IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE
ED IL CONSUMO DI ALCOOL
Mirandola 15 Marzo 2009
Arturo Martini
“ Il Bevitore ̋ 1926
Dr.ssa C.MALITESTA
APPROCCIO AL PZ CONSUMATORE
DI ALCOOL :
TERAPIA FARMACOLOGICA
Dr.ssa Carmela Malitesta
Dirigente Medico di Farmacologia e Tossicologia Clinica
Mirandola 7 Marzo 2009
Quantità standard
Consumi alcolici e rischi per la salute
I Livelli di consumo associati ad un basso rischio sono:
3 unità alcoliche al giorno
(21 alla settimana)
2 unità alcolica al giorno
(14 alla settimana)
ALCOOL ZERO = RISCHIO ZERO
SALUTE
GUIDA
LAVORO
PROBLEMI
ALCOOL
SOCIETA’’
FAMIGLIA
ALCOOL ZERO = RISCHIO ZERO
 Non sempre è riconoscibile una dose soglia per I
rischi da uso di alcool
 Il danno organico richiede spesso anni di introito
alcolico per raggiungere una evidenza clinica
 E’ ben riconosciuta una diversa suscettabilità
individuale al danno
 E’ quindi facile che al paziente ( e al medico!)
sfugga il nesso di causalità tra alcool e malattia
Processo di assimilazione delle
sostanze alcoliche.
1. Cavità orale
2. Stomaco (assorbito per il 20%) (presenza di ADH)
3. Primo tratto intestino (per 80%)
4. Circolo sanguigno [picco: 30’ (digiuno); 6090’ (a stomaco pieno)]
5. Fegato (metabolizza 90-98%; 2-10%:
sudore, urine, aria espirata)
etanolo
acetaldeide
Acetato
ALDH
ADDH
in minima parte catalasi e MEOS
6. Cervello: euforia poi depressione, alterata
la capacità di giudizio, attenzione, precisione
e prontezza, restringimento del campo visivo,
alterata percezione acustica ecc.
Uomo di 70 kg metabolizza 7 gr/ora
(meno di 1 u.a)
Velocità Metabolismo
epatico: 0,1gr/Kg/ora
ASSORBIMENTO dell’ALCOOL
• Avviene per diffusione passiva (senza consumo di energia).
• 0,5% BOCCA
• 25% STOMACO ad opera di un enzima ADH presente in
misura minore nella donna rispetto all’uomo.
• 75% INTESTINO TENUE
• 0,5% INTESTINO CRASSO
E’ condizionato da diverse variabili: età,
sesso,razza,peso,abitudini alcooliche (consumo
quotidiano o saltuario),stato di salute generale;
affaticamento o stress
DISTRIBUZIONE dell’ Alcool
- Una volta assorbito, l’alcool passa nel torrente circolatorio
[picco: 30’ a digiuno e in 60-90’ a stomaco pieno )che lo
distribuisce in tutti i tessuti dell’organismo.
- Essendo IDROFILICO e poco lipofilico, si accumula nei
tessuti a più alto contenuto di acqua e, quindi, si
distribuisce meglio e prima negli organi più vascolarizzati
come: cervello, polmoni, reni e fegato, cuore
- Mentre nei tessuti a scarso flusso ematico, come muscoli e
tessuto adiposo, i livelli di alcool sono minori. Dato che il
tessuto adiposo è più sviluppato nel sesso femminile, una
stessa dose di alcool da luogo a livelli ematici più elevati
nella donna che negli uomini. Questo comporta una
maggiore compromissione del fegato nelle donne. Tuttavia
questo si inverte però dopo i 50 anni.
ESCREZIONE dell’ alcool
• 95% ESPIRAZIONE ed URINE:
L’etanolo, come tale, è escreto
principalmente con l’aria e le urine;
- il sudore,la saliva e le feci sono vie
escretrici di minore importanza.
- Meno del 5% dell’etanolo assunto viene
eliminato immodificato. Tale percentuale
sale al 10% in caso di sudorazione profusa
o di iperventilazione.
METABOLIZZAZIONE dell’ alcool
ALCOOL
alcodeidrogenasi
ACETALDEIDE
ACIDO ACETICO
H20 + CO2
aldeidedeidrogenasi
ciclo di Krebs
PATOGENESI dell’alcool
ALCOOL
Alcool deidrogenasi
MEOS
ACETALDEIDE
RADICALI LIBERI
 Se il metabolismo dell'etanolo si compie correttamente, gli effetti
dell'alcol sono ascrivibili solo alla sua molecola immodificata.
 Se il metabolismo ossidativo dell'etanolo è alterato, sia per un deficit di
aldeide deidrogenasi (lesioni mitocondriali) sia per eccesso di produzione di
acetaldeide (assunzione eccessiva e protratta di alcol, induzione del MEOS
e del CYP 2E1), la patologia correlata all'alcol è attribuibile a numerosi suoi
metaboliti.
 L'acetaldeide non prontamente ossidata attiva il sistema simpatico,
producendo un incremento reversibile della pressione arteriosa; inoltre
stimola la lipolisi nei depositi adiposi, aumentando la concentrazione
degli acidi grassi nel sangue.
 L'acetaldeide forma inoltre basi di Schiff con le frazioni aminiche libere
delle proteine e degli acidi nucleici, così che tali addotti possono alterare
funzioni enzimatiche e distorcere il messaggio del DNA (mutagenesi,
teratogenesi, cancerogenesi).
 Questo metabolita può anche essere ossidato dal sistema xantinoossidasi e aldeide-ossidasi, producendo l'anione superossido, causa di
lipoperossidazione delle membrane cellulari.
 Oltre a questi radicali liberi dell'ossigeno prodotti dall'ossidazione
dell'acetaldeide, l'etanolo genera un proprio radicale libero per l'intervento
specifico del CYP 2E1.
 Normalmente il 90-98% di una dose di etanolo viene metabolizzata dal
fegato.
Il METABOLISMO DELL’ ALCOOL ad acetaldeide può seguire due vie:
1. Via dell’alcoldeidrogenasi
La principale via implicata nel etabolismo dell’alcol coinvolge l’alcoldeidrogenasi (ADH), un
enzima citoplasmatico che catalizza la sua conversione in acetaldeide. Questo enzima è
localizzato principalmente nel fegato; tracce possono essere presenti in altri organi come il
cervello e lo stomaco.
Una significativa parte di questo processo avviene nello stomaco ad opera dell’acetaldeide
gastrica, soprattutto nell’uomo, mentre più modesto è tale processo degradativo a livello gastrico
nelle donne, le quali posseggono una minor quantità di enzima nello stomaco.
Durante la conversione dell’etanolo ad acetaldeide, lo ione idrogeno viene trasferito dall’alcol al
cofattore NAD+ con formazione di NADH. Come risultato netto, l’ossidazione dell’alcol genera
nel fegato un eccesso di equivalenti riducenti, che sembra essere responsabile di un certo
numero di disordini metabolici.
2.Sistema microsomiale di ossidazione dell’etanolo (MEOS)
Questo sistema enzimatico utilizza NADP+ come cofattore nel metabolismo dell’etanolo. A
concentrazioni ematiche al di sotto di 100 mg/dL il sistema MEOS contribuisce poco al
metabolismo dell’etanolo; mentre quando vengono consumate grandi quantità di etanolo il
sistema dell’alcoldeidrogenasi si satura a causa del depauperamento del NAD+ e ne consegue
un aumentato contributo da parte del sistema MEOS.
Durante l’assunzione cronica di alcol, l’attività del MEOS aumenta significativamente: in questa
condizione risulta incrementato anche il metabolismo di quei farmaci che sono catabolizzati
proprio attraverso questa via. Allo stesso modo farmaci induttori, come i barbiturici, possono
aumentare la velocità della clearance ematica dell’alcol, anche se l’effetto di tali farmaci è meno
rilevante dal momento che il MEOS non rappresenta la più importante via di degradazione
dell’alcol.
A questo punto, l’acetaldeide che si forma viene ossidata attraverso un terzo processo
A questo punto, l’acetaldeide che si forma viene ossidata
attraverso un terzo processo metabolico.
Metabolismo dell’acetaldeide
La maggior parte dell’acetaldeide viene ossidata nel fegato da
una reazione catalizzata dall’aldeide deidrogenasi mitocondriale
NAD+-dipendente. Il prodotto di questa reazione è costituito
dall’acetato che può ulteriormente essere metabolizzato ad
acqua e anidride carbonica.
L’ossidazione dell’acetaldeide è inibita dal disulfiram.
Molti altri farmaci (per es., metronidazolo, cefotetan, trimetoprim)
inibiscono questo enzima e possono causare una reazione
disulfiram simile se assunti insieme ad etanolo.
Alcuni individui, soprattutto di discendenza asiatica, hanno una
carenza genetica nell’attività della forma mitocondriale
dell’aldeide deidrogenasi: infatti quando bevono alcol sviluppano
alte concentrazioni ematiche di acetaldeide e avvertano una
reazione tipo vampata di calore simile a quella osservata dalla
combinazione alcol-disulfiram.
STRUMENTI DIAGNOSTICI
ANAMNESI
COLLOQUIO
ESAME OBIETTIVO
ESAMI DI LABORATORIO
QUESTIONARI
DSM-IV-TR
QUESTIONARI
AUDIT – C
Alcohol Use Disorders
Identification Test Consumption
Consta di 3 domande che
permettono di evidenziare
- il rischio alcolico ed
- Il livello del rischio alcolico
AUDIT CLINICO
L’AUDIT - C
1. Con quale frequenza consuma bevande alcoliche?
mai
(0 punti)
meno di 1 volta / 1 volta
al mese (1 punto)
2-4 volte al mese
(2 punti)
2-3 volte a settimana
(3 punti)
4 o più volte a settimana
(4 punti)
2. Quanti bicchieri standard di bevande alcoliche consuma in media al
giorno?
1o2
(0 punti)
3o4
(1 punto)
5o6
(2 punti)
7o9
(3 punti)
10 o più
(4 punti)
3. Con quale frequenza le è capitato di bere sei o più bicchieri di bevande
alcoliche in un’unica occasione?
mai
(0 punti)
meno di 1 volta / 1 volta
al mese (1 punto)
2-4 volte al mese
(2 punti)
2-3 volte a settimana
(3 punti)
4 o più volte a settimana
(4 punti)
Punteggio da 0 a 4 per gli uomini e da 0 a 3 per le donne = negativo
Punteggio ≥ 5 per gli uomini o ≥ 4 per le donne = consumo a rischio
AUDIT CLINICO
(PUNTEGGIO POSITIVO > 5)
Hai avuto traumi
dopo i 18 anni?
SI = 3
NO = 0
Hai avuto fratture
dopo i 18 anni?
SI = 3
NO = 0
Arrossamento
delle congiuntive
Assente = 0
Lieve = 1
Moderato = 2
Severo = 3
Abnorme
vascolarizzazione
cutanea
Assente = 0
Lieve = 1
Moderato = 2
Severo = 3
Tremore delle
mani
Assente = 0
Lieve = 1
Moderato = 2
Severo = 3
Tremore della
lingua
Assente = 0
Lieve = 1
Moderato = 2
Severo = 3
Epatomegalia
Assente = 0
Lieve = 1
Moderato = 2
Severo = 3
Livello di
Gamma-GT
Livello basso – normale = 0
Livello doppio del normale = 3
Livello di
Rischio
Criteri
Basso
<280g/settimana uomini (> 3 U.A/die)
<140g/settimana donne* (> 1-2 U.A/die)
AUDIT-C<5 uomini
AUDIT-C<4 donne
AUDIT<8
A maggior rischio
280-349 g/settimana uomini (3-4 U.A. /die)
140-209 g/settimana donne (2-3 U.A /die)
AUDIT-C=5 uomini
AUDIT-C=4 donne
AUDIT 8-15
Dannoso
>=350g/settimana uomini (> 4 U.A /die)
>=210 g/settimana donne (> 3 U.A /die)
Presenza di danno alla salute
AUDIT 16-19
Alto (alcoldipendenza)
Criteri ICD-10
AUDIT=20
Livelli di rischio e criteri di intervento
Livello di
Rischio
Criteri
Intervento
Ruolo assistenza
primaria
Basso
<280g/settimana uomini
<140g/settimana donne*
AUDIT-C<5 uomini
AUDIT-C<4 donne
AUDIT<8
Prevenzione
primaria
Educazione sanitaria,
supporto, modelli di
riferimento
A maggior
rischio
280-349 g/settimana uomini
140-209 g/settimana donne
AUDIT-C=5 uomini
AUDIT-C=4 donne
AUDIT 8-15
Consigli in
forma breve
Identificazione,
valutazione, breve
avvertimento
Dannoso
>=350g/settimana uomini
>=210 g/settimana donne
Presenza di danno alla salute
AUDIT 16-19
Consigli
accompagnati da
counselling breve
e monit.continuo
Identificazione,
valutazione, breve
avvertimento, follow-up
Alto (alcol-
Criteri ICD-10
Intervento
specialistico
Identificazione, valutazione,
invio a servizi specialistici,
follow-up
dipendenza)
AUDIT=20
*Qualsiasi consumo in donne in gravidanza, soggetti di età inferiore ai 16 anni o con
patologie o trattamenti con controindicazioni per il consumo di alcol
Fonte: Anderson P. Alcohol and Primary Health Care. Copenhagen: WHO Regional Publications 1996
DISTURBI
DA USO DI ALCOOL
ABUSO
DIPENDENZA
DISTURBI
INDOTTI DA ALCOOL
INTOSSICAZIONE
ETILICA ACUTA
SINDROME
D’ASTINENZA
DSM –IV -TR
Permette di rilevare segni
patognomonici di
ABUSO
- DIPENDENZA
-
ALCOLICA
a) una modalità patologica d’uso di alcol che porta a menomazione o a
disagio clinicamente significativi, come manifestato da una o più delle
condizioni seguenti, ricorrenti entro un periodo di 12 mesi:
1. uso ricorrente della sostanza, risultante in una incapacità di
adempiere ai principali compiti connessi con il ruolo sul lavoro, a
scuola o a casa;
2. ricorrente uso di alcol in situazioni fisicamente rischiose;
3. ricorrenti problemi legali correlati alla assunzione di alcol;
4. uso continuativo di alcol nonostante persistenti o ricorrenti
problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dagli effetti
della sostanza.
b) i sintomi non hanno mai soddisfatto i criteri per la Dipendenza da Alcol
di questa classe di sostanze
CRITERI DIAGNOSTICI per la
DIPENDENZA da Alcool (DSM-IV-TR)
Una modalità patologica d’uso di alcol che conduce a menomazione o
a disagio clinicamente significativi, come manifestato da tre o più
delle seguenti condizioni, che ricorrono in un qualunque momento
dello stesso periodo di 12 mesi:
1) tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti:
bisogno di dosi notevolmente più elevate di alcol per raggiungere
l’intossicazione o l’effetto desiderato;
un effetto notevolmente diminuito con l’uso continuativo della stessa
quantità di alcol;
2) astinenza, come manifestata da ciascuno dei seguenti:
la caratteristica sindrome da astinenza da alcol (criteri A e B);
L’alcol è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza;
CRITERI DIAGNOSTICI per la
DIPENDENZA da Alcool (DSM-IV-TR)
- l’alcol è spesso assunto in quantità maggiori o per periodi
più prolungati da quanto previsto dal soggetto;
- desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o
controllare l’uso di alcol;
- una grande quantità di tempo viene spesa per procurarsi,
assumere, o a riprendersi dagli effetti dell’alcol;
- interruzione o riduzione di importanti attività sociali,
lavorative, o ricreative a causa dell’uso di alcol;
3) uso continuativo di alcol nonostante la
consapevolezza di avere un problema persistente o
ricorrente, di natura fisica oppure psicologica,
verosimilmente causato o esacerbato dalla sostanza.
Intossicazione etilica acuta
All’incremento dell’alcolemia corrisponde:
– Euforia, impaccio nei movimenti fini (25-50 mg/dl)
– Alterata capacità di giudizio e della coordinazione(50-100 mg/dl)
– Atassia (difficoltà nella marcia e nell’equilibrio) Sonnolenza, letargia
(100-150 mg/dl)
– Sonnolenza poi stupor (150-250 mg/dl)
– Coma (300 mg/dl) – depressione respiratoria (400 mg/dl)
– Morte (500 mg/dl)
Il coma o la morte sono conseguenti a depressione respiratoria e/o
collasso cardio-vascolare
– Depressione del SNC
– Ipotensione, shock, acidosi, ipoglicemia, ipotermia
– Aritmie sopra-ventricolari o ventricolari
– Polmonite ab ingestis, pancreatite acuta, gastrite acuta
emorragica…
SINDROME D’ASTINENZA: EPIDEMIOLOGIA
ESORDIO: entro le prime 24 ore
MANIFESTAZIONI CONCLAMATE: dopo 36-42
DURATA MEDIA: 7-10 giorni in assenza di terapia
CONDIZIONI DI INSORGENZA:
 sospensione o riduzione del potus volontario
Condizioni, malattie intercorrenti o traumatismi che ostacolano la assunzione o
l'approvigionamento di alcol (ad es. ricovero ospedaliero per altre case).
% alcolisti
asitomatici
SAA lievi
SAA che richiedono tx
farmacol
delirium
Segni e sintomi suggestivi di consumo etilico
con modalità binge drinking
• Periodica sintomatologia acuta che può
interferire occasionalmente nelle attività
quotidiane, sociali o lavorative
– Sintomi gastrointestinali acuti: dispepsia, pirosi
gastrica, nausea, vomito, diarrea (in adolescenti)
– Cefalea, difficoltà di concentrazione, ipostenia
– Episodica tachicardia, lipotimia
• Riferito ricorrente comportamento disinibito,
inappropriato o aggressivo
• Evidenza di labilità dell’umore, frequenti
traumatismi ecc..
SEMEIOTICA ALCOLICA
SINTOMI E
SEGNI
FISICI
SINTOMI E
SEGNI
PSICHICI
CARDIACI:
es. ipertensione, aritmie
SCARSA
CONSAPEVOLEZZA
ENDOCRINI:
Es. diabete
SCARSA
CONCENTRAZIONE
GASTROINTESTINALI:
ES. alterazioni dell’alvo,
dispepsia etc
AMNESIA
EPATICHE :
ALTERAZIONI CRASI
EMATICA
VOMITO EMATICO
MELENA
ANSIA,
DEPRESSIONE,
AGITAZIONE,
INSONNIA
ARRENDEVOLEZZA
SEMEIOTICA ALCOLICA
SINTOMI
FISICI
ASTENIA, CRAMPI
MUSCOLARI
PARESTESIE
IIMMUNOLOGICHE:
Es. epatiti
SEGNI
Facies ipotonica
COLORITO: pallido
con teleangectasie,
o rosso
ALITOSI ALCOLICA
ESAMI BIOUMORALI
AUMENTO :
 Gamma GT
 Aumento del VGM
 Aumento della CDT
 Aumento del Colesterolo, LDL, Trigliceridi
RIDUZIONE :
 Globuli Rossi
 Vit.B12
 FERRO
 Ac.Folico
 Sali minerali
ALTERAZIONI :
 Crasi ematica
 Flora batterica
 Rapporto neutrofili/linfociti = inversione
 Immunologiche : positività ai markers dell’ Epatite B e C
C.D.T.
(trasferrina desilata cardoidrato carente )
•
•
•
•
•
•
•
CDT e’ presente nel sangue come tre isoforme: asialo, monosialo e disialo
CDT.
Il consumo di 50-80 g di alcol/die per almeno una settimana causa un
aumento dei livelli sierici di CDT (Stibler 1991). CDT e’ un marker di abuso
cronico di alcol.
Durante l’astensione dal consumo di alcol I livelli ematici di CDT si
normalizzano (emivita media 15 giorni).
Alti livelli sierici di CDT identificano pazienti con dipendenza da alcol
differenziandoli dai soggetti con bere problematico
CDT e’ il marker piu’ affidabile nel predire una severa sindrome da astinenza
da alcol.
L’utilizzo di farmaci non influenza I valori di CDT. I cut-offs per la CDT
sono piu’ alti nelle donne.
CDT alterata : maggiore del 2,5%
( diapositiva del dr. de maria , corso MMG del 12.6.2004)
Mikkelsen 1998, Wetterling 1998, Meerkerk 1998
C.D.T.
•
Nell’uomo, I livelli sierici di CDT sono proporzionali alla frequenza di
assunzione di alcol (numero di giorni di assunzione di alcol), mentre
quelli della GGT sono influenzati dalla quantita’ di alcol assunta.
Nelle donne, i livelli sia di CDT che di GGT sono influenzati dal
numero di drinks per giorno e non dalla frequenza di assunzione.
•
Nelle donne, al fine di valutare un bere probleatico nelle fase precoce,
MCV e’ piu’ sensibile (40%) della CDT (29%) o GGT (34%).
(diapositiva del dr. de maria , corso MMG del 12.6.2004)
Anton & Moak 1994, Sillanaukee 1998
ESAMI STRUMENTALI
1. ECO ADDOME COMPLETO :
- steatosi, cirrosi,fibrosi
- epatosplenomegalia
- calcolosi
2. ECG + ECOCARDIOGRAMMA:
- Alterazioni del ritmo
- dilatazione ventricolo sn,
- ipertrofia concentrica Ventricolo sn
3. COLONSCOPIA
- poliposi
- diverticolosi
4. TEST NEUROPSICOLOGICI
- stato cognitivo ed emotivo
5. TEST RIMUGINAZIONE
6. ELETTROMIOGRAFIA
- neuropatie periferiche
7. TAC CEREBRALE :
- atrofia frontale
- dilatazione ventricolare
- ischemie diffuse
8. EGDS :
- esofagite da reflusso
- varici
- metaplasia
- ulcere
- atrofia
9. SFINGOMANOMETRO E STETOSCOPIO
- ipertensione
TERAPIA MEDICA FARMACOLOGICA
• DISINTOSSICANTI
• ANTIASTINENZIALI
• SINTOMATICI
• AVVERSIVANTI
• ANTAGONISTI
• OMOTOSSICOLOGICI
DISINTOSSICAZIONE
E’ il primo passo indispensabile
del programma terapeutico generale
(insieme al continuo lavoro sulla compliance)
La Terapia Disintossicante tiene conto del
MECCANISMO PATOGENETICO
dell’alcool che si esplica attraverso la produzione di
RADICALI LIBERI
 sia attraverso l’ossidazione diretta dell’etanolo
 che attraverso l’ossidazione del suo metabolita
acetaldeide.
La produzione di radicali liberi porta, da un punto di vista
biochimico, ad un sovvertimento organico e funzionale della
P.N.E.I
Acronimo che sta ad indicare il nostro sistema
biocibernetico :
Psichico
Neurologico
Endocrinologico
Immunitario
VISITE SPECIALISTICHE
- Psichiatra
- Psicologo
- Neurologo
- Geriatra
- Gastroenterologo e o Infettivologo
- Ecografista
- Anatomopatologo
- Endocrinologo
FARMACI DISINTOSSICANTI
tradizionali
METADOXINA
ADEMETIONINA
GLUTATIONE
La METADOXINA è il farmaco principe
della disintossicazione perché
altamente specifico.
previene i sintomi astinenziali eliminando
i metaboliti neurotossici dell’alcool.
L’ ADEMETIONINA
è un neuromodulatore x cui agisce :
 sia come antidepressivo
 che come ansiolitico
N.B. utilizzando la disintossicazione anche la
prescrizione di BDZ è, molto spesso, nulla.
Sia la metadoxina che l’ademetionina
vengono trasformate in
GLUTATIONE
uno dei più potenti antiossidanti che il
nostro organismo produce ed è ubiquitario.
N.B. Preferiamo utilizzare i farmaci disintossicanti per fleboclisi, anziché per via
orale perché la persona intossicata da alcool non ha un apparato gastroenterico
normofunzionante)
La TOLLERABILITA’ di tali farmaci è
ottima e non si sono mai verificati, nella
nostra esperienza, effetti collaterali o
interazioni farmacologiche
DURATA della TERAPIA
è per lo più di 1 mese e ½
secondo questo schema:
 15 gg di fleboclisi
 1 mese di tp orale con gli stessi
farmaci (eccetto il glutatione che
esiste solo in fiale.)
FARMACI ANTIASTINENZIALI
BENZODIAZEPINE
 Le BDZ a breve insorgenza d’azione :DIAZEPAM
(valium per es.), per os o per via endovenosa,
consentono di controllare l’ agitazione più
rapidamente
 Le BDZ a lunga emivita : DIAZEPAM
consentono un percorso di trattamento con
minori sintomi da sospensione;
 Le BDZ a breve emivita : LORAZEPAM
per es. TAVOR, CONTROL,sono
da preferire nei pazienti anziani o
con ridotta funzionalità epatica o altre severe patologie
concomitanti
N. B. Il rischio delle BDZ a lunga emivita è di determinare una prolungata sedazione .
FARMACI ANTAGONISTI
NALTREXONE
NALTREXONE
2 modalità di somministrazione:
1 cpr da 50 mg/ die dopo il pasto
 1-2 cpr da 50 mg nel momento in cui il pz sa
che andrà a bere
MODALITA’ D’AZIONE:
Essendo un farmaco antagonista, dovrebbe non
non far avvertire, al soggetto che beve, l’effetto
(desiderato) dell’ alcool.
NALTREXONE
• TOLLERABILITA’ buona
 Puo’ essere somministrato anche ad un paziente che ha
appena bevuto.
 Agisce meglio dopo una disintossicazione.
 L’efficacia non è costante e garantita ed, inoltre, non
impedisce al pz di bere
 CONTROINDICAZIONI: insufficienza epatica e renale
 EFFETTI COLLATERALI: nausea, inappetenza, alterazioni alvo
FARMACI AVVERSIVANTI
DISULFIRAM
DISULFIRAM
•
Nomi commerciali : ANTABUSE ed ETILTOX .
La differenza tra i due è che l’ Antabuse non è mutuabile ed ha un dosaggio
doppio rispetto all’etiltox
•
E’ un farmaco che viene prescritto per indurre la persona a temere la
reazione fisica molto grave che si avrebbe in seguito all’ingestione
concomitante di alcool
•
Questa reazione dipende dal MECCANISMO D’AZIONE del disulfiram:
• Il disulfiram inibisce la reazione
catalizzata dall’aldeide deidrogenasi
MECCANISMO
D’AZIONE
mitocondriale NAD+-dipendente (che
ossida la maggior parte dell’acetaldeide ad
acetato che a sua volta viene
metabolizzato ad acqua ed CO2)
• Per cui si ha un aumento dell’
acetaldeide.
POSOLOGIA
MODALITA’
DI
PRESCRIZIONE
• 1 o 2 cpr /die, a seconda del caso
• Solo dopo avvenuta disintossicazione
alcolica
• In collaborazione di un familiare o persona
di fiducia (CAT, c/o CSM per es.)
EFFETTI COLLATERALI del DISULFIRAM
• Circa 1 paziente su 10 sperimenta uno o più dei seguenti effetti collaterali:
• sonnolenza, cefalea, dispnea, rash cutaneo, lipotimia (reazioni queste
tipiche di chi beve sull’alcool e dipendono dall’azione tossica
dell’acetaldeide))
• Molto raramente è stata riportata la comparsa di un’ipersensibilità epatica
potenzialmente fatale ( 1/25.000 pz)
• In rari casi è stata riportata la comparsa di una neuropatia periferica,
reversibile, dopo alcuni mesi di trattamento e a dosaggi superiori a 250
• psicosi
CONTROINDICAZIONI del DISULFIRAM
•
•
•
•
•
cardiache (insuff.cardiaca, disturbi del ritmo, ipertensione)
neurologiche : (epilessia, parestesie, miopatie, neuropatie)
epatiche : insufficienza epatica
renali: insufficienza renale
psichiatriche: psicosi
INTERAZIONI del DISULFIRAM
• Poiché il disulfiram è un inibitore del CYP450, sono state riportate interazioni
con diversi farmaci metabolizzati dal fegato: il disulfiram .
• rallenta il metabolismo di alcuni antidepressivi come l’amitriptilina e
l’imipramina, e in questi casi l’azione potrebbe essere terapeutica. Altre volte
invece potrebbe risultare dannosa, come nel caso della paroxetina che può
indurre la comparsa di episodi di ipomania. Ancora, con altri composti quali gli
anticonvulsivanti (fenitoina) ed il warfarin esiste il rischio di tossicità dovuto ad
un incremento della loro disponibilità ematica.
FARMACI
SINTOMATICI
VITAMINA B12
ACIDO FOLICO
FERRO
SALI MINERALI
FERMENTI LATTICI
Le patologie alcol-correlate
•
•
•
•
Cirrosi epatica, steatosi epatica
Gastroduodenite, ulcera gastroduodenale
Pancreatite acuta e cronica
Cancro della bocca/lingua, esofago, stomaco,
pancreas, mammella
• Alterazioni del metabolismo (colesterolo,
trigliceridi, aggravamento del diabete NID)
• Amnesia, disturbi neurologici quali la psicosi di
Korsakoff, polinevrite degli arti inferiori
• D.mentali (depressione, alt. comportamento),
litigi famigliari-separazione, perdita del lavoro
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MALITESTA_Mirandola_7_marzo_2009