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dell’ARTE
C U L T U R A
E
I N F O R M A Z I O N E
Fondato da Carlo Accossato nel 1994
CORRIERE
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Anno XX - n° 6 - Venerdì 28 Marzo 2014
€ 2,50
COURRIER DES ARTS
Anniversario
L’apoteosi del collezionismo degli Este
Il Corriere dell’Arte è su facebook con più di 7.000 contatti da tutto il mondo e on line con oltre 500 visitatori al giorno
Notevole affluenza alla mostra “Splendori delle Corti italiane” in corso presso la Reggia di Venaria (To)
è
Tura che apre la rassegna. Centro avanzato del Rinascimento, Ferrara
espresse con i duchi Alfonso I (15051534), Ercole II ed Alfonso II una illuminata committenza che vide la
presenza di Tiziano - in mostra con il
Ritratto di Tommaso Mosti, della Gal-
MARIA LUISA TIbONE
la prima di alcune grandi mostre - dopo gli Este, sarà la volta
dei Medici e dei borboni - che
esploreranno i valori delle collezioni
principesche italiane. Precede anche annunciata per il 2015, in significativo
rapporto con l’Expo - la presentazione
a Venaria di 15 opere di Raffaello, che
il presidente del Consorzio, Fabrizio
Del Noce ha voluto annunciare precocemente, in occasione del vernissage
di Splendori delle Corti italiane, Gli
Este, Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena, che fino al 6 luglio presenta nelle Sale delle Arti del Castello
di Venaria una stupefacente sfilata di
opere commissionate e collezionate
dalla corte estense nei suoi due momenti di grande splendore. Il tragico
evento del terremoto del maggio 2012
ha colpito, fra l’altro, anche lo spazio
prezioso della Galleria Estense di Modena. Ancora chiusa per lavori in corso
essa ha fornito con il competente ap-
Dosso Dossi
“Giove che dipinge le ali delle farfalle”
1523-1524 © Castello del Wawel, Cracovia
porto del soprintendente Stefano Casciu, curatore della rassegna, una serie
di importanti opere che costituiscono il
fil rouge della mostra appena inaugurata a Venaria. Sono 90 tra dipinti,
sculture, strumenti musicali, opere a
stampa e manoscritti che in 15 sale ricostruiscono lo straordinario cammino
Piero Manzoni
è
A Palazzo Reale di Milano
stata inaugurata il
25 marzo scorso al
Palazzo Reale di
Milano la mostra Piero
Manzoni 1933-1963, che
illustra uno degli autori più
geniali, innovatori e controversi del XX Secolo.
Promossa e prodotta dal
Comune di Milano - Assessorato alla Cultura, Palazzo Reale e Skira
Editore, che ha pubblicato,
oltre al catalogo, anche il
volume di Flaminio Gualdoni Breve storia della
merda d’artista (collana
SMS SkiraMiniSaggi),
l’esposizione è curata da
Flaminio Gualdoni e Rosalia Pasqualino di Marineo, in collaborazione con
la stessa Fondazione
“Piero Manzoni” ed è realizzata nell’ambito del Progetto “Primavera di
Milano”. E proprio Milano
è stata la città ove Manzoni
ha operato da protagonista
della stagione di maggior
fervore del Secondo Dopoguerra, ponendosi a
fianco di un maestro come
Lucio Fontana e agendo da
referente primario della
neoavanguardia europea,
tra la Francia di Yves Klein
e la Germania del Gruppo
Zero, l’Olanda del Gruppo
Nul e la dimensione cosmopolita di Nouvelle
Tendance. Mezzo secolo è
trascorso dalla sua scomparsa precoce, e il riconoscimento internazionale di
Manzoni è un fatto com-
d’arte della committenza e del collezionismo dei Signori estensi. La presenza rinascimentale trionfava a
Ferrara, capitale prima del marchesato,
poi del ducato. Il mecenatismo e il collezionismo la fecero grande: ne ricordano il prestigio opere come il grande
dipinto del Sant’Antonio di Cosmè
piuto. Per questo Milano
ha appunto deciso di dedicargli una retrospettiva - la
più importante mai realizzata in città dalla sua
morte -, che ne documenti
il percorso in tutta la sua
ampiezza e ricchezza problematica, attraverso la
presentazione di oltre centotrenta opere che rendono conto della sua
intera parabola artistica.
Palazzo Reale
di Milano
P.za Duomo 12
“Piero Manzoni
1933-1963”
Mostra retrospettiva
a cura di
Flaminio Gualdoni
e Rosalia Pasqualino
di Marineo
Fino al 2 giugno
Info: 02 89415532
www.comune.milano.it
Piero Manzoni, “Merda d’artista” © Fondazione ‘P. Manzoni’
leria Palatina di Firenze - e di Dosso
Dossi autore della Maga Melissa della
Galleria borghese e del Giove che dipinge le ali delle farfalle (1523-24)
(nell’immagine), dipinto stupefacente
giunto da Cracovia. I fasti e le committenze ai più grandi artisti del Rinascimento - Giovanni bellini, Correggio,
Tiziano, Tintoretto - s’ accostano nei
Camerini: quello della via coperta,
quello delle pitture con i baccanali di
Tiziano e quello d’alabastro, decorato
all’antica dal Lombardo: tutti luoghi
mitici e perduti, di cui la mostra porta
ricordo. Dell’età di Alfonso II (15591597) è la sezione dedicata alla passione antiquaria ed alla musica d’élite.
Qui è l’arpa decoratissima, a ricordo
dei raffinati concerti di madrigali della
duchessa Margherita Gonzaga. Importanti documenti letterari scandiscono il
percorso espositivo: ricordiamo la
prima edizione dell’Orlando Furioso
dell’Ariosto e, a rievocazione dell’evento sismico del 17 novembre
1570, il singolare studio di Pirro Ligorio sui terremoti. Ma ecco la crisi dinastica: con l’età di Cesare (1597-1628)
il papato rivendica la devoluzione del
feudo estense: occorre “rifar Ferrara a
Modena”. Principe ideale, protagonista
è il duca Francesco I (1629-1658), ritratto da Velasquez nel dipinto esposto
e da bernini un un famoso busto.. Sarà
creatore della nuova capitale ma anche
della delizia suburbana di Sassuolo, affidata ai decori dell’équipe del francese
boulanger. Si crea la Galleria Ducale e
si avvia un grande percorso collezionistico. Con il duca Francesco II (16741694) è di nuovo il trionfo della
musica: gli dedicarono composizioni
Arcangelo Corelli e Alessandro Stracontinua a pag. 2
I.P.
CORRIEREdell’ARTE
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2
28 Marzo 2014
COURRIER DES ARTS
segue dalla prima pagina
lo stupore della bellezza” si prepara a suscitare nello spettatore.
A corollario di tutto
ciò ecco la sala conclusiva. Vi si documenta il contributo
che il Centro di Conservazione e Restauro
della Venaria ha realizzato per tre opere
danneggiate dal sisma:
la Conversione di San
Paolo di Sante Veranda e la Madonna
con Bambino e Santi
di Annibale Castelli,
giunti da Mirandola in
condizioni precarie, hanno avuto con
l’opera di restauro nuove definizioni
critiche e si accostano alla terza
opera danneggiata, l’Adorazione del
Bambino Gesù di battista e Dosso
Dossi, della Galleria Estense di Modena. Anche per questa il restauro
ha sviluppato una più chiara lettura.
L’apoteosi del collezionismo degli Este
Guercino, “Venere, Marte e Amore”, 1634
© Galleria Estense, Modena
della. In mostra compare lo straordinario violoncello intagliato da Domenico
Galli nel 1691: ancora un documento
della ricercatezza degli strumenti musicali voluti dalla corte estense. Sempre
del periodo barocco è simbolica
l’opera scelta come logo della mostra.
è Venere, Marte e Amore (1634) di
Francesco barbieri detto il Guercino.
Dal raffinato dipinto allegorico muove
un messaggio attraente. Sopra il dito
che Venere punta verso chi guarda, la
freccia che Amore sta scoccando rappresenta un modo assai significativo
l’attrazione e il piacere che “ogni volta
La Venaria Reale
Sala delle Arti (primo piano)
P.za della Repubblica 4
Veraria R.le (To)
“Splendori delle Corti Italiane
Gli Este”
Fino al 6 luglio
Info: 011 4992333 - www.lavenaria.it
buon compleanno, Sesia della Merla!
b
ELIO RAbbIONE
uon compleanno, Gianni Sesia
della Merla. Il traguardo, bello e
invidiabile, è quello degli ottanta. L’artista li ha compiuti lo scorso 24 marzo,
magari con qualche acciacco, di quelli
che per qualche tempo ti tengono lontano dallo studio e ti fanno venire un
diavolo per capello, ma sono tutti lì, a
testimoniare, ancora completamente,
argutamente, la grandezza di un maestro che ha attraversato, tra mostre e riconoscimenti e occasioni importanti in
Italia ed all’estero, ben oltre il mezzo
secolo di pittura (siamo esatti, la sua è
una strada che inizia nella seconda
metà degli anni Quaranta!), il suo desiderio continuo di ricerca, la voglia
incessante di far esplodere quella tavolozza di colori da cui fuoriescono,
come in un luccicante scenario,
quegli azzurri profondi, quei rossi
che si perdono e s’irrobustiscono
nei tramonti, quei gialli squillanti
che vivacizzano e riempiono di
luce ogni angolo esplorato: quei
colori, i suoi, che percorrono le
sue tele, che concretizzano di una
ricchezza vivace – mai disgiunta
da un divertimento nel dipingere
e nell’insegnare che non s’è mai
affievolito - le azioni e gli oggetti
che l’artista ha incrociato ogni giorno
o le espressioni di una Storia che balza
fuori dalla memoria o i luoghi e le abitudini che lo hanno accompagnato in
quei viaggi, al di là dell’Oceano attraverso gli States nella preparazione di
una mostra o sulle sponde del Mediterraneo, affascinato dal mondo arabo
fatto di mercati, di odalische, di deserti.
“Ogni quadro è un racconto di vita”,
scriveva Vittorio bottino, critico tanto
caro all’artista, ogni tela ti s’imprime
nella mente non soltanto per il suo
contenuto ma soprattutto per quella
vorticosa dinamica che l’avvolge, modernissima, per quelle atmosfere che
vi si creano, reali e ovattate al tempo
stesso, favolistiche e quasi surreali, per
quei sentimenti che sono l’anima di
un poeta. buon compleanno, Gianni.
Sesia della Merla incontra Papa Francesco
A Venezia premiazione di Anna Borgarelli
Relativamente alla Premiazione, a Venezia, di Anna Borgarelli, insignita del Premio “Leone d’Oro” (Moleca 2014), per la sua attività artistica, tra altri giornali anche il Corriere della Sera nella sua edizione
del 16 febbraio scorso dedica un’intera pagina all’evento e per Anna
borgarelli leggiamo quanto segue: “Due acquerelli su carta di singolare finezza dove le maschere del Carnevale veneziano e la Gondola
sono rappresentate con delicatezza cromatica in uno scenario di luce
tra velature e raffinati contrasti. Ne escono opere realizzate con grande
afflato poetico ed immediata capacità di affascinare chi le osserva”.
tel. 091 6190928
CORRIEREdell’ARTE
Più Amiex per tutti
28 Marzo 2014
Centro Congressi Lingotto – Torino
L
ChIARA GALLO
o scorso 11 e 12 marzo
Torino ha voluto fare
da piattaforma di lancio per il nuovo format 2.0
AMIEX - Art&Museum International Exhibition Xchange.
Ma di che cosa si tratta? La
manifestazione,
tenutasi
presso il Centro Congressi
Lingotto, ha visto l’intervento
di numerose personalità pubbliche e private, tra cui lo
stesso sindaco Piero Fassino e
la presidente di Confcultura
Patrizia Asproni, Fabio
Achilli, direttore generale
della Fondazione Venezia.
Dopo una breve introduzione
sull’andamento economico
museale in Italia, è seguita la
presentazione di quella che ha
voluto essere letteralmente un
centro di scambio culturale e
finanziario. La prima borsa
internazionale, all’interno
della quale determinati soggetti quali fondi, musei, case
d’asta e tutto il sistema intorno alla produzione di mostre ed eventi culturali, hanno
potuto confrontarsi all’interno
di dialoghi one to one e one to
many, al fine di gettare le basi
per future collaborazioni. Il
progetto ha voluto mirare
anche al coinvolgimento di
partner dall’estero, attraverso
la creazione di eventi e mostre itineranti, in grado di far
conoscere veramente la nostra
storia e il nostro capitale artistico, anche al di fuori dei
confini nazionali. Per rendere
ancora più invitante e completo il percorso di questi due
giorni, si sono svolti alcuni
workshop con tematiche
quali: i sistemi di gestione
economico finanziaria e fundraising, le possibilità di mostre itineranti, le sinergie tra
musei e imprese creative.
Tutto questo a che pro? Ovviamente per permettere a
due realtà come quella economica e culturale di entrare
in visibile contatto e dar loro
la possibilità tangibile di essere protagonisti nella creazione di eventi, in grado di
risollevare le sorti dalla terribile crisi che ci sta ancora
opprimendo. “L’Italia ce la
può fare” ha voluto sottolineare il presidente dell’ICOM, Alberto Garlandini.
Abbiamo tutte le potenzialità
artistiche, storiche, tecnologiche e letterarie per poter ripartire e “mangiare” proprio
grazie al settore culturale.
Occorre solo cercare di mettere insieme quegli elementi, necessari ad un
crescita lenta ma efficace,
questo
l’obbiettivo
di
AMIEX. Come si augura Patrizia Asproni, “questo deve
essere il primo passo pensato per un’azione duratura
e lungimirante, non un binario morto ed inutilizzato”.
Centro Congressi Lingotto
Via Nizza 294 – Torino
AMIEX
Art&Museum
International Exhibition
Xchange
“The Culture
Stock Exchange”
Info: www.artmuseumex.com
AMIEX 2014
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COURRIER DES ARTS
3
I privati restaurano
il salotto di Milano
foto © aut.
Partiti i lavori nella Galleria Vittorio Emanuele II
L
RObERTO ROVEDA
’Expo si avvicina a grandi passi
e un po’ dovunque a Milano si
sta lavorando per affrontare
l’evento nel miglior modo possibile. Soprattutto si cerca di recuperare i tanti ritardi nei lavori accumulati a causa di
anni di tentennamenti, litigi, indecisioni.
Finalmente si è capito a tutti i livelli
della politica e dell’imprenditoria che al
di là dei padiglioni e del polo espositivo
che sta nascendo alla periferia nordovest della città, sarà fondamentale mostrare ai tanti visitatori dell’Esposizione
Universale una Milano un poco meno
bigia e rattoppata di quella che si è vista
ultimamente. Quindi, dati i tempi ristretti e il budget ridotto all’osso, si sta
puntando sulla “lucidatura” dei “gioielli
di famiglia”, in modo da ottenere il
massimo effetto col minimo sforzo. In
particolare ai primi di marzo è partito il
restauro di quello che è considerato a
giusta ragione il “salotto buono” di Milano. Parliamo della centralissima Galleria Vittorio Emanuele II, che collega
piazza del Duomo con il Teatro alla
Scala. Costruita, nel 1865, all’indomani
dell’unità d’Italia, la galleria è stata da
sempre il simbolo dello sviluppo urbanistico della Milano tardo ottocentesca,
il luogo dei negozi e dei caffè-ristoranti
più eleganti, l’emblema della modernità
e dell’opulenza del capoluogo lombardo
nel passaggio al XX Secolo. Tutte cose
che nel corso degli anni si sono progressivamente appannate, complice una
certa incuria nella manutenzione degli
edifici e delle strutture della galleria e
restauri sempre più rari e poco incisivi
(l’ultima “rinfrescata” alla galleria è
stata data nel 1995). Il risultato è stato
un generale degrado del complesso,
con facciate degli edifici annerite
dall’inquinamento, strutture metalliche di copertura arrugginite e pavimenti e decorazioni sbiaditi. Il
restauro, che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale milanese dovrebbe completarsi per la primavera
del 2015, mira a restituire alla città una
Galleria Vittorio Emanuele colorata,
splendente - senza i segni dell’inquinamento, dell’incuria, del tempo - in
cui torneranno a vedersi il granito rosato degli edifici, la pietra ambrata di
Viggiù delle pavimentazioni, i decori.
Una galleria, quindi, come nessuno,
salvo i milanesi di fine Ottocento, l’ha
mai vista, resa ancora più attraente
con luci scenografiche intorno alla
grande cupola centrale. Costo dell’intervento, progettato dal Comune di
Milano e della Soprintendenza meneghina, circa tre milioni di euro (destinati però a salire), interamente coperti
da capitali privati, in particolare le
grandi firme della moda che hanno le
loro vetrine nel complesso. “La Galleria torna alla sua storia - spiega
l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano, Carmela Rozza visto che nacque per iniziativa di privati. Ora rifiorisce grazie alla partnership tra pubblico e sponsor”. Un
modello virtuoso e intelligente, diciamo noi, che speriamo si ripeta
spesso per i tanti angoli del capoluogo
lombardo abbandonati al degrado.
CORRIEREdell’ARTE
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baretta e ùnia a Mondovì
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28 Marzo 2014
COURRIER DES ARTS
Mostre in Regione Piemonte
A
GIAN GIORGIO MASSARA
Mondovì breo – nella bella chiesa
già dedicata a Santo Stefano - è stata
inaugurata la mostra per lo scultore
Sergio ùnia (Roccaforte Mondovì, 1943) e
per il pittore Michele baretta (1916-1987);
l’occasione della Festa della Donna fa sì che
l’esposizione accolga quasi esclusivamente
immagini femminili, ora bronzee ora dipinte.
Per l’occasione è stato pubblicato - a cura
dell’Associazione Culturale “Gli Spigolatori” - un catalogo critico recante saggi di
Giorgio barberis, Giorgia Cassini, Remigio
bertolino.
Michele Baretta, “Le mie modelle”
Là dove sor1978 © aut.©
geva
un
tempo l’altar
maggiore, in
modo scenografico,
sono state
posizionate
l’interessante tela Indossatrici
(1969)
opera felicemente intesa
nei rapporti
cromatici
ora velati,
ora aggressivi - e una
di quelle giovinette care a Unia,
colte nel gesto di
suonare il flauto
oppure di offrirsi alla
luce del mattino. Fra le
opere più interessanti di
Unia, sono da annoverarsi il
bronzo Reperto danzatrice, stilisticamente proiettato verso il
mondo contemporaneo, le due
Maternità (Giochi Zoltan) dalla
fresca impaginazione, il Nudo
sulla sedia, celebrante “il cantico
dell’eterno femminino”. Come
sempre, convincenti sono di Michele baretta opere quali Mantello rosso, tela ambientata in un
atelier del quale si intuisce un vibrante susseguirsi di eventi, l’aerea Sposa, casta nella propria
nudità, ritratti, Bianco su bianco
(1966), olio interessante per il
contrapporsi di immagini, il mistico Annuncio. Proiettato invece
verso un modo di far pittura più
libero rispetto alla tradizione è il
dipinto Le mie modelle, realizzato nel 1978 mediante l’utilizzo
di pittura a olio su sabbia. Entrambi gli artisti sono noti e affermati: di Unia in particolare
ricordiamo le presenze al Premio
“Saccarello” e la mostra di Alba,
Prove generali in attesa dell’Expo
PAC Estoy Viva – Milano
S
MARIANNA ORLOTTI
eguendo il consolidato modello torinese, che alla fiera di arte contemporanea affianca una serie di progetti curatoriali
e iniziative espositive in collaborazione con
le più importanti istituzioni museali cittadine, quest’anno la settimana di Miart è
stata ricca di appuntamenti in tutta Milano.
In particolare il 25 marzo è stata inaugurata
al PAC Estoy Viva una personale dell’artista
guatemalteca Regina José Galindo, Leone
d’Oro alla 51ª biennale di Venezia come
migliore artista under 35. L’allestimento articolato in cinque macroemergenze tematiche - Politica, Donna, Violenza,
Organico e Morte – presenta una nuova
performance e opere inedite che dialogano
con una selezione dei suoi lavori più rappresentativi, dalle origini a oggi. Un viaggio
emozionale raccontato attraverso fotografie,
video, sculture e disegni. Tutta la sua opera
ruota attorno all’uso della propria corporeità
per denunciare la violenza contro le donne
e più in generale quella sociale, politica e
culturale della società contemporanea.
L’artista opera con gestualità aggressiva sui
propri limiti fisici e psicologici e trasforma
così il proprio corpo nel teatro di un conflitto permanente, esemplificando i drammi
vissuti dal popolo guatemalteco e dell’umanità in generale. I lavori di Galindo fanno
appello al senso di responsabilità della coscienza dello spettatore. Essi scaturiscono
da un senso di colpa, dalla vergogna, dalla
rabbia, dal sentimento d’impotenza provato
nel venire a conoscenza della brutalità della
guerra che aveva afflitto il Guatemala fino
al 1996, delle testimonianze dello sterminio
degli indigeni da parte dell’esercito. In una
recente intervista l’artista ha dichiarato:
“Per me, Estoy viva è una frase che incarna molto bene il sentito dell’umanità, il
sentito veritiero della vita. Credo sia la valorizzazione massima della vita. Il mondo
può essere in crisi, tutto attorno a noi può
distruggersi, ma mentre si è vivi, se lo si
riconosce, si ha una possibilità in più”.
Sergio Ùnia, “Maternità (Giochi Zoltan)”
© aut.
ospitata nel suggestivo spazio di San
Domenico. Entrambi trasmettono,
attraverso le loro opere, “la rivelazione d’un sottile stato d’animo”,
come annota Remigio bertolino.
FOTORAMA
Chiesa di Santo Stefano
Nondovì brero (Cn)
Michele Baretta
e Sergio Ùnia
A CURA DI
ENRICO S. LATERZA
Fotografato bianco su nero
Galleria Civica “F. Scroppo” – Torre Pellice (To)
Nell’illuminante antologica di Paola Mongelli
Civica Galleria d’Arte Contemporanea “Filippo
Scroppo”, via d’Azeglio, 10 - Torre Pellice (To). Paola
Mongelli, Il bianco e il nero. D’après Stendhal, almeno nel
titolo, ove il melodrammatico rouge cede al bianco acromo, incontro al forse tragico o neutro noir, magari di yourcenariana
memoria, ma con sfumature che si traducono in infinite infinitesimali sfumature, anzi gradazioni (quell’altro termine essendo stato sequestrato dalla letteratura eroto-romanzesca della
Leonard) del grigio. Certo non grigiore; giacché nell’opera artistica di Paola Mongelli, allieva di Avigdor ed Obiso, poi evoluta sino ad un approccio personale al digitale, al colore e di
recente, “come per compensazione”, al disegno, all’installazione e alla performance, la luce traluce fotografata (etimologicamente una ripetizione) mentre plasma la raffigurazione dei
dettagli che si stagliano - e qui il bisticcio lessicale è tutt’affatto
deliberato - sullo sfondo ora di niveo candore ora immerso nel
chiaroscuro dell’ombra, in aure che paiono emanare dal soggetto, essere-umano o cosa, anche attraverso il viaggio corporale e spirituale, fisico e metafisico nei luoghi (quali Africa ed
India) e nei volti. Tre lustri di carriera professionale e creativa
della giovane affermata autrice torinese si trovano riassunti in
centotrenta esemplari originali a tiratura unica, alcuni inediti,
ottenuti col tradizionale procedimento chimico: la maestria,
l’intima confidenza nel trattamento del materiale sensibile, la
pellicola spesso intensamente quasi febbrilmente rielaborata
in fase di sviluppo e stampa, con interventi di corrosione e viraggio, dopo l’esposizione e l’impressione al momento dello
scatto, sempre estremamente meditato, studiato nei minimi
particolari, eppure aperto all’inaspettato, impensabile, imprevisto, svela e ri-vela l’anima dell’immagine. Cioè la realtà?...
Mostra visitabile da domani, sabato 29 marzo (inaugurazione, dalle 17,00), al 3 maggio prossimo.
Info: 0121 932530
www.galleriascroppo.org / www.paolamongelli.com
P. Mongelli, “Il bianco e il nero”, foto b/n © aut.
L’Egitto e il vino
P
Chiesa di San Domenico – Alba (Cn)
resso la Chiesa di San
Domenico ad Alba è in
corso fino al 19 maggio la mostra Il vino nell’antico Egitto. Il passato nel
bicchiere. L’evento ripercorre
un tema inedito: l’uso di questa bevanda che unisce la cultura egiziana a quella della
nostra penisola. L’esposizione, ideata e curata da Sabina Malgora - archeologa ed
egittologa - offre al pubblico
un percorso articolato in cui
si ammirano reperti archeologici dal 2686 a.C., la riproduzione in scala reale di una
tomba con pitture parietali,
un sarcofago con una mummia e la ricostruzione tridi-
mensionale del suo
volto, oltre a documenti fotografici. La
rassegna è organizzata dall’Associazione
Culturale
Mummy Project in
Sarcofago, fine VIII-VII sec. a.C.
collaborazione con il
legno, stucco e pittura, lungh. 185 cm.
Comune di Alba Asfoto © aut.
sessorato alla Cultura, patrocinata da Regione salgono al periodo compreso
Piemonte e Provincia di tra l’Antico Regno e il peCuneo e sostenuta da Fonda- riodo Romano, e uniti alla
zione Cassa di Risparmio di documentazione fotografica,
Cuneo, Ente Turismo Alba descrivono le tematiche della
bra Langhe e Roero, Consor- mostra: l’alimentazione, la
zio di Tutela barolo barbare- viticoltura, la vinificazione,
sco, Consorzio Turistico l’uso del vino nella mummiLanghe e Roero, ACA. I 50 ficazione e la correlazione
reperti archeologici esposti ri- con il misticismo e le divinità.
L’anima “fragile” di Cala bedini
è
Mostra personale alla Galleria Accademia – Torino
in corso presso le sale della Galleria Accademia di Torino la mostra Fragile,
Personale di Carla Bedini. Le opere, visibili fino al 16 aprile, portano lo spettatore a
immergersi in atmosfere originali e decisamente
stimolanti. Come scrive Massimo Centini nel
testo critico del catalogo introduttivo alla mostra, “le donne di Carla Bedini sono contemporaneamente inquiete e inquietanti. Creature che
in molti casi rivelano il loro stretto legame con
l’universo del sogno e della visione. L’artista,
cogliendo la propria ispirazione in una dimensione che si mantiene staccata dalla realtà, pur
dimostrando continuamente l’irrinunciabilità
di correlarsi alla dimensione concreta di una
quotidianità vissuta, ci propone un universo di
straordinario valore poetico, ambiguo forse, ma
colmo di spunti e di rimandi per effettuare incursioni nell’inconscio. La sua bella personale,
allestita presso la Galleria ‘Accademia’, vale
la pena di essere vista: ci concede di immergerci
in una dimensione originalissima, proponendoci angoli di lettura inconsueti, ma sempre stimolanti. Frutto di una tecnica articolata, le sue
opere sono costruite su tavole di legno prepa-
rate e poi coperte con garze sulle quali l’artista
effettua la sua alchimia pittorica avvalendosi di
tecniche miste, corroborate da apporti vegetali,
che si amalgamano con possente vigore all’insieme della costruzione pittorica. Riemerge un
legame con una dimensione vagamente “gotica”, che assegna ai singoli soggetti carature
antropologiche destinate a trasformarli in personaggi di storie sofferte, che ne hanno certamente segnato il corpo, ma anche l’anima. I
luoghi in cui la Bedini posiziona le sue donne,
appartengono ad un ‘universo altro’, un universo che viaggia parallelo al nostro e nel
quale spesso ci perdiamo, quasi risucchiati dal
buco nero di corpi segnati da stigmate capaci
di colpire profondamente la nostra immaginazione. Il viaggio conduce l’osservatore ad
acuire la sua sensibilità percettiva, illudendolo
di ascoltare la voce senza fine di donne che
nella risacca di un’impenetrabile mutismo acquista forme continue, dinamiche, che ci raccontano tantissimo. Si tratta solo di saperle
ascoltare. Singolare poi la connessione tra
opera e biografia. Relazione che però è continuamente contesa tra dicotomia e relazione
stretta: infatti l’artista ha optato per una vita
staccata dalla realtà caotica contemporanea,
scegliendo così di vivere tra le colline, in una
casa nel bosco, dove forse è più 16 aprile naturale cogliere le storie e le voci di un mondo
parallelo. Si tratta, appunto, di saperle ascoltare... Lei possiede certamente questo dono”.
Galleria Accademia - fondata nel 1969
Via Accademia Albertina 3/e – Torino
“Fragile” Personale di Carla Bedini
Dal 28 marzo al 16 aprile - Info: 011 885408
CORRIEREdell’ARTE
Due sezioni speciali approfondiscono la storia e la cultura nell’Antico Egitto. La
prima è dedicata allo studio
della mummia di Epoca
Tarda e al suo sarcofago, entrambi provenienti dal Museo
di Merano ed esposti al pubblico per la prima volta. In
esclusiva è inoltre presente la
testa ricostruita a tutto tondo
della mummia esposta di cui
si individuano i caratteri somatici, grazie al complesso
lavoro condotto in questi
mesi dall’équipe multidisciplinare italiana Mummy
Project presso i laboratori
americani della Pennsylvania, attraverso diversi procedimenti tra cui la tomografia
assiale e la microanalisi. La
seconda sezione avvicina
alla vita degli antichi egizi
tramite la ricostruzione in
28 Marzo 2014
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COURRIER DES ARTS
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scala reale della tomba
TT290 di Irynefer con volta
a botte (m. 5,10x2,20x2,10),
il cui originale si trova a Deir
el Medina nel villaggio dove
vivevano coloro che costruivano le tombe nella Valle dei
Re e delle Regine. I reperti
esposti provengono da tre
importanti musei italiani, il
Museo Egizio di Torino, secondo di importanza mondiale dopo il Museo Egizio
del Cairo, il Museo di Merano e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
(co. st.)
Chiesa di S. Domenico
Via Calissano – Alba (Cn)
“Il vino nell’Antico Egitto
Il passato nel bicchiere”
a cura Sabina Malgora
Fino al 19 maggio
Catalogo Ananke Edizioni
Info: 0173 35833
Il Surrealismo-metafisico o Plurispazialismo
di Gian Luigi Castelli
Arte Simultanea, Arte Racconto
Arte Relazione, Arte Plurisenso
G
ian Luigi Castelli, Chiesa
ispiratosi ai tagli di SS. Annunziata
Fontana, che suggeriscono Galleria espositiva
di andare oltre gli spazi Via Po 45
della tela, si avventurò Torino
negli spazi mentali ove Personale
conscio e inconscio colla- di Gian Luigi Castelli
borano. Nel 1999 creò il Dal 4 al 10 aprile
Plurispazialismo, col quale Orario:
introdusse nell’arte la cao- dal venerdì al giovedì
tica rete di internet e l’inde- 12,00 - 19,30
terminazione e il caos della Info:
fisica quantistica, basilare www.plurispazialismo.com
per gli appa- Gia Luigi Castelli, “Demian”, opera plurispazialista © aut.
recchi elettronici
che
s t i a m o
usando. Sul
palcoscenico
delle sue installazioni
l’osservatore
può sperimentare la relazione con gli
altri e l’azione
dei neuroni
specchio.
Maggiori informazioni si
possono reperire sul sito
www.plurispazialismo.com.
CORRIEREdell’ARTE
6
Con Ivo bonino nel flusso
Pagina
28 Marzo 2014
COURRIER DES ARTS
Associazione culturale Arte per Voi – Avigliana (To)
I
della figurazione contemporanea
Anselmo Sacerdote
N
Al Circolo degli Artisti di Torino
ell’ambito della tradizionale attività di
valorizzazione del
patrimonio storico e artistico
torinese intrapresa fin dal
1847, il Circolo degli Artisti
di Torino presta la sua prestigiosa cornice all’opera di Anselmo Sacerdote.
L’esposizione dedicata all’artista, intende proseguire il
progetto iniziato con la mostra Il Piemonte dell’Ottocento nell’opera di Anselmo
Sacerdote curata dalla Fondazione Torino Musei e tenutasi
nell’estate 2013 al borgo Medievale. Rinnovando l’interesse per l’opera di Anselmo
Sacerdote (1868-1926), artista e segretario-conservatore
del Museo Civico di Torino, il
Circolo ospiterà sino al 5
aprile 2014 una grande mostra
antologica nei locali di Palazzo Graneri della Rocca, in
via bogino.
naugura il 29
marzo
presso
l’Associazione
Culturale “Arte per
Voi” ad Avigliana,
Circolo degli Artisti di Torino
Paesi d’acqua, la moPalazzo Graneri della Roccia
stra personale di Ivo
Via bogino 9 – Torino
bonino.
Mostra personale
“Davanti alle tele di
di Anselmo Sacerdote
Bonino – spiega nel
Fino al 5 aprile
testo critico, Paolo
Info: 011 8128718
Nesta - la prima e più
www.circolodegliartistitorino.it
ovvia impressione che
si ricava è quella
della pulizia cromatica che si porta con
sé come immediata
conseguenza il dato
di una visione essenziale, che definirei
Anselmo Sacerdote, “Dalla collina” © l’artista/CdA
spoglia e addirittura
priva di facili sentimentalismi nell’evocazione
della
Ivo Bonino, “Riflessi”, olio su tela, 100x70 cm.
© l’artista/ApV
dimensione naturalistica. In più osserverei quasi subito
che essa giunge, ma non sempre
nelle sue opere, ad avvalersi di un’
Galleria
asciutta asprezza di timbri, che ci
Arte
induce a coglierne un senso più inper Voi
timo, un valore più nascostamente
Associazione
Culturale
dettato da una trattenuta intenzione di discrezione comunicativa. c/o Chiesa della Santa Croce
Quelle nitide gamme di colori ci P.za Conte Rosso – Avigliana (To)
predispongono ad un atteggia- “Paesi d’acqua”
mento di acuta osservazione, favo- Personale di Ivo Bonino
rita dalle stesse dimensioni delle Dal 29 marzo al 20 aprile
tele, che catturando lo sguardo fin Info: 011 9369179 - www.artepervoi.it
da lontano lo inducono ad un movimento di avvicinamento, all’ac- Per il ventesimo anniversario della Galleria En Plein Air di Pinerolo (To)
quisizione di un punto di vista
sempre più prossimo, fino a trovarci coinvolti e affondati dentro
le trame della vegetazione. Ivo Bola complessità e l’emancipazione femminile. Fotografie,
nino è consapevole della necessità ChIARA GALLO
tele, sculture ed infine completa il progetto un video-omagdi misurarsi, in particolare, con
gio alla scrittrice Solidea Ruggiero. Si tratta di opere proa
mostra
è
un
omaggio
alle
donne,
vero
e
proprio
fil
quella tradizione figurativa supevenienti interamente dalla Collezione En Plen Air, esposte
rouge
delle
opere
in
mostra
presso
la
Galleria
En-Pleinrandone le convenzioni dal suo
per celebrare i vent’anni di attività della Galleria. La mostra
Air;
inaugurata
il
15
marzo
ed
in
corso
fino
al
15
aprile.
Da
stesso interno, rimuovendo gli
si fa garante ancora una volta della qualità e dello spessore
Maionese
al
web
è
il
titolo
della
manifestazione
in
cui
riostacoli di un fare troppo banalevolutivo che hanno caratterizzato il lavoro dei curatori
troviamo
i
nomi
di
una
ventina
di
artiste:
Lidia
Bachis,
mente scontato e vuotamente ripeElena Privitera e Marco Filippa. Il titolo è una sorta di corCatia
Briganti,
Orietta
Brombin,
Veronica
Bronzetti,
titivo. E che l’artista sia
tocircuito; esso si avvale dell’abilità che il Progetto “MaCaterina
Bruno,
Marina
Buratti,
Daniela
Carati,
Carla
perfettamente consapevole del
ionese” ha saputo dimostrare cogliendo in anticipo nel web.
Crosio,
Antonella
Casazza,
Perla
Flors,
Marzia
Galliprocesso che viene innescando,
naro,
Rosanna
Giani,
Laura
Govoni,
Tere
Grindatto,
è immediatamente implicito
nella sua storia culturale, che da Chen Li Cina, Nadia Magnabosco, Martha Nieuwen- Galleria En Plein Air
lungo tempo sa avvalersi di mol- huijs, Simona Palmieri, Giovanna Ricca, Ornella Ro- S.le baudenasca 118 – Pinerolo (To)
teplici strumenti di confronto vera, Tea Taramino, Giovanna Torresin. Le opere di tre “Da Maionese al web” Collettiva
professionale con il mondo della uomini, Marco Da Rold, Domenico Doglio e Aghim Fino al 15 aprile
figurazione contemporanea”. Muka, sono chiamati anch’essi ad omaggiare la bellezza, Info: [email protected]
Collettiva femminile in salsa web
L
CORRIEREdell’ARTE
otto personalità d’arte plastopittorica
28 Marzo 2014
Carmagnola, Palazzo Lomellini
M
ENzo PAPA
ateria e Colore è il titolo della rassegna
d’arte pittorica e plastica in Palazzo Lomellini di Carmagnola, curata da Elio
Rabbione e corredata dalle notazioni critiche di
Marilina Di Cataldo. La mostra raggruppa quattro
più quattro artisti, pittori e scultori, di caratteri e stili
distintamente differenziati, che non costituiscono
componenti di una collettiva, ma soggetti autonomi
di altrettante mostre personali contemporanee e
condivise. Maria Rosa Benso esibisce un novero
Maria Rosa Benso, “Il viaggio”, 2012
assemblage su cartone, 28x27 cm. © aut.
di opere in cui prevalgono gli acquarelli, per i quali
Di Cataldo scrive che “attraverso le larghe campiture di colore l’Artista esprime non solo l’universo
sconfinato che si apre ad una dimensione spaziale,
ma lo sottolinea con un segno, puro ed essenziale,
che risente dei richiami di altri saperi”. Idilio Galeotti, modellatore ceramico, si apprezza per le affascinanti figure invetriate “tuttotondo”, brillanti
nella materia, accattivanti nelle espressioni, impreziosite dai minimali decori aurei e da soluzioni
compositive inusuali ed armoniche. Allusioni al
mistero dell’inconoscibile naturale e trascendentale
riscattano le opere dal purovisibilismo apparente.
Guglielmo Meltzeid, pittore, mutua immagini e
soluzioni dalle tecnologie più avanzate, ma si eleva
alle quote dell’arte nelle scelte tematiche, nei tagli
compositivi equilibrati, essenziali, spesso tanto ravvicinati da coinvolgere la sfera emotiva dello spettatore, come in Anemoni, in Cin-cin e nella Mitica
Rossa - II, i cui close-up fanno percepire, quasi, profumi, sapori e suoni latenti. Mario Mondino lavora
l’acciaio e il legno, e crea opere sia complesse e sia
essenziali, semplificate fino all’irriducibile formale,
come Punta A, un enorme ago ligneo di 256 cm.
Scrive Di Cataldo: “Lo scultore insegue una plasticità influenzata dal rigore delle forme […] e ciò
implica un rigore scientifico […] (unito ad) un totale controllo emotivo, guidato dentro una precisa
Palazzo Lomellini a Carmagnola (To), foto © aut.
metrica matematica”. Graziella Navaretti Bartolini, artista incisora e, dunque, plastopittorica, propone opere inclusive di letteratura, scultura e
immagine bidimensionale. Dalla spiegazione
di Marilina Di Cataldo si deduce che l’Artista
scrive lettere a figure eminenti della sua vita.
Dagli scritti ricava un calco, un specie di
flano, che imprime nel foglio sul quale, poi,
riporta l’impronta di un’incisione raffigurante
l’occhio di un animale, terrestre o volatile, assimilabile all’indole del destinatario ideale
della missiva. Ne scaturisce un’arte sintetica
nella forma e pregnante nei contenuti e nei significati. Teresa Noto, pittrice, elabora forme
prevalentemente coclidi, involventi ed evolventi, che si configurano a gorghi o a sviluppi
centrifughi, metafore di un convulso vorticare
di pensieri e concetti non alieni da evocazioni
fervorosamente sensuali, non tanto dissimulati, quasi palesi nello svolgersi delle filamen-
Pagina
COURRIER DES ARTS
tali da generare una compagine di figure antropomorfe, suggestive ed inquietanti. Di Cataldo dice
che “si ha la sensazione di transitare in un un
bosco incantato, dove tronchi e radici prendono
(aspetto umano e) vita (per) raccontare storie di
altri tempi e di altre dimensioni, che vanno dai
romanzi medievali alle narrazioni fantasy. Marcella Venturini, modellatrice di figure che definisce “architetture umane, esibisce forme, corpi,
ritratti in argilla bianca, di rigorosa struttura, connotati da caratteri sintetici ma compiuti, materici
e gentili nel contempo, tattili nella plastica ogget-
Graziella Navaretti Bartolini, “La tartaruga e l'aquila”
(da Esopo), 2013, acquaforte e acquatinta © aut.
tualità e pittorici nella percezione e nei discreti interventi
ornamentali. Fanciulle e giovani prevalgono sull’occasionale e procace nudo muliebre.
Teresa Noto, “Osmosi”, 2013, tecnica mista su tela, 140x200 cm. © aut.
tose pennellate gestuali,
tirate e iterate. E i titoli ne
sono conferma: Osmosi
(compenetrazione reciproca), Energheia (energon, agire dentro),
Rubedo (bruciante). Ilario Simonetta, scultore di
autoformazione, affascina
per l’apparente casualità
delle forme, che ottiene da
blocchi informi di legno,
Palazzo Lomellini
Arte Contemporanea
P.za S. Agostino 17
Carmagnola (To)
“La materia e il colore”
Collettiva
Fino al 20 aprile 2014
Info: 011 9724238
www.palazzolomellini.org
Marcella Venturini, “Architettura umana, Carlo”, 1997-1998-2008, argilla bianca
foto M. Bellotto © aut.
7
SOCIETÀ PROMOTRICE DEL
CORRIEREdell’ARTE
Pagina
8
172ma Esposizione di Ar
V.le B. Crivelli, 11 – Torino - Tel. 011 6692545 - www.promotrice
28 Marzo 2014
COURRIER DES ARTS
Alla Collettiva partecipano
Rosanna BIANCHI
tel. 0143 71559
Anna BORGARELLI
cell. 329 3276323
L’acquerello di Rosanna Bianchi La radura dei folletti prefigura il viaggio visivo dell’anima nel trapasso dimensionale attraverso i Mondi: la
luce combatte contro le tenebre, la figurazione concreta sublima sé stessa,
comportando ricezioni astratte, e i colori - protagonisti assoluti della composizione - vengono traslati dal loro significato oggettivo sino a sfumare
nelle direzioni intricate dell’inconscio. Figurazione ed astrazione, infatti,
divengono speculari nei percorsi di lettura dell’opera, che cambia costantemente punto di vista, quasi come se avesse vita propria. Unico
punto di gravità, il rametto in alto a sinistra, dal quale lo sguardo aggancia
razionalmente la realtà precedentemente fuorviata, sino a dettare le regole
ottiche d’un mondo perduto. A questo punto prendono corpo le favoli“La radura dei folletti”, acquerello
stiche presenze dei
folletti, nascosti alla
vista dei
mortali:
una sorta di
animismo
implicito in
cui la Natura svela
finalmente
i
suoi
segreti.
Già dal titolo, Ricordi di Sicilia,
l’acquerello realizzato da Anna Borgarelli,
pare
affondare nella
sfera personale,
laddove il senso
ultimo della composizione è quello
di combinare elementi portanti che
rinviano
alla
splendida isola
mediterranea. Ma
la disposizione
“Ricordi di Sicilia”, acquerello
formale degli elementi attua una composizione plastica in cui la relazione tra
i differenti oggetti induce ad una progressiva astrazione. Pensiamo al cactus
soprastante così come alle fette di melone disposte a destra, che perdono il loro
valore oggettivo di partenza per essere assorbiti dall’equilibrio plastico della
composizione e divenire nello spazio, componenti d’una natura astratta: il colore prevarica sulla forma e questa amplia le proprie possibilità di lettura. Tutto
rotea intorno ad un centro mistico determinato dal vetro trasparente e dal gioco
di riflessi surreali. Ne consegue la rilettura simbolica. I ricordi affondano nel
sogno e questo prende corpo nella mente sino a sbocciare come un fiore.
cell. 340 3396817 - email: [email protected]
Via Venezia 9 – Alessandria - cell. 347 7988008
Alfredo NEGRO
Torino, la Fontana dei Mesi, d’inverno è l’opera a pastello realizzata da Alfredo
Negro, che l’autore esporrà dal 10 al 18 maggio alla Mostra Figure allo specchio, Incontro tra fotografia, pittura e teatro di figura (è prevista una successiva
esposizione dal 14 settembre al 30 novembre a Palazzo Lucerna di Rorà,
Bene Vagienna). Le formidabili statue della fontana monumentale, che sulle
rive del Po celebrano allegoricamente le dodici frazioni dell’anno, appunto, vengono esaltate pittoricamente dal quadro di Negro: egli coglie l’atmosfera invernale delle colline torinesi retrostanti e la presenza della neve che “risucchia” la
realtà; un silenzio irreale si diffonde dovunque, quasi come se il tempo avesse
smesso di scorrere inesorabile. La luce diviene protagonista assoluta e le divinità
fluviali prendono vita. Una sorta di palcoscenico metafisico irrompe progressivamente nella mente, in cui realtà e fantasia si compenetrano sino alla resa completa della
“Torino, la Fontana dei Mesi, d’inverno”, pastello
ragione.
Proprio
quel silenzio parla
agli astanti
e l’assenza
dinamizza
il sotteso
desiderio di
volare oltre
le poetiche
colline.
P.za zara, 3 - 10133 Torino
Tel. 011 6312666 / fax 011 6317243
Franco PIERI
- Circolo Culturale
La Bohème
L’olio su tavola intitolato Notturno
musicale indica un profondo desiderio dell’artista di esprimere la propria
dedizione al mondo delle Arti, dato
che egli è il fondatore del Circolo
Culturale “La Bohème” di Alessandria (i pittori e scultori di tale Associazione esporranno fino al 30 marzo
alla Collettiva Borsalino nell’Arte,
visitabile da giovedì a domenica,
dalle 16 alle 22, presso il Centro Comunale di Cultura, a Pecetto di Valenza (Al), via Borsalino 2/a).
Vediamo appoggiati su una seggiola
sfilacciata, -che pare rappresentare il
popolo contemporaneo - un violino,
un archetto e uno spartito musicale,
mentre sullo sfondo è calato il sipario: sembra un elogio alla musica
stessa, l’“arte dello spirito”, come soleva definirla Aristotele, nell’incanto
d’un momentaneo silenzio che
“Notturno musicale”, olio su tavola
quello strumento prima o poi riuscirà
fortunatamente a rompere. Notare il dotto riferimento finemente raffigurato
nel titolo La Campanella, sotto il quale troneggia il nome di Nicolò Paganini.
CORRIEREd
Il Corriere dell’Arte è su facebook con più di 7.000 contatti d
LLE
BELLE ARTI IN TORINO
rti Figurative -
CORRIEREdell’ARTE
e.com - orario: 11-13/16,30-20; festivi, 10,30-12,30; lunedì, chiuso
tra gli altri i seguenti artisti
fino al 12 aprile
Amalia GAJ
cell. 348 8554827
28 Marzo 2014
A CURA DI
Pagina
ANDREA DOMENICO TARICCO
Teresa GUERCIO (Patty)
tel. 0131 791101
Manakha (Yemen) è un olio su tela che descrive pittoricamente le lontane atmosfere orientali vissute attraverso l’occhio sensibile dell’artista. Una città fortificata
si erge sullo sfondo, mentre in primo piano le due figure intabarrate si sforzano
di smuovere un asino tra i pendii rocciosi di quell’ambiente senza tempo: la
natura stessa appare immersa nel silenzio delle centrali ore diurne, mentre la civiltà intorno corre inesorabilmente nel suo fragore verso assurde mete. Qui invece
il flusso cronologico sembra arrestarsi, perdendo le proprie connotazioni oggettive, anzi ci riporta indietro verso lidi d’una purezza spiazzante, in cui l’uomo
torna ad essere mo“Manakha (Yemen)", olio su tela
tore del proprio fare,
mentre dietro le affascinanti costruzioni
antiche forse incombono misteriose quali
spettri di un’assenza
perenne, un vuoto interiore contrapposto
alle anonime figure
che lottano per il loro
pane quotidiano: una
sorta di diario di
viaggio, insomma,
in cui la mente approda appunto oltre
la sfera temporale.
L’acquerello di Teresa Guercio intitolato Per sognare raccorda, attraverso la
figurazione oggettiva, la sfera del sogno a caratteri della vita affettiva dell’artista:
una specie di ponte dimensionale tra questo e quel mondo, in cui ella ricorda
le scarpette da ballo utilizzate dalla figlia Patty quando era ancora in vita. La
leggerezza del tratto, la soavità dei colori e il senso di purezza inebriano lo
sguardo di chi si accosta all’opera, pur ignorando il legame affettivo dell’artista
ai simboli che rievocano la figlia scomparsa. Ma, nell’ottica della conoscenza
diretta, si spalanca l’universo delle possibilità emozionali e lo sfondo appena
accennato diviene l’antro delle anime pie in cui è risucchiata l’energia trasmessa
dalle forme pure.
“Per sognare”, acquerello
La vita è solo
un passaggio
dell’esistenza.
La morte un divenire. L’essere
cambia forma e
prosegue attraverso le cose.
Noi stessi forse
siamo cose,
come le scarpette un tempo
appartenute a
Patty. Ma non
s o n o P a t t y.
tel. 0131 265020
cell. 349 4148145
Ermanno RICCI
L’opera di Ermanno Ricci Autunno: festa di colori è realizzata a tecnica
mista su tavola e rappresenta un giubilo di colori che si amalgamano in
una sinfonia formale atta ad esaltare l’incanto della natura. Il verde predominante della parte superiore dell’opera serpeggia dovunque, costituendo una struttura polimorfica delimitata inferiormente dalla presenza
dell’acqua: terra ed acqua si compenetrano esaltando le rispettive proprietà. Tutto è in movimento, in divenire, quasi come se le costanti trasformazioni ambientali fossero messe in primo piano e lo spettatore
potesse prenderne parte. Scorre la vita inesorabile e la realtà si astrae
donando alla potenza cromatica una forza smisurata che prevarica sulla
forma stessa.
“Autunno, festa di colori”, tecnica mista su tavola
A
questo
punto
le
emozioni
vincono sulla
ragione e la
mente scava
nei ricordi
personali
perdendo
ogni riferimento
al
concreto, nel
labirinto
della grazia.
dell’ARTE
Roberta RIVA
La brocca, fantasia di ricordi è un acquerello significativo, nel
quale Roberta Riva porta in vita un insieme di oggetti che per
lei hanno un valore sotteso: già, perché non possiamo parlare di
natura morta ma di una composizione viva. Viva per mezzo di
codici figurativi che segnalano il desiderio dell’autrice di scavare nei ricordi del passato e ritrovare quel sapore antico, quelle
provenienza culturale che ha caratterizzato la sua storia. Accanto
alla brocca, infatti, si ammirano gli altri elementi delineati con
dovizia: ogni tratto - così come ogni getto di colore - segna appunto un ritorno indietro nel tempo. Un balzo nella sfera di un
mondo che non c’è più. Quelle cose che una volta furono utilizzate nella realtà quotidiana ora divengono testimonianza sto“La brocca, fantasia di ricordi”, acquerello
rica di vite
vissute, che
noi,
figli
della contemporan e i t à ,
possiamo
solo immag i n a r e .
Proprio
come
ha
fatto la nostra artista.
da tutto il mondo e on line con oltre 500 visitatori al giorno
9
COURRIER DES ARTS
[email protected]
www.corrieredellarte.it
CORRIEREdell’ARTE
10
Voglia di favola
Pagina
28 Marzo 2014
COURRIER DES ARTS
“Cercasi Cenerentola” al Teatro Alfieri di Torino
U
MANUELA MARASCIo
na delle favole più conosciute
e amate, forse la favola per eccellenza, quella dove i sogni si
realizzano con il colpo di bacchetta che
tutti vorrebbero nei momenti più difficili, è rinata grazie al mix vincente di
musica e comicità. Cercasi Cenerentola è il nuovo lavoro della Compagnia
della Rancia, per la regia di Saverio
Marconi e Marco Iacomelli, andato in
scena al Teatro Alfieri nei giorni scorsi.
L’entusiasmo che lo spettacolo suscita
nel pubblico di ogni età è certo dovuto
ai ritmi energici delle musiche di Stefano Cenci e alle liriche di Stefano
D’orazio, come alle coreografie accattivanti cui la Compagnia della Rancia,
che in questa stagione festeggia i trent’anni di attività, ci ha abituati, ma, soprattutto, alla presenza di un comico
molto amato cinematograficamente e
dell’artista di punta del musical italiano:
Paolo Ruffini, nel ruolo del Principe, e
Manuel Frattini, nel ruolo del consigliere Rodrigo, ormai acclamato performer dopo i successi di Peter Pan,
Robin Hood e Aladin. Sicuramente la
vivace poliedricità di questa coppia è la
molla che scatena il ritmo di una commedia che ricalca la favola originale riservandosi la libertà di inserire
divertenti sketch che coinvolgono il
pubblico, facendolo immergere a tutti
gli effetti nel regno di Microbia e nella
missione che il Principe è chiamato a
compiere: risvegliarsi dal torpore tipico
foto © aut./TeatroAlfieri
del bamboccione perdigiorno e attivarsi
per trovare una sposa in tempi strettissimi, accettando di rinunciare all’amore
vero e alla felicità per adempiere ai suoi
doveri regali. Il quadretto che si crea in
parallelo vede una fresca e cinguettante
Cenerentola, interpretata da Beatrice
Baldaccini, barcamenarsi tra le fatiche
domestiche e le isterie della Matrigna
(una vulcanica e prorompente Laura Di
Mauro) e delle Sorellastre (la talentuosa
cantante Silvia Di Stefano e la ballerina
di Amici Roberta Miolla). Anche dopo
l’intervento riparatore della Fata Clementina (Claudia Campolongo),
l’edulcorazione da favola alla “vissero
per sempre felici e contenti” cede il
posto all’ironia e al clima giocoso di
un’avventura che culmina in una rocambolesca corsa al castello per il
ballo, trasformato in un concorso di
bellezza con tanto di scrematura delle
candidate e successive votazioni. Una
commedia musicale che lascia il buon
umore, magari con la voglia di vivere
ancora un po’ nel mondo della favole.
Spettacoli
Grandi prove d’attore
I prossimi spettacoli dell’Erba
D
VALENTINA CIAMBRoNE
al 3 al 6 aprile il Teatro Erba
vedrà sul proprio palcoscenico Milena Vukotic e David
Sebasti in C come Chanel. L’icona
della moda, conosciuta e stimata in
tutto il mondo, viene raccontata in
tutte le sue sfaccettature: dalla donna
alla stilista francese che rivoluzionò il
mondo della moda nel ’900. Attraverso gli eventi storici e i grandi protagonisti - Picasso, Stravinskij, Jean
Cocteau fino a Misia Sert - che l’hanno conosciuta e proseguendo sulla
linea temporale del XX secolo, tra i
problemi legati alla prima guerra
mondiale e al mutato clima di fiducia
del Dopoguerra, si snodano le vicende della donna che con le sue contraddizioni divenne l’indiscussa stella
del fashion design. Coco Chanel resta
ancora oggi l’artefice di alcune delle
tendenze che diamo per scontate: dal
capello corto, alla perfetta unione di
praticità ed eleganza in un solo abito,
fino al suo profumo che ha fatto
epoca. Nella rappresentazione che
vede impegnata Milena Vukotic, la
troveremo nella sua stanza d’albergo
al Ritz pronta a diventare lo scenario
del suo racconto autobiografico. Da
un testo di Valeria Moretti nasce lo
spettacolo raffinato diretto da Roberto
Piana che, sottolinea lui stesso, “rappresenta innanzitutto una straordinaria prova d’attore per due grandi
interpreti”. A seguire, sullo stesso palcoscenico, dall’8 al 13 aprile La Lista
di Schindler. Lo spettacolo è tratto dal
romanzo di Thomas Keneally, reso
noto dal film diretto da Steven Spielberg, vincitore appunto dell’oscar
con la storia di oskar Schindler che
riuscì a trarre in salvo dai campi di
concentramento circa 1200 ebrei.
Una storia straordinaria e toccante
che, diretta da Francesco Giuffrè, ricorda come il protagonista sia prima
di tutto un uomo che ha avuto sì la
freddezza di agire in circostanze straordinarie, ma pur sempre un uomo,
che ha rischiato per rispondere al richiamo della propria coscienza.
Carlo Giuffrè presta il volto a oskar
Schindler. Perché portare a teatro gli
orrori della guerra? Lo spiega Francesco Giuffrè, figlio dell’attore,
nelle sue note di regia: “Raccontare
una storia che ricordi un periodo
buio ma che possa dare testimonianza della speranza che l’uomo
ha la capacità di ribellarsi alle mostruosità compiute dai suoi simili”.
Una sposa per lo Zar nel geniale allestimento di Tchernikov
Milano, Teatro alla Scala
U
ALESSANDRo MoRMILE
na sposa per lo Zar di Rimskij-Korsakov approda per la prima volta alla Scala. Partitura
ricca di colori questa del compositore russo, eppure
talvolta non sempre all’altezza delle sottointese pieghe ora fortemente realistiche, ora demoniache di una
trama in cui passione e gelosia, ingenuità e odio rendono l’opera assai adatta ad essere riletta in chiave
registicamente moderna da Dmitri Tcherniakov, regista russo che già aveva firmato il discusso allestimento de La traviata inaugurale della stagione
scaligera e che qui, invece, colpisce nel segno. Il pubblico, almeno quello della prima, sembra non del tutto
convinto e contesta, ma è innegabile che questo spettacolo, in coproduzione con la Staatsoper di Berlino,
sia davvero geniale. Attraverso i simboli di una delle
nevrosi della nostra contemporaneità, ossia la fin-
zione televisiva, con studi di posa e casting, con
schermi piatti che disegnano a computer profili di visi
e interni borghesi da sceneggiato televisivo, il regista
non forza la mano ma rende sempre drammaticamente plausibili i momenti più significativi dell’opera, attualizzando la tensione narrativa, anche
quando nella musica sembra non esserci. Regia dettagliata e teatrale, che costruisce passo dopo passo alcune scene madri dell’opera, divenendo addirittura
rivelatrice di significati nascosti nelle pieghe delle
note. Evidenzia ad esempio assai bene la tormentata
gelosia di Ljubascia, offesa e tradita da Grjaznoj, cavaliere al seguito dello zar, che le ha preferito la bella
Marfa. Per vendicarsi, la donna si vende al medico
alchimista Bomelij per ottenere un filtro velenoso che
rovini la bellezza e la giovinezza della rivale, nel frattempo destinata in sposa allo zar Ivan il Terribile, protagonista mai fisicamente presente sulla scena, ma
che la regia individua, fin dall’inizio, nella manipolazione dei mezzi mediatici, capaci di illudere e condizionare il popolo rendendolo burattino del “potere”
televisivo. Di fortissimo impatto realistico l’incontroscontro fra le due donne, così come le morti dell’ultimo atto, che avvengono quasi in diretta streaming,
con Marfa in preda al delirio per l’avvelenamento,
presa da una sorta di pazzia ripresa in diretta tv, e con
Grjaznoj che uccide la sua compagna e dopo (anche
se il libretto non lo prevede) si spara una rivoltellata
nello stomaco. Alla regia rivelatrice di Tchernikov si
affiancano la direzione tesa e drammaticamente pregnante, densa di sinistri presagi, di Daniel Barenboim
e una compagnia di canto favolosa, con la giovane
olga Peretyatko, Marfa di giovanile e ingenua semplicità, e Marina Prudenskaya, inquieta Ljubascia, e
Johannes Martin Kränzle, formidabile cantante-attore
nei panni di Grjaznoj. Spettacolo memorabile.
NEwYORk NEwYORk
D
foto © aut.
DAL NoSTRo CoRRISPoNDENTE
MAURo LUCENTINI
ei numerosi astri che costellavano l’ambiente artistico della Francia del Secondo
Impero non ce n’era nessuno
più luminoso di uno scultore,
Jean-Baptiste Carpeaux. Ma
non perchè questi fosse, come
era, amico dell’imperatore Napoleone III e di sua moglie Eugénie, e anche maestro di
disegno del giovanissimo principe ereditario. Nemmeno perchè avesse fatto di loro,
nonchè di molta della gente
che contava in quel periodo,
dei bellissimi ritratti, o perchè
fosse anche politicamente dalla
parte giusta, ma perchè molti
erano arrivati a vedere in Carpeaux uno dei massimi esponenti della sua arte nella storia.
Lui stesso ambiva ad essere, e
pensava di esserci effettivamente arrivato, l’erede spirituale di Michelangelo. A
giudicare dalle opere adesso
raccolte in una completamente
inaspettata sua mostra retrospettiva al Metropolitan Museum di New York - The
Passions of Jean-Baptiste Carpeaux - una pretesa tanto
grande non sembra eccessiva.
Anzi: nella sua qualità essenzialmente di ritrattista c’è da
credere che nessuno, nella storia della scultura, gli sia stato
al disopra come penetrazione
psicologica dei soggetti; e che
lo stesso Michelangelo non sia
stato superiore a lui nella capacità, invero soprendente, di
rappresentare nella pietra la
morbidezza e insieme la vitalità del corpo umano. In Italia
e a Roma, Carpeaux ha trascorso diversi anni come vincitore del Prix de Rome immerso
nello studio dei suoi grandi
predecessori; e qui ha realizzato quello che è forse il suo
capolavoro, il gruppo scultoreo
del conte Ugolino e i suoi figli.
Per ciò che concerne il lato
biografico del legame di Carpeaux con Roma, per avvertirne la profondità basta vedere
uno dei capolavori esposti a
questa mostra: il ritratto di una
giovane contadina, Barbara Pasquarelli detta “la Palombella”,
L’astro della scultura
“Le passioni di Jean-Baptiste Carpeaux” al Metropolitan Museum
Jean-Baptiste Carpeaux
“La Palombella in ancient style”
Petit Palais © MetMuseum
pensierosa e dolce, tra i suoi
più belli. è la ragazza che Carpeaux, già sposato sebbene allora solo ventiseienne (era nato
nel 1827), aveva incontrato a
Trastevere dove lei capitava
ogni tanto dal suo paese di Palombara Sabina, e di cui si era
appassionatamente innamorato; un affetto corrisposto
dalla ragazza, ma solo idealmente, perchè già promessa
dalla famiglia a un altro. Carpeaux non la dimenticherà mai,
nemmeno dopo il suo ritorno
in Francia e il suo grande successo alla corte napoleonica e
poi negli anni successivi alla
caduta dell’Impero. Poco dopo
Carpeaux era caduto malato, di
una malattia che non l’avrebbe
lasciato più, e dopo anni strazianti nel 1875 era morto di
cancro della vescica. Aveva
quarantotto anni. La mostra, è
stata curata in gran parte da
Elena Carrara, giovane “research associate” del Metropolitan Museum. Essa conta 150
tra statue, studi preparatori,
quadri e disegni, fatti pervenire da ogni parte del mondo
ma soprattutto dal Museo di
Valenciennes dove Carpeaux
era nato, dal Louvre, dal Petit
CINEMA
CORRIEREdell’ARTE
28 Marzo 2014
Pagina
11
COURRIER DES ARTS
Palais e dal Musée d’orsay, il
ricordo di Roma è anche immortalato da un sognante, patetico, bellissimo dipinto della
riva sinistra del Tevere con le
costruzioni ovviamente scomparse dal tempo dell’arginamento. Chi scrive, e che come
autore di una guida artistica di
Roma ha dovuto addentrarsi
in ogni cunicolo della città
eterna, sa che in uno dei suoi
angoli più riposti c’è una Via
della Palombella; e spera che
si tratti di un ricordo di quella
malinconica fanciulla e, allora, anche di un ricordo di
Carpeaux, anche se ciò è, purtroppo, del tutto improbabile.
The Metropolitan Museum
of Art
1000 Fith Ave. – New York (NY)
“The Passions
of Jean-Baptiste Carpeaux”
Retrospettiva
Info: 001 212 5357710
www.metmuseum.org
foto © aut.
DreamWorks
20th Century Fox
Successi a tutta animazione
Dal Box Office USA
Confermando la popolarità dei cartoni animati prodotti con le nuove tecnologie, la scorsa quindicina ha visto
il successo di Mr. Peabody & Sherman, frutto della collaborazione tra
DreamWorks di Steven Spielberg e
20th Century Fox. Arrivando primo
come incassi nella seconda fine di settimana di marzo, il film ha totalizzato
in questo mese oltre 63 milioni, non
male dal lato economico anche con
un costo di produzione di 145 milioni; si tratta infatti solo dei biglietti
venduti nelle sale americane. I famosi
studi Dreamworks di hollywood,
ideati da Spielberg al tempo della sua
maggior fortuna, sono tuttavia da
tempo pericolanti per un seguito di
altri insuccessi come, in questo stesso
mese, Need for Speed, ennesimo film
sulle corse automobilistiche. Messo
in circolazione attraverso la Walt Disney e nonostante mirabolanti previsioni di molti specialisti, il film ha
stentato a mettersi in lista per il terzo
posto nella statistica Rentrak incassando meno di 18 milioni contro un
costo di 66. Il secondo posto è andato
a 300: Rise of an Empire della Warner
Brothers, che nei due primi week-end
ha totalizzato oltre 78 milioni. Continuazione di una serie di action movie
con Sullivan Stapleton, il film, in due
settimane, ha recuperato quasi la metà
del costo di produzione di 100 milioni. Tra le delusioni del periodo va
incluso infine Single Moms Club di
Tyler Perry (Lionsgate), arrivato
quinto nella statistica di metà mese.
(ma. lu.)
[I dati ufficiali degli incassi sono
forniti dall’Agenzia Rentrak ©]
All’Accademia di Francia, Villa Medici – Roma
La pittura negata di Simon hantaï
P
FABRIzIo FLoRIAN
Fernand Léger e la sua città
Fernand Léger, “Panorama animato”, 1924, olio su tela © Philadelphia Museum of Art
Museo Correr – Venezia
F
MASSIMo CENTINI
ernand Léger, per quanto postosi
chiaramente in armonia con la
cultura e i linguaggi dell’arte del
suo tempo, deve comunque essere considerato una personalità dotata di
un’autonomia poetica notevolissima,
che si è affrancata da reminiscenze e
legami. La mostra, Léger, la visione
della città contemporanea 1910 - 1930,
che il Museo Correr di Venezia propone fino a giugno, dopo il successo ottenuto al Philadelphia Museum of Art,
presenta oltre cento opere di cui più di
sessanta dell’artista francese. Il percorso
espositivo è scandito da cinque sezioni
che bene si attanagliato alla dialettica
visiva dell’artista: La metropoli prima
della Grande Guerra, Il pittore
della città, Pubblicità, Spettacolo,
Spazio. Punto focale il dipinto La Ville,
un’opera che viene indicata come l’incipit della fase più sperimentale e cubofuturista di Léger. Una tela destinata a
emblematizzare la ricerca artistica finalizzata alla rappresentazione della città
contemporanea. Uno spazio, quello urbano, che svolgeva un ruolo certamente
non secondario nella ricerca futurista,
da cui ha preso forma tutta una serie di
altre indagini finalizzate a scandagliare
la struttura intrinseca della città, come
luogo e poi “non luogo”. Il linguaggio
di Léger pone in risalto con grande vitalità le dinamiche che hanno contrassegnato il suo concetto di modernismo:
un modernismo che ha necessariamente dovuto avvalersi della geometrizzazione e dei contrasti formali e
cromatici, senza però dover svendere le
irrinunciabili istanze di riflessione sociale. Léger aveva compreso che la
forte spinta impressa dalla tecnologia e
la conseguente accelerazione socio-culturale, non avrebbero lasciato indenne
il mondo dell’arte: “Se l’espressione
pittorica è cambiata, è perché la vita
moderna lo ha richiesto… La vista dal
finestrino della carrozza ferroviaria e
dell’automobile, unita alla velocità, ha
alterato l’aspetto abituale delle cose”,
così scriveva nel 1914, ponendo in rilievo che l’uomo del suo tempo era costretto a registrare un numero di
impressioni sensoriali elevatissimo rispetto a un artista del secolo precedente;
conseguentemente “La compressione
del quadro moderno, la sua varietà, la
sua scomposizione delle forme, sono il
risultato di tutto questo”. Le grandi
città, nel cui cuore metallico già pulsavano i fluidi vitali della cultura metropolitana, sono il brodo di coltura dei
germi di una nuova epoca, vitalizzata,
ma anche stordita dalla velocità e da
nuove potenzialità che come corrente
elettrica attraversano uomini e cose.
Léger aveva avvertito questa metamorfosi: ce ne dà una traccia vivida soprattutto nelle figure umane, mutate in
forme geometriche ascetiche, private
dell’individualità e ormai destinate a
farsi creature simboliche, emblemi di
un tempo già pronto a modellarle
le prime forme di transumanesimo.
Museo Correr
P.za S. Marco 52 – Venezia
“Léger
La visione della città contemporanea
1910-1930”
Fino al 2 giugno
Info: 041 2405211 - correr.visitmuve.it
er Simon hantaï, nato in Ungheria nel 1922 e morto a Parigi nel 2008, la pittura è un
esercizio del pensiero, una ricerca intellettuale rigorosa, priva di facili concessioni, che lo porterà, subito dopo
la trionfale partecipazione alla
Biennale di Venezia del 1982, al
ritiro dalla scena artistica internazionale. La sua generica appartenenza all’astrattismo del secondo
Simon Hantaï, “Mariale”, 1960
olio e intonaco su tela piegata
Collection Larock-Granoff, Paris
© aut. / Laurent Lecat
Novecento, non deve, però, far dimenticare il rigore della sua ricerca volta ad un sempre
maggiore approfondimento delle
tecniche esecutive: collage, ricalco, pliage, découpage, esperienza materica. La grande
retrospettiva di Villa Medici, la
prima nel nostro paese e che segue
quella a lui dedicata del Centre Pompidou, con quaranta opere realizzate
tra il 1958 e il 2004, ci offre un percorso quanto mai affascinante di un
artista troppo a lungo dimenticato. I
primi esperimenti sono all’insegna
dell’automatismo di matrice surrealista e culminano con due grandi opere:
la pittura scritta di Peinture (Écriture
rose) e quella a tocchi di A Galla
Placidia, entrambe del 1958-59, mentre a partire dal 1960 troviamo la serie
delle Mariales, realizzata con la tecnica del pliage che, memore delle ricerche di Matisse e Pollock, consiste
nello spalmare uno più colori su una
superficie spiegazzata e poi dispiegata, creando un motivo di pieni e
vuoti come nella grande Mariale,
Manteau de la Vierge, proveniente
dalla collezione dei Musei Vaticani.
Una tecnica che, sempre variata, ritro-
Biblioteca Nazionale Universitaria – Torino
Guido Bertello e il mondo dell’editoria
Si è conclusa con buon successo di
pubblico e critica presso la Biblioteca
Nazionale Universitaria, piazza Carlo
Alberto 3, Torino, la mostra intitolata
Guido Bertello, Il mondo dell’editoria,
a cura di Gian Giorgio Massara e Angelo Mistrangelo. L’esposizione, presentata dal gen.le di c.a. Franco
Cravarezza, Presidente dell’Associa-
viamo anche negli anni successivi con
le serie dei Catamurons, delle Panses
fino agli Études, ai Blancs e la straordinaria serie delle Tabulas (19721982). La già ricordata partecipazione
alla Biennale di Venezia segna un momento decisivo nella carriera artistica
di hantaï: la rinuncia ad esporre signi-
zione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria, e da Andrea De Pasquale, Direttore della Biblioteca, è
stata l’occasione per presentare in
forma documentaristica la produzione
artistica dei circa 800 volumi illustrati
da Guido Bertello e recentemente donati dalla famiglia alla Biblioteca torinese. Da Cuore a Pinocchio, da Zanna
fica per lui la rinuncia alla pittura in
senso tradizionale e gli ultimi decenni
lo vedranno impegnato sia in un dialogo serrato con filosofi, scrittori e
poeti, sia in un totale ripensamento
delle tecniche artistiche. I Laissées
del 1985 portano allo estreme conseguenze il rifiuto della tecnica pittorica tradizionale e aprono nuove
strade di ricerca che coinvolgeranno
fotografia e serigrafia, mentre, a
conclusione del percorso espositivo,
troviamo la serie inedita Pliages à
usage domestique, omaggio a Marcel Duchamps e rivisitazione delle
intuizioni giovanili degli Anni ’50.
Accademia di Francia
Villa Medici
V.le Trinità dei Monti 1 – Roma
Simon Hantaï
Fino all’ 11 maggio
Info: 06 67611 - www.villamedici.it
Bianca a Il piccolo Alpino è stato
raccontato visivamente il percorso
artistico dell’autore e la sua capacità
di interpretare i personaggi traducendoli in successive raffigurazioni
capaci di suscitare grandi emozioni.
Biblioteca Nazionale
Universitaria
P.za Carlo Alberto 3 – Torino
Guido Bertello
Conlusa
Info: 011 8101113
CORRIERE dell’ARTE
Segnalazioni
TORINO e PIEMONTE
“ L’ a r t e e s a l t a l a v i t a ”
P i t t u r a d i D a r i o B i a n c a rd i
Sala mostr e
Regione Piemonte
P.za Castello 165 – Torino
La mostra, composta da opere
scelte dal pittore Dario
Biancardi, ne ripercorre i sessant’anni di attività: L’artista
professionista ha al suo attivo
ben cinquantatre personali, più
una serie innumerevole di collettive e presenze in varie gallerie d’arte in Italia e all’estero
ed ha già anche pubblicato
diversi libri. Dalle sue opere
emerge uno stile unico ed inimitabile per immortalare i sentimenti che sempre lo ispirano.
“ Mi t o e at t u a l i tà
i n G i u l i a n o Va n g i ”
Palazzo Reale
P.ta Reale 1 / p.za Castello
Torino
Fino al 30 marzo
Info: 011 4361455
Per la prima volta a Torino,
nella suggestiva cornice di
Palazzo Reale, Giuliano Vangi
presenta VEIO, un lavoro dalla
grande suggestione e dimensione e 2011, opera inedita appena ultimata, oltre a 14 disegni e
tecniche miste anche di grande
formato che sviluppano gli stessi temi delle sculture. (c.s./d.t.)
J e s s i c a C a rr o l l
Galleria Oper e Scelte
Via Pescatore 11/d – Torino
Fino al 3 maggio
Info: 011 5823026
La Carroll fonde nelle sue opere
mondi fantastici e reali, con un’affascinante equilibrio tra impegno
ambientale e ironia.
L aur a P ugn o
“ F o r m i n p ro g re s s ”
Alberto Peola
Ar te Contemporanea
Via della Rocca 29 – Torino
Fino al 30 aprile
Info: 011 8124460
La ricerca artistica di Laura
Pugno ha per tema la visione in
quanto esperienza culturalmente condizionata: l’oggetto di
tale discorso creativo è il paesaggio, di cui l’autrice presenta
ora un nuovo ciclo di cancellazioni, che restano per lei una
direzione proficua, arricchita di
significativi sviluppi. (c.s./c.p.)
M a rc e l l a G a l l o t t a
e A n ge l o I a n n o n e
PHOS
Centr o Polifunzionale
per la Fotografia
e le Ar ti Visive
Palazzo Buschetti
Via Garibaldi 35bis – Chieri (To)
Info: 011 7604867
www.phosfotografia.it
Fino al 30 aprile
Due personali ricerche fotografiche, “parallele e divergenti”, tra
giorno e notte, chiaro e scuro,
interno ed esterno. (e.s.l.)
sul CORRIERE dell’ AR TE
1/4 pagina
1/2 pagina
pagina intera
ultima pagina intera
euro
euro
euro
euro
150,00
250,00
350,00
450,00
redazionali
1/4 pagina
1/2 pagina
pagina intera
Vernissage
Sabato 29 marzo - ore 16,00
Galleria Arte per Voi
c/o Chiesa della Santa Croce
P.za Conte Rosso – Avigliana (To)
“Paesi d’acqua”
Personale di Ivo Bonino
Sabato 29 marzo - ore 18,00
Galleria Rinascenza Contemporanea
Associazione Culturale
Via Palermo 10 – Pescara
“Orpheus. Viaggio attraverso i mondi
di Marco Creatini” Mostra personale
Mercoledì 2 aprile - ore 18,00
Galleria TeArt
Associazione Artistico-culturale
Via Giotto 14 – Torino
“Energie e trasparenze”
Personale di Giancarlo Teker
Venerdì 4 aprile - ore 18,00
Galleria Arte Città Amica
Centro Artistico Culturale
Via Rubiana 15 – Torino
Mostra colletiva
Sezione Arti Figurative CEDAS
euro 180,00
euro 300,00
euro 400,00
CORRIEREdell’ARTE
COURRIER DES ARTS
Direttore Editoriale
Pietro Panacci
Direttore Responsabile
Virginia Colacino
Assistente di Direzione
Chiara Pittavino
Comitato Editoriale
Giorgio Barberis, Rolando Bellini,
Massimo Boccaletti, Franco Caresio,
Angelo Caroli, Claudia Cassio,
Massimo Centini, Fernanda De Bernardi,
Marilina Di Cataldo,
Gian Giorgio Massara,
Alessandro Mormile, Massimo Olivetti,
Enzo Papa, Lorenzo Reggiani,
Gianfranco Schialvino,
Maria Luisa Tibone
Corrispondente da New York
Mauro Lucentini
[email protected]
Corrispondente da Berlino
Sabatino Cersosimo
Hanno collaborato
V. Ciambrone, F. Florian, C. Gallo,
E.S. Laterza, M. Marascio, M. Orlotti,
C. Pittavino, E. Rabbione, R. Roveda,
A.D. Taricco, D. Tauro
Realizzazione grafica interna
a cura di E.S. Laterza
Fotografo uf ficiale
Antonio Attini
Redazi oni distaccate
Milano Rosa Carnevale
Tel. 339 1746312
Roma e Napoli Fabrizio Florian
Tel. 388 9426443
Palermo Caterina Randazzo
Tel. 334 1022647
Concessionaria di Pubblicità interna
Stampa e di stri buzione
EditService S.r.l.
Str. Piossasco 43/U - Volvera (To)
Editore Corriere dell’Arte
Associazione Culturale Arte Giovani
Torino
P.IVA 06956300013
DES ARTS
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13
in ITALIA
La “ P ie tà”
d i G io va nn i B el li ni
Pinacoteca di Br era
Via Brera 28 – Milano
Dal 2 aprile al 6 maggio
Info: 02 7226 3264
Si apre al pubblico la mostra
dedicata al restauro della celebre
Pietà di Giovanni Bellini: un’occasione per ripercorrere la prima
carriera del pittore veneziano,
grande protagonista dell’arte
rinascimentale italiana, che ricorre con frequenza nella produzione dell’artista e della sua efficientissima bottega. (c.s./c.g.)
“ Ye a r a f t e r Ye a r ”
U B S A rt C o l l e c t i o n
GAM
Galleria d’Ar te Moder na
Via Palestro 16 – Milano
Fino al 21 giugno
Info: 02 8844 5947
A cura di Francesco Bonami sarà
presentata da UBS la prima esposizione in Italia di opere dalla UBS
Art Collection, una delle più ampie
e apprezzate collezioni private di
arte contemporanea al mondo.
V it t or io Ma t ino
“P e r pu ra pi tt u r a”
Galleria San Carlo
Via S. Agnese 16 – Milano
Fino al 20 aprile
Info: 02 794218
Dagli Anni Settanta, Matino decide
di dedicarsi esclusivamente alla
pittura, facendo del colore, inteso
come pura energia luminosa, l’elemento centrale della sua poetica.
In retrospettiva si offre costì una
visione completa della sua evoluzione artistica: da una pittura
espressionista al tema sociale, sino
al passaggio all’astrattismo. (c.s.)
“ R e alt à illu s o rie ”
d i F abi o P eta ni
Associazione Onda d’Ur to
Via Vigone 24 – Pinerolo (To)
Fino al 12 aprile
Info: 346 3209389
In mostra i primi lavori e le
opere più recenti del giovane
artista
Fabio
Petani.
Strettamente legato alla pittura
street-art, Petani riesce a legare
sulla tela colori e impressioni
visive decisamente innovative.
pubblicità
inser zioni
COURRIER
28 Marzo 2014
Abbonamenti
Annuale (22 nn.):
euro 50,00 per l’Italia
euro 120,00 per l’estero
Arretrati: euro 4,00
“C o se d i N a tur a ”
Mo s tr a f o to gr a fi c a
di L u i sa Me n az z i More t t i
e M a rc o M a r i a Z a n i n
Galleria d’Ar te Moder na
di Genova
Via Capolungo 3 -– Genova
Dal 26 aprile al 22 giugno
Info: 010 3726025
Questa doppia personale fotoiconografica di Luisa Menazzi
Moretti e Marco Maria Zanin,
con diverse opere site-specific,
frutto di un’interrelazione
creata in loco con le raccolte
museali e l’ambiente circostante, intende approfondire
apputo il tema della natura ed
istituisce un dialogo tra l’arte
contemporanea e gli stessi
lavori esposti nell’ambito delle
collezioni permanenti, particolarmente legati proprio al
tema del paesaggio. (c.s./e.l.)
“ Te rr a e m o t a ”
R i c c a rd o M o n a c h e s i
Museo delle Mura
Via Porta S. Sebastiano 18
Roma
Dal 6 aprile al 15 maggio
Info: 06 0608
www.museodellemura.it
Come la Terra è sconvolta da
continui terremoti, così anche
la materia scultorea, per
Riccardo Monachesi, è attraversata da forze telluriche: la
mostra esamina la catastrofe
della scultura, il movimento
interno della creta, la sua
ancestrale vocazione al racconto dell’essere umano.
L’allestimento dialoga con lo
spazio, in un complesso gioco
di accordi e contrasti tra contenitore e contenuto. (c.s./c.p.)
c.c. postale n. 45958055
intestato a Corriere dell’Arte
Associazione Culturale Arte Giovani
Aut. Tribunale di Torino
n. 4818 del 28/07/1995
ABBÒNATI
al
nuo
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orm
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CORRIEREdell’ARTE
a soli 50 euro
per un anno
22 numeri a casa tua
CORRIERE dell’ARTE
COURRIER
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14
DES ARTS
28 Marzo 2014
ACCADEMIA Galleria
Via Accademia Albertina 3/e – Torino
Tel. 011 885408
[email protected]
Orario: 10,00-12,30/16,00-19,30; chiuso lunedì
Fino al 10/4 “Fragile”
Personale di Carla Bedini
SENESI Galleria d’Arte
Via Sant’Andrea 44 – Savigliano (Cn)
Tel. 0172 712922
www.senesiarte.it
ARTE CITTÀ AMICA Centro Artistico Culturale
Via Rubiana 15 – Torino
Tel. 011 7717471 - Fax 011 7768845
www.artecittaamica.it
Orario: lun. - sab.16,00-19,00; dom. chiuso;
Dal 4 al 15/4 Mostra collettiva
Sezioni Arti Figurative CEDAS
SILVY BASSANESE Arte Contemporanea
Via Galileo Galilei 45 – Biella
Tel. 015 355414
Orario: mart. - ven. 16,30-19,30;
sab. e festivi su appuntamento
ARTE PER VOI Associazione Culturale
P.za Conte Rosso 3 – Avigliana (To)
Luigi Castagna - Tel. 011 9369179
Cell. 339 2523791
[email protected] - www.artepervoi.it
Paolo Nesta - Tel. 011 9328447
Cell. 333 8710636
[email protected]
Orario: sab. - dom. 15,00-19,00
Dal 29/3 al 20/4 “Paesi d’acqua”
Personale di Ivo Bonino
c/o Chiesa della Santa Croce
P.za Conte Rosso – Avigliana (To)
ART GALLERY LA LUNA
Via Roma 92 – Borgo San Dalmazzo (Cn)
Cell. 339 7108501
[email protected]
Orario: ven. 16,00-19,00;
sab. 10,30-13,00/16,00-19,00;
dom. 10,30-12,00
CIRCOLO DEGLI ARTISTI DI TORINO
Palazzo Graneri della Roccia
Via Bogino 9 – Torino
scala B destra - 1° piano (digitare 4444+ )
Tel./fax 011 8128718
[email protected]
www.circolodegliartistitorino.it
Orario: lun. - ven. 15,30-19,30
Fino al 5/4 Personale di Anselmo Sacerdote
LA LANTERNA Galleria
di Maristella SANDANO
Direttore Artistico: Livio Pezzato
Via S. Croce 7/c – Moncalieri (To)
Tel. 011 644480 - Fax 011 6892962
[email protected] - www.lalanternaarte.com
Orario: mart. - sab. 15,30-18,30
A. Arcidiacono, V. Cavalleri, A. Ciocca,
E. Colombotto Rosso, D. De Agostini, Gigli,
E. Gribaudo, W. Jervolino, Sky Lake, E. Longo,
F. Maiolo, E. Maneglia, S. Manfredi, D. Pasquero,
G. Peiretti, G. Pezzato, L. Pezzato, C. Pirotti,
G. Righini, T. Russo, G. Valerioti
inoltre pittori ucraini, naïf croati
grafica nazionale ed internazionale
STORELLO Galleria d’Arte
Via del Pino 54 – Pinerolo (To)
Tel. 0121 76235
Orario: mart. - sab. 9,00-12,15/15,30-19,00;
lun. e dom. chiuso
In permanenza Opere di Avataneo, Carena,
Coco Cano, Faccincani, Fresu, Garis, Luzzati,
Massucco, Musante
TEART Associazione Artistico-culturale
Via Giotto 14 – Torino
Tel. 011 6966422
Orario: mart. - sab.17,00-19,00
Fino al 29/3 Mostra fotografica
del viaggio in Oman
Dal 2 al 19/4 “Energie e trasparenze”
Personale di Giancarlo Teker
TINBER Art Gallery @ Pragelato
Via Albergian 20 - Souchères Hautes
Pragelato (To)
Tel. 0122 78461
[email protected]
Orario: sab. e dom. 10,00-12,30/15,30-19,00
In permanenza
Opere di Tino Aime, Jean-François Béné,
Andrea Berlinghieri, Gianni Bertola,
Fulvio Borgogno, Flaviana Chiarotto,
Enrico Challier, Dino Damiani,
Pierflavio Gallina, Lia Laterza,
Claudio Malacarne, Vinicio Perugia,
Elena Piacentini, Mariangela Redolfini,
Sergio Saccomandi, Luciano Spessot
Gallerie
A.L.P.G.A.M.C.
Associazione Ligure e Piemontese Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea
BIASUTTI & BIASUTTI Galleria d’Arte
Via Bonafous 7/1 – Torino
Tel. 011 8173511
Orario: mart. - sab.10,00-12,30/15,30-19,30
CENTRO ARTE LA TESORIERA
C.so Francia 268 – Torino
Tel. 011 7792147
Orario: mart. - sab. 10,00-13,00/16,00-20,00;
lunedì e festivi chiuso
o su appuntamento
Mostra collettiva di Artisti dell’Ottocento
e Novecento
Arte Antica
AVERSA Galleria
Via Cavour 13 int. cortile – Torino
Tel. 011 532662
Orario: mart. - sab. 10,00-12,15/15,30-19,00
“Venezia e il Mediterraneo tra ’800 e ’900”
“Da Bossoli a Spazzapan, 1850-1950
Cento anni di pittura”
DELLA ROCCA Casa d’Aste
Via della Rocca 33 – Torino
Tel. 011 8123070/888226 Fax 011 836244
[email protected] - www.dellarocca.net
LUIGI CARETTO Galleria
Via Maria Vittoria 10 – Torino
Tel. 011 537274
Orario: mart. - sab. 9,45-12,30/15,45-19,30
Miscellanea di Pittura Fiamminga e Olandese
SANT’AGOSTINO Casa d’Aste
C.so Tassoni 56 – Torino
Tel. 011 4377770 - Fax 011 4377577
Orario: mart. - sab. 9,30-12,30/15,30-19,30
offerte
Multimedia 2000
LUNA ART COLLECTION Spazio espositivo
Via Nazionale 73/1 – Cambiano (To)
Tel./Fax 011 9492688
[email protected]
www.luna-art-collection.com
Orario: lun. - ven. 8,30-17,30; sab. 8,30-17.30
(previa telefonata)
In permanenza serigrafie d’arte a tiratura limitata
di Coco Cano, Francesco Casorati,
Isidoro Cottino, Theo Gallino, Franco Negro,
Ugo Nespolo, Ernesto Oldenburg, John Picking,
Marco Puerari, Giorgio Ramella, Maurizio Rivetti,
Francesco Tabusso, Silvio Vigliaturo
MAESTRO Raul VIGLIONE
Studio - Galleria - Mostra Culturale
Via Servais 56 – Torino
Tel. 011 798238 - Cell. 335 5707705
[email protected] - www.raulviglione.it
RINASCENZA CONTEMPORANEA
Associazione Culturale
Via Palermo 140 – Pescara
Cell. 328 6979208
[email protected]
www.rinascenzacontemporanea.jimdo.com
Orario: mar. - sab. (su appuntamento)
Fino al 21/4 “Ars Nova. Il Neo-Creativismo”
Collettiva
Dal 29/3 al 29/4 “Orpheus. Viaggio attraverso
i mondi di Marco Creatini” Mostra personale
Abbiamo cambiato sede!
via P. Paoli, 43/a – Torino
Dal vecchio indirizzo di c.so Sebastopoli ci siamo trasferiti in via P. Paoli 43/a
CORRIEREdell’ARTE - 28 Marzo 2014
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2014 Febbraio - Corriere dell`arte