Cliente:
TERNA RETE ITALIA
TERNA CRNA GORA
Ordine N°: 300043870
Progetto:
Collegamento HVDC ±500 kVcc
“Italia-Montenegro”
QUADRIFOGLIO
COSTRUZIONI s.r.l.
Titolo:
Codifica Terna:
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 KVCC “ITALIA MONTENEGRO”
REVISIONE
PROGETTO DI DETTAGLIO DEL DRILLING ALL’APPRODO
LATO ITALIA
RELAZIONE GENERALE
0
0
0
04.12.14
03.12.14
24.11.14
N.
DATA
RVFR08104CCC61401
Codifica Prysmian
Rev. 00
MONITA_PPL_IE004
Rev. 02
Emissione
Emissione
Emissione
DESCRIZIONE
VP
VP
VP
VP
VP
VP
ELABORATO
VERIFICATO
APPROVATO
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 kVcc “ITALIA MONTENEGRO”
PROGETTO DI DETTAGLIO DEL DRILLING ALL’APPRODO
LATO ITALIA - RELAZIONE GENERALE
NUMERO E DATA ORDINE:
300043870 del 30.10.2012
MOTIVO DELL’INVIO:
PER APPROVAZIONE
REVISIONE
SCALA DI STAMPA:
PER INFORMAZIONE
SOSTITUISCE IL
00
04.12.2014
N.
DATA
SOSTITUITO DAL
Approvazione TERNA
n. RESE61401MONITA_01_01 del 04.12.2014
DESCRIZIONE
TRI/TCG
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL’ELABORATO
CODIFICA DELL’ELABORATO
M
RVFR08104_CCC_61401
PROGETTO
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
MONITA
RICAVATO DAL DOC. TERNA
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 KVCC “ITALIA MONTENEGRO”
PROGETTO DI DETTAGLIO DEL DRILLING ALL’APPRODO
LATO ITALIA
RELAZIONE GENERALE
NOME DEL FILE
SCALA CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
RVFR08104CCC61401_001_00_02
1 unità =
A4
-
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INDICE
1.
Introduzione ................................................................................................. 3
2.
Scopo del lavoro............................................................................................ 3
3.
Planimetria e profilo della trivellazione ....................................................... 4
4.
Descrizione delle operazioni ......................................................................... 5
4.1 Installazione delle tubazioni mediante HDD ....................................................... 5
4.1.1
Esecuzione del foro pilota .................................................................................. 6
4.1.2
Esecuzione dell’alesatura e posa della tubazione. ................................................. 6
4.1.3
Controllo direzionale .......................................................................................... 8
4.1.4
Macchinari e attrezzature utilizzate per l’esecuzione delle trivellazioni .................... 8
4.1.5
Attrezzature e materiali per esecuzione scavi ....................................................... 9
5.
Allegati ........................................................................................................ 10
Pagina 2
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1. Introduzione
Il presente documento tratta l’installazione della tubazione PEAD, a protezione dei cavi sottomarini, che
vanno dall’approdo di Pescara fino all’uscita in mare in un’area definita.
L’installazione di tali tubazioni saranno realizzate mediante la tecnica Horizontal Directional Drilling (HDD) o
Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC).
Lo schema d’installazione delle tubazioni è descritto nei successivi paragrafi.
Il progetto degli HDD si basa su valutazioni di tipo geologico relativamente al terreno in cui verranno
installate le tubazioni.
In allegato a questo documento si include quindi la relazione geologica dell’area, necessaria alla corretta
esecuzione delle trivellazioni teleguidate riportata nell’allegato 8 cod. RVFR08104CCC61401_081_00_02.
2. Scopo del lavoro
Nella località di Pescara, e precisamente nella zona compresa tra l’approdo dei cavi sottomarini a terra e
l’uscita a mare, saranno realizzate n° 5 trivellazioni orizzontali controllate.
Ogni tubazione installata avrà un foro dedicato. N°2 tubazioni saranno installate per alloggiare i cavi HVDC
sottomarini, N°2 tubazioni saranno installate per alloggiare i cavi di elettrodo sottomarini e una tubazione
sarà dedicata per il cavo di F.O. sottomarino.
La disposizione in planimetria delle trivellazioni, le relative profondità d’interro ed i profili sono riportate negli
allegati 3 cod. RVFR08104CCC61401_031_00_02, 4 cod. RVFR08104CCC61401_041_00_02, 5 cod.
RVFR08104CCC61401_051_00_02 e allegato 6 cod. RVFR08104CCC61401_061_00_02.
Le tubazioni che saranno impiegate avranno indicativamente le seguenti caratteristiche:
Tubo per cavo di elettrodo sottomarino (n°2)
o
o
o
o
o
Tipo di tubazione: PEAD PN 16
Diametro esterno: 400mm
Spessore: 36.3mm
lunghezza planimetrica approssimativa HDD n°1: ~478m
lunghezza planimetrica approssimativa HDD n°2: ~478m
Tubo per cavo F.O. sottomarino (n°1)
o
Tipo di tubazione: PEAD PN 16
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o
o
o
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Diametro esterno: 125mm
Spessore: 11.4mm
Lunghezza planimetrica approssimativa HDD n°3: ~478m
Tubo per cavo HVDC sottomarino (n°2)
o
o
o
o
o
Tipo di tubazione: PEAD PN 16
Diametro esterno: 400mm
Spessore: 36.3mm
lunghezza planimetrica approssimativa HDD n°4: ~478m
lunghezza planimetrica approssimativa HDD n°5: ~480m
Come si evince dagli allegati 4,5 e 6 le tubazioni sono installate sotto il livello di falda per tutta la loro
lunghezza e quindi piene d’acqua.
3. Planimetria e profilo della trivellazione
La disposizione delle trivellazioni e i relativi profili geometrici sono stati studiati sulla base delle seguenti
informazioni:
 Calcoli termici dei cavi riportati nel progetto cod. RVFR08104CCC60119;
 Requisiti minimi relative alle macchina di trivellazione come raggio minimo di curvatura delle aste,
angolo di ingresso e di uscita della testa di trivellazione e profondità minima di trivellazione rispetto
al piano di campagna;
 Dati relativi alle indagini geoelettriche e batimetriche dell’area di approdo riportate nel documento di
survey cod. RVFR08104CCC61203.
 Relazione geologica.
Planimetria
La posizione delle trivellazioni in pianta è rappresentata nell’allegato 3 RVFR08104CCC61401_031_00_02.
Profilo
I profili longitudinali delle trivellazioni sono indicati negli allegati 4 RVFR08104CCC61401_041_00_02, 5
RVFR08104CCC61401_051_00_02 e allegato 6 RVFR08104CCC61401_061_00_02.
Le lunghezze delle singole tubazioni da installare tra l’approdo dei cavi a terra e l’uscita a mare sono
riportate nel precedente paragrafo; il punto di partenza delle tubazioni a terra si trova a circa 3m di
profondità rispetto al piano di campagna come indicato negli allegato 4,5 e 6.
Tale profondità è riferita all’asse delle tubazioni.
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Andando poi verso mare, le tubazioni sono installate a profondità e spaziature crescenti fino a raggiungere
una profondità massima di circa 9m rispetto al fondo marino.
4. Descrizione delle operazioni
4.1 Installazione delle tubazioni mediante HDD
Nei paragrafi che seguono è riportata una breve descrizione delle attività e delle attrezzature per
l’installazione della tubazione tramite trivellazione teleguidata.
In fase esecutiva le operazioni eseguite e i macchinari descritti potranno variare leggermente rispetto a
quanto descritto in fase progettuale.
La tecnologia T.O.C. o HDD, comporta un’occupazione ridotta e delimitata alla zona di partenza, ove viene
ubicata la macchina perforatrice, e alla zona di arrivo; infatti gli ingombri, anche a seconda del lavoro da
eseguire, al tipo ed alle dimensioni della perforatrice, rimangono contenuti.
Generalmente in partenza la fascia occupata dalla macchina trivellatrice è limitata a una zona avente una
larghezza variabile tra 2÷2,5 m ed una lunghezza di circa 15-20 m.
In arrivo invece l'ingombro maggiore è dato dal cantiere marino e dalla tubazione preventivamente
assemblata, galleggiata e portata in posizione per la posa.
Le perforatrici (fig.1) sono fondamentalmente composte da un cingolato (slitta di perforazione), dalla torre di
perforazione (corpo mobile ed inclinabile che esegue le diverse fasi della perforazione) e da un gruppo di
miscelazione per la composizione dei fanghi bentonitici biodegradabili.
Le caratteristiche tecniche della macchina perforatrice sono riportate nell’allegato 1
RVFR08104CCC61401_011-012_00_02
Fig. 1 – Esempio della macchina di perforazione
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Le caratteristiche tecniche del fluido bentonitico biodegradabile utilizzato sono riportate nell’allegato 2
RVFR08104CCC61401_021-022_00_02
La perforazione mediante questo tipo di tecnologia è realizzata in successione con le seguenti fasi:
 Esecuzione del foro pilota
 Alesatura
 Posa della tubazione
4.1.1 Esecuzione del foro pilota
Prima di procedere con la trivellazione, la macchina perforatrice viene posizionata ed allineata lungo l’asse di
perforazione, viene ancorata al suolo in modo da evitare eventuali spostamenti della slitta e dopo aver
adottato un idoneo angolo di partenza per la slitta, viene avvitata su di un'asta la testa di perforazione per
l’esecuzione del foro pilota.
All'interno della testa, la quale ha un profilo asimmetrico a scalpello, è posta una sonda di emissione che
trasmette, mediante onde magnetiche, dei segnali direttamente in superficie. Nella parte terminale della
testa di perforazione, è installata una lancia a getti che essenzialmente consiste in un’asta che presenta una
deviazione angolare longitudinale sulla quale sono ricavati dei fori (ugelli) per l'iniezione dei fluidi (getto di
fanghi di perforazione biodegradabili) che passando attraverso le aste, sono pompati ad alta pressione nel
sottosuolo consentendo il taglio e la stabilizzazione delle pareti del foro mantenendolo aperto, riducendo di
conseguenza pericolosi attriti.
Tale metodologia è ottimale per affrontare terreni friabili di medio impasto e consistenza, normalmente
coesivi anche sotto falda. In terreni di natura rocciosa si utilizza un “bit” provvisto di denti in tungsteno che
“macinano” il terreno e mediante l’iniezione di fluidi ad altra pressione lubrificano il foro e lo puliscono dal
materiale di scavo.
L’avanzamento della testa di perforazione nel terreno avviene dalla combinazione dei movimenti di spinta e
rotazione esercitati dalla macchina e per l’effetto del getto di fanghi biodegradabili. L'avanzamento rettilineo
mediante perforazione (rotazione e spinta delle aste) può inoltre essere variato posizionando lo scalpello
della testa su una determinata direzione, secondo la linea desiderata, tramite la sola spinta delle aste.
4.1.2 Esecuzione dell’alesatura e posa della tubazione.
Una volta eseguito il foro pilota, viene tolta la testa di perforazione dal tubo guida ed al suo posto viene
montato un alesatore che ha il compito di allargare il foro e di stabilizzarlo grazie anche all'utilizzo dei fanghi
di perforazione biodegradabili.
Questa operazione è svolta in senso opposto al foro pilota, infatti l'alesatore viene trascinato sempre in
perforazione (rotazione + tiro) dalla zona di “arrivo” fino alla zona di perforazione.
Essendo la zona di “arrivo” delle trivellazioni in mare per questo particolare progetto si dovrà predisporre un
piccolo cantiere marino tipicamente composto da un pontone (fig.2) provvisto di mezzo di sollevamento per
le opportune assistenze e sollevamenti, nonché di una barca o mezzo nautico di appoggio per i trasferimenti
ed i trasporti terra/mare e viceversa.
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Fig. 2 – Cantiere marino (tipico)
Le colonne di tubo destinate al tiro saranno saldate sulla terraferma e trasportate al largo, ad ultimazione
delle alesature, per il successivo varo.
Il diametro dell'alesatore ed il numero dei passaggi da eseguire dipende dalla natura del terreno, dal
diametro del tubo da posare e dalla potenza della macchina utilizzata.
Infatti, in base alle sopraddette caratteristiche si decide se procedere con alesaggio contemporaneo al tiro
della condotta oppure, con la ripetizione continua di alesaggi cambiando l'alesatore (prealesatura) e
allargando gradualmente il diametro del foro con passaggi successivi a ritroso di alesatori del diametro
crescente sempre sfruttando la capacità del getto dei fanghi bentonitici biodegradabili di asportare il terreno
circostante.
Con questa soluzione, dietro al treno di alesaggio sono collegate altre aste di tubo guida in modo da
mantenere un collegamento continuo all’interno del foro per poter procedere successivamente e solo dopo
aver dimensionato opportunamente il foro, alla fase di tiro della condotta (fig. 3).
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Fig. 3 – Successione delle diverse fasi di perforazione: foro pilota, alesaggio e tiro.
Anche durante la posa delle tubazioni è prassi utilizzare i fanghi di perforazione biodegradabili che oltre a
stabilizzare le pareti del foro, lubrificano la tubazione e ne facilitano la posa riducendone gli attriti tra tubo e
terreno circostante.
4.1.3 Controllo direzionale
La perfetta conoscenza sia della posizione che della direzione della testa di perforazione nel sottosuolo è un
dato fondamentale per seguire il tracciato di perforazione previsto e per poter effettuare le correzioni e le
deviazioni della direzione di perforazione necessarie.
Queste informazioni sono ottenute mediante la sonda che è posizionata all’interno dell’asta pilota in
prossimità della testa di perforazione.
La sonda, sensibile all’orientamento rispetto il campo magnetico terrestre, fornisce l’inclinazione e l’azimut
della testa di perforazione. Tali valori, unitamente alla distanza perforata sono captati e tradotti in dati
necessari per la corretta esecuzione della perforazione, e consentono di calcolare le coordinate orizzontali e
verticali lungo il foro pilota. L’impiego di sistemi di trasmissione continui, permettono un rilievo istantaneo
della posizione della sonda (profondità della testa, direzione, angolo di inclinazione della testa, ecc.) e quindi
di effettuare le correzioni necessarie.
4.1.4 Macchinari e attrezzature utilizzate per l’esecuzione delle trivellazioni
L’attrezzatura utilizzata per l’esecuzione di una Trivellazione Orizzontale Teleguidata Controllata è
tipicamente costituita dalle seguenti unità:








macchina di perforazione con telaio inclinabile lungo la quale scorre un carrello con motore idraulico
che provvede alla traslazione e alla rotazione delle aste di trivellazione;
unità di potenza che consente il regolare funzionamento della perforatrice;
generatore di corrente;
impianto gestione fanghi di perforazione;
porta aste per il trasporto e lo stoccaggio delle aste di perforazione;
container magazzino;
mezzo di sollevamento/gru;
gruppo elettrogeno.
Il materiale utilizzato per la trivellazione è il seguente:
1) Batteria di aste di perforazione costituita da:
 Testa di perforazione;
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asta magnetica seguita dalle aste di perforazione.
A sua volta la testa di perforazione può essere costituita da:
 testa con profilo a scarpa (metodo jetting) in cui lo scavo del terreno si ottiene per effetto del
getto di fango a pressione attraverso ugelli.
 bit ad inserti in carburo di tungsteno o diamantati (TCI) con motore a fanghi, in cui lo scavo si
ottiene mediante taglio meccanico del terreno attraverso la rotazione del bit indotta dalla potenza
del motore a fanghi.
2) Alesatori di varie forme e dimensioni.
4.1.5 Attrezzature e materiali per esecuzione scavi
L’attrezzatura utilizzata per l’esecuzione degli scavi è tipicamente costituita dalle seguenti unità:






uno o più escavatori;
camion per il trasporto del materiale di risulta;
generatore di corrente;
container magazzino;
mezzo di sollevamento/gru;
gruppo elettrogeno.
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5. Allegati

Allegato 1 – Scheda tecnica della macchina perforatrice D220x300 - RVFR08104CCC61401_011012_00_02;

Allegato 2 – Scheda tecnica fluido bentonitico biodegradabile - RVFR08104CCC61401_021-022_00_02;

Allegato 3 – Planimetria trivellazioni - RVFR08104CCC61401_031_00_02;

Allegato 4 – Profilo trivellazioni N°1-2 - RVFR08104CCC61401_041_00_02;

Allegato 5 – Profilo trivellazioni N°3-4 - RVFR08104CCC61401_051_00_02;

Allegato 6 – Profilo trivellazioni N°5 - RVFR08104CCC61401_061_00_02;

Allegato 7 – Planimetria generale organizzazione di cantiere - RVFR08104CCC61401_071_00_02.

Allegato 8 – Relazione geologica - RVFR08104CCC61401_081-082_00_02.
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ALLEGATO 1 – SCHEDA TECNICA VERMEER D 220X300 NAVIGATOR
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Cliente:
TERNA RETE ITALIA
TERNA CRNA GORA
Ordine N°: 300043870
Progetto:
QUADRIFOGLIO
COSTRUZIONI s.r.l.
Collegamento HVDC ±500 kVcc
“Italia-Montenegro”
Titolo:
Codifica Terna:
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 KVCC “ITALIA MONTENEGRO”
RVFR08104CCC61401
Codifica Prysmian
MONITA_PPL_IE004
Rev. 02
PROGETTO DI DETTAGLIO DEL DRILLING ALL’APPRODO
LATO ITALIA
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 kVcc “ITALIA MONTENEGRO”
PROGETTO DI DETTAGLIO DEL DRILLING ALL’APPRODO
LATO ITALIA
NUMERO E DATA ORDINE:
300043870 del 30.10.2012
MOTIVO DELL’INVIO:
PER APPROVAZIONE
REVISIONE
SCALA DI STAMPA:
PER INFORMAZIONE
SOSTITUISCE IL
00
04.12.2014
N.
DATA
SOSTITUITO DAL
Approvazione TERNA
n. RESE61401MONITA_01_01 del 04.12.2014
DESCRIZIONE
TRI/TCG
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL’ELABORATO
CODIFICA DELL’ELABORATO
M
RVFR08104_CCC_61401
PROGETTO
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
MONITA
RICAVATO DAL DOC. TERNA
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 KVCC “ITALIA MONTENEGRO”
ALLEGATO 2 – SCHEDA TECNICA FLUIDO BENTONITICO BIODEGRADABILE
NOME DEL FILE
SCALA CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
RVFR08104CCC61401_021_00_02
1 unità =
A4
-
01
Questo documento contiene informazioni di proprietà Terna Rete Italia S.p.A. e Terna Crna Gora d.o.o. e deve essere utilizzato esclusivamente dal destinatario in
relazione alle finalità per le quali è stato ricevuto. E' vietata qualsiasi forma di riproduzione o di divulgazione senza l'esplicito consenso di Terna Rete Italia S.p.A. e
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which it has been furnished. Whichever shape of spreading or reproduction without the written permission of Terna Rete Italia S.p.A. and Terna Crna Gora d.o.o. is
prohibit.
BIO-BORE™
Horizontal Directional Drilling Fluid Concentrate
Description
Applications/Functions
BIO-BORE™ free-flowing dry powder, when mixed with fresh water,
provides a clay-free, biodegradable drilling fluid for use in various drilling
applications, particularly in the situation where clay-based drilling fluids
are restricted.
y
y
y
y
y
y
y
Advantages
y
y
y
y
y
y
Typical Properties
•
•
•
•
Recommended
Treatment
Can provide a clay-free drilling fluid
Can minimize formation damage
Can maximize recovery rate of contaminants during remediation
Can provide enhanced viscosity for hole cleaning
Can provide high yield point and gel strength for effective suspension
and transport
Can reduce filtration rate in poorly consolidated formation
Can improve borehole stability for easy well installation
Soluble in water and disperses easily with moderate shear
Compatible with wide range of make-up waters
Does not form filter cake on the wellbore
Stable and yet biodegradable within a reasonable time frame
depending on the surrounding environment
Preserve with addition of small quantity of 5.25% sodium hypochlorite
solution (½ to 1 pint per 100 gallons of BIO-BORE slurry)
Breakdown chemically by calcium hypochlorite
Appearance
Bulk density (lb/ft3)
Specific gravity
pH (4% solution or 15 lb/bbl)
White powder
42.5 (as packaged)
1.2
6.4
Recommended BIO-BORE Application Amounts
lb/100 gal
kg/m3
Normal Boring
Conditions
25-30
30-36
Unconsolidated
Formations
30-35
36-42
Boring Applications
© Copyright 2008 Halliburton
Rev. 5/2008 · IDP 037
BIO-BORE is a trademark of Halliburton
Because the conditions of use of this product are beyond the seller's control, the product is sold without warranty either express or implied and upon condition that
purchaser make its own test to determine the suitability for purchaser’s application. Purchaser assumes all risk of use and handling of this product. This product will be
replaced if defective in manufacture or packaging or if damaged. Except for such replacement, seller is not liable for any damages caused by this product or its use.
The statements and recommendations made herein are believed to be accurate. No guarantee of their accuracy is made, however.
Recommended
Degradation Treatment
Packaging
Safety
Availability
To bring about the degradation of a BIO-BORE slurry, utilize 1-2 pounds
calcium hypochlorite (65% active) per 100 gallons of BIO-BORE slurry or
1.2-2.4 kg calcium hypochlorite (65% active) per m3 of BIO-BORE slurry.
BIO-BORE concentrate is packaged in a 50-lb (22.7-kg) white, multiwall
bag. The bag is sturdy, moisture resistant, and easy to handle and
transport.
Drilled cuttings exposed to BIO-BORE concentrate should be treated with
calcium hypochlorite to break down the polymers before the cuttings can
be confined or stored in a vented, sealed container or drum.
BIO-BORE concentrate can be purchased through any Baroid Industrial
Drilling Products Retailer. To locate the Baroid IDP retailer nearest you
contact the Customer Service Department in Houston or your area IDP
Sales Representative.
Baroid Industrial Drilling Products
Product Service Line, Halliburton
3000 N. Sam Houston Pkwy E.
Houston, TX 77032
Customer Service
(800) 735-6075 Toll Free
(281) 871-4612
Technical Service
(877) 379-7412 Toll Free
(281) 871-4613
LEGENDA
GENERALE
PN HDD terra
Rotta Polo Nord con progressiva
chilometrica
Inizio / Fine Trivellazione
Orizzontale Teleguidata
PN AC 01
Punto di accostata
0m
5.0
5.0
5.0
5.0
130
40
5.0
175
70
Altri eventi lungo le rotte
Rotta Elettrodo con progressiva
chilometrica e regressiva chilometrica
Rotta Polo Sud
BATIMETRIA
VBC_EL_001
-1.00
-1.00
FINE
PN_01
TUBAZIONI HDD
175
40 100
50
1
.
EL_01
N 2 PE BH 03
-1.00
0
-2.0
4.5
Isoipse (intervallo 1m)
-0.25
Isoipse (intervallo 0.25m)
0.00
Linea di costa
0
-0.50 -0.5
-0.50
100
HDD N.5 - CAVO POLO 2
MORFOLOGIA E GEOLOGIA SUPERFICIALE
Blocchi
Sabbia
Contatto sonar con dimensioni misurate
(L x L x H)(m)
Solco da pesca a strascico
Probabile risalita di gas
Traccia delle superfici dei
piani di ondulazione dei
sedimenti superficiali
Anomalia magnetica
HD
D
N.
Condotta fognaria
(da bibliografia)
5
VBC 01
PCPT 027
0.00
CA_BH_03
33.5..05
2 0
.
2
1.5
4.0
DS_01
Vibrocarotaggio
Punto di campionamento divers
Piezo Cone Penetrometer Test
130
Jet probe
Valore di penetrazione (cm) in ciano
Campionamento Rotary
100
Mini Vibro
Valore di penetrazione (cm) in magenta
5.0 5.0
1
0.5.0
0.5
HDD N.3 - CAVO F.O.
HDD N.4 - CAVO POLO 1
5.0
3
N. 4
D
.
HD D N
HD
70
175
HDD N.1-2 - CAVI DI
ELETTRODO
0.5
D N.
D
H
D
HD
4.5
-1.50
-0.50
-1.00
0.5
150
0.5 1.0
100
PE BH 02
SCALA ORIZZONTALE 1 :1000
1.5
0
1.5
4.5
25
50
75
100
125
150
Metri
150
1.0
100
0.5
-2.
50
-2.50
4.0
-1.50
0
0.5.5
-2.00
0.00
3.5
-2.00
--33. .2.50
5000
- 2. 5
0
0
.0
-4
1.0
-1.50
50
-1.
-0.50
H
G
N
D
0.5
60
2.0 2.0
PE BH 01
2.52.0
1.5
1.0
00
0.5
50
-1-1. .00
0.5
-44..500
0
-5.00 -44..050
0
-1.
-1.
00
-3.50 -5.
.00
+0.00
N.
- .5
0--3-2324.-4.50
0.
5
.
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-4
-4
-1.50
-1.50
-2.
00
50
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3.0
-1.50
-1.00
-1.
-10.0
0 00.5
0
0.00
--1
1.5.000
3.53.0
-2.1.000
-1.00
-4.50
-1.50
-1.00
-0.50
0.00
2.5
- 0 .5 0
-0.50
REVISIONI
0.5
-0.
100
.00
-2
0
-2.0
PIANO DI CAMPAGNA
50
0.5
-4.00
50
-3.
-4.0
-30.50
0
-4.0
-1.-1.00
00
-1.00
-1.00
00
0.5
0.5
DESCRIZIONE
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL'ELABORATO
CODIFICA DELL'ELABORATO
LAYOUT
RVFR08104CCC61401
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
PROGETTO
00
-4.
-4.50
-4
.50
-4.0
DATA
RICAVATO DAL DOC. TERNA
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
NOME DEL FILE
RVFR08104CCC61401_031_00_02
SCALA CAD
= CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
FORMATO
SCALA
01 / 01
This document contains information proprietary to Terna Rete Italia S.p.A. and Terna Crna Gora d.o.o. and it will have to be used exclusively for the purposes for which it has been
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5.0
Inquadramento generale
FINE TUBAZIONI
HDD
PROFILO GEOMETRICO
HDD N.1-2 - CAVI DI ELETTRODO
PROFILO DEL TERRENO
-2.00
INIZIO
TUBAZIONI HDD
-0.50
-4.00
INIZIO TUBAZIONI HDD
(0 metri)
PIANO DI CAMPAGNA
FINE TUBAZIONI HDD
(~478 metri)
~+2.00
TRATTO
DRITTO
TRATTO
CURVO
TRATTO
DRITTO
TRATTO
CURVO
TRATTO
DRITTO
-5.13
10.00
REVISIONI
520.00
10.00
500.00
10.00
53
-5.08
-5.01
1.84
52
510.00
-5.00
8.16
51
-5.03
50
490.00
10.00
49A
490.00
10.00
-4.96
-4.89
49
480.00
10.00
470.00
10.00
48
-4.84
-4.79
47
460.00
10.00
450.00
10.00
46
-4.74
-4.69
45
440.00
10.00
430.00
10.00
44
-4.65
-4.62
43
420.00
10.00
410.00
10.00
42
-4.58
-4.54
41
400.00
10.00
390.00
10.00
40
-4.49
-4.45
39
380.00
10.00
370.00
10.00
38
-4.41
-4.37
37
360.00
10.00
350.00
10.00
36
-4.32
-4.27
35
340.00
10.00
330.00
10.00
34
-4.22
-4.17
33
320.00
10.00
310.00
10.00
32
-4.11
-4.03
31
300.00
10.00
290.00
10.00
30
-3.96
-3.76
29
280.00
10.00
270.00
10.00
28
-3.72
-3.64
27
260.00
10.00
250.00
10.00
26
-3.49
-3.38
25
240.00
10.00
230.00
10.00
24
-3.23
-3.01
23
220.00
10.00
210.00
10.00
22
-2.78
-1.06
21
200.00
10.00
190.00
10.00
20
-0.30
-0.27
19
180.00
10.00
170.00
10.00
18
-0.37
-0.40
17
160.00
10.00
150.00
10.00
16
-0.44
-0.57
15
140.00
10.00
130.00
10.00
14
-0.61
-0.62
13
120.00
10.00
110.00
10.00
12
-0.57
-0.57
11
100.00
10.00
90.00
10.00
10
-0.46
20.06
9
80.00
10.00
70.00
10.00
8
20.01
20.27
7
60.00
10.00
50.00
10.00
6
20.43
20.86
5
40.00
10.00
10.00
0.00
Distanze
progressive
10.00
4
30.00
Distanze
parziali
3
21.20
Quote
2
20.00
1
21.49
Punti battuti
22.00
QUOTA DI
-20.00
RIFERIMENTO
N.
DATA
DESCRIZIONE
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL'ELABORATO
CODIFICA DELL'ELABORATO
LAYOUT
RVFR08104CCC61401
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
PROGETTO
RICAVATO DAL DOC. TERNA
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
NOME DEL FILE
RVFR08104CCC61401_041_00_02
SCALA CAD
= CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
FORMATO
SCALA
01 / 01
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5.0
Inquadramento generale
FINE TUBAZIONI
HDD
-2.00
INIZIO
TUBAZIONI HDD
-0.50
-4.00
INIZIO TUBAZIONI HDD
(0 metri)
PIANO DI CAMPAGNA
FINE TUBAZIONI HDD
(~480 metri)
~+2.00
TRATTO
DRITTO
TRATTO
CURVO
TRATTO
DRITTO
TRATTO
CURVO
TRATTO
DRITTO
-5.13
REVISIONI
520.00
10.00
510.00
10.00
500.00
9.35
53
-5.08
52
-5.03
51
-5.01
-5.03
10.00
0.65
10.00
490.00
490.65
10.00
50 50A
-4.96
-4.89
49
480.00
10.00
470.00
10.00
48
-4.84
-4.79
47
460.00
10.00
450.00
10.00
46
-4.74
-4.69
45
440.00
10.00
430.00
10.00
44
-4.65
-4.62
43
420.00
10.00
410.00
10.00
42
-4.58
-4.54
41
400.00
10.00
390.00
10.00
40
-4.49
-4.45
39
380.00
10.00
370.00
10.00
38
-4.41
-4.37
37
360.00
10.00
350.00
10.00
36
-4.32
-4.27
35
340.00
10.00
330.00
10.00
34
-4.22
-4.17
33
320.00
10.00
310.00
10.00
32
-4.11
-4.03
31
300.00
10.00
290.00
10.00
30
-3.96
-3.89
29
280.00
10.00
270.00
10.00
28
-3.81
-3.70
27
260.00
10.00
250.00
10.00
26
-3.58
-3.46
25
240.00
10.00
230.00
10.00
24
-3.30
-3.15
23
220.00
10.00
210.00
10.00
22
-3.07
-2.87
21
200.00
10.00
190.00
10.00
20
-2.62
-2.38
19
180.00
10.00
170.00
10.00
18
-2.13
-1.89
17
160.00
10.00
150.00
10.00
16
-1.65
-1.40
15
140.00
10.00
130.00
10.00
14
-1.16
-0.91
13
120.00
10.00
110.00
10.00
12
-0.67
-0.43
11
100.00
10.00
90.00
10.00
10
-0.18
20.06
9
80.00
10.00
70.00
10.00
8
20.00
20.26
7
60.00
10.00
50.00
10.00
6
20.43
20.86
5
40.00
10.00
10.00
0.00
Distanze
progressive
10.00
4
30.00
Distanze
parziali
3
21.20
Quote
2
20.00
1
21.49
Punti battuti
22.00
QUOTA DI
-20.00
RIFERIMENTO
N.
DATA
DESCRIZIONE
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL'ELABORATO
CODIFICA DELL'ELABORATO
LAYOUT
RVFR08104CCC61401
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
PROGETTO
RICAVATO DAL DOC. TERNA
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
NOME DEL FILE
RVFR08104CCC61401_051_00_02
SCALA CAD
= CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
FORMATO
SCALA
01 / 01
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5.0
Inquadramento generale
FINE TUBAZIONI
HDD
-2.00
INIZIO
TUBAZIONI HDD
-0.50
-4.00
INIZIO TUBAZIONI HDD
(0 metri)
PIANO DI CAMPAGNA
FINE TUBAZIONI HDD
(~478 metri)
~+2.00
TRATTO
DRITTO
TRATTO
CURVO
TRATTO
DRITTO
TRATTO
CURVO
TRATTO
DRITTO
-5.15
10.00
REVISIONI
520.00
10.00
500.00
10.00
53
-5.10
-5.02
1.66
52
510.00
-5.02
8.34
51
-5.05
50
490.00
10.00
49A
488.34
10.00
-4.96
-4.90
49
480.00
10.00
470.00
10.00
48
-4.85
-4.80
47
460.00
10.00
450.00
10.00
46
-4.75
-4.70
45
440.00
10.00
430.00
10.00
44
-4.65
-4.60
43
420.00
10.00
410.00
10.00
42
-4.55
-4.50
41
400.00
10.00
390.00
10.00
40
-4.46
-4.40
39
380.00
10.00
370.00
10.00
38
-4.36
-4.32
37
360.00
10.00
350.00
10.00
36
-4.26
-4.22
35
340.00
10.00
330.00
10.00
34
-4.18
-4.11
33
320.00
10.00
310.00
10.00
32
-4.06
-4.00
31
300.00
10.00
290.00
10.00
30
-3.82
-3.76
29
280.00
10.00
270.00
10.00
28
-3.67
-3.60
27
260.00
10.00
250.00
10.00
26
-3.50
-3.36
25
240.00
10.00
230.00
10.00
24
-3.25
-3.08
23
220.00
10.00
210.00
10.00
22
-2.67
-1.31
21
200.00
10.00
190.00
10.00
20
-0.33
-0.21
19
180.00
10.00
170.00
10.00
18
-0.49
-1.15
17
160.00
10.00
150.00
10.00
16
-0.85
-1.12
15
140.00
10.00
130.00
10.00
14
-0.69
-0.71
13
120.00
10.00
110.00
10.00
12
-0.75
-0.45
11
100.00
10.00
90.00
10.00
10
-0.43
21.58
9
80.00
10.00
70.00
10.00
8
21.47
20.69
7
60.00
10.00
50.00
10.00
6
20.41
20.88
5
40.00
10.00
10.00
0.00
Distanze
progressive
10.00
4
30.00
Distanze
parziali
3
21.26
Quote
2
20.00
1
21.53
Punti battuti
22.00
QUOTA DI
-20.00
RIFERIMENTO
N.
DATA
DESCRIZIONE
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL'ELABORATO
CODIFICA DELL'ELABORATO
LAYOUT
RVFR08104CCC61401
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
PROGETTO
RICAVATO DAL DOC. TERNA
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
NOME DEL FILE
RVFR08104CCC61401_061_00_02
SCALA CAD
= CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
FORMATO
SCALA
01 / 01
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1.5
1.5
Inquadramento
area approdo
-2.5
0
1.0
-1.50
-2.
50
50
-2.
6.00
-2.50
W.C.
0
0.5.5
0.5
2.50
-2
.00
5
8
0
-2.0
-0.
50
2.00
0.5
-2.50
30.00
0.5
-2.00
4.00
-2.00
0.00
--33. .2.50
5000
4
H
G
-0.50
-0.50
N
D
60
-4.50
6.00
0.5
2
-1.
-10.0
0 00.
-2.
00
0.
0.55
-44..500
0
-5.00 --44..050
0
30.00
-4
.00
inin
mm
f.f.
ro
ro
-- pp
00
1155
-4.00
50
-3.
2.50
-4.0
-30.50
0
-4.0
BP
-2.50
6.00
-A
CC
f.
pro
-
15
0
5
12
GRU'
C
C
-A
3.00
.50
2
BP
3
0.5
0.5
C
CCC
-- AA
0.5
6
PP
MM
-4
.50
-4.00
-4.0
00
-4.
1
ccmm
9900
-4.50
7
12.00
00
-3.50 -5.
3.00
1.0
--3-324.-4.50
0
--32.5..0.-5002000.00
5
.
050
-4
6.00
in
m
cm
60
50
.
2
-
-3.00
3
11
9
6.00
6.00
1.5
-1.00
50
.
1
--1
1.5.000
-1.50
-1.00
-0.50
0.00
2.52.0
0.00
50
6.00
-1.50
50
-1.
-2.5
0
0
.0
-4
4.00
1.0
-0.50
2.50
MARE
NUMERO E DATA ORDINE:
LEGENDA:
NUMERO_E_DATA_ORDINE
MOTIVO DELL'INVIO:
Macchina perforatrice
D220x300
4
Gruppo riciclaggio
7
Stoccaggio polimeri
BIODEGRADABILI
10
FOTO CANTIERE GIA'
REALIZZATO
2
Escavatore
5
Gruppo elettrogeno
8
Ufficio
11
RISERVA FANGHI DI
PERFORAZIONE
Delimitazione cantiere
QUADRIFOGLIO
6
Batteria aste
9
Buca impermeabilizzata
raccolta fanghi
10
C:\Users\Pavilion\Desktop\foto malta\malta 054.jpg
C:\Users\Pavilion\Desktop\foto malta\malta 061.jpg
N.
3
Gruppo miscelatore
SOSTITUISCE IL:
SCALA DI STAMPA:
SOSTITUITO DAL:
REVISIONI
1
PER_INFORMAZIONE
PER APPROVAZIONE
DATA
DESCRIZIONE
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL'ELABORATO
CODIFICA DELL'ELABORATO
LAYOUT
RVFR08104CCC61401
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
PROGETTO
RICAVATO DAL DOC. TERNA
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
NOME DEL FILE
RVFR08104CCC61401_071_00_02
SCALA CAD
= CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
FORMATO
SCALA
01 / 01
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Cliente:
TERNA RETE ITALIA
TERNA CRNA GORA
Ordine N°: 300043870
Progetto:
Collegamento HVDC ±500 kVcc
“Italia-Montenegro”
QUADRIFOGLIO
COSTRUZIONI s.r.l.
Titolo:
Codifica Terna:
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 KVCC “ITALIA MONTENEGRO”
RVFR08104CCC61401
Codifica Prysmian
MONITA_PPL_IE004
Rev. 02
PROGETTO DI DETTAGLIO DEL DRILLING ALL’APPRODO
LATO ITALIA
RELAZIONE GEOLOGICA
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 kVcc “ITALIA MONTENEGRO”
PROGETTO DI DETTAGLIO DEL DRILLING ALL’APPRODO
LATO ITALIA
RELAZIONE GEOLOGICA
NUMERO E DATA ORDINE:
300043870 del 30.10.2012
MOTIVO DELL’INVIO:
PER APPROVAZIONE
REVISIONE
SCALA DI STAMPA:
PER INFORMAZIONE
SOSTITUISCE IL
00
04.12.2014
N.
DATA
SOSTITUITO DAL
Approvazione TERNA
n. RESE61401MONITA_01_01 del 04.12.2014
DESCRIZIONE
TRI/TCG
ELABORATO
TIPOLOGIA DELL’ELABORATO
CODIFICA DELL’ELABORATO
M
RVFR08104_CCC_61401
PROGETTO
VERIFICATO
APPROVATO
TITOLO
MONITA
RICAVATO DAL DOC. TERNA
COLLEGAMENTO HVDC 1000 MW ± 500 KVCC “ITALIA MONTENEGRO”
CLASSIFICAZIONE DI SICUREZZA
ALLEGATO 8 – RELAZIONE GEOLOGICA
NOME DEL FILE
SCALA CAD
FORMATO
SCALA
FOGLIO
RVFR08104CCC61401_081_00_02
1 unità =
A4
-
01
Questo documento contiene informazioni di proprietà Terna Rete Italia S.p.A. e Terna Crna Gora d.o.o. e deve essere utilizzato esclusivamente dal destinatario in
relazione alle finalità per le quali è stato ricevuto. E' vietata qualsiasi forma di riproduzione o di divulgazione senza l'esplicito consenso di Terna Rete Italia S.p.A. e
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Relazione Geologica per l’approdo di
Pescara di un collegamento in cavo HDCV
MW ± 500 kVcc “ITALIA – MONTENEGRO”
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 1
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
INDICE
INDICE ........................................................................................................................................................... 2
1. PREMESSA .............................................................................................................................................. 3
2. INQUADRAMENTO GEOLOGICO DELL’AREA ................................................................................. 5
3. MORFOLOGIA ED IDROGEOLOGIA ................................................................................................ 11
4. CARATTERISTICHE LITOSTRATIGRAFICHE, GEOTECNICHE E ............................................. 13
STRUTTURE DI FONDAZIONE DELLE OPERE DA REALIZZARE.................................................. 13
5. CLASSIFICAZIONE SISMICA DELL’AREA E DEFINIZIONE ......................................................... 19
DELLA CATEGORIA DEL SUOLO DI FONDAZIONE ......................................................................... 19
6. CONCLUSIONI ...................................................................................................................................... 24
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 2
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
1. PREMESSA
Nell’ambito dei lavori per il <<COLLEGAMENTO IN CAVO HVDC MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”>> è stato effettuato uno studio geologico-geomorfologico,
idrogeologico, geotecnico e sismico al fine di verificare lo stato dei luoghi ed accertare la
fattibilità del progetto.
Il progetto prevede, oltre alla posa in opera del cavo per il trasporto di energia elettrica sul
fondale marino, la realizzazione di un manufatto, di modeste dimensioni, all’interno del
quale sarà realizzata la giunzione tra il cavo terrestre e quello marino.
Nello studio in oggetto viene definito il modello geologico-geotecnico del sottosuolo, si
illustrano e caratterizzano gli aspetti stratigrafici, strutturali, idrologici, idrogeologici,
geomorfologici, litotecnici e fisici, con lo scopo di valutare il conseguente livello di
pericolosità geologica ed il comportamento in assenza ed in presenza delle opere, così
come richiesto dalla normativa tecnica vigente ed in particolare della LEGGE 02
febbraio 1974 n. 64 e successive modifiche ed integrazioni, del D.M. LL.PP. 11 marzo
1988 e delle loro relative norme di attuazione, del D.Min. Infrastrutture 14 gennaio
2008, tenendo in debito conto le prescrizioni del Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto
Idrogeologico dei Bacini di Rilievo Regionale Abruzzesi adottato dal Comitato
Istituzionale con Delibera n. 1386 del 29/12/2004 e delle relative norme tecniche di
attuazione.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 3
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
La consultazione delle norme di attuazione del PAI Abruzzese e della cartografia delle
Aree a Rischio ad esso allegato ha consentito di verificare che il sito su cui sarà realizzata
l’opera in oggetto nella Carta della Pericolosità da Frane ricade all’interno di un’area a
Pericolosità trascurabile, per cui la stessa non è soggetta alle prescrizioni ed alle
restrizioni ai sensi dello stesso Piano.
In seguito alla pubblicazione dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.
3274 del 20 marzo 2003, che ha aggiornato la classificazione sismica del territorio, il
comune di Pescara, dove sarà realizzato il manufatto in oggetto, viene classificato come
zona 3, zona a bassa sismicità. Si è resa tuttavia necessaria la caratterizzazione sismica
dell’area in esame al fine di verificare le caratteristiche di tale area alla luce della nuova
normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica (D.Min. Infrastrutture 14 gennaio
2008).
La conoscenza delle caratteristiche litologico-stratigrafiche del sottosuolo su cui sorgerà
la struttura in progetto sono state desunte dalle indagini effettuate sull’area, da cui è stato
stimato il parametro VS30 e la categoria di suolo di fondazione ai sensi della nuova
normativa sismica.
La relazione tecnica in questione si prefigge lo scopo di descrivere il contesto geologicomorfologico generale del sito interessato dalla realizzazione dell’opera in oggetto, di
riportare i dati acquisiti nel corso dello studio effettuato e di valutare la fattibilità della
struttura in progetto.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 4
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
2. INQUADRAMENTO GEOLOGICO DELL’AREA
L’area oggetto di studio si colloca a Sud-Est del Foglio 351 “Pescara” della Carta
Geologica d’Italia alla scala 1:50.000. Di seguito viene presentato uno stralcio della Carta
Geologica in questione e della legenda ad essa associata.
Ubicazione area di studio
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 5
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Il territorio comunale di Pescara è stato interessato geologicamente da molteplici ambienti
di sedimentazione, intesi questi
ultimi, come complesso delle condizioni fisiche,
chimiche e biologiche in cui il sedimento si accumula (Krumbein e Loss, 1963).
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 6
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
La schematica ricostruzione litologica-stratigafica, che qui di seguito verrà
descritta,
è
stata
ricavata
dai
risultati
della
ricerca
bibliografica
e
dall’elaborazione dei dati delle indagini geognostiche effettuate.
L’area del territorio comunale di Pescara è inserita, dal punto di vista tettonicopaleogeografico, nell’Unità tettonica denominata Avanfossa periadriatica.
Tale unità è costituita da una profonda depressione, allungata parallelamente all’attuale
linea di costa e che, durante il sollevamento della Catena Appenninica nel Pliocene, è
stata sede di notevoli fenomeni di subsidenza.
In tale fossa si sedimentarono, quindi, materiali terrigeni a grana finissima, che
generarono la Formazione definita in letteratura “ Argille grigio-azzurre” attribuite al
Plio-Pleistocene.
In continuità stratigrafica con le Argille siltose grigio-azzurre si depositarono materiali
sabbioso-arenacei-conglomeratici, di ambiente di sedimentazione da marino a
continentale, a testimonianza del progressivo ritiro del mare dalla zona tra la fine del
Pliocene e l’inizio del Quaternario.
A partire dall’inizio del Quaternario, quindi dal momento del definitivo ritiro del mare
dall’area, il modellamento superficiale è causato dall’azione delle acque superficiali
(corsi d’acqua), dagli agenti meteorici chimico-fisici e dalla gravità.
L’attività di tali agenti è causa della formazione dei depositi alluvionali antichi terrazzati,
dei depositi alluvionali recenti, dei depositi eluvio-colluviali e di quelli di piana costiera.
La litologia dell’area oggetto di studio e delle aree a questa adiacenti può essere
schematicamente descrtitta in quattro unità:
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
1)
Unità sabbioso-ghiaiosa
2)
Unità Limo-argillosa con frequenti episodi di Torba
3)
Unità ghiaioso-sabbiosa
4)
Unità argilloso-siltosa (Substrato)
Unità sabbioso-ghiaiosa
La litologia di tale Unità è costituita quasi esclusivamente da Sabbia, con percentuali
maggiori del 50% e profondità dal p.c. variabile tra i mt 12.00 a mt 16.00
Presenta una grana da fine a media, con episodi torbosi piuttosto diffusi e intervalli
ghiaiosi ad elevato indice di arrotondamento.
Il colore della Sabbia è quasi sempre grigiastro ed il grado di addensamento tende a
diminuire con la profondità, mantenendosi però sempre su percentuali medio-elevate (Dr
= 40-60%).
Unità Limo-argillosa con frequenti episodi di Torba
A letto del precedente è presente un’Unità pelitica, di spessore variabile tra i mt 20.00 ed
i 30.00 mt, quindi, raggiungente una profondità dal p.c. tra i mt 35.00 e 45.00.
Essa è costituita da Limo-argilloso-sabbioso, di colore grigio-scuro, con frequenti
intervalli torbosi e livelletti francamente sabbiosi; in quest’ultimi spesso sono presenti
falde acquifere sospese. Tale materiale è di zona a litofacies lagunare.
Unità ghiaioso-sabbiosa
A letto dell’Unità precedente si riscontra la presenza pressochè costante di un banco di
materiale a granulometria grossolana.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Esso è costituito da Ghiaia di natura calcarea in matrice sabbiosa con una percentuale di
brecciolino. Gli elementi sono a spigoli arrotondati e di diametro massimo ∅ = 60 mm.
Il grado di addensamento è molto elevato (Dr >80%)
Lo spessore di tale Unità varia tra i mt 4.00 ed i mt 8.00 e tende a diminuire man
mano che ci si allontana dalla Costa, mentre la profondità alla quale è
riscontrabile è tra i mt 38.00 e i mt 48.00 dal p.c. con una tendenza a maggiore
superficialità man mano che ci si allontana dalla Costa.
Tale materiale è di zona a litofacies marina trasgressiva
Unità argilloso-siltosa (Substrato)
E’ costituita dalle Argille siltose definite in letteratura “Argille grigio-azzurre”, che si
presentano in condizioni di notevole consistenza e scarsa compressibilità.
Tale materiale di zona a litofacies marina.
In linea generale si presenta la scomparsa dell’Unità ghiaioso-sabbiosa e la risalita, sino a
mt 15.00-20.00 dal p.c. delle Argille grigio-azzurre.
Le indagini geognostiche effettuate nell’area di approdo, e nello specifico i tre sondaggi a
carotaggio continuo PE BH 01, PE BH 02 e PE BH 03 della profondità di 15 m hanno
evidenziato come l’area di interesse sia caratterizzata da un corpo deposizionale
essenzialmente sabbioso con intercalazioni limose o limo-sabbiose. Nello specifico il
carotaggio PE BH 01, prossimo all’area di realizzazione della struttura, ha evidenziato la
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
continuità stratigrafica delle sabbie con le Argille siltose grigio-azzurre. Il limite tra le
due formazioni è stato rinvenuto a circa 13 m dal p.c..
In seguito verranno esaminati nello specifico i sondaggi effettuati.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
3. MORFOLOGIA ED IDROGEOLOGIA
Da un punto di vista generale la morfologia dell’area di studio può essere inquadrata
come il tipico territorio della fascia pedemontana e costiera periadriatica in cui il
paesaggio collinare digrada verso Nord Est nella piana costiera, generalmente larga 1-2
Km.
Schema
dell’acclività
dell’area
del
Foglio
351
“Pescara”
Pendenza (%)
Ubicazione area di studio
L’area di studio si colloca nella piana costiera, essenzialmente pianeggiante, come viene
schematicamente rappresentato nella carta delle acclività del Foglio 351 “Pescara”.
L’idrografia superficiale dell’area oggetto di interesse è dominata dalla presenza poco a
Nord del fiume Pescara, nonché dal Fosso Vallelunga ubicato in prossimità dell’area di
approdo in cui vengono convogliate le acque di scolo dell’ambiente urbano adiacente.
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foce del Fosso Vallelunga adiacente all’area approdo
Dal punto di vista idrogeologico si riscontra la presenza dell’acquifero composto da un
orizzonte limo-argilloso molto potente interdigitizzato da lenti sabbiosi e ghiaiosi
interconnessi, il quale poggia su depositi ghiaiosi profondi di paleoalveo di ridotto
spessore. Il tutto poggia sul substrato dato dalle Argille siltose grigie che decresce con
lievi ondulazioni da – 20 mt a monte a –50 verso la costa.
La falda è contenuta sia nel corpo limo-argilloso come falda freatica multistrato, sia nel
livello ghiaioso di base come falda in pressione.
.La base impermeabile di questo sistema è dato dalle Argille grigio-azzurre,
rappresentanti l’acquicludo del sistema acquifero.
La falda freatica superficiale è alimentata da apporti meteorici diretti, nonché dagli
apporti dei fianchi vallivi e per drenaggio delle alluvioni terrazzate.
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
4. CARATTERISTICHE LITOSTRATIGRAFICHE, GEOTECNICHE E
STRUTTURE DI FONDAZIONE DELLE OPERE DA REALIZZARE
La ricostruzione litostratigrafica dell’area in esame è stata effettuata, oltre che da
un’analisi dei dati
bibliografici e di letteratura, dai dati raccolti durante la campagna di indagini
geognostiche.
Nello specifico sono stati effettuati tre carotaggi continui: PE BH 01, PE BH 02 e PE BH
03, della profondità di 15 metri.
I carotaggi hanno evidenziato la presenza di un corpo sedimentario omogeneo
caratterizzato da alternanze di sedimenti sciolti a granulometria prevalentemente fine
sabbiosa con frequenti intercalzioni limoso-argillose e con rari episodi ghiaiosi molto
confinati.
I carotaggi mostrano come la componente sabbiosa sia nettamente la litologia dominante
nell’area di studio, ma sono da evidenziare le alternanze di strati sabbiosi in matrice
limoso/argillosa e limi sabbiosi generalmente sciolti o poco densi e presenza di livelli di
pochi centimetri di sedimenti sciolti a granulometria maggiore come ciottoli in strati
sabbiosi. La presenza di ciottoli in matrice sabbioso/limosa si riscontra maggiormente nel
carotaggio PE BH 01, quello prossimo all’area sedime del manufatto in progetto. Si tratta
comunque di spessori non rilevanti al fine tecnico-strutturale.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
L’analisi delle proprietà meccaniche dei terreni è stata possibile, oltre che dai risultati
delle analisi di laboratorio su numero 3 campioni prelevati per ogni carotaggio, anche dai
risultati delle prove S.P.T. (Standard Penetration Test) che danno una misura qualitativa
del grado di addensamento dei terreni. Si è constatato come il grado di addensamento
generalmente migliori con la profondità, arrivando anche a gradi di elevato addensamento
(vedi in allegato schede carotaggi PE BH 02 e PE BH 03).
Il carotaggio PE BH 01 ha, inoltre, confermato la continuità stratigrafica tra le sabbie e
l’Unità Limo-Argillosa intercettata a circa 13 m dal p.c.. Nei due carotaggi effettuati in
ambiente offshore non è stata intercettata tale Unità a conferma di come questa vada
approfondendosi spostandosi dalla linea di costa verso l’ambiente offshore.
Le analisi dei carotaggi sono coadiuvate da una serie di indagini geoelettriche che hanno
messo in evidenza la presenza di corpi sedimentari in maniera del tutto coerente con i
risultati dei sondaggi a carotaggio continuo.
I profili geoelettrici terrestri mostrano nella porzione vicina all’approdo una generale
diminuzione di resistività con la profondità, fino a circa 13 m di profondità, concorde con
la presenza di un corpo sabbioso permeabile con acqua infiltrata al suo interno; a
profondità maggiori i profili mostrano un orizzonte con resistività alta (compresa fra 800
e 1000 Ohm m) concorde con la presenza di un corpo limoso-argilloso compatto,
intercettato effettivamente a circa 13 m dal piano campagna durante il sondaggio PE BH
01.
I profili marini rilevano in profondità valori di resistività che aumentano fino ad una
valore massimo di 10 Ohm.m. Tali valori sono coerenti con la presenza di sedimenti
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Relazione Geologica per l’approdo
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“ITALIA – MONTENEGRO”
sabbiosi marini che si arricchiscono in sedimenti più fini via via che la profondità
aumenta.
4.1 PARAMETRI DI INPUT
Sono state effettuate analisi di laboratorio per valutare i parametri geotecnici dei terreni
intercettati nel corso delle indagini geognostiche. L’analisi di tali dati fisico-meccanici
sarà da base per calcolare e valutare, in base al peso ed allo scarico unitario in fondazione
dell’opera da realizzare, il proporzionamento delle strutture di fondazione.
Si riportano i valori dei campioni del sondaggio PE BH 01, prossimo all’area sedime.
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Dati del carotaggio PE BH 01
Campione 1 (Profondità 4-4.5 m)
Analisi Granulometrica: Sabbia 92.36%, Limo 5.56 %, Argilla 1.79 %
- Peso di volume naturale
γ = 19.43 kN/m3
- Angolo di attrito interno
in condizioni non drenate
φu = 32.5°
- Coesione non drenata
cu = 11.23 kPa
- Coesione drenata
c’ = 0 kPa
Campione 2 (Profondità 8.5-9 m)
Analisi Granulometrica: Sabbia 56.04%, Limo 19.79 %, Argilla 6.38 %
- Peso di volume naturale
γ = 19.64 kN/m3
- Angolo di attrito interno
in condizioni non drenate
- Coesione non drenata
φu = 33.4°
cu = 22.11 kPa
Campione 3 (Profondità 13.5-14 m)
Analisi Granulometrica: Sabbia 2.01%, Limo 59.55 %, Argilla 38.44 %
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Relazione Geologica per l’approdo
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- Peso di volume naturale
γ = 19.53 kN/m3
- Angolo di attrito interno
in condizioni non drenate
- Coesione non drenata
φu = 20°
cu = 21.53 kPa
Per la scelta delle strutture di fondazione dell’opera da realizzare, viste le caratteristiche
litologico-stratigrafiche e geotecniche del sottosuolo e considerata la modestia della
struttura da realizzare si potrà optare per una fondazione di tipo superficiale.
La struttura di fondazione dovrà rispondere alle seguenti esigenze primarie:
- sufficiente superficie di contatto per la trasmissione dei carichi indotti per evitare
fenomeni di rottura locale del terreno di fondazione;
- elevata rigidezza e sezione inerziale per l’assorbimento di eventuali piccoli cedimenti
differenziali immediati ed a lungo termine dovuti ad aggiustamento intergranulare e tale
da opporre la necessaria resistenza alle possibili sollecitazioni sismiche.
L’affioramento in superficie della formazione sabbioso-limoso-argillosa e le sue
caratteristiche geotecniche, consentono di affermare che in tali casi si possono utilizzare
fondazioni superficiali indifferentemente nastriformi o a platea, escludendo la possibilità
di utilizzare una fondazione superficiale di tipo puntiforme (plinto), in quanto non
fornisce garanzie di tenuta nei confronti di possibili cedimenti differenziali.
E’ opportuno che il progettista si assicuri che le strutture fondali siano impostate sui
depositi sopra citati e venga rimossa completamente dal piano di appoggio della
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Relazione Geologica per l’approdo
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“ITALIA – MONTENEGRO”
fondazione l’eventuale spessore di depositi costituiti da litologia argilloso-limosa a scarsa
consistenza.
In ogni caso sarà necessario poggiare la fondazione da realizzare non direttamente sul
terreno in posto, ma sostituendolo con uno spessore adeguato di materiale arido a
granulometria grossolana o con magrone di calcestruzzo.
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“ITALIA – MONTENEGRO”
5. CLASSIFICAZIONE SISMICA DELL’AREA E DEFINIZIONE
DELLA CATEGORIA DEL SUOLO DI FONDAZIONE
In seguito alla pubblicazione dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.
3274 del 20 marzo 2003, che ha aggiornato la classificazione sismica del territorio
nazionale, il territorio comunale di Pescara, dove sarà realizzato il manufatto in oggetto,
viene classificato come zona 3, zona a bassa sismicità. Si è resa necessaria, comunque, la
caratterizzazione sismica dell’area in esame al fine di verificare le caratteristiche di tale
area alla luce della nuova normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica (D.Min.
Infrastrutture 14 gennaio 2008).
I valori di accelerazione orizzontale
massima
al suolo, espressi come frazione
dell’accelerazione di gravità g, in relazione alla zonazione sismica di pertinenza, zona 3,
sono espressi nella tabella che segue:
ZONA
1
2
3
4
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Intervallo di pertinenza della PGA (10%
in 50
0,25 < ag ≤ 0,35 g
0,15 < ag ≤ 0,25 g
0,05 < ag ≤ 0,15 g
≤ 0,05 g
Ag max
0,35 g
0,25 g
0,15 g
0,05 g
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Relazione Geologica per l’approdo
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“ITALIA – MONTENEGRO”
Ai fini della identificazione della categoria di sottosuolo, la classificazione si effettua in
base ai valori della velocità equivalente Vs30 di propagazione delle onde di taglio entro i
primi 30 m di profondità.
Per la classificazione del sottosuolo i termini di Vs30, si è partiti dal modello geotecnico
del sottosuolo desumibile dai dati di letteratura.
Nella sua definizione, rappresenta la velocità media di propagazione entro 30 m di
profondità delle onde di taglio e viene calcolata utilizzando l’espressione:
VS 30 =
30
hi
∑
i =1, NVi
Dove:
hi = spessore in m dell’i-esimo strato compreso nei primi 30 m di profondità;
Vi = velocità onde di taglio (S) nell’i-esimo strato;
N = numero di strati compresi nei primi 30 m di profondità.
In base ai valori che si ottengono si individuano 5 classi di terreno, A, B, C, D e E più due
classi speciali, S1 ed S2. Ad ognuna delle quali è associato un determinato spettro di
risposta elastica.
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Relazione Geologica per l’approdo
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“ITALIA – MONTENEGRO”
Non sono state realizzate indagini sismiche al fine di determinare il parametro VS30, per
questo la classe di appartenenza dei terreni che costituiscono il sedime e la definizione
dell’azione sismica di progetto è stata fatta sulla base delle caratteristiche
litostratigrafiche-geotecniche desunte nel corso dei sondaggi e dalle prove di laboratorio
effettuate.
Sulla base dei dati ottenuti dalle indagini realizzate e soprattutto in relazione allo spessore
delle coltri da poco a moderatamente dense superficiali rispetto al substrato limo-argilloso
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
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“ITALIA – MONTENEGRO”
consistente, i terreni potrebbero ricadere a cavallo tra le categorie di suoli di fondazione
di tipo S1 e D.
Considerato il miglioramento delle proprietà meccaniche con la profondità si potrebbe
propendere nel classificare i suoli nella categoria D, ma l’incertezza nella definizione di
uno spessore attendibile, visto che i carotaggi si sono fermati alla profondità di 15 m, così
come la mancanza di indagini più appropriate per la definizione delle caratteristiche
sismiche del sito in esame, deve far propendere la scelta verso la condizione più
cautelativa; per tale motivo e considerate le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni
analizzati, questi sono attribuiti alla categoria S1.
Alla luce di quanto detto finora si può affermare, pertanto, che il substrato su cui si
andranno ad esplicare le azioni dell’opera in progetto può essere annoverato tra le
categorie di suolo di fondazione di tipo S1 – Depositi di terreni caratterizzati da valori
di Vs30 inferiori a 100 m/s che includono uno strato di almeno 8 m di terreni a grana
fine di bassa consistenza oppure che includono almeno 3m di torba o di argille
altamente organiche.
Definita la categoria di suolo di fondazione e nota la posizione geografica del sito in
oggetto individuata dalle coordinate geografiche espresse in gradi decimali si potrà
procedere all’individuazione della pericolosità del sito ed alla definizione dei valori da
attribuire ai parametri ag, Fo, TC* per i periodi di ritorno TR di riferimento.
Sulla base della definizione di tali parametri, individuata la categoria di sottosuolo (S1)
e la categoria topografica (T1 superfici pianeggianti, pendii e rilievi isolati con
inclinazione media <15°) sarà possibile per il progettista individuare la strategia di
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Relazione Geologica per l’approdo
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“ITALIA – MONTENEGRO”
progettazione e definire gli spettri di risposta rappresentativi delle componenti
(orizzontali e verticali) delle azioni sismiche di progetto idonea alle opere da realizzare ed
alla situazione riscontrata.
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6. CONCLUSIONI
Lo studio geologico-morfologico di superficie, le informazioni sulla stratigrafia del
sottosuolo ottenute con l’esecuzione di sondaggi meccanici a carotaggio continuo, la
valutazione delle caratteristiche geotecniche dei terreni ottenuta con l’esecuzione di prove
penetrometriche del tipo S.P.T. e con l’esecuzione di prove di laboratorio, correlati ai dati
bibliografici disponibili, hanno permesso di acquisire sufficienti informazioni strutturali e
geotecniche per la caratterizzazione del sottosuolo dell’area in esame.
Le tipologie fondali indicate (trave rovescia o platea), il cui dimensionamento ultimo sarà
fatto dal progettista in relazione alla effettiva entità dei carichi e alla loro esatta
distribuzione, si ritiene che potranno assolvere appieno alle loro funzioni.
Per la definizione dell’azione sismica di progetto, in base ai dati delle indagini effettuate
sull’area, in particolare sulla base delle caratteristiche litostratigrafiche e dei parametri
geotecnici determinati, è stato possibile stabilire che il substrato su cui si andranno ad
esplicare le azioni delle nuove strutture da realizzare può essere annoverato tra le
categorie di suolo di fondazione di tipo S1 – Depositi di terreni caratterizzati da valori
di Vs30 inferiori a 100 m/s che includono uno strato di almeno 8 m di terreni a grana
fine di bassa consistenza oppure che includono almeno 3m di torba o di argille
altamente organiche.
Sulla base di questa individuazione di categoria sono definite le azioni sismiche che i
progettisti dovranno considerare nella progettazione di opere da realizzare.
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Relazione Geologica per l’approdo
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Data la natura e lo stato di addensamento dei terreni nella parte superficiale che con ogni
probabilità rappresenteranno la sede di appoggio delle strutture di fondazione (sabbie
limose a densità medio-bassa, sature) si vuole tenere in considerazioni la possibile rottura
e liquefazione degli stessi quando sottoposti all’azione sismica. Questa possibilità,
comunque, sebbene le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni siano predisponenti
risulta di rara possibilità considerata la bassa sismicità dell’area in esame, classificazione
sismica 3.
Una situazione da tenere in considerazione è rappresentata della presenza del canale
Fosso Vallelunga in prossimità dell’area di progetto. Si tengano in considerazione le
eventuali, e sempre più probabili, improvvise piene di tale corso d’acqua in conseguenza
di fenomeni improvvisi e particolarmente intensi che tendono ad essere sempre più
frequenti.
Vista la modestia dell’opera da realizzare e data la situazione generale dell’area, che da
un punto di vista geomorfologico non presenta elementi tali da destare preoccupazioni
sulla sua generale stabilità, si può ritenere tale area idonea ad accogliere l’opera in
progetto a condizione che i progettisti delle strutture tengano in debito conto quanto
finora detto, in particolare sulle caratteristiche idrogeologiche, geologico-geotecniche e di
compressibilità dei terreni che costituiscono il sedime.
Al fine di rendere valide le considerazioni fatte sulle caratteristiche geotecniche del
substrato da utilizzare nel calcolo, le strutture fondali superficiali indicate, infine,
dovranno necessariamente essere impostate sempre nel substrato sabbioso-limoso avendo
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Relazione Geologica per l’approdo
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“ITALIA – MONTENEGRO”
l’accortezza di rimuovere dal fondo dello scavo eventuali strati di torba e/o di argilla
molle e sostituire tali strati con materiale arido grossolano o con magrone di calcestruzzo.
In conclusione si ritiene che non sussistano vincoli di natura geologica alle realizzazione
dell’opera in progetto.
Bari, ottobre 2014
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Dott. Geologo Ciro Ivano Dimmito
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Ubicazione area di studio
Stralcio della Carta della Pericolosità da frana del Piano stralcio di Bacino per l’assetto
Idrogeologico
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Schema planimetrico dei sondaggi eseguiti
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Profilo geologico dell’area approdo Pescara
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Area approdo
Tracce dei profili di geoelettrica
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Modelli di resistività (DD – Dipolo-Dipolo; WS – Wenner-Schlumberger) per i profili
terra-mare perpendicolare alla linea di costa
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
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“ITALIA – MONTENEGRO”
ID
Campion
e:
Distanza
dal
fondale
(m)
273_PE_BH_01
Data:
13/06/2014
T(°C)
SPT (n°di colpi)
Descrizione
Litologia
0.003.00
Sabbia
Sabbia fine da poco a mediamente densa. Presenza di
ciottoli centimetrici tra 2.80-3.00 m.
3.003.50
Sabbia
Sabbia fine da poco a mediamente densa.
3.503.80
Sabbia
Sabbia limosa sciolta o poco densa.
3.804.00
Limo/Argilla
Limo/argilla sabbioso poco consistente.
4.004.50
Campione 1
Prelievo del Campione 1 in limo sabbioso.
4.506.00
Sabbia
Sabbia medio-fine poco densa con sporadica presenza
di ciottoli centimetrici.
6.007.00
Sabbia
Sabbia fine debolmente limosa poco densa.
7.007.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa con sporadica presenza di
ciottoli centimetrici.
7.508.00
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
8.008.50
Sabbia
Sabbia fine debolmente limosa poco densa.
8.509.00
Campione 2
9.0010.40
Sabbia
Sabbia fine limosa poco densa con ciottoli centimetrici.
10.4010.60
Ghiaia
Ghiaia sciolta in matrice limoso-sabbiosa.
10.6012.00
Sabbia
Sabbia fine da poco a mediamente densa con ciottoli
centimetrici sparsi.
12.0012.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
12.5012.80
Sabbia
Sabbia fine limosa poco densa con ciottoli centimetrici.
12.8013.50
Limo/Argilla
Limo/argilla consistente.
13.5014.00
Campione 3
Prelievo del Campione 3 in limo/argilla consistente.
14.0015.00
Limo/Argilla
Limo/argilla consistente.
Prelievo del Campione 2 in sabbia fine limosa.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
4 - 11 – 9
21,8
3 - 10 -15
21
8 - 15 – 15
20,5
Pag. 32
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-01 da 0 a 5m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 33
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-01 da 5 a 10m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 34
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-01 da 10 a 15m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 35
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Distanza
dal fondale
(m)
Litologia
0.00-1.00
Sabbia
Sabbia fine limosa sciolta.
1.00-3.00
Sabbia
Sabbia fine da mediamente densa a sciolta.
3.00-3.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
3.50-4.00
Sabbia
Sabbia fine da sciolta a poco densa.
4.00-4.50
Descrizione
Campione 1 Prelievo del Campione 1 in sabbia fine.
4.50-7.00
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
7.00-7.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
7.50-8.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
8.50-9.00
Campione 2 Prelievo del Campione 2 in sabbia fine.
9.00-11.00
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
11.00-11.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
11.50-12.50
Sabbia
Sabbia fine da poco a mediamente densa.
12.50-13.00
Data:
05/06/2014
273_PE_BH_02
ID Campione:
Campione 3 Prelievo del Campione 3 in sabbia fine.
13.00-14.30
Sabbia
Sabbia fine da poco a mediamente densa.
14.30-15.00
Sabbia
Sabbia fine debolmente limosa densa.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
T(°C)
SPT (n°di colpi)
15 - 14 - 15
22,8
14 - 20 - 26
21,4
12 - 19 - 20
22,6
Pag. 36
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-02 da 0 a 5m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 37
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-02 da 5 a 10m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 38
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-02 da 10 a 15m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 39
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Distanza
dal fondale
(m)
Litologia
0.00-2.00
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
2.00-2.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
2.50-4.00
Sabbia
Sabbia fine da sciolta a poco densa.
4.00-4.50
Descrizione
Campione 1 Prelievo del Campione 1 in sabbia fine.
4.50-6.50
Sabbia
Sabbia fine da poco densa a densa con sporadica
presenza di ciottoli centimetrici.
6.50-7.00
Sabbia
Sabbia fine densa.
7.00-9.50
Sabbia
Sabbia fine poco densa.
9.50-10.00
Campione 2 Prelievo del Campione 2 in sabbia fine.
10.00-10.50
Sabbia
Sabbia fine mediamente densa.
10.50-11.00
Sabbia
Sabbia fine densa.
11.00-12.50
Sabbia
Sabbia fine da mediamente densa a densa.
12.50-13.00
13.00-15.00
Campione 3 Prelievo del Campione 3 in sabbia fine.
Sabbia
Data:
05/06/2014
273_PE_BH_03
ID Campione:
T(°C)
SPT (n°di colpi)
2-3-7
22,2
12 - 28 - 35
21,9
19 - 30 - 35
22,8
Sabbia fine densa con livello ricco in ciottoli
centimetrici a 13.70 m.
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 40
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-03 da 0 a 5m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
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Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-03 da 5 a 10m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
Pag. 42
Relazione Geologica per l’approdo
di Pescara di un collegamento in
cavo HDCV MW ± 500 kVcc
“ITALIA – MONTENEGRO”
Foto campioni da carotaggio PE-BH-03 da 10 a 15m
273 Relazione Geologica – Pescara R.0
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Progetto esecutivo approdo