Sivadis 3: una nuova sperimentazione
Si modifica l’oggetto della valutazione: dal rapporto obbiettivirisultati, alla valutazione di prestazioni, comportamenti,
competenze.
Dalla valutazione annuale alla valutazione pluriennale.
Si modificano le aree di attività del Dirigente considerate nella
valutazione.
Dalla valutazione uno a uno alla valutazione in team
Le quattro aree di valutazione…
• Promozione della qualità dei processi formativi
(progettazione e innovazione dei processi di
apprendimento individuali e collettivi).
• Direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse
umane dell’istituto.
• Relazioni esterne, collaborazione con i soggetti
istituzionali, culturali, professionali, sociali ed
economici del territorio.
• Organizzazione e gestione delle risorse finanziarie e
strumentali e controllo di gestione.
Da tassonomia degli obiettivi
A griglia delle osservazioni valutative
Dalla valutazione annuale alla valutazione
pluriennale…
Valutazione annuale:
Autovalutazione controllata
Retribuzione di risultato
Valutazione pluriennale:
Valutazione diagnostica
Miglioramento
Formazione
Sviluppo professionale
Mandato del contratto
individuale?
Dalla valutazione uno a uno alla valutazione in
team…
Team di valutazione
Ispettore
Dirigente amministrativo
Dirigente scolastico
Struttura dedicata USR
Coordinamento team
Back office
Banche dati
La mappa della valutazione
Dal rapporto obbiettivi-risultati, alla valutazione di
prestazioni, comportamenti, competenze..
Repertorio Obiettivi/Indicatori
Prodotto da INVALSI su
analisi fascicoli degli anni precedenti
Repertorio Azioni professionali/competenze
Prodotto da gruppo di ricerca
Irre Toscana
Aree di
attività
1
2
3
4
Repertorio di azioni
professionali
Descrittivo
Diagnostico
Competenze connesse
Conoscenze
Capacità
Valori
Problemi
1
La valutazione obiettivi/risultati in chiave triennale richiede la
ricostruzione della catena di senso della gestione per obiettivi
Politiche e strategia
Macro obiettivi
Decisore politico
Top management
amministrativo
Contrattoindividuale
Obiettivi di settore/ di area
Dirigenti scolastici
OBBIETTIVI
INDICATORI
Problemi
2
Il passaggio ad un sistema di valutazione “misto”
(parametri variabili=obiettivi; parametri fissi=prestazioni,
comportamenti di ruolo, competenze)
Richiede
 Molta osservazione sul campo
 Utilizzazione di strumenti “sintomatici”
 Adozione di un paradigma “indiziario”
 Molta ricerca sul campo
Rischia
 Di produrre profili di ruolo “formali” (idealtipi di DS)
 Di conformizzare i dichiarati
Problemi
2bis
 La chiave di volta della valutazione delle prestazioni è
la definizione del profilo di ruolo
 Il profilo di ruolo, nella cultura organizzativa, è “ciò
che l’organizzazione si attende da una persona”
Nel caso del Dirigente Scolastico chi definisce il
“profilo di ruolo”?
Quale “interpretazione” dell’Autonomia delle
istituzioni scolastiche presiede alla definizione del
profilo di ruolo?
A chi da conto delle proprie prestazioni il
Dirigente Scolastico?
Interpretazioni dell’autonomia
Autonomia “funzionale e strumentale”
Paradigma “storico” della P.A. (entismo)
(involucro costituzionale dell’A. di
cultura e scienza)
La riforma delle “bassanini”
(Il federalismo amministrativo e il
principio di sussidiarietà istituzionale)
Autonomia come declinazione della sussidiarietà
Costituzionalizzazione
(le titolarità “plurime e concorrenti”)
Il principio di sussidiarietà
La sussidiarietà non è solo un limite all’intervento dell’autorità
superiore nei confronti di una persona o di una comunità locale
in grado di agire autonomamente, ma rappresenta anche un
dovere per la stessa autorità ad agire in favore di esse in modo
da permettere loro di potersi pienamente realizzare (Jaques
Delors)
..con l’attribuzione della generalità dei compiti e delle funzioni
amministrative ai comuni, province e comunità
montane…secondo le rispettive dimensioni
territoriali…attribuendo le responsabilità pubbliche alle autorità
territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini…anche
al fine di favorire l’assolvimento di compiti di rilevanza sociale
da parte di famiglie,associazioni e comunità…. (Bassanini)
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: ….
Istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche…..(art
117 Costituzione)
Il sistema di governance
Regione
Stato
(sistema delle
autonomie locali)
(MIUR e articolazioni
periferiche)
Strategia
pubblica
Istituzioni scolastiche
Autonome
Per un profilo di ruolo del DS
 Il DS è un “dirigente pubblico” responsabile di una
“strategia pubblica” a titolarità concorrente
 Il DS è un dirigente di una organizzazione che produce
servizi alla persona
 Il DS è un professionista le cui funzioni non sono
complessivamente “ordinabili”
 Il DS è un dirigente di una organizzazione a “legami
deboli”
 Il DS è dirigente di una organizzazione a elevatissima
permeabilità sociale
 Il DS è un dirigente orientato al “prodotto”
 Il DS è un dirigente di una organizzazione ad alta
intensità di personale e a basso tasso di gerarchia
 Il DS è un professionista il cui profilo ha un elevato
contenuto deontologico
Problemi
3
Il quadro dei valutatori
Problemi
3
Il quadro dei valutatori
Il vincolo quantitativo è superabile solo se:
 Il valutatore di prima istanza non è
necessariamente un Dirigente
 Il valutatore di prima istanza è un assessor
professionale con funzione istruttorio-diagnostica
Dunque:
 Un assessor con formazione specialistica e
certificata
La sperimentazione 2006
 Simulazione che mantiene congiunta la
valutazione annuale (self assessment) e
pluriennale
 Orientata all’applicazione delle metodologie e
degli strumenti piuttosto che ai risultati
 Campione ridotto su base di adesione
volontaria (un non-campione sotto il profilo
statistico)
 Per le Marche
Un team di valutazione
19 Dirigenti Scolastici in valutazione
Problemi
4
 Accompagnare la sperimentazione socializzandone i
processi ed i risultati oltre il piccolo gruppo di volontari
 Per esempio allargando il numero di coloro che, pur non
partecipando alla sperimentazione adottano il fascicolo
individuale come proprio planning
 Organizzare e consolidare la struttura organizzativa
prevista presso USR
 Individuare il team, e in particolare il Dirigente
Scolastico che ne fa parte
 Esperienze di valutazione, autovalutazione, processi di
qualità ecc..
 Raccogliere le adesioni alla sperimentazione utilizzando
i criteri di composizione per territorio e ordine di
scuola.
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Sivadis 3 - Ufficio Scolastico Regionale per le Marche