Cerignola 30 marzo 2014
« Democrazia Diretta vista da vicino »
Leonello Zaquini, residente in Svizzera dal 1997, Consigliere comunale,
membro del COMITES, presidente di una Colonia Libera Italiana,
Le Locle, 11’000 abitanti
E’ detta la: « Ville de la précision »
Primi anni del 1700,
nasce qui l’industria
orologiaia svizzera
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« La democrazia diretta vista da vicino »
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La Svizzera: 8 milioni di abitanti.
Primo paese piu' competitivo al mondo (2013 World economic forum)
- Disoccupazione: 3.2%
- presenza stranieri 23%
- 5° Esportatore mondiale di macchine utensili
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« La democrazia diretta vista da vicino »
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Cantone di Neuchâtel
170’000 abitanti.
Stranieri: 41’000 (24%)
Frontalieri: 8’000
PIL: 7’400 Milioni euro
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« La democrazia diretta vista da vicino »
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Come si fa una legge, « dal basso »?
1) Un gruppo di cittadini si trova, costituisce un « comitato di
iniziativa popolare » e redige il testo di una legge
2) Depositi il testo alla cancelleria di stato
3) Raccogli le firme
4) L’organo legislativo può fare una « controproposta ».
5) Campagna elettorale.
6) Informazione pubblica e gratuita (« libretto delle votazioni »)
7) Voto (senza quorum).
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« La democrazia diretta vista da vicino »
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Servono 5 persone che firmano la costituzione del
« comitato di iniziativa » (ma si cerca di essere piu’ numerosi e di
coinvolgere ASSOCIAZIONI) Ecco le « nostre »:
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« La democrazia diretta vista da vicino »
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2) Finito di redigere il testo, te lo fai controllare da uno specialista
(avvocato . . ., o simili. Vitaliano era andato da un suo conoscente).
3) Depositi: testo (*) e comitato, e raccogli le firme.
Tempo della raccolta, 6 mesi.
Numero di firme da raccoglere nel nostro caso:
6’000
(si trattava di una modifica costituzionale).
La scadenza era:
18 dicembre 2003.
(*) sono ammessi due modi di redazione: « dettagliato » o « per
indicazioni generali ». NON VANNO CONFUSI I DUE METODI
nello stesso testo! Il nostro era « dettagliato ».
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4) Raccogli le firme
Le firme vanno raccolte su moduli :
(e’ solo questa facciata che ha valore legale il
retro puo’ essere usato come « volantino »,):
La persona che firma deve solo fare
attenzione a:
-METTERE DATI CORRETTI
-FIRMARE RIPRODUCENDO LA
SUA FIRMA (QUELLA
DEPOSITATA IN COMUNE).
( In un modulo ci vanno solo firme di cittadini di
UNO STESSO comune. Le firme sono verificate,
poi, in quel comune. Per ogni firma rifiutata
redigono una motivazione).
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Il 18 dicembre, avevamo 7’400 firme
5) L’organo legislativo può fare una « controproposta ».
gennaio 2007: Il “Gran Consiglio” (parlamento cantonale),
approva una controproposta.
E fissa la data della votazione:
17 giugno 2007.
6) Campagna elettorale.
Il comitato di iniziativa, si riattiva e promuove la campagna
elettorale.
(non esistono finanziamenti pubblici)
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7) Informazione pubblica e gratuita.
3 settimane prima della data delle
votazioni OGNI nucleo famigliare riceve
in casa, gratuitamente, il « libretto
informativo delle votazioni ».
Ogni quesito e’ trattato in 3 modi (2
pagine ogni modo):
1°- Visione « neutra - oggettiva » (lo sforzo
e’ in genere riuscito).
2° - Il parere del comitato di iniziativa.
3° - un parere contrario.
Nel retro del libretto c’e’ l’indicazione del
voto espresso dal governo.
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8) Voto (senza quorum).
E’ possibile votare:
- Per posta (10 giorni prima ognuno riceve a casa le schede
elettorali. La busta te la devi affrancare. Oppure la imbuchi tu stesso nella buca
del comune, come faccio in genere io).
- Al seggio (in comune, solo la domenica mattina).
- Via Internet (Nel cantone, il metodo e’ ancora ritenuto « sperimentale »
livello federlae).
(Una volta si poteva votare anche per tutta la settimana precedente presso gli uffici
di polizia).
Una curiosita’: al seggio ci sono le cabine ma quasi nessuno ci entra, quasi tutti
votano stando in piedi attorno ad un tavolone che c’e’ li in centro, davanti a tutti.
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9) E’ possibile votare:
SI alla proposta del comitato di iniziativa popolare.
SI alla controproposta (se esiste) dell’organo legislativo
SI a tutt’ e due le proposte: vincera’ la proposta che ha il
maggior numero di voti
NO
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a tutte e due: la legislazione resta come e’.
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10) votazioni del 17 Giugno 2007
Gli elettori del cantone erano chiamati ad esprimersi su tre
quesiti.
- revisione della Assicurazione di Invalidità (legge, iniziativa
popolare),
- modifica della costituzione cantonale sul controllo delle
autorità giudiziarie (referendum obbligatorio).
- il “nostro”: eleggibilita’ degli stranieri (modifica
costituzionale di iniziativa popolare, la nostra).
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11) Esito (comunicato la sera della domenica di votazione)
SI - 54,5% alla eleggibilità degli stranieri a livello
comunale,
NO - 59,1% alla eleggibilità a livello cantonale.
Partecipazione: 42,8% (relativamente ALTA, secondo i parametri svizzeri).
Commento:
Ha vinto la « controproposta » dell’esecutivo.
Ma, con la nostra iniziativa, riteniamo di avere ottenuto un
progresso importante nel riconoscimento dei diritti civili.
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(Qualche precisazione sul tema: . . .
il diritto di voto agli stranieri esisteva nel cantone
già dal 1848, ma solo a livello comunale
Tra il 1874 ed il 1888 esisteva anche il diritto di
eleggibilità, sempre a livello comunale. Poi era stato
tolto
Nel 1990 il parlamento cantonale aveva deciso di
consentire l'eleggibilità degli stranieri a livello
comunale, ma un referendum popolare aveva
abrogato la decisione col 56% dei voti. )
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Cantone di Neuchâtel
Ex principato del re di Prussia
1848 Aderisce alla Confederazione
(rivoluzione del 1° marzo, partita da Le Locle).
Strumenti di democrazia diretta esistenti 1°:
Petizione: individuale o collettiva di cittadini residenti (non
necessariamente elettori, per cui anche stranieri senza diritto di voto o bambini) –
Impegna l’organo a cui la petizione e’ indirizzata (esecutivo, legislativo o
giudiziario) a pronunciarsi.
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Cantone di Neuchâtel
Strumenti di democrazia diretta esistenti 2°:
REFERENDUM: ABROGANO O RATIFICANO
(entro 100 giorni dalla promulgazione della legge)
Referendum facoltativo: 4’500 firme di elettori – Da luogo ad
una votazione popolare.
Referendum obbligatorio: (ratifica popolare obbligatoria.
senza bisogno di raccolta di firme) – Per le leggi elettorali.
Per modifiche della costituzione.
Per leggi approvate con procedura d’urgenza, dopo un anno di
entrata in vigore.
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Cantone di Neuchâtel
Strumenti di democrazia diretta esistenti 2°:
LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE: Legiferano
Inizativa popolare a voto parlamentare (mozione popolare):
100 firme di elettori – Impegna il legislativo a votare la mozione.
Iniziativa popolare a voto popolare: 4’500 firme di elettori
(6’000 in caso di modifiche costituzionali) – Dà luogo ad una
evenutale controproposta da parte dell’organo legislativo, e ad una
votazione popolare.
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Cantone di Neuchâtel
Strumenti di democrazia diretta NON esistenti nel
Cantone (e nel comune di Le Locle) 3°:
Revoca: possibilita' di revocare rappresentanti eletti
Referendum obbligatorio per cifre di spesa elevate: (senza
bisogno di raccolta di firme) –
Di fatto pero' il governo cantolane indice un referendum in
queste occasioni
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Cantone di Neuchâtel
Democrazia rappresentativa
ESECUTIVO: (detto: Consiglio di Stato) 5 persone (per 5
dicasteri)
- eletto con voto diretto maggioritario a doppio turno.
- come tutti gli esecutivi, il cooperativi e non competitivi
LEGISLATIVO: (Detto: Gran consiglio) 115 persone.
- eletto con voto proporzionale senza « sbarramenti » e voto
di preferenza anche a candidati di liste differenti.
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A cosa serve la Democrazia Diretta?
Anche se i cittadini intervengono raramente (per cui la
Democrazia Diretta COSTA poco),
I legislatori SI DOMANDANO TUTTI I GIORNI, IN TUTTE
LE OCCASIONI:
« . . . e se poi i cittadini lanciano un' INIZIATIVA ? »
La Democrazia Diretta obbliga i rappresentanti a farsi
interpreti della volontà dei cittadini.
La Democrazia Diretta affianca e non sostituisce la
democrazia rappresentantiva e contribuisce a mantenerla viva
e sana
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A cosa serve la Democrazia Diretta?
Lo sforzo dei rappresentanti di intepretare il volere dei
cittadini e quindi di individuare il BENE COMUNE rende i
rappresentanti più indipendenti dai partiti
Il 75% delle delibere sono decise all'unanimità, nel restante 25% i dissensi
attraversano, di norma, tutti i gruppi. Ho la sensazione che sia considerato persino
sconveniente votare sistematicamente come la maggioranza del gruppo consiliare
propone, senza mai manifestare dissensi.
…
una consigliera propose che si votasse sempre tutti uniti e compatti: “In questo modo
le nostre decisioni passerebbero sempre, dato che abbiamo di fatto la
maggioranza assoluta”. La proposta venne in fretta bollata come non democratica e si
passò subito ad altro.
La Democrazia Diretta riduce il potere dei partiti sui
rappresentanti
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A cosa serve la Democrazia Diretta?
ELIMINA IL MONOPOLIO DEL POTERE LEGISLATIVO.
Non esiste nessuno (ne' partito, ne' coalizione ...) che abbia una
« maggioranza sicura ».
Indagini della HSG (Scuola di Economia di San Gallo) hanno rivelato che
nelle città dove esiste il sistema della democrazia diretta i servizi pubblici
costano meno, per esempio la nettezza urbana costa il 20% in meno.
Anche all'interno della Svizzera esistono delle differenze, nei cantoni che
riconoscono il diritto di decisione in materia di bilancio si registra il 30% di
evasioni fiscali in meno.
La Democrazia Diretta contrasta le lobby, e' un antidoto per
la corruzione, risana l'economia
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A cosa serve la Democrazia Diretta?
“Le finanze di una città dominate [dal sistema dei partiti] sono sempre
pesantemente gravate da spese inutili o esagerate. I servizi sono
inevitabilmente gravati da un numero considerevole di sinecure che non hanno
altro scopo se non quello di permettere ai -workers- del sistema dei partiti di
scantonare al budget; i lavori pubblici sono assegnati a prezzi stravaganti. Lo
sfruttamento delle proprietà comunali è accordato a concessionari per niente o
con compensi ridicoli”.
Lo scriveva Moisei Ostrogorski, uno dei fondatori della sociologia dei partiti
politici [4.7], nel 1902.
La democrazia diretta mina alla radice la corruzione, rendendo più
alto il rischio di “non ritorno su investimento”.
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A cosa serve la Democrazia Diretta?
...
« Compito dei cittadini non è governare ma intimorire i governanti »
Lo scriveva Moisei Ostrogorski, uno dei fondatori della sociologia dei partiti
politici [4.7], nel 1902.
La democrazia diretta « intimorisce i governanti »
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A cosa serve la Democrazia Diretta?
I cittadini sono attivi politicamente
CONTINUAMENTE,
E non
SALTUARIAMENTE
è considerata maleducazione e scarsa coscienza civile votare “per partito
preso” o come suggerisce il “partito del cuore”.
...
“è meglio non votare che sbagliarsi a votare”,
La Democrazia Diretta aumenta la coscienza civile dei
cittadini
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A cosa serve la Democrazia Diretta?
Per organizzare iniziative popolari sono estremamente utili
associazioni di cittadini
(associazioni di categoria, culturali, di svago e ricreazione,
mutuo aiuto . . . )
La Democrazia Diretta favorisce la socializzazione e
attribuisce maggiore importanza e significato
all’associazionismo
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Antecedenti storici
Antecedenti storici
“Si formò tutta una categoria di uomini di bassa
levatura che cercava nella politica, ed in particolare nelle
sue acque sporche, i loro mezzi di sostentamento”.
"Si caratterizzavano ovunque come un elemento
particolare nella società che degradava la politica al
punto da rendere come dispregiativo il termine stesso di
-politico-”.
Moisei Ostrogorski
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“Il Governo è messo al servizio di interessi particolari …
contro l'interesse generale; legislazione e
amministrazione si vendono e si comperano; anche le
cariche politiche sono di fatto messe all'asta”.
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La sociologia dei partiti politici (Ostrogorski, Max Weber, Michels, ed
altri), gia’dal ‘800 mette in evidenza il fatto che i rappresentanti e le
loro organizzazioni (i partiti politici) sono indotti, dal gioco stesso
della concorrenza tra di loro, a « rappresentare se’ stessi e le loro
esigenze » o a rappresentare gli nteressi di « poteri forti » che possano
fornire loro i mezzi di cui hanno bisogno:
-Accesso ai media, - Finanziamenti, - Potere di « collocare in posti ».
le esigenze della societa’ finiscono in secondo piano.
Il rimedio contro cio’ che e’ stato definito come la “degenerazione
oligarchica dei partiti” e’ la:
Democrazia semi diretta.
I « rappresentanti » non devono tanto sforzarsi di INTERPRETARE le
esigenze della società: devono DARE GLI STRUMENTI alla società
perchè essa stessa li esprima
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La Democrazia Diretta in Italia
La Costituzione italiana contempla diversi strumenti di
democrazia diretta:
Il referendum abrogativo.
La legge d'iniziativa popolare.
Il referendum costituzionale.
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La Democrazia Diretta in Italia
2008
DDL dei senatori Adamo, Ceccanti, Di Giovan Paolo, Incostante, Legnini,
Marino, Procacci, Vitali e Pertoldi,
- Quorum 50% dei votanti alle precedenti elezioni politiche.
- Voto popolare per le leggi di iniziativa popolare a voto parlamentare
« dimenticate » dal parlamento.
2009
DDL dei senatori Peterlini, Adamo, Ceccanti, Negri, Perduca, Pinzger, Poretti
e Procacci
- l'introduzione degli strumenti “svizzeri” nella nostra Costituzione
2012
Iniziativa popolare costituzionale “Quorum zero per più democrazia”
per l’introduzione degli strumenti di democrazia diretta nella foma più
completa, includente anche il sistema di informazione basato sul “libretto
delle votazioni”
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Descrizione problema “italiano”:
« I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal
governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le
aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni
grandi giornali. . . . Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe
lottizzare e spartire. . . . . Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro
attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in
funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la
carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura
vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un
appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di
laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che
procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.
. . . molti italiani, . . . si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello
Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di
loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo
attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o
temono di non riceverne più ».
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Chi è l’autore di un simile testo?
Cosi’ infarcito di “anti - politica”?
Enrico Berlinguer.
Intervista all’Espresso del
28 Luglio 1981,
Dal titolo: « La questione morale »
(al di la di un giudizio sulla persona o sul suo partito: costui di
partiti se ne intendeva, era innegabilmente competente in materia)
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Berlinguer nella « questione morale » si esprime in favore
della democrazia diretta:
"... Confronti il voto che gli Italiani hanno dato in occasione dei
referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il
voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti
clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi
privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da
questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel '74 per il divorzio,
sia, ancor di più, nell'81 per l'aborto, gli Italiani hanno fornito
l'immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di
progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei
quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni
politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche
settimane”.
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Grazie per l’attenzione,
Domande?
Approfondimenti:
http://files.meetup.com/1091850/DD-vista_da-vicino-vs8-ESTRATTI.pdf
http://files.meetup.com/1091850/Cerignola_DD_VistaDaVicino-v0.pdf
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Il caso del comune di Le Locle
- Organo legislativo comunale: « Conseil Général »
(Consiglio comunale)
41 membri.
- I consigleri NON sono pagati e non ricevono
« gettoni » di presenza.
- Organo esecutivo comunale « Conseil Comunal »
( Giunta )
5 membri.
- Gli « assessori » ricevono uno stipendio calcolato sulla
base di un impiego al 50%
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Un panorama sulle iniziative popolari a livello comunale, Le Locle
negli ultimi 12 anni. (Firme necessarie: 10% della popolazione).
1998 – referendum contro la delibera del CG (legislativo
comunale) per la ristrutturazione della « antica posta » (spesa
prevista: 3,05 milioni di franchi).
1998 – referendum contro la delibera del CG (legislativo
comunale) per il riarrangiamento di Piazza Bournot a
Delibere: 25-6-98, Votazione: 27-9-98
Esito: delibere abrogate
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« La democrazia diretta vista da vicino »
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1999 – referendum contro la delibera del CG (legislativo
comunale) creazione di un parcheggio a pagamento.
Delibera: 28-10-99 (firme depositate il 22-12)
Votazione: 12-3-2000
Esito: delibera abrogata, credito negato
2000 – referendum contro la delibera del CG (legislativo
comunale) per l’introduzione del coefficente fiscale a 105
Delibera: 30-11-2000, Votazione: 13-5-2001
Esito: delibera abrogata
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2002 – iniziativa popolare per passare al coefficente fiscale 100.
Votazione: 9-2-2003
Esito: iniziativa approvata
2003 – referendum contro la delibera del CG (legislativo
comunale) che introduceva i servizi pubblici gratuiti
Delibera: 1-10-2003, Votazione: 8-2-2004
Esito: delibera abrogata
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2010 – iniziativa popolare per l'installazione di un terreno
sintetico al campo di calcio
Esito: il consiglio comunale al momento di votare la
« ricevibilita' » dell'iniziativa, la approva. L'iniziaitva popolare
è stata deliberata dall'organo legislativo comunale prima di
passare al voto popolare.
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Sintesi:
7 iniziative popolari in 16 anni.
Con 7 iniziative i cittadini hanno influenzato la quotidianita'
del lavoro dei rappresentanti che nel frattempo hanno
deliberato circa 1'000 decisioni sempre domandandosi: “e se i
cittadini prendono l'iniziativa?”
Da che la nuova amministrazione (curioso: di estrema sinistra) ha riportato in ordine il
bilancio (attivo di 6 milioni nel 2008), il numero di iniziative e’ drasticamente diminuito:
una sola iniziativa dal 2003.
Nel 2008 l’esecutivo CC, (visto l’andamento positivo del bilancio) ha proposto una
riduzione del coefficente fiscale. Proposta bocciata dal legislativo (CG).
Nessun referendum
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