Parrocchia Santa Maria Domenica Mazzarello
Anno XIII - n. 585 - 29 gennaio 2012 – quarta settimana tempo ordinario
Venerdì 3 febbraio h. 21inizia il corso in preparazione al matrimonio cristiano
iscrizione dopo colloquio con il parroco.
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica ecco alcune note; anche
se lo stile può essere “freddo” è di aiuto per la chiarezza.
LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO
IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO
Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di
tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di
sacramento
Il matrimonio nel disegno di Dio
La Sacra Scrittura si apre con la creazione dell'uomo e della donna ad immagine e
somiglianza di Dio e si chiude con la visione delle « nozze dell'Agnello » Ap 19,9. Da
un capo all'altro la Scrittura parla del Matrimonio e del suo mistero, della sua istituzione e del senso che Dio gli ha dato, della sua origine e del suo fine, delle sue
diverse realizzazioni lungo tutta la storia della salvezza, delle sue difficoltà derivate
dal peccato e del suo rinnovamento « nel Signore » (1 Cor 7,39), nella Nuova Alleanza
di Cristo e della Chiesa.
Il matrimonio nell'ordine della creazione
L'intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale [...]. Dio stesso è l'autore del
matrimonio. La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell'uomo e
della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un'istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire
nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali. Queste diversità non devono far dimenticare i tratti comuni e permanenti. Sebbene la
dignità di questa istituzione non traspaia ovunque con la stessa chiarezza, esiste
tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell'unione matrimoniale. La salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare.
Dio, che ha creato l'uomo per amore, lo ha anche chiamato all'amore, vocazione
fondamentale e innata di ogni essere umano. Infatti l'uomo è creato ad immagine
e somiglianza di Dio che « è amore » (1 Gv 4,8.16). Avendolo Dio creato uomo e donna, il loro reciproco amore diventa un'immagine dell'amore assoluto e indefettibile
con cui Dio ama l'uomo. È cosa buona, molto buona, agli occhi del Creatore. E
questo amore che Dio benedice è destinato ad essere fecondo e a realizzarsi nell'opera comune della custodia della creazione: « Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela" » (Gn 1,28).
Che l'uomo e la donna siano creati l'uno per l'altro, lo afferma la Sacra Scrittura: «
Non è bene che l'uomo sia solo » (Gn 2,18). La donna, « carne della sua carne », sua
eguale, del tutto prossima a lui, gli è donata da Dio come « aiuto, rappresentando
così Dio dal quale viene il nostro aiuto. « Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne » (Gn 2,24).
Che ciò significhi un'unità indefettibile delle loro due esistenze, il Signore stesso lo
mostra ricordando quale sia stato, « da principio », il disegno del Creatore: « Così
che non sono più due, ma una carne sola » (Mt 19,6).
Il matrimonio sotto il regime del peccato
Ogni uomo fa l'esperienza del male, attorno a sé e in se stesso. Questa esperienza
si fa sentire anche nelle relazioni fra l'uomo e la donna. Da sempre la loro unione è
stata minacciata dalla discordia, dallo spirito di dominio, dall'infedeltà, dalla gelosia e da conflitti che possono arrivare fino all'odio e alla rottura. Questo disordine
può manifestarsi in modo più o meno acuto, e può essere più o meno superato,
secondo le culture, le epoche, gli individui, ma sembra proprio avere un carattere
universale.
Secondo la fede, questo disordine che noi constatiamo con dolore, non deriva dalla natura dell'uomo e della donna, né dalla natura delle loro relazioni, ma
dal peccato. Rottura con Dio, il primo peccato ha come prima conseguenza la rottura della comunione originale dell'uomo e della donna. Le loro relazioni sono distorte da accuse reciproche; la loro mutua attrattiva, dono proprio del Creatore, si
cambia in rapporti di dominio e di bramosia; la splendida vocazione dell'uomo e
della donna ad essere fecondi, a moltiplicarsi e a soggiogare la terra è gravata dai
dolori del parto e dalle fatiche del lavoro.
Tuttavia, anche se gravemente sconvolto, l'ordine della creazione permane. Per
guarire le ferite del peccato, l'uomo e la donna hanno bisogno dell'aiuto della grazia che Dio, nella sua infinita misericordia, non ha loro mai rifiutato. Senza questo
aiuto l'uomo e la donna non possono giungere a realizzare l'unione delle loro vite,
in vista della quale Dio li ha creati « da principio ».
Il matrimonio sotto la pedagogia della Legge
Nella sua misericordia, Dio non ha abbandonato l'uomo peccatore. Le sofferenze
che derivano dal peccato, i dolori del parto, il lavoro ,« con il sudore del tuo volto »
(Gn 3,19) costituiscono anche dei rimedi che attenuano i danni del peccato. Dopo la
caduta, il matrimonio aiuta a vincere il ripiegamento su di sé, « l'egoismo », la ricerca del proprio piacere, e
ad aprirsi all'altro, all'aiuto vicendevole,
al
dono di sé.
La
coscienza
morale riguardante l'unità e
l'indissolubilità
del matrimonio
si è sviluppata
sotto la pedagogia della Legge
antica. La poligamia dei patriarchi e dei re
non è ancora
esplicitamente rifiutata. Tuttavia, la Legge data a Mosè mira a proteggere la donna
contro l'arbitrarietà del dominio da parte dell'uomo, sebbene anch'essa porti, secondo la parola del Signore, le tracce della « durezza del cuore » dell'uomo, a motivo della quale Mosè ha permesso il ripudio della donna.
Vedendo l'Alleanza di Dio con Israele sotto l'immagine di un amore coniugale esclusivo e fedele, i profeti hanno preparato la coscienza del popolo eletto ad una
intelligenza approfondita dell'unicità e dell'indissolubilità del matrimonio. I libri di
Rut e di Tobia offrono testimonianze commoventi di un alto senso del matrimonio,
della fedeltà e della tenerezza degli sposi. La Tradizione ha sempre visto nel Cantico dei Cantici un'espressione unica dell'amore umano, in quanto è riflesso dell'a-
more di Dio, amore « forte come la morte » che « le grandi acque non possono
spegnere » (Ct 8,6-7). (continua la prossima settimana)
Il corso per fidanzati è finito, che fare?
Terminato l’itinerario di preparazione al matrimonio sacramento i fidanzati devono preparare la liturgia del matrimonio e anche tutta la documentazione per
l’esame.
Spesso vi è il desiderio di continuare ad incontrarsi ma, il più delle volte, ci si limita
a qualche incontro amichevole in pizzeria o altri luoghi di svago. I partecipanti
all’ultimo corso hanno chiesto, invece, di fissare una data per continuare le riflessioni; domenica 5 febbraio – felice coincidenza è la giornata della vita- alle h. 18 ci
si trova e si invitano anche altre coppie di fidanzati (che hanno partecipato ad altri
corsi) o di sposi dei
primi mesi o anni.
I doni del Signore chiedono di portare
frutto
Consiglio pastorale
martedì 31 h. 19
Confronto
sull'esperienza
della Missione popolare dello
scorso autunno. Con la solita
libertà ciascuno dirà il suo giudizio ma soprattutto si cercherà di offrire contributi perché il dono che il
Signore ha fatto possa continuare nella nostra parrocchia.
Si ricordino anche i due interventi culturali sull'impegno sociale politico e sulla famiglia che hanno avuto
eco anche nelle lettere inviate e pubblicate sulla nostra "Cari fratelli e sorelle": come continuare le riflessioni?
Quali adeguate iniziative per realizzare ciò che il cardinale Agostino Vallini ha detto alla nostra parrocchia sia per la verifica sull’Iniziazione cristiana, sia per essere maggiormente presenti nei condomini
con i centri di ascolto del Vangelo come anche Benedetto XVI ha ricordato alla diocesi di Roma lo scorso giugno al convegno diocesano-
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
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Antifona d'ingresso
Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode. (Sal 106,47)
Colletta
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio, e vive e regna con te...
Oppure:
O Padre, che nel Cristo tuo Figlio ci hai dato l’unico maestro di sapienza e il liberatore dalle
potenze del male, rendici forti nella professione della fede, perché in parole e opere proclamiamo la verità e testimoniamo la beatitudine di coloro che a te si affidano.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Dt 18,15-20) Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
Dal libro del Deuterònomio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a
me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea,
dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo
grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in
mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli
comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene
domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa
che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”». Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 94)
Rit: Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».
SECONDA LETTURA (1Cor 7,32-35)
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle
cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per
essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose
del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate
degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni. Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 4, 16)
Alleluia, alleluia.
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta.
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,21-28) Insegnava loro come uno che ha autorità.
+ Dal
Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e
non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so
chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo
spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un
insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Gesù è venuto a portare la sua Parola, insegnando con autorità. Preghiamo perché ci aiuti a non chiudere il
nostro cuore all'ascolto, anche quando il suo messaggio è impegnativo.
Preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, o Signore!
1. Per la Chiesa nel mondo intero: trasmetta con fedeltà e coraggio a tutti gli uomini la Parola di salvezza,
preghiamo.
2. Per coloro che vivono il ministero della Parola: si preparino con cura a leggere e meditare la Bibbia e la
trasmettano con entusiasmo e sapienza, preghiamo.
3. Per chi è sposato e per chi è celibe: in ogni stato di vita si sappia vivere con animo indiviso l'amore di
Dio, senza disimpegni o distrazioni, preghiamo.
4. Per tutti coloro che vivono il sacramento del matrimonio: sappiano rendere grazie per il dono ricevuto e lo
alimentino di giorno in giorno, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: la condivisione dell'unico pane eucaristico ci spinga a portare a tutti il
messaggio profetico di pace e di liberazione dal male, preghiamo.
Padre, Dio potente e misericordioso, metti a tacere le potenze del male che si agitano nel mondo e donaci un
cuore attento e pronto ad ascoltare la voce di Gesù, tuo Figlio e nostro fratello e Signore. Egli vive e regna
nei secoli dei secoli.
Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare,
e trasformali in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Antifona di comunione
Fa’ risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto, e salvami per la tua misericordia.
Che io non resti confuso, Signore, perché ti ho invocato. (Sal 31,17-18)
Oppure:
“Io so chi tu sei, Gesù Nazareno: il santo di Dio”. (cf. Mc 1,24)
Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la forza di questo sacramento,
sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra.
Per Cristo nostro Signore.
ROMA:
dono di Dio per la catechesi, la preghiera, la carità
e il “sentire” la Chiesa
una santa, cattolica apostolica!
Continuano le esperienze per i gruppi della catechesi di uscite dalla parrocchia per incontrare le
testimonianze della fede. In questa settimana il gruppo SARETE MIEI TESTIMONI 3° visita la basilica di san Pietro; domenica prossima il gruppo IO SONO CON VOI il battistero di san Giovanni
in Laterano.
Si stanno pensando iniziative simili anche per i fidanzati, le coppie giovani e gli adulti.
TEOLOGIA SOLUBILE 12
..facendo un altro passo nel SIMBOLO della nostra fede..
Credo.. fu crocefisso.. per noi..
Abbiamo parlato della crocefissione, e di come Dio abbia scelto liberamente di finire
lassù. È la libertà di Dio e specularmente la libertà dell’Uomo.
Perchè avrebbero potuto credergli, quelli del
Sinedrio. Avevano assistito anche loro, come gli altri. I ciechi vedevano, gli zoppi camminavano. I morti, addirittura, resuscitavano.
Non potevano non sapere, o non intuire
quantomeno che una presenza eccezionale stava loro davanti.
Eppure scelgono di non vedere e non udire. Scelgono la loro visione parziale, e decidono di eliminare quella persona che sconvolge il loro potere e il loro mondo. Alcuni nel Sinedrio magari ne erano anche convinti: bestemmia, vuole farsi Dio, va ucciso.
Questa è l'accusa ufficiale: vuole farsi come
Dio. È un uomo che vuole farsi come Dio è la
cosa più pericolosa immaginabile, perchè chi
può controllare, ostacolare, limitare qualcuno
che dice di essere come Dio? Una persona del
genere sarebbe un supercattivo da film, un flagello per ogni essere umano.
A meno che non sia veramente Dio.
E così quelli del Sinedrio scelgono per il cadreghino, o perchè nella loro visione del
mondo non c’è posto per un Dio che si incarna, e se i fatti dicono il contrario i
fatti mentono.
Pilato sceglie di non scegliere. In quel 7 aprile dell’anno 30 il procuratore romano
che aveva il potere, lui solo, di mettere a morte Gesù, pur volendolo salvare sceglie di
ucciderlo. Sceglie di uccidere un uomo che sa innocente per evitare una sollevazione.
Il
Giudice
sceglie
l’ingiustizia
di
fronte
alla
necessità.
I soldati fanno il loro dovere. Anche troppo, e così il prigioniero viene sfottuto e
picchiato e torturato di quella tortura che il prepotente sempre impone sull'indifeso..
La folla assiste. Se interviene, è per far liberare Barabba, un pluripregiudicato. Altrimenti, si gusta lo spettacolo. In fondo, gliene frega poco.
Gli amici? Gli amici lo hanno tradito. Non solo Giuda, che lo ha venduto per denaro
e non solo per quello. Anche Pietro, che gioca a fare il James Bond. E gli altri che
scappano e non si fanno neppure vedere, ma sono nascosti a tremare in un buco
mentre le sue mani vengono bucate.
Capite, lo avevano visto calmare le tempeste con una parola, camminare sopra le acque; lo avevano veduto passare in mezzo alla folla che lo voleva linciare, resuscitare i
morti. Mai avrebbero potuto credere che si sarebbe lasciato prendere, mettere
le mani addosso. Ma adesso è lì che muore, e non sanno più cosa credere. E
fuggono, scelgono di fuggire.
Maria è sotto la croce, e piange.
Gli ebrei addossavano simbolicamente ad
un caprone tutti i loro peccati, e poi uccidevano l’animale: il capro espiatorio.
Gesù ha fatto lo stesso. Perchè dunque è
morto Gesù? O meglio, per chi?
Per Maria. Per gli amici. Per Barabba. Per
la folla. Per i soldati, e Pilato, e quelli del
Sinedrio. Per tutti loro ha scelto di morire, per la loro codardia, per la loro indifferenza, per la loro rabbia, per il loro odio,
per assumere su di sè tutti i loro peccati,
per la nostra libertà.
Alcuni lo hanno rifiutato, e lo rifiutano. Per
loro è morto inutilmente.
Per gli altri (possiamo dire "per noi"?)
quella croce è il seme della salvezza
eterna. E il primo santo, il primo che ne ha beneficiato è stato un tagliagole, un delinquente, un brigante da strada che neanche gli ha chiesto misericordia, ma solamente di ricordarsi di lui, di lui che gli era crocefisso di fianco.
Morendo Lui, sono morti anche i nostri peccati. È morto per noi. Siamone degni.
Altissimo glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta,
sperança certa
e caritade perfecta
senno et cognoscemento,
Signore,
che faça lo tuo santo
e verace comandamento.
Amen.
SAN FRANCESCO D’ASSISI
Fontes francescani
Ché perder tempo
a chi più sa più spiace..
Quante volte ci sarà capitato di guardarci alle spalle a fine di una lunga giornata dovendo constatare di non aver concluso assolutamente niente? Eppure, eravamo partiti
con le migliori intenzioni.. Ma niente: ci ritroviamo con un nulla di fatto, aria, possibilità
d’azione sfuggiteci definitivamente dalle mani senza poter far ritorno. Abbiamo solo perso tempo.
La saggezza popolare ci mette in guardia dicendo: “Il tempo è denaro!”. Il tempo è denaro.. Non sarà un po’ riduttivo? Certa gente pensa che il proverbio sia più che sufficiente a rendere l’idea dell’importanza dell’oggetto: e nei fatti è indiscutibilmente vero che
chi dissipa con leggerezza le proprie giornate rinuncia a opportunità di guadagno. Ma
non basta. Perdendo tempo noi non rinunciamo solo a Denaro; perdiamo Vita, possibilità
di lasciare una traccia in questo mondo, di plasmare la nostra esistenza.
Spesso ci scherniamo vilmente, accusando le nostre eccessive occupazioni. È vero, ciascuno conduce una vita più o
meno affaccendata; ciononostante, chiunque di noi, se ben analizza le proprie giornate, potrà accorgersi di piccole “faglie” attraverso le quali passano, goccia
dopo goccia, a volte anche a
grossi fiotti, ore ed ore della nostra
esistenza.
“La vita che abbiamo ricevuto
non è affatto breve, siamo noi a
renderla tale” perché “viviamo
solo una piccola parte della nostra vita”. Sono parole che contengono al loro interno una verità
così
sottile
e
tagliente
da
turbare
in
profondità
chi
le
legge.
Spesso, non viviamo, ma ci “lasciamo vivere”; acconsentiamo che il tortuoso flusso dei
nostri sentimenti momentanei, della nostra comodità, ci guidi lungo la nostra giornata,
rendendoci schiavi di noi stessi, impedendoci di fare quel che vorremmo fare. È una sensazione angosciante: per essere liberi non basta dipendere solo da noi stessi; è necessario, se così si può dire, affrancarci da noi stessi.
Il tempo è quanto di più prezioso ci è stato dato.
Andrei ancora oltre: il tempo è tutto ciò che ci è stato dato. Il resto infatti (le nostre decisioni, le nostre aspirazioni, i nostri desideri, le nostre azioni) sono come i colori che vanno a
riempire la tavola, di per sé bianca, dei secondi, dei minuti, delle ore della nostra vita.
Spesso non ci accorgiamo del “patrimonio” che sperperiamo in ozio, o in attività inutili (di
cui spesso, tra l’altro, siamo costretti a pentirci).
Certo, ciò non significa che dovremmo vivere in una continua angoscia, senza concederci un po’ di riposo (all’apparenza improduttivo). Non è possibile segnare una linea
guida a cui attenersi (né un tale proposito rientra lontanamente nelle mie intenzioni). Ognuno, secondo la propria personalità, dovrà prendere le determinate precauzioni. In
generale, è la nostra stessa coscienza a guidarci lungo il cammino, lasciandoci in bocca
un certo sapore amaro, un certo senso d’insoddisfazione allorché facciamo (o non facciamo) un qualcosa che era in nostro dovere.
La Letteratura, contemporanea e
non, è costellata di esortazioni
che spingono al buon uso del
tempo. Da ciò deriva che l’uomo
ha sempre avuto a che fare con
questo problema e che questo sia
causato, non tanto dalle condizioni esterne, quanto dall’uomo
stesso. Infatti, cambia la società,
cambiano i tempi, cambiano le
idee, ma l’uomo, nel suo intimo,
rimane sempre lo stesso: l’uomo
non può fare a meno dell’uomo;
se lo porta sempre dietro.
Non ci resta che impegnarci, spronati dal sapiente verso dantesco: “ché perder tempo a
chi più sa più spiace”.
Pensando già..
CENTRO ESTIVO PARROCCHIALE
per ragazzi elementari e medie
dall’11 giugno al 28 giugno
(conclusione con la Messa del 29 giugno)
CAMPO ESTIVO
per ragazzi dei gruppi SARETE MIEI TESTIMONI
dal 2 luglio al 9 luglio a San Pietro FUNES (BZ)
presso la Pensione Gsoi-Hof
nelle prossime settimane daremo ulteriori indicazioni..
A pregare si impara pregando. Domenica 5 febbraio giornata della vita
ADORAZIONE EUCARISTICA
È momento di preghiera per tutti animata dai gruppi della catechesi; perché anche gli adulti non si
impegnano nell’animazione?
h. 10,15 IO SONO CON VOI e SARETE MIEI TESTIMONI 1 familiare °
h. 11 gruppo dopo-Cresima
h. 11,30 VENITE CON ME familiare e SARETE MIEI TESTIMONI 2°,3°
DOMENICA 29
LUNEDÌ 30
h. 18,45 preghiera carismatica comunità Gesù Risorto
MARTEDÌ 31
h. 10 incontro di prefettura per i preti
h. 16,45 catechesi IO SONO CON VOI e VENITE CON ME(familiare)
h. 19 Consiglio pastorale parrocchiale
Lectio divina alle h. 9 e alle h.18,45
h. 16,45 catechesi SARETE MIEI TESTIMONI
MERCOLEDÌ 1
GIOVEDÌ 2
VENERDÌ 3
SABATO 4
DOMENICA 5
GIORNATA DELLA VITA
PRESENTAZIONE DI GESU’ al Tempio h. 18 benedizione delle candele
e processione alla chiesa per la celebrazione dell’Eucarestia.
ADORAZIONE EUCARISTICA h. 9
h. 17 accoglienza indigenti per la distribuzione dei generi alimentari
h. 19,45 catechesi gruppo adolescenti Io ho scelto voi
h. 21 inizia il corso in preparazione al matrimonio cristiano
h. 14 visita alla Basilica di San Pietro con le Missionarie della Divina
Rivelazione per il gruppo SARETE MIEI TESTIMONI 3
h. 18 Messa a seguire pizza e film per le famiglie col gruppo SARETE
MIEI TESTIMONI 2
h. 10,15 SARETE MIEI TESTIMONI 1
dalle h. 11 alle h. 17 IO SONO CON VOI visita al Battistero di san
Giovanni, pranzo al sacco e celebrazione eucaristica di gruppo
h. 11 e h. 13 breve ADORAZIONE EUCARISTICA
h. 11,30 VENITE CON ME e SARETE MIEI TESTIMONI2° familiare,3°
h. 18 incontro per fidanzati (dopo il corso)
PARROCCHIA SANTA MARIA DOMENICA MAZZARELLO
PIAZZA SALVATORE GALGANO, 100 - 00173 ROMA - TELEFONO 06.72.17.687 FAX
06.72.17.308
E MAIL: [email protected] [email protected]
www.vicariatusurbis.org/santamariadomenicamazzarello/
LA DOMENICA LA MESSA FESTIVA È H. 10, H. 12, H. 17, H. 19
IL SABATO LA MESSA FESTIVA È ALLE H. 18 - NEI GIORNI FERIALI LA MESSA È ALLE
H. 8,30 H. 18
CONFESSIONI: MEZZ’ORA PRIMA DELLA MESSA
SEGRETERIA: da lunedì a venerdì dalle h. 17 alle h. 19,30
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29/01/2012 - Parrocchia Santa Maria Domenica Mazzarello