Speciale
o
n
r
e
v
n
i
’
Sposa d
2013
Per l’abito in copertina si ringrazia
l’Atelier Boutique 70
C.so Vittorio EmanueleII, 5
2
novembre
duemilatredici
sommario
Workshop “Le nuove mamme”
ditoriale
Appuntamento il 30 novembre al Museo Civico di Foggia
La maternità, nel curriculum di ogni mamma, da deterrente a valore aggiunto. È con questo obiettivo che Woman, donna e mamma ha
organizzato per il prossimo 30 novembre, alle
ore 9.30, presso la Sala Mazza del Museo Civico di Foggia il Workshop “Le nuove mamme”.
Il seminario si rivolge a tutte quelle donne che
scegliendo di diventare madri, sono uscite dal
mondo del lavoro o hanno rinunciato ad entrarci
e rilancia la possibilità di fare impresa senza rinunciare alla maternità, ma, anzi, sfruttando le
di ANNA RUSSO
Più passa il tempo e più mi convinco che
è tutta una questione di cultura. Parlo, ancora una volta, di violenza alle donne. E di
modelli, quelli che vengono trasferiti quotidianamente attraverso gli organi di informazione A cosa mi riferisco? Alla presentazione del nuovo calendario della
showgirl Raffaella Fico che sta imperversando in televisione e su internet. La mente è subito corsa
a diversi anni fa, quando un calendario sexy era considerato un prodotto il
cui confine con la pornografia non era sempre definito chiaramente. A partire dagli anni ’90 o giù di lì è stato sdoganato da uno stereotipo che di certo non piaceva a molte
donne ed è diventato un prodotto artistico. Penso ai vari calendari di Max o Pirelli dove il “vedo non vedo” intrigava, incuriosiva senza mai scadere nel
volgare. Come dimenticare gli scatti
di Monica Bellucci o Maria Grazia Cucinotta? Un misto di “grazia” e “bellezza”. Poi,
però, qualcosa è nuovamente cambiato. Gli
elevati guadagni e la forte eco mediatica
hanno spinto molte ragazze dello showbiz
a inseguire la gloria in “tutti i mesi dell’anno”, anche quelli invernali, senza veli e inibizioni. Via ai nudi integrali, anche nei programmi televisivi, perché tanto “Così fan
tutte”.
Eppure, prima della presentazione del
calendario di Raffaella Fico non avevo mai
riflettuto su alcuni aspetti, forse perché non
mi era capitato di soffermarmi a guardare le
immagini del backstage, del “dietro le quinte” della realizzazione di un simile prodotto.
Che di artistico, a mio avviso, ormai ha ben
poco, e non semplicemente per il nudo integrale. Perché in quelle immagini io vedo una
donna completamente nuda e gente che le gira intorno, indifferente: chi le incipria il naso,
chi le sistema i capelli mentre un fotografo le
dice “un po’ più a destra… il braccio più in alto… non guardare da quella parte”. Tutto professionale, nessuno lo mette in dubbio, ma c’è
una nota stonata. Ciò che non ho visto è il senso del pudore. Chiamatemi pure bigotta, anzi, vi invito a dire la vostra sulla nostra pagina
facebook. Amo i confronti, mi piacerebbe conoscere il vostro parere. Io, dalla mia, ho avvertito disagio perché in quel momento quella donna era solo un oggetto, il più bello, certo,
in mezzo agli altri oggetti che riempivano la
scena. E allora come vogliamo cambiare mentalità se noi stesse proponiamo queste immagini delle donne? Come possiamo pretendere
che la donna non sia trattata come un oggetto se poi non lottiamo proprio contro questo
modo di presentarla al grande pubblico? A cosa serve cancellare la programmazione di
“Miss Italia” dalla Rai se poi mandiamo ovunque in onda queste immagini? Con il rischio
che i mezzi di informazione diventino sempre
più di “disinformazione”.
4 Personaggio del mese
• Donne con una marcia in più
5 Attualità
• “Oasi Bianca”, si inaugura in primavera
• “Nessuno tocchi Eva”
6 Inchiesta
• Viaggio tra le strade della prostituzione
• In trincea nel quartiere a luci rosse
8 Politica
• Gino Lisa, stop ai lavori
9 Speciale Sposa d’inverno 2013
• Principessa d’inverno
• L’infinito istante
• Capelli di seta
• I fiori che parlano di te
• Un dolce capolavoro
17 Rubriche
22 Cucina&dintorni
• Bevi bene, bevi pugliese
23 Salute&Società
• Lo “stupefacente”Olio di Canapa
• Chiamarlo amore non si può
doti che la maternità sviluppa nelle donne, come l’affinamento delle capacita organizzative,
l’ottimizzazione del tempo, il focus degli obbiettivi, la pianificazione del lavoro di squadra.
Nel Laboratorio di Sabato 30, si comincerà parlando della famiglia come una micro impresa da gestire. Nella seconda parte si tratterà
il tema: “fare impresa partendo da se stessi”,
per esempio coltivando un hobby, una passione, una spiccata capacita e trasformandolo nel
proprio lavoro.
novembre
duemilatredici
3
I nostri prezzi sono sempre “Speciali”
Benagol
Collirio
Alfa
Pastiglie
Miele e limone
da 6,40
Enterolactis
12 flaconi
€ 5,10
da 6,40
€ 5,20
da 15,20
€9
,90
Dermon
Intimo
ml.500
da 9,90
€ 4,99
ActiGrip
compresse
da 7,80
da 5,60
€ 5,99
Polident
Imbattibile 40 gr.
€ 3,99
PIU’
CAMPIONE
OMAGGIO
Neutrogena
Crema mani
rossa e blu
Bisolvon
da 9,90
Sciroppo
€ 4,99
da 8,60
€ 3,99
25 flaconcini
Amuchina
Gel
da 4,00
€1
,99
F A R M A C I A
Tau Marin
spazzolino
€1
,99
AUTOANALISI:
Colesterolo,
Trigliceridi,
Glicemia
Pressione
Peso
€ 9,90
Test per valutazione
del rischio cardiovascolare
GRATUITO
F A R M A C I A
F A R M A C I A
de PERNA DR.SSA CRISTINA TARTAGLIA RONGA TARTAGLIA
VIA MASI, 2 - Foggia - Tel. 0881 615638
[email protected]
VIA DELLA REPUBBLICA, 1
VIA IMPERIALE, 47 - Foggia
Foggia - Tel. 0881.723173
Tel. 0881 632800 - Fax 0881.339252
[email protected]
LE NOSTRE FARMACIE SONO SEMPRE APERTE IL SABATO MATTINA
OMEOPATIA - ERBORISTERIA - GALENICA - OSSIGENO - VETERINARIA - ANALISI DEL SANGUE - NOLEGGIO TIRALATTE PROFESSIONALE
MISURAZIONE MASSA GRASSA - PRODOTTI PER CELIACI E DIABETICI - FORI ALLE ORECCHIE - COSMETICA E TRATTAMENTI OSSIGENO DI DERMOINFUSIONE
www.publicentro.it - 0881.563312
da 8,30
Libenar
NOVEMBRE
Mese della Prevenzione
Cardiovascolare
offerta valida fino ad esaurimento scorte
€ 6,90
4
novembre
duemilatredici
personaggio del mese
Alessandra Cenicola, ingegnere costruttore della Ferrari
Donne con una marcia in più
Ratio et fervor, è il connubio
perfetto tra ragione e passione
30 sono i suoi anni.
59 erano gli uomini iscritti al corso di laurea in “Ingegneria dell’autoveicolo” di Torino nel 2001.
1 era lei, la sola donna di quel
corso.
Alessandra Cenicola, Lucera la
sua città di nascita, Maranello quella di adozione, è davvero una donna
con una marcia in più… e non solo
perché lavora alla Ferrari. Dopo uno
stage e un breve contratto a tempo
determinato oggi è una degli ingegneri del reparto “compositi” della
gestione sportiva che si occupa della costruzione delle vetture di Formula 1, in particolare dei componenti (ali anteriori, muso e ali
posteriori), dalla nascita fino all’arrivo in pista. Ma è soprattutto una
donna con una grande capacità di
analisi e allo stesso tempo una forte
componente emozionale che la rende “femmina” nell’unicità del termine. La contatto perché di recente
è stata premiata all’Argos Hippium.
La intervisto mentre è al lavoro. Attraverso i telefoni ci scambiamo pezzi dei nostri mondi. Lei ascolta il pestìo della tastiera, io il ruggito delle
Ferrari che in quel momento sono in
pista. Per me, una sensazione unica.
Una vita sicuramente intensa,
ma impegnativa: odori, emozioni,
sensazioni, a cosa non rinuncerebbe mai…
Può sembrare strano. È una vita
intensa, caratterizzata da mille dettagli da ricordare e impegni da portare a termine, e proprio per questo
si potrebbe pensare che la sensazione derivante sia di compressione e
invece tutto questo mi dà una sensazione di libertà a cui mai riuscirei
a rinunciare, libertà generata proprio dalla grande dinamicità e velocità che caratterizza questo mondo.
Ha mai pensato a metter su famiglia? Come crede che un compagno e dei figli possano inserirsi
nell’equilibrio che lei ha trovato
tra i tanti impegni?
Certo che sì. In proiezione mi vedo moglie e mamma, anche se adesso sono single. È ovvio che non mi
sarebbe possibile mantenere questo
equilibrio con una famiglia, bisognerebbe stabilirne un altro. Ho conosciuto donne che sono riuscite a
conciliare tutti gli aspetti, senza dover obbligatoriamente scegliere tra
carriera e famiglia.
In una intervista ha detto che
non basta essere nella media, ma
bisogna eccellere. Quanto ha investito lei nelle sue capacità?
Non credo di aver razionalmente deciso quanto investire. Non ho
studiato perché volessi trovare un lavoro ma per seguire le mie passioni
e perché è mia abitudine puntare
sempre al meglio. Del resto è il mio
approccio naturale e quotidiano alle cose: cercare di approfondire tutto ciò in cui mi imbatto, fare meglio rispetto al giorno precedente. Sono in
continua competizione con me stessa, fondamentalmente sono ambiziosa ma di una ambizione sana.
Con la sua scelta di vita ha
messo in discussione alcuni stereotipi come l’equivalenza bambino/macchinina e bambina/bambola o, ancora, uomo /ingegnere,
donna /insegnante. La donna può
davvero, oggi, fare qualsiasi cosa?
Questi stereotipi ci sono trasmessi dalla società. Per me è stato
semplice metterli in discussione, sin
da piccola quando giocavo con gli
amichetti e poi, crescendo, nelle
scelte di studio. Forse la donna può
fare tutto, ma ritengo che non debba dimenticare mai di “essere” donna. Al di là del mestiere, essere donna è legato alla persona. Credo nella
parità, abbiamo lo stesso valore, ma
non credo che siamo uguali, altrimenti saremmo la stessa cosa.
Amalia Ercoli Finzi, prima
donna italiana laureata in ingegneria, ha affermato che le donne
arricchiscono il pensiero logico di
sentimento e intuizione: crede in
questa quadratura del cerchio?
Da ingegnere dico innanzitutto
che la quadratura del cerchio è impossibile matematicamente. Ma non
ci credo neppure dal punto di vista
emozionale: il contributo della donna è fondamentale, affronta le cose in
maniera di versa ma questi aspetti
devono essere compensati da aspetti maschili, è l’unione di caratteristiche maschili e femminili che fa la nostra famosa quadratura. In natura c’è
la femmina e c’è il maschio. La società, del resto, si basa sui principi
naturali. Bisogna svuotarsi delle sovrastrutture per poter analizzare i
problemi nella loro semplicità, riportarli ai principi base della fisica.
Cucina e violino, estro e precisione. Sono entrambe sue passioni, cosa le dà più soddisfazione
di ognuna di loro?
Sono due diverse passioni. La
cucina mi dà la possibilità di esprimermi in maniera completa perché
unisce la fantasia e l’estro delle creazioni alle reazioni che esistono naturalmente in chimica. La musica,
invece,è un modo di comunicare all’esterno ciò che non riusciamo solitamente a dire con le parole. Non sono assolutamente brava, secondo
me che faccio rumore più che suonare, ma ciò che sento è la “mia”
musica, sono le “mie” emozioni e
vanno bene così. Non voglio generare piacere negli altri, è una cosa di
cui ho bisogno per me stessa.
Anna Russo
novembre
duemilatredici
attualità
5
La struttura accoglierà over 65 autosufficienti. Aperte le liste d’attesa
‘Oasi Bianca’, si inaugura in primavera
La casa di riposo organizzata come un albergo a ‘5 stelle’. Per tutti gli ospiti un
ricco programma di eventi, attività sportive e socio-culturali
C
resce l’attesa, in città, per
l’inaugurazione della casa
di riposo “Oasi Bianca”, che
presto aprirà i battenti in viale degli
Aviatori, a Foggia. Ad accrescere
le aspettative e fomentare la curiosità attorno alla struttura, c’è sicuramente l’approssimarsi della consegna dei lavori, ma soprattutto la
recente apertura della lista (lo scorso 1° novembre) per candidarsi ad
essere ospiti, temporaneamente o
permanentemente, della prima casa di riposo pensata e organizzata
come una struttura alberghiera a ‘5
Avv. Antonio Tulino
Presidente Fondazione “De Piccolellis”
stelle’.
Proprio così, infatti, venne presentata nel giorno della cerimonia per la posa
della prima pietra,
per sottolineare la vocazione al comfort ed
al benessere totale
offerto dalla struttura, accanto a ricchi
programmi sportivi e
socio-culturali proposti ai futuri ospiti.
“L’attesa per l’apertura di ‘Oasi Bianca’
è grande”, spiega
l’avvocato Antonio
Tulino, presidente
della Fondazione
“De Piccolellis”, dal
2009 Azienda di Servizi alla Persona. “Ogni giorno, infatti, riceviamo
numerose telefonate ed email in
merito. Un’attesa che si fa cogente
alla luce della necessità – avvertita
a più livelli, in città come in provincia – di strutture similari”.
La consegna della struttura alla Asp De Piccolellis è prevista il
prossimo dicembre, nel pieno rispetto del cronoprogramma di
avanzamento stato lavori presentato nell’ottobre del 2012. “Pur rispettando la tabella di marcia per
il completamento dei lavori, abbiamo deciso di effettuare uno slittamento tattico per il taglio del nastro,
ovvero da dicembre 2013 ad aprile
2014”, spiega Tulino. “Una scelta
maturata nell’esclusivo interesse
dei futuri ospiti di ‘Oasi Bianca’: vogliamo, infatti, evitare loro il tra-
sferimento nel periodo invernale (per di più natalizio, con il
suo carico di significato e ricordi) e soprattutto volevamo
assicurarci un periodo neutro
per testare e rodare l’intera
struttura nell’interesse dell’utenza”. ‘Oasi Bianca’, infatti, è stata immaginata e strutturata come un vero e proprio
albergo ‘a 5 stelle’, dotato di
ogni comfort e arredi lussuosi
per ricreare atmosfere accoglienti e familiari.
Una struttura all’avanguardia, sia per quanto attiene alla sostenibilità ambientale che per i materiali utilizzati:
dall’impiego di energia pulita
alla scelta delle finiture (come
il modernissimo ‘pavimento
autopulente’), infatti, nulla è lasciato al caso. ‘Oasi Bianca’ ospiterà 30 soggetti autosufficienti over
65, al fronte del pagamento di una
retta mensile. “A parità di trattamento e servizio, il 20% dei posti
verrà riservato a quanti saranno segnalati, tra quelli particolarmente
bisognosi, dal Comune. Le loro rette saranno totalmente a carico della Asp”, precisa ancora Tulino.
Il benessere degli ospiti, inoltre, si tradurrà anche nella possibilità concreta di vivere esperienze
culturali, sociali e sportive.
Tutto questo grazie a convenzioni con realtà già attive sul territorio per organizzare viaggi, mini
rassegne teatrali e cinematografiche o eventi culturali di più ampio
respiro. “Oasi Bianca – continua –
sarà un osservatorio privilegiato su
gusti, necessità e stili di vita degli
over 65, grazie ad una collaborazione stretta con una cattedra dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma”.
Grande attenzione, inoltre, sarà riservata all’alfabetizzazione informatica: ogni ospite della struttura avrà a disposizione un tablet
ed una postazione pc per interloquire con i familiari eventualmente lontani, che saranno costantemente aggiornati in merito allo
stato di salute dei propri cari. Il progetto “Oasi Bianca” verrà realizzato grazie ad un investimento complessivo di 3.700.000 euro,
co-finanziati dalla Regione Puglia
mediante fondi Fesr Puglia 20072013 e dalla Asp De Piccolellis.
Maria grazia Frisaldi
Giornata Mondiale contro la violenza alle donne: gli appuntamenti più importanti
Erodiade, la violenza dell’amore che vuole
La rappresentazione in scena al Tribunale della Dogana. Sarà presentato
anche il progetto “Nessuno tocchi Eva” di cui 6Donna è partner
Un avvincente dialogo
“Nessuno tocchi
fra attrice e musicista; una
Eva”, organizzato
in partenariato con
virtuosistica performance
le massime istituper pianoforte e percussiozioni locali e in colni con un solo esecutore;
laborazione con
simbiosi fra suono, parola,
6Donna. Attraverso
gesto ed emozione percoruna serie di incontri
rendo gli stati emotivi concon gli adolescenti
trastanti della figura della
del capoluogo e delprotagonista. È “Erodiade,
la violenza dell’amore che
le maggiori città del
vuole”, rappresentazione
circondario, si avteatrale in forma di opera
vierà un contradditsenza canto che andrà in
torio tra istituzioni e
scena il prossimo 29 no- Erodiade, in scena a Palazzo nuove generazioni
Dogana il 29 novembre
vembre presso il Tribunale
per esaminare il
della Dogana di Foggia (ingresso drammatico fenomeno della violenaperto a tutti). L’opera si propone di za sulla donna nelle sue diverse fordescrivere le drammatiche vicende me, sia psicologiche che fisiche, fino
dei nostri giorni attraverso la pas- agli eventi più tragici quali il femsione amorosa concreta e delirante minicidio. Intento del progetto è far
di Erodiade, una donna rifiutata, fe- affiorare una consapevolezza colrita nel suo orgoglio e nella sua inti- lettiva dell’anomalia della discrimimità, che soccombe alla vorticosa nazione della donna rispetto alla nalotta fra amore e odio, bene e male, turale
vocazione
sociale
che la conduce a volere la morte del dell’individuo e alla funzione solisuo amante negato e tessere così la dale dei rapporti di genere. “Comsua atroce vendetta chiedendo la te- prendere insieme – è l’opinione di
sta di Giovanni Battista. Lo spetta- Antonietta Colasanto - costituisce la
colo, promosso dalla Consigliera di maniera più efficace per debellare
Parità della Provincia di Foggia, An- ogni forma di sopraffazione, la cui
tonietta Colasanto, sarà preceduto repressione non può limitarsi alla apdalla presentazione del progetto plicazione delle sanzioni nei con-
fronti dei singoli responsabili, ma deve muovere dalla convinzione che la
situazione biologica della diversità
è solo il presupposto dell’evoluzione dell’umanità verso la meta della
parità”. Alla base c’è la necessità di
un cambio di rotta che coinvolga il
mondo dell’istruzione per abbattere
stereotipi ormai radicati. “Ho coinvolto - continua la Consigliera di Parità - il Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Foggia, la Prefetta, il
Procuratore della Repubblica, il
Questore e il Comandante provin-
ciale dell’Arma dei Carabinieri, per
organizzare un progetto che affronti
tematiche così complesse in tutte le
loro sfaccettature. Lo stesso coinvolgimento di 6Donna ha una finalità precisa, quella di approfondire
il ruolo degli organi di informazione
nella diffusione di notizie inerenti
la violenza di genere”. Non mancheranno, poi, modalità di coinvolgimento diretto degli studenti. Per
loro, anche un concorso per l’elaborazione di un video di cui saranno registi e attori.
L’agenda della settimana
24 novembre ore 18.15 Fiaccolata per le strade del centro organizzata dall’associazione Donne in rete e dall’assessorato alle
Politiche Sociali del Comune di
Foggia. Punto di partenza: pronao villa comunale.
25 novembre ore 10.30 Presso il Liceo Scientifico Marconi incontro-dibattito e proiezione di
cortometraggi sul tema del femminicidio. Organizzano “Aiuto
donna” e Questura di Foggia.
25 novembre ore 11.00 Presso la sala consiliare del Comune
di Foggia Consiglio monotematico su proposta della Consulta per
le Pari Opportunità.
25 novembre ore 20.00 Teatro danza presso l’Auditorium
dell’Amgas. Spettacolo organizzato dall’associazione Donne in
rete e dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia
In scena l’associazione di Manfredonia “Cantiere 8 Marzo”.
Mensile di attualità e informazione.
Registrazione presso il Tribunale di Foggia
n° 2/2002 del 26/09/2002
Editore
Publicentro Servizi Pubblicitari s.r.l.
Direttore Responsabile
Anna Russo
Direzione commerciale
Angela Dalicco
In redazione
Dalila Campanile
Irma Mecca
Mariangela Mariani
Maria Grazia Frisaldi
Simona Donatelli
Rubriche
dott.ssa Rosangela Loriso
dott.ssa Maria Nobili
dott.ssa Valentina La Riccia
dott.ssa Tiziana Celeste
dott.ssa Anna Maria Antonucci
dott.ssa Anna Lepore
dott.ssa Maria Francesca Di Michele
dott.ssa Giovanna Bruno
Collaboratori
Claudio Botta
Redazione
Foggia
Via Tressanti, I trav. (vill. Artig.)
Tel. 0881.56.33.95 - Fax 0881.56.33.19
e-mail
[email protected]
Sito internet
www.6donna.com
Impaginazione e stampa
Publicentro Graphic
La collaborazione è volontaria e gratuita.
I testi e le foto da voi inviate non verranno restituite.
Questo numero è stato stampato in 43mila copie
e distribuito gratuitamente a domicilio nella città di Foggia
novembre
duemilatredici
6
inchiesta
REPORTAGE
La mappa delle zone “hot” del centro cittadino
Viaggio tra le strade della prostituzione
Si consiglia
la lettura al
solo pubblico
adulto
Dove, come e quanto costa. La confessione shock di un cliente abituale
Parlare di prostituzione oggi è di moda, ma fare un’inchiesta significa andare a fondo, incamminarsi su un percorso che può risultare minato, costellato
di fatti, sussurrati è vero, ma reali perché confermati da chi la prostituzione la
vive quotidianamente, per un motivo o per l’altro. Ed è così che vengono fuori nomi di strade e luoghi precisi dove le prostitute abitualmente aspettano i
clienti. Ma anche modi di pensare spesso sconcertanti. Racconti forti, con linguaggi anche lascivi, che in parte abbiamo mantenuto, senza particolari commenti ma lasciando la parola al dettaglio della cronaca, perché un’inchiesta
del genere deve essere realistica e svelare una realtà “altra”, la realtà che
esiste fuori dalle nostre case.
V
i è mai capitato di guardare
qualcosa più volte, ma di
scoprirne determinati dettagli e particolari solo dopo che
qualcuno ve li ha fatti notare? È successo a me, quando ho convinto un
uomo, cliente abituale di prostitute,
a indicarmi le “zone rosse” di Foggia. Sapevo, per sentito dire, che il
circondario della stazione ferroviaria era una di quelle, ma frequentandola di rado, non mi ero accorta
di nulla. Anche perché, viaggiando spesso fuori città, ero abituata
all’immagine di prostituta “seminuda e provocante” che la Statale
16, in entrambe le direzioni (San
Severo e Cerignola) ci propina ad
ogni ora del giorno. Ed invece, la
sorpresa.
Ma procediamo per gradi. Ho
convinto, dicevo, quest’uomo ad
accompagnarmi tra le strade di
Foggia per mostrarmi i “quartieri
hot” e ne è venuta fuori una vera e
propria mappa della prostituzione.
Partiamo dall’area circostante
la villa comunale. Siamo in via
Scillitani. Nell’immediatezza noto
qualche passante, ma nessuno attira la mia attenzione. “Qui – mi dice Paolo (chiamerò così il mio accompagnatore) – abitualmente ci
sono tre ragazze straniere, romene
o bulgare, non riesco a distinguerle. Ora è ancora presto, loro cominciano dalle 19.00”. Guardo l’orologio. Sono le 18.04. Resto delusa,
come inizio non è incoraggiante,
ma continuiamo il giro. È la volta di
via Galliani. “Qui ci sono tre ragazze dell’Est Europa ed anche una
italiana. Più giù c’è qualche transessuale. Pure loro aspettano che
scenda la sera”. Non vedo nulla
neppure lì quindi; lui mi dice che è
presto e mi assicura che solitamente sono lì. Lo guardo in faccia e ca-
pisco che non mente. Stessa cosa
per via Monte Sabotino. “Lì c’è
una ragazza anche di mattina, sem-
pre straniera”. Non la troviamo.
Forse è con un cliente.
Quando arriviamo al viale della stazione mi si apre uno scenario
nuovo. Ma non subito. Paolo mi dice: “qui ci sono tre straniere che si
prostituiscono”. Mi guardo attorno,
non vedo shorts e top da Statale 16,
né tanto meno tacchi a spillo alla
“pretty woman”. “Perché tu non sai
guardare” ammonisce il mio accompagnatore con un cenno del capo. Ed è così che le vedo. Sono tre,
sotto i trent’anni, sedute su una
panchina del Viale, in corrispondenza dell’incrocio con via Monte
Grappa. Ragazze “normali”, certo
un po’ caciarone, ridono, alzano la
voce, ma vestono, ripeto, in modo
sicuramente “normale”. A volte si
avvicina qualcuno, ma restano lì sedute tutto il tempo. “Ma tu come riconosci una prostituta?” gli chiedo.
“È facile - risponde - la vedo, è straniera, ferma in un punto, mi incuriosisce. Faccio il giro, ritorno e mi
fermo per chiedere quanto vuole”.
Ci ha sempre azzeccato, mi assicura, ed io non ho motivo di dubitarne.
Mi guardo in giro e vedo molti
uomini stranieri. Chiedo a Paolo se
ci sono protettori. “Sul viale della stazione vedo spesso dei giovani fermi agli angoli delle strade, si mettono lì, a guardare e
controllare. Una volta mi è capitato di vedere un paio di ragazzotti, credo romeni, avvicinarsi
alle ragazze e prendere i soldi da
loro”.
Ci spostiamo alle spalle dell’ex cinema Ariston. Mi indica
una ragazzina che viene verso di
noi e ci supera. Jeans e giacchetto, non ha più di diciassette
anni. Forse anche meno. “Lei sta
aspettando che arrivi qualche
cliente. Vedi come cammina piano?
Tra poco si ferma”. È magra, non
molto alta. Rifacciamo il giro dell’isolato. Paolo ha ragione. È sem-
pre lì. La sua serata deve ancora cominciare.
Gli chiedo dove si consuma l’atto sessuale abitualmente. “Di rado
per strada. Di solito tu vai da lei, sale in macchina e la porti dove vuoi,
oppure ti indica lei un posto. Puoi
anche scegliere di andare in appartamento. In quel caso la tariffa
raddoppia: da 20 euro a 40. Gli appartamenti sono in zona. Nelle traverse del viale della stazione. Due
prostitute brasiliane, invece, ricevono in casa, nella zona di piazza
Pavoncelli. Lì, questa estate, c’era
anche una ragazza cinese”.
Mentre camminiamo Paolo si
libera dell’imbarazzo iniziale e
scende nei dettagli. Ne approfitto
allora per fargli domande più specifiche. Ed ho la conferma, ne avevo già sentito parlare, che anche in
un centro di bellezza e massaggi in
una zona un po’ più periferica si
pratica la prostituzione. “Come
funziona?” gli chiedo. “Semplice –
risponde – 20 euro il massaggio, per
50 euro un rapporto sessuale completo”.
Intanto ci spostiamo verso il
Teatro Mediterraneo dove, mi racconta, si prostituiscono tre romene.
Mentre camminiamo ho qualche
curiosità che non riesco a tenere per
me, come per esempio cosa spinge
un uomo ad andare con una prostituta, cosa trova di più. “Uno ci va
perché paga e poi va via – confessa
candidamente - nessuna rottura di
scatole, niente legami che poi po-
trebbero risultare compromettenti”.
Gli chiedo se gli capita di avere
preferenze, di andare dalla stessa
donna, di provare qualcosa per lei.
“Mi capita di tornare dalla stessa,
non perché mi sono innamorato –
spiega - ma solo perché mi piace fare sesso con lei e la preferisco alle
altre”.
Sempre camminando gli faccio
una domanda che ritengo scontata
ed invece scopro dalla risposta
quanto non lo sia in realtà. “Usate i
preservativi, immagino?”
“Di solito si, ma se il cliente non
vuole non lo si usa. Il prezzo non
cambia: 20 euro, con o senza. Sono i
clienti che decidono”. “Ma sanno a
che rischio vanno incontro?” non
posso non chiederlo. “Scusami - si
giustifica - ma se io mi innamoro di
una ragazza normale, come faccio a
sapere che vita sessuale ha avuto
prima? Non è poi tanto diverso”. Per
loro, i clienti, evidentemente, non lo
è. “Sono le ragazze che hanno tutto
– mi spiega poi -. Preservativi e salviettine igieniche. Servizio completo. Torni a casa come sei uscito e nessuno si accorge di niente”.
Arriviamo al “Mediterraneo”
e, ancora una volta, non vedo nulla.
“Sono dentro” mi dice. “Come fanno ad entrare?” – mi informo scettica. Mi mostra una porta laterale,
prima dell’ingresso principale,
chiusa semplicemente con del filo di
ferro. “Vedi quella porticina? È da lì
che entrano, loro e i clienti. Sono ragazze più giovani, tra i 18 e i 20 anni”. “Perché proprio lì dentro? – gli
chiedo -Per stare al chiuso?”. “No,
lì è comunque all’aperto – spiega però sono nascoste, così ricevono
solo i clienti abituali che ne sono informati e nessuno da fuori si accorge di niente”. Fuori, in apparenza,
è tutto “normale”. Non ci avviciniamo per evitare spiacevoli incontri.
Mentre torniamo indietro
gli chiedo se ha mai avuto rapporti con minorenni. “Non più di
un mese fa, in viale degli Aviatori, davanti al Centro commerciale, una ragazzina romena si è avvicinata alla mia auto
mentre ero fermo al semaforo.
Era mattina. All’inizio non avevo capito cosa volesse. Mi ha
chiesto una sigaretta e gliel’ho
data. Poi mi ha detto, ‘amore,
per 5 euro ti masturbo’ (il termine
usato, in realtà è un altro, che, in
questo caso, censuriamo, ndr). Mi
è venuto un dubbio. Ho accostato
di fronte. Lei è venuta, l’ho toccata
ed ho visto che il reggiseno era im-
bottito. Le ho chiesto se facesse anche sesso orale (anche qui censuriamo il termine esatto, ndr). Lei mi
ha detto che non sapeva cosa fosse. Allora ho domandato quanti anni avesse. 18 Anni. Non le ho creduto. Le ho chiesto se facesse sesso
completo (anche qui censuriamo il
termine esatto, ndr). Di fronte alla
mia faccia scettica ha ammesso di
essere vergine. Lei ho detto che secondo me non aveva più di 14 anni
e, siccome non volevo guai, sono
andato via. Sono ripassato di lì ma
non l’ho più rivista”.
Gli chiedo cosa pensa di chi va
con le minorenni. “Io non ci vado
perché non voglio problemi, ma
non ritengo pedofilo chi fa sesso
con una sedicenne o diciassettenne consenziente, che sa cosa fare e
te lo fa capire. Perché uno dovrebbe essere pedofilo? La pedofilia è
adescamento. Ma se lei viene da
me e si offre, per me è un discorso diverso”.
“Di ragioni per non andare con
una minore ce ne sono tante – gli rispondo – una è che lei sicuramente
non ha ancora la capacità distinguere il bene dal male, quella che
un uomo adulto, invece, dovrebbe
sempre avere”.
Ci separiamo mentre continuo
a riflettere su termini che si sono
presentati spesso nel nostro discorso e su altri che non sono mai venuti fuori. Oggi ho scoperto che la
moralità e l’etica sono doti che dovremmo avere innate, naturalmente e normalmente. Ma anche che la
“normalità” ha tante facce, “diverse” da ciò che immaginiamo.
Intanto è diventato buio. La
giornata di lavoro per me è finita.
Per qualcuno sta appena cominAnna Russo
ciando.
novembre
duemilatredici
inchiesta
7
Viale XXIV Maggio: così parlano residenti e commercianti
In trincea nel quartiere a luci rosse
S
ono quasi le 22 di un giorno
infrasettimanale. In giro, nei
dintorni della stazione, non si
vede una prostituta. Sarà un caso,
sarà la Champions League. Qui altroché se ci sono. “Sono tante e pure minorenni. Il viale è pieno e anche le strade limitrofe. Sono ad ogni
angolo”. Ce lo conferma il titolare di
un bar del quartiere ferrovia. Ci sta
da mattina a sera e ne vede di tutti
Pieno di case chiuse.
Ad adescare uomini
anche ragazzine
di quattordici anni
i colori. Descrive un quartiere a luci rosse, tra case chiuse e lucciole
che trascinano i clienti nei portoni.
Le ronde delle forze dell’ordine non
sono un deterrente. “Francamente
più volte ho visto posti di blocco,
perché ne fanno la sera, con le prostitute a dieci metri. Secondo loro
non possono farci niente, perché in
quel momento non stanno esercitando il loro lavoro, o comunque
non danno fastidio e non vengono
colte in flagranza di reato”. Battono
anche durante il giorno, attorno alle panchine della discordia. Nemmeno eliminandole se ne sarebbero liberati. “Se si fa un giro all’ora
di pranzo lungo la strada accanto
al cinema Cicolella le trova sul marciapiede. E ce ne sono anche alle
spalle dell’hotel”. E non è tutto,
perché la zona pullulerebbe di case chiuse. “La maggior parte delle
prostitute qui sono minorenni, vedo
delle bambine di 14 anni che non
danno nell’occhio ma se le segui
con lo sguardo ti accorgi che adescano uomini. Hanno affittato dei
pianterreni. Fino a quando lo fanno in casa e neanche te ne accorgi
nulla da ridire, il problema è quando accade agli angoli delle strade,
sotto le abitazioni, davanti ai bambini, nei portoni. Sono state beccate delle prostitute nei palazzi, alle
otto di sera. Una di loro è stata sorpresa con un vecchietto a fare atti
osceni”.
Lui è indignato. Qui sono tutti
arrabbiati, residenti e commercianti, tra prostituzione e degrado.
“Ci siamo stancati. Tant’è vero che
abbiamo creato un comitato di residenti e commercianti del viale
XXIV Maggio e stiamo vedendo di
organizzare degli eventi per ripor-
tare gente sul viale, farlo rinascere
e fare in modo che riacquisti la sua
bellezza di dieci anni fa. Perché i
foggiani non passano più da qui. Il
viale è morto. La gente arriva fino
alla Banca d’Italia e torna indietro
perché il viale della stazione è diventato solo una strada di prostituzione e degrado. Ecco come si è ridotto”.
Gli abitanti e gli esercenti della zona hanno sollecitato il Comune
per panchine nuove, cestini, e per ripristinare marciapiedi e illuminazione. Per quanto l’abbiano spuntata hanno dovuto vedersela anche
da soli. C’è voluta la loro iniziativa
per sostituire i lampioni. “Noi commercianti stiamo facendo il possi-
bile per cercare di fare in modo che
il viale ritorni quello che era una
volta”. Il lento declino è cominciato qualcosa come quattro anni fa,
“e la situazione non fa altro che
peggiorare”. Un’altra soluzione,
oltre gli eventi promossi dal comitato, ci sarebbe: “Le istituzioni dovrebbero fare più del loro dovere.
Più di quello che fanno. Loro lo sanno chi sono, dove stanno e quanti
ne sono. Ma non fanno niente. In
Via Galliani i residenti si sono lamentati per la prostituzione minorile. Per due giorni hanno fatto vedere che hanno presidiato la zona,
poi sono spariti e adesso si è ripopolata un’altra volta”.
Mariangela Mariani
Multe e fogli di via
Squillo in appartamento
Gli strumenti in mano alle forze di polizia
La parola all’amministratore di condominio
“Abbiamo fatto irruzione in alcuni edi- venzione. Dal 2008 è stata data la possibifici in città e in periferia, come nella zona lità ai sindaci di emettere ordinanze con
del Salice, dove abbiamo scoperto case di cui la prostituzione in ambito comunale è
appuntamento. Il problema
vietata. Chi la pratica incorre in
della prostituzione esiste
un illecito amministrativo che
ed oggi, rispetto al passato,
prevede multe a prostitute e
abbiamo nuovi strumenti
clienti fino ad un massimo di 500
per combatterlo”. Dirigeneuro. Nei confronti delle prostite della Squadra Mobile
tute, inoltre, il questore può
prima, della Divisione Anemettere il foglio di via obbligaticrimine ora, Antonio Catorio se risultano senza stabile
ricato ha ben chiaro il fedimora. Nel caso di violazione
Antonio Caricato
nomeno.
c’è un provvedimento di inos“Fino al 2000 la prosti- dirigente Divisione Anticrimine servanza che comporta denuntuzione era gestita prevalentemente da cia. A seguito dell’ultima ordinanza del
albanesi, le donne erano in uno stato di sindaco di Foggia, risalente a luglio 2013,
soggezione e sottomissione, vivevano in sono state multate dalla polizia 72 persocasolari. Tutto quello che guadagnavano ne tra clienti e prostitute”.
Africane su via Manfredonia e lunveniva loro sottratto. Ciò ha spinto alcune
a collaborare con noi perché ormai stre- go la Statale 16, romene e bulgare in citmate. Oggi la prostituzione è gestita pre- tà. E la prostituzione cinese?
“È difficile fare indagini perché la mivalentemente da romeni e bulgari che
hanno un approccio diverso, meno ag- riade di dialetti utilizzati non ci permette
gressivo. Adesso le donne che si prosti- di fare intercettazioni, ma sappiamo che
tuiscono in città vestono in modo normale, alcune lavorano in casa”.
Prostituzione d’alto bordo?
non vivono più in uno stato di soggezio“Sono fenomeni da esaminare in base
ne, partecipano agli utili. Attualmente i
protettori sono meno visibili perché i rea- al contesto socio-economico e al tenore di
ti puniti penalmente sono il favoreggia- vita della città e la crisi degli ultimi tempi ha
mento e lo sfruttamento per cui preferi- fatto aumentare l’offerta e abbassare i prezscono essere più defilati per timore di zi. Per ora non è stata accertata la presenza
di escort, donne imprenditrici di se stesse,
essere intercettati e scoperti”.
Parlava, però, di nuovi strumenti. ma non è escluso. Purtroppo, non essenQuali?
doci un reato specifico, non è facile inda“Sino a qualche anno fa si contrastava gare. Ma chi è disposto a spendere di più,
la prostituzione con l’attività investigati- difficilmente rimane a Foggia, preferisce
va, non esistevano validi strumenti di pre- spostarsi per evitare di essere notato”. a.r.
genere che affolProstituzione in appartalano il condomimenti presi in affitto: generalnio, non ci sono
mente, la persona che cede in
precisi tratti dilocazione l’immobile risulta esstintivi sulle donsere inconsapevole di quanto
ne che svolgono
accade tra quelle mura. Ne abla professione più
biamo parlato con Luca Zichelantica del monla, amministratore condomido:«Non si può
niale.
«L’affitto alle prostituite
fare di tutta l’erba
non è mai esplicito – conferma
un fascio – affer– di solito gli appartamenti soma l’amministrano locati a singole persone che
tore – in quanto
nei condomini visvolgono queste attività illecite
vono pacificaall’insaputa del proprietario
mente famiglie
stesso». Da vent’anni nel settore, Zichella inoltre precisa: Luca Zichella, amministratore condominiale cinesi, ragazze
«L’affittuario può essere già intenzionato straniere e studentesse Erasmus, in riferia svolgere questa attività: spesso si pre- mento ai quali non è stato mai segnalato
senta come un manager con liquidità che nessun problema». E qualora un’inquiliè disposto a pagare anche subito l’intero na italiana o straniera venga scoperta a
importo, fungendo così da esca per il pro- svolgere quest’attività all’interno dello staprietario». Per difendersi da queste situa- bile «ci si può rivolgere subito ai Carabizioni i condomìnini possono con una deli- nieri, avvisando contestualmente il probera, presa con la maggioranza degli prietario il quale dovrà provvedere a
intervenuti in assemblea che rappresenti sgombrare l’appartamento. Diverso è il
la metà del valore dell’edificio, approvare caso dei singoli proprietari che usano i loil divieto di esercitare la prostituzione nel- ro appartamenti normalmente di piccole
lo stabile. Ma chi si accorge che poi negli dimensioni come “piede à terre”: anche
appartamenti avvengono incontri a luci in questi casi sono stato chiamato per rirosse? «I primi a rendersi conto della si- solvere in extremis situazioni “equivoche”
tuazione sono gli altri condomini – ag- che si venivano a creare tra marito moglie
giunge Zichella – i quali notano persone e amante con la complicità del proprietamai viste prima nello stabile e, come è ac- rio di turno! Ma questa è un’altra storia
caduto più di una volta, uno strano via vai contro cui il regolamento condominiale
di gente a qualsiasi ora del giorno e della può fare ben poco».
notte». Tuttavia, a parte i clienti di ogni
Dalila Campanile
8
novembre
duemilatredici
A CURA DI CLAUDIO BOTTA
politica
Il caos e il prevedibile scaricabarile di responsabilità. La farsa continua
GINO LISA, stop ai lavori
Il ruolo dei vertici di Aeroporti di Puglia e quello degli assessori e dei consiglieri
regionali. Sullo sfondo, un’infrastruttura condannata a morte
Una notizia che in sé sarebbe
drammatica ma che sta degenerando in farsa, e rischia di trascinare nel grottesco un’intera classe dirigente, mentre una città intera
assiste impotente, sospesa tra rassegnazione e indignazione. Nelle
scorse settimane Aeroporti di Puglia, onnipotente società emanazione della Regione ma i cui vertici
operano in piena autonomia, ha ufficializzato la sospensione del bando di gara per l’allungamento della pista dell’aeroporto civile ‘Gino
Lisa’ di Foggia. A una settimana
esatta dall’apertura delle buste (fissata per il 20 novembre), e a una
manciata di giorni dalla scadenza
dei termini ultimativi (31 dicembre)
per usufruire del finanziamento da
14 milioni di euro derivante dai fondi FAS e rientranti in un Programma
di infrastrutturazione che ha riservato al capoluogo dauno una manciata di spiccioli, ma di fondamentale importanza per permettere a
compagnie aeree di atterrare e decollare dallo scalo foggiano con vettori in grado di reggere la concorrenza. Il motivo dello stop?
Una (presunta)
contestazione
dell’Unione Europea, con annesso
(presunto) procedimento di verifica
del complesso iter
avviato, per interferenza con le dinamiche concorrenziali del libero
mercato e possibile
infrazione per mancato rispetto della
normativa europea
sugli ‘aiuti di Stato’.
Impossibile riassumere in una
pagina i tempi e i passaggi infiniti
dall’annuncio dell’ex assessore regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini (16 giugno 2011) alla pubblicazione del bando di gara. E
impossibile pensare che, tra uffici
dell’assessorato e del management
di Aeroporti di Puglia, non si sia
prevista e verificata prima un’eventualità del genere. E non ci sia attivati per scongiurarla, o perlomeno
percorrere possibili altre strade. Impossibile capire il ruolo vero della
Politica (?) in questa vicenda, quanto ci sia di calcolato e quanto di improvvisato, chi siano i protagonisti
e le comparse. Impossibile anche
capire con chi prendersela esattamente, perché senza quei lavori
mantenere in vita lo scalo non
avrebbe senso: ma sarebbe inequivocabilmente anche la fine di un
territorio.
IL COLPO DI SCENA
Ad aggiungere confusione a
confusione, e indignazione a indignazione, ecco arrivare nelle redazioni locali un comunicato di Michele Bordo, deputato Pd e
presidente della Commissione Politiche UE, dunque (si presume)
persona informata. “L’Unione Europea non ha mai aperto una procedura d’infrazione nei confronti
dello Stato italiano per gli interventi
infrastrutturali negli aeroporti di
Bari, Brindisi e Foggia; quindi non
c’è nessun ostacolo all’espletamento della gara per l’allungamento della pista dello scalo foggiano, e Aeroporti di Puglia farebbe
bene a riaprire il bando e procedere con la realizzazione di un’opera
strategica per l’economia territoriale e pugliese” sostiene. A sostegno della sua affermazione, “una
verifica puntuale -con il dipartimento Politiche Europee- della documentazione prodotta a livello regionale, statale e comunitario, da
cui risulta l’inesistenza di alcuna
procedura formale contro l’Italia
per l’allungamento della pista dell’aeroporto di Foggia. D’altronde,
gli interventi infrastrutturali in favore dello scalo foggiano furono autorizzati nel 2007 proprio dalla
Commissione europea. Insomma,
non è l’Europa che blocca il programma di investimenti, occupazione e sviluppo”. “Il carteggio tra
Bruxelles e Bari inizia il 5 giugno
2012, 17 mesi fa” ricorda ancora,
“con una richiesta da parte dell’Europa di informazioni sull’intervento programmato per gli aeroporti pugliesi. A motivare la
richiesta è l’esposto di un
soggetto interessato ad
un’eventuale alterazione
della libera concorrenza nel
trasporto aereo. Gli uffici
della Regione Puglia rispondono il 22 giugno 2012
chiarendo il contesto normativo e il quadro economico dell’investimento. Di
questa nota gli uffici della
Commissione
europea
prendono atto e, successivamente, la delegazione
permanente italiana a Bruxelles afferma di ritenere conclusa l’indagine amministrativa avviata dall’Europa sugli aeroporti pugliesi.
Una prassi consolidata che non prevede sempre l’archiviazione formale della pratica. Nessun’altra comunicazione, formale o informale,
c’è stata nei 15 mesi successivi e
non si capisce pertanto cosa abbia
motivato adesso i due funzionari regionali ad intervenire su Aeroporti di Puglia suggerendo la sospensione della gara per l’esecuzione
dei lavori di allungamento con la
scusa che si era in attesa di un’autorizzazione europea. Ho ragione
di pensare che allora le motivazioni siano altre” la sua allarmata (e
allarmante) conclusione.
CHI HA RAGIONE?
E quali sarebbero le altre motivazioni? Quelle di chi, al di là dell’unanimità di facciata, ritiene sostanzialmente inutile investire in
una infrastruttura a cinquanta minuti dall’aeroporto di Bari Palese, e
in una regione che può contare anche su altri scali. Motivazioni che
hanno una loro logica se si considera l’utenza proveniente dalla città, ma non tengono conto della strategicità della posizione rispetto ad
altre province limitrofe, e della particolare estensione della provincia,
dal Subappennino al Gargano, passando per il Basso e Alto Tavoliere.
Atterrare a Bari per poi andare a
Vieste, per fare solo un esempio,
vuol dire costringere l’utenza a un
viaggio aggiuntivo probabilmente
più lungo di quello aereo. E il Gargano può vantare oltre il 40 per cento delle strutture ricettive dell’intera regione, per non parlare della
sempre maggiore importanza del
turismo religioso, della necessità di
potenziare e migliorare i collegamenti con località come San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo. Ancora, le motivazioni di chi
punta su altre presunte alternative,
come l’apertura ai voli civili dell’aeroporto militare di Amendola.
Nonostante le ripetute chiusure dei
vertici militari, e la cauta apertura del ministro della Difesa in
carica Mario Mauro.
E una concentrazione di interessi e cause che hanno reso
sempre più marginale e irrilevante il peso specifico di Foggia nello scacchiere regionale,
con un domino impazzito di
sconfitte e contenitori che uno
dopo l’altro diventano scatole
vuote. Come il quartiere fieristico, sempre più desolante nonostante gli investimenti annunciati e con la Fiera
internazionale dell’agricoltura
sempre più schiacciata dal confronto con le manifestazioni concorrenti – e non complementari – a
marchio doc ‘Fiera del Levante’: ma
mancano le infrastrutture per reggere la concorrenza, è la risposta
beffarda alle lamentele.
IL MOMENTO DELLA VERITÀ
Per rispetto della verità, dei cittadini, della propria coscienza, o magari per semplice ed elementare decenza, occorrerebbe adesso fare
finalmente chiarezza, sul presente e sul futuro del ‘Gino Lisa’, e sul presente e sul futuro di Foggia.
Strettamente intrecciati, per chi non l’avesse ancora capito. Senza un aeroporto, senza collegamenti infrastrutturali all’altezza una
città finestra verso località turistiche fortemente attrattive è destinata a morire, è condannata a morire.
Capire il ruolo della burocrazia e quello della politica, le scelte di
Aeroporti di Puglia e quelle della Regione Puglia. Il ruolo degli assessori in giunta eletti in Capitanata rispetto alle istanze provenienti dal territorio di riferimento e agli ordini di scuderia, dei consiglieri
regionali, dei consiglieri comunali. Individuare responsabilità, rivendicare responsabilità, per salvare Foggia dall’indifferenza e dalla sciatteria, dalle carriere personali a scapito della collettività, per
valutare non solo parole vuote (e parole mancate) ma soprattutto comportamenti e azioni. Prima che sia troppo tardi. È chiedere tanto?
Speciale sposa d’inverno 2013
9
10
Speciale sposa d’inverno 2013
novembre
duemilatredici
Classe, eleganza e stile d’altri tempi
Principessa
d’inverno
Volumi piatti, tessuti ricercati:
così sarà la sposa del prossimo inverno
Nonostante le temperature rigide, gli abiti da sposa per l’inverno
2013 puntano sulla leggerezza e la
delicatezza delle rifiniture. La novità infatti sono gli abiti scivolati e sobri in grado di rendere la sposa elegante ed eterea. Sono queste alcune
delle peculiarità sartoriali presenti
nelle collezioni più prestigiose e all’avanguardia disponibili da
Boutique70. Storico punto di riferimento per la sposa alla ricerca di
un abito esclusivo, la boutique offre
alle sue clienti la possibilità di scegliere tra vestiti da sposa di alta qualità sartoriale nonché tra le firme più
famose nel settore della moda matrimoniale. Nella vetrina del centro
storico in cui è situata la boutique si
può ammirare il meglio delle nuove
collezioni. Resiste anche quest’anno il pizzo. Leggero ma finemente
lavorato, dona un sapore retrò anche all’abito dalla linea più semplice. È proprio in questa direzione che
vanno le collezioni: la sposa del 2013
potrà essere seducente ma con grazia. Gli abiti sono ispirati a quelli che hanno indossato le
principesse nel giorno
più importante della
loro vita. La lavorazione è delicata e rigorosamente fatta a
mano, con quell’abilità tecnica che si distingue nella qualità
del decoro. I tessuti
sono pregiati e ricer-
cati per un effetto mai scontato. E se le principesse dell’epoca indossavano rigorosamente la gonna ampia, oggi si
assistente ad una controtendenza. I
volumi si appiattiscono per aderire in
maniera accattivante alla silhouette
della sposa. Il pizzo inoltre può co-
prire l’intero abito oppure presentarsi nei dettagli.
Ancora in voga anche il contrasto tra gonna e corpetto. Quest’ultimo può essere liscio o plissettato in
tulle. La scollatura è dritta e a fascia.
Quelle a cuore invece diventano
leggermente più castigate per
omaggiare la femminilità casta di
un’epoca andata. Le braccia non restano scoperte: la soluzione è un coprispalle in pizzo leggero che sembra quasi essere cucito sulla pelle. Il
taglio privilegiato dagli stilisti sembra essere quello a sirena che si allarga sul retro con un ampio strascico. Lo scollo a v e le maniche corte
in velo e satin sono le nuove soluzioni per una sposa che non vuole
mostrare troppo.
In alternativa al pizzo si può optare per il glamour delle lavorazioni
scintillanti a contrasto come perline, paillettes e microcristalli. Il risultato finale è sempre quello di una
sposa raffinata e di classe, proprio
come ogni donna merita di essere
nel giorno in cui coronerà il suo sogno d’amore.
Speciale sposa d’inverno 2013
novembre
duemilatredici
Promotion
11
Lo scenario ideale
per un ricevimento
invernale di classe...
il Vostro!
Dimora Romita, eleganza e tradizione a tavola
C
hiamiamola pure “tendenza”, ma sta di fatto che
negli ultimi anni sono
sempre di più le coppie di fidanzati che decidono di sposarsi nei
mesi invernali. A ben vedere,
però, una decisione del genere è
molto ben ponderata, visti i vantaggi che può offrire. Innanzitutto, risulterà molto più facile
scegliere la location dei sogni, la
chiesa desiderata o il fotografo di
gradimento in quanto, nei mesi
invernali, il numero di matrimoni
si riduce e non sarà necessario
cambiare data o “ripiegare” su
una seconda o addirittura una
“terza” scelta. Il tutto con prezzi
anche più convenienti. Da non
trascurare, poi, l’atmosfera invernale che potrà, senz’altro, rega-
lare emozioni speciali. Dai colori
caldi, tipici natalizi, al bianco candido della neve, dal rosso al blu
all’oro e l’argento, le nuance dell’inverno regalano scorci emozionanti e immagini uniche da
suggellare e affidare alla memoria. Pensiamo al servizio fotografico infatti, che, proprio grazie
all’atmosfera natalizia, avrà un
effetto scenico sicuramente di
maggiore impatto. Pensiamo, poi,
alla Sala per Ricevimenti: per
l’occasione potrà proporre addobbi tipicamente natalizi che
doneranno alla festa sicuramente
un tocco speciale e sicuramente
più intimo e familiare. Sarà anche
più interessante per gli invitati
(soprattutto le donne) che potranno sfoggiare abiti di pregiata
fattura. Ma sarà soprattutto la
sposa, regina della festa, a sfoggiare le ultime tendenze della
moda combinando il proprio abito
con sfiziose stole, scialli preziosi o
eleganti cappottini vintage.
In particolare, la nostra location si arricchirà di un fascino
esclusivo, dato non solo dagli addobbi in sala con i colori tipici del
Natale, ma anche dall’arredamento del giardino che, nei mesi
invernali, diventa un vero e proprio “parco natalizio”, per la gioia
di grandi e piccini.
Dulcis in fundo, un elemento
importantissimo sarà sicuramente
il pranzo nuziale che, per l’occasione, si arricchirà degli straordinari sapori di stagione. A questo
proposito, noi di DIMORA RO-
Gli esperti consigliano
La miglior guida per il giorno del sì
P
er andare incontro ai futuri sposi, la Sala Ricevimenti Dimora Romita ha aderito ad una joint venture con dodici aziende leader nel settore del matrimonio, insieme alle quali ha dato vita ad una
interessante Kermesse sul “giorno del sì”, per offrire ai Clienti una guida esperta nei preparativi del
matrimonio, affidandosi a professionisti del settore, che illustreranno le ultime tendenze e le promozioni in fatto di abiti nuziali, ricevimento, servizio fotografico, arredamento, lista nozze, viaggio di
nozze. Il tutto unendo la qualità alla convenienza.
Per info: www.ideeperiltuomatrimonio.com
MITA che da sempre sosteniamo
la cucina mediterranea e la cultura contadina, rielaborate in
piatti gustosi e raffinati ,abbiamo
deciso di scommettere sulla tradizione enogastronomica pugliese,
esprimendoci con creatività, nel
pieno rispetto della cultura culinaria del territorio.
Ed è cos’ che nei periodi invernali amiamo proporre piatti
caldi, con ingredienti tipici della
terra dauna
Particolare da non sottovalutare, è la possibilità di ottenere
prezzi
leggermente
inferiori, grazie all’approvvigionamento di materie prime locali, di sicura qualità, ma a costi
competitivi. Perché non approfittarne?
12
Speciale sposa d’inverno 2013
novembre
duemilatredici
Dal reportage al cine-wedding
L’infinito istante
Quando lo stile sposa la tecnologia
Le emozioni sono sempre le stesse, ma il
modo di catturarle e renderle eterne su una foto è cambiato. Una volta c’era la pellicola, oggi il digitale.
Ogni volta che un album viene sfogliato
riemergono forti e nitidi i momenti vissuti durante uno dei giorni più belli e importanti
della
nostra vita. Tutti i
matrimoni sono diversi dagli altri
perché rappresentano strettamente
le personalità e i
gusti degli sposi.
Ma se ci si sofferma a pensare a
quegli istanti di vita circondati dalle
persone che amiamo, quando riecheggiano le
risate, la commozione, i brindisi, le melodie,
i profumi e i colori, allora capiamo che solo la
fotografia diventa la grande testimone capace di rendere eterni quegli attimi fugaci.
Le foto non potranno mai catturare il pathos, il battito del cuore di una sposa davanti all’altare, ma potrebbe evocarlo imprigionando quell’emozione attraverso lo scatto di
un bacio, di uno sguardo, di un infinito istante d’amore.
La tecnologia dunque fa da supporto all’occhio attento, professionale e artistico del
fotografo che si presta da tramite comunicativo tra l’immagine reale del momento e la
sua macchina fotografica.
L’intento, l’obiettivo principale, è proprio
quello di suscitare emozioni che nascono dall’elaborazione digitale delle immagini senza
mai allontanarsi dalla fotografia originale,
tradizionale e naturale dai colori brillanti, dalle forme armoniche, dai contrasti di luce e di
ombre aggiungendo quel tipico
tocco glamour. Il
bianco e nero, il
seppia, l’effetto
pergamena, le aerografie, i dipinti
su tela vengono
realizzati per impreziosire maggiormente gli album matrimoniali.
Ogni singola
foto
diventa
un’opera d’arte, un lavoro di qualità altamente professionale svolto da sempre con
grande passione.
Per i video d’obbligo è oggi la qualità Full
HD ed un taglio finalmente giovane e moderno. Le tendenze di oggi, che presuppongono a priori delle scelte personali degli sposi, prevedono lo stile reportage per quanto
riguarda la fotografia e il cine-wedding per
lo stile video. Quest’ultimo consiste nel creare riprese video d’avanguardia che si ispirano alle tecniche cinematografiche, realizzando così una sorta di “trailer and movie” a
struttura narrativa videografica, incentrato
su di un prematrimoniale e sul giorno delle
Irma Mecca
nozze.
Come deve essere la torta nuziale perfetta
Un dolce capolavoro
In collaborazione con
Marica Monachese - Cake designer
L
a più ammirata dopo la
sposa? Senza dubbio la torta
nuziale, il cui ingresso è uno
dei momenti più significativi e fotografati del matrimonio. Nei confronti del dolce, tutti gli invitati hanno un’aspettativa comune: dovrà
essere scenografico. Un cake designer professionista è la persona giusta a cui affidarsi nel giorno più importante della propria vita per
realizzare un capolavoro in pasta di
zucchero che sappia lasciare tutti a
bocca aperta coniugando i desideri
degli sposi e lo stile delle nozze.
Bontà di tendenza. Sono ormai
in disuso le torte a “colonne romane”: più torte tonde o rettangolari
sovrapposte in modo decrescente
su colonne fino a sette piani. Chi
non vuole farne a meno, può però
optare per un massimo di quattro
composizioni intervallate da uno
strato di fiori.
Le torte nuziali oggi più richieste sono quelle all’inglese, con una
base larga e dal design geometrico
e compatto. Valida alternativa è la
torta monopiano, che un cake designer esperto saprà trasformare in
un cuore o nelle iniziali degli sposi
per realizzare così un dolce romantico. Il bianco e l’avorio sono colori
All’inglese, personalizzata e memorabile: nelle
mani di un professionista tutto questo è realtà
classici, tuttavia le coppie giovani
osano con sfumature tenui che magari siano in tinta con il colore prescelto per il ricevimento. Chi non se la
sente di osare può invece personalizzare la
propria torta nuziale
con le decorazioni. Intramontabili i fiori:
questi possono essere
gli stessi del bouquet
e scendere lateralmente in grappoli o ingentilire i bordi di torte geometriche con un
tocco bucolico. Eleganti e di sicuro impatto anche i nastri colorati che seguono la forma
del dolce oppure culminano in fiocchi vaporosi. .
Sweet Table. La regina del buffet merita di essere introdotta in un
modo speciale. Una delle ultime
tendenze in questione sono gli
“sweet table”, letteralmente “tavoli dolci” di sicuro impatto scenografico. Si tratta di allestimenti in cui il
tema prescelto viene declinato sia
nei dettagli dell’arredamento che
nell’offerta di altre delizie che sa-
pranno conquistare ogni palato. In
uno sweet table infatti non possono
mancare gli altri dolci tipici del mondo del cake design come i bisco-lecca e i cake pops ma anche
classici irrinunciabili
come i macarons, i
cioccolatini e i confetti di diversi gusti. Se al
matrimonio sono presenti dei bambini, uno
sweet table indimenticabile potrà presentare anche lecca-lecca, caramelle, biscotti e
marshmallow. Contenitori, dettagli e colori rispecchieranno sempre lo stile della torta o
quello del ricevimento. Infine, piacciono a grandi e piccini i cupcakes;
se realizzati come vere e proprie piccole torte monoporzione possono essere consegnate, in un secondo momento, anche agli invitati assenti
per poter rendere tutti partecipi di
un dolce capolavoro.
SPOSINI CAKE TOPPERS
Secondo una tradizione estera,
su una torta nuziale non dovrebbero mai mancare le statuette degli
sposi, portatrici di fortuna alla coppia e romantico ricordo da serbare.
Con l’avvento del cake design le
statuine in resina lasciano il posto
a cake toppers personalizzabili.
Sulla cima della torta infatti posso-
FOGGIA - Viale Ofanto, 199
Tel. 0881.202210 - www.monachese.it
no torreggiare due figure in pasta
di zucchero somiglianti agli sposi:
colore dei capelli, corporatura e abbigliamento possono rendere i due
corpi in sugar paste una copia perfetta dei novelli coniugi. Il cake toppers con gli sposini può comunque
legarsi al tema di base della torta
per essere un simpatico completamento del dolce. I cake toppers possono essere realizzati anche in movimento: basti pensare agli sposi in
vespa o alla tenera coppia che si tiene per mano.
Un professionista sarà in grado di rendere realtà ciò che più caratterizza gli sposi, per rendere la
torta nuziale ancora più speciale.
Speciale sposa d’inverno 2013
novembre
duemilatredici
13
Colori e trattamenti per la sposa
d’inverno, nuance calde nelle stagioni fredde
Capelli di seta
L’aria pungente, frizzante. Il paesaggio che si veste
di varie tonalità, dalle più
calde delle foglie autunnali, fino ad arrivare al bianco
puro della prima neve.
La stagione invernale, in fatto
di situazioni romantiche, non ha nulla da invidiare a quella estiva preferita dalla maggior parte delle spose.
Le poche temerarie che sfidano il
freddo possono però contare su degli scenari da favola, quasi magici,
che renderanno sicuramente il giorno del sì raffinato ed esclusivo.
Se il ‘dilemma vestito’ è stato risolto, ora aspiranti spose dovrete affrontare un quesito altrettanto importante e cruciale: lo styling dei
capelli. Purtroppo nel periodo invernale, a causa delle temperature rigide, i capelli potrebbero diventare
secchi e spenti, ma non preoccupatevi, a tutto c’è un rimedio. Per risolvere questi piccoli problemi basta
solo rivolgersi a hair stylist qualificati, come ‘Stella e Ivano’ dell’omonimo salone, che sapranno
mettere a frutto la loro esperienza
nel settore per farvi arrivare perfette al vostro matrimonio.
“Il primo step che consigliamo
di fare alle nostre spose d’inverno –
afferma Stella – è un trattamento
della Linea Curativa Sp Luxe Oil:
questa cura, grazie ad un comples-
so cheratinico avanzato, ha il potere
di ricostruire la fibra del capello danneggiato”. E continua: “io personalmente, con un appuntamento
esclusivo, dedico un'intera giorna-
ta alle prove della sposa. In questa
occasione realizzo diverse idee di
acconciatura abbinate al trucco,
sempre tenendo presente, ovviamente, lo stile dell'abito, l'uso del
velo, gli accessori e la personalità
della donna. Le tendenze moda per
questo autunno-inverno vedono
protagonisti ricci voluttuosi e morbide onde che cadono sulle spalle
per le amanti del capello in libertà.
Tornano anche i raccolti che richiamano gli chignon in voga negli anni
'50 e '60, con cotonature, per un’immagine un po' retrò ma molto sofi-
sticata".
E per quanto concerne il colore:
“personalizzare la nuance oggi è
possibile grazie alle nuove tecnologie: per realizzare il nuovo servizio
ARMOCROMIA, abbiamo Color.id,
l'ultimo ritrovato in casa Wella, un
ingrediente innovativo che permette l'utilizzo libero di più colori in modo veloce ed equilibrato. La sposa
deve essere unica. È la protagonista
assoluta di quel giorno e deve risaltare, ma senza esagerare - conferma Stella - Ecco perché cerchiamo
di instaurare con lei un dialogo costruttivo per indirizzarla verso i nuovi trend, senza omologarla e mettendo in evidenza la sua personalità.
Chi sceglierà di affidarsi alle
sapienti mani degli hair stylist
Stella e Ivano, riceverà un
omaggio: un trattamento all'olio cheratinico, un vero toccasana per i capelli nella stagione invernale.
Via S. Tugini, 80 - Foggia - Tel. 0881.758123 - [email protected]
stella&ivano
Creative hairstyling
ORARI
Lunedì - Martedì - Mercoledì - Venerdì
8.30 - 13.00 e 16.00 - 20.00
Giovedì e Sabato 8.30-19.00
14
novembre
duemilatredici
Speciale sposa d’inverno 2013
Speciale sposa d’inverno 2013
novembre
duemilatredici
15
16
novembre
duemilatredici
Promotion
Speciale sposa d’inverno 2013
novembre
duemilatredici
Può influire sulla qualità dei rapporti di coppia
Atrofia vaginale: l’altro
volto della menopausa
È un disturbo sottovalutato, oltre il 34% delle
donne non ha mai consultato un medico
L’ atrofia vaginale è una patologia molto frequente nella popolazione femminile, soprattutto in menopausa, anche se
spesso sembra ignorata o misconosciuta sia dai medici che dalle
pazienti.
Tra le donne che ne soffrono
il 52% ha ridotto l’attività sessuale, il 42% si sente insoddisfatta, il 23% prova distanza
emotiva dal partner, il 21% ha
eliminato completamente i rapporti sessuali. Mentre all’inizio del
‘900 la speranza di vita di una donna coincideva con la conclusione
dell’età fertile, la generazione
odierna di ultracinquantenni è perfettamente consapevole che le attende una lunga vita, con un ruolo di
protagoniste, sia nella sfera familiare che sociale.
La menopausa determina il declino della produzione ormonale da
parte delle ovaie, questo si traduce
in un calo degli estrogeni in primis
e si riflette su diversi apparati, iniziando dai sintomi vasomotori
(vampate, sudorazioni), passando
per i disturbi del sonno, senza tra-
lasciare i disturbi uro-genitali (irritazione vaginale con prurito e bruciore, secchezza e rapporti sessuali dolorosi, conseguenti all’ atrofia
vaginale ed infine disturbi della
minzione: urgenza urinaria, incontinenza, cistiti ricorrenti e dolore
durante la minzione).
Circa la metà delle donne in
menopausa lamenta i sintomi correlati all’atrofia vaginale, che interferiscono pesantemente con la
funzione sessuale e la qualità di vita e sono destinati a peggiorare nel
quinquennio successivo.
La caduta degli estrogeni è
strettamente correlata alle modifi-
cazioni della mucosa vaginale,
alla secchezza vaginale (conseguente al ridotto apporto sanguigno e lubrificazione vaginale) e all’impoverimento dei
lattobacilli intestinali, con susseguente aumento del pH vaginale (codesto aumento a sua volta
è responsabile della proliferazione tanto di germi quanto del
cattivo odore).
La mucosa vaginale si assottiglia, perde turgore, diventa più
fragile, meno elastica ed è più suscettibile a traumi ed infine la ridotta lubrificazione e vasocongestione si riflettono in ridotto
desiderio sessuale, scarsa eccitazione e deficit orgasmico.
Qual è il compito del medico?
In primis chiedere alla paziente, anche se riluttante, come si sono modificati i rapporti sessuali con
l’esordio della menopausa, se prova fastidio o addirittura dolore, se
persistono nonostante una terapia
ormonale sostitutiva e se sono comparsi altri sintomi urinari.
Il ginecologo dovrà incoraggiare la donna a scegliere la terapia va-
Una sfida per il neonatologo e il chirurgo
Un’aggressiva terapia di supporto
e un tempestivo intervento
chirurgico migliorano la prognosi
progressione può comportare necrosi di tutta la parete intestinale,
perforazione, peritonite, sepsi e morte. La lesione ischemica può essere
conseguente a stati di
basso flusso durante
un’exsanguinotrasfusione,
nel corso di
una sepsi o
per l’uso di formule iperosmolari; anche una cardiopatia congenita con
ridotto afflusso di sangue o una desaturazione arteriosa di ossigeno
possono indurre una ipossia/ischemia intestinale e quindi predisporre alla NEC. Si pensa che il latte materno offra protezione da tale
situazione. La necrosi inizia nella
mucosa e può progredire fino a coinvolgere l’intero spessore della parete intestinale, determinando una
perforazione. In 1/3 di bambini si verifica una sepsi. I bambini possono
presentarsi con occlusione intestinale, distensione addominale, ristagno gastrico biliare (dopo i pasti) che
può arrivare fino al vomito biliare o
DI TIZIANA CELESTE
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
ginale più adatta alle sue esigenze
e necessità.
Tra le varie soluzioni si devono
soppesare:
- HRT in caso di sintomi severi
da atrofia vulvo-vaginale e quadro
climaterico marcato, tuttavia da
escludere in caso di storia di carcinoma della mammella;
- terapia estrogenica locale, da
evitare in caso di sanguinamenti
vaginali/uterini anomali o di sospetto di neoplasia uterina;
- trattamenti locali non ormonali lubrificanti e idratanti, i cui benefici cessano alla sospensione della terapia;
- preparati fitoestrogenici, la cui
sicurezza è ancora oggetto di approfondimento;
- terapia laser con sistema computerizzato: per contrastare gli effetti dell’invecchiamento e migliorare la tonicità delle parti intime si
applica un laser di ultima generazione sui tessuti vaginali, che determina un ringiovanimento degli
stessi grazie alla rigenerazione delle fibre collagene.
Qualunque sia la l’opzione terapeutica scelta bisogna tener presente che il primo passo fondamentale consiste nel riconoscere il
disturbo, comunicarlo al partner ed
al proprio ginecologo senza remore
e ricordarsi che arrivate ai 50 anni si
è “ancora al primo giro di boa”!
CHIRURGO PEDIATRICO
Enterocolite necrotizzante
Per enterocolite necrotizzante, detta anche NEC, si intende una
patologia che colpisce i neonati, la
cui tipica manifestazione è la necrosi intestinale che può colpire gli strati più profondi della parete intestinale; più comunemente è
interessato l’ileo terminale, meno
frequentemente il colon e il piccolo
intestino prossimale. Alcuni neonati sono particolarmente a rischio di
NEC: il 75% dei casi si ha nei prematuri, soprattutto se c’è stata una
rottura prolungata delle membrane,
con amnionite o asfissia alla nascita. L’incidenza nei bambini alimentati con formule ipertoniche o che
hanno subito un’exsanguinotrasfusione può anche essere più alta. Si
pensa che ritardare l’alimentazione
orale di parecchi giorni o settimane,
nei bambini prematuri di basso peso o malati, sostituendo nel frattempo con una nutrizione parenterale
totale, e in seguito reinserire lentamente l’alimentazione per qualche
settimana possa diminuire il rischio.
I sintomi e segni clinici comprendono letargia, acidosi metabolica, febbre. Le cause non sono chiare: si crede che l’ischemia influenzi in
qualche modo l’intestino favorendo
l’agire dei batteri. La mucosa non
produce il normale muco protettivo,
lasciando l’intestino esposto alle invasioni batteriche che, con l’inizio
dell’alimentazione orale, possono
penetrare la parete intestinale. La
GINECOLOGA
alla presenza di sangue nelle feci. I
test sulle feci per la ricerca di sangue occulto nei bambini prematuri
(che sono alimentati) possono aiutare a diagnosticare
precocemente la
NEC. Soltanto una
Radiografia
precoce
dell’addome può rivelare l’occlusione intestinale. Un’ansa intestinale fissa, dilatata, che non si modifica nelle
successive radiografie, è indice di
NEC. L’evidenza di aria libera in addome indica perforazione intestinale e richiede un intervento chirurgico urgente. Circa 2/3 dei bambini
che hanno presentato la NEC sopravvivono; la prognosi è migliorata grazie a un’aggressiva terapia di
supporto (antibiotici e Nutrizione
parenterale totale), con sospensione dell’allattamento e a un tempestivo intervento chirurgico, quando
indicato. Terapie: la prima cosa da
fare quando si sospetta una NEC è
interrompere la somministrazione
DI MARIA NOBILI
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
di latte al bambino, per decomprimere l’intestino, che deve essere
aspirato con una sonda apposita. In
seguito utilizzare antibiotici, ma il
trattamento più efficace è quello chirurgico, È necessario l’intervento
chirurgico in 1/3 dei neonati. Indicazioni assolute sono la perforazione intestinale (pneumoperitoneo), i
segni di peritonite (assenza della peristalsi, difesa addominale e dolorabilità o eritema ed edema della parete addominale) o l’aspirazione di
materiale purulento dal cavo peritoneale. L’intervento chirurgico deve essere preso in considerazione in
un lattante con NEC, che mostra un
peggioramento delle condizioni cliniche e dei dati di laboratorio nonostante la terapia medica. All’atto dell’intervento si deve resecare il tratto
intestinale gangrenoso ed esteriorizzare i 2 tratti terminali. I tratti integri dell’intestino che residua si
possono anastomizzare (collegare)
subito se il resto dell’intestino non
mostra segni di ischemia. Con la
guarigione della sepsi e della peritonite si può ristabilire la continuità
intestinale diverse settimane o mesi più tardi. Raramente, i bambini
trattati non chirurgicamente sviluppano una stenosi intestinale nelle
successive settimane o mesi. Per risolvere l’ostruzione intestinale è allora richiesta la resezione della stenosi. La prognosi varia a seconda
della rapidità di intervento.
17
in poche
parole
Diabete
mai più
iniezioni
Il diabete nei più piccoli si
può curare, anche senza l’uso di
iniezioni quotidiane di insulina.
Questo è quanto afferma lo studio
di una recente ricerca scientifica condotta dal Dottor Moshe
Phillip, riportato sul sito scientifico di Leonardo, e pubblicato sul
New England Journal of Medicine, col preciso intento di cercare di migliorare la vita dei più
piccini affetti da questo tipo di
patologia.
In Italia l’epidemiologia del
diabete di tipo 1 nei bambini è
aumentata di dieci volte negli ultimi 30 anni, rispetto alle tre degli adulti.
Il diabete è una patologia
complessa che, solo se ben controllata, permette una vita normale. È necessario un alto livello di collaborazione da parte
della famiglia e del bambino, dato che il “gold standard” di terapia prevede misurazioni costanti e 4 infusioni di insulina al
giorno. C’è da dire che nel nostro
Paese il Servizio Sanitario Nazionale garantisce un’assistenza
di buon livello, tanto che un’indagine europea pubblicata su
Diabetes Care ci ha messi davanti alla Gran Bretagna per
qualità delle cure.
L’obiettivo in termini di ricerca è però quello di affrancare
i bambini dal disagio delle infusioni quotidiane. E oggi siamo
sulla buona strada: esistono già
pompe da infusione che possono essere impostate per un rilascio programmato di insulina. Il
dispositivo viene applicato all’altezza dell’addome con un accesso sottocutaneo.
Ma c’è di più. Dal Congresso Mondiale di Endocrinologia
Pediatrica si è saputo che il sistema di infusione ad ansa chiusa con rilevatore wireless di glicemia, noto anche come
“pancreas artificiale”, ha mostrato la sua efficacia e sicurezza anche nella popolazione pediatrica.
In pratica, all’infusore viene
affiancato un sensore capace di
rilevare il livello di glucosio nel
sangue in maniera automatica,
comunicarlo wireless alla pompa ad ansa chiusa che a quel
punto rilascia o blocca l’insulina
a seconda delle reali necessità
dell’organismo.
Lo studio ha evidenziato un
risultato estremamente promettente, perché permetterà di controllare gli episodi di ipoglicemia
notturna e in futuro, grazie all’utilizzo h24, libererà i bambini
diabetici dalla terapia con iniezioni.
In Italia la diffusione del sistema di infusione ad ansa chiusa potrebbe rappresentare per i
12mila piccoli pazienti affetti da
diabete di tipo 1 la svolta terapeutica e un netto miglioramento della qualità di vita.
Irma Mecca
18
novembre
duemilatredici
in poche
parole
Cavolo
che bontà
Anche il cavolo ha il suo orologio biologico. Lo dimostra un
recente studio, riportato sul sito
Galileo.net, secondo il quale
frutta e verdura rimangono vive
ed attive anche dopo la loro raccolta. Addirittura è importante
persino l’ora in cui le acquistiamo. Perché anche i cavoli, così
come gli spinaci o le zucchine,
hanno il loro ritmo circadiano, e
in diverse ore del giorno hanno
una fisiologia diversa, che può
influenzare anche il profilo nutrizionale. A spiegarlo è uno studio pubblicato su Current Biology, che suggerisce come anche
la modalità della conservazione
pesi sulla qualità dei vegetali.
Le piante, a differenza degli
animali, sono costituite da parti
distinte, quali rami, foglie, radici
e frutti, che possono metabolizzare e sopravvivere in modo indipendente l’uno dall’altro, continuando ad essere attive anche
in seguito alla raccolta. “Gli ortaggi e la frutta, anche dopo es-
È un pericolo sempre più diffuso
DI ANNA LEPORE
Ingestione di batterie
Attenzione a giocattoli, utensili
lucette e tanto altro, le pile,
se ingerite, possono avvelenare
La batteria al litio viene inserita in un wurstel
Nel wurstel cominciano a prodursi lesioni evidenti
Ecco l'effetto della batteria al litio sui tessuti
sere stati colti, sono in grado di
rispondere ai segnali della luce
e conseguentemente cambiano
la loro biologia in modo che possono influenzare i valori nutrizionali e la capacità di resistenza agli insetti” spiega Janet
Braam della Rice University, a
capo dello studio, che ha infatti
osservato come il cavolo, la lattuga, gli spinaci, le zucchine, le
patate dolci, i mirtilli e le carote,
anche dopo la raccolta, mantengano il loro orologio biologico attivo.
Il fatto che i vegetali riescano a percepire la luce e che i cicli
biologici continuano, costituisce
un vantaggio per le piante, in
quanto, per esempio, così riescono a modificare i livelli delle
sostanze chimiche che li proteggono dagli insetti. Allo stesso
modo, alcune sostanze prodotte
dalla normale fisiologia delle
piante sono importanti anche per
gli effetti nutrizionali che esercitano sugli esseri umani, basti
pensare agli antiossidanti.
Broccoli e cavoli sono preziosi per i loro principi nutritivi
quali potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico, vitamina C. I cavoli contengono inoltre principi
attivi anticancro al colon e alla
prostata, aiutano a prevenire l’ulcera, curano l’anemia e indicati
in caso di diabete nel controllare gli zuccheri nel sangue. Sono
antibatterici, antinfiammatori,
antiossidanti, antiscorbuto, depurativi, rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti.
Irma Mecca
MEDICO CAV
In questo periodo parte la "stagione dei
giocattoli”.
A seconda del Paese in cui si vive si rinnovano le occasioni: dalla ricorrenza dei defunti etichettata halloween (non c’è più il
carbone!) ,da Natale alla Befana si regalano oggetti ludici spesso luminosi, che tanto
piacciono ai bambini. Si sa che negli acquisti è importante controllare che i giocattoli rispettino i criteri di sicurezza (dal punto di vista chimico, meccanico e fisico)
previsti dalle normative europee e che siano certificati dal marchio "CE". Anche se avvertono gli esperti - un gioco "fuori legge"
potrebbe esibire un altrettanto fasullo marchio CE.
Buona regola, perciò, è acquistare giocattoli di produttori affidabili, ispirandosi
al criterio "meglio un giocattolo in meno,
purché sicuro" anche se di questi tempi il
risparmio può trarre in inganno. Particolare attenzione va riservata ai sempre più diffusi giocattoli "a pile": quelle "a bottone"
possono rappresentare una pericolosa attrazione per i bambini piccoli e un gravissimo pericolo in caso di ingestione. L’ingestione di batterie rappresenta una minaccia
sempre più diffusa alla salute dei bambini,
soprattutto al di sotto dei 5 anni. Il continuo
aumento di contatti avuti al Centro Antiveleni, le visite ai Pronto soccorso e i ricoveri,
devono spingere le aziende produttrici e le
autorità a implementare misure di prevenzione efficaci.
Qual è il meccanismo di azione delle
pile al litio?
•Fuoriuscita di un elettrolita alcalino
•Necrosi da pressione
Difficoltà fin dalle prime tappe di sviluppo
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
•Creazione di una corrente esterna per
elettrolisi che genera idrossido (potente
caustico alcalino) al polo negativo della
batteria (il meccanismo più importante)
con colliquazione del tessuto.
Segnali di allarme e sintomi sono o possono essere:
• Ostruzione delle vie aeree vomito Scialorrea
• Fastidio al petto; dolore toracico e addominale
• Difficoltà a deglutire, riduzione dell’appetito, rifiuto del cibo. Disfagia.
• Tosse o soffocamento durante assunzione
di liquidi o solidi
• Segni precoci: inappetenza, incremento
dei rigurgiti, irritabilità
Segno tardivo: emorragia gastrica che
arriva quando è troppo tardi e il danno è già
grave.
La prevenzione in cosa consiste?
• Controllare e fissare con nastro adesivo
dove è situata la pila
• Conservare le pile al di fuori della vista e
della portata del bambino (incluse le pile
scariche da eliminare)
• Non consentire ai bambini di giocare con
le pile.
Prestiamo attenzione, anche se molte
volte lo stress e il gran da fare ci fa scivolare in errori gravi. La prevenzione per i bambini è impedire loro di giocare con pile o tenerle in bocca, lasciare pile su comodini, in
tasca o in borsa.
Stiamo attenti può sembrare una banalità, ma è tutt’altro. Nell’eventualità contattare il Centro Antiveleni, servirà a limitare
il danno.
PSICOLOGA DELL’APPRENDIMENTO
Bambini poco coordinati
… Mangiare, vestirsi, imparare a scrivere, praticare uno sport:
sono tutte attività che possono risultare difficili per un bambino con
disturbi della coordinazione motoria… e per questo viene preso in giro perché “diverso e pasticcione”…
I bambini con Disturbo della
Coordinazione Motoria incontrano
difficoltà fin dalle prime tappe di
sviluppo nell’uso del movimento,
nelle prestazioni in compiti di
coordinazione motoria, fini o
grosso motori e nell’imparare
ad usare strategie per risolvere
i problemi legati alle attività
motorie. Tale disturbo interferisce in modo importante con
l’apprendimento scolastico o
con le attività della vita quotidiana e si riscontra nel 5/6 %
della popolazione infantile tra
i 5 e gli 11 anni. Poiché le capacità motorie non diventano facilmente automatiche per questi bambini, essi devono dedicare uno
sforzo e un’attenzione supplementari per portare a termine le attività
motorie, anche quelle già acquisite
in precedenza. Spesso questi bambini non riconoscono le somiglianze tra determinate attività motorie
e ciò comporta una difficoltà a trasferire le proprie capacità motorie
da un’attività all’altra (ad es. prendere una palla grande e prendere
una palla piccola). Presentano inol-
DI ANNA MARIA ANTONUCCI
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
Devono dedicare uno sforzo e un’attenzione
maggiori per portare a termine le attività motorie
tre difficoltà a generalizzare le proprie capacità motorie nelle diverse
situazioni (ad es. un bambino che
si avvicina al bordo di un marciapiede deve capire che salire sul
marciapiede è un’attività simile a
salire le scale). La necessità di reagire ad un ambiente mutevole (ad
es. colpire una palla in movimento,
o evitare gli altri bambini nei giochi di squadra) comporta un’ulteriore difficoltà per i bambini affetti
da DCM, in quanto per loro è difficile rilevare le informazioni derivanti dall’ambiente e organizzare
risposte con il proprio corpo in modo tempestivo. In questi bambini le
capacità intellettuali e linguistiche
possono essere piuttosto sviluppate, mentre le abilità motorie risul-
tano in ritardo.
Le caratteristiche principali e
più frequenti del bambino con
DCM sono le seguenti:
Il bambino può essere goffo o
impacciato nei movimenti. Può urtare, rovesciare o far cadere le
cose.
Sviluppa in ritardo alcune
capacità motorie quali andare in
triciclo/bicicletta, afferrare una
palla, saltare una corda, allacciare i bottoni e i lacci delle scarpe, vestirsi, usare un coltello e
una forchetta, lavarsi i denti,
chiudere le cerniere, preparare
uno zaino.
Esistono difficoltà a svolgere attività che richiedono l’uso coordinato di entrambi i lati del corpo (ad es. tagliare con le
forbici,tirare una palla).
Il bambino può mostrare uno
scarso controllo della postura e uno
scarso equilibrio per esempio nel
salire le scale.
Il bambino può avere, infine,
difficoltà a scrivere in stampatello
o a mano libera e nelle discipline
come disegno,matematica.
Un lungo capitolo sarebbe inoltre da dedicare alle caratteristiche
emozionali dei disturbi della coordinazione motoria: il bambino con
tale disturbo spesso tende ad evitare le attività motorie, ma anche di
socializzare con i propri coetanei,
in particolare nelle aree di gioco per
non mettersi alla prova ed è spesso
insoddisfatto e ansioso rispetto alle
sue prestazioni percependosi sempre come “non capace di”. Tali
aspetti sono spesso secondari al disturbo stesso ,ma rendono sempre
più difficile il buon adattamento nel
contesto sociale.
Il trattamento di tali disturbi è
necessario e deve offrire al bambino tutti gli stimoli necessari affinché si verifichi un buon funzionamento del sistema nervoso e in
particolare dell’apparato senso motorio e un’adeguata integrazione
delle informazioni dei diversi sistemi percettivi (sistema visivo, cinestesico, acustico, tattile e dell’equilibrio). Ciò si traduce attraverso
un’educazione motoria del bambino che consideri l’esercizio fisico
non semplicemente come un atto
imitativo e ripetuto ma come un atto intenzionale in cui il corpo non è
solo uno strumento ma un modo di
conoscere e comunicare.
novembre
duemilatredici
DENTISTA
Ne soffre il 15% dei bambini: diagnosi e cura
DI VALENTINA LA RICCIA
La respirazione orale
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
Cosa succede se respiriamo dalla bocca
L’aria che inspiriamo entra dal
naso, percorre le vie aeree e arriva
agli alveoli polmonari, dove avvengono gli scambi gassosi.
Se, per una serie di motivi, anziché respirare col naso si respira
con la bocca, si possono lamentare:
labbra screpolate e bocca secca a
causa dell’alterato tasso di umidità
nel cavo orale; alitosi, carie, gengivite o parodontite ed aumentata predisposizione ad
ammalarsi di patologie
infettive trasmissibili per via aerea (poiché in bocca mancavibrisse,
no
le
presenti invece nel vestibolo del naso, che sono
in grado di intrappolare fisicamente i microrganismi presenti
nell’aria che respiriamo).
Nei pazienti che da tempo sono abituati a respirare dalla
bocca, si manifestano le alterazioni tipiche dei respiratori orali: apertura narinale
di forma circonferenziale
(normalmente è ovalare), viso allungato con zigomi poco pronunciati a causa della
scarsa areazione dei seni
mascellari, occhiaie dovute
all’ipossigenazione del distretto vascolare infraorbita-
le e denti anteriori “sporgenti”. Sono pazienti che necessitano di apparecchiature ortodontiche, poiché
la respirazione orale non permette
la corretta contrazione dei muscoli
oro-facciali, importanti nel favorire il normale sviluppo scheletrico e
dentale: questi pazienti infatti manifestano malposizioni dentali, anomalie occlusali e conseguente deglutizione atipica
(deglutiscono
infilando la
lingua tra i
denti) a
causa di
una
discrepanza
dento-alveolare (ossa mascellari
strette, non adeguatamente sviluppate e pertanto di grandezza inadatta per ospitare i denti), con ri-
percussioni negative persino sulla
colonna vertebrale e sulla postura.
Di notte questi pazienti tendono a
russare, a bagnare il cuscino di saliva e potrebbero soffrire della sindrome da apnee ostruttive del sonno (OSAS). Durante il
giorno spesso manifestano
stanchezza, mal di testa o
deficit dell’attenzione a
causa della scarsa qualità
del sonno.
Quali i fattori di rischio
di tale condizione? Fra i più
comuni vi sono: ipertrofia
delle tonsille palatine e delle adenoidi (ecco perchè il
volto del respiratore orale
La lingua si muove in avanti spingendo contro i denti
La deglutizione atipica
Il meccanismo della deglutizione consta di diverse fasi. Esso è
basato sul susseguirsi di una serie di
contrazioni muscolari che avvengono in modo coordinato e consequenziale, tali da far si che il bolo
alimentare, una volta raccolto sulla
parte centrale della lingua, inizi il
suo cammino verso l’apparato digerente. Nella deglutizione scorretta o atipica le fasi della deglutizione restano le stesse, ma i tempi
sono allungati e le contrazione dei
muscoli avviene in maniera impropria. La fase che maggiormente ne
risente è quella orale, fase volontaria e consapevole, in cui la lingua
attraverso un movimento ben preciso ha il compito di far progredire
il bolo verso il faringe. Nella deglutizione normale la lingua si muove
prima verso l’alto e successivamente indietro, in quella atipica invece, (la posizione a riposo della
lingua di solito è già alterata) essa si
muove in avanti spingendo contro i
denti o tra i denti. Se durante una
giornata si ingoiasse una o poche
volte, non ci sarebbe nessun problema, ma in ventiquattro ore ingoiamo circa duemila volte ed ogni
volta la lingua spinge contro i denti con la forza di un kilogrammo
causando così grandi deformità
dell’apparato masticatorio. Tra le
cause della deglutizione atipica ricordiamo:
LOGOPEDISTA
DI MARIA FRANCESCA
DI MICHELE
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
I danni della deglutizione scorretta
sui vari organi e il suo trattamento
succhiamento del dito o del
“ciucciotto”;
rosicchiamento delle unghie;
respirazione orale (respirare
con la bocca);
ipotono muscolare (scarso tono
dei muscoli bucco-oro-facciali interessati nella deglutizone);
malattie del sistema nervoso;
deformità di vario tipo dell’apparato masticatorio.
I danni causati da una deglutizione scorretta non si esauriscono
a livello orale, ma interessano altri
organi e apparati, che vengono variamente colpiti. L’apparato più
coinvolto è quello respiratorio. Gli
squilibri muscolari, determinano
viene definito facies adenoidea),
ipertrofia dei turbinati nasali, alterazioni scheletriche, dentali o muscolari, allattamento artificiale protratto, attitudine a nutrire i bambini
con cibi molli oltre i sei mesi di vita, utilizzo di ciuccio e biberon oltre i due anni di età.
L’odontoiatra e l’otorinolaringoiatra sono le due figure centrali
nella diagnosi e nella cura di tale
condizione. Può rendersi necessario
anche l’intervento del logopedista
per ristabilire i corretti movimenti
da attuare durante la respirazione,
la deglutizione e la fonazione.
Accertata l’eziologia del disturbo, il piano di trattamento prevede
dispositivi intraorali per la terapia
odontoiatrica rieducativa mio-funzionale e, solo se vi sono le indicazioni, un intervento chirurgico otorinolaringoiatrico. Nei pazienti che
soffrono di apnee notturne, si può
fare ricorso all’apparecchiatura
CPAP. Solo nei casi più gravi, laddove si manifestino importanti alterazioni scheletriche non risolvibili ortodonticamente, è indicato
l’intervento del chirurgo maxillofacciale.
Se riconoscete voi stessi o i vostri parenti in questo quadro clinico,
non esitate a richiedere un consulto specialistico. La risoluzione di
questa condizione è possibile e migliorerà significativamente la qualità della Vostra vita.
anomalie di forma del palato che
diventa stretto e alto (palato ogivale) che crea una difficoltà della lingua a sollevarsi. La postura bassa
della lingua che ne consegue e la
sua alterata funzione tendono a favorire ancor di più la respirazione
orale con conseguente possibile ingrossamento delle adenoidi o delle
tonsille, ingestione di aria (aerofagia, tendenza al colon irritabile,
sensazione di ripienezza). Il bambino che ingoia male è spesso affetto da otiti, dal momento che il
muco anziché essere aspirato e drenato nel cavo faringeo durante la
deglutizione, ristagna all’interno
dell’orecchio. Tanti sono anche i pa-
zienti che, a fianco di una deglutizione scorretta, presentano problemi agli occhi e alla schiena.
Il trattamento della deglutizione atipica prevede l’importante collaborazione del logopedista e del
dentista; ha come obiettivo principale, non solo un miglioramento di
carattere estetico o la possibilità di
evitare un apparecchio ortodontico, ma bensì un cambiamento funzionale stabile nel tempo che aiuti
a correggere i problemi presenti e a
prevenire l’insorgenze di patologie
future. Dopo la valutazione dell’assetto muscolare, dopo aver completamente debellato eventuali
abitudini viziate (es. succhiamento del pollice ecc) e dopo le indicazioni del dentista, si procede con il
trattamento logopedico, ovviamente personalizzato per ogni paziente. Esso prevede una serie di
esercizi che vanno a migliorare l’assetto muscolare bucco-linguo-facciale e successivamente l’insegnamento del movimento deglutitorio
corretto, prima solo con la saliva e in
seguito anche con solidi e liquidi.
La fase finale è quella del condizionamento mentale affinché il
nuovo meccanismo di deglutizione
diventi automatico e si mantenga
nel tempo. Con un esercizio costante giornaliero, nel giro di poche
settimane, sono già visibili i primi
miglioramenti.
19
in poche
parole
Anoressia
cause
genetiche?
L’anoressia una malattia genetica? Lo attesta uno studio dello Scripps Translational Science
Institute (TRSI) in California. Oltre tre milioni di persone, quasi
tutte di sesso femminile, soffrono
di anoressia riconosciuta come
vera e propria malattia psichiatrica. Soltanto in Italia, 8-10 ragazze
su 100 affette da anoressia sono
giovanissime e sfiorano a malapena i dodici anni di età. Sono dati scientifici riportati sul sito mammedomani.it che destano non
poco allarme.
Nello specifico lo studio dello
Scripps ha analizzato l’andamento del Dna nelle ragazze che
presentavano la patologia.
Quello che emerge è che il
comportamento del gene EPHX2
è legato alla sintetizzazione del
codice del metabolismo del colesterolo e, in questi casi, dove la
patologia era ormai conclamata,
era difettoso e quindi portava
scompensi nel funzionamento del
metabolismo della persona. Dopo studi condotti su circa 1200 pazienti anoressiche e 1948 persone sane, gli studiosi hanno
riscontrato nel gruppo affetto dal
disturbo alimentare una variazione del gene EPHX2, responsabile della sintesi di un enzima
che regola il metabolismo del colesterolo, causando disfunzioni
anche nel tono dell’umore.
Un dato coerente con gli alti
livelli di colesterolo tipici dei pazienti anoressici. Secondo i ricercatori si tratterebbe di un grande
passo in avanti nella comprensione di questa malattia.
Un team internazionale di ricercatori che rappresentano oltre
20 istituti di ricerca hanno potuto
notare che la stragrande maggioranza di pazienti malati di anoressia evidenziavano varianti del
gene EPHX2, con livelli elevatissimi di colesterolo nel sangue, pur
essendo iponutriti.
Tali interessanti risultati meritano comunque delle ulteriori
conferme e sarà necessario sviluppare cure che possano davvero risolvere la causa del problema.
Inoltre recenti studi di neuroimaging, condotti a Padova attraverso risonanza magnetica cerebrale sul paziente, permettono di
rilevare quali danni anoressia e
bulimia rechino al cervello e alle
sue funzioni e come vengano modificate le reti cerebrali.
Ne è emerso che esiste nelle
pazienti una alterazione a livello
cerebrale che coinvolge le capacità visive e porta a una percezione del corpo distorta.
Ciò che è stato rilevato è un
difetto della memoria visiva: le
pazienti anoressiche non memorizzano i cambiamenti della loro
immagine allo specchio, ma enfatizzano la loro sensazione interiore, continuando a sentirsi grasse anche quando gravemente
Irma Mecca
emaciate.
20
novembre
duemilatredici
in poche
parole
I mali del
tecnostress
Troppa tecnologia niente sesso. È quanto emerso da uno studio di Net dipendenza Onlus, una
società che si occupa di dipendenza da computer, web e cellulari, riportato sul sito di Repubblica: lo studio mette in evidenza
quanto l’uso eccessivo della tecnologia possa portare all’abbassamento del livello di testosterone,
l’ormone responsabile della libido maschile. Tempi duri dunque
per quasi 2 milioni di italiani “tecnostressati” che accusano ansia e
calo del desiderio a causa dei cellulari ipertecnologici, dei computer sempre accesi e dei tablet dalle mille funzioni. Fra un telefonino
che squilla, un tweet da leggere
subito, sembra esserci poco spazio per il partner. La tecnologia
con le sue continue sollecitazioni
innervosisce, stanca, isola, diventa fattore di rischio che crea disagi e disturbi. Sotto accusa soprattutto Facebook e Twitter. La
definizione è ‘tecnostress’, lo
stress indotto dalle tecnologie digitali che colpisce gli uomini di ultima generazione: ansia, insonnia, irritabilità, calo del desiderio
e altri problemi sessuali e di relazione sono solo alcuni dei sintomi
rilevati.
Gli esperti hanno intervistato
centinaia di manager delle telecomunicazioni, i quali hanno confessato di non avere tempo per curare il rapporto di coppia.
Soprattutto se si ha a che fare
con professioni che prevedono un
uso massiccio di tecnologia e di
internet, è più facile sentire il peso dello stress e allontanarsi dalle
relazioni. Poco desiderio e dunque meno sesso nelle coppie non
solo per il livello di stress, ma anche per la mancanza di tempo. I
social network allontanano le persone e eliminano molte occasioni
per stare insieme. Dallo studio di
una recente ricerca americana,
pubblicata sul Journal of American Medical Association, si evidenzia che il 16% degli uomini
che naviga soffre di totale assenza di stimoli sessuali nei confronti della partner per via del troppo
tempo passato a postare e twittare. Un problema che in determinate situazioni può portare a una
vera e propria dipendenza. Secondo un’indagine di 2013 Mobile Consumer Habits, un americano su 10 non rinuncia a usare lo
smartphone anche durante un
rapporto sessuale. Il tempo trascorso sui social network o a stretto contatto con le nuove tecnologie
danneggia anche le fantasie sessuali di coppia portando crisi all’interno della relazione. Per prevenire e combattere il tecnostress,
l’urologo Carlo Molinari dell’ospedale San Camillo di Roma
suggerisce “dialogo col partner,
una maggiore socialità, coccole e
massaggi”. E spiega: “Per ritrovare il vigore sessuale causato da
astenia ci sono validi e testati rimedi naturali. E naturalmente
staccare la spina a computer, tablet e smarthpone”. Irma Mecca
MOVIMENTO CONSUMATORI
Acquistare online in sicurezza
DI ROSANGELA LORISO
Natale, attenti alle truffe
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
Soldi, password, dati ed informazioni, ogni cosa
è presa di mira dai criminali informatici
Natale è alle porte e
molti italiani, complice la
crisi, useranno internet
per fare acquisti cercando
di risparmiare il più possibile.
Ma attenzione alle
truffe che sempre più
spesso interessano il web
e i cellulari.
Hacker senza scrupoli, infatti, approfittano dell’ansia compulsiva da regalo sotto
l’albero che prende un po’ tutti nel
periodo natalizio, per organizzare
truffe e derubare gli utenti del web.
Soldi, password, dati ed infor-
mazioni, ogni cosa è presa di mira da
questi criminali informatici.
Per questo motivo alcune
aziende che si occupano di sicurezza informatica hanno stilato e reso noto un elenco di truffe informa-
Come difendersi?
Alcuni semplici consigli da seguire
Consultare direttamente il
sito web di un ente benefico o
di un’azienda digitando l’indirizzo nel browser o utilizzando
un motore di ricerca. Non cliccare mai su un link incluso in un
messaggio di posta elettronica.
Proteggere il proprio pc con
sistemi di sicurezza aggiornati.
tiche, le più comuni, fornendo agli utenti/consumatori consigli utili per
navigare sul web in sicurezza.
Innanzitutto fare attenzione al Phishing di
beneficienza. Durante il
periodo di Natale, infatti,
sfruttando la generosità
degli utenti, gli hacker
inviano e mail che sembrano provenire da enti di beneficienza ma che in realtà altro non sono che siti web fasulli creati solo per
acquisire le donazioni o i numeri di
carta di credito.
Poi ci sono le truffe che viaggiano sui social network come Facebook e Twitter. I criminali inviano email di “Nuova richiesta di
amicizia” che sembrano autentiche
Fare gli acquisti on line utilizzando sempre carte prepagate che non richiedano l’apertura di conti bancari.
Controllare spesso il proprio conto bancario e fare acquisti on line utilizzando reti sicure a casa o in ufficio, sia
wireless che via cavo.
Farro, quinoa, grano saraceno, kamut
Cereali da riscoprire
Da sperimentare
per risotti,
insalate fredde,
sformati,
pani croccanti
Gli zuccheri, semplici e complessi, sono la più importante fonte
di energia per l’organismo. I primi
sono assorbiti rapidamente e sono
quindi utilizzati dal corpo dopo la
loro assunzione. Sono contenuti nel
comune zucchero (saccarosio), nel
miele, nelle confetture, nella frutta
e nel latte. I carboidrati complessi,
invece, costituiscono una riserva di
energia, in quanto sono assimilati
lentamente e rimangono a disposizione più a lungo. Sono presenti in
pane, pasta, patate, riso e altri cereali meno raffinati. Questi ultimi,
saporiti e nutrienti, possono rivelarsi una valida alternativa al frumento, sia dal punto di vista nutrizionale sia per la piacevolezza del
gusto e la duttilità in cucina.
È importante che i cereali in
chicchi integrali provengano da
agricoltura biologica perché sull’involucro più esterno rimangono
residui di fitofarmaci. Quando si acquistano sfusi, è bene informarsi
che ci sia la certificazione di un organismo di controllo. I semi o chicchi interi vengono raccolti e puliti
in modo da eliminare le impurità e
sostanze estranee. Poiché non sono sottoposti
a raffinazione, possono
essere considerati cereali integrali.
I chicchi “mondi”
(semintegrali) vengono
privati solo delle parti
più esterne. Per ottenere
i
prodotti
“brillati”(come l’orzo e il
farro perlati) si ricorre alla decorticazione, che asporta gli strati esterni dei chicchi fino al cuore, rendendoli più chiari, ma privandoli di
minerali, vitamine e soprattutto delle fibre, importanti per il benessere del nostro intestino e della nostra
linea.
Il farro è una coltura resistente,
per cui richiede pochi trattamenti
chimici in campo. È adatto anche ai
e provenire da parte di siti di social
network. Attenzione, però, a cliccare sui link contenuti nelle mail
perché spesso portano all’installazione automatica di malware sui
computer, nonché alla sottrazione
di informazioni personali.
Ancora, ci sono i falsi siti per gli
acquisti online, che chiedono i dati della carta di credito senza vendere in realtà nulla, e le cartoline
d’auguri elettroniche che contengono virus, così come le suonerie
natalizie e gli sfondi per il pc a tema ovviamente natalizio.
Le email che sembrano inviate
dal proprio istituto bancario con le
quali il si chiede all’utente di confermare le informazioni relative al
conto bancario, inclusi nome utente e password, con l’avviso che se
non forniranno tali informazioni
l’account verrà chiuso. Si tratta di
una truffa che viene portata a buon
fine più facilmente a Natale, per la
maggiore frequenza di accesso ai
propri conti correnti da parte degli
utenti.
In ultimo ci sono le c.d truffe
Ransomware: la restituzione dei
tuoi file in cambio di un riscatto. In
questo caso gli hacker si comportano come rapitori virtuali per sequestrare i file e cifrarli, rendendoli illeggibili e inaccessibili. Il
truffatore trattiene in ostaggio i file
dell’utente chiedendo il pagamento di un riscatto per restituirli.
ESPERTA IN NUTRIZIONE
DI GIOVANNA
BRUNO
Per i vostri quesiti:
[email protected]
Tel. 0881.563326
diabetici perché, essendo ricco di
fibre, ha un basso indice glicemico,
ossia un basso impatto sui livelli di
glicemia.
La quinoa è un cereale esotico e
per la FAO è il simbolo della biodiversità, tanto che ha dichiarato il
2013 Anno internazionale della
quinoa. Viene coltivata sulle Ande
con semi non ibridati né modificati
(quindi meglio tollerati dall’organismo). È un cereale atipico, appartenente alla stessa famiglia di
spinaci e barbabietole, ricco in proteine e privo di glutine.
Il grano saraceno viene coltiva-
to soprattutto in collina e montagna
e si adatta bene all’agricoltura biologica perché soffoca naturalmente
le erbe infestanti e richiede pochi
fertilizzanti.
Il kamut, marchio registrato di
una varietà antica di grano, il khorasan, garantito come privo di ogm
e non ibridato, è coltivato in modo
biologico in Montana (U.S.A) e nel
Canada. È apprezzato per il retrogusto di noce e l’alto contenuto di
proteine e di selenio. In commercio
il kamut si trova più spesso in farina
e nei prodotti da forno, ma anche in
chicchi da usare nelle zuppe e nelle minestre.
Il miglio, secondo gli storici, sarebbe il precursore di tutti i cereali,
ossia pare che sia stato il nutrimento dell’umanità prima della scoperta dell’aratro. Oggi è stato riscoperto come cereale alternativo da
chi vuole eliminare il glutine dalla
dieta. È ricco di minerali come ferro, magnesio, fosforo, silicio e fluoro. È soprattutto un prezioso alleato della bellezza perché stimola la
crescita dei capelli, rinforza le unghie e promuove il ricambio cellulare della pelle grazie alla presenza
di lecitina e colina.
Tutti questi cereali hanno anche una piccola quota di proteine
che, seppure qualitativamente meno rilevanti rispetto a carne, pesce
e uova, se affiancate da legumi,
danno origine a piatti unici equilibrati e con un valore proteico importante. Sono, inoltre, ricchi di vitamine del complesso B, chiamate
vitamine “energetiche” perché
rappresentano una riserva di energia per l’organismo.
Pertanto, via libera a questi
“nuovi” cereali!
Da sperimentare per i risotti, le
insalate fredde, gli sformati, come
anche per preparare nutrienti colazioni e pani croccanti e genuini.
abitare
novembre
duemilatredici
21
22
novembre
duemilatredici
cucina&dintorni
In Capitanata vini da Oscar
Bevi bene, bevi pugliese
Regole a tavola:
spumanti sul salato,
moscato per i dolci
Come spesso capita dalle nostre parti, e
quest’anno in particolare, il caldo estivo si
trascina fino a novembre inoltrato (e chissà
per quanto ancora), impedendo alla mente
di distogliere il pensiero dalle spiagge, così
vicine ma così lontane; per poi ritrovarsi catapultati, poche settimane più tardi, in piena
atmosfera natalizia; spaesati ma felici, conto
in banca permettendo, ci toccherà darci da
fare tra addobbi, regali e dolci fatti in casa in
quantità industriali; ai sensi di colpa penseremo più in là: “è Natale puoi…” cantava un
bambino in un recente spot televisivo, ed io
l’ho assunta come filosofia di vita.
Le bollicine saranno protagoniste in questi giorni di festa, tanti saranno i pretesti per
brindare: perché non farlo con degli ottimi
spumanti pugliesi?
Forse non tutti sanno che la nostra provincia vanta l’unica vera cantina di spumantizzazione del sud Italia, la celebre d’Araprì di
San Severo, pluripremiata dalle maggiori
guide specializzate nazionali e non, fregiatasi quest’anno del prestigioso Oscar del vino di Bibenda nella categoria “miglior spumante italiano”, per la strepitosa Gran Cuvée
XXI Secolo, millesimo 2007: un “umile” vino pugliese sul gradino più alto del podio, a
guardar dall’alto i più blasonati Franciacorta,
Prosecco e via dicendo.
D’Araprì nasce nel 1979 dalla scommes-
sa di tre amici, accomunati dalla passione per
la musica jazz ed, ovviamente, per il vino; la
scommessa è di poter produrre anche al Sud
spumanti di pregio con metodo classico, quello usato per gli Champagne, intuendo di poter valorizzare nelle bollicine il vitigno autoctono della Capitanata “bombino bianco”,
che nella spumantizzazione riesce ad esprimersi nella sua pienezza.
Spumanti importanti, caratterizzati da
sfumature dorate che ne anticipano il valore,
da bollicine finissime e persistenti che danzano nel bicchiere con movenze mai uguali,
con disparati profumi di frutta gialla e agrumi al giusto grado di maturazione, di aggraziate distese floreali e macchia mediterranea
con i suoi rovi aromatici, di accenni di miele
e frutta secca; dal gusto morbido e fresco, cremosi e persistenti, adatti ad accompagnare
un aperitivo a base di pettole con vecchi amici alla vigilia di Natale, ma anche quell’impetuosa aragosta che renderà il veglione di
Capodanno indimenticabile; ma, per favore,
non bevetelo sul dolce; cerchiamo di chiarire,
una volta per tutte, questo concetto: il dolce va
col dolce, altrimenti gli zuccheri del cibo impediranno di percepire qualsiasi sentore del
vino, che ci apparirà solo terribilmente amaro; un po’ come mangiare un pasticcino prima
del caffè, almeno che non mettiate tre bustine di zucchero vi apparirà più amaro del solito.
E sui dolci? Tranquilli, non vi lascio a bocca asciutta. Vi consiglio un’altra eccellenza
pugliese, il Moscato di Trani, vino dolce prodotto tradizionalmente da Cerignola a Bitonto, che sposa alla perfezione la pasticceria
pugliese e non solo: con la pasticceria secca
è imbattibile, ma non guasta assolutamente
nemmeno sul panettone.
La nostra bella Puglia è uno scrigno dai
tesori ancora inesplorati, talvolta dati per
scontato da noi che viviamo col mito “dell’America”; eppure credo che in America ci invidino parecchio.
Buone feste a tutti.
Daniele Rigillo
Enoteca Uva Rara
novembre
duemilatredici
salute
23
Omega 3 per la cura e prevenzione di
malattie a base infiammatoria
Lo “stupefacente”
Olio di Canapa
Ideale anche nella lotta a patologie
della pelle come acne, psoriasi, vitiligine
L’olio di canapa è un prodotto ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi della pianta
Cannabis Sativa L. che lo contiene in percentuali vicine al 30%. Avendo un sapore gradevole che ricorda vagamente le nocciole ed odore poco marcato ed apprezzabile, può essere
utilizzato per condire vari alimenti, tra cui insalate, pasta, pesce. Contiene tante proprietà
nutritive e può apportare notevoli benefici se
introdotto nell’alimentazione. Nell’olio di canapa troviamo gli acidi grassi essenziali omega 6 e omega 3 nel rapporto ottimale di 3 a 1. Un
cucchiaio di olio di semi di canapa (circa 10
grammi) fornisce all’organismo 1,7 grammi di
omega 3, sufficienti a coprire il fabbisogno
giornaliero dell’adulto. Inoltre, contiene grandi quantità di proteine (20%) e fibre insolubili (20-30%). Nell’olio di canapa troviamo anche
discrete quantità di antiossidanti quali la vitamina A ed E, la vitamina PP e C.
Uno dei principali benefici per la salute
che comporta l’assunzione di olio di canapa è
la prevenzione e il trattamento delle malattie
la cui base è infiammatoria. Infatti si ritiene
che l’eccessivo apporto di acidi grassi omega6, di cui la nostra alimentazione abbonda, a
fronte di una ridotta assunzione di omega-3,
faciliti l’insorgenza di svariate malattie a com-
ponente infiammatoria.
Con l’introduzione di questo prezioso olio
aumentiamo notevolmente la quantità di omega 3 assunto e, di conseguenza, diminuiamo
il livello di infiammazione del nostro organismo. Proprio per tale ragione viene usato per
la prevenzione e la cura dell’artrosi, dell’artrite reumatoide e di altre malattie infiammatorie come l’infezione cronica della vescica, la
colite ulcerativa, il trattamento del colon irritabile e della malattia di Crohn.
Data la sua potentissima azione antinfiammatoria quest’olio, inoltre, è ideale per
molti problemi della pelle come: psoriasi, vitiligine, eczemi, micosi, irritazioni da allergie,
dermatiti secche e per tutte le infiammazioni o
irritazioni localizzate. Può inoltre migliorare
le condizioni della pelle affetta da acne.
L’olio di canapa aiuta anche a ridurre il livello di trigliceridi, colesterolo totale e soprattutto il colesterolo LDL (colesterolo “cattivo”)
diminuendo il rischio di trombosi. Mantiene
inoltre più elastiche le pareti dei vasi e impedisce l’accumulo di grassi nelle arterie.
Per ottenerne maggiori benefici è consigliabile consumarlo crudo, e per mantenerne
inalterate le caratteristiche è conveniente conservarlo in un luogo fresco e buio.
società
23 scrittrici raccontano ai ragazzi e alle ragazze la violenza
contro le donne. Sarà in libreria il
25 novembre prossimo, nella ricorrenza della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne,
il libro “Chiamarlo amore non si
può”, una raccolta di racconti che
affrontano il problema della violenza sulle donne dal punto di vista della prevenzione.
Prevenzione che deve cominciare il prima possibile, dalla scuola primaria, se non ancora dalla
scuola materna, per contrastare gli
stereotipi educativi che fin da piccoli tendono a confinare in determinati ruoli sia i maschi che le
femmine.
Ruoli molto spesso rinforzati
dai libri di testo, come confermato
da approfondite analisi e dai modelli mediatici che propongono e
diffondono una certa idea del corpo femminile. Il libro è edito dalla
Edito da Mammeonline, casa editrice al femminile
Chiamarlo amore non si può
23 scrittrici raccontano la violenza contro le donne
Casa editrice tutta al femminile
Mammeonline, cresciuta battagliando su leggi contro le donne,
dalla legge 40 sulla procreazione
assistita a quella sull’affido condiviso, e che è diventata sempre più
una casa editrice di libri per bambini e bambine, ragazzi e ragazze,
per parlare di temi come adozione, pedofilia, bullismo, identità di
genere, disturbi dell’apprendimento, intercultura.
“Come possiamo mai sperare
– commenta l’editrice Donatella
1 Dicembre Giornata
Mondiale contro l’Aids
Con Anlaids
si fa rete
Il centro diagnostico
per effettuare il test
è presso gli Ospedali Riuniti
Caione - che le nostre bambine e le
nostre ragazze siano donne determinate nelle relazioni, sicure di sé
e delle proprie scelte, capaci di
proteggersi da uomini possessivi
e violenti, se diamo loro solo un
certo tipo di modelli? Se non parliamo loro di affettività, di educazione sentimentale?”.
Mirata la scelta di sole donne
quali autrici del testo. “Non certo
perché manchino scrittori per l’infanzia e l’adolescenza,m ma volevo che in copertina ci fosse scritto
23 scrittrici. Ci sono dei momenti
in cui è bello stare tra donne, unirsi insieme in una stanza. Ed è a
delle donne che andranno i proventi ricavati da questo libro, le
donne del Burkina Faso, attraverso il progetto che per loro gestisce
l’Aidos”.
Per la copertina la scelta è ricaduta su un viso di donna bello e
pensoso su uno sfondo rosso. Che
sia rosso come il sangue o rosso come l’amore è lasciato ai lettori e alle lettrici deciderlo: “a noi piace-
94.146, questo è il numero impressionante delle persone viventi in Italia con l’Hiv nel 2012. Ma ancora più sconvolgenti sono le percentuali emerse dallo studio dell’Istituto Superiore di
Sanità al quale hanno collaborato tutti i centri clinici regionali,
tra cui gli Ospedali Riuniti di Foggia. Il 70,1% dei malati sono
maschi, hanno un’età compresa tra i 25 e i 49 anni (63,5%) e la modalità di trasmissione più frequente è quella eterosessuale
(37,2%). Da qui si evidenzia, ancora una volta, che la forza
dell’Hiv/Aids risiede nell’ignoranza delle sue vittime e che conoscere la malattia e i modi in cui si trasmette è l’unica, vera protezione contro di essa. Per diffondere la conoscenza di una patologia ancora troppo diffusa il 1 Dicembre si celebra la Giornata
Mondiale contro l’Aids.
Dal 1985 c’è un’associazione che cerca di ‘fare rete’ per fermare la diffusione dell’infezione da Hiv: l’ANLAIDS, fondata da
un gruppo di medici, ricercatori, giornalisti, attivisti e volontari,
tutti mossi dalla necessità di ridurre a zero il numero delle nuove infezioni da Hiv, a zero i morti per l’Aids e far si che i malati non
va l’idea di usare un colore che fosse un simbolo, forte. Come forti e
sempre molto netti sono i sentimenti, i pensieri e le passioni delSimona Donatelli
le donne”.
vengano discriminati dalla società. Per perseguire questi obiettivi, l’azione di Anlaids si concentra in quattro aree: informazione, prevenzione, ricerca e tutela dei diritti. Una delle azioni più
forti di quest’associazione è: Bonsai Aid Aids, che nasce nel 1993
con lo scopo di sensibilizzare tutta la popolazione ai temi della
prevenzione dell’infezione da Hiv e della ricerca sull’Aids. Questo piccolo albero vivo è diventato il simbolo della lotta all’Aids:
curarlo è un modo per ricordarsi che per fermare l’Hiv serve un
impegno quotidiano, come quotidiane sono le cure di cui hanno
bisogno le persone che vivono con l’Hiv.
Ma il modo migliore per sconfiggere questa malattia è fare il
test per l’HIV. Consiste generalmente in un semplice prelievo di
sangue e il risultato è disponibile dopo alcuni giorni. Il centro
diagnostico della nostra città si trova negli Ospedali Riuniti.
Ma se si vuole contattare l’Anlaids lo si può fare tramite il numero verde 800 58 90 88, ogni lunedì e giovedì (16.00 - 20.00)
un medico infettivologo sarà a vostra disposizione. Anche in
s.d.
lingua inglese e francese.
24
novembre
duemilatredici
Scarica

novembre