www.gesuamorelaspezia.com Rinnovamento Carismatico Cattolico Gruppo Gesù Amore (responsabile: Daniela Romano) presso la Parrocchia di Maria Ausiliatrice - La Spezia - La Lode n° 106 - giugno 2007 distribuzione gratuita alle Parrocchie di Cristo Re (cripta), Maria Ausiliatrice, Nostra Signora della Neve, San Pietro Apostolo, Santa Teresa del B.G., San Venerio e Comunità militare di Santa Barbara di La Spezia copie stampate: 1.000 (ciclostilato in proprio) Il Gruppo “Gesù Amore” si riunisce per la preghiera il venerdì dalle ore 21.00 alle ore 23.00 nella Cappella dell’Oratorio della Parrocchia di Maria Ausiliatrice - via Palmaria 50 - La Spezia (l’incontro è aperto a tutti) IL MESSAGGIO Gesù si trovava a Betania nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo. (Mc 14, 3) Al gesto compiuto dalla donna ci fu, da parte di alcuni presenti, lo sdegno per un tale spreco, poiché si sarebbe potuto ricavarne una buona somma e darla in beneficenza ai poveri. Evidentemente non si erano resi conto dell’importanza e della regalità di Gesù, mentre il gesto commovente e pieno di delicatezza della donna rende onore al Re dei re e Signore dei signori (Ap 19, 15). E’ il privilegio degli animi semplici, umili: essi possiedono la capacità di riconoscere quando sono alla presenza della rivelazione del mistero divino. Infatti, San Paolo esorta a pregare perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, ci dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. (Ef 1, 17) Possa egli davvero illuminare gli occhi della nostra mente (Ef 1, 18), perché la cecità abbonda in questi tempi: troppi credono di vedere e s’affossano lentamente nelle più svariate vanità, non accogliendo la parola di Dio, ma accogliendo discorsi che sciamano per dissolversi poi al vento. Oggi, più che mai, diamo credito alle favole! E’ sufficiente constatare quanti frequentano maghi, veggenti, cartomanti, medium, guaritori… e il triste elenco è ancora molto lungo. Tanti i battezzati che si rivolgono a dottrine alternative o, peggio ancora, si affidano a vere e proprie sette. E la tristezza è che nemmeno si accorgono d’essere vittime, raggirate da astuti manipolatori. Certo, alla base c’è sempre la non conoscenza della la verità, la parola di Dio rivelata a noi nella Sacra Scrittura; la quale, se rimane oscura, è solo per la nostra durezza di cuore. Infatti, non siamo disposti ad accoglierla, perché abbiamo accumulato nell’arroganza troppi tesori: pensieri, convinzioni, atteggiamenti, completamente inutili per la vita eterna e per vivere sin da ora l’esperienza del regno di Dio. Se ci fermiamo alle cose del mondo, siamo schiavi del mondo, ma se aspiriamo alle cose di Dio, nella libertà ci eleviamo alla potenza dello Spirito di Verità, che ci è stato donato per condurci all’amore fraterno, amore per Gesù. Indubbiamente rompere con il peccato costa fatica e sofferenza. E chi soffre nel suo corpo per questo amore rompe definitivamente col peccato, per non servire più alle passioni umane, ma alla volontà di Dio, nel tempo che gli rimane in questa vita mortale. ( 1Pt 4, 1-2) Sono molteplici le cecità che annientano il vigore spirituale: una, fra le tante, è la ricerca di segni sensibili correndo ovunque, in modo particolare da “veggenti”, oggi molto in auge. Come pecore ci incanaliamo verso tali mete nella speranza di assistere a qualche clamoroso prodigio o trovarsi presenti ai “messaggi”, che non sono compresi appieno, visto che spesso non convergono con la rivelazione evangelica. In pratica non sappiamo nemmeno cosa stiamo seguendo e, nell’ostinatezza più totale, ci affidiamo a vari opuscoli, o discutibili libri, che riportano argomentazioni e rivelazioni ben lontane dagli insegnamenti del Catechismo della Chiesa, dalla medesima parola di Dio, creando confusione al punto che anche tra noi molti si chiederanno: “Questi è davvero il profeta!”, altri diranno: “Questi è il Cristo!” e così via fino a quando insensatamente, nella convinzione di rendergli onore, disconosceranno Gesù per seguire la dottrina che viene reclamizzata. Queste anime soffocate non possono percepire la presenza dell’alito di vita dello Spirito Santo, che rivela Gesù; esse sono preda del caos più totale. www.gesuamorelaspezia.com Una così mistica esperienza è per anime che vivono di questo alito, riconoscono la voce del Maestro e l’attorniano di premurose attenzioni con gesti di carità verso tutti, con lodi, canti e ringraziamenti, con preghiere profumate dall’incenso di misericordia, versando il balsamo dell’offerta totale di se stessi in uno slancio di vero amore e devozione senza riserve, rompendo con zelo il vaso affinché tutto il contenuto sia riversato in Gesù. Essi invocheranno il Signore ed egli risponderà; imploreranno aiuto ed egli dirà: “Eccomi!” (Is 58, 9) perché di loro è detto: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5, 8) E la donna del Vangelo lo vide, e vide la sua gloria proprio nel versare l’olio profumato sul capo, affinché scendesse sul volto e sul corpo: gesto profetico, poiché questa unzione non poteva avvenire per la sua sepoltura – era, infatti, usanza ungere il corpo dei defunti con olio e aromi profumati – in quanto Gesù ha vinto la morte. Questa unzione, quindi, è divenuta per noi unzione di vita e di grazia (cfr Lc 24, 1-6), elargita nel sacramento dell’Unzione degli Infermi e a quanti sono in pericolo di morte imminente. Tale unzione, infatti, non è per la morte, ma per la vita: purifica l’anima dal peccato e non di rado dona guarigione fisica. Non permettere che venga amministrata è una grave omissione, poiché è una totale immersione nella misericordia di Dio, un atto di vero amore verso chi la riceve. La donna, probabilmente, non si è resa conto del gran gesto compiuto, ma Gesù vede, conosce il suo cuore e la purezza dei sentimenti che vi dimorano, e l’accoglie a sé teneramente, la protegge da coloro che l’aggrediscono e non comprendono il messaggio di vita che si è manifestato proprio sotto i loro occhi. Sono ciechi, privi della fede che mostra i veri prodigi; essi rimangono nascosti allo sguardo arrogante e cupido del mondo, ma sono contemplati dai miti ed umili di cuore: i discepoli di tutti i tempi, coloro che hanno fermato il loro passo, il loro vagare, s’incamminano nelle vie luminose dello Spirito e non cercano altro, poiché hanno accolto il Redentore, Gesù il Signore, che dice: “Non serve peregrinare per le strade del mondo. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3, 20) … a tavola con loro prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede a loro. Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero. (Lc 24, 30) Grazie, Gesù, che nel mistero più celato, nascosto in un velo di pane e poche stille di vino, ti offri a noi tutti nell’effusione dello Spirito Santo, unitamente al Padre, fondamentale credo della nostra fede. E’ lo Spirito a rendere testimonianza a Gesù, perché non tanto i miracoli visibili sono il segno, ma ciò che lo Spirito rivela a quanti credono nel Figlio di Dio. Gli inganni sono accovacciati alla porta del nostro cuore; solo con il santo discernimento è possibile dominarli. (cfr Gn 4, 7) E’ noto, infatti, che ciò che rimane nascosto ai superbi è rivelato ai piccoli (cfr Mt 11, 25), perché così è piaciuto al Padre nell’infinita sua sapienza e le opere nefaste del demonio saranno sconfitte da chi pensa secondo Dio (cfr Mc 9, 33), in lui ha posto il cuore ed è partecipe nella fede che non chi dice “Signore, Signore” si salverà, ma chi ascolta la parola di Dio e la mette in pratica (cfr Mt 7, 22, 24). “Quanti fanno la volontà del Padre mio - dice Gesù versano il loro olio profumato sul mio capo, perché chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama; chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui (Gv 14, 21) Daniela Romano Sulle ali dello Spirito Appena ci decidiamo di disfarci dell orgoglio, ci accorgiamo, con spavento, di quanto esso ci pervada dentro e fuori, di quanto ne siamo impastati. Si dice che oltre il settanta per cento del corpo umano sia costituito di acqua, ma, forse, ancor più del settanta per cento dello spirito umano è costituito di orgoglio. L aria stessa che respiriamo è attraversata, a tutte le frequenze, da onde che trasportano parole e messaggi carichi di orgoglio. C è perfino chi crede di poter andare oltre Gesù Cristo e dichiara aperta una nuova era (New Age), fondata non già sull incarnazione, ma su una costellazione, non già sulla congiunzione della divinità con l umanità, ma sulla congiunzione dei pianeti. Si fondano ogni anno nuove religioni e nuove sette e si annunciano nuove vie di salvezza, come se quella rivelata da Dio, fondata su Cristo, non bastasse più agli uomini divenuti saggi e adulti; come se fosse troppo umile. E cos è tutto questo se non orgoglio e presunzione? O stolti Galati - diceva San Paolo - chi vi ha ammaliati, proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso? (Gal 3, 1) O stolti cristiani, chi vi ha ammaliati, da farvi passare così presto a un nuovo vangelo? da Il potere della Croce di padre Raniero Cantalamessa LODI E TESTIMONIANZE www.gesuamorelaspezia.com Storia di una conversione. (in memoria di Enzo Raia) Caro Enzo, sono passati diversi giorni da quando hai lasciato questo mondo per vivere nell’eternità. Ti scrivo oggi, dopo un po’ di tempo durante il quale anche noi siamo stati colpiti da un’altra disgrazia che si aggiunge a quelle che da un po’ di tempo ci tengono compagnia. Ma iniziamo da principio. Eravamo dei perfetti sconosciuti; noi conoscevamo solo Margherita, la tua cara moglie, perché circa un anno fa era venuta con noi ad un incontro di preghiera presso il Convento dei monaci Passionisti di Brugnato. Le era piaciuto e desiderava ripetere l’esperienza, ma per varie ragioni non era stato più possibile. Un giorno Margherita ci chiede se potevamo venire a casa vostra per tenerti un po’ di compagnia e siamo venuti. Come si vedeva che la malattia ti aveva devastato dentro e fuori, avevi un’aria triste, smarrita: sembrava che chiedessi aiuto a tutti e a tutto. Tempo dopo, Paola, mia moglie, ti ha chiesto: “Vorresti che ti portassi un crocefisso, non so, per guardarlo, parlargli, insomma, che ti tenesse compagnia?” E tu rispondesti subito di si con una sorta di entusiasmo. Dopo qualche giorno ti portammo il crocefisso, un piccolo crocefisso di legno scuro con il Gesù in metallo bianco. Lo prendesti nelle mani, lo guardasti e, poi, lo chiudesti nel tuo pugno. Nessuno si era immaginato questa scena, ma tu, Enzo, avevi incontrato Gesù, avevi conosciuto Gesù che quasi non sapevi chi fosse e non lo abbandonasti più, né giorno, né notte, nemmeno in sala operatoria, perché il chirurgo te lo aveva legato al palmo della mano che tu tenevi stretta, stretta, quasi con la paura che questo crocefisso potesse sfuggire dalla mano. Noi non possiamo sapere cosa Lui abbia detto a te e tu a Lui in tutti quei giorni, certo avete parlato nel silenzio; Lui ti ha mostrato la sua immensità e tu la tua miseria, ma certamente la tua miseria e la tua umiltà sono state più che sufficienti perché la tua anima fosse conquistata dal Cristo. Egli ti ha convertito, ti ha fatto suo seguace, ti ha preso per mano e tu hai preso per mano il tuo Salvatore e, nel momento in cui la tua anima lasciava questa terra, volavi con Lui nei cieli eterni. “Alle ore 0 e trenta dell 8 aprile 2007, Enzo è volato in Cielo” Queste sono state le parole che all’uscita della Santa Messa pasquale abbiamo letto sul telefonino, scritte dalla tua Margherita. Ciao, Enzo, ciao amico carissimo, fratello che hai incontrato il Gesù che aspettavi e che ti aspettava e ti cercava e tu ti sei lasciato trovare con fiducia, con gioia, con amore. Grazie, Enzo, per questa tua grande testimonianza e ciao con tutto il cuore dai tuoi amici Sergio e Paola. Quel pane spezzato, memoria viva. Quel vino versato, memoria viva di un mistero incarnato. E il Verbo si è fatto carne Attirerò tutti a me realtà presente nel tempo e nello spazio in una bianca particola, cibo di vita eterna, dono d Amore, di redenzione. Luigi Portunato ANGOLO dei PICCOLI - spazio riservato a voi bambini Inviate le vostre poesie e preghiere al Gruppo Gesù Amore via Palmaria 50 19126 La Spezia All orizzonte All orizzonte il sole sta tramontando e le nuvole sembrano candidi maglioni di lana. All improvviso, davanti ai nostri occhi, appare una luce immensa e leggere braccia piumate si aprono verso di noi. Poi tutto scompare nell immenso blu del mare. Raffaella Innocenti Sergio e Paola Romano Memoria viva IL BIANCO e IL NERO Io sto alla porta e busso www.gesuamorelaspezia.com In questa società caotica, in cui i veri valori sono tutt al più una reminiscenza del passato, ognuno corre per conquistare qualcosa e l agitazione è la caratteristica principale delle persone che si dicono impegnate ; se uno non è in grado di tenere il passo degli altri, è irrimediabilmente travolto e calpestato senza che nessuno gli tenda la mano. Non c è tempo, non c è tempo neppure per la pietà! La giornata deve essere piena delle più svariate occupazioni, fino al punto di scoppiare, altrimenti cadiamo nello sconforto, perché convinti di esserci lasciati scappare il tempo, senza aver concluso alcunché di proficuo. Perfino i bambini sono coinvolti in questi ritmi frenetici, tanto da dimenticare le ariose distrazioni dell infanzia e trasformarsi in piccoli geni anarchici e presuntuosi. In questo vortice che ci risucchia, a volte, nostro malgrado, chi conserva ancora la capacità di ritagliarsi spazi di silenzio e di pace in cui possa riaffiorare la nostra coscienza e lo spirito ritrovi la forza di respirare? Il tempo libero spaventa, la paura di ore prive di programmi atterrisce: temiamo, forse, che qualche elemento estraneo possa insinuarsi dentro la noia di momenti vuoti e venga a turbare la nostra coscienza. O, forse, abbiamo timore di incontrare noi stessi, al nudo di tutte le maschere e di tutti gli orpelli che ci propongono le incalzanti tendenze , dietro cui soffochiamo ogni anelito di individualità! Ogni nostra giornata è un affannarsi, spesso sterile per poter raggiungere un effimera felicità, adorando i nuovi idoli , verso i quali abbiamo rivolto mente e cuore. Viviamo immersi in un materialismo spaventoso, in cui ogni cosa assume valore soltanto se soddisfa i nostri bisogni e appaga i nostri desideri. Dedichiamo tanto, tanto tempo a modellare e rimodellare l argilla di cui siamo plasmati, dimenticando volutamente che, dentro ad una custodia, sia pure attraente, ma destinata alla caducità, conserviamo un tesoro, che aspetta solo di essere portato alla luce. Eppure sentiamo che dentro di noi c è qualcosa che scalcia, qualcosa o meglio qualcuno , che è stanco di sentirsi prigioniero e, talvolta, tenta di scalzare le serrature della sua cella insieme alle nostre sicurezze, ma invano Il carcere, in cui l abbiamo relegato, ha porte robuste, porte antiche, porte di ferro, pesantissime da aprire! Vogliamo vivere da padroni, essere noi a creare il nostro destino, non desideriamo intrusi nella nostra vita, che si presentano repentinamente per suscitare quei sensi di colpa che tanto ci infastidiscono: per questo abbiamo messo in catene la nostra anima spirituale , rendendola schiava della nostra irruente animalità . E abbiamo ancora il coraggio di gridare, come fossimo noi le vittime: Dov è Dio? quando accadono stragi, violenze inspiegabili, catastrofi naturali, accusando il Signore di essere il grande assente dalle vicende umane, oppure tacciandolo di crudele indifferenza. La nostra ipocrisia è, a dir poco, nauseante! Non sappiamo più neppure chi è Dio, mettiamo in dubbio perfino la Sua esistenza, perciò nonostante, assurdamente, lo offendiamo a più riprese, lo cacciamo lontano da noi come persona indesiderata, ci sforziamo di annientarlo in tutti modi e poi lo cerchiamo, quando ci fa comodo, chiedendoci, indignati, dov è? Dio è qui, ma non Lo vediamo! Dio è qui, ma non Lo sentiamo! Ma Tu, Dio, sei fiducioso, nonostante tutte le colpe che uomo cerca di attribuirti. Tu resti e aspetti aspetti che qualcuno, fra coloro che Tu hai creato, si decida ad aprire quelle pesanti porte. Quante volte, Signore, stai di fronte alle nostre porte e bussi timidamente, ma noi non udiamo il tuo tocco discreto Qualche volta ci è parso di sentir bussare, abbiamo provato a schiudere la porta per un attimo e un po del Tuo Spirito è riuscito a penetrare, ma è stata troppa la Luce, che ci ha abbagliato e messo in evidenza infiniti granelli di polvere, così tanti che ci siamo spaventati, e allora abbiamo richiuso frettolosamente i battenti. Se ripensiamo alla nostra vita passata, probabilmente ricorderemo qualche momento in cui Dio ha provato a bussare al nostro cuore. Se siamo onesti riconosceremo che le volte in cui si è fatto sentire sono state innumerevoli, ma il rumore del mondo è divenuto più forte e ha soffocato la sua voce. Altre volte abbiamo sentito distintamente il suo richiamo, ma abbiamo avuto paura di aprire! Paura che una nuova, luminosa proposta di vita venisse a spazzare via tutte quelle cose di cui non possiamo fare a meno, venisse a parlarci di amore e sacrificio, di umiltà e di purezza, di rispetto e di castità Io sto alla porta e busso, dice il Signore. Se uno ascolta la mia voce e mi apre, verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Beato l uomo che riesce ad aprire la sua porta, beato l uomo che accoglie il Signore, che ha onore di cenare con lui! Vegliamo, dunque, teniamo le orecchie tese per essere pronti a percepire il Suo passo e a correre, finché siamo ancora in tempo, per accogliere il nostro Re, affinché entri in noi in tutta la sua gloria e faccia risplendere la nostra fede come un diamante! Non aspettiamo l ultimo momento per udire la sua voce, non lasciamoci sfuggire l occasione per rispondere alla chiamata di Colui che ci ha amato fino alla morte, per renderci partecipi di un eredità eterna. Letizia Bernardi domenica, 17 giugno 2007 Chiesa di Maria Ausiliatrice - La Spezia SANTA MESSA (celebrante: padre Glauco Roni) ore 14.30 Santo Rosario ore 15.00 canti e preghiera carismatica di lode ore 15.30 Celebrazione Eucaristica (al termine preghiera di guarigione per malati e sofferenti nel corpo e nello spirito)