ROTARY CLUB CAMPOSAMPIERO Distretto 2060 Bollettino n. 1 e 2– luglio-agosto 2009 ________________________________________________________________________________________________ Organigramma 2009-2010 PRESIDENT: R. Cecchinato PAST PRESIDENT: T. Dalla Mora INCOMING PRESIDENT: W. Caimi VICE-PRESIDENTI: G. Piovesan, S. Palazzolo SEGRETARIO: G. Sandri TESORIERE: G. Carraro PREFETTO: S. Bandiera CONSIGLIERI: V. Costantino, G. Piovesan, L. Bergami, S. Palazzolo, G. Griggio COMMISSIONI: PER L’AMMINISTRAZIONE DEL CLUB: Presidente, Segretario, Tesoriere, Prefetto PER L’EFFETTIVO: S. Palazzolo(P), G. Piovesan (V), L. Tessaro, A. Maturo PER I PROGETTI: G. Griggio (P), F. Camporese (V) (gara sci e regata), L. Tessaro PER LE PUBBLICHE RELAZIONI: C. Vincenzo (P), G. Carraro (V), L. Costa, F. Fabris Fattore, PER LA FONDAZIONE ROTARY: L. Bergami (P), P. Benin (V), P. Cecchetto RESPONSABILE INFORMATICO: E. Pozzobon RESPONSABILE NOTIZIARIO DEL CLUB: A. Lazzaro (e-mail: [email protected]) SERVICES DEI CONIUGI: A.Barbato, S. Dalla Mora, G. Caimi, R. Bandiera, M. Malvestio, R.Negro, RESPONSABILE ROTARACT: Corsano A., (Collabora: G. Griggio) RAPPORTI COL DISTRETTO: Corsano A. COMMISSIONE TARGHE D’ARGENTO: G. Griggio (P), W. Caimi (V), G. Sandri COMMISSIONE PAUL HARRIS FELLOW: D. Cecchinato (P), G. Piovesan, S. Palazzolo Carissime amiche ed amici, il programma di questo mese è tutto o quasi…internazionale. Avremo ospiti il Console dei Paesi Bassi, un rotariano del Club di Cape Town (Sud Africa) e, infine, i soci del Rotary Club di Friedberg in Bayern per il gemellaggio con il nostro Club, organizzato dal Past-President Tiziano Dalla Mora. Terremo, inoltre, la nostra prima assemblea di Club per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2008/2009 e preventivo 2009/2010. Infine, come per il mese di Luglio, la prima riunione non sarà conviviale; si farà “formazione”. Programma di settembre MARTEDI’ 01, alle ore 21.00 – presso il ristorante “Al Tezzon”, serata dedicata alla formazione, curata dalla Commissione “per l’effettivo”. L’evento è particolarmente raccomandato ai soci di più recente cooptazione ma è utile anche per quelli che hanno maggiore anzianità di…servizio. MARTEDI’ 08 , alle ore 20.30 – presso il ristorante “Al Tezzon”, conviviale con CONSORTI, con la presenza del Console dei Paesi Bassi, Dott. Daniele Cunego, il quale terrà una conversazione sul tema “La Turchia: prove di disgelo con l’Armenia e l’Europa”. MARTEDI’ 15, alle ore 20.30 – presso il ristorante “Al Tezzon”, conviviale con CONSORTI, con la presenza dell’Avv. Giorgio Destro, professionista con attività in Italia ed in Sud Africa, rotariano iscritto al Club di Cape Town, il quale terrà una conversazione sul tema “Il Sud Africa visto…da dentro” e col quale scambieremo i guidoncini di club. MARTEDI’ 22, alle ore 20.30 – presso il ristorante “Al Tezzon”, assemblea dei soci per esame ed approvazione del bilancio consuntivo 2008/2009 e di previsione 2009/2010. SABATO 26, alle ore 20.00 – presso il ristorante “Al Tezzon”, conviviale con CONSORTI. Serata per il gemellaggio con il Club di Friedberg in Bayern. La conduzione della serata è delegata al PastPresident Tiziano Dalla Mora al quale si deve interamente questo importante evento (Eventuali variazioni dipendenti da sopravvenuti accordi col Club ospite, Vi saranno comunicati con tempestività). Vi prego di fare attenzione all’orario della riunione del 1° di Settembre, che è fissato alle ore 21.00 (dopo cena) e del 26 di Settembre, che è fissato alle ore 20.00. Certo della Vostra nutrita presenza, Vi ringrazio per l’attenzione e…a presto. Donatello Stampa: Logopress s.r.l. 35010 Borgoricco. Via M. Polo Tel. 049 9336472/9336374. e-mail: [email protected] serve una modifica della coltura per poterne incrementare l’uso. Altre fonti da noi non sono produttive. Non ci resta che mantenere gli incentivi previsti dalle vigenti leggi, avviare un celere programma nucleare e convertire a carbone (con cattura della CO2) delle centrali a olio combustibile. 7 luglio – Walter Caimi: “Le fonti rinnovabili di energia: reale alternativa alle fonti fossili e nucleari o alibi per la coscienza?” La relazione del nostro socio ingegnere è stata comprensibile ed esaustiva. Nella preistoria e protostoria l’unica energia utilizzabile era quella umana o animale. Poi, con la navigazione a vela e i mulini, si cominciò a sfruttare il vento. Tuttavia sino alla fine del XX secolo la quantità di energia/persona era molto bassa, con tutte le conseguenze immaginabili. Oggi di energia ne abbiamo tanta e anche di basso costo. Più alto è il tenore di vita più energia è richiesta. Le fonti energetiche sono; esauribili ( combustibile fossile e nucleare) e rinnovabili ( sole con sistema fotovoltaico o termodinamico, vento, risorse idriche, risorse geotermiche, maree, moto ondoso, rifiuti organici e inorganici). Le fonti esauribili (petrolio, carbone, gas naturale) sono molto inquinanti (C02), ma lo è anche l’energia nucleare (scorie radioattive). Non sono inquinanti l’energia idroelettrica, oceanica, eolica e solare, mentre la combustione del legno e di sostanze fossili producono molta CO2 e l’e. geotermica SO2 (anidride solforosa). Negli ultimi 30 anni la richiesta di energia è aumentata dell’83%. Nel 2050 è prevista una domanda di energia tre volte superiore a quella degli anni settanta. Le riserve di energia sono stimate in 260 anni per il carbone, 39, 4 il petrolio, 65,2 il gas naturale, 85,7 l’uranio 235. “Le energie rinnovabili possono coprire la futura richiesta di energia?”. Teniamo, innanzitutto, presente che solo una piccola parte delle fonti rinnovabili è trasformabile in energia, inoltre il sistema fotovoltaico è molto costoso, il vento e l’e. geotermica, il moto ondoso, non sono fonti ubiquitarie. Il costo degli impianti per la produzione di energia è alto per nucleare, idroelettrico, fotovoltaico, geotermico, medio per petrolio convenzionale, carbone, gas, biomasse ed eolico. L’effetto serra. È dovuto per il 65% al vapore acqueo e per il 27% alla CO2. Quest’ultima, peraltro, rimane a lungo nell’atmosfera, mentre il vapore acqueo viene eliminato con la pioggia. Il protocollo di Kyoto. Risale al 1997 e fissa una riduzione media del 5,2% dei livelli di emissione del CO2 entro il 2008/12; purtroppo non tutte le nazioni l’hanno sottoscritto e poche sono quelle che lo rispettano. L’Italia importa l’80% dell’energia. La possibilità che abbiamo di sfruttare fonti alternative riguarda pressoché solo la combustione delle biomasse, ma La centrale geotermica di Larderello. 1894. Alla bella relazione ha fatto seguito un animato dibattito. 14 luglio – Consegna del libro del trentennale 2 Graditissimi ospiti della serata il prefetto di Padova Michele Lepri Gallerano e signora, il past governor Carlo Martines e signora Nilla Garbin e il sindaco di Camposampiero Zanon. I curatori del libro, Salvatore Palazzolo e Evelino Pozzobon hanno brevemente presentato il volume. Ci sono particolarmente piaciute le espressioni del past governor Martines alla presentazione del volume e lette da Evelino, che qui vogliamo riportare. “Trent’anni rappresentano un traguardo che nel nostro Distretto è già stato raggiunto dalla metà dei Club. “Trent’anni, come nel caso del R.C. Camposampiero, sono ancora più efficaci quando si portano appresso l’entusiasmo delle persone che hanno concorso a rendere il Club prestigioso e stimato nel territorio in cui opera. Voler ricordare con un libro la storia degli ultimi dieci anni, come completamento della precedente pubblicazione, significa voler mantenere viva la memoria di quanto si è fatto, con la convinzione di aver bene operato e con il desiderio di essere riconoscenti a tutti quei Soci che, con il loro impegno, hanno contribuito a far crescere il Club”. Evelino, altro autore del volume Il saluto del prefetto 21 luglio Lanfranco Callegaro: “L’ingegneria dei tessuti: attualità e prospettive future” Il dott. Lanfranco Callegaro è nato nel 1951, è sposato e ha due figli. Laureato nel 1975 in Chimica Pura presso l’università di Padova con una tesi su”Enzimi da batteri termofili”, che annunciava la passione scientifica successivamente coltivata ad altissimi livelli, dopo un breve periodo di ambientamento nel mondo del lavoro dedicato all’insegnamento tennistico, ha iniziato la attività lavorativa presso una società biomedica del gruppo Fiat e, dal 1986, in Fidia Farmaceutici dove ricopre il ruolo di direttore generale. Pur operando nel mondo industriale privato ha sviluppato prodotti innovativi frutto dell’impiego delle tecnologie biologiche più avanzate, nell’ottica di proporre soluzioni per la diagnosi e la cura di malattie di difficile soluzione. E’ membro di importanti organismi nazionali ed internazionali di ricerca. E’, in ultima analisi, uno scienziato con grandi competenze manageriali che ne fanno uno dei cervelli più qualificati ed invidiati del nostro Paese. Salvatore, autore del volume 3 L’impiego di cellule per ricostruire tessuti lesi ci ricorda il mito di Prometeo, il titano figlio di Giapeto che donò ai mortali il fuoco rubato agli dèi e per punizione fu incatenato sul Caucaso dove un’aquila gli rodeva continuamente il fegato che si rigenerava. La ricostruzione o rigenerazione delle funzioni lese prevede l’utilizzo di biomateriali, secondo l’ipotesi di Murray: ieri > chirurgia ablativa, oggi > chirurgia ricostruttiva (auto o allotrapianti), domani > chirurgia induttiva. Quest’ultima tecnica si avvale dell’utilizzo dell’ingegneria tissutale; in altre parole, utilizzando cellule staminali mesenchimali possiamo ottenere osso, cartilagine, fibre muscolari, ecc. In definitiva i tessuti ingegnerizzati riguardano: pelle, cartilagine, osso, tendini, muscoli, nervi, vescica, fegato, rene e altro ancora. Più arduo, secondo il relatore, organizzare la crescita delle staminali totipotenti, che potrebbero generare un tessuto non richiesto. Il presidente riconoscente 25 luglio Visita all’Osservatorio Astronomico di Asiago. Sabato 25 luglio’09, ci siamo trovati alle 18,30 all’Hotel Des’Alpes per la cena prima della partenza all’osservatorio. C’era qualche nuvolone che ci preoccupava, ma l’entusiasmo era alle stelle, l’aria era frizzante ed il panorama magnifico. La cena è stata deliziosa allietata anche dal bel gruppo di giovani che era con noi. Alle ore 20 il presidente, Donatello Cecchinato,ci ha sollecitati di avviarci con le nostre auto verso l’osservatorio che si trova a circa 20 minuti da Asiago. Siamo arrivati all’osservatorio, cima Ekar, verso le 20.30, la serata era splendida, la brezza serale aveva spazzato via tutte le nuvole ed il cielo era terso. Dopo aver fatto qualche foto ci siamo avvicinati all’entrata dell’osservatorio dove ci ha accolti I’Astronoma Lina, una scienziata che si è rivelata molto preparata ed entusiasta della sua attività. La dottoressa Lina ci ha detto che noi eravamo I primi visitatori dell’osservatorio Astronomico Cima Ekar che ,in occasione dell’anno internazionale dell’astronomia, è stato aperto al pubblico; quindi ha fatto una breve carrellata storica dell’impianto. Il telescopio ottico Copernico, all’interno della cupola di cima Ekar,è il più grande in Italia, è stato inaugurato nel 1973 e dipende dall’Università di Padova. Dai 1767 le osservazioni astronomiche si erano svolte nell’antica torre della Specola, successivamente, nel 1942, ad Asiago, per la quota, le poche luci, la trasparenza dell’atmosfera e la buona percentuale di notti serene, con il Telescopio Galileo all’epoca il più grande telescopio in Europa con il suo specchio primario del diametro di 122 cm. Oggi c’è la ricerca di luoghi sempre più lontani da barriere fisiche tanto che si pensa alla costruzione di Osservatori astronomici a 5000 mt.di altezza; per questo, il telescopio Copernico è stato montato a Cima Presentazione del relatore Una richiesta di chiarimenti 4 Ekar, una delle alture che sovrastano la piana di Asiago. E’ dedicato a Copernico perché questo astronomo ha studiato a Padova e proprio in questa città ha elaborato le sue teorie. Siamo saliti sulla cupola che abbiamo trovato aperta verso un cielo terso; l’astronoma ci ha presentato il telescopio ottico che, a differenza dei primi telescopi, è dotato di specchi e non di lenti; gli specchi permettono al raggio dl luce riflesso di non essere deviato. Abbiamo visto lo specchio primario che ha un diametro di 182cm, ha una forma paraboidale per aumentare ancora dl più il diametro e raccogliere più oggetti e lo specchio secondario a forma di iperbole; sopra lo specchio c’è una pellicola di alluminio che ogni sei mesi viene cambiata. L’alluminio, nella riflessione della luce, non trattiene le informazioni irrilevanti per l’astronomo. Gli specchi sono montati su montatura equatoriale per non perdere l’oggetto puntato anche se c’è rotazione terrestre. Le immagini raccolte dagli specchi vengono focalizzate nello strumento osservativo la cui posizione può essere cambiata a seconda dei bisogni. L’Astronoma Lina viene interrotta nella sua spiegazione dal suo collaboratore che ci invita ad uscire dalla cupola per vedere uno splendido tramonto sulla città di Asiago. Successivamente l’astronoma risponde alle nostre numerose domande tra cui quella di come si svolge il suo lavoro . Lina risponde che a una notte all’osservatorio seguono diversi giorni di studio in laboratorio. Ci dice che nel 2012 ci sarà una missione spaziale, Gaia, importantissima perché ci farà conoscere la nostra galassia. Proprio per questa missione, all’osservatorio di Asiago, si sono fatte le osservazioni utili per determinare il tipo di strumenti necessari Successivamente, dalla cupola siamo passati alla sala di controllo. L’astronoma ci dice che, a differenza degli anni passati, in cui l’astronomo doveva rimanere a contatto con il telescopio e quindi al freddo, soprattutto d’inverno, per tutta la notte, oggi le rilevazioni del telescopio vengono inviate al computer che si trova in laboratorio. E’ stato interessante vedere ,nella sala di controllo, i diversi monitor: in uno il tecnico ha il controllo completo del telescopio e della cupola, su di un altro ci sono le coordinate dei diversi punti, su di un altro ancora si vedono gli oggetti che si possono ingrandire, focalizzare, colorare, ecc. Ci sono degli archivi, a Strasburgo, con le coordinate delle cose da vedere. Le coordinate sono in ascensione retta (ore), e in declinazione (gradi), che sono la latitudine e la longitudine del cielo. Il nostro tecnico inserisce le coordinate di una stella ,Ring Nerla ,nella costellazione della Lira, che è a 2300 anni luce di distanza e che riusciamo a vedere distintamente con il suo nucleo centrale e l’alone periferico. Riusciamo a vedere anche un agglomerato di stelle a 25 mila anni luce di distanza. L’astronoma conclude la serata facendoci vedere la spettroscopia delle stelle, attraverso la quale riusciamo perfettamente a sapere la loro distanza, la velocità di spostamento ed il materiale di cui sono composte. Lei attualmente sta studiando le stelle binarie che sono ‘80% delle stelle dell’universo. Il sole è una stella rara perché singola. Solo il sonno e la stanchezza ci hanno fatto lasciare questo posto magico e queste persone che, per amore della scienza,si apprestavano a passare una intera notte a studiare le stelle. (Anna Cecchinato) COMPLEANNI Hanno festeggiato nel mese di luglio i soci Igino Negro, Gianluigi Favero, Federioco Terrin, Renato Andretta, Luisa Bergami, Mariella Pesce, e le signore Elsa Todesco, Franca Piovesan, Dianella Ambrosi Maria Elena Moro. E nel mese di agosto Giorgio Sandri, Giuseppe Malvestio, Pierdomenico Favaro, Ernesto Todesco, Lorenza Costantino, Gabriella Lazzaro, Maria Luisa Cavallo, Chiara Benin. Cin cin. CONGRATULAZIONI Ci complimentiamo con Antonio Corsano riconfermato assistente del governatore ed Evelino Pozzobon eletto presidente distrettuale Orientamento al lavoro e rapporti con la scuola. CURIOSITA’ Il diluvio universale era già stato descritto nel poema sumero-assiro- babilonese di Gilgamesh (2000 a.C.). Questa prima versione differisce di poco dalla narrazione biblica. L’eroe che salva gli animali nell’Arca , il Noé mesopotamico, prende il nome di Unapishtim. Nell’epopea di Gilgamesh il diluvio viene rappresentato come un eccesso di vendetta del dio Enlil contro l’umanità corrotta. “Questa è la differenza sostanziale rispetto all’avvenimento biblico, che è invece un atto di divina giustizia, e quindi inserito nei disegni della Provvidenza” (Marina Franco) 5 Altre foto della sera delle consegne Premio PHF a Giorgio Sandri Il saluto dell’assistente del governatore PHF a Gianni Piovesan Anna Cecchinato riceve i fiori a fine riunione Passaggio delle consegne Donatello si prepara a dare il suo primo colpo alla campana 6 Crisi economica e venerati maestri E intanto bisogna saperlo, che andare in America incide sulle doti prospettiche, sulla capacità di visione e sulla qualità delle diagnosi: lo stimatissimo premio Nobel per l'economia Franco Modigliani ogni anno tornava in Italia e sosteneva che in base ai dati in suo possesso, interpretati dai suoi rigorosi modelli analitici, il Belpaese era condannato. Il governo, incapace di tenere il punto. I partiti, strutture egoiste e clientelari. I sindacati, organizzazioni sclerotiche. I leader politici, dei poverini. Ci si aspettava lo schianto, visto che le incrinature stavano diventando crepe sotto gli occhi di tutti. Mancava ancora la certezza sul momento preciso in cui la catastrofe sarebbe avvenuta, e su questo la discussione nella comunità degli economisti era aperta. Ma a giudizio esclusivo del grande Modigliani l'attesa sarebbe stata breve se non brevissima, misurabile in trimestri più probabilmente che in anni. La conclusione era sempre dello stesso tenore: uno sguardo di compatimento e non capisco come fate a tirare avanti. L'anno dopo, Modigliani tornava su queste amate e disprezzate sponde, e sugli stessi argomenti, accolto da un entusiasmo sinistro, si faceva sentire con un'ampia intervista al «Corriere della Sera)), ripetendo l'infallibile solfa: l'Italia era a pezzi, e il debito era cosi, e il deficit cosà, e insomma non c'era che da aspettare con serena fiducia il crollo. Che sarebbe stato spaventoso. Weimar. Il Ventinove. L'Otto settembre. La nazione allo sbando. Gesti di giubilo da parte del club dei catastrofisti, con i cappellini lanciati in aria ed esclamazioni da stadio, accoglievano il reperto analitico. Altri dodici mesi e il premio Nobel proiettava sul suo paese d'origine nuove sicure previsioni di bancarotta; e ogni volta gli applausi aumentavano, perché niente piace di più all'establishment raccolto su un lago o su un 'isola di una profezia apocalittica. Si sa come vanno i convegni importanti: se il catering è buono, si commenta rapidamente la qualità delle portate e si passa a ragionare sul disastro prossimo venturo sostenendo che ci stiamo mangiando la dote e il patrimonio, e oltre tutto il cameriere non ha sostituito la bottiglia di bianco con il rosso; se la cucina è scadente, si fanno facce schifate e si prende la deludente qualità dei piatti come una conseguenza, subordinata quanto rivelatrice, del degrado generale. Sapete com'è, se qualcuno avesse provato a sostenere la tesi in velata contro tendenza, vale a dire: caro professor Modigliani, dato che in base ai suoi dati e al suo modello noi dovremmo essere già falliti e invece siamo ancora qui che se magna e se beve, noi abbiamo una conclusione, diversa dalla sua: o sono sbagliati i dati o è sbagliato il modello; be', quel qualcuno sarebbe stato additato come un irresponsabile, un andreottiano, un fautore del tirare a campare. Oppure un sindacalista, un comunista, un provocatore. Ragion per cui era d'uopo fare la faccia d'ordinanza e manifestare un'approvazione prima compunta e poi ironicamente rassegnata di fronte all'illustrazione del disastro incombente, imminente, immanente, e prorompere in acclamazioni clamorose nel momento in cui Modigliani firmava con un sommesso «grazie)) e un inchino alla platea la dichiarazione del fallimento nazionale, ripetendo che non capiva come sopravvivessimo, proprio non capiva. E. Berselli: "Venerati maestri", Mondadori, 2006 (Segnalato da Gianni Pezzin) Il reato di clandestinità Il Gazzettino del 4 luglio riporta in prima pagina un bellissimo articolo di Ulderico Bernardi, di recente ospite del nostro Club, dal titolo “Ma anche i nostri diritti vanno difesi”. L’editorialista, evidentemente favorevole al pacchetto sicurezza approvato, sostiene, in definitiva, che se è giusta la solidarietà verso tanta povera gente costretta ad emigrare per la precarietà del sistema di vita nei loro paesi, non si può disconoscere il diritto alla sicurezza dei cittadini italiani, che temono l’invasione dei clandestini. In un solo punto mi discosterei un poco dall’equilibratissimo pensiero del professor Bernardi, dove dice che “ è comprensibile che la voce della Chiesa…si alzi per denunciare la sua sofferenza nei confronti delle nuove norme”: Non sono del tutto d’accordo, sia perché la Santa Sede non ha preso posizione ufficiale sull’argomento (lo ha affermato il portavoce Padre Federico Lombardi), sia perché il vaticano pone il divieto all’entrata dei clandestini (lo dice anche Umberto Bossi). Del resto anche alcuni religiosi si sono dichiarati favorevoli al decreto; don Sergio Mercanzin -si occupa di migranti dall’Est- è del parere che “non possiamo fare entrare tutti”. Monsignor Marchetto, la Cei, Rosy Bindi e altri sostengono che “questa legge porterà tanti dolori”. Lasciamoli affabulare. Se la pensiamo così, lo spirito sociale e di solidarietà dovrebbe, tuttavia, stimolare i Paesi ricchi ad aiutare tanta povera gente nei loro luoghi di origine, perché la fame e la miseria sono pessime consigliere. Scriveva Omero (Odissea . Cap. XVII, versetti 286 e segg.) “Nascondere non si può la fame funesta che tante sciagure procura agli uomini; per essa si armano le navi dai solidi banchi che portano guerra ai nemici sul mare profondo” ( A.L.) Considerazione prettamente femminile Una signora da anni passa quindici giorni d’estate al mare, a Viareggio. Il consorte, che non ama il mare, se ne sta solo a casa. - Lei al marito: Tu non vuoi venire al mare con me…Io sì vengo in montagna con te…Sei un egoista! 7 Il Tempo e il Rotary ( di Vincenzo Costantino ) Il primo luglio è il capodanno Rotariano, comincia in ogni club la nuova gestione presidenziale e per noi , del Club di CAMPOSAMPIERO , sarà l'annata di Donatello. Nuove aspettative e nuovi incontri ci aspettano. Buon lavoro !!! ....Ma non posso star zitto altrimenti, come sono solito dire, mi viene l'ulcera ; mi viene da considerare che Il Rotary fondato nel 1905 da Paul Harris è aperto a tutti, a prescindere dalla loro appartenenza razziale credo religioso o politico. In Italia il messaggio fu recepito e realizzato per prima a Milano il 19 dicembre 1923 ad opera di un gruppo di industriali affermati (Bianchi, Borletti, Caproni, Mira e altri), di professionisti di alto livello e di professori universitari e cioè in forma rigorosamente selettiva in difformità da quello americano democratico e selettivo soltanto per livello di competenza ed educazione. Il secondo Club fu quello di Trieste nel 1924; seguirono nel 1925 i Club di Roma, Napoli e Torino. Nel Luglio del ’28, il Principe Piero Ginori Conti, assumendo la Presidenza del Rotary italiano, affermava che il Rotary si ispirava ai principi della più alta rettitudine, propugnava la formazione di un opinione pubblica meglio informata e per quanto riguardava la Religione, godeva di una completa ed assoluta autonomia di pensiero ed azione al di fuori di qualsiasi vincolo religioso e politico, per cui era propugnatore di libertà e democrazia. Nel 1938 Ranelletti presiede la riunione in cui viene decisa la sospensione di ogni attività rotariana in Italia. Dopo la guerra Ranelletti presiede a Pallanza l’Assemblea straordinaria per la ricostruzione ufficiale del Rotary in Italia.Nel 1978 veniva fondato il Rotary club di Camposampiero . Ne è passato di tempo anche se personalmente ne ho vissuto solo una minima parte:il tempo passa (Panta rei). A pensarci bene il tempo è la sola entità che non ha un suo antitetico. La luce ha per antitesi l’oscurità, il pieno ha il vuoto, il suono ha il silenzio, il protone ha l’antiprotone, la materia l’antimateria, la vita ha la morte, etc. Non conosciamo o comunque non abbiamo esperienza di un antitempo, cioè di un tempo che procede all’indietro col rispettivo orologio avente moto retrogrado. Anche il mondo speculare della fisica moderna deve evolvere nel tempo. Il tempo è una delle grandi esperienze archetipiche dell’uomo e ha eluso tutti i tentativi di arrivare ad una spiegazione razionale. È stato detto che esso è qualcosa che presiede alla vita. L’uomo primitivo, assistendo impotente al succedersi dei giorni e all’avvicendarsi delle stagioni, ha acquisito la consapevolezza degli andamenti, ciclici o lineari, dei fenomeni naturali: il sorgere e il tramontare del sole, le fasi lunari, gli hanno fornito una prima idea della successione del tempo. L’impossibilità di prevedere gli eventi e di poter incidere sull’andamento dei fenomeni naturali gli ha dato, da un lato, l’incertezza del futuro, dall’altro, la certezza del limite inesorabile imposto dalla durata della propria vita. Il tempo è responsabile dell’esistenza, come una forza spietata e occulta della natura, un essere misterioso che ogni giorno toglie all’uomo un giorno di vita e a ciascuno offre, come conclusione, l’annientamento. Per questo il tempo è stato temuto più di qualsiasi altra forza della natura (il fuoco, l’acqua, il vento, le epidemie): le antiche religioni lo hanno elevato a divinità, gli hanno sacrificato delle vittime e hanno cercato di “svalutare” e di superare il tempo, svuotando la morte del significato di annientamento dell’essere, contrapponendo ad essa aspirazioni all’immortalità, sia in senso materiale che spirituale, con sistemi di pensiero che contemplavano ad esempio: la reincarnazione e l’eterno ritorno con la prospettiva di nuove vite, oppure la credenza che la morte è la rinascita dalla quale inizia la vera vita eterna. Nella Grecia antica il tempo, nell’accezione comune, veniva chiamato “cronos”, ciò ha reso possibile la sua identificazione con Crono il padre di Zeus, che originariamente stava ad indicare il fluido vitale presente negli esseri viventi e di conseguenza il loro destino e la durata della loro vita. Il tempo come divinità lo si ritrova anche in India (Bhagavad -gita) nel III-IV sec. a.C. In Cina era visto come un aspetto fondamentale del principio dinamico e creativo dell’Universo, appartenente al principio maschile yang, mentre la controparte femminile yin era associata allo spazio. Concezioni analoghe si ritrovano presso i Maya e gli Aztechi.La primitiva idea del tempo è legata alle successioni temporali che l’uomo riteneva più importanti: l’attività della natura e il fluire della vita umana erano considerati come parti di un medesimo aspetto. Il primo calendario del quale si hanno sufficienti informazioni è quello egizio della XVIII dinastia (intorno al 1500 a.C.). Esso comprendeva un complicato sistema di riti ideati per assicurare il ritorno quotidiano del sole dal mondo inferiore e il ritorno della feconda inondazione del Nilo nella giusta stagione. Per questo motivo il tempo fu considerato un qualcosa di magico (e in seguito di religioso), che determina gli eventi, ma che può essere in qualche modo influenzato da opportune azioni rituali, tanto da instaurare un’ampia serie di procedure magico-religiose ritenute necessarie a portare l’armonia fra l’ordine soprannaturale e quello umano. Gli antichi egiziani osservavano che il sole moriva ogni sera e risorgeva al mattino; il Nilo cominciava ad agonizzare in ottobre e rinascere a giugno. Nel tentativo di scoprire le leggi divine che si manifestavano negli eventi apparentemente casuali, gli uomini sono stati indotti a fare delle osservazioni che li hanno condotti a trattare il tempo come misurabile. Ma basta è passato troppo tempo anche per voi che avete avuto la compiacenza di leggere quanto su scritto ; dei misuratori del tempo poi credo ce ne potrà parlare il nostro socio Pellanda più esperto di me. 8