DATI TECNICI Indicazioni per l’impiego di nastri bimetallo per segatrici Mandrini autocentranti 1396 1397-1398 Equilibratura 1399 Portautensili ad espansione idraulica TKN 1400 Calibri a corsoio a nonio 1401 Valore di Isteresi 1402 Squadre - Estratto della norma DIN 875 1403 Tabella di conversione Durezza 1403 Controllo di rugosità 1404 1395 10 DATI TECNICI 10 HSS Indicazioni per l’impiego di nastri bimetallo per segatrici 1396 DATI TECNICI metaalo duro Mandrini autocentranti con attacco cilindrico concentrico a norma DIN 6350 e DIN 6351 I mandrini autocentranti vengono avvitati tramite una flangia su macchine a norma DIN 80, mediante viti a testa cilindrica. I mandrini possono anche essere utilizzati con una flangia a cono corto, questi ultimi vengono preferiti per la minor sporgenza. A M20 M24 M33 M39 M45 B g5 C D E F A B g5 C D E F 21 25 34 40 46 30 36 50 56 67 6,3 8 9 10 11 10 12 14 16 18 20 24 30 35 40 M52 M60 M76x6 M105x6 55 62 78 106 80 90 112 150 12 14 16 20 20 22 30 40 45 50 63 80 Mandrini autocentranti con attacco a cono corto a norma DIN 55 026 e DIN 55 021 3 4 5 6 8 11 15 A B C C D (F) E1 F1 (F2) E2 F2 92 108 133 165 210 280 380 53,983 63,521 82,573 106,385 139,731 196,883 285,791 11 11 13 14 16 18 19 14,288 15,875 17,462 19,050 20,638 16 20 22 25 28 35 42 3xM10 11xM10 11xM10 11xM12 11xM16 11xM20 12xM14 70,6 82,6 104,8 133,4 171,4 235,0 330,2 8xM10 8xM12 8xM16 8xM20 11xM24 61,9 82,6 111,1 165,1 247,6 1397 DATI TECNICI I mandrini autocentranti vengono montati direttamente sulle corone con la stessa norma DIN, il fissaggio avviene mediante vite a brugola. Forma A: fori filettati nella circonferenza passane esterna della flangia. Senza circonferenza passante interna. A partire dalla misura del cono 4 con trascinatore. Mandrini autocentranti con attacco a cono corto a norma DIN 55 022 e DIN 55 027 I mandrini autocentranti vengono montati direttamente sulle corone con norma DIN 55 022, il fissaggio avviene mediante viti a progioniere, dadi di spallamento e con rondella a baionetta che si applica alla corona. Dalla misura 4 in poi con trascinatori. 3 4 5 6 8 11 A B C D E F 102 112 135 170 220 290 53,985 63,525 82,575 106,390 139,735 196,885 11 11 13 14 16 18 16 20 22 25 28 35 3x21 3x21 4x21 4x23 4x29 6x36 75 85 104,8 133,4 171,4 235 Mandrini autocentranti con attacco a cono corto a norma ASA B5,9 D1 e DIN 55 029 I mandrini autocentranti vengono montati direttamente sulle corone con norma ASA B5,9 tipo D1, il fissaggio avviene mediante viti a progioniere tipo Camlock. A 3 4 5 6 8 11 1398 92,1 117,5 146 181 225,4 298,5 B C D 53,985 63,525 82,575 106,390 139,735 196,885 11,1 11,1 12,7 14,3 15,9 17,5 31,8 33,3 38,1 44,5 50,8 60,3 E 3x15,1 3x16,7 6x19,8 6x23 6x26,2 6x30,1 F 70,66 82,55 104,8 133,4 171,4 235 DATI TECNICI Equilibratura Equilibrare significa: determinare il baricentro di un utensile e trasferirlo nell’asse di rotazione. Lo squilibrio Uno squilibrio provoca forze centrifughe; occorre pensare che all’aumentare del numero di giri, la forza centrifuga può anche arrivare ad avere valori pari al quadrato dei valori precedenti. Lo squilibrio statico: si ha quando una o più forze agiscono su un corpo rotante nella stessa direzione e distanza dal baricentro (per esempio se si prende un rotore e lo si appoggia su due supporti posti alle estremità; questo oscillerà fino a quando il punto più pesante di esso non si posizionerà verso il basso). Questo squilibrio agisce anche senza rotazione perciò viene definito statico; con conseguente spostamento del baricentro e oscillazione parallela al suo asse di rotazione. Lo squilibrio statico può essere corretto su 1 piano (baricentro). Togliendo al punto più pesante del materiale, oppure aggiungendolo alla parte opposta. Lo squilibrio dinamico: si ha quando una o più forze agiscono su un corpo rotante con diverse direzioni e distanze dal baricentro. Questo squilibrio può essere determinato solo con la rotazione del corpo; inoltre è anche possibile che uno squilibrio sia predominante nei confronti di un altro. Per la completa correzione dello squilibrio dinamico occorre procedere con la correzione sui 2 piani. Perché acquistare una macchina equilibratrice Oggi, la maggior parte di produttori offre utensili già bilanciati a 8.000/10.000 min-1 G 6.3; questo standard qualitativo può essere considerato in molti casi sufficiente. Occorre però prestare molta attenzione ad alcuni fattori produttivi che possono modificare e quindi compromettere la buona funzionalità dell’utensile; per es. le masse modificabili quali i perni di fissaggio, i dadi di serraggio, creano ad ogni operazione di montaggio un nuovo tipo di squilibrio; per cui è assolutamente indispensabile operare una nuova equilibratura dell’utensile. Un altro pericolo è derivato dall’impiego di utensili non bilanciati, cosa inevitabile; con conseguenze ben note; pertanto anche in questo caso sarebbe utile equilibrare gli utensili acquistati precedentemente. Una buona pratica, è la verifica dell’equilibratura per tutti gli utensili anche se il fornitore rilascia un certificato che attesta il grado di precisione della bilanciatura! L’acquisto di una macchina equilibratrice comporta da parte dell’utente un investimento economico, che può risultare antieconomico se non viene ammortizzato in tempi relativamente brevi. Un equilibratrice può essere ammortizzata in tempi brevi se: • La sicurezza del processo produttivo può essere migliorata. • La vita dell’utensile può essere aumentata. • Gli interventi di manutenzione straordinaria sulle macchine di produzione vengono ridotti. • Le prestazioni e la precisione dell’utensile migliorano fino ad ottenere una riduzione dell’errore oltre il 90%. I vantaggi offerti dai sistemi di equilibratura HAIMER Semplicità – velocità – economicità; riassumono i vantaggi derivati dall’utilizzo dei sistemi di bilanciatura HAIMER. Le macchine equilibratrici HAIMER disponibili in 4 versioni sono in grado di poter offrire agli utilizzatori svariate soluzioni per ogni esigenza: • Equilibratura su 1 o 2 livelli. • Sistema adattatore con fissaggio automatico per tutti gli utensili “standard”. • Massima precisione nella misurazione anche in caso di ripetibilità. • Vari metodi di misurazione per ogni impiego: misurazione semplice, misurazione con mandrino a compensazione, misurazione con azzeramento. • Gestione dei dati degli utensili mediante archiviazione. • Visualizzazione del grado di equilibratura corrente e numero di giri ammesso, nonché del grado di tolleranza di bilanciatura raggiunto. • Visualizzazione della posizione dello squilibrio sempre evidenziata (sullo schermo). • Posizionamento automatico del mandrino sulla posizione di equilibratura. • Indicazione dello squilibrio sull’utensile mediante raggio laser. • Diagnosi degli errori. • Funzione di densità con elenco di materiali di peso specifico differente. • Grafica semplice ed esplicativa per i dati relativi alla misurazione. • Possibilità di stampa di certificati attestanti il grado di bilanciatura. • Funzione di calibratura per la supervisione del collaudo secondo ISO 9000 ff. • Calibratura permanente, una sola volta grazie alla tecnica dei cuscinetti radiali rigidi. • Facile e semplice manutenzione grazie alla costruzione modulare. • Ottimo rapporto qualità/prezzo. Nota Possibilità presso il consorzio CDU di eseguire equilibrature per conto di terzi su portautensili con attacco DIN 69871 – JIS 6339 B MAS BT – DIN 69893 HSK, mediante l’utilizzo di sistemi di equilibratura HAIMER. 1399 DATI TECNICI L’impiego di macchine moderne, implica lavorazioni con un elevato numero di giri, importanti per l’ottenimento di un ottimo grado di finitura superficiale ed un grande volume di truciolo asportato per cui diventa un obbligo l’utilizzo di utensili bilanciati. Un utensile non bilanciato può provocare i seguenti problemi: • La forza centrifuga sollecita i cuscinetti del mandrino, favorendo così una durata notevolmente inferiore; con conseguenti danni al mandrino e costi di riparazione elevati. • La direzione della forza centrifuga si modifica costantemente con il ruotare del mandrino, provocando forti oscillazioni/vibrazioni; come conseguenza si dovranno effettuare altre rifiniture al pezzo lavorato per ottenere un buon grado di finitura. • Le vibrazioni inoltre influiscono negativamente sulla vita dell’utensile, favorendo un sensibile aumento dei costi di produzione • I costruttori di macchine utensili e portautensili raccomandano l’impiego di utensili equilibrati. Portautensili ad espansione idraulica TKN Il portautensile ad espansione idraulica è un prodotto ad elevato contenuto tecnologico idoneo per essere utilizzato in lavorazioni dove si richiedono alte prestazioni e ottimi livelli qualitativi. A dispetto delle sue possibilità e pur se presente sul mercato da diversi anni, non è riuscito ad imporsi all’attenzione degli utilizzatori a causa del prezzo molto alto. Il principio di funzionamento è molto semplice: una piccola vite aziona un pistoncino che comprime l’olio idraulico contenuto in una camera anulare deformando in maniera uniforme, ed ampiamente entro i limiti di elasticità del materiale, due zone in cui le pareti sono più sottili. Questa espansione del materiale permette il perfetto bloccaggio sul gambo dell’utensile (le forze di bloccaggio sono proporzionali alle superfici di contatto) che produrranno elevati valori di resistenza a torsione, senza pregiudicare la precisione di concentricità costruttiva in quanto la deformazione del materiale è uniforme perché uniforme è la distribuzione della pressione dell’olio idraulico sulle pareti della camera anulare. Grazie alla sua particolare costruzione ed al principio di funzionamento i vantaggi del portautensili ad espansione idraulica possono essere così riassunti: Errore di precisione e di ripetibilità ≤ 3 µm. Per un’asportazione di truciolo equamente distribuita fra i taglienti con conseguente minor usura degli stessi ed un incremento della durata dell’utensile. Ottimo valore di equilibratura di fornitura G=2,5 n=15.000 giri/min. Può essere ulteriormente affinato per ottenere elevate qualità di finitura superficiale a grande velocità di rotazione ed in massima sicurezza. Tenuta completa; non sono possibili infiltrazioni d’olio, grasso, liquido refrigerante o trucioli. Facile da usare: basta una chiave a T per bloccare e sbloccare l’utensile. Le migliori prestazioni si ottengono utilizzando utensili con codolo cilindrico. La tolleranza del diametro del codolo deve assolutamente essere h6. Nello stesso portautensile ad espansione idraulica è possibile montare una grande varietà di bussole di riduzione disponibili nei diversi diametri interni per adattarsi al codolo dell’utensile. Il risparmio è evidente senza penalizzare la precisione. Le bussole di riduzione permettono anche il fissaggio di codoli con recessi. La tenuta nell’adduzione di refrigerante (attraverso il condotto centrale o i fori sulla flangia) è garantita fino ad una pressione di 50 Bar. Una sola cosa cui fare attenzione per non rovinare irrimediabilmente il portautensile: non azionarne il bloccaggio a vuoto (senza utensile). Da queste brevi note informative si può dedurre che gli impieghi ottimali del portautensile ad espansione idraulica sono nel campo della foratura e della fresatura con punte e frese a candela anche in metallo duro nonché dell’alesatura di precisione. Per ultimo, ma non meno importante, il prezzo contenuto di sicuro interesse, il grande vantaggio di una pronta disponibilità (DIN 69871 ISO 40-50, BT 40-50) ed un servizio clienti affidabile per un marchio di grande prestigio: TKN. Mandrini a forte serraggio TKN La nuova linea di mandrini a forte serraggio TKN, è in grado di offrire una concreta risposta alle problematiche di lavoro per tutte le macchine utensili. I portautensili a forte serraggio TKN vengono impiegati laddove ci siano esigenze e necessità di serraggio di utensili che sono soggetti a forti sollecitazioni di carichi radiali. La gamma attualmente è disponibile nelle versioni DIN 69871 ISO 40-50 e JIS 6339 MAS BT 40-50 con pinze di riduzione da 20 mm e 32 mm per serraggi da ø 6 mm a ø 25 mm. Le principali caratteristiche tecniche del mandrino sono le seguenti: • Peso e dimensioni ridotte grazie ad una speciale ghiera in acciaio, costruita per contenere al minimo l’usura per frizione; • Alta rigidità e precisione del mandrino entro 0,01 mm; • Elevata precisione di serraggio, grazie ai suoi cuscinetti ad aghi che consentono di avere attriti molto bassi; • Forza di serraggio oltre 500 Nm 1400 Il mandrino a forte serraggio è particolarmente indicato per utensili con attacco cilindrico, Weldon, Wistle Notch e per utensili in metallo duro. DATI TECNICI Calibri a corsoio a nonio Lunghezza calibro 50 100 150 300 400 500 600 700 0,1 e 0,05 0,02 Errore max ammesso µm 50 50 50 50 60 70 80 90 0,01 20 20 30 30 30 30 30 40 20 20 30 30 30 30 30 40 Lunghezza calibro 800 900 1000 1200 1400 1600 1800 2000 0,1 e 0,05 0,02 Errore max ammesso µm 100 110 120 140 160 180 200 220 0,01 40 40 40 50 50 60 60 60 40 40 40 - Errori massimi ammessi Gli errori massimi ammessi (G) sono definiti dalle equazioni esposte di seguito; i valori ottenuti devono essere arrotondati a due decimali. Questi valori valgono per misure effettuate senza inversione della forza di misura. Per tutti gli altri tipi di misure, comprese quelle eseguite con asta di profondità, i valori ottenuti devono essere aumentati di 20 µm. Calibri a corsoio a quadrante o a nonio con valore di una divisione 0,01 0,05 mm: G= (20 + 1/10 mm) µ ≥ 50 µm. Codifica del codice di ispezione secondo le norme DIN EN 60529 Caratteristica 1ª cifra Protezione contro la penetrazione di corpi solidi esterni Con diametro > 50, 0 mm Con diametro > 12,5 mm Con diametro > 2,5 mm Con diametro > 1,0 mm Protetto contro la polvere Totalmente protetto contro la polvere Esempio: IP65: 6 totalmente protetto contro la polvere, 5 protetto contro i getti d’acqua IP IP 1x IP 2x IP 3x IP 4x IP 5x IP 6x Tipo di protezione Caratteristica 2ª cifra Protezione contro la penetrazione di liquidi e acqua Protetto contro la caduta verticale di gocce d’acqua Protetto contro la caduta di gocce con inclinazione max 15° Protetto contro la pioggia Protetto contro gli spruzzi d’acqua Protetto contro getti d’acqua Protetto contro i getti d’acqua potenti Protetto contro l’immersione temporanea Protetto contro l’immersione permanente IP IP x1 IP x2 IP x3 IP x4 IP x5 IP x6 IP x7 IP x8 1401 DATI TECNICI Tipo di protezione Valore di Isteresi Il valore di Isteresi corrisponde alla differenza tra le indicazioni di uno strumento di misura, quando lo stesso valore di un misurando viene misurato nelle stesse condizioni di misura sulla base di un ordine di valori crescente e o descrente. Per questo valore si applica un indice di probabilità del 95%. L’Isteresi può essere determinata con misurazioni singole in un punto qualsiasi della corsa di misura o a partire da un diagramma rappresentante la deviazione totale. Norme e definizioni Le definizioni internazionali in vigore oggi hanno portato alla revisione delle norme esistenti in materia di strumenti di misura. I progetti di norme, approvati o meno, ci portano ad utilizzare, le definizioni che seguono. Blocchetti di riscontro - Scelta del grado di precisione Grado 2 Certificato di taratura e riferibilità I blocchetti di questo grado sono generalmente utilizzati come Campioni di lavoro in sale di controllo in produzione, per azzerare e tarare strumenti ed altre attrezzature di misura, nonché per verificare e regolare utensili, dispositivi e macchine. L’accreditazione è la garanzia da un lato della competenza del laboratorio di taratura e dall’altro della riferibilità dei riscontri e della strumentazione di misura utilizzati ai campioni nazionali riconosciuti dal Sistema Internazionale di unità (SI). In base ad un accordo multilaterale (MLA), tutti i certificati di taratura emessi dai membri della Cooperazione Europea per l’Accreditazione dei Laboratori (EA) sottoelencati vengono reciprocamente riconosciuti: Austria (MBwA), Belgio (BKO/OBF), Danimarca (DANAK), Finlandia (FINAS), Francia (COFRAC), Germania (DKD/DAR), Gran Bretagna (UKAS), Irlanda (NAB), Italia (SIT), Norvegia (NA), Olanda (RvA), Portogallo (IPQ), Spagna (ENAC), Svezia (SWEDAC), Svizzera (SCS/SAS). Altri paesi collegati: Australia (NATA), Nuova Zelanda (lANZ), Repubblica Ceca (CAI) e Sudafrica (SANAS). Grado 1 Anche questi blocch etti vengono considerati come Campioni di lavoro utilizzati per azzerare e tarare calibri e strumenti di misura nelle postazioni di controllo della produzione. Grado O Questi blocchetti sono i Campioni di Riferimento dell’azienda, destinati all’utilizzo in laboratori di taratura o sale metrologiche climatizzate per azzerare e tarare calibri e strumenti di misura di precisione. Grado K (di taratura) I blocchetti del grado K sono Campioni di riferimento destinati ai laboratori metrologici degli istituti nazionali, ai laboratori accreditati o non accreditati da un ente nazionale di taratura e ad altri laboratori di misura. Servono per la taratura di blocchetti o altri riscontri di uguale precisione e anche di strumenti di misura. Grado OO (di precisione) In base alla norma IS0 3650 attualmente in vigore, questo grado viene abbandonato in quanto le incertezze di misura ottenute con la procedura applicata durante la taratura conducevano generalmente ad una disparità rispetto alle tolleranze specificate. La decisione di rinunciare al grado di precisione 00 è stata dettata dall’introduzione della norma ISO 14253-1:1998, che impone di prendere in considerazione l’incertezza di misura nella dichiarazione di conformità del prodotto. Lunghi anni di esperienza nell’applicazione pratica dei blocchetti di riscontro hanno dimostrato del resto che il grado di taratura K può benissimo sostituire il grado di precisione OO utilizzato finora. I blocchetti digrado 00 restano comunque fornibili su richiesta. 1402 DATI TECNICI Squadre - Estratto della norma DIN 875 Classe 50 75 100 150 200 250 300 350 00 0 1 2 0,003 - 0,003 0,007 0,014 0,028 0,003 0,007 0,015 0,030 0,004 0,008 0,018 0,035 0,004 0,009 0,020 0,040 0,005 0,010 0,023 0,045 0,005 0,011 0,025 0,050 0,007 0,015 0,035 0,070 Durezza Vickers HV 30 Durezza Brinell HB 30 Durezza Rockwell(*) HRB 80 85 90 95 100 105 110 115 120 125 130 135 140 145 150 155 160 165 170 175 180 185 190 195 200 205 210 215 220 225 230 235 240 245 250 255 260 265 270 275 280 285 290 295 300 310 320 330 340 80 85 90 95 100 105 110 115 120 125 130 135 140 145 150 155 160 165 170 175 180 185 190 195 200 205 210 215 220 225 230 235 240 245 250 255 260 265 270 275 280 285 290 295 300 310 320 330 340 36,4 42,4 47,4 52,0 56,4 60,0 63,4 66,4 69,4 72,0 74,4 76,4 78,4 80,4 82,2 83,8 85,4 86,8 88,2 89,2 90,8 91,8 93,0 94,0 95,0 95,8 96,6 97,6 98,2 99,0 - HRC Resistenza alla trazione σ B N/mm2 Durezza Vickers HV 30 Durezza Brinell HB 30 Durezza Rockwell(*) HRB HRC Resistenza alla trazione σ B N/mm2 19,2 20,2 21,2 22,1 23,0 23,8 24,6 25,4 26,2 26,9 27,6 28,3 29,0 29,6 30,3 31,5 32,7 33,8 34,9 270 290 310 320 340 360 380 390 410 420 440 460 470 490 500 520 540 550 570 590 600 620 640 660 670 680 710 720 730 750 760 780 800 820 830 850 870 880 900 920 940 950 970 990 1010 1040 1080 1110 1140 350 360 370 380 390 400 410 420 430 440 450 460 470 480 490 500 510 520 530 540 550 560 570 580 590 600 610 620 630 640 650 660 670 680 690 700 720 740 760 780 800 820 840 860 880 900 920 940 350 359 368 376 385 392 400 408 415 423 430 - - 36,0 37,0 38,0 38,9 39,8 40,7 41,5 42,4 43,2 44,0 44,8 45,6 46,3 47,0 47,7 48,3 49,1 49,7 50,4 51,0 51,6 52,2 52,8 53,3 53,9 54,4 55,0 55,5 56,0 56,5 57,0 57,5 58,0 58,5 59,0 59,5 60,4 61,2 62,0 62,8 63,6 64,3 65,0 65,7 66,3 66,9 67,5 68,0 1170 1200 1230 1260 1290 1320 1350 1380 1410 1430 1460 1470 1500 1530 1560 1590 1630 1660 1700 1730 1760 1800 1830 1870 1900 1940 1980 2020 2050 2100 2140 - *: I valori Rockwell indicati con un decimale servono solo per l’interpolazione e nel risultato finale devono essere arrotondati a numeri interi. 1403 DATI TECNICI Tabella di conversione Durezza Controllo di rugosità Riassunto dei parametri di rugosità più utilizzati Rugosità media (deviazione media aritmetica del profilo di rugosità) Ra (ISO 4287 DIN 4768) Media aritmetica dei valori assoluti delle deviazioni di profilo y all’interno della lunghezza campione I. Rugosità massima Rmax (DIN 4768) Profondità massima di rugosità tra quelle singole esistenti Z, all’interno della lunghezza totale di valutazione Im. Secondo le norme ISO 4288 e DIN 4287 - Parte 1, il parametro Rmax viene anche espresso come Ry max Profondità media di rugosità Rz DIN (DIN 4768) Media aritmetica delle singole profondità di rugosità di 5 lunghezze campione successive Ie. Secondo le norme ISO 4287 e DIN 4762, il parametro Rz DIN viene anche espresso come RYS. Le norme DIN 4768 e ISO 4287 non applicano la stessa definizione al parametro Rz, ragione per cui si differenzia in Rz DIN e Rz ISO. Se si misura il parametro Rz secondo le norme DIN, si riconosce generalmente che il valore limite Rz ISO è rispettato purché Rz ISO non sia superiore al valore Rz DIN. 1404 Utilizzo dei campioni di rugosità I campioni di rugosità per controllare la qualità di finitura di superfici lavorate o trattate hanno dimostrato ormai da tempo il loro valore nell’uso pratico. Servono alla comparazione visiva e/o tattile della superficie di un pezzo con una superficie di uguale struttura, prodotta secondo lo stesso metodo di lavorazione. L’unica condizione di utilizzo è che i materiali devono essere paragonabili. Durante la comparazione, quando si tratta di determinare il grado di concordanza tra la superficie del campione e quella del pezzo, la valutazione della rugosità non viene espressa quantitativamente, ma è puramente soggettiva. La comparazione visiva esige un’attenzione particolare per l’angolo di diffusione della luce. Per piccole superfici, si consiglia l’uso di una lente con un fattore di ingrandimento di 8x. Per la comparazione tattile, l’esaminatore utilizzerà la propria unghia o un pezzo di rame, come una piccola moneta.