei fratelli Tornaboni, proprietari e creatori della straordinaria struttura, affiancato dal simpatico Roberto Ciufoli e la splendida Valentina Pace, stretta in elegantissimo abito color mercurio che ne esaltava ancor più la raffinata bellezza, questa quinta edizione dell’evento capitolino non ha tradito le aspettative del pubblico, regalando una piacevolissima serata all’insegna della musica, dello spettacolo, dello sport, della moda e della mondanità. Fra le tredici categorie di concorso previste sono da segnalare sicuramente i vincitori dell’Oscar ‘Master Tennis’, attività caratterizzante il circolo dai primi anni della sua nascita: Romana Corbellino, Cesare Albanese e Riccardo Pappari, oltre a Luciana Riccioni per gli ‘hold boys’ hanno avuto l’onore di salire sul palcoscenico tra gli applausi del pubblico, per essere poi celebrati dalle note della storica canzone ‘Figli delle Stelle’ eseguita rigorosamente live dalla band che ha accompagnato Sopra, i quattro vincitori dell'Oscar per la Bellezza (due soci del Circolo Due Ponti, due di quello Cassia Antica) ; in bassoa sinistra, la locandina de “la notte degli Oscar”; in basso a destra, Pietro Tornaboni e Roberto Ciufoli magistralmente l’intera serata e scandito i momenti più belli della premiazione, grazie al grande talento di Filippo Merola, musicista dello show televisivo ‘Domenica In’. Altro momento ‘caldo’ dell’evento la consegna dell’Oscar per la Bellezza, avvenuta per mano all’affascinante Tiberio Timperi: Laura Baldini e Gianluca Carrara, soci del circolo e vincitori del premio, hanno dovuto dividere il palco con una coppia di ragazzi altrettanto affascinanti, frequentanti lo sporting club di Cassia Antica, che hanno loro addirittura soffiato il titolo a seguito dell’improvvisata votazione tramite ‘applausometro’ del pubblico, lanciata da Roberto Ciufoli. Oltre a Tiberio Timperi, come di consueto, erano presenti tanti altri vip tra i quali il Principe Giovanelli, vincitore dell’Oscar per la Comunicazione, Tony Kendall che si aggiudicato la statuetta di ‘Attore dell’anno’, l’arbitro Farina, che ha simpaticamente risposto alla domanda provocatoria sulla difficoltà del proprio mestiere in una situazione calcistica come quella attuale e ancora Massimo Caputi che ha premiato la categoria olimpionica, il giornalista sportivo Stefano De Grandis, acclamato dai tifosi presenti tra il pubblico, l’attore Rolando Ravelli, interprete della fiction sulla vita di Pantani e Tony Santagata che ha rallegrato ancor più il clima festoso con la canzone ‘Quant'è bello lu primm' ammore’. Musica, allegria, spensieratezza ma anche impegno sociale: quest’anno sono stati infatti premiati anche i due romani in forza alla Brigata Granatieri di Sardegna, Mario Piersanti e Enrico Calice che lo scorso aprile hanno salvato dallo stupro una ragazza, durante la missione internazionale in Albania, distinguendosi per coraggio, altruismo e responsabilità. Spazio poi ai talenti emergenti, come il giovane cantau- tore romano ‘Dottor Fra’ che ha chiuso lo spettacolo con una canzone destinata a diventare il tormentone dell’estate e accompagnata da un balletto con coreografia di Max Imperoli, uno degli istruttori del circolo Due Ponti e spazio naturalmente anche alla moda, con il defilé di calzature realizzate dalla designer Daniela Cardia, iniziato subito dopo i meravigliosi fuochi d’artificio che hanno coronato l’incantevole serata.Scoccata la mezzanotte, tutti sulla terrazza che si affaccia sulle grandi piscine illuminate, per danzare fino a notte inoltrata sulle musiche del D.J. Luca Tornesi e concludere in bellezza questo quinto, immancabile appuntamento organizzato dal formidabile staff del ‘Due Ponti Sporting Club’ e reso possibile, ovviamente, dai simpatici e bravissimi fratelli Pietro ed Emanuele Tornaboni. 15 Sediventi laprimasettimanadivacanzaègratis finoa4personeinpensionecompleta! 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