ROTARY CLUB CAMPOSAMPIERO
Distretto 2060
Bollettino n. 1 e 2– luglio-agosto 2009
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Organigramma 2009-2010
PRESIDENT: R. Cecchinato
PAST PRESIDENT: T. Dalla Mora
INCOMING PRESIDENT: W. Caimi
VICE-PRESIDENTI: G. Piovesan, S. Palazzolo
SEGRETARIO: G. Sandri
TESORIERE: G. Carraro
PREFETTO: S. Bandiera
CONSIGLIERI: V. Costantino, G. Piovesan, L. Bergami, S. Palazzolo, G. Griggio
COMMISSIONI: PER L’AMMINISTRAZIONE DEL CLUB: Presidente, Segretario, Tesoriere, Prefetto
PER L’EFFETTIVO: S. Palazzolo(P), G. Piovesan (V), L. Tessaro, A. Maturo
PER I PROGETTI: G. Griggio (P), F. Camporese (V) (gara sci e regata), L. Tessaro
PER LE PUBBLICHE RELAZIONI: C. Vincenzo (P), G. Carraro (V), L. Costa, F. Fabris Fattore,
PER LA FONDAZIONE ROTARY: L. Bergami (P), P. Benin (V), P. Cecchetto
RESPONSABILE INFORMATICO: E. Pozzobon
RESPONSABILE NOTIZIARIO DEL CLUB: A. Lazzaro (e-mail: [email protected])
SERVICES DEI CONIUGI: A.Barbato, S. Dalla Mora, G. Caimi, R. Bandiera, M. Malvestio, R.Negro,
RESPONSABILE ROTARACT: Corsano A., (Collabora: G. Griggio)
RAPPORTI COL DISTRETTO: Corsano A.
COMMISSIONE TARGHE D’ARGENTO: G. Griggio (P), W. Caimi (V), G. Sandri
COMMISSIONE PAUL HARRIS FELLOW: D. Cecchinato (P), G. Piovesan, S. Palazzolo
Carissime amiche ed amici,
il programma di questo mese è tutto o quasi…internazionale.
Avremo ospiti il Console dei Paesi Bassi, un rotariano del Club di Cape Town (Sud Africa) e, infine, i soci del Rotary
Club di Friedberg in Bayern per il gemellaggio con il nostro Club, organizzato dal Past-President Tiziano Dalla Mora.
Terremo, inoltre, la nostra prima assemblea di Club per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2008/2009 e preventivo
2009/2010.
Infine, come per il mese di Luglio, la prima riunione non sarà conviviale; si farà “formazione”.
Programma di settembre
MARTEDI’ 01, alle ore 21.00 – presso il ristorante “Al Tezzon”, serata dedicata alla formazione, curata dalla
Commissione “per l’effettivo”. L’evento è particolarmente raccomandato ai soci di più recente cooptazione ma è utile
anche per quelli che hanno maggiore anzianità di…servizio.
MARTEDI’ 08 , alle ore 20.30 – presso il ristorante “Al Tezzon”, conviviale con CONSORTI, con la presenza del
Console dei Paesi Bassi, Dott. Daniele Cunego, il quale terrà una conversazione sul tema “La Turchia: prove di disgelo
con l’Armenia e l’Europa”.
MARTEDI’ 15, alle ore 20.30 – presso il ristorante “Al Tezzon”, conviviale con CONSORTI, con la presenza dell’Avv.
Giorgio Destro, professionista con attività in Italia ed in Sud Africa, rotariano iscritto al Club di Cape Town, il quale
terrà una conversazione sul tema “Il Sud Africa visto…da dentro” e col quale scambieremo i guidoncini di club.
MARTEDI’ 22, alle ore 20.30 – presso il ristorante “Al Tezzon”, assemblea dei soci per esame ed approvazione del
bilancio consuntivo 2008/2009 e di previsione 2009/2010.
SABATO 26, alle ore 20.00 – presso il ristorante “Al Tezzon”, conviviale con CONSORTI. Serata
per il gemellaggio con il Club di Friedberg in Bayern. La conduzione della serata è delegata al PastPresident Tiziano Dalla Mora al quale si deve interamente questo importante evento (Eventuali
variazioni dipendenti da sopravvenuti accordi col Club ospite, Vi saranno comunicati con
tempestività).
Vi prego di fare attenzione all’orario della riunione del 1° di Settembre, che è fissato alle ore 21.00 (dopo cena) e del 26
di Settembre, che è fissato alle ore 20.00.
Certo della Vostra nutrita presenza, Vi ringrazio per l’attenzione e…a presto.
Donatello
Stampa: Logopress s.r.l. 35010 Borgoricco. Via M. Polo Tel. 049 9336472/9336374. e-mail: [email protected]
serve una modifica della coltura per poterne
incrementare l’uso. Altre fonti da noi non sono
produttive.
Non ci resta che mantenere gli incentivi previsti dalle
vigenti leggi, avviare un celere programma nucleare e
convertire a carbone (con cattura della CO2) delle
centrali a olio combustibile.
7 luglio – Walter Caimi: “Le fonti rinnovabili di
energia: reale alternativa alle fonti fossili e nucleari
o alibi per la coscienza?”
La relazione del nostro socio ingegnere è stata
comprensibile ed esaustiva.
Nella preistoria e protostoria l’unica energia
utilizzabile era quella umana o animale. Poi, con la
navigazione a vela e i mulini, si cominciò a sfruttare il
vento. Tuttavia sino alla fine del XX secolo la quantità
di energia/persona era molto bassa, con tutte le
conseguenze immaginabili. Oggi di energia ne
abbiamo tanta e anche di basso costo. Più alto è il
tenore di vita più energia è richiesta.
Le fonti energetiche sono; esauribili ( combustibile
fossile e nucleare) e rinnovabili ( sole con sistema
fotovoltaico o termodinamico, vento, risorse idriche,
risorse geotermiche, maree, moto ondoso, rifiuti
organici e inorganici).
Le fonti esauribili (petrolio, carbone, gas naturale)
sono molto inquinanti (C02), ma lo è anche l’energia
nucleare (scorie radioattive). Non sono inquinanti
l’energia idroelettrica, oceanica, eolica e solare,
mentre la combustione del legno e di sostanze fossili
producono molta CO2 e l’e. geotermica SO2
(anidride solforosa).
Negli ultimi 30 anni la richiesta di energia è aumentata
dell’83%. Nel 2050 è prevista una domanda di energia
tre volte superiore a quella degli anni settanta.
Le riserve di energia sono stimate in 260 anni per il
carbone, 39, 4 il petrolio, 65,2 il gas naturale, 85,7
l’uranio 235.
“Le energie rinnovabili possono coprire la futura
richiesta di energia?”.
Teniamo, innanzitutto, presente che solo una piccola
parte delle fonti rinnovabili è trasformabile in energia,
inoltre il sistema fotovoltaico è molto costoso, il vento
e l’e. geotermica, il moto ondoso, non sono fonti
ubiquitarie.
Il costo degli impianti per la produzione di energia è
alto per nucleare, idroelettrico, fotovoltaico,
geotermico, medio per petrolio convenzionale,
carbone, gas, biomasse ed eolico.
L’effetto serra. È dovuto per il 65% al vapore acqueo
e per il 27% alla CO2. Quest’ultima, peraltro, rimane
a lungo nell’atmosfera, mentre il vapore acqueo viene
eliminato con la pioggia.
Il protocollo di Kyoto. Risale al 1997 e fissa una
riduzione media del 5,2% dei livelli di emissione del
CO2 entro il 2008/12; purtroppo non tutte le nazioni
l’hanno sottoscritto e poche sono quelle che lo
rispettano.
L’Italia importa l’80% dell’energia. La possibilità che
abbiamo di sfruttare fonti alternative riguarda
pressoché solo la combustione delle biomasse, ma
La centrale geotermica di Larderello. 1894.
Alla bella relazione ha fatto seguito un animato
dibattito.
14 luglio – Consegna del libro del trentennale
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Graditissimi ospiti della serata il prefetto di Padova
Michele Lepri Gallerano e signora, il past governor
Carlo Martines e signora Nilla Garbin e il sindaco di
Camposampiero Zanon.
I curatori del libro, Salvatore Palazzolo e Evelino
Pozzobon hanno brevemente presentato il volume.
Ci sono particolarmente piaciute le espressioni del
past governor Martines alla presentazione del volume
e lette da Evelino, che qui vogliamo riportare.
“Trent’anni rappresentano un traguardo che nel nostro
Distretto è già stato raggiunto dalla metà dei Club.
“Trent’anni, come nel caso del R.C. Camposampiero,
sono ancora più efficaci quando si portano appresso
l’entusiasmo delle persone che hanno concorso a
rendere il Club prestigioso e stimato nel territorio in
cui opera.
Voler ricordare con un libro la storia degli ultimi dieci
anni, come completamento della precedente
pubblicazione, significa voler mantenere viva la
memoria di quanto si è fatto, con la convinzione di
aver bene operato e con il desiderio di essere
riconoscenti a tutti quei Soci che, con il loro impegno,
hanno contribuito a far crescere il
Club”.
Evelino, altro autore del volume
Il saluto del prefetto
21 luglio Lanfranco Callegaro: “L’ingegneria dei
tessuti: attualità e prospettive future”
Il dott. Lanfranco Callegaro è nato nel 1951, è
sposato e ha due figli. Laureato nel 1975 in Chimica
Pura presso l’università di Padova con una tesi
su”Enzimi da batteri termofili”, che annunciava la
passione scientifica successivamente coltivata ad
altissimi livelli, dopo un breve periodo di
ambientamento nel mondo del lavoro dedicato
all’insegnamento tennistico, ha iniziato la attività
lavorativa presso una società biomedica del gruppo
Fiat e, dal 1986, in Fidia Farmaceutici dove ricopre il
ruolo di direttore generale. Pur operando nel mondo
industriale privato ha sviluppato prodotti innovativi
frutto dell’impiego delle tecnologie biologiche più
avanzate, nell’ottica di proporre soluzioni per la
diagnosi e la cura di malattie di difficile soluzione. E’
membro di importanti organismi nazionali ed
internazionali di ricerca. E’, in ultima analisi, uno
scienziato con grandi competenze manageriali che ne
fanno uno dei cervelli più qualificati ed invidiati del
nostro Paese.
Salvatore, autore del volume
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L’impiego di cellule per ricostruire tessuti lesi ci
ricorda il mito di Prometeo, il titano figlio di Giapeto
che donò ai mortali il fuoco rubato agli dèi e per
punizione fu incatenato sul Caucaso dove un’aquila gli
rodeva continuamente il fegato che si rigenerava.
La ricostruzione o rigenerazione delle funzioni lese
prevede l’utilizzo di biomateriali, secondo l’ipotesi di
Murray: ieri > chirurgia ablativa, oggi > chirurgia
ricostruttiva (auto o allotrapianti), domani > chirurgia
induttiva.
Quest’ultima tecnica si avvale dell’utilizzo
dell’ingegneria tissutale; in altre parole, utilizzando
cellule staminali mesenchimali possiamo ottenere
osso, cartilagine, fibre muscolari, ecc.
In definitiva i tessuti ingegnerizzati riguardano: pelle,
cartilagine, osso, tendini, muscoli, nervi, vescica,
fegato, rene e altro ancora.
Più arduo, secondo il relatore, organizzare la crescita
delle staminali totipotenti, che potrebbero generare un
tessuto non richiesto.
Il presidente riconoscente
25 luglio Visita all’Osservatorio Astronomico di Asiago.
Sabato 25 luglio’09, ci siamo trovati alle 18,30
all’Hotel Des’Alpes per la cena prima della partenza
all’osservatorio. C’era qualche nuvolone che ci
preoccupava, ma l’entusiasmo era alle stelle, l’aria era
frizzante ed il panorama magnifico. La cena è stata
deliziosa allietata anche dal bel gruppo di giovani che
era con noi.
Alle ore 20 il presidente, Donatello Cecchinato,ci ha
sollecitati di avviarci con le nostre auto verso
l’osservatorio che si trova a circa 20 minuti da Asiago.
Siamo arrivati all’osservatorio, cima Ekar, verso le
20.30, la serata era splendida, la brezza serale aveva
spazzato via tutte le nuvole ed il cielo era terso. Dopo
aver fatto qualche foto ci siamo avvicinati all’entrata
dell’osservatorio dove ci ha accolti I’Astronoma Lina,
una scienziata che si è rivelata molto preparata ed
entusiasta della sua attività.
La dottoressa Lina ci ha detto che noi eravamo I primi
visitatori dell’osservatorio Astronomico Cima Ekar
che ,in occasione dell’anno internazionale
dell’astronomia, è stato aperto al pubblico; quindi ha
fatto una breve carrellata storica dell’impianto.
Il telescopio ottico Copernico, all’interno della cupola
di cima Ekar,è il più grande in Italia, è stato
inaugurato nel 1973 e dipende dall’Università di
Padova. Dai 1767 le osservazioni astronomiche si
erano svolte nell’antica torre della Specola,
successivamente, nel 1942, ad Asiago, per la quota, le
poche luci, la trasparenza dell’atmosfera e la buona
percentuale di notti serene, con il Telescopio Galileo
all’epoca il più grande telescopio in Europa con il suo
specchio primario del diametro di 122 cm.
Oggi c’è la ricerca di luoghi sempre più lontani da
barriere fisiche tanto che si pensa alla costruzione di
Osservatori astronomici a 5000 mt.di altezza; per
questo, il telescopio Copernico è stato montato a Cima
Presentazione del relatore
Una richiesta di chiarimenti
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Ekar, una delle alture che sovrastano la piana di
Asiago. E’ dedicato a Copernico perché questo
astronomo ha studiato a Padova e proprio in questa
città ha elaborato le sue teorie.
Siamo saliti sulla cupola che abbiamo trovato aperta
verso un cielo terso; l’astronoma ci ha presentato il
telescopio ottico che, a differenza dei primi telescopi,
è dotato di specchi e non di lenti; gli specchi
permettono al raggio dl luce riflesso di non essere
deviato.
Abbiamo visto lo specchio primario che ha un
diametro di 182cm, ha una forma paraboidale per
aumentare ancora dl più il diametro e raccogliere più
oggetti e lo specchio secondario a forma di iperbole;
sopra lo specchio c’è una pellicola di alluminio che
ogni sei mesi viene cambiata.
L’alluminio, nella riflessione della luce, non trattiene
le informazioni irrilevanti per l’astronomo. Gli specchi
sono montati su montatura equatoriale per non perdere
l’oggetto puntato anche se c’è rotazione terrestre.
Le immagini raccolte dagli specchi vengono
focalizzate nello strumento osservativo la cui
posizione può essere cambiata a seconda dei bisogni.
L’Astronoma Lina viene interrotta nella sua
spiegazione dal suo collaboratore che ci invita ad
uscire dalla cupola per vedere uno splendido tramonto
sulla città di Asiago.
Successivamente l’astronoma risponde alle nostre
numerose domande tra cui quella di come si svolge il
suo lavoro . Lina risponde che a una notte
all’osservatorio seguono diversi giorni di studio in
laboratorio.
Ci dice che nel 2012 ci sarà una missione spaziale,
Gaia, importantissima perché ci farà conoscere la
nostra galassia. Proprio per questa missione,
all’osservatorio di Asiago, si sono fatte le osservazioni
utili per determinare il tipo di strumenti necessari
Successivamente, dalla cupola siamo passati alla sala
di controllo.
L’astronoma ci dice che, a differenza degli anni
passati, in cui l’astronomo doveva rimanere a contatto
con il telescopio e quindi al freddo, soprattutto
d’inverno, per tutta la notte, oggi le rilevazioni del
telescopio vengono inviate al computer che si trova in
laboratorio.
E’ stato interessante vedere ,nella sala di controllo, i
diversi monitor: in uno il tecnico ha il controllo
completo del telescopio e della cupola, su di un altro
ci sono le coordinate dei diversi punti, su di un altro
ancora si vedono gli oggetti che si possono ingrandire,
focalizzare, colorare, ecc.
Ci sono degli archivi, a Strasburgo, con le coordinate
delle cose da vedere. Le coordinate sono in ascensione
retta (ore), e in declinazione (gradi), che sono la
latitudine e la longitudine del cielo. Il nostro tecnico
inserisce le coordinate di una stella ,Ring Nerla ,nella
costellazione della Lira, che è a 2300 anni luce di
distanza e che riusciamo a vedere distintamente con il
suo nucleo centrale e l’alone periferico. Riusciamo a
vedere anche un agglomerato di stelle a 25 mila anni
luce di distanza.
L’astronoma conclude la serata facendoci vedere la
spettroscopia delle stelle, attraverso la quale riusciamo
perfettamente a sapere la loro distanza, la velocità di
spostamento ed il materiale di cui sono composte. Lei
attualmente sta studiando le stelle binarie che sono
‘80% delle stelle dell’universo.
Il sole è una stella rara perché singola.
Solo il sonno e la stanchezza ci hanno
fatto lasciare questo posto magico e queste persone
che, per amore della scienza,si apprestavano a passare
una intera notte a studiare le stelle.
(Anna Cecchinato)
COMPLEANNI
Hanno festeggiato nel mese di luglio i soci
Igino Negro, Gianluigi Favero,
Federioco Terrin, Renato Andretta,
Luisa Bergami, Mariella Pesce, e le
signore Elsa Todesco, Franca Piovesan, Dianella
Ambrosi Maria Elena Moro.
E nel mese di agosto Giorgio Sandri, Giuseppe
Malvestio, Pierdomenico Favaro, Ernesto Todesco,
Lorenza Costantino, Gabriella Lazzaro, Maria
Luisa Cavallo, Chiara Benin.
Cin cin.
CONGRATULAZIONI
Ci complimentiamo con Antonio
Corsano riconfermato assistente del
governatore ed Evelino Pozzobon eletto presidente
distrettuale Orientamento al lavoro e rapporti con la
scuola.
CURIOSITA’
Il diluvio universale era già stato descritto nel poema
sumero-assiro- babilonese di Gilgamesh (2000 a.C.).
Questa prima versione differisce di poco dalla
narrazione biblica. L’eroe che salva gli animali
nell’Arca , il Noé mesopotamico, prende il nome di
Unapishtim. Nell’epopea di Gilgamesh il diluvio viene
rappresentato come un eccesso di vendetta del dio
Enlil contro l’umanità corrotta. “Questa è la differenza
sostanziale rispetto all’avvenimento biblico, che è
invece un atto di divina giustizia, e quindi inserito nei
disegni della Provvidenza” (Marina Franco)
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Altre foto della sera delle consegne
Premio PHF a Giorgio Sandri
Il saluto dell’assistente del governatore
PHF a Gianni Piovesan
Anna Cecchinato riceve i fiori a fine riunione
Passaggio delle consegne
Donatello si prepara a dare il suo primo colpo alla campana
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Crisi economica e venerati maestri
E intanto bisogna saperlo, che andare in America incide sulle doti prospettiche, sulla capacità di visione e sulla
qualità delle diagnosi: lo stimatissimo premio Nobel per l'economia Franco Modigliani ogni anno tornava in Italia e
sosteneva che in base ai dati in suo possesso, interpretati dai suoi rigorosi modelli analitici, il Belpaese era
condannato. Il governo, incapace di tenere il punto. I partiti, strutture egoiste e clientelari. I sindacati, organizzazioni
sclerotiche. I leader politici, dei poverini. Ci si aspettava lo schianto, visto che le incrinature stavano diventando
crepe sotto gli occhi di tutti. Mancava ancora la certezza sul momento preciso in cui la catastrofe sarebbe avvenuta, e
su questo la discussione nella comunità degli economisti era aperta. Ma a giudizio esclusivo del grande Modigliani
l'attesa sarebbe stata breve se non brevissima, misurabile in trimestri più probabilmente che in anni. La conclusione
era sempre dello stesso tenore: uno sguardo di compatimento e non capisco come fate a tirare avanti.
L'anno dopo, Modigliani tornava su queste amate e disprezzate sponde, e sugli stessi argomenti, accolto da un
entusiasmo sinistro, si faceva sentire con un'ampia intervista al «Corriere della Sera)), ripetendo l'infallibile solfa:
l'Italia era a pezzi, e il debito era cosi, e il deficit cosà, e insomma non c'era che da aspettare con serena fiducia il
crollo. Che sarebbe stato spaventoso. Weimar. Il Ventinove. L'Otto settembre. La nazione allo sbando. Gesti di
giubilo da parte del club dei catastrofisti, con i cappellini lanciati in aria ed esclamazioni da stadio, accoglievano il
reperto analitico.
Altri dodici mesi e il premio Nobel proiettava sul suo paese d'origine nuove sicure previsioni di bancarotta; e ogni
volta gli applausi aumentavano, perché niente piace di più all'establishment raccolto su un lago o su un 'isola di una
profezia apocalittica. Si sa come vanno i convegni importanti: se il catering è buono, si commenta rapidamente la
qualità delle portate e si passa a ragionare sul disastro prossimo venturo sostenendo che ci stiamo mangiando la dote
e il patrimonio, e oltre tutto il cameriere non ha sostituito la bottiglia di bianco con il rosso; se la cucina è scadente, si
fanno facce schifate e si prende la deludente qualità dei piatti come una conseguenza, subordinata quanto rivelatrice,
del degrado generale.
Sapete com'è, se qualcuno avesse provato a sostenere la tesi in velata contro tendenza, vale a dire: caro professor
Modigliani, dato che in base ai suoi dati e al suo modello noi dovremmo essere già falliti e invece siamo ancora qui
che se magna e se beve, noi abbiamo una conclusione, diversa dalla sua: o sono sbagliati i dati o è sbagliato il
modello; be', quel qualcuno sarebbe stato additato come un irresponsabile, un andreottiano, un fautore del tirare a
campare. Oppure un sindacalista, un comunista, un provocatore. Ragion per cui era d'uopo fare la faccia d'ordinanza e
manifestare un'approvazione prima compunta e poi ironicamente rassegnata di fronte all'illustrazione del disastro
incombente, imminente, immanente, e prorompere in acclamazioni clamorose nel momento in cui Modigliani firmava
con un sommesso «grazie)) e un inchino alla platea la dichiarazione del fallimento nazionale, ripetendo che non
capiva come sopravvivessimo, proprio non capiva.
E. Berselli: "Venerati maestri", Mondadori, 2006
(Segnalato da Gianni Pezzin)
Il reato di clandestinità
Il Gazzettino del 4 luglio riporta in prima pagina un bellissimo articolo di Ulderico Bernardi, di recente ospite del
nostro Club, dal titolo “Ma anche i nostri diritti vanno difesi”. L’editorialista, evidentemente favorevole al pacchetto
sicurezza approvato, sostiene, in definitiva, che se è giusta la solidarietà verso tanta povera gente costretta ad
emigrare per la precarietà del sistema di vita nei loro paesi, non si può disconoscere il diritto alla sicurezza dei
cittadini italiani, che temono l’invasione dei clandestini.
In un solo punto mi discosterei un poco dall’equilibratissimo pensiero del professor Bernardi, dove dice che “ è
comprensibile che la voce della Chiesa…si alzi per denunciare la sua sofferenza nei confronti delle nuove norme”:
Non sono del tutto d’accordo, sia perché la Santa Sede non ha preso posizione ufficiale sull’argomento (lo ha
affermato il portavoce Padre Federico Lombardi), sia perché il vaticano pone il divieto all’entrata dei clandestini (lo
dice anche Umberto Bossi). Del resto anche alcuni religiosi si sono dichiarati favorevoli al decreto; don Sergio
Mercanzin -si occupa di migranti dall’Est- è del parere che “non possiamo fare entrare tutti”.
Monsignor Marchetto, la Cei, Rosy Bindi e altri sostengono che “questa legge porterà tanti dolori”.
Lasciamoli affabulare.
Se la pensiamo così, lo spirito sociale e di solidarietà dovrebbe, tuttavia, stimolare i Paesi ricchi ad aiutare tanta
povera gente nei loro luoghi di origine, perché la fame e la miseria sono pessime consigliere. Scriveva Omero
(Odissea . Cap. XVII, versetti 286 e segg.) “Nascondere non si può la fame funesta che tante sciagure procura agli
uomini; per essa si armano le navi dai solidi banchi che portano guerra ai nemici sul mare profondo”
( A.L.)
Considerazione prettamente femminile
Una signora da anni passa quindici giorni d’estate al mare, a Viareggio. Il consorte, che non ama il mare, se ne sta solo a casa.
- Lei al marito: Tu non vuoi venire al mare con me…Io sì vengo in montagna con te…Sei un egoista!
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Il Tempo e il Rotary ( di Vincenzo Costantino )
Il primo luglio è il capodanno Rotariano, comincia in ogni club la nuova gestione presidenziale e per noi , del
Club di CAMPOSAMPIERO , sarà l'annata di Donatello.
Nuove aspettative e nuovi incontri ci aspettano. Buon lavoro !!!
....Ma non posso star zitto altrimenti, come sono solito dire, mi viene l'ulcera ; mi viene da considerare che
Il Rotary fondato nel 1905 da Paul Harris è aperto a tutti, a prescindere dalla loro appartenenza razziale credo
religioso o politico. In Italia il messaggio fu recepito e realizzato per prima a Milano il 19 dicembre 1923 ad opera
di un gruppo di industriali affermati (Bianchi, Borletti, Caproni, Mira e altri), di professionisti di alto livello e di
professori universitari e cioè in forma rigorosamente selettiva in difformità da quello americano democratico e
selettivo soltanto per livello di competenza ed educazione. Il secondo Club fu quello di Trieste nel 1924;
seguirono nel 1925 i Club di Roma, Napoli e Torino. Nel Luglio del ’28, il Principe Piero Ginori Conti,
assumendo la Presidenza del Rotary italiano, affermava che il Rotary si ispirava ai principi della più alta
rettitudine, propugnava la formazione di un opinione pubblica meglio informata e per quanto riguardava la
Religione, godeva di una completa ed assoluta autonomia di pensiero ed azione al di fuori di qualsiasi vincolo
religioso e politico, per cui era propugnatore di libertà e democrazia.
Nel 1938 Ranelletti presiede la riunione in cui viene decisa la sospensione di ogni attività rotariana in Italia.
Dopo la guerra Ranelletti presiede a Pallanza l’Assemblea straordinaria per la ricostruzione ufficiale del Rotary in
Italia.Nel 1978 veniva fondato il Rotary club di Camposampiero .
Ne è passato di tempo anche se personalmente ne ho vissuto solo una minima parte:il tempo passa (Panta rei).
A pensarci bene il tempo è la sola entità che non ha un suo antitetico. La luce ha per antitesi l’oscurità, il pieno ha
il vuoto, il suono ha il silenzio, il protone ha l’antiprotone, la materia l’antimateria, la vita ha la morte, etc.
Non conosciamo o comunque non abbiamo esperienza di un antitempo, cioè di un tempo che procede
all’indietro col rispettivo orologio avente moto retrogrado. Anche il mondo speculare della fisica moderna deve
evolvere nel tempo. Il tempo è una delle grandi esperienze archetipiche dell’uomo e ha eluso tutti i tentativi di
arrivare ad una spiegazione razionale. È stato detto che esso è qualcosa che presiede alla vita. L’uomo primitivo,
assistendo impotente al succedersi dei giorni e all’avvicendarsi delle stagioni, ha acquisito la consapevolezza degli
andamenti, ciclici o lineari, dei fenomeni naturali: il sorgere e il tramontare del sole, le fasi lunari, gli hanno
fornito una prima idea della successione del tempo. L’impossibilità di prevedere gli eventi e di poter incidere
sull’andamento dei fenomeni naturali gli ha dato, da un lato, l’incertezza del futuro, dall’altro, la certezza del
limite inesorabile imposto dalla durata della propria vita. Il tempo è responsabile dell’esistenza, come una forza
spietata e occulta della natura, un essere misterioso che ogni giorno toglie all’uomo un giorno di vita e a ciascuno
offre, come conclusione, l’annientamento. Per questo il tempo è stato temuto più di qualsiasi altra forza della
natura (il fuoco, l’acqua, il vento, le epidemie): le antiche religioni lo hanno elevato a divinità, gli hanno sacrificato
delle vittime e hanno cercato di “svalutare” e di superare il tempo, svuotando la morte del significato di
annientamento dell’essere, contrapponendo ad essa aspirazioni all’immortalità, sia in senso materiale che
spirituale, con sistemi di pensiero che contemplavano ad esempio: la reincarnazione e l’eterno ritorno con la
prospettiva di nuove vite, oppure la credenza che la morte è la rinascita dalla quale inizia la vera vita eterna.
Nella Grecia antica il tempo, nell’accezione comune, veniva chiamato “cronos”, ciò ha reso possibile la sua
identificazione con Crono il padre di Zeus, che originariamente stava ad indicare il fluido vitale presente negli
esseri viventi e di conseguenza il loro destino e la durata della loro vita.
Il tempo come divinità lo si ritrova anche in India (Bhagavad -gita) nel III-IV sec. a.C. In Cina era visto come un
aspetto fondamentale del principio dinamico e creativo dell’Universo, appartenente al principio maschile yang,
mentre la controparte femminile yin era associata allo spazio. Concezioni analoghe si ritrovano presso i Maya e
gli Aztechi.La primitiva idea del tempo è legata alle successioni temporali che l’uomo riteneva più importanti:
l’attività della natura e il fluire della vita umana erano considerati come parti di un medesimo aspetto.
Il primo calendario del quale si hanno sufficienti informazioni è quello egizio della XVIII dinastia (intorno al
1500 a.C.). Esso comprendeva un complicato sistema di riti ideati per assicurare il ritorno quotidiano del sole dal
mondo inferiore e il ritorno della feconda inondazione del Nilo nella giusta stagione.
Per questo motivo il tempo fu considerato un qualcosa di magico (e in seguito di religioso), che determina gli
eventi, ma che può essere in qualche modo influenzato da opportune azioni rituali, tanto da instaurare un’ampia
serie di procedure magico-religiose ritenute necessarie a portare l’armonia fra l’ordine soprannaturale e quello
umano. Gli antichi egiziani osservavano che il sole moriva ogni sera e risorgeva al mattino; il Nilo cominciava ad
agonizzare in ottobre e rinascere a giugno. Nel tentativo di scoprire le leggi divine che si manifestavano negli
eventi apparentemente casuali, gli uomini sono stati indotti a fare delle osservazioni che li hanno condotti a
trattare il tempo come misurabile.
Ma basta è passato troppo tempo anche per voi che avete avuto la compiacenza di leggere quanto su scritto ; dei
misuratori del tempo poi credo ce ne potrà parlare il nostro socio Pellanda più esperto di me.
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SABATO 26, alle ore 20.00 – presso il ristorante “Al