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Regione Toscana
Atti Consiliari
IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
Assistenza al procedimento degli atti consiliari e ai
lavori d’Aula. Nomine
152/A
SEDUTA PUBBLICA antimeridiana
Mercoledì, 11 settembre 2013
(Palazzo Panciatichi – Firenze)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ALBERTO MONACI
DEL VICEPRESIDENTE ROBERTO GIUSEPPE BENEDETTI
E DEL VICEPRESIDENTE GIULIANO FEDELI
INDICE
pag.
Approvazione processi verbali
Presidente .............................................................................5
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO:
Congedi
Leggi regionali nn. 42, 43, 44, 45, 46, 47/2013 promulgate
Regolamento n. 48/2013/R emanato
Mozioni nn. 581, 614, 616, 617, 627, 630, 638, risoluzioni nn. 183, 186, 202, 203 e ordine del giorno n.
201, pervenute note d'attuazione
Interrogazioni scritte nn. 766, 830, 831, 841, 842,
845, 847, 851, 854, 859, 864, 865, 868, 874, 883,
886, 887, risposta della Giunta regionale
Interrogazioni a risposta orale nn. 964, 965, 966,
968, 970, 982, 985, assegnate in commissione
Interrogazioni a risposta orale nn. 935, 939, 945,
951, svolte in commissione
Affari assegnati alle commissioni
pag.
Rinvio delle sedute del Consiglio previste per il 24
e 25 settembre
Presidente............................................................................. 5
Commemorazione
delle
vittime
dell’attentato alle Torri gemelle dell’11
settembre 2001
Presidente............................................................................. 5
Ordine dei lavori e iscrizione urgente
delle mozioni nn. 679, e 680
Dibattito, approvazione
Presidente............................................................................. 6
Sgherri (Fed. Sin.- Verdi)..................................................... 6
Danti (PD)............................................................................ 6
Carraresi (UDC)................................................................... 6
Remaschi (PD) ..................................................................... 6
Interrogazione a risposta immediata dei
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pag.
consiglieri Gazzarri, Fedeli, Manneschi,
in merito al sistema di prenotazione di
visite ed esami presso le Asl della Toscana (Interrogazione orale n. 953)
pag.
gliere Del Carlo, sull'affidamento del
servizio di assistenza in hospice e a domicilio dei pazienti oncologici in fase terminale presso Asl 1 e 2 di Massa e Lucca
(Interrogazione orale 976)
Svolgimento
Presidente .............................................................................7
Marroni (assessore) ..............................................................7
Gazzarri (IdV) ......................................................................8
Interrogazione a risposta orale del consigliere Romanelli: Crisi Maggio Musicale
Fiorentino (Interrogazione orale n. 931)
Interrogazione a risposta orale della consigliera Sgherri, in merito alla situazione
del Maggio Musicale Fiorentino (Interrogazione orale n. 934)
Svolgimento congiunto
Presidente .............................................................................8
Scaletti (assessore)................................................................8
Romanelli (Gruppo misto)....................................................9
Sgherri (Fed. Sin. – Verdi) .................................................10
Interpellanza a risposta orale dei consiglieri Staccioli, Donzelli, Marcheschi, in
merito di politiche regionali per il turismo (Interpellanza orale n. 33)
Svolgimento
Presidente ...........................................................................11
Scaletti (assessore)..............................................................11
Staccioli (FdI).....................................................................15
COMUNICAZIONI DELLA GIUNTA
REGIONALE:
Comunicazione della Giunta regionale sulla sanità
Interrogazione a risposta orale del consigliere Del Carlo, in merito al decesso avvenuto a Pietrasanta per mancanza di
defibrillatore su automedica ASL 12 (Interrogazione orale n. 983)
Interrogazione a risposta orale dei consiglieri Mugnai, Magnolfi, Agresti, Antichi: Ripetersi di errori nelle trasfusioni
ematiche (Interrogazione orale n. 984)
Esame congiunto: svolgimento, dibattito
Presidente........................................................................... 16
Marroni (assessore) ............................................................ 16
Del Carlo (UDC)...................................................... 20 e sgg.
Mugnai (PdL)..................................................................... 22
Lazzeri (+TOSC) ............................................................... 24
Modifiche alla legge regionale 4 luglio
2013, n. 34 (Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione.
Modifiche alla l.r. 35/2000, alla l.r.
22/2002 ed alla l.r. 32/2002) (Proposta di
legge n. 271 divenuta legge regionale n.
36/2013 atti consiliari)
Relazione, dibattito, dichiarazione di voto, voto articolato, voto positivo preambolo, voto positivo finale
Presidente........................................................................... 26
Donzelli (FdI)..................................................................... 26
Danti (PD).......................................................................... 26
Taradash (PdL)................................................................... 26
Del Carlo (UDC)................................................................ 27
Norme per il sostegno dei genitori separati in situazione di difficoltà (Proposta di
legge n. 26 divenuta legge regionale n.
37/2013 atti consiliari)
Relazione, dibattito, dichiarazioni di voto, voto articolato, voto positivo preambolo, voto positivo finale
Presidente........................................................................... 27
Remaschi (PD) ................................................................... 27
Ciucchi (Gruppo misto) ..................................................... 28
Ammirati (PdL).................................................................. 28
Taradash (PdL)................................................................... 29
Naldoni (PD)...................................................................... 29
Gazzarri (IdV).................................................................... 30
Donzelli (FdI)..................................................................... 30
Consiglio sanitario regionale. Assemblea.
Sostituzione componente (Proposta di deliberazione n. 385 divenuta deliberazione n.
76/2013)
Voto positivo
Presidente........................................................................... 31
Interrogazione a risposta orale del consi-
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pag.
Norme per la protezione e bonifica
dell’ambiente dai pericoli derivanti
dall’amianto e promozione del risparmio
energetico, della bioedilizia e delle energie alternative (Proposta di legge n. 138
divenuta legge regionale n. 38/2013 atti
consiliari)
Ordine del giorno dei consiglieri Gazzarri, Romanelli, Remaschi, Venturi, Chiurli, collegato alla proposta di legge n. 138
(Norme per la protezione e bonifica
dell’ambiente dai pericoli derivanti
dall’amianto e promozione del risparmio
energetico, della bioedilizia e delle energie alternative) (Ordine del giorno n. 209)
Esame congiunto: relazione, dibattito, dichiarazioni
di voto, voto positivo ordine del giorno, voto positivo
emendamenti, voto articolato, voto positivo preambolo, voto positivo finale testo emendato
Presidente ...........................................................................31
Venturi (PD).......................................................................31
Romanelli (Gruppo misto)..................................................32
Gazzarri (IdV) ....................................................................34
Agresti (PdL)............................................................34 e sgg.
Chiurli (Gruppo misto) .......................................................35
Direttive per la promozione della cultura
della legalità democratica: approvazione
ai sensi dell’articolo 2, comma 2, della
legge regionale 10 marzo 1999, n. 11
(Provvedimenti a favore delle scuole, delle Università toscane e della società civile
per contribuire, mediante l'educazione
alla legalità e lo sviluppo della coscienza
civile democratica, alla lotta contro la
criminalità organizzata e diffusa e contro
i diversi poteri occulti) (Proposta di deliberazione n. 373 divenuta deliberazione n.
77/2013)
Ordine del giorno dei consiglieri, Remaschi, Ruggeri, Ferrucci, Boretti, Sgherri,
Lastri, Danti, Romanelli, Manneschi,
Gazzarri, Parrini, Pugnalini, Spinelli, De
Robertis, collegato alla proposta di deliberazione n. 373 (Direttive per la promozione della cultura della legalità democratica:
approvazione
ai
sensi
dell’articolo 2, comma 2, della legge re
pag.
gionale 10 marzo 1999, n. 11 “Provvedimenti a favore delle scuole, delle Università toscane e della società civile per contribuire, mediante l'educazione alla legalità e lo sviluppo della coscienza civile
democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata e diffusa e contro i diversi poteri occulti”), in merito alla Tenuta
di Suvignano (Ordine del giorno n. 210)
Ordine del giorno dei consiglieri, Donzelli, Staccioli, Marcheschi, collegato alla
proposta di deliberazione n. 373 (Direttive per la promozione della cultura della
legalità democratica: approvazione ai
sensi dell’articolo 2, comma 2, della legge
regionale 10 marzo 1999, n. 11 “Provvedimenti a favore delle scuole, delle Università toscane e della società civile per
contribuire, mediante l'educazione alla
legalità e lo sviluppo della coscienza civile democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata e diffusa e contro i diversi poteri occulti”) (Ordine del giorno n.
211)
Esame congiunto: illustrazione, dibattito, dichiarazioni di voto, voto positivo ordine del giorno n. 210,
voto negativo ordine del giorno n. 211, voto positivo
proposta di deliberazione
Presidente........................................................................... 37
Danti (PD).......................................................................... 37
Bartolomei (PdL) ............................................................... 38
Taradash (PdL)................................................................... 38
Gambetta Vianna (+TOSC)...................................... 39 e sgg.
Spinelli (PD) ...................................................................... 39
Donzelli (FdI)..................................................................... 40
Marignani (PdL)................................................................. 41
Romanelli (Gruppo misto) ................................................. 41
Fuscagni (PdL)................................................................... 42
Manneschi (IdV) ................................................................ 43
Lazzeri(+TOSC) ................................................................ 45
Ruggeri (PD)...................................................................... 45
Bugli (assessore) ................................................................ 47
Mozione dei consiglieri Remaschi, Gazzarri, Matergi, Ruggeri, Ciucchi, Magnolfi, Mugnai, Sgherri, Carraresi,
Chincarini, Lazzeri, Naldoni, Romanelli,
in merito alle misure volte a favorire inserimenti lavorativi di cittadini diversamente abili (Mozione n. 679)
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pag.
Voto positivo
Presidente ...........................................................................48
Remaschi (PD) ...................................................................48
Ordine dei lavori
Dibattito
Presidente ...........................................................................48
Ferri (PdL)..........................................................................48
Ciucchi (Gruppo misto) ......................................................49
Danti (PD) ..........................................................................49
Brogi (PD) ..........................................................................49
Mozione dei consiglieri Matergi, Bugli,
Agresti, Antichi, in merito alle prospettive del nucleo sommozzatori dei vigili del
fuoco di Grosseto (Mozione n. 573 – testo
sostitutivo)
Voto positivo
Presidente ...........................................................................50
Mozione dei consiglieri Ciucchi, Rossetti,
Ruggeri, Pellegrinotti, in merito al ripristino della normativa per l’acquisizione
dei voucher per il pagamento delle prestazioni in agricoltura (Mozione n. 636)
Voto positivo
Presidente ...........................................................................50
Risoluzione dei consiglieri Lazzeri, Gambetta Vianna, Brogi, in merito ai laogai,
campi di concentramento del terzo millennio (Risoluzione n. 106 – testo sostitutivo)
Voto positivo
Presidente ...........................................................................50
Mozione dei consiglieri Marini, Staccioli,
Spinelli, Bartolomei, Ferrucci, Nascosti,
Russo, in merito alla prospettata privatizzazione della SAS di Firenze (Mozione
n. 563)
Voto positivo
Presidente ...........................................................................50
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La seduta inizia alle ore 9:42.
Presidenza del Presidente Alberto Monaci
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO:
Commemorazione delle vittime dell’attentato
alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001
PRESIDENTE: Buongiorno. Prima di iniziare i nostri lavori ricordo oggi l'11 settembre di dodici anni fa, quando il mondo
ricadde nell'incubo della guerra e del terrorismo.
Di commenti ne sono stati fatti tanti e
forse non c'è più molto da dire ricordando
quell'11 settembre. C'è il rischio di scadere
addirittura nella retorica, anche in quella
più vaga, ma è un rischio che oggi, alla luce
di quanto sta accadendo in Siria, nel Mediterraneo, bisogna correre.
È infatti anche compito nostro perseverare nella ricerca della ragione dell'uomo e di
ciò che sovrintende alla convivenza, cioè la
mitezza e la disponibilità a difendere profondamente l'essenza della pace. Lo stabilisce la nostra carta costituzionale nel suo articolo 11, in maniera esplicita, ma ce lo ricorda implicitamente nel proclamare che
tutti i cittadini hanno pari dignità, cioè tutti
gli uomini del mondo, senza distinzione di
razza, di sesso, di religione, di lingua, di
opinioni politiche e a seguire.
Quindi, il commemorare di oggi funga
da memento; solo dalla verità e dalla giustizia possono scaturire libertà e pace. Su questi valori è, sì, possibile costruire la vita
degna dell'uomo; fuori da essi c'è solamente
rovina e distruzione. Un attimo di silenzio,
prego
(L’aula osserva un minuto di silenzio)
Approvazione processi verbali
PRESIDENTE: Iniziamo i nostri lavori
informando che è stata distribuita la nota
relativa all'approvazione dei processi verbali delle sedute consiliari 148, 149, 150 e
151.
Ai sensi dell'articolo 86 del regolamento
interno tali processi si intendono approvati
se non vi sono interventi per eventuali rettifiche.
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO:
Congedi
Leggi regionali nn. 42, 43, 44, 45, 46, 47 promulgate
Regolamento n. 48/2013/R emanato
Mozioni nn. 581, 614, 616, 617, 627, 630, 638, risoluzioni
nn. 183, 186, 202, 203 e ordine del giorno n. 201, pervenute
note d'attuazione
Interrogazioni scritte nn. 766, 830, 831, 841, 842, 845, 847,
851, 854, 859, 864, 865, 868, 874, 883, 886, 887, risposta
della Giunta regionale
Interrogazioni a risposta orale nn. 964, 965, 966, 968, 970,
982, 985, assegnate in commissione
Interrogazioni a risposta orale nn. 935, 939, 945, 951, svolte in commissione
Affari assegnati alle commissioni
Rinvio delle sedute del Consiglio previste per il 24 e 25 settembre
PRESIDENTE: Comunico che non parteciperanno alla seduta odierna il Presidente
della giunta Rossi, la Vicepresidente della
Giunta Targetti, gli assessori Allocca e
Bramerini
Sono state distribuite le comunicazioni
di interesse dei consiglieri regionali relative
a leggi regionali promulgate, regolamento
emanato, note di attuazione della Giunta su
risoluzioni e mozioni approvate dal Consiglio, risposte scritte della Giunta ad interrogazioni, atti assegnati alle Commissioni.
Vi comunico, come avrete già visto da
una comunicazione scritta che vi ho mandato, che a seguito della ridotta accessibilità
alle sedi consiliari in occasione dello svolgimento dei mondiali di ciclismo, che si terranno a Firenze nella settimana compresa
fra il 21 e il 29 settembre, si ritiene opportuno rinviare le previste sedute consiliari
programmate del 24 e 25 settembre.
Nella conferenza di programmazione lavori, che prevedo di convocare per merco-
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ledì 25 settembre alle ore 15,00, proporrò di
tenere le sedute consiliari i giorni 1 e 2 ottobre.
Ordine dei lavori e iscrizione urgente delle mozioni nn. 679, e 680
PRESIDENTE: Comunico che secondo
la decisione assunta dalla conferenza di
programmazione dei lavori la seduta odierna ha il seguente ordine dei lavori: svolgimento delle interrogazioni orali 953, 931 e
934, collegate, e dell'interpellanza orale
numero 33; svolgimento della comunicazione della Giunta regionale sulla sanità a
cui sono collegate le interrogazioni orali
983, 984 e 976; esame degli atti, esame di
mozioni e risoluzioni.
La seduta che teniamo si concluderà con
la fine dei lavori; non ha un orario prescritto in modo rigido, lo deciderà l'aula successivamente. Prego, presidente Sgherri.
SGHERRI: Grazie, Presidente. Per chiedere di iscrivere la mozione in merito
all'imminente guerra in Siria. Grazie.
PRESIDENTE: Presidente Danti.
DANTI: Grazie, Presidente. Vorrei chiedere di discutere assieme alla proposta di
delibera 373, sulla cultura della legalità, un
ordine del giorno che abbiamo predisposto
e che stiamo per presentare alla Presidenza
sulla questione di Suvignano, che è stata
oggetto di discussioni sulla stampa a seguito della proposta di vendita da parte del
Ministero degli interni.
Siccome si tratta di una delibera importante proprio perché si stanziano le risorse
al fine di garantire e di educare alla legalità
i nostri giovani contro la criminalità mafiosa, proponiamo, con un po’ di colleghi, di
presentare questo ordine del giorno collegato. Grazie.
PRESIDENTE: Prego consigliere Carraresi.
CARRARESI:
Grazie,
intervengo
sull'ordine dei lavori per far notare e chiedere alla Presidenza il collegamento che,
secondo quanto previsto dal nostro regolamento, c'è tra una mozione e un'interrogazione orale, con lo stesso titolo, iscritte
all'ordine del giorno. A norma di regolamento dovrebbero essere collegate. Vedo
che non è così; ne prendo atto; decida la
Presidenza in merito.
PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire
il presidente Remaschi, ne ha facoltà.
REMASCHI: Grazie, Presidente. soltanto per chiedere alla Presidenza l'inserimento
all'ordine del giorno di una mozione sulle
misure volte a favorire gli inserimenti lavorativi dei cittadini diversamente abili, per
altro sottoscritta da tutti i gruppi consiliari.
PRESIDENTE: Ci sono altre richieste di
intervento per la modifica dell'ordine dei
lavori o per l'implementazione? Nessuna.
Collega Carraresi, se la memoria non mi
tradisce a me sembra di ricordare che già
nella conferenza dei capigruppo aveva fatto
la stessa richiesta e con molto garbo le fu
detto che tale richiesta non era opportuna; e
glielo ridico qui pari, pari.
Per quanto riguarda le altre richieste di
inserimento proporrei di fare così come richiesto. Mettiamo quindi in votazione l'ordine dei lavori con le modifiche e le aggiunte richieste. Chi è favorevole è pregato
di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si
astiene?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Iniziamo i nostri lavori
con l'inno nazionale.
(Il sistema di filodiffusione interno trasmette le note dell'inno nazionale)
Interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Gazzarri, Fedeli, Manneschi, in merito al
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sistema di prenotazione di visite ed esami presso
le Asl della Toscana (Interrogazione orale n. 953)
PRESIDENTE: Iniziamo con l'interrogazione a risposta immediata 953 "in merito
al sistema di prenotazione di visite ed esami
presso le ASL della Toscana", proponenti i
consiglieri Gazzarri, Fedeli, Manneschi. Risponde l'assessore Marroni. Grazie.
MARRONI: Grazie a lei. Presidente e
signori consiglieri, buongiorno. Rispetto all’interrogazione relativa alla situazione della ASL 6 di Livorno circa il sistema di prenotazione di visite ed esami, è stata interessata la direzione generale dell’azienda, che
rende noto che, con determinazione numero
36 del 2010, è stato formalizzato un accordo finalizzato allo sviluppo delle attività
svolte, al monitoraggio e al miglioramento
dei servizi prestati in sinergia dalla ASL 6
di Livorno, dal Comune di Livorno e dalle
farmacie
comunali
della
società
FARMA.LI.
Le farmacie comunali di Livorno hanno
assunto i seguenti impegni: 1) informazione
al cittadino sui servizi aziendali; 2) promozione al cittadino, utilizzo di nuove agende
CUP e supporto dei servizi di distretto, ad
esempio, vaccinazione, prenotazione analisi
del sangue, ecc.; 3) implementazione
dell'attività di prenotazione CUP già attiva;
4) sperimentazione e successiva attivazione
di nuovi servizi, quali la riscossione dei ticket e il ritiro dei referti.
Per quanto riguarda il servizio CUP, che
l'azienda ci segnala essere ormai pienamente attivo nelle farmacie su tutto il territorio
di Livorno, ma non ancora pienamente implementato nei restanti territori comunali, si
segnalano le seguenti attività nel periodo
gennaio 2012 - maggio 2013: 73.367 prestazioni di prenotazione con 6.354 successive disdette.
Contestualmente l'azienda conferma di
avere avviato un percorso parallelo per coinvolgere in attività di supporto al cittadino
tutti gli attori del sistema ed in tale ottica è
stato sottoscritto un accordo con l'Unicoop
Tirrenia per l'attivazione di una postazione
“totem” presso il centro commerciale di Livorno. L'accordo riguarda anche lo sviluppo
di sinergie concernenti servizi di front
office per il cittadino.
Inoltre, con determinazione del direttore
generale, è stato approvato il testo di convenzione ad adesione per l'attivazione di
punti CUP decentrati presso i soggetti istituzionali del terzo settore interessati all'iniziativa. Attualmente sono diventati operativi un punto CUP presso il Comune di Casale Marittimo, uno presso l'Associazione invalidi civili di Livorno e sono in fase di autorizzazione e conclusione accordi per CUP
decentrati presso i Comuni di Riparbella,
Capoliveri e Bibbona, oltre ad una farmacia
privata di Livorno.
Per quanto concerne la situazione a livello regionale è stata effettuata nel mese di
gennaio 2011 una rilevazione presso tutte le
ASL della Toscana per conoscere il numero
di farmacie con servizio CUP attivo durante
il 2010. Il risultato ha evidenziato che 449
farmacie su 1.112 avevano attivato tale servizio. L'aggiornamento della rilevazione relativa alla situazione attuale evidenzia un
leggero incremento delle farmacie che effettuano prestazioni rispetto alla prima rilevazione.
Attualmente le farmacie che effettuano
prenotazioni CUP rappresentano circa il 44
per cento delle farmacie convenzionate. Si
evidenzia altresì che la prenotazione CUP è
fornita anche dalle parafarmacie.
Relativamente alla attuazione del decreto
ministeriale 8 luglio 2011, avente come oggetto "erogazione da parte di farmacie di attività di prenotazione di prestazione di assistenza specialistica ambulatoriale e pagamento di relative quote di partecipazione e
spese a carico dei cittadini e ritiro di referti
relativi a prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale” si precisa che l'attivazione e l'effettuazione dei nuovi servizi
previsti all'articolo 9, comma 3, deve avvenire senza oneri aggiuntivi per la finanza
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pubblica.
Vari tentativi del dipartimento di addivenire su tale materia ad un accordo quadro
con le organizzazioni sindacali delle farmacie pubbliche e private a livello regionale
sono ad oggi falliti. Sostanzialmente perché
da un lato la norma prevede un servizio
senza costi per la pubblica amministrazione
e dall’altro le associazioni delle farmacie
chiedono, per questo tipo di servizio, una
retribuzione. Grazie.
PRESIDENTE: La presidente Gazzarri
ha chiesto di intervenire per la replica.
GAZZARRI: La ringrazio, assessore, per
la sua risposta ma credo che questo sia un
settore che richiede un maggiore impegno.
Questa interrogazione nasce da un caso
personale per quanto normalmente non mi
piace fare riferimento a fatti personali.
Quindi ho verificato personalmente la difficoltà di potere accedere ad una prenotazione di prestazione sanitaria nella ASL a cui
appartengo. So per certo che delle farmacie
private sarebbero disposte a fare il servizio
di prenotazione, ma trovano un muro. Credo che attivare un servizio di prenotazione
più esteso sia un grande aiuto per i cittadini
perché non si possono perdere mattinate per
prenotare un appuntamento per una visita.
Non solo; per quanto riguarda l’ASL 6 il
servizio è molto limitato perché si possono
prenotare soltanto analisi di routine. Credo
che invece dovrebbe essere attivato un servizio che comprenda esami più specifici e
mirati. Si tratterebbe veramente di un grande servizio per i cittadini perché non si può
prendere una giornata di ferie ed impiegare
tutta la mattina a fare la fila per prendere un
appuntamento. La ringrazio.
Interrogazione a risposta orale del consigliere
Romanelli: Crisi Maggio Musicale Fiorentino
(Interrogazione orale n. 931)
Interrogazione a risposta orale della consigliera
Sgherri, in merito alla situazione del Maggio
Musicale Fiorentino (Interrogazione orale n. 934)
PRESIDENTE: Passiamo alle interrogazioni orali 931 e 934, la prima "crisi Maggio musicale fiorentino" proposta dal collega Romanelli, la seconda "in merito alla situazione del Maggio musicale fiorentino"
proposta dalla presidente Sgherri. Risponde
l'assessore Scaletti.
SCALETTI: Grazie, Presidente. In merito alle interrogazioni riguardo al Maggio
musicale fiorentino si comunica che la Regione Toscana finanzia in modo significativo l'ente, passando, per altro, dai 2.950.000
euro del 2011 agli attuali 3.392.000.
La Regione ha da sempre seguito l'evoluzione della gestione della fondazione attraverso la presidenza del consiglio di amministrazione, pur non avendo responsabilità di vertice nella gestione del teatro. In
modo particolare negli ultimi anni, con
l'aggravarsi della crisi finanziaria che ha
portato al recente commissariamento, la
Regione ha sempre mantenuto chiara la volontà di salvare l'istituzione del Maggio
musicale fiorentino e di mantenerne intatto
il rilievo nazionale ed internazionale.
Per questo lo stesso Presidente Enrico
Rossi si è attivato, presso il ministro Bray,
per scongiurarne la liquidazione coatta. Il
Presidente ha più volte comunicato, diversamente da quanto dichiarato dal commissario, che il piano per il 2014 non può e non
deve incentrarsi sulla riduzione strutturale
del costo del lavoro con relativi esuberi per
tecnici amministrativi, ma deve essere, al
contrario, lo strumento per una riorganizzazione complessiva della fondazione ed un
rilancio della stessa. Nel frattempo il Governo ha approvato il decreto "salva Maggio", che scongiura l'ipotesi di liquidazione
della fondazione; decreto che ha iniziato il
suo iter parlamentare. Nessuno perderà il
suo posto di lavoro perché il personale in
esubero potrà passare ad altre attività presso il MIBAC. Si parla anche di produttività,
però, e di una nuova governance con l'obbligo del pareggio di bilancio. Non sarà facile né scontato, ma ci sono tutte le condi-
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zioni per quella svolta che era stata chiesta
e discussa in Consiglio regionale.
Certamente non appare sostenibile né realistico pensare di far gravare sul costo del
lavoro l'obiettivo ribadito dal commissario
del pareggio di bilancio nella prossima annualità 2014. Infatti il 2012 si chiude con
una perdita di esercizio importante e un decremento complessivo del valore di produzione a fronte di minori costi di personale.
È evidente che non si possono azzerare le
masse artistiche, anzi, queste configurano la
realtà di assoluto prestigio e di assoluto
pregio. Per questo occorre agire per aumentare il valore della produzione, per trovare
un grado soddisfacente di equilibrio di bilancio.
È quindi necessario un solido piano incrociato per la migliore utilizzazione delle
risorse disponibili, a partire da quelle umane, con una forte proposta culturale capace
di portare rapidamente il Maggio fuori da
questa situazione che ha fortemente danneggiato la sua immagine. Occorre inoltre
cogliere a pieno da un lato la disponibilità
del Ministro Bray ad operare concretamente
per il salvataggio del Maggio e dall'altra
aprire un serio confronto sugli ente lirici
sinfonici italiani.
La Giunta regionale è pronta a fare la
propria parte a supporto, in la collaborazione dell'azione del Ministro con il quale sta
attivamente collaborando, anche al fine di
procedere alle necessarie valutazioni di merito sul piano della tutela del lavoro e concordando in maniera piena sulla inopportunità di privarsi delle abilità professionali.
La Regione continuerà a lavorare con il
Governo per assicurare tutto il supporto necessario a superare questa fase di criticità e
garantire lo svolgimento dell'attività del
Maggio musicale fiorentino.
PRESIDENTE: Grazie, Assessore. Prego
consigliere Romanelli.
ROMANELLI: Ringrazio l'assessore
Scaletti per la risposta. Soprattutto ringra-
zio l'assessore ed il Presidente Rossi per il
ruolo importante deciso nei rapporti istituzionali e per le posizioni concrete prese in
tutte le sedi a difesa dell'istituzione e contro
questa idea della liquidazione coatta.
Nell'interrogazione, che quando è stata
fatta non conosceva le opinioni del Sindaco
di Firenze e del commissario Bianchi, avevamo ipotizzato potesse esserci l'obiettivo
della liquidazione coatta. Era un'illazione e
un'insinuazione, poi è venuto fuori che gli
obiettivi sia del commissario Bianchi che
del sindaco erano proprio questi ed erano
teorizzati quasi come una necessità ineluttabile. Infatti abbiamo visto che dopo che il
Ministro Bray ed il Presidente della Regione si erano schierati contro la liquidazione
coatta, avevano promesso fondi e interventi
per scongiurarla, il Sindaco si è quasi risentito e, in qualche maniera, ha detto che le
proposte avanzate a livello centrale e regionale erano soluzioni politiche o demagogiche.
Quindi è evidente che dalla gestione
Renzi - Colombo, quella precedente, durante la quale sia il deficit che il debito consolidato si erano allargati in maniera notevole,
all'attuale gestione del commissario straordinario, l'idea che l'unica soluzione per il
Maggio fiorentino fosse la liquidazione era
evidentemente un’idea perseguita fin dall'inizio, che fa parte di un teorema, per carità,
rispettabile, che ha una certa continuità.
Noi nell'interrogazione avevamo evidenziato anche i legami personali, legittimi naturalmente, che l'attuale commissario ha
con il Sindaco Renzi: è fratello dell'avvocato che ha gestito la sua campagna elettorale
per le primarie, che ha un ruolo importante
nella Fondazione Big Bang. Inoltre avevamo evidenziato che il fratello del commissario straordinario siede anche nel consiglio
di sorveglianza di Banca Intesa, nella cui
holding si trova la Cassa di Risparmio, che
è una creditrice del Maggio musicale; questa posizione era già stata rilevata dalle forze sindacali come potenziale conflitto di interesse.
Regione Toscana
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Atti Consiliari
IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
Abbiamo sollevato queste preoccupazioni non tanto perché pensavamo ad una inabilità oggettiva a svolgere il ruolo di commissario ma perché, visto che la gestione
commissariata era la gestione RenziColombo e visto che un commissario deve
per legge verificare se ci sono responsabilità della gestione precedente in ordine al
dissesto finanziario, certamente ci immaginavamo che il commissario dovesse avere
una posizione di terzietà e ci chiedevamo se
la Regione Toscana giudicava che queste
sue posizioni e questi suoi legami oggettivi
garantissero questa terzietà.
Capisco che diplomaticamente la Regione non ha approfondito troppo questo elemento. Di fatto ha sostenuto la posizione di
non liquidare l'ente, quindi, da questo punto
di vista, sono molto soddisfatto della risposta e, soprattutto, dell'azione della Regione,
dell'assessore e del Presidente.
Devo dire che queste illazioni che facevamo, che ci fosse cioè una grande consonanza tra l'attuale commissario, nei giorni
scorsi riconfermato, e la linea Renzi–
Colombo, si è rivelata esatta. C'è stato un
idem sentire in tutti gli interventi e nella visione del futuro di questa fondazione. Niente di male ma è un'annotazione politica che
ci sentiamo di dover fare. Avevamo fatto
delle supposizioni e delle illazioni che si
sono rilevate esatte. Il commissario è confermato; ha dovuto presentare su richiesta
molto forte del Ministro il piano industriale,
che, ricordiamo, non è stato fatto vedere alle forze sindacali, che quindi ancora non lo
conoscono. Il commissario ha detto che lo
modificherà in funzione del nuovo decreto
in discussione in Parlamento.
Il nuovo decreto, stante così le cose, dovrebbe permettere al commissario di ampliare quella linea di intervento sul personale
amministrativo arrivando a licenziarne fino
al 50 per cento e arrivando a poter chiedere
ai lavoratori un sacrificio complessivo, fra
rinuncia del TFR ed eliminazione totale
dell'integrativo, fino a 9 milioni di euro
l'anno, mentre finora era stato chiesto un
sacrificio di 3, 4 milioni di euro; sacrificio
comunque enorme, visti i tagli economici a
cui sono già stati sottoposti i lavoratori e
che i sindacati hanno accettato, ad esempio
la cessione del TFR e la parziale rinuncia
all'integrativo. Si insiste a colpire il lavoro,
a colpire quelli che con questo lavoro sopravvivono. Ciò nonostante continuano ad
essere in forza al Maggio musicale, pagati
dal Maggio musicale i consulenti, non assunti per concorso, ma nominati direttamente durante la gestione Renzi–Colombo;
questi continuano a stare lì e percepiscono
stipendi molto alti.
Lo stesso “decreto del fare” mentre prevede la possibilità di intervenire pesantemente sul personale amministrativo dice solo che le figure apicali vanno monitorate. I
consulenti quindi vanno monitorati mentre
sul personale in organico si può intervenire
in maniera pesante.
Ringraziando la Regione, ripeto, per l'intervento, anche politicamente, coraggioso
fatto; li sollecito a seguire il dibattito parlamentare essendoci delle proposte di emendamento. La senatrice Alessia Petraglia
di Sinistra e Ecologia e Libertà ha presentato un emendamento per limitare il tetto del
possibile intervento sugli esuberi al 25 per
cento anziché al 50 per cento, quindi spero
la Regione possa sostenere non tanto la senatrice ma tutte le iniziative volte a migliorare il decreto attualmente all'esame delle
aule parlamentari. Grazie.
PRESIDENTE: Presidente Sgherri.
SGHERRI: Esprimo soddisfazione per la
conferma dell'attenzione e anche per le iniziative che la Regione Toscana ha preso;
per come l'assessore ha seguito la vicenda,
oltre all'impegno del Presidente Rossi e del
Consiglio.
Per la verità la vicenda del Maggio musicale sta a cuore a tutti e c'è stato un gioco
delle parti rispettoso ed anche proficuo tra
Consiglio e Giunta. Ognuno ha giocato il
suo ruolo. L'assessore ha riconfermato, e su
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
questo esprimo vero soddisfacimento, l'impegno della Regione anche economico; e
non era obbligata.
Le nubi però ci sono ancora e sono nubi
pesanti. Non so se l'assessore poteva togliere queste nubi, probabilmente questo potere
non è nelle sue mani.
E’ tutto molto preoccupante. Preoccupa
quanto ricordava il consigliere Romanelli:
l’ipotetico conflitto di interessi, il continuare da parte del commissario sulla linea della
gestione precedente, che si è dimostrata fallimentare, una linea che ha prodotto il deficit e che è confermata da chi ha il potere direzionale.
Dispiacciono le polemiche: gli stipendi
sono pagati in ritardo; non si è grati alla
Regione che dà dei soldi per pagare i lavoratori ma la si accusa di avere sbagliato
l'accredito nel conto corrente. Credo che
questo non sia accettabile, assessore. C'è un
gioco delle parti non accettabile da parte
del massimo responsabile. Certo era meglio
dire "c'è stato un ritardo per passaggi bancari ma i soldi ci sono" in modo da tranquillizzare i lavoratori; è chiaro che la puntualità nel pagamento dello stipendio è cosa essenziale per la libertà e la dignità del lavoratore, ma era comunque meglio un atteggiamento diverso. Non so se questo atteggiamento di aggressione nei confronti della
Regione sia teso a cercare di generare una
reazione dove la Regione alla fine dice:
"basta, basta, non ci metto più nulla". Temo
che si voglia anche questo.
Sono due gli inviti che faccio: seguire
con estrema attenzione quanto sta avvenendo sul tavolo nazionale e cercare, proprio
per il ruolo che abbiamo come Regione Toscana, di riconfermare che una scatola
svuotata della produzione artistica, delle teste e delle eccellenze è una scatola che non
ci interessa. Il Maggio musicale non può
diventare la riduzione minimale per spettacoli che riceviamo e che non produciamo.
Questo forse deve essere detto con maggiore "cattiveria", anche perché puntare sulla
qualità è l'unico modo per salvare i lavora-
tori.
Il secondo punto, invece, è la richiesta ai
due nominati nel consiglio di amministrazione, credo lei, assessore, e il Vicepresidente Benedetti, di informarci puntualmente, anche con note scritte, dei passaggi in
quella sede. La partita del piano industriale
è assolutamente strategica per la salvezza
del Maggio musicale. Le volontà sono quelle che ricordava il consigliere Romanelli:
far pagare ai livelli più bassi, uno svuotamento dal basso, quindi; ma a suon di svuotare dal basso ci si ritrova col nulla ed anche i consulenti se non hanno più nulla da
gestire non servono a granché. Per cui invito a tenere costantemente informato il Consiglio perché è una partita, questa, che dice
qual è il ruolo di Firenze, di un capoluogo
di regione, quale ruolo questa città attribuisce alla cultura e alla produzione artistica.
Possiamo continuare ad avallare una città che sfrutta il proprio passato in un mordi
e fuggi poco qualificato o puntare ad una
città che della produzione artistica continua
a fare la sua priorità. Anche questo è un
modo per riempire gli alberghi ma è un modo nel quale ci riconosciamo rispetto ad un
fast food mordi e fuggi. Grazie.
Interpellanza a risposta orale dei consiglieri
Staccioli, Donzelli, Marcheschi, in merito di politiche regionali per il turismo (Interpellanza orale n. 33)
PRESIDENTE: Passiamo all'interpellanza orale numero 33 "in merito alle politiche
regionali per il turismo", proponenti i colleghi Staccioli, Donzelli e Marcheschi. Risponde l'assessore Scaletti. Grazie.
SCALETTI: Grazie, Presidente. Mi scuso fin da ora perché la risposta sarà un po’
lunga perché molte e circostanziate sono le
questioni poste all'interno dell'interpellanza.
Innanzitutto una premessa circa un'informazione contenuta proprio nella premessa della interpellanza, che riguarda l'allora
esclusione dello scalo di Pisa e di Firenze
Regione Toscana
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
dagli aeroporti di serie A del Paese.
Come sapete la questione si è risolta in
maniera estremamente positiva per la Toscana, perché gli aeroporti di Pisa e di Firenze sono stati reinseriti in fascia A. Questo grazie al lavoro svolto per la valorizzazione degli scali toscani, alla tempestività
con cui si sono mossi, al lavoro fatto per
confermare il ruolo strategico dei due aeroporti all'interno della nostra regione, dal
Presidente Rossi, dall'assessore Ceccarelli e
dall'azione congiunta di Giunta e Consiglio.
Passo a trattare le questioni specifiche
oggetto dell'interpellanza, in particolare
quali iniziative si ha intenzione di adottare
per ovviare alla costante fuga delle navi da
crociera dal porto di Livorno. La notizia
concernente il trasferimento di una porzione del traffico crocieristico dal porto di Livorno a quello di La Spezia rende necessaria qualche puntualizzazione rispetto alle
competenze.
Gli aspetti relativi alla organizzazione
funzionale, alla gestione operativa del porto
commerciale di Livorno ricadono nella
competenza dell'Autorità portuale, ente di
rango nazionale. La gestione del traffico
crocieristico in particolare è riconducibile
alla Società "Porto 2000" partecipata con
quote di maggioranza dall'Autority medesima. La Regione Toscana sta lavorando intensamente insieme alla Società Porto 2000
per mettere in atto una sinergia mirata all'utilizzo del traffico crocieristico come strumento importantissimo per la diffusione di
percorsi turistici. L'obiettivo è quello anche
di valorizzare Livorno attraverso l'arrivo
dei turisti al porto all’interno di un contesto
per lo sviluppo degli itinerari della Toscana. Nelle more, inoltre, dell'approvazione
del nuovo piano regolatore portuale e del
conseguente riassetto funzionale complessivo del porto commerciale, l'ente statale ha
anche previsto misure urgenti di adeguamento del sistema degli accosti finalizzati a
migliorare i servizi al traffico crocieristico.
Nel vigente piano operativo triennale
2013-2015 si precisa che il tema di maggio-
re urgenza, anche alla luce di quanto emerge dal dibattito cittadino e dalle aspettative
degli operatori, è quello di assicurare, già
per il 2013, un numero di accosti adeguato
per il livello di traffico crocieristico che interessa. Il principale intervento in tal senso
è individuato nel dare, per alcuni accosti,
precedenza alle navi da crociera rispetto alle navi mercantili; il contrario di ciò che
avviene attualmente. Quindi c'è un serio
impegno a cercar di rendere il traffico crocieristico cruciale e strategico per quanto
riguarda il turismo e quindi l'economia di
ricaduta sul territorio di Livorno e di tutta
la Toscana.
Per quanto concerne il punto 2, sulle iniziative che la Regione vorrà assumere perché la Toscana costiera non sconti in termini di competitività le azioni intraprese, che
hanno avuto per oggetto investimenti infrastrutturali
rivolti
alla
promocommercializzazione, devo dire che si parla
di numerose iniziative. Nell'arco temporale
che va dal 2009 al 2012 i contributi alle infrastrutture di turismo e commercio rivolte
alle province costiere di Pisa, Livorno,
Lucca e Grosseto sono ammontati a 11 milioni di euro, i quali hanno attivato investimenti per circa 21 milioni e mezzo di euro.
In particolare circa 4 milioni sono stati i
contributi erogati alla Provincia di Grosseto
e per quanto riguarda la Provincia di Livorno sono stati destinati 3,4 milioni di euro.
Per quanto riguarda i finanziamenti concessi alle piccole e medie imprese turistiche, 22 negli ultimi due anni le imprese finalizzate i cui investimenti sono stati effettuati nelle sedi operative localizzate sulla
costa della Toscana, si parla di un investimento totale di 5.661.000 euro ed un totale
di contributi concessi estremamente importante. Per l'anno in corso stiamo effettuando
l'istruttoria delle domande pervenute sul
bando FAS.
Il sostegno delle imprese viene anche realizzato attraverso processi di reindustrializzazione e ampliamento di reti di impresa.
Abbiamo finalizzato bandi volti a promuo-
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vere la ricerca ed il trasferimento tecnologico in ambito turistico, ad innescare nuovi
processi strategici di qualificazione e innovazione delle nuove piccole e medie imprese della filiera del turismo ed a rafforzare le
scelte imprenditoriali verso investimenti per
la realizzazione di nuovi prodotti e servizi.
Soprattutto si cerca di stimolare i processi
di aggregazione delle imprese attraverso
forme di alleanza strategica su specifici temi. È stato emanato nel 2013 un bando per
consorzi, ATI e reti di impresa, per investimenti in materia di ricerca industriale e
sviluppo sperimentale nell'ambito di progetti regionali dedicati al turismo sostenibile e
competitivo.
Per quanto riguarda il punto 3 "quali
provvedimenti concreti abbia messo in atto
e abbia intenzione di avviare per dare sollievo alle imprese operanti nel settore del
turismo e per rendere il brand “Toscana”
più attrattivo in Italia e all'estero". Come
sapete il brand “Toscana” è estremamente
attrattivo da un punto di vista della competitività, sia per quanto riguarda i mercati internazionali che, nello specifico, tutti quei
mercati che fanno riferimento all'area
BRIC.
Per quanto concerne i dati strettamente
collegati al turismo ci sarà domani la conferenza stampa nella quale presenteremo i dati relativi al trimestre estivo. Ad oggi quindi
riferiamo quelli che si rifanno al 2012. In
un andamento complessivamente positivo
rispetto alla media nazionale, in cui si registra un aumento delle presenze legate agli
stranieri, è invece da osservare una contrazione della domanda nazionale, domanda
che si contrae anche nelle altre regioni, in
relazione alla crisi profonda dell’economia
all'interno del nostro Paese che quindi comporta una riduzione del numero degli italiani che vanno in vacanza.
Proprio in relazione a questa difficoltà
della domanda interna, che per altro si riversa maggiormente in tutti quei segmenti
che vedono nella domanda interna la principale risorsa, molte zone costiere ad esem-
pio, abbiamo messo in campo una serie di
provvedimenti. Il “piano Italia”, per esempio, riguarda proprio questo; è una risposta
tempestiva e immediata al problema specifico del turismo nazionale, è un progetto
strutturato e mirato al mercato nazionale.
Siamo la prima regione a proporre un progetto simile.
Il piano di comunicazione e promozione
tiene conto in particolare dello stato di difficoltà in cui versa la nostra costa ed il prodotto balneare. In particolare per questo
motivo sono stati organizzati incontri in tutta la nostra costa, Massa, Carrara, Viareggio, Livorno, Grosseto, Lucca, eccetera, per
illustrare i contenuti e le opportunità di
questo intervento, che richiede la partecipazione attiva dell'imprenditoria. Il “piano
Italia” è mirato ai potenziali e differenti
target ed aree di provenienza a maggiore
potenzialità dei turisti nazionali; è un progetto di medio periodo che si articola in un
pano triennale strutturato con un budget
complessivo di 2 milioni di euro, 500.000
per il 2013, 700.000 per il 2014, 800.000
per il 2015.
In questa direzione, che è quella da una
parte di rafforzare il mercato nazionale e
dall'altra di proporre una vetrina delle eccellenze della nostra regione, vanno anche
eventi come "arcobaleno di estate", festa
che ha dimostrato, già nel suo primo anno
di svolgimento, come iniziative di tal genere possono davvero rappresentare, come
sottolineato dal Presidente del Consiglio
Letta e dal presidente dell'ENIT Babbi, uno
scatto del sistema virtuoso in reazione alla
crisi ed utile a mettere in vetrina le ricchezze del territorio. Il “modello Toscana”, le
iniziative che permettono di valorizzare le
straordinarie eccellenze presenti sul territorio, può rappresentare un esempio da estendere a tutto il territorio nazionale.
Possiamo sostenere che il brand toscano
sia forte e conosciuto in tutto il mondo anche grazie alla promozione online, all'attenzione particolare verso il web. Tra l'altro sul
web risulta una positiva percezione genera-
Regione Toscana
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le della Toscana turistica, confermata dalle
ricerche e riconoscimenti attribuiti alla Toscana da Trip Advisor, Amadeus, eccetera.
La strada intrapresa dalla Toscana, che
investe soprattutto nel settore legato alla
comunicazione e alla viralizzazione online
sta dando i suoi frutti soprattutto per quanto
riguarda il mercato internazionale. Continuiamo a lavorare e ad implementare le tematiche e le politiche legate al sito sapendo
che riuscire a coordinare le attività legate al
turismo con quelle della cultura e della enogastronomia risulta di fondamentale importanza.
Ritornando al terminal passeggeri del
porto di Livorno e quindi alla questione legata ai turisti che accedono attraverso il
porto di Livorno alla nostra regione, di intesa con la società concessionaria Porto di
Livorno 2000, abbiamo ospitato il primo
work-shop di Vetrina Toscana, il progetto
che unisce ristoranti e botteghe promuovendo il turismo del territorio. L'area portuale di Livorno infatti è stata individuata
come una delle porte di accesso per collocarvi uno dei quattro punti informativi previsti per dare visibilità e arricchire l'offerta
del brand della Toscana turistica e commerciale ai passeggeri dalle navi da crociera e dei traghetti in partenza e in arrivo.
Una vetrina privilegiata a disposizione dei
flussi turistici internazionali con una specifica area commerciale polifunzionale che
darà una forte visibilità ai prodotti di eccellenza toscani. Vengono così presentati in
modo integrato, attivando numerose iniziative complementari alla vendita, i territori e
le imprese che aderiscono al progetto Vetrina Toscana. Lo abbiamo chiamato “laboratorio” proprio perché si tratta di un progetto pilota, un luogo fisico dove sarà possibile sperimentare sapori, stili di vita e la
creatività delle terre di Toscana, valorizzando le eccellenze territoriali produttive.
Si tratta del primo polo ad interesse regionale dedicato al brand “Toscana”, ne seguiranno altri presso le principali porte di accesso della regione Toscana nell'ambito di
una sperimentazione che durerà fino il 31
dicembre del 2014. Questo laboratorio sarà
ubicato all'interno della stazione marittima
di Livorno, dove è in corso un consistente
intervento di restiling, e dedicato all’accoglienza dei passeggeri. L'obiettivo finale del progetto è creare, insieme alle autorità competenti con le quali stiamo produttivamente collaborando, una vera e propria cittadella in grado di trasmettere a tutti
coloro che arrivano le eccellenze presenti
nel nostro territorio toscano.
Infine, sempre con l'obiettivo di aiutare
le imprese e gli enti locali ad approfittare
dei vantaggi offerti dalla rete e dalla multimedialità, per migliorare i percorsi turistici,
l'accoglienza dei visitatori, stanno per essere attuati, utilizzando le risorse statali per i
progetti di eccellenza nel campo del turismo, una serie di interventi a sostegno delle
destinazioni turistiche per la infrastrutturazione digitale. Saranno finanziate aree wi-fi
per i periodi di affluenza turistica, la produzione e la creazione di app, eccetera.
Ci siamo attivati insieme a voi, al Consiglio regionale, per cercare di dare maggiore
sicurezza, sempre per quanto riguarda la
costa, a tutto quel segmento straordinario
che è costituito dagli stabilimenti e dalle
imprese balneari con la recente approvazione, dopo il passaggio in Commissione approvato alla unanimità, del regolamento che
consente di agire per quanto riguarda il
segmento della facile e della difficile rimozione.
Quindi le iniziative della Regione Toscana per quanto riguarda il turismo in generale sono attente ed in grado di fornire le
risposte necessarie per un segmento che ha,
per la nostra economia, un valore fondamentale.
Domani faremo la conferenza stampa per
la presentazione dei dati dell'estate 2013 e
quindi ad oggi non posso darvi altre informazioni. Vi ringrazio infinitamente.
PRESIDENTE: Grazie, assessore Scaletti. Prego, consigliera Staccioli.
Regione Toscana
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STACCIOLI: Grazie, Presidente.
Non sono soddisfatta della risposta in
quanto in questa Regione molto spesso si
rincorrono i problemi, non si risolvono a
priori. L'esempio più lampante è proprio
quello della perdita di crociere dal porto di
Livorno a beneficio del porto di La Spezia.
Abbiamo perso circa 170.000, forse anche
200.000, passeggeri che venivano sul nostro
territorio toscano e questo secondo me era
un mezzo per diffondere il brand toscano,
per far conoscere la Toscana.
Lo stesso vale anche per gli altri tre porti
toscani. Prendiamo ad esempio il porto di
Carrara che doveva essere migliorato costruendo la parte del porto turistico; il Governo ha ritirato i milioni di euro che aveva
stanziato per questo lavoro, perché? Perché
né Provincia, né Comune, né Regione si sono trovati d'accordo sul progetto.
Altra situazione riguarda i treni. Abbiamo perso delle corse dei treni freccia bianca
tutto lungo la costa toscana, treni che portavano turisti. Ci ritroviamo con meno turismo sul territorio toscano anche per questo
motivo; i turisti arrivano solo a Firenze, se
ci arrivano.
Altra situazione critica riguarda il portale del turismo che, assessore Scaletti, si ricorderà bene, alla riunione di Federalberghi
Toscana, dove era presente anche
l’assessore Simoncini, è stato criticato in
maniera esponenziale. È un portale che funziona poco e male, brutto, secondo me, personale opinione che mi sono fatta andando
a vedere i portali delle altre regioni; è un
portale brutto, che non piace. L'ho fatto vedere a diverse persone, a diversi addetti ai
lavori e non piace. È un portale scollegato
dal sistema del turismo in Toscana perché
gli eventi grandi vengono pubblicizzati come "arcobaleno", ottima iniziativa; ma se
andiamo a prendere il giornale di qualche
giorno fa il direttore di un hotel dice: "sì,
bella iniziativa, ma non ha smosso un turista di più".
Il problema in questa regione sono le varie tasse che stanno arrivando ai balneari,
agli albergatori e ai commercianti. Se pensiamo che un albergo sulla costa con 20
camere paga 20,30.000 euro di TARES per
soli i tre mesi che è aperto, immaginiamoci
quanto deve produrre per coprire questa
spesa. Lo stesso vale per l'IMU; ci sono stati alcuni comuni della costa che per poter
recuperare e arrivare a pareggio di bilancio,
per migliorare la loro situazione economica
hanno aumentato del 30, 40, 50 per cento la
tassa dei rifiuti; diverse sono state le manifestazioni di protesta. Credo che il lavoro
dell'assessore Scaletti dovrebbe essere coordinato con quello dell'assessore alle infrastrutture.
Due anni fa feci un'interrogazione all'assessore Ceccobao sui voli che arrivavano a
Pisa da Mosca. C'era una grossa richiesta
degli operatori, non solo della costa ma anche dell'entroterra toscano, perché nel periodo di bassa stagione diversi sono i gruppi
di russi che vorrebbero venire in Toscana,
viste le temperature che si ritrovano nel loro territorio. Bene, i voli Mosca – Pisa, e
viceversa, durante il periodo invernale, da
novembre ad aprile, non ci sono. Avevo
chiesto se si poteva fare qualcosa in tal senso. Lui disse che ci avrebbe provato, ma
ancora oggi questi voli non ci sono, e stiamo perdendo turisti, tant'è che solo nei primi due mesi del 2013 lo scalo di Pisa ha
perso un 7,4 percento di passeggeri.
Poteva e potrebbe essere fatto molto.
Raggiungiamo l'equilibrio che potrebbe esserci tra il porto commerciale di Livorno e
il porto turistico, cerchiamo di organizzare
le cose in maniera idonea come fanno altre
regioni. Noi, no, non ci riusciamo e arriviamo sempre dopo. Non sappiamo cosa
vogliamo fare da grandi, in questa Regione.
COMUNICAZIONE
REGIONALE:
DELLA
GIUNTA
Comunicazione della Giunta regionale sulla sanità
Interrogazione a risposta orale del consigliere
Del Carlo, in merito al decesso avvenuto a Pietrasanta per mancanza di defibrillatore su automedica ASL 12 (Interrogazione orale n. 983)
Regione Toscana
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Interrogazione a risposta orale dei consiglieri
Mugnai, Magnolfi, Agresti, Antichi: Ripetersi di
errori nelle trasfusioni ematiche (Interrogazione
orale n. 984)
Interrogazione a risposta orale del consigliere
Del Carlo, sull'affidamento del servizio di assistenza in hospice e a domicilio dei pazienti oncologici in fase terminale presso Asl 1 e 2 di Massa
e Lucca (Interrogazione orale 976)
PRESIDENTE: Abbiamo finito le interrogazioni ed interpellanze. Passiamo alla
comunicazione della Giunta regionale sulla
sanità alla quale sono collegate le interrogazioni 983, 984 e 976. Invito tutti, siccome
l'argomento è di attualità, a seguire la comunicazione dell'assessore Marroni, ad ascoltare con grande attenzione dopodiché
ognuno farà le sue repliche. Prima ascoltiamo con attenzione, per riguardo all'assessore e per rispetto a tutti noi.
MARRONI: La ringrazio, Presidente. La
comunicazione, come è stato detto, riassume tre interrogazioni. Due delle tre riguardano gli eventi luttuosi, gli incidenti avvenuti le scorse due settimane nel nostro servizio sanitario. Vorrei iniziare comunicando dolorosa e sentita partecipazione alle
persone rimaste coinvolte in questi eventi.
Questa la prima cosa da fare.
Detto questo entro nei casi in oggetto.
Come prima questione abbiamo il caso della errata trasfusione a Grosseto, poi il caso
della ragazza deceduta all'ospedale di Orbetello ed infine il caso dell'auto medica nella
zona della Versilia. Riguardo il caso
dell’errata trasfusione faccio una premessa
perché nell’interrogazione vengono poste
delle domande circa la metodologia generale su come ci siamo mossi in questi anni.
Tutte le aziende sanitarie della Toscana si
sono dotate, sin da quando è stata promossa
la campagna regionale sulla corretta identificazione del paziente, progetto AIDA, fin
dal 2006, di specifiche procedure per la sicurezza in ambito trasfusionale. È stata a tal
fine deliberata una pratica sulla corretta i-
dentificazione del paziente, la delibera regionale 135 del 2008 successivamente aggiornata il 10 giugno di questo anno. L'applicazione di tale pratica costituisce un requisito essenziale al sistema di accreditamento istituzionale da noi regolamentato,
sia come regolamento di Giunta che come
legge regionale proprio in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture
sanitarie. Tali procedure sono messe a punto anche in base alle raccomandazioni ministeriali del marzo 2007 e del marzo 2008.
Inoltre recentemente il Centro di gestione
del rischio clinico ha collaborato con il
Centro nazionale sangue per mettere a punto l'allegato tecnico al decreto di prossima
emanazione, che ha proprio come oggetto
"disposizioni relative ai requisiti di qualità
e sicurezza del sangue e degli emocomponenti". Alcune innovazioni sulle trasfusioni di sangue sono state presentate a
Roma il 27 giugno in un convegno organizzato su questo tema; nell’occasione abbiamo presentato quanto vi ho detto. Questo è
il quadro nel quale ci muoviamo.
Venendo al dunque, su qual è l'analisi
dei fatti e quali le eventuali modifiche da
apportare al sistema, l'analisi dell'evento
avverso dell'ospedale di Grosseto ha evidenziato come causa l’errore umano da distrazione per interruzione. Solo recentemente la letteratura e le migliori pratiche
internazionali hanno iniziato a ipotizzare
soluzioni tecniche per evitare questo tipo di
rischio. Queste indicazioni per altro erano
già state recepite dal centro di gestione del
rischio clinico e divulgate subito dopo la
presentazione, già nel giugno di questo anno. Tutto ciò è previsto che venga poi regolamentato da un decreto del ministero.
Inoltre, entrando nello specifico perché
questo viene chiesto, è stata approvata una
delibera regionale che è disponibile anche
ora, qui, come allegato, specifica per la sicurezza trasfusionale, che prevede l'introduzione di due nuove pratiche per la sicurezza del paziente, una specifica per la prevenzione di errori da incompatibilità ed una
Regione Toscana
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per la prevenzione dell'interruzione. Sono
questioni di tipo tecnico riguardo l'uso di
braccialetti o altri sistemi elettronici, di tipo
organizzativo, intendendo un'organizzazione che focalizzi l'attenzione delle persone
più che delle procedure. Riguardo a ciò c’è
questa delibera che abbiamo fatto proprio la
scorsa settimana, lo scorso lunedì.
Vorrei dire qualcosa anche a proposito
del personale. Si è manifestato il dubbio
che il caso si fosse potuto generare per una
carenza di personale in quel reparto, casomai carenza anche in associazione al periodo estivo. Su questo in generale si può pure
discutere, ma nel caso in oggetto è da escludere perché l'organico della rianimazione di Grosseto era del tutto adeguato ed in
linea con i criteri in uso presso le rianimazioni, cioè un infermiere per ogni due letti.
Nel caso specifico era inoltre presente in
turno un altro infermiere di supporto. Quindi non si tratta assolutamente di un caso di
carenza di personale.
Apro una parentesi sulla questione del
personale, che poi tratterò dopo: nel caso di
Orbetello l'organico dell'area medica è
completamente adeguato alle esigenze ed è
costituito da 10 medici e 23 operatori di cui
18 infermieri. Quindi sia nel caso di Grosseto che nel caso di Orbetello la domanda
sulla eventuale carenza di personale, di per
sé legittima da porsi, non risulta supportata,
anzi viene disconfermata dai numeri che
abbiamo.
Riguardo al caso di Grosseto c'è da dire
che siamo in attesa dei risultati ufficiali
dell'autopsia del paziente deceduto per stabilire se c'è una correlazione tra il decesso e
la trasfusione, cioè se la trasfusione, che di
per sé è stata errata, su questo non c'è discussione, abbia in effetti generato il decesso della persona. Vorrei ricordare che la
causa errore trasfusione e decesso di persona non è automatica; statisticamente avviene nel 25, 30 per cento dei casi. Nella fattispecie, al di là di giudizi che possono avere
espresso le persone negli ospedali, siamo in
attesa del referto conclusivo della autopsia
e sarà mia cura far sapere se il decesso è in
effetti da collegare all'errore di trasfusione
che per altro esiste.
Per quanto riguarda il caso di embolia
polmonare all'ospedale di Orbetello siamo
in attesa che la magistratura chiarisca le
cause del decesso ed in attesa del responso
della commissione ministeriale che lì si è
recata. Ovviamente anche a Grosseto siamo
in attesa del responso della commissione
ministeriale e, più in generale, dell'indagine
della magistratura per stabilire se esistono
responsabilità professionali specifiche.
Ritornando al caso di Orbetello il quadro
clinico della giovane si presentava complesso e con numerosi elementi fuorvianti.
Il consiglio sanitario regionale sul problema
della prevenzione del rischio tromboembolico aveva realizzato nel 2011 una
specifica linea guida, molto apprezzata anche a livello ministeriale, quindi la linea
guida, la check list, la procedura adottata
per valutare il rischio era di alto livello e
ritenuta di grande valore da parte della
commissione. Sulla dinamica finale, per capire se ci sia stata o meno una reale responsabilità professionale, siamo in attesa
dell’esito delle indagini e del parere della
commissione ministeriale; quindi, qualsiasi
affermazione posso fare qui, oggi, è di tipo
preliminare. Appena ci saranno i referti ufficiali sarà mia cura comunicare con questa
assemblea in proposito.
Riguardo al caso del defibrillatore in
Versilia, avvenuto in data 29 agosto 2013.
Immediatamente, come negli altri casi, si è
tenuta una audit alla presenza del direttore
sanitario e del direttore del dipartimento
dell'area critica del personale del 118 e con
“x” manager dell'Azienda 12. Il nostro Centro regionale è andato lì a fare questa audit
sostanzialmente nella stessa giornata. L'analisi del caso ha evidenziato che al momento della partenza dell'automedica, attivata con codice rosso, non è stata verificata
a bordo la presenza del defibrillatore, come
avviene sempre mediante l'impiego di un
post it collocato sul volante dell'auto a
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
promemoria dell'infermiere. Si sottolinea
che il defibrillatore viene collocato fuori
dall'auto al fine di ricaricare la batteria del
dispositivo quando l'auto è in sede. Nel corso dell'audit è emerso che presso il servizio
118 è in uso una check list compilata ad
ogni inizio turno, quindi tre volte al giorno,
da parte degli infermieri in cui è prevista la
verifica delle dotazioni dell'auto medica,
farmaci e presidi per la gestione dell'emergenza e il corretto funzionamento dell'auto
stessa e del defibrillatore, nonché l'annotazione degli interventi compiuti per risolvere
gli eventuali mal funzionamenti da passaggio di consegna. La check list del caso in
oggetto è risultata completa nelle sue parti,
valida per la sicurezza degli interventi ed
adeguatamente compilata dagli operatori
seppure carente della registrazione per l'avvenuta collocazione a bordo del defibrillatore in quanto questa era affidata a un adesivo posto sul volante. Si è rivelato inoltre
che la check list è compilata dall'infermiere
ad inizio del turno. Riguardo la frequenza
di incidenti con questa dinamica è da evidenziare che si tratta del primo caso avvenuto in ambito regionale.
L'audit si è concluso evidenziando la necessità di integrare la check list con l'istruzione operativa che preveda che il personale di turno della centrale del 118 accertino
immediatamente, prima di ogni missione, la
presenza del defibrillatore nell'auto medica.
La verifica pertanto avverrà con la telefonata registrata tra centrale operative e le postazioni del 118, con il riscontro da parte
dell'infermiere e del medico che dovranno
spuntare l'avvenuto controllo della check
list.
Tenuto conto della difficoltà riferita
dall'ambulanza intervenuta successivamente
ad individuare il domicilio del paziente, posto in località collinare in una piccola frazione del comune di Pietrasanta, è stata evidenziata l'esigenza di giungere alla completa tracciabilità degli spostamenti di ambulanze mediante geolocalizzazione di gps
e informazioni presso tutti i mezzi di soc-
corso. Non c'è norma né regionale, né nazionale, che renda obbligatoria questa dotazione per cui in molte centrali del 118 in
Toscana c'è, ma non ovunque. Sarà nostro
compito di verificare gli standard e dare indicazione che tutte le ambulanze siano dotate di questa tecnologia.
Vorrei commentare, prima di passare
all'ultima parte di questa comunicazione
,che nei casi della trasfusione di Grosseto e
del 118 in Versilia siamo al confine con errori umani; le procedure infatti risultano
corrette. L'errore umano è spesso eseguito
da persone competenti, che magari hanno
un ottimo curriculum professionale. Per cui
le misure che stiamo adottando, sia nella
delibera che negli atti, prevedono da un lato
una analisi ed una revisione di tutte le nostre procedure. Su questo vorrei dire che
normalmente sono proprio i sistemi complessivamente sani e strutturati ad avere la
capacità di interrogare sé stessi e rigenerarsi, andando a vedere se il processo di miglioramento continua verso la riduzione degli errori. Le misure migliorative che abbiamo proposto sono sia elettroniche, tecniche che di tipo psicologico, perché si lavora, nella prevenzione di errori di questo tipo, su persone normalmente brave e addestrate, che non fanno errori da anni.
Complessivamente, come dimostra tutto
il sistema degli esiti del 2011 (siamo in attesa del 2012), la statistica per questi eventi
ci pone in posizione di alta sicurezza contando anche il fatto che siamo tra le regioni
in Europa che più dichiarano gli errori medici. Ci sono delle statistiche che valutano
queste cose. Siamo sempre molto trasparenti e cerchiamo il più possibile di lavorare
per evitare gli errori medici.
Riguardo all'affidamento dei servizi hospice presso le Aziende 1 e 2 di Massa e
Carrara, ecco alcune considerazioni pertinenti sia nell'ambito di competenza regionale che locale. Ci sono delle direttive emanate dalla Regione circa l'organizzazione
e le assistenze domiciliari per malati oncologici terminali.
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In merito ai pronunciamenti regionali di
indirizzo o tecnici per l’organizzazione dei
servizi di cure palliative destinate principalmente a pazienti oncologici, ma anche a
quelli affetti da altre patologie croniche
progressive in fase terminale, sia in assistenza domiciliare che in hospice, la Regione Toscana ha emanato numerosi provvedimenti sin dalla pubblicazione della legge
39 del 2009, il decreto ministeriale del
28/9/2009. Si è dato avvio ad un programma di realizzazione di centri residenziali di
cure palliative così come previsti dalla legge, che recita: “le suddette strutture - cioè
gli hospice - dovranno essere realizzati
prioritariamente attraverso l'adeguamento e
la riconversione di territori di proprietà delle aziende sanitarie locali o delle aziende
ospedaliere inutilizzate anche parzialmente,
ovvero di strutture resesi disponibili in conseguenza della ristrutturazione della rete
ospedaliera”
Già nel piano sanitario regionale 19992001 sino all'ultimo del 2008–2010, la programmazione regionale ha previsto che
prioritaria attenzione fosse accordata alla
centralità della persona, alla personalizzazione e alla umanizzazione delle cure, alla
costruzione di reti integrate di servizi che
potessero accompagnare il malato nel difficile percorso che si trova ad affrontare.
L'integrazione non riguardava soltanto i diversi settori assistenziali ma, in particolare,
il ruolo svolto dal volontariato, tanto che
con la delibera della Giunta regionale 996
del 2000, atto fondamentale ai fini di quanto richiesto poiché contiene linee organizzative emanate proprio su questo settore, il
ruolo del volontariato è specificatamente
citato, identificato e regolato al paragrafo 6.
Il secondo atto di riferimento, dopo questa
delibera, è la delibera di Giunta 467 del
2007 che contiene, in allegato, il documento tecnico di riferimento per l'organizzazione degli hospice e che prevede anche riferimenti alle cure palliative domiciliari. Si
citano inoltre la delibera di Giunta 140 del
2003, che ha approvato il piano per la co-
struzione e costituzione dell'Istituto toscano
tumori e la delibera 2008 del 2004 “Istituto
toscano tumori, prime determinazioni per
l'applicazione…”.
Con la legge nazionale 38 del 2010 sono
stati posti in essere i provvedimenti attuativi, particolarmente per quanto riguarda
l'accordo Stato-Regione del luglio 2012,
sono stati definiti i requisiti e gli standard
organizzativi per l'accentramento delle reti
e delle strutture per la lotta al dolore e cure
palliative negli hospice. Dal 2012 quindi la
Toscana, recependo tutti gli indirizzi nazionali con proprie deliberazioni, c'è un elenco
di molte delibere che posso allegare, ha avviato l'attuazione della legge nelle strutture
di servizi sul proprio territorio, ha espresso
documenti tecnici per facilitare l'assistenza
e per sollecitare, oltre che le verifiche dello
stato di attuazione delle normative nazionali, specie per quanto riguarda la presenza in
ogni azienda di una struttura di coordinamento delle cure palliative, che è presente,
l'individuazione di un responsabile della rete aziendale di cure palliative, sia domiciliare che in hospice, con compiti organizzati assistenziali e di cure, di monitoraggio
delle prestazioni erogate.
È chiaro che, essendo i regolamenti attuativi della legge nazionale molto recenti,
non si può che immaginare un adeguamento
progressivo delle strutture di questi servizi
a quanto disposto dalle nuove normative.
Nel 2014, per altro, si prevede l'accreditamento delle strutture della rete già rispondenti agli standard definiti.
A proposito del volontariato si evidenzia
che in tutti i documenti nazionali e regionali è sempre ben presente e valorizzato il
ruolo e la risorsa delle associazioni del volontariato, da sempre parte attiva in questo
settore, sempre che si parli di volontariato
accreditato e insito nella rete aziendale, che
deve avere una figura aziendale di responsabilità per il coordinamento organizzativo.
La Regione Toscana ha normato il rapporto
tra aziende ed associazioni sin dalla delibera di Giunta 1128 dell'ottobre 2001 e poi
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con la delibera 726 del 2004 regola l'attività
assistenziale domiciliare svolta dalle associazioni di volontariato oncologico per le
aziende o in convenzione con le aziende sanitarie.
Riguardo alla appropriatezza dei ricoveri
in hospice coordinati dalla rete, se la rete
esiste e coordina i percorsi assistenziali tra
ospedale e territorio, così come è previsto,
questi non possono essere considerati ricoveri impropri, mentre sono certamente impropri i ricoveri ospedalieri dei pazienti seguiti dalla rete che quindi devono essere attentamente monitorati come indice di buon
funzionamento della rete e della sua accessibilità.
Circa la variazione economica delle prestazioni sia domiciliari che in hospice, la
Regione al momento non ha dato indicazioni in quanto in attesa del pronunciamento
della Commissione tecnica ministeriale che,
a livello nazionale, se ne sta attualmente
occupando. In attesa di un pronunciamento
nazionale che normi o dia indicazioni alle
regioni, si è scelto di lasciare l'autonomia
alle aziende nella definizione dei costi, certo coerentemente con i principi di buona
amministrazione.
Dalla nota trasmessa dal’Azienda USL 2
emerge che questa ha attivato due distinti
percorsi di assistenza, uno per gli hospice e
uno per l'assistenza domiciliare oncologica.
I due percorsi, secondo indicazione di legge, devono essere integrati sia attraverso
una struttura di coordinamento aziendale,
come sopra citato, che sembra non ancora
attivata, sia attraverso la definizione di piani individuali per l'assistenza che garantiscano, nelle diverse situazioni, l'appropriatezza del servizio erogato nei diversi ambiti
assistenziali. È evidente che i costi dell'assistenza domiciliare sono inferiori a quelli
dell'hospice. Altrettanto evidente è che l'assistenza domiciliare non è sempre possibile
o adeguata. La valutazione dell'appropriatezza del ricorso all'hospice è competenza
della struttura di coordinamento aziendale
di cui sopra o di altro soggetto a questo de-
putato dalla ASL. In ogni caso secondo gli
indirizzi regionali il comportamento da adottare è legato principalmente all'esigenza
delle persone e non solo ai criteri di economicità.
Per quanto riguarda il punto 2 dell'interrogazione si rileva che in data 21 agosto
l'ESTAV ha provveduto ad una revisione
del bando che riapre i termini di scadenza e
apporta alcune opportune modifiche sia al
disciplinare che al capitolato speciale. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie, assessore. Gli interroganti hanno titolo a dire se sono soddisfatti, dopo 25 minuti spero di sì, nel senso
che l'assessore ha spiegato moltissimo. Iniziamo dalle 983 e 976 presidente Del Carlo.
DEL CARLO: Grazie, Presidente. Non si
tratta di dichiararsi insoddisfatti o soddisfatti ma di valutare attentamente quello
che è accaduto recentemente nella sanità toscana. I fatti luttuosi accaduti devono preoccupare e l'opinione pubblica è alquanto
preoccupata; chi deve andare negli ospedali
toscani dopo questi fatti si preoccupa di capire ciò che sta succedendo.
Quindi, al di là della magistratura e della
commissione ministeriale, la Giunta regionale deve essere più attenta. Pensando alla
delibera regionale recentemente approvata,
che rende più stringenti i controlli, le garanzie e la sicurezza per le trasfusioni, ma il
problema riguarda naturalmente anche altri
tipi di prestazioni, la gente si domanda il
perché questa roba arriva oggi a seguito di
questi fatti e non è arrivata prima. Perché
certi tipi di controlli e certi meccanismi non
sono stati attivati prima? Vuol dire che
qualcosa non andava bene e comunque andava meglio precisato.
I fatti sono accaduti a Grosseto, Orbetello e Pietrasanta in tre strutture ospedaliere
ubicate in zone turistiche dove la popolazione nel periodo estivo raddoppia, se non
addirittura arriva ad essere più del doppio.
Siamo sicuri, assessore, che l'organico degli
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ospedali di Orbetello e Grosseto è a posto?
Certi errori umani, che lei li chiama, costano la vita alle persone.
Siamo sicuri che il personale ospedaliero, dato che, ripeto, si tratta di tre zone turistiche che in estate raddoppiano le presenze, impegnato doppiamente, fosse a posto?
Non lo so, lo chiedo.
Lei, ad esempio, su Pietrasanta, sull'ospedale della Versilia le stesse cose non le
ha dette, e qua ci sono stati degli operatori
medici che hanno messo in evidenza che lo
stress del personale nel periodo estivo aumenta notevolmente.
Si è parlato degli eventi luttuosi di Grosseto, Orbetello e Pietrasanta, ma ricordiamo
anche l’ospedale della Versilia dove c’è stato un errore nella trasfusione ad un uomo
che è deceduto dopo cinque giorni; si dice
che non è dipeso dalle trasfusioni, ma l'errore comunque c'è stato; ed è lì il problema.
L'errore emerge solo quando c'è il decesso
o gli errori vengono messi tutti in evidenza?
Stesso dicasi per quanto riguarda la dimenticanza del defibrillatore e in questo caso c'è anche il problema che l'ambulanza
non ha rintracciato l'abitazione. Ma queste
sono cose allucinanti! Non ho ben capito,
alcuni passaggi mi sono sfuggiti. Lei, assessore, dice che la Toscana è nella media nazionale per quanto riguarda gli errori e
quindi è tra le regioni, ecc., ma quando la
gente muore non va a vedere se siamo nella
media nazionale. Il discorso è che bisogna
eliminare anche gli errori umani. Ripeto,
siamo in sanità, non siamo in altri settori.
La Giunta regionale si deve preoccupare
non a posteriori ma a priori di certe disfunzioni che ci possono essere nei settori
dell'emergenza urgenza ed in tutta la gestione della sanità. Abbiamo delle statistiche che ci dicono che su sette casi di morte
ogni mese ci sono i ricorsi dei parenti dei
deceduti.
Per quanto riguarda l'altra interrogazione
che ho presentato, relativamente all'assistenza domiciliare ai malati oncologici terminali, mi sono riferito a quanto avviene
alla ASL 2 di Lucca, dove, fino ad oggi,
l'assistenza domiciliare ai malati oncologici
terminali veniva svolta in convenzione da
un'associazione di volontariato; la ASL da
alcuni anni ha fatto con questa associazione
una convenzione che prevede uno stanziamento di 125.000 euro annui.
Poi c'è l'hospice, una struttura con sette
posti letto per i malati terminali sempre in
gestione ad una cooperativa locale. Per
quanto riguarda l'hospice la ASL ha indicato, nel bando di gara, uno stanziamento di
516.000 euro. Nella hospice vengono assistiti 134 pazienti all’anno, mentre al domicilio vengono assistiti circa 120 pazienti
all'anno. Un paziente in hospice costa 3.112
euro mentre un paziente assistito al domicilio costa 625 euro. È evidente la differenza,
ma è una differenza enorme.
La mia interrogazione mirava, fra l'altro,
ad una revisione del bando di gara, cioè oltre allo spostamento dei termini di scadenza
del bando di gara che fosse possibile rivedere anche il meccanismo che la ASL ha
messo insieme, cioè la struttura hospice più
l’assistenza domiciliare. In questo modo il
volontariato sarà tagliato fuori, è inutile fare affermazioni di principio, assessore. Il
volontariato svolge un ruolo importantissimo, finora lo ha svolto egregiamente, riconosciuto ampiamente da tutti; l'associazione
don Baroni di Lucca oggi non potrà più
svolgere questa attività perché sarà l'azienda che vincerà la gara a servirsi, eventualmente e ad integrazione delle proprie attività, di un'associazione di volontariato. Mi
pare che in questo modo si annulli il merito
di chi ha organizzato questo servizio sul
territorio, di chi lo ha svolto con piena soddisfazione delle famiglie che se hanno un
malato oncologico terminale; l'assistenza
del volontariato finora ha dato ottimi risultati. Per il modo con cui la ASL ha organizzato questo discorso dell'assistenza attraverso l'hospice con percorso domiciliare, si
cambia il ruolo del volontariato per questo
tipo di assistenza. A parole si dice che il
volontariato ha un ruolo fondamentale, ec-
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cetera eccetera, ma laddove ha operato bene
e ha fatto un buon lavoro viene praticamente tagliato fuori. Il bando poteva essere
strutturato in modo diverso affinché il volontariato potesse continuare ad avere questo ruolo fondamentale, volontariato che,
ripeto, a Lucca, è un esempio in Toscana,
ha svolto un ruolo eccellente con il riconoscimento unanime delle famiglie assistite.
Voglio mettere in evidenza che l'assistenza domiciliare è svolta per otto ore al
giorno e che durante le altre ore del giorno,
ivi comprese le ore serali e la notte non c'è
nessuno ed i malati e le famiglie sono abbandonati a loro stessi. Avevamo chiesto di
stanziare una cifra maggiore, anziché
125.000 euro, di rivedere questa ripartizione e dare una cifra maggiore per l'assistenza
domiciliare. Vedo che il bando è stato posto
in modo analogo al precedente, pur essendo
stati spostati i termini, quindi non posso che
dichiararmi insoddisfatto di questo comportamento della ASL di Lucca e naturalmente
insoddisfatto anche della sua risposta.
PRESIDENTE: Per l’interrogazione 984
dei consiglieri Mugnai, Magnolfi, Agresti e
Antichi la parola al consigliere Mugnai.
MUGNAI: Grazie, Presidente. Se si replicasse con l'impostazione della risposta
dell’assessore probabilmente staremmo al
di sotto dei cinque minuti a disposizione.
Francamente, assessore, la risposta, non
me ne voglia, era più da direttore generale,
molto tecnica. Per quanto sia necessario avere anche passaggi tecnici rispetto a situazioni così tragiche, credo che la motivazione della comunicazione di oggi sia cercare
di capire il perché e il contesto che, dal
punto di vista mio come credo anche di tanti colleghi, non è certamente la causa diretta
che ha permesso e permette che certi errori
umani, che tali sono, avvengano e si ripetano. Dico "si ripetano" perché anche sulla
vicenda delle trasfusioni ho letto che i dati
ufficiali parlano di cinque trasfusioni sbagliate in Toscana negli ultimi 26 mesi. E’
un dato allarmante. E non si può dire che
tutte le trasfusioni sbagliate non sono letali,
perché l'ultima lo è stata ed il punto è che le
trasfusioni non bisogna sbagliarle. E’ chiaro
che una persona che riceve una trasfusione
ha qualche problema di ordine sanitario ed
a fargli una trasfusione sbagliata non è che
gli facciamo un bagno di salute, è chiaro.
Credo ci debba essere un'attenzione a risolvere questi fatti. Come spesso accade c'è
stato un ingorgo di notizie tragiche terribili
in ordine alla sanità toscana che ha destato
l'interesse non solo nostro ma anche mediatico nazionale su come vanno le cose; interesse che arriva a pochi giorni di distanza
rispetto ad un'altra notizia, quella dell'esclusione della Toscana dalle cinque Regioni prese a riferimento dal Ministero della
salute rispetto ai costi standard applicati in
sanità.
Credo che una riflessione politica rispetto a questi fatti singoli sia necessario farla e
nella risposta dell'assessore francamente
non l'ho colta. Nel momento in cui le agenzie battono ed i telegiornali raccontano la
notizia della trasfusione sbagliata, leggo le
dichiarazioni dell'assessore, a caldo, che dice: "le procedure vanno bene", poi dopo
due giorni nella conferenza stampa ho visto
che qualche correzione è stata adottata.
Credo che in quella risposta a caldo, ripeto,
assolutamente comprensibile, ci siano un
bel po’ delle cose che dovremo affrontare e
risolvere. Quando parlavamo tempo fa di
una sanità ed un sistema eccessivamente
autoreferenziale, che ama rimirarsi allo
specchio dicendosi "come sono bello", ci
riferivamo anche a questo.
L'attenzione non deve essere nel ricercare ed evidenziare le cose che vanno e, assessore, grazie a Dio in sanità toscana di
cose che vanno ce ne sono, merito degli operatori ma anche di chi ha avuto le responsabilità in sanità in questi anni; ma ci sono
anche delle cose che non vanno e l'attenzione di tutti, più in sanità che in altri settori, deve essere indirizzata sulle cose che
non vanno. Indubbiamente è sempre tutto
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perfettibile, a maggior ragione un qualcosa
sul quale ci sono stati errori ripetuti in un
arco di tempo così ristretto. Era lecito immaginare e ipotizzare che ci potesse essere
un problema di carichi di lavoro, ma lei ci
ha risposto dicendo che nel caso specifico
non c'è.
Le do un altro elemento di riflessione,
assessore, valutato. Perché un po’ giro nelle
strutture sanitarie, forse un po’ captatio benevolentiae nei miei interlocutori che pensano che quando mi dicono che le cose
vanno male sono più contento, perché poi
non è così. Andate anche voi a parlare con
gli operatori, il clima non è sereno. C'è una
serie di perplessità e di malumori; probabilmente c'è la sensazione che è venuto meno l'orgoglio di operare all'interno di un sistema raccontato come un sistema quasi
perfetto e se si parla con chi lavora quotidianamente lì dentro ti racconta una serie di
cose che non vanno.
Lei che ha anche esperienze personali
nell'organizzazione di sistemi complessi sa
benissimo che questo clima aiuta il verificarsi di errori umani. Bisogna porsi il perché di questo clima, perché questo è lo stato
dell'arte.
La risposta che do io è assolutamente di
parte, ma vi inviterei a rifletterci: la sanità
toscana non sta riuscendo a mettersi al passo con i tempi ed è necessario fare una serie
di scelte. Si parlava del cattivo clima e credo dipenda dal fatto che tutta una serie di
scelte, che probabilmente andavano già fatte, ancora non si vedono all'orizzonte.
Si è parlato per anni della salute e ancora
non si decide niente. Addirittura quella del
118 è diventata una vicenda “kafkiana”, assessore; certamente non è il primo dei problemi ma neanche su questo si riesce a decidere niente.
Riguardo ai piccoli ospedali come quelli
di Orbetello e Grosseto; per quanto
quest’ultimo non è un piccolo ospedale ma
è in una zona periferica della nostra regione. Guardate, che nelle zone marginali,
marginali per gli organigrammi della sanità
toscana ma per chi ci vive sono baricentrici,
della nostra Toscana c'è un grosso timore
rispetto al taglio dei posti letto e alla riduzione dei servizi. È ovvio che questa situazione si avverte in Maremma, in Lunigiana
e non a Firenze, a Siena e a Pisa. Anche
questo è un tema che va affrontato, assessore.
Il rapporto con l'università nel nostro sistema sanitario è importante. Qualcuno dice
che questo c’entra con l'errore avvenuto ad
Orbetello. Infatti se le aziende ospedaliere
universitarie nel fare il loro lavoro “rubano” il lavoro alle aziende territoriali, nel
medio e lungo periodo i cittadini si disabituano ad andare nelle strutture territoriali ed
è inevitabile che i professionisti che lì operano, avendo meno casi da trattare diminuiscono la loro professionalità. Tutto si lega e
tutto si tiene, ma questi nodi che ci sono, e
non sono i soli, vanno risolti, altrimenti alla
fine in sanità, al di là dei bilanci in cui ci
possono essere delle magagne come a Massa, succede quel che è successo, che in una
settimana accadono tre eventi tragici dove
si perdono vite umane.
Noi siamo alla curva discendente della
parabola del nostro mandato legislativo.
Assessore, il piano sanitario in Toscana ancora non c'è; è scaduto il 31 dicembre del
2010. In un momento in cui si stanno affrontando cambiamenti anche epocali non
siamo stati in grado di dotarci di uno strumento strategico come quello. Oggi qui sotto ci sono una serie di comitati in rappresentanza di cittadini che nei territori sentono la sanità a rischio e credo tutti chiedano,
qualche volantino l'ho letto, che si approvi
il piano socio-sanitario sperando di trovarci
una serie di punti fermi che in qualche misura li mettano in garanzia. La Commissione presieduta dal presidente Remaschi sulla
vecchia bozza ha fatto 34 sedute, sulla vecchia proposta di piano sanitario. Disponibile a lavorare in tempi serratissimi ma non
potete pensare che il piano sanitario, essendo in ritardo, ce lo portate, ce lo fate vedere
velocemente e noi lo approviamo a tamburo
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battente. Qualcuno dovrà approvarlo, ma
siamo a settembre 2013 ed il Presidente ieri
ci ha comunicato che da qui a ottobre il
Consiglio non si riunisce. Gli anni passano
ma i problemi restano e i problemi che restano in sanità, piaccia o non piaccia, prima
o poi portano a ciò che abbiamo tragicamente dovuto registrare.
Chiudo, assessore, dichiarandomi soddisfatto delle sue risposte, perché anche sul
tema delle trasfusioni vi erano indicazioni
da parte dei centri preposti per cambiare dei
protocolli in momenti non sospetti che non
sono stati accolti e che solo ora si pongono
in essere.
La ringrazio, assessore, perché io sono
critico su come svolge la sua attività di assessore ma riconosco che ci mette la faccia.
Mi ha stupito e un po’ amareggiato, anche
pensando agli operatori che hanno sbagliato
seppure altamente qualificati, che penso
abbiano sulla coscienza un peso non indifferente, che quel sabato mattina in cui lei ha
tenuto una conferenza stampa, immagino
per lei difficile, non c’era accanto a lei il
Presidente Rossi; me lo sarei aspettato considerato che il Presidente in questi anni, rispetto alla sanità, ha avuto un ruolo importante. Questo per gli operatori che tutti i
giorni si impegnano in quel settore ed anche e soprattutto per le famiglie che hanno
perso i propri congiunti purtroppo in virtù
di errori di un sistema e il dominus di questo sistema sappiamo perfettamente tutti chi
è stato e chi è ancora.
PRESIDENTE: Aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori il consigliere
Lazzeri.
LAZZERI: Grazie, Presidente. Il punto è
questo: oggi vediamo nell'ordine del giorno
del Consiglio regionale una comunicazione
dell'assessore sui casi drammatici in sanità
conosciuti dalla Toscana in queste ultime
ore e ci sono tre interrogazioni collegate.
Non pensavo che per una comunicazione
di così larga portata si dovesse includere la
comunicazione al Consiglio riguardante le
associazioni di volontariato di Lucca e di
quanto sono brave nell'affidamento del servizio di oncologia. Con tutto il rispetto ci
sono interrogazioni che hanno una portata
ben più importante e sicuramente di maggior peso di questa.
Credevo che oggi si prendesse spunto da
due o tre interrogazioni sui recenti accadimenti e dalla situazione di queste ore: 26
sindaci a Volterra che si mettono contro
l'assessore alla salute, i comitati che si vogliono incatenare qui sotto, lo diceva prima
il collega Mugnai, il sindaco di Figline che
ieri casca dal pero e dice che non sa nulla
della ristrutturazione dell'ospedale di Serristori che chiude la chirurgia, non ne sapeva
nulla e dice ai politici che si devono impegnare. Allora voglio capire chi è il sindaco
e a che cosa serve. C'è una situazione che
chiedeva e chiede una disamina; questa
pensavo fosse la portata della comunicazione odierna dell'assessore, ma non lo è. Si
risponde solo alle interrogazioni; l'assessore
parla, rispondono gli interroganti e qui si
chiude.
PRESIDENTE: Consigliere Lazzeri, il
suo mi sembra un intervento.
LAZZERI: Ha ragione, è boderline.
Quando vogliamo parlare dello stato dell'arte della sanità toscana in questo Consiglio
regionale? Continuiamo a sfuggire al problema, oppure lo affrontiamo direttamente e
ne prendiamo atto? Credevo che quella di
stamani fosse l'occasione per fare questo e
invece si è parlato dell'associazione di volontariato di Lucca e non va bene. L'Ufficio
di presidenza aveva licenziato con i capigruppo un ordine del giorno che forse aveva
una portata diversa; la relazione dell'assessore è invece di risposta alle singole interrogazioni. Colleghi, credo dovremo porci il
problema, mi rivolgo al Presidente del Consiglio e all'assessore Marroni, di trovare un
momento per fare il punto su queste cose.
Grazie. Mi scuso per la lunghezza.
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Atti Consiliari
IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
PRESIDENTE: Alla riunione dei capigruppo effettivamente fu fatto il ragionamento che grosso modo ricordava un attimo
fa il collega Lazzeri, tuttavia ormai la piega
è questa.
Se credete di rifare un altro esame complessivo della situazione della sanità toscana, lo faremo con la disponibilità dell'assessore e del Presidente Rossi. È vero che abbiamo spostato per via dei mondiali del ciclismo di una settimana la prossima seduta
ma non è che la mandiamo sine die. Facciamo in tempo a programmare tutto ciò
che i colleghi ritengono sia necessario fare.
La disponibilità della Giunta c'è stata anche oggi, per la verità. Se il taglio non era
pertinente dovremo chiamare o chiedere a
chi rappresenta la Giunta nei capigruppo di
essere più preciso, presumo.
Credo che altri colleghi avrebbero voluto
più o meno fare un discorso simile, non tanto sul richiamo quanto sul contenuto. L'assessore ha svolto una comunicazione importante e chiederei di poter finire qui riprendendo l'argomento in un nuovo e aggiornato ragionamento intorno a tutto quello che è la problematica della sanità toscana. La Giunta sicuramente è disponibile.
Assessore, prego.
MARRONI: Grazie, Presidente. Due o
tre brevi puntualizzazioni perché ero qui
per rispondere ad alcune interrogazioni in
forma di comunicazione e non per fare l'ennesima situazione della sanità toscana a cui
questo Consiglio mi chiama praticamente
ogni due mesi e al quale sono ben felice di
venire.
I commenti seguiti in effetti hanno parlato di tutto, anche dello specifico a cui ho risposto. Naturalmente credo sia piuttosto
strumentale, se mi si consente, collegare
due incidenti, sicuramente tali, e un caso
che ancora non ha avuto chiarezza nella dinamica, mettere di tutto e di più insieme,
anche una presunta crisi della nostra sanità,
un sistema che viene detto in declino, ma
non lo è affatto e la questione delle cinque
regioni benchmark, che non ha niente a che
vedere con queste cose essendo una dinamica completamente diversa,
Sarò felice di commentare con voi tra
venti giorni come è andato il 2012, gli esiti
della sanità toscana e cioè di come la gente
è stata trattata nei nostri ospedali. Ripeto,
prendere tre questioni, due delle quali chiaramente errori ed una ancora tutta da definire, in cui le cause della morte di due dei tre
sono ancora da determinare, per dire che
ora sta crollando tutto, ritengo sia molto
strumentale. È stato detto che ci sono 26
sindaci in rivolta, ma alla riunione di Volterra mi risulta ce ne fossero 4, uno solo dei
quali è titolare di un comune in cui esiste
un ospedale.
Vorrei dire del movimento piccoli ospedali di cui tanto è stato detto in queste risposte. Abbiamo quelli che si classificano
come piccoli ospedali, 15; ebbene per 11
dei 15 abbiamo firmato patti territoriali che
arginano completamente il problema del
piccolo ospedale; è stato definito come, cosa e quando.
Ricordo la polemica strumentale fatta
sulle categorie, tutta roba passata che non
esiste nella realtà ma esiste ovviamente nella carta, esiste nella polemica. Signor Presidente, sono state sollevate questioni molto
pesanti, non supportate da una discussione
e mi sembrava corretto non lasciare queste
cose pendenti, ma dare una chiusura. Tutto
lì, siamo a disposizione per dare qualsiasi
garanzia. Volevo solo dire, e con questo
chiudo, tornando ai tre casi da cui siamo
partiti, che non siamo autoreferenziali perché noi siamo fra quelli che denunciano di
più in Europa e chi è autoreferente non denuncia e non dice "ho sbagliato". Dire così
è anche un segno di forza del sistema, di serietà del sistema. Il nostro Centro nazionale
sangue certifica tuttora che siamo in linea
con il sistema italiano; non c'è nessuna deriva nel sangue e i nostri tassi di mortalità
rimangono inalterati. I due incidenti più il
caso da definire, accaduti nella stessa settimana, che ovviamente hanno avuto una ri-
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Atti Consiliari
IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
levanza mediatica enorme, vanno considerati una coincidenza e non alterano le nostre
performance sui risultati.
Questo lo dico e sono prontissimo a sostenerlo con numeri e documentazioni,
ammesso che a qualcuno interessi leggerli
invece di usare questi accadimenti in maniera strumentale. Vi ringrazio.
Modifiche alla legge regionale 4 luglio 2013, n.
34 (Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione. Modifiche alla l.r. 35/2000,
alla l.r. 22/2002 ed alla l.r. 32/2002) (Proposta di
legge n. 271 divenuta legge regionale n. 36/2013
atti consiliari)
PRESIDENTE: Passiamo agli atti iniziando dalla proposta di legge 271 "Modifiche alla legge regionale 4 luglio 2013, n. 34
(Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione. Modifiche alla l.r.
35/2000, alla l.r. 22/2002 ed alla l.r.
32/2002)". Presumo che uno dei due presidenti o entrambi chiederanno di intervenire
per illustrare questa proposta di legge.
DONZELLI: Per correttezza formale annuncio all'aula che esco dall'aula per un ipotetico conflitto di interesse, anche se non
così diretto, essendo io partecipante di una
società che ha attività editrice.
Esco dall'aula. Per correttezza lo dichiaro preventivamente. Grazie.
PRESIDENTE: Prendiamo atto della
comunicazione che, anzi, è apprezzabile per
la sua correttezza. Presidente Danti.
DANTI: Grazie, Presidente. Brevemente,
la proposta di legge che abbiamo presentato
nei giorni scorsi, in maniera molto celere,
con tanti colleghi del Consiglio regionale,
ha come obiettivo una piccola correzione
alla legge che abbiamo approvato sul sostegno alle attività dell'informazione in Toscana. In quella legge, probabilmente per una
piccola distrazione, abbiamo messo tra i requisiti essenziali, necessari per accedere ai
finanziamenti quello di avere aziende che
hanno sede legale oltre che sede operativa
in Toscana e che sono iscritti al CORECOM della Toscana. Strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri, atte alla
verifica delle leggi regionali, con alcune relazioni ci hanno sottolineato che la norma
che riguardava la sede legale in Toscana era
contro alcuni principi normativi e c’era la
possibilità di impugnare la nostra legge.
Con alcuni colleghi abbiamo predisposto, in
accordo con la Giunta e con le strutture tecniche del legislativo del Consiglio e della
Giunta, questa piccola modifica in modo tale che il Governo, nei giorni scorsi, ha potuto non procedere all'impugnativa della
legge, che è quindi perfettamente operativa,
dando così la possibilità di attuarla con gli
atti relativi che saranno predisposti dalla
Giunta regionale. Grazie.
PRESIDENTE: Presidente Taradash.
TARADASH: Non entro nel merito di
una legge che sarà discussa e sulla quale
conoscete la mia posizione solo che vorrei
sapere se il Governo ha fatto un atto formale nei confronti del Consiglio regionale della Toscana, cioè se è intervenuto con un
documento o se l'attività del Governo è stata informale, cioè se direttamente il presidente Danti è stato informato di questa difficoltà. Questo è utile anche per capire quale sarà l'evoluzione di questa proposta perché potrebbe essere possibile che in futuro
siano sollevate altre obiezioni, magari da
parte di altri soggetti. Tanto per capire qual
è stato l'iter per cui si giunge oggi a questa
modifica.
Mi pare aver capito dalle ultime parole
pronunciate dal presidente che nulla ancora
è stato fatto in concreto, né bandi né stanziamenti. Abbiamo approvato una legge di
sostegno all'editoria senza collegarci nessun
capitolo di bilancio. Allora si può sapere se
c'è uno stanziamento, se ci sono effettivamente dei fondi e se le procedure sono state
attivate?
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
Presidenza del Vicepresidente Giuliano Fedeli
PRESIDENTE: Consigliere Del Carlo,
prego.
DEL CARLO: Grazie, Presidente. Una
brevissima dichiarazione di voto. Ho sottoscritto questa modifica della legge per renderla fruibile e praticabile a seguito delle
eccezioni sollevate dal Governo, ma rammento che permane da parte nostra il voto
di astensione. Riconfermo qui che sulla
legge, non su questa modifica, continuo ad
avere le stesse perplessità dimostrate a suo
tempo quando dichiarammo il voto di astensione, che permane.
PRESIDENTE: Prego.
DANTI: Presidente, chiedo scusa. Per
quanto attiene le domande sull'efficacia della legge ricordo al collega che ne abbiamo
dibattuto in questa aula il 4 luglio scorso.
Oggi siamo a due mesi di distanza dalla
pubblicazione e mi pare che ancora non
possiamo dire di essere in ritardo. Per altro,
come il collega sa, nella variazione di bilancio le risorse destinate a questa legge
sono state stanziate e quindi sono disponibili.
Per quanto attiene alle informative c'è
una procedura interna che non riguarda i
consiglieri e i presidenti di commissione ma
che attiene alle strutture tecniche del Consiglio regionale e della Presidenza del Consiglio dei ministri che provvedono a far
presente i punti non particolarmente rilevanti di difficoltà sui testi legislativi. Quindi i punti critici sono stati fatti presenti con
queste modalità ed anche il nostro settore
legislativo ha riconosciuto il fondamento
giuridico di violazione rispetto alla Costituzione, articolo 117. Pertanto abbiamo provveduto a questa piccola modifica per avviare questa legge all’efficacia.
Il Consiglio dei ministri di lunedì ha già
stralciato, conseguentemente alla lettera che
io e la presidente Pugnalini abbiamo inviato
con allegato la proposta di legge sottoscritta
dai consiglieri delle due commissioni, questa legge da quelle da impugnare. Il Governo ha già dato il via libera grazie
all’impegno, allegato alla lettera inviata,
che ci siamo presi. Grazie.
PRESIDENTE: Passiamo alla votazione
della legge. Articolo 1: favorevoli? Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 2: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Preambolo: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Mettiamo in votazione la
legge con il voto elettronico. Prego, votate.
È chiusa la votazione. Votanti 36, favorevoli 34, contrari 1, astenuti 1.
- Il Consiglio approva Norme per il sostegno dei genitori separati in
situazione di difficoltà (Proposta di legge n. 26
divenuta legge regionale n. 37/2013 atti consiliari)
PRESIDENTE: Passiamo alla proposta
di legge numero 26 "Norme per il sostegno
dei genitori separati in situazione di difficoltà". Prego consigliere Remaschi.
REMASCHI: Grazie, Presidente. Brevemente per illustrare questa proposta di
legge che nasce dal disegno presentato del
collega Ciucchi nel settembre 2010. E’ stato fatto tutto l'iter in Commissione, la presentazione, l'illustrazione, la ricerca con gli
uffici di superare i rilievi di legittimità che
il testo aveva nella sua versione originaria .
Siamo andati avanti con la disponibilità del
collega Ciucchi cercando di trovare una
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
formulazione del testo che rappresentasse al
meglio le difficoltà che ci sono. Il tema è
delicato, lo conosciamo tutti e sicuramente
è diventato molto più attuale nel corso di
questi ultimi anni.
La proposta di legge persegue lo scopo
di superare e di mettere in condizione entrambi i genitori separati di rappresentare al
meglio le difficoltà incontrate in questo
percorso. Ognuno di noi ha presente che
successivamente alla pronuncia dell'organo
giurisdizionale sull'assegnazione dell'abitazione e dell'assegno di mantenimento si
vengono a creare situazioni di disagio forte
sia economico che psicologico di entrambi i
genitori che spesso si ripercuotono sul rapporto con i figli. Questo è uno dei percorsi
che attraversano questa proposta di legge.
È chiaro che nel deteriorarsi e nel venir
meno di determinati rapporti parentali la
perdita dell'alloggio è una delle preoccupazioni più gravi che nella stragrande maggioranza dei casi di separazione. Questa proposta di legge si raccorda anche con la
normativa regionale in materia di edilizia
residenziale
pubblica
stabilendo
l’introduzione di alcuni parametri, alcuni
punteggi specifici. La proposta di legge
promuove inoltre protocolli di intesa con gli
enti pubblici locali, con qualsiasi altro soggetto che opera per la tutela dei minori e
per il sostegno ai genitori separati.
È un articolato piuttosto variegato che
promuove la solidarietà in favore di genitori
separati cercando, come dicevo in premessa, forme di sostegno psicologico ed economico. È chiaro che nel riordino dell'articolato, avendo dovuto superare aspetti di
legittimità, sono venuti meno alcuni aspetti
che riterremmo di dovere affrontare in un
secondo tempo per potere implementare la
proposta di legge. A noi oggi pare che questa proposta vada nel senso giusto e rappresenti al meglio, per quanto possibile, questo
tipo di problematica.
Chiudo ringraziando gli uffici per la collaborazione, per aver trovato una soluzione
condivisa e ringrazio il collega Ciucchi per
la sensibilità dimostrata nell'avere presentato questa proposta di legge. Grazie.
PRESIDENTE: Prego, consigliere Ciucchi.
CIUCCHI: Grazie, Presidente. Solo per
ringraziare i colleghi della Quarta Commissione, in primis il presidente Marco Remaschi, per la disponibilità ad approfondire
questo argomento molto delicato. Abbiamo
dovuto affrontare questioni di ordine giuridico che abbiamo cercato di risolvere con il
contributo determinante dei nostri uffici,
che ringrazio.
Credo che con questa legge si manifesta
la diffusa sensibilità all'interno di questo
Consiglio rispetto ad un problema che sta
diventando sempre più acuto; si danno delle
risposte probabilmente parziali, non completamente sufficienti, rispetto agli aspetti
di carattere economico e psicologico che si
cerca di affrontare e di dirimere. Si è cercato di fare della questione abitativa e della
possibilità di offrire ed assicurare forme di
ospitalità temporanea una delle questioni
peculiari della legge che andiamo a sottoporre all'approvazione del Consiglio ma,
come giustamente ricordava il presidente
Remaschi, questo è un tentativo di dare avvio alla soluzione di un problema che siamo
convinti dovrà trovare maggiore considerazione e tutte le risorse occorrenti nel piano
sanitario regionale.
Ripeto, con questa legge cerchiamo di
dare delle risposte, offrire delle soluzioni,
ad un problema che siamo consapevoli di
dover riprendere in mano e di riconsiderare
in occasione del nuovo piano sanitario regionale e sociale integrato. Grazie.
PRESIDENTE: Collega Ammirati, a lei
la parola.
AMMIRATI: Presidente, grazie. Solo
per preannunciare il voto di astensione del
nostro gruppo motivato richiamandomi alle
ultime affermazioni del consigliere Ciucchi.
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
È una legge lodevole negli intenti, le situazioni di disagio sono vissute quotidianamente nelle aule di tribunale, Spesso assistiamo a situazioni di vera emergenza, che
non è semplicemente abitativa; la stessa
sottintende e nasconde molti altri problemi
ancor più gravi. Un rapporto esaurito porta
maggiori liti e contenziosi nel momento in
cui il percorso giudiziario è terminato, le
tensioni familiari non si allentano e talvolta
si acuiscono.
Ben venga questa legge che, direi, rimanda nella sostanza la sua concreta attuazione a qualcosa che ancora non c'è.
Il nostro è un voto di astensione motivato dalla circostanza che attendiamo di vedere come verrà concretizzata e sviluppata
questa azione nell'ambito di un piano sanitario. Questa è una delle motivazioni aggiuntive per le quali auspichiamo che il piano presto arrivi in aula.
PRESIDENTE:
prego.
Consigliere
Taradash,
TARADASH: Vorrei porre una questione di fondo. È una malattia la separazione?
Noi stiamo discutendo le separazioni e delle
conseguenze economiche delle separazioni
nell'ambito del piano sanitario regionale?
Francamente non riesco bene a capire. Mi
rendo perfettamente conto del disagio, del
dolore e delle conseguenze pratiche che le
separazioni in Italia comportano anche in
conseguenza della modalità con cui generalmente i giudici affrontano e cercano di
risolvere la questione.
La separazione delle coppie è sì un problema sociale, ma che oggi si tenti di inserire questo problema nel piano sanitario regionale, come una malattia, è qualcosa che
francamente non riesco a comprendere.
La Regione si occupa di tutto, lo capisco,
ha soldi per tutto, ha la capacità di risolvere
tutto. Non condivido questo modo di interpretare la politica e le istituzioni. Penso che
se la Regione vuole intervenire interviene
sostenendo il terzo settore e cioè il volonta-
riato, che agisce in questi ambiti. C'è scritto
anche questo, consigliere Ciucchi, però invece la Regione prende in carico direttamente il fenomeno della separazione come
se fosse un fenomeno su cui lo Stato eticamente deve intervenire. Non sono d'accordo. Condivido la posizione espressa dal mio
gruppo, ma, essendo particolarmente in disaccordo con il testo, aggiungo un qualcosa
di più: voterò contro questa legge.
NALDONI: Non è certo per convincere
il consigliere Taradash ma viene la voglia
di dire che nel piano non è che la separazione sarà inserita come neopatologia, ma
se ne tratteranno le conseguenze. Qualche
volta certe patologie sono collegate anche
alla separazione; ma non voglio andare
troppo in là. Ci sono delle conseguenze delle separazioni che hanno un impatto sui
servizi sociali e sanitari e che possono trovare albergo all'interno del piano sociale
sanitario per essere migliorate e per dare
servizi più efficienti.
La separazione comporta un grande impatto sui servizi sociali e sanitari, soprattutto quando ci sono di mezzo i minori perché
ci sono visite da fare, decidere su accompagnamento, protezione; sono cose che mi
sembra siano abbastanza note e qualche
volta non hanno una risposta efficace ed efficiente. Questo aspetto non è banale. Chi
frequenta un po’ di più ambienti giudiziari,
sa che la mediazione familiare è una parte
importante e su questa, oggi in Toscana,
non abbiamo risposte.
Non si tratta né di inventarsi patologie,
né di stato etico. Bisognerebbe riuscire a fare un po’ meno leggi e cercare di affidarsi
ad altro, ma questa legge ci dà lo spunto per
ragionare delle strutture e servizi a contorno delle problematiche dei separati, che
possono essere migliorate.
Non ho intenzione di convincere nessuno, ci mancherebbe, ma forse era giusto
puntualizzare tale aspetto perché sicuramente l'impatto che c'è ora, non domani a
legge approvata o non approvata, sui servizi
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
sociali è fortissimo al punto tale che sui
minori che vivono le conseguenze di una
separazione, i nostri servizi vanno spesso in
difficoltà.
Forse un ragionamento sulla mediazione,
sul miglioramento dei servizi, su come ragionare integrando meglio i vari aspetti che
stanno dentro questa vicenda può essere utile che sia fatto anche nel piano sociale e sanitario.
Penso di poter dire che su questa legge
che abbiamo approvato in Commissione si è
ragionato volentieri perché ci ha dato l'opportunità non solo di intervenire sul caso
specifico, che non è banale e coinvolge
molte persone, ma anche perché ci ha dato
l'opportunità di rivolgere un'attenzione
maggiore al sistema famiglie in Toscana.
Qui mi fermo.
PRESIDENTE: Gazzarri, prego.
GAZZARRI: Grazie, Presidente. Vorrei
ricordare a questa aula e soprattutto all'opposizione che due anni fa è stata votata
all'unanimità una mozione, da noi presentata e sottoscritta da altri consiglieri, sul diritto del minore alla bigenitorialità e questa
proposta di legge mi sembra vada in tal
senso. La separazione non è una malattia
ma è una situazione di cui dobbiamo farci
carico, di cui la società deve farsi carico.
Questo è il perché di questa mozione per il
diritto del minore alla bigenitorialità che
vorrei ricordare essere stata votata all'unanimità. Credo che questa legge, che il nostro gruppo voterà, vada nel senso e riprenda quei principi che nella precedente mozione furono condivisi da tutti.
DONZELLI: Credo che il tema sia serio
e reale e che i genitori separati rischino di
essere sempre più un fenomeno di nuova
povertà. Credo che le istituzioni non possano far finta di niente, che ci siano in alcuni
aspetti di questa legge giustissimi come
quelli degli alloggi temporanei, che secondo me sono una necessità urgente, e che al
tempo stesso ci siano invece aspetti che
possono essere un po’ ridondanti. Alla fine
esistono già dei servizi fatti con i mediatori
familiari e forse una legge andrebbe rafforzata. Potrei avere delle perplessità sull'ultima parte dell'attuazione ma credo che le finalità siano giuste e che sia necessario che
le istituzioni iniziano ad occuparsene.
Non concordo con l'osservazione del collega Taradash perché se avessimo soltanto
il piano sanitario avrebbe significato, perché non è una malattia questa situazione,
ma siccome il piano sanitario è sociale, e
ricordo che gli assistenti sociali non sono
più dipendenti dei comuni ma fanno parte
del sistema sanitario e sociale della Regione
Toscana, chi se ne deve occupare e dove se
ne deve parlare se non in quel piano? Secondo me è assurdo che esista il piano così
come fatto.
Oltretutto il piano sanitario è in ritardo,
ne abbiamo parlato prima, ma quello è il
piano in cui si può intervenire tecnicamente
per come sono fatti attualmente i piani della
Regione Toscana. Eventualmente si possono contestare i piani della Regione Toscana, ma se si deve andare ad operare sul settore sociale non si può fare altro perché è
sullo stesso piano del piano sanitario. Non
si può distinguere, purtroppo, perché così
sono fatti i piani, è un problema tecnico,
non è una volontà, poi è sbagliato così come fatto ma, ahimè, non lo si può cambiare,
tutto qui.
Voterò a favore di questa legge che credo sia soltanto un primo punto di partenza e
che sia necessario fare di più. È ovvio che
sono a tutela della famiglia, ma a volte la
famiglia non riesce a tenere e in quel caso
non si può pensare di creare nuove povertà.
PRESIDENTE: Passiamo alla votazione
della legge. Articolo 1: favorevoli? Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 2: favorevoli?
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 3: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 4: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 5: favorevoli?Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Preambolo: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Mettiamo in votazione la
legge. Prego, votate. Avete votato tutti? È
chiusa la votazione. Votanti 33, favorevoli
22, contrari 1, astenuti 10.
- Il Consiglio approva Presidenza del Vicepresidente Roberto Giuseppe Benedetti
Consiglio sanitario regionale. Assemblea. Sostituzione componente (Proposta di deliberazione n.
385 divenuta deliberazione n. 76/2013)
PRESIDENTE: Proposta di delibera 385
"Consiglio sanitario regionale assemblea,
sostituzione di un componente". Dalla proposta della Commissione è venuto fuori il
nome della signora Nardi Catia. Metto in
votazione. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva Norme per
dell’ambiente
la protezione e bonifica
dai
pericoli
derivanti
dall’amianto e promozione del risparmio energetico, della bioedilizia e delle energie alternative (Proposta di legge n. 138 divenuta legge regionale n. 38/2013 atti consiliari)
Ordine del giorno dei consiglieri Gazzarri, Romanelli, Remaschi, Venturi, Chiurli, collegato
alla proposta di legge n. 138 (Norme per la protezione e bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto e promozione del risparmio
energetico, della bioedilizia e delle energie alternative) (Ordine del giorno n. 209)
PRESIDENTE: Proposta di legge 138,
Quarta e Sesta Commissione congiunte,
"Norme per la protezione e bonifica
dell'ambiente dai pericoli derivanti dall'amianto e promozione di energie alternative". Chi chiede di parlare? Presidente Venturi, prego.
VENTURI: Grazie, Presidente. La proposta di legge 138 vuole dotare l'ordinamento regionale di una norma che ponga le
basi per un nuovo piano di decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'amianto.
Non si tratta di una cosa nuova perché il
Consiglio Regionale con deliberazione n.
102 dell'aprile del '97 aveva già approvato
un piano di protezione dell'ambiente di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto che con il tempo ha esaurito i suoi effetti e pertanto si pone la necessità di proporre un nuovo piano in tal
senso.
La proposta di legge ha l'intento di disciplinare organicamente la materia e assicurare un accordo tra le varie fonti programmatiche, in particolare per la programmazione socio sanitaria ambientale ed
energetica, quest'ultima con la previsione di
utilizzare impianti solari in sostituzione
delle coperture di edifici contenenti amianto.
Per quanto riguarda le priorità, fra gli obiettivi principali c'è la messa in sicurezza
dei manufatti più pericolosi entro il 2016 e,
al contempo, la promozione di adeguate
campagne informative sul problema dell'a-
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
mianto.
La proposta muove da un'iniziativa del
consigliere Romanelli attorno alla quale si
sono svolte già da tempo – perché questa è
un'operazione iniziata con la presentazione
della legge oltre un anno fa nel marzo 2012
– le consultazioni con le associazioni di categoria, con le associazioni economiche e le
istituzioni interessate. A seguito di quelle
consultazioni, un gruppo tecnico formatosi
tra Giunta e Consiglio ha lavorato per superare le questioni emerse, per risolvere le osservazioni e cercare di mettere a punto un
testo che venisse incontro a questo complesso di esigenze. Al termine del lavoro è
stato convenuto di approntare un testo con
alcune modifiche e anche con l'inserimento
di un nuovo articolo che prevede la concessione di contributi per la rimozione di manufatti di amianto, o meglio promuove un'iniziativa nel senso che i proprietari aventi
problemi dal punto di vista di locali contenenti amianto dovranno indicare alla Regione, secondo modalità che poi saranno
meglio stabilite, la loro esistenza. Questa
segnalazione è la premessa necessaria per
potere acquisire o concorrere ad acquisire i
benefici e i contributi che la Regione Toscana mette a disposizione. L'obiettivo è fare emergere le situazioni di rischio, oltre,
naturalmente, al loro risanamento e, come
si diceva prima, anche a favorire la riconversione verso forme rinnovabili di energie.
Queste modifiche hanno fatto sì che tutta la
Commissione Quarta e la Commissione Sesta abbiano votato all'unanimità questo
provvedimento e che abbiano chiesto di aggiungere alla firma del consigliere Romanelli la firma di tutti i membri delle due
Commissioni. Quindi il parere congiunto è
unanime così come ha espresso all'unanimità un parere secondario di segno positivo la
Terza Commissione. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie, presidente Venturi. Consigliere Romanelli, prego.
ROMANELLI: Grazie, Presidente. Ter-
mina qui oggi, auspico con un risultato positivo, o meglio unanime come successo
nelle varie commissioni, il percorso di questa legge iniziato oltre un anno fa, che ha
visto un lavoro molto proficuo e intenso da
parte delle due Commissioni di cui ringrazio tutti i componenti, in particolare i presidenti Venturi e Remaschi e anche l'assessore Ceccarelli che ha iniziato il lavoro, ha istruito la prima parte del percorso della
legge come presidente della Sesta Commissione.
Mi corre obbligo, con piacere, di ringraziare le strutture tecniche legislative del nostro Consiglio che hanno dato un contributo
importantissimo, decisivo per arricchire e
migliorare la prima bozza che avevo presentato in collaborazione con la Giunta regionale che insieme ad altri organismi, la
ASL, l’ARPAT, l'ISPRA, l’istituto di prevenzione oncologica, avevano già lavorato
sulla legge e dato un parere positivo. Ringrazio anche Daniele Terzoni militante ecologista storico di Massa che per primo ha
lavorato e mi ha dato l'idea di ragionare su
una legge organica sull'amianto e l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro l'ANMIL, una realtà importante in Toscana che conta quarantamila iscritti, molti
dei quali sono malati a causa dell'amianto o
sono familiari di persone decedute che hanno spinto per questa legge e sono autori di
una proposta di emendamento che oggi voteremo.
Il tema dell'amianto è un tema annoso in
questo paese, un tema tragico e drammatico. Molti ambientalisti, attivisti e militanti,
per anni hanno predicato nel deserto circa i
rischi di questo materiale. Nel tempo finalmente l'istituzione ha dato ascolto a queste
denunce e finalmente siamo arrivati nell'ultimo anno, parallelamente, alla conclusione
del percorso di questa legge e alla famosa
sentenza Eternit che finalmente rende giustizia alle famiglie dei lavoratori uccisi da
questo materiale killer. Finalmente già il
governo Monti e l'attuale governo annunciano un piano nazionale dell'amianto e in-
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tanto noi come Toscana siamo la prima regione che si dota di un piano organico
sull'amianto.
Come ricordava il consigliere Venturi
già c'è una delibera di Consiglio del 1997,
un piano di smaltimento dell'amianto ed era
giusto aggiornarlo. Questo piano descrive
esattamente i rapporti e le competenze oggi
un po’ frammentate tra i vari enti competenti, si propone di raggiungere entro il
2016 la messa in sicurezza dei manufatti
più pericolosi, così come classificati dal decreto ministeriale del 2003. Un altro punto
importante della legge, che qui sottolineo
ma che aveva già sottolineato bene il presidente Venturi, è il censimento informatico
per via telematica. Il servizio informatico
regionale incamererà tutti i dati, tutto il
censimento della presenza di amianto in edifici pubblici e privati, cave e siti industriali e seguirà tutti gli iter di smaltimento
per combattere lo smaltimento illegale, lo
smaltimento mafioso e criminale. Su questo
facciamo un passo molto importante.
Un altro passo di grande responsabilità è
quello di dire che l'amianto rimosso in Toscana deve stare in Toscana. Oggi gli altissimi costi di rimozione sono dovuti al fatto
che questo materiale va all'estero o comunque fuori regione. I siti presenti in Toscana
sono scarsi, abbiamo messo nel piano l'obbligo alla Regione di prevedere nuovi siti di
smaltimento con l'incentivo a farne di nuovi. Sarà oggetto di un ordine del giorno a
prima firma della collega Gazzarri che ha
sottolineato particolarmente in Commissione questo aspetto, il richiedere alla Giunta
di monitorare e rendere noto al Consiglio la
realizzazione di questi siti che chiamano un
po’ tutta la politica anche ad una responsabilità. Come cultura politica sono sensibile
a questo tema e quando si realizzano impianti di incenerimento eccetera, ci sono
proteste da parte dei cittadini, spesso personalmente le ho considerate legittime difendendole, ma sicuramente dire che dobbiamo
smaltire in Toscana ciò che è prodotto qui,
quindi anche il fatto della chiusura del ciclo
e della responsabilità che è anche un principio che usiamo ed useremo nel piano dei
rifiuti, è cosa importante che chiama anche
ad un’assunzione di responsabilità tutte le
forze politiche.
Un altro punto qualificante è quello di
incentivare particolarmente la rimozione di
amianto e la sua sostituzione con rifacimenti in bioedilizia, risparmio energetico, installazione di energie rinnovabili. Già questo era presente nel conto energia precedente, purtroppo ora non c'è più, un incentivo
particolare a chi metteva fotovoltaico smaltendo amianto ed è presente nel fondo di
garanzia approvato in finanziaria e tra l'altro spero ora ne verrà fuori il regolamento.
Dovrebbe succedere tra poco. Anche questo
aspetto è stato oggetto di discussione in
Commissione, ci saranno degli emendamenti proposti dal gruppo del Pdl, in particolare
dal consigliere Agresti, per definire in maniera ampia le possibilità di sostituzione
con strutture e riqualificazioni energetiche
di tutte le possibilità.
La questione dell'amianto non è questione residuale. Abbiamo rimosso in Italia il
30-40 per cento dei pericoli esistenti. Mi
aspettavo che si fosse già alla fine, che fosse un tema già preso per le corna, d’altra
parte la legge che rendeva fuori legge l'amianto nelle nuove costruzioni è del 1992,
e invece siamo a meno della metà. In Toscana abbiamo avuto 664 morti dal '93 al
2004 di mesotelioma maligno e le stime epidemiologiche dicono che il picco si avrà
nel 2020. Quindi non siamo nemmeno al
picco delle morti per questo materiale
killer. Ancora, la maggior parte delle vittime l'amianto le deve fare. Questa è la situazione impressionante nella quale ci troviamo.
In Toscana abbiamo 600mila metri quadri di coperture di amianto, 725 edifici
pubblici censiti, 10 cave da bonificare, un
censimento quasi inesistente delle strutture
private, delle grandi industrie private. Poi
c’è la situazione particolare nelle zone della
geotermia, e termino, perché qui ci sono
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anche comuni che hanno chiesto di lavorare
su questa cosa ed avere incentivi: a Pian
Castagnaio le tubature a cielo aperto della
geotermia erano fatte tutte con amianto e
quando venivano manutenute e sostituite
c'era la sfarinatura e l'abbandono dell'amianto in campo aperto cosicché oggi abbiamo situazioni di amianto in campo aperto in queste zone geotermiche. È una situazione che dobbiamo affrontare. Questa può
essere un'altra grande opera diffusa come la
difesa del territorio, il ripristino della presenza agricola sul territorio ed anche la rimozione dell'amianto, oltre che un dovere
morale, un fatto sanitario ed ambientale,
può essere l'occasione di dare lavoro e di
mettere al lavoro competenze scientifiche
elevate e giovani laureati creando sviluppo
facendo del bene all'ambiente. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE:
prego.
Consigliera
Gazzarri,
GAZZARRI: Come ha già detto il consigliere Romanelli in Commissione ho sollevato il problema dell'individuazione dei siti
di smaltimento. Nel testo si dice soltanto
che l'amianto rimosso in Toscana sarà smaltito in Toscana, ma vorrei ricordare che nella delibera 21 del dicembre '99 relativa ai
rifiuti speciali pericolosi si stabiliva che per
le discariche regionali avrebbero dovuto essere previsti moduli dedicati allo smaltimento dell'amianto, però questo provvedimento non è mai stato attuato e così il nostro amianto è stato smaltito al meglio all'estero, ma molto spesso sotto mentite spoglie in discariche non attrezzate. Chiedo alla Giunta di definire, tra poco arriverà anche il piano dei rifiuti, compiutamente, dove sarà effettuato lo smaltimento in Toscana e i tempi. Questo è il senso dell'ordine
del giorno.
Ho presentato come prima firmataria tre
emendamenti che vi hanno distribuito. Innanzitutto propongono di sostituire il titolo
della legge con questo: "Norme per la pro-
tezione e bonifica dell'ambiente dai pericoli
derivanti dall'amianto e promozione di risparmio energetico, bioedilizia, energie alternative". Poi, al secondo comma fare riferimento a questo cambio del titolo è al terzo
emendamento, dopo l'articolo 6, aggiungere
"nel caso in cui i controlli sulla salute dei
lavoratori esposti all'amianto e dei lavoratori ex esposti evidenzino gravi patologie per
amianto correlate a tale esposizione sono
attivate ulteriori e specifiche forme di controllo sulla base degli indirizzi definiti dalla
giunta regionale da parte di strutture sanitarie specializzate per le patologie di amianto". Grazie.
PRESIDENTE: Consigliere Agresti, prego.
AGRESTI: Grazie, Presidente. Dichiaro
il nostro voto favorevole alla proposta di
legge anche perché molto dibattuta e poi discussa da oltre un anno in Commissione,
per cui c'è stato il lavoro di tutti rispetto al
valore di una legge che va in una direzione
necessaria. Non c'è solo il pericolo dell'amianto ma l'amianto è sicuramente un pericolo che grava sulle nostre teste perché
spesso sono tutte coperture che in qualche
maniera si trovano ancora in Toscana non
bonificate anche se la delibera del '97 andava nella direzione di una bonifica, anzi
principalmente di una mappatura di quelli
che erano i siti dove vi era la presenza di
amianto.
Dopo la mappatura si doveva chiaramente procedere alla bonifica di questi siti. In
parte ciò è stato fatto, in molti casi non è
stato fatto nulla. Era necessario evidentemente capire all'epoca, nel '98 - '97, che era
necessario mettere in campo anche delle risorse perché spesso i proprietari di quegli
immobili in cui gravava la copertura di amianto potevano non avere le risorse necessarie per una bonifica, che per esperienza
anche personale, so essere abbastanza costosa perché bisogna trovare ditte specializzate o materiali specializzati, vernici spe-
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cializzate, per cui sono estremamente costose rispetto alla povertà che caratterizza
la copertura fatta con l'ondulina di Eternit.
Questa legge va in quella direzione e necessitava di una modifica per quanto mi riguardava e quindi colgo l'emendamento fatto e non sono stato a farne un altro rispetto
alla varietà di scelta che potevamo dare al
cittadino rispetto alla sostituzione delle coperture di eternit con altri tipi coperture fra
cui anche il solare che, ricordo, è già abbondantemente finanziato, rispetto alla necessità che abbiamo di una bonifica che può
essere fatta anche con bioarchitettura ed altri materiali che possono in qualche maniera essere utilizzati. Colgo l'emendamento
illustrato dalla collega Gazzarri come mio e
annuncio il voto favorevole di tutto il gruppo del Pdl.
PRESIDENTE: Grazie, consigliere Agresti. Consigliere Chiurli, prego.
CHIURLI: Grazie, Presidente. Mi fa piacere che la Regione Toscana sia la prima a
dotarsi di questo piano e ringrazio i consiglieri che hanno presentato questa proposta
di legge. Come ricorda anche il consigliere
Romanelli questo piano sull'amianto va
gioco forza ad intrecciarsi con il PAER e
mi viene il timore che tutti questi sforzi
siano poi vanificati dalla lentezza della approvazione del PAER che ricordo doveva
essere già stato fatto da tempo ed ancora
non lo è. Sono favorevole e voterò a favore
di questa legge ma ricordo anche che il
PAER a tutt'oggi non è stato approvato.
Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie,
consigliere
Chiurli. Non ho altri iscritti a parlare. Prima
di passare alla votazione della legge c'è da
mettere in votazione l'ordine del giorno 209
illustrato dalla presidente Gazzarri che porta, oltre alla sua firma, anche quelle dei
consiglieri Romanelli e Remaschi il cui testo credo sia stato distribuito. Si è aggiunta
la firma anche del presidente Venturi. A-
gresti, prego.
AGRESTI: Per chiarire che nell'ordine
del giorno ancora si dice "favorendo l'utilizzo di impianti solari in sostituzione di edifici". È tra le varie ipotesi e se lo metti
come obbligatorio di fatto da una parte lo
togli e dall'altra lo rimetti. È l'ordine del
giorno. In questo caso per sicurezza mia e
del gruppo ci asteniamo rispetto all'ordine
del giorno. Poi cambierai il titolo ma intanto è così. Sull'ordine del giorno mi astengo.
PRESIDENTE: Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Passiamo ora alla votazione della legge al cui titolo c'è un emendamento che sostituisce il titolo con "norme
della protezione e bonifica dell'ambiente
dai pericoli derivati dall'amianto e promozione risparmio energetico la bioedilizia e
le energie alternative". Chi è favorevole
all'emendamento? Chi è contrario? Chi si
astiene?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: All'articolo 1 c'è un emendamento per sostituire il comma 2 il cui
testo è stato distribuito. Praticamente si aggiungono le parole "al conseguimento del
risparmio energetico la bioedilizia e le energie alternative". Chi è favorevole all'emendamento? Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Metto in votazione l'articolo 1 così come emendato: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 2: favorevoli?
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Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Articolo 10: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Articolo 3: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Articolo 11: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Articolo 4: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 5: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: All'articolo 6 c'è un emendamento: "dopo il comma 2 dell'articolo 6 aggiungere il seguente". Il testo vi è
stato distribuito. Metto in votazione l'emendamento all'articolo 6: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Metto in votazione l'articolo 6 così come emendato: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 7: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 8: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Articolo 9: favorevoli?
Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva -
PRESIDENTE: Mettiamo in approvazione il preambolo: favorevoli? Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE:
Passiamo
ora
all’approvazione della legge con il sistema
elettronico.
Dichiaro aperta l votazione. Votanti 38,
favorevoli 38.
- Il Consiglio approva Direttive per la promozione della cultura della
legalità democratica: approvazione ai sensi
dell’articolo 2, comma 2, della legge regionale
10 marzo 1999, n. 11 (Provvedimenti a favore
delle scuole, delle Università toscane e della società civile per contribuire, mediante l'educazione alla legalità e lo sviluppo della coscienza
civile democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata e diffusa e contro i diversi poteri
occulti) (Proposta di deliberazione n. 373 divenuta
deliberazione n. 77/2013)
Ordine del giorno dei consiglieri, Remaschi,
Ruggeri, Ferrucci, Boretti, Sgherri, Lastri, Danti, Romanelli, Manneschi, Gazzarri, Parrini,
Pugnalini, Spinelli, De Robertis, collegato alla
proposta di deliberazione n. 373 (Direttive per
la promozione della cultura della legalità democratica: approvazione ai sensi dell’articolo 2,
comma 2, della legge regionale 10 marzo 1999,
n. 11 “Provvedimenti a favore delle scuole, delle
Università toscane e della società civile per contribuire, mediante l'educazione alla legalità e lo
sviluppo della coscienza civile democratica, alla
lotta contro la criminalità organizzata e diffusa
Regione Toscana
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e contro i diversi poteri occulti”), in merito alla
Tenuta di Suvignano (Ordine del giorno n. 210)
Ordine del giorno dei consiglieri, Donzelli, Staccioli, Marcheschi, collegato alla proposta di deliberazione n. 373 (Direttive per la promozione
della cultura della legalità democratica: approvazione ai sensi dell’articolo 2, comma 2, della
legge regionale 10 marzo 1999, n. 11 “Provvedimenti a favore delle scuole, delle Università
toscane e della società civile per contribuire,
mediante l'educazione alla legalità e lo sviluppo
della coscienza civile democratica, alla lotta
contro la criminalità organizzata e diffusa e
contro i diversi poteri occulti”) (Ordine del giorno n. 211)
PRESIDENTE: Proposta di delibera 373
"Direttive per la promozione della cultura
della legalità democratica, approvazione ai
sensi dell'articolo 2 comma 2 della legge
regionale 11/99". Chi chiede di parlare?
Presidente Danti, prego.
DANTI: Le direttive trovano la fonte
nella legge regionale 11 del '99, all'articolo
2, che stabilisce che le direttive approvate
dal Consiglio Regionale sono direttive pluriennali di durata pari al piano regionale di
sviluppo, aggiornabili annualmente e si
compongono di due parti. La prima parte
riguarda le attività dei soggetti destinatari
dei contributi e la seconda parte invece riguarda progetti di interesse regionale promossi dalla Regione stessa. Ricordo a questa aula che le direttive precedenti sono
scadute ormai dal 2010 perché le ultime furono approvate nel 2007. Le seguenti direttive avranno validità fino al 2015 a partire
da questa annualità, quindi dal 2013 per
queste tre annualità.
Mediante la direttiva il Consiglio Regionale attua le funzioni di indirizzo e definisce in modo generale gli obiettivi e le caratteristiche generali dei progetti da realizzare.
La direttiva si rivolge alla giunta regionale
che il ha compito di definire annualmente,
con proprie deliberazioni, le linee di azione,
individuando in modo specifico e in base
alle disponibilità di bilancio, i vari soggetti,
nonché i soggetti attuatori. Ricordo che in
base alla legge regionale 11 le attività previste sono: documentazione e informazione,
promozione dello studio e della ricerca, attività formative rivolte ai docenti, manifestazioni pubbliche, azioni tese a rendere sicura e solidale la vita nelle città.
Per quanto riguarda questo atto, come
dicevo, le parti sono due. La prima parte riguarda le azioni dei soggetti destinatari di
contributi da parte della Regione. Nella definizione delle risorse da stanziare, anche su
input della Commissione, ricordo che le risorse per il 2014 e gli anni seguenti saranno
per il 50 per cento destinate a questa prima
misura, cioè ai contributi ai soggetti destinatari esterni che in particolar modo sono le
scuole toscane di ogni ordine e grado, statali e paritarie, le università, gli istituti di ricerca, gli enti pubblici locali, associazioni
del terzo settore e altri soggetti senza scopo
di lucro. Evidentemente le attività sono
quelle previste dalla legge.
Per quanto attiene la seconda parte sono
destinatarie le azioni direttamente promosse
dalla Regione tra cui una parte di risorse
destinate al Centro di documentazione per
la legalità democratica della Regione stessa.
Le risorse stanziate dal bilancio, che non
sono specificate in direttiva ma che sono
oggetto di questi, sono circa 150mila euro
l'anno, euro più o euro meno, e dal prossimo anno saranno divise in due bandi, in due
attività distinte, quella che riguarda i soggetti esterni e quella che riguarda direttamente le attività della Regione.
Se mi consente, Presidente, abbiamo presentato contestualmente a questo atto, anche perché ci sembrava importante dare un
segnale significativo, questo ordine del
giorno collegato per attivarsi e per invitare
il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi, come ha già fatto per altro, presso il
Governo e il Parlamento per bloccare la
vendita della tenuta di Suvignano avviata
dal Ministero degli interni nel mese di agosto che ha visto sia la provincia di Siena, la
Regione Toscana ed altri soggetti contesta-
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re questa decisione per i motivi che sappiamo, per evitare che questa possa rientrare nelle mani dei soggetti della criminalità
organizzata e per tentare di dare una prospettiva a questa azienda come polo di riferimento per tutto quello che riguarda la cultura della legalità in Toscana nonché per le
attività legate all'azienda stessa.
Questo è l'ordine del giorno che avevamo presentato che hanno sottoscritto molti
consiglieri di diversi gruppi e spero che su
questo ci sia un voto ampiamente maggioritario da parte di questo Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il
consigliere Bartolomei, ne ha facoltà.
BARTOLOMEI: Grazie, Presidente.
Brevemente per annunciare innanzitutto il
parere favorevole della quasi totalità del
gruppo del Popolo delle libertà e per rimarcare quanto esposto dal presidente Danti,
cioè la nostra condivisione degli obiettivi
generali compresi nel piano, dello scopo
della direttiva, dei propri contenuti, del programma delle attività e delle linee di programmazione. Soddisfazione esprimiamo
anche per le modalità con cui sarà portato
avanti il piano. Bene, secondo noi, questa
divisione al 50 per cento fra gli interventi
attuati dai soggetti destinatari e i progetti di
interesse regionali promossi eventualmente
dalla Regione.
Rimane un aspetto politico, che non riguarda tanto quello che sarà approvato oggi
quanto quello che si è consumato fino ad
oggi, e cioè la totale inattività di questo organismo per mesi, inattività giustificata e
motivata dalla carenza di fondi della Giunta
e dalla carenza di attenzione politica da parte della maggioranza e, devo dire, di tutto il
Consiglio Regionale in questi mesi. Rimane
un aspetto collegato a questo atto e cioè
l'ordine del giorno presentato dal gruppo
Fratelli d'Italia sul quale io personalmente
esprimerò parere favorevole.
PRESIDENTE: Prego, consigliere Tara-
dash.
TARADASH: Naturalmente le intenzioni
sono ottime: figuriamoci, se qualcuno di
noi se è contro la cultura democratica o se è
favorevole alla mafia! Però, scusate, "la
promozione della cultura e della legalità
democratica"; vorrei sapere: c'è una legalità
non democratica? Vogliamo proporre la legalità democratica attraverso la scuola. La
scuola non dovrebbe, di per sé, svolgere
questo compito? Tutte queste sovrastrutture
piene di politica che vanno a inserirsi dentro la scuola, i 150mila euro secondo me
servirebbero molto più se destinati ad attività di repressione, a comprare la benzina
per le auto della polizia se non ce l'hanno,
oppure per iniziative che potessero aiutare
le vittime della criminalità organizzata.
Perché se la scuola e l'informazione, già di
per sé, non sono presidi della legalità democratica ditemi voi!
Perché dobbiamo dare altri 150mila euro? Francamente penso che in una situazione come quella della spesa pubblica italiana, della spesa pubblica regionale, continuare ad erogare somme senza una destinazione chiara e precisa sia un grave errore e
che dovremmo smetterla. Abbiamo più efficacia alla lotta alla mafia e alla illegalità se
rinunciamo a spendere soldi che in realtà
non hanno nessuna possibilità di controllo e
che sono un ennesimo capitolo dello spreco.
Aggiungo che c'è questo ordine del giorno che vuole mantenere al pubblico la tenuta di Suvignano, che è stata confiscata alla
mafia, senza una ragione, perché ci si deve
dire qual è la ragione per cui una tenuta
confiscata alla mafia non può essere messa
sul mercato ed acquistata dai privati. Se
l'argomento è quello "la ricompra la mafia"
diamoci allora subito per prigionieri politici
della mafia e diciamo che lo Stato e le istituzioni non sono in grado di fare un movimento, uno che sia uno, in direzione contraria a quella della mafia. Perché se noi non
siamo in grado, non so chi è il soggetto che
mette all'asta, che sia lo Stato, che sia la
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Regione, che sia il Comune, che sia chi sia,
se non è in grado di assicurare la legalità di
un appalto mi dite cosa stiamo a discutere
di cultura e di legalità democratica? Io non
ci sto più a questo tipo di accettazione di
una cultura democratica che non è una cultura liberale perché qua si vuole affidare alle mani pubbliche tutto il controllo della vita della società. Non è accettabile, è costoso
e non ce lo possiamo più permettere.
PRESIDENTE: Grazie, consigliere Taradash. Presidente Gambetta, prego.
GAMBETTA VIANNA: Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto. Voteremo
contro questa proposta di delibera, non perché siamo contro la legalità democratica,
sicuramente gli intenti sono buoni, ma per i
soldi spesi per questa cosa perché, come ha
ben detto il consigliere Taradash, la scuola
dovrebbe essere già deputata a fare quello
che deve fare e promuovere la legalità. Ci
sono scuole fatiscenti, pericolose per gli alunni, i libri costano carissimi; con quei
soldi diamo un aiuto, piuttosto, alle famiglie che non possono comprare i libri ai ragazzi. Credo che sia una deviazione mentale per non dire peggio.
PRESIDENTE: Consigliere Spinelli.
SPINELLI: Ho ascoltato attentamente le
osservazioni mosse da Taradash e Gambetta
Vianna e sinceramente sono rimasto molto
sorpreso perché c'entrano, come si suol dire, come il cavolo a merenda. Che significa
"non siamo nelle condizioni di poter fare
una gara di appalto per consentire alle attività private di partecipare?" Chi è contrario? Nessuno di noi ha mai ostinatamente e
pregiudizialmente espresso opinioni contrarie al fatto che ci fosse un bando dove i
soggetti privati potessero partecipare, però
il consigliere Taradash sa perfettamente che
non è un problema di legittimità o di controllo di legittimità della gara quello che
stabilisce chi acquista in una gara di appalto
strutture che costano 20 milioni di euro. Chi
sono i soggetti in Italia che hanno la possibilità di predisporre di risorse così ingenti
per fare questo tipo di investimento? Con la
stessa serenità e correttezza bisogna ammettere che quei soggetti sono molto pochi.
Tanto è vero che dal 1984, dal giorno in cui
è stato sequestrato il bene dal giudice Falcone, l'unico elemento di gestione trovato,
sono passati tantissimi anni, è stata la proposta avanzata dalla Regione Toscana e dal
sistema degli enti locali per gestirla con i
giovani delle cooperative. Quindi in modo
pregiudiziale non pretendo che si debba
evitare la possibilità di mettere all'asta dei
beni sequestrati alla mafia, in alcuni casi
anche elemento utile, ma pretendo, per realtà, serenità e correttezza, in modo altrettanto identico, di pensare che ci possono anche
essere forme diverse di gestione di questi
beni che possono essere gestiti dentro un
percorso anche di legalità che possa consentire al territorio di poterli governare.
Seconda osservazione: qui il problema di
Suvignano lo abbiamo inserito perché se
non si conosce la vicenda, di cosa parliamo? La questione è quella delle caratteristiche generali del sistema delle relazioni tra
lo Stato e la legalità; Suvignano è stato fatto uno degli elementi rispetto ai quali penso
torneremo nei prossimi mesi a discutere in
questa aula sul come, dal punto di vista
qualitativo e dimensionale, si è modificato
il rapporto fra la criminalità e il territorio,
fra la criminalità ed il nostro territorio. Perché qui sono stati investiti miliardi di lire, a
suo tempo, da un signore che non aveva
nemmeno la prima elementare che era il
portavoce, il porta interessi, di gruppi mafiosi consistenti, dimostrazione che il nostro territorio non è il luogo dove c'è lo
scambio di omicidi e il controllo del territorio da parte delle varie cosche, ma è il luogo dove si fanno investimenti. Di conseguenza cambiano anche dal punto di vista
della dinamica dell'intelligence le questioni
da osservare. Per cui occorre fare una battaglia e una politica per salvaguardare il
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processo di legalità e di cultura della legalità nel nostro territorio.
Non credo che la cultura della legalità
possa essere definita in un modo o in un altro, vorrei soltanto che questa fosse una lezione costante sul nostro territorio perché
avere la cultura della legalità significa creare le condizioni per mantenere questo fatto
che abbiamo avuto la fortuna di avere ereditato in Toscana e cioè che, grazie alle istituzioni, grazie ai cittadini, grazie alle associazioni, oggi possiamo dire che in Toscana
fenomeni di controllo del territorio da parte
di criminalità organizzata non esistono.
Penso che questo sia un elemento che ci
deve interessare e proprio per questo, se lo
accompagniamo all'evento simbolo che rappresenta Suvignano, penso che la nostra attenzione e il nostro impegno a far sì che
questo possa essere mantenuto sia un atto
doveroso. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie, consigliere Spinelli. Consigliere Donzelli, prego.
DONZELLI: Grazie. Farò un intervento
unico per presentare anche un ordine del
giorno che allego a questa proposta di delibera per semplificare i tempi.
Credo necessario difendere e promuovere la cultura e la legalità democratica ma
dipende cosa si intende e cosa si fa. Per me
sarebbe necessario e utile andare nelle
scuole ad insegnare che le forze dell'ordine
sono un punto di riferimento, che i Carabinieri non sono dei punti neri a cui sparare a
vista perché nemici e fascisti. Vedo Danti
che fa le faccine, forse è tanto che non frequenta la facoltà di Scienze politiche a Firenze e non vede cosa scrivono i collettivi e
amici simili nei loro manifesti e nelle loro
bacheche se fa questi versi. Credo che purtroppo nelle scuole e nelle università manchi una cultura democratica e del rispetto
delle forze dell'ordine e del loro operato.
Purtroppo anche in questa aula abbiamo approvato degli atti in cui si sentivano fare dei
discorsi da dei consiglieri sul fatto che era
necessario mettere i numeri sui caschi dei
poliziotti perché avevano delle attività di
aggressione e rimescolare il G8 di Genova
con altre vicende. Credo la cultura della legalità democratica manchi, che manchi nelle scuole, nelle università e che a volte sia
mancata anche in questa aula. Credo necessario ed utile investire per farlo capire a tutti. Magari investiamo anche per un corso
per i consiglieri regionali sul rispetto delle
forze dell'ordine e dell'operato di tanti uomini in divisa che difendono la legalità e la
democrazia.
Vorrei anche ricordare che nell'ordine
del giorno e nella proposta di delibera si
prevede il 20 per cento anche all'attività
svolta direttamente dalla Regione Toscana
tramite il Centro di cultura della legalità
democratica. Siccome c'è un precedente e
non ha senso nascondersi dietro alle cose,
questo Centro di cultura della legalità democratica, qui si torna a dire che dipende
da cosa si intende con tale dizione, aveva
fatto lavorare, tramite l'associazione Pantagruel, un ex brigatista, Giovanni Senzani,
nel 2001 quando ancora non aveva ancora
finito di scontare la sua pena, pena che oggi
ha finito di scontare. Mentre stava ancora
scontando la sua pena un ex brigatista lavorava per il Centro cultura legalità democratica e quindi, io dico, ben venga invece aiutare la cultura della legalità democratica.
Come, con quale mezzo? Qual è la cultura
della legalità democratica, è quella di Senzani, è quella dei numeri sopra i poliziotti
perché bisogna identificarli per poi andare a
prenderli quando hanno finito il lavoro, o è
quella, invece, che si erge a difesa delle
forze dell'ordine, degli uomini in divisa?
Qual è la cultura della legalità democratica che si vuole portare avanti? Se è quella
che normalmente si intende, delle istituzioni, dei Carabinieri e delle forze dell'ordine
ci sto, se è quella di Senzani e dei numeri
sui caschi dei poliziotti no, non ci sto a finanziare tutto questo. Vorrei fosse chiaro
quali sono le attività, dopodiché c'è invece
per me, e chiedo anche alla maggioranza di
Regione Toscana
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esprimersi chiaramente, un punto dietro a
cui non torno, che nell'ordine del giorno si
chiede chiaramente che nessuno dei soggetti beneficiari delle risorse disponibili impieghi direttamente o indirettamente nelle
proprie attività persone che hanno avuto esperienze in contrasto con la cultura della
legalità democratica, terroristi, brigatisti o
"gi-ottini" che hanno tirato le molotov contro le auto della polizia. Chiedo che operino
quelli che difendono la cultura della legalità
democratica. Questo chiedo come punto
principale per potere parlare del resto. Grazie.
PRESIDENTE: Consigliere Marignani,
prego.
MARIGNANI: Grazie, Presidente. Cercherò di dire qualcosa di diverso rispetto a
quello che è stato impostato fino a questo
momento perché la questione è molto delicata e chi vive a Siena sa i risvolti che ci
sono e deve essere anche apprezzato il lavoro che è stato fatto perché altrimenti si
rischia di non dare il merito a chi lo ha.
La cosa che dal mio punto di vista non è
andata molto bene, con tutte quelle che possono essere le premesse che ho fatto, è che
si è cercato, su questa vicenda, in qualche
modo di mettere un po’ il cappello di sinistra. C'è stata una forte partecipazione della
CGIL, di tutta una serie di associazioni che
fanno capo alla sinistra ed anche nell'ambito sindacale non c'è stata una partecipazione di CISL, di UIL, né di altre associazioni,
non parlo di forze politiche, che non fossero
riferibili ad una certa area.
Inoltre ci sono dei dati che, per quanto
mi riguarda, sono insufficienti per esprimere un giudizio e per dare un voto, perché
non parto in modo aprioristico dicendo
"questo è giusto" e "questo è sbagliato", ma
quanto meno vorrei capire fino in fondo
qual è il progetto, quali sono i limiti di partecipazione del Comune, della Provincia,
della Regione, quali sono i costi da ripianare. Perché a me non riesce di sapere il bi-
lancio di questa azienda e quanti sono i costi che verrebbero a ricadere nella collettività e mi sembrano cose doverose, da sapere prima di esprimere un giudizio senza, ripeto, che ci siano delle volontà precostituite
o delle posizioni politiche precostituite.
La questione è delicata e la cosa è importante. Credo anche che nella provincia
di Siena ci siano stati tanti imprenditori,
soprattutto stranieri, che hanno investito,
basta guardare il Chianti. Per cui non è detto che non si riesca a trovare chi dà uno sviluppo a questa azienda anche in forme diverse e che possono portare un beneficio
economico al territorio senza partire dal
preconcetto che le aste debbano essere un
qualcosa di rischioso perché potrebbero
parteciparvi delle persone che hanno legami
con la mafia.
Chiedo, questa è la mia posizione, che
non contraddice le posizioni dette in precedenza dai miei colleghi di partito, un approfondimento e, se possibile, un rinvio, perché vengano forniti i dati di quel progetto e
di capire i costi prima di esprimere un giudizio. Perché questo mi sembra doveroso e
corretto nei confronti di chi ha un ruolo e
deve esprimere un giudizio su qualcosa di
delicato e importante. Grazie.
ROMANELLI: Voterò a favore di questo
atto e sono un po’ colpito da alcune argomentazioni, devo dire la verità. Ricordo una
frase molto importante che viene attribuita
al magistrato Caponnetto che diceva "la
mafia più che della polizia ha paura della
scuola, ha paura dei maestri". Penso che l'istruzione, il recupero scolastico sia fondamentale. Io faccio molte critiche a questo
Governo ma c'è stato uno stanziamento sul
recupero dell'abbandono scolastico, è stato
annunciato, ed è tanto che non si investiva
direttamente su questo, come sul lavoro del
resto. Quindi la sensibilizzazione, il tenere
nel percorso scolastico le persone a rischio
di marginalità e il lavoro sono i primi strumenti per combattere la mafia e la criminalità organizzata, così anche la scuola e la
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
sensibilizzazione.
Il fatto di tenere in proprietà pubblica e
di usare per attività che ricordino, tutti i
giorni, che c'è la mafia in questo paese, che
la si combatte con la consapevolezza e che
la si combatte creando una cultura alternativa, secondo me è un fatto di civiltà, un
fatto simbolico. Migliaia di ragazzi in tutta
Italia fanno i campi estivi, lavorano nel volontariato presso queste strutture sequestrate alla mafia e prendere con sottovalutazione che per fare cassa si vendono queste
proprietà mi sembra veramente un polemismo di cui mi sorprendo.
Ancora di più mi sorprendono alcune argomentazioni del consigliere Donzelli. Credo che uno dei principali compiti di noi che
stiamo nelle istituzioni sia insegnare alle
persone a distinguere tra ciò che è istituzionale e ciò che fa parte della società civile e
incivile, che si può commentare, che si può
contrastare, ma che è altra cosa.
Non so come il collega Donzelli possa
pensare che noi si faccia fare la cultura della legalità ai collettivi di scienze politiche o
che si insegni a scrivere quello che è scritto
sui muri. Se uno vuol fare polemica per
forza allora lo capisco. Dopodiché, tu le hai
viste le immagini della repressione delle rivolte, in Turchia? Se le guardi in uno stato
non comunista e non sospettabile di essere
uno stato particolarmente libertario e morbido verso il dissenso se guardi quelle foto
e quei filmati vedrai sul casco dei poliziotti
un numerino, è un codice che serve ad identificare le persone. La certezza dell’identità
delle persone è un principio di trasparenza
democratica che serve a contrastare quella
minoranza di persone, che comunque esistono, ti comunico, in tutte le categorie di
esseri umani, tra gli insegnanti, tra i politici, tra gli avvocati, tra i notai, ed esisteranno, almeno lo vuoi teorizzare, anche nelle
forze di polizia, persone che a volte si comportano male, e la certezza dell'identità mi
sembra un principio che serve a colpire una
parte marcia che c'è anche nella polizia.
Voler negare quello che ormai è acclarato è
impossibile; c'è la recente sentenza della
Corte di cassazione sugli abusi fatti alla
scuola Diaz, basta guardarsi le immagini televisive: si vedono 300 poliziotti in caschi
in assetto di guerra che sfondano i cancelli
e di notte entrano in una scuola quando ci
sono persone non pericolose che dormono,
le manganellano a sangue, arrestano persone, che poi vengono torturate nella caserma
di Bolzaneto, è scritto nelle sentenze e non
lo dico io. Sono state tutte assolte, le persone portate a Bolzaneto, non c'era nessuno
che lanciava molotov, non c'era nessuno in
passamontagna. Sono state manganellate e
picchiate persone che non c'entravano nulla.
Governi di tutto il mondo hanno stigmatizzato quello che è successo a Genova e qui
no, si dice che è offensivo mettere uno
strumento di identificazione su un casco.
C'è anche in Turchia ma qui è offensivo. Si
teorizza che nelle forze dell'ordine, a differenza che in tutte le professioni e in tutto il
resto dell'umanità, non ci possa essere qualcuno che debba essere identificato e punito.
Rifletti se non è questo tipo di politica e i
politici che esprimono queste opinioni a infangare le forze dell'ordine, perché rifiutarsi
di individuare le mele marce rischia di gettare il marcio su tutto. Ti chiedo di riflettere, con educazione e serenità, se teorizzare
che non si debba identificare quella minoranza di mele marce non sia un modo per
danneggiare l'immagine di tutte le forze
dell'ordine e se invece l'immagine della
maggioranza delle persone brave nelle forze
dell'ordine non sarebbe migliorata se si identificasse con trasparenza chi si comporta
male. È una richiesta di riflessione, ognuno
poi fa come vuole. Grazie.
PRESIDENTE: Prego consigliera Fuscagni.
FUSCAGNI: Al di là dell'apparenza trovo che questi interventi siano significativi e
voglio dire il perché. È in corso una conferenza stampa di Quattrocchi in cui sta annunciando che sono state arrestate cinque
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persone e confiscati per 43 e 8 milioni di
euro dodici fabbricati di cui casette a schiera intorno a Montecatini, Buggiano e Cerreto Guidi, alla ndrangheta. È una novità perché nell'audizione che abbiamo fatto a seguito della richiesta d'indagine conoscitiva
sulla mafia che ho presentato come portavoce dell'opposizione Quattrocchi aveva
sostenuto proprio in questa aula che noi
come toscani non eravamo vittime della
ndrangheta ma semplicemente – il che non
è poco! – vittime della camorra soprattutto
relativamente alla richiesta di credito delle
piccole medie imprese che con le notorie
vicende del Monte dei paschi e delle altre
banche che hanno tolto il credito alle piccole e medie imprese i famosi colletti bianchi
che sono a conoscenza dello stato delle nostre piccole e medie imprese sanno chi è in
pericolo o no. Insomma, la camorra che ha
la testa in Campania ma i colletti bianchi
che parlano, diceva lui, toscano in Toscana,
sta pervadendo la Toscana.
Che poi aumenti la presenza della ndrangheta in termini così sostenuti, chiaramente
è un problema oggettivo. Questa presa di
coscienza la dobbiamo fare e credo sia il
momento di farla e di rispondere. Ho fatto
ieri un comunicato stampa che proprio si
intitola "bene la mobilitazione della gente
ma ora bisogna andare oltre i simboli". Vorrei avere la sicurezza che quei ragazzi che
vanno in Sicilia a coltivare le mele o i pomodori sui terreni confiscati di mafia, siano
una fase non iniziale del nostro intervento
ma una fase ormai arrivata a giusta maturazione perché questi ragazzi vorrei sapessero
che in Toscana c'è un forte radicamento
della camorra e comincia ad esserci, poi
leggeremo i comunicati stampa, quello della ndrangheta. Il dibattito di stamani è fortemente illustrativo di come sia giunto il
momento, da una parte di continuare a
stigmatizzare e formare chi volete voi – dico "sì" a tutte le mozioni, contro mozioni
ed interrogazioni, fate quello che vi pare –
ma anche di aggiungere a questa consapevolezza il fatto che non si cava più le mani
da questa pasta solo con la formazione antimafia, ma con un'attrezzatura da parte delle strutture e filiere operative che cominciano con la Polizia e vanno a finire con gli
enti locali. Da qui la ragione del mio voto
positivo a tutto, che non vuole essere un
voto generico, ma politicamente corretto,
perché sono consapevole che anche il politicamente corretto, quando dobbiamo impostare un'azione politica efficace, va bene,
purché a questa segua anche un'attenzione
e, ripeto, una presa di coscienza della presenza della criminalità organizzata in Toscana che rende la Toscana assolutamente
ad alto rischio. Grazie.
PRESIDENTE: Manneschi.
MANNESCHI: Grazie, Presidente. Mi
riaggancio all'intervento della collega di cui
condivido profondamente il senso.
Anzitutto faccio una precisazione. Questa delibera si intitola "Direttive per la promozione della cultura della legalità democratica, approvazione ai sensi dell'articolo 2
comma 2 della legge 11 del '99". Si tratta di
un atto attuativo di una legge regionale.
Possiamo anche ripensare se la legge regionale sia insufficiente o inadeguata, giustamente si può fare tutto, anche criticare, ma
si tratta qui di dare attuazione ad una nostra
legge non di fare altre cose. Quindi mi pare
che anche l'ambito del dibattito dovrebbe
risentire di questa impostazione. Dopodiché
facciamo benissimo a sollevare una serie di
problemi anche se dovremmo cercare di farlo con l'intenzione di migliorare il lavoro
che si sta facendo e renderlo più efficace.
Non credo ci sia spazio qui per polemiche
strumentali, ve lo dico in tutta sincerità perché mi lascia un po’ esterrefatto utilizzare
un'attività di attuazione come strumento per
richiamare fatti che con essa hanno poco a
che vedere.
Molto correttamente la consigliera Fuscagni richiama il Consiglio a prestare attenzione perché la propria azione può non
essere sufficiente. Voglio sottolineare un
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solo fatto. Abbiamo toccato con mano, con
la vicenda dell'appalto delle portinerie, come la normativa sugli appalti che contiene
le previsioni di favorire i massimi ribassi
produca risultati assolutamente inaccettabili
che vanno a detrimento della qualità dei
servizi.
Ha anche un altro risultato, la normativa
sugli appalti che favorisce i massimi ribassi, e cioè quello di favorire le imprese mafiose o collegate alla mafia. Perché? Perché
sono in grado, le imprese di questo tipo, di
fare offerte imbattibili avendo disponibilità
finanziarie illimitate e dovendo riciclare del
denaro. Il riciclaggio del denaro è un elemento potente di inserimento dell'attività
criminale e visto che stiamo compiendo
questo percorso, per altro non facile perché
stiamo trovando delle resistenze che cercheremo di superare perché le istituzioni
devono collaborare.
Su Suvignano il ministero ha cambiato
idea dopo la mobilitazione, nonostante sia
dal 2007 pendente una richiesta di utilizzazione di questa azienda da parte della Regione insieme alla Provincia di Siena e al
Comune di Monteroni d’Arbia, così nell'indagine che stiamo facendo, richiesta proprio dalla collega Fuscagni, non è così
scontato che ci sia la più ampia collaborazione con le altre istituzioni. Questo ci deve
dare la misura che il problema non è solo di
educazione, è soprattutto un problema di
educazione e di cultura alla legalità, ma è
anche un problema di mettere in campo gli
strumenti affinché non sia facile alle mafie
il terreno in Toscana, perché in questo momento non siamo riparati.
La Toscana non è un'isola felice anche se
ha ancora delle forti salvaguardie e difese
naturali derivanti dal fatto che c'è ancora un
tessuto democratico di presenza civile e di
capacità di rendere pubbliche le situazioni
spiacevoli. In Toscana non è facile, non
pensiamo sia tutto scontato, la strada è una
strada in salita, difficile. Queste azioni vanno approvate, sono azioni che vanno nella
giusta direzione e vanno rafforzate. In que-
sto senso non facciamo polemica fra di noi.
Cerchiamo di capire che la mafia, le mafie,
quindi l'illegalità è un pericolo per tutta la
società toscana, per le nostre imprese anzitutto, per i cittadini e per i giovani, perché è
chiaro quello che può capitare se non si tiene alta l'attenzione e se non si fa in modo
che ci sia l'attenzione dell'opinione pubblica su tutto quello che accade. Pensate che
ogni settore dell'attività economica è a rischio, quelli in crisi lo sono più ancora ed è
evidente che le risposte non possono che
essere sistematiche.
È chiaro che ci sono degli strumenti per
fare soldi facili anche in Toscana che vanno
contrastati. Questo è un terreno scivoloso
perché il pericolo che avvertiva Taradash
era per una società di libera iniziativa. Ma
quale libera iniziativa? Dove ci sono dei
soggetti che hanno disponibilità di denaro
illimitate che possono fare quello che vogliono è necessario tenere alta l'attenzione,
fare in modo che chi denuncia non venga
isolato ma si prendano le denuncie con
grande serietà.
L'infezione c'è nella società toscana, è
molto estesa e l'infezione può arrivare anche in luoghi impensabili. Chiedo che il
Consiglio Regionale nell'approvare questo
atto abbia la consapevolezza di fare un gesto anche simbolico e andiamo avanti con
l'intenzione di approfondire il lavoro contro
l'illegalità e la criminalità organizzata. Non
sarà un cammino semplice. Penso che avremo delle sorprese come quella annunciataci dalla collega Fuscagni oggi. Guardate
che l'azione della magistratura e delle forze
dell'ordine prende solo una piccola parte
della realtà di questo fenomeno, gran parte
del quale ha interesse a rimanere nascosto
perché meno se ne parla e meglio è. Ecco
perché abbiamo interesse, non solo a parlarne, ma a fare un focus e fare in modo che
vengano sviluppate azioni concrete di contrasto a questo fenomeno che rischia di travolgere sotto il profilo sostanziale, di minare alle fondamenta, quello che è un luogo
come la Toscana ritenuto da tutti un luogo
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di eccellenza.
PRESIDENTE: Consigliere Lazzeri.
LAZZERI: Presidente, ho ascoltato gli
interventi su questo ordine del giorno condivisibilissimo sotto mille aspetti che riguarda la tenuta di Suvignano, ma sinceramente ho una perplessità conoscitiva
dell'argomento. Al momento in cui ci accolliamo un'azienda agraria e diciamo che in
parte ci assorbiamo i debiti insieme alla
Provincia e al Comune di Monteroni
d’Arbia, come amministratore vorrei sapere
di che importo si parla perché il problema
non è avere un'azienda agraria e fare una
testimonianza e basta di un modo diverso di
approccio al processo della legalità ma è un
problema se poi mi maciulla di debiti tutti i
mesi o mi accollo oggi una situazione debitoria di una certa rilevanza. Probabilmente,
essendo un'azienda gestita dalla mafia, potrebbe essere piena di debiti e poteva forse
servire in una logica di riciclaggio di denaro tra le altre cose e quindi chiederei – introdurre e modificare un ordine del giorno
non avrebbe senso – di fare un approfondimento su che tipo di bene vogliamo esercitare il diritto che ci venga conferito.
Chiediamo che venga bloccata una procedura di vendita all'asta, bene, ma perché
venga dato a noi, insieme al comune di
Monteroni d’Arbia e insieme alla Provincia
di Siena occorre chiedersi: ma cosa è questo bene? Qualcuno oggi è in grado di dirci
in Consiglio, anche fra i firmatari di questo
ordine del giorno, che il conto economico
dell'azienda presenta un debito pari a 1, 10,
100 miliardi e che l'azienda vale 5, 10 o 8?
Oggi stiamo facendo un atto dove il Consiglio impegna il governo per un atto di grande valenza anche patrimoniale oltre che
emblematico e forse dobbiamo avere la
consapevolezza che oltre le grandi testimonianze, affinché queste siano reali e non
soltanto declarate, occorre sapere di quello
che stiamo parlando. Il collega Marignani,
sarà perché è un bancario, è abbastanza at-
tento a certe cose e chiedeva se non fosse
meglio prendersi cinque minuti per un approfondimento.
PRESIDENTE: Consigliere Ruggeri.
RUGGERI: Grazie, Presidente. Ringrazio i colleghi per le molte cose che sono
state dette a nome del gruppo, quindi non ci
tornerò sopra.
Vorrei solo puntualizzare alcune questioni e soprattutto precisare un passaggio
su cui non vorrei si avesse l'impressione essere solo un passaggio burocratico. Mi riferisco all'ordine del giorno presentato dai
colleghi del gruppo Fratelli d'Italia. Quello
che noi andiamo a fare sarebbe facilmente
liquidabile come spreco di risorse se non
fossimo in un contesto che ha una tradizione, un dibattito politico avanzato e civile e
il compito anche di aiutare la società a riflettere su quello che accade.
Poco fa è intervenuto il collega Gambetta citando una serie di mancanze, libri di testo, c'è anche la fame del mondo e un sacco
di altri problemi, dopodiché se teniamo
questa logica non faremo mai un'iniziativa
culturale che serve ad educare e aiutare
perché alcuni principi passano dalla società.
Queste cose non danno un ritorno economico, ma danno un ritorno civile e credo che
quando le istituzioni abbandoneranno la
strada di mettere le risorse pubbliche per
avere un ritorno civile significherà che si è
perso la via anche del senso di cosa sono le
istituzioni. Credo che questo sia un passaggio intorno al quale dobbiamo avere la consapevolezza che non risolveremo con questa delibera di indirizzi i problemi della legalità in Toscana, ma metteremo un piccolo
mattone per contribuire a ciò. È la ragione
per cui in Commissione si è discusso di alcuni indirizzi, per cercare di costruire una
cultura diversa forte nella società. È come
quando hai da far partire una nuova attività
in un mercato a domanda debole e allora lì
investe lo Stato: noi operiamo per radicare
una cultura che contrasti una cultura
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dell’illegalità che rischia di passare facilmente, perché in tante zone di questo paese
è passata facilmente per la povertà, per le
difficoltà, perché oggi la banca più grande a
disposizione delle imprese in difficoltà sono le banche della criminalità intese come
risorse economiche disponibili e dell'usura
credo abbiamo bisogno di investire su questo e fare un'operazione culturale. Questa è
la ragione per cui c'è una legge in questa
Regione, per cui c'è un lavoro che non credo si possa liquidare a un dibattito su tutto
e il contrario di tutto, ma è un momento in
cui il Consiglio Regionale secondo me fa
molto di più di quello che delibera e cioè fa
un pezzo di strada per dire "siamo da questa
parte”; può sembrare scontato ma vogliamo
costruire le condizioni perché la società toscana capisca. Sulla questione, fra l'altro,
c'è un lavoro trasversale, oltre a quello fatto
dalla Quinta Commissione, dovuto; c'è
un'indagine conoscitiva che stiamo facendo
con la collega Fuscagni in Prima Commissione per cercare di fare un quadro, sono
stati fatti incontri interessanti con la procura antimafia e si è cercato di costruire e
consegnare al dibattito in Consiglio una
consapevolezza più puntuale che non è da
pubblico ma di chi ha il compito di dirigere
questa Regione. Credo sia un lavoro importante che si assomma. Credo che tutto questo dovrà trovare un momento in cui tutto
questo lavoro messo insieme diventi patrimonio del Consiglio e dei toscani. Riflettiamo sul come perché è un altro pezzo di
strada che dovremo fare.
Mi permetto di dire che sulla questione
della tenuta di Suvignano il tema non è se è
o no economica. La tenuta di Suvignano ha
un valore simbolico perché dimostra, ha
dimostrato e ha attivato per questo processo
tante ragazze e ragazzi che hanno deciso di
utilizzare una tenuta che era in mano ai mafiosi sotto sequestro per produrre un po’ di
lavoro, qualcosa di positivo. So che lo Stato
ha bisogno di fare cassa e che è giusto la
faccia anche con i beni dei mafiosi, ma ci
sono dei punti simbolici attorno ai quali è
giusto che lo Stato decida anche di fare come fa la Regione Toscana e contribuisca a
dare un segnale a chi ha deciso di farne un
presidio di legalità, un simbolo. A volte i
simboli costano perché i simboli “a gratis”
spesso sono la maniera per cui le istituzioni
si disinteressano.
Non è scritto nel nostro ordine del giorno
che la Regione Toscana acquisterà Suvignano, assolutamente no, non è questo il
punto, non vogliamo arrivare a questo, non
mi spingerei fino a tanto e se fosse così bisognerebbe discuterne e ne discuteremo. Il
punto è che facciamo un appello accorato al
Presidente del Consiglio – che immagino
non gestisca direttamente la faccenda, sarà
un percorso burocratico attivato e quindi in
modo per meccanismi di inerzia – un appello accorato dell'assemblea legislativa toscana per dire: "attenzione, Suvignano non è
un bene di quelli per fare cassa, è un simbolo che ci serve, in Toscana, per dare un senso che si può presidiare e invertire una tendenza rispetto alle attività mafiose”.
Rispetto all’altro ordine del giorno non
lo condivido culturalmente e politicamente.
A prescindere da quello che ci si voglia
mettere dietro, esso presuppone un concetto
di fondo per me ripugnante, che è quello
che quando uno è marchiato lo è per tutta la
vita e non gli si dà mai l'opportunità di riscattarsi dopo aver pagato quello che doveva. Penso che questo sia un concetto che va
contro la nostra Costituzione, ma soprattutto è un concetto di società che va contro a
tutto quello che ho detto prima. È ovvio che
poi ci sono ragioni di opportunità, ragioni
che devono essere vagliate e valutate, ma
non trovo nulla di scandaloso che un ex detenuto lavori un progetto di legalità, è un
altro pezzo della rieducazione di questo paese. Credo che chi fa il moralista su questo
faccia danni incalcolabili al fatto che si
possa dare una speranza a chi è rinchiuso là
dentro.
Non è possibile sottoscrivere i referendum radicali e poi sostenere queste posizioni: le due cose insieme non ci stanno! Io
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credo che questo tema esista, che su queste
questioni bisogna fare un lavoro, lo abbiamo fatto col Garante dei detenuti e spero
continueremo a farlo, ma non si può pensare che l'istituzione regionale, su una questione che riguarda il progetto sulla legalità,
debba porsi l'obiettivo di non coinvolgere
chi ha avuto problemi di legalità. Al contrario! Si deve anzi porre l'obiettivo di coinvolgere e dare il senso che chi ha sbagliato
e ha pagato o sta pagando, può pagare anche dando un contributo di lavoro. Chi è affidato ai servizi sociali sarebbe bello andasse a lavorare in un progetto come questo.
Per primo gli si dà la possibilità di capire
cosa si può fare di buono se non si fa qualcosa di male, il secondo è che si utilizzano
queste risorse per avere un impegno su progetti assolutamente positivi.
All'ordine del giorno del gruppo Fratelli
d’Italia voteremo contro in maniera netta
perché riteniamo che sia una zeppa pericolosa dal punto di vista culturale e assolutamente in contraddizione con lo spirito con
cui andiamo a costruire questi progetti per
la Toscana e, spero, per le generazioni che
da questi apprendono che c'è uno spazio vero. L'entusiasmo dei giovani che c'è attorno
a questi progetti non si trova di fronte a
nessuna iniziativa delle istituzioni e della
politica. Credo che questo sia il segnale che
lì si annida lo spirito positivo che dobbiamo
coltivare, con l'attenzione e la distanza dovuta. Pensare che non si dà questa spinta e
pensare in maniera solo burocratica credo
sia un errore che non ci possiamo permettere di commettere. Grazie.
PRESIDENTE: Prego assessore Bugli.
BUGLI: Grazie, Presidente. Solo per dire
e fare una proposta per riflettere su questo
punto. Nell'intervento che si fece a Suvignano, tra le altre cose, forse quando si dà
la percezione – giusta o sbagliata, perché
poi molto diventa anche un fattore psicologico – però questo fatto in qualche maniera
può avere trasmesso alla società toscana
che su questi temi si possa essere in presenza di un passettino indietro. Ebbene, io credo che quando c'è questo rischio bisogna
rilanciare e far vedere alla società toscana
che si fanno due passi in avanti in un'occasione come questa. Quindi, al di là della gestione della tenuta di Suvignano, credo che
sarebbe da riaprire il tema della legalità e
della lotta alla criminalità organizzata anche sul nostro territorio, ed essere noi, come Regione, che in qualche maniera si propone un'iniziativa che possa essere percepita anche dalle persone come un'iniziativa
che va in senso opposto a un sentimento
comune che può essere venuto da un esempio come questo. Pertanto, essendoci anche
questa commissione di indagine su questi
temi, valutiamo insieme se non fosse il caso, meglio se alla fine del percorso della
Commissione avendo degli elementi in più
su cui fare la nostra analisi, forse anche iniziando il percorso già da subito, di discutere di questi temi in Consiglio Regionale e
provare a farne discutere anche le altre istituzioni toscane, a far diventare questo una
filiera di attenzione e di discussione su questi temi. E magari con l'impegno della
Giunta, o tutti insieme, di giungere ad una
norma complessiva, come in altre regioni
sta avvenendo, che rimetta insieme, ne avevamo parlato anche nei mesi scorsi, tutti i
temi della legalità.
Noi abbiamo varie norme, abbiamo vari
settori in cui si interviene, tra queste norme
c'è anche quella oggetto della discussione
di oggi che se si va a leggere nel titolo è un
po’ più chiara di quello che diceva Marco
Taradash mettendo tutto insieme, quel titolo
la esprime un po‘meglio, ci vogliono tre righe se la leggete. Forse è anche il caso di
procedere ad un percorso, non è chiuso in
noi stessi ma aperto anche alle altre istituzioni toscane e alle associazioni che su questo fanno ormai da anni un punto di impegno.
I ragazzi; ho visto che i più belli interventi fatti in questi giorni sul tema di Suvignano sono stati fatti da ragazzi che vanno
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a fare i campi nelle tenute sequestrate alla
mafia, molto spesso in Sicilia e nel Meridione e riterrei utile, su questo, farci un po’
di buon lavoro che possa portare alla fine
ad avere una norma che tenga tutto insieme,
all'interno della quale ognuno di noi si ritrovi più tranquillamente di quanto non lo si
possa fare se spezzettato in varie cose. Grazie.
PRESIDENTE: Passiamo alla votazione.
Prima di votare la proposta di delibera cominciamo a votare gli ordini del giorno collegati il primo dei quali è il numero 210 che
porta la firma dei consiglieri Danti, Romanelli, Manneschi, Gazzarri, Parrini, Pugnalini, Spinelli, De Robertis, Lastri, Sgherri,
Boretti, Ferrucci, Ruggeri e Remaschi. Chi
è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva PRESIDENTE: Mettiamo ora in votazione l'ordine del giorno distribuito che porta
la firma dei consiglieri Donzelli, Staccioli e
Marcheschi. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio non approva PRESIDENTE: Metto ora in votazione la
proposta di delibera 373 di cui abbiamo così a lungo discusso. Prego, consigliere Taradash per dichiarazione di voto.
TARADASH: Per confermare il mio voto contrario preannunciato e anche perché
vorrei restasse a verbale il mio voto contrario all'ordine del giorno su Suvignano e anche all'ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia.
PRESIDENTE: Lo avevamo visto in sede di votazione, consigliere Taradash. Passo alla votazione della proposta di deliberazione 373, titolo noto. Chi è favorevole?
Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva Mozione dei consiglieri Remaschi, Gazzarri,
Matergi, Ruggeri, Ciucchi, Magnolfi, Mugnai,
Sgherri, Carraresi, Chincarini, Lazzeri, Naldoni, Romanelli, in merito alle misure volte a favorire inserimenti lavorativi di cittadini diversamente abili (Mozione n. 679)
PRESIDENTE: Sull'ordine dei lavori io
direi che possiamo pensare di chiudere la
sessione di lavori di oggi salvo votare, se ci
sono, alcune urgenti mozioni possibilmente
in modo unanime. A quale mozione si riferisce, presidente Remaschi?
REMASCHI: Mi riferivo a quella presentata stamani, per altro firmata da tutti i
gruppi consiliari, per favorire gli inserimenti lavorativi dei cittadini diversamente abili.
Chiaramente senza fare discussioni, credo
ognuno di voi abbia potuto leggerla. Grazie.
PRESIDENTE: Metto in votazione la
mozione 679, titolo noto. Chi è favorevole?
Chi è contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva Ordine dei lavori
PRESIDENTE: Consigliere Ferri, mi dica.
FERRI: C'era un'altra mozione che avrebbe una certa ragione di urgenza che riguarda la questione della riforma della geografia degli uffici giudiziari che è stata presentata dal consigliere Rossetti e firmata
anche da me e dal consigliere Marini che
non è presente visto che il 13 settembre, tra
qualche giorno, scatta il termine entro cui le
sedi distaccate dei tribunali.
PRESIDENTE: È stata iscritta? Se non è
stata iscritta la questione non si pone. La
mozione è la 677 a firma di Rossetti, Ferri e
Marini.
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
FERRI: Si chiede al Parlamento e al Governo di prorogare la riforma per verificare
meglio.
PRESIDENTE: Il testo non è stato distribuito perché è già nel fascicolo di aula.
Presidente Ciucchi, cosa mi voleva dire?
CIUCCHI: Chiedevo se era possibile votare la mozione 636 per il ripristino della
normativa per l'acquisizione dei voucher
per il pagamento delle prestazioni in agricoltura. Ormai il problema della vendemmia 2013 non lo possiamo risolvere e probabilmente nemmeno quello della raccolta
delle olive, ma predisponiamoci quanto
meno per il prossimo anno perché davvero
questo è un problema sentito.
DANTI: Ricordo al collega Ferri che tale
Consiglio si era espresso sulla riforma della
geografia giudiziaria – sapendo che c'era da
fare una riduzione – in maniera tale che ci
fosse un certo equilibrio.
Io sono contrario a votare un ordine del
giorno che mi dice di salvare il tribunale di
Pontremoli perché in questa aula ciascuno
ha i suoi tribunali da salvare, ci sono quelli
di Empoli, di Pontassieve, di Sansepolcro,
di Montevarchi, di Viareggio, dell'Elba.
Avevamo fatto un ragionamento. Questo
Consiglio lo ha fatto e doveva essere fatto
per un riordino che doveva prevedere, anche le riduzioni delle sedi giudiziarie, ma
non evidentemente che se ne salva una l'ultimo giorno utile.
PRESIDENTE: Ne deduco non ci siano
le condizioni per discutere questa mozione.
Sentiamo cosa dice il consigliere Ferri; prego.
FERRI: La mozione prende spunto dal
caso che riguarda il territorio da cui i consiglieri regionali provengono ma si intitola
"per un rinvio dell'attuazione del decreto
legislativo 155 sulla soppressione dei tribunali, nonché la revisione dei criteri sulla ba-
se dell'individuazione delle sedi periferiche
soppresse in modo generico", espressione
generica ripresa dal dispositivo salvo citare
per inciso come esempio la sezione distaccata del tribunale di Pontremoli. La mozione è assolutamente valida per tutti i tribunali e per tutte le sedi distaccate, comunque si
possono togliere anche i riferimenti localistici, non c'è nessun problema. L'atto era
già iscritto e facevo riferimento a questo.
PRESIDENTE: Non credo ci siano le
condizioni per discutere questa mozione.
Metto in votazione la mozione 636, poi l'altra che abbiamo già messo in votazione.
Vedo la consigliera Matergi e il consigliere
Bugli che l'hanno firmata, credo si potrebbe
mettere in discussione il testo sostitutivo
della 573 firmata da tutti, portando le firme
della consigliera Matergi, dell'allora capogruppo Bugli, dei consiglieri Agresti e Antichi. Non ci sono problemi. Dopodiché vedo una mozione a firma Marini, Staccioli,
Spinelli, Bartolomei, Ferrucci, Nascosti e
Russo "in merito alla prospettata privatizzazione della Sas Firenze". Ci sono obiezioni se si mette in votazione? Viene dalla
Commissione emergenza occupazionale.
Prego, Brogi.
BROGI: Volevo parlare anch'io in merito
alla questione dei tribunali ma visto che abbiamo proseguito con la messa in approvazione di alcune mozioni che giacciono da
tempo chiederei, solo se vi fosse un unanime consenso, di mettere in approvazione
anche la proposta di risoluzione che risale
al marzo del 2012, proposta allora dal capogruppo Bugli, da me, da Lazzeri e da
Gambetta sulla questione dei campi di concentramento laogai, che è un tema naturalmente grandissimo. Nel frattempo si sono
frapposte anche situazioni internazionali altrettanto e forse anche più gravi e più vicine, ma c'è questa cosa che ogni volta viene
riproposta e, se tutti fossimo d'accordo,
chiederei di metterla in approvazione.
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IX LEGISLATURA - RESOCONTI INTEGRALI - SEDUTA N. 152/A DELL’11 SETTEMBRE 2013
Mozione dei consiglieri Matergi, Bugli, Agresti,
Antichi, in merito alle prospettive del nucleo
sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto
(Mozione n. 573 – testo sostitutivo)
Risoluzione dei consiglieri Lazzeri, Gambetta
Vianna, Brogi, in merito ai laogai, campi di
concentramento del terzo millennio (Risoluzione
n. 106 – testo sostitutivo)
PRESIDENTE: Metto in votazione la
mozione 573 "in merito alle prospettive del
nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di
Grosseto" a firma Bugli, Matergi, Agresti,
Antichi. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?
PRESIDENTE: Metto in votazione la
proposta di risoluzione numero 106 nel suo
testo sostitutivo agli atti "In merito ai laogai, campi di concentramento del terzo millennio" a firma dei consiglieri Lazzeri,
Brogi, Gambetta Vianna e Bugli. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?
- Il Consiglio approva -
- Il Consiglio approva Mozione dei consiglieri Ciucchi, Rossetti, Ruggeri, Pellegrinotti, in merito al ripristino della
normativa per l’acquisizione dei voucher per il
pagamento delle prestazioni in agricoltura (Mozione n. 636)
PRESIDENTE: Metto in votazione la
mozione 636, Ciucchi, Rossetti, Ruggeri e
Pellegrinotti per la questione dei voucher in
agricoltura. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?
Mozione dei consiglieri Marini, Staccioli, Spinelli, Bartolomei, Ferrucci, Nascosti, Russo, in
merito alla prospettata privatizzazione della
SAS di Firenze (Mozione n. 563)
PRESIDENTE: Poi c'è quella in merito
alla Sas, la 563. Chi è favorevole? Chi è
contrario? Chi si astiene?
- Il Consiglio approva -
- Il Consiglio approva La seduta termina alle ore 13:57
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Stenotipia a cura di Marina Luddi, via Rosano, 3 50012 Bagno a Ripoli (FI)
Redazione e coordinamento a cura del Settore Assistenza al procedimento degli atti consiliari e ai lavori d’Aula
(O. Braschi, B. Cocchi, F. Querci, A. Tonarelli)
Gli estensori: O. Braschi, A. Tonarelli
La responsabile dei servizi d'aula: D.ssa Patrizia Tattini …………………………………………..
Stampa: Centro stampa del Consiglio Regionale della Toscana
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seduta n. 152 11.09.2013_antimeridiana