Anno XLII Repubblica Italiana BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Toscana Parte Seconda n. 16 mercoledì, 20 aprile 2011 Firenze Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88 - 50127 Firenze - Fax: 055 - 4384620 Portineria tel. 055-438.46.22 E-mail: [email protected] Il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana è pubblicato esclusivamente in forma digitale, la pubblicazione avviene di norma il mercoledì, o comunque ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, ed è diviso in tre parti separate. L’accesso alle edizioni del B.U.R.T., disponibili sul sito WEB della Regione Toscana, è libero, gratuito e senza limiti di tempo. Nella Parte Prima si pubblicano lo Statuto regionale, le leggi e i regolamenti della Regione, nonché gli eventuali testi coordinati, il P.R.S. e gli atti di programmazione degli Organi politici, atti degli Organi politici relativi all'interpretazione di norme giuridiche, atti relativi ai referendum, nonché atti della Corte Costituzionale e degli Organi giurisdizionali per gli atti normativi coinvolgenti la Regione Toscana, le ordinanze degli organi regionali. Nella Parte Seconda si pubblicano gli atti della Regione, degli Enti Locali, di Enti pubblici o di altri Enti ed Organi la cui pubblicazione sia prevista in leggi e regolamenti dello Stato o della Regione, gli atti della Regione aventi carattere diffusivo generale, atti degli Organi di direzione amministrativa della Regione aventi carattere organizzativo generale. Nella Parte Terza si pubblicano i bandi e gli avvisi di concorso, i bandi e gli avvisi per l’attribuzione di borse di studio, incarichi, contributi, sovvenzioni, benefici economici e finanziari e le relative graduatorie della Regione, degli Enti Locali e degli altri Enti pubblici, si pubblicano inoltre ai fini della loro massima conoscibilità, anche i bandi e gli avvisi disciplinati dalla legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 (Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro). Ciascuna parte, comprende la stampa di Supplementi, abbinata all’edizione ordinaria di riferimento, per la pubblicazione di atti di particolare voluminosità e complessità, o in presenza di specifiche esigenze connesse alla tipologia degli atti. 2 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 SOMMARIO SEZIONE I CONSIGLIO REGIONALE - Mozioni MOZIONE 7 aprile 2011, n. 204 In merito all’accoglienza in Toscana dei migranti provenienti dal Nord Africa. pag. 8 PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE - Decreti DECRETO 12 aprile 2011, n. 60 Commissione Regionale per la Formazione Sani taria. Ricostituzione. ’’ 10 _____________ DECRETO 12 aprile 2011, n. 61 Delega per partecipare alle assemblee di Etruria Innovazione S.c.p.a. e di Sviluppo Toscana S.p.A. ’’ 12 _____________ DECRETO 12 aprile 2011, n. 62 Conferenza degli Enti di cui all’articolo 2 del l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3706 del 02.10.2008. Delega a partecipare alla se dute. ’’ 13 _____________ DECRETO 12 aprile 2011, n. 63 Frana del 22/03/2010 in località Quercianella nel comune di Livorno. Dichiarazione di stato di emer genza regionale ai sensi dell’art. 11, comma 2, lett. a) L.R. 67/2003. ’’ 13 _____________ DECRETO 13 aprile 2011, n. 64 Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Uni versitario. Sostituzione componente nel Consiglio di Amministrazione. ’’ 14 GIUNTA REGIONALE - Deliberazioni DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 224 Disposizioni in merito al sistema di monitoraggio per la misura in tempo reale della radioattività am bientale di origine artificiale - Macrobiettivo C2 “Ridurre la percentuale della popolazione esposta all’inquinamento acustico, all’inquinamento elet tromagnetico e alle radiazioni ionizzanti” P.R.A.A. 2007/2010. ’’ 15 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 225 Procedimento VAS di competenza statale - Consul tazione Rapporto ambientale - Piano di bacino, stral cio “Bilancio idrico del Lago di Massaciuccoli. ’’ 20 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 227 D.G.R.T. n. 1095 del 20/12/2010 - proroga accordo Regione Campania-Regione Toscana per emergenza rifiuti. ’’ 39 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 232 Recepimento del contenuto del documento ap provato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 3 marzo 2011 recante - di sciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni degli impianti autostradali in caso di sciopero. ’’ 40 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 233 Approvazione modifiche allo Statuto della Fonda zione Toscana Spettacolo. ’’ 49 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 236 Approvazione dei macroambiti di attività e dei criteri specifici per la concessione di contributi ex DGR 30/2009 e sm - annualità 2011. ’’ 49 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 237 Prezzo di rimborso dei medicinali: modifica de liberazione n. 193 del 28/03/2011. ’’ 62 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 240 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 POR CRO FSE 2007-2013 Reg (CE) 396/2009. Approvazione documento descrittivo della metodo logia di semplificazione. ’’ 74 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 243 Approvazione disposizioni operative per il funzio namento delle Società della Salute in Toscana. Mo difica alla DGRT n. 1265 del 28 dicembre 2009. ’’ 100 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 245 L.R. 26/2009 “Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione Toscana”. Approvazione del Documento di Attuazione per gli interventi a favore dei Toscani all’estero per l’anno 2011. ’’ 118 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 248 L.R. n. 66/2008 “Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza”. Riparto alle Zone/distretto delle risorse del fondo per la non autosufficienza per il periodo gennaio-maggio 2011. ’’ 136 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 249 L.R. 51/09 - trasferimento all’AOU Careggi di risorse per la predisposizione del software per il supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori relativi ai requisiti di accreditamento. ’’ 139 _____________ 3 frastrutture per lo sviluppo economico - assegnazione risorse al Fondo per le infrastrutture produttive. ’’ 143 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 256 Ricorso alla conferenza paritetica interistituzionale ai sensi dell’art. 25 della L.R. 1/2005 per il pronun ciamento sui possibili contrasti con il P.I.T. del piano strutturale del comune di Massa. ’’ 145 CONSIGLIO REGIONALE UFFICIO DI PRESIDENZA - Deliberazioni DELIBERAZIONE 1 febbraio 2011, n. 15 Indirizzi in ordine all’Organismo indipendente di valutazione per la struttura consiliare. ’’ 149 GIUNTA REGIONALE DIRIGENZA - Decreti Direzione Generale Organizzazione e Risorse DECRETO 5 aprile 2011, n. 1236 certificato il 07-04-2011 Piano Occupazionale della Giunta regionale anno 2011 dirigenti e categorie - periodo 1 gennaio 2011/1 gennaio 2012. ’’ 150 ALTRI AVVISI DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 250 ACQUA MINERALE SAN BENEDETTO S.p.A. Determinazione della quota annuale da destinare a progetti presentati dalle Associazioni di gestori delle scuole dell’infanzia paritarie private più rappre sentative a livello regionale. ’’ 140 _____________ Avviso al pubblico di istanza di avvio del proce dimento di verifica di assoggettabilità alla procedura di V.I.A. (art. 48 L.R. n. 10/2010 e ss.mm.ii.) inerente le attività di ricerca da svolgersi durante il permesso di ricerca per acqua minerale denominato “CincianoSan Benedetto”, sito in località Cinciano, nel comune di Poggibonsi (SI). ’’ 153 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 252 Interventi per l’anno 2011 a sostegno dell’occu pazione: incentivi alle imprese per le assunzioni dei lavoratori. ’’ 140 _____________ DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 253 P.R.S.E. 2007-2010 linee di intervento 1.5 e 3.3 - in RIMA S. S.n.c. Avviso al pubblico dell’istanza di avvio della proce dura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. ai sensi della L.R. 10/2010 e ss.mm.ii. del progetto di coltivazione di una cava di inerti nel Comune di Laterina (Ar). ’’ 153 _____________ 4 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 SUPERLATIVA S.a.s. di Hu Sichao & C. - Determinazioni Avviso di deposito domanda di Autorizzazione In tegrata Ambientale presso l’autorità competente per la consultazione da parte dei soggetti interessati. ’’ 154 AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO SEZIONE II - Deliberazioni COMUNE DI PONTEDERA (Pisa) DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 22 Variante al Regolamento Urbanistico per modifiche di modesta entità - recepimento nuovo assetto del P.A.I. del fiume Arno - recepimento norme trasporto gas - aggiornamento N.T.A. - approvazione ai sensi degli artt. 17 e 18 della l.r. n. 1/2005. ’’ 155 _____________ DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 23 Piano di Recupero con variante al Regolamento Urbanistico per la realizzazione di 4 UU.II. a de stinazione residenziale a Montecastello in fregio alla via delle Colombaie - U.T.O.E. 2B2 Montecastello residenziale - approvazione ai sensi degli artt. 15 e se guenti e artt. 69 e 73 della l.r. n. 1/2005. ’’ 155 _____________ DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 774 Comune di Scarlino. Classificazione a Strada Co munale del vecchio tracciato della ex S.S. 322 delle Collacchie, dal km 6+750 al km 7+400 e dal km 7+500 al km 8+000 della S.P. 158 delle Collacchie. ’’ 157 _____________ COMUNE DI AREZZO DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 1155 Pagamento diretto ad una ditta catastale dell’inden nità di esproprio per la realizzazione di sistemazione della viabilità in località Case Nuove di Ceciliano. ’’ 158 _____________ COMUNE DI CAMPI BISENZIO (Firenze) DETERMINAZIONE 12 aprile 2011, n. 44 Espropriazione di beni immobili per la realizza zione del 4° lotto dell’asse stradale Firenze (Perfetti Ricasoli) - Prato (Mezzana). Pagamento dell’indennità di espropriazione ex art. 26 D.P.R. 327/2001. ’’ 158 COMUNE DI SINALUNGA (Siena) - Avvisi DELIBERAZIONE 4 febbraio 2011, n. 5 AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI AREZZO Variante nr. 1 Piano Attuativo “Porticciolo 2”, a suo tempio approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale nr. 67 del 20.09.2005, per la realizzazione edificio con destinazione “D2”. Adozione ai sensi del l’art. 69 della L.R. 1/2005. ’’ 156 - Decreti COMUNE DI LIVORNO DECRETO 11 aprile 2011, prot. n. 1225 Procedure espropriative correlate alle opere di urbanizzazione del Piano Particolareggiato U.T.O.E. 4C17 “SALVIANO 2” di cui al decreto di occupazione d urgenza n. 1506 del 21.4.2009. Decreto di esproprio degli immobili del Demanio dello Stato Fg. 34 Part. 2682, Fg. 34 Part. 2684, Fg. 34 Part. 2693. ’’ 156 T.U. 11/12/1933 n. 1775 sulle acque pubbliche. Domanda in data 17/12/2010 per concessione di derivazione di acqua sotterranea in Comune di Castel San Niccolò loc. Cetica per uso Consumo Umano. Ditta: Acquedotto Rurale Cetica pratica n. CSA2010_00017. ’’ 159 _____________ AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FIRENZE Avviso relativo a domanda di concessione di deri vazione d’acqua pubblica. Pratica nuova n. 3705.’’ 159 _____________ AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO Concessione di derivazione di acqua pubblica da 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 un pozzo realizzato nel Comune di Magliano in To scana intestata alla Ditta Chimenti Paolo. ’’ 159 _____________ Domanda di concessione di derivazione di acque sotterranee. Ditta Montecchio soc. Agricola s.r.l. Pra tica n. 52/2010. ’’ 160 _____________ Domanda di concessione di derivazione di acque sotterranee. Ditta Nofroni Majla. Pratica n. 95/2008. ’’ 160 _____________ E.N.E.L. Distribuzione Soc.p.Az. Zona di Grosseto - Elettrodotto MT a 15 KV in Cavo Sotterraneo da Cabina Primaria Grosseto Sud a loc. Strillaie in Comune di Grosseto per allacciamento nuova forni tura Soc. Futura s.p.a. - Rif. ENEL n. 235572C - Prati ca n. 01/011. Avviso di avvio del procedimento. ’’ 160 _____________ Domanda di concessione di derivazione di acque sotterranee. Ditta Soc. COOP. Tagete. Pratica n. 108/2008. ’’ 161 _____________ AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LIVORNO Comunicazione di avvio del procedimento unico, ai sensi della L. 241/1990 e ss.mm.ii., conseguente all’istanza di Autorizzazione Unica energetica pre sentata, ai sensi del D.Lgs. 387/2003 e della L.R. 39/2005 e ss.mm.ii., dalla Società ESAM srl, per la realizzazione e esercizio di un impianto fotovoltaico “a terra” e delle opere connesse, con potenza di picco pari a 978, 8 KWp in Comune di Collesalvetti località Cerretello/I Renai. ’’ 161 _____________ L.R. 39/2005 e ss.mm.ii. Istanza per il rilascio di Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di un nuovo impianto fotovoltaico e delle relative opere connesse, da ubicarsi in località Macchialta, comune di Campiglia Marittima. Comunicazione di avvio del Procedimento unificato. ’’ 162 _____________ AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LUCCA Istanza di autorizzazione alla costruzione e al l’esercizio impianto fotovoltaico potenza 993,6 kW da installare su terreno ubicato in località “Saldina”, frazione Pieve S. Lorenzo nel Comune di Minucciano (Lu) e linea elettrica di connessione, da parte della società Bellavista Energy s.r.l. ’’ 162 _____________ 5 AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA CARRARA Pratica PC 1178/76-50 Zucchetti S.p.A. Uti lizzazione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i. ’’ 163 _____________ Pratica PC 1160/47-94 Ditta Luni Service. Uti lizzazione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i. ’’ 163 _____________ Pratica PC 901/23 - 198 - Bagno Nuova Italia di Musetti Federica. Utilizzazione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i. ’’ 163 _____________ AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA Concessione di derivazione di acqua sotterranea. Soc. Borgo Scopeto e Caparzo s.r.l. Pratica n. 21225. ’’ 164 _____________ Concessione di derivazione di acqua sotterranea. Soc. Villa Agostoli s.r.l. Pratica n. 21226. ’’ 164 _____________ Concessione di derivazione acqua sotterranea. Ditta Soc. Assocucine s.r.l. Pratica n. 21227. ’’ 164 _____________ Concessione di derivazione acqua sotterranea. Ditta Pisaroni Mauro. Pratica n. 21228. ’’ 164 _____________ COMUNE DI BIBBIENA (Arezzo) Avviso di deposito nella segreteria comunale degli atti relativi a: “Piano di Recupero PR13A in località La Casa” adozione - art. 69 - L.R. 1/2005. ’’ 164 _____________ Avviso di deposito nella segreteria comunale degli atti relativi a: “Variante al Piano di Lottizzazione del comparto 16C in località Coccaia”- approvazione definitiva. ’’ 165 _____________ COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (Grosseto) Lavori pubblici - Espropriazione per pubblica utilità dei beni immobili per la “Realizzazione e ri facimento percorso pedonale da ex Paoletti a via San Benedetto Po”, compresa nuova illuminazione 6 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 pubblica della strada provinciale e del percorso pe donale”. Modifica quadro economico - Ordinanza di deposito presso la Cassa dd.pp. delle indennità prov visoria d’esproprio e d’occupazione. ’’ 165 _____________ COMUNE DI CERTALDO (Firenze) Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69, comma 6, della l.r. 1/05, di un Piano di Recupero di iniziativa privata in loc. Fiano - zone di PRG “E5” E “A1”. ’’ 166 _____________ Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69, comma 6, della L.R. 1/05, di un Piano di Recupero di iniziativa privata in loc. Sciano - Poggiagrilli - zone di PRG “A2” e “E4”. ’’ 166 _____________ COMUNE DI SAN GIOVANNI VALDARNO (Arezzo) Approvazione definitiva del Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale “Azienda agricola Luzzi Leonardo”. ’’ 168 _____________ COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa) Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e s.m. ed i. - Variazione di destinazione d uso, da “Zona di Recupero” e “Area attrezzata per ricovero mezzi e materiali attività edili” in “Zona Consolidata di Completamento Produttivo soggetta a permesso di costruire convenzionato” ricadente in U.T.O.E. 2A1 Montecalvoli Basso. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. ’’ 168 _____________ Avviso di approvazione definita della variante al Piano di Lottizzazione C1F (II stralcio) - C1P in loc. “La Concia” con contestuale variante al R.U., del Comune di Lucignano. ’’ 166 _____________ Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e s.m. ed i. - Individuazione di area da destinare ad incremento zootecnico in U.T.O.E. 2A3. Variazione di destinazione d uso da “Aree agricole con edifici sparsi” a “Zona destinata ad incremento zootecnico”. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. ’’ 168 _____________ Avviso di approvazione definitiva della variante contestuale al Piano Strutturale ed al Regolamento Urbanistico per l’individuazione di una U.T.O.E. in loc. La Stazione, e revisione degli strumenti di pianificazione. ’’ 166 _____________ Variante anticipatrice del nuovo Piano Strutturale ai sensi della L.R. 1/2005 e s.m.i. e contestuale variante al R.U. - adeguamento dei piani e dei programmi in materia di commercio. Approvazione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. ’’ 169 _____________ COMUNE DI MONTERONI D’ARBIA (Siena) Piano di Protezione Civile Intercomunale. Adozio ne ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. ’’ 169 _____________ COMUNE DI LUCIGNANO (Arezzo) Variante urbanistica al P.R.G. per modifiche alla perimetrazione dell’area destinata ad espansione residenziale Comparto C.1 via S. Lavagnini a Ponte d’Arbia - Controdeduzione alle osservazioni presentate - approvazione ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 03.01.2005 n. 1. ’’ 167 _____________ Piano Strutturale: riesame parziale delle osserva zioni - esame degli elaborati modificati a seguito delle controdeduzioni - approvazione ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 03.01.2005 n. 1. ’’ 167 _____________ COMUNE DI PELAGO (Firenze) Avviso di approvazione variante n. 8 al R.U. _____________ ’’ 167 COMUNE DI TERRANUOVA BRACCIOLINI (Arezzo) Approvazione variante al Regolamento Urbanistico vigente ai sensi degli artt. 16 e 17 della l.r. n.1/2005, per la modifica di una zona B3a e una zona C0, nella frazione “le Ville”. ’’ 169 _____________ Approvazione Piano di Recupero in area di tra sformazione e recupero urbano sottozona Bc Ter 35 capoluogo e contestuale variante al R.U. vigente ai sensi degli artt. 16 e 17 della L.R 03.01.2005 n. 1, (ex comparti Bc Ter 03 e Bc Ter 12) per la formazione del comparti Bc Ter 35. ’’ 169 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 7 - Determinazioni della Regione Toscana nell’ambito del procedimento di VIA statale sul progetto di metanodotto Piombino Collesalvetti presentato da SNAM Rete Gas S.p.A. _____________ COMUNE DI FIRENZE DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 229 DETERMINAZIONE 15 marzo 2011, n. 2459 D.Lgs. 152/06 e s.m.i., art. 26 - Pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto relativo al “Riassetto dell’Area Geotermica di Piancastagnaio”, nel Comune di Piancastagnaio (SI), presentato da Enel Green Power S.p.A. ERRATA CORRIGE Tramvia linea 2 (Peretola - Piazza della libertà) Deposito nella cassa DD.PP. di Firenze dell’indennità di esproprio non accettata per l’immobile contrad distinto nel Foglio di Mappa 32/B dalla part. 599. (Pubblicata sul B.U. n. 14 del 6.4.2011). ’’170 SUPPLEMENTI Supplemento n. 38 al B.U. n. 16 del 20/04/2011 Supplemento n. 39 al B.U. n. 16 del 20/04/2011 GIUNTA REGIONALE - Deliberazioni GIUNTA REGIONALE - Deliberazioni DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 239 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 226 Approvazione del Documento di Attuazione Regionale del POR “Competitività Regionale e Occupazione” FESR 2007 - 2013. Versione 12. D.Lgs. 152/06 e s.m.i. L.R. 79/98 art. 21. Parere 8 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 SEZIONE I CONSIGLIO REGIONALE - Mozioni MOZIONE 7 aprile 2011, n. 204 In merito all’accoglienza in Toscana dei migranti provenienti dal Nord Africa. IL CONSIGLIO REGIONALE Richiamati: - la convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 (Convenzione sullo statuto dei rifugiati) che protegge chiunque si trovi al di fuori del proprio paese e non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni; - la direttiva 2001/55/CE del 20 luglio 2001 del Consiglio dell’Unione europea relativa alla concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati ed alla cooperazione in ambito comunitario; - il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251 (Attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme minime sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica del rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta) che, in applicazione della normativa europea, ha previsto come status di protezione anche quello di protezione sussidiaria, che spetta a colui che pur non possedendo i requisiti per ottenere lo status di rifugiato non possa essere rinviato nel paese di origine in quanto sussiste il fondato timore che possa subire un grave danno alla sua vita o alla sua incolumità; - la legge regionale 9 giugno 2009, n. 29 (Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana), che la Corte costituzionale ha avuto modo di confermare nella sua validità e nella sua piena legittimità costituzionale con sentenza 269/2010; Premesso che: - dagli scorsi mesi nel mondo arabo è in corso un cambiamento epocale che, a partire dalla Tunisia, vede intere popolazioni sollevarsi contro decennali regimi sostanzialmente dittatoriali per chiedere un cambio di governo e l’apertura di una fase di riforme democratiche ed economiche, con la consapevolezza che un aumento dei diritti politici e sociali può aprire la possibilità di una nuova crescita economica; - di fronte a questo cambiamento l’Italia e l’Unione europea sono chiamate a svolgere un nuovo ruolo di attenzione e vicinanza verso le popolazioni dei paesi arabi del Mediterraneo, anche tramite una rinnovata fase nelle politiche di cooperazione allo sviluppo; - questa fase di profondo cambiamento ha molteplici conseguenze, non solo di politica internazionale ma anche riguardo gli aspetti economici e soprattutto umanitari, che devono essere affrontati in una visione organica e complessiva rispetto alla quale ha, per ora, difettato il Governo italiano; - il Governo italiano considera questo momento storico unicamente sotto il profilo del contrasto repressivo ai fenomeni migratori, senza valutare gli altri aspetti sopra richiamati; - nelle scorse settimane, a seguito delle rivolte che sono scoppiate in vari paesi del Nord Africa, è aumentato il flusso migratorio verso le coste italiane, in particolare verso l’isola di Lampedusa, divenuta primo punto di arrivo per tanti uomini e donne in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni o dalla povertà; - a seguito della situazione creatasi in Libia in queste ultime settimane, si è determinato un flusso migratorio di persone che, fuggendo da una zona di conflitto, si trovano spesso nella potenziale situazione di asilo politico e per le quali, al di là dell’iter amministrativo per verificare tali presupposti, vi è un ancora più stringente obbligo di prima assistenza umanitaria a carico degli stati dove i profughi cercano rifugio; - stante la situazione sopra ricordata, la vicenda del flusso migratorio dal Maghreb sembra sia stata artatamente gonfiata nelle sue reali dimensioni, in quanto siamo di fronte ad un flusso consistente nel 5/10 per cento di tutta l’immigrazione che giunge nel nostro Paese; - sia da considerarsi un grave errore l’aver trasformato l’isola di Lampedusa in una sorta di imbuto per il flusso migratorio, situazione questa che favorisce l’instaurarsi di un clima di paura e di tensione nei confronti del fenomeno tale pregiudicare la disponibilità data, a livello regionale e comunale, all’accoglienza dei migranti in fuga da situazioni di guerra; Ricordato che: - a seguito della situazione sopra ricordata, il Mini stero dell’Interno, in data 30 marzo 2011, ha convo cato in seduta straordinaria la conferenza unificata fra Governo, regioni, ANCI e UPI al fine di stilare un piano di emergenza per l’accoglienza dei profughi; - la regioni, da parte loro, hanno dato la disponibilità all’accoglienza dei profughi in previsione di una prima proposta di piano, elaborato da parte del Viminale, concernente la definizione della distribuzione territoriale degli stessi; - nella cabina di regia della conferenza unificata (Go verno, regioni, enti locali) riunita lo scorso 6 aprile, si è affermato che “tutte le istituzioni della Repubblica responsabilmente si impegnano ad affrontare questa emergenza umanitaria con spirito di leale collaborazione e solidarietà.” e che “Ciò impegna tutti i livelli della Repubblica ad essere coerenti e conseguenti con tale scelta politica.”; 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 - il principio di solidarietà tra le varie aree del Paese comporta l’assunzione, da parte di tutte le regioni senza esclusione alcuna, della disponibilità all’accoglienza dei profughi in fuga da teatri di guerra; - la Toscana ha già dato la propria disponibilità ad ospitare alcune centinaia di migranti che, nei giorni scorsi, sono arrivati nella nostra Regione, per un numero complessivo di circa cinquecento persone, ospitate in circa venti siti; - inizialmente il Governo centrale aveva imposto la concentrazione dei migranti in poche e grandi tendopoli ubicate sul territorio nazionale e che, tra queste, aveva individuato anche il sito di Coltano, nel Comune di Pisa; - tale modello, giustificato solamente per esigenze di ordine pubblico e di maggior controllo, si è dimostrato totalmente fallimentare alla prova dei fatti, visto l’alto numero di fughe incontrollate dal primo campo insediato in Puglia; - la Regione Toscana ha invece proposto un modello di accoglienza diffusa in piccoli centri gestiti in collaborazione con gli enti locali, l’associazionismo ed il volontariato, motivando tale scelta, non solo come ottimale dal punto di vista dell’accoglienza e della dignità dei migranti, ma anche come quella più proficua sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico; - le stesse autorità competenti in materia di sicurezza pubblica, come il Prefetto di Firenze, Paolo Padoin, hanno riconosciuto che tale modello contempera accoglienza e sicurezza e che, anche sotto l’aspetto delle fughe, il modello tendopoli proposto dal Governo le aumentava a dismisura; - il modello toscano è stato condiviso e accettato dalla cabina di regia della conferenza unificata del 6 aprile u.s. che infatti afferma che “questo nuovo sistema di accoglienza diffusa sull’intero territorio nazionale consente di superare l’attuale gestione degli immigrati irregolari”; - l’accordo prevede inoltre che il Governo si avvalga dell’articolo 20 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), cosiddetto Testo unico immigrazione, ovvero vari le misure di protezione temporanea per rilevanti esigenze umanitarie in occasione di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi non appartenenti all’Unione europea; - il Governo si è impegnato anche ad avviare una iniziativa presso l’Unione europea per l’attivazione delle procedure di cui all’articolo 5 della direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione del l’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi; - inoltre, nell’accordo del 6 aprile u.s, si prevede che 9 entro dieci giorni sia presentato, attraverso il sistema di protezione civile nazionale, un piano straordinario per l’accoglienza dei profughi, con step di assegnazione per ogni regione, “tenendo conto delle assegnazioni già realizzate in questa settimana, mantenendo così in ogni fase l’equa distribuzione sul territorio nazionale.”, prevedendo anche l’assistenza per gli immigrati che, usufruendo dell’articolo 20 del d.lgs 286/1998, decidano di rimanere in Italia; Ricordato altresì che varie regioni, tra cui Lombardia, Veneto e Piemonte, non hanno ancora ospitato alcun migrante sul loro territorio e, con questo atteggiamento, stanno contravvenendo di fatto agli impegni presi ed al principio di solidarietà tra le regioni sancito in innumerevoli intese siglate in sede istituzionale; Ritenuto che: - l’accordo stipulato all’interno della conferenza unificata del 30 marzo 2011, comprensivo dell’integrazione del 6 aprile, debba essere applicato nella sua interezza e celermente secondo gli impegni presi, da tutte le regioni senza esclusione alcuna; - sono irresponsabili anche sotto il profilo istituzionale i comportamenti di coloro che prima aderiscono all’ac cordo nazionale e poi compiono differenziazioni con dichiarazioni di tenore demagogico, tra cui quelle dell’euro parlamentare della Lega Nord Toscana o del Presidente della Regione Veneto, entrambi esponenti del partito a cui appartiene il titolare del Viminale che ha chiesto alle regioni l’applicazione del principio di solidarietà; - tali dichiarazioni, chiaramente tese a diffondere una sensazione di paura tra i cittadini e politicamente con traddittorie, fanno finta di non ricordare che le procedure per la verifica dei presupposti dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria abbisognano di un percorso amministrativo articolato perché occorre verificare le condizioni del richiedente, non solo semplicemente in base alla nazionalità, ma valutando caso per caso e che, nel frattempo, deve essere comunque garantita un’ac coglienza dignitosa; - la drammatica condizione dei migranti arrivati sulle coste italiane non autorizza il loro uso a fini di speculazione politica od elettorale, ma occorre approcciarsi a questo tema con responsabilità, garantendo gli essenziali prin cipi di solidarietà e di assistenza umanitaria, che spetta al nostro Paese, ma anche a tutti quelli dell’Unione europea, assicurare; ESPRIME soddisfazione per il fatto che il modello toscano di accoglienza diffusa dei migranti sia stato ritenuto, in sede di conferenza unificata, quello ottimale per gestire questa fase emergenziale e sia stato ritenuto valido anche per quella ordinaria; 10 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 il ringraziamento alle province, agli enti locali, al le organizzazioni della società civile e al mondo del volontariato che, mettendo a disposizione i loro locali, dando la disponibilità all’accoglienza e approntando le misure necessarie a garantire ai migranti condizioni di permanenza dignitose sul nostro territorio, stanno dimostrando grande senso di responsabilità e di solidarietà con persone in fuga dalla povertà o dalla guerra, con fermando la straordinaria tradizione di accoglienza della Toscana; IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE a confermare la disponibilità della Regione Toscana all’accoglienza degli uomini e delle donne in fuga dal Nord Africa e approdati sulle nostre coste, secondo i criteri concordati con il Ministero dell’Interno e fermo restando analogo responsabile comportamento anche da parte delle altre regioni, senza esclusione alcuna; a confermare la scelta che le strutture ospitanti siano preferibilmente di piccole dimensioni, distribuite sul territorio e che vi sia, rispetto alle tematiche ad esse inerenti, il coinvolgimento preventivo degli enti locali interessati, del volontariato e dell’associazionismo; ad accertare, in particolare, che le strutture sovra richiamate siano atte a consentire effettivamente una permanenza dignitosa e accettabile dei migranti e siano adeguate sotto i profili attinenti la sicurezza pubblica; a concertare, per l’attuazione degli obiettivi sopra richiamati, con le amministrazioni competenti, apposite linee di indirizzo che garantiscano standard uniformi di dignità e sicurezza in tutti i centri, anche sotto il profilo dei diritti e dei doveri spettanti ai migranti che vi soggiornino; CHIEDE AL GOVERNO il pieno rispetto delle norme internazionali che re golano le procedure d’accoglienza e gli eventuali respin gimenti; di vigilare affinché sia pienamente attuato l’accordo sancito in sede di conferenza unificata, con particolare rispetto ai richiamati principi di solidarietà e di equa distribuzione dei migranti in tutte le regioni, senza esclu sione alcuna; di non compiere atti di imperio nella gestione di questa delicata fase ma di procedere, in tutti i passaggi istituzionali, in modo sinergico e concertato con le regioni e le autonomie locali, secondo il principio di leale collaborazione; di non continuare in una sterile e strumentale po lemica antieuropea, ma di coinvolgere attivamente le istituzioni comunitarie, anche promuovendo assieme ad esse una conferenza internazionale che veda insieme gli stati membri dell’Unione europea ed i paesi del Nord Africa, al fine di concertare un’insieme di azioni, anche sotto il profilo della cooperazione internazionale, tese ad agevolare lo sviluppo economico e l’evoluzione in senso democratico di questi paesi; di assicurare, in linea con quanto stabilito dall’accordo in sede di conferenza unificata, con massima celerità, finanziamenti adeguati e capienti per sostenere le spese derivanti dall’accoglienza dei migranti, fin qui sostenute principalmente da regioni ed enti locali; di approntare uno specifico piano di accoglienza ed un relativo fondo per l’accoglienza dei minori non accompagnati, per i quali la Regione Toscana ha già assicurato una disponibilità aggiuntiva, ferma restando l’imprescindibile necessità che, anche in questo caso, tutte le regioni adempiano ai propri doveri. Il presente atto è pubblicato integralmente sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della l.r. 23/2007 e nella banca dati degli atti del Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 2, della medesima l.r. 23/2007. Il Presidente Roberto Giuseppe Benedetti I Segretari Daniela Lastri Mauro Romanelli PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE - Decreti DECRETO 12 aprile 2011, n. 60 Commissione Regionale per la Formazione Sanita ria. Ricostituzione. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Visto l’articolo 51 della legge regionale 40 del 24 febbraio 2005 “Disciplina del servizio sanitario regio nale” che istituisce la Commissione Regionale per la For mazione Sanitaria, alla cui nomina provvede, ai sensi del 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 comma 4-bis del medesimo articolo, il Presidente della Giunta regionale; Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 1033 del 6 dicembre 2010 che stabilisce la seguente composizione della Commissione Regionale per la For mazione Sanitaria: - Presidente: Assessore Diritto alla Salute - Vicepresidente: Vicepresidente del Consiglio Sani tario Regionale - ventiquattro esperti in formazione designati dal Consiglio Sanitario Regionale, nel rispetto del criterio della rappresentatività delle figure professionali che operano all’interno del servizio sanitario regionale pubblico e privato - tre Direttori Sanitari, uno per Area Vasta, designati dai Coordinatori dei Comitati di Area Vasta - due Direttori Sanitari della sanità privata, designati dal Consiglio Sanitario Regionale - i tre Presidi delle Facoltà di Medicina delle Univer sità toscane Visto l’articolo 18 della legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 in base al quale gli incarichi per i quali la legge non prevede alcun termine di scadenza, scadono il centocinquantesimo giorno successivo alla data della prima seduta del nuovo Consiglio regionale; Visto l’articolo 3 della legge regionale 30 ottobre 2010, n. 55 “Disposizioni in materia di permanenza in carica degli organi di alcuni enti e organismi regionali” in virtù del quale i componenti della Commissione regionale per la formazione sanitaria restano in carica fino al novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge regionale di riorganizzazione della stessa, e comunque non oltre il termine del 30 giugno 2011; Ritenuto opportuno provvedere alla ricostituzione della commissione in oggetto; Vista la legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 “Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione”, ed in particolare: - l’articolo 2 comma 2, lettera d), in forza del quale la nomina della Commissione regionale per la formazione sanitaria è di competenza degli organi di governo della regione, in quanto organismo tecnico; - l’articolo 2, comma 5, in forza del quale tutte le nomine e designazioni di competenza degli organi di governo sono effettuate dal Presidente della Giunta re gionale; - l’articolo 7, comma 1, lettera a), in forza del quale la nomina dei ventiquattro esperti in formazione, dei tre direttori sanitari e dei due direttori sanitari della sanità privata nella Commissione regionale per la formazione 11 sanitaria, in quanto relativa ad organismo disciplinato esclusivamente dalla normativa regionale e conseguente a designazioni vincolanti espresse dai soggetti aventi titolo, non deve essere preceduta dalla presentazione di candidature a seguito di avviso pubblico; - l’articolo 1, comma 1-bis, lettera b), per il quale le designazioni vincolanti, da parte del Consiglio Sanitario Regionale, in quanto relative ad organismo disciplinato esclusivamente dalla normativa regionale devono contenere, a pena di inammissibilità, un numero pari di nominativi di entrambi i generi; - l’articolo 1, comma 1-bis, lettera c), in forza del quale alla nomina del presidente, del vicepresidente e dei Presidi delle Facoltà di Medicina delle Università toscane, in quanto effettuata in ragione dell’ufficio da questi ricoperto, non si applicano le disposizioni della medesima; Vista la nota del 29 marzo 2011 del Direttore generale della Direzione generale dei Diritti di cittadinanza e coesione sociale nella quale vengono proposti i nominativi per la nomina dei membri della Commissione regionale per la formazione sanitaria; Preso atto delle dichiarazioni rese, ai sensi dell’articolo 47 d.p.r. 445/2000, con le quali i soggetti designati, oltre ad accettare l’incarico attestano, in ottemperanza a quanto disposto dalla legge regionale 5/2008, il possesso dei requisiti richiesti per la nomina in questione e l’assenza di cause ostative alla stessa; Preso atto che per l’incarico di cui al presente provvedimento non è prevista l’erogazione di alcun compenso; Visto l’articolo 34 dello Statuto regionale; DECRETA di costituire la Commissione regionale per la for mazione sanitaria, della quale sono nominati compo nenti: Ing. Daniela Scaramuccia, Assessore Diritto alla salute - (Presidente) Dott. Antonio Panti, Vicepresidente del Consiglio Sanitario Regionale - (Vicepresidente) Dr.ssa Chiara Rogai, Ordine Nazionale Biologi (esperto in formazione) Dr.ssa Anna Maria Marsico, Ordine Regionale Chimici - (esperto in formazione) Dr.ssa Elena Tomassetto, Ass.ne Prof.le Regionale Dietisti - (esperto in formazione) Dr. Alberto Schiaretti, Ordine Regionale Farmacisti (esperto in formazione) Dr.ssa Simona Belli, Coordinamento Collegi I.P.A.S.V.I. Regione Toscana (esperto in formazione) 12 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Dr. Cosimo Molinaro, Coordinamento Collegi I.P.A.S.V.I. Regione Toscana (esperto in formazione) Dr. Danilo Massai, Coordinamento Collegi I.P.A.S.V.I. Regione Toscana (esperto in formazione) Dr.ssa Antonella Cinotti, Coordinamento Regionale Collegi Ostetriche - (esperto in formazione) Dr. Giuseppe Brancato, Collegio Tecnici Sanitari Radiologia Medica - (esperto in formazione) Dr. Paolo Becherucci, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr.ssa Lucia De Vito, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr. Andrea Valeri, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr. Maurizio Paparo, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr.ssa Luisa Fioretto, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr. Paolo Monicelli, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr. Francesco Sarubbi, Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr.ssa Maria Erminia Macera Mascitelli, Associazione Nazionale Perfezionisti in Cardiochirurgia - (esperto in formazione) Dr.ssa Alba Marzo, Associazione Professionale Tecnici Laboratorio Biomedico - (esperto in formazione) Dr.ssa Gabriella Graziani, Associazione Professionale Tecnici Prevenzione dell’ambiente e dei luoghi di lavoro - (esperto in formazione) Dr.ssa Angela Vaiano, Associazione Italiana Fisica Medica - (esperto in formazione) Dr. Claudio Porciatti, Ordine degli Psicologi della Toscana - (esperto in formazione) Dr. Alessandro Biagioni, Commissione Albo Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione) Dr.ssa Marina Carla Gridelli, Federazione Regionale per la Formazione Sanitaria - (esperto in formazione) Dr. Sandro Cortini, Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Toscana - (esperto in formazione) Dr.ssa Mirella Florita - (Direttore sanitario della sanità privata) Dr. Vittorio De Leonardis - (Direttore sanitario della sanità privata) Dr. Lisandro Fava, Direttore sanitario Azienda USL 2 Lucca Dr. Danilo Zuccherelli, Direttore sanitario Azienda USL 9 Grosseto Dr. Renato Colombai, Direttore sanitario Azienda USL 11 Empoli Prof. Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina - Università degli studi di Firenze Prof. Mario Petrini, Preside della Facoltà di Medicina - Università degli studi di Pisa Prof. Gian Maria Rossolini, Preside della Facoltà di Medicina - Università degli studi di Siena Il presente provvedimento è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’articolo 5 comma 1 lett. c) della legge regionale 23/2007 e nella banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’articolo18 comma 2 della stessa legge. Il Presidente Enrico Rossi DECRETO 12 aprile 2011, n. 61 Delega per partecipare alle assemblee di Etruria Innovazione S.c.p.a. e di Sviluppo Toscana S.p.A. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 28 aprile 2008, n. 20 “Di sciplina della partecipazione regionale a società, asso ciazioni, fondazioni e altri organismi di diritto privato, ai sensi dell’art. 51, comma 1 dello Statuto. Norme in materia di componenti degli organi amministrativi delle società a partecipazione regionale”; Considerato che, ai sensi dell’art. 14 della suddetta legge, la Regione esercita le prerogative di socio nelle società tramite il Presidente della Giunta regionale o l’assessore da lui delegato e che, in caso di impedimento di quest’ultimo, il Presidente può delegare a rappresentarlo il dirigente competente; Richiamato il proprio precedente decreto n. 59 del 27 aprile 2010, con il quale si è provveduto alla nomina del Vicepresidente e degli altri membri della Giunta regionale ed all’assegnazione dei rispettivi incarichi; Richiamati i propri precedenti decreti n. 71 del 11 maggio 2010, n. 91 del 1 giugno 2010, n. 215 del 23 novembre 2010 e n. 37 del 7 marzo 2011, con i quali si è provveduto a ridefinire gli incarichi dei componenti della Giunta regionale, con l’individuazione delle Direzioni Generali di riferimento; Richiamato altresì il proprio precedente decreto n. 67 del 7 maggio 2010, con il quale l’Assessore regionale Gianfranco Simoncini è stato delegato a partecipare alle 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 assemblee di Etruria Innovazioe s.c.p.a. e di Sviluppo Toscana s.p.a., e, in caso di suo impedimento, è stato delegato il Dott. Bruno Catania; Considerato che il Dott. Bruno Catania non è più in servizio presso la Regione Toscana e ritenuto opportuno, in caso di impedimento dell’Assessore Gianfranco Simoncini, delegare a partecipare alle assemblee delle sopra citate società il Dott. Alessandro Compagnino; 13 Giunta regionale, con l’individuazione delle Direzioni Generali di riferimento; Ritenuto opportuno, in caso di assenza o impedimento del Presidente della Giunta regionale, delegare l’Assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Anna Rita Bramerini, a partecipare alle sedute della Conferenza degli Enti sopra citata; DECRETA DECRETA Il Dott. Alessandro Compagnino è delegato a parte cipare alle assemblee di Etruria Innovazione s.c.p.a. e di Sviluppo Toscana S.p.A. in caso di impedimento dell’Assessore Gianfranco Simoncini. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 - lett. c) della legge regionale n. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2, della medesima legge regionale. Il Presidente Enrico Rossi L’Assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Anna Rita Bramerini, è delegata, in caso di assenza o impedimento del Presidente della Giunta regionale, a partecipare alle sedute della Conferenza degli Enti prevista dall’articolo 2 dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3706 del 2 ottobre 2008. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 - lett. c) della legge regionale n. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2, della medesima legge regionale. Il Presidente Enrico Rossi DECRETO 12 aprile 2011, n. 62 Conferenza degli Enti di cui all’articolo 2 dell’Or dinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3706 del 02.10.2008. Delega a partecipare alla sedute. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Vista l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3706 del 2 ottobre 2008 recante “Ulteriori disposizioni concernenti gli interventi necessari per il completamento delle attività finalizzate al risanamento della laguna di Orbetello” che, all’art. 2, istituisce la Conferenza degli Enti stabilendo che l’organismo sia composto dal Ministro dell’Ambiente o suo delegato che lo presiede, dal Presidente della Giunta regionale Toscana, dal Presidente della Provincia di Grosseto e dal Sindaco del Comune di Orbetello o loro delegati; Richiamato il proprio precedente decreto n. 59 del 27 aprile 2010, con il quale si è provveduto alla nomina del Vicepresidente e degli altri membri della Giunta regionale ed all’assegnazione dei rispettivi incarichi; Richiamati i propri precedenti decreti n. 71 del 11 maggio 2010, n. 91 del 1 giugno 2010, n. 215 del 23 novembre 2010 e n. 37 del 7 marzo 2011, con i quali si è provveduto a ridefinire gli incarichi dei componenti della DECRETO 12 aprile 2011, n. 63 Frana del 22/03/2010 in località Quercianella nel comune di Livorno. Dichiarazione di stato di emer genza regionale ai sensi dell’art. 11, comma 2, lett. a) L.R. 67/2003. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Vista la Legge n. 225/1992 “Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile”; Vista la Legge Regionale n. 67 del 29.12.2003 “Or dinamento del sistema regionale della protezione civile e disciplina della relativa attività”; Considerato che il giorno 22 marzo 2011 nella fra zione di Quercianella nel Comune di Livorno si è verificata la riattivazione di un movimento franoso all’interno dell’area urbanizzata di Via Falcucci che ha determinato un marcato aumento del quadro fessurativo degli edifici presenti; Verificato che, in considerazione dei danni occorsi agli edifici ed alle infrastrutture presenti nell’area, è stato determinato lo stato temporaneo di inagibilità degli stessi 14 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 e sono stati adottati urgenti provvedimenti a tutela della pubblica e privata incolumità dei residenti; Verificato che il Comune di Livorno ha avviato fin da subito una serie di indagini finalizzate ad una migliore comprensione delle caratteristiche del fenomeno franoso e quindi ad un prima definizione di un quadro dei macro interventi necessari per ristabilire gli equilibri idrogeologici; Vista la relazione redatta dalla competente struttura regionale, agli atti dell’ufficio, e la relazione tecnico specialistica finalizzata a individuare i primi interventi indispensabili per ristabilire gli equilibri idrogeologici; Ritenuto, sulla base di quanto sopra, di dichiarare la rilevanza regionale ai sensi dell’art. 6 L.R. 67/03 dell’evento sopra descritto, rinviando a successiva de libera di Giunta regionale l’individuazione delle iniziative da assumere; DECRETA 1. è dichiarato lo stato di emergenza regionale ai sensi dell’art. 11, comma 2, lettera a) L.R. 67/03 per la frana occorsa il giorno 22 marzo 2011 in località Quercianella nel comune di Livorno, rinviando a successiva delibera di giunta regionale l’individuazione delle iniziative da assumere; 2. il presente provvedimento è trasmesso agli enti interessati. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. c della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta re gionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R. 23/2007. unica regionale per il diritto allo studio universitario, ed in particolare l’articolo 10-bis, comma 1 lett. b) che istituisce il Consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale per il diritto allo studio e prevede nella composizione del medesimo la presenza del Presidente del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Toscane (CORECO) o suo delegato permanente; Visto l’art. 34, comma 2, dello Statuto della Regione Toscana; Vista la legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 “Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione”, ed in particolare: - l’articolo 1, comma 1-bis lett. c) in base al quale la legge non si applica alle nomine effettuate in ragione dell’ufficio ricoperto dal soggetto nominato; - l’articolo 2 comma 2, lettera a), in forza del quale la nomina del Consiglio di amministrazione dell’Azienda per il diritto allo studio universitario è di competenza degli organi di governo della regione, in quanto organo di amministrazione di azienda dipendente dalla Regione; - l’articolo 2 comma 5 in forza del quale tutte le nomine e designazioni di competenza degli organi di governo sono effettuate dal Presidente della Giunta re gionale; Visto il decreto n. 223 del 29.11.2010 con il quale fu nominato il Consiglio d’amministrazione dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario; Considerato che è avvenuto un avvicendamento nella carica di Presidente del CORECO e che attualmente la carica è ricoperta dal rettore dell’Università agli Studi di Firenze; Il Presidente Enrico Rossi Considerato altresì che il rettore dell’Università agli Studi di Firenze in qualità di Presidente del CORECO ha provveduto a individuare un proprio delegato in seno al Consiglio d’amministrazione dell’Azienda regionale DSU Toscana che va sostituire il delegato individuato dal presidente non più in carica; Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Uni versitario. Sostituzione componente nel Consiglio di Amministrazione. Vista la lettera del 24.3.2011 con la quale il Direttore generale della D.G. “Competitività del sistema regionale e sviluppo delle competenze” comunica il nominativo della professoressa Anna Nozzoli quale delegata permanente del Presidente del CORECO; DECRETO 13 aprile 2011, n. 64 IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 26 luglio 2002 n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) in tema di istituzione dell’azienda Vista la documentazione allegata ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” nella quale Anna Nozzoli dichiara di non trovarsi in alcuna delle situazioni previste dall’art. 15, comma 1, della L. 19 marzo 1990 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 n. 55 “Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale”. DECRETA la Prof.ssa Anna Nozzoli è nominata componente del Consiglio d’amministrazione dell’Azienda per il diritto allo studio universitario in qualità di delegata permanente dal Presidente del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Toscane (CORECO) in sostituzione del Prof. Angelo Baggiani. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. c) della legge regionale del 23 aprile 2007 n. 23 “Nuovo ordinamento del Bol lettino Ufficiale della Regione Toscana e norme per la pubblicazione degli atti. Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1995, n. 9 (Disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti) e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2, della medesima legge regionale. Il Presidente Enrico Rossi GIUNTA REGIONALE - Deliberazioni DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 224 Disposizioni in merito al sistema di monitoraggio per la misura in tempo reale della radioattività ambientale di origine artificiale - Macrobiettivo C2 “Ridurre la percentuale della popolazione esposta all’inquinamento acustico, all’inquinamento elettromagnetico e alle radiazioni ionizzanti” P.R.A.A. 2007/2010. LA GIUNTA REGIONALE Visti gli artt. 35 e 36 del Trattato Euratom, di istituzione della Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA), con i quali si stabilisce che ciascuno Stato membro deve effettuare il controllo permanente della radioattività ambientale e trasmettere periodicamente le informazioni relative a tali controlli alla Commissione Europea; Vista la Raccomandazione 2000/473/Euratom “sul l’applicazione dell’articolo 36 del trattato Euratom riguardante il controllo del grado di radioattività am bientale allo scopo di determinare l’esposizione dell’in sieme della popolazione”; Visto l’art. 104, comma 1, del D.lgs. n. 230/95 15 “Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/ Euratom, 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti” e s.m.i., con il quale si stabilisce che il controllo della radioattività ambientale è articolato in reti di sorveglianza regionale e reti di sorveglianza nazionale; Visto l’art. 104, comma 2, del D.lgs. n. 230/95 e s.m.i., con il quale si stabilisce che la gestione delle reti uniche regionali è effettuata dalle regioni, secondo le direttive impartite dal Ministero della sanità e dal Ministero dell’ambiente, e che le regioni, per l’effettuazione dei prelievi e delle misure, debbono avvalersi delle strutture pubbliche idoneamente attrezzate; Visto l’art. 15, comma 1, della L.R. n. 32/03 “Disci plina dell’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti” dove si stabilisce che la Regione provvede all’esercizio delle funzioni di controllo della radioattività ambientale mediante la costituzione di una rete regionale di prelievo e di analisi delle più comuni matrici, in grado di rilevare ed evidenziare le eventuali variazioni della contaminazione radioattiva; Vista la L.R. n. 14 del 19.03.2007 “Istituzione del Piano Regionale di Azione Ambientale”; Vista la D.C.R. n. 32 del 14.03.2007 che approva il Piano Regionale di Azione Ambientale (PRAA) 20072010, Macrobiettivo C2 “Ridurre la percentuale della popolazione esposta all’inquinamento acustico, all’inqui namento elettromagnetico e alle radiazioni ionizzanti”; Vista la D.G.R. n. 213 del 23.03.2008 che ha come oggetto “Documento di attuazione Piano regionale di azione ambientale 2007-2010 per l’annualità 2008” che prevedeva all’interno del Macrobiettivo sopracitato l’intervento specifico relativo all’avvio della procedura di appalto per la realizzazione di una rete di monitoraggio e allarme della radioattività in aria in Toscana; Evidenziata la necessità di migliorare la tutela della popolazione dalle radiazioni ionizzanti potenziando il monitoraggio della radioattività ambientale di origine artificiale attraverso la realizzazione di un sistema di monitoraggio in tempo reale della dose gamma in aria che permetta di rilevare tempestivamente eventuali anomalie dei livelli di radioattività misurati; Considerato pertanto che con Decreto Dirigenziale n. 6199 del 11.12.2008 “Realizzazione di un sistema di monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale di origine artificiale. Indizione di gara mediante procedura ristretta ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006 art. 55” è stata indetta una gara d’appalto per la realizzazione di detto sistema di monitoraggio; 16 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Preso atto che la gara per la realizzazione del sistema di monitoraggio è stata aggiudicata, con Decreto Dirigenziale n. 7127 del 22.12.2009, alla ditta CAE S.p.A.; Visto il “Contratto per la realizzazione di un sistema di monitoraggio in tempo reale della radioattività am bientale di origine artificiale” n. 7388 di repertorio n. 3653 di raccolta, sottoscritto in data 17.02.2010 tra Regione Toscana e CAE S.p.A.; Visto il Decreto Dirigenziale n. 4722 del 17.09.2010 “Contratto per la Realizzazione di un sistema di monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale di origine artificiale aggiudicato con Decreto Dirigenziale n.7127/2009 - Nomina collaudatore”; Preso atto che con nota del 14.12.2010, pervenuta in data 16.12.2010 prot. A00-GRT 322458/P.60.60.10 il collaudatore ha trasmesso i verbali ed il certificato di collaudo finale del sistema di monitoraggio che ha avuto esito positivo; Preso atto che il contratto di appalto tra Regione Toscana e CAE S.p.A, sopra citato, prevede all’art. 6 un importo pari a 48.000,00 Euro, oltre IVA, per il servizio di assistenza, manutenzione ordinaria e straordinaria di tutto il sistema nel suo complesso per un periodo pari a 2 anni dalla data del collaudo, coincidente con il periodo di garanzia del sistema; Preso atto che lo stesso contratto prevede un’opzione per 80.000,00 Euro, oltre IVA, quale importo massimo per l’eventuale riaffidamento del contratto di manutenzione e assistenza ai sensi dell’art. 57, comma 5, lett. b) del D.lgs. n. 163/2006; Evidenziato che il sistema di monitoraggio è costi tuito da una stazione centrale, due stazioni riceventi e otto stazioni periferiche, la cui descrizione e la rela tiva ubicazione sul territorio regionale è contenuta nel l’allegato A facente parte integrante della presente deli berazione; Evidenziato che il sistema di monitoraggio in tempo reale della radioattività in aria, descritta nell’allegato A, facente parte integrante della presente deliberazione, consente di fornire alla Commissione Europea i dati relativi al parametro “rateo di dose gamma ambientale”, misurato in continua, secondo quanto previsto dalla Rac comandazione dell’8 giugno 2000 n. 2000/473/Euratom e dall’art. 35 del Trattato Euratom, e risponde agli obiettivi della Regione di cui al PRAA 2007-2010 in materia di tutela della popolazione dalle radiazioni ionizzanti; Vista la Legge Regionale n. 30 del 22.06.2009 “Nuova disciplina dell’Agenzia regionale per la protezione am bientale della Toscana (ARPAT)”; Vista la stessa D.C.R. n. 7 del 27.01.2010 “L.R. n. 30 del 22.06.2009 (Nuova disciplina dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della toscana ARPAT) Articolo 13 - Carta dei servizi e delle attività di ARPAT” in cui l’attività “Gestione reti di monitoraggio relativi alle radiazioni ionizzanti” è classificata come attività istituzionale obbligatoria (Allegato A, ambito attività 1.4, numero 70); Vista la D.G.R. n. 1016 del 29.11.2010 “L.R. 30/2009, art. 15 - Direttive ARPAT Annualità 2011”; Richiamato l’art. 15, comma 1, della L.R. n. 32/03 “Disciplina dell’impiego di sorgenti di radiazioni io nizzanti” dove si stabilisce che la Regione provvede all’esercizio delle funzioni di controllo della radioattività ambientale mediante la costituzione di una rete regionale di prelievo e di analisi delle più comuni matrici, in grado di rilevare ed evidenziare le eventuali variazioni della contaminazione radioattiva; Richiamato l’art. 15, comma 2, della suddetta legge regionale, con il quale si stabilisce che la rete regionale di cui sopra è gestita, per le attività di rilevamento e misura, dall’apposito “Centro regionale di rilevamento della radioattività ambientale”, allocato presso l’ARPAT, e costituisce il riferimento tecnico-operativo della rete nazionale di controllo della radioattività ambientale; Ritenuto pertanto di stabilire che il sistema di monitoraggio della dose gamma in aria, descritto nell’allegato A del presente atto, fa parte integrante della rete di cui all’art. 15, comma 1, della L.R. n. 32/03 e che la gestione di tale sistema è affidata al “Centro regionale di rilevamento della radioattività ambientale”, allocato presso l’ARPAT, di cui al comma 2, stesso articolo, nel rispetto di quanto previsto dalla L.R. n. 30/2009; Ritenuto di dare mandato al Settore regionale com petente di definire, attraverso un disciplinare tecnico, le modalità di gestione del sistema di monitoraggio di cui al presente atto, in accordo con quanto stabilito all’art. 15, comma 2, della suddetta legge regionale; Evidenziato che il competente Settore della Giunta Regionale è il Settore “Tutela dall’inquinamento acustico ed elettromagnetico e radioattività ambientale” della Direzione Generale Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità; Visto l’art. 9 della L.R. 30/09 relativo al Sistema Informativo Regionale Ambientale (SIRA) che attribuisce all’ARPAT la competenza della raccolta dei dati acquisiti 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 nell’esercizio delle attività di cui all’art. 5 della stessa legge; Ritenuto pertanto che i dati rilevati dal sistema di monitoraggio della dose gamma in aria confluiscano nel Sistema Informativo Regionale Ambientale (SIRA) e vengano messi a disposizione per l’informazione al pubblico, nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. n. 195/05; Ritenuto opportuno che l’ARPAT trasmetta la sin tesi dei risultati delle misure di dose gamma in aria nell’ambito del rapporto annuale inviato al Settore della Giunta Regionale competente, in accordo con quanto previsto all’art. 15, comma 3, della L.R. n. 32/03; A voti unanimi DELIBERA 1. che il sistema di monitoraggio della dose gamma in aria, descritto nell’allegato A di cui alla presente deliberazione, fa parte integrante della rete regionale di cui all’art. 15 della L.R. n. 32/03; 2. che la gestione del sistema di monitoraggio di cui al punto 1 è effettuata dal “Centro regionale di rilevamento della radioattività ambientale” allocato presso l’ARPAT di cui all’art. 15, comma 2, della L.R. n. 32/03; 3. di dare mandato al Settore regionale competente di definire, attraverso un disciplinare tecnico, le modalità di gestione del sistema di monitoraggio di cui al presente atto in accordo con quanto stabilito all’art. 15, comma 2, della suddetta legge regionale; 17 4. che il Centro regionale, di cui al punto 2, prov vederà comunque a tenere i rapporti con la ditta titolare del contratto di manutenzione per gli interventi che si rendano necessari per la corretta funzionalità del sistema di monitoraggio; 5. di stabilire che i dati acquisiti dal sistema di cui al presente atto confluiscono nel Sistema informativo regionale ambientale (SIRA) e sono messi a disposizione per l’informazione al pubblico, secondo quanto stabilito dal disciplinare di cui al punto 3; 6. di stabilire che l’ARPAT trasmetta la sintesi dei risultati delle misure di dose gamma in aria nell’ambito del rapporto annuale inviato al Settore della Giunta Regionale competente, in accordo con quanto previsto all’art. 15, comma 3, della L.R. n. 32/03; 7. di trasmettere il presente atto ai soggetti interes sati. Il presente atto è pubblicato integralmente, compresi gli allegati, sul Bollettino Ufficiale della Regione To scana, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lett. f, della L.R. 23/2007 e nella banca dati degli atti amministrativi della giunta regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 2 della medesima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUE ALLEGATO 18 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALLEGATO A Sistema di monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale di origine artificiale Elenco delle stazioni e ubicazioni Il sistema di monitoraggio è costituito dalle seguenti parti, dislocate sul territorio della Regione Toscana, e con le funzionalità sinteticamente descritte. n. 1 Stazione Centrale E' costituita da un insieme di dispositivi informatici ed elettronici tra cui servers, unità di storage, unità GSM/GPRS, monitor, gruppo di continuità, workstation (personal computer e monitor). Provvede alle funzioni automatiche di interrogazione radio periodica delle Stazioni Periferiche, invio dei dati grezzi in tempo reale alle Stazioni Periferiche, memorizzazione locale dei dati, e messa a disposizione, alla workstation e a postazioni della intranet ARPAT, dei dati per la validazione ed elaborazione degli stessi. Ubicazione: 1. ARPAT, Direzione Regionale Via Porpora n. 22, Firenze n. 2 Stazioni Riceventi Sono costituite da una workstation (personal computer, unità GSM/GPRS, monitor, gruppo di continuità). Ricevono in tempo reale i dati grezzi per la visualizzazione e semplice elaborazione. Ubicazioni: 1. Regione Toscana, Direzione Generale “Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità” Settore “Tutela dall’Inquinamento elettromagnetico ed acustico e radioattività ambientale”; 2. Dipartimento provinciale ARPAT di Livorno, Via Giovanni Marradi 116, Livorno n. 6 Stazioni Periferiche presso stazioni di monitoraggio della qualità aria Sono costituite da attrezzature elettroniche di vario tipo istallate presso alcune stazioni della rete regionale di rilevamento della qualità dell'aria. All'interno della cabina sono alloggiati i dispositivi elettronici principali. All'esterno della cabina sono istallati, su un supporto meccanico apposito fissato alla cabina, l'antenna GSM e la sonda di rilevamento della radioattività. Le Stazioni Periferiche inviano alla Stazione Centrale, su richiesta della stessa, i dati relativi ai valori di radioattività misurata (rateo di dose gamma in aria) e della stima della radioattività artificiale, assieme ad altri parametri di funzionamento della sonda. Denominazione stazione monitoraggio qualità dell’aria FI-Settignano PO-Roma GR-URSS LI-Cappiello MS-Galvani PI- Borghetto Ubicazione Via Desiderio da Settignano, loc. Settignano, Firenze Via Roma 101, Prato Via Unione Sovietica, Grosseto Piazza Cappiello, Livorno Via Galvani, Massa (*) Piazza del Rosso, Pisa Nota: (*) stazione per la quale è previsto il ricollocamento all’interno del comune di Massa (D.G.R. n. 1025/10). Le stazioni di monitoraggio di cui sopra fanno parte della rete regionale di rilevamento della qualità dell'aria che è costituita dalle stazioni individuate nell’allegato 6 alla D.G.R. n. 1025/2010. Tali stazioni sono di proprietà delle amministrazioni provinciali competenti e vengono messe a disposizione della Regione ai sensi dell’art. 5, comma 5, della LR n. 9/2010. La gestione della rete 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 regionale di rilevamento della qualità dell’aria è effettuata dalla Regione che si avvale dell'ARPAT come stabilito all’art. 5, comma 4, della LR n. 9/2010. n. 2 Stazioni Periferiche su palo Sono costituite da attrezzature elettroniche di vario tipo (dispositivi elettronici principali alloggiati all'interno box metallico, antenna GSM, sonda di rilevamento della radioattività) istallate su di un palo metallico alto circa 6 metri e opportunamente fissato a terra tramite plinto in calcestruzzo. Hanno le medesime funzionalità delle Stazioni Periferiche presenti presso le stazioni della rete regionale di rilevamento della qualità dell'aria. Ubicazioni: 1. Stia (AR), località Papiano; terreno di proprietà di Regione Toscana in gestione alla Comunità Montana Casentino; 2. Firenzuola (FI), località Passo del Giogo, terreno di proprietà di Regione Toscana in gestione alla Comunità Montana Mugello. 19 20 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 225 Procedimento VAS di competenza statale - Con sultazione Rapporto ambientale - Piano di bacino, stralcio “Bilancio idrico del Lago di Massaciuccoli. LA GIUNTA REGIONALE Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 “Norme in materia ambientale”; Visto l’art. 33, comma 1, della legge regionale del 12 febbraio 2010 n. 10 “Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza”; Considerato che il Piano di bacino del fiume Ser chio, Stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del lago di Massaciuccoli” corredato da Rapporto Ambientale e Sintesi non tecnica è stato adottato con delibera n. 169 del Comitato istituzionale del 21 dicembre 2010 ai sensi degli art. 66 comma 5 e 14 comma 1 del D.lgs 152/06; Considerato altresì che il Piano in oggetto è sottoposto a VAS ai sensi dell’art. 6, comma 2 del d.lgs. 152/2006 e che l’autorità competente è il Ministero dell’ambiente, del territorio e del mare ai sensi dell’art. 7, comma 1 del medesimo decreto; Rilevato che la Regione Toscana è consultata nel l’ambito dei procedimenti di competenza statale e si esprime ai sensi dell’art. 33, comma 1, della legge regionale 10/2010, sia in qualità di Regione interessata, sia in qualità di soggetto con specifiche competenze ambientali mediante atto della Giunta regionale con il supporto del NURV, e tenuto conto delle osservazioni raccolte presso gli altri soggetti con competenze ambientali di livello locale individuate ai sensi dell’art. 20 della medesima legge regionale 10/2010; Vista la propria delibera n. 374 dell’ 11 maggio 2009 “Procedimento VAS - Parere sul Rapporto Preliminare al Progetto di Piano stralcio per il bacino idrico del lago di Massaciuccoli” con la quale la Regione Toscana si è espressa sul Rapporto preliminare sopra citato, dandone comunicazione all’Autorità di bacino con lettera Prot. AOO-GRT/130278/7.50.10 del 18 maggio 2009; Rilevato che il proponente, in data 9 febbraio 2011, ha avviato la fase di consultazione sul Rapporto ambientale (RA) così come previsto dalla procedura di VAS, pubblicando l’avviso sul B.U.R.T. del 9 febbraio 2011, nel quale ha comunicato il deposito della documentazione sopra citata (visibile anche nel sito: www.autorità. bacinoserchio.it) presso la propria sede e gli uffici delle Regioni e delle Province il cui territorio risulta anche solo parzialmente interessato dal piano o programma; Rilevato che in data 11 marzo 2011 il Settore Stru menti della valutazione e dello sviluppo sostenibile ha dato avvio, con nota prot. AOO-GRT/64422/F.50.20, alle consultazioni di livello locale trasmettendo l’avviso pubblicato sul B.U.R.T. sopra citato e contestualmente richiedendo formalmente ai Comuni, alle Province, alle Comunità Montane, ai Circondari, agli Enti Parco della Regione Toscana interessati e alle Soprintendenze per i beni architettonici ed il paesaggio, di inviare le loro osservazioni, entro la data del 28 marzo 2011; Rilevato altresì che in pari data, con nota prot. A00-GRT/64463/F.50.20, il Settore Strumenti della va lutazione e dello sviluppo sostenibile ha dato avvio alle consultazioni interne, richiedendo alle competenti strutture e agenzie regionali osservazioni, entro il me desimo termine del 28 marzo 2011; Visti i contributi, pervenuti dai Settori regionali e dalla consultazione a livello locale di seguito riportati, raccolti e coordinati dal Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile, che successivamente ha redatto il documento conclusivo contenente le osservazioni regionali sul Rapporto ambientale: - Contributi interni Regione Toscana e agenzie re gionali: - Settore Qualità dell’acqua, rischi industriali pre venzione e riduzione integrata dell’inquinamento, - Settore Tutela dall’inquinamento elettromagnetico e acustico e radioattività ambientale, - Settore Autorità di vigilanza sulle attività mine rarie, - Settore Viabilità di interesse regionale, - Settore Porti commerciali, interporti e porti e approdi turistici, - Settore Rifiuti e bonifiche dei siti inquinati, - Settore Ufficio tecnico del Genio civile di area vasta Livorno-Lucca-Pisa - Sede di Pisa, - Settore Prevenzione del rischio idraulico e idro geologico, - Settore Tutela e gestione delle risorse idriche, - ARPAT. - Contributi esterni: - Provincia di Pisa. Dato atto della documentazione prodotta dall’Autorità di bacino del fiume Serchio, costituita da: - Piano di bacino del fiume Serchio, stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del Lago di Massaciuccoli”; - Rapporto Ambientale; - Sintesi non tecnica. Visto il parere tecnico istruttorio del NURV, quale 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 21 organo tecnico di supporto all’autorità competente, espresso nella seduta del 31 marzo 2011 in allegato al presente atto (Allegato A) che tiene conto dei contributi tecnici pervenuti; di bacino del fiume Serchio, stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del Lago di Massaciuccoli”, facendo proprie le valutazioni di cui sopra, contenute nell’Allegato A al presente atto; Valutato il complesso delle informazioni che emer gono dalla documentazione prodotta; 3) di incaricare il Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile di trasmettere la presente deliberazione Autorità di bacino del fiume Serchio. A voti unanimi 1) di condividere le motivazioni e le conclusioni contenuto nel parere tecnico istruttorio del NURV, espresso nella seduta del 31 marzo 2011, che si allega al presente atto quale parte integrante e sostanziale (Alle gato A); Il presente provvedimento è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 lett. f) della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2 della medesima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta 2) di esprimersi sul Rapporto ambientale del Piano SEGUE ALLEGATO DELIBERA 22 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALLEGATO A Regione Toscana DIREZIONE GENERALE DELLA PRESIDENZA Nucleo unificato regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici (NURV) Seduta del 31 marzo 2011 Parere tecnico e istruttorio Progetto di Piano di bacino, stralcio “Bilancio idrico del bacino del lago di Massaciuccoli” Ai fini dell’espressione del parere della Giunta regionale, quale soggetto competente in materia ambientale, nell’ambito delle consultazioni sul Rapporto ambientale ai sensi dell’art. 14 del D.lgs 152/06 e dell’art. 33 comma 1 della l.r. 10/10 per il procedimento VAS di competenza statale Procedimento di VAS – Fase Rapporto Ambientale Proponente: Autorità di Bacino del fiume Serchio Autorità competente: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare Autorità procedente: Presidenza del Consiglio dei Ministri 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 23 DIREZIONE GENERALE DELLA PRESIDENZA Area di coordinamento Programmazione Nucleo Unificato Regionale di Valutazione e Verifica (NURV) Oggetto: “Piano di bacino, Stralcio “Bilancio Idrico del bacino del lago di Massaciuccoli” – Procedimento VAS di competenza statale – Consultazioni fase Rapporto ambientale – Parere (art. 14 d.lgs. 152/06 e dell’art.33, comma 1, della l.r. 10/10) Il NURV come composto ai sensi della deliberazione della G.R. n. 978 del 22.11.2010 avente ad oggetto “L. 17 maggio 1999, n.144, art. 1 Nucleo unificato regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici (NURV). Modifica deliberazione della Giunta regionale n.514 del 16.7.2007.”, nella seduta del 31 marzo 2011, presenti i seguenti componenti con potere deliberante: Componenti Moreno Mugelli Giovanna Scarselli Paolo Baldi Maria Chiara Montomoli Marco Chiavacci Leonardo Borselli Antonio Floridia Paolo Giacomelli Antonella Turci Fabio Zita Patrizia Lattarulo (IRPET) Stefano Rossi (ARPAT) Presenti (Rappresentata Mugnai) da SI SI NO Gianluca SI (Rappresentata da Flavia Grutta) NO NO NO NO SI NO SI SI Sono inoltre presenti . Alessandra Pei, Giovanni Massini, Mario Cenni, Rosa Andrei, Roberta Giacobbo e Rosanna Albanese Visti - il d.lgs. 152/2006 recante “Norme in materia ambientale”, ed in particolare la Parte seconda relativa alle “Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC); - il d.lgs. 16 gennaio 2008 n. 4: “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante norme in materia ambientale”; - visto il d.lgs. 29 giugno 2010 n. 128:” Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, a norma dell’articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69”; 2 24 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 - la legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 “Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza” e successive modifiche ed integrazioni; - la legge regionale 30 dicembre 2010, n. 69 “Modifiche alla legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 “Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza” e successive modifiche ed integrazioni; Premesso che il Piano di bacino del fiume Serchio, Stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del lago di Massaciuccoli” corredato da Rapporto Ambientale e Sintesi non tecnica è stato adottato con delibera n. 169 del Comitato istituzionale del 21 dicembre 2010 ai sensi degli art. 66 comma 5 e 14 comma 1 del D.lgs 152/06 ; il Piano di bacino del fiume Serchio, Stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del lago di Massaciuccoli” è soggetto a valutazione ambientale strategica ai sensi dell’art. 6 comma 2 del D.lgs 3 aprile 2006 n.152 “Norme in materia ambientale”; l’autorità competente per la valutazione ambientale strategica è il Ministero dell’Ambiente, del territorio e del Mare ai sensi dell’art. 5 comma 1, lettera p del D.lgs. 152/2006; la Regione Toscana è consultata nell’ambito dei procedimenti di competenza statale e si esprime ai sensi dell’art. 33 comma 1 della legge regionale 10/2010, sia in qualità di Regione interessata sia in qualità di soggetto con specifiche competenze ambientali mediante atto della Giunta regionale con il supporto del NURV, e tenuto conto delle osservazioni raccolte presso gli altri soggetti con competenze ambientali di livello locale individuate ai sensi dell’art. 20 della legge regionale 10/2010; il NURV è individuato come l’organo tecnico di supporto alla Giunta Regionale; la Regione Toscana si è espressa, come Autorità competente sul Rapporto preliminare con delibera della Giunta regionale della Toscana n. 374 del 11 maggio 2009 " Procedimento VAS - Parere sul Rapporto preliminare al Progetto di Piano di Stralcio per il Bacino idrico del Lago Massaciuccoli" dandone comunicazione all'Autorità di bacino con lettera A00GRT/130278/F.50.10 del 18 maggio 2009; il Proponente, in data 9 febbraio 2011, ha avviato la fase di consultazione sul Rapporto Ambientale (RA) così come previsto dalla procedura di VAS, pubblicando l'avviso sul B.U.R.T. del 9 febbraio 2011, nel quale ha comunicato il deposito della documentazione sopra citata (visibile anche nel sito: www.autorità.bacinoserchio.it) presso la propria sede e gli uffici delle Regioni e delle Province il cui territorio risulta anche solo parzialmente interessato dal piano o programma; in data 11 marzo 2011 il Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile ha dato avvio, con nota prot. AOO-GRT/64422/F.50.20, alle consultazioni di livello locale trasmettendo l'avviso pubblicato sul B.U.R.T. sopra citato e contestualmente richiedendo formalmente ai Comuni, alle Province, alle Comunità Montane, ai Circondari, agli Enti Parco della Regione Toscana interessati e alle Soprintendenze per i beni architettonici ed il paesaggio, di inviare le loro osservazioni, entro la data del 28 marzo 2011; i contributi pervenuti vanno a formare il presente rapporto istruttorio e proposta di parere da sottoporre alla Giunta regionale; in particolare sono pervenute osservazioni dalla Provincia di Pisa; 3 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 25 in pari data 11 marzo 2011 il Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile ha dato avvio alle consultazioni interne, con nota prot. A00-GRT/64463/F.50.20 inviando l'avviso pubblicato su B.U.R.T. sopra citato e contestualmente richiedendo formalmente alle strutture e alle agenzie regionali coinvolte nel procedimento VAS (Direttori Generali e referenti delle DG Presidenza: Settore VIA e Settore Sistema regionale di protezione civile, DG PTA: Area di coordinamento Energia e Cambiamenti climatici, Area di coordinamento Mobilità e Infrastrutture, Area di coordinamento Pianificazione territoriale e paesaggistica, Area di coordinamento Tutela dell’ambiente e delle risorse del territorio, Settore Programmazione, ricerca e governo delle risorse, Settore Pianificazione del territorio, Settore tutela dall’inquinamento elettromagnetico ed acustico e radioattività ambientale, Settore Tutela e Valorizzazione delle Risorse Ambientali, Settore Qualità dell’aria, rischi industriali, prevenzione integrata dell’inquinamento, Settore Sistema integrato dei porti, degli aeroporti e della logistica, Settore Porti commerciali, interporti, porti e approdi turistici, Settore di vigilanza sulle attività minerarie, Settore Rifiuti e Bonifiche, Settore Prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico,, Settore Tutela delle risorse idriche, Settore Protezione e valorizzazione fascia costiera e dell’ambiente marino, Settore Infrastrutture di trasporto strategiche e cave nel governo del territorio, Settore Servizio Geologico regionale, Uffici tecnici del Genio Civile della R.T.; DG Politiche Formative, beni e attività culturali: AC Cultura e Sport, ARPAT, IRPET) di inviare osservazioni, entro il 28 marzo 2011; i contributi e le osservazioni presentati dai settori regionali sono stati raccolti e coordinati dal Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile che ha poi redatto il documento conclusivo contenente le osservazioni regionali al Rapporto Ambientale in particolare, ai fini dell’attività istruttoria sono pervenute osservazioni dai seguenti Settori regionali: Qualità dell’acqua, rischi industriali prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento, Tutela dall’inquinamento elettromagnetico e acustico e radioattività ambientale, Settore Autorità di vigilanza sulle attività minerarie, Viabilità di interesse regionale, Porti commerciali, interporti e porti e approdi turistici, Rifiuti e bonifiche dei siti inquinati, Ufficio tecnico del Genio civile di area vasta Livorno-Lucca-Pisa – Sede di Pisa, Prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico, Tutela e gestione delle risorse idriche e ARPAT. Eesaminati 1. I documenti prodotti dall’Autorità di Bacino del fiume Serchio: - Piano di bacino del fiume Serchio, stralcio “Bilancio idrico del Bacino del Lago di Massaciuccoli”; - Rapporto Ambientale; - Sintesi non tecnica. 2. Le osservazioni al Rapporto Ambientale ed i contributi pervenuti dai soggetti consultati ai sensi dell’art. 33 comma 1 della legge regionale 10/2010 dalle strutture e dalle agenzie regionali. Esprime le seguenti valutazioni Attualmente il Piano di bacino, stralcio “Bilancio idrico del lago di Massaciuccoli” si trova nella fase di consultazione del Rapporto ambientale e la Regione Toscana è stata chiamata ad esprimere il proprio parere ai sensi dell’art. 14 co.3 del d.lgs. 152/06. L’istruttoria prende in esame i contenuti del Rapporto ambientale del Piano in oggetto, secondo quanto previsto all’allegato VI del d.lgs.152/06, soffermandosi sui contenuti di particolare interesse per la Regione Toscana: • “Illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del Piano o programma e del rapporto con altri pertinenti piani e programmi” 4 26 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 1. L'Autorità di bacino ha avviato la predisposizione del Piano di Bacino del Fiume Serchio, stralcio “Bilancio Idrico del Lago di Massaciuccoli” sotto la vigenza della legge n. 183/1989. Ai sensi dell'art. 18 della legge n. 183/1989 (legge che risulta oggi abrogata dall'articolo 175 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) il Comitato Istituzionale dell'Autorità ha adottato nella seduta del 21 dicembre 2010, con deliberazione n. 169, il progetto di Piano sopra citato. Ai sensi dell'articolo 6 comma 2 lettera a), il progetto di Piano di bacino, stralcio “Bilancio Idrico del Lago di Massaciuccoli” adottato dall'Autorità di bacino del fiume Serchio, che definisce il quadro conoscitivo, in termini quantitativi, della risorsa idrica superficiale e sotterranea del bacino e fissa criteri gestionali della stessa, risulta ascrivibile – dal punto di vista dei contenuti e degli effetti – alle fattispecie dei piani da sottoporre a procedura di VAS. Si evidenzia che emergono delle problematiche di carattere procedurale nelle attribuzioni delle competenze in merito sia all’approvazione del Piano che al procedimento VAS dovuto in parte al confuso quadro normativo di riferimento che vede l’abrogazione della L. 183/89 e contemporaneamente la non completa attuazione del D.lgs 152/2006 dal momento che le Autorità di Distretto non sono state ancora costituite. Il bacino del Fiume Serchio è stato individuato con decreto del Ministero LL.PP. del 1° luglio 1989 quale bacino regionale pilota ai sensi dell’art. 30 della L. 183/89 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale per la difesa del suolo”. L’approvazione del piano di bacino, adottato dal Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino dovrebbe essere pertanto posta in capo alla Regione. Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "Norme in materia ambientale" ha previsto l’istituzione delle Autorità di bacino distrettuali, la conseguente soppressione delle Autorità di bacino di cui alla legge 183/89 a far data dal 30 aprile 2006, nonché l’emanazione di apposito decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri per il trasferimento di funzioni e la regolamentazione del periodo transitorio. L’art. 170 del D.Lgs 152/2006 ha disposto che le procedure di adozione e approvazione dei piani previste dalla L. 183/89 continuassero ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore della parte seconda del decreto relativa alla VAS (oggi in vigore). L’art. 175 del D. lgs 152/2006 ha abrogato la legge 183/89 (comma 1 lett. l)e l’art 1 bis della L. 365/2000 relativo alle conferenze programmatiche (comma 1 lett. cc). L’art. 66 del D.lgs.152/96, che regola le procedure di adozione ed approvazione dei Piani di bacino a livello di distretti idrografici, ha disposto che il Piano di bacino distrettuale: - è sottoposto a valutazione ambientale strategica (VAS) in sede statale. prima della sua approvazione, - è adottato a maggioranza dalla Conferenza istituzionale permanente insieme al relativo rapporto ambientale, - è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a conclusione della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) sulla base del giudizio di compatibilità ambientale espresso dall’autorità competente. Nelle more della costituzione dei distretti idrografici, la legge 27 febbraio 2009 n. 13 ha prorogato le Autorità di bacino di cui alla legge n. 183/89, facendo salvi gli atti posti in essere dalle medesime dal 30 aprile 2006. A tutt’oggi il previsto decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri non è stato emanato e le Autorità di bacino distrettuali non sono state ancora costituite. L’Autorità di bacino del fiume Serchio ha dichiarato nella Sintesi non tecnica che il piano in esame si riferisce ad un bacino distrettuale, tutto questo legittimato dal fatto che era stata chiamata a redigere urgentemente il Piano di gestione come Autorità distrettuale secondo quanto previsto dall’art. 165 del D.lgs 152/06 dalla necessità di adempiere agli obblighi comunitari per non incorrere ad una procedura di infrazione. 2. Il Rapporto ambientale contiene un’illustrazione dei contenuti del Piano la cui costruzione risulta molto complessa e di non facile consultazione. Il Rapporto Ambientale è articolato in numerosi documenti in cui sono richiamati a loro volta altri documenti relativi al precedente iter iniziato quattro anni fa ai sensi della L. 183/89 e successivamente modificato con l’introduzione della procedura di VAS inizialmente regionale e poi statale. Progetto di piano è stato aggiornato varie 5 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 27 volte ma, considerata la consistenza del materiale presentato, gli aggiornamenti non sempre sono tra loro coerenti. Il piano contiene un documento dedicato alle “Norme di piano” le quali risultano molteplici con rimandi “interni” frequenti e spesso di contenuto analogo o confrontabile. Numerose sono le misure di salvaguardia, alcune delle quali ricalcano le norme di piano. Molte norme consistono nella definizione di tavoli tecnici sperimentali e attività conoscitive e di monitoraggio finalizzate a pervenire a soluzioni di particolari problematiche ambientali in maniera partecipata con tutti gli Enti competenti e da questo deriva che molte delle attività di monitoraggio (e conseguentemente degli indicatori di interesse) scaturiranno dai confronti tecnici e dagli approfondimenti previsti e saranno oggetto delle successive fasi di aggiornamento del Piano. Inoltre alcune norme (tra cui soprattutto gli artt. 19-20-21) erano state precedentemente adottate dal comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del Fiume Serchio perché inserite nel piano di gestione, che ancora non è comunque stato approvato in sede statale, e sono in vigore come misure di salvaguardia da prima che il presente piano fosse adottato. Il piano prevede interventi strutturali, oggetto di altri strumenti di programmazione che coinvolgono numerosi Enti con competenze diverse, la cui attuazione è ancora in corso ed in continua evoluzione. 3. Il Rapporto ambientale contiene un’ampia descrizione del contesto ambientale, socio-economico del territorio che interessa il Piano preso in esame, una descrizione dello stato dell’ambiente anche con un’analisi dettagliata delle componenti dell’ecosistema del lago e un allegato che descrive la metodologia utilizzata per il calcolo del deflusso minimo vitale (DMV). L’ampia trattazione sulla “risorsa acqua” con una illustrazione dettagliata della metodologia utilizzata per il calcolo del bilancio idrico del bacino del lago di Massaciuccoli evidenzia un deficit idrico di circa 32 milioni di metri cubi all’anno. Il consumo antropico da imputarsi per circa 5 milioni di mc ai servizi acquedottistici, per circa 13 milioni di metri cubi a pozzi privati e per circa 14 milioni di metri cubi, circa il 43% del consumo totale, all’uso irriguo. Al deficit idrico ed alle modalità di utilizzo della risorsa idrica sono strettamente correlate le seguenti problematiche del lago: graduale ma costante decremento dei livelli idrici medi del lago, già allo stato attuale per buona parte dell’anno sotto il livello del mare, e delle falde acquifere ad esso collegate, in particolare di quella della duna costiera; graduale e costante incremento di fenomeni di subsidenza favoriti dal drenaggio delle acque operato dalla bonifica che, abbassando il livello della falda, innesca l’inevitabile compattazione delle torbe superficiali; - progressiva salinizzazione del lago per intrusione delle acque marine sia attraverso le falde della duna costiera che attraverso il canale burlamacca, unico emissario del lago; - progressivi interrimento ed eutrofizzazione del lago per continua immissione di ingenti quantità di nutrienti e solidi sospesi nel lago medesimo da parte delle attività antropiche; - progressiva riduzione della diversità biologica del lago e delle aree circostanti, ad esso connesse, con specie originarie in diminuzione e sviluppo di specie più resistenti o esotiche. Relativamente alla qualità delle sue acque il lago presenta oggi problemi di eutrofizzazione causati dalla presenza di una grande quantità di nutrienti, in primo luogo fosforo ed azoto, che innescano abnormi fioriture algali responsabili della opacità delle acque. In parte tale scenario è imputabile alla presenza di alcuni insediamenti produttivi ed industriali, localizzati con maggiore densità nella parte settentrionale del territorio, e ai reflui dei depuratori, tra i quali quelli di Massarosa e di Piano di Mommio, solo di recente collettati fuori bacino, e Vecchiano di cui è prevista la dismissione ed il collettamento verso il depuratore di S. Jacopo (Pisa). Il principale responsabile della dispersione dei nutrienti nelle acque del bacino sembra comunque essere il funzionamento del sistema di bonifica che confluisce le acque dai territori bonificati entro il lago, sistema che viene poi ad essere “invertito” durante il periodo primaverile – estivo con l’utilizzazione del lago come serbatoio per irrigazione. Per quanto riguarda la metodologia del calcolo del deficit di bilancio, espresso con una classica (se pur evoluta) disuguaglianza di grandezze tra loro sommate o sottratte, si osserva come venga riconfermata la sostanziale coincidenza tra il valore del deficit e sommatoria dei consumi antropici, rendendo sottinteso che all’interno del bacino non esisterebbe risorsa idrica disponibile; si conferma inoltre come la maggior parte dei consumi sia rappresentata da prelievi per usi diversi dall’idropotabile distribuito con acquedotto pubblico. La gestione e la revisione delle concessioni per qualsiasi uso assentite, di competenza delle Autorità concedenti, rivestirà pertanto un ruolo 6 28 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 fondamentale ai fini della riduzione del deficit, di importanza commisurata al previsto “congelamento” dei prelievi per usi acquedottistici e conseguentemente all’introduzione di forti limitazioni per le espansioni urbanistiche. Quanto sopra fatti comunque salvi i prioritari usi idropotabili. Si ritiene che il quadro conoscitivo relativamente agli interventi strutturali previsti dal piano debba essere aggiornato alla luce delle decisioni prese e di quanto emerso relativamente allo stato di attuazione degli interventi in sede dei comitati di sorveglianza del 16/11/2010 e 22/02/2011 dell’Accordo integrativo per il completamento della tutela delle risorse idriche del lago di Massaciuccoli più volte citato nel rapporto ambientale e allegato al piano e del comitato di vigilanza dell’accordo integrativo per la tutela delle risorse idriche dell’Entroterra Versiliese e della Costa siglato in data 28/01/2006. Quanto sopra al fine di ricalibrare le azioni e le norme previste dal piano stesso, alcune delle quali sono molto legate alla data di completamento degli interventi strutturali. Tale indicazione è avvalorata dai pareri che ci sono pervenuti dai settori regionali consultati e in particolare dal Settore Tutela e gestione delle risorse idriche e dal Settore Ufficio tecnico del genio Civile di Area Vasta Livorno-Lucca-Pisa. Si ritiene necessario riportare i contenuti del parere dell’Ufficio Tecnico del Genio Civile di area Vasta Livorno-Lucca e Pisa che opera il coordinamento ed il controllo operativo degli Enti Attuatori degli interventi finalizzati alla mitigazione delle criticità del Bacino del lago di Massaciuccoli, tramite la verifica periodica dello stato di avanzamento delle misure, delle azioni e degli interventi previsti e delle problematiche connesse alla eventuale mancata attuazione. “Dalla verifica effettuata emergerebbe la necessità di aggiornare gli elaborati del Piano in relazione a quanto emerso nelle sedute dei Comitati di Sorveglianza del 16/11/2010 e 22/02/2011 dell’Accordo integrativo per il completamento della tutela delle risorse idriche del lago di Massaciuccoli in relazione all’aspetto di seguito descritto: In relazione alle importanti decisioni condivise tra i soggetti firmatari del suddetto Accordo nel corso dei due Comitati sopra citati, che hanno modificato aspetti di rilievo relativi al soggetto attuatore, alla tempistica ed ai costi per la realizzazione della derivazione dal Fiume Serchio, si propone di valutare l’opportunità di aggiornare il contesto formulato nel Titolo II, art. 8, relativo alla Grande derivazione dal Fiume Serchio, con particolare riferimento alle “condizioni relative al finanziamento, realizzazione, nonché i tempi ed i costi relativi all’opera di grande derivazione dal fiume Serchio”, evidentemente riferite allo stato delle conoscenze esistenti ed alle intese intercorse alla data di sottoscrizione dell’Accordo. In tal senso i verbali dei suddetti Comitati potranno costituire utile supporto. Sarebbe inoltre opportuno evidenziare che l’intervento strutturale previsto all’art. 7 delle Norme di Piano Installazione della barriera mobile per limitare l’ingressione delle acque marine nel canale Burlamacca, risulta già realizzato e collaudato (Ente Attuatore Provincia di Lucca). Nell’ambito degli Altri interventi strutturali, indicati nell’art. 7, comma 1, lettera d, e descritti nell’Allegato A delle Norme di Piano, viene previsto l’intervento denominato: “Inversione nel Comune di Vecchiano, dello scolo meccanico delle acque dal lago di Massaciuccoli verso il Fiume Serchio”. In relazione a tale previsione, proponiamo di rappresentare l’opportunità che nel Piano sia recepito il concetto che la stessa debba essere subordinata all’esito di preliminari verifiche di fattibilità, finalizzate alla stima del rapporto costi-benefici ambientali. Ciò in relazione alla necessità di contestualizzare tale intervento nell’ottica della già completa attuazione dell’impianto idrovoro in località Bufalina, nonché della disponibilità delle risorse, pari a 18 milioni di euro, per l’attuazione della grande derivazione dal Fiume Serchio. Tali verifiche sono necessarie a fronte dei costi estremamente rilevanti, connessi all’ipotesi di realizzare un canale in contropendenza per consentire l’inversione verso il Fiume Serchio delle acque sollevate dal lago, ipotesi che peraltro potrebbe implicare interconnessioni significative con numerose infrastrutture, quale ad esempio l’autostrada. Anche nell’ottica di quanto sopra esposto, si propone dunque che il quadro conoscitivo del Piano ed il relativo Rapporto di valutazione ricomprendano il quadro di sintesi di tutte le azioni strutturali in atto nel Bacino del Lago di Massaciuccoli (bonifiche discariche, adeguamento depuratori e fognature ecc), anche al fine di meglio ricalibrare la pianificazione di Bacino sulle esigenze residue di completamento degli interventi già avviati. Tale quadro di sintesi è reperibile dai Verbali dei sopra citati Comitati di Sorveglianza. Per quanto altro attiene gli interventi strutturali richiamati nel Piano e nei Documenti allegati sarebbe inoltre opportuno verificare, nel “Rapporto del Piano Stralcio con la Pianificazione e Programmazione comunali”, par. 3.4.1, riferito al Comune di Viareggio, quanto descritto in merito al “progetto per la realizzazione dell’acquedotto agro industriale”. Quanto sopra per rendere esplicito se tale acquedotto è da ricondursi all’intervento denominato “Riutilizzo delle acque reflue e fluenti dagli impianti di depurazione di Viareggio, Camaiore capoluogo, Secco, Lido di Camaiore e Massarosa come risorsa alternativa a favore del comparto ortoflorovivaistico dell’entroterra versiliese e per gli altri usi consentiti, mediante la realizzazione di un acquedotto consortile”, ricompreso nell’ dell’Accordo Integrativo per la tutela delle risorse idriche 7 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 29 dell’Entroterra Versiliese e della Costa del 28/01/2006. Qualora si trattasse del medesimo intervento potrebbero essere esplicitate le azioni già intraprese e quelle in atto da parte dei Comuni sottoscrittori del sopra citato Accordo di Programma (Comuni di Massarosa, Viareggio e Camaiore) relativamente all’utilizzo delle acque reflue, nonché lo stato dell’arte della progettazione (I° LOTTO) ed i fondi effettivamente disponibili.” 4. Nel Rapporto ambientale sono stati individuati i seguenti obiettivi generali di Piano: - Conseguimento del riequilibrio del bilancio idrico nel bacino del lago di Massaciuccoli, diminuendo il deficit idrico esistente fino a livelli riconosciuti socialmente accettabili - Contribuzione al miglioramento della qualità delle acque; Sulla base dei due obiettivi generali proposti sono stati individuati 5 obiettivi specifici che concorrono al perseguimento degli obiettivi generali e così esplicitati: - Individuazione di nuove forme di approvvigionamento di acqua al lago Massaciuccoli; - Riduzione e monitoraggio dei consumi idrici interni al bacino del Lago di Massaciuccoli e contrasto alla subsidenza; - Riconversione delle attività agricole interferenti con il bacino del Lago di Massaciuccoli; - Contrasto dell’ingressione marina nel lago; - Riduzione degli scarichi civili ed industriali. 5. Nel Rapporto ambientale è stata sviluppata l’analisi di coerenza verticale e orizzontale fra il Piano in oggetto e i principali strumenti di pianificazione territoriali e settoriali indicando per ciascuno di essi gli elementi che a livello strategico, di quadro conoscitivo e normativo, risultano pertinenti con la tutela quantitativa e qualitativa della risorsa, oggetto specifico del Piano ed identificando sinergie e/o eventuali discrasie riguardo alle prescrizioni di piano. Ai fini della verifica di coerenza esterna verticale i documenti presi in esame e correlati, direttamente o indirettamente, alle tematiche relative alla risorsa idrica e ai possibili effetti generali sull'ambiente e sul paesaggio derivanti dall'utilizzo della stessa, sono i seguenti: • Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana; • Piano Paesaggistico; • Master Plan dei Porti; • Piano Regionale di Sviluppo 2006-2010; • Piano Regionale di Azione Ambientale 2004-2006 e 2007-2010; Ai fini della verifica di coerenza esterna orizzontale i documenti presi in esame sono i seguenti: 1. Piano regionale dello sviluppo economico 2007-2010; 2. Piano di Tutela delle acque della Regione Toscana; 3. Piano di gestione delle acque del Distretto idrografico del fiume Serchio; 4. Piano di bacino del fiume Serchio, stralcio “Assetto Idrogeologico; 5. Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 e Piano Agricolo Regionale; 6. Programma Forestale Regionale 2007-2011; 7. Piano Regionale per la Pesca nelle acque interne 2007-2012; 8. Piano Regionale delle Attività estrattive di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili (P.R.A.E.R.); 9. Piano di ambito ottimale n. 1 “toscana Nord” e n. 2 “Basso Val d’Arno”; 10. Piani Provinciali (PTCP) A conclusione dell’analisi dei piani presi in esame è stata costruita una tabella di sintesi che evidenzia le interazioni del Piano con la pianificazione e programmazione vigente. Si evidenzia che nell’analisi di coerenza fra il Piano in oggetto e il Piano di Gestione delle acque del Distretto idrografico del fiume Serchio sono esplicitate, con una tabella, le interconnessioni esistenti tra obiettivi generali e specifici dei due Piani e sono individuate le misure supplementari del Piano di Gestione che concorrono al raggiungimento degli obiettivi del Piano di bacino in esame. Il piano non appare nel suo complesso come un piano stralcio bilancio idrico ma piuttosto si configura come un ulteriore approfondimento, se pur riferito al solo bacino del lago di Massaciuccoli, del più complesso piano di gestione. Infatti le problematiche emerse nell’analisi sullo stato dell’ambiente, se pur in un ambito territoriale ristretto, non riguardano solo gli aspetti 8 30 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 quantitativi della risorsa idrica, e quindi il bilancio idrico, ma anche gli aspetti relativi alla qualità, solo in parte collegati alla situazione di deficit idrico. Analogamente e conseguentemente molte misure ed interventi strutturali previsti dal piano sono volti alla tutela sia quantitativa che qualitativa della risorsa, ma l’unica grandezza di riferimento per la loro calibrazione è costituita da un numero che rappresenta il deficit di bilancio idrico presente sul territorio interessato. Si consiglia una semplificazione dell’impianto normativo, attraverso la distinzione tra norme vere e proprie da azioni riconducibili ad un piano di lavoro attuativo da svilupparsi con la collaborazione degli altri enti competenti in materia di pianificazione e gestione della risorsa idrica. Quanto sopra ai fini di una maggiore chiarezza e anche per rendere più agevole il recepimento delle norme all’interno del piano di tutela delle acque che è sviluppato a scala regionale e per bacini idrografici, nonché all’interno delle pianificazioni di competenza provinciale. Quanto previsto dal piano stralcio bilancio idrico dovrà infatti essere recepito dal piano di tutela delle acque che, ai sensi del Dlgs 152/2006 attribuisce a corpi idrici ben definiti, superficiali e sotterranei, la valutazione dello stato di qualità delle acque, la definizione degli obiettivi e l’emanazione di misure per il raggiungimento degli obiettivi entro determinate scadenze temporali. Quanto sopra è stato reso coerente e aggiornato all’interno del piano di gestione del distretto del Serchio, adottato successivamente all’approvazione del piano di tutela. In particolare, è stata riallineata la classificazione dello stato di qualità ambientale del lago di Massaciuccoli e del corpo idrico sotterraneo della Versilia e riviera apuana, ricadente in parte all’interno del bacino del lago di Massaciuccoli e sono stati fissati per entrambe l’obiettivo del raggiungimento al 2021 dello stato di qualità buono. Il piano stralcio bilancio idrico del lago di Massaciuccoli si pone due obiettivi: conseguire il riequilibrio del bilancio idrico nel bacino del lago, diminuendo il deficit idrico esistente fino a livelli riconosciuti socialmente accettabili, e contribuire al miglioramento della qualità delle acque. Non sono specificati riferimenti temporali, né valori soglia per il miglioramento della qualità delle acque. Si ritiene opportuno che venga stimato il valore dell’incidenza delle azioni di piano in oggetto sugli obiettivi di qualità previsti per i corpi idrici superficiali e sotterranei presenti nel bacino del fiume Serchio dal piano di tutela e dal piano di gestione al fine di consentire un maggiore riallineamento tra le suddette pianificazioni ew per dare un ordine di priorità agli interventi programmati. Sempre in tema di analisi di coerenza con il piano di tutela delle acque, si nota come l’impianto normativo sviluppi alcune disposizioni riferite alla disciplina degli usi domestici delle acque sotterranee. Si ritiene che tali provvedimenti siano più attinenti ad una sfera “legislativa e regolamentare” e contrastino con le competenze regionali come definite dal D.lgs 152, art.95 e recepite dalla L.R. 91/98; pare pertanto opportuno che tali norme si trasformino in indirizzi di cui la Regione terrà conto nello svolgimento della sua competenza legislativa e cui le Province faranno riferimento all’interno dei propri regolamenti. Tutto ciò in coerenza con quanto già elaborato dall’Autorità di Bacino relativamente alle norme sul risparmio idrico e sui criteri per l’installazione e manutenzione dei dispositivi per la misurazione dei volumi e delle portate derivate, materia da regolamentare a scala regionale. Considerato inoltre che talune delle norme previste riguardano direttamente le attività di bonifica svolta dal Consorzio di Bonifica operante sul territorio contiguo al lago, si raccomanda di verificare la coerenza delle norme con la normativa nazionale e regionale in materia di bonifica. Tale considerazioni, in particolare sono da riferirsi all’art 30 delle Norme di piano “Gestione della bonifica nel bacino del lago di Massaciuccoli” , secondo cui il Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli è tenuto a predisporre un Piano di Gestione Ambientale della Bonifica individuando un franco minimo dei livelli idrici da mantenere al di sotto del piano campagna; tale piano, comunque utile, dovrà inoltre essere uno strumento condiviso. “Aspetti pertinenti dello stato attuale dell’ambiente e sua evoluzione probabile senza l’attuazione del Piano o Programma”, e“Caratteristiche ambientali delle aree che potrebbero essere significativamente interessate” e “Qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al Piano o programma, ivi compresi in particolare quelli relativi ad aree di particolare rilevanza ambientale, quali le zone designate come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di 9 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 importanza comunitaria per la protezione di habitat naturali e della flora e della fauna selvatica” Considerato inoltre che talune delle norme previste riguardano direttamente le attività di bonifica svolta dal Consorzio di Bonifica operante sul territorio contiguo al lago, si raccomanda di verificare la coerenza delle norme con la normativa nazionale e regionale in materia di bonifica. Tale considerazioni, in particolare sono da riferirsi all’art 30 delle Norme di piano “Gestione della bonifica nel bacino del lago di Massaciuccoli” , secondo cui il Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli è tenuto a predisporre un Piano di Gestione Ambientale della Bonifica individuando un franco minimo dei livelli idrici da mantenere al di sotto del piano campagna; tale piano, comunque utile, dovrà inoltre essere uno strumento condiviso. Nel Rapporto ambientale vi è un’ampia illustrazione nel documento “Relazione sullo Stato dell’ambiente” sullo stato attuale dell’ambiente: il lago di Massaciuccoli è esteso su uno specchio d’acqua della superficie di 13 kmq, con un bacino idrografico di 114 kmq e con un bacino idrogeologico di 170 kmq (fig. 1) si trova tra i monti del Quiesa e le dune costiere del Tirreno, retrostante alla fascia litoranea della Versilia. Il lago ha una profondità media di circa due metri, ed è in parte delimitato da argini che si sviluppano per una lunghezza di circa 16 Km e che raggiungono in altezza la quota di 0,50/0,60 metri s.l.m. L’altezza di questi dal piano di campagna esterno è variabile, in funzione della morfologia e della quota del terreno, fino a circa 3 – 4 metri. Esso è circondato da un'area umida palustre marginale, denominata Padule di Massaciuccoli, della superficie di 15 kmq, inclusa all’interno degli argini del lago e delimitata verso ovest dalla duna costiera, residuo di quella che anticamente caratterizzava buona parte della pianura versiliese e di cui si ha notizia già a partire dal XV secolo quando si estendeva dal fiume Camaiore fino al fiume Serchio. L'area appena descritta rappresenta un'ampia conca naturale al centro della quale si trova appunto il lago di Massaciuccoli, collegato al mare mediante i fossi Burlamacco, Malfante, Venti e Quindici, confluenti in un emissario naturale, il canale Burlamacca, che sfocia nel porto di Viareggio. A partire dal 1741 i deflussi del Burlamacca sono stati regolati da un'opera idraulica consistente in cateratte note con il nome di " Porte Vinciane", il cui scopo è quello di consentire il deflusso naturale delle acque del lago verso il mare e di impedirne il flusso contrario. Interratosi nel tempo, l’altro emissario naturale rappresentato dal canale della Bufalina è stato recentemente riattivato, con funzionamento intermittente, mediante l’installazione di una pompa idrovora che allontana le acque in eccesso dal lago, allorquando, in occasione di eventi meteorici particolarmente gravosi, il livello del lago si innalzi oltre la soglia di sicurezza, identificata con la quota di 0,40 metri s.l.m. Il territorio pianeggiante contiguo allo specchio lacustre e alle aree palustri circostanti è stato parzialmente modificato da un'opera di bonifica meccanica, allo scopo di combattere la malaria e con l’intento di acquisire terreni fertili per l'agricoltura. Le aree bonificate, riguardanti il settore settentrionale e meridionale del territorio contiguo al lago, sono oggi gestite dal Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli (responsabile peraltro del funzionamento del citato canale Bufalina) e sono interessate da attività agricole, agroflorovivaistiche e zootecniche. Questi terreni si trovano ad una quota più bassa del livello medio marino e sono interessati da fenomeni di subsidenza favoriti dal drenaggio delle acque operato dalla bonifica che, abbassando il livello della falda, innesca l’inevitabile compattazione delle torbe superficiali. Per effetto della bonifica il lago rappresenta pertanto un contenitore pensile e la superficie delle sue acque, durante le piogge, può raggiungere quote superiori di alcuni metri sopra il piano della campagna circostante generando problemi di stabilità degli argini. I pochi corsi d'acqua naturali che alimentano il lago provengono in prevalenza dalle colline orientali ai cui piedi è sito lo specchio d'acqua; gli apporti superficiali delle fasce di dune poste fra il lago ed il mare sono trascurabili, mentre maggiore impatto rivestono gli afflussi provenienti dai vari canali di bonifica sia a nord che a sud. Inoltre il Rapporto Ambientale contiene una brevissima illustrazione sulla sua possibile evoluzione senza l’attuazione del Piano ed emerge che nel Lago di Massaciuccoli si è sicuramente avuta una 10 31 32 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 convergenza di fattori (accumulo della quantità dei nutrienti, interrimento, aumento di torbidità, ingressione salina) che ha indotto al deterioramento della qualità delle acque lacustri con una conseguente iperproduzione di fitoplancton. Tale situazione si è creata sia per un processo naturale che avviene in tempi molto lunghi a causa del graduale interramento della conca lacustre provocato dall’apporto di materiali provenienti dal bacino imbrifero e sia per le attività umane, i fattori fisici (luce e temperatura) e morfometrici (profondità e volume) del corpo idrico, possono esercitare un ruolo fondamentale nell’accelerazione del fenomeno. Visto lo stato di elevata criticità in cui versa attualmente il lago di Massaciuccoli e in assenza di alcun tipo di intervento, il lago andrebbe incontro ai seguenti fenomeni: 1. Ulteriore aggravamento del deficit idrico. 2. Salinizzazione, con perdita degli habitat tipici del lago originario e creazione di ecosistemi salmastri (influenzati comunque dall’inquinamento). 3. Interrimento “accelerato”: evoluzione naturale dei laghi e delle aree umide costiere ma con tempi più rapidi 4. Ulteriore aggravamento della condizione di ipereutrofia attuale. "La valutazione di incidenza" Il Rapporto ambientale contiene un capitolo dedicato allo studio di incidenza nel quale sono individuati, descritti e quindi valutati, gli eventuali impatti significativi delle azioni di piano e sulle finalità di conservazione dei siti designati come siti di importanza comunitaria (SIC) per la protezione degli habitat naturali e della flora e fauna selvatica e come zone di protezione speciale (ZPS) per la conservazione degli uccelli selvatici. Nell'ambito dei procedimenti di tutela preventiva dei siti della Rete Natura 2000 le procedure di valutazione d'incidenza costituiscono uno degli elementi più importanti. In tale procedura lo studio di incidenza, di un piano o progetto, è finalizzato a verificare se vi siano incidenze significative su un sito o proposto sito della rete Natura 2000, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso. Lo studio di incidenza si è reso necessario sui seguenti SIR: SIR n°25: Lago e padule di Massaciuccoli (IT5120017) SIR n°61: Dune litoranee di Torre del Lago (IT5170001 SIR n° 24: Macchia lucchese (IT5120016 SIR n°62: Selva Pisana ( IT5170002) La valutazione dell’incidenza del Piano è stata condotta tenendo in considerazione gli obiettivi generali e gli obiettivi specifici del piano, di seguito elencati, ed effettuando la valutazione di incidenza specifica delle azioni principali previste nelle norme tecniche del Piano per raggiungere tali obiettivi. Dallo Studio di incidenza risulterebbe che gli interventi strutturali previsti dal Piano (in particolare la grande derivazione dal Serchio, e la risistemazione della barriera sul Burlamacca per limitare l’ingressione di acqua ad elevata salinità) hanno, in linea generale, incidenza positiva sulle emergenze naturalistiche del SIC Lago e Palude di Massaciuccoli. Inoltre risulterebbe che gli interventi non strutturali correlati hanno una sicura incidenza positiva su tali emergenze, in particolare gli interventi relativi alla riconversione dell’agricoltura e alla disciplina del territorio e alla riduzione dei prelievi idrici e alla riduzione degli scarichi civili ed industriali e delle acque dilavanti afferenti nel lago. Non sono state indicate quindi misure di mitigazioni specifiche, bensì azioni sinergiche per poter ottimizzare i risultati attesi dagli interventi previsti dal piano. Si osserva che in tutto il documento relativo allo studio di incidenza in cui sono stati trattiti anche gli aspetti normativi delle valutazione d’incidenza non viene indicato il soggetto competente (Regione o Stato) ad esprimersi in tale materia: si ritiene pertanto necessario che sia indicata la competenza e reso noto gli esiti della stessa valutazione. “Obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli Stati membri, pertinenti al piano o programma, e il modo in cui durante la sua preparazione si è tenuto conto di detti obiettivi e di ogni considerazione ambientale” 11 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Il Rapporto ambientale contiene un’analisi dei principali riferimenti internazionali e comunitari in materia di qualità della risorsa idrica e in particolare di quanto indicato nella Direttiva 2000/60 CE che si sostanziano nella realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile, nel mantenimento delle funzioni e la struttura di un ecosistema e nel raggiungimento del cosiddetto “Good Ecological Status” (buono stato ecologico). "Possibili effetti significativi sull’ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua, l’aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e l’interrelazione tra i suddetti fattori. Devono essere considerati tutti gli effetti significativi, compresi quelli secondari cumulativi, sinergici, a breve, medio, lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e negativi; Misure previste per impedire, ridurre e compensare in modo più completo possibile gli eventuali effetti negativi significati sull’ambiente dell’attuazione del Piano Programma” Il Rapporto ambientale contiene un documento dedicato alla verifica degli impatti così strutturato: - analisi di coerenza interna verticale e orizzontale sintetizzata in una tabella in cui per ogni obiettivo generale di Piano sono individuati gli obiettivi specifici e le azioni che concorrono al raggiungimento degli stessi; - verifica qualitativa dei possibili impatti significativi delle misure del Piano sui fattori ambientali rappresentata in modo sintetico, con una matrice e con una analisi sintetica per ogni misura. Il Piano contiene un documento “Norme di Piano” che individua la normativa di attuazione del Piano articolata in norme immediatamente vincolanti, misure di salvaguardia, direttive e raccomandazioni. Il Piano opera con gli strumenti contenuti nel sopra citato documento “Norme di Piano”, di seguenti indicati: a) azioni di carattere strutturale (Titolo II); b) azioni per la riconversione dell’agricoltura (Titolo III); c) azioni di carattere conoscitivo attraverso il monitoraggio degli aspetti quantitativi e qualitativi delle risorse idriche (Titolo IV); d) disposizioni sull’uso della risorsa idrica (Titolo V), distinte tra norme volte a non incrementare l’uso attuale della risorsa idrica al fine del non aggravio del deficit riscontrato, di cui al Capo I, e norme generali per la pianificazione idrica a scala di bacino idrografico, di cui al Capo II ; e) azioni per il risparmio idrico (Titolo VI); f) disposizioni per assicurare il recepimento del Piano nella pianificazione regionale e sub regionale di sviluppo economico e di uso del suolo (Titolo VII); g) individuazione di misure di salvaguardia del progetto di Piano adottato finalizzate ad impedire l’aggravamento del deficit in attesa dell’ approvazione del Piano stesso, come definite dal Titolo VIII delle presenti Norme. Si sottolinea come il piano vada ad incidere sulla pianificazione territoriale dal momento che alcune norme specifiche prevedono su tutto il territorio esaminato, e anche fuori bacino (in quest’ultimo caso qualora le risorse utilizzate provengano dall’interno del bacino) delle limitazioni agli usi delle acque, comprendendo tra questi anche l’uso idropotabile, tali da influire consistentemente sulla pianificazione di Ambito e urbanistica e sullo sviluppo socio economico del territorio. Tale misura può condizionare le previsioni di espansione territoriale dei comuni che utilizzano acqua proveniente dal bacino del lago di Massaciuccoli (Viareggio, Massarosa, Vecchiano, Pisa, Livorno), qualora venga accertato che le stesse previsioni comportano un aggravio del deficit idrico calcolato. Questi impatti sono stati messi in evidenza all’interno del rapporto ambientale, ma non sono state previste misure compensative, né di mitigazione, che invece dovrebbero essere prese in considerazione dal piano. Inoltre si ritiene eccessiva la necessità di subordinare al parere vincolante dell’Autorità di Bacino tutti gli interventi inerenti l’utilizzo di risorsa idrica, compresi gli interventi edilizi, soprattutto se tale parere è preso “a valle” di atti di pianificazione sia urbanistica che settoriale in generale che 12 33 34 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 recepiscono il piano stralcio e sui quali l’Autorità di Bacino si è già espressa considerato il grado di dettaglio con il quale sono state elaborate le norme, che analizzano e affrontano ogni tipo di impatto gravante sulle acque del bacino, e molte delle quali sono rivolte ad altri enti (Regione, Province, ATO, Comuni) con competenze ben definite. Si rileva dalle osservazioni ricevute dai settori Rifiuti e Bonifiche dei siti inquinati e Viabilità di interesse regionale che in merito alla realizzazione della grande derivazione dal fiume Serchio dalla documentazione non emergono considerazioni in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo derivanti dalla realizzazione dell’opera ed i relativi possibili effetti ambientali. Si ritiene necessario precisare che le terre e rocce da scavo prodotte nell’ambito del progetto potranno essere escluse dal regime dei rifiuto solo se trattate nel rispetto dei contenuti del D.Lgs 152/2006 smi art 185 comma lettera c) e/o art 186, in caso contrario dovranno essere avviate a smaltimento o recupero in impianti autorizzati. Inoltre si rileva che le ipotesi di tracciato dell'intervento strutturale di grande derivazione dal fiume Serchio per l'immissione di acqua nel bacino del lago di Massaciuccoli interferisce con la sede della piattaforma dell'Autostrada 11 Firenze – Pisa Nord. Si ricorda che, ai sensi del Nuovo Codice della Strada e successivo regolamento, risulta necessario rispettare la distanza dal confine stradale nell'eseguire interventi lateralmente alle stesse nonché le norme e procedure per gli attraversamenti e uso della sede autostradale. Si ritiene necessario garantire, inoltre, gli spazi necessari per la realizzazione dell'eventuale terza corsia autostradale. Si osserva che tra le alternative analizzate nel capitolo “3. Analisi delle alternative al Piano” del “Rapporto Ambientale: valutazione degli effetti”, si ipotizza (al punto 3.3) il dragaggio dei sedimenti del lago per i primi 30 – 40 cm in quanto ricchi di nutrienti che contribuiscono all’eutrofizzazione del lago. Tale dragaggio comporterebbe l’asportazione di circa 2,8 milioni di mc di sedimenti. Dalla documentazione non risultano indagini in merito al grado di contaminazione di tali sedimenti. Si ritiene quindi necessario precisare che tale azione dovrà essere attentamente valutata in relazione al grado e tipologia di contaminazione di tali sedimenti, in particolare per valutare la percorribilità degli ipotizzati riutilizzi del materiale dragato in relazione alla vigente normativa sui rifiuti. Ai fini dell’esclusione di tali sedimenti dal regime dei rifiuti dovrà essere infatti rispettato quanto disposto dall’articolo 185 comma 3 del DLgs 152/2006 e smi e/o dall’articolo 39 comma 13 del DLgs 205/2010. Nel caso in cui i sedimenti siano da classificarsi come rifiuti, dovranno essere gestiti nel rispetto della normativa vigente in materia ed essere avviati a smaltimento o trattamento in impianti autorizzati. In riferimento alla strategia di Piano adottata per conseguire il riequilibrio del bilancio idrico consistente nella derivazione dal Fiume Serchio per l’immissione nel bacino del lago di Massaciuccoli, ARPAT nel parere inviatoci, ha fornito una valutazione tecnica effettuata dall’Articolazione Funzionale “Ecosistemi palustri e laghi” dell’Area Mare ARPAT – Lucca, che opera in modo sistematico nello studio del sistema lacuo palustre di Massacuiccoli la quale è stata incaricata con Decreto della Regione Toscana di cooperare con CNR-ISMAR per la definizione della diagenesi sedimentaria del lago e per la identificazione sperimentale degli interventi interni di inattivazione dei nutrienti utilizzando ambienti controllati in situ. Da tale studio si evince che l’intervento strutturale di derivazione di acque dal Fiume Serchio rappresenta l’unico possibile rimedio a breve termine alla situazione di forte degrado del Lago Massaciuccoli. L’analisi è focalizzata sulla localizzazione del punto di inserimento nel bacino acqueo del lago è cruciale al fine di un tentativo di parziale risanamento e non solo di un “bilanciamento idrico”ed esamina nel dettaglio i pregi e i difetti di diverse localizzazioni del punto di inserimento della derivazione Serchio-Massaciuccoli; in particolare vengono analizzate due specifiche localizzazioni, l’adduzione nel canale Barra Barretta e l’adduzione nel Canale Fossa Nuova, sollevando alcune perplessità sulla scelta di conferire le acque derivate dal serchio nel Canale Barra-Barretta. Nella relazione la valutazione dei pregi e dei difetti è esemplificata tramite lo studio di sette punti di discussione qui di seguito riportati: punto Adduzione nel Canale Barra Barretta Adduzione nel Canale Fossa Nuova 1° I punti di presa irrigua derivano dal canale fra 478 I punti di presa irrigua derivano dal canale fra 116 l/sec e 189 l/sec (dati Consorzio). In periodi di l/sec e 32 l/sec. magra del Serchio le acque derivate, che avranno portata molto inferiore ai 3 mc, verranno assorbite totalmente dall’irrigazione. 13 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 2° 3° 4° 5° 6° 7° • Le acque derivate dal Serchio vengono introdotte nel Canale Barra- Barretta che riceve le idrovore di Vecchiano e Massaciuccoli e il depuratore di Vecchiano che ne condizionano negativamente la qualità. Le idrovore lavorano quotidianamente in estate ed in inverno per cui non esiste un periodo dell’anno in cui le acque del Serchio possano raggiungere il lago senza alterazioni. Le acque del Serchio giungono nel lago al centro di una conoide di sedimentazione di materiale trasportato dalla Barra contenente alte percentuali di nutrienti. Tale conoide ha uno spessore che sulla linea di costa si attesta su circa 1 metro Le superfici del fondo della Barra- Barretta percorse dalle acque del Serchio conservano i residui degli scarichi delle idrovore e del depuratore hanno uno strato sedimentario di notevole spessore, da indagare, formato dagli apporti degli scarichi dei depuratori di Vecchiano e Migliarino e dal materiale sedimentario di origine agricola proveniente dalle idrovore, ricco di nutrienti e metalli pesanti, ed una superficie di contatto con le acque scorrenti maggiore di quelle della Fossa Nuova. 35 Le acque derivate dal Serchio giungono al lago senza alterazioni dovute ad immissioni laterali nel canale recettore. Le acque del Serchio giungono nel lago in una porzione dell’invaso in cui la profondità media è 50 cm ed il sedimento contiene i quantitativi minori di sedimenti anossici di tutto il bacino lacustre (dati CNR-ISMAR) Le superfici del fondo del canale Fossa Nuova percorse dalle acque del Serchio prima dell’immissione nel lago hanno uno strato sedimentario di minor spessore rispetto al Canale Barra Barretta, in quanto il canale non riceve apporti inquinanti, ed hanno anche una superficie inferiore per la minor sezione del canale. I rilasci di nutrienti dallo strato superficiale si verificheranno anche qui ma, a causa del suo ridotto spessore, il fenomeno sarà limitato nel tempo. Lo strato superficiale del sedimento sarà ricolonizzato dalle macrofite a causa del totale condizionamento della colonna d’acqua. I volumi di acqua investiti dall’apporto della I volumi di acqua investiti dall’apporto della Barra/Serchio sono molto maggiori rispetto a Fossa Nuova/Serchio sono molto minori rispetto a quelli dell’ipotesi Fossa Nuova a causa della quelli della Barra/Serchio a causa della minore maggiore profondità e della struttura aperta della profondità della colonna d’acqua del lago in quel linea di costa (localizzazione centrale rispetto settore e della struttura chiusa della linea di costa all’invaso). L’effetto risanatorio è diluito. (angolo Est). L’effetto risanatorio è rafforzato. Le acque della Barra Barretta vengono introdotte La Fossa Nuova, a monte della congiunzione con in posizione centrale nel lago. L’effetto risanatorio il lago (che avviene in posizione decentrata ed in ha un solo bersaglio, il punto di foce o l’intero un’ansa ad andamento triangolare) si ramifica per specchio del lago. raggiungere direttamente la Fossa del Porto di Massaciuccoli ed alcune aree palustri circostanti. L’effetto risanatorio sarebbe esteso immediatamente ad alcune aree molto frequentate ed alla Riserva Naturale del Chiarone. Se non si desidera raggiungere questi settori laterali della zona umida tali canali possono essere chiusi o regimàti. I costi di realizzazione del progetto sono stimati in I costi di realizzazione del progetto sono stimati 18 milioni di euro. assommare a circa 2 milioni di euro in più rispetto all’altra ipotesi progettuale. “Descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio e controllo degli effetti ambientali significativi derivanti dall’attuazione del piano o del programma proposto ” Si rileva che nel Rapporto ambientale non vi è un capitolo dedicato al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del piano in esame.:si ritiene che sia necessario approfondire e ampliare le tematiche relative al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del piano in esame che si ritrovano nei vari documenti del Rapporto ambientale. 14 36 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 • “Sintesi non tecnica delle informazioni di cui alle lettere precedenti” La sintesi non tecnica costituisce allegato al Piano e presenta tutti i contenuti richiesti. Tutto quanto sopra premesso e considerato, ai sensi dell’art. 33 della l.r. 10/2010, il NURV ai fini dell’espressione del parere della Giunta regionale esprime le seguenti valutazioni conclusive 1. Si evidenzia che emergono delle problematiche di carattere procedurale nelle attribuzioni delle competenze in merito sia all’approvazione del Piano che al procedimento VAS dovuto in parte al confuso quadro normativo di riferimento che vede l’abrogazione della L. 183/89 e contemporaneamente la non completa attuazione del D.lgs 152/2006 dal momento che le Autorità di distretto non sono state ancora costituite. 2. Nel Rapporto ambientale del Piano di bacino, stralcio “Bilancio idrico del Lago di Massaciuccoli” sono riportati i contenuti richiesti nell'Allegato VI "Contenuti del Rapporto Ambientale di cui all'art. 13" del Decreto Legislativo 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”; tuttavia ai fini di una corretta valutazione è necessario approfondire e ampliare le tematiche relative al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del piano in esame come richiesto al punto i) dell’allegato sopra citato in un apposito capitolo. 3. Il Rapporto ambientale contiene un’illustrazione dei contenuti del Piano la cui costruzione risulta molto complessa e di non facile consultazione. Esso è articolato in numerosi documenti in cui sono richiamati a loro volta altri documenti relativi all’iter di formazione del piano iniziato quattro anni fa ai sensi della L. 183/89 e successivamente modificato con l’introduzione della procedura di VAS inizialmente regionale e poi statale. Il Progetto di piano è stato aggiornato varie volte ma, considerata la consistenza del materiale presentato, gli aggiornamenti non sempre risultano fra loro coerenti. 4. Il Piano contiene un documento dedicato alle “Norme di piano” le quali risultano molteplici, con rimandi “interni” frequenti e spesso di contenuto analogo o confrontabile. Numerose sono le misure di salvaguardia, alcune delle quali ricalcano le norme di piano. Molte norme consistono nella definizione di tavoli tecnici sperimentali e attività conoscitive e di monitoraggio finalizzate a pervenire a soluzioni di particolari problematiche ambientali in maniera partecipata con tutti gli Enti competenti e da questo deriva che molte delle attività di monitoraggio (e conseguentemente degli indicatori di interesse) scaturiranno dai confronti tecnici e dagli approfondimenti previsti e saranno oggetto delle successive fasi di aggiornamento del Piano. Alcune norme (tra cui soprattutto gli artt. 19-20-21) erano state precedentemente adottate dal comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Serchio perché inserite nel piano di gestione del distretto, che ancora non è comunque stato approvato in sede statale, e sono in vigore come misure di salvaguardia da prima che il presente piano fosse adottato. Si ritiene necessario che tale documento sia rivisto per renderlo più coerente, di più facile lettura anche con riferimento alla distribuzione delle competenze fra l’Autorità di bacino e gli altri Enti. In particolare si suggerisce di rivedere i seguenti gli articoli.: 3, 5, 7, 8,11, 13 bis, 14, 17, 19, 20, 21, 29, 30, 34, 38 ter, le direttive 1, 4 e 5 e le raccomandazioni 3, 4 e 8. La revisione delle norme di piano dovrà inoltre verificare la coerenza con la normativa nazionale e regionale in materia di bonifica e di difesa del suolo (in particolare art 30), lasciando parere vincolante dell’Autorità di bacino solo nei casi in cui le norme ordinarie presentino vuoti di competenza. 15 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 37 5. Il calcolo del deficit di bilancio conferma come la maggior parte dei consumi sia rappresentata da prelievi per usi diversi dall’idropotabile distribuito con acquedotto pubblico, pertanto la gestione e la revisione delle concessioni per qualsiasi uso assentite, di competenza delle Autorità concedenti, rivestirà un ruolo fondamentale ai fini della riduzione del deficit, di importanza commisurata al previsto “congelamento” dei prelievi per usi acquedottistici e conseguentemente all’introduzione di forti limitazioni per le espansioni urbanistiche. 6. Il quadro conoscitivo relativamente agli interventi strutturali previsti dal piano dovrebbe essere aggiornato alla luce delle decisioni prese e di quanto emerso relativamente allo stato di attuazione degli interventi in sede dei comitati di sorveglianza del 16/11/2010 e 22/02/2011 dell’Accordo integrativo per il completamento della tutela delle risorse idriche del lago di Massaciuccoli più volte citato nel rapporto ambientale e allegato al piano e del comitato di viglianza dell’accordo integrativo per la tutela delle risorse idriche dell’Entroterra Versiliese e della Costa siglato in data 28/01/2006. Quanto sopra al fine di ricalibrare le azioni e le norme previste dal piano stesso, alcune delle quali sono molto legate alla data di completamento degli interventi strutturali. 7. Si evidenzia che dalla lettura del documento “Analisi degli effetti” relativo all’intervento strutturale “Realizzazione, gestione e monitoraggio della grande derivazione del fiume Serchio”, sono state individuate tre possibili alternative di tracciato: il recapito diretto nel Lago di Massaciuccoli, il recapito nella Fossa Nuova e il recapito nel canale Barra. Da tale documento risulta che”…le indagini preliminari hanno ritenuto più interessante il percorso di immissione sul Barra da un punto di vista economico ed ingegneristico. Anche dal punto di vista delle caratteristiche chimico-fisiche il passaggio attraverso il canale barra sembra meno problematico.”. Sulla base del contributo pervenuto dall’ARPAT si chiede quindi di riservare ancora una fase di approfondimento e di confronto delle due possibili soluzioni recapito nella Fossa Nuova o recapito nel canale Barra, al fine di pervenire all’individuazione della soluzione migliore in relazione agli effetti sull’ambiente. Inoltre si ritiene che le salvaguardie poste dall’art. 38ter comma 1 allo scopo di garantire la futura realizzazione delle opere per la derivazione del fiume Serchio siano estese a tutte le aree interessate dalle ipotesi prese in considerazione a tal fine si ritiene che debba essere adeguata la tavola 9 “Carta degli interventi strutturali”. 8. Con riferimento ai possibili impatti e alle misure per impedire, ridurre e compensare eventuali impatti negativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del Piano si raccomanda di tener conto delle osservazioni riportate in premesse e pervenute dai settori regionali citati; in particolare per quanto riguarda la “Realizzazione, gestione e monitoraggio della grande derivazione del fiume Serchio: la gestione delle terre e rocce da scavo derivanti dalla realizzazione dell’opera, il dragaggio dei sedimenti del lago per i primi 30 – 40 cm in quanto ricchi di nutrienti e la vicinanza dell’opera che potrebbe interferire con la sede della piattaforma dell'Autostrada 11 Firenze – Pisa Nord. 9. Con riferimento, all’analisi di coerenza con il Piano di tutela delle acque, si nota come l’impianto normativo sviluppi alcune disposizioni riferite alla disciplina degli usi domestici delle acque sotterranee. Si ritiene che tali provvedimenti siano più attinenti ad una sfera “legislativa e regolamentare” e contrastino con le competenze regionali come definite dal D.lgs 152, art.95 e recepite dalla L.R. 91/98; pare pertanto opportuno che tali norme si trasformino in indirizzi di cui la Regione terrà conto nello svolgimento della sua competenza legislativa e cui le Province faranno riferimento all’interno dei propri regolamenti. Tutto ciò in coerenza con quanto già elaborato dall’Autorità di Bacino relativamente alle norme sul risparmio idrico e sui criteri per l’installazione e manutenzione dei dispositivi per la misurazione dei volumi e delle portate derivate, materia da regolamentare a scala regionale. 10. Con riferimento all’art. 19 comma 4 delle norme di piano (Nelle aree di bonifica è consentito il potenziamento degli impianti idrovori, previo parere vincolante dell’Autorità di bacino) si ritiene che sia preferibile la definizione di indirizzi in sede di un piano di gestione predefinito e riferito al 16 38 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 territorio complessivo anziché un parere vincolante da parte dell’Autorità di bacino da rilasciarsi ad ogni singola richiesta riguardante l’aumento delle idrovore nella aree di bonifica. 11. Considerato che il grado di dettaglio con il quale l’Autorità di bacino ha elaborato le norme che analizzano e affrontano ogni tipo di impatto gravante sulle acque del bacino, e molte delle quali sono rivolte ad altri enti (Regione, Province, ATO, Comuni) con competenze ben definite e che il Piano stralcio è sovraordinato agli atti di pianificazione, si ritiene eccessivo subordinare al parere vincolante dell’Autorità di bacino tutti gli interventi inerenti l’utilizzo di risorsa idrica, compresi gli interventi edilizi, soprattutto se tale parere è reso “a valle” di strumenti di pianificazione e atti di governo del territorio, compresi gli strumenti attuativi. 12. Relativamente alla valutazione di incidenza si rileva che il Rapporto ambientale contiene un documento dedicato: si ritiene necessario che sia indicato il soggetto competente (Regione o Stato) ad esprimersi in tale materia e sia reso noto l’esito della stessa valutazione, ricordando che la valutazione di incidenza deve essere effettuata nell’ambito delle procedure di VAS. IL PRESIDENTE DEL NURV (Arch. Moreno Mugelli) 17 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 227 D.G.R.T. n. 1095 del 20/12/2010 - proroga accordo Regione Campania-Regione Toscana per emergenza rifiuti. LA GIUNTA REGIONALE Visto il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 “Norme in materia ambientale” ed in particolare la parte quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati”; Visto che il suddetto Decreto Legislativo n. 152/2006 prevede - all’art. 182, comma 3 - che è vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in Regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionali, qualora gli aspetti territoriali e l’opportunità tecnico-economica di raggiungere livelli ottimali di utenza servita lo richiedano; Vista la L.R. 18/05/1998 n. 25 e sue modifiche ed integrazioni che all’art. 17 prevede che “Negli impianti localizzati nel territorio regionale lo smaltimento dei rifiuti urbani e di materiali di risulta della lavorazione degli stessi, prodotti in altre regioni, può essere consentito esclusivamente previa definizione di specifiche intese, convenzioni o accordi di programma tra la Regione Toscana e le altre Regioni interessate.”; Richiamata la propria deliberazione n. 1095 del 20/12/2010 “Accordo Regione Campania - Regione To scana emergenza rifiuti Campania.”, con la quale è stata approvata la bozza di accordo; Considerato che il suddetto accordo, sottoscritto dai rappresentanti delle Regioni Campania e Toscana in data 30/12/2010, prevede lo smaltimento di 13.500 tonnellate di rifiuti della Campania nelle discariche toscane di. - Scapigliato (Comune di Rosignano Marittimo LI - gestore REA S.p.A.) per un quantitativo di 9.000 tonnellate; - Legoli (Comune di Peccioli - PI - gestore Belvedere S.p.A.) per un quantitativo di 4.500 tonnellate. Considerato che l’accordo ha una durata di un mas simo di tre mesi, a far data dalla notifica ai gestori degli impianti di discarica, avvenuta il 14/01/2011; Considerato quindi che si sta approssimando la scadenza di cui al punto precedente; Vista la nota prot. n. 476/11/U del 24/03/2011 con la quale la Soc. REA S.p.A. comunica che si sono concluse le procedure necessarie per l’accoglimento dei rifiuti campani nella discarica di Scapigliato e trasmette, come 39 previsto dall’art. 5 dell’accordo, il contratto stipulato con la S.A.P.NA Sistema Ambiente Provincia di Napoli in data 28/02/2011; Vista la nota prot. n. 41/2011 del 4/04/2011 con la quale la Soc. Belvedere S.p.A. informa che non è stato raggiunto nessun accordo commerciale con i gestori degli impianti di trattamento della Campania; Vista la lettera della Soc. REA S.p.A. del 25/03/2011 con la quale informa che in data 28/03/2011 sarebbero iniziati i conferimenti di rifiuti di cui all’accordo, per un totale di 150 t/giorno suddivise in 5 automezzi e che alla scadenza dell’accordo risulterebbero conferite 1.950 tonnellate contro le 9.000 previste; Considerato quindi che attualmente gli unici confe rimenti di rifiuti dalla Campania avvengono presso la discarica di Scapigliato; Vista la richiesta della Regione Campania prot. n. 2011.0266312 del 4/04/2011 che, in relazione al l’imminente scadenza del termine di validità dell’ac cordo, chiede di voler concordare l’avvio di procedure idonee ad assicurare la prosecuzione dei conferimenti almeno fino a concorrenza delle quantità stabilite; Rilevato per quanto sopra espresso che è necessario prorogare i tempi di scadenza dell’accordo, al fine di consentire il conferimento dei quantitativi di rifiuti ivi stabiliti, ferme restando le altre condizioni previste dallo stesso accordo; Vista la nota della Soc. REA S.p.A. prot. 541/11/U del 4/04/2011 con la quale si dichiara disponibile, in caso di proroga dell’accordo, a ricevere alle stesse condizioni, tutto il quantitativo previsto dall’accordo; Vista la nota prot. n. 14339 del 5/04/2011 inviata dalla Provincia di Livorno, con la quale esprime parere favorevole alla proroga dell’accordo; Visto il parere favorevole espresso anche dall’ATO Toscana Costa con nota prot. n. 0000407 del 6/04/2011; A voti unanimi DELIBERA di prorogare i tempi di scadenza dell’accordo tra la Regione Campania e la Regione Toscana per l’emergenza rifiuti in Campania, sottoscritto in data 30/12/2010, la sciando inalterato l’ammontare complessivo stabilito, per ulteriori tre mesi a far data dall’approvazione della presente deliberazione; 40 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 che, qualora non possano essere perfezionati gli accordi commerciali tra la Soc. Belvedere ed i gestori degli impianti di trattamento della Campania, i quantitativi previsti dall’accordo nella discarica di Legoli possano essere conferiti presso la discarica di Scapigliato. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lettera f) della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2, lett. c) della medesima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 232 Recepimento del contenuto del documento ap provato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 3 marzo 2011 recante disciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni degli impianti autostradali in caso di sciopero. LA GIUNTA REGIONALE Considerato che la legge 12 giugno 1990, n. 146 (Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge) dispone le regole da rispettare e le procedure da seguire in caso di conflitto collettivo, per assicurare l’effettività, nel loro contenuto essenziale del diritto di sciopero e del godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati, in particolare in alcuni servizi e limitatamente all’insieme delle prestazioni individuate come indispensabili; Vista la Regolamentazione provvisoria delle presta zioni indispensabili nel settore dei distributori di car burante adottata dalla Commissione di garanzia con deli berazione n. 01/94 del 19.07.2001 e pubblicata in G.U. n. 179 del 3.8.2001, e in particolare l’articolo 8 che stabilisce che durante l’astensione collettiva dovrà essere in ogni caso assicurato un livello di prestazioni compatibile con le finalità di cui all’art. 1, comma 2, della legge 146/1990 e alla lettera c) precisa che: - le stazioni di servizio in funzione nell’autostrada dovranno rimanere aperte in misura non inferiore ad una ogni cento chilometri; - l’individuazione delle stazioni di servizio, di cui è comandata l’apertura, dovrà essere effettuata dai Pre sidenti delle Regioni interessate o da un loro delegato; Visti i Decreti n. 24 del 6.2.2007, n. 81 del 31.5.2007 e n. 150 del 14.9.2010 con i quali il Presidente della Giunta Regionale ha individuato le turnazioni delle stazioni di servizio autostradali cui è comandata l’apertura ai sensi dell’articolo 8 della regolamentazione provvisoria delle prestazioni indispensabili nel settore della distribuzione di carburanti adottata dalla Commissione di garanzia con deliberazione n. 01/94 del 19.7.2001; Considerato che fino ad oggi ogni singola Regione ha provveduto autonomamente a individuare le stazioni di servizio localizzate lungo la rete autostradale appartenente al proprio territorio che avrebbero dovuto rimanere obbligatoriamente aperte in caso di sciopero; Visto che a seguito del mancato coordinamento tra le Regioni interessate durante gli scioperi precedentemente proclamati si sono verificate situazioni nelle quali è stata comandata l’apertura di stazioni di servizio distanti pochi chilometri l’una dall’altra, seppur in Regioni diverse, così come segnalato dalle Associazioni dei gestori; Ritenuto opportuno ovviare per il futuro al ripetersi delle suddette situazioni e di prevedere pertanto il coordinamento delle Regioni interessate nell’individua zione delle stazioni di servizio localizzate lungo la rete autostradale nazionale; Rammentato che nell’ambito del Tavolo permanente di confronto con gli operatori economici del settore autostradale (previsto al punto 7 del documento di indi rizzi comuni per la distribuzione di carburanti sulla rete autostradale approvato l’1.10.2009 dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome) è stato deciso di dare seguito a quanto segnalato dalle Associa zioni dei gestori; Considerata pertanto necessaria l’elaborazione da parte del gruppo di lavoro tecnico istituito dalla Com missione Attività produttive della Conferenza delle Re gioni di ipotesi di turnazioni a livello nazionale delle stazioni di servizio in caso di sciopero; Dato atto che le risultanze del lavoro svolte dal suddetto gruppo di lavoro tecnico, già sottoposte al l’approvazione degli operatori economici del settore il 1.2.2011 e del Coordinamento interregionale il 1.3.2011, sono contenute nel Documento approvato dalla Con ferenza delle Regioni e delle Province autonome il 3.3.2011 recante “Disciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni degli impianti autostradali in caso di scio pero” e contenute negli allegati A), B) e C) che fanno parte integrante del presente documento, in cui sono individuate tutte le stazioni di servizio autostradale presenti sul territorio nazionale suddivise in tre turnazioni denominate A, B e C; 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Considerato che: - ogni turnazione servirà a garantire il servizio di ri fornimento all’utenza per il singolo sciopero, indipenden temente dal numero di giorni di astensione del servizio e che in caso di sciopero proclamato e poi revocato la turnazione già prevista sarà attuata allo sciopero successivo - in caso di sciopero proclamato solo a livello re gionale la Regione interessata gestirà autonomamente le turnazioni, senza peraltro interrompere la turnazione a livello nazionale; - in caso di proclamazione dello sciopero la Regione coordinatrice della materia nell’ambito della Conferenza delle Regioni provvede, entro due giorni dalla notizia dello sciopero, a comunicare alle singole Regioni la turnazione da applicare; A voti unanimi DELIBERA 1. di recepire il contenuto del Documento di cui agli allegati A), B) e C), che fanno parte integrante del presente atto, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 3 marzo 2011 recante “Disciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni degli impianti autostradali in caso di sciopero” in cui sono individuate tutte le stazioni di servizio autostradali presenti sul territorio nazionale suddivise in tre turnazioni denominate A, B e C; 41 2. che ogni turnazione servirà a garantire il servizio di rifornimento all’utenza per il singolo sciopero, in dipendentemente dal numero di giorni di astensione del servizio e che in caso di sciopero proclamato e poi revocato la turnazione già prevista sarà attuata nello sciopero successivo; 3. che in caso di sciopero proclamato solo a livello regionale la Regione interessata gestirà autonomamente le turnazioni, senza peraltro interrompere la turnazione a livello nazionale; 4. che in caso di proclamazione dello sciopero la Regione coordinatrice della materia nell’ambito della Conferenza delle Regioni provveda, entro due giorni dalla notizia dello sciopero, a comunicare alle singole Regioni la turnazione da applicare; 5. che in caso di proclamazione di sciopero il Settore regionale competente provvederà a dare comunicazione ai soggetti interessati alla turnazione che garantisce il servizio in caso di sciopero; 6. di agevolare le turnazioni in caso di sciopero ripor tando nello specifico l’elenco delle stazioni di servizio autostradali situate nel territorio regionale toscano suddivise tra i turni A, B e C. segue tabella 42 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Stazioni di servizio ricadenti nel turno A Autostrada A1 A1 A1 A1 A1 A11 A11 A12 A12 A15 Direzione Milano- Napoli Milano- Napoli Napoli-Milano Napoli-Milano Napoli-Milano Firenze-Pisa Pisa-Firenze Genova-Roma Roma-Genova Parma–La Spezia Stazione servizio Bisenzio Ovest Badia al Pino est Montepulciano Est Arno Est Firenze Nord Peretola Nord Migliarino Sud Castagnolo Ovest Fine Est San Benedetto Ovest Chilometro 280 362 395 321 280 2 79 164 200 80 Regione Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Stazioni di servizio ricadenti nel turno B Autostrada A1 A1 A1 A1 A1 A11 A11 A12 A12 A12 A15 Direzione Milano-Napoli Milano-Napoli Napoli-Milano Napoli-Milano Napoli-Milano Firenze-Pisa Pisa-Firenze Genova-Roma Genova -Roma Roma –Genova La Spezia-Parma Stazione servizio Chianti Ovest Lucignano Ovest Lucignano Est Chianti Est Aglio Est Seravalle Nord Serravalle Sud Versilia Ovest Savalano Ovest Castagnolo Est San Benedetto Est Chilometro 306 381 381 306 256 35 35 131 196 171 80 Regione Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana Chilometro 256 321 395 Regione Toscana Toscana Toscana Stazioni di servizio ricadenti nel turno C Autostrada A1 A1 A1 Direzione Milano-Napoli Milano-Napoli Milano-Napoli A1 A1 A11 A11 A12 Napoli-Milano Napoli-Milano Firenze- Pisa Pisa-Firenze Genova -Roma A12 A15 A15 Roma -Genova Parma –la Spezia La Spezia-Parma Stazione servizio Aglio Ovest Arno Ovest Montepulciano Ovest Badia al Pino Est Bisenzio Est Migliarino Nord Peretola Sud Monte Quiesa Nord Versilia Est Montaio Ovest Montaio Est Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 della l.r. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta Regionale ai sensi dell’art. 18 della medesima legge regionale. 362 280 79 2 141 Toscana Toscana Toscana Toscana Toscana 131 65 65 Toscana Toscana Toscana Segreteria della Giunta Regionale Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUONO ALLEGATI 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ������������������������������ ���������� �� �� �� �� �� �� �� �� �� ��������� ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ��������� ��������� ��������� ��������� ��������� ��������� ��������� ��������� ��������� ��������� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� �� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ����� ����� ���� ���� ���� ���� ���� ���� ��� ��� ��� ��� ��� ������������������ ������������������ ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ��������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� ����������������� ����������������� ����������������� ����������������� ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ����������������������� ����������������������� ����������������������� ����������������������� ����������������������� ����������������������� ����������������� ����������������� ���������������� ���������������� ���������������� ���������������� ���������������� ���������������� ���������������� ���������������� ������������������� ������������������� ������������������� ������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� ��������������������� ���������������� ����������� ���������������� �������������� ������������������� ����������� �������������� ���������������� ���������������� �������������� ����������������������������� ��������� �������������� ���������� ����������������� �������� ������������� ��������������� ��������� �������������� ����������� ������������� ��������������������� �������������� ���������������� �������������� ������������������������ ���������������������� ����������������������� ���������� ������������������� ����������� �������������������� ���������� ����������� �������������� ����������� �������������� ���������� �������������� ����������� ��������������������� ���������������� ����������� ����������� ����������� ��������������������� �������������������������� ������������� ������������������� ���������������� ������������������� ������������� ����������� ��������������� ��������������� ������������������������� ��������������� ������������������ ���������� ������������� ��������������� ������������������� ������������ ��������������� �������������� ������������ ������������������ �������������� �������������� ������������� ����������� ����������������� �������������� ����������� �������� ���������� �������������� �������������������� �������������� ���������������� ����������������������� ��������������� �������������� ����������������� ����������� ������������ ������������������� ������������� ���������������� ���������������� ������������ ���������� � �� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� �� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� �� � �� �� �� �� ��� ��� ��� ��� ��� ��� �� � � �� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� �� � �� �� �� �� �� �� ��� �� � �� ��� �� �� � �� �� �� ��� ��� �� �� � �� �� �� ��� �� � ��� �� �� �� �� �� �� � �� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ������� ��������� �������������� �������������� ������� ������� ������ ����� ����� �������� ����� �������� �������� ����� ����� ������� ������� ������� �������������� �������������� ��������� ����� ����� �������� �������� �������� �������� �������� �������� �������� �������� �������� �������� �������� �������� ��������� ��������� ������ ������ ��������������������� ������ ������ ������ ��������� ��������� ��������� �������� �������� ����������� �������� ����������� �������� �������� �������� ������� �������� ��������� �������� ������� �������� ��������� ��������� ��������� ������� ������� ������� ������� ������� ������� ������� ������� ������� ������� ������� ����� ����� ������� ������� ������� �������������� ������ ������ �������������� �������������� �������������� �������������� ������ ������ ������� ������� ������ ������ ������ 43 44 20.4.2011 - 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BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ����� ����� ���� ���� ���� ���� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� ��� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� �������������������� ������������������ ������������������ ������������������ ������������������ ����������������������������� ����������������������������� ��������������������� �������������������� �������������������� �������������������� ��������������������������� ��������������������������� ��������������������������� ��������������������������� ����������������� ����������������� ����������������� ����������������� ����������������� ����������������� ����������������� �������������������� �������������������� ������������������������ ������������������������ ������������������������������� ������������������������������� ������������������������������� ������������������������������� ������������������������������� ��������������������� ���������������������� ���������������������� ������������������������ ������������������������ �������������������������� �������������������������� �������������������������� �������������������������� ������������������� ������������������������������ �������� �������� ����������������� ����������� ����������� ������������ ������������ ������������� ��������������� ������������� ����������� ������������� ���������� ������������� ������������ ���������������������� ���������������������������������������� ���������������� ������������� ������������� ��������������� ������������ ������������ ��������� ������������� ����������� ���������������� ����������� ������������������� �������������� ������������ ����������� �������������� ���������� ����������� ����������� ������������ ����������� ��������������� ����������������� �������������� ���������������������������� ������������ ���������������� ������������� ��������������� ���������� ��������� �������������� ������������ ������������ ������������ ����������������� ����������������� ��� ��� ��� ��� ��� ��� �� �� �� �� ��� ��� � �� �� ��� �� �� �� �� ��� ��� �� �� ��� ��� ��� ��� ��� �� �� �� �� �� �� ��� � �� � �� �� �� �� �� � �� � �� �� ������ ������� ������� ������ ������ �������������� �������������� ������� ������� �������� ������ �������� �������� ������� ������� ������� ������� ������� ������� �������� ��������� �������������� �������� �������������������� ������������������� ������ �������������� ������ ������������������� �������������������� ��������������������� ��������������������� ������� ����� �������� �������� �������� �������� ������� �������� ��������� ��������� ��������� ��������� �������� �������� �������� �������� �������� �������� ����� ����� 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 233 Approvazione modifiche allo Statuto della Fond azione Toscana Spettacolo. LA GIUNTA REGIONALE Vista la Legge regionale 31 luglio 1989, n. 47 (Isti tuzione Fondazione Toscana Spettacolo) con la quale la Regione Toscana, nell’ambito delle attività di pro mozione culturale, promuove la costituzione e partecipa alle attività della Fondazione Toscana Spettacolo; Vista la legge regionale 28 aprile 2008, n. 20 “Disci plina della partecipazione regionale a società, associazioni, fondazioni e altri organismi di diritto privato, ai sensi dell’art. 51, comma 1, dello Statuto. Norme in materia di componenti degli organi amministrativi delle società a partecipazione regionale.” ed in particolare l’art. 8 com ma 2; Visto l’art. 6 comma 5 del D.L. 78/2010 con il quale si stabilisce che tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato, debbano provvedere all’adeguamento dei rispettivi statuti al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, gli organi di amministrazione e quelli di controllo, nonché il collegio dei revisori, siano costituiti da un numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre componenti; Visto lo Statuto di Fondazione Toscana Spettacolo approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 203 del 31/10/2001; Preso atto che i componenti dell’organo amministrativo della Fondazione Toscana Spettacolo, formalmente in scadenza dal 28 febbraio 2011, sono attualmente sei, di cui cinque di nomina del Consiglio Regionale e uno di nomina del Consiglio della Fondazione, e che pertanto si rende necessario l’adeguamento dello Statuto al dettato del citato art. 6 comma 5 del D.L. 78/2010; Considerato che la Fondazione Toscana Spettacolo, con propria nota prot. n. 248 del 16 marzo 2011, ha provveduto a trasmettere alla Regione Toscana le mo difiche allo Statuto (allegato A), redatte nella forma di atto pubblico, registrato in bollo in Firenze il 15 marzo 2011 n. 2226, serie 1T, adottate dal Comitato Direttivo della medesima Fondazione con deliberazione n. 313/2011, riguardanti la riduzione da 5 a 3 del numero dei componenti di nomina regionale nel Consiglio del la Fondazione e, corrispondentemente, nel Comitato Di rettivo, e le variazioni che sono diretta conseguenza di tale riduzione (modifica dell’art. 9, comma 2, dell’art. 11, 49 comma 3 e dell’art. 12, commi 1 e 4), nonché la cancel lazione della norma transitoria finale in quanto non più efficace; Visto il parere favorevole del Comitato Tecnico di Direzione espresso nella seduta del 24 marzo 2011; Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 184 del 28 marzo 2011 che ha approvato lo schema di modifica dello Statuto di Fondazione Toscana Spettacolo in attesa del parere della Commissione consiliare competente in materia, previsto dall’art. 8, comma 2, della legge regio nale 20/2008; Visto il parere favorevole della V Commissione consiliare espresso nella seduta del 6 aprile 2011; A voti unanimi DELIBERA 1. di approvare le modifica allo Statuto della Fonda zione Toscana Spettacolo, già approvate in schema con propria deliberazione n. 184 del 28 marzo 2011, come da allegato parte integrante e sostanziale della presente deliberazione. Il presente atto, che per il suo contenuto deve essere portato alla conoscenza della generalità dei cittadini, è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. f) della L.R. n. 23/2007 e successive modificazioni e integrazioni e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta Regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2, della L.R. n. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 236 Approvazione dei macroambiti di attività e dei criteri specifici per la concessione di contributi ex DGR 30/2009 e sm - annualità 2011. LA GIUNTA REGIONALE Vista la Legge Regionale n. 1 del 8.01.2009 (Testo unico in materia di organizzazione e ordinamento del personale); Richiamato, in particolare, l’art. 2 comma 2 lett. b) della citata l.r. 1/2009, con cui si stabilisce che gli organi di direzione politica definiscono i criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi; 50 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Vista la Legge n. 241 del 7.08.1990 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo” e successive modificazioni che prevede l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di determinare criteri di economicità, efficacia e pubblicità nello svolgimento delle funzioni amministrative e nella gestione della spesa pubblica; Richiamato, in particolare, l’art. 12 della citata leg ge, che, ai commi 1 e 2, stabilisce che la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi; Vista la Legge Regionale n. 9 del 20.01.1995 che, in attuazione della sopra citata L. 241/90, detta la disciplina per lo svolgimento dei procedimenti amministrativi al fine di assicurare l’efficacia, l’economicità e la trasparenza dell’azione amministrativa ed in particolare l’art. 36, relativo ai benefici finanziari; Considerato che con la delibera G.R. n. 30 del 22.01.2009, come modificata dalla delibera G.R. n.1037 del 6.12.2010, nell’allegato A, sono stati stabiliti, in ragione della costante evoluzione del quadro normativo e della crescente complessità delle esigenze che caratterizzano l’attuale sistema sanitario e sociale della Regione Toscana, criteri generali per la concessione di contributi a favore di attività e progetti in materia sociosanitaria, e in particolare: - le iniziative ammissibili - i soggetti beneficiari - le esclusioni - i criteri generali di valutazione - le indicazioni generali sul contributo - i controlli e le verifiche; Tenuto conto che, mediante la citata delibera GR n. 30/2009 e s.m., sono state modificate le precedenti de libere G.R. 447/2006 e 35/2007, ritenendo le stesse applicabili esclusivamente all’assegnazione di contributi finanziari per lo svolgimento di convegni, congressi, seminari, tavole rotonde, manifestazioni ed iniziative si milari; Considerato altresì che nella citata delibera GR n. 30/2009 e s.m. si rinvia a successivi atti deliberativi la definizione, da parte della Giunta regionale, per l’ambito sanitario e per l’ambito sociale, di: - prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento - criteri di valutazione suppletivi, in ragione degli ambiti individuati - entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo erogabile rispetto al costo complessivo del progetto, percentuale, che potrà essere, eventualmente, individuata anche in ragione della natura del soggetto richiedente e, comunque, non potrà essere superiore al 70% del costo complessivo del progetto - aspetti procedurali di assegnazione di contributi; Considerato che con la deliberazione della Giunta Regionale n. 261 del 6 aprile 2009 sono stati stabiliti, per l’anno 2009, i criteri specifici per la concessione di contributi relativi ai settori attinenti al sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale, in attuazione della delibera G.R. n. 30 del 22 gennaio 2009; Considerato che con la deliberazione della Giunta Regionale n. 305 del 20 aprile 2009 sono stati stabiliti, per l’anno 2009, i criteri specifici per la concessione di contributi da parte dei settori della Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà competenti in materia di sanità, in attuazione della delibera G.R. n. 30 del 22 gennaio 2009; Considerato che con la deliberazione della Giunta Regionale n. 106 del 8 febbraio 2010 sono stati stabiliti, per l’anno 2010, i macroambiti di attività ed i criteri specifici per la concessione di contributi da parte dei settori della Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà competenti in materia sanitaria e sociale, in attuazione della delibera G.R. n. 30 del 22 gennaio 2009; Ritenuto, pertanto, opportuno, in attuazione della citata delibera GR n. 30/2009, come modificata dalla delibera G.R. n.1037 del 6.12.2010, stabilire, per l’anno 2011, i prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento, i criteri specifici e gli altri elementi necessari per la concessione di contributi, da parte dei settori della Direzione generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale competenti in materia di sanità e sociale, contenuti rispettivamente negli allegati “A” e “B”, parti integranti e sostanziali del presente provvedimento; Ritenuto opportuno incaricare la competente Dire zione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale della predisposizione della eventuale modulistica che si rendesse necessaria per la presentazione delle richieste di contributo; A voti unanimi DELIBERA 1. di approvare, per le motivazioni espresse in narra 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 tiva, in attuazione della delibera GR n. 30/2009, come modificata dalla delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010, i prioritari macro-ambiti di attività, per l’anno 2011, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento, i criteri specifici e gli altri elementi necessari per la concessione di contributi, da parte dei settori della Direzione generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale competenti in materia di sanità e sociale, contenuti rispettivamente negli allegati “A” e “B”, parti integranti e sostanziali del presente provvedimento; 2. di demandare alle competenti strutture della Dire zione generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale la valutazione sulla concreta finanziabilità dei contributi richiesti, alla luce della citata delibera GR n. 30/2009 e s.m. e dei criteri specifici contenuti nei citati allegati “A” e “B” al presente provvedimento, nonché l’adozione degli atti necessari per la erogazione dei contributi, utilizzando le risorse disponibili sui capitoli di bilancio di pertinenza; 51 3. di incaricare la competente Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale della predi sposizione della eventuale modulistica che si rendesse necessaria per la presentazione delle richieste di con tributo. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera f) della legge regionale 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della giunta regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 2, della medesima legge regionale 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUONO ALLEGATI 52 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALLEGATO “A” Criteri specifici per la concessione di contributi da parte dei settori della DG “Diritti di cittadinanza e coesione sociale” competenti in materia di sanità, in attuazione della delibera G.R. n. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di contributi finanziari in materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007”, come modificata dalla delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010. Le indicazioni contenute nel presente documento costituiscono attuazione di quanto previsto dall’allegato A alla delibera G.R. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di contributi finanziari in materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007” e successive modificazioni. Tale delibera detta una disciplina generale relativa ad iniziative ammissibili, soggetti beneficiari del contributo, esclusioni, criteri generali di valutazione, indicazioni generali sul contributo, controlli e verifiche e rinvia a successivi atti deliberativi la definizione, da parte della Giunta regionale, per l’ambito sanitario e per l’ambito sociale di: - prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento - criteri di valutazione suppletivi, in ragione degli ambiti individuati - entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo erogabile rispetto al costo complessivo del progetto - aspetti procedurali di assegnazione dei contributi. Di seguito sono elencati i prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento, i criteri specifici e gli altri elementi necessari per la concessione di contributi. 1. Prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento I progetti e le iniziative ammesse a contributo devono essere coerenti con gli obiettivi e le azioni previsti dal Piano Sanitario Regionale 2008-2010. I progetti e le iniziative devono essere riferite ad uno dei seguenti settori di intervento: a. Area umanizzazione delle cure e accoglienza; b. Area promozione della salute, stili di vita e strategia guadagnare salute; c. Interventi per la integrazione socio sanitaria delle persone disabili, (anche in riferimento alle iniziative di sviluppo e mantenimento delle abilità acquisite e della promozione degli interventi con finalità ludico-sportive); d. Prevenzione delle malattie, facilitazione dell'accesso alle cure, attività diagnostico terapeuticoassistenziali (anche inerenti le terapia non convenzionali); e. Donazione di sangue, donazione-trapianto cellule, tessuti ed organi; 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 f. Promozione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed in ambito domestico; g. Assistenza a cittadini affetti da patologie croniche; h. Attività di genetica medica, diagnostica prenatale e assistenza a cittadini affetti da patologie rare; i. Prevenzione delle malattie infettive degli animali e sicurezza alimentare; j. Promozione delle attività consultoriali, con particolare attenzione alla tematica della identità di genere; k. Promozione e sviluppo della bioetica tra la cittadinanza; l. Area ambiente e salute; m. Prevenzione delle patologie infettive: indirizzi e strategie; n. Interventi per la promozione e la tutela della salute mentale compreso l’assistenza alle persone con disturbi dello spettro autistico; o. Cure palliative e terapia del dolore; p. Prevenzione e cura delle condotte di abuso e delle dipendenze. 2. Criteri di valutazione L’istruttoria dei progetti, in coerenza con la delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010, è effettuata da una Commissione, istituita a far data dal 1.01.2011, composta da: • Direttore generale della Direzione generale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”, quale coordinatore della Commissione • Responsabile dell’Area di coordinamento “Sistema socio-sanitario regionale” • Responsabile dell’Area di coordinamento “Inclusione sociale” • Responsabile del Settore “Strumenti di pianificazione e programmazione socio-sanitaria”ed integrata dal Dirigente competente per materia, in ordine al progetto da istruire. Per la valutazione dei progetti e delle iniziative, per le quali si richiede il contributo, si prendono in considerazione, in via preliminare, i criteri generali di valutazione, di cui all’allegato “A” della delibera G.R. 30/2009 e successive modificazioni. Nell’ambito dei criteri suppletivi di valutazione, vanno in via preliminare tenuti in considerazione iseguenti criteri, trasversali ai prioritari macroambiti di attività indicati al paragrafo 1: 1. innovatività; 2. trasferibilità dei risultati del progetto; 53 54 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 3. implementazione/sviluppo della componente informatica/informativa, sia sotto il profilo dell’infrastruttura che dei sistemi di coordinamento tra attori del servizio sanitario regionale; 4. capacità di produrre valore a beneficio degli utenti del servizio sanitario regionale rispetto alle risorse utilizzate. Successivamente, in ordine a ciascuno dei macro-ambiti di attività, di cui al paragrafo 1, sono individuati i seguenti criteri suppletivi di valutazione delle iniziative e dei progetti presentati: a. Area Umanizzazione delle cure e accoglienza ai servizi: • • integrazione con area delle espressioni artistiche (poesia, arte, lettura etc.,) come momenti di attenzione alla persona che si trova in stato di malattia; • promozione di processi di accoglienza, orientamento, empowerment, informazione anche nelle strutture carcerarie. b. Area promozione della salute, stili di vita e strategie guadagnare salute: • • promozione di processi integrati sul territorio che mirano a sviluppare una concezione olistica della salute; promozione di corretti stili di vita (alimentazione, attività fisica, alcol e fumo). c. Area interventi per la integrazione socio sanitaria delle persone disabili, (anche in riferimento alle iniziative di sviluppo e mantenimento delle abilità acquisite e della promozione degli interventi con finalità ludico-sportive): • • • • • • promozione di iniziative e progetti che prevedano la collaborazione tra associazioni di utenti o del terzo settore e istituzioni a livello regionale, aziendale o locale; sviluppo della qualità e della differenziazione dell’offerta degli interventi per l’integrazione delle persone disabili, al fine di assicurare alle stesse risposte complementari ed innovative ; realizzazione di iniziative relative allo sviluppo di percorsi socio assistenziali, anche in riferimento a particolari problematiche inerenti la disabilità e a specifiche situazioni di disagio emergenti in determinati contesti territoriali e locali; sostegno ad azioni innovative nell’ambito dell’assistenza protesica e dell’assistenza riabilitativa; integrazione fra enti, istituzioni ed associazionismo; complementarietà dell'offerta rispetto a quella garantita dai livelli di assistenza. d. Prevenzione delle malattie, facilitazione dell'accesso alle cure, attività diagnostico terapeuticoassistenziali (anche inerenti le terapia non convenzionali): • • • • • coinvolgimento delle associazioni di cittadini e pazienti, del volontariato o di enti, compresi gli enti di ricerca; coinvolgimento degli enti locali e delle Società della salute; grado di definizione degli indicatori e loro misurabilità; valutazione del rapporto costo beneficio; interessamento di fasce di popolazione che per stato sociale o specificità geografica risultano svantaggiate rispetto alla restante popolazione. e. Donazione di sangue, donazione-trapianto, cellule, tessuti ed organi: 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 • V. punto d. f. Promozione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed in ambito domestico: • • iniziative di formazione ed informazione promosse da organismi pubblici e privati, Istituzioni ed Associazioni dei datori di lavoro e sindacali che operano nell'ambito della sicurezza del lavoro e domestica; iniziative di promozione della cultura della sicurezza in ambito scolastico ed universitario. g. Assistenza a cittadini affetti da patologie croniche: • • coinvolgimento di associazioni di cittadini e dei pazienti, degli enti locali e delle Società della salute; risoluzione di problemi legati alla implementazione della attività fisica adattata. h. Attività di genetica medica, diagnostica prenatale e assistenza a cittadini affetti da patologie rare: • • promozione del ruolo attivo delle associazioni di patologia; sviluppo di percorsi socio-assistenziali. i. Prevenzione delle malattie infettive degli animali e sicurezza alimentare: • • sviluppo delle conoscenze dei proprietari di animali relative alla corretta gestione degli stessi; miglioramento del grado di applicazione delle norme europee in materia di sicurezza alimentare (c.d. “pacchetto igiene”) nelle imprese del settore. j. Promozione delle attività consultoriali, con particolare attenzione alla tematica della identità di genere: • • Iniziative volte a facilitare l’approccio multiculturale sulla diversità di genere; Interventi tesi a favorire le pari opportunità uomo-donna. k. Promozione e sviluppo della bioetica tra la cittadinanza: • promozione di iniziative volte ad una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini dei loro diritti fondamentali, nonché del rispetto della loro autodeterminazione. l. Area ambiente e salute: • • • • raccordo con il PRAA 2007-2010; promozione di buone pratiche in materia di ambiente e salute; miglioramento del grado di applicazione delle norme europee in materia di sostanze e miscele chimiche per tutti i soggetti portatori di interessi; interventi di formazione e di azioni volte a migliorare l'approccio multidisciplinare e della cultura della rete sulla tematica ambiente/salute. m. Prevenzione delle patologie infettive: indirizzi e strategie: • attività di sorveglianza epidemiologica; 55 56 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 • elaborazione di percorsi formativi e informativi. n. Interventi per la promozione e la tutela della salute mentale compreso l’assistenza alle persone con disturbi dello spettro autistico: • • • • interventi integrati diretti all’individuazione precoce del disturbo, alla riqualificazione della rete dei servizi per la cura e riabilitazione delle persone affette da malattia mentale e al miglioramento della qualità assistenziale; iniziative dirette allo sviluppo di percorsi di cura e di abilitazione in attuazione della deliberazione G.R. n. 1066 del 15/12/2008 “Linee di indirizzo per la diagnosi precoce e la presa in carico multiprofessionale dei disturbi dello spettro autistico”; promozione di azioni di coinvolgimento dei familiari e degli utenti e sviluppo di interventi diretti a rafforzare il ruolo dell'auto aiuto psichiatrico, sviluppare reti informali per la salute mentale, favorire l'autonomia abitativa e lavorativa; programmi di reinserimento sociale delle persone detenute o internate nell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario. o. Cure palliative e terapia del dolore: sviluppo di progetti che permettano un controllo della qualità dei servizi offerti dai centri di cure palliative nell’assistenza ai pazienti. p. Prevenzione e cura delle condotte di abuso e delle dipendenze • • • prevenzione delle condotte di abuso e delle dipendenze da sostanze illegali o legali e da dipendenza senza sostanze; promozione di azioni/progetti che prevedono la collaborazione ed il coinvolgimento di enti e/o associazioni del terzo settore ed istituzioni pubbliche di carattere regionale, aziendale, locale; azioni innovative mirate alla promozione della salute con particolare riferimento alla popolazione giovanile ed alle fasce a rischio. 3. Entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo erogabile rispetto al costo complessivo del progetto La Regione Toscana cofinanzia i progetti e le iniziative riferiti ai macro-ambiti di attività indicati al paragrafo 1. La quantificazione in percentuale del contributo non può essere superiore al 70% del costo complessivo del progetto. Il contributo assegnato a ciascun progetto non può superare l’importo massimo di complessivi euro 100.000,00. 4. Aspetti procedurali di assegnazione dei contributi Ai fini della finanziabilità del progetto, la data di avvio dello stesso o della relativa fase progettuale, per la quale si richiede il contributo, non deve risultare antecedente alla data della richiesta del contributo medesimo. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Nella ipotesi in cui l’entità del contributo assegnato sia inferiore al contributo richiesto, l’effettiva erogazione del finanziamento regionale è subordinata alla presentazione di specifica comunicazione, da parte del soggetto richiedente, dalla quale risultino le modalità di copertura della quota del contributo richiesto e non assegnato. La valutazione verrà effettuata, in base alle indicazioni contenute nei paragrafi 1. e 2. e nei limiti delle risorse disponibili da parte dei settori competenti entro i due mesi successivi dalla data di formale recepimento del progetto, per la quale farà fede il protocollo di ricevimento. In ogni caso, per esigenze contabili, non potranno essere valutati i progetti presentati oltre il 30 settembre 2011. 57 58 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALLEGATO “B” Criteri specifici per la concessione di contributi relativi ai settori attinenti il sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale, in attuazione della delibera G.R. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di contributi finanziari in materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007”, come modificata dalla delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010. Le indicazioni contenute nel presente documento costituiscono attuazione di quanto previsto dall’allegato A alla delibera G.R. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di contributi finanziari in materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007”. Tale delibera detta una disciplina generale relativa ad iniziative ammissibili, soggetti beneficiari del contributo, esclusioni, criteri generali di valutazione, indicazioni generali sul contributo, controlli e verifiche e rinvia a successivi atti deliberativi la definizione, da parte della Giunta regionale, per l’ambito sanitario e per l’ambito sociale di: - prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento; - criteri di valutazione; - entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo erogabile rispetto al costo complessivo del progetto; - aspetti procedurali di assegnazione dei contributi. Di seguito sono elencati i prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento, i criteri specifici e gli altri elementi necessari per la concessione di contributi relativi ai settori attinenti il sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale. 1. Prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento I progetti e le iniziative ammesse a contributo devono essere coerenti con la normativa vigente, afferente alle materie attribuite all’Area di coordinamento Inclusione sociale, nonché ai rispettivi Settori. I progetti e le iniziative devono essere riferite ad uno dei seguenti settori di intervento: a) contrasto al disagio sociale b) inclusione e cittadinanza degli immigrati nella multiculturalità; c) sviluppo delle reti di inclusione e protezione sociale. 2. Criteri di valutazione 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 L’istruttoria dei progetti, in coerenza con la delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010, è effettuata da una Commissione, istituita a far data dal 1.01.2011, composta da: - Direttore generale della Direzione generale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”, quale coordinatore della Commissione Responsabile dell’Area di coordinamento “Sistema socio-sanitario regionale” Responsabile dell’Area di coordinamento “Inclusione sociale” Responsabile del Settore “Strumenti di pianificazione e programmazione socio-sanitaria” ed integrata dal Dirigente competente per materia, in ordine al progetto da istruire. Per la valutazione vanno in via preliminare prese in considerazione le seguenti dimensioni, trasversali ai prioritari macro ambiti di attività, indicati al paragrafo 1: 1. ambito d’intervento dei progetti riferito almeno ad una o a due zone-distretto o società della salute; 2. capacità innovativa; 3. indicazioni di “buone prassi”, trasferibili anche ad altre realtà regionali; 4. implementazione/sviluppo della componente informatica/informativa. Caratteristiche comuni ai progetti • • • • • il progetto si deve riferire ad un numero di almeno 60.000 abitanti in ambito urbano e ad un numero di almeno 10.000 abitanti nelle aree montane; il progetto deve prevedere servizi, interventi o attività inseriti all’interno del sistema di offerta del territorio; nel caso di progetti che intendano sperimentare una buona pratica, devono essere previste metodologie di intervento documentabili e trasferibili il progetto deve contenere una “valutazione ex-ante” e una “valutazione ex-post” in riferimento al tema trattato il progetto deve favorire partenariati di collaborazione tra soggetti pubblici e soggetti privati il progetto non deve avere durata superiore a 18 mesi. Nel caso in cui, come previsto dal sopra citato punto 1., il progetto coinvolga più zone-distretto ovvero più società della salute, la proposta progettuale deve essere corredata del parere favorevole delle conferenze dei sindaci o delle società della salute interessate dal progetto. Successivamente, nell’ambito di ciascuno dei macro ambiti di attività, di cui al paragrafo 1, vengono individuate le seguenti priorità che saranno utilizzate come criteri di valutazione delle iniziative e dei progetti presentati: a) Contrasto al disagio sociale: • interventi integrati tra soggetti pubblici e del privato sociale e/o dell’associazionismo per promuovere l’affidamento e la solidarietà familiare e per il sostegno psico-pedagogico alla famiglia affidataria; 59 60 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 • • • • • • • • • • • • • • interventi che favoriscano lo sviluppo della responsabilità e delle competenze genitoriali nelle famiglie fragili o in difficoltà, delle relazioni di coppia, il sostegno educativo familiare e la mediazione familiare realizzati in continuità o ad implementazione delle attività svolte dai consultori familiari o da altri servizi territoriali integrati; interventi integrati tra soggetti pubblici e del privato sociale e/o dell’associazionismo per la sperimentazione o potenziamento della rete di servizi per il post adozione e di auto-aiuto tra famiglie adottive; progettualità incentrate sul modello delle équipes integrate in materia di abuso e maltrattamento di minori, di contrasto alle forme di cronicizzazione dei comportamenti che portano a forme di violenza e di interventi per affrontare le crisi familiari, in continuità o ad implementazione delle attività svolte dai consultori familiari o da altri servizi territoriali integrati; attivazione di interventi e servizi per fornire risposte urgenti e flessibili a minori che necessitano di tutela in situazioni di emergenza; progetti per la sperimentazione o l’implementazione di forme flessibili di risposte e di protocolli operativi che prevedano la collaborazione tra più soggetti istituzionali, comprese le forze dell’ordine e la magistratura; promozione e implementazione di reti territoriali di intervento e di percorsi di integrazione multiagenzia; promozione di interventi mirati a favorire l’emersione dei fenomeni della violenza di genere e della tratta di esseri umani; interventi volti ad promuovere comportamenti non violenti; interventi volti a prevenire e contrastare le situazioni di vulnerabilità sociale delle famiglie; promozione di interventi per il contrasto del sovraindebitamento delle famiglie; promozione di interventi mirati ad affermare l’autonomia delle famiglie; promozione di interventi tesi a sostenere il ruolo delle donne lavoratrici nell’ambito delle famiglie; promozione di reti territoriali mirate a sostenere l’integrazione dei servizi e degli interventi per i detenuti ed ex-detenuti; promozione di interventi volti a promuovere l’inserimento socio-lavorativo degli ex-detenuti; promozione di interventi di inserimento sociale e di mediazione penale rivolti ai minori soggetti a misura penale o a rischio penale. b) Inclusione e cittadinanza degli immigrati nella multiculturalità • • • sviluppo percorsi di conoscenza di aspetti specifici del fenomeno migratorio idonei a promuovere azioni mirate sul territorio; sviluppo di azioni innovative nella promozione dell'accesso ai servizi territoriali da parte dei cittadini stranieri per il superamento di specifiche condizioni di vulnerabilità e isolamento; promozione della conoscenza delle culture di origine dei cittadini stranieri e valorizzazione dei rapporti interculturali nei diversi contesti territoriali. c) Sviluppo delle reti di inclusione e protezione sociale • • • • azioni di promozione della cooperazione del terzo settore con le istituzioni pubbliche, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi contenuti nella programmazione territoriale; iniziative di sostegno e partenariato al Terzo settore finalizzate al rafforzamento del volontariato e all’impegno sociale; progetti sperimentali e proposte di aggiornamento rivolte agli operatori di Enti pubblici, in materia di accessibilità e barriere architettoniche, in attuazione della l.r. 47/91; progetti finalizzati allo sviluppo della solidarietà, anche in collaborazione con le scuole e con gli altri soggetti del territorio; 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 • azioni innovative per lo sviluppo delle reti di protezione a livello locale, anche mirate alla promozione dello stato di benessere dei giovani, con particolare riguardo alla partecipazione, sicurezza e conoscenza/attuazione della Carta Costituzionale. 3. Entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo erogabile rispetto al costo complessivo del progetto La Regione Toscana cofinanzia i progetti e le iniziative riferiti ai macro ambiti di attività indicati al paragrafo 1. La quantificazione in percentuale del contributo non può essere superiore al 70% del costo complessivo del progetto. Il contributo assegnato a ciascun progetto non può superare l’importo massimo di complessivi euro 100.000,00 . 4. Aspetti procedurali di assegnazione dei contributi Ai fini della finanziabilità del progetto, la data di avvio dello stesso o della relativa fase progettuale, per la quale si richiede il contributo, non deve risultare antecedente alla data della richiesta del contributo medesimo. Nella ipotesi in cui l’entità del contributo assegnato sia inferiore al contributo richiesto, l’effettiva erogazione del finanziamento regionale è subordinata alla presentazione di specifica comunicazione, da parte del soggetto richiedente, dalla quale risultino le modalità di copertura della quota del contributo richiesto e non assegnato. La valutazione verrà effettuata, in base alle indicazioni contenute nei paragrafi 1. e 2. e nei limiti delle risorse disponibili da parte dei settori competenti entro i due mesi successivi dalla data di formale recepimento del progetto, per la quale farà fede il protocollo di ricevimento. In ogni caso, per esigenze contabili, non potranno essere valutati i progetti presentati oltre il 30 settembre 2011. 61 62 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 237 Prezzo di rimborso dei medicinali: modifica deliberazione n. 193 del 28/03/2011. LA GIUNTA REGIONALE Vista la determinazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) del 30 dicembre 2005 “Misure di ri piano della spesa farmaceutica convenzionata e non convenzionata per l’anno 2005”; Vista la determinazione AIFA del 3 luglio 2006 “Elenco dei medicinali di classe a) rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ai sensi dell’articolo 48, comma 5, lettera c), del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2006, n. 326. (Prontuario farmaceutico nazionale 2006); Vista la determinazione AIFA del 27 settembre 2006 “Manovra per il governo della spesa farmaceutica con venzionata e non convenzionata”; Vista la propria deliberazione n. 87 del 09/02/2004 cosi come modificata dalla deliberazione n. 592 del 21/06/2004; Vista la propria deliberazione n. 193 del 28-03-2011 concernente il prezzo di rimborso dei medicinali; Preso atto che alla data di adozione della delibera n. 193 del 28/03/2011 prezzi di alcuni medicinali soggetti a prezzo di rimborso, contenuti nell’allegato 1 sono va riati; Vista la comunicazione AIFA del 08 aprile 2011 re lativa alla rideterminazione dei prezzi di riferimento dei medicinali equivalenti di cui art 7 comma 1 del DL 347/2001 convertito con modificazioni nella legge 405/2001 in applicazione dell’art. 11 comma 9 della legge 30 luglio 2010 n. 122; Ritenuto di evidenziare i nuovi prezzi di riferimento di cui alla succitata determina AIFA del 08 aprile 2011 contrassegnandoli, nella lista di cui all’Allegato 1, con asterisco (*); Sentite le Organizzazioni Sindacali delle farmacie convenzionate pubbliche e private; A voti unanimi DELIBERA 1. di modificare, a far data dal 15 aprile 2011 la delibera GRT n 193 del 28/03/2011, sostituendo l’elenco dei medicinali con essa approvato con l’allegato n. 1, facente parte integrante e sostanziale della presente de liberazione; 2. i medicinali contrassegnati con asterisco (*) sono rideterminati sulla base del comunicato AIFA del 08 aprile 2011 sopracitato. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lettera f della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta Re gionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Regionale Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUE ALLEGATO 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALLEGATO 1 Prezzi ATC C07AB04 M01AB16 M01AB16 J05AB01 J05AB01 J05AB01 J05AB01 J05AB01 S01AD03 M05BA04 M05BA04 M05BA02 M05BA02 J01MB04 B02AA02 A05AA02 A05AA02 A05AA02 A05AA02 A05AA02 A05AA02 A05AA02 A05AA02 C01CA24 C01CA24 G04CA01 M04AA01 M04AA01 J01GB06 J01GB06 C01BD01 N05AL05 N05AL05 C08CA01 C08CA01 J01CA04 J01CA04 J01CA04 J01CA04 J01CA04 J01CR02 J01CR02 J01CR02 63 Principio Attivo ACEBUTOLOLO 30 CPR.400 MG ACECLOFENAC 30 BUST. 100 MG ACECLOFENAC 40 CPR. 100 MG ACICLOVIR 25 compresse 200 mg ACICLOVIR 25 compresse 400 mg ACICLOVIR 25 compresse 800 mg ACICLOVIR 35 compresse 800 mg ACICLOVIR flacone 100 ml 8% uso orale ACICLOVIR unguento OFT. 4,5 G.3% ACIDO ALENDRONICO 14 compresse 10MG ACIDO ALENDRONICO 70 MG 4 CPR ACIDO CLODRONICO 10 capsule 400 mg ACIDO CLODRONICO 6 fiale 300 mg ACIDO PIPEMIDICO 20 capsule 400 mg ACIDO TRANEXAMICO 5 FL 5 ML 500 mg ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule 150 mg ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule 300 mg ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule 450 mg R.P. ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule RP 225 mg ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse 150 mg ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse 300 mg ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse 450 mg R.P. ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse RP 225 mg ADRENALINA 5 FIALE 0,5MG/1ML ADRENALINA 5 FIALE 1MG/1ML ALFUZOSINA 30 CPR 10 MG RP ALLOPURINOLO 30 compresse 300 mg ALLOPURINOLO 50 compresse 100 mg AMIKACINA 1 fiala 1000 mg AMIKACINA 1 fiala 500 mg AMIODARONE 20 compresse 200 mg AMISULPRIDE 30 compresse 200 mg AMISULPRIDE 30 compresse 400 mg AMLODIPINA 14 compresse 10 mg AMLODIPINA 28 compresse 5 mg AMOXICILLINA 12 capsule 500 mg AMOXICILLINA 12 compresse 1 g AMOXICILLINA 12 compresse sol 1 g AMOXICILLINA 12 compresse sol/ma 1 g AMOXICILLINA flacone 100 ml sospensione OS 5% AMOXICILLINA +ACIDO CLAVULANICO OS SOSP. 140 ml AMOXICILLINA +ACIDO CLAVULANICO OS SOSP. 35 ml AMOXICILLINA +ACIDO CLAVULANICO OS SOSP. 70 ml Prezzo in € 7,50 8,09 10,80 11,29 9,01 36,41 25,04 13,90 5,53 11,79 15,37 21,67 52,32 4,59 3,60 4,03 5,24 8,16 6,53 4,03 5,24 8,16 6,53 1,17 1,44 8,78 2,05 1,25 6,88 3,89 4,52 24,63 49,24 3,26 3,74 1,90 3,27 3,27 3,27 2,12 13,20 3,20 6,42 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 64 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC J01CR02 J01CR02 J01CA01 J01CR01 J01CR01 L02BG03 R01AX10 C07AB03 C07AB03 C07AB03 C07CB03 C07CB03 C07CB03 C07CB03 A03BA01 L04AX01 J01FA10 J01FA10 J01CA06 M03BX01 R03BA01 C09AA07 C09AA07 C09BA07 H02AB01 C10AB02 L02BB03 L02BB03 C07AB07 C07AB07 C07AB07 C07AB07 C07AB07 C07AB07 S01EA05 G02CB01 R03BA02 R03BA02 R03BA02 R03BA02 R03BA02 R03BA02 R03BA02 D07AC09 G02CB03 N04BC06 Principio Attivo AMOXICILLINA 875 MG + 125 ACIDO CLAVULANICO 12 buste AMOXICILLINA 875 MG + 125 ACIDO CLAVULANICO 12 CPR AMPICILLINA 1 fiala 1000 mg AMPICILLINA+ SULBACTAM 1G+ 500 MG/3,2 ML AMPICILLINA+ SULBACTAM 500 MG+ 250 MG/1,6 ML ANASTROZOLO 28 compresse 1 MG ARGENTO PROTEINATO Flac.10 ML 0,5% Rinol. ATENOLOLO 14 compresse 100 mg ATENOLOLO 42 compresse 100 mg ATENOLOLO 50 compresse 100 mg ATENOLOLO+CLORTALIDONE 28 compresse 100+25 mg ATENOLOLO+CLORTALIDONE 28 compresse 50+12,5 mg ATENOLOLO+CLORTALIDONE 30 compresse 100+25 mg ATENOLOLO+INDAPAMIDE 30 compresse div 100/2,5MG ATROPINA 5 FIALE 0,5MG/ML AZATIOPRINA 50 CPR 50 MG AZITROMICINA 3 COMPRESSE 500 MG AZITROMICINA 200 MG/5ML polvere per sosp. orale BACAMPICILLINA 12 compresse 1,2 g BACLOFENE 50 CPR 25MG BECLOMETASONE 200 dosi 250 mcg uso resp. BENAZEPRIL 14 compresse 10 mg BENAZEPRIL 28 compresse 5 mg BENAZEPRIL + IDROCLOROTIAZIDE 14 compresse 10+12,5 mg BETAMETASONE 3 fiale 4 mg im-ev BEZAFIBRATO 30 CPR 400MG - R. P BICALUTAMIDE 28 CPR 150 mg BICALUTAMIDE 28 CPR 50 mg BISOPROLOLO 28 compresse riv 1,25 MG BISOPROLOLO 28 compresse riv 2,5 MG BISOPROLOLO 28 compresse riv 3,75 MG BISOPROLOLO 28 compresse riv 5 MG BISOPROLOLO 28 compresse riv 7,5 MG BISOPROLOLO 28 compresse riv 10MG BRIMONIDINA collirio 5 ml 2mg/ml BROMOCRIPTINA 30 compresse 2,5 mg BUDESONIDE 100 UNITA’ 200MCG USO RESPIRATORIO BUDESONIDE 120 UNITA’ 200MCG USO RESPIRATORIO BUDESONIDE 20 UNITA’ 0,25 MG USO RESPIRATORIO BUDESONIDE 20 UNITA’ 0,5MG USO RESPIRATORIO BUDESONIDE 200 UNITA' 200MCG USO RESPIRATORIO BUDESONIDE 50 UNITA' 400 MCG USO RESPIRATORIO BUDESONIDE 60 UNITA' 400 MCG USO RESPIRATORIO BUDESONIDE crema 30G 0,025% CABERGOLINA 2 COMPRESSE 0,5 MG CABERGOLINA 20 COMPRESSE 1 MG Prezzo in € 7,92 7,92 1,07 2,52 1,81 45,78 0,82 2,54 5,53 6,02 4,33 2,78 6,99 9,02 1,59 13,38 6,32 7,08 7,17 9,09 25,32 2,93 3,11 4,47 2,41 6,05 126,48 29,83 2,41 2,62 2,84 4,48 3,37 4,95 7,63 5,52 15,13 11,36 15,13 22,67 27,53 15,13 11,36 4,39 9,47 17,41 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC N04BC06 G02CB03 A12AA04 A12AX A12AX A12AX D05AX02 D05AX02 H05BA01 H05BA01 A11CC04 A11CC04 C09AA01 C09AA01 C09BA01 N03AF01 N03AF01 C07AG02 C07AG02 J01DC04 J01DC04 J01DB05 J01DB01 J01DB03 J01DB04 J01DD08 J01DC06 J01DC06 J01DD12 J01DD01 J01DD01 J01DD01 J01DD02 J01DD02 J01DD04 J01DD04 J01DD04 J01DC02 J01DC02 J01DC02 R06AE07 R06AE07 Principio Attivo CABERGOLINA 20 COMPRESSE 2 MG CABERGOLINA 8 compresse 0,5MG CALCIO CARBONATO 30 compresse 1 g CALCIO CARBONATO+COLECALCIFEROLO 1000 mg/880 UI 30 buste CALCIO CARBONATO+COLECALCIFEROLO 1000 mg/880 UI 30 cpr eff CALCIO CARBONATO+COLECALCIFEROLO 600 mg+400 UI 60 cpr ma CALCIPOTRIOLO 0,05 mg/g unguento tubo 30 g CALCIPOTRIOLO 30ML 0,005% - USO DERMATOLOGICO SOLUZIONE CALCITONINA (SINTETICA, DI SALMONE) 5F 1 ML 50 UI CALCITONINA(SINTETICA, DI SALMONE) 5F 1 ML 100 UI CALCITRIOLO 30 capsule 0,25 mcg CALCITRIOLO 30 capsule 0,50 mcg CAPTOPRIL 24 compresse 50 mg CAPTOPRIL 50 compresse 25 mg CAPTOPRIL/IDROCLOROTIAZIDE 12 cpr 50mg+25mg CARBAMAZEPINA 30 compresse 400 mg CARBAMAZEPINA 50 compresse 200 mg CARVEDILOLO 28 compresse 6,25 mg CARVEDILOLO 30 compresse 25 mg CEFACLOR 8 capsule 500 mg CEFACLOR flacone 100 ml 5% 250 mg/5ml os CEFADROXIL 8 CPR. 1 G CEFALEXINA 8 compresse 1G CEFALOTINA 1 fiala 1000 mg CEFAZOLINA 1 fiala im 1 g CEFIXIMA 100MG/5ML GRANULATO PER SOSPENSIONE ORALE CEFONICID 1 fiala 1000mg im CEFONICID 1 fiala 500mg PV CEFOPERAZONE 1 FIALA 1G + SOLV. CEFOTAXIMA 1 fiala 1 g CEFOTAXIMA 1 fiala 250 mg CEFOTAXIMA 1 fiala 500 mg CEFTAZIDIMA IM 1 fiala 1g/3 ML CEFTAZIDIMA IM 1 fiala 500 mg/1.5 ML CEFTRIAXONE IM 1 FL 250 MG/2ML CEFTRIAXONE IM 1 FL 500MG/2 ML + F 2 ML CEFTRIAXONE IM 1FL 1 G + F 3,5 ML CEFUROXIMA 12 compresse 250 mg CEFUROXIMA 1 F 1G + F 4 ML CEFUROXIMA 6 compresse 500 mg CETIRIZINA 10 mg 20 cpr CETIRIZINA GTT OS 20 ML 10 MG/ML Prezzo in € 65 34,55 29,94 4,52 * * * 4,23 * 7,50 7,61 8,81 * * 8,11 8,59 17,46 3,97 6,63 3,95 4,23 1,88 3,89 3,60 3,62 6,06 5,21 6,98 7,49 7,07 2,62 1,89 * * * * * * * * * * * * * * * 10,20 2,36 2,63 4,02 3,40 1,84 2,68 4,67 2,01 2,06 3,28 5,25 5,60 3,07 5,60 3,60 5,90 * * * * * * * * * * * * * * * * 66 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC A02BA01 A02BA01 A02BA01 J01MA02 J01MA02 J01MA02 G03HB01 N06AB04 N06AB04 N06AB04 J01FA09 J01FA09 J01FA09 J01FA09 J01FF01 D07AD01 N05AA01 N05AA01 N05AH02 N05AH02 H01BA02 H01BA02 M01AB05 M01AB05 M01AB05 M01AB05 M01AB05 M01AB05 M01AB05 N02CA01 C08DB01 C08DB01 C08DB01 C08DB01 C08DB01 C08DB01 C08DB01 C08DB01 S01EC03 S01ED51 C02CA04 C02CA04 J01AA02 C09AA02 C09AA02 Principio Attivo CIMETIDINA 30 bustine 800 mg CIMETIDINA 30 compresse 800 mg CIMETIDINA 50 compresse 400 mg CIPROFLOXACINA 10 compresse 250 mg CIPROFLOXACINA 12 compresse 750 mg CIPROFLOXACINA 6 compresse 500 mg CIPROTERONE+ETINILESTRADIOLO 21 cpr riv. (2mg+0,035mg) CITALOPRAM 14cpr. 40 mg CITALOPRAM 28 cpr. 20 mg CITALOPRAM OS GTT FL 15 ML 40 MG/ML CLARITROMICINA 12 compresse 250 mg CLARITROMICINA 125mg/5ml os 100 ml CLARITROMICINA 14 compresse 500 mg CLARITROMICINA 250mg/5ml os 100 ml CLINDAMICINA 1 fiala 600 mg CLOBETASOLO UNGUENTO 30 GRAMMI CLORPROMAZINA 25 CPR 25 MG CLORPROMAZINA OS GTT. 10 ML 4% CLOZAPINA 28 compresse 100 mg CLOZAPINA 28 compresse 25 mg DESMOPRESSINA 30 compresse 0,1 mg DESMOPRESSINA 30 compresse 0,2 mg DICLOFENAC 20 capsule 100 mg R.P. DICLOFENAC 20 compresse 100 mg R.P. DICLOFENAC 21 compresse 100 mg R. P. DICLOFENAC 30 compresse 50 mg DICLOFENAC 30 compresse 75 mg R. P. DICLOFENAC 5 fiale 75 mg 3 ml DICLOFENAC 6 fiale 75 mg DIIDROERGOTAMINA 30 capsule 5MG DILTIAZEM 14 capsule 300 mg R.P. DILTIAZEM 14 compresse 300 mg R.P. DILTIAZEM 24 capsule 120 mg R.P. DILTIAZEM 24 compresse 120 mg R.P. DILTIAZEM 28 capsule 120 mg R.P. DILTIAZEM 28 capsule 180 mg R.P. DILTIAZEM 28 compresse 300 mg R.P. DILTIAZEM 50 compresse 60 mg DORZOLAMIDE 5 ML 20MG/ML - uso oftalmico soluzione DORZOLAMIDE+TIMOLOLO 5ml (20+5) mg/ml uso oftalmico soluzione DOXAZOSINA 20 compresse 4 mg DOXAZOSINA 30 compresse 2 mg DOXICICLINA 10 compresse 100MG ENALAPRIL 14 CPR. 20 MG ENALAPRIL 28 CPR. 5 MG Prezzo in € 20,92 20,92 8,97 3,91 18,43 6,79 4,29 6,80 6,80 7,69 2,53 6,56 10,35 12,38 4,13 3,19 0,98 1,14 22,47 5,38 16,58 33,08 6,03 3,17 4,82 3,51 3,86 1,96 1,93 6,07 6,64 6,64 5,21 5,21 6,27 12,52 15,56 4,67 5,79 * * * * * * * * * * * * * * * * 8,57 6,48 7,43 2,35 3,26 3,09 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC C09BA02 C09BA02 B01AB01 B01AB01 B01AB01 A02BC05 A02BC05 A02BC05 A02BC05 G03CA03 G03CA03 G03CA04 G03AA10 J05AB09 J05AB09 A02BA03 C08CA02 C08CA02 N03AA02 C10AB05 N02AB03 N02AB03 N02AB03 N02AB03 B03AA03 R06AX26 R06AX26 G04CB01 C01BC04 J01CF05 J02ACO1 J02ACO1 J02ACO1 R03BA03 R03BA03 R03BA03 N06AB03 N06AB03 N06AB03 N06AB03 N06AB03 L02BB01 C10AA04 N06AB08 N06AB08 R03AC13 Principio Attivo ENALAPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 14 CPR 20MG+12,5MG ENALAPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 14CPR 20MG+ 6MG EPARINA CALCICA 10 fiale siringhe 12.500 UI EPARINA CALCICA 10 fiale siringhe 5.000UI EPARINA SODICA 10 fiale 5.000 UI ESOMEPRAZOLO 14 capsule 20 MG ESOMEPRAZOLO 14 capsule 40 MG ESOMEPRAZOLO 14 compresse 20 MG ESOMEPRAZOLO 14 compresse 40 MG ESTRADIOLO 8 cerotti 25MCG/DIE ESTRADIOLO 8 cerotti 50MCG/DIE ESTRIOLO CREMA VAG. 30 G+ 6 APPL. ETINILESTRADIOLO+GESTODENE (30+75) mcg 21cpr riv FAMCICLOVIR 21 compresse 250 mg FAMCICLOVIR 21 compresse 500 mg FAMOTIDINA 10 compresse 40 MG FELODIPINA 14 compresse 10 mg R.P. FELODIPINA 28 compresse 5 mg R.P. FENOBARBITAL 20 compresse 100MG FENOFIBRATO 20 CPS 200 MG FENTANIL 3 cerotti 25MCG/ORA 10CM2 FENTANIL 3 cerotti 50MCG/ORA 20CM2 FENTANIL 3 cerotti 100MCG/ORA 40CM2 FENTANIL 3 cerotti 75MCG/ORA 30CM2 FERROSO GLUCONATO 30 compresse eff 80 mg FEXOFENADINA 20 compresse 120 mg FEXOFENADINA 20 compresse 180 mg FINASTERIDE 15 compresse riv. 5 mg FLECAINIDE 20 compresse 100 mg FLUCLOXACILLINA 12 CPR 1 G FLUCONAZOLO 10 capsule 100 mg FLUCONAZOLO 2 capsule 150 mg FLUCONAZOLO 7 capsule 200 mg FLUNISOLIDE 1 flacone 30 ml 0,1% USO RESIRATORIO FLUNISOLIDE 15 UNITA’ 2 ml 0,05% USO RESIRATORIO FLUNISOLIDE 15 UNITA’ 2 ml 0,1% USO RESIRATORIO FLUOXETINA 12 capsule 20 mg FLUOXETINA 12 compresse 20 mg FLUOXETINA 28 capsule 20 mg FLUOXETINA 28 compresse 20 mg FLUOXETINA 60 ml 0,4 % os 20 mg/5 ml FLUTAMIDE 30 compresse 250 mg FLUVASTATINA 28 compresse 80 mg r.p FLUVOXAMINA 30 CPR 50 MG FLUVOXAMINA 30 CPR 100 MG FORMOTEROLO 60 CPS 12 MCG + EROGATORE Prezzo in € 4,59 5,81 14,68 6,56 9,65 6,08 7,89 7,08 8,89 5,73 8,45 3,18 2,68 41,13 92,26 4,47 5,31 5,31 1,50 3,45 13,89 26,01 44,75 36,29 5,74 5,17 5,23 8,08 6,14 10,69 26,63 9,14 33,52 11,79 11,29 15,70 2,55 2,55 6,10 6,10 7,50 18,86 11,64 5,41 12,98 17,64 67 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 68 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC J01XX01 C09AA09 C09BA09 C03CA01 C03CA01 C03CA01 C03CA01 N03AX12 N03AX12 N03AX12 C10AB04 C10AB04 A10BB09 A10BB09 A10BB12 A10BB12 A10BB12 A04AA02 A04AA02 A04AA02 D01BA01 M01AE01 M01AE01 M01AE01 C03BA11 C03BA11 C03BA11 C03BA11 C01DA14 C01DA14 C01DA14 C01DA14 C01DA14 C01DA14 D10BA01 D10BA01 J02AC02 M01AE03 M01AE03 M01AE03 M01AE03 M01AE03 M01AE03 M01AE03 M01AB15 R06AX17 Principio Attivo FOSFOMICINA 2 BUSTE 3 G USO ORALE FOSINOPRIL 14 cpr 20 mg FOSINOPRIL+ IDROCLOROTIAZIDE 14 cpr 20 mg +12,5 mg FUROSEMIDE 20 compresse 500 mg FUROSEMIDE 30 compresse 25 mg FUROSEMIDE 5 fiale 20 mg 2 ml FUROSEMIDE 5 fiale 250 mg GABAPENTIN 30 capsule 400 mg GABAPENTIN 50 capsule 100 mg GABAPENTIN 50 capsule 300 mg GEMFIBROZIL 20 compresse 900 mg GEMFIBROZIL 30 compresse 600 mg GLICLAZIDE 40 compresse 80 mg GLICLAZIDE 60 compresse 30 mg R.M. GLIMEPIRIDE 30 compresse 2 mg GLIMEPIRIDE 30 compresse 3 mg GLIMEPIRIDE 30 compresse 4 mg GRANISETRONE 3 mg/3ml 1 fiala GRANISETRONE 10 compresse 1 mg GRANISETRONE 5 compresse 2 mg GRISEOFULVINA 20 compresse 125 mg IBUPROFENE 30 buste 600 mg IBUPROFENE 30 compresse 400 mg IBUPROFENE 30 compresse 600 mg INDAPAMIDE 30 compresse r.p. 1,5 mg INDAPAMIDE 30 compresse 2,5 mg INDAPAMIDE 50 capsule 2,5 mg INDAPAMIDE 50 compresse 2,5 mg ISOSORBIDE MONONITRATO 30 capsule 40 mg R.P. ISOSORBIDE MONONITRATO 30 capsule 50 mg R.P. ISOSORBIDE MONONITRATO 30 capsule 60 mg R.P. ISOSORBIDE MONONITRATO 30 compresse 40 mg ISOSORBIDE MONONITRATO 30 compresse 60 mg R.P. ISOSORBIDE MONONITRATO 50 compresse 20 mg ISOTRETINOINA 30 CPS 10 mg ISOTRETINOINA 30 CPS 20 mg ITRACONAZOLO 8 CPS 100 MG KETOPROFENE 28 capsule 200 mg R.P. KETOPROFENE 30 capsule 100 mg KETOPROFENE 30 capsule 200 mg R.P. KETOPROFENE 30 capsule 50 mg KETOPROFENE 30 BUSTINE BIPAR 80 MG KETOPROFENE 6 fiale 100 mg KETOPROFENE 6 fiale 160 mg KETOROLAC 3 F 1 ML 30 MG KETOTIFENE 15 CPR 2 MG R.P. Prezzo in € 6,51 3,93 4,22 12,41 1,46 1,72 13,38 12,56 6.00 18,97 5,58 5,58 3,34 6,80 2,12 3,56 3,56 15,97 44,01 44,01 1,40 6,43 2,78 3,72 5,39 3,69 5,74 5,74 4,31 6,54 6,50 3,77 6,50 3,23 14,29 25,07 7,50 8,98 4,61 8,98 2,41 2,84 3,28 3,28 2,16 2,67 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC R06AX17 N03AX09 N03AX09 N03AX09 N03AX09 A02BC03 A02BC03 A02BC03 A02BC03 S01EE01 C08CA13 C08CA13 R06AE09 N04BA02 N04BA02 N04BA02 N04BA02 H03AA01 C09AA03 C09AA03 C09BA03 R06AX13 C09CA01 C09CA01 C09CA01 C09DA01 C09DA01 C10AA02 C10AA02 A02AD02 L02AB01 M01AC06 M01AC06 A07EC02 A07EC02 A07EC02 A07EC02 A07EC02 A07EC02 A07EC02 A07EC02 A07EC02 N07BC02 N07BC02 N07BC02 A10BA02 Principio Attivo KETOTIFENE SCIROPPO FL 200 ML LAMOTRIGINA 28 compresse disp 25 mg LAMOTRIGINA 56 compresse disp 50 mg LAMOTRIGINA 56 compresse disp 100 mg LAMOTRIGINA 56 compresse disp 200 mg LANSOPRAZOLO 14 CPR ORODISP 15 MG LANSOPRAZOLO 14 CPR ORODISP 30 MG LANSOPRAZOLO 15* 14 capsule15 MG LANSOPRAZOLO 30* 14 capsule 30 MG LATANOPROST 2,5ML 50MCG/ML - USO OFTALMICO LERCANIDIPINA 28 compresse 10 MG LERCANIDIPINA 28 compresse 20 MG LEVOCETIRIZINA 20 compresse 5 mg LEVODOPA + BENSERAZIDE 50 compresse 200+ 50 mg LEVODOPA-CARBIDOPA 30 compresse 200+50 mg R.M. LEVODOPA-CARBIDOPA 50 compresse 100+25 mg R.M. LEVODOPA-CARBIDOPA 50 compresse 250+25 mg LEVOTIROXINA SODICA 50 CPR.100 MCG LISINOPRIL 14 compresse 20 mg LISINOPRIL 14 compresse 5 mg LISINOPRIL + IDROCLOROTIAZIDE 14 compresse 20+12,5 mg LORATADINA 20 compresse 10 mg LOSARTAN 21 compresse 12,5 mg LOSARTAN 28 compresse 50 mg LOSARTAN 28 compresse 100 mg LOSARTAN + IDROCLOROTIAZIDE 28 compresse 100+25 mg LOSARTAN + IDROCLOROTIAZIDE 28 compresse 50 + 12,5 mg LOVASTATINA 30 compresse 20 mg LOVASTATINA 30 compresse 40 mg MAGALDRATO OS SOSP.250 ML/20G MEGESTROLO 30 CPR 160 MG MELOXICAM 30 compresse 15MG MELOXICAM 30 compresse 7,5 MG MESALAZINA 20 supposte 500 mg MESALAZINA 28 supposte 1 g MESALAZINA 24 compresse 800 mg MESALAZINA 50 compresse 400 mg MESALAZINA 50 compresse 500 mg MESALAZINA 60 compresse 400 mg MESALAZINA 60 compresse 800 mg MESALAZINA 7 clismi 4 gr MESALAZINA 7 clismi 2 gr METADONE OS 1 FL 20 MG 20ML METADONE OS 1 FL 40 MG 40 ML METADONE OS 1 FL 80 MG 80 ML METFORMINA 30 compresse 500 mg Prezzo in € 4,12 4,73 16,37 29,97 50,40 5,55 9,48 4,09 6,65 9,35 5,63 9,12 3,63 10,18 7,38 7,38 6,07 2,89 3,48 2,10 3,63 3,63 4,75 9,09 10,90 7,57 7,57 16,25 16,25 4,34 60,69 6,02 4,90 15,58 34,44 11,26 12,48 17,64 15,07 23,79 34,44 22,96 0,97 1,91 3,87 1,27 69 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 70 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC A10BA02 A10BA02 A10BA02 A10BA02 A10BD02 C07AB02 C07AB02 C07AB02 C07AB02 J01XD01 J01XD01 N06AX11 N06AX11 C02AC05 C02AC05 N02AA01 N02AA01 M01AX01 M01AX01 B01AB06 M01AE02 M01AE02 M01AE02 M01AE02 M01AE02 C07AB12 C08CA04 C08CA05 C08CA05 C08CA05 C08CA05 C08CA05 C08CA05 C08CA05 M01AX17 M01AX17 M01AX17 M01AX17 C08CA08 C01DA02 C01DA02 C01DA02 C01DA02 A02BA04 G03DB04 J01MA06 Principio Attivo METFORMINA 50 compresse 500 mg METFORMINA 30 compresse 850mg METFORMINA 40 compresse 850mg METFORMINA 60 compresse 1000 mg METFORMINA + GLIBENCLAMIDE 500 MG/5MG 36 compresse METOPROLOLO 28 compresse 200 mg R.P. METOPROLOLO 30 compresse 100 mg METOPROLOLO 50 compresse 100 mg METOPROLOLO 50 compresse RP 200 mg METRONIDAZOLO 1 fiala 500 mg 100 ml METRONIDAZOLO 20 compresse 250 mg MIRTAZAPINA 30 compresse orodisp. 30 mg MIRTAZAPINA 30 compresse riv. 30 mg MOXONIDINA 28 CPR 0,2 MG MOXONIDINA 28 CPR 0,4 MG MORFINA ( CLORID.) 5 F. 10 MG 1ML MORFINA ( CLORID.) 5 F. 20 MG 1ML NABUMETONE 30 compresse riv 1G NABUMETONE os grat 30 buste 1G NADROPARINA 6 siringhe 2850UIaXa/0,3ML NAPROXENE 20 compresse 750 mg R.P. NAPROXENE 30 BUST. 500 mg NAPROXENE 30 CPR. 500 mg NAPROXENE 30 CPR. 550 mg NAPROXENE 30 CPS. 550 mg NEBIVOLOLO 28 compresse 5 mg NICARDIPINA 30 capsule 40 mg R.P. NIFEDIPINA 14 compresse 30 mg R.P. NIFEDIPINA 14 compresse 30 mg R.C NIFEDIPINA 14 compresse 60 mg R.P. NIFEDIPINA 14 compresse 60 mg R.C NIFEDIPINA 50 capsule 10 mg NIFEDIPINA 50 capsule 20 mg R.P. NIFEDIPINA 50 compresse 20 mg R.P. NIMESULIDE 30 buste 100 mg NIMESULIDE 30 capsule 100 mg NIMESULIDE 30 compresse 100 mg NIMESULIDE 30 compresse orodisp 100 mg NITRENDIPINA 28 CPR. 20 MG NITROGLICERINA 10 cerotti 15 mg NITROGLICERINA 15 cerotti 10 mg NITROGLICERINA 15 cerotti 15 mg NITROGLICERINA 15 cerotti 5 mg NIZATIDINA 20 CPS 150 MG NOMEGESTROLO 30 compresse 5 mg NORFLOXACINA 14 compresse 400 mg Prezzo in € 1,97 2,23 2,53 3,64 2,35 5,63 2,95 3,82 8,81 5,09 1,59 16,17 16,17 6,35 10,45 2,89 4,39 17,77 17,77 19,16 5,74 5,12 5,12 5,12 5,12 6,10 4,11 5,52 5,52 8,21 8,21 3,82 5,63 5,63 2,36 2,36 2,36 2,36 13,90 8,31 6,86 9,63 6,08 11,58 7,00 3,97 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC J01MA06 J01MA06 H01CB02 H01CB02 H01CB02 A02BC01 A02BC01 A04AA01 A04AA01 A04AA01 A04AA01 A02BC02 A02BC02 A07AA06 N06AB05 N06AB05 N04BC02 N04BC02 Principio Attivo S01EB01 J01CA12 J01CA12 J01CR05 M01AC01 M01AC01 M01AC01 M01AC01 C03DA02 N04BC05 N04BC05 C10AA03 C10AA03 G03DA04 G03DA04 C01BC03 C01BC03 C09AA06 C09AA06 CO9BA06 C09AA05 C09AA05 C09AA05 C09BA05 C09BA05 NORFLOXACINA 14 compresse 540MG NORFLOXACINA 14 CPS 400 mg OCTREOTIDE 5 FIALE 100 mcg OCTREOTIDE 5 FIALE 50 mcg OCTREOTIDE 1 FIALA 1 mg OMEPRAZOLO 14 CPS 10 mg OMEPRAZOLO 14 CPS 20 MG ONDANSETRONE 6 compresse 4 mg ONDANSETRONE 1 FIALA 2ML 2MG/ML ONDANSETRONE 1 FIALA 4ML 2MG/ML ONDANSETRONE 6 compresse 8 mg PANTOPRAZOLO 14 compresse 20 mg PANTOPRAZOLO 14 compresse 40 mg PAROMOMICINA 16 capsule 250MG PAROXETINA 12 compresse 20 mg PAROXETINA 28 compresse 20 mg PERGOLIDE 20 compresse 1 mg PERGOLIDE 40 compresse 0,25 mg PILOCARPINA CLORIDRATO uso oftalmico 4%10 ml PIPERACILLINA 1 fiala 1g PIPERACILLINA 1 fiala 2g PIPERACILLINA + TAZOBACTAM 1 fiala (2+0,25) g PIROXICAM 30 capsule 20 mg PIROXICAM 30 compresse 20 mg PIROXICAM 30 compresse sol 20 mg PIROXICAM 6 fiale 20 mg/1 ml POTASSIO CANRENOATO 20 compresse 100 mg PRAMIPEXOLO 30 CPR 0,18 MG PRAMIPEXOLO 30 CPR 0,7 MG PRAVASTATINA 10 compresse 20 mg PRAVASTATINA 14 compresse 40 mg PROGESTERONE os vag 15 capsule 200MG PROGESTERONE os vag 30 capsule 100MG PROPAFENONE 30 compresse 150 mg PROPAFENONE 30 compresse 300 mg QUINAPRIL 14 compresse 20 mg QUINAPRIL 28 compresse 5 mg QUINAPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 20 mg +12,5 mg 14 cpr RAMIPRIL 14 compresse 5 mg RAMIPRIL 28 compresse 10 mg RAMIPRIL 28 compresse 2,5 mg RAMIPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 2,5 mg/12,5 mg 14 compresse RAMIPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 5 mg/25 mg 14 compresse A02BA02 A02BA02 A02BA02 RANITIDINA 10 fiale 50 mg RANITIDINA 20 compresse 150 mg RANITIDINA 20 compresse 300 mg 71 Prezzo in € 11,13 3,97 26,80 15,99 50,98 3,22 6,08 23,89 6,19 8,21 38,69 4,31 7,79 10,45 7,97 8,96 16,54 21,39 1,95 3,28 4,44 6,66 2,84 2,84 2,84 3,12 3,59 5,78 22,84 1,41 7,36 5,28 5,28 3,54 6,46 3,64 3,80 2,72 2,48 6,40 2,85 1,74 2,48 6,72 3,29 7,42 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 72 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC Principio Attivo J01FA12 N04BC04 N04BC04 N04BC04 N04BC04 N04BC04 ROKITAMICINA OS GRAT x SOSP FL 48G ROPINIROLO 21 compresse ' 0,25 mg ROPINIROLO 21 compresse 0,5 MG ROPINIROLO 21 compresse 1 mg ROPINIROLO 21 compresse 2 mg ROPINIROLO 21 compresse 5 mg A10BX02 A10BX02 A10BX02 A07AA11 N05AX08 N05AX08 N05AX08 N05AX08 N05AX08 R03AC02 R03AK04 R03AC12 A03BB01 N06AB06 N06AB06 N06AB06 N06AB06 N06AB06 C10AA01 C10AA01 C10AA01 C10AA01 C10AA01 M05BA07 M05BA07 C07AA07 C07AA07 J01FA02 C09AA11 A02BX02 A02BX02 A02BX02 A02BX02 A02BX02 A02BX02 N02CC01 N02CC01 D05AX04 L02BA01 REPAGLINIDE 90 COMPRESSE 0,5 MG REPAGLINIDE 90 COMPRESSE 1 MG REPAGLINIDE 90 COMPRESSE 2 MG RIFAXIMINA 12 COMPRESSE 200 MG RISPERIDONE 1 mg/ml os gtt 100 ml RISPERIDONE 60 compresse 1 mg RISPERIDONE 60 compresse 2 mg RISPERIDONE 60 compresse 3 mg RISPERIDONE 60 compresse 4 mg SALBUTAMOLO 200 dosi 100 MCG USO RESPIRATORIO SALBUTAMOLO+IPRATROPIO BROMURO15 ML 0,375%+0,075% RESP E OS SALMETEROLO 60 dosi 50MCG USO RESPIRATORIO SCOPOLAMINA BUTILBROMURO 6 FIALE 20 mg/ml SERTRALINA 15 capsule 50 mg SERTRALINA 15 compresse 100 mg SERTRALINA 15 compresse 50 mg SERTRALINA 30 compresse 100 mg SERTRALINA 30 compresse 50 mg SIMVASTATINA 10 compresse 20mg SIMVASTATINA 10 compresse 40mg SIMVASTATINA 20 compresse 10 mg SIMVASTATINA 28 compresse 20mg SIMVASTATINA 28 compresse 40mg SODIO RISEDRONATO 4 compresse 35 MG SODIO RISEDRONATO 28 compresse 5 MG SOTALOLO 40 compresse 80 mg SOTALOLO 50 compresse 80 mg SPIRAMICINA 12 compresse 3.000.000UI SPIRAPRIL 14 CPR. 6 MG SUCRALFATO 30 compresse masticabili 2G SUCRALFATO os sosp 200ML 20% SUCRALFATO 30 buste 1 g SUCRALFATO 30 buste 2 g SUCRALFATO 40 compresse 1 g SUCRALFATO 40 compresse mast 1 g SUMATRIPTAN 4 compresse 100 mg SUMATRIPTAN 4 compresse 50 mg TACALCITOLO UNG.4 MCG/G- 20G TAMOXIFENE 20 compresse 20 mg Prezzo in € 7,80 7,80 7,80 4,54 36,95 14,63 27,06 38,14 63,25 * * * * * * * * * 15,49 2,26 4,50 5,41 10,79 22,53 * * * * * 2,51 * 6,80 33,43 1,80 6,59 6,00 4,63 11,99 6,00 2,48 3,73 1,91 5,64 8,82 14,19 11,47 3,38 4,66 6,58 6,41 4,92 7,64 3,73 4,92 7,46 5,47 18,91 9,80 12,53 4,58 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ATC L02BA01 L02BA01 G04CA02 M01AC02 M01AC02 R03DA04 R03DA04 R03DA04 R03DA04 R03DA04 G04CA03 G04CA03 G04CA03 D01BA02 B01AC05 S01ED01 S01ED01 S01ED01 S01ED01 J01GB01 J01GB01 N03AX11 N03AX11 N03AX11 N03AX11 C03CA04 N02AX02 N02AX02 N02AX02 N02AX02 C09AA10 H02AB08 J05AB11 J05AB11 N06AX16 N06AX16 N06AX16 N06AX16 C08DA01 C08DA01 C08DA01 C08DA01 Principio Attivo TAMOXIFENE 30 compresse 10 mg TAMOXIFENE 30 compresse 20 mg TAMSULOSINA 20 capsule 0,4 mg TENOXICAM 30 buste 20 mg TENOXICAM 30 compresse 20 mg TEOFILLINA 30 capsule 200MG R.P TEOFILLINA 30 capsule 300MG R.P TEOFILLINA 30 compresse 200MG R.P. TEOFILLINA 30 compresse 300MG R.P. TEOFILLINA 30 compresse 350MG R.P TERAZOSINA 30 compresse 2 mg TERAZOSINA 10 compresse 2 mg TERAZOSINA 14 compresse 5 mg TERBINAFINA 8 CPR 250 MG TICLOPIDINA 30 compresse 250 mg TIMOLOLO 0,5% collirio 5 ml TIMOLOLO 0.25% collirio 5 ml TIMOLOLO 0,5% collirio 5 ml senza conservanti TIMOLOLO 0.25% collirio 5 ml senza conservanti TOBRAMICINA 1 fiala 100 mg TOBRAMICINA 1 fiala 150 mg TOPIRAMATO 60CPR 25 mg TOPIRAMATO 60CPR 50 mg TOPIRAMATO 60CPR 100 mg TOPIRAMATO 60CPR 200 mg TORASEMIDE 14 CPR 10 MG TRAMADOLO CLORIDRATO 20 capsule 50 mg TRAMADOLO CLORIDRATO 30 capsule 50 mg TRAMADOLO CLORIDRATO 5 fiale 100 mg 2 ml TRAMADOLO CLORIDRATO os flacone 10 ml TRANDOLAPRIL 14 capsule 2 mg TRIAMCINOLONE 3 FL 1ML 40MG VALACICLOVIR 21 compresse 1000 mg VALACICLOVIR 42 compresse 500 mg VENLAFAXINA 10 capsule 150 mg R.P VENLAFAXINA 14 capsule 75 mg R.P VENLAFAXINA 28 capsule 37,5 mg R.P VENLAFAXINA 28 compresse 37,5 mg VERAPAMIL 30 capsule 120 mg R.P. VERAPAMIL 30 capsule 240 mg R.P. VERAPAMIL 30 compresse 120 mg R.P. VERAPAMIL 30 compresse 80 mg Prezzo in € 5,06 8,71 4,41 7,79 7,79 2,89 4,08 2,31 3,26 4,80 7,90 2,06 3,86 9,69 3,27 1,98 1,90 3,10 2,92 2,89 3,47 14,64 27,79 50,05 96,30 2,3 4,62 5,63 3,96 4,62 3,72 5,83 59,82 59,82 8,01 5,60 5,60 5,60 4,09 8,31 4,09 2,04 73 * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 74 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 240 POR CRO FSE 2007-2013 Reg (CE) 396/2009. Ap provazione documento descrittivo della metodologia di semplificazione. LA GIUNTA REGIONALE Vista l’art. 17 della L.R. 32/2002; Visto il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, così come modificato dal regolamento (CE) n. 284/09 del Consiglio del 7 aprile 2009; Visto il Regolamento (CE) n. 1081/2006, relativo al Fondo sociale europeo; Visto il Regolamento (CE) 8 dicembre 2006, n. 1828/2006 della Commissione, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e s.m.e i.; Vista la Decisione 7 novembre 2007C(2007) n. 5475 con cui la Commissione Europea ha approvato il Programma Operativo Regione Toscana (POR FSE), obiettivo “Competitività regionale e occupazione” per il periodo 2007-2013; Vista la deliberazione della Giunta regionale 20 no vembre 2007 n. 832 di presa d’atto dell’approvazione del POR FSE; Visto il Regolamento (CE) n. 396/2009che modi fica l’art. 11 del regolamento (CE) n. 1081/2006 preve dendo per le sovvenzioni le seguenti tre opzioni di sem plificazione: costi indiretti dichiarati su base forfetaria fino al 20% dei costi diretti di una operazione, costi fissi calcolati applicando tabelle standard di costi unitari, somme forfetarie destinate a coprire l’insieme o una parte dei costi di un’operazione fino ad un massimo di 50.000,00 Euro; Considerata la nota della Commissione Europea COCOF/ 09/0025/04-EN con la quale si forniscono orientamenti tecnici sulle sopra citate modalità di sem plificazione; Ritenuto opportuno, al fine di alleggerire gli oneri connessi alle rendicontazioni delle operazioni cofinanziate dal FSE e di accelerare l’azione amministrativa, di avvalersi delle opzioni di semplificazione di cui all’art. 11.3 (b) (i) e (ii) del Regolamento CE 1081/2006 così come modificato dal Regolamento (CE) 396/2009; Ritenuto opportuno quindi approvare il documento descrittivo della metodologia riguardante le due opzioni prescelte ex art. 11.3, lett. b, (i) e (ii), Regolamento (CE) n. 396/2009, di cui all’allegato A, parte integrante del presente atto; Preso atto del parere positivo espresso sul documento medesimo dalla Commissione Regionale Tripartita Permanente e dal Coordinamento Interistituzionale nella sedute del 23 dicembre 2010; Ritenuto opportuno dare mandato all’ Autorità di Gestione del POR CRO FSE 2007-2013, di ridefinire le “Procedure per la progettazione, gestione e ren dicontazione degli interventi formativi ex art. 17 L.R. n. 32/2002”, Sistema di Gestione e Controllo del P.O., nonché gli altri strumenti tecnico operativi necessari a rendere correttamente applicabili le scelte di semplificazione adottate con il presente provvedimento; A voti unanimi DELIBERA di approvare, per le motivazioni esposte in narrativa, per le sovvenzioni, il documento descrittivo della me todologia riguardante le opzioni di semplificazione in trodotte dal regolamento (CE) n. 396/2009, relative alla rendicontazione dei costi indiretti su base forfetaria e all’applicazione di tabelle standard dei costi unitari ex art. 11.3, lett. b, (i) e (ii), di cui all’allegato A, parte inte grante del presente atto; di dare mandato all’ Autorità di Gestione del POR CRO FSE 2007-2013, di ridefinire le “Procedure per la progettazione, gestione e rendicontazione degli interventi formativi ex art. 17 L.R. n. 32/2002” e il Sistema di Gestione e Controllo del P.O., nonché gli altri strumenti tecnico operativi necessari a rendere correttamente appli cabili le scelte di semplificazione adottate con il presente provvedimento. Il presente provvedimento è pubblicato integralmente, unitamente all’allegato A) sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi dell’articolo 5, comma 1 lettera i) della legge regionale 23 aprile 2007 n. 23 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima legge regionale. Segreteria della Giunta Regionale Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUE ALLEGATO 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 REGIONE TOSCANA - POR FSE 2007-2013 OBIETTIVO “COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE” LA SEMPLIFICAZIONE DELLA SPESA DI CUI ALL’ART. 11.3 (b) DEL REG. (CE) N. 1081/2006 E S.M.I. Indirizzi e metodologie per l’applicazione dei “costi standard” e della ”forfetizzazione dei costi indiretti” alla formazione selezionata tramite avviso pubblico 75 76 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 INDICE 1 PREMESSA – OGGETTO DEL DOCUMENTO 1 2 GLI AMBITI E CRITERI GENERALI DI APPLICAZIONE NELLA REGIONE TOSCANA 2 3 TABELLE STANDARD DI COSTI UNITARI 5 3.1 Metodologia dell’analisi 5 3.2 Elaborazione e individuazione dei costi standard 6 3.3 Esempi di applicazione dei costi standard 4 5 12 COSTI INDIRETTI DICHIARATI SU BASE FORFETARIA 14 4.1 Metodologia per la definizione delle percentuali di costi indiretti forfettari 14 4.2 Definizione dei costi diretti ed indiretti 15 4.3 Definizione dell’universo di riferimento 19 4.4 Risultati dell’analisi 20 ALLEGATO 1– RIPARTIZIONE VOCI DI SPESA IN 2 MACROTIPOLOGIE 22 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 1 PREMESSA – OGGETTO DEL DOCUMENTO Il Reg. (CE) 1081/2006, art. 11.3 (b). come modificato dal Reg. (CE) n. 396/2009 relativo al FSE, prevede le seguenti “opzioni di semplificazione” per le attività oggetto di sovvenzioni (selezionate tramite avviso pubblico): i) costi indiretti dichiarati su base forfetaria; ii) costi fissi calcolati applicando tabelle standard per costi unitari; iii) somme forfetarie. L’obiettivo dell’applicazione di queste possibili forme di semplificazione è quello di alleggerire, per i beneficiari e gli organismi di gestione, il carico amministrativo connesso alle attività di raccolta e verifica di documenti comprovanti la spesa, che, come è noto, è particolarmente oneroso e complesso per le attività oggetto di sovvenzioni, stante l’elevato numero di documenti probatori delle spese. Le nuove forme di riconoscimento dei costi ammissibili determinano l’esigenza di definire approcci metodologici, finalizzati all’utilizzo di una o più delle opzioni di semplificazioni introdotte, nonché di stabilire regole e condizioni atte a rendere agevole l’utilizzo da parte dei beneficiari. A tale scopo la Regione Toscana ha istituito un gruppo tecnico di lavoro Regione-Province ed ha svolto un’analisi delle opzioni previste dal Regolamento e delle principali condizioni ed opportunità di applicazione nell’ambito del proprio POR FSE 2007-2013. Il lavoro si è concentrato sull’applicazione alle attività formative delle prime due opzioni suindicate: - il sistema dei “costi fissi calcolati applicando tabelle standard per costi unitari”, di seguito definito più brevemente “costi standard”, che è stato riconosciuto quale principale forma di semplificazione applicabile alle attività formative e - il sistema dei “costi indiretti dichiarati su base forfetaria”, da utilizzare in via residuale rispetto al sistema dei “costi standard”, nei soli casi in cui per le caratteristiche dei progetti formativi (attività innovative o prototipali) i costi standard non siano applicabili. Sono state quindi elaborate le metodologie di calcolo delle tabelle standard di costi unitari e delle percentuali per il rimborso forfetario dei costi indiretti, nel rispetto delle previsioni normative di cui 1 all’art.11.3.b del Reg. (CE) 1081/06, recepite dal DPR 196/2008 , delle condizioni indicate dalla Commissione Europea nella nota COCOF/ 09/0025/04-EN del 28.01.2010, ed in particolare dei criteri generali a cui deve essere conforme il metodo di calcolo dei costi ammissibili per il ricorso ad una o più opzioni di semplificazione (stabilito in anticipo, giusto, equo, verificabile). Il lavoro ha, inoltre, tenuto conto di quanto previsto dal “Vademecum per l’ammissibilità della spesa al FSE” , definito dal Ministero del Lavoro, dalle Regioni e dalle Province Autonome, condiviso dalle Autorità di Gestione ed approvato dal Sottocomitato “risorse umane”. Il presente documento ha, dunque, ad oggetto: - la definizione degli ambiti di applicazione delle due opzioni ed alcune regole generali concernenti le modalità applicative; - la descrizione delle metodologie di calcolo degli standard di costo unitari e delle percentuali di rimborso forfetario dei costi indiretti; entrambe basate sull’analisi dei dati storici. Esso rappresenta la prima fondamentale tappa del percorso necessario per l’introduzione delle suddette due forme di semplificazione nella regione. La piena applicazione della semplificazione nel sistema toscano necessita che siano in parallelo integrate le norme di gestione, il sistema di gestione e controllo e le utilities del sistema informativo attualmente operative, per poter supportare un sistema non più basato – se non in minima parte - sul principio delle spese effettivamente sostenute, ma sulle attività e le quantità realizzate. 1 Il DPR 196/2006, ai sensi dell’art. 56.4 del Reg. (CE) 1083/2006, definisce le norme in materia di ammissibilità delle spese. 77 78 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 2 GLI AMBITI E CRITERI GENERALI DI APPLICAZIONE NELLA REGIONE TOSCANA La semplificazione dei costi per le attività del POR FSE 2007-13 della Regione Toscana si caratterizza per i seguenti elementi. a) Campo di applicazione: la possibilità di applicare le opzioni di cui al Regolamento n. 1081/2006 e smi. è riservata esclusivamente ai progetti formativi finanziati sotto forma di sovvenzione (selezionati tramite avviso pubblico), a carattere “non individuale”, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del soggetto beneficiario. In particolare, le opzioni possono essere applicate alle azioni di formazione di tipo formale (corsuale) e alle azioni di formazione non formale (interventi di formazione non finalizzati direttamente al rilascio di titoli di studio o di attestati professionali, ancorché valutabili secondo quanto stabilito nel sistema generale dei crediti formativi e di istruzione della regione, di cui all’art. 32.2, lett. c), L.R.n. 32/2002). L’unica eccezione, nell’ambito dei progetti finanziati sotto forma di sovvenzione, è rappresentata dall’apprendistato a cui continua ad applicarsi il sistema di rendicontazione basato sui costi reali 2 (diretti e indiretti) . Sono esclusi i progetti che sottendono un rapporto di tipo contrattuale (corrispettivo a titolo oneroso). b) Sistemi di semplificazione: l’opzione dei “costi fissi calcolati applicando tabelle standard di costi unitari” viene individuata quale sistema principale di gestione dei progetti formativi oggetto di sovvenzione. Tale opzione, infatti, applicata alle attività formative, massimizza gli effetti della semplificazione, in quanto esclude del tutto le verifiche finanziarie basate sulla giustificazione dei costi reali e, quindi, riduce significativamente l’onere del controllo documentale della spesa favorendo il concentrarsi dell’attenzione, nelle attività di gestione e di verifica dei progetti, sull’attuazione delle politiche e degli obiettivi. Nel caso di costi fissi calcolati applicando tabelle standard di costi unitari, la sovvenzione da erogare ai beneficiari viene calcolata, in misura proporzionale, sulla base delle attività quantificate e non sui costi effettivamente sostenuti. Il prodotto tra l’unità di costo standard individuata (parametro fisso) e le attività quantificate (parametro variabile) determina l’ammontare del contributo erogabile. La giustificazione dello svolgimento delle attività viene, quindi, effettuata attraverso la produzione di documenti comprovanti l’esecuzione delle attività e la loro quantificazione; i relativi controlli devono essere incentrati, in itinere, sull’avanzamento fisico e sul corretto svolgimento di quanto previsto e, al termine, sul raggiungimento dei risultati. Inoltre, la semplificazione attraverso costi standard appare in piena coerenza con l’orientamento della Regione, da tempo favorevole ad “eliminare gli adempimenti legati alla puntuale rendicontazione delle spese”. E’ proprio l’alleggerimento degli oneri connessi al controllo dei rendiconti, infatti, uno dei motivi che ha portato la Regione a promuovere l’utilizzo delle procedure di appalto per le attività formative, come indicato nel POR (§ 5.5) e negli atti di programmazione regionale (Deliberazione del Consiglio Regionale 20.09.2006, n. 93 di approvazione del Piano di indirizzo generale integrato 20062010, di cui all’art 31 della legge regionale 26.07.2002, n. - Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro). L’opzione “forfait dei costi indiretti” viene individuata quale sistema da applicarsi in via residuale, ad un limitato ambito di interventi aventi contenuto fortemente innovativo (o prototipale), in ragione del quale l’AdG o l’O.I. valuti che il sistema a costi standard non offra sufficienti garanzie di un costo equo ed adeguato. In ogni caso, il ricorso alla forfetizzazione dei costi indiretti non deve comportare un incremento dei costi indiretti né di quelli diretti. Qualunque riduzione dei costi diretti comporta necessariamente una riduzione proporzionalmente corrispondente dei costi indiretti dichiarati su base forfetaria. La percentuale di forfetizzazione stabilita non può subire variazioni, né durante l’attuazione né a rendiconto. L’opzione delle somme forfetarie fino ad un massimo di 50.000 Euro allo stato attuale non si ritiene di interesse per la Regione. 2 L’esclusione della formazione nell’apprendistato dalle opzioni di semplificazione è dovuta a diversi fattori, in particolare: la numerosità molto bassa dei progetti all’interno del campione oggetto dell’analisi storica dei costi; la non opportunità di accorpare tale tipologia di attività ad altre, per assenza di omogeneità (si veda la tabella 1). 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 c) Modalità generali di applicazione: la scelta sul sistema da applicare alle attività formative è rimessa all’AdG/Organismo Intermedio, che la definisce in sede di avviso pubblico. Per il beneficiario la semplificazione non costituisce un’opzione ma un vincolo. Ciascun progetto può avere un unico sistema di rendicontazione. Per ciascuno dei due sistemi di semplificazione scelti dalla Regione Toscana, i parametri di riferimento sono stati definiti (cfr. cap.3-4) per tipologie di azioni previste dalla classificazione CUP (Codice unico di progetto) in uso per i progetti FSE 2007-13, che tendenzialmente riprende la classificazione ISFOL della programmazione 2000-06. La categoria CUP è assegnata a livello di progetto; per l’attribuzione si utilizza il criterio della prevalenza se nel progetto vi sono attività diversificate che rispondono a finalità operative e linee di intervento (azioni) del PAD (Provvedimento attuativo di dettaglio) diverse. La semplificazione è applicabile anche se nel progetto sono previste attività non formative purché abbiano carattere meramente accessorio e strettamente indispensabile per la realizzazione di quella formativa. I costi di tali attività non formative, in quanto relativi ad attività che non hanno una rilevanza autonoma, sono già stati considerati nella base dati utilizzata per definire i costi standard e le percentuali di rimborso forfetario dei costi indiretti. d) Progetti integrati: la Regione Toscana prevede nell’avviso tipo che nel caso in cui un organismo formativo intenda programmare un intervento su più Assi o più obiettivi specifici deve presentare un progetto integrato denominato “multiobiettivo”, illustrando nella proposta progettuale (formulario) la finalità dell’integrazione; ai fini della gestione finanziaria e del monitoraggio, i progetti “multiobiettivo”devono essere “disaggregati” a livello di obiettivi specifici e trattati come un “insieme” di progetti mono-obiettivo. Più in particolare, per consentire l’applicazione di una delle forme di semplificazione, i progetti integrati devono essere articolati in progetti distinti, ciascuno dei quali composto da una o più attività, relative ad azioni del PAD omogenee per categoria CUP. Il sistema dei costi standard – o il sistema di rimborso forfettario dei costi indiretti, se ne ricorrono le condizioni - potrà essere applicato al progetto integrato composto da progetti formativi distinti applicando per ciascuno di essi i parametri della categoria CUP di riferimento. e) Partenariato: i parametri definiti per i due sistemi di semplificazione sono applicabili al progetto nella sua interezza indipendentemente dalla presenza di beneficiari che lo attuano in partenariato, i quali operano in maniera unitaria in qualità di soggetto attuatore. Essendo il partenariato “una forma di collaborazione/compartecipazione di più soggetti che condividono finalità ed obiettivi di un’operazione” (Vademecum per l’ammissibilità della spesa al FSE), che caratterizza da sempre il sistema dell’FSE, è implicito che nelle analisi storiche effettuate per la definizione dei costi standard e della percentuale di costi indiretti forfettari siano stati considerati anche i progetti attuati da soggetti beneficiari in partenariato, i quali – indipendentemente dalla forma giuridica del partenariato (ATI, ATS, Consorzi) - sono sempre stati soggetti all’obbligo della rendicontazione puntuale delle spese sostenute per la realizzazione di attività del progetto. f) Delega a terzi: i parametri definiti per i due sistemi di semplificazione tengono conto del ricorso alla delega. Gli enti di formazione fanno da sempre ricorso a tale istituto come previsto e disciplinato in maniera puntuale nella normativa regionale, che circoscrive la possibilità di delega solo ad alcuni tipi di attività e solo in casi eccezionali, in cui non sia possibile reperire la medesima professionalità e competenza richiesta con incarico a singola persona fisica, sempre previa autorizzazione dell’Amministrazione e comunque entro limiti di costo predefiniti. Pertanto nel campione di dati storici considerato ai fini del calcolo dei costi standard e della forfetizzazione dei costi indiretti, sono ricompresi anche progetti con parti di attività delegate. g) Informazione ai beneficiari: le condizioni di applicazione dei sistemi di semplificazione dovranno essere definite nell’ambito delle norme di gestione dei progetti FSE. Dovranno essere portate a conoscenza dei beneficiari sia attraverso la pubblicazione delle suddette norme, sia di volta in volta attraverso la specificazione nel singolo avviso del sistema da applicare ai progetti a cui è rivolto l’avviso stesso. h) Retroattività: è esclusa l’applicazione retroattiva, a progetti avviati e in corso, delle opzioni di semplificazione. 79 80 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 A seguito dell’introduzione delle due opzioni di semplificazione, le “modalità di riconoscimento dei costi” applicabili nella regione Toscana saranno le seguenti: Procedura - Modalità di riconoscimento spese dei beneficiari a) APPALTO – Spesa = pagamento dell’appaltante (beneficiario) a fronte di fatture dell’appaltatore Ambito di applicazione attività formative attività non formative b) AVVISO – SOVVENZIONE (progetti) b.1 Rimborso di costi fissi calcolati applicando tabelle standard di costi unitari attività formative (eccetto apprendistato) b.2 Rimborso di costi diretti documentati + costi indiretti su base forfettaria (in % dei diretti) attività formative di contenuto innovativo e prototipale (eccetto apprendistato) b.3 Rimborso di costi diretti ed indiretti documentati (costi reali) apprendistato attività non formative, ad es. - aiuti all’occupazione - aiuti alle imprese per servizi di consulenza, partecipazione a fiere, progetti di ricerca e innovazione ecc. c) AVVISO – SOVVENZIONE (VOUCHER e altre forme di intervento individuali) - Spesa = Pagamento dell’amministrazione che concede il voucher (beneficiario) a fronte di documentazione di spesa/attività del singolo individuo destinatario Attività, formative e non formative, proposte dai singoli individui destinatari 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 3 3.1 TABELLE STANDARD DI COSTI UNITARI Metodologia dell’analisi La scelta della modalità di definizione dei costi standard tra quelle possibili (analisi “storica”, indagini di mercato, ecc.), è caduta sull’analisi dei dati storici disponibili: sono state effettuate elaborazioni e analisi sui costi relativi agli interventi realizzati nell’ambito della precedente programmazione 2000-06, tramite estrazione dei dati dal database FSE, con la sola eccezione relativa agli IFTS per i quali, come evidenziato più avanti, è stata presa in considerazione la programmazione 2007-2013. L’analisi in oggetto è stata progettata e realizzata in sostanziale continuità con la determinazione dei costi medi per gli interventi formativi da applicare alle attività formative in appalto (D.D. 5129/2008). Tuttavia, anche in considerazione delle differenti finalità (la precedente analisi aveva come principale obiettivo la determinazione di costi unitari da porre a “base d’asta” per l’utilizzo delle procedure di appalto), si è posta la necessità di effettuare estrazioni/elaborazioni che presentano una strutturazione parzialmente diversa. � Unità minima di rilevazione Le elaborazioni effettuate nella analisi precedente avevano come riferimento per l’individuazione dei costi unitari il costo orario dell’attività (Costi/Ore). L’unità minima di rilevazione era quindi l’Attività. Nell’analisi in oggetto l’unità minima di rilevazione è il Progetto. L’individuazione del progetto come unità minima è correlata alla necessità di analizzare le singole voci di spesa previste, presenti appunto a livello di progetto e non di attività. Al contempo, però, la classificazione per “tipologia Isfol” è presente solo a livello di attività, ma non di progetto. La soluzione individuata consiste in una selezione di progetti con un’unica attività correlata, o più attività correlate che abbiano però la medesima tipologia Isfol. I progetti selezionati secondo questa modalità risultano pari a 3.444 su un totale di 4.728 interventi formativi realizzati nel periodo di riferimento (2003-08), rappresentandone, dunque, il 63,4% (cui si aggiungono 4 progetti IFTS relativi alla programmazione 2007-13). � Definizione costi Le singole voci di spesa del PED sono state classificate (v. Allegato 1 – Ripartizione voci di spesa in 2 macrotipologie) in maniera da dare luogo a due macrotipologie: - Spese strutturali per la realizzazione del progetto (SRP), intendendo tutte quelle spese che sono strutturalmente e direttamente legate alla realizzazione complessiva dell’intervento progettuale. In altre parole, si tratta di costi che per la loro natura vengono sostenuti in concomitanza con l’effettuazione del corso e di tutte quelle eventuali attività ausiliarie e complementari ad esso. Si ritiene, infatti, che tali costi siano sostenuti, dall’ente beneficiario del finanziamento, nel momento in cui realizza quanto preventivato e ciò indipendentemente dagli esiti e dal riscontro in termini di frequenza dei destinatari. In sintesi, tali spese vengono fatte dipendere dalle ore previste, e quindi dalla durata del corso. - Spese collegate alla frequenza degli allievi (SFA), macrotipologia che raggruppa spese che permettono di misurare l’andamento del percorso progettuale in termini di oggettiva frequenza degli allievi. Le spese rientranti in questa macrotipologia sono concettualmente legate sia al numero di allievi, quindi costi che l’ente beneficiario del finanziamento sostiene in relazione al numero complessivo dei discenti che il progetto intende formare, sia alla durata. In sintesi, tali spese vengono fatte dipendere dal monte ore totale, inteso come prodotto del numero di allievi previsti per le ore previste (durata del corso). Tale ripartizione ha comportato pertanto un’attenta ponderazione delle singole voci di spesa componenti il piano finanziario e la loro collocazione in una o nell’altra macrotipologia è stata effettuata sulla base di una valutazione che ha generato una classificazione duale in virtù della natura delle singole spese. Su tale base sono stati individuati i valori di riferimento dell’analisi, le Unità di Costo Standard (UCS), per ora di formazione che saranno esplicitati nel successivo § 3.2: • UCS - Spese strutturali per la Realizzazione del Progetto (UCS - SRP) 81 82 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 • UCS – Spese collegate alla frequenza degli allievi (UCS - SFA) � Spese pubbliche/private I dati utilizzati per l’analisi coincidono con le spese a preventivo validate dagli Organismi intermedi. A livello di progetto, tali spese non vedono una distinzione tra spese pubbliche e private. Si è quindi proceduto, per ovviare a tale limitazione, a individuare quelle voci di spesa del PED che rappresentano la quota privata di ciascun progetto. Più precisamente, per ottenere le spese pubbliche a preventivo dei progetti sono state decurtate, ove presenti, le spese relative alla voce del PED B.2.4.1 “Retribuzione oneri agli occupati” quale maggiore e/o unica quota parte privata della spesa. � Stage La normativa regionale di gestione relativa ai progetti oggetto di elaborazione prevedeva che “almeno” il 30% delle ore degli interventi fosse riservata ad attività di stage. Per evitare che, nella prospettiva dell’applicazione dei costi standard unitari, questi ultimi si applichino anche alle ore svolte di stage (le quali, com’è noto, hanno costi molto bassi o non ne hanno affatto), l’analisi ha preso in considerazione l’attività formativa per così dire “pura”, cioè al netto delle attività di stage realizzate. Sarà quindi opportuno, nell’ambito della programmazione attuativa che si avvarrà della semplificazione attraverso costi standard, specificare che i costi orari individuati sono relativi alla sola attività formativa, richiedendo comunque la obbligatoria realizzazione delle attività di stage (nei casi previsti, e quindi sicuramente non nei casi di interventi di Formazione Continua e di Aggiornamento professionale e tecnico) senza che queste vengano retribuite. ***** L’attività di estrazione dal DB FSE per la costituzione dell’universo di riferimento è stata incentrata sui dati di costo a preventivo relativi agli interventi (Progetti) finanziati dal FSE conclusi per i quali fossero disponibili le seguenti informazioni: • • • • Tipologia “Isfol” Numero allievi (con almeno 5 formati) Numero ore Data di inizio e fine attività Periodo di riferimento: interventi conclusi nel 2003-2008. Non sono stati presi in esame gli interventi che presentano dati incompleti ovvero mancanti di uno dei dati indispensabili all’analisi. Inoltre, non sono stati considerati i progetti cui sono correlate più attività con diverse classificazioni Isfol. L’estrazione dei dati è stata effettuata il 18 gennaio 2010. 3.2 Elaborazione e individuazione dei costi standard Come anticipato nel paragrafo precedente, i progetti oggetto di analisi, per i quali esiste completezza delle informazioni necessarie, sono 3.444. Il valore complessivo della spesa riconosciuta è pari a Euro 139.726.701, a fronte di Euro 152.524.397 previsti a preventivo, per una riduzione di circa 13 Meuro (pari al 9,2%). Le Unità di Costo Standard (costi unitari standard per ora di formazione), calcolate secondo i criteri descritti in precedenza come media delle UCS a livello di singolo progetto, sono: � UCS - SRP: Euro 126.3 � UCS – SFA: Euro 1,5 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 83 Nella successiva Tabella 1 si evidenzia come i progetti siano stati distribuiti sulla base della codifica Isfol di riferimento. Come si vede, l’analisi ha preso in considerazione 12 tipologie Isfol cui ricondurre i progetti oggetto di osservazione. In alcuni casi tali tipologie, sulla base di esigenze legate ad una limitata rappresentatività quantitativa di alcune di esse, ma anche in maniera da risultare più chiaramente applicabili nell’ambito della programmazione 2007-13, sono state accorpate. Si tratta delle seguenti: - Formazione all'interno dell'obbligo scolastico + Obbligo Formativo (Percorsi scolastici); - Formazione post obbligo formativo + Formazione post diploma; - Alta formazione nell'ambito dei cicli universitari + Alta formazione post ciclo universitario; - Aggiornamento culturale + Aggiornamento professionale e tecnico. Il numero definitivo di tipologie di progetto prese in considerazione diventa, come evidenziato in tabella, pari a 8. Tabella 1 - UCS per tipologia Isfol Tipologia Isfol Descrizione Progetti estratti (%) UCS SRP UCS SFA UCS Totale 15 Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 13,6% 125,7 2,2 127,9 16 Formazione per la creazione d'impresa 2,4% 190,6 2,3 192,9 17 Formazione per occupati (o formazione continua) 29,4% 153,2 1,1 154,3 8.2 Formazione all'interno (percorsi formativi) 6,6% 99,4 1 100,4 3,7% 152,6 2,4 155 13,2% 130,9 2,3 133,2 5,3% 122,8 1,6 124,4 25,6% 91,2 1,2 92,3 100,0% 126,3 1,5 127,9 dell'obbligo formativo Formazione all'interno dell'obbligo scolastico 7+8.1 Formazione all'interno (percorsi scolastici) dell'obbligo formativo Formazione post obbligo formativo 9.1+9.2 Formazione post diploma Alta formazione nell'ambito dei cicli universitari 13.1+13.2 Alta formazione post ciclo universitario Formazione permanente professionale e tecnico 14.1+14.2 Totale Formazione post diploma - Aggiornamento Tra le tipologie di intervento che risultano avere una struttura di costi più elevati, tra quelle che hanno un peso maggiore, si segnala la categoria relative alla Formazione continua (UCS totale pari a Euro 154,3). Al contrario, tra i valori meno elevati si individua la tipologia della Formazione nell’ambito dell’Obbligo formativo (UCS totale 100,4 Euro). Un ulteriore livello di analisi è quello rappresentato nella successiva Tabella 2, nel cui ambito le unità di costo standard sono state calcolate sulla base di una distribuzione in 9 classi di ore. 84 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Tabella 2 - UCS per classi di ore Classi di ore Progetti estratti (%) UCS SRP UCS SFA UCS Totale Inferiore a 50 15,2% 108,1 1,5 109,6 51-100 16,3% 150,9 1,8 152,7 101-250 24,1% 142,4 1,5 143,9 251-450 23,3% 129,9 1,8 131,6 451-600 6,9% 113,7 1,3 115,0 601-750 4,7% 102,7 1,3 103,9 751-900 2,8% 92,0 1,1 93,1 901-1200 1,3% 86,1 0,4 86,4 Oltre 1200 5,3% 79,5 0,6 80,1 100,0% 126,3 1,5 127,9 Totale Come si evince dall’osservazione dei dati, sia riguardo alle UCS - SRP che alle UCS – SFA, l’analisi in oggetto mostra un trend del costo orario in sostanza inversamente proporzionale alla durata degli 3 interventi. ***** Un discorso a parte va fatto per ciò che concerne gli IFTS. Infatti, in questo particolare caso, l’utilizzo dell’analisi storica relativa alla programmazione 2000-06 non è risultato possibile, poiché la programmazione di questa tipologia di interventi è stata effettuata sostanzialmente in maniera integrata con i fondi nazionali, cosa che ha reso inattuabile calcolare delle UCS significative. La soluzione individuata è stata quella di prendere in considerazione i dati relativi al POR Obiettivo CRO 2007-13, i quali sono connotati, tra l’altro, da una maggiore coerenza, rispetto al precedente periodo di programmazione, con l’impostazione che i referenti regionali hanno delineato per la realizzazione di tali attività. I risultati sono descritti nel box seguente. Box 1 - UCS IFTS Tipologia Isfol 10 Descrizione IFTS Progetti estratti (%)* UCS SRP UCS SFA UCS Totale 28,6% 176,7 1,9 178,6 * la percentuale è pari al rapporto tra progetti utilizzati nell’analisi e progetti complessivamente finanziati. ***** Prima di presentare i costi standard definitivi come emersi dall’analisi svolta, è opportuno ricordare che l’analisi storica ha la finalità di rappresentare un strumento di base per la programmazione 2007-13. A tal proposito, è evidente che la tipologia Isfol, modalità di aggregazione dei progetti omogenei valida per la programmazione 2000-06, non è più disponibile per quella in corso, nel cui ambito è invece utilizzata la classificazione CUP (Codice unico di progetto). 3 Si tratta di un risultato da imputare all’effetto di maggiori economie di scala che gli interventi di durata maggiore hanno rispet to ai costi fissi di struttura, di direzione e coordinamento, di progettazione, ecc., e viceversa per gli interventi di breve durata. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Si rende quindi opportuno operare una correlazione tra le due modalità di classificazione dei progetti, in maniera da poter “tradurre” gli interventi formativi (e relative UCS) dalla vecchia alla nuova programmazione del FSE. Tale operazione è svolta mediante la matrice di correlazione descritta nel seguente box 2. Box 2 – Matrice di correlazione Cup-Isfol Classificazione dei progetti POR Ob. 3 2000-2006 per tipologia Isfol Classificazione dei progetti POR Ob. CRO 2007-2013 per categoria CUP Progetto Categoria 10. Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) 15. Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 16. Formazione per la creazione d’impresa 17. Formazione per occupati (o formazione continua) 004. IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) 020. Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 009. Formazione per la creazione d'impresa 010. Formazione per occupati (o formazione continua) 82. Formazione all'interno dell'obbligo formativo (percorsi 015. Altra formazione all'interno dell'obbligo formativo formativi) 7. Formazione all'interno dell'obbligo scolastico + 81. 001. Formazione all'interno dell'obbligo scolastico Formazione all'interno dell'obbligo formativo (percorsi 014. Percorsi scolastici formativi all'interno dell'obbligo scolastici) formativo 91. Formazione post-obbligo formativo + 92 Formazione 003. Formazione post obbligo formativo e post diploma post-diploma 131. Alta formazione nell’ambito dei cicli universitari 071. Alta formazione - nell'ambito dei cicli universitari + 132. Alta formazione post ciclo universitario 072. Alta formazione - post ciclo universitario 141. Formazione permanente - aggiornamento culturale 082. Formazione permanente professionale e tecnico + 142. Formazione permanente professionale e tecnico - aggiornamento - aggiornamento Sulla base della matrice sopra presentata, la Tabella 3 riassume le UCS per categoria CUP. In questa tabella, rispetto alla precedente tabella 1 che era definita in relazione alla tipologia Isfol, è stato aggiunto il valore delle UCS proprio degli IFTS. 85 86 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Tabella 3 - UCS per categoria CUP UCS SRP UCS SFA UCS Totale 003. Formazione post obbligo formativo e post diploma 130,9 2,3 133,2 004. IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) 176,7 1,9 178,6 009. Formazione per la creazione d’impresa 190,6 2,3 192,9 010. Formazione per occupati (o formazione continua) 153,2 1,1 154,3 015. Altra formazione all'interno dell'obbligo formativo 99,4 1,0 100,4 020. Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 125,7 2,2 127,9 082. Formazione permanente - aggiornamento professionale e tecnico 91,2 1,2 92,3 152,6 2,4 155 122,8 1,6 124,4 Categoria CUP 001. Formazione all'interno dell'obbligo scolastico 014. Percorsi scolastici formativi all'interno dell'obbligo formativo 071. Alta formazione - nell'ambito dei cicli universitari 072. Alta formazione - post ciclo universitario Infine, la successiva Tabella 4 evidenzia gli incroci tra classi di ore e categoria CUP. Tabella 4 – UCS per classi di ore e per categoria CUP Classi di ore Categoria CUP UCS SRP 003. Formazione post obbligo UCS formativo e SFA post diploma UCS Totale < 50 51-100 101250 251450 601750 751900 9011200 > 1200 Totale 307,1 214,2 158,8 132,3 115,4 116,3 110,3 82,5 93,3 130,9 5,3 2,4 3,2 2,3 1,7 2 1,8 0,8 1,4 2,3 312,5 216,6 162 134,6 117,1 118,2 112,1 83,3 94,7 133,2 UCS 004. IFTS SRP (Istruzione e UCS Formazione SFA Tecnica Superiore) UCS Totale UCS SRP 009. Formazione per la UCS SFA creazione d’impresa UCS Totale 451600 176,7 176,7 1,9 1,9 178,6 178,6 438,8 255 192,1 166,1 128,4 144 190,6 3,4 2,4 2,5 2,1 1,4 2,1 2,3 442,2 257,4 194,6 168,3 129,8 146,2 192,9 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 87 Classi di ore Categoria CUP 010. Formazione per occupati (o formazione continua) 015. Altra formazione all'interno dell'obbligo formativo 020. Formazione finalizzata al reinseriment o lavorativo 082. Formazione permanente aggiornamen to professionale e tecnico 001. Formazione all'interno dell'obbligo scolastico 014. Percorsi scolastici formativi all'interno dell'obbligo formativo 071. Alta formazione nell'ambito dei cicli universitari 072. Alta formazione post ciclo universitario < 50 51-100 101250 251450 451600 601750 751900 9011200 > 1200 111,4 127,9 116,8 153,2 0,2 0,1 1,1 111,8 128,1 116,9 154,3 Totale UCS SRP 233,8 166,7 147,2 137,5 107,1 102,2 UCS SFA 2 1,5 1,1 0,6 0,5 0,2 UCS Totale 235,8 168,2 148,3 138,1 107,7 102,5 UCS SRP 303,2 139,5 142,9 147,4 127 90,4 91,4 79 76,8 99,4 UCS SFA 2,4 2,7 2,2 2 1,7 1 0,7 0,3 0,7 1 UCS Totale 305,6 142,2 145,1 149,3 128,7 91,4 92,1 79,3 77,5 100,4 UCS SRP 256,9 200,3 143,8 121,2 126,5 104,3 91,9 63,3 67,4 125,7 UCS SFA 2,6 3,4 2,6 2,3 1,7 1,6 1,4 0,8 0,8 2,2 259,5 203,8 146,5 123,5 128,2 105,9 93,4 64,1 68,2 127,9 UCS SRP 79,1 110,4 108,3 87,8 63,2 67,4 64,8 67,9 52,2 91,2 UCS SFA 1,2 1,7 0,9 0,4 0 0,1 0 0 0 1,2 80,4 112,1 109,2 88,1 63,3 67,5 64,9 67,9 52,2 92,3 UCS SRP 220,6 168,6 155,3 103,8 104,2 82,9 80,9 124,3 152,6 UCS SFA 6,5 3,5 1,7 0,5 0,7 0,6 1,2 0,5 2,4 UCS Totale 227 172,2 157 104,3 104,9 83,4 82,1 124,8 155 UCS SRP 164,7 156,8 113,6 90,7 66 59,6 35,3 122,8 UCS SFA 4,5 2 1,3 1 1,1 0,4 0,2 1,6 169,2 158,9 114,9 91,7 67,1 60,0 35,4 124,4 UCS Totale UCS Totale UCS Totale 0,4 Le UCS presenti nella tabella 4 costituiscono i parametri orari di costo da applicare in fase di preventivo all’attività formativa selezionata tramite avviso pubblico. 88 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Tali UCS costituiscono il riferimento per gli avvisi pubblici che saranno adottati dagli Organismi Intermedi nel 2011. Per gli anni successivi le UCS possono essere aggiornate applicando il tasso di inflazione programmato cosi come indicato nei documenti di programmazione economico-finanziaria del Governo nazionale. 3.3 Esempi di applicazione dei costi standard Sulla base delle UCS individuate mediante la metodologia precedentemente descritta, di seguito si presentano due esempi di applicazione pratica. Esempio 1. Tipologia 010 - Formazione per occupati - Classe ore 51-100 A) UCS – SRP 166,7 (B) UCS – SFA 1,5 (C) Ore previste 90 (D) Allievi previsti 20 Costo complessivo previsto (AxC)+(BxCxD) 17.703 Situazione 1. Con ore realizzate = ore previste e riduzione allievi formati a) Allievi formati 18 Costo a consuntivo 17.433 b) Allievi formati Costo a consuntivo 15 17.028 Situazione 2. Con ore realizzate (80)<ore previste e allievi previsti = allievi formati a) Allievi formati Costo a consuntivo 20 15.736 Situazione 3. Con ore realizzate (80)<ore previste e riduzione allievi formati a) Allievi formati Costo a consuntivo b) Allievi formati Costo a consuntivo 18 15.496 15 15.136 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Esempio 2. Tipologia 003 - Formazione post obbligo formativo e post diploma - Classe ore 601750 A) UCS – SRP 116,3 (B) UCS – SFA 2,0 (C) Ore previste 750 (D) Allievi previsti Costo complessivo previsto (AxC)+(BxCxD) 20 117.225 Situazione 1. Con ore realizzate = ore previste e riduzione allievi formati a) Allievi formati 18 Costo a consuntivo 114.225 b) Allievi formati Costo a consuntivo 15 109.725 Situazione 2. Con ore realizzate (600)<ore previste e allievi previsti = allievi formati a) Allievi formati Costo a consuntivo 20 93.780 Situazione 3. Con ore realizzate (600)<ore previste e riduzione allievi formati a) Allievi formati Costo a consuntivo b) Allievi formati Costo a consuntivo 18 91.380 15 87.780 89 90 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 4 COSTI INDIRETTI DICHIARATI SU BASE FORFETARIA 4.1 Metodologia per la definizione delle percentuali di costi indiretti forfettari Come indicato al precedente cap. 2, punto b), la “possibilità di dichiarare i costi indiretti su base forfetaria”, di cui all’art. 11.3.b) del Regolamento (CE) n. 1081/2006, è una forma di semplificazione che si intende applicare in Toscana in un ambito limitato e residuale: alle sole attività formative, finanziate sotto forma di sovvenzione, che abbiano contenuto fortemente innovativo (o prototipale), in ragione del quale l’AdG o l’Organismo Intermedio valuti che il sistema a costi standard non offre sufficienti garanzie di un costo equo ed adeguato. Tale caso può ricorrere ad esempio per i progetti relativi all’obbligo formativo, laddove l’AdG o Organismo Intermedio intenda promuovere modalità di attuazione nuove o sperimentali rispetto all’esperienza già realizzata. Ciò premesso, la metodologia scelta per individuare le percentuali dei costi indiretti rimborsabili a forfait si basa sull’analisi del costo delle attività formative cofinanziate nell’ambito del POR FSE 2000-2006. Per la definizione dell’universo di indagine si è tenuto conto delle caratteristiche fondamentali del sistema finora in essere nella Regione, che risultano rilevanti per l’analisi: 1. a partire dal 2003 è disponibile una base dati omogenea, secondo quanto previsto dalla normativa di gestione adottata con DGR 870/2003 (seguita dalla DGR 569/2006 e s.m.i), con particolare riferimento alle voci di costo ed ai limiti previsti per i costi diretti (min 90% del costo totale del progetto) e per i costi indiretti (max 10% del costo totale del progetto); 2. il limite previsto per i costi indiretti (indicati nella sezione “C” del PED), da calcolarsi al netto della voce di spesa relativa al rimborso dei costi di personale per i partecipanti al progetto di formazione (voce B.2.4.1 del PED “Retribuzione e oneri agli occupati”), rappresenta una percentuale molto contenuta, se rapportata ad altre esperienze di regioni italiane, che si riduce ulteriormente in sede di rendicontazione delle spese e a seguito dei relativi controlli; 3. la scheda in uso per il preventivo (PED) ed il rendiconto finanziario è stata costruita con riferimento alle attività formative e prevede un elenco molto dettagliato di costi diretti (sezione B 4 del PED) ; 4. per i costi indiretti dal 2006 è stato eliminato l’elenco puntuale delle voci di costo, prevedendo la possibilità di una loro quantificazione complessiva a preventivo, mentre la documentazione di spesa comprovante l’effettività del costo e la sua ammissibilità è richiesta solo al termine del progetto in sede di verifica rendicontuale; 5. la delega a terzi (outsourcing), come già evidenziato al cap.2, secondo quanto previsto dalle norme di gestione, ha carattere eccezionale ed è soggetta a forti limitazioni, sia relative alle condizioni necessarie per farvi ricorso, sia al peso finanziario rispetto al costo totale del progetto; In particolare il ricorso alla delega in Toscana è possibile solo se ricorrono tutte le seguenti condizioni: 4 • sono delegabili solo le attività di progettazione e docenza. Non sono delegabili le attività di direzione, coordinamento, gestione amministrativa, tutoraggio, che pertanto il beneficiario deve gestire attraverso proprio personale dipendente o mediante ricorso a prestazioni professionali individuali; • è possibile la delega solo nei casi in cui si renda necessario l’apporto di specifiche competenze non reperibili con singolo incarico a persona fisica; • deve essere prevista nel progetto ed autorizzata dall’Amministrazione; eccezionalmente può essere prevista in corso di attuazione ed è comunque subordinata a preventiva autorizzazione dell’Amministrazione stessa; • il compenso previsto per attività delegate deve rispettare i medesimi massimali stabiliti per le risorse professionali esterne; Si precisa che la sezione B è denominata “costi diretti ed indiretti di progetto”; dove per “costi indiretti di progett o” si intende semplicemente i costi diretti non esclusivi di un progetto bensì comuni a più progetti; si tratta quindi a tutti gli effetti di “costi diretti” secondo la definizione generale di “costi che hanno un’inerenza specifica al progetto”. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 • 5 la delega della “progettazione” non può superare il 3% del costo totale , mentre la delega della docenza non deve essere superiore al 30% del costo totale del progetto, al netto del cofinanziamento privato rappresentato dalla “retribuzione e oneri agli occupati”. Tali limiti la rendono non rilevante né tale da incidere sulla base dati utilizzabile per l’individuazione delle percentuali di forfetizzazione. In sostanza la delega si configura in caso di necessità di prestazioni professionali, relative a due specifiche voci di spesa (progettazione e docenza), rese da persone incaricate da società, quando è impossibile per il beneficiario reperire singoli collaboratori aventi le competenze necessarie. Nei casi in cui la necessità di un apporto esterno esuli dalle prestazioni specialistica anzidette, l’unica possibilità è quella di presentare un progetto in partenariato. Inoltre, gli enti di formazione ricorrono da sempre all’affidamento a terzi, entro i limiti consentiti. Pertanto nei dati presi in esame per l’individuazione della percentuale dei costi indiretti sui diretti, vi rientrano anche sovvenzioni con parti di attività delegate. Le percentuali forfettarie dei costi indiretti di seguito definite, quindi, tengono implicitamente conto della delega; 6. come per la delega, non si evidenziano peculiarità connesse ai progetti a seconda che siano realizzati da soggetto singolo o da partenariati, come già evidenziato al cap 2; nelle analisi storiche effettuate per la definizione della percentuale dei costi indiretti forfettari sono stati presi in considerazione anche progetti attuati da beneficiari in partenariato, i quali operano nell’ambito di un unico progetto, selezionato con procedura di evidenza pubblica, indipendentemente dalla forma giuridica del partenariato e, proprio in quanto partner di progetto, sono sempre stati obbligati alla rendicontazione a costi reali. Ciò premesso e tenuto conto delle indicazioni formulate dalla Commissione (nota COCOF/ 09/0025/04EN del 28.01.2010) si è proceduto a: 1. definizione dei costi diretti e dei costi indiretti, attraverso la definizione degli elementi che configurano un costo come diretto o indiretto e l’individuazione puntuale delle singole voci di costo diretto al fine di evitare difficoltà interpretative della definizione generale; l’elenco è stato definito a partire da quello già presente nella sezione B del PED, esaminando la possibilità di riclassificazione di alcune voci di costo; 2. definizione dell’universo oggetto di analisi riferito alla programmazione 2000-06; 3. calcolo della percentuale dei costi indiretti a partire dall’articolazione per tipologie di attività (tipologie Isfol –tipologie CUP). 4.2 Definizione dei costi diretti ed indiretti Tenuto conto di quanto indicato nel Vademecum per l’ammissibilità della spesa al FSE condiviso tra le Autorità responsabili del FSE (Tavolo Permanente Regioni e Ministero del lavoro), in corso di recepimento nelle norme di gestione dei progetti formativi della Regione Toscana (aggiornamento della DGR 569/2006), si è fatto riferimento alle seguenti definizioni. I costi sono “diretti” quando direttamente connessi al progetto, ovvero quando possono essere imputati direttamente ed in maniera adeguatamente documentata ad una unità ben definita, di cui è composto il progetto finanziato. Tali costi possono essere direttamente connessi a più progetti realizzati dallo stesso beneficiario. Nel caso, quindi, di connessione non esclusiva e/o parziale, il beneficiario deve dare dimostrazione della diretta connessione, anche se in quota parte, attraverso determinati e predefiniti criteri di imputazione (es. parametri di consumo fisico-tecnici). I costi sono “indiretti” quando, benché riferibili indirettamente al progetto, non sono o non possono essere connessi direttamente ad una specifica attività del progetto. Si tratta di tutti quei costi che sono collegati alle attività generali dell’attuatore e per i quali è, pertanto, difficile determinare con precisione l'ammontare attribuibile al progetto. Tra tali costi figurano tutte le spese relative alla struttura in quanto tale: le utenze (energia elettrica, gas, acqua telefono ecc.) e i servizi privi di una specifica relazione con l'esecuzione dell'intervento finanziato (prestazioni relative all'amministrazione ordinaria, servizi di portineria, sorveglianza, pulizie ecc.). 5 La norma prevede il seguente limite: la delega della progettazione non può superare il 50% della categoria ”ideazione e progettazione” (categoria B.1.2 del preventivo (PED) che a sua volta non può superare il 6% del costo totale del progetto. 91 92 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 E’ stato quindi definito l’elenco dei costi diretti, per ciascuna delle 4 macrocategorie di spesa (B.1 Preparazione, B.2 Realizzazione, B.3 Diffusione dei risultati, B.4 Direzione progetto e valutazione), a partire da un’analisi delle voci di costo presenti nella scheda di preventivo (PED), indicati nella sezione “B” del PED, in uso finora nella Regione. Considerato che l’individuazione e definizione dei costi diretti è già molto puntuale, l’esame delle voci della sezione B del PED ha portato ad una riconferma delle stesse quali voci di costo dirette, ad eccezione delle seguenti: 1. “spese amministrative voucher” (voce B.2.4.11 del PED): comprende spese riferite ad una tipologia di intervento che non rientra nell’oggetto dell’analisi; tale voce deve, quindi, essere esclusa dall’elenco dei costi diretti e dalla base dati considerata; 2. la voce di spesa denominata “varie” (voce B.2.6.10 del PED) all’interno della macrocategoria “materiali”: per questa voce di spesa si è stabilito, in linea con lo spirito della semplificazione, di procedere ad una riclassificazione tra i costi indiretti. Va infatti considerato che: a. i costi per materiali necessari per lo svolgimento del progetto direttamente imputabili allo stesso trovano già possibilità di una corretta collocazione all’interno delle altre voci di spesa previste dal PED, quali materiale didattico individuale, materiale didattico collettivo, materiale d’uso per esercitazioni, materiale di consumo, ecc.; b. per la sua denominazione generica (nonostante la sua collocazione nella macrocategoria “materiali”) questa voce potrebbe ricomprendere costi diretti di varia tipologia, con le relative difficoltà di raccolta e controllo della corretta imputazione e dei relativi numerosi documenti giustificativi delle spese; 3. la voce di spesa relativa a “retribuzione e oneri agli occupati” (B.2.4.1.) per le ore di partecipazione alla formazione continua; si tratta di un costo diretto ammissibile, che dipende dal numero di occupati che partecipano alla formazione, ma non finanziabile con la quota pubblica secondo la normativa regionale. In coerenza con le modalità di calcolo del limite dei costi indiretti finora in vigore nella Regione, questa voce di costo non viene considerata nella base dati di calcolo della percentuale massima di rimborso forfetario dei costi indiretti. Si precisa, altresì, come previsto dalle norme di gestione vigenti già nella precedente programmazione e tuttora in vigore per il POR 2007-13, che: ⇒ la spesa per il personale amministrativo interno può essere rendicontata come costo diretto solo se il beneficiario è in grado di fornire la prova documentale della riconducibilità al progetto, ovvero attraverso: l’ordine di servizio che dispone l’impegno della persona sul progetto, i timesheet riepilogativi dell’effettivo tempo di impegno, le relazioni sulle attività svolte (oltre ai documenti probatori del pagamento della busta paga); ⇒ le voci di costo relative a all’utilizzo di locali e attrezzature (ammortamento, locazione, manutenzione), possono effettivamente rientrare tra i costi diretti se imputabili direttamente ed in maniera adeguatamente documentata al progetto stesso; come per il personale amministrativo, la realità del costo sarà verificata attraverso l’esibizione da parte dei beneficiari dei pertinenti documenti giustificativi di spesa. Si riporta di seguito l’elenco esaustivo delle voci di costo diretto, che saranno prese a riferimento nei dispositivi di attuazione e negli avvisi pubblici, per il preventivo/consuntivo dei costi relativi ai progetti finanziati dal FSE. Considerate le varietà delle tipologie di sovvenzioni finanziabili nell’ambito dell’intervento del FSE, l’AdG /Organismo Intermedio potrà indicare di volta in volta negli avvisi, eventuali limitazioni all’ammissibilità di alcune voci. Voci di costo diretto B1 PREPARAZIONE B 1.1 INDAGINI PRELIMINARI B 1.2 IDEAZIONE E PROGETTAZIONE INTERVENTO B 1.2.1 Preparazione stage aziendali B 1.2.2 Progettista interno B 1.2.3 Progettista esterno B 1.2.4 Alloggio progettista 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 B 1.2.5 Vitto progettista B 1.2.6 Viaggi progettista B 1.3 INFORMAZIONE E PUBBLICITA' B 1.4 SELEZIONE E INFORMAZIONE PARTECIPANTI B 1.4.1 Informazione/accoglienza partecipanti B 1.4.2 Selezione partecipanti B 1.5 ELABORAZIONE MATERIALE DIDATTICO B 1.5.1 Elaborazione testi didattici B 1.5.2 Preparazione materiale per la FAD B2 REALIZZAZIONE B 2.1 DOCENZA B 2.1.1 Docenti junior interni. B 2.1.2 Docenti senior interni B 2.1.3 Codocenti interni B 2.1.4 Docenti junior (fascia B) esterni B 2.1.5 Docenti senior (fascia A) esterni B 2.1.6 Docenti esterni (fascia C)/Codocenti esterni B 2.1.7 Alloggio personale docenti B 2.1.8 Vitto personale docenti B 2.1.9 Viaggi personale docente B 2.1.10 Orientatori interni B 2.1.11 Orientatori esterni B 2.2 TUTORAGGIO B 2.2.1 Tutor interni B 2.2.2 Tutor esterni……….. B 2.2.3 Tutor FAD interni B 2.2.4 Tutor FAD esterni B 2.2.5 Alloggio tutor B 2.2.6 Vitto tutor B 2.2.7 Viaggi tutor B 2.3 PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO B 2.3.1 Personale amministrativo esterno B 2.3.2 Personale tecnico - professionale esterno B 2.3.3 Alloggio personale tecnico amministrativo B 2.3.4 Vitto personale tecnico amministrativo B 2.3.5 Viaggi personale tecnico amministrativo B 2.3.6 Personale amministrativo interno B 2.3.7 Personale tecnico professionale interno B 2.4 SPESE PER I PARTECIPANTI B 2.4.1 Retribuzione e oneri agli occupati B 2.4.2 Indennità categorie speciali B 2.4.3 Assicurazione partecipanti B 2.4.8 Alloggio allievi B 2.4.9 Vitto allievi 93 94 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 B 2.4.10 Viaggi allievi B 2.4.12 Visite didattiche B 2.5 COMMISSIONI DI ESAME B 2.6 MATERIALI B 2.6.1 Materiale didattico individuale B 2.6.2 Materiale didattico collettivo B 2.6.3 Materiale d'uso per esercitazioni B 2.6.4 Materiale di consumo B 2.6.5 Indumenti protettivi B 2.6.6 Materiale per la FAD B 2.6.7 Licenze d'uso software B 2.6.8 Predisposizione reti e connessioni B 2.6.9 Acquisto materiale usato B 2.7 BUONI SERVIZI B 2.7.1 Servizi di cura B 2.7.2 Servizi per imprese (avvio, piano di fattibilità etc) B 2.8 IMMOBILI B 2.8.1 Locazione/ammortamento di immobili B 2.8.2 Manutenzione immobili in locazione B 2.9 ATTREZZATURE B 2.9.1 Noleggio/leasing/ammortamento di attrezzature B 2.9.2 Manutenzione attrezzature in locazione B 2.10 COSTI PER SERVIZI LEGALI E FINANZIARI B 2.11 RENDICONTAZIONE B 2.11.1 Rendicontatore interno B 2.11.2 Rendicontatore esterno B3 DIFFUSIONE B 3.1 Verifica finale azione B 3.2 Elaborazione reports e studi B 3.3 Manifestazioni conclusive B4 DIREZIONE PROGETTO E VALUTAZIONE B 4.1 Direttori di corso o di progetto interni B 4.2 Direttori di corso o di progetto esterni B 4.3 Componenti di comitati tecnico scientifici interni B 4.4 Componenti di comitati tecnico scientifici esterni B 4.5 Coordinatori interni B 4.6 Coordinatori esterni B 4.7 Consulenti/ricercatori B 4.8 Alloggio personale direzione e valutazione B 4.9 Vitto personale direzione e valutazione B 4.10 Viaggi personale direzione e valutazione B 4.11 Valutatori interni B 4.12 Valutatori esterni 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 4.3 Definizione dell’universo di riferimento L’universo di riferimento per l’analisi dei costi finalizzata alla definizione di tassi forfetari è rappresentato dagli interventi formativi (progetti) finanziati dal FSE, aventi le seguenti caratteristiche: 1. conclusi tra il 2003 e il 2008; 2. con almeno 6 allievi previsti; 3. con almeno 10 ore di formazione svolte. Con riferimento a tali progetti sono stati presi in considerazione i dati relativi agli importi rendicontati, come costi diretti ed indiretti, che sono stati effettivamente riconosciuti a seguito dei controlli di regolarità e legittimità della spesa. La scelta di una soglia minima riferita al numero di allievi previsti anziché agli allievi formati, a fronte degli importi rendicontati dei progetti, consente di considerare un universo più ampio rispetto a quello che si avrebbe ponendo la soglia minima rispetto agli allievi formati e quindi assicura una maggiore rappresentatività del dato6. Per avere un quadro articolato e sufficientemente dettagliato utile a fornire elementi di valutazione del peso che i costi indiretti hanno avuto nel periodo esaminato, si è scelto di prendere in considerazione le tipologie di attività formative secondo la classificazione Isfol, utilizzata nella programmazione FSE 200006. Considerato che i dati per tipologia Isfol sono disponibili a livello di attività, mentre quelli finanziari sono rilevati a livello di progetto, come già evidenziato nel cap.3, non sono stati presi in esame i progetti cui sono correlate attività con diverse classificazioni Isfol, al fine di assicurare l’omogeneità della base di calcolo. Non sono stati presi in esame gli interventi che presentavano dati incompleti. L’universo considerato consiste in 3.706 progetti per un importo complessivo di costi rendicontati pari a € 174.524. 947, che al netto della voce di spesa “retribuzione e oneri agli occupati” (cfr. par 4.2) porta ad un totale di spesa considerata ai fini dell’analisi di 158.752.264, distribuiti per tipologie di attività come evidenziato nella tabella 5. Il campione considerato (estrazione effettuata il 22.01.2010) è fortemente 7 rappresentativo: la spesa corrisponde al 92% della spesa pubblica totale . Tabella 5 – Distribuzione della spesa dei progetti estratti per tipologia Isfol Tipologia Isfol 7 Spesa rendicontata (%) 7 Formazione all'interno dell'obbligo scolastico 1,56% 10 IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) 5,52% 15 Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 17,24% 16 Formazione per la creazione d'impresa 17 Formazione per occupati (o formazione continua) 21,66% 8 (8.1e8.2) Obbligo Formativo (Percorsi scolastici e formativi)) 15,06% 9 (9.1e9.2) Formazione post-obbligo formativo e post-diploma 20,33% 2,58% 13 (13.1e13.2) Alta formazione nell'ambito dei cicli universitari e post ciclo universitario 7,85% 14 (14.1e14.2) Formazione permanente - aggiornamento culturale e professionale e tecnico 8,20% Totale 6 Descrizione 100,0% Questa scelta porta ad un universo di riferimento diverso da quello preso in esame nell’analisi finalizzata a definire i costi standard – illustrata nel precedente capitolo - in cui invece sono stati considerati progetti con un numero minimo di allievi formati. La spesa pubblica totale, riferita ai progetti formativi con un'unica attività correlata o con più attività correlate con la stessa tipologia Isfol per il periodo 2003-2009 ( 4.060 progetti), è pari a € 172.343.955. 95 96 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 4.4 Risultati dell’analisi Per i progetti aventi le caratteristiche descritte sono state estratte dal sistema informativo della Regione le spese rendicontate per voci di costo. Dalle elaborazioni effettuate sul campione, risulta evidente innanzitutto che la percentuale dei costi indiretti (ricompresi nella sezione C del PED) sul totale è inferiore al massimale previsto dalle norme di gestione: 7,86% sul costo totale a fronte del max 10% consentito (al netto della voce relativa alla del PED B.2.4.1 “retribuzione occupati”). Se si calcola l’equivalente in rapporto ai costi diretti, tenendo conto anche della riclassificazione delle voce “varie” tra i costi indiretti, la percentuale dei costi indiretti sui diretti risulta pari a 10,75%, che è un valore notevolmente al di sotto del massimo (20%) previsto dal Reg. 1081/2006. Si rileva, quindi, che l’aver previsto da anni in Toscana un massimale per i costi indiretti, non consente di disporre di una quantificazione dei costi indiretti realistica. Essendo consentito al massimo il 10% di costi indiretti sul costo totale del progetto, eventuali costi superiori già a preventivo non sono mai stati indicati. Inoltre, i dati di spesa rendicontata e riconosciuta evidenziano un peso dei costi indiretti ben inferiore al limite previsto; differenza che è da imputarsi in parte a motivi di inammissibilità o di non corretta documentazione delle spese indirette, in parte ai tagli “automatici” ed indistinti che, pur in presenza di spese indirette ammissibili e adeguatamente giustificate, sono stati operati per assicurare il rispetto di alcune percentuali minime/massime per le macrocategorie dei costi diretti, previste anch’esse dalla normativa regionale. Tutto ciò considerato, la percentuale di 10,75% individuata come media sul campione può ritenersi sottostimata rispetto al costo indiretto effettivo, pur non essendo tale costo mai stato rilevato proprio perché limitato entro il massimale che la Regione ha scelto di adottare fin dal 2003. Tabella 6 – Quadro riepilogativo del peso percentuale dei costi indiretti per tipologie Isfol di attività TIPOLOGIA ISFOL 7 - Formazione all'interno dell'obbligo scolastico 10 - IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) 15 - Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 16 - Formazione per la creazione d'impresa 17-Formazione per occupati (formazione continua) Spesa totale rendicontata % Costi Indiretti / spesa tot. rendicontata % Costi indiretti / spesa tot.rend. Spesa totale rendicontata al netto netto voce della voce B.2.4.1 B.2.4.1 % Costi indiretti sui costi diretti % C.indiretti / c.diretti riclassificati (*) 2.484.551,48 9,81 2.483.735,47 9,81 10,87 16,19 8.786.342,04 7,44 8.765.160,10 7,46 8,06 10,68 27.392.640,82 8,27 27.365.317,90 8,27 9,01 11,58 4.198.626,75 9,72 4.099.729,21 9,96 11,06 12,29 49.304.327,37 4,71 34.385.945,12 6,75 7,24 9,16 24.594.943,68 9,08 23.906.667,45 9,30 10,25 14,35 8 (81+82) - Obbligo Formativo (Percorsi scolastici e formativi) 9 (91+92) - Formazione postobbligo formativo e Formazione post diploma 13 (131+132)- Formazione nell'ambito dei cicli universitario e Formazione post ciclo universitario 32.276.992,80 7,33 32.267.243,51 7,32 7,89 9,87 12.457.321,06 7,26 12.457.868,91 7,26 7,83 7,89 14(141+142)- Aggiornamento culturale e Aggiornamento professionale e tecnico 13.029.200,28 8,54 13.020.596,68 8,52 9,31 10,42 174.524.946,29 7,15 158.752.264,36 7,86 TOTALE 8,54 10,75 (*) La riclassificazione è riferita allo spostamento della voce "varie" dai costi diretti ai costi indiretti E’ stata quindi considerata l’articolazione dei progetti del campione esaminato nelle 9 tipologie di attività formative Isfol e calcolato il relativo peso dei costi indiretti (tabella 6). Tenuto conto dei valori percentuali rilevati, ponderati con il peso della relativa spesa rendicontata per ciascuna tipologia, sono stati definiti due cluster, composti rispettivamente: uno dai progetti delle tipologie caratterizzate da un peso % costi indiretti sui diretti superiore alla media, l’altro da quelle in cui il peso % è inferiore alla media. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Sono state così individuate due percentuali medie che consentono di minimizzare lo scarto rispetto ad unico valore medio calcolato sul totale. Tali percentuali si reputano eque anche in considerazione, come anzidetto, del valore sottostimato dei costi indiretti del campione esaminato; una indiretta conferma viene anche dal confronto con altre regioni in cui non esistevano limiti preesistenti ai costi indiretti, le quali hanno valori % sensibilmente superiori a quelli individuati per la Toscana. Le percentuali cosi definite sono, inoltre, nettamente inferiori al massimo previsto dal Regolamento FSE: 9,52% per quattro tipologie di attività e 12,95% per le altre cinque tipologie considerate. Le percentuali individuate sono indicate nella tabella 7, in cui per agevolare l’applicazione alle attività del POR 2007-13, si è riportata anche la classificazione CUP. Tabella 7 – Percentuali di costi INDIRETTI sui diretti a rimborso forfetario (*) Tipologie Isfol POR 2000 -2006 7 - Formazione all'interno dell'obbligo scolastico 8.1 - Obbligo Formativo (percorsi scolastici) 8.2 - Obbligo Formativo (Percorsi formativi) 10 - IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) 15 - Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 16 - Formazione per la creazione d'impresa 9 (9.1+9.2) - Formazione post-obbligo formativo e Formazione post diploma 13 (13.1+13.2)- Formazione nell'ambito dei cicli universitario e Formazione post ciclo universitario 14(14.1+14.2)- Aggiornamento culturale e Aggiornamento professionale e tecnico 17-Formazione per occupati (formazione continua) classificazione Cup POR 2007 -2013 001 . Formazione all'interno dell'obbligo scolastico 014 . Percorsi scolastici formativi all'interno dell'obbligo formativo 015 . Altra formazione all'interno dell'obbligo formativo 004 . IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) 020 . Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo 009 . Formazione per la creazione d'impresa % forfait costi indiretti / costi diretti 003 . Formazione post obbligo formativo e post diploma 071 . Alta formazione - nell'ambito dei cicli universitari 072 . Alta formazione - post ciclo universitario 082 . Formazione permanente aggiornamento professionale e tecnico 010 . Formazione per occupati formazione continua) (o * La % è calcolata sui costi diretti al netto della voce retribuzione e oneri agli occupati” (B.2.4.1.) 12,95 9,52 97 98 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 5 ALLEGATO 1– RIPARTIZIONE VOCI DI SPESA IN 2 MACROTIPOLOGIE Voci di spesa collegate alle "Spese strutturali per la Realizzazione del Progetto" (UCS SRP) B 2.1.1 Docenti junior interni B 2.1.2 Docenti senior interni B 2.1.3 Codocenti interni B 2.1.4 Docenti junior (fascia B) esterni B 2.1.5 Docenti senior (fascia A) esterni B 2.1.6 Docenti esterni (fascia C)/Codocenti esterni B 2.1.7 Alloggio personale docenti B 2.1.8 Vitto personale docente B 2.1.9 Viaggi personale docente B 2.1.10 Orientatori interni B 2.1.11 Orientatori esterni B 2.2.1 Tutor interni B 2.2.2 Tutor esterni B 2.2.3 Tutor FAD interni B 2.2.4 Tutor FAD esterni B 2.2.5 Alloggio tutor B 2.2.6 Vitto tutor B 2.2.7 Viaggi tutor B 2.8.1 Locazione/ammortamento di immobili B 2.8.2 Manutenzione immobili in locazione B 2.9.1 Noleggio/leasing/ammortamento di attrezzature B 2.9.2 Manutenzione attrezzature in locazione B 2.6.1 Materiale didattico individuale B 2.6.2 Materiale didattico collettivo B 2.6.9 Acquisto materiale usato B 4.1 Direttori di corso o di progetto interni B 4.2 Direttori di corso o di progetto esterni B 4.5 Coordinatori interni B 4.6 Coordinatori esterni B 1.2.2 Progettista interno B 1.2.3 Progettista esterno B 2.3.6 Personale amministrativo interno B 2.3.7 Personale tecnico professionale interno B 2.10 COSTI PER SERVIZI LEGALI E FINANZIARI B 2.11.1 Rendicontatore interno B 2.11.2 Rendicontatore esterno B 4.7 Consulenti/ricercatori B 4.11 Valutatori interni B 4.12 Valutatori esterni B 2.3.1 Personale amministrativo esterno B 2.3.2 Personale tecnico - professionale esterno C Spese generali 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Voci di spesa collegate alla “Frequenza degli Allievi” (UCS SFA) B 2.4.2 Indennità categorie speciali B 2.6.3 Materiale d'uso per esercitazioni B 2.6.4 Materiale di consumo B 2.6.6 Materiale per la FAD B 2.4.8 Alloggio allievi B 2.4.9 Vitto allievi B 2.4.10 Viaggi allievi B 1.1 INDAGINI PRELIMINARI B 1.2.1 Preparazione stage aziendali B 1.2.4 Alloggio progettista B 1.2.5 Vitto progettista B 1.2.6 Viaggi progettista B 1.3 INFORMAZIONE E PUBBLICITA' B 1.4.1 Informazione/accoglienza partecipanti B 1.4.2 Selezione partecipanti B 1.5.1 Elaborazione testi didattici B 1.5.2 Preparazione materiale per la FAD B 2.3.3 Alloggio personale tecnico amministrativo B 2.3.4 Vitto personale tecnico amministrativo B 2.3.5 Viaggi personale tecnico amministrativo B 2.6.8 Predisposizione reti /connessioni B 2.7 BUONI SERVIZI B 2.7.2 Servizi per imprese (avvio, piano di fattibilità etc B 3.1 Verifica finale azione B 3.2 Elaborazione reports e studi B 3.3 Manifestazioni conclusive B 4.3 Componenti di comitati tecnico scientifici interni B 4.4 Componenti di comitati tecnico scientifici esterni B 4.8 Alloggio personale direzione e valutazione B 4.9 Vitto personale direzione e valutazione B 4.10 Viaggi personale direzione e valutazione B 2.6.5 Indumenti protettivi B 2.4.3 Assicurazione partecipanti B 2.4.11 Spese amministrative voucher (iscrizione, tasse, esami etc B 2.4.12 Visite didattiche B 2.5 COMMISSIONI DI ESAME B 2.7.1 Servizi di cura B 2.6.7 Licenze d'uso software 99 100 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 243 Approvazione disposizioni operative per il fun zionamento delle Società della Salute in Toscana. Mo difica alla DGRT n. 1265 del 28 dicembre 2009. LA GIUNTA REGIONALE Vista la L.R. 24 febbraio 2005, n. 40 e successive modifiche e integrazioni, “Disciplina del servizio sanitario regionale” ed in particolare l’art. 21 “Piani integrati di salute”, il titolo V capo III bis “Società della Salute” e l’art. 142bis “Norme transitorie”; Vista la L.R. 24 febbraio 2005 n. 41 e successive mo difiche e integrazioni “Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”; Visto il Programma Regionale di Sviluppo 20062010 (PRS), approvato con risoluzione del Consiglio Regionale n. 13 del 19 luglio 2006, ed in particolare il Progetto Integrato Regionale (PIR) 2.3 “Coesione e inte grazione socio-sanitaria nella società della salute”; Richiamato inoltre il Piano Sanitario Regionale 2008-2010 (PSR), approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 53 del 16 luglio 2008, ed in particolare il paragrafo 3.1 che evidenzia il ruolo delle Società della Salute quali elementi di integrazione e governo dei ser vizi socio-sanitari; Richiamato altresì il Piano Integrato Sociale Re gionale 2007-2010 (PISR), approvato con delibera del Consiglio Regionale 31 ottobre 2007, n. 113, così come modificato con Delibera del Consiglio Regionale n. 69 dell’11 novembre 2009; Visto l’art. 104, comma 1 della L.R. 29 dicembre 2010 n. 65, a norma del quale i piani e programmi regio nali attuativi del Piano Regionale di Sviluppo 2006-2010 che scadono nel corso dell’anno 2011, anche ai sensi dell’articolo 10, comma 2, della L.R. 49/1999, sono prorogati al 31 dicembre dello stesso anno; Ritenuto di dover dare indicazioni per il completamento del processo di stabilizzazione delle SdS toscane e per valutare la completa operatività delle SdS costituite e in corso di costituzione; Precisato che, nell’ambito di tale processo di stabiliz zazione, occorre tenere conto del principio di non du plicazione delle funzioni e di contenimento dei costi a carico dei soggetti del sistema sanitario regionale; Visto il documento di cui all’allegato A), parte integrante e sostanziale del presente atto, “Disposizioni operative per il funzionamento delle Società della Salute in Toscana”, che dà indicazioni in ordine a: A. Funzioni e risorse B. Programmazione delle Società della Salute C. Sistemi informativi D. Formazione E. Comunicazione e informazione F. Partecipazione G. Coordinamento tecnico delle Società della Salute H. Valutazione delle performance delle Società della Salute e incentivazione dei direttori; Considerato che, nell’ambito delle disposizioni re lative alle funzioni di organizzazione e gestione delle attività di assistenza, di cui al paragrafo A, punto 2, del documento di cui al punto precedente, al punto 2.5 si indicano quali termini per la predisposizione del bilancio preventivo e del bilancio di esercizio delle Società della Salute, rispettivamente il 31 dicembre e il 30 giugno di ogni anno; Ritenuto conseguentemente di modificare i termini previsti dall’allegato 1 alla delibera della Giunta Regio nale n.1265 del 28 dicembre 2009, in particolare al punto 8.1, in merito alla predisposizione del bilancio preventivo delle Società della Salute e al punto 8.2, in merito alla predisposizione del bilancio di esercizio delle Società della Salute; Precisato che ogni successiva azione attuativa delle disposizioni di cui all’allegato A, parte integrante e so stanziale del presente atto, sarà adottata previi i necessari passaggi di concertazione e condivisione; A voti unanimi DELIBERA 1) di approvare, per le ragioni elencate in narrativa, il documento di cui all’allegato A), parte integrante e sostanziale del presente atto, “Disposizioni operative per il funzionamento delle Società della Salute in Toscana”, che da indicazioni per il completamento del processo di stabilizzazione delle SdS toscane e per valutare la completa operatività delle SdS costituite e in corso di costituzione; 2) di modificare i termini previsti dall’allegato 1 alla de libera della Giunta regionale n. 1265 del 28 dicembre 2009, in particolare al punto 8.1, in merito alla predisposizione del bilancio preventivo delle Società della Salute e al punto 8.2, in merito alla predisposizione del bilancio di esercizio delle Società della Salute, sostituendoli con i termini indicati al paragrafo A, punto 2.5 dell’allegato A), parte integrante e sostanziale del presente atto. Il presente atto è pubblicato integralmente sul 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 B.U.R.T. ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera f) della legge regionale 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi del l’articolo 18, comma 2, della medesima legge regionale 23/2007. 101 Segreteria della Giunta Regionale Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUE ALLEGATO 102 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Allegato A Disposizioni operative per il funzionamento delle Società della Salute in Toscana Premessa La legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 e successive modifiche e integrazioni, “Disciplina del servizio sanitario regionale” ha istituito le Società della Salute in Toscana. La Società della Salute (SdS) è una delle più importanti e sostanziali innovazioni politicoistituzionali di integrazione socio-sanitaria, che pone la Regione Toscana in un punto avanzato della integrazione delle politiche per la salute. Lo scopo principale è quello di costruire un “luogo unitario” per il governo istituzionale, professionale ed associato per la gestione dei servizi territoriali per la salute. Il legislatore toscano ha scelto di costituire un soggetto pubblico che riunisce le competenze detenute separatamente dagli enti locali e dalle aziende USL, realizzando una sinergia concreta tra l’ente locale e l’azienda stessa. Si può definire il modello “Società della Salute” come una forma evoluta del distretto socio-sanitario, nella quale le attività sociali, le attività sanitarie e le attività sociosanitarie si fondono, perseguendo una integrazione non solo a livello politico-istituzionale, ma anche direzionale e professionale. Attraverso l'operatività delle SdS si perseguono i seguenti obiettivi: - favorire le politiche di salute in tutti gli atti di programmazione degli enti locali; - assicurare il governo dei servizi territoriali e le soluzioni organizzative adeguate per la presa in carico integrata del bisogno sanitario e sociale e la continuità del percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale; - rendere la programmazione delle attività territoriali più coerente con i bisogni di salute della popolazione e promuovere l’innovazione organizzativa, tecnica e gestionale; - sviluppare l’attività e il controllo sia sui determinanti di salute che sul contrasto delle disuguaglianze, anche attraverso la promozione delle attività di prevenzione, lo sviluppo della sanità di iniziativa, il potenziamento del ruolo della medicina convenzionata e delle cure primarie. Mediante le SdS sono perseguibili, inoltre, ulteriori vantaggi economici: infatti, attraverso l’integrazione tra i servizi sociali dei Comuni con i servizi socio-sanitari, si innesca un meccanismo di economia di scala grazie al quale si riducono i costi di personale e si opera in ambito di dimensione ottimale per la gestione dei servizi. Inquadramento normativo Occorre chiarire che la succitata LR 40/2005 ha istituito le Società della Salute in forma di consorzi, “ai sensi della vigente normativa in materia di enti locali”, tra l’azienda sanitaria competente per territorio ed i comuni compresi nell’ambito territoriale di una medesima zona-distretto. L’art. 2, comma 186, lettera e) della legge finanziaria statale 2010 (legge 23 dicembre 2009 n. 191, come modificata dal DL 25 gennaio 2010, n. 2, convertito con L. 42/2010) prevede, però, la soppressione dei consorzi di funzioni tra gli enti locali, con assunzione da parte dei comuni “delle funzioni già esercitate dai consorzi soppressi e delle relative risorse e con successione ai medesimi consorzi in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto”. Tale disposizione, secondo il dettato normativo, si applica a decorrere dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo Consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Il decreto legge 78/2010, convertito in legge 122/2010, anticipa, invece, alcuni importanti contenuti della riforma delle autonomie locali, ed in particolare: - definisce come funzioni fondamentali dei comuni quelle elencate dall’art. 21, comma 3 della legge 42/2009 (legge delega sul federalismo); - per i comuni fino a 5.000 abitanti, prevede che le funzioni fondamentali siano obbligatoriamente esercitate in forma associata, tramite convenzione o unione di comuni; - statuisce che i comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore a 100.000 abitanti non sono obbligati all’esercizio delle funzioni in forma associata. Dalle disposizioni predette deriva, pertanto, che le funzioni fondamentali dei comuni, tra le quali si annoverano le funzioni sociali, possono essere svolte esclusivamente da questi ultimi, in forma singola o associata. La norma prevede, ancora, che la disposizione in esame si applica entro il termine che sarà definito con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Avverso l’art. 2, comma 186, lett. a) ed e) della legge finanziaria 2010, la Regione Toscana ha promosso specifico ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale per contrasto della norma con gli articoli 114, 117, commi 2, 3, 4 e 6, art. 118 e art. 119 della Costituzione; a seguito del ricorso predetto la Corte Costituzionale ha pronunciato la sentenza n. 326/2010. La sentenza non entra nel merito del ricorso, dichiarando la mera inammissibilità della questione di costituzionalità per sopravvenuto difetto di interesse all’impugnazione, poiché la materia è stata innovata da uno ius superveniens rappresentato dal DL 2/2010. Ne deriva che la sentenza della Corte nulla dispone in merito alle SdS e che, pertanto, le SdS ed i relativi atti dalle stesse adottati sono tuttora pienamente validi e conformi alla legge. Unitamente a quanto premesso, è da evidenziarsi che il quadro giuridico al momento non appare affatto consolidato. Infatti: - alla data odierna non risulta ancora adottato il DPCM, di cui al comma 31 dell’art. 14 del DL 78/2010, che individua il termine entro il quale i comuni sono tenuti ad assicurare l’attuazione della normativa introdotta dal DL stesso; - è in fase di approvazione (approvato alla Camera il 30 giugno 2010 e trasmesso al Senato il 2 luglio 2010) il c.d. DDL Calderoli (atto Camera n. 3118 e atto Senato n. 2259), con il quale il legislatore individua le funzioni fondamentali dei comuni, semplifica l’ordinamento regionale e degli enti locali e modifica il TUEL 267/2000. Appare di fondamentale importanza, infine, sottolineare che in riferimento alla corretta interpretazione del termine di entrata in vigore dell’art. 2, comma 186, lettera e) della legge finanziaria statale 2010 (che prevede la soppressione dei consorzi di funzioni a partire dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo Consiglio, con efficacia dalla data del rinnovo medesimo) la sezione regionale Piemonte della Corte dei Conti, mediante la delibera del 17 dicembre 2010 n. 101, ha espressamente disposto che “il termine enti, che appare volutamente generico, riferendosi a più fattispecie diverse fra loro, in quella, che qui interessa, di cui alla lettera e) del comma 186, non può che indicare, secondo un’interpretazione logico-sistematica, i singoli consorzi oggetto della prescrizione. Pertanto essa si applicherà, e produrrà i propri effetti, a decorrere dal primo rinnovo, a partire dal 2011 e per tutti gli anni a seguire, del consiglio di amministrazione del consorzio interessato”. Più recentemente la Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, con parere espresso nella delibera n. 125 della camera di consiglio 03.03.2011, ha adottato una ragione interpretativa che, rispetto alla precedente (nel parere viene peraltro citata la suddetta Delibera n. 101/2010 della Corte dei Conti Piemontese), si potrebbe definire pragmatico-deduttiva. Nella Delibera si afferma che: “laddove la tempistica delle soppressioni dei consorzi di funzioni fosse legata a quella dei rinnovi dei consigli degli enti locali di riferimento, emergerebbero evidenti criticità essendo il consorzio 103 104 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 una forma associativa ove coesistono enti che hanno differenziate scadenze degli organi. Si potrebbero, infatti, verificare casi di comuni che – interessati dal rinnovo – siano costretti ad uscire dal consorzio di cui facevano parte, mentre quest’ultimo permane quale soggetto essendo composto anche da altre civiche amministrazioni non coinvolte dalla tornata elettorale”. Ribadendo al tempo stesso anche un'interpretazione logico-sistematica equivalente a quella piemontese, la Corte dei Conti lombarda conclude pertanto che “la normativa in oggetto trova, quindi, applicazione a decorrere dal primo rinnovo, a partire dal 2011 e per tutti gli anni a seguire, del consiglio di amministrazione del consorzio interessato”. Sulla base delle due deliberazioni si desume l'attendibilità di un'interpretazione giurisprudenziale che, per ragioni sia logico-sistematiche che pragmatico-deduttive, applica la prescrizione in oggetto dal 2011 ad ogni rinnovo del CdA del consorzio interessato. Nel presupposto che i connotati fondamentali del CdA, citato dalle predette delibere, sia sostanzialmente l'elezione diretta dei membri da parte dell'assemblea consortile e la natura prettamente tecnica ed operativa del ruolo del CdA, si deve ritenere che l'organo delle SdS che corrisponde al CdA sia la Giunta Esecutiva. Pertanto, nelle more della definizione del quadro normativo nazionale in materia e alla luce delle recenti predette delibere della sezioni regionali Piemonte e Lombardia della Corte dei Conti, si ritiene opportuno proseguire nel processo di consolidamento e strutturazione delle SdS e sono quindi fornite le presenti disposizioni operative delle SdS. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 A. Funzioni e risorse 1. Funzioni di governo, programmazione e controllo (LR 40/2005 e smi, art. 71 bis, comma 3, lettere a, b, e) Alle Società della Salute sono assegnate le funzioni di: - programmazione strategica e indirizzo delle attività comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza territoriale previsti dal Piano sanitario e sociale integrato regionale (PSSIR), nonché di quelle del sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza degli enti locali; - programmazione attuativa annuale delle attività definite dal punto precedente, inclusi la regolazione e il governo della domanda mediante accordi con le Aziende USL in riferimento ai presidi ospedalieri e con i medici prescrittori che afferiscono alla rete delle cure primarie; - controllo, monitoraggio e valutazione in rapporto agli obiettivi programmati. Al fine di esercitare queste funzioni senza duplicare le responsabilità direzionali tra Società della Salute e Aziende USL, le attribuzioni proprie del responsabile di zona–distretto vengono obbligatoriamente assegnate al direttore della Società della Salute, che assume gli obiettivi annuali della SdS e della Azienda USL. Per lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 71 bis, comma 3, le Società della Salute si avvalgono, senza duplicazioni, delle risorse strumentali messe a disposizione dagli enti associati. A questo scopo assumono rilevanza gli accordi di avvalimento1 che le SdS possono stipulare con gli enti associati e le convenzioni che le SdS possono stipulare con gli ESTAV regionali. Disposizioni attuative 1.1. Le Società della Salute costituiscono le strutture operative necessarie alle funzioni amministrative, di supporto agli organi e per lo svolgimento dei compiti di programmazione, secondo le previsioni del proprio regolamento di organizzazione. Tali strutture organizzative prevedono una dotazione organica idonea a svolgere le seguenti attività, nel rispetto del principio di non duplicazione delle funzioni, principio al quale devono rigorosamente attenersi: - attività amministrative e di supporto: supporto al lavoro degli organi della Società della Salute, convocazioni, verbalizzazione, procedure, atti deliberativi, gestione corrispondenza e rapporti istituzionali; attività di segreteria, protocollo, archiviazione, gestione privacy, sicurezza; comunicazione, gestione immobili/ investimenti, gestione del personale, ufficio legale e attività giuridica, ecc. - svolgimento dei compiti di programmazione: redazione Piano Integrato di Salute (PIS), Profilo di salute, Programma operativo annuale; atti relativi alla partecipazione, Consulta del terzo settore e Comitato di partecipazione, Agorà della salute; atti relativi alle relazioni sindacali, concertazione, ecc. - attività contabili e di controllo: bilancio, contabilità generale e analitica, budget, controllo di gestione, negoziazione e gestione obiettivi. I costi di tali strutture sono a carico della Società della Salute e, fatta salva ogni diversa previsione delle convenzioni costitutive o di altri successivi accordi sottoscritti dagli enti associati (previsione registrata nel bilancio), vengono sostenuti per 1/3 dalla Azienda USL e per 2/3 dai comuni, secondo i criteri utilizzati dai singoli statuti delle SdS per determinare le quote di partecipazione dei comuni 1 In base ad un parere del Consiglio di Stato del 2003, l’“avvalimento” o “utilizzazione” è la tipica relazione attributiva in forza della quale un soggetto utilizza le capacità organizzative e tecniche insediate in altro apparato organizzativo, pur conservando la titolarità e l’esercizio della funzione, così da determinare un particolare tipo di aggregazione tra due strutture. 105 106 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 all’ente. Da tali strutture organizzative sono escluse le attività amministrative di supporto alla eventuale erogazione di servizi socio-sanitari o socio-assistenziali per conto degli enti associati. Tempi di attuazione: nell’ambito del regolamento di organizzazione, da definire entro 5 mesi dall'approvazione del presente atto, le SdS effettuano la ricognizione delle funzioni necessarie ad esplicare le attività di cui all’art. 71 quindecies, comma 5; definiscono con opportuno provvedimento le strutture organizzative necessarie per espletare tali funzioni, nonché la loro dotazione organica e/o le forme di avvalimento eventualmente attivate con gli enti associati. 1.2. Le Società della Salute, per lo svolgimento di attività di supporto alle funzioni istituzionali loro attribuite, sviluppano accordi con gli enti associati, o tra di loro, per avvalersi di competenze e prestazioni, secondo i modi e le procedure ivi individuati. Tali accordi regolano i rapporti tra gli enti associati e la SdS con riferimento a: - attività amministrative, servizi generali e di supporto, quali indicativamente: � attività di supporto per la contabilità generale e analitica, e per il controllo di gestione � acquisizione beni e servizi � gestione patrimonio � gestione personale � gestione sistemi informativi e informatici � attività di tutela giuridica e legale - attività di coordinamento: gli enti associati mettono a disposizione le proprie strutture organizzative per i compiti di programmazione della SdS, allo scopo di integrare le strutture della SdS, quelle dei comuni associati e il Comitato di coordinamento della zona-distretto, per realizzare le migliori sinergie da mettere a disposizione delle funzioni esercitate. Tempi di attuazione: entro 6 mesi dall'approvazione del presente atto, le Società della Salute concludono l’accordo di avvalimento con i propri enti associati. 1.3. Per lo svolgimento di attività di supporto alle funzioni istituzionali loro attribuite, le Società della Salute, a regime, possono sviluppare specifici accordi con l’ESTAV di riferimento per i servizi definiti dall’art. 101, comma 1 della LR 40/2005: - approvvigionamento di beni e servizi; - gestione dei magazzini e della logistica; - gestione delle reti informative e delle tecnologie informatiche; - gestione del patrimonio per le funzioni ottimizzabili in materia di manutenzione, appalti e alienazioni; - organizzazione e gestione delle attività di formazione continua del personale; - gestione delle procedure concorsuali e selettive in materia di personale; - gestione giuridica ed economica del personale. A questi servizi si possono aggiungere eventuali ulteriori servizi che le Aziende USL, singolarmente o nell’ambito di accordi di Area Vasta, abbiano già attribuito agli ESTAV. Le Società della Salute possono integrare le materie di tali accordi con altri servizi, la cui valorizzazione è determinata dai singoli rapporti sviluppati con gli ESTAV. Tali accordi, così come eventuali ulteriori prestazioni integrative, saranno oggetto di specifica remunerazione, la cui valorizzazione verrà successivamente definita sulla base delle effettive esigenze manifestate dalle SdS. Tempi di attuazione: entro 4 mesi dall’approvazione del presente atto, le strutture competenti della Giunta regionale rendono disponibile apposito schema-tipo per la stipula degli accordi sopra richiamati, che dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2011. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 La Giunta regionale valuta altresì la possibilità di stipulare direttamente accordi con i tre ESTAV, aventi ad oggetto i servizi sopra richiamati nei confronti delle SdS. 1.4. Per le attività di prevenzione ed educazione alla salute, le funzioni attribuite alle SdS dall’art. 71 bis, comma 1, lettera e della LR 40/2005, comprendono anche gli interventi sui determinanti di salute non sanitari e necessitano di uno sviluppo certo e graduale delle interazioni tra Società della Salute, Aziende USL e comuni. Le azioni e i programmi sviluppati in queste materie devono trovare specifico rilievo negli atti di programmazione delle SdS e, in particolare, nei Piani integrati di salute. 1.5. L’ammontare del compenso del direttore SdS è omnicomprensivo e viene stabilito dalla Giunta esecutiva nel rispetto del limite massimo di cui all’art. 71 novies della LR 40/2005. Nel computo rientra anche l’integrazione del compenso finalizzato alla formazione. Tempi di attuazione: le Società della Salute applicano le disposizioni del punto 1.5. entro 3 mesi dall'approvazione del presente atto. 1.6. Nel caso in cui la Società della Salute abbia attivato la convenzione con l’Azienda USL, per le funzioni regolate all’art. 71 bis, comma 3, lettere c-d, l’Azienda USL sostiene il 50% dei costi complessivi del direttore della Società della Salute per le funzioni che questa figura esercita come responsabile della zona-distretto; la Società della Salute sostiene l’altro 50% dei costi, di cui 1/3 a carico dell’Azienda USL e 2/3 a carico dei comuni, ripartiti secondo i criteri utilizzati dai singoli Statuti SdS per determinare le quote di partecipazione dei comuni all’ente. Pertanto, il compenso del direttore SdS sarà così quantificato: il 66,5 % a carico dell’Azienda ed il 33,5% a carico dei comuni. Tempi di attuazione: le Società della Salute applicano le disposizioni del punto 1.6. entro 3 mesi dall'approvazione del presente atto. 1.7. Nel caso in cui la Società della Salute attui le funzioni regolate all’art. 71 bis, comma 3, lettere c-d in forma diretta, l’Azienda USL sostiene il 50% dei costi complessivi del direttore della Società della Salute per le funzioni che questa figura esercita come responsabile della zona-distretto; il 25% è sostenuto dai comuni per le funzioni che il direttore SdS esercita come responsabile dei servizi sociali; il restante 25% rimane a carico dei soci della SdS, che contribuiscono a tale spesa nella misura di 1/3 da parte della Azienda USL e di 2/3 da parte dei comuni. La ripartizione tra i comuni avviene secondo i criteri stabiliti dai singoli Statuti SdS per determinare le quote di partecipazione dei comuni all’ente. Pertanto, il compenso del direttore SdS sarà così quantificato: il 58,33% a carico dell’Azienda USL ed il 41,67% a carico dei comuni. Tempi di attuazione: le Società della Salute applicano le disposizioni del punto 1.7. entro 3 mesi dall'approvazione del presente atto. 2. Funzioni di organizzazione e gestione delle attività di assistenza (LR 40/2005, art. 71 bis, comma 3, lettere c-d) Alle Società della Salute sono assegnate le funzioni di organizzazione e gestione delle attività ad alta integrazione sanitaria e delle altre prestazioni sanitarie a rilevanza sociale di cui all’articolo 3 septies, comma 3 del decreto legislativo 502/1992, insieme alle funzioni di organizzazione e gestione delle attività di assistenza sociale. 107 108 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Per i soggetti aderenti, le Società della Salute gestiscono unitariamente le funzioni relative all’art. 71 bis, comma 3, lettere c-d della LR 40/2005, in forma diretta oppure tramite convenzione con l’Azienda USL e, per le funzioni di cui alla lettera d, si avvale di un soggetto istituito dagli enti aderenti prima del 1° gennaio 2008, ai sensi del comma 6 del medesimo articolo. Fino all’approvazione del PSSIR, le Società della Salute possono attivare la gestione diretta delle attività di assistenza sociale individuate al punto 3 della deliberazione del Consiglio regionale 11 novembre 2009, n.69 e delle attività socio-sanitarie, relative esclusivamente alla non autosufficienza e alla disabilità, secondo quanto previsto dal medesimo punto 3 della predetta deliberazione, adottata, ai sensi dell’art. 142 bis, comma 5 della LR 40/2005. Disposizioni attuative 2.1. I conferimenti dei comuni aderenti vengono stabiliti annualmente, secondo criteri individuati dagli enti aderenti, indicando gli oneri di ogni natura a carico di ciascun ente associato, riferiti al finanziamento dei servizi di assistenza sociale come classificati attualmente dal Nomenclatore degli interventi e dei servizi sociali della Regione Toscana (DGR 580/2009) e delle attività sociali a rilevanza sanitaria di cui all’art. 3 septies, comma 3 del decreto legislativo 502/1992, relative ai settori della non autosufficienza e della disabilità, nonché agli altri settori che saranno definiti dal PSSIR. Al fine di determinare il finanziamento destinato alle SdS, i comuni, secondo criteri individuati, quantificano le risorse destinate alle attività di assistenza sociale definite dal Nomenclatore regionale sopra richiamato, e le risorse destinate all’assistenza delle persone non autosufficienti o disabili; tali risorse devono comprendere anche le quote sociali relative alle attività residenziali e semiresidenziali, le risorse relative a qualsiasi forma di assistenza domiciliare, le valorizzazioni complete del personale che afferisce a tali settori e ogni altra componente dei bilanci comunali, annuali e pluriennali, relativa ai settori definiti dall’art. 71 bis, comma 3, lettere c-d della LR 40/2005, inclusi quindi i costi di gestione e manutenzione ordinaria degli immobili strumentalmente utilizzati per tali attività e affidati in comodato d’uso gratuito alla SdS. Tempi di attuazione: i comuni avviano un processo di graduale adeguamento alla disposizione del punto 2.1, che deve prevedere comunque entro il 31 ottobre 2011 la quantificazione delle risorse ed entro il 31 dicembre 2011 l’avvio delle procedure di trasferimento. 2.2. I conferimenti dell’Azienda USL associata vengono stabili annualmente in riferimento alle attività socio-sanitarie ad alta integrazione sanitaria e alle altre prestazioni sanitarie a rilevanza sociale di cui all’articolo 3 septies, comma 3 del decreto legislativo 502/1992, relative ai settori della non autosufficienza e della disabilità, nonché degli altri settori che saranno definiti dal PSSIR. Al fine di determinare il finanziamento destinato alle SdS, l’Azienda USL quantifica le risorse destinate alle attività per le persone non autosufficienti o disabili; tali risorse devono comprendere anche le quote sanitarie relative alle attività residenziali e semiresidenziali, le risorse relative a qualsiasi forma di assistenza domiciliare, le valorizzazioni complete del personale che afferisce a tali settori e ogni altra componente del bilancio aziendale relativa ai settori definiti dall’art. 71 bis, comma 3, lettera c della LR 40/2005, limitatamente alla non autosufficienza e alla disabilità, inclusi quindi i costi di gestione e manutenzione ordinaria degli immobili strumentalmente utilizzati per tali attività e affidati in comodato d’uso gratuito alla SdS. Tempi di attuazione: le Aziende USL avviano un processo di graduale adeguamento alla disposizione del punto 2.2, che deve prevedere comunque entro il 31 ottobre 2011 la quantificazione delle risorse ed entro il 31 dicembre 2011 l’avvio delle procedure di trasferimento. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 2.3. Ciascun ente associato può conferire alla SdS la gestione e la realizzazione di ulteriori attività decise nei limiti delle materie disciplinate dai singoli Statuti, che saranno finanziate a parte e regolate in apposita convenzione. In particolare si richiama l’obbligo degli enti alla messa a norma degli immobili messi a disposizione e all’attuazione dei Piani pluriennali degli investimenti già deliberati, che potranno eventualmente essere gestiti dalla SdS tramite apposita convenzione. 2.4. A regime, i conferimenti di cui ai punti 2.1 e 2.2 devono essere comunque attribuiti dagli enti aderenti alle Società della Salute, indipendentemente dalla forma scelta per la produzione dei servizi e delle attività, forma diretta oppure convenzionamento con l’Azienda USL. Nel secondo caso il bilancio delle SdS svolge comunque almeno tre funzioni: - riunisce tutti i finanziamenti destinati alle attività di assistenza sociale della zona-distretto secondo il sistema contabile economico-patrimoniale; - costituisce il fondo zonale per la non autosufficienza, integrando le risorse dei fondi finalizzati di origine regionale o nazionale con quelle utilizzate negli stessi settori dall’Azienda USL e dai comuni secondo gli art. 2 e 4 della LR 66/08; - coordina contestualmente l’insieme delle risorse provenienti dalle altre fonti di finanziamento della Società della Salute. 2.5. Le SdS predispongono il bilancio preventivo entro il 31 dicembre di ogni anno. L’utilizzo delle risorse regionali attribuite annualmente alle SdS deve essere rendicontato entro il 30 giugno dell’anno successivo. Per le risorse attribuite nel 2010, il termine per la rendicontazione è fissato al 30 settembre 2011. La mancata rendicontazione entro i termini previsti determina la impossibilità a concedere la premialità aggiuntiva del direttore della SdS. Ai fini della rendicontazione è richiesta l’attestazione della spesa effettuata. Le SdS predispongono il bilancio di esercizio e lo trasmettono all’assemblea dei soci che lo approva entro il 30 giugno di ogni anno. 2.6. Fatto salvo quanto già previsto al punto 1.2, i comuni, relativamente alla quantificazione delle risorse di cui al precedente punto 2.1, effettuano la ricognizione del proprio personale afferente ai settori relativi all’assistenza sociale, come definiti dal Nomenclatore degli interventi e dei servizi sociali della Regione Toscana (DGR 580/2009) e ai settori relativi all’assistenza per le persone non autosufficienti e disabili; determinano la valorizzazione di detto personale e, laddove gli stessi comuni aderenti abbiano deliberato di attivare in capo alla Società della Salute la gestione diretta delle attività di cui all’art. 71 bis, comma 3, lettera d della LR 40/2005, ne definiscono le modalità di assegnazione temporanea alla Società della Salute cui aderiscono. La Società della Salute utilizza, per la valorizzazione economica del personale assegnato temporaneamente, i criteri applicati dai rispettivi enti di appartenenza. Tali criteri devono comunque prevedere ogni aspetto relativo ai costi di pertinenza di detto personale. La dotazione di detto personale è rilevata al netto dei pensionamenti e della mobilità annuale, che vanno compensati alla Società della Salute dal singolo ente associato interessato, fatti salvi i vincoli derivanti dalla norme vigenti e dalla programmazione dell’ente. Tempi di attuazione: entro il 31 ottobre 2011 le singole SdS operano la ricognizione delle funzioni e delle dotazioni necessarie ad esplicare le attività di cui all’art. 71 bis, comma 3, lettera d della LR 40/2005 e compongono il repertorio delle relative strutture organizzative. I comuni, entro il 31 dicembre 2011, avviano un processo di graduale adeguamento a regime sulla base delle modalità e dei tempi che saranno definiti con le organizzazioni sindacali (OOSS). Tale processo sarà accompagnato da un confronto a livello regionale con le OOSS regionali, volto a definire, a parità di risorse complessive, le modalità di attuazione di quanto sopra richiamato, 109 110 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 prevedendo, ove necessario, la realizzazione di un adeguato percorso formativo per l’aggiornamento professionale del personale coinvolto nella funzione assistenziale, ivi compreso quello amministrativo. 2.7. Fatto salvo quanto già previsto al punto 1.2, le Aziende USL, relativamente alla quantificazione delle risorse di cui al punto 2.2, effettuano la ricognizione del proprio personale afferente ai settori relativi all’assistenza delle persone non autosufficienti e disabili; determinano la valorizzazione di detto personale e, nel caso della gestione diretta da parte della Società della Salute, ne definiscono le modalità di assegnazione temporanea alla Società della Salute a cui aderiscono. La Società della Salute utilizza, per la valorizzazione economica del personale assegnato temporaneamente, i criteri applicati dai rispettivi enti di appartenenza. Tali criteri devono comunque prevedere ogni aspetto relativo ai costi di pertinenza di detto personale. La dotazione di detto personale è rilevata al netto dei pensionamenti e della mobilità annuale, che vanno compensati alla Società della Salute dal singolo ente associato interessato, fatti salvi i vincoli derivanti dalla norme vigenti e dalla programmazione dell’ente. Tempi di attuazione: entro il 31 ottobre 2011 le singole SdS effettuano la ricognizione delle funzioni e delle dotazioni necessarie ad esplicare le attività di cui all’art. 71 bis, comma 3, lettera c, e compongono il repertorio delle relative strutture organizzative. Entro il 31 dicembre 2011, le Aziende USL avviano un processo di graduale adeguamento a regime sulla base delle modalità e dei tempi che saranno definiti con le OOSS. Tale processo, sarà accompagnato da un confronto a livello regionale con le caratteristiche e le finalità già richiamate al punto 2.6. 2.8. Ciascuna Società della Salute organizza il personale individuato nei precedenti punti 2.6 e 2.7, secondo il fabbisogno determinato dagli appositi strumenti attivati con i propri regolamenti, con l’obbligo di integrare in maniera completa il personale assegnato dagli enti associati in strutture organizzative omogenee e unitarie, senza produrre costi aggiuntivi per il sistema locale o per quello regionale. 2.9. In riferimento alle indicazioni dei punti 2.1, 2.2, 2.6 e 2.7, sono fatte salve altre diverse modalità transitorie di attivazione della funzione di gestione operativa per le SdS di più recente costituzione (specifici accordi e/o protocolli operativi tra SdS, comuni e Azienda USL associata, disciplinanti le modalità di coordinamento e integrazione organizzativa delle strutture operative della zona-distretto). 2.10. Nell’ambito delle norme definite dalla LR 40/2005 le Società della Salute possono provvedere al reclutamento diretto del personale necessario a coprire il fabbisogno accertato, dovendo comunque assicurare l’indispensabile equilibrio finanziario. Il reclutamento viene effettuato attraverso bandi di interesse interni agli enti associati, ovvero, qualora non siano state reperite le necessarie competenze all’interno degli enti associati, attraverso l’assunzione diretta da parte delle Società della Salute, nei limiti dei vincoli normativi e di bilancio. A tale scopo le SdS utilizzano l’ESTAV di riferimento secondo le modalità definite nel precedente punto 1.6. 2.11. In merito a quanto stabilito ai punti precedenti sul personale, nel corso dei mesi in cui le SdS devono effettuare la ricognizione delle funzioni necessarie, occorre procedere ad una necessaria verifica e approfondimento di quanto già attivato ad oggi nella fase di sperimentazione, senza assumere ulteriori iniziative, in attesa delle determinazioni che deriveranno dal confronto tra le parti a livello regionale, al fine di consolidare un’azione comune a riguardo sul territorio toscano. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 2.12. Relativamente agli immobili e alle risorse strumentali da mettere a disposizione della SdS i comuni e le Aziende USL effettuano la ricognizione entro il 31 ottobre 2011. Il conferimento in comodato d’uso gratuito avviene previa messa a norma degli immobili o la stipula di un apposito accordo per la realizzazione di un piano di manutenzione straordinaria e messa a norma, definendo le risorse da attribuire alla SdS per sostenere gli oneri relativi all’attuazione del piano di manutenzione ordinaria e dei costi di gestione. B. Programmazione delle Società della Salute Il Piano integrato di salute (PIS) è l’atto con cui la Società della Salute realizza le sue finalità; è definito, per quanto concerne i contenuti, dall’art. 21 della LR 40/2005 e, per quanto concerne le modalità di approvazione da parte degli organismi della Società della Salute, dal successivo art. 71 sexies. La Società della Salute utilizza il PIS, assieme agli altri strumenti previsti dalla legge, per assolvere alle funzioni assegnate dall’art. 71 bis, comma 3 e dall’art. 71 ter; nelle articolazioni interne del PIS (profilo di salute; programma operativo pluriennale e annuale; strumenti di valutazione) devono trovare corrispondenza le funzioni proprie delle SdS così come stabilite dalla legge, in particolare: - la definizione degli obiettivi di salute e benessere, compresa la prevenzione primaria; - la definizione delle azioni attuative con la relativa programmazione operativa; - l’attivazione di strumenti di valutazione. Disposizioni attuative 1. Entro 2 mesi dall’approvazione del presente atto, la Regione definisce il set minimo di indicatori ed il format per la valutazione dei PIS, nonché uno schema di convenzione da sottoscrivere negli ambiti zonali tra Aziende USL, Società della Salute e amministrazioni provinciali per favorire il lavoro degli osservatori, di cui alla LR 41/2005, e renderlo meglio utilizzabile ai fini della programmazione integrata. 2. In attesa del nuovo PSSIR: - tutti i PIS zonali esistenti estendono la loro vigenza fino all’approvazione del nuovo Piano sociale e sanitario integrato regionale, previo aggiornamento del programma attuativo per il 2011; - gli ambiti zonali ancora sprovvisti del PIS, dispongono entro 3 mesi dall’approvazione del presente atto, almeno il Profilo di salute ed il Piano attuativo 2011. 3. Entro 4 mesi dall’approvazione del nuovo PSSIR tutti gli ambiti zonali dovranno approvare i nuovi PIS, in mancanza dei quali non saranno attivabili i trasferimenti di risorse. I PIS adottati a seguito della approvazione del PSSIR si uniformano pertanto nella loro vigenza e si allineano al periodo di vigenza del PSSIR. I PIS tengono conto anche degli obiettivi aziendali in materia di prevenzione e di educazione alla salute. La Regione, in concomitanza con l’approvazione del nuovo PSSIR e previa condivisione in Conferenza regionale delle SdS, definisce le linee guida per la costituzione dei PIS. 4. La Regione si impegna a: - coordinare la realizzazione di azioni formative tese ad accompagnare le SdS nella fase di elaborazione e strutturazione dei PIS, con l’ausilio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed il Laboratorio Management e Sanità (MeS), nell’ambito dei rapporti disciplinati dall’allegato 6 al Piano Sanitario Regionale 2008/2010, con il contributo dell’Osservatorio regionale sulle SdS, ai sensi della DGR 964/2010; - verificare la coerenza dei singoli PIS zonali con il nuovo PSSIR. 111 112 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 C. Sistemi Informativi Nell’ambito di una strategia complessiva, la Regione ha predisposto strumenti di raccolta di dati aggregati per avere fin da subito risposte tempestive a bisogni di conoscenza; inoltre ha definito le componenti essenziali, ovvero il contenuto informativo e le regole di interoperabilità dei sistemi e di scambio dei dati, per consentire l’integrazione di tutti gli attori/enti coinvolti nella gestione dei percorsi socio-assistenziali e socio-sanitari. Il principio generale che dovrà guidare lo sviluppo di un’architettura di sistema informativo omogenea ed unitaria in ambito regionale, è quello dell’ottimizzazione e della razionalizzazione delle risorse. Occorre evitare duplicazioni di strumenti, mentre è indispensabile mettere a “sistema” le soluzioni già presenti, valorizzando il patrimonio informatico e informativo esistente e realizzando l’integrazione dei diversi componenti con l’effettiva interoperabilità dei domini applicativi. Disposizioni attuative 1. L’art. 101 della LR 40/2005 assegna agli ESTAV competenze anche in materia di sistemi informativi e tecnologie informatiche; gli stessi ESTAV sono individuati quali enti preposti alla erogazione dei servizi in ambito di sistema informativo e tecnologie informatiche anche per le Società della Salute, secondo i seguenti principi generali: - unitarietà di progettazione e gestione dei sistemi informativi e delle tecnologie informatiche; - valorizzazione del patrimonio informatico ed informativo esistente; - supporto alla reingegnerizzazione dei processi e promozione dell’innovazione; - impiego di risorse condivise in una logica di ottimizzazione; - superamento della frammentazione e della duplicazione delle informazioni mediante l’integrazione dei sistemi; - condivisione, misurazione e controllo dei livelli di servizio specifici della funzione. I rapporti tra le Società della Salute e gli ESTAV sono regolati da apposita convenzione come già determinato nel precedente punto 1.3. 2. Lo sviluppo del sistema informativo di interesse delle Società della Salute è articolato nelle seguenti aree d’intervento: - gestione informatizzata ed integrata dell’utente e dei suoi percorsi socio assistenziali e sociosanitari; - gestione informatizzata di ulteriori servizi sociali comunali eventualmente trasferiti; - gestione informatizzata delle funzioni tecnico-amministrative; - sviluppo del sistema informativo a supporto della funzione di programmazione, valutazione e controllo. Per quanto riguarda la “gestione dell’utente” le materie di competenza delle Società della Salute fino all’approvazione del PSSIR sono limitate alle attività di assistenza sociale, come definite nell’allegato A della DGR 580/2009 (Nomenclatore degli interventi e dei servizi sociali), e alle funzioni relative alla non autosufficienza e alla disabilità, assegnate alle Società della Salute dalla DCR 69/2009. Tempi di attuazione: gli ESTAV e le SdS (o la Regione, qualora si proceda con accordo unico a livello regionale) stipulano la necessaria convenzione nei tempi di cui al punto 1.3; negli stessi tempi gli ESTAV (se del caso, con la Regione) determinano le risorse necessarie, sulla base del 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 fabbisogno individuato da parte delle SdS, e definiscono il dettaglio delle priorità con riferimento alle attività da realizzare a breve termine, al fine di consentire l’avvio operativo delle Società della Salute compatibilmente con l’effettiva disponibilità presso gli ESTAV delle risorse umane individuate. 3. Il programma di sviluppo del sistema informativo di interesse delle Società della Salute è supportato da due coordinamenti in cui dovranno essere rappresentati tutti gli enti coinvolti, affiancati da specifiche competenze in ambito giuridico, fiscale o in altri ambiti, qualora necessario: - Coordinamento Regionale, che identifica le linee di programmazione e ne monitorizza l’attuazione. Esso è composto da tre rappresentanti degli enti associati nelle Società della Salute, da un rappresentate del settore Sistema Informativo e Tecnologie Informatiche della DG Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Giunta regionale, dal responsabile del Dipartimento ICT di ciascun ESTAV, dal direttore di una SdS per ciascuna Area Vasta. - Coordinamento di Area Vasta, che identifica il fabbisogno specifico per ciascuna area e attua il programma d’interventi. Esso è composto da tre rappresentanti degli enti associati nelle Società della Salute, dal rappresentante del Dipartimento ICT di ESTAV, da un rappresentante delle SdS per ciascuna Azienda USL compresa nell’Area Vasta. D. Formazione Nel corso del 2011 viene attivato un programma formativo già finanziato dalla Regione Toscana, destinato ad amministratori, direttori e componenti degli staff di direzione utilizzando la proposta formativa affidata alla Scuola Superiore Sant’Anna con il Laboratorio MeS, con la supervisione del relativo Comitato scientifico. La formazione delle altre figure professionali operanti nelle Società della Salute potrà essere realizzata anche attraverso la collaborazione con università ed enti di alta formazione presenti sul territorio toscano. Disposizioni attuative 1. Direzioni delle Società della Salute: il percorso formativo è orientato al miglioramento delle competenze manageriali e professionalizzanti attraverso l’integrazione dei due percorsi formativi citati in precedenza e già attivati dalla Regione (facendo riferimento in particolare agli aspetti comportamentali e della leadership, alla gestione del personale, dei gruppi e dei conflitti, ai principi di bilancio e contabilità dei costi, nonché agli strumenti per la definizione del Profilo di salute e del PIS, con particolare attenzione ai processi di inclusione delle popolazioni ad alto bisogno assistenziale e con scarso accesso ai servizi). 2. Strutture direzionali delle Società della Salute: queste strutture saranno coinvolte nel percorso di stabilizzazione e nella soluzione dei problemi attraverso il confronto, l'approfondimento e la ricerca sulle principali tematiche di competenza delle SdS. 3. A partire dal 2011, e comunque successivamente alla fase di assegnazione temporanea degli assistenti sociali territoriali da parte dei comuni e delle Aziende USL, sarà attivato un percorso formativo che favorisca l’integrazione organizzativa ed operativa di tali figure professionali. E. Comunicazione e Informazione 113 114 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Il processo di consolidamento delle Società della Salute, rende necessario realizzare un’azione di accompagnamento e sostegno di tipo informativo e di comunicazione, volta a far emergere il valore aggiunto che l’approccio intersettoriale delle Società della Salute rappresenta per i cittadini in termini di salute, assistenza, accesso ai servizi e partecipazione. E’ necessario che si creino collegamenti con le attività già sviluppate nel sistema Carta dei servizi del SSR, in particolare: - le attività di informazione tramite gli URP degli enti associati: come indicato nel PSR 2008/2010 (par. 8.1.2), occorre attivare forme di coordinamento e integrazione tra i punti informativi e di accesso delle Aziende USL, dei comuni e delle Società della Salute, per facilitare un uso appropriato dei servizi e favorire una rete di informazione operativa sul territorio toscano; - la guida dei servizi sanitari inviata a tutte le famiglie toscane; - i finanziamenti regionali per lo sviluppo di call center, sportelli polifunzionali; - il progetto regionale “Sistema centralizzato per l’erogazione di informazioni e servizi ai cittadini”, che tramite una procedura di gara di ambito regionale doterà le Aziende USL di una stessa piattaforma tecnologica con monitor e totem/touch screen multimediali. Disposizioni attuative 1. Organizzazione del sistema- Al fine di pianificare un’attività di comunicazione coordinata fra livello locale e regionale, la rete dei referenti della comunicazione delle Aziende USL e dei comuni della Toscana viene implementata con i soggetti di riferimento delle SdS, laddove esistenti. Tempi di attuazione: entro 3 mesi dall'approvazione del presente atto sarà effettuata l’analisi dei risultati del censimento attivato in tutte le SdS, sulla esistenza di strumenti e soggetti dedicati alla comunicazione, per individuare le possibili sinergie ed evitare duplicazioni. 2. Coordinamento identitario- In analogia a quanto realizzato con le Aziende USL territoriali si prevede di realizzare un lay out grafico che, se pur non incidendo sui loghi attuali delle SdS, metta ordine e ricomponga le attuali modalità e favorisca il riconoscimento sul territorio regionale, da parte dei cittadini, della fonte emittente della comunicazione. 3. Contenuto integrato- L’attività di comunicazione deve essere ancorata alla concretezza dei programmi e alla valorizzazione delle Società della Salute quale punto di riferimento reale per i cittadini sul territorio, anche attraverso l’individuazione di tematiche comuni che favoriscano la comunicazione di sistema regionale. F. Partecipazione Il sistema regionale ha sviluppato diverse forme di partecipazione a partire dal sistema Carta dei servizi del SSR, che si ispira ai principi della centralità del cittadino e della tutela dei suoi diritti (DGR 697/2003). In questo ambito si è sviluppato l’Osservatorio regionale carta dei servizi sanitari; il sistema di tutela (DGR 462/2004, DGR 392/2006), le indagini di qualità, il Forum permanente per l’esercizio del diritto alla salute (DGR 1075/2001). A livello delle Aziende USL operano comitati di partecipazione che riuniscono rappresentanti dei cittadini e categorie di malati. Diventa ora necessario coordinare i vari organismi di partecipazione che operano sul territorio, a livello aziendale o delle SdS, in modo da rendere sinergici i loro interventi e mettere in condivisione le best practice. Per le tematiche di carattere più generale è opportuno attivare anche forme di coordinamento a livello di Area Vasta e regionale. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 A questo scenario si aggiunge la LR 69/2007 sulla partecipazione, che promuove sul territorio forme di partecipazione democratica, mettendo a disposizione finanziamenti ad hoc per progetti locali ed un supporto metodologico. Per quanto riguarda poi l’esercizio della tutela, le procedure devono essere definite nell’ambito di percorsi chiari e univoci per cittadino, evitando duplicazioni di ruoli e funzioni. Con la deliberazione della Giunta regionale n. 94 del 01/02/2010, il decreto dirigenziale n. 1979 del 22/04/2010 e la firma del Protocollo d’Intesa tra Regione Toscana e Fondazione Volontariato e Partecipazione, è stato avviato il progetto “Società della Salute, terzo settore, partecipazione”. Il progetto si avvale della collaborazione tra Fondazione Volontariato e Partecipazione e Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pisa, con la supervisione della Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana. Nell’attuazione del progetto sarà coinvolta anche la Scuola Superiore S. Anna di Pisa ed il Laboratorio MeS. Il progetto è finalizzato a: - verificare lo stato ed i dispositivi effettivi della partecipazione nelle SdS; - coadiuvare la Regione nell'accompagnamento del processo di cambiamento delle pratiche di governo locale del settore socio-sanitario; - comparare gli assetti istituzionali e le pratiche partecipative dei contesti del governo locale del settore socio-sanitario in alcune regioni italiane ed europee. Disposizioni attuative 1. Nella prima fase del progetto sono previste le seguenti attività: - costruzione del frame teorico-metodologico del progetto; - costituzione di Comitato di pilotaggio (con la partecipazione di tre direttori delle Società della Salute) e Comitato scientifico del progetto; - indagine esplorativa in relazione a: � elementi strutturali della partecipazione nelle SdS � percorso delle SdS in Toscana: lo stato dell’attuazione ed i nodi aperti � SdS e gli attori della partecipazione in Toscana: lo stato ed i nodi aperti � i comuni ed i percorsi partecipativi delle SdS - preparazione e realizzazione primo forum aperto del progetto. Tempi di attuazione: 3 mesi dall’approvazione del presente atto. 2. Nella seconda fase del progetto sono previste le seguenti attività: - accompagnamento alla redazione delle Linee guida sulla partecipazione nelle SdS; - approfondimento di ricerca su alcune SdS (ricerca-azione): � Percorso A, I processi istituzionali della partecipazione � Percorso B, La dinamica dei rapporti istituzioni-territorio - Preparazione e realizzazione di un convegno pubblico di presentazione dei risultati. Tempi di attuazione: 31 dicembre 2011. 3. Nella terza fase del progetto sono previste: - definizione partecipata di indicatori di efficacia in relazione alla partecipazione nelle SdS; - analisi comparativa: � la partecipazione nelle politiche sociali di 3 città/regioni europee � la partecipazione nelle politiche sociali di 3 Regioni italiane - scambio di esperienze, convegno finale e diffusione dei risultati. Tempi di attuazione: 31 Marzo 2012. 115 116 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 G. Coordinamento tecnico delle Società della Salute Al fine di garantire il governo tecnico delle SdS è istituito presso la Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale il Coordinamento tecnico delle SdS. Il Coordinamento è composto dai responsabili delle Aree di coordinamento costituite nell'ambito della DG, dai direttori delle SdS/ responsabili delle zone-distretto e da un direttore sanitario per ogni Area Vasta ed è presieduto dal responsabile dell'Area di coordinamento Sistema socio-sanitario regionale. Alle riunioni del coordinamento è invitato un rappresentante per ciascuna dei seguenti soggetti: ANCI, UNCEM ed UPI. Il Coordinamento tecnico delle SdS svolge un ruolo di raccordo e supporto alle istituzioni, relativamente al processo di consolidamento e di sviluppo del sistema delle Società della Salute. A tal proposito il Coordinamento tecnico si potrà avvalere delle attività realizzate dall'Osservatorio sulle Società della Salute, così come previsto dalla delibera della Giunta regionale n. 964/2010, in particolare per l'accompagnamento delle amministrazioni comunali nell'implementazione dell'operatività delle Società della Salute secondo le indicazioni fornite dall'Area di coordinamento Sistema socio-sanitario regionale. H. Valutazione delle performance delle SdS e incentivazione dei direttori La LR 40/2005, all’art. 2 definisce il termine valutazione, quale “il complesso degli strumenti che la regione e i soggetti del sistema adottano per verificare il raggiungimento degli obiettivi della programmazione, ossia i risultati conseguiti misurabili in termini di livelli di salute della popolazione, efficacia e qualità delle cure, appropriatezza ed efficienza dei servizi erogati”. Negli articoli successivi si definiscono soggetti, obiettivi e livelli in cui si declina il processo di valutazione nel contesto socio-sanitario regionale. All’art. 10 si afferma che alla Giunta regionale spetta il compito di individuare le procedure e le modalità di valutazione della qualità delle prestazioni e dei percorsi assistenziali con particolare riferimento ai seguenti profili: a) i risultati complessivi delle Aziende USL e delle Società della salute in termini di appropriatezza, di soddisfazione dell’utenza e degli operatori, di economicità della gestione; b) i risultati specifici raggiunti dalle strutture organizzative aziendali ed in particolare dei dipartimenti assistenziali integrati delle aziende ospedaliero-universitarie in relazione agli obiettivi della programmazione aziendale ed alle funzioni attribuite all’azienda dalle disposizioni regionali; b-bis) i risultati specifici raggiunti dalle Società della salute per l’organizzazione e l’erogazione di attività di assistenza territoriale, di prestazioni ad alta integrazione socio-sanitaria e di prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, individuate dalla programmazione regionale; c) la qualità clinica delle prestazioni erogate, anche in relazione ad obiettivi di eccellenza. Il PSR 2008-2010, prorogato per il 2011, prevede all’allegato 6 che tale funzione sia svolta dal Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In linea con quanto definito nella LR 40/2005, le SdS e le zone-distretto hanno adottato dal 2007 il sistema di valutazione della perfomance in coerenza con quello delle Aziende USL toscane. Tale strumento risulta fondamentale per attivare i processi di innovazione permettendo, attraverso il confronto delle performance tra le Aziende USL e le Società della Salute, di individuare le good practices. La presentazione dei dati in benchmarking tra le realtà aziendali della Toscana facilita infatti il superamento dell’autoreferenzialità a favore del confronto, inteso come strumento fondamentale per verificare i risultati conseguiti e gli eventuali spazi di miglioramento. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Tale approccio consente di valutare da una parte i risultati raggiunti del sistema sociosanitario regionale, dall’altra di valutare i risultati e gli obiettivi specifici delle realtà che lo compongono. Il Laboratorio MeS rende disponibile ogni anno un report di valutazione delle SdS/ zone-distretto e nel corso dell'anno prevede momenti di scambio e condivisione del sistema di valutazione stesso con le direzioni delle SdS/ zone-distretto, mettendo a disposizione una piattaforma web relativa al sistema di valutazione delle SdS. Il sistema di valutazione della performance della sanità toscana ha previsto, fin dal 2006, l’integrazione con il sistema di incentivazione delle direzioni generali delle Aziende USL e ospedaliero-universitarie, prevista dall’art. 37 della legge n. 40/2005. Requisito essenziale per la realizzazione i piani strategici triennali regionali sanitari e sociali integrati è la coerenza degli obiettivi ai diversi livelli di programmazione. Per il 2009 il sistema di incentivazione ha previsto, in via sperimentale, anche obiettivi riguardanti l’operato dei direttori delle SdS, correlati alla funzione di responsabili della zona distretto, allineando dunque progressivamente tale sistema a quello aziendale. 117 118 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 245 L.R. 26/2009 “Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione Toscana”. Approvazione del Documento di Attuazione per gli interventi a favore dei Toscani all’estero per l’anno 2011. LA GIUNTA REGIONALE Vista la L.R. 26/2009: “Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione Toscana”; Considerato che la L.R. n. 49 dell’11 agosto 1999: “Norme in materia di programmazione regionale, modificata con la L.R. n. 61 del 15 novembre 2004, prevede all’art. 10 bis che la Giunta Regionale, provveda annualmente all’attuazione dei piani e programmi con propria deliberazione; Visto il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) per l’anno 2011, adottato con deliberazione della Giunta regionale 23 giugno 2010 n. 614 modificata dalla delibera GR 663 del 12.07.2010 e approvato, ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 49/1999, dal Consiglio Regionale con Risoluzione n. 7 del 28 luglio 2010; Vista la deliberazione del Consiglio Regionale n. 4 del 30 gennaio 2007 concernente: “L.R. 19/99- Piano regionale per gli interventi a favore dei toscani all’estero periodo 2007 - 2010”; Vista la L.R. 29 dicembre n. 65 “Legge finanziaria per l’anno 2011”, in particolare l’art. 104 che stabilisce la “Norma transitoria per la proroga dei piani e dei programmi regionali” disponendo al comma 1. che i Piani e Programmi regionali attuativi del Piano regionale di Sviluppo 2006 - 2010 che scadono nel corso dell’anno 2011, anche ai sensi dell’articolo 10, comma 2, della L.R. 49/1999, sono prorogati al 31 dicembre dello stesso anno; Visto che il predetto Piano stabilisce le seguenti linee di attività per il 2007 - 2010: - Iniziative a favore dei giovani residenti all’estero - Iniziative e sostegno delle comunità toscane all’estero - Interventi sociali - Promozione della cultura, ricerca e documentazione sui temi dell’emigrazione Toscana; Vista la delibera della Giunta Regionale n. 5 del 10.01.2011 che approva il Bilancio gestionale 2011 e pluriennale 2011/2013; Vista la L.R 29 dicembre 2010, n. 66 che approva il “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale 2011- 2013” e assegna le risorse finanziarie assegnate al Piano regionale per gli interventi a favore dei toscani all’estero per l’anno 2011 in complessivi Euro 562.368,49, oltre ad Euro 381.000,00 iscritti al capitolo 71146 destinati al funzionamento degli organismi previsti dalla L.R. 26/2009, per un totale pertanto di Euro 943.368,49; Preso atto altresì che risulta già impegnata la somma di Euro 62.361,96 sul capitolo 71146 relativo al funzionamento degli organismi previsti dal Titolo IV della L.R. 26/2009 e successive modifiche; Considerato che le risorse relative agli interventi in favore dei toscani all’estero sul Bilancio di Previsione 2011 per complessivi Euro 562.368,49 sono iscritti ai seguenti capitoli: - 12013: Euro 292.085,10 - 12014: Euro 14.430,63 - 12015: Euro 1.000,00 - 12016: Euro 53.962,83 - 12017: Euro 23.583,50 - 12019: Euro 177.306,43 Preso atto che con la delibera della Giunta Regionale n. 72 del 14 febbraio 2011 che approva la “Variazione al Bilancio gestionale per l’esercizio 2011 ai sensi dell’art. 23, comma 1, lett. c e dell’art. 34, comma 7 della L.R. 36/2001” sono state riportate quale avanzo vincolato sul capitolo 12197 del Bilancio 2011, nella stessa UPB, le risorse del contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena vincolate al “Progetto biennale 2009 - 2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione con le comunità toscane all’estero” da utilizzare entro novembre 2011; Tenuto conto che il Documento di attuazione per gli interventi a favore dei toscani all’estero con il relativo aggiornamento finanziario per l’anno 2011, allegato alla presente deliberazione (Allegato A), c prevede le azioni sotto elencate facenti riferimento alle quattro priorità individuate dal Piano: 1. Iniziative a favore dei giovani toscani residenti all’estero: - 1.A. iniziative dirette alla promozione della lingua italiana: - 1.B. Iniziative formative, in particolare per i giovani - 1.D. Promozione socio-economica e culturale della Toscana - 1. E. Miglioramento degli Strumenti di comunicazione per i toscani nel mondo 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 2. Iniziative volte alla valorizzazione delle comunità toscane all’estero - 2.A. Sostegno al funzionamento dei Coordinamenti e delle Associazioni: 3. Interventi sociali: - 1.F. Sostegno al rientro - 2.B. Interventi a carattere sociale per le categorie più deboli ne 4. Promozione della cultura, ricerca e documentazio - 1.C. Promozione della cultura, ricerca e documen tazione - 1.D. Promozione socio-economica e culturale della Toscana all’estero - 1.E. Miglioramento degli Strumenti di comunicazione per i toscani nel mondo 5. Fondo di riserva Valutato opportuno autorizzare, nel caso in cui i finanziamenti di alcuni punti del documento di attuazione dovessero rimanere inutilizzati, per carenza di specifiche richieste e/o domande riguardanti alcune iniziative, ad utilizzarli per interventi di altre voci previste dal documento stesso ove ciò si renda necessario per realizzare le azioni previste; Visto il parere favorevole del CTD nella seduta del 16 marzo 2011; A voti unanimi DELIBERA 1) di approvare il Documento di Attuazione per gli interventi a favore dei Toscani all’Estero, per l’anno 2011 così come indicato in premessa e come previsto dall’Allegato A), parte integrante della presente deliberazione, per un importo complessivo di Euro 562.368,49; 2) di prenotare, utilizzando le risorse di cui alla DCR n. 4/2007, la somma di Euro 562.368,49 sui capitoli di Bilancio di Previsione 2011 così suddivisi e che presentano la necessaria disponibilità: 119 - 12013: Euro 292.085,10 - 12014: Euro 14.430,63 - 12015: Euro 1.000,00 - 12016: Euro 53.962,83 - 12017: Euro 23.583,50 - 12019: Euro 177.306,43 3) di prenotare altresì le risorse iscritte al capitolo 12197 della stessa UPB 121 del Bilancio 2011, da utilizzare entro novembre 2011, per l’importo di Euro 50.000,00 vincolate al “Progetto biennale 2009 - 2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione con le comunità toscane all’estero” quale contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena; 4) di prendere atto, qualora dovessero essere reperite eventuali ulteriori risorse nell’esercizio finanziario 2011, che la Giunta Regionale, con successivo atto, provvederà alla loro destinazione tenuto conto delle priorità indicate dal documento di attuazione per gli interventi a favore dei toscani all’estero per l’anno 2011, anche in riferimento alla eventuale acquisizione di risorse da parte di altri soggetti pubblici e/o privati nel corso dell’esercizio finanziario; 5) di autorizzare nel caso in cui i finanziamenti di alcuni punti del documento di attuazione dovessero rimanere inutilizzati, per carenza di specifiche richieste e/o domande riguardanti alcune iniziative, ad utilizzarli per interventi di altre voci del documento stesso ove ciò si renda necessario. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi art. 5 comma 1 lett. f) della L.R. 23/2007, incluso l’allegato A) Documento di Attuazione per gli interventi a favore dei toscani all’estero per l’anno 2011, e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUE ALLEGATO 120 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALLEGATO A Legge Regionale 16 maggio 2009 n. 26 “Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della regione Toscana” Piano regionale per gli Interventi in favore dei toscani all’estero DOCUMENTO DI ATTUAZIONE PER INTERVENTI A FAVORE DEI TOSCANI ALL’ESTERO ANNO 2011 Direzione Generale della Presidenza Settore Attività Internazionali Soggetti esterni coinvolti: Associazioni dei Toscani all’estero riconosciute ai sensi della L.R. 26/2009 e altri organi previsti dal Titolo IV della stessa, Università e Scuole di Specializzazione, CEDIT “Centro Diffusione Imprenditoriale della Toscana”, Centri di Ricerca sull’Emigrazione Toscana, Musei, Enti Locali, Agenzie Regionali, Assessorati Regionali, Fondazione Sistema Toscana, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e altre Fondazioni, soggetti senza fini di lucro, Toscana Promozione, Associazioni di categoria, Imprese e Consorzi, Camere di Commercio, ICE 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Indice: - Premessa Il quadro programmatico di riferimento e la sostenibilità finanziaria Interventi Prioritari ed allocazione delle risorse - Azioni di Sistema - Programmi Operativi di Area Modalità e strumenti di attuazione per il 2011 Obiettivi, risultati attesi e indicatori Allegati: Tabella 1: Risorse disponibili anno 2011 Tabella 2: Quadro Finanziario Tabella 3: Allocazione delle risorse per l’anno 2011 e collegamento alle priorità del Piano 2007 – 2010 121 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 122 PREMESSA L’attività per il 2011 tiene conto di due scenari di riferimento e più precisamente : - il contesto legislativo e programmatico nel quale andrà ad inserirsi la nuova programmazione dei toscani all’estero. La legge regionale 26/2009 “Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione Toscana” prescrive infatti la massima integrazione di tutte le attività internazionali della Regione Toscana ed un unico Piano di tutte le attività Internazionali della Regione. - Gli effetti di una crisi economica senza precedenti e dalle conseguenze di una manovra finanziaria che già dal 2011 colpisce duramente anche la nostra Regione. Da questo scaturisce senza dubbio la necessità di razionalizzare il funzionamento della struttura regionale, ivi compresi gli organismi di rappresentanza ma anche l’obbligo di ridurre, concentrare, riorganizzare gli interventi e di ripensare i ruoli degli organismi deputati alla rappresentanza e partecipazione delle comunità dei toscani all’estero, incoraggiare il lavoro in rete delle Associazioni, potenziare il ruolo dei Coordinamenti Continentali nella programmazione e gestione delle attività, finalizzare sempre di più i contributi sui progetti significativi delle Associazioni, investire sui responsabili delle associazioni. Sulla base di tali indicazioni di contesto già nell’anno 2011 si intende avviare un percorso di rinnovamento che costituirà la base per il processo di integrazione della dimensione dei toscani nel mondo nell’ambito del nuovo Piano Integrato delle Attività Internazionali di cui alla legge 26/2009. IL QUADRO PROGRAMMATICO FINANZIARIA DI RIFERIMENTO E LA SOSTENIBILITA’ Ciò premesso, per l’anno 2011 il riferimento programmatico è ancora quello del Piano regionale per gli interventi in favore dei toscani all’estero 2007 – 2010 approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 4 del 30 gennaio 2007, che individua le seguenti priorità di intervento: 1) iniziative a favore dei giovani di origine toscana residenti all’estero, con particolare riguardo agli aspetti della formazione professionale, dello studio dell’italiano, della formazione specialistica post universitaria e della diffusione della cultura, promuovendo anche l’utilizzo di nuove tecnologie sia per il raccordo operativo relativo alle singole iniziative che per la circolazione delle informazioni (Forum telematico, sito web, posta elettronica, etc.); 2) la valorizzazione delle comunità toscane all’estero, tenendo conto che le comunità stesse nel costituire delle Associazioni rafforzano i legami fra gli associati e la realtà Toscana, promuovono progetti socio-culturali diversificati e di notevole spessore (es: circuitazione mostre, diffusione di opere letterarie, cinematografiche, presentazione di pubblicazioni su toscani che si sono distinti all’estero, ricerche tematiche sulle radici della comunità stessa), promuovono il funzionamento dei Coordinamenti Continentali; 3) di garantire un aiuto ai nostri concittadini che si trovano in condizioni di disagio, a coloro che intendono rientrare definitivamente in Toscana ed a coloro che non visitano la loro terra di origine da più di 20 anni; 4) promozione della cultura, ricerca e documentazione, sviluppando tutte le forme più idonee di modalità e raccordo con soggetti pubblici e privati come i Centri di 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 123 Ricerca e Documentazione già esistenti, il Museo dell’Emigrazione Toscana, le Associazioni dei Toscani all’Estero e loro tramite tutti gli associati (es: premi a pubblicazioni e ricerche), gli Enti ed Associazioni della realtà toscana che possono contribuire sia alla ricerca che ad eventi istituzionali (es: celebrazioni della Giornata dei Toscani all’Estero, istituzione del Museo dell’Emigrazione Toscana). Pur confermando le priorità di cui sopra, nelle more della formazione del nuovo Piano Integrato delle Attività Internazionali (PIAI), il presente Documento di attuazione intende coniugare la struttura del Piano 2007-2010, ancora in vigore, con gli indirizzi per la nuova legislatura che sono emersi dal dibattito tenutosi nell’Assemblea dei Toscani all’estero del dicembre scorso. In particolare si propone di adottare una struttura operativa che, nel rispetto delle priorità del Piano 2007/2010, prevede la seguente articolazione: 1.Azioni di sistema, destinate a tutte le aree geografiche e con forte iniziativa regionale 1.A – Iniziative dirette alla promozione della lingua italiana 1.B – Iniziative formative , in particolare per i giovani 1.C – Promozione della cultura, ricerca e documentazione 1.D – Promozione socio-economica e culturale della Toscana all’estero 1. E – Miglioramento degli strumenti di comunicazione per i toscani nel mondo 1.F – Sostegno al rientro 2.Programmi di area elaborati e gestiti a livello dei coordinamenti continentali e con forte iniziativa locale: 2.A – Iniziative volte alla valorizzazione delle comunità toscane all’estero 2,B – Interventi a carattere sociale per le categorie più deboli. L’articolazione proposta in Azioni di sistema e Programmi di area dei coordinamenti continentali intende da un lato assicurare l’intervento regionale diffuso su una serie di priorità quali la diffusione della lingua italiana, gli interventi a favore dei giovani, la comunicazione etc, dall’altro si propone di mettere in campo una diversa organizzazione che tenga conto della valorizzazione e di un maggior coinvolgimento dei Coordinamenti Continentali che costituiscono il punto di riferimento nell’area di pertinenza (Tabella 3. in allegato). La maggiore responsabilizzazione dei Coordinamenti Continentali va nella direzione auspicata di un maggior coinvolgimento per affrontare nuove tematiche, fra le quali va evidenziata la promozione socio-economica della Toscana, ottimizzando tutte le forze disponibili ivi incluse quelle finanziarie. Dal punto di vista della disponibilità finanziaria per l’anno 2011 la riduzione delle risorse disponibili per gli “interventi” è del 30,17% rispetto all’anno 2010 portando la disponibilità da Euro 805. 309,16 ad Euro 562.368,49. Se si opera una valutazione complessiva delle risorse 2011, considerando tutte le risorse disponibili per gli interventi, di quelle per il funzionamento degli organismi nonché un contributo di Euro 50.000,00 assegnato dalla Fondazione Monte dei Paschi, la riduzione rispetto al 2010 si assesta al 21% (Tabella 1. in allegato). Per il 2011 si propone l’allocazione della somma di Euro 562.368,49 fra le diverse priorità di intervento così come illustrato nella Tabella 3. A questo importo andrà ad aggiungersi la disponibilità del contributo assegnato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena al “Progetto biennale 2009 – 2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione con le comunità toscane all’estero” di Euro 50.000,00 da utilizzare entro novembre 2011 per iniziative di “Promozione della cultura, ricerca e documentazione” e in particolare per la circuitazione della mostra “La Toscana nell’età del Risorgimento” che si inserisce nel programma delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia da sviluppare con le comunità dei toscani all’estero. Il panorama 124 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 delle iniziative di questo grande evento si arricchirà nel percorso del 2011 con i Programmi Operativi dei Coordinamenti Continentali poiché molte comunità sentono ancora vivo il legame con la madre Patria e realizzeranno iniziative proprie per celebrare questo momento. Accanto a questo grande evento si affiancheranno altre iniziative da collegare a Protocolli ed Accordi Istituzionali in essere, a Fiere ed iniziative di Promozione Economica a cui la Toscana sarà presente con programmi di Toscana Promozione, a campagne e iniziative di promozione turistica promosse dall’Assessorato al Turismo. Non mancheranno in questo quadro iniziative dedicate al recupero della “memoria” ed all’approfondimento di tematiche specifiche nell’ambito dell’emigrazione come attività consolidata e da portare avanti con i Centri di ricerca e Documentazione che sa sempre costituiscono un importante “serbatoio” di testimonianze e di dati storici. INTERVENTI PRIORITARI ED ALLOCAZIONE DELLE RISORSE 1. AZIONI DI SISTEMA: 1.A. Iniziative dirette alla promozione della lingua italiana come opportunità di investimento culturale, sociale e professionale rivolto sia alla formazione di formatori (duplicazione degli effetti) che ad un pubblico più ampio per investimento sia professionale che personale nonché di impegno nell’ambito dell’associazionismo e nella rete socioistituzionale creata da partenariati e progetti, coinvolgendo diverse fasce di età degli utenti. - Si darà attuazione a questa priorità: a) con la realizzazione dei corsi di lingua e cultura italiana presso le università; resta da valutare la possibilità con l’Università per Stranieri di Siena dell’eventuale realizzazione di corsi specifici per la formazione di insegnanti di italiano fra i giovani di origine toscana residenti all’estero o per la preparazione al linguaggio tecnico e specialistico necessario per seguire stages in Toscana in materie economiche, amministrative, artistiche, ecc. b) riconfermando il bando per la selezione di Assistenti di lingua italiana all’estero con il COASIT di Melbourne che andrebbe ampliato ed incrementato poiché risulta essere una opportunità professionale importante sia per neolaureati in atenei toscani sia per i destinatari finali del progetto che sono i giovani scolari all’estero che vanno ad apprendere l’italiano. c) riattivando l’esperienza di corsi on line sulla piattaforma TRIO a costo gratuito per il destinatario ed accessibilità anche all’estero tramite password, oppure con il Consorzio delle Università toscane che nel 2006 avevano offerto un bando per 50 licenze gratuite per un corso di apprendimento on line Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della competenza e dei programmi didattici delle Università toscane ed in particolare con l’Università per Stranieri di Siena e l’Università di Pisa; di istituti ed enti che si occupano di formazione ivi inclusi scuole di alta formazione, di formazione on-line, di formazione multimediale; di piattaforme formative promosse dall’Amministrazione regionale ed altri enti pubblici e privati. Risorse 2011: Euro 248.050,58 1.B. Iniziative formative, in particolare per i giovani, con particolare riguardo alla formazione professionale, alla formazione specialistica, ad iniziative formative sia per 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 125 mantenere l’identità della memoria che per creare opportunità di lavoro e crescita personale, attraverso strumenti attrattivi mirati anche alla promozione socio-economica della Toscana attraverso realizzazione di stages affinché i giovani possano diventare supporto dei Coordinamenti e figure professionalmente preparate a seguire gli interventi della loro area. Si darà attuazione a questa priorità : a) proseguendo il progetto delle borse di formazione professionale “Mario Olla” b) attivando nuovi stages con soggetti toscani quale Toscana Promozione e Confindustria Toscana, nonché altri ritenuti idonei (all’interno della priorità 1 del piano pluriennale, è indicata già questa possibilità va considerata la possibilità di ampliare le tipologie di stages sul progetto Borse Olla (*) verificare la possibilità di attingere da fondi FSE per le borse e gli stages, verificare inoltre la possibilità di inserimento nel programma del Servizio Civile Regionale e prevedere opportune misure nel progetto “giovani” del PRS (verifica di ammissibilità alle azioni per coloro che pur residenti all’estero hanno la cittadinanza italiana) Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della competenza del CEDIT (Centro Diffusione Imprenditoriale della Toscana), di Confindustria Toscana e delle altre Associazioni di categoria anche tramite consorzi ed imprese associate; di Toscana Promozione e di altri Assessorati dell’Amministrazione regionale e/o Assessorati di enti locali competenti in materia di formazione professionale, promozione economica, promozione turistica e promozione culturale della Toscana. Risorse 2011: Euro 48.869,82 1.C. Promozione della cultura, ricerca e documentazione: la ricchezza culturale della Toscana deve essere valorizzata tramite le comunità dei toscani all’estero che potranno esprimerla tramite eventi e manifestazioni dedicate sia ad eventi di portata internazionale e/o locale a seconda delle tematiche e delle realtà in essere (es. iniziative 150° Anniversario Unità d’Italia); la ricerca della memoria in sinergia con le comunità degli emigrati e con i Centri di documentazione della Toscana costituirà un altro tema riferimento per la storia dell’emigrazione toscana. Si darà attuazione a questa priorità nel 2011: a) Attraverso la circuitazione nei vari continenti della mostra dei 150 anni dell’unità d’Italia b) Attraverso la prosecuzione il premio letterario“Maledetti Toscani” c) adesione ad eventi particolarmente significativi da un punto di vista culturale d) acquisto di pubblicazioni e/o video e) realizzazione della Giornata dei Toscani all’estero Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della collaborazione delle Associazioni dei toscani all’estero, dei Coordinamenti Continentali, dei Centri di Documentazione sull’emigrazione toscana, di rappresentanze diplomatiche dell’Italia all’estero (Ambasciate, Consolati), degli Istituti Italiani di Cultura, degli Enti Locali, con eventuale supporto tecnico ove necessario . 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 126 Risorse 2011: Euro 31.340,40 1.D. Promozione socio-economica e culturale della Toscana all’estero : La ‘Toscanità’ va radicata in tutti i suoi aspetti anche in quello economico e finanziario anche con il supporto dei toscani all’estero per poter permeare nel tessuto sociale dei singoli paesi in ciascuno dei quali a seconda delle tematiche prevalenti potranno emergere i diversi interessi come un modo nuovo di fare turismo, la penetrazione dei prodotti eno-gastronomici e la loro esportazione, la cucina e le tradizioni gastronomiche fino ad arrivare all’interesse per le nuove tecnologie. Si darà attuazione a questa priorità: a) privilegiando e premiando con la concessione di maggiori contributi la progettualità delle associazioni, con riferimento agli scambi culturali, sociali ed economici fra le realtà toscane e quelle all’estero b) sviluppando un programma pilota a regia regionale con l’assessorato al Turismo e Toscana Promozione che preveda la formazione di giovani ‘promoters’ della Toscana all’estero, e la concessione di piccoli contributi per organizzare iniziative promozionali all’estero in particolare nel settore del turismo c) Garantendo l’adesione all’evento promozionale ‘momento Italia-Brasile’ previsto per ottobre 2011. Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate in collaborazione con Toscana Promozione, Assessorato regionale al Turismo, Assessorato alle attività produttive, ed alla Cultura, Consolati, Ambasciate, Istituti di Cultura, associazioni di categoria ed eventualmente imprese e consorzi toscani. Risorse 2011: Euro 15.408,90 1.E. Miglioramento degli strumenti di comunicazione per i toscani nel mondo, intesa sia come veicolo di informazione sulla realtà regionale e sulle realtà delle comunità all’estero sia come sperimentazione di nuovi strumenti e tecnologie per rafforzare e rendere più efficiente la interattività sia di comunicazione istituzionale che di fasi progettuali (utilizzazione rete web per sito, blog, etc). Si darà attuazione a questa priorità: a) prevedendo miglioramenti e potenziamento del sito internet o applicazioni di altre tecnologie b) Sviluppando nuovi strumenti di comunicazione (conferenze stampa, trasmissioni RAI, avvisi radiofonici, interviste, ecc.). Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della competenza di soggetti coinvolti nello sviluppo della piattaforma multimediale della Regione Toscana e/o di gestione del sito internet dedicato ai Toscani all’estero quali Fondazione Sistema Toscana, il Settore regionale di riferimento, l’ufficio Stampa della Regione Toscana, le emittenti radio e radiotelevisive nonché canali interattivi da attivare con 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 127 scuole ed università anche per l’utilizzo di social networks e di eventuali blog o altre forme di comunicazione. Risorse 2011: Euro 21.466,00 1.F. Sostegno per il rientro definitivo in Toscana, inteso come contributo per le spese sostenute dall’interessato che, dopo aver trascorso un periodo minimo di 5 anni all’estero, rientra definitivamente in Toscana ove stabilisce la propria residenza permanente; il contributo in misura ridotta viene accordato anche per il rientro di salme. Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi degli uffici regionali all’interno del Settore Attività Internazionali che si rapporta direttamente con gli interessati. Risorse 2011: Euro 9.166,61 2. PROGRAMMI OPERATIVI DI AREA (1 per ogni coordinamento continentale) : 2.A. Iniziative volte alla valorizzazione delle comunità toscane all’estero rafforzando e promuovendo azioni di rete dell’Associazionismo, stimolando strumenti e nuove modalità di organizzazione per rendere più efficaci i progetti proposti dalle comunità e dalle stesse gestiti in forma autonoma o in partenariato con la Regione Toscana o altri soggetti pubblici e privati dell’area di riferimento promuovendo altresì coesione dei Toscani all’estero e gli Enti Locali nonché con le Ambasciate, i Consolati e gli Enti preposti al Commercio all’estero (ICE). Si darà attuazione a tale priorità sia accordando un minimo sostegno al funzionamento delle associazioni sia cofinanziando progetti socio-culturali definiti e realizzati dalle associazioni stesse. Ulteriori contributi dovrebbero essere concessi sulla base del programma di attività del coordinamento di area, così come formulato in un Programma operativo, contenente obiettivi e priorità per l’area e valutato annualmente dalla Regione sulla base di criteri di selezione riportati dal Disciplinare del Piano 2007 – 2010 ed integrati dalle decisioni dell’Ufficio di Presidenza del Comitato Direttivo dei Toscani all’estero. Saranno i coordinamenti a ripartire i contributi fra le associazioni mediante un piccolo bando. Fra le tipologie di azioni dei Programmi operativi saranno compresi progetti socioculturali delle Associazioni, riferiti in particolari agli ambiti della cultura, del sociale e dell’economia come stabilito dal Piano 2007 – 2010 , e particolarmente: a) le iniziative in loco per il sostegno della lingua e la cultura italiana di cui all’iniziativa 1.A b) le attività in loco per la promozione internazionale della Toscana di cui all’iniziativa 1.D c) le attività in loco di ricerca e documentazione della memoria di cui all’iniziativa 1.C Secondo quanto definito dall’Ufficio di Presidenza del Comitato Direttivo dei Toscani all’estero ciascuna Associazione riconosciuta potrà presentare al Coordinamento un solo progetto che ricomprenderà al suo interno la richiesta di contributo per un massimo di 5 128 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 attività per un costo massimo di Euro 3.000. Il finanziamento regionale potrà coprire al massimo il 70% dei costi del progetto pari ad Euro 2.100,00 complessivi. Oltre alle 5 attività potranno essere inserite nel progetto le richieste di finanziamento per eventi volti a ricordare date significative della vita associativa “Anniversari”, per i quali potrà essere accordato un contributo massimo pari alle misure di seguito riportate in base al numero degli anni che intercorrono con la data di fondazione dell’Associazione: - fino a 15 anni: contributo massimo di Euro 1.000,00 - da 15 a 25 anni : contributo massimo di Euro 1.500,00 - da 26 a 50 anni: contributo massimo Euro 2.000,00 - oltre 50: contributo massimo di Euro 2.500,00 Il contributo non potrà comunque essere superiore al 70% dei costi effettivi della manifestazione. A ciascuna Associazione verrà assegnata una somma forfetaria annuale massima di Euro 500,00 per spese di funzionamento dopo aver riscontrato che l’Associazione ha realizzato nei 2 anni precedenti quello in corso progetti socio-culturali finanziati dalla Regione Toscana, che ha rendicontato puntualmente i contributi ricevuti e che risulta attiva alla data dell’assegnazione del sostegno in questione. Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate dalle Associazioni dei Toscani all’estero e dai Coordinamenti Continentali con il coinvolgimento dei concittadini emigrati, delle rappresentanze diplomatiche e da soggetti delle economie locali (imprese, consorzi, Camere di Commercio, ICE), mondo accademico locale e centri di documentazione nonché Enti Locali dell’area di riferimento (protocolli con Municipalità, Regioni, ecc.). Risorse 2011: totale Euro 140.479,65 2.B. Interventi a carattere sociale per le categorie più deboli, e soggiorni anziani: Si darà attuazione a questa priorità: A) prevedendo un sostegno finanziario per cittadini di origine toscana stabilmente residente all’estero che si trovano in difficoltà economiche e sono già usciti dal mondo di lavoro per questioni anagrafiche. La misura dei contributi per coloro che sono ritenuti ammissibili secondo i criteri disposti dal Disciplinare del Piano 2007 – 2010, sarà pari ad Euro 500,00 pro capite. B) prevedendo un sostegno a copertura delle spese di viaggio di andata e ritorno a coloro che per comprovate condizioni economiche non hanno visitato la famiglia di origine da almeno 20 anni. In via prioritaria verranno accolte le domande di coloro che sono nati in Toscana; in caso di disponibilità di posti verranno accolte anche quelle di cittadini di origine toscana nati nei Paesi di accoglienza. Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate con il coinvolgimento dei coordinamenti continentali, delle Associazioni dei Toscani all’estero e dei singoli cittadini interessati al bando dell’area di riferimento. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Risorse 2011: 129 Euro 46.339,16 Fondo di riserva: Viene mantenuto un fondo di riserva da utilizzare per spese impreviste, urgenti o di complemento ad altre voci a cui viene destinato l’importo di Euro 1.247,37. MODALITA’ E STRUMENTI DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER L’ANNO 2011 Gli interventi del presente documento vengono attuati attraverso: - - bandi ed avvisi per Azioni di Sistema conformi al “Disciplinare” Approvato dal Piano 2007 – 2010; specifiche “Linee guida” per la presentazione dei Programmi operativi dei Coordinamenti Continentali , e per gli eventuali bandi ed avvisi da questi promossi, che verranno approvate con atto successivo al presente Documento di Attuazione; con le modalità previste nella deliberazione Giunta regionale 9 Dicembre 2008, n. 1046 “Criteri per la concessione di contributi per la realizzazione di iniziative coerenti con le finalità e gli obiettivi del Piano Regionale della Cooperazione (L.R. 17/99), Piano regionale per la promozione di una cultura di pace (L.R. 55/97) e Piano regionale per gli interventi in favore dei toscani all’estero (L.R. 19/99)” e deliberazione della Giunta Regionale 4 ottobre 2010, n. 833; con le modalità previste dalla L.R. 13 luglio 2007, n. 38 “Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro” e la normativa di settore. RISULTATI ATTESI E INDICATORI I risultati attesi indicati dal Piano 2007 – 2010 risultano pertinenti con le priorità individuate dal presente Documento così come gli indicatori individuati. Pertanto per l’anno 2011 si ritiene di darne conferma evidenziando soltanto l’esigenza di aggiornare laddove necessario il titolo dei corsi, master, o comunque percorsi formativi dei giovani anche per nuovi stage ed il titolo di mostre ed iniziative culturali che si susseguono a quelle già presentate in passato. Si riportano qui di seguito “risultati Attesi e Indicatori” previsti dal Piano 2007 – 2010, ricordando che le quattro tematiche includono le Azioni di Sistema ed i Programmi Operativi di area previsti e mettendoli in rapporto secondo lo schema riportato nella tabella n. 3: Obiettivi specifici, risultati attesi e indicatori 1) Fra gli obiettivi prioritari del Piano vi sono le attività in favore delle “giovani generazioni”: un insieme mirato di interventi in favore di figli e nipoti dei toscani all’estero, ai quali la Regione Toscana, anche in funzione del Piano Pluriennale 2006/2010, ha indirizzato risorse finanziarie considerevoli. Risultati attesi 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 130 • • • • Ampia partecipazione dei giovani ai Corsi di formazione linguistico-culturale; Partecipazione dei giovani alle Borse di Studio ‘Mario Olla’; Partecipazione dei giovani ai Masters post-universitari; Partecipazione di giovani laureati toscani alle borse di studio per Assistenti di Lingua Italiana • Sviluppo delle attività in favore delle giovani generazioni proposte dal Forum dei Giovani Toscani all’Estero, siano esse di ampliamento e sviluppo delle tipologie ed unità ammissibili alle borse di studio, master e corsi sia per l’attivazione di iniziative culturali, di comunicazione, documentazione e ricerca; Indicatori: • numero dei partecipanti alle varie iniziative che coinvolgeranno tutte le Associazioni dei Toscani all’Estero sparse nei vari continenti; • conseguimento del diploma da parte dei partecipanti ai corsi e master • attivazione di strumenti operativi e di collaborazione con enti pubblici e/o privati, per il reperimento di ulteriori risorse finanziarie • numero delle associazioni di giovani toscani attive nei vari continenti 2) Il Piano indica al suo interno gli interventi relativi al sostegno per il funzionamento dei Coordinamenti Continentali e delle Associazioni. Risultati attesi • maggiore coinvolgimento dei Coordinamenti Continentali sia sul piano della programmazione che della verifica e del controllo delle attività svolte dalle singole Associazioni di loro competenza territoriale; • miglioramento della qualità dei singoli progetti presentati dalle Associazioni allo scopo di finalizzare ulteriormente gli interventi come previsti dal Piano pluriennale. • razionalizzare gli interventi in favore dei toscani all’estero sulla base di precisi criteri di programmazione annuale. Indicatori: • la più ampia partecipazione alla vita associativa e maggiore coinvolgimento dei giovani nelle scelte delle Associazioni; • riconoscimento di nuove associazioni o gruppi di toscani all’estero • attività dei Coordinamenti quali strumenti di collegamento fra le strutture della Regione Toscana e le Associazioni: realizzazione assemblee annuali, numero associati assistiti per loro istanze relative a interventi compresi nel piano 3) Sono previsti interventi sociali che prevedono in particolare: sostegno straordinario a cittadini disagiati residenti all’estero, organizzazione di soggiorni in Toscana per anziani residenti all’estero della durata massima di tre settimane, contributi per le spese di rientro definitivo in Toscana. Risultati attesi 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 131 • maggiore assistenza possibile a i cittadini disagiati di origine toscana che risiedono all’estero mediante l’erogazione di un contributo economico dopo l’espletamento dell’istruttoria di rito che ne attesti il diritto • partecipazione degli anziani interessati ai soggiorni nella loro terra d’origine promossa dalla Regione Toscana • rendere disponibile l’informazione a tutti i toscani residenti all’estero che intendono rientrare definitivamente in Toscana Indicatori: • Il numero dei toscani residenti all’estero che sono stati destinatari del contributo per cittadini disagiati • Il numero degli anziani che hanno usufruito del soggiorno in Toscana dopo un lungo periodo di assenza dalla terra d’origine • Il numero dei concittadini toscani rientrati definitivamente in Toscana dopo un periodo di residenza all’estero 4) Il Piano indica al suo interno gli interventi relativi alla promozione della cultura, ricerca e documentazione in materia di emigrazione, che comprende varie iniziative volte a diffondere la cultura toscana nel mondo e in un mutuo scambio con la realtà delle Associazioni dei Toscani all’Estero a reperire e conservare materiali che costituiscono la viva testimonianza dell’emigrazione toscana. Il momento istituzionale a testimonianza della “emigrazione toscana” è rappresentato dalla “Giornata dei Toscani all’Estero”, che dedicherà approfondimenti e riflessioni all’emigrazione delle varie zone della nostra Regione. Risultati attesi • Proseguimento della pubblicazione della rivista d’informazione “Toscani nel Mondo” • Sviluppo della circuitazione delle mostre “Gente di Toscana”, “Giardini di Toscana” e “Magia del Carnevale” • Sviluppare le attività di ricerca in collaborazione con i Centri di Ricerca sull’emigrazione presenti in territorio toscano • Realizzare annualmente la “Giornata dei Toscani all’Estero” • Sostegno alla stampa locale specializzata ed a quella delle Associazioni dei Toscani all’estero Indicatori:\ • Numero degli abbonati e grado di diffusione in Italia e all’estero • Sviluppo della circuitazione delle mostre sia per quanto attiene le aree geografiche interessate che il numero e l’interesso dei visitatori • Contatti con i Centri di Ricerca e quantità-qualità dei materiali archiviati-diffusi • Partecipazione dei cittadini toscani e dei concittadini all’estero alle celebrazioni della “Giornata dei toscani all’estero” • Diffusione di stampa locale specializzata e di quella delle Associazioni dei toscani all’estero e soddisfacimento dell’informazione richiesta dagli utenti. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 132 TABELLA 1: Risorse regionali per attività 562.368,49 RISORSE DISPONIBILI ANNO 2011 Risorse regionali Totale risorse per funzionamento regionali organismi 381.000,00 943.368,49 Altre risorse (MPS/Altri) Totale 50.000,00 993.368,49 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 133 TABELLA 2: QUADRO FINANZIARIO Fonti U.E. Stato Regione Toscana Altri enti pubblici Totale Finanziamenti pubblici (T1) Finanziamenti privati (T2) Totale (T= T1+T2) Costo (P) Fattibilità finanziaria UPB 121 TOTALE ANNO DI ATTUAZIONE Euro 562.368,49 Euro 50.000,00 Euro 612.368,49 Euro 612.368,49 Euro 612.368,49 Descrizione tipologia di spesa Interventi in favore dei Toscani all’Estero Capitolo (numero e declaratoria) 12013 contributi ad Associazioni i e Coordinamenti 12014 trasferimenti correnti alle famiglie 12015 Formazione linguistica culturale e specialistica post universitaria Anno 2011 Euro 562.368,49 Importo stanziamento in Euro 292.085,10 14.430,63 1.000,00 12016 Organizzazione di stages formativi, soggiorni e incontri giovanili 12017 Acquisto di beni non durevoli e servizi 12019 Trasferimenti correnti ad enti delle amministrazioni locali 177.306,43 Totale risorse per attuazione del piano anno 2010 562.368,49 53.962,83 23.583,50 Inoltre verrà utilizzato il contributo vincolato iscritto al capitolo 12197 della stessa UPB 12197 Contributo dalla Fondazione MPS per progetto biennale 2009 – 2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione con le comunità toscane all’estero Euro 50.000,00 134 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 TABELLA 3: Allocazione delle risorse 2011 e collegamento alle Priorità del Piano degli Interventi 2007 - 2010 TIPOLOGIA INTERVENTO 2011 1.AZIONI DI SISTEMA 1.A Iniziative dirette alla promozione della lingua: a) corsi di lingua b) assistenti linguistici c) corsi on line 1.B. Iniziative formative, in particolare per i giovani: a) Borse Olla b) altri stages formativi 1.C. Promozione della cultura, ricerca e documentazione: (♦) a) Per la circuitazione della Mostra “La Toscana nell’età del Risorgimento” b) premio letterario c) adesione all’evento ‘momento Italia Brasile’ d) Acquisto pubblicazioni- video e) Giornata toscani estero e ricerca 1.D. Promozione socioeconomica e culturale della Toscana all’estero 1E. Miglioramento degli strumenti di comunicazione per i toscani nel mondo: a) per potenziamento sito web e implementazione sito b) per sviluppo altri strumenti 1.F. sostegno al rientro 2.PROGRAMMI Proposta allocazione % risorse 2011 2011 Priorità di riferimento Piano 2007 -2010 % Piano Euro 248.050,58 44,10% Iniziative a favore dei giovani toscani all’estero 53,76% (*) Euro 48.869,82 8,7% Iniziative a favore dei giovani toscani all’estero (*) Euro 31.340,40 5,57% Promozione della cultura, ricerca e documentazione 9,39% (****) Euro 15.408,90 2,74% Euro 21.466,00 3,81 % Iniziative a favore dei giovani toscani all’estero (*) (****) Euro 9.166,61 1,63% Interventi sociali Euro 374.302,31 66,55% 9.87% (***) (****) (*) 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 OPERATIVI DI AREA Euro 140.479,65 2.A. Iniziative volte alla valorizzazione delle comunità toscane all’estero: a) per il funzionamento delle associazioni b) per funzionamento coordinamenti c) per la realizzazione dei programmi operativi di area Euro 46.339,16 2.B. Interventi a carattere sociale per le categorie più deboli: a) aiuti ai disagiati b) soggiorno anziani Euro 186.818,81 Fondo di riserva Euro 1.247,37 Euro 562.368,49 135 25% Sostegno al funzionamento dei Coordinamenti e delle Associazioni 24,98% (**) 8,23% Interventi sociali (***) 33,23% 0,2% 99,98% Nota: gli strisci riportati fra parentesi si riferiscono alle 4 Priorità individuate dal Piano 20072010. (*) = Iniziative a favore dei giovani toscani all’estero (**) = Sostegno al funzionamento dei Coordinamenti e delle Associazioni (***) = Interventi sociali (****) = Promozione della cultura, ricerca e documentazione In carattere neretto si riporta la percentuale complessiva prevista dal Piano pluriennale per la Priorità di riferimento Nota (♦): nella Priorità “Promozione della cultura, ricerca e documentazione” andrà ad aggiungersi il contributo specifico della Fondazione Monte dei Paschi di Siena vincolato al “Progetto biennale 2009 – 2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione con le comunità toscane all’estero” da utilizzare entro novembre 2011. 136 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 248 L.R. n. 66/2008 “Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza”. Riparto alle Zone/distretto delle risorse del fondo per la non autosufficienza per il periodo gennaio-maggio 2011. LA GIUNTA REGIONALE Vista la L.R. n. 66 del 18 dicembre 2008 “Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza”; Visto il Piano Integrato Sociale Regionale approvato con Delibera del Consiglio Regionale n. 113 del 31 ottobre 2007, così come modificato con Delibera del Consiglio Regionale n. 69 dell’11 novembre 2009, ed in particolare l’Allegato 3 “Prime linee sul progetto per l’assistenza continuativa a persone non autosufficienti”; Dato atto che il sopraccitato Piano Integrato Sociale Regionale vigente resta in vigore, ai sensi dell’art. 142 bis della L.R. 24 febbraio 2005 n. 40 e dell’art. 104, comma 1 della L.R. 29 dicembre 2010, n. 65, fino al 31.12.2011; Dato atto che l’art. 3 della L.R. 66/2008 “ripartizione e attribuzione del fondo alle zone distretto” prevede la distribuzione alle zone distretto, facendo riferimento ai seguenti criteri generali: A) indicatori di carattere demografico; B) indicatori relativi all’incidenza della popolazione in condizioni di disabilità e di non autosufficienza; C) indicatori relativi alle persone non autosufficienti, disabili e anziane accolte nelle strutture residenziali e semiresidenziali; Preso atto che al momento esiste una difformità tra le Zone/distretto nei tempi di utilizzo del fondo e che la Giunta Regionale è impegnata a uniformare i tempi di spesa del fondo in modo da avere a maggio di ciascun anno la rendicontazione di quanto speso nell’anno precedente, così come deciso dalla Conferenze delle Società della Salute, nella seduta del 28 ottobre 2010; Ritenuto opportuno assegnare alle Zone/distretto le risorse necessarie alla gestione dei servizi di cui all’art. 7 della L.R. 66/2008, per i primi cinque mesi dell’anno 2011, in modo da verificare i tempi di spesa delle singole Zone/distretto, ed arrivare a regime ad una uniformità sull’intero territorio regionale; Preso atto che la somma di €. 20.000.000,00, destinata prevalentemente alla estensione dei servizi domiciliari per i primi cinque mesi dell’anno 2011, viene ripartita alle Zone Distretto sulla base delle indicazioni fornite dalla conferenza dei sindaci di cui all’art. 11 della L.R. 40/2005, secondo la tabella Allegato 1) che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, costruita secondo i seguenti criteri: A) popolazione ultra65enne; B) incidenza persone ultra65enni sulla popolazione residente; C) popolazione non autosufficiente; D) percentuale delle persone ultra65 non autosufficienti delle singole Zone sul totale regionale. Considerato che le risorse suddette sono assegnate alle Zone/distretto individuando in ciascuna Zona l’ente beneficiario secondo i seguenti parametri: A) alle Società della Salute, laddove costituite; B) alle Aziende UU.SS.LL., competenti per territorio, nelle Zone dove non è stata costituita la Società della Salute, ai sensi dell’art. 71bis della L.R. 40/2005 e successive modifiche; Dato atto che le Zone/distretto sono vincolate nell’utilizzo del fondo agli impegni sottoscritti all’interno delle intese interistituzionali, ed in particolare: A) funzionamento dei presidi previsti dalla L.R. n. 66/2008 (PUA, Puntoinsieme e UVM); B) quantificazione delle risorse complessive del fondo per la non autosufficienza; C) soddisfacimento del debito informativo; Di riservarsi di stabilire, con successivo atto, il finanziamento destinato, per i restanti sette mesi del 2011, a favore delle Zone/distretto per l’estensione dei servizi domiciliari, previsti dall’art. 3 della L.R. 66/2008; Vista la legge regionale 29 dicembre 2010 n. 66, “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale 2011/2013”; Vista la deliberazione della Giunta regionale 10 gennaio 2011 n. 5, con la quale è stato approvato il bilancio gestionale 2011 e il pluriennale 2011/2013; A voti unanimi DELIBERA 1. di assegnare, per le motivazioni espresse in narrativa, per i primi cinque mesi dell’anno 2011 alle Zone/distretto le risorse destinate prevalentemente all’estensione dei servizi domiciliari, previste dall’art. 3 della L.R. 66/2008, pari a €. 20.000.000,00 secondo la tabella con tenuta nell’Allegato 1) alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante e sostanziale; 2. di riservarsi di stabilire, con successivo atto, il finanziamento destinato, per i restanti sette mesi del 2011, a favore delle Zone/distretto per l’estensione dei servizi domiciliari, previsti dall’art. 3 della L.R. 66/2008; 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 3. di prenotare la somma di € 20.000.000,00 sul Cap 23049 “Fondo per la non autosufficienza - risorse di fondo sanitario”, che presenta la necessaria disponibilità, riducendo a tal fine la prenotazione generica n. 1 assunta a fronte della Delibera del Consiglio Regionale n. 113 del 31/10/2007. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. f) della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della 137 Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della me desima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUE ALLEGATO 138 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Allegato 1) Fondo regionale per la non autosufficienza riparto alle Zone/Distretto – periodo gennaio maggio 2011 ZONA-DISTRETTO Lunigiana Apuane Valle del Serchio Piana di Lucca Val di Nievole Pistoiese Pratese Alta Val di Cecina Valdera Pisana Bassa Val di Cecina Val di Cornia Elba Livornese Alta Val d’Elsa Val di Chiana Senese Amiata Senese e Val d’Orcia Senese Casentino Valtiberina Valdarno Val di Chiana Aretina Aretina Colline Metallifere Colline dell’Albegna Amiata Grossetano Grossetana Firenze Fiorentina Nord-Ovest Fiorentina Sud-Est Mugello Empolese Valdarno Inferiore Versilia TOTALE TOTALE CONTRIBUTO € 361.249,70 € 889.214,75 € 417.057,67 € 869.080,82 € 715.969,64 € 1.203.926,83 € 986.650,14 € 144.229,33 € 564.242,44 € 1.088.134,15 € 466.496,48 € 320.516,90 € 166.883,32 € 929.582,36 € 299.779,77 € 396.825,84 € 161.650,38 € 652.799,38 € 197.837,09 € 231.268,22 € 411.042,28 € 284.925,76 € 621.820,00 € 306.964,92 € 368.497,41 € 172.949,06 € 645.708,19 € 1.949.656,47 € 955.146,48 € 785.880,91 € 287.144,22 € 839.581,25 € 304.797,97 € 1.002.489,87 € 20.000.000,00 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 249 L.R. 51/09 - trasferimento all’AOU Careggi di risorse per la predisposizione del software per il supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori relativi ai requisiti di accreditamento. LA GIUNTA REGIONALE Vista la Legge regionale 5 agosto 2009, n. 51, “Norme in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie: procedure e requisiti autorizzativi di esercizio e sistemi di accreditamento” che all’art. 29 prevede che le strutture sanitarie private autorizzate che intendono erogare prestazioni per conto del servizio sanitario regionale, e le strutture sanitarie pubbliche devono ottenere l’accreditamento da parte della Giunta regionale; Visto il decreto del Presidente della Giunta regionale 24 dicembre 2010, n. 61/R “ Regolamento di attuazione della legge regionale 5 agosto 2009, n. 51 in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie” con il quale sono state definite, tra l’altro, le modalità e le procedure per il rilascio dell’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie; Considerato che il suddetto regolamento stabilisce, tra l’altro, all’art. 28 che tutte le strutture sanitarie pubbliche in esercizio alla data di entrata in vigore del regolamento stesso, sono tenute ad attestare il possesso dei requisiti di accreditamento di cui all’allegato E: - di almeno il 40 per cento delle strutture organizzative funzionali entro centottanta giorni dall’entrata in vigore del regolamento; - di almeno un ulteriore 30 per cento entro i successivi duecentosettanta giorni; - della rimanente parte delle strutture organizzative funzionali entro il restante anno; Considerato altresì che il Regolamento di attuazione della legge regionale 5 agosto 2009 n. 51 di cui sopra è entrato in vigore il 29 dicembre 2010; Dato atto che il comma 4 dell’art. 46 della L.R. 51/09 prevede che la Giunta regionale garantisce la piena trasparenza e pubblicità delle informazioni rendendo accessibile, attraverso l’uso delle banche dati di cui al comma 2 del medesimo articolo ed in particolare: a) l’elenco delle strutture sanitarie e degli studi autorizzati e accreditati; b) i dati delle azioni di verifica; c) i dati di valutazione delle performance delle aziende sanitarie, con particolare riferimento a quelli relativi alla qualità e alla sicurezza delle cure; Attesa l’urgenza di dotarsi di un software per la rac 139 colta dati ed il calcolo degli indicatori relativi ai requisiti di accreditamento a supporto delle Aziende sanitarie per le attestazioni previste dalla L.R. 51/09; Considerato inoltre che tale applicativo dovrà integrarsi al sistema previsto per le performance aziendali e delle attività connesse al rischio clinico di cui alla D.G.R. n. 1203 del 21/12/2009; Ritenuto opportuno, alla luce di quanto sopra detto, avvalersi dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, attraverso il Laboratorio per le attività di studio e ricerca applicata, Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza dei Pazienti, per la predisposizione del software per il supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori relativi ai requisiti di accreditamento; Ritenuto opportuno prenotare a favore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi la somma di Euro 30.000,00.= sul capitolo 24043 del bilancio di previsione 2011 che presenta la necessaria disponibilità; Vista la legge regionale n. 66 del 29.12.2010 con la quale si approva il bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale 2011/2013; Vista la deliberazione Giunta regionale n. 5 del 10.01.2011 relativa all’approvazione del bilancio gestio nale 2011 e pluriennale 2011/2013 Vista la L.R. 23 aprile 2007, n. 23; A voti unanimi DELIBERA 1) di avvalersi, per le motivazioni espresse in narrativa, dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, attraverso il Laboratorio per le attività di studio e ricerca applicata, Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza dei Pazienti, per la predisposizione del software per il supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori relativi ai requisiti di accreditamento; 2) di stabilire che tale applicativo dovrà integrarsi al sistema previsto per la gestione delle performance aziendali e delle attività connesse al rischio clinico di cui alla D.G.R. n. 1203 del 21/12/2009; 3) di prenotare a favore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi la somma di Euro 30.000,00.= sul capitolo 24043 del bilancio di previsione 2011 che presenta la necessaria disponibilità; 4) di incaricare il competente Settore della Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale di 140 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 predisporre tutti gli atti necessari per l’attuazione di tale deliberazione. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. F) della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 250 Determinazione della quota annuale da destinare a progetti presentati dalle Associazioni di gestori delle scuole dell’infanzia paritarie private più rappresentative a livello regionale. LA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) e successive modifiche ed in particolare l’art. 7 che indica le finalità, i destinatari e le tipologie degli interventi per il diritto allo studio scolastico; Visto l’allegato 1) alla deliberazione del Consiglio regionale n. 93 del 20 settembre 2006 inerente il Piano di indirizzo generale integrato ex art 31 della L.R. 32/2002; Considerato che l’obiettivo specifico 1.2., Finalità operativa 1.2.a, Azione a.1 del Punto 2.1 - Le politiche per il diritto dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita- del suddetto Piano di indirizzo generale integrato prevede, al fine di promuovere la qualificazione dell’offerta formativa delle scuole dell’infanzia paritarie private, la possibilità di sostenere progetti presentati dalle associazioni di gestori delle scuole dell’infanzia paritarie private più rappresentative a livello regionale, e che la Giunta regionale determini annualmente la quota dei finanziamenti regionali da riservare a tale scopo; Ritenuto opportuno determinare nel 12,5% di € 2.400.000,00 corrispondente alla somma disponibile sui capitoli 61029 e 61313 del Bilancio Regionale anno 2011 destinata alle scuole dell’infanzia paritarie private, per un importo complessivo di Euro 300.000,00, la quota annuale da destinare per l’attuazione di progetti proposti dalle associazioni di gestori delle scuole dell’infanzia paritarie private più rappresentative a livello regionale finalizzati a costituire reti di scuole dell’infanzia, favorire l’attivazione di aggregazioni tra scuole, incentivare le funzioni di monitoraggio e di valutazione delle esperienze prodotte da parte delle diverse reti di scuole; A voti unanimi DELIBERA 1. di determinare la percentuale del 12,5% di € 2.400.000,00, somma disponibile sui capitoli 61029 e 61313 del Bilancio regionale anno 2011 destinata alle scuole dell’infanzia paritarie private, la quota annuale, corrispondente ad un importo complessivo di Euro 300.000,00 (trecentomila/00), da destinare al finanziamento di progetti proposti dalle associazioni di gestori delle scuole dell’infanzia paritarie private più rappresentative a livello regionale finalizzati a costituire reti di scuole dell’infanzia, favorire l’attivazione di aggregazioni tra scuole, incentivare le funzioni di monitoraggio e di valutazione delle esperienze prodotte da parte delle diverse reti di scuole. Il presente atto è pubblicato sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. f), della L.R. 23/2007 e sulla Banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R. n. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 252 Interventi per l’anno 2011 a sostegno dell’occupa zione: incentivi alle imprese per le assunzioni dei la voratori. LA GIUNTA REGIONALE Vista la L.R. 26 luglio 2002, n. 32 “Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro” ed il relativo Regolamento di esecuzione, emanato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale, n. 47/R, del 8.8.2003; Vista la Deliberazione del Consiglio Regionale 20.09.2006, n. 93 - Piano di indirizzo generale Integrato 2006-2010, di cui all’articolo 31 della L.R. 26 luglio 2002 n. 32; Visto il “Nuovo Patto per uno sviluppo qualificato e maggiori e migliori lavori in Toscana” sottoscritto dalla Regione Toscana il 30.03.2004; 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Visto il “Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Parti Sociali per iniziative a sostegno dell’occupazione”, firmato in data 13 aprile 2006; Vista la Delibera G.R. n. 398 del 29.05.2006 recante “Approvazione indirizzi per iniziative a sostegno dell’occupazione “, con la quale si approvano gli indirizzi per l’attuazione del “Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Parti Sociali per iniziative a sostegno dell’occupazione”; Preso atto della Delibera G.R. n. 123 del 19.02.2007 recante “Delibera G.R. 398/2006. Approvazione indirizzi per iniziative a sostegno dell’occupazione. Modifiche” con la quale si approvano gli indirizzi per l’attuazione del “Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Parti Sociali per iniziative a sostegno dell’occupazione”, che sostituiscono gli indirizzi di cui alla Delibera G.R. n. 398 del 29.05.2006; Preso atto della Delibera G.R. n. 660 del 17.09.2007 recante “Delibera G.R. 123/2007. Approvazione indirizzi per iniziative a sostegno dell’occupazione. Modifiche”; Vista la Delibera G.R. n. 303 del 21.04.2008 “Approvazione indirizzi per l’assunzione da parte di piccole e medie imprese di giovani laureati”; Vista la Delibera G.R. n. 885 del 12.10.2009 “ Misure di sostegno per i lavoratori a tempo determinato provenienti d’aziende colpite dal processo di crisi”; Vista la Delibera G.R. n. 321 del 15.03.2010 “Pac chetto anticrisi a sostegno dell’occupazione”; 141 Valutata, pertanto, l’opportunità e la necessità di definire una griglia di interventi anche per l’anno 2011, nell’ottica di quanto sopra specificato dando mandato, al contempo, agli uffici regionali competenti, di mettere a punto i dispositivi attuativi; Considerato che, gli interventi di cui alla sopra citata Delibera di G.R. n. 898 del 18.10.2010, volti a fronteggiare le condizioni di disagio dei lavoratori espulsi dai processi produttivi o a rischio di disoccupazione, sono da considerarsi parte delle azioni di intervento di cui alla presente Delibera; Tenuto conto, tra gli interventi inclusi nella Delibera di G.R. n. 822 del 20.09.2010 è prevista una linea d’intervento “Promozione di modalità organizzative che agevolino la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” finalizzata a dare sostegno a modalità di prestazione di lavoro e tipologie contrattuali facilitanti per l’occupazione femminile; Ritenuto opportuno, vista la linea di intervento sopra citata, ricondurre le assunzioni a tempo indeterminato part-time di donne disoccupate over 30, iscritte ai centri per l’Impiego delle Province della Toscana, di giovani laureate, dottorate e tirocinanti a tale azione; Valutata la necessità, altresì, di confermare anche per l’anno 2011 gli interventi di cui alla Delibera G.R. 885/2009, che prevede l’erogazione di un contributo per ogni proroga, della durata minima di 12 mesi, di contratti di lavoro a tempo determinato e/o trasformazioni di contratti di lavoro da co.pro a tempo determinato; Vista la Delibera G.R. n. 822 del 20.09.2010 ““Intesa sui criteri di ripartizione delle risorse, le finalità, le mo dalità attuative nonché il monitoraggio del sistema di interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, di cui al decreto del Ministro per le pari opportunità del 12 maggio 2009 inerente alla ripartizione delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per l’anno 2009”. Approvazione Programma attuativo e bozza di convenzione”; Ritenuto opportuno, alla luce di quanto sopra esposto, proseguire con tale misura di sostegno nell’anno in corso, dando la possibilità alle imprese di presentare richieste di contributo relative alle proroghe di contratti a tempo determinato e/o alla trasformazione dei contratti co.pro in contratti a tempo determinato nel periodo dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 mantenendo, al contempo, inalterati tutti gli altri requisiti di ammissibilità richiesti alle imprese dalla Delibera G.R. sopra citata; Vista la Delibera G.R. n. 898 del 18.10.2010 “Programma “Azioni di Sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale. Approvazione progetto esecutivo della Regione Toscana” e la successiva approvazione dell’Avviso pubblico del programma di cui sopra; Preso atto del parere favorevole della Commissione Regionale Permanente Tripartita espresso nella seduta del 3 marzo 2011; Preso atto che, le condizioni economiche che hanno determinato la pesante crisi del sistema produttivo toscano non sono venute a cessare ma continuano a provocare pesanti riflessi sul versante occupazionale; Ritenuto opportuno affidare, a far data dalla presente Delibera, agli uffici regionali competenti in materia, la gestione degli interventi così come sotto elencati confermando gli importi dei contributi da erogare all’aziende così come specificato nelle Delibere di G.R. n. 885/2009, n. 321/2010 e n. 898/2010: 1. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part 142 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 time) di donne over 30, disoccupate / inoccupate, iscritte ai centri per l’Impiego delle Province della Toscana; 2. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part time) di giovani laureati - Assunzione a tempo determinato (full time o part time) con contratti di durata di almeno 12 mesi; Assunzione a tempo indeterminato (full time o part time) lavoratori provenienti dalle liste di mobilità; 4. Contributo per l’inserimento lavorativo di soggetti prossimi alla pensione, in situazione di disoccupazione o mobilità non indennizzate o che siano comunque privi di ammortizzatori sociali; 5. Stabilizzazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, se effettuata almeno 4 mesi prima della scadenza del contratto a tempo determinato; 6. Assunzioni di soggetti svantaggiati, disoccupati o inoccupati iscritti ai centri per l’impiego così previsto dal programma “Azioni di Sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego; 7. Proroghe di contratti a tempo determinato e/o trasformazione dei contratti co.pro in contratti a tempo determinato; Ritenuto opportuno affidare, a far data dalla presente Delibera, agli uffici regionali competenti in materia, la gestione degli interventi così come sotto specificati: 8. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part time) di dottori di ricerca - Assunzione a tempo determinato di dottori di ricerca (full time o part time) con contratti di durata di almeno 12 mesi. Se entro il termine di scadenza del contratto a tempo determinato il lavoratore venisse stabilizzato, l’azienda potrà richiedere la differenza tra le due tipologie contributive: - € 6.500,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato full-time; - € 3.250,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato part-time; - € 3.250,00 per ogni assunzione con contratto a tempo determinato full-time; - € 2.200,00 per ogni assunzione con contratto a tempo determinato part-time; 9. Assunzioni a tempo indeterminato ( full-time/ parttime) di tirocinanti: - € 8.000,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato full-time; - € 4.000,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato part-time; Per gli interventi di cui alla presente Delibera G.R. si farà fronte con risorse regionali e statali a valere sul Bilancio 2011, tramite opportuna prenotazione d’impegno, riducendo a tal fine, sui capitoli n. 61240,61346,61348 le prenotazioni di impegno assunte con la Delibera di C.R. 93/2006, nonché con le risorse già assegnate e trasferite ad ARTEA per gli interventi di cui alla Delibera di G.R. 885/2009, secondo l’articolazione sotto specificata: - intervento n. 1: capitolo 61240 per € 800.000,00; - intervento n. 2 - 8 - 9: capitolo 61346 per € 400.000,00; - intervento n. 3 - 4 - 5 - 6 - 9: capitolo 61348 per € 2.400.000,00; - intervento n. 6: capitoli n. 61575 per € 3.000.000,00; - intervento n. 1 - 2 - 8 - 9: importo di € 500.000,00, che sono in corso di acquisizione nel bilancio regionale 2011 a seguito di assegnazione con decreto del Ministro per le pari opportunità del 12 maggio 2009 inerente alla ripartizione delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per l`anno 2009 e che verranno stanziati su capitolo di nuova istituzione mediante apposita variazione di bilancio in via am ministrativa; per il suddetto importo di € 500.000,00 l’assunzione degli impegni di spesa è subordinata all’esecutività della citata variazione di bilancio; - intervento n. 7: risorse già assegnate e trasferite ad ARTEA per € 978.800,00; Dato atto che i provvedimenti attuativi, ivi compresi quelli relativamente alla gestione delle risorse finanziarie degli interventi, saranno posti a carico alla Direzione Generale Competitività del Sistema Regionale e Sviluppo delle Competenze e, più precisamente, al Settore Lavo ro; Tutto ciò premesso; A voti unanimi DELIBERA a) di confermare, ai sensi della Delibera di G.R. n. 885/2009 - n. 321/2010 - n. 898/2010 a far data dalla presente Delibera, gli interventi di seguito specificati: 1. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part time) di donne over 30, disoccupate / inoccupate, iscritte ai centri per l’Impiego delle Province della Toscana; 2. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part time) di giovani laureati - Assunzione a tempo determinato di giovani laureati (full time o part time) con contratti di durata di almeno 12 mesi; 3. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part time) lavoratori provenienti dalle liste di mobilità; 4. Contributo per l’inserimento lavorativo di soggetti prossimi alla pensione, in situazione di disoccupazione o mobilità non indennizzate o che siano comunque privi di ammortizzatori sociali; 5. Stabilizzazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, se effettuata almeno 4 mesi prima della scadenza del contratto a tempo determinato; 6. Assunzioni di soggetti svantaggiati, disoccupati o inoccupati iscritti ai centri per l’impiego così previsto dal programma “Azioni di Sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego; 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 7. Proroghe di contratti a tempo determinato e/o tra sformazione dei contratti co.pro in contratti a tempo de terminato. b) Di approvare, a far data dalla presente Delibera, gli interventi sotto specificati: 8. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part time) di dottori di ricerca - Assunzione a tempo determinato di dottori di ricerca (full time o part time) con contratti di durata di almeno 12 mesi. Se entro il termine di scadenza del contratto a tempo determinato il lavoratore venisse stabilizzato, l’azienda potrà richiedere la differenza tra le due tipologie contributive: - € 6.500,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato full-time; - € 3.250,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato part-time; - € 3.250,00 per ogni assunzione con contratto a tempo determinato full-time; - € 2.200,00 per ogni assunzione con contratto a tempo determinato part-time; 9. Assunzioni a tempo indeterminato ( full-time/ parttime) di tirocinanti: - € 8.000,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato full-time; - € 4.000,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato part-time; c) di far fronte, per gli interventi di cui alla presente Delibera G.R., con risorse regionali e statali a valere sul Bilancio 2011, tramite opportuna prenotazione di impegno, riducendo a tal fine, sui capitoli n. 61240,61346,61348 le prenotazioni di impegno assunte con la Delibera di C.R. 93/2006, nonché con le risorse già assegnate e trasferite ad ARTEA per gli interventi di cui alla Delibera di G.R. 885/2009, secondo l’articolazione sotto specificata: - intervento n. 1: capitolo 61240 per € 800.000,00; - intervento n. 2 - 8 - 9: capitolo 61346 per € 400.000,00; - intervento n. 3 - 4 - 5 - 6 - 9: capitolo 61348 per € 2.400.000,00; - intervento n. 6: capitoli n. 61575 per € 3.000.000,00; - intervento n. 1 - 2 - 8 - 9: importo di € 500.000,00, che sono in corso di acquisizione nel bilancio regionale 2011 a seguito di assegnazione con decreto del Ministro per le pari opportunità del 12 maggio 2009 inerente alla ripartizione delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per l’anno 2009 e che verranno stanziati su capitolo di nuova istituzione mediante apposita variazione di bilancio in via amministrativa; per il suddetto importo di € 500.000,00 l’assunzione degli impegni di spesa è subordinata all’esecutività della citata variazione di bilancio; - intervento n. 7: risorse già assegnate e trasferite ad ARTEA per € 978.800,00; 143 d) di dar mandato al Settore Lavoro della Direzione Generale Competitività del Sistema Regionale e Sviluppo delle Competenze, l’attuazione del presente provvedimento. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T., ai sensi dell’art. 5 comma 1 lettera f) della L.R. 23/2007, e successive modifiche ed integrazioni, e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta Regionale, ai sensi dell’art. 18, comma 2 della medesima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 253 P.R.S.E. 2007-2010 linee di intervento 1.5 e 3.3 infrastrutture per lo sviluppo economico - assegnazione risorse al Fondo per le infrastrutture produttive. LA GIUNTA REGIONALE Visto il Piano regionale di sviluppo economico 2007-2010, le cui linee di intervento 1.5 (infrastrutture per il trasferimento tecnologico) e 3.3 (infrastrutture per i settori produttivi) prevedono il cofinanziamento di interventi connessi alla realizzazione di infrastrutture produttive a servizio del sistema delle imprese; Preso atto che per effetto dell’art. 104 comma 1 della L.R. 65/2010 (Legge finanziaria per il 2011), la validità del PRSE 2007-2010 è prorogata al 31.12.2011; Vista la propria deliberazione n. 924 del 19/10/2009 con la quale si è proceduto alla costituzione del “Fondo per le infrastrutture produttive” (d’ora innanzi Fondo) presso ARTEA con la prenotazione di complessivi euro 71.466.852,24; Vista la propria deliberazione n. 700 del 26/07/2010 con la quale si è proceduto alla integrazione del Fondo con la prenotazione di complessivi euro 6.965.491,00; Vista la propria deliberazione n. 117 del 28/02/2011 con la quale si è proceduto alla integrazione del Fondo con la prenotazione di complessivi euro 27.938.209,24; Considerato che sono in corso le procedure di valutazione dei progetti presentati a seguito: - del Bando per la “Riqualificazione ambientale di aree destinate ad insediamenti produttivi” - linea 3.3 del PRSE 2007/2010 e linea 1 del PIR 1.3 del PAR FAS 144 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 2007/2013 di cui al D.D. n. 964 del 09/03/10 per il quale necessitano risorse pari ad euro 22.366.392,18; - dell’Avviso per la manifestazione di interesse per il cofinanziamento di interventi finalizzati alla “razionalizzazione, riorganizzazione e potenziamento del sistema regionale del trasferimento tecnologico” linea 1.5 del PRSE 2007/2010 e linea di azione 1 del PIR 1.3 del PAR FAS 2007/2013 di cui al decreto n. 3840 del 28/07/2010 per il quale oltre alle risorse pari a 20 Meuro già previste nell’Avviso si renderanno necessarie ulteriori risorse pari a circa 15 Meuro per far fronte alle maggiori richieste pervenute; Considerato che per le problematiche legate al rispetto del patto di stabilità del Bilancio regionale si rende opportuno procedere all’impegno pluriennale di quota parte delle risorse necessarie per l’approvazione delle relative graduatorie; Vista la disponibilità esistente sul Bilancio pluriennale 2011-2013 sui capitoli 51457 e 51459 (annualità 20122013); Ritenuto opportuno procedere all’incremento delle disponibilità del “Fondo infrastrutture produttive” assumendo le seguenti prenotazioni specifiche per complessivi euro 15.429.376,00 sui capitoli di seguito indicati: - euro 2.714.698,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012); - euro 4.357.339,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013); - euro 4.000.000,00 sul capitolo 51459/ UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012); - euro 4.357.339,00 sul capitolo 51459/UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013); Vista la propria deliberazione n. 167 del 16.03.09 con la quale ARTEA viene individuata quale Organismo Intermedio per lo svolgimento delle attività di controllo e pagamento connesse alla gestione del PAR FAS; Vista la propria deliberazione n. 871 del 12.10.09 con la quale si affida ad ARTEA l’attività di controllo e pagamento connesse alla gestione del PAR FAS 20072013; Vista la propria deliberazione n. 1126 del 14 dicembre 2009 che approva lo Schema tipo di disciplinare per la definizione delle modalità di svolgimento delle attività di controllo e pagamento che ciascun responsabile di Linea d’azione/Azione intende affidare ad ARTEA; Visto il disciplinare tra Regione Toscana e ARTEA ed in particolare l’art. 10 approvato con Decreto n. 1610 del 12.04.2010 che definisce le modalità di svolgimento delle attività di controllo e pagamento per i progetti relativi alla linea di azione 1 del PIR 1.3 (FAS 2007-2013) e linea 1.5 e 3.3. del PRSE 2007-2010; Ritenuto che alla copertura finanziaria dei costi sostenuti da ARTEA per lo svolgimento delle attività inerenti la gestione del citato Fondo infrastrutture produttive si farà fronte con le risorse previste dall’assistenza tecnica del PAR FAS 2007/2013, secondo quanto previsto dalla DGR n. 871 del 12.10.2009; Vista la L.R. n. 66 del 29 dicembre 2010, relativa al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale 2011/2013; Vista la delibera della Giunta Regionale n. 5 del 10/01/2011 relativa all’approvazione del bilancio gestionale 2011 e pluriennale 2011 /2013; A voti unanimi DELIBERA 1. di approvare per le motivazioni espresse in narrativa, l’incremento della dotazione finanziaria del Fondo infrastrutture produttive costituito presso ARTEA destinando l’importo di euro 15.429.376,00 del bilancio pluriennale 2011 - 2013; 2. di assumere, per le finalità di cui al punto 1), le seguenti prenotazioni specifiche per complessivi euro 15.429.376,00 sui capitoli di seguito indicati: - euro 2.714.698,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012); - euro 4.000.000,00 sul capitolo 51459/ UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012); - euro 4.357.339,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013); - euro 4.357.339,00 sul capitolo 51459/UPB 514 del Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013); che presentano la necessaria disponibilità; 3. di dare atto che alla copertura finanziaria dei costi sostenuti da ARTEA per lo svolgimento delle attività inerenti la gestione del citato Fondo infrastrutture produttive si farà fronte con le risorse previste dall’assistenza tecnica del PAR FAS 2007/2013, secondo quanto previsto dalla DGR n. 871 del 12.10.2009; 4. di rinviare a successivi atti le ulteriori prenotazioni delle risorse che si renderanno in futuro disponibili. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 lett. f) della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2 della me desima L.R. 23/2007. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 256 Ricorso alla conferenza paritetica interistituzionale ai sensi dell’art. 25 della L.R. 1/2005 per il pronun ciamento sui possibili contrasti con il P.I.T. del piano strutturale del comune di Massa. LA GIUNTA REGIONALE Vista la legge regionale 3 gennaio n. 1 2005 Norme per il governo del territorio, e in particolare, gli articoli 24 e 25; Visto il Piano di indirizzo territoriale (PIT) approvato dal Consiglio regionale con delibera n. 723 del 28.07.2007 e la relativa implementazione paesaggistica adottata con delibera di Consiglio regionale n. 32 del 16.06.2009; Preso atto che: - il Comune di Massa ha adottato il piano strutturale con delibera di Consiglio comunale n. 32 del 07.04.2009; - la Regione Toscana ha presentato un’osservazione al suddetto piano strutturale; - il Comune di Massa con deliberazioni n. 54 del 28.10.2010 e n. 56 del 07.12.2010 ha controdedotto alle osservazioni presentate e con deliberazione n. 66 del 09.12.2010 ha approvato il piano strutturale ed ha quindi pubblicato l’avviso di approvazione sul B.U.R.T. del 09.02.2011; Preso atto che a seguito della pubblicazione sul B.U.R.T. dell’avviso di approvazione il piano strutturale è diventato efficace; Vista la nota istruttoria predisposta dal Settore Pianificazione del territorio della Direzione Generale delle politiche territoriali, ambientali e per la mobilità della Regione Toscana (allegato 1) dalla quale risulta che: - l’osservazione della Regione è stata accolta solo parzialmente; - persistono possibili elementi di contrasto con il PIT di alcune previsioni del piano strutturale; 145 Ritenuto di condividere i contenuti della nota istrut toria e pertanto di adire la Conferenza paritetica interisti tuzionale, ai sensi dell’articolo 25 della legge regionale n. 1/2005, in relazione alle previsioni ed ai profili di con trasto indicati nella nota stessa; Ritenuto opportuno che la Regione, prima della convocazione della Conferenza paritetica interistitu zionale, si renda disponibile ad incontrare l’Ammi nistrazione Comunale al fine di verificare la possibilità di dirimere le questioni di possibile contrasto con il PIT, evitando il prounciamento della Conferenza in merito al ricorso proposto dalla Regione stessa, A voti unanimi DELIBERA - di adire, ai sensi dell’articolo 25 della legge regionale n. 1/2005, la Conferenza paritetica interistituzionale affinché la stessa si pronunci sui possibili profili di contrasto con il PIT delle previsioni del piano strutturale del Comune di Massa approvato con delibera consiliare n. 66 del 09.12.2010, secondo quanto indicato nella nota istruttoria predisposta dal competente Settore regionale che forma parte integrante e sostanziale del presente atto a tutti gli effetti (allegato 1); - di stabilire che la Regione, prima della convocazione della Conferenza paritetica interistituzionale, si renda disponibile ad incontrare l’Amministrazione Comunale al fine di verificare la possibilità di dirimere le questioni di possibile contrasto con il PIT, evitando il pronunciamento della Conferenza in merito al ricorso proposto dalla Regione stessa. Il presente provvedimento è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. e sulla Banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi degli articoli 5 e 18 della legge regionale n. 23/2007 ed è comunicato al Sindaco del Comune di Massa ai sensi dell’articolo 25 della legge regionale 1/2005. Segreteria della Giunta Il Direttore Generale Antonio Davide Barretta SEGUE ALLEGATO 146 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 allegato 1 REGIONE TOSCANA Giunta Regionale DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE TERRITORIALI ED AMBIENTALI E PER LA MOBILITA’ Area di coordinamento Pianificazione territoriale e Paesaggio Settore Pianificazione del territorio Firenze 6 aprile 2011 Oggetto: Comune di Massa – Approvazione del Piano Strutturale di cui alla DCC n. 66 del 9.12.2010 Con delibera di CC n. 32 del 07/04/2009 il Comune di Massa ha adottato il Piano Strutturale. La Regione, in data 03/08/2009, prot. reg. 209244/N.60.20 ha inoltrato al Comune un’osservazione ai sensi dell’art. 17 della L.R. 1/05 riguardante in sintesi i seguenti aspetti: 1) dimensionamento della variante generale; 2) approfondimento della valutazione integrata; 3) aspetti di incongruenza cartografica; 4) coerenza dell’apparato disciplinare della variante alle disposizioni normative regionali vigenti in materia, con particolare riguardo alle direttive e prescrizioni del P.I.T. Sono state presentate in totale n.295 osservazioni; con Delibera di C.C. n. 54 del 28/10/2010, il Comune ha controdedotto alle osservazioni inoltrate di cui 20 accolte e 85 parzialmente accolte. Successivamente con Delibera di C.C. n. 56 del 01/12/2010, ha controdedotto all’osservazione inoltrata dall’Ufficio Pianificazione dell’Ente stesso. Con Delibera di D.C.C. n. 66 del 09/12/2010 il Comune di Massa ha approvato il Piano Strutturale ed ha pubblicato l’avviso di approvazione sul BURT del 09/02/2011 (scadenza gg. 60 il 10/04/2011). Con l’approvazione della variante, in seguito alle osservazioni presentate, il Comune apporta numerose modifiche al PS adottato e produce ulteriori elaborati: integrazioni geologico-idrauliche sulla perimetrazione delle aree da sottoporre a misure cautelari a seguito dei dissesti geomorfologici (ottobre/novembre 2010) dell’Autorità di Bacino, nota aggiuntiva alla relazione di sintesi al processo di valutazione integrata e due nuove cartografie riguardo“Le strategie dello sviluppo territoriale – La costruzione delle reti ecologiche”. Per quanto concerne le indagini integrative relative al rischio idraulico su alcuni areali, poiché esse incidono sul regime di trasformazione dei suoli, apportano modifiche al Q.C. e introducono nuovi elaborati, il Comune ha disposto che le stesse verranno sottoposte a ripubblicazione secondo il dispositivo della stessa delibera di approvazione del PS (DCC n. 66 del 09/12/2010). In via generale, si rileva un’oggettiva difficoltà di lettura degli elaborati relativi alle osservazioni e controdeduzioni, vista la complessità delle numerose ed anche, in taluni casi, sostanziali modifiche al PS adottato, al punto tale che sarebbe stato necessario verificare l’eventuale opportunità di sottoporre le stesse a ripubblicazione, analogamente a quanto disposto per le indagini integrative in merito al rischio idraulico. Sulla base del documento tecnico delle proposte di controdeduzioni, il Consiglio Comunale accoglie parzialmente l’osservazione regionale, la quale è articolata in numerosi punti distinti per articoli e argomento, ma le problematiche evidenziate aumentano per effetto delle modifiche apportate in sede di approvazione ed in particolare: - dimensionamento – emergono ulteriori incongruenze nella lettura dei dati riportati nei diversi elaborati approvati (quadro conoscitivo e quadro normativo-progettuale). In ogni caso tra il PS adottato e quello approvato, emergono incrementi del carico insediativo complessivo delle UTOE di circa il 60% per la residenza (mq.368.706 adottato, mq. 595.514), di circa il 50% per le funzioni turistico-ricettive ( posti letto 876 nell’adottato, posti letto 1338 nell’approvato). Mentre il dimensionamento delle funzioni produttive diminuisce a vantaggio del settore commerciale anche grande distribuzione derivante per lo più dal recupero ed incremento delle strutture esistenti. Fra queste spicca la previsione nell’UTOE 2 (zona industriale apuana) che prevede 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 147 l’inserimento in sede di approvazione di mq. 40.000 di SUL per le funzioni commerciali – direzionali - servizi, di cui mq. 10.000 di nuova edificazione. Il dimensionamento subisce inoltre modifiche anche per i Sistemi Territoriali e Sottosistemi, dove si riscontra un incremento generalizzato pari a circa il 66% per la funzione residenziale e pari a circa il 43% per la funzione commerciale/direzionale/servizi (tranne che per il Sottosistema del Candia), e un incremento della funzione turistica pari a circa il 23% nel Sistema Territoriale della Montagna. Infine, si segnala che nel dimensionamento dell’Utoe 4 (centro città), per la funzione commerciale/direzionale/servizi, non risulta la SUL relativa all’Ospedale Unico delle Apuane, che, nel caso convenzionato dall’adozione all’approvazione del P.S., dovrebbe essere riportata nelle quantità esistenti, portando così il dimensionamento ad una diminuzione pari a circa il 20%; - cartografia – sono state prodotte due nuove tavole sulle“Strategie dello sviluppo territoriale: la costruzione delle reti ecologiche” che introducono elementi innovativi (tracciati di corridoi ecologici ed ambiti territoriali interpretativi dell’uso del suolo rurale) che non risultano supportate da un effettivo quadro conoscitivo di riferimento né sono collegate ad un quadro normativo progettuale di PS; In relazione alle specifiche competenze regionali di verifica del PS approvato rispetto alla coerenza e compatibilità con le direttive, prescrizioni e salvaguardie del PIT vigente e dell’implementazione paesaggistica del PIT adottata, nel PS approvato continuano a persistere profili di possibile contrasto ed in particolare: 1. Il piano strutturale approvato non contiene esaustive valutazioni riguardo alla riconferma del dimensionamento della maggior parte delle previsioni pregresse non attuate dal PRG vigente. In particolare per effetto delle misure generali di salvaguardia del PIT, di cui all’art. 36, comma 1, le previsioni del vigente PRG soggette a piano attuativo, per le quali non sia stata stipulata la convenzione o non sia stata avviata la procedura espropriativa alla data di pubblicazione sul BURT dell’avviso di adozione del piano, sono attuabili in seguito ad esito favorevole della relativa Valutazione Integrata nel procedimento di formazione del P.S. L’art. 150 delle norme di PS (misure di salvaguardia) ammette numerose e consistenti varianti anticipatrici al RU, quindi le valutazioni previste dall’art. 36 del PIT a carico del PS si rendono ancor più necessarie. Il PS approvato non contiene peraltro neppure una disciplina strategica di riferimento per gli assetti insediativi delle varianti anticipatrici, rimandando ad un successivo “Progetto strategico dei luoghi e degli spazi della collettività”, che farà poi parte del Q.C. del RU. Le varianti anticipatrici che devono risultare coerenti e compatibili con il PIT per essere ricomprese fra quelle ammesse dalle salvaguardie del PS, riguardano in particolare: ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ le varianti urbanistiche necessarie alla realizzazione di opere pubbliche e/o all’incremento delle dotazioni di standard (impianti sportivi ed in particolare al progetto denominato “Cittadella dello Sport” e varianti e piani attuativi finalizzati alla realizzazione di edilizia pubblica o edilizia sociale, di iniziativa pubblica); le varianti urbanistiche necessarie al completamento, miglioramento e riqualificazione di aree soggette dal vigente PRG a strumenti urbanistici attuativi, anche modificandoli ove attuati, o riproponendoli ove necessario, ovvero finalizzate al superamento dell’obbligo del piano attuativo per aree in gran parte edificate ed urbanizzate; le varianti urbanistiche o i piani attuativi già adottati alla data del PS ed i relativi interventi purché compatibili con le disposizioni statutarie della disciplina del P.S., del P.I.T. e del P.T.C.; le varianti urbanistiche necessarie all’attuazione di piani o programmi assorbiti a tutti gli affetti dal P.S. quali elementi anticipatori del R.U., ( P.I.I. per la riqualificazione dei comparti territoriali della Stazione e del Frigido, il P.I.U.S.S. del centro città, le varianti al PRG finalizzate alla realizzazione dell’Ospedale Unico delle Apuane e quelle finalizzate al potenziamento dell’Ospedale Pediatrico Apuano, nonché al recupero ad alla valorizzazione dell’attuale Ospedale Civico di Massa e dei presidi sanitari e distretti socio-sanitari. Infine la variante urbanistica al PRG finalizzata alla realizzazione del Porto Turistico e dei servizi ad esso connessi, con la possibilità di ricomprendere, ove necessario per l’assetto funzionale dell’infrastruttura, compreso il recupero funzionale delle ex-colonie; le varianti urbanistiche al PRG finalizzate alla realizzazione o al recupero delle strutture ricettive alberghiere, delle ex colonie e dei campeggi, anche accompagnate da specifici piani attuativi di settore ove ritenuti necessari; la variante urbanistica al PRG finalizzata a dettare le norme concernenti gli interventi relativi all’uso del suolo e alla trasformazione del territorio, anche con l’eventuale superamento dell’obbligo del piano attuativo nella zona di Ronchi Poveromo; la variante urbanistica al PRG finalizzata al ridimensionamento e all’adattamento alle nuove esigenze urbanistiche, territoriali ed ambientali dell’intervento per la realizzazione del Centro Turistico Alberghiero di Ronchi Poveromo anche attraverso variante al Piano di Lottizzazione; la variante urbanistica al PRG della ZIA finalizzata al superamento del criterio d’insediamento basato sui codici ISTAT e/o per la riqualificazione e potenziamento delle attività produttive, prevedendo il solo divieto per nuovi insediamenti industriali ad alto impatto ambientale; le varianti necessarie alla valorizzazione e riqualificazione funzionale delle aree dei mercati pubblici; 148 ⋅ 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 le varianti finalizzate alla ridefinizione della destinazione d’uso di lotti di terreno in zona agricola ai fini dell’applicazione dei disposti di cui all’art. 12 del vigente PRG, per la realizzazioni di opere pubbliche o di pubblico interesse; Risulta infine evidente, al di là degli specifici elementi di possibile contrasto con il PIT, che il complesso quadro di tali varianti anticipatrici rischia di compromettere l’effettiva sostenibilità del quadro strategico unitario del piano strutturale sulle risorse territoriali, depotenziando peraltro l’effettiva valenza assegnata al regolamento urbanistico quale atto fondamentale di governo del territorio. 2. In merito alle ex colonie marine, si rileva una sostanziale modifica degli obbiettivi dettati dall’art. 122 del P.S. approvato, in quanto la riconversione parziale di tali strutture in residenze fa sì che sussistano profili di incompatibilità con i contenuti della scheda di paesaggio, Ambito 2, “MASSA” allegata al PIT che classifica le ex colonie quali elementi di valore storico-culturale, per le quali deve essere previsto il recupero, la valorizzazione e la riqualificazione. Gli atti della pianificazione territoriale devono contenere azioni prioritarie di identificazione degli ambiti di valore storico-testimoniale-documentale, il riuso dei manufatti per funzioni pubbliche produttive, innovative e di qualità legate alla didattica ed all’ospitalità turistica, anche al fine di conseguire un prolungamento della stagionalità. 3. In riferimento alle direttive e prescrizioni del PIT (artt. 21, 22, 23, 24, 25,26,27,28, 29, 35) non si rileva la presenza di una compiuta valutazione di sostenibilità degli incrementi dimensionali di UTOE, sistemi e subsistemi (vedi precedente paragrafo sul dimensionamento). In particolare si evidenzia la criticità del dimensionamento dell’Utoe 6 “Ronchi-Poveromo”, ( ambito costiero ad urbanizzazione diffusa con ancora vuoti caratterizzati da permanenze naturalistiche). 4. Le modifiche dimensionali apportate all’Utoe 2 “Zona Industriale Apuana” presentano profili di incompatibilità con le direttive di cui all’art. 18 “presenza industriale in toscana”e con le prescrizioni di cui all’art. 19 del PIT con particolare riferimento all’incremento delle funzioni commerciali (mq. 10.000 di nuova edificazione e mq. 30.000 da recupero) da riconversione di dimensionamenti produttivi residui del PRG vigente. 5. La variante anticipatrice elencata all’art. 150 delle norme di PS relativa a “P.I.I. per la riqualificazione del comparto territoriale della stazione e del Frigido” che prevede anche la possibilità di utilizzo dei tracciati ferroviari dismessi, presenta possibili profili di contrasto con le prescrizioni di cui all’art. 9, commi 5 e 6 del PIT, in quanto deve essere subordinata ad uno studio di fattibilità per altre destinazioni d’uso ed eventualmente attuata mediante accordo di pianificazione. 6. Ai sensi dell’art. 9 della Disciplina del Masterplan "La rete dei porti toscani" e degli indirizzi operativi del protocollo d'intesa sottoscritto il 10 luglio 2008 tra Autorità Portuale, comuni di Carrara e Massa, Provincia e Regione si prevede il ricorso all’accordo di pianificazione (Art.21 della LR 1/2005) sia per la definizione del PRP del porto commerciale, sia per quanto concerne le previsioni del nuovo porto turistico del Lavello. L’art. 122 delle norme di PS definisce la disciplina del Porto specificando che l’adeguamento degli strumenti potrà avvenire anche tramite accordo di pianificazione, mentre il ricorso alla procedura dell’accordo deve essere obbligatorio. Inoltre i possibili elementi di contrasto con il PIT sono rafforzati dalla possibilità ammessa nelle salvaguardie di PS all’art. 150 sopracitato, di procedere attraverso una variante anticipatrice per il porto turistico. RSM Il responsabile del settore Arch. Maria Clelia Mele 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 CONSIGLIO REGIONALE UFFICIO DI PRESIDENZA - Deliberazioni DELIBERAZIONE 1 febbraio 2011, n. 15 Indirizzi in ordine all’Organismo indipendente di valutazione per la struttura consiliare. L’UFFICIO DI PRESIDENZA Viste le norme che definiscono le competenze dell’Uf ficio di presidenza ed in particolare: - l’articolo 15 dello Statuto; - la legge regionale 5 febbraio 2008, n. 4 (Autonomia dell’Assemblea legislativa regionale); - la legge regionale 8 gennaio 2009, n. 1 (Testo uni co in materia di organizzazione e ordinamento del per sonale); - l’articolo 11 del regolamento interno 27 gennaio 2010, n. 12 (Regolamento interno dell’Assemblea legi slativa regionale); - il regolamento interno 11 novembre 2008, n. 7 (Re golamento interno di organizzazione del Consiglio re gionale); - l’articolo 2 del regolamento interno 20 luglio 2004, n. 5 (Regolamento interno di amministrazione e con tabilità (RIAC); Visto l’articolo 13, commi 2 quater e 2 quinques della legge regionale 5 febbraio 2008, n. 4 (Autonomia dell’Assemblea legislativa regionale), come modificata dalla l.r. 59/2010, in ordine alla possibilità che l’Ufficio di presidenza possa deliberare il conferimento di incarichi di consulenza e di prestazioni libero professionali ad esperti e professionisti di idonee e comprovate esperienze rispetto all’incarico da ricoprire, disciplinando le modalità ed i criteri; Richiamata la propria deliberazione 22 aprile 2008, n. 42 (Direttiva in materia di incarichi per il Consiglio regionale, a seguito della legge finanziaria 2008), nella quale sono definiti criteri e procedure per l’attribuzione degli incarichi; Visto l’articolo 15 ter della stessa legge regionale 4/2008, che dispone in ordine alla valutazione del personale del Consiglio regionale, da effettuarsi avvalendosi di un organismo indipendente di valutazione e che tale organismo possa essere costituito da parte dell’Ufficio di presidenza d’intesa con la Giunta regionale oppure in modo autonomo. In questo caso, l’organismo può essere composto da uno o tre membri esterni all’amministrazione dotati di elevata professionalità e di pluriennale esperienza in materia di valutazione, con particolare riferimento al settore pubblico. 149 Rilevato inoltre che spetta all’Ufficio di presidenza deliberare i compiti, le modalità di funzionamento e l’indennità da corrispondere ai componenti nell’ambito delle risorse già stanziate per il finanziamento complessivo della struttura regionale; Visto l’articolo 14 sexies “Organismo indipendente di valutazione” del regolamento interno del Consiglio regionale 11 novembre 2008, n. 7 (Regolamento interno di organizzazione del Consiglio regionale), come modificato dal regolamento interno del Consiglio regionale 14/2010, con il quale sono definite per il suddetto organismo: le funzioni, l’articolazione organizzativa consiliare di supporto, le caratteristiche, le competenze ed i titoli dei componenti, e, nel caso in cui sia costituito un organismo autonomo consiliare, le modalità di costituzione, le incompatibilità, la durata, le modalità dell’eventuale revoca, l’indennità da determinarsi da parte dell’Ufficio di presidenza; Ritenuto di assumere, in relazione all’organismo indipendente di valutazione, i seguenti indirizzi per il previsto confronto sindacale: a) costituire un organismo indipendente di valutazione autonomo per il personale consiliare, in considerazione delle peculiarità organizzative e funzionali della struttu ra; b) prevedere un organismo composto da tre membri, in ragione della complessità e della eterogeneità delle competenze e delle prestazioni da considerare nell’ambito del nuovo sistema di valutazione; c) fare puntuale rinvio alle vigenti disposizioni regolamentari per la definizione dei compiti, delle modalità di funzionamento, dei requisiti e delle incompatibilità dell’organismo e dei suoi componenti; d) richiedere ai membri dell’organismo l’esclusività nell’ambito del territorio regionale in relazione alla prestazione richiesta, considerate le indicazioni della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche costituita in attuazione del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (delibere CIVIT 4/2010 e 121/2010); e) individuare nel settore organizzazione e personale la struttura interna di supporto all’organismo, tenuto conto delle competenze ad essa attribuite in materia di programmazione, valutazione, monitoraggio e verifica dei risultati, e di controllo di gestione; f) individuare per ciascun componente dell’organismo una indennità annua procapite lorda onnicomprensiva (rimborsi spese, IVA, IRAP, contributi previdenziali ed eventuali oneri aggiuntivi se dovuti), di € 10.000,00; g) di procedere all’attribuzione dell’incarico di componente dell’organismo indipendente di valuta zione, previa individuazione mediante avviso pubblico dei candidati idonei sulla base della normativa prece dentemente richiamata e previa verifica del percorso 150 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 formativo, del curriculum professionale e di un eventuale colloquio finalizzato alla valutazione del livello di esperienza e capacità dei singoli interessati; Considerate le economie derivanti dal processo di riorganizzazione della struttura consiliare (come definita da ultimo dalla deliberazione UP 11 gennaio 2011, n. 5 e dal decreto del segretario generale 31 gennaio 2011, n. 6), cui consegue la riduzione delle direzioni di area e dei settori, dalla riduzione complessiva della dotazione organica da 316 a 310 unità (deliberazione UP 25 gennaio 2011, n. 10), comprensiva della riduzione del numero delle posizioni dirigenziali da 22 a 21 unità (deliberazione UP 19 ottobre 2010, n. 77), ed evidenziato che la gestione delle spese concernenti le strutture dirigenziali ed il personale è affidata agli uffici della Giunta regionale ed è conseguentemente computata nell’ambito delle risorse stanziate per il finanziamento complessivo della struttura regionale; Ritenuto, infine, di dare mandato, una volta espletata la prevista fase di contrattazione con le organizzazioni sindacali, al dirigente competente in materia di personale di attivare le procedure volte all’individuazione dei candidati idonei ad essere incaricati in qualità di componenti dell’organismo indipendente di valutazione mediante avviso pubblico, tenuto conto di quanto previsto dalla deliberazione Ufficio di presidenza 22 aprile 2008, n. 42 (Direttiva in materia di incarichi per il Consiglio regionale, a seguito della legge finanziaria 2008); del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150 (delibere CIVIT 4/2010 e 121/2010); e) individuare nel settore organizzazione e personale la struttura interna di supporto all’organismo, tenuto conto delle competenze ad essa attribuite in materia di programmazione, valutazione, monitoraggio e verifica dei risultati, e di controllo di gestione; f) individuare per ciascun componente dell’organismo una indennità annua procapite lorda onnicomprensiva (rimborsi spese, IVA, IRAP, contributi previdenziali ed eventuali oneri aggiuntivi se dovuti), di € 10.000,00; g) di procedere successivamente all’attribuzione degli incarichi di componente dell’organismo indipendente di valutazione del Consiglio regionale, tra i candidati idonei individuati mediante l’avviso di cui al punto precedente, previa verifica del percorso formativo, del curriculum professionale e di un eventuale colloquio finalizzato alla valutazione del livello di esperienza e capacità dei singoli interessati. Il presente atto è pubblicato integralmente sul Bollet tino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della l.r. 23/2007 e nella banca dati degli atti del Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 2, della medesima l.r. 23/2007. Il Presidente Alberto Monaci Il Segretario Alessandro Mazzetti A voti unanimi DELIBERA 1) di assumere, in relazione all’organismo indipendente di valutazione, i seguenti indirizzi per la prevista fase di contrattazione con le organizzazioni sindacali: a) costituire un organismo indipendente di valutazione autonomo per il personale consiliare, in considerazione delle peculiarità organizzative e funzionali della struttu ra; b) prevedere un organismo composto da tre membri, in Regione della complessità e della eterogeneità delle competenze e delle prestazioni da considerare nell’ambito del nuovo sistema di valutazione; c) fare puntuale rinvio alle vigenti disposizioni regolamentari per la definizione dei compiti, delle modalità di funzionamento, dei requisiti e delle incompatibilità dell’organismo e dei suoi componenti; d) richiedere ai membri dell’organismo l’esclusività nell’ambito del territorio regionale in relazione alla pre stazione richiesta, considerate le indicazioni della Com missione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche costituita in attuazione GIUNTA REGIONALE DIRIGENZA - Decreti Direzione Generale Organizzazione e Risorse DECRETO 5 aprile 2011, n. 1236 certificato il 07-04-2011 Piano Occupazionale della Giunta regionale anno 2011 dirigenti e categorie - periodo 1 gennaio 2011/1 gennaio 2012. IL DIRETTORE GENERALE Vista la legge regionale 8 gennaio 2009, n. 1 ed in particolare l’articolo 7 relativo alle funzioni del Direttore generale; Preso atto della deliberazione della Giunta regionale n. 602 del 14 giugno 2010, così come modificata dalla deliberazione n. 734 del 2 agosto 2010, con le quali sono state individuate le Direzioni generali e le Aree di 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 coordinamento di propria competenza e ne sono state de finite le competenze; Richiamato il decreto n. 103 del 21 giugno 2010 con il quale alla sottoscritta, a decorrere dal 15 luglio 2010, è stato conferito l’incarico di Direttore generale della Direzione Generale Organizzazione e Risorse; Preso atto del decreto n. 5145 del 21 ottobre 2010 avente per oggetto “Assetto organizzativo della Direzione generale Organizzazione e Risorse” Visto l’articolo 23 della legge regionale 8 gennaio 2009, n. 1, in materia di programmazione del fabbisogno di personale il quale prevede che con propria deliberazione la Giunta regionale per ogni Legislatura determina gli indirizzi per la programmazione del fabbisogno di personale e il direttore generale competente in materia di personale provvede, di norma annualmente, alla determinazione del fabbisogno di personale previa comunicazione al CTD; Visto la Delibera della Giunta regionale n. 176 del 28 marzo 2011 che fissa le linee di indirizzo per la programmazione del fabbisogno di personale per la Legislatura 2010/2015, che determina le modalità per le assunzioni e che incarica la Direzione Generale Organizzazione e Risorse alla definizione del Piano occupazionale annuale; Considerato necessario, al fine di mantenere l’ottimale funzionamento delle Direzioni Generali, prevedere che queste potranno coprire fino al 50% (con arrotondamento all’unità superiore) dei posti non coperti con mobilità interna o compensare trasferimenti in uscita non sostituiti da trasferimenti in entrata mediante il reclutamento con procedure di mobilità dall’esterno, di cui all’allegata tabella A; Ritenuto in ogni caso che il numero dei posti ricopribili con mobilità esterna, per concorso o per scorrimento di graduatorie non può superare complessivamente n. 55 unità nell’anno 2011 a cui si aggiungono n. 2 unità per le funzioni aggiuntive relative all’Ufficio di gestione dei mondiali di ciclismo anno 2013; 151 Considerato che nel periodo 1 gennaio 2011 - 1 gennaio 2012 per la Giunta regionale cesseranno dal servizio sulla base dei dati in possesso dell’Amministrazione n. 23 dirigenti, 54 unità di categoria D, 26 unità di categoria C e 13 unità di categoria B per un totale di 116 unità; Dato atto che il reclutamento del personale della Giunta regionale definito con il presente decreto avverrà con graduale distribuzione nel corso dell’anno compatibilmente alle cessazioni del personale a tempo indeterminato; DECRETA 1. di approvare, per i motivi di cui in narrativa, il Piano occupazionale della qualifica dirigenziale e delle Categorie per l’anno 2011 (1 gennaio 2011 - 1 gennaio 2012) per la copertura dei posti così come determinati nell’allegata tabella A che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 2. di disporre che le Direzioni Generali possano coprire fino al 50% dei posti non coperti con mobilità interna o compensare i trasferimenti in uscita non sostituiti da trasferimenti in entrata (con arrotondamento all’unità superiore), mediante il reclutamento con procedure di mobilità dall’esterno, di cui all’allegata tabella A; 3. di determinare che il numero dei posti ricopribili con mobilità esterna, per concorso o per scorrimento di graduatorie non può superare complessivamente le 55 unità nel periodo 1 gennaio 2011 - 1 gennaio 2012, a cui si aggiungono, per funzioni aggiuntive 2 unità relative all’Ufficio di gestione dei mondiali di ciclismo anno 2013. Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’articolo 5, comma 1 lett. e) della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’articolo 28, comma 2 della medesima L.R. 23/2007. Il Direttore Generale Carla Donati SEGUE ALLEGATO 152 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALLEGATO A PIANO OCCUPAZIONALE ANNO 2011 Giunta regionale numero posti del Piano occupazionale Direzioni Generali B PRESIDENZA DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE TOTALE 0 PRESIDENZA Ufficio di Gestione dei Mondiali di Ciclismo TOTALE 0 9 1 1 Dir 4 2 1 Dir / 1 C 6 2 6 1 9 5 4D/1C 4 3 1D/2C 6 3 1D/2C 15 7 6 1 Dir / 5 D 1D/5C 1C 2 1D/1C 15 19 9 4 1 Dir / 4 D 1D/3C 4C 6 2 Dir / 3 D 1C 19 1 2 7 8 1 1 1 3 1 1D 5 7 1 13 2 2C 11 1 Dir / 6 D 4C 27 31 8 66 23 29 numero posti funzioni aggiuntive B 3 1C/2D Totale fabbisogno Funzioni aggiuntive anno 2011 Direzioni Generali 1 1Dir DIR 8 ORGANIZZAZIONE E RISORSE Totale reclutamento D 7 POLITICHE TERRITORIALI, AMBIENTALI E PER LA MOBILITA' Concorso e Scorrimento graduatorie C 3 COMPETITIVITA' DEL SISTEMA REGIONALE E SVILUPPO DELLE COMPETENZE Mobiità esterna Mobilità interna 2 AVVOCATURA Modalità di reclutamento C D 0 2 2 13 14 66 Modalità di reclutamento DIR Totale fabbisogno Mobilità interna 0 2 2 1 1D 1 Mobiità esterna 1 1D 1 Concorso e Scorrimento graduatorie Totale reclutamento 2 2 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ALTRI AVVISI ACQUA MINERALE SAN BENEDETTO S.p.A. Avviso al pubblico di istanza di avvio del proce dimento di verifica di assoggettabilità alla procedura di V.I.A. (art. 48 L.R. n. 10/2010 e ss.mm.ii.) inerente le attività di ricerca da svolgersi durante il permesso di ricerca per acqua minerale denominato “CincianoSan Benedetto”, sito in località Cinciano, nel comune di Poggibonsi (SI). Ai sensi e per gli effetti dell’art. 48 c. 4 della L.R. n. 10/2010 e ss.mm.ii., la società Acqua minerale San Benedetto S.p.A., con sede legale in viale Kennedy n. 65, 30037 Comune di Scorzè (VE), in qualità di “Proponente” dell’opera in progetto, 153 tutela dell’ambiente della Toscana Centrale, via G. Verdi 16, 50122 Firenze. Come previsto all’art. 48 c. 5 della L.R. n. 10/2010 e ss.mm.ii., la documentazione sarà pubblicata infine anche sul sito web della Regione Toscana a cura della stessa. Tali documenti sono consultabili presso gli uffici suddetti entro il termine di 45 (quarantacinque) giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso sul B.U.R.T. e dalla data di affissione all’albo pretorio comunale, per la presentazione in forma scritta di eventuali osservazioni o memorie da far pervenire presso la direzione Generale Presidenza, Area di Coordinamento Programmazione e controllo - Settore Valutazione di Impatto Ambientale, sito in via Bardazzi 19, 50127 Firenze. Il Proponente Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. RENDE NOTO CHE il giorno 14/04/2011 ha depositato presso l’Autorità competente - Regione Toscana-Direzione Generale Presidenza, Area di Coordinamento Programmazione e controllo - Settore Valutazione di Impatto Ambientale, sito in via Bardazzi 19, 50127 Firenze - la richiesta di verifica di assoggettabilità alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in merito al progetto avente come oggetto:”Attività di ricerca da svolgersi durante il Permesso di ricerca per acqua minerale denominato “Cinciano-San Benedetto”, sito in località Cinciano, nel Comune di Poggibonsi (SI)”. Il progetto ha l’obiettivo di avviare una fase preliminare di ricerca finalizzata all’individuazione di aree idonee alla realizzazione di eventuali opere di captazione delle acque di falda, che abbiano le stesse caratteristiche chimico-fisiche peculiari delle acque che alimentano i vecchi pozzi di Cinciano. Il progetto rientra tra quelli elencati nell’allegato B1 p.to a) della L.R. n.10/2010 e ss.mm.ii., e pertanto è soggetto a verifica di assoggettabilità alla V.I.A. di competenza regionale. Rende altresì noto che copia integrale della documentazione è stata contestualmente depositata per la consultazione presso: - Provincia di Siena, P.zza Duomo 9, 53100 Siena - Comune di Poggibonsi, P.zza Cavour 2, 53036 Poggibonsi (SI) - ARPAT - Dip.Siena, loc. Ruffolo, 53100 Siena - Azienda U.S.L. n. 7 -Zona Alta Valdelsa, via della Costituzione 30, 53036 Poggibonsi (SI) - Soprintendenza per i beni Architettonici e per il paesaggio, per le Province di Siena e Grosseto, via di città 138, 53100 Siena - Autorità di Bacino del Fiume Arno, via dei Servi 15, 50100 Firenze - Consorzio di Bonifica per la difesa del suolo e la RIMA S. S.n.c. Avviso al pubblico dell’istanza di avvio della procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. ai sensi della L.R. 10/2010 e ss.mm.ii. del progetto di coltivazione di una cava di inerti nel Comune di La terina (Ar). IL PROPONENTE RIMA S. S.n.c., con sede legale in Laterina (AR) Via Nazionale, 260, RENDE NOTO che in data 12 aprile 2011 stato consegnato al Comune di Laterina (Ar), quale autorità competente per il rilascio dell’autorizzazione e all’ARPAT Servizio Locale Valdarno, all’A.U.S.L. n. 8 Arezzo e alla Provincia di Arezzo, lo Studio preliminare ambientale per la procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale relativo al progetto di coltivazione e recupero ambientale di una cava di inerti. Oggetto e localizzazione: la richiesta riguarda il progetto di coltivazione e recupero ambientale di una cava di inerti da realizzarsi in località Latereto nel territorio del Comune di Laterina (Provincia di Arezzo). L’area di cava ha una superficie di 1,46 ha e insiste in una zona non soggetta a vincoli. Deposito degli atti e loro consultazione: gli atti sono stati depositati nella loro interezza presso il Comune di Laterina (Ar) presso la sede di Via Trento, 21 in Laterina. Gli atti possono essere visionati presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Laterina in Via Trento n. 21, in orario di 154 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 apertura al pubblico nei giorni di martedì e sabato dalle ore 9.00 alle 12.00. Pubblicazione ed osservazioni: della richiesta verrà data pubblicità mediante l’affissione del presente avviso anche all’Albo Pretorio del Comune di Laterina (AR). Entro 45 (quarantacinque) giorni dalla data della presente pubblicazione, e dunque entro il giorno 4 giugno 2011, chiunque abbia interesse può far pervenire le proprie osservazioni al Comune di Laterina (Ar) Via Tento, 21 52020 Laterina (Ar). Il Proponente Rima S. s.n.c. SUPERLATIVA S.a.s. di Hu Sichao & C. Avviso di deposito domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale presso l’autorità competente per la consultazione da parte dei soggetti interessati. La Società Superlativa S.a.s. di Hu Sichao & C. con sede legale in Via Pistoiese n.92, 59100 - Prato (PO) e con stabilimento produttivo in Via Geminiano Inghirami 15, 59100 - Prato (PO) AVVISA CHE il Sig. Hu Sichao, in qualità di legale rappresentante ed in linea con quanto disciplinato dal D.Lgs 152/06, ha depositato domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale presso l’autorità competente per la consultazione da parte dei soggetti interessati. RENDE NOTO CHE i soggetti interessati possono prendere visione della domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale presso la Provincia di Prato, Servizio Ambiente ed Energia, Via B. Cairoli, 25 - 59100 - Prato (PO). I documenti, gli elaborati e gli atti inerenti la domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale sono depositati anche presso la Società di Consulenza Kairos S.r.l. con sede in Via delle Sacca n. 88 - 59100 - Prato (PO) e sono disponibili per la consultazione del pubblico previo appuntamento telefonico al 0574 964938. Ai sensi dell’art. 29 quater, comma 4, del D.Lgs. 152/2006 i soggetti interessati possono presentare in forma scritta osservazioni sulla domanda in questione, indirizzandoli all’ufficio provinciale sopra indicato entro 30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione del presente annuncio. In fede Sig. Hu Sichao 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 SEZIONE II - Deliberazioni COMUNE DI PONTEDERA (Pisa) DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 22 Variante al Regolamento Urbanistico per modifiche di modesta entità - recepimento nuovo assetto del P.A.I. del fiume Arno - recepimento norme trasporto gas - aggiornamento N.T.A. - approvazione ai sensi degli artt. 17 e 18 della l.r. n. 1/2005. IL CONSIGLIO COMUNALE Omissis DELIBERA 1. Di accogliere ovvero respingere, secondo i contenu ti espressi nelle controdeduzioni riportate nella relazione del responsabile dell’U.O. Pianificazione urbanistica, Ambiente e Protezione Civile, allegata quale parte integrale e sostanzaiale sotto la lettera “A”; 2. Di approvare, ai sensi degli articoli 17 e 18 della L.R. n. 1/2005, la variante allo strumento urbanistico generale vigente mediante modifica del regolamento urbanistico per: a. il recepimento del P.A.I. come aggiornato e approvato dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Arno con decreto n. 5 del 29 gennaio 2009; b. il recepimento del D.M. 24 novembre 1984 sulle norme di sicurezza per il trasporto di gas naturale in particolare per quella parte che regola la coesistenza dei metanodotti nell’ambito di tessuti urbani; c. realizzare la “stazione ecologica” della città in località Pietroconti; d. introdurre modifiche di lieve entità allo zoning in alcune parti eterogenee del territorio; e. introdurre aggiornamenti alle N.T.A. complessivamente, composto dagli elaborati allegati alla delibera n. 80/2010 di adozione in parte sostituiti da quelli di seguito elencati in relazione alle osservazioni accolte e agli ulteriori perfezionamenti introdotti: - Relazione del Responsabile del Procedimento ai sensi dell’art. 16 della L.R. n. 1/2005; - Tav. 2 Carta dei vincoliscala 1:10.000; - Tav. 3a Ind. Cartogr. zone omogenee - Territorio comunale ovest scala 1:5.000; - Tav. 3b Ind. Cartogr. Zone omogenee - Territorio comunale centro scala 1:5.000; - Tav. 3c Ind. Cartogr. zone omogenee - Territorio comunale est scala 1:5.000; 155 - Tav. 4a Ind. Cartogr. Zone omogenee - Pontedera est scala 1:2.000; - Tav. 4c Ind. Cartogr. zone omogenee - Pontedera ovest - Zona produttiva nord scala 1:2.000; - Tav. 4m Ind. Cartogr. zone omogenee - La Bianca Pietroconti scala 1:2.000; - Tav. 4r Ind. Cartogr. zone omogenee - Montecastello scala 1:2.000; - Tav. 6 Norme Tecniche di Attuazione; - Tav. 6A Edifici e/o comparti soggetti a particolari interventi di trasformazione edilizia e/o urbanistica; - Tav. 6B Comparti edilizi di particolare valore ambientale e/o urbanistico; costituenti, insieme a quelli elencati nell’atto di adozione e non qui sostituiti, il complesso degli elaborati necessari e sufficienti a rappresentare le modifiche in parola, significando che gli elaborati completi del P.A.I. del Fiume Arno sono consultabili anche in web agli indirizzi www.adbarno.it/rep/gds/pai_pi10k.zip (per la cartografia in scala 1:10.000 e www.adbarno.it/rep/gds/ pai_pi25k.zip (per la cartografia in scala 1:25.000); 3. Di dare mandato al Dirigente del 1° Settore di porre in essere tutti gli atti gestionali necessari per dare esecuzione al presente provvedimento e di incaricare lo “Staff Sindaco e supporto agli organi” di comunicare l’avvenuta approvazione del presente atto al 2° Settore “Lavori Pubblici” e al 3° Settore “Gestione Servizi e Progettazione”. Omissis Il Dirigente del 1° Settore Urbanistica Massimo Parrini COMUNE DI PONTEDERA (Pisa) DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 23 Piano di Recupero con variante al Regolamento Urbanistico per la realizzazione di 4 UU.II. a destinazione residenziale a Montecastello in fregio alla via delle Colombaie - U.T.O.E. 2B2 Montecastello residenziale - approvazione ai sensi degli artt. 15 e seguenti e artt. 69 e 73 della l.r. n. 1/2005. IL CONSIGLIO COMUNALE Omissis DELIBERA 1. Di prendere atto dei contributi e accogliere parzialmente, per le motivazioni contenute nella relazione illustrativa del Responsabile U.O. Pianificazione 156 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Urbanistica, Ambiente e Protezione Civile, allegata quale parte integrante e sostanziale alla presente sotto la lettera “A”, le osservazioni avanzate dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pisa nella parte concernente la coerenza tra capacità edificabile sancita dalla norma generale e quella della scheda-norma A57, respingendo gi altri rilievi mossi; 2. Di approvare, quindi e ai sensi degli articoli 65, 67, 68, 69 e 73 della L.R. n. 1/2005, il progetto di piano di recupero in area posta in fregio alla via di Colombaia, frazione Montecastello, costituenti un insieme sistematico di opere finalizzate alla edificazione di una superficie utile lorda di 246,40 m2 a destinazione residenziale con relativi opere di urbanizzazione per servizi e sottoservizi e sistemazione della strada prospiciente, secondo gli elaborati allegati alla delibera n. 81/2010 di adozione; 3. Di prendere atto, altresì, che la relativa variante al regolamento urbanistico è inserita nel quadro della più ampia sua variante approvata con deliberazione consiliare n. 22/2011; 4. Di dare mandato al Dirigente del 1° Settore di porre in essere tutti gli atti gestionali necessari per dare esecuzione al presente provvedimento, e di incaricare l’Ufficio “Staff Sindaco e supporto agli organi” di comunicare l’avvenuta approvazione del presente atto al 2° Settore e al 3° Settore. Il Dirigente del 1° Settore Urbanistica Massimo Parrini COMUNE DI SINALUNGA (Siena) DELIBERAZIONE 4 febbraio 2011, n. 5 Variante nr. 1 Piano Attuativo “Porticciolo 2”, a suo tempio approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale nr. 67 del 20.09.2005, per la realizzazione edificio con destinazione “D2”. Adozione ai sensi dell’art. 69 della L.R. 1/2005. IL CONSIGLIO COMUNALE Omissis DELIBERA 1) approvare la premessa del presente atto che forma parte integrante e sostanziale del medesimo; 34 34 Particella 2682 ex 2558 827 2684 ex 2562 828 2693 ex 2683 ex 2562 ex 828 3) adottare la Variante al Piano di Lottizzazione “Porticciolo 2” approvato con Delibera di Consiglio Comunale nr. 67 del 20.09.2005, presentata dalla ditta Bruni G. e I. s.r.l. in data 18.06.2010 prot. 13296, così come meglio rappresentato dagli elaborati descritti in premessa ed allegati alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale; 4) trasmettere per opportuna conoscenza il presente atto al Garante della Comunicazione, affinché possa provvedere a quanto previsto dagli artt. 19 e 20 della L.R. 1/2005; 5) incaricare il Responsabile dell’Area Funzionale Governo del Territorio in merito ai successivi adempimenti previsti dall’art. 69 della L.R. 1/2005. Il Responsabile dell’Area Funzionale Governo del Territorio Luca Lunghini - Decreti COMUNE DI LIVORNO DECRETO 11 aprile 2011, prot. n. 1225 Omissis Fg 34 2) approvare l’allegata relazione-proposta di delibe razione dell’Area Funzionale Governo Territorio/ U.O. Urbanistica ed Edilizia Privata in dat 3/02/2011, che forma parte integrante e sostanziale del presente atto; Procedure espropriative correlate alle opere di urbanizzazione del Piano Particolareggiato U.T.O.E. 4C17 “SALVIANO 2” di cui al decreto di occupazione d urgenza n. 1506 del 21.4.2009. Decreto di esproprio degli immobili del Demanio dello Stato Fg. 34 Part. 2682, Fg. 34 Part. 2684, Fg. 34 Part. 2693. LA DIRIGENTE Omissis DECRETA Per le ragioni di fatto e di diritto espresse in premessa e qui integralmente richiamate a motivazione del provvedimento: 1. è disposta a favore del Comune di Livorno, con sede in Piazza del Municipio n.1, C.F. 00104330493, l’espropriazione dei beni sotto indicati, puntualmente identificati nella planimetria allegata: Intestazione: Demanio dello Stato con sede in Roma C.F. 80193210582 Proprietario 1/1 ex Qualità Seminativo Irr. Arb. Cl. U R.D 19,98 R.A 9,69 Sup. da Espr. 2.345 ex Seminativo Arborato 1 6,03 3,49 1.230 Seminativo Arborato 1 0,79 0,45 160 DECRETO DI OCCUPAZIONE D’URGENZA N. 1506 DEL 21.04.2009 ESEGUITO IN DATA 25.05.2009 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 ORDINA A) Il presente Decreto: - è notificato ai proprietari dei beni espropriandi nelle forme degli atti processuali civili; - sarà trascritto e volturato al Servizio Pubblicità Im mobiliare dell’Agenzia del Territorio, Ufficio Provinciale di Livorno, e registrato all’Agenzia delle Entrate, Ufficio Provinciale di Livorno a cura e spese del Comune di Livorno beneficiario dell’esproprio; - sarà pubblicato integralmente all’Albo Pretorio Comunale per trenta giorni consecutivi e per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana; DISPONE I. Il trasferimento a favore del Comune di Livorno (C.F. 00104330493) del diritto di proprietà dei beni espropriati. II. Dà atto che l’immissione in possesso del bene espropriato è stata eseguita in data 25 maggio 2009 in attuazione del decreto di occupazione d’urgenza n.1506 del 21 aprile 2009, e che il relativo Verbale d’immissione in possesso e il Verbale di stato di consistenza del bene espropriato è stato redatto ai sensi di quanto disposto dall’art. 24 del D.P.R. 327/2001 T.U. sugli espropri. Ai sensi di tale norma viene trasmessa copia dei relativi verbali all’Ufficio per i Registri immobiliari per la relativa annotazione. III. Il Decreto comporta l’estinzione automatica di tutti i diritti reali e personali gravanti sul bene espropriato, salvo quelli compatibili con i fini dell’esproprio; le azioni reali e personali esperibili non incidono sul procedimento espropriativo e sugli effetti del decreto di esproprio ai sensi di quanto disposto dall’art. 25 D.P.R. 327/2001. IV. Avverso il presente Decreto è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, entro sessanta giorni dalla data di notifica, oppure ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro centoventi giorni dalla data di notifica; per i terzi interessati il presente decreto è opponibile entro trenta giorni dalla data di pubblicazione per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. V. Ai fini della trascrizione e registrazione del presente Decreto si richiedono le agevolazioni fiscali disposte per gli atti posti in essere per pubblica utilità, in quanto lo stesso è stato emesso nell’ambito di un procedimento espropriativo preordinato alla realizzazione di un’opera pubblica. Il presente Decreto è esente dall’imposta di bollo ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 1149/1967. La Dirigente U. Org.va Urbanistica Edilizia Privata Susanna Cenerini 157 - Determinazioni AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 774 Comune di Scarlino. Classificazione a Strada Comunale del vecchio tracciato della ex S.S. 322 delle Collacchie, dal km 6+750 al km 7+400 e dal km 7+500 al km 8+000 della S.P. 158 delle Collacchie. IL DIRETTORE Premesso: che il Comune di Scarlino, con nota del 14.04.2010, prot. 6704/2010, pervenuta al ns. protocollo in data 19.04.2010 al n. 64180, ha richiesto di attivare la procedura di declassificazione e la successiva classificazione a strada comunale del vecchio tracciato della ex S.S. 322 delle Collacchie, passato alla Provincia di Grosseto in virtù del D.Lgs. 112/98 e del successivo verbale di consegna del 28/09/2001, che trasferiva a questo Ente alcune SS.SS. tra cui la S.S. 322 denominata successivamente S.P. 158 delle Collacchie; che la Provincia di Grosseto, aderendo alla richiesta avanzata dal Comune di Scarlino, ha attivato la procedura di declassificazione prevista dal D.Lgs. 285/92 “Nuovo Codice della Strada”, dal Regolamento di attuazione approvato con DPR 495/92, nonchè dall’art. 22 della LR 88/98 inerente le competenze in materia, richiedendo alla Regione Toscana la declassificazione medesima; che la Regione Toscana, con proprio Decreto Dirigenziale n. 6 del 10/01/2011, declassificava il vecchio tratto stradale della ex S.S. 322 delle Collacchie, dal km 6+750 in dx, in località Puntone, fino al km 7+400 in dx della S.P. 158, per una lunghezza di km 0+900 e dal km 7+500 in sx e al km 8+000 in sx della S.P. 158 delle Collacchie, avente una lunghezza di km 0+510, per un totale di km 1+410; che, pertanto, occorre ad oggi formalizzare la classificazione del tracciato suddetto come Strada Comunale, ai sensi della L.R. 88/98 art. 23 e dell’art. 20 del Regolamento attuativo; Richiamato il Decreto del Presidente della Provincia n. 74 del 30/03/2010 con il quale è stato conferito all’Ing. Massimo Luschi l’incarico di Direttore del Dipartimento Lavori e Servizi Pubblici; Preso atto che il responsabile del procedimento è il Geom. Danilo Corridori, responsabile del Servizio Edilizia, DETERMINA 158 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 a) di classificare alla qualifica amministrativa di “Strada Comunale” ai sensi dell’art. 23 della L.R. 88/98 e dell’art. 20 del Regolamento attuativo, il tratto di strada ex S.S. 322 delle Collacchie, compreso tra il km 6+750 in dx ed il km 7+400 in dx della S.P. 158, per una lunghezza di km 0+900, e tra il km 7+500 in sx ed il km 8+000 in sx della S.P. 158 delle Collacchie, avente una lunghezza di km 0+510, per un totale di km 1+410, come evidenziato, in colore rosso, nella planimetria allegata; b) di dare atto che la classificazione di cui al precedente capoverso è stata richiesta dal Comune di Scarlino; c) di dare atto che l’effettivo passaggio del nuovo tratto di strada di competenza comunale avverrà con verbale di consegna, ai sensi dell’art. 23 del Regolamento attuativo della L.R. 88/98. Il presente atto è pubblicato integralmente sul BURT ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. G) della L.R. 23/2007; Il Direttore Massimo Luschi COMUNE DI AREZZO DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 1155 Pagamento diretto ad una ditta catastale dell’in dennità di esproprio per la realizzazione di sistema zione della viabilità in località Case Nuove di Ceci liano. IL DIRETTORE (comprensiva di maggiorazione del cinquanta per cento ai sensi dell’art. 45 comma 2 lett. c del DPR 327/2001); - di dare atto che al pagamento della somma complessiva di € 345,00 si provvede con impegno 800 al Cap. 64334 del Bilancio 2007 che si subimpegna con il presente atto, come da movimenti contabili allegati e assunti con il presente atto (somme per acquisizione aree nel quadro economico del progetto esecutivo approvato con delibera G.C. n. 373 del 23.6.2009 pari ad € 54.000,00 di cui già utilizzati € 53.223,67, su autorizzazione Ufficio Unico Progettazione); - di dare atto che l’indennità di esproprio per le aree in questione non è soggetta alla ritenuta del 20%, ai sensi di quanto disposto dall’art. 35 D.P.R. 327/2001 in quanto trattasi di aree non incluse all’interno delle zone omogenee di tipo A, B, C, D di cui al D.M. 2 aprile 1968 (essendo zona sedi stradali e spazi accessori); - che in seguito alla emissione del mandato di pagamento della somma sopra indicata, sarà pronunciato l’esproprio degli immobili interessati dal procedimento; - di dare atto che il mandato di pagamento sarà esigibile solo decorsi 30 giorni dalla pubblicazione, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione del presente provvedimento ai sensi dell’art. 26 D.P.R. 327/2001; - di trasmettere il presente atto all’Ufficio Ragioneria per gli adempimenti di competenza. Omissis Il Direttore Davide Zanelli Omissis DETERMINA - il pagamento dell’indennità , secondo gli importi di seguito indicati, previo accertamento della libertà e proprietà degli immobili - con le modalità previste dal provvedimento n. 4663/04-, in favore dei sigg.ri ERBETTI TEODORA, nata a Arezzo il 02/07/1943 propr. 1/2 in comunione dei beni e STOLZUOLI PIER ANTONIO, nato a Arezzo il 17/01/1938 propr. 1/2 in comunione dei beni, i quali hanno accettato l’indennità per le aree di loro proprietà, necessarie alla realizzazione di sistemazione della viabilità in località Case Nuove di Ceciliano, auto rizzando preventivamente l’Amministrazione Comunale ad immettersi nel possesso al fine di eseguire i lavori per la realizzazione dell’opera; C.T. Arezzo A (Valdarno) Foglio 73 p.lla n. 259 (ex 245) di mq. 115 INDENNITA’ DI ESPROPRIO € 345,00 COMUNE DI CAMPI BISENZIO (Firenze) DETERMINAZIONE 12 aprile 2011, n. 44 Espropriazione di beni immobili per la realiz zazione del 4° lotto dell’asse stradale Firenze (Perfetti Ricasoli) - Prato (Mezzana). Pagamento dell’indennità di espropriazione ex art. 26 D.P.R. 327/2001. IL DIRIGENTE DEL V SETTORE Omissis DETERMINA 1) di stabilire l’indennità di esproprio spettante ai comproprietari dell’area individuata al NCEU da 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Foglio di mappa n. 2, particella n. 812 di mq. 432, proprietà “Condominio Rosi 1, Via Pratese 108-126, Campi Bisenzio” e “Condominio Rosi 2, Via Pratese 84-104, Campi Bisenzio”, nella somma complessiva di € 9.720,00, di cui 6.480,00 per indennità di esproprio ed € 3.240,00 per maggiorazione del 50% a seguito di accettazione dell’indennità offerta; 2) (omissis); 3) di dare atto che l’area oggetto di esproprio descritta in narrativa ricade nelle zone omogenee A, B, C o D, e che pertanto l’indennità di espropriazione sarà sottoposta alla ritenuta alla fonte del 20% prevista dall’art. 11, comma 5 e seguenti, della legge n. 413/1991; 4) disporre il pagamento dell’indennità complessiva di € 9.720,00, da cui deve essere detratta la somma di € 1.944,00 a titolo di ritenuta alla fonte del 20%, come segue: - € 3.888,00 a favore del “Condominio Rosi 1, Via Pratese 108-126, Campi Bisenzio, C.F. 93206040482, - € 3.888,00 a favore del “Condominio Rosi 2, Via Pratese 84-104, Campi Bisenzio, C.F. 92019260485; 5) ai sensi dell’art. 3, comma 4, della Legge n. 241/1990, avverso il presente provvedimento gli interessati possono presentare ricorso al T.A.R. della Toscana o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (per soli motivi di legittimità), rispettivamente entro 60 giorni e 120 giorni dalla data di notifica. Il presente provvedimento, esente da bollo ai sensi dell’art. 22, allegato B), D.P.R. 26.10.1972, n. 642, sarà pubblicato per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi dell’art. 26, comma 7, del DPR 327/2001 e ne sarà data notizia ad eventuali terzi che risultino titolari di un diritto. Il provvedimento diverrà esecutivo nel termine di 30 giorni dal compimento delle predette formalità, se non è proposta da terzi opposizione per l’ammontare dell’indennità. Si dà atto che, ai sensi della vigente normativa in materia, Responsabile del Procedimento è il sottoscritto Dirigente del V Settore. Il Dirigente del V Settore Andrea Bichler - Avvisi AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI AREZZO T.U. 11/12/1933 n. 1775 sulle acque pubbliche. Domanda in data 17/12/2010 per concessione di derivazione di acqua sotterranea in Comune di 159 Castel San Niccolò loc. Cetica per uso Consumo Umano. Ditta: Acquedotto Rurale Cetica pratica n. CSA2010_00017. La Ditta Acquedotto Rurale Cetica, residente in Cetica, Castel San Niccolò ha presentato in data 17/12/2010 domanda per la concessione di derivazione di acqua sotterranea da n. 1 sorgente in località Cetica in Comune di Castel San Niccolò per uso Consumo Umano-, per un consumo medio giornaliero di 23 metri cubi. Il Dirigente Leandro Radicchi AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FIRENZE Avviso relativo a domanda di concessione di derivazione d’acqua pubblica. Pratica nuova n. 3705. Il/La Richiedente SAMMICHELI BRANDO in qualità di legale rappresentante della AZIENDA FLOROVIVAISTICA CAMPOLUNGO S.S. AGRICO LA, con sede in via delle Tavarnuzze 38 - Bagno a Ripoli (Codice fiscale 4876410483) ha presentato domanda, per ottenere la concessione Nuova a prelevare un quantitativo di 0,5 l/sec pari a 941 mc / anno di acqua ad uso irriguo agricolo mediante n. 1 pozzo/i ubicato/i in terreno di sua proprietà , posto nel Comune di Bagno a Ripoli, località Balatro e individuato/i nei mappali del N.C.T al pozzo foglio 47 particella 744, 295; Presso l’Ufficio Direzione “Difesa del Suolo e Pro tezione Civile” è possibile visionare la domanda e gli elaborati progettuali. Le osservazioni e opposizioni dovranno pervenire in forma scritta alla suddetta Direzione entro 30 giorni dalla data di pubblicazione sul B.U.R.T ovvero entro il termine indicato nell’atto di pubblicazione all’albo pretorio del comune di Bagno a Ripoli. Ai sensi del Legge 241/90 il responsabile del procedimento è il Dott. Alfredo Galli. Il Responsabile Francesco Pugi AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO Concessione di derivazione di acqua pubblica da un pozzo realizzato nel Comune di Magliano in To scana intestata alla Ditta Chimenti Paolo. Con Determinazione Dirigenziale n. 301 del 16.02.2011 la ditta Chimenti Paolo è stata oggetto di 160 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Concessione pluriennale a derivare acqua pubblica dal pozzo realizzato nel Comune di Magliano in Toscana, loc. Zona Corso per moduli 0,03 (3,00 l/s) per gli usi igienici ed assimilati. Pratica PPC 044/2007. Il Direttore Renzo Ricciardi AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO Domanda di concessione di derivazione di acque sotterranee. Ditta Montecchio soc. Agricola s.r.l. Pratica n. 52/2010. Visto il quarto comma dell’art. 7 del R.D. 11.12.1933 n. 1775 Visto l’art. 14 della L.R.T. 11.12.1998 n. 91 “Norme per la Tutela del Suolo” Visto l’art. 16 comma 2 della L.R. 23/2007 “Nuovo Ordinamento BURT e Norme per la Pubblicazione Atti” Visto l’art. 14 della L.R.T. 11.12.1998 n. 91 “Norme per la Tutela del Suolo” Visto l’art. 16 comma 2 della L.R. 23/2007 “Nuovo Ordinamento BURT e Norme per la Pubblicazione Atti” SI RENDE NOTO che la ditta Nofroni Majla ha presentato richiesta di Concessione di derivazione di acqua pubblica da un pozzo, ad uso irriguo per moduli 0,02 (2,00 l/sec.), in località Valle Buia nel Comune di Pitigliano. L’originale della domanda ed i documenti allegati saranno depositati presso la Provincia di Grosseto - U.P. Risorse Idriche - Piazza dei Martiri d’Istia, 1- Grosseto, per 20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data della presente pubblicazione. Le eventuali osservazioni, opposizioni ed eventuali domande concorrenti dovranno essere presentate a questo Ufficio, dagli interessati, entro 30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione del presente Avviso. Responsabile, per questa fase del procedimento, è l’Istruttore Tecnico Geom. Paolo Minozzi. Il Direttore Massimo Luschi SI RENDE NOTO che la ditta Montecchio soc. Agricola s.r.l. ha presentato richiesta di Concessione di derivazione di acqua pubblica da un pozzo, ad uso irriguo per moduli 0,01 (1,0 l/sec.), in località Montecchio di Sotto, nel Comune di Semproniano. L’originale della domanda ed i documenti allegati saranno depositati presso la Provincia di Grosseto - U.P. Risorse Idriche - Piazza dei Martiri d’Istia, 1- Grosseto, per 20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data della presente pubblicazione. Le eventuali osservazioni, opposizioni ed eventuali domande concorrenti dovranno essere presentate a questo Ufficio, dagli interessati, entro 30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione del presente Avviso. Responsabile, per questa fase del procedimento, è l’Istruttore Tecnico Geom. Paolo Minozzi. Il Dirigente Renzo Ricciardi AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO Domanda di concessione di derivazione di acque sotterranee. Ditta Nofroni Majla. Pratica n. 95/2008. Visto il quarto comma dell’art. 7 del R.D. 11.12.1933 n. 1775 AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO E.N.E.L. Distribuzione Soc.p.Az. Zona di Grosseto - Elettrodotto MT a 15 KV in Cavo Sotterraneo da Cabina Primaria Grosseto Sud a loc. Strillaie in Comune di Grosseto per allacciamento nuova fornitura Soc. Futura s.p.a. - Rif. ENEL n. 235572C Pratica n. 01/011. Avviso di avvio del procedimento. Visto l’art. 11 e l’art. 12 della Legge Regionale Toscana 24/02/2005 n. 39 e il Regolamento n. 9 del 20/12/2000; SI RENDE NOTO secondo quanto disposto dall’art.11 comma 4, della Legge Regionale Toscana 24/02/2005 n. 39, l’E.N.E.L. Distribuzione Soc.p.Az - Zona di Grosseto - ha presentato regolare istanza in data 21/03/2011 per ottenere, l’Autorizzazione Unica alla costruzione ed all’esercizio dell’Elettrodotto indicato in epigrafe, sito da Loc. Cabina Primaria Grosseto Sud a Loc. Strillaie del Comune di Grosseto con dichiarazione di Pubblica Utilità, indifferibilità ed urgenza, avente le seguenti caratteristiche tecniche principali: - Tensione: KV.15; - Sviluppo linea: Km. 9,00; Frequenza HZ 50 - 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Per le altre caratteristiche tecniche non riportate, si richiama la relazione allegata all’Istanza sopra citata. L’originale delle domande ed i documenti allegati saranno depositati presso questa Amministrazione Provinciale - Via Aurelia Nord 217/15 - Grosseto, per 20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data di pubblicazione del presente Avviso sul BURT ed all’Albo Pretorio del Comune interessato, a disposizione di chiunque ne abbia interesse, nelle ore di Ufficio. Ai sensi del combinato disposto dell’art. 12 comma 4, della L.R 39/05, le opposizioni, le osservazioni, e comunque le condizioni cui dovrà essere eventualmente vincolata l’Autorizzazione all’impianto ed all’esercizio dell’Elettrodotto di che trattasi, per giorni 30 (trenta) a decorrere dalla data di pubblicazione del presente avviso, - a pena di decadenza - gli eventuali portatori di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi, potranno far pervenire, al responsabile del procedimento presso il settore Ambiente - U.P. Amministrativa - Via Aurelia Nord 217/15 Grosseto, le proprie osservazioni (idonee memorie scritte e documenti) a mezzo raccomandata, che saranno valutate da questa Amministrazione Provinciale, qualora pertinenti all’oggetto del procedimento. Ai sensi e per gli effetti di cui alla legge 241/1990, la struttura dirigenziale responsabile è l’Area Ambiente e Conservazione della Natura - Servizio Ambiente - U.P. Amministrativa - e che il responsabile del procedimento per questa fase, è il Dott. Renzo Rossi. Il Responsabile Renzo Rossi AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO Domanda di concessione di derivazione di acque sotterranee. Ditta Soc. COOP. Tagete. Pratica n. 108/2008. Visto il quarto comma dell’art. 7 del R.D. 11.12.1933 n. 1775 Visto l’art. 14 della L.R.T. 11.12.1998 n. 91 “Norme per la Tutela del Suolo” Visto l’art. 16 comma 2 della L.R. 23/2007 “Nuovo Ordinamento BURT e Norme per la Pubblicazione Atti” SI RENDE NOTO che la ditta Soc. COOP. Tagete ha presentato richiesta di Concessione di derivazione di acqua pubblica da un pozzo, ad uso irriguo per moduli 0, 03 (3,00 l/sec.), in località Str. Principina n. 3, nel Comune di Grosseto. L’originale della domanda ed i documenti allegati 161 saranno depositati presso la Provincia di Grosseto - U.P. Risorse Idriche - Piazza dei Martiri d’Istia, 1 - Grosseto, per 20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data della presente pubblicazione. Le eventuali osservazioni, opposizioni ed eventuali domande concorrenti dovranno essere presentate a questo Ufficio, dagli interessati, entro 30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione del presente Avviso. Responsabile, per questa fase del procedimento, è l’Istruttore Tecnico Geom. Paolo Minozzi. Il Dirigente Renzo Ricciardi AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LIVORNO Comunicazione di avvio del procedimento unico, ai sensi della L. 241/1990 e ss.mm.ii., conseguente all’istanza di Autorizzazione Unica energetica presentata, ai sensi del D.Lgs. 387/2003 e della L.R. 39/2005 e ss.mm.ii., dalla Società ESAM srl, per la realizzazione e esercizio di un impianto fotovoltaico “a terra” e delle opere connesse, con potenza di picco pari a 978, 8 KWp in Comune di Collesalvetti località Cerretello/I Renai. In ottemperanza alle disposizioni contenute nell’art. 12 comma 4 della L.R. 39/2005 e ss.mm.ii., si rende noto che: in seguito al deposito dell’istanza, depositata Società ESAM srl, in conformità a quanto disposto dall’art. 13 delle Linee Guida nazionali emanate con DM dello sviluppo economico del 10/09/2010, registrata in atti prov.li n. 10993 del 14/03/2011 è stato avviato il Procedimento unificato per il rilascio di Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di un nuovo impianto fotovoltaico e delle relative opere connesse. L’impianto, della potenza di 978, 8 Kwp sarà posto a terra ed ubicato in Comune di Collesalvetti Località Cerretello /I Renai. La documentazione prodotta è depositata presso gli Uffici della Provincia di Livorno, Dipartimento dell’Ambiente e del Territorio, Unità di Servizio “Tutela dell’Ambiente”, Via G. Galilei n°40, Livorno e potrà essere consultata negli orari di ufficio. Osservazioni potranno essere inoltrate da chiunque vi abbia interesse, singolarmente o in forma associata, al Comune di Collesalvetti durante il periodo di affissione all’Albo Pretorio Comunale, oppure alla Provincia di Livorno entro trenta giorni dalla pubblicazione sul B.U.R.T. Responsabile del Procedimento è il funzionario responsabile dell’U.O. “Industria, Ambiente e Sicurezza” della Provincia di Livorno, ing. Loris Ceccanti. Il presente avviso, ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e ss.mm.ii., vale come comunicazione di avvio 162 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 del procedimento che dovrà concludesi entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza. Il Dirigente Reginaldo Serra AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LIVORNO L.R. 39/2005 e ss.mm.ii. Istanza per il rilascio di Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di un nuovo impianto fotovoltaico e delle relative opere connesse, da ubicarsi in località Macchialta, comune di Campiglia Marittima. Comunicazione di avvio del Procedimento unificato. In ottemperanza alle disposizioni contenute nell’art. 12 comma 4 della L.R. 39/2005 e ss.mm.ii., si rende noto che, in seguito ad istanza della “Società Agricola Pasiflor di Giussani Patrizia e Medici Bruna s.s.”, registrata agli atti della provincia al protocollo n. 11414, in data 15/03/2011, è stato avviato il Procedimento unificato per il rilascio di Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di un nuovo impianto fotovoltaico e delle relative opere connesse. L’impianto, della potenza di 196,60 Kwp sarà posto a terra ed ubicato in località Macchialta nel comune di Campiglia Marittima. La documentazione prodotta è depositata presso gli Uffici della Provincia di Livorno, Dipartimento dell’Ambiente e del Territorio, Unità di Servizio “Tutela dell’Ambiente”, via G. Galilei n. 40, Livorno e potrà essere consultata negli orari di ufficio. Osservazioni potranno essere inoltrate da chiunque vi abbia interesse, singolarmente o in forma associata, al comune di Campiglia Marittima durante il periodo di affissione all’Albo Pretorio Comunale, oppure alla Provincia di Livorno entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione sul B.U.R.T.. Responsabile del Procedimento è il funzionario responsabile dell’U.O. “Industria, Ambiente e Sicurezza” della Provincia di Livorno, ing. Loris Ceccanti. Il presente avviso, ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e ss.mm. ii., vale come comunicazione di avvio del Procedimento che si concluderà entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza. Il Dirigente Reginaldo Serra AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LUCCA Istanza di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio impianto fotovoltaico potenza 993,6 kW da installare su terreno ubicato in località “Saldina”, frazione Pieve S. Lorenzo nel Comune di Minucciano (Lu) e linea elettrica di connessione, da parte della società Bellavista Energy s.r.l. SI RENDE NOTO che la società Bellavista Energy s.r.l. (con sede legale in Via Selvetta, s.n.c., 55034 Verrucolette, Comune di Minucciano - LU) ha presentato alla Provincia di Lucca, in data 21 gennaio 2011 (prot. n. 12793/9.11.5), istanza di autorizzazione unica ai sensi del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 e s.m.i. e della L.R. 24 febbraio 2005, n. 39 e s.m.i., alla costruzione e all’esercizio di un impianto fotovoltaico di potenza 993,6 kW da installare su terreno ubicato in località “Saldina”, frazione Pieve S. Lorenzo nel Comune di Minucciano (LU) e delle opere connesse ed infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio dello stesso ed in particolar modo in merito della linea elettrica MT in cavo aereo ed in cavo interrato di connessione alla rete MT di distribuzione di Enel. Il terreno su cui sarà realizzato l’impianto fotovoltaico è identificato dalla particella catastale mappale n. 1652, Foglio di Mappa n. 1, sezione A del Comune di Minucciano. L’impianto fotovoltaico sarà composto da 4347 moduli fotovoltaici e avrà una superficie captante totale di m² 7041,60. La linea elettrica di connessione dell’impianto fotovoltaico alla rete MT di distribuzione di Enel esistente avrà una tensione nominale di 15 kV ed un tracciato parte in cavo interrato (lunghezza circa m 1130) e parte in cavo aereo (lunghezza circa m 40). Il tracciato della linea inizia dalla Cabina di Consegna, posta all’estremità sudest del sito di installazione dell’impianto fotovoltaico, e percorrerà in cavo interrato (sezione 185 mmq) la strada comunale di Saldina, la S.R. n. 445 “della Garfagnana” da Pugliano in direzione Aulla, fino al punto in cui all’incirca la stessa strada incontra un elettrodotto aereo esistente. A questo punto la linea in cavo interrato abbandona la S.R. n. 445 ed entra per circa m 15 all’interno della particella catastale mappale n. 564 del Foglio di Mappa 1, sezione A del Comune di Minucciano, fino a collegarsi con un nuovo palo di altezza m 14, all’interno della stessa particella. Su tale palo sarà installato un dispositivo di sezionamento e da qui partirà il tratto della linea di connessione in cavo aereo (sezione 150 mmq AA) fino al Punto di Connessione costituito dall’elettrodotto MT esistente in loco. La linea elettrica MT di connessione in cavo aereo e interrato creerà possibili interferenze con: - la S.R. n. 445 “della Garfagnana”; - la strada comunale di Saldina, - Fosso del Ragno; - Fosso della Freddana; - rete di distribuzione di GPL, esistente nell’area oggetto dell’intervento, per l’alimentazione di riscaldamenti. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Considerato che la società Bellavista Energy s.r.l., in data 29 marzo 2011, prot. n. 59822/9.11.5, ha provveduto a completare la documentazione di cui al punto 13.1, Paragrafo 13, Allegato all’art. 1 del D.M. Ministero dello Sviluppo Economico 10 settembre 2010, si comunica, ai sensi della L. 241/1990 e s.m.i., art. 7 ed art. 8 l’avvio del procedimento unico per il rilascio dell’Autorizzazione Unica, ai sensi del D.Lgs. 387/2003 e s.m.i. e della L.R. 39/2005 e s.m.i., con decorrenza dal 29 marzo 2011. Il procedimento unico si concluderà entro il termine massimo di 90 giorni dall’avvio, come recentemente stabilito dal D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28, art. 5, commi 2 e 5, che hanno apportato modifiche all’art. 12 del D.Lgs. 387/2003 e s.m.i.; tale termine verrà sospeso in caso di eventuale richiesta di integrazioni rese necessarie ai fini istruttori del procedimento. Ai sensi dell’art. 5 della L. 241/1990 e s.m.i., il responsabile del procedimento di Autorizzazione Unica è l’Ing. Roberto Pagni, Dirigente del Servizio Ambiente dell’Amministrazione Provinciale di Lucca. L’originale della domanda ed i documenti allegati sono depositati presso gli uffici dell’Amministrazione Provinciale di Lucca - Dipartimento Ambiente e Risorse Naturali - Servizio Ambiente - U.O.S. “Energia, A.I.A. e Nuove Competenze in Materia Ambientale”, Cortile Carrara, Lucca - n. tel. 0583-417706; n. fax 0583-55926, a disposizione di chiunque abbia interesse a prenderne visione nel seguente orario: Martedì, Giovedì ore 10.00 - 12.00 / 15.00 – 16.00; Venerdì ore 10.00 - 12.00. Chiunque vi abbia interesse può: - prendere visione della documentazione presentata dalla società Electrawinds Italia S.p.a., fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di diritto alla riservatezza dei dati; - presentare, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, eventuali osservazioni all’Amministrazione Provinciale di Lucca - Dipartimento Ambiente e Risorse Naturali - Servizio Ambiente, Cortile Carrara - 55100 Lucca. La presente pubblicazione è effettuata dall’Ammini strazione Provinciale di Lucca per ottemperare a quan to disposto dall’art. 12, comma 4, della L.R. 24 feb braio 2005, n. 39 e s.m.i., “Disposizioni in materia di energia”. La presente pubblicazione è effettuata presso l’Albo Pretorio del Comune di Minucciano e presso l’Albo Pretorio dell’Amministrazione Provinciale di Lucca, nonché sul B.U.R.T. Il Dirigente Roberto Pagni AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA CARRARA 163 Pratica PC 1178/76-50 Zucchetti S.p.A. Utilizza zione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i. Con istanza protocollo n. 36105 del 03/12/2010, il sig. Alessandro Zucchetti in qualità di Legale rappresentante della ZUCCHETTI S.p.A., ha presentato domanda per effettuare la ricerca di acque sotterranee ed ottenere rilascio della concessione di derivazione mediante pozzo nel comune di Aulla (MS) in località Filanda per un prelievo di mod. massimi 0,1 pari a l/s 10,0 ad uso condizionamento. Il Dirigente Stefano Michela AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA CARRARA Pratica PC 1160/47-94 Ditta Luni Service. Utilizza zione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i. Con istanza protocollo n. 7026 del 04/03/2011, il sig. Cerchi Carlo in qualità di amministratore della DITTA LUNI SERVICE s.n.c., ha presentato domanda per ottenere il subingresso nella concessione per derivare acqua dalla falda sotterranea in via Nazionale n. 112 nel comune di Pontremoli (MS) per un prelievo di mod. massimi 0,05 pari a l/s 5,0 ad uso autolavaggio. Il Dirigente Stefano Michela AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA CARRARA Pratica PC 901/23 - 198 - Bagno Nuova Italia di Musetti Federica. Utilizzazione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i. Con istanza protocollo n. 39755 del 27/12/2007, la Sig.ra Federica Musetti in qualità di titolare della ditta Bagno Nuova Italia con sede in Marina di Carrara (MS), ha presentato domanda per ottenere rinnovo della concessione per la derivazione di acqua sotterranea mediante pozzo nel comune di Carrara (MS) in località Marina per un prelievo di mod. massimi 0,001 pari a l/s 0,1 ad uso igienico. Il Dirigente Stefano Michela 164 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA Concessione di derivazione di acqua sotterranea. Soc. Borgo Scopeto e Caparzo s.r.l. Pratica n. 21225. Concessione di derivazione acqua sotterranea. Ditta Pisaroni Mauro. Pratica n. 21228. La Soc. Borgo Scopeto e Caparzo s.r.l., ha presentato in data 01.04.2011 domanda per ottenere la concessione di derivazione di acqua sotterranea per una portata totale di mod.0,0023 pari a l/sec 0,23 e una quantità massima di 7062 mc/anno da un pozzo da realizzare in località Podere Misciano nel terreno distinto al Foglio n. 39 Particella n. 12 senza restituzione, del Comune di Castelnuovo Berardenga (Prov. di Siena) per uso potabile, igienico, antincendio e irrigazione aree verdi. Pratica n. 21225. La Ditta Pisaroni Mauro ha presentato in data 07.04.2011 domanda in sanatoria per la concessione di derivazione di acqua sotterranea per una portata totale di mod. 0,015 pari a l/sec 1,5 e una quantità massima di 12000 mc/anno da n. 6 pozzi esistenti in località Az. Agr. La Grotta nel terreno distinto al Foglio n. 5 Particelle n. 18 - 14 - 105 e al Foglio n. 13 Particelle n. 15 - 114. senza restituzione, del Comune di Montepulciano (Prov. di Siena) per uso irriguo. Pratica n. 21228. Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio Tommaso Stufano AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA Concessione di derivazione di acqua sotterranea. Soc. Villa Agostoli s.r.l. Pratica n. 21226. La Soc. Villa Agostoli s.r.l., ha presentato in data 01.04.2011 domanda per ottenere la concessione di derivazione di acqua sotterranea per una portata totale di mod.0,0004 pari a l/sec 0,04 e una quantità massima di 1207 mc/anno da un pozzo da realizzare in località strada degli Agostoli nel terreno distinto al Foglio n. 63 Particella n. 291 senza restituzione, del Comune di Siena (Prov. di Siena) per uso irrigazione aree verdi. Pratica n. 21226. Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio Tommaso Stufano AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA Concessione di derivazione acqua sotterranea. Ditta Soc. Assocucine s.r.l. Pratica n. 21227. La Soc. Assocucine s.r.l. ha presentato in data 05.04.2011 domanda in sanatoria per la concessione di derivazione di acqua sotterranea per una portata totale di mod. 0,0002 pari a l/sec 0,02 e una quantità massima di 550 mc/anno da un pozzo esistente in località Bellavista nel terreno distinto al Foglio n. 50 Particella n. 152 senza restituzione, del Comune di Poggibonsi (Prov. di Siena) per uso igienico e simili. Pratica n. 21227. Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio Tommaso Stufano Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio Tommaso Stufano COMUNE DI BIBBIENA (Arezzo) Avviso di deposito nella segreteria comunale degli atti relativi a: “Piano di Recupero PR13A in località La Casa” adozione - art. 69 - L.R. 1/2005. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO - Vista la deliberazione consiliare n. 9 del 21/03/2011, di: “Adozione piano di recupero PR13A in località La Casa” - art. 69 - L.R. 1/2005 - Visto il parere favorevole espresso in data 14/03/2011 ai sensi dell’art. 49, comma 1, del D.Lgs. n. 267 del 18/08/2000, dal responsabile del servizio in ordine alla regolarità tecnica; - Visto il parere espresso dalla commissione tecnica comunale sulla pratica in questione in data 28/01/2011; Visto l’art. 69, comma 3, della L.R. n. 1/2005; RENDE NOTO il progetto di “Adozione piano di recupero PR13A in località La Casa” - art. 69 - L.R. 1/2005, costituito dai seguenti elaborati: - Fascicolo unico (contenente elaborati di piano); - Schema di convenzione; - Relazione di fattibilità geologica; sarà depositato presso l’ufficio segreteria del comune di Bibbiena in data 20/04/2011 per 45 (quarantacinque) giorni consecutivi in libera visione del pubblico a norma dell’art. 69, comma 2 della L.R. n. 1/2005 entro 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 45 (quarantacinque) giorni dalla scadenza del deposito chiunque può presentare osservazioni. Il Responsabile del Servizio Graziano Binozzi COMUNE DI BIBBIENA (Arezzo) Avviso di deposito nella segreteria comunale degli atti relativi a: “Variante al Piano di Lottizzazione del comparto 16C in località Coccaia”- approvazione definitiva. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO RENDE NOTO Che con deliberazione di C.C. n. 12 del 21/03/2011 esecutiva ai sensi di legge, è stato approvata la variante al piano di lottizzazione al comparto 16C in località Coccaia. Detto atto deliberativo con i relativi allegati sarà depositato nella sede comunale con decorrenza dal 20/04/2011. Il Responsabile del Servizio Graziano Binozzi COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (Grosseto) Lavori pubblici - Espropriazione per pubblica utilità dei beni immobili per la “Realizzazione e rifacimento percorso pedonale da ex Paoletti a via San Benedetto Po”, compresa nuova illuminazione pubblica della strada provinciale e del percorso pedonale”. Modifica quadro economico - Ordinanza di deposito presso la Cassa dd.pp. delle indennità provvisoria d’esproprio e d’occupazione. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO PATRIMONIO - ESPROPRI RENDE NOTO che con determinazione 25/03/2011 n. 318 si da atto che: 1. - previo preavviso avvenuto con proprio Decreto n. 2 del 7.12.2010, è stato espletato in data 20 dicembre 2010 dai tecnici dell’Amministrazione comunale espropriante il sopralluogo sui terreni oggetto della presente procedura espropriativa, e in presenza dei testimoni non dipendenti dell’Amministrazione occupante, in sostituzione delle ditte proprietarie risultate assenti, hanno provveduto 165 nella stessa giornata alla redazione dei verbali per l’accertamento dello stato di consistenza e di immissione nel possesso con occupazione d’urgenza dei beni immobili interessati a far data dal 20.12.2010; ed è stato disposto: 2. - il deposito presso La Tesoreria Provinciale dello Stato - Sezione di Grosseto - Servizio della Cassa DD.PP. delle somme di seguito indicate a titolo di indennità provvisoria di esproprio per causa di pubblica utilità dei beni immobili occorrenti per i lavori indicati in oggetto a favore: 2.a - MONDEI Minetta; c.f.: MNDMTT39A61C310N; nata a Castiglione della Pescaia (GR) il 21.01.1939; (prop.4/6) - ROSSI Andrea; c.f.: RSSNDR65D19C310F; nato a Castiglione della Pescaia (GR) il 19.04.1965; (prop.1/6) - ROSSI Simone; c.f.: RSSSMN71S05C310L; nato a Castiglione della Pescaia (GR) il 05.11.1971; (prop.1/6) - per l’importo di € 20,40 a titolo di indennità provvisoria non accettata di esproprio per il terreno individuato al catasto al foglio n. 104, part. n. 275, oltre a € 3,40 per indennità di occupazione temporanea; 2.a.1 - NAUTICA FERRARI & PETRINI srl; p. I.V.A.: 01343970537 con sede in Castiglione della Pescaia (GR); (prop.1/2) - SAVINI Mario; c.f.: SVNMRA42E06F592K; nato a Montepulciano (SI) il 06.05.1942; (prop. 1/2) - per l’importo di € 385,30 a titolo di indennità provvisoria non accettata di esproprio per il terreno individuato al catasto al foglio n. 104, part. n. 873, oltre a € 64,22 per indennità di occupazione temporanea; 2.a.2 - CARINI Cristina; c.f.: CRNCST57L67F205P; nata a Milano il 27.07.1957; (prop. 1/4) - CARINI Laura; c.f.: CRNLRA45S52F205Q; nata a Milano il 12.11.1945; (prop.1/4) - CARINI Roberto; c.f.: CRNRRT43D28E094T; nato a Gorgonzola (MI) il 28.04.1943; (prop. 1/4) CARINI Rolando Marco; c.f.: CRNRND52A27F205K; nato a Milano il 27.01.1952; (prop. 1/4) - per l’importo di € 1.135,60 a titolo di indennità provvisoria non accettata di esproprio per il terreno individuato al catasto al foglio n. 104, part. n. 41, oltre a € 189,27 per indennità di occupazione temporanea; 3. - che, effettuato il deposito delle indennità non accettate presso La Tesoreria Provinciale dello Stato - Sezione di Grosseto - Servizio della Cassa DD.PP., verrà emesso ed eseguito il Decreto di esproprio a favore del Comune di Castiglione della Pescaia (GR) per i beni interessati dal procedimento di espropriazione in argomento; 4. - che la Tesoreria Provinciale dello Stato - Sezione di Grosseto - Servizio della Cassa DD.PP. sarà tenuta ad erogare la somma ricevuta in deposito a seguito del provvedimento di svincolo del Comune espropriante, qualora sia divenuta definitiva rispetto a tutti la determinazione dell’indennità di esproprio, così come prescritto dall’art. 28 del D.P.R. n. 327/2001; 5. - di pubblicare il presente estratto della 166 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Determinazione 25.03.2011 all’Albo Pretorio del Comune, al B.U.R.T. e sul sito internet del Comune; 6. - copia del presente estratto viene inviata ai proprietari espropriandi prima indicati. Il Responsabile del Servizio Donatella Orlandi COMUNE DI CERTALDO (Firenze) Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69, com ma 6, della l.r. 1/05, di un Piano di Recupero di ini ziativa privata in loc. Fiano - zone di PRG “E5” E “A1”. COMUNE DI LUCIGNANO (Arezzo) Avviso di approvazione definita della variante al Piano di Lottizzazione C1F (II stralcio) - C1P in loc. “La Concia” con contestuale variante al R.U., del Comune di Lucignano. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO Vista la Deliberazione di C.C. n. 30 del 01.07.2008 con la quale il Consiglio Comunale adottava, ai sensi del combinato disposto degli artt. 16, 17 e 69, della L.R. 01/05, quanto in oggetto; IL DIRIGENTE DEL SETTORE SERVIZI PER IL TERRITORIO Vista la Deliberazione di C.C. n. 7 del 21.03.2011 con la quale il Consiglio Comunale approvava definitivamente, ai sensi del combinato disposto degli artt. 17 e 69, della L.R. 01/05, quanto in oggetto; RENDE NOTO RENDE NOTO - che con delibera n. 78/CC del 28.09.2010 venne adottato il piano di recupero di cui in oggetto; - che con delibera n. 10/CC del 28.02.2011 detto piano di recupero è stato approvato in via definitiva ai sensi dell’art. 69, comma 5, della L.R. 03.01.2005, n. 1; - che gli atti relativi restano depositati presso il Settore Servizi per il Territorio a libera visione del pubblico. Che gli atti e gli elaborati costituenti l’approvazione di cui all’oggetto sono depositatati presso la sede comunale. Lo strumento approvato diventa efficace dalla data di pubblicazione del presente avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi del comma 7 dell’art. 17 della L.R. 1/05 e ss.mm.ii. Il Dirigente Responsabile Pier Giuseppe Spannocchi Il Responsabile del Servizio Alessio Bartolozzi COMUNE DI CERTALDO (Firenze) COMUNE DI LUCIGNANO (Arezzo) Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69, comma 6, della L.R. 1/05, di un Piano di Recupero di iniziativa privata in loc. Sciano - Poggiagrilli - zone di PRG “A2” e “E4”. Avviso di approvazione definitiva della variante contestuale al Piano Strutturale ed al Regolamento Urbanistico per l’individuazione di una U.T.O.E. in loc. La Stazione, e revisione degli strumenti di pianificazione. IL DIRIGENTE DEL SETTORE SERVIZI PER IL TERRITORIO RENDE NOTO - che con delibera n. 76/CC del 28.09.2010 venne adottato il piano di recupero di cui in oggetto; - che con delibera n. 9/CC del 28.02.2011 detto piano di recupero è stato approvato in via definitiva ai sensi dell’art. 69, comma 5, della L.R. 03.01.2005, n. 1; - che gli atti relativi restano depositati presso il Settore Servizi per il Territorio a libera visione del pubblico. Il Dirigente Responsabile Pier Giuseppe Spannocchi IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO Vista la Deliberazione di C.C. n. 37 del 08.11.2010 con la quale il Consiglio Comunale adottava, ai sensi degli artt. 16, 17 della L.R. 01/05, quanto in oggetto; Vista la Deliberazione di C.C. n. 6 del 21.03.2011 con la quale il Consiglio Comunale approvava definitivamente, ai sensi dell’art. 17, della L.R. 01/05, quanto in oggetto; RENDE NOTO Che gli atti e gli elaborati costituenti l’approvazione di cui all’oggetto sono depositatati presso la sede comunale. 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Lo strumento approvato diventa efficace dalla data di pubblicazione del presente avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi del comma 7 dell’art. 17 della L.R. 1/05 e ss.mm.ii. Il Responsabile del Servizio Alessio Bartolozzi COMUNE DI MONTERONI D’ARBIA (Siena) Variante urbanistica al P.R.G. per modifiche alla perimetrazione dell’area destinata ad espansione residenziale Comparto C.1 via S. Lavagnini a Ponte d’Arbia - Controdeduzione alle osservazioni presentate - approvazione ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 03.01.2005 n. 1. IL RESPONSABILE DELL’AREA TECNICA- URBANISTICA Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 64 del 28.11.2008 con la quale è stata adottata la Variante Urbanistica al P.R.G. per modifiche alla perimetrazione dell’area destinata ad espansione residenziale Comparto C.1 in via S. Lavagnini a Ponte d’Arbia, ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 01/2005; Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 29 del 22.04.2009 con la quale sono state contro dedotte le osservazioni presentate ed è stata approvata la Variante al P.R.G. in oggetto; Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 88 del 30.11.2010 con la quale è stato approvato il Piano Strutturale ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 01/2005 e preso atto del supporto geologico allegato al piano; Vista la L.R.T. n. 1 del 03.01.2005; RENDE NOTO - Che a partire dalla data di pubblicazione del presente avviso sul B.U.R.T. la Variante al P.R.G. Comparto C.1 in via S. Lavagnini a Ponte d’Arbia si deve intendere efficace a tutti gli effetti ai sensi dell’art. 17 comma 6, della Legge Regionale Toscana n. 1/2005. Il Responsabile Area Tecnica-Urbanistica Anna Calocchi COMUNE DI MONTERONI D’ARBIA (Siena) Piano Strutturale: riesame parziale delle osserva zioni - esame degli elaborati modificati a seguito delle 167 controdeduzioni - approvazione ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 03.01.2005 n. 1. IL RESPONSABILE DELL’AREA TECNICA- URBANISTICA Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 38 del 16.06.2008 con la quale è stato adottato il Piano Strutturale ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 01/2005; Vista la delibera del Consiglio Comunale n. 32 del 22.04.2009 con la quale vengono contro dedotte le osservazioni al Piano Strutturale; Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 88 del 30.11.2010 con la quale è stato approvato il Piano Strutturale ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 01/2005 con il riesame parziale delle osservazioni e l’esame degli elaborati modificati a seguito delle controdeduzioni; Vista la L.R.T. n. 1 del 03.01.2005; RENDE NOTO - Che a partire dalla data di pubblicazione del presente avviso sul B.U.R.T. il Piano Strutturale si deve intendere efficace a tutti gli effetti ai sensi dell’art. 17 comma 6, della Legge Regionale Toscana n. 1/2005. Il Responsabile Area Tecnica-Urbanistica Anna Calocchi COMUNE DI PELAGO (Firenze) Avviso di approvazione variante n. 8 al R.U. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO URBANISTICA E EDILIZIA Vista la Legge n. 1150/42 e la L.R. n. 1/05 e successive modifiche e integrazioni; Vista la Legge 15 maggio 1997 n. 127; AVVISA Che trovasi depositata presso la sede del Comune di Pelago per trenta giorni consecutivi decorrenti dalla data di pubblicazione del presente avviso, la Deliberazione di Consiglio Comunale n. 14 del 16/03/2011 con la quale è stata approvata definitivamente, ai sensi del comma 4 dell’art. 17 L.R. 1/05, la Variante n. 8 al Nuovo Regolamento Urbanistico per l’area “ex Merinangora” di cui alla scheda 1.A.1 - Albereta I in località San Francesco di Pelago. 168 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 Chiunque può prendere conoscenza degli atti predetti presso l’Ufficio Tecnico Comunale. Garante della comunicazione, ai sensi dell’art. 19 L.R. 1/05, è il Geom. Alessandro Melloni. Il Responsabile Servizio Urbanistica e Edilizia Alessandro Pratesi COMUNE DI SAN GIOVANNI VALDARNO (Arezzo) Approvazione definitiva del Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale “Azienda agricola Luzzi Leonardo”. IL DIRIGENTE Visti gli art. 11 e 69 della L.R. 03/01/2005, n. 1; Vista la deliberazione consiliare del 21.12.2010 n. 66 di adozione; Vista la deliberazione consiliare del 29.03.2011 n. 38 di approvazione; Vista la L.R. 03.01.2005, n. 1; IL DIRIGENTE Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e successive modifiche ed integrazioni; Visto il Regolamento Urbanistico vigente; RENDE NOTO che a decorrere dalla data odierna si trova depositata presso la Sede Comunale la documentazione inerente la Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e s. m. ed i. - Variazione di destinazione d’uso, da “Zo na di Recupero” e “Area attrezzata per ricovero mezzi e materiali attività edili” in “Zona Consolidata di Comple tamento Produttivo soggetta a permesso di costruire convenzionato” ricadente in U.T.O.E. 2A1 Montecalvoli Basso. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. Detta Variante è stata adottata con delibera del Consiglio Comunale n. 11 del 24/03/2011 e rimarrà depo sitata nella sede comunale per la durata di quarantacinque giorni consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione e presentare osservazioni in ordine alle quali il Consiglio Comunale deciderà in sede di approvazione definitiva, motivando espressamente le corrispondenti determinazioni assunte. Il Dirigente del Settore 4 M. Gennai RENDE NOTO che nell’Ufficio Segreteria dal giorno 12.01.2011 per quarantacinque giorni consecutivi, sono stati depositati in libera visione al pubblico, ai sensi e per gli effetti della L.R. 03.01.2005, n. 1, gli atti relativi alla approvazione del Programma aziendale richiamato in oggetto. Che dalla data di pubblicazione sul B.U.R.T. del presente avviso, il Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale “Azienda agricola Luzzi Leonardo” si deve intendere efficace a tutti gli effetti come disposto dall’art. 69 della LR 1/05. Il Dirigente Vito Disabato COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa) Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e s.m. ed i. - Variazione di destinazione d uso, da “Zona di Recupero” e “Area attrezzata per ricovero mezzi e materiali attività edili” in “Zona Consolidata di Completamento Produttivo soggetta a permesso di costruire convenzionato” ricadente in U.T.O.E. 2A1 Montecalvoli Basso. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa) Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e s.m. ed i. - Individuazione di area da destinare ad incremento zootecnico in U.T.O.E. 2A3. Variazione di destinazione d uso da “Aree agricole con edifici sparsi” a “Zona destinata ad incremento zootecnico”. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. IL DIRIGENTE Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e successive modifiche ed integrazioni; Visto il Regolamento Urbanistico vigente; RENDE NOTO che a decorrere dalla data odierna si trova depositata presso la Sede Comunale la documentazione inerente la Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e s. m. ed i. - Individuazione di area da destinare ad incremento zootecnico in U.T.O.E. 2A3. Variazione di destinazione 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 d’uso da “Aree agricole con edifici sparsi” a “Zona destinata ad incremento zootecnico”. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni Detta Variante è stata adottata con delibera del Consi glio Comunale n. 10 del 24/03/2011 e rimarrà deposi tata nella sede comunale per la durata di quarantacinque giorni consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione e presentare osservazioni in ordine alle quali il Consiglio Comunale deciderà in sede di approvazione definitiva, motivando espressamente le corrispondenti determinazioni assunte. Il Dirigente del Settore 4 M. Gennai COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa) Variante anticipatrice del nuovo Piano Strutturale ai sensi della L.R. 1/2005 e s.m.i. e contestuale variante al R.U. - adeguamento dei piani e dei programmi in materia di commercio. Approvazione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. IL DIRIGENTE Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e successive modifiche ed integrazioni; Visto il Regolamento Urbanistico vigente; RENDE NOTO che con Delibera di Consiglio Comunale n. 14 del 29/03/2011 è stata approvata la variante anticipatrice del nuovo Piano Strutturale ai sensi della L.R. 1/2005 e s.m.i. e contestuale variante al R.U. - adeguamento dei piani e dei programmi in materia di commercio. Approvazione ai sensi della L. R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. Il Dirigente del Settore 4 M. Gennai COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa) Piano di Protezione Civile Intercomunale. Adozio ne ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. IL DIRIGENTE Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e successive modifiche ed integrazioni; Visto il Regolamento Urbanistico vigente; 169 RENDE NOTO che a decorrere dalla data odierna si trova depositata presso la Sede Comunale la documentazione inerente il Piano di Protezione Civile Intercomunale. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni Detto piano è stato adottato con delibera del Consiglio Comunale n. 21 del 30/03/2011 e rimarrà depositato nella sede comunale per la durata di quarantacinque giorni consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione e presentare osservazioni in ordine alle quali il Consiglio Comunale deciderà in sede di approvazione definitiva, motivando espressamente le corrispondenti determinazioni assunte. Il Dirigente del Settore 4 M. Gennai COMUNE DI TERRANUOVA BRACCIOLINI (Arezzo) Approvazione variante al Regolamento Urbanistico vigente ai sensi degli artt. 16 e 17 della l.r. n.1/2005, per la modifica di una zona B3a e una zona C0, nella frazione “le Ville”. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Visto l’art. 17 comma 2 della L.R. n. 1 del 03/01/05 e successive modifiche ed integrazioni; RENDE NOTO Che con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 61 del 22/09/2010 è stata approvata la variante al regolamento urbanistico vigente ai sensi degli artt. 16 e 17 della l.r. n. 1/2005, per la modifica di una zona B3a e una zona C0, nella frazione “le Ville”. Che gli elaborati allegati alla suddetta Delibera rimarranno depositati nella sede del Comune, presso l’Ufficio Urbanistica Pianificazione Territoriale a libera visione del pubblico. Il Responsabile del Procedimento Giancarlo Barucci COMUNE DI TERRANUOVA BRACCIOLINI (Arezzo) Approvazione Piano di Recupero in area di trasformazione e recupero urbano sottozona Bc Ter 35 capoluogo e contestuale variante al R.U. vigente ai sensi degli artt. 16 e 17 della L.R 03.01.2005 n. 1, (ex 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 170 comparti Bc Ter 03 e Bc Ter 12) per la formazione del comparti Bc Ter 35. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Visto l’art. 17 comma 6 della L.R. n. 1 del 03/01/05 e successive modifiche ed integrazioni; COMUNE DI FIRENZE DETERMINAZIONE 15 marzo 2011, n. 2459 Tramvia linea 2 (Peretola - Piazza della libertà) Deposito nella cassa DD.PP. di Firenze dell’indennità di esproprio non accettata per l’immobile contraddistinto nel Foglio di Mappa 32/B dalla part. 599. RENDE NOTO IL DIRETTORE Che con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 06 del 15.02.2011 è stato APPROVATO il piano di recupero in area di trasformazione e recupero urbano sottozona Bc Ter 35 nel capoluogo e contestuale variante al R.U. vigente ai sensi degli artt.16 e 17 della L.R 03.01.2005 n. 1, (ex comparti Bc Ter 03 e Bc Ter 12) . Che gli elaborati allegati alla suddetta Delibera rimarranno depositati nella sede del Comune, presso l’Ufficio Urbanistica Pianificazione Territoriale a libera visione del pubblico. La variante è efficace dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. Omissis Il Responsabile del Procedimento Giancarlo Barucci ERRATA CORRIGE - Determinazioni COMUNE DI FIRENZE DETERMINAZIONE 15 marzo 2011, n. 2459 Tramvia linea 2 (Peretola - Piazza della Libertà) Deposito nella cassa DD.PP. di Firenze dell’indennità di esproprio non accettata per l’immobile contrad distinto nel Foglio di Mappa 32/B dalla part. 599. (Pubblicato sul B.U. n. 14 del 6.4.2011). Si comunica che, per mero errore materiale, sul B.U. n. 14 a pag. 254, la Determinazione in oggetto è stata pubblicata indicando come ente emanante AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FIRENZE anziché COMUNE DI FIRENZE pertanto si procede alla pubblicazione del provve dimento nella sua forma corretta: DETERMINA 1) di liquidare, ai fini del suo deposito alla Cassa DD. PP., presso la Direzione Provinciale del Tesoro di Firenze (c. b. 36086), la somma di € 2.659,32# (quota parte della somma complessiva di € 109.205,41#, da depositare alla Cassa DD. PP. medesima a titolo di indennità provvisorie di esproprio non accettate per i terreni interessati dalla realizzazione dell’opera in oggetto, oppure accettate, ma prive della documentazione richiesta e necessaria per poter procedere al relativo pagamento) a favore di: - Rossini Romano, nato a Greve in Chianti (FI) il 28.10.1935 e residente a Firenze in Via di Novoli n. 52, cod. fisc. RSSRMN35R28E169C; - Lori Meri, nata a Firenze il 27.4.1937 ed ivi residente in Via S. Lorenzino a Ripaltuzza n. 1, cod. fisc. LROMRE37D67D612U; - Zanobini Giuliana, nata a Firenze l’8.6.1932 ed ivi residente in Piazza Valdelsa n. 3, cod. fisc. ZNBGLN32H48D612C; - Zanobini Lidia, nata a Firenze il 6.3.1935 ed ivi residente in Piazzetta Valdambra n. 19, cod. fisc. ZNBLDI35C46D612S; - Maiani Luisa, nata a Granarolo nell’Emilia il 16.3.1942 e residente a Firenze in Piazzetta Valdambra n. 19, cod. fisc. MNALSU42C56E136D; - Pancaldi Remo, nato a Castenaso (BO) il 24.8.1937 e residente a Firenze in Piazzetta Valdambra n. 19, cod. fisc. PNCRME37M24C292U; - Simonelli Laura, nata in Jugoslavia il 20.11.1943 e residente a Firenze in Via F. T. Baracchini n. 41, cod. fisc. SMNLRA43S60G778N; - Tosi Gilmo, nato a Barberino di Mugello (FI) il 5.5.1942 e residente a Firenze in Via F. T. Baracchini n. 41, cod. fisc. TSOGLM42E05A632R; - Piccioli Maria Cristina, nata a Firenze il 21.10.1974 ed ivi residente in Via di Novoli n. 52, cod. fisc. PCCMCR74R61D612Z, per l’immobile identificato al N.C.T. del Comune di Firenze, nel foglio di mappa 32/B, dalla particelle 599 di mq. 325 (da espropriare per porzione di mq. 25); Omissis 20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16 5) di pubblicare (ex art. 26.7 del D.P.R. n. 327/01 e s.m.i.) un estratto del presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, a garanzia degli eventuali diritti di terzi; entro il termine di 30 giorni dalla data della pubblicazione, gli interessati potranno presentare opposizione alla Corte di Appello di Firenze 171 avverso la determinazione delle indennità di cui al precedente punto n. 1. Il Direttore Paolo Pantuliano MODALITÀ TECNICHE PER L’INVIO DEGLI ATTI DESTINATI ALLA PUBBLICAZIONE Con l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2008 della L.R. n. 23 del 23 aprile 2007 “Nuovo ordinamento del Bollettino Ufficiale della Regione Toscana e norme per la pubblicazione degli atti. Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1995, n. 9 (Disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti)”, cambiano le tariffe e le modalità per l’invio degli atti destinati alla pubblicazione sul B.U.R.T. Tutti gli Enti inserzionisti devono inviare i loro atti per la pubblicazione sul B.U.R.T. in formato esclusivamente digitale. Le modalità tecniche per l'invio elettronico degli atti destinati alla pubblicazione sono state stabilite con Decreto Dirigenziale n. 5615 del 12 novembre 2007. L’invio elettronico avviene mediante interoperabilità dei sistemi di protocollo informatici (DPR 445/2000 artt. 14 e 55) nell’ambito della infrastruttura di Cooperazione Applicativa Regionale Toscana. Le richieste di pubblicazione firmate digitalmente (D.lgs 82/2005) hanno come allegato digitale l'atto di cui è richiesta la pubblicazione. E’ fatta transitoriamente eccezione alle modalità di cui sopra per gli enti ancora non dotati del protocollo elettronico, per i quali resta utilizzabile, la trasmissione elettronica all’indirizzo [email protected]. Il materiale da pubblicare deve pervenire all’Ufficio del B.U.R.T. entro il mercoledì per poter essere pubblicato il mercoledì della settimana successiva. Il calcolo per le tariffe di inserzione è determinato in base al numero complessivo dei caratteri, spazi,simboli di interlinea ecc. di cui è composto il testo da pubblicare. La tariffa unitaria per carattere, spazi ecc. è di Euro 0,010, il costo per la pubblicazione di tabelle, elenchi, prospetti diversi sarà computato moltiplicando la tariffa unitaria per 2.000 per ogni pagina di formato A/4 anche se le dimensioni delle tabelle, ecc. non dovessero occupare interamente la pagina A/4 (Euro 20). Per le inserzioni a pagamento il versamento dovrà essere fatto sul C/C postale n. 14357503 intestato a: Regione Toscana - Bollettino Ufficiale - via F. Baracca, 88 - 50127 Firenze. L’attestazione del pagamento dovrà essere inviata via fax al n. 0554384620 contestualmente al materiale da pubblicare inviato in formato digitale. L’art. 16, comma 2, della L.R. n. 23/2007 stabilisce che gli atti degli enti locali e degli altri enti pubblici la cui pubblicazione è obbligatoria per previsione di legge o di regolamento è effettuata senza oneri per l’interessato, in tal caso nella richiesta di pubblicazione deve essere indicata la norma che la rende obbligatoria. L’art. 16, comma 3, della L.R. n. 23/2007, stabilisce viceversa che sono soggetti a pagamento gli atti di cui all’art.5, comma 1, lettere h),i),j),e k), ed in particolare: 1) bandi ed avvisi di concorso e relativi provvedimenti di approvazione; 2) bandi ed avvisi per l’attribuzione di borse di studio, contributi, sovvenzioni, benefici economici e i relativi provvedimenti di approvazione; 3) i provvedimenti di approvazione delle graduatorie relativi ai procedimenti di cui sopra; 4) gli avvisi di conferimento di incarichi esterni o di collaborazione coordinata e continuativa, ove previsto dalla disciplina della materia. I testi da pubblicare, trasmessi unitamente alla istanza di pubblicazione, devono possedere i seguenti requisiti formali: • testo - in forma integrale o per estratto (ove consentito o espressamente richiesto); • collocazione fuori dai margini del testo da pubblicare di firme autografe, timbri, loghi o altre segnature; • utilizzo di un carattere chiaro tondo preferibilmente times newroman, corpo 10; • indicazione, all’inizio del testo, della denominazione dell’ente emettitore e dell’oggetto dell’atto sintetizzato nei dati essenziali; • inserimento nel testo di un unico atto o avviso; più atti o avvisi possono essere inseriti nello stesso testo se raggruppati per categorie o tipologie omogenee. Per ogni eventuale chiarimento rivolgersi alla redazione del B.U.R.T. tel. n. 0554384622