IL MONDO DEL CREDITO COOPERATIVO E L’ESPERIENZA DI UNA BCC DI TERRITORIO Di A LESSIO BOSCAGLIA Premessa La globalizzazione della fi nanza, la creazione in Europa di un mercato unico dei beni e dei servizi, l’innovazione nelle tecnologie di produzione e distribuzione degli strumenti fi nanziari ed il processo di deregolamentazione del settore sono tra le maggiori cause del cambiamento. L’evoluzione che ha interessato anche il sistema bancario italiano negli ultimi anni ha reso tale sistema molto diverso rispetto al passato. Gli intermediari hanno risposto con interventi di ristrutturazione, volti a ridefi nire assetti proprietari e organizzativi, strategie di posizionamento sul mercato, processi produttivi e distributivi, sistemi di controllo e gestione dei rischi1. L’esigenza di competere in mercati sempre più internazionali ha imposto un aumento della dimensione media delle banche e dei gruppi bancari, contribuendo, in misura significativa, al conseguimento di profitti più efficienti. L’intensità del processo ha permesso di ridurre e, in alcuni casi, di invertire, il divario con i principali gruppi bancari europei. Il processo di concentrazione che ha interessato il sistema bancario italiano non ne ha limitato il grado di concorrenza, grazie soprattutto alla crescente diffusione delle banche sul territorio. Un contributo di rilievo, in tale direzione, è venuto dal credito cooperativo, che ne ha permesso una più capillare presenza nel Paese, grazie all’espansione della rete di vendita. 1 «Il Network delle Banche di credito cooperativo», intervento di Antonio Finocchiaro, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, in Assemblea annuale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Roma, 24 novembre 2006, pag. 3. 51 L’importanza delle BCC è sintetizzata dalle caratteristiche del modello produttivo italiano, basato, in misura significativa, su distretti industriali e su piccole e medie imprese, radicate sul territorio e integrate con le comunità e le istituzioni locali. Il radicamento territoriale e lo spirito mutualistico, infatti, avvantaggiano le banche di credito cooperativo, principalmente dal lato dell’informazione: la conoscenza approfondita dell’area di riferimento, l’esperienza del ciclo produttivo delle attività tipiche, la vicinanza agli operatori locali consentono alle aziende di credito cooperativo di disporre di informazioni ottimali sulle caratteristiche della clientela e sul relativo merito di credito, agevolando l’instaurarsi di durature relazioni economico-fi nanziarie. La fi nalità mutualistica dell’organizzazione cooperativa agevola l’attività d’impresa per il convergente interesse dei soci: infatti, sono alla stesso tempo clienti ed azionisti. I soci, potendo trarre vantaggio dall’utilizzazione dei servizi offerti dalla banca, sono incentivati a partecipare attivamente alla vita aziendale, limitando eventuali comportamenti opportunistici che potrebbero incidere non solo sulle relazioni creditizie, ma anche sulle performance complessive dell’intermediario e sui suoi risultati economici. Le banche cooperative operano a sostegno delle comunità locali, ne condividono le sorti, contribuiscono al loro sviluppo, alleviano i disagi di quelle più bisognose e decentrate. La stessa collettività locale è, pertanto, incentivata a svolgere un’azione di controllo volta a promuovere la cooperazione e a sanzionare eventuali violazioni dello spirito di mutualità e solidarietà. Oggetto del presente lavoro è l’analisi del sistema rappresentato dalle banche di credito cooperativo e dalle casse rurali nel nostro Paese, rapportate al sistema bancario italiano e, in particolare, l’operato di una banca di credito cooperativo locale. 1. Dimensione del credito cooperativo italiano Il modello organizzativo del credito cooperativo ruota attorno alle 442 BCC complessivamente presenti sul territorio nazionale, con 3.863 52 sportelli (11,8% degli sportelli bancari italiani), attraverso una presenza diretta in 2.529 Comuni (in 542 comuni rappresentano l’unica realtà bancaria) ed in 98 province2 (dati al dicembre 2007). Le BCC sono supportate sia dal sistema associativo che dal sistema imprenditoriale. Il primo, composto dalle federazioni regionali e dalla federazione nazionale, svolge funzioni di coordinamento, assistenza tecnica, consulenza ed erogazione di servizi a favore delle banche associate. Il secondo si configura come «complemento operativo» della BCC per quanto riguarda la fornitura di servizi e prodotti. I due principi che garantiscono l’efficienza del sistema sono la sussidiarietà e la solidarietà. La sussidiarietà si esercita dalle strutture nazionali e regionali alle banche: le prime svolgono, in modo consortile, quelle funzioni che, se realizzate, sarebbero meno efficienti sul territorio. La solidarietà riguarda i rapporti di collaborazione e di corresponsabilità che legano le BCC tra loro. Le federazioni locali, società cooperative con funzioni consortili senza scopo di lucro, sono gli organismi associativi delle BCC-CR (che aderiscono ad esse volontariamente) e ne rappresentano la diretta espressione sul territorio3. Esse costituiscono il «punto di snodo» del sistema del credito cooperativo, in quanto, da un lato, raccolgono le istanze e i segnali provenienti dalle banche, fi ltrandoli verso gli organismi nazionali; dall’altro, sintetizzano le informazioni e le indicazioni provenienti da questi ultimi e le trasmettono alle BCC-CR. Rappresentano, inoltre, uno strumento di governo delle strategie locali e regionali, svolgendo una serie di funzioni fondamentali: rappresentanza, tutela della qualità ed efficienza della gestione delle BCC, supporto associativo e di consulenza. L’operatività si articola su diverse fasi: rappresentanza e promozione; assistenza e consulenza; verifica e revisione; attività di tipo informatico ed economico utili ai fi ni consortili. Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali ed Artigiane, rappresenta la federazione delle federazioni locali, anche se ad essa aderiscono oltre quaranta tra società ed enti del credito cooperativo. Raffigura il sistema del credito cooperativo e ha l’obiettivo di determinare gli indirizzi politico-strategici della coopera2 3 Tratto dal sito internet «www.creditocooperativo.it». Tratto dal sito internet «www.creditocooperativo.it». 53 zione del credito per realizzarne le fi nalità morali, culturali, sociali ed economiche. Il sistema imprenditoriale, invece, delinea i servizi ed i prodotti offerti dai diversi gruppi bancari cooperativi. Tali servizi sono erogati da: Gruppo Bancario Iccrea: é costituito da un insieme di società che forniscono prodotti e servizi alle BCC. La Holding Iccrea ne é la capogruppo. Le società del gruppo offrono strumenti fi nanziari evoluti, prodotti per la gestione del risparmio e per la previdenza assicurativa, soluzioni per il credito alle piccole e medie imprese; Cassa Centrale Banca (Credito Cooperativo del Nord-Est): sostiene e favorisce lo sviluppo delle Casse Rurali e delle BCC socie, fornendo loro prodotti fi nanziari differenziati ed evoluti, nonché servizi bancari innovativi in grado di rispondere alle esigenze della loro clientela, formata soprattutto da famiglie ed imprese. A questo fine la Cassa Centrale Banca opera in stretta collaborazione con le Federazioni locali e le società informatiche del Nord-Est; Cassa Centrale «Raiffeisen» dell’Alto Adige: offre alle Casse Raiffeisen associate una serie di servizi di supporto alla gestione bancaria e fi nanziaria attraverso i reparti commercio, fi nanza, tesoreria e sistemi di pagamento. Quale istituto centrale bancario intrattiene rapporti diretti con partners istituzionali nazionali ed internazionali. Svolge, infine, funzioni di corrispondente per enti fi nanziari esteri. I soci delle BCC sono il nucleo dell’attività imprenditoriale e sociale delle stesse, i primi beneficiari dei vantaggi, bancari ed extrabancari, che esse generano. I soci sono, infatti, parte (non «controparte») della banca. Il numero dei soci, in questi ultimi anni, è costantemente cresciuto. Infatti, a dicembre 2007, il numero dei soci delle BCC era pari a 884.858, in crescita del 7,5% rispetto ai dati del 20064. I collaboratori delle BCC-CR, a fi ne dicembre 2007, raggiungevano quota 29.066 dipendenti, con un incremento, rispetto al 2006, del 4,4%. In questi anni il credito cooperativo ha creato occupazione. La crescita del personale delle BCC nel periodo 2000-2007 è stata superiore al 26%, in controtendenza con la progressiva contrazione degli organici 4 Tratto dal sito internet «www.creditocooperativo.it» 54 del sistema bancario tradizionale, esauritasi solo negli ultimi mesi (-1,6% nel periodo 2000-2007). I dati sulla composizione del personale evidenziano una crescente attenzione verso le donne: il loro numero è aumentato più del doppio rispetto agli uomini, anche se questi ultimi rappresentano quasi i due terzi dei dipendenti delle BCC. La classe di età più numerosa è quella compresa tra i 31 e i 40 anni, a cui appartiene il 40,3% dei dipendenti. L’età media è di 40 anni; in particolare, quella delle donne è al di sotto (37 anni) e quella degli uomini si attesta al di sopra (41,6 anni) della media. Tra dicembre 2001 e settembre 2007, secondo i dati della Banca d’Italia, le quote di mercato delle BCC sono aumentate dal 5% al 6,9% per gli impieghi e dal 7,8% all’8,3% per la raccolta da clientela5. Secondo i dati del credito cooperativo, invece, le quote di mercato, a dicembre 2007, si attestavano al 6,8% per gli impieghi ed all’8,6% per la raccolta. Nonostante la recente intensificazione delle pressioni concorrenziali esercitate da intermediari di maggiori dimensioni, il credito cooperativo sembra mantenere le posizioni raggiunte. Le quote di mercato, a settembre 2007, continuano ad attestarsi su livelli particolarmente elevati nelle regioni nord-orientali (impieghi 13,5% e raccolta 16,1%), trainate soprattutto dalla realtà trentina (nell’ordine 52,8% e 63,3%) e altoatesina (34,1% e 45,8%); molto importante è anche il posizionamento raggiunto dalle BCC-CR in alcune regioni del Centro e del Meridione6. 5 6 La Gestione del cambiamento nel Credito Cooperativo, intervento di Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale della Banca d’Italia, in Assemblea annuale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Roma, 11 dicembre 2007, pag. 7. Ibidem. 55 Tab. 1.1 Composizione dello stato patrimoniale BCC (composizione % dell'attivo a dicembre 2007) 7% 4,80% 17,20% 70% Altro Interbancario Valori mobiliari Impieghi Sistema banche Italia (composizione % dell' attivo a dicembre 2007) 16,60% 52,40% 21,20% 9,80% Altro Interbancario Valori mobiliari Impieghi Fonte: www.creditocooperativo.it Analizzando i dati patrimoniali si evince come il credito cooperativo abbia posto, nel 2007, maggiore attenzione agli impieghi. Analizzando i dati statistici, si vede come gli impieghi nelle BCC siano cresciuti ad un tasso maggiore rispetto alle altre banche. Basti pen56 sare agli impieghi a breve, che nel sistema bancario italiano sono cresciuti del 6,1%, rispetto al 2006, mentre la crescita fatta segnare dalle BCC è stata pari all’11%. Anche dal punto di vista della raccolta la crescita del credito cooperativo è stata di molto superiore rispetto a quella del sistema bancario italiano. È passata, infatti, da Euro 111.085.000.000 del 2006 a Euro 121.416.000.000 del 2007, con un aumento del 9,3%, rispetto alla raccolta del sistema bancario italiano che ha segnato una crescita del 6,6%, passando da Euro 1.328.247.000.000 nel 2006 a Euro 1.415.911.000.000 nel 20077, come si risulta dalla tabella 1.2. Tab. 1.2 Principali grandezze patrimoniali BCC (DATI 2007) TOTALE BANCHE A MMONTARE VOCI IMPIEGHI SULL’INTERBANCARIO IMPIEGHI PROPRI TOTALI -A BREVE TERMINE -A MEDIO E LUNGO TERMINE VALORI MOBILIARI R ACCOLTA SULL’INTERBANCARIO DEPOSITI, PCT PASS.CLIENT. E OBBLIGAZIONI -R ACCOLTA A VISTA -R ACCOLTA A TEMPO DI CUI: OBBLIGAZIONI CAPITALE E RISERVE VAR .% A MMONTARE A NNO VAR .% A NNO 7.292 105.715 37.647 65.025 25.863 16,1 12,1 11 13 1,7 629.803 1.556.502 548.724 956.848 289.921 9,2 9,3 6,1 11,7 9,3 2.378 23,3 815.525 15,7 121.416 9,3 1.415.911 6,6 59.167 62.249 46.801 15.780 2,7 16,4 18,3 8,7 714.449 701.462 539.958 266.721 2,4 11,2 12,1 31,3 Fonte: www.creditocooperativo.it Dalla tabella 1.1 si evince come la differenza del peso degli impieghi nell’operato delle BCC, si riflette anche nella composizione percentuale dell’attivo, se confrontato con il sistema bancario italiano. Infatti, la com7 Tratto dal sito internet «www.creditocooperativo.it». 57 ponente degli impieghi nelle BCC ricopre il 70,3% del totale degli attivi, mentre nel sistema bancario italiano ricopre soltanto il 52,4%. Analizzando, inoltre, il passivo delle BCC si registra un maggior peso della raccolta da clientela rispetto a quella del sistema bancario nel suo complesso, che è pari a circa la metà, come risulta dalla tabella 1.3. Tab. 1.3. Composizione dello stato patrimoniale BCC (composizione % del passivo a dicembre 2007) Altro; 4,90% Capitale e riserve; 10,80% Raccolta da banca; 1,60% Raccolta da cliente a vista; 40,30% Obbligazioni; 31,90% Depositi vincolati; 4,00% Pct; 6,50% SISTEMA BANCHE ITALIA (composizione % del passivi a dicembre 2007) Capitale e riserve; 9,10% Altro; 14,90% Obbligazioni; 18,40% Pct; 3,80% Raccolta da banca; 27,80% Depositi vincolati; 1,70% Raccolta da cliente a vista; 24,30% Fonte: www.creditocooperativo.it 58 I dati della tabella 1.4 confermano la vocazione delle BCC come banche a supporto delle piccole e medie imprese artigiane, delle famiglie e del settore «no profit»: a fronte di una quota complessiva di mercato del 6,8% negli impieghi, le BCC superano il 20% nel credito all’artigianato (sia ad imprese sia a famiglie produttrici). Significativa è anche la quota di mercato nel credito alle altre categorie economiche: il 15,50% del totale dei crediti alle «altre imprese minori»; il 15,8% alle famiglie produttrici, l’8,6% alle famiglie consumatrici, il 10,5% del totale dei crediti agli enti senza scopo di lucro. Pur in presenza di una generalizzata espansione degli impieghi, la rischiosità creditizia si è mantenuta su livelli contenuti, nonostante il minor ricorso, rispetto al resto del sistema, ad operazioni di cartolarizzazione dei crediti incerti. Tab. 1.4 Quota percentuale BCC nel mercato del credito per settore di destinazione dei finanziamenti 25,00% 20,90% 20,00% 15,50% 15,80% 15,00% 8,60% 10,00% 10,50% 6,00% 5,00% 0,00% Imprese non finanziarie Imprese artigiane Altre imprese minori Famiglie produttrici Famiglie consumatrici Istituzioni senza scopo di lucro Fonte: www.creditocooperativo.it A settembre 2007 il flusso di nuove sofferenze rettificate, in rapporto alla consistenza degli impieghi vivi, si attesta allo 0,8%, pari a quello me59 dio di sistema. Alla stessa data, l’incidenza delle sofferenze sugli impieghi si colloca al 2,7% contro il 3,4% del sistema bancario nel suo complesso. Peraltro, il dato relativo alle partite anomale complessive (6,2% rispetto al dato medio del 5,2%) denota la presenza di margini di miglioramento nella gestione delle relazioni di fido8. Ancora elevato, nel confronto con il resto del sistema, è il livello di patrimonializzazione, pur se in progressiva flessione a causa della crescita delle attività creditizie. A dicembre 2007, il solvency ratio si attestava al 15,6% a fronte di un dato medio del sistema bancario pari al 10,4%. La redditività delle BCC ha beneficiato della crescita delle masse amministrate e dell’andamento dei tassi. Nonostante ciò, i risultati economici del credito cooperativo restano inferiori a quelli delle altre banche, principalmente a causa della maggiore incidenza dei costi9. Il bilancio sul network del credito cooperativo è segnato da risultati positivi, ma anche da sfide da fronteggiare. Negli ultimi anni le BCC hanno registrato un rilevante sviluppo operativo e dimensionale. Sono diminuiti i fattori di anomalia ed il sostegno al tessuto produttivo locale si è accresciuto, denotando un’apprezzabile attitudine alla continuità del supporto alle piccole e medie imprese. Taluni intermediari del credito cooperativo sono «piccoli colossi» nelle aree territoriali di competenza. Le strutture di gruppo si sono evolute. Si sono ampliati i campi di intervento degli intermediari nel sostegno organizzativo e produttivo, ma permane la difficoltà ad assicurare una conduzione unitaria e condivisa delle iniziative di sistema e ad affermare una visione strategica10. 2. La BCC dei Castelli e degli Iblei, dimensione e analisi del territorio in cui opera La BCC dei Castelli e degli Iblei ha sede legale nel comune di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. 8 9 10 La Gestione del cambiamento nel Credito Cooperativo, intervento di Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale della Banca d’Italia, in Assemblea annuale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Roma, 11 dicembre 2007, pag. 7. Ivi, pagg. 8-9. Ivi, pag. 19. 60 La BCC offre i suoi servizi ad una popolazione di circa 39.200 abitanti grazie ai suoi 7 sportelli (l’ultimo ad Acate entro la fine del 2008) in 3 differenti province: Caltanissetta, Catania e Ragusa. Tab. 2.1. Distribuzione territoriale della BCC dei Castelli e degli Iblei FILIALI DI ALTRE CITTA ABITANTI FILIALI BCC BANCHE Mazzarino (CL) 10.000 2 2 (1 Banco di Sicilia, 1 Credito Siciliano) Butera (CL) 6.000 1 1 (Credito Siciliano) San Cono (CT) 4.000 1 1 (Credito Siciliano) Chiaramonte Gulfi (RG) 8.000 1 3 (1 Banco di Sicilia, 1 Credito Siciliano, 1 Banca Agricola Popolare di Ragusa) Monterosso Almo (RG) 3.000 1 1 (Banca Agricola Popolare di Ragusa) Acate (RG) 8.200 1 2 (1 Banco di Sicilia, 1 Banca Agricola Popolare di Ragusa) Totale 39.200 7 10 Fonte: Piano Strategico Aziendale 2007-2009, BCC dei Castelli e degli Iblei. La clientela prevalente della BCC è costituita da agricoltori, artigiani, commercianti e famiglie. Infatti, come vedremo dai dati di bilancio del 2007, la maggior parte del credito è stato erogato a famiglie consumatrici e famiglie produttrici, queste ultime intese come imprese individuali e società di persone che impiegano fino a 5 addetti, produttrici di beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita. La concessione di credito verso queste categorie di soggetti dipende sia dalla forma giuridica dell’istituto sia dalla tipologia del tessuto economico che contraddistingue da sempre le zone centrali della Sicilia, basato essenzialmente sull’artigianato e sull’agricoltura, ove il problema del som61 merso e del lavoro nero rimare ancora ad altissimi livelli e dove le imprese non finanziarie in forma di S.p.A o di S.r.l sono poco presenti. Si tratta, in definitiva, di territori caratterizzati da elevata disoccupazione e da problemi di natura demografica. Dalla tabella 2.1 si nota come in quasi tutti i paesi ove è presente la BCC, i maggiori competitors sono costituiti da istituti che fanno parte dei più importanti gruppi bancari italiani (Banco di Sicilia gruppo Unicredit, Credito Siciliano gruppo Credito Valtellinese) che vantano una presenza capillare nel territorio. L’apertura della nuova fi lale di Acate e le esigenze dimensionali hanno obbligato la BCC a rivedere la struttura organizzativa, semplificandola notevolmente. Ciò comporterà: • un aumento della velocità e chiarezza nei processi decisionali e di comunicazione; • la valorizzazione del ruolo del manager mediante un processo di delega; • un miglioramento dell’efficienza nei processi di gestione ed operativi; • l’innalzamento del livello di efficienza, flessibilità e produttività dei processi. Tale struttura organizzativa, di tipo funzionale, si caratterizza per l’allocazione delle responsabilità per fasi e funzioni dei processi produttivi e per un marcato accentramento dei poteri di indirizzo strategico, coordinamento e controllo in capo alla Direzione Generale11. Un elemento di estrema importanza, anche per una banca di piccole dimensioni, è costituito dalla fase del controllo interno. La BCC «dei Castelli e degli Iblei» ha defi nito un proprio sistema di controllo, in linea con le indicazioni dettate dalla Banca d’Italia. Tale sistema è articolato come segue: 1. controlli interni: diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture produttive o incorporate nelle procedure, ovvero eseguiti nell’ambito delle procedure di back-office; 11 «Piano Strategico Aziendale 2007-2009», BCC dei Castelli e degli Iblei, Mazzarino, 2007, pag. 26. 62 2. controllo sulla gestione dei rischi: hanno l’obiettivo di concorrere alla defi nizione delle metodologie di misurazione del rischio, di verificare il rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative e di controllo, e alla coerenza dell’operatività delle singole aree produttive con gli obiettivi di rischio/ rendimento assegnati. Essi sono affidati alla funzione interna di Unità controllo rischi composta dai Responsabili dell’area Servizi Amministrativi e dell’Area Affari, sott’ordinata alla Direzione Generale; 3. attività di revisione interna: è volta ad individuare andamenti anomali, violazioni delle procedure e delle norme e, soprattutto, a valutare la funzionalità dell’intero sistema dei controlli interni. L’attività di revisione viene effettuata all’interno delle propria organizzazione ( Internal Audit); 4. funzione di conformità: ha l’obiettivo di prevenire e gestire il rischio derivante dal mancato rispetto delle norme di legge, dei regolamenti o degli statuti12 . 12 Ivi, pag. 30. 63 VICE DIREZIONE AREA SERVIZI AMMINISTRATIVI (*) ( ^) UFFICIO CONTABILITA’ E TESORERIA UFFICIO TITOLI UFFICIO SERVIZI ACCENTRATI Filiale Sede Direzionale Filiale Chiaramonte Gulfi RETE TERRITORIALE FILIALI (*) CONTROLLI INTERNI INTERNAL AUDIT Filiale Monterosso Almo UNITA’ CONTROLLO RISCHI (^) Tab. 2.2. Organigramma BCC dei Castelli e degli Iblei dal 01/09/2008 DIREZIONE GENERALE AREA RISORSE e ORGANIZZAZIONE (*) COMITATO DIREZIONE (*) AREA AFFARI (*) ( ^) Totale dipendenti n. 29 Filiale Butera UFFICIO IMMOBILI ECONOMATO UFFICIO PERSONALE UFFICIO SEGRETERIA GENERALE Filiale San Cono UFFICIO CREDITI E CONTENZIOSO Agenzia di Città (C.V.E.) (*) componente Comitato di Direzione (^) componente Unità Controllo Rischi Fonte: Piano Strategico Aziendale 2007-2009, BCC dei Castelli e degli Iblei. FUNZIONE DI CONFORMITA’ (Compliance) Filiale Acate 64 La BCC dispone di un organico di 26 dipendenti (al 31 dicembre 2007) con un età media di circa 42 anni, dato che rappresenta un giusto equilibrio tra esperienza, dinamicità e motivazione del personale. L’anzianità media è infatti pari a 16 anni. Il 65% circa del personale è impiegato in ruoli di back-office e il restante 35% in attività di front-office. Le donne rappresentano solo il 7,7% dell’organico13. Dalla tabella 2.3. si evince che la base societaria della BCC nel 2007 è composta da 1.111 soci (con 48 nuovi ammessi e 25 soci deceduti/esclusi) i quali rappresentano le diverse categorie economico-produttive dei vari Comuni ove opera la BCC14. Particolarmente incisiva è stata, in questi anni, la campagna di rinnovamento della compagine societaria, soprattutto per favorire il ricambio generazionale dei vertici aziendali, in linea con quando richiesto dalla nuova legge sulla vigilanza cooperativa. Per l’ammissione all’interno della società ci si è basati sulla valutazione dei requisiti di moralità, correttezza e affidabilità, privilegiando le categorie legate al mondo del lavoro. I nuovi soci risultano essere in massima parte giovani tra 20 e i 40 anni, con l’obiettivo, da parte della BCC, di coinvolgerli nella vita aziendale utilizzando diverse iniziative culturali e sociali. 13 14 Ivi, pag. 25. Relazione del Consiglio di Amministrazione sul Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007, Mazzarino, 2008, pag. 6. 65 Tab. 2.3 Soci della BCC dei Castelli e degli Iblei. 1111 2007 1088 2006 1020 2005 1000 2004 985 2003 905 2002 894 2001 0 200 400 600 800 1000 1200 Fonte: Piano Strategico Aziendale 2007-2009, BCC dei Castelli e degli Iblei Per quando riguarda l’operato «per il territorio» la BCC, nel corso degli ultimi anni, ha promosso iniziative riguardanti il recupero di beni artistici e culturali, aventi un’importanza rilevante nel panorama artistico della zona. Alcuni esempi sono l’acquisto, nel 2003, di un palazzo ottocentesco di 2000 metri quadrati da utilizzare come sede centrale; la promozione di eventi culturali e di solidarietà, quali i numerosi spettacoli teatrali, nel corso del biennio 2007-2008, a cura del Gruppo Artistico operante all’interno dell’istituto. L’obiettivo della BCC, quindi, è stato quello di porsi come punto di riferimento economico, sociale e culturale per l’intera zona. L’espansione raggiunta e le iniziative intraprese negli anni rappresentano una importante testimonianza. La BCC si è posta sempre come obiettivo quello di fornire ai propri clienti servizi efficienti e qualificati con metodi e tecniche che solo una «banca del territorio» può garantire. Ciò attraverso strumenti che: 1. rispondano ai bisogni delle famiglie, delle realtà artigiane e contadine, delle piccole imprese, dei commercianti e dei giovani che vogliano intraprendere una nuova attività economica; 2. contribuiscano alla crescita culturale e sociale della comunità. 66 3. Clientela prevalente e massa amministrata In questo paragrafo si intende analizzare la banca dal punto di vista della clientela prevalente e della massa amministrata, ponendo attenzione ai dati dell’ultimo bilancio d’esercizio, al fine di poter meglio comprendere come tali risorse vengano amministrate dalla BCC e quale sia la clientela che usufruisce di tali servizi. Partendo dalle operazioni di impiego con clientela ordinaria, al termine del 2007, la BCC dei «Castelli e degli Iblei» di Mazzarino contava impieghi per un valore di Euro 46.422.757, rispetto a Euro 44.715.817 del 2006, evidenziando una crescita del 3,82%, a fronte di un tasso di crescita degli impieghi del sistema bancario nel suo complesso del 9,9%15, come rappresentato in tabella 2.5. La componente a medio-lungo termine risulta essere il fattore principale della crescita degli impieghi, fenomeno d’altronde prevalente a livello di sistema bancario. Il comparto mutui si è mantenuto pressoché stabile. È cresciuto il comparto del credito al consumo di Euro 1.247.000 (17,42%) rispetto al 2006. I conti correnti attivi hanno invece evidenziato una flessione di Euro 493.000 (- 5%) rispetto ai 12 mesi precedenti16. L’incidenza del comparto a medio-lungo termine sul totale degli impieghi si attesta, così, al 77,11% rispetto al 69,90% dell’esercizio precedente, mentre quella del comparto a breve termine risulta in calo, rispetto al precedente esercizio, passando dal 30,1% al 22,89%17, come risulta dalla tabella 2.4. 15 16 17 Relazione del Consiglio di Amministrazione sul Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007, Mazzarino, 2008, pag. 7. Ibidem. Ibidem. 67 Tab. 2.4 Composizione degli impieghi 2007 22,89% 77,11% Impieghi a breve Impieghi a medio/lungo termine Fonte: Relazione del Consiglio di Amministrazione sul bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007. La componente a tasso fisso degli impieghi a medio-lungo termine continua a crescere, raggiungendo il 38,98% del totale a fronte del 35,54% del 2006. Le famiglie e le micro imprese (famiglie produttrici) si confermano come le maggiori categorie di riferimento dell’attività della banca. Ciò si riscontra sia nella composizione degli impieghi per tipologia di clientela sia nel ritorno economico. Nel dettaglio si evidenzia come il peso percentuale delle famiglie sul totale degli affidamenti alla clientela (85,23%) appare in aumento rispetto al 2006 (83,29%), mentre il peso delle società non finanziarie risulta in flessione, passando dal 15,03% al 14,62%. In forte diminuzione, infine, è il peso dei crediti verso la Pubblica Amministrazione, passato dal 1,52% allo 0,01% (tab 2.6). 68 Tab. 2.5 Crediti verso clientela per forma tecnica (consistenza in milioni di euro). 2007 2006 CONTI CORRENTI 9.373 9.866 A NTICIPI SBF E SU FATTURE 218 MUTUI 20.520 20.899 PORTAFOGLIO COMMERICIALE E FINANZIARIO 2.420 1.735 FINANZIAMENTI A BREVE 8.407 7.160 A LTRI FINANZIAMENTI 4.480 4.215 IMPIEGHI ECONOMICI AL NETTO DELLE SOFFERENZE CREDITI IN SOFFERENZA IMPIEGHI ECONOMICI A CLIENTELA CREDITI A CLIENTELA Variazioni Assolute Percentuali -493 218 -379 685 1.247 265 -1,81 39,48 17,42 6,29 45.418 43.875 1.543 3,52 1.005 46.423 46.423 164 1.707 1.707 19,50 3,82 3,82 841 44.716 44.716 -5,00 Fonte: Relazione del Consiglio di Amministrazione sul bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007. Il peso della categoria famiglie, consumatrici e produttrici, sul totale dei finanziamenti a medio-lungo termine è cresciuto fortemente. La categoria ha assorbito il 96,12% dei finanziamenti contro il 67,82% del 2006, mentre le società non finanziarie hanno assorbito il 3,88% contro il 30,68% del 2006. Si conferma anche per l’esercizio 2007, il frazionamento dimensionale che caratterizza gli affidamenti: il 43,39% della clientela rientra nella fascia di utilizzo fino a Euro 41.316 mentre l’1,21% della clientela presenta utilizzi superiori a Euro 154.938 anche se assorbe il 17,91% dei finanziamenti. La bassa concentrazione degli impieghi è confermata dall’importo medio dei fidi erogati, che risulta pari a Euro 17.000, a fronte di erogazioni medie di Euro 19.000 del 2006. Il peso dei crediti ordinari ragguagliati ai mezzi raccolti da clientela ordinaria risulta essere pari al 41,97%, in diminuzione rispetto al 43,27% del 2006, soprattutto per effetto della maggiore crescita della raccolta18. 18 Ivi, pagg. 8-9. 69 Tab. 2.6 Impieghi economici per settore di attività economica (composizione percentuale) 2007 0,01% 14,62% 0,14% 56,18% 29,05% A MMINISTRAZIONI PUBBLICHE SOCIETÀ NON FINANZIARIE ISTITUZIONI SOCIALI FAMIGLIE CONSUMATRICI FAMIGLIE PRODUTTICI 2006 1,52% 15,03% 0,16% 53,38% 29,91% Impieghi per settore di attività economica 2007 0,01% 14,62% 29,05% 0,14% Amministrazioni pubbliche 56,18% Società non finanziarie Istituzioni sociali Famigli Consumatrici Famiglie Produttrice Fonte: Relazione del Consiglio di Amministrazione sul bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007. A dicembre 2007, il comparto crediti deteriorati, al lordo delle svalutazioni, risultava pari a Euro 6.346.000, rispetto a Euro 5.974.000 del 2006, con un incremento del 6,23%, corrispondete a Euro 372.000. 70 A fine 2007 le sofferenze lorde, pari a Euro 4.660.000, erano composte da: 1. Euro 2.980.000 di quote capitali (Euro 2.775.000 a dicembre 2006); 2. Euro 1.419.000 di quote interessi (Euro 1.371.000 a dicembre 2006); 3. spese legali di Euro 261.000 (Euro 231.000 a dicembre 2006). L’incidenza delle sofferenze lorde sul totale dei crediti alla clientela resta pressoché stabile, passando al 10,16% rispetto al 9,78% del 200619. Le sofferenze al netto delle svalutazioni effettuate ammontano a Euro 1.005.000, risultando in aumento rispetto al 2006 (+ 840.000). Il rapporto sofferenze nette su impieghi netti scende dal 2,44% del 2006 al 2,16%, mentre il rapporto sofferenze nette sul patrimonio di vigilanza passa dal 4,15% al 4,66%. Le partite incagliate lorde relative a finanziamenti per cassa passano da Euro 1.461.000 del 2006 a Euro 1.556.000, aumentando del 6,50% (+ 95.000). L’incidenza degli incagli sugli impieghi netti cresce dal 3,27% al 3,37%. La categoria dei crediti scaduti, oltre i 180 giorni, passa da Euro 136.000 del dicembre 2006 a Euro 129.000 del dicembre 2007. Per quando riguarda le operazioni di investimento, il portafoglio titoli della banca ammonta a Euro 70.252.920. Tali investimenti sono classificati interamente come «strumenti finanziari disponibile per la vendita». In tale categoria sono iscritti i titoli che la banca non intende movimentare nel breve periodo20. Inoltre, vengono iscritte, nella categoria in questione, tutte le partecipazioni detenute dalla banca che non possono essere definite «di controllo» oppure «di collegamento». Gli strumenti finanziari disponibili per la vendita, in sede di rilevazione iniziale, sono iscritti in bilancio al «valore equo» ( fair value). Le rilevazioni successive sono effettuare applicando il fair value con impatto a patrimonio netto. Il comparto ammonta a Euro 70.252.920. La duration modificata del portafoglio titoli complessivo è passata da 1,00 del 2006 a 0,70 di fine 2007; tale diminuzione è frutto dell’effetto 19 20 Ivi, pag. 10. Ivi, pag. 11. 71 combinato del decremento della componente a lungo termine e dell’aumento di quella a breve. La politica gestionale seguita nell’ultimo anno, in un particolare scenario ove si è registrato un appiattimento della curva dei tassi d’interesse a breve, ha consentito il conseguimento di un rendimento medio del 4,11%, leggermente inferiore alla media dei tassi d’interesse europei a breve (Euribor a 3 mesi, pari al 4,25%)21. La strategia di gestione delle risorse finanziarie, intese come somma dei titoli di proprietà e della liquidità, si è sostanzialmente basata sulla ripartizione degli investimenti in due comparti, tra loro complementari ed interconnessi, che rispondono ad un’ottica di gestione integrata dell’attivo e del passivo aziendale. Da qui si è registrata: 1. una liquidità pari all’8% del totale dei mezzi amministrati; 2. investimenti a tasso variabile o con duration contenuta pari al 78,90% del totale. Ciò al fine di contenere l’esposizione al rischio di tasso d’interesse (0,70%), notevolmente inferiore al tasso medio di sistema (2%). Per quanto riguarda la raccolta allargata, risulta pari a Euro 143.299.000, con una crescita di Euro 9.815.000, cioè del 7,36% rispetto al precedente esercizio. Tab. 2.7 Composizione della raccolta allargata al 2007 22,76% 77,24% Raccolta diretta Complessiva Raccolta indiretta al valore di mercato Fonte: Relazione del Consiglio di Amministrazione sul bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007. 21 Ivi, pag. 12. 72 Il peso della raccolta indiretta sul totale della raccolta allargata passa dal 22,54% del 2006 al 22,76% (tab. 2.7). Il rapporto tra raccolta indiretta e diretta cresce, passando dal 29,11% del 2006 al 29,48% del 2007. La raccolta diretta complessiva è iscritta in bilancio nelle voci 20, cioè debiti verso clientela (conti correnti, depositi a risparmio, pronti contro termine) e 30, cioè titoli in circolazione (certificati di depositi, obbligazioni). La raccolta diretta ammonta ad Euro 110.622.990, con un incremento del 7,05% rispetto al 2006 (tab. 2.8). Per quando concerne il grado di concentrazione della raccolta, il 55,30% della clientela detiene il 5,76% delle giacenze (sino a Euro 5000). All’opposto, lo 0,27% della clientela, avente somme in giacenza superiori a Euro 250.000, detiene il 4,96% della raccolta totale22. Tab. 2.8. Raccolta diretta per forme tecniche (consistenze in milioni di euro; variazioni assolute e percentuali) Conti correnti passivi Depositi a risparmio Raccolta a vista Certificati di deposito Prestiti obbligazionari Pronti contro termine Raccolta al termine Raccolta diretta 2007 2006 24.848 42.423 67.271 11.272 24.481 7.599 43.352 110.623 22.625 40.181 62.806 13.473 20.161 6.899 40.533 103.339 Variazioni assolute percentuali 2.223 9,83 2.242 5,58 4.465 7,11 -2.201 -16,34 4.320 21,43 700 10,15 2.819 6,95 7.284 7,05 Fonte: Relazione del Consiglio di Amministrazione sul bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007. La raccolta indiretta ha raggiunto Euro 34.641.000 di valore nominale, registrando un incremento di Euro 3.483.000, pari all’11,18%, cui corrisponde un valore di mercato di Euro 32.606.024. 22 Ivi, pag. 13. 73 La componente più significativa della raccolta indiretta valorizzata ai prezzi di mercato è rappresentata da titoli obbligazionari, pari all’88,40% del totale. I titoli di Stato rappresentano il 13,08%, mentre le obbligazioni corporate l’86,92%23. Il patrimonio netto, determinato dalla somma del capitale sociale, delle riserve e dell’utile da destinare a riserva (voci da 130 a 200 del passivo dello Stato Patrimoniale) ammonta a Euro 21.610.885, rispetto a Euro 20.551.466 del 2006, in crescita del 5,16%24. Le immobilizzazioni, costituite da attività materiali ed immateriali (voci 110 e 120 dell’attivo) risultano iscritte in bilancio al costo ed ammontano a Euro 3.658.24925. L’esercizio 2007 si è chiuso con un utile netto di Euro 1.415.415, rispetto ad un utile di Euro 2.467.829 del 2006, in diminuzione di Euro 1.052.411, pari al 42,64%26. Il margine di interesse, pari ad Euro 4.425.941, ha mostrato una crescita di Euro 201.404, pari al 4,77%, per effetto dell’incremento dei volumi operativi. Pressoché stabile si è mantenuta la forbice dei tassi di interesse. La nuova disciplina considera come margine di intermediazione quello esclusivamente composto da: 1. commissioni attive (voce 40); 2. commissioni passive (voce 50). Pertanto, i proventi di gestione (voce 190) non concorrono più alla determinazione del suddetto margine. Le commissioni nette (voce 60) ammontano a Euro 365.766, facendo registrare un decremento di Euro 46.459, pari a -11,27%, mentre i proventi di gestione sono quantificati in Euro 236.175, in crescita di Euro 38.621, pari al 19,55%. Le rettifiche/riprese nette di valore per deterioramento dei crediti (voce 130) presentano un saldo negativo di Euro 20.542, rispetto al dato negativo di Euro 248.981 del 2006. 23 24 25 26 Ivi, pag. 14. Ibidem. Ibidem. Ivi, pag. 15. 74 Il costo del personale si attesta ad Euro 1.872.223, con un incremento di Euro 61.602, pari al 3,40%27. Gli indicatori di produttività aziendali evidenziano un miglioramento complessivo, in termini di volumi intermediati per unità di lavoro, mentre l’incidenza di spesa rispetto alla redditività aziendale è notevolmente diminuita. Le spese amministrative ammontano ad Euro 1.044.397, in crescita di Euro 29.230, pari al 2,88%, rispetto all’esercizio precedente. Le imposte indirette, inserite tra le spese amministrative, ammontano ad Euro 194.892, con un decremento di Euro 9.491, pari al -4,87%28. I proventi di gestione sono quantificati in Euro 236.175, in aumento di Euro 38.621, pari al 19,55%. L’utile dell’operatività corrente, a lordo delle imposte, risulta, quindi, pari ad Euro 1.844.644, con un decremento di Euro 953.028, pari al -34,07%, rispetto all’esercizio precedente. La redditività complessiva del capitale, cioè il ROE, risulta pari al 7,01% rispetto ad un ROE del 13,65% del 2006. Al netto degli effetti derivanti dall’applicazione dei principi contabili internazionali IAS, il ROE 2006 sarebbe stato pari al 10,12%. Il cost-income, rappresentato dal rapporto tra i costi operativi ed il margine di intermediazione, è passato dal 56,13% del 2006 (al netto dell’effetto straordinario degli IAS, sempre nel 2006, sarebbe stato pari al 67,39%) al 66,49%29. L’utile d’esercizio è stato cosi distribuito: 1. Euro 1.372.953 a riserva legale indivisibile (ex legge 904/77); 2. Euro 42.462 al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione (legge finanziaria 2005). Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, i criteri seguiti nella gestione societaria sono stati conformi al carattere cooperativo della società, nel rispetto della condizione di mutualità prevalente30. 27 28 29 30 Ivi, pag. 16. Ibidem. Ivi, pag. 17. Ivi, pag. 19. 75 Conclusioni Analizzando i dati del credito cooperativo a livello nazionale e quelli di una BCC di «territorio» è emerso come tale sistema, presente in 2.529 comuni con una rete di sportelli diffusa su tutto il territorio, sia di estrema importanza per l’economia italiana. Il network costituito dalle BCC-CR è chiamato a sostenere, in maniera efficiente, lo sviluppo del nostro tessuto imprenditoriale; per assistere le aziende nel loro percorso evolutivo, anche di innovazione tecnologica; per fornire ad esse, oltre al tradizionale sostegno creditizio, servizi avanzati volti a stimolare guadagni di efficienza e aumenti della dimensione operativa, anche su scala internazionale. Le BCC svolgono un compito rilevante sia per le singole aziende sia per l’economia delle comunità, più o meno sviluppate, in cui operano le singole banche, nel rispetto dei principi fondamentali del credito cooperativo (localismo, sussidiarietà); riescono ad avere un valore aggiunto, rispetto alle altre banche, costituito dal capitale umano che meglio risponde alle esigenze dei soci e dei clienti. Il credito cooperativo è caratterizzato da un attività d’intermediazione basata non solo sul risultato economico, ma anche da un elemento di estrema importanza: il benessere della collettività, inteso come territorio in cui opera la singola banca. Il benessere della collettività è scopo prioritario quando la BCC fornisce i suoi servizi ai soci, che vedono nella banca non solo un soggetto che concede credito ma come un istituto che consiglia, aiuta e sostiene l’imprenditore nelle sue scelte. I clienti che spesso, nei piccoli e piccolissimi comuni, affidano i propri risparmi alle BCC fidandosi nell’operato della banca, sanno che questa utilizzerà quei fondi per migliorare il territorio, il benessere della comunità intera attraverso iniziative non solo economiche, ma anche culturali e sociali. Da questo punto di vista la BCC del Castelli e degli Iblei assolve un ruolo fondamentale nel contesto territoriale in cui opera: è, innanzitutto, un interlocutore per le aziende che operano sul territorio e per il territorio, fornendo loro tutti i servizi essenziali per lo svolgimento dell’attività imprenditoriale; in secondo luogo, rappresenta un punto di riferimento per le famiglie, sia esse produttrici che consumatrici, ga76 rantendo loro i servizi e gli strumenti che più rispondo alle esigenze di investimento e risparmio. La BCC dei Castelli e degli Iblei, inoltre, si è fortemente impegnata, nel corso degli anni, dal punto di vista culturale e sociale, erogando borse di studio a favore degli studenti più meritevoli o promuovendo e sponsorizzando attività ricreative e teatrali. Ciò dimostra lo spirito mutualistico e di solidarietà che caratterizza il credito cooperativo. Nel terminare il mio elaborato, vorrei citare le parole di un grande Pontefice ma anche di un grande uomo, Giovanni Paolo II, che in un discorso pronunciato a Faenza il 10 maggio 1986, definì cosi lo spirito del credito cooperativo: In un mondo che è troppo spesso contrassegnato da un’eccessiva competitività, dalla sopraffazione del più debole da parte del più forte, dal ricorso a soluzioni collettivistiche, che soffocano l’iniziativa dei singoli e sviliscono le ragioni della collaborazione, questa forma di organizzazione economica e sociale, se ben gestita, può costituire una stimolante esperienza di partecipazione ed insieme uno strumento efficace, per realizzare un livello più alto di giustizia31. Riferimenti bibliografici C.A. CIAMPI, R. FERRARI, S. GATTI, Banche con l’anima, testimonianze sulle banche di credito cooperativo da Wollemborg a Ciampi, 1883-2003, Roma, ECRA, Edizioni del Credito Cooperativo, 2003. Il Network delle Banche di credito cooperativo, intervento di ANTONIO FINOCCHIARO, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, in Assemblea annuale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Roma, 24 novembre 2006. La Gestione del cambiamento nel Credito Cooperativo» intervento di FABRIZIO SACCOMANNI, Direttore Generale della Banca d’Italia, in Assemblea annuale 31 C.A. CIAMPI, R. FERRARI, S. GATTI, Banche con l’anima, testimonianze sulle banche di credito cooperativo da Wollemborg a Ciampi, 1883-2003, Roma, ECRA, Edizioni del Credito Cooperativo, 2003, pag. 191. 77 della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Roma, 11 dicembre 2007. E. RUSSO (a cura di), Passato, Presente, Futuro, storia del credito cooperativo a Mazzarino, Mazzarino, CISCRA Edizioni, 2005. Piano Strategico Aziendale 2007-2009, BCC dei Castelli e degli Iblei, Mazzarino, 2007. Relazione del Consiglio di Amministrazione sul Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007, Mazzarino, 2008. Sito internet « www.creditocooperativo.it » 78