DATI TECNICI
Indicazioni per l’impiego di nastri bimetallo per segatrici
Mandrini autocentranti
1396
1397-1398
Equilibratura
1399
Portautensili ad espansione idraulica TKN
1400
Calibri a corsoio a nonio
1401
Valore di Isteresi
1402
Squadre - Estratto della norma DIN 875
1403
Tabella di conversione Durezza
1403
Controllo di rugosità
1404
1395
10
DATI
TECNICI
10
HSS
Indicazioni per l’impiego di nastri bimetallo per segatrici
1396
DATI TECNICI
metaalo duro
Mandrini autocentranti con attacco cilindrico concentrico a norma DIN 6350 e DIN 6351
I mandrini autocentranti vengono avvitati tramite una flangia su macchine
a norma DIN 80, mediante viti a testa cilindrica.
I mandrini possono anche essere utilizzati con una flangia a cono corto,
questi ultimi vengono preferiti per la minor sporgenza.
A
M20
M24
M33
M39
M45
B g5
C
D
E
F
A
B g5
C
D
E
F
21
25
34
40
46
30
36
50
56
67
6,3
8
9
10
11
10
12
14
16
18
20
24
30
35
40
M52
M60
M76x6
M105x6
55
62
78
106
80
90
112
150
12
14
16
20
20
22
30
40
45
50
63
80
Mandrini autocentranti con attacco a cono corto a norma DIN 55 026 e DIN 55 021
3
4
5
6
8
11
15
A
B
C
C
D
(F) E1
F1
(F2) E2
F2
92
108
133
165
210
280
380
53,983
63,521
82,573
106,385
139,731
196,883
285,791
11
11
13
14
16
18
19
14,288
15,875
17,462
19,050
20,638
16
20
22
25
28
35
42
3xM10
11xM10
11xM10
11xM12
11xM16
11xM20
12xM14
70,6
82,6
104,8
133,4
171,4
235,0
330,2
8xM10
8xM12
8xM16
8xM20
11xM24
61,9
82,6
111,1
165,1
247,6
1397
DATI TECNICI
I mandrini autocentranti vengono montati direttamente sulle corone con la stessa
norma DIN, il fissaggio avviene mediante vite a brugola.
Forma A: fori filettati nella circonferenza passane esterna della flangia.
Senza circonferenza passante interna.
A partire dalla misura del cono 4 con trascinatore.
Mandrini autocentranti con attacco a cono corto a norma DIN 55 022 e DIN 55 027
I mandrini autocentranti vengono montati direttamente sulle corone con norma
DIN 55 022, il fissaggio avviene mediante viti a progioniere, dadi di spallamento
e con rondella a baionetta che si applica alla corona.
Dalla misura 4 in poi con trascinatori.
3
4
5
6
8
11
A
B
C
D
E
F
102
112
135
170
220
290
53,985
63,525
82,575
106,390
139,735
196,885
11
11
13
14
16
18
16
20
22
25
28
35
3x21
3x21
4x21
4x23
4x29
6x36
75
85
104,8
133,4
171,4
235
Mandrini autocentranti con attacco a cono corto a norma ASA B5,9 D1 e DIN 55 029
I mandrini autocentranti vengono montati direttamente sulle corone con norma ASA B5,9
tipo D1, il fissaggio avviene mediante viti a progioniere tipo Camlock.
A
3
4
5
6
8
11
1398
92,1
117,5
146
181
225,4
298,5
B
C
D
53,985
63,525
82,575
106,390
139,735
196,885
11,1
11,1
12,7
14,3
15,9
17,5
31,8
33,3
38,1
44,5
50,8
60,3
E
3x15,1
3x16,7
6x19,8
6x23
6x26,2
6x30,1
F
70,66
82,55
104,8
133,4
171,4
235
DATI TECNICI
Equilibratura
Equilibrare significa: determinare il baricentro di un utensile e trasferirlo nell’asse di rotazione.
Lo squilibrio
Uno squilibrio provoca forze centrifughe; occorre pensare che all’aumentare del
numero di giri, la forza centrifuga può anche arrivare ad avere valori pari al quadrato
dei valori precedenti.
Lo squilibrio statico: si ha quando una o più forze agiscono su un corpo rotante
nella stessa direzione e distanza dal baricentro (per esempio se si prende un rotore e
lo si appoggia su due supporti posti alle estremità; questo oscillerà fino a quando il
punto più pesante di esso non si posizionerà verso il basso).
Questo squilibrio agisce anche senza rotazione perciò viene definito statico; con
conseguente spostamento del baricentro e oscillazione parallela al suo asse di rotazione.
Lo squilibrio statico può essere corretto su 1 piano (baricentro). Togliendo al punto più
pesante del materiale, oppure aggiungendolo alla parte opposta.
Lo squilibrio dinamico: si ha quando una o più forze agiscono su un corpo rotante
con diverse direzioni e distanze dal baricentro.
Questo squilibrio può essere determinato solo con la rotazione del corpo; inoltre è
anche possibile che uno squilibrio sia predominante nei confronti di un altro.
Per la completa correzione dello squilibrio dinamico occorre procedere con la correzione sui 2 piani.
Perché acquistare una macchina equilibratrice
Oggi, la maggior parte di produttori offre utensili già bilanciati a 8.000/10.000 min-1 G
6.3; questo standard qualitativo può essere considerato in molti casi sufficiente.
Occorre però prestare molta attenzione ad alcuni fattori produttivi che possono modificare e quindi compromettere la buona funzionalità dell’utensile; per es. le masse
modificabili quali i perni di fissaggio, i dadi di serraggio, creano ad ogni operazione di
montaggio un nuovo tipo di squilibrio; per cui è assolutamente indispensabile
operare una nuova equilibratura dell’utensile.
Un altro pericolo è derivato dall’impiego di utensili non bilanciati, cosa inevitabile; con
conseguenze ben note; pertanto anche in questo caso sarebbe utile equilibrare gli
utensili acquistati precedentemente. Una buona pratica, è la verifica dell’equilibratura per tutti gli utensili anche se il fornitore rilascia un certificato che attesta il grado di
precisione della bilanciatura!
L’acquisto di una macchina equilibratrice comporta da parte dell’utente un investimento economico, che può risultare antieconomico se non viene ammortizzato in
tempi relativamente brevi.
Un equilibratrice può essere ammortizzata in tempi brevi se:
• La sicurezza del processo produttivo può essere migliorata.
• La vita dell’utensile può essere aumentata.
• Gli interventi di manutenzione straordinaria sulle macchine
di produzione vengono ridotti.
• Le prestazioni e la precisione dell’utensile migliorano fino
ad ottenere una riduzione dell’errore oltre il 90%.
I vantaggi offerti dai sistemi di equilibratura HAIMER
Semplicità – velocità – economicità; riassumono i vantaggi derivati dall’utilizzo dei
sistemi di bilanciatura HAIMER.
Le macchine equilibratrici HAIMER disponibili in 4 versioni sono in grado di poter
offrire agli utilizzatori svariate soluzioni per ogni esigenza:
• Equilibratura su 1 o 2 livelli.
• Sistema adattatore con fissaggio automatico per tutti gli utensili “standard”.
• Massima precisione nella misurazione anche in caso
di ripetibilità.
• Vari metodi di misurazione per ogni impiego: misurazione semplice, misurazione
con mandrino a compensazione, misurazione con azzeramento.
• Gestione dei dati degli utensili mediante archiviazione.
• Visualizzazione del grado di equilibratura corrente e numero
di giri ammesso, nonché del grado di tolleranza di bilanciatura raggiunto.
• Visualizzazione della posizione dello squilibrio sempre evidenziata (sullo schermo).
• Posizionamento automatico del mandrino sulla posizione
di equilibratura.
• Indicazione dello squilibrio sull’utensile mediante raggio laser.
• Diagnosi degli errori.
• Funzione di densità con elenco di materiali di peso specifico differente.
• Grafica semplice ed esplicativa per i dati relativi
alla misurazione.
• Possibilità di stampa di certificati attestanti il grado
di bilanciatura.
• Funzione di calibratura per la supervisione del collaudo
secondo ISO 9000 ff.
• Calibratura permanente, una sola volta grazie alla tecnica
dei cuscinetti radiali rigidi.
• Facile e semplice manutenzione grazie alla costruzione modulare.
• Ottimo rapporto qualità/prezzo.
Nota
Possibilità presso il consorzio CDU di eseguire equilibrature per conto di terzi su portautensili con attacco DIN 69871 – JIS 6339 B MAS BT – DIN 69893 HSK, mediante
l’utilizzo di sistemi di equilibratura HAIMER.
1399
DATI TECNICI
L’impiego di macchine moderne, implica lavorazioni con un elevato numero di giri,
importanti per l’ottenimento di un ottimo grado di finitura superficiale ed un grande
volume di truciolo asportato per cui diventa un obbligo l’utilizzo di utensili bilanciati.
Un utensile non bilanciato può provocare i seguenti problemi:
• La forza centrifuga sollecita i cuscinetti del mandrino, favorendo così una durata
notevolmente inferiore; con conseguenti danni al mandrino e costi di riparazione
elevati.
• La direzione della forza centrifuga si modifica costantemente con il ruotare del
mandrino, provocando forti oscillazioni/vibrazioni; come conseguenza si dovranno effettuare altre rifiniture al pezzo lavorato per ottenere un buon grado di finitura.
• Le vibrazioni inoltre influiscono negativamente sulla vita dell’utensile, favorendo
un sensibile aumento dei costi di produzione
• I costruttori di macchine utensili e portautensili raccomandano l’impiego di utensili equilibrati.
Portautensili ad espansione idraulica TKN
Il portautensile ad espansione idraulica è un prodotto ad elevato contenuto tecnologico idoneo per essere utilizzato in lavorazioni dove si richiedono alte prestazioni e ottimi livelli qualitativi.
A dispetto delle sue possibilità e pur se presente sul mercato da diversi anni, non è
riuscito ad imporsi all’attenzione degli utilizzatori a causa del prezzo molto alto.
Il principio di funzionamento è molto semplice:
una piccola vite aziona un pistoncino che comprime l’olio idraulico contenuto in una
camera anulare deformando in maniera uniforme, ed ampiamente entro i limiti di elasticità del materiale, due zone in cui le pareti sono più sottili.
Questa espansione del materiale permette il perfetto bloccaggio sul gambo dell’utensile (le forze di bloccaggio sono proporzionali alle superfici di contatto) che produrranno elevati valori di resistenza a torsione, senza pregiudicare la precisione di concentricità costruttiva in quanto la deformazione del materiale è uniforme perché
uniforme è la distribuzione della pressione dell’olio idraulico sulle pareti della camera anulare.
Grazie alla sua particolare costruzione ed al principio di funzionamento i vantaggi del
portautensili ad espansione idraulica possono essere così riassunti:
Errore di precisione e di ripetibilità ≤ 3 µm. Per un’asportazione di truciolo equamente distribuita fra i taglienti con conseguente minor usura degli stessi ed un incremento della durata dell’utensile.
Ottimo valore di equilibratura di fornitura G=2,5 n=15.000 giri/min.
Può essere ulteriormente affinato per ottenere elevate qualità di finitura superficiale a
grande velocità di rotazione ed in massima sicurezza.
Tenuta completa; non sono possibili infiltrazioni d’olio, grasso, liquido refrigerante o
trucioli.
Facile da usare: basta una chiave a T per bloccare e sbloccare l’utensile.
Le migliori prestazioni si ottengono utilizzando utensili con codolo cilindrico.
La tolleranza del diametro del codolo deve assolutamente essere h6.
Nello stesso portautensile ad espansione idraulica è possibile montare una grande
varietà di bussole di riduzione disponibili nei diversi diametri interni per adattarsi al
codolo dell’utensile.
Il risparmio è evidente senza penalizzare la precisione.
Le bussole di riduzione permettono anche il fissaggio di codoli con recessi.
La tenuta nell’adduzione di refrigerante (attraverso il condotto centrale o i fori sulla
flangia) è garantita fino ad una pressione di 50 Bar.
Una sola cosa cui fare attenzione per non rovinare irrimediabilmente il portautensile:
non azionarne il bloccaggio a vuoto (senza utensile).
Da queste brevi note informative si può dedurre che gli impieghi ottimali del portautensile ad espansione idraulica sono nel campo della foratura e della fresatura con
punte e frese a candela anche in metallo duro nonché dell’alesatura di precisione.
Per ultimo, ma non meno importante, il prezzo contenuto di sicuro interesse, il grande vantaggio di una pronta disponibilità (DIN 69871 ISO 40-50, BT 40-50) ed un servizio clienti affidabile per un marchio di grande prestigio: TKN.
Mandrini a forte serraggio TKN
La nuova linea di mandrini a forte serraggio TKN, è in grado di offrire una concreta
risposta alle problematiche di lavoro per tutte le macchine utensili.
I portautensili a forte serraggio TKN vengono impiegati laddove ci siano esigenze e
necessità di serraggio di utensili che sono soggetti a forti sollecitazioni di carichi
radiali.
La gamma attualmente è disponibile nelle versioni DIN 69871 ISO 40-50 e JIS 6339
MAS BT 40-50 con pinze di riduzione da 20 mm e 32 mm per serraggi da ø 6 mm a
ø 25 mm.
Le principali caratteristiche tecniche del mandrino sono le seguenti:
• Peso e dimensioni ridotte grazie ad una speciale ghiera in acciaio, costruita per
contenere al minimo l’usura per frizione;
• Alta rigidità e precisione del mandrino entro 0,01 mm;
• Elevata precisione di serraggio, grazie ai suoi cuscinetti ad aghi che
consentono di avere attriti molto bassi;
• Forza di serraggio oltre 500 Nm
1400
Il mandrino a forte serraggio è particolarmente indicato per utensili con attacco
cilindrico, Weldon, Wistle Notch e per utensili in metallo duro.
DATI TECNICI
Calibri a corsoio a nonio
Lunghezza calibro
50
100
150
300
400
500
600
700
0,1 e 0,05
0,02
Errore max ammesso µm
50
50
50
50
60
70
80
90
0,01
20
20
30
30
30
30
30
40
20
20
30
30
30
30
30
40
Lunghezza calibro
800
900
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,1 e 0,05
0,02
Errore max ammesso µm
100
110
120
140
160
180
200
220
0,01
40
40
40
50
50
60
60
60
40
40
40
-
Errori massimi ammessi
Gli errori massimi ammessi (G) sono definiti dalle equazioni esposte di seguito;
i valori ottenuti devono essere arrotondati a due decimali.
Questi valori valgono per misure effettuate senza inversione della forza di misura.
Per tutti gli altri tipi di misure, comprese quelle eseguite con asta di profondità,
i valori ottenuti devono essere aumentati di 20 µm.
Calibri a corsoio a quadrante o a nonio con valore di una divisione 0,01 0,05 mm:
G= (20 + 1/10 mm) µ ≥ 50 µm.
Codifica del codice di ispezione secondo le norme DIN EN 60529
Caratteristica 1ª cifra
Protezione contro la penetrazione di corpi solidi esterni
Con diametro > 50, 0 mm
Con diametro > 12,5 mm
Con diametro > 2,5 mm
Con diametro > 1,0 mm
Protetto contro la polvere
Totalmente protetto contro la polvere
Esempio:
IP65: 6 totalmente protetto contro la polvere,
5 protetto contro i getti d’acqua
IP
IP 1x
IP 2x
IP 3x
IP 4x
IP 5x
IP 6x
Tipo di protezione
Caratteristica 2ª cifra
Protezione contro la penetrazione di liquidi e acqua
Protetto contro la caduta verticale di gocce d’acqua
Protetto contro la caduta di gocce con inclinazione max 15°
Protetto contro la pioggia
Protetto contro gli spruzzi d’acqua
Protetto contro getti d’acqua
Protetto contro i getti d’acqua potenti
Protetto contro l’immersione temporanea
Protetto contro l’immersione permanente
IP
IP x1
IP x2
IP x3
IP x4
IP x5
IP x6
IP x7
IP x8
1401
DATI TECNICI
Tipo di protezione
Valore di Isteresi
Il valore di Isteresi corrisponde alla differenza tra le indicazioni di uno strumento di
misura, quando lo stesso valore di un misurando viene misurato nelle stesse
condizioni di misura sulla base di un ordine di valori crescente e o descrente.
Per questo valore si applica un indice di probabilità del 95%.
L’Isteresi può essere determinata con misurazioni singole in un punto qualsiasi della
corsa di misura o a partire da un diagramma rappresentante la deviazione totale.
Norme e definizioni
Le definizioni internazionali in vigore oggi hanno portato alla revisione delle norme
esistenti in materia di strumenti di misura.
I progetti di norme, approvati o meno, ci portano ad utilizzare, le definizioni che
seguono.
Blocchetti di riscontro - Scelta del grado di precisione
Grado 2
Certificato di taratura e riferibilità
I blocchetti di questo grado sono generalmente utilizzati come Campioni di lavoro in
sale di controllo in produzione, per azzerare e tarare strumenti ed altre attrezzature di
misura, nonché per verificare e regolare utensili, dispositivi e macchine.
L’accreditazione è la garanzia da un lato della competenza del laboratorio di taratura
e dall’altro della riferibilità dei riscontri e della strumentazione di misura utilizzati ai
campioni nazionali riconosciuti dal Sistema Internazionale di unità (SI).
In base ad un accordo multilaterale (MLA), tutti i certificati di taratura emessi dai
membri della Cooperazione Europea per l’Accreditazione dei Laboratori (EA) sottoelencati vengono reciprocamente riconosciuti:
Austria (MBwA), Belgio (BKO/OBF), Danimarca (DANAK), Finlandia (FINAS), Francia
(COFRAC), Germania (DKD/DAR), Gran Bretagna (UKAS), Irlanda (NAB), Italia (SIT),
Norvegia (NA), Olanda (RvA), Portogallo (IPQ), Spagna (ENAC), Svezia (SWEDAC),
Svizzera (SCS/SAS). Altri paesi collegati: Australia (NATA), Nuova Zelanda (lANZ),
Repubblica Ceca (CAI) e Sudafrica (SANAS).
Grado 1
Anche questi blocch etti vengono considerati come Campioni di lavoro utilizzati per
azzerare e tarare calibri e strumenti di misura nelle postazioni di controllo della produzione.
Grado O
Questi blocchetti sono i Campioni di Riferimento dell’azienda, destinati all’utilizzo
in laboratori di taratura o sale metrologiche climatizzate per azzerare e tarare calibri
e strumenti di misura di precisione.
Grado K (di taratura)
I blocchetti del grado K sono Campioni di riferimento destinati ai laboratori metrologici degli istituti nazionali, ai laboratori accreditati o non accreditati da un ente nazionale di taratura e ad altri laboratori di misura. Servono per la taratura di blocchetti o
altri riscontri di uguale precisione e anche di strumenti di misura.
Grado OO (di precisione)
In base alla norma IS0 3650 attualmente in vigore, questo grado viene abbandonato
in quanto le incertezze di misura ottenute con la procedura applicata durante la taratura conducevano generalmente ad una disparità rispetto alle tolleranze specificate.
La decisione di rinunciare al grado di precisione 00 è stata dettata dall’introduzione
della norma ISO 14253-1:1998, che impone di prendere in considerazione l’incertezza di misura nella dichiarazione di conformità del prodotto.
Lunghi anni di esperienza nell’applicazione pratica dei blocchetti di riscontro hanno
dimostrato del resto che il grado di taratura K può benissimo sostituire il grado di precisione OO utilizzato finora.
I blocchetti digrado 00 restano comunque fornibili su richiesta.
1402
DATI TECNICI
Squadre - Estratto della norma DIN 875
Classe
50
75
100
150
200
250
300
350
00
0
1
2
0,003
-
0,003
0,007
0,014
0,028
0,003
0,007
0,015
0,030
0,004
0,008
0,018
0,035
0,004
0,009
0,020
0,040
0,005
0,010
0,023
0,045
0,005
0,011
0,025
0,050
0,007
0,015
0,035
0,070
Durezza
Vickers
HV 30
Durezza
Brinell
HB 30
Durezza
Rockwell(*)
HRB
80
85
90
95
100
105
110
115
120
125
130
135
140
145
150
155
160
165
170
175
180
185
190
195
200
205
210
215
220
225
230
235
240
245
250
255
260
265
270
275
280
285
290
295
300
310
320
330
340
80
85
90
95
100
105
110
115
120
125
130
135
140
145
150
155
160
165
170
175
180
185
190
195
200
205
210
215
220
225
230
235
240
245
250
255
260
265
270
275
280
285
290
295
300
310
320
330
340
36,4
42,4
47,4
52,0
56,4
60,0
63,4
66,4
69,4
72,0
74,4
76,4
78,4
80,4
82,2
83,8
85,4
86,8
88,2
89,2
90,8
91,8
93,0
94,0
95,0
95,8
96,6
97,6
98,2
99,0
-
HRC
Resistenza
alla trazione
σ
B N/mm2
Durezza
Vickers
HV 30
Durezza
Brinell
HB 30
Durezza
Rockwell(*)
HRB
HRC
Resistenza
alla trazione
σ
B N/mm2
19,2
20,2
21,2
22,1
23,0
23,8
24,6
25,4
26,2
26,9
27,6
28,3
29,0
29,6
30,3
31,5
32,7
33,8
34,9
270
290
310
320
340
360
380
390
410
420
440
460
470
490
500
520
540
550
570
590
600
620
640
660
670
680
710
720
730
750
760
780
800
820
830
850
870
880
900
920
940
950
970
990
1010
1040
1080
1110
1140
350
360
370
380
390
400
410
420
430
440
450
460
470
480
490
500
510
520
530
540
550
560
570
580
590
600
610
620
630
640
650
660
670
680
690
700
720
740
760
780
800
820
840
860
880
900
920
940
350
359
368
376
385
392
400
408
415
423
430
-
-
36,0
37,0
38,0
38,9
39,8
40,7
41,5
42,4
43,2
44,0
44,8
45,6
46,3
47,0
47,7
48,3
49,1
49,7
50,4
51,0
51,6
52,2
52,8
53,3
53,9
54,4
55,0
55,5
56,0
56,5
57,0
57,5
58,0
58,5
59,0
59,5
60,4
61,2
62,0
62,8
63,6
64,3
65,0
65,7
66,3
66,9
67,5
68,0
1170
1200
1230
1260
1290
1320
1350
1380
1410
1430
1460
1470
1500
1530
1560
1590
1630
1660
1700
1730
1760
1800
1830
1870
1900
1940
1980
2020
2050
2100
2140
-
*: I valori Rockwell indicati con un decimale servono solo per l’interpolazione e nel risultato finale devono essere arrotondati a numeri interi.
1403
DATI TECNICI
Tabella di conversione Durezza
Controllo di rugosità
Riassunto dei parametri di rugosità più utilizzati
Rugosità media (deviazione media aritmetica del profilo di rugosità) Ra (ISO
4287 DIN 4768)
Media aritmetica dei valori assoluti delle deviazioni di profilo y all’interno della
lunghezza campione I.
Rugosità massima Rmax (DIN 4768)
Profondità massima di rugosità tra quelle singole esistenti Z, all’interno della
lunghezza totale di valutazione Im.
Secondo le norme ISO 4288 e DIN 4287 - Parte 1, il parametro Rmax viene anche
espresso come Ry max
Profondità media di rugosità Rz DIN (DIN 4768)
Media aritmetica delle singole profondità di rugosità di 5 lunghezze campione
successive Ie.
Secondo le norme ISO 4287 e DIN 4762, il parametro Rz DIN viene anche espresso
come RYS.
Le norme DIN 4768 e ISO 4287 non applicano la stessa definizione al parametro Rz,
ragione per cui si differenzia in Rz DIN e Rz ISO.
Se si misura il parametro Rz secondo le norme DIN, si riconosce generalmente che il
valore limite Rz ISO è rispettato purché Rz ISO non sia superiore al valore Rz DIN.
1404
Utilizzo dei campioni di rugosità
I campioni di rugosità per controllare la qualità di finitura di superfici lavorate o
trattate hanno dimostrato ormai da tempo il loro valore nell’uso pratico.
Servono alla comparazione visiva e/o tattile della superficie di un pezzo con una
superficie di uguale struttura, prodotta secondo lo stesso metodo di lavorazione.
L’unica condizione di utilizzo è che i materiali devono essere paragonabili.
Durante la comparazione, quando si tratta di determinare il grado di concordanza
tra la superficie del campione e quella del pezzo, la valutazione della rugosità non
viene espressa quantitativamente, ma è puramente soggettiva.
La comparazione visiva esige un’attenzione particolare per l’angolo di diffusione
della luce. Per piccole superfici, si consiglia l’uso di una lente con un fattore di
ingrandimento di 8x.
Per la comparazione tattile, l’esaminatore utilizzerà la propria unghia o un pezzo di
rame, come una piccola moneta.
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Capitolo 10 - Dati tecnici