4 9 9 1 4 1 0 2 P E R I O D I C O D I 2 0° dell’ARTE C U L T U R A E I N F O R M A Z I O N E Fondato da Carlo Accossato nel 1994 CORRIERE Direzione e Redazione: P.za Zara, 3 - 10133 Torino Tel. 011 6312666 - Fax 011 6317243 - email: [email protected] - www.corrieredellarte.it Art. 2 Comma 2 Legge 662/96 - Pubblicità inferiore al 45% Spedizione in abbonamento postale Anno XX - n° 6 - Venerdì 28 Marzo 2014 € 2,50 COURRIER DES ARTS Anniversario L’apoteosi del collezionismo degli Este Il Corriere dell’Arte è su facebook con più di 7.000 contatti da tutto il mondo e on line con oltre 500 visitatori al giorno Notevole affluenza alla mostra “Splendori delle Corti italiane” in corso presso la Reggia di Venaria (To) è Tura che apre la rassegna. Centro avanzato del Rinascimento, Ferrara espresse con i duchi Alfonso I (15051534), Ercole II ed Alfonso II una illuminata committenza che vide la presenza di Tiziano - in mostra con il Ritratto di Tommaso Mosti, della Gal- MARIA LUISA TIbONE la prima di alcune grandi mostre - dopo gli Este, sarà la volta dei Medici e dei borboni - che esploreranno i valori delle collezioni principesche italiane. Precede anche annunciata per il 2015, in significativo rapporto con l’Expo - la presentazione a Venaria di 15 opere di Raffaello, che il presidente del Consorzio, Fabrizio Del Noce ha voluto annunciare precocemente, in occasione del vernissage di Splendori delle Corti italiane, Gli Este, Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena, che fino al 6 luglio presenta nelle Sale delle Arti del Castello di Venaria una stupefacente sfilata di opere commissionate e collezionate dalla corte estense nei suoi due momenti di grande splendore. Il tragico evento del terremoto del maggio 2012 ha colpito, fra l’altro, anche lo spazio prezioso della Galleria Estense di Modena. Ancora chiusa per lavori in corso essa ha fornito con il competente ap- Dosso Dossi “Giove che dipinge le ali delle farfalle” 1523-1524 © Castello del Wawel, Cracovia porto del soprintendente Stefano Casciu, curatore della rassegna, una serie di importanti opere che costituiscono il fil rouge della mostra appena inaugurata a Venaria. Sono 90 tra dipinti, sculture, strumenti musicali, opere a stampa e manoscritti che in 15 sale ricostruiscono lo straordinario cammino Piero Manzoni è A Palazzo Reale di Milano stata inaugurata il 25 marzo scorso al Palazzo Reale di Milano la mostra Piero Manzoni 1933-1963, che illustra uno degli autori più geniali, innovatori e controversi del XX Secolo. Promossa e prodotta dal Comune di Milano - Assessorato alla Cultura, Palazzo Reale e Skira Editore, che ha pubblicato, oltre al catalogo, anche il volume di Flaminio Gualdoni Breve storia della merda d’artista (collana SMS SkiraMiniSaggi), l’esposizione è curata da Flaminio Gualdoni e Rosalia Pasqualino di Marineo, in collaborazione con la stessa Fondazione “Piero Manzoni” ed è realizzata nell’ambito del Progetto “Primavera di Milano”. E proprio Milano è stata la città ove Manzoni ha operato da protagonista della stagione di maggior fervore del Secondo Dopoguerra, ponendosi a fianco di un maestro come Lucio Fontana e agendo da referente primario della neoavanguardia europea, tra la Francia di Yves Klein e la Germania del Gruppo Zero, l’Olanda del Gruppo Nul e la dimensione cosmopolita di Nouvelle Tendance. Mezzo secolo è trascorso dalla sua scomparsa precoce, e il riconoscimento internazionale di Manzoni è un fatto com- d’arte della committenza e del collezionismo dei Signori estensi. La presenza rinascimentale trionfava a Ferrara, capitale prima del marchesato, poi del ducato. Il mecenatismo e il collezionismo la fecero grande: ne ricordano il prestigio opere come il grande dipinto del Sant’Antonio di Cosmè piuto. Per questo Milano ha appunto deciso di dedicargli una retrospettiva - la più importante mai realizzata in città dalla sua morte -, che ne documenti il percorso in tutta la sua ampiezza e ricchezza problematica, attraverso la presentazione di oltre centotrenta opere che rendono conto della sua intera parabola artistica. Palazzo Reale di Milano P.za Duomo 12 “Piero Manzoni 1933-1963” Mostra retrospettiva a cura di Flaminio Gualdoni e Rosalia Pasqualino di Marineo Fino al 2 giugno Info: 02 89415532 www.comune.milano.it Piero Manzoni, “Merda d’artista” © Fondazione ‘P. Manzoni’ leria Palatina di Firenze - e di Dosso Dossi autore della Maga Melissa della Galleria borghese e del Giove che dipinge le ali delle farfalle (1523-24) (nell’immagine), dipinto stupefacente giunto da Cracovia. I fasti e le committenze ai più grandi artisti del Rinascimento - Giovanni bellini, Correggio, Tiziano, Tintoretto - s’ accostano nei Camerini: quello della via coperta, quello delle pitture con i baccanali di Tiziano e quello d’alabastro, decorato all’antica dal Lombardo: tutti luoghi mitici e perduti, di cui la mostra porta ricordo. Dell’età di Alfonso II (15591597) è la sezione dedicata alla passione antiquaria ed alla musica d’élite. Qui è l’arpa decoratissima, a ricordo dei raffinati concerti di madrigali della duchessa Margherita Gonzaga. Importanti documenti letterari scandiscono il percorso espositivo: ricordiamo la prima edizione dell’Orlando Furioso dell’Ariosto e, a rievocazione dell’evento sismico del 17 novembre 1570, il singolare studio di Pirro Ligorio sui terremoti. Ma ecco la crisi dinastica: con l’età di Cesare (1597-1628) il papato rivendica la devoluzione del feudo estense: occorre “rifar Ferrara a Modena”. Principe ideale, protagonista è il duca Francesco I (1629-1658), ritratto da Velasquez nel dipinto esposto e da bernini un un famoso busto.. Sarà creatore della nuova capitale ma anche della delizia suburbana di Sassuolo, affidata ai decori dell’équipe del francese boulanger. Si crea la Galleria Ducale e si avvia un grande percorso collezionistico. Con il duca Francesco II (16741694) è di nuovo il trionfo della musica: gli dedicarono composizioni Arcangelo Corelli e Alessandro Stracontinua a pag. 2 I.P. CORRIEREdell’ARTE Pagina 2 28 Marzo 2014 COURRIER DES ARTS segue dalla prima pagina lo stupore della bellezza” si prepara a suscitare nello spettatore. A corollario di tutto ciò ecco la sala conclusiva. Vi si documenta il contributo che il Centro di Conservazione e Restauro della Venaria ha realizzato per tre opere danneggiate dal sisma: la Conversione di San Paolo di Sante Veranda e la Madonna con Bambino e Santi di Annibale Castelli, giunti da Mirandola in condizioni precarie, hanno avuto con l’opera di restauro nuove definizioni critiche e si accostano alla terza opera danneggiata, l’Adorazione del Bambino Gesù di battista e Dosso Dossi, della Galleria Estense di Modena. Anche per questa il restauro ha sviluppato una più chiara lettura. L’apoteosi del collezionismo degli Este Guercino, “Venere, Marte e Amore”, 1634 © Galleria Estense, Modena della. In mostra compare lo straordinario violoncello intagliato da Domenico Galli nel 1691: ancora un documento della ricercatezza degli strumenti musicali voluti dalla corte estense. Sempre del periodo barocco è simbolica l’opera scelta come logo della mostra. è Venere, Marte e Amore (1634) di Francesco barbieri detto il Guercino. Dal raffinato dipinto allegorico muove un messaggio attraente. Sopra il dito che Venere punta verso chi guarda, la freccia che Amore sta scoccando rappresenta un modo assai significativo l’attrazione e il piacere che “ogni volta La Venaria Reale Sala delle Arti (primo piano) P.za della Repubblica 4 Veraria R.le (To) “Splendori delle Corti Italiane Gli Este” Fino al 6 luglio Info: 011 4992333 - www.lavenaria.it buon compleanno, Sesia della Merla! b ELIO RAbbIONE uon compleanno, Gianni Sesia della Merla. Il traguardo, bello e invidiabile, è quello degli ottanta. L’artista li ha compiuti lo scorso 24 marzo, magari con qualche acciacco, di quelli che per qualche tempo ti tengono lontano dallo studio e ti fanno venire un diavolo per capello, ma sono tutti lì, a testimoniare, ancora completamente, argutamente, la grandezza di un maestro che ha attraversato, tra mostre e riconoscimenti e occasioni importanti in Italia ed all’estero, ben oltre il mezzo secolo di pittura (siamo esatti, la sua è una strada che inizia nella seconda metà degli anni Quaranta!), il suo desiderio continuo di ricerca, la voglia incessante di far esplodere quella tavolozza di colori da cui fuoriescono, come in un luccicante scenario, quegli azzurri profondi, quei rossi che si perdono e s’irrobustiscono nei tramonti, quei gialli squillanti che vivacizzano e riempiono di luce ogni angolo esplorato: quei colori, i suoi, che percorrono le sue tele, che concretizzano di una ricchezza vivace – mai disgiunta da un divertimento nel dipingere e nell’insegnare che non s’è mai affievolito - le azioni e gli oggetti che l’artista ha incrociato ogni giorno o le espressioni di una Storia che balza fuori dalla memoria o i luoghi e le abitudini che lo hanno accompagnato in quei viaggi, al di là dell’Oceano attraverso gli States nella preparazione di una mostra o sulle sponde del Mediterraneo, affascinato dal mondo arabo fatto di mercati, di odalische, di deserti. “Ogni quadro è un racconto di vita”, scriveva Vittorio bottino, critico tanto caro all’artista, ogni tela ti s’imprime nella mente non soltanto per il suo contenuto ma soprattutto per quella vorticosa dinamica che l’avvolge, modernissima, per quelle atmosfere che vi si creano, reali e ovattate al tempo stesso, favolistiche e quasi surreali, per quei sentimenti che sono l’anima di un poeta. buon compleanno, Gianni. Sesia della Merla incontra Papa Francesco A Venezia premiazione di Anna Borgarelli Relativamente alla Premiazione, a Venezia, di Anna Borgarelli, insignita del Premio “Leone d’Oro” (Moleca 2014), per la sua attività artistica, tra altri giornali anche il Corriere della Sera nella sua edizione del 16 febbraio scorso dedica un’intera pagina all’evento e per Anna borgarelli leggiamo quanto segue: “Due acquerelli su carta di singolare finezza dove le maschere del Carnevale veneziano e la Gondola sono rappresentate con delicatezza cromatica in uno scenario di luce tra velature e raffinati contrasti. Ne escono opere realizzate con grande afflato poetico ed immediata capacità di affascinare chi le osserva”. tel. 091 6190928 CORRIEREdell’ARTE Più Amiex per tutti 28 Marzo 2014 Centro Congressi Lingotto – Torino L ChIARA GALLO o scorso 11 e 12 marzo Torino ha voluto fare da piattaforma di lancio per il nuovo format 2.0 AMIEX - Art&Museum International Exhibition Xchange. Ma di che cosa si tratta? La manifestazione, tenutasi presso il Centro Congressi Lingotto, ha visto l’intervento di numerose personalità pubbliche e private, tra cui lo stesso sindaco Piero Fassino e la presidente di Confcultura Patrizia Asproni, Fabio Achilli, direttore generale della Fondazione Venezia. Dopo una breve introduzione sull’andamento economico museale in Italia, è seguita la presentazione di quella che ha voluto essere letteralmente un centro di scambio culturale e finanziario. La prima borsa internazionale, all’interno della quale determinati soggetti quali fondi, musei, case d’asta e tutto il sistema intorno alla produzione di mostre ed eventi culturali, hanno potuto confrontarsi all’interno di dialoghi one to one e one to many, al fine di gettare le basi per future collaborazioni. Il progetto ha voluto mirare anche al coinvolgimento di partner dall’estero, attraverso la creazione di eventi e mostre itineranti, in grado di far conoscere veramente la nostra storia e il nostro capitale artistico, anche al di fuori dei confini nazionali. Per rendere ancora più invitante e completo il percorso di questi due giorni, si sono svolti alcuni workshop con tematiche quali: i sistemi di gestione economico finanziaria e fundraising, le possibilità di mostre itineranti, le sinergie tra musei e imprese creative. Tutto questo a che pro? Ovviamente per permettere a due realtà come quella economica e culturale di entrare in visibile contatto e dar loro la possibilità tangibile di essere protagonisti nella creazione di eventi, in grado di risollevare le sorti dalla terribile crisi che ci sta ancora opprimendo. “L’Italia ce la può fare” ha voluto sottolineare il presidente dell’ICOM, Alberto Garlandini. Abbiamo tutte le potenzialità artistiche, storiche, tecnologiche e letterarie per poter ripartire e “mangiare” proprio grazie al settore culturale. Occorre solo cercare di mettere insieme quegli elementi, necessari ad un crescita lenta ma efficace, questo l’obbiettivo di AMIEX. Come si augura Patrizia Asproni, “questo deve essere il primo passo pensato per un’azione duratura e lungimirante, non un binario morto ed inutilizzato”. Centro Congressi Lingotto Via Nizza 294 – Torino AMIEX Art&Museum International Exhibition Xchange “The Culture Stock Exchange” Info: www.artmuseumex.com AMIEX 2014 Pagina COURRIER DES ARTS 3 I privati restaurano il salotto di Milano foto © aut. Partiti i lavori nella Galleria Vittorio Emanuele II L RObERTO ROVEDA ’Expo si avvicina a grandi passi e un po’ dovunque a Milano si sta lavorando per affrontare l’evento nel miglior modo possibile. Soprattutto si cerca di recuperare i tanti ritardi nei lavori accumulati a causa di anni di tentennamenti, litigi, indecisioni. Finalmente si è capito a tutti i livelli della politica e dell’imprenditoria che al di là dei padiglioni e del polo espositivo che sta nascendo alla periferia nordovest della città, sarà fondamentale mostrare ai tanti visitatori dell’Esposizione Universale una Milano un poco meno bigia e rattoppata di quella che si è vista ultimamente. Quindi, dati i tempi ristretti e il budget ridotto all’osso, si sta puntando sulla “lucidatura” dei “gioielli di famiglia”, in modo da ottenere il massimo effetto col minimo sforzo. In particolare ai primi di marzo è partito il restauro di quello che è considerato a giusta ragione il “salotto buono” di Milano. Parliamo della centralissima Galleria Vittorio Emanuele II, che collega piazza del Duomo con il Teatro alla Scala. Costruita, nel 1865, all’indomani dell’unità d’Italia, la galleria è stata da sempre il simbolo dello sviluppo urbanistico della Milano tardo ottocentesca, il luogo dei negozi e dei caffè-ristoranti più eleganti, l’emblema della modernità e dell’opulenza del capoluogo lombardo nel passaggio al XX Secolo. Tutte cose che nel corso degli anni si sono progressivamente appannate, complice una certa incuria nella manutenzione degli edifici e delle strutture della galleria e restauri sempre più rari e poco incisivi (l’ultima “rinfrescata” alla galleria è stata data nel 1995). Il risultato è stato un generale degrado del complesso, con facciate degli edifici annerite dall’inquinamento, strutture metalliche di copertura arrugginite e pavimenti e decorazioni sbiaditi. Il restauro, che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale milanese dovrebbe completarsi per la primavera del 2015, mira a restituire alla città una Galleria Vittorio Emanuele colorata, splendente - senza i segni dell’inquinamento, dell’incuria, del tempo - in cui torneranno a vedersi il granito rosato degli edifici, la pietra ambrata di Viggiù delle pavimentazioni, i decori. Una galleria, quindi, come nessuno, salvo i milanesi di fine Ottocento, l’ha mai vista, resa ancora più attraente con luci scenografiche intorno alla grande cupola centrale. Costo dell’intervento, progettato dal Comune di Milano e della Soprintendenza meneghina, circa tre milioni di euro (destinati però a salire), interamente coperti da capitali privati, in particolare le grandi firme della moda che hanno le loro vetrine nel complesso. “La Galleria torna alla sua storia - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano, Carmela Rozza visto che nacque per iniziativa di privati. Ora rifiorisce grazie alla partnership tra pubblico e sponsor”. Un modello virtuoso e intelligente, diciamo noi, che speriamo si ripeta spesso per i tanti angoli del capoluogo lombardo abbandonati al degrado. CORRIEREdell’ARTE 4 baretta e ùnia a Mondovì Pagina 28 Marzo 2014 COURRIER DES ARTS Mostre in Regione Piemonte A GIAN GIORGIO MASSARA Mondovì breo – nella bella chiesa già dedicata a Santo Stefano - è stata inaugurata la mostra per lo scultore Sergio ùnia (Roccaforte Mondovì, 1943) e per il pittore Michele baretta (1916-1987); l’occasione della Festa della Donna fa sì che l’esposizione accolga quasi esclusivamente immagini femminili, ora bronzee ora dipinte. Per l’occasione è stato pubblicato - a cura dell’Associazione Culturale “Gli Spigolatori” - un catalogo critico recante saggi di Giorgio barberis, Giorgia Cassini, Remigio bertolino. Michele Baretta, “Le mie modelle” Là dove sor1978 © aut.© geva un tempo l’altar maggiore, in modo scenografico, sono state posizionate l’interessante tela Indossatrici (1969) opera felicemente intesa nei rapporti cromatici ora velati, ora aggressivi - e una di quelle giovinette care a Unia, colte nel gesto di suonare il flauto oppure di offrirsi alla luce del mattino. Fra le opere più interessanti di Unia, sono da annoverarsi il bronzo Reperto danzatrice, stilisticamente proiettato verso il mondo contemporaneo, le due Maternità (Giochi Zoltan) dalla fresca impaginazione, il Nudo sulla sedia, celebrante “il cantico dell’eterno femminino”. Come sempre, convincenti sono di Michele baretta opere quali Mantello rosso, tela ambientata in un atelier del quale si intuisce un vibrante susseguirsi di eventi, l’aerea Sposa, casta nella propria nudità, ritratti, Bianco su bianco (1966), olio interessante per il contrapporsi di immagini, il mistico Annuncio. Proiettato invece verso un modo di far pittura più libero rispetto alla tradizione è il dipinto Le mie modelle, realizzato nel 1978 mediante l’utilizzo di pittura a olio su sabbia. Entrambi gli artisti sono noti e affermati: di Unia in particolare ricordiamo le presenze al Premio “Saccarello” e la mostra di Alba, Prove generali in attesa dell’Expo PAC Estoy Viva – Milano S MARIANNA ORLOTTI eguendo il consolidato modello torinese, che alla fiera di arte contemporanea affianca una serie di progetti curatoriali e iniziative espositive in collaborazione con le più importanti istituzioni museali cittadine, quest’anno la settimana di Miart è stata ricca di appuntamenti in tutta Milano. In particolare il 25 marzo è stata inaugurata al PAC Estoy Viva una personale dell’artista guatemalteca Regina José Galindo, Leone d’Oro alla 51ª biennale di Venezia come migliore artista under 35. L’allestimento articolato in cinque macroemergenze tematiche - Politica, Donna, Violenza, Organico e Morte – presenta una nuova performance e opere inedite che dialogano con una selezione dei suoi lavori più rappresentativi, dalle origini a oggi. Un viaggio emozionale raccontato attraverso fotografie, video, sculture e disegni. Tutta la sua opera ruota attorno all’uso della propria corporeità per denunciare la violenza contro le donne e più in generale quella sociale, politica e culturale della società contemporanea. L’artista opera con gestualità aggressiva sui propri limiti fisici e psicologici e trasforma così il proprio corpo nel teatro di un conflitto permanente, esemplificando i drammi vissuti dal popolo guatemalteco e dell’umanità in generale. I lavori di Galindo fanno appello al senso di responsabilità della coscienza dello spettatore. Essi scaturiscono da un senso di colpa, dalla vergogna, dalla rabbia, dal sentimento d’impotenza provato nel venire a conoscenza della brutalità della guerra che aveva afflitto il Guatemala fino al 1996, delle testimonianze dello sterminio degli indigeni da parte dell’esercito. In una recente intervista l’artista ha dichiarato: “Per me, Estoy viva è una frase che incarna molto bene il sentito dell’umanità, il sentito veritiero della vita. Credo sia la valorizzazione massima della vita. Il mondo può essere in crisi, tutto attorno a noi può distruggersi, ma mentre si è vivi, se lo si riconosce, si ha una possibilità in più”. Sergio Ùnia, “Maternità (Giochi Zoltan)” © aut. ospitata nel suggestivo spazio di San Domenico. Entrambi trasmettono, attraverso le loro opere, “la rivelazione d’un sottile stato d’animo”, come annota Remigio bertolino. FOTORAMA Chiesa di Santo Stefano Nondovì brero (Cn) Michele Baretta e Sergio Ùnia A CURA DI ENRICO S. LATERZA Fotografato bianco su nero Galleria Civica “F. Scroppo” – Torre Pellice (To) Nell’illuminante antologica di Paola Mongelli Civica Galleria d’Arte Contemporanea “Filippo Scroppo”, via d’Azeglio, 10 - Torre Pellice (To). Paola Mongelli, Il bianco e il nero. D’après Stendhal, almeno nel titolo, ove il melodrammatico rouge cede al bianco acromo, incontro al forse tragico o neutro noir, magari di yourcenariana memoria, ma con sfumature che si traducono in infinite infinitesimali sfumature, anzi gradazioni (quell’altro termine essendo stato sequestrato dalla letteratura eroto-romanzesca della Leonard) del grigio. Certo non grigiore; giacché nell’opera artistica di Paola Mongelli, allieva di Avigdor ed Obiso, poi evoluta sino ad un approccio personale al digitale, al colore e di recente, “come per compensazione”, al disegno, all’installazione e alla performance, la luce traluce fotografata (etimologicamente una ripetizione) mentre plasma la raffigurazione dei dettagli che si stagliano - e qui il bisticcio lessicale è tutt’affatto deliberato - sullo sfondo ora di niveo candore ora immerso nel chiaroscuro dell’ombra, in aure che paiono emanare dal soggetto, essere-umano o cosa, anche attraverso il viaggio corporale e spirituale, fisico e metafisico nei luoghi (quali Africa ed India) e nei volti. Tre lustri di carriera professionale e creativa della giovane affermata autrice torinese si trovano riassunti in centotrenta esemplari originali a tiratura unica, alcuni inediti, ottenuti col tradizionale procedimento chimico: la maestria, l’intima confidenza nel trattamento del materiale sensibile, la pellicola spesso intensamente quasi febbrilmente rielaborata in fase di sviluppo e stampa, con interventi di corrosione e viraggio, dopo l’esposizione e l’impressione al momento dello scatto, sempre estremamente meditato, studiato nei minimi particolari, eppure aperto all’inaspettato, impensabile, imprevisto, svela e ri-vela l’anima dell’immagine. Cioè la realtà?... Mostra visitabile da domani, sabato 29 marzo (inaugurazione, dalle 17,00), al 3 maggio prossimo. Info: 0121 932530 www.galleriascroppo.org / www.paolamongelli.com P. Mongelli, “Il bianco e il nero”, foto b/n © aut. L’Egitto e il vino P Chiesa di San Domenico – Alba (Cn) resso la Chiesa di San Domenico ad Alba è in corso fino al 19 maggio la mostra Il vino nell’antico Egitto. Il passato nel bicchiere. L’evento ripercorre un tema inedito: l’uso di questa bevanda che unisce la cultura egiziana a quella della nostra penisola. L’esposizione, ideata e curata da Sabina Malgora - archeologa ed egittologa - offre al pubblico un percorso articolato in cui si ammirano reperti archeologici dal 2686 a.C., la riproduzione in scala reale di una tomba con pitture parietali, un sarcofago con una mummia e la ricostruzione tridi- mensionale del suo volto, oltre a documenti fotografici. La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale Mummy Project in Sarcofago, fine VIII-VII sec. a.C. collaborazione con il legno, stucco e pittura, lungh. 185 cm. Comune di Alba Asfoto © aut. sessorato alla Cultura, patrocinata da Regione salgono al periodo compreso Piemonte e Provincia di tra l’Antico Regno e il peCuneo e sostenuta da Fonda- riodo Romano, e uniti alla zione Cassa di Risparmio di documentazione fotografica, Cuneo, Ente Turismo Alba descrivono le tematiche della bra Langhe e Roero, Consor- mostra: l’alimentazione, la zio di Tutela barolo barbare- viticoltura, la vinificazione, sco, Consorzio Turistico l’uso del vino nella mummiLanghe e Roero, ACA. I 50 ficazione e la correlazione reperti archeologici esposti ri- con il misticismo e le divinità. L’anima “fragile” di Cala bedini è Mostra personale alla Galleria Accademia – Torino in corso presso le sale della Galleria Accademia di Torino la mostra Fragile, Personale di Carla Bedini. Le opere, visibili fino al 16 aprile, portano lo spettatore a immergersi in atmosfere originali e decisamente stimolanti. Come scrive Massimo Centini nel testo critico del catalogo introduttivo alla mostra, “le donne di Carla Bedini sono contemporaneamente inquiete e inquietanti. Creature che in molti casi rivelano il loro stretto legame con l’universo del sogno e della visione. L’artista, cogliendo la propria ispirazione in una dimensione che si mantiene staccata dalla realtà, pur dimostrando continuamente l’irrinunciabilità di correlarsi alla dimensione concreta di una quotidianità vissuta, ci propone un universo di straordinario valore poetico, ambiguo forse, ma colmo di spunti e di rimandi per effettuare incursioni nell’inconscio. La sua bella personale, allestita presso la Galleria ‘Accademia’, vale la pena di essere vista: ci concede di immergerci in una dimensione originalissima, proponendoci angoli di lettura inconsueti, ma sempre stimolanti. Frutto di una tecnica articolata, le sue opere sono costruite su tavole di legno prepa- rate e poi coperte con garze sulle quali l’artista effettua la sua alchimia pittorica avvalendosi di tecniche miste, corroborate da apporti vegetali, che si amalgamano con possente vigore all’insieme della costruzione pittorica. Riemerge un legame con una dimensione vagamente “gotica”, che assegna ai singoli soggetti carature antropologiche destinate a trasformarli in personaggi di storie sofferte, che ne hanno certamente segnato il corpo, ma anche l’anima. I luoghi in cui la Bedini posiziona le sue donne, appartengono ad un ‘universo altro’, un universo che viaggia parallelo al nostro e nel quale spesso ci perdiamo, quasi risucchiati dal buco nero di corpi segnati da stigmate capaci di colpire profondamente la nostra immaginazione. Il viaggio conduce l’osservatore ad acuire la sua sensibilità percettiva, illudendolo di ascoltare la voce senza fine di donne che nella risacca di un’impenetrabile mutismo acquista forme continue, dinamiche, che ci raccontano tantissimo. Si tratta solo di saperle ascoltare. Singolare poi la connessione tra opera e biografia. Relazione che però è continuamente contesa tra dicotomia e relazione stretta: infatti l’artista ha optato per una vita staccata dalla realtà caotica contemporanea, scegliendo così di vivere tra le colline, in una casa nel bosco, dove forse è più 16 aprile naturale cogliere le storie e le voci di un mondo parallelo. Si tratta, appunto, di saperle ascoltare... Lei possiede certamente questo dono”. Galleria Accademia - fondata nel 1969 Via Accademia Albertina 3/e – Torino “Fragile” Personale di Carla Bedini Dal 28 marzo al 16 aprile - Info: 011 885408 CORRIEREdell’ARTE Due sezioni speciali approfondiscono la storia e la cultura nell’Antico Egitto. La prima è dedicata allo studio della mummia di Epoca Tarda e al suo sarcofago, entrambi provenienti dal Museo di Merano ed esposti al pubblico per la prima volta. In esclusiva è inoltre presente la testa ricostruita a tutto tondo della mummia esposta di cui si individuano i caratteri somatici, grazie al complesso lavoro condotto in questi mesi dall’équipe multidisciplinare italiana Mummy Project presso i laboratori americani della Pennsylvania, attraverso diversi procedimenti tra cui la tomografia assiale e la microanalisi. La seconda sezione avvicina alla vita degli antichi egizi tramite la ricostruzione in 28 Marzo 2014 Pagina COURRIER DES ARTS 5 scala reale della tomba TT290 di Irynefer con volta a botte (m. 5,10x2,20x2,10), il cui originale si trova a Deir el Medina nel villaggio dove vivevano coloro che costruivano le tombe nella Valle dei Re e delle Regine. I reperti esposti provengono da tre importanti musei italiani, il Museo Egizio di Torino, secondo di importanza mondiale dopo il Museo Egizio del Cairo, il Museo di Merano e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. (co. st.) Chiesa di S. Domenico Via Calissano – Alba (Cn) “Il vino nell’Antico Egitto Il passato nel bicchiere” a cura Sabina Malgora Fino al 19 maggio Catalogo Ananke Edizioni Info: 0173 35833 Il Surrealismo-metafisico o Plurispazialismo di Gian Luigi Castelli Arte Simultanea, Arte Racconto Arte Relazione, Arte Plurisenso G ian Luigi Castelli, Chiesa ispiratosi ai tagli di SS. Annunziata Fontana, che suggeriscono Galleria espositiva di andare oltre gli spazi Via Po 45 della tela, si avventurò Torino negli spazi mentali ove Personale conscio e inconscio colla- di Gian Luigi Castelli borano. Nel 1999 creò il Dal 4 al 10 aprile Plurispazialismo, col quale Orario: introdusse nell’arte la cao- dal venerdì al giovedì tica rete di internet e l’inde- 12,00 - 19,30 terminazione e il caos della Info: fisica quantistica, basilare www.plurispazialismo.com per gli appa- Gia Luigi Castelli, “Demian”, opera plurispazialista © aut. recchi elettronici che s t i a m o usando. Sul palcoscenico delle sue installazioni l’osservatore può sperimentare la relazione con gli altri e l’azione dei neuroni specchio. Maggiori informazioni si possono reperire sul sito www.plurispazialismo.com. CORRIEREdell’ARTE 6 Con Ivo bonino nel flusso Pagina 28 Marzo 2014 COURRIER DES ARTS Associazione culturale Arte per Voi – Avigliana (To) I della figurazione contemporanea Anselmo Sacerdote N Al Circolo degli Artisti di Torino ell’ambito della tradizionale attività di valorizzazione del patrimonio storico e artistico torinese intrapresa fin dal 1847, il Circolo degli Artisti di Torino presta la sua prestigiosa cornice all’opera di Anselmo Sacerdote. L’esposizione dedicata all’artista, intende proseguire il progetto iniziato con la mostra Il Piemonte dell’Ottocento nell’opera di Anselmo Sacerdote curata dalla Fondazione Torino Musei e tenutasi nell’estate 2013 al borgo Medievale. Rinnovando l’interesse per l’opera di Anselmo Sacerdote (1868-1926), artista e segretario-conservatore del Museo Civico di Torino, il Circolo ospiterà sino al 5 aprile 2014 una grande mostra antologica nei locali di Palazzo Graneri della Rocca, in via bogino. naugura il 29 marzo presso l’Associazione Culturale “Arte per Voi” ad Avigliana, Circolo degli Artisti di Torino Paesi d’acqua, la moPalazzo Graneri della Roccia stra personale di Ivo Via bogino 9 – Torino bonino. Mostra personale “Davanti alle tele di di Anselmo Sacerdote Bonino – spiega nel Fino al 5 aprile testo critico, Paolo Info: 011 8128718 Nesta - la prima e più www.circolodegliartistitorino.it ovvia impressione che si ricava è quella della pulizia cromatica che si porta con sé come immediata conseguenza il dato di una visione essenziale, che definirei Anselmo Sacerdote, “Dalla collina” © l’artista/CdA spoglia e addirittura priva di facili sentimentalismi nell’evocazione della Ivo Bonino, “Riflessi”, olio su tela, 100x70 cm. © l’artista/ApV dimensione naturalistica. In più osserverei quasi subito che essa giunge, ma non sempre nelle sue opere, ad avvalersi di un’ Galleria asciutta asprezza di timbri, che ci Arte induce a coglierne un senso più inper Voi timo, un valore più nascostamente Associazione Culturale dettato da una trattenuta intenzione di discrezione comunicativa. c/o Chiesa della Santa Croce Quelle nitide gamme di colori ci P.za Conte Rosso – Avigliana (To) predispongono ad un atteggia- “Paesi d’acqua” mento di acuta osservazione, favo- Personale di Ivo Bonino rita dalle stesse dimensioni delle Dal 29 marzo al 20 aprile tele, che catturando lo sguardo fin Info: 011 9369179 - www.artepervoi.it da lontano lo inducono ad un movimento di avvicinamento, all’ac- Per il ventesimo anniversario della Galleria En Plein Air di Pinerolo (To) quisizione di un punto di vista sempre più prossimo, fino a trovarci coinvolti e affondati dentro le trame della vegetazione. Ivo Bola complessità e l’emancipazione femminile. Fotografie, nino è consapevole della necessità ChIARA GALLO tele, sculture ed infine completa il progetto un video-omagdi misurarsi, in particolare, con gio alla scrittrice Solidea Ruggiero. Si tratta di opere proa mostra è un omaggio alle donne, vero e proprio fil quella tradizione figurativa supevenienti interamente dalla Collezione En Plen Air, esposte rouge delle opere in mostra presso la Galleria En-Pleinrandone le convenzioni dal suo per celebrare i vent’anni di attività della Galleria. La mostra Air; inaugurata il 15 marzo ed in corso fino al 15 aprile. Da stesso interno, rimuovendo gli si fa garante ancora una volta della qualità e dello spessore Maionese al web è il titolo della manifestazione in cui riostacoli di un fare troppo banalevolutivo che hanno caratterizzato il lavoro dei curatori troviamo i nomi di una ventina di artiste: Lidia Bachis, mente scontato e vuotamente ripeElena Privitera e Marco Filippa. Il titolo è una sorta di corCatia Briganti, Orietta Brombin, Veronica Bronzetti, titivo. E che l’artista sia tocircuito; esso si avvale dell’abilità che il Progetto “MaCaterina Bruno, Marina Buratti, Daniela Carati, Carla perfettamente consapevole del ionese” ha saputo dimostrare cogliendo in anticipo nel web. Crosio, Antonella Casazza, Perla Flors, Marzia Galliprocesso che viene innescando, naro, Rosanna Giani, Laura Govoni, Tere Grindatto, è immediatamente implicito nella sua storia culturale, che da Chen Li Cina, Nadia Magnabosco, Martha Nieuwen- Galleria En Plein Air lungo tempo sa avvalersi di mol- huijs, Simona Palmieri, Giovanna Ricca, Ornella Ro- S.le baudenasca 118 – Pinerolo (To) teplici strumenti di confronto vera, Tea Taramino, Giovanna Torresin. Le opere di tre “Da Maionese al web” Collettiva professionale con il mondo della uomini, Marco Da Rold, Domenico Doglio e Aghim Fino al 15 aprile figurazione contemporanea”. Muka, sono chiamati anch’essi ad omaggiare la bellezza, Info: [email protected] Collettiva femminile in salsa web L CORRIEREdell’ARTE otto personalità d’arte plastopittorica 28 Marzo 2014 Carmagnola, Palazzo Lomellini M ENzo PAPA ateria e Colore è il titolo della rassegna d’arte pittorica e plastica in Palazzo Lomellini di Carmagnola, curata da Elio Rabbione e corredata dalle notazioni critiche di Marilina Di Cataldo. La mostra raggruppa quattro più quattro artisti, pittori e scultori, di caratteri e stili distintamente differenziati, che non costituiscono componenti di una collettiva, ma soggetti autonomi di altrettante mostre personali contemporanee e condivise. Maria Rosa Benso esibisce un novero Maria Rosa Benso, “Il viaggio”, 2012 assemblage su cartone, 28x27 cm. © aut. di opere in cui prevalgono gli acquarelli, per i quali Di Cataldo scrive che “attraverso le larghe campiture di colore l’Artista esprime non solo l’universo sconfinato che si apre ad una dimensione spaziale, ma lo sottolinea con un segno, puro ed essenziale, che risente dei richiami di altri saperi”. Idilio Galeotti, modellatore ceramico, si apprezza per le affascinanti figure invetriate “tuttotondo”, brillanti nella materia, accattivanti nelle espressioni, impreziosite dai minimali decori aurei e da soluzioni compositive inusuali ed armoniche. Allusioni al mistero dell’inconoscibile naturale e trascendentale riscattano le opere dal purovisibilismo apparente. Guglielmo Meltzeid, pittore, mutua immagini e soluzioni dalle tecnologie più avanzate, ma si eleva alle quote dell’arte nelle scelte tematiche, nei tagli compositivi equilibrati, essenziali, spesso tanto ravvicinati da coinvolgere la sfera emotiva dello spettatore, come in Anemoni, in Cin-cin e nella Mitica Rossa - II, i cui close-up fanno percepire, quasi, profumi, sapori e suoni latenti. Mario Mondino lavora l’acciaio e il legno, e crea opere sia complesse e sia essenziali, semplificate fino all’irriducibile formale, come Punta A, un enorme ago ligneo di 256 cm. Scrive Di Cataldo: “Lo scultore insegue una plasticità influenzata dal rigore delle forme […] e ciò implica un rigore scientifico […] (unito ad) un totale controllo emotivo, guidato dentro una precisa Palazzo Lomellini a Carmagnola (To), foto © aut. metrica matematica”. Graziella Navaretti Bartolini, artista incisora e, dunque, plastopittorica, propone opere inclusive di letteratura, scultura e immagine bidimensionale. Dalla spiegazione di Marilina Di Cataldo si deduce che l’Artista scrive lettere a figure eminenti della sua vita. Dagli scritti ricava un calco, un specie di flano, che imprime nel foglio sul quale, poi, riporta l’impronta di un’incisione raffigurante l’occhio di un animale, terrestre o volatile, assimilabile all’indole del destinatario ideale della missiva. Ne scaturisce un’arte sintetica nella forma e pregnante nei contenuti e nei significati. Teresa Noto, pittrice, elabora forme prevalentemente coclidi, involventi ed evolventi, che si configurano a gorghi o a sviluppi centrifughi, metafore di un convulso vorticare di pensieri e concetti non alieni da evocazioni fervorosamente sensuali, non tanto dissimulati, quasi palesi nello svolgersi delle filamen- Pagina COURRIER DES ARTS tali da generare una compagine di figure antropomorfe, suggestive ed inquietanti. Di Cataldo dice che “si ha la sensazione di transitare in un un bosco incantato, dove tronchi e radici prendono (aspetto umano e) vita (per) raccontare storie di altri tempi e di altre dimensioni, che vanno dai romanzi medievali alle narrazioni fantasy. Marcella Venturini, modellatrice di figure che definisce “architetture umane, esibisce forme, corpi, ritratti in argilla bianca, di rigorosa struttura, connotati da caratteri sintetici ma compiuti, materici e gentili nel contempo, tattili nella plastica ogget- Graziella Navaretti Bartolini, “La tartaruga e l'aquila” (da Esopo), 2013, acquaforte e acquatinta © aut. tualità e pittorici nella percezione e nei discreti interventi ornamentali. Fanciulle e giovani prevalgono sull’occasionale e procace nudo muliebre. Teresa Noto, “Osmosi”, 2013, tecnica mista su tela, 140x200 cm. © aut. tose pennellate gestuali, tirate e iterate. E i titoli ne sono conferma: Osmosi (compenetrazione reciproca), Energheia (energon, agire dentro), Rubedo (bruciante). Ilario Simonetta, scultore di autoformazione, affascina per l’apparente casualità delle forme, che ottiene da blocchi informi di legno, Palazzo Lomellini Arte Contemporanea P.za S. Agostino 17 Carmagnola (To) “La materia e il colore” Collettiva Fino al 20 aprile 2014 Info: 011 9724238 www.palazzolomellini.org Marcella Venturini, “Architettura umana, Carlo”, 1997-1998-2008, argilla bianca foto M. Bellotto © aut. 7 SOCIETÀ PROMOTRICE DEL CORRIEREdell’ARTE Pagina 8 172ma Esposizione di Ar V.le B. Crivelli, 11 – Torino - Tel. 011 6692545 - www.promotrice 28 Marzo 2014 COURRIER DES ARTS Alla Collettiva partecipano Rosanna BIANCHI tel. 0143 71559 Anna BORGARELLI cell. 329 3276323 L’acquerello di Rosanna Bianchi La radura dei folletti prefigura il viaggio visivo dell’anima nel trapasso dimensionale attraverso i Mondi: la luce combatte contro le tenebre, la figurazione concreta sublima sé stessa, comportando ricezioni astratte, e i colori - protagonisti assoluti della composizione - vengono traslati dal loro significato oggettivo sino a sfumare nelle direzioni intricate dell’inconscio. Figurazione ed astrazione, infatti, divengono speculari nei percorsi di lettura dell’opera, che cambia costantemente punto di vista, quasi come se avesse vita propria. Unico punto di gravità, il rametto in alto a sinistra, dal quale lo sguardo aggancia razionalmente la realtà precedentemente fuorviata, sino a dettare le regole ottiche d’un mondo perduto. A questo punto prendono corpo le favoli“La radura dei folletti”, acquerello stiche presenze dei folletti, nascosti alla vista dei mortali: una sorta di animismo implicito in cui la Natura svela finalmente i suoi segreti. Già dal titolo, Ricordi di Sicilia, l’acquerello realizzato da Anna Borgarelli, pare affondare nella sfera personale, laddove il senso ultimo della composizione è quello di combinare elementi portanti che rinviano alla splendida isola mediterranea. Ma la disposizione “Ricordi di Sicilia”, acquerello formale degli elementi attua una composizione plastica in cui la relazione tra i differenti oggetti induce ad una progressiva astrazione. Pensiamo al cactus soprastante così come alle fette di melone disposte a destra, che perdono il loro valore oggettivo di partenza per essere assorbiti dall’equilibrio plastico della composizione e divenire nello spazio, componenti d’una natura astratta: il colore prevarica sulla forma e questa amplia le proprie possibilità di lettura. Tutto rotea intorno ad un centro mistico determinato dal vetro trasparente e dal gioco di riflessi surreali. Ne consegue la rilettura simbolica. I ricordi affondano nel sogno e questo prende corpo nella mente sino a sbocciare come un fiore. cell. 340 3396817 - email: [email protected] Via Venezia 9 – Alessandria - cell. 347 7988008 Alfredo NEGRO Torino, la Fontana dei Mesi, d’inverno è l’opera a pastello realizzata da Alfredo Negro, che l’autore esporrà dal 10 al 18 maggio alla Mostra Figure allo specchio, Incontro tra fotografia, pittura e teatro di figura (è prevista una successiva esposizione dal 14 settembre al 30 novembre a Palazzo Lucerna di Rorà, Bene Vagienna). Le formidabili statue della fontana monumentale, che sulle rive del Po celebrano allegoricamente le dodici frazioni dell’anno, appunto, vengono esaltate pittoricamente dal quadro di Negro: egli coglie l’atmosfera invernale delle colline torinesi retrostanti e la presenza della neve che “risucchia” la realtà; un silenzio irreale si diffonde dovunque, quasi come se il tempo avesse smesso di scorrere inesorabile. La luce diviene protagonista assoluta e le divinità fluviali prendono vita. Una sorta di palcoscenico metafisico irrompe progressivamente nella mente, in cui realtà e fantasia si compenetrano sino alla resa completa della “Torino, la Fontana dei Mesi, d’inverno”, pastello ragione. Proprio quel silenzio parla agli astanti e l’assenza dinamizza il sotteso desiderio di volare oltre le poetiche colline. P.za zara, 3 - 10133 Torino Tel. 011 6312666 / fax 011 6317243 Franco PIERI - Circolo Culturale La Bohème L’olio su tavola intitolato Notturno musicale indica un profondo desiderio dell’artista di esprimere la propria dedizione al mondo delle Arti, dato che egli è il fondatore del Circolo Culturale “La Bohème” di Alessandria (i pittori e scultori di tale Associazione esporranno fino al 30 marzo alla Collettiva Borsalino nell’Arte, visitabile da giovedì a domenica, dalle 16 alle 22, presso il Centro Comunale di Cultura, a Pecetto di Valenza (Al), via Borsalino 2/a). Vediamo appoggiati su una seggiola sfilacciata, -che pare rappresentare il popolo contemporaneo - un violino, un archetto e uno spartito musicale, mentre sullo sfondo è calato il sipario: sembra un elogio alla musica stessa, l’“arte dello spirito”, come soleva definirla Aristotele, nell’incanto d’un momentaneo silenzio che “Notturno musicale”, olio su tavola quello strumento prima o poi riuscirà fortunatamente a rompere. Notare il dotto riferimento finemente raffigurato nel titolo La Campanella, sotto il quale troneggia il nome di Nicolò Paganini. CORRIEREd Il Corriere dell’Arte è su facebook con più di 7.000 contatti d LLE BELLE ARTI IN TORINO rti Figurative - CORRIEREdell’ARTE e.com - orario: 11-13/16,30-20; festivi, 10,30-12,30; lunedì, chiuso tra gli altri i seguenti artisti fino al 12 aprile Amalia GAJ cell. 348 8554827 28 Marzo 2014 A CURA DI Pagina ANDREA DOMENICO TARICCO Teresa GUERCIO (Patty) tel. 0131 791101 Manakha (Yemen) è un olio su tela che descrive pittoricamente le lontane atmosfere orientali vissute attraverso l’occhio sensibile dell’artista. Una città fortificata si erge sullo sfondo, mentre in primo piano le due figure intabarrate si sforzano di smuovere un asino tra i pendii rocciosi di quell’ambiente senza tempo: la natura stessa appare immersa nel silenzio delle centrali ore diurne, mentre la civiltà intorno corre inesorabilmente nel suo fragore verso assurde mete. Qui invece il flusso cronologico sembra arrestarsi, perdendo le proprie connotazioni oggettive, anzi ci riporta indietro verso lidi d’una purezza spiazzante, in cui l’uomo torna ad essere mo“Manakha (Yemen)", olio su tela tore del proprio fare, mentre dietro le affascinanti costruzioni antiche forse incombono misteriose quali spettri di un’assenza perenne, un vuoto interiore contrapposto alle anonime figure che lottano per il loro pane quotidiano: una sorta di diario di viaggio, insomma, in cui la mente approda appunto oltre la sfera temporale. L’acquerello di Teresa Guercio intitolato Per sognare raccorda, attraverso la figurazione oggettiva, la sfera del sogno a caratteri della vita affettiva dell’artista: una specie di ponte dimensionale tra questo e quel mondo, in cui ella ricorda le scarpette da ballo utilizzate dalla figlia Patty quando era ancora in vita. La leggerezza del tratto, la soavità dei colori e il senso di purezza inebriano lo sguardo di chi si accosta all’opera, pur ignorando il legame affettivo dell’artista ai simboli che rievocano la figlia scomparsa. Ma, nell’ottica della conoscenza diretta, si spalanca l’universo delle possibilità emozionali e lo sfondo appena accennato diviene l’antro delle anime pie in cui è risucchiata l’energia trasmessa dalle forme pure. “Per sognare”, acquerello La vita è solo un passaggio dell’esistenza. La morte un divenire. L’essere cambia forma e prosegue attraverso le cose. Noi stessi forse siamo cose, come le scarpette un tempo appartenute a Patty. Ma non s o n o P a t t y. tel. 0131 265020 cell. 349 4148145 Ermanno RICCI L’opera di Ermanno Ricci Autunno: festa di colori è realizzata a tecnica mista su tavola e rappresenta un giubilo di colori che si amalgamano in una sinfonia formale atta ad esaltare l’incanto della natura. Il verde predominante della parte superiore dell’opera serpeggia dovunque, costituendo una struttura polimorfica delimitata inferiormente dalla presenza dell’acqua: terra ed acqua si compenetrano esaltando le rispettive proprietà. Tutto è in movimento, in divenire, quasi come se le costanti trasformazioni ambientali fossero messe in primo piano e lo spettatore potesse prenderne parte. Scorre la vita inesorabile e la realtà si astrae donando alla potenza cromatica una forza smisurata che prevarica sulla forma stessa. “Autunno, festa di colori”, tecnica mista su tavola A questo punto le emozioni vincono sulla ragione e la mente scava nei ricordi personali perdendo ogni riferimento al concreto, nel labirinto della grazia. dell’ARTE Roberta RIVA La brocca, fantasia di ricordi è un acquerello significativo, nel quale Roberta Riva porta in vita un insieme di oggetti che per lei hanno un valore sotteso: già, perché non possiamo parlare di natura morta ma di una composizione viva. Viva per mezzo di codici figurativi che segnalano il desiderio dell’autrice di scavare nei ricordi del passato e ritrovare quel sapore antico, quelle provenienza culturale che ha caratterizzato la sua storia. Accanto alla brocca, infatti, si ammirano gli altri elementi delineati con dovizia: ogni tratto - così come ogni getto di colore - segna appunto un ritorno indietro nel tempo. Un balzo nella sfera di un mondo che non c’è più. Quelle cose che una volta furono utilizzate nella realtà quotidiana ora divengono testimonianza sto“La brocca, fantasia di ricordi”, acquerello rica di vite vissute, che noi, figli della contemporan e i t à , possiamo solo immag i n a r e . Proprio come ha fatto la nostra artista. da tutto il mondo e on line con oltre 500 visitatori al giorno 9 COURRIER DES ARTS [email protected] www.corrieredellarte.it CORRIEREdell’ARTE 10 Voglia di favola Pagina 28 Marzo 2014 COURRIER DES ARTS “Cercasi Cenerentola” al Teatro Alfieri di Torino U MANUELA MARASCIo na delle favole più conosciute e amate, forse la favola per eccellenza, quella dove i sogni si realizzano con il colpo di bacchetta che tutti vorrebbero nei momenti più difficili, è rinata grazie al mix vincente di musica e comicità. Cercasi Cenerentola è il nuovo lavoro della Compagnia della Rancia, per la regia di Saverio Marconi e Marco Iacomelli, andato in scena al Teatro Alfieri nei giorni scorsi. L’entusiasmo che lo spettacolo suscita nel pubblico di ogni età è certo dovuto ai ritmi energici delle musiche di Stefano Cenci e alle liriche di Stefano D’orazio, come alle coreografie accattivanti cui la Compagnia della Rancia, che in questa stagione festeggia i trent’anni di attività, ci ha abituati, ma, soprattutto, alla presenza di un comico molto amato cinematograficamente e dell’artista di punta del musical italiano: Paolo Ruffini, nel ruolo del Principe, e Manuel Frattini, nel ruolo del consigliere Rodrigo, ormai acclamato performer dopo i successi di Peter Pan, Robin Hood e Aladin. Sicuramente la vivace poliedricità di questa coppia è la molla che scatena il ritmo di una commedia che ricalca la favola originale riservandosi la libertà di inserire divertenti sketch che coinvolgono il pubblico, facendolo immergere a tutti gli effetti nel regno di Microbia e nella missione che il Principe è chiamato a compiere: risvegliarsi dal torpore tipico foto © aut./TeatroAlfieri del bamboccione perdigiorno e attivarsi per trovare una sposa in tempi strettissimi, accettando di rinunciare all’amore vero e alla felicità per adempiere ai suoi doveri regali. Il quadretto che si crea in parallelo vede una fresca e cinguettante Cenerentola, interpretata da Beatrice Baldaccini, barcamenarsi tra le fatiche domestiche e le isterie della Matrigna (una vulcanica e prorompente Laura Di Mauro) e delle Sorellastre (la talentuosa cantante Silvia Di Stefano e la ballerina di Amici Roberta Miolla). Anche dopo l’intervento riparatore della Fata Clementina (Claudia Campolongo), l’edulcorazione da favola alla “vissero per sempre felici e contenti” cede il posto all’ironia e al clima giocoso di un’avventura che culmina in una rocambolesca corsa al castello per il ballo, trasformato in un concorso di bellezza con tanto di scrematura delle candidate e successive votazioni. Una commedia musicale che lascia il buon umore, magari con la voglia di vivere ancora un po’ nel mondo della favole. Spettacoli Grandi prove d’attore I prossimi spettacoli dell’Erba D VALENTINA CIAMBRoNE al 3 al 6 aprile il Teatro Erba vedrà sul proprio palcoscenico Milena Vukotic e David Sebasti in C come Chanel. L’icona della moda, conosciuta e stimata in tutto il mondo, viene raccontata in tutte le sue sfaccettature: dalla donna alla stilista francese che rivoluzionò il mondo della moda nel ’900. Attraverso gli eventi storici e i grandi protagonisti - Picasso, Stravinskij, Jean Cocteau fino a Misia Sert - che l’hanno conosciuta e proseguendo sulla linea temporale del XX secolo, tra i problemi legati alla prima guerra mondiale e al mutato clima di fiducia del Dopoguerra, si snodano le vicende della donna che con le sue contraddizioni divenne l’indiscussa stella del fashion design. Coco Chanel resta ancora oggi l’artefice di alcune delle tendenze che diamo per scontate: dal capello corto, alla perfetta unione di praticità ed eleganza in un solo abito, fino al suo profumo che ha fatto epoca. Nella rappresentazione che vede impegnata Milena Vukotic, la troveremo nella sua stanza d’albergo al Ritz pronta a diventare lo scenario del suo racconto autobiografico. Da un testo di Valeria Moretti nasce lo spettacolo raffinato diretto da Roberto Piana che, sottolinea lui stesso, “rappresenta innanzitutto una straordinaria prova d’attore per due grandi interpreti”. A seguire, sullo stesso palcoscenico, dall’8 al 13 aprile La Lista di Schindler. Lo spettacolo è tratto dal romanzo di Thomas Keneally, reso noto dal film diretto da Steven Spielberg, vincitore appunto dell’oscar con la storia di oskar Schindler che riuscì a trarre in salvo dai campi di concentramento circa 1200 ebrei. Una storia straordinaria e toccante che, diretta da Francesco Giuffrè, ricorda come il protagonista sia prima di tutto un uomo che ha avuto sì la freddezza di agire in circostanze straordinarie, ma pur sempre un uomo, che ha rischiato per rispondere al richiamo della propria coscienza. Carlo Giuffrè presta il volto a oskar Schindler. Perché portare a teatro gli orrori della guerra? Lo spiega Francesco Giuffrè, figlio dell’attore, nelle sue note di regia: “Raccontare una storia che ricordi un periodo buio ma che possa dare testimonianza della speranza che l’uomo ha la capacità di ribellarsi alle mostruosità compiute dai suoi simili”. Una sposa per lo Zar nel geniale allestimento di Tchernikov Milano, Teatro alla Scala U ALESSANDRo MoRMILE na sposa per lo Zar di Rimskij-Korsakov approda per la prima volta alla Scala. Partitura ricca di colori questa del compositore russo, eppure talvolta non sempre all’altezza delle sottointese pieghe ora fortemente realistiche, ora demoniache di una trama in cui passione e gelosia, ingenuità e odio rendono l’opera assai adatta ad essere riletta in chiave registicamente moderna da Dmitri Tcherniakov, regista russo che già aveva firmato il discusso allestimento de La traviata inaugurale della stagione scaligera e che qui, invece, colpisce nel segno. Il pubblico, almeno quello della prima, sembra non del tutto convinto e contesta, ma è innegabile che questo spettacolo, in coproduzione con la Staatsoper di Berlino, sia davvero geniale. Attraverso i simboli di una delle nevrosi della nostra contemporaneità, ossia la fin- zione televisiva, con studi di posa e casting, con schermi piatti che disegnano a computer profili di visi e interni borghesi da sceneggiato televisivo, il regista non forza la mano ma rende sempre drammaticamente plausibili i momenti più significativi dell’opera, attualizzando la tensione narrativa, anche quando nella musica sembra non esserci. Regia dettagliata e teatrale, che costruisce passo dopo passo alcune scene madri dell’opera, divenendo addirittura rivelatrice di significati nascosti nelle pieghe delle note. Evidenzia ad esempio assai bene la tormentata gelosia di Ljubascia, offesa e tradita da Grjaznoj, cavaliere al seguito dello zar, che le ha preferito la bella Marfa. Per vendicarsi, la donna si vende al medico alchimista Bomelij per ottenere un filtro velenoso che rovini la bellezza e la giovinezza della rivale, nel frattempo destinata in sposa allo zar Ivan il Terribile, protagonista mai fisicamente presente sulla scena, ma che la regia individua, fin dall’inizio, nella manipolazione dei mezzi mediatici, capaci di illudere e condizionare il popolo rendendolo burattino del “potere” televisivo. Di fortissimo impatto realistico l’incontroscontro fra le due donne, così come le morti dell’ultimo atto, che avvengono quasi in diretta streaming, con Marfa in preda al delirio per l’avvelenamento, presa da una sorta di pazzia ripresa in diretta tv, e con Grjaznoj che uccide la sua compagna e dopo (anche se il libretto non lo prevede) si spara una rivoltellata nello stomaco. Alla regia rivelatrice di Tchernikov si affiancano la direzione tesa e drammaticamente pregnante, densa di sinistri presagi, di Daniel Barenboim e una compagnia di canto favolosa, con la giovane olga Peretyatko, Marfa di giovanile e ingenua semplicità, e Marina Prudenskaya, inquieta Ljubascia, e Johannes Martin Kränzle, formidabile cantante-attore nei panni di Grjaznoj. Spettacolo memorabile. NEwYORk NEwYORk D foto © aut. DAL NoSTRo CoRRISPoNDENTE MAURo LUCENTINI ei numerosi astri che costellavano l’ambiente artistico della Francia del Secondo Impero non ce n’era nessuno più luminoso di uno scultore, Jean-Baptiste Carpeaux. Ma non perchè questi fosse, come era, amico dell’imperatore Napoleone III e di sua moglie Eugénie, e anche maestro di disegno del giovanissimo principe ereditario. Nemmeno perchè avesse fatto di loro, nonchè di molta della gente che contava in quel periodo, dei bellissimi ritratti, o perchè fosse anche politicamente dalla parte giusta, ma perchè molti erano arrivati a vedere in Carpeaux uno dei massimi esponenti della sua arte nella storia. Lui stesso ambiva ad essere, e pensava di esserci effettivamente arrivato, l’erede spirituale di Michelangelo. A giudicare dalle opere adesso raccolte in una completamente inaspettata sua mostra retrospettiva al Metropolitan Museum di New York - The Passions of Jean-Baptiste Carpeaux - una pretesa tanto grande non sembra eccessiva. Anzi: nella sua qualità essenzialmente di ritrattista c’è da credere che nessuno, nella storia della scultura, gli sia stato al disopra come penetrazione psicologica dei soggetti; e che lo stesso Michelangelo non sia stato superiore a lui nella capacità, invero soprendente, di rappresentare nella pietra la morbidezza e insieme la vitalità del corpo umano. In Italia e a Roma, Carpeaux ha trascorso diversi anni come vincitore del Prix de Rome immerso nello studio dei suoi grandi predecessori; e qui ha realizzato quello che è forse il suo capolavoro, il gruppo scultoreo del conte Ugolino e i suoi figli. Per ciò che concerne il lato biografico del legame di Carpeaux con Roma, per avvertirne la profondità basta vedere uno dei capolavori esposti a questa mostra: il ritratto di una giovane contadina, Barbara Pasquarelli detta “la Palombella”, L’astro della scultura “Le passioni di Jean-Baptiste Carpeaux” al Metropolitan Museum Jean-Baptiste Carpeaux “La Palombella in ancient style” Petit Palais © MetMuseum pensierosa e dolce, tra i suoi più belli. è la ragazza che Carpeaux, già sposato sebbene allora solo ventiseienne (era nato nel 1827), aveva incontrato a Trastevere dove lei capitava ogni tanto dal suo paese di Palombara Sabina, e di cui si era appassionatamente innamorato; un affetto corrisposto dalla ragazza, ma solo idealmente, perchè già promessa dalla famiglia a un altro. Carpeaux non la dimenticherà mai, nemmeno dopo il suo ritorno in Francia e il suo grande successo alla corte napoleonica e poi negli anni successivi alla caduta dell’Impero. Poco dopo Carpeaux era caduto malato, di una malattia che non l’avrebbe lasciato più, e dopo anni strazianti nel 1875 era morto di cancro della vescica. Aveva quarantotto anni. La mostra, è stata curata in gran parte da Elena Carrara, giovane “research associate” del Metropolitan Museum. Essa conta 150 tra statue, studi preparatori, quadri e disegni, fatti pervenire da ogni parte del mondo ma soprattutto dal Museo di Valenciennes dove Carpeaux era nato, dal Louvre, dal Petit CINEMA CORRIEREdell’ARTE 28 Marzo 2014 Pagina 11 COURRIER DES ARTS Palais e dal Musée d’orsay, il ricordo di Roma è anche immortalato da un sognante, patetico, bellissimo dipinto della riva sinistra del Tevere con le costruzioni ovviamente scomparse dal tempo dell’arginamento. Chi scrive, e che come autore di una guida artistica di Roma ha dovuto addentrarsi in ogni cunicolo della città eterna, sa che in uno dei suoi angoli più riposti c’è una Via della Palombella; e spera che si tratti di un ricordo di quella malinconica fanciulla e, allora, anche di un ricordo di Carpeaux, anche se ciò è, purtroppo, del tutto improbabile. The Metropolitan Museum of Art 1000 Fith Ave. – New York (NY) “The Passions of Jean-Baptiste Carpeaux” Retrospettiva Info: 001 212 5357710 www.metmuseum.org foto © aut. DreamWorks 20th Century Fox Successi a tutta animazione Dal Box Office USA Confermando la popolarità dei cartoni animati prodotti con le nuove tecnologie, la scorsa quindicina ha visto il successo di Mr. Peabody & Sherman, frutto della collaborazione tra DreamWorks di Steven Spielberg e 20th Century Fox. Arrivando primo come incassi nella seconda fine di settimana di marzo, il film ha totalizzato in questo mese oltre 63 milioni, non male dal lato economico anche con un costo di produzione di 145 milioni; si tratta infatti solo dei biglietti venduti nelle sale americane. I famosi studi Dreamworks di hollywood, ideati da Spielberg al tempo della sua maggior fortuna, sono tuttavia da tempo pericolanti per un seguito di altri insuccessi come, in questo stesso mese, Need for Speed, ennesimo film sulle corse automobilistiche. Messo in circolazione attraverso la Walt Disney e nonostante mirabolanti previsioni di molti specialisti, il film ha stentato a mettersi in lista per il terzo posto nella statistica Rentrak incassando meno di 18 milioni contro un costo di 66. Il secondo posto è andato a 300: Rise of an Empire della Warner Brothers, che nei due primi week-end ha totalizzato oltre 78 milioni. Continuazione di una serie di action movie con Sullivan Stapleton, il film, in due settimane, ha recuperato quasi la metà del costo di produzione di 100 milioni. Tra le delusioni del periodo va incluso infine Single Moms Club di Tyler Perry (Lionsgate), arrivato quinto nella statistica di metà mese. (ma. lu.) [I dati ufficiali degli incassi sono forniti dall’Agenzia Rentrak ©] All’Accademia di Francia, Villa Medici – Roma La pittura negata di Simon hantaï P FABRIzIo FLoRIAN Fernand Léger e la sua città Fernand Léger, “Panorama animato”, 1924, olio su tela © Philadelphia Museum of Art Museo Correr – Venezia F MASSIMo CENTINI ernand Léger, per quanto postosi chiaramente in armonia con la cultura e i linguaggi dell’arte del suo tempo, deve comunque essere considerato una personalità dotata di un’autonomia poetica notevolissima, che si è affrancata da reminiscenze e legami. La mostra, Léger, la visione della città contemporanea 1910 - 1930, che il Museo Correr di Venezia propone fino a giugno, dopo il successo ottenuto al Philadelphia Museum of Art, presenta oltre cento opere di cui più di sessanta dell’artista francese. Il percorso espositivo è scandito da cinque sezioni che bene si attanagliato alla dialettica visiva dell’artista: La metropoli prima della Grande Guerra, Il pittore della città, Pubblicità, Spettacolo, Spazio. Punto focale il dipinto La Ville, un’opera che viene indicata come l’incipit della fase più sperimentale e cubofuturista di Léger. Una tela destinata a emblematizzare la ricerca artistica finalizzata alla rappresentazione della città contemporanea. Uno spazio, quello urbano, che svolgeva un ruolo certamente non secondario nella ricerca futurista, da cui ha preso forma tutta una serie di altre indagini finalizzate a scandagliare la struttura intrinseca della città, come luogo e poi “non luogo”. Il linguaggio di Léger pone in risalto con grande vitalità le dinamiche che hanno contrassegnato il suo concetto di modernismo: un modernismo che ha necessariamente dovuto avvalersi della geometrizzazione e dei contrasti formali e cromatici, senza però dover svendere le irrinunciabili istanze di riflessione sociale. Léger aveva compreso che la forte spinta impressa dalla tecnologia e la conseguente accelerazione socio-culturale, non avrebbero lasciato indenne il mondo dell’arte: “Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna lo ha richiesto… La vista dal finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose”, così scriveva nel 1914, ponendo in rilievo che l’uomo del suo tempo era costretto a registrare un numero di impressioni sensoriali elevatissimo rispetto a un artista del secolo precedente; conseguentemente “La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo”. Le grandi città, nel cui cuore metallico già pulsavano i fluidi vitali della cultura metropolitana, sono il brodo di coltura dei germi di una nuova epoca, vitalizzata, ma anche stordita dalla velocità e da nuove potenzialità che come corrente elettrica attraversano uomini e cose. Léger aveva avvertito questa metamorfosi: ce ne dà una traccia vivida soprattutto nelle figure umane, mutate in forme geometriche ascetiche, private dell’individualità e ormai destinate a farsi creature simboliche, emblemi di un tempo già pronto a modellarle le prime forme di transumanesimo. Museo Correr P.za S. Marco 52 – Venezia “Léger La visione della città contemporanea 1910-1930” Fino al 2 giugno Info: 041 2405211 - correr.visitmuve.it er Simon hantaï, nato in Ungheria nel 1922 e morto a Parigi nel 2008, la pittura è un esercizio del pensiero, una ricerca intellettuale rigorosa, priva di facili concessioni, che lo porterà, subito dopo la trionfale partecipazione alla Biennale di Venezia del 1982, al ritiro dalla scena artistica internazionale. La sua generica appartenenza all’astrattismo del secondo Simon Hantaï, “Mariale”, 1960 olio e intonaco su tela piegata Collection Larock-Granoff, Paris © aut. / Laurent Lecat Novecento, non deve, però, far dimenticare il rigore della sua ricerca volta ad un sempre maggiore approfondimento delle tecniche esecutive: collage, ricalco, pliage, découpage, esperienza materica. La grande retrospettiva di Villa Medici, la prima nel nostro paese e che segue quella a lui dedicata del Centre Pompidou, con quaranta opere realizzate tra il 1958 e il 2004, ci offre un percorso quanto mai affascinante di un artista troppo a lungo dimenticato. I primi esperimenti sono all’insegna dell’automatismo di matrice surrealista e culminano con due grandi opere: la pittura scritta di Peinture (Écriture rose) e quella a tocchi di A Galla Placidia, entrambe del 1958-59, mentre a partire dal 1960 troviamo la serie delle Mariales, realizzata con la tecnica del pliage che, memore delle ricerche di Matisse e Pollock, consiste nello spalmare uno più colori su una superficie spiegazzata e poi dispiegata, creando un motivo di pieni e vuoti come nella grande Mariale, Manteau de la Vierge, proveniente dalla collezione dei Musei Vaticani. Una tecnica che, sempre variata, ritro- Biblioteca Nazionale Universitaria – Torino Guido Bertello e il mondo dell’editoria Si è conclusa con buon successo di pubblico e critica presso la Biblioteca Nazionale Universitaria, piazza Carlo Alberto 3, Torino, la mostra intitolata Guido Bertello, Il mondo dell’editoria, a cura di Gian Giorgio Massara e Angelo Mistrangelo. L’esposizione, presentata dal gen.le di c.a. Franco Cravarezza, Presidente dell’Associa- viamo anche negli anni successivi con le serie dei Catamurons, delle Panses fino agli Études, ai Blancs e la straordinaria serie delle Tabulas (19721982). La già ricordata partecipazione alla Biennale di Venezia segna un momento decisivo nella carriera artistica di hantaï: la rinuncia ad esporre signi- zione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria, e da Andrea De Pasquale, Direttore della Biblioteca, è stata l’occasione per presentare in forma documentaristica la produzione artistica dei circa 800 volumi illustrati da Guido Bertello e recentemente donati dalla famiglia alla Biblioteca torinese. Da Cuore a Pinocchio, da Zanna fica per lui la rinuncia alla pittura in senso tradizionale e gli ultimi decenni lo vedranno impegnato sia in un dialogo serrato con filosofi, scrittori e poeti, sia in un totale ripensamento delle tecniche artistiche. I Laissées del 1985 portano allo estreme conseguenze il rifiuto della tecnica pittorica tradizionale e aprono nuove strade di ricerca che coinvolgeranno fotografia e serigrafia, mentre, a conclusione del percorso espositivo, troviamo la serie inedita Pliages à usage domestique, omaggio a Marcel Duchamps e rivisitazione delle intuizioni giovanili degli Anni ’50. Accademia di Francia Villa Medici V.le Trinità dei Monti 1 – Roma Simon Hantaï Fino all’ 11 maggio Info: 06 67611 - www.villamedici.it Bianca a Il piccolo Alpino è stato raccontato visivamente il percorso artistico dell’autore e la sua capacità di interpretare i personaggi traducendoli in successive raffigurazioni capaci di suscitare grandi emozioni. Biblioteca Nazionale Universitaria P.za Carlo Alberto 3 – Torino Guido Bertello Conlusa Info: 011 8101113 CORRIERE dell’ARTE Segnalazioni TORINO e PIEMONTE “ L’ a r t e e s a l t a l a v i t a ” P i t t u r a d i D a r i o B i a n c a rd i Sala mostr e Regione Piemonte P.za Castello 165 – Torino La mostra, composta da opere scelte dal pittore Dario Biancardi, ne ripercorre i sessant’anni di attività: L’artista professionista ha al suo attivo ben cinquantatre personali, più una serie innumerevole di collettive e presenze in varie gallerie d’arte in Italia e all’estero ed ha già anche pubblicato diversi libri. Dalle sue opere emerge uno stile unico ed inimitabile per immortalare i sentimenti che sempre lo ispirano. “ Mi t o e at t u a l i tà i n G i u l i a n o Va n g i ” Palazzo Reale P.ta Reale 1 / p.za Castello Torino Fino al 30 marzo Info: 011 4361455 Per la prima volta a Torino, nella suggestiva cornice di Palazzo Reale, Giuliano Vangi presenta VEIO, un lavoro dalla grande suggestione e dimensione e 2011, opera inedita appena ultimata, oltre a 14 disegni e tecniche miste anche di grande formato che sviluppano gli stessi temi delle sculture. (c.s./d.t.) J e s s i c a C a rr o l l Galleria Oper e Scelte Via Pescatore 11/d – Torino Fino al 3 maggio Info: 011 5823026 La Carroll fonde nelle sue opere mondi fantastici e reali, con un’affascinante equilibrio tra impegno ambientale e ironia. L aur a P ugn o “ F o r m i n p ro g re s s ” Alberto Peola Ar te Contemporanea Via della Rocca 29 – Torino Fino al 30 aprile Info: 011 8124460 La ricerca artistica di Laura Pugno ha per tema la visione in quanto esperienza culturalmente condizionata: l’oggetto di tale discorso creativo è il paesaggio, di cui l’autrice presenta ora un nuovo ciclo di cancellazioni, che restano per lei una direzione proficua, arricchita di significativi sviluppi. (c.s./c.p.) M a rc e l l a G a l l o t t a e A n ge l o I a n n o n e PHOS Centr o Polifunzionale per la Fotografia e le Ar ti Visive Palazzo Buschetti Via Garibaldi 35bis – Chieri (To) Info: 011 7604867 www.phosfotografia.it Fino al 30 aprile Due personali ricerche fotografiche, “parallele e divergenti”, tra giorno e notte, chiaro e scuro, interno ed esterno. (e.s.l.) sul CORRIERE dell’ AR TE 1/4 pagina 1/2 pagina pagina intera ultima pagina intera euro euro euro euro 150,00 250,00 350,00 450,00 redazionali 1/4 pagina 1/2 pagina pagina intera Vernissage Sabato 29 marzo - ore 16,00 Galleria Arte per Voi c/o Chiesa della Santa Croce P.za Conte Rosso – Avigliana (To) “Paesi d’acqua” Personale di Ivo Bonino Sabato 29 marzo - ore 18,00 Galleria Rinascenza Contemporanea Associazione Culturale Via Palermo 10 – Pescara “Orpheus. Viaggio attraverso i mondi di Marco Creatini” Mostra personale Mercoledì 2 aprile - ore 18,00 Galleria TeArt Associazione Artistico-culturale Via Giotto 14 – Torino “Energie e trasparenze” Personale di Giancarlo Teker Venerdì 4 aprile - ore 18,00 Galleria Arte Città Amica Centro Artistico Culturale Via Rubiana 15 – Torino Mostra colletiva Sezione Arti Figurative CEDAS euro 180,00 euro 300,00 euro 400,00 CORRIEREdell’ARTE COURRIER DES ARTS Direttore Editoriale Pietro Panacci Direttore Responsabile Virginia Colacino Assistente di Direzione Chiara Pittavino Comitato Editoriale Giorgio Barberis, Rolando Bellini, Massimo Boccaletti, Franco Caresio, Angelo Caroli, Claudia Cassio, Massimo Centini, Fernanda De Bernardi, Marilina Di Cataldo, Gian Giorgio Massara, Alessandro Mormile, Massimo Olivetti, Enzo Papa, Lorenzo Reggiani, Gianfranco Schialvino, Maria Luisa Tibone Corrispondente da New York Mauro Lucentini [email protected] Corrispondente da Berlino Sabatino Cersosimo Hanno collaborato V. Ciambrone, F. Florian, C. Gallo, E.S. Laterza, M. Marascio, M. Orlotti, C. Pittavino, E. Rabbione, R. Roveda, A.D. Taricco, D. Tauro Realizzazione grafica interna a cura di E.S. Laterza Fotografo uf ficiale Antonio Attini Redazi oni distaccate Milano Rosa Carnevale Tel. 339 1746312 Roma e Napoli Fabrizio Florian Tel. 388 9426443 Palermo Caterina Randazzo Tel. 334 1022647 Concessionaria di Pubblicità interna Stampa e di stri buzione EditService S.r.l. Str. Piossasco 43/U - Volvera (To) Editore Corriere dell’Arte Associazione Culturale Arte Giovani Torino P.IVA 06956300013 DES ARTS Pagina 13 in ITALIA La “ P ie tà” d i G io va nn i B el li ni Pinacoteca di Br era Via Brera 28 – Milano Dal 2 aprile al 6 maggio Info: 02 7226 3264 Si apre al pubblico la mostra dedicata al restauro della celebre Pietà di Giovanni Bellini: un’occasione per ripercorrere la prima carriera del pittore veneziano, grande protagonista dell’arte rinascimentale italiana, che ricorre con frequenza nella produzione dell’artista e della sua efficientissima bottega. (c.s./c.g.) “ Ye a r a f t e r Ye a r ” U B S A rt C o l l e c t i o n GAM Galleria d’Ar te Moder na Via Palestro 16 – Milano Fino al 21 giugno Info: 02 8844 5947 A cura di Francesco Bonami sarà presentata da UBS la prima esposizione in Italia di opere dalla UBS Art Collection, una delle più ampie e apprezzate collezioni private di arte contemporanea al mondo. V it t or io Ma t ino “P e r pu ra pi tt u r a” Galleria San Carlo Via S. Agnese 16 – Milano Fino al 20 aprile Info: 02 794218 Dagli Anni Settanta, Matino decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura, facendo del colore, inteso come pura energia luminosa, l’elemento centrale della sua poetica. In retrospettiva si offre costì una visione completa della sua evoluzione artistica: da una pittura espressionista al tema sociale, sino al passaggio all’astrattismo. (c.s.) “ R e alt à illu s o rie ” d i F abi o P eta ni Associazione Onda d’Ur to Via Vigone 24 – Pinerolo (To) Fino al 12 aprile Info: 346 3209389 In mostra i primi lavori e le opere più recenti del giovane artista Fabio Petani. Strettamente legato alla pittura street-art, Petani riesce a legare sulla tela colori e impressioni visive decisamente innovative. pubblicità inser zioni COURRIER 28 Marzo 2014 Abbonamenti Annuale (22 nn.): euro 50,00 per l’Italia euro 120,00 per l’estero Arretrati: euro 4,00 “C o se d i N a tur a ” Mo s tr a f o to gr a fi c a di L u i sa Me n az z i More t t i e M a rc o M a r i a Z a n i n Galleria d’Ar te Moder na di Genova Via Capolungo 3 -– Genova Dal 26 aprile al 22 giugno Info: 010 3726025 Questa doppia personale fotoiconografica di Luisa Menazzi Moretti e Marco Maria Zanin, con diverse opere site-specific, frutto di un’interrelazione creata in loco con le raccolte museali e l’ambiente circostante, intende approfondire apputo il tema della natura ed istituisce un dialogo tra l’arte contemporanea e gli stessi lavori esposti nell’ambito delle collezioni permanenti, particolarmente legati proprio al tema del paesaggio. (c.s./e.l.) “ Te rr a e m o t a ” R i c c a rd o M o n a c h e s i Museo delle Mura Via Porta S. Sebastiano 18 Roma Dal 6 aprile al 15 maggio Info: 06 0608 www.museodellemura.it Come la Terra è sconvolta da continui terremoti, così anche la materia scultorea, per Riccardo Monachesi, è attraversata da forze telluriche: la mostra esamina la catastrofe della scultura, il movimento interno della creta, la sua ancestrale vocazione al racconto dell’essere umano. L’allestimento dialoga con lo spazio, in un complesso gioco di accordi e contrasti tra contenitore e contenuto. (c.s./c.p.) c.c. postale n. 45958055 intestato a Corriere dell’Arte Associazione Culturale Arte Giovani Aut. Tribunale di Torino n. 4818 del 28/07/1995 ABBÒNATI al nuo vo f orm ato tabl oid CORRIEREdell’ARTE a soli 50 euro per un anno 22 numeri a casa tua CORRIERE dell’ARTE COURRIER Pagina 14 DES ARTS 28 Marzo 2014 ACCADEMIA Galleria Via Accademia Albertina 3/e – Torino Tel. 011 885408 [email protected] Orario: 10,00-12,30/16,00-19,30; chiuso lunedì Fino al 10/4 “Fragile” Personale di Carla Bedini SENESI Galleria d’Arte Via Sant’Andrea 44 – Savigliano (Cn) Tel. 0172 712922 www.senesiarte.it ARTE CITTÀ AMICA Centro Artistico Culturale Via Rubiana 15 – Torino Tel. 011 7717471 - Fax 011 7768845 www.artecittaamica.it Orario: lun. - sab.16,00-19,00; dom. chiuso; Dal 4 al 15/4 Mostra collettiva Sezioni Arti Figurative CEDAS SILVY BASSANESE Arte Contemporanea Via Galileo Galilei 45 – Biella Tel. 015 355414 Orario: mart. - ven. 16,30-19,30; sab. e festivi su appuntamento ARTE PER VOI Associazione Culturale P.za Conte Rosso 3 – Avigliana (To) Luigi Castagna - Tel. 011 9369179 Cell. 339 2523791 [email protected] - www.artepervoi.it Paolo Nesta - Tel. 011 9328447 Cell. 333 8710636 [email protected] Orario: sab. - dom. 15,00-19,00 Dal 29/3 al 20/4 “Paesi d’acqua” Personale di Ivo Bonino c/o Chiesa della Santa Croce P.za Conte Rosso – Avigliana (To) ART GALLERY LA LUNA Via Roma 92 – Borgo San Dalmazzo (Cn) Cell. 339 7108501 [email protected] Orario: ven. 16,00-19,00; sab. 10,30-13,00/16,00-19,00; dom. 10,30-12,00 CIRCOLO DEGLI ARTISTI DI TORINO Palazzo Graneri della Roccia Via Bogino 9 – Torino scala B destra - 1° piano (digitare 4444+ ) Tel./fax 011 8128718 [email protected] www.circolodegliartistitorino.it Orario: lun. - ven. 15,30-19,30 Fino al 5/4 Personale di Anselmo Sacerdote LA LANTERNA Galleria di Maristella SANDANO Direttore Artistico: Livio Pezzato Via S. Croce 7/c – Moncalieri (To) Tel. 011 644480 - Fax 011 6892962 [email protected] - www.lalanternaarte.com Orario: mart. - sab. 15,30-18,30 A. Arcidiacono, V. Cavalleri, A. Ciocca, E. Colombotto Rosso, D. De Agostini, Gigli, E. Gribaudo, W. Jervolino, Sky Lake, E. Longo, F. Maiolo, E. Maneglia, S. Manfredi, D. Pasquero, G. Peiretti, G. Pezzato, L. Pezzato, C. Pirotti, G. Righini, T. Russo, G. Valerioti inoltre pittori ucraini, naïf croati grafica nazionale ed internazionale STORELLO Galleria d’Arte Via del Pino 54 – Pinerolo (To) Tel. 0121 76235 Orario: mart. - sab. 9,00-12,15/15,30-19,00; lun. e dom. chiuso In permanenza Opere di Avataneo, Carena, Coco Cano, Faccincani, Fresu, Garis, Luzzati, Massucco, Musante TEART Associazione Artistico-culturale Via Giotto 14 – Torino Tel. 011 6966422 Orario: mart. - sab.17,00-19,00 Fino al 29/3 Mostra fotografica del viaggio in Oman Dal 2 al 19/4 “Energie e trasparenze” Personale di Giancarlo Teker TINBER Art Gallery @ Pragelato Via Albergian 20 - Souchères Hautes Pragelato (To) Tel. 0122 78461 [email protected] Orario: sab. e dom. 10,00-12,30/15,30-19,00 In permanenza Opere di Tino Aime, Jean-François Béné, Andrea Berlinghieri, Gianni Bertola, Fulvio Borgogno, Flaviana Chiarotto, Enrico Challier, Dino Damiani, Pierflavio Gallina, Lia Laterza, Claudio Malacarne, Vinicio Perugia, Elena Piacentini, Mariangela Redolfini, Sergio Saccomandi, Luciano Spessot Gallerie A.L.P.G.A.M.C. Associazione Ligure e Piemontese Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea BIASUTTI & BIASUTTI Galleria d’Arte Via Bonafous 7/1 – Torino Tel. 011 8173511 Orario: mart. - sab.10,00-12,30/15,30-19,30 CENTRO ARTE LA TESORIERA C.so Francia 268 – Torino Tel. 011 7792147 Orario: mart. - sab. 10,00-13,00/16,00-20,00; lunedì e festivi chiuso o su appuntamento Mostra collettiva di Artisti dell’Ottocento e Novecento Arte Antica AVERSA Galleria Via Cavour 13 int. cortile – Torino Tel. 011 532662 Orario: mart. - sab. 10,00-12,15/15,30-19,00 “Venezia e il Mediterraneo tra ’800 e ’900” “Da Bossoli a Spazzapan, 1850-1950 Cento anni di pittura” DELLA ROCCA Casa d’Aste Via della Rocca 33 – Torino Tel. 011 8123070/888226 Fax 011 836244 [email protected] - www.dellarocca.net LUIGI CARETTO Galleria Via Maria Vittoria 10 – Torino Tel. 011 537274 Orario: mart. - sab. 9,45-12,30/15,45-19,30 Miscellanea di Pittura Fiamminga e Olandese SANT’AGOSTINO Casa d’Aste C.so Tassoni 56 – Torino Tel. 011 4377770 - Fax 011 4377577 Orario: mart. - sab. 9,30-12,30/15,30-19,30 offerte Multimedia 2000 LUNA ART COLLECTION Spazio espositivo Via Nazionale 73/1 – Cambiano (To) Tel./Fax 011 9492688 [email protected] www.luna-art-collection.com Orario: lun. - ven. 8,30-17,30; sab. 8,30-17.30 (previa telefonata) In permanenza serigrafie d’arte a tiratura limitata di Coco Cano, Francesco Casorati, Isidoro Cottino, Theo Gallino, Franco Negro, Ugo Nespolo, Ernesto Oldenburg, John Picking, Marco Puerari, Giorgio Ramella, Maurizio Rivetti, Francesco Tabusso, Silvio Vigliaturo MAESTRO Raul VIGLIONE Studio - Galleria - Mostra Culturale Via Servais 56 – Torino Tel. 011 798238 - Cell. 335 5707705 [email protected] - www.raulviglione.it RINASCENZA CONTEMPORANEA Associazione Culturale Via Palermo 140 – Pescara Cell. 328 6979208 [email protected] www.rinascenzacontemporanea.jimdo.com Orario: mar. - sab. (su appuntamento) Fino al 21/4 “Ars Nova. Il Neo-Creativismo” Collettiva Dal 29/3 al 29/4 “Orpheus. Viaggio attraverso i mondi di Marco Creatini” Mostra personale Abbiamo cambiato sede! via P. Paoli, 43/a – Torino Dal vecchio indirizzo di c.so Sebastopoli ci siamo trasferiti in via P. Paoli 43/a CORRIEREdell’ARTE - 28 Marzo 2014