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Rinnovamento Carismatico Cattolico
Gruppo Gesù Amore
(responsabile: Daniela Romano)
presso la
Parrocchia di Maria Ausiliatrice
- La Spezia -
La Lode
n° 107 - luglio 2007
distribuzione gratuita alle Parrocchie di Cristo Re (cripta), Maria Ausiliatrice, Nostra Signora della Neve,
San Pietro Apostolo, Santa Teresa del B.G., San Venerio e Comunità militare di Santa Barbara di La Spezia
copie stampate: 1.000 (ciclostilato in proprio)
Il Gruppo “Gesù Amore” si riunisce per la preghiera il venerdì dalle ore 21.00 alle ore 23.00
nella Cappella dell’Oratorio della Parrocchia di Maria Ausiliatrice - via Palmaria 50 - La Spezia
(l’incontro è aperto a tutti)
IL MESSAGGIO
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi
cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora
anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do
un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri;
come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli
altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,
se avrete amore gli uni per gli altri (Gv 13, 33-35)
Gesù è giunto al compimento del processo di
glorificazione: l’ultima cena, accompagnata dalla
lavanda dei piedi e dal drammatico preannuncio del
tradimento di Giuda, esplica l’inizio della passione,
proclamando la sconfitta di Satana nel mistico trionfo
del Cristo, per il quale noi tutti siamo glorificati nel
Padre in virtù della sua morte e resurrezione.
Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è
al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto
terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il
Signore a gloria di Dio Padre. (Fl 2, 9-11)
Ma Gesù avverte i discepoli dicendo loro “dove io vado
voi non potete venire”, quasi a voler smorzare un
eccessivo entusiasmo che potrebbe allontanarli dalla
personale ricerca durante il combattimento spirituale,
battaglia per la salvezza che loro stessi dovranno
affrontare, sino a quando non si sarà compiuto il
proprio tempo, nelle persecuzioni e nella morte che
contempla ora la resurrezione. E beati quanti vivranno
nella fedeltà alla Sua parola.
San Paolo, al termine del suo ministero, egli stesso,
dice: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato
la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la
corona di giustizia…” (2Tm 4, 7-8)
Certo, Gesù ha liberato l’uomo dal tremendo giogo di
condanna dalla morte cui era destinato a causa del
peccato, ma la libertà è espressione d’amore, che mai
impone, nel rispetto concede il libero arbitrio, donando,
comunque, doti intellettive e morali per comprendere il
valore delle scelte nel bene e nel male.
Ora potremmo obiettare: “Come mai il male sembra
dilagare?”
Come se avesse abbattuto i margini, il male sommerge
molte coscienze che, vittime delle più svariate
tentazioni, naufragano, portate da gelidi venti, nella
tenebra sempre più fitta… e la
luce, lentamente, scompare.
E’ lo Spirito Santo a dar
sapienza all’intelletto, forza ai
sentimenti, rinvigorendo la volontà. E’ la dolce brezza
che conduce al porto sicuro tra le braccia di Gesù, nella
sua Chiesa santa, poiché su di lui poggia le fondamenta ed
è costruita con le pietre vive di anime sante che, nella
storia, edificano il Corpo mistico. E San Paolo ci esorta:
“Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a
soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri
contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla
carne. Queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non
fate quello che vorreste” (Gl 5, 16-17)
E’ questa la battaglia che dobbiamo sostenere ricordando,
però, che non è possibile seguire Gesù privi della guida
dello Spirito Santo; lui solo ne conosce la via e passo
dopo passo conduce, chi a lui si affida, nei sentieri di
chiara luce dove grazia e bontà avvolge.
Si, tu mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella
tua presenza, dolcezza senza fine (Sl 15, 11)
E’ vero, il male dilaga. E’ così dall’inizio della storia
dell’uomo e tutti ne vedono i nefasti risvolti, ma,
nonostante ciò, non lo si teme abbastanza, giacché
accogliamo con leggerezza i suoi continui inviti.
E’ esaltato negli atteggiamenti estremi, volgari, violenti,
confondendoli come “attuali”, adatti ai tempi aperti e
disinibiti che viviamo. E’ applaudito sugli schermi e in
molti luoghi di ritrovo per il “divertimento” nelle
oscenità. E’ eletto principe di questo mondo per
l’immoralità, gli abusi e le provocazioni, nella continua
sollecitazione a sovvertire i valori fondamentali del
rispetto della dignità umana.
Stiamo divenendo realmente poveri, poiché è, in tutto
questo, il rifiuto a Dio. Emarginando la fede in lui,
ghettizziamo l’anima all’amaro esilio dall’Amore supremo
e, in una tale condizione, udremo con i nostri orecchi, ma
non comprenderemo, guarderemo con i nostri occhi, ma
non vedremo. E’ lo Spirito che dà la vita, trasformando il
nostro essere carnale in spirituale. Spesso, invece, siamo
idolatri, dipendenti dal cibo, dalla sessualità, dalle capacità
intellettive e da tanti, troppi idoli, dimenticando che
tutto è dono gratuito di Dio. Adoriamo le creature e non
il Creatore! La carne, di per sé, impregnata del peccato,
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conduce alla morte; non separiamoci, dunque,
dall’Amore, che è lo Spirito di Dio, poiché così dice il
Signore: “Il cuore di questo popolo si è indurito e
hanno ascoltato di mala voglia con gli orecchi; hanno
chiuso i loro occhi, per non vedere con gli occhi, non
ascoltare con gli orecchi, non comprendere nel loro
cuore e non convertirsi perché io li risani” (At 28, 27)
Possiamo ben comprendere qual è la chiave di volta:
convertire il cuore a Dio, unica salvezza, dove il Verbo
è Via, Verità e Vita. Infatti, i comandamenti
elargiscono un abbondante e ricco insegnamento per
seguire il Maestro, ma anche tale impegno di per sé
non può essere esaustivo, abbisogna della pienezza della
legge nel “tutto è compiuto!”. (Gv 19, 30) Io sono il
Signore Dio tuo: questa è la pienezza della legge e del
cuore dove Dio regna quale Signore assoluto e nulla
può adombrare tale Presenza, poiché l’amore impera
maestoso nell’effusione soave dello Spirito Santo che fa
di noi un popolo innamorato del suo Dio. E nell’amore
il regno di pace, il regno di Dio, è in mezzo a noi.
Solo che lo vogliamo, possiamo vedere i prodigi e le
meraviglie che Dio continuamente dona a grandi mani a
noi tutti; la fede rischiara i nostri occhi e fa udire le sue
parole che guariscono e rinnovano ogni cosa e tutto,
allora, appare nel fulgore di una purezza ritrovata, nello
stupore che tutto è miracolo: intorno e dentro di noi
aleggia l’amore di Dio!
Aperti agli orizzonti dello Spirito divino le parole di
Gesù hanno significato eterno, profetico, nel nuovo
comandamento lasciatoci: “Vi dono il mio Spirito,
affinché vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato”
Ora è divenuto possibile, non solo amare il nostro
prossimo come noi stessi, ma andare oltre: amarlo come
lo ama Gesù! Questo comandamento invita ad
accogliere lo Spirito d’Amore che in noi ama come
Gesù sa amare; il medesimo Spirito che lo unisce al
Padre nel vortice eterno, così, quando due o tre si
riuniscono nel suo nome, nell’agape li avvolge e, nel
dare, si avverte di ricevere.
Questo è il segno inconfondibile della presenza dello
Spirito, il quale non opera mai in un solo senso, ma
arricchisce gli uni e gli altri di umiltà che innalza il
fratello. Se pensiamo di donare e non percepiamo
quanto invece riceviamo, non è opera dello Spirito di
Dio, ma chi agisce è lo spirito del mondo gonfio della
sua vanagloria. Per questo, nell’ardente preghiera, Gesù
manifesta al Padre l’amore per noi tutti: “La gloria che
tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come
noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano
perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai
mandato e li hai amati come hai amato me. (Gv 17, 22-23)
Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. Se uno
dicesse: “Io amo Dio” e odiasse suo fratello, è un
mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che
vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il
comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami
anche il suo fratello. (1Gv 4, 19-21)
Il nuovo comandamento lasciatoci da Gesù dà significato
al nostro credo se realmente lo Spirito di Dio è in noi;
allora, l’amore è perfetto e ameremo il fratello come Gesù
lo ama. E da questo conosceremo che egli dimora in noi:
dallo Spirito che ci ha dato. (1Gv 3, 24)
Non temiamo di non essere capaci di un così grande
amore. E’ appunto perché siamo fragili e limitati che lo
Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza. A noi è
sufficiente l’abbandono arrendevole tra le braccia del
Padre e chiedergli con fede, nel nome di Gesù, il dono
dello Spirito Santo. Egli è Amore e si offre ben oltre le
nostre capacità umane, dilata i meandri del cuore e lo
ricolma in sovrabbondanza di grazia, santificandoci,
poiché Dio è immensamente grande, tutto sovrasta: è il
Sommo Creatore!
Ma anche credere d’esser capaci di amare in tale
perfezione, poggiando sulle sole nostre forze, è nuda
vanità.
Senza di me non potete fare nulla, rivela Gesù, ed esorta
ad invocare il soccorso dello Spirito Santo affinché tutto
divenga a noi possibile in virtù di questa dolce Presenza.
Sentiremo allora ardere nel petto l’Amore di Dio,
ripudiando, nella contrizione, il peccato, quale veleno
mortale e desiderando sempre più la linfa vitale dell’albero
della vita, Corpo e Sangue di Gesù, incarnando in noi le
sue parole: “Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio
corpo offerto in sacrificio per voi. Prendete, e bevetene
tutti: questo è il mio sangue per la nuova ed eterna
Alleanza versato per voi tutti in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me”
Tu, Gesù, ci chiami ad essere offerta totale nel dolce
calice della tua passione redentrice; da questo tutti
sapranno che siamo tuoi discepoli. Nessuno, infatti, ha un
amore più grande di chi dà la propria vita per un fratello.
Non serve essere eroi, ma santi come tu sei Santo. Non
chiedi sacrificio cruento, ma vivere nel bene per amor tuo
e del prossimo, senza timore di morire a noi stessi
rompendo definitivamente con il male e le sue perversità,
poiché rinati nello Spirito (cfr Gv 3, 4-8) anche noi, pieni di
gioia, annunceremo: “Non sono più io che vivo, ma
Cristo vive e ama in me”
E’ l’amore a scacciare ogni timore, perché non abbiamo
ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nel peccato,
ma di figli di Dio. E che noi siamo figli n’è prova il fatto
che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo
Figlio che grida: “Abbà, Padre!”. E, per quest’amore,
riconosceremo l’enorme debito d’infinita gratitudine,
perché le tue parole Gesù solcano profondamente il cuore,
germogliano portando frutti di vita eterna.
Il Figlio dell’Uomo, infatti, non è venuto per essere
servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per
molti (Mc 10, 45)
Tu, mio Signore, mio Dio, hai dato la vita per me, per
noi tutti. Grazie, Signore Gesù! Lode e gloria a Te.
Daniela Romano
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LODI e TESTIMONIANZE
Quando il tuo perdono
Quando il tuo perdono
scende nel mio cuore
sono fresca come rugiada mattutina.
Vorrei gridare al mondo intero
che sono felice,
che Gesù ha scelto il mio cuore
per farvi dimora!
Invece taccio
e ascolto nel silenzio
la Tua voce.
Ti stringo forte a me, Signore
per paura che un vento maligno
ti porti via come fragile foglia.
Letizia Bernardi
ANGOLO dei PICCOLI
- spazio riservato a voi bambini Inviate le vostre poesie e preghiere al
Gruppo Gesù Amore via Palmaria 50 19126 La Spezia
L’aldilà di stella
Tu non sei felice.
Il tempo corre
e tu hai paura
di non vedere più
i tuoi cari,
di perdere amore
e di trovarti solo
in un mondo che spaventa.
Non essere triste:
lassù c’è
una casa di stella,
dove non manca
nulla!
Vittoria Seligardi
La mia testimonianza.
Sabato, 2 giugno 2007, mi trovavo a Chianciano (SI),
al Convegno annuale dei gruppi “Gesù Amore”.
Gran parte della giornata è stata dedicata a
insegnamenti sulla trasmissione intergenerazionale di
difetti fisici, caratteriali e spirituali, conclusi con
preghiere di guarigione da ogni tipo di malattie
ereditarie.
Sono nata con la colonna vertebrale “difettata”: il
termine tecnico è curva fisiologica da lordosi. Vuol
dire che la mia colonna all’altezza della zona
lombare, anziché finire con una curva morbida e
naturale, formava un arco molto profondo, visibile ad
occhio nudo e la conseguenza di questo difetto era di
avere spessissimo mal di schiena. Come me, anche
mia madre e mia sorella maggiore hanno questo
stesso difetto genetico ed ereditario.
La mia schiena era quindi costantemente sotto stress
sia stessi in piedi, sia seduta su una poltrona o in auto.
Non riuscendo a poggiare quella zona, la mia
schiena non si riposava mai. Per me era pesante fare
viaggi di qualche ora, stirare a lungo e ogni altro
lavoro che richiedeva tempo: anche una lunga
passeggiata aveva come conseguenza un bel mal di
schiena. E anche se qualche sera capitava che
andavo a letto senza dolore, questo non mi
risparmiava al mattino: dormendo supina le vertebre
lombari non toccavano il materasso, così al mattino
avevo la schiena leggermente rigida e dolorante. Il
disagio passava dopo circa dieci–quindici minuti, il
tempo necessario affinché i movimenti mattutini
sciogliessero l’irrigidimento.
La giornata del 2 giugno era trascorsa nella gioia
che si prova sempre con le lodi, i canti e le preghiere,
ma nulla mi faceva pensare che quel giorno, o meglio
quella sera, il mio stile di vita sarebbe cambiato
fisicamente e spiritualmente.
Ero stata in piedi tutto il giorno fin dal mattino presto.
La sera avevo fatto un viaggio di circa tre ore per
rientrare a La Spezia e finalmente verso le 23.00 ero
andata a letto, ovviamente con un gran mal di
schiena. Quella sera proprio non mi andava di
prendere un antidolorifico, l’avevo già preso il giorno
prima. Alzo lo sguardo e incontro quello di Gesù in
una sua immagine appesa in camera da letto, così mi
esce dalle labbra una frase: “Gesù, e non metti la
tua mano lì…”
“Lì”, era la mia zona lombare. Appena finisco di
esprimere ad alta voce questa richiesta, sento
all’improvviso un fortissimo formicolio un po’ più in
alto rispetto a dove sentivo di solito il dolore.
Sinceramente all’inizio mi sono spaventata, pensando
che quella sera la schiena era messa proprio male,
ma mi sembrava strano che tutto fosse iniziato con la
mia richiesta. Cominciai a pensare che forse fosse
davvero la mano di Gesù! I minuti passavano e
questo formicolio forte non cessava. Si andava
rafforzando così l’idea che Gesù volesse proprio
farmi passare il dolore.
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Dopo diversi minuti avverto che molto lentamente il
formicolio diminuisce e con esso anche il dolore
lombare. Prendo forza e chiamo mio marito per
dirgli che Gesù mi stava guarendo. Resta in attesa
anche lui. In realtà non pensavo ad una vera e
propria guarigione, poiché mi ero fermata alla
sola guarigione del sintomo del dolore.
Altri minuti passano e il dolore diventa debolissimo,
tanto da farmi pensare che tutto stava per
terminare, ma in quel momento sento un altro
formicolio forte, stavolta non sulla schiena, ma
all’interno, in una piccola vertebra!
È indescrivibile quella sensazione: con tutto lo
sforzo che una persona ci mette non riesce a sentirsi
la propria vertebra, eppure io la distinguevo
grazie al formicolio.
Ancora non comprendevo tutta la grandezza di ciò
che stava avvenendo, anche perché in quei momenti
non si riesce più a pensare, ma si resta in ascolto di
quello che succede.
Il formicolio alla vertebra dura meno di un minuto e
così, dopo qualche secondo, sparisce anche il
formicolio alla schiena.
Meravigliata mi accorgo che davvero non avevo
più dolore: Gesù è grande e immensamente
generoso! Sto quasi per dirlo a mio marito, quando
una consapevolezza più grande invade mente e
cuore: sento tutto il materasso! Proprio così, sentivo
millimetro per millimetro tutto il materasso sotto la
mia schiena! Ero incredula e stupefatta.
In silenzio accendo la luce della camera e vado
verso l’armadio dove c’è lo specchio, mi metto di
profilo, alzo la camicia da notte e guardo la mia
schiena: mi sembrava più dritta, ma non mi fidavo
di me stessa. Così chiamo mio marito e gli chiedo di
guardare la mia schiena; il tempo di contare fino a
due e lui esclama: Hai la schiena dritta!
Finalmente tutta la gioia, la gratitudine e la
meraviglia verso Gesù ha potuto esplodere nella
sua pienezza.
Mi rimetto a letto, mi copro bene mi giro su un
fianco a parlare con il cuore a Gesù e intanto
sento, solo sulla zona lombare, un soffio fresco.
Tocco le lenzuola credendo di essermi scoperta e
invece no: ero ben coperta e questo soffio ha
continuato per qualche minuto.
Più tardi, e per la gioia, a fatica, mi addormento.
La mattina mi alzo dal letto con agilità, senza
dolore o irrigidimento.
È così dal 3 giugno mattina, quel mal di schiena che
mi bloccava, a volte per alcuni giorni consecutivi,
non c’è più.
Ora non mi preoccupo di quello che posso o non
posso fare, ma solo di come posso servire meglio il
mio Gesù.
Gesù ha sempre fatto tanto per me e i miei cari, Lui
è generoso con le sue ricchezze, è il Dio Amore,
solo a Lui la Lode, l’Onore e la Gloria. Alleluia!
domenica, 22 luglio 2007
Chiesa di Maria Ausiliatrice - La Spezia
SANTA MESSA
(celebrante: padre Glauco Roni)
ore 20.00
Santo Rosario
ore 20.30
canti e preghiera carismatica di lode
ore 21.00
Celebrazione Eucaristica
(al termine preghiera di guarigione per malati
e sofferenti nel corpo e nello spirito)
per informazioni: 0187.717476 – 340.6246118 - 347.1188771
CONVEGNO A ZERI (MS)
16 - 21 LUGLIO 2007
Chiesa Parrocchiale di Patigno
Tema del Convegno:
Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (R.C.C.)
è una primavera per la Chiesa (Paolo VI)
Organizzatore: don Beppino Cò
16 luglio
ore 17.00 - accoglienza/preghiera di lode/ introduzione al
Convegno - ore 18.30 Celebrazione Eucaristica
ore 20.00 Cena – Riposo
17 luglio
ore 10.00 - preghiera di lode/catechesi “Insieme riviviamo i 40
anni del R.C.C.”- ore 13.00 Pranzo - ore 16.00 Preghiera di
lode/catechesi “I primi testimoni del R.C.C.”
ore 18.30 Celebrazione Eucaristica
ore 20.00 Cena - ore 21.00 Proiezione film
18 luglio
ore 10.00 preghiera di lode/Catechesi di S.E. il Vescovo
Eugenio Binini “Che cosa desidera il Vescovo dai gruppi di
preghiera del R.C.C.” - ore 13.00 Pranzo - ore 16.00 Preghiera
di lode -catechesi ”La grazia del R.C.C.”
ore 18.30 Celebrazione Eucaristica - ore 20.00 Cena
ore 21.00-23.00 Adorazione Eucaristica
19 luglio
ore 10.00 preghiera di lode/Catechesi ”Io, giovane nel R. C.C.”
ore 13.00 pranzo - ore 16.30: Via Crucis solenne alla
Grotta/Celebrazione Eucaristica - ore 20.00 cena
ore 21.00 testimonianze
20 luglio
ore 10.00 preghiera di lode – catechesi - ore 13.00 pranzo
ore 16.00 escursione a Zum Zeri – Celebrazione Eucaristica
ore 20.00 cena – ore 21.00 Rosario meditato – condivisione
21 luglio
ore 09.00: Celebrazione di lode – catechesi (conclusioni)
ore 11.00 Celebrazione Eucaristica – ore 13.00 pranzo
per informazioni : 0187. 447141
Paola Leopizzi
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La Lode – nr. 107 - Gruppo Gesù Amore