Danni insoliti da tripidi sul frutto melo
L’osservazione e lo studio di sintomi su piante o frutti fa parte delle attività della Sezione
Difesa delle Piante presso il Centro per la Sperimentazione Agraria di Laimburg. Tra
questi vi sono anche sintomi con causa incerta. Ciò spesso è dovuto al fatto, che tra il
momento del danneggiamento e l’apparire del danno è passato troppo tempo e p.es.
l’insetto “pungente”, che ne è la causa ha già lasciato l’impianto. Spesso però i danni si
manifestano solamente attraverso lo sviluppo e l’accrescimento dell’organo vegetale e
così succede che i sintomi vengono notati con ritardo. Danni causati da tripidi (vedi sotto)
nel periodo attorno alla fioritura del 2007 ne danno un buon esempio.
I tripidi (adulto) sono presenti su diverse colture, dove figurano come principali insetti
dannosi. Alcune specie sono il Thrips tabaci, il Thrips fuscipenis, il Thaeniothrips
inconsequens e la Frankliniella occidentalis. Molte di queste specie si sviluppano anche su
essenze erbose p.es. sul tarassaco, percui sono anche presenti sull’interfilare dei frutteti,
senza peró causare dei danni. In certe condizioni (queste per la maggior parte sono
sconosciute) i tripidi possono „attaccare“ rosacee arbustive come il Melo o il Cigliego a
partire dalla fioritura.
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Difesa delle piante
Danni su frutti da tripide delle Serre (Frankliniella occidentalis) nel periodo della
postfioritura
Dal 2004 seguiamo la presenza di sintomi su frutti di melo in frutteti dell’Alto Adige, che a
nostro avviso sono da ricondurre ad un’attacco di tripidi. Nel 2005 abbiamo potuto
osservare in serra delle alterazioni del colore su frutti su piante in vaso della cv. Golden
(vedi immagine sotto a sinistra). In quest’occasione abbiamo riscontrato il tripide delle
serre come insetto responsabile dei danni. Nel 2006 lo stesso sintomo fu ritrovato in
campagna in un’appezzamento di Granny-Smith, senza, che però la specie suddetta fù
ritrovata. Nella primavera del 2007 i consulenti del centro di consulenza hanno poi
osservato danni su frutti in diverse località frutticole, che sono da attribuire al tripide delle
serre (vedi sotto a destra).
I danni sono evidenti su piccoli frutti a partire da un diametro di 20 mm; vengono
indotti da punture (per l’ovodeposizione) durante le quali sono danneggatio le
cellule pigmentate. Una volta distrutte non vengono rimpiazzate cosicché le
alterazioni del colore (macchie) crescono con la superficie del frutto fino al
raccolto.
Formazione del danno
Decisivo per la formazione del sintomo (avviene al momento dell’ovodeposizione a fine
fioritura sotto l’epidermide del frutticino) è la colorazione base delle cv. colpite. In questo
senso Granny Smith e Crips Pink non sono solo a rischio per la fioritura precoce (vedi
sotto). La colorazione di fondo chiara delle due cv. esalta le alterazioni del colore al
momento del raggiungimento della pezzatura e della colorazioni tipica. Su Golden
Delicious e Gala le “macchie” sono meno evidenti. Qui si nota soprattutto il foro di
ovodeposizione cicatrizzato; anche quest’ultimo si ingrandisce con l’acrescita del frutto.
Impianti in fiore attraggono i tripidi. Di norma il tripide delle serre infesta colture prottette
(ornamentali,orticole); in pieno campo è dannoso nei confronti dell’uva da tavola su
drupacee e su altri piante ospiti arbustive. È normalmente presente anche sull’interfilare in
impianti ma anche su piante erbace in zone ruderali, qui specialmente in condizioni aride.
Partendo da piante erbacee, le femmine svernanti nel terreno in primavera, possono
colonizzare il fiore del melo. Su questo puó avvenire una prima moltiplicazione. Attratto dal
colore bianco i tripidi preferiscono cv. precoci come Crips Pink e Granny Smith, situate
spesso in zone con una ripresa vegetativa precoce.
Come abbiamo potuto costatare nel 2008 nei nostri rilevamenti in appezzamenti scelti con
una ripresa vegetativa precoce i tripidi si moltiplicano soprattutto sulle piante erbacee
sull’interfilare e qui in particolar modo sul tarassaco dopo, che hanno iniziato a invadere
l’impianto a fine marzo. Dal suolo del frutteto i discendenti delle femmine svernanti,
assieme agli individui riprodottosi sul fiore melo possono attaccare i frutticini e dare origine
ai danni. In seguito il tripide delle serre lascia il melo per migrare su piante erbacee.
Nei nostri rilevamenti nel 2008 abbiamo osservato una consistente presenza della specie
verso la fine della fioritura. Nonostante questo i danni su frutti osservati rispetto all’anno
precedente erano minimi. Si ipotizza, che la gran parte degli individui abbia lasciato il
frutteto a fine fioritura per ovidepore su piante erbacee. Nel 2009 la presenza di F.
occidentalis è stata nuovamente confermata in diverse delle località monitorate dai
operatori del centro di consulenza. Anche in questo anno non sono stati osservati danni.
Sintomi su frutto attribuibili al attacco del Trips minutissimus
Si può presumere, che accanto ai sintomi qui sopra descritti, altre forme di danno come
p.es. alcune deformazioni del frutto, che si sono manifestate negli ultimi anni a partire da
maggio sono causate da specie di tripidi nel periodo di fine fioritura. I vari sintomi di
deformazioni di frutti originariamente erano state attribuite alle cimice e per questo
chiamate “danni da cimici”. P.es. uno dei sintomi sicuramente è da attribuire a punture di
specie di Pentatomidi e Coreidi ( vedi anche „Wanzenschäden“ entstehen zur Blütezeit.
Südtiroler Landwirt, Nr. 4 März 2007).
A nostro parere si tratta però di vari sintomi simili tra di loro, con cause diverse, tra le quali
anche figurano anche punture da tripidi. Qui un’esempio per un’altro sintomo, che
abbiamo potuto rilevare su frutti di cv. Golden su piante in vaso in serra dopo la presenza
di tripidi nella fase di fioritura (vedi sotto). In merito a questo sintomo abbiamo intrapreso
delle indagini sull’origine di danni simili riscontrati in una zone della Val d’Isarco, dove
sono state rilevate delle presenze significative della specie di Thrips minutissimus. Questo
tipo di danno è stato riscontrato assieme ai già discussi danni da cimici anche in altre zone
frutticole con diversa incidenza.
Danni da tripde: singoli fiori sono danneggiati in modo, che il frutticinio subisce
delle deformazioni (frutto su piante in vaso in serra 2005).
in colaborazione con gli operatori del Centro di Consulenza abbiamo condotto
campionamenti in un appezzamento della cv. Golden in vicinanza di Chiusa nel quale il
sintomo descritto è apparso negli anni 2007 e 2008 (vedi immagine successiva).
A causa di un’attacco precoce vengono danneggiate anche gemme nella fase rottura gemme in
modo, che i fiori risultano malformati. Il danno sul fiore (sul momento esatto esistono dubbi)
comporta la deformazioni dei frutticini. Il danno è osservabile a partire da una pezzatura sotto i 10
mm di diametro.
In base a rilevamenti durante la fioritura 2008 abbiamo osservato delle densità oltre i 200
individui su 30 bozzoli fiorali della specie Trips minutissimus, presente in quell’anno
esclusivamente nella parcella nella quale il danno descritto qui sopra riscontrato sfiorava il
20 % sui frutti nelle cime di piante di filari vicini al bosco. Nel 2009 la densità della specie
all’inizio della fioritura era paragonabile, l’entità dei danni però era irrisoria.
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Considerazioni finali:
Si può dire con certezza, che la causa delle alterazioni del colore, riscontrate su frutti sulle
cv. Crips Pink e Fuji sono attribuibili a F. occidentalis. Il tipo di danno è descritto in molte
pubblicazioni; un confronto dei sintomi e il riscontro della presenza della specie negli
impianti colpiti da danno confermano l’ipotesi.
Soltanto in particolari condizioni (siccità, temperature elevate) la specie pare essere
dannosa inducendo così le alterazioni di colore descritte. Un altro fattore, che induce una
migrazione sul melo è probabilmente il numero di individui presenti al momento della
fioritura nelle zone adiacenti il frutteto. A proposito sono necessari successivi rilevamenti.
Per specie di tripidi meno note, come p.es. il Thrips minutissimus mancano studi specifici
riguardo, quali sintomi vengono indotti su melo e sotto quali condizioni. Questi fitofaghi
“casuali” appaiono in gran numero soltanto in certi momenti. Lo studio e la simulazione
sperimentale del danno per questo motivo è difficile perché spesso manca un numero
sufficiente di individui o le condizioni necessarie per la formazione del danno.
È consigliabile tenere sotto controllo il proprio impianto attraverso controlli visuali a partire
dal periodo della prefioritura. Accanto a altri fitofaghi (afidi, acari, etc.) possono essere
rilevati anche presenze di tripidi, questo soprattutto in condizioni di buon tempo e
temperature elevate (>15°C).
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