Anno XLII
Repubblica Italiana
BOLLETTINO UFFICIALE
della Regione Toscana
Parte Seconda n. 16
mercoledì, 20 aprile 2011
Firenze
Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88 - 50127 Firenze - Fax: 055 - 4384620
Portineria
tel. 055-438.46.22
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Il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana è pubblicato esclusivamente in forma digitale, la pubblicazione avviene di norma il mercoledì, o comunque ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, ed è diviso in tre
parti separate.
L’accesso alle edizioni del B.U.R.T., disponibili sul sito WEB della Regione Toscana, è libero, gratuito e senza limiti di tempo.
Nella Parte Prima si pubblicano lo Statuto regionale, le leggi e i regolamenti della Regione, nonché
gli eventuali testi coordinati, il P.R.S. e gli atti di programmazione degli Organi politici, atti degli Organi
politici relativi all'interpretazione di norme giuridiche, atti relativi ai referendum, nonché atti della Corte
Costituzionale e degli Organi giurisdizionali per gli atti normativi coinvolgenti la Regione Toscana, le ordinanze degli organi regionali.
Nella Parte Seconda si pubblicano gli atti della Regione, degli Enti Locali, di Enti pubblici o di altri
Enti ed Organi la cui pubblicazione sia prevista in leggi e regolamenti dello Stato o della Regione, gli atti
della Regione aventi carattere diffusivo generale, atti degli Organi di direzione amministrativa della Regione
aventi carattere organizzativo generale.
Nella Parte Terza si pubblicano i bandi e gli avvisi di concorso, i bandi e gli avvisi per l’attribuzione di
borse di studio, incarichi, contributi, sovvenzioni, benefici economici e finanziari e le relative graduatorie
della Regione, degli Enti Locali e degli altri Enti pubblici, si pubblicano inoltre ai fini della loro massima
conoscibilità, anche i bandi e gli avvisi disciplinati dalla legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 (Norme in
materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro).
Ciascuna parte, comprende la stampa di Supplementi, abbinata all’edizione ordinaria di riferimento,
per la pubblicazione di atti di particolare voluminosità e complessità, o in presenza di specifiche esigenze
connesse alla tipologia degli atti.
2
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
SOMMARIO
SEZIONE I
CONSIGLIO REGIONALE
- Mozioni
MOZIONE 7 aprile 2011, n. 204
In merito all’accoglienza in Toscana dei migranti
provenienti dal Nord Africa. pag. 8
PRESIDENTE DELLA GIUNTA
REGIONALE
- Decreti
DECRETO 12 aprile 2011, n. 60
Commissione Regionale per la Formazione Sani­
taria. Ricostituzione.
’’ 10
_____________
DECRETO 12 aprile 2011, n. 61
Delega per partecipare alle assemblee di Etruria
Innovazione S.c.p.a. e di Sviluppo Toscana S.p.A. ’’ 12
_____________
DECRETO 12 aprile 2011, n. 62
Conferenza degli Enti di cui all’articolo 2 del­
l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
n. 3706 del 02.10.2008. Delega a partecipare alla se­
dute. ’’ 13
_____________
DECRETO 12 aprile 2011, n. 63
Frana del 22/03/2010 in località Quercianella nel
comune di Livorno. Dichiarazione di stato di emer­
genza regionale ai sensi dell’art. 11, comma 2, lett. a)
L.R. 67/2003. ’’ 13
_____________
DECRETO 13 aprile 2011, n. 64
Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Uni­
versitario. Sostituzione componente nel Consiglio di
Amministrazione.
’’ 14
GIUNTA REGIONALE
- Deliberazioni
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 224
Disposizioni in merito al sistema di monitoraggio
per la misura in tempo reale della radioattività am­
bientale di origine artificiale - Macrobiettivo C2
“Ridurre la percentuale della popolazione espo­sta
al­l’in­qui­namento acustico, all’inquinamento elet­
tromagnetico e alle radiazioni ionizzanti” P.R.A.A.
2007/2010.
’’ 15
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 225
Procedimento VAS di competenza statale - Consul­
tazione Rapporto ambientale - Piano di bacino, stral­
cio “Bilancio idrico del Lago di Massaciuccoli. ’’ 20
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 227
D.G.R.T. n. 1095 del 20/12/2010 - proroga accordo
Regione Campania-Regione Toscana per emergenza
rifiuti. ’’ 39
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 232
Recepimento del contenuto del documento ap­
provato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome nella seduta del 3 marzo 2011 recante - di­
sciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni de­gli
impianti autostradali in caso di sciopero. ’’ 40
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 233
Approvazione modifiche allo Statuto della Fonda­
zione Toscana Spettacolo.
’’ 49
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 236
Approvazione dei macroambiti di attività e dei
criteri specifici per la concessione di contributi ex
DGR 30/2009 e sm - annualità 2011.
’’ 49
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 237
Prezzo di rimborso dei medicinali: modifica de­
liberazione n. 193 del 28/03/2011. ’’ 62
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 240
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
POR CRO FSE 2007-2013 Reg (CE) 396/2009.
Approvazione documento descrittivo della metodo­
logia di semplificazione. ’’ 74
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 243
Approvazione disposizioni operative per il funzio­
namento delle Società della Salute in Toscana. Mo­
difica alla DGRT n. 1265 del 28 dicembre 2009. ’’ 100
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 245
L.R. 26/2009 “Disciplina delle attività europee
e di rilievo internazionale della Regione Toscana”.
Approvazione del Documento di Attuazione per gli
interventi a favore dei Toscani all’estero per l’anno
2011.
’’ 118
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 248
L.R. n. 66/2008 “Istituzione del fondo regionale per
la non autosufficienza”. Riparto alle Zone/distretto
delle risorse del fondo per la non autosufficienza per
il periodo gennaio-maggio 2011. ’’ 136
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 249
L.R. 51/09 - trasferimento all’AOU Careggi di
risorse per la predisposizione del software per il
supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori
relativi ai requisiti di accreditamento.
’’ 139
_____________
3
fra­strutture per lo sviluppo economico - assegna­zione
risorse al Fondo per le infrastrutture produttive. ’’ 143
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 256
Ricorso alla conferenza paritetica interistituzionale
ai sensi dell’art. 25 della L.R. 1/2005 per il pronun­
ciamento sui possibili contrasti con il P.I.T. del piano
strutturale del comune di Massa.
’’ 145
CONSIGLIO REGIONALE
UFFICIO DI PRESIDENZA
- Deliberazioni
DELIBERAZIONE 1 febbraio 2011, n. 15
Indirizzi in ordine all’Organismo indipendente di
valutazione per la struttura consiliare.
’’ 149
GIUNTA REGIONALE
DIRIGENZA
- Decreti
Direzione Generale Organizzazione e Risorse
DECRETO 5 aprile 2011, n. 1236
certificato il 07-04-2011
Piano Occupazionale della Giunta regionale anno
2011 dirigenti e categorie - periodo 1 gennaio 2011/1
gennaio 2012.
’’ 150
ALTRI AVVISI
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 250
ACQUA MINERALE SAN BENEDETTO S.p.A.
Determinazione della quota annuale da destinare
a progetti presentati dalle Associazioni di gestori delle
scuole dell’infanzia paritarie private più rappre­
sentative a livello regionale.
’’ 140
_____________
Avviso al pubblico di istanza di avvio del proce­
dimento di verifica di assoggettabilità alla procedura
di V.I.A. (art. 48 L.R. n. 10/2010 e ss.mm.ii.) inerente
le attività di ricerca da svolgersi durante il permesso
di ricerca per acqua minerale denominato “CincianoSan Benedetto”, sito in località Cinciano, nel comune
di Poggibonsi (SI).
’’ 153
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 252
Interventi per l’anno 2011 a sostegno dell’occu­
pazione: incentivi alle imprese per le assunzioni dei
lavoratori.
’’ 140
_____________
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 253
P.R.S.E. 2007-2010 linee di intervento 1.5 e 3.3 - in­
RIMA S. S.n.c.
Avviso al pubblico dell’istanza di avvio della pro­ce­
dura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. ai sensi del­la
L.R. 10/2010 e ss.mm.ii. del progetto di col­ti­va­zione di
una cava di inerti nel Comune di La­terina (Ar). ’’ 153
_____________
4
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
SUPERLATIVA S.a.s. di Hu Sichao & C.
- Determinazioni
Avviso di deposito domanda di Autorizzazione In­
tegrata Ambientale presso l’autorità competente per
la consultazione da parte dei soggetti interessati. ’’ 154
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
SEZIONE II
- Deliberazioni
COMUNE DI PONTEDERA (Pisa)
DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 22
Variante al Regolamento Urbanistico per modifiche
di modesta entità - recepimento nuovo assetto del
P.A.I. del fiume Arno - recepimento norme trasporto
gas - aggiornamento N.T.A. - approvazione ai sensi
degli artt. 17 e 18 della l.r. n. 1/2005.
’’ 155
_____________
DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 23
Piano di Recupero con variante al Regolamento
Urbanistico per la realizzazione di 4 UU.II. a de­
stinazione residenziale a Montecastello in fregio alla
via delle Colombaie - U.T.O.E. 2B2 Montecastello
residenziale - approvazione ai sensi degli artt. 15 e se­
guenti e artt. 69 e 73 della l.r. n. 1/2005.
’’ 155
_____________
DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 774
Comune di Scarlino. Classificazione a Strada Co­
munale del vecchio tracciato della ex S.S. 322 delle
Collacchie, dal km 6+750 al km 7+400 e dal km 7+500
al km 8+000 della S.P. 158 delle Collacchie. ’’ 157
_____________
COMUNE DI AREZZO
DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 1155
Pagamento diretto ad una ditta catastale dell’inden­
nità di esproprio per la realizzazione di sistemazione
della viabilità in località Case Nuove di Ceciliano. ’’ 158
_____________
COMUNE DI CAMPI BISENZIO (Firenze)
DETERMINAZIONE 12 aprile 2011, n. 44
Espropriazione di beni immobili per la realizza­
zione del 4° lotto dell’asse stradale Firenze (Perfetti
Ricasoli) - Prato (Mezzana). Pagamento dell’indennità
di espropriazione ex art. 26 D.P.R. 327/2001. ’’ 158
COMUNE DI SINALUNGA (Siena)
- Avvisi
DELIBERAZIONE 4 febbraio 2011, n. 5
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
AREZZO
Variante nr. 1 Piano Attuativo “Porticciolo 2”, a
suo tempio approvato con Deliberazione di Consiglio
Comunale nr. 67 del 20.09.2005, per la realizzazione
edificio con destinazione “D2”. Adozione ai sensi del­
l’art. 69 della L.R. 1/2005.
’’ 156
- Decreti
COMUNE DI LIVORNO
DECRETO 11 aprile 2011, prot. n. 1225
Procedure espropriative correlate alle opere di
urbanizzazione del Piano Particolareggiato U.T.O.E.
4C17 “SALVIANO 2” di cui al decreto di occupazione
d urgenza n. 1506 del 21.4.2009. Decreto di esproprio
degli immobili del Demanio dello Stato Fg. 34 Part.
2682, Fg. 34 Part. 2684, Fg. 34 Part. 2693.
’’ 156
T.U. 11/12/1933 n. 1775 sulle acque pubbliche.
Domanda in data 17/12/2010 per concessione di
derivazione di acqua sotterranea in Comune di
Castel San Niccolò loc. Cetica per uso Consumo
Umano. Ditta: Acquedotto Rurale Cetica pratica n.
CSA2010_00017. ’’ 159
_____________
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
FIRENZE
Avviso relativo a domanda di concessione di deri­
va­zione d’acqua pubblica. Pratica nuova n. 3705.’’ 159
_____________
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
Concessione di derivazione di acqua pubblica da
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
un pozzo realizzato nel Comune di Magliano in To­
scana intestata alla Ditta Chimenti Paolo. ’’ 159
_____________
Domanda di concessione di derivazione di acque
sotterranee. Ditta Montecchio soc. Agricola s.r.l. Pra­
tica n. 52/2010.
’’ 160
_____________
Domanda di concessione di derivazione di acque
sotterranee. Ditta Nofroni Majla. Pratica n. 95/2008. ’’ 160
_____________
E.N.E.L. Distribuzione Soc.p.Az. Zona di Grosseto
- Elettrodotto MT a 15 KV in Cavo Sotterraneo da Cabina Primaria Grosseto Sud a loc. Strillaie in
Comune di Grosseto per allacciamento nuova forni­
tura Soc. Futura s.p.a. - Rif. ENEL n. 235572C - Prati­
ca n. 01/011. Avviso di avvio del procedimento. ’’ 160
_____________
Domanda di concessione di derivazione di acque
sotterranee. Ditta Soc. COOP. Tagete. Pratica n.
108/2008.
’’ 161
_____________
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
LIVORNO
Comunicazione di avvio del procedimento unico,
ai sensi della L. 241/1990 e ss.mm.ii., conseguente
all’istanza di Autorizzazione Unica energetica pre­
sentata, ai sensi del D.Lgs. 387/2003 e della L.R.
39/2005 e ss.mm.ii., dalla Società ESAM srl, per la
realizzazione e esercizio di un impianto fotovoltaico
“a terra” e delle opere connesse, con potenza di picco
pari a 978, 8 KWp in Comune di Collesalvetti località
Cerretello/I Renai.
’’ 161
_____________
L.R. 39/2005 e ss.mm.ii. Istanza per il rilascio di
Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di
un nuovo impianto fotovoltaico e delle relative opere
connesse, da ubicarsi in località Macchialta, comune
di Campiglia Marittima. Comunicazione di avvio del
Procedimento unificato.
’’ 162
_____________
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LUCCA
Istanza di autorizzazione alla costruzione e al­
l’esercizio impianto fotovoltaico potenza 993,6 kW
da installare su terreno ubicato in località “Saldina”,
frazione Pieve S. Lorenzo nel Comune di Minucciano
(Lu) e linea elettrica di connessione, da parte della
società Bellavista Energy s.r.l. ’’ 162
_____________
5
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA
CARRARA
Pratica PC 1178/76-50 Zucchetti S.p.A. Uti­
lizzazione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775
s.m.e i. ’’ 163
_____________
Pratica PC 1160/47-94 Ditta Luni Service. Uti­
lizzazione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775
s.m.e i.
’’ 163
_____________
Pratica PC 901/23 - 198 - Bagno Nuova Italia di
Musetti Federica. Utilizzazione acqua pubblica T.U.
11.12.1933 n. 1775 s.m.e i. ’’ 163
_____________
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA
Concessione di derivazione di acqua sotterranea. Soc.
Borgo Scopeto e Caparzo s.r.l. Pratica n. 21225. ’’ 164
_____________
Concessione di derivazione di acqua sotterranea.
Soc. Villa Agostoli s.r.l. Pratica n. 21226. ’’ 164
_____________
Concessione di derivazione acqua sotterranea.
Ditta Soc. Assocucine s.r.l. Pratica n. 21227. ’’ 164
_____________
Concessione di derivazione acqua sotterranea.
Ditta Pisaroni Mauro. Pratica n. 21228. ’’ 164
_____________
COMUNE DI BIBBIENA (Arezzo)
Avviso di deposito nella segreteria comunale degli
atti relativi a: “Piano di Recupero PR13A in località
La Casa” adozione - art. 69 - L.R. 1/2005.
’’ 164
_____________
Avviso di deposito nella segreteria comunale degli
atti relativi a: “Variante al Piano di Lottizzazione del
comparto 16C in località Coccaia”- approvazione
definitiva. ’’ 165
_____________
COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
(Grosseto)
Lavori pubblici - Espropriazione per pubblica
utilità dei beni immobili per la “Realizzazione e ri­
facimento percorso pedonale da ex Paoletti a via
San Benedetto Po”, compresa nuova illuminazione
6
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
pubblica della strada provinciale e del percorso pe­
donale”. Modifica quadro economico - Ordinanza di
deposito presso la Cassa dd.pp. delle indennità prov­
visoria d’esproprio e d’occupazione.
’’ 165
_____________
COMUNE DI CERTALDO (Firenze)
Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69,
comma 6, della l.r. 1/05, di un Piano di Recupero di
iniziativa privata in loc. Fiano - zone di PRG “E5” E
“A1”. ’’ 166
_____________
Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69,
comma 6, della L.R. 1/05, di un Piano di Recupero di
iniziativa privata in loc. Sciano - Poggiagrilli - zone di
PRG “A2” e “E4”.
’’ 166
_____________
COMUNE DI SAN GIOVANNI VALDARNO
(Arezzo)
Approvazione definitiva del Programma Aziendale
Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale
“Azienda agricola Luzzi Leonardo”.
’’ 168
_____________
COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa)
Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e
s.m. ed i. - Variazione di destinazione d uso, da “Zona
di Recupero” e “Area attrezzata per ricovero mezzi
e materiali attività edili” in “Zona Consolidata di
Completamento Produttivo soggetta a permesso di
costruire convenzionato” ricadente in U.T.O.E. 2A1
Montecalvoli Basso. Adozione ai sensi della L.R. 1/05
e successive modifiche ed integrazioni. ’’ 168
_____________
Avviso di approvazione definita della variante al
Piano di Lottizzazione C1F (II stralcio) - C1P in loc.
“La Concia” con contestuale variante al R.U., del
Comune di Lucignano.
’’ 166
_____________
Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005
e s.m. ed i. - Individuazione di area da destinare ad
incremento zootecnico in U.T.O.E. 2A3. Variazione
di destinazione d uso da “Aree agricole con edifici
sparsi” a “Zona destinata ad incremento zootecnico”.
Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche
ed integrazioni. ’’ 168
_____________
Avviso di approvazione definitiva della variante
contestuale al Piano Strutturale ed al Regolamento
Urbanistico per l’individuazione di una U.T.O.E.
in loc. La Stazione, e revisione degli strumenti di
pianificazione.
’’ 166
_____________
Variante anticipatrice del nuovo Piano Strutturale
ai sensi della L.R. 1/2005 e s.m.i. e contestuale variante
al R.U. - adeguamento dei piani e dei programmi in
materia di commercio. Approvazione ai sensi della
L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni. ’’ 169
_____________
COMUNE DI MONTERONI D’ARBIA (Siena)
Piano di Protezione Civile Intercomunale. Adozio­
ne ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed
integrazioni.
’’ 169
_____________
COMUNE DI LUCIGNANO (Arezzo)
Variante urbanistica al P.R.G. per modifiche alla
perimetrazione dell’area destinata ad espansione
residenziale Comparto C.1 via S. Lavagnini a
Ponte d’Arbia - Controdeduzione alle osservazioni
presentate - approvazione ai sensi dell’art. 17 della
L.R.T. 03.01.2005 n. 1.
’’ 167
_____________
Piano Strutturale: riesame parziale delle osserva­
zioni - esame degli elaborati modificati a seguito delle
controdeduzioni - approvazione ai sensi dell’art. 17
della L.R.T. 03.01.2005 n. 1.
’’ 167
_____________
COMUNE DI PELAGO (Firenze)
Avviso di approvazione variante n. 8 al R.U.
_____________
’’ 167
COMUNE DI TERRANUOVA BRACCIOLINI
(Arezzo)
Approvazione variante al Regolamento Urbanistico
vigente ai sensi degli artt. 16 e 17 della l.r. n.1/2005,
per la modifica di una zona B3a e una zona C0, nella
frazione “le Ville”.
’’ 169
_____________
Approvazione Piano di Recupero in area di tra­
sformazione e recupero urbano sottozona Bc Ter 35
capoluogo e contestuale variante al R.U. vigente ai
sensi degli artt. 16 e 17 della L.R 03.01.2005 n. 1, (ex
comparti Bc Ter 03 e Bc Ter 12) per la formazione del
comparti Bc Ter 35. ’’ 169
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
7
- Determinazioni
della Regione Toscana nell’ambito del procedimento
di VIA statale sul progetto di metanodotto Piombino
Collesalvetti presentato da SNAM Rete Gas S.p.A.
_____________
COMUNE DI FIRENZE
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 229
DETERMINAZIONE 15 marzo 2011, n. 2459
D.Lgs. 152/06 e s.m.i., art. 26 - Pronuncia di
compatibilità ambientale sul progetto relativo al
“Riassetto dell’Area Geotermica di Piancastagnaio”,
nel Comune di Piancastagnaio (SI), presentato da
Enel Green Power S.p.A.
ERRATA CORRIGE
Tramvia linea 2 (Peretola - Piazza della libertà) Deposito nella cassa DD.PP. di Firenze dell’indennità
di esproprio non accettata per l’immobile contrad­
distinto nel Foglio di Mappa 32/B dalla part. 599.
(Pubblicata sul B.U. n. 14 del 6.4.2011).
’’170
SUPPLEMENTI
Supplemento n. 38 al B.U. n. 16 del 20/04/2011
Supplemento n. 39 al B.U. n. 16 del 20/04/2011
GIUNTA REGIONALE
- Deliberazioni
GIUNTA REGIONALE
- Deliberazioni
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 239
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 226
Approvazione del Documento di Attuazione
Regionale del POR “Competitività Regionale e
Occupazione” FESR 2007 - 2013. Versione 12.
D.Lgs. 152/06 e s.m.i. L.R. 79/98 art. 21. Parere
8
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
SEZIONE I
CONSIGLIO REGIONALE
- Mozioni
MOZIONE 7 aprile 2011, n. 204
In merito all’accoglienza in Toscana dei migranti
provenienti dal Nord Africa.
IL CONSIGLIO REGIONALE
Richiamati:
- la convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951
(Convenzione sullo statuto dei rifugiati) che protegge
chiunque si trovi al di fuori del proprio paese e non possa
ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o
persecuzioni;
- la direttiva 2001/55/CE del 20 luglio 2001 del
Consiglio dell’Unione europea relativa alla concessione
della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio
di sfollati ed alla cooperazione in ambito comunitario;
- il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251
(Attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme
minime sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o
apolidi, della qualifica del rifugiato o di persona altrimenti
bisognosa di protezione internazionale, nonché norme
minime sul contenuto della protezione riconosciuta) che,
in applicazione della normativa europea, ha previsto
come status di protezione anche quello di protezione
sussidiaria, che spetta a colui che pur non possedendo
i requisiti per ottenere lo status di rifugiato non possa
essere rinviato nel paese di origine in quanto sussiste il
fondato timore che possa subire un grave danno alla sua
vita o alla sua incolumità;
- la legge regionale 9 giugno 2009, n. 29 (Norme
per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei
cittadini stranieri nella Regione Toscana), che la Corte
costituzionale ha avuto modo di confermare nella sua
validità e nella sua piena legittimità costituzionale con
sentenza 269/2010;
Premesso che:
- dagli scorsi mesi nel mondo arabo è in corso un
cambiamento epocale che, a partire dalla Tunisia, vede
intere popolazioni sollevarsi contro decennali regimi
sostanzialmente dittatoriali per chiedere un cambio di
governo e l’apertura di una fase di riforme democratiche
ed economiche, con la consapevolezza che un aumento
dei diritti politici e sociali può aprire la possibilità di una
nuova crescita economica;
- di fronte a questo cambiamento l’Italia e l’Unione
europea sono chiamate a svolgere un nuovo ruolo di
attenzione e vicinanza verso le popolazioni dei paesi
arabi del Mediterraneo, anche tramite una rinnovata fase
nelle politiche di cooperazione allo sviluppo;
- questa fase di profondo cambiamento ha molteplici
conseguenze, non solo di politica internazionale ma anche
riguardo gli aspetti economici e soprattutto umanitari,
che devono essere affrontati in una visione organica e
complessiva rispetto alla quale ha, per ora, difettato il
Governo italiano;
- il Governo italiano considera questo momento storico
unicamente sotto il profilo del contrasto repressivo ai
fenomeni migratori, senza valutare gli altri aspetti sopra
richiamati;
- nelle scorse settimane, a seguito delle rivolte che
sono scoppiate in vari paesi del Nord Africa, è aumentato
il flusso migratorio verso le coste italiane, in particolare
verso l’isola di Lampedusa, divenuta primo punto di
arrivo per tanti uomini e donne in fuga dalla guerra, dalle
persecuzioni o dalla povertà;
- a seguito della situazione creatasi in Libia in queste
ultime settimane, si è determinato un flusso migratorio di
persone che, fuggendo da una zona di conflitto, si trovano
spesso nella potenziale situazione di asilo politico e per
le quali, al di là dell’iter amministrativo per verificare
tali presupposti, vi è un ancora più stringente obbligo
di prima assistenza umanitaria a carico degli stati dove i
profughi cercano rifugio;
- stante la situazione sopra ricordata, la vicenda
del flusso migratorio dal Maghreb sembra sia stata
artatamente gonfiata nelle sue reali dimensioni, in quanto
siamo di fronte ad un flusso consistente nel 5/10 per cento
di tutta l’immigrazione che giunge nel nostro Paese;
- sia da considerarsi un grave errore l’aver trasformato
l’isola di Lampedusa in una sorta di imbuto per il flusso
migratorio, situazione questa che favorisce l’instaurarsi
di un clima di paura e di tensione nei confronti del
fenomeno tale pregiudicare la disponibilità data, a livello
regionale e comunale, all’accoglienza dei migranti in
fuga da situazioni di guerra;
Ricordato che:
- a seguito della situazione sopra ricordata, il Mini­
stero dell’Interno, in data 30 marzo 2011, ha convo­
cato in seduta straordinaria la conferenza unificata fra
Governo, regioni, ANCI e UPI al fine di stilare un piano
di emergenza per l’accoglienza dei profughi;
- la regioni, da parte loro, hanno dato la disponibilità
all’accoglienza dei profughi in previsione di una prima
proposta di piano, elaborato da parte del Viminale,
concernente la definizione della distribuzione territoriale
degli stessi;
- nella cabina di regia della conferenza unificata (Go­
verno, regioni, enti locali) riunita lo scorso 6 aprile, si
è affermato che “tutte le istituzioni della Repubblica
respon­sabilmente si impegnano ad affrontare questa
emergenza umanitaria con spirito di leale collaborazione
e solidarietà.” e che “Ciò impegna tutti i livelli della
Repubblica ad essere coerenti e conseguenti con tale
scelta politica.”;
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
- il principio di solidarietà tra le varie aree del Paese
comporta l’assunzione, da parte di tutte le regioni senza
esclusione alcuna, della disponibilità all’accoglienza dei
profughi in fuga da teatri di guerra;
- la Toscana ha già dato la propria disponibilità ad
ospitare alcune centinaia di migranti che, nei giorni
scorsi, sono arrivati nella nostra Regione, per un numero
complessivo di circa cinquecento persone, ospitate in
circa venti siti;
- inizialmente il Governo centrale aveva imposto la
concentrazione dei migranti in poche e grandi tendopoli
ubicate sul territorio nazionale e che, tra queste, aveva
individuato anche il sito di Coltano, nel Comune di Pisa;
- tale modello, giustificato solamente per esigenze di
ordine pubblico e di maggior controllo, si è dimostrato
totalmente fallimentare alla prova dei fatti, visto l’alto
numero di fughe incontrollate dal primo campo insediato
in Puglia;
- la Regione Toscana ha invece proposto un
modello di accoglienza diffusa in piccoli centri gestiti
in collaborazione con gli enti locali, l’associazionismo
ed il volontariato, motivando tale scelta, non solo come
ottimale dal punto di vista dell’accoglienza e della dignità
dei migranti, ma anche come quella più proficua sotto il
profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico;
- le stesse autorità competenti in materia di sicurezza
pubblica, come il Prefetto di Firenze, Paolo Padoin, hanno
riconosciuto che tale modello contempera accoglienza
e sicurezza e che, anche sotto l’aspetto delle fughe, il
modello tendopoli proposto dal Governo le aumentava
a dismisura;
- il modello toscano è stato condiviso e accettato
dalla cabina di regia della conferenza unificata del 6
aprile u.s. che infatti afferma che “questo nuovo sistema
di accoglienza diffusa sull’intero territorio nazionale
consente di superare l’attuale gestione degli immigrati
irregolari”;
- l’accordo prevede inoltre che il Governo si avvalga
dell’articolo 20 del decreto legislativo 25 luglio 1998,
n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione
dello straniero), cosiddetto Testo unico immigrazione,
ovvero vari le misure di protezione temporanea per
rilevanti esigenze umanitarie in occasione di conflitti,
disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in
paesi non appartenenti all’Unione europea;
- il Governo si è impegnato anche ad avviare una
iniziativa presso l’Unione europea per l’attivazione delle
procedure di cui all’articolo 5 della direttiva 2001/55/CE
del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime
per la concessione della protezione temporanea in caso
di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione del­
l’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono
gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’ac­coglienza
degli stessi;
- inoltre, nell’accordo del 6 aprile u.s, si prevede che
9
entro dieci giorni sia presentato, attraverso il sistema di
protezione civile nazionale, un piano straordinario per
l’accoglienza dei profughi, con step di assegnazione
per ogni regione, “tenendo conto delle assegnazioni
già realizzate in questa settimana, mantenendo così in
ogni fase l’equa distribuzione sul territorio nazionale.”,
prevedendo anche l’assistenza per gli immigrati che,
usufruendo dell’articolo 20 del d.lgs 286/1998, decidano
di rimanere in Italia;
Ricordato altresì che varie regioni, tra cui Lombardia,
Veneto e Piemonte, non hanno ancora ospitato alcun
migrante sul loro territorio e, con questo atteggiamento,
stanno contravvenendo di fatto agli impegni presi
ed al principio di solidarietà tra le regioni sancito in
innumerevoli intese siglate in sede istituzionale;
Ritenuto che:
- l’accordo stipulato all’interno della conferenza
unificata del 30 marzo 2011, comprensivo dell’integrazione
del 6 aprile, debba essere applicato nella sua interezza e
celermente secondo gli impegni presi, da tutte le regioni
senza esclusione alcuna;
- sono irresponsabili anche sotto il profilo istituzionale
i comportamenti di coloro che prima aderiscono all’ac­
cordo nazionale e poi compiono differenziazioni con
dichiarazioni di tenore demagogico, tra cui quelle dell’euro­
parlamentare della Lega Nord Toscana o del Presidente
della Regione Veneto, entrambi esponenti del partito a
cui appartiene il titolare del Viminale che ha chiesto alle
regioni l’applicazione del principio di soli­darietà;
- tali dichiarazioni, chiaramente tese a diffondere una
sensazione di paura tra i cittadini e politicamente con­
traddittorie, fanno finta di non ricordare che le pro­cedure
per la verifica dei presupposti dello status di rifugiato
o di protezione sussidiaria abbisognano di un percorso
amministrativo articolato perché occorre verificare le
condizioni del richiedente, non solo semplicemente in
base alla nazionalità, ma valutando caso per caso e che,
nel frattempo, deve essere comunque garantita un’ac­
coglienza dignitosa;
- la drammatica condizione dei migranti arrivati sulle
coste italiane non autorizza il loro uso a fini di speculazione
politica od elettorale, ma occorre approcciarsi a questo
tema con responsabilità, garantendo gli essenziali prin­
cipi di solidarietà e di assistenza umanitaria, che spetta al
nostro Paese, ma anche a tutti quelli dell’Unione europea,
assicurare;
ESPRIME
soddisfazione per il fatto che il modello toscano di
accoglienza diffusa dei migranti sia stato ritenuto, in sede
di conferenza unificata, quello ottimale per gestire questa
fase emergenziale e sia stato ritenuto valido anche per
quella ordinaria;
10
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
il ringraziamento alle province, agli enti locali, al­
le organizzazioni della società civile e al mondo del
volontariato che, mettendo a disposizione i loro locali,
dando la disponibilità all’accoglienza e approntando
le misure necessarie a garantire ai migranti condizioni
di permanenza dignitose sul nostro territorio, stanno
dimostrando grande senso di responsabilità e di solidarietà
con persone in fuga dalla povertà o dalla guerra, con­
fermando la straordinaria tradizione di accoglienza della
Toscana;
IMPEGNA
LA GIUNTA REGIONALE
a confermare la disponibilità della Regione Toscana
all’accoglienza degli uomini e delle donne in fuga dal
Nord Africa e approdati sulle nostre coste, secondo i
criteri concordati con il Ministero dell’Interno e fermo
restando analogo responsabile comportamento anche da
parte delle altre regioni, senza esclusione alcuna;
a confermare la scelta che le strutture ospitanti siano
preferibilmente di piccole dimensioni, distribuite sul
territorio e che vi sia, rispetto alle tematiche ad esse
inerenti, il coinvolgimento preventivo degli enti locali
interessati, del volontariato e dell’associazionismo;
ad accertare, in particolare, che le strutture sovra
richiamate siano atte a consentire effettivamente una
permanenza dignitosa e accettabile dei migranti e siano
adeguate sotto i profili attinenti la sicurezza pubblica;
a concertare, per l’attuazione degli obiettivi sopra
richiamati, con le amministrazioni competenti, apposite
linee di indirizzo che garantiscano standard uniformi
di dignità e sicurezza in tutti i centri, anche sotto il
profilo dei diritti e dei doveri spettanti ai migranti che vi
soggiornino;
CHIEDE
AL GOVERNO
il pieno rispetto delle norme internazionali che re­
golano le procedure d’accoglienza e gli eventuali respin­
gimenti;
di vigilare affinché sia pienamente attuato l’accordo
sancito in sede di conferenza unificata, con particolare
rispetto ai richiamati principi di solidarietà e di equa
distribuzione dei migranti in tutte le regioni, senza esclu­
sione alcuna;
di non compiere atti di imperio nella gestione di
questa delicata fase ma di procedere, in tutti i passaggi
istituzionali, in modo sinergico e concertato con le
regioni e le autonomie locali, secondo il principio di leale
collaborazione;
di non continuare in una sterile e strumentale po­
lemica antieuropea, ma di coinvolgere attivamente le
istituzioni comunitarie, anche promuovendo assieme ad
esse una conferenza internazionale che veda insieme gli
stati membri dell’Unione europea ed i paesi del Nord
Africa, al fine di concertare un’insieme di azioni, anche
sotto il profilo della cooperazione internazionale, tese ad
agevolare lo sviluppo economico e l’evoluzione in senso
democratico di questi paesi;
di assicurare, in linea con quanto stabilito dall’accordo
in sede di conferenza unificata, con massima celerità,
finanziamenti adeguati e capienti per sostenere le spese
derivanti dall’accoglienza dei migranti, fin qui sostenute
principalmente da regioni ed enti locali;
di approntare uno specifico piano di accoglienza
ed un relativo fondo per l’accoglienza dei minori non
accompagnati, per i quali la Regione Toscana ha già
assicurato una disponibilità aggiuntiva, ferma restando
l’imprescindibile necessità che, anche in questo caso,
tutte le regioni adempiano ai propri doveri.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi
dell’articolo 5, comma 1, della l.r. 23/2007 e nella banca
dati degli atti del Consiglio regionale ai sensi dell’articolo
18, comma 2, della medesima l.r. 23/2007.
Il Presidente
Roberto Giuseppe Benedetti
I Segretari
Daniela Lastri
Mauro Romanelli
PRESIDENTE DELLA GIUNTA
REGIONALE
- Decreti
DECRETO 12 aprile 2011, n. 60
Commissione Regionale per la Formazione Sanita­
ria. Ricostituzione.
IL PRESIDENTE
DELLA GIUNTA REGIONALE
Visto l’articolo 51 della legge regionale 40 del 24
febbraio 2005 “Disciplina del servizio sanitario regio­
nale” che istituisce la Commissione Regionale per la For­
mazione Sanitaria, alla cui nomina provvede, ai sensi del
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
comma 4-bis del medesimo articolo, il Presidente della
Giunta regionale;
Vista la deliberazione della Giunta regionale n.
1033 del 6 dicembre 2010 che stabilisce la seguente
composizione della Commissione Regionale per la For­
mazione Sanitaria:
- Presidente: Assessore Diritto alla Salute
- Vicepresidente: Vicepresidente del Consiglio Sani­
tario Regionale
- ventiquattro esperti in formazione designati dal
Consiglio Sanitario Regionale, nel rispetto del criterio
della rappresentatività delle figure professionali che
operano all’interno del servizio sanitario regionale
pubblico e privato
- tre Direttori Sanitari, uno per Area Vasta, designati
dai Coordinatori dei Comitati di Area Vasta
- due Direttori Sanitari della sanità privata, designati
dal Consiglio Sanitario Regionale
- i tre Presidi delle Facoltà di Medicina delle Univer­
sità toscane
Visto l’articolo 18 della legge regionale 8 febbraio
2008, n. 5 in base al quale gli incarichi per i quali la
legge non prevede alcun termine di scadenza, scadono
il centocinquantesimo giorno successivo alla data della
prima seduta del nuovo Consiglio regionale;
Visto l’articolo 3 della legge regionale 30 ottobre
2010, n. 55 “Disposizioni in materia di permanenza in
carica degli organi di alcuni enti e organismi regionali”
in virtù del quale i componenti della Commissione
regionale per la formazione sanitaria restano in carica
fino al novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore
della legge regionale di riorganizzazione della stessa, e
comunque non oltre il termine del 30 giugno 2011;
Ritenuto opportuno provvedere alla ricostituzione
della commissione in oggetto;
Vista la legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 “Norme
in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli
organi amministrativi di competenza della Regione”, ed
in particolare:
- l’articolo 2 comma 2, lettera d), in forza del quale la
nomina della Commissione regionale per la formazione
sanitaria è di competenza degli organi di governo della
regione, in quanto organismo tecnico;
- l’articolo 2, comma 5, in forza del quale tutte le
nomine e designazioni di competenza degli organi di
governo sono effettuate dal Presidente della Giunta re­
gionale;
- l’articolo 7, comma 1, lettera a), in forza del quale
la nomina dei ventiquattro esperti in formazione, dei tre
direttori sanitari e dei due direttori sanitari della sanità
privata nella Commissione regionale per la formazione
11
sanitaria, in quanto relativa ad organismo disciplinato
esclusivamente dalla normativa regionale e conseguente
a designazioni vincolanti espresse dai soggetti aventi
titolo, non deve essere preceduta dalla presentazione di
candidature a seguito di avviso pubblico;
- l’articolo 1, comma 1-bis, lettera b), per il quale le
designazioni vincolanti, da parte del Consiglio Sanitario
Regionale, in quanto relative ad organismo disciplinato
esclusivamente dalla normativa regionale devono
contenere, a pena di inammissibilità, un numero pari di
nominativi di entrambi i generi;
- l’articolo 1, comma 1-bis, lettera c), in forza del
quale alla nomina del presidente, del vicepresidente e
dei Presidi delle Facoltà di Medicina delle Università
toscane, in quanto effettuata in ragione dell’ufficio da
questi ricoperto, non si applicano le disposizioni della
medesima;
Vista la nota del 29 marzo 2011 del Direttore generale
della Direzione generale dei Diritti di cittadinanza e
coesione sociale nella quale vengono proposti i nominativi
per la nomina dei membri della Commissione regionale
per la formazione sanitaria;
Preso atto delle dichiarazioni rese, ai sensi dell’articolo
47 d.p.r. 445/2000, con le quali i soggetti designati, oltre
ad accettare l’incarico attestano, in ottemperanza a quanto
disposto dalla legge regionale 5/2008, il possesso dei
requisiti richiesti per la nomina in questione e l’assenza
di cause ostative alla stessa;
Preso atto che per l’incarico di cui al presente
provvedimento non è prevista l’erogazione di alcun
compenso;
Visto l’articolo 34 dello Statuto regionale;
DECRETA
di costituire la Commissione regionale per la for­
mazione sanitaria, della quale sono nominati compo­
nenti:
Ing. Daniela Scaramuccia, Assessore Diritto alla
salute - (Presidente)
Dott. Antonio Panti, Vicepresidente del Consiglio
Sanitario Regionale - (Vicepresidente)
Dr.ssa Chiara Rogai, Ordine Nazionale Biologi (esperto in formazione)
Dr.ssa Anna Maria Marsico, Ordine Regionale
Chimici - (esperto in formazione)
Dr.ssa Elena Tomassetto, Ass.ne Prof.le Regionale
Dietisti - (esperto in formazione)
Dr. Alberto Schiaretti, Ordine Regionale Farmacisti (esperto in formazione)
Dr.ssa Simona Belli, Coordinamento Collegi
I.P.A.S.V.I. Regione Toscana (esperto in formazione)
12
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Dr. Cosimo Molinaro, Coordinamento Collegi
I.P.A.S.V.I. Regione Toscana (esperto in formazione)
Dr. Danilo Massai, Coordinamento Collegi I.P.A.S.V.I.
Regione Toscana (esperto in formazione)
Dr.ssa Antonella Cinotti, Coordinamento Regionale
Collegi Ostetriche - (esperto in formazione)
Dr. Giuseppe Brancato, Collegio Tecnici Sanitari
Radiologia Medica - (esperto in formazione)
Dr. Paolo Becherucci, Federazione degli Ordini dei
Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto
in formazione)
Dr.ssa Lucia De Vito, Federazione degli Ordini dei
Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto
in formazione)
Dr. Andrea Valeri, Federazione degli Ordini dei
Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto
in formazione)
Dr. Maurizio Paparo, Federazione degli Ordini dei
Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto
in formazione)
Dr.ssa Luisa Fioretto, Federazione degli Ordini dei
Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto
in formazione)
Dr. Paolo Monicelli, Federazione degli Ordini dei
Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto
in formazione)
Dr. Francesco Sarubbi, Federazione degli Ordini dei
Medici Chirurghi e Odontoiatri della Toscana - (esperto
in formazione)
Dr.ssa Maria Erminia Macera Mascitelli, Associazione
Nazionale Perfezionisti in Cardiochirurgia - (esperto in
formazione)
Dr.ssa Alba Marzo, Associazione Professionale Tecnici
Laboratorio Biomedico - (esperto in formazione)
Dr.ssa Gabriella Graziani, Associazione Professionale
Tecnici Prevenzione dell’ambiente e dei luoghi di lavoro
- (esperto in formazione)
Dr.ssa Angela Vaiano, Associazione Italiana Fisica
Medica - (esperto in formazione)
Dr. Claudio Porciatti, Ordine degli Psicologi della
Toscana - (esperto in formazione)
Dr. Alessandro Biagioni, Commissione Albo
Odontoiatri della Toscana - (esperto in formazione)
Dr.ssa Marina Carla Gridelli, Federazione Regionale
per la Formazione Sanitaria - (esperto in formazione)
Dr. Sandro Cortini, Associazione Italiana Fisioterapisti
Regione Toscana - (esperto in formazione)
Dr.ssa Mirella Florita - (Direttore sanitario della
sanità privata)
Dr. Vittorio De Leonardis - (Direttore sanitario della
sanità privata)
Dr. Lisandro Fava, Direttore sanitario Azienda USL
2 Lucca
Dr. Danilo Zuccherelli, Direttore sanitario Azienda
USL 9 Grosseto
Dr. Renato Colombai, Direttore sanitario Azienda
USL 11 Empoli
Prof. Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di
Medicina - Università degli studi di Firenze
Prof. Mario Petrini, Preside della Facoltà di Medicina
- Università degli studi di Pisa
Prof. Gian Maria Rossolini, Preside della Facoltà di
Medicina - Università degli studi di Siena
Il presente provvedimento è pubblicato integralmente
sul B.U.R.T. ai sensi dell’articolo 5 comma 1 lett. c)
della legge regionale 23/2007 e nella banca dati degli
atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi
dell’articolo18 comma 2 della stessa legge.
Il Presidente
Enrico Rossi
DECRETO 12 aprile 2011, n. 61
Delega per partecipare alle assemblee di Etruria
Innovazione S.c.p.a. e di Sviluppo Toscana S.p.A.
IL PRESIDENTE
DELLA GIUNTA REGIONALE
Vista la legge regionale 28 aprile 2008, n. 20 “Di­
sciplina della partecipazione regionale a società, asso­
ciazioni, fondazioni e altri organismi di diritto privato,
ai sensi dell’art. 51, comma 1 dello Statuto. Norme in
materia di componenti degli organi amministrativi delle
società a partecipazione regionale”;
Considerato che, ai sensi dell’art. 14 della suddetta
legge, la Regione esercita le prerogative di socio nelle
società tramite il Presidente della Giunta regionale o
l’assessore da lui delegato e che, in caso di impedimento di
quest’ultimo, il Presidente può delegare a rappresentarlo
il dirigente competente;
Richiamato il proprio precedente decreto n. 59 del 27
aprile 2010, con il quale si è provveduto alla nomina del
Vicepresidente e degli altri membri della Giunta regionale
ed all’assegnazione dei rispettivi incarichi;
Richiamati i propri precedenti decreti n. 71 del 11
maggio 2010, n. 91 del 1 giugno 2010, n. 215 del 23
novembre 2010 e n. 37 del 7 marzo 2011, con i quali si è
provveduto a ridefinire gli incarichi dei componenti della
Giunta regionale, con l’individuazione delle Direzioni
Generali di riferimento;
Richiamato altresì il proprio precedente decreto n.
67 del 7 maggio 2010, con il quale l’Assessore regionale
Gianfranco Simoncini è stato delegato a partecipare alle
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
assemblee di Etruria Innovazioe s.c.p.a. e di Sviluppo
Toscana s.p.a., e, in caso di suo impedimento, è stato
delegato il Dott. Bruno Catania;
Considerato che il Dott. Bruno Catania non è più in
servizio presso la Regione Toscana e ritenuto opportuno,
in caso di impedimento dell’Assessore Gianfranco
Simoncini, delegare a partecipare alle assemblee delle
sopra citate società il Dott. Alessandro Compagnino;
13
Giunta regionale, con l’individuazione delle Direzioni
Generali di riferimento;
Ritenuto opportuno, in caso di assenza o impedimento
del Presidente della Giunta regionale, delegare l’Assessore
regionale all’Ambiente ed Energia, Anna Rita Bramerini,
a partecipare alle sedute della Conferenza degli Enti
sopra citata;
DECRETA
DECRETA
Il Dott. Alessandro Compagnino è delegato a parte­
cipare alle assemblee di Etruria Innovazione s.c.p.a.
e di Sviluppo Toscana S.p.A. in caso di impedimento
dell’Assessore Gianfranco Simoncini.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 - lett. c) della
legge regionale n. 23/2007 e sulla banca dati degli atti
amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art.
18, comma 2, della medesima legge regionale.
Il Presidente
Enrico Rossi
L’Assessore regionale all’Ambiente ed Energia,
Anna Rita Bramerini, è delegata, in caso di assenza o
impedimento del Presidente della Giunta regionale,
a partecipare alle sedute della Conferenza degli Enti
prevista dall’articolo 2 dell’Ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3706 del 2 ottobre 2008.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T.
ai sensi dell’art. 5, comma 1 - lett. c) della legge regionale
n. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi
della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2, della
medesima legge regionale.
Il Presidente
Enrico Rossi
DECRETO 12 aprile 2011, n. 62
Conferenza degli Enti di cui all’articolo 2 dell’Or­
dinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.
3706 del 02.10.2008. Delega a partecipare alla sedute.
IL PRESIDENTE
DELLA GIUNTA REGIONALE
Vista l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3706 del 2 ottobre 2008 recante “Ulteriori
disposizioni concernenti gli interventi necessari per il
completamento delle attività finalizzate al risanamento
della laguna di Orbetello” che, all’art. 2, istituisce la
Conferenza degli Enti stabilendo che l’organismo sia
composto dal Ministro dell’Ambiente o suo delegato
che lo presiede, dal Presidente della Giunta regionale
Toscana, dal Presidente della Provincia di Grosseto e dal
Sindaco del Comune di Orbetello o loro delegati;
Richiamato il proprio precedente decreto n. 59 del 27
aprile 2010, con il quale si è provveduto alla nomina del
Vicepresidente e degli altri membri della Giunta regionale
ed all’assegnazione dei rispettivi incarichi;
Richiamati i propri precedenti decreti n. 71 del 11
maggio 2010, n. 91 del 1 giugno 2010, n. 215 del 23
novembre 2010 e n. 37 del 7 marzo 2011, con i quali si è
provveduto a ridefinire gli incarichi dei componenti della
DECRETO 12 aprile 2011, n. 63
Frana del 22/03/2010 in località Quercianella nel
comune di Livorno. Dichiarazione di stato di emer­
genza regionale ai sensi dell’art. 11, comma 2, lett. a)
L.R. 67/2003.
IL PRESIDENTE
DELLA GIUNTA REGIONALE
Vista la Legge n. 225/1992 “Istituzione del Servizio
nazionale della protezione civile”;
Vista la Legge Regionale n. 67 del 29.12.2003 “Or­
dinamento del sistema regionale della protezione ci­vile e
disciplina della relativa attività”;
Considerato che il giorno 22 marzo 2011 nella fra­
zione di Quercianella nel Comune di Livorno si è
verificata la riattivazione di un movimento franoso
all’interno dell’area urbanizzata di Via Falcucci che ha
determinato un marcato aumento del quadro fessurativo
degli edifici presenti;
Verificato che, in considerazione dei danni occorsi
agli edifici ed alle infrastrutture presenti nell’area, è stato
determinato lo stato temporaneo di inagibilità degli stessi
14
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
e sono stati adottati urgenti provvedimenti a tutela della
pubblica e privata incolumità dei residenti;
Verificato che il Comune di Livorno ha avviato fin da
subito una serie di indagini finalizzate ad una migliore
comprensione delle caratteristiche del fenomeno franoso
e quindi ad un prima definizione di un quadro dei
macro interventi necessari per ristabilire gli equilibri
idrogeologici;
Vista la relazione redatta dalla competente struttura
regionale, agli atti dell’ufficio, e la relazione tecnico
specialistica finalizzata a individuare i primi interventi
indispensabili per ristabilire gli equilibri idrogeologici;
Ritenuto, sulla base di quanto sopra, di dichiarare
la rilevanza regionale ai sensi dell’art. 6 L.R. 67/03
dell’evento sopra descritto, rinviando a successiva de­
libera di Giunta regionale l’individuazione delle iniziative
da assumere;
DECRETA
1. è dichiarato lo stato di emergenza regionale ai sensi
dell’art. 11, comma 2, lettera a) L.R. 67/03 per la frana
occorsa il giorno 22 marzo 2011 in località Quercianella
nel comune di Livorno, rinviando a successiva delibera
di giunta regionale l’individuazione delle iniziative da
assumere;
2. il presente provvedimento è trasmesso agli enti
interessati.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T.
ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. c della L.R. 23/2007 e
sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta re­
gionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R.
23/2007.
unica regionale per il diritto allo studio universitario, ed in
particolare l’articolo 10-bis, comma 1 lett. b) che istituisce
il Consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale
per il diritto allo studio e prevede nella composizione
del medesimo la presenza del Presidente del Comitato
Regionale di Coordinamento delle Università Toscane
(CORECO) o suo delegato permanente;
Visto l’art. 34, comma 2, dello Statuto della Regione
Toscana;
Vista la legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 “Norme
in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli
organi amministrativi di competenza della Regione”, ed
in particolare:
- l’articolo 1, comma 1-bis lett. c) in base al quale
la legge non si applica alle nomine effettuate in ragione
dell’ufficio ricoperto dal soggetto nominato;
- l’articolo 2 comma 2, lettera a), in forza del quale la
nomina del Consiglio di amministrazione dell’Azienda
per il diritto allo studio universitario è di competenza
degli organi di governo della regione, in quanto organo di
amministrazione di azienda dipendente dalla Regione;
- l’articolo 2 comma 5 in forza del quale tutte le
nomine e designazioni di competenza degli organi di
governo sono effettuate dal Presidente della Giunta re­
gionale;
Visto il decreto n. 223 del 29.11.2010 con il quale fu
nominato il Consiglio d’amministrazione dell’Azienda
regionale per il diritto allo studio universitario;
Considerato che è avvenuto un avvicendamento nella
carica di Presidente del CORECO e che attualmente la
carica è ricoperta dal rettore dell’Università agli Studi di
Firenze;
Il Presidente
Enrico Rossi
Considerato altresì che il rettore dell’Università agli
Studi di Firenze in qualità di Presidente del CORECO
ha provveduto a individuare un proprio delegato in seno
al Consiglio d’amministrazione dell’Azienda regionale
DSU Toscana che va sostituire il delegato individuato dal
presidente non più in carica;
Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Uni­
versitario. Sostituzione componente nel Consiglio di
Amministrazione.
Vista la lettera del 24.3.2011 con la quale il Direttore
generale della D.G. “Competitività del sistema regionale e
sviluppo delle competenze” comunica il nominativo della
professoressa Anna Nozzoli quale delegata permanente
del Presidente del CORECO;
DECRETO 13 aprile 2011, n. 64
IL PRESIDENTE
DELLA GIUNTA REGIONALE
Vista la legge regionale 26 luglio 2002 n. 32 (Testo
unico della normativa della Regione Toscana in materia
di educazione, istruzione, orientamento, formazione
professionale e lavoro) in tema di istituzione dell’azienda
Vista la documentazione allegata ai sensi dell’art.
46 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 “Testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
di documentazione amministrativa” nella quale Anna
Nozzoli dichiara di non trovarsi in alcuna delle situazioni
previste dall’art. 15, comma 1, della L. 19 marzo 1990
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
n. 55 “Nuove disposizioni per la prevenzione della
delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di
manifestazione di pericolosità sociale”.
DECRETA
la Prof.ssa Anna Nozzoli è nominata componente del
Consiglio d’amministrazione dell’Azienda per il diritto
allo studio universitario in qualità di delegata permanente
dal Presidente del Comitato Regionale di Coordinamento
delle Università Toscane (CORECO) in sostituzione del
Prof. Angelo Baggiani.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T.
ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. c) della legge re­gio­nale
del 23 aprile 2007 n. 23 “Nuovo ordinamento del Bol­
lettino Ufficiale della Regione Toscana e norme per la
pubblicazione degli atti. Modifiche alla legge regionale 20
gennaio 1995, n. 9 (Disposizioni in materia di procedimento
amministrativo e di accesso agli atti) e sulla banca dati
degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi
dell’art. 18, comma 2, della medesima legge regionale.
Il Presidente
Enrico Rossi
GIUNTA REGIONALE
- Deliberazioni
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 224
Disposizioni in merito al sistema di monitoraggio
per la misura in tempo reale della radioattività
ambientale di origine artificiale - Macrobiettivo
C2 “Ridurre la percentuale della popolazione
esposta all’inquinamento acustico, all’inquinamento
elettromagnetico e alle radiazioni ionizzanti” P.R.A.A.
2007/2010.
LA GIUNTA REGIONALE
Visti gli artt. 35 e 36 del Trattato Euratom, di istituzione
della Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA),
con i quali si stabilisce che ciascuno Stato membro deve
effettuare il controllo permanente della radioattività
ambientale e trasmettere periodicamente le informazioni
relative a tali controlli alla Commissione Europea;
Vista la Raccomandazione 2000/473/Euratom “sul­
l’applicazione dell’articolo 36 del trattato Euratom
riguardante il controllo del grado di radioattività am­
bientale allo scopo di determinare l’esposizione dell’in­
sieme della popolazione”;
Visto l’art. 104, comma 1, del D.lgs. n. 230/95
15
“Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/
Euratom, 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di
radiazioni ionizzanti” e s.m.i., con il quale si stabilisce
che il controllo della radioattività ambientale è articolato
in reti di sorveglianza regionale e reti di sorveglianza
nazionale;
Visto l’art. 104, comma 2, del D.lgs. n. 230/95 e s.m.i.,
con il quale si stabilisce che la gestione delle reti uniche
regionali è effettuata dalle regioni, secondo le direttive
impartite dal Ministero della sanità e dal Ministero
dell’ambiente, e che le regioni, per l’effettuazione dei
prelievi e delle misure, debbono avvalersi delle strutture
pubbliche idoneamente attrezzate;
Visto l’art. 15, comma 1, della L.R. n. 32/03 “Disci­
plina dell’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti”
dove si stabilisce che la Regione provvede all’esercizio
delle funzioni di controllo della radioattività ambientale
mediante la costituzione di una rete regionale di prelievo e
di analisi delle più comuni matrici, in grado di rilevare ed
evidenziare le eventuali variazioni della contaminazione
radioattiva;
Vista la L.R. n. 14 del 19.03.2007 “Istituzione del
Piano Regionale di Azione Ambientale”;
Vista la D.C.R. n. 32 del 14.03.2007 che approva il
Piano Regionale di Azione Ambientale (PRAA) 20072010, Macrobiettivo C2 “Ridurre la percentuale della
popolazione esposta all’inquinamento acustico, al­l’inqui­
namento elettromagnetico e alle radiazioni io­nizzanti”;
Vista la D.G.R. n. 213 del 23.03.2008 che ha come
oggetto “Documento di attuazione Piano regionale di
azione ambientale 2007-2010 per l’annualità 2008”
che prevedeva all’interno del Macrobiettivo sopracitato
l’intervento specifico relativo all’avvio della procedura
di appalto per la realizzazione di una rete di monitoraggio
e allarme della radioattività in aria in Toscana;
Evidenziata la necessità di migliorare la tutela della
popolazione dalle radiazioni ionizzanti potenziando il
monitoraggio della radioattività ambientale di origine
artificiale attraverso la realizzazione di un sistema di
monitoraggio in tempo reale della dose gamma in aria che
permetta di rilevare tempestivamente eventuali anomalie
dei livelli di radioattività misurati;
Considerato pertanto che con Decreto Dirigenziale
n. 6199 del 11.12.2008 “Realizzazione di un sistema di
monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale
di origine artificiale. Indizione di gara mediante procedura
ristretta ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006 art. 55” è stata
indetta una gara d’appalto per la realizzazione di detto
sistema di monitoraggio;
16
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Preso atto che la gara per la realizzazione del
sistema di monitoraggio è stata aggiudicata, con Decreto
Dirigenziale n. 7127 del 22.12.2009, alla ditta CAE
S.p.A.;
Visto il “Contratto per la realizzazione di un sistema
di monitoraggio in tempo reale della radioattività am­
bientale di origine artificiale” n. 7388 di repertorio n.
3653 di raccolta, sottoscritto in data 17.02.2010 tra
Regione Toscana e CAE S.p.A.;
Visto il Decreto Dirigenziale n. 4722 del 17.09.2010
“Contratto per la Realizzazione di un sistema di
monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale
di origine artificiale aggiudicato con Decreto Dirigenziale
n.7127/2009 - Nomina collaudatore”;
Preso atto che con nota del 14.12.2010, pervenuta
in data 16.12.2010 prot. A00-GRT 322458/P.60.60.10
il collaudatore ha trasmesso i verbali ed il certificato di
collaudo finale del sistema di monitoraggio che ha avuto
esito positivo;
Preso atto che il contratto di appalto tra Regione
Toscana e CAE S.p.A, sopra citato, prevede all’art. 6 un
importo pari a 48.000,00 Euro, oltre IVA, per il servizio
di assistenza, manutenzione ordinaria e straordinaria di
tutto il sistema nel suo complesso per un periodo pari a 2
anni dalla data del collaudo, coincidente con il periodo di
garanzia del sistema;
Preso atto che lo stesso contratto prevede un’opzione
per 80.000,00 Euro, oltre IVA, quale importo massimo per
l’eventuale riaffidamento del contratto di manutenzione
e assistenza ai sensi dell’art. 57, comma 5, lett. b) del
D.lgs. n. 163/2006;
Evidenziato che il sistema di monitoraggio è costi­
tuito da una stazione centrale, due stazioni riceventi
e otto stazioni periferiche, la cui descrizione e la rela­
tiva ubicazione sul territorio regionale è contenuta nel­
l’allegato A facente parte integrante della presente deli­
berazione;
Evidenziato che il sistema di monitoraggio in tempo
reale della radioattività in aria, descritta nell’allegato
A, facente parte integrante della presente deliberazione,
consente di fornire alla Commissione Europea i dati
relativi al parametro “rateo di dose gamma ambientale”,
misurato in continua, secondo quanto previsto dalla Rac­
comandazione dell’8 giugno 2000 n. 2000/473/Euratom e
dall’art. 35 del Trattato Euratom, e risponde agli obiettivi
della Regione di cui al PRAA 2007-2010 in materia di
tutela della popolazione dalle radiazioni ionizzanti;
Vista la Legge Regionale n. 30 del 22.06.2009 “Nuova
disciplina dell’Agenzia regionale per la protezione am­
bientale della Toscana (ARPAT)”;
Vista la stessa D.C.R. n. 7 del 27.01.2010 “L.R. n. 30
del 22.06.2009 (Nuova disciplina dell’Agenzia regionale
per la protezione ambientale della toscana ARPAT)
Articolo 13 - Carta dei servizi e delle attività di ARPAT”
in cui l’attività “Gestione reti di monitoraggio relativi
alle radiazioni ionizzanti” è classificata come attività
istituzionale obbligatoria (Allegato A, ambito attività
1.4, numero 70);
Vista la D.G.R. n. 1016 del 29.11.2010 “L.R. 30/2009,
art. 15 - Direttive ARPAT Annualità 2011”;
Richiamato l’art. 15, comma 1, della L.R. n. 32/03
“Disciplina dell’impiego di sorgenti di radiazioni io­
nizzanti” dove si stabilisce che la Regione provvede
all’esercizio delle funzioni di controllo della radioattività
ambientale mediante la costituzione di una rete regionale
di prelievo e di analisi delle più comuni matrici, in grado
di rilevare ed evidenziare le eventuali variazioni della
contaminazione radioattiva;
Richiamato l’art. 15, comma 2, della suddetta legge
regionale, con il quale si stabilisce che la rete regionale
di cui sopra è gestita, per le attività di rilevamento e
misura, dall’apposito “Centro regionale di rilevamento
della radioattività ambientale”, allocato presso l’ARPAT,
e costituisce il riferimento tecnico-operativo della rete
nazionale di controllo della radioattività ambientale;
Ritenuto pertanto di stabilire che il sistema di
monitoraggio della dose gamma in aria, descritto
nell’allegato A del presente atto, fa parte integrante della
rete di cui all’art. 15, comma 1, della L.R. n. 32/03 e che
la gestione di tale sistema è affidata al “Centro regionale
di rilevamento della radioattività ambientale”, allocato
presso l’ARPAT, di cui al comma 2, stesso articolo, nel
rispetto di quanto previsto dalla L.R. n. 30/2009;
Ritenuto di dare mandato al Settore regionale com­
petente di definire, attraverso un disciplinare tecnico, le
modalità di gestione del sistema di monitoraggio di cui al
presente atto, in accordo con quanto stabilito all’art. 15,
comma 2, della suddetta legge regionale;
Evidenziato che il competente Settore della Giunta
Regionale è il Settore “Tutela dall’inquinamento acustico
ed elettromagnetico e radioattività ambientale” della
Direzione Generale Politiche Territoriali, Ambientali e
per la Mobilità;
Visto l’art. 9 della L.R. 30/09 relativo al Sistema
Informativo Regionale Ambientale (SIRA) che attribuisce
all’ARPAT la competenza della raccolta dei dati acquisiti
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
nell’esercizio delle attività di cui all’art. 5 della stessa
legge;
Ritenuto pertanto che i dati rilevati dal sistema di
monitoraggio della dose gamma in aria confluiscano
nel Sistema Informativo Regionale Ambientale (SIRA)
e vengano messi a disposizione per l’informazione al
pubblico, nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. n.
195/05;
Ritenuto opportuno che l’ARPAT trasmetta la sin­
tesi dei risultati delle misure di dose gamma in aria
nell’ambito del rapporto annuale inviato al Settore della
Giunta Regionale competente, in accordo con quanto
previsto all’art. 15, comma 3, della L.R. n. 32/03;
A voti unanimi
DELIBERA
1. che il sistema di monitoraggio della dose gamma
in aria, descritto nell’allegato A di cui alla presente
deliberazione, fa parte integrante della rete regionale di
cui all’art. 15 della L.R. n. 32/03;
2. che la gestione del sistema di monitoraggio di cui al
punto 1 è effettuata dal “Centro regionale di rilevamento
della radioattività ambientale” allocato presso l’ARPAT
di cui all’art. 15, comma 2, della L.R. n. 32/03;
3. di dare mandato al Settore regionale competente di
definire, attraverso un disciplinare tecnico, le modalità di
gestione del sistema di monitoraggio di cui al presente
atto in accordo con quanto stabilito all’art. 15, comma 2,
della suddetta legge regionale;
17
4. che il Centro regionale, di cui al punto 2, prov­
vederà comunque a tenere i rapporti con la ditta titolare
del contratto di manutenzione per gli interventi che si
rendano necessari per la corretta funzionalità del sistema
di monitoraggio;
5. di stabilire che i dati acquisiti dal sistema di cui
al presente atto confluiscono nel Sistema informativo
regionale ambientale (SIRA) e sono messi a disposizione
per l’informazione al pubblico, secondo quanto stabilito
dal disciplinare di cui al punto 3;
6. di stabilire che l’ARPAT trasmetta la sintesi dei
risultati delle misure di dose gamma in aria nell’ambito
del rapporto annuale inviato al Settore della Giunta
Regionale competente, in accordo con quanto previsto
all’art. 15, comma 3, della L.R. n. 32/03;
7. di trasmettere il presente atto ai soggetti interes­
sati.
Il presente atto è pubblicato integralmente, compresi
gli allegati, sul Bollettino Ufficiale della Regione To­
scana, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lett. f, della L.R.
23/2007 e nella banca dati degli atti amministrativi della
giunta regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 2 della
medesima L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUE ALLEGATO
18
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALLEGATO A
Sistema di monitoraggio in tempo reale della radioattività ambientale di origine artificiale Elenco delle stazioni e ubicazioni
Il sistema di monitoraggio è costituito dalle seguenti parti, dislocate sul territorio della Regione
Toscana, e con le funzionalità sinteticamente descritte.
n. 1 Stazione Centrale
E' costituita da un insieme di dispositivi informatici ed elettronici tra cui servers, unità di storage,
unità GSM/GPRS, monitor, gruppo di continuità, workstation (personal computer e monitor).
Provvede alle funzioni automatiche di interrogazione radio periodica delle Stazioni Periferiche,
invio dei dati grezzi in tempo reale alle Stazioni Periferiche, memorizzazione locale dei dati, e
messa a disposizione, alla workstation e a postazioni della intranet ARPAT, dei dati per la
validazione ed elaborazione degli stessi.
Ubicazione:
1. ARPAT, Direzione Regionale Via Porpora n. 22, Firenze

n. 2 Stazioni Riceventi
Sono costituite da una workstation (personal computer, unità GSM/GPRS, monitor, gruppo di
continuità).
Ricevono in tempo reale i dati grezzi per la visualizzazione e semplice elaborazione.
Ubicazioni:
1. Regione Toscana, Direzione Generale “Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità”
Settore “Tutela dall’Inquinamento elettromagnetico ed acustico e radioattività ambientale”;
2. Dipartimento provinciale ARPAT di Livorno, Via Giovanni Marradi 116, Livorno

n. 6 Stazioni Periferiche presso stazioni di monitoraggio della qualità aria
Sono costituite da attrezzature elettroniche di vario tipo istallate presso alcune stazioni della rete
regionale di rilevamento della qualità dell'aria. All'interno della cabina sono alloggiati i dispositivi
elettronici principali. All'esterno della cabina sono istallati, su un supporto meccanico apposito
fissato alla cabina, l'antenna GSM e la sonda di rilevamento della radioattività.
Le Stazioni Periferiche inviano alla Stazione Centrale, su richiesta della stessa, i dati relativi ai
valori di radioattività misurata (rateo di dose gamma in aria) e della stima della radioattività
artificiale, assieme ad altri parametri di funzionamento della sonda.

Denominazione stazione monitoraggio
qualità dell’aria
FI-Settignano
PO-Roma
GR-URSS
LI-Cappiello
MS-Galvani
PI- Borghetto
Ubicazione
Via Desiderio da Settignano, loc. Settignano, Firenze
Via Roma 101, Prato
Via Unione Sovietica, Grosseto
Piazza Cappiello, Livorno
Via Galvani, Massa (*)
Piazza del Rosso, Pisa
Nota: (*) stazione per la quale è previsto il ricollocamento all’interno del comune di Massa (D.G.R. n. 1025/10).
Le stazioni di monitoraggio di cui sopra fanno parte della rete regionale di rilevamento della qualità
dell'aria che è costituita dalle stazioni individuate nell’allegato 6 alla D.G.R. n. 1025/2010. Tali
stazioni sono di proprietà delle amministrazioni provinciali competenti e vengono messe a
disposizione della Regione ai sensi dell’art. 5, comma 5, della LR n. 9/2010. La gestione della rete
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
regionale di rilevamento della qualità dell’aria è effettuata dalla Regione che si avvale dell'ARPAT
come stabilito all’art. 5, comma 4, della LR n. 9/2010.
n. 2 Stazioni Periferiche su palo
Sono costituite da attrezzature elettroniche di vario tipo (dispositivi elettronici principali alloggiati
all'interno box metallico, antenna GSM, sonda di rilevamento della radioattività) istallate su di un
palo metallico alto circa 6 metri e opportunamente fissato a terra tramite plinto in calcestruzzo.
Hanno le medesime funzionalità delle Stazioni Periferiche presenti presso le stazioni della rete
regionale di rilevamento della qualità dell'aria.
Ubicazioni:
1. Stia (AR), località Papiano; terreno di proprietà di Regione Toscana in gestione alla
Comunità Montana Casentino;
2. Firenzuola (FI), località Passo del Giogo, terreno di proprietà di Regione Toscana in
gestione alla Comunità Montana Mugello.

19
20
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 225
Procedimento VAS di competenza statale - Con­
sultazione Rapporto ambientale - Piano di bacino,
stralcio “Bilancio idrico del Lago di Massaciuccoli.
LA GIUNTA REGIONALE
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152
“Norme in materia ambientale”;
Visto l’art. 33, comma 1, della legge regionale del 12
febbraio 2010 n. 10 “Norme in materia di valutazione
ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto
ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza”;
Considerato che il Piano di bacino del fiume Ser­
chio, Stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del lago di
Massaciuccoli” corredato da Rapporto Ambientale e
Sintesi non tecnica è stato adottato con delibera n. 169
del Comitato istituzionale del 21 dicembre 2010 ai sensi
degli art. 66 comma 5 e 14 comma 1 del D.lgs 152/06;
Considerato altresì che il Piano in oggetto è sottoposto
a VAS ai sensi dell’art. 6, comma 2 del d.lgs. 152/2006
e che l’autorità competente è il Ministero dell’ambiente,
del territorio e del mare ai sensi dell’art. 7, comma 1 del
medesimo decreto;
Rilevato che la Regione Toscana è consultata nel­
l’ambito dei procedimenti di competenza statale e si
esprime ai sensi dell’art. 33, comma 1, della legge
regionale 10/2010, sia in qualità di Regione interessata,
sia in qualità di soggetto con specifiche competenze
ambientali mediante atto della Giunta regionale con il
supporto del NURV, e tenuto conto delle osservazioni
raccolte presso gli altri soggetti con competenze
ambientali di livello locale individuate ai sensi dell’art.
20 della medesima legge regionale 10/2010;
Vista la propria delibera n. 374 dell’ 11 maggio 2009
“Procedimento VAS - Parere sul Rapporto Preliminare
al Progetto di Piano stralcio per il bacino idrico del lago
di Massaciuccoli” con la quale la Regione Toscana si è
espressa sul Rapporto preliminare sopra citato, dandone
comunicazione all’Autorità di bacino con lettera Prot.
AOO-GRT/130278/7.50.10 del 18 maggio 2009;
Rilevato che il proponente, in data 9 febbraio 2011, ha
avviato la fase di consultazione sul Rapporto ambientale
(RA) così come previsto dalla procedura di VAS,
pubblicando l’avviso sul B.U.R.T. del 9 febbraio 2011,
nel quale ha comunicato il deposito della documentazione
sopra citata (visibile anche nel sito: www.autorità.
bacinoserchio.it) presso la propria sede e gli uffici delle
Regioni e delle Province il cui territorio risulta anche
solo parzialmente interessato dal piano o programma;
Rilevato che in data 11 marzo 2011 il Settore Stru­
menti della valutazione e dello sviluppo sostenibile ha
dato avvio, con nota prot. AOO-GRT/64422/F.50.20,
alle consultazioni di livello locale trasmettendo l’avviso
pubblicato sul B.U.R.T. sopra citato e contestualmente
richiedendo formalmente ai Comuni, alle Province, alle
Comunità Montane, ai Circondari, agli Enti Parco della
Regione Toscana interessati e alle Soprintendenze per
i beni architettonici ed il paesaggio, di inviare le loro
osservazioni, entro la data del 28 marzo 2011;
Rilevato altresì che in pari data, con nota prot.
A00-GRT/64463/F.50.20, il Settore Strumenti della va­
lutazione e dello sviluppo sostenibile ha dato avvio
alle consultazioni interne, richiedendo alle competenti
strutture e agenzie regionali osservazioni, entro il me­
desimo termine del 28 marzo 2011;
Visti i contributi, pervenuti dai Settori regionali e dalla
consultazione a livello locale di seguito riportati, raccolti
e coordinati dal Settore Strumenti della valutazione e
dello sviluppo sostenibile, che successivamente ha redatto
il documento conclusivo contenente le osservazioni
regionali sul Rapporto ambientale:
- Contributi interni Regione Toscana e agenzie re­
gionali:
- Settore Qualità dell’acqua, rischi industriali pre­
venzione e riduzione integrata
dell’inquinamento,
- Settore Tutela dall’inquinamento elettromagnetico e
acustico e radioattività ambientale,
- Settore Autorità di vigilanza sulle attività mine­
rarie,
- Settore Viabilità di interesse regionale,
- Settore Porti commerciali, interporti e porti e approdi
turistici,
- Settore Rifiuti e bonifiche dei siti inquinati,
- Settore Ufficio tecnico del Genio civile di area vasta
Livorno-Lucca-Pisa - Sede di Pisa,
- Settore Prevenzione del rischio idraulico e idro­
geologico,
- Settore Tutela e gestione delle risorse idriche,
- ARPAT.
- Contributi esterni:
- Provincia di Pisa.
Dato atto della documentazione prodotta dall’Autorità
di bacino del fiume Serchio, costituita da:
- Piano di bacino del fiume Serchio, stralcio “Bilancio
Idrico del Bacino del Lago di Massaciuccoli”;
- Rapporto Ambientale;
- Sintesi non tecnica.
Visto il parere tecnico istruttorio del NURV, quale
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
21
organo tecnico di supporto all’autorità competente,
espresso nella seduta del 31 marzo 2011 in allegato al
presente atto (Allegato A) che tiene conto dei contributi
tecnici pervenuti;
di bacino del fiume Serchio, stralcio “Bilancio Idrico
del Bacino del Lago di Massaciuccoli”, facendo proprie
le valutazioni di cui sopra, contenute nell’Allegato A al
presente atto;
Valutato il complesso delle informazioni che emer­
gono dalla documentazione prodotta;
3) di incaricare il Settore Strumenti della valutazione
e dello sviluppo sostenibile di trasmettere la presente
deliberazione Autorità di bacino del fiume Serchio.
A voti unanimi
1) di condividere le motivazioni e le conclusioni
contenuto nel parere tecnico istruttorio del NURV,
espresso nella seduta del 31 marzo 2011, che si allega al
presente atto quale parte integrante e sostanziale (Alle­
gato A);
Il presente provvedimento è pubblicato integralmente
sul B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 lett. f) della
L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi
della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2 della
medesima L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
2) di esprimersi sul Rapporto ambientale del Piano
SEGUE ALLEGATO
DELIBERA
22
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALLEGATO A
Regione Toscana
DIREZIONE GENERALE DELLA PRESIDENZA
Nucleo unificato regionale di valutazione e
verifica degli investimenti pubblici
(NURV)
Seduta del 31 marzo 2011
Parere tecnico e istruttorio
Progetto di Piano di bacino, stralcio “Bilancio idrico del bacino del lago di
Massaciuccoli”
Ai fini dell’espressione del parere della Giunta regionale, quale soggetto competente in materia
ambientale, nell’ambito delle consultazioni sul Rapporto ambientale ai sensi dell’art. 14 del D.lgs
152/06 e dell’art. 33 comma 1 della l.r. 10/10 per il procedimento VAS di competenza statale
Procedimento di VAS – Fase Rapporto Ambientale
Proponente: Autorità di Bacino del fiume Serchio
Autorità competente: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare
Autorità procedente: Presidenza del Consiglio dei Ministri
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
23
DIREZIONE GENERALE DELLA PRESIDENZA
Area di coordinamento Programmazione
Nucleo Unificato Regionale di Valutazione e Verifica (NURV)
Oggetto: “Piano di bacino, Stralcio “Bilancio Idrico del bacino del lago di Massaciuccoli” –
Procedimento VAS di competenza statale – Consultazioni fase Rapporto ambientale – Parere (art.
14 d.lgs. 152/06 e dell’art.33, comma 1, della l.r. 10/10)
Il NURV
come composto ai sensi della deliberazione della G.R. n. 978 del 22.11.2010 avente ad oggetto “L.
17 maggio 1999, n.144, art. 1 Nucleo unificato regionale di valutazione e verifica degli investimenti
pubblici (NURV). Modifica deliberazione della Giunta regionale n.514 del 16.7.2007.”, nella seduta
del 31 marzo 2011, presenti i seguenti componenti con potere deliberante:
Componenti
Moreno Mugelli
Giovanna Scarselli
Paolo Baldi
Maria Chiara Montomoli
Marco Chiavacci
Leonardo Borselli
Antonio Floridia
Paolo Giacomelli
Antonella Turci
Fabio Zita
Patrizia Lattarulo (IRPET)
Stefano Rossi (ARPAT)
Presenti
(Rappresentata
Mugnai)
da
SI
SI
NO
Gianluca SI
(Rappresentata da Flavia Grutta)
NO
NO
NO
NO
SI
NO
SI
SI
Sono inoltre presenti .
Alessandra Pei, Giovanni Massini, Mario Cenni, Rosa Andrei, Roberta Giacobbo e Rosanna
Albanese
Visti
-
il d.lgs. 152/2006 recante “Norme in materia ambientale”, ed in particolare la Parte seconda
relativa alle “Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione di
impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC);
-
il d.lgs. 16 gennaio 2008 n. 4: “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante norme in materia ambientale”;
-
visto il d.lgs. 29 giugno 2010 n. 128:” Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, a norma dell’articolo 12 della legge 18
giugno 2009, n. 69”;
2
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
-
la legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 “Norme in materia di valutazione ambientale
strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza” e
successive modifiche ed integrazioni;
-
la legge regionale 30 dicembre 2010, n. 69 “Modifiche alla legge regionale 12 febbraio 2010, n.
10 “Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto
ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza” e successive modifiche ed integrazioni;
Premesso che
il Piano di bacino del fiume Serchio, Stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del lago di Massaciuccoli”
corredato da Rapporto Ambientale e Sintesi non tecnica è stato adottato con delibera n. 169 del
Comitato istituzionale del 21 dicembre 2010 ai sensi degli art. 66 comma 5 e 14 comma 1 del D.lgs
152/06 ;
il Piano di bacino del fiume Serchio, Stralcio “Bilancio Idrico del Bacino del lago di Massaciuccoli”
è soggetto a valutazione ambientale strategica ai sensi dell’art. 6 comma 2 del D.lgs 3 aprile 2006
n.152 “Norme in materia ambientale”;
l’autorità competente per la valutazione ambientale strategica è il Ministero dell’Ambiente, del
territorio e del Mare ai sensi dell’art. 5 comma 1, lettera p del D.lgs. 152/2006;
la Regione Toscana è consultata nell’ambito dei procedimenti di competenza statale e si esprime ai
sensi dell’art. 33 comma 1 della legge regionale 10/2010, sia in qualità di Regione interessata sia in
qualità di soggetto con specifiche competenze ambientali mediante atto della Giunta regionale con
il supporto del NURV, e tenuto conto delle osservazioni raccolte presso gli altri soggetti con
competenze ambientali di livello locale individuate ai sensi dell’art. 20 della legge regionale
10/2010;
il NURV è individuato come l’organo tecnico di supporto alla Giunta Regionale;
la Regione Toscana si è espressa, come Autorità competente sul Rapporto preliminare con delibera
della Giunta regionale della Toscana n. 374 del 11 maggio 2009 " Procedimento VAS - Parere sul
Rapporto preliminare al Progetto di Piano di Stralcio per il Bacino idrico del Lago Massaciuccoli"
dandone comunicazione all'Autorità di bacino con lettera A00GRT/130278/F.50.10 del 18 maggio
2009;
il Proponente, in data 9 febbraio 2011, ha avviato la fase di consultazione sul Rapporto Ambientale
(RA) così come previsto dalla procedura di VAS, pubblicando l'avviso sul B.U.R.T. del 9 febbraio
2011, nel quale ha comunicato il deposito della documentazione sopra citata (visibile anche nel sito:
www.autorità.bacinoserchio.it) presso la propria sede e gli uffici delle Regioni e delle Province il
cui territorio risulta anche solo parzialmente interessato dal piano o programma;
in data 11 marzo 2011 il Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile ha dato
avvio, con nota prot. AOO-GRT/64422/F.50.20, alle consultazioni di livello locale trasmettendo
l'avviso pubblicato sul B.U.R.T. sopra citato e contestualmente richiedendo formalmente ai
Comuni, alle Province, alle Comunità Montane, ai Circondari, agli Enti Parco della Regione
Toscana interessati e alle Soprintendenze per i beni architettonici ed il paesaggio, di inviare le loro
osservazioni, entro la data del 28 marzo 2011; i contributi pervenuti vanno a formare il presente
rapporto istruttorio e proposta di parere da sottoporre alla Giunta regionale; in particolare sono
pervenute osservazioni dalla Provincia di Pisa;
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
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in pari data 11 marzo 2011 il Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile ha
dato avvio alle consultazioni interne, con nota prot. A00-GRT/64463/F.50.20 inviando l'avviso
pubblicato su B.U.R.T. sopra citato e contestualmente richiedendo formalmente alle strutture e alle
agenzie regionali coinvolte nel procedimento VAS (Direttori Generali e referenti delle DG
Presidenza: Settore VIA e Settore Sistema regionale di protezione civile, DG PTA: Area di
coordinamento Energia e Cambiamenti climatici, Area di coordinamento Mobilità e Infrastrutture,
Area di coordinamento Pianificazione territoriale e paesaggistica, Area di coordinamento Tutela
dell’ambiente e delle risorse del territorio, Settore Programmazione, ricerca e governo delle risorse,
Settore Pianificazione del territorio, Settore tutela dall’inquinamento elettromagnetico ed acustico e
radioattività ambientale, Settore Tutela e Valorizzazione delle Risorse Ambientali, Settore Qualità
dell’aria, rischi industriali, prevenzione integrata dell’inquinamento, Settore Sistema integrato dei
porti, degli aeroporti e della logistica, Settore Porti commerciali, interporti, porti e approdi turistici,
Settore di vigilanza sulle attività minerarie, Settore Rifiuti e Bonifiche, Settore Prevenzione del
rischio idraulico e idrogeologico,, Settore Tutela delle risorse idriche, Settore Protezione e
valorizzazione fascia costiera e dell’ambiente marino, Settore Infrastrutture di trasporto strategiche
e cave nel governo del territorio, Settore Servizio Geologico regionale, Uffici tecnici del Genio
Civile della R.T.; DG Politiche Formative, beni e attività culturali: AC Cultura e Sport, ARPAT,
IRPET) di inviare osservazioni, entro il 28 marzo 2011;
i contributi e le osservazioni presentati dai settori regionali sono stati raccolti e coordinati dal
Settore Strumenti della valutazione e dello sviluppo sostenibile che ha poi redatto il documento
conclusivo contenente le osservazioni regionali al Rapporto Ambientale in particolare, ai fini
dell’attività istruttoria sono pervenute osservazioni dai seguenti Settori regionali: Qualità dell’acqua,
rischi industriali prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento, Tutela dall’inquinamento
elettromagnetico e acustico e radioattività ambientale, Settore Autorità di vigilanza sulle attività minerarie,
Viabilità di interesse regionale, Porti commerciali, interporti e porti e approdi turistici, Rifiuti e bonifiche dei
siti inquinati, Ufficio tecnico del Genio civile di area vasta Livorno-Lucca-Pisa – Sede di Pisa, Prevenzione
del rischio idraulico e idrogeologico, Tutela e gestione delle risorse idriche e ARPAT.
Eesaminati
1. I documenti prodotti dall’Autorità di Bacino del fiume Serchio:
- Piano di bacino del fiume Serchio, stralcio “Bilancio idrico del Bacino del Lago di
Massaciuccoli”;
- Rapporto Ambientale;
- Sintesi non tecnica.
2. Le osservazioni al Rapporto Ambientale ed i contributi pervenuti dai soggetti consultati ai sensi
dell’art. 33 comma 1 della legge regionale 10/2010 dalle strutture e dalle agenzie regionali.
Esprime le seguenti valutazioni
Attualmente il Piano di bacino, stralcio “Bilancio idrico del lago di Massaciuccoli” si trova nella fase di
consultazione del Rapporto ambientale e la Regione Toscana è stata chiamata ad esprimere il proprio parere
ai sensi dell’art. 14 co.3 del d.lgs. 152/06.
L’istruttoria prende in esame i contenuti del Rapporto ambientale del Piano in oggetto, secondo quanto
previsto all’allegato VI del d.lgs.152/06, soffermandosi sui contenuti di particolare interesse per la Regione
Toscana:
•
“Illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del Piano o programma e del rapporto con
altri pertinenti piani e programmi”
4
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
1. L'Autorità di bacino ha avviato la predisposizione del Piano di Bacino del Fiume Serchio,
stralcio “Bilancio Idrico del Lago di Massaciuccoli” sotto la vigenza della legge n. 183/1989. Ai
sensi dell'art. 18 della legge n. 183/1989 (legge che risulta oggi abrogata dall'articolo 175 del decreto
legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) il Comitato Istituzionale dell'Autorità ha adottato nella seduta del 21
dicembre 2010, con deliberazione n. 169, il progetto di Piano sopra citato.
Ai sensi dell'articolo 6 comma 2 lettera a), il progetto di Piano di bacino, stralcio “Bilancio Idrico del
Lago di Massaciuccoli” adottato dall'Autorità di bacino del fiume Serchio, che definisce il quadro
conoscitivo, in termini quantitativi, della risorsa idrica superficiale e sotterranea del bacino e fissa
criteri gestionali della stessa, risulta ascrivibile – dal punto di vista dei contenuti e degli effetti – alle
fattispecie dei piani da sottoporre a procedura di VAS.
Si evidenzia che emergono delle problematiche di carattere procedurale nelle attribuzioni delle
competenze in merito sia all’approvazione del Piano che al procedimento VAS dovuto in parte al
confuso quadro normativo di riferimento che vede l’abrogazione della L. 183/89 e
contemporaneamente la non completa attuazione del D.lgs 152/2006 dal momento che le Autorità di
Distretto non sono state ancora costituite.
Il bacino del Fiume Serchio è stato individuato con decreto del Ministero LL.PP. del 1° luglio 1989
quale bacino regionale pilota ai sensi dell’art. 30 della L. 183/89 “Norme per il riassetto
organizzativo e funzionale per la difesa del suolo”.
L’approvazione del piano di bacino, adottato dal Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino
dovrebbe essere pertanto posta in capo alla Regione.
Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "Norme in materia ambientale" ha previsto
l’istituzione delle Autorità di bacino distrettuali, la conseguente soppressione delle Autorità di
bacino di cui alla legge 183/89 a far data dal 30 aprile 2006, nonché l’emanazione di apposito
decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri per il trasferimento di funzioni e la
regolamentazione del periodo transitorio.
L’art. 170 del D.Lgs 152/2006 ha disposto che le procedure di adozione e approvazione dei piani
previste dalla L. 183/89 continuassero ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore della parte
seconda del decreto relativa alla VAS (oggi in vigore).
L’art. 175 del D. lgs 152/2006 ha abrogato la legge 183/89 (comma 1 lett. l)e l’art 1 bis della L.
365/2000 relativo alle conferenze programmatiche (comma 1 lett. cc).
L’art. 66 del D.lgs.152/96, che regola le procedure di adozione ed approvazione dei Piani di bacino a
livello di distretti idrografici, ha disposto che il Piano di bacino distrettuale:
- è sottoposto a valutazione ambientale strategica (VAS) in sede statale. prima della sua
approvazione,
- è adottato a maggioranza dalla Conferenza istituzionale permanente insieme al relativo rapporto
ambientale,
- è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a conclusione della procedura di
valutazione ambientale strategica (VAS) sulla base del giudizio di compatibilità ambientale espresso
dall’autorità competente.
Nelle more della costituzione dei distretti idrografici, la legge 27 febbraio 2009 n. 13 ha prorogato le
Autorità di bacino di cui alla legge n. 183/89, facendo salvi gli atti posti in essere dalle medesime dal
30 aprile 2006.
A tutt’oggi il previsto decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri non è stato emanato
e le Autorità di bacino distrettuali non sono state ancora costituite.
L’Autorità di bacino del fiume Serchio ha dichiarato nella Sintesi non tecnica che il piano in esame
si riferisce ad un bacino distrettuale, tutto questo legittimato dal fatto che era stata chiamata a
redigere urgentemente il Piano di gestione come Autorità distrettuale secondo quanto previsto
dall’art. 165 del D.lgs 152/06 dalla necessità di adempiere agli obblighi comunitari per non incorrere
ad una procedura di infrazione.
2. Il Rapporto ambientale contiene un’illustrazione dei contenuti del Piano la cui costruzione risulta
molto complessa e di non facile consultazione. Il Rapporto Ambientale è articolato in numerosi
documenti in cui sono richiamati a loro volta altri documenti relativi al precedente iter iniziato
quattro anni fa ai sensi della L. 183/89 e successivamente modificato con l’introduzione della
procedura di VAS inizialmente regionale e poi statale. Progetto di piano è stato aggiornato varie
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
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volte ma, considerata la consistenza del materiale presentato, gli aggiornamenti non sempre sono tra
loro coerenti.
Il piano contiene un documento dedicato alle “Norme di piano” le quali risultano molteplici con
rimandi “interni” frequenti e spesso di contenuto analogo o confrontabile. Numerose sono le misure
di salvaguardia, alcune delle quali ricalcano le norme di piano. Molte norme consistono nella
definizione di tavoli tecnici sperimentali e attività conoscitive e di monitoraggio finalizzate a
pervenire a soluzioni di particolari problematiche ambientali in maniera partecipata con tutti gli Enti
competenti e da questo deriva che molte delle attività di monitoraggio (e conseguentemente degli
indicatori di interesse) scaturiranno dai confronti tecnici e dagli approfondimenti previsti e saranno
oggetto delle successive fasi di aggiornamento del Piano. Inoltre alcune norme (tra cui soprattutto gli
artt. 19-20-21) erano state precedentemente adottate dal comitato Istituzionale dell’Autorità di
Bacino del Fiume Serchio perché inserite nel piano di gestione, che ancora non è comunque stato
approvato in sede statale, e sono in vigore come misure di salvaguardia da prima che il presente
piano fosse adottato.
Il piano prevede interventi strutturali, oggetto di altri strumenti di programmazione che coinvolgono
numerosi Enti con competenze diverse, la cui attuazione è ancora in corso ed in continua evoluzione.
3. Il Rapporto ambientale contiene un’ampia descrizione del contesto ambientale, socio-economico
del territorio che interessa il Piano preso in esame, una descrizione dello stato dell’ambiente anche
con un’analisi dettagliata delle componenti dell’ecosistema del lago e un allegato che descrive la
metodologia utilizzata per il calcolo del deflusso minimo vitale (DMV).
L’ampia trattazione sulla “risorsa acqua” con una illustrazione dettagliata della metodologia
utilizzata per il calcolo del bilancio idrico del bacino del lago di Massaciuccoli evidenzia un deficit
idrico di circa 32 milioni di metri cubi all’anno. Il consumo antropico da imputarsi per circa 5
milioni di mc ai servizi acquedottistici, per circa 13 milioni di metri cubi a pozzi privati e per circa
14 milioni di metri cubi, circa il 43% del consumo totale, all’uso irriguo.
Al deficit idrico ed alle modalità di utilizzo della risorsa idrica sono strettamente correlate le seguenti
problematiche del lago: graduale ma costante decremento dei livelli idrici medi del lago, già allo
stato attuale per buona parte dell’anno sotto il livello del mare, e delle falde acquifere ad esso
collegate, in particolare di quella della duna costiera; graduale e costante incremento di fenomeni di
subsidenza favoriti dal drenaggio delle acque operato dalla bonifica che, abbassando il livello della
falda, innesca l’inevitabile compattazione delle torbe superficiali; - progressiva salinizzazione del
lago per intrusione delle acque marine sia attraverso le falde della duna costiera che attraverso il
canale burlamacca, unico emissario del lago; - progressivi interrimento ed eutrofizzazione del lago
per continua immissione di ingenti quantità di nutrienti e solidi sospesi nel lago medesimo da parte
delle attività antropiche; - progressiva riduzione della diversità biologica del lago e delle aree
circostanti, ad esso connesse, con specie originarie in diminuzione e sviluppo di specie più resistenti
o esotiche.
Relativamente alla qualità delle sue acque il lago presenta oggi problemi di eutrofizzazione causati
dalla presenza di una grande quantità di nutrienti, in primo luogo fosforo ed azoto, che innescano
abnormi fioriture algali responsabili della opacità delle acque. In parte tale scenario è imputabile alla
presenza di alcuni insediamenti produttivi ed industriali, localizzati con maggiore densità nella parte
settentrionale del territorio, e ai reflui dei depuratori, tra i quali quelli di Massarosa e di Piano di
Mommio, solo di recente collettati fuori bacino, e Vecchiano di cui è prevista la dismissione ed il
collettamento verso il depuratore di S. Jacopo (Pisa).
Il principale responsabile della dispersione dei nutrienti nelle acque del bacino sembra comunque
essere il funzionamento del sistema di bonifica che confluisce le acque dai territori bonificati entro il
lago, sistema che viene poi ad essere “invertito” durante il periodo primaverile – estivo con
l’utilizzazione del lago come serbatoio per irrigazione.
Per quanto riguarda la metodologia del calcolo del deficit di bilancio, espresso con una classica (se
pur evoluta) disuguaglianza di grandezze tra loro sommate o sottratte, si osserva come venga
riconfermata la sostanziale coincidenza tra il valore del deficit e sommatoria dei consumi antropici,
rendendo sottinteso che all’interno del bacino non esisterebbe risorsa idrica disponibile; si conferma
inoltre come la maggior parte dei consumi sia rappresentata da prelievi per usi diversi
dall’idropotabile distribuito con acquedotto pubblico. La gestione e la revisione delle concessioni per
qualsiasi uso assentite, di competenza delle Autorità concedenti, rivestirà pertanto un ruolo
6
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
fondamentale ai fini della riduzione del deficit, di importanza commisurata al previsto
“congelamento” dei prelievi per usi acquedottistici e conseguentemente all’introduzione di forti
limitazioni per le espansioni urbanistiche. Quanto sopra fatti comunque salvi i prioritari usi
idropotabili.
Si ritiene che il quadro conoscitivo relativamente agli interventi strutturali previsti dal piano debba
essere aggiornato alla luce delle decisioni prese e di quanto emerso relativamente allo stato di
attuazione degli interventi in sede dei comitati di sorveglianza del 16/11/2010 e 22/02/2011
dell’Accordo integrativo per il completamento della tutela delle risorse idriche del lago di
Massaciuccoli più volte citato nel rapporto ambientale e allegato al piano e del comitato di vigilanza
dell’accordo integrativo per la tutela delle risorse idriche dell’Entroterra Versiliese e della Costa
siglato in data 28/01/2006. Quanto sopra al fine di ricalibrare le azioni e le norme previste dal piano
stesso, alcune delle quali sono molto legate alla data di completamento degli interventi strutturali.
Tale indicazione è avvalorata dai pareri che ci sono pervenuti dai settori regionali consultati e in
particolare dal Settore Tutela e gestione delle risorse idriche e dal Settore Ufficio tecnico del genio
Civile di Area Vasta Livorno-Lucca-Pisa.
Si ritiene necessario riportare i contenuti del parere dell’Ufficio Tecnico del Genio Civile di area
Vasta Livorno-Lucca e Pisa che opera il coordinamento ed il controllo operativo degli Enti Attuatori
degli interventi finalizzati alla mitigazione delle criticità del Bacino del lago di Massaciuccoli,
tramite la verifica periodica dello stato di avanzamento delle misure, delle azioni e degli interventi
previsti e delle problematiche connesse alla eventuale mancata attuazione.
“Dalla verifica effettuata emergerebbe la necessità di aggiornare gli elaborati del Piano in relazione a
quanto emerso nelle sedute dei Comitati di Sorveglianza del 16/11/2010 e 22/02/2011 dell’Accordo integrativo
per il completamento della tutela delle risorse idriche del lago di Massaciuccoli in relazione all’aspetto di
seguito descritto:
In relazione alle importanti decisioni condivise tra i soggetti firmatari del suddetto Accordo nel corso dei due
Comitati sopra citati, che hanno modificato aspetti di rilievo relativi al soggetto attuatore, alla tempistica ed
ai costi per la realizzazione della derivazione dal Fiume Serchio, si propone di valutare l’opportunità di
aggiornare il contesto formulato nel Titolo II, art. 8, relativo alla Grande derivazione dal Fiume Serchio, con
particolare riferimento alle “condizioni relative al finanziamento, realizzazione, nonché i tempi ed i costi
relativi all’opera di grande derivazione dal fiume Serchio”, evidentemente riferite allo stato delle conoscenze
esistenti ed alle intese intercorse alla data di sottoscrizione dell’Accordo. In tal senso i verbali dei suddetti
Comitati potranno costituire utile supporto.
Sarebbe inoltre opportuno evidenziare che l’intervento strutturale previsto all’art. 7 delle Norme di Piano
Installazione della barriera mobile per limitare l’ingressione delle acque marine nel canale Burlamacca,
risulta già realizzato e collaudato (Ente Attuatore Provincia di Lucca).
Nell’ambito degli Altri interventi strutturali, indicati nell’art. 7, comma 1, lettera d, e descritti nell’Allegato A
delle Norme di Piano, viene previsto l’intervento denominato: “Inversione nel Comune di Vecchiano, dello
scolo meccanico delle acque dal lago di Massaciuccoli verso il Fiume Serchio”. In relazione a tale previsione,
proponiamo di rappresentare l’opportunità che nel Piano sia recepito il concetto che la stessa debba essere
subordinata all’esito di preliminari verifiche di fattibilità, finalizzate alla stima del rapporto costi-benefici
ambientali. Ciò in relazione alla necessità di contestualizzare tale intervento nell’ottica della già completa
attuazione dell’impianto idrovoro in località Bufalina, nonché della disponibilità delle risorse, pari a 18
milioni di euro, per l’attuazione della grande derivazione dal Fiume Serchio. Tali verifiche sono necessarie a
fronte dei costi estremamente rilevanti, connessi all’ipotesi di realizzare un canale in contropendenza per
consentire l’inversione verso il Fiume Serchio delle acque sollevate dal lago, ipotesi che peraltro potrebbe
implicare interconnessioni significative con numerose infrastrutture, quale ad esempio l’autostrada.
Anche nell’ottica di quanto sopra esposto, si propone dunque che il quadro conoscitivo del Piano ed il relativo
Rapporto di valutazione ricomprendano il quadro di sintesi di tutte le azioni strutturali in atto nel Bacino del
Lago di Massaciuccoli (bonifiche discariche, adeguamento depuratori e fognature ecc), anche al fine di
meglio ricalibrare la pianificazione di Bacino sulle esigenze residue di completamento degli interventi già
avviati. Tale quadro di sintesi è reperibile dai Verbali dei sopra citati Comitati di Sorveglianza.
Per quanto altro attiene gli interventi strutturali richiamati nel Piano e nei Documenti allegati sarebbe inoltre
opportuno verificare, nel “Rapporto del Piano Stralcio con la Pianificazione e Programmazione comunali”,
par. 3.4.1, riferito al Comune di Viareggio, quanto descritto in merito al “progetto per la realizzazione
dell’acquedotto agro industriale”. Quanto sopra per rendere esplicito se tale acquedotto è da ricondursi
all’intervento denominato “Riutilizzo delle acque reflue e fluenti dagli impianti di depurazione di Viareggio,
Camaiore capoluogo, Secco, Lido di Camaiore e Massarosa come risorsa alternativa a favore del comparto
ortoflorovivaistico dell’entroterra versiliese e per gli altri usi consentiti, mediante la realizzazione di un
acquedotto consortile”, ricompreso nell’ dell’Accordo Integrativo per la tutela delle risorse idriche
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
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dell’Entroterra Versiliese e della Costa del 28/01/2006. Qualora si trattasse del medesimo intervento
potrebbero essere esplicitate le azioni già intraprese e quelle in atto da parte dei Comuni sottoscrittori del
sopra citato Accordo di Programma (Comuni di Massarosa, Viareggio e Camaiore) relativamente all’utilizzo
delle acque reflue, nonché lo stato dell’arte della progettazione (I° LOTTO) ed i fondi effettivamente
disponibili.”
4. Nel Rapporto ambientale sono stati individuati i seguenti obiettivi generali di Piano:
- Conseguimento del riequilibrio del bilancio idrico nel bacino del lago di Massaciuccoli,
diminuendo il deficit idrico esistente fino a livelli riconosciuti socialmente accettabili
- Contribuzione al miglioramento della qualità delle acque;
Sulla base dei due obiettivi generali proposti sono stati individuati 5 obiettivi specifici che
concorrono al perseguimento degli obiettivi generali e così esplicitati:
- Individuazione di nuove forme di approvvigionamento di acqua al lago Massaciuccoli;
- Riduzione e monitoraggio dei consumi idrici interni al bacino del Lago di Massaciuccoli e
contrasto alla subsidenza;
- Riconversione delle attività agricole interferenti con il bacino del Lago di Massaciuccoli;
- Contrasto dell’ingressione marina nel lago;
- Riduzione degli scarichi civili ed industriali.
5. Nel Rapporto ambientale è stata sviluppata l’analisi di coerenza verticale e orizzontale fra il
Piano in oggetto e i principali strumenti di pianificazione territoriali e settoriali indicando per
ciascuno di essi gli elementi che a livello strategico, di quadro conoscitivo e normativo, risultano
pertinenti con la tutela quantitativa e qualitativa della risorsa, oggetto specifico del Piano ed
identificando sinergie e/o eventuali discrasie riguardo alle prescrizioni di piano.
Ai fini della verifica di coerenza esterna verticale i documenti presi in esame e correlati, direttamente
o indirettamente, alle tematiche relative alla risorsa idrica e ai possibili effetti generali sull'ambiente
e sul paesaggio derivanti dall'utilizzo della stessa, sono i seguenti:
•
Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana;
•
Piano Paesaggistico;
•
Master Plan dei Porti;
•
Piano Regionale di Sviluppo 2006-2010;
•
Piano Regionale di Azione Ambientale 2004-2006 e 2007-2010;
Ai fini della verifica di coerenza esterna orizzontale i documenti presi in esame sono i seguenti:
1.
Piano regionale dello sviluppo economico 2007-2010;
2.
Piano di Tutela delle acque della Regione Toscana;
3.
Piano di gestione delle acque del Distretto idrografico del fiume Serchio;
4.
Piano di bacino del fiume Serchio, stralcio “Assetto Idrogeologico;
5.
Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 e Piano Agricolo Regionale;
6.
Programma Forestale Regionale 2007-2011;
7.
Piano Regionale per la Pesca nelle acque interne 2007-2012;
8.
Piano Regionale delle Attività estrattive di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei
residui recuperabili (P.R.A.E.R.);
9.
Piano di ambito ottimale n. 1 “toscana Nord” e n. 2 “Basso Val d’Arno”;
10.
Piani Provinciali (PTCP)
A conclusione dell’analisi dei piani presi in esame è stata costruita una tabella di sintesi che
evidenzia le interazioni del Piano con la pianificazione e programmazione vigente.
Si evidenzia che nell’analisi di coerenza fra il Piano in oggetto e il Piano di Gestione delle acque del
Distretto idrografico del fiume Serchio sono esplicitate, con una tabella, le interconnessioni esistenti
tra obiettivi generali e specifici dei due Piani e sono individuate le misure supplementari del Piano di
Gestione che concorrono al raggiungimento degli obiettivi del Piano di bacino in esame.
Il piano non appare nel suo complesso come un piano stralcio bilancio idrico ma piuttosto si
configura come un ulteriore approfondimento, se pur riferito al solo bacino del lago di
Massaciuccoli, del più complesso piano di gestione. Infatti le problematiche emerse nell’analisi sullo
stato dell’ambiente, se pur in un ambito territoriale ristretto, non riguardano solo gli aspetti
8
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quantitativi della risorsa idrica, e quindi il bilancio idrico, ma anche gli aspetti relativi alla qualità,
solo in parte collegati alla situazione di deficit idrico. Analogamente e conseguentemente molte
misure ed interventi strutturali previsti dal piano sono volti alla tutela sia quantitativa che qualitativa
della risorsa, ma l’unica grandezza di riferimento per la loro calibrazione è costituita da un numero
che rappresenta il deficit di bilancio idrico presente sul territorio interessato.
Si consiglia una semplificazione dell’impianto normativo, attraverso la distinzione tra norme vere e
proprie da azioni riconducibili ad un piano di lavoro attuativo da svilupparsi con la collaborazione
degli altri enti competenti in materia di pianificazione e gestione della risorsa idrica. Quanto sopra ai
fini di una maggiore chiarezza e anche per rendere più agevole il recepimento delle norme all’interno
del piano di tutela delle acque che è sviluppato a scala regionale e per bacini idrografici, nonché
all’interno delle pianificazioni di competenza provinciale. Quanto previsto dal piano stralcio bilancio
idrico dovrà infatti essere recepito dal piano di tutela delle acque che, ai sensi del Dlgs 152/2006
attribuisce a corpi idrici ben definiti, superficiali e sotterranei, la valutazione dello stato di qualità
delle acque, la definizione degli obiettivi e l’emanazione di misure per il raggiungimento degli
obiettivi entro determinate scadenze temporali. Quanto sopra è stato reso coerente e aggiornato
all’interno del piano di gestione del distretto del Serchio, adottato successivamente all’approvazione
del piano di tutela. In particolare, è stata riallineata la classificazione dello stato di qualità ambientale
del lago di Massaciuccoli e del corpo idrico sotterraneo della Versilia e riviera apuana, ricadente in
parte all’interno del bacino del lago di Massaciuccoli e sono stati fissati per entrambe l’obiettivo del
raggiungimento al 2021 dello stato di qualità buono.
Il piano stralcio bilancio idrico del lago di Massaciuccoli si pone due obiettivi: conseguire il
riequilibrio del bilancio idrico nel bacino del lago, diminuendo il deficit idrico esistente fino a livelli
riconosciuti socialmente accettabili, e contribuire al miglioramento della qualità delle acque. Non
sono specificati riferimenti temporali, né valori soglia per il miglioramento della qualità delle acque.
Si ritiene opportuno che venga stimato il valore dell’incidenza delle azioni di piano in oggetto sugli
obiettivi di qualità previsti per i corpi idrici superficiali e sotterranei presenti nel bacino del fiume
Serchio dal piano di tutela e dal piano di gestione al fine di consentire un maggiore riallineamento tra
le suddette pianificazioni ew per dare un ordine di priorità agli interventi programmati.
Sempre in tema di analisi di coerenza con il piano di tutela delle acque, si nota come l’impianto
normativo sviluppi alcune disposizioni riferite alla disciplina degli usi domestici delle acque
sotterranee.
Si ritiene che tali provvedimenti siano più attinenti ad una sfera “legislativa e regolamentare” e
contrastino con le competenze regionali come definite dal D.lgs 152, art.95 e recepite dalla L.R.
91/98; pare pertanto opportuno che tali norme si trasformino in indirizzi di cui la Regione terrà conto
nello svolgimento della sua competenza legislativa e cui le Province faranno riferimento all’interno
dei propri regolamenti. Tutto ciò in coerenza con quanto già elaborato dall’Autorità di Bacino
relativamente alle norme sul risparmio idrico e sui criteri per l’installazione e manutenzione dei
dispositivi per la misurazione dei volumi e delle portate derivate, materia da regolamentare a scala
regionale.
Considerato inoltre che talune delle norme previste riguardano direttamente le attività di bonifica
svolta dal Consorzio di Bonifica operante sul territorio contiguo al lago, si raccomanda di verificare
la coerenza delle norme con la normativa nazionale e regionale in materia di bonifica. Tale
considerazioni, in particolare sono da riferirsi all’art 30 delle Norme di piano “Gestione della
bonifica nel bacino del lago di Massaciuccoli” , secondo cui il Consorzio di Bonifica Versilia
Massaciuccoli è tenuto a predisporre un Piano di Gestione Ambientale della Bonifica individuando
un franco minimo dei livelli idrici da mantenere al di sotto del piano campagna; tale piano,
comunque utile, dovrà inoltre essere uno strumento condiviso.
“Aspetti pertinenti dello stato attuale dell’ambiente e sua evoluzione probabile senza
l’attuazione del Piano o Programma”, e“Caratteristiche ambientali delle aree che
potrebbero essere significativamente interessate” e “Qualsiasi problema ambientale
esistente, pertinente al Piano o programma, ivi compresi in particolare quelli relativi ad
aree di particolare rilevanza ambientale, quali le zone designate come zone di protezione
speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di
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importanza comunitaria per la protezione di habitat naturali e della flora e della fauna
selvatica”
Considerato inoltre che talune delle norme previste riguardano direttamente le attività di
bonifica svolta dal Consorzio di Bonifica operante sul territorio contiguo al lago, si
raccomanda di verificare la coerenza delle norme con la normativa nazionale e regionale in
materia di bonifica. Tale considerazioni, in particolare sono da riferirsi all’art 30 delle
Norme di piano “Gestione della bonifica nel bacino del lago di Massaciuccoli” , secondo cui
il Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli è tenuto a predisporre un Piano di Gestione
Ambientale della Bonifica individuando un franco minimo dei livelli idrici da mantenere al
di sotto del piano campagna; tale piano, comunque utile, dovrà inoltre essere uno strumento
condiviso.
Nel Rapporto ambientale vi è un’ampia illustrazione nel documento “Relazione sullo Stato
dell’ambiente” sullo stato attuale dell’ambiente: il lago di Massaciuccoli è esteso su uno specchio
d’acqua della superficie di 13 kmq, con un bacino idrografico di 114 kmq e con un bacino
idrogeologico di 170 kmq (fig. 1) si trova tra i monti del Quiesa e le dune costiere del Tirreno,
retrostante alla fascia litoranea della Versilia. Il lago ha una profondità media di circa due metri, ed è
in parte delimitato da argini che si sviluppano per una lunghezza di circa 16 Km e che raggiungono
in altezza la quota di 0,50/0,60 metri s.l.m.
L’altezza di questi dal piano di campagna esterno è variabile, in funzione della morfologia e della
quota del terreno, fino a circa 3 – 4 metri. Esso è circondato da un'area umida palustre marginale,
denominata Padule di Massaciuccoli, della superficie di 15 kmq, inclusa all’interno degli argini del
lago e delimitata verso ovest dalla duna costiera, residuo di quella che anticamente caratterizzava
buona parte della pianura versiliese e di cui si ha notizia già a partire dal XV secolo quando si
estendeva dal fiume Camaiore fino al fiume Serchio. L'area appena descritta rappresenta un'ampia
conca naturale al centro della quale si trova appunto il lago di Massaciuccoli, collegato al mare
mediante i fossi Burlamacco, Malfante, Venti e Quindici, confluenti in un emissario naturale, il
canale Burlamacca, che sfocia nel porto di Viareggio.
A partire dal 1741 i deflussi del Burlamacca sono stati regolati da un'opera idraulica consistente in
cateratte note con il nome di " Porte Vinciane", il cui scopo è quello di consentire il deflusso naturale
delle acque del lago verso il mare e di impedirne il flusso contrario.
Interratosi nel tempo, l’altro emissario naturale rappresentato dal canale della Bufalina è stato
recentemente riattivato, con funzionamento intermittente, mediante l’installazione di una pompa
idrovora che allontana le acque in eccesso dal lago, allorquando, in occasione di eventi meteorici
particolarmente gravosi, il livello del lago si innalzi oltre la soglia di sicurezza, identificata con la
quota di 0,40 metri s.l.m.
Il territorio pianeggiante contiguo allo specchio lacustre e alle aree palustri circostanti è stato
parzialmente modificato da un'opera di bonifica meccanica, allo scopo di combattere la malaria e con
l’intento di acquisire terreni fertili per l'agricoltura. Le aree bonificate, riguardanti il settore
settentrionale e meridionale del territorio contiguo al lago, sono oggi gestite dal Consorzio di
Bonifica Versilia-Massaciuccoli (responsabile peraltro del funzionamento del citato canale Bufalina)
e sono interessate da attività agricole, agroflorovivaistiche e zootecniche. Questi terreni si trovano ad
una quota più bassa del livello medio marino e sono interessati da fenomeni di subsidenza favoriti
dal drenaggio delle acque operato dalla bonifica che, abbassando il livello della falda, innesca
l’inevitabile compattazione delle torbe superficiali. Per effetto della bonifica il lago rappresenta
pertanto un contenitore pensile e la superficie delle sue acque, durante le piogge, può raggiungere
quote superiori di alcuni metri sopra il piano della campagna circostante generando problemi di
stabilità degli argini.
I pochi corsi d'acqua naturali che alimentano il lago provengono in prevalenza dalle colline orientali
ai cui piedi è sito lo specchio d'acqua; gli apporti superficiali delle fasce di dune poste fra il lago ed il
mare sono trascurabili, mentre maggiore impatto rivestono gli afflussi provenienti dai vari canali di
bonifica sia a nord che a sud.
Inoltre il Rapporto Ambientale contiene una brevissima illustrazione sulla sua possibile evoluzione
senza l’attuazione del Piano ed emerge che nel Lago di Massaciuccoli si è sicuramente avuta una
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convergenza di fattori (accumulo della quantità dei nutrienti, interrimento, aumento di torbidità,
ingressione salina) che ha indotto al deterioramento della qualità delle acque lacustri con una
conseguente iperproduzione di fitoplancton. Tale situazione si è creata sia per un processo naturale
che avviene in tempi molto lunghi a causa del graduale interramento della conca lacustre provocato
dall’apporto di materiali provenienti dal bacino imbrifero e sia per le attività umane, i fattori fisici
(luce e temperatura) e morfometrici (profondità e volume) del corpo idrico, possono esercitare un
ruolo fondamentale nell’accelerazione del fenomeno.
Visto lo stato di elevata criticità in cui versa attualmente il lago di Massaciuccoli e in assenza di
alcun tipo di intervento, il lago andrebbe incontro ai seguenti fenomeni:
1. Ulteriore aggravamento del deficit idrico.
2. Salinizzazione, con perdita degli habitat tipici del lago originario e creazione di ecosistemi
salmastri (influenzati comunque dall’inquinamento).
3. Interrimento “accelerato”: evoluzione naturale dei laghi e delle aree umide costiere ma con tempi
più rapidi
4. Ulteriore aggravamento della condizione di ipereutrofia attuale.
"La valutazione di incidenza"
Il Rapporto ambientale contiene un capitolo dedicato allo studio di incidenza nel quale sono
individuati, descritti e quindi valutati, gli eventuali impatti significativi delle azioni di piano e sulle
finalità di conservazione dei siti designati come siti di importanza comunitaria (SIC) per la
protezione degli habitat naturali e della flora e fauna selvatica e come zone di protezione speciale
(ZPS) per la conservazione degli uccelli selvatici.
Nell'ambito dei procedimenti di tutela preventiva dei siti della Rete Natura 2000 le procedure di
valutazione d'incidenza costituiscono uno degli elementi più importanti. In tale procedura lo studio
di incidenza, di un piano o progetto, è finalizzato a verificare se vi siano incidenze significative su un
sito o proposto sito della rete Natura 2000, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti e
tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso. Lo studio di incidenza si è reso
necessario sui seguenti SIR:
SIR n°25: Lago e padule di Massaciuccoli (IT5120017)
SIR n°61: Dune litoranee di Torre del Lago (IT5170001
SIR n° 24: Macchia lucchese (IT5120016
SIR n°62: Selva Pisana ( IT5170002)
La valutazione dell’incidenza del Piano è stata condotta tenendo in considerazione gli obiettivi
generali e gli obiettivi specifici del piano, di seguito elencati, ed effettuando la valutazione di
incidenza specifica delle azioni principali previste nelle norme tecniche del Piano per raggiungere
tali obiettivi.
Dallo Studio di incidenza risulterebbe che gli interventi strutturali previsti dal Piano (in particolare la
grande derivazione dal Serchio, e la risistemazione della barriera sul Burlamacca per limitare
l’ingressione di acqua ad elevata salinità) hanno, in linea generale, incidenza positiva sulle
emergenze naturalistiche del SIC Lago e Palude di Massaciuccoli. Inoltre risulterebbe che gli
interventi non strutturali correlati hanno una sicura incidenza positiva su tali emergenze, in
particolare gli interventi relativi alla riconversione dell’agricoltura e alla disciplina del territorio e
alla riduzione dei prelievi idrici e alla riduzione degli scarichi civili ed industriali e delle acque
dilavanti afferenti nel lago.
Non sono state indicate quindi misure di mitigazioni specifiche, bensì azioni sinergiche per poter
ottimizzare i risultati attesi dagli interventi previsti dal piano.
Si osserva che in tutto il documento relativo allo studio di incidenza in cui sono stati trattiti anche gli
aspetti normativi delle valutazione d’incidenza non viene indicato il soggetto competente (Regione
o Stato) ad esprimersi in tale materia: si ritiene pertanto necessario che sia indicata la competenza e
reso noto gli esiti della stessa valutazione.
“Obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli
Stati membri, pertinenti al piano o programma, e il modo in cui durante la sua preparazione
si è tenuto conto di detti obiettivi e di ogni considerazione ambientale”
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Il Rapporto ambientale contiene un’analisi dei principali riferimenti internazionali e comunitari in
materia di qualità della risorsa idrica e in particolare di quanto indicato nella Direttiva 2000/60 CE
che si sostanziano nella realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile, nel mantenimento delle
funzioni e la struttura di un ecosistema e nel raggiungimento del cosiddetto “Good Ecological
Status” (buono stato ecologico).
"Possibili effetti significativi sull’ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la
popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua, l’aria, i fattori climatici,
i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e
l’interrelazione tra i suddetti fattori. Devono essere considerati tutti gli effetti significativi,
compresi quelli secondari cumulativi, sinergici, a breve, medio, lungo termine, permanenti
e temporanei, positivi e negativi; Misure previste per impedire, ridurre e compensare in
modo più completo possibile gli eventuali effetti negativi significati sull’ambiente
dell’attuazione del Piano Programma”
Il Rapporto ambientale contiene un documento dedicato alla verifica degli impatti così strutturato:
- analisi di coerenza interna verticale e orizzontale sintetizzata in una tabella in cui per ogni obiettivo
generale di Piano sono individuati gli obiettivi specifici e le azioni che concorrono al
raggiungimento degli stessi;
- verifica qualitativa dei possibili impatti significativi delle misure del Piano sui fattori ambientali
rappresentata in modo sintetico, con una matrice e con una analisi sintetica per ogni misura.
Il Piano contiene un documento “Norme di Piano” che individua la normativa di attuazione del Piano
articolata in norme immediatamente vincolanti, misure di salvaguardia, direttive e raccomandazioni.
Il Piano opera con gli strumenti contenuti nel sopra citato documento “Norme di Piano”, di seguenti
indicati:
a) azioni di carattere strutturale (Titolo II);
b) azioni per la riconversione dell’agricoltura (Titolo III);
c) azioni di carattere conoscitivo attraverso il monitoraggio degli aspetti quantitativi e
qualitativi delle risorse idriche (Titolo IV);
d) disposizioni sull’uso della risorsa idrica (Titolo V), distinte tra norme volte a non
incrementare l’uso attuale della risorsa idrica al fine del non aggravio del deficit riscontrato,
di cui al Capo I, e norme generali per la pianificazione idrica a scala di bacino idrografico,
di cui al Capo II ;
e) azioni per il risparmio idrico (Titolo VI);
f) disposizioni per assicurare il recepimento del Piano nella pianificazione regionale e sub
regionale di sviluppo economico e di uso del suolo (Titolo VII);
g) individuazione di misure di salvaguardia del progetto di Piano adottato finalizzate ad
impedire l’aggravamento del deficit in attesa dell’ approvazione del Piano stesso, come
definite dal Titolo VIII delle presenti Norme.
Si sottolinea come il piano vada ad incidere sulla pianificazione territoriale dal momento che alcune
norme specifiche prevedono su tutto il territorio esaminato, e anche fuori bacino (in quest’ultimo
caso qualora le risorse utilizzate provengano dall’interno del bacino) delle limitazioni agli usi delle
acque, comprendendo tra questi anche l’uso idropotabile, tali da influire consistentemente sulla
pianificazione di Ambito e urbanistica e sullo sviluppo socio economico del territorio. Tale misura
può condizionare le previsioni di espansione territoriale dei comuni che utilizzano acqua proveniente
dal bacino del lago di Massaciuccoli (Viareggio, Massarosa, Vecchiano, Pisa, Livorno), qualora
venga accertato che le stesse previsioni comportano un aggravio del deficit idrico calcolato.
Questi impatti sono stati messi in evidenza all’interno del rapporto ambientale, ma non sono state
previste misure compensative, né di mitigazione, che invece dovrebbero essere prese in
considerazione dal piano.
Inoltre si ritiene eccessiva la necessità di subordinare al parere vincolante dell’Autorità di Bacino
tutti gli interventi inerenti l’utilizzo di risorsa idrica, compresi gli interventi edilizi, soprattutto se tale
parere è preso “a valle” di atti di pianificazione sia urbanistica che settoriale in generale che
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recepiscono il piano stralcio e sui quali l’Autorità di Bacino si è già espressa considerato il grado di
dettaglio con il quale sono state elaborate le norme, che analizzano e affrontano ogni tipo di impatto
gravante sulle acque del bacino, e molte delle quali sono rivolte ad altri enti (Regione, Province,
ATO, Comuni) con competenze ben definite.
Si rileva dalle osservazioni ricevute dai settori Rifiuti e Bonifiche dei siti inquinati e Viabilità di
interesse regionale che in merito alla realizzazione della grande derivazione dal fiume Serchio dalla
documentazione non emergono considerazioni in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo
derivanti dalla realizzazione dell’opera ed i relativi possibili effetti ambientali. Si ritiene necessario
precisare che le terre e rocce da scavo prodotte nell’ambito del progetto potranno essere escluse dal
regime dei rifiuto solo se trattate nel rispetto dei contenuti del D.Lgs 152/2006 smi art 185 comma
lettera c) e/o art 186, in caso contrario dovranno essere avviate a smaltimento o recupero in impianti
autorizzati. Inoltre si rileva che le ipotesi di tracciato dell'intervento strutturale di grande derivazione
dal fiume Serchio per l'immissione di acqua nel bacino del lago di Massaciuccoli interferisce con la
sede della piattaforma dell'Autostrada 11 Firenze – Pisa Nord. Si ricorda che, ai sensi del Nuovo
Codice della Strada e successivo regolamento, risulta necessario rispettare la distanza dal confine
stradale nell'eseguire interventi lateralmente alle stesse nonché le norme e procedure per gli
attraversamenti e uso della sede autostradale. Si ritiene necessario garantire, inoltre, gli spazi
necessari per la realizzazione dell'eventuale terza corsia autostradale.
Si osserva che tra le alternative analizzate nel capitolo “3. Analisi delle alternative al Piano” del
“Rapporto Ambientale: valutazione degli effetti”, si ipotizza (al punto 3.3) il dragaggio dei sedimenti
del lago per i primi 30 – 40 cm in quanto ricchi di nutrienti che contribuiscono all’eutrofizzazione
del lago. Tale dragaggio comporterebbe l’asportazione di circa 2,8 milioni di mc di sedimenti. Dalla
documentazione non risultano indagini in merito al grado di contaminazione di tali sedimenti. Si
ritiene quindi necessario precisare che tale azione dovrà essere attentamente valutata in relazione al
grado e tipologia di contaminazione di tali sedimenti, in particolare per valutare la percorribilità
degli ipotizzati riutilizzi del materiale dragato in relazione alla vigente normativa sui rifiuti. Ai fini
dell’esclusione di tali sedimenti dal regime dei rifiuti dovrà essere infatti rispettato quanto disposto
dall’articolo 185 comma 3 del DLgs 152/2006 e smi e/o dall’articolo 39 comma 13 del DLgs
205/2010. Nel caso in cui i sedimenti siano da classificarsi come rifiuti, dovranno essere gestiti nel
rispetto della normativa vigente in materia ed essere avviati a smaltimento o trattamento in impianti
autorizzati.
In riferimento alla strategia di Piano adottata per conseguire il riequilibrio del bilancio idrico
consistente nella derivazione dal Fiume Serchio per l’immissione nel bacino del lago di
Massaciuccoli, ARPAT nel parere inviatoci, ha fornito una valutazione tecnica effettuata
dall’Articolazione Funzionale “Ecosistemi palustri e laghi” dell’Area Mare ARPAT – Lucca, che
opera in modo sistematico nello studio del sistema lacuo palustre di Massacuiccoli la quale è stata
incaricata con Decreto della Regione Toscana di cooperare con CNR-ISMAR per la definizione della
diagenesi sedimentaria del lago e per la identificazione sperimentale degli interventi interni di
inattivazione dei nutrienti utilizzando ambienti controllati in situ.
Da tale studio si evince che l’intervento strutturale di derivazione di acque dal Fiume Serchio
rappresenta l’unico possibile rimedio a breve termine alla situazione di forte degrado del Lago
Massaciuccoli. L’analisi è focalizzata sulla localizzazione del punto di inserimento nel bacino
acqueo del lago è cruciale al fine di un tentativo di parziale risanamento e non solo di un
“bilanciamento idrico”ed esamina nel dettaglio i pregi e i difetti di diverse localizzazioni del punto di
inserimento della derivazione Serchio-Massaciuccoli; in particolare vengono analizzate due
specifiche localizzazioni, l’adduzione nel canale Barra Barretta e l’adduzione nel Canale Fossa
Nuova, sollevando alcune perplessità sulla scelta di conferire le acque derivate dal serchio nel
Canale Barra-Barretta. Nella relazione la valutazione dei pregi e dei difetti è esemplificata tramite lo
studio di sette punti di discussione qui di seguito riportati:
punto Adduzione nel Canale Barra Barretta
Adduzione nel Canale Fossa Nuova
1°
I punti di presa irrigua derivano dal canale fra 478 I punti di presa irrigua derivano dal canale fra 116
l/sec e 189 l/sec (dati Consorzio). In periodi di
l/sec e 32 l/sec.
magra del Serchio le acque derivate, che avranno
portata molto inferiore ai 3 mc, verranno assorbite
totalmente dall’irrigazione.
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2°
3°
4°
5°
6°
7°
•
Le acque derivate dal Serchio vengono introdotte
nel Canale Barra- Barretta che riceve le idrovore
di Vecchiano e Massaciuccoli e il depuratore di
Vecchiano che ne condizionano negativamente la
qualità. Le idrovore lavorano quotidianamente in
estate ed in inverno per cui non esiste un periodo
dell’anno in cui le acque del Serchio possano
raggiungere il lago senza alterazioni.
Le acque del Serchio giungono nel lago al centro
di una conoide di sedimentazione di materiale
trasportato dalla Barra contenente alte percentuali
di nutrienti. Tale conoide ha uno spessore che
sulla linea di costa si attesta su circa 1 metro
Le superfici del fondo della Barra- Barretta
percorse dalle acque del Serchio conservano i
residui degli scarichi delle idrovore e del
depuratore hanno uno strato sedimentario di
notevole spessore, da indagare, formato dagli
apporti degli scarichi dei depuratori di Vecchiano
e Migliarino e dal materiale sedimentario di
origine agricola proveniente dalle idrovore, ricco
di nutrienti e metalli pesanti, ed una superficie di
contatto con le acque scorrenti maggiore di quelle
della Fossa Nuova.
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Le acque derivate dal Serchio giungono al lago
senza alterazioni dovute ad immissioni laterali nel
canale recettore.
Le acque del Serchio giungono nel lago in una
porzione dell’invaso in cui la profondità media è
50 cm ed il sedimento contiene i quantitativi
minori di sedimenti anossici di tutto il bacino
lacustre (dati CNR-ISMAR)
Le superfici del fondo del canale Fossa Nuova
percorse dalle acque del Serchio prima
dell’immissione nel lago hanno uno strato
sedimentario di minor spessore rispetto al Canale
Barra Barretta, in quanto il canale non riceve
apporti inquinanti, ed hanno anche una superficie
inferiore per la minor sezione del canale. I rilasci
di nutrienti dallo strato superficiale si
verificheranno anche qui ma, a causa del suo
ridotto spessore, il fenomeno sarà limitato nel
tempo. Lo strato superficiale del sedimento sarà
ricolonizzato dalle macrofite a causa del totale
condizionamento della colonna d’acqua.
I volumi di acqua investiti dall’apporto della
I volumi di acqua investiti dall’apporto della
Barra/Serchio sono molto maggiori rispetto a
Fossa Nuova/Serchio sono molto minori rispetto a
quelli dell’ipotesi Fossa Nuova a causa della
quelli della Barra/Serchio a causa della minore
maggiore profondità e della struttura aperta della profondità della colonna d’acqua del lago in quel
linea di costa (localizzazione centrale rispetto
settore e della struttura chiusa della linea di costa
all’invaso). L’effetto risanatorio è diluito.
(angolo Est). L’effetto risanatorio è rafforzato.
Le acque della Barra Barretta vengono introdotte La Fossa Nuova, a monte della congiunzione con
in posizione centrale nel lago. L’effetto risanatorio il lago (che avviene in posizione decentrata ed in
ha un solo bersaglio, il punto di foce o l’intero
un’ansa ad andamento triangolare) si ramifica per
specchio del lago.
raggiungere direttamente la Fossa del Porto di
Massaciuccoli ed alcune aree palustri circostanti.
L’effetto risanatorio sarebbe esteso
immediatamente ad alcune aree molto frequentate
ed alla Riserva Naturale del Chiarone.
Se non si desidera raggiungere questi settori
laterali della zona umida tali canali possono essere
chiusi o regimàti.
I costi di realizzazione del progetto sono stimati in I costi di realizzazione del progetto sono stimati
18 milioni di euro.
assommare a circa 2 milioni di euro in più
rispetto all’altra ipotesi progettuale.
“Descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio e controllo degli effetti
ambientali significativi derivanti dall’attuazione del piano o del programma proposto ”
Si rileva che nel Rapporto ambientale non vi è un capitolo dedicato al monitoraggio e al
controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del piano in esame.:si
ritiene che sia necessario approfondire e ampliare le tematiche relative al monitoraggio e al
controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del piano in esame che si
ritrovano nei vari documenti del Rapporto ambientale.
14
36
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•
“Sintesi non tecnica delle informazioni di cui alle lettere precedenti”
La sintesi non tecnica costituisce allegato al Piano e presenta tutti i contenuti richiesti.
Tutto quanto sopra premesso e considerato, ai sensi dell’art. 33 della l.r. 10/2010,
il NURV
ai fini dell’espressione del parere della Giunta regionale
esprime le seguenti valutazioni conclusive
1. Si evidenzia che emergono delle problematiche di carattere procedurale nelle attribuzioni delle
competenze in merito sia all’approvazione del Piano che al procedimento VAS dovuto in parte al
confuso quadro normativo di riferimento che vede l’abrogazione della L. 183/89 e
contemporaneamente la non completa attuazione del D.lgs 152/2006 dal momento che le Autorità di
distretto non sono state ancora costituite.
2. Nel Rapporto ambientale del Piano di bacino, stralcio “Bilancio idrico del Lago di
Massaciuccoli” sono riportati i contenuti richiesti nell'Allegato VI "Contenuti del Rapporto
Ambientale di cui all'art. 13" del Decreto Legislativo 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia
ambientale”; tuttavia ai fini di una corretta valutazione è necessario approfondire e ampliare le
tematiche relative al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti
dall’attuazione del piano in esame come richiesto al punto i) dell’allegato sopra citato in un
apposito capitolo.
3. Il Rapporto ambientale contiene un’illustrazione dei contenuti del Piano la cui costruzione risulta
molto complessa e di non facile consultazione. Esso è articolato in numerosi documenti in cui sono
richiamati a loro volta altri documenti relativi all’iter di formazione del piano iniziato quattro anni fa
ai sensi della L. 183/89 e successivamente modificato con l’introduzione della procedura di VAS
inizialmente regionale e poi statale. Il Progetto di piano è stato aggiornato varie volte ma,
considerata la consistenza del materiale presentato, gli aggiornamenti non sempre risultano fra loro
coerenti.
4. Il Piano contiene un documento dedicato alle “Norme di piano” le quali risultano molteplici, con
rimandi “interni” frequenti e spesso di contenuto analogo o confrontabile. Numerose sono le misure
di salvaguardia, alcune delle quali ricalcano le norme di piano. Molte norme consistono nella
definizione di tavoli tecnici sperimentali e attività conoscitive e di monitoraggio finalizzate a
pervenire a soluzioni di particolari problematiche ambientali in maniera partecipata con tutti gli Enti
competenti e da questo deriva che molte delle attività di monitoraggio (e conseguentemente degli
indicatori di interesse) scaturiranno dai confronti tecnici e dagli approfondimenti previsti e saranno
oggetto delle successive fasi di aggiornamento del Piano. Alcune norme (tra cui soprattutto gli artt.
19-20-21) erano state precedentemente adottate dal comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del
fiume Serchio perché inserite nel piano di gestione del distretto, che ancora non è comunque stato
approvato in sede statale, e sono in vigore come misure di salvaguardia da prima che il presente
piano fosse adottato.
Si ritiene necessario che tale documento sia rivisto per renderlo più coerente, di più facile lettura
anche con riferimento alla distribuzione delle competenze fra l’Autorità di bacino e gli altri Enti. In
particolare si suggerisce di rivedere i seguenti gli articoli.: 3, 5, 7, 8,11, 13 bis, 14, 17, 19, 20, 21, 29,
30, 34, 38 ter, le direttive 1, 4 e 5 e le raccomandazioni 3, 4 e 8.
La revisione delle norme di piano dovrà inoltre verificare la coerenza con la normativa nazionale e
regionale in materia di bonifica e di difesa del suolo (in particolare art 30), lasciando parere
vincolante dell’Autorità di bacino solo nei casi in cui le norme ordinarie presentino vuoti di
competenza.
15
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
37
5. Il calcolo del deficit di bilancio conferma come la maggior parte dei consumi sia rappresentata
da prelievi per usi diversi dall’idropotabile distribuito con acquedotto pubblico, pertanto la gestione
e la revisione delle concessioni per qualsiasi uso assentite, di competenza delle Autorità concedenti,
rivestirà un ruolo fondamentale ai fini della riduzione del deficit, di importanza commisurata al
previsto “congelamento” dei prelievi per usi acquedottistici e conseguentemente all’introduzione di
forti limitazioni per le espansioni urbanistiche.
6. Il quadro conoscitivo relativamente agli interventi strutturali previsti dal piano dovrebbe essere
aggiornato alla luce delle decisioni prese e di quanto emerso relativamente allo stato di attuazione
degli interventi in sede dei comitati di sorveglianza del 16/11/2010 e 22/02/2011 dell’Accordo
integrativo per il completamento della tutela delle risorse idriche del lago di Massaciuccoli più volte
citato nel rapporto ambientale e allegato al piano e del comitato di viglianza dell’accordo integrativo
per la tutela delle risorse idriche dell’Entroterra Versiliese e della Costa siglato in data 28/01/2006.
Quanto sopra al fine di ricalibrare le azioni e le norme previste dal piano stesso, alcune delle quali
sono molto legate alla data di completamento degli interventi strutturali.
7. Si evidenzia che dalla lettura del documento “Analisi degli effetti” relativo all’intervento
strutturale “Realizzazione, gestione e monitoraggio della grande derivazione del fiume Serchio”,
sono state individuate tre possibili alternative di tracciato: il recapito diretto nel Lago di
Massaciuccoli, il recapito nella Fossa Nuova e il recapito nel canale Barra. Da tale documento risulta
che”…le indagini preliminari hanno ritenuto più interessante il percorso di immissione sul Barra da
un punto di vista economico ed ingegneristico. Anche dal punto di vista delle caratteristiche
chimico-fisiche il passaggio attraverso il canale barra sembra meno problematico.”.
Sulla base del contributo pervenuto dall’ARPAT si chiede quindi di riservare ancora una fase di
approfondimento e di confronto delle due possibili soluzioni recapito nella Fossa Nuova o recapito
nel canale Barra, al fine di pervenire all’individuazione della soluzione migliore in relazione agli
effetti sull’ambiente.
Inoltre si ritiene che le salvaguardie poste dall’art. 38ter comma 1 allo scopo di garantire la futura
realizzazione delle opere per la derivazione del fiume Serchio siano estese a tutte le aree interessate
dalle ipotesi prese in considerazione a tal fine si ritiene che debba essere adeguata la tavola 9 “Carta
degli interventi strutturali”.
8. Con riferimento ai possibili impatti e alle misure per impedire, ridurre e compensare eventuali
impatti negativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del Piano si raccomanda di tener conto delle
osservazioni riportate in premesse e pervenute dai settori regionali citati; in particolare per quanto
riguarda la “Realizzazione, gestione e monitoraggio della grande derivazione del fiume Serchio: la
gestione delle terre e rocce da scavo derivanti dalla realizzazione dell’opera, il dragaggio dei
sedimenti del lago per i primi 30 – 40 cm in quanto ricchi di nutrienti e la vicinanza dell’opera che
potrebbe interferire con la sede della piattaforma dell'Autostrada 11 Firenze – Pisa Nord.
9. Con riferimento, all’analisi di coerenza con il Piano di tutela delle acque, si nota come
l’impianto normativo sviluppi alcune disposizioni riferite alla disciplina degli usi domestici delle
acque sotterranee.
Si ritiene che tali provvedimenti siano più attinenti ad una sfera “legislativa e regolamentare” e
contrastino con le competenze regionali come definite dal D.lgs 152, art.95 e recepite dalla L.R.
91/98; pare pertanto opportuno che tali norme si trasformino in indirizzi di cui la Regione terrà conto
nello svolgimento della sua competenza legislativa e cui le Province faranno riferimento all’interno
dei propri regolamenti. Tutto ciò in coerenza con quanto già elaborato dall’Autorità di Bacino
relativamente alle norme sul risparmio idrico e sui criteri per l’installazione e manutenzione dei
dispositivi per la misurazione dei volumi e delle portate derivate, materia da regolamentare a scala
regionale.
10. Con riferimento all’art. 19 comma 4 delle norme di piano (Nelle aree di bonifica è consentito il
potenziamento degli impianti idrovori, previo parere vincolante dell’Autorità di bacino) si ritiene
che sia preferibile la definizione di indirizzi in sede di un piano di gestione predefinito e riferito al
16
38
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
territorio complessivo anziché un parere vincolante da parte dell’Autorità di bacino da rilasciarsi ad
ogni singola richiesta riguardante l’aumento delle idrovore nella aree di bonifica.
11. Considerato che il grado di dettaglio con il quale l’Autorità di bacino ha elaborato le norme che
analizzano e affrontano ogni tipo di impatto gravante sulle acque del bacino, e molte delle quali sono
rivolte ad altri enti (Regione, Province, ATO, Comuni) con competenze ben definite e che il Piano
stralcio è sovraordinato agli atti di pianificazione, si ritiene eccessivo subordinare al parere
vincolante dell’Autorità di bacino tutti gli interventi inerenti l’utilizzo di risorsa idrica, compresi gli
interventi edilizi, soprattutto se tale parere è reso “a valle” di strumenti di pianificazione e atti di
governo del territorio, compresi gli strumenti attuativi.
12. Relativamente alla valutazione di incidenza si rileva che il Rapporto ambientale contiene un
documento dedicato: si ritiene necessario che sia indicato il soggetto competente (Regione o Stato)
ad esprimersi in tale materia e sia reso noto l’esito della stessa valutazione, ricordando che la
valutazione di incidenza deve essere effettuata nell’ambito delle procedure di VAS.
IL PRESIDENTE DEL NURV
(Arch. Moreno Mugelli)
17
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 227
D.G.R.T. n. 1095 del 20/12/2010 - proroga accordo
Regione Campania-Regione Toscana per emergenza
rifiuti.
LA GIUNTA REGIONALE
Visto il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152
“Norme in materia ambientale” ed in particolare la parte
quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di
bonifica dei siti inquinati”;
Visto che il suddetto Decreto Legislativo n. 152/2006
prevede - all’art. 182, comma 3 - che è vietato smaltire i
rifiuti urbani non pericolosi in Regioni diverse da quelle
dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi
regionali o internazionali, qualora gli aspetti territoriali
e l’opportunità tecnico-economica di raggiungere livelli
ottimali di utenza servita lo richiedano;
Vista la L.R. 18/05/1998 n. 25 e sue modifiche ed
integrazioni che all’art. 17 prevede che “Negli impianti
localizzati nel territorio regionale lo smaltimento dei
rifiuti urbani e di materiali di risulta della lavorazione
degli stessi, prodotti in altre regioni, può essere consentito
esclusivamente previa definizione di specifiche intese,
convenzioni o accordi di programma tra la Regione
Toscana e le altre Regioni interessate.”;
Richiamata la propria deliberazione n. 1095 del
20/12/2010 “Accordo Regione Campania - Regione To­
scana emergenza rifiuti Campania.”, con la quale è stata
approvata la bozza di accordo;
Considerato che il suddetto accordo, sottoscritto dai
rappresentanti delle Regioni Campania e Toscana in data
30/12/2010, prevede lo smaltimento di 13.500 tonnellate
di rifiuti della Campania nelle discariche toscane di.
- Scapigliato (Comune di Rosignano Marittimo LI - gestore REA S.p.A.) per un quantitativo di 9.000
tonnellate;
- Legoli (Comune di Peccioli - PI - gestore Belvedere
S.p.A.) per un quantitativo di 4.500 tonnellate.
Considerato che l’accordo ha una durata di un mas­
simo di tre mesi, a far data dalla notifica ai gestori degli
impianti di discarica, avvenuta il 14/01/2011;
Considerato quindi che si sta approssimando la
scadenza di cui al punto precedente;
Vista la nota prot. n. 476/11/U del 24/03/2011 con la
quale la Soc. REA S.p.A. comunica che si sono concluse
le procedure necessarie per l’accoglimento dei rifiuti
campani nella discarica di Scapigliato e trasmette, come
39
previsto dall’art. 5 dell’accordo, il contratto stipulato con
la S.A.P.NA Sistema Ambiente Provincia di Napoli in
data 28/02/2011;
Vista la nota prot. n. 41/2011 del 4/04/2011 con la
quale la Soc. Belvedere S.p.A. informa che non è stato
raggiunto nessun accordo commerciale con i gestori
degli impianti di trattamento della Campania;
Vista la lettera della Soc. REA S.p.A. del 25/03/2011
con la quale informa che in data 28/03/2011 sarebbero
iniziati i conferimenti di rifiuti di cui all’accordo, per
un totale di 150 t/giorno suddivise in 5 automezzi e che
alla scadenza dell’accordo risulterebbero conferite 1.950
tonnellate contro le 9.000 previste;
Considerato quindi che attualmente gli unici confe­
rimenti di rifiuti dalla Campania avvengono presso la
discarica di Scapigliato;
Vista la richiesta della Regione Campania prot.
n. 2011.0266312 del 4/04/2011 che, in relazione al­
l’imminente scadenza del termine di validità dell’ac­
cordo, chiede di voler concordare l’avvio di procedure
idonee ad assicurare la prosecuzione dei conferimenti
almeno fino a concorrenza delle quantità stabilite;
Rilevato per quanto sopra espresso che è necessario
prorogare i tempi di scadenza dell’accordo, al fine di
consentire il conferimento dei quantitativi di rifiuti ivi
stabiliti, ferme restando le altre condizioni previste dallo
stesso accordo;
Vista la nota della Soc. REA S.p.A. prot. 541/11/U
del 4/04/2011 con la quale si dichiara disponibile, in caso
di proroga dell’accordo, a ricevere alle stesse condizioni,
tutto il quantitativo previsto dall’accordo;
Vista la nota prot. n. 14339 del 5/04/2011 inviata
dalla Provincia di Livorno, con la quale esprime parere
favorevole alla proroga dell’accordo;
Visto il parere favorevole espresso anche dall’ATO
Toscana Costa con nota prot. n. 0000407 del 6/04/2011;
A voti unanimi
DELIBERA
di prorogare i tempi di scadenza dell’accordo tra la
Regione Campania e la Regione Toscana per l’emergenza
rifiuti in Campania, sottoscritto in data 30/12/2010, la­
sciando inalterato l’ammontare complessivo stabilito,
per ulteriori tre mesi a far data dall’approvazione della
presente deliberazione;
40
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
che, qualora non possano essere perfezionati gli
accordi commerciali tra la Soc. Belvedere ed i gestori
degli impianti di trattamento della Campania, i quantitativi
previsti dall’accordo nella discarica di Legoli possano
essere conferiti presso la discarica di Scapigliato.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lettera f) della L.R.
23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della
Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2, lett. c)
della medesima L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 232
Recepimento del contenuto del documento ap­
provato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome nella seduta del 3 marzo 2011 recante disciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni
degli impianti autostradali in caso di sciopero.
LA GIUNTA REGIONALE
Considerato che la legge 12 giugno 1990, n. 146 (Norme
sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici
essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona
costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione
di garanzia dell’attuazione della legge) dispone le regole
da rispettare e le procedure da seguire in caso di conflitto
collettivo, per assicurare l’effettività, nel loro contenuto
essenziale del diritto di sciopero e del godimento dei diritti
della persona costituzionalmente tutelati, in particolare in
alcuni servizi e limitatamente all’insieme delle prestazioni
individuate come indispen­sabili;
Vista la Regolamentazione provvisoria delle presta­
zioni indispensabili nel settore dei distributori di car­
burante adottata dalla Commissione di garanzia con deli­
berazione n. 01/94 del 19.07.2001 e pubblicata in G.U. n.
179 del 3.8.2001, e in particolare l’articolo 8 che stabilisce
che durante l’astensione collettiva dovrà essere in ogni
caso assicurato un livello di prestazioni compatibile con
le finalità di cui all’art. 1, comma 2, della legge 146/1990
e alla lettera c) precisa che:
- le stazioni di servizio in funzione nell’autostrada
dovranno rimanere aperte in misura non inferiore ad una
ogni cento chilometri;
- l’individuazione delle stazioni di servizio, di cui è
comandata l’apertura, dovrà essere effettuata dai Pre­
sidenti delle Regioni interessate o da un loro delegato;
Visti i Decreti n. 24 del 6.2.2007, n. 81 del 31.5.2007 e
n. 150 del 14.9.2010 con i quali il Presidente della Giunta
Regionale ha individuato le turnazioni delle stazioni di
servizio autostradali cui è comandata l’apertura ai sensi
dell’articolo 8 della regolamentazione provvisoria delle
prestazioni indispensabili nel settore della distribuzione
di carburanti adottata dalla Commissione di garanzia con
deliberazione n. 01/94 del 19.7.2001;
Considerato che fino ad oggi ogni singola Regione
ha provveduto autonomamente a individuare le stazioni
di servizio localizzate lungo la rete autostradale
appartenente al proprio territorio che avrebbero dovuto
rimanere obbligatoriamente aperte in caso di sciopero;
Visto che a seguito del mancato coordinamento tra le
Regioni interessate durante gli scioperi precedentemente
proclamati si sono verificate situazioni nelle quali è stata
comandata l’apertura di stazioni di servizio distanti pochi
chilometri l’una dall’altra, seppur in Regioni diverse, così
come segnalato dalle Associazioni dei gestori;
Ritenuto opportuno ovviare per il futuro al ri­petersi
delle suddette situazioni e di prevedere per­tanto il
coordinamento delle Regioni interessate nell’indi­vi­dua­
zione delle stazioni di servizio localizzate lungo la rete
autostradale nazionale;
Rammentato che nell’ambito del Tavolo permanente
di confronto con gli operatori economici del settore
autostradale (previsto al punto 7 del documento di indi­
rizzi comuni per la distribuzione di carburanti sulla rete
autostradale approvato l’1.10.2009 dalla Conferenza dei
Presidenti delle Regioni e Province autonome) è stato
deciso di dare seguito a quanto segnalato dalle Asso­cia­
zioni dei gestori;
Considerata pertanto necessaria l’elaborazione da
parte del gruppo di lavoro tecnico istituito dalla Com­
missione Attività produttive della Conferenza delle Re­
gioni di ipotesi di turnazioni a livello nazionale delle
stazioni di servizio in caso di sciopero;
Dato atto che le risultanze del lavoro svolte dal
suddetto gruppo di lavoro tecnico, già sottoposte al­
l’approvazione degli operatori economici del settore il
1.2.2011 e del Coordinamento interregionale il 1.3.2011,
sono contenute nel Documento approvato dalla Con­
ferenza delle Regioni e delle Province autonome il
3.3.2011 recante “Disciplina unitaria delle Regioni per
le turnazioni degli impianti autostradali in caso di scio­
pero” e contenute negli allegati A), B) e C) che fanno
parte integrante del presente documento, in cui sono
individuate tutte le stazioni di servizio autostradale
presenti sul territorio nazionale suddivise in tre turnazioni
denominate A, B e C;
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Considerato che:
- ogni turnazione servirà a garantire il servizio di ri­
fornimento all’utenza per il singolo sciopero, indi­penden­
temente dal numero di giorni di astensione del servizio e che
in caso di sciopero proclamato e poi re­vocato la turnazione
già prevista sarà attuata allo sciopero successivo
- in caso di sciopero proclamato solo a livello re­
gionale la Regione interessata gestirà autonomamente le
turnazioni, senza peraltro interrompere la turnazione a
livello nazionale;
- in caso di proclamazione dello sciopero la Regione
coordinatrice della materia nell’ambito della Conferenza
delle Regioni provvede, entro due giorni dalla notizia
dello sciopero, a comunicare alle singole Regioni la
turnazione da applicare;
A voti unanimi
DELIBERA
1. di recepire il contenuto del Documento di cui
agli allegati A), B) e C), che fanno parte integrante del
presente atto, approvato dalla Conferenza delle Regioni
e delle Province autonome il 3 marzo 2011 recante
“Disciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni
degli impianti autostradali in caso di sciopero” in cui
sono individuate tutte le stazioni di servizio autostradali
presenti sul territorio nazionale suddivise in tre turnazioni
denominate A, B e C;
41
2. che ogni turnazione servirà a garantire il servizio
di rifornimento all’utenza per il singolo sciopero, in­
dipendentemente dal numero di giorni di astensione
del servizio e che in caso di sciopero proclamato e poi
revocato la turnazione già prevista sarà attuata nello
sciopero successivo;
3. che in caso di sciopero proclamato solo a livello
regionale la Regione interessata gestirà autonomamente
le turnazioni, senza peraltro interrompere la turnazione a
livello nazionale;
4. che in caso di proclamazione dello sciopero la
Regione coordinatrice della materia nell’ambito della
Conferenza delle Regioni provveda, entro due giorni
dalla notizia dello sciopero, a comunicare alle singole
Regioni la turnazione da applicare;
5. che in caso di proclamazione di sciopero il Settore
regionale competente provvederà a dare comunicazione
ai soggetti interessati alla turnazione che garantisce il
servizio in caso di sciopero;
6. di agevolare le turnazioni in caso di sciopero ripor­
tando nello specifico l’elenco delle stazioni di servizio
autostradali situate nel territorio regionale toscano
suddivise tra i turni A, B e C.
segue tabella
42
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Stazioni di servizio ricadenti nel turno A
Autostrada
A1
A1
A1
A1
A1
A11
A11
A12
A12
A15
Direzione
Milano- Napoli
Milano- Napoli
Napoli-Milano
Napoli-Milano
Napoli-Milano
Firenze-Pisa
Pisa-Firenze
Genova-Roma
Roma-Genova
Parma–La Spezia
Stazione servizio
Bisenzio Ovest
Badia al Pino est
Montepulciano
Est
Arno Est
Firenze Nord
Peretola Nord
Migliarino Sud
Castagnolo Ovest
Fine Est
San
Benedetto
Ovest
Chilometro
280
362
395
321
280
2
79
164
200
80
Regione
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Stazioni di servizio ricadenti nel turno B
Autostrada
A1
A1
A1
A1
A1
A11
A11
A12
A12
A12
A15
Direzione
Milano-Napoli
Milano-Napoli
Napoli-Milano
Napoli-Milano
Napoli-Milano
Firenze-Pisa
Pisa-Firenze
Genova-Roma
Genova -Roma
Roma –Genova
La Spezia-Parma
Stazione servizio
Chianti Ovest
Lucignano Ovest
Lucignano Est
Chianti Est
Aglio Est
Seravalle Nord
Serravalle Sud
Versilia Ovest
Savalano Ovest
Castagnolo Est
San
Benedetto
Est
Chilometro
306
381
381
306
256
35
35
131
196
171
80
Regione
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Chilometro
256
321
395
Regione
Toscana
Toscana
Toscana
Stazioni di servizio ricadenti nel turno C
Autostrada
A1
A1
A1
Direzione
Milano-Napoli
Milano-Napoli
Milano-Napoli
A1
A1
A11
A11
A12
Napoli-Milano
Napoli-Milano
Firenze- Pisa
Pisa-Firenze
Genova -Roma
A12
A15
A15
Roma -Genova
Parma –la Spezia
La Spezia-Parma
Stazione servizio
Aglio Ovest
Arno Ovest
Montepulciano
Ovest
Badia al Pino Est
Bisenzio Est
Migliarino Nord
Peretola Sud
Monte
Quiesa
Nord
Versilia Est
Montaio Ovest
Montaio Est
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 della l.r. 23/2007
e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta
Regionale ai sensi dell’art. 18 della medesima legge
regionale.
362
280
79
2
141
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
Toscana
131
65
65
Toscana
Toscana
Toscana
Segreteria della Giunta Regionale
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUONO ALLEGATI
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 233
Approvazione modifiche allo Statuto della Fond­
azione Toscana Spettacolo.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la Legge regionale 31 luglio 1989, n. 47 (Isti­
tuzione Fondazione Toscana Spettacolo) con la quale
la Regione Toscana, nell’ambito delle attività di pro­
mozione culturale, promuove la costituzione e partecipa
alle attività della Fondazione Toscana Spettacolo;
Vista la legge regionale 28 aprile 2008, n. 20 “Disci­
plina della partecipazione regionale a società, associazioni,
fondazioni e altri organismi di diritto privato, ai sensi
dell’art. 51, comma 1, dello Statuto. Norme in materia
di componenti degli organi amministrativi delle società a
partecipazione regionale.” ed in particolare l’art. 8 com­
ma 2;
Visto l’art. 6 comma 5 del D.L. 78/2010 con il quale
si stabilisce che tutti gli enti pubblici, anche economici, e
gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di
diritto privato, debbano provvedere all’adeguamento dei
rispettivi statuti al fine di assicurare che, a decorrere dal
primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore
del medesimo decreto, gli organi di amministrazione e
quelli di controllo, nonché il collegio dei revisori, siano
costituiti da un numero non superiore, rispettivamente, a
cinque e a tre componenti;
Visto lo Statuto di Fondazione Toscana Spettacolo
approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n.
203 del 31/10/2001;
Preso atto che i componenti dell’organo amministrativo
della Fondazione Toscana Spettacolo, formalmente in
scadenza dal 28 febbraio 2011, sono attualmente sei, di
cui cinque di nomina del Consiglio Regionale e uno di
nomina del Consiglio della Fondazione, e che pertanto si
rende necessario l’adeguamento dello Statuto al dettato
del citato art. 6 comma 5 del D.L. 78/2010;
Considerato che la Fondazione Toscana Spettacolo,
con propria nota prot. n. 248 del 16 marzo 2011, ha
provveduto a trasmettere alla Regione Toscana le mo­
difiche allo Statuto (allegato A), redatte nella forma di
atto pubblico, registrato in bollo in Firenze il 15 marzo
2011 n. 2226, serie 1T, adottate dal Comitato Direttivo
della medesima Fondazione con deliberazione n.
313/2011, riguardanti la riduzione da 5 a 3 del numero
dei componenti di nomina regionale nel Consiglio del­
la Fondazione e, corrispondentemente, nel Comitato Di­
rettivo, e le variazioni che sono diretta conseguenza di
tale riduzione (modifica dell’art. 9, comma 2, dell’art. 11,
49
comma 3 e dell’art. 12, commi 1 e 4), nonché la cancel­
lazione della norma transitoria finale in quanto non più
efficace;
Visto il parere favorevole del Comitato Tecnico di
Direzione espresso nella seduta del 24 marzo 2011;
Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 184
del 28 marzo 2011 che ha approvato lo schema di modifica
dello Statuto di Fondazione Toscana Spettacolo in attesa
del parere della Commissione consiliare competente in
materia, previsto dall’art. 8, comma 2, della legge regio­
nale 20/2008;
Visto il parere favorevole della V Commissione
consiliare espresso nella seduta del 6 aprile 2011;
A voti unanimi
DELIBERA
1. di approvare le modifica allo Statuto della Fonda­
zione Toscana Spettacolo, già approvate in schema con
propria deliberazione n. 184 del 28 marzo 2011, come
da allegato parte integrante e sostanziale della presente
deliberazione.
Il presente atto, che per il suo contenuto deve essere
portato alla conoscenza della generalità dei cittadini, è
pubblicato integralmente sul B.U.R.T. ai sensi dell’art.
5 comma 1 lett. f) della L.R. n. 23/2007 e successive
modificazioni e integrazioni e sulla banca dati degli atti
amministrativi della Giunta Regionale ai sensi dell’art.
18, comma 2, della L.R. n. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 236
Approvazione dei macroambiti di attività e dei
criteri specifici per la concessione di contributi ex
DGR 30/2009 e sm - annualità 2011.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la Legge Regionale n. 1 del 8.01.2009 (Testo
unico in materia di organizzazione e ordinamento del
personale);
Richiamato, in particolare, l’art. 2 comma 2 lett. b)
della citata l.r. 1/2009, con cui si stabilisce che gli organi
di direzione politica definiscono i criteri generali in
materia di ausili finanziari a terzi;
50
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Vista la Legge n. 241 del 7.08.1990 “Nuove norme
in materia di procedimento amministrativo” e successive
modificazioni che prevede l’obbligo per le pubbliche
amministrazioni di determinare criteri di economicità,
efficacia e pubblicità nello svolgimento delle funzioni
amministrative e nella gestione della spesa pubblica;
Richiamato, in particolare, l’art. 12 della citata leg­
ge, che, ai commi 1 e 2, stabilisce che la concessione
di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e
l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere
a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla
predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle
amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai
rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le
amministrazioni stesse devono attenersi;
Vista la Legge Regionale n. 9 del 20.01.1995 che, in
attuazione della sopra citata L. 241/90, detta la disciplina
per lo svolgimento dei procedimenti amministrativi al fine
di assicurare l’efficacia, l’economicità e la trasparenza
dell’azione amministrativa ed in particolare l’art. 36,
relativo ai benefici finanziari;
Considerato che con la delibera G.R. n. 30 del
22.01.2009, come modificata dalla delibera G.R. n.1037
del 6.12.2010, nell’allegato A, sono stati stabiliti, in
ragione della costante evoluzione del quadro normativo
e della crescente complessità delle esigenze che
caratterizzano l’attuale sistema sanitario e sociale della
Regione Toscana, criteri generali per la concessione di
contributi a favore di attività e progetti in materia sociosanitaria, e in particolare:
- le iniziative ammissibili
- i soggetti beneficiari
- le esclusioni
- i criteri generali di valutazione
- le indicazioni generali sul contributo
- i controlli e le verifiche;
Tenuto conto che, mediante la citata delibera GR n.
30/2009 e s.m., sono state modificate le precedenti de­
libere G.R. 447/2006 e 35/2007, ritenendo le stesse
applicabili esclusivamente all’assegnazione di contributi
finanziari per lo svolgimento di convegni, congressi,
seminari, tavole rotonde, manifestazioni ed iniziative si­
milari;
Considerato altresì che nella citata delibera GR n.
30/2009 e s.m. si rinvia a successivi atti deliberativi la
definizione, da parte della Giunta regionale, per l’ambito
sanitario e per l’ambito sociale, di:
- prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative
finanziabili devono fare riferimento
- criteri di valutazione suppletivi, in ragione degli
ambiti individuati
- entità massima del contributo erogabile, nonché
percentuale massima del contributo erogabile
rispetto al costo complessivo del progetto, percentuale,
che potrà essere, eventualmente,
individuata anche in ragione della natura del soggetto
richiedente e, comunque, non potrà essere
superiore al 70% del costo complessivo del progetto
- aspetti procedurali di assegnazione di contributi;
Considerato che con la deliberazione della Giunta
Regionale n. 261 del 6 aprile 2009 sono stati stabiliti,
per l’anno 2009, i criteri specifici per la concessione di
contributi relativi ai settori attinenti al sistema integrato di
interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza
sociale, in attuazione della delibera G.R. n. 30 del 22
gennaio 2009;
Considerato che con la deliberazione della Giunta
Regionale n. 305 del 20 aprile 2009 sono stati stabiliti,
per l’anno 2009, i criteri specifici per la concessione di
contributi da parte dei settori della Direzione Generale
Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà competenti in
materia di sanità, in attuazione della delibera G.R. n. 30
del 22 gennaio 2009;
Considerato che con la deliberazione della Giunta
Regionale n. 106 del 8 febbraio 2010 sono stati stabiliti,
per l’anno 2010, i macroambiti di attività ed i criteri
specifici per la concessione di contributi da parte dei settori
della Direzione Generale Diritto alla Salute e Politiche di
Solidarietà competenti in materia sanitaria e sociale, in
attuazione della delibera G.R. n. 30 del 22 gennaio 2009;
Ritenuto, pertanto, opportuno, in attuazione della
citata delibera GR n. 30/2009, come modificata dalla
delibera G.R. n.1037 del 6.12.2010, stabilire, per l’anno
2011, i prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative
finanziabili devono fare riferimento, i criteri specifici e gli
altri elementi necessari per la concessione di contributi,
da parte dei settori della Direzione generale Diritti di
cittadinanza e coesione sociale competenti in materia di
sanità e sociale, contenuti rispettivamente negli allegati
“A” e “B”, parti integranti e sostanziali del presente
provvedimento;
Ritenuto opportuno incaricare la competente Dire­
zione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale
della predisposizione della eventuale modulistica che si
rendesse necessaria per la presentazione delle richieste
di contributo;
A voti unanimi
DELIBERA
1. di approvare, per le motivazioni espresse in narra­
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
tiva, in attuazione della delibera GR n. 30/2009, come
modificata dalla delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010, i
prioritari macro-ambiti di attività, per l’anno 2011, cui
le iniziative finanziabili devono fare riferimento, i criteri
specifici e gli altri elementi necessari per la concessione
di contributi, da parte dei settori della Direzione generale
Diritti di cittadinanza e coesione sociale competenti in
materia di sanità e sociale, contenuti rispettivamente
negli allegati “A” e “B”, parti integranti e sostanziali del
presente provvedimento;
2. di demandare alle competenti strutture della Dire­
zione generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale
la valutazione sulla concreta finanziabilità dei contributi
richiesti, alla luce della citata delibera GR n. 30/2009
e s.m. e dei criteri specifici contenuti nei citati allegati
“A” e “B” al presente provvedimento, nonché l’adozione
degli atti necessari per la erogazione dei contributi,
utilizzando le risorse disponibili sui capitoli di bilancio
di pertinenza;
51
3. di incaricare la competente Direzione Generale
Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale della predi­
sposizione della eventuale modulistica che si rendesse
necessaria per la presentazione delle richieste di con­
tributo.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T.
ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera f) della legge regionale
23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della
giunta regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 2, della
medesima legge regionale 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUONO ALLEGATI
52
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALLEGATO “A”
Criteri specifici per la concessione di contributi da parte dei settori della DG “Diritti di
cittadinanza e coesione sociale” competenti in materia di sanità, in attuazione della delibera
G.R. n. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di contributi finanziari in
materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007”, come modificata dalla
delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010.
Le indicazioni contenute nel presente documento costituiscono attuazione di quanto previsto
dall’allegato A alla delibera G.R. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di
contributi finanziari in materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007” e
successive modificazioni. Tale delibera detta una disciplina generale relativa ad iniziative
ammissibili, soggetti beneficiari del contributo, esclusioni, criteri generali di valutazione,
indicazioni generali sul contributo, controlli e verifiche e rinvia a successivi atti deliberativi la
definizione, da parte della Giunta regionale, per l’ambito sanitario e per l’ambito sociale di:
- prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento
- criteri di valutazione suppletivi, in ragione degli ambiti individuati
- entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo erogabile
rispetto al costo complessivo del progetto
- aspetti procedurali di assegnazione dei contributi.
Di seguito sono elencati i prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare
riferimento, i criteri specifici e gli altri elementi necessari per la concessione di contributi.
1. Prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento
I progetti e le iniziative ammesse a contributo devono essere coerenti con gli obiettivi e le azioni
previsti dal Piano Sanitario Regionale 2008-2010.
I progetti e le iniziative devono essere riferite ad uno dei seguenti settori di intervento:
a. Area umanizzazione delle cure e accoglienza;
b. Area promozione della salute, stili di vita e strategia guadagnare salute;
c. Interventi per la integrazione socio sanitaria delle persone disabili, (anche in
riferimento alle iniziative di sviluppo e mantenimento delle abilità acquisite e della
promozione degli interventi con finalità ludico-sportive);
d. Prevenzione delle malattie, facilitazione dell'accesso alle cure, attività diagnostico terapeuticoassistenziali (anche inerenti le terapia non convenzionali);
e. Donazione di sangue, donazione-trapianto cellule, tessuti ed organi;
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
f. Promozione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed in ambito domestico;
g. Assistenza a cittadini affetti da patologie croniche;
h. Attività di genetica medica, diagnostica prenatale e assistenza a cittadini affetti da
patologie rare;
i. Prevenzione delle malattie infettive degli animali e sicurezza alimentare;
j. Promozione delle attività consultoriali, con particolare attenzione alla tematica della
identità di genere;
k. Promozione e sviluppo della bioetica tra la cittadinanza;
l. Area ambiente e salute;
m. Prevenzione delle patologie infettive: indirizzi e strategie;
n. Interventi per la promozione e la tutela della salute mentale compreso l’assistenza alle persone
con disturbi dello spettro autistico;
o. Cure palliative e terapia del dolore;
p. Prevenzione e cura delle condotte di abuso e delle dipendenze.
2. Criteri di valutazione
L’istruttoria dei progetti, in coerenza con la delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010, è effettuata da una
Commissione, istituita a far data dal 1.01.2011, composta da:
•
Direttore generale della Direzione generale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”, quale
coordinatore della Commissione
•
Responsabile dell’Area di coordinamento “Sistema socio-sanitario regionale”
•
Responsabile dell’Area di coordinamento “Inclusione sociale”
•
Responsabile del Settore “Strumenti di pianificazione e programmazione socio-sanitaria”ed
integrata dal Dirigente competente per materia, in ordine al progetto da istruire.
Per la valutazione dei progetti e delle iniziative, per le quali si richiede il contributo, si prendono in
considerazione, in via preliminare, i criteri generali di valutazione, di cui all’allegato “A” della
delibera G.R. 30/2009 e successive modificazioni. Nell’ambito dei criteri suppletivi di valutazione,
vanno in via preliminare tenuti in considerazione iseguenti criteri, trasversali ai prioritari macroambiti di attività indicati al paragrafo 1:
1. innovatività;
2. trasferibilità dei risultati del progetto;
53
54
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
3. implementazione/sviluppo della componente informatica/informativa, sia sotto il profilo
dell’infrastruttura che dei sistemi di coordinamento tra attori del servizio sanitario regionale;
4. capacità di produrre valore a beneficio degli utenti del servizio sanitario regionale rispetto
alle risorse utilizzate.
Successivamente, in ordine a ciascuno dei macro-ambiti di attività, di cui al paragrafo 1, sono
individuati i seguenti criteri suppletivi di valutazione delle iniziative e dei progetti presentati:
a. Area Umanizzazione delle cure e accoglienza ai servizi:
•
• integrazione con area delle espressioni artistiche (poesia, arte, lettura etc.,) come momenti di
attenzione alla persona che si trova in stato di malattia;
• promozione di processi di accoglienza, orientamento, empowerment, informazione anche nelle
strutture carcerarie.
b. Area promozione della salute, stili di vita e strategie guadagnare salute:
•
•
promozione di processi integrati sul territorio che mirano a sviluppare una concezione olistica
della salute;
promozione di corretti stili di vita (alimentazione, attività fisica, alcol e fumo).
c. Area interventi per la integrazione socio sanitaria delle persone disabili, (anche in riferimento
alle iniziative di sviluppo e mantenimento delle abilità acquisite e della promozione degli interventi
con finalità ludico-sportive):
•
•
•
•
•
•
promozione di iniziative e progetti che prevedano la collaborazione tra associazioni di utenti o
del terzo settore e istituzioni a livello regionale, aziendale o locale;
sviluppo della qualità e della differenziazione dell’offerta degli interventi per l’integrazione
delle persone disabili, al fine di assicurare alle stesse risposte complementari ed innovative ;
realizzazione di iniziative relative allo sviluppo di percorsi socio assistenziali, anche in
riferimento a particolari problematiche inerenti la disabilità e a specifiche situazioni di disagio
emergenti in determinati contesti territoriali e locali;
sostegno ad azioni innovative nell’ambito dell’assistenza protesica e dell’assistenza riabilitativa;
integrazione fra enti, istituzioni ed associazionismo;
complementarietà dell'offerta rispetto a quella garantita dai livelli di assistenza.
d. Prevenzione delle malattie, facilitazione dell'accesso alle cure, attività diagnostico terapeuticoassistenziali (anche inerenti le terapia non convenzionali):
•
•
•
•
•
coinvolgimento delle associazioni di cittadini e pazienti, del volontariato o di enti, compresi gli
enti di ricerca;
coinvolgimento degli enti locali e delle Società della salute;
grado di definizione degli indicatori e loro misurabilità;
valutazione del rapporto costo beneficio;
interessamento di fasce di popolazione che per stato sociale o specificità geografica risultano
svantaggiate rispetto alla restante popolazione.
e. Donazione di sangue, donazione-trapianto, cellule, tessuti ed organi:
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
•
V. punto d.
f. Promozione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed in ambito domestico:
•
•
iniziative di formazione ed informazione promosse da organismi pubblici e privati, Istituzioni
ed Associazioni dei datori di lavoro e sindacali che operano nell'ambito della sicurezza del
lavoro e domestica;
iniziative di promozione della cultura della sicurezza in ambito scolastico ed universitario.
g. Assistenza a cittadini affetti da patologie croniche:
•
•
coinvolgimento di associazioni di cittadini e dei pazienti, degli enti locali e delle Società della
salute;
risoluzione di problemi legati alla implementazione della attività fisica adattata.
h. Attività di genetica medica, diagnostica prenatale e assistenza a cittadini affetti da
patologie rare:
•
•
promozione del ruolo attivo delle associazioni di patologia;
sviluppo di percorsi socio-assistenziali.
i. Prevenzione delle malattie infettive degli animali e sicurezza alimentare:
•
•
sviluppo delle conoscenze dei proprietari di animali relative alla corretta gestione degli stessi;
miglioramento del grado di applicazione delle norme europee in materia di sicurezza alimentare
(c.d. “pacchetto igiene”) nelle imprese del settore.
j. Promozione delle attività consultoriali, con particolare attenzione alla tematica della identità di
genere:
•
•
Iniziative volte a facilitare l’approccio multiculturale sulla diversità di genere;
Interventi tesi a favorire le pari opportunità uomo-donna.
k. Promozione e sviluppo della bioetica tra la cittadinanza:
•
promozione di iniziative volte ad una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini dei loro
diritti fondamentali, nonché del rispetto della loro autodeterminazione.
l. Area ambiente e salute:
•
•
•
•
raccordo con il PRAA 2007-2010;
promozione di buone pratiche in materia di ambiente e salute;
miglioramento del grado di applicazione delle norme europee in materia di sostanze e miscele
chimiche per tutti i soggetti portatori di interessi;
interventi di formazione e di azioni volte a migliorare l'approccio multidisciplinare e della
cultura della rete sulla tematica ambiente/salute.
m. Prevenzione delle patologie infettive: indirizzi e strategie:
•
attività di sorveglianza epidemiologica;
55
56
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
•
elaborazione di percorsi formativi e informativi.
n. Interventi per la promozione e la tutela della salute mentale compreso l’assistenza alle persone
con disturbi dello spettro autistico:
•
•
•
•
interventi integrati diretti all’individuazione precoce del disturbo, alla riqualificazione della rete
dei servizi per la cura e riabilitazione delle persone affette da malattia mentale e al
miglioramento della qualità assistenziale;
iniziative dirette allo sviluppo di percorsi di cura e di abilitazione in attuazione della
deliberazione G.R. n. 1066 del 15/12/2008 “Linee di indirizzo per la diagnosi precoce e la presa
in carico multiprofessionale dei disturbi dello spettro autistico”;
promozione di azioni di coinvolgimento dei familiari e degli utenti e sviluppo di interventi
diretti a rafforzare il ruolo dell'auto aiuto psichiatrico, sviluppare reti informali per la salute
mentale, favorire l'autonomia abitativa e lavorativa;
programmi di reinserimento sociale delle persone detenute o internate nell'Ospedale
Psichiatrico Giudiziario.
o. Cure palliative e terapia del dolore:
sviluppo di progetti che permettano un controllo della qualità dei servizi offerti dai centri di cure
palliative nell’assistenza ai pazienti.
p. Prevenzione e cura delle condotte di abuso e delle dipendenze
•
•
•
prevenzione delle condotte di abuso e delle dipendenze da sostanze illegali o legali e da
dipendenza senza sostanze;
promozione di azioni/progetti che prevedono la collaborazione ed il coinvolgimento di enti e/o
associazioni del terzo settore ed istituzioni pubbliche di carattere regionale, aziendale, locale;
azioni innovative mirate alla promozione della salute con particolare riferimento alla
popolazione giovanile ed alle fasce a rischio.
3. Entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo
erogabile rispetto al costo complessivo del progetto
La Regione Toscana cofinanzia i progetti e le iniziative riferiti ai macro-ambiti di attività indicati al
paragrafo 1.
La quantificazione in percentuale del contributo non può essere superiore al 70% del costo
complessivo del progetto.
Il contributo assegnato a ciascun progetto non può superare l’importo massimo di complessivi euro
100.000,00.
4. Aspetti procedurali di assegnazione dei contributi
Ai fini della finanziabilità del progetto, la data di avvio dello stesso o della relativa fase progettuale,
per la quale si richiede il contributo, non deve risultare antecedente alla data della richiesta del
contributo medesimo.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Nella ipotesi in cui l’entità del contributo assegnato sia inferiore al contributo richiesto, l’effettiva
erogazione del finanziamento regionale è subordinata alla presentazione di specifica
comunicazione, da parte del soggetto richiedente, dalla quale risultino le modalità di copertura della
quota del contributo richiesto e non assegnato.
La valutazione verrà effettuata, in base alle indicazioni contenute nei paragrafi 1. e 2. e nei limiti
delle risorse disponibili da parte dei settori competenti entro i due mesi successivi dalla data di
formale recepimento del progetto, per la quale farà fede il protocollo di ricevimento.
In ogni caso, per esigenze contabili, non potranno essere valutati i progetti presentati oltre il 30
settembre 2011.
57
58
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALLEGATO “B”
Criteri specifici per la concessione di contributi relativi ai settori attinenti il sistema integrato
di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale, in attuazione della
delibera G.R. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di contributi
finanziari in materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007”, come
modificata dalla delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010.
Le indicazioni contenute nel presente documento costituiscono attuazione di quanto previsto
dall’allegato A alla delibera G.R. 30 del 22 gennaio 2009 “Criteri generali per la concessione di
contributi finanziari in materia sanitaria e sociale e modifica DGR n. 447/2006 e n. 35/2007”. Tale
delibera detta una disciplina generale relativa ad iniziative ammissibili, soggetti beneficiari del
contributo, esclusioni, criteri generali di valutazione, indicazioni generali sul contributo, controlli e
verifiche e rinvia a successivi atti deliberativi la definizione, da parte della Giunta regionale, per
l’ambito sanitario e per l’ambito sociale di:
-
prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento;
-
criteri di valutazione;
-
entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo erogabile
rispetto al costo complessivo del progetto;
-
aspetti procedurali di assegnazione dei contributi.
Di seguito sono elencati i prioritari macro-ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare
riferimento, i criteri specifici e gli altri elementi necessari per la concessione di contributi relativi ai
settori attinenti il sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza
sociale.
1. Prioritari macro ambiti di attività, cui le iniziative finanziabili devono fare riferimento
I progetti e le iniziative ammesse a contributo devono essere coerenti con la normativa vigente,
afferente alle materie attribuite all’Area di coordinamento Inclusione sociale, nonché ai rispettivi
Settori.
I progetti e le iniziative devono essere riferite ad uno dei seguenti settori di intervento:
a) contrasto al disagio sociale
b) inclusione e cittadinanza degli immigrati nella multiculturalità;
c) sviluppo delle reti di inclusione e protezione sociale.
2. Criteri di valutazione
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
L’istruttoria dei progetti, in coerenza con la delibera G.R. n. 1037 del 6.12.2010, è effettuata da una
Commissione, istituita a far data dal 1.01.2011, composta da:
-
Direttore generale della Direzione generale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”, quale
coordinatore della Commissione
Responsabile dell’Area di coordinamento “Sistema socio-sanitario regionale”
Responsabile dell’Area di coordinamento “Inclusione sociale”
Responsabile del Settore “Strumenti di pianificazione e programmazione socio-sanitaria” ed
integrata dal Dirigente competente per materia, in ordine al progetto da istruire.
Per la valutazione vanno in via preliminare prese in considerazione le seguenti dimensioni,
trasversali ai prioritari macro ambiti di attività, indicati al paragrafo 1:
1.
ambito d’intervento dei progetti riferito almeno ad una o a due zone-distretto o società della
salute;
2.
capacità innovativa;
3.
indicazioni di “buone prassi”, trasferibili anche ad altre realtà regionali;
4.
implementazione/sviluppo della componente informatica/informativa.
Caratteristiche comuni ai progetti
•
•
•
•
•
il progetto si deve riferire ad un numero di almeno 60.000 abitanti in ambito urbano e ad un
numero di almeno 10.000 abitanti nelle aree montane;
il progetto deve prevedere servizi, interventi o attività inseriti all’interno del sistema di offerta
del territorio; nel caso di progetti che intendano sperimentare una buona pratica, devono essere
previste metodologie di intervento documentabili e trasferibili
il progetto deve contenere una “valutazione ex-ante” e una “valutazione ex-post” in riferimento
al tema trattato
il progetto deve favorire partenariati di collaborazione tra soggetti pubblici e soggetti privati
il progetto non deve avere durata superiore a 18 mesi.
Nel caso in cui, come previsto dal sopra citato punto 1., il progetto coinvolga più zone-distretto
ovvero più società della salute, la proposta progettuale deve essere corredata del parere favorevole
delle conferenze dei sindaci o delle società della salute interessate dal progetto.
Successivamente, nell’ambito di ciascuno dei macro ambiti di attività, di cui al paragrafo 1,
vengono individuate le seguenti priorità che saranno utilizzate come criteri di valutazione delle
iniziative e dei progetti presentati:
a) Contrasto al disagio sociale:
•
interventi integrati tra soggetti pubblici e del privato sociale e/o dell’associazionismo per
promuovere l’affidamento e la solidarietà familiare e per il sostegno psico-pedagogico alla
famiglia affidataria;
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60
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
interventi che favoriscano lo sviluppo della responsabilità e delle competenze genitoriali nelle
famiglie fragili o in difficoltà, delle relazioni di coppia, il sostegno educativo familiare e la
mediazione familiare realizzati in continuità o ad implementazione delle attività svolte dai
consultori familiari o da altri servizi territoriali integrati;
interventi integrati tra soggetti pubblici e del privato sociale e/o dell’associazionismo per la
sperimentazione o potenziamento della rete di servizi per il post adozione e di auto-aiuto tra
famiglie adottive;
progettualità incentrate sul modello delle équipes integrate in materia di abuso e maltrattamento
di minori, di contrasto alle forme di cronicizzazione dei comportamenti che portano a forme di
violenza e di interventi per affrontare le crisi familiari, in continuità o ad implementazione delle
attività svolte dai consultori familiari o da altri servizi territoriali integrati;
attivazione di interventi e servizi per fornire risposte urgenti e flessibili a minori che necessitano
di tutela in situazioni di emergenza; progetti per la sperimentazione o l’implementazione di
forme flessibili di risposte e di protocolli operativi che prevedano la collaborazione tra più
soggetti istituzionali, comprese le forze dell’ordine e la magistratura;
promozione e implementazione di reti territoriali di intervento e di percorsi di integrazione
multiagenzia;
promozione di interventi mirati a favorire l’emersione dei fenomeni della violenza di genere e
della tratta di esseri umani;
interventi volti ad promuovere comportamenti non violenti;
interventi volti a prevenire e contrastare le situazioni di vulnerabilità sociale delle famiglie;
promozione di interventi per il contrasto del sovraindebitamento delle famiglie;
promozione di interventi mirati ad affermare l’autonomia delle famiglie;
promozione di interventi tesi a sostenere il ruolo delle donne lavoratrici nell’ambito delle
famiglie;
promozione di reti territoriali mirate a sostenere l’integrazione dei servizi e degli interventi per i
detenuti ed ex-detenuti;
promozione di interventi volti a promuovere l’inserimento socio-lavorativo degli ex-detenuti;
promozione di interventi di inserimento sociale e di mediazione penale rivolti ai minori soggetti
a misura penale o a rischio penale.
b) Inclusione e cittadinanza degli immigrati nella multiculturalità
•
•
•
sviluppo percorsi di conoscenza di aspetti specifici del fenomeno migratorio idonei a
promuovere azioni mirate sul territorio;
sviluppo di azioni innovative nella promozione dell'accesso ai servizi territoriali da parte dei
cittadini stranieri per il superamento di specifiche condizioni di vulnerabilità e isolamento;
promozione della conoscenza delle culture di origine dei cittadini stranieri e valorizzazione dei
rapporti interculturali nei diversi contesti territoriali.
c) Sviluppo delle reti di inclusione e protezione sociale
•
•
•
•
azioni di promozione della cooperazione del terzo settore con le istituzioni pubbliche,
finalizzate al raggiungimento degli obiettivi contenuti nella programmazione territoriale;
iniziative di sostegno e partenariato al Terzo settore finalizzate al rafforzamento del volontariato
e all’impegno sociale;
progetti sperimentali e proposte di aggiornamento rivolte agli operatori di Enti pubblici, in
materia di accessibilità e barriere architettoniche, in attuazione della l.r. 47/91;
progetti finalizzati allo sviluppo della solidarietà, anche in collaborazione con le scuole e con gli
altri soggetti del territorio;
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
•
azioni innovative per lo sviluppo delle reti di protezione a livello locale, anche mirate alla
promozione dello stato di benessere dei giovani, con particolare riguardo alla partecipazione,
sicurezza e conoscenza/attuazione della Carta Costituzionale.
3. Entità massima del contributo erogabile, nonché percentuale massima del contributo
erogabile rispetto al costo complessivo del progetto
La Regione Toscana cofinanzia i progetti e le iniziative riferiti ai macro ambiti di attività indicati al
paragrafo 1.
La quantificazione in percentuale del contributo non può essere superiore al 70% del costo
complessivo del progetto.
Il contributo assegnato a ciascun progetto non può superare l’importo massimo di complessivi euro
100.000,00 .
4. Aspetti procedurali di assegnazione dei contributi
Ai fini della finanziabilità del progetto, la data di avvio dello stesso o della relativa fase progettuale,
per la quale si richiede il contributo, non deve risultare antecedente alla data della richiesta del
contributo medesimo.
Nella ipotesi in cui l’entità del contributo assegnato sia inferiore al contributo richiesto, l’effettiva
erogazione del finanziamento regionale è subordinata alla presentazione di specifica
comunicazione, da parte del soggetto richiedente, dalla quale risultino le modalità di copertura della
quota del contributo richiesto e non assegnato.
La valutazione verrà effettuata, in base alle indicazioni contenute nei paragrafi 1. e 2. e nei limiti
delle risorse disponibili da parte dei settori competenti entro i due mesi successivi dalla data di
formale recepimento del progetto, per la quale farà fede il protocollo di ricevimento.
In ogni caso, per esigenze contabili, non potranno essere valutati i progetti presentati oltre il 30
settembre 2011.
61
62
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 237
Prezzo di rimborso dei medicinali: modifica
deliberazione n. 193 del 28/03/2011.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la determinazione dell’Agenzia Italiana del
Farmaco (AIFA) del 30 dicembre 2005 “Misure di ri­
piano della spesa farmaceutica convenzionata e non
convenzionata per l’anno 2005”;
Vista la determinazione AIFA del 3 luglio 2006
“Elenco dei medicinali di classe a) rimborsabili dal
Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ai sensi dell’articolo
48, comma 5, lettera c), del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge
24 novembre 2006, n. 326. (Prontuario farmaceutico
nazionale 2006);
Vista la determinazione AIFA del 27 settembre 2006
“Manovra per il governo della spesa farmaceutica con­
venzionata e non convenzionata”;
Vista la propria deliberazione n. 87 del 09/02/2004
cosi come modificata dalla deliberazione n. 592 del
21/06/2004;
Vista la propria deliberazione n. 193 del 28-03-2011
concernente il prezzo di rimborso dei medicinali;
Preso atto che alla data di adozione della delibera n.
193 del 28/03/2011 prezzi di alcuni medicinali soggetti
a prezzo di rimborso, contenuti nell’allegato 1 sono va­
riati;
Vista la comunicazione AIFA del 08 aprile 2011 re­
lativa alla rideterminazione dei prezzi di riferimento
dei medicinali equivalenti di cui art 7 comma 1 del
DL 347/2001 convertito con modificazioni nella legge
405/2001 in applicazione dell’art. 11 comma 9 della
legge 30 luglio 2010 n. 122;
Ritenuto di evidenziare i nuovi prezzi di riferimento
di cui alla succitata determina AIFA del 08 aprile 2011
contrassegnandoli, nella lista di cui all’Allegato 1, con
asterisco (*);
Sentite le Organizzazioni Sindacali delle farmacie
convenzionate pubbliche e private;
A voti unanimi
DELIBERA
1. di modificare, a far data dal 15 aprile 2011 la
delibera GRT n 193 del 28/03/2011, sostituendo l’elenco
dei medicinali con essa approvato con l’allegato n. 1,
facente parte integrante e sostanziale della presente de­
liberazione;
2. i medicinali contrassegnati con asterisco (*) sono
rideterminati sulla base del comunicato AIFA del 08
aprile 2011 sopracitato.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul B.U.R.T.
ai sensi dell’art. 5 comma 1 lettera f della L.R. 23/2007 e
sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta Re­
gionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R.
23/2007.
Segreteria della Giunta Regionale
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUE ALLEGATO
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALLEGATO 1
Prezzi
ATC
C07AB04
M01AB16
M01AB16
J05AB01
J05AB01
J05AB01
J05AB01
J05AB01
S01AD03
M05BA04
M05BA04
M05BA02
M05BA02
J01MB04
B02AA02
A05AA02
A05AA02
A05AA02
A05AA02
A05AA02
A05AA02
A05AA02
A05AA02
C01CA24
C01CA24
G04CA01
M04AA01
M04AA01
J01GB06
J01GB06
C01BD01
N05AL05
N05AL05
C08CA01
C08CA01
J01CA04
J01CA04
J01CA04
J01CA04
J01CA04
J01CR02
J01CR02
J01CR02
63
Principio Attivo
ACEBUTOLOLO 30 CPR.400 MG
ACECLOFENAC 30 BUST. 100 MG
ACECLOFENAC 40 CPR. 100 MG
ACICLOVIR 25 compresse 200 mg
ACICLOVIR 25 compresse 400 mg
ACICLOVIR 25 compresse 800 mg
ACICLOVIR 35 compresse 800 mg
ACICLOVIR flacone 100 ml 8% uso orale
ACICLOVIR unguento OFT. 4,5 G.3%
ACIDO ALENDRONICO 14 compresse 10MG
ACIDO ALENDRONICO 70 MG 4 CPR
ACIDO CLODRONICO 10 capsule 400 mg
ACIDO CLODRONICO 6 fiale 300 mg
ACIDO PIPEMIDICO 20 capsule 400 mg
ACIDO TRANEXAMICO 5 FL 5 ML 500 mg
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule 150 mg
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule 300 mg
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule 450 mg R.P.
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 capsule RP 225 mg
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse 150 mg
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse 300 mg
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse 450 mg R.P.
ACIDO URSODESOSSICOLICO 20 compresse RP 225 mg
ADRENALINA 5 FIALE 0,5MG/1ML
ADRENALINA 5 FIALE 1MG/1ML
ALFUZOSINA 30 CPR 10 MG RP
ALLOPURINOLO 30 compresse 300 mg
ALLOPURINOLO 50 compresse 100 mg
AMIKACINA 1 fiala 1000 mg
AMIKACINA 1 fiala 500 mg
AMIODARONE 20 compresse 200 mg
AMISULPRIDE 30 compresse 200 mg
AMISULPRIDE 30 compresse 400 mg
AMLODIPINA 14 compresse 10 mg
AMLODIPINA 28 compresse 5 mg
AMOXICILLINA 12 capsule 500 mg
AMOXICILLINA 12 compresse 1 g
AMOXICILLINA 12 compresse sol 1 g
AMOXICILLINA 12 compresse sol/ma 1 g
AMOXICILLINA flacone 100 ml sospensione OS 5%
AMOXICILLINA +ACIDO CLAVULANICO OS SOSP. 140 ml
AMOXICILLINA +ACIDO CLAVULANICO OS SOSP. 35 ml
AMOXICILLINA +ACIDO CLAVULANICO OS SOSP. 70 ml
Prezzo
in €
7,50
8,09
10,80
11,29
9,01
36,41
25,04
13,90
5,53
11,79
15,37
21,67
52,32
4,59
3,60
4,03
5,24
8,16
6,53
4,03
5,24
8,16
6,53
1,17
1,44
8,78
2,05
1,25
6,88
3,89
4,52
24,63
49,24
3,26
3,74
1,90
3,27
3,27
3,27
2,12
13,20
3,20
6,42
*
*
*
*
*
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64
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
J01CR02
J01CR02
J01CA01
J01CR01
J01CR01
L02BG03
R01AX10
C07AB03
C07AB03
C07AB03
C07CB03
C07CB03
C07CB03
C07CB03
A03BA01
L04AX01
J01FA10
J01FA10
J01CA06
M03BX01
R03BA01
C09AA07
C09AA07
C09BA07
H02AB01
C10AB02
L02BB03
L02BB03
C07AB07
C07AB07
C07AB07
C07AB07
C07AB07
C07AB07
S01EA05
G02CB01
R03BA02
R03BA02
R03BA02
R03BA02
R03BA02
R03BA02
R03BA02
D07AC09
G02CB03
N04BC06
Principio Attivo
AMOXICILLINA 875 MG + 125 ACIDO CLAVULANICO 12 buste
AMOXICILLINA 875 MG + 125 ACIDO CLAVULANICO 12 CPR
AMPICILLINA 1 fiala 1000 mg
AMPICILLINA+ SULBACTAM 1G+ 500 MG/3,2 ML
AMPICILLINA+ SULBACTAM 500 MG+ 250 MG/1,6 ML
ANASTROZOLO 28 compresse 1 MG
ARGENTO PROTEINATO Flac.10 ML 0,5% Rinol.
ATENOLOLO 14 compresse 100 mg
ATENOLOLO 42 compresse 100 mg
ATENOLOLO 50 compresse 100 mg
ATENOLOLO+CLORTALIDONE 28 compresse 100+25 mg
ATENOLOLO+CLORTALIDONE 28 compresse 50+12,5 mg
ATENOLOLO+CLORTALIDONE 30 compresse 100+25 mg
ATENOLOLO+INDAPAMIDE 30 compresse div 100/2,5MG
ATROPINA 5 FIALE 0,5MG/ML
AZATIOPRINA 50 CPR 50 MG
AZITROMICINA 3 COMPRESSE 500 MG
AZITROMICINA 200 MG/5ML polvere per sosp. orale
BACAMPICILLINA 12 compresse 1,2 g
BACLOFENE 50 CPR 25MG
BECLOMETASONE 200 dosi 250 mcg uso resp.
BENAZEPRIL 14 compresse 10 mg
BENAZEPRIL 28 compresse 5 mg
BENAZEPRIL + IDROCLOROTIAZIDE 14 compresse 10+12,5 mg
BETAMETASONE 3 fiale 4 mg im-ev
BEZAFIBRATO 30 CPR 400MG - R. P
BICALUTAMIDE 28 CPR 150 mg
BICALUTAMIDE 28 CPR 50 mg
BISOPROLOLO 28 compresse riv 1,25 MG
BISOPROLOLO 28 compresse riv 2,5 MG
BISOPROLOLO 28 compresse riv 3,75 MG
BISOPROLOLO 28 compresse riv 5 MG
BISOPROLOLO 28 compresse riv 7,5 MG
BISOPROLOLO 28 compresse riv 10MG
BRIMONIDINA collirio 5 ml 2mg/ml
BROMOCRIPTINA 30 compresse 2,5 mg
BUDESONIDE 100 UNITA’ 200MCG USO RESPIRATORIO
BUDESONIDE 120 UNITA’ 200MCG USO RESPIRATORIO
BUDESONIDE 20 UNITA’ 0,25 MG USO RESPIRATORIO
BUDESONIDE 20 UNITA’ 0,5MG USO RESPIRATORIO
BUDESONIDE 200 UNITA' 200MCG USO RESPIRATORIO
BUDESONIDE 50 UNITA' 400 MCG USO RESPIRATORIO
BUDESONIDE 60 UNITA' 400 MCG USO RESPIRATORIO
BUDESONIDE crema 30G 0,025%
CABERGOLINA 2 COMPRESSE 0,5 MG
CABERGOLINA 20 COMPRESSE 1 MG
Prezzo
in €
7,92
7,92
1,07
2,52
1,81
45,78
0,82
2,54
5,53
6,02
4,33
2,78
6,99
9,02
1,59
13,38
6,32
7,08
7,17
9,09
25,32
2,93
3,11
4,47
2,41
6,05
126,48
29,83
2,41
2,62
2,84
4,48
3,37
4,95
7,63
5,52
15,13
11,36
15,13
22,67
27,53
15,13
11,36
4,39
9,47
17,41
*
*
*
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*
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
N04BC06
G02CB03
A12AA04
A12AX
A12AX
A12AX
D05AX02
D05AX02
H05BA01
H05BA01
A11CC04
A11CC04
C09AA01
C09AA01
C09BA01
N03AF01
N03AF01
C07AG02
C07AG02
J01DC04
J01DC04
J01DB05
J01DB01
J01DB03
J01DB04
J01DD08
J01DC06
J01DC06
J01DD12
J01DD01
J01DD01
J01DD01
J01DD02
J01DD02
J01DD04
J01DD04
J01DD04
J01DC02
J01DC02
J01DC02
R06AE07
R06AE07
Principio Attivo
CABERGOLINA 20 COMPRESSE 2 MG
CABERGOLINA 8 compresse 0,5MG
CALCIO CARBONATO 30 compresse 1 g
CALCIO CARBONATO+COLECALCIFEROLO 1000 mg/880 UI 30
buste
CALCIO CARBONATO+COLECALCIFEROLO 1000 mg/880 UI 30
cpr eff
CALCIO CARBONATO+COLECALCIFEROLO 600 mg+400 UI 60
cpr ma
CALCIPOTRIOLO 0,05 mg/g unguento tubo 30 g
CALCIPOTRIOLO 30ML 0,005% - USO DERMATOLOGICO
SOLUZIONE
CALCITONINA (SINTETICA, DI SALMONE) 5F 1 ML 50 UI
CALCITONINA(SINTETICA, DI SALMONE) 5F 1 ML 100 UI
CALCITRIOLO 30 capsule 0,25 mcg
CALCITRIOLO 30 capsule 0,50 mcg
CAPTOPRIL 24 compresse 50 mg
CAPTOPRIL 50 compresse 25 mg
CAPTOPRIL/IDROCLOROTIAZIDE 12 cpr 50mg+25mg
CARBAMAZEPINA 30 compresse 400 mg
CARBAMAZEPINA 50 compresse 200 mg
CARVEDILOLO 28 compresse 6,25 mg
CARVEDILOLO 30 compresse 25 mg
CEFACLOR 8 capsule 500 mg
CEFACLOR flacone 100 ml 5% 250 mg/5ml os
CEFADROXIL 8 CPR. 1 G
CEFALEXINA 8 compresse 1G
CEFALOTINA 1 fiala 1000 mg
CEFAZOLINA 1 fiala im 1 g
CEFIXIMA 100MG/5ML GRANULATO PER SOSPENSIONE
ORALE
CEFONICID 1 fiala 1000mg im
CEFONICID 1 fiala 500mg PV
CEFOPERAZONE 1 FIALA 1G + SOLV.
CEFOTAXIMA 1 fiala 1 g
CEFOTAXIMA 1 fiala 250 mg
CEFOTAXIMA 1 fiala 500 mg
CEFTAZIDIMA IM 1 fiala 1g/3 ML
CEFTAZIDIMA IM 1 fiala 500 mg/1.5 ML
CEFTRIAXONE IM 1 FL 250 MG/2ML
CEFTRIAXONE IM 1 FL 500MG/2 ML + F 2 ML
CEFTRIAXONE IM 1FL 1 G + F 3,5 ML
CEFUROXIMA 12 compresse 250 mg
CEFUROXIMA 1 F 1G + F 4 ML
CEFUROXIMA 6 compresse 500 mg
CETIRIZINA 10 mg 20 cpr
CETIRIZINA GTT OS 20 ML 10 MG/ML
Prezzo
in €
65
34,55
29,94
4,52
*
*
*
4,23
*
7,50
7,61
8,81
*
*
8,11
8,59
17,46
3,97
6,63
3,95
4,23
1,88
3,89
3,60
3,62
6,06
5,21
6,98
7,49
7,07
2,62
1,89
*
*
*
*
*
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*
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*
10,20
2,36
2,63
4,02
3,40
1,84
2,68
4,67
2,01
2,06
3,28
5,25
5,60
3,07
5,60
3,60
5,90
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66
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
A02BA01
A02BA01
A02BA01
J01MA02
J01MA02
J01MA02
G03HB01
N06AB04
N06AB04
N06AB04
J01FA09
J01FA09
J01FA09
J01FA09
J01FF01
D07AD01
N05AA01
N05AA01
N05AH02
N05AH02
H01BA02
H01BA02
M01AB05
M01AB05
M01AB05
M01AB05
M01AB05
M01AB05
M01AB05
N02CA01
C08DB01
C08DB01
C08DB01
C08DB01
C08DB01
C08DB01
C08DB01
C08DB01
S01EC03
S01ED51
C02CA04
C02CA04
J01AA02
C09AA02
C09AA02
Principio Attivo
CIMETIDINA 30 bustine 800 mg
CIMETIDINA 30 compresse 800 mg
CIMETIDINA 50 compresse 400 mg
CIPROFLOXACINA 10 compresse 250 mg
CIPROFLOXACINA 12 compresse 750 mg
CIPROFLOXACINA 6 compresse 500 mg
CIPROTERONE+ETINILESTRADIOLO 21 cpr riv. (2mg+0,035mg)
CITALOPRAM 14cpr. 40 mg
CITALOPRAM 28 cpr. 20 mg
CITALOPRAM OS GTT FL 15 ML 40 MG/ML
CLARITROMICINA 12 compresse 250 mg
CLARITROMICINA 125mg/5ml os 100 ml
CLARITROMICINA 14 compresse 500 mg
CLARITROMICINA 250mg/5ml os 100 ml
CLINDAMICINA 1 fiala 600 mg
CLOBETASOLO UNGUENTO 30 GRAMMI
CLORPROMAZINA 25 CPR 25 MG
CLORPROMAZINA OS GTT. 10 ML 4%
CLOZAPINA 28 compresse 100 mg
CLOZAPINA 28 compresse 25 mg
DESMOPRESSINA 30 compresse 0,1 mg
DESMOPRESSINA 30 compresse 0,2 mg
DICLOFENAC 20 capsule 100 mg R.P.
DICLOFENAC 20 compresse 100 mg R.P.
DICLOFENAC 21 compresse 100 mg R. P.
DICLOFENAC 30 compresse 50 mg
DICLOFENAC 30 compresse 75 mg R. P.
DICLOFENAC 5 fiale 75 mg 3 ml
DICLOFENAC 6 fiale 75 mg
DIIDROERGOTAMINA 30 capsule 5MG
DILTIAZEM 14 capsule 300 mg R.P.
DILTIAZEM 14 compresse 300 mg R.P.
DILTIAZEM 24 capsule 120 mg R.P.
DILTIAZEM 24 compresse 120 mg R.P.
DILTIAZEM 28 capsule 120 mg R.P.
DILTIAZEM 28 capsule 180 mg R.P.
DILTIAZEM 28 compresse 300 mg R.P.
DILTIAZEM 50 compresse 60 mg
DORZOLAMIDE 5 ML 20MG/ML - uso oftalmico soluzione
DORZOLAMIDE+TIMOLOLO 5ml (20+5) mg/ml uso oftalmico
soluzione
DOXAZOSINA 20 compresse 4 mg
DOXAZOSINA 30 compresse 2 mg
DOXICICLINA 10 compresse 100MG
ENALAPRIL 14 CPR. 20 MG
ENALAPRIL 28 CPR. 5 MG
Prezzo
in €
20,92
20,92
8,97
3,91
18,43
6,79
4,29
6,80
6,80
7,69
2,53
6,56
10,35
12,38
4,13
3,19
0,98
1,14
22,47
5,38
16,58
33,08
6,03
3,17
4,82
3,51
3,86
1,96
1,93
6,07
6,64
6,64
5,21
5,21
6,27
12,52
15,56
4,67
5,79
*
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8,57
6,48
7,43
2,35
3,26
3,09
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
C09BA02
C09BA02
B01AB01
B01AB01
B01AB01
A02BC05
A02BC05
A02BC05
A02BC05
G03CA03
G03CA03
G03CA04
G03AA10
J05AB09
J05AB09
A02BA03
C08CA02
C08CA02
N03AA02
C10AB05
N02AB03
N02AB03
N02AB03
N02AB03
B03AA03
R06AX26
R06AX26
G04CB01
C01BC04
J01CF05
J02ACO1
J02ACO1
J02ACO1
R03BA03
R03BA03
R03BA03
N06AB03
N06AB03
N06AB03
N06AB03
N06AB03
L02BB01
C10AA04
N06AB08
N06AB08
R03AC13
Principio Attivo
ENALAPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 14 CPR 20MG+12,5MG
ENALAPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 14CPR 20MG+ 6MG
EPARINA CALCICA 10 fiale siringhe 12.500 UI
EPARINA CALCICA 10 fiale siringhe 5.000UI
EPARINA SODICA 10 fiale 5.000 UI
ESOMEPRAZOLO 14 capsule 20 MG
ESOMEPRAZOLO 14 capsule 40 MG
ESOMEPRAZOLO 14 compresse 20 MG
ESOMEPRAZOLO 14 compresse 40 MG
ESTRADIOLO 8 cerotti 25MCG/DIE
ESTRADIOLO 8 cerotti 50MCG/DIE
ESTRIOLO CREMA VAG. 30 G+ 6 APPL.
ETINILESTRADIOLO+GESTODENE (30+75) mcg 21cpr riv
FAMCICLOVIR 21 compresse 250 mg
FAMCICLOVIR 21 compresse 500 mg
FAMOTIDINA 10 compresse 40 MG
FELODIPINA 14 compresse 10 mg R.P.
FELODIPINA 28 compresse 5 mg R.P.
FENOBARBITAL 20 compresse 100MG
FENOFIBRATO 20 CPS 200 MG
FENTANIL 3 cerotti 25MCG/ORA 10CM2
FENTANIL 3 cerotti 50MCG/ORA 20CM2
FENTANIL 3 cerotti 100MCG/ORA 40CM2
FENTANIL 3 cerotti 75MCG/ORA 30CM2
FERROSO GLUCONATO 30 compresse eff 80 mg
FEXOFENADINA 20 compresse 120 mg
FEXOFENADINA 20 compresse 180 mg
FINASTERIDE 15 compresse riv. 5 mg
FLECAINIDE 20 compresse 100 mg
FLUCLOXACILLINA 12 CPR 1 G
FLUCONAZOLO 10 capsule 100 mg
FLUCONAZOLO 2 capsule 150 mg
FLUCONAZOLO 7 capsule 200 mg
FLUNISOLIDE 1 flacone 30 ml 0,1% USO RESIRATORIO
FLUNISOLIDE 15 UNITA’ 2 ml 0,05% USO RESIRATORIO
FLUNISOLIDE 15 UNITA’ 2 ml 0,1% USO RESIRATORIO
FLUOXETINA 12 capsule 20 mg
FLUOXETINA 12 compresse 20 mg
FLUOXETINA 28 capsule 20 mg
FLUOXETINA 28 compresse 20 mg
FLUOXETINA 60 ml 0,4 % os 20 mg/5 ml
FLUTAMIDE 30 compresse 250 mg
FLUVASTATINA 28 compresse 80 mg r.p
FLUVOXAMINA 30 CPR 50 MG
FLUVOXAMINA 30 CPR 100 MG
FORMOTEROLO 60 CPS 12 MCG + EROGATORE
Prezzo
in €
4,59
5,81
14,68
6,56
9,65
6,08
7,89
7,08
8,89
5,73
8,45
3,18
2,68
41,13
92,26
4,47
5,31
5,31
1,50
3,45
13,89
26,01
44,75
36,29
5,74
5,17
5,23
8,08
6,14
10,69
26,63
9,14
33,52
11,79
11,29
15,70
2,55
2,55
6,10
6,10
7,50
18,86
11,64
5,41
12,98
17,64
67
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68
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
J01XX01
C09AA09
C09BA09
C03CA01
C03CA01
C03CA01
C03CA01
N03AX12
N03AX12
N03AX12
C10AB04
C10AB04
A10BB09
A10BB09
A10BB12
A10BB12
A10BB12
A04AA02
A04AA02
A04AA02
D01BA01
M01AE01
M01AE01
M01AE01
C03BA11
C03BA11
C03BA11
C03BA11
C01DA14
C01DA14
C01DA14
C01DA14
C01DA14
C01DA14
D10BA01
D10BA01
J02AC02
M01AE03
M01AE03
M01AE03
M01AE03
M01AE03
M01AE03
M01AE03
M01AB15
R06AX17
Principio Attivo
FOSFOMICINA 2 BUSTE 3 G USO ORALE
FOSINOPRIL 14 cpr 20 mg
FOSINOPRIL+ IDROCLOROTIAZIDE 14 cpr 20 mg +12,5 mg
FUROSEMIDE 20 compresse 500 mg
FUROSEMIDE 30 compresse 25 mg
FUROSEMIDE 5 fiale 20 mg 2 ml
FUROSEMIDE 5 fiale 250 mg
GABAPENTIN 30 capsule 400 mg
GABAPENTIN 50 capsule 100 mg
GABAPENTIN 50 capsule 300 mg
GEMFIBROZIL 20 compresse 900 mg
GEMFIBROZIL 30 compresse 600 mg
GLICLAZIDE 40 compresse 80 mg
GLICLAZIDE 60 compresse 30 mg R.M.
GLIMEPIRIDE 30 compresse 2 mg
GLIMEPIRIDE 30 compresse 3 mg
GLIMEPIRIDE 30 compresse 4 mg
GRANISETRONE 3 mg/3ml 1 fiala
GRANISETRONE 10 compresse 1 mg
GRANISETRONE 5 compresse 2 mg
GRISEOFULVINA 20 compresse 125 mg
IBUPROFENE 30 buste 600 mg
IBUPROFENE 30 compresse 400 mg
IBUPROFENE 30 compresse 600 mg
INDAPAMIDE 30 compresse r.p. 1,5 mg
INDAPAMIDE 30 compresse 2,5 mg
INDAPAMIDE 50 capsule 2,5 mg
INDAPAMIDE 50 compresse 2,5 mg
ISOSORBIDE MONONITRATO 30 capsule 40 mg R.P.
ISOSORBIDE MONONITRATO 30 capsule 50 mg R.P.
ISOSORBIDE MONONITRATO 30 capsule 60 mg R.P.
ISOSORBIDE MONONITRATO 30 compresse 40 mg
ISOSORBIDE MONONITRATO 30 compresse 60 mg R.P.
ISOSORBIDE MONONITRATO 50 compresse 20 mg
ISOTRETINOINA 30 CPS 10 mg
ISOTRETINOINA 30 CPS 20 mg
ITRACONAZOLO 8 CPS 100 MG
KETOPROFENE 28 capsule 200 mg R.P.
KETOPROFENE 30 capsule 100 mg
KETOPROFENE 30 capsule 200 mg R.P.
KETOPROFENE 30 capsule 50 mg
KETOPROFENE 30 BUSTINE BIPAR 80 MG
KETOPROFENE 6 fiale 100 mg
KETOPROFENE 6 fiale 160 mg
KETOROLAC 3 F 1 ML 30 MG
KETOTIFENE 15 CPR 2 MG R.P.
Prezzo
in €
6,51
3,93
4,22
12,41
1,46
1,72
13,38
12,56
6.00
18,97
5,58
5,58
3,34
6,80
2,12
3,56
3,56
15,97
44,01
44,01
1,40
6,43
2,78
3,72
5,39
3,69
5,74
5,74
4,31
6,54
6,50
3,77
6,50
3,23
14,29
25,07
7,50
8,98
4,61
8,98
2,41
2,84
3,28
3,28
2,16
2,67
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
R06AX17
N03AX09
N03AX09
N03AX09
N03AX09
A02BC03
A02BC03
A02BC03
A02BC03
S01EE01
C08CA13
C08CA13
R06AE09
N04BA02
N04BA02
N04BA02
N04BA02
H03AA01
C09AA03
C09AA03
C09BA03
R06AX13
C09CA01
C09CA01
C09CA01
C09DA01
C09DA01
C10AA02
C10AA02
A02AD02
L02AB01
M01AC06
M01AC06
A07EC02
A07EC02
A07EC02
A07EC02
A07EC02
A07EC02
A07EC02
A07EC02
A07EC02
N07BC02
N07BC02
N07BC02
A10BA02
Principio Attivo
KETOTIFENE SCIROPPO FL 200 ML
LAMOTRIGINA 28 compresse disp 25 mg
LAMOTRIGINA 56 compresse disp 50 mg
LAMOTRIGINA 56 compresse disp 100 mg
LAMOTRIGINA 56 compresse disp 200 mg
LANSOPRAZOLO 14 CPR ORODISP 15 MG
LANSOPRAZOLO 14 CPR ORODISP 30 MG
LANSOPRAZOLO 15* 14 capsule15 MG
LANSOPRAZOLO 30* 14 capsule 30 MG
LATANOPROST 2,5ML 50MCG/ML - USO OFTALMICO
LERCANIDIPINA 28 compresse 10 MG
LERCANIDIPINA 28 compresse 20 MG
LEVOCETIRIZINA 20 compresse 5 mg
LEVODOPA + BENSERAZIDE 50 compresse 200+ 50 mg
LEVODOPA-CARBIDOPA 30 compresse 200+50 mg R.M.
LEVODOPA-CARBIDOPA 50 compresse 100+25 mg R.M.
LEVODOPA-CARBIDOPA 50 compresse 250+25 mg
LEVOTIROXINA SODICA 50 CPR.100 MCG
LISINOPRIL 14 compresse 20 mg
LISINOPRIL 14 compresse 5 mg
LISINOPRIL + IDROCLOROTIAZIDE 14 compresse 20+12,5 mg
LORATADINA 20 compresse 10 mg
LOSARTAN 21 compresse 12,5 mg
LOSARTAN 28 compresse 50 mg
LOSARTAN 28 compresse 100 mg
LOSARTAN + IDROCLOROTIAZIDE 28 compresse 100+25 mg
LOSARTAN + IDROCLOROTIAZIDE 28 compresse 50 + 12,5 mg
LOVASTATINA 30 compresse 20 mg
LOVASTATINA 30 compresse 40 mg
MAGALDRATO OS SOSP.250 ML/20G
MEGESTROLO 30 CPR 160 MG
MELOXICAM 30 compresse 15MG
MELOXICAM 30 compresse 7,5 MG
MESALAZINA 20 supposte 500 mg
MESALAZINA 28 supposte 1 g
MESALAZINA 24 compresse 800 mg
MESALAZINA 50 compresse 400 mg
MESALAZINA 50 compresse 500 mg
MESALAZINA 60 compresse 400 mg
MESALAZINA 60 compresse 800 mg
MESALAZINA 7 clismi 4 gr
MESALAZINA 7 clismi 2 gr
METADONE OS 1 FL 20 MG 20ML
METADONE OS 1 FL 40 MG 40 ML
METADONE OS 1 FL 80 MG 80 ML
METFORMINA 30 compresse 500 mg
Prezzo
in €
4,12
4,73
16,37
29,97
50,40
5,55
9,48
4,09
6,65
9,35
5,63
9,12
3,63
10,18
7,38
7,38
6,07
2,89
3,48
2,10
3,63
3,63
4,75
9,09
10,90
7,57
7,57
16,25
16,25
4,34
60,69
6,02
4,90
15,58
34,44
11,26
12,48
17,64
15,07
23,79
34,44
22,96
0,97
1,91
3,87
1,27
69
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70
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
A10BA02
A10BA02
A10BA02
A10BA02
A10BD02
C07AB02
C07AB02
C07AB02
C07AB02
J01XD01
J01XD01
N06AX11
N06AX11
C02AC05
C02AC05
N02AA01
N02AA01
M01AX01
M01AX01
B01AB06
M01AE02
M01AE02
M01AE02
M01AE02
M01AE02
C07AB12
C08CA04
C08CA05
C08CA05
C08CA05
C08CA05
C08CA05
C08CA05
C08CA05
M01AX17
M01AX17
M01AX17
M01AX17
C08CA08
C01DA02
C01DA02
C01DA02
C01DA02
A02BA04
G03DB04
J01MA06
Principio Attivo
METFORMINA 50 compresse 500 mg
METFORMINA 30 compresse 850mg
METFORMINA 40 compresse 850mg
METFORMINA 60 compresse 1000 mg
METFORMINA + GLIBENCLAMIDE 500 MG/5MG 36 compresse
METOPROLOLO 28 compresse 200 mg R.P.
METOPROLOLO 30 compresse 100 mg
METOPROLOLO 50 compresse 100 mg
METOPROLOLO 50 compresse RP 200 mg
METRONIDAZOLO 1 fiala 500 mg 100 ml
METRONIDAZOLO 20 compresse 250 mg
MIRTAZAPINA 30 compresse orodisp. 30 mg
MIRTAZAPINA 30 compresse riv. 30 mg
MOXONIDINA 28 CPR 0,2 MG
MOXONIDINA 28 CPR 0,4 MG
MORFINA ( CLORID.) 5 F. 10 MG 1ML
MORFINA ( CLORID.) 5 F. 20 MG 1ML
NABUMETONE 30 compresse riv 1G
NABUMETONE os grat 30 buste 1G
NADROPARINA 6 siringhe 2850UIaXa/0,3ML
NAPROXENE 20 compresse 750 mg R.P.
NAPROXENE 30 BUST. 500 mg
NAPROXENE 30 CPR. 500 mg
NAPROXENE 30 CPR. 550 mg
NAPROXENE 30 CPS. 550 mg
NEBIVOLOLO 28 compresse 5 mg
NICARDIPINA 30 capsule 40 mg R.P.
NIFEDIPINA 14 compresse 30 mg R.P.
NIFEDIPINA 14 compresse 30 mg R.C
NIFEDIPINA 14 compresse 60 mg R.P.
NIFEDIPINA 14 compresse 60 mg R.C
NIFEDIPINA 50 capsule 10 mg
NIFEDIPINA 50 capsule 20 mg R.P.
NIFEDIPINA 50 compresse 20 mg R.P.
NIMESULIDE 30 buste 100 mg
NIMESULIDE 30 capsule 100 mg
NIMESULIDE 30 compresse 100 mg
NIMESULIDE 30 compresse orodisp 100 mg
NITRENDIPINA 28 CPR. 20 MG
NITROGLICERINA 10 cerotti 15 mg
NITROGLICERINA 15 cerotti 10 mg
NITROGLICERINA 15 cerotti 15 mg
NITROGLICERINA 15 cerotti 5 mg
NIZATIDINA 20 CPS 150 MG
NOMEGESTROLO 30 compresse 5 mg
NORFLOXACINA 14 compresse 400 mg
Prezzo
in €
1,97
2,23
2,53
3,64
2,35
5,63
2,95
3,82
8,81
5,09
1,59
16,17
16,17
6,35
10,45
2,89
4,39
17,77
17,77
19,16
5,74
5,12
5,12
5,12
5,12
6,10
4,11
5,52
5,52
8,21
8,21
3,82
5,63
5,63
2,36
2,36
2,36
2,36
13,90
8,31
6,86
9,63
6,08
11,58
7,00
3,97
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
J01MA06
J01MA06
H01CB02
H01CB02
H01CB02
A02BC01
A02BC01
A04AA01
A04AA01
A04AA01
A04AA01
A02BC02
A02BC02
A07AA06
N06AB05
N06AB05
N04BC02
N04BC02
Principio Attivo
S01EB01
J01CA12
J01CA12
J01CR05
M01AC01
M01AC01
M01AC01
M01AC01
C03DA02
N04BC05
N04BC05
C10AA03
C10AA03
G03DA04
G03DA04
C01BC03
C01BC03
C09AA06
C09AA06
CO9BA06
C09AA05
C09AA05
C09AA05
C09BA05
C09BA05
NORFLOXACINA 14 compresse 540MG
NORFLOXACINA 14 CPS 400 mg
OCTREOTIDE 5 FIALE 100 mcg
OCTREOTIDE 5 FIALE 50 mcg
OCTREOTIDE 1 FIALA 1 mg
OMEPRAZOLO 14 CPS 10 mg
OMEPRAZOLO 14 CPS 20 MG
ONDANSETRONE 6 compresse 4 mg
ONDANSETRONE 1 FIALA 2ML 2MG/ML
ONDANSETRONE 1 FIALA 4ML 2MG/ML
ONDANSETRONE 6 compresse 8 mg
PANTOPRAZOLO 14 compresse 20 mg
PANTOPRAZOLO 14 compresse 40 mg
PAROMOMICINA 16 capsule 250MG
PAROXETINA 12 compresse 20 mg
PAROXETINA 28 compresse 20 mg
PERGOLIDE 20 compresse 1 mg
PERGOLIDE 40 compresse 0,25 mg
PILOCARPINA CLORIDRATO uso oftalmico 4%10 ml
PIPERACILLINA 1 fiala 1g
PIPERACILLINA 1 fiala 2g
PIPERACILLINA + TAZOBACTAM 1 fiala (2+0,25) g
PIROXICAM 30 capsule 20 mg
PIROXICAM 30 compresse 20 mg
PIROXICAM 30 compresse sol 20 mg
PIROXICAM 6 fiale 20 mg/1 ml
POTASSIO CANRENOATO 20 compresse 100 mg
PRAMIPEXOLO 30 CPR 0,18 MG
PRAMIPEXOLO 30 CPR 0,7 MG
PRAVASTATINA 10 compresse 20 mg
PRAVASTATINA 14 compresse 40 mg
PROGESTERONE os vag 15 capsule 200MG
PROGESTERONE os vag 30 capsule 100MG
PROPAFENONE 30 compresse 150 mg
PROPAFENONE 30 compresse 300 mg
QUINAPRIL 14 compresse 20 mg
QUINAPRIL 28 compresse 5 mg
QUINAPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 20 mg +12,5 mg 14 cpr
RAMIPRIL 14 compresse 5 mg
RAMIPRIL 28 compresse 10 mg
RAMIPRIL 28 compresse 2,5 mg
RAMIPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 2,5 mg/12,5 mg 14 compresse
RAMIPRIL+IDROCLOROTIAZIDE 5 mg/25 mg 14 compresse
A02BA02
A02BA02
A02BA02
RANITIDINA 10 fiale 50 mg
RANITIDINA 20 compresse 150 mg
RANITIDINA 20 compresse 300 mg
71
Prezzo
in €
11,13
3,97
26,80
15,99
50,98
3,22
6,08
23,89
6,19
8,21
38,69
4,31
7,79
10,45
7,97
8,96
16,54
21,39
1,95
3,28
4,44
6,66
2,84
2,84
2,84
3,12
3,59
5,78
22,84
1,41
7,36
5,28
5,28
3,54
6,46
3,64
3,80
2,72
2,48
6,40
2,85
1,74
2,48
6,72
3,29
7,42
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72
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
Principio Attivo
J01FA12
N04BC04
N04BC04
N04BC04
N04BC04
N04BC04
ROKITAMICINA OS GRAT x SOSP FL 48G
ROPINIROLO 21 compresse ' 0,25 mg
ROPINIROLO 21 compresse 0,5 MG
ROPINIROLO 21 compresse 1 mg
ROPINIROLO 21 compresse 2 mg
ROPINIROLO 21 compresse 5 mg
A10BX02
A10BX02
A10BX02
A07AA11
N05AX08
N05AX08
N05AX08
N05AX08
N05AX08
R03AC02
R03AK04
R03AC12
A03BB01
N06AB06
N06AB06
N06AB06
N06AB06
N06AB06
C10AA01
C10AA01
C10AA01
C10AA01
C10AA01
M05BA07
M05BA07
C07AA07
C07AA07
J01FA02
C09AA11
A02BX02
A02BX02
A02BX02
A02BX02
A02BX02
A02BX02
N02CC01
N02CC01
D05AX04
L02BA01
REPAGLINIDE 90 COMPRESSE 0,5 MG
REPAGLINIDE 90 COMPRESSE 1 MG
REPAGLINIDE 90 COMPRESSE 2 MG
RIFAXIMINA 12 COMPRESSE 200 MG
RISPERIDONE 1 mg/ml os gtt 100 ml
RISPERIDONE 60 compresse 1 mg
RISPERIDONE 60 compresse 2 mg
RISPERIDONE 60 compresse 3 mg
RISPERIDONE 60 compresse 4 mg
SALBUTAMOLO 200 dosi 100 MCG USO RESPIRATORIO
SALBUTAMOLO+IPRATROPIO BROMURO15 ML 0,375%+0,075% RESP
E OS
SALMETEROLO 60 dosi 50MCG USO RESPIRATORIO
SCOPOLAMINA BUTILBROMURO 6 FIALE 20 mg/ml
SERTRALINA 15 capsule 50 mg
SERTRALINA 15 compresse 100 mg
SERTRALINA 15 compresse 50 mg
SERTRALINA 30 compresse 100 mg
SERTRALINA 30 compresse 50 mg
SIMVASTATINA 10 compresse 20mg
SIMVASTATINA 10 compresse 40mg
SIMVASTATINA 20 compresse 10 mg
SIMVASTATINA 28 compresse 20mg
SIMVASTATINA 28 compresse 40mg
SODIO RISEDRONATO 4 compresse 35 MG
SODIO RISEDRONATO 28 compresse 5 MG
SOTALOLO 40 compresse 80 mg
SOTALOLO 50 compresse 80 mg
SPIRAMICINA 12 compresse 3.000.000UI
SPIRAPRIL 14 CPR. 6 MG
SUCRALFATO 30 compresse masticabili 2G
SUCRALFATO os sosp 200ML 20%
SUCRALFATO 30 buste 1 g
SUCRALFATO 30 buste 2 g
SUCRALFATO 40 compresse 1 g
SUCRALFATO 40 compresse mast 1 g
SUMATRIPTAN 4 compresse 100 mg
SUMATRIPTAN 4 compresse 50 mg
TACALCITOLO UNG.4 MCG/G- 20G
TAMOXIFENE 20 compresse 20 mg
Prezzo
in €
7,80
7,80
7,80
4,54
36,95
14,63
27,06
38,14
63,25
*
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15,49
2,26
4,50
5,41
10,79
22,53
*
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2,51
*
6,80
33,43
1,80
6,59
6,00
4,63
11,99
6,00
2,48
3,73
1,91
5,64
8,82
14,19
11,47
3,38
4,66
6,58
6,41
4,92
7,64
3,73
4,92
7,46
5,47
18,91
9,80
12,53
4,58
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ATC
L02BA01
L02BA01
G04CA02
M01AC02
M01AC02
R03DA04
R03DA04
R03DA04
R03DA04
R03DA04
G04CA03
G04CA03
G04CA03
D01BA02
B01AC05
S01ED01
S01ED01
S01ED01
S01ED01
J01GB01
J01GB01
N03AX11
N03AX11
N03AX11
N03AX11
C03CA04
N02AX02
N02AX02
N02AX02
N02AX02
C09AA10
H02AB08
J05AB11
J05AB11
N06AX16
N06AX16
N06AX16
N06AX16
C08DA01
C08DA01
C08DA01
C08DA01
Principio Attivo
TAMOXIFENE 30 compresse 10 mg
TAMOXIFENE 30 compresse 20 mg
TAMSULOSINA 20 capsule 0,4 mg
TENOXICAM 30 buste 20 mg
TENOXICAM 30 compresse 20 mg
TEOFILLINA 30 capsule 200MG R.P
TEOFILLINA 30 capsule 300MG R.P
TEOFILLINA 30 compresse 200MG R.P.
TEOFILLINA 30 compresse 300MG R.P.
TEOFILLINA 30 compresse 350MG R.P
TERAZOSINA 30 compresse 2 mg
TERAZOSINA 10 compresse 2 mg
TERAZOSINA 14 compresse 5 mg
TERBINAFINA 8 CPR 250 MG
TICLOPIDINA 30 compresse 250 mg
TIMOLOLO 0,5% collirio 5 ml
TIMOLOLO 0.25% collirio 5 ml
TIMOLOLO 0,5% collirio 5 ml senza conservanti
TIMOLOLO 0.25% collirio 5 ml senza conservanti
TOBRAMICINA 1 fiala 100 mg
TOBRAMICINA 1 fiala 150 mg
TOPIRAMATO 60CPR 25 mg
TOPIRAMATO 60CPR 50 mg
TOPIRAMATO 60CPR 100 mg
TOPIRAMATO 60CPR 200 mg
TORASEMIDE 14 CPR 10 MG
TRAMADOLO CLORIDRATO 20 capsule 50 mg
TRAMADOLO CLORIDRATO 30 capsule 50 mg
TRAMADOLO CLORIDRATO 5 fiale 100 mg 2 ml
TRAMADOLO CLORIDRATO os flacone 10 ml
TRANDOLAPRIL 14 capsule 2 mg
TRIAMCINOLONE 3 FL 1ML 40MG
VALACICLOVIR 21 compresse 1000 mg
VALACICLOVIR 42 compresse 500 mg
VENLAFAXINA 10 capsule 150 mg R.P
VENLAFAXINA 14 capsule 75 mg R.P
VENLAFAXINA 28 capsule 37,5 mg R.P
VENLAFAXINA 28 compresse 37,5 mg
VERAPAMIL 30 capsule 120 mg R.P.
VERAPAMIL 30 capsule 240 mg R.P.
VERAPAMIL 30 compresse 120 mg R.P.
VERAPAMIL 30 compresse 80 mg
Prezzo
in €
5,06
8,71
4,41
7,79
7,79
2,89
4,08
2,31
3,26
4,80
7,90
2,06
3,86
9,69
3,27
1,98
1,90
3,10
2,92
2,89
3,47
14,64
27,79
50,05
96,30
2,3
4,62
5,63
3,96
4,62
3,72
5,83
59,82
59,82
8,01
5,60
5,60
5,60
4,09
8,31
4,09
2,04
73
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74
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 240
POR CRO FSE 2007-2013 Reg (CE) 396/2009. Ap­
provazione documento descrittivo della metodologia
di semplificazione.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista l’art. 17 della L.R. 32/2002;
Visto il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio
dell’11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul
Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale
europeo e sul Fondo di coesione, così come modificato
dal regolamento (CE) n. 284/09 del Consiglio del 7 aprile
2009;
Visto il Regolamento (CE) n. 1081/2006, relativo al
Fondo sociale europeo;
Visto il Regolamento (CE) 8 dicembre 2006, n.
1828/2006 della Commissione, che stabilisce modalità
di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del
Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo
di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul
Fondo di coesione e del Regolamento (CE) n. 1080/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo
europeo di sviluppo regionale e s.m.e i.;
Vista la Decisione 7 novembre 2007C(2007) n.
5475 con cui la Commissione Europea ha approvato il
Programma Operativo Regione Toscana (POR FSE),
obiettivo “Competitività regionale e occupazione” per il
periodo 2007-2013;
Vista la deliberazione della Giunta regionale 20 no­
vembre 2007 n. 832 di presa d’atto dell’approvazione del
POR FSE;
Visto il Regolamento (CE) n. 396/2009che modi­
fica l’art. 11 del regolamento (CE) n. 1081/2006 pre­ve­
dendo per le sovvenzioni le seguenti tre opzioni di sem­
plificazione: costi indiretti dichiarati su base forfetaria
fino al 20% dei costi diretti di una operazione, costi fissi
calcolati applicando tabelle standard di costi unitari, somme
forfetarie destinate a coprire l’insieme o una parte dei costi
di un’operazione fino ad un massimo di 50.000,00 Euro;
Considerata la nota della Commissione Europea
COCOF/ 09/0025/04-EN con la quale si forniscono
orientamenti tecnici sulle sopra citate modalità di sem­
plificazione;
Ritenuto opportuno, al fine di alleggerire gli oneri
connessi alle rendicontazioni delle operazioni cofinanziate
dal FSE e di accelerare l’azione amministrativa, di
avvalersi delle opzioni di semplificazione di cui all’art.
11.3 (b) (i) e (ii) del Regolamento CE 1081/2006 così
come modificato dal Regolamento (CE) 396/2009;
Ritenuto opportuno quindi approvare il documento
descrittivo della metodologia riguardante le due opzioni
prescelte ex art. 11.3, lett. b, (i) e (ii), Regolamento (CE)
n. 396/2009, di cui all’allegato A, parte integrante del
presente atto;
Preso atto del parere positivo espresso sul documento
medesimo dalla Commissione Regionale Tripartita
Permanente e dal Coordinamento Interistituzionale nella
sedute del 23 dicembre 2010;
Ritenuto opportuno dare mandato all’ Autorità di
Gestione del POR CRO FSE 2007-2013, di ridefinire
le “Procedure per la progettazione, gestione e ren­
dicontazione degli interventi formativi ex art. 17 L.R. n.
32/2002”, Sistema di Gestione e Controllo del P.O., nonché
gli altri strumenti tecnico operativi necessari a rendere
correttamente applicabili le scelte di semplificazione
adottate con il presente provvedimento;
A voti unanimi
DELIBERA
di approvare, per le motivazioni esposte in narrativa,
per le sovvenzioni, il documento descrittivo della me­
todologia riguardante le opzioni di semplificazione in­
trodotte dal regolamento (CE) n. 396/2009, relative alla
rendicontazione dei costi indiretti su base forfetaria e
all’applicazione di tabelle standard dei costi unitari ex
art. 11.3, lett. b, (i) e (ii), di cui all’allegato A, parte inte­
grante del presente atto;
di dare mandato all’ Autorità di Gestione del POR
CRO FSE 2007-2013, di ridefinire le “Procedure per la
progettazione, gestione e rendicontazione degli interventi
formativi ex art. 17 L.R. n. 32/2002” e il Sistema di
Gestione e Controllo del P.O., nonché gli altri strumenti
tecnico operativi necessari a rendere correttamente appli­
cabili le scelte di semplificazione adottate con il presente
provvedimento.
Il presente provvedimento è pubblicato integralmente,
unitamente all’allegato A) sul Bollettino Ufficiale della
Regione Toscana ai sensi dell’articolo 5, comma 1 lettera
i) della legge regionale 23 aprile 2007 n. 23 e sulla banca
dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi
dell’art. 18 comma 2 della medesima legge regionale.
Segreteria della Giunta Regionale
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUE ALLEGATO
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
REGIONE TOSCANA - POR FSE 2007-2013
OBIETTIVO “COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE”
LA SEMPLIFICAZIONE DELLA SPESA DI CUI ALL’ART. 11.3 (b) DEL REG. (CE) N.
1081/2006 E S.M.I.
Indirizzi e metodologie per l’applicazione dei “costi standard” e
della ”forfetizzazione dei costi indiretti” alla formazione
selezionata tramite avviso pubblico
75
76
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
INDICE
1
PREMESSA – OGGETTO DEL DOCUMENTO
1
2
GLI AMBITI E CRITERI GENERALI DI APPLICAZIONE NELLA REGIONE TOSCANA
2
3
TABELLE STANDARD DI COSTI UNITARI
5
3.1
Metodologia dell’analisi
5
3.2
Elaborazione e individuazione dei costi standard
6
3.3
Esempi di applicazione dei costi standard
4
5
12
COSTI INDIRETTI DICHIARATI SU BASE FORFETARIA
14
4.1
Metodologia per la definizione delle percentuali di costi indiretti forfettari
14
4.2
Definizione dei costi diretti ed indiretti
15
4.3
Definizione dell’universo di riferimento
19
4.4
Risultati dell’analisi
20
ALLEGATO 1– RIPARTIZIONE VOCI DI SPESA IN 2 MACROTIPOLOGIE
22
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
1
PREMESSA – OGGETTO DEL DOCUMENTO
Il Reg. (CE) 1081/2006, art. 11.3 (b). come modificato dal Reg. (CE) n. 396/2009 relativo al FSE, prevede
le seguenti “opzioni di semplificazione” per le attività oggetto di sovvenzioni (selezionate tramite avviso
pubblico):
i)
costi indiretti dichiarati su base forfetaria;
ii)
costi fissi calcolati applicando tabelle standard per costi unitari;
iii) somme forfetarie.
L’obiettivo dell’applicazione di queste possibili forme di semplificazione è quello di alleggerire, per i
beneficiari e gli organismi di gestione, il carico amministrativo connesso alle attività di raccolta e verifica
di documenti comprovanti la spesa, che, come è noto, è particolarmente oneroso e complesso per le
attività oggetto di sovvenzioni, stante l’elevato numero di documenti probatori delle spese.
Le nuove forme di riconoscimento dei costi ammissibili determinano l’esigenza di definire approcci
metodologici, finalizzati all’utilizzo di una o più delle opzioni di semplificazioni introdotte, nonché di
stabilire regole e condizioni atte a rendere agevole l’utilizzo da parte dei beneficiari.
A tale scopo la Regione Toscana ha istituito un gruppo tecnico di lavoro Regione-Province ed ha svolto
un’analisi delle opzioni previste dal Regolamento e delle principali condizioni ed opportunità di
applicazione nell’ambito del proprio POR FSE 2007-2013.
Il lavoro si è concentrato sull’applicazione alle attività formative delle prime due opzioni suindicate:
- il sistema dei “costi fissi calcolati applicando tabelle standard per costi unitari”, di seguito definito più
brevemente “costi standard”, che è stato riconosciuto quale principale forma di semplificazione
applicabile alle attività formative e
- il sistema dei “costi indiretti dichiarati su base forfetaria”, da utilizzare in via residuale rispetto al
sistema dei “costi standard”, nei soli casi in cui per le caratteristiche dei progetti formativi (attività
innovative o prototipali) i costi standard non siano applicabili.
Sono state quindi elaborate le metodologie di calcolo delle tabelle standard di costi unitari e delle
percentuali per il rimborso forfetario dei costi indiretti, nel rispetto delle previsioni normative di cui
1
all’art.11.3.b del Reg. (CE) 1081/06, recepite dal DPR 196/2008 , delle condizioni indicate dalla
Commissione Europea nella nota COCOF/ 09/0025/04-EN del 28.01.2010, ed in particolare dei criteri
generali a cui deve essere conforme il metodo di calcolo dei costi ammissibili per il ricorso ad una o più
opzioni di semplificazione (stabilito in anticipo, giusto, equo, verificabile).
Il lavoro ha, inoltre, tenuto conto di quanto previsto dal “Vademecum per l’ammissibilità della spesa al
FSE” , definito dal Ministero del Lavoro, dalle Regioni e dalle Province Autonome, condiviso dalle Autorità
di Gestione ed approvato dal Sottocomitato “risorse umane”.
Il presente documento ha, dunque, ad oggetto:
- la definizione degli ambiti di applicazione delle due opzioni ed alcune regole generali concernenti le
modalità applicative;
- la descrizione delle metodologie di calcolo degli standard di costo unitari e delle percentuali di
rimborso forfetario dei costi indiretti; entrambe basate sull’analisi dei dati storici.
Esso rappresenta la prima fondamentale tappa del percorso necessario per l’introduzione delle suddette
due forme di semplificazione nella regione. La piena applicazione della semplificazione nel sistema
toscano necessita che siano in parallelo integrate le norme di gestione, il sistema di gestione e controllo e
le utilities del sistema informativo attualmente operative, per poter supportare un sistema non più basato
– se non in minima parte - sul principio delle spese effettivamente sostenute, ma sulle attività e le
quantità realizzate.
1
Il DPR 196/2006, ai sensi dell’art. 56.4 del Reg. (CE) 1083/2006, definisce le norme in materia di ammissibilità delle spese.
77
78
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
2
GLI AMBITI E CRITERI GENERALI DI APPLICAZIONE NELLA REGIONE TOSCANA
La semplificazione dei costi per le attività del POR FSE 2007-13 della Regione Toscana si caratterizza
per i seguenti elementi.
a) Campo di applicazione: la possibilità di applicare le opzioni di cui al Regolamento n. 1081/2006 e
smi. è riservata esclusivamente ai progetti formativi finanziati sotto forma di sovvenzione (selezionati
tramite avviso pubblico), a carattere “non individuale”, indipendentemente dalla natura pubblica o
privata del soggetto beneficiario.
In particolare, le opzioni possono essere applicate alle azioni di formazione di tipo formale (corsuale)
e alle azioni di formazione non formale (interventi di formazione non finalizzati direttamente al rilascio
di titoli di studio o di attestati professionali, ancorché valutabili secondo quanto stabilito nel sistema
generale dei crediti formativi e di istruzione della regione, di cui all’art. 32.2, lett. c), L.R.n. 32/2002).
L’unica eccezione, nell’ambito dei progetti finanziati sotto forma di sovvenzione, è rappresentata
dall’apprendistato a cui continua ad applicarsi il sistema di rendicontazione basato sui costi reali
2
(diretti e indiretti) .
Sono esclusi i progetti che sottendono un rapporto di tipo contrattuale (corrispettivo a titolo oneroso).
b) Sistemi di semplificazione: l’opzione dei “costi fissi calcolati applicando tabelle standard di costi
unitari” viene individuata quale sistema principale di gestione dei progetti formativi oggetto di
sovvenzione.
Tale opzione, infatti, applicata alle attività formative, massimizza gli effetti della semplificazione, in
quanto esclude del tutto le verifiche finanziarie basate sulla giustificazione dei costi reali e, quindi,
riduce significativamente l’onere del controllo documentale della spesa favorendo il concentrarsi
dell’attenzione, nelle attività di gestione e di verifica dei progetti, sull’attuazione delle politiche e degli
obiettivi.
Nel caso di costi fissi calcolati applicando tabelle standard di costi unitari, la sovvenzione da erogare
ai beneficiari viene calcolata, in misura proporzionale, sulla base delle attività quantificate e non sui
costi effettivamente sostenuti. Il prodotto tra l’unità di costo standard individuata (parametro fisso) e le
attività quantificate (parametro variabile) determina l’ammontare del contributo erogabile. La
giustificazione dello svolgimento delle attività viene, quindi, effettuata attraverso la produzione di
documenti comprovanti l’esecuzione delle attività e la loro quantificazione; i relativi controlli devono
essere incentrati, in itinere, sull’avanzamento fisico e sul corretto svolgimento di quanto previsto e, al
termine, sul raggiungimento dei risultati.
Inoltre, la semplificazione attraverso costi standard appare in piena coerenza con l’orientamento della
Regione, da tempo favorevole ad “eliminare gli adempimenti legati alla puntuale rendicontazione
delle spese”. E’ proprio l’alleggerimento degli oneri connessi al controllo dei rendiconti, infatti, uno dei
motivi che ha portato la Regione a promuovere l’utilizzo delle procedure di appalto per le attività
formative, come indicato nel POR (§ 5.5) e negli atti di programmazione regionale (Deliberazione del
Consiglio Regionale 20.09.2006, n. 93 di approvazione del Piano di indirizzo generale integrato 20062010, di cui all’art 31 della legge regionale 26.07.2002, n. - Testo unico della normativa della Regione
Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro).
L’opzione “forfait dei costi indiretti” viene individuata quale sistema da applicarsi in via residuale, ad
un limitato ambito di interventi aventi contenuto fortemente innovativo (o prototipale), in ragione del
quale l’AdG o l’O.I. valuti che il sistema a costi standard non offra sufficienti garanzie di un costo
equo ed adeguato.
In ogni caso, il ricorso alla forfetizzazione dei costi indiretti non deve comportare un incremento dei
costi indiretti né di quelli diretti. Qualunque riduzione dei costi diretti comporta necessariamente una
riduzione proporzionalmente corrispondente dei costi indiretti dichiarati su base forfetaria. La
percentuale di forfetizzazione stabilita non può subire variazioni, né durante l’attuazione né a
rendiconto.
L’opzione delle somme forfetarie fino ad un massimo di 50.000 Euro allo stato attuale non si ritiene
di interesse per la Regione.
2
L’esclusione della formazione nell’apprendistato dalle opzioni di semplificazione è dovuta a diversi fattori, in particolare: la
numerosità molto bassa dei progetti all’interno del campione oggetto dell’analisi storica dei costi; la non opportunità di accorpare
tale tipologia di attività ad altre, per assenza di omogeneità (si veda la tabella 1).
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
c) Modalità generali di applicazione: la scelta sul sistema da applicare alle attività formative è rimessa
all’AdG/Organismo Intermedio, che la definisce in sede di avviso pubblico.
Per il beneficiario la semplificazione non costituisce un’opzione ma un vincolo.
Ciascun progetto può avere un unico sistema di rendicontazione.
Per ciascuno dei due sistemi di semplificazione scelti dalla Regione Toscana, i parametri di
riferimento sono stati definiti (cfr. cap.3-4) per tipologie di azioni previste dalla classificazione CUP
(Codice unico di progetto) in uso per i progetti FSE 2007-13, che tendenzialmente riprende la
classificazione ISFOL della programmazione 2000-06.
La categoria CUP è assegnata a livello di progetto; per l’attribuzione si utilizza il criterio della
prevalenza se nel progetto vi sono attività diversificate che rispondono a finalità operative e linee di
intervento (azioni) del PAD (Provvedimento attuativo di dettaglio) diverse.
La semplificazione è applicabile anche se nel progetto sono previste attività non formative purché
abbiano carattere meramente accessorio e strettamente indispensabile per la realizzazione di quella
formativa. I costi di tali attività non formative, in quanto relativi ad attività che non hanno una rilevanza
autonoma, sono già stati considerati nella base dati utilizzata per definire i costi standard e le
percentuali di rimborso forfetario dei costi indiretti.
d) Progetti integrati: la Regione Toscana prevede nell’avviso tipo che nel caso in cui un organismo
formativo intenda programmare un intervento su più Assi o più obiettivi specifici deve presentare un
progetto integrato denominato “multiobiettivo”, illustrando nella proposta progettuale (formulario) la
finalità dell’integrazione; ai fini della gestione finanziaria e del monitoraggio, i progetti
“multiobiettivo”devono essere “disaggregati” a livello di obiettivi specifici e trattati come un “insieme”
di progetti mono-obiettivo.
Più in particolare, per consentire l’applicazione di una delle forme di semplificazione, i progetti
integrati devono essere articolati in progetti distinti, ciascuno dei quali composto da una o più attività,
relative ad azioni del PAD omogenee per categoria CUP.
Il sistema dei costi standard – o il sistema di rimborso forfettario dei costi indiretti, se ne ricorrono le
condizioni - potrà essere applicato al progetto integrato composto da progetti formativi distinti
applicando per ciascuno di essi i parametri della categoria CUP di riferimento.
e) Partenariato: i parametri definiti per i due sistemi di semplificazione sono applicabili al progetto nella
sua interezza indipendentemente dalla presenza di beneficiari che lo attuano in partenariato, i quali
operano in maniera unitaria in qualità di soggetto attuatore.
Essendo il partenariato “una forma di collaborazione/compartecipazione di più soggetti che
condividono finalità ed obiettivi di un’operazione” (Vademecum per l’ammissibilità della spesa al
FSE), che caratterizza da sempre il sistema dell’FSE, è implicito che nelle analisi storiche effettuate
per la definizione dei costi standard e della percentuale di costi indiretti forfettari siano stati
considerati anche i progetti attuati da soggetti beneficiari in partenariato, i quali – indipendentemente
dalla forma giuridica del partenariato (ATI, ATS, Consorzi) - sono sempre stati soggetti all’obbligo
della rendicontazione puntuale delle spese sostenute per la realizzazione di attività del progetto.
f)
Delega a terzi: i parametri definiti per i due sistemi di semplificazione tengono conto del ricorso alla
delega.
Gli enti di formazione fanno da sempre ricorso a tale istituto come previsto e disciplinato in maniera
puntuale nella normativa regionale, che circoscrive la possibilità di delega solo ad alcuni tipi di attività
e solo in casi eccezionali, in cui non sia possibile reperire la medesima professionalità e competenza
richiesta con incarico a singola persona fisica, sempre previa autorizzazione dell’Amministrazione e
comunque entro limiti di costo predefiniti. Pertanto nel campione di dati storici considerato ai fini del
calcolo dei costi standard e della forfetizzazione dei costi indiretti, sono ricompresi anche progetti con
parti di attività delegate.
g) Informazione ai beneficiari: le condizioni di applicazione dei sistemi di semplificazione dovranno
essere definite nell’ambito delle norme di gestione dei progetti FSE. Dovranno essere portate a
conoscenza dei beneficiari sia attraverso la pubblicazione delle suddette norme, sia di volta in volta
attraverso la specificazione nel singolo avviso del sistema da applicare ai progetti a cui è rivolto
l’avviso stesso.
h) Retroattività: è esclusa l’applicazione retroattiva, a progetti avviati e in corso, delle opzioni di
semplificazione.
79
80
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
A seguito dell’introduzione delle due opzioni di semplificazione, le “modalità di riconoscimento dei costi”
applicabili nella regione Toscana saranno le seguenti:
Procedura - Modalità di riconoscimento spese dei
beneficiari
a) APPALTO – Spesa = pagamento dell’appaltante
(beneficiario) a fronte di fatture dell’appaltatore
Ambito di applicazione
attività formative
attività non formative
b) AVVISO – SOVVENZIONE (progetti)
b.1 Rimborso di costi fissi calcolati applicando tabelle
standard di costi unitari
attività formative (eccetto apprendistato)
b.2 Rimborso di costi diretti documentati + costi indiretti
su base forfettaria (in % dei diretti)
attività formative di contenuto innovativo e prototipale
(eccetto apprendistato)
b.3 Rimborso di costi diretti ed indiretti documentati
(costi reali)
apprendistato
attività non formative, ad es.
- aiuti all’occupazione
- aiuti alle imprese per servizi di consulenza,
partecipazione a fiere, progetti di ricerca e innovazione
ecc.
c) AVVISO – SOVVENZIONE (VOUCHER e altre forme
di intervento individuali) - Spesa = Pagamento
dell’amministrazione
che
concede
il
voucher
(beneficiario) a fronte di documentazione di
spesa/attività del singolo individuo destinatario
Attività, formative e non formative, proposte dai singoli
individui destinatari
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
3
3.1
TABELLE STANDARD DI COSTI UNITARI
Metodologia dell’analisi
La scelta della modalità di definizione dei costi standard tra quelle possibili (analisi “storica”, indagini di
mercato, ecc.), è caduta sull’analisi dei dati storici disponibili: sono state effettuate elaborazioni e analisi
sui costi relativi agli interventi realizzati nell’ambito della precedente programmazione 2000-06, tramite
estrazione dei dati dal database FSE, con la sola eccezione relativa agli IFTS per i quali, come
evidenziato più avanti, è stata presa in considerazione la programmazione 2007-2013.
L’analisi in oggetto è stata progettata e realizzata in sostanziale continuità con la determinazione dei costi
medi per gli interventi formativi da applicare alle attività formative in appalto (D.D. 5129/2008).
Tuttavia, anche in considerazione delle differenti finalità (la precedente analisi aveva come principale
obiettivo la determinazione di costi unitari da porre a “base d’asta” per l’utilizzo delle procedure di
appalto), si è posta la necessità di effettuare estrazioni/elaborazioni che presentano una strutturazione
parzialmente diversa.
�
Unità minima di rilevazione
Le elaborazioni effettuate nella analisi precedente avevano come riferimento per l’individuazione dei costi
unitari il costo orario dell’attività (Costi/Ore). L’unità minima di rilevazione era quindi l’Attività. Nell’analisi
in oggetto l’unità minima di rilevazione è il Progetto.
L’individuazione del progetto come unità minima è correlata alla necessità di analizzare le singole voci di
spesa previste, presenti appunto a livello di progetto e non di attività.
Al contempo, però, la classificazione per “tipologia Isfol” è presente solo a livello di attività, ma non di
progetto. La soluzione individuata consiste in una selezione di progetti con un’unica attività correlata, o
più attività correlate che abbiano però la medesima tipologia Isfol.
I progetti selezionati secondo questa modalità risultano pari a 3.444 su un totale di 4.728 interventi
formativi realizzati nel periodo di riferimento (2003-08), rappresentandone, dunque, il 63,4% (cui si
aggiungono 4 progetti IFTS relativi alla programmazione 2007-13).
�
Definizione costi
Le singole voci di spesa del PED sono state classificate (v. Allegato 1 – Ripartizione voci di spesa in 2
macrotipologie) in maniera da dare luogo a due macrotipologie:
-
Spese strutturali per la realizzazione del progetto (SRP), intendendo tutte quelle spese che sono
strutturalmente e direttamente legate alla realizzazione complessiva dell’intervento progettuale. In
altre parole, si tratta di costi che per la loro natura vengono sostenuti in concomitanza con
l’effettuazione del corso e di tutte quelle eventuali attività ausiliarie e complementari ad esso. Si
ritiene, infatti, che tali costi siano sostenuti, dall’ente beneficiario del finanziamento, nel momento in
cui realizza quanto preventivato e ciò indipendentemente dagli esiti e dal riscontro in termini di
frequenza dei destinatari. In sintesi, tali spese vengono fatte dipendere dalle ore previste, e quindi
dalla durata del corso.
-
Spese collegate alla frequenza degli allievi (SFA), macrotipologia che raggruppa spese che
permettono di misurare l’andamento del percorso progettuale in termini di oggettiva frequenza degli
allievi. Le spese rientranti in questa macrotipologia sono concettualmente legate sia al numero di
allievi, quindi costi che l’ente beneficiario del finanziamento sostiene in relazione al numero
complessivo dei discenti che il progetto intende formare, sia alla durata. In sintesi, tali spese
vengono fatte dipendere dal monte ore totale, inteso come prodotto del numero di allievi previsti per
le ore previste (durata del corso).
Tale ripartizione ha comportato pertanto un’attenta ponderazione delle singole voci di spesa componenti
il piano finanziario e la loro collocazione in una o nell’altra macrotipologia è stata effettuata sulla base di
una valutazione che ha generato una classificazione duale in virtù della natura delle singole spese.
Su tale base sono stati individuati i valori di riferimento dell’analisi, le Unità di Costo Standard (UCS),
per ora di formazione che saranno esplicitati nel successivo § 3.2:
•
UCS - Spese strutturali per la Realizzazione del Progetto (UCS - SRP)
81
82
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•
UCS – Spese collegate alla frequenza degli allievi (UCS - SFA)
�
Spese pubbliche/private
I dati utilizzati per l’analisi coincidono con le spese a preventivo validate dagli Organismi intermedi.
A livello di progetto, tali spese non vedono una distinzione tra spese pubbliche e private. Si è quindi
proceduto, per ovviare a tale limitazione, a individuare quelle voci di spesa del PED che rappresentano la
quota privata di ciascun progetto. Più precisamente, per ottenere le spese pubbliche a preventivo dei
progetti sono state decurtate, ove presenti, le spese relative alla voce del PED B.2.4.1 “Retribuzione
oneri agli occupati” quale maggiore e/o unica quota parte privata della spesa.
�
Stage
La normativa regionale di gestione relativa ai progetti oggetto di elaborazione prevedeva che “almeno” il
30% delle ore degli interventi fosse riservata ad attività di stage. Per evitare che, nella prospettiva
dell’applicazione dei costi standard unitari, questi ultimi si applichino anche alle ore svolte di stage (le
quali, com’è noto, hanno costi molto bassi o non ne hanno affatto), l’analisi ha preso in considerazione
l’attività formativa per così dire “pura”, cioè al netto delle attività di stage realizzate.
Sarà quindi opportuno, nell’ambito della programmazione attuativa che si avvarrà della semplificazione
attraverso costi standard, specificare che i costi orari individuati sono relativi alla sola attività formativa,
richiedendo comunque la obbligatoria realizzazione delle attività di stage (nei casi previsti, e quindi
sicuramente non nei casi di interventi di Formazione Continua e di Aggiornamento professionale e
tecnico) senza che queste vengano retribuite.
*****
L’attività di estrazione dal DB FSE per la costituzione dell’universo di riferimento è stata incentrata sui dati
di costo a preventivo relativi agli interventi (Progetti) finanziati dal FSE conclusi per i quali fossero
disponibili le seguenti informazioni:
•
•
•
•
Tipologia “Isfol”
Numero allievi (con almeno 5 formati)
Numero ore
Data di inizio e fine attività
Periodo di riferimento: interventi conclusi nel 2003-2008.
Non sono stati presi in esame gli interventi che presentano dati incompleti ovvero mancanti di uno dei dati
indispensabili all’analisi. Inoltre, non sono stati considerati i progetti cui sono correlate più attività con
diverse classificazioni Isfol.
L’estrazione dei dati è stata effettuata il 18 gennaio 2010.
3.2
Elaborazione e individuazione dei costi standard
Come anticipato nel paragrafo precedente, i progetti oggetto di analisi, per i quali esiste completezza
delle informazioni necessarie, sono 3.444.
Il valore complessivo della spesa riconosciuta è pari a Euro 139.726.701, a fronte di Euro 152.524.397
previsti a preventivo, per una riduzione di circa 13 Meuro (pari al 9,2%).
Le Unità di Costo Standard (costi unitari standard per ora di formazione), calcolate secondo i criteri
descritti in precedenza come media delle UCS a livello di singolo progetto, sono:
�
UCS - SRP: Euro 126.3
�
UCS – SFA: Euro 1,5
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
83
Nella successiva Tabella 1 si evidenzia come i progetti siano stati distribuiti sulla base della codifica Isfol
di riferimento.
Come si vede, l’analisi ha preso in considerazione 12 tipologie Isfol cui ricondurre i progetti oggetto di
osservazione. In alcuni casi tali tipologie, sulla base di esigenze legate ad una limitata rappresentatività
quantitativa di alcune di esse, ma anche in maniera da risultare più chiaramente applicabili nell’ambito
della programmazione 2007-13, sono state accorpate. Si tratta delle seguenti:
-
Formazione all'interno dell'obbligo scolastico + Obbligo Formativo (Percorsi scolastici);
-
Formazione post obbligo formativo + Formazione post diploma;
-
Alta formazione nell'ambito dei cicli universitari + Alta formazione post ciclo universitario;
-
Aggiornamento culturale + Aggiornamento professionale e tecnico.
Il numero definitivo di tipologie di progetto prese in considerazione diventa, come evidenziato in tabella,
pari a 8.
Tabella 1 - UCS per tipologia Isfol
Tipologia
Isfol
Descrizione
Progetti
estratti
(%)
UCS
SRP
UCS
SFA
UCS
Totale
15
Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo
13,6%
125,7
2,2
127,9
16
Formazione per la creazione d'impresa
2,4%
190,6
2,3
192,9
17
Formazione per occupati (o formazione continua)
29,4%
153,2
1,1
154,3
8.2
Formazione all'interno
(percorsi formativi)
6,6%
99,4
1
100,4
3,7%
152,6
2,4
155
13,2%
130,9
2,3
133,2
5,3%
122,8
1,6
124,4
25,6%
91,2
1,2
92,3
100,0%
126,3
1,5
127,9
dell'obbligo
formativo
Formazione all'interno dell'obbligo scolastico
7+8.1
Formazione all'interno
(percorsi scolastici)
dell'obbligo
formativo
Formazione post obbligo formativo
9.1+9.2
Formazione post diploma
Alta formazione nell'ambito dei cicli universitari
13.1+13.2
Alta formazione post ciclo universitario
Formazione
permanente
professionale e tecnico
14.1+14.2
Totale
Formazione post diploma
-
Aggiornamento
Tra le tipologie di intervento che risultano avere una struttura di costi più elevati, tra quelle che hanno un
peso maggiore, si segnala la categoria relative alla Formazione continua (UCS totale pari a Euro 154,3).
Al contrario, tra i valori meno elevati si individua la tipologia della Formazione nell’ambito dell’Obbligo
formativo (UCS totale 100,4 Euro).
Un ulteriore livello di analisi è quello rappresentato nella successiva Tabella 2, nel cui ambito le unità di
costo standard sono state calcolate sulla base di una distribuzione in 9 classi di ore.
84
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Tabella 2 - UCS per classi di ore
Classi di ore
Progetti estratti (%)
UCS
SRP
UCS SFA
UCS Totale
Inferiore a 50
15,2%
108,1
1,5
109,6
51-100
16,3%
150,9
1,8
152,7
101-250
24,1%
142,4
1,5
143,9
251-450
23,3%
129,9
1,8
131,6
451-600
6,9%
113,7
1,3
115,0
601-750
4,7%
102,7
1,3
103,9
751-900
2,8%
92,0
1,1
93,1
901-1200
1,3%
86,1
0,4
86,4
Oltre 1200
5,3%
79,5
0,6
80,1
100,0%
126,3
1,5
127,9
Totale
Come si evince dall’osservazione dei dati, sia riguardo alle UCS - SRP che alle UCS – SFA, l’analisi in
oggetto mostra un trend del costo orario in sostanza inversamente proporzionale alla durata degli
3
interventi.
*****
Un discorso a parte va fatto per ciò che concerne gli IFTS. Infatti, in questo particolare caso, l’utilizzo
dell’analisi storica relativa alla programmazione 2000-06 non è risultato possibile, poiché la
programmazione di questa tipologia di interventi è stata effettuata sostanzialmente in maniera integrata
con i fondi nazionali, cosa che ha reso inattuabile calcolare delle UCS significative.
La soluzione individuata è stata quella di prendere in considerazione i dati relativi al POR Obiettivo CRO
2007-13, i quali sono connotati, tra l’altro, da una maggiore coerenza, rispetto al precedente periodo di
programmazione, con l’impostazione che i referenti regionali hanno delineato per la realizzazione di tali
attività. I risultati sono descritti nel box seguente.
Box 1 - UCS IFTS
Tipologia
Isfol
10
Descrizione
IFTS
Progetti
estratti (%)*
UCS
SRP
UCS
SFA
UCS
Totale
28,6%
176,7
1,9
178,6
* la percentuale è pari al rapporto tra progetti utilizzati nell’analisi e progetti complessivamente finanziati.
*****
Prima di presentare i costi standard definitivi come emersi dall’analisi svolta, è opportuno ricordare che
l’analisi storica ha la finalità di rappresentare un strumento di base per la programmazione 2007-13. A tal
proposito, è evidente che la tipologia Isfol, modalità di aggregazione dei progetti omogenei valida per la
programmazione 2000-06, non è più disponibile per quella in corso, nel cui ambito è invece utilizzata la
classificazione CUP (Codice unico di progetto).
3
Si tratta di un risultato da imputare all’effetto di maggiori economie di scala che gli interventi di durata maggiore hanno rispet to ai
costi fissi di struttura, di direzione e coordinamento, di progettazione, ecc., e viceversa per gli interventi di breve durata.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Si rende quindi opportuno operare una correlazione tra le due modalità di classificazione dei progetti, in
maniera da poter “tradurre” gli interventi formativi (e relative UCS) dalla vecchia alla nuova
programmazione del FSE. Tale operazione è svolta mediante la matrice di correlazione descritta nel
seguente box 2.
Box 2 – Matrice di correlazione Cup-Isfol
Classificazione dei progetti POR Ob. 3 2000-2006 per
tipologia Isfol
Classificazione dei progetti POR Ob. CRO 2007-2013
per categoria CUP
Progetto
Categoria
10. Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts)
15. Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo
16. Formazione per la creazione d’impresa
17. Formazione per occupati (o formazione continua)
004. IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore)
020. Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo
009. Formazione per la creazione d'impresa
010. Formazione per occupati (o formazione continua)
82. Formazione all'interno dell'obbligo formativo (percorsi 015. Altra formazione all'interno dell'obbligo formativo
formativi)
7. Formazione all'interno dell'obbligo scolastico + 81. 001. Formazione all'interno dell'obbligo scolastico
Formazione all'interno dell'obbligo formativo (percorsi 014. Percorsi scolastici formativi all'interno dell'obbligo
scolastici)
formativo
91. Formazione post-obbligo formativo + 92 Formazione 003. Formazione post obbligo formativo e post diploma
post-diploma
131. Alta formazione nell’ambito dei cicli universitari
071. Alta formazione - nell'ambito dei cicli universitari
+ 132. Alta formazione post ciclo universitario
072. Alta formazione - post ciclo universitario
141. Formazione permanente - aggiornamento culturale
082. Formazione permanente
professionale e tecnico
+ 142. Formazione permanente
professionale e tecnico
-
aggiornamento
-
aggiornamento
Sulla base della matrice sopra presentata, la Tabella 3 riassume le UCS per categoria CUP. In questa
tabella, rispetto alla precedente tabella 1 che era definita in relazione alla tipologia Isfol, è stato aggiunto
il valore delle UCS proprio degli IFTS.
85
86
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Tabella 3 - UCS per categoria CUP
UCS
SRP
UCS
SFA
UCS
Totale
003. Formazione post obbligo formativo e post diploma
130,9
2,3
133,2
004. IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore)
176,7
1,9
178,6
009. Formazione per la creazione d’impresa
190,6
2,3
192,9
010. Formazione per occupati (o formazione continua)
153,2
1,1
154,3
015. Altra formazione all'interno dell'obbligo formativo
99,4
1,0
100,4
020. Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo
125,7
2,2
127,9
082. Formazione permanente - aggiornamento professionale e tecnico
91,2
1,2
92,3
152,6
2,4
155
122,8
1,6
124,4
Categoria CUP
001. Formazione all'interno dell'obbligo scolastico
014. Percorsi scolastici formativi all'interno dell'obbligo formativo
071. Alta formazione - nell'ambito dei cicli universitari
072. Alta formazione - post ciclo universitario
Infine, la successiva Tabella 4 evidenzia gli incroci tra classi di ore e categoria CUP.
Tabella 4 – UCS per classi di ore e per categoria CUP
Classi di ore
Categoria
CUP
UCS
SRP
003.
Formazione
post obbligo UCS
formativo e SFA
post diploma
UCS
Totale
< 50
51-100
101250
251450
601750
751900
9011200
> 1200
Totale
307,1
214,2
158,8
132,3
115,4
116,3
110,3
82,5
93,3
130,9
5,3
2,4
3,2
2,3
1,7
2
1,8
0,8
1,4
2,3
312,5
216,6
162
134,6
117,1
118,2
112,1
83,3
94,7
133,2
UCS
004.
IFTS SRP
(Istruzione e
UCS
Formazione
SFA
Tecnica
Superiore)
UCS
Totale
UCS
SRP
009.
Formazione
per
la UCS
SFA
creazione
d’impresa
UCS
Totale
451600
176,7
176,7
1,9
1,9
178,6
178,6
438,8
255
192,1
166,1
128,4
144
190,6
3,4
2,4
2,5
2,1
1,4
2,1
2,3
442,2
257,4
194,6
168,3
129,8
146,2
192,9
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
87
Classi di ore
Categoria
CUP
010.
Formazione
per occupati
(o
formazione
continua)
015. Altra
formazione
all'interno
dell'obbligo
formativo
020.
Formazione
finalizzata al
reinseriment
o lavorativo
082.
Formazione
permanente aggiornamen
to
professionale
e tecnico
001.
Formazione
all'interno
dell'obbligo
scolastico
014. Percorsi
scolastici
formativi
all'interno
dell'obbligo
formativo
071. Alta
formazione nell'ambito
dei cicli
universitari
072. Alta
formazione post ciclo
universitario
< 50
51-100
101250
251450
451600
601750
751900
9011200
> 1200
111,4 127,9
116,8
153,2
0,2
0,1
1,1
111,8 128,1
116,9
154,3
Totale
UCS
SRP
233,8
166,7
147,2
137,5
107,1
102,2
UCS
SFA
2
1,5
1,1
0,6
0,5
0,2
UCS
Totale
235,8
168,2
148,3
138,1
107,7
102,5
UCS
SRP
303,2
139,5
142,9
147,4
127
90,4
91,4
79
76,8
99,4
UCS
SFA
2,4
2,7
2,2
2
1,7
1
0,7
0,3
0,7
1
UCS
Totale
305,6
142,2
145,1
149,3
128,7
91,4
92,1
79,3
77,5
100,4
UCS
SRP
256,9
200,3
143,8
121,2
126,5
104,3
91,9
63,3
67,4
125,7
UCS
SFA
2,6
3,4
2,6
2,3
1,7
1,6
1,4
0,8
0,8
2,2
259,5
203,8
146,5
123,5
128,2
105,9
93,4
64,1
68,2
127,9
UCS
SRP
79,1
110,4
108,3
87,8
63,2
67,4
64,8
67,9
52,2
91,2
UCS
SFA
1,2
1,7
0,9
0,4
0
0,1
0
0
0
1,2
80,4
112,1
109,2
88,1
63,3
67,5
64,9
67,9
52,2
92,3
UCS
SRP
220,6
168,6
155,3
103,8
104,2
82,9
80,9
124,3
152,6
UCS
SFA
6,5
3,5
1,7
0,5
0,7
0,6
1,2
0,5
2,4
UCS
Totale
227
172,2
157
104,3
104,9
83,4
82,1
124,8
155
UCS
SRP
164,7
156,8
113,6
90,7
66
59,6
35,3
122,8
UCS
SFA
4,5
2
1,3
1
1,1
0,4
0,2
1,6
169,2
158,9
114,9
91,7
67,1
60,0
35,4
124,4
UCS
Totale
UCS
Totale
UCS
Totale
0,4
Le UCS presenti nella tabella 4 costituiscono i parametri orari di costo da applicare in fase di preventivo
all’attività formativa selezionata tramite avviso pubblico.
88
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Tali UCS costituiscono il riferimento per gli avvisi pubblici che saranno adottati dagli Organismi Intermedi
nel 2011. Per gli anni successivi le UCS possono essere aggiornate applicando il tasso di inflazione
programmato cosi come indicato nei documenti di programmazione economico-finanziaria del Governo
nazionale.
3.3
Esempi di applicazione dei costi standard
Sulla base delle UCS individuate mediante la metodologia precedentemente descritta, di seguito si
presentano due esempi di applicazione pratica.
Esempio 1. Tipologia 010 - Formazione per occupati - Classe ore 51-100
A) UCS – SRP
166,7
(B) UCS – SFA
1,5
(C) Ore previste
90
(D) Allievi previsti
20
Costo complessivo previsto (AxC)+(BxCxD)
17.703
Situazione 1. Con ore realizzate = ore previste e riduzione allievi formati
a) Allievi formati
18
Costo a consuntivo
17.433
b) Allievi formati
Costo a consuntivo
15
17.028
Situazione 2. Con ore realizzate (80)<ore previste e allievi previsti = allievi formati
a) Allievi formati
Costo a consuntivo
20
15.736
Situazione 3. Con ore realizzate (80)<ore previste e riduzione allievi formati
a) Allievi formati
Costo a consuntivo
b) Allievi formati
Costo a consuntivo
18
15.496
15
15.136
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Esempio 2. Tipologia 003 - Formazione post obbligo formativo e post diploma - Classe ore 601750
A) UCS – SRP
116,3
(B) UCS – SFA
2,0
(C) Ore previste
750
(D) Allievi previsti
Costo complessivo previsto (AxC)+(BxCxD)
20
117.225
Situazione 1. Con ore realizzate = ore previste e riduzione allievi formati
a) Allievi formati
18
Costo a consuntivo
114.225
b) Allievi formati
Costo a consuntivo
15
109.725
Situazione 2. Con ore realizzate (600)<ore previste e allievi previsti = allievi formati
a) Allievi formati
Costo a consuntivo
20
93.780
Situazione 3. Con ore realizzate (600)<ore previste e riduzione allievi formati
a) Allievi formati
Costo a consuntivo
b) Allievi formati
Costo a consuntivo
18
91.380
15
87.780
89
90
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
4
COSTI INDIRETTI DICHIARATI SU BASE FORFETARIA
4.1
Metodologia per la definizione delle percentuali di costi indiretti forfettari
Come indicato al precedente cap. 2, punto b), la “possibilità di dichiarare i costi indiretti su base
forfetaria”, di cui all’art. 11.3.b) del Regolamento (CE) n. 1081/2006, è una forma di semplificazione che si
intende applicare in Toscana in un ambito limitato e residuale: alle sole attività formative, finanziate sotto
forma di sovvenzione, che abbiano contenuto fortemente innovativo (o prototipale), in ragione del quale
l’AdG o l’Organismo Intermedio valuti che il sistema a costi standard non offre sufficienti garanzie di un
costo equo ed adeguato.
Tale caso può ricorrere ad esempio per i progetti relativi all’obbligo formativo, laddove l’AdG o Organismo
Intermedio intenda promuovere modalità di attuazione nuove o sperimentali rispetto all’esperienza già
realizzata.
Ciò premesso, la metodologia scelta per individuare le percentuali dei costi indiretti rimborsabili a forfait si
basa sull’analisi del costo delle attività formative cofinanziate nell’ambito del POR FSE 2000-2006.
Per la definizione dell’universo di indagine si è tenuto conto delle caratteristiche fondamentali del sistema
finora in essere nella Regione, che risultano rilevanti per l’analisi:
1. a partire dal 2003 è disponibile una base dati omogenea, secondo quanto previsto dalla
normativa di gestione adottata con DGR 870/2003 (seguita dalla DGR 569/2006 e s.m.i), con
particolare riferimento alle voci di costo ed ai limiti previsti per i costi diretti (min 90% del costo
totale del progetto) e per i costi indiretti (max 10% del costo totale del progetto);
2. il limite previsto per i costi indiretti (indicati nella sezione “C” del PED), da calcolarsi al netto della
voce di spesa relativa al rimborso dei costi di personale per i partecipanti al progetto di
formazione (voce B.2.4.1 del PED “Retribuzione e oneri agli occupati”), rappresenta una
percentuale molto contenuta, se rapportata ad altre esperienze di regioni italiane, che si riduce
ulteriormente in sede di rendicontazione delle spese e a seguito dei relativi controlli;
3. la scheda in uso per il preventivo (PED) ed il rendiconto finanziario è stata costruita con
riferimento alle attività formative e prevede un elenco molto dettagliato di costi diretti (sezione B
4
del PED) ;
4. per i costi indiretti dal 2006 è stato eliminato l’elenco puntuale delle voci di costo, prevedendo la
possibilità di una loro quantificazione complessiva a preventivo, mentre la documentazione di
spesa comprovante l’effettività del costo e la sua ammissibilità è richiesta solo al termine del
progetto in sede di verifica rendicontuale;
5. la delega a terzi (outsourcing), come già evidenziato al cap.2, secondo quanto previsto dalle
norme di gestione, ha carattere eccezionale ed è soggetta a forti limitazioni, sia relative alle
condizioni necessarie per farvi ricorso, sia al peso finanziario rispetto al costo totale del progetto;
In particolare il ricorso alla delega in Toscana è possibile solo se ricorrono tutte le seguenti
condizioni:
4
•
sono delegabili solo le attività di progettazione e docenza. Non sono delegabili le attività di
direzione, coordinamento, gestione amministrativa, tutoraggio, che pertanto il beneficiario deve
gestire attraverso proprio personale dipendente o mediante ricorso a prestazioni professionali
individuali;
•
è possibile la delega solo nei casi in cui si renda necessario l’apporto di specifiche competenze
non reperibili con singolo incarico a persona fisica;
•
deve essere prevista nel progetto ed autorizzata dall’Amministrazione; eccezionalmente può
essere prevista in corso di attuazione ed è comunque subordinata a preventiva autorizzazione
dell’Amministrazione stessa;
•
il compenso previsto per attività delegate deve rispettare i medesimi massimali stabiliti per le
risorse professionali esterne;
Si precisa che la sezione B è denominata “costi diretti ed indiretti di progetto”; dove per “costi indiretti di progett o” si intende
semplicemente i costi diretti non esclusivi di un progetto bensì comuni a più progetti; si tratta quindi a tutti gli effetti di “costi diretti”
secondo la definizione generale di “costi che hanno un’inerenza specifica al progetto”.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
•
5
la delega della “progettazione” non può superare il 3% del costo totale , mentre la delega della
docenza non deve essere superiore al 30% del costo totale del progetto, al netto del
cofinanziamento privato rappresentato dalla “retribuzione e oneri agli occupati”.
Tali limiti la rendono non rilevante né tale da incidere sulla base dati utilizzabile per
l’individuazione delle percentuali di forfetizzazione. In sostanza la delega si configura in caso di
necessità di prestazioni professionali, relative a due specifiche voci di spesa (progettazione e
docenza), rese da persone incaricate da società, quando è impossibile per il beneficiario reperire
singoli collaboratori aventi le competenze necessarie.
Nei casi in cui la necessità di un apporto esterno esuli dalle prestazioni specialistica anzidette,
l’unica possibilità è quella di presentare un progetto in partenariato.
Inoltre, gli enti di formazione ricorrono da sempre all’affidamento a terzi, entro i limiti consentiti.
Pertanto nei dati presi in esame per l’individuazione della percentuale dei costi indiretti sui diretti,
vi rientrano anche sovvenzioni con parti di attività delegate. Le percentuali forfettarie dei costi
indiretti di seguito definite, quindi, tengono implicitamente conto della delega;
6. come per la delega, non si evidenziano peculiarità connesse ai progetti a seconda che siano
realizzati da soggetto singolo o da partenariati, come già evidenziato al cap 2; nelle analisi
storiche effettuate per la definizione della percentuale dei costi indiretti forfettari sono stati presi in
considerazione anche progetti attuati da beneficiari in partenariato, i quali operano nell’ambito di
un unico progetto, selezionato con procedura di evidenza pubblica, indipendentemente dalla
forma giuridica del partenariato e, proprio in quanto partner di progetto, sono sempre stati
obbligati alla rendicontazione a costi reali.
Ciò premesso e tenuto conto delle indicazioni formulate dalla Commissione (nota COCOF/ 09/0025/04EN del 28.01.2010) si è proceduto a:
1. definizione dei costi diretti e dei costi indiretti, attraverso la definizione degli elementi che configurano
un costo come diretto o indiretto e l’individuazione puntuale delle singole voci di costo diretto al fine di
evitare difficoltà interpretative della definizione generale; l’elenco è stato definito a partire da quello
già presente nella sezione B del PED, esaminando la possibilità di riclassificazione di alcune voci di
costo;
2. definizione dell’universo oggetto di analisi riferito alla programmazione 2000-06;
3. calcolo della percentuale dei costi indiretti a partire dall’articolazione per tipologie di attività (tipologie
Isfol –tipologie CUP).
4.2
Definizione dei costi diretti ed indiretti
Tenuto conto di quanto indicato nel Vademecum per l’ammissibilità della spesa al FSE condiviso tra le
Autorità responsabili del FSE (Tavolo Permanente Regioni e Ministero del lavoro), in corso di
recepimento nelle norme di gestione dei progetti formativi della Regione Toscana (aggiornamento della
DGR 569/2006), si è fatto riferimento alle seguenti definizioni.
I costi sono “diretti” quando direttamente connessi al progetto, ovvero quando possono essere imputati
direttamente ed in maniera adeguatamente documentata ad una unità ben definita, di cui è composto il
progetto finanziato.
Tali costi possono essere direttamente connessi a più progetti realizzati dallo stesso beneficiario. Nel
caso, quindi, di connessione non esclusiva e/o parziale, il beneficiario deve dare dimostrazione della
diretta connessione, anche se in quota parte, attraverso determinati e predefiniti criteri di imputazione (es.
parametri di consumo fisico-tecnici).
I costi sono “indiretti” quando, benché riferibili indirettamente al progetto, non sono o non possono essere
connessi direttamente ad una specifica attività del progetto. Si tratta di tutti quei costi che sono collegati
alle attività generali dell’attuatore e per i quali è, pertanto, difficile determinare con precisione l'ammontare
attribuibile al progetto. Tra tali costi figurano tutte le spese relative alla struttura in quanto tale: le utenze
(energia elettrica, gas, acqua telefono ecc.) e i servizi privi di una specifica relazione con l'esecuzione
dell'intervento finanziato (prestazioni relative all'amministrazione ordinaria, servizi di portineria,
sorveglianza, pulizie ecc.).
5
La norma prevede il seguente limite: la delega della progettazione non può superare il 50% della categoria ”ideazione e
progettazione” (categoria B.1.2 del preventivo (PED) che a sua volta non può superare il 6% del costo totale del progetto.
91
92
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
E’ stato quindi definito l’elenco dei costi diretti, per ciascuna delle 4 macrocategorie di spesa (B.1
Preparazione, B.2 Realizzazione, B.3 Diffusione dei risultati, B.4 Direzione progetto e valutazione), a
partire da un’analisi delle voci di costo presenti nella scheda di preventivo (PED), indicati nella sezione
“B” del PED, in uso finora nella Regione.
Considerato che l’individuazione e definizione dei costi diretti è già molto puntuale, l’esame delle voci
della sezione B del PED ha portato ad una riconferma delle stesse quali voci di costo dirette, ad
eccezione delle seguenti:
1. “spese amministrative voucher” (voce B.2.4.11 del PED): comprende spese riferite ad una
tipologia di intervento che non rientra nell’oggetto dell’analisi; tale voce deve, quindi, essere
esclusa dall’elenco dei costi diretti e dalla base dati considerata;
2. la voce di spesa denominata “varie” (voce B.2.6.10 del PED) all’interno della macrocategoria
“materiali”: per questa voce di spesa si è stabilito, in linea con lo spirito della semplificazione, di
procedere ad una riclassificazione tra i costi indiretti. Va infatti considerato che:
a. i costi per materiali necessari per lo svolgimento del progetto direttamente imputabili allo
stesso trovano già possibilità di una corretta collocazione all’interno delle altre voci di
spesa previste dal PED, quali materiale didattico individuale, materiale didattico
collettivo, materiale d’uso per esercitazioni, materiale di consumo, ecc.;
b. per la sua denominazione generica (nonostante la sua collocazione nella macrocategoria
“materiali”) questa voce potrebbe ricomprendere costi diretti di varia tipologia, con le
relative difficoltà di raccolta e controllo della corretta imputazione e dei relativi numerosi
documenti giustificativi delle spese;
3. la voce di spesa relativa a “retribuzione e oneri agli occupati” (B.2.4.1.) per le ore di
partecipazione alla formazione continua; si tratta di un costo diretto ammissibile, che dipende dal
numero di occupati che partecipano alla formazione, ma non finanziabile con la quota pubblica
secondo la normativa regionale. In coerenza con le modalità di calcolo del limite dei costi indiretti
finora in vigore nella Regione, questa voce di costo non viene considerata nella base dati di
calcolo della percentuale massima di rimborso forfetario dei costi indiretti.
Si precisa, altresì, come previsto dalle norme di gestione vigenti già nella precedente programmazione e
tuttora in vigore per il POR 2007-13, che:
⇒ la spesa per il personale amministrativo interno può essere rendicontata come costo diretto solo
se il beneficiario è in grado di fornire la prova documentale della riconducibilità al progetto,
ovvero attraverso: l’ordine di servizio che dispone l’impegno della persona sul progetto, i
timesheet riepilogativi dell’effettivo tempo di impegno, le relazioni sulle attività svolte (oltre ai
documenti probatori del pagamento della busta paga);
⇒ le voci di costo relative a all’utilizzo di locali e attrezzature (ammortamento, locazione,
manutenzione), possono effettivamente rientrare tra i costi diretti se imputabili direttamente ed in
maniera adeguatamente documentata al progetto stesso; come per il personale amministrativo,
la realità del costo sarà verificata attraverso l’esibizione da parte dei beneficiari dei pertinenti
documenti giustificativi di spesa.
Si riporta di seguito l’elenco esaustivo delle voci di costo diretto, che saranno prese a riferimento nei
dispositivi di attuazione e negli avvisi pubblici, per il preventivo/consuntivo dei costi relativi ai progetti
finanziati dal FSE. Considerate le varietà delle tipologie di sovvenzioni finanziabili nell’ambito
dell’intervento del FSE, l’AdG /Organismo Intermedio potrà indicare di volta in volta negli avvisi, eventuali
limitazioni all’ammissibilità di alcune voci.
Voci di costo diretto
B1
PREPARAZIONE
B 1.1
INDAGINI PRELIMINARI
B 1.2
IDEAZIONE E PROGETTAZIONE INTERVENTO
B 1.2.1
Preparazione stage aziendali
B 1.2.2
Progettista interno
B 1.2.3
Progettista esterno
B 1.2.4
Alloggio progettista
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
B 1.2.5
Vitto progettista
B 1.2.6
Viaggi progettista
B 1.3
INFORMAZIONE E PUBBLICITA'
B 1.4
SELEZIONE E INFORMAZIONE PARTECIPANTI
B 1.4.1
Informazione/accoglienza partecipanti
B 1.4.2
Selezione partecipanti
B 1.5
ELABORAZIONE MATERIALE DIDATTICO
B 1.5.1
Elaborazione testi didattici
B 1.5.2
Preparazione materiale per la FAD
B2
REALIZZAZIONE
B 2.1
DOCENZA
B 2.1.1
Docenti junior interni.
B 2.1.2
Docenti senior interni
B 2.1.3
Codocenti interni
B 2.1.4
Docenti junior (fascia B) esterni
B 2.1.5
Docenti senior (fascia A) esterni
B 2.1.6
Docenti esterni (fascia C)/Codocenti esterni
B 2.1.7
Alloggio personale docenti
B 2.1.8
Vitto personale docenti
B 2.1.9
Viaggi personale docente
B 2.1.10
Orientatori interni
B 2.1.11
Orientatori esterni
B 2.2
TUTORAGGIO
B 2.2.1
Tutor interni
B 2.2.2
Tutor esterni………..
B 2.2.3
Tutor FAD interni
B 2.2.4
Tutor FAD esterni
B 2.2.5
Alloggio tutor
B 2.2.6
Vitto tutor
B 2.2.7
Viaggi tutor
B 2.3
PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO
B 2.3.1
Personale amministrativo esterno
B 2.3.2
Personale tecnico - professionale esterno
B 2.3.3
Alloggio personale tecnico amministrativo
B 2.3.4
Vitto personale tecnico amministrativo
B 2.3.5
Viaggi personale tecnico amministrativo
B 2.3.6
Personale amministrativo interno
B 2.3.7
Personale tecnico professionale interno
B 2.4
SPESE PER I PARTECIPANTI
B 2.4.1
Retribuzione e oneri agli occupati
B 2.4.2
Indennità categorie speciali
B 2.4.3
Assicurazione partecipanti
B 2.4.8
Alloggio allievi
B 2.4.9
Vitto allievi
93
94
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
B 2.4.10
Viaggi allievi
B 2.4.12
Visite didattiche
B 2.5
COMMISSIONI DI ESAME
B 2.6
MATERIALI
B 2.6.1
Materiale didattico individuale
B 2.6.2
Materiale didattico collettivo
B 2.6.3
Materiale d'uso per esercitazioni
B 2.6.4
Materiale di consumo
B 2.6.5
Indumenti protettivi
B 2.6.6
Materiale per la FAD
B 2.6.7
Licenze d'uso software
B 2.6.8
Predisposizione reti e connessioni
B 2.6.9
Acquisto materiale usato
B 2.7
BUONI SERVIZI
B 2.7.1
Servizi di cura
B 2.7.2
Servizi per imprese (avvio, piano di fattibilità etc)
B 2.8
IMMOBILI
B 2.8.1
Locazione/ammortamento di immobili
B 2.8.2
Manutenzione immobili in locazione
B 2.9
ATTREZZATURE
B 2.9.1
Noleggio/leasing/ammortamento di attrezzature
B 2.9.2
Manutenzione attrezzature in locazione
B 2.10
COSTI PER SERVIZI LEGALI E FINANZIARI
B 2.11
RENDICONTAZIONE
B 2.11.1
Rendicontatore interno
B 2.11.2
Rendicontatore esterno
B3
DIFFUSIONE
B 3.1
Verifica finale azione
B 3.2
Elaborazione reports e studi
B 3.3
Manifestazioni conclusive
B4
DIREZIONE PROGETTO E VALUTAZIONE
B 4.1
Direttori di corso o di progetto interni
B 4.2
Direttori di corso o di progetto esterni
B 4.3
Componenti di comitati tecnico scientifici interni
B 4.4
Componenti di comitati tecnico scientifici esterni
B 4.5
Coordinatori interni
B 4.6
Coordinatori esterni
B 4.7
Consulenti/ricercatori
B 4.8
Alloggio personale direzione e valutazione
B 4.9
Vitto personale direzione e valutazione
B 4.10
Viaggi personale direzione e valutazione
B 4.11
Valutatori interni
B 4.12
Valutatori esterni
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
4.3
Definizione dell’universo di riferimento
L’universo di riferimento per l’analisi dei costi finalizzata alla definizione di tassi forfetari è rappresentato
dagli interventi formativi (progetti) finanziati dal FSE, aventi le seguenti caratteristiche:
1.
conclusi tra il 2003 e il 2008;
2.
con almeno 6 allievi previsti;
3.
con almeno 10 ore di formazione svolte.
Con riferimento a tali progetti sono stati presi in considerazione i dati relativi agli importi rendicontati,
come costi diretti ed indiretti, che sono stati effettivamente riconosciuti a seguito dei controlli di regolarità
e legittimità della spesa.
La scelta di una soglia minima riferita al numero di allievi previsti anziché agli allievi formati, a fronte degli
importi rendicontati dei progetti, consente di considerare un universo più ampio rispetto a quello che si
avrebbe ponendo la soglia minima rispetto agli allievi formati e quindi assicura una maggiore
rappresentatività del dato6.
Per avere un quadro articolato e sufficientemente dettagliato utile a fornire elementi di valutazione del
peso che i costi indiretti hanno avuto nel periodo esaminato, si è scelto di prendere in considerazione le
tipologie di attività formative secondo la classificazione Isfol, utilizzata nella programmazione FSE 200006. Considerato che i dati per tipologia Isfol sono disponibili a livello di attività, mentre quelli finanziari
sono rilevati a livello di progetto, come già evidenziato nel cap.3, non sono stati presi in esame i progetti
cui sono correlate attività con diverse classificazioni Isfol, al fine di assicurare l’omogeneità della base di
calcolo.
Non sono stati presi in esame gli interventi che presentavano dati incompleti.
L’universo considerato consiste in 3.706 progetti per un importo complessivo di costi rendicontati pari a €
174.524. 947, che al netto della voce di spesa “retribuzione e oneri agli occupati” (cfr. par 4.2) porta ad un
totale di spesa considerata ai fini dell’analisi di 158.752.264, distribuiti per tipologie di attività come
evidenziato nella tabella 5. Il campione considerato (estrazione effettuata il 22.01.2010) è fortemente
7
rappresentativo: la spesa corrisponde al 92% della spesa pubblica totale .
Tabella 5 – Distribuzione della spesa dei progetti estratti per tipologia Isfol
Tipologia Isfol
7
Spesa
rendicontata (%)
7
Formazione all'interno dell'obbligo scolastico
1,56%
10
IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore)
5,52%
15
Formazione finalizzata al reinserimento lavorativo
17,24%
16
Formazione per la creazione d'impresa
17
Formazione per occupati (o formazione continua)
21,66%
8 (8.1e8.2)
Obbligo Formativo (Percorsi scolastici e formativi))
15,06%
9 (9.1e9.2)
Formazione post-obbligo formativo e post-diploma
20,33%
2,58%
13 (13.1e13.2)
Alta formazione nell'ambito dei cicli universitari e post ciclo universitario
7,85%
14 (14.1e14.2)
Formazione permanente - aggiornamento culturale e professionale e tecnico
8,20%
Totale
6
Descrizione
100,0%
Questa scelta porta ad un universo di riferimento diverso da quello preso in esame nell’analisi finalizzata a definire i costi standard
– illustrata nel precedente capitolo - in cui invece sono stati considerati progetti con un numero minimo di allievi formati.
La spesa pubblica totale, riferita ai progetti formativi con un'unica attività correlata o con più attività correlate con la stessa
tipologia Isfol per il periodo 2003-2009 ( 4.060 progetti), è pari a € 172.343.955.
95
96
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
4.4
Risultati dell’analisi
Per i progetti aventi le caratteristiche descritte sono state estratte dal sistema informativo della Regione le
spese rendicontate per voci di costo.
Dalle elaborazioni effettuate sul campione, risulta evidente innanzitutto che la percentuale dei costi
indiretti (ricompresi nella sezione C del PED) sul totale è inferiore al massimale previsto dalle norme di
gestione: 7,86% sul costo totale a fronte del max 10% consentito (al netto della voce relativa alla del PED
B.2.4.1 “retribuzione occupati”).
Se si calcola l’equivalente in rapporto ai costi diretti, tenendo conto anche della riclassificazione delle
voce “varie” tra i costi indiretti, la percentuale dei costi indiretti sui diretti risulta pari a 10,75%, che è un
valore notevolmente al di sotto del massimo (20%) previsto dal Reg. 1081/2006.
Si rileva, quindi, che l’aver previsto da anni in Toscana un massimale per i costi indiretti, non consente di
disporre di una quantificazione dei costi indiretti realistica. Essendo consentito al massimo il 10% di costi
indiretti sul costo totale del progetto, eventuali costi superiori già a preventivo non sono mai stati indicati.
Inoltre, i dati di spesa rendicontata e riconosciuta evidenziano un peso dei costi indiretti ben inferiore al
limite previsto; differenza che è da imputarsi in parte a motivi di inammissibilità o di non corretta
documentazione delle spese indirette, in parte ai tagli “automatici” ed indistinti che, pur in presenza di
spese indirette ammissibili e adeguatamente giustificate, sono stati operati per assicurare il rispetto di
alcune percentuali minime/massime per le macrocategorie dei costi diretti, previste anch’esse dalla
normativa regionale.
Tutto ciò considerato, la percentuale di 10,75% individuata come media sul campione può ritenersi
sottostimata rispetto al costo indiretto effettivo, pur non essendo tale costo mai stato rilevato proprio
perché limitato entro il massimale che la Regione ha scelto di adottare fin dal 2003.
Tabella 6 – Quadro riepilogativo del peso percentuale dei costi indiretti per tipologie Isfol di
attività
TIPOLOGIA ISFOL
7 - Formazione all'interno
dell'obbligo scolastico
10 - IFTS (Istruzione e
Formazione Tecnica Superiore)
15 - Formazione finalizzata al
reinserimento lavorativo
16 - Formazione per la
creazione d'impresa
17-Formazione per occupati
(formazione continua)
Spesa totale
rendicontata
% Costi
Indiretti
/ spesa tot.
rendicontata
% Costi indiretti
/ spesa tot.rend.
Spesa totale
rendicontata al netto
netto voce
della voce B.2.4.1
B.2.4.1
% Costi
indiretti sui
costi diretti
% C.indiretti /
c.diretti
riclassificati (*)
2.484.551,48
9,81
2.483.735,47
9,81
10,87
16,19
8.786.342,04
7,44
8.765.160,10
7,46
8,06
10,68
27.392.640,82
8,27
27.365.317,90
8,27
9,01
11,58
4.198.626,75
9,72
4.099.729,21
9,96
11,06
12,29
49.304.327,37
4,71
34.385.945,12
6,75
7,24
9,16
24.594.943,68
9,08
23.906.667,45
9,30
10,25
14,35
8 (81+82) - Obbligo Formativo
(Percorsi scolastici e formativi)
9 (91+92) - Formazione postobbligo formativo e Formazione
post diploma
13 (131+132)- Formazione
nell'ambito dei cicli universitario
e Formazione post ciclo
universitario
32.276.992,80
7,33
32.267.243,51
7,32
7,89
9,87
12.457.321,06
7,26
12.457.868,91
7,26
7,83
7,89
14(141+142)- Aggiornamento
culturale e Aggiornamento
professionale e tecnico
13.029.200,28
8,54
13.020.596,68
8,52
9,31
10,42
174.524.946,29
7,15
158.752.264,36
7,86
TOTALE
8,54
10,75
(*) La riclassificazione è riferita allo spostamento della voce "varie" dai costi diretti ai costi indiretti
E’ stata quindi considerata l’articolazione dei progetti del campione esaminato nelle 9 tipologie di attività
formative Isfol e calcolato il relativo peso dei costi indiretti (tabella 6).
Tenuto conto dei valori percentuali rilevati, ponderati con il peso della relativa spesa rendicontata per
ciascuna tipologia, sono stati definiti due cluster, composti rispettivamente: uno dai progetti delle tipologie
caratterizzate da un peso % costi indiretti sui diretti superiore alla media, l’altro da quelle in cui il peso %
è inferiore alla media.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Sono state così individuate due percentuali medie che consentono di minimizzare lo scarto rispetto ad
unico valore medio calcolato sul totale. Tali percentuali si reputano eque anche in considerazione, come
anzidetto, del valore sottostimato dei costi indiretti del campione esaminato; una indiretta conferma viene
anche dal confronto con altre regioni in cui non esistevano limiti preesistenti ai costi indiretti, le quali
hanno valori % sensibilmente superiori a quelli individuati per la Toscana.
Le percentuali cosi definite sono, inoltre, nettamente inferiori al massimo previsto dal Regolamento FSE:
9,52% per quattro tipologie di attività e 12,95% per le altre cinque tipologie considerate.
Le percentuali individuate sono indicate nella tabella 7, in cui per agevolare l’applicazione alle attività del
POR 2007-13, si è riportata anche la classificazione CUP.
Tabella 7 – Percentuali di costi INDIRETTI sui diretti a rimborso forfetario (*)
Tipologie Isfol
POR 2000 -2006
7 - Formazione all'interno dell'obbligo
scolastico
8.1 - Obbligo Formativo (percorsi scolastici)
8.2 - Obbligo Formativo (Percorsi formativi)
10 - IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica
Superiore)
15 - Formazione finalizzata al reinserimento
lavorativo
16 - Formazione per la creazione d'impresa
9 (9.1+9.2) - Formazione post-obbligo
formativo e Formazione post diploma
13 (13.1+13.2)- Formazione nell'ambito dei
cicli universitario e Formazione post ciclo
universitario
14(14.1+14.2)- Aggiornamento culturale e
Aggiornamento professionale e tecnico
17-Formazione per occupati (formazione
continua)
classificazione Cup
POR 2007 -2013
001 . Formazione all'interno dell'obbligo
scolastico
014 . Percorsi scolastici formativi all'interno
dell'obbligo formativo
015 .
Altra
formazione
all'interno
dell'obbligo formativo
004 . IFTS (Istruzione e Formazione
Tecnica Superiore)
020 .
Formazione
finalizzata
al
reinserimento lavorativo
009 . Formazione per la creazione
d'impresa
% forfait costi indiretti
/
costi diretti
003 . Formazione post obbligo formativo e
post diploma
071 . Alta formazione - nell'ambito dei cicli
universitari
072 . Alta formazione - post ciclo
universitario
082 .
Formazione
permanente
aggiornamento professionale e tecnico
010 . Formazione per occupati
formazione continua)
(o
* La % è calcolata sui costi diretti al netto della voce retribuzione e oneri agli occupati” (B.2.4.1.)
12,95
9,52
97
98
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
5
ALLEGATO 1– RIPARTIZIONE VOCI DI SPESA IN 2 MACROTIPOLOGIE
Voci di spesa collegate alle "Spese strutturali per la Realizzazione del Progetto" (UCS SRP)
B 2.1.1
Docenti junior interni
B 2.1.2
Docenti senior interni
B 2.1.3
Codocenti interni
B 2.1.4
Docenti junior (fascia B) esterni
B 2.1.5
Docenti senior (fascia A) esterni
B 2.1.6
Docenti esterni (fascia C)/Codocenti esterni
B 2.1.7
Alloggio personale docenti
B 2.1.8
Vitto personale docente
B 2.1.9
Viaggi personale docente
B 2.1.10
Orientatori interni
B 2.1.11
Orientatori esterni
B 2.2.1
Tutor interni
B 2.2.2
Tutor esterni
B 2.2.3
Tutor FAD interni
B 2.2.4
Tutor FAD esterni
B 2.2.5
Alloggio tutor
B 2.2.6
Vitto tutor
B 2.2.7
Viaggi tutor
B 2.8.1
Locazione/ammortamento di immobili
B 2.8.2
Manutenzione immobili in locazione
B 2.9.1
Noleggio/leasing/ammortamento di attrezzature
B 2.9.2
Manutenzione attrezzature in locazione
B 2.6.1
Materiale didattico individuale
B 2.6.2
Materiale didattico collettivo
B 2.6.9
Acquisto materiale usato
B 4.1
Direttori di corso o di progetto interni
B 4.2
Direttori di corso o di progetto esterni
B 4.5
Coordinatori interni
B 4.6
Coordinatori esterni
B 1.2.2
Progettista interno
B 1.2.3
Progettista esterno
B 2.3.6
Personale amministrativo interno
B 2.3.7
Personale tecnico professionale interno
B 2.10
COSTI PER SERVIZI LEGALI E FINANZIARI
B 2.11.1
Rendicontatore interno
B 2.11.2
Rendicontatore esterno
B 4.7
Consulenti/ricercatori
B 4.11
Valutatori interni
B 4.12
Valutatori esterni
B 2.3.1
Personale amministrativo esterno
B 2.3.2
Personale tecnico - professionale esterno
C
Spese generali
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Voci di spesa collegate alla “Frequenza degli Allievi” (UCS SFA)
B 2.4.2
Indennità categorie speciali
B 2.6.3
Materiale d'uso per esercitazioni
B 2.6.4
Materiale di consumo
B 2.6.6
Materiale per la FAD
B 2.4.8
Alloggio allievi
B 2.4.9
Vitto allievi
B 2.4.10
Viaggi allievi
B 1.1
INDAGINI PRELIMINARI
B 1.2.1
Preparazione stage aziendali
B 1.2.4
Alloggio progettista
B 1.2.5
Vitto progettista
B 1.2.6
Viaggi progettista
B 1.3
INFORMAZIONE E PUBBLICITA'
B 1.4.1
Informazione/accoglienza partecipanti
B 1.4.2
Selezione partecipanti
B 1.5.1
Elaborazione testi didattici
B 1.5.2
Preparazione materiale per la FAD
B 2.3.3
Alloggio personale tecnico amministrativo
B 2.3.4
Vitto personale tecnico amministrativo
B 2.3.5
Viaggi personale tecnico amministrativo
B 2.6.8
Predisposizione reti /connessioni
B 2.7
BUONI SERVIZI
B 2.7.2
Servizi per imprese (avvio, piano di fattibilità etc
B 3.1
Verifica finale azione
B 3.2
Elaborazione reports e studi
B 3.3
Manifestazioni conclusive
B 4.3
Componenti di comitati tecnico scientifici interni
B 4.4
Componenti di comitati tecnico scientifici esterni
B 4.8
Alloggio personale direzione e valutazione
B 4.9
Vitto personale direzione e valutazione
B 4.10
Viaggi personale direzione e valutazione
B 2.6.5
Indumenti protettivi
B 2.4.3
Assicurazione partecipanti
B 2.4.11
Spese amministrative voucher (iscrizione, tasse, esami etc
B 2.4.12
Visite didattiche
B 2.5
COMMISSIONI DI ESAME
B 2.7.1
Servizi di cura
B 2.6.7
Licenze d'uso software
99
100
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 243
Approvazione disposizioni operative per il fun­
zionamento delle Società della Salute in Toscana. Mo­
difica alla DGRT n. 1265 del 28 dicembre 2009.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la L.R. 24 febbraio 2005, n. 40 e successive
modifiche e integrazioni, “Disciplina del servizio sanitario
regionale” ed in particolare l’art. 21 “Piani integrati di
salute”, il titolo V capo III bis “Società della Salute” e
l’art. 142bis “Norme transitorie”;
Vista la L.R. 24 febbraio 2005 n. 41 e successive mo­
difiche e integrazioni “Sistema integrato di interventi e
servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”;
Visto il Programma Regionale di Sviluppo 20062010 (PRS), approvato con risoluzione del Consiglio
Regionale n. 13 del 19 luglio 2006, ed in particolare il
Progetto Integrato Regionale (PIR) 2.3 “Coesione e inte­
grazione socio-sanitaria nella società della salute”;
Richiamato inoltre il Piano Sanitario Regionale
2008-2010 (PSR), approvato con delibera del Consiglio
Regionale n. 53 del 16 luglio 2008, ed in particolare il
paragrafo 3.1 che evidenzia il ruolo delle Società della
Salute quali elementi di integrazione e governo dei ser­
vizi socio-sanitari;
Richiamato altresì il Piano Integrato Sociale Re­
gionale 2007-2010 (PISR), approvato con delibera del
Consiglio Regionale 31 ottobre 2007, n. 113, così come
modificato con Delibera del Consiglio Regionale n. 69
dell’11 novembre 2009;
Visto l’art. 104, comma 1 della L.R. 29 dicembre
2010 n. 65, a norma del quale i piani e programmi regio­
nali attuativi del Piano Regionale di Sviluppo 2006-2010
che scadono nel corso dell’anno 2011, anche ai sensi
dell’articolo 10, comma 2, della L.R. 49/1999, sono
prorogati al 31 dicembre dello stesso anno;
Ritenuto di dover dare indicazioni per il completamento
del processo di stabilizzazione delle SdS toscane e per
valutare la completa operatività delle SdS costituite e in
corso di costituzione;
Precisato che, nell’ambito di tale processo di stabiliz­
zazione, occorre tenere conto del principio di non du­
plicazione delle funzioni e di contenimento dei costi a
carico dei soggetti del sistema sanitario regionale;
Visto il documento di cui all’allegato A), parte
integrante e sostanziale del presente atto, “Disposizioni
operative per il funzionamento delle Società della Salute
in Toscana”, che dà indicazioni in ordine a:
A. Funzioni e risorse
B. Programmazione delle Società della Salute
C. Sistemi informativi
D. Formazione
E. Comunicazione e informazione
F. Partecipazione
G. Coordinamento tecnico delle Società della Salute
H. Valutazione delle performance delle Società della
Salute e incentivazione dei direttori;
Considerato che, nell’ambito delle disposizioni re­
lative alle funzioni di organizzazione e gestione delle
attività di assistenza, di cui al paragrafo A, punto 2, del
documento di cui al punto precedente, al punto 2.5 si
indicano quali termini per la predisposizione del bilancio
preventivo e del bilancio di esercizio delle Società della
Salute, rispettivamente il 31 dicembre e il 30 giugno di
ogni anno;
Ritenuto conseguentemente di modificare i termini
previsti dall’allegato 1 alla delibera della Giunta Regio­
nale n.1265 del 28 dicembre 2009, in particolare al punto
8.1, in merito alla predisposizione del bilancio preventivo
delle Società della Salute e al punto 8.2, in merito alla
predisposizione del bilancio di esercizio delle Società
della Salute;
Precisato che ogni successiva azione attuativa delle
disposizioni di cui all’allegato A, parte integrante e so­
stanziale del presente atto, sarà adottata previi i neces­sari
passaggi di concertazione e condivisione;
A voti unanimi
DELIBERA
1) di approvare, per le ragioni elencate in narrativa,
il documento di cui all’allegato A), parte integrante e
sostanziale del presente atto, “Disposizioni operative per
il funzionamento delle Società della Salute in Toscana”,
che da indicazioni per il completamento del processo di
stabilizzazione delle SdS toscane e per valutare la completa
operatività delle SdS costituite e in corso di costituzione;
2) di modificare i termini previsti dall’allegato 1 alla de­
libera della Giunta regionale n. 1265 del 28 di­cembre 2009,
in particolare al punto 8.1, in merito alla predisposizione
del bilancio preventivo delle Società della Salute e al
punto 8.2, in merito alla predisposizione del bilancio di
esercizio delle Società della Salute, sostituendoli con i
termini indicati al paragrafo A, punto 2.5 dell’allegato A),
parte integrante e sostanziale del presente atto.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
B.U.R.T. ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera f)
della legge re­gionale 23/2007 e sulla banca dati degli
atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi del­
l’articolo 18, comma 2, della medesima legge regionale
23/2007.
101
Segreteria della Giunta Regionale
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUE ALLEGATO
102
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Allegato A
Disposizioni operative per il funzionamento delle Società della Salute in Toscana
Premessa
La legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 e successive modifiche e integrazioni, “Disciplina del
servizio sanitario regionale” ha istituito le Società della Salute in Toscana.
La Società della Salute (SdS) è una delle più importanti e sostanziali innovazioni politicoistituzionali di integrazione socio-sanitaria, che pone la Regione Toscana in un punto avanzato della
integrazione delle politiche per la salute. Lo scopo principale è quello di costruire un “luogo
unitario” per il governo istituzionale, professionale ed associato per la gestione dei servizi
territoriali per la salute. Il legislatore toscano ha scelto di costituire un soggetto pubblico che
riunisce le competenze detenute separatamente dagli enti locali e dalle aziende USL, realizzando
una sinergia concreta tra l’ente locale e l’azienda stessa. Si può definire il modello “Società della
Salute” come una forma evoluta del distretto socio-sanitario, nella quale le attività sociali, le attività
sanitarie e le attività sociosanitarie si fondono, perseguendo una integrazione non solo a livello
politico-istituzionale, ma anche direzionale e professionale.
Attraverso l'operatività delle SdS si perseguono i seguenti obiettivi:
- favorire le politiche di salute in tutti gli atti di programmazione degli enti locali;
- assicurare il governo dei servizi territoriali e le soluzioni organizzative adeguate per la presa in
carico integrata del bisogno sanitario e sociale e la continuità del percorso diagnostico,
terapeutico e assistenziale;
- rendere la programmazione delle attività territoriali più coerente con i bisogni di salute della
popolazione e promuovere l’innovazione organizzativa, tecnica e gestionale;
- sviluppare l’attività e il controllo sia sui determinanti di salute che sul contrasto delle
disuguaglianze, anche attraverso la promozione delle attività di prevenzione, lo sviluppo della
sanità di iniziativa, il potenziamento del ruolo della medicina convenzionata e delle cure
primarie.
Mediante le SdS sono perseguibili, inoltre, ulteriori vantaggi economici: infatti, attraverso
l’integrazione tra i servizi sociali dei Comuni con i servizi socio-sanitari, si innesca un meccanismo
di economia di scala grazie al quale si riducono i costi di personale e si opera in ambito di
dimensione ottimale per la gestione dei servizi.
Inquadramento normativo
Occorre chiarire che la succitata LR 40/2005 ha istituito le Società della Salute in forma di consorzi,
“ai sensi della vigente normativa in materia di enti locali”, tra l’azienda sanitaria competente per
territorio ed i comuni compresi nell’ambito territoriale di una medesima zona-distretto.
L’art. 2, comma 186, lettera e) della legge finanziaria statale 2010 (legge 23 dicembre 2009 n. 191,
come modificata dal DL 25 gennaio 2010, n. 2, convertito con L. 42/2010) prevede, però, la
soppressione dei consorzi di funzioni tra gli enti locali, con assunzione da parte dei comuni “delle
funzioni già esercitate dai consorzi soppressi e delle relative risorse e con successione ai medesimi
consorzi in tutti i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto”. Tale disposizione, secondo il dettato
normativo, si applica a decorrere dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha
luogo il primo rinnovo del rispettivo Consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Il decreto legge 78/2010, convertito in legge 122/2010, anticipa, invece, alcuni importanti contenuti
della riforma delle autonomie locali, ed in particolare:
- definisce come funzioni fondamentali dei comuni quelle elencate dall’art. 21, comma 3 della
legge 42/2009 (legge delega sul federalismo);
- per i comuni fino a 5.000 abitanti, prevede che le funzioni fondamentali siano
obbligatoriamente esercitate in forma associata, tramite convenzione o unione di comuni;
- statuisce che i comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore a 100.000 abitanti
non sono obbligati all’esercizio delle funzioni in forma associata.
Dalle disposizioni predette deriva, pertanto, che le funzioni fondamentali dei comuni, tra le quali si
annoverano le funzioni sociali, possono essere svolte esclusivamente da questi ultimi, in forma
singola o associata. La norma prevede, ancora, che la disposizione in esame si applica entro il
termine che sarà definito con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Avverso l’art. 2, comma 186, lett. a) ed e) della legge finanziaria 2010, la Regione Toscana ha
promosso specifico ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale per contrasto della norma con gli
articoli 114, 117, commi 2, 3, 4 e 6, art. 118 e art. 119 della Costituzione; a seguito del ricorso
predetto la Corte Costituzionale ha pronunciato la sentenza n. 326/2010.
La sentenza non entra nel merito del ricorso, dichiarando la mera inammissibilità della questione di
costituzionalità per sopravvenuto difetto di interesse all’impugnazione, poiché la materia è stata
innovata da uno ius superveniens rappresentato dal DL 2/2010. Ne deriva che la sentenza della
Corte nulla dispone in merito alle SdS e che, pertanto, le SdS ed i relativi atti dalle stesse adottati
sono tuttora pienamente validi e conformi alla legge.
Unitamente a quanto premesso, è da evidenziarsi che il quadro giuridico al momento non appare
affatto consolidato. Infatti:
- alla data odierna non risulta ancora adottato il DPCM, di cui al comma 31 dell’art. 14 del DL
78/2010, che individua il termine entro il quale i comuni sono tenuti ad assicurare l’attuazione
della normativa introdotta dal DL stesso;
- è in fase di approvazione (approvato alla Camera il 30 giugno 2010 e trasmesso al Senato il 2
luglio 2010) il c.d. DDL Calderoli (atto Camera n. 3118 e atto Senato n. 2259), con il quale il
legislatore individua le funzioni fondamentali dei comuni, semplifica l’ordinamento regionale e
degli enti locali e modifica il TUEL 267/2000.
Appare di fondamentale importanza, infine, sottolineare che in riferimento alla corretta
interpretazione del termine di entrata in vigore dell’art. 2, comma 186, lettera e) della legge
finanziaria statale 2010 (che prevede la soppressione dei consorzi di funzioni a partire dal 2011, e
per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo
Consiglio, con efficacia dalla data del rinnovo medesimo) la sezione regionale Piemonte della Corte
dei Conti, mediante la delibera del 17 dicembre 2010 n. 101, ha espressamente disposto che “il
termine enti, che appare volutamente generico, riferendosi a più fattispecie diverse fra loro, in
quella, che qui interessa, di cui alla lettera e) del comma 186, non può che indicare, secondo
un’interpretazione logico-sistematica, i singoli consorzi oggetto della prescrizione. Pertanto essa si
applicherà, e produrrà i propri effetti, a decorrere dal primo rinnovo, a partire dal 2011 e per tutti
gli anni a seguire, del consiglio di amministrazione del consorzio interessato”.
Più recentemente la Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, con parere
espresso nella delibera n. 125 della camera di consiglio 03.03.2011, ha adottato una ragione
interpretativa che, rispetto alla precedente (nel parere viene peraltro citata la suddetta Delibera n.
101/2010 della Corte dei Conti Piemontese), si potrebbe definire pragmatico-deduttiva. Nella
Delibera si afferma che:
“laddove la tempistica delle soppressioni dei consorzi di funzioni fosse legata a quella dei rinnovi
dei consigli degli enti locali di riferimento, emergerebbero evidenti criticità essendo il consorzio
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una forma associativa ove coesistono enti che hanno differenziate scadenze degli organi. Si
potrebbero, infatti, verificare casi di comuni che – interessati dal rinnovo – siano costretti ad uscire
dal consorzio di cui facevano parte, mentre quest’ultimo permane quale soggetto essendo composto
anche da altre civiche amministrazioni non coinvolte dalla tornata elettorale”. Ribadendo al tempo
stesso anche un'interpretazione logico-sistematica equivalente a quella piemontese, la Corte dei
Conti lombarda conclude pertanto che “la normativa in oggetto trova, quindi, applicazione a
decorrere dal primo rinnovo, a partire dal 2011 e per tutti gli anni a seguire, del consiglio di
amministrazione del consorzio interessato”.
Sulla base delle due deliberazioni si desume l'attendibilità di un'interpretazione giurisprudenziale
che, per ragioni sia logico-sistematiche che pragmatico-deduttive, applica la prescrizione in oggetto
dal 2011 ad ogni rinnovo del CdA del consorzio interessato.
Nel presupposto che i connotati fondamentali del CdA, citato dalle predette delibere, sia
sostanzialmente l'elezione diretta dei membri da parte dell'assemblea consortile e la natura
prettamente tecnica ed operativa del ruolo del CdA, si deve ritenere che l'organo delle SdS che
corrisponde al CdA sia la Giunta Esecutiva.
Pertanto, nelle more della definizione del quadro normativo nazionale in materia e alla luce delle
recenti predette delibere della sezioni regionali Piemonte e Lombardia della Corte dei Conti, si
ritiene opportuno proseguire nel processo di consolidamento e strutturazione delle SdS e sono
quindi fornite le presenti disposizioni operative delle SdS.
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A. Funzioni e risorse
1. Funzioni di governo, programmazione e controllo
(LR 40/2005 e smi, art. 71 bis, comma 3, lettere a, b, e)
Alle Società della Salute sono assegnate le funzioni di:
- programmazione strategica e indirizzo delle attività comprese nei Livelli Essenziali di
Assistenza territoriale previsti dal Piano sanitario e sociale integrato regionale (PSSIR), nonché
di quelle del sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza degli enti locali;
- programmazione attuativa annuale delle attività definite dal punto precedente, inclusi la
regolazione e il governo della domanda mediante accordi con le Aziende USL in riferimento ai
presidi ospedalieri e con i medici prescrittori che afferiscono alla rete delle cure primarie;
- controllo, monitoraggio e valutazione in rapporto agli obiettivi programmati.
Al fine di esercitare queste funzioni senza duplicare le responsabilità direzionali tra Società della
Salute e Aziende USL, le attribuzioni proprie del responsabile di zona–distretto vengono
obbligatoriamente assegnate al direttore della Società della Salute, che assume gli obiettivi annuali
della SdS e della Azienda USL.
Per lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 71 bis, comma 3, le Società della Salute si
avvalgono, senza duplicazioni, delle risorse strumentali messe a disposizione dagli enti associati. A
questo scopo assumono rilevanza gli accordi di avvalimento1 che le SdS possono stipulare con gli
enti associati e le convenzioni che le SdS possono stipulare con gli ESTAV regionali.
Disposizioni attuative
1.1. Le Società della Salute costituiscono le strutture operative necessarie alle funzioni
amministrative, di supporto agli organi e per lo svolgimento dei compiti di programmazione,
secondo le previsioni del proprio regolamento di organizzazione. Tali strutture organizzative
prevedono una dotazione organica idonea a svolgere le seguenti attività, nel rispetto del principio di
non duplicazione delle funzioni, principio al quale devono rigorosamente attenersi:
- attività amministrative e di supporto: supporto al lavoro degli organi della Società della Salute,
convocazioni, verbalizzazione, procedure, atti deliberativi, gestione corrispondenza e rapporti
istituzionali; attività di segreteria, protocollo, archiviazione, gestione privacy, sicurezza;
comunicazione, gestione immobili/ investimenti, gestione del personale, ufficio legale e attività
giuridica, ecc.
- svolgimento dei compiti di programmazione: redazione Piano Integrato di Salute (PIS), Profilo
di salute, Programma operativo annuale; atti relativi alla partecipazione, Consulta del terzo
settore e Comitato di partecipazione, Agorà della salute; atti relativi alle relazioni sindacali,
concertazione, ecc.
- attività contabili e di controllo: bilancio, contabilità generale e analitica, budget, controllo di
gestione, negoziazione e gestione obiettivi.
I costi di tali strutture sono a carico della Società della Salute e, fatta salva ogni diversa previsione
delle convenzioni costitutive o di altri successivi accordi sottoscritti dagli enti associati (previsione
registrata nel bilancio), vengono sostenuti per 1/3 dalla Azienda USL e per 2/3 dai comuni, secondo
i criteri utilizzati dai singoli statuti delle SdS per determinare le quote di partecipazione dei comuni
1
In base ad un parere del Consiglio di Stato del 2003, l’“avvalimento” o “utilizzazione” è la tipica relazione attributiva
in forza della quale un soggetto utilizza le capacità organizzative e tecniche insediate in altro apparato organizzativo,
pur conservando la titolarità e l’esercizio della funzione, così da determinare un particolare tipo di aggregazione tra due
strutture.
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all’ente. Da tali strutture organizzative sono escluse le attività amministrative di supporto alla
eventuale erogazione di servizi socio-sanitari o socio-assistenziali per conto degli enti associati.
Tempi di attuazione: nell’ambito del regolamento di organizzazione, da definire entro 5 mesi
dall'approvazione del presente atto, le SdS effettuano la ricognizione delle funzioni necessarie ad
esplicare le attività di cui all’art. 71 quindecies, comma 5; definiscono con opportuno
provvedimento le strutture organizzative necessarie per espletare tali funzioni, nonché la loro
dotazione organica e/o le forme di avvalimento eventualmente attivate con gli enti associati.
1.2. Le Società della Salute, per lo svolgimento di attività di supporto alle funzioni istituzionali loro
attribuite, sviluppano accordi con gli enti associati, o tra di loro, per avvalersi di competenze e
prestazioni, secondo i modi e le procedure ivi individuati.
Tali accordi regolano i rapporti tra gli enti associati e la SdS con riferimento a:
- attività amministrative, servizi generali e di supporto, quali indicativamente:
� attività di supporto per la contabilità generale e analitica, e per il controllo di gestione
� acquisizione beni e servizi
� gestione patrimonio
� gestione personale
� gestione sistemi informativi e informatici
� attività di tutela giuridica e legale
- attività di coordinamento: gli enti associati mettono a disposizione le proprie strutture
organizzative per i compiti di programmazione della SdS, allo scopo di integrare le strutture
della SdS, quelle dei comuni associati e il Comitato di coordinamento della zona-distretto, per
realizzare le migliori sinergie da mettere a disposizione delle funzioni esercitate.
Tempi di attuazione: entro 6 mesi dall'approvazione del presente atto, le Società della Salute
concludono l’accordo di avvalimento con i propri enti associati.
1.3. Per lo svolgimento di attività di supporto alle funzioni istituzionali loro attribuite, le Società
della Salute, a regime, possono sviluppare specifici accordi con l’ESTAV di riferimento per i
servizi definiti dall’art. 101, comma 1 della LR 40/2005:
- approvvigionamento di beni e servizi;
- gestione dei magazzini e della logistica;
- gestione delle reti informative e delle tecnologie informatiche;
- gestione del patrimonio per le funzioni ottimizzabili in materia di manutenzione, appalti e
alienazioni;
- organizzazione e gestione delle attività di formazione continua del personale;
- gestione delle procedure concorsuali e selettive in materia di personale;
- gestione giuridica ed economica del personale.
A questi servizi si possono aggiungere eventuali ulteriori servizi che le Aziende USL,
singolarmente o nell’ambito di accordi di Area Vasta, abbiano già attribuito agli ESTAV.
Le Società della Salute possono integrare le materie di tali accordi con altri servizi, la cui
valorizzazione è determinata dai singoli rapporti sviluppati con gli ESTAV.
Tali accordi, così come eventuali ulteriori prestazioni integrative, saranno oggetto di specifica
remunerazione, la cui valorizzazione verrà successivamente definita sulla base delle effettive
esigenze manifestate dalle SdS.
Tempi di attuazione: entro 4 mesi dall’approvazione del presente atto, le strutture competenti della
Giunta regionale rendono disponibile apposito schema-tipo per la stipula degli accordi sopra
richiamati, che dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2011.
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La Giunta regionale valuta altresì la possibilità di stipulare direttamente accordi con i tre ESTAV,
aventi ad oggetto i servizi sopra richiamati nei confronti delle SdS.
1.4. Per le attività di prevenzione ed educazione alla salute, le funzioni attribuite alle SdS dall’art.
71 bis, comma 1, lettera e della LR 40/2005, comprendono anche gli interventi sui determinanti di
salute non sanitari e necessitano di uno sviluppo certo e graduale delle interazioni tra Società della
Salute, Aziende USL e comuni. Le azioni e i programmi sviluppati in queste materie devono trovare
specifico rilievo negli atti di programmazione delle SdS e, in particolare, nei Piani integrati di
salute.
1.5. L’ammontare del compenso del direttore SdS è omnicomprensivo e viene stabilito dalla Giunta
esecutiva nel rispetto del limite massimo di cui all’art. 71 novies della LR 40/2005. Nel computo
rientra anche l’integrazione del compenso finalizzato alla formazione.
Tempi di attuazione: le Società della Salute applicano le disposizioni del punto 1.5. entro 3 mesi
dall'approvazione del presente atto.
1.6. Nel caso in cui la Società della Salute abbia attivato la convenzione con l’Azienda USL, per le
funzioni regolate all’art. 71 bis, comma 3, lettere c-d, l’Azienda USL sostiene il 50% dei costi
complessivi del direttore della Società della Salute per le funzioni che questa figura esercita come
responsabile della zona-distretto; la Società della Salute sostiene l’altro 50% dei costi, di cui 1/3 a
carico dell’Azienda USL e 2/3 a carico dei comuni, ripartiti secondo i criteri utilizzati dai singoli
Statuti SdS per determinare le quote di partecipazione dei comuni all’ente. Pertanto, il compenso
del direttore SdS sarà così quantificato: il 66,5 % a carico dell’Azienda ed il 33,5% a carico dei
comuni.
Tempi di attuazione: le Società della Salute applicano le disposizioni del punto 1.6. entro 3 mesi
dall'approvazione del presente atto.
1.7. Nel caso in cui la Società della Salute attui le funzioni regolate all’art. 71 bis, comma 3, lettere
c-d in forma diretta, l’Azienda USL sostiene il 50% dei costi complessivi del direttore della Società
della Salute per le funzioni che questa figura esercita come responsabile della zona-distretto; il 25%
è sostenuto dai comuni per le funzioni che il direttore SdS esercita come responsabile dei servizi
sociali; il restante 25% rimane a carico dei soci della SdS, che contribuiscono a tale spesa nella
misura di 1/3 da parte della Azienda USL e di 2/3 da parte dei comuni.
La ripartizione tra i comuni avviene secondo i criteri stabiliti dai singoli Statuti SdS per determinare
le quote di partecipazione dei comuni all’ente. Pertanto, il compenso del direttore SdS sarà così
quantificato: il 58,33% a carico dell’Azienda USL ed il 41,67% a carico dei comuni.
Tempi di attuazione: le Società della Salute applicano le disposizioni del punto 1.7. entro 3 mesi
dall'approvazione del presente atto.
2. Funzioni di organizzazione e gestione delle attività di assistenza
(LR 40/2005, art. 71 bis, comma 3, lettere c-d)
Alle Società della Salute sono assegnate le funzioni di organizzazione e gestione delle attività ad
alta integrazione sanitaria e delle altre prestazioni sanitarie a rilevanza sociale di cui all’articolo 3
septies, comma 3 del decreto legislativo 502/1992, insieme alle funzioni di organizzazione e
gestione delle attività di assistenza sociale.
107
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Per i soggetti aderenti, le Società della Salute gestiscono unitariamente le funzioni relative all’art.
71 bis, comma 3, lettere c-d della LR 40/2005, in forma diretta oppure tramite convenzione con
l’Azienda USL e, per le funzioni di cui alla lettera d, si avvale di un soggetto istituito dagli enti
aderenti prima del 1° gennaio 2008, ai sensi del comma 6 del medesimo articolo.
Fino all’approvazione del PSSIR, le Società della Salute possono attivare la gestione diretta delle
attività di assistenza sociale individuate al punto 3 della deliberazione del Consiglio regionale 11
novembre 2009, n.69 e delle attività socio-sanitarie, relative esclusivamente alla non autosufficienza
e alla disabilità, secondo quanto previsto dal medesimo punto 3 della predetta deliberazione,
adottata, ai sensi dell’art. 142 bis, comma 5 della LR 40/2005.
Disposizioni attuative
2.1. I conferimenti dei comuni aderenti vengono stabiliti annualmente, secondo criteri individuati
dagli enti aderenti, indicando gli oneri di ogni natura a carico di ciascun ente associato, riferiti al
finanziamento dei servizi di assistenza sociale come classificati attualmente dal Nomenclatore degli
interventi e dei servizi sociali della Regione Toscana (DGR 580/2009) e delle attività sociali a
rilevanza sanitaria di cui all’art. 3 septies, comma 3 del decreto legislativo 502/1992, relative ai
settori della non autosufficienza e della disabilità, nonché agli altri settori che saranno definiti dal
PSSIR.
Al fine di determinare il finanziamento destinato alle SdS, i comuni, secondo criteri individuati,
quantificano le risorse destinate alle attività di assistenza sociale definite dal Nomenclatore
regionale sopra richiamato, e le risorse destinate all’assistenza delle persone non autosufficienti o
disabili; tali risorse devono comprendere anche le quote sociali relative alle attività residenziali e
semiresidenziali, le risorse relative a qualsiasi forma di assistenza domiciliare, le valorizzazioni
complete del personale che afferisce a tali settori e ogni altra componente dei bilanci comunali,
annuali e pluriennali, relativa ai settori definiti dall’art. 71 bis, comma 3, lettere c-d della LR
40/2005, inclusi quindi i costi di gestione e manutenzione ordinaria degli immobili strumentalmente
utilizzati per tali attività e affidati in comodato d’uso gratuito alla SdS.
Tempi di attuazione: i comuni avviano un processo di graduale adeguamento alla disposizione del
punto 2.1, che deve prevedere comunque entro il 31 ottobre 2011 la quantificazione delle risorse ed
entro il 31 dicembre 2011 l’avvio delle procedure di trasferimento.
2.2. I conferimenti dell’Azienda USL associata vengono stabili annualmente in riferimento alle
attività socio-sanitarie ad alta integrazione sanitaria e alle altre prestazioni sanitarie a rilevanza
sociale di cui all’articolo 3 septies, comma 3 del decreto legislativo 502/1992, relative ai settori
della non autosufficienza e della disabilità, nonché degli altri settori che saranno definiti dal PSSIR.
Al fine di determinare il finanziamento destinato alle SdS, l’Azienda USL quantifica le risorse
destinate alle attività per le persone non autosufficienti o disabili; tali risorse devono comprendere
anche le quote sanitarie relative alle attività residenziali e semiresidenziali, le risorse relative a
qualsiasi forma di assistenza domiciliare, le valorizzazioni complete del personale che afferisce a
tali settori e ogni altra componente del bilancio aziendale relativa ai settori definiti dall’art. 71 bis,
comma 3, lettera c della LR 40/2005, limitatamente alla non autosufficienza e alla disabilità, inclusi
quindi i costi di gestione e manutenzione ordinaria degli immobili strumentalmente utilizzati per tali
attività e affidati in comodato d’uso gratuito alla SdS.
Tempi di attuazione: le Aziende USL avviano un processo di graduale adeguamento alla
disposizione del punto 2.2, che deve prevedere comunque entro il 31 ottobre 2011 la
quantificazione delle risorse ed entro il 31 dicembre 2011 l’avvio delle procedure di trasferimento.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
2.3. Ciascun ente associato può conferire alla SdS la gestione e la realizzazione di ulteriori attività
decise nei limiti delle materie disciplinate dai singoli Statuti, che saranno finanziate a parte e
regolate in apposita convenzione.
In particolare si richiama l’obbligo degli enti alla messa a norma degli immobili messi a
disposizione e all’attuazione dei Piani pluriennali degli investimenti già deliberati, che potranno
eventualmente essere gestiti dalla SdS tramite apposita convenzione.
2.4. A regime, i conferimenti di cui ai punti 2.1 e 2.2 devono essere comunque attribuiti dagli enti
aderenti alle Società della Salute, indipendentemente dalla forma scelta per la produzione dei servizi
e delle attività, forma diretta oppure convenzionamento con l’Azienda USL.
Nel secondo caso il bilancio delle SdS svolge comunque almeno tre funzioni:
- riunisce tutti i finanziamenti destinati alle attività di assistenza sociale della zona-distretto
secondo il sistema contabile economico-patrimoniale;
- costituisce il fondo zonale per la non autosufficienza, integrando le risorse dei fondi finalizzati
di origine regionale o nazionale con quelle utilizzate negli stessi settori dall’Azienda USL e dai
comuni secondo gli art. 2 e 4 della LR 66/08;
- coordina contestualmente l’insieme delle risorse provenienti dalle altre fonti di finanziamento
della Società della Salute.
2.5. Le SdS predispongono il bilancio preventivo entro il 31 dicembre di ogni anno.
L’utilizzo delle risorse regionali attribuite annualmente alle SdS deve essere rendicontato entro il 30
giugno dell’anno successivo. Per le risorse attribuite nel 2010, il termine per la rendicontazione è
fissato al 30 settembre 2011. La mancata rendicontazione entro i termini previsti determina la
impossibilità a concedere la premialità aggiuntiva del direttore della SdS.
Ai fini della rendicontazione è richiesta l’attestazione della spesa effettuata.
Le SdS predispongono il bilancio di esercizio e lo trasmettono all’assemblea dei soci che lo approva
entro il 30 giugno di ogni anno.
2.6. Fatto salvo quanto già previsto al punto 1.2, i comuni, relativamente alla quantificazione delle
risorse di cui al precedente punto 2.1, effettuano la ricognizione del proprio personale afferente ai
settori relativi all’assistenza sociale, come definiti dal Nomenclatore degli interventi e dei servizi
sociali della Regione Toscana (DGR 580/2009) e ai settori relativi all’assistenza per le persone non
autosufficienti e disabili; determinano la valorizzazione di detto personale e, laddove gli stessi
comuni aderenti abbiano deliberato di attivare in capo alla Società della Salute la gestione diretta
delle attività di cui all’art. 71 bis, comma 3, lettera d della LR 40/2005, ne definiscono le modalità
di assegnazione temporanea alla Società della Salute cui aderiscono.
La Società della Salute utilizza, per la valorizzazione economica del personale assegnato
temporaneamente, i criteri applicati dai rispettivi enti di appartenenza. Tali criteri devono comunque
prevedere ogni aspetto relativo ai costi di pertinenza di detto personale.
La dotazione di detto personale è rilevata al netto dei pensionamenti e della mobilità annuale, che
vanno compensati alla Società della Salute dal singolo ente associato interessato, fatti salvi i vincoli
derivanti dalla norme vigenti e dalla programmazione dell’ente.
Tempi di attuazione: entro il 31 ottobre 2011 le singole SdS operano la ricognizione delle funzioni e
delle dotazioni necessarie ad esplicare le attività di cui all’art. 71 bis, comma 3, lettera d della LR
40/2005 e compongono il repertorio delle relative strutture organizzative.
I comuni, entro il 31 dicembre 2011, avviano un processo di graduale adeguamento a regime sulla
base delle modalità e dei tempi che saranno definiti con le organizzazioni sindacali (OOSS). Tale
processo sarà accompagnato da un confronto a livello regionale con le OOSS regionali, volto a
definire, a parità di risorse complessive, le modalità di attuazione di quanto sopra richiamato,
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prevedendo, ove necessario, la realizzazione di un adeguato percorso formativo per
l’aggiornamento professionale del personale coinvolto nella funzione assistenziale, ivi compreso
quello amministrativo.
2.7. Fatto salvo quanto già previsto al punto 1.2, le Aziende USL, relativamente alla quantificazione
delle risorse di cui al punto 2.2, effettuano la ricognizione del proprio personale afferente ai settori
relativi all’assistenza delle persone non autosufficienti e disabili; determinano la valorizzazione di
detto personale e, nel caso della gestione diretta da parte della Società della Salute, ne definiscono
le modalità di assegnazione temporanea alla Società della Salute a cui aderiscono.
La Società della Salute utilizza, per la valorizzazione economica del personale assegnato
temporaneamente, i criteri applicati dai rispettivi enti di appartenenza. Tali criteri devono comunque
prevedere ogni aspetto relativo ai costi di pertinenza di detto personale.
La dotazione di detto personale è rilevata al netto dei pensionamenti e della mobilità annuale, che
vanno compensati alla Società della Salute dal singolo ente associato interessato, fatti salvi i vincoli
derivanti dalla norme vigenti e dalla programmazione dell’ente.
Tempi di attuazione: entro il 31 ottobre 2011 le singole SdS effettuano la ricognizione delle
funzioni e delle dotazioni necessarie ad esplicare le attività di cui all’art. 71 bis, comma 3, lettera c,
e compongono il repertorio delle relative strutture organizzative.
Entro il 31 dicembre 2011, le Aziende USL avviano un processo di graduale adeguamento a regime
sulla base delle modalità e dei tempi che saranno definiti con le OOSS. Tale processo, sarà
accompagnato da un confronto a livello regionale con le caratteristiche e le finalità già richiamate al
punto 2.6.
2.8. Ciascuna Società della Salute organizza il personale individuato nei precedenti punti 2.6 e 2.7,
secondo il fabbisogno determinato dagli appositi strumenti attivati con i propri regolamenti, con
l’obbligo di integrare in maniera completa il personale assegnato dagli enti associati in strutture
organizzative omogenee e unitarie, senza produrre costi aggiuntivi per il sistema locale o per quello
regionale.
2.9. In riferimento alle indicazioni dei punti 2.1, 2.2, 2.6 e 2.7, sono fatte salve altre diverse
modalità transitorie di attivazione della funzione di gestione operativa per le SdS di più recente
costituzione (specifici accordi e/o protocolli operativi tra SdS, comuni e Azienda USL associata,
disciplinanti le modalità di coordinamento e integrazione organizzativa delle strutture operative
della zona-distretto).
2.10. Nell’ambito delle norme definite dalla LR 40/2005 le Società della Salute possono provvedere
al reclutamento diretto del personale necessario a coprire il fabbisogno accertato, dovendo
comunque assicurare l’indispensabile equilibrio finanziario. Il reclutamento viene effettuato
attraverso bandi di interesse interni agli enti associati, ovvero, qualora non siano state reperite le
necessarie competenze all’interno degli enti associati, attraverso l’assunzione diretta da parte delle
Società della Salute, nei limiti dei vincoli normativi e di bilancio. A tale scopo le SdS utilizzano
l’ESTAV di riferimento secondo le modalità definite nel precedente punto 1.6.
2.11. In merito a quanto stabilito ai punti precedenti sul personale, nel corso dei mesi in cui le SdS
devono effettuare la ricognizione delle funzioni necessarie, occorre procedere ad una necessaria
verifica e approfondimento di quanto già attivato ad oggi nella fase di sperimentazione, senza
assumere ulteriori iniziative, in attesa delle determinazioni che deriveranno dal confronto tra le parti
a livello regionale, al fine di consolidare un’azione comune a riguardo sul territorio toscano.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
2.12. Relativamente agli immobili e alle risorse strumentali da mettere a disposizione della SdS i
comuni e le Aziende USL effettuano la ricognizione entro il 31 ottobre 2011.
Il conferimento in comodato d’uso gratuito avviene previa messa a norma degli immobili o la
stipula di un apposito accordo per la realizzazione di un piano di manutenzione straordinaria e
messa a norma, definendo le risorse da attribuire alla SdS per sostenere gli oneri relativi
all’attuazione del piano di manutenzione ordinaria e dei costi di gestione.
B. Programmazione delle Società della Salute
Il Piano integrato di salute (PIS) è l’atto con cui la Società della Salute realizza le sue finalità; è
definito, per quanto concerne i contenuti, dall’art. 21 della LR 40/2005 e, per quanto concerne le
modalità di approvazione da parte degli organismi della Società della Salute, dal successivo art. 71
sexies.
La Società della Salute utilizza il PIS, assieme agli altri strumenti previsti dalla legge, per assolvere
alle funzioni assegnate dall’art. 71 bis, comma 3 e dall’art. 71 ter; nelle articolazioni interne del PIS
(profilo di salute; programma operativo pluriennale e annuale; strumenti di valutazione) devono
trovare corrispondenza le funzioni proprie delle SdS così come stabilite dalla legge, in particolare:
- la definizione degli obiettivi di salute e benessere, compresa la prevenzione primaria;
- la definizione delle azioni attuative con la relativa programmazione operativa;
- l’attivazione di strumenti di valutazione.
Disposizioni attuative
1. Entro 2 mesi dall’approvazione del presente atto, la Regione definisce il set minimo di indicatori
ed il format per la valutazione dei PIS, nonché uno schema di convenzione da sottoscrivere negli
ambiti zonali tra Aziende USL, Società della Salute e amministrazioni provinciali per favorire il
lavoro degli osservatori, di cui alla LR 41/2005, e renderlo meglio utilizzabile ai fini della
programmazione integrata.
2. In attesa del nuovo PSSIR:
- tutti i PIS zonali esistenti estendono la loro vigenza fino all’approvazione del nuovo Piano
sociale e sanitario integrato regionale, previo aggiornamento del programma attuativo per il
2011;
- gli ambiti zonali ancora sprovvisti del PIS, dispongono entro 3 mesi dall’approvazione del
presente atto, almeno il Profilo di salute ed il Piano attuativo 2011.
3. Entro 4 mesi dall’approvazione del nuovo PSSIR tutti gli ambiti zonali dovranno approvare i
nuovi PIS, in mancanza dei quali non saranno attivabili i trasferimenti di risorse. I PIS adottati a
seguito della approvazione del PSSIR si uniformano pertanto nella loro vigenza e si allineano al
periodo di vigenza del PSSIR. I PIS tengono conto anche degli obiettivi aziendali in materia di
prevenzione e di educazione alla salute.
La Regione, in concomitanza con l’approvazione del nuovo PSSIR e previa condivisione in
Conferenza regionale delle SdS, definisce le linee guida per la costituzione dei PIS.
4. La Regione si impegna a:
- coordinare la realizzazione di azioni formative tese ad accompagnare le SdS nella fase di
elaborazione e strutturazione dei PIS, con l’ausilio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed
il Laboratorio Management e Sanità (MeS), nell’ambito dei rapporti disciplinati dall’allegato 6
al Piano Sanitario Regionale 2008/2010, con il contributo dell’Osservatorio regionale sulle
SdS, ai sensi della DGR 964/2010;
- verificare la coerenza dei singoli PIS zonali con il nuovo PSSIR.
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
C. Sistemi Informativi
Nell’ambito di una strategia complessiva, la Regione ha predisposto strumenti di raccolta di dati
aggregati per avere fin da subito risposte tempestive a bisogni di conoscenza; inoltre ha definito le
componenti essenziali, ovvero il contenuto informativo e le regole di interoperabilità dei sistemi e
di scambio dei dati, per consentire l’integrazione di tutti gli attori/enti coinvolti nella gestione dei
percorsi socio-assistenziali e socio-sanitari.
Il principio generale che dovrà guidare lo sviluppo di un’architettura di sistema informativo
omogenea ed unitaria in ambito regionale, è quello dell’ottimizzazione e della razionalizzazione
delle risorse. Occorre evitare duplicazioni di strumenti, mentre è indispensabile mettere a “sistema”
le soluzioni già presenti, valorizzando il patrimonio informatico e informativo esistente e
realizzando l’integrazione dei diversi componenti con l’effettiva interoperabilità dei domini
applicativi.
Disposizioni attuative
1. L’art. 101 della LR 40/2005 assegna agli ESTAV competenze anche in materia di sistemi
informativi e tecnologie informatiche; gli stessi ESTAV sono individuati quali enti preposti alla
erogazione dei servizi in ambito di sistema informativo e tecnologie informatiche anche per le
Società della Salute, secondo i seguenti principi generali:
- unitarietà di progettazione e gestione dei sistemi informativi e delle tecnologie informatiche;
- valorizzazione del patrimonio informatico ed informativo esistente;
- supporto alla reingegnerizzazione dei processi e promozione dell’innovazione;
- impiego di risorse condivise in una logica di ottimizzazione;
- superamento della frammentazione e della duplicazione delle informazioni mediante
l’integrazione dei sistemi;
- condivisione, misurazione e controllo dei livelli di servizio specifici della funzione.
I rapporti tra le Società della Salute e gli ESTAV sono regolati da apposita convenzione come già
determinato nel precedente punto 1.3.
2. Lo sviluppo del sistema informativo di interesse delle Società della Salute è articolato nelle
seguenti aree d’intervento:
- gestione informatizzata ed integrata dell’utente e dei suoi percorsi socio assistenziali e
sociosanitari;
- gestione informatizzata di ulteriori servizi sociali comunali eventualmente trasferiti;
- gestione informatizzata delle funzioni tecnico-amministrative;
- sviluppo del sistema informativo a supporto della funzione di programmazione, valutazione e
controllo.
Per quanto riguarda la “gestione dell’utente” le materie di competenza delle Società della Salute
fino all’approvazione del PSSIR sono limitate alle attività di assistenza sociale, come definite
nell’allegato A della DGR 580/2009 (Nomenclatore degli interventi e dei servizi sociali), e alle
funzioni relative alla non autosufficienza e alla disabilità, assegnate alle Società della Salute dalla
DCR 69/2009.
Tempi di attuazione: gli ESTAV e le SdS (o la Regione, qualora si proceda con accordo unico a
livello regionale) stipulano la necessaria convenzione nei tempi di cui al punto 1.3; negli stessi
tempi gli ESTAV (se del caso, con la Regione) determinano le risorse necessarie, sulla base del
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
fabbisogno individuato da parte delle SdS, e definiscono il dettaglio delle priorità con riferimento
alle attività da realizzare a breve termine, al fine di consentire l’avvio operativo delle Società della
Salute compatibilmente con l’effettiva disponibilità presso gli ESTAV delle risorse umane
individuate.
3. Il programma di sviluppo del sistema informativo di interesse delle Società della Salute è
supportato da due coordinamenti in cui dovranno essere rappresentati tutti gli enti coinvolti,
affiancati da specifiche competenze in ambito giuridico, fiscale o in altri ambiti, qualora necessario:
- Coordinamento Regionale, che identifica le linee di programmazione e ne monitorizza
l’attuazione. Esso è composto da tre rappresentanti degli enti associati nelle Società della
Salute, da un rappresentate del settore Sistema Informativo e Tecnologie Informatiche della DG
Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Giunta regionale, dal responsabile del
Dipartimento ICT di ciascun ESTAV, dal direttore di una SdS per ciascuna Area Vasta.
- Coordinamento di Area Vasta, che identifica il fabbisogno specifico per ciascuna area e attua il
programma d’interventi. Esso è composto da tre rappresentanti degli enti associati nelle Società
della Salute, dal rappresentante del Dipartimento ICT di ESTAV, da un rappresentante delle
SdS per ciascuna Azienda USL compresa nell’Area Vasta.
D. Formazione
Nel corso del 2011 viene attivato un programma formativo già finanziato dalla Regione Toscana,
destinato ad amministratori, direttori e componenti degli staff di direzione utilizzando la proposta
formativa affidata alla Scuola Superiore Sant’Anna con il Laboratorio MeS, con la supervisione del
relativo Comitato scientifico.
La formazione delle altre figure professionali operanti nelle Società della Salute potrà essere
realizzata anche attraverso la collaborazione con università ed enti di alta formazione presenti sul
territorio toscano.
Disposizioni attuative
1. Direzioni delle Società della Salute: il percorso formativo è orientato al miglioramento delle
competenze manageriali e professionalizzanti attraverso l’integrazione dei due percorsi formativi
citati in precedenza e già attivati dalla Regione (facendo riferimento in particolare agli aspetti
comportamentali e della leadership, alla gestione del personale, dei gruppi e dei conflitti, ai principi
di bilancio e contabilità dei costi, nonché agli strumenti per la definizione del Profilo di salute e del
PIS, con particolare attenzione ai processi di inclusione delle popolazioni ad alto bisogno
assistenziale e con scarso accesso ai servizi).
2. Strutture direzionali delle Società della Salute: queste strutture saranno coinvolte nel percorso di
stabilizzazione e nella soluzione dei problemi attraverso il confronto, l'approfondimento e la ricerca
sulle principali tematiche di competenza delle SdS.
3. A partire dal 2011, e comunque successivamente alla fase di assegnazione temporanea degli
assistenti sociali territoriali da parte dei comuni e delle Aziende USL, sarà attivato un percorso
formativo che favorisca l’integrazione organizzativa ed operativa di tali figure professionali.
E. Comunicazione e Informazione
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Il processo di consolidamento delle Società della Salute, rende necessario realizzare un’azione di
accompagnamento e sostegno di tipo informativo e di comunicazione, volta a far emergere il valore
aggiunto che l’approccio intersettoriale delle Società della Salute rappresenta per i cittadini in
termini di salute, assistenza, accesso ai servizi e partecipazione.
E’ necessario che si creino collegamenti con le attività già sviluppate nel sistema Carta dei servizi
del SSR, in particolare:
- le attività di informazione tramite gli URP degli enti associati: come indicato nel PSR
2008/2010 (par. 8.1.2), occorre attivare forme di coordinamento e integrazione tra i punti
informativi e di accesso delle Aziende USL, dei comuni e delle Società della Salute, per
facilitare un uso appropriato dei servizi e favorire una rete di informazione operativa sul
territorio toscano;
- la guida dei servizi sanitari inviata a tutte le famiglie toscane;
- i finanziamenti regionali per lo sviluppo di call center, sportelli polifunzionali;
- il progetto regionale “Sistema centralizzato per l’erogazione di informazioni e servizi ai
cittadini”, che tramite una procedura di gara di ambito regionale doterà le Aziende USL di una
stessa piattaforma tecnologica con monitor e totem/touch screen multimediali.
Disposizioni attuative
1. Organizzazione del sistema- Al fine di pianificare un’attività di comunicazione coordinata fra
livello locale e regionale, la rete dei referenti della comunicazione delle Aziende USL e dei comuni
della Toscana viene implementata con i soggetti di riferimento delle SdS, laddove esistenti.
Tempi di attuazione: entro 3 mesi dall'approvazione del presente atto sarà effettuata l’analisi dei
risultati del censimento attivato in tutte le SdS, sulla esistenza di strumenti e soggetti dedicati alla
comunicazione, per individuare le possibili sinergie ed evitare duplicazioni.
2. Coordinamento identitario- In analogia a quanto realizzato con le Aziende USL territoriali si
prevede di realizzare un lay out grafico che, se pur non incidendo sui loghi attuali delle SdS, metta
ordine e ricomponga le attuali modalità e favorisca il riconoscimento sul territorio regionale, da
parte dei cittadini, della fonte emittente della comunicazione.
3. Contenuto integrato- L’attività di comunicazione deve essere ancorata alla concretezza dei
programmi e alla valorizzazione delle Società della Salute quale punto di riferimento reale per i
cittadini sul territorio, anche attraverso l’individuazione di tematiche comuni che favoriscano la
comunicazione di sistema regionale.
F. Partecipazione
Il sistema regionale ha sviluppato diverse forme di partecipazione a partire dal sistema Carta dei
servizi del SSR, che si ispira ai principi della centralità del cittadino e della tutela dei suoi diritti
(DGR 697/2003). In questo ambito si è sviluppato l’Osservatorio regionale carta dei servizi sanitari;
il sistema di tutela (DGR 462/2004, DGR 392/2006), le indagini di qualità, il Forum permanente
per l’esercizio del diritto alla salute (DGR 1075/2001).
A livello delle Aziende USL operano comitati di partecipazione che riuniscono rappresentanti dei
cittadini e categorie di malati.
Diventa ora necessario coordinare i vari organismi di partecipazione che operano sul territorio, a
livello aziendale o delle SdS, in modo da rendere sinergici i loro interventi e mettere in condivisione
le best practice. Per le tematiche di carattere più generale è opportuno attivare anche forme di
coordinamento a livello di Area Vasta e regionale.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
A questo scenario si aggiunge la LR 69/2007 sulla partecipazione, che promuove sul territorio
forme di partecipazione democratica, mettendo a disposizione finanziamenti ad hoc per progetti
locali ed un supporto metodologico.
Per quanto riguarda poi l’esercizio della tutela, le procedure devono essere definite nell’ambito di
percorsi chiari e univoci per cittadino, evitando duplicazioni di ruoli e funzioni.
Con la deliberazione della Giunta regionale n. 94 del 01/02/2010, il decreto dirigenziale n. 1979 del
22/04/2010 e la firma del Protocollo d’Intesa tra Regione Toscana e Fondazione Volontariato e
Partecipazione, è stato avviato il progetto “Società della Salute, terzo settore, partecipazione”.
Il progetto si avvale della collaborazione tra Fondazione Volontariato e Partecipazione e
Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pisa, con la supervisione della
Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana. Nell’attuazione
del progetto sarà coinvolta anche la Scuola Superiore S. Anna di Pisa ed il Laboratorio MeS.
Il progetto è finalizzato a:
- verificare lo stato ed i dispositivi effettivi della partecipazione nelle SdS;
- coadiuvare la Regione nell'accompagnamento del processo di cambiamento delle pratiche di
governo locale del settore socio-sanitario;
- comparare gli assetti istituzionali e le pratiche partecipative dei contesti del governo locale del
settore socio-sanitario in alcune regioni italiane ed europee.
Disposizioni attuative
1. Nella prima fase del progetto sono previste le seguenti attività:
- costruzione del frame teorico-metodologico del progetto;
- costituzione di Comitato di pilotaggio (con la partecipazione di tre direttori delle Società della
Salute) e Comitato scientifico del progetto;
- indagine esplorativa in relazione a:
� elementi strutturali della partecipazione nelle SdS
� percorso delle SdS in Toscana: lo stato dell’attuazione ed i nodi aperti
� SdS e gli attori della partecipazione in Toscana: lo stato ed i nodi aperti
� i comuni ed i percorsi partecipativi delle SdS
- preparazione e realizzazione primo forum aperto del progetto.
Tempi di attuazione: 3 mesi dall’approvazione del presente atto.
2. Nella seconda fase del progetto sono previste le seguenti attività:
- accompagnamento alla redazione delle Linee guida sulla partecipazione nelle SdS;
- approfondimento di ricerca su alcune SdS (ricerca-azione):
� Percorso A, I processi istituzionali della partecipazione
� Percorso B, La dinamica dei rapporti istituzioni-territorio
- Preparazione e realizzazione di un convegno pubblico di presentazione dei risultati.
Tempi di attuazione: 31 dicembre 2011.
3. Nella terza fase del progetto sono previste:
- definizione partecipata di indicatori di efficacia in relazione alla partecipazione nelle SdS;
- analisi comparativa:
� la partecipazione nelle politiche sociali di 3 città/regioni europee
� la partecipazione nelle politiche sociali di 3 Regioni italiane
- scambio di esperienze, convegno finale e diffusione dei risultati.
Tempi di attuazione: 31 Marzo 2012.
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
G. Coordinamento tecnico delle Società della Salute
Al fine di garantire il governo tecnico delle SdS è istituito presso la Direzione Generale Diritti di
cittadinanza e coesione sociale il Coordinamento tecnico delle SdS. Il Coordinamento è composto
dai responsabili delle Aree di coordinamento costituite nell'ambito della DG, dai direttori delle SdS/
responsabili delle zone-distretto e da un direttore sanitario per ogni Area Vasta ed è presieduto dal
responsabile dell'Area di coordinamento Sistema socio-sanitario regionale. Alle riunioni del
coordinamento è invitato un rappresentante per ciascuna dei seguenti soggetti: ANCI, UNCEM ed
UPI.
Il Coordinamento tecnico delle SdS svolge un ruolo di raccordo e supporto alle istituzioni,
relativamente al processo di consolidamento e di sviluppo del sistema delle Società della Salute.
A tal proposito il Coordinamento tecnico si potrà avvalere delle attività realizzate dall'Osservatorio
sulle Società della Salute, così come previsto dalla delibera della Giunta regionale n. 964/2010, in
particolare per l'accompagnamento delle amministrazioni comunali nell'implementazione
dell'operatività delle Società della Salute secondo le indicazioni fornite dall'Area di coordinamento
Sistema socio-sanitario regionale.
H. Valutazione delle performance delle SdS e incentivazione dei direttori
La LR 40/2005, all’art. 2 definisce il termine valutazione, quale “il complesso degli strumenti che la
regione e i soggetti del sistema adottano per verificare il raggiungimento degli obiettivi della
programmazione, ossia i risultati conseguiti misurabili in termini di livelli di salute della
popolazione, efficacia e qualità delle cure, appropriatezza ed efficienza dei servizi erogati”.
Negli articoli successivi si definiscono soggetti, obiettivi e livelli in cui si declina il processo di
valutazione nel contesto socio-sanitario regionale. All’art. 10 si afferma che alla Giunta regionale
spetta il compito di individuare le procedure e le modalità di valutazione della qualità delle
prestazioni e dei percorsi assistenziali con particolare riferimento ai seguenti profili:
a) i risultati complessivi delle Aziende USL e delle Società della salute in termini di
appropriatezza, di soddisfazione dell’utenza e degli operatori, di economicità della gestione;
b) i risultati specifici raggiunti dalle strutture organizzative aziendali ed in particolare dei
dipartimenti assistenziali integrati delle aziende ospedaliero-universitarie in relazione agli
obiettivi della programmazione aziendale ed alle funzioni attribuite all’azienda dalle
disposizioni regionali;
b-bis) i risultati specifici raggiunti dalle Società della salute per l’organizzazione e l’erogazione
di attività di assistenza territoriale, di prestazioni ad alta integrazione socio-sanitaria e di
prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, individuate dalla programmazione regionale;
c) la qualità clinica delle prestazioni erogate, anche in relazione ad obiettivi di eccellenza.
Il PSR 2008-2010, prorogato per il 2011, prevede all’allegato 6 che tale funzione sia svolta dal
Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In linea con quanto
definito nella LR 40/2005, le SdS e le zone-distretto hanno adottato dal 2007 il sistema di
valutazione della perfomance in coerenza con quello delle Aziende USL toscane. Tale strumento
risulta fondamentale per attivare i processi di innovazione permettendo, attraverso il confronto delle
performance tra le Aziende USL e le Società della Salute, di individuare le good practices.
La presentazione dei dati in benchmarking tra le realtà aziendali della Toscana facilita infatti il
superamento dell’autoreferenzialità a favore del confronto, inteso come strumento fondamentale per
verificare i risultati conseguiti e gli eventuali spazi di miglioramento.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Tale approccio consente di valutare da una parte i risultati raggiunti del sistema sociosanitario
regionale, dall’altra di valutare i risultati e gli obiettivi specifici delle realtà che lo compongono.
Il Laboratorio MeS rende disponibile ogni anno un report di valutazione delle SdS/ zone-distretto e
nel corso dell'anno prevede momenti di scambio e condivisione del sistema di valutazione stesso
con le direzioni delle SdS/ zone-distretto, mettendo a disposizione una piattaforma web relativa al
sistema di valutazione delle SdS.
Il sistema di valutazione della performance della sanità toscana ha previsto, fin dal 2006,
l’integrazione con il sistema di incentivazione delle direzioni generali delle Aziende USL e
ospedaliero-universitarie, prevista dall’art. 37 della legge n. 40/2005. Requisito essenziale per la
realizzazione i piani strategici triennali regionali sanitari e sociali integrati è la coerenza degli
obiettivi ai diversi livelli di programmazione.
Per il 2009 il sistema di incentivazione ha previsto, in via sperimentale, anche obiettivi riguardanti
l’operato dei direttori delle SdS, correlati alla funzione di responsabili della zona distretto,
allineando dunque progressivamente tale sistema a quello aziendale.
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 245
L.R. 26/2009 “Disciplina delle attività europee
e di rilievo internazionale della Regione Toscana”.
Approvazione del Documento di Attuazione per gli
interventi a favore dei Toscani all’estero per l’anno
2011.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la L.R. 26/2009: “Disciplina delle attività europee
e di rilievo internazionale della Regione Toscana”;
Considerato che la L.R. n. 49 dell’11 agosto 1999:
“Norme in materia di programmazione regionale,
modificata con la L.R. n. 61 del 15 novembre 2004,
prevede all’art. 10 bis che la Giunta Regionale, provveda
annualmente all’attuazione dei piani e programmi con
propria deliberazione;
Visto il Documento di Programmazione Economica
e Finanziaria (DPEF) per l’anno 2011, adottato con
deliberazione della Giunta regionale 23 giugno 2010 n.
614 modificata dalla delibera GR 663 del 12.07.2010 e
approvato, ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale
49/1999, dal Consiglio Regionale con Risoluzione n. 7
del 28 luglio 2010;
Vista la deliberazione del Consiglio Regionale n. 4
del 30 gennaio 2007 concernente: “L.R. 19/99- Piano
regionale per gli interventi a favore dei toscani all’estero
periodo 2007 - 2010”;
Vista la L.R. 29 dicembre n. 65 “Legge finanziaria
per l’anno 2011”, in particolare l’art. 104 che stabilisce
la “Norma transitoria per la proroga dei piani e dei
programmi regionali” disponendo al comma 1. che i
Piani e Programmi regionali attuativi del Piano regionale
di Sviluppo 2006 - 2010 che scadono nel corso dell’anno
2011, anche ai sensi dell’articolo 10, comma 2, della
L.R. 49/1999, sono prorogati al 31 dicembre dello stesso
anno;
Visto che il predetto Piano stabilisce le seguenti linee
di attività per il 2007 - 2010:
- Iniziative a favore dei giovani residenti all’estero
- Iniziative e sostegno delle comunità toscane
all’estero
- Interventi sociali
- Promozione della cultura, ricerca e documentazione
sui temi dell’emigrazione Toscana;
Vista la delibera della Giunta Regionale n. 5 del
10.01.2011 che approva il Bilancio gestionale 2011 e
pluriennale 2011/2013;
Vista la L.R 29 dicembre 2010, n. 66 che approva
il “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011 e
bilancio pluriennale 2011- 2013” e assegna le risorse
finanziarie assegnate al Piano regionale per gli interventi
a favore dei toscani all’estero per l’anno 2011 in
complessivi Euro 562.368,49, oltre ad Euro 381.000,00
iscritti al capitolo 71146 destinati al funzionamento
degli organismi previsti dalla L.R. 26/2009, per un totale
pertanto di Euro 943.368,49;
Preso atto altresì che risulta già impegnata la
somma di Euro 62.361,96 sul capitolo 71146 relativo
al funzionamento degli organismi previsti dal Titolo IV
della L.R. 26/2009 e successive modifiche;
Considerato che le risorse relative agli interventi in
favore dei toscani all’estero sul Bilancio di Previsione
2011 per complessivi Euro 562.368,49 sono iscritti ai
seguenti capitoli:
- 12013: Euro 292.085,10
- 12014: Euro 14.430,63
- 12015: Euro 1.000,00
- 12016: Euro 53.962,83
- 12017: Euro 23.583,50
- 12019: Euro 177.306,43
Preso atto che con la delibera della Giunta Regionale
n. 72 del 14 febbraio 2011 che approva la “Variazione al
Bilancio gestionale per l’esercizio 2011 ai sensi dell’art.
23, comma 1, lett. c e dell’art. 34, comma 7 della L.R.
36/2001” sono state riportate quale avanzo vincolato sul
capitolo 12197 del Bilancio 2011, nella stessa UPB, le
risorse del contributo della Fondazione Monte dei Paschi
di Siena vincolate al “Progetto biennale 2009 - 2010 per
la promozione della cultura, ricerca e documentazione
con le comunità toscane all’estero” da utilizzare entro
novembre 2011;
Tenuto conto che il Documento di attuazione per gli
interventi a favore dei toscani all’estero con il relativo
aggiornamento finanziario per l’anno 2011, allegato alla
presente deliberazione (Allegato A), c prevede le azioni
sotto elencate facenti riferimento alle quattro priorità
individuate dal Piano:
1. Iniziative a favore dei giovani toscani residenti
all’estero:
- 1.A. iniziative dirette alla promozione della lingua
italiana:
- 1.B. Iniziative formative, in particolare per i
giovani
- 1.D. Promozione socio-economica e culturale della
Toscana
- 1. E. Miglioramento degli Strumenti di comunicazione
per i toscani nel mondo
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
2. Iniziative volte alla valorizzazione delle comunità
toscane all’estero
- 2.A. Sostegno al funzionamento dei Coordinamenti
e delle Associazioni:
3. Interventi sociali:
- 1.F. Sostegno al rientro
- 2.B. Interventi a carattere sociale per le categorie
più deboli
ne
4. Promozione della cultura, ricerca e documen­tazio­
- 1.C. Promozione della cultura, ricerca e documen­
tazio­ne
- 1.D. Promozione socio-economica e culturale della
Toscana all’estero
- 1.E. Miglioramento degli Strumenti di comunicazione
per i toscani nel mondo
5. Fondo di riserva
Valutato opportuno autorizzare, nel caso in cui i
finanziamenti di alcuni punti del documento di attuazione
dovessero rimanere inutilizzati, per carenza di specifiche
richieste e/o domande riguardanti alcune iniziative,
ad utilizzarli per interventi di altre voci previste dal
documento stesso ove ciò si renda necessario per
realizzare le azioni previste;
Visto il parere favorevole del CTD nella seduta del
16 marzo 2011;
A voti unanimi
DELIBERA
1) di approvare il Documento di Attuazione per gli
interventi a favore dei Toscani all’Estero, per l’anno
2011 così come indicato in premessa e come previsto
dall’Allegato A), parte integrante della presente
deliberazione, per un importo complessivo di Euro
562.368,49;
2) di prenotare, utilizzando le risorse di cui alla DCR
n. 4/2007, la somma di Euro 562.368,49 sui capitoli
di Bilancio di Previsione 2011 così suddivisi e che
presentano la necessaria disponibilità:
119
- 12013: Euro 292.085,10
- 12014: Euro 14.430,63
- 12015: Euro 1.000,00
- 12016: Euro 53.962,83
- 12017: Euro 23.583,50
- 12019: Euro 177.306,43
3) di prenotare altresì le risorse iscritte al capitolo
12197 della stessa UPB 121 del Bilancio 2011, da
utilizzare entro novembre 2011, per l’importo di Euro
50.000,00 vincolate al “Progetto biennale 2009 - 2010
per la promozione della cultura, ricerca e documentazione
con le comunità toscane all’estero” quale contributo della
Fondazione Monte dei Paschi di Siena;
4) di prendere atto, qualora dovessero essere reperite
eventuali ulteriori risorse nell’esercizio finanziario 2011,
che la Giunta Regionale, con successivo atto, provvederà
alla loro destinazione tenuto conto delle priorità indicate
dal documento di attuazione per gli interventi a favore dei
toscani all’estero per l’anno 2011, anche in riferimento
alla eventuale acquisizione di risorse da parte di altri
soggetti pubblici e/o privati nel corso dell’esercizio
finanziario;
5) di autorizzare nel caso in cui i finanziamenti di
alcuni punti del documento di attuazione dovessero
rimanere inutilizzati, per carenza di specifiche richieste
e/o domande riguardanti alcune iniziative, ad utilizzarli
per interventi di altre voci del documento stesso ove ciò
si renda necessario.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi art. 5 comma 1 lett. f) della L.R. 23/2007,
incluso l’allegato A) Documento di Attuazione per gli
interventi a favore dei toscani all’estero per l’anno 2011,
e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta
regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima
L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUE ALLEGATO
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20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALLEGATO A
Legge Regionale 16 maggio 2009 n. 26
“Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della regione Toscana”
Piano regionale per gli Interventi in favore dei toscani all’estero
DOCUMENTO DI ATTUAZIONE PER INTERVENTI A FAVORE DEI TOSCANI
ALL’ESTERO ANNO 2011
Direzione Generale della Presidenza
Settore Attività Internazionali
Soggetti esterni coinvolti: Associazioni dei Toscani all’estero riconosciute ai sensi della L.R.
26/2009 e altri organi previsti dal Titolo IV della stessa, Università e Scuole di Specializzazione,
CEDIT “Centro Diffusione Imprenditoriale della Toscana”, Centri di Ricerca sull’Emigrazione
Toscana, Musei, Enti Locali, Agenzie Regionali, Assessorati Regionali, Fondazione Sistema
Toscana, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e altre Fondazioni, soggetti senza fini di lucro,
Toscana Promozione, Associazioni di categoria, Imprese e Consorzi, Camere di Commercio, ICE
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Indice:
-
Premessa
Il quadro programmatico di riferimento e la sostenibilità finanziaria
Interventi Prioritari ed allocazione delle risorse
- Azioni di Sistema
- Programmi Operativi di Area
Modalità e strumenti di attuazione per il 2011
Obiettivi, risultati attesi e indicatori
Allegati:
Tabella 1: Risorse disponibili anno 2011
Tabella 2: Quadro Finanziario
Tabella 3: Allocazione delle risorse per l’anno 2011 e collegamento alle priorità del Piano
2007 – 2010
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PREMESSA
L’attività per il 2011 tiene conto di due scenari di riferimento e più precisamente :
- il contesto legislativo e programmatico nel quale andrà ad inserirsi la nuova
programmazione dei toscani all’estero. La legge regionale 26/2009 “Disciplina delle attività
europee e di rilievo internazionale della Regione Toscana” prescrive infatti la massima
integrazione di tutte le attività internazionali della Regione Toscana ed un unico Piano di
tutte le attività Internazionali della Regione.
- Gli effetti di una crisi economica senza precedenti e dalle conseguenze di una manovra
finanziaria che già dal 2011 colpisce duramente anche la nostra Regione. Da questo
scaturisce senza dubbio la necessità di razionalizzare il funzionamento della struttura
regionale, ivi compresi gli organismi di rappresentanza ma anche l’obbligo di ridurre,
concentrare, riorganizzare gli interventi e di ripensare i ruoli degli organismi deputati alla
rappresentanza e partecipazione delle comunità dei toscani all’estero, incoraggiare il lavoro
in rete delle Associazioni, potenziare il ruolo dei Coordinamenti Continentali nella
programmazione e gestione delle attività, finalizzare sempre di più i contributi sui progetti
significativi delle Associazioni, investire sui responsabili delle associazioni.
Sulla base di tali indicazioni di contesto già nell’anno 2011 si intende avviare un percorso di
rinnovamento che costituirà la base per il processo di integrazione della dimensione dei
toscani nel mondo nell’ambito del nuovo Piano Integrato delle Attività Internazionali di cui
alla legge 26/2009.
IL QUADRO PROGRAMMATICO
FINANZIARIA
DI RIFERIMENTO
E LA SOSTENIBILITA’
Ciò premesso, per l’anno 2011 il riferimento programmatico è ancora quello del Piano regionale
per gli interventi in favore dei toscani all’estero 2007 – 2010 approvato con deliberazione del
Consiglio regionale n. 4 del 30 gennaio 2007, che individua le seguenti priorità di intervento:
1) iniziative a favore dei giovani di origine toscana residenti all’estero, con
particolare riguardo agli aspetti della formazione professionale, dello studio
dell’italiano, della formazione specialistica post universitaria e della diffusione della
cultura, promuovendo anche l’utilizzo di nuove tecnologie sia per il raccordo
operativo relativo alle singole iniziative che per la circolazione delle informazioni
(Forum telematico, sito web, posta elettronica, etc.);
2) la valorizzazione delle comunità toscane all’estero, tenendo conto che le
comunità stesse nel costituire delle Associazioni rafforzano i legami fra gli
associati e la realtà Toscana, promuovono progetti socio-culturali diversificati e
di notevole spessore (es: circuitazione mostre, diffusione di opere letterarie,
cinematografiche, presentazione di pubblicazioni su toscani che si sono distinti
all’estero, ricerche tematiche sulle radici della comunità stessa), promuovono il
funzionamento dei Coordinamenti Continentali;
3) di garantire un aiuto ai nostri concittadini che si trovano in condizioni di disagio,
a coloro che intendono rientrare definitivamente in Toscana ed a coloro che non
visitano la loro terra di origine da più di 20 anni;
4) promozione della cultura, ricerca e documentazione, sviluppando tutte le forme
più idonee di modalità e raccordo con soggetti pubblici e privati come i Centri di
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Ricerca e Documentazione già esistenti, il Museo dell’Emigrazione Toscana, le
Associazioni dei Toscani all’Estero e loro tramite tutti gli associati (es: premi a
pubblicazioni e ricerche), gli Enti ed Associazioni della realtà toscana che possono
contribuire sia alla ricerca che ad eventi istituzionali (es: celebrazioni della
Giornata dei Toscani all’Estero, istituzione del Museo dell’Emigrazione Toscana).
Pur confermando le priorità di cui sopra, nelle more della formazione del nuovo Piano Integrato
delle Attività Internazionali (PIAI), il presente Documento di attuazione intende coniugare la
struttura del Piano 2007-2010, ancora in vigore, con gli indirizzi per la nuova legislatura che sono
emersi dal dibattito tenutosi nell’Assemblea dei Toscani all’estero del dicembre scorso.
In particolare si propone di adottare una struttura operativa che, nel rispetto delle priorità del Piano
2007/2010, prevede la seguente articolazione:
1.Azioni di sistema, destinate a tutte le aree geografiche e con forte iniziativa regionale
1.A – Iniziative dirette alla promozione della lingua italiana
1.B – Iniziative formative , in particolare per i giovani
1.C – Promozione della cultura, ricerca e documentazione
1.D – Promozione socio-economica e culturale della Toscana all’estero
1. E – Miglioramento degli strumenti di comunicazione per i toscani nel mondo
1.F – Sostegno al rientro
2.Programmi di area elaborati e gestiti a livello dei coordinamenti continentali e con forte
iniziativa locale:
2.A – Iniziative volte alla valorizzazione delle comunità toscane all’estero
2,B – Interventi a carattere sociale per le categorie più deboli.
L’articolazione proposta in Azioni di sistema e Programmi di area dei coordinamenti continentali
intende da un lato assicurare l’intervento regionale diffuso su una serie di priorità quali la diffusione
della lingua italiana, gli interventi a favore dei giovani, la comunicazione etc, dall’altro si propone
di mettere in campo una diversa organizzazione che tenga conto della valorizzazione e di un
maggior coinvolgimento dei Coordinamenti Continentali che costituiscono il punto di riferimento
nell’area di pertinenza (Tabella 3. in allegato).
La maggiore responsabilizzazione dei
Coordinamenti Continentali va nella direzione auspicata di un maggior coinvolgimento per
affrontare nuove tematiche, fra le quali va evidenziata la promozione socio-economica della
Toscana, ottimizzando tutte le forze disponibili ivi incluse quelle finanziarie.
Dal punto di vista della disponibilità finanziaria per l’anno 2011 la riduzione delle risorse
disponibili per gli “interventi” è del 30,17% rispetto all’anno 2010 portando la disponibilità da
Euro 805. 309,16 ad Euro 562.368,49. Se si opera una valutazione complessiva delle risorse 2011,
considerando tutte le risorse disponibili per gli interventi, di quelle per il funzionamento degli
organismi nonché un contributo di Euro 50.000,00 assegnato dalla Fondazione Monte dei Paschi,
la riduzione rispetto al 2010 si assesta al 21% (Tabella 1. in allegato).
Per il 2011 si propone l’allocazione della somma di Euro 562.368,49 fra le diverse priorità di
intervento così come illustrato nella Tabella 3. A questo importo andrà ad aggiungersi la
disponibilità del contributo assegnato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena al “Progetto
biennale 2009 – 2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione con le comunità
toscane all’estero” di Euro 50.000,00 da utilizzare entro novembre 2011 per iniziative di
“Promozione della cultura, ricerca e documentazione” e in particolare per la circuitazione della
mostra “La Toscana nell’età del Risorgimento” che si inserisce nel programma delle celebrazioni
dei 150 anni dell’Unità d’Italia da sviluppare con le comunità dei toscani all’estero. Il panorama
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delle iniziative di questo grande evento si arricchirà nel percorso del 2011 con i Programmi
Operativi dei Coordinamenti Continentali poiché molte comunità sentono ancora vivo il legame
con la madre Patria e realizzeranno iniziative proprie per celebrare questo momento. Accanto a
questo grande evento si affiancheranno altre iniziative da collegare a Protocolli ed Accordi
Istituzionali in essere, a Fiere ed iniziative di Promozione Economica a cui la Toscana sarà
presente con programmi di Toscana Promozione, a campagne e iniziative di promozione turistica
promosse dall’Assessorato al Turismo. Non mancheranno in questo quadro iniziative dedicate al
recupero della “memoria” ed all’approfondimento
di tematiche specifiche
nell’ambito
dell’emigrazione come attività consolidata e da portare avanti con i Centri di ricerca e
Documentazione che sa sempre costituiscono un importante “serbatoio” di testimonianze e di dati
storici.
INTERVENTI PRIORITARI ED ALLOCAZIONE DELLE RISORSE
1. AZIONI DI SISTEMA:
1.A. Iniziative dirette alla promozione della lingua italiana come opportunità di
investimento culturale, sociale e professionale rivolto sia alla formazione di formatori
(duplicazione degli effetti) che ad un pubblico più ampio per investimento sia professionale
che personale nonché di impegno nell’ambito dell’associazionismo e nella rete socioistituzionale creata da partenariati e progetti, coinvolgendo diverse fasce di età degli utenti.
- Si darà attuazione a questa priorità:
a) con la realizzazione dei corsi di lingua e cultura italiana presso le università; resta da
valutare la possibilità con l’Università per Stranieri di Siena dell’eventuale realizzazione di
corsi specifici per la formazione di insegnanti di italiano fra i giovani di origine toscana
residenti all’estero o per la preparazione al linguaggio tecnico e specialistico necessario
per seguire stages in Toscana in materie economiche, amministrative, artistiche, ecc.
b) riconfermando il bando per la selezione di Assistenti di lingua italiana all’estero con il
COASIT di Melbourne che andrebbe ampliato ed incrementato poiché risulta essere una
opportunità professionale importante sia per neolaureati in atenei toscani sia per i
destinatari finali del progetto che sono i giovani scolari all’estero che vanno ad
apprendere l’italiano.
c) riattivando l’esperienza di corsi on line sulla piattaforma TRIO a costo gratuito per il
destinatario ed accessibilità anche all’estero tramite password, oppure con il Consorzio
delle Università toscane che nel 2006 avevano offerto un bando per 50 licenze gratuite per
un corso di apprendimento on line
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della
competenza e dei programmi didattici delle Università toscane ed in particolare con l’Università per
Stranieri di Siena e l’Università di Pisa; di istituti ed enti che si occupano di formazione ivi inclusi
scuole di alta formazione, di formazione on-line, di formazione multimediale; di piattaforme
formative promosse dall’Amministrazione regionale ed altri enti pubblici e privati.
Risorse 2011:
Euro 248.050,58
1.B. Iniziative formative, in particolare per i giovani, con particolare riguardo alla
formazione professionale, alla formazione specialistica, ad iniziative formative sia per
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mantenere l’identità della memoria che per creare opportunità di lavoro e crescita personale,
attraverso strumenti attrattivi mirati anche alla promozione socio-economica della Toscana
attraverso realizzazione di stages affinché i giovani possano diventare supporto dei
Coordinamenti e figure professionalmente preparate a seguire gli interventi della loro area.
Si darà attuazione a questa priorità :
a) proseguendo il progetto delle borse di formazione professionale “Mario Olla”
b) attivando nuovi stages con soggetti toscani quale Toscana Promozione e Confindustria
Toscana, nonché altri ritenuti idonei (all’interno della priorità 1 del piano pluriennale,
è indicata già questa possibilità va considerata la possibilità di ampliare le tipologie di
stages sul progetto Borse Olla
(*) verificare la possibilità di attingere da fondi FSE per le borse e gli stages, verificare
inoltre la possibilità di inserimento nel programma del Servizio Civile Regionale e
prevedere opportune misure nel progetto “giovani” del PRS (verifica di ammissibilità alle
azioni per coloro che pur residenti all’estero hanno la cittadinanza italiana)
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della
competenza del CEDIT (Centro Diffusione Imprenditoriale della Toscana), di Confindustria
Toscana e delle altre Associazioni di categoria anche tramite consorzi ed imprese associate; di
Toscana Promozione e di altri Assessorati dell’Amministrazione regionale e/o Assessorati di enti
locali competenti in materia di formazione professionale, promozione economica, promozione
turistica e promozione culturale della Toscana.
Risorse 2011:
Euro 48.869,82
1.C. Promozione della cultura, ricerca e documentazione: la ricchezza culturale della
Toscana deve essere valorizzata tramite le comunità dei toscani all’estero che potranno
esprimerla tramite eventi e manifestazioni dedicate sia ad eventi di portata internazionale
e/o locale a seconda delle tematiche e delle realtà in essere (es. iniziative 150°
Anniversario Unità d’Italia); la ricerca della memoria in sinergia con le comunità degli
emigrati e con i Centri di documentazione della Toscana costituirà un altro tema
riferimento per la storia dell’emigrazione toscana.
Si darà attuazione a questa priorità nel 2011:
a)
Attraverso la circuitazione nei vari continenti della mostra dei 150 anni dell’unità
d’Italia
b) Attraverso la prosecuzione il premio letterario“Maledetti Toscani”
c) adesione ad eventi particolarmente significativi da un punto di vista culturale
d) acquisto di pubblicazioni e/o video
e) realizzazione della Giornata dei Toscani all’estero
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della
collaborazione delle Associazioni dei toscani all’estero, dei Coordinamenti Continentali, dei Centri
di Documentazione sull’emigrazione toscana, di rappresentanze diplomatiche dell’Italia all’estero
(Ambasciate, Consolati), degli Istituti Italiani di Cultura, degli Enti Locali, con eventuale supporto
tecnico ove necessario .
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Risorse 2011:
Euro 31.340,40
1.D. Promozione socio-economica e culturale della Toscana all’estero : La ‘Toscanità’
va radicata in tutti i suoi aspetti anche in quello economico e finanziario anche con il
supporto dei toscani all’estero per poter permeare nel tessuto sociale dei singoli paesi in
ciascuno dei quali a seconda delle tematiche prevalenti potranno emergere i diversi
interessi come un modo nuovo di fare turismo, la penetrazione dei prodotti eno-gastronomici
e la loro esportazione, la cucina e le tradizioni gastronomiche fino ad arrivare all’interesse
per le nuove tecnologie.
Si darà attuazione a questa priorità:
a) privilegiando e premiando con la concessione di maggiori contributi la progettualità
delle associazioni, con riferimento agli scambi culturali, sociali ed economici fra le
realtà toscane e quelle all’estero
b) sviluppando un programma pilota a regia regionale con l’assessorato al Turismo e
Toscana Promozione che preveda la formazione di giovani ‘promoters’ della Toscana
all’estero, e la concessione di piccoli contributi per organizzare iniziative promozionali
all’estero in particolare nel settore del turismo
c) Garantendo l’adesione all’evento promozionale ‘momento Italia-Brasile’ previsto per
ottobre 2011.
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate in collaborazione con
Toscana Promozione, Assessorato regionale al Turismo, Assessorato alle attività produttive, ed alla
Cultura, Consolati, Ambasciate, Istituti di Cultura, associazioni di categoria ed eventualmente
imprese e consorzi toscani.
Risorse 2011:
Euro 15.408,90
1.E. Miglioramento degli strumenti di comunicazione per i toscani nel mondo, intesa
sia come veicolo di informazione sulla realtà regionale e sulle realtà delle comunità
all’estero sia come sperimentazione di nuovi strumenti e tecnologie per rafforzare e rendere
più efficiente la interattività sia di comunicazione istituzionale che di fasi progettuali
(utilizzazione rete web per sito, blog, etc).
Si darà attuazione a questa priorità:
a) prevedendo miglioramenti e potenziamento del sito internet o applicazioni di altre
tecnologie
b) Sviluppando nuovi strumenti di comunicazione (conferenze stampa, trasmissioni RAI,
avvisi radiofonici, interviste, ecc.).
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi della
competenza di soggetti coinvolti nello sviluppo della piattaforma multimediale della
Regione Toscana e/o di gestione del sito internet dedicato ai Toscani all’estero quali
Fondazione Sistema Toscana, il Settore regionale di riferimento, l’ufficio Stampa della
Regione Toscana, le emittenti radio e radiotelevisive nonché canali interattivi da attivare con
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scuole ed università anche per l’utilizzo di social networks e di eventuali blog o altre forme
di comunicazione.
Risorse 2011:
Euro 21.466,00
1.F. Sostegno per il rientro definitivo in Toscana, inteso come contributo per le spese
sostenute dall’interessato che, dopo aver trascorso un periodo minimo di 5 anni all’estero,
rientra definitivamente in Toscana ove stabilisce la propria residenza permanente; il
contributo in misura ridotta viene accordato anche per il rientro di salme.
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate avvalendosi degli uffici
regionali all’interno del Settore Attività Internazionali che si rapporta direttamente con gli
interessati.
Risorse 2011:
Euro 9.166,61
2. PROGRAMMI OPERATIVI DI AREA (1 per ogni coordinamento continentale) :
2.A. Iniziative volte alla valorizzazione delle comunità toscane all’estero rafforzando e
promuovendo azioni di rete dell’Associazionismo, stimolando strumenti e nuove modalità di
organizzazione per rendere più efficaci i progetti proposti dalle comunità e dalle stesse
gestiti in forma autonoma o in partenariato con la Regione Toscana o altri soggetti
pubblici e privati dell’area di riferimento promuovendo altresì coesione dei Toscani
all’estero e gli Enti Locali nonché con le Ambasciate, i Consolati e gli Enti preposti al
Commercio all’estero (ICE).
Si darà attuazione a tale priorità sia accordando un minimo sostegno al funzionamento
delle associazioni sia cofinanziando progetti socio-culturali definiti e realizzati dalle
associazioni stesse.
Ulteriori contributi dovrebbero essere concessi sulla base del programma di attività del
coordinamento di area, così come formulato in un Programma operativo, contenente
obiettivi e priorità per l’area e valutato annualmente dalla Regione sulla base di criteri di
selezione riportati dal Disciplinare del Piano 2007 – 2010 ed integrati dalle decisioni
dell’Ufficio di Presidenza del Comitato Direttivo dei Toscani all’estero. Saranno i
coordinamenti a ripartire i contributi fra le associazioni mediante un piccolo bando.
Fra le tipologie di azioni dei Programmi operativi saranno compresi progetti socioculturali delle Associazioni, riferiti in particolari agli ambiti della cultura, del sociale e
dell’economia come stabilito dal Piano 2007 – 2010 , e particolarmente:
a) le iniziative in loco per il sostegno della lingua e la cultura italiana di cui all’iniziativa
1.A
b) le attività in loco per la promozione internazionale della Toscana di cui all’iniziativa
1.D
c) le attività in loco di ricerca e documentazione della memoria di cui all’iniziativa 1.C
Secondo quanto definito dall’Ufficio di Presidenza del Comitato Direttivo dei Toscani
all’estero ciascuna Associazione riconosciuta potrà presentare al Coordinamento un solo
progetto che ricomprenderà al suo interno la richiesta di contributo per un massimo di 5
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attività per un costo massimo di Euro 3.000. Il finanziamento regionale potrà coprire al
massimo il 70% dei costi del progetto pari ad Euro 2.100,00 complessivi.
Oltre alle 5 attività potranno essere inserite nel progetto le richieste di finanziamento per
eventi volti a ricordare date significative della vita associativa “Anniversari”, per i quali
potrà essere accordato un contributo massimo pari alle misure di seguito riportate in base
al numero degli anni che intercorrono con la data di fondazione dell’Associazione:
- fino a 15 anni: contributo massimo di Euro 1.000,00
- da 15 a 25 anni : contributo massimo di Euro 1.500,00
- da 26 a 50 anni: contributo massimo Euro 2.000,00
- oltre 50: contributo massimo di Euro 2.500,00
Il contributo non potrà comunque essere superiore al 70% dei costi effettivi della
manifestazione.
A ciascuna Associazione verrà assegnata una somma forfetaria annuale massima di Euro
500,00 per spese di funzionamento dopo aver riscontrato che l’Associazione ha realizzato
nei 2 anni precedenti quello in corso progetti socio-culturali finanziati dalla Regione
Toscana, che ha rendicontato puntualmente i contributi ricevuti e che risulta attiva alla
data dell’assegnazione del sostegno in questione.
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate dalle Associazioni
dei Toscani all’estero e dai Coordinamenti Continentali con il coinvolgimento dei
concittadini emigrati, delle rappresentanze diplomatiche e da soggetti delle economie locali
(imprese, consorzi, Camere di Commercio, ICE), mondo accademico locale e centri di
documentazione nonché Enti Locali dell’area di riferimento (protocolli con Municipalità,
Regioni, ecc.).
Risorse 2011:
totale
Euro 140.479,65
2.B. Interventi a carattere sociale per le categorie più deboli, e soggiorni anziani:
Si darà attuazione a questa priorità:
A) prevedendo un sostegno finanziario per cittadini di origine toscana stabilmente
residente all’estero che si trovano in difficoltà economiche e sono già usciti dal mondo
di lavoro per questioni anagrafiche. La misura dei contributi per coloro che sono
ritenuti ammissibili secondo i criteri disposti dal Disciplinare del Piano 2007 – 2010,
sarà pari ad Euro 500,00 pro capite.
B) prevedendo un sostegno a copertura delle spese di viaggio di andata e ritorno a coloro
che per comprovate condizioni economiche non hanno visitato la famiglia di origine da
almeno 20 anni. In via prioritaria verranno accolte le domande di coloro che sono
nati in Toscana; in caso di disponibilità di posti verranno accolte anche quelle di
cittadini di origine toscana nati nei Paesi di accoglienza.
Soggetti coinvolti/soggetti attuatori: le iniziative verranno realizzate con il
coinvolgimento dei coordinamenti continentali, delle Associazioni dei Toscani all’estero e
dei singoli cittadini interessati al bando dell’area di riferimento.
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Risorse 2011:
129
Euro 46.339,16
Fondo di riserva:
Viene mantenuto un fondo di riserva da utilizzare per spese impreviste, urgenti o di complemento
ad altre voci a cui viene destinato l’importo di Euro 1.247,37.
MODALITA’ E STRUMENTI DI ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI PER L’ANNO
2011
Gli interventi del presente documento vengono attuati attraverso:
-
-
bandi ed avvisi per Azioni di Sistema conformi al “Disciplinare” Approvato dal Piano
2007 – 2010;
specifiche “Linee guida” per la presentazione dei Programmi operativi dei Coordinamenti
Continentali , e per gli eventuali bandi ed avvisi da questi promossi, che verranno approvate
con atto successivo al presente Documento di Attuazione;
con le modalità previste nella deliberazione Giunta regionale 9 Dicembre 2008, n. 1046
“Criteri per la concessione di contributi per la realizzazione di iniziative coerenti con le
finalità e gli obiettivi del Piano Regionale della Cooperazione (L.R. 17/99), Piano
regionale per la promozione di una cultura di pace (L.R. 55/97) e Piano regionale per gli
interventi in favore dei toscani all’estero (L.R. 19/99)” e deliberazione della Giunta
Regionale 4 ottobre 2010, n. 833;
con le modalità previste dalla L.R. 13 luglio 2007, n. 38 “Norme in materia di contratti
pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro” e la normativa di
settore.
RISULTATI ATTESI E INDICATORI
I risultati attesi indicati dal Piano 2007 – 2010 risultano pertinenti con le priorità individuate dal
presente Documento così come gli indicatori individuati. Pertanto per l’anno 2011 si ritiene di
darne conferma evidenziando soltanto l’esigenza di aggiornare laddove necessario il titolo dei
corsi, master, o comunque percorsi formativi dei giovani anche per nuovi stage ed il titolo di
mostre ed iniziative culturali che si susseguono a quelle già presentate in passato.
Si riportano qui di seguito “risultati Attesi e Indicatori” previsti dal Piano 2007 – 2010, ricordando
che le quattro tematiche includono le Azioni di Sistema ed i Programmi Operativi di area previsti
e mettendoli in rapporto secondo lo schema riportato nella tabella n. 3:
Obiettivi specifici, risultati attesi e indicatori
1) Fra gli obiettivi prioritari del Piano vi sono le attività in favore delle “giovani generazioni”:
un insieme mirato di interventi in favore di figli e nipoti dei toscani all’estero, ai quali la
Regione Toscana, anche in funzione del Piano Pluriennale 2006/2010, ha indirizzato risorse
finanziarie considerevoli.
 Risultati attesi
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130
•
•
•
•
Ampia partecipazione dei giovani ai Corsi di formazione linguistico-culturale;
Partecipazione dei giovani alle Borse di Studio ‘Mario Olla’;
Partecipazione dei giovani ai Masters post-universitari;
Partecipazione di giovani laureati toscani alle borse di studio per Assistenti di Lingua
Italiana
• Sviluppo delle attività in favore delle giovani generazioni proposte dal Forum dei
Giovani Toscani all’Estero, siano esse di ampliamento e sviluppo delle tipologie ed
unità ammissibili alle borse di studio, master e corsi sia per l’attivazione di iniziative
culturali, di comunicazione, documentazione e ricerca;
 Indicatori:
• numero dei partecipanti alle varie iniziative che coinvolgeranno tutte le Associazioni
dei Toscani all’Estero sparse nei vari continenti;
• conseguimento del diploma da parte dei partecipanti ai corsi e master
• attivazione di strumenti operativi e di collaborazione con enti pubblici e/o privati, per il
reperimento di ulteriori risorse finanziarie
• numero delle associazioni di giovani toscani attive nei vari continenti
2) Il Piano indica al suo interno gli interventi relativi al sostegno per il funzionamento dei
Coordinamenti Continentali e delle Associazioni.
 Risultati attesi
• maggiore coinvolgimento dei Coordinamenti Continentali sia sul piano della
programmazione che della verifica e del controllo delle attività svolte dalle singole
Associazioni di loro competenza territoriale;
• miglioramento della qualità dei singoli progetti presentati dalle Associazioni allo scopo
di finalizzare ulteriormente gli interventi come previsti dal Piano pluriennale.
• razionalizzare gli interventi in favore dei toscani all’estero sulla base di precisi criteri
di programmazione annuale.
 Indicatori:
• la più ampia partecipazione alla vita associativa e maggiore coinvolgimento dei giovani
nelle scelte delle Associazioni;
• riconoscimento di nuove associazioni o gruppi di toscani all’estero
• attività dei Coordinamenti quali strumenti di collegamento fra le strutture della
Regione Toscana e le Associazioni: realizzazione assemblee annuali, numero associati
assistiti per loro istanze relative a interventi compresi nel piano
3) Sono previsti interventi sociali che prevedono in particolare: sostegno straordinario a
cittadini disagiati residenti all’estero, organizzazione di soggiorni in Toscana per anziani
residenti all’estero della durata massima di tre settimane, contributi per le spese di rientro
definitivo in Toscana.
 Risultati attesi
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131
• maggiore assistenza possibile a i cittadini disagiati di origine toscana che risiedono
all’estero mediante l’erogazione di un contributo economico dopo l’espletamento
dell’istruttoria di rito che ne attesti il diritto
• partecipazione degli anziani interessati ai soggiorni nella loro terra d’origine
promossa dalla Regione Toscana
• rendere disponibile l’informazione a tutti i toscani residenti all’estero che intendono
rientrare definitivamente in Toscana
 Indicatori:
• Il numero dei toscani residenti all’estero che sono stati destinatari del contributo per
cittadini disagiati
• Il numero degli anziani che hanno usufruito del soggiorno in Toscana dopo un lungo
periodo di assenza dalla terra d’origine
• Il numero dei concittadini toscani rientrati definitivamente in Toscana dopo un
periodo di residenza all’estero
4) Il Piano indica al suo interno gli interventi relativi alla promozione della cultura, ricerca e
documentazione in materia di emigrazione, che comprende varie iniziative volte a diffondere
la cultura toscana nel mondo e in un mutuo scambio con la realtà delle Associazioni dei
Toscani all’Estero a reperire e conservare materiali che costituiscono la viva testimonianza
dell’emigrazione toscana. Il momento istituzionale a testimonianza della “emigrazione
toscana” è rappresentato dalla “Giornata dei Toscani all’Estero”, che dedicherà
approfondimenti e riflessioni all’emigrazione delle varie zone della nostra Regione.
 Risultati attesi
• Proseguimento della pubblicazione della rivista d’informazione “Toscani nel Mondo”
• Sviluppo della circuitazione delle mostre “Gente di Toscana”, “Giardini di Toscana” e
“Magia del Carnevale”
• Sviluppare le attività di ricerca in collaborazione con i Centri di Ricerca
sull’emigrazione presenti in territorio toscano
• Realizzare annualmente la “Giornata dei Toscani all’Estero”
• Sostegno alla stampa locale specializzata ed a quella delle Associazioni dei Toscani
all’estero
 Indicatori:\
• Numero degli abbonati e grado di diffusione in Italia e all’estero
• Sviluppo della circuitazione delle mostre sia per quanto attiene le aree geografiche
interessate che il numero e l’interesso dei visitatori
• Contatti con i Centri di Ricerca e quantità-qualità dei materiali archiviati-diffusi
• Partecipazione dei cittadini toscani e dei concittadini all’estero alle celebrazioni della
“Giornata dei toscani all’estero”
• Diffusione di stampa locale specializzata e di quella delle Associazioni dei toscani
all’estero e soddisfacimento dell’informazione richiesta dagli utenti.
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132
TABELLA 1:
Risorse
regionali per
attività
562.368,49
RISORSE DISPONIBILI ANNO 2011
Risorse regionali
Totale risorse
per funzionamento regionali
organismi
381.000,00
943.368,49
Altre risorse
(MPS/Altri)
Totale
50.000,00
993.368,49
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
133
TABELLA 2: QUADRO FINANZIARIO
Fonti
U.E.
Stato
Regione Toscana
Altri enti pubblici
Totale Finanziamenti pubblici (T1)
Finanziamenti privati (T2)
Totale (T= T1+T2)
Costo (P)
Fattibilità finanziaria
UPB
121
TOTALE ANNO DI ATTUAZIONE
Euro 562.368,49
Euro 50.000,00
Euro 612.368,49
Euro 612.368,49
Euro 612.368,49
Descrizione tipologia di spesa
Interventi in favore dei Toscani all’Estero
Capitolo (numero e declaratoria)
12013
contributi ad Associazioni i e Coordinamenti
12014
trasferimenti correnti alle famiglie
12015
Formazione linguistica culturale e specialistica post universitaria
Anno 2011
Euro 562.368,49
Importo stanziamento
in Euro
292.085,10
14.430,63
1.000,00
12016
Organizzazione di stages formativi, soggiorni e incontri giovanili
12017
Acquisto di beni non durevoli e servizi
12019
Trasferimenti correnti ad enti delle amministrazioni locali
177.306,43
Totale risorse per attuazione del piano anno 2010
562.368,49
53.962,83
23.583,50
Inoltre verrà utilizzato il contributo vincolato iscritto al capitolo 12197 della stessa UPB
12197
Contributo dalla Fondazione MPS per progetto biennale 2009 –
2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione
con le comunità toscane all’estero
Euro 50.000,00
134
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
TABELLA 3: Allocazione delle risorse 2011 e collegamento alle Priorità del Piano degli
Interventi 2007 - 2010
TIPOLOGIA
INTERVENTO 2011
1.AZIONI DI
SISTEMA
1.A Iniziative dirette
alla promozione della
lingua:
a) corsi di lingua
b) assistenti linguistici
c) corsi on line
1.B. Iniziative
formative, in
particolare per i
giovani:
a) Borse Olla
b) altri stages formativi
1.C. Promozione della
cultura, ricerca e
documentazione: (♦)
a) Per la circuitazione
della
Mostra
“La
Toscana nell’età del
Risorgimento”
b) premio letterario
c) adesione all’evento
‘momento
Italia
Brasile’
d) Acquisto
pubblicazioni- video
e) Giornata toscani
estero e ricerca
1.D. Promozione socioeconomica e culturale
della Toscana
all’estero
1E. Miglioramento
degli strumenti di
comunicazione per i
toscani nel mondo:
a) per potenziamento
sito web e
implementazione sito
b) per sviluppo altri
strumenti
1.F. sostegno al rientro
2.PROGRAMMI
Proposta allocazione %
risorse 2011
2011
Priorità di riferimento
Piano 2007 -2010
%
Piano
Euro 248.050,58
44,10%
Iniziative a favore dei
giovani toscani all’estero
53,76%
(*)
Euro 48.869,82
8,7%
Iniziative a favore dei
giovani toscani all’estero
(*)
Euro 31.340,40
5,57%
Promozione della cultura,
ricerca e documentazione
9,39%
(****)
Euro 15.408,90
2,74%
Euro 21.466,00
3,81 %
Iniziative a favore dei
giovani toscani all’estero
(*)
(****)
Euro 9.166,61
1,63%
Interventi sociali
Euro 374.302,31
66,55%
9.87%
(***)
(****)
(*)
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
OPERATIVI DI AREA
Euro 140.479,65
2.A. Iniziative volte
alla valorizzazione
delle comunità toscane
all’estero:
a) per il funzionamento
delle associazioni
b) per funzionamento
coordinamenti
c) per la realizzazione
dei programmi operativi
di area
Euro 46.339,16
2.B. Interventi a
carattere sociale per le
categorie più deboli:
a) aiuti ai disagiati
b) soggiorno anziani
Euro 186.818,81
Fondo di riserva
Euro 1.247,37
Euro 562.368,49
135
25%
Sostegno al funzionamento
dei Coordinamenti e delle
Associazioni
24,98%
(**)
8,23%
Interventi sociali
(***)
33,23%
0,2%
99,98%
Nota: gli strisci riportati fra parentesi si riferiscono alle 4 Priorità individuate dal Piano 20072010.
(*) = Iniziative a favore dei giovani toscani all’estero
(**) = Sostegno al funzionamento dei Coordinamenti e delle Associazioni
(***) = Interventi sociali
(****) = Promozione della cultura, ricerca e documentazione
In carattere neretto si riporta la percentuale complessiva prevista dal Piano pluriennale per la
Priorità di riferimento
Nota (♦): nella Priorità “Promozione della cultura, ricerca e documentazione” andrà ad
aggiungersi il contributo specifico della Fondazione Monte dei Paschi di Siena vincolato al
“Progetto biennale 2009 – 2010 per la promozione della cultura, ricerca e documentazione con le
comunità toscane all’estero” da utilizzare entro novembre 2011.
136
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 248
L.R. n. 66/2008 “Istituzione del fondo regionale per
la non autosufficienza”. Riparto alle Zone/distretto
delle risorse del fondo per la non autosufficienza per
il periodo gennaio-maggio 2011.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la L.R. n. 66 del 18 dicembre 2008 “Istituzione
del fondo regionale per la non autosufficienza”;
Visto il Piano Integrato Sociale Regionale approvato
con Delibera del Consiglio Regionale n. 113 del 31
ottobre 2007, così come modificato con Delibera del
Consiglio Regionale n. 69 dell’11 novembre 2009, ed
in particolare l’Allegato 3 “Prime linee sul progetto per
l’assistenza continuativa a persone non autosufficienti”;
Dato atto che il sopraccitato Piano Integrato Sociale
Regionale vigente resta in vigore, ai sensi dell’art. 142 bis
della L.R. 24 febbraio 2005 n. 40 e dell’art. 104, comma 1
della L.R. 29 dicembre 2010, n. 65, fino al 31.12.2011;
Dato atto che l’art. 3 della L.R. 66/2008 “ripartizione
e attribuzione del fondo alle zone distretto” prevede la
distribuzione alle zone distretto, facendo riferimento ai
seguenti criteri generali:
A) indicatori di carattere demografico;
B) indicatori relativi all’incidenza della popolazione
in condizioni di disabilità e di non autosufficienza;
C) indicatori relativi alle persone non autosufficienti,
disabili e anziane accolte nelle strutture residenziali e
semiresidenziali;
Preso atto che al momento esiste una difformità tra
le Zone/distretto nei tempi di utilizzo del fondo e che la
Giunta Regionale è impegnata a uniformare i tempi di
spesa del fondo in modo da avere a maggio di ciascun
anno la rendicontazione di quanto speso nell’anno
precedente, così come deciso dalla Conferenze delle
Società della Salute, nella seduta del 28 ottobre 2010;
Ritenuto opportuno assegnare alle Zone/distretto le
risorse necessarie alla gestione dei servizi di cui all’art.
7 della L.R. 66/2008, per i primi cinque mesi dell’anno
2011, in modo da verificare i tempi di spesa delle singole
Zone/distretto, ed arrivare a regime ad una uniformità
sull’intero territorio regionale;
Preso atto che la somma di €. 20.000.000,00, destinata
prevalentemente alla estensione dei servizi domiciliari
per i primi cinque mesi dell’anno 2011, viene ripartita
alle Zone Distretto sulla base delle indicazioni fornite
dalla conferenza dei sindaci di cui all’art. 11 della L.R.
40/2005, secondo la tabella Allegato 1) che costituisce
parte integrante e sostanziale del presente atto, costruita
secondo i seguenti criteri:
A) popolazione ultra65enne;
B) incidenza persone ultra65enni sulla popolazione
residente;
C) popolazione non autosufficiente;
D) percentuale delle persone ultra65 non autosufficienti
delle singole Zone sul totale regionale.
Considerato che le risorse suddette sono assegnate
alle Zone/distretto individuando in ciascuna Zona l’ente
beneficiario secondo i seguenti parametri:
A) alle Società della Salute, laddove costituite;
B) alle Aziende UU.SS.LL., competenti per territorio,
nelle Zone dove non è stata costituita la Società della
Salute, ai sensi dell’art. 71bis della L.R. 40/2005 e
successive modifiche;
Dato atto che le Zone/distretto sono vincolate
nell’utilizzo del fondo agli impegni sottoscritti all’interno
delle intese interistituzionali, ed in particolare:
A) funzionamento dei presidi previsti dalla L.R. n.
66/2008 (PUA, Puntoinsieme e UVM);
B) quantificazione delle risorse complessive del fondo
per la non autosufficienza;
C) soddisfacimento del debito informativo;
Di riservarsi di stabilire, con successivo atto, il
finanziamento destinato, per i restanti sette mesi del 2011,
a favore delle Zone/distretto per l’estensione dei servizi
domiciliari, previsti dall’art. 3 della L.R. 66/2008;
Vista la legge regionale 29 dicembre 2010 n. 66,
“Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011 e
bilancio pluriennale 2011/2013”;
Vista la deliberazione della Giunta regionale 10
gennaio 2011 n. 5, con la quale è stato approvato il
bilancio gestionale 2011 e il pluriennale 2011/2013;
A voti unanimi
DELIBERA
1. di assegnare, per le motivazioni espresse in narrativa,
per i primi cinque mesi dell’anno 2011 alle Zone/distretto
le risorse destinate prevalentemente all’estensione
dei ­servizi domiciliari, previste dall’art. 3 della L.R.
66/2008, pari a €. 20.000.000,00 secondo la tabella con­
tenuta nell’Allegato 1) alla presente deliberazione, di cui
costituisce parte integrante e sostanziale;
2. di riservarsi di stabilire, con successivo atto, il
finanziamento destinato, per i restanti sette mesi del 2011,
a favore delle Zone/distretto per l’estensione dei servizi
domiciliari, previsti dall’art. 3 della L.R. 66/2008;
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
3. di prenotare la somma di € 20.000.000,00 sul Cap
23049 “Fondo per la non autosufficienza - risorse di fondo
sanitario”, che presenta la necessaria disponibilità, riducendo
a tal fine la prenotazione generica n. 1 assunta a fronte della
Delibera del Consiglio Regionale n. 113 del 31/10/2007.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. f) della L.R.
23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della
137
Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della me­
de­sima L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUE ALLEGATO
138
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Allegato 1)
Fondo regionale per la non autosufficienza
riparto alle Zone/Distretto – periodo gennaio maggio 2011
ZONA-DISTRETTO
Lunigiana
Apuane
Valle del Serchio
Piana di Lucca
Val di Nievole
Pistoiese
Pratese
Alta Val di Cecina
Valdera
Pisana
Bassa Val di Cecina
Val di Cornia
Elba
Livornese
Alta Val d’Elsa
Val di Chiana Senese
Amiata Senese e Val d’Orcia
Senese
Casentino
Valtiberina
Valdarno
Val di Chiana Aretina
Aretina
Colline Metallifere
Colline dell’Albegna
Amiata Grossetano
Grossetana
Firenze
Fiorentina Nord-Ovest
Fiorentina Sud-Est
Mugello
Empolese
Valdarno Inferiore
Versilia
TOTALE
TOTALE CONTRIBUTO
€ 361.249,70
€ 889.214,75
€ 417.057,67
€ 869.080,82
€ 715.969,64
€ 1.203.926,83
€ 986.650,14
€ 144.229,33
€ 564.242,44
€ 1.088.134,15
€ 466.496,48
€ 320.516,90
€ 166.883,32
€ 929.582,36
€ 299.779,77
€ 396.825,84
€ 161.650,38
€ 652.799,38
€ 197.837,09
€ 231.268,22
€ 411.042,28
€ 284.925,76
€ 621.820,00
€ 306.964,92
€ 368.497,41
€ 172.949,06
€ 645.708,19
€ 1.949.656,47
€ 955.146,48
€ 785.880,91
€ 287.144,22
€ 839.581,25
€ 304.797,97
€ 1.002.489,87
€ 20.000.000,00
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 249
L.R. 51/09 - trasferimento all’AOU Careggi di
risorse per la predisposizione del software per il
supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori
relativi ai requisiti di accreditamento.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la Legge regionale 5 agosto 2009, n. 51, “Norme
in materia di qualità e sicurezza delle strutture sanitarie:
procedure e requisiti autorizzativi di esercizio e sistemi
di accreditamento” che all’art. 29 prevede che le strutture
sanitarie private autorizzate che intendono erogare
prestazioni per conto del servizio sanitario regionale,
e le strutture sanitarie pubbliche devono ottenere
l’accreditamento da parte della Giunta regionale;
Visto il decreto del Presidente della Giunta regionale
24 dicembre 2010, n. 61/R “ Regolamento di attuazione
della legge regionale 5 agosto 2009, n. 51 in materia di
autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie”
con il quale sono state definite, tra l’altro, le modalità e le
procedure per il rilascio dell’accreditamento istituzionale
delle strutture sanitarie;
Considerato che il suddetto regolamento stabilisce, tra
l’altro, all’art. 28 che tutte le strutture sanitarie pubbliche
in esercizio alla data di entrata in vigore del regolamento
stesso, sono tenute ad attestare il possesso dei requisiti di
accreditamento di cui all’allegato E:
- di almeno il 40 per cento delle strutture organizzative
funzionali entro centottanta giorni dall’entrata in vigore
del regolamento;
- di almeno un ulteriore 30 per cento entro i successivi
duecentosettanta giorni;
- della rimanente parte delle strutture organizzative
funzionali entro il restante anno;
Considerato altresì che il Regolamento di attuazione
della legge regionale 5 agosto 2009 n. 51 di cui sopra è
entrato in vigore il 29 dicembre 2010;
Dato atto che il comma 4 dell’art. 46 della L.R. 51/09
prevede che la Giunta regionale garantisce la piena
trasparenza e pubblicità delle informazioni rendendo
accessibile, attraverso l’uso delle banche dati di cui al
comma 2 del medesimo articolo ed in particolare:
a) l’elenco delle strutture sanitarie e degli studi
autorizzati e accreditati;
b) i dati delle azioni di verifica;
c) i dati di valutazione delle performance delle aziende
sanitarie, con particolare riferimento a quelli relativi alla
qualità e alla sicurezza delle cure;
Attesa l’urgenza di dotarsi di un software per la rac­
139
colta dati ed il calcolo degli indicatori relativi ai requisiti
di accreditamento a supporto delle Aziende sanitarie per
le attestazioni previste dalla L.R. 51/09;
Considerato inoltre che tale applicativo dovrà
integrarsi al sistema previsto per le performance aziendali
e delle attività connesse al rischio clinico di cui alla
D.G.R. n. 1203 del 21/12/2009;
Ritenuto opportuno, alla luce di quanto sopra detto,
avvalersi dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi,
attraverso il Laboratorio per le attività di studio e ricerca
applicata, Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza
dei Pazienti, per la predisposizione del software per il
supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori
relativi ai requisiti di accreditamento;
Ritenuto opportuno prenotare a favore dell’Azienda
Ospedaliero Universitaria Careggi la somma di Euro
30.000,00.= sul capitolo 24043 del bilancio di previsione
2011 che presenta la necessaria disponibilità;
Vista la legge regionale n. 66 del 29.12.2010 con
la quale si approva il bilancio di previsione per l’anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale 2011/2013;
Vista la deliberazione Giunta regionale n. 5 del
10.01.2011 relativa all’approvazione del bilancio gestio­
nale 2011 e pluriennale 2011/2013
Vista la L.R. 23 aprile 2007, n. 23;
A voti unanimi
DELIBERA
1) di avvalersi, per le motivazioni espresse in narrativa,
dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi,
attraverso il Laboratorio per le attività di studio e ricerca
applicata, Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza
dei Pazienti, per la predisposizione del software per il
supporto alla raccolta dati ed il calcolo degli indicatori
relativi ai requisiti di accreditamento;
2) di stabilire che tale applicativo dovrà integrarsi
al sistema previsto per la gestione delle performance
aziendali e delle attività connesse al rischio clinico di cui
alla D.G.R. n. 1203 del 21/12/2009;
3) di prenotare a favore dell’Azienda Ospedaliero
Universitaria Careggi la somma di Euro 30.000,00.=
sul capitolo 24043 del bilancio di previsione 2011 che
presenta la necessaria disponibilità;
4) di incaricare il competente Settore della Direzione
Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale di
140
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
predisporre tutti gli atti necessari per l’attuazione di tale
deliberazione.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. F) della L.R.
23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della
Giunta regionale dell’art. 18 comma 2 della medesima
L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 250
Determinazione della quota annuale da destinare
a progetti presentati dalle Associazioni di gestori
delle scuole dell’infanzia paritarie private più
rappresentative a livello regionale.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo
unico della normativa della Regione Toscana in materia
di educazione, istruzione, orientamento, formazione
professionale e lavoro) e successive modifiche ed in
particolare l’art. 7 che indica le finalità, i destinatari e
le tipologie degli interventi per il diritto allo studio
scolastico;
Visto l’allegato 1) alla deliberazione del Consiglio
regionale n. 93 del 20 settembre 2006 inerente il Piano di
indirizzo generale integrato ex art 31 della L.R. 32/2002;
Considerato che l’obiettivo specifico 1.2., Finalità
operativa 1.2.a, Azione a.1 del Punto 2.1 - Le politiche
per il diritto dell’apprendimento lungo tutto l’arco della
vita- del suddetto Piano di indirizzo generale integrato
prevede, al fine di promuovere la qualificazione
dell’offerta formativa delle scuole dell’infanzia paritarie
private, la possibilità di sostenere progetti presentati dalle
associazioni di gestori delle scuole dell’infanzia paritarie
private più rappresentative a livello regionale, e che la
Giunta regionale determini annualmente la quota dei
finanziamenti regionali da riservare a tale scopo;
Ritenuto opportuno determinare nel 12,5% di €
2.400.000,00 corrispondente alla somma disponibile
sui capitoli 61029 e 61313 del Bilancio Regionale anno
2011 destinata alle scuole dell’infanzia paritarie private,
per un importo complessivo di Euro 300.000,00, la quota
annuale da destinare per l’attuazione di progetti proposti
dalle associazioni di gestori delle scuole dell’infanzia
paritarie private più rappresentative a livello regionale
finalizzati a costituire reti di scuole dell’infanzia, favorire
l’attivazione di aggregazioni tra scuole, incentivare le
funzioni di monitoraggio e di valutazione delle esperienze
prodotte da parte delle diverse reti di scuole;
A voti unanimi
DELIBERA
1. di determinare la percentuale del 12,5% di €
2.400.000,00, somma disponibile sui capitoli 61029
e 61313 del Bilancio regionale anno 2011 destinata
alle scuole dell’infanzia paritarie private, la quota
annuale, corrispondente ad un importo complessivo
di Euro 300.000,00 (trecentomila/00), da destinare al
finanziamento di progetti proposti dalle associazioni di
gestori delle scuole dell’infanzia paritarie private più
rappresentative a livello regionale finalizzati a costituire
reti di scuole dell’infanzia, favorire l’attivazione di
aggregazioni tra scuole, incentivare le funzioni di
monitoraggio e di valutazione delle esperienze prodotte
da parte delle diverse reti di scuole.
Il presente atto è pubblicato sul B.U.R.T. ai sensi
dell’art. 5 comma 1 lett. f), della L.R. 23/2007 e sulla
Banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale
ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima L.R. n.
23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 252
Interventi per l’anno 2011 a sostegno dell’occupa­
zio­ne: incentivi alle imprese per le assunzioni dei la­
vo­ratori.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la L.R. 26 luglio 2002, n. 32 “Testo unico
della normativa della Regione Toscana in materia
di educazione, istruzione, orientamento, formazione
professionale e lavoro” ed il relativo Regolamento di
esecuzione, emanato con Decreto del Presidente della
Giunta Regionale, n. 47/R, del 8.8.2003;
Vista la Deliberazione del Consiglio Regionale
20.09.2006, n. 93 - Piano di indirizzo generale Integrato
2006-2010, di cui all’articolo 31 della L.R. 26 luglio
2002 n. 32;
Visto il “Nuovo Patto per uno sviluppo qualificato e
maggiori e migliori lavori in Toscana” sottoscritto dalla
Regione Toscana il 30.03.2004;
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Visto il “Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e
Parti Sociali per iniziative a sostegno dell’occupazione”,
firmato in data 13 aprile 2006;
Vista la Delibera G.R. n. 398 del 29.05.2006 recante
“Approvazione indirizzi per iniziative a sostegno
dell’occupazione “, con la quale si approvano gli
indirizzi per l’attuazione del “Protocollo d’intesa tra
Regione Toscana e Parti Sociali per iniziative a sostegno
dell’occupazione”;
Preso atto della Delibera G.R. n. 123 del 19.02.2007
recante “Delibera G.R. 398/2006. Approvazione indirizzi
per iniziative a sostegno dell’occupazione. Modifiche”
con la quale si approvano gli indirizzi per l’attuazione
del “Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Parti
Sociali per iniziative a sostegno dell’occupazione”, che
sostituiscono gli indirizzi di cui alla Delibera G.R. n. 398
del 29.05.2006;
Preso atto della Delibera G.R. n. 660 del 17.09.2007
recante “Delibera G.R. 123/2007. Approvazione indirizzi
per iniziative a sostegno dell’occupazione. Modifiche”;
Vista la Delibera G.R. n. 303 del 21.04.2008
“Approvazione indirizzi per l’assunzione da parte di
piccole e medie imprese di giovani laureati”;
Vista la Delibera G.R. n. 885 del 12.10.2009 “
Misure di sostegno per i lavoratori a tempo determinato
provenienti d’aziende colpite dal processo di crisi”;
Vista la Delibera G.R. n. 321 del 15.03.2010 “Pac­
chet­to anticrisi a sostegno dell’occupazione”;
141
Valutata, pertanto, l’opportunità e la necessità di
definire una griglia di interventi anche per l’anno 2011,
nell’ottica di quanto sopra specificato dando mandato, al
contempo, agli uffici regionali competenti, di mettere a
punto i dispositivi attuativi;
Considerato che, gli interventi di cui alla sopra
citata Delibera di G.R. n. 898 del 18.10.2010, volti a
fronteggiare le condizioni di disagio dei lavoratori espulsi
dai processi produttivi o a rischio di disoccupazione, sono
da considerarsi parte delle azioni di intervento di cui alla
presente Delibera;
Tenuto conto, tra gli interventi inclusi nella Delibera
di G.R. n. 822 del 20.09.2010 è prevista una linea
d’intervento “Promozione di modalità organizzative che
agevolino la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”
finalizzata a dare sostegno a modalità di prestazione di
lavoro e tipologie contrattuali facilitanti per l’occupazione
femminile;
Ritenuto opportuno, vista la linea di intervento sopra
citata, ricondurre le assunzioni a tempo indeterminato
part-time di donne disoccupate over 30, iscritte ai centri
per l’Impiego delle Province della Toscana, di giovani
laureate, dottorate e tirocinanti a tale azione;
Valutata la necessità, altresì, di confermare anche
per l’anno 2011 gli interventi di cui alla Delibera G.R.
885/2009, che prevede l’erogazione di un contributo per
ogni proroga, della durata minima di 12 mesi, di contratti
di lavoro a tempo determinato e/o trasformazioni di
contratti di lavoro da co.pro a tempo determinato;
Vista la Delibera G.R. n. 822 del 20.09.2010 ““Intesa
sui criteri di ripartizione delle risorse, le finalità, le mo­
dalità attuative nonché il monitoraggio del sistema di
interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita
e di lavoro, di cui al decreto del Ministro per le pari
opportunità del 12 maggio 2009 inerente alla ripartizione
delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti
e alle pari opportunità per l’anno 2009”. Approvazione
Programma attuativo e bozza di convenzione”;
Ritenuto opportuno, alla luce di quanto sopra esposto,
proseguire con tale misura di sostegno nell’anno in corso,
dando la possibilità alle imprese di presentare richieste
di contributo relative alle proroghe di contratti a tempo
determinato e/o alla trasformazione dei contratti co.pro in
contratti a tempo determinato nel periodo dal 1 gennaio
2011 al 31 dicembre 2011 mantenendo, al contempo,
inalterati tutti gli altri requisiti di ammissibilità richiesti
alle imprese dalla Delibera G.R. sopra citata;
Vista la Delibera G.R. n. 898 del 18.10.2010
“Programma “Azioni di Sistema Welfare to Work per
le politiche di re-impiego” del Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociale. Approvazione progetto esecutivo
della Regione Toscana” e la successiva approvazione
dell’Avviso pubblico del programma di cui sopra;
Preso atto del parere favorevole della Commissione
Regionale Permanente Tripartita espresso nella seduta
del 3 marzo 2011;
Preso atto che, le condizioni economiche che hanno
determinato la pesante crisi del sistema produttivo toscano
non sono venute a cessare ma continuano a provocare
pesanti riflessi sul versante occupazionale;
Ritenuto opportuno affidare, a far data dalla presente
Delibera, agli uffici regionali competenti in materia,
la gestione degli interventi così come sotto elencati
confermando gli importi dei contributi da erogare
all’aziende così come specificato nelle Delibere di G.R.
n. 885/2009, n. 321/2010 e n. 898/2010:
1. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part
142
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
time) di donne over 30, disoccupate / inoccupate, iscritte
ai centri per l’Impiego delle Province della Toscana;
2. Assunzione a tempo indeterminato (full time o
part time) di giovani laureati - Assunzione a tempo
determinato (full time o part time) con contratti di durata
di almeno 12 mesi;
Assunzione a tempo indeterminato (full time o part
time) lavoratori provenienti dalle liste di mobilità;
4. Contributo per l’inserimento lavorativo di soggetti
prossimi alla pensione, in situazione di disoccupazione o
mobilità non indennizzate o che siano comunque privi di
ammortizzatori sociali;
5. Stabilizzazione dei contratti da tempo determinato
a tempo indeterminato, se effettuata almeno 4 mesi prima
della scadenza del contratto a tempo determinato;
6. Assunzioni di soggetti svantaggiati, disoccupati o
inoccupati iscritti ai centri per l’impiego così previsto dal
programma “Azioni di Sistema Welfare to Work per le
politiche di re-impiego;
7. Proroghe di contratti a tempo determinato e/o
trasformazione dei contratti co.pro in contratti a tempo
determinato;
Ritenuto opportuno affidare, a far data dalla presente
Delibera, agli uffici regionali competenti in materia, la
gestione degli interventi così come sotto specificati:
8. Assunzione a tempo indeterminato (full time o
part time) di dottori di ricerca - Assunzione a tempo
determinato di dottori di ricerca (full time o part time)
con contratti di durata di almeno 12 mesi. Se entro il
termine di scadenza del contratto a tempo determinato il
lavoratore venisse stabilizzato, l’azienda potrà richiedere
la differenza tra le due tipologie contributive:
- € 6.500,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato
full-time;
- € 3.250,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato
part-time;
- € 3.250,00 per ogni assunzione con contratto a
tempo determinato full-time;
- € 2.200,00 per ogni assunzione con contratto a
tempo determinato part-time;
9. Assunzioni a tempo indeterminato ( full-time/ parttime) di tirocinanti:
- € 8.000,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato
full-time;
- € 4.000,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato
part-time;
Per gli interventi di cui alla presente Delibera G.R.
si farà fronte con risorse regionali e statali a valere sul
Bilancio 2011, tramite opportuna prenotazione d’impegno,
riducendo a tal fine, sui capitoli n. 61240,61346,61348 le
prenotazioni di impegno assunte con la Delibera di C.R.
93/2006, nonché con le risorse già assegnate e trasferite
ad ARTEA per gli interventi di cui alla Delibera di G.R.
885/2009, secondo l’articolazione sotto specificata:
- intervento n. 1: capitolo 61240 per € 800.000,00;
- intervento n. 2 - 8 - 9: capitolo 61346 per €
400.000,00;
- intervento n. 3 - 4 - 5 - 6 - 9: capitolo 61348 per €
2.400.000,00;
- intervento n. 6: capitoli n. 61575 per € 3.000.000,00;
- intervento n. 1 - 2 - 8 - 9: importo di € 500.000,00,
che sono in corso di acquisizione nel bilancio regionale
2011 a seguito di assegnazione con decreto del Ministro
per le pari opportunità del 12 maggio 2009 inerente
alla ripartizione delle risorse del Fondo per le politiche
relative ai diritti e alle pari opportunità per l`anno 2009
e che verranno stanziati su capitolo di nuova istituzione
mediante apposita variazione di bilancio in via am­
min­i­strativa; per il suddetto importo di € 500.000,00
l’assunzione degli impegni di spesa è subordinata
all’esecutività della citata variazione di bilancio;
- intervento n. 7: risorse già assegnate e trasferite ad
ARTEA per € 978.800,00;
Dato atto che i provvedimenti attuativi, ivi compresi
quelli relativamente alla gestione delle risorse finanziarie
degli interventi, saranno posti a carico alla Direzione
Generale Competitività del Sistema Regionale e Sviluppo
delle Competenze e, più precisamente, al Settore Lavo­
ro;
Tutto ciò premesso;
A voti unanimi
DELIBERA
a) di confermare, ai sensi della Delibera di G.R. n.
885/2009 - n. 321/2010 - n. 898/2010 a far data dalla
presente Delibera, gli interventi di seguito specificati:
1. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part
time) di donne over 30, disoccupate / inoccupate, iscritte
ai centri per l’Impiego delle Province della Toscana;
2. Assunzione a tempo indeterminato (full time o
part time) di giovani laureati - Assunzione a tempo
determinato di giovani laureati (full time o part time) con
contratti di durata di almeno 12 mesi;
3. Assunzione a tempo indeterminato (full time o part
time) lavoratori provenienti dalle liste di mobilità;
4. Contributo per l’inserimento lavorativo di soggetti
prossimi alla pensione, in situazione di disoccupazione o
mobilità non indennizzate o che siano comunque privi di
ammortizzatori sociali;
5. Stabilizzazione dei contratti da tempo determinato
a tempo indeterminato, se effettuata almeno 4 mesi prima
della scadenza del contratto a tempo determinato;
6. Assunzioni di soggetti svantaggiati, disoccupati o
inoccupati iscritti ai centri per l’impiego così previsto dal
programma “Azioni di Sistema Welfare to Work per le
politiche di re-impiego;
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
7. Proroghe di contratti a tempo determinato e/o tra­
sformazione dei contratti co.pro in contratti a tempo de­
ter­minato.
b) Di approvare, a far data dalla presente Delibera, gli
interventi sotto specificati:
8. Assunzione a tempo indeterminato (full time o
part time) di dottori di ricerca - Assunzione a tempo
determinato di dottori di ricerca (full time o part time)
con contratti di durata di almeno 12 mesi. Se entro il
termine di scadenza del contratto a tempo determinato il
lavoratore venisse stabilizzato, l’azienda potrà richiedere
la differenza tra le due tipologie contributive:
- € 6.500,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato
full-time;
- € 3.250,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato
part-time;
- € 3.250,00 per ogni assunzione con contratto a
tempo determinato full-time;
- € 2.200,00 per ogni assunzione con contratto a
tempo determinato part-time;
9. Assunzioni a tempo indeterminato ( full-time/ parttime) di tirocinanti:
- € 8.000,00 per ogni assunzioni a tempo indeterminato
full-time;
- € 4.000,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato
part-time;
c) di far fronte, per gli interventi di cui alla presente
Delibera G.R., con risorse regionali e statali a valere sul
Bilancio 2011, tramite opportuna prenotazione di impegno,
riducendo a tal fine, sui capitoli n. 61240,61346,61348 le
prenotazioni di impegno assunte con la Delibera di C.R.
93/2006, nonché con le risorse già assegnate e trasferite
ad ARTEA per gli interventi di cui alla Delibera di G.R.
885/2009, secondo l’articolazione sotto specificata:
- intervento n. 1: capitolo 61240 per € 800.000,00;
- intervento n. 2 - 8 - 9: capitolo 61346 per €
400.000,00;
- intervento n. 3 - 4 - 5 - 6 - 9: capitolo 61348 per €
2.400.000,00;
- intervento n. 6: capitoli n. 61575 per € 3.000.000,00;
- intervento n. 1 - 2 - 8 - 9: importo di € 500.000,00,
che sono in corso di acquisizione nel bilancio regionale
2011 a seguito di assegnazione con decreto del Ministro
per le pari opportunità del 12 maggio 2009 inerente
alla ripartizione delle risorse del Fondo per le politiche
relative ai diritti e alle pari opportunità per l’anno 2009
e che verranno stanziati su capitolo di nuova istituzione
mediante apposita variazione di bilancio in via
amministrativa; per il suddetto importo di € 500.000,00
l’assunzione degli impegni di spesa è subordinata
all’esecutività della citata variazione di bilancio;
- intervento n. 7: risorse già assegnate e trasferite ad
ARTEA per € 978.800,00;
143
d) di dar mandato al Settore Lavoro della Direzione
Generale Competitività del Sistema Regionale e
Sviluppo delle Competenze, l’attuazione del presente
provvedimento.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T., ai sensi dell’art. 5 comma 1 lettera f) della
L.R. 23/2007, e successive modifiche ed integrazioni,
e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta
Regionale, ai sensi dell’art. 18, comma 2 della medesima
L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 253
P.R.S.E. 2007-2010 linee di intervento 1.5 e 3.3 infrastrutture per lo sviluppo economico - assegnazione
risorse al Fondo per le infrastrutture produttive.
LA GIUNTA REGIONALE
Visto il Piano regionale di sviluppo economico
2007-2010, le cui linee di intervento 1.5 (infrastrutture
per il trasferimento tecnologico) e 3.3 (infrastrutture
per i settori produttivi) prevedono il cofinanziamento
di interventi connessi alla realizzazione di infrastrutture
produttive a servizio del sistema delle imprese;
Preso atto che per effetto dell’art. 104 comma 1 della
L.R. 65/2010 (Legge finanziaria per il 2011), la validità
del PRSE 2007-2010 è prorogata al 31.12.2011;
Vista la propria deliberazione n. 924 del 19/10/2009
con la quale si è proceduto alla costituzione del “Fondo
per le infrastrutture produttive” (d’ora innanzi Fondo)
presso ARTEA con la prenotazione di complessivi euro
71.466.852,24;
Vista la propria deliberazione n. 700 del 26/07/2010
con la quale si è proceduto alla integrazione del Fondo
con la prenotazione di complessivi euro 6.965.491,00;
Vista la propria deliberazione n. 117 del 28/02/2011
con la quale si è proceduto alla integrazione del Fondo
con la prenotazione di complessivi euro 27.938.209,24;
Considerato che sono in corso le procedure di
valutazione dei progetti presentati a seguito:
- del Bando per la “Riqualificazione ambientale di
aree destinate ad insediamenti produttivi” - linea 3.3
del PRSE 2007/2010 e linea 1 del PIR 1.3 del PAR FAS
144
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
2007/2013 di cui al D.D. n. 964 del 09/03/10 per il quale
necessitano risorse pari ad euro 22.366.392,18;
- dell’Avviso per la manifestazione di interesse
per il cofinanziamento di interventi finalizzati alla
“razionalizzazione, riorganizzazione e potenziamento
del sistema regionale del trasferimento tecnologico” linea 1.5 del PRSE 2007/2010 e linea di azione 1 del PIR
1.3 del PAR FAS 2007/2013 di cui al decreto n. 3840
del 28/07/2010 per il quale oltre alle risorse pari a 20
Meuro già previste nell’Avviso si renderanno necessarie
ulteriori risorse pari a circa 15 Meuro per far fronte alle
maggiori richieste pervenute;
Considerato che per le problematiche legate al
rispetto del patto di stabilità del Bilancio regionale si
rende opportuno procedere all’impegno pluriennale di
quota parte delle risorse necessarie per l’approvazione
delle relative graduatorie;
Vista la disponibilità esistente sul Bilancio pluriennale
2011-2013 sui capitoli 51457 e 51459 (annualità 20122013);
Ritenuto opportuno procedere all’incremento delle
disponibilità del “Fondo infrastrutture produttive”
assumendo le seguenti prenotazioni specifiche per
complessivi euro 15.429.376,00 sui capitoli di seguito
indicati:
- euro 2.714.698,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012);
- euro 4.357.339,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013);
- euro 4.000.000,00 sul capitolo 51459/ UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012);
- euro 4.357.339,00 sul capitolo 51459/UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013);
Vista la propria deliberazione n. 167 del 16.03.09
con la quale ARTEA viene individuata quale Organismo
Intermedio per lo svolgimento delle attività di controllo e
pagamento connesse alla gestione del PAR FAS;
Vista la propria deliberazione n. 871 del 12.10.09
con la quale si affida ad ARTEA l’attività di controllo e
pagamento connesse alla gestione del PAR FAS 20072013;
Vista la propria deliberazione n. 1126 del 14 dicembre
2009 che approva lo Schema tipo di disciplinare per la
definizione delle modalità di svolgimento delle attività di
controllo e pagamento che ciascun responsabile di Linea
d’azione/Azione intende affidare ad ARTEA;
Visto il disciplinare tra Regione Toscana e ARTEA ed
in particolare l’art. 10 approvato con Decreto n. 1610 del
12.04.2010 che definisce le modalità di svolgimento delle
attività di controllo e pagamento per i progetti relativi
alla linea di azione 1 del PIR 1.3 (FAS 2007-2013) e linea
1.5 e 3.3. del PRSE 2007-2010;
Ritenuto che alla copertura finanziaria dei costi
sostenuti da ARTEA per lo svolgimento delle attività
inerenti la gestione del citato Fondo infrastrutture
produttive si farà fronte con le risorse previste
dall’assistenza tecnica del PAR FAS 2007/2013, secondo
quanto previsto dalla DGR n. 871 del 12.10.2009;
Vista la L.R. n. 66 del 29 dicembre 2010, relativa
al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011 e
bilancio pluriennale 2011/2013;
Vista la delibera della Giunta Regionale n. 5 del
10/01/2011 relativa all’approvazione del bilancio
gestionale 2011 e pluriennale 2011 /2013;
A voti unanimi
DELIBERA
1. di approvare per le motivazioni espresse in
narrativa, l’incremento della dotazione finanziaria del
Fondo infrastrutture produttive costituito presso ARTEA
destinando l’importo di euro 15.429.376,00 del bilancio
pluriennale 2011 - 2013;
2. di assumere, per le finalità di cui al punto 1), le
seguenti prenotazioni specifiche per complessivi euro
15.429.376,00 sui capitoli di seguito indicati:
- euro 2.714.698,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012);
- euro 4.000.000,00 sul capitolo 51459/ UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2012);
- euro 4.357.339,00 sul capitolo 51457/UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013);
- euro 4.357.339,00 sul capitolo 51459/UPB 514 del
Bilancio pluriennale 2011-2013 (annualità 2013);
che presentano la necessaria disponibilità;
3. di dare atto che alla copertura finanziaria dei costi
sostenuti da ARTEA per lo svolgimento delle attività
inerenti la gestione del citato Fondo infrastrutture
produttive si farà fronte con le risorse previste
dall’assistenza tecnica del PAR FAS 2007/2013, secondo
quanto previsto dalla DGR n. 871 del 12.10.2009;
4. di rinviare a successivi atti le ulteriori prenotazioni
delle risorse che si renderanno in futuro disponibili.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi dell’art. 5, comma 1 lett. f) della L.R.
23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Giunta regionale ai sensi dell’art. 18, comma 2 della me­
de­sima L.R. 23/2007.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
DELIBERAZIONE 11 aprile 2011, n. 256
Ricorso alla conferenza paritetica interistituzionale
ai sensi dell’art. 25 della L.R. 1/2005 per il pronun­
ciamento sui possibili contrasti con il P.I.T. del piano
strutturale del comune di Massa.
LA GIUNTA REGIONALE
Vista la legge regionale 3 gennaio n. 1 2005 Norme
per il governo del territorio, e in particolare, gli articoli
24 e 25;
Visto il Piano di indirizzo territoriale (PIT) approvato
dal Consiglio regionale con delibera n. 723 del 28.07.2007
e la relativa implementazione paesaggistica adottata con
delibera di Consiglio regionale n. 32 del 16.06.2009;
Preso atto che:
- il Comune di Massa ha adottato il piano strutturale con
delibera di Consiglio comunale n. 32 del 07.04.2009;
- la Regione Toscana ha presentato un’osservazione
al suddetto piano strutturale;
- il Comune di Massa con deliberazioni n. 54 del
28.10.2010 e n. 56 del 07.12.2010 ha controdedotto alle
osservazioni presentate e con deliberazione n. 66 del
09.12.2010 ha approvato il piano strutturale ed ha quindi
pubblicato l’avviso di approvazione sul B.U.R.T. del
09.02.2011;
Preso atto che a seguito della pubblicazione sul
B.U.R.T. dell’avviso di approvazione il piano strutturale
è diventato efficace;
Vista la nota istruttoria predisposta dal Settore
Pianificazione del territorio della Direzione Generale delle
politiche territoriali, ambientali e per la mobilità della
Regione Toscana (allegato 1) dalla quale risulta che:
- l’osservazione della Regione è stata accolta solo
parzialmente;
- persistono possibili elementi di contrasto con il PIT
di alcune previsioni del piano strutturale;
145
Ritenuto di condividere i contenuti della nota is­trut­­­
toria e pertanto di adire la Conferenza paritetica interisti­
tuzionale, ai sensi dell’articolo 25 della legge regionale
n. 1/2005, in relazione alle previsioni ed ai pro­fili di con­
trasto indicati nella nota stessa;
Ritenuto opportuno che la Regione, prima della
convocazione della Conferenza paritetica interisti­tu­
zionale, si renda disponibile ad incontrare l’Am­mi­
nistrazione Comunale al fine di verificare la possibilità
di dirimere le questioni di possibile contrasto con il PIT,
evitando il prounciamento della Conferenza in merito al
ricorso proposto dalla Regione stessa,
A voti unanimi
DELIBERA
- di adire, ai sensi dell’articolo 25 della legge regionale
n. 1/2005, la Conferenza paritetica interistituzionale
affinché la stessa si pronunci sui possibili profili di
contrasto con il PIT delle previsioni del piano strutturale
del Comune di Massa approvato con delibera consiliare
n. 66 del 09.12.2010, secondo quanto indicato nella nota
istruttoria predisposta dal competente Settore regionale
che forma parte integrante e sostanziale del presente atto
a tutti gli effetti (allegato 1);
- di stabilire che la Regione, prima della convocazione
della Conferenza paritetica interistituzionale, si renda
disponibile ad incontrare l’Amministrazione Comunale al
fine di verificare la possibilità di dirimere le questioni di
possibile contrasto con il PIT, evitando il pronunciamento
della Conferenza in merito al ricorso proposto dalla
Regione stessa.
Il presente provvedimento è pubblicato integralmente
sul B.U.R.T. e sulla Banca dati degli atti amministrativi
della Giunta regionale ai sensi degli articoli 5 e 18 della
legge regionale n. 23/2007 ed è comunicato al Sindaco
del Comune di Massa ai sensi dell’articolo 25 della legge
regionale 1/2005.
Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta
SEGUE ALLEGATO
146
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
allegato 1
REGIONE TOSCANA
Giunta Regionale
DIREZIONE GENERALE DELLE
POLITICHE TERRITORIALI ED
AMBIENTALI E PER LA MOBILITA’
Area di coordinamento Pianificazione territoriale e
Paesaggio
Settore Pianificazione del territorio
Firenze 6 aprile 2011
Oggetto: Comune di Massa – Approvazione del Piano Strutturale di cui alla DCC n. 66 del 9.12.2010
Con delibera di CC n. 32 del 07/04/2009 il Comune di Massa ha adottato il Piano Strutturale. La Regione, in
data 03/08/2009, prot. reg. 209244/N.60.20 ha inoltrato al Comune un’osservazione ai sensi dell’art. 17 della L.R.
1/05 riguardante in sintesi i seguenti aspetti:
1) dimensionamento della variante generale;
2) approfondimento della valutazione integrata;
3) aspetti di incongruenza cartografica;
4) coerenza dell’apparato disciplinare della variante alle disposizioni normative regionali vigenti in
materia, con particolare riguardo alle direttive e prescrizioni del P.I.T.
Sono state presentate in totale n.295 osservazioni; con Delibera di C.C. n. 54 del 28/10/2010, il Comune ha
controdedotto alle osservazioni inoltrate di cui 20 accolte e 85 parzialmente accolte. Successivamente con Delibera
di C.C. n. 56 del 01/12/2010, ha controdedotto all’osservazione inoltrata dall’Ufficio Pianificazione dell’Ente
stesso.
Con Delibera di D.C.C. n. 66 del 09/12/2010 il Comune di Massa ha approvato il Piano Strutturale ed ha
pubblicato l’avviso di approvazione sul BURT del 09/02/2011 (scadenza gg. 60 il 10/04/2011).
Con l’approvazione della variante, in seguito alle osservazioni presentate, il Comune apporta numerose
modifiche al PS adottato e produce ulteriori elaborati: integrazioni geologico-idrauliche sulla perimetrazione delle
aree da sottoporre a misure cautelari a seguito dei dissesti geomorfologici (ottobre/novembre 2010) dell’Autorità di
Bacino, nota aggiuntiva alla relazione di sintesi al processo di valutazione integrata e due nuove cartografie
riguardo“Le strategie dello sviluppo territoriale – La costruzione delle reti ecologiche”.
Per quanto concerne le indagini integrative relative al rischio idraulico su alcuni areali, poiché esse incidono
sul regime di trasformazione dei suoli, apportano modifiche al Q.C. e introducono nuovi elaborati, il Comune ha
disposto che le stesse verranno sottoposte a ripubblicazione secondo il dispositivo della stessa delibera di
approvazione del PS (DCC n. 66 del 09/12/2010).
In via generale, si rileva un’oggettiva difficoltà di lettura degli elaborati relativi alle osservazioni e
controdeduzioni, vista la complessità delle numerose ed anche, in taluni casi, sostanziali modifiche al PS adottato,
al punto tale che sarebbe stato necessario verificare l’eventuale opportunità di sottoporre le stesse a
ripubblicazione, analogamente a quanto disposto per le indagini integrative in merito al rischio idraulico.
Sulla base del documento tecnico delle proposte di controdeduzioni, il Consiglio Comunale accoglie
parzialmente l’osservazione regionale, la quale è articolata in numerosi punti distinti per articoli e argomento, ma le
problematiche evidenziate aumentano per effetto delle modifiche apportate in sede di approvazione ed in
particolare:
- dimensionamento – emergono ulteriori incongruenze nella lettura dei dati riportati nei diversi elaborati
approvati (quadro conoscitivo e quadro normativo-progettuale). In ogni caso tra il PS adottato e quello
approvato, emergono incrementi del carico insediativo complessivo delle UTOE di circa il 60% per la residenza
(mq.368.706 adottato, mq. 595.514), di circa il 50% per le funzioni turistico-ricettive ( posti letto 876
nell’adottato, posti letto 1338 nell’approvato). Mentre il dimensionamento delle funzioni produttive diminuisce
a vantaggio del settore commerciale anche grande distribuzione derivante per lo più dal recupero ed incremento
delle strutture esistenti. Fra queste spicca la previsione nell’UTOE 2 (zona industriale apuana) che prevede
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
147
l’inserimento in sede di approvazione di mq. 40.000 di SUL per le funzioni commerciali – direzionali - servizi,
di cui mq. 10.000 di nuova edificazione.
Il dimensionamento subisce inoltre modifiche anche per i Sistemi Territoriali e Sottosistemi, dove si riscontra
un incremento generalizzato pari a circa il 66% per la funzione residenziale e pari a circa il 43% per la funzione
commerciale/direzionale/servizi (tranne che per il Sottosistema del Candia), e un incremento della funzione
turistica pari a circa il 23% nel Sistema Territoriale della Montagna.
Infine, si segnala che nel dimensionamento dell’Utoe 4 (centro città), per la funzione
commerciale/direzionale/servizi, non risulta la SUL relativa all’Ospedale Unico delle Apuane, che, nel caso
convenzionato dall’adozione all’approvazione del P.S., dovrebbe essere riportata nelle quantità esistenti,
portando così il dimensionamento ad una diminuzione pari a circa il 20%;
- cartografia – sono state prodotte due nuove tavole sulle“Strategie dello sviluppo territoriale: la costruzione
delle reti ecologiche” che introducono elementi innovativi (tracciati di corridoi ecologici ed ambiti territoriali
interpretativi dell’uso del suolo rurale) che non risultano supportate da un effettivo quadro conoscitivo di
riferimento né sono collegate ad un quadro normativo progettuale di PS;
In relazione alle specifiche competenze regionali di verifica del PS approvato rispetto alla coerenza e
compatibilità con le direttive, prescrizioni e salvaguardie del PIT vigente e dell’implementazione paesaggistica del
PIT adottata, nel PS approvato continuano a persistere profili di possibile contrasto ed in particolare:
1. Il piano strutturale approvato non contiene esaustive valutazioni riguardo alla riconferma del dimensionamento
della maggior parte delle previsioni pregresse non attuate dal PRG vigente. In particolare per effetto delle
misure generali di salvaguardia del PIT, di cui all’art. 36, comma 1, le previsioni del vigente PRG soggette a
piano attuativo, per le quali non sia stata stipulata la convenzione o non sia stata avviata la procedura
espropriativa alla data di pubblicazione sul BURT dell’avviso di adozione del piano, sono attuabili in seguito ad
esito favorevole della relativa Valutazione Integrata nel procedimento di formazione del P.S.
L’art. 150 delle norme di PS (misure di salvaguardia) ammette numerose e consistenti varianti anticipatrici al
RU, quindi le valutazioni previste dall’art. 36 del PIT a carico del PS si rendono ancor più necessarie. Il PS
approvato non contiene peraltro neppure una disciplina strategica di riferimento per gli assetti insediativi delle
varianti anticipatrici, rimandando ad un successivo “Progetto strategico dei luoghi e degli spazi della
collettività”, che farà poi parte del Q.C. del RU.
Le varianti anticipatrici che devono risultare coerenti e compatibili con il PIT per essere ricomprese fra quelle
ammesse dalle salvaguardie del PS, riguardano in particolare:
⋅
⋅
⋅
⋅
⋅
⋅
⋅
⋅
⋅
le varianti urbanistiche necessarie alla realizzazione di opere pubbliche e/o all’incremento delle dotazioni di standard
(impianti sportivi ed in particolare al progetto denominato “Cittadella dello Sport” e varianti e piani attuativi finalizzati
alla realizzazione di edilizia pubblica o edilizia sociale, di iniziativa pubblica);
le varianti urbanistiche necessarie al completamento, miglioramento e riqualificazione di aree soggette dal vigente PRG
a strumenti urbanistici attuativi, anche modificandoli ove attuati, o riproponendoli ove necessario, ovvero finalizzate al
superamento dell’obbligo del piano attuativo per aree in gran parte edificate ed urbanizzate;
le varianti urbanistiche o i piani attuativi già adottati alla data del PS ed i relativi interventi purché compatibili con le
disposizioni statutarie della disciplina del P.S., del P.I.T. e del P.T.C.;
le varianti urbanistiche necessarie all’attuazione di piani o programmi assorbiti a tutti gli affetti dal P.S. quali elementi
anticipatori del R.U., ( P.I.I. per la riqualificazione dei comparti territoriali della Stazione e del Frigido, il P.I.U.S.S. del
centro città, le varianti al PRG finalizzate alla realizzazione dell’Ospedale Unico delle Apuane e quelle finalizzate al
potenziamento dell’Ospedale Pediatrico Apuano, nonché al recupero ad alla valorizzazione dell’attuale Ospedale Civico
di Massa e dei presidi sanitari e distretti socio-sanitari. Infine la variante urbanistica al PRG finalizzata alla
realizzazione del Porto Turistico e dei servizi ad esso connessi, con la possibilità di ricomprendere, ove necessario per
l’assetto funzionale dell’infrastruttura, compreso il recupero funzionale delle ex-colonie;
le varianti urbanistiche al PRG finalizzate alla realizzazione o al recupero delle strutture ricettive alberghiere, delle ex
colonie e dei campeggi, anche accompagnate da specifici piani attuativi di settore ove ritenuti necessari;
la variante urbanistica al PRG finalizzata a dettare le norme concernenti gli interventi relativi all’uso del suolo e alla
trasformazione del territorio, anche con l’eventuale superamento dell’obbligo del piano attuativo nella zona di Ronchi
Poveromo;
la variante urbanistica al PRG finalizzata al ridimensionamento e all’adattamento alle nuove esigenze urbanistiche,
territoriali ed ambientali dell’intervento per la realizzazione del Centro Turistico Alberghiero di Ronchi Poveromo
anche attraverso variante al Piano di Lottizzazione;
la variante urbanistica al PRG della ZIA finalizzata al superamento del criterio d’insediamento basato sui codici ISTAT
e/o per la riqualificazione e potenziamento delle attività produttive, prevedendo il solo divieto per nuovi insediamenti
industriali ad alto impatto ambientale;
le varianti necessarie alla valorizzazione e riqualificazione funzionale delle aree dei mercati pubblici;
148
⋅
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
le varianti finalizzate alla ridefinizione della destinazione d’uso di lotti di terreno in zona agricola ai fini
dell’applicazione dei disposti di cui all’art. 12 del vigente PRG, per la realizzazioni di opere pubbliche o di pubblico
interesse;
Risulta infine evidente, al di là degli specifici elementi di possibile contrasto con il PIT, che il complesso quadro
di tali varianti anticipatrici rischia di compromettere l’effettiva sostenibilità del quadro strategico unitario del
piano strutturale sulle risorse territoriali, depotenziando peraltro l’effettiva valenza assegnata al regolamento
urbanistico quale atto fondamentale di governo del territorio.
2. In merito alle ex colonie marine, si rileva una sostanziale modifica degli obbiettivi dettati dall’art. 122 del P.S.
approvato, in quanto la riconversione parziale di tali strutture in residenze fa sì che sussistano profili di
incompatibilità con i contenuti della scheda di paesaggio, Ambito 2, “MASSA” allegata al PIT che classifica le
ex colonie quali elementi di valore storico-culturale, per le quali deve essere previsto il recupero, la
valorizzazione e la riqualificazione. Gli atti della pianificazione territoriale devono contenere azioni prioritarie
di identificazione degli ambiti di valore storico-testimoniale-documentale, il riuso dei manufatti per funzioni
pubbliche produttive, innovative e di qualità legate alla didattica ed all’ospitalità turistica, anche al fine di
conseguire un prolungamento della stagionalità.
3. In riferimento alle direttive e prescrizioni del PIT (artt. 21, 22, 23, 24, 25,26,27,28, 29, 35) non si rileva la
presenza di una compiuta valutazione di sostenibilità degli incrementi dimensionali di UTOE, sistemi e subsistemi (vedi precedente paragrafo sul dimensionamento). In particolare si evidenzia la criticità del
dimensionamento dell’Utoe 6 “Ronchi-Poveromo”, ( ambito costiero ad urbanizzazione diffusa con ancora vuoti
caratterizzati da permanenze naturalistiche).
4. Le modifiche dimensionali apportate all’Utoe 2 “Zona Industriale Apuana” presentano profili di incompatibilità
con le direttive di cui all’art. 18 “presenza industriale in toscana”e con le prescrizioni di cui all’art. 19 del PIT
con particolare riferimento all’incremento delle funzioni commerciali (mq. 10.000 di nuova edificazione e mq.
30.000 da recupero) da riconversione di dimensionamenti produttivi residui del PRG vigente.
5. La variante anticipatrice elencata all’art. 150 delle norme di PS relativa a “P.I.I. per la riqualificazione del
comparto territoriale della stazione e del Frigido” che prevede anche la possibilità di utilizzo dei tracciati
ferroviari dismessi, presenta possibili profili di contrasto con le prescrizioni di cui all’art. 9, commi 5 e 6 del
PIT, in quanto deve essere subordinata ad uno studio di fattibilità per altre destinazioni d’uso ed eventualmente
attuata mediante accordo di pianificazione.
6. Ai sensi dell’art. 9 della Disciplina del Masterplan "La rete dei porti toscani" e degli indirizzi operativi del
protocollo d'intesa sottoscritto il 10 luglio 2008 tra Autorità Portuale, comuni di Carrara e Massa, Provincia e
Regione si prevede il ricorso all’accordo di pianificazione (Art.21 della LR 1/2005) sia per la definizione del
PRP del porto commerciale, sia per quanto concerne le previsioni del nuovo porto turistico del Lavello. L’art.
122 delle norme di PS definisce la disciplina del Porto specificando che l’adeguamento degli strumenti potrà
avvenire anche tramite accordo di pianificazione, mentre il ricorso alla procedura dell’accordo deve essere
obbligatorio. Inoltre i possibili elementi di contrasto con il PIT sono rafforzati dalla possibilità ammessa nelle
salvaguardie di PS all’art. 150 sopracitato, di procedere attraverso una variante anticipatrice per il porto
turistico.
RSM
Il responsabile del settore
Arch. Maria Clelia Mele
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
CONSIGLIO REGIONALE
UFFICIO DI PRESIDENZA
- Deliberazioni
DELIBERAZIONE 1 febbraio 2011, n. 15
Indirizzi in ordine all’Organismo indipendente di
valutazione per la struttura consiliare.
L’UFFICIO DI PRESIDENZA
Viste le norme che definiscono le competenze dell’Uf­
ficio di presidenza ed in particolare:
- l’articolo 15 dello Statuto;
- la legge regionale 5 febbraio 2008, n. 4 (Autonomia
del­l’As­semblea legislativa regionale);
- la legge regionale 8 gennaio 2009, n. 1 (Testo uni­
co in materia di organizzazione e ordinamento del per­
sonale);
- l’articolo 11 del regolamento interno 27 gennaio
2010, n. 12 (Regolamento interno dell’Assemblea legi­
slativa regionale);
- il regolamento interno 11 novembre 2008, n. 7 (Re­
go­lamento interno di organizzazione del Consiglio re­
gionale);
- l’articolo 2 del regolamento interno 20 luglio 2004,
n. 5 (Regolamento interno di amministrazione e con­
tabilità (RIAC);
Visto l’articolo 13, commi 2 quater e 2 quinques
della legge regionale 5 febbraio 2008, n. 4 (Autonomia
dell’Assemblea legislativa regionale), come modificata
dalla l.r. 59/2010, in ordine alla possibilità che l’Ufficio
di presidenza possa deliberare il conferimento di incarichi
di consulenza e di prestazioni libero professionali ad
esperti e professionisti di idonee e comprovate esperienze
rispetto all’incarico da ricoprire, disciplinando le modalità
ed i criteri;
Richiamata la propria deliberazione 22 aprile 2008,
n. 42 (Direttiva in materia di incarichi per il Consiglio
regionale, a seguito della legge finanziaria 2008), nella
quale sono definiti criteri e procedure per l’attribuzione
degli incarichi;
Visto l’articolo 15 ter della stessa legge regionale
4/2008, che dispone in ordine alla valutazione del
personale del Consiglio regionale, da effettuarsi
avvalendosi di un organismo indipendente di valutazione
e che tale organismo possa essere costituito da parte
dell’Ufficio di presidenza d’intesa con la Giunta regionale
oppure in modo autonomo. In questo caso, l’organismo
può essere composto da uno o tre membri esterni
all’amministrazione dotati di elevata professionalità e
di pluriennale esperienza in materia di valutazione, con
particolare riferimento al settore pubblico.
149
Rilevato inoltre che spetta all’Ufficio di presidenza
deliberare i compiti, le modalità di funzionamento e
l’indennità da corrispondere ai componenti nell’ambito
delle risorse già stanziate per il finanziamento complessivo
della struttura regionale;
Visto l’articolo 14 sexies “Organismo indipendente
di valutazione” del regolamento interno del Consiglio
regionale 11 novembre 2008, n. 7 (Regolamento interno di
organizzazione del Consiglio regionale), come modificato
dal regolamento interno del Consiglio regionale 14/2010,
con il quale sono definite per il suddetto organismo: le
funzioni, l’articolazione organizzativa consiliare di
supporto, le caratteristiche, le competenze ed i titoli dei
componenti, e, nel caso in cui sia costituito un organismo
autonomo consiliare, le modalità di costituzione, le
incompatibilità, la durata, le modalità dell’eventuale
revoca, l’indennità da determinarsi da parte dell’Ufficio
di presidenza;
Ritenuto di assumere, in relazione all’organismo
indipendente di valutazione, i seguenti indirizzi per il
previsto confronto sindacale:
a) costituire un organismo indipendente di valutazione
au­tonomo per il personale consiliare, in considerazione
delle peculiarità organizzative e funzionali della strut­tu­
ra;
b) prevedere un organismo composto da tre membri,
in ragione della complessità e della eterogeneità delle
competenze e delle prestazioni da considerare nell’ambito
del nuovo sistema di valutazione;
c) fare puntuale rinvio alle vigenti disposizioni
regolamentari per la definizione dei compiti, delle modalità
di funzionamento, dei requisiti e delle incompatibilità
dell’organismo e dei suoi componenti;
d) richiedere ai membri dell’organismo l’esclusività
nell’ambito del territorio regionale in relazione alla
prestazione richiesta, considerate le indicazioni della
Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e
l’Integrità delle amministrazioni pubbliche costituita in
attuazione del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150
(delibere CIVIT 4/2010 e 121/2010);
e) individuare nel settore organizzazione e personale
la struttura interna di supporto all’organismo, tenuto
conto delle competenze ad essa attribuite in materia di
programmazione, valutazione, monitoraggio e verifica
dei risultati, e di controllo di gestione;
f) individuare per ciascun componente dell’organismo
una indennità annua procapite lorda onnicomprensiva
(rimborsi spese, IVA, IRAP, contributi previdenziali ed
eventuali oneri aggiuntivi se dovuti), di € 10.000,00;
g) di procedere all’attribuzione dell’incarico di
componente dell’organismo indipendente di valuta­
zione, previa individuazione mediante avviso pubblico
dei candidati idonei sulla base della normativa prece­
dentemente richiamata e previa verifica del percorso
150
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
formativo, del curriculum professionale e di un eventuale
colloquio finalizzato alla valutazione del livello di
esperienza e capacità dei singoli interessati;
Considerate le economie derivanti dal processo di
riorganizzazione della struttura consiliare (come definita
da ultimo dalla deliberazione UP 11 gennaio 2011, n. 5
e dal decreto del segretario generale 31 gennaio 2011,
n. 6), cui consegue la riduzione delle direzioni di area e
dei settori, dalla riduzione complessiva della dotazione
organica da 316 a 310 unità (deliberazione UP 25 gennaio
2011, n. 10), comprensiva della riduzione del numero
delle posizioni dirigenziali da 22 a 21 unità (deliberazione
UP 19 ottobre 2010, n. 77), ed evidenziato che la gestione
delle spese concernenti le strutture dirigenziali ed il
personale è affidata agli uffici della Giunta regionale ed
è conseguentemente computata nell’ambito delle risorse
stanziate per il finanziamento complessivo della struttura
regionale;
Ritenuto, infine, di dare mandato, una volta espletata
la prevista fase di contrattazione con le organizzazioni
sindacali, al dirigente competente in materia di personale
di attivare le procedure volte all’individuazione dei
candidati idonei ad essere incaricati in qualità di
componenti dell’organismo indipendente di valutazione
mediante avviso pubblico, tenuto conto di quanto previsto
dalla deliberazione Ufficio di presidenza 22 aprile 2008,
n. 42 (Direttiva in materia di incarichi per il Consiglio
regionale, a seguito della legge finanziaria 2008);
del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150 (delibere
CIVIT 4/2010 e 121/2010);
e) individuare nel settore organizzazione e personale
la struttura interna di supporto all’organismo, tenuto
conto delle competenze ad essa attribuite in materia di
programmazione, valutazione, monitoraggio e verifica
dei risultati, e di controllo di gestione;
f) individuare per ciascun componente dell’organismo
una indennità annua procapite lorda onnicomprensiva
(rimborsi spese, IVA, IRAP, contributi previdenziali ed
eventuali oneri aggiuntivi se dovuti), di € 10.000,00;
g) di procedere successivamente all’attribuzione degli
incarichi di componente dell’organismo indipendente di
valutazione del Consiglio regionale, tra i candidati idonei
individuati mediante l’avviso di cui al punto precedente,
previa verifica del percorso formativo, del curriculum
professionale e di un eventuale colloquio finalizzato alla
valutazione del livello di esperienza e capacità dei singoli
interessati.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul Bol­let­
tino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi dell’articolo
5, comma 1, della l.r. 23/2007 e nella banca dati degli atti
del Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 2,
della medesima l.r. 23/2007.
Il Presidente
Alberto Monaci
Il Segretario
Alessandro Mazzetti
A voti unanimi
DELIBERA
1) di assumere, in relazione all’organismo indipendente
di valutazione, i seguenti indirizzi per la prevista fase di
contrattazione con le organizzazioni sindacali:
a) costituire un organismo indipendente di valutazione
autonomo per il personale consiliare, in considerazione
delle peculiarità organizzative e funzionali della strut­tu­
ra;
b) prevedere un organismo composto da tre membri,
in Regione della complessità e della eterogeneità delle
competenze e delle prestazioni da considerare nell’ambito
del nuovo sistema di valutazione;
c) fare puntuale rinvio alle vigenti disposizioni
regolamentari per la definizione dei compiti, delle modalità
di funzionamento, dei requisiti e delle incompatibilità
dell’organismo e dei suoi componenti;
d) richiedere ai membri dell’organismo l’esclusività
nell’ambito del territorio regionale in relazione alla pre­
stazione richiesta, considerate le indicazioni della Com­
missione per la Valutazione, la Trasparenza e l’In­te­grità
delle amministrazioni pubbliche costituita in at­tuazione
GIUNTA REGIONALE
DIRIGENZA
- Decreti
Direzione Generale Organizzazione e Risorse
DECRETO 5 aprile 2011, n. 1236
certificato il 07-04-2011
Piano Occupazionale della Giunta regionale anno
2011 dirigenti e categorie - periodo 1 gennaio 2011/1
gennaio 2012.
IL DIRETTORE GENERALE
Vista la legge regionale 8 gennaio 2009, n. 1 ed in
particolare l’articolo 7 relativo alle funzioni del Direttore
generale;
Preso atto della deliberazione della Giunta regionale
n. 602 del 14 giugno 2010, così come modificata dalla
deliberazione n. 734 del 2 agosto 2010, con le quali
sono state individuate le Direzioni generali e le Aree di
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
coordinamento di propria competenza e ne sono state de­
finite le competenze;
Richiamato il decreto n. 103 del 21 giugno 2010 con
il quale alla sottoscritta, a decorrere dal 15 luglio 2010,
è stato conferito l’incarico di Direttore generale della
Direzione Generale Organizzazione e Risorse;
Preso atto del decreto n. 5145 del 21 ottobre 2010
avente per oggetto “Assetto organizzativo della Direzione
generale Organizzazione e Risorse”
Visto l’articolo 23 della legge regionale 8 gennaio
2009, n. 1, in materia di programmazione del fabbisogno
di personale il quale prevede che con propria deliberazione
la Giunta regionale per ogni Legislatura determina
gli indirizzi per la programmazione del fabbisogno di
personale e il direttore generale competente in materia
di personale provvede, di norma annualmente, alla
determinazione del fabbisogno di personale previa
comunicazione al CTD;
Visto la Delibera della Giunta regionale n. 176
del 28 marzo 2011 che fissa le linee di indirizzo per
la programmazione del fabbisogno di personale per
la Legislatura 2010/2015, che determina le modalità
per le assunzioni e che incarica la Direzione Generale
Organizzazione e Risorse alla definizione del Piano
occupazionale annuale;
Considerato necessario, al fine di mantenere l’ottimale
funzionamento delle Direzioni Generali, prevedere che
queste potranno coprire fino al 50% (con arrotondamento
all’unità superiore) dei posti non coperti con mobilità
interna o compensare trasferimenti in uscita non sostituiti
da trasferimenti in entrata mediante il reclutamento con
procedure di mobilità dall’esterno, di cui all’allegata
tabella A;
Ritenuto in ogni caso che il numero dei posti ricopribili
con mobilità esterna, per concorso o per scorrimento di
graduatorie non può superare complessivamente n. 55
unità nell’anno 2011 a cui si aggiungono n. 2 unità per
le funzioni aggiuntive relative all’Ufficio di gestione dei
mondiali di ciclismo anno 2013;
151
Considerato che nel periodo 1 gennaio 2011 - 1 gennaio
2012 per la Giunta regionale cesseranno dal servizio
sulla base dei dati in possesso dell’Amministrazione n.
23 dirigenti, 54 unità di categoria D, 26 unità di categoria
C e 13 unità di categoria B per un totale di 116 unità;
Dato atto che il reclutamento del personale della
Giunta regionale definito con il presente decreto
avverrà con graduale distribuzione nel corso dell’anno
compatibilmente alle cessazioni del personale a tempo
indeterminato;
DECRETA
1. di approvare, per i motivi di cui in narrativa, il
Piano occupazionale della qualifica dirigenziale e delle
Categorie per l’anno 2011 (1 gennaio 2011 - 1 gennaio
2012) per la copertura dei posti così come determinati
nell’allegata tabella A che costituisce parte integrante e
sostanziale del presente provvedimento;
2. di disporre che le Direzioni Generali possano coprire
fino al 50% dei posti non coperti con mobilità interna
o compensare i trasferimenti in uscita non sostituiti da
trasferimenti in entrata (con arrotondamento all’unità
superiore), mediante il reclutamento con procedure di
mobilità dall’esterno, di cui all’allegata tabella A;
3. di determinare che il numero dei posti ricopribili
con mobilità esterna, per concorso o per scorrimento di
graduatorie non può superare complessivamente le 55
unità nel periodo 1 gennaio 2011 - 1 gennaio 2012, a cui
si aggiungono, per funzioni aggiuntive 2 unità relative
all’Ufficio di gestione dei mondiali di ciclismo anno 2013.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul
B.U.R.T. ai sensi dell’articolo 5, comma 1 lett. e) della
L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi
della Giunta regionale ai sensi dell’articolo 28, comma 2
della medesima L.R. 23/2007.
Il Direttore Generale
Carla Donati
SEGUE ALLEGATO
152
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALLEGATO A
PIANO OCCUPAZIONALE ANNO 2011 Giunta regionale
numero posti del Piano
occupazionale
Direzioni Generali
B
PRESIDENZA
DIRITTI DI CITTADINANZA E
COESIONE SOCIALE
TOTALE
0
PRESIDENZA
Ufficio di Gestione dei Mondiali
di Ciclismo
TOTALE
0
9
1
1 Dir
4
2
1 Dir / 1 C
6
2
6
1
9
5
4D/1C
4
3
1D/2C
6
3
1D/2C
15
7
6
1 Dir / 5 D
1D/5C
1C
2
1D/1C
15
19
9
4
1 Dir / 4 D
1D/3C
4C
6
2 Dir / 3 D
1C
19
1
2
7
8
1
1
1
3
1
1D
5
7
1
13
2
2C
11
1 Dir / 6 D
4C
27
31
8
66
23
29
numero posti funzioni aggiuntive
B
3
1C/2D
Totale fabbisogno
Funzioni aggiuntive anno 2011
Direzioni Generali
1
1Dir
DIR
8
ORGANIZZAZIONE E RISORSE
Totale
reclutamento
D
7
POLITICHE TERRITORIALI,
AMBIENTALI E PER LA
MOBILITA'
Concorso e
Scorrimento
graduatorie
C
3
COMPETITIVITA' DEL SISTEMA
REGIONALE E SVILUPPO
DELLE COMPETENZE
Mobiità
esterna
Mobilità
interna
2
AVVOCATURA
Modalità di reclutamento
C
D
0
2
2
13
14
66
Modalità di reclutamento
DIR
Totale fabbisogno
Mobilità
interna
0
2
2
1
1D
1
Mobiità
esterna
1
1D
1
Concorso e
Scorrimento
graduatorie
Totale
reclutamento
2
2
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ALTRI AVVISI
ACQUA MINERALE SAN BENEDETTO S.p.A.
Avviso al pubblico di istanza di avvio del proce­
di­mento di verifica di assoggettabilità alla procedura
di V.I.A. (art. 48 L.R. n. 10/2010 e ss.mm.ii.) inerente
le attività di ricerca da svolgersi durante il permesso
di ricerca per acqua minerale denominato “CincianoSan Benedetto”, sito in località Cinciano, nel comune
di Poggibonsi (SI).
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 48 c. 4 della L.R.
n. 10/2010 e ss.mm.ii., la società Acqua minerale San
Benedetto S.p.A., con sede legale in viale Kennedy n. 65,
30037 Comune di Scorzè (VE), in qualità di “Proponente”
dell’opera in progetto,
153
tutela dell’ambiente della Toscana Centrale, via G. Verdi
16, 50122 Firenze.
Come previsto all’art. 48 c. 5 della L.R. n. 10/2010 e
ss.mm.ii., la documentazione sarà pubblicata infine anche
sul sito web della Regione Toscana a cura della stessa.
Tali documenti sono consultabili presso gli uffici
suddetti entro il termine di 45 (quarantacinque) giorni dalla
data di pubblicazione del presente avviso sul B.U.R.T. e
dalla data di affissione all’albo pretorio comunale, per la
presentazione in forma scritta di eventuali osservazioni
o memorie da far pervenire presso la direzione Generale
Presidenza, Area di Coordinamento Programmazione e
controllo - Settore Valutazione di Impatto Ambientale,
sito in via Bardazzi 19, 50127 Firenze.
Il Proponente
Acqua Minerale San Benedetto S.p.A.
RENDE NOTO CHE
il giorno 14/04/2011 ha depositato presso l’Autorità
competente - Regione Toscana-Direzione Generale
Presidenza, Area di Coordinamento Programmazione e
controllo - Settore Valutazione di Impatto Ambientale,
sito in via Bardazzi 19, 50127 Firenze - la richiesta di
verifica di assoggettabilità alla procedura di Valutazione
di Impatto Ambientale in merito al progetto avente
come oggetto:”Attività di ricerca da svolgersi durante
il Permesso di ricerca per acqua minerale denominato
“Cinciano-San Benedetto”, sito in località Cinciano, nel
Comune di Poggibonsi (SI)”.
Il progetto ha l’obiettivo di avviare una fase
preliminare di ricerca finalizzata all’individuazione
di aree idonee alla realizzazione di eventuali opere di
captazione delle acque di falda, che abbiano le stesse
caratteristiche chimico-fisiche peculiari delle acque che
alimentano i vecchi pozzi di Cinciano.
Il progetto rientra tra quelli elencati nell’allegato
B1 p.to a) della L.R. n.10/2010 e ss.mm.ii., e pertanto
è soggetto a verifica di assoggettabilità alla V.I.A. di
competenza regionale.
Rende altresì noto che copia integrale della
documentazione è stata contestualmente depositata per la
consultazione presso:
- Provincia di Siena, P.zza Duomo 9, 53100 Siena
- Comune di Poggibonsi, P.zza Cavour 2, 53036
Poggibonsi (SI)
- ARPAT - Dip.Siena, loc. Ruffolo, 53100 Siena
- Azienda U.S.L. n. 7 -Zona Alta Valdelsa, via della
Costituzione 30, 53036 Poggibonsi (SI)
- Soprintendenza per i beni Architettonici e per il
paesaggio, per le Province di Siena e Grosseto, via di
città 138, 53100 Siena
- Autorità di Bacino del Fiume Arno, via dei Servi 15,
50100 Firenze
- Consorzio di Bonifica per la difesa del suolo e la
RIMA S. S.n.c.
Avviso al pubblico dell’istanza di avvio della
pro­cedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. ai
sensi della L.R. 10/2010 e ss.mm.ii. del progetto di
coltivazione di una cava di inerti nel Comune di La­
te­rina (Ar).
IL PROPONENTE
RIMA S. S.n.c., con sede legale in Laterina (AR) Via
Nazionale, 260,
RENDE NOTO
che in data 12 aprile 2011 stato consegnato al Comune
di Laterina (Ar), quale autorità competente per il rilascio
dell’autorizzazione e all’ARPAT Servizio Locale
Valdarno, all’A.U.S.L. n. 8 Arezzo e alla Provincia di
Arezzo, lo Studio preliminare ambientale per la procedura
di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto
ambientale relativo al progetto di coltivazione e recupero
ambientale di una cava di inerti.
Oggetto e localizzazione: la richiesta riguarda il
progetto di coltivazione e recupero ambientale di una
cava di inerti da realizzarsi in località Latereto nel
territorio del Comune di Laterina (Provincia di Arezzo).
L’area di cava ha una superficie di 1,46 ha e insiste in una
zona non soggetta a vincoli.
Deposito degli atti e loro consultazione: gli atti sono
stati depositati nella loro interezza presso il Comune di
Laterina (Ar) presso la sede di Via Trento, 21 in Laterina.
Gli atti possono essere visionati presso l’Ufficio Tecnico
del Comune di Laterina in Via Trento n. 21, in orario di
154
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
apertura al pubblico nei giorni di martedì e sabato dalle
ore 9.00 alle 12.00.
Pubblicazione ed osservazioni: della richiesta verrà
data pubblicità mediante l’affissione del presente avviso
anche all’Albo Pretorio del Comune di Laterina (AR).
Entro 45 (quarantacinque) giorni dalla data della presente
pubblicazione, e dunque entro il giorno 4 giugno 2011,
chiunque abbia interesse può far pervenire le proprie
osservazioni al Comune di Laterina (Ar) Via Tento, 21 52020 Laterina (Ar).
Il Proponente
Rima S. s.n.c.
SUPERLATIVA S.a.s. di Hu Sichao & C.
Avviso di deposito domanda di Autorizzazione
Integrata Ambientale presso l’autorità competente
per la consultazione da parte dei soggetti interessati.
La Società Superlativa S.a.s. di Hu Sichao & C. con
sede legale in Via Pistoiese n.92, 59100 - Prato (PO) e
con stabilimento produttivo in Via Geminiano Inghirami
15, 59100 - Prato (PO)
AVVISA CHE
il Sig. Hu Sichao, in qualità di legale rappresentante
ed in linea con quanto disciplinato dal D.Lgs 152/06,
ha depositato domanda di Autorizzazione Integrata
Ambientale presso l’autorità competente per la
consultazione da parte dei soggetti interessati.
RENDE NOTO CHE
i soggetti interessati possono prendere visione della
domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale presso
la Provincia di Prato, Servizio Ambiente ed Energia, Via
B. Cairoli, 25 - 59100 - Prato (PO).
I documenti, gli elaborati e gli atti inerenti la domanda
di Autorizzazione Integrata Ambientale sono depositati
anche presso la Società di Consulenza Kairos S.r.l. con
sede in Via delle Sacca n. 88 - 59100 - Prato (PO) e
sono disponibili per la consultazione del pubblico previo
appuntamento telefonico al 0574 964938.
Ai sensi dell’art. 29 quater, comma 4, del D.Lgs.
152/2006 i soggetti interessati possono presentare in
forma scritta osservazioni sulla domanda in questione,
indirizzandoli all’ufficio provinciale sopra indicato entro
30 (trenta) giorni dalla data di pubblicazione del presente
annuncio.
In fede
Sig. Hu Sichao
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
SEZIONE II
- Deliberazioni
COMUNE DI PONTEDERA (Pisa)
DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 22
Variante al Regolamento Urbanistico per modifiche
di modesta entità - recepimento nuovo assetto del
P.A.I. del fiume Arno - recepimento norme trasporto
gas - aggiornamento N.T.A. - approvazione ai sensi
degli artt. 17 e 18 della l.r. n. 1/2005.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Omissis
DELIBERA
1. Di accogliere ovvero respingere, secondo i contenu­
ti espressi nelle controdeduzioni riportate nella relazione
del responsabile dell’U.O. Pianificazione urbanistica,
Ambiente e Protezione Civile, allegata quale parte
integrale e sostanzaiale sotto la lettera “A”;
2. Di approvare, ai sensi degli articoli 17 e 18 della
L.R. n. 1/2005, la variante allo strumento urbanistico
generale vigente mediante modifica del regolamento
urba­nistico per:
a. il recepimento del P.A.I. come aggiornato e
approvato dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino
del Fiume Arno con decreto n. 5 del 29 gennaio 2009;
b. il recepimento del D.M. 24 novembre 1984 sulle
norme di sicurezza per il trasporto di gas naturale in
particolare per quella parte che regola la coesistenza dei
metanodotti nell’ambito di tessuti urbani;
c. realizzare la “stazione ecologica” della città in
località Pietroconti;
d. introdurre modifiche di lieve entità allo zoning in
alcune parti eterogenee del territorio;
e. introdurre aggiornamenti alle N.T.A.
complessivamente, composto dagli elaborati allegati
alla delibera n. 80/2010 di adozione in parte sostituiti da
quelli di seguito elencati in relazione alle osservazioni
accolte e agli ulteriori perfezionamenti introdotti:
- Relazione del Responsabile del Procedimento ai
sensi dell’art. 16 della L.R. n. 1/2005;
- Tav. 2 Carta dei vincoliscala 1:10.000;
- Tav. 3a Ind. Cartogr. zone omogenee - Territorio
comunale ovest scala 1:5.000;
- Tav. 3b Ind. Cartogr. Zone omogenee - Territorio
comunale centro scala 1:5.000;
- Tav. 3c Ind. Cartogr. zone omogenee - Territorio
comunale est scala 1:5.000;
155
- Tav. 4a Ind. Cartogr. Zone omogenee - Pontedera est
scala 1:2.000;
- Tav. 4c Ind. Cartogr. zone omogenee - Pontedera
ovest - Zona produttiva nord scala 1:2.000;
- Tav. 4m Ind. Cartogr. zone omogenee - La Bianca Pietroconti scala 1:2.000;
- Tav. 4r Ind. Cartogr. zone omogenee - Montecastello
scala 1:2.000;
- Tav. 6 Norme Tecniche di Attuazione;
- Tav. 6A Edifici e/o comparti soggetti a particolari
interventi di trasformazione edilizia e/o urbanistica;
- Tav. 6B Comparti edilizi di particolare valore
ambientale e/o urbanistico;
costituenti, insieme a quelli elencati nell’atto di
adozione e non qui sostituiti, il complesso degli elaborati
necessari e sufficienti a rappresentare le modifiche in
parola, significando che gli elaborati completi del P.A.I.
del Fiume Arno sono consultabili anche in web agli
indirizzi www.adbarno.it/rep/gds/pai_pi10k.zip (per la
cartografia in scala 1:10.000 e www.adbarno.it/rep/gds/
pai_pi25k.zip (per la cartografia in scala 1:25.000);
3. Di dare mandato al Dirigente del 1° Settore di
porre in essere tutti gli atti gestionali necessari per dare
esecuzione al presente provvedimento e di incaricare lo
“Staff Sindaco e supporto agli organi” di comunicare
l’avvenuta approvazione del presente atto al 2° Settore
“Lavori Pubblici” e al 3° Settore “Gestione Servizi e
Progettazione”.
Omissis
Il Dirigente del 1° Settore Urbanistica
Massimo Parrini
COMUNE DI PONTEDERA (Pisa)
DELIBERAZIONE 29 marzo 2011, n. 23
Piano di Recupero con variante al Regolamento
Urbanistico per la realizzazione di 4 UU.II. a
destinazione residenziale a Montecastello in fregio
alla via delle Colombaie - U.T.O.E. 2B2 Montecastello
residenziale - approvazione ai sensi degli artt. 15 e
seguenti e artt. 69 e 73 della l.r. n. 1/2005.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Omissis
DELIBERA
1. Di prendere atto dei contributi e accogliere
parzialmente, per le motivazioni contenute nella relazione
illustrativa del Responsabile U.O. Pianificazione
156
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Urbanistica, Ambiente e Protezione Civile, allegata
quale parte integrante e sostanziale alla presente sotto
la lettera “A”, le osservazioni avanzate dalla Regione
Toscana e dalla Provincia di Pisa nella parte concernente
la coerenza tra capacità edificabile sancita dalla norma
generale e quella della scheda-norma A57, respingendo
gi altri rilievi mossi;
2. Di approvare, quindi e ai sensi degli articoli 65,
67, 68, 69 e 73 della L.R. n. 1/2005, il progetto di piano
di recupero in area posta in fregio alla via di Colombaia,
frazione Montecastello, costituenti un insieme sistematico
di opere finalizzate alla edificazione di una superficie
utile lorda di 246,40 m2 a destinazione residenziale con
relativi opere di urbanizzazione per servizi e sottoservizi
e sistemazione della strada prospiciente, secondo gli
elaborati allegati alla delibera n. 81/2010 di adozione;
3. Di prendere atto, altresì, che la relativa variante al
regolamento urbanistico è inserita nel quadro della più
ampia sua variante approvata con deliberazione consiliare
n. 22/2011;
4. Di dare mandato al Dirigente del 1° Settore di
porre in essere tutti gli atti gestionali necessari per dare
esecuzione al presente provvedimento, e di incaricare
l’Ufficio “Staff Sindaco e supporto agli organi” di
comunicare l’avvenuta approvazione del presente atto al
2° Settore e al 3° Settore.
Il Dirigente del 1° Settore Urbanistica
Massimo Parrini
COMUNE DI SINALUNGA (Siena)
DELIBERAZIONE 4 febbraio 2011, n. 5
Variante nr. 1 Piano Attuativo “Porticciolo 2”, a
suo tempio approvato con Deliberazione di Consiglio
Comunale nr. 67 del 20.09.2005, per la realizzazione
edificio con destinazione “D2”. Adozione ai sensi
dell’art. 69 della L.R. 1/2005.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Omissis
DELIBERA
1) approvare la premessa del presente atto che forma
parte integrante e sostanziale del medesimo;
34
34
Particella
2682 ex 2558
827
2684 ex 2562
828
2693 ex 2683
ex 2562 ex 828
3) adottare la Variante al Piano di Lottizzazione
“Porticciolo 2” approvato con Delibera di Consiglio
Comunale nr. 67 del 20.09.2005, presentata dalla ditta
Bruni G. e I. s.r.l. in data 18.06.2010 prot. 13296, così
come meglio rappresentato dagli elaborati descritti in
premessa ed allegati alla presente deliberazione quale
parte integrante e sostanziale;
4) trasmettere per opportuna conoscenza il presente atto
al Garante della Comunicazione, affinché possa provvedere
a quanto previsto dagli artt. 19 e 20 della L.R. 1/2005;
5) incaricare il Responsabile dell’Area Funzionale
Governo del Territorio in merito ai successivi adempimenti
previsti dall’art. 69 della L.R. 1/2005.
Il Responsabile dell’Area Funzionale
Governo del Territorio
Luca Lunghini
- Decreti
COMUNE DI LIVORNO
DECRETO 11 aprile 2011, prot. n. 1225
Omissis
Fg
34
2) approvare l’allegata relazione-proposta di delibe­
razione dell’Area Funzionale Governo Territorio/ U.O.
Urbanistica ed Edilizia Privata in dat 3/02/2011, che
forma parte integrante e sostanziale del presente atto;
Procedure espropriative correlate alle opere di
urbanizzazione del Piano Particolareggiato U.T.O.E.
4C17 “SALVIANO 2” di cui al decreto di occupazione
d urgenza n. 1506 del 21.4.2009. Decreto di esproprio
degli immobili del Demanio dello Stato Fg. 34 Part.
2682, Fg. 34 Part. 2684, Fg. 34 Part. 2693.
LA DIRIGENTE
Omissis
DECRETA
Per le ragioni di fatto e di diritto espresse in premessa
e qui integralmente richiamate a motivazione del
provvedimento:
1. è disposta a favore del Comune di Livorno, con
sede in Piazza del Municipio n.1, C.F. 00104330493,
l’espropriazione dei beni sotto indicati, puntualmente
identificati nella planimetria allegata:
Intestazione: Demanio dello Stato con sede in Roma
C.F. 80193210582 Proprietario 1/1
ex
Qualità
Seminativo Irr. Arb.
Cl.
U
R.D
19,98
R.A
9,69
Sup. da Espr.
2.345
ex
Seminativo Arborato
1
6,03
3,49
1.230
Seminativo Arborato
1
0,79
0,45
160
DECRETO DI OCCUPAZIONE D’URGENZA N. 1506 DEL 21.04.2009 ESEGUITO IN DATA 25.05.2009
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
ORDINA
A) Il presente Decreto:
- è notificato ai proprietari dei beni espropriandi nelle
forme degli atti processuali civili;
- sarà trascritto e volturato al Servizio Pubblicità Im­
mo­biliare dell’Agenzia del Territorio, Ufficio Provin­ciale
di Livorno, e registrato all’Agenzia delle Entrate, Ufficio
Provinciale di Livorno a cura e spese del Comune di
Livorno beneficiario dell’esproprio;
- sarà pubblicato integralmente all’Albo Pretorio
Comunale per trenta giorni consecutivi e per estratto nel
Bollettino Ufficiale della Regione Toscana;
DISPONE
I. Il trasferimento a favore del Comune di Livorno
(C.F. 00104330493) del diritto di proprietà dei beni
espropriati.
II. Dà atto che l’immissione in possesso del bene
espropriato è stata eseguita in data 25 maggio 2009 in
attuazione del decreto di occupazione d’urgenza n.1506
del 21 aprile 2009, e che il relativo Verbale d’immissione
in possesso e il Verbale di stato di consistenza del bene
espropriato è stato redatto ai sensi di quanto disposto
dall’art. 24 del D.P.R. 327/2001 T.U. sugli espropri. Ai
sensi di tale norma viene trasmessa copia dei relativi
verbali all’Ufficio per i Registri immobiliari per la
relativa annotazione.
III. Il Decreto comporta l’estinzione automatica di
tutti i diritti reali e personali gravanti sul bene espropriato,
salvo quelli compatibili con i fini dell’esproprio; le azioni
reali e personali esperibili non incidono sul procedimento
espropriativo e sugli effetti del decreto di esproprio ai
sensi di quanto disposto dall’art. 25 D.P.R. 327/2001.
IV. Avverso il presente Decreto è ammesso ricorso al
Tribunale Amministrativo Regionale, entro sessanta giorni
dalla data di notifica, oppure ricorso straordinario al Capo
dello Stato, entro centoventi giorni dalla data di notifica;
per i terzi interessati il presente decreto è opponibile entro
trenta giorni dalla data di pubblicazione per estratto nel
Bollettino Ufficiale della Regione Toscana.
V. Ai fini della trascrizione e registrazione del presente
Decreto si richiedono le agevolazioni fiscali disposte per
gli atti posti in essere per pubblica utilità, in quanto lo
stesso è stato emesso nell’ambito di un procedimento
espropriativo preordinato alla realizzazione di un’opera
pubblica. Il presente Decreto è esente dall’imposta di
bollo ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 1149/1967.
La Dirigente U. Org.va Urbanistica
Edilizia Privata
Susanna Cenerini
157
- Determinazioni
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 774
Comune di Scarlino. Classificazione a Strada
Comunale del vecchio tracciato della ex S.S. 322 delle
Collacchie, dal km 6+750 al km 7+400 e dal km 7+500
al km 8+000 della S.P. 158 delle Collacchie.
IL DIRETTORE
Premesso:
che il Comune di Scarlino, con nota del 14.04.2010,
prot. 6704/2010, pervenuta al ns. protocollo in data
19.04.2010 al n. 64180, ha richiesto di attivare la procedura
di declassificazione e la successiva classificazione a strada
comunale del vecchio tracciato della ex S.S. 322 delle
Collacchie, passato alla Provincia di Grosseto in virtù del
D.Lgs. 112/98 e del successivo verbale di consegna del
28/09/2001, che trasferiva a questo Ente alcune SS.SS.
tra cui la S.S. 322 denominata successivamente S.P. 158
delle Collacchie;
che la Provincia di Grosseto, aderendo alla richiesta
avanzata dal Comune di Scarlino, ha attivato la procedura
di declassificazione prevista dal D.Lgs. 285/92 “Nuovo
Codice della Strada”, dal Regolamento di attuazione
approvato con DPR 495/92, nonchè dall’art. 22 della LR
88/98 inerente le competenze in materia, richiedendo alla
Regione Toscana la declassificazione medesima;
che la Regione Toscana, con proprio Decreto
Dirigenziale n. 6 del 10/01/2011, declassificava il vecchio
tratto stradale della ex S.S. 322 delle Collacchie, dal km
6+750 in dx, in località Puntone, fino al km 7+400 in
dx della S.P. 158, per una lunghezza di km 0+900 e dal
km 7+500 in sx e al km 8+000 in sx della S.P. 158 delle
Collacchie, avente una lunghezza di km 0+510, per un
totale di km 1+410;
che, pertanto, occorre ad oggi formalizzare la
classificazione del tracciato suddetto come Strada
Comunale, ai sensi della L.R. 88/98 art. 23 e dell’art. 20
del Regolamento attuativo;
Richiamato il Decreto del Presidente della Provincia
n. 74 del 30/03/2010 con il quale è stato conferito all’Ing.
Massimo Luschi l’incarico di Direttore del Dipartimento
Lavori e Servizi Pubblici;
Preso atto che il responsabile del procedimento è
il Geom. Danilo Corridori, responsabile del Servizio
Edilizia,
DETERMINA
158
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
a) di classificare alla qualifica amministrativa di
“Strada Comunale” ai sensi dell’art. 23 della L.R.
88/98 e dell’art. 20 del Regolamento attuativo, il tratto
di strada ex S.S. 322 delle Collacchie, compreso tra il km
6+750 in dx ed il km 7+400 in dx della S.P. 158, per una
lunghezza di km 0+900, e tra il km 7+500 in sx ed il km
8+000 in sx della S.P. 158 delle Collacchie, avente una
lunghezza di km 0+510, per un totale di km 1+410, come
evidenziato, in colore rosso, nella planimetria allegata;
b) di dare atto che la classificazione di cui al precedente
capoverso è stata richiesta dal Comune di Scarlino;
c) di dare atto che l’effettivo passaggio del nuovo
tratto di strada di competenza comunale avverrà con
verbale di consegna, ai sensi dell’art. 23 del Regolamento
attuativo della L.R. 88/98.
Il presente atto è pubblicato integralmente sul BURT
ai sensi dell’art. 5 comma 1 lett. G) della L.R. 23/2007;
Il Direttore
Massimo Luschi
COMUNE DI AREZZO
DETERMINAZIONE 8 aprile 2011, n. 1155
Pagamento diretto ad una ditta catastale dell’in­
den­nità di esproprio per la realizzazione di si­ste­ma­
zio­ne della viabilità in località Case Nuove di Ceci­
lia­no.
IL DIRETTORE
(comprensiva di maggiorazione del cinquanta per
cento ai sensi dell’art. 45 comma 2 lett. c del DPR
327/2001);
- di dare atto che al pagamento della somma
complessiva di € 345,00 si provvede con impegno 800
al Cap. 64334 del Bilancio 2007 che si subimpegna con
il presente atto, come da movimenti contabili allegati e
assunti con il presente atto (somme per acquisizione aree
nel quadro economico del progetto esecutivo approvato
con delibera G.C. n. 373 del 23.6.2009 pari ad € 54.000,00
di cui già utilizzati € 53.223,67, su autorizzazione Ufficio
Unico Progettazione);
- di dare atto che l’indennità di esproprio per le aree
in questione non è soggetta alla ritenuta del 20%, ai
sensi di quanto disposto dall’art. 35 D.P.R. 327/2001 in
quanto trattasi di aree non incluse all’interno delle zone
omogenee di tipo A, B, C, D di cui al D.M. 2 aprile 1968
(essendo zona sedi stradali e spazi accessori);
- che in seguito alla emissione del mandato di
pagamento della somma sopra indicata, sarà pronunciato
l’esproprio degli immobili interessati dal procedimento;
- di dare atto che il mandato di pagamento sarà
esigibile solo decorsi 30 giorni dalla pubblicazione, per
estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione del presente
provvedimento ai sensi dell’art. 26 D.P.R. 327/2001;
- di trasmettere il presente atto all’Ufficio Ragioneria
per gli adempimenti di competenza.
Omissis
Il Direttore
Davide Zanelli
Omissis
DETERMINA
- il pagamento dell’indennità , secondo gli importi
di seguito indicati, previo accertamento della libertà e
proprietà degli immobili - con le modalità previste dal
provvedimento n. 4663/04-, in favore dei sigg.ri ERBETTI
TEODORA, nata a Arezzo il 02/07/1943 propr. 1/2 in
comunione dei beni e STOLZUOLI PIER ANTONIO,
nato a Arezzo il 17/01/1938 propr. 1/2 in comunione dei
beni, i quali hanno accettato l’indennità per le aree di loro
proprietà, necessarie alla realizzazione di sistemazione
della viabilità in località Case Nuove di Ceciliano, auto­
rizzando preventivamente l’Amministrazione Comu­na­le
ad immettersi nel possesso al fine di eseguire i lavori per
la realizzazione dell’opera;
C.T. Arezzo A (Valdarno)
Foglio 73
p.lla n. 259 (ex 245) di mq. 115
INDENNITA’ DI ESPROPRIO € 345,00
COMUNE DI CAMPI BISENZIO (Firenze)
DETERMINAZIONE 12 aprile 2011, n. 44
Espropriazione di beni immobili per la realiz­
zazione del 4° lotto dell’asse stradale Firenze (Perfetti
Ricasoli) - Prato (Mezzana). Pagamento dell’indennità
di espropriazione ex art. 26 D.P.R. 327/2001.
IL DIRIGENTE DEL V SETTORE
Omissis
DETERMINA
1) di stabilire l’indennità di esproprio spettante
ai comproprietari dell’area individuata al NCEU da
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Foglio di mappa n. 2, particella n. 812 di mq. 432,
proprietà “Condominio Rosi 1, Via Pratese 108-126,
Campi Bisenzio” e “Condominio Rosi 2, Via Pratese
84-104, Campi Bisenzio”, nella somma complessiva di
€ 9.720,00, di cui 6.480,00 per indennità di esproprio
ed € 3.240,00 per maggiorazione del 50% a seguito di
accettazione dell’indennità offerta;
2) (omissis);
3) di dare atto che l’area oggetto di esproprio descritta
in narrativa ricade nelle zone omogenee A, B, C o D, e
che pertanto l’indennità di espropriazione sarà sottoposta
alla ritenuta alla fonte del 20% prevista dall’art. 11,
comma 5 e seguenti, della legge n. 413/1991;
4) disporre il pagamento dell’indennità complessiva
di € 9.720,00, da cui deve essere detratta la somma di
€ 1.944,00 a titolo di ritenuta alla fonte del 20%, come
segue:
- € 3.888,00 a favore del “Condominio Rosi 1, Via
Pratese 108-126, Campi Bisenzio, C.F. 93206040482,
- € 3.888,00 a favore del “Condominio Rosi 2, Via
Pratese 84-104, Campi Bisenzio, C.F. 92019260485;
5) ai sensi dell’art. 3, comma 4, della Legge n. 241/1990,
avverso il presente provvedimento gli interessati possono
presentare ricorso al T.A.R. della Toscana o, in alternativa,
ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (per
soli motivi di legittimità), rispettivamente entro 60 giorni
e 120 giorni dalla data di notifica.
Il presente provvedimento, esente da bollo ai sensi
dell’art. 22, allegato B), D.P.R. 26.10.1972, n. 642, sarà
pubblicato per estratto nel Bollettino Ufficiale della
Regione Toscana ai sensi dell’art. 26, comma 7, del DPR
327/2001 e ne sarà data notizia ad eventuali terzi che
risultino titolari di un diritto. Il provvedimento diverrà
esecutivo nel termine di 30 giorni dal compimento delle
predette formalità, se non è proposta da terzi opposizione
per l’ammontare dell’indennità.
Si dà atto che, ai sensi della vigente normativa in
materia, Responsabile del Procedimento è il sottoscritto
Dirigente del V Settore.
Il Dirigente del V Settore
Andrea Bichler
- Avvisi
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
AREZZO
T.U. 11/12/1933 n. 1775 sulle acque pubbliche.
Domanda in data 17/12/2010 per concessione di
derivazione di acqua sotterranea in Comune di
159
Castel San Niccolò loc. Cetica per uso Consumo
Umano. Ditta: Acquedotto Rurale Cetica pratica n.
CSA2010_00017.
La Ditta Acquedotto Rurale Cetica, residente in Cetica,
Castel San Niccolò ha presentato in data 17/12/2010
domanda per la concessione di derivazione di acqua
sotterranea da n. 1 sorgente in località Cetica in Comune
di Castel San Niccolò per uso Consumo Umano-, per un
consumo medio giornaliero di 23 metri cubi.
Il Dirigente
Leandro Radicchi
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
FIRENZE
Avviso relativo a domanda di concessione di
derivazione d’acqua pubblica. Pratica nuova n. 3705.
Il/La Richiedente SAMMICHELI BRANDO
in qualità di legale rappresentante della AZIENDA
FLOROVIVAISTICA CAMPOLUNGO S.S. AGRI­CO­
LA, con sede in via delle Tavarnuzze 38 - Bagno a Ripoli
(Codice fiscale 4876410483) ha presentato domanda, per
ottenere la concessione Nuova a prelevare un quantitativo
di 0,5 l/sec pari a 941 mc / anno di acqua ad uso irriguo agricolo mediante n. 1 pozzo/i ubicato/i in terreno di sua
proprietà , posto nel Comune di Bagno a Ripoli, località
Balatro e individuato/i nei mappali del N.C.T al pozzo
foglio 47 particella 744, 295;
Presso l’Ufficio Direzione “Difesa del Suolo e Pro­
te­zione Civile” è possibile visionare la domanda e gli
elaborati progettuali. Le osservazioni e opposizioni
dovranno pervenire in forma scritta alla suddetta
Direzione entro 30 giorni dalla data di pubblicazione
sul B.U.R.T ovvero entro il termine indicato nell’atto di
pubblicazione all’albo pretorio del comune di Bagno a
Ripoli.
Ai sensi del Legge 241/90 il responsabile del
procedimento è il Dott. Alfredo Galli.
Il Responsabile
Francesco Pugi
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
Concessione di derivazione di acqua pubblica da
un pozzo realizzato nel Comune di Magliano in To­
scana intestata alla Ditta Chimenti Paolo.
Con Determinazione Dirigenziale n. 301 del
16.02.2011 la ditta Chimenti Paolo è stata oggetto di
160
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Concessione pluriennale a derivare acqua pubblica dal
pozzo realizzato nel Comune di Magliano in Toscana,
loc. Zona Corso per moduli 0,03 (3,00 l/s) per gli usi
igienici ed assimilati. Pratica PPC 044/2007.
Il Direttore
Renzo Ricciardi
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
Domanda di concessione di derivazione di acque
sotterranee. Ditta Montecchio soc. Agricola s.r.l.
Pratica n. 52/2010.
Visto il quarto comma dell’art. 7 del R.D. 11.12.1933
n. 1775
Visto l’art. 14 della L.R.T. 11.12.1998 n. 91 “Norme
per la Tutela del Suolo”
Visto l’art. 16 comma 2 della L.R. 23/2007 “Nuovo
Ordinamento BURT e Norme per la Pubblicazione Atti”
Visto l’art. 14 della L.R.T. 11.12.1998 n. 91 “Norme
per la Tutela del Suolo”
Visto l’art. 16 comma 2 della L.R. 23/2007 “Nuovo
Ordinamento BURT e Norme per la Pubblicazione Atti”
SI RENDE NOTO
che la ditta Nofroni Majla ha presentato richiesta
di Concessione di derivazione di acqua pubblica da un
pozzo, ad uso irriguo per moduli 0,02 (2,00 l/sec.), in
località Valle Buia nel Comune di Pitigliano.
L’originale della domanda ed i documenti allegati
saranno depositati presso la Provincia di Grosseto - U.P.
Risorse Idriche - Piazza dei Martiri d’Istia, 1- Grosseto,
per 20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data
della presente pubblicazione.
Le eventuali osservazioni, opposizioni ed eventuali
domande concorrenti dovranno essere presentate a questo
Ufficio, dagli interessati, entro 30 (trenta) giorni dalla
data di pubblicazione del presente Avviso.
Responsabile, per questa fase del procedimento, è
l’Istruttore Tecnico Geom. Paolo Minozzi.
Il Direttore
Massimo Luschi
SI RENDE NOTO
che la ditta Montecchio soc. Agricola s.r.l. ha
presentato richiesta di Concessione di derivazione di
acqua pubblica da un pozzo, ad uso irriguo per moduli
0,01 (1,0 l/sec.), in località Montecchio di Sotto, nel
Comune di Semproniano.
L’originale della domanda ed i documenti allegati
saranno depositati presso la Provincia di Grosseto - U.P.
Risorse Idriche - Piazza dei Martiri d’Istia, 1- Grosseto,
per 20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data
della presente pubblicazione.
Le eventuali osservazioni, opposizioni ed eventuali
domande concorrenti dovranno essere presentate a questo
Ufficio, dagli interessati, entro 30 (trenta) giorni dalla
data di pubblicazione del presente Avviso.
Responsabile, per questa fase del procedimento, è
l’Istruttore Tecnico Geom. Paolo Minozzi.
Il Dirigente
Renzo Ricciardi
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
Domanda di concessione di derivazione di acque
sotterranee. Ditta Nofroni Majla. Pratica n. 95/2008.
Visto il quarto comma dell’art. 7 del R.D. 11.12.1933
n. 1775
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
E.N.E.L. Distribuzione Soc.p.Az. Zona di Grosseto
- Elettrodotto MT a 15 KV in Cavo Sotterraneo da Cabina Primaria Grosseto Sud a loc. Strillaie
in Comune di Grosseto per allacciamento nuova
fornitura Soc. Futura s.p.a. - Rif. ENEL n. 235572C Pratica n. 01/011. Avviso di avvio del procedimento.
Visto l’art. 11 e l’art. 12 della Legge Regionale
To­scana 24/02/2005 n. 39 e il Regolamento n. 9 del
20/12/2000;
SI RENDE NOTO
secondo quanto disposto dall’art.11 comma 4,
della Legge Regionale Toscana 24/02/2005 n. 39,
l’E.N.E.L. Distribuzione Soc.p.Az - Zona di Grosseto
- ha presentato regolare istanza in data 21/03/2011 per
ottenere, l’Autorizzazione Unica alla costruzione ed
all’esercizio dell’Elettrodotto indicato in epigrafe, sito
da Loc. Cabina Primaria Grosseto Sud a Loc. Strillaie
del Comune di Grosseto con dichiarazione di Pubblica
Utilità, indifferibilità ed urgenza, avente le seguenti
caratteristiche tecniche principali:
- Tensione: KV.15; - Sviluppo linea: Km. 9,00; Frequenza HZ 50 -
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Per le altre caratteristiche tecniche non riportate, si
richiama la relazione allegata all’Istanza sopra citata.
L’originale delle domande ed i documenti allegati
saranno depositati presso questa Amministrazione
Provinciale - Via Aurelia Nord 217/15 - Grosseto, per
20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data di
pubblicazione del presente Avviso sul BURT ed all’Albo
Pretorio del Comune interessato, a disposizione di
chiunque ne abbia interesse, nelle ore di Ufficio.
Ai sensi del combinato disposto dell’art. 12 comma
4, della L.R 39/05, le opposizioni, le osservazioni, e
comunque le condizioni cui dovrà essere eventualmente
vincolata l’Autorizzazione all’impianto ed all’esercizio
dell’Elettrodotto di che trattasi, per giorni 30 (trenta) a
decorrere dalla data di pubblicazione del presente avviso,
- a pena di decadenza - gli eventuali portatori di interessi
pubblici o privati, individuali o collettivi, potranno far
pervenire, al responsabile del procedimento presso il
settore Ambiente - U.P. Amministrativa - Via Aurelia
Nord 217/15 Grosseto, le proprie osservazioni (idonee
memorie scritte e documenti) a mezzo raccomandata, che
saranno valutate da questa Amministrazione Provinciale,
qualora pertinenti all’oggetto del procedimento.
Ai sensi e per gli effetti di cui alla legge 241/1990, la
struttura dirigenziale responsabile è l’Area Ambiente e
Conservazione della Natura - Servizio Ambiente - U.P.
Amministrativa - e che il responsabile del procedimento
per questa fase, è il Dott. Renzo Rossi.
Il Responsabile
Renzo Rossi
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
GROSSETO
Domanda di concessione di derivazione di acque
sotterranee. Ditta Soc. COOP. Tagete. Pratica n.
108/2008.
Visto il quarto comma dell’art. 7 del R.D. 11.12.1933
n. 1775
Visto l’art. 14 della L.R.T. 11.12.1998 n. 91 “Norme
per la Tutela del Suolo”
Visto l’art. 16 comma 2 della L.R. 23/2007 “Nuovo
Ordinamento BURT e Norme per la Pubblicazione Atti”
SI RENDE NOTO
che la ditta Soc. COOP. Tagete ha presentato richiesta
di Concessione di derivazione di acqua pubblica da un
pozzo, ad uso irriguo per moduli 0, 03 (3,00 l/sec.), in
località Str. Principina n. 3, nel Comune di Grosseto.
L’originale della domanda ed i documenti allegati
161
saranno depositati presso la Provincia di Grosseto - U.P.
Risorse Idriche - Piazza dei Martiri d’Istia, 1 - Grosseto,
per 20 (venti) giorni consecutivi a decorrere dalla data
della presente pubblicazione.
Le eventuali osservazioni, opposizioni ed eventuali
domande concorrenti dovranno essere presentate a questo
Ufficio, dagli interessati, entro 30 (trenta) giorni dalla
data di pubblicazione del presente Avviso.
Responsabile, per questa fase del procedimento, è
l’Istruttore Tecnico Geom. Paolo Minozzi.
Il Dirigente
Renzo Ricciardi
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
LIVORNO
Comunicazione di avvio del procedimento unico,
ai sensi della L. 241/1990 e ss.mm.ii., conseguente
all’istanza di Autorizzazione Unica energetica
presentata, ai sensi del D.Lgs. 387/2003 e della L.R.
39/2005 e ss.mm.ii., dalla Società ESAM srl, per la
realizzazione e esercizio di un impianto fotovoltaico
“a terra” e delle opere connesse, con potenza di picco
pari a 978, 8 KWp in Comune di Collesalvetti località
Cerretello/I Renai.
In ottemperanza alle disposizioni contenute nell’art.
12 comma 4 della L.R. 39/2005 e ss.mm.ii., si rende noto
che:
in seguito al deposito dell’istanza, depositata Società
ESAM srl, in conformità a quanto disposto dall’art.
13 delle Linee Guida nazionali emanate con DM dello
sviluppo economico del 10/09/2010, registrata in
atti prov.li n. 10993 del 14/03/2011 è stato avviato il
Procedimento unificato per il rilascio di Autorizzazione
unica alla costruzione ed esercizio di un nuovo impianto
fotovoltaico e delle relative opere connesse. L’impianto,
della potenza di 978, 8 Kwp sarà posto a terra ed ubicato
in Comune di Collesalvetti Località Cerretello /I Renai.
La documentazione prodotta è depositata presso
gli Uffici della Provincia di Livorno, Dipartimento
dell’Ambiente e del Territorio, Unità di Servizio “Tutela
dell’Ambiente”, Via G. Galilei n°40, Livorno e potrà
essere consultata negli orari di ufficio. Osservazioni
potranno essere inoltrate da chiunque vi abbia interesse,
singolarmente o in forma associata, al Comune di
Collesalvetti durante il periodo di affissione all’Albo
Pretorio Comunale, oppure alla Provincia di Livorno
entro trenta giorni dalla pubblicazione sul B.U.R.T.
Responsabile del Procedimento è il funzionario
responsabile dell’U.O. “Industria, Ambiente e Sicurezza”
della Provincia di Livorno, ing. Loris Ceccanti. Il presente
avviso, ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge 7 agosto 1990,
n. 241 e ss.mm.ii., vale come comunicazione di avvio
162
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
del procedimento che dovrà concludesi entro centottanta
giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
Il Dirigente
Reginaldo Serra
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI
LIVORNO
L.R. 39/2005 e ss.mm.ii. Istanza per il rilascio di
Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di
un nuovo impianto fotovoltaico e delle relative opere
connesse, da ubicarsi in località Macchialta, comune
di Campiglia Marittima. Comunicazione di avvio del
Procedimento unificato.
In ottemperanza alle disposizioni contenute nell’art.
12 comma 4 della L.R. 39/2005 e ss.mm.ii., si rende noto
che, in seguito ad istanza della “Società Agricola Pasiflor
di Giussani Patrizia e Medici Bruna s.s.”, registrata agli atti
della provincia al protocollo n. 11414, in data 15/03/2011,
è stato avviato il Procedimento unificato per il rilascio
di Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di
un nuovo impianto fotovoltaico e delle relative opere
connesse. L’impianto, della potenza di 196,60 Kwp sarà
posto a terra ed ubicato in località Macchialta nel comune
di Campiglia Marittima. La documentazione prodotta è
depositata presso gli Uffici della Provincia di Livorno,
Dipartimento dell’Ambiente e del Territorio, Unità di
Servizio “Tutela dell’Ambiente”, via G. Galilei n. 40,
Livorno e potrà essere consultata negli orari di ufficio.
Osservazioni potranno essere inoltrate da chiunque
vi abbia interesse, singolarmente o in forma associata,
al comune di Campiglia Marittima durante il periodo
di affissione all’Albo Pretorio Comunale, oppure alla
Provincia di Livorno entro il termine perentorio di trenta
giorni dalla pubblicazione sul B.U.R.T.. Responsabile
del Procedimento è il funzionario responsabile dell’U.O.
“Industria, Ambiente e Sicurezza” della Provincia di
Livorno, ing. Loris Ceccanti. Il presente avviso, ai sensi
degli artt. 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e ss.mm.
ii., vale come comunicazione di avvio del Procedimento
che si concluderà entro centottanta giorni dalla data di
presentazione dell’istanza.
Il Dirigente
Reginaldo Serra
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI LUCCA
Istanza di autorizzazione alla costruzione e
all’esercizio impianto fotovoltaico potenza 993,6 kW
da installare su terreno ubicato in località “Saldina”,
frazione Pieve S. Lorenzo nel Comune di Minucciano
(Lu) e linea elettrica di connessione, da parte della
società Bellavista Energy s.r.l.
SI RENDE NOTO
che la società Bellavista Energy s.r.l. (con sede legale
in Via Selvetta, s.n.c., 55034 Verrucolette, Comune di
Minucciano - LU) ha presentato alla Provincia di Lucca,
in data 21 gennaio 2011 (prot. n. 12793/9.11.5), istanza
di autorizzazione unica ai sensi del D.Lgs. 29 dicembre
2003, n. 387 e s.m.i. e della L.R. 24 febbraio 2005, n. 39
e s.m.i., alla costruzione e all’esercizio di un impianto
fotovoltaico di potenza 993,6 kW da installare su terreno
ubicato in località “Saldina”, frazione Pieve S. Lorenzo
nel Comune di Minucciano (LU) e delle opere connesse
ed infrastrutture indispensabili alla costruzione e
all’esercizio dello stesso ed in particolar modo in merito
della linea elettrica MT in cavo aereo ed in cavo interrato
di connessione alla rete MT di distribuzione di Enel.
Il terreno su cui sarà realizzato l’impianto fotovoltaico
è identificato dalla particella catastale mappale n.
1652, Foglio di Mappa n. 1, sezione A del Comune di
Minucciano.
L’impianto fotovoltaico sarà composto da 4347
moduli fotovoltaici e avrà una superficie captante totale
di m² 7041,60.
La linea elettrica di connessione dell’impianto
fotovoltaico alla rete MT di distribuzione di Enel esistente
avrà una tensione nominale di 15 kV ed un tracciato parte
in cavo interrato (lunghezza circa m 1130) e parte in
cavo aereo (lunghezza circa m 40). Il tracciato della linea
inizia dalla Cabina di Consegna, posta all’estremità sudest del sito di installazione dell’impianto fotovoltaico, e
percorrerà in cavo interrato (sezione 185 mmq) la strada
comunale di Saldina, la S.R. n. 445 “della Garfagnana” da
Pugliano in direzione Aulla, fino al punto in cui all’incirca
la stessa strada incontra un elettrodotto aereo esistente. A
questo punto la linea in cavo interrato abbandona la S.R.
n. 445 ed entra per circa m 15 all’interno della particella
catastale mappale n. 564 del Foglio di Mappa 1, sezione
A del Comune di Minucciano, fino a collegarsi con
un nuovo palo di altezza m 14, all’interno della stessa
particella. Su tale palo sarà installato un dispositivo
di sezionamento e da qui partirà il tratto della linea di
connessione in cavo aereo (sezione 150 mmq AA) fino
al Punto di Connessione costituito dall’elettrodotto MT
esistente in loco.
La linea elettrica MT di connessione in cavo aereo e
interrato creerà possibili interferenze con:
- la S.R. n. 445 “della Garfagnana”;
- la strada comunale di Saldina,
- Fosso del Ragno;
- Fosso della Freddana;
- rete di distribuzione di GPL, esistente nell’area
oggetto dell’intervento, per l’alimentazione di
riscaldamenti.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Considerato che la società Bellavista Energy s.r.l., in
data 29 marzo 2011, prot. n. 59822/9.11.5, ha provveduto
a completare la documentazione di cui al punto 13.1,
Paragrafo 13, Allegato all’art. 1 del D.M. Ministero dello
Sviluppo Economico 10 settembre 2010, si comunica, ai
sensi della L. 241/1990 e s.m.i., art. 7 ed art. 8 l’avvio del
procedimento unico per il rilascio dell’Autorizzazione
Unica, ai sensi del D.Lgs. 387/2003 e s.m.i. e della L.R.
39/2005 e s.m.i., con decorrenza dal 29 marzo 2011.
Il procedimento unico si concluderà entro il termine
massimo di 90 giorni dall’avvio, come recentemente
stabilito dal D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28, art. 5, commi 2
e 5, che hanno apportato modifiche all’art. 12 del D.Lgs.
387/2003 e s.m.i.; tale termine verrà sospeso in caso di
eventuale richiesta di integrazioni rese necessarie ai fini
istruttori del procedimento.
Ai sensi dell’art. 5 della L. 241/1990 e s.m.i., il
responsabile del procedimento di Autorizzazione Unica
è l’Ing. Roberto Pagni, Dirigente del Servizio Ambiente
dell’Amministrazione Provinciale di Lucca.
L’originale della domanda ed i documenti allegati
sono depositati presso gli uffici dell’Amministrazione
Provinciale di Lucca - Dipartimento Ambiente e Risorse
Naturali - Servizio Ambiente - U.O.S. “Energia, A.I.A.
e Nuove Competenze in Materia Ambientale”, Cortile
Carrara, Lucca - n. tel. 0583-417706; n. fax 0583-55926,
a disposizione di chiunque abbia interesse a prenderne
visione nel seguente orario: Martedì, Giovedì ore 10.00
- 12.00 / 15.00 – 16.00; Venerdì ore 10.00 - 12.00.
Chiunque vi abbia interesse può:
- prendere visione della documentazione presentata
dalla società Electrawinds Italia S.p.a., fatto salvo quanto
previsto dalla normativa vigente in materia di diritto alla
riservatezza dei dati;
- presentare, entro 30 giorni dalla data di
pubblicazione del presente avviso, eventuali osservazioni
all’Amministrazione Provinciale di Lucca - Dipartimento
Ambiente e Risorse Naturali - Servizio Ambiente, Cortile
Carrara - 55100 Lucca.
La presente pubblicazione è effettuata dall’Ammini­
strazione Provinciale di Lucca per ottempe­rare a quan­
to disposto dall’art. 12, comma 4, della L.R. 24 feb­
bra­io 2005, n. 39 e s.m.i., “Disposizioni in materia di
energia”.
La presente pubblicazione è effettuata presso l’Albo
Pretorio del Comune di Minucciano e presso l’Albo
Pretorio dell’Amministrazione Provinciale di Lucca,
nonché sul B.U.R.T.
Il Dirigente
Roberto Pagni
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA
CARRARA
163
Pratica PC 1178/76-50 Zucchetti S.p.A. Utiliz­za­
zione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i.
Con istanza protocollo n. 36105 del 03/12/2010, il sig.
Alessandro Zucchetti in qualità di Legale rappresentante
della ZUCCHETTI S.p.A., ha presentato domanda per
effettuare la ricerca di acque sotterranee ed ottenere
rilascio della concessione di derivazione mediante
pozzo nel comune di Aulla (MS) in località Filanda per
un prelievo di mod. massimi 0,1 pari a l/s 10,0 ad uso
condizionamento.
Il Dirigente
Stefano Michela
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA
CARRARA
Pratica PC 1160/47-94 Ditta Luni Service. Utilizza­
zione acqua pubblica T.U. 11.12.1933 n. 1775 s.m.e i.
Con istanza protocollo n. 7026 del 04/03/2011, il sig.
Cerchi Carlo in qualità di amministratore della DITTA
LUNI SERVICE s.n.c., ha presentato domanda per
ottenere il subingresso nella concessione per derivare
acqua dalla falda sotterranea in via Nazionale n. 112
nel comune di Pontremoli (MS) per un prelievo di mod.
massimi 0,05 pari a l/s 5,0 ad uso autolavaggio.
Il Dirigente
Stefano Michela
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MASSA
CARRARA
Pratica PC 901/23 - 198 - Bagno Nuova Italia di
Musetti Federica. Utilizzazione acqua pubblica T.U.
11.12.1933 n. 1775 s.m.e i.
Con istanza protocollo n. 39755 del 27/12/2007, la
Sig.ra Federica Musetti in qualità di titolare della ditta
Bagno Nuova Italia con sede in Marina di Carrara
(MS), ha presentato domanda per ottenere rinnovo della
concessione per la derivazione di acqua sotterranea
mediante pozzo nel comune di Carrara (MS) in località
Marina per un prelievo di mod. massimi 0,001 pari a l/s
0,1 ad uso igienico.
Il Dirigente
Stefano Michela
164
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA
Concessione di derivazione di acqua sotterranea.
Soc. Borgo Scopeto e Caparzo s.r.l. Pratica n. 21225.
Concessione di derivazione acqua sotterranea.
Ditta Pisaroni Mauro. Pratica n. 21228.
La Soc. Borgo Scopeto e Caparzo s.r.l., ha presentato
in data 01.04.2011 domanda per ottenere la concessione
di derivazione di acqua sotterranea per una portata totale
di mod.0,0023 pari a l/sec 0,23 e una quantità massima di
7062 mc/anno da un pozzo da realizzare in località Podere
Misciano nel terreno distinto al Foglio n. 39 Particella
n. 12 senza restituzione, del Comune di Castelnuovo
Berardenga (Prov. di Siena) per uso potabile, igienico,
antincendio e irrigazione aree verdi. Pratica n. 21225.
La Ditta Pisaroni Mauro ha presentato in data
07.04.2011 domanda in sanatoria per la concessione di
derivazione di acqua sotterranea per una portata totale
di mod. 0,015 pari a l/sec 1,5 e una quantità massima di
12000 mc/anno da n. 6 pozzi esistenti in località Az. Agr.
La Grotta nel terreno distinto al Foglio n. 5 Particelle n.
18 - 14 - 105 e al Foglio n. 13 Particelle n. 15 - 114.
senza restituzione, del Comune di Montepulciano (Prov.
di Siena) per uso irriguo. Pratica n. 21228.
Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio
Tommaso Stufano
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA
Concessione di derivazione di acqua sotterranea.
Soc. Villa Agostoli s.r.l. Pratica n. 21226.
La Soc. Villa Agostoli s.r.l., ha presentato in data
01.04.2011 domanda per ottenere la concessione di
derivazione di acqua sotterranea per una portata totale
di mod.0,0004 pari a l/sec 0,04 e una quantità massima
di 1207 mc/anno da un pozzo da realizzare in località
strada degli Agostoli nel terreno distinto al Foglio n. 63
Particella n. 291 senza restituzione, del Comune di Siena
(Prov. di Siena) per uso irrigazione aree verdi. Pratica n.
21226.
Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio
Tommaso Stufano
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA
Concessione di derivazione acqua sotterranea.
Ditta Soc. Assocucine s.r.l. Pratica n. 21227.
La Soc. Assocucine s.r.l. ha presentato in data
05.04.2011 domanda in sanatoria per la concessione di
derivazione di acqua sotterranea per una portata totale di
mod. 0,0002 pari a l/sec 0,02 e una quantità massima di
550 mc/anno da un pozzo esistente in località Bellavista
nel terreno distinto al Foglio n. 50 Particella n. 152 senza
restituzione, del Comune di Poggibonsi (Prov. di Siena)
per uso igienico e simili. Pratica n. 21227.
Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio
Tommaso Stufano
Il Dirigente del Servizio Patrimonio e Demanio
Tommaso Stufano
COMUNE DI BIBBIENA (Arezzo)
Avviso di deposito nella segreteria comunale degli
atti relativi a: “Piano di Recupero PR13A in località
La Casa” adozione - art. 69 - L.R. 1/2005.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
- Vista la deliberazione consiliare n. 9 del 21/03/2011,
di: “Adozione piano di recupero PR13A in località La
Casa” - art. 69 - L.R. 1/2005
- Visto il parere favorevole espresso in data 14/03/2011
ai sensi dell’art. 49, comma 1, del D.Lgs. n. 267 del
18/08/2000, dal responsabile del servizio in ordine alla
regolarità tecnica;
- Visto il parere espresso dalla commissione tecnica
comunale sulla pratica in questione in data 28/01/2011;
Visto l’art. 69, comma 3, della L.R. n. 1/2005;
RENDE NOTO
il progetto di “Adozione piano di recupero PR13A in
località La Casa” - art. 69 - L.R. 1/2005, costituito dai
seguenti elaborati:
- Fascicolo unico (contenente elaborati di piano);
- Schema di convenzione;
- Relazione di fattibilità geologica;
sarà depositato presso l’ufficio segreteria del comune
di Bibbiena in data 20/04/2011 per 45 (quarantacinque)
giorni consecutivi in libera visione del pubblico a
norma dell’art. 69, comma 2 della L.R. n. 1/2005 entro
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
45 (quarantacinque) giorni dalla scadenza del deposito
chiunque può presentare osservazioni.
Il Responsabile del Servizio
Graziano Binozzi
COMUNE DI BIBBIENA (Arezzo)
Avviso di deposito nella segreteria comunale degli
atti relativi a: “Variante al Piano di Lottizzazione del
comparto 16C in località Coccaia”- approvazione
definitiva.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
RENDE NOTO
Che con deliberazione di C.C. n. 12 del 21/03/2011
esecutiva ai sensi di legge, è stato approvata la variante
al piano di lottizzazione al comparto 16C in località
Coccaia.
Detto atto deliberativo con i relativi allegati sarà
depositato nella sede comunale con decorrenza dal
20/04/2011.
Il Responsabile del Servizio
Graziano Binozzi
COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
(Grosseto)
Lavori pubblici - Espropriazione per pubblica
utilità dei beni immobili per la “Realizzazione e
rifacimento percorso pedonale da ex Paoletti a via
San Benedetto Po”, compresa nuova illuminazione
pubblica della strada provinciale e del percorso
pedonale”. Modifica quadro economico - Ordinanza
di deposito presso la Cassa dd.pp. delle indennità
provvisoria d’esproprio e d’occupazione.
IL RESPONSABILE
DEL SERVIZIO PATRIMONIO - ESPROPRI
RENDE NOTO
che con determinazione 25/03/2011 n. 318 si da atto
che:
1. - previo preavviso avvenuto con proprio Decreto n.
2 del 7.12.2010, è stato espletato in data 20 dicembre 2010
dai tecnici dell’Amministrazione comunale espropriante
il sopralluogo sui terreni oggetto della presente procedura
espropriativa, e in presenza dei testimoni non dipendenti
dell’Amministrazione occupante, in sostituzione delle
ditte proprietarie risultate assenti, hanno provveduto
165
nella stessa giornata alla redazione dei verbali per
l’accertamento dello stato di consistenza e di immissione
nel possesso con occupazione d’urgenza dei beni
immobili interessati a far data dal 20.12.2010;
ed è stato disposto:
2. - il deposito presso La Tesoreria Provinciale dello
Stato - Sezione di Grosseto - Servizio della Cassa DD.PP.
delle somme di seguito indicate a titolo di indennità
provvisoria di esproprio per causa di pubblica utilità dei
beni immobili occorrenti per i lavori indicati in oggetto
a favore:
2.a - MONDEI Minetta; c.f.: MNDMTT39A61C310N;
nata a Castiglione della Pescaia (GR) il 21.01.1939;
(prop.4/6) - ROSSI Andrea; c.f.: RSSNDR65D19C310F;
nato a Castiglione della Pescaia (GR) il 19.04.1965;
(prop.1/6) - ROSSI Simone; c.f.: RSSSMN71S05C310L;
nato a Castiglione della Pescaia (GR) il 05.11.1971;
(prop.1/6) - per l’importo di € 20,40 a titolo di indennità
provvisoria non accettata di esproprio per il terreno
individuato al catasto al foglio n. 104, part. n. 275, oltre a
€ 3,40 per indennità di occupazione temporanea;
2.a.1 - NAUTICA FERRARI & PETRINI srl; p. I.V.A.:
01343970537 con sede in Castiglione della Pescaia (GR);
(prop.1/2) - SAVINI Mario; c.f.: SVNMRA42E06F592K;
nato a Montepulciano (SI) il 06.05.1942; (prop. 1/2) - per
l’importo di € 385,30 a titolo di indennità provvisoria
non accettata di esproprio per il terreno individuato al
catasto al foglio n. 104, part. n. 873, oltre a € 64,22 per
indennità di occupazione temporanea;
2.a.2 - CARINI Cristina; c.f.: CRNCST57L67F205P;
nata a Milano il 27.07.1957; (prop. 1/4) - CARINI Laura;
c.f.: CRNLRA45S52F205Q; nata a Milano il 12.11.1945;
(prop.1/4) - CARINI Roberto; c.f.: CRNRRT43D28E094T;
nato a Gorgonzola (MI) il 28.04.1943; (prop. 1/4) CARINI Rolando Marco; c.f.: CRNRND52A27F205K;
nato a Milano il 27.01.1952; (prop. 1/4) - per l’importo di
€ 1.135,60 a titolo di indennità provvisoria non accettata
di esproprio per il terreno individuato al catasto al foglio
n. 104, part. n. 41, oltre a € 189,27 per indennità di
occupazione temporanea;
3. - che, effettuato il deposito delle indennità non
accettate presso La Tesoreria Provinciale dello Stato
- Sezione di Grosseto - Servizio della Cassa DD.PP.,
verrà emesso ed eseguito il Decreto di esproprio a favore
del Comune di Castiglione della Pescaia (GR) per i
beni interessati dal procedimento di espropriazione in
argomento;
4. - che la Tesoreria Provinciale dello Stato - Sezione
di Grosseto - Servizio della Cassa DD.PP. sarà tenuta
ad erogare la somma ricevuta in deposito a seguito del
provvedimento di svincolo del Comune espropriante,
qualora sia divenuta definitiva rispetto a tutti la
determinazione dell’indennità di esproprio, così come
prescritto dall’art. 28 del D.P.R. n. 327/2001;
5. - di pubblicare il presente estratto della
166
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Determinazione 25.03.2011 all’Albo Pretorio del
Comune, al B.U.R.T. e sul sito internet del Comune;
6. - copia del presente estratto viene inviata ai
proprietari espropriandi prima indicati.
Il Responsabile del Servizio
Donatella Orlandi
COMUNE DI CERTALDO (Firenze)
Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69, com­
ma 6, della l.r. 1/05, di un Piano di Recupero di ini­
zia­tiva privata in loc. Fiano - zone di PRG “E5” E
“A1”.
COMUNE DI LUCIGNANO (Arezzo)
Avviso di approvazione definita della variante al
Piano di Lottizzazione C1F (II stralcio) - C1P in loc.
“La Concia” con contestuale variante al R.U., del
Comune di Lucignano.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
Vista la Deliberazione di C.C. n. 30 del 01.07.2008
con la quale il Consiglio Comunale adottava, ai sensi
del combinato disposto degli artt. 16, 17 e 69, della L.R.
01/05, quanto in oggetto;
IL DIRIGENTE
DEL SETTORE SERVIZI PER IL TERRITORIO
Vista la Deliberazione di C.C. n. 7 del 21.03.2011 con la
quale il Consiglio Comunale approvava definitivamente,
ai sensi del combinato disposto degli artt. 17 e 69, della
L.R. 01/05, quanto in oggetto;
RENDE NOTO
RENDE NOTO
- che con delibera n. 78/CC del 28.09.2010 venne
adottato il piano di recupero di cui in oggetto;
- che con delibera n. 10/CC del 28.02.2011 detto
piano di recupero è stato approvato in via definitiva ai
sensi dell’art. 69, comma 5, della L.R. 03.01.2005, n. 1;
- che gli atti relativi restano depositati presso il Settore
Servizi per il Territorio a libera visione del pubblico.
Che gli atti e gli elaborati costituenti l’approvazione
di cui all’oggetto sono depositatati presso la sede
comunale.
Lo strumento approvato diventa efficace dalla data di
pubblicazione del presente avviso sul Bollettino Ufficiale
della Regione Toscana ai sensi del comma 7 dell’art. 17
della L.R. 1/05 e ss.mm.ii.
Il Dirigente Responsabile
Pier Giuseppe Spannocchi
Il Responsabile del Servizio
Alessio Bartolozzi
COMUNE DI CERTALDO (Firenze)
COMUNE DI LUCIGNANO (Arezzo)
Avviso di approvazione, ai sensi dell’art. 69,
comma 6, della L.R. 1/05, di un Piano di Recupero di
iniziativa privata in loc. Sciano - Poggiagrilli - zone di
PRG “A2” e “E4”.
Avviso di approvazione definitiva della variante
contestuale al Piano Strutturale ed al Regolamento
Urbanistico per l’individuazione di una U.T.O.E.
in loc. La Stazione, e revisione degli strumenti di
pianificazione.
IL DIRIGENTE
DEL SETTORE SERVIZI PER IL TERRITORIO
RENDE NOTO
- che con delibera n. 76/CC del 28.09.2010 venne
adottato il piano di recupero di cui in oggetto;
- che con delibera n. 9/CC del 28.02.2011 detto piano
di recupero è stato approvato in via definitiva ai sensi
dell’art. 69, comma 5, della L.R. 03.01.2005, n. 1;
- che gli atti relativi restano depositati presso il Settore
Servizi per il Territorio a libera visione del pubblico.
Il Dirigente Responsabile
Pier Giuseppe Spannocchi
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
Vista la Deliberazione di C.C. n. 37 del 08.11.2010
con la quale il Consiglio Comunale adottava, ai sensi
degli artt. 16, 17 della L.R. 01/05, quanto in oggetto;
Vista la Deliberazione di C.C. n. 6 del 21.03.2011 con la
quale il Consiglio Comunale approvava definitivamente,
ai sensi dell’art. 17, della L.R. 01/05, quanto in oggetto;
RENDE NOTO
Che gli atti e gli elaborati costituenti l’approvazione
di cui all’oggetto sono depositatati presso la sede
comunale.
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Lo strumento approvato diventa efficace dalla data di
pubblicazione del presente avviso sul Bollettino Ufficiale
della Regione Toscana ai sensi del comma 7 dell’art. 17
della L.R. 1/05 e ss.mm.ii.
Il Responsabile del Servizio
Alessio Bartolozzi
COMUNE DI MONTERONI D’ARBIA (Siena)
Variante urbanistica al P.R.G. per modifiche alla
perimetrazione dell’area destinata ad espansione
residenziale Comparto C.1 via S. Lavagnini a
Ponte d’Arbia - Controdeduzione alle osservazioni
presentate - approvazione ai sensi dell’art. 17 della
L.R.T. 03.01.2005 n. 1.
IL RESPONSABILE
DELL’AREA TECNICA- URBANISTICA
Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 64
del 28.11.2008 con la quale è stata adottata la Variante
Urbanistica al P.R.G. per modifiche alla perimetrazione
dell’area destinata ad espansione residenziale Comparto
C.1 in via S. Lavagnini a Ponte d’Arbia, ai sensi dell’art.
17 della L.R.T. 01/2005;
Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 29
del 22.04.2009 con la quale sono state contro dedotte le
osservazioni presentate ed è stata approvata la Variante al
P.R.G. in oggetto;
Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 88
del 30.11.2010 con la quale è stato approvato il Piano
Strutturale ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 01/2005 e
preso atto del supporto geologico allegato al piano;
Vista la L.R.T. n. 1 del 03.01.2005;
RENDE NOTO
- Che a partire dalla data di pubblicazione del presente
avviso sul B.U.R.T. la Variante al P.R.G. Comparto C.1
in via S. Lavagnini a Ponte d’Arbia si deve intendere
efficace a tutti gli effetti ai sensi dell’art. 17 comma 6,
della Legge Regionale Toscana n. 1/2005.
Il Responsabile Area Tecnica-Urbanistica
Anna Calocchi
COMUNE DI MONTERONI D’ARBIA (Siena)
Piano Strutturale: riesame parziale delle osserva­
zioni - esame degli elaborati modificati a seguito delle
167
controdeduzioni - approvazione ai sensi dell’art. 17
della L.R.T. 03.01.2005 n. 1.
IL RESPONSABILE
DELL’AREA TECNICA- URBANISTICA
Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 38
del 16.06.2008 con la quale è stato adottato il Piano
Strutturale ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 01/2005;
Vista la delibera del Consiglio Comunale n. 32 del
22.04.2009 con la quale vengono contro dedotte le
osservazioni al Piano Strutturale;
Vista la deliberazione di Consiglio Comunale n. 88
del 30.11.2010 con la quale è stato approvato il Piano
Strutturale ai sensi dell’art. 17 della L.R.T. 01/2005 con
il riesame parziale delle osservazioni e l’esame degli
elaborati modificati a seguito delle controdeduzioni;
Vista la L.R.T. n. 1 del 03.01.2005;
RENDE NOTO
- Che a partire dalla data di pubblicazione del presente
avviso sul B.U.R.T. il Piano Strutturale si deve intendere
efficace a tutti gli effetti ai sensi dell’art. 17 comma 6,
della Legge Regionale Toscana n. 1/2005.
Il Responsabile Area Tecnica-Urbanistica
Anna Calocchi
COMUNE DI PELAGO (Firenze)
Avviso di approvazione variante n. 8 al R.U.
IL RESPONSABILE
DEL SERVIZIO URBANISTICA E EDILIZIA
Vista la Legge n. 1150/42 e la L.R. n. 1/05 e successive
modifiche e integrazioni;
Vista la Legge 15 maggio 1997 n. 127;
AVVISA
Che trovasi depositata presso la sede del Comune di
Pelago per trenta giorni consecutivi decorrenti dalla data
di pubblicazione del presente avviso, la Deliberazione
di Consiglio Comunale n. 14 del 16/03/2011 con la
quale è stata approvata definitivamente, ai sensi del
comma 4 dell’art. 17 L.R. 1/05, la Variante n. 8 al Nuovo
Regolamento Urbanistico per l’area “ex Merinangora” di
cui alla scheda 1.A.1 - Albereta I in località San Francesco
di Pelago.
168
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
Chiunque può prendere conoscenza degli atti predetti
presso l’Ufficio Tecnico Comunale.
Garante della comunicazione, ai sensi dell’art. 19
L.R. 1/05, è il Geom. Alessandro Melloni.
Il Responsabile
Servizio Urbanistica e Edilizia
Alessandro Pratesi
COMUNE DI SAN GIOVANNI VALDARNO
(Arezzo)
Approvazione definitiva del Programma Aziendale
Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale
“Azienda agricola Luzzi Leonardo”.
IL DIRIGENTE
Visti gli art. 11 e 69 della L.R. 03/01/2005, n. 1;
Vista la deliberazione consiliare del 21.12.2010 n. 66
di adozione;
Vista la deliberazione consiliare del 29.03.2011 n. 38
di approvazione;
Vista la L.R. 03.01.2005, n. 1;
IL DIRIGENTE
Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il Regolamento Urbanistico vigente;
RENDE NOTO
che a decorrere dalla data odierna si trova depositata
presso la Sede Comunale la documentazione inerente
la Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e
s. m. ed i. - Variazione di destinazione d’uso, da “Zo­
na di Recupero” e “Area attrezzata per ricovero mezzi e
materiali attività edili” in “Zona Consolidata di Comple­
tamento Produttivo soggetta a permesso di costruire
convenzionato” ricadente in U.T.O.E. 2A1 Montecalvoli
Basso. Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive
modifiche ed integrazioni.
Detta Variante è stata adottata con delibera del
Consiglio Comunale n. 11 del 24/03/2011 e rimarrà depo­
sitata nella sede comunale per la durata di qua­rantacinque
giorni consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà di
prenderne visione e presentare osservazioni in ordine
alle quali il Consiglio Comunale deciderà in sede di
approvazione definitiva, motivando espressamente le
corrispondenti determinazioni assunte.
Il Dirigente del Settore 4
M. Gennai
RENDE NOTO
che nell’Ufficio Segreteria dal giorno 12.01.2011 per
quarantacinque giorni consecutivi, sono stati depositati
in libera visione al pubblico, ai sensi e per gli effetti della
L.R. 03.01.2005, n. 1, gli atti relativi alla approvazione
del Programma aziendale richiamato in oggetto.
Che dalla data di pubblicazione sul B.U.R.T. del
presente avviso, il Programma Aziendale Pluriennale di
Miglioramento Agricolo Ambientale “Azienda agricola
Luzzi Leonardo” si deve intendere efficace a tutti gli
effetti come disposto dall’art. 69 della LR 1/05.
Il Dirigente
Vito Disabato
COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa)
Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e
s.m. ed i. - Variazione di destinazione d uso, da “Zona
di Recupero” e “Area attrezzata per ricovero mezzi
e materiali attività edili” in “Zona Consolidata di
Completamento Produttivo soggetta a permesso di
costruire convenzionato” ricadente in U.T.O.E. 2A1
Montecalvoli Basso. Adozione ai sensi della L.R. 1/05
e successive modifiche ed integrazioni.
COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa)
Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005
e s.m. ed i. - Individuazione di area da destinare ad
incremento zootecnico in U.T.O.E. 2A3. Variazione
di destinazione d uso da “Aree agricole con edifici
sparsi” a “Zona destinata ad incremento zootecnico”.
Adozione ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche
ed integrazioni.
IL DIRIGENTE
Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il Regolamento Urbanistico vigente;
RENDE NOTO
che a decorrere dalla data odierna si trova depositata
presso la Sede Comunale la documentazione inerente la
Variante Regolamento Urbanistico L.R. 1/2005 e s. m.
ed i. - Individuazione di area da destinare ad incremento
zootecnico in U.T.O.E. 2A3. Variazione di destinazione
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
d’uso da “Aree agricole con edifici sparsi” a “Zona
destinata ad incremento zootecnico”. Adozione ai sensi
della L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni
Detta Variante è stata adottata con delibera del Consi­
glio Comunale n. 10 del 24/03/2011 e rimarrà de­po­si­
tata nella sede comunale per la durata di qua­ran­tacinque
giorni consecutivi durante i quali chi­un­que ha facoltà di
prenderne visione e presentare osservazioni in ordine
alle quali il Consiglio Comunale deciderà in sede di
approvazione definitiva, motivando espressamente le
corrispondenti determinazioni assunte.
Il Dirigente del Settore 4
M. Gennai
COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa)
Variante anticipatrice del nuovo Piano Strutturale
ai sensi della L.R. 1/2005 e s.m.i. e contestuale variante
al R.U. - adeguamento dei piani e dei programmi in
materia di commercio. Approvazione ai sensi della
L.R. 1/05 e successive modifiche ed integrazioni.
IL DIRIGENTE
Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il Regolamento Urbanistico vigente;
RENDE NOTO
che con Delibera di Consiglio Comunale n. 14 del
29/03/2011 è stata approvata la variante anticipatrice del
nuovo Piano Strutturale ai sensi della L.R. 1/2005 e s.m.i.
e contestuale variante al R.U. - adeguamento dei piani e
dei programmi in materia di commercio. Approvazione
ai sensi della L. R. 1/05 e successive modifiche ed
integrazioni.
Il Dirigente del Settore 4
M. Gennai
COMUNE DI SANTA MARIA A MONTE (Pisa)
Piano di Protezione Civile Intercomunale. Adozio­
ne ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed
inte­grazioni.
IL DIRIGENTE
Vista la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il Regolamento Urbanistico vigente;
169
RENDE NOTO
che a decorrere dalla data odierna si trova depositata
presso la Sede Comunale la documentazione inerente
il Piano di Protezione Civile Intercomunale. Adozione
ai sensi della L.R. 1/05 e successive modifiche ed
integrazioni
Detto piano è stato adottato con delibera del Consiglio
Comunale n. 21 del 30/03/2011 e rimarrà depositato
nella sede comunale per la durata di quarantacinque
giorni consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà
di prenderne visione e presentare osservazioni in ordine
alle quali il Consiglio Comunale deciderà in sede di
approvazione definitiva, motivando espressamente le
corrispondenti determinazioni assunte.
Il Dirigente del Settore 4
M. Gennai
COMUNE DI TERRANUOVA BRACCIOLINI
(Arezzo)
Approvazione variante al Regolamento Urbanistico
vigente ai sensi degli artt. 16 e 17 della l.r. n.1/2005,
per la modifica di una zona B3a e una zona C0, nella
frazione “le Ville”.
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Visto l’art. 17 comma 2 della L.R. n. 1 del 03/01/05 e
successive modifiche ed integrazioni;
RENDE NOTO
Che con Deliberazione del Consiglio Comunale
n. 61 del 22/09/2010 è stata approvata la variante al
regolamento urbanistico vigente ai sensi degli artt. 16 e
17 della l.r. n. 1/2005, per la modifica di una zona B3a e
una zona C0, nella frazione “le Ville”.
Che gli elaborati allegati alla suddetta Delibera
rimarranno depositati nella sede del Comune, presso
l’Ufficio Urbanistica Pianificazione Territoriale a libera
visione del pubblico.
Il Responsabile del Procedimento
Giancarlo Barucci
COMUNE DI TERRANUOVA BRACCIOLINI
(Arezzo)
Approvazione Piano di Recupero in area di
trasformazione e recupero urbano sottozona Bc Ter
35 capoluogo e contestuale variante al R.U. vigente ai
sensi degli artt. 16 e 17 della L.R 03.01.2005 n. 1, (ex
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
170
comparti Bc Ter 03 e Bc Ter 12) per la formazione del
comparti Bc Ter 35.
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Visto l’art. 17 comma 6 della L.R. n. 1 del 03/01/05 e
successive modifiche ed integrazioni;
COMUNE DI FIRENZE
DETERMINAZIONE 15 marzo 2011, n. 2459
Tramvia linea 2 (Peretola - Piazza della libertà) Deposito nella cassa DD.PP. di Firenze dell’indennità di
esproprio non accettata per l’immobile contraddistinto
nel Foglio di Mappa 32/B dalla part. 599.
RENDE NOTO
IL DIRETTORE
Che con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 06
del 15.02.2011 è stato APPROVATO il piano di recupero
in area di trasformazione e recupero urbano sottozona
Bc Ter 35 nel capoluogo e contestuale variante al R.U.
vigente ai sensi degli artt.16 e 17 della L.R 03.01.2005 n.
1, (ex comparti Bc Ter 03 e Bc Ter 12) .
Che gli elaborati allegati alla suddetta Delibera
rimarranno depositati nella sede del Comune, presso
l’Ufficio Urbanistica Pianificazione Territoriale a libera
visione del pubblico. La variante è efficace dalla data
di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione
Toscana.
Omissis
Il Responsabile del Procedimento
Giancarlo Barucci
ERRATA CORRIGE
- Determinazioni
COMUNE DI FIRENZE
DETERMINAZIONE 15 marzo 2011, n. 2459
Tramvia linea 2 (Peretola - Piazza della Libertà) Deposito nella cassa DD.PP. di Firenze dell’indennità
di esproprio non accettata per l’immobile contrad­
distinto nel Foglio di Mappa 32/B dalla part. 599.
(Pubblicato sul B.U. n. 14 del 6.4.2011).
Si comunica che, per mero errore materiale, sul B.U.
n. 14 a pag. 254, la Determinazione in oggetto è stata
pubblicata indicando come ente emanante
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FIRENZE
anziché
COMUNE DI FIRENZE
pertanto si procede alla pubblicazione del prov­ve­
dimento nella sua forma corretta:
DETERMINA
1) di liquidare, ai fini del suo deposito alla Cassa DD.
PP., presso la Direzione Provinciale del Tesoro di Firenze
(c. b. 36086), la somma di € 2.659,32# (quota parte della
somma complessiva di € 109.205,41#, da depositare alla
Cassa DD. PP. medesima a titolo di indennità provvisorie
di esproprio non accettate per i terreni interessati dalla
realizzazione dell’opera in oggetto, oppure accettate, ma
prive della documentazione richiesta e necessaria per
poter procedere al relativo pagamento) a favore di:
- Rossini Romano, nato a Greve in Chianti (FI) il
28.10.1935 e residente a Firenze in Via di Novoli n. 52,
cod. fisc. RSSRMN35R28E169C;
- Lori Meri, nata a Firenze il 27.4.1937 ed ivi
residente in Via S. Lorenzino a Ripaltuzza n. 1, cod. fisc.
LROMRE37D67D612U;
- Zanobini Giuliana, nata a Firenze l’8.6.1932
ed ivi residente in Piazza Valdelsa n. 3, cod. fisc.
ZNBGLN32H48D612C;
- Zanobini Lidia, nata a Firenze il 6.3.1935 ed
ivi residente in Piazzetta Valdambra n. 19, cod. fisc.
ZNBLDI35C46D612S;
- Maiani Luisa, nata a Granarolo nell’Emilia il
16.3.1942 e residente a Firenze in Piazzetta Valdambra n.
19, cod. fisc. MNALSU42C56E136D;
- Pancaldi Remo, nato a Castenaso (BO) il 24.8.1937
e residente a Firenze in Piazzetta Valdambra n. 19, cod.
fisc. PNCRME37M24C292U;
- Simonelli Laura, nata in Jugoslavia il 20.11.1943 e
residente a Firenze in Via F. T. Baracchini n. 41, cod. fisc.
SMNLRA43S60G778N;
- Tosi Gilmo, nato a Barberino di Mugello (FI) il
5.5.1942 e residente a Firenze in Via F. T. Baracchini n.
41, cod. fisc. TSOGLM42E05A632R;
- Piccioli Maria Cristina, nata a Firenze il 21.10.1974
ed ivi residente in Via di Novoli n. 52, cod. fisc.
PCCMCR74R61D612Z,
per l’immobile identificato al N.C.T. del Comune di
Firenze, nel foglio di mappa 32/B, dalla particelle 599 di
mq. 325 (da espropriare per porzione di mq. 25);
Omissis
20.4.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 16
5) di pubblicare (ex art. 26.7 del D.P.R. n. 327/01
e s.m.i.) un estratto del presente provvedimento sul
Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, a garanzia
degli eventuali diritti di terzi; entro il termine di 30 giorni
dalla data della pubblicazione, gli interessati potranno
presentare opposizione alla Corte di Appello di Firenze
171
avverso la determinazione delle indennità di cui al
precedente punto n. 1.
Il Direttore
Paolo Pantuliano
MODALITÀ TECNICHE PER L’INVIO DEGLI ATTI
DESTINATI ALLA PUBBLICAZIONE
Con l’entrata in vigore dal 1 gennaio 2008 della L.R. n. 23 del 23 aprile 2007 “Nuovo ordinamento del Bollettino
Ufficiale della Regione Toscana e norme per la pubblicazione degli atti. Modifiche alla legge regionale 20 gennaio
1995, n. 9 (Disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti)”, cambiano le tariffe e le
modalità per l’invio degli atti destinati alla pubblicazione sul B.U.R.T.
Tutti gli Enti inserzionisti devono inviare i loro atti per la pubblicazione sul B.U.R.T. in formato esclusivamente
digitale. Le modalità tecniche per l'invio elettronico degli atti destinati alla pubblicazione sono state stabilite con
Decreto Dirigenziale n. 5615 del 12 novembre 2007. L’invio elettronico avviene mediante interoperabilità dei
sistemi di protocollo informatici (DPR 445/2000 artt. 14 e 55) nell’ambito della infrastruttura di Cooperazione
Applicativa Regionale Toscana. Le richieste di pubblicazione firmate digitalmente (D.lgs 82/2005) hanno come
allegato digitale l'atto di cui è richiesta la pubblicazione. E’ fatta transitoriamente eccezione alle modalità di cui
sopra per gli enti ancora non dotati del protocollo elettronico, per i quali resta utilizzabile, la trasmissione
elettronica all’indirizzo [email protected].
Il materiale da pubblicare deve pervenire all’Ufficio del B.U.R.T. entro il mercoledì per poter essere pubblicato il
mercoledì della settimana successiva.
Il calcolo per le tariffe di inserzione è determinato in base al numero complessivo dei caratteri, spazi,simboli di
interlinea ecc. di cui è composto il testo da pubblicare. La tariffa unitaria per carattere, spazi ecc. è di Euro 0,010, il
costo per la pubblicazione di tabelle, elenchi, prospetti diversi sarà computato moltiplicando la tariffa unitaria per 2.000
per ogni pagina di formato A/4 anche se le dimensioni delle tabelle, ecc. non dovessero occupare interamente la pagina
A/4 (Euro 20).
Per le inserzioni a pagamento il versamento dovrà essere fatto sul C/C postale n. 14357503 intestato a: Regione
Toscana - Bollettino Ufficiale - via F. Baracca, 88 - 50127 Firenze.
L’attestazione del pagamento dovrà essere inviata via fax al n. 0554384620 contestualmente al materiale da
pubblicare inviato in formato digitale.
L’art. 16, comma 2, della L.R. n. 23/2007 stabilisce che gli atti degli enti locali e degli altri enti pubblici la cui
pubblicazione è obbligatoria per previsione di legge o di regolamento è effettuata senza oneri per l’interessato, in
tal caso nella richiesta di pubblicazione deve essere indicata la norma che la rende obbligatoria.
L’art. 16, comma 3, della L.R. n. 23/2007, stabilisce viceversa che sono soggetti a pagamento gli atti di cui all’art.5,
comma 1, lettere h),i),j),e k), ed in particolare:
1) bandi ed avvisi di concorso e relativi provvedimenti di approvazione;
2) bandi ed avvisi per l’attribuzione di borse di studio, contributi, sovvenzioni, benefici economici e i relativi
provvedimenti di approvazione;
3) i provvedimenti di approvazione delle graduatorie relativi ai procedimenti di cui sopra;
4) gli avvisi di conferimento di incarichi esterni o di collaborazione coordinata e continuativa, ove previsto dalla
disciplina della materia.
I testi da pubblicare, trasmessi unitamente alla istanza di pubblicazione, devono possedere i seguenti requisiti
formali:
• testo - in forma integrale o per estratto (ove consentito o espressamente richiesto);
• collocazione fuori dai margini del testo da pubblicare di firme autografe, timbri, loghi o altre segnature;
• utilizzo di un carattere chiaro tondo preferibilmente times newroman, corpo 10;
• indicazione, all’inizio del testo, della denominazione dell’ente emettitore e dell’oggetto dell’atto sintetizzato nei
dati essenziali;
• inserimento nel testo di un unico atto o avviso; più atti o avvisi possono essere inseriti nello stesso testo se
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Per ogni eventuale chiarimento rivolgersi alla redazione del B.U.R.T. tel. n. 0554384622
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