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Rinnovamento Carismatico Cattolico
La Lode
Gruppo Gesù Amore
(responsabile: Daniela Romano)
presso la
Parrocchia di Maria Ausiliatrice
- La Spezia -
n° 105 - maggio 2007
distribuzione gratuita alle Parrocchie di Cristo Re (cripta), Maria Ausiliatrice, Nostra Signora della Neve,
San Pietro Apostolo, Santa Teresa del B.G., San Venerio e Comunità militare di Santa Barbara di La Spezia
copie stampate: 1.000 (ciclostilato in proprio)
Il Gruppo “Gesù Amore” si riunisce per la preghiera il venerdì dalle ore 21.00 alle ore 23.00
nella Cappella dell’Oratorio della Parrocchia di Maria Ausiliatrice - via Palmaria 50 - La Spezia
(l’incontro è aperto a tutti)
IL MESSAGGIO
Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo
lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una
carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola
carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha
congiunto (Mc 10, 6-9)
La fede in Dio ci conduce alla gioia nel comprendere e
confidare che siamo opera stupenda delle sue mani e,
dunque, sin dall’origine serbiamo in noi stessi la
perfezione nell’essere i suoi figli, creati ad immagine
sua per l’eterna gloria che ci attende.
Diviene pertanto difficile accettare le varie teorie
umane sulla presunta nostra discendenza dai primati,
quali le scimmie, o altri pensieri fuorvianti dalla vera
dottrina che ci vede “primizia” di Dio nella stessa
creazione che a noi è sottomessa, affinché ne
prendiamo cura nella cooperazione a cui siamo stati
chiamati dal Creatore.
Gesù stesso esorta a non preoccuparsi, ma a confidare
nell’amore provvidenziale del Padre: “Guardate i
corvi: non seminano e non mietono, non hanno
ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più
degli uccelli voi valete! Guardate i gigli, come
crescono: non filano, non tessono. Se dunque Dio
veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si
getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede “
(Lc 12, 24, 27-28)
Il rimprovero che rivolge Gesù è per quanti credono di
vivere nell’autosufficienza, cioè che tutto dipenda da
loro, in modo particolare le cose positive; per quelle
negative, infatti, diventa facile accusare Dio.
Ma per coloro che amano Dio è possibile trasformare il
male in bene (cfr Rm 8, 28); infatti glorificando Dio e
offrendo il proprio sacrificio, annientano l’opera
insidiosa del demonio, che rimane sconfitto dal suo
stesso tentativo di demolire e scoraggiare la fede.
Essa sapientemente si rifugia tra le piaghe sante e
benedette del Salvatore e per lui e con lui vince la santa
battaglia, poiché liberati dal peccato e fatti servi di
Dio raccoglieranno il frutto che li porterà alla
santificazione e come destino avranno la vita eterna.
Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono
di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore
(Rm 6, 22-23).
Dio ci ha creati maschio e femmina; insieme
complementari, ma anche singolarmente essi hanno la
perfezione perché capaci di quell’amore che completa:
lo Spirito di Dio che dimora in noi.
Dunque, l’unione sponsale dell’anima con Cristo si
estende nel sacramento del matrimonio, reso sacro
vincolo tra l’uomo e la donna, creati e uniti nel Suo
nome.
E così anche tutti quelli che vivono in grazia nella fede, e
non solo sacerdoti, consacrati, religiosi, ma chiunque si
doni a Dio, vivrà quest’unione sponsale con la Trinità,
perché Gesù invita alla verginità del cuore.
Quandunque rifiutiamo Dio, ogni unione è limitata a se
stessa e non si eleva all’amore nel sublime fiat che
unisce al Padre, al Figlio, nello Spirito Santo.
Pertanto, non rattristiamoci per le difficoltà che
incontreremo nel matrimonio, nella vedovanza,
nell’impossibilità
di
esprimere
affettività
che
rispecchiano le nostre inclinazioni, nella vita in
solitudine, perché possediamo la conoscenza che se un
tempo eravamo tenebra, ora siamo luce nel Signore.
Comportiamoci perciò come figli della luce; il frutto
della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. (Ef
5, 8-10)
Quindi ogni condizione o stato in cui la vita ci ha posto,
se vissuto nella fede nel nostro Redentore, è per noi una
chiamata alla missione.
E’ indispensabile porci in ascolto tra le braccia dello
Spirito per comprendere cosa il Padre chiede a noi.
Nessuna vita è imperfetta o inutile, tutto è dinanzi a lui
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costantemente presente: ogni creatura è immensamente
preziosa, amata, pensata, voluta e creata per un amore
che spazia ogni frontiera nell’eterno.
Dio è Amore (cfr 1Gv 4,8), ed è proprio nel compiere la
sua volontà che siamo realmente liberi.
Nulla Dio permette che accada per caso; c’è sempre un
progetto di vita stupendo ed è proprio nel sacrificio
dell’offerta la nostra unione intima e preziosa al Cuore
di Gesù, tanto innamorato dell’uomo da offrirgli la sua
stessa vita in contraccambio della morte a cui si era
condannato.
E se il rifiuto, nonostante quest’amore, si fa strada
nutrendo la ribellione, allora il dolore in noi sarà
lacerante, dal momento che abbiamo scelto di restare
soli, separati dalla primaria sorgente: Gesù, l’Amico, il
Fratello, lo Sposo, il solo che può condurci nei pascoli
verdeggianti di vita, dove grazia e bontà ci avvolgono.
E così la nostra condizione diverrà ben presto
inaccettabile perché percepita come un’ingiustizia e la
tenebra dominerà, portandoci ad accusare gli altri di
non accettarci, di non aiutarci, di non avere
compassione, senza renderci conto che siamo noi stessi
i primi a non accettare la nostra condizione perché non
abbiamo accolto Gesù nella nostra vita, sottomettendo
a lui ogni cosa affinché sia purificata, resa nobile, dal
suo immenso amore che eleva alla regalità di figli, dei
quali è detto: “Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio
giustifica” e, aderendo a questo: “Chi ci separerà
dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione,
l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il
pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi
siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha
amati” (Rm 8, 33,35,37)
San Paolo esorta a non temere le nostre fragilità e i
nostri limiti, poiché è proprio quando siamo deboli che
siamo più forti.
In quei momenti, infatti, è lo Spirito Santo ad
intervenire e supplire i nostri cedimenti (cfr Rm 8, 26),
donando fresche e inaspettate energie spirituali che
dinamizzano anche il nostro corpo e le nostre facoltà.
Confidiamo serenamente nell’amore del Padre, che
soccorre amorevolmente i figli.
Nessuno deve pensare di non essere amato da Dio,
perché in questo pensiero è la vera e più grande
solitudine che l’essere umano possa sperimentare: da
qui scaturiscono molti sentimenti perversi ed egoistici,
comprese anche malattie fisiche come la depressione,
che pone l’essere nella frustrazione totale annientando
ogni stimolo alla vita, facendogli amaramente
assaporare il vuoto affettivo e spirituale.
Che giova, infatti, all’uomo guadagnare il mondo
intero se poi perde la propria anima?
E non v’è dubbio che se l’anima non è in Dio, si perde.
Cerchiamo dunque prima di ogni cosa il regno di Dio e
tutto il resto ci sarà dato in aggiunta abbondantemente.
(cfr Lc 12, 31)
Questo è l’Amore
che ricolma il cuore, riposa la mente,
dona parole di tenerezza, sguardi che comprendono,
mani che offrono, strade da percorrere insieme ad
anime che s’incontrano e gioiscono nella fede del
Signore.
In questo modo, nella semplicità, Gesù ammaestra alla
gratuità dei gesti d’amore, trasmutando nella purezza i
sentimenti; così uomo lascerà suo padre e sua madre e i
due saranno una carne sola. L’uomo e la donna, nella
loro unione, doneranno vita ad un nuovo essere,
indipendente e libero.
L’insegnamento è chiaro: i figli non ci appartengono. Dio
li affida a noi affinché li portiamo a lui, difendendoli,
prendendoci cura di loro, rispettando la loro dignità di
persona e lasciandoli liberi, vigilando sulle loro scelte (e
non imponendo le nostre), nel continuo affidamento a
Dio, affinché in loro prevalga sempre la sua volontà,
desiderio ardente di salvezza.
Così dice il Signore: “Non si vanti il saggio della sua
saggezza e non si vanti il forte della sua forza, non si
vanti il ricco delle sue ricchezze. Ma chi vuol gloriarsi
si vanti di questo, di avere senno e di conoscere me,
perché io sono il Signore che agisce con misericordia”
(Gr 9, 22-23)
In questo emerge la volontà di Dio e anche se può
apparire dura, nel suo esigere è perfetta, ricca di bontà e
misericordia per noi tutti che, se illuminati dalla luce
radiosa dello Spirito, vedremo i benefici e desidereremo
adempiere tale volontà.
Essa allora appagherà il nostro spirito, che desidera
compiacere Dio e porlo al di sopra di ogni cosa, essendo
divenuto l’unico bene, meta irrinunciabile per vivere.
E allora tutto sarà possibile; nulla avrà potere di dividere,
umiliare, giudicare, emarginare, poiché vivere in Cristo e
per Cristo è perfezione; al di fuori di lui tutto è
imperfetto: è solo con lui e per lui, la nostra vittoria!
Se questa certezza dimora nel nostro cuore, il regno di
Dio è giunto anche a noi, perché Gesù è divenuto il
centro della nostra vita; a lui, infatti, sottometteremo ogni
cosa, certi che affidandogliela sarà custodita, difesa,
salvata, innalzata quale offerta gradita a Dio.
“Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o
padre, o madre, o figli, o campi, per il mio nome - dice
Gesù - riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la
vita eterna” - e aggiunge:”Molti dei primi saranno
ultimi e gli ultimi primi “ (Mt 19, 29-30)
Vani i ragionamenti degli uomini; la misura di Dio è ben
diversa: perfezione e giustizia gli appartengono, lui
governa l’universo e scruta i cuori.
Affidiamoci a lui e tutto il resto sarà trasformato,
verranno adombrate le perversità del mondo nella luce di
Gesù risorto e vivo, perché se saremo con lui nessuno
oserà dividere ciò che Egli ha unito: la nostra anima al
suo Santo Spirito, il quale esorta ad accettare l’invito di
Gesù: “Venite a me, voi tutti, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per
le vostre anime” (Mt 11, 28-29)
Chi prende il giogo che Gesù offre potrà assaporarne la
dolcezza e sentire quanto il carico sia lieve e leggero.
“Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me.
Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia,
io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33)
Questa è la vittoria che troneggia nella Chiesa, Corpo
mistico di Cristo, dove anime innamorate si fanno
compagne di viaggio nel sostenersi a vicenda per portare
il soave giogo, divenuto vessillo d’amore nella Croce
redentrice di Gesù risorto e vivo.
Daniela Romano
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LODI E TESTIMONIANZE
Senza di te
E Dio si accorse che il creato
rimaneva incompleto
senza di te, donna.
E così l uomo
vinse la solitudine
ricambiando con l affetto
il suo amore alla vita.
Luigi Portunato
Il Rosario
Lente
le Ave Marie
scorrono
sul Rosario:
parole belle
di una nenia
dolcissima.
Piangono
i nostri cuori.
Proteggici, o Maria,
e posa su di noi
le tue sante mani.
Sei la nostra speranza
o dolce Mamma Celeste.
Giuliana Ambrosini
Dio è Padre
Lettera d amore di un padre al figlio:
Tu sei mio figlio
Tutta la gioia sei del mio cuore
Sei tutta la vita mio tesoro
Sempre accanto ti vorrei mio amore
Stringerti fra le braccia con fervore.
Penso sempre a te o mio caro
Gridar lo vorrei al mondo intero
amore dell anima mia tu sei
Sei la luce delle pupille mie.
Il mio sangue ti scorre nelle vene
Gli stessi occhi miei tu hai
Hai l ardore degli anni tuoi
Per sempre vicino ti vorrei.
Provo dolore quando stai male
Vorrei essere come te, tale e quale
Vorrei essere io al posto tuo
Ti voglio tanto bene figlio mio.
Nino De Bartola
ANGOLO dei PICCOLI
- spazio riservato a voi bambini Inviate le vostre poesie e preghiere al
Gruppo Gesù Amore via Palmaria 50 19126 La Spezia
quasi impossibile
Gridare
ma non parlare.
Esprimere la felicità
di vivere
è quasi impossibile.
Bisognerebbe
cogliere un fiore
e farlo cantare.
Davide Vianini
Dopo la morte
Dopo la morte
un passo incandescente
attraversa la città.
Tutte le anime
si spengono e
volano su in cielo.
Non si sa che fine fanno,
ma, di sicuro, per loro
esiste il Paradiso.
Se la morte
busserà veramente
alle nostre porte,
allora Gesù
ci ha già aperto
le sue braccia.
La felicità e il dolore
sono di passaggio
così come noi.
Erika Fiorini
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IL BIANCO e IL NERO
Un gioco pericoloso.
Educare: troppo impegnativo e troppo faticoso in un tempo
in cui i ritmi frenetici della vita non ci concedono più
nemmeno un attimo per poter riflettere sulle nostre azioni
quotidiane!
Solo il pensare a delle regole che pongano un freno alla
spaventosa anarchia dilagante nel mondo infantile, mette
i brividi: ormai chi potrebbe riuscire ad imporre qualcosa a
bambini recalcitranti, strafottenti, indisponenti, petulanti ed
eloquentemente volgari?
Più facile e riposante assistere inermi al deterioramento
delle coscienze, di cui numerosi sono i colpevoli e contro i
quali è inutile combattere. Lasciamo che la morale del
mondo insinui i suoi strali malefici nell animo ancora
vergine dei nostri bambini, tanto è in mezzo allo sfacelo
generale che si troveranno a vivere! Così la pensa la
maggior parte della gente, purtroppo .anche se pochi
hanno il coraggio di ammetterlo. E quando le cose diventano
veramente insostenibili, si cerca, astutamente, di affibbiare
la colpa dell indolenza parentale a tutti gli organismi che
gravitano intorno al bambino, col risultato che tutto resta
esattamente come prima. Quando poi il piccolo affronta la
scuola elementare e, da insegnanti ancora oneste e
coraggiose, vengono sbattute in faccia ai genitori le loro
inadempienze educative, questi si sentono mortalmente
offesi e in diritto di ferire il docente con ogni mezzo, pur di
salvare onore dell erede di famiglia. - E colpa della
scuola se i bambini sono disubbidienti, aggressivi e volgari!
a scuola che imparano le parolacce, perché i compagni
sono maleducati e le maestre non sono capaci di insegnare
educazione - gridano in coro mamme e papà. Forse non
sanno che vivere in collettività comporta, oltre a dei diritti,
anche degli inevitabili doveri: in primis obbedienza.
Rispetto, tolleranza, generosità, tutte cose di cui non si sente
quasi più parlare e che i genitori stessi, spesso, hanno
relegato in soffitta. E non hanno ancora capito che i risultati
positivi, sia in campo educativo che cognitivo, si ottengono
collaborando con gli insegnanti e non appigliandosi a ogni
quisquilia pur di contrastarli. Se l insegnante mette in
luce una carenza del bambino, non lo fa certamente per
offendere le figure familiari, ma per chiedere loro un aiuto,
che sovente viene negato. Così nelle classi il clima diventa
incandescente e l insegnante, privato di ogni potere
punitivo, costretto a stare in campana costantemente, non
riesce più a svolgere il proprio lavoro con equilibrio e
serenità e, a far le spese di tutto ciò, sono i bambini,
proprio quelli che tutti dicono di voler proteggere !
Bisogna riscoprire un po di saggezza e ricucire i rapporti
tra scuola e famiglia, ribadendo bene i ruoli educativi di
entrambi, senza che l una voglia sostituirsi all altra: è ora di
finirla di palleggiarsi l educazione dei bambini, in un gioco
quanto mai pericoloso! Soltanto dopo aver messo il
guinzaglio all amor proprio che scalpita incessantemente,
sarà possibile instaurare una collaborazione veramente
efficace, ai fini di fare del fanciullo una persona degna di
questo nome. Se, con umiltà, riusciremo ad ammettere di
non essere tanto sicuri delle nostre capacità formative nei
confronti dei figli, forse ci accorgeremo che, intorno a noi c è
qualcuno che può aiutarci. Anche se può costare fatica,
riaccostiamoci al sacerdote, al nostro parroco che, a volte, con
le sue parole illuminate può consigliarci, confortarci e guidarci
a valutare gli eventi con maggiore obbiettività e non
temiamo di essere ritenuti retrogradi se avviciniamo i nostri
bambini alla chiesa, dove, innegabilmente, l atmosfera che
respirano sa di pace, di armonia, di bontà No, non sono
parole da libro Cuore ! Oggi si ha paura di pronunciarle
perché ci riportano a valori dimenticati, eppure, se nel mondo
è tanto odio e violenza, è proprio perché abbiamo gettato via
le cose più belle, di cui eravamo detentori. Non è un caso che i
valori della fede cattolica siano perfettamente congruenti con
quelli della vita umana. Finché rinnegheremo questi, saremo
automaticamente complici della diffusione di una cultura di
morte corporale e spirituale, dove il male diviene, ogni giorno
di più, il nostro padrone. E in quest aria pestilenziale che
cresciamo i nostri bambini e questo è un altra delle tante
violenze perpetrate nei confronti di chi non è in grado di
difendersi!
I bambini, non dimentichiamolo, sono ancora miracoli
amore ed è nostro dovere tirarli fuori dal fango. Non
riempiamo le loro giornate di computer, televisione e
giocattoli, ma organizziamo frequenti visite agli oratori,
collaborando con altri genitori affinché questi luoghi si
trasformino in un richiamo stimolante, attraente e, al tempo
stesso, educativo; progettiamo tutti insieme giochi e
programmi d ogni genere che favoriscano nei nostri ragazzi la
crescita verso l alto . Non è isolandosi che si migliora la vita
(e la storia lo insegna), ma portando ciascuno il proprio piccolo
contributo che, unito a quello degli altri, diverrà fondamento di
un futuro da figli di Dio !
Letizia Bernardi
Giornata di Preghiera con Linda Schubert
sabato, 19 maggio 2007
Casa di Preghiera “Gesù Divino Amore” S.Ellero (Fi)
Per l’occasione verrà organizzato un pullman
partenza ore 08.00 - rientro ore 22.30
quota di partecipazione: euro 16,00
domenica 20 maggio 2007
Chiesa di Maria Ausiliatrice - La Spezia
SANTA MESSA
(celebrante: don Alejandro)
Inizio ore 14.30 con il Santo Rosario
Convegno annuale della Comunità Gesù Amore
Teatro Garden -Chianciano Terme - 1, 2 e 3 giugno 2007
Tema del Convegno: “Gesù gli disse:
và, la tua fede ti ha salvato” (Mc 10, 52)
Oratori:
don Alejandro Festa, p. Gustavo Jamut e Kimberly Kramar
Per l’occasione verrà organizzato un pullman per il solo giorno
di sabato, 2 giugno 2007 : partenza 06.30 - rientro 23.30
quota di partecipazione, euro 50,00, comprensiva:
viaggio A/R in pullman - pass accesso Teatro - pranzo
Termine prenotazioni: 20 maggio 2007
per informazioni: 0187.717476 - 340.6246118
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La Lode – nr. 105 - Gruppo Gesù Amore