Contabilità generale
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO
SUCCESSIONE DELLE SCRITTURE
NELLA CONTABILITA’ GENERALE
Scritture di COSTITUZIONE
Scritture di GESTIONE
Scritture di assestamento
Scritture di CHIUSURA Scritture di epilogo
Scritture di chiusura generale dei conti
Scritture di apertura generale dei conti
Scritture di RIAPERTURA
Scritture iniziali di storno
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO
Si effettuano alla fine di ogni periodo amministrativo per pervenire
alla corretta determinazione del reddito di esercizio.
Il reddito di esercizio è determinato dalla differenza tra i
componenti economici positivi e negativi di competenza
economica dell’esercizio.
COMPETENZA ECONOMICA: il costo o ricavo è da imputare ad un
esercizio se in quel periodo esso è stato realmente sostenuto o
conseguito, indipendentemente dalla sua manifestazione numeraria (cioè
da quando avviene il pagamento o quando si rileva il credito/debito)
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO
A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
Rilevano componenti positivi e negativi di reddito che sono di
competenza dell’esercizio in chiusura, ma che non sono ancora
stati rilevati poiché la manifestazione numeraria si avrà
nell’esercizio successivo (e, quindi, è presunta, cioè stimata)
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
Rinviano componenti positivi e negativi di reddito che, pur avendo
avuto manifestazione numeraria nel corso dell’esercizio, sono di
competenza di esercizi successivi
NB: Le scritture di assestamento poiché richiedono un processo di
stima o comunque congetture su quando la manifestazione numeraria
avverrà, implicano l’inserimento in Co.ge di valori prevalentemente
soggettivi.
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO
Esistono due procedimenti per rilevare le scritture di
assestamento:
• Procedimento diretto: la rettifica e l’integrazione dei costi e dei
ricavi viene effettuata direttamente sul conto di reddito acceso ai costi
e ricavi rilevati durante l’esercizio.
• Procedimento indiretto: la rettifica e l’integrazione dei costi e dei
ricavi non avviene direttamente nel conto in cui sono stati imputati al
momento della loro rilevazione, ma viene effettuata indirettamente
attraverso il Conto Economico.
UTILIZZIAMO IL PROCEDIMENTO
DIRETTO
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU
CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI
2) RATEI ATTIVI E PASSIVI
3) FATTURE DA EMETTERE E DA RICEVERE
4) FONDI SPESE FUTURE
5) COSTITUZIONE E ADEGUAMENTO DEI FONDI RISCHI
6) STRALCIO DI CREDITI INESIGIBILI
A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU
CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI
Si tratta di interessi liquidati a fine esercizio sui conti correnti bancari e sui
titoli in portafoglio riscuotibili dall’ 1/1 dell’anno successivo.
DIVERSI
a INTERESSI ATTIVI SU C/C
BANCA C/INT.ATTIVI PRESUNTI
ERARIO C/RITENUTE SUBITE
BANCA C/INT. ATTIVI
PRESUNTI
ERARIO C/RITENUTE
SUBITE
100
80
20
INTERESSI ATTIVI SU
C/C
80
20
100
VNA
VNA
VEP
(Credito presunto
verso la banca)
(Credito verso
l’erario)
A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU
CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI
INTERESSI PASSIVI SU C/C
a BANCA C/INTERESSI
PASSIVI PRESUNTI
INTERESSI PASSIVI SU
C/C
300
BANCA C/INTERESSI
PASSIVI PRESUNTI
300
300
VEN
VNP
(Debito presunto
verso la banca)
NB: NO Erario c/ritenute subite
300
A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
2) RATEI ATTIVI E PASSIVI
Sono valori numerari presunti che misurano quote di costi o di ricavi di
competenza dell’esercizio in chiusura, ma la cui manifestazione numeraria
si verificherà nell’esercizio successivo.
RATEI PASSIVI
Integra un COSTO
RATEI ATTIVI
Integra un RICAVO
Sono quote di uscite future (debiti presunti) con le
quali si imputano all’esercizio in chiusura costi che
sono di competenza dell’esercizio ma che, in esso,
non sono stati rilevati.
Sono quote di entrate future (crediti presunti) con
le quali si imputano all’esercizio in chiusura ricavi
che sono di competenza dell’esercizio, ma che in
esso non sono stati rilevati.
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
RATEI PASSIVI
Esempio:
La società ha emesso delle obbligazioni con il pagamento di interessi
semestrali di 600 in via posticipata (1/5 - 1/11).
In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza
nell’esercizio in chiusura degli interessi passivi.
1/11
1/5
31/12
esercizio in
chiusura
esercizio successivo
manifestazione numeraria
600/6 mesi = 100 euro/mese
100 * 2 = 200
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
RATEI PASSIVI
Libro giornale
INTERESSI PASSIVI
a RATEI PASSIVI
200
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
CONTO NUMERARIO
INTERESSI PASSIVI
RATEI PASSIVI
200
VEN
200
VNP
(Debito presunto)
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
RATEI ATTIVI
Esempio:
La società ha concesso un finanziamento con interessi liquidati in
via posticipata (1/7 di ogni anno) per 1.200.
In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza
nell’esercizio in chiusura degli interessi attivi.
1/7
esercizio in
chiusura
1200 / 12 = 100 euro/mese
100 * 6 = 600
1/7
31/12
esercizio successivo
manifestazione numeraria
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
RATEI ATTIVI
Libro giornale
RATEI ATTIVI
a INTERESSI ATTIVI
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
INTERESSI ATTIVI
600
VEP
CONTO NUMERARIO
RATEI ATTIVI
600
VNA
(Credito presunto)
600
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
3) FATTURE DA EMETTERE E DA RICEVERE
Riguardano costi e ricavi completamente di competenza economica
dell’esercizio in chiusura, la cui manifestazione numeraria avrà luogo nel
successivo periodo amministrativo, al momento del ricevimento o
dell’emissione della fattura.
FATTURE DA RICEVERE
Debiti presunti (futuri)
FATTURE DA EMETTERE
Crediti presunti (futuri)
Riguardano merci già ricevute dai propri fornitori
(e quindi già caricate in magazzino) entro la fine
dell’esercizio, ma l’ufficio contabilità non ha potuto
registrare il relativo costo per mancanza della
specifica documentazione (fattura).
Riguardano merci già spedite ai propri clienti entro
la fine dell’esercizio, ma l’ufficio contabilità non ha
potuto registrare il relativo ricavo per mancanza
della specifica documentazione (fattura).
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
FATTURE DA RICEVERE
Esempio: La società ha ricevuto materie prime per 150, per le quali non è
ancora pervenuta la relativa fattura.
Libro giornale
MP C/ACQUISTI
a FATTURE DA RICEVERE
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
MP C/ACQUISTI
150
VEN
CONTO NUMERARIO
FATTURE DA RICEVERE
150
VNP
(Debito presunto)
150
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
FATTURE DA EMETTERE
La società, in prossimità della chiusura dell’esercizio, ha spedito ai
Esempio:
propri clienti merci per 550, e ha rinviato la fatturazione al
successivo esercizio.
Libro giornale
FATTURE DA EMETTERE
a
MERCI C/VENDITE
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
CONTO NUMERARIO
MERCI C/VENDITE
FATTURE DA EMETTERE
550
VEP
550
VNA
(Credito presunto)
550
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
4) FONDI SPESE FUTURE
Sono vere e proprie passività, incerte nel quantum e nella data di
manifestazione, ma che sicuramente avranno manifestazione numeraria
in futuro.
L’accantonamento ai fondi spese viene effettuato per fronteggiare
futuri eventi negativi, e serve ad imputare all’esercizio in chiusura la
quota di costo che si reputa di competenza del medesimo.
Tipicamente riguardano:
- FONDO TFR
- DEBITI TRIBUTARI
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
Si tratta della “retribuzione differita”, sancita dall’art. 2120 del c.c. il
quale stabilisce: in caso di cessazione del contratto di lavoro, è
dovuta al prestatore di lavoro una indennità proporzionale agli anni
(o frazioni di anni) di servizio prestati.
E’ una parte della retribuzione dei dipendenti (dirigenti, impiegati,
operai) che matura durante il periodo in cui è in essere il rapporto di
lavoro e che viene pagata (manifestazione numeraria) al momento
della cessazione del rapporto medesimo (per dimissioni,
pensionamento o licenziamento).
Ne deriva che il costo aziendale per l’indennità deve essere suddiviso tra
tutti i periodi amministrativi durante i quali il dipendente ha prestato la
propria attività, dal momento che può considerarsi un costo di competenza
dei medesimi periodi amministrativi.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
Alla fine di ciascun esercizio, sarà necessario rilevare la quota di
competenza dell’esercizio, sotto forma di “Accantonamento al
Fondo di Trattamento di Fine Rapporto”
L’accantonamento deriva dalla somma dei due seguenti componenti:
1) Quota proporzionale alla retribuzione effettivamente percepita dal
dipendente durante l’anno
2) Quota, calcolata in rapporto ai futuri aumenti salariali, che genera un
adeguamento progressivo del fondo fino alla data corrispondente
all’interruzione del rapporto di lavoro
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
Esempio: La società calcola l’accantonamento di fine rapporto per un importo
pari a 300.
Libro giornale
ACCANTON. F.DO TFR
a
FONDO TFR
300
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
ACCANT. F.DO TFR
300
VEN
CONTO NUMERARIO
FONDO TFR
300
VNP
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
DEBITI TRIBUTARI
Sono i debiti per le imposte sul reddito dell’esercizio, che sono costi
di competenza in quanto maturano sul reddito di esercizio, ma la
cui manifestazione numeraria avverrà nell’esercizio successivo
(salvo il meccanismo degli acconti).
Il pagamento delle imposte sul reddito di esercizio viene effettuato
attraverso tre versamenti distinti:
1) due rate a titolo di acconto, versate nel corso dell’esercizio, il cui
importo è proporzionale all’imposta complessiva del periodo precedente;
2) una rata a titolo di saldo, calcolata sulla base dell’effettivo reddito di
competenza dell’esercizio e detraendo gli acconti già versati, che deve
essere pagata nel corso dell’esercizio successivo.
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
DEBITI TRIBUTARI (certi sia nell’importo
che nella data di manifestazione)
Esempio: La società calcola le imposte sul reddito di esercizio per un importo
pari a 180.
Libro giornale
IMPOSTE E TASSE
a
DEBITI TRIBUTARI
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
IMPOSTE E TASSE
180
VEN
CONTO NUMERARIO
DEBITI TRIBUTARI
180
VNP
180
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
DEBITI TRIBUTARI (presunti sia nell’importo
che nella data di manifestazione)
Esempio: La società presume imposte sul reddito di esercizio per un importo
pari a 200.
Libro giornale
ACCANTONAMENTO A FONDO IMPOSTE
a
FONDO IMPOSTE
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
ACC. FONDO IMPOSTE
200
VEN
CONTO NUMERARIO
FONDO IMPOSTE
200
VNP
200
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU
CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI
2) RATEI ATTIVI E PASSIVI
3) FATTURE DA EMETTERE E DA RICEVERE
4) FONDI SPESE FUTURE
5) COSTITUZIONE E ADEGUAMENTO DEI FONDI RISCHI
6) STRALCIO DI CREDITI INESIGIBILI
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
5) FONDI RISCHI
Sono caratterizzati dall’incertezza non solo nel quantum e nella data di
manifestazione, ma anche nell’effettivo verificarsi della manifestazione
numeraria futura.
L’accantonamento ai fondi rischi viene effettuato per fronteggiare eventi
negativi il cui verificarsi è solo eventuale (rischi), e serve ad imputare
all’esercizio in chiusura la quota di costo che si reputa di competenza del
medesimo.
- FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
- FONDO MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
- FONDO RISCHI DI GARANZIA
- FONDO PER IMPOSTE
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
Il fondo svalutazione crediti viene costituito, o incrementato alla fine di ogni
esercizio in cui si manifestano rischi di perdite su crediti a causa di possibili
insolvenze dei clienti.
L’accantonamento al fondo svalutazione crediti ha il fine di imputare
all’esercizio in chiusura un costo che è di competenza, in quanto
correlabile ai ricavi che hanno fatto sorgere i crediti di dubbia esigibilità
(anche se la perdita presumibilmente si verificherà in futuro).
Il Fondo svalutazione crediti rettifica indirettamente il conto crediti,
che accoglie valori nominali.
N.B. In caso di perdite su crediti già accertate o altamente probabili,
non si ricorre al fondo svalutazione crediti, ma occorre procedere allo
STRALCIO DEI CREDITI INESIGIBILI (rilevo la perdita su crediti).
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
Esempio: La società, dopo aver proceduto ad una accurata valutazione dei
crediti commerciali in essere al 31/12, ritiene congruo effettuare un
accantonamento di 50 a fronte del rischio di parziale inesigibilità di
un credito verso il cliente Rossi di 500.
Libro giornale
ACC.TO AL F.DO SVAL. CREDITI
a F.DO SVAL. CREDITI
50
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
ACC.TO AL F.DO SVAL. CREDITI
50
VEN
CONTO NUMERARIO
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
50
VNP
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
STRALCIO DI CREDITI INESIGIBILI
Alla fine di ogni esercizio, gli eventuali crediti, anche rappresentati da
effetti attivi, che si reputano sicuramente inesigibili, devono essere
stralciati.
NOTA BENE: la rilevazione di una perdita su crediti si verifica soltanto nel
caso in cui NON sia stato precedentemente costituito un Fondo
svalutazione crediti, oppure nel caso in cui quest’ultimo risulti
INSUFFICIENTE a coprire la perdita derivante dallo stralcio dei crediti
inesigibili
Libro giornale
PERDITE SU CREDITI
a DIVERSI
a CREDITI V/CLIENTI
a EFFETTI ATTIVI
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
FONDO MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
I costi di manutenzione e riparazione degli impianti non
vengono imputati all’esercizio nel quale effettivamente si
sostengono, ma vengono ripartiti tra i vari esercizi in cui gli
stessi impianti sono stati utilizzati.
Libro giornale
ACC.TO AL F.DO MANUT.RIPAR. a F.DO MANUT.RIPARAZ.
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
FONDO RISCHI DI GARANZIA
Il fondo rischi di garanzia viene costituito presso le aziende
che producono o commercializzano beni strumentali. Nel
caso in cui queste imprese si siano assunte l’onere di
provvedere alle spese relative a guasti o difetti di
funzionamento degli impianti venduti, è necessario imputare
all’esercizio in chiusura i costi che si sosterranno nei periodi
successivi.
Libro giornale
ACC.TO AL F.DO RISCHI DI GAR.
a F.DO RISCHI DI GARAN.
A.
SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
FONDO PER IMPOSTE
Il fondo per imposte viene impiegato per la rilevazione di
debiti di origine tributaria ma di natura incerta, in relazione
sia all’importo che alla probabilità ed al tempo di loro
manifestazione.
Libro giornale
ACC.TO AL F.DO PER IMPOSTE
a F.DO PER IMPOSTE
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
Rinviano componenti positivi e negativi di reddito che, pur avendo
avuto manifestazione numeraria nel corso dell’esercizio, sono di
competenza di esercizi successivi
1) RISCONTI
2) RIMANENZE
3) CAPITALIZZAZIONE DEI COSTI
4) AMMORTAMENTO
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
1) RISCONTI PASSIVI E ATTIVI
Sono quote di ricavi e costi già rilevati durante l’esercizio, in quanto si è
verificata la manifestazione numeraria, ma non di competenza
dell’esercizio in chiusura.
Es: interessi, locazioni, assicurazioni, prestazioni di servizi “a durata”, ecc.
RISCONTI PASSIVI
Sono quote di ricavi da rinviare al periodo futuro
Rettifica (toglie) un RICAVO
RISCONTO
RISCONTI ATTIVI
PASSIVO
Sono quote di costi da rinviare al periodo futuro
Rettifica (toglie) un COSTO
RISCONTO
ATTIVO
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
RISCONTI PASSIVI
Esempio:
La società ha riscosso in via anticipata in data 1/12 dell’esercizio in
chiusura, un affitto attivo trimestrale per 90.
In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza
economica dell’affitto attivo.
1/12
1/3
31/12
esercizio in
chiusura
Manifestazione
numeraria
esercizio successivo
90 / 3 = 30 euro/mese
30 * 2 = 60 euro da rettificare
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
RISCONTI PASSIVI
Libro giornale
1/12
a
31/12
a
Cassa
Affitti attivi
Affitti attivi
90
Risconti passivi
60
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
AFFITTI ATTIVI
RISCONTI PASSIVI
60
90
VEN
60
VEP
Ricavo rilevato l’1/12 in sede
di accertamento dell’affitto
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
RISCONTI ATTIVI
Esempio:
La società ha liquidato in via anticipata un affitto passivo semestrale
decorrente dall’1/11 dell’esercizio in chiusura per 240.
In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza
nell’esercizio in chiusura dell’affitto passivo.
1/11
1/5
31/12
esercizio in
chiusura
Manifestazione
numeraria
esercizio successivo
240 / 6 = 40 euro/mese
40 * 4 = 160 euro da rettificare
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
RISCONTI ATTIVI
Libro giornale
1/11
a
31/12
a
Affitti passivi
Risconti attivi
Cassa
240
Affitti passivi
160
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
AFFITTI PASSIVI
RISCONTI ATTIVI
240
160
VEP
Costo rilevato l’1/11 in sede
di liquidazione dell’affitto
160
VEN
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
2) RIMANENZE
Sono costi relativi a MATERIE PRIME, PRODOTTI IN CORSO DI
LAVORAZIONE, SEMILAVORATI, MERCI, PRODOTTI FINITI che sono stati
rilevati durante l’esercizio, avendo avuto manifestazione numeraria (le
MP sono state acquistate, il costo della manodopera è stato sostenuto, ...),
ma non sono di competenza dell’esercizio in chiusura, in quanto non
hanno generato i relativi ricavi.
In particolare, non hanno generato ricavo in quanto:
- le MATERIE PRIME
non sono state impiegate nel processo produttivo
- i SEMILAVORATI e i PRODOTTI
IN CORSO DI LAVORAZIONE
non sono stati portati a compimento
- le MERCI e i PRODOTTI FINITI
non sono stati venduti
Alla fine dell’esercizio, si procede quindi ad uno storno indistinto dei costi di
MATERIE PRIME, PRODOTTI IN CORSO DI LAVORAZIONE, SEMILAVORATI,
MERCI, PRODOTTI FINITI, che devono essere rinviati a carico degli esercizi
successivi in cui si conseguiranno i ricavi ad essi contrapponibili
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
RIMANENZE
Esempio: Al 31/12, si ha una giacenza in magazzino di prodotti finiti per 320.
Libro giornale
PF C/RIMANENZE FINALI
a
320
VARIAZIONI DELLE RIMAN. DI PF
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
PF C/RIMANENZE FINALI
VARIAZIONI DELLE RIMANENZE DI PF
320
VEN
300
(Consistenza delle rimanenze
all’inizio dell’esercizio)
320
VEP
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
3) CAPITALIZZAZIONE DEI COSTI
Capitalizzare un costo significa trasformarlo
D’ESERCIZIO a COSTO PLURIENNALE.
da
COSTO
Tutti i costi che ho sostenuto, o sto sostenendo, per avere un bene od
un servizio che , una volta completato, mi produrrà benefici per il
futuro.
CAPITALIZZAZIONE DEI COSTI
Esempio: Nel corso dell’esercizio l’azienda ha sostenuto dei costi per la costruzione di impianti
in economia, il cui valore ammonta a 1.000 euro. Alla fine dell’esercizio l’ azienda
decide di capitalizzare il valore degli impianti.
Impianti costruiti in
economia
a
Capitalizzazione costi per
lavori in economia
1.000
B. SCRITTURE DI RETTIFICA
4) AMMORTAMENTO
COSTI AMMORTIZZABILI
Sono quei costi sostenuti in un esercizio che si giudicano essere
ripartibili economicamente in più esercizi, attraverso la suddivisione in
quote.
AMMORTAMENTO
E’ un procedimento tecnico contabile di ripartizione dei costi
pluriennali in più esercizi.
Esempio:
IMPIANTO
Fattore produttivo a fecondità ripetuta
COSTO PLURIENNALE
Non è economicamente giusto imputare il costo tutto all’esercizio nel
quale si è manifestato, ma deve essere diviso in quote da attribuire ai
periodi amministrativi nei quali userò il relativo fattore produttivo.
AMMORTAMENTO
Dal punto di vista contabile, l’ammortamento può essere effettuato
secondo due diversi procedimenti:
1) Procedimento diretto o ammortamento in conto
2) Procedimento indiretto o ammortamento fuori conto
1) Procedimento diretto o ammortamento in conto
E’ tipico dei costi pluriennali relativi a beni immateriali.
Le quote di ammortamento vengono registrate nello stesso conto
acceso alle immobilizzazioni.
Es: al 31/12 si rileva la quota di ammortamento in conto dei brevetti per 100
Libro giornale
AMMORTAMENTO BREVETTI
a
100
BREVETTI
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
AMM.TO BREVETTI
100
VEN
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
Costo
BREVETTI
100
Valore contabile
VEP
Il costo del bene pluriennale viene ridotto mediante rilevazione delle
quote di ammortamento nello stesso conto che accoglie il valore del
bene a fecondità ripetuta.
2) Procedimento indiretto o ammortamento fuori conto
La legge obbliga a seguire questo procedimento per i BENI
MATERIALI.
Le quote di ammortamento vengono registrate in un conto distinto
denominato Fondo ammortamento
Es: al 31/12 si rileva la quota di ammortamento fuori conto degli impianti per 50
Libro giornale
AMMORTAMENTO IMPIANTI
a
50
FONDO AMM.TO IMPIANTI
Mastro
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
AMM.TO IMPIANTI
50
VEN
CONTO ECONOMICO DI REDDITO
FONDO AMM.TO IMPIANTI
50
VEP
Il costo del bene pluriennale viene ridotto mediante rilevazione delle quote di
ammortamento nella sezione avere del conto “Fondo ammortamento” che rettifica
indirettamente il valore del bene a fecondità ripetuta.
CO.GE.
FORMAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO
CONTI NUMERARI
Cassa
Debiti
Crediti
CONTI ECONOMICI
Costi
Ricavi
Δ Capitale
Sono di competenza economica
dell’esercizio?
SP
SI
NO
ATTIVITA’
PASSIVITA’
NETTO
CE
COSTI DI
RICAVI DI
COMPETENZA COMPETENZA
ECONOMICA ECONOMICA
RISULTATO ECONOMICO
Scarica

A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE