Processi di
internazionalizzazione e
logistica di distretto:
un’analisi di benchmark
Marco Mazzarino
Università IUAV di Venezia
VIII Riunione Scientifica della Società Italiana degli Economisti dei Trasporti
“I trasporti ed il mercato globale “
Trieste, 29 - 30 giugno - 1 luglio 2006
Obiettivi e metodologia
Obiettivo: analisi della filiera logistica nel
distretto dello Sportsystem di
Montebelluna (leader mondiale) e
individuazione di potenziali interventi di
policy
 Caratteristiche dello studio: universo di
421 imprese, contattate 248, 57 risposte
complete (stratificate: terzisti, produttori
finali, marchio e senza, dimensioni, ecc.)

Struttura del lavoro


Parte analitica (benchmark): ricostruzione della
filiera con approccio innovativo per
processi/attività (indicatori strutturali di
performance logistica di distretto)
Parte normativa (strategic positioning):
identificazione dei “punti deboli” della filiera
logistica in base all’importanza e criticità
dell’indicatore in modo da suggerire interventi
mirati di policy (“guida all’azione”)
Le criticità logistiche

Logistica produttiva e customer service
processo produttivo e tempi di evasione ordini
 flessibilità e customization


Sistema degli stoccaggi


gestione scorte e magazzini
Logistica inbound e outbound
internazionalizzazione
 presidio mercati di sbocco


Sistema dei trasporti
ottimizzazione dei carichi
 qualità e performance delle infrastrutture di
trasporto


Relazioni tra attori (supply chain)

gestione dei rapporti di partnership
dimensione aziendale e potere contrattuale
Logistica produttiva e customer
service

Indicatori:

Processo produttivo e tempi di evasione ordini
 importanza:
73%
 criticità: 50%

Flessibilità e customization
 importanza:
60%
 criticità: 50%

Mercati sempre più differenziati ed
esigenti: esigenza di gamma più profonda
senza aumentare drammaticamente i costi


Nonostante una significativa presenza di processi maketo-order (legati s.tutto alla finalizzazione del prodotto)
(logica pull o reactive) ancora forte è la necessità di
riorganizzarre i processi secondo le logiche della lean
production
Suggerimenti: adozione di tecniche quali postponement,
modularizzazione, informatizzazione del ciclo dell’ordine
(infrastrutture comunicative a monte e a valle ancora
tradizionali)
Esigenza di riorganizzazione del processo produttivo
per esigenze di customer service senza incidere
sull’efficienza produttiva
Sistema degli stoccaggi

Valutazione:





importanza: 60%
criticità: 40%
Attività svolte prevalentemente all’interno: significativo
mercato potenziale per servizi di logistica integrata in
capo a O.L. (outsourcing evoluto)
Esiste già O.L. leader: opportunità di integrare servizi di
trasporto con altri servizi a valore aggiunto (scorte,
magazzini, gestione ordini, fasi di fine linea)
Magazzini: forte presenza di sistemi di P&H ancora
manuali (legati alla mancanza di esternalizzazione) –
forti economie potenziali derivanti dall’automazione in un
contesto di outsourcing evoluto
Graf.Graf.
9 - Livello
didiesternalizzazione

1 – Livello
esternalizzazione
lavorazioni logistiche
accessorie
pratiche
1. totalmente interna
2. in prevalenza interna
3. in prevalenza esterna
gestione ordini
4. totalmente esterna
5. non svolta
magazzini e scorte
trasporti
0%
20%
40%
60%
80%
100%
Logistica inbound e outbound

Internazionalizzazione



importanza: 70%
criticità: 50%
Presidio mercati di sbocco


importanza: 60%
criticità: 55%
Logistica inbound
 generale tendenza evolutiva del distretto: natura “industriale” legata
sempre più alle fasi finali del prodotto, fino ad arrivare all’acquisto
diretto di prodotti finiti (es. Cina)
transizione da piattaforma produttiva a piattaforma logisticodistributiva
Graf. 3 - Mercato di approvvigionamento
prodotti finiti
19
6
componenti e
semilavorati
64
22
48
materie prime
0%
75
20%
43
40%
60%
distretto/area locale
resto d'Italia
estero
14
9
80%
100%
Logistica a valle
 Necessità di riprogettazione delle reti distributive in
modo da garantire controllo dei mercati come fattore di
competitività
 Capacità di presidio dei mercati molto debole e
alimentata da logica del franco fabbrica: l’eccellenza
manifatturiera ha creato un “disinteresse” verso la
commercializzazione del prodotto e della logistica
distributiva (oggi invece strategici)
 Proposte di policy basate su best practice
(caratteristiche della rete distributiva) che utilizzano il
franco-destino (30%)
Sistema dei trasporti
Indicatori:
 Ottimizzazione dei carichi


importanza: 60%
criticità: bassa

Outsourcing trasportistico ormai efficiente (caso raro a
livello distrettuale)

Qualità e performance delle infrastrutture



importanza: 60%
criticità: media 38% e elevata 7%
Ridimensionamento “politico” del problema
infrastrutturale
Relazioni tra attori (supply chain)
Indicatori:
 Gestione rapporti di partnership



Dimensione e potere contrattuale



importanza: 70%
criticità: 30%
importanza: 60%
criticità: 30%
Presenza di forti sinergie nelle relazioni tra attori:
distretto ancora come “sistema sinergico a rete” che
permette di soddisfare le esigenze di flessibilità e di
competenze in condizioni di incertezza
CONCLUSIONI

Messaggio forte complessivo per spunti di policy (priorità
politiche ed innovazioni di processo su cui far
convergere interventi, risorse, progetti):
I processi logistici più critici risiedono nella logistica
strettamente produttiva connessa alle esigenze di
customer service, nella gestione stock e nella
pianificazione delle reti distributive, mentre appaiono
ridimensionati i problemi del trasporto (servizi ed
infrastrutture)

Interessante confronto con altre realtà distrettuali
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