news di Andrea Mordenti Cambia la legge che disciplina le installazioni tecnologiche Il 12 marzo 2008 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale n. 37/08 che sostituisce in buona parte la nota Legge 46/90, estendendone il campo d’applicazione a tutti gli impianti installati all’interno degli edifici, anche per uso non civile, compresi gli impianti elettrici, radiotelevisivi e gli impianti elettronici in genere. I da sx: Franco Bianchi e l’ingegner Moreno Barbani di CNA Installazioni e Impianti. 34 n apertura del programma di convegni del SIB di Rimini, Franco Bianchi – Presidente Nazionale Unione CNA Installazione Impianti – e l’ing. Moreno Barbani – Responsabile CNA Installazione e Impianti dell’Emilia Romagna – hanno presentato al selezionatissimo pubbli- luglio/agosto 2008 - n.72 co (un ingegnere, due installatori, una responsabile di service e chi scrive) le importanti novità recentemente introdotte con Decreto Ministeriale nella disciplina delle “attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”. Questo decreto interessa l’attività di tutte le aziende che si occupano di installazioni fisse ma in molti punti, peraltro non sempre chiari, anche di tutti coloro che “all’interno di edifici” realizzano impianti, anche provvisori. È d’obbligo quindi una certa attenzione anche da parte di service, compagnie teatrali, gruppi musicali, ecc. Il DM 37/08 estende le adempienze che nella Legge 46/90 erano richieste solo per gli impianti elettrici all’interno degli edifici di civile abitazione, per tutti gli impianti posti al servizio degli edifici indipendentemente dalla destinazione d’uso collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze, con specifico riferimento agli “impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, agli impianti radiotelevisivi, alle antenne, agli impianti elettronici in genere”. Tutto ciò che è elettrico o elettronico dalla fornitura in poi. In pratica, per tutti i citati impianti, compresi quelli provvisori, il nuovo DM prevede l’obbligo di redazione di un progetto. Per gli impianti elettrici con potenze superiori ai 6 kW tale progetto va redatto da un professionista iscritto all’Albo e depositato presso lo sportello unico del comune in cui è realizzato l’impianto; per potenze inferiori ai 6 kW il progetto può essere redatto dal Responsabile Tecnico dell’impresa installatrice e deve essere costituito almeno dallo schema dell’impianto. Per gli impianti elettronici, la discriminante è la dimensione degli impianti elettrici in cui sono inseriti. Al termine dei lavori, inoltre, previa effettuazione delle verifiche, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità. Fanno parte integrante della dichiarazione la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto. Quindi ogni azienda dovrebbe dotarsi di un Responsabile Tecnico abilitato a rilasciare le dichiarazioni di conformità ai sensi del DM 37/08. Chi può essere abilitato a tale mansione? Tutti quelli che erano abilitati al rilascio di Dichiarazioni di Conformità ai sensi della Legge 46/90 e anche tutti quelli che, pur non essendo abilitati ai sensi della Legge 46/90, ne hanno comunque i titoli. E se io esercito un’attività che non richiedeva l’obbligo della 46/90 ma oggi richiede l’obbligo del DM 37/08 (per esempio lavoro esclusivamente in edifici NON civili)? Non è esplicitamente scritto ma dovrei comunque avere i requisiti per abilitarmi attraverso un periodo di transizione, presentando richiesta alla Camera di Commercio Industria e Artigianato della mia provincia e dimostrando almeno tre anni di attività continuativa nel settore. La risposta potrebbe variare da provincia a provincia: in assenza di norme precise, una CCIA particolarmente zelante potrebbe interdire l’azienda dall’esercizio dell’attività (!). La situazione si complica di molto per coloro che, pur svolgendo attività di installazione, hanno un’azienda registrata come operante noleggio, vendita, cessione: per costoro diventa difficile dimostrare i tre anni di attività e potrebbero vedersi non riconosciuta l’abilitazione. Il Decreto impone inoltre che il Responsabile Tecnico deve svolgere “tale funzione per UNA sola impresa e la [sua] qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa”. Capito? Una persona interna all’azienda che si occupa SOLO di quello. Questi problemi non si pongono se solitamente realizzate impianti con potenza impegnata superiore a 6 kW, a patto che abbiate il denaro necessario per pagare, per ogni installazione, un professionista esterno iscritto all’Albo che rediga il progetto per voi. Tutte queste nuove norme in quali casi si applicano? Nel Decreto sono esplicitamente esclusi gli apparecchi utilizzatori, quindi se collego un apparecchio ad una presa, il libretto di istruzioni dell’apparecchio certifica la conformità dell’apparecchio stesso, ma ogni volta che monto un quadro per ottenere corrente a 220 V monofase da una fornitura 380 V trifase, ogni volta che monto un dimmer, ogni volta che realizzo una rete tra due PC utilizzando cavi crimpati in magazzino, ogni volta che collego un XLR saldato da me (cioè, se sono un service, SEMPRE) sono soggetto agli obblighi del DM, quindi progetto e dichiarazione di conformità redatti dal mio Responsabile Tecnico o, se la potenza impegnata è superiore a 6 kW, (cioè, se sono un service, QUASI SEMPRE) da un professionista iscritto all’Albo. Tutto questo solo nel caso che io utilizzi la fornitura elettrica dell’edificio, mentre nulla è specificato per quanto riguarda una fornitura provvisoria da cabina esterna o l’allaccio a generatori (anche se nella definizione di impianto elettrico è stata inserita la voce “produzione”, assente nella 46/90). Restano escluse dal decreto le installazioni realizzate all’esterno, fermo restando che i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale possono (e di solito lo fanno) richiedere comunque la dichiarazione di conformità dell’impianto non ai sensi del DM 37/08, anche grazie a regolamenti e deroghe diversi da comune a comune. Il consiglio per tutti, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte degli uffici legislativi del Ministero, è di mantenersi costantemente informati, per esempio presso la propria associazione professionale (CNA, Confartigianato, ecc), o presso la propria Camera di Commercio, ricordando che il decreto ha valore di legge, e che le sanzioni possono essere anche pesanti. www.soundlite.it 35 news The blue test cd A soundcheck tool for pa systems Ogni fonico che si rispetti usa un proprio CD per tarare e testare il PA sul quale sta lavorando. Chi se lo può permettere ha anche trovato l’espediente di registrare in multitraccia i brani del concerto, riuscendo persino a risparmiare alla band il soundcheck. Arriva oggi uno strumento prezioso per tutti i professionisti del suono, prodotto da chi di queste cose se ne intende parecchio. The blue test cd, infatti, non solo contiene tutto l’occorrente per tarare al meglio l’impianto audio, ma è anche realizzato in maniera eccellente. Contiene ben 47 tracce, dalle più “tecniche” (rumore rosa, toni a varie frequenze e livelli, strumenti singoli) a quelle musicali, interpretate da musicisti di livello mondiale come Steve Gadd, Dave Weckl, John Patitucci e Will Lee! Infine una versione full track di “Un cuore enorme” dei Malfunk. Masterizzato a Cambridge da Simon Murphy, il disco è stato prodotto da Tony Soddu e da Claudio Passavanti per la Sunlightsquare Records. Lo abbiamo già sentito in funzione al SIB di Rimini dove è stato utilizzato per il SoundPower, l’ormai attesa prova comparata di grandi impianti PA. Il disco è disponibile esclusivamente dal sito www.sunlightsquarerecords.com al prezzo di GBP 11,99 (€ 15,17) inclusa la spedizione. 36 luglio/agosto 2008 - n.72 news Sergio Caputo Disperatamente (e in ritardo cane) I 38 rapito, senza nessuno con cui negoziare il mio rilascio. E adesso? parte del mondo. In ostaggio di me stesso. Come se mi fossi auto- poggiato contro la porta per riprendere fiato. Eccomi qui. Dall’altra nistro «per tutto quello che ti sei scolato ieri notte?»). Resto lì ap- sarà per l’età («Sarà» dice una voce metallica nel mio orecchio si- Mi barrico in camera col cuore a tremila, sarà per le scale ripide, nostri più affezionati lettori ricorderanno Sergio Caputo non solo per le sue canzoni, di gran successo negli anni Ottanta, ma anche per la sua rubrica “Questo business della musica”, assolutamente imperdibile, pubblicata anni fa sulle nostre pagine. Vi svelo un vero segreto: sebbene assenti dal nostro sito ufficiale, quelle pagine sono ancora reperibili all’indirizzo occulto “www.soundlite.it/articoli”, andatevele a leggere ma non spargete DISPERATAMENTE (E IN RITARDO CANE) troppo la voce... A dire il vero, ho sempre trovato geniale e straordinariamente brillante il Caputo autore, qualità di cui ho avuto conferma con l’uscita di questo suo primo romanzo Disperatamente (e in ritardo cane), il cui titolo sembra riferirsi alla vita stessa del protagonista Max Paisani, alter ego molto prossimo all’autore. In effetti nel libro realtà romanzata ed autobiografismo si intrecciano ad arte, lungo un crinale che solo Sergio conosce; anzi: uno dei principali divertimenti del lettore è proprio cercare di capire dove comincia uno e finisce l’altra. luglio/agosto 2008 - n.72 La bellezza del romanzo non è tanto nella trama, paradossale e divertente ma piuttosto esile, bensì nella narrazione stessa, nel linguaggio, nelle finestre aperte sul mondo visto da questa ex pop-star di mezza età in crisi matrimoniale, a cui il futuro riserva ancora sorprese. E che sorprese! Chi nella propria vita ha letto più di un libro (Pagine Gialle escluse) sa che le sequenze narrative danno ritmo alla narrazione, quelle descrittive la rallentano, pur creando atmosfera e conferendole colore e sapore. Nella letteratura contemporanea si assiste normalmente a due fenomeni: o le parti descrittive vengono quasi del tutto evitate, con risultati schizofrenici, o vi si indugia con fare intellettuale, con risultati anestetizzanti. Solo i migliori sono capaci di scrivere affascinanti sequenze descrittive. Sergio Caputo, seppur abbia praticato fin adesso un altro mestiere, è uno di questi. Trovo infatti che il suo porre l’attenzione su oggetti apparentemente insignificanti (come una “natura morta con secchio”), su profumi ed odori insolitamente noti, con l’attenzione estranea ed ironica di chi dovrebbe trovarsi da un’altra parte, sia l’aspetto più riuscito del libro. Innanzitutto perché è piacevolissimo leggere queste sequenze descrittive, e poi perché esse non sono gratuite e fini a se stesse, ma quasi simbolo dello sguardo dell’autore sul mondo e sulla vita. Lo stile è quello dei migliori testi di Sergio: “sensi di colpa alcolici” o “un sorriso made in California (dentisticamente parlando)” oppure “un corridoio irregolare e psicotico” sono proprio un marchio di fabbrica, e possedere uno stile riconoscibile è già un obiettivo fondamentale per qualsiasi scrittore. Non mancano poi neologismi, come “vippaglia” o “scoopologo”, lo stesso avverbio “dentisticamente” e molti altri: alcuni sono molto azzeccati, tutti molto divertenti. Nulla svelo della trama, lasciandovi il piacere della lettura, ma certamente il coup de théâtre che chiude il romanzo in una sorta di turn-around, lascia più divertiti che sbigottiti. Almeno per i primi 30 secondi. Ma sono altri mille gli aspetti presenti nel libro di cui occorrerebbe parlare, a cominciare da quello periegetico (come direbbero quelli che sanno scrivere difficile), buono per il mercato americano, con una Roma proprio come gli americani immaginano. Un consiglio da uno che inizia a leggere molti libri e (nauseato) ne finisce pochi: questo l’ho letto due volte: mettetelo nella lista delle più urgenti cose da fare: una bella lettura è più importante della solita prosa in cui viviamo. oropress 236 Edito da Mondadori il primo romanzo di Sergio Caputo. Da non perdere. news Sound Engineering Workshop due giornate sul live audio organizzate da grisby music e meyer sound S i è tenuto il 28 e 29 aprile scorsi un interessante incontro dedicato alle tecnologie ed alle problematiche relative al live sound engineering. La prima giornata era dedicata al sound design (installazione e configurazione del PA), mentre la seconda era rivolta al mixing. Appuntamento alle 9:30 ad Osimo, presso la sede del distributore audio pro Grisby Music. Da lì, i circa 50 partecipanti sono stati accompagnati in pullman fino alla sede del seminario, il teatro Astra di Castelfidardo. Qui era montato un “piccolo” impianto: due cluster di M’elodie (il line array compatto della casa californiana) appesi al graticcio, ciascuno accoppiato ad un sub 700‑HP appoggiato a terra, oltre ad un ulteriore sub con un singolo diffusore M’elodie appoggiato sopra, al centro del palcoscenico, e due UPA su stativo sul retro, in una posizione che poteva far pensare ad una sorta di surround. In regia era installato un mixer Allen&Heath i‑Live, con qualche outboard, tra cui un processore Galileo, un processore d’effetti Bricasti M7 ed un sistema di misura SIM. Dopo una breve presentazione del workshop da parte di Gianni No- Da sx: Buford Jones. Un momento della presentazione di Miguel Lourtie (in piedi a sinistra), con Léon Phillips in console. 40 luglio/agosto 2008 - n.72 cenzi, è iniziata la prima parte del seminario vero e proprio, con Giovanni Bugari che ha presentato brevemente la produzione Meyer a tutto tondo, dalla storia dell’azienda e dei suoi prodotti fino alla descrizione dei principali reparti e tecnologie di produzione. Due schermi sul palco riproducevano uno le slide relative alla presentazione, l’altro la schermata di un SIM connesso alle uscite dell’impianto e ad un microfono di misura in sala. Dopo circa un’ora, la parola è passata a Miguel Lourtie, responsabile del servizio tecnico Meyer per l’Europa, che è entrato nel merito delle tecniche di Sound Design anche con l’ausilio di MAPP Online, il software di previsione acustica di Meyer Sound. Nel pomeriggio il discorso si è spostato più decisamente sulla pratica, con la descrizione dettagliata dell’installazione presente in teatro e con il completamento del montaggio del cluster sinistro, appositamente lasciato abbassato. Questo ha dato la possibilità di vedere come gestire i problemi di posizionamento nella pratica. Acceso l’impianto sono iniziate le tarature delle singole sezioni di array (delay più filtri) con Galileo. Le previsioni ottenute in precedenza con MAPP sono state confrontate con le risposte misurate dal SIM. A rendere quanto mai interessante la discussione, la folta presenza di esperti riconosciuti in questo campo, sia fra i relatori quanto fra il pubblico. Il giorno successivo è stato dedicato al mixing. A gestire la regia Buford Jones, storico fonico, dagli anni ’70 fino ad oggi, di gruppi come Pink Floyd, George Harrison, Eric Clapton, James Taylor, ZZ Top... Tra i relatori ci sono anche Léon Phillips, product manager di Allen&Heath, e Paul Giansante, sound system designer per Dire Straits, David Bowie, Stevie Wonder... Léon e Paul non svolgono un ruolo preciso, ma partecipano alle discussioni portando aneddoti ed esperienze decisamente eccezionali quanto interessanti. Un plauso a Grisby e Meyer Sound, quindi, che si confermano al top del servizio di formazione per i loro utenti: senz’altro una prerogativa di sempre maggior importanza, aldilà dell’indiscussa qualità dei prodotti. news Intervista a Frank Loyko Nuovo responsabile commerciale internazionale Digidesign Venue A lla sua presentazione nel febbraio del 2005, il sistema Digidesign Venue ha promesso di rivoluzionare l’utilizzo del mixaggio audio digitale in situazioni live. L’esperienza guadagnata nello sviluppo continuo dell’ambiente operativo Pro Tools e relative superfici di controllo fornisce infatti al sistema Venue una serie di aspetti unici. Il software D‑Show, cuore del sistema, è in grado di utilizzare di- rettamente i plug-in di Pro Tools per il processamento del segnale; inoltre la stretta collaborazione tra Digidesign ed i partner nello sviluppo (comprese diverse aziende esterne e quelle che fanno parte dello stesso gruppo proprietario Avid) promette un’intercompatibilità di hardware e software professionali praticamente senza paragoni. Alla fine dell’estate del 2007 si è unito alla Digidesign Frank Loyko, un dirigente con tre decenni d’esperienza, spesso nominato tra i “luminari dell’industria pro audio”, che ha assunto l’incarico di responsabile commerciale internazionale per il sistema Venue e la parte live di Digidesign. L’abbiamo incontrato 42 luglio/agosto 2008 - n.72 brevemente a Francoforte per sentire il suo punto di vista sulla rotta commerciale e tecnica che l’azienda prenderà sulle applicazioni fuori dello studio. Frank, dopo sette mesi con l’azienda, che cosa ci puoi dire di Digidesign in generale ed in particolare della parte a te affidata? Veramente, prima di salire a bordo, avevo seguito un po’ dall’esterno l’andamento di Venue e D‑Show, ed avevo già visto negli ultimi due o tre anni il cambiamento che avevano cominciato a suscitare nel modo di pensare dei fonici professionisti. Io sono veramente entusiasta di essere stato incaricato della commercializzazione di una linea che già gode di notevole successo. Infatti Venue è uno dei sistemi digitali per il live che si stanno diffondendo più rapidamente: più di 800 sistemi sono stati consegnati dalla sua introduzione. Qual è la tua missione come nuovo responsabile commerciale per questo segmento? Il mio lavoro primario è la ri-organizzazione della struttura commerciale a livello globale, per trasformarla in una vera squadra internazionale di vendita. Lo scopo vero è di avvicinarci ancora di più ai nostri clienti, offrendo loro più supporto e servizi che mai. Stiamo studiando modi di espandere l’organizzazione in modo intelligente, di farla cioè crescere di pari passo alla crescita dei nostri clienti. Novità assoluta da Digidesign Venue? Quest’anno, al NAMM negli Stati Uniti e qui a Francoforte, presentiamo il Mix Rack, il nuovo modulo che combina un mix engine in ambiente D‑Show con i moduli I/O in un’unica unità. Questo offre la potenzialità del sistema Venue con l’uso di uno snake analogico ad un prezzo di listino sotto i 40.000 dollari, compreso mix engine, software e superficie di controllo Profile. Considerando questo, pensi che vedremo i costi di mix engine e DWS professionali scendere a chiudere l’attuale gap tra questi ed i mixer digitali stand-alone e compatti? Beh, il mercato ha sempre la tendenza a portare la tecnologia più avanzata a prezzi sempre più accessibili, e sicuramente ci sarà qualcosa da entrambi i livelli che riempirà il divario, ma se suggerisci che tutti i produttori cominceranno a lavorare a tutti i livelli non penso che questo avverrà. Quello che stiamo facendo con Mix Rack è dare un’opzione con un investimento limitato ai professionisti più ostinati che ancora non vogliono abbandonare l’analogico per motivi di fiducia. Ci sarà sempre un pricepoint che fa da soglia tra entry level e professionale, e il nostro nuovo sistema, seppur più economico, rimane sicuramente nella fascia professionale. Le aziende veramente specializzate e rivolte ai sistemi professionali, forse resisteranno alla tentazione di confondersi e svendersi. Penso che Digidesign, come tutto il gruppo Avid, sia un’azienda speciale, perché si è sempre rivolta all’hardware ed al software di livello professionale, rimanendo nell’industria dell’intrattenimento e dei media. Non vogliamo allontanarci da questo, e lo spostarci verso l’entry level sarebbe un vero cambio di mercato, come se anche noi cominciassimo a fare tastiere, motociclette o altro. pubbliredazionale giochi di luce NOLEGGIO ATTREZZATURE PER LO SPETTACOLO G iochi di Luce ha rinnovato da poco il sito di gruppo (www.giochidiluce.it) sul quale è possibile trovare tutte le informazioni relative alle tre società del gruppo: Servizi, che si occupa di consulenza, progettazione e realizzazione di impianti video luci e audio; Noleggio, dedicata al rental di sistemi per videoproiezione, luci, fari motorizzati, strutture americane, scenografie, video e computer, palchi modulari; Trasporti, che si occupa di trasporto conto terzi e noleggio mezzi. Per informazioni: Giochi di Luce Via del Brolo, 21 26100 Cremona Tel. 0039 0372 0250 r.a. Fax 0039 0372 025100 [email protected] www.giochidiluce.it 44 In particolare alla sezione Noleggio è disponibile per gli operatori di settore il catalogo aggiornato, con relative caratteristiche tecniche, di tutti i prodotti a disposizione. Diventa ancora più facile per i clienti e per i potenziali clienti consultare l’ampia gamma di prodotti proposta. Disponibili alla stessa sezione il listino prezzi e l’“usato in vendita”. Per la realtà di sviluppo del gruppo il fornitissimo magazzino Noleggio rappresenta un fattore strategico. Per questo motivo l’assoluta affidabilità dei prodotti consegnati al cliente rappresenta da sempre l’obiettivo da perseguire e la caratteristica che ne contraddistingue il servizio. Per raggiungere questo obiettivo le attrezzature vengono puntualmente testate e ripristinate al loro rientro in magazzino. luglio/agosto 2008 - n.72 Scorrendo il catalogo in particolare segnaliamo, tra le attrezzature in dotazione, le scenografie led LC Series di Martin. L’innovativo sistema led semi-trasparente e modulare, vincitore del premio Club World Award che riconosce le migliori tecnologie per entertainment, rappresenta l’ultima frontiera dell’effettistica che unisce le caratteristiche delle scenografie video e quelle luci in un’unica soluzione. Giochi di Luce noleggia i pannelli LC Series nei formati 2 x 1 oppure 1 x 1 (unici in Italia). Un altro prodotto di punta in ambito scenotecnica luci è rappresentato dalle Quinte led brevettate da Giochi di Luce che offrono vantaggi quali grande impatto scenico, modularità della struttura, rapidità di allestimento e possibilità di personalizzazione. I pannelli led in tricromia sono disponibili nei formati 1 x 1 e permettono di costruire scenografie luminose fino a 4 m da terra che includono nella modularità schermi 4:3. In generale, l’offerta di prodotto include: • Strutture americane Litec modello QX30S e modello QD40, cerchi da 2 a 16 m di diametro, torri modello Unitower; • Palchi modulari SIXTEMA (Modello plexiglass, modello Classic in Deck e modello Bravo in Deck); • Paranchi a motore: CHAIN MASTER da 320 e 1000 kg, LOADSTAR da 500 kg, comandi motore Litec e Gmep-Molpass; • Proiettori a Led Coemar: modelli PinLite, ParLite, Striplite e Powerstick; • Fari motorizzati: tutta la serie Alpha Clay Paky, 300 W spot HPE, Wash e Beam, 575 W spot e wash, 1200 W spot e wash, 1200 profile; • Console GrandMa Lighting: modello Micro, Light e Full; • Sagomatori ETC: serie 611 , 613, 614 – serie 714 e 713, zoom 15/30 – zoom 25/50, ottiche fisse 10°-14°-19°-26°-36°-50°; • Dimmer: ADB Memopack 6 x 2,5 kW – Memopack 3 x 5 kW; • Video proiettori: Panasonic DLP modello PT‑D5600E, PT‑D7700E, PT‑10000E; • Monitor al plasma: Panasonic 42” HD Ready, 50” HD Ready, 65” Full HD; • Regie grafiche marca Barco: Encore, Screen Pro II. 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