Araberara - 30 Gennaio 2009 SOVERE E CASAZZA: LE SOCIETÀ DI CALCIO “NOSTRANE” ALLE PRESE CON IL CALO DEGLI SPONSOR La crisi economica sgonfia il pallone Il fatato mondo del calcio messo in ginocchio dalla crisi economica, sono sempre di più le squadre dilettantistiche che in questo campionato devono fare i conti con i bilanci in rosso e con le minori entrate. Tra queste l’Unione Sportiva Sovere che sicuramente non sta attraversando un momento florido. Pur riuscendo a rimanere a metà classifica in un campionato impegnativo come quello di Promozione, il presidente Mauro Giovè deve fare i conti con una crisi che si è manifestata definitivamente domenica negli spogliatoi del centro sportivo di Grumello del Monte. Prima del fischio d’inizio della partita infatti le difficoltà economiche sono state palesate ufficialmente anche ai giocatori che dovevano entrare in campo. Alla fine il risultato si è visto con un secco 5 a 0 frutto anche di questo annuncio che sicuramente non ha caricato l’undici sceso sull’erba di Grumello. Difficoltà economiche alle quali però il presidente del Sovere sta cercando di porre rimedio. “Tutte le squadre devono fare i conti con difficoltà economiche palesi – spiega Mauro Giovè – e anche a Sovere quest’anno siamo in crisi da questo punto di vista. Gli sponsor sono rimasti gli stessi ma sono calate le entrate e quindi ora stiamo lavorando per porre rimedio a questa situazione. Del resto le aziende devono fare i conti con le difficoltà legate al calo del lavoro e della produzione e prima di dare i soldi per il calcio preferiscono usarli per motivi più seri e urgenti. Ora la società sta cercando di trovare una soluzione per tamponare i debiti, credo che tra dieci o quindici giorni ci sarà una svolta positiva in questo senso. Abbiamo già dei contatti con alcune persone e con nuovi sponsor disposti a portare a Sovere soldi. Per mantenere una società come la nostra che ha anche un folto settore giovanile con circa 150 ragazzi servono per ogni stagione circa 200.000 euro”. Il presidente Giovè lamenta anche il fatto che la società sportiva viene lasciata sola e non viene aiutata dal paese. “Negli altri paesi alla fine se la cavano sempre perché trovano appoggi da parte di qualcuno. Qui a Sovere invece siamo abbandonati a noi stessi, nessuno ti aiuta, nemmeno per sostenere il settore giovanile. Dobbiamo arrangiarci e cercare di frenare questa crisi. Ora speriamo nell’arrivo di nuovi sponsor o di gente disposta a dare un contributo per mantenere in vita la società sportiva, credo comunque che riusciremo quanto meno ad arrivare a fine anno. Per la prossima stagione invece si vedrà e cercheremo di impostare in maniera diversa la società”. Sulla sconfitta di domenica scorsa con la Grumellese, sconfitta con il pesante passivo di 5 reti a 0, il presidente giustifica i ragazzi: “La Grumellese è un’avversaria temibile, i ragazzi hanno giocato bene ed hanno tenuto fino al due a zero, poi si sono lasciati andare e i padroni di casa hanno dilagato”. Se a Sovere si respira aria di crisi, anche la Polisportiva Casazza deve fare i conti ogni giorno con le difficoltà economiche e con il calo degli sponsor. La società della valle Cavallina riorganizza ogni anno la società in base alle entrate, con un impegno economico che rimane ugualmente gravoso anche se la squadra milita in prima categoria. In questo caso il presidente Romano Fabrigli predilige il settore giovanile e “‘taglia” invece i contributi alla prima squadra. “A Casazza per ora va tutto bene, la società regge alla crisi che viene avvertita anche nel mondo del calcio con un continuo calo degli sponsor e delle entrate. Per mantenere una società come la nostra servono circa 150.000 euro, calcolando che il nostro settore giovanile conta ben 250 ragazzi ai quali va a sommarsi la prima squadra. Noi preferiamo investire sul settore giovanile con una linea societaria ben precisa che punta sulla crescita sportiva dei giovani della Polisportiva. In questo settore la voce spesa più consistente riguarda il servizio di trasporto degli atleti. Noi garantiamo infatti a tutti i ragazzi il trasporto per tutte le categorie, un costo che assorbe circa il 15% della spesa totale della nostra società. Per quanto riguarda la prima squadra noi diamo ai nostri atleti solo un rimborso spese. Il rimborso viene assegnato equamente a tutti i ragazzi e non esistono giocatori che costano di più o di meno. Alla fine la prima squadra arriva a costare 1/5 del monte spese. Noi abbiamo reagito alla crisi economica e al calo degli sponsor tagliando le spese alla prima squadra e mantenendo il settore giovanile inalterato. VILLA D’OGNA - ESAMI FINALI PER I CORSI DEL KARATE MASTER RAPID La carica dei 300 karateki Più di 300 ragazzi si sono scatenati tra calci, urla e pugni nella palestra di Villa d’Ogna. Il paese della valle seriana ha infatti riunito i giovani atleti di karate della valle Cavallina e alta valle Seriana per gli esami di fine corso, prova nella quale ad ogni bambino è stato alla fine consegnato il diploma di superamento del corso con la conquista della nuova cintura che sancisce il passaggio ad una categoria superiore. Ad organizzare l’evento è stato il Karate Master Rapid, società sportiva detentrice del titolo nazionale di karate csen, organizzando così la manifestazione di karate promozionale giovanile denominata Esame di Graduazione Karate 2009 riempiendo il bellissimo Palazzetto dello Sport di Villa D’Ogna. Gli atleti sono giunti dalle sezioni bergamasche dell’associazione, da Clusone, Castione della Presolana, Villa D’Ogna, Valbondione, Endine Gaiano e Monasterolo del Castello, preparati con tanto impegno per ottenere l’ambito passaggio di grado. Le prove sono durate per tutto il pomeriggio concludendosi alle 20. Impeccabile l’organizzazione, saggiamente coordinata dal Direttore Tecnico Francesco Maffolini e scontato quindi il successo dell’evento, comprensibile facilmente sulle espressioni di divertimento e soddisfazione dei più di 1000 spettatori che si sono alternati in momenti diversi al Palazzetto. All’evento sportivo, patrocinato dal Comune di Villa D’Ogna dalla Provincia di Bergamo e della Regione Lombardia, sono intervenute in qualità di ospiti d’onore, personalità autorevoli del nostro territorio come il Vicesindaco di Endine Gaiano Corrado Zibo- www.araberara.it ni, il Sindaco di Villa D’Ogna Angelo Bosatelli, il Vice Sindaco del Comune di Monasterolo del Castello Gilberto Giudici. Le autorità presenti non hanno mancato di sottolineare l’impegno del sodalizio Karate Master Rapid che opera con grandissimo successo ed è balzato alla cronaca locale per i consistenti allori sportivi conquistati. I tanti piccoli e grandi karateki se ne sono andati dal Palazzetto colmi di gioia con il loro diploma, la loro valutazione, la loro tanta agognata cintura, la medaglia ed i tanti gadjet ricordo. “Lo sport del karate – ha spiegato alla fine della giornata Francesco Maffolini – offre molti vantaggi, è un’attività di elevato valore pedagogico che fa nascere autostima, accresce il bagaglio formativo offrendo una disciplina caratteriale notevole, accresce la capacità di concentrazione e stimola la forza di volontà. L’esame di cintura è importante per i bambini perchè sottolinea il passaggio di responsabilità verso se stessi e gli altri e soprattutto comporta il ragazzo a conservare il risultato ottenuto con l’impegno e la continuità nell’allenamento, esortando altresì il desiderio di porsi nuovi obiettivi di crescita”. Francesco Maffolini ha rimarcato poi il tanto lavoro offerto dai propri collaboratori tecnici che si sono dimostrati in ogni occasione dei validi educatori: Giulio Bellini, Davide Cominetti, Gian Mario Allioni, Kristian Maffolini, Marco Faliselli, Gian Mario Giorgi, Francesco Landi e Alberto Mori, artefici in maniera determinante della buona riuscita di questo affascinante progetto che continua ancora oggi con rinnovato entusiasmo. Poi naturalmente la società lavora sempre per trovare nuovi sponsor. Grazie a questa politica posso dire che la Polisportiva Casazza ci sarà anche nelle prossime stagioni, il programma poi lo si farà in base ai soldi che ci saranno, se si dovrà tagliare qualcosa lo si farà sul budget prima squadra. La società – prosegue sempre il pre- sidente Fabrigli – ha deciso di puntare non solo sul settore giovanile ma anche sui giovani nella prima squadra affiancando a tanti ragazzi usciti dal nostro vivaio alcuni giocatori di esperienza. Squadra piena di giovani, noi puntiamo alla salvezza”. Il Casazza per ora si sta comportando molto bene nel campionato di prima cate- goria occupando la quinta posizione, a ridosso dei play off che permetterebbero alla squadra biancorossa di giocarsi l’accesso alla categoria superiore. Ovviamente la promozione comporterebbe una maggiore spesa e il presidente Romano Fabrigli probabilmente è diviso tra la gioia di vedere i suoi giocatori ottenere questo risultato ambito e il dispiacere di dover mettere mano al portafogli. “La promozione costerebbe di più con un allenamento in più ogni settimana. Se poi si vuole fare una squadra competitiva bisogna spendere e noi dobbiamo fare i conti con le forze economiche che sono quelle che sono. Ovviamente da parte mia c’è comunque la speranza che la Polisportiva Casazza ottenga questo risultato ambito. Se riusciremo a coronare questo sogno a fine stagione ci siederemo al tavolo per impostare il campionato 2009- 2010”. IL PANE QUOTIDIANO TORESAL Giro di boa, dunque, in Serie A ed in Serie B, con le nostre due rappresentanti nella giusta mezzerìa, c’est à dir all’ultimo posto della colonna di qua: vale a dire, pòrca ergota!, decimi in A ed undicesimi in B, òstrega... Ci preoccupa anzichenò l’AlbinoLeffe che nel cor ci sta, ma che sta anche, da par suo, perdendo posizioni su posizioni da un mesetto a questa parte. La ripresa della contesa (NdR: bèstia, che rima!) vede i seriani scendere al Conero per chiudere il girone d’andata in casa dell’Ancona, squadra di recente e superficiale nobiltà (pochi campionati, per lo più perdenti, nella massima serie, a cavallo del secondo millennio). I blues seriani, di nome e di fatto, non ne azzeccano una da novembre, e, proprio nel momento in cui hanno recuperato tutti i titolari della rosa, si sono trovati a fare i conti con uno spleen, con una malinconia, che nella nostra Valle, da sempre, peraltro, viene frettolosamente, ma saggiamente liquidata come “bo tép”. Tale stato d’animo, peraltro, prosegue anche sotto i castagni marchigiani, laddove è sufficiente un golletto di tal Nassi ad azzerare le pur lecite speranze biancazzurre di tornare a casa muovendo la classifica : i baldi giovani dei Due Campanili non quagliano sotto la rete avversaria, e come direbbe il buon Totò, nostro filosofo di riferimento, “ho detto tutto”... Tachiàmo banda, allora, con fiducia, vedendo se almeno in casa, contro l’ultima in classifica, si riesce a far bottino oppure no. L’inizio della partita contro il Modena, squadra che, nell’attualità, giunge alla ribalta della fubalerìa nazionale solo in quanto compagine della città laddove si stampano e si editano le mitiche figurine Panini, è forse il più imbarazzante dell’intera stagione. I nostri tengono palla, ma senza affondare, mentre i Canarini, provvisti di un tridente d’attacco forte di un vecchione esperto (Bruno) con due lecite speranze a supporto, tiene sotto torchio gli uomini di Armando Madonna, fino ad infilzarli con Biabiany, o “Babbiony” secondo la versione degli spalti, uno dei tanti ragazzotti-squillo dirottati dal Paris Saint Gemain in mezza Europa, passando dall’Inter, via Modena ed Udinese, e chissà quante altre squadre, in attesa di un debutto in Champions League che non avverrà mai, sperando di scappare dai papponi di turno... Le note positive vengono dalla ritrovata vena offensiva dei seriani, col neoacquisto Cissé e con il difensore Perico, che spremono tre punti sudatissimi, ma basilari, per proseguire il cammino in un torneo molto più problematico del previsto. Gli accordi di festa giungono invece, in casa atalantina, dall’incontro con l’Inter Campione d’Italia, attesa e temuta o all’estremo, sotto la Maresana, da ventimila spettatori, in gran parte privi del pranzo domenicale, e da un centinaio di avventizi coglioni, sedicenti stewards, bravissimi nel perquisire madri di famiglia e bambini, e nel far accomodare in Tribuna Creberg saiotti e zubani venuti allo stadio di Bergamo per la prima ed ultima volta stagionale, al posto dei leciti abbonati, mentre nella curva bisciona passano impunemente i razzi ed i petardi che feriranno in seguito un tifoso orobico. Fortuna che le nostre amarezze finiscono qui, grazie a Clouseau Del Neri, il quale (caro lui!), evidentemente terrorizzato dalle precedenti prove contro Cacciaviti e Gobbi dispone l’undici di casa in un posizionamento tattico “prèsque parfait” (NdR: si vede che abbiamo condotto la nostra educazione calcistica su “France Football”, comprato nella nostra gioventù, a suon di drammatici risparmi, dal Marco di Piazza S. Babila?). Il risultato, lo sapete già, sta tutto nei tre gol a zero che segnano la prima mezz’ora di gioco, ed in pratica l’intero incontro, prima dell’inutile gol-bandiera dell’imbroglione Ibrahimovic. Inter già con la mente a fine febbraio ed al Manchester United, ma impresa ninfesca da annali, checché se ne dica. Anzi no, diciamola pure una cosuccia alle biscie dell’Adda: “Ciàpa su e porta a cà!”. Purtroppo la rassicurazione sul valore soltanto medio, ma non di più, dei nerazzurri, verrà dalla successiva trasferta di Siena. Gente strana, i senesi. Nella mia adolescenza toscana ne ho conosciuti tali, disposti a sottoporsi alle umiliazioni più abiette, pur di averne un tornaconto dopo decenni, manco avessero a che fare col Monte dei Paschi, peraltro specchiatissimo istituto di credito nazionale. Ne ho conosciuti altri, invece, giulivi e giocosi, e nulla più, senza tornaconti o frustate e cazzotti. Entrambe le genìe, comunque, stavano meglio di me, domenica pomeriggio, al termine di una partita bislacca, vinta dai modesti bianconeri con un gol dell’attempato Frick, nazionale del Liechtenstein. Nella ripresa, una marea di occasioni-gol nerazzurre gettate al vento, fino al fischio finale, a sancire l’ennesima sconfitta in casa di quattro pezzenti travestiti, e nulla più. Ma il dato oggettivo sta nel fatto che i pezzenti si sono tenuti i tre punti, e noi le pernacchie. Ogni partita va affrontata col massimo impegno, e non possiamo permetterci nulla di scontato. E’ la nostra lotta per il pane quotidiano. 51