La Gestione per Processi Prof.Ing. Leopoldo Lama Un Modello di processo metodi manodopera addestramento motivazione PROCESSO mezzi obiettivi e rendimenti attesi ANALISI Prof.Ing. Leopoldo Lama PROCESSO GESTORE PROCESSO INGRESSI ESIGENZE FORNITORE ESIGENZE La Catena Cliente/Fornitore CLIENTE PROCESSO USCITE AUTODIAGNOSI Prof.Ing. Leopoldo Lama Schema di processo Processo Elementi in entrata Insieme di attività correlate o interagenti che trasformano elementi in entrata in elementi in uscita Elementi in uscita = possibilità di misurazione Trasformazione che dà valore aggiunto e può coinvolgere: - personale - disponibilità finanziaria - mezzi e apparecchiature - tecnologie - metodologie Esempi di entità in uscita: - fattura - software per calcoli - veicolo manutenuto - dispositivo medico - combustibili - ecc. … Prof.Ing. Leopoldo Lama I processi operativi • Ogni attività consiste nella trasformazione di qualcosa (input) in qualcosa di maggior valore (output) INPUT OUTPUT • Un insieme di tali attività finalizzate ad ottenere un determinato risultato (o prodotto) può essere definito “processo” Prodotto del processo Prof.Ing. Leopoldo Lama I processi operativi Individuare un processo significa individuare un certo numero di attività interconnesse finalizzate alla realizzazione di un certo servizio/prodotto (output) che può a sua volta essere input di altri processi Insieme di attività operative Raggruppamento delle attività in processi input output input input Processo A A PROCESSO input di C PROCESSO Processo CC output input output di A input di C input input PROCESSO Processo BB output di B input input Prof.Ing. Leopoldo Lama Scheda di identificazione di un processo INPUT DI ATTIVAZIONE: PROCESSO: ALTRI INPUT: OUTPUT PRINCIPALE: ALTRI OUTPUT: FINALITA’: DESCRIZIONE SINTETICA: CHI GENERA L’INPUT DI ATTIVAZIONE: (FORNITORE o PROCESSO FORNITORE) A CHI È DESTINATO L’OUTPUT PRINCIPALE: (CLIENTE O PROCESSO CLIENTE) Prof.Ing. Leopoldo Lama Diagramma di flusso: definizione IL DIAGRAMMA DI FLUSSO E’ UN SISTEMA ANALITICO CHE CONSENTE DI SEGUIRE, PASSO DOPO PASSO, TUTTI I COMPITI NECESSARI PER SEGUIRE L’ATTIVITA’ DELLA FASE OPERATIVA LO STRUMENTO CONSENTE DI ESAMINARE L’INSIEME DI COMPITI RELATIVI AD UN PROCESSO ANCHE REALIZZATI IN FUNZIONI E AMBITI DI RESPONSABILITA’ DIVERSA ESSI INDICANO QUINDI LA SEQUENZA DEGLI EVENTI CHE COMPAIONO IN UN PROCESSO: INIZIANO CON GLI INPUT, MOSTRANO LA TRASFORMAZIONE CHE AVVIENE SU QUESTI E FINISCONO CON GLI OUTPUT SI REALIZZANO MEDIANTE INTERVISTE E CONSENTONO DI REALIZZARE SEMPLIFICAZIONE E OTTIMIZZAZIONE DEL PROCESSO STESSO Prof.Ing. Leopoldo Lama Elementi di base di un diagramma di flusso ATTIVITA’ DOCUMENTO/ INFORMAZIONE DECISIONI LINEE DI FLUSSO INIZIO/FINE PUNTI DI CONNESSIONE Prof.Ing. Leopoldo Lama Analisi dei flussi Obiettivo: interrelazioni organizzative DIVISIONE A DIVISIONE B DIVISIONE C TASK B1 TASK C1 TASK B2 …….. DIVISIONE D TASK A1 TASK A2 TASK B3 ………… Prof.Ing. Leopoldo Lama Validazione della descrizione del processo DIPARTIMENTO/ DIPARTIMENTO/ DIPARTIMENTO/ FUNZIONE FUNZIONE FUNZIONE FORNITORE CLIENTE Prof.Ing. Leopoldo Lama Descrizione di un processo Mediante un diagramma di flusso scomposizione gerarchica (per livelli) generato per •L’intero processo e le sue interconnessioni di input e output verso l’esterno Livello INPUT A B PROCESSO X C OUTPUT Prof.Ing. Leopoldo Lama Livello 1 Macrofasi del processo ed eventuali elementi specifici interni al processo (ad es. archivi, magazzini, ecc.) si ritrovano le interconnessioni verso l’esterno oltre a quelle interne B A FASE 1 D FASE 2 FASE 3 C E ARCHIVIO Prof.Ing. Leopoldo Lama Livelli successivi Ogni fase è esplosa in sottofasi costituenti la fase stessa. Il procedimento prosegue sino all’individuazione di attività che si considerano elementari Convenzione terminologica: denominiamo “attività” un elemento del processo che non intendiamo scomporre ulteriormente Esempio Scomposizione della fase 1 ATTIVITÀ 1.3 (livello 2) E ARCHIVIO G A SOTTOFASE 1.1 F SOTTOFASE 1.2 D Prof.Ing. Leopoldo Lama B Esigenze di modifica definitiva in corso d'orario? 7 8 Esigenze di integrazioni giornaliere? 8 11 Richiesta accolta? ciclo processo Capo Treno NO SI 9 NO 10 UMR NO NO Interessa Infrastruttura Formulazione ipotesi per Infrastruttura Manut. e Trazione Tempi di A 7 9 Infrastruttura ATTIVITA' Capo Zona Verificatore Coord. Op. Imp. Deviatore (Pax) Segret. Tecnica Manovratore ENTI Capo Nucleo Formaz. Treni 1° Tecnico Condotta Il diagramma di flusso a matrice : un esempio NO SI 11 10 10 11 SI 12 Stesura ordine di manovra giornaliero, con o senza integrazioni e condivisione 12 9 13 Invio ordine manovra 13 12 9 14 14 14 14 14 Ricezione ordine di manovra 14 14 14 14 C D Prof.Ing. Leopoldo Lama La misura e il controllo MISURARE SIGNIFICA CONTROLLARE LE PERFORMANCE PER MIGLIORARLE NEL TEMPO MISURARE, QUINDI, E’ UN ATTIVITA’ NECESSARIA PER REALIZZARE IL MIGLIORAMENTO CONTINUO Prof.Ing. Leopoldo Lama La misura e il controllo Tutto ciò che ci serve per governare il processo e niente di più: bisogna ricordare che misurare costa in termini di dispendio di risorse umane, economiche e temporali. DATA ENTRY Prof.Ing. Leopoldo Lama La misura e il controllo Quali misure … Misure di efficacia : gli output di processo soddisfano i bisogni/attese dei clienti? Efficacia è produrre i giusti output, al tempo giusto, al prezzo giusto, nel posto giusto (es. sicurezza, tempestività, regolarità, puntualità, pulizia, ecc.). Misure di efficienza : l’impiego delle risorse per perseguire l’efficacia è minimo? Gli sprechi sono evitati? Sono misure di produttività (es. tempo di compilazione di un modulo, addetti per singola prestazione, ecc.) Misure di flessibilità : il processo sviluppa capacità di adattamento ai possibili cambiamenti circostanti? (domanda dei clienti, tendenze del mercato, necessità di innovazione, …) Prof.Ing. Leopoldo Lama La misura e il controllo EFFICACIA EFFICIENZA ELASTICITA’ QUALITA’ DEL PRODOTTO OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI QUALITA’ DEL PROCESSO TEMPI DI ESECUZIONE/ PUNTUALITA’ MINIMIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESECUZIONE TEMPI DI RISPOSTA ALLE ESIGENZE DEL CLIENTE OTTIMIZZAZIONE DEI TEMPI DI RISPOSTA QUALITA’ DEI RISULTATI Prof.Ing. Leopoldo Lama La misura e il controllo Come misurare … Adottando un “sistema” che tenga conto almeno di perché misurare che cosa misurare dove misurare quando misurare chi deve essere misurato chi misura chi provvede a fornire il feed back dei risultati chi realizza la verifica sul metodo adottato chi determina gli standard che cosa fare per risolvere eventuali problemi Prof.Ing. Leopoldo Lama La misura e il controllo La quantizzazione delle misure … avviene attraverso Indicatori, che sono variabili quantitative o parametri qualitativi che registrano un certo fenomeno ritenuto indicativo di un fattore di qualità. Standard, che rappresenta un valore atteso per un certo indicatore sia dai clienti, sia dall’azienda. Può essere generale quando rappresenta obiettivi che si riferiscono al complesso delle prestazioni rese, specifico quando si riferisce a ciascuna delle singole prestazioni rese. Prof.Ing. Leopoldo Lama La misura e il controllo IL VALORE DI UN INDICATORE E’ SEMPRE RIFERITO A: UN OGGETTO (PROCESSO O UNITA’ ORGANIZZATIVA) UN PERIODO DI TEMPO O UN DETERMINATO MOMENTTEMPORALE IL VALORE DELL’INDICATORE E’ OGGETTO DI CONFRONTO E VALUTAZIONE GESTIONALE RISPETTO A: UN VALORE OBIETTIVO UN VALORE STANDARD I VALORI DEL MEDESIMO OGGETTO IN UN PERIODO PRECEDENTE I VALORI CONSEGUITI DA ALTRI PROCESSI O DA ALTRE UNITA’ ORGANIZZATIVE COMPARABILI Prof.Ing. Leopoldo Lama L’output documentale Diagramma di flusso geografico dei processi chiave Scheda anagrafica di ogni singolo processo Diagramma ad albero (disarticolazione per sotto-processi) Diagramma di flusso a matrice per ogni processo Prof.Ing. Leopoldo Lama Le fondamentali prestazioni di un processo di una azienda sono riconducibili alle seguenti categorie: Tempestività Correttezza Soddisfazione del cliente (interno o esterno/utenti) Efficienza/economicità Efficacia specifica rispetto a obiettivi di prevenzione, vigilanza, sicurezza •Più in generale per tutti i processi si possono rilevare prestazioni afferenti alle categorie seguenti: Tempi Qualità Produttività/costi Volumi Prof.Ing. Leopoldo Lama Le prestazioni devono essere misurate attraverso degli opportuni INDICATORI riferiti a un determinato periodo di tempo • Ad. esempio: 1. tempo medio impiegato dal processo per passare dall’input di attivazione alla generazione dell’output (tempo medio tra richiesta di autorizzazione e concessione o diniego) 2. % di casi in cui il tempo di cui sopra è risultato inferiore ad un determinato valore (ad esempio inferiore a 20 giorni) 3. % di pratiche generate da una certo processo che non presentano errori 4. n° di richieste di chiarimento pervenute in merito ad un certo processo 5. n° di pratiche gestite da un determinato processo inevase dopo X giorni 6. n° di output generati dal processo nell’unità di tempo 7. n° di output generati dal processo nel corso di un mese rapportato il numero di ore lavorative dedicate dal personale che opera sul processo nel corso dello stesso mese 8. rilevazione sulla soddisfazione per le caratteristiche di un determinato servizio espresso da un campione di clienti attraverso una opportuna scala di valutazione Prof.Ing. Leopoldo Lama Per misurare la produttività, definita l’unità di misura dell’output, si determina il rapporto tra OUTPUT RISORSE IMPIEGATE Per un dato periodo di tempo o numero di cicli operativi Prof.Ing. Leopoldo Lama Per misurare le prestazioni qualitative occorre determinare LE CARATTERISTICHE QUALITATIVE DELL’OUTPUT Quindi individuare l’unità di misura o un criterio di valutazione della caratteristica Si ottiene un indicatore di prestazione qualitativa rapportando la misura o la valutazione al numero di casi/attività/cicli/unità di produzione esaminati o verificatisi in un certo periodo di tempo Prof.Ing. Leopoldo Lama Il valore di un indicatore è sempre riferito a: Un oggetto (processo o unità organizzativa) Un periodo di tempo o un determinato momento temporale • E può essere oggetto di confronto e valutazione gestionale rispetto a: Un valore obiettivo Un valore standard I valori del medesimo oggetto in un periodo precedente I valori conseguiti da altri processi o altre unità organizzativa comparabili (benchmarking) Prof.Ing. Leopoldo Lama Gestione del processo STABILIRE PUNTI DI CONTROLLO REALIZZARE DELLE MISURAZIONI DI PARAMETRI SPECIFICI REALIZZARE AZIONI CORRETTIVE ATTUARE AZIONI DI MIGLIORAMENTO Prof.Ing. Leopoldo Lama Realizzare il controllo significa CONOSCERE L’ANDAMENTO MEDIO DEL PROCESSO DETERMINARE LA PROCESS CAPABILITY Prof.Ing. Leopoldo Lama Controllo del processo Variabile da misurare tempo Prof.Ing. Leopoldo Lama L’individuazione delle criticità dei processi e l’impostazione di progetti di miglioramento Prof.Ing. Leopoldo Lama Identificazione delle criticità dei processi e impostazione di progetti di miglioramento • Nella gestione per processi è di particolare rilevanza • l’individuazione di criticità • come punto di partenza per interventi di miglioramento e/o riprogettazione Prof.Ing. Leopoldo Lama L’evidenza di tali criticità può derivare da: il mancato conseguimento di obiettivi assegnati dalla Direzione la rilevazione di prestazioni inadeguate rispetto a standard di riferimento o in peggioramento nel tempo (tale rilevazione sarà basata su un opportuno insieme di indicatori di prestazione) la manifestazione di insoddisfazione da parte di clienti interni e (utenti) esterni l’esistenza di “segnali” che evidenziano delle criticità potenziali (ad esempio di rischio in materia di sicurezza) rilevanti Prof.Ing. Leopoldo Lama Talvolta la criticità si associa all’esistenza di un “problema” • • PROBLEMA = Scostamento tra valori attesi (o situazioni attese) e valori (o situazioni) effettivi Ogni problema dovrebbe essere ben identificato e dimensionato Prof.Ing. Leopoldo Lama Analisi del Lead Time LEAD TIME LEAD TIME SPEDIZIONE acquisti PRODUZIONE Prof.Ing. Leopoldo Lama La riorganizzazione dei processi aziendali Progetta / riprogetta Standardizza Le fasi Migliora QUALITA’ DEGLI OBIETTIVI Fare le cose giuste Realizzare gli obiettivi stabiliti Riprodurre i buoni risultati nel tempo (capability) Massimizzare il valore Misura A P C D Valuta QUALITA’ DELLE REALIZZAZIONI Fare le cose bene, la prima volta Minimizzare l’uso delle risorse Minimizzare i tempi di ciclo ed i costi della non-qualità Sviluppare flessibilità Prof.Ing. Leopoldo Lama Impostazione e Pianificazione di un Progetto BPR Prof.Ing. Leopoldo Lama Il processo di trasformazione RISORSE PROCESSO RISULTATI Come garantire che i risultati conseguiti siano effettivamente quelli attesi? Valutare con continuità gli scostamenti (prevedere) e intervenire con azioni correttive Prof.Ing. Leopoldo Lama RISORSE PROCESSO RISULTATI SISTEMA DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO Progetto (cioè sul processo di lavoro) Risultati (cioè sul valore del risultato conseguito e rilasciato nell'ambiente) Prof.Ing. Leopoldo Lama Pianificazione di un processo SIGNIFICA: DEFINIZIONE DEL PIANO DI LAVORO STRUTTURA DELLA SUDDIVISIONE DEL LAVORO (WBS) MATRICE DELLE RESPONSABILITA’ DATA DI COMPLETAMENTO DISPONIBILITA’ DEI FONDI ANALISI DEI RISCHI Prof.Ing. Leopoldo Lama Pianificare e controllare Obiettivi Ob A2 A4 A5 A7 A6 Ob1 A1 A3 Ob2 Ob3 Attività/Vincoli e Condizioni Impegni/Tempi D C B A Risultati Costi / Ricavi Voci $ ... Prof.Ing. Leopoldo Lama PIANIFICARE PREVEDERE • Attività • Durata • Sforzo • Costi • Qualità Modelli previsionali Stime condivise PRESCRIVERE • Piano dei lavori WBS PERT Gantt ecc. Prof.Ing. Leopoldo Lama Impostazione del processo Contesto:Tecnologico Organizzativo Economico Comportamento Valori Risorse: Umane Economiche Temporali Tecnologiche / Know how Strumentazione (Programmazione e Controllo) Interlocutori: - Cliente Committente tecnico Committente economico Utenti Finali - Fornitore Responsabile progetto (autorità progetto, autorità contratto) Analisti Esperti tecnici Progettisti - Partner Responsabile progetto (autorità progetto, autorità di contratto) Progettisti Consulenti Possibilità d'azione: Obiettivi strategici (Programmi) Obiettivi Operativi Impegno all'azione Prof.Ing. Leopoldo Lama Principi e fasi del BPR Prof.Ing. Leopoldo Lama Alcune definizioni di BPR “… la fondamentale ripianificazione e riprogettazione dei processi di business per rendere possibile la misurazione delle performance come costi, qualità, servizi e tempi”. Hammer & Champy (1993) “… la previsione di nuove strategie di lavoro, il processo di pianificazione corrente e l’implementazione del cambiamento in tutti i suoi aspetti, tecnologici, umani e organizzativi”. “Oggi le imprese devono raggiungere non un frazionale, ma un livello esponenziale di sviluppo - 10x, anziché 10%” T.Davenport (1993) “…consente un radicale, seppur continuo, sviluppo . Intensifica gli sforzi del JIT (Just-in-time) e del TQM per fare dell’orientamento ai processi uno strumento strategico e una core competence per l’organizzazione. BPR si concentra sulle competenze del core-business e usa le tecniche specifiche presenti nel JIT e nel TQM come attivatori, allargando la visione per processi” Johannson et.al. Prof.Ing. Leopoldo Lama ANALISI BPR: Un percorso tipo di analisi e riprogettazione Identificazione del servizio Definizione dei requisiti di qualità /obiettivi di performance Mappatura del processo attuale Identificazione criticità / cause che non consentono la soddisfazione dei requisiti qualitativi e degli obiettivi di performance Identificazione delle ipotesi di soluzione Ridisegno del processo Prof.Ing. Leopoldo Lama Barriere alla performance 1986 - Risultati della Commissione sulla Produttività Industriale – MIT • Strategie obsolete Alte aspettative sul ROI Debolezza sullo sviluppo dei prodotti e della produzione Uso inappropriato delle risorse umane Carenza di coordinamento e cooperazione fra le organizzazioni Conflitti di interesse tra Industria e Governo Prof.Ing. Leopoldo Lama Debolezza sullo sviluppo dei prodotti e della produzione Pianificazione, specialmente in riferimento alla semplicità di realizzazione Maggiore considerazione degli aspetti della qualità nei processi di pianificazione e produzione Tempi lunghi di sviluppo e commercializzazione del prodotto Soluzione quotidiana dei problemi, anziché in modo proattivo Sottostima dello sviluppo dei prodotti e dei processi Prof.Ing. Leopoldo Lama Possibili soluzioni Incremento simultaneo di costi, qualità e sviluppo prodotto Cooperazione con utenti e fornitori Uso dell’Information Technology Organizzazione “piatta” Politica delle risorse umane Prof.Ing. Leopoldo Lama Attributi dei processi di business “Proprietà” del processo Focus sull’utente Valore aggiunto Interfunzionalità Prof.Ing. Leopoldo Lama Un modello di riferimento per il BPR Inizio Incarico del management Identificazione delle opportunità di business Identificaz. delle tecnologie Allineam. con le strategie aziendali Diagnosi Organizzaz. del gruppo di BPR Document. dei processi in atto Definizione degli obiettivi di performance Individuazione delle patologie Ricostruzione Monitoraggio Misura della performance Ridisegno Esplorazione di pianificaz. alternative Installazione IT Pianificaz. della architettura delle risorse umane Disegno dei nuovi processi Rapporto con Sviluppo Qualità Riorganizza-zione Scoperta di patologie Prototipo Prof.Ing. Leopoldo Lama Un percorso semplificato al BPR TIMING MACRO AUDIT 6-8 SETTIMANE DIAGNOSI/ ANALISI 4-8 MESI SVILUPPO DELLE OPZIONI 1-2 MESI APPLICAZIONE PILOTA IMPLEMENTAZIONE COMPLETA 3-6 MESI 6-24 MESI Prof.Ing. Leopoldo Lama La soluzione STRUTTURE E SISTEMI DI COORDINAMENTO E CONTROLLO TECNOLOGIE E STRUMENTI SOLUZIONE PROCESSI E RUOLI FORMAZIONE E COMPETENZE PROFESSIONALI Prof.Ing. Leopoldo Lama Le componenti della soluzione STRUTTURE E SISTEMI DI COORDINAMENTO E CONTROLLO • • • • • ORGANIGRAMMI ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO CONTROLLI E AUTORIZZAZIONI SISTEMI DI GESTIONE DEI RICONOSCIMENTI .......... TECNOLOGIE E STRUMENTI • • • • METODOLOGIE DI LAVORO MODULISTICA APPLICAZIONI INFORMATICHE .......... PROCESSI E RUOLI • • • • FLUSSO DELLE ATTIVITA’ FLUSSO DELLE INFORMAZIONI FLUSSO DEI MATERIALI RESPONSABILITA’, COMPITI E RELAZIONI DELLE PERSONE • .......... FORMAZIONE E SVILUPPO DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI • • • • • KNOW-HOW SPECIFICO COMPORTAMENTI E CAPACITA’ UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE COMUNICAZIONE LAVORO DI GRUPPO E GESTIONE DELLE RIUNIONI • .......... Prof.Ing. Leopoldo Lama PROJECT MANAGEMENT Prof.Ing. Leopoldo Lama Caratterizzazione degli obiettivi progettuali – Comprensione delle risorse esistenti e disponibili nel contesto aziendale (risorse umane, possibilità di investimenti, vincoli temporali, tecnologie, know-how, strumenti metodologici, comportamenti, ecc.) – Analisi degli interlocutori interni ed esterni all'organizzazione, nella veste di potenziali attori che hanno interesse al progetto: utenti, superiori, collaboratori, fornitori, consulenti, ecc. – Esame dei punti di forza e di debolezza della propria organizzazione in riferimento al target progettuale – Individuazione delle possibilità di azione in funzione di programmi strategici e obiettivi operativi. Prof.Ing. Leopoldo Lama •Obiettivo e responsabilità primaria •di un Capo Progetto è ovviamente •IL SUCCESSO DEL PROGETTO •Ma come può definirsi il successo per un progetto? •Ipotesi: •Il successo è rappresentato dal raggiungimento degli obiettivi prefissati. – Ma di quali obiettivi si tratta? Gestionali, tecnici, . . . – E di chi? Prof.Ing. Leopoldo Lama La definizione degli obiettivi – Le caratteristiche – La ricerca dell'area di comune interesse – Area di successo e area di fattibilità Prof.Ing. Leopoldo Lama Caratteristiche degli obiettivi • Specificità... • • Misurabilità... Verificabilità... • Condivisibilità... • Concretezza... • • • Classificabilità... Formalizzabilità... Suddivisibilità... – Per identificare bene ed eliminare le ambiguità – Per assoggettarli a controlli – Per consentire l'accettazione dei risultati parziali e finali – Identificare degli attori che li condividono – Per indicare il livello di potenziale raggiungimento – Peso e priorità – Su contratti e documenti – Per determinare il livello di convergenza tra fornitore e cliente Prof.Ing. Leopoldo Lama Ricerca dell'area di comune interesse Rischio del progetto Che cosa fare Durate solari Dimensioni prodotto/servizio Allocazione risorse Qualità Sforzo in tempo persona Benefici Costi Prof.Ing. Leopoldo Lama Ricerca dell'area di comune interesse (continua) Punti di vista • • Utente indiretto Utente finale • • Utente direzionale Committente economico • • Funzione sviluppo Funzione esercizio • • Funzione manutenzione Funzione metodologie • • Funzione organizzazione Funzione marketing • • Capo progetto Progettisti • • Funzione Approvvigionamento Partner • • Consulenti .............. Punto di vista dominante o compromesso Prof.Ing. Leopoldo Lama ALCUNE STATISTICHE RECENTI PROGETTI COMPLETATI NEI TEMPI PREVISTI PROGETTI IN RITARDO • Il ritardo medio Dei progetti è pari al 63% • Lo sforamento sui costi è pari circa al 45% 28% 49% 23% PROGETTI ABBANDONATI Prof.Ing. Leopoldo Lama Definizione iniziativa temporanea e non di routine, finalizzata al raggiungimento di un obiettivo esplicito, non ricorrente (sia esso lo sviluppo di un prodotto o di un servizio, comunque unici nel proprio genere), in un certo periodo di tempo, svolta mediante il coordinamento di un pool di risorse (economiche, fisico-tecniche, temporali, umane) che operano in modo congiunto per lo stesso risultato. Prof.Ing. Leopoldo Lama COMPONENTI CULTURALI del project management ORGANIZZAZIONE Metodi organizzativi Relazioni umane Processi decisionali P. M. INFORMATICA Sistemi esperti Banche dati Office automation Data base relazionale METODI Contabilità WBS GANTT PERT Metodo per il supporto alle decisioni Prof.Ing. Leopoldo Lama • Le caratteristiche di un progetto sono, quindi: – Finalizzazione al raggiungimento di precisi risultati operativi; – Limiti di tempo, costo e qualità definiti; – Coinvolgimento di più unità/ruoli organizzativi di funzioni diverse, aggregati temporaneamente in un team interfunzionale; – Esistenza di un inizio e di una fine e, quindi, di una durata determinata; – Realizzazione ad opera di una specifica organizzazione; – Esistenza di un responsabile chiaramente identificato: il project leader; – Unicità (non trattandosi di ripetizione di iniziative precedenti) pur in presenza di progetti simili. Prof.Ing. Leopoldo Lama •Un progetto si contraddistingue per la contemporanea presenza di alcuni dei seguenti elementi: – attitudine alla multidisciplinarietà; – orientamento alla interfunzionalità (mediante coinvolgimento di capacità, unità/ruoli organizzativi scelti per l’occasione ed appartenenti a funzioni differenti); – temporaneità dell’iniziativa; – unicità e scarsa ripetibilità dell’iniziativa, nonostante possano esistere progetti tra loro simili; – collegamento ad un arco di vita non ciclico; – unitarietà dell’impegno; – finalizzazione alla creazione di una o più unità di prodotti o servizi unici e al raggiungimento di obiettivi inusuali, espliciti e di risultati operativi precisi. Prof.Ing. Leopoldo Lama L’Organizzazione di Progetto • Perché un progetto venga pensato e poi realizzato è necessario che ci sia un insieme organizzato di risorse ad esso dedicato, continuativamente o occasionalmente, a tempo pieno o a tempo parziale. • Questo insieme organizzato rappresenta una struttura temporanea – costituita da una squadra di persone, aggregate per un determinato periodo di tempo, per raggiungere specifici risultati; – i cui membri possono provenire da diverse unità organizzative aziendali e, se necessario, sono reclutati all’esterno; – destinata allo scioglimento, una volta terminato il progetto. • Alcune fra le risorse coinvolte svolgono compiti gestionali finalizzati al buon esito del progetto stesso. La presente metodologia si rivolge soprattutto a tali risorse. Prof.Ing. Leopoldo Lama Obiettivi • Assicurare il raggiungimento degli obiettivi • Ottenendo i prodotti finali con i requisiti di qualità definiti Una procedura di sistema informativo in esercizio • Nel rispetto dei tempi programmati • Utilizzando le risorse umane e finanziarie assegnate 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Fattibilità Analista Program. Utente Realizzaz. Prof.Ing. Leopoldo Lama IL CICLO DI VITA DI UN PROGETTO Bisogno utente Decisioni Idea AZIONI CORRETTIVE FATTIBILITA' Bozza di progetto E REPORTING FORMALIZZAZIONE SOLUZIONE PRODOTTI INTERMEDI/ RISULTATI PARZIALI REALIZZAZIONE SOLUZIONE CONSEGNA NASCITA VITA Impegno utente/cliente OK! a procedere Contratto FINE Prodotto / Servizio finale Prof.Ing. Leopoldo Lama ASPETTI GESTIONALI DELLE FASI DI UN PROGETTO IDEAZIONE SOLO ALTA DIREZIONE E NECESSARIAMENTE PM PIANIFICAZIONE IDENTIFICAZIONE DELLE RISORSE ESECUZIONE SAPER DELEGARE, RISOLVERE CONFLITTI PROTEGGERE IL GRUPPO CONCLUSIONE GESTIONE DELL’OBIETTIVO GESTIONE DEL PERSONALE (ANSIA, DIMINUZIONE DEI COMPITI, SPOSTAMENTI DEL PERSONALE) Prof.Ing. Leopoldo Lama IL CICLO PROGETTUALE: LE FASI E LE MILESTONE Offerta / Proposta Progettuale INIZIALE Progetto Preliminare Impegno Cliente / Utente Contratto / Bozza di Progetto Progetto Esecutivo o Realizzazione CENTRALE Rilascio Prodotto Finale Contratto di Assistenza / Manuali di Gestione FINALE Assistenza e Mantenimento Prof.Ing. Leopoldo Lama PIANIFICAZIONE SIGNIFICA: - DEFINIZIONE DEL PIANO DI LAVORO - STRUTTURA DELLA SUDDIVISIONE DEL LAVORO (WBS) - MATRICE DELLE RESPONSABILITA’ - DATA DI COMPLETAMENTO -DISPONIBILITA’ DEI FONDI -ANALISI DEI RISCHI Prof.Ing. Leopoldo Lama MONITORAGGIO VALUTARE LO STATO ATTUALE DELLE ATTIVITA’ TENERE SOTTO CONTROLLO LE VARIANZE TRA LA SITUAZIONE EFFETTIVA E I PIANI IDENTIFICARE LE CAUSE DELLE VARIANZE E VALUTARE SOLUZIONI ALTERNATIVE AI PROBLEMI Prof.Ing. Leopoldo Lama CONTROLLO DECIDERE I PIANI DI LAVORO CHE MINIMIZZANO LE VARIANZE SE NECESSARIO, RIDISTRIBUIRE LE RISORSE PER CORREGGERE LA VARIANZA SE NECESSARIO, MODIFICARE I PIANI ORIGINALI PER CORREGGERE LA VARIANZA Prof.Ing. Leopoldo Lama Data base di progetto Dati di stima Piano originale Piani rivisti Dati consuntivi Management Reports Verbali di controllo prodotti DATABASE DI PROGETTO Modelli di stima Prof.Ing. Leopoldo Lama WORK BREAKDOWN STRUCTURE Prof.Ing. Leopoldo Lama WORK BREAKDOWN STRUCTURE E’ uno strumento che permette di scomporre un progetto complesso in “attività” di livello di dettaglio crescente, sino all’individuazione di compiti elementari, Work Breakdown Elements (W.B.E.), che possono essere: • Precisamente definiti • preventivati (tempi e costi) con attendibilità • assegnati ad una responsabilità individuata E’ di fatto la distinta base del progetto. Prof.Ing. Leopoldo Lama Serve… A verificare la fattibilità del progetto Ad individuare le risorse specifiche necessarie A definire le modalità organizzative e le responsabilità per la realizzazione integrata del progetto (team e leader) Ad ottenere l’integrazione tra le persone coinvolte, i mezzi utilizzati ed il software di supporto (sistema di risorse) Ad alimentare il processo di pianificazione e programmazione del progetto Ad impostare il controllo integrato di costi, tempi ed avanzamento fisico del progetto (codice attività) A migliorare la gestione del rischio insito nel progetto Prof.Ing. Leopoldo Lama W.B.S. work breakdown structure Progetto • TECNICA PER SCOMPORRE E RAPPRESENTARE GERARCHICAMENTE IN RAGGRUPPAMENTI DI LIVELLI DI DETTAGLIO VIA VIA CRESCENTI UN PROCESSO DI LAVORO COMPLESSO Fase 1 Fase 2 Fase 3 Task 2.1 Task 2.2. Task 2.3 Attività 2.2.1. Attività 2.2.2. Attività 2.2.3 Prof.Ing. Leopoldo Lama CRITERI DI SUDDIVISIONE •SEQUENZA TEMPORALE •PER OBIETTIVO O OGGETTO DI CIASCUN •COMPONENTE DEL LAVORO STESSO •IN LINEA CON L’ORGANIZZAZ. AZIENDALE •CON UNA COMBINAZIONE DEI SIST. PREC. Prof.Ing. Leopoldo Lama WBS - a cosa serve • Per identificare tutte le attività del completo ciclo di vita del processo di gestione • Per contribuire ad una corretta stima dei costi • Per aggregare i dati di piano al fine di ottenere le situazioni di sintesi per la direzione Progetto Revisione di chiusura progetto Fase Milestone di fase Task (Task Pakage) Revisioni controllo avanzamento Attività (Work Unit) Controllo prodotti intermedi • Per identificare i momenti di controllo del progetto Prof.Ing. Leopoldo Lama Ogni gradino di scomposizione rappresenta un livello. •Al primo livello si attua il progetto. •Al secondo livello vengono posti gli elementi principali in cui viene scomposto il progetto stesso. •Ognuno di questi elementi viene a sua volta suddiviso in entità più ridotte, alle quali possono essere ricondotti gruppi di lavorazioni e di esecuzione ben definite. Prof.Ing. Leopoldo Lama WORK BREAKDOWN STRUCTURE LIV. 1 LIV. 2 LIV. 3 LIV. 4 Prof.Ing. Leopoldo Lama WORK BREAKDOWN STRUCTURE si costruisce Individuando articolazione e contenuti WORK BREAKDOWN STRUCTURE LOGICA GERARCHICA La logica di costruzione ed articolazione del W.B.S. è la Ad ogni livello della W.B.S. si ritrova tutto il lavoro da svolgere con una LOGICA DI GESTIONE DEL PROGETTO SEGMENTAZIONE COERENTE CON I LIVELLI DI PIANIFICAZIONE Prof.Ing. Leopoldo Lama WORK BREAKDOWN STRUCTURE si costruisce DEFINENDO: TUTTI I RISULTATI DEL PROGETTO TUTTE LE AZIONI CHE CONCORRONO A DETERMINARE TALI RISULTATI • • • • • • • • • • • Prodotti Servizi Funzioni Mezzi di sviluppo Mezzi di prova Attrezzature specifiche PRODUCT BREAKDOWN STRUCTURE Gestione Impostazione Progettazione Realizzazione Prove • • • Avviamento Integrazione Qualità ACTIVITY BREAKDOWN STRUCTURE Prof.Ing. Leopoldo Lama WORK BREAKDOWN STRUCTURE si costruisce Attraverso le seguenti fasi: Fase 1 Elencare i sub-progetti o end-items (hardware, servizi, attrezzature, ecc..) nei quali si articola il progetto Fase 2 Suddividere i sub-progetti o end-items individuati nelle parti componenti o nelle fasi che ne costituiscono la realizzazione (strutture del progetto) Fase 3 Suddividere ulteriormente le parti componenti o fasi sino al livello di work-packages da attribuire a singole unità organizzative o a singole persone Fase 4 Strutturare i work-packages in attività e compiti elementari che ne costituiscono la realizzazione (il compito rappresenta l’unità fondamentale del processo di pianificazione) Fase 5 Attribuire i codici di riferimento ad ogni livello della Work Breakdown Structure Fase 6 Individuare le responsabilità organizzative per ogni work package (work-package manager) Prof.Ing. Leopoldo Lama WORK BREAKDOWN STRUCTURE Project Manager Progetto: Responsabile Sotto-progetti/ end-items Struttura del progetto Responsabile Cod. Work package Responsabile Cod. Cod. Cod. Cod. Responsabile Cod. responsabile Cod. Cod. Cod. Cod. Cod. Responsabile Cod. Compito: Cod. Compito: Cod. Attività/ compiti Compito: Cod. Prof.Ing. Leopoldo Lama Il livello di dettaglio a cui spingere l’analisi dipende da: •1 la complessità del progetto (es. progetti che vedono impegnati un gran numero di enti diversi, in attività tecnicamente difficili e fortemente interconnesse, hanno un grado di dettaglio elevatissimo); •2 la natura del progetto (progetti su tecnologie mature non richiedono in genere una forte articolazione; •3 la posizione coontractor, etc) •4 contrattuale (join venture, main l’importanza del progetto (per l’immagine, per i riflessi sul mercato, per la durata o il costo .5 etc (politica di approvvigionamento, appalti, ……..) Prof.Ing. Leopoldo Lama Ogni singolo elemento in cui viene scomposto il progetto deve essere individuato in modo univoco con un codice di identificazione: 1 livello codice x 2 livello codice xx 3 livello codice xxx 4 livello codice xxxx Nella slide successiva avremo: Livello Parte Codice 1 Nuovo edificio 1 2 Strutture 11 Murature 12 Impianti 13 Finiture 14 3 Nell’ambito delle strutture: - scavi 111 - ... - solai 114 Nell’ambito delle finiture: - intonaci 141 - ... - pavimenti 143 4 Nell’ambito dei pavimenti: - in legno 1431 - in marmo 1432 - in ceramica 1433 Prof.Ing. Leopoldo Lama l’integrazione WBS-OBS viene definita con il termine PBS (project break-down structure). WBS LIV. 1 LIV. 2 LIV. 3 LIV. 4 OBS INGEGNERIA FORNITURA MONTAGGI Prof.Ing. Leopoldo Lama DIAGRAMMA DI GANTT è un grafico a barre orizzontali che mette in evidenza le relazioni temporali fra le varie fase del progetto. (Taylor) Le varie fasi vengono individuate come linee che partono nel diagramma alla data in cui devono essere iniziate e terminano alla data in cui devono essere finite. Le fasi vengono elencate lungo l’asse verticale e le date lungo quello orizzontale. Per ogni fase si individua una linea orizzontale che unisce l’inizio con il completamento. Le fasi possono essere contemporanee, ma con lunghezze diverse. Prof.Ing. Leopoldo Lama (Diagramma di GANTT) A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Tempo 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Prof.Ing. Leopoldo Lama IL DIAGRAMMA DI GANTT serve nella fase di pianificazione, per evidenziare: la durata totale del progetto le attività in parallelo il percorso critico delle attività (senza slittamenti) gli slittamenti disponibili nella fase di controllo, permette di: evidenziare gli scostamenti dal piano previsto e valutarne le conseguenze sulla data di fine progetto e sull’andamento delle Milestone elaborare e valutare l’efficacia di eventuali azioni correttive Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Diagramma di Gantt viene utilizzato per 1. fare i confronti, ad un dato istante, tra il consuntivo e le previsioni 2. per analizzare quali attività sono in ritardo o in anticipo Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Gantt può essere costruito direttamente (manualmente o con l’utilizzo di supporti informatici) o indirettamente attraverso la definizione di un reticolo logico CPM; in questo caso il Gantt viene prodotto come output della elaborazione e del calcolo del reticolo. In entrambi i casi, prima di iniziare è necessario ricordare che: costruita la WBS di progetto, diventano attività nel piano reticolare i WBE, al livello di dettaglio che interessa pianificare, tali per cui: • la loro somma rappresenti la totalità del progetto • nessun elemento venga conteggiato due volte • si identificano univocamente durata e responsabilità Prof.Ing. Leopoldo Lama Il livello di dettaglio da adottare deve essere scelto secondo i criteri più utili per pianificare e controllare; ossia fino al dettaglio più conveniente per esercitare un controllo efficace ed economico. Scendere di un livello significa conoscere meglio la situazione, quindi migliorare la pianificazione ed il controllo; ma significa anche un impegno di pianificazione e controllo maggiori Il livello di dettaglio e le logiche possono variare da tipo a tipo di progetto, e da fase a fase del progetto (stessa logica del WBS) Prof.Ing. Leopoldo Lama costruzione diretta Per costruire un Gantt direttamente si può operare come segue: Fase 1 Fase 2 Stabilire la scala temporale idonea per descrivere la pianificazione delle singole attività (dalla WBS al livello di dettaglio desiderato). Analizzare la natura di ogni singola attività ed individuatene i vincoli di sequenzialità (tecnica/operativa/logica). Costruire la tabella delle attività, nelle cui colonne sono riportate le attività e/o il codice relativo, la durata di stima e il precessore (cioè l’attività la cui conclusione deve necessariamente precedere l’inizio dell’attività in esame). Tabella delle attività Attività Durata Precessore (i) Prof.Ing. Leopoldo Lama Fase 3 Disegnare un diagramma sul cui asse verticale è riportato l’elenco delle attività e sul cui asse orizzontale la scala temporale prescelta per la pianificazione. Fase 4 Riportare ogni singola attività sul diagramma, disegnando barre orizzontali che ne rappresentano la durata stimata e indicando i vincoli di sequenzialità. Fase 5 Per individuare ogni possibile slittamento ripercorrere il diagramma a ritroso, da destra verso sinistra, facendo avanzare tutte quelle attività che dispongono di un intervallo di slittamento prima dell’attività successiva. Evidenziare con un diverso colore (o con una linea tratteggiata) la collocazione posticipata (massimo slittamento; in inglese float). Fase 6 Individuare ed evidenziare (con un tratto rosso) il percorso critico costituito dalla sequenza delle attività non slittabili, pena il ritardo dell’intero progetto. Prof.Ing. Leopoldo Lama BAR CHART (LIMITI) NON MOSTRA INTERRELAZIONI ED INTERDIPENDENZE TRA LE NUMEROSE ATTIVITA’ DI UN GRANDE PROGETTO NON AMMETTE LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA SENZA SCALA NON E’ ADATTO A PREVEDERE CON FACILITA’ E CERTEZZA IL FUTURO SULLA BASE DI ATTUAZIONI E MODIFICHE PARZIALI DEL PROGETTO NON E’ ADATTO PER UNA PREVISIONE RELATIVAMENTE FACILE E SICURA DEL FUTURO CHE SI BASA SULL’ATTUAZIONE DEL PIANO E DELLE SUE MODIFICHE NON SI ADATTA INFINE PER IL MIGLIORAMENTO DEL PIANO E DELLA UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE Prof.Ing. Leopoldo Lama Nei progetti più lunghi e più complessi complessi, in presenza di attività che presentano vincoli di varia natura e dove sono richiesti continui controlli, è preferibile impiegare la programmazione di tipo reticolare, dove la tempistica dei lavori è indicata secondo legami logici di priorità tecnica. Prof.Ing. Leopoldo Lama SCHEMA LOGICO PER LA COSTRUZIONE DI UN RETICOLO DEFINIZIONE UNITA’ ELEMENTARI COME PRECISATE DAL PIU’ ALTO LIVELLO DELLA WBS INDIVIDUAZIONE DEI LEGAMI DI SUCCESSIONE TRA LE ATTIVITA’ DEL PROGETTO ASSEGNAZIONE DELLA DURATA AD OGNI ATTIVITA’ IN FUNZIONE DEL CARICO DI RISORSE ELABORAZIONE DEL RETICOLO VALUTAZIONE DEI RISULTATI Prof.Ing. Leopoldo Lama legami Identificano il concatenamento e la sequenza logica delle attività del reiticolo. Sono rappresentati con delle linee che uniscono due attività FINISH TO START (F.S.) A B F.S. 0 “B” può iniziare solo dopo la fine di “A” 10 A B F.S. 10 “B” può iniziare 10 giorni dopo la fine di “A” Prof.Ing. Leopoldo Lama LEGAMI - START TO START (S.S.) A B S.S. 0 “B” può iniziare solo se è iniziata “A” A B S.S. 10 10 “B” può iniziare solo 10 giorni dopo l’inizio di “A” Prof.Ing. Leopoldo Lama LEGAMI - FINISH TO FINISH (F.F.) A B F.F. 0 “B” può finire solo se è finita “A” 10 A B F.F. 10 “B” può finire 10 giorni dopo la fine di “A” Prof.Ing. Leopoldo Lama Elementi temporali del reticolo EARLY START (ES) : E’ il tempo al più presto in cui un’attività può cominciare per convenzione: ES per la prima attività è pari a zero EARLY FINISH (EF) : E’ il tempo al più presto in cui un’attività può essere completata LATE START (LS) : E’ il tempo al più tardi in cui un’attività può iniziare senza provocare ritardi sull’intero progetto. Per le attività sul percorso critico: LS = ES Per le attività non critiche: LS = ES + TF LATE FINISH (LF) : E’ il tempo al più tardi in cui un’attività può essere conclusa TOTAL FLOAT (TF) : Differenza tra LS e ES (o tra LF e EF) di un’attività FREE FLOAT (FF) : Margine temporale di un’attività all’interno del quale può subire un ritardo senza influenzare l’ES di un’altra attività. Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Total Float ed il Free Float TOTAL FLOAT : Margine temporale all’interno del quale l’attività può subire ritardi senza influenzare la data di completamento del progetto FREE FLOAT : Margine di slittamento di un’attività nei confronti delle attività successive. B 60 A F C 25 D E 20 15 Cammino Critico TF = FF = 0 Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Reticolo è la rappresentazione grafica delle attività costituenti il progetto e dei loro legami logici dove: le attività sono rappresentate generalmente da nodi i legami sono rappresentati da frecce orientate non esistono cammini chiusi (cicli tra le attività) Prof.Ing. Leopoldo Lama RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DI UN RETICOLO 8 ATTIVITA’ C 2 EVENTI TEMPO MINIMO E MASSIMO DI REALIZZAZIONE 15/21 5 7 A B H F G D 1 22/24 3 6 4 CAMMINO CRITICO 0 5 B I 9 2 3 2/13 Dati di base per costruzione reticolo E 5 4 3 16/17 Identificazione del percorso critico Operazioni Durata Seguita da . . Preceduta da . . A B C D E F G H I 8 2 7 5 3 9 4 3 5 C,D,F E H E G,I G,I H --- --A A B,D A E,F C,G E,F Prof.Ing. Leopoldo Lama TECNICHE RETICOLARI PERT PROGRAM EVALUATION AND REVIEW TECNIQUE (TECNICA PER VALUTARE E CONTROLLARE UN PROGETTO) C.P.M. CRITICAL PATH METHOD (METODO DEL CAMMINO CRITICO) Prof.Ing. Leopoldo Lama Il PERT - tecnica probabilistica e di simulazione - viene utilizzato nella programmazione dei progetti di ricerca e sviluppo, di lancio di nuovi prodotti, di investimenti in generale, che richiedono la capacità di simulare e stimare il comportamento di molteplici variabili di natura probabilistica. Prof.Ing. Leopoldo Lama Metodo del cammino critico - CPM Il CPM - tecnica deterministica - viene utilizzato per progetti di varia natura (costruzioni civili, impianti, macchinari) per i quali non è sempre necessario tener conto di elementi di aleatorietà. Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO PERT ESEMPIO 2 3 1 5 6 4 Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO 1 2-3 2 1-2 3 1-7 7 1-4 4 PERT 7-8 8 3-6 8-6 6 4-5 5 5-6 Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO 1 2-3 2 1-2 3 2-8 1-7 7 1-4 PERT 7-8 8 3-6 8-6 6 7-5 4 4-5 5 5-6 Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO 1 10 2 15 PERT 3 12 5 9 7 14 4 8 15 6 6 23 5 18 Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTRUIRE UN RETICOLO PERT USANDO GLI EVENTI SOTTOELENCATI CHE NON SONO IN ORDINE LOGICO DI SUCCESSIONE 1. PROGETTATO LO STAND PER LA FIERA 2. RICEVUTO L’ACCETTAZIONE DELLA DOMANDA 3. MONTATO LO STAND E COLLOCATO I PRODOTTI 4. SPEDITO I MATERIALI 5. ACCOLTO I PRIMI VISITATORI 6. SPEDITO GLI INVITI 7. DECISO DI PARTECIPARE ALLA FIERA 8. PREPARATO I PRODOTTI DA EVIDENZIARE 9. DECISO I PRODOTTI DA EVIDENZIARE 10. PREDISPOSTO LA SISTEMAZIONE LOGISTICA DEGLI INVITATI 11. RACCOLTO LE ADESIONI AGLI INVITI 12. REALIZZATO LE ATTREZZATURE PER L’ALLESTIMENTO DELLO STAND 13. ACQUISTATO I BIGLIETTI INVITI 14. DEFINIZIONE DELLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO PERT-TIME 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. PROGETTATO LO STAND PER LA FIERA RICEVUTO L’ACCETTAZIONE DELLA DOMANDA MONTATO LO STAND E COLLOCATO I PRODOTTI SPEDITO I MATERIALI ACCOLTO I PRIMI VISITATORI SPEDITO GLI INVITI DECISO DI PARTECIPARE ALLA FIERA PREPARATO I PRODOTTI DA EVIDENZIARE DECISO I PRODOTTI DA EVIDENZIARE PREDISPOSTO LA SISTEMAZIONE LOGISTICA DEGLI INVITATI RACCOLTO LE ADESIONI AGLI INVITI REALIZZATO LE ATTREZZATURE PER L’ALLESTIMENTO DELLO STAND 5 ACQUISTATO I BIGLIETTI INVITI DEFINIZIONE DELLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA 21 11 3 1 2 1 5 4 3 3 2 1 8 Prof.Ing. Leopoldo Lama esempio SCORRIMENTO S=TL-TE 2 2 1 TE 1 3 4 1 3 TL 5 1 3 Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO PERT ANALISI DEI TEMPI 2 12 1 (0) 4 6 5 3 5 4 Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO PERT ANALISI DEI TEMPI CAMMINO CRITICO 12 2 1 (0=ATTIVITA FITTIZIA) 4 6 5 3 5 4 Prof.Ing. Leopoldo Lama RETICOLO 7 10 9 0 10 11 38 32 1 14 20 2 3 26 28 19 7 41 4 87 0 8 2 6 30 54 5 Prof.Ing. Leopoldo Lama DEFINIZIONE DI PENDENZA DI COSTO Esprime il costo dell’unità di tempo per ridurre la durata di un’attività e si calcola dividendo la differenza tra costo crash e costo normale per la Differenza tra tempo normale e tempo crash Esempio…… Se un’attività ha un tempo normale di dieci settimane e un tempo crash di otto, la differenza è di due settimane. Si possono comprare due settimane in meno su questa attività. Se il costo normale è di 10.000 e quello crash è di 50.000, la differenza è di 40.000 (prezzo di acquisto delle due settimane) PENDENZA DI COSTO= 40.000/ 2=20.000 Prof.Ing. Leopoldo Lama DEFINIZIONE DI PENDENZA DI COSTO calcolo ATTIVITA’ a b c d e f g h i j PRECESSORI a b b c d e,f g g h,i NORMALE GIORNI € x1000 5 6 10 4 5 9 10 5 6 5 10 15 10 5 20 25 15 10 12 10 CRASH PEND.DI COSTO GIORNI €x1000 €x1000 3 5 7 3 8 8 4 4 20 17 13 8 26 35 38 50 5 2 1 3 1 10 13 40 Prof.Ing. Leopoldo Lama ESEMPIO h 5 e 5 a 5 b 6 c 10 g 10 j 5 i 6 d 4 f 9 Prof.Ing. Leopoldo Lama ESEMPIO h 5 e 5 a 5 b 6 c 10 g 10 j 5 i 6 d 4 f 9 Prof.Ing. Leopoldo Lama ESEMPIO h 5 e 5 a 5 b 6 c 9 g 10 j 5 i 6 d 4 f 9 NON CAMBIA IL PERCORSO CRITICO Prof.Ing. Leopoldo Lama ……….(riduciamo ancora di un giorno) h 5 e 5 a 5 b 6 c 8 g 10 j 5 i 6 d 4 f 9 Prof.Ing. Leopoldo Lama reticolo definitivo h 5 e 5 a 3 b 5 c 7 g 8 j 4 i 5 d 4 f 8 COSTO TOTALE=……….. DURATA TOTALE DEL PROGETTO= …………. Prof.Ing. Leopoldo Lama MODELLI ORGANIZZATIVI DI PROGETTO Prof.Ing. Leopoldo Lama DIREZIONE PROGRAMMAZIONE RICERCA PRODUZIONE RISORSE UMANE PROJECT MANAGER PERSONALE COMPLETAMENTE DEDICATO AL PROGETTO PM rispetto ad un'organizzazione di tipo CENTRALIZZATA Prof.Ing. Leopoldo Lama DIREZIONE SIST.INFORMATIVI RICERCA PRODUZIONE PERSONALE PROJECT MANAGER PERSONALE DEDICATO AL PROGETTO PM rispetto ad un'organizzazione di tipo FUNZIONALE Prof.Ing. Leopoldo Lama DIREZIONE PROJECT MANAGER RICERCA PRODUZIONE PERSONALE PROJECT OFFICE PM rispetto ad un'organizzazione di tipo MATRICIALE Prof.Ing. Leopoldo Lama RISCHIO DI PROGETTO Prof.Ing. Leopoldo Lama Gestione del Rischio Ogni progetto comporta una serie di rischi... Quant’è la probabilità del rischio? Quanto è grave (severità)? Come possiamo ridurre la probabilità? I rischi sono condizioni o circostanze che possono avere un effetto negativo sul successo del vostro progetto Che cos’è il contingency plan? Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Processo di Gestione del Rischio STRUTTURARE PIANIFICARE Valutare il Rischio di Progetto Sviluppare il Piano di Gestione Rischio •Rischi di Progetto CONTROLLARE Monitorare/ Rivedere i Rischi Prof.Ing. Leopoldo Lama GESTIRE IL RISCHIO DI PROGETTO • Consiste nell’identificazione e valutazione preventiva dei fattori di incertezza del progetto, che possono essere relativi: • all’area aziendale di intervento • alla gestione del gruppo di progetto • alla tecnologia PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE Prof.Ing. Leopoldo Lama LE ATTIVITA’ DI GESTIONE DEL RISCHIO Valutazione della probabilità che il rischio si manifesti Determinazione dell’impatto in caso di sopravvenienza Identificazione delle probabili cause Stima del periodo entro cui è possibile intervenire per mitigare il rischio Definizione interventi e azioni di contenimento del rischio Gantt C B A Controllo degli interventi Prof.Ing. Leopoldo Lama AREE PRIMARIE DI INVESTIGAZIONE • • • • • • • • • RELAZIONI CONTRATTUALI REQUISITI DISEGNO TEST ED INTEGRAZIONE PROJECT MANAGEMENT COMPOSIZIONE STAFF PROCESSI DI PRODUZIONE QUALITA’ RISORSE DIPENDENZE ESTERNE Prof.Ing. Leopoldo Lama Fattori di rischio legati a dimensioni e costo Fattori di incertezza • Grosso investimento finanziario • Grande impegno di risorse umane • Lunga durata • Forte impatto sull’operatività di impresa Contromisure: Meccanismi formali di pianificazione e controllo • Previsioni accurate tramite utilizzo di metriche e tecniche di stima • Uso di tecniche per la pianificazione: pert, gantt, diagrammi calendari risorse • Precisione nella rilevazione consuntivi di impiego risorse e nella valutazione delle stime a finire • Controlli formali di fase e di task • Analisi accurata degli scostamenti • Reporting sistematico alla direzione sullo stato del progetto Prof.Ing. Leopoldo Lama VALUTAZIONE DEL RISCHIO R=PxEC R= RISCHIO P= PROBABILITA, DI ACCADIMENTO EC= ENTITA DELLE CONSEGUENZE RG= R1+R2+R3+............Rn Prof.Ing. Leopoldo Lama CONTROLLO DI PROGETTO Prof.Ing. Leopoldo Lama IL CONTROLLO RILEVAZIONE DEI CONSUNTIVI DI ATTIVITÀ (DATE EFFETTIVE DI INIZIO E COMPLETAMENTO, TEMPO IMPIEGATO) CONTROLLO DEI PRODOTTI INTERMEDI E FINALI IDENTIFICAZIONE DEGLI SCOSTAMENTI DEFINIZIONE DELLE AZIONI PER GESTIRE GLI SCOSTAMENTI PIANO DI AZIONE Piano originale Piano rivisto RIPIANIFICAZIONE Prof.Ing. Leopoldo Lama SCHEMA GENERALE DEL CONTROLLO SISTEMA PROGETTO Andamento rilevato Azioni correttive Andamento atteso confronto • Il controllo è quell’insieme di attività poste in essere per far sì che il progetto rispetti l’andamento previsto (nelle diverse variabili: tempi, risorse impiegate, risultati, ecc.) Prof.Ing. Leopoldo Lama IL CONTROLLO: GENERALITÀ Analisi dell’andamento • • • • Consuntivazione lavori stima a finire controllo di avanzamento reporting • • • • Riprogrammazione Azioni sul G.d.L. Stima a finire Rinegoziazione contratto CONTROLLO Intervento correttivo Prof.Ing. Leopoldo Lama CICLO DI CONTROLLO CONSUNTIVAZIONE (rilevazione dati • • • • • PIANIFICAZIONE E RIPREVISIONE • DEFINIZIONE INTERVENTI CORRETTIVI • RIPIANIFICAZIONE • RIPORTO ALLA DIREZIONE DATE INIZIO E FINE STIMA A FINIRE RISORSE IMPIEGATE COSTI SOSTENUTI RISULTATI CONSEGUITI ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI • TEMPI DI COMPLETAMEN • COSTI E IMPIEGO RISORSE • QUALITà Prof.Ing. Leopoldo Lama Rilevazione dei consuntivi • L’analisi di andamento si basa sulla rilevazione a cadenza stabilita dei dati consuntivi. • In particolare, per ogni attività, si dovranno rilevare: data di inizio effettiva data di fine (per le attività completate) durata effettiva impegno consuntivo della data percentuale di prodotto completato. stima a finire Prof.Ing. Leopoldo Lama LA DETERMINAZIONE DELLE STIMA A FINIRE La stima a finire “non è” la differenza aritmetica fra l’impegno pianificato e l’impegno consuntivato sull’attività!! La stima a finire si determina: – Valutando la quantità di lavoro prodotto rapportata al lavoro totale richiesto per completare il risultato di una specifica attività – Effettuando una nuova stima dell’impegno richiesto per il completamento dell’attività Prof.Ing. Leopoldo Lama LA DETERMINAZIONE DELLE STIMA A FINIRE • Nel caso che la stima a finire possa essere determinata come proiezione basata sulla valutazione del grado di completamento rapportata al consuntivo, la stima a finire SF può essere determinata con la Formula: P= Previsione iniziale NP=Nuova Previsione 100 LP(%) • SF= C*100/LP - C • dove: • SF = Previsione a Finire • LP = Lavoro prodotto (%) • C = Impegno consuntivo C P NP Previsione a Finire Prof.Ing. Leopoldo Lama CURVE AD “S” • IMPIEGATE PER FORNIRE DELLE STIME A FINIRE • CONFRONTABILI CON CURVE IDEALI O STANDARD AZIENDALI • UTILIZZABILI COME RIFERIMENTI PER PROGETTI FUTURI Prof.Ing. Leopoldo Lama Il calcolo dell’avanzamento globale del progetto è rappresentato dalla sommatoria degli avanzamenti delle singole attività (di ingegneria, acquisti, costruzioni, etc.) moltiplicati per i relativi pesi d’incidenza sul progetto. Per costruire una curva ad “S” occorre monitorare costantemente l’avanzamento dei lavori, il che avviene partendo da un istogramma dove sono registrati i carichi di lavoro programmati e realizzati. Prof.Ing. Leopoldo Lama PREV. PERIODO 75000 70000 PREV. PROG. 4000 3800 3600 65000 60000 55000 3400 3200 3000 2800 45000 40000 2600 2400 2200 2000 35000 30000 25000 1800 1600 1400 VALORE ORE PERIODICO VALORE ORE PROGR. 50000 1200 20000 15000 10000 1000 800 600 400 5000 0 200 0 Prof.Ing. Leopoldo Lama OBIETTIVI GENERALI DI UNA GESTIONE MULTIPROGETTO Multiproject management LO SVOLGIMENTO REGOLARE DELLE ATTIVITA’ DI TUTTI I PROGETTI Prof.Ing. Leopoldo Lama PECULIARITÀ DI UN AMBIENTE MULTIPROGETTO • Priorità da assegnare ai singoli progetti • Concorrenza tra i progetti • Acquisizione delle risorse • Attenzione della direzione Prof.Ing. Leopoldo Lama PIANO OPERATIVO DI GESTIONE MULTIPROGETTO OBIETTIVI GENERALI • RAGGIUNGERE TUTTI GLI OBIETTIVI DELL’AZIENDA • DETERMINAZIONE DELLE PRIORITA’ • ACQUISIZIONE E MANTENIMENTO DELLE RISORSE • INTEGRAZIONE CON ALTRE ATTIVITA’ IN CORSO • SVILUPPO DI SCHEMI ORGANIZZATIVI CHE SODDISFINO • LE MUTEVOLI ESIGENZE DEI PROGETTI Prof.Ing. Leopoldo Lama PRIORITA’ DEI PROGETTI DIVERSI PROGETTI CHE SI COMPETONO PER LE RISORSE necessità METODO PER STABILIRE E COMUNICARE LE PRIORITA’ RELATIVE come UN’ATTENTA PIANIFICAZIONE DI OGNI PROGETTO conseguenza DECIDERE L’ACCELERAZIONE O IL RITARDO DEL PROGETTO previsione CONFLITTI POTENZIALI Prof.Ing. Leopoldo Lama PRIORITA’ DI LIVELLO INFERIORE SOLO IL 15% DELLE ATTIVITA’ DECIDONO LA DATA DI COMPLETAMENTO DI UN PROGETTO CIO’ NECESSITA LA PUNTUALE RICERCA DELLE ATTIVITA ‘ CRITICHE ATTRAVERSO LE TECNICHE RETICOLARI Prof.Ing. Leopoldo Lama CONFLITTI TRA ATTIVITA’ PRIORITA’ ATTRIBUITE A CRITICHE Progetto con la massima priorità generale CRITICHE/NON CRITICHE Attività critica a prescindere dalla priorità del progetto NON CRITICHE/NON CRITICHE Priorità del progetto Attività che comporta il maggior ritardo attività con maggiori risorse critiche Prof.Ing. Leopoldo Lama VANTAGGI DELL’UTILIZZO DEI SISTEMI RETICOLARI NELLE SITUAZIONI MULTIPROGETTO MIGLIORE PIANIFICAZIONE E SCHEDULAZIONE DELLE ATTIVITA E PREVISIONE DI NECESSITA’ DI RISORSE IDENTIFICAZIONE DI SCHEMI RIPETITIVI DI PIANIFICAZIONE VALIDI PER DIVERSI PROGETTI, IN MODO DA SEMPLIFICARE IL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE POSSIBILITA’ DI IMPIEGARE COMPUTER PER OTTENERE INFORMAZIONI TEMPESTIVE SULL’ANDAMENTO DEI PROGETTI Prof.Ing. Leopoldo Lama INTERDIPENDENZE TRA I PROGETTI ……può essere A-CONSEQUENZIALE I risultati derivanti dal completamento di un’attività o compito in un progetto devono essere disponibili prima che possa cominciare un’attività(evento di interfaccia) B-COMUNANZA DI RISORSE Una risorsa deve completare un’attività in un progetto o in un compito prima di poter iniziare un’altra attività in un altro progetto o compito (evento di interfaccia) C-TASSO DI UTILIZZO DI RISORSE COMUNI Due o più progetti stanno utilizzando le stesse risorse; se essi impiegano la risorsa in un ritmo che ne ecceda la disponibilità, diventano interdipendenti a causa delle limitatezza della risorsa stessa. Prof.Ing. Leopoldo Lama METODI E STRUMENTI PER LA GESTIONE MULTIPROGETTI 9 7 2 13 1 12 8 4 6 1 3 5 10 9 7 9 7 2 13 1 12 8 4 6 1 2 13 3 1 12 8 4 6 1 3 5 10 5 10 Prof.Ing. Leopoldo Lama DIFFERENZE TRA GRANDI E PICCOLI PROGETTI MULTIPLI RUOLO DEL PM Attribuito ad un manager che non ha responsabilità funzionali Più progetti ad un project manager o ad un project coordinator Prof.Ing. Leopoldo Lama DIFFERENZE TRA GRANDI E PICCOLI PROGETTI MULTIPLI TEAM DI PROGETTO Le dimensioni del team di progetto variano a seconda della situazione. Se si prevede lavoro sul campo, vi viene assegnato un team a tempo pieno Il lavoro viene attribuito alle funzioni.Durante la fase in campo un team a tempo pieno viene assegnato a ciascun progetto Prof.Ing. Leopoldo Lama DIFFERENZE TRA GRANDI E PICCOLI PROGETTI MULTIPLI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO INTEGRATI Pianificazione e controllo su base integrata I conflitti tra più progetti vengono risolti a livelli superiori al project manager Il controllo delle scadenze per i singoli progetti ha la massima importanza. Il controllo delle risorse ha minore importanza Tutti i progetti devono essere controllati su base integrata nell’ambito di un sistema di pianificazione e controllo. L’impiego ottimale delle risorse ha la massima importanza Prof.Ing. Leopoldo Lama REPORTING DIPROGETTO •CARATTERISTICHE •TIPOLOGIE •STRUMENTI DI SUPPORTO AL PROCESSO •REPORTING VERSO IL CLIENTE Prof.Ing. Leopoldo Lama CARATTERISTICHE IL SISTEMA DI REPORTING DEVE ESSERE: TEMPESTIVO ESAUSTIVO CHIARO ED EFFICACE SNELLO IN TERMINI DI DOCUMENTAZIONE ECONOMICO INTERNO Verso DIREZIONI e FUNZIONI aziendali ESTERNO Verso il CLIENTE Nel rispetto degli accordi contrattuali Prof.Ing. Leopoldo Lama REPORTING INTERNO •Vs FUNZIONI AZIENDALI (operativo) •VS DIREZIONE E ALTO MANAGEMENT (completo) Prof.Ing. Leopoldo Lama VARIANCE ANALYSIS REPORT • Vs FUNZIONI AZIENDALI (operativo) • AGGIORNAMENTO DELLA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITA’ CON EVIDENZA DEGLI SCOSTAMENTI TEMPORALI RISPETTO ALLE MILESTONE CONTRATTUALI E NUOVA DATA DI COMPLETAMENTO • AREE CRITICHE • PIANO DI AZIONI CORRETTIVE E CONTROMISURE • SITUAZIONE DELLE MODIFICHE • ANDAMENTO DEI COSTI INTERNI ED ESTERNI • INDICI DI PERFORMANCE DI TREND Prof.Ing. Leopoldo Lama • Vs FUNZIONI AZIENDALI (operativo) VARIANCE ANALYSIS REPORT Programma: ……………… Situazione al: ……………… AREE CRITICHE INDICATORI DI PERFORMANCE AZIONI CORRETTIVE MODIFICHE Prof.Ing. Leopoldo Lama TABLEAU DE BOARD (Visione integrata di tutti i progetti) • Vs FUNZIONI AZIENDALI (operativo) INTEGRAZIONE DEI DATI DI VISIBILITA’ DELLE VARIE FUNZIONI AZIENDALI PER LA VERIFICA DI COERENZA DEI RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI IL CONTINUO MIGLIORAMENTO DEI PARAMETRI FONDAMENTALI DI EFFICIENZA ED EFFICACIA RELATIVI ALLE ATTIVITA’ RIPETITIVE E NON NELL’AMBITO DELLA PROGETTAZIONEE PRODUZIONE DI PRODOTTI AD ELEVATA TECNOLOGIA COERENZA TEMPORALE E DEI RIFERIMENTI ADOTTATI PER L’ANALISI DEI CONSUNTIVI E SCOSTAMENTI LE PERFORMANCE DI ALCUNE FUNZIONI AZIENDALI MIGLIORAMENTO DELLE CAPACITA’ PREVISIONALI MAKE OR BUY STANDARDIZZAZIONE REPORTISTICA UNIVOCITA’ DEL DATO/INFORMAZIONE E DELLE RESPONSABILITA’ Prof.Ing. Leopoldo Lama TABLEAU DE BOARD (obiettivi) • Vs FUNZIONI AZIENDALI (operativo) STRUMENTO DI GUIDA INTEGRATO MIGLIORARE LA VISIONE ECONOMICO-FINANZIARIA STRUTTURARE UN SISTEMA DI PREVISIONI PER IL FUTURO STRUMENTO PROPOSITIVO DI CORREZIONE TEMPESTIVO E REGOLARE ………………… …………………. Prof.Ing. Leopoldo Lama VS DIREZIONE E ALTO MANAGEMENT (completo) DEFINIZIONE SULLA BASE DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI AZIENDALI E DEI FATTORI CRITICI DI SUCCESSO PER FUNZIONE IDENTIFICAZIONE DEI PARAMETRI CHIAVE MISURABILI E CONFRONTABILI PER LA MISURAZIONE DELLE PERFORMANCE ANALISI DELLE CRITICITA’ NEI PROCESSI PRIMARI IDENTIFICAZIONE DEI MACROBIETTIVI STATO DI ATTUALITA’ DI CIASCUN INDICATORE IMPOSTAZIONE E DEFINIZIONE DELLE TABELLE DI MONITORAGGIO IMPOSTAZIONE DEL REPORTING Prof.Ing. Leopoldo Lama REPORTING VERSO IL CLIENTE IN FUNZIONE DELL SOW CONCORDATO CON IL CLIENTE OCCORRE FORNIRE MENSILMENTE: ELENCO DELLE ATTIVITÀ COMPLETATE SITUAZIONE DELL’AVANZAMENTO FISICO DELLE ATTIVITÀ DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ FUTURE LA PIANIFICAZIONE AGGIORNATA L’ELENCO DELLE AZIONI APERTE LE E VENTUALI AREE CRITICHE L’ELENCO DELLE MODIFICHE APPROVATE LA SITUAZIONE FINANZIARIA Prof.Ing. Leopoldo Lama ASPETTI ECONOMICI FINANZIARI di un progetto Prof.Ing. Leopoldo Lama GESTIONE ECONOMICA-FINANZIARIA DEL PROGETTO GESTIONE ECONOMICA COSTI RISULTATI GESTIONE FINANZIARIA CASH-FLOW RISULTATI FINANZIARI BUDGET COME MOMENTO DI ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ ENFASI SU TUTTE LE DISCIPLINE ECONOMICHE-FINANZIARIE DEL PROGETTO TEMPORIZZAZIONE DEGLI EVENTI ANCHE IN FUNZIONE DEI LORO IMPATTI FINANZIARI GESTIONE DEL “CIRCOLANTE DEL PROGETTO” Prof.Ing. Leopoldo Lama L’analisi economica del progetto si realizza, da un lato, con l’analisi ed il controllo dei costi che si sostengono e dall’altro con l’esame dei risultati economici per stabilire se il progetto genera utili o perdite. L’analisi finanziaria evidenzia le disponibilità ed i fabbisogni monetari che occorrono al progetto, gli oneri e proventi finanziari derivanti dal piano degli incassi e degli esborsi. Prof.Ing. Leopoldo Lama OBIETTIVI DEL CONTROLLO DEI COSTI PERIODICA VALUTAZIONE DEL COSTO FINALE PREVISTO DEL PROGETTO PERIODICA DETERMINAZIONE DELLO STATO DI AVANZAMENTO DEI COSTI Prof.Ing. Leopoldo Lama Il controllo costi è un momento fondamentale della vita del progetto, consente la verifica dei risultati, in termini economici, delle attività programmate. • si confrontano sistematicamente le performance fisiche e temporali con il rapporto percentuale dei costi sostenuti sui costi totali (cost to cost); • tutti i costi sostenuti vengono costantemente verificati con gli obiettivi programmati, • si individuano gli scostamenti a livello dei singoli elementi base di controllo. Lo stesso sostenere. vale per il controllo dei costi ancora da Prof.Ing. Leopoldo Lama Il costo rappresenta l’aspetto economico dell’impiego del fattore produttivo considerato (il personale, i materiali, i servizi, l’utilizzo dei beni strumentali), Prof.Ing. Leopoldo Lama CONFIGURAZIONE DEI COSTI OPERATIVI DEL PROGETTO ESTERNI ACQUISTATI SPECIFICATAMENTE PER UN PROGETTO INTERNI DIRETTI INDIRETTI COSTI Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTI ESTERNI TRATTASI DEI COSTI SOSTENUTI A FRONTE DI FATTORI PRODUTTIVI NON PRESENTI NELLA STRUTTURA INTERNA AZIENDALE I FATTORI VENGONO ACQUISTATI ED IMPIEGATI PER LA REALIZZAZIONE DI UNO SPECIFICO PROGETTO Prof.Ing. Leopoldo Lama Sono anche denominati costi “sorgenti” per evidenziare che nascono solo in presenza di un progetto. Comprendono costi: • di natura tecnica: fornitura materiali, appalti a terzi, consulenze tecniche, etc • di natura commerciale: provvigioni passive, spese di rappresentanza; • del personale: spese viaggio e di trasferta, assunzioni con contratto a termine • assicurativi: assicurazioni specifiche, fideiussioni. Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTI INTERNI DIRETTI TRATTASI DEI COSTI RELATIVI AI FATTORI PRODUTTIVI PRESENTI IN MODO STABILE NELLA STRUTTURA AZIENDALE CHE OPERANO DIRETTAMENTE SUI PROGETTI. Prof.Ing. Leopoldo Lama I costi interni diretti sono • costo del personale mano d’opera diretta, stipendi per la progettazione, produzione, montaggio, assistenza tecnica; • costo utilizzo beni strumentali ammortamento beni strumentali impiegati, utilizzo hardware e software dei sistemi informatici; • costi di funzionamento energia, gas, combustibile, materiale di consumo, spese varie, etc. Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTI INTERNI INDIRETTI TRATTASI DEI COSTI RELATIVI AI FATTORI PRODUTTIVI CHE NON INTERVENGONO DIRETTAMENTE PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO POSSONO ESSERE O MENO IMPUTATI AI PROGETTI, TALVOLTA VIENE IMPUTATA SOLO LA PARTE PIU’ ATTINENTE ALLA SUA REALIZZAZIONE (Esempio: mano d’opera indiretta, progettazione indiretta, ammortamenti indiretti). Prof.Ing. Leopoldo Lama Costi interni indiretti sono • costi di personale: mano d’opera indiretta, stipendi personale tecnico non operanti su progetto, stipendi personale degli enti generali (esempio: amministrazione); • costo utilizzo beni strumentali: ammortamento beni strumentali non impiegati specificamente sui progetti; • costi di funzionamento: spese aziendali generali. Questi costi possono - e non necessariamente devono - essere attribuiti ai progetti. Prof.Ing. Leopoldo Lama CONFIGURAZIONI REDDITUALI DI PROGETTO VALORE AGGIUNTO MARGINE DI CONTRIBUZIONE RISULTATO OPERATIVO = = = RICAVI COSTI ESTERNI RICAVI COSTI DIRETTI (ESTERNI + INTERNI DIRETTI) RICAVI COSTI OPERATIVI (ESTERNI + INTERNI) Prof.Ing. Leopoldo Lama CONFIGURAZIONI REDDITUALI DI PROGETTO VALORE AGGIUNTO RAPPRESENTA IL RISULTATO DI PROGETTO DOPO AVER DEDOTTO DAL PREZZO DI VENDITA (RICAVO) I COSTI ESTERNI. Prof.Ing. Leopoldo Lama CONFIGURAZIONI REDDITUALI DI PROGETTO MARGINE DI CONTRIBUZIONE RAPPRESENTA IL RISULTATO DEL PROGETTO DOPO AVER DEDOTTO DAL PREZZO DI VENDITA (RICAVI) SIA I COSTI ESTERNI CHE I COSTI INTERNI DIRETTI. Prof.Ing. Leopoldo Lama CONFIGURAZIONI REDDITUALI DI PROGETTO RISULTATO OPERATIVO RAPPRESENTA IL RISULTATO DI PROGETTO DOPO AVER DEDOTTO DAL PREZZO DI VENDITA TUTTI I COSTI OPERATIVI SIA QUELLI SPECIFICI DI PROGETTO CHE QUELLI INDIRETTI. Prof.Ing. Leopoldo Lama ELABORAZIONE E CONTROLLO DEI PREVENTIVI DI COSTO IN SEDE DI : PREPARAZIONE DELL’OFFERTA STIPULAZIONE DEL CONTRATTO ED INIZIO LAVORI REALIZZAZIONE DELL’OPERA Prof.Ing. Leopoldo Lama PREVENTIVO DI OFFERTA E’ LA FASE IN CUI LE INDICAZIONI SCATURITE DAI CONTATTI CON IL CLIENTE, COME LA CONFIGURAZIONE DEL PRODOTTO RICHIESTO ED IL COSTO PREVISTO DI REALIZZAZIONE, VENGONO FORMALIZZATI CON IL GRADO DI ANALITICITA’ E DI CONOSCENZA DISPONIBILI. Prof.Ing. Leopoldo Lama Il preventivo di offerta è il termine di confronto fondamentale, in quanto sulla sua base è stato definito il prezzo di vendita. Prof.Ing. Leopoldo Lama PREVENTIVO ESECUTIVO RAPPRESENTA LA SECONDA FASE LOGICA DEL CONTROLLO DEL PROGETTO E CONSISTE IN UNA PREVISIONE PIU’ AGGIORNATA E DETTAGLIATA DI QUELLA SVOLTA IN SEDE DI FORMULAZIONE DEL PREVENTIVO DI OFFERTA, DA PREDISPORSI ALL’ATTO DELL’ACQUISIZIONE DEL CONTRATTO. Prof.Ing. Leopoldo Lama PREVENTIVO AGGIORNATO RAPPRESENTA LA PREVISIONE ULTIMA DISPONIBILE SULL’ANDAMENTO DEI COSTI DEL PROGETTO. VIENE DETERMINATO SOMMANDO I COSTI ANCORA DA SOSTENERE AI COSTI PROGRESSIVI CONSUNTIVATI ALLA DATA. Prof.Ing. Leopoldo Lama Gli scostamenti tra i costi del preventivo aggiornato e quelli del preventivo esecutivo devono essere riferiti separatamente: • • al consuntivo, alle previsioni a finire. il project manager deve giustificare tutti gli scostamenti sia del periodo che complessivi. Le variabili possono riguardare: • maggiori prezzi a parità di quantità; • maggiori quantità a parità di prezzo; • modifiche tecniche intervenute anche se non richieste dal cliente; • omissioni di costi; • anticipi o ritardi di lavorazione. Prof.Ing. Leopoldo Lama CONFIGURAZIONE DEI COSTI NELLE FASI DI CONTROLLO COSTO PRESUNTO COSTO IMPEGNATO COSTO MATURATO COSTO FINALE PREVISTO Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTO PRESUNTO valorizzazione delle specifiche esecutive (disegni/capitolati), denominate R.D.A. (richieste di acquisto), emesse dagli enti dell’ingegneria. Diventa l’obiettivo o il termine di paragone dell’ente approvvigionamenti. Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTO IMPEGNATO emissione dell’ordine di acquisto a fronte di una specifica. L’ordine costituisce l’impegno che l’azienda assume nei confronti dei fornitori. Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTO MATURATO è il costo sostenuto per il lavoro svolto ad una certa data. L’ esatta e la tempestiva conoscenza dei costi maturati è essenziale per formulare la stima dei costi a finire. Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTO FINALE PREVISTO equivale alla somma del costo maturato e della stima dei costi a finire Prof.Ing. Leopoldo Lama • “Earned Value” consiste nella: • valorizzazione, in quantità equivalenti (ore uomo o costi), della quota parte di attività realizzate (avanzamento fisico), espressa con i medesimi criteri previsionali utilizzati per valorizzare le attività stesse in sede di budget. • Tale valore, identificato dalla sigla BCWP (Budget Cost of Work Performed), è determinabile in base al calcolo del: • BCWP = Costo a valori previsionali delle attività di progetto completate Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Modello Earned Value leggenda BAC Budget at Completion Preventivo al completamento - Valore totale budget BCWS Budget Cost of Work Scheduled (Budget) Valore di budget del lavoro programmato BCWP Budget Cost of Work Performed (Earned Value) Valore di budget del lavoro eseguito ACWP Actual Cost of Work Performed Costo a consuntivo, effettivo del lavoro eseguito ETC Estimate to Complete Stima a finire EAC Estimate at Completion Stima al completamento SV Schedule Variante Scostamento di programmazione (BCWP – BCWS) CV Cost Variance Scostamento di costo (BCWP – ACWP) CVAC Cost Variance at Completion Variazione al completamento (BAC-EAC) SPI Schedule Performance Index Indicatore della performance dei tempi (BCWP / BCWS) CPI Cost Performance Index Indicatore della performance di costo (BCWP / ACWP) PF Performance Factor SPI x CPI Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Modello Earned Value Rappresentazione Grafica (1 di 4) COSTO BAC budget BCWS data stato T1 TEMPO Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Modello Earned Value Rappresentazione Grafica (2 di 4) COSTO BAC budget BCWS BV ACWP consuntivo data stato T1 TEMPO Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Modello Earned Value Rappresentazione Grafica (3 di 4) COSTO Esprime in quale momento temporale si sarebbe dovuto sostenere lo stesso livello di costi di BCWP, previsti a budget BAC budget BCWS BCWP earned ACWP consuntivo Ritardo temporale T1 TEMPO Prof.Ing. Leopoldo Lama Il Modello Earned Value Rappresentazione Grafica (4 di 4) COSTO BAC budget BCWS BCWP Scost di prev earned Scost di costo ACWP consuntivo data stato T1 TEMPO Prof.Ing. Leopoldo Lama COSTO CVAC Var. al complet= BAC-stima al compl Stima al completamento BAC budget BCWS SV BCWP Earned value ritardo CV ACWP consuntivo data stato T1 T2 TEMPO In ogni momento del progetto è previsto un certo andamento dei costi (VP - planned value), i costi sostenuti sono rappresentati dalla curva reale (AC - actual cost). La varianza tra le due curve rappresentalo lo stato del progetto in termini di costi. Se rapportiamo questa varianza alla stessa varianza ricavata tra la quantità di lavoro pianificato e la quantità di lavoro effettivamente svolto, ricaviamo la performance del progetto (EV – earned value). Prof.Ing. Leopoldo Lama INDICATORI DI PERFORMANCE CPI= BCWP ACWP Indicatore delle performance di costo Indice efficienza CPI = SPI= BCWP BCWS BCWP ACWP >1 Efficienza <1 Inefficienza = Indice avanzamento SPI = BCWP BCWS = >1 Anticipo <1 Ritardo Indicatore delle performance dei tempi Prof.Ing. Leopoldo Lama CPI>1=efficienza SPI>1= anticipo CPI<1=inefficienza SPI<1= ritardo CPI CPI>1 SPI>1 CPI>1 SPI<1 1 SPI 1 CPI<1 SPI<1 CPI<1 SPI>1 Prof.Ing. Leopoldo Lama LA GESTIONE FINANZIARIA LA GESTIONE DEI FLUSSI DI CASSA (CASH-FLOW) DEL PROGETTO LE DISPONIBILITA’ ED I FABBISOGNI MONETARI NECESSARI PER LA SUA REALIZZAZIONE CONSIDERA : Prof.Ing. Leopoldo Lama !!!!!!!!!!!!!!!!!!! E’ importantissimo tenere sotto controllo i flussi di cassa la loro gestione può influire positivamente o negativamente sull’andamento finale del progetto Prof.Ing. Leopoldo Lama EURO PROGETTO “A” + + 0 PERIODI 1 - •sull’asse EURO PROGETTO “B” 2 3 4 5 6 7 delle ascisse: il tempo, sull’asse delle ordinate: i valori di cui: (0) zero, quando il progetto non presenta nè disponibilità, nè indebitamenti, (+) le disponibilità di cassa, - (-) gli indebitamenti finanziari. + + 0 PERIODI 1 - 2 3 4 5 6 7 - Prof.Ing. Leopoldo Lama EURO PROGETTO “A” + + 0 PERIODI 1 2 3 4 5 6 7 - Il progetto “A” genera proventi finanziari Prof.Ing. Leopoldo Lama EURO PROGETTO “B” + + 0 PERIODI 1 - 2 3 4 5 6 7 - Il progetto “B” genera oneri finanziari Prof.Ing. Leopoldo Lama Il controllo dei costi ha importanza fondamentale nelle ipotesi resource limited Al contrario può venire completamente disatteso nelle ipotesi time limited (in questo caso tutte le risorse sono allocate sulle attività in ritardo, spostando in avanti quelle attività che flottando non provocano slittamenti nella data finale del progetto) Prof.Ing. Leopoldo Lama