PROGETTO/RIQUALIFICAZIONE
Il nuovo waterfront
di Alghero
Un complesso che si impone come nuovo polo
attrattivo per la cittadina sarda,
architettonicamente riconoscibile attraverso
pochi segni forti ed univoci, capace di attrarre
nuove risorse e di rispondere
contemporaneamente alle necessità
della città e del mare
Arch.Alfredo Amati
L
a r iqualificazione dell’ex
area industriale “Saica”,
bonificata nel 2003 per l’inquinamento da amianto, rappresenta un’occasione ir r ipetibile per
Alghero di riconfigurare in maniera
adeguata un’area di grande rilevanza strategica, valorizzando la fruizione pubblica degli spazi architettoni-
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ci circostanti e realizzando un intervento che si ponga come nuova
centralità rispetto a quella consolidata all’interno della cinta muraria.
Il progetto
La composizione generale
L’ipotesi progettuale di riqualificazione dell’area muove in prima istanza
dalla volontà di esaltare le relazioni
con il contesto e con i suoi segni più
significativi.
L’area d’intervento costituisce una dilatazione nell’andamento rettilineo del
lungomare, in continuità con l’intervento realizzato dall’architetto catalano
Busquets (che rievoca le ramblas).
La memoria di precedenti costruzioni
industriali sull’area, del loro impianto
or togonale al lungomare, della loro
altezza rimane come eco di un’assenza
della quale tener conto non con atteggiamento vernacolare o sterile di
riproposizione di forme e stili, ma con
attenzione alle giaciture, ai fili fissi, che il
luogo suggerisce e rievoca.
La maglia ottocentesca regolare e
quella parallela al lungomare si incontrano su Via Asfodelo e di qui la scelta
della trama, del tessuto su cui formulare l’impianto architettonico.
Gli edifici di progetto sorgono arretrati, per lasciar spazio ad una grande
piazza urbana ma in contatto fisico,
diretto e funzionale, con il mare e con
il porto; l’arretramento apre una visuale ad ampio spettro verso il centro
storico cittadino, verso il mare e verso
la magnifica vista di Capo Caccia.
Gli spazi esterni pavimentati racchiudono gli edifici e si insinuano negli
ambiti interstiziali lasciati dal costruito,
rievocando l’andamento dell’acqua
intorno alle banchine del porto, quasi
come una nuova, inaspettata ed artificiale “linea di costa”.
Formalmente e funzionalmente, il
complesso interpreta la volontà dell’Amministrazione nel ricercare un
intervento che si imponga come nuova “centralità”, che sia riconoscibile
attraverso pochi segni forti ed univoci
e che sia in grado di rispondere alle
necessità della città ma anche a quelle
derivanti dal mare.
Il progetto risponde a questa dualità: il
rappor to con il grande “vuoto” del
mare che parla a luoghi lontani ma le
cui suggestioni culturali riecheggiano
da sempre in questa zona e parla alla
città con servizi e funzioni ormai indispensabili.
Per questo il progetto ha come presupposto la realizzazione insieme di
servizi per la città e di servizi per il
porto. Anche gli edifici prospettano differentemente a seconda che guardino
verso il mare o la città.
Così il dislivello tra i due
fronti offre l’opportunità di
incastrare la massa degli edifici dal lato della città in un
sistema di terrazze che
nasce come prosecuzione
“naturale” del costruito. Gli
edifici appaiono solidi, caratterizzati da una doppia identità: da una parte saldati a
terra, quasi un’estrusione del
terreno, dall’altra sbalzati
verso il porto; concretizzazione della città che si pro-
Fronte mare si estende la piazza con
una visuale aperta a 180° sul porto.
La continuità con il mare potrebbe
trasformarsi da visiva in funzionale
se si arrivasse ad interrare una porzione di strada.
tende verso il mare ed al tempo stesso metafora di “bastimenti” che vengono dal mare ricchi di culture ed esperienze lontane.
I volumi, gusci solidi, si aprono sul fondo a simulare cannocchiali di luce e si
sollevano protesi dando origine a sorprendenti tagli di vetro e luce. Tutto si
gioca in un continuo contrasto tra solidità, accentuala dal rivestimento lapideo in marmo di Alghero, e leggerezza,
tra massa e vuoto. Planimetricamente il
progetto ha voluto riservare una particolare attenzione allo sviluppo dei percorsi: la piastra di connessione tra i vari
edifici è accessibile dai vari fronti e
ricuce in un percorso fronteggiato da
attività commerciali e servizi i differenti
ambiti funzionali.
Gli edifici, pur presentandosi formalmente in maniera unitaria, vivono ciascuno di una propria autonomia funzionale che li rende fruibili simultaneamente o separatamente a seconda
delle esigenze del momento.
La varietà dimensionale e formale che
caratterizza questa parte di città viene
interpretata e rielaborata, attraverso
slittamenti ed articolazioni planimetriche e volumetriche mentre la piastra
di connessione richiude l’insieme com-
L’ipotesi progettuale nasce dalla volontà di esaltare le relazioni con il contesto. L’area di intervento costituisce una dilatazione nell’andamento rettilineo del lungomare in continuità con il
progetto realizzato dal catalano Busquets.
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PROGETTO/RIQUALIFICAZIONE
positivo conferendo al sistema una
valenza unitaria.
Il sistema assume così una “scala” proporzionata sullo specifico contesto per
conseguire un “ordine” ed una qualità
superiore ma al contempo si impone,
soprattutto nel volume museale, con il
suo carattere di eccezionalità.
Il progetto immagina e disegna uno
spazio flessibile, in grado di rispondere
alle nuove esigenze di rappresentatività, di incontro tra percorsi e culture
differenti, di dinamismo e trasformazione ed al contempo di confrontarsi con
il patrimonio storico e culturale del
luogo in cui si esprime.
Uno spazio in evoluzione, vivo ed
aperto ad un’ampia gamma di manifestazioni e servizi, che nel tempo saprà
adattarsi ai rapidi cambiamenti che
caratterizzano la nostra epoca.
La nuova piazza ed il sistema dei
percorsi
Il processo di riqualificazione urbana
dell’area muove, come già detto, dalla necessità di creare un nuovo polo
attrattivo per la città. Il concetto di
aggregazione nella città storica è
sempre coinciso con un grande spazio pubblico aperto ed è per questo
che il progetto parte da questo presupposto.
Percorrendo la strada che dal Forte
della Maddalena conduce al Lido San
Giovanni, la visuale si apre in una grande dilatazione spaziale.
Questo ambiente aperto, pavimentato
in trachite grigia, pur presentandosi
unitariamente, appare fruibile per
ambiti, elementi riconoscibili e differenziati, che ne esaltano il carattere di
spazio multifunzionale, luogo di incontro urbano e scenario naturale per
eventi all’aperto, dalle manifestazioni
alle mostre itineranti.
Ampie sedute, variamente dislocate,
favoriscono la sosta e l’incontro e
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Studio Amati
Lo studio Amati, costituito a Roma dall’ingegnere Giuseppe Amati più di
trent’anni fa, si è aggiudicato il primo posto al concorso internazionale di idee per la riqualificazione dell’area ex Saica, oggi adibita a parcheggio pubblico, promosso dal
Comune di Alghero in collaborazione con gli ordini degli architetti e
degli ingegneri di Sassari.
L’intenzione del comune è quella di
rigenerare la zona e qualificarla
come occasione di nuova centralità
urbana. Ancora non è stato affidato
l’incarico per lo sviluppo delle altre fasi di progettazione, ma lo stesso studio
Amati si è proposto di collaborare con il comune per individuare la formula
migliore per realizzare l’opera, non escluso il ricorso al project financing “già
sperimentato con successo in altri casi”.
Diverso il caso della realizzazione dello stabilimento di Grottaglie dove Amati
sta ultimando i lavori, su commissione di Alenia Spa, socia della americana
Boeing, dove verranno prodotte le fusoliere in carbonio del nuovo 7E7, l’aereomobile superveloce con il quale il colosso statunitense vuole dare filo da
torcere all’europeo Airbus.
creano, sui margini dell’area, spazi più
raccolti in particolar modo tra gli edifici in cui gli ambiti pubblici diventano
una sorta di patii aperti verso il mare.
A cominciare da sud, la prima corte
presenta una grande rampa pedonale
che conduce al primo livello interrato
del parcheggio e insieme ad alberature, zone intime di sosta e percorsi
pedonali tra gli edifici organizzano e
risolvono il difficile rappor to con le
abitazioni esistenti sull’area di progetto. Il secondo spazio, il più ampio,
segna la presenza e gli ingressi all’edificio e ai servizi per i diportisti, mentre i
rimanenti due marcano gli accessi
rispettivamente all’edificio dell’auditorio e del museo con i propri servizi
(caffetteria, book shop ecc).
Fronte mare, la piazza si estende libera, con una visuale aperta a 180° sul
por to. La continuità con il mare
potrebbe trasformarsi da visiva in funzionale se, come il progetto ipotizza, si
arrivasse ad interrare una porzione
della strada, sottraendo totalmente al
traffico veicolare una fascia di area
antistante il nuovo inter vento. Con
tale auspicabile opera, l’area costituirebbe un vero trait d’union tra città e
mare, interpretando ancor più simbolicamente il ruolo di centralità con servizi per i cittadini e servizi per i diportisti; non solo, l’intervento permetterebbe la piena valorizzazione e fruizione della passeggiata realizzata da
Busquets.
Alle spalle degli edifici, l’ar ticolato
sistema delle coper ture gestisce e
modula i percorsi più intimi che si
svolgono sopra e sotto la copertura in
un nuovo spazio urbano più raccolto e
riservato, ricco di aree verdi e patii
che illuminano e rendono confortevoli
gli ambienti sottostanti, integrando i
sistemi di accesso ai servizi e la rampa
di accesso al sottostante garage interrato (che garantisce una capienza di
1000 posti auto).
Le fasce, suddivise a loro volta in elementi modulari lignei, si piegano consentendo l’accesso alla galleria commerciale ed alla piazza fronte mare o
si sollevano a configurare la copertura
del corpo servizi per i diportisti. Uno
stato di mutazione ora lieve ora più
marcata che garantisce non solo le esigenze funzionali del progetto, ma
anche di ritrovare una continuità ed
un raccordo “naturale” tra i margini
costruiti dello scenario urbano ed il
porto.
Le costruzioni
Il sistema degli edifici, atti ad ospitare
le funzioni culturali e di servizio di cui
SCHEDA DELL’INTERVENTO
• Intervento:
Riqualificazione dell’ex area
industriale “Saica”, Alghero
• Team di progettazione:
- Studio Amati S.r.l.: arch.Alfredo Amati (capogruppo), arch.
Giuseppe Losurdo, ing.Adriano
Di Barba
- SMT Studio: arch. Giacomo
Gajano Saffi, arch. Mauro
Gastreghini
- Siproj S.R.L.: ing. Marco Sotgiu, arch. Marcello Demartis,
ing.Antonio Diana
- ing. Marco De Simone
• Consulenti:
Promotec S.r.l.: P.I. Stefano Idini, ing.Antonio Serra
• Collaboratori:
arch.Anna Clelia Coiro, arch.
Christopher Stack, arch.jr. Pierandrea Mattioli, Elena Zanolin,
Chiara Baiocco, arch. Paola Dui
Il progetto ha come presupposto la realizzazione insieme di servizi per la città e
di servizi per il porto.
Alghero necessita, si apre con la
“Casa della Città”, elemento della
composizione più vicino al centro
storico.
Le due testate dell’edificio sono
entrambe trasparenti ma il fronte
verso il costruito si solleva e si spinge
a ricercare, solo qui, quel rappor to
con la città che la funzione ospitata
esige, dialogando inoltre con l’edificato esistente al margine meridionale
dell’area.
L’edificio, luogo ove “la città mostra
se stessa”, si sviluppa su tre livelli con
un grande spazio foyer ed informazione a prevalente vocazione municipale (ma sfruttabile anche per eventi
e mostre in genere) al primo livello,
ambienti espositivi multimediali, sala
conferenze o proiezione al secondo
livello e zona uffici e piccola foresteria al terzo livello.
Esso diventa luogo di ricerca congiunta tra le diverse anime del mediterraneo che la multiculturalità della città di
Alghero rappresenta e testimonia.
Subito di seguito la più marcata piegatura della piastra di connessione tra i
vari volumi ospita il centro di servizi
per i dipor tisti, con la caffetteria a
doppia altezza aperta verso il mare e
vari servizi informativi, relax ed accoglienza, distribuiti tra il primo ed il
secondo livello.
Attraverso una galleria commerciale, si
giunge al terzo edificio, ospitante una
biblioteca, anch’essa pensata per soddisfare le esigenze della cittadinanza
ma anche per promuovere la conoscenza delle tradizioni storiche locali.
Si tratta di una sequenza regolare di
ambienti identici che tuttavia, attraverso le variazioni di luce – zenitale e
perimetrale - e di visuale, si trasformano in spazi dalle qualità differenti ove
trovano posto anche gli uffici amministrativi, le sale lettura e gli spazi internet point.
La galleria commerciale prosegue raccordando questo edificio con il successivo, nel quale si collocano l’Auditorium e la sala Convegni.
Le due sale contrapposte (rispettivamente da 156 e da 306 posti), calibrate diversamente in maniera da accentuare il carattere polivalente degli spazi, sono inframmezzate da locali di servizio ed ambiti di distribuzione.
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Da questo nucleo centrale si accede
direttamente ad un ristorante-caffetteria fr uibile anche in maniera
indipendente.
La sala convegni presenta, in corrispondenza della parte aggettante verso il mare, una doppia pelle trasparente, un vero e proprio foyer che si confronta con l’esterno attraverso una
grande vetrata.
Chiude il complesso degli edifici l’imponente corpo di fabbrica del Museo
del Mare, in aderenza ad una serie di
servizi complementari ed al grande
Book Shop.
All’interno del Museo si svela una spazialità sorprendente: il visitatore viene
immediatamente guidato nella parte
più alta dell’edificio per essere ricondotto, attraverso un percorso discendente elicoidale nuovamente verso il
basso.
Un vuoto centrale luminoso divide ed
ar ticola i diversi piani su cui sono
disposte le sale espositive; l’acqua, che
fluisce all’interno dell’ampia cavità,
modula la luce proveniente dall’alto e
guida, in questo percorso didattico
discendente, a simulare un’immersione
negli strati più profondi dell’ambiente
marino. Il percorso trova la sua conclusione nella dilatazione di un’ampia
sala al primo livello: l’acqua viene convogliata in una vasca nella quale sono
esposti modelli di barche; la luce rarefatta trova nuovo vigore nei tagli zenitali ricavati sulla copertura.
Fattibilità tecnico-economica
Aspetti generali
Il progetto recepisce le necessità funzionali e le specifiche prestazionali
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individuate nella relazione illustrativa
elaborata dal Comune di Alghero,
utilizzando tipologie strutturali e tecnologie costruttive, frutto di numerose esperienze sul campo, che sintetizzano completamente la coesione
tra diverse esigenze quali:
- inserimento territoriale-ambientale
e possibilità che il nuovo intervento
costituisca un elemento capace di
riqualificare la morfologia e le caratteristiche ecologiche del sito interessato e divenga al tempo stesso
nucleo di condensazione di attività
qualificate per la città di Alghero;
- caratterizzazione architettonica e
riconoscibilità dell’inter vento attraverso un linguaggio architettonico
contemporaneo ed in grado di sottolineare la valenza pubblica del
complesso;
Gli edifici appaiono solidi, caratterizzati
da una doppia identità: da una parte
saldati a terra, quasi un’estrusione del
terreno, dall’altra sbalzati verso il porto.
- innovazione tecnologica ed utilizzazione di materiali moderni ed innovativi, dalle elevate caratteristiche
prestazionali, dai costi compatibili
con l’entità del budget che si chiede
di rendere disponibile per la realizzazione dell’opera;
- rispondenza ad esigenze climatiche
ed ambientali in considerazione delle
condizioni esterne e delle richieste
dei singoli ambienti in funzione delle
attività che vi si svolgono.
Il costo presunto delle opere è di
circa 24 milioni di Euro.
Il bilancio tra i costi da sostenere
ed i benefici economici e sociali
indotti dalla realizzazione dell’inter vento risulta ampiamente favorevole e suppor ta la piena sostenibilità degli obiettivi dell’Ente
Banditore.
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