Manuale dei controlli in loco REGIONE MARCHE Dipartimento Programmazione e Bilancio P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi comunitari” MANUALE OPERATIVO PER L’ESECUZIONE DEI CONTROLLI IN LOCO FEOGA – SEZIONE GARANZIA PIANO DI SVILUPPO RURALE Manuale dei controlli in loco PREMESSA ................................................................................................................................................. 3 1 2 L’ATTIVITÀ DI CONTROLLO IN LOCO........................................................................................ 4 1.1 Il quadro normativo di riferimento.............................................................................................. 4 1.2 Contenuti dell’attività di controllo in loco .................................................................................. 4 1.3 Il controllo in loco nella Regione Marche .................................................................................. 9 1.3.1 La struttura e le sue competenze ............................................................................................ 9 1.3.2 Modelli organizzativi dei sistemi di gestione........................................................................ 10 1.3.3 Pianificazione dell’attività di controllo................................................................................ 12 1.3.4 Il Sistema informativo............................................................................................................. 1 VALUTAZIONE DEI RISCHI E CAMPIONAMENTO.................................................................... 2 2.1 2.1.1 2.2 3 La valutazione dei rischi ............................................................................................................. 2 Il modello di valutazione del rischio adottato per le misure non a superficie del PSR.......... 2 Il campionamento delle operazioni ............................................................................................. 5 LE FASI DEL CONTROLLO A CAMPIONE.................................................................................... 8 3.2 La verifica del progetto............................................................................................................... 8 3.2.1 Controllo documentale e consultazione archivi ..................................................................... 9 3.2.2 Il controllo in loco ................................................................................................................ 10 3.2.3 Il Verbale di verifica del progetto ........................................................................................ 11 GLOSSARIO ............................................................................................................................................. 13 ALLEGATI ALLEGATO 1: SCHEMI DI CHECK LIST E VERBALE PER LA VERIFICA DI SISTEMA . Errore. Il segnalibro non è definito. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 2 Manuale dei controlli in loco PREMESSA Il presente manuale intende offrire un quadro di riferimento metodologico integrativo ed esplicativo rispetto al Manuale emanato dall’AGEA ed esporre nel dettaglio le procedure di lavoro utilizzate per i controlli in loco sugli interventi cofinanziati dal FEOGA garanzia dalla Struttura Regionale incaricata della funzione. In particolare, le procedure descritte e gli esempi riportati fanno riferimento al Piano di Sviluppo Rurale della Regione Marche. Il manuale contiene più chiavi di lettura e finalità. Innanzitutto si configura come strumento di lavoro interno volto a standardizzare le attività attualmente svolte dai controllori della P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi comunitari”, in modo da codificare le regole comuni per il controllo in loco e quindi garantire la massima uniformità nell’operare dei funzionari preposti all’attività. Inoltre il manuale si rivolge sia alle strutture regionali coinvolte nell’attuazione del PSR, sia ai beneficiari finali dei contributi comunitari, con l’intento di rendere note le procedure del controllo in loco ed in tal modo raccordare tale attività con quella di gestione, contribuendo altresì a migliorare le modalità di attuazione dei progetti. Si precisa che il manuale si raccorda con il manuale delle procedure e dei controlli emanato da AGEA nel 2003 e tiene conto delle aspettative e delle raccomandazioni della Commissione espresse negli orientamenti per l’attuazione dei sistemi di gestione, controllo e sanzioni. Si ricorda infine che, ai sensi del Reg. CE 1663/95, la competenza in materia di autorizzazione degli aiuti cofinanziati dal FEOGA Garanzia, ed in particolare del PSR è dell’Organismo Pagatore e che pertanto il presente manuale ha valore per quanto non in contrasto con le disposizioni del Manuale delle procedure e dei controlli emanato dall’AGEA. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 3 Manuale dei controlli in loco 1 L’ATTIVITÀ DI CONTROLLO IN LOCO 1.1 Il quadro normativo di riferimento La normativa di riferimento relativa al controllo in loco è composta da disposizioni comunitarie, nazionali e regionali. Nella Tabella 1 vengono elencati i principali regolamenti comunitari che interessano l’attività dei controlli. Tabella 1 – Regolamenti comunitari di riferimento Reg (CE) n. 1260/1999 Disposizioni generali sui Fondi strutturali Reg (CE) n. 1257/1999 Sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia (FEAOG) Reg. (CE), n. 445/2002 Disposizioni di applicazione del Reg (CE) n. 1257/1999. Reg. (CE) n. 2419/2001 Modalità di applicazione del sistema integrato di gestione e di controllo relativo a taluni regimi di aiuti comunitari. Orientamenti VI/10535/99 IT Rev. 7 del 23/07/2002 Orientamenti per l’attuazione dei sistemi di gestione controllo e sanzioni concernenti le misure di sviluppo rurale ai sensi del Reg. (CE) n. 1257/1999 del Consiglio. Reg. (CE) n. 1681/1994 Irregolarità e recupero delle somme indebitamente pagate Reg. (CE) 659/1999 – art. 22 Modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE - Controlli in loco nel settore degli aiuti di Stato Reg. (CE) n. 1159/2000 Azioni informative e pubblicitarie a cura degli Stati Membri Reg. (CE) 448/2004 Individuazione delle spese ammissibili Legge 689/81 Modifiche al sistema penale Legge 898/86 Sanzioni amministrative e penali in materia di aiuti comunitari nel settore agricolo Disposizioni attuative dell’art. 64 del Reg. (CE) n. 445/02, recante disposizioni sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del FEOGA La verifica dei sistemi di gestione e controllo e la verifica a campione sui progetti richiedono inoltre una conoscenza approfondita delle “regole di funzionamento” dei programmi cofinanziati e della legislazione specifica relativa all’oggetto del controllo. In particolare i controlli in loco sul PSR assumeranno una diversa connotazione a seconda delle misure di riferimento che, in base alla loro tipologia, vengono distinte in due classi: misure a superficie e misure d’investimento. 1.2 Contenuti dell’attività di controllo in loco Gli obiettivi e l’ambito di intervento dell’attività di controllo in loco sono indicati nel capo II sezione VI del Reg. (CE) 445/2001 “Domande, Controlli e Sanzioni” e nel Reg (CE) 2419/2001. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 4 Manuale dei controlli in loco L’art. 59 punto 2 del suddetto REG. (CE) 445/02 definisce come obiettivo del controllo quello di “assicurare l’efficace verifica del rispetto delle condizioni per la concessione degli aiuti” e al punto 2 specifica che “il controllo è effettuato mediante controlli amministrativi e sul posto”. I successivi articoli individuano l’oggetto dei controlli amministrativi e dei controlli in loco. Nello specifico per ciò che concerne i controlli in loco, che rientrano nella fattispecie dei controlli in loco, il Regolamento recita che “ sono sottoposti a controlli tutti gli impegni e gli obblighi di un beneficiario che è possibile controllare al momento della visita” La ratio della norma è dunque quella di garantire la legittimità della spesa e l’efficacia degli interventi attraverso la verifica sia della veridicità di quanto dichiarato dal beneficiario al momento della presentazione della domanda di aiuto, sia dal mantenimento degli impegni e degli obblighi assunti dallo stesso. Si evidenzia pertanto il carattere correttivo della funzione di controllo, anche in relazione al suo svolgersi in itinere su tutto il periodo di validità del programma, che risulta prevalente rispetto alla funzione sanzionatoria che si esplica nel caso di indebito percepimento a seguito di esposizione di dati e notizie false. Gli aspetti da sottoporre a verifica si differenziano in relazione alla tipologia di misura e sono strettamente correlati agli impegni ed obblighi previsti per consentire il raggiungimento della stessa. Effettuando una standardizzazione gli elementi da verificare sono riconducibili ai seguenti: MISURE A SUPERFICIE: - le superfici agricole - la buona pratica agricola - il rispetto dei requisiti minimi in materia di igiene e benessere degli animali - il possesso dei requisiti di accesso e delle priorità dichiarate - il rispetto degli impegni ed obblighi assunti MISURE D’INVESTIMENTO - la conformità delle opere agli obiettivi del progetto e la coerenza degli investimenti con la spesa realizzata - il rispetto dei requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali e delle condizioni di igiene degli impianti di trasformazione; P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 5 Manuale dei controlli in loco - verifica dei documenti giustificativi di spesa e dei relativi pagamenti. Anche se le visite in sito, nell’ambito dei controlli amministrativi, hanno una diversa finalità rispetto ai controlli in loco in loco, verificare il primo che l’investimento sia portato a termine correttamente, integrare il controllo amministrativo in modo da effettuare una verifica per quanto possibile esaustiva del campione dei beneficiari selezionato, la Commissione auspica, per evitare che il beneficiario sia sottoposto ad una serie ripetute di visite che le due tipologie di controllo vengano associate, purché tutte le condizioni prescritte per i controlli in loco siano soddisfatte e così garantire il carattere esauriente del controllo. Il processo di controllo si esplica durante tutto il corso dell’anno e si caratterizza, schematizzando, nelle fasi sotto riportate. Tabella 2 – Fasi operative del processo relativo ai controlli in loco COD. FASE INPUT OUTPUT - Tipologie di intervento 1 Analisi e valutazione dei rischi (*) 2 Acquisizione elenco pratiche finanziate (*) 3 Assegnazione dei coefficiente di rischio (*) 4 estrazione del campione (*) - Irregolarità riscontrate Criteri per l'assegnazione del coefficiente di rischio annualità precedenti Elenchi provinciali delle domande finanziate e delle domande già liquidate a saldo - dati delle domande finanziate - caratteristiche delle stesse - Universo dei beneficiari - % di estrazione sulle singole classi - % selezione aleatoria Elenco regionale delle domande che vanno a popolare l'universo di riferimento da cui estrarre il campione Popolazione dell'universo suddiviso per classi di rischio - lista delle aziende controllo - campione effettivo - lista delle aziende a controllo - campione sostitutivo 5 Verifica delle richieste domande di di finanziamento finanziamento e/o (procedurale, progetti d'investimento documentale e in loco) check-list e verbali di controllo 6 Gestione dei recuperi e delle decadenze Verbali di controllo con irregolarità Predisposizione atto di contestazione dell'irregolarità e dell'attivazione dei procedimenti di recupero degli importi pagati indebitamente e/o di pronuncia di decadenza Gestione delle sanzioni Verbali di controllo con applicazione di sanzioni ex legge 689/81 e 898/86 7 - Predisposizione atto di contestazione per l'avvio del procedimento di irrogazione sanzione - Emissione ordinanzia-ingiunzione di pagamento della sanzione P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 6 Manuale dei controlli in loco 8 Analisi delle sistematicità delle irregolarità Analisi delle irregolarità di carattere sistematico ed individuazione dei correttivi opportuni 9 Proposte di azioni preventive e/o correttive Invio alle Strutture responsabili della Report sugli errori di programmazione e del coordinamento dell'attuazione, sistema e sulle proposte dei report relativi agli errori di sistema e dei correttivi di correzione da adottare proposti 10 Comunicazione agli altri organismi competenti Verbali di controllo con irregolarità accertate che Invio copia verbali con irregolarità all'AGEA e al hanno concluso l'iter Ministero delle Politiche Agricole relativo alla decadenza, recuperi e sanzioni Report sugli errori di sistema e sulle proposte di correzione da adottare Per le misure agroambientali le attività vengono eseguite dai responsabili provinciali di misura che estraggono (*) il campione utilizzando il software fornito da AGEA che offre le necessarie garanzie di protezione. In base alle propedeuticità sopra definite è possibile rappresentare il processo relativo ai controlli in loco con un diagramma di flusso. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 7 Manuale dei controlli in loco Figura 1 – Diagramma di flusso delle attività di controllo P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 8 Manuale dei controlli in loco Come si evince dal grafico, l’analisi dei rischi è una attività a carattere iterativo, nel senso che essa può essere influenzata dalla identificazione delle irregolarità riscontrate durante le verifiche sui progetti. Le attività di controllo considerate nel diagramma di flusso si attuano nell’ambito di un ciclo con cadenza annuale, in modo tale da coprire almeno il 5% per l’insieme dei beneficiari delle misure di sviluppo rurale. Lo stesso flusso si reitera nel corso dell’anno successivo, con strumenti affinati ed una conoscenza dell’intervento che consenta di pesare meglio i rischi ed ottimizzare le risorse utilizzate per il controllo. 1.3 Il controllo in loco nella Regione Marche 1.3.1 La struttura e le sue competenze L’organizzazione del controllo in loco ha subito, dall’inizio della programmazione 20002006, varie modifiche. L’attuale assetto organizzativo è stato definito con Delibera di Giunta Regionale (DGR) n. 270 del 25/02/03, che ha costituito la Posizione di Funzione “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi comunitari” (denominata nel seguito P.F. Controlli), posta alle dipendenze funzionali dirette del Direttore di Dipartimento “Programmazione e Bilancio”, assicurando in tal modo la piena indipendenza della struttura dalle altre interessate alla gestione ed al pagamento dei Fondi Strutturali. Inizialmente la suddetta P.F curava esclusivamente i controlli sui fondi strutturali ma, con la successiva DGR n. 1229 del 16/09/03, la Regione Marche ha razionalizzato, attraverso la centralizzazione in un’unica struttura, l’attività di controllo in loco sui fondi strutturali (FESR, FSE, FEOGA Orientamento, SFOP) con quella sul FEOGA Garanzia. In base alle delibere citate, sono state attribuite alla P.F. Controlli le seguenti competenze: - analizzare i sistemi di gestione e controllo approntati dalle strutture organizzative della Giunta regionale responsabili dell’attuazione dei programmi comunitari per la concessione dei contributi ai beneficiari (FSE, FESR, FEOGA Orientamento e Garanzia, SFOP) ai sensi delle specifiche normative comunitarie vigenti; - elaborare i rapporti conclusivi sull’attività di analisi svolta individuando i punti di forza e di debolezza del sistema per il miglioramento e l’omogeneizzazione della gestione; - verificare i progetti finanziati dal punto di vista contabile/amministrativo, della conformità delle realizzazioni effettuate e il rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale; P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 9 Manuale dei controlli in loco - svolgere controlli in loco presso i beneficiari ultimi in base alle modalità stabilite dalla normativa comunitaria e nazionale vigente nonché dalle relative disposizioni attuative; - predisporre i verbali di accertamento relativi ai controlli effettuati; - elaborare le comunicazioni all’OLAF delle irregolarità riscontrate; - provvedere alle irrogazioni delle eventuali sanzioni, relativamente al sistema di finanziamento FEOGA Garanzia, ai sensi del D. Lgs. 10 dicembre 2002, n.305; - predisporre l’attestato di cui all’art. 15 del Regolamento (CE) 438/01 sulla regolarità e legittimità delle operazioni cofinanziate; - curare i rapporti con altri soggetti istituzionali quali l’AGEA, il Corpo Forestale dello Stato, la Guardia di Finanza, ecc. per lo svolgimento concordato delle attività di controllo e per definire le procedure connesse agli eventuali rapporti convenzionali in essere con i medesimi soggetti. Al suo interno, la Posizione di Funzione “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi comunitari” si compone di due posizioni organizzative (P.O.): - la P.O. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi strutturali”, competente per il FESR, FSE e SFOP, - la P.O. “Controlli FEOGA”, competente per il FEOGA sezione Orientamento e Garanzia. 1.3.2 Modelli organizzativi dei sistemi di gestione Il modello organizzativo del Piano di Sviluppo Rurale è riportato nella Figura 2 ed evidenzia la distinzione dei compiti e delle responsabilità tra le funzioni di programmazione, gestione, pagamento e controllo. Nello specifico la funzione di programmazione e monitoraggio è svolta dal Servizio “Sistema Agroalimentare, Ambiente rurale e Foreste”. La responsabilità del coordinamento della gestione è affidata al Servizio “Sviluppo e gestione delle attività agricole e rurali” che cura: - la predisposizione dei bandi; - la definizione delle procedure di valutazione, istruttoria, e liquidazione dele domande di aiuto; - l’approvazione delle graduatorie dei beneficiari - l’invio all’AGEA degli elenchi regionali delle domande da porre in liquidazione. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 10 Manuale dei controlli in loco P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 11 Manuale dei controlli in loco L’attuazione degli interventi è affidata alle strutture decentrate agricoltura provinciali che, nell’ambito della provincia di competenza, svolgono le seguenti funzioni: - raccolta delle domande di aiuto; - valutazione e istruttoria delle domande; - controlli amministrativi e, ove necessarie, visite in sito; - adozione degli atti di approvazione e di liquidazione e trasmissione degli elenchi provinciali di liquidazione al Servizio “Sviluppo e gestione delle attività agricole e rurali” La titolarità dell’esecuzione e contabilizzazione dei pagamenti è assegnata all’Organismo pagatore. Tale funzione, per quanto riguarda la Regione Marche, nelle more della costituzione di un organismo regionale, è svolta dall’AGEA quale organismo pagatore nazionale All’interno delle Strutture competenti per materia, vengono individuati i responsabili provinciali e i coordinatori regionale di misura. 1.3.3 Pianificazione dell’attività di controllo La pianificazione dell’attività ha lo scopo di garantire che i controlli siano ripartiti uniformemente su tutto il periodo di programmazione. L’attività dei controlli si reitera ogni anno, in modo tale da coprire annualmente il 5% dei beneficiari. In base all’esperienza maturata, è possibile ripartire l’attività annuale dei controlli nell’arco temporale, come indicato nel cronoprogramma P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” seguente (Figura 3). 12 Manuale dei controlli in loco Figura 3 – Piano annuale di audit Dicembre Novembre Ottobre Settembre Agosto Luglio Giugno Maggio Aprile Marzo Febbraio Fasi del controllo Gennaio ANNO N Attività propedeutiche al campionamento Selezione del Campione Controlli annualità n-1 annualità n Gestione delle irregolarità e segnalazione attività correttive/preventive Attività di follow up 1.3.4 Il Sistema informativo La P.F. Controlli si è dotata di un proprio sistema informativo, che permette di avere dati sempre aggiornati sui controlli effettuati e così monitorare l’attività svolta e la percentuale di spesa controllata annualmente per quanto riguarda i fondi strutturali. Tale sistema informativo comprende anche un’area dedicata ai controlli dei programmi cofinanziati dal FEOGA in cui è possibile accedere alle fonti normative specifiche, alle disposizioni operative per lo svolgimento dei controlli e agli strumenti adottati per l’esecuzione degli stessi quali manuali, check list e schemi di verbali. L’indirizzo di tale sito web è http://www.controlli.marche.it. Manuale dei controlli in loco 2 VALUTAZIONE DEI RISCHI E CAMPIONAMENTO 2.1 La valutazione dei rischi L’analisi dei rischi è l’attività in grado di orientare il controllo in loco verso quelle aree che presentano i livelli di rischio più elevati. In tal senso la valutazione dei rischi e dei controlli è parte dell’analisi di sistema e rappresenta il presupposto logico per la successiva fase di campionamento. Tale processo si esplica nelle seguenti linee di attività principali: - analizzare i processi significativi legati alle diverse Misure; - individuare il profilo di rischio dei processi significativi; - esprimere un giudizio in merito ai rischi; - determinare l’ampiezza del campione di progetti da sottoporre a controllo. Si precisa che la valutazione dei rischi e il successivo campionamento sono effettuati a livello di misura, in modo da tener conto delle differenti tipologie di intervento presenti nel PSR e di conseguenza della diversità degli impegni e degli obblighi a cui sono assoggettati i beneficiari. Tale scelta è inoltre determinata dal fatto che, essendo la responsabilità delle diverse misure attribuita a funzionari diversi, ci si potrebbe trovare in presenza di sistemi di gestione e controllo tra loro differenti in termini di efficacia ed efficienza. In alcuni casi, nei quali alcune misure con tipologie di finanziamento assimilabili presentano una bassa numerosità dei beneficiari, è possibile effettuare l’analisi dei rischi e il successivo campionamento in maniera congiunta. Va inoltre precisato che per le misure a superficie l’analisi dei rischi e l’estrazione del campione viene svolta dall’AGEA in quanto funzione inclusa nel pacchetto software controlli e liquidazione che viene fornito alla Regione in base alla citata convenzione. Tale attività viene invece svolta dalla P.F. per quanto concerne le misure non a superficie. 2.1.1 Il modello di valutazione del rischio adottato per le misure non a superficie del PSR. - La P.F. Controlli ha individuato un insieme di parametri, ritenuti significativi per la valutazione del rischio a livello delle misure non a superficie, che utilizza per determinare il P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 2 Manuale dei controlli in loco campione, secondo le modalità di seguito esplicitate che tengono conto di quanto previsto dall’art.19 del Reg. (CE) 2419/01 e dagli Orientamenti della Commissione UE in materia. A. Analisi di rischio L’analisi di rischio viene effettuata tenendo conto di una molteplicità di fattori che vengono valutati su scala numerica da uno a dieci. La valutazione del rischio tiene conto di due fattori fondamentali che attengono alle caratteristiche del progetto ed allo stato di realizzazione dell’investimento valutato in termini di tempo trascorso dalla data di finanziamento. Per quanto sopra l’analisi dei rischi viene effettuata valutando: - Il rischio intrinseco del progetto che tiene conto dell’entità dell’aiuto concesso, della posizione di graduatoria e delle condizioni preferenziali per la concessione dell’aiuto; - Il rischio connesso con l’anzianità del progetto che si ritiene più elevato per quanti sono in prossimità della scadenza del termine per la realizzazione del progetto. A.1 Rischio intrinseco del progetto Il rischio intrinseco del progetto viene calcolato sulla base di tre parametri oggettivi caratterizzanti i singoli progetti finanziati. A.1.1 Entità del contributo Viene valutato il rischio potenziale derivante dall’entità del contributo assegnato al progetto finanziato. Per ogni graduatoria di finanziamento approvata si calcola l’intervallo, in termini di contributo pubblico concesso, fra l’importo massimo e quello minimo. L’intervallo viene frazionato in tre parti uguali ottenendo, quindi, tre strati. Allo strato riferito agli importi più bassi viene assegnato un “valore di rischio” pari a 1, allo strato intermedio un “valore di rischio” pari a tre e allo strato più alto un “valore di rischio” pari a cinque. A.1.2 Posizione di graduatoria Viene valutato il rischio potenziale connesso alla posizione in graduatoria della domanda di finanziamento approvata anche in relazione ai requisiti di priorità autocertificati in domanda. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 3 Manuale dei controlli in loco Per ogni graduatoria approvata viene assegnato un “valore di rischio” pari a tre a tutti i beneficiari che si sono collocati nelle prime posizioni di graduatoria fino ad 1/3 della stessa. Ai restanti 2/3 dei beneficiari non viene assegnato alcun “valore di rischio”. A.1.3 Condizioni preferenziali A.1.3.1 Nuove aziende Viene valutato, per la misura G, il rischio potenziale derivante dalla certificazione della condizione di nuova azienda poiché tale condizione garantisce la collocazione in una graduatoria riservata a cui i bandi destinano un budget finanziario specifico. Si procede assegnando un “valore di rischio” pari a due in tutti i casi in cui la condizione ricorre. A.1.3.2 Giovani agricoltori Viene valutato, per la misura A, il rischio potenziale derivante dalla certificazione della condizione di giovane agricoltore insediato, considerato che nei casi in cui sussiste tale condizione preferenziale il finanziamento del progetto risulta probabile. A.1.4 Calcolo del rischio intrinseco di progetto I “valori di rischio” assegnati in base alle variabili di cui ai precedenti punti A.1 vengono sommati e vanno cosi a costituire valore di rischio intrinseco di progetto (RI). In formula: RI = (A.1.1 + A.1.2 + A.1.3) A.2 Anzianità del progetto Viene assegnato un “valore di rischio” proporzionale alla anzianità di progetto intesa come periodo che intercorre fra la data di finanziamento e la data di selezione del campione. A.2.1 Assegnazione del “valore di rischio”. I progetti che in genere si trovano nella condizione di aver concluso i lavori sono quelli che devono preferibilmente essere sottoposti a controllo. Ciò in ottemperanza alle disposizioni del regolamento CE 963/03 punto 7) che prevede che “gli Stati membri possono disporre che i controlli in loco vertano esclusivamente sui progetti in P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 4 Manuale dei controlli in loco fase di ultimazione” e alle disposizioni del documento VI/10535/99 – IT Rev. 7 che conferma tale disposizione. In particolare viene assegnato un “valore di rischio” sulla base dei parametri che seguono: Fino a dodici mesi viene assegnato un “valore di rischio” pari a uno; Superiore a dodici mesi e fino a ventiquattro mesi viene assegnato un “valore di rischio” pari a cinque; Superiore a ventiquattro mesi viene assegnato un “valore di rischio” pari a dieci. A.3 Ponderazione I “valore di rischio” assegnato in relazione al rischio intrinseco di progetto (RI), di cui al precedente punto A.1.4, ed il rischio di anzianità del progetto (RA), di cui al precedente punto A.2.1, vengono ponderati assegnando un peso pari a 0,4 per il primo (RI) ed un peso pari a 0,6 per il secondo (RA). La somma dei risultati delle operazioni precedenti vanno a rappresentare il rischio totale ponderato per benefciario. In formula: RTP = [(RI x 0,4) + (RA x 0,6)] B. CLASSI DI RISCHIO Viene calcolato l’intervallo che intercorre fra il Rischio totale ponderato (RTP) minimo e massimo registrato per la lista dei beneficiari che costituiscono l’universo dell’anno. L’intervallo così determinato viene frazionato in tre parti uguali. All’unità frazionale più bassa viene assegnata la classe di rischio 1, all’unità frazionale intermedia viene assegnata la classe di rischio 2 e all’unità frazionale più alta viene assegnata la classe 3. 2.2 Il campionamento delle operazioni Il Capo VI del Reg. (CE) 445/2002 contiene le linee guida per la costituzione di un campione rappresentativo dei beneficiari. In particolare, l’art. 61 specifica che il campione deve rappresentare almeno il 5% dei beneficiari e l’art. 19 del REG. (CE) 2419/01 che deve rispondere ai seguenti requisiti: - deve essere rappresentativo delle domande finanziate; - deve essere selezionato sulla base dell’analisi dei rischi. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 5 Manuale dei controlli in loco L’universo da cui viene estratto il campione viene popolato annualmente prendendo in considerazione tutti i progetti approvati e finanziati dalla Regione Marche. Tali progetti restano inclusi nell’universo per un periodo corrispondente alla data limite per la liquidazione dello stato finale (generalmente fissato in tre anni). Fanno eccezione a tale regola: - I progetti già estratti a campione per un controllo in loco; - I progetti già conclusi per i quali si è già proceduto alla liquidazione del saldo finale. La procedura seguita dalla Regione Marche per l’estrazione del campione delle operazioni da sottoporre a controllo in loco è la seguente: sulla base degli elenchi progetto distinti per misura, o sua aggregazione, che rappresentano l’Universo di riferimento delle operazioni da controllare, il Servizio Informativo Statistico, definisce il campione sulla base degli strati individuati facendo riferimento alla metodologia . Gli strati vengono definiti dalla P.F. per consentire la normalizzazione all’interno di uno strato di più variabili, evitando al tempo stesso un incremento ingiustificato della numerosità campionaria. L’estrazione viene effettuata secondo le modalità di seguito indicate: • Il 20% del campione (pari all’1% dei beneficiari) deve essere estratto annualmente con il metodo casuale semplice, come previsto dal citato art. 19 del Reg. (CE) 2419/01; • Il restante 80% del campione (pari all’4% dei beneficiari) deve essere estratto con il metodo casuale sulla base delle seguenti percentuali di rappresentatività delle classi di rischio: - dalla classe di rischio 1 deve essere estratto il 12% del campione (pari al 0,6% dei beneficiari che compongono l’universo); - dalla classe di rischio 2 deve essere estratto il 24% del campione (pari al 1,2% dei beneficiari che compongono l’universo); - dalla classe di rischio 3 deve essere estratto il 44% del campione (pari al 2,2% dei beneficiari che compongono l’universo). Le unità frazionali derivanti dal calcolo dei beneficiari da controllare vengono arrotondate secondo le regole che seguono: Da cinque a nove vengono arrotondate all’unità superiore; Da uno a quattro vengono arrotondate all’unità inferiore. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 6 Manuale dei controlli in loco Per le classi di rischio per le quali il calcolo, dopo l’arrotondamento, da un risultato pari a zero, viene comunque estratto un beneficiario da sottoporre a controllo ed un campione sostitutivo. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 7 Manuale dei controlli in loco 3 LE FASI DEL CONTROLLO A CAMPIONE 3.1 La verifica del progetto Il controllo sulle operazioni comporta un esame approfondito degli aspetti connessi alla gestione, alla rendicontazione, nonché alla realizzazione fisica del progetto, e fornisce al controllore elementi sufficienti per constatare eventuali scostamenti rispetto alle procedure previste. La verifica di un progetto si articola in 3 fasi successive, che sono: - controllo della documentazione conservata nel fascicolo, interrogazione di banche dati e consultazione di archivi informatizzati; - controllo in loco, ovvero verifica di carattere tecnico amministrativo-contabile della documentazione conservata presso il beneficiario/destinatario del contributo e verifica delle attività realizzate e della loro conformità con gli obiettivi della misura e coerenza degli investimenti con il progetto approvato; - verbale di progetto I principali aspetti oggetto di verifica sono: la conformità del progetto alle disposizioni comunitarie, agli obiettivi della misura, ai requisiti del bando e all’eventuale capitolato approvato; il rispetto degli adempimenti richiesti sia in fase di presentazione della domanda (rispetto dei termini, completezza della documentazione …) sia durante la realizzazione del progetto (comunicazione eventuali variazioni …) sia in fase di rendicontazione (rispetto dei termini, completezza della documentazione …); il rispetto degli obblighi e degli impegni verificabili al momento del controllo in loco; la conformità delle richieste di pagamento e dei giustificativi di spesa, la coerenza dell’opera o del servizio o dei beni acquistati rispetto al progetto. Le verifiche poste in essere sono individuate in dettaglio negli schemi di check list allegati in calce. Il controllo ha inizio con l’acquisizione del fascicolo presso le strutture responsabili della misura, utilizzando un apposito verbale di consegna nel quale vengono dettagliati i documenti che vengono prelevati. I fascicoli vengano prelevati per la loro visione, viene compilata una scheda in cui è annotato il numero della pratica acquisita, le date di prelievo e di successiva riconsegna. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 8 Manuale dei controlli in loco Per ogni progetto viene predisposto un fascicolo all’interno del quale viene conservata la documentazione acquisita durante il controllo, la check list di progetto, eventuali comunicazioni con il responsabile di misura, e il verbale di progetto. 3.1.1 Controllo documentale e consultazione archivi Mediante accesso alla rete internet ed intranet è possibile accedere, attraverso password, ad una serie di banche dati che forniscono riscontri attendibili rispetto ad una serie di dati e notizie esposti in domanda. In particolare risulta particolare possono essere verificate le seguenti informazioni: certificazione dell’esistenza dell’impresa mediante consultazione dell’archivio estrapolato dal registro ditte iscritte alla CCIAA della regione. Il sistema permette di verificare se l’impresa è attiva, la sede, le attività esercitate ed altre informazioni, tenuto conto dell’aggiornamento bimestrale dell’archivio stesso. accesso, attraverso il portale SIAN, all’anagrafe tributaria con la possibilità di effettuare ricerche e verifiche per ditta, nominative. accesso ai sistemi GIS per la verifica delle superfici, sia mediante la consultazione di archivi gestiti in “locale” che in “rete”, in quest’ultimo caso attraverso il portale SIAN. consultazione dell’archivio UMA (utenti motori agricoli) al fine di verificare la dotazione di macchine agricole dell’azienda. consultazione dei dati relativi alle domande presentate ai fini dell’aiuto PAC seminativi e zootecnia dai quali estrarre i dati relativi alla consistenza aziendale ed alle colture praticate. accesso all’anagrafe zootecnica nazionale e regionale al fine di verificare i dati relativi alle dotazioni di bestiame dell’azienda e all’evoluzione del carico di bestiame mediante la verifica dei movimenti di stalla. accesso ai registri delle profilassi per i capi ovicaprini dai quali estrarre i dati relativi ai capi rilevati dal Servizio veterinario. Attraverso il sistema informativo regionale SIARM è possibile, inoltre, effettuare i seguenti controlli incrociati: P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 9 Manuale dei controlli in loco incrocio dei dati relativi alle superfici dichiarate ai fini PAC e dell’aiuto PSR con segnalazione di anomalie riferite principalmente a difformità di superficie, difformità di dati relativi all’ampiezza dell’azienda, difformità dei dati relativi alla SAU, mancato rispetto dei vincoli di rotazione colturale; incrocio dei dati relativi alle domande di aiuto PSR presentate per annualità diverse o in relazione alle diverse misure del PSR con segnalazione delle anomalie di superficie sopra richiamate sinteticamente; incrocio dei dati anagrafici relativi alle domande presentate ai fini dell’aiuto PAC e delle diverse misure del PSR. Tali controlli vengono, di norma, eseguiti in sede prima dell’effettuazione della visita in loco dove possono essere acquisite i necessari riscontri rispetto alle anomalie individuate nel corso delle verifiche sopra richiamate. 3.1.2 Il controllo in loco Ai sensi del Reg. (CE) 2419/01i controlli in loco sono effettuati senza preavviso. Tuttavia è ammesso un preavviso limitato che non può oltrepassare le 48 ore, per consentire, durante il sopralluogo, la presenza del beneficiario o di un suo rappresentante . Il beneficiario è tenuto a collaborare con gli incaricati del controllo e deve consentire l’accesso alla propria azienda o al luogo interessato dall’investimento o dall’aiuto. Inoltre lo stesso è tenuto a fornire tuttii documenti e le informazioni eventualmente richiesti, pena la decadenza totale dagli aiuti e/o l’applicazione delle sanzioni previste dall’art.1 del D.Lgs. n° 305/02. Gli elementi che sono oggetti di verifica nel corso dei controlli in loco differiscono a seconda delle tipologie di misura: MISURE A SUPERFICIE Un metodo che permette di effettuare una selezione di tipo oggettivo consiste nel selezionare i documenti di spesa ad intervalli regolari, sulla base di una sequenza predefinita. Ad integrazione della selezione così effettuata, è necessario comunque verificare la documentazione relativa alle voci di spesa di importo più rilevante. Ad esempio su di un progetto del valore di 300.000 € è opportuno comunque verificare tutti i documenti di spesa di valore unitario maggiore/uguale a 30.000 €. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 10 Manuale dei controlli in loco Se il controllo a campione rileva degli errori, il campione deve essere ampliato per stabilirne la diffusione e la portata dell’irregolarità. 3.1.3 Il Verbale di verifica del progetto L’attività di controllo si conclude con la redazione del verbale relativo alla verifica effettuata sul progetto. Il verbale è un documento che contiene in forma sintetica le principali informazioni sull’attività di controllo; viene redatto e firmato dal controllore/controllori che hanno effettuato l’attività. Nello specifico, le principali informazioni relative al progetto contenute nel verbale sono: - Coordinate del programma cui si riferisce l’operazione controllata, - Beneficiario/Destinatario ultimo sottoposto a controllo, - Spesa ammissibile sottoposta a controllo. Nel verbale sono altresì riportate le informazioni relative al controllo effettuato: - Soggetto controllore, - Luogo e data del controllo presso il Servizio e del controllo in loco, - Rappresentanti del beneficiario presenti al momento del controllo, - Osservazioni oggetto di rilievo, - Risultato di audit. La documentazione ritenuta utile a supportare le risultanze emerse e riportate nel verbale viene allegata al documento stesso. Il verbale una volta redatto e concluso rimane conservato presso la P.F. Controlli all’interno del fascicolo relativo al progetto. Le osservazioni contenute nel verbale sono di due tipologie: rilievi che non inficiano la regolarità del progetto ma che vengono ugualmente segnalati al fine di migliorare la futura gestione dell’attività; rilievi che comportano invece conseguenze finanziarie al contributo concesso (revoche parziali o totali). Il verbale si chiude sempre con il “Risultato dell’Audit” nel quale si indica se l’Audit ha sofferto o meno di alcun tipo di limitazione (ad esempio nel caso in cui il Servizio o il destinatario ultimo non abbiano messo a disposizione tutta la documentazione richiesta o impedito l’accesso ai luoghi in cui si trova l’oggetto dell’investimento) e se sono state riscontrate irregolarità che comportano una revoca del contributo. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 11 Manuale dei controlli in loco A titolo esemplificativo si riporta, nell’Allegato 3, lo schema generale relativo al verbale sul controllo di progetto. 3.2 Il follow up e la relazione finale Il follow up, fase finale dell’attività di controllo, comprende: - l’identificazione di eventuali irregolarità; - la redazione del verbale di verifica e della relazione finale. Attraverso l’espletamento delle verifiche sopra descritte, vengono individuate eventuali irregolarità presenti nell’attuazione dei progetti. Il Reg. (CE, Euratom) n. 2988/1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari della Comunità, definisce come “irregolarità, qualsiasi violazione di una disposizione del diritto comunitario derivante da un’azione o un’omissione di un operatore economico che abbia o possa avere come conseguenza un pregiudizio al bilancio generale delle Comunità o ai bilanci da queste gestite, attraverso la diminuzione o la soppressione di entrate provenienti da risorse proprie percepite direttamente per conto delle Comunità, ovvero una spesa indebita”. I progetti nei quali emergono irregolarità sono oggetto di revoca, parziale o totale, da parte del Servizio responsabile dell’attuazione della misura, a seguito di comunicazione scritta della P.F. Controlli. In caso di richiesta di revoca del contributo, il fascicolo di controllo viene integrato una volta acquisite le informazioni relative alla procedura attivata dal Servizio (ad es., nota di risposta, eventuale decreto di revoca e recupero del contributo, estremi dei documenti di pagamento da parte del destinatario). P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 12 Manuale dei controlli in loco GLOSSARIO Autorità di Gestione: autorità o organismo pubblico o privato, nazionale, regionale o locale designato dallo Stato membro per la gestione di un intervento, e responsabile dell’efficacia e della regolarità della gestione e dell’attuazione degli interventi. Autorità di Pagamento: autorità o organismi nazionali, regionali o locali incaricata dallo Stato membro di elaborare e presentare le richieste di pagamento e di ricevere i pagamenti dalla Commissione. Beneficiario finale: gli organismi e le imprese pubbliche o private responsabili della committenza delle operazioni; nel caso dei regimi d’aiuto ai sensi dell’articolo 87 del trattato e di aiuti concessi da organismi designati dagli Stati membri, i beneficiari finali sono gli organismi che concedono gli aiuti. Intervento: vengono così denominati i Programmi Operativi (PO), i Documenti Unici di Programmazione (DOCUP), i Programmi di Iniziativa Comunitaria (PIC), il sostegno alle Misure di assistenza tecnica e le azioni innovative. Asse prioritario: ciascuna delle priorità strategiche inserite in un intervento, cui si accompagnano una partecipazione dei Fondi, le corrispondenti risorse finanziarie dello Stato membro Misura: lo strumento tramite il quale un asse prioritario trova attuazione e che consente il finanziamento delle operazioni. Ogni regime d’aiuto ai sensi dell’articolo 87 del trattato e ogni concessione di aiuti da parte di organismi designati dagli Stati membri, che abbia la stessa finalità, sono definiti come misura. Operazione: ogni progetto o azione realizzato dai beneficiari finali degli interventi. Classi/tipologie di Operazione: la molteplicità delle Operazioni realizzabili, anche all’interno di ciascuna Misura, richiede di fissare dei modelli standard di Operazione, che siano assimilabili in base all’iter attuativo. Sono state a questo scopo individuate tre Operazioni/tipo consistenti in: realizzazione di opere pubbliche, acquisizione di beni e servizi, erogazione di finanziamenti e di servizi ai singoli destinatari. Controllo a campione delle Operazioni (in loco): è volto a verificare l’efficacia dei sistemi di gestione e controllo, nonché a verificare, con criteri selettivi e sulla base di un’analisi dei rischi, le dichiarazioni di spesa presentate ai vari livelli interessati. Tale attività è inoltre tesa al rilascio della attestazione a conclusione degli interventi di cui all’art. 38, paragrafo 1, lettera f), del regolamento CE n. 1260/99. Controllo ordinario (di primo livello): è espletato in concomitanza con la gestione ed è rappresentato dall’insieme dei controlli che accompagnano l’attività dell’Autorità di Gestione, di Pagamento e degli organismi intermedi (art. 4 Reg. CE n. 438/01). Analisi dei rischi: valutazione dei sistemi di gestione e controllo che consente di individuare e “presidiare” i fattori di rischio che possono pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi dell’intervento, con particolare riferimento alle finalità di una sana gestione finanziaria. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 13 Manuale dei controlli in loco Campionamento: i controlli effettuati prima della conclusione di ciascun intervento riguardano almeno il 5% della spesa totale ammissibile e si basano su un campione rappresentativo delle Operazioni approvate. Il campione deve possedere i seguenti requisiti: (1) deve includere Operazioni di vario tipo e di varie dimensioni, (2) deve essere rappresentativo degli eventuali fattori di rischio identificati dai controlli nazionali e comunitari, (3) deve prendere in considerazione la concentrazione delle Operazioni in capo a determinati organismi intermedi/beneficiari finali in modo che i principali organismi intermedi/beneficiari finali siano oggetto di controllo prima della conclusione di ciascun intervento (Reg. 438/2001). ALLEGATO 1: SCHEMI DI CHECK LISTS DI CONTROLLO P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 14 Manuale dei controlli in loco REGIONE MARCHE Regolamento CE 1257/99 – SVILUPPO RURALE MISURA A - Investimenti nelle Aziende Agricole Check list di Controllo in loco P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi comunitari” PO Controlli FEOGA Organismo preposto alla verifica: Verifica eseguita dai Funzionari : Dati relativi al beneficiario : • Ragione sociale • Indirizzo sede legale • Partita IVA • Indirizzo del centro aziendale • Rappresentante legale Nominativo del rappresentante dell'azienda presente alla verifica Presenza di delega scritta SI [] NO [] SI [] NO [] PREAVVISO E’ stato dato preavviso all’azienda dell’effettuazione del Controllo Se affermativo, con quale modalità : _______________ Se affermativo, indicare il termine del preavviso : ___ ore DATI SPECIFICI DELLA DOMANDA A CONTROLLO DOMANDA IDENTIFICATA AL SIARM al n° SCADENZA BANDO Protocoll o n° Data di Presentazione ID Doman da 0 P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” Luogo di Presentazione della domanda Manuale dei controlli in loco CONTROLLO AMMINISTRATIVO UFFICIO ISTRUTTORE Struttura Decentrata Agricoltura Provincia di ANCONA Data di inizio della VERIFICA (gg/mm/aa): Fase procedimentale in cui si trova la domanda: Irregolare DOCUMENTI ESITO DEL CONTROLLO Regolare Requisiti per la Ricevibilità: Non Dovuto N . domanda per la quale è scaduto il termine di esecuzione dell'investimento NOTE Barrare Check List di RICEVIBILITA': presenza e 1 corretta compilazione □ □ □ 2 Presentazione domanda entro i termini previsti □ □ □ Modello 1 – Dichiarazione attestante Reddito Netto Aziendale Modello 2 – Dichiarazione attestante i dati tecnico 4 economici dell’azienda Modello 3 – Dichiarazione attestante il rispetto delle norme comunitarie e nazionali in materia di ambiente, 5 igiene e benessere degli animali e la condizione di possesso dei requisiti professionali □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ 3 6 7 Modello 7 – Relazione tecnico economica compilata in ogni sua parte secondo lo schema per la misura A Realizzazione di opere edili: E’ stato allegato il computo metrico estimativo dettagliato delle opere da realizzare, redatto sulla a) base del prezzario regionale vigente per le opere pubbliche, integrato per le voci in esso non presenti con il prezzario per le opere agricole. E’ stata allegata almeno una delle seguenti b) documentazioni: 1. Dichiarazione di Inizio Attività ai sensi della Legge 662/96 (DIA) 2. Autorizzazione comunale ai lavori 3. Concessione edilizia Nel caso che la concessione edilizia o l’autorizzazione comunale non siano ancora state c) rilasciate è stata allegata la seguente documentazione: 1. Richiesta della concessione edilizia o autorizzazione comunale presentata in Comune 2. Certificazione del tecnico progettista attestante che “le opere edilizie progettate sono conformi agli strumenti urbanistici vigenti e quindi approvabili”: P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 2 Manuale dei controlli in loco Sono allegati i disegni tecnici relativi alle opere ed all’impiantistica civile, redatto secondo le d) modalità richieste per l’ottenimento dei permessi urbanistici in Comune, se necessari? Acquisto di beni immobili: 8 Perizia giurata con la specifica del valore del a) fabbricato e del terreno Promessa di vendita sottoscritta dal venditore in b) cui siano definiti i tempi di acquisto Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, sottoscritta ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445 del 28 dicembre 2000 e successive c) modificazioni, da parte del venditore stesso che l’immobile non abbia beneficiato di aiuti pubblici nei dieci anni precedenti Acquisto di impianti e/o i macchinari: 9 a) Preventivo b) Relazione tecnica giustificativa sottoscritta dal richiedente e controfirmata dal tecnico Società e cooperative agricole: 10 a 11 Autocertificazione dello stato di vigenza (Mod. 40) Riepilogo allegati - Mod. 76 – (N.B.: Per le domande presentate per la scadenza del 28/12/01 l’assenza del documento non comporta l’esclusione della domanda – DGR 2993/01) □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 3 Manuale dei controlli in loco 0 ID Domanda Regolare DOCUMENTI Irregolare ESITO DEL CONTROLLO Non Dovuto REQUISITI DI AMMISSIBILITA NOTE Barrare AMMISSIBILITA’ GENERALE 1 Ceck List di AMMISSIBILITA' : presenza e corretta compilazione 2 Possesso Partita IVA L’investimento programmato supera il limite minimo di spesa di 25.000 euro ridotto a 15.000 euro per le aziende in zona svantaggiata È stato raggiunto almeno uno degli obiettivi previsti 4 dal bando (v. paragrafo 1 del bando) È accertata la non coltivazione e il non allevamento 5 di organismi geneticamente manipolati È certificato il titolo di possesso del fondo (v. 6 paragrafo 3 del bando) È verificato il possesso di contratti di affitto verbali 7 registrati ed altri tipi di possesso non codificati entro il 30% (v. paragrafo 3 del bando) È verificata l’assenza di investimenti fissi da 8 realizzare sulle superfici di cui al precedente punto È verificata la sottoscrizione nelle forme richieste 9 della domanda e dei modelli allegati Per interventi per la conservazione, trasformazione e commercializzazione prodotti agricoli e zootecnici: 10 è raggiunto il 70% della materia prima lavorata di provenienza aziendale Per acquisto di macchine semoventi e/o trattrici: è rispettato il rapporto massimo Kw / ha calcolato 11 come indicato nel bando (v. paragrafo 4 punto 2 lettere a) e b) del bando) Per sostituzione di beni strumentali aziendali: sono verificate 3 12 - Non rispetto delle norme di sicurezza Vita superiore a 8, 5, 12 anni rispettivamente per trattrici e macchine semoventi, macchine operatrici, attrezzature Per acquisto di immobili: sono rispettate le 13 condizioni previste dal bando (v. paragrafo 4, punto 1 del bando) Per le opere di ristrutturazione delle abitazioni degli agricoltori: è rispettato il tetto massimo di 50.000 14 Euro e il 20% del costo totale ammesso (elevato al 30% per giovani insediati – misura B) È verificato che la progettazione degli investimenti è effettuata esclusivamente da tecnici abilitati per le 15 prestazioni richieste ed iscritti agli Ordini di specifica competenza □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 4 Manuale dei controlli in loco È verificato che le relazioni tecniche ed economiche su progettazioni sono sottoscritte da parte di tecnici 16 iscritti all’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali o al Collegio dei Periti Agrari ed Agrotecnici E’ verificato che le spese dettagliate nel progetto non 17 rientrano tra le cause di esclusione dal finanziamento (v. elenco in appendice al paragrafo 4 del bando) Sono rispettati i massimali di investimento (v. 18 paragrafo 5.1 del bando) Sono rispettati i tassi di aiuto (v. paragrafo 5.2 del 19 bando) E' verificato che la percentuale di cofinanziamento 20 del Feoga non sia superiore al 15% □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 5 Manuale dei controlli in loco ID Domanda MISURA/SOTTOMISURA Id Domanda Anno approvazione AIUTI GIA’ EROGATI AL BENEFICIARIO Misura /tipologia Decr. liquid data Decr.di IMPORTO Agea liquidazioneAgea LIQUIDATO (€uro) Totale: NOTE: P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 6 Manuale dei controlli in loco 0 ID Domanda Irregolare Regolare Descrizione Non Dovuto AMMISSIBILITA’ DELLE AZIENDE ESITO DEL CONTROLLO NOTE Barrare Redditività a E' verificato che il RNA supera il livello soglia* Per giovani agricoltori: ricorre la condizione di deroga (v. paragrafo 6.1 del bando) □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ Capacità professionale dell’imprenditore È verificato il possesso di uno dei seguenti requisiti (v. modello 3): Diploma di laurea o di scuola media superiore a indirizzo agrario o diploma assimilabile, ovvero un titolo conseguito presso istituti professionali di Stato per l’agricoltura o ad essi parificati Esperienza almeno biennale come lavoratore agricolo (operaio agricolo, operaio agricolo a tempo b determinato con un minimo di 152gg./anno, o coadiuvante di impresa agricola familiare entrambi desunti dai tabulati INPS), accompagnata da corso/i di formazione professionale della durata complessiva di almeno 150 ore Esperienza almeno biennale come titolare o contitolare di impresa agricola Per giovani agricoltori: ricorre la condizione di deroga (v. paragrafo 6.1 del bando) Rispetto delle normative in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali È verificato il rispetto delle normative in materia di c ambiente, igiene e benessere degli animali (v. modello 3 e Compilare apposite ceck list) Per giovani agricoltori: ricorre la condizione di deroga (v. paragrafo 6.1 del bando) AMMISSIBILITA’ DEGLI INVESTIMENTI È verificato che le materie prime utilizzate e/o i a prodotti trasformati siano tra quelli previsti b c d e nell’allegato 1 del Trattato dell’Unione Europea È verificato che le spese previste sono state sostenute conformemente con decorrenza prevista dal bando (v. paragrafo 6.2 del bando) E’ stata effettuata la verifica di ammissibilità in modo dettagliato sugli investimenti di progetto (modello 7/istr.) E’ verificato che il computo metrico estimativo è sufficientemente dettagliato e che i prezzi applicati sono quelli previsti nel prezzario regionale vigente alla data di presentazione della domanda È verificato che l’investimento comporta una delle seguenti opzioni: P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 7 Manuale dei controlli in loco non comporta aumento della capacità produttiva regionale comporta aumento nel limite delle disponibilità (v. tabella al paragrafo 6.2 del bando) comporta aumento conforme alla deroga prevista per il settore E verificata la ammissibilità degli investimenti nei vari comparti (v. paragrafo 6.2): - f - ammissibile non ammissibile - ammissibile a determinate condizioni - deroga alle condizioni generali □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ * Il livello di soglia di una azienda redditiva è: il 20% del reddito medio lavoro extra-agricolo in zona svantaggiata, il 40% del reddito medio lavoro extra-agricolo in zona normale (v. paragrafo 6 lettera A del bando P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 8 Manuale dei controlli in loco ID Domanda Irregolare Regolare Descrizione Priorità Priorità generale generale Assegnata Spettante Non Dovuto ESITO DEL CONTROLLO Priorità generali NOTE Barrare Check List di Priorità : presenza e corretta compilazione Investimenti realizzati da imprenditori agricoli, individuali o società, a titolo principale (IATP) ossia il cui reddito direttamente proveniente dall’attività agricola dell’azienda non sia inferiore al 50% del reddito totale dell’imprenditore. □ □ □ □ □ □ A Priorità specifiche Età e periodo di insediamento del beneficiario A.1.1 Età del beneficiario A.1.2. Condizione dell’agricoltore di nuovo imprenditore Totale A1 Altri requisiti soggettivi del beneficiario A.2.1 Appartenenza del potenziale beneficiario a categorie discriminate A.2.2. Attinenza del titolo di studio dell’imprenditore con l’attività svolta A.2.3 Esperienza professionale dell’imprenditore A.2.4 Condizione da parte del beneficiario di rilevatario ai sensi della mis.”D” Totale A2 Ubicazione dell’azienda Ubicazione dell’azienda in territorio svantaggiato ( Direttiva CEE 268/75 ) Totale A3 Caratteristiche dell’azienda A.4.1. Impatto occupazionale in base alle ULU impiegate in azienda per le attività agricole A.4.2 Valenza agro-ambientale dell’attività svolta in azienda A.4.3 Realizzazione in azienda di produzioni di qualità e tradizionali A.4.4 Adesione ad un progetto di certificazione elettronica delle carni A.4.5 Ordinamento tecnico ed economico Punteggi Assegnati Punteggi Spettanti □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 9 Manuale dei controlli in loco dell’azienda (OTE) A.4.6. Integrazione dell’azienda nella filiera produttiva A.4.7 Realizzazione di un investimento nella logica di uno sviluppo territoriale integrato □ □ □ □ □ □ Totale A4 Caratteristiche del progetto presentato A.5.1 Realizzazione in azienda di investimenti di trasformazione e commercializzazione A.5.2 Importanza degli investimenti ad esclusivo utilizzo nel settore zootecnico A.5.3 Realizzazione di investimenti non produttivi e/o volti alla riduzione di impatto ambientale □ □ □ □ □ □ □ □ □ Totale A5 P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 10 Manuale dei controlli in loco Tabella degli investimenti realizzati Spesa Verifica congruità spesa rendicontata ammessa e percentuale di aiuto OPERE EDILI E € A AFFINI Spesa ammissibile percentuale contributo ID Domanda contributo liquidabile € % € coerenza della spesa realizzata con la spesa approvata SI NO conformità della spesa realizzata con le varianti approvate SI NO S pesa autorizzata S tato di efficienza in difformità, ai e funzionalità sensi del DPR dell'investimento 446/67 € SI NOTE: NO a1 B ANIM ALI ALLEVAM ENTO DA b1 ARBORETI C IM PIANTI, M ACCHINARI E c1 c2 c3 c4 c5 c6 c7 c8 D SPESE GENERALI d1 d2 d3 TOTALE E' Verificato che la quota FEOGA non s upera il 15% SI/NO P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 11 Manuale dei controlli in loco ID Domanda NOTE: N° Descrizione P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 12 Manuale dei controlli in loco 0 ID Domanda (compilare esclusivamente le parti che interessano l'azienda a controllo) A Irregolare Barrare □ □ □ TRATTAM ENTO DEI FANGHI (Qualora l’azienda utilizzatrice intenda dotarsi di un proprio im pianto di stoccaggio dei fanghi, questo deve avere capacità e dim ensioni proporzionate alle caratteristiche dei fanghi) L’azienda è dotata di un bacino impermeabile e recintato per lo stoccaggio dei fanghi liquidi o disidratati? L’azienda adotta sistemi per evitare la dispersione dei fanghi b2 essiccati? □ □ □ b3 I fanghi applicati al terreno vengono interrati? □ □ □ b1 C □ □ □ LIQUAM I ( L’azienda deve essere dotata di strutture idonee allo stoccaggio degli effluenti zootecnici.) c1 L’azienda possiede strutture di stoccaggio di capacità adeguata? □ □ □ c2 Sono evitati sversamenti evidenti nell’area attigua alla struttura? □ □ □ c3 L’azienda possiede una platea impermeabile di capacità adeguata? □ □ □ La platea è dotata di sistemi idonei ad evitare la dispersione del percolato? □ □ □ Il terreno dove si effettua l’accumulo temporaneo di letame è stato c5 reso idoneo a tale scopo? (nel caso in cui venga effettuato l’accumulo □ □ □ c4 NOTE REGIM AZIONE DELLE ACQUE Presenza di scoline e, per i settori dei seminativi e delle leguminose in a1 grani, dei solchi acquai temporanei trasversali rispetto alla massima pendenza B Regolare CHEK-LIST DI CONTROLLO DEI REQUISITI M INIM I IN M ATERIA DI AM BIENTE Non Dovuto ESITO DEL CONTROLLO sul terreno) D PRODOTTI FITOSANITARI (I prodotti fitosanitari vanno conservati in un locale idoneo (o in un armadio) non accessibili agli estranei. (Non a contatto con dispositivi di protezione individuale quali maschere, tute e guanti). Le apparecchiature per il loro d1 I prodotti fitosanitari sono conservati ordinatamente in un luogo apposito, non accessibile agli estranei? □ □ □ d2 Le apparecchiature per l’impiego dei prodotti fitosanitari sono mantenute in buono stato di pulizia e conservazione? □ □ □ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 13 Manuale dei controlli in loco 0 ID Domanda (compilare esclusivamente le parti che interessano l'azienda a controllo) Irregolare Regolare CHEK-LIST diCONTROLLO REQUISITI M INIM I IN M ATERIA DI IGIENE E BENESSERE DEGLI ANIM ALI Non Dovuto ESITO DEL CONTROLLO NOTE Barrare A Condizioni di stabulazione per Bovini, Suini, Pollame, Conigli a1 Le stalle (porcilaie, pollai, ecc.) sono costruite con materiali e forme tali da evitare lesioni agli animali e permettere una pulizia soddisfacente? □ □ □ a2 La struttura ed il sistema di ventilazione mantengono condizioni ambientali (vento, polvere, umidità, temperatura) accettabili? □ □ □ a3 Gli animali possono coricarsi, giacere, alzarsi senza difficoltà e vedere altri animali? □ □ □ a4 I pavimenti dei locali di stabulazione consentono una buona stabilità (non scivolosi)? □ □ □ a5 La zona in cui gli animali si coricano è pulita, confortevole e prosciugata ? □ □ □ a6 Gli eventuali attacchi mediante i quali gli animali sono assicurati, sono di tipo tale da non provocare lesioni? □ □ □ a7 Sono presenti finestre e/o un impianto di illuminazione artificiale che consente una sufficiente illuminazione dei locali? □ □ □ □ □ □ □ □ □ a8 Gli animali hanno a disposizione alimenti ed acqua in quantità sufficiente? B M isure specifiche per alcuni tipi di animali b1 SUINI: Scrofe e scrofette prossime al parto dispongono di una lettiera adeguata? (se il sistema di b2 SUINI: Sono presenti, dietro le scrofe o scrofette, delle zone libere idonee per agevolare il parto naturale o assistito ? □ □ □ b3 SUINI: Nel caso in cui le scrofe possono muoversi liberamente, ci sono strutture di protezione dei lattonzoli (es apposite sbarre) ? □ □ □ b4 SUINI: I lattonzoli possono riposare tutti insieme su una superficie idonea? □ □ □ b5 SUINI: I lattonzoli possono essere facilmente allattati? □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ eliminazione dei liquami lo consente.) b6 SUINI: I suini in gruppo hanno un comportamento non eccessivamente aggressivo? (Se i suini sono b7 OVAIOLE : Le gabbie sono costruite con forme, dimensioni e materiali tali da evitare lesioni o costrizioni agli animali? allevati in gruppo devono essere previste misure per evitare lotte che vadano oltre il normale) b8 OVAIOLE : E’ possibile ispezionare senza difficoltà tutti i piani? b9 OVAIOLE : Le gabbie presentano aperture di dimensioni sufficienti ad estrarre una gallina adulta senza ferirla? □ □ □ b10 OVAIOLE : Le gabbie sono dotate di mangiatoia utilizzabile senza limitazioni ed abbeveratoio continuo oppure a tettarella o a coppetta? □ □ □ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 14 Manuale dei controlli in loco ID Domanda Irregolare Trasporto a1 I mezzi di trasporto consentono di proteggere gli animali dalle intemperie? □ □ □ a2 I veicoli sono dotati di sistemi di chiusura? □ □ □ a3 I mezzi utilizzati per il trasporto sono di facile pulitura? □ □ □ a4 Il pavimento dei mezzi è stabile e non sdrucciolevole? □ □ □ B M acellazione (ammissibile in azienda solo per pollame e conigli in quantità ben delimitate) b1 E’ presente un locale adibito esclusivamente alla macellazione? b2 E’ sufficientemente illuminato ed aerato? b3 C c1 La zona per lo stordimento, il dissanguamento e la spiumatura, è separata dalla zona di eviscerazione ed incassettamento? Strutture di lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ ( Da verificare solo qualora questi Immobili, impianti o macchinari siano stati oggetto di contributo). L'azienda si è dotata di un manuale di autocontrollo ai sensi della legge 155/94 (HACCP) c2 L'azienda dispone di autorizzazione sanitaria? c3 NOTE Barrare (compilare esclusivamente le parti che interessano l'azienda a controllo) A Regolare Non Dovuto CHEK-LIST DI CONTROLLO REQUISITI M INIM I IN M ATERIA DI BENESSERE DEGLI ANIM ALI AVVIATI ALLA M ACELLAZIONE E IGIENE DEI PRODOTTI TRASFORM ATI ESITO DEL CONTROLLO Le maestranze impiegate nell'attività di manipolazione dei prodotti alimentari è in regola con la normativa sanitaria? c4 Il pavimento è facilmente lavabile e disinfettabile? c5 Le pareti sono facilmente lavabili e disinfettabili? c6 Il soffitto è facilmente pulibile? c7 Ci sono dispositivi di protezione da insetti ed animali nocivi? c8 C’è un lavabo idoneo? c9 I piani di appoggio e le attrezzature sono facilmente lavabili e disinfettabili? c10 I locali sono dotati di servizi igienici? P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 15 Manuale dei controlli in loco ID Domanda Irregolare Regolare CHEK-LIST DI CONTROLLO FINALE Non Dovuto codifica ES ITO DEL C O NTRO LLO NOTE Barrare A LIQUIDAZIONE ANTICIPI a1 Verifica corretta attribuzione della % dell'anticipo erogato a2 Verifica corretta erogazione dell'anticipo Verifica della coerenza degli atti amministrativi di approvazione, e liquidazione degli a3 anticipi erogati B VARIANTI b1 Verifica della preventiva comunicazione e successiva approvazione di varianti all'Ufficio competente b2 Verifica di variazione al programma rispondente all' approvazione C □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ VERIFICA DELLE EVENTUALI DEROGHE CONCESSE PER L'AMMISSIBILITA' (solo per i giovani che hanno usufruito di tale possib ilità c1 E' verificato che il RNA supera il livello soglia □ □ □ c2 Capacità professionale dell’imprenditore □ □ □ È verificato il rispetto delle normative in materia di ambiente, igiene e benessere degli c3 animali □ □ □ LIQUIDAZIONE SALDO verifica della documentazione presentata: d1 □ richiesta di saldo del contributo, (Modello 12); copia della contabilità dei lavori.( In presenza di lavori in economia, dovranno essere d2 □ presentate le relative documentazioni ed il Modello 13); D d3 copia del progetto esecutivo timbrato e firmato dal tecnico progettista abilitato d4 copia delle fatture quietanzate d5 dichiarazione liberatoria come da modello 9; elenco riassuntivo delle fatture, suddiviso per tipologia di investimento approvato, redatto d6 sull’apposito modello 8; dichiarazione, che le opere e/o gli acquisti non hanno usufruito di altri contributi pubblici d7 (Modello 14); certificato di agibilità (nel caso di costruzioni) rilasciata dal Comune o in alternativa d8 dichiarazione resa dal Direttore del lavoro ai sensi del D.P.R. 425/94; rilasciata in data ____/____/______ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ □ Verifica dello stato di realizzazione del progetto (comprensivo di eventuali variazioni) Coerenza tra progetto realizzato/in corso di realizzazione e progetto finanziato d10 □ □ □ d11 □ □ □ □ □ □ d9 (Rispetto del 70% e del tetto massimo ammesso con il dds Regionale n°_____ del _____ ) Verifica del rispetto della destinazione d'uso degli investimenti d12 Verifica dell'avvio dei lavori entro i tempi stabiliti Verifica dei tempi di realizzazione del progetto e presentazione della relativa d13 rendicontazione □ □ □ □ □ □ Verifica delle condizioni di concessione proroga Verifica dell'adeguata pubblicita' relativa al finanziamento pubblico secondo disposizioni d15 comunitarie Verifica che le opere edili siano state autorizzate nel rispetto della normativa vigente d16 □ □ □ d17 Verifica autorizzazioni sanitarie per locali adibiti alla trasformazione Verifica che sia stata rispettata la normativa in materia di prevenzione della delinquenza d18 mafiosa □ □ □ d19 □ □ □ d14 (verificare le aventuali varianti rispetto alle documentazioni presentate in domanda) Verifica dell'autorizzazione del beneficiario all'accesso alla banca dati SIARM P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” □ □ □ □ □ □ □ □ □ 16 Manuale dei controlli in loco ID Domanda Dati relativi alla verifica: Data effettuazione dei sopralluoghi 1° 3° 2° 4° EVENTUALI DICHIARAZIONI DEL BENEFICIARIO RAPPORTO PARTICOLAREGGIATO e OSSERVAZIONI (a cura dei funzionari accertatori) ESITO DEL CONTROLLO Investimenti in € Aiuti in €. - Importo ammesso in domanda (Con DDS di Approvazione della graduatoria regionale) - Importo richiesto a collaudo nello stato finale dei lavori - Importo del contributo ammesso a finanziamento dopo il Controllo - Importo totale delle anticipazione (Precedentemente erogate) - IL TOTALE NETTO DA LIQUIDARE è di €. data __________________ Luogo _______________ Firme funzionari _____________________________ _________________________________ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 17 Manuale dei controlli in loco ID Domanda (Allegato 1) -Verbale di controllo in itinere Regolamento CE 1257/99 – SVILUPPO RURALE REGIONE MARCHE MISURA B - Insediamento di giovani agricoltori Check list di Controllo IN ITINERE VERIFICA PRESSO LA STRUTTURA RESPONSABILE DELLA GESTIONE Organismo preposto alla verifica: P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi comunitari” – PO Controlli FEOGA Verifica eseguita da: Qualifica Funzionario unità controlli FEOGA Funzionario unità controlli FEOGA Nominativo Dati relativi al beneficiario : • Ragione sociale • Indirizzo sede legale • Partita IVA • Indirizzo del centro aziendale • Rappresentante legale • Indirizzo del rappresentante legale • Codice fiscale del rappresentante legale Nominativo del rappresentante dell'azienda presente alla verifica TITOLARE Presenza di delega scritta SI [] NO [] SI [] NO [] PREAVVISO E’ stato dato preavviso all’azienda dell’effettuazione del Controllo P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 18 Manuale dei controlli in loco Se affermativo, con quale modalità : _______________ Se affermativo, indicare il termine del preavviso : ___ ore (massimo 48 ore) § 2.A - DATI SPECIFICI DELLA DOMANDA A CONTROLLO DOMANDA IDENTIFICATA AL SCADE NZA DATA DI PRESENTAZIONE e n° protocollo SIARM al n° BANDO tipologia contributo richiesto § 2.B STRUTTURA RESPONSABILE DELLE GESTIONE ed esame della procedura REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE - DIPARTIMENTO SVILUPPO ECONOMICO Struttura Decentrata Agricoltura Provincia di PESARO URBINO Data di effettuazione inizio della VERIFICA (gg/mm/aa): SI / NO presenza nel fascicolo della seguente / non documentazione: dovuto note check list di RICEVIBILITA' check list di AMMISSIBILITA' Decreto di ammissibilità del Dirigente della Struttura Decentrata Decreto di emanazione della graduatoria regionale e finanziabilità della domanda del Servizio Agricoltura di Ancona richiesta di verifica di insediamento (entro 2 anni dal Decreto di ammissibilità) P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 19 Manuale dei controlli in loco § 2 -Congruità prime fasi istruttorie e CHECK LIST RICEVIBILITA' ID Domanda conforme non conforme non dovuto 2.01 Presentazione della domanda di contributo nei termini, e verifica procedure per garantire che tutte le domande di contributo siano registrate con data certa di protocollo al momento del ricevimento 2..02 Presenza del verbale di aperture delle buste 2.03 Presentazioni di eventuali integrazioni alla domanda nei termini 2..04 Verifica presenza documenti e modelli obbligatori valutati nella fase di ricevibilità (modello 16 e 18 obbligatori) (modelli 6, 16a, 17, atto costitutivo per le Coop e Società di capitali opzionali) P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 20 ID 0 Manuale dei controlli in loco § 3 - Verifica epoca insediamento (successivo alla presentazione della domanda - dichiarazione del modello 16) presentazione domanda: 4 giugno 2001 3.01 denominazione, titolo possesso terreni 3.02 qualifica di IATP 3.03 responsabilità fiscale di una impresa agricola (partita IVA e imputazione reddito agrario a fine IRPEF) 3.04 titolarità o contitolarità dell'azienda 3.05 responsabilità diretta nella gestione dell'impresa agricola (responsabilità tecnica) 3.06 capacità professionale 3.07 redditività dell'azienda (esame modello 1 e 2) 3.08 Ambiente, igiene e benessere degli animali 3.09 iscrizione camera di commercio 3.10 apertura posizione contributiva agricola INPS 3.11 fabbisogno di lavoro aziendale pari almeno ad 1 ULU verifica in loco e docum ent azione note no P er non essere insediat i prim a della present azione della dom anda, l'im prendit ore non deve essere in possesso di alm eno uno dei requisit i sopra cit at i. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 21 Manuale dei controlli in loco ID Domanda Punteggi assegnati in base punteggio alla documentazione Decretato presentata 4.01 4.02 4.03 4.04 4.05 § 4 - VERIFICA congruità dei punteggi assegnati conforme non conforme non dovuto punteggio corretto note Priorità Generali: categorie: A, B, C Priorità specifiche categoria A1: età del beneficiario attinenza titolo di studio con l'attività agricola esperienza professionale imprenditore attinenza del titolo di studio dell'imprenditore con l'attività svolta esperienza professionale dell'imprenditore appartenenza a categorie discriminate Priorità specifiche categoria A2: rilevatario misura D inseidmanto con riscatto quote di coeredi titolo di possesso del terreno Priorità specifiche categoria A3: ubicazione dell'azienda in territorio svantaggiato Priorità specifiche categoria A4: manodopera impiegata in azienda ettari di superficie normalizzata eventuale ricalcolo con ponderazione, del punteggio nuovamente assegnato P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 22 Manuale dei controlli in loco ID Domanda 0 § 5 - CONTROLLO DEI REQUISITI MINIMI IN ESITO NOTE SI NO MATERIA DI AMBIENTE 5.a REGIMAZIONE DELLE ACQUE Presenza di scoline e, per i settori dei seminativi e delle 5.a1 leguminose in grani, dei solchi acquai temporanei trasversali rispetto alla massima pendenza 5.b TRATTAMENTO DEI FANGHI (Qualora l’azienda utilizzatrice intenda dotarsi di un 5.b. L’azienda è dotata di un bacino impermeabile e recintato per lo 1 stoccaggio dei fanghi liquidi o disidratati? 5.b. 2 5.b. 3 5.c 5.c. 1 5.c. 2 5.c. 3 5.c. 4 L’azienda adotta sistemi per evitare la dispersione dei fanghi essiccati? I fanghi applicati al terreno vengono interrati? LIQUAMI ( L’azienda deve essere dotata di strutture idonee allo stoccaggio degli L’azienda possiede strutture di stoccaggio di capacità adeguata? Sono evitati sversamenti evidenti nell’area attigua alla struttura? L’azienda possiede una platea impermeabile di capacità adeguata? La platea è dotata di sistemi idonei ad evitare la dispersione del percolato? Il terreno dove si effettua l’accumulo temporaneo di letame è 5.c. stato reso idoneo a tale scopo? (nel caso in cui venga effettuato 5 l’accumulo sul terreno) 5.d PRODOTTI FITOSANITARI (I prodotti fitosanitari vanno conservati in un locale 5.d. I prodotti fitosanitari sono conservati ordinatamente in un luogo 1 apposito, non accessibile agli estranei? 5.d. Le apparecchiature per l’impiego dei prodotti fitosanitari sono 2 mantenute in buono stato di pulizia e conservazione? *barrare la colonna "SI" nel caso di controllo con esito positivo (nessun rilievo) o la colonna "NO" in caso di esito negativo (riscontro di anomalie rilevanti ai fini della conservazione del diritto all'aiuto) . Qualora il parametro sia “non controllabile”, scrivere "N.C". nella colonna “SI”; qualora il parametro sia “non dovuto” perchè il vincoloè riferito ad una attività non svolta in azienda, scrivere "N.D." nella colonna “SI”. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 23 Manuale dei controlli in loco ID Domanda 6.a § 6 - CONTROLLO REQUISITI MINIMI IN MATERIA DI ESITO DEL IGIENE E BENESSERE DEGLI ANIMALI (compilare CONTROLLO NOTE NO esclusivamente le parti che interessano l'azienda a controllo) SI Condizioni di stabulazione per Bovini, Suini, Pollame, Conigli 6.a.1 Le stalle (porcilaie, pollai, ecc.) sono costruite con materiali e forme tali da evitare lesioni agli animali e permettere una pulizia soddisfacente? 6.a.2 La struttura ed il sistema di ventilazione mantengono condizioni ambientali (vento, polvere, umidità, temperatura) accettabili? 6.a.3 Gli animali possono coricarsi, giacere, alzarsi senza difficoltà e vedere altri animali? 6.a.4 I pavimenti dei locali di stabulazione consentono una buona stabilità (non scivolosi)? 6.a.5 La zona in cui gli animali si coricano è pulita, confortevole e prosciugata ? 6.a.6 Gli eventuali attacchi mediante i quali gli animali sono assicurati, sono di tipo tale da non provocare lesioni? 6.a.7 Sono presenti finestre e/o un impianto di illuminazione artificiale che consente una sufficiente illuminazione dei locali? 6.a.8 Gli animali hanno a disposizione alimenti ed acqua in quantità sufficiente? 6.b 0 Misure specifiche per alcuni tipi di animali 6.b.1 SUINI: Scrofe e scrofette prossime al parto dispongono di una lettiera adeguata? (se il sistema di eliminazione dei liquami lo consente.) 6.b.2 SUINI: Sono presenti, dietro le scrofe o scrofette, delle zone libere idonee per agevolare il parto naturale o assistito ? 6.b.3 SUINI: Nel caso in cui le scrofe possono muoversi liberamente, ci sono strutture di protezione dei lattonzoli (es apposite sbarre)? 6.b.4 SUINI: I lattonzoli possono riposare tutti insieme su una superficie idonea? 6.b.5 SUINI: I lattonzoli possono essere facilmente allattati? 6.b.6 SUINI: I suini in gruppo hanno un comportamento non eccessivamente aggressivo? (Se i suini sono allevati in gruppo devono essere previste misure per evitare lotte che vadano oltre il normale) 6.b.7 OVAIOLE : Le gabbie sono costruite con forme, dimensioni e materiali tali da evitare lesioni o costrizioni agli animali? 6.b.8 OVAIOLE : E’ possibile ispezionare senza difficoltà tutti i piani? P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 24 Manuale dei controlli in loco 6.b.9 OVAIOLE : Le gabbie presentano aperture di dimensioni sufficienti ad estrarre una gallina adulta senza ferirla? 6.b.10 OVAIOLE : Le gabbie sono dotate di mangiatoia utilizzabile senza limitazioni ed abbeveratoio continuo oppure a tettarella o a coppetta? *barrare la colonna "SI" nel caso di controllo con esito positivo (nessun rilievo) o la colonna "NO" in caso di esito negativo (riscontro di anomalie rilevanti ai fini della conservazione del diritto all'aiuto) . Qualora il parametro sia “non controllabile”, scrivere "N.C". nella colonna “SI”; qualora il parametro sia “non dovuto” perchè il vincoloè riferito ad una attività non svolta in azienda, scrivere "N.D." nella colonna “SI”. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 25 Manuale dei controlli in loco ID Domanda § 7 - CONTROLLO REQUISITI MINIMI IN MATERIA DI BENESSERE ESITO DEL CONTROLLO DEGLI ANIMALI AVVIATI ALLA MACELLAZIONE E IGIENE DEI PRODOTTI TRASFORMATI SI NO (compilare esclusivamente le parti che interessano l'azienda a controllo) 7.a I mezzi di trasporto consentono di proteggere gli animali dalle intemperie? 7.a.2 I veicoli sono dotati di sistemi di chiusura? 7.a.3 I mezzi utilizzati per il trasporto sono di facile pulitura? 7.a.4 Il pavimento dei mezzi è stabile e non sdrucciolevole? Macellazione (ammissibile in azienda solo per pollame e conigli in quantità ben delimitate) 7.b.1 E’ presente un locale adibito esclusivamente alla macellazione? 7.b.2 E’ sufficientemente illuminato ed aerato? 7.b.3 7.c 7.c.1 7.c.2 NOTE Trasporto 7.a.1 7.b 0 La zona per lo stordimento, il dissanguamento e la spiumatura, è separata dalla zona di eviscerazione ed incassettamento? Strutture di lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli ( Da verificare solo qualora questi Immobili, impianti o macchinari siano stati oggetto di contributo). L'azienda si è dotata di un manuale di autocontrollo ai sensi della legge 155/74 (HACCP) L'azienda sanitaria? dispone di autorizzazione P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 26 Manuale dei controlli in loco 7.c.3 Le maestranze impiegate nell'attività di manipolazione dei prodotti alimentari è in regola con la normativa sanitaria? 7.c.4 Il pavimento è facilmente lavabile e disinfettabile? 7.c.5 Le pareti sono disinfettabili? 7.c.6 Il soffitto è facilmente pulibile? 7.c.7 Ci sono dispositivi di protezione da insetti ed animali nocivi? 7.c.8 C’è un lavabo idoneo? 7.c.9 I piani di appoggio e le attrezzature sono facilmente lavabili e disinfettabili? 7.c.10 I locali sono dotati di servizi igienici? facilmente lavabili e *barrare la colonna "SI" nel caso di controllo con esito positivo (nessun rilievo) o la colonna "NO" in caso di esito negativo (riscontro di anomalie rilevanti ai fini della conservazione del diritto all'aiuto) . Qualora il parametro sia “non controllabile”, scrivere "N.C". nella colonna “SI”; qualora il parametro sia “non dovuto” perchè il vincoloè riferito ad una attività non svolta in azienda, scrivere "N.D." nella colonna “SI”. P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 27 Manuale dei controlli in loco ID 0 § 10 - VERIFICA in loco dei requisiti di accesso e autodichiarazioni relative all'insediamento e iscrzione deifnitiva nell'Albo dei giovani agricoltori possesso del requisito 10.01 denominazione, titolo possesso terreni 10.02 qualifica di IATP 10.03 responsabilità fiscale di una impresa agricola (partita IVA e imputazione reddito agrario a fine IRPEF) 10.04 titolarieta o contitolarietà dell'azienda 10.05 responsabilita diretta nella gestione dell'impresa agricola (responsabilità tecnica) 10.06 capacità professionale 10.07 reddditività dell'azienda (esame modello 1 e 2) 10.08 Ambiente, igiene e benessere degli animali 10.09 iscrizione camera di commercio 10.10 apertura posizione contributiva agricola INPS 10.11 fabbisogno di lavoro aziendale pari almeno ad 1 ULU 10.12 Nel caso di cooperative o società di capitali 10.13 livello di responsabilità nella gestione dell'impresa. 10.14 nel caso di abbuoni di interesse verifica del copia del contratto definitivo di mutuo e piano di ammortamento P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 28 Manuale dei controlli in loco ID Domanda § 11 Quantificazione del premio spettante al beneficiario beneficiario tipologia contributo richiesto requisiti beneficiario importo contributo spettante § 12 Note e/o dichiarazioni § 13 DATI RELATIVI ALLA VERIFICA Data effettuazione sopralluoghi 1° 4° 2° 5° 3° 6° La presente check list di visita in loco si apre: data Luogo La presente check list di visita in loco si chiude: data _______ Luogo ______________________ Firme Funzionari __________________________________________ __________________________________________ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 29 Manuale dei controlli in loco ID Domanda REGIONE Regolamento CE 1257/99 – SVILUPPO RURALE MARCHE MISURA E Check-list di Controllo delle Superfici e degli Impegni P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei fondi comunitari” – PO Controlli FEOGA Organismo preposto alla verifica: Verifica eseguita da: Qualifica Nominativo Funzionario unità controlli FEOGA Funzionario unità controlli FEOGA Dati relativi al beneficiario : • Ragione sociale • Indirizzo sede legale • Partita IVA • Indirizzo del centro aziendale • Rappresentante legale • Indirizzo del rappresentante legale • Codice fiscale del rappresentante legale Nominativo del rappresentante dell'azienda presente alla verifica TITOLARE Presenza di delega scritta SI [] NO [] PREAVVISO P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 30 Manuale dei controlli in loco E’ stato dato preavviso all’azienda dell’effettuazione del Controllo SI [] NO [] Se affermativo, con quale modalità : _______________ Se affermativo, indicare il termine del preavviso : ___ ore Periodo d’impegno della Misura E (gg/mm/aa) Dal : _/_/200_ Al : Annualità sottoposta a controllo _/_/200_ UFFICIO ISTRUTTORE Anno P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 31 Manuale dei controlli in loco ID Domanda DATI SPECIFICI DELLE DOMANDE PRESENTATEPER LAMISURA E Tipo di Domanda Id Domanda Protocollo Data di n° Presentazione Luogo di Presentazione della domanda Per annualità Decr. Agea data Decr. Contributo Liquidato 1° annualità (Inizio Impegno) 2° annualità 3° annualità Totale liquidato NOTE: (Indicare se l'azienda ha in corso eventuali Misure F, e/oaltre informazioni inerenti ladomandaoggetto di controllo in itinere) P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 32 Manuale dei controlli in loco ID Domanda DATI DICHIARATI IN DOMANDA Tipo di Domanda Anno SAU SAUIn Zona SAUIn Zona SAU Totale SAU foraggere/ Svant./SAUIn Zona Svantaggiata UBA UBA/ SAU Svant.Dom. Iniziale (Ha) foraggere SAU totale (ha) (Imp.75%) % 1° annualità (Inizio Impegno) Anno del Controllo DATI ACCERTATI Tipo di Domanda Anno SAU SAUIn Zona SAUIn Zona SAU Totale SAU foraggere/ Svant./SAUIn Zona Svantaggiata UBA UBA/ SAU Svant.Dom. Iniziale (Ha) foraggere SAU totale (ha) (Imp.75%) % 1° annualità (Inizio Impegno) Anno del Controllo SI NO In Caso di Esito Negativo: Penalità da applicare L'azienda è classificabile ZOOTECNICA ? (presenza di allevamento e SAU impegnata per almeno il 50% da foraggere) [] [] 100% Premio L'azienda rispetta il carico UBA/ettaro di foraggere? (Non superiore a 2 UBA/ha e non inferiore a 0,5 UBA/ha). [] [] 100% Premio E' mantenuta la conduzione aziendale su una Sau pari almeno al 75%della Sau della domanda iniziale ? [] [] 100% Premio L'azienda, impegna una superficie di almeno 3 ettari a foraggere ? [] [] 100% Premio IMPEGNI DI CARATTERE SPECIFICO P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 33 Manuale dei controlli in loco ID Domanda TAB. P - VERIFICA PARTICELLE CATASTALI E RELATIVE MODALITA’ DI MISURAZIONE *Codici relativi alle Modalità di verifica del titolo di POSSESSO delle particelle Contr. E Sup. Riscont rata Cod. Coltura Scad. Aff. Mod.tà di Misur.ne ** Titolo di possesso dei terreni * Contr. E SAU Cod.Possesso Sup. Dichiarata. Scad. Aff. ACCERTATO Cod. Coltura Possesso Sup. catast. Foglio Particella Comune Prov UTE Progr. DICHIARATO IN DOMANDA Diffe re n za **Codici relativi alle Modalità di misurazione particelle Certificati catastali Contratti di affitto registrati 1 2 Fotografie aeree (GIS), ortofoto, ecc. Mappe e documenti catastali 1 2 Contratti di affitto registrati stipulati dopo la domanda di adesione e/o non sufficienti a coprire il periodo di impegno 3 Rollina metrica 3 A.V.R. (Affitti Verbali Registrati) 4 Strumento topografico, telemetro 4 Dichiarazione del proprietario che è a conoscenza degli impegni della misura E (in caso di contratto di affitto inferiore al periodo vincolativo mod 37/e) 5 Altro: ………………………… 5 Dichiarazione del comproprietario che è a conoscenza della richiesta degli aiuti x la misura E (38/e) 6 Altro: ………………………… 7 P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” Note Manuale dei controlli in loco ID Domanda TAB. 1 - RIEPILOGO COLTURE A PREMIO ACCERTATE PER L'ANNO A CONTROLLO : ZONA DICHIARATE IN DOMANDA a b c ACCERTATO d e f LIQUIDABILE g Superficie Premio ad ha Premio Totale Descrizione zona di Superficie Descrizione zona Premio ad ha dichiarata a attribuito in fase Ammesso in accertata intervento di intervento spettante €uro istruttoria premio ha ha h i 2003 DECURTAZIONE l m n Importo del Minore Importo della Superficie Premio Superficie Discostame decurtazione (Reg. ammessa a Ammesso a accertata nto % (l/f) CE 2419/01 – art. 32 Liquidazione Liquidazione dopo comma 1 ) (f-b) il controllo TOTALE COMPILARE LE SEZIONI SEGUENTI SOLO NEL CASO IN CUI VI SIANO DIFFERENZE SUPERIORI AL 5% RICONDUCIBILI ANCHE PER GLI ANNI PRECEDENTI TAB. 1a - RIEPILOGO COLTURE A PREMIO LIQUIDATE per gli anni precedenti : ZONA DICHIARATE IN DOMANDA a Descrizione zona di intervento b c ACCERTATO d e f 2002 Spettante a seguito del contollo g h i DECURTAZIONE l m n Importo Importo del Superficie Superficie Minore Importo del Superficie Premio Premio ad ha Descrizione zona accertata nel Premio ad ha ammessa a Superficie Importo da indebitamente Premio 2003 ha liquidata Ammesso a pagato di intervento (Riconducibile spettante Liquidazione ammessa a Recuperare percepito (soggetto Liquidato per Liquidazione dopo ha a sanzione ai sensi l'anno 2002 dopo controllo premio anche al 2002) il controllo della L.898/86) TOTALE P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 2 Manuale dei controlli in loco TAB. 1b - RIEPILOGO COLTURE A PREMIO LIQUIDATE per gli anni precedenti : ZONA DICHIARATE IN DOMANDA a Descrizione zona di intervento b c Spettante a seguito del contollo ACCERTATO d e f 2001 g h i DECURTAZIONE l m n Importo Importo del Superficie Superficie Minore Importo del Superficie Premio Premio ad ha Descrizione zona accertata nel Premio ad ha ammessa a Superficie Importo da indebitamente Premio 2003 ha liquidata Ammesso a pagato di intervento (Riconducibile spettante Liquidazione ammessa a Recuperare percepito (soggetto Liquidato per Liquidazione dopo ha a sanzione ai sensi l'anno 2002 dopo controllo premio anche al 2001) il controllo della L.898/86) TOTALE P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 3 Manuale dei controlli in loco ID Domanda 10/10/2003 bovini fino a 6 mesi bovini da 6 a 12 mesi 0,6 bovini da 1 a 2 anni 0,6 bovini di 2 anni e più 1 Consistenza totale Capi Bovini Allevamento bufalini bufale da 6 mesi a 2 anni bufale oltre 2 anni 0,6 1 alti bufalini da 6 mesi a 2 anni 0,6 altri bufalini oltre 2 anni 1 Consistenza totale Bufalini Allevamento ovicaprini pecore 0,15 altre ovini 0,15 capre che hanno già figliato 0,15 capre montate per la prima volta 0,15 0,15 altri caprini Consistenza totale Ovini Allevamento equidi cavalli con più di 6 mesi 1 asini con più di 6 mesi 1 altri equini con più di 6 mesi 1 Consistenza totale equidi TOTALI SAU FORAGGERA in Ha accertata per l'anno oggetto di controllo RAPPORTO UBA/SAU L'azienda ha rispettato il carico UBA/ha di foraggere durante l'anno oggetto di controllo ( > 0,5 - < 2) In caso si esito negativo , viene accertato il mancato rispetto del vincolo suddetto per n° mesi Eventuali penalità da applicare P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 4 uba capi 10/09/2003 uba capi 10/08/2003 uba capi 10/07/2003 uba capi 10/06/2003 uba capi 10/05/2003 uba capi 10/04/2003 uba capi 10/03/2003 uba capi 10/02/2003 uba capi 10/01/2003 uba capi 10/12/2002 uba capi uba 10/11/2002 annata agraria oggetto di controllo capi uba capi uba capi Coef. Uba Data di riferimento Allevamento bovini data della domanda 15/05/2002 dichiarato alla data Domanda __/08/200_ TAB.2 - CONSISTENZA ZOOTECNICA Manuale dei controlli in loco ID Domanda RISPETTO DEGLI IMPEGNI IMPEGNI IN RELAZIONE ALLA BUONA PRATICA AGRICOLA Anno a controllo 2003 SI NO N ON D OV U TO 1 L'azienda aderisce alla misura F1 e/o F2 del PSR Anno del sopralluogo 200_ SI NO N ON D OV U TO In Caso di Esito Ne gativo: Pe nalità da applicare Note Nessuna Quaderno di campagna (rispondere esclusivamente ad una delle opzioni seguenti) - Pieno rispetto dell'obbligo della tenuta e dell'aggiornamento 2 3 Nessuna - Accertata la tenuta di un quaderno di campagna con registrazioni non aggiornate e/o incomplete 5% Premio - Accertato, in luogo del quaderno suddetto, la tenuta di un quaderno appunti regolarmente registrato e corredato della relativa documentazione fiscale 1 % Premio - Accertata che l'azienda non ha effettuato alcuna registrazione e non detiene il quaderno di campagna o altri documenti similari. 20% Premio L'azienda utilizza mezzi tecnici (principi attivi) consentiti dal D.M. 23/12/92 e succ. ed è corretta l' epoca d’impiego? 100% Premio In azienda è idonea la conservazione dei fitofarmaci ed è presente un adeguato abbigliamento per la distribuzione dei fitofarmaci ? ( In caso di mancato rispetto compilare le sezioni seguenti: ) 4 - l'imprenditore adotta tutti gli accorgimenti necessari per ripristinare le condizioni di idoneità dello stoccaggio entro 30 gg. - l'imprenditore dopo i 30 giorni non è ancora in regola 100% Premio 5 L'azienda, se con dipendenti, adempie alle norme concernenti la sicurezza sui luoghi di lavoro L. 626/96 ? 6 L'azienda rispetta il livello minimo di regimazione superficiale delle acque meteoriche e la corretta esecuzione delle scoline e la manutenzione dei fossi principali di raccolta? 11 In azienda è presente l’inerbimento spontaneo nelle colture arboree e vite dal 1° Novembre al 30 Marzo? in assenza di PDS segnalare all'organo competente 5% Premio 3% Premio annuale premio 20% sup . p ascolo a premio 100% sup . p ascolo a interessata 2 Volte sup p ascolo - L'azienda ha effettuato la concimazione della superficie a pascolo - L'azienda ha effettuato la rottura per un'area maggiore del 20% della superficie a pascolo interessata - L' azienda ha effettuato la rottura tra il 3% ed il 20% della superficie a pascolo interessata 10 10% Premio - L'azienda ha effettuato la rottura del pascolo sino al 3% della superficie a pascolo interessata rottura interessata dalla 100% sup . p ascolo - In presenza di prato pascolo, con mancata effettuazione dello sfalcio, senza pascolamento interessata 50% sup . p ascoliva sfalciatura, eliminazione arbusti, malerbe ecc.) - L'azienda non ha adempiuto a nessuna pratiche colturali rivolte alla conservazione del pascolo (es.trinciatura, p ascolo 100% sup . totale a - In presenza di pascolo naturale, senza che sia stato effettuato ne lo sfalcio, ne il pascolamento interessata 30% sup . p ascoliva - L'azienda ha effettuato il pascolamento in luogo delle operazioni suddette. interessata 5% sup . pascoliva eliminazione arbusti, malerbe ecc.) - L'azienda adempie ad idonee pratiche colturali rivolte alla conservazione del pascolo (es.trinciatura, sfalciatura, nessuna p enalità Gestione dei Pascoli:(rispondere esclusivamente ad una delle opzioni seguenti) 9 tabella 38 del PSR ) L'azienda rispetta i massimali di fertilizzazione per i seminativi (confronto con i valori fissati dalla 100% Domanda (Per la Bietola >56 cm) - la profondità di aratura riscontrata per i cereali autunno - vernini ed il girasole, è maggiore di 52cm 15% Premio (Per la Bietola >50 <56 cm) - la profondità di aratura riscontrata per i cereali autunno - vernini ed il girasole, è compresa tra 40cm e 52cm 10% Premio 8 (Per la Bietola >40 <50 cm) - la profondità di aratura riscontrata per i cereali autunno - vernini ed il girasole, è compresa tra 30cm e 40cm L'azienda rispetta la profondità di aratura fissata in 30 cm, ad eccezione della bietola in cui il limite è elevato a 40 cm. 5% Premio nessuna p enalità Profondità di Aratura :(rispondere esclusivamente ad una delle opzioni seguenti) - L'azienda non rispetta il vincolo delle rotazioni (non può usufruire di nessuna delle condizioni suddette) 100% Domanda - L'azienda esegue la monosuccessione, sempre per un solo anno, con una varietà più rustica 1% Premio 7 - L'azienda esegue la monosuccessione per un solo anno, con varietà di minore o medesima rusticità 10% Premio - L'azienda rispetta tutte le norme di avvicendamento colturale previste dalla BPA nessuna p enalità Rotazioni colturali :(rispondere esclusivamente ad una delle opzioni seguenti) ID Domanda P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 5 Manuale dei controlli in loco ID Domanda IN RELAZIONE AGLI ALLEVAMENTI ZOOTECNICI (compilare esclusivamente i quesiti attinenti gli allevamenti presenti in azienda) 12 13 Anno a controllo 200_ SI NO N ON D OV U TO Anno del sopralluogo 200_ SI NO N ON D OV U TO In Caso di Esito Negativo: Pe nalità da applicare Note In Caso di Esito Negativo: Pe nalità da applicare Note Le stalle (porcilaie, pollai, ecc.) sono costruite con materiali e forme tali da evitare lesioni agli animali e permettere una pulizia soddisfacente? La struttura ed il sistema di ventilazione mantengono condizioni ambientali (vento, polvere, umidità, temperatura) accettabili? 14 Gli animali possono coricarsi, giacere, alzarsi senza difficoltà e vedere altri animali? 15 I pavimenti dei locali di stabulazione consentono una buona stabilità (non scivolosi)? 16 La zona in cui gli animali si coricano è pulita, confortevole e prosciugata ? 17 Gli eventuali attacchi mediante i quali gli animali sono assicurati, sono di tipo tale da non provocare lesioni? 18 Sono presenti finestre e/o un impianto di illuminazione artificiale che consente una sufficiente illuminazione dei locali? 19 Gli animali hanno a disposizione alimenti ed acqua in quantità sufficiente? 20 SUINI: Scrofe e scrofette prossime al parto dispongono di una lettiera adeguata? (se il sistema di eliminazione dei liquami lo consente.) 21 SUINI: Sono presenti, dietro le scrofe o scrofette, delle zone libere idonee per agevolare il parto naturale o assistito ? 22 SUINI: Nel caso in cui le scrofe possono muoversi liberamente, ci sono strutture di protezione dei lattonzoli (es apposite sbarre) ? 23 SUINI: I lattonzoli possono riposare tutti insieme su una superficie idonea? 24 SUINI: I lattonzoli possono essere facilmente allattati? SUINI: I suini in gruppo hanno un comportamento non eccessivamente aggressivo? (Se i suini sono allevati in gruppo 25 devono essere previste misure per evitare lotte che vadano oltre il normale) Anno a controllo 200_ IN RELAZIONE ALL' AMBIENTE SI NO N ON D OV U TO Anno del sopralluogo 200_ SI NO N ON D OV U TO TRATTAMENTO DEI FANGHI (Qualora l’azienda intenda dotarsi di proprio impianto di stoccaggio fanghi, questo deve avere capacità e dimensioni proporzionate alle caratteristiche dei fanghi) 26 L’azienda è dotata di un bacino impermeabile e recintato per lo stoccaggio dei fanghi liquidi o disidratati? 27 L’azienda adotta sistemi per evitare la dispersione dei fanghi essiccati? 28 I fanghi applicati al terreno vengono interrati? ID Domanda LIQUAMI (L’azienda deve essere dotata di strutture idonee allo stoccaggio degli effluenti zootecnici) 29 L’azienda possiede strutture di stoccaggio di capacità adeguata? 30 Sono evitati sversamenti evidenti nell’area attigua alla struttura? 31 L’azienda possiede una platea impermeabile di capacità adeguata? 32 La platea è dotata di sistemi idonei ad evitare la dispersione del percolato? 33 Il terreno dove si effettua l’accumulo temporaneo di letame è stato reso idoneo a tale scopo? (nel caso in cui venga effettuato l’accumulo sul terreno) CONTROLLO IN MATERIA DI BENESSERE DEGLI ANIMALI AVVIATI ALLA MACELLAZIONE E IGIENE DEI PRODOTTI TRASFORMATI Anno a controllo 200_ SI NO N ON D OV U TO Anno del sopralluogo 200_ SI NO In Caso di Esito Negativo: Penalità da applicare Note N ON D OV U TO Trasporto 34 I mezzi di trasporto consentono di proteggere gli animali dalle intemperie? 35 I veicoli sono dotati di sistemi di chiusura? 36 I mezzi utilizzati per il trasporto sono di facile pulitura? 37 Il pavimento dei mezzi è stabile e non sdrucciolevole? P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 6 Manuale dei controlli in loco Macellazione (ammissibile in azienda solo per pollame e conigli in quantità ben delimitate) 38 E’ presente un locale adibito esclusivamente alla macellazione? 39 E’ sufficientemente illuminato ed aerato? 40 La zona per lo stordimento, il dissanguamento e la spiumatura, è separata dalla zona di eviscerazione ed incassettamento? CONTROLLO IN MATERIA DI BENESSERE DEGLI ANIMALI AVVIATI ALLA MACELLAZIONE E IGIENE DEI PRODOTTI TRASFORMATI Anno a controllo 200_ SI NO N ON D OV U TO Anno del sopralluogo 200_ SI NO N ON D OV U TO In Caso di Esito Ne gativo: Pe nalità da applicare Note Strutture di lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli (Da verificare solo qualora questi Immobili, impianti o macchinari siano stati oggetto di contributo) 41 L'azienda si è dotata di un manuale di autocontrollo ai sensi della legge 155/94 (HACCP) 42 L'azienda dispone di autorizzazione sanitaria? 43 Le maestranze impiegate nell'attività di manipolazione dei prodotti alimentari è in regola con la normativa sanitaria? 44 Il pavimento è facilmente lavabile e disinfettabile? 45 Le pareti sono facilmente lavabili e disinfettabili? 46 Il soffitto è facilmente pulibile? 47 Ci sono dispositivi di protezione da insetti ed animali nocivi? 48 C’è un lavabo idoneo? 49 I piani di appoggio e le attrezzature sono facilmente lavabili e disinfettabili? 50 I locali sono dotati di servizi igienici? ** barrare la colonna corrispondente (SI-NO) per impegni che sono osservabili oggi ma che riguardano l’anno successivo P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 7 Manuale dei controlli in loco ID Domanda Calcolo delle penalizzazioni per mancato rispetto degli impegni: Penalizzazione Calcolata sul totale del Contributo ammesso codice Descrizione della Penalizzazione da decurtare al premio totale ANNO Descrizione dell' impegno non rispettato Penalità % Premio ammesso nell'anno oggetto di infrazione Decurtazione Contributo € TOTALE DELLE DECURTAZIONI APPLICATE codice Penalizzazioni da Calcolare sulla Superficie oggetto di Infrazione ANNO Descrizione dell'impegno non rispettato (entro il limite di tolleranza) Descrizione zona di intervento Penalizzazione Calcolata sulla SAU oggetto di Infrazione Contributo SAU oggetto di Premio ad totale Infrazione ha ammesso in € (ha) Penalità % Decurtazione Contributo € TOTALE DELLE DECURTAZIONI APPLICATE ANNO TOTALE DELLE DECURTAZIONI Calcolate sia sul premio annuale che su superfici specifiche divise x anno 2003 2002 2001 P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 8 Manuale dei controlli in loco ID Domanda Dati relativi alla verifica: Data effettuazione sopralluoghi 1° 3° 2° 4° EVENTUALI DICHIARAZIONI DEL BENEFICIARIO RAPPORTO PARTICOLAREGGIATO (a cura dei funzionari accertatori) - Importo del contributo richiesto in domanda - Importo del contributo ammesso a liquidazione dopo il Controllo per l'annualità 2003 - Importo delle Decurtazioni da applicare ai sensi del Reg. CE 2419/01 – art. 32 comma 1 (differenze di superficie accertate comprese tra il 3%- 20% o sup a 2Ha) - Importo delle penalizzazioni per mancato rispetto degli impegni per l'anno a controllo 200_ - Premio netto spettante dopo il controllo per l'annualità' 200_ - Importo degli aiuti da Recuperare per l’anno 200_ - Importo degli aiuti da Recuperare per l’anno 200_ - Importo TOTALE dei Recuperi per gli anni precedenti suddetti ( Importi inferiori a €.12,00 non devono essere richiesti) - Importo totale della Sanzione ai sensi della legge 898/86 ( Importi inferiori a €.51,65 non devono essere sanzionati) - IL TOTALE NETTO DA LIQUIDARE è di €. data __________________ Luogo ____________________ Firme funzionari _________________________ _____________________________ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 9 Manuale dei controlli in loco Check list di controllo procedurale DENOMINAZIONE AZIENDA A CONTROLLO: Negativo ESITO Positivo Altro (scrittura privata…) Scritture Contabili TIPOLOGIA DOCUMENTO Certificati /Atti P.A. Dovuto OGGETTO DEL CONTROLLO Non dovuto codifica ACCERTAMENTO A CONDIZIONI DI ACCESSO GENERALI a1 Presentazione nei termini e nel rispetto delle modalità stabilite dal bando a2 Titolo di possesso dei terreni B CRITERI GENERALI DI PRIORITA' Criteri di merito: Accertato Assegnato a3 Verifica dell'autorizzazione del beneficiario all'accesso alla banca dati SIARM B.1 Percentuale del reddito derivante dall'attività agricola Ubicazione della residenza, sede legale e domicilio nell'ambito di un B.2 territorio considerato svantaggiato (Dir. Ce 268/75) Adesione da parte del benificiario alle misure agro-ambientali previste dal B.3 PSR (misura F) B.4 Età posseduta dal beneficiario B.5 Capacità professionali dell'imprenditore (titolo di studio) B.6 Esperienza professionale dell'imprenditore (documentata) B.7 Numero di UBA allevato al momento della domanda Totale del punteggio ponderato C VARIAZIONI c1 Verifica di eventuali variazioni del beneficiaro (Cessione azienda, Modifica ragione sociale, subentri) D CONTROLLO DELLA PROCEDURA Domanda di FINANZIAMENTO 2003 d1 verifica della presenza della check list di ricevibilità d2 verifica della presenza della check list di ammissibilità d3 verifica della presenza della check list di priorità d4 verifica dell'ammissibilità agli aiuti nella graduatoria regionale Firme funzionari ______________________________ _________________________________ P.F. “Verifica dell’efficacia dei sistemi di gestione e controllo dei Fondi comunitari” 10