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Giugno 2009
5
Anno XVII - E1,03
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.1, comma 1, DCB/CN
Iscrizione Trib. Cuneo -14/6/1989 n. 426
Edito dal C.S.I. Cuneo - Contiene I.P.
Direttore Responsabile: Fabrizio Pepino
Chiuso in redazione il 1° giugno 2009
Redazione
Autorivari
studio associato
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Fax 0171/436301
[email protected]
JOGP!QBSUOFSTDOJU]XXXQBSUOFSTDOJU
N°
Dentro la crisi
Cassa Edile
Le analisi di
Deaglio, Varvelli
e Gros Pietro
La sicurezza
arriva grazie
all’esperienza
Servizi da pag. 4 a pag. 7
Valorizzazione rifiuti
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lucernari evacuatori di fumo e calore
Editel
Cuneo prima
in Italia grazie
alla Buzzi
Primo premio
al concorso
Arch/In-Ance
Silvia Marra a pag. 17
Servizio a pag. 10
trasporto pubblico. gara europea e debito pregresso
[email protected]
Sonia Pellegrino a pag. 20
confindustria cuneo
Miroglio
La Provincia perde l’autobus Nicoletta
eletta presidente
Le autolinee non si sentono tutelate dal bando e aspettano il saldo 2007/2008
Così non va. Le aziende del
trasporto pubblico locale della
Granda faticano a contenere
il loro disappunto e preoccupazione per una situazione di
emergenza che non accenna
a risolversi. Due le questioni
aperte con la Provincia.
Da una parte il saldo del
debito che vantano con l’amministrazione provinciale per
il servizio svolto (a contratto scaduto) negli anni 2007
e 2008: 4 milioni di euro
(circa) già anticipati dalle
autolinee e che - almeno per
quanto riguarda l’importo
relativo al 2008 - sarebbero
fermi nelle casse provinciali
non si sa bene in attesa di
che cosa.
In secondo luogo la partita,
importantissma, del bando
Einaudi
botta e risposta
europeo per la gara d’appalto del servizio per il futuro.
Se la base d’asta è soddisfacente (l’anno scorso la gara
era andata deserta perché
l’importo era tropo basso),
le preoccupazioni riguardano soprattutto un’eventuale
vittoria dell’appalto da parte
di una cordata di autolinee straniere. In tal caso, il
bando prevede che il vincitore riassuma tutto il personale attualmente in servizio,
ma non pone nessun obbligo per il parco macchine di
350 autobus attualmente in
funzione, che, oltretutto, le
aziende cuneesi non possono
neanche vendere perché vincolato ad un finanziamento
regionale.
L’assemblea privata del 14
maggio scorso ha confermato l’indicazione della giunta
acclamando l’imprenditrice
albese Nicoletta Miroglio
presidente di Confindustria
Cuneo e l’imprenditore fossanese Marco Brandani vice
presidente. Mentre scriviamo i
due stanno lavorando per proporre alla giunta il Consiglio
direttivo che dovrà guidare
l’associazione per i prossimi
quattro anni. Pochi giorni
dopo, durante l’assemblea
generale di Confindustria,
Ernesto Abbona e Mauro
Gola sono entrati a far parte
della giunta nazionale. Per il
primo si tratta di una riconferma, per il secondo di una
nuova nomina
Ilaria Blangetti a pag. 3
Servizi a pag. 13 e 15
prezzo del latte
Le cave hanno tempi Il crollo dei consumi
lunghi e costi elevati fa slittare l’accordo
Le accuse lanciate dalle
pagien di un noto quotidiano
piemontese suscitano la reazione del Gruppo estrattori
cuneesi, alle prese con autorizzazioni difficili da ottenere e dagli ingenti costi di
gestione delle cave e delle
torbiere.
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Energia dalla terra
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biomasse
Energia dall’acqua
Gilberto Manfrin a pag. 9
Fumata nera per la trattativa
regionale per raggiungere un
accordo tra industriali e agricoltori sul prezzo del latte. Il
difficile momento di crisi che
vivono entrambi i comparti
non ha permesso di trovare
un’intesa neppure per qualche mese.
Giampaolo Testa a pag. 9
“Gli industriali
e gli agricoltori
- dice Biraghi sono sulla stessa
barca: il mercato
decide per tutti”
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Marco Brandani
è vice presidente.
Ernesto Abbona
e Mauro Gola
sono entrati nella
Giunta nazionale
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La prima Fiat
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Giugno 2009
primo piano
elezioni. alla vigilia del voto
La Granda sceglie chi la rappresenta
Nel mese di giugno gli elettori cuneesi decideranno i nomi dei sindaci di 190 Comuni,
il nuovo presidente della Provincia ed alcuni deputati italiani nel Parlamento europeo
Si torna a votare. Sabato 6 e
domenica 7 giugno, dopo le
elezioni politiche dell’aprile 2008, i cittadini sono di
nuovo chiamati alle urne,
impegnati su diversi fronti: elezioni amministrative
comunali, elezioni amministrative provinciali ed elezione del Parlamento europeo,
senza dimenticare il referendum sulla nuova legge elettorale che è in programma
per domenica 21 giugno.
COMUNALI. In provincia
di Cuneo si vota in 190
Comuni. I candidati sindaci sono 390, una sorta di
folto plotone di amministratori che cercheranno chi la
riconferma, chi il posto da
primo cittadino per la prima
volta. I Comuni con un
numero di abitanti superiore
a 15.000, dove si va alle urne
sono Alba (6 candidati), Bra
(3), Fossano (6), Saluzzo (5)
e Savigliano (5). In caso di
mancato raggiungimento del
50% dei voti più uno da
parte di uno dei candidati, in
questi comuni si ricorrerà ai
ballottaggi.
PROVINCIALI. Chi siederà
EUROPEE. Il 6 e 7 giugno
sulla poltrona di presidente della Provincia di Cuneo
al posto di Raffaele Costa?
Saranno in otto a contendersi la vittoria finale per
una “battaglia” elettorale
mai così affollata all’ombra
del Monviso. Tra gli otto
candidati, tre hanno un peso
più determinante nella sfida.
In rigoroso ordine alfabetico:
Teresio Delfino (sostenuto
da Udc ed Indipendenti per
la Granda), Gianna Gancia
(Pdl, Lega Nord, Lista
Costa, Donne per la Granda,
Movimento per l’Italia
della Santanchè, Il popolo del futuro, Dc), e Mino
Taricco (Pd, la Sinistra per
Cuneo, i Socialisti e liberali, i Moderati e le due liste
civiche Progetto Cuneo e
Cuneo Provincia Grande).
Cercheranno di strappare
voti Ivan Di Giambattista
(Rifondazione comunista),
Marco Carpani (Partito
socialista), Luciano Curetti
(Partito comunista dei lavoratori), Tullio Ponso (Italia
dei valori) e Paolo Chiarenza
(La Destra).
gli italiani saranno chiamati
ad eleggere anche i loro 72
rappresentanti che siederanno nel Parlamento Europeo.
Sono cinque i candidati
cuneesi che cercheranno di
portare un po’ di Provincia
di Cuneo anche in Europa,
ognuno secondo determinate idee: sono candidati
Giuseppe Menardi (Pdl),
Giovanni Carlo Laratore
(Udc), Rosalia Grillante
(La Destra), Bruno Mellano
(Lista Pannella-Bonino) e
Renzo Rabellino (Fiamma
Tricolore e Destra sociale).
QUANDO SI VOTA. I seggi
apriranno sabato 6 giugno,
dalle ore 15 alle 22, e domenica 7 giugno, dalle ore 7 alle
22. Per i possibili ballottaggi,
che si svolgeranno contemporaneamente alla consultazione referendaria sulla legge
elettorale, si voterà domenica 21 giugno dalle ore 8
alle 22 e lunedì 22 giugno,
dalle ore 7 alle 15. Per votare
sono indispensabili la tessera
elettorale e un documento
d’identità.
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europee
manifesto di confindustria rivolto ai 72 candidati italiani
In occasione delle elezioni europee del 6 e 7 giugno prossimo, Confindustria ha stilato un manifesto, rivolto ai futuri settantadue deputati, contenente le priorità ritenute
dall’associazione degli industriali fondamentali per rendere il nostro Paese più forte
all’interno del contesto europeo. Il Manifesto mette innanzi tutto in risalto l’urgenza di
fare fronte alla crisi economica in atto salvaguardando le regole di base dell’Unione
europea e guardando al futuro. Il problema più drammatico è quello dell’accesso al
credito da parte delle aziende. Una soluzione potrebbe essere un intervento più incisivo da parte della Banca centrale europea nel rilancio del prestito interbancario ed
un’espansione del ruolo della Banca europea nell’assicurazione del credito legato a
transizioni commerciali, oltre ad una revisione della direttiva sui ritardi dei pagamenti.
Per la legislatura 2009/2014 sono 8 le priorità addotte da Confindustria: un mercato
interno più aperto e competitivo tramite l’estensione delle liberalizzazioni a quei
settori, come l’energia, in cui, in Italia, i prezzi per l’industria rimangono superiori alla
media europea, e la difesa ed il rafforzamento dei principi della libera concorrenza
e del mutuo riconoscimento; un contesto regolarmente sano e delle politiche che
favoriscano la competitività delle imprese manifatturiere, perchè l’imprenditorialità
e le Pmi rappresentano la principale fonte di crescita e occupazione; il potenziamento delle infrastrutture materiali e ed immateriali, in quanto lo sviluppo delle Reti
Transeuropee di Trasporto costituisce uno strumento prioritario per il supporto delle
imprese italiane nel mercato europeo; una società della conoscenza basata sull’innovazione ed il capitale umano; dei mercati del lavoro più moderni, tramite politiche
sociali che sappiano rispondere ai mutamenti in atto con soluzioni innovative, ed una
politica europea dell’immigrazione più efficace; una leadership europea in campo
energetico e ambientale, poichè la tutela dell’ambiente è un obiettivo imprescindibile per la salute dei cittadini, la protezione dell’ecosistema e lo sviluppo economico;
un ruolo più forte nel contesto internazionale con la priorità del raggiungimento di
accordi a livello multilaterale, in sede Wto, per garantire regole del gioco identiche in
tutto il mondo; un bilancio comunitario al servizio della crescita, e pertanto ampliato
e focalizzato sulle politiche legate alla strategia di Lisbona e in particolare su quelle
che comporteranno il maggior valore aggiunto.
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Giugno 2009
GRANDAngolo
gara d’appalto. pubblicato il bando europeo
di Ilaria Blangetti
Le aziende non si
sentono tutelate
Se si aggiudica
il servizio una
cordata straniera
i 350 bus cuneesi
non potranno
essere riutilizzati
trasporto
Come annunciato è stato
pubblicato, prima della fine
del mandato dell’amministrazione provinciale, l’atteso
bando per il trasporto pubblico locale. Una gara d’appalto
europea che serve a garantire
il servizio a 10 milioni di
passeggeri ogni anno e che
riguarda i trasporti extraurbani di competenza provinciale
e quelli urbani dei Comuni di
Alba, Bra, Fossano, Mondovì
(compresa la funicolare),
Saluzzo e Savigliano.
Centosei milioni a base d’asta
per 6 anni, una cifra importante che però non soddisfa
pienamente le 23 aziende del
Tpl (trasporto pubblico locale) che lamentano poca tutela e criteri non totalmente
chiari. La Provincia ci aveva
provato già nel 2008 con un
bando andato deserto a causa
di valori non attualizzati e
importi insufficienti. Il testo
del bando, però, conteneva
un punto particolarmente
caro alle 23 aziende del Tpl,
ossia il protocollo d’intesa che
vedeva obbligato l’eventuale
subentrante ad acquistare il
parco mezzi in circolazione
evitando, così, l’azzeramento
del valore dei beni strumentali in uso. “Se non vinciamo
la gara cosa dobbiamo fare?
- si chiede Michele Marengo,
presidente della sezione autolinee di Confindustria Cuneo
- . I mezzi siamo obbligati
a tenerli in magazzino per
dieci anni perché non possiamo cambiare la loro destinazione d’uso, dato che sono
frutto di un contributo regionale”. “Parliamo di quasi 350
bus comprati con contributi
regionali - incalza Giuseppe
Bianco, amministratore delegato della Nuova Benese ossia soldi dei contribuenti.
Il precedente bando non prevedeva un importo adeguato
a base d’asta ma imponeva
all’eventuale subentrante di
acquisire mezzi e rimesse, in
quel caso eravamo almeno
tutelati”. Esiste, invece, una
“clausola sociale”, necessaria
ai termini di legge, che obbliga l’eventuale nuovo gestore
ad assumere tutto il personale attualmente in servizio
(quasi 500 dipendenti). Dalla
Provincia spiegano il mancato
rinnovo del protocollo d’intesa come “un adeguamento alle
movicentro fossano
migliora la circolazione
ma non era una priorità
Il 28 maggio è stato inaugurato il movicentro di Fossano. Quasi cinque anni di
lavori e un costo complessivo di 2 milioni
600 mila euro per consentire alla città
degli Acaja una stazione di interscambio
rotaia-gomma. La struttura fossanese, però,
sembra essere rivolta più alla riqualificazione dell’area e alla trasformazione del quartiere che all’originaria funzione per cui sono
stati pensati i movicentro. “Non riteniamo
il movicentro una priorità – dicono dalla
Gunetto Autolinee Srl, la ditta che gestisce
il trasporto pubblico locale nel fossanese –
anche perché alla stazione i nostri pullman
sono e, continueranno ad essere, solamente in transito; ora però c’è l’area con
le pensiline e questo permette una miglior
sicurezza dell’utente rispetto a quando eravamo costretti a fare le operazioni di carico
e scarico passeggeri a bordo strada”. “Un
miglioramento però il movicentro l’ha portato: è quello che riguarda la circolazione
nell’area che, grazie al collegamento di
via Paglieri con corso Emanuele Filiberto,
permette un transito più rapido dei pullman
e in maggior sicurezza”.
debito pregresso. ritardi sui pagamenti
è questione di giorni
Sono passati 2 mesi
“Sono passati due mesi dalla nostra manifestazione e vedere che non abbiamo ancora
risolto nulla è davvero scoraggiante”. è
quanto dice Federica Galleano dell’Ati, al
momento della chiusura del giornale, in
merito al pregresso pari ad oltre 5 milioni di
euro che le ditte del trasporto pubblico locale aspettano per le annualità 2007 e 2008, a
fronte di un contratto scaduto il 31 dicembre
2006. La situazione sembrava essersi risolta
un mese fa quando, dopo l’impegno ufficiale del presidente della Provincia Raffaele
Costa, le aziende del Tpl avevano raggiunto
con la Provincia un accordo per il pregresso
2008. “L’accordo per il 2008, - dice Michele
Marengo, presidente della sezione autolinee
di Confindustria Cuneo - che rappresenta la
parte più importante del pregresso, è andato a compimento ma, in sostanza, i soldi
non sono ancora arrivati nelle casse delle
aziende”. “Continuiamo ad aspettare ormai
da mesi - commenta ancora Marengo - sentendoci continuamente dire che è questione
di giorni, speriamo di ricevere presto il pagamento per dare respiro alle nostre aziende”.
“Aspettiamo - ribattono dall’assessorato ai
trasporti provinciale - di poter contabilizzare
le uscite”.
normative europee - precisa
Ambrogio Invernizzi, assessore provinciale ai Trasporti
e alla mobilità - nel rispetto
della libera concorrenza che
non permette una barriera
all’ingresso: gli attuali gestori
sono comunque tutelati dal
fatto che abbiamo inserito nel
bando ampi criteri di valutazione qualitativa, pari al 70%”.
“Abbiamo puntato sui servizi
- continua Invernizzi - proponendo una gara aperta che
non stabilisca un vincitore a
priori, dove diamo particolare
importanza ad alcuni requisiti: risparmio energetico, bus
dotati di pedane per disabili,
più tutela dell’ambiente e un
ottimo servizio di informazione nei confronti degli utenti”.
“Dobbiamo ancora vedere i
dettagli di questi punti - commenta Marengo - ma alcune
nostre aziende, se l’attenzione
è rivolta a mezzi il più possibile nuovi, sono già perdenti
in partenza”. La preoccupazione è data dalle realtà estere
che, in molti casi, hanno un
parco mezzi rinnovato ogni 3
o 4 anni a differenza di quelli
delle aziende del Tpl cuneese
che, in attesa dei piani autobus regionali, possono provvedere alla sostituzione dei
mezzi solo ogni 10-15 anni.
Un punto contestato nel precedente bando riguardava il
prezzo al chilometro percorso,
pari a 1,10 euro, appena 4
centesimi in più rispetto al
prezzo fissato nel 2007. La
nuova gara si assesta, invece,
a 1,40 per i servizi minimi
extraurbani di competenza
provinciale, mentre sarà di
1,55 euro per i servizi urbani
dei Comuni facenti parte del
bando (eccezioni si registrano
per alcuni servizi particolari e
per la funicolare di Mondovì).
“I valori - dice Marengo sono decisamente migliori
rispetto a quelli proposti nel
bando 2008, ma ci permettono appena di non lavorare in
perdita se consideriamo l’aumento del costo degli stipendi
dei nostri dipendenti, dovuto
al nuovo contratto di lavoro
degli autoferrotranvieri”.
Le aziende avranno tempo a
presentare le domande fino
al 5 ottobre, “crediamo nella
nostra qualità - commentano
le aziende del Tpl - ma non ci
sentiamo tutelati e temiamo
le imprese straniere”.
Giugno 2009
dentro la crisi
l’economista/1. gian maria gros-pietro
di Lorenzo Boratto
“Quando l’impresa è familiare, l’azienda non è mai
abbandonata a se stessa.
Anzi spesso la proprietà
immette risorse ulteriori per
andare oltre questi momenti di crisi”. Così Gian Maria
Gros-Pietro, economista e
direttore del dipartimento
di Scienze economiche della
Luiss di Roma, che ha preso
parte, lo scorso 18 maggio,
a un incontro all’università di Cuneo per la costituzione dell’ “Osservatorio
famiglia e impresa”, che fa
capo al comitato territoriale
Unicredit della provincia di
Cuneo.
Titolo
dell’incontro:
“Imprese di famiglia: lontano dalla finanza, vicino
alle persone”. Il professore
ha parlato per quasi due ore
davanti a oltre 150 tra studenti universitari, politici,
rappresentanti delle associazioni. L’economista ha analizzato le caratteristiche del
sistema produttivo italiano
(4,4 milioni di imprese con
una dimensione media di
3,8 addetti per azienda, un
valore aggiunto nel 2008 di
677 miliardi di euro), individuandone punti di forza e
debolezza.
“Fino a non molto tempo
fa, andava per la maggiore
la tesi che la globalizzazione
avrebbe messo fine all’impresa familiare - ha detto
-. Non è così. In Italia poi,
anche le grandi imprese,
Dobbiamo dire grazie
alle imprese familiari
“In Italia anche
le grandi imprese
sono controllate
da una famiglia.
Questa è la spina
dorsale della
nostra economia,
a patto che si
punti sui mercati
esteri e si investa
sulla qualità dei
nostri prodotti”
come Fiat o Ferrero, sono
spesso controllate saldamente da una famiglia”.
Poi l’analisi dei 156 distretti
industriali esistenti in Italia,
caratterizzati da processi
produttivi ad alta intensità
di lavoro umano e ridotta
automazione, limitato fabbisogno di capitale fisso,
modeste economie di scala
a livello di intero processo produttivo, innovazione
legata a processi di learning
by doing. Tra i punti di
forza delle imprese familiari ha indicato: rapidità e
flessibilità decisionale, una
politica finanziaria basata
soprattutto sull’autofinanziamento, uno sviluppo prudente grazie a una visione
di lungo periodo. I rischi:
“Crescendo - ha aggiunto -,
l’impresa raggiunge prima o
poi una grandezza tale che
le forze di una famiglia non
bastano più a fornire due
fattori di produzione cruciali per la sua ulteriore espansione, cioè capacità gestionali e risorse finanziarie”.
A questo punto, l’alterna-
tiva è rinunciare a crescere,
vendere a chi è in grado
di trasformare l’impresa in
senso manageriale o ricapitalizzare (magari facendosi
inglobare da altre realtà più
grandi).
Poi Gros-Pietro ha spiegato i
motivi per cui in Italia (che
ha il debito pubblico più
alto d’Europa, ma anche il
minor tasso di indebitamento delle famiglie) ha risentito meno della recessione:
“Una larga parte di italiani,
come pensionati e dipendenti statali, ha stipendi
slegati dai mercati internazionali: inoltre l’economia
nazionale è sostenuta prevalentemente dai consumi
interni. Non solo: la crescita
del Pil dell’ultimo decennio
è risultata inferiore rispetto
alla media europea, ma non
è stata ‘gonfiata’ dal ricorso
al debito pubblico di cui si
era già abusato in passato”.
Le conclusioni: “Le imprese
familiari sono la spina dorsale della struttura imprenditoriale del Paese anche nel
mercato globalizzato. Resto
moderatamente ottimista a
patto che le aziende, anche
piccole, sappiano internazionalizzarsi. Il rilancio del
‘made in Italy’ ha fatto leva
su due componenti chiave:
puntare sui mercati esteri,
innalzare il contenuto qualitativo dei prodotti”.
Una strategia che appare, sempre secondo GrosPietro, una strada obbligata per le imprese italiane.
“Sono fondamentali gli
investimenti in ricerca e
sviluppo - ha aggiunto -.
Non tutte le conseguenze
della crisi saranno negative:
si tratta di un’evoluzione
che può favorirci, dato che
siamo dotati di un sistema
produttivo flessibile, reattivo”.
unioncamere. indagine congiunturale I trimestre 2009
Previsioni negative
per i prossimi mesi
Il settore industriale è
sempre più impaludato in
una crisi da cui pare difficile uscire. Lo confermano
anche i risultati dell’indagine congiunturale del primo
trimestre 2009, condotta
dalla Camera di commercio
di Cuneo, in collaborazione
con gli stessi enti delle province subalpine e il coordinamento di Unioncamere
Piemonte. Si accentua la
contrazione dell’attività
produttiva per l’industria
piemontese: nel primo trimestre 2009 il tessuto manifatturiero regionale ha registrato un pesante -21,4%
rispetto allo stesso periodo
dello scorso anno, risultato
in linea con la dinamica
nazionale (-21,7%). Tutte
le province del Piemonte
hanno registrato dinamiche
negative, Cuneo compresa,
che ha subito una contrazione del -12,2%.
Per quanto concerne l’analisi settoriale, si confermano
le dinamiche rese note nel
“Rapporto Cuneo 2009”:
solo l’alimentare manifesta
segnali di recupero, mentre tutte le altre industrie
manifatturiere registrano
flessioni; le maggiori difficoltà provengono dal com-
parto tessile-abbigliamento
(-25,8%) e dal metalmeccanico (-18,9%).
Sotto il profilo dimensionale delle imprese, la crisi
sembra non fare distinzioni
tra piccole e grandi aziende: si riscontrano variazioni negative, rispetto allo
stesso periodo dello scorso
anno, sia sul fronte delle
piccole imprese (-15,9%)
sia su quello delle grandi
aziende le quali evidenziano
una contrazione del -22,6%;
ribassi più contenuti per le
imprese della classe 50-249
addetti pari al -5,6%.
Per quanto concerne i nuovi
ordinativi scendono sia le
commesse interne (-9,1%)
sia quelle estere (-9,2%). A
livello settoriale il comparto metalmeccanico registra
le contrazioni maggiori sia
delle commesse estere (18,5%) che degli ordinativi
interni (-18,1%), segue il
settore tessile, che risente
invece di un calo del 14,3%
degli ordinativi interni e
del 18,4% di quelli esteri. Il
comparto alimentare segnala una tenuta degli ordinativi interni (-0,3%) e una
flessione del -5,4% di quelli
esteri.
In calo del 13,1% il fat-
turato medio delle aziende
cuneesi, rispetto allo stesso
trimestre del 2008, con flessioni contenute per il comparto alimentare (-4,7%) e
più marcate per il tessile
(-25,7%), per il metalmeccanico (-16,3%) e altre
industrie manifatturiere (14,4%).
Il grado di utilizzo degli
impianti della capacità produttiva è sceso, in media,
al 60,6%, collocandosi al
di sotto del livello raggiunto nello stesso trimestre
del 2008 (75,9%); il valore maggiore si registra nelle
altre industrie manifatturiere (67,9%).
Le previsioni a sei mesi
fanno emergere il perdurare
di un rilevante pessimismo,
che traspare da tutti gli indicatori: le imprese che attendono un calo dei volumi
produttivi sono il 61,1%,
mentre solo il 18,8% ne prevede un aumento. Le aziende che temono una diminuzione dell’occupazione superano del 25,8% quelle che
prevedono assunzioni. I pessimisti superano gli ottimisti
di oltre il 44% per quanto
riguarda la domanda interna
e del 25,8% relativamente a
quella estera.
in cifre
Cuneo. I trimestre 2009 in sintesi
Produzione industriale grezza
Ordinativi interni
Ordinativi esteri
Fatturato
Grado di utilizzo degli impianti
-12,2% rispetto allo stesso trimestre 2008
-9,1% rispetto al trimestre precedente (ott.-dic. 2008)
-9,2% rispetto al trimestre precedente (ott.-dic. 2008)
-13,1% rispetto allo stesso trimestre 2008
60,6%
Previsioni per il semestre aprile-settembre 2009
Aumento
stazionarietà
diminuzione
saldo
Produzione
Occupazione
Ordini interni
Ordini esteri
Prezzi
18,8%
4,4%
15,8%
17,7%
7,8%
20,1%
65,4%
24,1%
38,8%
57,4%
61,1%
30,2%
60,2%
43,5%
34,8%
-42,3%
-25,8%
-44,4%
-25,8%
-27,0%
Fonte: 150ª Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera piemontese
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Giugno 2009
dentro la crisi
l’economista/2. mario deaglio
di Pierpaolo Bindolo
Mario Deaglio, ordinario
presso la facoltà di Economia
dell’Università di Torino,
affianca all’attività didattica
e di ricerca quella di giornalista. Opinionista e autore di
numerose pubblicazioni, collabora da anni con diverse
riviste e giornali. In passato
ha diretto il quotidiano “Il
Sole 24 Ore” e attualmente
è editorialista economico de
“La Stampa” di Torino. Non
tutti sanno però che la famiglia del noto economista è
originaria di Piasco. Il nonno
è stato tra i fondatori della
“Società operaia di Piasco” e
nel medesimo Comune nacque, nel 1899, anche suo zio,
Romolo Deaglio, affermato
fisico e scienziato italiano,
di cui tratteremo prossimamente. Dall’ufficio presso la
facoltà di Economia a Torino l’economista di Piasco ha
espresso il suo pensiero sull’attuale situazione economica della provincia di Cuneo.
Professor Deaglio, visto
che conosce molto bene la
situazione piemontese, quali
sono in provincia di Cuneo
le attività produttive ed economiche da sviluppare e su
cui investire per superare
la crisi?
“È difficile parlare in poche
parole di termini di sviluppo. Meglio descrivere i punti
di forza che si sono creati
in provincia di Cuneo nel
corso di questi ultimi decenni. Per punti di forza intendo
Difficile fare previsioni
Il peggio non è passato
“Molti centri
previsionali
parlano troppo
e su basi poco
sicure. Questa
crisi mondiale
si caratterizza
per la velocità
e l’intensità con
cui si diffonde”
tutte quelle specializzazioni
che sono entrate in qualche
modo a contatto con l’economia mondiale”.
Quali sono?
“La presenza a Cuneo di piccole e medie imprese è abbastanza elevata. Molteplici
sono inoltre le specializzazioni presenti sul territorio; esse
vanno dal turismo gastronomico, a tutta la produzione
vinicola ed alimentare, fino
alle attività meccaniche, etc.
Poi, ad esempio, ci sono il
turismo invernale, le attività
editoriali, comprese quelle
legate alla ricerca nelle università. Il Cuneese si è sempre fatto notare per la sua
molteplicità e vivacità”.
Nella realtà economica italiana e piemontese la provincia di Cuneo come si
colloca?
“È forse l’unica provincia
del Piemonte che assomiglia
alle province dinamiche del-
l’Emilia e di tutta la fascia
adriatica. Cuneo, ad esempio,
si differenzia da Torino, dove
c’è un unico grosso settore
industriale che sostanzialmente monopolizza e sovrasta tutti gli altri. A Cuneo
non c’è nessun settore che
sovrasta, ma c’è una composizione molto variegata”.
E le banche?
“Il sistema bancario cuneese
è un altro punto di forza.
In provincia vi sono molte
banche, piccole e locali. Esse
hanno sempre fatto politiche
molto conservatrici e non si
sono spinte in avventure speculative: dunque dovrebbero
essere molto sicure. Questo
forse negli anni passati è
stato pagato con una minor
velocità di espansione, ma
ha garantito una maggiore
affidabilità”.
A livello locale quando
terminerà questo difficile
periodo?
“Non ho gli elementi per fare
delle previsioni, perché non
sappiamo se, come e quando terminerà. Nel Cuneese
c’è però un tessuto sociale
che nei periodi di crisi rende
più facile scaricare gli effetti
senza che colpisca qualcuno
in particolare. Nelle piccole comunità inoltre non è
raro avere la possibilità di
qualche lavoro; ad esempio
dalla campagna o dall’edilizia, e questo aiuta. Non è
come in una grande città,
dove la chiusura di una fabbrica di 100.000 lavoratori
crea un disastro. Le qualità
e le caratteristiche della provincia di Cuneo aiuteranno
ad attutire, rispetto ad altre
zone, i problemi, ma non la
terranno fuori dalla crisi in
atto. È una realtà in cui sono
presenti molteplici attività
produttive e questo in qualche misura la rende in parte
meno vulnerabile”.
Molti analisti affermano che
il peggio è passato. Altri
sconfessano queste teorie.
Lei cosa ne pensa?
“Molti di questi centri previsionali parlano troppo.
Fanno previsioni su basi
poco sicure, per cui le modificano ogni quindici giorni.
È impressionante come stia
cambiando in peggio, perché
questa crisi mondiale ha tra
le sue caratteristiche l’estrema velocità e intensità con
cui si diffonde. È dunque
difficile prevedere quando ne
verremo fuori”.
cciaa. “rapporto cuneo 2009”
Il crollo dell’industria
risparmia l’alimentare
di Sonia Pellegrino
“Fiducia, fiducia, fiducia”.
Con questa triplice esortazione il professor Giuseppe
Tardivo,
ordinario
di
Economia all’Università di
Torino e responsabile della
sede di Cuneo, ha voluto
chiudere il suo intervento
alla presentazione - in occasione della giornata dell’economia lo scorso 8 maggio del “Rapporto Cuneo 2009”.
Riproposto, dalla rete camerale, l’appuntamento annuale con i bilanci della vita
economica locale 2009, è
stato occasione per un’analisi calata sul territorio e per
la definizione di prospettive che guardano all’immediato futuro. Il quadro tratteggiato dai dati camerali,
presentati dal presidente
della Camera di commercio,
Ferruccio Dardanello, non è
certo roseo, ma rispecchia la
difficoltà del momento. “Il
mondo attraversa una crisi
complessa e globale che è
crisi finanziaria, economica,
settoriale, industriale e di
produzione oltre che ecologica - ha spiegato il professor
Tardivo - e i dati sull’economia cuneese non fanno
che riflettere l’andamento
generale”.
In particolare i dati sul primo
bimestre del 2009, inseriti per
completare il quadro della
situazione, confermano le
problematicità del momento e, soprattutto, evidenziano lo sviluppo abnorme del
ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende
(+912.000 ore). Si avverte,
tra gli attori del mondo economico locale, la presa di
coscienza della necessità di
puntare sugli elementi peculiari del territorio per restare
a galla nel momento di crisi.
Per quanto attiene l’analisi
dei vari comparti è l’industria
a risentire maggiori difficoltà:
se nei primi due trimestri del
2008 la produzione industriale cuneese ha registrato un
andamento positivo, un’improvvisa e accelerata inversione di tendenza (-6,5%) si
è verificata nell’ultimo trimestre.
In particolare l’analisi settoriale rivela andamenti negativi per tutti i settori produttivi
ad eccezione dell’alimentare,
che manifesta modesti segnali di recupero (+0,6%) su base
annua. Le maggiori difficoltà
provengono dalle industrie
manifatturiere (-9,7%) e dal
metalmeccanico (-9,5%),
che trainavano, invece, la
produzione industriale nella
prima parte dell’anno (+8,4%
nel II trimestre). Il comparto
tessile e abbigliamento ha
invece registrato difficoltà
per tutto il 2008 (dal -4% del
IV trimestre al -7,8% del III).
Anche per il settore delle
costruzioni la situazione non
è rosea: dopo quattro anni
di ascesa ininterrotta, nell’ultimo anno la crescita ha
subito un notevole rallentamento, registrando solamente una variazione percentuale dello 0,54%. Nonostante
il quadro sia a tinte fosche,
sia Tardivo che Dardanello
hanno voluto vedere il bicchiere mezzo pieno: per far sì
che le “imprese di cristallo”
del Cuneese possano uscire
dall’impaludamento occorre
attuare delle strategie mirate.
“La provincia di Cuneo è
un territorio vitale in fase
di sviluppo - ha concluso
Tardivo -. Se si sapranno
sfruttare i suoi punti di forza,
valorizzare le sue eccellenze, provvedere alle criticità
riscontrate, potrà crescere ancora, ma questo sarà
possibile solo attraverso una
attenta progettazione che
valorizzi le specificità territoriali e che sia, soprattutto,
condivisa”.
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Giugno 2009
dentro la crisi
“governincontra”. cuneo chiama roma
La Granda non è più un’isola felice
Confindustria Cuneo chiede infrastrutture, modernizzazione, tempi certi di pagamento
da parte degli enti pubblici, sburocratizzazione e più facilità nell’accesso al credito
di Sonia Pellegrino
Un’isola molto poco felice.
In estrema sintesi è questo il quadro della Granda
che i rappresentanti del
mondo economico del
cuneese hanno tracciato, lo scorso 4 maggio, ai
tre ministri Gianfranco
Rotondi (Attuazione del
Programma), Luca Zaia
(Agricoltura) e Roberto
Calderoli (Semplificazione
normativa) e ai quattro sottosegretari, Guido Crosetto
(Difesa), Michelino Davico
(Interno),
Bartolomeo
Giachino (Infrastrutture
e Trasporti) e Giacomo
Caliendo (Giustizia), in
visita a Cuneo in occasione
di “Governincontra”.
Il capoluogo della Granda
è stato, dunque, una delle
cento città italiane interessate dal nuovo format di
comunicazione istituzionale,
voluto e ideato dal ministro Rotondi. Un’occasione
importante per poter interloquire con i rappresentanti del Governo e per fare
conoscere loro, in maniera
diretta, problemi e istanze
L’intervento del presidente di Confindustria Cuneo Maurilio Verna di fronte ai rappresentanti del Governo il 4 maggio scorso in Provincia
del nostro territorio.
Dopo il saluto e l’intervento del sindaco di Cuneo,
Alberto Valmaggia, il prefetto, Bruno d’Alfonso, ha evidenziato i punti di forza della
nostra provincia, come la
scuola e la sanità, che hanno
toccato punte di eccellenza,
le croniche carenze infra-
strutturali e le nuove problematiche, come la crescita
vertiginosa (+1.311%) del
ricorso alla Cassa integrazione. A questa prima esaustiva
fotografia della Granda da
parte del prefetto di Cuneo,
sono seguiti gli interventi dei
rappresentanti del mondo
politico (del presidente della
Provincia, Raffaele Costa),
economico (del presidente
della Camera di commercio, Ferruccio Dardanello,
del vice presidente facente
funzione di Confindustria
Cuneo, Maurilio Verna, del
presidente di Confartigianato
Cuneo, Sebastiano Dutto e
del presidente di Coldiretti
Cuneo, Marcello Gatto)
e sindacale (del segretario
generale della Cisl di Cuneo,
Matteo Carena). In tutti gli
interventi è stata sottolineata l’assoluta necessità, perché le aziende della Granda
possano essere competitive
sul mercato ormai globale,
di un sistema di infrastrut-
ture - autostradali, stradali
e ferroviarie -efficiente che
permetta alla nostra provincia di uscire dall’inveterato
isolamento.
“Non possiamo rimanere ai
tempi di Napoleone - ha tuonato il vice presidente facente funzione di Confindustria
Cuneo, Maurilio Verna
- occorrono infrastrutture
e modernizzazione”. Verna
ha, quindi, chiesto tempi
certi per i pagamenti alle
aziende che lavorano con
le pubbliche amministrazioni e ha posto l’accento
sui problemi delle piogge
alluvionali che a fine aprile
hanno messo in ginocchio la
provincia ponendo a rischio
esondazione oltre 200 aziende. Infine, il vice presidente
degli industriali cuneesi ha
evidenziato la necessità di
una “sburocratizzazione” del
Paese, di un accesso al credito più facile per le imprese
e, in considerazione della
difficile situazione congiunturale che anche la nostra
provincia sta attraversando,
di un “congelamento” delle
regole di Basilea 2.
finanziamento. banca regionale europea
Stanziati 250 mila
euro per le imprese
Le
Pmi
associate
a
Confindustria Cuneo potranno contare su un finanziamento di 250.000 euro. È
quanto ha sancito l’accordo stipulato tra la Banca
Regionale Europea, le associazioni di categoria riunite
nel Patto per lo Sviluppo
di Cuneo (cui appartiene anche Confindustria,
insieme a Confartigianato,
Confcommercio, Coldiretti,
Confagricoltura) e i Confidi
di riferimento. L’obiettivo
è di rendere disponibile al
sistema produttivo un più
ampio accesso al credito, per
affrontare adeguatamente
l’attuale congiuntura di crisi;
il finanziamento, inizialmente progettato proprio per le
aziende dell’industria e successivamente esteso alle altre
categorie, è finalizzato a far
fronte ad esigenze di liquidità
aziendale o riequilibrio finanziario.
“Ci sembra un ottimo accordo,
volto ad un percorso comune
per facilitare ulteriormente
l’accesso al credito ai settori
produttivi e rispondere alla
crisi economica continuando
a collaborare per la crescita
- afferma il presidente della
Pmi di Confindustria Cuneo,
Mauro Gola -. L’intesa costi-
tuisce un valido supporto alla
capacità di reazione che le
imprese stanno dimostrando.
Credo che con questa iniziativa si potranno fronteggiare
i problemi di liquidità, che
rappresentano una delle principali emergenze in questo
periodo di crisi per le nostre
imprese. L’aiuto finanziario
sarà volano di ripresa e conferma di una partnership tra
banche e aziende; mi auguro
che venga utilizzato in modo
continuativo dalle nostre
imprese”.
L’accordo raggiunto, a plafond aperto, sarà valido fino
al 31 dicembre 2009 ed è
rinnovabile per un anno. La
durata del finanziamento è
fino a 18 mesi meno un giorno, con rimborso dell’intero
capitale a scadenza. Per le
operazioni fino a 12 mesi, il
tasso è pari al 2.921% (eurirs
12 mesi maggiorato di uno
spread 1,375); per le operazioni con durata oltre 12
mesi, è pari al 3,184% (eurirs
24 mesi, maggiorato di uno
spread 1,375%).
Per il presidente del Patto
per lo Sviluppo di Cuneo,
Sebastiano Dutto, “l’accordo
siglato costituisce una risposta concreta per sostenere le
imprese in questo particolare
momento di crisi e favorirà
l’accesso al credito a condizioni di evidente economicità. L’assenza di un plafond
determinato ed i tassi applicati costituiscono gli elementi di forza che qualificano
l’accordo, reso possibile dalla
condivisione tra Patto per lo
Sviluppo e Banca Regionale
Europea, della necessità di
agire insieme per la ricerca
di strumenti idonei ed innovativi in favore della diffusa
imprenditoria che connota la
nostra Terra di Granda”.
“Non è un’operazione di facciata - hanno dichiarato il presidente della Banca Regionale
Europea, Piero Bertolotto, e
il direttore generale, Argante
Del Monte -, in quanto non
è stato fissato un plafond: ciò
significa che tutte le richieste
potranno essere prese in considerazione, non solo le poche
presentate per prime. Come
sempre, sapremo fare la nostra
parte per sostenere le Pmi dell’industria, dell’artigianato,
del commercio e dell’agricoltura, impegnate ad affrontare
le sfide della attuale crisi. La
disponibilità di nuove linee di
credito contribuirà alla difesa
dell’occupazione e della competitività del nostro sistema
produttivo”.
Giugno 2009
dentro la crisi
“quando il gioco si fa duro...”. seminario dei giovani imprenditori
di Ilari Blangetti
Il
Gruppo
Giovani
Imprenditori Confindustria
Cuneo e il Gruppo Giovani
Imprenditori Edili Ance
Cuneo hanno organizzato, lo
scorso 19 maggio, un seminario intitolato “Quando
il gioco si fa duro…” Riflessione sulla gestione dei
periodi difficili.
“Siamo in un periodo difficile e nuovo per molti di
noi, per questo è importante
- dice Elena Lovera, presidente Gruppo Giovani
Imprenditori Edili Ance
Cuneo - imparare a gestirlo
con un atteggiamento che
ci permetta di affrontare la
congiuntura e trovarsi pronti
alla ripresa”. “Un imprenditore vive un momento di crisi
- dice Alessandro Battaglia,
Presidente del Gruppo
Giovani
Imprenditori
Cuneo - sia all’interno dell’azienda che all’esterno: si
trova quindi in un duplice
ruolo che ha effetti pesanti anche sulla psiche”. Da
queste convinzioni l’idea di
un seminario rivolto ai giovani imprenditori che per
la prima volta si trovano ad
affrontare un periodo delicato e di crisi generalizzata.
Il pomeriggio è stato affidato a due illustri relatori:
Maria Ludovica Lombardi
Varvelli, psicologa comportamentista, presidente del
Gram (Gruppo di Ricerca
Applicata al Management)
e a Riccardo Varvelli, inge-
Occhio alla produzione
Il Pil può ingannare
Secondo Varvelli
bisogna dare
il giusto valore
agli indicatori
economici, saper
ridurre i volumi
ed i prezzi,
ridistribuire le
risorse interne e
ridurre le spese
LA PRIMA CRISI
Da sinistra: Riccardo Varvelli,
Elena Lovera, Maria Ludovica
Lombardi e Alessandro Battaglia
gnere, esperto di organizzazione e docente di economia
al Politecnico di Torino.
Durante la prima parte del
seminario Riccardo Varvelli
ha fornito alcuni dati utili
per interpretare e superare la crisi. “L’economia si
sviluppa per cicli alternativi - ha spiegato Varvelli
- ed è ipotizzabile che ogni
8 o 10 anni, ci si trovi ad
affrontare un periodo difficile. L’attuale crisi è nata da
un evento che non ha suscitato grande interesse, ossia
I.P.
RW, un partner nella
formazione finanziata
Formare le persone per creare innovazione, cambiamento
e miglioramento, attraverso i
fondi interprofessionali.
La nuova responsabilità di cui
le aziende sono chiamate a
rispondere oggi è quella relativa
alla capacità di affrontare
i cambiamenti compiendo
scelte innovative, strategiche
ed eticamente encomiabili.
Questo nuovo atteggiamento e “modus operandi” che le
imprese oggi vogliono assumere
va destinato, oltre ai consumatori e ai pubblici di riferimento, anche alle risorse interne,
poiché esse rappresentano il
meccanismo propulsore delle
imprese stesse.
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e arricchire le risorse della
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e a coordinare la presentazione
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natura di una o più difficoltà
operative, per poi analizzarle e
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controllo di gestione e amministrazione
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Interventi in tema di marketing, comunicazione, sviluppo
risorse umane, controllo dei
costi.
- Personale sotto stress e
difficoltà organizzative?
Organizzazione e sviluppo
risorse umane, comunicazione
- Difficoltà nella raccolta
e analisi dei dati? Vantaggio
competitivo con la business
intelligence
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non più efficace? Strategie
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e dalle scelte che ogni persona
compie oggi, per il domani.
il fallimento di una piccola
assicurazione in Florida, nel
novembre 2007: questa è la
dimostrazione che le crisi
nascono con effetto differito”. Varvelli ha poi argomentato questo principio
ricordando i momenti diffi-
cili degli ultimi trent’anni,
tutti accumunati da eventi
scatenanti, soprattutto di
natura bellica, successi uno
o due anni prima del vero
scoppio della crisi. “L’attuale
crisi - continua Varvelli - è
un po’ anonima, perché di
natura immobiliare e nata
dalla cosiddetta bolla immobiliare Usa”. Il professore
ha invitato gli imprenditori
a dare il giusto valore agli
indicatori economici, ricordando come il Pil (prodotto
interno lordo) sia un dato
interessante ma non il più
significativo per chi opera
nell’industria. L’industria è
molto più sensibile ai fenomeni di crisi rispetto al Pil,
per questo un dato da tener
sott’occhio è quello relativo alla produzione. “Per
concludere - dice Varvelli
- qualche dritta per reagire
alla crisi: ridurre i volumi
ed i prezzi, ridistribuire le
risorse interne riducendo le
spese fisse; è inoltre utile
diversificare il servizio sviluppando la domanda attraverso il servizio stesso”.
“La crisi cammina e bisogna camminare con essa”.
Così ha esordito la comportamentista Lombardi che ha
parlato di come superare la
crisi da un punto di vista
psicologico: “è normale che
chi ha responsabilità in questi casi provi ansia e preoccupazione ma questi elementi possono trasformarsi
in preparazione”. La psicologa ha puntato l’accento
sull’evitare di somatizzare
eccessivamente i problemi
rischiando di cadere in vortici di ansia e depressione,
“si può avere paura ma questa deve sempre trasformarsi
in coraggio”.
Giugno 2009
dentro la crisi
convegno. facoltà di scienze politiche e ires piemonte
La ripresa comincia grazie all’export
Le 1.700 aziende cuneesi che esportano saranno determinanti per uscire dalla crisi,
ma l’internazionalizzazione e l’innovazione deve arrivare a rigardare tutte le imprese
di Lorenzo Boratto
“Ogni crisi è il banco di
prova per valutare le potenzialità di un sistema produttivo, economico, sociale. La
forza della Granda è nella
sua diversificazione”.
Così spiega Renato Lanzetti,
ricercatore
dell’Ires
Piemonte, che ha preso
parte al convegno “Le prospettive di sviluppo socioeconomico del Cuneese”
svolto a fine aprile nella
sede universitaria di Mater
Amabilis a Cuneo.
Durante l’incontro organizzato dalla facoltà di Scienze
politiche, si è esaminata la
forza imprenditoriale della
Granda, evidenziando così
un territorio ricco, con una
produzione differenziata, ma
anche “interconnesso” con
le realtà confinanti: Torino,
Liguria, Astigiano, Francia.
Ancora Lanzetti: “Sono
poco più di 1.700 aziende Cuneesi che esportano:
saranno determinanti per
uscire dalla crisi. Ma altre
aziende devono internazionalizzarsi, innovare anche
grazie alla presenza ormai
stabile dell’università e raggiungere le dimensioni giuste per esplorare i mercati
esteri, magari aggregandosi”.
Paolo Buran, altro ricercatore Ires, ha collocato le
prospettive della provincia
di Cuneo all’interno degli
scenari più ampi. Ha spiegato che Granda e Astigano
possono essere considerate
un tutt’uno e sono caratterizzate da un’ “economia
della varietà”, sia sotto il
profilo sia della dimensione di impresa (dalla piccola
impresa familiare o artigiana, al gruppo multinazionale), sia della specializzazione
produttiva (agroalimentare e meccanica, gomma e
carta).
Buran ritiene che il “modello Cuneo” non sia riducibile
al tradizionale binomio economia rurale-piccola impresa, per una serie di eccezioni: un rilevante ruolo delle
multinazionali estere (stabilimenti Michelin, Alstom,
Saint Gobain), la presenza
dell’ultima multinazionale piemontese “veramente
piemonte sud-occidentale
Punti di Forza
- Base produttiva diversificata
- Capacità di innovazione di prodotto
- Ricchezza delle risorse storico-culturali e del paesaggio
- Presenze di multinazionali
- Crescita delle produzioni agro-alimentari di qualità
- Diffusa cultura del lavoro e imprenditorialità
Punti di debolezza
- Scarsa propensione a fare rete
- Espansione edilizia poco controllata
- Mancanza di cultura organizzativa
- Scarsità di saperi di alto livello
- Scarsa attitudine a ricerca e sviluppo
- Legami deboli fra conoscenza e produzione
- Sistema consolidato di “ripartizione delle quote” nelle politiche
e negli investimenti
- Dotazione infrastrutturale in parte insufficiente o da rafforzare
Opportunità
- Rafforzamento delle filiere produttive (trasformazione e commercializzazione prodotti agroalimentari)
- Messa in rete dei centri della conoscenza
- Costruzione di una filiera turistica integrata
- Rafforzamento delle connessioni verso l’esterno
Minacce
- Consumo eccessivo delle risorse territoriali e del paesaggio
- Moltiplicazione dei poli logistici senza visione strategica
- Monocoltura vitivinicola
- Difficoltà di mantenere livelli di competitività adeguati come
conseguenza della scarsità di saperi ad alto livello
Fonte: tabella tratta da Ires Scenari (dati Istat e Eurostat)
endogena” (Ferrero spa), ma
anche le aziende decentrate dell’automotive torinese
e un comprato meccanico
specializzato e competitivo
all’estero.
Sui “fattori” di questa prosperità (la Granda ha uno
dei tassi di disoccupazione
più bassi d’Europa e il Pil
procapite tra i maggiori tra i
Paesi dell’Unione europea),
Buran ha ancora spiegato:
“Da un lato la quantità di
lavoro erogato (cfr tabella
dove la provincia di Cuneo
è del 27% sopra la media
nazionale, ndr). Dall’altra le
opportunità che il territorio
offre in termini di reti di
relazioni e che rendono più
facile trovare un impiego.
Negli anni la provincia
di Cuneo si è affermata
come la seconda provincia
per intensità di export in
Piemonte, con un vantaggio del 70-80% sulla media
nazionale e crescendo di più
del resto d’Italia”.
Infine Luca Garavaglia
(ricercatore dell’università
del Piemonte Orientale)
ha parlato dei cluster, cioè
i distretti industriali, ossia
insediamenti
produttivi interconnessi e legati a
agroalimentare, logistica,
legno, servizi alle imprese,
metalli e meccanica.
Ha spiegato Garavaglia nel
suo intervento: “I punti
deboli sono noti, ripetuti
in alcuni casi da decenni,
come il caso delle infrastrutture materiali. Ma si deve
rilevare che queste “debolezze” finora non hanno inibito la crescita e la ricchezza
del territorio. Si può dire
piuttosto che rappresentano
delle minacce per lo sviluppo futuro. Tra i fattori che
potrebbero rivelarsi critici
nei prossimi anni ne sottolineo due: la mancanza di
figure qualificate che possano essere assorbite dal sistema produttivo e le carenze
dei servizi, in senso lato,
ai cluster. Mi riferisco alle
infrastrutture come i collegamenti con la Francia e
quelli ferroviari, ma anche
alla logistica e al turismo,
un settore economico relativamente nuovo destinato
a crescere”.
Giugno 2009
dalla provincia
la replica. autorizzazioni facili
Le cave hanno tempi e costi elevati
Il Gruppo Estrattori Cuneesi ribadisce che la normativa in Piemonte è molto severa
e che spesso i contratti con le amministrazioni sono molto penalizzanti per le aziende
di Gilberto Manfrin
Un’Italia sventrata e svenduta? Non ci sta Pierfranco
Blengini, presidente del
Gruppo Estrattori Cuneesi.
Un recente articolo apparso su
un noto quotidiano piemontese attacca le amministrazioni pubbliche e le imprese
di escavazione, ree, secondo
quanto riportato, di deturpare l’ambiente disseminando
migliaia di cave, accordando
concessioni a canoni irrisori a
fronte di vertiginosi ricavi per
le imprese.
“Sono rimasto allibito da
quanto apparso su quell’articolo - attacca Blengini . Ci siamo mossi con forza
nelle sedi competenti della
Regione perché non è solo
un attacco alla nostra categoria, ma anche alle istituzioni.
Nell’articolo si dice che il
territorio viene regalato da
Stato e Regioni alle imprese
di estrazione, che guadagnano miliardi di euro: ebbene, in Piemonte non è così,
anzi. Esiste una legge, vigente
dal 1978 (la numero 69 sulla
‘Coltivazione di cave e torbiere’, ndr) che definire seve-
Un esempio di ottimo recupero (Parco del Po-Moncalieri), a dimostrare che
in alcuni casi al termine dell’attività di cava si ottiene un sistema riqualificato
di grande qualità ambientale che entre a far parte del patrimonio pubblico
ra è poco. Aprire una cava sul
nostro territorio è un’impresa
oltre ogni immaginazione per
tutta una serie di leggi che si
devono rispettare. E che non
mi si dica che le cave vengono incentivate con canoni
bassi: anche per quelle medio
grandi le nostre imprese sono
costrette ad emettere fidejussioni per milioni di euro”. Per
eliminare le cave si potrebbe incentivare il riciclo dei
materiali degli edifici demoliti, per ridurre l’impatto sul
territorio.
Per Pierfranco Blengini,
un’eventualità impensabile in
provincia di Cuneo: “Il problema è che non c’è la materia prima. Il riciclato nella
nostra provincia è pari al 5-
prezzo del latte. trattativa regionale
8% del fabbisogno. Non ci
sono demolizioni tali da poter
pensare di sopperire alle 230
cave presenti nella Granda”.
Sulla questione dice la sua
anche il professor Mauro
Fornaro, docente di Cave e
Recupero ambientale all’Università degli Studi di Torino:
“Mi risulta difficile condividere le affermazioni riportate
in quell’articolo, cioè che le
autorizzazioni di cava siano
cose facili e veloci: lo si chieda
alle aziende, impegnate negli
investimenti e con contratti ‘penalizzanti’ di forniture
programmate, ma soprattutto
con piena e sofferta responsabilità imprenditoriale verso
le maestranze ed i dipendenti.
Comunque sia, la procedura
di impatto ambientale (Via),
prevista anche dalla normativa piemontese, garantisce la
bontà dei progetti di cava e
delle relative misure di mitigazione degli impatti, a tutela delle diverse componenti
ambientali. L’autore di quell’articolo è davvero rimasto
ad un aggiornamento, sulla
situazione delle cave, da età
della pietra”.
rincari ingiustificati
mentre il prezzo del petrolio è stabile
il bitume registra aumenti del 35/40%
Si mantiene alto il prezzo del bitume che ha messo ormai
in ginocchio l’intera filiera dell’asfalto. Le imprese lanciano
l’allarme: “Nonostante l’aumento del prezzo del petrolio
si mantenga su livelli accettabili (tre mesi fa circa 50 dollari al barile, oggi 60, ndr), in netto calo rispetto ai picchi
toccati in passato – afferma Ivano Rosso, della Cogibit - il
costo del bitume, materiale di stretta derivazione petrolifera, da tempo non segue tale flessione, registrando, invece, sempre più aumenti vertiginosi che lo hanno portato
anche a raggiungere costi in crescita del 35-40% a fronte
di un aumento del greggio di 5 dollari. “Le nostre aziende
sono oggi vicine allo stato di crisi - aggiunge Pierfranco
Blengini, della Saisef -. Per gli asfaltatori, il bitume è una
voce di costo primaria, talmente preponderante rispetto
a tutte le altre da far passare in secondo piano l’aumento dei costi energetici e dei trasporti che pure investono
fortemente il settore. Non è possibile oggi sostenere una
politica del prezzo chiuso in un regime di prezzi assolutamente instabile e imprevedibile. È significativo, per esempio, come in inverno, quando nessuno ritira il bitumato, il
prezzo resti contenuto. In estate invece, periodo in cui si
eseguono i lavori e c’è più richiesta, il prezzo, chissà per
quale regola non scritta, aumenta in modo sconsiderato.
Le nostre imprese stanno lavorando a prezzi talmente
bassi con tutti che sono in perenne perdita”. Conclude
Ivano Rosso: “È doveroso che il Governo riprenda in considerazione l’istituto della revisione prezzi e lo riproponga
in chiave moderna tenendo conto delle esigenze di tutti,
imprese, committenti e utenti della strada”.
I.P.
Il crollo dei consumi I corsi per carrellisti
fa slittare l’accordo di Vaudagna Academy
di Giampaolo Testa
Era la terza riunione del “tavolo” convocato presso l’assessorato regionale all’Agricoltura
per cercare di raggiungere
un’intesa sul prezzo del latte
alla stalla, ma anche quella di
lunedì 25 maggio si è conclusa con un nulla di fatto. “Non
era pensabile, in un quadro
di crisi internazionale qual è
l’attuale e in una situazione
di mercato così complessa spiega Franco Biraghi, presidente della sezione casearia
di Confindustria Cuneo - che
si potesse trovare un accordo
di lunga durata. Noi abbiamo avanzato una proposta, a
titolo di acconto, che poteva avere una validità di tre
o quattro mesi, considerato
che era l’unica cifra realisticamente sostenibile. Dopo
questa scadenza ci si sarebbe
dovuti ritrovare per riconsiderare il prezzo alla luce delle
variazioni di mercato. Faccio
presente che ad aprile noi
industriali abbiamo pagato il
latte 27 centesimi al litro,
mentre ci risulta che la maggioranza della cooperazione
ha dovuto limitarsi a pagare
un acconto di 25 centesimi”.
Il tavolo si è sciolto senza
peraltro che da parte delle
associazioni dei produttori
“Purtroppo oggi
è il mercato
a fare il prezzo
- sostiene Franco
Biraghi - spesso
a prescindere
dalla buona
volontà di tutti”
emergessero proposte precise,
se non una generica richiesta di aumento. “Chi opera
nel nostro settore - aggiunge l’industriale caseario - sa
che le cifre oggi praticate sul
mercato italiano non vanno
oltre i 270 euro/mille litri
in Lombardia, mentre su
quello europeo (Francia e
Germania) sono decisamente
inferiori: 210 euro/mille litri.
Non sarebbe stato responsabile da parte nostra accettare
prezzi che nessun imprenditore del settore sarebbe stato
poi in grado di rispettare. Se è
vero, infatti, che gli allevatori
denunciano una crisi del loro
comparto - ed hanno ragione
- a maggior ragione questa
la viviamo noi sulla nostra
pelle, visto che da sei mesi
non c’è praticamente caseificio che non lavori in perdita”. Il problema oggi non
è tanto la sovrapproduzione,
quanto il crollo dei consumi
che sta collassando le aziende
casearie. Argomenta ancora
il presidente provinciale degli
imprenditori lattiero-caseari: “Non credo che nessuno
possa accusarci di manovre
speculative, vista la situazione. Anzi, è un dato oggettivo,
evidente a tutti, che il latte in
Piemonte è stato pagato più
che altrove, ultimamente poi
addirittura più di quanto le
condizioni del mercato consentissero. Noi e gli agricoltori
siamo sulla stessa barca, anche
se oggi siamo noi a vedere
messe a dura prova, più ancora di loro, le nostre attività. In
Lombardia si è dovuto prendere atto che non esistono le
condizioni per la stipula di un
accordo collettivo di settore,
per cui si sta procedendo con
contratti individuali. Credo
che anche in Piemonte non si
potrà fare diversamente, non
per mancanza di disponibilità,
ma perché tutti, organizzazioni sindacali comprese, sanno conclude - che oggi come oggi
è il mercato a fare il prezzo e
questo prescinde dalla buona
volontà delle parti”.
La Vaudagna carrelli opera
dai primi anni 50 in qualità
di concessionario ufficiale Om
carrelli elevatori su tutto il
territorio provinciale offrendo
un servizio di vendita (carrelli
nuovi e usati), consulenza,
noleggio e assistenza attraverso la distribuzione di ricambi
originali ed interventi effettuati
presso i clienti.
La manutenzione delle attrezzature utilizzate dai lavoratori
è resa obbligatoria, in Italia,
dal D.lgs 626/94.
Il controllo periodico fornisce
la garanzia di avere ottemperato agli obblighi previsti dal
decreto in materia di manutenzione delle attrezzature è
stato regolarmente rispettato
dall’utilizzatore e che il proprio
carrello elevatore è sicuro.
Tutto ciò viene fatto rispettando le consegne dettate dalle
operazioni che vengono effettuate su carrelli ed attrezzature, allo scopo di dare una
risposta autorevole ai datori di
lavoro ed ai responsabili della
sicurezza che vogliono:
1. Verificare il livello qualitativo della manutenzione
sul proprio parco carrelli
2. Alleggerire le proprie
responsabilità per quanto
riguarda la manutenzione
obbligatoria delle attrezzature di lavoro, affiancandone il controllo ad organizzazioni specializzate e
preparate.
3. Garantire il mantenimento nel tempo delle caratteristiche di sicurezza (per
l’ operatore e per gli altri
lavoratori esposti).
4. Mantenere elevati i livelli
di efficienza e produttività
(nonché il valore commerciale) dl parco carrelli.
L’offerta di contratti chiari e
trasparenti, l’utilizzo di attrezzature di controllo specifiche
ed appositamente studiate per
garantire la massima accuratezza dei risultati, minimizzare i tempi di intervento a
fermo macchina, la competenza e la professionalità dei
propri tecnici che si avvalgono di un approfondimento
acquisito mediante lo specifico
training di formazione e qualificazione fornito dall’ Aisem
(Associazione italiana sistemi
di sollevamento, elevazione e
movimentazione) in cooperazione con Ispels e Om carrelli
elevatori spa permettono alla
Vaudagna carrelli di offrire un
servizio a 360°.
Vaudagna in qualità di concessionario Om sposa completa-
mente la politica della propria
casa costruttrice da sempre
molto attenta e all’avanguardia per soluzioni inerenti alla
sicurezza.
A tal proposito la Vaudagna
Academy è in grado di garantire Corsi carrellisti in linea con
le ultime normative del settore
ed è in grado di assicurare pienamente l’indispensabile conoscenza della macchina da parte
dell’operatore.
Suddetti corsi offrono agli utilizzatori una completa panoramica sulle normative e sulle
regole generali di sicurezza
(rischi di ribaltamento, segnaletica, trasporto dei carichi
etc.) che gestiscono l’utilizzo dei carrelli elevatori prima
attraverso l’uso di slide rappresentative e poi con vere e proprie dimostrazioni sul campo.
I corsi vengono (in genere)
effettuati direttamente dal
cliente allo scopo di evitare
scomodi spostamenti, essi prevedono una parte puramente
teorica e una parte pratica
da effettuarsi direttamente sui
carrelli elevatori.
Al termine del training verrà
rilasciato ad ogni partecipante
una guida all’ uso corretto del
carrello e un attestato di partecipazione al corso firmato da
formatore.
Giugno 2009
10
grandi opere. at-cn e tenda bis
dalla provincia
dopo alluvione. rilocalizzazione
Atteso a metà giugno Marcegaglia risponde
il bando per il tunnel sui fondi scomparsi
di Ilario Bruno
Dopo la buona notizia che i
fondi stanziati nella Finanziaria 2006 necessari per
la realizzazione delle opere
complementari all’autostrada Asti-Cuneo (i cosiddetti
“Fondi Corsetto” dal nome
del parlamentare cuneese che - allora relatore alla
Camera della legge Finanziaria - li fece inserire bilancio) erano stati sbloccati, è
stato siglato nei giorni scorsi
(ed è un’altra buona notizia
perché rappresenta un ulteriore passo avanti per l’effettivo utilizzo delle risorse) il
protocollo d’intesa tra Provincia ed i comuni di Alba
e Bra. Potranno finalmente
essere utilizzati - dopo quasi
3 anni di attesa e la firma
dei ministri competenti
Matteoli e Tremonti - circa
18,5 milioni (24.750 mila
compresi gli oneri finanziari) che in parte serviranno
anche a migliorare la viabilità ordinaria a servizio della
zona albere e braidese e del
costruendo ospedale di Verduno. Il protocollo prevede
la destinazione delle risorse,
nello specifico: per realizzare
la variante dell’abitato di
Cherasco, per la variante
est dell’abitato di Alba con
un nuovo ponte sul Tanaro,
collegamenti con la regionale 29 e la tangenziale albere.
Vi sono poi alcuni interventi di messa in sicurezza
del tracciato di alcune strade e l’impegno del comune
levaldigi
Bando continuità territoriale
Sempre a giugno, il primo del mese, è scaduto il termine
per la presentazione delle domande per concorrere
al bando della continuità territoriale per Levaldigi. Per
consentire all’aerostazione del Cuneese di decollare di
nuovo verso la Capitale lo Stato mette infatti a disposizione un milione di euro (cui si aggiungeranno 150 mila
della Regione Piemonte). Il ripristino del collegamento
con Roma consentirebbe allo scalo di aggiungere un
tassello importante al rilancio avviato nell’ultimo triennio
e che ha portato a nuovi collegamenti e ad un aumento notevole del traffico passeggeri.
(da aggiornare lunedì mattina)
di Alba alla progettazione
di un intervento relativo al
primo lotto della variante
est alla città per un spesa
di 300 mila euro finanziati
dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Mentre viene avviato il percorso burocratico per la viabilità ordinaria e di raccordo
con la nuova autostrada, il
presidente della provincia
Raffaele Costa prende carta
e penna e chiede lumi sullo
stato di avanzamento delle
procedure di autorizzazione
dei lotti relativi alla galleria
di Alba e Verduno con una
missiva indirizzata al sottosegretario alle Infrastrutture
e Trasporti, al direttore dell’ispettorato di vigilanza per
le concessioni autostradali
dell’Anas Mauro Coletta,
all’amministratore delegato
dell’Asti-Cuneo Giuseppe
Sambo, all’assessore regionale ai Trasporti, al presidente del comitato di monitoraggio per l’Asti-Cuneo.
Ricordiamo che per questo
secondo tronco dell’attesa
infrastruttura, è stato concesso un percorso agevolato
per la valutazione di impatto ambientale, che dovrebbe ridurre almeno alla metà
il ritardo (due anni) che
si sarebbe accumulato con
l’adozione della procedura
ordinaria.
E mentre continua il “pressing” e il monitoraggio sull’Asti-Cuneo, si guarda già
a metà giugno, quando sarà
pubblicato il bando per l’assegnazione dell’appalto (si
spera entro fine anno per
un avvio dei lavori già la
prossima primavera) per la
costruzione della seconda
galleria del Tenda.
Ancora nulla di fatto per la
ricostituzione dei fondi per la
ricollocazione delle aziende
situate in zone a rischio alluvione, nonostante interrogazioni parlamentari, emendamenti (peraltro bocciati dalla
stessa maggioranza), appelli
a ministri e sottosegretari.
Ad oggi circa 200 aziende
piemontesi - in maggioranza
collocate nella provincia di
Cuneo - attendono lo stanziamento di risorse che servirebbero loro per ricollocare
l’attività in siti al riparo da
esondazioni. Alcune aziende hanno già provveduto,
ottenendo i contributi previsti; altre si sono attivate
ed altre ancora attendono da
quando, improvvisamente, è
venuto meno il meccanismo
che consentiva di alimentare
automaticamente l’apposito
fondo previsto nel bilancio
dello Stato.
Ad aprile, anche la presidente di Confindustria
Emma Marcegaglia, ha
scritto al presidente reggente di Confindustria Cuneo,
Maurilio Verna per assicurare il proprio impegno. “Il
tema - scrive Marcegaglia
- è stato oggetto di una specifica interrogazione parlamentare presentata al ministro dell’Economia e delle
Finanze a novembre scorso.
Il sottosegretario di Stato on.
Vegas è stato informato della
questione e sono stati presentati diversi emendamenti
per ottenere lo stanziamento
opere post-alluvionali
le aziende aspettano 8 milioni di euro
“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più
non dimandare”. “Questa è la volontà di chi detiene il
potere, non chiedere altro”. Usa un’espressione celebre
mutuata dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, il
presidente dell’Ance Cuneo, Filippo Monge, per tornare
sul noto tema del ritardo dei pagamenti delle opere
post-alluvionali alle imprese edili. “Purtroppo questo
è il volere della provincia - dice il presidente Monge
-. Avevamo chiesto un anticipo e fortunatamente ci è
stato dato, ma del restante 30% di fondi che ancora
aspettiamo (pari a circa 8 milioni di euro, ndr), non c’è
nemmeno l’ombra. Forse è davvero inutile continuare
a domandare”. A fine maggio è scattato esattamente
un anno dagli eventi post-alluvionali che colpirono gran
parte della Granda nel corso della scorsa primavera:
“Un anno senza vedere i soldi che ci spettano - precisa
Monge -; ci erano stati promessi per la fine del mese ma
non li abbiamo visti. Il cliente Provincia ha perso decisamente smalto. Sollecitiamo in continuazione gli assessori
ma non abbiamo mai risposte certe. Stiamo vivendo una
situazione che non fa altro che peggiorare ogni giorno
che passa la condizione di conclamata crisi all’interno
del settore edile. Vediamo se per dopo la tornata elettorale cambierà qualcosa. Se riusciremo ad ottenere
quei fondi entro agosto, mi riterrò soddisfatto – conclude
Monge - ma oggi come oggi posso dire che per le nostre
imprese il quadro scadenze resta insostenibile”.
dei fondi. Abbiamo, inoltre,
informalmente contattato il
Mediocredito centrale ed il
ministero dell’Economia e
delle Finanze”.
L’appoggio della presidente
nazionale è stato accolto a
Cuneo con fiducia, nella speranza che un impegno congiunto porti a risultati positivi e concreti. “Dobbiamo
però ribadire - spiega Verna
- che ad oggi, la parte poli-
tica ha fatto molte parole a
cui non sono seguiti fatti.
A nessun livello abbiamo
riscontrato risultati dopo le
tante promesse, mentre c’è
una legge che prevede vi
siano aiuti alle aziende che
si trovano costrette a ricollocarsi per continuare la loro
attività”. Intanto i ritardi si
accumulano e rallentano la
messa in sicurezza dei siti
produttivi.
I.P.
provincia. 1° premio concorso “sfide 2009”
Le tecnologie di virtualizzazione
sono sempre più diffuse ed i
benefici che offrono si toccano
con mano. Per il quarto anno
consecutivo la 3C Informatica
srl di Savigliano, azienda leader
nel mondo della virtualizzazione, organizza due importanti
appuntamenti per illustrarne, da
vicino, i vantaggi.
Server e desktop virtuali consentono di ospitare differenti
sistemi operativi e applicazioni,
annullando tutti i problemi delle
infrastrutture fisiche. Inoltre
il miglior utilizzo delle risorse
hardware offre l’opportunità di
risparmiare subito in termini di
costi e di energia.
Con la virtualizzazione aumentano la disponibilità delle risorse, il livello di sicurezza dell’infrastruttura e le tecnologie
per il disaster recovery. I temi
verranno discussi dapprima con
un Road Show Vmware presso la sala Europa dell’Unione Industriale della Provincia
di Cuneo il prossimo 10 giu-
Con il progetto “Gestione
e valorizzazione energetica dei rifiuti in cementificio”, presentato nell’ambito
della sezione EnergEtica,
la Provincia di Cuneo ha
vinto il premio Sfide 2009,
concorso
co-promosso
dal Dipartimento per lo
Sviluppo delle Economie
territoriali della Presidenza
del Consiglio dei Ministri,
dal Forum Pa, dall’Unione
Province Italiane e dalla
Lega Autonomie e volto
all’individuazione di progetti
particolarmente innovativi di amministrazioni pubbliche (Regioni, Province,
Comuni, Asl, Comunità
Montane, Università ed
Enti centrali) negli ambiti
dei piani energetici, dello
sviluppo di fonti rinnovabili,
della sostenibilità ed dell’uso
virtuoso del ciclo dei rifiuti.
La consegna dei riconoscimenti si è svolta lunedì 11
Le novità dal mondo Valorizzazione rifiuti
della virtualizzazione Cuneo prima in Italia
gno e successivamente tramite
un evento che si terrà presso
la sala convegni dell’aeroporto
di Cuneo-Levaldigi il prossimo 23 giugno. A quest’ultimo
evento interverranno oltre al
Gruppo 3C importanti relatori
di Acer, Intel e Vmware. 3C
Informatica, azienda certificata vmware enterprise, illustrerà
le recentissime novità a seguito
del rilascio del nuovo hypervisor vSphere 4, una soluzione a
360 gradi per tutto il datacenter
ma anche per la virtualizzazione
di piccoli ambienti server. Tra
gli altri temi trattati verranno
illustrate le nuove tecnologie
e nuova gamma di server e
storage Acer per la continuità
e la sicurezza del business e
l’evoluzioni dei processori Intel
sempre più attenti al risparmio
energetico. Sarà allestita anche
un’area demo dove si potranno
vedere e toccare con mano gli
effettivi vantaggi apportabili a
tutta l’infrastruttura IT.
Per informazioni telefonare al
numero 0172.22306, oppure
inviare una e-mail a commercia
[email protected]
Il cementificio Buzzi-Unicem
maggio a Roma nell’ambito
dei lavori del Forum Pa, la
mostra-convegno dedicata
all’innovazione nel settore
pubblico. Alla cerimonia
ha preso parte anche il vice
presidente della Provincia
di Cuneo, Umberto Fino. I
vincitori sono stati 16 su 91
partecipanti da tutta Italia.
Per quanto riguarda il progetto portato avanti dalla
Provincia e vincitore del
Grazie ai forni
Buzzi Unicem
nel 2007/2008
è stato evitato
l’emisssione
in atmosfera
di oltre 80 mila
tonnellate di Co2
concorso, la trasformazione
in energia dei rifiuti solidi
urbani, adeguatamente trattati e trasformati in cdr o
combustibile derivato, avviene nei forni del cementificio
Buzzi Unicem di Robilante:
bruciando immondizia invece di carbone, lo stabilimento ha risparmiato l’emissione
in atmosfera di oltre 80 mila
tonnellate di anidride carbonica nel biennio 2007-2008.
Giugno 2009
dalla provincia
patto per lo sviluppo. passaggio di testimone
11
fondazione crc. bando ricerca 2009
Gli artigiani lasciano L’innovazione torna
il posto agli industriali alla portata delle Pmi
di Gilberto Manfrin
In attesa di cedere il pieno
controllo dell’associazione alla nuova presidente
Nicoletta Miroglio, il pastpresident di Confindustria
Cuneo, Maurilio Verna, ha
temporaneamente assunto la
presidenza e la segreteria del
Patto per lo Sviluppo della
provincia di Cuneo. L’8 maggio scorso infatti, durante
l’accordo siglato tra la Bre
e il Patto per lo Sviluppo
stesso, l’incarico di presidenza dell’associazione è passato dalle mani del presidente
di Confartigianato Cuneo,
Sebastiano Dutto, all’ex vicepresidente reggente degli
industriali cuneesi: “Energia,
infrastrutture, uso plurimo
delle acque, turismo invernale ed estivo: ci sarà un occhio
di riguardo per questi grandi
problemi irrisolti - afferma
il presidente Maurilio Verna
-. C’è da lavorare tutti insieme per risolvere questa grave
crisi, consapevoli che il Patto
per lo Sviluppo rappresenta
una grande opportunità per
presentare istanze e idee che
possano migliorare sempre
più la partecipazione e l’impegno a rendere la Granda
Confindustria
ha assunto da
Confartigianato
la presidenza
e la segreteria
dell’associazione
che raggruppa
le organizzazioni
professionali
competitiva. Possiamo essere
d’esempio alla politica dimostrando che seppur molte
volte ci si trova su posizioni
contrapposte, è sempre possibile trovare una soluzione
ai problemi”. L’Associazione
“Patto per lo Sviluppo della
Provincia di Cuneo”, costituita il 21 gennaio 2000 è
formata dalle Associazioni
imprenditoriali
presenti
sul territorio della provincia: oltre a Confindustria
Cuneo, che ne ha appena
assunto la reggenza, vi fanno
parte anche la Coldiretti
di Cuneo, Confartigianato
Cuneo, Confcommercio e
Confagricoltura.
Vista la sua composizione,
il ‘Patto’ vuole rappresentare le problematiche comuni dei comparti industriale,
artigianale, turistico, artigianale, commerciale, turistico
e agricolo della provincia,
promuovendo iniziative, proposte, studi, azioni tese alla
promozione e allo sviluppo
dell’imprenditoria e del territorio provinciale: “In un
primo incontro svoltosi nei
giorni scorsi con i rappresentanti di tutte le associazioni
che compongono il ‘Patto’
- aggiunge Maurilio Verna
- abbiamo portato avanti il
discorso delle grandi infrastrutture (tra le quali anche
la progettazione e le indagini
diagnostiche per la realizzazione della circonvallazione
di Demonte), per cercare di
trovare un accordo. Bisogna
assolutamente capire che
questo è un tema essenziale
per lo sviluppo e la crescita dell’economia della nostra
provincia”.
La presidenza e la segreteria del ‘Patto’ sono affidate a rotazione tra le cinque
associazioni aderenti per una
durata di due anni.
world air games. 6/14 giugno 2009
Le olimpiadi dell’aria
arrivano a Mondovì
È tutto pronto ormai per l’edizione 2009 dei Wag, i World
Air Games, che, è il caso di
dirlo, dal 6 al 14 giugno terranno con gli occhi fissi al cielo
migliaia e migliaia di spettatori. Sede principale dell’evento sarà l’aeroporto “TorinoAeritalia” di Collegno, alle
porte di Torino, insieme ai
cieli di Mondovì per la prova
delle mongolfiere e alle alture che circondano i laghi di
Avigliana, da cui spiccheranno il volo deltaplani e parapendio, mentre il capoluogo
piemontese accoglierà l’aeromodellismo indoor all’interno
del Palaruffini. Saranno oltre
quattrocento gli sportivi di
dieci specialità aeronautiche
che giungeranno nel capoluogo piemontese da tutto
il mondo per contendersi
25 titoli di “Campione dei
Giochi Mondiali dell’Aria”:
volo a vela (alianti), mongolfiere, deltaplano, parapendio, paracadutismo, acrobazia
aerea, elicotteri, ultraleggeri,
aeromodellismo e experimental (si tratta di velivoli di
costruzione amatoriale e aerei
storici restaurati o ricostruiti). Un evento molto atteso
specie nella Granda, dove la
città natale di Giolitti, sede
annuale del raduno aero-
Confindustria
Cuneo è sponsor
delle gare che
si svolgeranno
da lunedì 8
a venerdì 12
giugno prossimi
statico internazionale, si è
da tempo accreditata come
punto di riferimento, a livello
europeo, per chi pilota mongolfiere, dal momento che il
Monregalese offre condizioni
ideali per il volo: le montagne, infatti, fungono da riparo
naturale e rallentano i venti,
per cui qui, più che in altre
zone nel nord Italia, si possono compiere voli facili con
molti atterraggi e avvicinamenti in progressione.
Da lunedì 8 a venerdì 12 giugno, grazie anche al contributo di Confindustria Cuneo,
partner dell’evento, i cieli di
Mondovì saranno interessati dalle competizioni: le gare
consisteranno in prove di
navigazione e precisione. Si
svolgeranno diverse manche
in cui i piloti dovranno sorvolare bersagli assegnati dai
giudici o scelti da loro stessi.
Un trasmettitore Gps rileverà
la posizione delle mongolfiere
durante tutto il volo, consentendo di fare una proiezione
grafica via computer dell’intero percorso. I voli di gara
avranno luogo alle 6 e alle 19
dal campo di lancio di Corso
Inghilterra (area industriale).
I briefing di gara si svolgeranno circa mezz’ora prima
delle competizioni al Porto
Aerostatico.
Nel corso della settimana, Mondovì sarà teatro di
numerosi eventi collaterali:
mostre, spettacoli, animazioni
e approfondimenti sul suggestivo e atavico tema del
volo allieteranno giornate e
serate di Monregalesi e turisti
che, con la testa tra le nuvole, accorreranno in massa a
godersi l’atteso evento.
Investire nella ricerca oggi
è più facile per le imprese
(soprattutto medio-piccole)
della Granda. Anche quest’anno, infatti, la Fondazione
Cassa di Risparmio di Cuneo
prosegue il suo impegno a
sostegno dell’attività di ricerca applicata con ricaduta sul
territorio provinciale, intesa
come strumento per accrescere la competitività e la qualità
della vita del nostro territorio, pubblicando un bando
che mette a disposizione complessivamente risorse per 800
mila euro.
Il Bando Ricerca 2009 comprende due sezioni - ricerca
medica e innovazione tecnologica - di cui la seconda (budget di 500 mila euro), in particolare, mira al finanziamento
di progetti che stimolino la
collaborazione tra università,
centri di ricerca eccellenti,
associazioni in possesso dei
necessari requisiti scientifici
e realtà produttive del territorio, con l’obiettivo di favorire
l’innovazione tecnologica del
sistema produttivo della provincia di Cuneo.
I progetti devono avere durata annuale o biennale, vanno
presentati per via telematica
in sintesi
settori produttivi
riguardanti
i progetti
- Produzione di beni
e di servizi
- Turismo
- Energie rinnovabili
- Eo-sostenibilità
- Tutela dell’ambiente
e del territorio
- Agroalimentare
- Zootecnia
entro fine giugno e per il
loro svolgimento richiedono
la presenza di due soggetti:
un ente di ricerca (capofila del progetto e destinatario
del contributo) e un soggetto
operativo (presso cui si svolgono le attività di sperimentazione o applicazione della
ricerca).
L’esperienza acquisita con il
bando sperimentale del 2008
(12 progetti finanziati su 30
presentati), ha portato la
Fondazione ad adottare alcuni
accorgimenti per ricalibrare le
condizioni di accessibilità al
bando sulle effettive esigenze
e caratteristiche del tessuto
imprenditoriale provinciale.
In particolare, il bando 2009
sembra favorire in modo particolare l’accesso ai finanziamenti alle piccole e medie
imprese, prevedendo contributi compresi tra i 25 e i 50
mila euro per singoli progetti
di cui la Fondazione copre
fino all’80% del costo totale. Inoltre, a differenza del
2008, quest’anno il cofinanziamento minimo del 20%
del costo totale del progetto
richiesto dalla Fondazione,
non deve essere stanziato per
forza dal soggetto operativo
(vale a dire dalle imprese),
ma può arrivare anche dagli
enti di ricerca, dalle associazioni di categoria provinciali
o comunque da soggetti terzi.
Infine, diversamente dall’anno scorso, nel 2009 il soggetto operativo non può più
essere un ente pubblico ma
deve risiedere comunque sul
territorio provinciale, mentre
possono presentare progetti
enti di ricerca provenienti da
tutta Italia.
Per avere maggiori informazioni è possibile visitare il
sito Internet www.fondazionecrc.it o telefonare allo
0171/452732.
12
Giugno 2009
confindustria notizie
convegno. comitato piccola industria e consorzio granda in rete
Dal divario digitale a quello culturale
In Italia solo il 40% di coloro che possono usufruire della banda larga la utilizzano
veramente. Tuttavia, il problema riguarda soprattutto le famiglie e meno le imprese
di Ilaria Blangetti
Martedì 5 maggio il
Comitato Piccola Industria di
Confindustria Cuneo, in collaborazione con la Regione
Piemonte, la Provincia di
Cuneo e il Consorzio Granda
in Rete, ha presentato un
convegno sul “Digital Divide”
in provincia di Cuneo.
“Il fenomeno del divario digitale - ha illustrato
Mauro Gola, presidente del
Comitato Piccola Industria
- è particolarmente evidente
in Granda. Tra le cause del
problema la conformazione
morfologica del Cuneese e la
poca popolazione presente in
relazione all’estensione del
territorio. La possibilità di
usufruire di una connessione
Internet a banda larga rappresenta, ormai, un fattore
fondamentale per l’attività
industriale. Tramite un questionario on-line, compilato
da un campione rappresentativo delle nostre aziende,
abbiamo evidenziato come il
30% delle ditte sia costretta ad usufruire di un segnale a banda larga che reputa
insufficiente o inadeguato. Il
40% delle aziende intervistate, poi, considera insufficiente o appena sufficiente
anche la qualità del servizio”.
Segnali evidenti di un disagio che si ripercuote soprattutto sulle piccole e medie
aziende del nostro territorio.
“Confindustria, tramite il
Consorzio Granda in Rete continua Gola - ha cercato di
promuovere accordi formali
con gli operatori del settore
per cercare possibili soluzioni
al problema del digital divide”. Il consorzio, nato nel
1997, si pone l’obiettivo di
diventare un interlocutore di
riferimento per la commercializzazione della connettività Internet in Granda. La
volontà è quella di estendere la banda larga anche a
quei circa 70 Comuni che,
in Granda, rappresentano
ancora il cosiddetto divario
digitale.
“La banda larga - afferma
Fabio Ruggeri, responsabile
Telecom per i rapporti con le
istituzioni locali - non è un
servizio universale. La spinta degli operatori del settore
è quindi prettamente economica e si basa sulla redditività attesa dalla vendita
del servizio. Per questo sono
state studiate delle soluzioni
con gli enti locali che permettessero la compensazione
dei costi e, di conseguenza, la
banda larga anche in quelle
zone a bassa densità abitativa”. “Un altro problema,
però, - continua Ruggeri - è
il divario culturale: solo il
40% di coloro che possono
usufruire della banda larga,
in Italia, la utilizzano realmente. Un problema questo,
però, legato più alle famiglie
che alle industrie”. “Come
Regione - dice Roberto
Moriondo, responsabile sistemi informativi ed informatica della Regione Piemonte
- abbiamo cercato di intervenire muovendo la domanda
in modo che gli operatori
fossero portati ad investire
sul territorio. Rimangono,
tuttavia, 55 Comuni che in
Piemonte non possono usufruire né della soluzione wireless né di quella via cavo
e sono costretti ad affidarsi
alla tecnologia satellitare”.
“Bisogna prestare attenzione
- aggiunge Alessandro Risso,
dirigente Settore Informatico
Provincia di Cuneo - al divario digitale di seconda generazione: è necessario, infatti, guardare avanti perché
la tecnologia è in continua
evoluzione e il problema non
si esaurisce fornendo a tutti i
Comuni la banda larga”.
“Ho voluto questo incontro precisa Gola - per capire quali
sono le strategia di investimento che gli operatori del
settore intendono fare per la
banda larga. La presenza di
alcuni rappresentanti degli
enti locali era fondamentale
per ricordare alle istituzioni
che quando si individuano
aree industriali è necessario
tener conto dell’esistenza o
meno del servizio banda larga
su quel territorio”. “Dal convegno - conclude Gola - è
uscito un elemento di particolare interesse: siamo in una
zona di divario digitale anche
culturale ed un primo passo
potrebbe essere fatto dalle
istituzioni che, inserendo più
servizi in rete, potrebbero
incentivare la gente ad utilizzare la banda larga”. Un passo
in questa direzione è già arrivato da parte della Camera di
commercio che, d’intesa con
Confindustria, ha presentato ai primi di magggio un
bando di finanziamenti volto
a ridurre il divario digitale
delle imprese cuneesi.
torino software and systems meeting
LE 16 AZIENDE DI CONFINDUSTRIA
CUNEO PRESENTI AL TOSM 2009
Le aziende di Confindustria
Cuneo che hanno partecipato
al Tosm 2009 sono:
3C Informatica (Savigliano);
Albaufficio (Alba); Blulab (Alba);
Cnnet (Borgo San Dalmazzo);
Cnr Service (Alba); Centro
Sviluppo Sistemi (Savigliano);
Giemme Informatica (Fossano);
Gsc, General System Cuneo
(Madonna dell’Olmo); Ibimec srl
(Castagnito); Informatica System
(Vicoforte); Micro Consulting srl
(Savigliano); Seltec (Caraglio); S.
Info Global Service (Cherasco);
Sistemi Tre (Alba); Sistemi Cuneo
srl (Cuneo); Zeta Bi Internet
(Alba)
stand di confindustria cuneo al salone di torino
Tre giorni in cui il meglio del settore informatico piemontese si è messo in vetrina per
creare, per le imprese dell’Ict, interessanti occasioni di business. Dal 26 al 28 maggio
scorsi al Lingotto di Torino si è svolta la seconda edizione del Tosm, il Torino Software
and Systems Meeting, il salone che intende fare incontrare le aziende del settore
informatico con potenziali clienti. Un evento, quindi, rivolto alle aziende private, piccole, medie e grandi che cercano soluzioni informatiche per mantenere o acquisire
competitività sul mercato. Tre giorni dedicati ad incontri e presentazioni, in cui è stato
dato massimo risalto e spazio alla parte espositiva, per permettere agli espositori di
presentare i propri prodotti e le proprie attività. Non sono mancate le sezioni tematiche e i workshop, con importanti realtà imprenditoriali di livello nazionale e internazionale. A questo grande evento che fa di Torino la capitale del software, non poteva
mancare Confindustria Cuneo, che ha partecipato al Tosm con un proprio stand e
ben 16 aziende dell’Ict che hanno aderito all’iniziativa.
È stato il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta,
nella giornata di martedì ad inaugurare il salone torinese, che ha visto oltre 100
espositori e un fitto programma di workshop tecnici, in cui sono stati trattati i temi
dell’infomobilità, dell’open source, dei sistemi documentali, della sicurezza reti e dati
e dei sistemi embedded. Inoltre, nel corso della tre giorni è stato presentato il rapporto Assinform 2009, che presenta il quadro del settore Ict italiano. A Torino, grazie
alla collaborazione con “Think Up”, il progetto della Camera di commercio di Torino
dedicato allo sviluppo estero del comparto Ict del Piemonte, sono intervenuti anche
11 operatori stranieri, che hanno partecipato a numerosi incontri d’affari.
Un evento, dunque, che nella sua seconda edizione ha assunto una valenza internazionale e che ha portato alla ribalta un settore, quello delle Itc, che finora è uno dei
pochi a resistere alla crisi e a guardare con fiducia al futuro.
I.P.
Podio cuneese
al Giro d’Italia
In solo tredici anni Peraria si
è affermato come il maggiore
produttore in Italia di strutture gonfiabili pubblicitarie. Non
solo: dal 1996 al 2009 Peraria
ha sempre saputo innovarsi ed
evolversi, percorrendo nuove
strade per raggiungere nuovi
traguardi. Strade che hanno
portato l’azienda cuneese al
potenziamento di un nuovo
ramo importante: gli allestimenti fieristici. È proprio qui,
infatti, che la cura del particolare, dei materiali e la professionalità dei tecnici allestitori
ottimizzano la comunicazione,
permettendo ai clienti di ottenere visibilità massima in un contesto di interazione importante
come quello fieristico.
Oggi Peraria ha più di 5000 mq
di magazzino, riuscendo così ad
offrire strutture e accessori per
allestimenti di ogni tipo, sia
in vendita che a noleggio. Dai
tralicci in alluminio ai palchi,
a divani e poltrone, schermi al
plasma, pannelli divisori, tavolini, sedie, desk, in gran parte
personalizzabili anche per brevi
periodi e tutti certificati con la
qualità che ha sempre contraddistinto Peraria sin dagli inizi.
A coronamento di questi anni
di presenza alle maratone podistiche nazionali e a ogni Giro
d’Italia Peraria sarà a Roma
a fine mese, dove all’arrivo
della tappa conclusiva del Giro
d’Italia 2009 allestirà il podio
per la premiazione conclusiva,
del tutto speciale poiché dedicato ai primi 100 anni di storia
del giro.
Appuntamento in televisione
quindi, aspettando di conoscervi di persona!
Giugno 2009
confindustria notizie
13
confindustria cuneo. assemblea privata
Nicoletta Miroglio eletta presidente
Lo scorso 14 maggio le aziende associate hanno confermato l’indicazione della giunta
acclamando l’imprenditrice albese alla presidenza e Marco Brandani vice presidente
in questo momento di estrema difficoltà per l’industria
della Granda, un’assistenza a
360 gradi alle nostre imprese”. Anche se, al momento di
andare in stampa, non è ancora stata convocata la Giunta
che è chiamata a nominare il
Consiglio direttivo che guiderà l’associazione per i prossimi
quattro anni, dalle parole di
Nicoletta Miroglio si intuisce
quali saranno i punti cardine della nuova presidenza.
“Certamente saremo pronti
e aperti a recepire le diverse istanze provenienti dalla
base associativa, dai presidenti di Sezione, dal Comitato
Piccola Industria, dal Gruppo
Giovani, dalle Commissioni
e da ogni imprenditore che
ritenga di offrire il suo contributo di idee e proposte - ha
detto il numero uno degli
industriali cuneesi -. La nostra
associazione, specie nel contesto economico che ci troviamo a dover affrontare, deve
essere dinamica e attenta ai
mutamenti, che si presentano
repentini e improvvisi, per
cui è fondamentale instaurare
sia con la base associativa,
sia con il gruppo dirigente,
un dialogo e un confronto
costruttivo”. Certamente uno
dei problemi cui dovranno far
fronte i vertici che guideranno Confindustria Cuneo fino
al 2013 è quello, di estrema
attualità, della stretta creditizia: gli imprenditori lamentano difficoltà nell’accesso ai
prestiti, nonostante le banche
dichiarino la crescita degli
impegni. “Il tessuto produttivo della nostra provincia
è caratterizzato da piccole e
medie aziende che in questo momento soffrono, forse
più delle grandi, della stretta
creditizia - ha affermato la
Miroglio -. A queste aziende
rivolgeremo principalmente
la nostra attenzione, facendo
leva sulla nuova forza che la
ritrovata unità ci permetterà
di mostrare”.
presidente, past president e vice presidente
A sinistra: Nicoletta Miroglio durante il suo intervento di insediamento
alla presidenza di Confindustria Cuneo. Al centro: il past president
Maurilio Verna. A destra: il vice presidente Marco Brandani.
l’attività svolta nel 2008
continua l’impegno sui servizi alle aziende soprattutto in chiave crisi
Nel corso dell’assemblea privata, il past-president Maurilio Verna ha fatto una sintesi della rrelazione sull’attività di servizio svolta dall’associazione nel 2008, facendo riferimento in particolare all’assistenza sindacale, alla consulenza sulla sicurezza, alle problematiche ambientali ed energetiche, al supporto sulla materia fiscale e alle varie iniziative volte all’internazionalizzazione delle imprese cuneesi. “Ci attende un 2009 ancora
molto difficile che metterà a durissima prova tutte le aziende - ha commentato Verna -. Siamo tutti in prima linea e ci dobbiamo difendere
da più nemici: ci dobbiamo guardare davanti dalla concorrenza e dietro dal difficile accesso al credito e da una burocrazia ancora troppo
pesante. Il nostro impegno sarà quello di facilitare l’accesso al credito e ai servizi, al di là dei consueti servizi che diamo alle aziende”.
MARKETING ASSOCIATIVO. Nonostante il periodo difficile, il numero delle associate è salito a 1260, con un saldo positivo che si mantiene ormai
fin dall’anno 2000 grazie ad un continuo impegno di fidelizzazione. Nel 2008 sono entrate nel sistema Confindustria 101 nuove aziende, a fronte
di 46 uscite (saldo: +55). L’anno prima erano state 137 le nuove imprese entrate in associazione contro 59 uscite (saldo: +78).
PROGETTI DI SVILUPPO. L’associazione anche nel 2008 ha continuato a portare avanti la propria missione associativa: all’inizio dell’anno è
stata costituita la sezione turismo, che attualmente conta 38 aziende per 900 dipendenti; è stato inoltre creato il ‘Welcome day’, una giornata
dedicata alle aziende entrate a far parte del sistema e, per una migliore gestione, è stato avviato il progetto di revisione delle sezioni, con
l’accorpamento di quelle più affini tra loro.
RAPPRESENTANZA. L’inizio del 2009 è stato segnato dalle dimissioni del presidente Antonio Antoniotti e dalla reggenza temporanea del vicepresidente Maurilio Verna; ottobre 2008 è stato il mese del riassetto di Ance Cuneo, con la nomina di Filippo Monge alla presidenza e alla
vice-presidenza regionale, nonchè alla direzione del centro studi. Nominati anche Matteo Quaglia presidente della Cassa Edile, Giulio Barberis
dell’Ente Scuola Edile e Francesco Bellotti riconfermato alla guida di Federconfidi. Sono stati inoltre rinnovati i comitati tecnici di Confindustria
nazionale, nei quali trovano poto alcuni rappresentanti locali: Ernesto Abbona: Organizzazione, Marketing associativo ed Expo 2015; Domenico
Annibale: Europa; Mauro Gola: Politiche territoriali e distretti industriali; Filippo Monge: Education; Attilio Ferrero: Energia; Bruno Ferroni: Fisco.
ATTIVITà SINDACALE E INTERNAZIONALIZZAZIONE. La difficile situazione economica è coincisa con un potenziamento dell’attività sindacale dell’associazione: va registrato un +103% di Cig ordinaria e un +160% di Cig straordinaria rispetto al 2007; i settori più colpiti dalla crisi sono risultati il
metalmeccanico, il tessile ed il grafico/cartario. 1373 i lavoratori finiti in mobilità, pari ad un +38,1% rispetto al 2007. L’impegno dell’associazione
si è concretizzato anche nel rinnovo di 10 contratti nazionali, nella nascita dell’Unità di crisi e nel potenziamento dei rapporti con le banche.
Importante il capitolo internazionalizzazione: se è al mercato estero e alle economia emergenti che bisogna guardare per uscire al più presto
dalla crisi, come sottolineato tra l’altro dalla presidente Emma Marcegaglia nell’assemblea annuale del 21 maggio, proprio per questo l’associazione ha dato avvio ad un denso programma di contatti tramite fiere partecipate dal Consorzio Granda Export e Machanical Export, con
missioni in Russia, India, Bulgaria, Dubai, Lettonia e Argentina.
FORMAZIONE. Università, scuola e corsi: lo sviluppo formativo dell’associazione passa anche per la formazione. Ben 10 le borse di studio messe
a disposizione con 94 corsi per un totale di 205 giorni di formazione e 1765 partecipanti provenienti da 528 aziende. Non è mancata, anche nel
2008, l’erogazione di formazione finanziata da Fondimpresa e Fondirigenti.
SICUREZZA, AMBIENTE, ENERGIA. Nel 2008 è stato sviluppato un ingente lavoro di consulenza nel rispetto dell’ambiente, per far fronte agli obblighi sulla sicurezza sul lavoro e per favorire il risparmio energetico delle imprese. Sono stati circa 150 i sopralluoghi e oltre 2200 le consulenze.
FISCALE. Il 2008 è stato un anno complessivamente positivo grazie anche ad una Finanziaria rivelatasi meno opprimente; a novembre, inoltre,
il decreto anticrisi ha permesso alle aziende di “respirare” e di guardare con più fiducia al futuro. È proseguita la collaborazione con l’Ordine
dei Dottori Commercialisti con i quali è stato costituito il Comitato di Ricerca per la Politica Fiscale (CARPOF) che ha svolto un’indagine nel 2008
sulla conservazione sostitutiva dei documenti in Provincia di Cuneo.
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Appena eletta, vanta già
due primati: è la prima presidente donna ed è anche la
prima Albese a guidare gli
industriali cuneesi. La nomina di Nicoletta Miroglio a
presidente di Confindustria
Cuneo è stata ufficializzata lo scorso 14 maggio, nel
corso dell’Assemblea privata
dell’organizzazione, che si è
conclusa con il voto della
base associativa a Nicoletta
Miroglio e al vice presidente
Marco Brandani, eletti prima
per acclamazione con un
lungo applauso e poi a scrutinio segreto alla quasi unanimità (391 voti favorevoli,
28 contrari e 8 schede bianche). Le sue prime parole da
numero uno di Confindustria
Cuneo Nicoletta Miroglio le
ha rivolte al presidente Verna
per il grande contributo dato
all’associazione. Quindi, la
Miroglio ha voluto annunciare le due linee programmatiche attraverso cui si indirizzerà la sua presidenza: il rafforzamento della rappresentanza
in tutte le sedi istituzionali e
l’ottimizzazione dei servizi alle
aziende. “Gli imprenditori ci
chiedono sempre di più di far
sentire la nostra voce e di far
avvertire il nostro peso nei
rapporti con le istituzioni e
con il sistema Confindustria:
in sostanza, occorre rafforzare
il nostro potere di incidenza
e di lobby - ha affermato la
presidente di Confindustria
Cuneo, Nicoletta Miroglio
-. Dobbiamo far sì che la
nostra autorevolezza e rappresentatività sia tale da essere
considerati un interlocutore
imprescindibile e preferenziale. Inoltre, attraverso un’attenta analisi delle necessità
espresse dagli associati e un
preciso monitoraggio del
livello di qualità dei servizi che la nostra associazione quotidianamente eroga,
intendiamo dar vita a nuovi
uffici e rafforzare quelli già
esistenti, per garantire, specie
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Giugno 2009
14
confindustria notizie
internazionalizzazione. missione di confindustria
Verso i mercati della Malesia e di Singapore
Prosegue il programma di internazionalizzazione portato avanti
dalla Confindustria a livello nazionale. In occasione della visita
del Sottosegretario per lo Sviluppo Economico, Adolfo Urso,
Confindustria, Ice ed Abi organizzano una missione imprenditoriale a Singapore e in Malesia dal 14 al 18 giugno. Per gli
industriali di corso Dante parteciperà alla missione Andrea
Oitana, membro del comitato nazionale e rappresentante degli
Affari internazionali di Confindustria Cuneo, nonchè presidente del consorzio Granda Export. Con lui i rappresentanti
del consorzio Mechanical Export e alcune aziende del settore.
Una missione che oltre ad approfondire le potenzialità di cooperazione commerciale ed industriale nei due mercati servirà
anche ad individuare le numerose opportunità che derivano
dalla loro appartenenza all’Asean (Associazione delle Nazioni
dell’Asia Sud-Orientale). Singapore e la Malesia, mercati
strategici per i flussi commerciali e finanziari diretti verso i
paesi del sud-est Asiatico e del Pacifico, attraverso politiche
di incentivi agli investimenti e di apertura agli scambi con
l’estero, sono riusciti infatti a raggiungere alti livelli di sviluppo economico, accompagnati da una stabile situazione politica
e una crescente disciplina finanziaria.
Entrambi i Paesi hanno fatto dell’investimento nelle nuove
tecnologie (in particolare biotecnologie, biomedicale e nanotecnologie Singapore ed elettronica ed energie alternative
la Malesia) la chiave del proprio dinamismo e della propria
crescita e hanno raggiunto alti livelli di specializzazione,
puntando nella ricerca e nell’innovazione scientifica. Per
l’associazione un’opportunità da non perdere: “I due Paesi
sono caratterizzati da infrastrutture d’avanguardia ed un’ampia
disponibilità di manodopera qualificata - afferma il presidente
del consorzio Granda Export, Andrea Oitana - sono guidati
da Governi che promuovono un’intensa attività di attrazione
degli investimenti diretti esteri, politiche volte a consolidare
sempre più i legami con tutta l’area Asia-pacifico e politiche
di incentivo allo sviluppo volte a superare in maniera positiva
le attuali difficoltà congiunturali”.
La missione avrà un carattere plurisettoriale, con un focus
specifico sui settori alta tecnologia (ingegneria di precisione,
biomedicale, farmaceutica, etc…), elettronica, meccatronica,
Ict; nanotecnologie, biotecnologie; chimica; energie alternative e rinnovabili; beni di consumo (agro industria, tessile,
pelletteria, abbigliamento, gioielleria, arredamento); logistica;
turismo (strutture e attrezzature alberghiere, progettazioni,
design).
consorzio granda export
Prove di dialogo con il brasile
“Il Brasile: una grande opportunità”. Questo il titolo dell’incontro
svoltosi mercoledì 27 maggio in Confindustria Cuneo, organizzato dall’associazione insieme al Consorzio Granda Export. Un
appuntamento che ha permesso di intavolare un primo importante discorso di collaborazione con la Camera Italo-brasiliana
di Commercio ed Industria di San Paolo, associazione che ha
circa 1000 soci tra le piccole, medie e grandi imprese e che
occupa un posto di rilievo tra le 70 camere italiane nel mondo,
una delle 10 più importanti. L’incontro, cui ha preso parte il presidente del Consorzio Granda Export, Andrea Oitana, ha permesso a Confindustria di gettare le basi per una prima missione
in terra brasiliana, proseguendo quel processo di internazionalizzazione che l’associazione sta sviluppando. “Il Brasile è uno
dei Paesi più emergenti dal punto di vista economico - afferma
il presidente Andrea Oitana -. Presto realizzeremo una missione
per dare sempre più ai nostri associati tutto l’appoggio per lo
sviluppo delle loro attività in Brasile e agli imprenditori brasiliani
le migliori opportunità di affari nell’interscambio con l’Italia”.
detto & fatto
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Seminario sul regime sanzionatorio
Si è svolto mercoledì 6 maggio, presso la sede di
Confindustria Cuneo, “Il regime sanzonatorio e la
gestione della criticità”, terzo appuntamento del “Ciclo
di incontri per lo sviluppo delle conoscenze base per
la gestione del personale”, organizzato dal Comitato
Piccola Industria in collaborazione con la Sezione
Terziario innovativo. Relatore dell’incontro è stato l’avvocato Roberto Bausardo, che ha analizzato cinque
punti fondamentali della gestione dei contratti di lavoro
e le diverse forme di retribuzione, ovvero: collaborazioni occasionali; associazione in partecipazione; utilizzo
di cooperative, appalti e subappalti; aspetti formali,
pratici e legali per interpretare al meglio il complesso
insieme dei rapporti di lavoro; analisi della giurisprudenza e casi pratici.
convegno sul recupero degli scarti
“Valorizzazione e recupero di scarti e di rifiuti agroalimentari: il ruolo delle biotecnologie e delle bioraffinerie”. È stato
questo il tema del convegno organizzato dal Politecnico di
Torino e tenutosi il 7 maggio scorso nella Sala della chiesa
di S.Stefano a Mondovì. L’evento è stato patrocinato da
Confindustria Cuneo, assieme a Unioncamere Piemonte,
Camera di commercio di Cuneo, Alps - Enterprise Europe
Network, Città di Mondovì.
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conclusi “aperitivi con il politecnico”
Con l’incontro “La prognostica: una nuova tecnica al
servizio della manutenzione intelligente di componenti e
sistemi”, lo scorso 19 maggio si è conclusa “Aperitivi con
il Politecnico”, la serie di cinque incontri organizzati presso
la propria sede da Confindustria Cuneo, in collaborazione
con il Politecnico di Torino. Il ciclo di appuntamenti, rivolto
a dirigenti ed imprenditori, ma anche ad un pubblico più
ampio, ha voluto essere un’occasione per avvicinare gli
attori coinvolti nella sfida della tecnologia e della società
della conoscenza, rendere partecipi piccole e medie
imprese agli sviluppi della tecnologia e trasferire e diffondere la cultura politecnica.
“quatt passa per cuni” con l’ucid
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Sotto la guida esperta di Giovanni Cerutti, si è tenuta giovedì 21 maggio “Quat pass per Cuni. Dal Rinascimento all’Ottocento passeggiata storica dentro la città”. L’iniziativa,
organizzata dall’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e
Dirigenti) sezione di Cuneo, e rivolta ai propri soci, amici
e simpatizzanti, ha previsto un percorso, della durata di
circa un’ora, che toccato gli angoli storici più importanti
della città: piazza Galimberti, il seicentesco campanile
del Duomo, l’antico porticato, i palazzi dei Conti Ferraris di
Celle, dei Lovera e quello di Paganino dal Pozzo, l’uomo
più ricco di Cuneo. È seguito un sobrio rinfresco per tutti i
partecipanti.
le applicazioni dei tecnopolimeri
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Lo scorso 29 maggio l’istituto Superiore “G. Vallauri” di
Fossano, in qualità di soggetto capofila del Polo formativo per la meccanica e le nuove tecnologie con l’utilizzo di materiali avanzati, ha organizzato, presso l’Aula
Magna della propria sede, una giornata tecnica dal tema
“Applicazioni industriali dei tecnopolimeri”. L’incontro,
condotto in collaborazione con la Dupont Italiana, ha
inteso presentare alcuni aspetti attuali dell’innovazione
tecnologica nell’ambito delle nanotecnologie e dei materiali avanzati.
Giugno 2009
confindustria notizie
15
confindustria. assemblea generale
“Abbassare la guardia è un errore”
Emma Marcegaglia: “Non bisogna farsi ingannare dai primi segnali di miglioramento”
due cuneesi in giunta nazionale
Confermato ernesto abbona, nuova nomina per mauro gola
Paesi avanzati - ha evidenziato -. L’unica via sostenibile
per difendere le prestazioni
previdenziali e reperire le
risorse per crescere è ritardare
il ritiro dal lavoro”.
APPELLO ALLE BANCHE La Marcegaglia ha riservato
una parte del suo intervento
anche al sistema creditizio:
“Le imprese sono schiacciate
tra la riduzione degli ordini
e la difficoltà di incasso dei
pagamenti. Non bisogna far
venir meno l’ossigeno del credito bancario. Chiedo a tutte
le banche che vivono con il
territorio di non abbandonare
le imprese in questi momenti
così difficili. Ci stiamo giocando il futuro del Paese. Da
imprenditori pretendiamo
che i banchieri tornino a fare
il loro mestiere: sostenere
l’economia che investe”.
INFRASTRUTTURE – “Per le
infrastrutture abbiamo apprezzato gli sforzi del ministro
Matteoli volti ad accelerare
i cantieri e riprogrammare le
risorse disponibili a favore
delle opere strategiche e di
quelle immediatamente realizzabili” - ha detto ancora la
Marcegaglia, che ha tuttavia
sottolineato come “nonostante gli annunci, dagli stessi
documenti ufficiali del governo, non risulta alcun aumento degli investimenti pubblici
nel 2009”.
RIFORMA CONTRATTI – La
Marcegaglia ha lanciato un
messaggio anche ai sindacati:
“Abbiamo fatto di tutto per
convincerla, ma la Cgil non
ha creduto in questo cambiamento. Abbiamo deciso
di andare avanti perché la
modernizzazione del Paese
non può arrestarsi di fronte
ai veti. La Cgil torni presto
a operare insieme a noi per
il bene del Paese. I fatti ci
daranno ragione”.
il nostro commento
piena consapevolezza della situazione
All’assemblea romana ha preso parte per Confindustria Cuneo,
Mauro Gola, presidente della Pmi: “Ho molto apprezzato la relazione di Emma Marcegaglia - afferma il presidente Gola - che ho trovato piena di spunti importanti per superare l’attuale crisi e che evidenza ciò che tutti, governo, banche e industriali, dobbiamo fare. In
particolare, mi hanno colpito i toni e la passione nella presentazione
della relazione, che denotano la piena consapevolezza del ruolo e
della sfida. Del tutto condivisibili anche le priorità indicate da Emma
Marcegaglia: la necessità di mantenere per le imprese, in questa
fase, tutti gli ammortizzatori sociali, utili anche per non disperdere, da
parte delle aziende, preziose professionalità; stimolare una maggiore disponibilità delle banche a erogare crediti, specie alle piccole e
medie imprese, oggi più che mai in sofferenza, anche al di là degli
accordi già intrapresi; avviare al più presto la fase di ‘cantierabilità’
delle grandi opere pubbliche, superando il Patto di stabilità.
Ernesto Abbona
Mauro Gola
. Incontro al vertice della tecnologia. Consumi ciclo urbano/extraurbano/misto (litri/100km): da 5,8/4,2/4,8 (318d) a 14,2/7,2/9,8 (335i xDrive). Emissioni CO2 (g/km): da 125 (318d) a 235 (335i xDrive).
Emma Marcegaglia
Ci sono anche due imprenditori cuneesi nella Giunta nazionale di Confindustria. A seguito dell’Assemblea
generale dello scorso 20 maggio, infatti, sono ora due gli esponenti di Confindustria Cuneo chiamati a far
parte del consesso che costituisce il “parlamento” nazionale degli industriali. Si tratta di Mauro Gola, vice
presidente della A&C Servizi srl di Cuneo e presidente del Comitato Piccola Industria, e di Ernesto Abbona,
presidente delle Cantine dei Marchesi di Barolo. Gola siederà per la prima volta in Giunta nazionale in rappresentanza delle territoriali piemontesi. “Cercherò di contribuire con impegno ed entusiasmo al lavoro di
Giunta con particolare attenzione alle politiche rivolte alla Pmi - dice con soddisfazione Mauro Gola -. Sento
in modo particolare la responsabilità di rappresentare gli imprenditori cuneesi e piemontesi nell’organismo
che traccia le linee generali dell’azione di Confindustria. Sono lieto che la mia nomina rappresenti anche
il riconoscimento del lavoro svolto dalla nostra territoriale”. Importante riconferma, invece, per Ernesto
Abbona, che in seno al parlamento degli industriali continuerà a rappresentare la Piccola Industria piemontese. “Essere riconfermato, specie in un momento come questo, rappresenta per me motivo di profonda
gratificazione personale - dichiara Ernesto Abbona -. Io credo che in particolare i miei colleghi abbiano
gradito l’iniziativa che ho portato avanti circa la deducibilità delle spese di rappresentanza”.
BMW Financial Services: la più avanzata realtà nei servizi finanziari. BMW e
“Ci troviamo nel mezzo di
una crisi violentissima che
sta mettendo e metterà a dura
prova le capacità di tenuta
delle imprese e delle istituzioni. La reazione all’emergenza
è stata vigorosa ma sarebbe
un errore abbassare la guardia”. Ha aperto così la propria
relazione Emma Marcegaglia,
presidente degli industriali
italiani, nel corso dell’assemblea generale di Confindustria
al Parco della Musica di Roma
svoltasi giovedì 21 maggio
alla presenza di un migliaio di
imprenditori, politici ed esponenti delle istituzioni. “Sono
previsti segnali di miglioramento entro la fine di quest’anno ma non illudiamoci:
la politica economica deve
ancora fare la sua parte”.
RIFORME – Presenti in prima
fila le più alte cariche del
Governo, tra cui il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, verso il quale la
Marcegaglia si è più volte
rivolta: “La crisi non può
essere l’alibi per non fare le
riforme di cui abbiamo bisogno. Il Governo gode di un
ampio consenso, lo usi per le
riforme che sono necessarie”.
MOTORI Di CRESCITA Prepararsi alla crescita che
verrà, vuol dire individuare
quali saranno i motori dello
sviluppo. Lo sa bene la numero uno degli industriali: “La
spinta potrà venire dall’innovazione tecnologica, in particolare da quella dei prodotti
per l’energia e per l’ambiente,
e dalla maggiore integrazione nell’economia mondiale
dei paesi emergenti - ha sottolineato Marcegaglia -. Il
mondo avanzato deve anche
mobilitare ingenti capitali,
pubblici e privati, da investire
su base multilaterale nei paesi
in via di sviluppo per l’educazione, le infrastrutture sanitarie e di gestione dell’acqua, la
comunicazione, il trasporto e
la valorizzazione delle risorse
naturali, fornendo tecnologia
e impianti”.
ETà PENSIONABILE - Il presidente degli industriali ha poi
parlato di riforma previdenziale: “Siamo il Paese con la
spesa sociale più squilibrata a
favore delle pensioni, per le
quali spendiamo quasi il 16%
del Pil, contro il 9,5% dei
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Giugno 2009
16
ance. stati generali
confindustria notizie
sinergie. università e impresa
“Serve più coraggio L’edilizia ha bisogno
con chi non ascolta” anche di economisti
Filippo Monge
Il presidente
dei costruttori
cuneesi Filppo
Monge chiede
più attenzione
al Governo per
il settore edile
di pagare il prezzo più alto di
questa crisi”.
Nel corso del proprio intervento Buzzetti ha illustrato il
piano di rilancio del settore,
facendo a più riprese ampi
riferimenti al piano di housing sociale (il primo piano
casa pre-annunciato nell’ambito del programma elettorale dell’attuale Governo e
poi varato nell’ambito della
manovra economica della
scorsa estate con il decreto
legge 112 del 2008. Il piano
prevede varie linee di intervento tra cui: programmi
integrati per la locazione e la
proprietà, interventi di edilizia sovvenzionata, intervento
tramite il sistema integrato
dei fondi): “Attuare il piano
- ha dichiarato - rappresenta una priorità irrinunciabile
per il Paese e l’imperativo
deve essere fare presto. Al
tempo stesso però, non bisogna dimenticare che il piano
fa parte di una serie di impegni presi dall’esecutivo, come
il finanziamento delle grandi opere, la riqualificazione
delle scuole e il piano di
rilancio dell’edilizia, sicuramente importanti ma rimasti
solo sulla carta”. Il provvedimento del governo si basa sul
concorso di risorse pubbliche
e private, in modo da garantire una prima risposta al problema della casa e un processo di rinnovamento urbano.
Ma per Buzzetti, al momento,
il comparto è “ad uno stallo
totale” a causa della mancata approvazione degli atti
di legge necessari a varare il
programma. Per il presidente dell’Ance Cuneo Filippo
Monge, “il piano è positivo, l’importante è togliere la
pesante clausola del massimo
ribasso, considerando che
tutti gli appalti sono ormai
superiori al milione di euro.
Un fatto va comunque sottolineato - conclude Monge
-: urge più coraggio, da parte
del Governo, per rilanciare l’edilizia. Il nostro settore
soffre, e credo che per almeno due anni non riusciremo
a vedere la luce in fondo al
tunnel”.
di Gilberto Manfrin
assemblea annuale
invitato il presidente della provincia
Si svolgerà il prossimo 18 giugno alle 16, in Unione
Industriale, l’assemblea annuale di Ance Cuneo.
All’appuntamento è annunciata la presenza del nuovo
presidente della Provincia di Cuneo o, in caso di ballottaggio, dei due candidati per la vittoria finale, per
un primo incontro con i rappresentanti degli edili della
Granda. L’assemblea si aprirà con la relazione del
presidente di Ance Cuneo, Filippo Monge; seguiranno
gli interventi del presidente della Cassa Edile, Matteo
Quaglia e dell’Ente Scuola Edile, Giulio Barberis.
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“Ho deciso volontariamente
di non partecipare agli Stati
generali dell’Ance dello
scorso 14 maggio a Roma
perché ritengo sia superata la
strategia dell’assemblearismo.
D’altronde, non ho condiviso sin dal principio l’idea di
convocare gli Stati generali:
ritengo infatti che tocchi alle
associazioni territoriali far
sentire la voce della nostra
categoria”. È questa la posizione del presidente di Ance
Cuneo, Filippo Monge, in
merito alla convocazione
degli Stati Generali degli
edili, in cui le organizzazioni imprenditoriali e sindacali
della filiera delle costruzioni
si sono riunite e hanno chiesto ad una sola voce regole
certe e, allo stesso tempo,
hanno proposto al Governo e
alla politica misure per uscire
dalla crisi e a sostegno della
legalità e della qualità del
costruire in Italia.
La scelta di non partecipare
all’incontro era stata decisa
da tempo dal presidente degli
edili cuneesi: “La nostra associazione ha mantenuto comportamenti troppo tiepidi in
passato per poter far sentire
ora la propria voce. In questa
situazione di conclamata e
generale difficoltà economica è più difficile farsi ascoltare. Da tempo non condivido
più questa strategia: è ora
di essere meno tiepidi con
chi da tempo non ascolta
le necessità di una categoria
che rischia di perdere oggi
250.000 lavoratori”.
Chiaro il riferimento alle
parole del presidente nazionale Paolo Buzzetti, che dal
palco degli Stati generali,
intervenendo nel suo discorso, ha lanciato l’allarme
occupazione: “In un momento particolarmente grave per
il nostro settore - ha affermato da Roma - sono necessarie
scelte ed interventi urgenti ed efficaci a sostegno di
migliaia di imprese e milioni
di lavoratori che rischiano
Non di soli architetti
vivrà l’Ance, ma anche di
economisti. La conferma
giunge dalla facoltà di economia sede di Cuneo, dove
il presidente degli edili
cuneesi, Filippo Monge, ha
recentemente incontrato
gli studenti. Un incontro
promosso per sviluppare
un’azione informativa verso i
giovani sul settore dell’edilizia
e per sensibilizzarli ad
intraprendere la carriera
lavorativa nelle imprese
di costruzioni. Ospite del
coordinatore della facoltà
di Economia, Giuseppe
Tardivo, il presidente di Ance
Cuneo ha visitato l’ateneo
e incontrato un numeroso
gruppo di universitari.
L’incontro è stato l’occasione
per illustrare ai giovani
l’attività svolta dall’Ance e,
più in generale, il complesso
e articolato mondo delle
costruzioni. È stato quindi
tracciato il percorso seguito
nel tempo dalle imprese edili,
a livello sia organizzativo
che produttivo, per adeguarsi
alle mutate esigenze del
mercato. Nel corso della
visita si è evidenziato come
in azienda, oltre alle classiche
figure tecniche di geometra
o di ingegnere, assumano
adeguato rilievo anche profili
professionali in ambito
economico-finanziario. “Ho
fatto presente ai ragazzi ha affermato il presidente
Monge - che sono sempre
più in crescita coloro
che frequentano corsi di
economia e concretizzano la
loro vita lavorativa nel campo
dell’edilizia”. Monge, per
conto dell’associazione, ha
dato la sua piena disponibilità
ad ospitare studenti tramite
stages aziendali presso imprese
del settore, prospettando la
possibilità di istituire per la
facoltà un premio per una
tesi di laurea inerente il
settore delle costruzioni.
L’incontro ha suscitato il
vivo interesse degli studenti
che hanno avuto così modo
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di conoscere meglio il
settore dell’edilizia. “Ritengo
che nei sistemi territoriali
d’eccellenza l’impresa debba
costantemente fare sinergia
con il mondo universitario ha conlcuso Monge al termine
della visita - Ringrazio
il professor Tardivo per la
disponibilità e la sensibilità
dimostrate verso il settore
dell’edilizia”.
Sono in aumento
gli studenti
di Economia che
trovano lavoro
nel settore edile
per le esigenze
del mercato
progetto. “casaclima”
Il risparmio
energetico nel
settore edile
Il settore edile affronta oggi
una crisi molto importante
che richiede qualità e capacità professionali per riattivare il mercato. Se fino
ad oggi è stato possibile
costruire senza tenere in
considerazione le tematiche
ambientali ed energetiche,
oggi sappiamo che questo
non sarà più perseguibile in
futuro. L’efficienza energetica è la via da seguire per
offrire una maggiore qualità,
maggior comfort e minori
costi di gestione, ma è anche
la via che conduce al risparmio di Co2, obiettivo fondamentale per il nostro paese
e per la comunità internazionale. In un momento di
forte crisi normativa, il progetto CasaClima è divenuto sinonimo di edilizia ad
alto risparmio energetico e
di un modo di abitare sano,
per coniugare risparmio,
benessere abitativo e sostenibilità. I rappresentanti di
CasaClima e alcune imprese delle province di Asti,
Alessandria e Cuneo, si
sono dati appuntamento lo
scorso 19 maggio a Nizza
Monferrato per il convegno
organizzato dall’associazione
Archinnova dal titolo “Casa
clima in Piemonte” per dare
una risposta significativa
al tema della certificazione
e della qualità edilizia. Al
convegno sono intervenuti
imprenditori edili e professionisti che hanno scelto in
forma volontaria di impiegare il sistema CasaClima di
Bolzano per la certificazione
del proprio operato. Il sistema Alto Atesino è riconosciuto a livello internazionale per essere stato tra i primi
a creare uno strumento di
tutela del clima e al contempo un modo per rilanciare
la qualità delle imprese e
dei professionisti, tutelando
il cittadino e il territorio.
Il sistema Alto
Atesino è noto
in tutto il mondo
per aver saputo
coniugare energia
ed ambiente
Grazie a CasaClima infatti,
circa 1000 case certificate
hanno contribuito alla riduzione di 3 milioni di litri
di gasolio e di 6.000 tonnellate di Co2 risparmiate
ogni anno. Il convegno si
è chiuso con un dibattito
con le imprese e le autorità
locali: sono intervenuti tra
gli altri Norbert Lantschner,
ideatore di CasaClima,
Paolo Barberis della Franco
Barberis Costruzioni di Alba
e Filippo Monge, presidente
Ance Cuneo: “Sono molto
attento all’argomento dell’innovazione e della ricerca
nel settore dell’edilizia - afferma il presidente degli edili
cuneesi -, però attenzione
ad inquadrare bene l’obiettivo degli interventi che si
vanno a proporre, per fare in
modo che il mercato recepisca la novità”. Il progetto
CasaClima è stato nominato tra i dieci finalisti degli
Awards See (Sustainable
Energy Europe) sull’energia
rinnovabile, gli Oscar che
Bruxelles assegna annualmente a chi si è distinto in
questo settore.
Giugno 2009
confindustria notizie
17
cassa edile. premio fedeltà 2009
“La sicurezza arriva dall’esperienza”
Nel suo intervento alla festa annuale, il neo presidente Matteo Quaglia ha chiesto
ai 69 lavoratori premiati di essere “docenti sul campo” per i loro colleghi più giovani
di Silvia Marra
Sono stati 69 i lavoratori del
settore edile con sede nella
Granda che, sabato 23 maggio, presso il Cinema Teatro
Don Bosco di Cuneo, hanno
ritirato il Premio fedeltà per
i 25 e 30 anni di attività,
in occasione dell’annuale
momento di festa della Cassa
Edile di Cuneo.
Ai 22 lavoratori, impegnati da
25 anni sono stati consegnati
un attestato e una somma di
1.000 euro, mentre i 47 lavoratori che hanno maturato
un’anzianità professionale di
30 anni hanno ricevuto un
diploma, una medaglia d’oro
e 1.500 euro.
“È stato un bel momento di
festa - afferma Matteo Quaglia,
presidente della Cassa Edile di
Cuneo - dove tutti i premiati
sono apparsi felici e soddisfatti. L’evento ha funto da lenimento al periodo di difficoltà
che stiamo attraversando ed
ha dato l’opportunità di fare
un augurio a tutti coloro che
lavorano nell’edilizia, di poter
raggiungere il traguardo dei
25 e 30 anni. Nella giornata
si è parlato anche di sicurezza
nell’ambiente di lavoro. Dal
2005 al 2008 gli incidenti si
sono quasi dimezzati, un risultato davvero positivo. Per far
sì che questo migliori ulteriormente abbiamo chiesto ai
festeggiati di essere ‘docenti
sul campo’ per i loro colleghi,
poichè la sicurezza non va
delegata, ma deve partire da
ciascuno di noi”.
Il Premio Fedeltà per 30
anni, anche non consecutivi,
è nato nel 1967 e da allora
gli amministratori della Cassa
edile promuovono cerimonie
ufficiali. Al 2008 sono stati
erogati 1.568 premi ad altrettanti lavoratori edili. È datato
al 2004, invece, il Premio
fedeltà per i 25 anni che ha
consegnato, in quattro anni,
173 premi.
La Cassa Edile è l’Ente
Paritetico del settore edile ed
è presente in ogni capoluogo
di provincia su tutto il territorio nazionale. È seconda in
Piemonte dopo Torino e rientra tra le 20 più grandi Casse
Edili d’Italia. Vi aderiscono
1.650 imprese: 271 industriali, 1.359 artigiane, 21 del
settore cooperativo che rappresentano 6.511 operai con
una massa salari denunciata
nel periodo ottobre 2007/settembre 2008 di 91.898.000
euro. Nello stesso periodo la
Cassa cuneese ha incassato
22.847.000 euro a titolo di
accantonamenti, contributi
e quote di servizio; ha erogato 1.819 prestazioni per
1.137.000 euro; ha rimborsato 5.538 eventi per 713.339
euro alle imprese per integrazione di malattia e infortunio;
ha effettuato 15.680 erogazioni di gratifica natalizia e
ferie per 13.327.000 euro: ha
effettuato 5.599 erogazioni di
anzianità professionale edile
per 3.605.000 euro.
Dal gennaio 2006 la Cassa
Edile è deputata a rilasciare
il Durc, ossia il Documento
Unico
di
Regolarità
Contributiva che, sulla base
di un’unica richiesta, attesta
contestualmente la regolaritaà di un’impresa per quanto
concerne gli adempimenti
Inps, Inail e Cassa Edili.
ente scuola edile
i lavoratori con 25 anni di attività
Ignazio Attinà (Bergese Costruzioni s.a.s.), Claudio Bagnis (Devi di
Degioanni Mario & C. s.n.c.), Valter Borgna (Asfalti Savigliano s.r.l.),
Giovanni Chiardola (Preve Costruzioni s.p.a.), Michelangelo Chiavassa
(Beton s.p.a.), Osvaldo Giuseppe Favole (Somoter s.r.l.), Pietro Franco
(Alpi Costruzioni s.r.l. di Degioanni Sergio & figli), Francesco Galati
(Costruzioni Rava s.r.l.), Daniele Gallesio (Balaclava s.r.l.), Michele
Giuliano (Tallone Danilo), Antonio Graziano (Frambiglio Fiorenzo),
Severio Grussu (F.P. Beton s.r.l.), Enrico Lepore (Lepore Mauro), Mario
Angelo Lovera (Co.Edil s.a.s. di Comba Fernanda & C.), Aldo Mattone
(Parola Geom. Mario), Vincenzo Reolfi (Balaclava s.r.l.), Roberto
Rivoira (Cogibit s.r.l.), Antonio Sampò (Fenoglio F.lli di Fenoglio Danilo &
C. s.n.c.), Salvatore Savoca (Edilnord Costruzioni s.r.l.), Giovanni Torta
(Negro F.lli s.n.c. Escavazioni), Giovanni Turco (Giuggia Costruzioni s.r.l.)
Dario Viale (S.a.c.a.i.m. s.p.a.)
i lavoratori con 30 anni di attività
Il presidente dellla Cassa Edile Matteo Quaglia durante il suo intervento
Da sinistra: il direttore delal cassa Edile Silvana Barberis, i due vice presidenti Francesco Forleza (Uil) e Diego Fenoglio (Confartigianato)
RIVAROSSA
T E A M
ODONTOIATRIA
SPECIALISTICA
Anche quest’anno la Scuola Edile di Cuneo, nell’ambito del concorso “Progettare e lavorare in sicurezza” ha premiato gli studenti
che si sono distinti per l’attenzione, la sensibilità ed il profitto sui temi
legati alla sicurezza nei cantieri. Gli alunni a cui venerdì 15 maggio
è stato conferito il premio sono stati 23. Alla premiazione hanno
partecipato, oltre agli allievi premiati, i docenti ed i presidi degli
Istituti per Geometri, il presidente della Scuola Edile Giulio Barberis, il
vice presidente Pasquale Stroppiana, i rappresenti delle parti sociali
(Sezione Costruttori Edili dell’Unione Industriale, Confartigianato
Cuneo, Feneal/Uil, Filca/Cisl e Fillea/Cgil) Aldo Mondino in rappresentanza della Provincia e Marco Dalmasso della Direzione
Provinciale del Lavoro. L’attività di promozione e sensibilizzazione
sulla sicurezza ha interessato 20 classi (10 quarte e 10 quinte) e 414
studenti (205 di quarta e 209 di quinta) degli Istituti per Geometri di
Bra, Ceva, Cuneo, Mondovì e Savigliano. La prova del concorso
è stata sostenuta dai 209 ragazzi di quinta successivamente alle
attività di orientamento al settore e di sensibilizzazione e formazione
sulla sicurezza proposte ai ragazzi dalla Scuola Edile.
Livio Allietta (Verna Remo Maurilio & C. s.a.s), Ernesto Arduino (Edilroero
di Geom. Adriano & C. s.n.c.), Antonio Barra (Crespo Massimo),
Massimo Bergadano (Ferrero Bernardino), Sergio Biamonte (Rinaudo &
Margaria s.n.c.) Tommasino Boarino (Costruire s.r.l.), Luigi Boffa (Ferrero
Attilio Costruzioni s.p.a), Nicola Cagna (Negro F.lli s.n.c. Escavazioni),
Guido Caputo (Negro F.lli s.n.c. Escavazioni), Piero Angelo Cardellina
(Milanesio Costruzioni s.r.l.), Giuseppe Casale (Costruzioni Gullino
Domenico e figli s.n.c.), Giuseppe Castagna (Lenta s.r.l.), Cesano
Giacomino (Verna Remo Maurilio & C. s.a.s.), Valter Chesta (Girardi
s.n.c.), Franco Chino (Impresa Edile Dutto di Dutto Paolo & C. s.n.c.),
Luciano Comino (Interstrade s.p.a.), Piermario Dalmasso (Chiabò Livio
Costruzioni s.n.c. di Chiabò Ivana & C.) Armando Dedominici (Asfalti
Savigliano s.r.l.), Leonardo Di Maggio (Ing. Prunotto s.p.a.), Aldo Lorenzo
Durbano (Comba Claudio), Armando Ellena (Alasia Costruzioni s.n.c.),
Osvaldo Ellena (Cogibit s.r.l.), Angelo Bartolomeo Fenoglio (Edilvetta
s.a.s. di Bellino L. & C.), Raffaele Fonte (Edilcrea s.n.c. di Gosso Geom.
Aldo), Carmelo Franco (Demaria Silvano), Alfredo Gavotto (Biscia
Costruzioni s.r.l), Sergio Gelso (Verna Remo Maurilio & C. s.a.s.), Bruno
Lorusso (G.m.g. Costruzioni s.r.l.), Serafino Lubello (Lovera & Aime s.a.s.),
Gilberto Maccario (Climaci Antonio), Renato Manassero (Tomatis s.r.l.),
Domenico Mandrile (La Passatore Costruzioni s.r.l), Giancarlo Marsilio,
(Ferrero Attilio Costruzioni s.p.a.), Luciano Mattone (Somoter s.r.l.),
Felice Murgolo (Piesse Costruzioni s.r.l.), Giuseppe Paciello (Rabellino
Edoardo & C. s.a.s.), Antonio Panero (Impresa Edile Giaccardi s.n.c.
di Giaccardi Luciano & C.), Michele Pasculli (Hasani Sinan), Giovanni
Pipoletto (Sa.Ma. Ingegneria s.r.l.), Bartolomeo Pistone (S.a.m. s.p.a.),
Franco Pittavino
(Preve Costruzioni s.p.a.), Cosimo Raffo (Emmegi
Costruzioni s.r.l.), Lorenzo Rittano (S.c.s. s.n.c di Sanino Calcagno
Sigismondi), Francesco Rizzuti (Girardi s.n.c.), Marco Saltetto (Verna
Guido s.r.l.), Oreste Scavino (Marengo Giuseppe s.n.c. e figlio Geom.
Franco), Pasquale Zicaro (Itinera s.p.a).
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Giugno 2009
18
tesi di laurea/1. confindustria e ance
Bando per laureandi
del Poli di Mondovì
La Confindustria Cuneo e la Sezione
costruttori edili dell’Ance di Cuneo istituiscono dei premi di laurea con lo scopo
di incentivare la ricerca e l’innovazione
tecnologica nei settori industriali e delle
costruzioni. I premi verranno assegnati a
tesi di Laurea di 2° livello in Architettura
e Ingegneria della sede di Mondovì del
Politecnico di Torino discusse nelle sessioni da maggio 2009 a maggio 2010 comprese, con voto finale non inferiore a
95/110. Sono messi a disposizione 7 premi
del valore di 1.500 euro ciascuno (6 premi
Confindustria Cuneo per tesi su argomenti
che trattino i seguenti temi: nuovi imballaggi ecosostenibili e intelligenti; rintracciabilità alimenti; gestione risorse idriche;
impianti fotovoltaici; il processo produttivo
industriale; sicurezza; qualità dell’ambiente
esterno; ambiente; un premio Ance Cuneo
sul tema “Normativa italiana e politiche
comunitarie in materia di risparmio energetico nell’edilizia. Scenari di sostenibilità
attraverso l’analisi di casi studio”).
I laureati interessati devono presentare
un’apposita domanda presso la Segreteria
Studenti di Mondovì del politecnico di
Torino, via Cottolengo, 29, Mondovì,
entro e non oltre il 28 maggio 2010 allegando una copia della tesi di laurea.
L’elenco dei prescelti sarà affisso nella
bacheca dell’Atrio Ferrini della sede di
Mondovì del Politecnico di Torino e presso la sede di Confindustria Cuneo entro
il 21 giugno 2010 e sarà inoltre pubblicato sul sito internet del Politecnico e di
Confindustria.
La consegna dei premi si svolgerà nel
mese di luglio 2010 nella Sala lauree del
Vescovado in Mondovì Piazza. Durante la
stessa è prevista da parte dei vincitori una
breve presentazione del lavoro volto.
tesi di laurea/2. provincia e confindustria
Premi per gli studenti
universitari cuneesi
La Provincia di Cuneo ha indetto un concorso per l’assegnazione di 38 premi destinati a tesi di laurea aventi ad oggetto
tematiche economiche e sociali, argomenti
storici, tecnici, artistici e socio-sanitari concernenti la Granda. Della rosa dei 20 enti
assegnatari fanno parte la Confindustria
di Cuneo (unica associazione di categoari provinciale a finanziare l’iniziativa), i
Comuni di Cuneo, Alba, Dronero, Moretta,
Bra, Fossano, Mondovì e Boves, l’Istituto Storico della Resistenza, la Diocesi di
Cuneo - Biblioteca Diocesana, la Diocesi di
Saluzzo, il Museo Diocesano della Diocesi
di Alba, l’Unione Sindacale Cisl, la Cgil, la
Camera del Lavoro Territoriale di Cuneo,
la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo,
l’Associazione Pro Natura onlus, l’Ente
Turismo Alba Bra Langhe e Roero e l’associazione culturale Antonella Salvatico.
Nell’intento di favorire studi e ricerche su
diversi aspetti del territorio, il bando pre-
vede premi da 400 euro ciascuno per tesi di
laurea triennale e di alta formazione artistica o musicale. Saranno inoltre assegnati
contributi da 800 euro ciascuno per tesi
di laurea specialistica, dottorati di ricerca,
master di primo o secondo livello o corsi
di specializzazione post-universitari. Per i
lavori non premiati, ma tuttavia giudicati
di particolare interesse, è prevista la cessione dietro compenso a titolo di rimborso
spese per l’inserimento nelle biblioteche per
la pubblica consultazione. Le assegnazioni
saranno decise da un’apposita commissione
giudicatrice composta da rappresentanti ed
esperti designati da ciascun ente.
Le domande di partecipazione dovranno
pervenire, entro le ore 12 del 17 giugno, al
settore Cultura della Provincia, in via XX
Settembre, a Cuneo. I moduli sono reperibili sul sito internet www.provincia.cuneo.
it/servizi_amministrativi alla voce “Premi
di studio”.
confindustria notizie
i corsi di formazione di giugno
CORSO “COME EFFETTUARE IL CHECK UP GESTIONALE DELL’AZIENDA”
4,5 giugno h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
Le giornate di formazione sono rivolte a imprenditori e dirigenti di azienda che hanno la
responsabilità di organizzare e gestire l’azienda, ovvero settori o parti di essa; operatori aziendali con il compito di relazionare al titolare o al management sulle opportunità di miglioramento gestionale; neo imprenditori o aspiranti tali; giovani destinati a guidare l’azienda di
famiglia. Lo scopo del corso è quello di trasmettere le competenze per verificare l’efficienza e
la correttezza della gestione di una piccola e media impresa, sia a livello organizzativo, che a
livello di contabilità e controllo direzionali.
CORSO RAPPRESENTANTI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
4,11,18,25 giugno, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
Il corso, rivolto ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza si propone di fornire ai
partecipanti le conoscenze di base per lo svolgimento dei compiti previsti a carico del
Rappresentante, il quadro normativo in materia di sicurezza, le responsabilità della figura dell’Rls, il ruolo dell’organismo paritetico provinciale.
CORSO DI AGGIORNAMENTO PRONTO SOCCORSO AZIENDE GRUPPO A
11 Giugno, h.9-13/14-16 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
I corsi hanno la finalità di fornire le conoscenze e le capacità operative di base necessarie per
l’attuazione degli interventi di primo soccorso in caso di infortunio sul lavoro (art. 3, comma
3, d.m. 388/2003) e sono rivolti agli operatori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso
(designati ai sensi del D.Lgs. 81/2008 - d.m. 388/2003) in aziende o unità produttive classificate
nella tipologie di gruppo A ai sensi dell’art. 1 del d.m. 388/2003.
CORSO “L’INTELLIGENZA AGONISTICA”
12 giugno, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
Il corso è rivolto ai dirigenti e titolari di azienda e la finalità del corso sarà quella di permettere ai
partecipanti di sviluppare la propria intelligenza agonistica al pari di un campione dello sport.
In un mondo di costante cambiamento, infatti, il buon professionista è colui che è in grado di
affrontare, prevedere e superare con efficienza ed efficacia le continue sfide giornaliere.
CORSO “LA GESTIONE DEGLI ACQUISTI PER ESERE COMPETITIVI”
18,19 giugno, h. 9-13/14-18 –Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
Le giornate, che mirano ad aggiornare e fornire le metodologie e le tecniche strutturate
per l’approvvigionamento, si rivolgono ad acquisitori e a tutti coloro che sono coinvolti nella
gestione degli approvvigionamenti e nel contatto con i fornitori.
CORSO DI AGGIORNAMENTO PRONTO SOCCORSO AZIENDE GRUPPO B E C
18 giugno, h. 9-13 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
I corsi hanno la finalità di fornire le conoscenze e le capacità operative di base necessarie per
l’attuazione degli interventi di primo soccorso in caso di infortunio sul lavoro (art. 3, comma
3, d.m. 388/2003) e sono rivolti agli operatori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso
(designati ai sensi del D.Lgs. 81/2008 - d.m 388/2003) in aziende o unità produttive classificate
nella tipologie di gruppo B e C ai sensi dell’art. 1 del d.m. 388/2003.
CORSO “IL BILANCIO DELLE COMPETENZE”
22 giugno, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
Il corso, destinato ai responsabili Risorse umane, manager e dirigenti, ha l’obiettivo di introdurre i partecipanti alle procedure di analisi delle competenze dei professionisti operanti in
ambito aziendale. Saranno proposti strumenti di valutazione utilizzabili anche da coloro che
non hanno una formazione psicologica e non sono abilitati all’utilizzo di test. A fine giornata
ciascun partecipante avrà redatto il proprio bilancio di competenze.
CORSO BASE DI PRONTO SOCCORSO AZIENDE B E C
22 giugno, h. 9-13/14-18, 23/6 h. 9-13 la seconda giornata – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
I corsi hanno la finalità di fornire le conoscenze e le capacità operative di base necessarie per
l’attuazione degli interventi di primo soccorso in caso di infortunio sul lavoro (art. 3, comma
3, d.m. 388/2003) e sono rivolti agli operatori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso
(designati ai sensi del D.Lgs. 81/2008 - d.m. 388/2003) in aziende o unità produttive classificate
nella tipologie di gruppo B e C ai sensi dell’art. 1 del d.m. 388/2003.
CORSO ADDETTI ALLA GUIDA DEI CARRELLI ELEVATORI
24 giugno, h. 9-13/14-18 - Cfrm Merlo, via Nazionale 9, S. Defendente di Cervasca
Rivolto agli addetti alla guida dei carrelli elevatori, il corso la finalità di fornire le conoscenze
e le capacità operative di base per il corretto impiego dei carrelli elevatori nel rispetto delle
specifiche prescrizioni di sicurezza.
CORSO “IL RUOLO DEL CAPO IN PRODUZIONE”
24,25,26 giugno, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
Il corso è indicato a responsabili di officina, di produzione, responsabili di reparto, capi turno a
tutti coloro che devono confrontarsi con la gestione di macchine, materiali e uomini in realtà
complesse. La lezione persegue la finalità di completare la propria competenza tecnica e
gestionale ed approfondire il proprio ruolo di gestore di costi e risorse finalizzato al raggiungimento di risultati misurabili
CORSO PER PREPOSTI
25 giugno, h. 9-13/14-18 – Confindustria Alba, corso Nino Bixio 58/2
I corsi sono rivolti a tutti coloro che sovrintendono all’attività lavorativa e garantiscono l’attuazione delle direttive ricevute (preposti) e perseguono le seguenti finalità: fornire ai preposti la
necessaria formazione/informazione in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro; fornire
una conoscenza sui fattori di rischio e sulla valutazione dei rischi; informare i preposti sulle
proprie responsabilità in materia di igiene e sicurezza sul lavoro; assolvere gli obblighi normativi
previsti dal D.lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza); fornire le basi in tema di comunicazione e relazione con i collaboratori per gestire al meglio il proprio ruolo di “capo”.
CORSO LA GESTIONE DELLA CRISI
26 giugno, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
dei Fratelli Rosso Costanzo e Marco s .n.c
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La lezione, destinata a dirigenti, titolari e lati livelli, si prefigge l’obiettivo di individuare le componenti logiche indispensabili per superare un momento di crisi professionale, utilizzando gli
stessi principi psicologici strutturati in ambito sportivo per la gestione della sconfitta nello sport
ad alto livello. Anche l’azienda, come l’atleta o la squadra sportiva può uscire da situazioni di
crisi ed essere più forte di prima: questo avviene ogni volta che si riesce a trasformare i limiti in
possibilità di miglioramento.
CORSO PREVENZIONE INCENDI RISCHIO MEDIO
29 giugno, h. 9-13/14-18 – Confindustria Cuneo, corso Dante, 51
I corsi hanno la finalità di fornire ai partecipanti le conoscenze di base per lo svolgimento dei
compiti previsti a carico dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi (attività a rischio di
incendio medio), attraverso l’erogazione dei contenuti previsti Artt. 21 e 22 del Dlgs. 81/08 e
art. 7 del d.m. 10 marzo 1998. I corsi sono rivolti ai lavoratori incaricati di attuare le misure di
prevenzione incendi in luoghi di lavoro classificati a livello di rischio di incendio medio.
Come partecipare - Contattare l’Ufficio Formazione di Confindustria Cuneo (telefono:
0171/455.532/425/424 - fax: 0171/697.544 – mail: [email protected]). Verrà fornita la
Scheda Tecnica del Corso, un Modulo di partecipazione e segnalato se il corso beneficia del
contributo erogato dalla Camera di commercio. Su richiesta i corsi si possono tenere anche
presso l’azienda.
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INT 2009
Giugno 2009
20
aziende e imprenditori
editel. 1° premio nazionale “In/arch-ance”
Vittoria grazie al lavoro di squadra
Ad essere premiata è stata la qualità dell’architettura intesa come frutto e risultato
di un processo che vede coinvolti diversi soggetti: committente, progettista e impresa
di Sonia Pellegrino
“Il premio ricevuto ci riempie di orgoglio sia per la rilevanza in ambito nazionale,
sia perché finalmente viene
riconosciuto il ruolo dell’impresa quale attore principale,
al pari di committenza e progettisti, nella realizzazione
dell’opera”. Con parole di
giusta e compiaciuta soddisfazione, Giancarlo Bellino,
presidente dell’Editel spa,
ha salutato la consegna di
un ambito riconoscimento.
L’impresa di costruzioni di
Nucetto ha, infatti, ricevuto il premio nazionale “In/
Arch-Ance” per l’intervento
di riqualificazione edilizia,
finalizzato al recupero dell’Edificio Ico delle ex industrie Olivetti a Ivrea e destinato a sede degli uffici di
Vodafone Italia. Progettata
da Dante O. Benini &
Partners, Studio Giacopelli
Architetti e Diaspro srl e realizzata proprio dalla Editel, la
sede Vodafone di Ivrea è stata
selezionata tra 120 opere e
ha meritato il primo premio
nella categoria “interventi di
riqualificazione edilizia”.
Lo scorso 26 maggio, nel
corso della cerimonia di
premiazione che si è svolta
presso la Fondazione Arnaldo
Pomodoro, il presidente
Bellino, insieme all’amministratore delegato PierFelice
Gazzano, al direttore di cantiere, Massimiliano Peruzzi,
e al capocantiere Emanuele
Rizzo, ha ricevuto, direttamente dalle mani del presidente In/Arch, Adolfo
Guzzini, e del presidente
nazionale dell’Ance, Paolo
Buzzetti, il riconoscimento
nazionale. Ad essere premiata
è stata la qualità dell’architettura, non intesa puramente
come esito dell’estro creativo
dell’architetto, ma come frutto e risultato di un processo
che vede coinvolti diversi
soggetti. Perciò il premio è
stato assegnato ai tre soggetti
che hanno permesso la realizzazione dell’opera: committente, progettista e impresa.
“L’intervento da noi realizzato sul fabbricato Ico Centrale
si presentava alquanto complesso sia per tipologia, si
trattava del restauro e del
recupero
dell’involucro
esterno, con contestuale
realizzazione dei nuovi spazi
interni (mensa, call center, uffici, locali ad elevato contenuto tecnologico),
sia per l’importo della commessa (13.000.000 di euro)
ma soprattutto per il ridotto tempo a disposizione (15
mesi da luglio 2005 a settembre 2006) - spiegano i vertici dell’azienda di Nucetto
-. Grazie alla professionalità,
all’impegno e alla voglia di
lavorare, caratteristica questa
fondamentale per un’azienda
situata in un piccolo paese
della provincia di Cuneo,
che per sopravvivere deve
spingersi quotidianamente a centinaia di chilometri
di distanza, ed alle sinergie
create con committenza,
progettisti e direttori lavori,
siamo riusciti a raggiungere
un traguardo che inizialmente sembrava impossibile. Ci
sembra doveroso ringraziare
quanti hanno collaborato
con noi al raggiungimento
dell’obiettivo e l’In/Arch e
l’Ance che ci hanno assegnato questo ambito riconoscimento”.
RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA
Sopra: il progetto vincitore, la
nuova sede Vodafone a Ivrea.
A destra: il presidente dell’Editel
Giancarlo Bellino (primo a sinistra)
ritira il premio dalla giuria, presieduta dall’artista Arnaldo Pomodoro,
che ha visto la partecipazione oltre
che del presidente dell’In/Arch,
Guzzini e del presidente Ance,
Buzzetti, anche del presidente dei
Giovani Costruttori Ance, Simona
Leggeri, dell’architetto olandese
Hermann Hertzberger e degli architetti Stefano Casciani, Luca Zevi e
Camillo Botticini.
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A Dronero è arrivata
la tecnologia Pecvd
Innovazione tecnologica
continua ad essere la parola d’ordine di Tecnogranda.
Da qualche settimana, nella
struttura di frazione Ricogno,
a Dronero, è stato messo in
funzione un sofisticatissimo
macchinario che, sfruttando
un sistema al plasma Pecvd
(Plasma Enchanced Chemical
Vapour Deposition), consentirà di realizzare studi
e progetti con svariate ed
importanti
applicazioni.
Costata circa 190 mila euro,
l’attrezzatura ha richiesto un
anno di lavoro da parte della
ditta produttrice - la Ionvac
Process di Roma - per essere
realizzata rispondendo alle
esigenze espresse dal pool di
tecnici di Tecnogranda. Nata
nel campo della microelettronica per la creazione dei
microchip, la tecnologia
Pecvd ha oggi importanti
risvolti anche per l’industria
meccanica ed agroalimentare. In particolare, consentirà
di studiare film di protezione
più efficaci e con proprietà
nuove. Un processo che si
realizza tramite la deposizione
di strati estremamente sottili
e flessibili di metalli, vetro e
materiali ceramici capaci di
modificare le caratteristiche
delle superfici ed accrescere
Il nuovo macchinario ed i tecnici addetti al suo utilizzo
così i livelli di impermeabilità di tessuti o di parti in
contatto con sostanze anche
alimentari. Grazie al plasma
è possibile infatti modificare
la risposta di confezioni ed
imballaggi all’interazione con
agenti atmosferici come l’umidità e la condensa, accrescendo le proprietà di “barriera”
dei materiali. Il macchinario
consentirà poi di testare sui
campioni nuovi sistemi per
sterilizzare alimenti secchi
come farine e granaglie, conservati sotto vuoto. Ulteriori
applicazioni del Pecvd ricadono nel settore meccanico
dove si riducono i livelli di
usura dei materiali.
“Si tratta di studiare nuove
applicazione di una tecnologia complessa - spiega l’ingegner Daniele Basso che ha
eseguito il collaudo dell’attrezzatura nei laboratori di
Tecnogranda -. Non si tratta
di una macchina di processo,
ma di un sistema con il quale
saremo in grado di testare
sui campioni applicazioni per
rendere più efficaci i materiali deputati alla conservazione
degli alimenti. Conclusa la
sperimentazione, queste soluzioni potranno essere trasferite alla grande produzione per
essere utilizzate su bobine di
film dalle proprietà nuove.
Si tratta di condurre prove
valutando centinaia di parametri”.
Giugno 2009
aziende e imprenditori
21
gruppo ferrero. 1° classificato al “global reputation pulse” 2009
di Beppe Malò
La Ferrero spa mette in bacheca un altro trofeo, un riconoscimento di portata mondiale. Il Reputation Institute di
New York, una delle agenzie
più accreditate al mondo per
lo studio del rapporto fiduciario che lega marchi e consumatori, le ha infatti attribuito
il primo posto nella classifica
2009 che mette in fila i principali brand internazionali
in base alla loro reputazione
presso clienti e consumatori. Classifica alla mano “the
winner is” la multinazionale
dolciaria albese che vanta la
migliore reputazione generale
presso il pubblico.
“Il Gruppo Ferrero - ha commentato l’azienda attraverso
un comunicato del suo ufficio
stampa - è fortemente gratificato dall’esito dello studio.
Tale riconoscimento riempie
l’azienda di orgoglio. è uno
straordinario tributo a tutti i
collaboratori di Ferrero che
quotidianamente garantiscono ai consumatori prodotti
della più alta bontà, freschezza e qualità. Questo risultato
è frutto di una cultura aziendale che ha sempre prestato la
massima attenzione alla valorizzazione delle risorse umane,
oltreché grande sensibilità ai
temi di responsabilità sociale”.
Nel testo non manca un riferimento alle scelte “volute
dal fondatore del Gruppo,
Michele Ferrero, che ha sempre concentrato ogni sforzo
Un riconoscimento alla
tenacia del fondatore
Il premio fa parte
dell’eredità di
Michele Ferrero
ma è anche
un successo
dell’industria
italiana presente
in tutto il mondo
orgoglio cuneese
L’ingresso della sede storica della
multinazionale dolciaria ad Alba
ed energia esclusivamente
alla soddisfazione del consumatore. Ma è anche un successo dell’industria italiana
nel mondo”.
Come termine di paragone
e per meglio comprendere il
valore del riconoscimento è
giusto ricordare che il colosso
alimentare italiano ha preceduto 600 grandi aziende di
tutto il mondo e - tra le prime
15 in classifica: Ikea (Svezia),
Johnson&Johnson (Stati
Uniti), Petrobras (Brasile),
Sadia (Brasile), Nintendo
(Giappone),
Christian
Dior
(Francia),
Kraft
(Stati Uniti), Mercadona
(Spagna), Singapore Airlines
(Singapore), Tata (India),
Ups (Stati Uniti), General
Mills (Stati Uniti), El Corte
Inglés (Spagna), Matsushita
(Giappone). Volendo citare qualche altro illustrissimo concorrente, scorrendo
la classifica troviamo FedEx
(16°), Walt Disney (21°),
Google (23°) Microsoft
(31°), Philps (33°), Nokia
(45°) e tanti altre celeberrime “Companies”. Un altro
punto che occorre meditare è
quello per cui la competizione
mette a confronto le aziende
secondo uno schema “globale” mettendo sullo stesso
piano tanto chi produce nel
settore aerospaziale come gli
specialisti della chimica, dei
media, della finanza, dei servizi generali e, naturalmente,
del “food and beverage”.
I dati utilizzati per compilare
la classifica sono stati tratti da oltre 70.000 interviste
on line richieste tra gennaio
e febbraio 2009 a consumatori di 32 nazioni di tutti
i continenti. La classifica
finale è stata redatta sulla
base di circa 190.000 valutazioni utilizzate per costruire
un modello quanto più reale
della “reputazione”, ovvero
della credibilità e fiducia, che
le più importanti aziende del
mondo si sono costruite presso la clientela.
Prendendo ora in esame i
“parametri dimensionali” utilizzati per costruire la classifica finale si vede come il primo
posto del brand Ferrero dipenda da una diffusa eccellenza
nelle 7 voci che concorrono
al “Global Reputation Pulse”.
I parametri fondamentali
nella formazione del giudizio
di affidabiulità sono “Prodotti
e servizi”, “Governance” e
“Percezione da parte delle persone”. Ferrero è al primo posto
in tutte e tre le classifiche
parziali. è seconda alla voce
“Innovazione” e “Leadership”,
terza nella sezione “Luogo di
lavoro” e quarta nella classifica che tiene conto della
“Performance”. Tra le 16
“Companies” eccellenti solo
la Ferrero è stata presente
nella “Top Five” delle “Seven
Reputation Dimension”: i
parametri fondametali per il
calcolo dell’indice finale che
riassume l’affidabilità aziendale percepita dai consumatori. Un grande successo per
gli strateghi marketing della
multinazionale dolciaria albese.
giordano & C. lutto aziendale
Scomparso il pioniere
degli impianti elettrici
ROTTAMI DI
FERRO E METALLI
di Pio Mario
acciaio
piombo
SERVIZIO
CONTAINERS
ottone
rame
L’ingegner Giuseppe “Bepi” Giordano
Nel 2008, a Pollenzo, la presidente
di Confindustria Emma Marcegaglia
aveva consegnato al figlio Roberto
un riconoscimento per la carriera
quale nel frattempo ha fatto
ingresso il figlio Roberto,
anche lui ingegnere, assieme a Giorgio Meinardi come
nuovo socio. Nel 2001 segue
la costruzione della nuova
e prestigiosa sede di Boves,
dove la Giordano & C. trasloca nella primavera del
2002. Oggi la Giordano &
C. è un’azienda dinamica e
moderna che è in grado di
garantire i più elevati standard realizzativi in qualsiasi
parte del mondo grazie ad
un team altamente qualificato di ingegneri e tecnici e
un know-how acquisito in
quasi 90 anni di esperienza
nel settore.
L’ingegner Giuseppe “Bepi”
Giordano lascia la moglie
Marilù Pastori e i figli
Roberto e Barbara.
alluminio
ferro
www.tec-artigrafi che.it
Si è spento, nella sua casa
di San Rocco Castagnaretta
all’età di 82 anni, Giuseppe
“Bepi” Giordano, titolare e
fondatore della Giordano &
C., azienda che opera nel
settore della progettazione,
automazione, costruzione
e installazione di impianti
elettrici.
Nato a Cuneo nel ’27, l’ingegner Giordano la scorsa estate aveva ricevuto da parte
di Confindustria Cuneo il
riconoscimento per i 60 anni
di carriera. Dopo la maturità Scientifica e quasi conclusi gli studi universitari in Ingegneria, Giuseppe
Giordano nel ’53 subentra
al padre nella conduzione
dell’azienda di famiglia, la
Enrico Giordano Impianti e
Forniture Elettriche, fondata
nel 1924, ne muta il nome in
Giordano & C. e nel 1960
costruisce una nuova sede
in via Bongioanni a Cuneo.
Approfittando di un mercato
in forte espansione negli anni
Sessanta e Settanta, consolida la posizione dell’azienda
nell’impiantistica industriale acquisendo nella propria
clientela gruppi industriali di
rilievo mondiale. Negli anni
Ottanta e Novanta continua
la crescita dell’azienda, nella
COMMERCIO INGROSSO
DEMOLIZIONI SUL POSTO
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Orari apertura magazzino: 8.30 / 12.30 - 14.00 / 18.00 - chiuso il sabato
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Giugno 2009
22
impresa e cultura
anniversario. 60° dall’elezione a presidente della repubblica
di Pierpaolo Bindolo
L’economista
per eccellenza
La lezione di stile
del più grande
politico cuneese
è stata celebrata
in un convegno
di studi a Torino
einaudi
Lo scorso 10 maggio a Torino, dopo due mesi, ha chiuso
i battenti la mostra dal titolo
“L’eredità di Luigi Einaudi”.
Presso l’Archivio di Stato del
capoluogo piemontese erano
stati allestiti diversi percorsi
tematici che ripercorrevano
le varie fasi della vita dello
statista cuneese. Attraverso
l’esposizione di mobili d’arredamento, fotografie, quadri,
sculture e oggetti di vita quotidiana della famiglia Einaudi
si sono ricostruiti alcuni dei
suoi uffici: dallo studio della
Banca d’Italia “dove progetto
la stabilizzazione della lira” a
quello presso il Quirinale a
Roma. Erano inoltre esposte
alcune testimonianze dell’Einaudi viticoltore presso il suo
podere di Dogliani.
Oltre alla mostra si è svolto, sempre a Torino presso la Fondazione che porta
il suo nome, il convegno
“Luigi Einaudi nella cultura,
nella società e nella politica del Novecento”. Con
il patrocinio della Società
italiana per lo studio della
storia contemporanea e di
altri enti di ricerca il 16 e
17 aprile scorsi oltre venti
studiosi hanno partecipato
al seminario e alle giornate
di studio. Molti sono stati gli
interventi di docenti provenienti da diverse università
italiane ed estere.
Ricordiamo che Luigi Einaudi era nato a Carrù nel 1874
e, oltre ai suoi innumerevoli
incarichi politici e di docenza, diresse numerose riviste.
Fu anche un opinionista e
autore di numerosi saggi, articoli e recensioni pubblicate
sui più importanti quotidiani
nazionali e internazionali.
Fra gli aspetti più rilevanti
emersi durante le giornate
del convegno vi è la lezione einaudiana sull’atteggiamento “etico” che dovrebbe
contraddistinguere il lavoro
del giornalista e dello storico economico. Una lezione quella di Einaudi che ha
varcato anche i confini del
nostro Paese.
Eugenio Biagini dell’università di Cambridge ha infat-
ti messo in evidenza che “il
mondo anglosassone” fin
dagli anni Venti del secolo scorso apprezzò lo stile di
Einaudi quale corrispondente
finanziario del “The Economist”.
Per i britannici ancora oggi
egli è ritenuto “l’economi-
sta italiano per eccellenza”
anche perché sapeva farsi
capire dagli studiosi e “dall’uomo della strada”. La libertà d’iniziativa e la “fiducia
nelle classi medie” e la sua
contrarietà ad ogni oscura
speculazione evidenziata dal
principio einaudiano che
una persona normale
Sopra: Luigi Einaudi nel celebre
ritratto fatto nel 1948 da Peretti
Griva di Luigi. A sinistra: il presidente con il basco in una foto
non ufficale. Sotto: Einaudi in
piazza Galimberti a Cuneo nel
1949 per la commemorazione di
Marcello Soleri
(Foto: Fondazione Einaudi)
“i risparmi si trovano solo
nelle tasche dei risparmiatori
veri” trovarono il consenso
in buona parte dell’opinione
pubblica anglosassone.
Anche Giorgio Monestarolo, dell’Università di Torino nel suo intervento “sullo
stile storico di Einaudi” ha
messo in evidenza l’approccio scientifico ed “equilibrato” che contraddistinse l’attività di ricerca dello statista
di Carrù. Una metodologia e
un modo di reperire le informazioni che dimostrano non
solamente la competenza ma
anche un’elevata attitudine
nell’individuare le “fonti e i
campi di indagine”.
Nella relazione Monestarolo
descrive l’episodio di Einaudi, che nei giorni di vacanza
trascorsi a Dogliani era solito
passare le proprie giornate
nell’archivio comunale. Tale
attività consisteva nel catalogare i dati e schedare i passaggi di proprietà delle famiglie
del piccolo centro agricolo.
L’intenzione sarebbe stata
quella di scrivere una monografia sull’argomento. Viste
le migliaia di schede compilate appare singolare che un
così affermato e impegnato
economista trascorresse molti
dei suoi momenti di villeggiatura al “fresco dell’ufficio del
catasto doglianese”.
Una forma questa di “curiosità” e di “anticonformismo”
intellettuale che ha reso
l’opera einaudiana unica e
incomparabile. Per l’Einaudi
storico e giornalista oltre alla
metodologia della ricerca era
molto importante riuscire ad
instaurare un “intenso dialogo” fra autore e lettore.
Per tali motivi ad un “lettore contemporaneo” le sue
“pagine di storia” possono
risultare molto diverse dai
saggi pubblicati attualmente.
Questo perché oggi “l’autoreferenzaialità colta” di un
certo “professionismo storiografico” rende complicata la
comprensione di alcuni testi
allontanando di conseguenza molti fruitori. Sarebbe
importante invece ritornare
alla semplicità del linguaggio e a servirsi del passato
per cercare di far chiarezza
sulle dinamiche economiche
in atto.
Uno degli ultimi interventi è stato quello di Valerio
Zanone che attraverso la sua
esperienza di politico e di ex
“correttore di bozze presso la
casa editrice einaudiana” ha
tracciato un singolare profilo
del “predicatore” Einaudi.
I due eventi tenutesi a Torino
sono solamente alcune delle
iniziative in atto in tutta Italia per celebrare il sessantesimo anniversario dell’elezione
di Luigi Einaudi a Presidente
della Repubblica.
colophon
Chiuso in redazione
il 1° giugno 2009
Tiratura: 10.000 copie
Direttore responsabile:
FABRIZIO PEPINO
Redazione:
Autorivari studio associato
Via Quintino Sella, 10
12100 - Cuneo
Tel. 0171.601962
Fax 0171.436301
E-mail:
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C.S.I.
Centro servizi per l‘industria
Corso Dante, 51
12100 - Cuneo
Tel. 0171.455455
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Tel. 0171.934616
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PARTNERS srl
Via Statuto, 6
12100 - Cuneo
Tel. 0171.697232
Giugno 2009
impresa e cultura
23
alle origini. l’industria automobilistica italiana
di Fabrizio Gardinali
La prima Fiat
è nata a Cuneo
La Welleyes
fu realizzata
dall’azienda
fondata dai tre
fratelli cuneesi
nel 1899
ceirano
Certo se qualcuno, solo due
o tre anni fa, avesse detto che
la Fiat sarebbe sbarcata negli
Usa, a Detroit, per salvare la
Chrysler, uno dei tre giganti (anche se il più piccolo)
dell’industria automobilistica
nordamericana, dal fallimento, probabilmente sarebbe
stato preso per pazzo o, come
minimo, visionario. Invece è
successo. è l’imprevedibilità
di questo settore, cruciale nell’economia italiana, pieno di
storie belle, personaggi geniali, iniziative ardite e innovative che hanno fatto si che
l’azienda Italia, nel campo
delle quattro ruote, fosse
sinonimo, almeno per buona
parte del Novecento, di qualità, eccellenza, sportività in
tutto il mondo.
E riserva anche alcune sorprese. Ad esempio ci si può meravigliare di trovare nel cortile
del Municipio di Cuneo un
modello in rame di una vettura del 1903, realizzato da
Benvenuto Ferrero in occasione dell’VIII centenario
della fondazione. Ci si aspetterebbe, piuttosto, di trovarlo in qualche Comune della
Bassa Padana, fra Modena,
Reggio Emilia, Mantova, là
dove, in mezzo alle nebbie,
fra lambrusco, culatello e tortelli di zucca, la passione per i
motori è sempre stata di casa,
quasi insita nel Dna di quella
gente.
La spiegazione è semplice.
Si tratta di una Ceirano, e
i Ceirano, tre fratelli, nell’ordine Giovanni Battista,
Giovanni e Matteo, nati a
Cuneo da un noto e stimato
orologiaio specializzato nella
costruzione di pendole e orologi per campanili, furono fra
i pionieri, anzi i padri dell’industria automobilistica nazionale, fondando, con alterne
e complicatissime vicende di
intrecci societari, nuove iniziative e altro, ben undici
società del settore. Alcune
di esse vere e proprie “icone”
del campo, come la Ceirano
F.lli, la Itala, la Star, la Spa,
la Scat.
Ma andiamo con ordine,
anche se non è facile. Come
detto i Ceirano erano abili,
dotati di iniziativa, intraprendenti, ma pure fortemente
individualisti, irrequieti e
insofferenti; crearono molte
attività, associandosi e poi
separandosi fra loro e con
diversi soci, tanto che seguirne la storia non è semplice, anche per il ricorrere dei
nomi dei protagonisti (cosa
comune nelle famiglie dell’epoca, nelle quali non vi era
molta fantasia nello scegliere
come chiamare i figli).
Il più anziano, Giovanni
Battista, era nato il 1° ottobre 1860 nel capoluogo della
Granda. A vent’anni si trasferisce a Torino dove fonda
la Fabbrica di Velocipedi
Giovanni Battista Ceirano,
Sopra: i tre fratelli Ceirano,
Giovanni Battista, Giovanni
e Matteo. A sinistra: la Welleyes
Modello 3,5 HP realizzata nel
18989e comprata dalla Fiat per
30.000 lire. Sotto: la Scat 20/30
esposta nel cortile del Comune
con sede in un cortile di corso
Vittorio Emanuele II, al civico
9. Lo stabile era di proprietà
di un certo Giuseppe Lancia,
commerciante di alimentari,
decisamente benestante, che
aveva un figlio, Vincenzo, al
quale aveva imposto gli studi
di ragioneria, che quest’ultimo seguiva assai malvolentieri.
Inizialmente il Ceirano, che
era stato raggiunto dal fratello Matteo, di dieci anni
più giovane, prima importava e poi produceva biciclette, subito apprezzate per
la qualità costruttiva, e le
commercializzava col nome
di Welleyes, approfittando
di una certa esterofilia che
anche a fine ‘800 influenzava
il mercato. Era anche titolare
di un brevetto per i cerchi di
pneumatici, detti Rapid.
Torino a quel tempo era un
centro particolarmente vivace nel settore meccanico e
un fiorente mercato di tricicli
a motore e vetture prodotte
nella vicina Francia.
L’incontro fra Ceirano e l’ingegner Aristide Faccioli, che
da anni si occupava di pro-
gettare motori a gas ed era
pure detentore di un brevetto
per un propulsore a benzina
che pensava di destinare a
scopi aeronautici, fu determinante nella decisione di
lanciarsi nel campo delle
quattro ruote. Esisteva però
il problema dei finanziamenti
che nessuno dei due aveva
in misura sufficiente. Li trovarono coinvolgendo alcuni
dei personaggi più noti del
mondo imprenditoriale torinese di fine secolo: Emanuele
di Bricherasio, Attilio
Calligaris, Pietro Fenoglio e
Cesare Goria Gatti.
La Ceirano Giovanni Battista
& C. nacque il 23 ottobre
1898, sede in corso Vittorio
Emanuele II, capitale sociale
600.000 lire. Il direttore tecnico era Faccioli, che mise
subito in opera le sue capacità, realizzando una vetturetta a due posti con motore
bicilindrico orizzontale di 3,5
HP di potenza, cilindrata di
663 cc., cambio a due marce,
velocità 35-40 Km/h, prezzo
4.000 lire. Fu presentata nel
1899 col nome Welleyes: era
nata la prima automobile italiana.
Dell’azienda faceva parte
anche Vincenzo Lancia,
che si occupava della messa
a punto dei motori (anche
se ufficialmente, per far contento il padre, sarebbe stato
il contabile), soddisfacendo
così la sua vera vocazione,
con i fausti e noti esiti per
l’industria automobilistica
nazionale.
Il 30 aprile di quell’anno, giorno dell’esordio, la Ceirano
prese parte alla corsa TorinoPinerolo-Avigliana, con alla
guida Cesare Goria Gatti,
giungendo seconda. Il percorso, 90 chilometri, era stato
compiuto in tre ore e dieci
minuti, un risultato di rilievo
per i tempi. Ma soprattutto
si era dimostrata la validità
del progetto e la solidità del
mezzo.
Si ebbero subito molte ordinazioni, troppe per le potenzialità produttive della piccola impresa, che nel luglio
del medesimo anno fu ceduta,
accettando l’ottima offerta
di 30.000 lire avanzata da
Giovanni Agnelli che nel
frattempo aveva appena
fondato la Fabbrica italiana
automobili Torino, la Fiat,
alla quale passarono anche
lo stesso Giovanni Battista
Ceirano, con compiti commerciali (che per altro svolse
per poco tempo e non molto
impegno), l’ingegner Faccioli,
Vincenzo Lancia e Felice
Nazzaro, questi ultimi in qualità di collaudatori.
La piccola Welleyes, modificata solo negli organi di trasmissione in quanto le cinghie avevano denunciato problemi di affidabilità, divenne
il Modello 3,5 HP: la prima
Fiat a entrare sul mercato
dell’auto.
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Giugno 2009 - Unione Industriali Cuneo