Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga 0 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga 1 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Premessa L’esame del territorio comunale da un punto di vista paesistico ha comportato delle indagini molto approfondite in considerazione del grado di sensibilità del comune, anche rispetto al contesto ambientale circostante. In prim’ordine sono state verificate le previsioni ed indicazioni contenute nei piani sovraordinati: Piano Territoriale Paesistico Regionale, Piano Territoriale di coordinamento provinciale in materia paesistico - ambientale. Successivamente sono state approfondite le tematiche ambientali, considerando il territorio comunale rispetto al contesto ambientale circostante. 1 - Previsioni del Piano Territoriale Paesistico Regionale 1.1.a – Piano Territoriale Paesistico Regionale – P.T.P.R. Il P.T.P.R. inserisce il territorio del comune di Costa Masnaga nell’ambito di “fascia collinare”. Gli indirizzi di tutela previsti dal P.T.P.R. per l’ambito collinare riguardano in particolare: Fascia collinare 3.1 PAESAGGI DELLE COLLINE E DEGLI ANFITEATRI MORENICI Paesaggio caratterizzato dalla deposizione di materiali morenici che con ampie arcature concentriche cingono i bacini inferiori dei principali laghi. Caratteristica è anche la presenza di piccoli laghi rimasti chiusi da sbarramenti morenici, di torbiere e superfici palustri. La vicinanza di questo ambito all’alta pianura industrializzata, da cui è sovente indissociabile, ne ha fatto,almeno nei settori più intimamente legati all’espansione metropolitana, un ricetto preferenziale di residenze e industrie ad elevata densità. INDIRIZZI DI TUTELA Vanno tutelati la struttura geomorfologica e gli elementi connotativi del paesaggio agrario. Sulle balze e sui pendii è da consentire esclusivamente l’ampliamento degli insediamenti esistenti, con esclusione di nuove concentrazioni edilizie che interromperebbero la continuità del territorio agricolo. Va inoltre salvaguardata, nei suoi contenuti e nei suoi caratteri di emergenza visiva, la trama storica degli insediamenti incentrata talora su castelli, chiese romaniche e ricetti conventuali aggreganti gli antichi borghi. 2 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Indirizzi di tutela Aspetti particolari Colline Le colline che si elevano sopra l’alta pianura costituiscono i primi scenari che appaiono a chi percorre le importanti direttrici pedemontane. Il paesaggio dell’ambito raggiunge elevati livelli di suggestione estetica anche grazie alla plasticità di questi rilievi. Ogni intervento di tipo infrastrutturale che possa modificare la forma delle colline (crinali dei cordoni morenici, ripiani, trincee, depressioni intermoreniche lacustri o palustri, etc.) va escluso o sottoposto a rigorose verifiche di ammissibilità. Deve anche essere contemplato il ripristino di situazioni deturpate da cave e manomissioni in genere. Vegetazione Si assiste in questi ambiti ad una articolata ed equilibrata composizione degli spazi agrari e di quelli naturali, con aree coltivate nelle depressioni e sui versanti più fertili e aree boscate sulle groppe e i restanti declivi. Un significato particolare di identificazione topologica riveste poi l’uso di alberature ornamentali. Vanno salvaguardati i lembi boschivi sui versanti e sulle scarpate collinari, i luoghi umidi, i siti faunistici, la presenza, spesso caratteristica, di alberi o di gruppi di alberi di forte connotazione ornamentale (cipresso, olivo). I laghi morenici I piccoli bacini lacustri, che stanno alla base dei cordoni pedemontani, rappresentano segni evidenti della storia geologica nonché dell’immagine culturale della Lombardia. Non sono poi da dimenticare le numerose presenze archeologiche che spesso li caratterizzano. I piccoli bacini lacustri che stanno al piede dei cordoni pedemontani sono da salvaguardare integralmente, anche tramite la previsione, laddove la naturalità si manifesta ancora in forme dominanti, di ampie fasce di rispetto dalle quali siano escluse l’edificazione e/o le attrezzature ricettive turistiche anche stagionali (campeggi, posti di ristoro, etc.). Paesaggio agrario La struttura del paesaggio agrario collinare è spesso caratterizzata da lunghe schiere di terrazzi che risalgono e aggirano i colli, rette con muretti in pietra o ciglionature. Sulle balze e sui pendii si nota la tendenza ad una edificazione sparsa, spesso nelle forme del villino, del tutto avulso dai caratteri dell’edilizia rurale, ricavata sui fondi dagli stessi proprietari. Occorre, innanzitutto, frenare e contrastare processi di diffusa compromissione dei terrazzi e delle balze, tramite il controllo delle scelte di espansione degli strumenti urbanistici. Occorre, poi, promuovere studi specificamente finalizzati alla definizione di criteri e regole per la progettazione edilizia nelle aree rurali, anche recuperando tecniche e caratteri dell’edilizia tradizionale. Eguale cura va riposta nella progettazione di infrastrutture, impianti e servizi tecnologici, che risultano spesso estranei al contesto paesistico e talvolta, inoltre, richiedono rilevanti fasce di rispetto, intaccando porzioni sempre più vaste di territori agricoli integri. 3 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Gli insediamenti esistenti Sono prevalentemente collocati in posizione di grande visibilità e spesso caratterizzati dalla presenza di edifici di notevole qualità architettonica. Le ville, i giardini, le architetture isolate La vicinanza ai grandi centri di pianura ha reso queste colline fin dal passato luogo preferito per la villeggiatura, dando luogo ad insediamenti di grande valore iconico, spesso, purtroppo, alterati da edilizia recente collocata senza attenzione alla costruzione antica dei luoghi. La caratteristica peculiare di questi insediamenti è di costituire, singolarmente, una unità culturale villa e annesso parco o giardino e, nel loro insieme, un sistema di elevata rappresentatività e connotazione dell’ambito paesistico. Gli elementi isolati caratterizzanti i sistemi simbolico - culturali Si tratta di piccoli edifici religiosi (santuari, oratori campestri, tabernacoli, “triboline” cappelle votive), manufatti stradali (ponti, cippi, etc.). I fenomeni geomorfologici Come nella fascia prealpina anche qui la giacenza di fenomeni particolari (trovanti, orridi, zone umide, etc.) costituisce un valore di ulteriore qualificazione del paesaggio con evidente significato didattico. Gli interventi edilizi di restauro e manutenzione in tali contesti devono ispirarsi al più rigoroso rispetto dei caratteri e delle tipologie edilizie locali. Tutti gli interventi di adeguamento tecnologico (reti) e, in genere, tutte le opere di pubblica utilità, dall’illuminazione pubblica all’arredo degli spazi pubblici, alle pavimentazioni stradali, all’aspetto degli edifici collettivi devono ispirarsi a criteri di adeguato inserimento. La grande rilevanza paesistico-culturale del sistema giardini – ville – parchi – architetture isolate, impone una estesa ed approfondita ricognizione dei singoli elementi che lo costituiscono, considerando sia le permanenze che le tracce e i segni ancora rinvenibili di parti o di elementi andati perduti. La fase ricognitiva, che non può essere elusa, prelude alla promozione di programmi di intervento finalizzati alla conservazione e trasmissione del sistema insediativo e delle sue singole componenti, restituendo, ove persa, dignità culturale e paesistica ed edifici, manufatti, giardini ed architetture vegetali. Va promossa la rilevazione e la tutela di tutti questi elementi “minori” che hanno formato e caratterizzato storicamente il connettivo dei più vasti sistemi territoriali e segnano la memoria dei luoghi. Tali fenomeni particolari vanno censiti, e vanno promosse tutte le azioni atte a garantirne la tutela integrale, prevedendo anche, ove necessario, l’allontanamento di attività che possano determinarne il degrado e/o la compromissione, anche parziale. Va inoltre garantita, in generale, la possibilità di una loro fruizione paesistica controllata (visite guidate, visibilità da percorsi pubblici o itinerari escursionistici … ). 4 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Il P.T.P.R. colloca il comune di Costa Masnaga all’interno dell’ambito di criticità “Brianza Orientale della Martesana o dell’Adda”, che insieme agli ambiti di criticità “Valle Olona e Val Morea, Val d’arno”, “Canturino” e “Colline di San Colombano”, appartiene alla categoria 1.B “Territori geograficamente e/o culturalmente unitari amministrativamente collocati in più provincie e parzialmente nell’ambito di Parchi costituiti”. Gli ambiti di criticità vengono definiti dal P.T.P.R. come ambiti territoriali, di varia estensione, che presentano particolari condizioni di complessità per le specifiche condizioni geografiche e/o amministrative o per la compresenza di differenti regimi di tutela o, infine, per la particolare tendenza trasformativa non adeguata allo specifico assetto paesistico. Parte del territorio comunale, infine, ricade all’interno del perimetro del Parco Regionale della Valle del Lambro istituito con L.R. n° 82 del 16 settembre 1983. AMBITO DI APPARTENZA DEL DOCUMENTO DI PIANO DEL P.T.C.R REGIONALE Il comune di Costa Masnaga si identifica quale ambito di appartenenza e finalità di azioni progettuali e strategiche contenute nel Piano del Governo del Territorio nel Sistema Pedemontano. A seguito vengono indicati i contenuti propri del Sistema Pedemontano in cui si riscontrano gli obbiettivi e le strategie contenute nel piano di Costa Masnaga Geograficamente l’area prealpina si salda a quella padana attraverso la fascia pedemontana, linea attrattiva, assai popolata, che costituisce una sorta di cerniera tra i due diversi ambiti geografici. Il Sistema Territoriale Pedemontano costituisce zona di passaggio tra gli ambiti meridionali pianeggianti e le vette delle aree montane alpine; è zona di cerniera tra le aree densamente urbanizzate della fascia centrale della Lombardia e gli ambiti a minor densità edilizia che caratterizzano le aree montane, anche attraverso gli sbocchi delle principali valli alpine, con fondovalli fortemente e densamente sfruttati dagli insediamenti residenziali e industriali. Per tutte queste caratteristiche il Sistema Pedemontano emerge dal Sistema Metropolitano, cui pure è fortemente connesso e con cui condivide molteplici aspetti, ma da cui è bene distinguerlo anche al fine di evidenziare le specificità lombarde di questo contesto rispetto ad una caratterizzazione sovra regionale rivestita dall’altro. Il Sistema Pedemontano interessa varie fasce altimetriche; è attraversato dalla montagna e dalle dorsali prealpine, dalla fascia collinare e dalla zona dei laghi insubrici, ciascuna di queste caratterizzata da paesaggi ricchi e peculiari. Geograficamente il sistema territoriale si riconosce in quella porzione a nord della regione che si estende dal lago Maggiore al lago di Garda comprendendo le aree del Varesotto, del Lario Comasco, del Lecchese, delle valli bergamasche e bresciane, della zona del Sebino e della Franciacorta, con tutti i principali sbocchi 5 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga vallivi. Comprende al suo interno città, quali Varese, Como e Lecco, che possono essere identificate come “città di mezzo” tra la grande conurbazione della fascia centrale e la regione Alpina. Si tratta di un territorio articolato in tante identità territoriali, tra cui possiamo distinguere paesaggi diversamente antropizzati: il Lecchese, che attornia la convalle di Lecco, composto da una serie di rilievi in gran parte di origine morenica, che hanno acquisito la forma e le dimensioni attuali dopo le ultime erosioni glaciali separando il lago dall’entroterra brianzolo; La popolazione vede un saldo negativo medio annuo dei residenti nelle zone di influenza di Varese, Como e Lecco; nella restante parte del sistema si individuano situazioni localizzate, sparse e frammentate. Le superfici urbanizzate, con minor presenza di produttivo, si concentrano nel lecchese La qualità dell’aria presenta valori critici di poco inferiori a quelli dell’area metropolitana nei centri urbani, nel lecchese e in due piccole aree, mentre la generalità dei luoghi collinari ha una qualità dell’aria senz’altro migliore. Si tratta di un’area ormai fortemente antropizzata caratterizzata da un sistema economico territoriale di origini antiche, proprio per la sua posizione di collettore di traffici commerciali con le vallate prealpine. Il tessuto produttivo, che ha vissuto la riduzione dell’importanza in termini dimensionali della grande impresa, è caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese, lavoratori artigiani e lavoratori atipici, che si concentra sull’innovazione e distribuisce sul territorio funzioni ritenute non strategiche, alimentando catene di subfornitura che a volte vanno al di là dei confini territoriali dell’area. È da sottolineare come il sistema delle piccole e medie imprese costituisca un sistema a se stante con proprie caratterizzazioni specifiche non subordinate ai processi di crescita della grande industria ma con propri fattori di accrescimento consolidati. In questo sistema produttivo, grande importanza hanno avuto per i distretti e hanno tuttora, sotto forme differenti, per i metadistretti le relazioni tra imprese di diverse dimensioni, tra committente e subfornitore, tra luoghi dell’innovazione e luoghi della conoscenza pratica, tra rappresentanze molto attive e imprese, tra grande e piccolo, tra eccellenza e mediocrità, che hanno permesso la circolazione di conoscenza e la capacità di innovazione nell’area. Tali relazioni ormai, accompagnando il processo di internazionalizzazione di molte imprese dell’area e la ricerca continua di innovazione dei metadistretti a scala globale, sono sempre più mantenute a distanza, soprattutto grazie all’avvento delle nuove tecnologie, ma sovente sono ancora molto radicate sul territorio e mantenute attraverso rapporti individuali che generano flussi di mobilità giornalieri. 6 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Questo modello produttivo e insediativo ha saputo organizzarsi grazie all’apporto delle differenti parti sociali (Camere di Commercio, Enti Locali, associazioni di categoria e banche popolari), che hanno saputo “fare sistema” nella comprensione che nella cooperazione sia data la vera possibilità di competizione tra sistemi urbani europei, portando sul territorio le infrastrutture universitarie e della conoscenza. La coesione tra gli attori territoriali (amministrazioni locali, parti sociali) tende ad affermare la specificità delle aree rispetto alla realtà metropolitana attraverso il potenziamento di servizi di supporto a questi poli in modo tale da renderli complementari con quelli di Milano, evitandone duplicazioni e clonazioni campanilistiche per puntare su una logica di rete di alta formazione, impedendo che si confondano in un continuo di urbanizzato senza identità. Contribuiscono inoltre alla creazione sul territorio di un insieme di funzioni complementari e di servizio quali attività commerciali, banche, strutture ricettive, parcheggi, logistica, ecc. che contrassegnano, non sempre in modo razionale e efficace, il territorio. Vale comunque la pena sottolineare che il tasso di disoccupazione in questo sistema è rappresentato: per le province di Como dal 4,45 L’infrastrutturazione viaria, con prevalente andamento nord-sud, è sviluppata attraverso autostrade, superstrade e statali che si innestano sull’asse stradale costituito dalla S.S. n° 36 La circolazione è spesso difficoltosa, per l’elevato numero di veicoli, leggeri e pesanti e per gli attraversamenti dei centri abitati cui sono costretti, e con frequente congestione nei pressi delle intersezioni con le altre Statali. La rete ferroviaria che interessa il Sistema Territoriale Pedemontano è interessata da un articolato sistema di linea di carattere internazionale e regionale con andamento nord-sud: La linea FS - con stazione a Costa Masnaga ad uso esclusivo del servizio ferroviario regionale; Il Sistema Pedemontano è fortemente interessato dalle principali opzioni di infrastrutturazione ferroviaria previste per la Lombardia: il collegamento con la linea del nuovo Gottardo e la gronda merci ferroviaria. Ciò garantisce un forte incremento dell’accessibilità di persone e merci, ma fa intravedere possibili rischi di compromissione del territorio qualora non si garantisca sufficiente continuità alle reti in attraversamento del territorio lombardo, in quanto il riversarsi su strada del nuovo traffico merci indotto dai nuovi tunnel del Sempione e del Gottardo, se non opportunamente canalizzati verso i centri d’interscambio merci interni all’area milanese porterebbero inevitabilmente al peggioramento della qualità complessiva, con l’acutizzarsi di fenomeni già ad oggi di elevato impatto (inquinamento atmosferico, acustico, idrico, frammentazione degli ecosistemi e delle aree naturali,…). In particolare diviene essenziale che il Sistema Pedemontano possa continuare a svolgere il suo ruolo di connessione con le aree montane di maggiore qualità ambientale garantendo a queste una possibilità di raccordo con le infrastrutture di 7 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga livello primario, attraverso snodi e collegamenti alla rete secondaria che tuttavia non ne inficino il rango e le funzioni di rete lunga. Il sistema di commercializzazione è caratterizzato dalla creazione negli ultimi tempi di grandi centri di vendita specializzati, innestati sugli assi nord-sud e dai nuovi centri di intrattenimento che richiamano masse notevoli di fruitori. Questo accresce la congestione viaria essendo la mobilità per tutti questi poli vincolata essenzialmente al trasporto su gomma. I flussi di gravitazione su Milano sono comunque molto consistenti a causa della mobilità per lavoro (Milano è punto di riferimento e vetrina per tutti i professionisti dell’area e per i produttori che intendono lanciare innovazione a livello globale, così come Milano si serve delle competenze artigianali, produttive e innovative dell’area per mantenere in auge la fama in alcuni settori (si pensi, ad esempio, al design). L’area pedemontana è un grande generatore di flussi di traffico su gomma ed i problemi legati al traffico sono spesso localizzati sulle arterie che collegano i numerosi centri che lo contraddistinguono e collegano questi ai capoluoghi. L’attraversamento dell’area è spesso difficoltoso e l’utilizzo della rete ferroviaria regionale sovente non aiuta perché il livello di servizio non è ancora in grado di attrarre su di sé flussi di movimenti dal mezzo privato. ANALISI SWOT PUNTI DI FORZA Territorio Presenza di autonomie funzionali importanti Presenza di tutte le principali polarità di corona del sistema urbano policentrico lombardo Infrastrutturazione ferroviaria fortemente articolata Attrattività per la residenza data la vicinanza ai grandi centri urbani della pianura Vicinanza tra opportunità lavorative dell’area metropolitana e ambiti che offrono un migliore qualità di vita Ambiente Presenza di parchi di particolare pregio e interesse naturalistico ( parco regionale della Valle del Lambro) Economia Presenza di una buona propensione all’imprenditoria e all’innovazione di prodotto, di processo, dei comportamenti sociali Presenza di un tessuto misto di piccole e medie imprese in un tessuto produttivo maturo, caratterizzato da forti interazioni Presenza di punte di eccellenza in alcuni settori Elementi di innovazione nelle imprese Paesaggio e patrimonio culturale Varietà di paesaggi di elevata attrazione per la residenza e il turismo 8 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Presenza in territorio collinare di ricchezza paesaggistica con piccoli laghi morenici, di ville storiche con grandi parchi e giardini, antichi borghi integrati in un paesaggio agrario ricco di colture adagiato su morbidi rilievi Presenza in territorio prealpino di ampi panorami da località facilmente accessibili con vista anche verso i laghi insubrici Sociale e servizi Sistema delle rappresentanze fortemente radicato e integrato con le Amministrazioni comunali PUNTI DI DEBOLEZZA Territorio Dispersione degli insediamenti residenziali e produttivi sul territorio Polverizzazione insediativa, dispersione dell’edificato e saldature dell’urbanizzato lungo le direttrici di traffico con conseguente perdita di valore paesaggistico Elevata congestione da traffico veicolare Pressione edilizia sulle direttrici di traffico, causato dall’insediamento di funzioni sovralocali (centri logistici e commerciali, multisale di intrattenimento) Carenza di servizi pubblici sul breve e medio raggio Debolezza della infrastrutturazione soprattutto ad andamento est-ovest Vulnerabilità dovuta al forte consumo territoriale particolarmente intenso nella zona collinare che ha reso preziose le aree libere residue Obbligo a particolari attenzioni in relazione alla forte percepibilità del territorio dagli spazi di percorrenza Ambiente Elevati livelli di inquinamento atmosferico ed acustico dovuti alla preferenza dell’uso del trasporto su gomma Inquinamento idrico e delle falde Presenza di un numero elevato di impianti industriali a rischio ambientale Economia Crisi della manifattura della grande fabbrica Elevata presenza di lavoratori atipici, di agenzie di lavoro in affitto, di microimprenditori non organizzati in un sistema coeso Paesaggio e patrimonio culturale Scarsa attenzione alla qualità architettonica e al rapporto con il contesto sia negli interventi di recupero sia nella nuova edificazione Carenza nella progettazione degli spazi a verde di mediazione fra i nuovi interventi e il paesaggio circostante particolarmente per i centri commerciali e i complessi produttivi Frammentazione delle aree di naturalità 9 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga OPPORTUNITA’ Territorio Importante ruolo di cerniera tra i diversi sistemi territoriali regionali attraverso la corretta pianificazione dei sistemi di connessioni tra reti brevi e reti lunghe, soprattutto per garantire l’accesso agli ambiti montani anche in un’ottica di sviluppo turistico Accessibilità internazionale, unita alle prerogative di dinamismo presenti sul territorio e alle sinergie con Milano ne fanno un’area potenzialmente in grado di emergere a livello internazionale Potenzialità di sviluppo e rafforzamento policentrico derivanti dal nuovo sistema infrastrutturale est-ovest Economia Possibilità di ristrutturazione produttiva di settori tradizionali in crisi e presenza di settori maturi che puntano sulla delocalizzazione produttiva, conservando sul territorio le funzioni dirigenziali e di innovazione Riconversione produttiva delle aree in cui i settori di riferimento sono in crisi, facendo leva sulle potenzialità innovative presenti sul territorio grazie al mix università esperienza Possibilità di cooperazione con altri sistemi italiani ed europei finalizzata a obiettivi di innovazione, condivisione di conoscenza, di competitività, di crescita sostenibile Presenza di molte autonomie funzionali radicate sul territorio in grado di attrarre flussi di persone ed economici può essere sfruttata per l’attivazione di processi positivi di innovazione e di marketing territoriale Paesaggio e patrimonio culturale Valorizzazione turistica in rete di aree di pregio naturalistico, paesaggistico e culturale Potenzialità, derivanti dalla realizzazione delle nuove infrastrutture, di attivare progetti di valorizzazione paesaggistica e ambientale dei territori interessati MINACCE Ambiente Frammentazione di ecosistemi e aree di naturalità per l’attraversamento di nuove infrastrutture in assenza di una progettazione che tenga conto della necessità di mantenere e costruire la continuità della rete ecologica Eccessiva pressione antropica sull’ambiente e sul paesaggio potrebbe condurre alla distruzione di alcune risorse di importanza vitale (suolo, acqua, ecc.), oltre che alla perdita delle potenzialità di attrazione turistica di alcune aree di pregio 10 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Territorio Carenze infrastrutturali, che rendono difficoltosa la mobilità di breve e medio raggio, che potrebbero condurre ad un abbandono delle aree da parte di alcune imprese importanti e di parte della popolazione Eccessiva espansione dell’edificato e della dispersione insediativa per la localizzazione di funzioni grandi attrattrici di traffico con il rischio di portare il sistema al collasso, sia da un punto di vista ambientale che di mobilità e degrado della qualità paesaggistica del contesto Relativa vicinanza ai grandi centri urbani della pianura ne ha fatto luogo preferenziale per usi residenziali (in particolare la Brianza) produttivi e commerciali ad alto consumo di suolo e privi di un complessivo progetto urbanistico che tenga conto della qualità paesaggistica del contesto Rischio dell’effetto “tunnel” per il passaggio di infrastrutture di collegamento di livello alto che non vengono raccordate in maniera opportuna con perdita di opportunità di carattere economico e sociale. Economia Impoverimento di alcune aree per la crisi della grande industria e di alcuni settori manifatturieri Paesaggio e patrimonio culturale Degrado paesaggistico percepibile a lunga distanza e di non facile ricomposizione causato dall’attività estrattiva ( Miniera di Brenno) OBIETTIVI DEL SISTEMA TERRITORIALE PEDEMONTANO ST3.1 Tutelare i caratteri naturali diffusi attraverso la creazione di un sistema di aree verdi collegate tra loro (reti ecologiche) (ob. PTR . 14, 16, 17, 19) Tutelare i caratteri naturali diffusi costituti dai biotopi lungo i corsi d’acqua e le rive dei laghi, dalle macchie boscate che si alternano ai prati in quota e alle colture del paesaggio agrario nella zona collinare Creare un sistema di aree naturali e di connessione verde che si inserisce nella maglia infrastrutturale di nuova previsione e garantisca il collegamento tra parti della rete ecologica soprattutto in direzione nord-sud ST3.2 Tutelare sicurezza e salute dei cittadini attraverso la riduzione dell'inquinamento ambientale e la preservazione delle risorse (ob. PTR . 7,8,17) Migliorare qualità ed efficienza del parco veicolare incentivando il ricambio di quello vetusto, in particolare dei mezzi commerciali, per ridurre gli elevati livelli di inquinamento atmosferico ed acustico Adeguare la qualità ed efficienza degli impianti delle attività produttive favorendo l'introduzione dei nuove tecnologie finalizzati a processi produttivi più sostenibili; incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento ad olio combustibile sia ad uso civile che industriale Evitare l'eccessiva pressione antropica sull’ambiente e sul paesaggio che potrebbe condurre alla distruzione di alcune risorse di importanza vitale (suolo, acqua, ecc.), oltre che alla perdita delle potenzialità di attrazione turistica di alcune aree di pregio. 11 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga ST3.3 Favorire uno sviluppo policentrico evitando la polverizzazione insediativa (ob. PTR . 13) Rafforzare la struttura policentrica mediante la valorizzazione dei comuni capoluogo con l’insediamento di funzioni di alto rango, evitando le saldatura tra l’urbanizzato soprattutto lungo le vie di comunicazione e nei fondovalle vallivi e creando una gerarchia di rete tra i centri Favorire politiche insediative tese a contenere la polverizzazione insediativa e la saldatura dell’urbanizzato lungo le direttrici di traffico, con conseguente perdita di valore paesaggistico, favorendo la ricentralizzazione delle funzioni e delle attività attorno ai punti di massima accessibilità ferroviaria Ridurre il consumo di suolo e presidiare le aree libere e gli ambiti agricoli a cesura del continuum urbanizzato ST3.4 Promuovere la riqualificazione del territorio attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture per la mobilità pubblica e privata (ob. PTR . 2, 3, 4) Promuovere il trasporto su ferro attraverso la riqualificazione e il potenziamento delle linee ferroviarie. Rafforzare il sistema infrastrutturale est-ovest, stradale e ferroviario, per ridisegnare il territorio intorno ad un progetto condiviso di sviluppo urbano policentrico, comprendente anche il capoluogo regionale, alternativo allo sviluppo diffusivo che provoca la saldatura delle aree urbane Potenziare il Servizio Ferroviario Regionale, per favorire le relazioni interpolo, ed estendere i Servizi Suburbani a tutti i poli urbani regionali, per dare un'alternativa modale al trasporto individuale e ridurre la congestione da traffico Ridurre la congestione da traffico veicolare ingenerato dalla dispersione insediativa con investimenti sul rafforzamento del Servizio Ferroviario Suburbano e Regionale e comunque tesi a favorire l'uso del mezzo pubblico (centri di interscambio modale e sistemi di adduzione collettiva su gomma di tipo innovativo) Promuovere un progetto infrastrutturale e territoriale integrato per il territorio interessato dalla BreBeMi per favorire il riequilibrio dell'assetto insediativo regionale e il miglioramento della qualità ambientale delle aree attraversate ST3.5 Applicare modalità di progettazione integrata tra infrastrutture e paesaggio (ob. PTR: 2, 20, 21) Prevedere nei programmi di realizzazione di opere infrastrutturali risorse finanziarie per promuovere progetti di ricomposizione e qualificazione paesaggistico/ambientale dei territori attraversati dai nuovi assi viari e applicazione sistematica delle modalità di progettazione integrata che assumano la qualità ambientale e paesaggistica del contesto come riferimento culturale Applicare sistematicamente modalità di progettazione integrata che assumano la qualità paesaggistica del contesto come riferimento culturale per la nuova progettazione per una migliore integrazione territoriale e paesistica dei progetti 12 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga ST3.6 Tutelare e valorizzare il paesaggio caratteristico attraverso la promozione della fruibilità turistico-ricreativa e il mantenimento dell'attività agricola (ob. PTR . 10, 14, 21) Tutela e ricognizione dei percorsi e dei belvedere panoramici come luoghi di fruizione ampia del paesaggio anche attraverso il recupero dei sentieri escursionistici e dei percorsi ferroviari come itinerari di fruizione turistica privilegiati Tutela e rafforzamento delle caratteristiche dei diversi paesaggi del Sistema Pedemontano (prealpino, collinare e dei laghi morenici) caratterizzati per l'elevata attrazione per la residenza e il turismo Garantire il mantenimento di attività agricole in funzione di miglioramento della qualità ambientale complessiva e di valorizzazione del paesaggio ST3.7 Recuperare aree e manufatti edilizi degradati in una logica che richiami le caratteristiche del territorio pedemontano (ob. PTR . 5, 6, 14) Promuovere interventi di recupero delle aree degradate a seguito di una intensa attività estrattiva Incentivare il recupero, l’autorecupero e la riqualificazione dell’edilizia rurale, mediante i principi della bioedilizia e il rispetto delle tradizioni costruttive locali ST3.8 Incentivare l'agricoltura e il settore turistico ricreativo per garantire la qualità dell' ambiente e del paesaggio caratteristico (ob. PTR . 10, 14, 18, 19, 21) Promuovere e supportare interventi per l’organizzazione integrata e diversificata dell’offerta turistica, favorendo una fruizione sostenibile del territorio (turismo culturale, termale, congressuale, enogastronomico, naturalistico) Incentivare l’agricoltura biologica e di qualità come modalità per tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente e per contenere la dispersione insediativa Favorire la creazione di filiere corte ed extracorte della produzione ortofrutticola e zootecnica locale per mantenere la presenza di ambiti agricoli e di produzioni di nicchia anche per evitare la saldatura del territorio urbanizzato ST3.9 Valorizzare l'imprenditoria locale e le riconversioni produttive garantendole l'accessibilità alle nuove infrastrutture evitando l'effetto "tunnel" (ob. PTR . 6, 24) Valorizzare le iniziative di progettualità comune e condivisa dell'imprenditoria locale sfruttando l’accessibilità internazionale e le sinergie con Milano Favorire politiche di riconversione produttiva delle aree interessate da settori produttivi in crisi facendo leva sulle punte di eccellenza in alcuni settori, sulle autonomie funzionali radicate sul territorio e sulle potenzialità innovative presenti sul territorio grazie al mix università-esperienza. Valorizzare il passaggio di infrastrutture di collegamento di livello alto con politiche appropriate di ordine economico riconversioni produttive, localizzazione di nuovi servizi alle imprese) tali da evitare il rischio dell’effetto “tunnel” con perdita di opportunità di carattere economico e sociale 13 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Uso del suolo Limitare l’ulteriore espansione urbana Favorire interventi di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio Conservare i varchi liberi, destinando prioritariamente le aree alla realizzazione della Rete Verde Regionale, che si è concretizzata con la progettazione delle aree verdi di interconnessione con il Parco Regionale della Valle del Lambro. ( area ambientale della “ La Costa”) Evitare la dispersione urbana, mantenendo forme urbane compatte Mantenere la riconoscibilità dei centri urbani evitando le saldature lungo le infrastrutture Realizzare le nuove edificazioni con modalità e criteri di edilizia sostenibile Coordinare a livello sovraccomunale nell’individuazione di nuove aree produttive e di terziario/commerciale Evitare la riduzione del suolo agricolo Nel dettaglio il P.G.T. di Costa Masnaga ha perseguito i seguenti obbiettivi contenuti nel sistema territoriale Pedemontano • limitazione dell’espansione urbana tessuto urbano consolidato alle sole aree a completamento del • agevolazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente • mantenimento dei varchi liberi, destinando prioritariamente le aree alla realizzazione della Rete Verde Regionale con la valorizzazione e tutela delle aree comprese all’interno del Parco Regionale della Valle del Lambro e con la progettazione del verde di interconnessione per gli ambiti esterni appartenenti alla rete ecologica provinciale. • evitare la dispersione urbana, mantenendo forme urbane compatte. Il P.G.T. ha conservato la regola, anche per gli ambiti di trasformazione ed espansione di mantenimento della tipologia architettonica propria del paese , limitando la nuova edificazione residenziale all’interno del tessuto consolidato esistente. • mantenere la riconoscibilità dei centri urbani evitando le saldature lungo le infrastrutture . Il P.G.T. non ha previsto della nuova edificazione lungo le infrastrutture esistenti ed in progetto, ma dei completamenti rispetto al tessuto residenziale consolidato . • valorizzazione della zona industriale attraverso la previsione di un progetto di interesse sovraccomunale con la sottoscrizione dell’Agenda Strategica • implementazione dei servizi pubblici, anche di interesse sovralocale al fine di migliorare il livello qualitativo già elevato esistente. 14 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga RETE ECOLOGICA REGIONALE CODICE SETTORE: 70 NOME SETTORE: MONTEVECCHIA Province: LC, MI, CO, BG DESCRIZIONE GENERALE Area molto eterogenea che include elementi di assoluto valore naturalistico accanto a tratti densamente urbanizzati. Notevole sviluppo di infrastrutture che in alcuni casi determinano forte frammentazione o isolamento degli ambienti. Tra i siti più importanti in termini naturalistici si segnalano il SIC Valle di Santa Croce e Valle del Curone (con fauna invertebrata endemica), il Lago di Sartirana (importante per la fauna invertebrata acquatica), il Lago di Olginate (di grande importanza per l’avifauna acquatica),la Palude di Brivio (avifauna acquatica, vegetazione palustre), il Lago di Pusiano (avifauna acquatica, vegetazione palustre). ELEMENTI DI TUTELA SIC -Siti di Importanza Comunitaria: IT2030006 Valle di Santa Croce e Valle del Curone, IT2030007 Lago di Sartirana, IT2030004 Lago di Olginate, IT2030005 Palude di Brivio, IT2020006 Lago di Pusiano ZPS – Zone di Protezione Speciale: Parchi Regionali: PR della Valle del Lambro, PR di Montevecchia e Valle del Curone, PR Adda Nord, proposto PR San Genesio e Colle Brianza Riserve Naturali Regionali/Statali: RNR Lago di Sartirana Monumenti Naturali Regionali: Aree di Rilevanza Ambientale: ARA “San Genesio -Colle Brianza”, ARA “Pegorino”, ARA “Isola” PLIS: Parco Agricolo la Valletta, Parco del Monte Canto e del Bedesco Altro: ARE – Aree di Rilevante interesse Erpetologico “Boschi, stagni e cabalette di Cà Soldato” ELEMENTI DELLA RETE ECOLOGICA Elementi primari Gangli primari: Corridoi primari: Fiume Adda (classificato come “fluviale antropizzato” nel tratto compreso nel settore 70); Fiume Lambro e Laghi Briantei (classificato come “fluviale antropizzato” nel tratto compreso nel settore 70) Elementi di primo livello compresi nelle Aree prioritarie per la biodiversità (vedi D.G.R. 30 dicembre 2009 – n. 8/10962): 01 -Colline del Varesotto e dell’alta Brianza; 06 -Fiume Adda; 07 - Canto di Pontida Elementi di secondo livello Aree importanti per la biodiversità esterne alle Aree prioritarie (vedi Bogliani et al., 2007. Aree prioritarie per la biodiversità nella Pianura Padana lombarda. FLA e Regione Lombardia; Bogliani et al., 2009. Aree prioritarie per la biodiversità nelle Alpi e Prealpi lombarde. FLA e Regione Lombardia): Altri elementi di secondo livello: ricavate all’interno dell’area prioritaria 01 -Colline del Varesotto e dell’alta Brianza, tra i nuclei ricompresi all’interno di aree di primo livello. Interessano la porzione di territorio tra il Lambro, i Laghi Briantei e l’area di Colle Brianza - Missaglia, oltre alle aree boschive e agricole in comune di Pontida e di Cisano Bergamasco e alle aree boschive e agricole di Villa d’Adda, Imbersago e Robbiate. INDICAZIONI PER L’ATTUAZIONE DELLA RETE ECOLOGICA REGIONALE Per le indicazioni generali vedi: - Piano Territoriale Regionale (PTR) approvato con deliberazione di Giunta regionale del 16 gennaio 2008, n. 6447, e adottato con deliberazione di Consiglio regionale del 30 luglio 2009, n. 874, ove la Rete Ecologica Regionale è identificata quale infrastruttura prioritaria di interesse regionale; 15 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga - Deliberazione di Giunta regionale del 30 dicembre 2009 – n. 8/10962 “Rete Ecologica Regionale:approvazione degli elaborati finali, comprensivi del Settore Alpi e Prealpi”; 274 - Documento “Rete Ecologica Regionale e programmazione territoriale degli enti locali”, approvato con deliberazione di Giunta regionale del 26 novembre 2008, n. 8515. 1) Elementi primari: 01 -Colline del Varesotto e dell’alta Brianza: favorire il mantenimento dell’agricoltura estensiva ed in particolare dei prati a sfalcio; promuovere la presenza di siepi al margine dei campi coltivati. Importante mantenere le attività agricole e pastorali di tipo tradizionale, soprattutto in aree collinari, dalle quali dipendono habitat e specie in progressiva rarefazione. Indicazioni specifiche riguardano anche la messa ‘in sicurezza’ dei cavi aerei presso le pareti rocciose (es. Monte Marenzo), siti di nidificazione di molte specie di grande interesse conservazionistico, come Nibbio bruno, Falco pellegrino e Gufo reale, la protezione dei siti di riproduzione e di roost dei chirotteri. 06 -Fiume Adda: il tratto di valle dell’Adda incluso nel settore comprende aree estremamente importanti quali la Palude di Brivio ed il Lago di Olginate. 2) Elementi di secondo livello Aree tra il Lambro, i Laghi Briantei e l’area di Colle Brianza -Missaglia: necessarie al mantenimento della connettività ecologica in senso Est-Ovest, tra la valle dell’Adda e la valle del Lambro. Il mantenimento della continuità è necessario per la sopravvivenza di molte specie, spesso presenti in piccole popolazioni che sopravvivono solo grazie allo scambio di individui con popolazioni più floride. L’interruzione del flusso di individui tra diverse tessere di habitat determinerebbe un fortissimo aumento di rischio di estinzione per molte specie. 3) Aree soggette a forte pressione antropica inserite nella rete ecologica Superfici urbanizzate: favorire interventi di deframmentazione; mantenere i varchi di connessione attivi; migliorare i varchi in condizioni critiche; evitare la dispersione urbana; Infrastrutture lineari: prevedere, per i progetti di opere che possono incrementare la frammentazione ecologica, opere di mitigazione e di inserimento ambientale. Prevedere opere di deframmentazione in particolare a favorire la connettività con aree sorgente (Aree prioritarie) e tra aree sorgente. CRITICITÀ Vedi D.d.g. 7 maggio 2007 – n. 4517 “Criteri ed indirizzi tecnico progettuali per il miglioramento del rapporto fra infrastrutture stradali ed ambiente naturale” per indicazioni generali sulle infrastrutture lineari. 16 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga 17 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga 1.1.b – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – P.T.C.P Il Piano Provinciale evidenzia per il comune di Costa Masnaga le seguenti emergenze e criticità. Emergenze geomorfologiche Colle Brenno della Torre Colle Cascina Pettana Colle di Camisasca Punti panoramici Camisasca Colle di Tregolo Chiesa della B. V. Assunta Beni storico – culturali Torre di Camisasca – Camisasca – architettura fortificata Torre di Tregolo – Tregolo – architettura fortificata Torre di Brenno – Brenno della Torre – architettura fortificata Ex Filanda Isacco “Il Colombè” – Colombaio – architettura industriale Chiesa della B. V. Maria Assunta – architettura religiosa Palazzo Isacco – Samarino – architettura civile Villa Biffi, Beretta – Tregolo – architettura civile Case Colombaio – architettura civile Cà di Brenno – architettura civile C. Volpera – architettura civile Villa Samarino – architettura civile C. Verana – architettura civile Cascina “Il Fabbricone” – Tregolo – malghe, cascine e nuclei rurali permanenti Siti di interesse archeologico Vengono definiti tali dal P.T.C.P. di Lecco quei siti che “individuano ambiti nei quali sono presenti tracce di beni o insiemi di beni prevalentemente alterati o scomparsi, che costituiscono testimonianza significativa della struttura insediativa, infrastrutturale, sociale del territorio in epoche remote”. Nel territorio comunale il P.T.C.P. di Lecco individua quattro siti di interesse archeologico ubicati uno in prossimità della località Samarino nell’immediata vicinanza del tracciato della S.S. 36 – Strada Statale del Lago di Como e dello Spluga; due in prossimità della Chiesa di S. M. Assunta e uno in località Tregolo. Percorsi ciclo – pedonali di rilevanza territoriale Per quanto riguarda i percorsi ciclo – pedonali il P.T.C.P. di Lecco individua all’interno del territorio comunale di Costa Masnaga i seguenti tracciati: 18 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga I controviali della S.S. 36 – Strada Statale del lago di Como e dello Spluga Il tratto stradale che da Rogeno passa per l’abitato di Colombaio, passa alla destra dell’attività industriale “Remsa Italia”, giunge in prossimità di C.na Pettana e poi con direzione sud – ovest si dirige verso C.na Brascesco. Percorsi di interesse paesistico – panoramico Vengono così definiti dal P.T.C.P. di Lecco “quei tracciati da cui si godono ampie viste, a grande distanza e/o con ampio campo visivo, che permettono di cogliere in modo sintetico i caratteri distintivi del paesaggio. L’interesse paesistico dei percorsi panoramici (ma anche dei punti panoramici) risiede principalmente nelle particolari relazioni di natura storico – culturale e visiva che essi instaurano con il contesto territoriale e, in particolare, nella possibilità di fruizione visiva privilegiata del contesto paesistico”. Il P.T.C.P. di Lecco individua come tali, all’interno del territorio comunale di Costa Masnaga, i seguenti percorsi di interesse paesistico – panoramico: Il percorso della Ferrovia Milano – Lecco Il tracciato della S.S. 36 – Strada Statale del lago di Como e dello Spluga Il principale asse viario di attraversamento del comune che dal confine con il comune di Lambrugo passa all’esterno dell’abitato di Camisasca e da C.na Pettana verso Centemero. Emergenze geomorfologiche areali (cordoni morenici, zone carsiche, falesie) Per quanto riguarda questo particolare tipo di emergenze geomorfologiche, il P.T.C.P. di Lecco individua all’interno del territorio comunale di Costa Masnaga 4 aree localizzate rispettivamente: una in località Pettana, parallela all’asse stradale; una in prossimità dell’abitato di Musico, a sud dell’edificio scolastico elementare; una alla sinistra del nucleo di Tregolo, che attraversa longitudinalmente l’abitato principale di Costa a sud de “Il Fabbricone”; l’ultima situata nella piccola porzione di territorio comunale che si trova alla destra dellla S.S. 36, a sud di C.na Verana. Emergenze geomorfologiche lineari (orli di terrazzo, cordoni morenici, dossi fluviali) Una conformazione lineare di questo tipo è individuata dal P.T.C.P. di Lecco a sud dell’abitato di Camisasca e con direzione sud –est si protrae fino alla C.na Brascesco passando per Rogolea. Geositi Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologici – geomorfologici di un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Quelle architetture naturali, 19 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico e ricreativi. Nel territorio comunale di costa Masnaga il P.T.C.P. di Lecco individua un geosito localizzato in prossimità della località Brenno della Torre. Tratti stradali dove eventuali insediamenti sono da considerare in contrasto con gli interessi paesaggistici (art. 21) L’art. 21 del P.T.C.P. di Lecco “Tutela paesaggistica della viabilità esistente e prevista” cita quanto segue: “Si assume come obiettivo generale di rilevanza paesistica della pianificazione il mantenimento delle pause o intervalli nell’edificazione esistenti lungo le strade di rilevanza territoriale (…), nonché lungo quelle di rilevanza storica e paesaggistica (…) e lungo le ferrovie. A tal fine, il P.T.C.P. individua cartograficamente, nella Tavola 1 – Quadro Strutturale – Assetto Insediativo, i tratti delle strade suddette che presentano visuali libere di significativa estensione, su uno o su entrambi i lati. Tali tratti sono distinti in “tratti stradali dove eventuali insediamenti sono da considerare in contrasto con gli interessi paesaggistici. (…) In corrispondenza di tali tratti di strada è istituita una fascia di rispetto paesaggistico che, in prima applicazione, e fino a che non siano intervenuti atti con valenza paesaggistica di maggiore definizione, è stabilita in 300 metri dall’asse, su uno o su entrambi i lati. La fascia è riconosciuta come area di particolare interesse paesaggistico e considerata ambito di elevata sensibilità paesistica, in coerenza con le norme del PTPR/PPR e con i Criteri regionali di cui alla DGR 8/6421 del 27.12.2007, e quindi edificabile, laddove sia comunque consentito, limitatamente a progetti che incidono in modo contenuto rispetto a visuali libere di significativa estensione.” All’interno del territorio comunale di costa Masnaga il P.T.C.P. di Lecco individua come tali il tratto stradale, su ambo i lati, che costeggia la C.na Pettana e il tratto destro della S.S. 36 a sud di C.na Verana, Unità di paesaggio E1 – La collina e i laghi morenici – Ambito dei laghi morenici (Pusiano e Annone) Caratteri identificativi All’interno dell’Unità di paesaggio della Collina e dei laghi morenici si distinguono, dal punto di vista geografico, tre grandi ambiti, che fanno riferimento ai tre nuclei 20 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga urbani principali: la Brianza Casatese (Casatenovo), situata a sud – ovest della provincia; la Brianza Meratese (Merate) situata a sud – est, tra la collina di Montevecchia e il corso dell’Adda e la Brianza Oggionese (Oggiono), situata a nord – ovest, in prossimità delle prime pendici prealpini e caratterizzata dalla presenza dei grandi laghi morenici di Annone e Pusiano. Le colline brianzole sono il risultato della deposizione glaciale di materiali morenici, che assume una specifica individualità di forme e strutture, costituita da segni di livello macroterritoriale che disegnano larghe arcature concentriche. La conformazione plano-altitudinale presenta elevazioni costanti e non eccessive. Si tratta di paesaggi dai richiami “mediterranei”, benché impostati su forme del suolo prodotte dal glacialismo, di valore eccezionale dal punto di vista della storia naturale. Il paesaggio è spesso caratterizzato dalla presenza di invasi lacustri rimasti chiusi tra gli sbarramenti morenici (“laghi morenici”), con presenza di forme di naturalità e di notevole interesse geologico (Laghi di Annone, Pusiano e Sartirana). Dal punto di vista vegetazionale, il paesaggio è connotato dalla presenza di piccoli lembi di boscaglia, sulle scarpate più acclivi, sulle cime delle colline o lungo i corsi d’acqua, dalle folte “enclosures” dei parchi e dei giardini storici, e da presenze arboree di forte connotato ornamentale (cipresso, olivo). Si tratta di un contesto da sempre fortemente permeato dalla presenza dell’uomo, con evidenza di segni residui di una forte e significativa organizzazione territoriale tradizionale. Il paesaggio attuale è, infatti, il risultato di un’opera di intervento umano tenace che ha modellato un territorio reso caotico dalle eredità glaciali per ampi tratti con scarso drenaggio e costituito da terreni di modesta attitudine produttiva. Dal punto di vista insediativo, il paesaggio, è caratterizzato da nuclei di modesta dimensione, ma molto numerosi, che si sono organizzati spesso attorno a uno o più edifici storici emergenti: castelli, torri, ville, monasteri, chiese romaniche (pievi), ricetti conventuali, ecc. Si tratta spesso di modesti e contenuti nuclei di sorprendente coerenza architettonica e di felice inserimento urbanistico. Tipici del paesaggio collinare sono ville e parchi sorti fra ‘700 e ‘800, quale residenza favorita della nobiltà e della borghesia lombarda che, sia a livello di ambito vasto (Brianza), sia nell’analisi di contesti limitati (es.: Monticello Brianza, Merate, Casatenovo), assumono la valenze di un vero e proprio “sistema territoriale”. 21 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga I manufatti e le architetture isolate si distinguono per particolari valenze estetiche, funzione storica, per posizione o, ancora, per qualità formale. Si tratta di piccoli edifici religiosi (santuari, oratori campestri, tabernacoli, cappelle votive), di caseggiati tipici (vecchie stazioni, filande, molini), di manufatti stradali (ponti, cippi, selciati, ecc.) e di una folta serie di soggetti “minori” che formano il connettivo della storia e della memoria dei luoghi. La struttura del paesaggio agrario collinare, caratterizzato da lunghe schiere di terrazzi che risalgono e aggirano i colli, rette con muretti in pietra o sistemati naturalmente, ha sotteso, nei secoli, sedimentazioni continue. Un tempo, tali terrazzi erano densamente coltivati e investiti nelle più svariate colture (vigna, orticole, seminativi da granella, legnose da frutto, ecc.) che sostenevano la famiglia contadina e un mercato di scala locale rivolto alle aree urbane della cintura milanese. Il gelso, che caratterizzava ampiamente la campagna, ha sostenuto a lungo l’economia della famiglia contadina, produttrice di bozzoli e fornitrice di larga manodopera per filande e filatoi. Attualmente la viticoltura è praticata sui campi terrazzati o su ripiani artificiali. Il sistema insediativo agrario tradizionale è rappresentato da corti e case contadine costruite generalmente con materiale morenico locale. Gli insediamenti colonici, collocati sulle pendici collinari o nei bassopiani, raccolgono attorno alla modesta corte (aperta o cintata), il corpo delle abitazioni e i rustici, non presentandosi quasi mai nelle forme auliche ed estensive della pianura. Il frequente riferimento al paesaggio collinare lombardo da parte della tradizione letteraria e iconografica, sia in termini d’incondizionata ammirazione (Foscolo, Stendhal), sia in senso spietatamente ironico (Parini, Gadda), ne fa un paesaggio tra i più celebrati e noti a livello regionale. La carica emotiva dei molti illustri visitatori delle più rinomate regioni collinari della Lombardia ha conferito un fascino e un’identità duraturi a questo territorio “idealizzandolo”. Gli aspetti più originali e qualificanti del paesaggio collinare, a causa dell’intensa urbanizzazione che ha interessato tale contesto, sono oggi soggetti a forte degrado. Il territorio collinare è stato, infatti, il ricetto preferenziale di residenze e industrie a elevata densità, a causa della vicinanza di quest’ambito all’alta pianura industrializzata. I fenomeni urbanizzativi, sempre più accentuati, tendono a occupare i residui spazi agricoli, specie quelli di bassopiano, con conseguente dissoluzione di quest’importante componente dell’ambiente di collina. Particolarmente forte la tendenza a un’edificazione sparsa sulle balze e sui pendii, spesso ricavata sui 22 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga fondi dagli stessi proprietari, nelle forme del “villino”, del tutto avulso dai caratteri dell’edilizia rurale. Elementi di criticità Tendenza ad occupare, con fenomeni urbanizzativi sempre più accentuati, i residui spazi agricoli, specie quelli di bassopiano, con conseguente probabile dissoluzione di quest’importante componente dell'ambiente di collina. Tendenza a una edificazione sparsa sulle balze e sui pendii, spesso ricavata sui fondi dagli stessi proprietari, nelle forme del villino, del tutto avulso dai caratteri dell'edilizia rurale. Degrado degli aspetti più originali e qualificanti del paesaggio collinare dovuto all’intensa urbanizzazione. Indirizzi di tutela In ordine agli aspetti del paesaggio naturale La morfologia Riconoscimento e tutela integrale dei fenomeni geomorfologici strutturali e particolari come i trovanti, le zone umide, i dossi, i canali scolmatori relitti, etc. Le acque Salvaguardia integrale dei piccoli laghi morenici con ampie fasce di rispetto escluse dall’edificazione o da forme incongrue di valorizzazione turistica; massima attenzione laddove la naturalità si manifesta ancora in forme dominanti, o dove la tradizione iconografica e letteraria ha contribuito a elevare i luoghi a segni culturali dell’immagine provinciale o regionale, o dove si sono accertate emergenze archeologiche di antichissima data. Salvaguardia delle zone umide in genere. La vegetazione Salvaguardia dei lembi boschivi sui versanti e sulle scarpate collinari e dei gruppi di alberi di forte connotato ornamentale (cipresso, olivo). In ordine agli aspetti del paesaggio antropico 23 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Il paesaggio costruito tradizionale Recupero e reinserimento dei segni residui della forte e significativa organizzazione territoriale tradizionale come capisaldi di riferimento paesaggistico; salvaguardia dei contenuti e delle emergenze visive dell’insediamento e della trama storica, centrata talora sui castelli, su chiese romaniche (pievi), o su ricetti conventuali aggreganti gli antichi borghi. Rigoroso rispetto della tradizione e delle tipologie locali da parte degli interventi edilizi di restauro e manutenzione nei contesti dei nuclei storici. Recupero e valorizzazione delle ville e dei giardini storici, finalizzati alla rivalutazione del loro valore paesistico globale, prima ancora che al loro pregio architettonico. Laddove, per estensione e diffusione, i complessi di ville e giardini storici connotano ampie porzioni di territorio, sono auspicabili interventi di valorizzazione, che garantiscano la non compromissione delle aree interstiziali (benché in sé apparentemente prive di significato). Particolare attenzione verso gli interventi che possono alterare gli scenari collinari resi famosi da eventi storici e dalla loro significatività rispetto all’immagine colta e popolare, al fine di tramandare nelle forme più pure l’idealizzazione e il panorama delle più rinomate regioni collinari della Lombardia, esaltate da molti illustri visitatori, a garanzia del riconoscimento dell’identità di tali ambiti. Tutela dell’architettura “minore”, quali manufatti e architetture isolate, che si distinguono per particolari valenze estetiche, funzione storica, per posizione o per qualità formali. Il paesaggio agrario tradizionale Tutela del paesaggio agrario, presente spesso con la viticoltura praticata sui campi terrazzati o su ripiani artificiali: tali contesti vanno rispettati insieme con il sistema insediativo agrario tradizionale, rappresentato da corti e case contadine. Il paesaggio urbanizzato Tutti gli interventi di adeguamento tecnologico (reti) e, in genere, tutte le opere di pubblica utilità (illuminazione pubblica, arredo degli spazi pubblici, 24 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga pavimentazioni stradali, aspetto degli edifici collettivi), devono ispirarsi a criteri di adeguato inserimento paesistico. Esclusione di ogni intervento che può modificare la forma dei rilievi colline (crinali dei cordoni morenici, ripiani, trincee, depressioni intermoreniche lacustri o palustri, etc.) o imposizione di rigorose verifiche di ammissibilità. Ripristino di situazioni ambientali deturpate da cave e manomissioni in genere. Protezione generale delle visuali, grazie a specifica analisi paesaggistica e a verifica della compatibilità visiva degli interventi trasformativi. Freno e contrasto dei processi insediativi, tramite il controllo e l’indirizzo delle scelte di espansione per destinazioni d’uso grandi (aree industriali e terziarie) e piccole (zone residenziali a bassa densità). 2 – Vincoli ambientali, paesaggistici e culturali In via preliminare allo studio paesistico del territorio comunale, è stato necessario accertare la presenza di vincoli ambientali e strutturali presenti sul territorio comunale e determinati da normative e leggi che tutelano la salvaguardia dell’ambiente. Tali vincoli sono stati rappresentati nella tavola “5 - Vincoli “, scala 1:5.000 e vengono di seguito illustrati: • ELEMENTI IDENTIFICATIVI P.T.C.R. REGIONE LOMBARDIA (app. con D.C.R. n°VIII/951 del 19.01.2010 B.U.R.L. serie inserzioni del 17.02.2010 ) FASCIA: Fascia Collinare AMBITO DI CRITICITA': Brianza orientale della Martesana o dell'Adda Perimetro Parco Regionale della Valle del Lambro (DGR 28.07.2000 n°7/601) Perimetro Parco Naturale (DGR 28.07.2000 n°7/601) • P.T.C.P. PROVINCIA DI LECCO - QUADRO STRUTTURALE (Adott. con Delibera di C.P. n° 49 del 24.07.2008 - App. con Delibera di C.P. n° 7 del 23 e 24.03.2009) 25 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Ambiti di prevalente valore naturale – vette a - Colle Brenno della Torre b - Colle di Camisasca c - Colle C.na Pettana Ambiti di prevalente valore storico e culturale • Siti di interesse archeologico Sistemi dell'organizzazione del paesaggio agrario tradizionale • Malghe, cascine, e nuclei rurali permanenti • - C.na Il Fabbricone Altri sistemi fondamentali della struttura insediativa storica di matrice urbana • Architettura religiosa: Chiesa Parrocchiale B.V. S. Maria Assunta • Architettura civile: 1 – Colombaio 2 - Villa Biffi Beretta 3 - Cà di Brenno 4 - C.na Volpera 5 - Palazzo Isacco 6 - Villa Samarino 7 - C.na Verana • Architettura fortificata 1 - Torre di Tregolo 2 - Torre di Brenno 3 - Torre di Camisasca • Architettura industriale 1 - Ex Filanda Isacco 2 - Il Colombè Punti di vista panoramici / visuali sensibili, belvedere punti di osservazione del paesaggio P.T.C. Lecco 1 - Camisasca 2 - Colle di Tregolo 3 - Chiesa della B. V. Assunta VINCOLI AMBIENTALI • aree boscate - (D. Lgs. 42/2004, art. 142, comma 1, lettera g) • terrazzamenti identificativi della zona collinare PTCR Regionale • " LA COSTA" ambito di valore ambientale e paesistico - corridoio lineare di rete ecologica identificativo del torrente Bevera e dell'ambito collinare 26 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga • Fascia di rispetto delle acque pubbliche -(D. Lgs. 42/2004, art. 142, comma 1, lettera c - 150m) - Fiume Lambro ( n°145) - Torrente Bevera di Brianza ( n°123) - Roggia di Tabiago ( n°121) • • • • centro storico e nuclei antichi (L.R. n° 12/2005) centro storico e nuclei antichi in revisione (L.R. n° 12/2005) Usi civici (art. 146 lett. h) Bene di interesse storico – artistico (D. Lgs. n° 42 del 22 gennaio 2004; art. 10) - Palazzo Isacco, Gherardi, Cascina Samarino - Complesso rurale "IL FABBRICONE" • Edifici sottoposti a vincolo monumentale (L. n° 10 89 del 1939) - Torre di Brenno ed area di rispetto - Torre di Camisasca • Edifici sottoposti a vincolo secondo la Legge 20 giugno 1909, n° 364 - Torre del Castello Medioevale di Tregolo • Perimetro Parco di Brenno VINCOLI STRUTTURALI • Perimetro centro edificato ( L. 865 / 71 art. 18) • Perimetro centro abitato (DPR 16/09/1996 n°610 art . 4) • Fascia di rispetto cimiteriale approvata con Delibera C.C n° 61 del 30.11.2009 • Fascia di rispetto ferroviaria • Fascia di rispetto stradale Strada statale n°36 de l Lago di Como e del Passo dello Spluga • Fascia di rispetto depuratore • Punti di captazione acqua potabile – POZZI e relativa zona di rispetto ( D.P.R. n° 236/88, r 200 mt - assoluta 10 mt) VINCOLI DI POLIZIA IDRAULICA - RETICOLO IDRICO MINORE (D.R. 523/1904 e d.g.r. 7/13950 del 01.08.03 e s.m.i. ) • Fasce di rispetto del reticolo idrico minore (4mt) • Fascia di rispetto principale del Torrente Bevera (10mt) competenza Regione Lombardia VINCOLI PAI: FASCE FLUVIALI (Variante al Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico PAI approvato con DPCM 24 maggio 2001 fasce fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confuenza con il deviatore Redefossi ) 27 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica • • • Comune di Costa Masnaga Fasce fluviali del fiume Lambro nel tratto dal lago di Pusiano alla confuenza con il deviatore Redefossi ) Fascia di rispetto secondaria del reticolo idrico (fascia B del PAI) Fascia di rispetto secondaria (limite tra la fascia B e la fascia C del PAI competenza AIPO • • Miniera - Produzioni Minerali - " Baggero e Brenno" marna da cemento Area estrattiva (licenza Decreto distretto Minerario 7/1996) • Delimitazione della concessione di marna da cemento "Baggero e Brenno" nel territorio di Costa Masnaga (verbale di delimitazione della concessione mineraria del 19 dicembre 1996 - scadenza concessione 06.10.2016) • metanodotto Snam Rete Gas fascia di rispetto metanodotto - fascia di sicurezza metanodotto • linea elettrodotti fascia di rispetto - 19m e 28m (DPA) 3 – Le analisi effettuate In base alle linee guida approvate con D.G.R. n° 7/ 11045 del 08.11.2002 – Norme di Attuazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale, sono state svolte le analisi paesaggistiche del territorio comunale e del contesto territoriale in cui il comune di Costa Masnaga è inserito. 3.1 – Il territorio Al fine di poter dare un giudizio complessivo relativamente alla sensibilità del paesaggio sono stati presi in considerazione tre diversi ambiti di indagine: quello morfologico – strutturale, la valutazione vedutistica legata alla panoramicità, la simbologia legata ad avvenimenti storici e leggendari. Le indagini svolte non si sono limitate al cotesto dell’ambito territoriale esaminato, ma hanno avuto riferimento ad uno spazio più ampio, considerando anche il territorio circostante. 3.2 - Valutazione morfologico strutturale L’abitato di Costa Masnaga sorge su un costone roccioso a sud del Lago di Pusiano, in posizione dominante e panoramica sulla Brianza. Si estende su una 28 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga superficie di circa 5 kmq e confina con i comuni di Rogeno, Molteno, Garbagnate Monastero, Bulciago, Nibionno, Lambrugo e Merone. Le quote altimetriche sono piuttosto variabili anche se tendono a diminuire da Nord a Sud; la quota massima è posta in corrispondenza del rilievo su cui sorge l’abitato principale di Costa Masnaga ed è pari a circa 330 metri s.l.m., mentre le quote minime si ritrovano nelle aree vallive del fiume Lambro e sono pari a circa 240 metri s.l.m. Le morfologie moreniche Nel contesto del paesaggio collinare la morfologia morenica, ultima scoria dei movimenti glaciali quaternari, assume una precisa individualità di forma e di struttura. L’originalità di questo ambito, che si distingue da quello delle colline pedemontane di formazione terziaria, attiene sia alla conformazione planimetrica e altitudinale con elevazioni costanti e non eccessive, sia alla costituzione dei suoli (in genere ghiaiosi) e alla vegetazione naturale e di uso antropico. Il territorio comunale di Costa Masnaga è infatti caratterizzato da frequenti culminazioni collinari, separate da ampie depressioni, spesso percorse da torrenti ad andamento meandri forme. 29 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Aree boscate Nella porzione di territorio comunale facente parte del Parco Regionale della Valle del Lambro si alternano ampie aree agricole e ambiti boscati. Le tipologie ed il valore delle aree boscate è stato attribuito nell’ambito degli studi agronomici e degli habitat. L’importanza paesistica intrinseca deriva dalla visione d’insieme del paesaggio e dagli skyline che in alcuni tratti vedono l’alternanza delle frange boscate e delle zone agricole. Di fondamentale importanza è dunque il mantenimento dell’immagine d’insieme che si ha nel percorrere il territorio nonché degli stralci di visuali e coni di immagine di valore non solo ambientale ma anche paesistico di cui è possibile godere. Aree agricole e ambiti boscati nel territorio comunale di Costa Masnaga. 30 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga I corsi d’acqua Il territorio comunale è attraversato da due importanti corsi d’acqua che con il loro percorso in parte ne disegnano il confine: a Nord il Torrente Bevera e ad Ovest il Fiume Lambro. Il Torrente Bevera è un affluente di sinistra del Fiume Lambro nel quale confluisce in prossimità di Baggero, frazione del comune di Merone, dopo un percorso di circa 22 km. Si compone di quattro rami principali due dei quali nascono presso il Colle di San Genesio ed il Monte Crocione, in territorio di Colle Brianza e due in località Figina e in località Toscio, in territorio di Galbiate. L’intero bacino, che si sviluppa tra i fiumi Adda e Lambro e si estende per circa 42.1 kmq, comprende interamente o in parte i territori di Galbiate, Oggiono, Ello, Colle Brianza, Rovagnate, Sirone, Castello Brianza, Barzago, Garbagnate Monastero, Molteno, Merone, Rogeno e Costa Masnaga. Il Torrente Bevera. Il Fiume Lambro è un fiume della Lombardia lungo circa 130 km, tributario di sinistra del Po. Lungo il suo corso attraversa 53 comuni toccando sei province 31 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga tutte in Lombardia. Da Pusiano a Cerro al Lambro, il suo corso è ricompreso in aree protette a parco; da nord a sud: Parco Regionale della Valle del Lambro, che nella parte meridionale si sovrappone al Parco di Monza, il Parco Media Valle del Lambro e i tre estesi parchi cittadini milanesi rientranti nel Parco Agricolo Sud Milano. Il suo nome italiano deriva dal latino Lambrus, “lucente”, come la sua acqua. Che anticamente lo fosse lo conferma il detto milanese “ciar com’el Lamber” , limpido come il Lambro. Nasce dai monti del gruppo del San Primo (Triangolo Lariano), nell’area di piano Rancio nel comune di Magreglio poco a nord del Ghisallo. Attraversa con corso rapido la Valassina bagnando i centri di Asso, Canzo, Ponte Lambro ed Erba. Ad Erba si immette nel Lago di Pusiano dopo di che, uscito dal lago, riceve da destra l’emissario del Lago di Alserio quindi bagna il centro di Merone. Da qui scorre con andamento tortuoso ai piedi delle colline moreniche, dove raccoglie le acque di svariati rii, rogge e laghetti, raggiungendo la città di Monza dove attraversa l’omonimo parco. Il Fiume Lambro conta ben 27 affluenti, per lo più naturali ma di scarsa rilevanza quelli nella parte settentrionale del corso fino a Monza, più copiosi ma artificiali quelli da Milano alla foce nel Po. Ha un regime tipicamente prealpino con massimi di portata autunnali e primaverili e magre estive e invernali. Per quanto riguarda la qualità delle sue acque il Fiume Lambro è stato uno dei fiumi italiani che ha più risentito dell’inquinamento e dell’industrializzazione avvenuta sulle sue rive, in particolare nel medio corso, tra Merone e Monza. Oltre all’utilizzo dell’acqua come forza motrice, dal XIX secolo, essa venne impiegata in diverse lavorazioni, in particolare dalle tintorie, e il fiume divenne un comodo sfogo per reflui industriali della più svariata natura. Il fenomeno dell’inquinamento si accentuò soprattutto nella seconda metà del secolo scorso con la costruzione diffusa delle reti fognarie nei paesi rivieraschi dell’alto e medio corso, le cui acque venivano convogliate nel fiume stesso. Dopo l’anno 2005 circa, grazie agli interventi intercorsi, con l’apertura delle prime sezioni dei depuratori di Merone e di Monza San Rocco, i dati relativi al Lambro sono progressivamente migliorati nel tratto fino a Monza. Il Lambro, complessivamente, ha reagito meglio del Seveso e dell’Olona ai massicci interventi di recupero cui è stato sottoposto. Da un lato ha giocato a suo favore la naturalità delle sue sponde, che scorrono ancora libere per lunghi tratti, al contrario di quelle degli altri due fiumi praticamente inalveati tra barriere di cemento. 32 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Il Fiume Lambro. Data l’importanza che le acque pubbliche rivestono rispetto agli aspetti di pianificazione del territorio, sono stati adeguatamente indicati in cartografia (Tav. 5) i percorsi dei corsi d’acqua superficiali con le relative fasce di rispetto individuati ai sensi del Vincolo di polizia idraulica (R.D. 523/1904 e DGR 7/13950 del 01.08.2003, ossia: Fiume Lambro (n° 112) Torrente Bevera (n°123) I punti di captazione delle acque ad uso idropotabile con le relative fascie di rispetto sono state anch’esse rappresentate nella tavola sopracitata. 3.3 - Valutazione vedutistica I punti panoramici – le visuali paesaggistiche – i percorsi ciclo pedonali I punti panoramici e le visuali paesaggistiche presenti nel territorio comunale sono molteplici. Oltre a quelli individuati dal P.T.C.P. di Lecco, indicati precedentemente, percorrendo a piedi i principali nuclei abitati è possibile godere in alcuni tratti di scorci davvero suggestivi dove le aree agricole e le macchie boscate si alternano 33 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga vicendevolmente. Un paesaggio i cui aspetti mutano continuamente, nel quale sorgono, quasi fossero li da sempre, le cascine ed i vecchi nuclei, alcune ancora integre nel loro aspetto originale altre circondate da nuove edificazioni. Un esempio lo si trova percorrendo la stradina sterrata che costeggia C.na Cadrega come nelle due foto a seguito. Per quanto riguarda i percorsi ciclo – pedonali è opportuno ricordare il sentiero che si snoda tra le campagne e le colline che circondano il paese, la cui lunghezza è di circa 9 km. Un percorso che in parte attraversa il Parco Regionale della Valle del Lambro e in parte si snoda tra le aree urbanizzate del comune. Tracciato del percorso ciclo – pedonale. 34 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga 3.4 - Valutazione simbolica Gli insediamenti storici ed i manufatti caratterizzanti il paesaggio che ne costituiscono un simbolo poiché mantengono oggi un significato della cultura storica della tradizione agricola e culturale dei luoghi sono a seguito indicati. I nuclei di antica formazione Nel comune di Costa Masnaga sono presenti alcuni nuclei di antica formazione: Camisasca, Centemero, Musico, Tregolo e Masnaga. Ai fini della conservazione degli edifici ed elementi che li caratterizzano è stato effettuato un approfondimento tramite uno studio dettagliato dei nuclei storici così da dettare precise indicazioni relative alla conservazione delle tipologie e dei caratteri propri, che nella totalità, ne determinano il valore storico ed ambientale. Le cascine Il territorio lombardo è disseminato di cascine. Da sempre questi tipi di abitazione hanno avuto un ruolo basilare nella vita dei nostri antenati. Le cascine storiche sono infatti testimonianza di un’intensa attività agricola svolta nelle epoche passate. 35 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Nel territorio comunale di Costa Masnaga il numero di cascine isolate è considerevole. Queste sono individuate da: la C.na Brascesco, la C.na Cadrega, la C.na Volpera, la C.na Cà di Brenno, la C.na Brenno della Torre, la C.na Colombaio, la C.na Pettana, la C.na Jolanda, la C.na Luigia (detta “Il Fabbricone”, la grande casa colonica con corte interna edificata nel 1912 dalla famiglia Beretta che ne rimase proprietaria fino agli anni ‘70). Tali insediamenti rurali sono composti prevalentemente da un grande corpo di fabbrica adibito ad abitazione, che non supera mai i tre piani, circondato da edifici di minori dimensioni destinati per la parte al piano terreno al ricovero degli animali e/o delle macchine agricole e per la parte superiore a fienile. Anche la loro localizzazione, sulla sommità delle caratteristiche colline, non è stata affatto casuale. In tempi remoti, infatti, i paesi sorgevano sulle alture a causa dei numerosi acquitrini per evitare l’eccessiva umidità e le nebbie. A questa considerazione ne va aggiunta anche un’altra: la necessità di vedetta per difendersi dagli attacchi dei nemici. Le Torri Altrettanto caratteristiche del territorio oggetto di studio sono le torri, testimonianza di un epoca passata giunta in buono stato fino ai giorni nostri. Si tratta di torri di guardia, di avvistamento e di controllo, di notevole valenza paesistica cadute poi in disuso intorno all’anno 1500. La caratteristica peculiare di tali elementi architettonici è quella di privilegiare generalmente posizioni isolate, dominanti e panoramiche. Nella tradizione cristiana la torre, a causa del suo rapporto tra cielo e terra, significa la vigilanza e l’ascesa. Così ogni gradino della scala, ogni piano della torre, costituiscono una tappa dell’ascensione. Nel territorio comunale sono presenti tre torri: la Torre di Camisasca, la Torre di Tregolo e la Torre di Brenno. La Torre di Camisasca L’epoca della torre di Camisasca si fa risalire tra il XII e il XIII secolo con rimaneggiamenti successivi, soprattutto nel tardo Medioevo. Si tratta di un edificio costruito essenzialmente con pietre rustiche di cava e levigati ciottoli di fiume (anche con resti di edifici d’epoca romana), murati con calce, sabbia e terra naturale. Un monumento costituito da un massiccio corpo rettangolare a base quadrata. Esso presenta, nelle forme e nel colore, le caratteristiche principali dello stile romanico: sobrietà, robustezza e assoluta integrazione armonica con l’ambiente. Una stagione architettonica, quella del Romanico, che venne espressa in Lombardia e in Brianza a livelli di altissima qualità artistica. Monumenti che ai giorni nostri continuano ad essere non solo motivo di studio, bensì fonte inesauribile di ispirazione per architetti di tutto il mondo, poiché, nonostante i 36 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga secoli passati, tali costruzioni continuano a rivelare ancora oggi tutta la loro autentica carica di “modernità”. Essendo nata a scopo difensivo (anche se poi trasformata in abitazione) la Torre presenta delle piccole finestre “a strombo” (cioè le caratteristiche feritorie). Le mura perimetrali hanno uno spessore formidabile di circa 130 centimetri e l’altezza attuale della torre è di quasi 12 metri. In origine esisteva un tetto in legno a quattro falde, coperto con coppi in laterizio. L’unico motivo “ornamentale” consiste in una sorta di “dentellatura” posta in alto sulla facciata d’ingresso e costituita da una fila di mattoni murati con gli spigoli rivolti verso l’esterno. Il recente restauro ha recuperato con pregevole attenzione gli originali muri in pietra, viceversa ha evidenziato in modo chiaro la parte nuova, costituita dai serramenti, dalle strutture in metallo e dai solai in muratura (perduti e un tempo in legno). Molto suggestiva è la vista che si gode dall’alto della torre: volgendo lo sguardo a nord è possibile vedere il Resegone e a sud la valle del Lambro, con i rigagnoli della Bevera e le colline dolcemente degradanti verso l’alto milanese. La Torre di Tregolo La torre di Tregolo, simbolo di Costa Masnaga, a pianta romboidale risalente al XI secolo, è ora inglobata all’interno del parco dell’eclettica Villa Beretta. La torre apparteneva al castello costruito attorno all’anno Mille e distrutto nella prima metà del XVI secolo, che sovrastava la valle del torrente Bevera, affluente del fiume Lambro. La torre giunta rozza e nuda, ma salda, fino al 1836, aveva tre finestre quadrate che davano luce nell’interno a tre piani (di una camera ciascuno) ed era ricoperta da un tetto a due spioventi. Nel 1916 fu inserita una porta di marmo e due stemmi nobiliari, furono aperte diverse finestre, bifore e trifore, e la parte superiore venne ridotta a terrazzo circondato di merli sorretti da archetti di discutibile imitazione di stile lombardo. Tutta la muratura, così caratteristica dei primi secoli dell’anno mille, venne ricoperta di malta colorata. Un tempo la torre era unita da un lato a case coloniche e le camere dei tre piani servivano ad abitazione alle quali vi si accedeva mediante una scala esterna. In tempi successivi l’architetto Perrone fece levare l’intonaco e togliere la scala esterna. Per accedere al primo piano, alto circa quattro metri da terra, fece costruire una scala esterna con parapetto e tetto sostenuto da colonnine. In cima alla scala ci si trova di fronte all’antico ingresso che venne conservato e che un tempo doveva essere in comunicazione diretta con il castello; dal primo piano una scala interna conduceva agli altri due piani e al belvedere o torrazzo, posto sotto il tetto. La Torre di Brenno Della torre di Brenno invece si hanno poche notizie. 37 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Ubicata in località Brenno della Torre, sorge nella parte più alta del colle e questo è segno tangibile del bisogno di difesa e di vedetta sentito dalla gente nei tempi dell’alto medioevo. La Torre di Tregolo. La Torre di Camisasca. 38 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Le ville Tipiche di questo paesaggio collinare sono anche le ville e i parchi sorti fra il ‘700 e l’800, quali residenze favorite della nobiltà e della borghesia lombarda. Le ville storiche rappresentano una particolare modalità insediativa tesa al massimo “sfruttamento” dei valori estetici del territorio. Spesso le ville, le quali costituiscono un tutt’uno con i loro giardini e parchi anche di ampie proporzioni, si innestano all’interno di vecchi nuclei storici o, più frequentemente, in adiacenza ai nuclei stessi. A livello percettivo le ville possono non essere visibili, ma si intuisce la loro presenza proprio in funzione dell’organizzazione del territorio circostante. In altri casi, invece, la percezione del singolo elemento è immediata, in funzione della sua ubicazione, generalmente sulla sommità. In molti casi sono i parchi e i giardini delle ville gli unici elementi che consentono di individuarle. Spesso, infatti, la villa è arretrata rispetto al fronte stradale, ma gli alberi ad alto fusto oppure i giardini ben disegnati ne rivelano la presenza. Villa Manuela Antica dimora di fine Ottocento perfettamente integra è immersa in un parco secolare di 17.000 mq nonostante sia ubicata nel cuore del paese e a pochi metri dalla S.S. 36 – Strada Statale del Lago di Como e dello Spluga. Attualmente viene utilizzata come luogo ove organizzare eventi, ricevimenti e matrimoni. Cancello di ingresso di Villa Manuela. 39 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga 3.5 - I valori paesistici ed ambientali di Costa Masnaga Il territorio comunale di Costa Masnaga è articolato in diverse frazioni: Camisasca, Tregolo, Musico, Centemero e Masnaga che costituiscono i nuclei di antica formazione, più una serie numerosa di cascinali localizzati sulle sommità delle colline. 3.5.a - Ambiente storico – centro storico E’ stata effettuata un’indagine particolare di dettaglio sul centro storico, come previsto dalla legge regionale n° 12/2005 e dal Pia no paesistico regionale. Le analisi sono riportate in una serie di elaborati grafici ed in un ampio fascicolo illustrativo. • Zona A – centro storico (L.R. n°12/2005 ) L’individuazione degli ambiti dei centri storici è stata effettuata in base alle ricerche storiche e a quanto riportato della carta 1^ levata I.G.M. risalente al 1888. I centri storici presenti nel comune sono stati oggetto di una dettagliata analisi che ha valutato, per ogni edificio, la destinazione d’uso, lo stato di conservazione, nonché la presenza di elementi di pregio architettonico e di elementi in contrasto con i caratteri propri del centro storico. L’indagine ha esaminato i catasti storici Teresiano (1722), Cessato (1857) e Cessato aggiornamenti (1897), che sono allegati al P.R.G. sia in riproduzione cartacea che in documentazione fotografica. Inoltre è stata elaborata una cartografia in cui sono riportate le soglie storiche dell’edificazione dal 1700 ad oggi. Un ulteriore documento illustrativo dello stato di fatto è costituito da una dettagliata documentazione fotografica. L’importanza dei centri storici di Costa Masnaga deriva non solo dalla loro caratterizzazione e dal loro particolare impianto ma anche dalla presenza, nel loro interno, di edifici di particolare valore storico ed architettonico. 40 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Quanto sopra è meglio dettagliato nello studio particolareggiato effettuato sul centro storico. Edifici di rilevante valore storico – architettonico ed ambientale e cortine edilizie significative A Costa Masnaga e nelle frazioni gli edifici di particolare valore storico ed architettonico sono segnalati nella tavola di analisi del centro storico. Edifici di valore storico ed architettonico – ambientale nell’ambito del tessuto consolidato Nell’ambito del tessuto consolidato emergono degli edifici che si distinguono rispetto al costruito circostante, poiché conservano una caratterizzazione tipologica - architettonica e storica attribuibile ad un epoca successiva all’edificazione del primo nucleo del centro storico, ma comunque non recente. Tali edifici, nella maggior parte dei casi, conservano dei caratteri tipologici ed architettonici di valore architettonico ed ambientale. Un tipico esempio è dato dal complesso di architettura rurale di C.na Luigia. Detta “Il Fabbricone”, la grande casa colonica con corte interna fu edificata nel 1912 dalla famiglia Beretta che ne rimase proprietaria fino agli anni ‘70. Costruita ai margini del centro abitato è costituita da un corpo centrale e due corpi laterali. Il complesso rappresenta senza dubbio, per l’insieme delle soluzioni formali e tipologiche adottate, un episodio qualificante nel panorama dell’architettura rurale locale. • I percorsi di interesse locale Diversi sono i percorsi di valenza locale ed interesse paesistico che sono stati puntualmente individuati su apposita cartografia. • Edifici religiosi e spazi pubblici caratterizzanti i sistemi simbolico – culturali Chiesa della B. V. Santa Maria Assunta La Chiesa parrocchiale di Costa Masnaga, dedicata a S. Maria è citata in un documento del 1200, ma essa ospitò il primo sacerdote solamente a partire dal 41 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga 1400, anno in cui Masnaga iniziò a rendersi indipendente dalla chiesa plebana di Incino. In un altro documento risalente al 1570 vi sono riportate alcune diciture dalle quali si può dedurre che nel territorio comunale vi erano ben due chiese: quella parrocchiale di S. Maria e quella vecchia di S. Giovanni. Nel 1599 si decise di demolire la chiesa di S. Maria in quanto non poteva più accogliere tutti i fedeli del paese e di costruirne una di dimensioni maggiori. I lavori di costruzione iniziarono immediatamente e terminarono definitivamente attorno al 1620. Chiesetta di San Cassiano Da un documento del 1206 risulta l’esistenza di una piccola chiesa vicino all’abitato di Musico: la chiesa di San Cassiano. Pare che nel 1566 la stessa versava in pessime condizioni. L’attuale chiesetta costruita nel 1966 pare, da un disegno, sorgere sulle rovine della preesistente struttura dedicata ai morti della peste. In memoria di quel triste periodo, affissa sulla facciata anteriore della chiesetta, è presente una targa commemorativa. Cappelle votive Sul territorio comunale sono inoltre presenti alcune cappelle ed edicole votive, simbolo della tradizione storica e religiosa locale. Merita di essere menzionato il viale alberato che conduce alla Chiesa di S. Maria Assunta dove, lungo i lati, sono presenti una serie di piccole cappelle per la Via Crucis. Chiesa di S. Maria Assunta. 42 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Chiesetta di S. Cassiano. 3.5.b - Ambiente naturale Parco di Brenno Il Parco di Brenno si sviluppa tra il Torrente Bevera e l’altura di Brenno della Torre ed è dotato di percorsi pedonali che si snodano all’interno di un bosco di querce, betulle e robinie, con ampi spazi verdi attrezzati. 43 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Parco Regionale della Valle del Lambro Parte del territorio comunale di Costa Masnaga è posta all’interno del Parco Regionale della Valle del Lambro, istituito con Legge Regionale n° 82 del 16 settembre 1983 e gestito da un consorzio costituito da 35 comuni delle provincie di Como, Lecco e Monza – Brianza. La sua attuale superficie è di circa 8.100 ha, dei quali circa 4.000 ha sono di Parco Naturale. Il suo territorio si estende lungo un tratto di 25 km del fiume Lambro, compreso tra i Laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Villa Reale di Monza a sud. Il territorio del Parco comprende il tratto collinare del fiume Lambro e presenta caratteri differenti lungo il suo percorso. Ubicata nell’ambito del Parco Regionale si trova una miniera di marna: la Miniera di Brenno. La Miniera di Brenno Con il nome “Miniera di Brenno” viene identificato un sito estrattivo di marna da cemento sito nel territorio comunale in località Brenno che serve l’Unità Produttiva a ciclo completo di Merone. La storia di questo giacimento abbraccia un arco temporale molto vasto e si ricollega alla chiusura dei cantieri della miniera di Baggero e della miniera di Malaga. Nel 1975 è iniziata la coltivazione e già nel 1979 sono iniziati i primi lavori di recupero ambientale sulle pareti non più interessate dalle opere di scavo. Le tecniche di coltivazione hanno subito molte trasformazioni nel corso degli anni. Attualmente, la tecnica di escavazione utilizzata è quella dell’abbattimento con esplosivo che comprende le fasi di preminaggio, rippaggio e trasporto del materiale abbattuto, tramite pala gommata, all’impianto di frantumazione mobile situato nel piazzale della miniera stessa. Il trasporto del materiale frantumato all’Unità Produttiva di Merone avviene tramite un nastro trasportatore lungo circa 1,5 km. 44 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139 Relazione Paesistica Comune di Costa Masnaga Bibliografia “Costa Masnaga” a cura di Mons. Carlo Marcora Dottore dell’Ambrosiana; L’Ariete casa editrice – Milano Siti internet consultati www.comune.costamasnaga.lc.it www.insiemepercostamasnaga.com www.costamasnaga.altervista.org www.parcovallelambro.it www.wikipedia.org 45 Arch. Marielena Sgroi – 22045 – Lambrugo (Co) – Via Roma, 3 – Tel. 031/3590232 – Fax. 031/3592139