Diocesi di San Miniato
da La Domenica del 11/09/2011
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Perignano: la prima pietra del nuovo Centro Parrocchiale
di Nilo Mascagni
Sabato 3 settembre a Perignano sono iniziati i lavori per la
costruzione del nuovo Centro Parrocchiale intitolato a «Madre Teresa
di Calcutta», che sorgerà a fianco della casa canonica, su un’ampia
superficie. La prima pietra è stata benedetta da mons. Tardelli, alla
presenza del parroco don Armando Zappolini e dei sacerdoti
coadiutori don Pascal Mutegaya e don Antony James Ndyanaboi, delle
suore suor Marie Jeanne, suor Justine e suor Melania. Erano presenti i
membri dell’Associazione e delle contrade del Palio con i propri
gonfaloni, il popolo di Perignano e i rappresentanti delle altre zone
pastorali, che hanno seguito l’avvenimento con particolare emozione
(non capita tutti i giorni veder un vescovo armato di cazzuola,
secchiello e cemento improvvisarsi muratore).
Il nuovo Centro Parrocchiale è stato finanziato in parte, su richiesta
della Diocesi di San Miniato, con il fondo per l’edilizia pastorale e di
culto dell’8 x mille della Conferenza Episcopale Italiana per la
annualità 2006, per un importo complessivo di 543.000 euro. Il costo
complessivo previsto per il Progetto è quantificato in 788.064,30
euro.
Il Centro Parrocchiale sarà dedicato a Madre Teresa di Calcutta in
ricordo della visita da lei fatta a Perignano il 20 maggio 1990 e del
grande rapporto di solidarietà che da questa visita e dall’incontro con
padre Orson Welles è nato con Calcutta, attraverso soprattutto
l’attività dell’Associazione Bhalobasa. All’ingresso della struttura verrà
posta una scultura in marmo bianco di Carrara la cui realizzazione è stata affidata a Selene Frosini.
Le note della Filarmonica Puccini di Palaia si sono unite agli applausi e alle molte lacrime sgorgate dagli
occhi delle persone che godettero a Perignano della visita da Madre Teresa di Calcutta. Domani
nell’oratorio, nelle sue finalità, rivedranno negli occhi del cuore la figura ed il messaggio di carità della
cara Madre.
L’attuale sala delle riunioni posta all’ingresso di via Fratelli Cervi 11 sarà intitolata a don Primo Corsi, per
tanti anni proposto di Perignano, a memoria e riconoscenza del profondo legame di affetto con la
popolazione che ha servito come parroco.
La posa della prima pietra del nuovo Centro Parrocchiale è avvenuta al termine della tradizionale
processione della patrona di Perignano, santa Lucia, in cui sono stati affidati a lei i giovani che
all’indomani avrebbero allietato la città con il Palio delle Contrade. Alla processione con l’immagine della
Santa, presieduta da mons Vescovo, si sono uniti i fedeli di tutta l’unità pastorale che comprende
Perignano, Quattro Strade, Lavaiano e Gello. È stata una processione aux Flambeaux con centinaia di
persone oranti, fidenti nella propria Santa, una liturgia di pace, di speranza, di amore, che certo ha offerto
nel grande polo industriale di Perignano un sereno motivo di conforto nel difficile momento sociale ed
economico che stiamo vivendo. L’animazione musicale è stata curata dalla Filarmonica «Giacomo Puccini»
di Palaia.
Al termine della devota manifestazione le persone si sono ritrovate in chiesa. Mons. Tardelli, con
particolare riferimento a Santa Lucia, che testimoniò con il proprio sangue la sua fede cristiana, ha fatto
intendere quanto gesti pubblici e comunicatori di autentica fede siano capaci di rinnovare integralmente
la nostra vita.
La Giornata del Creato
di Rachele Matteoni
Nel verde delle Cerbaie domenica 4 settembre si è svolta la sesta giornata per la salvaguardia del creato,
con il tema: «In una terra ospitale, educhiamo all’accoglienza». Per la prima volta il Santuario della
Madonna della Querce ha ospitato questo evento che ha trovato, nei suoi prati silenziosi, una lieta dimora.
Il tutto ha preso vita dalla collaborazione tra gli uffici diocesani: La Caritas diocesana, la commissione per
i problemi sociali e il Lavoro, la giustizia e la pace, e quella per l’ecumenismo e il dialogo. Sono
intervenuti il vescovo Mons. Tardelli, l’arciprete di Fucecchio Mons. Cristiani ed il sindaco di Fucecchio,
Claudio Toni. Mons Cristiani e un operatore tornato dal Burkina hanno espresso, a nome del movimento
Shalom, cosa si può fare concretamente per chi vive in situazioni estreme, assai diverse dalle nostre. In
Africa l’aspettativa di vita è bassissima e quindi lo è anche il modo di rapportarsi ad essa. Il gruppo
Shalom ha deciso di non prendere contatti con i dittatori bensì col popolo, utilizzando un modo diverso da
noi occidentali. La natura è un bene prezioso che garantisce la sopravvivenza dell’uomo se viene guardata
ed utilizzata con rispetto. Ciò significa sfruttare le risorse locali senza la pretese di volerle «dominare» ma
facendone un uso sostenibile. I ragazzi del movimento hanno insegnato agli abitanti a coltivare ciò che la
terra offre loro, senza metodi con forte impatto ambientale ma adeguati alla realtà che li circonda e ciò ha
portato ottimo frutto, infatti, questo anno, il raccolto è stato buono e ricco, nonostante a poca distanza
dalle coltivazione sia presente il deserto.
Il sindaco Claudio Toni ha illustrato quanto sia ingiusta la politica
internazionale, la quale mira soltanto all’interesse dei finanziatori, delle
banche e delle grandi potenze, senza occuparsi realmente di promuovere la
giustizia nel Terzo Mondo. Perché in Libia viene inviata la Nato e non l’Onu?
Perché ci si preoccupa di trovare una soluzione immediata con l’intervento
dell’esercito solamente in alcuni Paesi? La risposta è semplice e purtroppo
ovvia, tutto è mosso dall’interesse per il petrolio; i Paesi extraeuropei
dilaniati dalle guerre e dalle ingiustizie ma privi dell’oro nero, sono oggetto di
minor interesse da parte delle potenze occidentali. Ogni scelta è quindi
mossa dal denaro e non da un concreto obiettivo di giustizia internazionale.
Questo ha fatto sorgere una domanda spontanea: cosa possiamo fare noi
che abitiamo a chilometri di distanza e che siamo immersi in una piccola
realtà come quella di Querce, Pinete e Galleno?
Sua Eccellenza Mons.Tardelli ha risposto in maniera molto concreta:
dobbiamo cambiare la mentalità, cioè il modo di pensare. L’uomo,
soprattutto quello occidentale, deve capire che la natura è un dono che ci è
stato concesso e come tale va salvaguardato, sfruttandolo seguendo i suoi
ritmi, abbandonando la convinzione che possa essere gestito a nostro uso e
consumo. Dobbiamo abbandonare la mentalità del dominio; deve essere il bene comune che ci spinge
all’azione. Questo importante messaggio trova compimento nelle letture di questa domenica, in particolar
modo nella prima, quella del profeta Ezechiele. Ognuno di noi, infatti, è responsabile della condotta del
fratello, non solo per quanto riguarda la sua vita spirituale ma anche quella materiale come il lavoro e lo
sfruttamento delle risorse naturali. Ogni cristiano è un profeta ed in quanto tale ha il compito ed il dovere
di cambiare e smuovere le coscienze; non possiamo restare in un angolo per paura delle responsabilità,
ma dobbiamo attingere forza da Cristo ed avere il coraggio di esserci davvero su questo mondo, facendolo
rispettare ed amare.
dalla diocesi
Cerreto Guidi: festa di Santa Liberata
Il Vescovo: «rinsaldiamo l’amore sui comandamenti»
Durante la celebrazione per i 675mi festeggiamenti
inaugurate altre tre tele del ciclo pittorico sulla Santa
L’occasione è stata la festa patronale della santa
cerretese, ma il Vescovo Fausto ha voluto lanciare un
messaggio forte ai fedeli presenti, che andasse oltre
la sentita e partecipata occasione patronale, per
seguire l’insegnamento d’amore che poi la stessa
agiografia di Liberata ci lascia in eredità, e che le
letture domenicali riportavano all’attenzione. La
lettera di San Paolo apostolo ai Romani e il vangelo di
Matteo sono stati infatti il fulcro della riflessione di
mons. Tardelli che si è snodata attorno al tema
dell’Amore-Carità che in Cristo eucarestia ha il suo
apice. «L’amore vero – ha ricordato il Vescovo
nell’omelia – non è quello del sentimentalismo
passeggero né quello dell’irrazionalismo sfrenato, ma
è il vero motore dell’esistenza quando si fonda sulla
Verità e sulla autentica Carità. “Amerai il tuo
prossimo come te stesso” è l’esortazione che ci
conduce ad un amore che non è edonismo né egoismo bensì è apertura all’altro da sé, al vicino, al
prossimo nella sofferenza e nella gioia. Non dobbiamo credere però che il nostro amore, il nostro stato di
gioia, sia sufficiente a se stesso. Il vero amore e la vera gioia è quella che si vive nella comunità e che
tiene conto dei mali e delle sofferenze altrui. Come le parole di Ezechiele ricordano, Dio domanderà conto
a noi stessi anche dei mali degli altri. Dove c’è comunione fraterna però c’è comunità e ci può essere vero
amore perché – come le parole di Matteo sottolineano – “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono
io i mezzo a loro”». Nelle riflessioni conclusive il Vescovo ha voluto ricordare che l’amore non può essere
mai al di fuori di regole, non può essere cioè libertinismo né sentimento anarchico ma «deve ricondursi ai
comandamenti e al comandamento supremo della carità, che non può fare del male al prossimo se si
sviluppa nella pienezza della Legge, se si svuota cioè dal peccato e si libera della malvagità». La funzione
liturgica si è conclusa con le parole di don Donato Agostinelli che si è soffermato sulla presentazione delle
tre nuove tavole pittoriche che adornano il soffitto sovrastante il presbiterio. I tre oli su tela, realizzati dai
pittori Enzo Attinello (Santa liberata costruisce il monastero grazie all’aiuto del padre), Francesca Bianconi
(Santa Liberata con i Bambini), Grazia Di Napoli, (Santa Liberata accolta in cielo), vanno a completare un
ciclo pittorico sulla vita della santa che sta arricchendo di opere d’arte un Santuario già ricco di pregevoli
dipinti e opere artistiche. E’ stato mostrato anche il nuovo leggio in legno d’ulivo realizzato da Marco
Tamburini: un vero modello di opera d’arte naturale, realizzata con un ulivo preso dal giardino retrostante
e modellato sapientemente dall’uomo. [AdB]
Consegnato giovedì sera il Cerrino d’oro
al Vescovo Carlo Ciattini
di Alexander Di Bartolo
Nella splendida cornice degli scaloni del Buontalenti, sotto
la Villa Medicea di Cerreto Guidi, si è tenuta la consueta
edizione di consegna del Cerrino d’oro 2011, premio che
annualmente la locale pro loco, in collaborazione con
l’amministrazione comunale, assegna a un cittadino di
Cerreto Guidi che si è distinto per particolari meriti in
diversi settori della vita civile, culturale o imprenditoriale.
Per la prima volta nella storia del premio – siamo giunti
alla quattordicesima edizione – è stato un Vescovo ad
aggiudicarsi questo riconoscimento che va ad aggiungersi
a quelli più o meno formali che il presule cerretese ha già
raccolto durante la propria vita ecclesiale e civile,
distinguendosi sul ecclesiale, civile, culturale. Come ha
voluto ricordare il presentatore della serata, il presidente
della locale pro loco, Claudio Ragoni, la consegna a mons. Carlo è legata anche alla sua dedizione e
partecipazione nell’ideare il Palio del Cerro che resta una delle manifestazioni più importanti nel panorama
delle iniziative e rievocazioni storiche della zona. Molti ricordano infatti le corse dell’allora Carlo nell’andare
a Firenze per ritirare gli abiti storici da usare nel tradizionale corteo. Oggi che il cittadino cerretese più
illustre è salito al soglio vescovile, questo riconoscimento è ancora più importante perché il legame con il
paese natio è più forte di prima a causa della distanza. Dopo la consegna del riconoscimento il Vescovo
Carlo ha invitato tutti i presenti a pregare per il suo attuale impegno episcopale che lo ha portato distante
da affetti e amici. La bella serata, che come ogni anno apre le manifestazioni del settembre cerretese
dedicate a Santa Liberata, è stata introdotta da un concerto di ottoni ideato e diretto dal maestro Riccardo
Bindi. Sono stati eseguiti pezzi di musica classica e rievocazioni di spartiti contemporanei che hanno
allietato il festeggiato, le autorità e il numeroso pubblico intervenuto.
Disco Club alle Melorie: ce n’era proprio bisogno?
Nella frazione Le Melorie a Ponsacco ricominciano le danze. Parliamo del capannone sfitto che in passato
aveva ospitato la discoteca Dress Code, ex Insomnia. Il locale aveva chiuso i battenti il 30 aprile, dopo la
maratona dance di 12 ore durante la quale aveva trovato la morte il ventenne Aldo Valentini, stroncato da
un mix letale di alcool e droga. La chiusura del locale era stata salutata con favore dagli abitanti della
piccola frazione, che per anni avevano dovuto sopportare notevoli disagi a causa del trambusto, tra
«ambulanze, scazzottate e vari momenti di tensione».
Dopo la tragica morte del giovane genovese, il sindaco di Ponsacco, Alessandro Cicarelli, assicurò che il
locale sarebbe stato smantellato per far posto alla costruzione di abitazioni e servizi per la comunità,
compresa la creazione del nuovo villaggio scolastico delle Melorie.
Eppure, dopo un prolungato braccio di ferro estivo, a suon di dichiarazioni pubbliche, tra l’amministrazione
comunale di Ponsacco e l’imprenditore Alessio De Giorgi, sembra averla spuntata quest’ultimo, che ha in
mente un progetto ben diverso. L’idea di De Giorgi, presidente dell’associazione Gaylandia e proprietario
del Mamamia di Torre Del Lago è quella di aprire un circolo con accesso riservato a chi possiede la tessera
Arcigay, dove sarà possibile ballare il sabato sera mentre nelle altre serate resterebbe aperto soltanto il
bar, sempre per i soci.
L’idea del circolo Arcigay ha consentito a De Giorgi di aggirare l’impedimento posto dall’amministrazione
comunale che aveva prontamente ritirato la licenza necessaria per aprire un nuovo locale adibito a
pubblici spettacoli. Così i lavori al capannone sono ripresi ma non per demolirlo, come molti speravano,
bensì per costruire un nuovo locale notturno, suscitando i malumori e la delusione non solo
dell’amministrazione comunale ma anche degli abitanti del luogo.
«Quello che più spaventa è l’assoluta incapacità dei residenti di essere ascoltati da chi potrebbe fare
qualcosa», ha dichiarato uno dei cittadini residenti accanto al parcheggio dell’ex Dress Code: «Siamo
arrabbiati, perché ci avevano fatto credere che sarebbero state costruite abitazioni o negozi al posto del
locale. Il Comune, in questo caso, ci ha mentito. Non è un problema di gay o meno. Qui si tratta di
continuare con un’attività che rispetto al contesto in cui si trova è completamente fuori luogo».
C’è chi ricorda con sgomento l’esperienza vissuta abitando per anni proprio di fronte alla discoteca:
«Abbiamo passato anni terribili e sinceramente, dopo l’ultima serata in cui c’è scappato il morto, pensavo
che la storia fosse finita. Parlano di una capienza ridotta per questa nuova attività, ma anche l'Insomnia
aveva la possibilità di far entrare un certo numero di persone che veniva sempre superato ampiamente.
Se dovesse ricominciare tutto quel trambusto non lo reggeremmo per niente. Abitiamo qui da 30 anni e
ne abbiamo viste di tutti i colori».
Una giovane che porta a spasso il cane per quello che sarebbe dovuto diventare il centro della frazione
commenta: «Non ho nulla contro il tipo di struttura e di clientela, ma questo non mi sembra il contesto più
adatto per una discoteca. Ci era stato detto che lo stabile sarebbe stato smantellato e che sarebbe
avvenuta un’operazione di riconversione immobiliare. Invece non sarà così e questa cosa fa pensare».
La popolazione si interroga. Intanto l’auspicata riqualificazione della zona, a quanto pare, è destinata a
naufragare. In una frazione in crescita, che ha bisogno di nuove case, negozi e strutture di pubblica utilità
specialmente a servizio dei giovani, sorgerà un nuovo locale destinato a un particolare tipo di clientela,
che probabilmente non andrà ad incrementare neanche gli affari del bar e della pizzeria, gli unici che in
passato avevano tratto beneficio dalla massiccia affluenza del popolo della notte. (dfr)
Staffoli
La «Festa della Carità»: la trentottesima edizione
Anche quest’anno, come ormai da tradizione, la sezione di Staffoli del Movimento Shalom Onlus ha
organizzato la «Festa della Carità», giunta alla trentottesima edizione nei giorni di venerdì 9, sabato 10 e
domenica 11 Settembre 2011 presso il Centro Avis-Aido-Admo della frazione santacrocese.
Venerdì 9 con una serata dedicata alla raccolta fondi per la lotta alla fibrosi cistica in memoria di Deborah
Pavoni. Alle 20 inaugurazione della rassegna di pittura, aperta per tutta la durata della festa, dal titolo «Il
vero volto dell’Africa», a cura dell’artista staffolese Gerardina Zaccagnino. A seguire la prima «Cena del
Povero», a base di pizza. Infine, alle 21,30 la gara di abilità di tiro con l’arco denominata «La disfida delle
Cerbaie». Maestro d'armi: Francesco Della Maggiore.
Sabato 10 alle 20 la seconda «Cena del Povero». Alle 21,15 un incontro dedicato al progetto «7 Gennaio»
in memoria di Matteo Gronchi, progetto di cooperazione che prevede la realizzazione di una scuola
primaria per le bambine di Dorì (Burkina Faso) e di altre strutture per la residenza delle insegnanti e delle
suore. Alle 21,30 «La Via Francigena nelle Cerbaie fra il serio e il faceto», favola tragicomica interpretata
dai «mitici matti» del Movimento Shalom, per la regia di Lorenzo Pieracci.
A conclusione della festa, questa domenica 11 settembre, la Messa celebrata nel salone delle feste alle ore
11 seguita dal «Pranzo della Solidarietà» da condividere con gli ospiti della giornata medioevale
organizzata in collaborazione con tutte le associazioni presenti a Staffoli.
Marti
Festa della Madonna 2011
Realizzato un musical su Giovanni Paolo II
Nei giorni tra il 25 e 28 Agosto abbiamo vissuto nella nostra Parrocchia i momenti belli e al tempo stesso
solenni dei festeggiamenti in onore di Maria Assunta in cielo, Patrona della nostra comunità. La festa vera
e propria si è svolta domenica 28 agosto, ma come ogni anno ci siamo preparati a vivere al meglio questo
momento con una «tre giorni» (cioè il giovedì, venerdì e sabato) in cui nel pomeriggio ci siamo fermati
«ai piedi» di Gesù nel Santissimo Sacramento per tempo di Adorazione Eucaristica, mentre alla sera,
nell’orario del dopo cena, il parroco don Fabrizio Orsini ha celebrato la Santa Messa in alcune zone del
paese. C’è da rimarcare anche quest’anno l’ottima partecipazione delle persone considerato che fine
agosto è ancora di un periodo di ferie, segno che la Madre di Dio «richiama» sempre i suoi figli. Ce lo ha
detto poi anche il nostro Vescovo durante la Messa della domenica: la devozione a Maria Santissima non
conosce limiti di confine o di tempo.
Della festa di questo anno c’è tra l’altro da ricordare la
serata di sabato 27 agosto quando alle ore 21,30 il
gruppo parrocchiale ha messo in scena, sulla Piazza
antistante la nostra bella Pieve, lo spettacolo musicale dal
titolo «Di chi avrò paura?» che ha voluto rendere omaggio
alla figura del Beato Giovanni Paolo II, sicuramente uno
dei più amati successori di Pietro nella storia della Chiesa.
Ideato e realizzato interamente dal gruppo parrocchiale,
lo spettacolo ha voluto rilanciare il messaggio forte
trasmesso a tutti dal grande Pontefice: niente e nessuno
può farci paura se lasciamo entrare Cristo nei nostri cuori.
L’idea di proporre uno spettacolo basato sulla figura di
Giovanni Paolo II è nata dal fatto che nella vita di oggi
nessuno vuole assolutamente parlare di malattia, di
sofferenza, della morte, realtà che purtroppo esistono nel mondo e alle quali nessuno di noi può sfuggire.
Questo grande Papa al contrario ha fatto della sofferenza la sua testimonianza davanti a tutto il mondo.
Un uomo di Dio che ha visitato moltissimi popoli e realtà, portando a tutti, cristiani e non, l’amore del
Padre.
Alo spettacolo hanno partecipato tante persone del gruppo parrocchiale, mettendo a servizio i «talenti» di
cui ognuno è dotato. In parte mimato, in parte recitato, sottolineato da canti e dalla proiezione di alcuni
spezzoni di filmato; lo spettacolo partiva dai momenti conclusivi della vita di Giovanni Paolo II per farci
riflettere su tante problematiche della vita moderna e in particolare su come, a noi uomini di oggi,
«malati» di egoismo, rabbia e mancanza di perdono, Dio venga ancora incontro per «guarirci» anche
attraverso figure forti come quella di questo Pontefice che non si è mai stancato di ripeterci «aprite, anzi
spalancate le porte a Cristo… non abbiate paura»: il non avere paura cambia il mondo.
Domenica 28 infine festeggiamenti solenni in onore di Maria Assunta in Cielo: alle ore 11 l’Eucaristia è
stata celebrata dal nostro Vescovo, Mons. Fausto Tardelli il quale nell’omelia ci ha detto come nella figura
di Maria vediamo compiuto il disegno di salvezza di Dio; lei deve essere il vero modello da seguire per
tutti noi . Oggi ci vengono presentati tanti modelli di umanità, modelli di vita che sembra «realizzata»: ma
si tratta di un grande imbroglio in cui tanti, giovani e non, spesso cadono: è la Madonna il vero modello di
una umanità pienamente realizzata e salvata perché ha vissuto per Cristo, con Cristo e in Cristo; ha
vissuto con umiltà, con amore, con disponibilità e ha fatto della sua vita una lode al Signore. Solo
guardando la vita di Maria possiamo trovare la strada per la vera felicità.
La festa poi è proseguita nel pomeriggio con l’omaggio floreale del bambini alla Madonna e il lancio dei
palloncini con il messaggio di pace ed ha visto il suo culmine con la processione del dopo cena quando
l’immagine della Madonna Assunta è stata portata lungo le vie del nostro paese accompagnata dai
sacerdoti del Vicariato, rimettendo ancora le vite di tutte le nostre famiglie e tutti noi sotto la sua materna
protezione. [M.C. & A.P.]
La Serra
La mia prima Festa a La Serra
di don Francesco Ricciarelli
La fine del periodo estivo, in questo mio primo anno come
parroco di S. Maria in Valdegola - la parrocchia che riunisce
le località di La Serra, Corazzano, Balconevisi e Moriolo - è
stato caratterizzato da una delle feste più vivaci, variegate e anche osteggiate - di questo territorio. La festa sull’aia,
sorta in seno alla parrocchia della Serra, offre un programma
folkloristico, che comprende tornei organizzati dal Centro
Sportivo Italiano, mercatini e stand gastronomici, cene,
spettacoli e giochi per grandi e piccini, una manifestazione
rievocativa dell’antico lavoro dei campi. In questo contesto
ludico spiccano gli appuntamenti legati alla vita di fede e alla
storia religiosa della parrocchia: il 1° settembre il
pellegrinaggio a piedi fino alla chiesa di San Regolo a
Bucciano, che quest’anno è stato sostituito dal Rosario e della Messa nella chiesa della Serra. L’Eucaristia,
in questa occasione, è stata celebrata da mons. Livio Costagli, originario di Bucciano, che nell’anno in
corso ha festeggiato i suoi 65 anni di sacerdozio. Il sabato successivo, 3 settembre, abbiamo ricordato la
dedicazione dell’attuale chiesa della Serra, pregando per i benefattori che contribuirono a edificarla.
Infine, la festa ha trovato il suo coronamento nella Messa solenne della domenica mattina e nella
processione serale in onore della Regina della Pace.
Ho veramente ammirato l’impegno di tanti parrocchiani che si sono prodigati senza risparmio per
l’organizzazione e il coordinamento degli eventi, la preparazione dei pasti e il servizio ai tavoli, facendo
gustare ottime pietanze ai giocatori del torneo di Subbuteo, ai piloti della gara di regolarità con auto
d’epoca, ai giovani musicisti del gruppo rock corazzanese «Fuori tempo», ai seminaristi che hanno
accompagnato la processione della domenica sera, alla banda «G. Verdi» di Castelfiorentino e alle tante
tante persone intervenute alla festa.
La sera della domenica il violento temporale scatenatosi verso le 19 sembrava dover rovinare la
conclusione dei festeggiamenti. Molta gente che aveva partecipato alle attività del pomeriggio sono
rincasate in tutta fretta tra le raffiche di vento e la pioggia battente. Ma alle 21,30 molti fedeli si sono
presentati in chiesa, con i bambini della Prima Comunione provenienti da La Serra, Balconevisi e Moriolo e
abbiamo potuto accompagnare la statua della Regina della Pace per le vie del paese. A conclusione della
processione, don Fabrizio Orsini, parroco di Marti e Capanne, ha richiamato tutti al dono e al compito della
pace. Una pace che riceviamo da Dio come dono ma che siamo impegnati a custodire e a far crescere
attraverso l’accoglienza reciproca e l’armonia nella diversità.
Appuntamenti e segnalazioni ...
È un serraiolo il campione
mondiale di forgiatura 2011
È giunta durante la preparazione della festa patronale della parrocchia di
La Serra la notizia della vittoria di Massimiliano Benvenuti, 44 anni,
serraiolo doc, al quinto campionato mondiale di forgiatura che si è
disputato a Stia dal 1° al 4 settembre e che ha visto la partecipazione di
200 fabbri provenienti da 20 paesi del mondo. Il tema a cui dovevano
ispirarsi le opere in ferro battuto era quello dell’«evoluzione». Benvenuti
ha presentato un’opera dal titolo «Mamma, inizio del cammino». I lavori
sono stati giudicati da una giuria internazionale presieduta dallo stilista
italo-francese Pierre Cardin.
Alla gioia della festa annuale di La Serra si è aggiunta così la
soddisfazione di salutare e festeggiare il vincitore di questo importante
premio internazionale. Alcune opere in ferro battuto di Massimilano
Benvenuti possono essere ammirate nell’esposizione permanente a San Miniato Basso, in piazza della
Pace.
San Romano
I 90 anni di Varo Tinghi alla Misericordia
di Luciano Gianfranceschi
Quando tre anni fa il governatore della Misericordia di San
Romano, Varo Tinghi, lasciò dopo una trentina d’anni la carica,
disse che rimaneva sempre un confratello. E in tale sede ha
festeggiato l’altra sera i 90 anni d’età, ben portati. L’ha accolto
con un abbraccio il successore, Nicola Mastroberti, il magistrato
al completo, i figli Paolo e Andrea, il fotografo Lido Orsini. Gli è
stato offerto un regalo, ha gradito anche l’applauso di cuore di
oltre un centinaio di presenti, uomini e donne.
Qualcuno gli ha chiesto scherzosamente cosa farà… da grande,
e lui ha risposto, sul serio, che scriverà un altro libro di
memoria su San Romano e dintorni, dato che il primo, già edito,
intitolato «C’era una volta a San Romano» ha avuto gran
successo. Infatti racconta «la storia, evoluzione e vita di un antico borgo toscano tra realtà e leggenda
dalle origini ai giorni nostri» (con prefazione di Italo Zingoni). Tinghi l’ha edito a 87 anni, e ora vuol
continuare a raccontare sulla carta.
Anche perché è stato uno degli artefici della rinascita del paese, nel dopoguerra. Dal 1944, per più di
trent’anni, ha lavorato come geometra in Comune a San Miniato. Lasciato l’incarico pubblico, s’è dedicato
alla libera professione. E, ovviamente, alla Misericordia. Racconta: «Nel 1944 il paese basso attorno alla
ferrovia era completamente distrutto. E così il campanile e parte della chiesa, mentre la sede della
Misericordia era in macerie. Però lo spirito dell’altruismo, del volontariato esisteva ancora. Ed è bastato
impegnarsi con l’allora governatore Mario Martini perché questo antico e nobile sodalizio riprendesse
vigore. Abbiamo tirato su dal nulla quello che è oggi il nostro patrimonio: la sede in via Fermi, con un
circolo ricreativo, dove passano alcune ore le persone anziane, ma anche i giovani. Un poliambulatorio in
via Matteotti, acquisito per donazione dalla Società per le Bonifiche Ferraresi, con anche la cappella votiva
per i defunti». Inoltre la Misericordia, presente fin dal 1872, ospita ora anche gli uffici di rappresentanza di
altre associazioni scaturite in momenti successivi come i Donatori di sangue Fratres e i Donatori di organi
AIDO
Tinghi non vuole troppo merito, fa anche qualche ringraziamento, a iniziare dalla Cassa di Risparmio di
San Miniato, con la Fondazione guidata dal compianto Giacomo Conti, fino all’appassionato volontariato di
tanti confratelli, che anche nel prossimo libro ricorderà.
Nella foto, da sinistra: Varo Tinghi, il figlio Paolo, l’attuale governatore Nicola Mastroberti, il figlio Andrea (foto Orsini).
L’agenda del Vescovo
Domenica 11 settembre: Giornata conclusiva del Congresso Eucaristico Nazionale ad Ancona, con la
presenza del Santo Padre.
Mercoledì 14 settembre - ore 17,30: Cresime in San Lorenzo a S. Croce s/Arno, nella festa
dell’Esaltazione della Santa Croce.
Giovedì 15 settembre - ore 9,30: Assemblea del Clero in Seminario.
Venerdì 16 settembre - ore 9,30: Udienze. Ore 17: A Gavinana, con il Consiglio Diocesano di Azione
Cattolica.
Sabato 17 settembre - ore 10,30: Inaugurazione della Libreria al Seminario, promossa dalla
Cooperativa sociale La Pietra d’Angolo. Ore 17: Cresime a Bassa.
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N° del 11/09/2011 - Diocesi di San Miniato