Spizzica.. Spizzica.. SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 diretto da Salvo Benanti Anno 27 Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl FONDATO NEL 1988 N° 6/2015 Domenica 15 febbraio 2015 Cottimi fiduciari sempre agli stessi Il segretario generale del Comune, Danila Costa, contesta una serie di irregolarità nella gestione dell‟amministrazione guidata dal sindaco Garozzo Nella foto a lato il sindaco Garozzo e la segretaria generale del Comune, Danila Costa, entrambi sorridenti. Si nota anche un certo feeling fra i numeri uno, politico e amministrativo, del Comune di Siracusa. Oggi non è più così. Oggi la Costa prende le distanze dal modo avventuroso di amministrare di Garozzo e lo fa con un documento ufficiale a futura memoria, che è agli atti, e, come si dice in questi casi, “per mettere le cose bene in chiaro” fin da subito nel caso di complicanze di natura giudiziaria. E‟ prassi nei Comuni, oramai, l‟introduzione del meccanismo del controllo di regolarità amministrativa, che viene applicato per giudicare la correttezza dei provvedimenti adottati all‟interno della Pubblica Amministrazione. Lo scorso 29 gennaio è stato appunto il segretario generale del Comune di Siracusa, Danila Costa, a dire come sia stato gestito l‟ente nel 2014, tirando fuori tutta una serie di irregolarità nell‟ente guidato dal Sindaco Garozzo che ci pare opportuno sottolineare perché non provengono da un esponente di parte politica, ma da una figura amministra- tiva. Anzitutto, Danila Costa ricorda che in base alla legge 241/90 i provvedimenti dirigenziali vadano motivati e che, invece, all‟interno dell‟Amministrazione Garozzo nel 2014 si sia ricorso a scelte discrezionali con una “carente motivazione”. In secondo luogo, il segretario generale dice che ci sia stata una bassa rotazione degli operatori economici nei cottimi fiduciari, aggravata dalla possibilità che vengano invitate ditte che non esercitano più l‟attività. La Costa non nasconde il fatto che ci sia anche una criticità dal punto di vista degli adempimenti degli obblighi di pubblicazione e trasparenza ai sensi del decreto legislativo 33/2013. Ci appaiono, infine, rilevanti alcune irregolarità oggettive così descritte dal Segretario Generale: non viene indicato dai dirigenti se a monte dei loro provvedimenti siano stati effettuati i controlli volti a verificare il possesso dei requisiti richiesti per contrarre con la Pubblica Amministrazione né i riferimenti alla procedura di scelta del contraente. Insomma, nella migliore delle ipotesi, superficialità e faciloneria. Pronto soccorso: Il progetto di Brugaletta, le suore e Pappalardo Il direttore generale dell‟Asp, Salvo Brugaletta, un progetto per il nuovo pronto soccorso ce l’aveva e si trattava di un bel progetto che avrebbe scritto la parole fine all‟inferno dell‟attuale pronto soccorso. Certo, c‟era qualche difficoltà da superare. Le suore dell‟Umberto I°, come molti sanno, occupano uno spazio abbastanza ampio nel nosocomio aretuseo, una intera ala dell‟ospedale è di loro esclusiva pertinenza. E dire che ormai sono rimaste in poche le suore ragusane, così poche che si possono contare con le dita di una sola mano. L‟idea di Brugaletta era logica: Metto in questo spazio assai ampio il Pronto soccorso, faccio un‟integrazione del personale medico e infermieristico e voilà il pronto soccorso di Siracusa diventa una struttura da portare ad esempio in Sicilia. C‟era comunque il problema delle suore da superare. Il direttore intanto non perse tempo, trovò un grande appartamento proprio di fronte all‟ingresso dell‟ospedale, in modo che le suore non avrebbero dovuto far altro che attraversare la strada per andare al reparto in cui prestavano la loro opera. Tutto fatto? Tutto pronto? Non ancora, c‟era da affrontare la questione delicata di avvisare delle novità l„arcivescovo Pappalardo, di informarlo insomma del cambiamento che intendeva fare per dare il via al nuovo pronto soccorso. Ci fu l‟incontro, ma non fu positivo. Pappalardo infatti obiettò che le suore si sarebbero trovate in difficoltà in caso di maltempo. Ma debbono solo attraversare la strada? Sì, ma se si bagnano, ci sono gli agenti atmosferici etc etc Insomma, il progetto si era arenato ancora prima di partire. Vuoi vedere che non abbiamo il nuovo pronto soccorso per colpa delle suore? Sembra solo una storia innocente, ma nei fatti Brugaletta non se l‟è sentita di andare avanti col parere contrario della chiesa locale. “Cosi, cosi che neanche a Nicolosi”, dice un vecchio adagio siciliano. il grillino scrivente tanto per dirne una A Siracusa non sono previsti sussulti L’ironia tronfia di Garozzo e Italia Banditi. Che non sono altro, nero su bianco, “eran trecento, giovani e forti”, direbbe Luigi Mercantini, e sono molti –nella spigolatrice di Sapri, “morti”. Banditi sono, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, ma la tasca dev‟esser certo cucita alla giacca o al pantalone della taglia giusta, come ogni bravo sarto insegna. Banditi, foneticamente inquietante participio passato del verbo bandire; bandi di concorso, chi sta fuori può, magari solo per un po‟, entrar dentro dall‟esterno -sarà il cosiddetto e spesso orecchiato “concorso esterno”? Banditi furono, quindi non si perda tempo, pronti, partenza, via, “start-up”, fiondarsi coi requisiti richiesti e nei termini stabiliti, senza troppi patemi d‟animo però, che in fin dei conti tutto poi s‟aggiusta, requisiti, termini, l‟importante è il “buon fine”. Qualche tempo fa mi venne in mente di scrivere, in questo stesso spazio che il Direttore gentilmente concede ai miei sproloqui, due pensierini sulla schizofrenia; con molta leggerezza ignoravo e tutt‟ora persistentemente e deliberatamente ignoro se si tratti o meno di una malattia degenerativa –pur se devo constatare che, apparentemente, lo è. Da un opposto all‟altro, dagli allegri eccessi di “consulenza fiduciaria” all‟assurda proliferazione di bandi su bandi, tutto e il contrario di tutto, la cui somma, matematicamente, non può che rendere “il nulla”. Frattanto, notizie dal mondo, in Grecia hanno Tsipras, a Roma abbiamo Renzi, ad Agrigento abbiamo un consiglio comunale che lavora dieci volte di più del corrispettivo di Trento, così dicono le “carte” al momento di battere cassa per il gettone, producendo risultati dieci volte peggiori -per la ben nota regola della proporzionalità inversa - ma la buona notizia è che l‟organo si è dimesso: un sussulto. E a Siracusa? A Siracusa, lasciamo perdere, non ce la roviniamo: buona domenica. Francesco Vinci Viene attribuita al cancelliere tedesco Bethmann-Hollweg nel 1914 l‟espressione secondo cui i trattati fossero solo “pezzi di carta”, a giustificazione dell‟invasione del piccolo Belgio, paese “neutrale” secondo il protocollo di Londra che aveva fissato i principi della separazione tra Belgio e Olanda. “Just for a scrap of paper” – avrebbe detto il cancelliere – “giusto per un pezzo di carta adesso la Gran Bretagna vorrebbe dichiarare guerra”. Pare la stessa ironia tronfia del Sindaco Garozzo e del vice-sindaco Italia di fronte ai consiglieri comunali di opposizione che ricordano loro in questi giorni il secondo dei dieci impegni assunti dal primo cittadino nel giugno del 2013 in campagna elettorale e depositati, appunto, con un pezzo di carta insieme alla sua candidatura: “Anche allo scopo di valorizzare le professionalità esistenti all‟interno del Comune – affermava Garozzo – non si farà ricorso a consulenze esterne”. Com‟è noto, l‟Amministrazione comunale non si sta facendo sfuggire alcuna opportunità per ricorrere a pagamento a professionisti esterni, così com‟è avvenuto per il servizio idrico, per il servizio dei rifiuti e per la qualità dell‟aria, riconoscendo per decine di migliaia di euro l‟impegno di esperti in settori nevralgici dell‟amministrazione pubblica. Personalmente, credo che un buon servizio vada pagato e riconosco che al Comune possa esserci la necessità di una mano d‟aiuto che provenga dall‟esterno. Ma se mi candido ad amministrare la città e affermo che per farlo non solo non avrò bisogno di pagare nessun consulente esterno, ma che proprio non ricorrerò a consulenze e i miei concittadini ci credono e mi votano, poi diventa un problema di coerenza col patto elettorale stabilito con loro rispettare o meno quello che ho promesso. Che per i suddetti amministratori, è solo uno “scrap of paper”, da strappare alla bisogna. Michele Mangiafico Comunale a +3648 TeatroVerga +3544 Ci sarebbero nuove criticità e certi lavori fatti maluccio Non ci sono novità di sorta, l’ex Provincia è nelle nebbie Via Crispi +2998 In questa strada non cambia nulla, il degrado resta 2 Domenica 15 febbraio 2015 Prg con la bestia impazzita? La proposta del consigliere Milazzo va a scontrarsi con una gestione autoritaria della cosa pubblica che va stoppata subito Riceviamo e pubblichiamo: Dopo 20 mesi dall‟insediamento dell‟amministrazione Garozzo mi sembra che resti ancora in alto mare il proposito di dotare la città di un nuovo Piano Regolatore Generale e personalmente, al di là dei tanti proclami uditi, dubito che il nuovo strumento urbanistico possa venire alla luce durante l‟attuale consiliatura. Però è pur vero che se mai si inizia, mai si finisce. Ecco allora che desidero offrire un mio suggerimento alla politica cittadina: le idee, il confronto, le decisioni sul Nuovo Piano Regolatore Generale di Siracusa devono coinvolgere - senza barricate e ostracismi aprioristici - tutte le energie scientifiche, culturali e politiche della città. Il disegno del Nuovo Piano Regolatore Generale deve avere l‟ambizione di essere il disegno della città nel prossimo scorcio di secolo: disegno non solo urbanistico e architettonico ma anche sociale, produttivo, economico, culturale. Inseguire questo ambizioso e al tempo stesso straordinario traguardo significa, come già detto, coinvolgere le migliori energie e le migliori risorse di Siracusa. Occorre quindi pensare subito di coinvolgere una risorsa ed un‟eccellenza del nostro territorio qual è la facoltà di Architettura con il fiore all‟occhiello del DARC ossia il dipartimento interdisciplinare di ricerca ed alta formazione. Tenere fuori dal tavolo di lavoro del nuovo PRG la locale razione del Nuovo Piano Regolatore Generale. Massimo Milazzo Consigliere al Comune di Siracusa facoltà di Architettura, con il vivace e preparato pensiero dei suoi tanti professori, ricercatori e studenti, significa privare immotivatamente il nuovo PRG di una forza eccezionale. Mi auguro pertanto che il comune di Siracusa possa presto dialogare con la facoltà di Architettura e con il DARC per stringere una convenzione che li veda partecipi nell‟elabo- Il primo assessore all‟urbanistica della Giunta Garozzo è stato Paolo Giansiracusa, che resterà nella storia della nostra città per non aver fatto praticamente nulla in tutto il suo mandato. Intendiamoci ancora non si era capito bene che il nulla sarebbe stato il carattere distintivo di questa nuova, e brutta, esperienza amministrativa. Una coalizione e una maggioranza bastarde che non hanno possibilità di identificazione visto che vedono insieme pezzi di sinistra, pezzi di destra ed anche pezzi della lega di Salvini. Il tutto con la regia del grande vecchio che continua ad imperversare con singolari trovate che non fanno certo l‟interesse della collettività amministrata. Il nuovo Prg? La partecipazione della facoltà di Architettura? E‟ abbastanza stupefacente l‟ingenuità del consigliere Milazzo che propone percorsi virtuosi a chi ha scelto la strada della dittatura amministrativa senza confronti (acqua, spazzatura, bandi con la massima discrezionalità per chi guida la baracca, insomma il vecchio clientelismo espresso al massimo livello), irridendo e beffeggiando persino l‟intero Consiglio comunale. Vogliamo dire che purtroppo non è il tempo della proposta bensì quello della scimitarra. Prima bisogna ridurre alla ragione la bestia impazzita e solo dopo si potrà discutere cosa fare e come farlo nella maniera migliore. Dall‟ipotesi Cabianca alle scelte di Bufardeci Il Piano Regolatore Generale è, senza alcun dubbio, il provvedimento politico più importante di una Amministrazione Comunale. Il PRG ha segnato sempre oltre allo sviluppo edilizio anche quello economico e sociale della città. Ne sentii parlare per la prima volta agli inizi degli anni '70, in una accalorata disputa tra il consigliere ing. Giuseppe Cannizzo e l'assessore ai LL.PP. dr Santi Nicita, da una parte e il prof. Vincenzo Cabianca dall'altra. L'architetto Cabianca, che insegnava nella Facoltà di Architettura dell'Universitaria di Palermo, aveva ricevuto l'incarico di redigere il piano assieme agli architetti Liistro e Santuccio. Costruire a nord o a sud del vecchio Centro Storico ? Ad est o ad ovest della strada statale n.114 (zona Scala Greca)? Il Piano Cabianca prevedeva una New Town a sud nella direzione di Floridia- Canicattini e attorno al porto (aree di via Lido Sacramento). Si finì col costruire a nord, ad ovest di viale Scala Greca e poi alla Mazzarona e alla Pizzuta. A costruire nella zona sud e in contrada Isola vi hanno pensato dopo le amministrazioni guidate dall'avv. Bufardeci e dall'ing. Visentin, però non con grande successo per cooperative e costruttori, se si considera che molte di quelle abitazioni risultano ancora non assegnate o invendute e chissà quando lo potranno essere. In fondo per una città che oramai da parecchi anni vede diminuire il proprio numero di abitanti si è costruito molto, troppo in nuove abitazioni. Il PRG oltre che importante è anche interessante, nel senso lato del termine, in quanto su di esso convergono le legittime attenzioni di tutti coloro che, residenti e non, sono proprietari di un immobile, terreno, villa o casa che sia, dentro il perimetro urbano. E' la politica a dare le direttive ma sono i tecnici a definire tavole e normativa, tutti vincolati dalla legislazione regionale. Al- la fine sarà il Consiglio Comunale ad approvare, votandolo in assemblea, il provvedimento definitivo che diverrà "“legge” edilizia per un periodo di anni dieci previa convalida finale da parte dell'Assessorato regionale. Un iter, come si legge, abbastanza complesso che può riservare sorprese ora favorevoli ora sfavorevoli a quei cittadini che vengono direttamente toccati nei propri interessi. Cercare quindi strumenti e procedure che possano garantire una certa obiettività nelle scelte che si dovranno adottare per il prossimo futuro è cosa non risibile. In tal senso l'iniziativa del consigliere comunale avv. Massimo Milazzo che propone di coinvolgere la locale Facoltà di Architettura nella redazione del nuovo PRG della città. "Una proposta che parte da molto lontano. Non tutti però hanno colto, in questi anni, la grande opportunità che potrebbe avere l'Amministrazione Comunale avendo a portata di mano una delle eccellenze delle scuole di architettura d' Italia. Gli studenti hanno già in cantiere progetti di riqualificazione delle periferie, studi approfonditi sul dialogo urbanistico tra città moderna e zone archeologiche". L'avv. Milazzo non crede che il nuovo PRG possa venire alla luce nel corso di questa consiliatura. "Però è pur vero che se mai si inizia mai si finisce. Da qui il suggerimento di coinvolgere le migliori risorse siracusane. "Occorre pensare subito di coinvolgere una eccellenza del nostro territorio qual è la Facoltà di Architettura". Servirà in tal senso "Stringere una convenzione che veda partecipi nella elaborazione del nuovo PRG professori, ricercatori e studenti."Indubbiamente una iniziativa di grande democrazia e allo stesso tempo capace di dare respiro culturale allo strumento urbanistico che dovrà servire nel prossimo futuro allo sviluppo economico e civile della città, prestando tanta attenzione alla tutela dell'ambiente. Pepè Genovese 3 Domenica 15 febbraio 2015 Rimborsi: Da Agrigento la rivolta Si scioglie il consiglio agrigentino travolto dall‟indignazione dei cittadini. A Siracusa invece i consiglieri comunali fanno finta di nulla. Migliaia di commissioni e decine di Consigli deserti per mancanza di numero legale Mentre ad Agrigento duemila cittadini sono scesi in strada per contestare le migliaia di euro percepiti dei consiglieri comunali a fronte di una città alla fame e c‟è stato anche l‟intervento della locale Procura che ha fatto un blitz al Comune, i consiglieri comunali di Siracusa sembrano non tenere in nessun conto l‟indignazione popolare per quello che viene considerato un vero e proprio ladrocinio di risorse pubbliche. I consiglieri di Agrigento travolti dalla protesta hanno rassegnato le loro dimissioni e vorremmo sottolineare che si parlava di uno sperpero che non toccava i 300mila euro, qui a Siracusa ogni anno volano via 700mila euro per migliaia di riunioni di commissioni che poi non sboccano in nessuna delibera di civico consesso. I consiglieri siracusani hanno preso atto di questi fatti acclarati? Nemmeno per sogno. Nel consiglio comunale del 6 febbraio scorso infatti appena una battuta. A farla in apertura di seduta da Alberto Palestro, il quale ha lamentato il contenuto di alcuni articoli giornalistici che si sono occupati dell'attività dei consiglieri comunali e ha chiesto alla presidenza (i lavori erano coordinati dal vice presidente Giuseppe Impallomeni) di valutare la possibilità di convocare una conferenza stampa per chiarire la vicenda. “Certamente qualcosa va rivista nel funzionamento dell'assise – ha detto Palestro – e noi siamo i primi a sostenerlo”. Il marcio insomma, dilaga senza pudore, senza limiti, senza controlli. Da anni – cioè da più di un decennio – “I Fatti” denunziano che in consiglio comunale, nelle commissioni consiliari, nei quartieri, vengono escogitati tutti gli espedienti per incassare indennità di presenza per riunioni fantasma o inutili, senza che nessuno chieda al presidente del consiglio, commissione...che avete fatto, di che avete parlato, quali provvedimenti sono stati adottati, perché incassate tanti soldi per niente? Mentre in Italia (ripeto in Italia) il legislatore nazionale ha corretto stipendi, ridotto il numero di assessori e consiglieri, ridotto le indennità di presenza etc, in Sicilia un blocco di deputati cialtroni, all'assemblea regionale, senza vergogna, impedisce di recepire questa legge nazionale, opponendo “l'autonomia” della Regione Siciliana, diventata nel tempo vessillo delle peggiori infamie. Da 50 anni questa autonomia - che doveva aiutare lo sviluppo della Sicilia - è diventata, infatti, l'espediente per creare mostruosi privilegi, per favorire una mostruosa spesa pubblica a fini clientelari, per derogare regole e comportamenti uniformi in tutta l'Europa comunitaria, per portare la Sicilia ai livelli di malaffare e di miseria in cui è precipitata, terra di mafie e di clientele. Dove prosperano soltanto i più furbi ed i più disonesti. Stupisce l‟assordante silenzio Come se nulla fosse. Il Consiglio comunale di Siracusa continua le sue liturgie non tendo in nessun conto le proteste che arrivano da ogni parte, anche nelle ultime settimane sono andate deserte diverse sedute per mancanza di numero legale e si tratta di un fatto contestato ormai a più voci. Ogni seduta costa un botto di euro, i consiglieri presenti percepiscono comunque il gettone e a quanto pare a rotazione il gettone tocca praticamente a tutti. Anche a Siracusa quindi monta la protesta, sul web ci sono accuse dirette e anche abbastanza crude. Nessuno scende in piazza, prevale la rassegnazione. Abbiamo rivolto una domanda a Sandro Spicuglia, da sempre attento osservatore della realtà locale. Eccola: Che ne pensi della vicenda dei rimborsi che costano miliardi ai cittadini siracusani, dell'articolo de La Sicilia e delle dimissioni dei consiglieri comunali di Agrigento? “Bene ha fatto il quotidiano La Sicilia - dice Spicuglia - a sollevare la questione. È scandaloso che in momento in cui la gente ha serie difficoltà a campare la gran parte dei consiglieri comunali interpretando l‟elezione quasi fosse un concorso vinto, passa il tempo cercando escamotage per sbarcare il lunario a spese della collettività e, cosa ancor più grave, a scapito dei bisognosi. Stupisce l‟assordante silenzio della chiesa, della cosiddetta società civile, dei siracusani insomma, scatenati e pronti a muovere guerra nei social in rete, ma raramente disposti a scendere in piazza come hanno fatto ad Agrigento. E comprendiamo perfettamente le ragioni di chi oppone un ostinato rifiuto all‟allineamento della normativa regionale a quella nazionale (cosa questa che comporterebbe un taglio alla spesa) arrivando persino a definire Bergamo “paesino dell‟entroterra”. Che dire ancora un paio di giorni e questa storia cadrà nel dimenticatoio come tante altre. E i nostri eroi potranno continuare indisturbati a godersi il “meritato” stipendio. Sui gettoni inchiesta della Procura AGRIGENTO - Il Consiglio comunale di Agrigento è decaduto a seguito delle dimissioni di più della metà dei consiglieri. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Carmelo Settembrino: "Siamo stati messi nella impossibilità di continuare il nostro lavoro. Pertanto abbiamo deciso, tutti insieme, di fermarci a due anni dalle elezioni. Il sindaco ha abbandonato la città e il Consiglio, noi abbiamo cercato di lavorare in tutti i modi con il commissario, ma è stato un muro di gomma. Oggi continuare non avrebbe avuto più senso". "Abbiamo deciso di spegnere la luce, - ha invece detto il vicepresidente Giuseppe Di Rosa - ma ne accendiamo un'altra sul Prg. Questo Consiglio non ha mai avuto le prescrizioni. E allora noi oggi accendiamo la luce che in tanti avremmo voluto vedere. L'accendiamo potentemente con i fari". Dunque il Consiglio comunale di Agrigento non ha retto allo scandalo del gettone di presenza e delle 1133 commissioni svolte in un solo anno e costate poco meno di trecentomila euro. Le avvisaglie c'erano già quando quattro consiglieri si erano dimessi: Alfonso Vassallo e Angelo Vaccarello (indipendenti) e di Marco Vullo e Angela Galvano del Pd. Nei giorni scorsi si erano dimessi Ennio Saeva, Nino Amato, Francesco Messina e Aurelio Trupia. Ora l'annuncio del presidente Carmelo Settembrino e le accuse del vicepresidente Di Rosa sulla querelle del Prg. Era una decisione ormai nell'aria dopo che la Regione ha di fatto esautorato il Consiglio di Agrigento sulla vicenda del Prg, avendo nominato un commissario che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) approvare le prescrizioni esecutive. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta sia sulla vicenda dei gettoni ma anche e soprattutto sulla vicenda legata al Piano regolatore generale. Il Consiglio comunale nell'ultima sua seduta e nel pieno della bufera gettoni di presenza aveva bocciato un piano costruttivo. Lo scorso 3 febbraio in piazza sono anche scese oltre mille persone che hanno chiesto a viva voce davanti al Municipio le dimissioni del Consiglio comunale. (Repubblica) 4 Domenica 15 febbraio 2015 Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo repliche stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. cittadinisulwebcittadinisulwebcitt Verde pubblico Nuovo bando e nuovi costi: Paghiamo noi Riceviamo e pubblichiamo: Il sindaco, Giancarlo Garozzo, e l’assessore Teresa Gasbarro, hanno presentato il nuovo bando sul verde pubblico nel corso di una conferenza stampa tenuta giovedì 12 febbraio, alle 10.30, alla Sala Archimede. Sono stati presenti, inoltre, l‟ingegnere capo, Natale Borgione ed il responsabile del servizio Verde, Pietro Fazio. Il nuovo bando prevede la suddivisione dell‟area cittadina in 5 microaree: Nord, Sud, Cimitero, parchi e scuole. Ennesimo incredibile bando con caratteristiche di discrezionalità. Intanto il verde pubblico fino ad oggi era inserito nell‟appalto di igiene urbana ed averlo estrapolato comporta sicuramente un ulteriore carico economico. Abbiamo chiesto lumi a diversi consiglieri comunali e gli stessi ci hanno risposto che non ne sapevano nulla. Insomma, un altro bando misterioso che non sappiamo nemmeno che costo annuo prevede. E qualsiasi sia il costo una cosa è certa e cioè che lo dovremo pagare noi cittadini. Bando delle mie brame Questa volta riguarda il direttore artistico di arte contemporanea per un compenso assai cospicuo. C‟è troppa discrezionalità Bando numero mille sfornato nella tarda mattinata di martedì scorso! Uno dei tantissimi bandi di questa amministrazione. Leggiamo uno stralcio: Il Comune, attraverso l'assessorato alle Politiche culturali e al Turismo, retto da Francesco Italia, sta selezionando un direttore artistico per il progetto “Re building the future - Spunti di arte contemporanea per trapassare il futuro”, che punta a creare momenti ed elementi di richiamo in ambiti e zone poco frequentate dal turismo e dalla cultura. Il bando di selezione, firmato dalla dirigente del settore, Rosaria Garufi, è stato pubblicato stamattina sul sito www.comune.siracusa.it; le domande dovranno pervenire entro 20 giorni, indirizzate a: Comune di Siracusa – Assessorato alle politiche culturali e al turismo, piazza Duomo 4; oppure potranno essere consegnate a mano al Protocollo generale del Comune, allo stesso indirizzo. I partecipanti, oltre ai requisiti generali, devono avere accumulato almeno tre anni di esperienza di direzione artistica, o di coordinamento generale, di rassegne culturali o di spettacolo con budget minimo di 200 mila euro; almeno tre anni di direzione artistica di mostre o rassegne d'arte contemporanea di rilevanza nazionale e internazionale; avere avuto collaborazioni con enti pubblici o privati in materia d'arte contemporanea; conoscere una secondo lingua. Tra l'altro, saranno valutate la capacità di lavorare in team, la competenza nella comunicazione, la rete di relazioni nazionali e internazionali nell'arte, nella cultura e negli spettacoli. Il compenso è di 32mila euro lordi. Ennesimo bando spuntato come un fungo, bando che, come dicevamo, sarebbe la nuova trovata dell'amministrazione per operare col massimo della discrezionalità visto che nei bandi stessi viene specificato che alla fine, oltre ai requisiti, decide la politica. E' una procedura avventurosa che continua nonostante segnali di dissenso anche all'interno dell'amministrazione. Come riferiamo in prima pagina infatti molte di queste scelte sono state contestate. E non da un a persona qualsiasi o da un politico avverso, ma dal segretario generale del Comune, Danila Costa. Sono ricchi, inappagati e frodatori del fisco.. La società globale ha accomunato re, cantanti, campioni sportivi, attori, spacciatori e bancarottieri negli stessi cc della Hsbc Private Bamk di Ginevra. Tutti protesi a frodare il loro Paese per il quale magari, nelle cerimonie ufficiali, mano al petto si commuovevano ascoltando l'inno nazionale. Non c'è dio più venerato che quello trasversale nelle latitudini che si chiama denaro e che è capace di smuovere gli appetiti più insani. Cristo, Allah, Geova, Ganesha e .... fanno fatica a conquistare i cuori dei mercenari più avviati, che hanno conosciuto successo e soldi. A prescindere dallo Stato canaglia che vive di speculazioni e legittima le frodi, i ricchissimi sono sempre inappagati e perdono ogni morale comune, costruendosene una propria per la quale non contribuire all'erario della propria nazione non è nè reato, nè peccato. Si sentono soli e diffidano di chi li circonda. Solo i soldi nascosti danno loro sicurezza. Come le patologie da accumulo di tanti poveracci che rovistano tra l'immondizia e tappezzano il loro tugurio di spazzatura, senza mai gettar nulla. La ricchezza è in molti casi povertà e circospezione e rende malati. Aridamente malati. Roberto Cafiso Vitadacani Randagi e numeri “a muzzo” Quando si affronta la questione “randagismo” (fenomeno che affligge amministrazioni locali, cittadini, amanti degli animali ed inconsapevolmente gli stessi randagi che ne subiscono le conseguenze più gravi quali maltrattamenti, avvelenamenti, abbandoni e deportazioni) è necessario farlo con dati certi e documenti in mano. Non si può essere tuttologi, pretendere di scrivere su tutti gli aspetti della società e poi scrivere banalità e sparare cifre “a muzzo” . Nella speranza e nell‟attesa che il Comune di Siracusa smentisca puntualmente le tante imprecisioni che abbiamo letto sul quindicinale dell‟immeritato “Premio Mario Francese 2012”, dove tutti scrivono di randagismo (persino un personaggio che si scopre poi essere un nome inventato ed anche un fake in Facebook) riteniamo doveroso puntualizzare che i randagi del Comune di Siracusa, ospitati nei due canili della nostra città, NON SONO 1.227! Attualmente il canile Snoopy ospita nella sua struttura 351 cani di proprietà del Comune di Siracusa ed il Piccolo Panda ne ospita 490. I CONTI NON TORNANO ASSOLUTAMENTE!!! Dove si troverebbero le altre centinaia di cani? Prima di „dare i numeri‟ sulla carta stampata sarebbe doveroso informarsi!! La giornalista del suddetto quindicinale afferma altresì che la nostra realtà striderebbe con quella del nord dove “ i canili non ospitano più di 250/300 cani”. In realtà la maggioranza delle strutture del Nord, rispetta la Legge quadro 281 del 1981 che fissa un numero massimo di 200 cani per struttura. La nostra realtà è certamente diversa infatti in Sicilia la Legge Regionale, considerato l‟endemico fenomeno del randagismo, ha fissato un numero massimo di 400 cani per le strutture canili, poi però, di volta in volta, per necessità autorizza ampliamenti strutturali che superano il suddetto li- mite. Quindi un numero crescente di cani nei rifugi comunali ed in quelli privati convenzionati è dettato dalla continua emergenza. Ed ancora, la giornalista scrive che al nord “ i cosiddetti cani di quartiere sono affidati alle associazioni di volontari”. E‟ necessario ribadire che anche il “cane di quartiere” è una figura prettamente siciliana o meridionale in generale, per poter far fronte all‟endemico fenomeno del randagismo. Al Nord non esiste il cane di quartiere!! La Legge regionale siciliana ha previsto “il cane di quartiere” non certo il branco di quartiere!! Solitamente ci imbattiamo in branchi di cani che vengono impropriamente chiamati cani di quartiere e che vivono ai margini della città o in aperta campagna, in territorio di Siracusa. Si stima un numero di cani di quartiere piuttosto alto ma non si può avere alcuna certezza sull‟effettivo numero. Formalmente una buona parte di questi „branchi di quartiere‟, risultano affidati all‟Associazione „Amici per la coda‟ a seguito di convenzione con la precedente amministrazione. Altri cani, cosiddetti di quartiere, invece, sono curati e seguiti da volontarie di altre associazioni o da singoli privati cittadini che collaborano con il Comune anche in assenza di convenzioni ed al fine di poter arginare il fenomeno del randagismo. L‟attuale Amministrazione Comunale di Siracusa, correttamente, non ha rinnovato la convenzione all‟Associazione Amici per la Coda che in passato ha goduto di una posizione di privilegio avendo avute rimborsate, dal Comune di Siracusa, le fatture per cure veterinarie, antiparassitari ed altro. Erano spese relative ai soli cani monitorati dalla suddetta associazione. Per gli altri cani, cosiddetti di quartiere, curati da altre associazioni e volontarie singole? NULLA!!!! Elena Caligiore 5 Domenica 15 febbraio 2015 Un vaffanculo a chi di competenza Con Enrico Caruso facciamo il punto su tre problematiche importanti: I falsi ambientalisti, l‟ostello della gioventù e i giovani siracusani disoccupati AMBIENTE Occuparsi di questioni ambientali è certamente cosa seria e giusta. Diventa espressione di miseria umana quando ci si occupa di questioni ambientali a fini personali e senza reali comportamenti altruistici. Purtroppo, accade molto spesso che a Siracusa ci siano censori delle attività edificatorie che sono bravissimi ad ammantare profonde e morali ragioni ambientali avverse all‟opera o al progetto preso di mira. Poi, molto spesso, è facile scoprire che le motivazioni alla base dell‟azione di alcuni noti personaggi classificati come ambientalisti, sono solo il perseguimento di fini politici e qualcuno, anche di piccole ambizioni personali. Sul cemento e l‟uso che se ne fa a Siracusa, si possono scrivere enciclopedie di malafatte, speculazioni e oscene brutture E‟, infatti, universalmente noto che a Siracusa le colpe degli scempi edilizi sono tutte degli imprenditori delinquenti, mentre i politici sono tutti Santi e incorruttibili. Per non dimenticare come si è arrivati all‟attuale PRG, vanno ricordati: Sindaco Avv. Giambattista Bufardeci, Vice Sindaco Avv. Fabio Granata, Assessore al Centro Storico Ing. Roberto Visentin, Assessore Urbanistica Avv. Ezechia Paolo Reale e altri. Sempre per non dimenticare, possiamo citare: Il recente caso del Resort alla Pillirina, non fatto; il Ponte dei Calafatari, demolito; Il Ponte di Targia, sempre pericolante; I lavori al Porto Grande, non fatti; I palazzi sulla balza Akradina, costruiti e costruendo. Queste, sono solo alcune delle opere pubbliche e private più recenti sulle quali si sono molto spesi gli ambientalisti siracusani delle varie associazioni, con risultati a dir poco discutibili e contradditori. Adesso si monta il caso Villa Abela, luogo privato sconosciuto a molti siracusani e di nessun pregevole significato storico, artistico e culturale (costruzione risalente ai primi anni 60) che il proprietario vorrebbe abbattere e riedificare (sembra, con le stesse volumetrie). Green Italia, movimento politico ambientalista, propone che non se ne faccia che alla fine potrebbero concludersi in un nulla di fatto. di Enrico Caruso LAVORO nulla e il sito diventi opera intoccabile. E‟ un‟opinione. La mia opinione, che è simile a quella della Soprintendenza (l‟una vale l‟altra) è che Villa Abela non è un monumento storico, artistico e culturale e se si vuole edificare si costruisca o se si vuole portare a monumento si faccia. L‟importante che, occupandosi del caso, non si abbiano retro pensieri o interessi personali da difendere (per molti ambientalisti, come già detto, si è in seguito scoperto che perseguivano finalità diverse da quelle ambientali). In quest‟ultima ipotesi, qualora ci fossero, dichiararsi ambientalista sarebbe un po‟ meschino. O no! OSTELLO Tra poche settimane assisteremo a una situazione a dir poco comica, All‟Ostello della Gioventù, ubicato a Belvedere, termineranno i lavori di ristrutturazione e l‟opera sarà riconsegnata non si sa bene a chi. Infatti, l‟Ostello è di proprietà dell‟Ex Provincia Regionale, oggi cancellata dal Governo Regionale è al suo posto dovrebbe esserci il Libero Consorzio che però, non si sa bene dov‟è. Anzi, per la precisione, a distanza di un anno dalla delibera di cancellazione dell‟Ente Provincia, nessun atto concreto è stato compiuto per rendere operativo il Libero Consorzio di Siracusa, del quale non si conosce neanche la composizione dei Comuni che ne faranno parte. Chi prenderà le chiavi dell‟Ostello della Gioventù? Ad oggi non è dato sapere se assisteremo ancora una volta allo sperpero di denaro pubblico, oppure, per qualche anno, ci diletteremo in ipotesi di gestione, Se dovessi dichiarare il numero dei disoccupati siracusani, confesso che non saprei a quale Santo rivolgermi, nel senso che, le fonti, dove attingere dati sono diverse e diversi sono i risultati. La CNA siracusana ci fa sapere che gli ultimi dati in loro possesso dicono che i giovani tra i 15 e i 25 anni sono disoccupati al 60%. Per le fasce giovanili di età superiore ai 26 anni la disoccupazione si attesta attorno al 50%. E ovvio che non mi scandalizzo (anche se dovrei farlo). Vivendo la Città, tutto si può nascondere tranne che vi sia una marea di giovani che trascorre le giornate senza nulla da fare. L‟Europa, a completamento di questo quadro disastroso, ci fa sapere che in Italia per i giovani fino a 35anni, 3 su 4 abitano con i genitori. Il dato della CNA siracusana e il dato Europeo, si sposano quindi perfettamente. La conclusione dovrebbe essere che a Siracusa non c‟è lavoro e si sopravvive grazie a mamma e papà. A questo punto diventa esemplare notare che da qualche giorno dal Comune si strombazza che Siracusa diventerà presto una Smart City. Si potranno pagare i parcheggi con lo smart phone e tanti altri servizi saranno presto erogabili attraverso il dialogo on line Comune – Telefonino. Ne parlavo con un amico che da qualche giorno mi è venuto a trovare a Siracusa. Mi ha fatto semplicemente notare, premettendo che non voleva offendermi, che se tu a un barbone gli dai uno smart phone e un bellissimo elenco di servizi erogabili a pagamento con quel mezzo, probabilmente il vaffanculo ti arriverà subito. Come dire, soldi per il mangiare no e per il telefono sì! Forse sarebbe bastato che mi dicesse che il 60% di disoccupati tra i giovani, non è una buona premessa per dire trionfalmente che Siracusa si avvia a diventare una smart city. Mi sarei risparmiato un elegante vaffanculo che comunque, giro a chi di competenza. A giugno Trenitalia cancella la Sicilia A Siracusa mobilitati solo i deputati Zappulla e Marziano, silenzioso anche il sindaco Garozzo. Allertati quasi tutti i consigli comunali siciliani (ma non quello di Siracusa). Messina la capofila della protesta contro l‟isolamento ferroviario Trenitalia ha eliminato di fatto la nostra Regione dal trasporto ferroviario, l‟ha perfino eliminata dalla cartina dell‟Italia che l‟azienda nazionale presenta sul suo sito (nella foto). Eliminati e questo significa che per andare a Messina, traghettare e poi finalmente avere accesso ad un treno che va a Roma o Milano, va fatto con mezzi propri. Con la propria auto o servendosi di una corriera come si faceva 40-50 anni fa. Non sono state molte le reazioni dal Siracusano, anzi sono state praticamente due. La prima del deputato nazionale Pippo Zappulla che ha rivolto una interrogazione al ministro Lupi per chiedere di intervenire con urgenza per evitare l‟isolamento ferroviario di Siracusa e di gran parte della Sicilia. L‟altro intervento è del deputato regionale Bruno Marziano. Ecco la sua dichiarazione: «Tutelare il diritto al trasporto e alla mobilità dei siciliani - dice il deputato – è imprescindibile. Ho chiesto al presidente dell‟Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone di convocare una seduta del parlamento in presenza del presidente della Regione, Rosario Crocetta, e dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Giovanni Pizzo, per capire quali sono le intenzioni di Ferrovie dello Stato e TrenItalia, riguardo al futuro dei collegamenti con la nostra Isola. Capisco che bisogna trovare altri modi, alternativi e moderni rispetto a quelli obsoleti, ma deve essere garantito il diritto al trasporto ed alla mobilità dei siciliani, che sono stati penalizzati nel corso degli anni e i tagli previsti nell‟ultimo periodo aggraverebbero la situazione». Poi basta. Abbiamo una dozzina di deputati silenziosi, distratti, forse infastiditi per la richiesta di interventi che ricevono. Deciso a battagliare invece il sindaco di Messina, Accorinti. “La continuità territoriale è un diritto - dice Accorinti - e le politiche di disimpegno delle Ferrovie dello Stato vanno contrastate con decisione. Confermo l‟adesione alla piattaforma del governatore Crocetta, di gran parte della deputazione, di sindaci della province siciliane (non di Garozzo ndr) e calabresi, e mi preme evidenziare che non è il tempo delle divisioni. Tutti insieme, senza steccati, forze sociali, sindacati, amministrazione e consiglio comunale, rappresentanze politiche, associazioni, movimenti, cittadini, ribadiamo la volontà di credere in un futuro che riparta dal nostro mare, uno Stretto che ci ha sempre incantato ed al quale vogliamo restituire il rispetto che merita”. In ogni caso una mobilitazione in Sicilia c‟è, fra i consigli comunali allertati però non c‟è quello di Siracusa che preferisce far finta di non sapere. Così il 25 febbraio prossimo dell‟isolamento ferroviario siciliano se ne parlerà all‟Ars, in quarta commissione, su richiesta della deputata messinese Valentina Zafarana. All'audizione sono stati invitati l'assessore ai Trasporti, rappresentati di Fs, del Ministero, di Blueferries, dei comitati dei pendolari e del sindacato Orsa. Zafarana lancia anche un appello ai sindaci dell'isola a fare fronte comune per ribadire a Roma la volontà della Sicilia di non sottostare ad una decisione "mascherata da spending review, ma che in realtà è connotata da una forte valenza politica, che lede il diritto di continuità territoriale, sancito dalla Costituzione”. Per non dire che nel 2014 sono stati spesi più di 50 milioni per l'ammodernamento e acquisto delle navi, e adesso Trenitalia vuole chiudere tutto. Cioè prima si parla di rilancio e poi tagliano quasi del tutto le corse di intercity e intercity notte, togliendo le navi per il traghettamento da giugno 2015 in poi. Oggi, 14 febbraio, sempre a Messina c‟è una mobilitazione generale delle popolazione per chiedere lo stop del progetto. La questione, dicevamo, è arrivata al tavolo del ministro ai Trasporti, Maurizio Lupi, grazie anche ad un‟interpellanza dei deputati nazionali Fausto Raciti (Pd) e Giampiero D‟Alia (Udc), firmata anche dai parlamentari nazionali siciliani dei democratici. “Dieci anni fa – si legge nell‟interpellanza – i collegamenti a lunga percorrenza da e per la Sicilia erano 56 al giorno e da giugno si vorrebbe portarli a 4, con in più notevoli disagi logistici per i passeggeri in transito sullo Stretto”. Raciti e D'Alia chiedono dunque al ministro Lupi "quali investimenti si intende effettuare per potenziare il servizio di traghettamento veloce sullo Stretto a carico del Gruppo Fs Italiane, senza sopprimere le corse diurne a lunga percorrenza; quali interventi infrastrutturali saranno effettuati negli scali interessati per agevolare il passaggio treno/nave con supporto alla mobilità dei passeggeri; quali garanzie occupazionali questo piano di investimento fornisce ai 62 lavoratori del Gruppo Fs Italiane impiegati nel servizio, ai precari trimestrali ed ai lavoratori dell'indotto". Protesta anche il Comitato Pendolari Siciliani. “Programmare un viaggio in treno per raggiungere la Sicilia è ormai un serio problema – scrive il Comitato -. Da diversi mesi chi entra nel portale di Trenitalia ed accede alla ricerca rapida vedrà apparire una schermata di un‟Italia mutilata e per di più con un invito a cliccare su una città della mappa, dove mancano Sicilia e Sardegna. Quale può essere la chiave di lettura? Forse l‟Italia ferroviaria finisce a Reggio Calabria? E‟ il segno da cogliere per i siciliani della fine della Continuità Territoriale?”. Claudio Benanti 6 Domenica 15 febbraio 2015 Pinocchio era un dilettante Parla Landieri: La bugia dei consulenti gratuiti, oggi retribuiti. Nessuno capisce perchè il ponte dei Calafatari è stato abbattuto, in caso di terremoto non era meglio averlo? Maurizio Landieri, i nuovi poveri sono a Siracusa in costante crescita. I politici sembrano ignorare questo dato visto che continuano a svaligiare la cassa comune, anzi sembra che siamo in tempi di vacche grasse visto che ora paghiamo anche i consulenti che avevamo definito gratuiti. In queste condizioni, Garozzo e Italia se ne vanno in giro per le Bit invece di pensare 24 ore su 24 ai problemi gravissimi che ha Siracusa. Una sciocchezza o una scelta? Una consuetudine, più che altro. Pare siano gli unici a non vedere i problemi. Cianciano di una città che avrebbe fatto passi da gigante, quasi irriconoscibile rispetto ad un anno e mezzo fa. Come se bastassero due solarium e qualche autobus elettrico. A fine mese ho la nuova rata della tassa dei rifiuti. Non ho idea di quanti siracusani non saranno in graI cittadini che si interessano dei beni pubblici a Siracusa sono perseguiti, quasi che fossero indigesti a chi oggi ha l‟onore e l‟onere di amministrare questa città, come vedremo meglio più avanti. In sintesi, l‟attuale sindaco e gli attuali assessori non gradiscono aiuti di nessun genere, non ne hanno bisogno, fanno tutto da soli, anzi vogliono fare tutto da soli. Hanno detto il contrario in campagna elettorale? Quelle sono solo chiacchiere per cittadini creduloni, quelli che da noi chiamiamo “ammuccalapuni”. Veniamo al fatto. Marcello Lo Iacono è un cittadino virtuoso di questa città, si interessa dei problemi, li approfondisce, sollecita e do di pagarla, vista la crisi. Dobbiamo aggiungere altro? Il ponte di Targia continua a degradarsi mentre il Comune delibera di spendere un milione per fare una bretella che non risolve nulla. Speriamo non ci sia mai un terremoto con le macchine che invadono quel ponte. Lo ripetiamo da almeno un anno e mezzo che quel ponte è una priorità assoluta, e che i soldi andavano trovati ad ogni costo. E‟ una arteria troppo importante. Se accade qualcosa poi che facciamo? Invochiamo la magistratura che metta dentro qualcuno e butti la chiave? La vicenda del ponte dei Calafatari la cui demolizione è costata 600mila euro continua ad essere poco comprensibile oltre che pericolosa per i residenti nel centro storico. Ci sono state le proteste dei residenti, e dei consiglieri di quartiere, che non sono state tenute in considerazione. Come la vedi? Io mica l‟ho capito il motivo per cui è stato abbattuto. Anche in questo caso, vorrei chiedere, ma in caso di terremoto, avere una terza arteria percorribile, non era meglio? Era proprio necessario demolirlo? Anche stavolta ci tocca ribadire un concetto che abbiamo più volte espresso: ma il co- mune un ufficio stampa degno di questo nome ce l‟ha o no? Adesso sappiamo che rifaranno il sito e speriamo che ci mettano tutte quelle informazioni che i cittadini DEVONO avere. Chiediamo da una vita un po‟ di trasparenza. Ce la daranno? Il nuovo assessore ai lavori pubblici ha promesso a novembre 2014 che avrebbe rifatto tutte le strade scassate di Siracusa. Ma il maltempo ci ha già messo in ginocchio, quando le rifarà, nel 2016? Ci metterei la firma. La settimana scorsa ennesima ruota bucata e braccetto rotto sulle strade scassate. La verità è che di promesse questa amministrazione ne ha fatte tante e continua a farne, ma mantenerle è tutta un‟altra storia. Com‟era la storia dei consulenti a titolo gratuito che sono passati a titolo oneroso? Pinocchio al confronto era un dilettante. La bagnarola di ghiaccio è ancora in largo Aretusa insieme a recinzione, cabine elettriche e quant’altro. Hai notizie degli assessori Troia, Gasbarro, Coppa… Dei tre ho conosciuto solo la prima, che si è occupata della scuola dell‟Isola. Gli altri li sconosco, come ignoro il validissimo contributo che certamente avranno dato al progresso dell‟umanità. Mobbing silenzioso contro Lo Iacono stimola spesso chi amministra, il tutto senza nessun tornaconto, solo per amore di Siracusa. Questi dovrebbero essere dei pregi, non lo sono per il duo GarozzoItalia che non gradisce e lo dimostra. Dopo gli impegni con Sos e sulla perimetrazione del parco archeologico, Lo Iacono sposa la causa di villa Reimann ed insieme a molti altri cittadini, che la pensano come lui e che in ogni caso si impegnano senza scopo di lucro o di carriera politica, fonda Save Villa Reimann. L‟obiettivo è chiaro ed è scritto sull‟account FB: “Stiamo ricercando soluzioni che consentano da un lato il completo restauro degli immobili, degli arredi,del parco esotico, delle emergenze archeologiche compreso il mantenimento costante del decoro, dall'altro iniziative stabili che consentano di dare un futuro testamentario certo al prezioso lascito della nobildonna danese Christiane Reimann alla Città di Siracusa. La villa deve essere destinata a sede di attività formative ed educative di rango universitario ed in ogni caso di elevato livello intellettuale ed altresi' a sede di manifestazioni culturali di pari dignità e ciò al fine di contribuire al progresso civile ed intellettuale della città di Siracusa ove la testatrice ha trascorso lunghi anni della sua vita e dove l'ha conclusa”. Subito scatta una mobilitazione anche perché Villa Reimann è in pieno degrado, il sito resta aperto e incustodito, i beni sono incerti e sparsi a macchia di leopardo in vari uffici comunali. Un impegno forte che l‟assessore al ramo, Italia, non apprezza. Così iniziano i segnali di fastidio: Lo Iacono viene bloccato all‟interno della Villa, Garozzo non gli consente di partecipare come Save Villa Reimann a qualche riunione e ultimo sgarbo in ordine di tempo, il mancato patrocinio del Comune al convegno che Save Villa Reimann sta organizzando per il 6 marzo. Niente locali e niente patrocinio per chi si dedica a Villa Reimann mentre queste stesse cose sono concesse a cani e porci, spesso per iniziative almeno discutibili. Insomma, Lo Iacono, che non è uno che le manda a dire, viene individuato come nemico politico e viene messo in atto nei suoi confronti e nei confronti di Save una sorta di silenzioso mobbing. Questo succede a Siracusa ai tempi di Foti-Garozzo-Italia. La fanciulla scompare e ricompare Un quadro della proprietà Reimann prima viene dichiarato scomparso e nel 2014 torna per miracolo al suo posto. Mistero o cosa? Sono diversi i quadri, ma anche altri beni, scomparsi da villa Reimann su cui si continua a discutere. Sulla vicenda c’è stata anche la denuncia di una giornalista straniera. Per quanto ci riguarda ci ha incuriosito non poco una singolare storia che riguarda il quadro nella foto qui a lato e quello che al riguardo abbiamo letto nell’account Facebook del gruppo Save Villa Reimann. Leggiamo insieme: Questo quadro denominato "Fanciulla" fa parte del patrimonio lasciato da Cristiane Reimann al Comune di Siracusa nel 1976. Fu affidato in seguito al Comando dei Vigili Urbani di Siracusa perché Villa Reimann era ritenuto un luogo non idoneo ad ospitare quest’opera. Il 26/11/2011 dopo un controllo del gruppo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri presso il Comando dei Vigili Urbani la stessa opera “Fanciulla” risultava, come da verbale (Inventario Patrimonio Reimann –Scheda n°85), OPERA NON PRESENTE e quindi sparita nel nulla. Nel 2014 durante una visita del gruppo Save Villa Reimann presso l’ononima Villa il quadro “Fanciulla" veniva fotografato appeso ad una parete come se di lì non si fosse mai mosso in 38 anni. Cosa sia successo non lo si sa ancora, ma sicuramente qualche passaggio è andato perso. Processione wow 7 Domenica 15 febbraio 2015 Lavoratori Igm a rischio Garozzo fa proclami, ma di fatto non garantisce il personale con atti formali. Ci vuole buon senso e non bullismo Ecco quello che ha scritto il sindaco rispondendo alle critiche per il nuovo bando di igiene urbana, partorito in gran segreto, e in particolare sulla possibilità che i 250 lavoratori dell‟azienda che in atto gestisce la raccolta dei rifiuti nel capoluogo, subissero una violenta sforbiciata, con una scrematura come quella subita dal personale dell‟ex Sai8: Il nuovo bando per la raccolta rifiuti, garantisce gli attuali livelli occupazionali. È evidente però che, prevedendo un sistema totalmente nuovo di raccolta, qualcuno dovrà cambiare le proprie mansio- ni. In un momento in cui, ad esempio nella formazione, centinaia di persone non percepiscono stipendi da quasi due anni e rischiano seriamente il licenziamento, questo non mi sembra un valido motivo per minacciare scioperi e per non pulire correttamente la città. A chi fomenta i lavoratori vorrei ricordare che siete stati parte di un sistema che ha totalmente fallito, anche nel settore della raccolta dei rifiuti e della differenziata. È giusto che tutti sappiano che non ci attendono giorni facili, visto la piega che sta prendendo la discussione, ma è bene che si sappia che a noi le proteste e le minacce non spaventano. Il bando resta quello pubblicato, con 2 milioni di costi in meno e con un nuovo sistema di raccolta. Siamo qui per cambiare le cose e non per lasciare tutto inalterato. Giancarlo Garozzo E' la conferma che abbiamo un sindaco zuccone. Nessuno vuole impedire i cambiamenti nella raccolta o, tanto meno, di ridurre la spesa. Si chiede che prevalga il semplice buon senso. Se l'amministrazione – come dice Garozzo – non intende licenziare (“Il nuovo bando per la raccolta rifiuti, garantisce gli attuali livelli occupazionali”) perché non lo dichiara e lo sottoscrive, tranquillizzando i lavoratori IGM, dove convivono chi ha legittime preoccupazioni di perdere il lavoro e chi, invece, vuole solo tornare a fare il capetto o svolgere funzioni che gli garantiscano di non fare niente o il doppio-triplo lavoro come ha fatto per decenni. Sindaco svegliati! Se le intenzioni del Comune sono quelle scritte qui accanto, i dipendenti vanno necessariamente distinti, anche per non dare alibi ai nullafacenti. Ci aspettano giorni difficili? Se la battaglia è civile la città può sopportarli. Ma invece di fare il bullo e basta, cerca di fare il capo ragionevole di una amministrazione che, forte del fatto che ha deciso di non mandare a casa nessuno (che è tantissimo ai tempi d'oggi), può e deve alzare la voce con chi persegue fini diversi e tenta da subito di sabotare il nuovo piano di igiene urbana per difendere i propri comodi. Teatro comunale: Si parte al buio L‟amministrazione in carica pensa alle riprese di Canale 5 e trascura di pensare alla gestione, al cartellone 2015, alla cifra artistica della struttura Sulla prossima inaugurazione del teatro comunale (a primavera mdi quest‟anno, almeno secondo il sindaco), c‟è una dichiarazione dello stesso primo cittadino. Leggiamola: Stiamo verificando la possibilità di avere i conduttori di Striscia la Notizia all'inaugurazione, la prossima primavera, del Teatro comunale. Ieri sera, dopo la messa in onda, nel noto Tg satirico di Canale 5, di un servizio di Vittorio Brumotti dedicato al restauro del teatro, sono stati gli stesso Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti a manifestare la loro disponibilità ad essere a Siracusa. Mi sembra una buona opportunità che mi piacerebbe sfruttare per promuovere la città e far conoscere il teatro restaurato a diversi milioni di italiani. Il servizio di Brumotti, al di là delle critiche sui tempi e sui costi dei lavori, in pochissimi minuti ha reso l'idea della bellezza del nostro monumento e delle sue potenzialità, caratteristiche che non sono sfuggite a due navigati attori come Greggio e Iacchetti. Già stamattina abbiamo parlato con la produzione di Striscia la Notizia, che torneremo a contattare la prossima settimana, augurandoci di riuscire a conciliare l'inaugurazione con gli impegni dei due artisti. Giancarlo Garozzo Che povera cosa è Garozzo!! Ammesso Sono settimane delicatissime per il futuro della Regione Siciliana. Dal Documento di programmazione economicofinanziaria (Dpef), presentato nei giorni scorsi dall‟assessore all‟Economia Alessandro Baccei, il toscano imposto dal governo nazionale e vicino al duo Renzi-Delrio, emerge un quadro a dir poco allarmante. Un deficit tra gli 8 e i 10 miliardi di euro a cui il governo regionale non sa come far fronte che si somma ai dati disastrosi dell‟ultimo biennio, 2012-2013 da cui emerge che il Pil è crollato del 7.4%, rispetto al 4,3% del dato nazionale e sotto la media di tutto il resto del Meridione. La Sicilia non produce ricchezza neanche in quel settore che dovrebbe essere trainante come il turismo. La nostra isola è la nona regione per numero di turisti che la visitano e terz‟ultima come tasso di turisticità. Valori negativi si registrano anche nella produzione, che in alcuni casi tocca il 10 % come ad esempio nelle costruzioni. Va male anche per l‟agricoltura, i servizi e l‟industria. Questa situazione influisce anche sulle spese e i consumi, anch‟essi in calo. I siciliani hanno risparmiato anche sull‟alimentazione (-14,9 %) e sulle cure mediche (-31,1%). Un contraccolpo pensate lo subisce costantemente l‟occupazione che tocca i minimi storici con il 17,9%. Tra i giovani dai 15 ai 29 anni i disoccupati sono il 46% , che sia vero che il Teatro Comunale dopo 50 anni si inaugura, come tutti speriamo; che tutti i problemi siano stati superati, anche quelli scemi che ne hanno bloccato l'apertura. Il problema di Garozzo è soltanto la presenza di Greggio e Iacchetti, cioè di Striscia la Notizia, all'inaugurazio- La Sicilia affonda e il Governo manda un commissario mentre nel resto della penisola sono il 29,6%. Nel 2013 il 32,5 % delle famiglie siciliane è stato sotto la soglia di povertà. A questa situazione si aggiungono le proteste di questi giorni di Anci-Sicilia contro i tagli indiscriminati della Regione e contro la gravissima crisi economico-finanziaria degli Enti locali con i Consigli comunali in tutta l'Isola che stanno approvando delibere che rappresenteranno un'adesione alle prossime azioni dimostrative organizzate dall' Associazione dei comuni siciliani. L‟Associazione, presieduta dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ricorda anche che il numero di enti che stanno dichiarando il dis- ne. Non discuto che si tratti di pubblicità importante e cioè che serva. Ma di fronte ad un “evento” storico (davvero) un Sindaco si preoccupa , prima di ogni aspetto, di “chiarire” in una adeguata conferenza stampa di che teatro si tratta (in Italia ce ne sono centinaia), come sarà la sua gestione, a chi sarà affidata la direzione artistica, a chi quella amministrativa, come si pensa di garantirne la sopravvivenza sotto il profilo economico, per evitare che finisca, come in altre parti di Italia, che la inaugurazione coincida con la sua (temporanea) chiusura, quale sarà il primo evento n programma, musicale o teatrale, quale è il suo cartellone di eventi nell'anno 2015 e seguenti. Diversamente che lo apro a fare il teatro comunale dopo 50 anni? Quale sarà la sua “cifra” artistica? Musicale? Teatrale? O altro?. Niente di tutto questo viene precisato. Dovremmo essere eccitati e gaudenti soltanto per la presenza di Greggio e Iacchetti e perché Garozzo (ed il sindaco in pectore Francesco Italia) saranno ripresi in TV? Come fosse una “sagra qualunque “?. sesto finanziario sta crescendo in maniera esponenziale, trasformando in ordinario un fenomeno che la normativa immaginava come eccezionale. Questi comuni, in questo modo, affermano di non essere in grado di onorare i debiti o di assolvere alle funzioni indispensabili di loro competenza con ripercussioni inevitabili sulla comunità dovute a un innalzamento delle tasse e a una riduzione all'osso dei servizi. La giunta Crocetta si trova quindi schiacciata fra le imposizioni di spending-review del governo nazionale e le richieste dei sindaci con l‟acqua alla gola a causa della carenza di risorse. Inoltre sembra emergere chiaramente l‟ipotesi che l‟incapacità di gestire la situazione economica e gli interventi necessari stia portando la Regione verso una fase di commissariamento a tutto campo. Lo si evince anche dalle recenti dichiarazioni di Matteo Renzi a proposito dei fondi a disposizione per la costruzione dei depuratori e male e poco utilizzati: “Più di un miliardo di euro tecnicamente fermo ed è ingiusto e inaccettabile - ha commentato il Premier sulla sua e-news in seguito al vertice romano fra Crocetta, Baccei e Delrio delle scorse settimane – “Il commissariamento è l‟unica strada e ho chiesto di procedere rapidamente senza guardare in faccia nessuno”. Crocetta è avvisato. Giancarlo Lo Monaco 8 Domenica 15 febbraio 2015 contromano Il mio sodale co-Miserabile Alessandro Spicuglia ha pubblicato su Facebook un articolo, credo della Sicilia, che m‟ha illuminato sul travaglio etico-politico attuale del consiglio comunale aretuseo. In effetti “c‟è grossa crisi” direbbe il profeta di Quelo. Pare che l‟assessore regionale all‟economia in carica questa settimana (prima che Crocy lo sostituisca con un altro) abbia varato una bozza di legge regionale “per allineare la normativa regionale a quella nazionale”. Insomma, per dirla volgarmente come mi si addice, si vorrebbe porre un argine allo schifio dei consiglieri comunali, formalmente guadagnano pochi euri, e poi acchiappano gettoni a tinchitè per commissioni più o meno fantasiose che si riuniscono freneticamente anche la notte di Natale, vengono pagati dal comune per fantomatici lavori che immancabilmente hanno iniziato a svolgere pochi giorni prima di diventare consiglieri che prima non se li filava nessuno e improvvisamente alla vigilia dell‟elezione sono diventati alti dirigenti di qualcosa, consiglieri che peraltro non possono stare tutto il giorno a lavorare ma devono anche studiare, perché i temi da trattare in consiglio sono elaborati e complessi e non possono andare impreparati a discettare in aula. E insomma la legge Baccei vuole tentare di ridurre a decenza l‟indecente che ormai tutta Italia ci sputa appresso, come è accaduto ad Agrigento che tanto l‟hanno scafazzata che alla fine si sono dovuti dimettere e c‟ammancavano le legnate della gente incazzata. (apro una parentesi per lavarmi il centopelli. Grilliniiii? Minoranza diessinaaaaaa? Alfanianiiiiii? Vendolianiniiiii mi sentite? Vi chiedo e mi chiedo: ma chi cazzo li ha eletti questi consiglieri comunali e regionali saltafossi? Chi li ha eletti quelli di Agrigento ma anche quelli di palazzo dei Normanni e quelli della regione Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e via dicendo? Si sono eletti da soli? Sono stati nominati dai partiti con le orribili liste bloccate? Hanno fatto un golpe? Li hanno nominati a sorteggio? Sì dev‟essere stato il sorteggio perché non potrebbe mai essere che la classe politica locale più sputtanata della storia d‟Italia è stata eletta con le preferenze, il sommo sistema democratico, l‟unico mezzo per dare agli italiani il La politica siracusana si è ormai ritirata da ogni attività. Non presidia più il territorio e vive solamente in attesa di qualche nomina elettorale e non certo in attesa di confronto con il popolo elettore. Escludendo qualche deputato regionale che ancora avverte le difficoltà d‟avere affrontato il peso della campagna elettorale, non si avverte più una voce di concreta rappresentanza degli interessi pubblici. Diciamola terra-terra: non si trova più nessuno a vivere le esigenze del territorio di quel che una volta era la provincia di Siracusa. Il territorio sembra esprimere solamente persone capaci di produrre chiacchiere, che affrontano palesemente finte battaglie inconsistenti. A malapena la politica combatte per qualche briciola rimasta nella città capoluogo dove ancora si scialacqua come se il futuro dovesse regalare ancora di più. E‟ questo l‟effetto renziano sulla politica attuale? Cosa assai probabile, in un ambiente interdipendente dalla novità apportata dall‟ex sindaco di Firenze da quando ha occupato il primo partito d‟Italia, del secondo e anche di molti altri che pretendono di rappresentare idee ed elettori che ormai sono allo sbando. Una volta era il cavalier Berlusconi ad attrarre gli eletti dal popolo, e molti (compresi i magistrati), sono stati indotti a credere che i cambi di casacca fossero in un certo qual modo provocati dall‟interesse economico che solo la destra sapeva offrire. Oggigiorno, Matteo Renzi è riuscito a modificare a suo favore l‟assetto parlamentare senza neanche partecipare a una campagna elettorale. C‟è chi vuol credere che i cambi di casacca, dal centro e da destra conducenti al PD, non possono avvenire per soli motivi economici, ma per fatti nobili. Al massimo si può pensare che qualcuno intenderebbe garantirsi un ritorno in Parlamento oppure un posto al sole in una spiaggia qualsiasi, e non si può negare che sempre di “economia” si tratta considerati gli stipendi e le pensioni in gioco. Il PD siracusano, sempre più renziano, non è riuscito ancora a trovare la quadra per quella pace interna che doveva essere sancita con il La teoria di Impallomeni e il teorema del vate Ricucci dono della democrazia. Perché se così fosse verrebbe da pensare che le liste bloccate danno ai segretari di partito il potere di far eleggere chi vogliono loro, mentre le preferenze danno agli italiani il potere di eleggere chi vogliono i cittadini e cioè di gran lunga i peggiori.) Comunque c‟è grossa crisi e scende in campo il vicepresidente del consiglio comunale Pippo Impallomeni (che non so nemmeno di quale partito è) il quale dice cose chiare e democratiche. Cito testualmente dal giornale. “La riforma prevista da Baccei – dice Impallomeni - …va rivisitata. In modo pragmatico non siamo contrari alla riduzione dei compensi, ma ci preoccupa il tempo sufficiente di cui necessitiamo per la conoscenza dei temi. Se questo venisse ridotto, togliendo i permessi lavorativi di cui disponiamo, per molti diventerebbe impossibile argomentare le proposte, le eventuali soluzioni e si rischierebbe di votare pur non conoscendo bene gli argomenti. A questo taglio diremo “no”. Cribbio compagni come passa il tempo, fino al 2001 facevo il cronista politico a Siracusa e conoscevo i consiglieri comuna- li, erano professionisti – avvocati, medici, ingegneri – o impiegati vari. Ora Impallomeni mi comunica la triste realtà della crisi. Tutti minatori, in miniera 7 giorni alla settimana dalle 6 del mattino alle 9 di sera. Ma quando se le devono studiare le cose per il consiglio questi disgraziati, questi negletti, questi esseri ridotti al rango di bestie da soma? E‟ pazzo e crudele questo assessore Baccei, è inumano. Cosa vuole questo velenoso dispotico assessoricchio, che i minatori, sporchi e laceri, la notte, a lume di lampade a petrolio o di mozziconi di candela, studino le delibere? No, a questo diciamo no! Inoltre il nostro Impally sarà minatore ma è anche colto e nella sua intervista ha una svolta che evoca sottilmente ma chiaramente la poetica di De Andrè quando in “Carlo Martello” il sire sedotto dalla pudibonda pulzella poi viene inseguito dalla richiesta della parcella di “zinquemila lire”. In quel caso il re canta “anche sul prezzo c‟è poi da ridire…”. E Impy che prima aveva virilmente soggiunto “in modo pragmatico non siamo contrari alla riduzione dei compensi” ha un attimo di ripensamento e aggiunge: “E poi non riteniamo elevati i compensi dei consiglieri comunali che al mese si aggirano sugli 800 euro: rispetto ai 20 mila di un deputato regionale sono bruscolini”. E‟ che Impallomy è minatore, ma educato (anche smemorato perché dimentica i gettoni delle commissioni e i traccheggi dei lavori pagati dal comune o quelli che a lavoro non ci vanno perché hanno il permesso per studiare le delibere). Vi traduco io quello comunque che voleva dire „mpally: Questi dell‟Ars vogliono fare, come spiegava il vate Ricucci, i froci col culo degli altri, loro acchiappano 20 mila euri al mese per non fare una beneamata minchia e noi che facciamo i salti mortali e mille imbrogli per mettere assieme quatto euri, dobbiamo passare per quelli spendaccioni? Loro prendono i soldi e non fanno niente, noi dobbiamo prendere meno soldi e pure andare a lavorare perché ci vogliono tagliare i permessi “di studio” delle delibere? Ma siamo pazzi? Che dire? Anche Impallomenimio ha le sue ragioni. Ma abolire i consigli comunali (e anche quelli regionali) no? Deriva autoritaria? Mah… hasta la monarchia illuminata siempre. Joe Strummer Caso Mangiameli: Il Pd fa politica “alla femminina” ritorno alla normalità, sia nel partito che nelle istituzioni che occupa. In verità gli incontri tra Gino Foti e Fausto Raciti avvenuto a Palermo e il successivo a Catania (sempre alla presenza del segretario regionale) tra Giancarlo Garozzo, Carmen Castelluccio, Enzo Pupillo e Turi Raiti, sono semplicemente serviti a sancire il ritorno al renzismo dell‟area Dem del siracusano. I Dem di Enzo Pupillo, Amoddio e Di Marco, rispondono ormai alle esigenze politico amministrative del sindaco Giancarlo Garozzo dentro e fuori l‟aula del Vermexio e in modo alquanto singolare occupano anche i posti chiave nel PD provinciale, dove se non fosse per il duo Zappulla-Princiotta, nessuna flebile voce dissidente si avvertirebbe per le tante strane azioni amministrative intraprese dall‟amministrazione renziana in carica. Da quando il segretario Raciti è diventato garante del ritorno alla normalità politica nel PD aretuseo, non è accaduto nulla in tal senso. L‟amministrazione Garozzo continua a produrre atti discutibili, mai discussi con alcuno del partito, e la segretaria provinciale, Castelluccio, li approva pure, però solo quando arrivano in Consiglio comunale. Fino a quando potrà reggere la pazienza dei riformisti-bersaniani non è possibile prevedere, certamente davanti allo scherno, o un passo prima di rimetterci la faccia, Turi Raiti, Bruno Marziano e Alessio Lo Giudice saranno obbligati a fermarsi e a chiedere il rispetto di quel patto di pace creato lo stesso giorno in cui il sindaco nominava, senza confronto nel partito, due nuovi assessori della sua giunta ( Gasbarro dell‟aria Megafono e Coppa indicato dai Dem), disconoscendo totalmente la corrente degli amici di Alessio Lo Giudice che dovrebbe essere il futuro segretario provinciale del PD, dopo l‟accettazione della Castelluccio a farsi da parte in favore della pacificazione. Cosa più facile a dirsi che a farsi anche perché da quando l‟ex deputato regionale Roberto De Benedictis si è tirato fuori dall‟area Dem, perché divenuta costola del sindaco Garozzo, la componente è ormai declinabile solamente al femminile, con il coordinamento affidato formalmente al lentinese Pupillo costretto ad accettare anche i paradossi politici. Il sindaco di Lentini, Alfio Mangiameli (Dem), è stato il primo sindaco della provincia di Siracusa ad avere dichiarato il dissesto economico del suo Comune, ricevendo pertanto una ovvia mozione di sfiducia da parte di 11 consiglieri comunali su 20. L’atto di www.ifattidelladomenica.it sfiducia è stato respinto in aula perché 9 vicini al sindaco PD hanno votato “no” senza neanche esaminare la vicenda sotto il profilo politico. I partiti di una volta, erano pronti ad abbandonare al proprio destino i sindaci che sbagliavano esponendosi all‟impopolarità. Oggi invece nel partito dove si fa politica solo alla…”femminina” e non per conoscenza o sapienza si leggono comunicati di sostegno al sindaco che sfiorano la follia. Carmen Castelluccio (segretaria Provinciale del PD) ad esempio esprime: compiacimento per l‟avvenuto rigetto della mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco di Lentini Alfio Mangiameli. E‟ la terza mozione di sfiducia che Alfio Mangiameli ha dovuto affrontare negli anni in cui è stato Sindaco e l‟ ha fatto sempre con la serietà e l‟onestà intellettuale che lo hanno contraddistinto nel suo lungo mandato amministrativo alla guida della Città di Lentini”. Sofia Amoddio e Marika Di Marco invece hanno scritto: “La situazione del Comune di Lentini resta particolarmente difficile, ma proprio per questo non consente fughe dall'assunzione di responsabilità”. “A questa nuova sfida il Partito Democratico deve essere in grado di rispondere, offrendo alla comunità elementi di stabilità per garantire i servizi essenziali”. “Sfiduciare l‟amministrazione in questo momento così delicato non sarebbe servito a nulla”. “La responsabilità dei debiti è una eredità trentennale e non può essere addebitata all‟ultimo amministratore, perché le cause sono molteplici e ben distribuite nel tempo”. “A questo si aggiungano i tagli ai bilanci comunali da parte dello Stato e della Regione dettati dalle necessità delle politiche restrittive”. “Auguriamo al Sindaco Mangiameli di portare avanti il suo programma elettorale e di completare il suo mandato”. Le compagne del sindaco hanno espresso solidarietà e compiacimento per quello che ha fatto il sindaco dopo 8 anni e mezzo di sua amministrazione: il default. E‟ come se avessero detto: “Più di dichiarare il dissesto dell‟ente che amministra, un sindaco cos‟altro avrebbe potuto fare?” Se non è questa la politica alla femminina?