Università degli Studi di Salerno Iolanda Alfano “La percezione dell’accento lessicale: un test sull’italiano a confronto con lo spagnolo” Accento lessicale in italiano Come è noto, la percezione dell’accento lessicale in italiano, così come in altre lingue quali l’inglese e il francese, dipende da tre parametri acustici: frequenza fondamentale (f0) durata (D) Intensità (I). L’opinione condivisa dalla maggior parte dei linguisti è che in italiano il parametro più affidabile nella percezione dell’accento lessicale sia la durata (Bertinetto 1980). É noto, dal punto di vista acustico, che le sillabe toniche sono tendenzialmente più lunghe rispetto alle atone; non è altrettanto chiaro cosa accade dal punto di vista percettivo. Obiettivi Emerge, in primo luogo, la problematicità del definire il ruolo di ciascun correlato e ancor più i meccanismi della loro interazione, anzitutto a causa della mancanza di isomorfismo tra fatti linguistici e fisici (Bertinetto 1981). Con l’intento di studiare il ruolo di ciascun parametro nella percezione, abbiamo realizzato un esperimento seguendo le orme dell’Equipe di Fonetica della UAB (Universitat Autònoma de Barcelona) in uno studio sullo spagnolo (Llisterri et al. 2003). Italiano e spagnolo È stato possibile realizzare un’analoga indagine in quanto italiano e spagnolo condividono importanti proprietà strutturali. Così come in italiano, anche in spagnolo la percezione della prominenza a livello di parola dipende dalla covariazione di f0, durata e intensità; anche per questa lingua, inoltre, si è osservato nell’analisi acustica che le vocali toniche presentano una durata sensibilmente maggiore rispetto alle atone (Garrido et al. 1993; Mora et al. 1997) Italiano e spagnolo sono entrambe lingue a sede accentuale libera, cioè sistemi nei quali ciascuna sillaba della parola può teoricamente essere tonica; sfruttando questa peculiarità, l’Equipe di Fonetica della UAB ha costituito un corpus di triplette che si differenziano unicamente per un diverso profilo accentuale. Il corpus della UAB Parole: límite-limite-limité médico-medico-medicó número-numero-numeró válido-valido-validó Non parole: ládebo-ladebo-ladebó lúguido-luguido-luguidó máledo-maledo-maledó núlibo-nulibo-nulibó Analisi e sintesi acustica Le parole sono state analizzate con il programma Praat (created by P. Boersma & D. Weenink, University of Amsterdam) come segue: per ciascuna vocale di ogni parola è stata calcolata la durata; f0 è stata misurata ad inizio, centro e fine vocale; l’intensità è stata calcolata in cinque punti equidistanti. Per ciascuna parola sono stati calcolati i valori medi di 10 ripetizioni a partire dai quali sono stati costruiti gli stimoli di base. Ad una parola proparossitona (número), sono stati associati ivalori medi di f0, durata e intensità della corrispettiva parossitona (numero); analogamente, ad una parossitona (numero), sono stati associati ivalori medi di f0, durata e intensità della corrispettiva ossitona (numeró). Risultati L’esperimento consisteva in due prove, una di identificazione e l’altra di discriminazione della sillaba tonica. I risultati mostrano che la manipolazione di un sol correlato non è sufficiente a far percepire un cambio di schema accentuale che avviene, invece, con l’alterazione di f0 in combinazione con D o I. Nonostante, quindi, sul piano acustico le sillabe toniche siano tendenzialmente caratterizzate da una maggior durata, la f0 risulta fondamentale sul piano percettivo. Esperimento sull’italiano Ricerca di parole trisillabiche, con struttura CVCVCV, che si distinguono unicamente per un diverso profilo accentuale, del tipo lavòro-lavorò. Creazione di parole inventate, ma fonologicamente possibili, che chiamiamo “non parole”, come gamìno-gaminò. Registrazione del corpus eseguita da un parlante adulto di sesso maschile, nativo di italiano. Disegno sperimentale: il corpus (parole) sèmino-semìno-seminò càpito-capìto-capitò pàttino-pattìno-pattinò làvati-lavàti lègami-legàmi pàgano-pagàno lavòro-lavorò rovìno-rovinò regàlo-regalò Disegno sperimentale: il corpus (non parole) gàmino-gamìno-gaminò nàvilo-navìlo-navilò màligo-malìgo-maligò làgano-lagàno-laganò nìvale-nivàle vàdivo-vadìvo mìlado-milàdo dinàvo-dinavò gadìvo-gadivò vidàlo-vidalò Disegno sperimentale: l’analisi acustica Utilizzando il programma Praat (sviluppato da P. Boersma & D. Weenink, Università di Amsterdam), per ciascuna vocale delle parole, abbiamo calcolato la durata e la f0 in tre punti equidistanti: ad inizio, centro e fine vocale. La figura è relativa alla parola lavòro. Disegno sperimentale: la costruzione degli stimoli sintetici Manipolazione dei valori di D Manipolazione dei valori di f0 Manipolazione dei valori congiunti di D e f0 Protocollo: ad una parola proparossitona abbiamo associato i valori della corrispondente parossitona; ad una parossitona abbiamo associato i valori della corrispettiva ossitona. Disegno sperimentale: un esempio di stimolo sintetico Alla parola lavòro: Disegno sperimentale: un esempio di stimolo sintetico abbiamo così associato i valori di f0 di lavorò: Disegno sperimentale: prove di percezione Gli stimoli manipolati sono stati proposti insieme agli originali in random order in due tipi di prove, una di identificazione della sede accentuale, l’altra di discriminazione della stessa. Le prove sono state realizzate in un laboratorio messo a disposizione dal CLA (Centro Linguistico di Ateneo) della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Salerno, tramite computer e cuffia singola. Vi hanno preso parte 27studenti (16 di sesso maschile e 11 di sesso femminile) di età compresa tra venti e trenta anni, parlanti nativi di italiano, precedentemente selezionati tramite un pre-test atto a verificare che fossero in grado di riconoscere la sillaba tonica. Disegno sperimentale: prova di identificazione Per effettuare le prove è stato messo a punto un software dedicato. Nell’esecuzione della prima prova, sullo schermo comparivano tre caselle numerate: i soggetti cliccavano sulla numero 1 se ritenevano che la sillaba tonica fosse la prima, sulla numero 2 per la seconda e sulla 3 per la terza. Disegno sperimentale: prova di discriminazione Nell’esecuzione della seconda prova, gli stimoli erano proposti a coppie per le quali i soggetti erano tenuti a dire se ritenevano gli elementi della coppia uguali o diversi (in merito alla collocazione dell’accento); a seconda della scelta, cliccavano sulla casella “uguali” o su quella “diversi”. Il totale delle risposte ottenute era di 11.178: 3.321 della prova di identificazione e 7.857 della prova di discriminazione. Risultati: identificazione di stimoli con manipolazione di f0 parole 100 non parole 95,7 100 88,3 80 92.6 89.4 80 PP 60 PP 60 P 40 O 20 3,7 6,8 4,9 0,6 0 P 40 20 O 7.9 4.8 2.7 2.6 0 PP con P P con O Fo PP con P P con O Fo Risultati: identificazione di stimoli con manipolazione di D parole non parole 100 100 80 80 61,7 57,4 60 40 PP 67.2 60 47.6 P 37 32,1 20 O 40 31.2 9.5 1,3 1.6 0 0 PP con P P con O D 42.9 P O 20 10,5 PP PP con P P con O D Risultati: identificazione di stimoli con manipolazione simultanea di D e f0 parole 100 non parole 100 90,8 86.2 80 80 71,7 65.6 PP 60 PP 60 P 40 20 O 18,5 9,8 9,2 P 32.8 40 20 12.7 1.6 1.1 0 0 0 PP con P P con O Fo+D PP con P P con O Fo+D O Risultati: discriminazione di stimoli con manipolazione di f0 parole non parole 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% diversi uguali PP P P PP con P O P con O Fo 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% diversi uguali PP P P PP con P O P con O Fo Risultati: discriminazione di stimoli con manipolazione di D parole non parole 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% diversi uguali PP P P PP con P O P con O D 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% diversi uguali PP P P PP con P O P con O D Risultati: discriminazione di stimoli con manipolazione simultanea di D e f0 parole non parole 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% diversi uguali PP P P PP con P O P con O Fo+D 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% diversi uguali PP P P PP con P O P con O Fo+D Risultati a confronto italiano – spagnolo: identificazione (parole) PP f0 D f0+D PP con P 95,7 P con O 4,9 PP con P 37 P con O P 61,7 3,7 O 38,3 0,6 0 15 88,3 70,6 6,8 14,4 99,4 61,7 0,6 1,3 0 10,5 2,2 32,1 96,1 57,4 PP con P 9,2 4,2 90,8 94,8 0 P con O 9,8 5,7 18,5 16,7 71,7 1,7 1 77,6 Interpretazione dei dati Gli esiti della prova di discriminazione forniscono, però, ulteriori elementi di analisi. Considerando come esempio la parola lègami manipolata (alla quale sono stati associati i valori di uno o due parametri di legàmi), essa è stata proposta in coppia sia con lègami che con legàmi. Tendenzialmente, la percentuale di coloro che classificano lo stimolo modificato come uguale allo schema accentuale sostituito risulta significativamente inferiore a quella di coloro che lo percepiscono come diverso dall’originale; indicando tale differenza con il termine di “scarto”, riteniamo che esso sia in parte fisiologico, poiché dovuto alla diversità dell’identificazione della differenza rispetto all’uguaglianza. Interpretazione dei dati Calcolando i valori di tale scarto, si evince però come in conseguenza della manipolazione della durata esso non sia trascurabile. L’alterazione del fattore temporale mette, quindi, fortemente in crisi la capacità di individuazione della sede accentuale. scarto f0 D f0+D PP con P 0,7 2,1 P con O 8 4,8 PP con P 19,7 27,5 P con O 25,3 36,7 PP con P 3,1 6,3 P con O 2,5 12,8 Interpretazione dei dati Calcolando il valore dello scarto per l’esperimento realizzato sullo spagnolo, si può notare come in questo caso gli ascoltatori siano significativamente più insicuri e quindi meno coerenti in conseguenza della variazione di f0. scarto f0 D f0+D PP con P 21,7 7,5 P con O 35 10 PP con P 0,9 2,5 P con O 3,4 15,8 PP con P 0,8 9,8 P con O 12,5 7 Confronto PP con P - P con O Osservando le tipologie in cui la manipolazione provoca un cambio nella percezione, si può notare come le modifiche siano percepite in un numero superiore di casi nella categoria PP-P rispetto a quella P-O. Tali dati ci inducono a ritenere che la percezione dipenda, in parte, anche dallo schema accentuale considerato. PP D PP con P 37 P O 61,7 1,3 P con O 10,5 32,1 57,4 f0 + D PP con P 9,2 90,8 0 P con O 9,8 18,5 71,7 Interpretazione differenza di schema accentuale È possibile che la netta prevalenza della struttura piana nel lessico dell’italiano possa influenzare le aspettative degli ascoltatori. È possibile e verosimile che le parole ossitone, in quanto strutture marcate, creino delle aspettative “marcate”. È noto che le vocali toniche di parole ossitone in produzione non sono caratterizzate da allungamento: è verosimile, dunque, che anche in percezione, la durata abbia un peso minore. Anche i dati relativi allo spagnolo mostrano che la durata è meno pertinente per la categoria PP-P rispetto a P-O; la percezione delle ossitone è invece segnalata da variazioni dell’intensità. Ipotizziamo che, anche per l’italiano, il parametro intensità possa giocare un ruolo fondamentale. Sviluppi futuri L’intensità è un altro parametro da indagare, tenendo presenti i vincoli psico-acustici del rapporto I-D (sarà necessario, quindi, rivedere le procedure di manipolazione). Potrebbe, infine, avere interessanti risvolti la realizzazione di un test incrociato spagnolo-italiano su un gruppo costituito da soggetti che non conoscono la lingua e su un altro costituito da soggetti per le quali la lingua in questione è L2, al fine di capire se, ed eventualmente in che misura, la strategia percettiva dipende dalla lingua madre. Riferimenti bibliografici BERTINETTO, P. M. (1980), "The perception of stress by Italian speakers", Journal of Phonetics, 8, pp. 385-395. BERTINETTO, P. M. (1981), Strutture prosodiche dell’italiano. Accento, quantità, sillaba, giuntura, fondamenti metrici, Accademia della Crusca, Firenze. LLISTERRI, J., MACHUCA, M., de la MOTA, C., RIERA, M., RÍOS, A. (2003), "The perception of lexical stress in Spanish" Proceedings of the 15th International Congress of Phonetic Sciences, Barcelona, 3-9 August 2003, pp. 2023-2026. GARRIDO, J. M., LLISTERRI, J., de la MOTA, C., RÍOS, A. (1993), "Prosodic differences in reading style: isolated vs contextualized sentences", Proceedings of the 3rd International Congress Of Phonetic Sciences, in Eurospeech’9. 3rd European Conference on Speech Communication and Technology, Berlin, Germany, 21-23 September 1993, 1, pp. 569-572. MORA, E., COURTOIS, F., CAVE’, C. (1997), "Etude comparative de la perception par des sujets francophones et hispanophones de l’accent lexical en espagnol", Revue Parole, 1, pp. 75-86.