Contabilità generale SCRITTURE DI ASSESTAMENTO SUCCESSIONE DELLE SCRITTURE NELLA CONTABILITA’ GENERALE Scritture di COSTITUZIONE Scritture di GESTIONE Scritture di assestamento Scritture di CHIUSURA Scritture di epilogo Scritture di chiusura generale dei conti Scritture di apertura generale dei conti Scritture di RIAPERTURA Scritture iniziali di storno SCRITTURE DI ASSESTAMENTO Si effettuano alla fine di ogni periodo amministrativo per pervenire alla corretta determinazione del reddito di esercizio. Il reddito di esercizio è determinato dalla differenza tra i componenti economici positivi e negativi di competenza economica dell’esercizio. COMPETENZA ECONOMICA: il costo o ricavo è da imputare ad un esercizio se in quel periodo esso è stato realmente sostenuto o conseguito, indipendentemente dalla sua manifestazione numeraria (cioè da quando avviene il pagamento o quando si rileva il credito/debito) SCRITTURE DI ASSESTAMENTO A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE Rilevano componenti positivi e negativi di reddito che sono di competenza dell’esercizio in chiusura, ma che non sono ancora stati rilevati poiché la manifestazione numeraria si avrà nell’esercizio successivo (e, quindi, è presunta, cioè stimata) B. SCRITTURE DI RETTIFICA Rinviano componenti positivi e negativi di reddito che, pur avendo avuto manifestazione numeraria nel corso dell’esercizio, sono di competenza di esercizi successivi NB: Le scritture di assestamento poiché richiedono un processo di stima o comunque congetture su quando la manifestazione numeraria avverrà, implicano l’inserimento in Co.ge di valori prevalentemente soggettivi. SCRITTURE DI ASSESTAMENTO Esistono due procedimenti per rilevare le scritture di assestamento: • Procedimento diretto: la rettifica e l’integrazione dei costi e dei ricavi viene effettuata direttamente sul conto di reddito acceso ai costi e ricavi rilevati durante l’esercizio. • Procedimento indiretto: la rettifica e l’integrazione dei costi e dei ricavi non avviene direttamente nel conto in cui sono stati imputati al momento della loro rilevazione, ma viene effettuata indirettamente attraverso il Conto Economico. UTILIZZIAMO IL PROCEDIMENTO DIRETTO SCRITTURE DI ASSESTAMENTO A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI 2) RATEI ATTIVI E PASSIVI 3) FATTURE DA EMETTERE E DA RICEVERE 4) FONDI SPESE FUTURE 5) COSTITUZIONE E ADEGUAMENTO DEI FONDI RISCHI 6) STRALCIO DI CREDITI INESIGIBILI A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI Si tratta di interessi liquidati a fine esercizio sui conti correnti bancari e sui titoli in portafoglio riscuotibili dall’ 1/1 dell’anno successivo. DIVERSI a INTERESSI ATTIVI SU C/C BANCA C/INT.ATTIVI PRESUNTI ERARIO C/RITENUTE SUBITE BANCA C/INT. ATTIVI PRESUNTI ERARIO C/RITENUTE SUBITE 100 80 20 INTERESSI ATTIVI SU C/C 80 20 100 VNA VNA VEP (Credito presunto verso la banca) (Credito verso l’erario) A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI INTERESSI PASSIVI SU C/C a BANCA C/INTERESSI PASSIVI PRESUNTI INTERESSI PASSIVI SU C/C 300 BANCA C/INTERESSI PASSIVI PRESUNTI 300 300 VEN VNP (Debito presunto verso la banca) NB: NO Erario c/ritenute subite 300 A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 2) RATEI ATTIVI E PASSIVI Sono valori numerari presunti che misurano quote di costi o di ricavi di competenza dell’esercizio in chiusura, ma la cui manifestazione numeraria si verificherà nell’esercizio successivo. RATEI PASSIVI Integra un COSTO RATEI ATTIVI Integra un RICAVO Sono quote di uscite future (debiti presunti) con le quali si imputano all’esercizio in chiusura costi che sono di competenza dell’esercizio ma che, in esso, non sono stati rilevati. Sono quote di entrate future (crediti presunti) con le quali si imputano all’esercizio in chiusura ricavi che sono di competenza dell’esercizio, ma che in esso non sono stati rilevati. A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE RATEI PASSIVI Esempio: La società ha emesso delle obbligazioni con il pagamento di interessi semestrali di 600 in via posticipata (1/5 - 1/11). In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza nell’esercizio in chiusura degli interessi passivi. 1/11 1/5 31/12 esercizio in chiusura esercizio successivo manifestazione numeraria 600/6 mesi = 100 euro/mese 100 * 2 = 200 A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE RATEI PASSIVI Libro giornale INTERESSI PASSIVI a RATEI PASSIVI 200 Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO CONTO NUMERARIO INTERESSI PASSIVI RATEI PASSIVI 200 VEN 200 VNP (Debito presunto) A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE RATEI ATTIVI Esempio: La società ha concesso un finanziamento con interessi liquidati in via posticipata (1/7 di ogni anno) per 1.200. In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza nell’esercizio in chiusura degli interessi attivi. 1/7 esercizio in chiusura 1200 / 12 = 100 euro/mese 100 * 6 = 600 1/7 31/12 esercizio successivo manifestazione numeraria A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE RATEI ATTIVI Libro giornale RATEI ATTIVI a INTERESSI ATTIVI Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO INTERESSI ATTIVI 600 VEP CONTO NUMERARIO RATEI ATTIVI 600 VNA (Credito presunto) 600 A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 3) FATTURE DA EMETTERE E DA RICEVERE Riguardano costi e ricavi completamente di competenza economica dell’esercizio in chiusura, la cui manifestazione numeraria avrà luogo nel successivo periodo amministrativo, al momento del ricevimento o dell’emissione della fattura. FATTURE DA RICEVERE Debiti presunti (futuri) FATTURE DA EMETTERE Crediti presunti (futuri) Riguardano merci già ricevute dai propri fornitori (e quindi già caricate in magazzino) entro la fine dell’esercizio, ma l’ufficio contabilità non ha potuto registrare il relativo costo per mancanza della specifica documentazione (fattura). Riguardano merci già spedite ai propri clienti entro la fine dell’esercizio, ma l’ufficio contabilità non ha potuto registrare il relativo ricavo per mancanza della specifica documentazione (fattura). A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE FATTURE DA RICEVERE Esempio: La società ha ricevuto materie prime per 150, per le quali non è ancora pervenuta la relativa fattura. Libro giornale MP C/ACQUISTI a FATTURE DA RICEVERE Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO MP C/ACQUISTI 150 VEN CONTO NUMERARIO FATTURE DA RICEVERE 150 VNP (Debito presunto) 150 A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE FATTURE DA EMETTERE La società, in prossimità della chiusura dell’esercizio, ha spedito ai Esempio: propri clienti merci per 550, e ha rinviato la fatturazione al successivo esercizio. Libro giornale FATTURE DA EMETTERE a MERCI C/VENDITE Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO CONTO NUMERARIO MERCI C/VENDITE FATTURE DA EMETTERE 550 VEP 550 VNA (Credito presunto) 550 A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 4) FONDI SPESE FUTURE Sono vere e proprie passività, incerte nel quantum e nella data di manifestazione, ma che sicuramente avranno manifestazione numeraria in futuro. L’accantonamento ai fondi spese viene effettuato per fronteggiare futuri eventi negativi, e serve ad imputare all’esercizio in chiusura la quota di costo che si reputa di competenza del medesimo. Tipicamente riguardano: - FONDO TFR - DEBITI TRIBUTARI SCRITTURE DI INTEGRAZIONE TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO Si tratta della “retribuzione differita”, sancita dall’art. 2120 del c.c. il quale stabilisce: in caso di cessazione del contratto di lavoro, è dovuta al prestatore di lavoro una indennità proporzionale agli anni (o frazioni di anni) di servizio prestati. E’ una parte della retribuzione dei dipendenti (dirigenti, impiegati, operai) che matura durante il periodo in cui è in essere il rapporto di lavoro e che viene pagata (manifestazione numeraria) al momento della cessazione del rapporto medesimo (per dimissioni, pensionamento o licenziamento). Ne deriva che il costo aziendale per l’indennità deve essere suddiviso tra tutti i periodi amministrativi durante i quali il dipendente ha prestato la propria attività, dal momento che può considerarsi un costo di competenza dei medesimi periodi amministrativi. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO Alla fine di ciascun esercizio, sarà necessario rilevare la quota di competenza dell’esercizio, sotto forma di “Accantonamento al Fondo di Trattamento di Fine Rapporto” L’accantonamento deriva dalla somma dei due seguenti componenti: 1) Quota proporzionale alla retribuzione effettivamente percepita dal dipendente durante l’anno 2) Quota, calcolata in rapporto ai futuri aumenti salariali, che genera un adeguamento progressivo del fondo fino alla data corrispondente all’interruzione del rapporto di lavoro SCRITTURE DI INTEGRAZIONE TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO Esempio: La società calcola l’accantonamento di fine rapporto per un importo pari a 300. Libro giornale ACCANTON. F.DO TFR a FONDO TFR 300 Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO ACCANT. F.DO TFR 300 VEN CONTO NUMERARIO FONDO TFR 300 VNP A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE DEBITI TRIBUTARI Sono i debiti per le imposte sul reddito dell’esercizio, che sono costi di competenza in quanto maturano sul reddito di esercizio, ma la cui manifestazione numeraria avverrà nell’esercizio successivo (salvo il meccanismo degli acconti). Il pagamento delle imposte sul reddito di esercizio viene effettuato attraverso tre versamenti distinti: 1) due rate a titolo di acconto, versate nel corso dell’esercizio, il cui importo è proporzionale all’imposta complessiva del periodo precedente; 2) una rata a titolo di saldo, calcolata sulla base dell’effettivo reddito di competenza dell’esercizio e detraendo gli acconti già versati, che deve essere pagata nel corso dell’esercizio successivo. A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE DEBITI TRIBUTARI (certi sia nell’importo che nella data di manifestazione) Esempio: La società calcola le imposte sul reddito di esercizio per un importo pari a 180. Libro giornale IMPOSTE E TASSE a DEBITI TRIBUTARI Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO IMPOSTE E TASSE 180 VEN CONTO NUMERARIO DEBITI TRIBUTARI 180 VNP 180 A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE DEBITI TRIBUTARI (presunti sia nell’importo che nella data di manifestazione) Esempio: La società presume imposte sul reddito di esercizio per un importo pari a 200. Libro giornale ACCANTONAMENTO A FONDO IMPOSTE a FONDO IMPOSTE Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO ACC. FONDO IMPOSTE 200 VEN CONTO NUMERARIO FONDO IMPOSTE 200 VNP 200 SCRITTURE DI ASSESTAMENTO A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 1) INTERESSI MATURATI E NON ANCORA LIQUIDATI SU CONTI CORRENTI BANCARI O SU TITOLI 2) RATEI ATTIVI E PASSIVI 3) FATTURE DA EMETTERE E DA RICEVERE 4) FONDI SPESE FUTURE 5) COSTITUZIONE E ADEGUAMENTO DEI FONDI RISCHI 6) STRALCIO DI CREDITI INESIGIBILI A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE 5) FONDI RISCHI Sono caratterizzati dall’incertezza non solo nel quantum e nella data di manifestazione, ma anche nell’effettivo verificarsi della manifestazione numeraria futura. L’accantonamento ai fondi rischi viene effettuato per fronteggiare eventi negativi il cui verificarsi è solo eventuale (rischi), e serve ad imputare all’esercizio in chiusura la quota di costo che si reputa di competenza del medesimo. - FONDO SVALUTAZIONE CREDITI - FONDO MANUTENZIONI E RIPARAZIONI - FONDO RISCHI DI GARANZIA - FONDO PER IMPOSTE A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE FONDO SVALUTAZIONE CREDITI Il fondo svalutazione crediti viene costituito, o incrementato alla fine di ogni esercizio in cui si manifestano rischi di perdite su crediti a causa di possibili insolvenze dei clienti. L’accantonamento al fondo svalutazione crediti ha il fine di imputare all’esercizio in chiusura un costo che è di competenza, in quanto correlabile ai ricavi che hanno fatto sorgere i crediti di dubbia esigibilità (anche se la perdita presumibilmente si verificherà in futuro). Il Fondo svalutazione crediti rettifica indirettamente il conto crediti, che accoglie valori nominali. N.B. In caso di perdite su crediti già accertate o altamente probabili, non si ricorre al fondo svalutazione crediti, ma occorre procedere allo STRALCIO DEI CREDITI INESIGIBILI (rilevo la perdita su crediti). A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE FONDO SVALUTAZIONE CREDITI Esempio: La società, dopo aver proceduto ad una accurata valutazione dei crediti commerciali in essere al 31/12, ritiene congruo effettuare un accantonamento di 50 a fronte del rischio di parziale inesigibilità di un credito verso il cliente Rossi di 500. Libro giornale ACC.TO AL F.DO SVAL. CREDITI a F.DO SVAL. CREDITI 50 Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO ACC.TO AL F.DO SVAL. CREDITI 50 VEN CONTO NUMERARIO FONDO SVALUTAZIONE CREDITI 50 VNP A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE STRALCIO DI CREDITI INESIGIBILI Alla fine di ogni esercizio, gli eventuali crediti, anche rappresentati da effetti attivi, che si reputano sicuramente inesigibili, devono essere stralciati. NOTA BENE: la rilevazione di una perdita su crediti si verifica soltanto nel caso in cui NON sia stato precedentemente costituito un Fondo svalutazione crediti, oppure nel caso in cui quest’ultimo risulti INSUFFICIENTE a coprire la perdita derivante dallo stralcio dei crediti inesigibili Libro giornale PERDITE SU CREDITI a DIVERSI a CREDITI V/CLIENTI a EFFETTI ATTIVI A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE FONDO MANUTENZIONI E RIPARAZIONI I costi di manutenzione e riparazione degli impianti non vengono imputati all’esercizio nel quale effettivamente si sostengono, ma vengono ripartiti tra i vari esercizi in cui gli stessi impianti sono stati utilizzati. Libro giornale ACC.TO AL F.DO MANUT.RIPAR. a F.DO MANUT.RIPARAZ. A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE FONDO RISCHI DI GARANZIA Il fondo rischi di garanzia viene costituito presso le aziende che producono o commercializzano beni strumentali. Nel caso in cui queste imprese si siano assunte l’onere di provvedere alle spese relative a guasti o difetti di funzionamento degli impianti venduti, è necessario imputare all’esercizio in chiusura i costi che si sosterranno nei periodi successivi. Libro giornale ACC.TO AL F.DO RISCHI DI GAR. a F.DO RISCHI DI GARAN. A. SCRITTURE DI INTEGRAZIONE FONDO PER IMPOSTE Il fondo per imposte viene impiegato per la rilevazione di debiti di origine tributaria ma di natura incerta, in relazione sia all’importo che alla probabilità ed al tempo di loro manifestazione. Libro giornale ACC.TO AL F.DO PER IMPOSTE a F.DO PER IMPOSTE B. SCRITTURE DI RETTIFICA Rinviano componenti positivi e negativi di reddito che, pur avendo avuto manifestazione numeraria nel corso dell’esercizio, sono di competenza di esercizi successivi 1) RISCONTI 2) RIMANENZE 3) CAPITALIZZAZIONE DEI COSTI 4) AMMORTAMENTO B. SCRITTURE DI RETTIFICA 1) RISCONTI PASSIVI E ATTIVI Sono quote di ricavi e costi già rilevati durante l’esercizio, in quanto si è verificata la manifestazione numeraria, ma non di competenza dell’esercizio in chiusura. Es: interessi, locazioni, assicurazioni, prestazioni di servizi “a durata”, ecc. RISCONTI PASSIVI Sono quote di ricavi da rinviare al periodo futuro Rettifica (toglie) un RICAVO RISCONTO RISCONTI ATTIVI PASSIVO Sono quote di costi da rinviare al periodo futuro Rettifica (toglie) un COSTO RISCONTO ATTIVO B. SCRITTURE DI RETTIFICA RISCONTI PASSIVI Esempio: La società ha riscosso in via anticipata in data 1/12 dell’esercizio in chiusura, un affitto attivo trimestrale per 90. In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza economica dell’affitto attivo. 1/12 1/3 31/12 esercizio in chiusura Manifestazione numeraria esercizio successivo 90 / 3 = 30 euro/mese 30 * 2 = 60 euro da rettificare B. SCRITTURE DI RETTIFICA RISCONTI PASSIVI Libro giornale 1/12 a 31/12 a Cassa Affitti attivi Affitti attivi 90 Risconti passivi 60 Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO CONTO ECONOMICO DI REDDITO AFFITTI ATTIVI RISCONTI PASSIVI 60 90 VEN 60 VEP Ricavo rilevato l’1/12 in sede di accertamento dell’affitto B. SCRITTURE DI RETTIFICA RISCONTI ATTIVI Esempio: La società ha liquidato in via anticipata un affitto passivo semestrale decorrente dall’1/11 dell’esercizio in chiusura per 240. In sede di chiusura (31/12) è necessario valutare la competenza nell’esercizio in chiusura dell’affitto passivo. 1/11 1/5 31/12 esercizio in chiusura Manifestazione numeraria esercizio successivo 240 / 6 = 40 euro/mese 40 * 4 = 160 euro da rettificare B. SCRITTURE DI RETTIFICA RISCONTI ATTIVI Libro giornale 1/11 a 31/12 a Affitti passivi Risconti attivi Cassa 240 Affitti passivi 160 Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO CONTO ECONOMICO DI REDDITO AFFITTI PASSIVI RISCONTI ATTIVI 240 160 VEP Costo rilevato l’1/11 in sede di liquidazione dell’affitto 160 VEN B. SCRITTURE DI RETTIFICA 2) RIMANENZE Sono costi relativi a MATERIE PRIME, PRODOTTI IN CORSO DI LAVORAZIONE, SEMILAVORATI, MERCI, PRODOTTI FINITI che sono stati rilevati durante l’esercizio, avendo avuto manifestazione numeraria (le MP sono state acquistate, il costo della manodopera è stato sostenuto, ...), ma non sono di competenza dell’esercizio in chiusura, in quanto non hanno generato i relativi ricavi. In particolare, non hanno generato ricavo in quanto: - le MATERIE PRIME non sono state impiegate nel processo produttivo - i SEMILAVORATI e i PRODOTTI IN CORSO DI LAVORAZIONE non sono stati portati a compimento - le MERCI e i PRODOTTI FINITI non sono stati venduti Alla fine dell’esercizio, si procede quindi ad uno storno indistinto dei costi di MATERIE PRIME, PRODOTTI IN CORSO DI LAVORAZIONE, SEMILAVORATI, MERCI, PRODOTTI FINITI, che devono essere rinviati a carico degli esercizi successivi in cui si conseguiranno i ricavi ad essi contrapponibili B. SCRITTURE DI RETTIFICA RIMANENZE Esempio: Al 31/12, si ha una giacenza in magazzino di prodotti finiti per 320. Libro giornale PF C/RIMANENZE FINALI a 320 VARIAZIONI DELLE RIMAN. DI PF Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO CONTO ECONOMICO DI REDDITO PF C/RIMANENZE FINALI VARIAZIONI DELLE RIMANENZE DI PF 320 VEN 300 (Consistenza delle rimanenze all’inizio dell’esercizio) 320 VEP B. SCRITTURE DI RETTIFICA 3) CAPITALIZZAZIONE DEI COSTI Capitalizzare un costo significa trasformarlo D’ESERCIZIO a COSTO PLURIENNALE. da COSTO Tutti i costi che ho sostenuto, o sto sostenendo, per avere un bene od un servizio che , una volta completato, mi produrrà benefici per il futuro. CAPITALIZZAZIONE DEI COSTI Esempio: Nel corso dell’esercizio l’azienda ha sostenuto dei costi per la costruzione di impianti in economia, il cui valore ammonta a 1.000 euro. Alla fine dell’esercizio l’ azienda decide di capitalizzare il valore degli impianti. Impianti costruiti in economia a Capitalizzazione costi per lavori in economia 1.000 B. SCRITTURE DI RETTIFICA 4) AMMORTAMENTO COSTI AMMORTIZZABILI Sono quei costi sostenuti in un esercizio che si giudicano essere ripartibili economicamente in più esercizi, attraverso la suddivisione in quote. AMMORTAMENTO E’ un procedimento tecnico contabile di ripartizione dei costi pluriennali in più esercizi. Esempio: IMPIANTO Fattore produttivo a fecondità ripetuta COSTO PLURIENNALE Non è economicamente giusto imputare il costo tutto all’esercizio nel quale si è manifestato, ma deve essere diviso in quote da attribuire ai periodi amministrativi nei quali userò il relativo fattore produttivo. AMMORTAMENTO Dal punto di vista contabile, l’ammortamento può essere effettuato secondo due diversi procedimenti: 1) Procedimento diretto o ammortamento in conto 2) Procedimento indiretto o ammortamento fuori conto 1) Procedimento diretto o ammortamento in conto E’ tipico dei costi pluriennali relativi a beni immateriali. Le quote di ammortamento vengono registrate nello stesso conto acceso alle immobilizzazioni. Es: al 31/12 si rileva la quota di ammortamento in conto dei brevetti per 100 Libro giornale AMMORTAMENTO BREVETTI a 100 BREVETTI Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO AMM.TO BREVETTI 100 VEN CONTO ECONOMICO DI REDDITO Costo BREVETTI 100 Valore contabile VEP Il costo del bene pluriennale viene ridotto mediante rilevazione delle quote di ammortamento nello stesso conto che accoglie il valore del bene a fecondità ripetuta. 2) Procedimento indiretto o ammortamento fuori conto La legge obbliga a seguire questo procedimento per i BENI MATERIALI. Le quote di ammortamento vengono registrate in un conto distinto denominato Fondo ammortamento Es: al 31/12 si rileva la quota di ammortamento fuori conto degli impianti per 50 Libro giornale AMMORTAMENTO IMPIANTI a 50 FONDO AMM.TO IMPIANTI Mastro CONTO ECONOMICO DI REDDITO AMM.TO IMPIANTI 50 VEN CONTO ECONOMICO DI REDDITO FONDO AMM.TO IMPIANTI 50 VEP Il costo del bene pluriennale viene ridotto mediante rilevazione delle quote di ammortamento nella sezione avere del conto “Fondo ammortamento” che rettifica indirettamente il valore del bene a fecondità ripetuta. CO.GE. FORMAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO CONTI NUMERARI Cassa Debiti Crediti CONTI ECONOMICI Costi Ricavi Δ Capitale Sono di competenza economica dell’esercizio? SP SI NO ATTIVITA’ PASSIVITA’ NETTO CE COSTI DI RICAVI DI COMPETENZA COMPETENZA ECONOMICA ECONOMICA RISULTATO ECONOMICO