Corso di laurea in Scienze dell’Educazione Presentazione del libro di Antonio Calvani Studenti: Tommaso F. LATINA & Pierluigi PARASMO Docente: prof. Antonio CARTELLI Corso di Progettazione e Produzione di Informatica per la Didattica Anno Accademico 1999/2000 Perché, come, quando avvalersene Introduzione Mente e medium L’impatto delle tecnologie nella scuola: quali criteri per la formazione e sperimentazione tecnologica Per quali ragioni, come e quando introdurre i nuovi media nella scuola Il potenziale formativo della scrittura: dalla tipografia di Freinet agli ipertesti Reti e cooperazione in rete Conclusione Perché, come, quando avvalersene Introduzione Mente e medium L’impatto delle tecnologie nella scuola: quali criteri per la formazione e sperimentazione tecnologica Per quali ragioni, come e quando introdurre i nuovi media nella scuola Il potenziale formativo della scrittura: dalla tipografia di Freinet agli ipertesti Reti e cooperazione in rete Conclusione Introduzione: Il libro che stai per consultare, I nuovi media nella scuola, cerca di delineare e di mettere a fuoco spunti per un miglior uso di tali tecnologie: Il 1° capitolo presenta alcune riflessioni introduttive sul piano ergonomico e cognitivo. Il 2° capitolo è dedicato ai criteri generali dell’introduzione dei nuovi media nella scuola, alle caratteristiche di una media education e alle problematiche connesse alla formazione e all’innovazione. Il 3° capitolo esamina le argomentazioni a sostegno dei nuovi media e formula un’ipotesi sulle aree all’interno delle quali essi hanno “valore aggiuntivo”. Il 4° capitolo riguarda i cambiamenti elettronici relativi alla testualitàipertestualità. Il 5° capitolo riguarda la telematica e come essa possa dar vita a vari sistemi di formazione improntati a modelli cooperativi e dialogici. Ciao! Sei appena entrato nel primo capito di questo libro. Scegli ora il paragrafo che vuoi consultare. Buon Lavoro! Nuovi media nella scuola Medium Tecnologie cognitive Multimedialità, interfacce, interazione Conclusioni Nuovi media nella scuola Il rinnovamento della scuola coinvolge anche la sinergia con i nuovi media. Programmi ministeriali di vari paesi mettono in risalto l’effetto positivo che questi media offrono al processo di apprendimento sia degli insegnanti che degli allievi oltre ad una migliore cooperazione tra varie scuole. Ad una estrema pervasività di questi media si accompagna una straordinaria volatilità nell’applicazione. Nota n°1 La Commissione Europea nel 1995 ha pubblicato il Libro bianco, Insegnare e Apprendere: verso la società conoscitiva II. In Inghilterra Tony Blair promuove il National grid for learning III. In Germania Juergen Ruettgers ha lanciato il programma: Schulen ans Netz (scuole in rete). IV. In Francia Jacques Chirac promuove il collegamento a Internet delle scuole francesi. V. In Italia viene avviato il piano di sviluppo delle tecnologie didattiche e del collegamento in rete di circa 15.000 scuole. Medium Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) sono “nuovi media”. Tradizionalmente i media vengono identificati con i mass media, caratterizzati com’è noto, dall’irradiazione del messaggio da un unico centro verso molteplici destinatari (scrittura, stampa, cinema, televisione). Con la rivoluzione dei nuovi media digitali, il personal computer è divenuto un dispositivo plurifunzionale che può elaborare i testi, suoni , immagini statiche e dinamiche e che ha continuato a penetrare nella realtà quotidiana in modo sempre più pervasivo e profondo. Entrano in scena una molteplicità di dispositivi che mettono in discussione il concetto stesso di “medium”inteso come una particolare interfaccia. Criteri tradizionali di classificazione dei media (staticità/dinamicità, carattere personale/impersonale…) vengono rimessi in gioco (Figura 1.1). Nota n°2 La codifica dell’informazione può avvenire secondo due modalità: ANALOGICA Si hanno variazioni comparabili di grandezze (si pensi al telefono in cui la membrana vibra producendo una variazione elettrica proporzionale alla vibrazione stessa). O DIGITALE Il segnale è trasformato in unità discrete, convenzionali, come accade nei computer in cui le informazioni sono codificate sotto forma di 0 e 1. Nota n°3 Interfaccia Per “interfaccia” intendiamo un qualunque ambiente in cui due sistemi basati su codici diversi riescono a comunicare; un’interfaccia è anche il luogo fisico in cui mente e medium “dialogano” (pagina del libro, videata del computer, monitor televisivo,…) Figura.1.1 TV Dinamico Telefono Radio Videotelefono Cinema Videoconferenza Impersonale Web Chat CD-ROM mud Personale Libro Posta Giornale Fax Statico E-mail Tecnologie cognitive I nuovi media si possono considerare “tecnologie cognitive” cioè dispositivi capaci di specifiche integrazioni con i modi interni del pensiero. L’uomo ha cercato di allestire un vasto armamentario di “artefatti”, utensili o macchine capaci di canalizzare o espandere l’attività muscolare oppure supporti per la comunicazione o per l’attività della mente in senso stretto (artefatti “cognitivi” appunto). Un nuovo artefatto cognitivo può generare alterazioni negli equilibri sensoriali e nelle forme di pensiero. In pratica, parte del carico cognitivo può spostarsi su supporti esterni e liberare funzioni e potenzialità interne della mente. Un caso emblematico è quello della scrittura, trattata dallo stesso Platone. Le osservazioni di Platone affrontano un problema di “ergonomia cognitiva” Le tecnologie mettono in risalto il rapporto mente-medium . Nota n°4 In un passo assai noto del Fedro Platone riporta il mito egiziano del dio Theuth, una sorta di Ermète egiziano che recatosi dal re Thamous per mostrargli le arti da donare agli egiziani, presenta la scrittura come uno strumento capace di fare gli uomini più sapienti e con maggiore capacità di ricordare. La replica del re è di senso opposto: a sua parere la diffusione della scrittura otterrà proprio l’effetto contrario rispetto a quello auspicato, cioè l’indebolimento della memoria, poiché ” l’introduzione delle lettere ingenererà la dimenticanza nelle anime di chi le impara, a causa dell’ incuria della memoria, in quanto fidando nella scrittura, dal di fuori, per segni estranei, non di dentro da se stessi ricorderanno…” Figura.1.2 Rapporto MENTE-MEDIUM. Alleggerimento cognitivo all’esterno Valorizzazione di funzioni cognitive Mente-medium (già possedute) Apertura di nuovi spazi e funzionalità della mente Ampliamento dell’area di conoscenza Multimedialità, interfacce, interazione Nel corso degli ultimi due decenni la multimedialità si è progressivamente trasformata in due direzioni: 1) Singolarizzazione: da una multimedialità “fruita“… ad una “interagita”. 2) Ipermediazione: si ha la possibilità di ”navigare” o allestire più piste possibili (il messaggio non è più unidirezionale). L’interattività dei media dipende da questi. Chi si occupa di progettare e di allestire ambienti educativi, rispettando l’ecologia mediale, sa che i medium offrono diverse forme di conoscenza, come ad esempio il libro e la televisione. I caratteri dominanti delle diverse interfacce (multimediali o meno) sono riportati nella tabella 1.1 Trattando con le tecnologie è utile tener presente il concetto di “focus mentale” Nota n°5 Con questo termine ci si riferisce ad ambienti che offrono la possibilità di impiegare altri sistemi simbolici, in aggiunta a quelli disponibili nel testo stampato, cioè alla parola scritta e all’immagine statica, di recente anche l’immagine dinamica ed il suono. Cinema e televisione hanno rappresentato dunque i primi ambienti multimediali veri e propri. Nota n°6 Nella fruizione televisiva l’occhio è indotto dal movimento ad attraversare rapidamente l’immagine con sguardi diffusi e il materiale percettivo viene inserito in una memoria di transito continuamente rinnovata. Nella lettura del libro, invece, l’occhio segue l’ordine dei dati avanzando analiticamente secondo la linea prestabilita del testo; il lettore ha la possibilità di soffermarsi e di tornare indietro più volte cercando di tradurre le parole in immagini o significati; gli viene pertanto richiesto un impegno più complesso di rielaborazione simbolica. Non è allora irragionevole ipotizzare che nelle difficoltà che i bambini presentano nell’avvicinamento alla lettura possa influire una frequentazione televisiva troppo intensa; lettura alfabetica e fruizione televisiva implicano brainframes diversi. Nota n°6 Nel corso delle attività quotidiane il focus (alto-basso-medio) si modifica di continuo per lo più come risposta subliminale a stati fisiologici. Stati di affaticamento tendono ad abbassarlo. Un focus alto implica normalmente un’attenzione alta, una consapevolezza mirata, un tipo di pensiero solitamente razionale, analitico e penetrante; un focus basso implica una maggiore rilassatezza, un tipo di pensiero più diffuso e orientato all’associatività. In molte delle nostre attività il focus “slitta”; così ad esempio, quando un guidatore esperto conduce l’auto convoglia un basso focus verso la guida mentre gran parte della sua attività mentale è magari assorbita da riflessioni personali. Tabella n°1.1 Interfacce, interattività, processi coinvolti Struttura Modalità conoscitiva Interattività Riflessività Libro sequenziale simbolica intransitiva Alta Tv sequenziale percettiva intransitiva Bassa Libro multimediale ramificata Attivapercettivosimbolica transitiva Bassa Libro ipertestuale reticolare simbolica cooperativa Alta Realtà virtuale flessibile attiva transitiva Bassa Scrittura multimediale ramificata simbolicopercettiva cooperativa Alta Costruzione ipertestuale reticolare simbolica cooperativa Alta Conclusioni Le tecnologie hanno condizionato il nostro modo di pensare la nostra visione della conoscenza e la nostra stessa identità. Alcune tecnologie le abbiamo metabolizzate e non le avvertiamo più in quanto tali poiché diventano cosa naturale: la scrittura è una di queste. Oggi si fanno strada alcune tecnologie cognitive che potranno favorire nuove configurazioni del pensiero e nuove forme simbiotiche uomo-macchina. Questa sfida ci porta a ricercare nuovi spazi e ridefinire nuove finalità educative, orientando l’impegno formativo verso sfide diverse, più complesse e creative da quelle proposte nella scuola tradizionale corrente. Sei pronto per proseguire questo avvincente viaggio. Stai per entrare nel 2°capitolo: digita il paragrafo preferito Il computer nella scuola La formazione dei docenti Innovazione tecnologica-didattica Qualità e sistema scuola Assetti logistici Uso dei media in rapporto all’età Da una media a una multimedia education Quali criteri per la formazione e sperimentazione tecnologica? Il computer nella scuola Da ormai tanti anni il computer è divenuto elemento di aiuto nelle scuole ma la sua applicabilità ha seguito un processo di diffusione articolato in più fasi graduali. Nell’alfabetizzazione informatica e nell’implicazione educativa si dà grande importanza al saper programmare e alle sue implicazioni cognitive. Nella scuola di base comincia a diffondersi il Logo. La scoperta del potenziale formativo della video scrittura agevola il diffondersi di molte attività creative e formative. Nota n°8 Possiamo riassumere la diffusione dei nuovi media in: 1 - istruzione programmata e diffusione dei tutoriali (il computer è visto come un sostituto dell’insegnante) 2 - computer come utensile cognitivo (caratterizzato da ambienti general purpose) 3 - computer come utensile comunicativo multimediale 4 - computer come utensile cooperativo 1980 Tutor Tool cognitivo 1990 Tool multimediale 2000 Tool cooperativo Nota n°9 Agli inizi degli anni ‘80 con l’alfabetizzazione informatica si dà importanza al saper programmare. Il Logo è l’unico linguaggio nato con finalità educative, con lo scopo di fornire all’alunno uno strumento per imparare a strutturare le idee (non un computer per insegnare ma per pensare). Il Logo è anche il più noto esempio di micromondo, cioè un ambiente artificiale composto di oggetti cui si possono attribuire determinate regole (la “fisica” del micromondo) come giochi, simulazioni… La formazione dei docenti Dinanzi alle varie proposte di formazione si conoscono le dinamiche e gli atteggiamenti dei docenti (Huberman: insicurezza, ansia indotte dall’innovazione). Somekh suggerisce: l’acquisizione di conoscenza teorica deve avvenire congiuntamente ad una forte esperienza operativa; mentre acquisiscono competenza tecnologica essi devono, contemporaneamente, sperimentare le tecnologie nel loro insegnamento; mentre cercano di definire i modi di uso delle tecnologie nel loro insegnamento, devono, contemporaneamente, disporre di ampie opportunità di discussione (dei loro piani, delle eventuali riserve e difficoltà che incontrano. C’è invece chi propone un vero vademecum per la formazione dei docenti e chi propone modelli per un ipotetico percorso formativo. Nota n°10 Vademecum per la formazione tecnologica dei docenti E’ importante che la formazione: 1- sia completamente alleggerita da tecnicismi; 2- non deve essere obbligatoria; l’insegnante deve essere motivato 3- deve essere articolata in tempi brevi e ricorrenti 4- deve prevedere momenti di familiarizzazione individuali 5- deve essere subito “situata” sul piano metodologico- didattico 6- deve tener presente i tempi del cambiamento tecnologico 7- deve tenere in considerazione i problemi emotivi dell’insegnante 8- deve essere costantemente accompagnata da insegnanti esperti. Nota n°11 Fase preliminare Motivazione e finalizzazione del corso Acquisizione di materiali Per la formazione Prima familiarizzazione tecnologica Seconda familiarizzazione tecnologica Discussione, scambio di opinioni Prime esperienze con la classe Riflessione critica e nuova ipotesi di progetto Esperienze con la classe Presentazione dell’esperienza Discussione, scambio di opinioni Scambi con esperti (anche remoti) Riflessione critica su casi e Prima ipotesi di progetto Innovazione tecnologico- didattica Nel percorso dell’innovazione tecnologico-didattico si hanno diverse fasi: Preparazione, evoluzione delle ansie degli attori coinvolti, assistenza tecnica in itinere e istituzionalizzazione. Rischi connessi all’adozione delle nuove tecnologie a scuola: Mancanza di interazione, obsolescenza delle attrezzature, ipertrofia tecnologica, validazione delle esperienze innovative. Un esperienza didattica che intenda offrire un contributo innovativo dovrebbe garantire alcune “pretese” alla comunità: La pretesa di significatività (cosa si fa e perché) La pretesa di esplicitezza (trasparenza dell’intero processo) La pretesa di gestibilità (azione giustificata per efficienza ed efficacia) La pretesa di validità (livello di validazione da operare) Qualità e sistema scuola Oggi si fa gran parlare di qualità della scuola. La tecnologia può favorire un cambiamento di qualità nella scuola ? La tecnologia da sola non è sufficiente a favorire questo cambiamento ma essa diventa efficace in sinergia con altri fattori (Butera): A. Autonomia B. Ruoli professionali C. Federalismo territoriale D. Ridefinizione dei servizi interni ed esterni La tecnologia deve spingere a esplicitare sia il complesso di atteggiamenti tecnologici didattici sia l’orizzonte formativo. Ambiti di interesse sono: l’allestimento di ambienti integrati per l’autoapprendimento, l’impiego di Intranet, l’allestimento di esperienze cooperative in rete. Assetti logistici Area software Area lettura Area videoteca cattedra Posizione computer Internet. Sistema di proiezione Gli schemi indicano le diverse posizioni Posizione computer - Tradizionale - Classe con computer a livello docente - A ferro di cavallo - Tradizionale con angolo tecnologico collaterale - Mediateca - Classe tradizionale con angolo computer - Disposizione articolata con angoli tecnologici Uso dei nuovi media in rapporto all’età Se nei primi anni ‘80 l’adolescenza era considerata l’età più adatta per l’avvicinamento al computer, allo stato attuale il bambino si avvicina alle nuove tecnologie in forma diretta e immersiva. Manca però una riflessione organica sul tema media-età . Uno schema generico che tratteggia l’ipotesi che si propone è: Dai 3 ai 9 anni: approccio ludico/esplorativo. occasionalmente i nuovi media (educare con i media) Si impiegano Dai 9 ai 12 anni: approccio sistematico. Dovrebbe prevalere un’educazione ai media, conoscenza sistematica di interfacce e linguaggi … Dai 12 anni in poi: approccio disciplinare. Acquisizione di contenuti e sviluppo di abilità critiche /cognitive, metacognitive…) Da una media education a una multimedia education Nell’ambito delle nuove tecnologie si è posto il problema “dell’educare ai media”, cioè di portare a conoscere i media criticamente, andando “dietro le quinte”, cioè al di sotto degli aspetti superficiali del messaggio/interfaccia (far conoscere i processi logici del computer). L’introduzione delle interfacce grafiche ha poi modificato la situazione. Una multimedia education parte dal presupposto che: 1. L’attività educativa esce da una posizione marginale, difensiva, elitaria 2. Il concetto di competenza viene ampliato: i media non si collocano in antitesi alle istanze umane ma offrono nuove sinergie con l’individuo 3. La finalità critica si arricchisce di nuove dimensioni: educazione al Cyberspazio 4. Acquistano risalto nuove problematiche politiche ed etiche 5. Acquista nuova centralità l’ecologia mediale Questo viaggio mi coinvolge sempre di più!… …Che via scelgo ora? Alla ricerca di strategie cognitive Conclusioni …introdurre i nuovi media nella scuola Alla ricerca di strategie operative nella scuola I principali ambiti potenziali per la collocazione delle nuove tecnologie nella scuola sono: 1. GLOBALIZZAZIONE Comunicazione Cooperazione Comunità condivise INTRANET INTERNET Accesso a informazioni remote 2. GESTIONE/ORGANIZZAZIONE Sgravio (Office automation) Razionalizzazione (banca dati,…) Differenziazione/Integrazione 3. AMPLIFICAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI 1. sul piano della Soggettività 2. sul piano Espressivo/motivazionale 3. sul piano Percettivo/cognitivo/metacognitivo 4. relativamente ad Aree culturali/disciplinari Conclusioni Introdurre nuove tecnologie nella scuola non implica in sé alcun cambiamento necessariamente migliorativo: si ha a che fare con dispositivi polidimensionali che, a seconda dei contesti d’uso, possono avere valenze di vario tipo. Atteggiamenti comuni sono: rifiuto (contro), argomentazioni edonistica, adattiva, informativa, emancipativa, produttivistica (a favore). Le tecnologie possono: a) spingere la scuola a superare i limiti tradizionali; b) migliorare la qualità interna della scuola; c) migliorare apprendimenti specifici e favorire forme di pensiero rilevante. Un’area particolarmente delicata nell’ambito dell’introduzione delle nuove tecnologie nella scuola riguarda la valutazione del software didattico. La stessa dizione di “software didattico” si presenta però imprecisa. Nota n°12 VARIETA’ – PERTINENZA SIMBOLICA Com’è la qualità “comunicativa”? USABILITA’ – APPEAL Com’è la qualità “tecnica”? FLESSIBILITA’ PERSONALIZZAZIONE Com’è la qualità “strutturale”? INTEGRATIVITA’ NEL CONTESTO Com’è la qualità “ecologica”? RIFLESSIVITA’ - COGNIZIONE Com’è la qualità “cognitiva”? CRITICITA’ – MULTIDIMENSIONALITA’ Com’è la qualità “critico-culturale”? Paragrafo 1 Nota n°13 Software didattico: tipologia dei supporti necessari Pubblicazioni sulla qualità del SW. Sedi dove si mostra all’insegnante come si usa il SW selezionato. Tassonomie del SW, griglie di valutazione, classificazione del SW esistente… Supporto infrastrutturale Supporto teorico criteriologico Sostegno all’insegnante ad inserire il SW nel curricolo e ad allestire ambienti di apprendimento integrato. Supporto didattico (integrazione nel contesto) Paragrafo 1 La ricerca continua! Buon Lavoro! La scrittura fulcro dell’innovazione didattica: Freinet Don Milani Scrittura elettronica nella scuola Struttura ipermediale Gli ipertesti Ipertesti e ipermedia nella scuola: essere fruitori Ipertesti e ipermedia nella scuola: essere autori Verso una riflessività di secondo livello Conclusioni dalla tipografia di Freinet agli ipertesti La scrittura fulcro dell’innovazione didattica: Freinet Freinet riteneva che per cambiare la scuola occorresse avvalersi di tecniche e/o tecnologie, che diventano pertanto l’anima della didattica. La più importante delle tecniche didattiche è la tipografia che non è soltanto un mezzo per rendere il bambino attivo (fisicamente e mentalmente), né una semplice occasione per ravvivare l’interesse scolastico dei bambini. E’ uno strumento di liberazione del pensiero infantile. In sintesi troviamo in Freinet alcuni elementi di modernità: • apprendimento per esplorazione diretta (learning by doing); • concezione di un educazione aperta, critica, antidogmatica; • integratività ed espansività delle risorse tecnologiche; • apprendimento cooperativo (“noi lavoriamo cooperativamente”) costantemente coadiuvato dalle tecnologie. Ritroviamo questi elementi nei recenti modelli didattici costruttivistici. Don Milani Don Milani negli anni sessanta ha fornito una raffigurazione efficace di come si possa concretamente operare e mettere in risalto il potenziale formativo implicito nell’attività dello scrivere. Nella scuola, la scrittura si accompagna normalmente all’ansia di dover “trovare qualcosa da dire, dall’essere valutati,…”. Leggendo un qualunque scritto di Don Milani notiamo una didattica di segno completamente diverso da ciò che è stato precedentemente detto. Essa si presenta come un processo riflessivo e cooperativo; si parte dal buttare giù appunti, si fanno le prime stesure, si confronta, si revisiona, si risistema più volte il testo confrontando i punti di vista; l’attività dello scrivere si riveste di una forte enfasi etica e sociale. Costruire un testo diventa un momento significativo del costituirsi di una stessa comunità. Scrittura elettronica nella scuola Già prima dell’avvento dei computer molti educatori hanno sottolineato come l’educazione alla scrittura dovrebbe significare un apprendimento ancorato a contesti concreti e significativi d’uso. Anche la scrittura elettronica ha delle forme concrete e significative che favoriscono: una scrittura immediata a getto continuo (brain storming individuale), grazie alla facilità di correzione del testo; essenzialità accompagnata da una linearità argomentativa, favorite dal poter tornare a più riprese sul testo (drafting-redrafting); capacità di organizzare idee in forma gerarchica, grazie ad ambienti specializzati nella strutturazione di scalette (outliner); Aggiungendo a queste multimedialità e ipermedialità si hanno tutte le modalità dell’odierna scrittura elettronica. Scrittura ipermediale Nell’ottica già aperta da Freinet, la tecnologia si coniuga con la creatività infantile e fornisce ulteriori spazi per significative negoziazioni e attività cooperative tra bambini (effetto della scrittura ipermediale). In un’aula dotata di postazioni multimediali (scanner, CD, microfono, casse, videocamera) i bambini diventano autori di “testi sinestetici”, mediante l’uso di immagini dinamiche, audio e video. Insegnanti evidenziano che l’uso della scrittura ipermediale nei bambini sviluppa potenzialità cognitive e manuali che possono essere utilizzate efficacemente. Ipermedializzandosi la scrittura elettronica recupera componenti precedenti della scrittura, la scrittura pittorica, per immagini, la scrittura “ai margini” (Bolter ‘93). Gli ipertesti Un ipertesto è un programma che consente di delimitare uno spazio sullo schermo (tipicamente un’area testuale) rendendolo “attivo”, sì da consentire al lettore di produrre associazioni (link). Schermata Area calda Link Un ipertesto si può considerare anche un generatore di aree “calde” (dette “pulsanti”), zone dello schermo che attivate con il clic del mause producono “eventi” quali far aprire una finestra di testo, far apparire un immagine,… uscire dal programma. Nota n°14 Un ipertesto proponendosi come tecnologia basata sull’associatività: 1. Tende a rendere esplicita la rete sottesa al testo; 2. Si presenta come tecnologia più flessibile e, sotto certi aspetti, più simile ai modi propri della mente; 3. Modifica l’idea che ha prevalso negli ultimi secoli del testo-libro come scrittura chiusa aprendo la strada ad una concezione multiprospettica della conoscenza; 4. Consente al soggetto lettore spazi di libertà del tutto nuovi. Ipertesti e media nella scuola: essere fruitori Nella scuola si fa uso corrente di ipertesti e di ipermedia. E’ utile distinguere due modi in cui si può caratterizzare l’impiego degli ipertesti: essere lettore (si naviga in un ipertesto già costruito) o essere autore (cioè costruire attivamente l’ipertesto). La navigazione ipertestuale, lasciando il soggetto libero di muoversi, rinuncia ad ogni gradualità e sistematicità nella presentazione delle difficoltà, con rilevanti inconvenienti sul piano dell’orientamento. Un elenco più analitico dei problemi che lettori inesperti (sia sul piano contenutistico che metacognitivo) incontrano solitamente nella navigazione è sintetizzato nello schema 1.1. Gli insegnanti adottano diversi criteri per la valutazione della qualità didattica di un ipermedia. Nota n°15 Problemi posti dalla letteratura ipertestuale: - - Il salto (link) può essere compiuto dal lettore in modo casuale. Si diventa consapevoli della natura del link solo dopo averlo attivato Il salto, specialmente se comporta cambio di videata, può far dimenticare l’idea che lo aveva motivato Spesso l’associazione ha senso per l’autore ma non per il lettore; il lettore può trovarsi intrappolato in percorsi non desiderati Le esigenze di “effetto” (audio, video,…) possono prendere il sopravvento rispetto ai bisogni reali di comprensione del lettore. Nota n°16 Criteri per la valutazione della qualità didattica di un ipermedia: Fattori del soggetto Preconoscenza Metacognizione Intenzionalità della navigazione Fattori dell’ipermedia Usabilità - amichevolezza - aiuto navigazione - espandibilità Valenza didattica - pertinenza simbolica - personalizzazione - trasparenza - comportamento esperto Valenza culturale - Criticità della conoscenza - Pluralità ottiche (multiculturalità) Ipertesti e media nella scuola: essere autori Nel caso della costruzione/progettazione multimediale il primo problema che si incontra è quello della esplicitezza degli obiettivi didattici. La costruzione attiva di un curricolo ipermediale può fornire opportunità particolari per far comprendere come un problema possa essere visto da più angolature oppure avvicinare-comparare opinioni diverse. La costruzione di materiale ipertestuale può diventare l’occasione per creare banche dati espandibili; in questo modo gran parte del materiale raccolto può essere ripreso ed riutilizzato. Per questa strada si può immaginare che l’ipertesto possa diventare un libro aperto, nella più genuina ottica freinetiana, con la possibilità forse di dar vita anche a nuovi canali comunicativi generazionali. Nota n°17 Costruzione di un curricolo ipermediale: 1. Il materiale curricolare viene inizialmente suddiviso in grosse unità (nuclei tematici) con eventuali raccordi di massima. Siamo a livello di un “brogliaccio” ipertestuale: 2. Per ciascun nucleo si comincia a raccogliere documenti base e materiale di approfondimento: Testi base Approfondimenti Nota n°18 Costruzione di un curricolo ipermediale: 3. Si fornisce il materiale di lavoro agli alunni proponendo delle piste possibili: si chiede agli alunni le difficoltà e le opinioni durante il lavoro e si confrontano le piste realmente seguite dagli alunni Piste suggerite Appunti studente 4. Appunti studente Piste studente Solo in fase avanzata la singola unità può raggiungere un livello di maggiore strutturazione Cambio codice Giochi,… Versioni semplificate Testi base Laboratorio Approfondimenti Altra unità Verso una riflessività di secondo livello Oggi sono meglio note le implicazioni sul piano cognitivo e culturale dell’avvento della scrittura nel corso della storia dell’uomo. 1. La scrittura ha reso possibile un esame retrospettivo sulla parola. 2. La stampa ha favorito uno spiccato senso della chiusura del testo e ha spinto a riorganizzare il sapere suddividendolo in ambiti delimitati, con elementi rigorosi di identificazione interna (titoli, paragrafi, indici,…) 3. La scrittura ipermediale offre nuovi spazi e forme della mente, agendo da stimolo per una riflessione più profonda intorno alla natura delle conoscenze, alle loro eventuali delimitazioni, articolazioni interne, così da indurre ad esplorare dimensioni e modalità diverse di comprensione e organizzazione del sapere. Conclusioni Costruire ipertesti (cioè strutturare conoscenze in forma associativa) può costituire un’operazione del tutto banale, di basso livello formativo. Può però anche essere una strada per sviluppare nuove potenzialità cognitive. Gli ipertesti sono anche tools privilegiati per la costruzione di nuovi tipi di curricoli, aperti, espandibili, flessibili: la strada richiede però una diversa collaborazione tra editore, docente e lo stesso studente alla costruzione e all’arricchimento degli stessi sentieri percorribili, via via collaudati e progressivamente messi a punto a partire da schemi e canovacci base. Interessante vero? Tecnologia e cooperazione Cooperazione Reti, comunicazione,cooperazione Didattica on line Formazione in rete Innovazione e sperimentazione didattica on line Conoscenza come impresa ermeneutica e cooperativa Telematica e ricerca azione Conclusioni Tecnologia e cooperazione La scuola italiana si trova a gestire nuovi spazi decisionali all’insegna dell’autonomia didattica; parallelamente a tale processo sorge la necessità di nuove tipologie organizzative in grado di avvalersi di risorse territoriali con altre realtà remote. 1. Le realtà remote sono: - riunione faccia a faccia: è limitativa in quanto il singolo non può fornire proprie opinioni; - riunioni in grandi gruppi: non consentono alti livelli cooperativi (il relatore espone semplicemente la propria tesi); 2. Le nuove tipologie organizzative sono: - bacheca elettronica: tutti i partecipanti possono intervenire; - presentazione computerizzata: dà spunto per ulteriori approfondimenti di gruppo. Cooperazione Più scuole cominciano a “cooperare” (non si identifica con l’appartenenza ad una rete). Nella letteratura internazionale, per cooperazione si intende quel tipo particolare di collaborazione basata sulla divisione del lavoro, in cui non esiste piena integratività degli apporti. Esistono vari tipi di integrazione collaborativa. La cooperazione implica il concetto di comunicazione; questa a sua volta è una condizione necessaria ma non sufficiente della cooperazione. Reti, comunicazione, cooperazione L’apporto che le reti telematiche possono fornire alla scuola può essere distinto in tre tipologie principali: 1. Accesso a risorse informative; 2. …comunicative; 3. …cooperative. Al limite si possono evidenziare due tipologie principali di rete e dimensione degli interlocutori coinvolti: 1. Reti con alto numero di componenti (scuole) superiore al centinaio: ad esempio, progetti pilota ministeriali (non c’è lavoro cooperativo in senso stretto); 2. Reti con basso numero si partecipanti con grado elevato di condivisione già avanzata di intenti: ad esempio, gruppi di scuole. Didattica on line La didattica on line accresce le opportunità per scuole, docenti, ecc, di avvalersi di esperti remoti anche per una semplice attività di counseling. Avere un consulente in linea è una condizione apparentemente banale ma che crea opportunità del tutto nuove rispetto alla logica tradizionale. Tra le tipologie che possono comportare un alto livello cooperativo in virtù delle reti telematiche possiamo distinguere due ambiti principali, la cooperazione in attività (prevalentemente) formative o in attività di innovazione o sperimentazione. Formazione Cooperazione in rete Innovazione e sperimentazione Formazione in rete L’uso delle reti rappresenta una fonte di attrazione crescente per tutte le istituzioni che si occupino di formazione. La distance education di vecchia origine si viene convertendo in on line education. I fattori cruciali che possono fornire valore aggiunto ad un sistema di formazione in rete possono essere: a) disponibilità di personale di supporto per il sostegno del sistema comunicativo; b) difficoltà fisica nel raggiungimento di gruppi disseminati; c) revisibilità/espandibilità del materiale; d) espandibilità del numero dei soggetti partecipanti; e) possibilità di avvalersi dell’exspertise stessa dei partecipanti. Innovazione e sperimentazione didattica on line Innovazione e sperimentazione didattica si dibattono nell’annoso problema della validazione. Per accrescere l’affidabilità della ricerca si possono usare tecniche diverse, fondamentalmente riportabili all’idea di avere più punti di vista (osservatori, revisori,…) sia sullo svolgimento in “diretta” della ricerca (osservazione/rilevazione primaria dei dati), sia sull’operato che l’attorericercatore via via raccoglie e presenta (colloqui critici con un esperto). In linea teorica sarebbe una condizione ottimale il poter disporre per tutta la ricerca di più osservatori che raccolgono gli stessi dati in modo indipendente o più ricercatori che parallelamente indagano lo stesso problema su contesti analoghi. La ricerca però ne risulta appesantita; il problema allora è quello di trovare un equilibrio tra le risorse disponibili e il livello di validazione che si ritiene ragionevolmente ottenere: il lavoro on line ci aiuta in questo. Conoscenza come impresa ermeneutica e cooperativa Il concetto di cooperazione tende ad assumere anche valenze epistemologiche; aspira a diventare sinonimo di costruzione sociale di conoscenze attraverso una negoziazione progressiva a più voci. Si è passati da un modello di razionalità di tipo analitico-deduttivo, verso un tipo di razionalità che dà maggiore spazio a modalità dialogiche e cooperative. Questo tipo di razionalità (dialogica e cooperativa) comporta dunque un’impresa ermeneutica, critica e cooperativa che si articola in un dialogo ricorsivo tra più attori. Anche la validazione viene affrontata a più livelli e si prendono in considerazione una pluralità di ottiche. Telematica e ricerca azione La telematica può offrire opportunità nuove per l’indagine sul campo. Può rendere meglio realizzabile il passaggio da un approccio per casi singoli ad uno per casi multipli con la possibilità di esaminare il problema secondo diverse ottiche e sfaccettature. Le potenzialità della ricerca azione on line non sono immediate e autosomatiche. La rete consente l’ingresso in campo di diversi personaggi (facilitatori, consiglieri, esperti, …) che possono interagire con gli attori –ricercatori in itinere a distanza, coadiuvandoli in vario modo. La rete può agire da: - catalizzatore e selezionatore di risorse nella fase preliminare; - facilitatore nella condizione del processo; - amplificatore della riflessività individuale e dell’intersoggettività. Conclusioni Il dialogo cooperativo diventa oggi sia una strada per il costituirsi di nuovi organismi e modelli formativi sia una strategia fondamentale della conoscenza: la ricerca delle scienze umane tende a presentarsi come un’argomentazione razionale a più voci la cui stesura passa attraverso diverse revisioni e tiene conto dei punti di consenso e di differenziazione che tra i vari attori-ricercatori e gli altri osservatori coinvolti sono andate emergendo. Anche i criteri di validazione si riducono in ogni caso a criteri socialmente condivisi; al concetto di oggettività dei risultati, si sostituisce l’idea che la ricerca possa procedere verso livelli di intersoggettività elevati. La costruzione di una comunità dialogica, capace di perseguire cooperativamente finalità condivise è un’operazione complessa, che va accuratamente progettata in anticipo e richiede la ricerca e la definizione di particolari vincoli e regole su cui i partecipanti devono accordarsi e attenersi. Conclusione Gli insegnanti si trovano sempre più alunni che conoscono i nuovi linguaggi informatici meglio di loro. Per sviluppare quella “saggezza strategica” di cui abbiamo bisogno per rendere efficienti ed efficaci l’utilizzo di queste tecnologie c’è bisogno di una criteriologia articolata così: 1. Sul piano della formazione e sperimentazione: la scuola si dovrebbe inserire in una politica di territorio 2. Sul piano degli obiettivi: la scuola dovrebbe spingere di più gli insegnanti ad usare la scrittura e la posta elettronica, Internet… 3. Sul piano logistico: allestire ambienti integrati per l’autoapprendimento 4. Sul piano didattico: progettare unità didattiche che integrano media nuovi e vecchi rendendo chiari gli strumenti e i raccordi curricolari.