Spizzica..
Spizzica..
SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
Spedizione in
abbonamento postale
Pubblicità inferiore al 70 %
€ 0,50
diretto da Salvo Benanti
Anno 27
Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl
FONDATO NEL 1988
N° 6/2015
Domenica 15 febbraio 2015
Cottimi fiduciari sempre agli stessi
Il segretario generale del Comune, Danila Costa, contesta una serie di
irregolarità nella gestione dell‟amministrazione guidata dal sindaco Garozzo
Nella foto a lato il sindaco Garozzo e la segretaria generale del Comune, Danila Costa, entrambi sorridenti. Si
nota anche un certo feeling fra i numeri uno, politico e
amministrativo, del Comune di Siracusa. Oggi non è più
così. Oggi la Costa prende le distanze dal modo avventuroso di amministrare di Garozzo e lo fa con un documento
ufficiale a futura memoria, che è agli atti, e, come si dice
in questi casi, “per mettere le cose bene in chiaro” fin da
subito nel caso di complicanze di natura giudiziaria. E‟
prassi nei Comuni, oramai, l‟introduzione del meccanismo
del controllo di regolarità amministrativa, che viene applicato per giudicare la correttezza dei provvedimenti adottati all‟interno della Pubblica Amministrazione. Lo scorso
29 gennaio è stato appunto il segretario generale del Comune di Siracusa, Danila Costa, a dire come sia stato gestito l‟ente nel 2014, tirando fuori tutta una serie di irregolarità nell‟ente guidato dal Sindaco Garozzo che ci pare
opportuno sottolineare perché non provengono da un
esponente di parte politica, ma da una figura amministra-
tiva. Anzitutto, Danila Costa ricorda che in base alla legge
241/90 i provvedimenti dirigenziali vadano motivati e che,
invece, all‟interno dell‟Amministrazione Garozzo nel 2014
si sia ricorso a scelte discrezionali con una “carente motivazione”. In secondo luogo, il segretario generale dice che
ci sia stata una bassa rotazione degli operatori economici
nei cottimi fiduciari, aggravata dalla possibilità che vengano invitate ditte che non esercitano più l‟attività.
La Costa non nasconde il fatto che ci sia anche una criticità
dal punto di vista degli adempimenti degli obblighi di pubblicazione e trasparenza ai sensi del decreto legislativo
33/2013. Ci appaiono, infine, rilevanti alcune irregolarità
oggettive così descritte dal Segretario Generale: non viene
indicato dai dirigenti se a monte dei loro provvedimenti siano stati effettuati i controlli volti a verificare il possesso dei
requisiti richiesti per contrarre con la Pubblica Amministrazione né i riferimenti alla procedura di scelta del contraente. Insomma, nella migliore delle ipotesi, superficialità
e faciloneria.
Pronto soccorso: Il progetto di Brugaletta, le suore e Pappalardo
Il direttore generale dell‟Asp, Salvo Brugaletta, un progetto per il nuovo pronto soccorso ce l’aveva e si trattava di un bel
progetto che avrebbe scritto la parole fine all‟inferno dell‟attuale pronto soccorso. Certo, c‟era qualche difficoltà da superare. Le suore dell‟Umberto I°, come molti sanno, occupano uno spazio abbastanza ampio nel nosocomio aretuseo, una
intera ala dell‟ospedale è di loro esclusiva pertinenza. E dire che ormai sono rimaste in poche le suore ragusane, così poche che si possono contare con le dita di una sola mano. L‟idea di Brugaletta era logica: Metto in questo spazio assai ampio il Pronto soccorso, faccio un‟integrazione del personale medico e infermieristico e voilà il pronto soccorso di Siracusa
diventa una struttura da portare ad esempio in Sicilia. C‟era comunque il problema delle suore da superare. Il direttore
intanto non perse tempo, trovò un grande appartamento proprio di fronte all‟ingresso dell‟ospedale, in modo che le suore
non avrebbero dovuto far altro che attraversare la strada per andare al reparto in cui prestavano la loro opera. Tutto fatto? Tutto pronto? Non ancora, c‟era da affrontare la questione delicata di avvisare delle novità l„arcivescovo Pappalardo,
di informarlo insomma del cambiamento che intendeva fare per dare il via al nuovo pronto soccorso. Ci fu l‟incontro, ma
non fu positivo. Pappalardo infatti obiettò che le suore si sarebbero trovate in difficoltà in caso di maltempo. Ma debbono
solo attraversare la strada? Sì, ma se si bagnano, ci sono gli agenti atmosferici etc etc Insomma, il progetto si era arenato
ancora prima di partire. Vuoi vedere che non abbiamo il nuovo pronto soccorso per colpa delle suore? Sembra solo una
storia innocente, ma nei fatti Brugaletta non se l‟è sentita di andare avanti col parere contrario della chiesa locale. “Cosi,
cosi che neanche a Nicolosi”, dice un vecchio adagio siciliano.
il grillino scrivente
tanto per dirne una
A Siracusa non sono previsti sussulti L’ironia tronfia di Garozzo e Italia
Banditi. Che non sono altro, nero su bianco, “eran trecento, giovani e forti”, direbbe Luigi Mercantini, e sono molti –nella spigolatrice di Sapri, “morti”. Banditi sono, ce n’è per
tutti i gusti e per tutte le tasche, ma la tasca dev‟esser certo cucita alla giacca o al pantalone della taglia giusta, come ogni bravo sarto insegna. Banditi, foneticamente inquietante
participio passato del verbo bandire; bandi di concorso, chi sta fuori può, magari solo per
un po‟, entrar dentro dall‟esterno -sarà il cosiddetto e spesso orecchiato “concorso esterno”? Banditi furono, quindi non si perda tempo, pronti, partenza, via, “start-up”, fiondarsi coi requisiti richiesti e nei termini stabiliti, senza troppi patemi d‟animo però, che in fin
dei conti tutto poi s‟aggiusta, requisiti, termini, l‟importante è il “buon fine”. Qualche
tempo fa mi venne in mente di scrivere, in questo stesso spazio che il Direttore gentilmente
concede ai miei sproloqui, due pensierini sulla schizofrenia; con molta leggerezza ignoravo e tutt‟ora persistentemente e deliberatamente ignoro se si tratti o meno di una malattia
degenerativa –pur se devo constatare che, apparentemente, lo è. Da un opposto all‟altro,
dagli allegri eccessi di “consulenza fiduciaria” all‟assurda proliferazione di bandi su
bandi, tutto e il contrario di tutto, la cui somma, matematicamente, non può che rendere
“il nulla”. Frattanto, notizie dal mondo, in Grecia hanno Tsipras, a Roma abbiamo Renzi, ad Agrigento abbiamo un consiglio comunale che lavora dieci volte di più del corrispettivo di Trento, così dicono le “carte” al momento di battere cassa per il gettone, producendo risultati dieci volte peggiori -per la ben nota regola della proporzionalità inversa
- ma la buona notizia è che l‟organo si è dimesso: un sussulto. E a Siracusa? A Siracusa,
lasciamo perdere, non ce la roviniamo: buona domenica.
Francesco Vinci
Viene attribuita al cancelliere tedesco Bethmann-Hollweg nel 1914 l‟espressione secondo
cui i trattati fossero solo “pezzi di carta”, a giustificazione dell‟invasione del piccolo Belgio, paese “neutrale” secondo il protocollo di Londra che aveva fissato i principi della separazione tra Belgio e Olanda. “Just for a scrap of paper” – avrebbe detto il cancelliere –
“giusto per un pezzo di carta adesso la Gran Bretagna vorrebbe dichiarare guerra”. Pare la
stessa ironia tronfia del Sindaco Garozzo e del vice-sindaco Italia di fronte ai consiglieri
comunali di opposizione che ricordano loro in questi giorni il secondo dei dieci impegni
assunti dal primo cittadino nel giugno del 2013 in campagna elettorale e depositati, appunto, con un pezzo di carta insieme alla sua candidatura: “Anche allo scopo di valorizzare le
professionalità esistenti all‟interno del Comune – affermava Garozzo – non si farà ricorso a
consulenze esterne”. Com‟è noto, l‟Amministrazione comunale non si sta facendo sfuggire
alcuna opportunità per ricorrere a pagamento a professionisti esterni, così com‟è avvenuto
per il servizio idrico, per il servizio dei rifiuti e per la qualità dell‟aria, riconoscendo per decine di migliaia di euro l‟impegno di esperti in settori nevralgici dell‟amministrazione pubblica. Personalmente, credo che un buon servizio vada pagato e riconosco che al Comune
possa esserci la necessità di una mano d‟aiuto che provenga dall‟esterno. Ma se mi candido
ad amministrare la città e affermo che per farlo non solo non avrò bisogno di pagare nessun
consulente esterno, ma che proprio non ricorrerò a consulenze e i miei concittadini ci credono e mi votano, poi diventa un problema di coerenza col patto elettorale stabilito con loro
rispettare o meno quello che ho promesso. Che per i suddetti amministratori, è solo uno
“scrap of paper”, da strappare alla bisogna.
Michele Mangiafico
Comunale a +3648 TeatroVerga +3544
Ci sarebbero nuove criticità e certi lavori fatti maluccio
Non ci sono novità di sorta, l’ex Provincia è nelle nebbie
Via Crispi +2998
In questa strada non cambia nulla, il degrado resta
2
Domenica 15 febbraio 2015
Prg con la bestia impazzita?
La proposta del consigliere Milazzo va a scontrarsi con una
gestione autoritaria della cosa pubblica che va stoppata subito
Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo 20 mesi dall‟insediamento dell‟amministrazione Garozzo mi sembra che resti ancora in alto mare il proposito di
dotare la città di un nuovo Piano Regolatore Generale e personalmente, al di là dei tanti proclami uditi, dubito che il
nuovo strumento urbanistico possa venire alla luce durante
l‟attuale consiliatura.
Però è pur vero che se mai si inizia, mai si finisce. Ecco allora che desidero offrire un mio suggerimento alla politica cittadina: le idee, il confronto, le decisioni sul Nuovo Piano
Regolatore Generale di Siracusa devono coinvolgere - senza
barricate e ostracismi aprioristici - tutte le energie scientifiche, culturali e politiche della città. Il disegno del Nuovo
Piano Regolatore Generale deve avere l‟ambizione di essere
il disegno della città nel prossimo scorcio di secolo: disegno
non solo urbanistico e architettonico ma anche sociale, produttivo, economico, culturale.
Inseguire questo ambizioso e al tempo stesso straordinario
traguardo significa, come già detto, coinvolgere le migliori
energie e le migliori risorse di Siracusa. Occorre quindi pensare subito di coinvolgere una risorsa ed un‟eccellenza del
nostro territorio qual è la facoltà di Architettura con il fiore
all‟occhiello del DARC ossia il dipartimento interdisciplinare di ricerca ed alta formazione.
Tenere fuori dal tavolo di lavoro del nuovo PRG la locale
razione del Nuovo Piano Regolatore Generale.
Massimo Milazzo
Consigliere al Comune di Siracusa
facoltà di Architettura, con il vivace e preparato pensiero
dei suoi tanti professori, ricercatori e studenti, significa
privare immotivatamente il nuovo PRG di una forza eccezionale.
Mi auguro pertanto che il comune di Siracusa possa presto
dialogare con la facoltà di Architettura e con il DARC per
stringere una convenzione che li veda partecipi nell‟elabo-
Il primo assessore all‟urbanistica della Giunta Garozzo è
stato Paolo Giansiracusa, che resterà nella storia della nostra città per non aver fatto praticamente nulla in tutto il
suo mandato. Intendiamoci ancora non si era capito bene
che il nulla sarebbe stato il carattere distintivo di questa
nuova, e brutta, esperienza amministrativa. Una coalizione
e una maggioranza bastarde che non hanno possibilità di
identificazione visto che vedono insieme pezzi di sinistra,
pezzi di destra ed anche pezzi della lega di Salvini. Il tutto
con la regia del grande vecchio che continua ad imperversare con singolari trovate che non fanno certo l‟interesse
della collettività amministrata. Il nuovo Prg? La partecipazione della facoltà di Architettura? E‟ abbastanza stupefacente l‟ingenuità del consigliere Milazzo che propone percorsi virtuosi a chi ha scelto la strada della dittatura amministrativa senza confronti (acqua, spazzatura, bandi con la
massima discrezionalità per chi guida la baracca, insomma
il vecchio clientelismo espresso al massimo livello), irridendo e beffeggiando persino l‟intero Consiglio comunale. Vogliamo dire che purtroppo non è il tempo della proposta
bensì quello della scimitarra. Prima bisogna ridurre alla
ragione la bestia impazzita e solo dopo si potrà discutere
cosa fare e come farlo nella maniera migliore.
Dall‟ipotesi Cabianca alle scelte di Bufardeci
Il Piano Regolatore Generale è, senza alcun dubbio, il provvedimento politico più
importante di una Amministrazione Comunale. Il PRG ha segnato sempre oltre allo
sviluppo edilizio anche quello economico e
sociale della città. Ne sentii parlare per la
prima volta agli inizi degli anni '70, in una
accalorata disputa tra il consigliere ing.
Giuseppe Cannizzo e l'assessore ai LL.PP.
dr Santi Nicita, da una parte e il prof. Vincenzo Cabianca dall'altra. L'architetto Cabianca, che insegnava nella Facoltà di Architettura dell'Universitaria di Palermo,
aveva ricevuto l'incarico di redigere il piano assieme agli architetti Liistro e Santuccio. Costruire a nord o a sud del vecchio
Centro Storico ? Ad est o ad ovest della
strada statale n.114 (zona Scala Greca)? Il
Piano Cabianca prevedeva una New Town
a sud nella direzione di Floridia- Canicattini e attorno al porto (aree di via Lido Sacramento). Si finì col costruire a nord, ad
ovest di viale Scala Greca e poi alla Mazzarona e alla Pizzuta. A costruire nella zona
sud e in contrada Isola vi hanno pensato
dopo le amministrazioni guidate dall'avv.
Bufardeci e dall'ing. Visentin, però non
con grande successo per cooperative e costruttori, se si considera che molte di quelle
abitazioni risultano ancora non assegnate o
invendute e chissà quando lo potranno essere. In fondo per una città che oramai da
parecchi anni vede diminuire il proprio
numero di abitanti si è costruito molto,
troppo in nuove abitazioni. Il PRG oltre
che importante è anche interessante, nel
senso lato del termine, in quanto su di
esso convergono le legittime attenzioni di
tutti coloro che, residenti e non, sono proprietari di un immobile, terreno, villa o
casa che sia, dentro il perimetro urbano.
E' la politica a dare le direttive ma sono i
tecnici a definire tavole e normativa, tutti
vincolati dalla legislazione regionale. Al-
la fine sarà il Consiglio Comunale ad approvare, votandolo in assemblea, il provvedimento definitivo che diverrà "“legge”
edilizia per un periodo di anni dieci previa
convalida finale da parte dell'Assessorato
regionale. Un iter, come si legge, abbastanza complesso che può riservare sorprese ora favorevoli ora sfavorevoli a quei
cittadini che vengono direttamente toccati
nei propri interessi. Cercare quindi strumenti e procedure che possano garantire
una certa obiettività nelle scelte che si dovranno adottare per il prossimo futuro è
cosa non risibile. In tal senso l'iniziativa del
consigliere comunale avv. Massimo Milazzo che propone di coinvolgere la locale Facoltà di Architettura nella redazione del
nuovo PRG della città. "Una proposta che
parte da molto lontano. Non tutti però hanno colto, in questi anni, la grande opportunità che potrebbe avere l'Amministrazione
Comunale avendo a portata di mano una
delle eccellenze delle scuole di architettura
d' Italia. Gli studenti hanno già in cantiere
progetti di riqualificazione delle periferie,
studi approfonditi sul dialogo urbanistico
tra città moderna e zone archeologiche".
L'avv. Milazzo non crede che il nuovo PRG
possa venire alla luce nel corso di questa
consiliatura. "Però è pur vero che se mai si
inizia mai si finisce. Da qui il suggerimento
di coinvolgere le migliori risorse siracusane. "Occorre pensare subito di coinvolgere
una eccellenza del nostro territorio qual è
la Facoltà di Architettura". Servirà in tal
senso "Stringere una convenzione che veda
partecipi nella elaborazione del nuovo PRG
professori, ricercatori e studenti."Indubbiamente una iniziativa di grande democrazia
e allo stesso tempo capace di dare respiro
culturale allo strumento urbanistico che
dovrà servire nel prossimo futuro allo sviluppo economico e civile della città, prestando tanta attenzione alla tutela dell'ambiente.
Pepè Genovese
3
Domenica 15 febbraio 2015
Rimborsi:
Da
Agrigento
la
rivolta
Si scioglie il consiglio agrigentino travolto dall‟indignazione dei cittadini.
A Siracusa invece i consiglieri comunali fanno finta di nulla. Migliaia di
commissioni e decine di Consigli deserti per mancanza di numero legale
Mentre ad Agrigento duemila cittadini sono scesi in strada
per contestare le migliaia di euro percepiti dei consiglieri
comunali a fronte di una città alla fame e c‟è stato anche
l‟intervento della locale Procura che ha fatto un blitz al Comune, i consiglieri comunali di Siracusa sembrano non tenere in nessun conto l‟indignazione popolare per quello che
viene considerato un vero e proprio ladrocinio di risorse
pubbliche. I consiglieri di Agrigento travolti dalla protesta
hanno rassegnato le loro dimissioni e vorremmo sottolineare che si parlava di uno sperpero che non toccava i 300mila
euro, qui a Siracusa ogni anno volano via 700mila euro per
migliaia di riunioni di commissioni che poi non sboccano in
nessuna delibera di civico consesso. I consiglieri siracusani
hanno preso atto di questi fatti acclarati? Nemmeno per sogno. Nel consiglio comunale del 6 febbraio scorso infatti
appena una battuta. A farla in apertura di seduta da Alberto Palestro, il quale ha lamentato il contenuto di alcuni articoli giornalistici che si sono occupati dell'attività dei consiglieri comunali e ha chiesto alla presidenza (i lavori erano
coordinati dal vice presidente Giuseppe Impallomeni) di
valutare la possibilità di convocare una conferenza stampa
per chiarire la vicenda. “Certamente qualcosa va rivista nel
funzionamento dell'assise – ha detto Palestro – e noi siamo i
primi a sostenerlo”.
Il marcio insomma, dilaga senza pudore, senza limiti, senza
controlli. Da anni – cioè da più di un decennio – “I Fatti”
denunziano che in consiglio comunale, nelle commissioni
consiliari, nei quartieri, vengono escogitati tutti gli espedienti per incassare indennità di presenza per riunioni fantasma o inutili, senza che nessuno chieda al presidente del
consiglio, commissione...che avete fatto, di che avete parlato, quali provvedimenti sono stati adottati, perché incassate
tanti soldi per niente?
Mentre in Italia (ripeto in Italia) il legislatore nazionale ha
corretto stipendi, ridotto il numero di assessori e consiglieri, ridotto le indennità di presenza etc, in Sicilia un blocco
di deputati cialtroni, all'assemblea regionale, senza vergogna, impedisce di recepire
questa legge nazionale, opponendo “l'autonomia” della
Regione Siciliana, diventata
nel tempo vessillo delle peggiori infamie. Da 50 anni
questa autonomia - che doveva aiutare lo sviluppo della
Sicilia - è diventata, infatti,
l'espediente per creare mostruosi privilegi, per favorire
una mostruosa spesa pubblica a fini clientelari, per derogare regole e comportamenti
uniformi in tutta l'Europa comunitaria, per portare la Sicilia ai livelli di malaffare e di miseria in cui è precipitata,
terra di mafie e di clientele. Dove prosperano soltanto i più
furbi ed i più disonesti.
Stupisce l‟assordante silenzio
Come se nulla
fosse. Il Consiglio comunale di
Siracusa continua
le sue liturgie
non tendo in nessun conto le proteste che arrivano
da ogni parte,
anche nelle ultime settimane sono andate deserte
diverse sedute
per mancanza di
numero legale e
si tratta di un fatto contestato ormai a più voci. Ogni seduta costa un botto
di euro, i consiglieri presenti percepiscono comunque il
gettone e a quanto pare a rotazione il gettone tocca praticamente a tutti. Anche a Siracusa quindi monta la protesta,
sul web ci sono accuse dirette e anche abbastanza crude.
Nessuno scende in piazza, prevale la rassegnazione.
Abbiamo rivolto una domanda a Sandro Spicuglia, da
sempre attento osservatore della realtà locale. Eccola: Che
ne pensi della vicenda dei rimborsi che costano miliardi
ai cittadini siracusani, dell'articolo de La Sicilia e delle
dimissioni dei consiglieri comunali di Agrigento?
“Bene ha fatto il quotidiano
La Sicilia - dice Spicuglia - a
sollevare la questione. È
scandaloso che in momento
in cui la gente ha serie difficoltà a campare la gran parte dei consiglieri comunali interpretando l‟elezione
quasi fosse un concorso vinto, passa il tempo cercando
escamotage per sbarcare il
lunario a spese della collettività e, cosa ancor più grave,
a scapito dei bisognosi.
Stupisce l‟assordante silenzio della chiesa, della cosiddetta società civile, dei siracusani insomma,
scatenati e pronti a muovere guerra nei social in rete, ma
raramente disposti a scendere in piazza come hanno fatto
ad Agrigento. E comprendiamo perfettamente le ragioni di
chi oppone un ostinato rifiuto all‟allineamento della normativa regionale a quella nazionale (cosa questa che comporterebbe un taglio alla spesa) arrivando persino a definire
Bergamo “paesino dell‟entroterra”. Che dire ancora un
paio di giorni e questa storia cadrà nel dimenticatoio come
tante altre. E i nostri eroi potranno continuare indisturbati
a godersi il “meritato” stipendio.
Sui gettoni inchiesta della Procura
AGRIGENTO - Il Consiglio comunale di Agrigento è decaduto a seguito delle dimissioni di più della metà dei
consiglieri. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Carmelo Settembrino: "Siamo stati messi nella impossibilità di continuare il nostro lavoro. Pertanto abbiamo deciso, tutti insieme, di fermarci a due anni dalle
elezioni. Il sindaco ha abbandonato la città e il Consiglio, noi abbiamo cercato di lavorare in tutti i modi con il
commissario, ma è stato un muro di gomma. Oggi continuare non avrebbe avuto più senso". "Abbiamo deciso
di spegnere la luce, - ha invece detto il vicepresidente Giuseppe Di Rosa - ma ne accendiamo un'altra sul Prg.
Questo Consiglio non ha mai avuto le prescrizioni. E allora noi oggi accendiamo la luce che in tanti avremmo
voluto vedere. L'accendiamo potentemente con i fari". Dunque il Consiglio comunale di Agrigento non ha retto allo scandalo del gettone di presenza e delle 1133 commissioni svolte in un solo anno e costate poco meno di
trecentomila euro. Le avvisaglie c'erano già quando quattro consiglieri si erano dimessi: Alfonso Vassallo e
Angelo Vaccarello (indipendenti) e di Marco Vullo e Angela Galvano del Pd. Nei giorni scorsi si erano dimessi Ennio Saeva, Nino Amato, Francesco Messina e Aurelio Trupia. Ora l'annuncio del presidente Carmelo Settembrino e le accuse del vicepresidente Di Rosa sulla querelle del Prg. Era una decisione ormai nell'aria dopo che la Regione ha di fatto esautorato il Consiglio di Agrigento sulla vicenda del Prg, avendo nominato
un commissario che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) approvare le prescrizioni esecutive. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta sia sulla vicenda dei gettoni ma anche e soprattutto sulla vicenda legata al
Piano regolatore generale. Il Consiglio comunale nell'ultima sua seduta e nel pieno della bufera gettoni di presenza aveva
bocciato un piano costruttivo. Lo scorso 3 febbraio in piazza sono anche scese oltre mille persone che hanno chiesto a viva
voce davanti al Municipio le dimissioni del Consiglio comunale. (Repubblica)
4
Domenica 15 febbraio 2015
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo repliche stringate, o comunque compatibili
con la necessità di dare visibilità a tutti.
cittadinisulwebcittadinisulwebcitt
Verde pubblico
Nuovo bando
e nuovi costi:
Paghiamo noi
Riceviamo e pubblichiamo: Il sindaco,
Giancarlo Garozzo, e l’assessore Teresa
Gasbarro, hanno presentato il nuovo bando
sul verde pubblico nel corso di una conferenza stampa tenuta giovedì 12 febbraio,
alle 10.30, alla Sala Archimede. Sono stati
presenti, inoltre, l‟ingegnere capo, Natale
Borgione ed il responsabile del servizio
Verde, Pietro Fazio. Il nuovo bando prevede la suddivisione dell‟area cittadina in 5
microaree: Nord, Sud, Cimitero, parchi e
scuole.
Ennesimo incredibile bando con caratteristiche di discrezionalità. Intanto il verde
pubblico fino ad oggi era inserito nell‟appalto di igiene urbana ed averlo estrapolato
comporta sicuramente un ulteriore carico
economico. Abbiamo chiesto lumi a diversi
consiglieri comunali e gli stessi ci hanno
risposto che non ne sapevano nulla. Insomma, un altro bando misterioso che non sappiamo nemmeno che costo annuo prevede.
E qualsiasi sia il costo una cosa è certa e
cioè che lo dovremo pagare noi cittadini.
Bando delle mie brame
Questa volta riguarda il direttore artistico
di arte contemporanea per un compenso
assai cospicuo. C‟è troppa discrezionalità
Bando numero mille sfornato nella tarda mattinata di martedì scorso! Uno dei tantissimi
bandi di questa amministrazione. Leggiamo uno stralcio:
Il Comune, attraverso l'assessorato alle Politiche culturali e al Turismo, retto da Francesco
Italia, sta selezionando un direttore artistico per il progetto “Re building the future - Spunti di arte contemporanea per trapassare il futuro”, che punta a creare momenti ed elementi
di richiamo in ambiti e zone poco frequentate dal turismo e dalla cultura. Il bando di selezione, firmato dalla dirigente del settore, Rosaria Garufi, è stato pubblicato stamattina sul
sito www.comune.siracusa.it; le domande dovranno pervenire entro 20 giorni, indirizzate
a: Comune di Siracusa – Assessorato alle politiche culturali e al turismo, piazza Duomo 4;
oppure potranno essere consegnate a mano al Protocollo generale del Comune, allo stesso
indirizzo. I partecipanti, oltre ai requisiti generali, devono avere accumulato almeno tre
anni di esperienza di direzione artistica, o di coordinamento generale, di rassegne culturali
o di spettacolo con budget minimo di 200 mila euro; almeno tre anni di direzione artistica
di mostre o rassegne d'arte contemporanea di rilevanza nazionale e internazionale; avere
avuto collaborazioni con enti pubblici o privati in materia d'arte contemporanea; conoscere
una secondo lingua. Tra l'altro, saranno valutate la capacità di lavorare in team, la competenza nella comunicazione, la rete di relazioni nazionali e internazionali nell'arte, nella cultura e negli spettacoli. Il compenso è di 32mila euro lordi.
Ennesimo bando spuntato come un fungo, bando che, come dicevamo, sarebbe la nuova
trovata dell'amministrazione per operare col massimo della discrezionalità visto che nei
bandi stessi viene specificato che alla fine, oltre ai requisiti, decide la politica. E' una procedura avventurosa che continua nonostante segnali di dissenso anche all'interno dell'amministrazione. Come riferiamo in prima pagina infatti molte di queste scelte sono state
contestate. E non da un a persona qualsiasi o da un politico avverso, ma dal segretario
generale del Comune, Danila Costa.
Sono ricchi,
inappagati
e frodatori
del fisco..
La società globale ha accomunato re, cantanti, campioni sportivi, attori, spacciatori e
bancarottieri negli stessi cc della Hsbc Private Bamk di Ginevra. Tutti protesi a frodare il loro Paese per il quale magari, nelle
cerimonie ufficiali, mano al petto si commuovevano ascoltando l'inno nazionale. Non
c'è dio più venerato che quello trasversale
nelle latitudini che si chiama denaro e che è
capace di smuovere gli appetiti più insani.
Cristo, Allah, Geova, Ganesha e .... fanno
fatica a conquistare i cuori dei mercenari
più avviati, che hanno conosciuto successo e
soldi. A prescindere dallo Stato canaglia
che vive di speculazioni e legittima le frodi, i
ricchissimi sono sempre inappagati e perdono ogni morale comune, costruendosene una
propria per la quale non contribuire all'erario della propria nazione non è nè reato, nè
peccato. Si sentono soli e diffidano di chi li
circonda. Solo i soldi nascosti danno loro
sicurezza. Come le patologie da accumulo di
tanti poveracci che rovistano tra l'immondizia e tappezzano il loro tugurio di spazzatura, senza mai gettar nulla. La ricchezza è in
molti casi povertà e circospezione e rende
malati. Aridamente malati.
Roberto Cafiso
Vitadacani Randagi e numeri “a muzzo”
Quando si affronta la questione “randagismo” (fenomeno
che affligge amministrazioni locali, cittadini, amanti degli
animali ed inconsapevolmente gli stessi randagi che ne subiscono le conseguenze più gravi quali maltrattamenti, avvelenamenti, abbandoni e deportazioni) è necessario farlo con
dati certi e documenti in mano. Non si può essere tuttologi,
pretendere di scrivere su tutti gli aspetti della società e poi
scrivere banalità e sparare cifre “a muzzo” . Nella speranza
e nell‟attesa che il Comune di Siracusa smentisca puntualmente le tante imprecisioni che abbiamo letto sul quindicinale dell‟immeritato “Premio Mario Francese 2012”, dove tutti scrivono di randagismo (persino un personaggio
che si scopre poi essere un nome inventato ed anche un fake in Facebook) riteniamo doveroso puntualizzare che i
randagi del Comune di Siracusa, ospitati nei due canili
della nostra città, NON SONO 1.227! Attualmente il canile
Snoopy ospita nella sua struttura 351 cani di proprietà del
Comune di Siracusa ed il Piccolo Panda ne ospita 490. I
CONTI NON TORNANO ASSOLUTAMENTE!!! Dove si
troverebbero le altre centinaia di cani? Prima di „dare i numeri‟ sulla carta stampata sarebbe doveroso informarsi!! La
giornalista del suddetto quindicinale afferma altresì che la
nostra realtà striderebbe con quella del nord dove “ i canili
non ospitano più di 250/300 cani”. In realtà la maggioranza
delle strutture del Nord, rispetta la Legge quadro 281 del
1981 che fissa un numero massimo di 200 cani per struttura.
La nostra realtà è certamente diversa infatti in Sicilia la
Legge Regionale, considerato l‟endemico fenomeno del randagismo, ha fissato un numero massimo di 400 cani per le
strutture canili, poi però, di volta in volta, per necessità autorizza ampliamenti strutturali che superano il suddetto li-
mite. Quindi un numero crescente di cani nei rifugi comunali ed in quelli privati convenzionati è dettato dalla continua
emergenza. Ed ancora, la giornalista scrive che al nord “ i
cosiddetti cani di quartiere sono affidati alle associazioni di
volontari”. E‟ necessario ribadire che anche il “cane di quartiere” è una figura prettamente siciliana o meridionale in
generale, per poter far fronte all‟endemico fenomeno del randagismo. Al Nord non esiste il cane di quartiere!! La Legge
regionale siciliana ha previsto “il cane di quartiere” non certo
il branco di quartiere!! Solitamente ci imbattiamo in branchi
di cani che vengono impropriamente chiamati cani di quartiere e che vivono ai margini della città o in aperta campagna,
in territorio di Siracusa. Si stima un numero di cani di quartiere piuttosto alto ma non si può avere alcuna certezza
sull‟effettivo numero. Formalmente una buona parte di questi „branchi di quartiere‟, risultano affidati all‟Associazione
„Amici per la coda‟ a seguito di convenzione con la precedente amministrazione. Altri cani, cosiddetti di quartiere,
invece, sono curati e seguiti da volontarie di altre associazioni o da singoli privati cittadini che collaborano con il Comune anche in assenza di convenzioni ed al fine di poter arginare il fenomeno del randagismo. L‟attuale Amministrazione
Comunale di Siracusa, correttamente, non ha rinnovato la
convenzione all‟Associazione Amici per la Coda che in passato ha goduto di una posizione di privilegio avendo avute
rimborsate, dal Comune di Siracusa, le fatture per cure veterinarie, antiparassitari ed altro. Erano spese relative ai soli
cani monitorati dalla suddetta associazione. Per gli altri cani,
cosiddetti di quartiere, curati da altre associazioni e volontarie singole? NULLA!!!!
Elena Caligiore
5
Domenica 15 febbraio 2015
Un vaffanculo a chi di competenza
Con Enrico Caruso facciamo il punto su tre problematiche importanti: I falsi ambientalisti, l‟ostello della gioventù e i giovani siracusani disoccupati
AMBIENTE
Occuparsi di questioni ambientali è certamente cosa seria e giusta. Diventa espressione di miseria umana quando ci si occupa di
questioni ambientali a fini personali e senza
reali comportamenti altruistici. Purtroppo,
accade molto spesso che a Siracusa ci siano
censori delle attività edificatorie che sono
bravissimi ad ammantare profonde e morali
ragioni ambientali avverse all‟opera o al
progetto preso di mira. Poi, molto spesso, è
facile scoprire che le motivazioni alla base
dell‟azione di alcuni noti personaggi classificati come ambientalisti, sono solo il perseguimento di fini politici e qualcuno, anche di
piccole ambizioni personali. Sul cemento e
l‟uso che se ne fa a Siracusa, si possono scrivere enciclopedie di malafatte, speculazioni
e oscene brutture E‟, infatti, universalmente
noto che a Siracusa le colpe degli scempi
edilizi sono tutte degli imprenditori delinquenti, mentre i politici sono tutti Santi e
incorruttibili. Per non dimenticare come si è
arrivati all‟attuale PRG, vanno ricordati:
Sindaco Avv. Giambattista Bufardeci, Vice Sindaco Avv. Fabio Granata, Assessore
al Centro Storico Ing. Roberto Visentin,
Assessore Urbanistica Avv. Ezechia Paolo
Reale e altri. Sempre per non dimenticare,
possiamo citare: Il recente caso del Resort
alla Pillirina, non fatto; il Ponte dei Calafatari, demolito; Il Ponte di Targia, sempre pericolante; I lavori al Porto Grande, non fatti; I
palazzi sulla balza Akradina, costruiti e costruendo. Queste, sono solo alcune delle
opere pubbliche e private più recenti sulle
quali si sono molto spesi gli ambientalisti
siracusani delle varie associazioni, con risultati a dir poco discutibili e contradditori.
Adesso si monta il caso Villa Abela, luogo
privato sconosciuto a molti siracusani e di
nessun pregevole significato storico, artistico e culturale (costruzione risalente ai primi
anni 60) che il proprietario vorrebbe abbattere e riedificare (sembra, con le stesse volumetrie). Green Italia, movimento politico
ambientalista, propone che non se ne faccia
che alla fine potrebbero concludersi in un
nulla di fatto.
di Enrico Caruso
LAVORO
nulla e il sito diventi opera intoccabile. E‟
un‟opinione. La mia opinione, che è simile
a quella della Soprintendenza (l‟una vale
l‟altra) è che Villa Abela non è un monumento storico, artistico e culturale e se si
vuole edificare si costruisca o se si vuole
portare a monumento si faccia. L‟importante che, occupandosi del caso, non si abbiano retro pensieri o interessi personali da
difendere (per molti ambientalisti, come
già detto, si è in seguito scoperto che perseguivano finalità diverse da quelle ambientali). In quest‟ultima ipotesi, qualora ci
fossero, dichiararsi ambientalista sarebbe
un po‟ meschino. O no!
OSTELLO
Tra poche settimane assisteremo a una situazione a dir poco comica, All‟Ostello
della Gioventù, ubicato a Belvedere, termineranno i lavori di ristrutturazione e l‟opera sarà riconsegnata non si sa bene a chi.
Infatti, l‟Ostello è di proprietà dell‟Ex Provincia Regionale, oggi cancellata dal Governo Regionale è al suo posto dovrebbe
esserci il Libero Consorzio che però, non si
sa bene dov‟è. Anzi, per la precisione, a
distanza di un anno dalla delibera di cancellazione dell‟Ente Provincia, nessun atto
concreto è stato compiuto per rendere operativo il Libero Consorzio di Siracusa, del
quale non si conosce neanche la composizione dei Comuni che ne faranno parte.
Chi prenderà le chiavi dell‟Ostello della
Gioventù? Ad oggi non è dato sapere se
assisteremo ancora una volta allo sperpero
di denaro pubblico, oppure, per qualche
anno, ci diletteremo in ipotesi di gestione,
Se dovessi dichiarare il numero dei disoccupati siracusani, confesso che non saprei a
quale Santo rivolgermi, nel senso che, le
fonti, dove attingere dati sono diverse e diversi sono i risultati. La CNA siracusana ci
fa sapere che gli ultimi dati in loro possesso
dicono che i giovani tra i 15 e i 25 anni sono
disoccupati al 60%. Per le fasce giovanili di
età superiore ai 26 anni la disoccupazione si
attesta attorno al 50%. E ovvio che non mi
scandalizzo (anche se dovrei farlo). Vivendo la Città, tutto si può nascondere tranne
che vi sia una marea di giovani che trascorre
le giornate senza nulla da fare. L‟Europa, a
completamento di questo quadro disastroso,
ci fa sapere che in Italia per i giovani fino a
35anni, 3 su 4 abitano con i genitori. Il dato
della CNA siracusana e il dato Europeo, si
sposano quindi perfettamente. La conclusione dovrebbe essere che a Siracusa non c‟è
lavoro e si sopravvive grazie a mamma e
papà. A questo punto diventa esemplare notare che da qualche giorno dal Comune si
strombazza che Siracusa diventerà presto
una Smart City. Si potranno pagare i parcheggi con lo smart phone e tanti altri servizi saranno presto erogabili attraverso il dialogo on line Comune – Telefonino. Ne parlavo con un amico che da qualche giorno mi
è venuto a trovare a Siracusa. Mi ha fatto
semplicemente notare, premettendo che non
voleva offendermi, che se tu a un barbone
gli dai uno smart phone e un bellissimo
elenco di servizi erogabili a pagamento con
quel mezzo, probabilmente il vaffanculo ti
arriverà subito. Come dire, soldi per il mangiare no e per il telefono sì! Forse sarebbe
bastato che mi dicesse che il 60% di disoccupati tra i giovani, non è una buona premessa per dire trionfalmente che Siracusa si
avvia a diventare una smart city. Mi sarei
risparmiato un elegante vaffanculo che comunque, giro a chi di competenza.
A giugno Trenitalia cancella la Sicilia
A Siracusa mobilitati solo i deputati Zappulla e Marziano, silenzioso anche il
sindaco Garozzo. Allertati quasi tutti i consigli comunali siciliani (ma non quello
di Siracusa). Messina la capofila della protesta contro l‟isolamento ferroviario
Trenitalia ha eliminato di fatto la nostra Regione
dal trasporto ferroviario, l‟ha perfino eliminata
dalla cartina dell‟Italia che l‟azienda nazionale
presenta sul suo sito (nella foto). Eliminati e questo significa che per andare a Messina, traghettare
e poi finalmente avere accesso ad un treno che va
a Roma o Milano, va fatto con mezzi propri. Con
la propria auto o servendosi di una corriera come
si faceva 40-50 anni fa.
Non sono state molte le reazioni dal Siracusano,
anzi sono state praticamente due. La prima del
deputato nazionale Pippo Zappulla che ha rivolto una interrogazione al ministro Lupi per chiedere di intervenire con urgenza per evitare l‟isolamento ferroviario di Siracusa e di gran parte della
Sicilia. L‟altro intervento è del deputato regionale
Bruno Marziano. Ecco la sua dichiarazione:
«Tutelare il diritto al trasporto e alla mobilità dei
siciliani - dice il deputato – è imprescindibile. Ho
chiesto al presidente dell‟Assemblea regionale
siciliana, Giovanni Ardizzone di convocare una
seduta del parlamento in presenza del presidente
della Regione, Rosario Crocetta, e dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Giovanni Pizzo, per capire quali sono le intenzioni di Ferrovie dello Stato e TrenItalia, riguardo al futuro dei collegamenti con la nostra Isola. Capisco che bisogna trovare altri modi, alternativi e moderni
rispetto a quelli obsoleti, ma deve essere garantito il diritto
al trasporto ed alla mobilità dei siciliani, che sono stati penalizzati nel corso degli anni e i tagli previsti nell‟ultimo
periodo aggraverebbero la situazione». Poi basta. Abbiamo
una dozzina di deputati silenziosi, distratti, forse infastiditi
per la richiesta di interventi che ricevono.
Deciso a battagliare invece il sindaco di Messina, Accorinti. “La continuità territoriale è un diritto - dice Accorinti - e
le politiche di disimpegno delle Ferrovie dello Stato vanno
contrastate con decisione. Confermo l‟adesione alla piattaforma del governatore Crocetta, di gran parte della deputazione, di sindaci della province siciliane (non di Garozzo
ndr) e calabresi, e mi preme evidenziare che non è il tempo
delle divisioni. Tutti insieme, senza steccati, forze sociali,
sindacati, amministrazione e consiglio comunale, rappresentanze politiche, associazioni, movimenti, cittadini, ribadiamo
la volontà di credere in un futuro che riparta dal nostro mare,
uno Stretto che ci ha sempre incantato ed al quale vogliamo
restituire il rispetto che merita”.
In ogni caso una mobilitazione in Sicilia c‟è, fra i consigli
comunali allertati però non c‟è quello di Siracusa che preferisce far finta di non sapere. Così il 25 febbraio prossimo
dell‟isolamento ferroviario siciliano se ne parlerà all‟Ars, in
quarta commissione, su richiesta della deputata messinese
Valentina Zafarana. All'audizione sono stati invitati l'assessore ai Trasporti, rappresentati di Fs, del Ministero, di Blueferries, dei comitati dei pendolari e del sindacato Orsa. Zafarana lancia anche un appello ai sindaci dell'isola a fare fronte
comune per ribadire a Roma la volontà della Sicilia di non
sottostare ad una decisione "mascherata da spending review,
ma che in realtà è connotata da una forte valenza politica,
che lede il diritto di continuità territoriale, sancito dalla Costituzione”.
Per non dire che nel 2014 sono stati spesi più
di 50 milioni per l'ammodernamento e acquisto delle navi, e adesso Trenitalia vuole
chiudere tutto. Cioè prima si parla di rilancio
e poi tagliano quasi del tutto le corse di intercity e intercity notte, togliendo le navi per
il traghettamento da giugno 2015 in poi.
Oggi, 14 febbraio, sempre a Messina c‟è una
mobilitazione generale delle popolazione per
chiedere lo stop del progetto. La questione,
dicevamo, è arrivata al tavolo del ministro ai
Trasporti, Maurizio Lupi, grazie anche ad
un‟interpellanza dei deputati nazionali Fausto Raciti (Pd) e Giampiero D‟Alia (Udc),
firmata anche dai parlamentari nazionali siciliani dei democratici. “Dieci anni fa – si
legge nell‟interpellanza – i collegamenti a
lunga percorrenza da e per la Sicilia erano
56 al giorno e da giugno si vorrebbe portarli
a 4, con in più notevoli disagi logistici per i
passeggeri in transito sullo Stretto”. Raciti e
D'Alia chiedono dunque al ministro Lupi
"quali investimenti si intende effettuare per potenziare il servizio di traghettamento veloce sullo Stretto a carico del
Gruppo Fs Italiane, senza sopprimere le corse diurne a lunga
percorrenza; quali interventi infrastrutturali saranno effettuati negli scali interessati per agevolare il passaggio treno/nave
con supporto alla mobilità dei passeggeri; quali garanzie occupazionali questo piano di investimento fornisce ai 62 lavoratori del Gruppo Fs Italiane impiegati nel servizio, ai precari trimestrali ed ai lavoratori dell'indotto".
Protesta anche il Comitato Pendolari Siciliani.
“Programmare un viaggio in treno per raggiungere la Sicilia
è ormai un serio problema – scrive il Comitato -. Da diversi
mesi chi entra nel portale di Trenitalia ed accede alla ricerca
rapida vedrà apparire una schermata di un‟Italia mutilata e
per di più con un invito a cliccare su una città della mappa,
dove mancano Sicilia e Sardegna. Quale può essere la chiave
di lettura? Forse l‟Italia ferroviaria finisce a Reggio Calabria? E‟ il segno da cogliere per i siciliani della fine della
Continuità Territoriale?”.
Claudio Benanti
6
Domenica 15 febbraio 2015
Pinocchio
era
un
dilettante
Parla Landieri: La bugia dei consulenti gratuiti, oggi
retribuiti. Nessuno capisce perchè il ponte dei Calafatari è
stato abbattuto, in caso di terremoto non era meglio averlo?
Maurizio Landieri, i nuovi
poveri sono a
Siracusa in
costante crescita. I politici
sembrano
ignorare questo dato visto
che continuano a svaligiare la cassa comune, anzi sembra che siamo in tempi di vacche grasse visto che ora
paghiamo anche i consulenti che avevamo definito gratuiti. In queste condizioni, Garozzo e Italia se ne vanno
in giro per le Bit invece di pensare 24 ore su 24 ai problemi gravissimi che ha Siracusa. Una sciocchezza o una
scelta?
Una consuetudine, più che altro. Pare siano gli unici a non
vedere i problemi. Cianciano di una città che avrebbe fatto
passi da gigante, quasi irriconoscibile rispetto ad un anno e
mezzo fa. Come se bastassero due solarium e qualche autobus elettrico. A fine mese ho la nuova rata della tassa dei
rifiuti. Non ho idea di quanti siracusani non saranno in graI cittadini che si
interessano dei
beni pubblici a
Siracusa sono
perseguiti, quasi
che fossero indigesti a chi oggi ha
l‟onore e l‟onere
di amministrare
questa città, come
vedremo meglio
più avanti. In sintesi, l‟attuale sindaco e gli attuali
assessori non gradiscono aiuti di
nessun genere, non ne hanno bisogno, fanno
tutto da soli, anzi vogliono fare tutto da soli.
Hanno detto il contrario in campagna elettorale? Quelle sono solo chiacchiere per
cittadini creduloni, quelli che da noi chiamiamo “ammuccalapuni”.
Veniamo al fatto. Marcello Lo Iacono è un
cittadino virtuoso di questa città, si interessa dei problemi, li approfondisce, sollecita e
do di pagarla, vista la crisi. Dobbiamo aggiungere altro?
Il ponte di Targia continua a degradarsi mentre il Comune delibera di spendere un milione per fare una bretella che non risolve nulla.
Speriamo non ci sia mai un terremoto con le macchine che
invadono quel ponte. Lo ripetiamo da almeno un anno e
mezzo che quel ponte è una priorità assoluta, e che i soldi
andavano trovati ad ogni costo. E‟ una arteria troppo importante. Se accade qualcosa poi che facciamo? Invochiamo la magistratura che metta dentro qualcuno e butti la
chiave?
La vicenda del ponte dei Calafatari la cui demolizione è
costata 600mila euro continua ad essere poco comprensibile oltre che pericolosa per i residenti nel centro storico. Ci sono state le proteste dei residenti, e dei consiglieri di quartiere, che non sono state tenute in considerazione. Come la vedi?
Io mica l‟ho capito il motivo per cui è stato abbattuto. Anche in questo caso, vorrei chiedere, ma in caso di terremoto, avere una terza arteria percorribile, non era meglio? Era
proprio necessario demolirlo? Anche stavolta ci tocca ribadire un concetto che abbiamo più volte espresso: ma il co-
mune un ufficio stampa degno di questo nome ce l‟ha o no?
Adesso sappiamo che rifaranno il sito e speriamo che ci
mettano tutte quelle informazioni che i cittadini DEVONO
avere. Chiediamo da una vita un po‟ di trasparenza. Ce la
daranno?
Il nuovo assessore ai lavori pubblici ha promesso a novembre 2014 che avrebbe rifatto tutte le strade scassate
di Siracusa. Ma il maltempo ci ha già messo in ginocchio, quando le rifarà, nel 2016?
Ci metterei la firma. La settimana scorsa ennesima ruota
bucata e braccetto rotto sulle strade scassate. La verità è che
di promesse questa amministrazione ne ha fatte tante e continua a farne, ma mantenerle è tutta un‟altra storia. Com‟era
la storia dei consulenti a titolo gratuito che sono passati a
titolo oneroso? Pinocchio al confronto era un dilettante.
La bagnarola di ghiaccio è ancora in largo Aretusa insieme a recinzione, cabine elettriche e quant’altro. Hai notizie degli assessori Troia, Gasbarro, Coppa…
Dei tre ho conosciuto solo la prima, che si è occupata della
scuola dell‟Isola. Gli altri li sconosco, come ignoro il validissimo contributo che certamente avranno dato al progresso dell‟umanità.
Mobbing silenzioso
contro Lo Iacono
stimola spesso chi amministra, il tutto senza nessun tornaconto, solo per amore di
Siracusa. Questi dovrebbero essere dei
pregi, non lo sono per il duo GarozzoItalia che non gradisce e lo dimostra. Dopo gli impegni con Sos e sulla perimetrazione del parco archeologico, Lo Iacono
sposa la causa di villa Reimann ed insieme a molti altri cittadini, che la pensano
come lui e che in ogni caso si impegnano
senza scopo di lucro o di carriera politica,
fonda Save Villa Reimann. L‟obiettivo è
chiaro ed è scritto sull‟account FB:
“Stiamo ricercando soluzioni che consentano da un lato il completo restauro degli
immobili, degli arredi,del parco esotico,
delle emergenze archeologiche compreso
il mantenimento costante del decoro,
dall'altro iniziative stabili che consentano
di dare un futuro testamentario certo al
prezioso lascito della nobildonna danese
Christiane Reimann alla Città di Siracusa. La villa deve essere destinata a sede di
attività formative ed educative di rango
universitario ed in ogni caso di elevato
livello intellettuale ed altresi' a sede di
manifestazioni culturali di pari dignità e
ciò al fine di contribuire al progresso civile ed intellettuale della città di Siracusa
ove la testatrice ha trascorso lunghi anni
della sua vita e dove l'ha conclusa”.
Subito scatta una mobilitazione anche perché Villa Reimann è in pieno degrado, il
sito resta aperto e incustodito, i beni sono
incerti e sparsi a macchia di leopardo in
vari uffici comunali. Un impegno forte che
l‟assessore al ramo, Italia, non apprezza.
Così iniziano i segnali di fastidio: Lo Iacono viene bloccato all‟interno della Villa,
Garozzo non gli consente di partecipare
come Save Villa Reimann a qualche riunione e ultimo sgarbo in ordine di tempo, il
mancato patrocinio del Comune al convegno che Save Villa Reimann sta organizzando per il 6 marzo. Niente locali e niente
patrocinio per chi si dedica a Villa Reimann mentre queste stesse cose sono concesse a cani e porci, spesso per iniziative
almeno discutibili. Insomma, Lo Iacono,
che non è uno che le manda a dire, viene
individuato come nemico politico e viene
messo in atto nei suoi confronti e nei confronti di Save una sorta di silenzioso mobbing. Questo succede a Siracusa ai tempi
di Foti-Garozzo-Italia.
La fanciulla scompare e ricompare
Un quadro della proprietà Reimann prima viene dichiarato scomparso e nel 2014 torna per miracolo al suo posto. Mistero o cosa?
Sono diversi i quadri, ma anche altri beni, scomparsi da
villa Reimann su cui si continua a discutere. Sulla vicenda c’è stata anche la denuncia di una giornalista
straniera. Per quanto ci riguarda ci ha incuriosito non
poco una singolare storia che riguarda il quadro nella
foto qui a lato e quello che al riguardo abbiamo letto
nell’account Facebook del gruppo Save Villa Reimann.
Leggiamo insieme:
Questo quadro denominato "Fanciulla" fa parte del
patrimonio lasciato da Cristiane Reimann al Comune
di Siracusa nel 1976. Fu affidato in seguito al Comando dei Vigili Urbani di Siracusa perché Villa Reimann
era ritenuto un luogo non idoneo ad ospitare quest’opera. Il 26/11/2011 dopo un controllo del gruppo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri presso il Comando dei Vigili Urbani la stessa opera “Fanciulla”
risultava, come da verbale (Inventario Patrimonio
Reimann –Scheda n°85), OPERA NON PRESENTE e
quindi sparita nel nulla.
Nel 2014 durante una visita del gruppo Save Villa Reimann presso l’ononima Villa il quadro “Fanciulla"
veniva fotografato appeso ad una parete come se di lì
non si fosse mai mosso in 38 anni. Cosa sia successo
non lo si sa ancora, ma sicuramente qualche passaggio
è andato perso.
Processione wow
7
Domenica 15 febbraio 2015
Lavoratori Igm a rischio
Garozzo fa proclami, ma di fatto non garantisce il personale
con atti formali. Ci vuole buon senso e non bullismo
Ecco quello che ha scritto il
sindaco rispondendo alle critiche per il nuovo bando di
igiene urbana, partorito in
gran segreto, e in particolare
sulla possibilità che i 250
lavoratori dell‟azienda che
in atto gestisce la raccolta
dei rifiuti nel capoluogo, subissero una violenta sforbiciata, con una scrematura
come quella subita dal personale dell‟ex Sai8:
Il nuovo bando per la raccolta rifiuti, garantisce gli attuali
livelli occupazionali. È evidente però che, prevedendo
un sistema totalmente nuovo
di raccolta, qualcuno dovrà
cambiare le proprie mansio-
ni. In un momento in cui, ad esempio nella formazione,
centinaia di persone non percepiscono stipendi da quasi
due anni e rischiano seriamente il licenziamento, questo
non mi sembra un valido motivo per minacciare scioperi e
per non pulire correttamente la città.
A chi fomenta i lavoratori vorrei ricordare che siete stati
parte di un sistema che ha totalmente fallito, anche nel settore della raccolta dei rifiuti e della differenziata.
È giusto che tutti sappiano che non ci attendono giorni facili, visto la piega che sta prendendo la discussione, ma è bene che si sappia che a noi le proteste e le minacce non spaventano.
Il bando resta quello pubblicato, con 2 milioni di costi in
meno e con un nuovo sistema di raccolta.
Siamo qui per cambiare le cose e non per lasciare tutto
inalterato.
Giancarlo Garozzo
E' la conferma che abbiamo un sindaco zuccone. Nessuno
vuole impedire i cambiamenti nella raccolta o, tanto meno,
di ridurre la spesa. Si chiede che prevalga il semplice buon
senso. Se l'amministrazione – come dice Garozzo – non intende licenziare (“Il nuovo bando per la raccolta rifiuti,
garantisce gli attuali livelli occupazionali”) perché non lo
dichiara e lo sottoscrive, tranquillizzando i lavoratori IGM,
dove convivono chi ha legittime preoccupazioni di perdere il
lavoro e chi, invece, vuole solo tornare a fare il capetto o
svolgere funzioni che gli garantiscano di non fare niente o il
doppio-triplo lavoro come ha fatto per decenni.
Sindaco svegliati!
Se le intenzioni del Comune sono quelle scritte qui accanto,
i dipendenti vanno necessariamente distinti, anche per non
dare alibi ai nullafacenti. Ci aspettano giorni difficili? Se la
battaglia è civile la città può sopportarli.
Ma invece di fare il bullo e basta, cerca di fare il capo ragionevole di una amministrazione che, forte del fatto che ha
deciso di non mandare a casa nessuno (che è tantissimo ai
tempi d'oggi), può e deve alzare la voce con chi persegue
fini diversi e tenta da subito di sabotare il nuovo piano di
igiene urbana per difendere i propri comodi.
Teatro comunale: Si parte al buio
L‟amministrazione in carica pensa alle riprese di Canale 5 e trascura di
pensare alla gestione, al cartellone 2015, alla cifra artistica della struttura
Sulla prossima inaugurazione del teatro
comunale (a primavera mdi quest‟anno,
almeno secondo il sindaco), c‟è una dichiarazione dello stesso primo cittadino. Leggiamola:
Stiamo verificando la possibilità di avere i
conduttori di Striscia la Notizia all'inaugurazione, la prossima primavera, del Teatro
comunale. Ieri sera, dopo la messa in onda,
nel noto Tg satirico di Canale 5, di un servizio di Vittorio Brumotti dedicato al restauro del teatro, sono stati gli stesso Ezio
Greggio ed Enzo Iacchetti a manifestare la
loro disponibilità ad essere a Siracusa.
Mi sembra una buona opportunità che mi
piacerebbe sfruttare per promuovere la città
e far conoscere il teatro restaurato a diversi
milioni di italiani. Il servizio di Brumotti, al
di là delle critiche sui tempi e sui costi dei
lavori, in pochissimi minuti ha reso l'idea
della bellezza del nostro monumento e delle
sue potenzialità, caratteristiche che non sono sfuggite a due navigati attori come
Greggio e Iacchetti. Già stamattina abbiamo parlato con la produzione di Striscia la
Notizia, che torneremo a contattare la
prossima settimana, augurandoci di riuscire a conciliare l'inaugurazione con gli impegni dei due artisti.
Giancarlo Garozzo
Che povera cosa è Garozzo!! Ammesso
Sono settimane delicatissime per il futuro della Regione Siciliana. Dal Documento di programmazione economicofinanziaria (Dpef), presentato nei giorni scorsi dall‟assessore all‟Economia Alessandro Baccei, il toscano imposto dal
governo nazionale e vicino al duo Renzi-Delrio, emerge un
quadro a dir poco allarmante.
Un deficit tra gli 8 e i 10 miliardi di euro a cui il governo
regionale non sa come far fronte che si somma ai dati disastrosi dell‟ultimo biennio, 2012-2013 da cui emerge che
il Pil è crollato del 7.4%, rispetto al 4,3% del dato nazionale
e sotto la media di tutto il resto del Meridione. La Sicilia
non produce ricchezza neanche in quel settore che dovrebbe
essere trainante come il turismo. La nostra isola è la nona
regione per numero di turisti che la visitano e terz‟ultima
come tasso di turisticità. Valori negativi si registrano anche
nella produzione, che in alcuni casi tocca il 10 % come ad
esempio nelle costruzioni. Va male anche per l‟agricoltura, i
servizi e l‟industria. Questa situazione influisce anche sulle spese e i consumi, anch‟essi in calo. I siciliani
hanno risparmiato anche sull‟alimentazione (-14,9 %) e sulle cure mediche (-31,1%).
Un contraccolpo pensate lo subisce costantemente l‟occupazione che tocca i minimi storici con il 17,9%.
Tra i giovani dai 15 ai 29 anni i disoccupati sono il 46% ,
che sia vero che il Teatro Comunale dopo
50 anni si inaugura, come tutti speriamo;
che tutti i problemi siano stati superati,
anche quelli scemi che ne hanno bloccato
l'apertura. Il problema di Garozzo è soltanto la presenza di Greggio e Iacchetti,
cioè di Striscia la Notizia, all'inaugurazio-
La Sicilia affonda
e il Governo
manda
un commissario
mentre nel resto della penisola sono il 29,6%.
Nel 2013 il 32,5 % delle famiglie siciliane è stato sotto la
soglia di povertà.
A questa situazione si aggiungono le proteste di questi
giorni di Anci-Sicilia contro i tagli indiscriminati della Regione e contro la gravissima crisi economico-finanziaria
degli Enti locali con i Consigli comunali in tutta l'Isola che
stanno approvando delibere che rappresenteranno un'adesione alle prossime azioni dimostrative organizzate dall'
Associazione dei comuni siciliani. L‟Associazione, presieduta dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ricorda
anche che il numero di enti che stanno dichiarando il dis-
ne. Non discuto che si tratti di pubblicità
importante e cioè che serva. Ma di fronte ad
un “evento” storico (davvero) un Sindaco si
preoccupa , prima di ogni aspetto, di
“chiarire” in una adeguata conferenza
stampa di che teatro si tratta (in Italia ce ne
sono centinaia), come sarà la sua gestione, a
chi sarà affidata la direzione artistica, a chi
quella amministrativa, come si pensa di garantirne la sopravvivenza sotto il profilo
economico, per evitare che finisca, come in
altre parti di Italia, che la inaugurazione
coincida con la sua (temporanea) chiusura,
quale sarà il primo evento n programma,
musicale o teatrale, quale è il suo cartellone
di eventi nell'anno 2015 e seguenti. Diversamente che lo apro a fare il teatro comunale
dopo 50 anni? Quale sarà la sua “cifra”
artistica? Musicale? Teatrale? O altro?.
Niente di tutto questo viene precisato. Dovremmo essere eccitati e gaudenti soltanto
per la presenza di Greggio e Iacchetti e perché Garozzo (ed il sindaco in pectore Francesco Italia) saranno ripresi in TV? Come
fosse una “sagra qualunque “?.
sesto finanziario sta crescendo in maniera esponenziale,
trasformando in ordinario un fenomeno che la normativa
immaginava come eccezionale. Questi comuni, in questo
modo, affermano di non essere in grado di onorare i debiti
o di assolvere alle funzioni indispensabili di loro competenza con ripercussioni inevitabili sulla comunità dovute a
un innalzamento delle tasse e a una riduzione all'osso dei
servizi.
La giunta Crocetta si trova quindi schiacciata fra le imposizioni di spending-review del governo nazionale e le richieste dei sindaci con l‟acqua alla gola a causa della carenza di risorse. Inoltre sembra emergere chiaramente l‟ipotesi che l‟incapacità di gestire la situazione economica e
gli interventi necessari stia portando la Regione verso una
fase di commissariamento a tutto campo. Lo si evince anche dalle recenti dichiarazioni di Matteo Renzi a proposito
dei fondi a disposizione per la costruzione dei depuratori e
male e poco utilizzati: “Più di un miliardo di euro tecnicamente fermo ed è ingiusto e inaccettabile - ha commentato
il Premier sulla sua e-news in seguito al vertice romano fra
Crocetta, Baccei e Delrio delle scorse settimane – “Il commissariamento è l‟unica strada e ho chiesto di procedere
rapidamente senza guardare in faccia nessuno”. Crocetta è
avvisato.
Giancarlo Lo Monaco
8
Domenica 15 febbraio 2015
contromano
Il mio sodale co-Miserabile Alessandro Spicuglia ha pubblicato su Facebook un articolo, credo della Sicilia, che
m‟ha illuminato sul travaglio etico-politico attuale del consiglio comunale aretuseo.
In effetti “c‟è grossa crisi” direbbe il profeta di Quelo. Pare
che l‟assessore regionale all‟economia in carica questa settimana (prima che Crocy lo sostituisca con un altro) abbia
varato una bozza di legge regionale “per allineare la normativa regionale a quella nazionale”.
Insomma, per dirla volgarmente come mi si addice, si vorrebbe porre un argine allo schifio dei consiglieri comunali,
formalmente guadagnano pochi euri, e poi acchiappano
gettoni a tinchitè per commissioni più o meno fantasiose
che si riuniscono freneticamente anche la notte di Natale,
vengono pagati dal comune per fantomatici lavori che immancabilmente hanno iniziato a svolgere pochi giorni prima di diventare consiglieri che prima non se li filava nessuno e improvvisamente alla vigilia dell‟elezione sono diventati alti dirigenti di qualcosa, consiglieri che peraltro
non possono stare tutto il giorno a lavorare ma devono anche studiare, perché i temi da trattare in consiglio sono elaborati e complessi e non possono andare impreparati a discettare in aula.
E insomma la legge Baccei vuole tentare di ridurre a decenza l‟indecente che ormai tutta Italia ci sputa appresso,
come è accaduto ad Agrigento che tanto l‟hanno scafazzata
che alla fine si sono dovuti dimettere e c‟ammancavano le
legnate della gente incazzata.
(apro una parentesi per lavarmi il centopelli. Grilliniiii?
Minoranza diessinaaaaaa? Alfanianiiiiii? Vendolianiniiiii
mi sentite? Vi chiedo e mi chiedo: ma chi cazzo li ha eletti
questi consiglieri comunali e regionali saltafossi? Chi li ha
eletti quelli di Agrigento ma anche quelli di palazzo dei
Normanni e quelli della regione Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e via dicendo? Si sono eletti da
soli? Sono stati nominati dai partiti con le orribili liste
bloccate? Hanno fatto un golpe? Li hanno nominati a sorteggio? Sì dev‟essere stato il sorteggio perché non potrebbe
mai essere che la classe politica locale più sputtanata della
storia d‟Italia è stata eletta con le preferenze, il sommo sistema democratico, l‟unico mezzo per dare agli italiani il
La politica siracusana si è ormai ritirata da
ogni attività. Non presidia più il territorio e
vive solamente in attesa di qualche nomina
elettorale e non certo in attesa di confronto
con il popolo elettore. Escludendo qualche
deputato regionale che ancora avverte le difficoltà d‟avere affrontato il peso della campagna elettorale, non si avverte più una voce
di concreta rappresentanza degli interessi
pubblici. Diciamola terra-terra: non si trova
più nessuno a vivere le esigenze del territorio
di quel che una volta era la provincia di Siracusa. Il territorio sembra esprimere solamente
persone capaci di produrre chiacchiere, che
affrontano palesemente finte battaglie inconsistenti.
A malapena la politica combatte per qualche
briciola rimasta nella città capoluogo dove
ancora si scialacqua come se il futuro dovesse regalare ancora di più. E‟ questo l‟effetto
renziano sulla politica attuale? Cosa assai
probabile, in un ambiente interdipendente
dalla novità apportata dall‟ex sindaco di Firenze da quando ha occupato il primo partito d‟Italia, del secondo e anche di molti altri
che pretendono di rappresentare idee ed elettori che ormai sono allo sbando.
Una volta era il cavalier Berlusconi ad attrarre gli eletti dal popolo, e molti (compresi i
magistrati), sono stati indotti a credere che i
cambi di casacca fossero in un certo qual modo provocati dall‟interesse economico che
solo la destra sapeva offrire. Oggigiorno,
Matteo Renzi è riuscito a modificare a suo
favore l‟assetto parlamentare senza neanche
partecipare a una campagna elettorale. C‟è
chi vuol credere che i cambi di casacca, dal
centro e da destra conducenti al PD, non
possono avvenire per soli motivi economici,
ma per fatti nobili. Al massimo si può pensare che qualcuno intenderebbe garantirsi un
ritorno in Parlamento oppure un posto al sole
in una spiaggia qualsiasi, e non si può negare
che sempre di “economia” si tratta considerati gli stipendi e le pensioni in gioco.
Il PD siracusano, sempre più renziano, non è
riuscito ancora a trovare la quadra per quella
pace interna che doveva essere sancita con il
La teoria di
Impallomeni
e il teorema
del vate
Ricucci
dono della democrazia. Perché se così fosse verrebbe da pensare che le liste bloccate danno ai segretari di partito il potere
di far eleggere chi vogliono loro, mentre le preferenze danno
agli italiani il potere di eleggere chi vogliono i cittadini e cioè
di gran lunga i peggiori.)
Comunque c‟è grossa crisi e scende in campo il vicepresidente
del consiglio comunale Pippo Impallomeni (che non so nemmeno di quale partito è) il quale dice cose chiare e democratiche. Cito testualmente dal giornale.
“La riforma prevista da Baccei – dice Impallomeni - …va rivisitata. In modo pragmatico non siamo contrari alla riduzione dei compensi, ma ci preoccupa il tempo sufficiente di cui
necessitiamo per la conoscenza dei temi. Se questo venisse
ridotto, togliendo i permessi lavorativi di cui disponiamo, per
molti diventerebbe impossibile argomentare le proposte, le
eventuali soluzioni e si rischierebbe di votare pur non conoscendo bene gli argomenti. A questo taglio diremo “no”.
Cribbio compagni come passa il tempo, fino al 2001 facevo il
cronista politico a Siracusa e conoscevo i consiglieri comuna-
li, erano professionisti – avvocati, medici, ingegneri – o
impiegati vari. Ora Impallomeni mi comunica la triste realtà della crisi. Tutti minatori, in miniera 7 giorni alla settimana dalle 6 del mattino alle 9 di sera. Ma quando se le
devono studiare le cose per il consiglio questi disgraziati,
questi negletti, questi esseri ridotti al rango di bestie da soma? E‟ pazzo e crudele questo assessore Baccei, è inumano. Cosa vuole questo velenoso dispotico assessoricchio,
che i minatori, sporchi e laceri, la notte, a lume di lampade
a petrolio o di mozziconi di candela, studino le delibere?
No, a questo diciamo no!
Inoltre il nostro Impally sarà minatore ma è anche colto e
nella sua intervista ha una svolta che evoca sottilmente ma
chiaramente la poetica di De Andrè quando in “Carlo Martello” il sire sedotto dalla pudibonda pulzella poi viene inseguito dalla richiesta della parcella di “zinquemila lire”. In
quel caso il re canta “anche sul prezzo c‟è poi da ridire…”.
E Impy che prima aveva virilmente soggiunto “in modo
pragmatico non siamo contrari alla riduzione dei compensi” ha un attimo di ripensamento e aggiunge: “E poi non
riteniamo elevati i compensi dei consiglieri comunali che
al mese si aggirano sugli 800 euro: rispetto ai 20 mila di
un deputato regionale sono bruscolini”.
E‟ che Impallomy è minatore, ma educato (anche smemorato perché dimentica i gettoni delle commissioni e i traccheggi dei lavori pagati dal comune o quelli che a lavoro
non ci vanno perché hanno il permesso per studiare le delibere). Vi traduco io quello comunque che voleva dire
„mpally: Questi dell‟Ars vogliono fare, come spiegava il
vate Ricucci, i froci col culo degli altri, loro acchiappano
20 mila euri al mese per non fare una beneamata minchia e
noi che facciamo i salti mortali e mille imbrogli per mettere assieme quatto euri, dobbiamo passare per quelli spendaccioni? Loro prendono i soldi e non fanno niente, noi
dobbiamo prendere meno soldi e pure andare a lavorare
perché ci vogliono tagliare i permessi “di studio” delle delibere? Ma siamo pazzi? Che dire? Anche Impallomenimio
ha le sue ragioni. Ma abolire i consigli comunali (e anche
quelli regionali) no? Deriva autoritaria?
Mah… hasta la monarchia illuminata siempre.
Joe Strummer
Caso Mangiameli:
Il Pd fa politica
“alla femminina”
ritorno alla normalità, sia nel partito che nelle istituzioni che occupa. In verità gli incontri tra Gino Foti e Fausto Raciti avvenuto a
Palermo e il successivo a Catania (sempre
alla presenza del segretario regionale) tra
Giancarlo Garozzo, Carmen Castelluccio,
Enzo Pupillo e Turi Raiti, sono semplicemente serviti a sancire il ritorno al renzismo
dell‟area Dem del siracusano. I Dem di Enzo Pupillo, Amoddio e Di Marco, rispondono ormai alle esigenze politico amministrative del sindaco Giancarlo Garozzo dentro e fuori l‟aula del Vermexio e in modo
alquanto singolare occupano anche i posti
chiave nel PD provinciale, dove se non fosse per il duo Zappulla-Princiotta, nessuna
flebile voce dissidente si avvertirebbe per le
tante strane azioni amministrative intraprese
dall‟amministrazione renziana in carica. Da
quando il segretario Raciti è diventato garante del ritorno alla normalità politica nel
PD aretuseo, non è accaduto nulla in tal
senso.
L‟amministrazione Garozzo continua a produrre atti discutibili, mai discussi con alcuno
del partito, e la segretaria provinciale, Castelluccio, li approva pure, però solo quando
arrivano in Consiglio comunale. Fino a
quando potrà reggere la pazienza dei riformisti-bersaniani non è possibile prevedere,
certamente davanti allo scherno, o un passo prima di rimetterci la faccia, Turi Raiti,
Bruno Marziano e Alessio Lo Giudice saranno obbligati a fermarsi e a chiedere il
rispetto di quel patto di pace creato lo stesso giorno in cui il sindaco nominava, senza confronto nel partito, due nuovi assessori della sua giunta ( Gasbarro dell‟aria
Megafono e Coppa indicato dai Dem),
disconoscendo totalmente la corrente degli
amici di Alessio Lo Giudice che dovrebbe
essere il futuro segretario provinciale del
PD, dopo l‟accettazione della Castelluccio
a farsi da parte in favore della pacificazione.
Cosa più facile a dirsi che a farsi anche
perché da quando l‟ex deputato regionale
Roberto De Benedictis si è tirato fuori
dall‟area Dem, perché divenuta costola
del sindaco Garozzo, la componente è ormai declinabile solamente al femminile,
con il coordinamento affidato formalmente
al lentinese Pupillo costretto ad accettare
anche i paradossi politici. Il sindaco di
Lentini, Alfio Mangiameli (Dem), è stato
il primo sindaco della provincia di Siracusa ad avere dichiarato il dissesto economico del suo Comune, ricevendo pertanto
una ovvia mozione di sfiducia da parte di
11 consiglieri comunali su 20. L’atto di
www.ifattidelladomenica.it
sfiducia è stato respinto in aula perché 9 vicini al sindaco PD hanno votato “no” senza
neanche esaminare la vicenda sotto il profilo
politico. I partiti di una volta, erano pronti ad
abbandonare al proprio destino i sindaci che
sbagliavano esponendosi all‟impopolarità.
Oggi invece nel partito dove si fa politica solo alla…”femminina” e non per conoscenza o
sapienza si leggono comunicati di sostegno al
sindaco che sfiorano la follia. Carmen Castelluccio (segretaria Provinciale del PD) ad
esempio esprime: compiacimento per l‟avvenuto rigetto della mozione di sfiducia nei
confronti del Sindaco di Lentini Alfio Mangiameli.
E‟ la terza mozione di sfiducia che Alfio
Mangiameli ha dovuto affrontare negli anni
in cui è stato Sindaco e l‟ ha fatto sempre con
la serietà e l‟onestà intellettuale che lo hanno
contraddistinto nel suo lungo mandato amministrativo alla guida della Città di Lentini”.
Sofia Amoddio e Marika Di Marco invece
hanno scritto: “La situazione del Comune di
Lentini resta particolarmente difficile, ma
proprio per questo non consente fughe
dall'assunzione di responsabilità”. “A questa
nuova sfida il Partito Democratico deve essere in grado di rispondere, offrendo alla comunità elementi di stabilità per garantire i servizi essenziali”. “Sfiduciare l‟amministrazione
in questo momento così delicato non sarebbe
servito a nulla”. “La responsabilità dei debiti
è una eredità trentennale e non può essere
addebitata all‟ultimo amministratore, perché
le cause sono molteplici e ben distribuite nel
tempo”. “A questo si aggiungano i tagli ai
bilanci comunali da parte dello Stato e della
Regione dettati dalle necessità delle politiche
restrittive”. “Auguriamo al Sindaco Mangiameli di portare avanti il suo programma elettorale e di completare il suo mandato”.
Le compagne del sindaco hanno espresso solidarietà e compiacimento per quello che ha
fatto il sindaco dopo 8 anni e mezzo di sua
amministrazione: il default. E‟ come se avessero detto: “Più di dichiarare il dissesto
dell‟ente che amministra, un sindaco cos‟altro avrebbe potuto fare?”
Se non è questa la politica alla femminina?
Scarica

Cottimi fiduciari sempre agli stessi