mensile di informazione della diocesi di Andria
Settembre / Ottobre 2010
insegnamenti
02 “Riscopriamo la vocazione dei laici
nella Chiesa e nel mondo”
03 “Il significato del logo”
04 Orientarsi al bene comune
evangelizzazione
05 “Spezzare pane per tutti i popoli”
06 Madre Teresa di Calcutta
donna “senza confini”
06 Ricordo di Suor Giuseppina Zingaro
07 Dom Acácio Rodrigues Alves
07 Padre Giuseppe Giuliani
08 “Custodire il Creato per coltivare la pace”
09 La Vita Consacrata nella Chiesa locale
10 Laici e Liturgia
caritas
11 Un disastro ambientale in Brasile
12 “Ho sognato una banca”
13 Guardando ai poveri attraverso gli occhi
dei Centri di ascolto
associazioni e movimenti
14 In cammino verso la XIV Assemblea elettiva
15 Progetto formativo diocesano
16 “C’è di più” Incontro Nazionale A.C.R.
e Giovanissimi di A.C.
dalle parrocchie
17 Alla ricerca dell’Essenziale...
18 Terra Santa: terra di tutti, terra di pochi
o terra di nessuno?
19 Una Chiesa che recupera
società
20 Il problema della Villa Comunale ad Andria
21 Minervino. Pendolari, oltre 700 firme
per una nuova fermata dei bus
21 S. Teresa di Lisieux in udienza da Leone XIII
22 Canosa. La villetta di Corso Garibaldi
dedicata a Don Peppino Pinnelli
23 Chiesa e internet: due mondi che s’incontrano
24 I fatti del mese: Agosto - Settembre
cultura
25 A quattordici anni la maggiore età
26 Cultura e spettacoli il gioco delle parti
27 Forum di formazione
all’impegno Sociale e Politico
adolescenti
28 All’inizio del quinto anno liceale
rubrica
29 Teologia Con… TEmporanea
30 Film&Music point
itinerari
31 Leggendo… leggendo
appuntamenti
32 Appuntamenti
Il Programma Pastorale
nella nostra
Chiesa locale
Le comunità cristiane
hanno il dovere di
interrogarsi e domandarsi se hanno fatto
tutto il possibile, se
hanno adottato tutte le
strategie per inculcare
nei fedeli laici che
frequentano le nostre
parrocchie, sono iscritti nelle nostre associazioni, che la fede in
Dio comporta un cambiamento effettivo di
vita: “Chi mi ama,
osserva i miei comandamenti”, leggiamo in
San Giovanni (14,15-21)
(dalla presentazione
di Mons. R. Calabro
al Programma Pastorale
Diocesano)
“Riscopriamo la vocazione dei laici
nella Chiesa e nel mondo”
Alla scoperta del nuovo Programma Pastorale Diocesano
di don Gianni Massaro
insegnamenti
Vicario Generale
Sviluppare una più forte coscienza
ecclesiale, incoraggiare i fedeli laici ad
esprimere in modo lucido ed appassionato le proprie potenzialità nell’annuncio
del Vangelo e nell’animazione della
società. Sono queste le finalità del nuovo
programma pastorale Diocesano che è
stato il frutto non di un lavoro “a tavolino”
ma della comune fatica di sacerdoti, religiosi e fedeli laici che in piena comunione con il nostro Vescovo, Mons. Raffaele
Calabro, hanno così dato corpo e concretezza a parole come collaborazione, corresponsabilità e comunità.
Negli ultimi quattro anni la nostra Chiesa
locale è stata coinvolta in un percorso di
riflessione e d’impegno sul difficile e
complesso versante dell’educazione in
ordine ai temi rispettivamente della
responsabilità, della solidarietà, della cittadinanza e della mondialità.
Sollecitati dal prossimo Convegno
Regionale che sarà celebrato a San
Giovanni Rotondo (dal 28 aprile al 1 maggio 2011) sul tema: “I laici nella Chiesa e
nella società pugliese, oggi”, in questo
anno pastorale, come Chiesa locale,
vogliamo ricomprendere e rilanciare tutti
i temi che hanno orientato i percorsi
pastorali degli ultimi quattro anni, dalla
prospettiva della viva testimonianza dei
laici nella vita della Chiesa e del mondo.
“La Chiesa deve fare oggi un grande
passo in avanti nella sua evangelizzazione, deve entrare in una nuova tappa storica del suo dinamismo missionario”.
Quest’affermazione della Christifideles
laici è tuttora attualissima, e insostituibile rimane il ruolo che in tale processo
hanno i fedeli laici.
Nella presentazione del programma, il
nostro Vescovo annota, però, che “il problema del laicato ci induce a scrutare più
attentamente e rigorosamente la prassi.
In campo socio-politico, i laici che pur si
dicono credenti e praticanti, restano
« i fedeli laici, uomini e donne,
devono assumersi la propria
parte di responsabilità
nella società e nella missione
della Chiesa. »
spesso afoni, indistinguibili da quanti si
dichiarano espressamente miscredenti,
anticlericali, sostenitori di visioni di vita in
nettissimo contrasto con principi non
solo cristiani ma anche più ampiamente
umani a livello di etica e di valori”. Perciò,
durante l’anno, risuonerà come un leitmotiv l’invito di Cristo: “Andate anche voi
nella mia vigna”, che i fedeli laici, uomini
e donne, devono intendere sempre più
numerosi come chiaro richiamo ad assumersi la propria parte di responsabilità
nella società e nella missione della
Chiesa.
I protagonisti del percorso pastorale non
sono solo i laici ma l’intero popolo di Dio
è chiamato ad interrogarsi sulla dignità
dei laici che incorporati a Cristo col battesimo, sono chiamati ad offrire il loro
specifico contributo per la santificazione
del mondo.
Ecco, dunque, fondamentale garantire
una formazione che sia integrale e permanente. La formazione dei fedeli laici
viene indicata dal programma pastorale,
tra le priorità della diocesi in quanto essa
è un dovere e al tempo stesso un diritto
dei fedeli laici e ha lo scopo di condurli
alla costante verifica del proprio impegno
cristiano, all’attiva partecipazione alla
vita ecclesiale e al continuo approfondimento della loro corresponsabilità per la
missione della Chiesa nel mondo.
Chiarita, così, l’identità del laico e l’importanza di un cammino formativo, il programma sottolinea la necessità di crescere in un’ecclesiologia di comunione.
La comunione è un dono che va accolto
con gratitudine e vissuto con senso di
responsabilità. Ed è proprio nell’ottica di
un’ecclesiologia di comunione che vanno
comprese le relazioni tra le diverse vocazioni e in particolare tra presbiteri e laici.
Molto chiare appaiono le parole del
nostro Vescovo che nella lettera pastorale “Lo spirito e la Missione” così scrive:
“Che tra presbiteri e laici la collaborazione sia spesso difficile è un dato di fatto:
l’ecclesiologia conciliare non è stata
ancora recepita e la pratica pastorale
appare talora, in questo ambito sconfortante”. Due sono le forme di involuzione
ecclesiale da scongiurare nell’itinerario
pastorale: quella del clericalismo laicale
e quella del laicismo clericale. Occorre,
pertanto valorizzare i luoghi di partecipazione ecclesiale (Consigli Pastorali, Uffici
e
Consulte
Diocesani,
Consigli
Parrocchiali…) perché è in questi luoghi
di discernimento ecclesiale che i laici
maturano una maggiore consapevolezza
della loro vocazione battesimale. Una
funzione significativa può svolgere anche
la Consulta delle aggregazioni laicali, da
qualche tempo istituita nella nostra diocesi.
Nella sua parte finale, il programma si
sofferma sul compito primario dei discepoli di Cristo di annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti gli uomini e le donne,
dentro e fuori la comunità ecclesiale. E
così ritroviamo alcune importanti indicazioni pastorali da attuare nelle situazioni
tipiche in cui si trova a vivere un laico cristiano (famiglia, lavoro, fragilità, tradizione e partecipazione alla vita civile). Si
afferma, pertanto, che la famiglia va resa
protagonista della vita pastorale e che
vanno incentivati sia i corsi per i nubendi
di preparazione remota al matrimonio sia
le catechesi rivolte a gruppi-famiglia. E’
bene educare alla pratica dell’affido temporaneo, sperimentare forme di accoglienza e di ospitalità di minori provenienti da situazioni di disagio e povertà.
(Continua alla pagina seguente)
2
Compito dei fedeli laici è anche quello di
stimolare gli enti locali a sostenere politiche a favore della famiglia.
In merito, invece, alla tematica occupazionale, è importante sostenere iniziative
avviate da tempo (Progetto Barnaba, e
Progetto Policoro) e finalizzate a sviluppare una nuova coscienza e un nuovo
approccio al mondo del lavoro. Sarebbe
auspicabile anche un maggiore e rinnovato protagonismo a livello locale delle
associazioni di ispirazione cristiana.
Circa le fragilità umane e le povertà, il
programma pastorale, invita a favorire, in
modo costante e generoso, i Centri interparrocchiali di ascolto, la Casa di accoglienza “S. Maria Goretti”, le caritas parrocchiali. La comunità ecclesiale è chia-
mata a intervenire nelle diverse situazioni difficili e aiutare i fedeli a maturare una
fede autentica, perché i momenti di fragilità siano vissuti alla luce di Dio.
Attraverso l’ambito dell’educazione o tradizione una società trasmette il proprio
patrimonio spirituale e culturale. In un
tempo, quale quello attuale, in cui sono
messi in discussione importanti acquisizioni della nostra tradizione cristiana, la
comunità ecclesiale è chiamata ad una
sfida educativa e culturale. Rivestono,
perciò, un’importanza particolare gli strumenti della comunicazione sociale, la
funzione svolta dal nostro giornale
“Insieme” e dalle locali emittenti televisive, il servizio reso dalla Biblioteca
Diocesana.
“Il significato del logo”
di don Gianni Massaro
Ai laici spetta, infine, essere presenti
nella realtà socio-politica per testimoniare in Vangelo secondo la propria
vocazione specifica. Da valorizzare, pertanto, ulteriormente, come esempi significativi di attenzione al sociale e al politico,
alcune esperienze locali, quali il progetto
di Anno di Volontariato Sociale, il Forum
di formazione all’impegno socio-politico,
la partecipazione dei fedeli ai Comitati di
quartiere e la conoscenza della dottrina
sociale della Chiesa.
Non ci resta che passare dalle parole ai
fatti e augurarci che l’accoglienza del
programma pastorale da parte di tutti sia
espressione visibile del nostro desiderio
autentico di camminare insieme.
CALENDARIO CRESIME
GIORNO
PARROCCHIA
ORARIO
CITTÀ
Vicario Generale
Il tema del programma
“Riscopriamo la vocazione dei laici
nella Chiesa e nel mondo” viene
esplicitato dal logo il cui elemento
grafico principale è costituito dalla
vigna.
La vigna è il mondo intero (cfr. Mt
13,38) che deve essere trasformato
secondo il disegno di Dio in vista
dell’avvento definitivo del Regno di
Dio. Il concetto di mondo è graficamente espresso da un profilo di
città, dal quale spicca una Chiesa.
La Chiesa di mattoni rimanda a
quella fatta di persone, rappresentate graficamente da orme disuguali orientate verso il mondo.
L’appello del Signore Gesù “Andate
anche voi nella mia vigna” non
cessa di risuonare ed è rivolto ad
ogni uomo che viene in questo
mondo. La chiamata non riguarda,
infatti, soltanto i Pastori, i sacerdoti,
i religiosi e le religiose ma si estende a tutti: anche i fedeli laici sono
personalmente
chiamati
dal
Signore, dal quale ricevono una
missione per la Chiesa e per il
mondo. S. Gregorio Magno, rivolgendosi ai fedeli, così commenta la
parabola degli operai nella vigna:
“Guardate al vostro modo di vivere,
fratelli carissimi, e verificate se
siete già operai del Signore.
Ciascuno valuti quello che fa e consideri se lavora nella vigna del
Signore”
L’immagine della vigna viene usata
dalla Bibbia per esprimere anche il
mistero del popolo di Dio. In questa
prospettiva più interiore i fedeli laici
non sono semplicemente gli operai
OTTOBRE 2010
che lavorano nella vigna, ma sono
parte della vigna stessa: “Io sono la
vite, voi i tralci” (Gv. 15,5), dice
Gesù. Solo all’interno del mistero
della Chiesa come mistero di comunione si rivela l’identità dei fedeli
laici, la loro originale dignità. E’ solo
all’interno di questa dignità si possono definire la loro vocazione e la
loro missione nella Chiesa e nel
mondo. Il Papa nel suo messaggio
per la Giornata Missionaria
Mondiale, scrive che la Chiesa
diventa comunione a partire
dall’Eucarestia.
Il mondo, la vigna e i fedeli sono
inglobati in una circonferenza
bianca che richiama l’Eucarestia,
fondamento con la Parola di Dio del
nostro agire da cristiani.
Il Congresso Eucaristico Nazionale
che si celebrerà nel settembre 2011
sarà occasione propizia per ribadire
ancora che Eucarestia e missione
sono due realtà inscindibili e non
può esserci autentica celebrazione
dell’Eucarestia senza che porti la
testimonianza di Cristo nella Chiesa
e nel mondo.
Sabato 2
S. Giuseppe Art.
19.00
Andria
Domenica 3
Gesù Crocifisso
11.30
Andria
Domenica 3
S. Giuseppe Art.
19.00
Andria
Sabato 9
SS. Trinità
18.00
Andria
Domenica 10 Sacro Cuore di Gesù
11.30
Andria
Domenica 10 SS. Trinità
18.00
Andria
Sabato 16
Sacro Cuore di Gesù
19.00
Andria
Domenica 17 Madonna di Pompei
11.00
Andria
Domenica 17 Cuore Imm. di Maria
19.00
Andria
Sabato 23
18.00
Andria
Domenica 24 S. Riccardo
10.30
Andria
Domenica 24 S. Andrea Ap.
18.00
Andria
Domenica 31 Gesù, Giuseppe, Maria 11.00
Canosa
S. Andrea Ap.
NOVEMBRE 2010
Lunedì 1
Maria SS. del Rosario 11.00
Canosa
Domenica 7
S. Michele Arcangelo 11.00 Minervino
Domenica 14 Maria SS. Incoronata
11.00 Minervino
Domenica 21 M. SS. dell’Altomare
11.00
Andria
18.00
Andria
GENNAIO 2011
Domenica 23 S. Paolo Ap.
3
insegnamenti
(Continua della pagina precedente)
Orientarsi
al bene comune
La 46ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani
(Reggio Calabria, 14-17 Ottobre 2010)
a cura di Leonardo Fasciano
insegnamenti
Redazione “Insieme”
Riportiamo uno stralcio (nn. 7-9) del documento preparatorio della CEI alla Settimana Sociale, dal titolo “Cattolici
nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese”. Di questo documento, “Insieme” ha già parlato
nel numero scorso di giugno.
Nessuno può sottrarsi alla domanda su quale orientamento ne costituiscono un esempio importante.
assumere in questi tempi che, con le parole del testamento di Ponendo all’inizio del nostro cammino verso Reggio Calabria il
Paolo VI, potremmo ancora definire «stupendi e drammatici». Ciò ricordo del servo di Dio don Luigi Sturzo, non abbiamo fatto altro
vale anche per chi prova ogni giorno a ridire il proprio «sì» al Dio che tornare a meditare sullo straordinario contributo che da un
di Gesù Cristo (2Cor 1, 20), e che si sente ripetere: «Ascoltate oggi credente e da un prete è venuto a che tutto il popolo di Dio matula sua voce: “Non indurite il vostro cuore”» (Sal 95, 7c-8a). Vale e rasse una più adeguata visione della società contemporanea e la
deve valere per chi ha appreso dalla Chiesa che «la coscienza affrontasse sostenuto da una verace ispirazione cristiana.
Nell’intraprendere quest’opera di declinazione, abbiamo trovato
può volgersi al bene solo nella libertà» (Gaudium et Spes, 17).
Dobbiamo però sapere bene dove e come cercare. Infatti la fede di grande aiuto alcuni aspetti della nozione di bene comune –
cristiana – accogliendo la rivelazione della dignità della persona bene di tutti e di ciascuno (cfr. CV 7) –, sui quali il Magistero ha
umana (cfr GS 12ss; Redemptoris Hominis, enciclica di Giovanni insistito in modo crescente a partire dal Vaticano II (cfr.
Paolo II, 8) – genera una visione ben diversa da quella delle ideolo- Compendio della dottrina sociale della Chiesa, 164). Fermo restangie e un’ispirazione ben diversa da quella di una semplice volontà. do il primato accordato alla dignità della persona umana e della
Questa visione e quest’ispirazione svelano e affermano la dignità sua libertà (cfr. Pacem in Terris, enciclica di Giovanni XXIII, 5), una
della persona umana nella sua vita (dal suo sorgere e in ogni sua crescente attenzione ha ricevuto il carattere multiforme della
fase) come nelle sue relazioni (a partire da quelle che nell’amore socialità umana (cfr. CDSC 151; 149-150). Nel suo essere cammigeneroso, stabile e fedele tra una donna e un uomo, attraverso il no verso la comunione, essa deve assumere una pluralità di forme
e una molteplicità di espressioni. La
matrimonio, generano una famiglia e si
nozione di bene comune non è compatiaprono a nuova vita). Questa visione e
« libertà responsabile,
bile con una teoria della società “al sinquest’ispirazione si manifestano decisanella sua verità tende
golare”. La famiglia, le associazioni a
mente rilevanti anche per la dimensione
alla condivisione e non
scopi economici, politici, religiosi o
sociale della esperienza umana (cfr
Caritas in Veritate, enciclica di alla soppressione dell’altra persona. » ricreativi, e così via, hanno un’originalità che non può essere eliminata senza
Benedetto XVI, 9), al cui centro è posta
una libertà responsabile, che nella sua verità tende alla condivisio- danno per il bene comune. Le loro logiche devono essere distinte,
ne e non alla soppressione dell’altra persona. Alla sorgente di que- ma non possono essere isolate, potendo dar luogo a positive recista visione e di questa ispirazione dobbiamo aprirci sempre di proche limitazioni e a positive “ibridazioni” in una società che non
nuovo con umiltà e coraggio. Da ciò dipende la possibilità del conosca solo scambio tra equivalenti (cfr. CV 38). Dunque, come
già affermava la Dignitatis humanae, il bene comune è un insieme
nostro sperare e del nostro testimoniare la speranza cristiana.
Anche questo nostro oggi, che siamo chiamati a vivere da battez- di condizioni, la produzione delle quali «spetta tanto ai cittadini,
zati, come nuove creature in Cristo, viene illuminato dalla visione quanto ai gruppi sociali, ai poteri civili, alla Chiesa e agli altri grupal cui centro vi è Gesù Cristo, nel quale il Padre rivela l’uomo pi religiosi: a ciascuno nel modo ad esso proprio, tenuto conto del
all’uomo (cfr. GS 22), e lo Spirito Santo, che sostiene la nostra loro specifico dovere verso il bene comune» (n. 6). La Caritas in
comprensione e la nostra obbedienza. Se, come non si stanca di veritate, impegnata a ripensare il sistema di poteri adeguati alla
ripetere Benedetto XVI, la fede vive di conoscenza e amore, è in realtà di una sempre più avanzata globalizzazione, giunge a conquesta conoscenza e in questo amore che siamo invitati a porre clusioni molto chiare: «per non dar vita a un pericoloso potere
universale di tipo monocratico, il governo della globalizzazione
noi stessi e il tempo che ci è donato.
L’operazione con la quale ci apriamo e partecipiamo a quella deve essere di tipo sussidiario, articolato su più livelli e su piani
visione e a quell’ispirazione è essenzialmente ecclesiale poiché diversi, che collaborino reciprocamente. La globalizzazione ha
trova alimento nei sacramenti, nella Parola da cui la Chiesa è edi- certo bisogno di autorità, in quanto pone il problema di un bene
ficata e nei frutti spirituali della vita nell’amore. A essa, in modi comune globale da perseguire; tale autorità, però, dovrà essere
vari e diversi, partecipa tutto il popolo di Dio. La storia del movi- organizzata in modo sussidiario e poliarchico, sia per non ledere
mento cattolico italiano, e la storia stessa delle Settimane Sociali, la libertà sia per risultare concretamente efficace» (n. 57).
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“Spezzare pane
per tutti i popoli”
Giornata Missionaria Mondiale 2010
di don Riccardo Taccardi
“Pane, riso, farina di mais, manioca…: la cultura dei popoli
si riconosce anche dai cibi (e non necessariamente seduti a
tavola come in Italia). Gesù l’aveva intuito quando istruì i suoi
apostoli: «mangiate quanto vi verrà messo davanti». Il cibo è
anche un simbolo e il mangiare insieme, per molti popoli, è il
segno di una condivisione più vasta”. Così, don Gianni Cesena,
direttore nazionale di Missio introduce la riflessione sulla 84°
Giornata Missionaria Mondiale 2010.
Lo slogan “Spezzare pane per tutti i popoli” richiama infatti
non solo il tema eucaristico, in vista del Congresso Eucaristico
nazionale che si celebrerà nel settembre 2011 ad Ancona, ma
anche il compito del cristiano di annunciare la Parola e condividere ciò che è necessario.
Eucaristia e missione sono due realtà inscindibili e non può
esserci autentica celebrazione dell’eucaristica che non conduca alla missione-comunione.
Il Papa nel suo messaggio per la GMM partendo dalla frase
evangelica “Vogliamo vedere Gesù” scrive: “La Chiesa diventa
comunione a partire dall’Eucaristia (…). Non possiamo tenere
per noi l’amore che celebriamo nel Sacramento. Esso chiede
per sua natura di essere comunicato a tutti. Ciò di cui il mondo
ha bisogno è l’amore di Dio, è incontrare Cristo e credere in
Lui”. Il Concilio Vaticano II ci ricorda che l’Eucaristia “è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, la
fonte da cui promano tutta la sua energia (Sacrosanctum
Concilium, 10)”. L’Eucaristia è il centro da dove siamo mandati a
portare Cristo al mondo. Quando Gesù comanda: “Fate questo
in memoria di me” vuole dire innanzitutto che anche i suoi
Date delle
Veglie Missionarie
- ad Andria il 15 OTTOBRE alle ore 20,00
presso la CATTEDRALE
- a Minervino il 23 OTTOBRE alle ore 19.30
presso la CHIESA MADRE
- a Canosa il 29 OTTOBRE alle ore 20,00
presso la parrocchia SAN GIOVANNI BATTISTA
Le veglie saranno animate dalla testimonianza di
Padre Paolo Latorre, missionario comboniano.
discepoli dovranno essere dono per gli altri, sacrificandosi “fino
alla fine”. È la testimonianza dei cristiani che rende eterno
quanto ha fatto il Signore. Celebrare l’Eucaristia non deve essere quindi una pia abitudine, ma ciò che trasforma la mia vita sul
modello di quella del Cristo e mi fa andare incontro agli altri.
Questo è l’invito di Gesù “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole… e insegnando loro ciò che vi ho comandato”
(Mt 28,19-20). Non ci viene detto che gli altri verranno da noi, ma
che noi dobbiamo muoverci per andare ai lontani. Non possiamo starcene con le mani in mano, rintanati nelle nostre sicurezze: dobbiamo metterci in cammino, in esodo verso gli uomini.
Su questa linea si pongono i sussidi preparati da Missio per la
formazione dei vari gruppi, presenti nelle comunità parrocchiali e associazioni.
Per i ragazzi e i pre-adolescenti: il sussidio propone alcune
tematiche legate al banchetto-comunione. Tematiche accostate alla testimonianza proveniente da un continente. Sono
cinque le parole chiave, legate al tema del banchetto – comunione, che vengono sviluppate e approfondite: vita, perdono,
martirio, amicizia e speranza. Per ogni parola viene proposta
anche una traccia per la preghiera e la celebrazione.
Per gli adolescenti e i giovani: il sussidio si sviluppa attorno a
sette sezioni e propone 10 riflessioni sullo stile della lettura
popolare della Bibbia, per spezzare la Parola alla mensa di
popoli.
Per gli adulti: il sussidio propone cinque incontri e due lectio
che richiamano la bellezza e la gioia della condivisione come
bene più prezioso che si ha a disposizione.
Convegno Ecclesiale Diocesano
21 e 22 Ottobre 2010
dalle ore 19,30 alle 21,30
Istituto Professionale “G. Colasanto”
Via Paganini - Andria
Riscopriamo la vocazione dei laici
nella Chiesa e nel mondo, oggi
Giovedì 21 Ottobre: Riflessione tenuta dal Prof. G. Savagnone
del Forum CEI per il Progetto Culturale.
Venerdì 22 Ottobre: Lavori di gruppo e Preghiera conclusiva
presieduta dal nostro Vescovo, S. Ecc.
Mons. Raffaele Calabro.
5
evangelizzazione
Direttore Centro Missionario Diocesano
Madre Teresa di Calcutta
donna “senza confini”
di don Riccardo Taccardi
Direttore Centro Missionario Diocesano
“ Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia
fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo.
Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù”.
evangelizzazione
(Madre Teresa di Calcutta)
Il 26 agosto 2010 Madre Teresa di
Calcutta, fondatrice delle Missionarie della
Carità, avrebbe compiuto 100 anni.
Vogliamo ricordarla come una donna
eccezionale, venerata in tutte le nazioni e
religioni come esempio dell’amore gratuito
al prossimo.
Missionaria di un amore senza confini sia
nell’estensione geografica come gli apostoli inviati dal Signore, sia nella sua profondità spirituale, secondo il comandamento unico e nuovo di Gesù “amatevi gli
uni gli altri come vi ho amato io”.
Madre Teresa ha vissuto questo mandato
di Gesù in un modo straordinariamente
autentico e completo facendo risplendere
la luce di Cristo dovunque lei fosse presente. Attraverso il suo essere ed agire ha
dimostrato al mondo che cosa vuole dire
missione oggi: non predicava l’amore con
le parole ma con il suo modo di vivere.
Qualunque cosa lei faceva era “opera
Sua”, non considerava nessuna delle sue
opere merito proprio. Lei era “la matita
nella mano di Dio, perché sempre disponibile a scrivere la sua storia guidata dalla
mano di Dio. Nella rivelazione della Sua
sete, del Suo bisogno d’amore (“ho sete”,
Gv 19,28) Gesù le chiese il proprio consenso al Suo disegno. “I thirst” (ho sete), c’è
scritto sul crocifisso della Casa Madre e
in ogni cappella - in ogni parte del mondo di ogni casa della famiglia religiosa di
Madre Teresa. Questa frase, il grido dolente di Gesù sulla croce che le era rimbombato nel cuore la fatidica sera della
“seconda chiamata”, costituisce la chiave
della sua spiritualità.
Madre Teresa si affidò completamente
alla guida divina con la fondazione delle
“Missionarie delle Carità”, il cui scopo era
portare la luce di Gesù ai più poveri dei
poveri negli slums di Calcutta e in seguito
a tutti coloro che soffrono per le povertà
materiali, sociali e spirituali in tutto il
mondo. Si rese conto che il luogo, dove la
sete d’amore di Gesù può essere placata,
sono gli affamati, gli assetati, i nudi e gli
smarriti – in una parola: “Gesù nelle vesti
dei più poveri dei poveri”, negli slums del
mondo e negli slums spirituali nel cuore
delle persone. Cosi lei è diventata
Missionaria della Carità, con un impegno
sociale senza confini e con una profondità
spirituale ineguagliabile. In questa donna
si dimostra la missione di tutta la Chiesa
e la vocazione di ogni uomo, indipendentemente dalla razza e dalla religione, dal
colore e dall’ideologia: “ ad essere figli di
Dio, creati per amare e per essere amati”.
Ricordo di Suor Giuseppina Zingaro
Missionaria in Africa
di Anna Quacquarelli
Centro Missionario Diocesano
Suor Giuseppina Zingaro
Ricordo Suor Giuseppina come mia
delegata Aspiranti presso la chiesa Gesù
Crocifisso.
Questa non era parrocchia a quel tempo,
fungeva da “succursale” della parrocchia
San Francesco, i cui locali erano diventati insufficienti per bambini e ragazzi.
Perciò alcune classi di catechismo e alcu-
6
ni gruppi di A.C. si radunavano presso la
suddetta chiesa del Crocifisso per svolgere le loro attività. I gruppi femminili di
A.C. erano distinti in piccolissime, beniamine, aspiranti, giovani, donne; gli educatori erano chiamati DELEGATE.
Io ero aspirante e avevo come delegata
Zingaro Giuseppina. A novembre 1948 la
delegata partì per Napoli per intraprendere il cammino che l´avrebbe portata a
diventare Suora tra le Figlie della Carità
di S. Vincenzo de´ Paoli; ad ottobre dello
stesso anno la chiesa G. Crocifisso diventò parrocchia.
Giuseppina Zingaro ha vissuto i primi anni
della sua vocazione a Napoli, dove i superiori le hanno permesso di studiare come
infermiera professionale e capo-sala; poi
è partita per l´Africa, precisamente per il
Madagascar, dove ha svolto per 50 anni la
sua missione tra gli ammalati, i bambini, i
più bisognosi. L´ultimo periodo della sua
vita lo ha dedicato ai tubercolotici presso
il dispensario Sahan´i Maria Fort
Dauphine.
Ho rincontrato la “ mia delegata” tutte le
volte che è tornata in Andria per visitare i
parenti, per riposo o per altro. Ambedue
frequentavamo la stessa parrocchia: lei
alloggiava presso la sorella che abita
nella zona, io per motivi di appartenenza.
L´ho rivista a febbraio scorso, prima che
partisse ancora una volta per Napoli; lì
sperava di operarsi al ginocchio per poi
tornare in Madagascar. Era suo desiderio
essere sepolta nel luogo della missione.
Dio l´ha chiamata a sé il 17 aprile scorso;
aveva compiuto da quattro giorni 82 anni.
Dom Acácio
Rodrigues Alves
Un grande Vescovo in Brasile
Dom Acácio,
Vescovo brasiliano
di don Vito Miracapillo
Nato a Garanhuns - PE - il 9 aprile 1925;
completa gli studi di Teologia presso la pontificia Università Gregoriana (46-49) e il 12
Marzo 1949 viene ordinato sacerdote a
Roma; Giovanni XXIII lo nomina 1° vescovo
della Diocesi di Palmares il 14 Luglio 1962
e il 16 settembre 1962 è consacrato vescovo nella diocesi della zona della canna da
zucchero del “nordeste” brasiliano nella
quale il sottoscritto e don Peppino Giuliani
abbiamo svolto il ministero pastorale in
qualità di sacerdoti “fidei donum”.
Rinuncia per limiti di età il 12 luglio 2000.
Dom Acácio, tornato alla Casa del Padre il
24 Agosto scorso, è stato molte volte nella
nostra Diocesi, perché usava visitare i familiari dei suoi preti, per la maggior parte
europei, e soprattutto negli anni 1980-1993,
tempo in cui non potevo mettere piede in
Brasile a causa dell’espulsione, passava
due o tre giorni in casa con la mia famiglia
rivivendo cose andate o parlando della
situazione della Chiesa e del Popolo in
Brasile. Nella parrocchia di San Riccardo
era diventato familiare e quando le circostanze lo hanno consentito ha concelebrato in Cattedrale con Mons. Giuseppe
Lanave prima e Mons. Raffaele Calabro poi.
Con 48 anni di ministero episcopale, il
vescovo Acacio ci lascia una lunga lista di
servizi alla chiesa per il regno di Dio.
Specialista in Diritto Canonico, fu presidente della Società Brasiliana dei Canonisti.
Nella Regione del Nordeste 2 della
Conferenza Nazionale dei Vescovi è stato
responsabile della Pastorale Familiare, del
Tribunale Ecclesiastico e dell’Ecumenismo.
In tutto ciò che ha fatto ha vissuto intensamente il suo slogan episcopale: “Una sola
cosa in Cristo”.
Era legato al Movimento Focolarino e ne
era diventato punto di riferimento. E’ stato
un vero buon pastore in mezzo a problemi e
difficoltà incredibili di povertà, di fame, di
miseria, di ingiustizie, senza perdere il
buon umore e la speranza di cambiamenti
strutturali nella vita della gente. Sono note
tra chi l’ha conosciuto o frequentato le sue
battute, battezzate in Brasile con il termine
di “acacitas”. Il funerale si è svolto il 25
Agosto nella città dove era parroco don
Giuliani, perché sia la cattedrale come altre
chiese madri delle altre città vicine hanno
avuto problemi con l’alluvione di Giugno
scorso. Lo ricordiamo fraternamente al
Signore e manifestiamo la nostra solidarietà alla Chiesa sorella di Palmares dello
Stato di Pernambuco in Brasile.
Padre Giuseppe Giuliani
Un lottatore a servizio del Regno di Dio
Lo scorso 4 settembre, ricorrendo il
decimo anniversario
della morte, nella
concattedrale di San
Sabino a Canosa
abbiamo fatto memoria del nostro carissimo don Peppino
Giuliani, come è
P. Giuseppe Giuliani
ricordato dagli amici
più anziani o da chi
l’ha conosciuto prima che decidesse, nel novembre del 1963, di
partire per il Brasile su invito dell’allora arcivescovo di Olinda e
Recife. Erano gli anni del Concilio Vaticano II e don Peppino, che
aveva già maturato esperienze di insegnamento e di educatore in
vari seminari e segnato la città di Canosa, e non solo, della sua presenza tra i giovani e di un impegno civile e sociale critico sia verso
la mentalità anarchica sia verso l’ideologia comunista, non si fece
pregare nell’aprire gli orizzonti della propria vita a mete più universali e ricche di umanità.
L’ho intravisto appena due volte prima della mia partenza in Brasile,
avvenuta nel 1974. Poi ho avuto la fortuna di lavorare con lui nella
stessa diocesi nordestina di Palmares: eravamo parroci di due città
confinanti, Gameleira, dove don Peppino ha esercitato il suo ministero dal 1972 fino alla vigilia della sua morte, e Ribeirao, la mia
comunità. Si era recato in Brasile per insegnare nell’ ITER, Istituto
Teologico di Recife, ma mentre si accingeva a iniziare la sua attività, gli eventi lo costrinsero a modificare i suoi piani. Nella notte tra
il 31 marzo e il 1°aprile 1964 tutti i professori, allertati che era imminente il colpo di stato militare ed essendo nel mirino delle forze
armate, si dispersero nei vari Stati della Federazione. Don Peppino
riparò dapprima in uno stato vicino, la Paraiba, dove si dedicò all’attività pastorale e nel 1972, su invito del primo vescovo della nuova
diocesi di Palmares, dom Acacio Rodrigues Alves, immersa nella
monocultura della canna da zucchero, si dedicò al lavoro dell’evangelizzazione diocesana, assumendo contemporaneamente la guida
della comunità di Gameleira.
E’ stato un prete dal carattere forte e dalla volontà indomita che ha
saputo affrontare con coraggio le situazioni della vita e che, soprattutto in Brasile, ha messo a frutto la sua grande e profonda preparazione culturale a servizio della gente oppressa e privata, oltre che
di cibo, di dignità e di vita effettiva.
Semplice e povero di beni materiali, le uniche cose a cui teneva era
la macchina per muoversi in tutto il territorio diocesano, la Bibbia
che teneva sempre a portata di mano con le dispense che preparava per l’evangelizzazione e, dove le circostanze lo permettevano, gli
audiovisivi. Alcuni anni prima di morire, ormai ottantenne, temendo
che il vescovo gli chiedesse di lasciare la parrocchia, in una delle
mie visite al Brasile mi pregò di interessarmi di trovargli una parrocchia in Amazzonia dove poter continuare il suo lavoro di evangelizzazione. Un prete “fidei donum” padre Giuliani di cui essere fieri e
che si è aggiunto alla schiera gloriosa dei missionari della nostra
Chiesa Locale. Ma ricordare e onorare non basta. E’ necessario raccogliere il testimone e seguirne la scia. Un impegno, la sua testimonianza. per la nostra Chiesa diocesana, per i nostri presbiteri e le
nostre comunità. La comunità ecclesiale di Canosa ha fatto richiesta al Comune di intitolare una strada a don Peppino Giuliani ed è in
corso la preparazione di un libretto che ne ricordi la persona e la
missione con testimonianze locali e brasiliane, che sarà pubblicato
in concomitanza con l’intitolazione ufficiale della strada.
don Vito Miracapillo
7
evangelizzazione
Direttore Ufficio Pastorale Sociale
“Custodire il Creato
per coltivare la pace”
Domenica 26 settembre la nostra Chiesa locale
ha celebrato la 5a Giornata per la Salvaguardia del Creato
di don Vito Miracapillo
evangelizzazione
Direttore Ufficio Pastorale Sociale
Sempre più il mondo globalizzato, con lo sviluppo tecnolo- mati dalla realtà, dai nostri Pastori, dal cammino pastorale
gico ha assunto i connotati di “villaggio globale”, e gli eventi diocesano a rinnovarci e a rinnovare nella totale docilità al
internazionali drammatici o tragici, ormai all’ordine del giorno, progetto e ai doni di Dio l’esistenza quotidiana e la vita di
ci costringono a pensare che la custodia del creato non è que- ogni creatura e del cosmo, secondo verità, giustizia, bellezza, amore, vita solidale e fraterstione soltanto di buoni senti« siamo chiamati a rinnovarci
na.
menti o che interessi unicamenQuest’anno abbiamo voluto
te alcune aree o realtà o Paesi
e a rinnovare nella totale docilità
ritrovarci a livello cittadino per
del mondo, ma è responsabilità
al progetto e ai doni di Dio
dare un segno forte alle nostre
del nostro vivere quotidiano perl’esistenza quotidiana e la vita
popolazioni di una testimonianché le grandi questioni planetadi ogni creatura e del cosmo,
za che intendiamo vivere in
rie o le soluzioni autentiche delle
secondo verità, giustizia, bellezza,
prima persona e offrire agli
fragilità di questa nostra famialtri in modo comunitario ed
glia umana hanno radici nel
amore, vita solidale e fraterna »
efficace.
nostro cuore, nei nostri progetti
e nei nostri comportamenti e trovano in essi il fondamento Un segno che ci ha trovato uniti e che va sviluppato sempre
di più
della pace.
Il vocabolario odierno si è arricchito di molti termini associa- - nella varietà delle forme di preghiera e specialmente attorno all’eucarestia che ci riportano continuamente alla creabili ad ogni singola lettera dell’alfabeto che indicano tendenzione, dono di Dio alla grande famiglia umana, e ci aprono
ze, fattori, rischi, drammi collettivi, orientamenti politici e scelalla contemplazione della bellezza e della grandezza non
te economiche, fenomeni che non possono essere considerasolo di ciò che ammiriamo, ma anche e soprattutto di Colui
ti separatamente ma che si richiamano vicendevolmente e che
che ha chiamato all’esistenza ogni cosa e per ogni essere
passano, quasi sempre, dall’economico allo psicologico al
umano e popolo della terra ha donato tutto se stesso e il suo
sociale al politico, dall’organizzazione familiare alla cittadinanamore;
za, dalla sicurezza alla chiusura, dai diritti ai favori ai ricatti
- nella riflessione per aiutarci a capire le situazioni, ciò che
alle depressioni o nevrosi, ai delitti, ecc.
accade, il perché di tante sofferenze e tragedie, degrado,
L’elenco sarebbe lungo: diritti naturali calpestati, fame, miseimpoverimento materiale, morale e spirituale e di tanti fatti
ria, analfabetismo, aborti, prostituzione infantile, abusi sesdistruttivi a scapito di gente inerme, innocente, ridotta a una
suali, pedofilia, vendita di organi, terrorismo, rotte dell’immivita che non è tale, e discernere il tutto alla luce del Regno
grazione clandestina, nuove povertà e schiavitù, crimini condi Dio e della sua giustizia e delle indicazioni della dottrina
tro l’umanità, sabotaggi, maree nere, sfruttamento selvaggio
sociale della Chiesa;
delle risorse, condizioni inumane di lavoro, disoccupazione,
delocalizzazione, lavoro minorile, razzismo, pulizie etniche, - nell’impegno nel vissuto quotidiano e sul territorio, nelle
nostre case e comunità per un mondo più giusto, più umano,
perversioni, tsunami, terremoti, deforestazione, effetto serra,
più fraterno che sviluppi solidarietà e condivisione, che ridudesertificazione, inondazioni, uragani, giochi di potere e denaca la forbice tra ricchi e poveri , che metta in atto cambiaro sporco, usura, tangenti, mafie, narcotraffico, clan camorrimenti veri e strutturali a servizio del bene comune, che rinstici, crach della finanza virtuale, inquinamento di ogni tipo,
novi negli adulti la capacità di educarsi e di educare la
stragi, commercio delle armi, produzione di bombe atomiche,
coscienza delle giovani generazioni e formarle alla responguerre, malattie incurabili, elite privilegiate e popoli stranieri
sabilità verso se stessi, gli altri, l’ambiente.
nella propria terra o ridotti alla fame, senza acqua potabile,
Se ci abituiamo a dare risposte concrete e speranza di vita
istruzione, senza accesso alla tavola della vita, ecc.
Di fronte all’informazione “in tempo reale” di tutte le emer- dignitosa a tutti, specialmente ai più deboli, nei nostri
genze e le criticità non possiamo chiuderci nell’indifferenza, ambienti, nelle nostre città, nel territorio diocesano, se sarenell’aiuto saltuario, nel nostro piccolo orticello, “fingere” di mo preoccupati del bene della terra e di tutti i popoli, se eduvivere in un mondo estraneo ai fatti che riteniamo negativi e cheremo al rispetto delle cose e di tutto ciò che è comunitario,
rimandare “sine die” egoisticamente il nostro apporto per- pubblico, altro da noi, avremo dato un grosso contributo a ciò
sonale, familiare, comunitario al “cambiamento di rotta”. Del che chiamiamo pace e costituisce la nostra parte di responresto gli effetti li avvertiamo comunque. È che siamo chia- sabilità e di impegno assunto nella custodia del creato.
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La Vita Consacrata nella Chiesa locale:
risorsa preziosa per una ecclesiologia di comunione
Da un Seminario nazionale di studio
di don Paolo Zamengo
“Perciò anche se sono estremamente importanti le molteplici opere
apostoliche che svolgete, tuttavia l’opera di apostolato veramente
fondamentale rimane sempre ciò che (ed insieme chi) voi siete
nella Chiesa”
Ho partecipato, a Roma, al seminario di studio e di condivisione,
promosso dalla Commissione mista Vescovi, Religiosi e Istituti
secolari. Questo Seminario voleva verificare se e quanto la vita
consacrata risulta essere una risorsa preziosa per le diocesi e nelle
diocesi.
Il Seminario è stato preparato dal lavoro che in tutte le diocesi italiane era stato indicato precedentemente, su una griglia di riflessioni, questionari, letture e riletture dei documenti della CEI. Anche
nella nostra Diocesi di Andria il frutto della elaborazione condivisa
è stato fatto giungere alla Commissione centrale.
Si è dunque partiti dall’interrogativo quanto mai attuale e non certo
retorico che già si poneva il Vaticano II: “Che sarebbe del mondo se
non ci fossero i religiosi?”. Questo interrogativo, parafrasato,
potrebbe suonare così: “Che sarebbe della Chiesa e specificatamente della Chiesa locale, se non ci fossero i consacrati?”.
È stato necessario ricordare alcuni punti fermi che sono diventati
patrimonio del Magistero, della coscienza delle comunità e nelle
prassi ecclesiali a riguardo del ‘carisma’, del ‘ministero di comunione’ e ‘testimonianza’ della Vita consacrata nella Chiesa locale. Per
brevità e maggior chiarezza mi soffermo su tre punti fondamentali
dello svolgimento del nostro seminario che ha spaziato sulla situazione di tutto il territorio nazionale, dal nord al sud.
1 - La chiarezza del carisma della Vita Consacrata.
Alla luce delle acquisizioni magisteriali, in particolare delle Mutuae
relationes, Vita consecrata e Vita fraterna in comunità, il carisma
della Vita consacrata va ricompreso e vissuto con maggior chiarezza telogico-pastorale, sia in rapporto ad altre espressioni vocazionali nella Chiesa, sia in rapporto alla missione nel mondo.
L’interpretazione più diffusa, anche all’interno della comunità cristiana, evoca più una visione funzionalistica che ontologica della
Vita consacrata.
In realtà è la consacrazione l’apostolato fondamentale. Infatti,
Giovanni Paolo II distingue nella Vita Consacrata ‘l’apostolato fondamentale’ dalle ‘opere apostoliche’.
Il Papa ci ricorda che la consacrazione, pertanto, non è mezzo per
garantire la funzionalità dei servizi nelle opere ma il contenuto fondamentale della missione dei consacrati: è dire il primato assoluto
di Dio, il valore delle realtà ultime, nel mondo dell’oblio di Dio, per
un uomo troppo curvo sulle cose penultime.
2 - “Ministero” di comunione e “carisma” di comunione.
Nella Chiesa mistero di comunione, generata in modo particolare
dall’azione dello Spirito soprattutto nel sacramento dell’Eucarestia
si compone in unità il “ministero” di comunione con il “carisma” di
comunione.
Nella comunità ecclesiale c’è lo specifico ministero fondato
sull’Ordine sacro per il servizio alla comunione ed insieme anche il
“carisma” di comunione, tipico della Vita consacrata.
“Esperti di comunione, i religiosi, sono chiamati ad essere nella
chiesa e nel mondo, testimoni e artefici di quel progetto di comunione che sta al vertice della storia dell’uomo secondo Dio”
Alla luce di queste riflessioni, la comunione non è anzitutto un
metodo o una tecnica, è il modo più vero di vivere nella Chiesa; essa
è necessaria prima di ogni coordinamento o di ogni organizzazione,
che pure sono importanti, soprattutto in una progettualità di Chiesa
locale.
3 - La testimonianza dei consacrati nella Chiesa locale.
Gli impegni dei consacrati nella Chiesa locale, sono:
- essere testimoni e profeti del primato assoluto di Dio.
La missione e il servizio peculiare dei consacrati nella vita delle
nostre chiese è il tenere viva e alta nei battezzati la consapevolezza dei valori fondamentali del vangelo. La profezia della vita consacrata, facendo tesoro di un patrimonio carismatico inesauribile,
è chiamata inoltre a manifestarsi oggi più che mai nel ‘servire la
vita’, nel diffondere la verità’, nella ‘apertura ai grandi dialoghi’.
- essere testimoni di vita fraterna e di comunione.
La più convincente ed efficace testimonianza di fraternità è la
comunione di vita, di preghiera e di apostolato delle comunità religiose presenti nelle chiese particolari. Pertanto le diocesi devono
poter trovare nella testimonianza dei consacrati e nelle loro
comunità, “segni” e “luoghi” di preghiera, vere e proprie “scuole
di comunione”.
- il ‘genio femminile’ della consacrazione.
La presenza della donna consacrata nella vita della chiesa locale è un tema di grande attualità: va sottolineata la preziosità e la
fecondità del carisma di tante comunità religiose, della specifica
testimonianza nella società dei membri degli istituti secolari e
della novità ecclesiale dell’Ordo Virginum nelle nostre chiese
locali, l’apporto generoso di molte consacrate nell’’apostolato.
Si è auspicato infine che questo seminario abbia una continuità, che
cioè ci si ritrovi ancora e insieme ai nostri Pastori per poter donare
alla Chiesa e al mondo il dono del carisma della Vita consacrata,
dono dello Spirito, nella logica del Vangelo, come lievito che fermenta, come tesoro da scoprire e come talento da far fruttificare.
9
evangelizzazione
Delegato Diocesano per la Vita Consacrata
Laici e Liturgia
Programmazione dell’Ufficio Liturgico Diocesano
di don Sabino Lambo
evangelizzazione
direttore dell’UDL
Se la Chiesa è la vigna del
Signore, in cui tutti sono chiamati, anche in ore impossibili e
improbabili,
a lavorare
(Mt.20,4),
dobbiamo poter
affermare che nella Liturgia
della Chiesa si rivela in maniera più pregnante l’invito di
questo “padrone” sui generis a
partecipare abbondantemente,
e al di là di ogni recriminazione
contrattuale, ai suoi “utili”. La
Liturgia è essenzialmente un evento di
grazia, di vocazione, di comunione e di
impegno, a cui tutti siamo chiamati con
una partecipazione piena , consapevole e
attiva (SC 14).
Certo: c’è da intendersi sul senso autentico della “partecipazione liturgica”, che
non è tanto (o non è affatto!) “un far fare a
tutti e a ciascuno qualcosa”, quanto un
accogliere come dono nella nostra vita,
attraverso la fede e i santi segni, la vita
stessa di Cristo, “vera vite” (J. Ratzinger,
Lo Spirito della Liturgia). Per comprendere il senso di questa partecipazione, è
necessaria una robusta formazione di
catechesi liturgica dei laici e degli stessi
presbiteri, che allontani certe forme persistenti di protagonismo e che sanno di quel
“clericalismo laico” e quel “laicismo clericale”, di cui si parla nel Programma
Pastorale. Forse è proprio in una vita
liturgica male intesa che ancora di più si
consuma il distacco tra i presbiteri e i
fedeli laici. Qui si gioca l’immagine stessa
della Chiesa che noi testimoniamo.
D’altronde, un’ autentica partecipazione
alla Liturgia farà riscoprire il senso di una
ministerialità laicale che, partendo proprio da essa (ministero del lettore, dell’ac-
colito, del ministro straordinario della
comunione; ministero della musica e dell’arte sacra, del decoro della chiesa; ministero dell’accoglienza…) si tradurrà in
uno stile di ministerialità che pervaderà
l’intera esistenza cristiana.
L’Ufficio Liturgico Diocesano intende offrire il proprio specifico contributo alla maturazione di un laicato che sappia “pregare
e lavorare” per la vigna del Signore.
Ecco di seguito la proposta formativa per
l’anno pastorale 2010-2011:
• SEMINARIO DI LITURGIA offerto ai presbiteri, diaconi, religiosi/e, animatori
parrocchiali di liturgia, fedeli laici che
esercitano i ministeri della Parola e
dell’Eucaristia: martedì 16 novembre e
mercoledì 17 novembre.
Tema: QUALE PARTECIPAZIONE E MINISTERIALITA’ DEI LAICI NELLA LITURGIA?
Interverranno studiosi e docenti di alto
livello culturale e professionale:
- il prof. ANDREA GRILLO, docente di
liturgia presso il Pontificio Ateneo di
Sant’Anselmo (Anselmianum) di Roma
e presso l’Istituto di Pastorale
Liturgica di “Santa Giustina”di Padova;
- La prof. suor ANTONELLA MENEGHETTI, docente di liturgia presso la
•
•
•
•
•
Pontificia Facoltà delle Scienze
dell’Educazione, ”Auxilium” di
Roma.
•
Incontri di formazione
liturgica, a modo di laboratorio, sullo stesso tema, presso le
zone pastorali della diocesi.
•
La sezione Pastorale
dell’ULD curerà alcuni laboratori di iniziazione liturgica con
i fanciulli; in questa animazione saranno coinvolti i catechisti e gli animatori
dei ministranti.
Sono state fissate le date degli incontri
di formazione con i Ministri straordinari
della Comunione nell’ultima domenica
dei mesi di ottobre, novembre, gennaio,
febbraio, marzo, maggio, sul tema: Il
ministro della Comunione al servizio di
Dio e dell’uomo che soffre.
La sezione Musica Sacra propone:
- In occasione della nuova edizione del
libretto di canti diocesano, che uscirà a
breve, una presentazione catecheticoliturgica del repertorio dei canti, alla
vigilia dei tempi forti dell’anno liturgico.
- Un corso di formazione per organisti e
cantori delle comunità parrocchiali,
sulla celebrazione del Matrimonio, con
l’indicazione di un repertorio specifico.
Secondo il calendario della SFTOP sono
fissate le lezioni di Liturgia.
L’ULD sollecita i gruppi parrocchiali di animazione liturgica a chiedere eventuali
consulenze, per approfondimenti su tematiche specifiche legate alla vita liturgica.
Inoltre l’ULD offrirà alle comunità parrocchiali sussidi liturgici per l’animazione delle celebrazioni.
“Parlando di liturgia si tratta solo in parte di istruzione e di insegnamento, ma prima di tutto si tratta di formazione, intendendo la parola nel suo significato essenziale. Bisogna che singolo e comunità siano educati a quel particolar modo di comportamento spirituale
quale appunto richiesto dalla natura della vita liturgica. […] Se si diffonde una maggiore conoscenza delle cose liturgiche, se nelle pratiche religiose si arriva ad una giusta concezione liturgica, si è fatto qualcosa, ma non ancora molto. Il problema fondamentale è questo: in che cosa consiste l’essenza dell’azione liturgica? Come deve essere l’uomo, come la comunità, se vogliamo avere un giusto comportamento liturgico? Quali forze sono necessarie? Quali organismi? Quale essere? Poiché qui si tratta di una competenza per niente
definita: si tratta di un divenire, di un crescere, in definitiva di un essere. Dunque si tratta di un problema di formazione nel più profondo
significato della parola” (ROMANO GUARDINI, La formazione liturgica)
10
Un disastro ambientale
in Brasile
Cronaca di un viaggio
di don Vito Miracapillo
Direttore Ufficio Pastorale Sociale
Il 5 agosto scorso sono tornato dalla
visita annuale alla parrocchia di Ribeirao e
alla diocesi di Palmares nel “nordeste” del
Brasile. Ero partito il 12 luglio con un po’ di
trepidazione per le notizie sull’alluvione che
aveva colpito la regione Mata Sul, in cui è
immersa la diocesi brasiliana, perché
aggiungeva ai problemi strutturali della
fame e della miseria una nuova devastante
incertezza.
Prima della partenza avevo inviato al
vescovo dom Genival seimila euro, frutto
della colletta avviata dalla Caritas diocesana, autorizzata dal nostro vescovo e segno
della nostra solidarietà ecclesiale; purtroppo la realtà del dopo alluvione è diventata
molto più povera, complessa e … triste.
Il mio amico peruviano, il dottor Carlos, che
mi venne a prendere in aeroporto mi parlò
dell’alluvione e relative esondazioni di
fiumi e mi diede altre notizie poco gradevoli riguardanti la salute di amici vescovi, preti
e laici. Il tempo di riposarmi un po’ a Recife
e di passare per vari ospedali della capitale
per incontrare gli amici malati ed ecco la
telefonata di dom Genival, che mi diceva
che sarebbe passato a prendermi per portarmi in casa sua a Palmares.
Percorremmo i 120 km. tra Recife e
Palmares attraversando le città immerse
nella canna da zucchero e parlando un po’
di tutto, oltre a recitare il rosario come si è
soliti fare quando bisogna divorare chilometri di strada.
Il giorno seguente il vescovo, con la sua
macchina, mi portò a vedere la città immersa nel fango del dopo alluvione. Per la circostanza dovemmo calzare gli stivali. Ho
conosciuto Palmares fin dal 1974; all’inizio
del mio ministero in terra brasiliana, per
diversi mesi collaborai con dom Acacio e i
due preti tedeschi, parroco e coadiutore,
nella cura pastorale dei quartieri e delle
comunità sparse nel territorio cittadino e
nei latifondi della canna da zucchero. I miei
contatti con la città sono stati numerosissimi, anche quando diventai parroco di
Ribeirao e dopo il ritorno in Brasile. La
conoscevo bene e il quadro desolante che
mi si è presentato quest’anno, mi ha fatto
capire lo smarrimento della gente di fronte
a tale disastro e la paura di fronte alle insistenti piogge torrenziali.
A giugno scorso, la forza improvvisa del-
l’acqua del fiume Una aveva sollevato di
otto metri il nuovo grande ponte che collegava la strada nazionale sul fiume e l’aveva scagliato contro il ponte più antico che si
trovava a un lato distruggendolo e spezzando praticamente in due la città. Quasi tutto
l’intero territorio cittadino in poche ore,
era stato invaso dall’acqua che raggiungeva dai cinque ai dieci metri di altezza e che
ridusse a macerie improvvisamente ospedali, case, scuole, rendendo inutilizzabili
porte, cancelli, macchine, facendo fuoriuscire dalle case sedie, tavoli, frigoriferi, letti
e ciò che vi si trovava. La cattedrale e la
curia rimasero immerse nell’acqua e molta
parte dell’archivio diocesano è andato perduto. Anche il centro pastorale diocesano
fu gravemente danneggiato ed era ricoperto di fango fino al primo piano.
Il commercio cittadino ha subito un colpo
mortale riducendo in povertà la classe
medio bassa. In quelle ore e nei giorni
seguenti erano saltate le condotte dell’acqua, l’energia elettrica, la rete telefonica …
Sembrava di essere tornati improvvisamente indietro nel tempo!
Mano a mano che l’acqua si ritirava, lo
spettacolo non era bello da vedersi. Il fango
aveva ricoperto ogni cosa: case, alberi,
muri ed era entrato dappertutto sino al
primo piano delle case ancora in piedi, rendendo spettrale molta parte del territorio!
La gente era fuggita in cerca di riparo sulla
parte più alta della città o trovando accoglienza presso i parenti in altre città. La
stessa casa del vescovo ha dovuto accogliere preti rimasti senza alloggio.
La solidarietà tra i poveri è stata la prima
risposta dopo lo sgomento, non solo nella
città di Palmares e nelle altre città colpite,
ma in tutta la regione che comprende diversi Stati. Naturalmente si aspettano sempre
risposte politiche e strutturali in questi disastri e, soprattutto, il rispetto dell’ambiente. Il
ritornello che ho sentito ripetere da molti è
stato: “La natura si è ripreso ciò che le
apparteneva”, con evidente riferimento allo
scempio che lì e in molte parti del mondo si
compie, spesso in maniera incontrastata.
Il vescovo dom Genival ha ringraziato quanti di noi hanno manifestato vicinanza e solidarietà e ci invita ad essere ancora fraternamente presenti con i nostri possibili aiuti.
Ciò che resta di un ponte
Resoconto delle offerte raccolte
e inviate in Brasile aggiornato al
1° settembre 2010.
Altomare
300,00
Cattedrale
100,00
Chiesa del Carmine
100,00
Fam. Sgaramella
1.500,00
Immacolata
200,00
M. SS. Incoronata
250,00
N.N. - Minervino Murge
600,00
Oratorio P.G. Frassati
27,60
Parr. B.V. Immacolata - Minerv. 180,00
Parr. Madonna di Pompei
200,00
Parr. S. Maria dei Miracoli
150,00
Rosario
300,00
S. Maria Vetere
200,00
Sacre Stimmate
220,00
San Francesco
420,00
San Michele Arc.
400,00
San Riccardo
400,00
Santa Maria Assunta e S. Isidoro 20,00
SantAgostino
200,00
Sant’Andrea Ap.
360,00
SS. Sacramento
410,00
SS. Trinità
435,00
San Nicola
200,00
Diacono Michele Allegro
500,00
Gesù Liberatore
600,00
Gesù, Giuseppe e Maria
430,00
S. Maria Assunta
170,00
N.N. - Andria
500,00
Centro Missionario Diocesano
200,00
11
caritas
La chiesa invasa dall’acqua
“Ho sognato
una banca”
Presentato un libro sulla “banca etica”
di Rossella Fusano
caritas
Caritas diocesana
Nei giorni scorsi presso la “Libreria
terreno asciutto, osservare l’erba
2000” è stato presentato il libro di « Fabio Salviato si è dimostrato abile verde smeraldo ed assistere al risveFabio Salviato, presente lo stesso
glio degli insetti, tutto questo giunto
nel costruire e concretizzare
autore, Ho sognato una banca, edito
lui al termine di una lunga corsa,
il sogno di una banca che profuma per
dalla Feltrinelli.
sono espedienti divenuti metafora di
di valori etici, una banca capace
Potrà sembrare strano che la Caritas
un percorso di vita. La corsa nei campi
diocesana si sia fatto carico, insieme
di farci assaporare la solidarietà » nulla produsse, nè tantomeno implicò
ad altre associazioni e realtà eccleconsumo o dispendio di denaro. Come
siali, di promuovere questo incontro. In realtà ad aprire definitiva- il commercio equo e solidale e la nascita della stessa banca.
mente le porte ad una riflessione sulla finanza etica ce l’ha offer- Ambedue le esperienze si sono dissetate alla stessa sorgente
ta l’enciclica del papa Benedetto XVI, Caritas in veritate, nei della felicità e non hanno comportato alcun costo o compromesnumeri 45 e 65. L’altra novità è che la pubblicazione del libro è so. Bisogna allora trascendere il vecchio per giungere al nuovo. Il
stata l’occasione di parlare del Progetto Barnaba - dare credito PIL è in tal proposito poco confacente al caso. Abolirlo e far fronalla speranza, avviato dalla nostra Caritas diocesana sin dal 2003 te ad un’idea di sviluppo sarebbe secondo il suo parere la chiave
e ancora attivo con 29 finanziamenti per l’avvio o il consolidamen- d’accesso per ammirare orizzonti nuovi. La banca possiede una
to di micro imprese, uno strumento per rispondere soprattutto in sorta di vocabolario coniato per definire i punti principali sui
questo periodo di crisi alla mancanza di lavoro per i giovani. Ma quali essa si fonda. Tre parole magiche dipingono a tinte forti il suo
ascoltiamo anche noi cosa è scritto nel libro perché attraverso la ritratto. Il “credito”: dare fiducia in abbondanza alla persona che
storia di una banca e dei suoi fondatori si possa cogliere la bontà bussa alla tua porta, poiché costei mai deluderà le tue aspettative
di una finanza etica che crei comunità e moltiplichi solidarietà.
se la fiducia altro non è che l’ultima carta da giocare che le resta.
Fabio Salviato si è dimostrato abile nel costruire e concretizzare Segue la “responsabilità”: intesa come diretta conseguenza delil sogno di una banca che profuma di valori etici, una banca capa- l’apertura del credito bancario stesso. Conclude la triade il fattore
ce di farci assaporare la solidarietà, una banca che nasce poiché “bisogno”: bisogna valorizzare la giustizia, portare alta l’asta della
tanti si sono fatti promotori e porta voci di un movimento senza pace, colorare la vita di speranze concrete, aiutare il prossimo che
eguali, dove l’asse portante che dà forza ai remi della barca di pro- ci tende la mano, poiché c’è sempre qualcuno che necessita della
trarsi oltre il mare in tempesta, giace nel bene comune. Tanti presenza di uomini coraggiosi capaci di fare la storia proprio come
hanno creduto in questo progetto alternativo senza il quale si in dieci anni ha saputo tesserla Salviato. Gli eroi non sono coloro i
sarebbe forse andati alla deriva. Un cammino, quello del Salviato, quali compiono gesta gloriose, ma quanti si destano la mattina e
intrapreso all’interno di una parrocchia come tante, che ha con- partono con il loro fardello sulle spalle pronti a dar vita ai loro prosentito a lui di conoscere in prima persona il movimento per la getti affinché non rimangano tali. Non si stancano di vedere l’altro
pace, di entrare a far parte del commercio equo e solidale, permet- come “fratello” da difendere e tutelare e sono pronti ad arrivare ai
tendogli di conservare nel bagaglio di esperienze molti altri avve- confini del mondo mossi dall’amore umano e dalla salvaguardia
nimenti che hanno inciso in maniera determinate sul suo peculia- dei diritti e dei doveri come lo è il lavoro. La banca etica oggi non
re disegno fatto della stessa materia dei sogni. La telefonata di avrebbe potuto esistere senza la presenza di sostenitori che creFrancisco dall’Honduras, insieme al racconto delle seimila fami- dono nella sua immagine e nei suoi ideali. Come tutte le cose destiglie produttrici di caffé, tenute schiave dagli affari intermediari, nate a raggiungere vette elevate, la banca etica nasce dal basso
diventa per Salviato una vocazione e l’inizio di una nuova vita, vis- abbracciando un piano di sviluppo sociale che vanta come ingrasuta nell’esperire il dono di se stesso. Egli decide di partire verso naggio che tutto muove, il credito. Questo dettaglio non trascuranuovi paesi ogni qual volta si presenta l’occasione o quando bile non ci sorprende affatto poiché scalare una montagna dai
qualcuno dà voce ad un grido disperato ed auspica la “guarigio- pendii scoscesi è faticoso, ma giunti alla sua sommità la vista è
ne” dalle piaghe di una società caduta nel baratro dell’ingordigia immacolata e stupefacente tanto da trascurare le fatiche di pare dove il profitto annienta le persone. Aiutare quanti vivono nello tenza. Salviato ha reso realtà palpabile il suo sogno, ha compiuto
stesso disagio di Francisco diventa dunque una priorità. Singolare la sua corsa, ha raggiunto la vetta desiderata, ha goduto e contiper il lettore diviene sfogliare le pagine e trovare frammenti che nua a godere della sua ampia visuale.
parlano di felicità, quella di cui Salviato ha saputo farne tesoro a La Settimana sociale dei cattolici che si apre fra qualche giorno a
partire dalla sua prima giovinezza dove riuscì a sfiorare il gaudio Reggio Calabria potrà diventare anche per noi stimolo per stare su
assoluto. Restare disteso per terra, sentire l’odore inebriante del queste tematiche ed essere artefici di una economia di comunione.
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Guardando ai poveri attraverso
gli occhi dei Centri di Ascolto
L’impegno della Caritas diocesana
di don Mimmo Francavilla
che vivono nelle famiglie seguite dai nostri Centri. Quale è il loro
presente? Quale sarà il loro futuro?
Come Caritas diocesana stiamo registrando in questi anni l’andamento (o meglio l’aumento; è di 81,30% il saldo attivo tra il
2008 e il 2009) di coloro che si rivolgono ai nostri servizi e ci
stiamo muovendo su due binari:
Nell’odierno contesto socio-economico è più facile utilizzare il primo, potenziamento della rete di prima accoglienza con più
il termine astratto “povertà” che il termine concreto e diretto interventi, più risorse (ma siamo nella linea dell’assistenza, pur“povero” riferito ad una determinata persona per esprimerne la troppo ancora necessaria. Bisognerà pensare ad es. a un fondo
sua condizione.
per piccole donazioni…);
Ciò rende più difficile l’individuazione dei “poveri” in mezzo a noi il secondo, creazione o potenziamento di strumenti finanziari
e quindi la possibilità di intervento.
come il microcredito sia socio-assisenziale (Fondo Fiducia e
Chi è povero oggi? Stando alla soglia di povertà relativa (nel Solidarietà) sia di sostegno alla micro-imprenditorialità
2009: 983,01 euro mensili per due persone) in Italia sono 2 milio- (Progetto Barnaba - dare credito alla speranza) e ciò perché
ni 657 mila e rappresentano il 10,8% delle
crediamo che la promozione della persofamiglie residenti, cioè 7 milioni e 810 mila
« la solidarietà è anzitutto na, il suo coinvolgimento, la renda responpersone povere, il 13,1% dell’intera poposabile di un prestito (piuttosto che di una
lazione! Ma ciò che può interessarci magsentirsi tutti
donazione) e crei una circolarità virtuosa.
giormente è quante persone rischiano di
responsabili di tutti »
C’è anche un terzo binario che desideriamo
cadere al di sotto di quella soglia trascipromuovere: quello del coinvolgimento
nando con se tutto ciò che fino a quel
della intera comunità nella condivisione di una responsabilità permomento non poteva essere considerato povero/povertà.
ché attraverso una scelta di attenzione delle proprie spese, di
Guardandoci intorno si vedono ingrossare le fila di coloro che sobrietà, di consumo critico, possa scardinare un sistema che
si rivolgono alla Mensa della carità (nella sola città di Andria di basa la sua efficienza e ricchezza sui poveri ed evitare l’indifferenpoco meno 100.000 abitanti nel 2009 sono stati distribuiti 103.000 za - “tanto io non sono povero” - mentre Benedetto XVI insegna
pasti!!!) prevalentemente immigrati, è vero! Ma sono circa 500 che “la solidarietà è anzitutto sentirsi tutti responsabili di tutti”.
(quasi 2.000 persone) i nuclei familiari che vengono assistiti La Caritas ha sviluppato sin da subito la sua funzione prevalendirettamente dai Centri di ascolto inter-parrocchiali o dalle par- temente pedagogica che mette in atto proprio in queste situarocchie della Diocesi, oltre ai tanti che sfuggono ad un qualsia- zioni per formare la coscienza di tutti i battezzati e questa è la
si censimento.
sfida che porterà a riscoprire come la beatitudine sulla povertà
Si ingrossano anche le fila di coloro che non sono poveri ma detta da Cristo non è solo spirituale ma anche materiale: “beati
che il sistema ha impoverito (carte di credito, revolving, micro - i poveri, guai a voi ricchi” (Lc 6, 20.24).
finanziamenti, gioco e gioco d’azzardo… a proposito si sta
Quest’anno per Natale offriremo un regalo speciale
notando una prolificazione di luoghi per le scommesse “legalizzate”, per non parlare del fenomeno dell’usura!) oppure perché
vittime di una malattia, di un lutto, di un licenziamento…
L’accoglienza presso famiglie della nostra Diocesi di bambini e
Questi non si considerano poveri e con difficoltà accettano di
ragazzi bielorussi per il programma di risanamento climatico.
modificare il proprio stile di vita soprattutto per quanto riguarda
Il programma promosso dalla CARITAS DIOCESANA DI
l’aspetto esteriore, cioè quella sfera della propria persona che
ANDRIA, ha la durata di 30 giorni da metà dicembre a metà
entra in contatto o in relazione con gli altri.
gennaio 2011 e si svolge sotto la costante assistenza di un
Gli effetti sono ancora più negativi perché si vanno a tagliare dal
gruppo di volontari al quali ti potrai rivolgere, fin da adesso,
bilancio famigliare le spese che riguardano l’istruzione, la saluper richiedere maggiori informazioni. Ci si può rivolgere il
te, la casa, l’alimentazione… spese di prima necessità, che
sabato dalle 17 alle 19 in Via Bottego, 36 oppure chiamare al
modificano negativamente le condizioni generali di vita.
seguente numero 335.7731384 (Biagio).
C’è ancora un dato più preoccupante: sono più di 500 i minori
Le adesioni sí potranno dare fino al 25 ottobre.
“l’accoglienza”
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caritas
Direttore della Caritas Diocesana di Andria
In cammino verso la
XIV Assemblea elettiva
Il Progetto Formativo dell’A.C. diocesana
di Anna Maria Basile
associazioni e movimenti
Presidente Diocesano A.C.
Il Progetto Formativo diocesano
che la Presidenza e il Consiglio con le
èquipes di settore hanno elaborato si
riconduce al tema triennale “Chiamati
ad essere santi insieme”(1 Cor 1,2).
In vista dell’inizio del terzo anno del
triennio è infatti utile guardare al tratto di strada percorso finora e iniziare a
riflettere sul tema della cittadinanza e
della missionarietà che caratterizzeranno l’anno che ci aspetta.
Educare alla responsabilità è il compito che l’associazione si è data particolarmente per questo terzo anno in
cui “la riflessione si estende in modo
più specifico ai temi della cittadinanza
e del bene comune come forme per
vivere la santità in chiave missionaria”.
Durante la XIII Assemblea ci siamo
infatti impegnati a “evangelizzare tutti
gli ambiti di vita nei quali si costruisce
quotidianamente il tessuto storico
delle relazioni tra le persone all’interno di un territorio” e a tradurre la dottrina sociale della Chiesa a misura
delle diverse fasce d’età.
Questo ultimo anno del triennio, in cui
“la santità laicale viene considerata
nel suo aspetto di servizio e responsabilità a costruire la Chiesa e ad edificare il mondo secondo il progetto di
Dio”, sarà anche l’anno del cammino
assembleare.
Un anno di lavoro, quello che ci aspetta, che sarà attraversato da un’esperienza che, pur richiedendo un di più di
impegno e progettualità, fa parte della
vita ordinaria dell’associazione e permette di suscitare una corresponsabilità associativa fortemente sentita e
vissuta, offrendo a tutti gli aderenti
un’occasione di piena e festosa partecipazione e condivisione.
Il cammino assembleare non può inoltre prescindere da una verifica del
triennio, a partire dagli obiettivi che ci
siamo
consegnati
nel
corso
dell’Assemblea diocesana del 2008.
Verificare il cammino percorso, a tutti
i livelli (parrocchiale e diocesano), è la
prima delle buone pratiche per vivere
in modo corale, condiviso e sostanziale la individuazione di nuove responsabilità e la programmazione della vita
associativa.
Lo stile con cui vivere il cammino
assembleare sarà soprattutto quello
della gioia e della condivisione, capace di un contagio appassionato dell’appartenenza, nel segno di una vita
associativa che non deve interrompersi.
Siamo chiamati innanzitutto ad inserirci nel cammino della vita della
comunità ecclesiale, che sarà indirizzato dagli orientamenti pastorali per il
nuovo decennio dedicato all’educazione. Punti di riferimento fondamentali per il cammino annuale saranno
anche la Settimana Sociale dei
Cattolici Italiani e la preparazione del
Congresso Eucaristico di Ancona.
Contemporaneamente, lo sguardo
sarà rivolto anche alla vita del Paese
che celebra i 150 anni dell’Unità
d’Italia: un’occasione significativa per
ridirci le ragioni del nostro stare insieme in uno stato unitario e democratico, partendo dal fare memoria della
nostra storia. In questo senso il
momento assembleare può rappresentare un segno di effettiva ed efficace presenza nelle realtà territoriali
ecclesiali e civili.
Siamo, inoltre, chiamati ad inserirci
nel cammino della vita della comunità
ecclesiale delle Chiese di Puglia, che
in questo anno si preparano al terzo
Convegno ecclesiale regionale, che si
celebrerà a San Giovanni Rotondo dal
28 aprile al 1 maggio 2011 sul tema “ I
LAICI NELLA CHIESA E NELLA SOCIETA’ PUGLIESE, OGGI”.
Il tema triennale della santità e quello
annuale della missionarietà ben si
intrecciano anche con il Programma
Pastorale della nostra Chiesa diocesana “Riscopriamo la vocazione dei
laici nella Chiesa e nella società,
oggi”
Verso il terzo Convegno ecclesiale
regionale - in preparazione al convegno
ecclesiale regionale della prossima
primavera.
Mentre la Chiesa italiana si appresta
ad approfondire i temi legati alla questione educativa, l’Azione Cattolica
vivrà un momento importante di festa
con i bambini, i ragazzi e gli adolescenti (ACR + Giovanissimi) di tutta
Italia, il 30 ottobre 2010, a Roma in
Piazza San Pietro, insieme al Santo
Padre Benedetto XVI.
Essi interpellano il mondo degli adulti,
sollecitati, nella cura educativa, ad
accogliere, accompagnare ed essere
testimoni di una storia viva.
L’incontro nazionale avrà come slogan: “C’è di più - diventiamo grandi
insieme!”. Così vogliamo esprimere
l’impegno di ciascuno a crescere
insieme a Gesù e con gli altri, nella
direzione della santità, indicando il “di
più” scritto da Dio nel cuore di ogni
(Continua alla pagina seguente)
14
persona, e che si realizza in pienezza
nell’incontro con il Signore.
Questo lo sfondo sul quale si inserisce
il programma delle iniziative di settore,
dell’ ACR ed unitarie; queste ultime ci
vedranno approfondire, per questo
anno:
- il tema della responsabilità, con particolare attenzione alla ecclesiologia
del laicato, alla dimensione missionaria, all’accompagnamento della
formazione;
- il tema della cittadinanza, per “avere
il respiro del mondo, allargare gli
orizzonti e lasciare che il mondo entri
nella nostra vita di ogni giorno. Il
Signore ci chiede di far entrare il
mondo, la vita del mondo, il desiderio
del cuore dell’uomo e di ogni uomo
nella nostra vita, per imparare ad
amare come Lui ci ama, senza riserve”.
- l’attenzione al mondo del lavoro,
quale tensione missionaria e testimonianza personale negli ambienti di
vita.
All’inizio di questo anno associativo
siamo invitati ad essere sale, cioè ad
essere in grado di dare sapore alla
vita; siamo invitati ad essere luce, cioè
ad essere in grado di offrire qualche
indicazione, ad essere una certezza là
dove non si capisce che cosa fare, da
che parte andare. Sale e luce hanno
una pretesa: di non chiudersi su di
sé…
L’augurio, allora, è quello di proseguire il cammino non chiudendoci nel
nostro piccolo mondo, ma dando luce
e sapore alla vita attraverso le nostre
persone, la nostra umanità invasa
della vita nuova in Cristo, nel
Battesimo, e illuminata dalla fede.
Con l’augurio reciproco di un BUON
CAMMINO…
Progetto
formativo diocesano
Iniziative unitarie
8/9 settembre 2010 - Andria
Opera diocesana Giovanni Paolo II
Presentazione cammini formativi (unitario, dei settori e
dell’A.C.R.) e del cammino assembleare
a cura della Presidenza diocesana
Mostra, in diocesi, su Vittorio Bachelet
- 5 settembre 2010: Minervino Murge
- 11/12 settembre 2010: Canosa
- 15/20 settembre 2010: Andria
23 settembre 2010 - Andria
Incontro Presidenti e Segretari parrocchiali:
“Verso l’Assemblea parrocchiale...”
9/10 ottobre 2010 - Andria
Opera diocesana Giovanni Paolo II
Esercizi Spirituali
“Voi siete la luce del mondo” (Mt 5, 13-16),
guidati da d. Giuseppe Masiero, Assistente nazionale
Adulti AC e MLAC
30 ottobre 2010 - Roma
Incontro Nazionale con il Santo Padre Benedetto XVI:
“C’è di più - diventiamo grandi insieme”
7 novembre 2010 - Minervino
Parrocchia S. Michele Arcangelo
Festa dell’Adesione, con Celebrazione Eucaristica
e Festa del passaggio dall’ACR al settore Giovani
novembre 2010
Formazione dei Formatori
18/19 febbraio 2011
Assemblea diocesana elettiva:
18 febbraio
Veglia di preghiera presieduta da d. Ugo Ughi,
vice Assistente centrale A.C.
19 febbraio
Assemblea
marzo 2011
Consegne con nuovo Consiglio e Presidenza diocesani
18 maggio 2011 - Andria
Verifica con i Consigli Parrocchiali e gli assistenti
Parrocchiali
Incontri con i Presidenti e i Consigli Parrocchiali
Incontri con i seminaristi di Teologia.
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associazioni e movimenti
(Continua della pagina precedente)
“C’è di più”
associazioni e movimenti
Incontro Nazionale A.C.R. e Giovanissimi di A.C.
La festa che vivremo Sabato 30 ottobre 2010, a Roma,
sarà un’occasione speciale per tutta l’associazione, e non
solo, ma per tutta la comunità cristiana.
Un momento che richiederà un grande impegno degli adulti e degli educatori per rendere protagonisti i ragazzi e i giovanissimi delle nostre parrocchie.
Una festa per tutti i nostri ragazzi e giovanissimi, ma anche
per le loro famiglie, gli educatori, gli adulti e i sacerdoti che
li accompagneranno... tutti accanto a Papa Benedetto XVI.
Rendere protagonisti i ragazzi e giovanissimi della vita della
Chiesa, delle nostre comunità parrocchiali; richiamare e
rilanciare la cura educativa attraverso un accompagnamento costante dei più piccoli; questi gli obiettivi alla base
di questa grande occasione che siamo chiamati a vivere.
Non ci resta quindi che darci appuntamento a Sabato 30
ottobre 2010, a Roma!
Il tema “C’è di più” ci spinge a comprendere che nella vita
c’è, appunto, qualcosa “di più”...
COSA CI ASPETTA..
È arrivata l’ora di scoprire un po’ le carte! E quindi … ecco
a voi cosa ci aspetta il 30 ottobre!! Come vi avevamo già
detto, l’incontro nazionale prevede due momenti. Il primo, al
mattino, che si svolgerà in piazza S. Pietro ed il secondo,
nel pomeriggio, che si svolgerà in due luoghi di Roma
(piazza di Siena per i ragazzi e piazza del Popolo per i giovanissimi) capaci di accogliere i ragazzi e i giovanissimi:
questi due momenti, caratteristici anche dei passati incontri nazionali, sottolineano non solo l’aspetto prettamente
ecclesiale del ritrovarsi intorno al S. Padre, ma anche l’attenzione civile e l’apertura verso la cittadinanza.
L’incontro del mattino con il Santo Padre avrà i seguenti
ingredienti: animazione di piazza, musica, preghiera, saluto
del presidente e dei responsabili nazionali, saluto dell’Ac
degli altri continenti, progetti di solidarietà.
Ovviamente, momento centrale sarà, alle 11, l’incontro con
Benedetto XVI, che si svolgerà come un dialogo diretto tra
il Santo Padre e alcuni partecipanti.
Dopo aver salutato il Papa, la carovana lascerà via della
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Conciliazione e in un colorato percorso raggiungerà i luoghi
delle due feste: piazza di Siena per l’ACR e piazza del
Popolo per i Giovanissimi.
La festa pomeridiana dell’Acr vorrà ricordare ai bambini e
ai ragazzi come l’ACR è capace di fare festa stando nel proprio tempo. Sono stati previsti due momenti: una prima
parte, lungo il percorso che dall’ingresso di Villa Borghese
porta a piazza di Siena, in cui le diocesi potranno gemellarsi tra loro e non solo; una seconda, proprio in piazza, in cui
insieme ad amici vecchi e nuovi e ad ospiti internazionali, i
bambini e ragazzi faranno festa tutti insieme … ma ancora
non possiamo rivelare troppo!
La festa pomeridiana dei giovanissimi avrà come tema
l’amore per gli altri e per il mondo. Prevede al momento
musica e festa d’accoglienza, e poi testimonianze di alcuni
ospiti cari all’associazione (in attesa di conferma) : la ballerina Simona Atzori, l’attore Carlo Verdone, l’allenatore della
nazionale Cesare Prandelli, il fondatore di Libera don Luigi
Ciotti… conclusione, ovviamente, con musica e altre sorprese sulle quali stiamo lavorando!
Potrete trovare materiali e aggiornamenti sul sito nazionale
dell’evento: http://cedipiu.azionecattolica.it.
Potrete, poi, interagire e invitare i vostri ragazzi a partecipare anche attraverso la pagina Facebook diocesana:
“C’èdipiù Diocesi Di Andria”.
Per facilitare l’organizzazione dell’incontro e degli spostamenti, le iscrizioni devono avvenire esclusivamente attraverso il centro diocesano, contattando il referente diocesano, Natale Alicino, per chiarimenti e domande, all’indirizzo di posta elettronica [email protected] (o
[email protected]) o al numero di telefono 320 0311776.
La quota di iscrizione è 45,00 euro ed è comprensiva di viaggio A/R in pullman GT, dell’iscrizione all’evento e del kit che
sarà fornito dal Centro Nazionale. Non comprende colazione e pranzo.
Per i non aderenti, alla quota sopra riportata andrà aggiunta la quota di assicurazione pari a 2,50 euro.
Équipes A.C.R. e Giovani
dell’A.C. diocesana
Alla ricerca
dell’Essenziale...
Un’esperienza missionaria in Africa
… è questa la motivazione che ha spinto noi giovani a dire di sì alla proposta
del nostro viceparroco, don
Riccardo Rella, di vivere
con lui un’esperienza missionaria, per un mese, in
Costa D’Avorio.
L’idea è nata dal tema del
Programma
Pastorale
Diocesano dello scorso
anno “Una comunità che
educa alla cittadinanza:
abitare il mondo”, che ha
segnato il percorso formativo del “gruppo giovani”, di cui facciamo parte, della
parrocchia SS. Trinità.
Il Programma Pastorale poneva la prospettiva di una Chiesa Missionaria che
prende coscienza del mondo in cui vive e,
per rendere concreto ciò, proponeva sia
di sviluppare itinerari formativi con una
catechesi missionaria, sia di rafforzare i
vincoli con i nostri missionari sparsi nel
mondo.
Il missionario cui ci siamo rivolti è stato
padre Riccardo Zagaria, nostro compaesano, che svolge la sua opera da tredici
anni tra la Costa D’Avorio, Burkina Faso e
il Togo.
L’Essenziale, dicevamo, con la E maiuscola, ci ha motivati sin dall’inizio e la
presenza della guida spirituale, in questo viaggio, ha permesso di vivere tutto
ponendo Dio come principio e fine di
ogni nostra azione. È da Lui che partivamo ogni giorno per dedicarci ai lavori nel
villaggio di Akroaba: pitturare la chiesetta, realizzare disegni sulle pareti dell’asilo costruito in beneficienza, prendere
l’acqua dal pozzo distante 1 km, aiutare la
nostra cuoca Leonì che con amore e
pazienza ci preparava da mangiare, insegnare ai bambini giochi e bans nell’animazione pomeridiana.
È a Lui che ritornavamo ogni sera, per
ringraziarLo dei grandi doni ricevuti
durante la giornata: la gioia dello stare
insieme, l’affetto che ciascuno di noi
E come non parlare del
nostro gruppo che ha sperimentato un’unità mai vissuta prima: stare in quelle
condizioni, col passare del
tempo, avrebbe anche
potuto portarci a vivere
momenti di tensione, invece mai, mai nessuno ha
fatto emergere il proprio
IO, ma era sempre un NOI,
un’unione d’intenti e questo è stato possibile grazie
Ragazzi in festa in Costa d’Avorio
alla costante preghiera che
mostrava all’altro nei momenti di difficol- ispirava, momento per momento, le
tà, il sorriso dei bambini quando li strin- nostre menti e metteva in noi solo buoni
gevi tra le braccia, il cielo e le stelle che propositi.
guardavamo per ore. Non c’importava più Al termine dell’esperienza nel villaggio
di non avere la corrente elettrica, perché, ne è cominciata un’altra nel centro “Don
proprio grazie a quella privazione, pote- Orione”, l’ospedale per bambini disabili
vamo riscoprire la bellezza di ciò che di Bonoua, diretto da Padre Riccardo.
ormai agli occhi del mondo è nulla e can- È un polo di riferimento per tantissima
tare, tutti insieme: “Meraviglioso”! E poi, gente e offre molti servizi: dalla radiologia
ancora, il dono del cibo ovvio e scontato all’oculistica, dalla ginecologia all’ortoin Italia e che lì prezioso, perché sapevi pedia con il blocco post-operatorio e il
che i bambini intorno a te forse anche centro riabilitativo.
quel giorno non avrebbero mangiato; il Incontrare quei bambini, che nonostante
dono della gente del villaggio che, nella l’enorme difficoltà nel camminare, ti sorloro povertà e miseria, ogni giorno, si pre- ridevano e desideravano giocare con te,
ti spiazzava e t’induceva a porti mille
occupava per te; il dono dell’acqua:
domande: “Come posso lamentarmi di
quanta fatica, ogni giorno, per avere un
tutto pur avendo tutto, e un bambino di
po’ d’acqua per lavarti e allora sì che soli otto anni, nel suo grande limite fisico,
l’apprezzi e ringrazi Dio, perché a casa è gioioso e mi corre incontro anche solo
non devi fare km per averla, ma ti basta per salutarmi e battermi il cinque con la
aprire il rubinetto!
mano?”
È così, allora, che ci siamo ritrovati in quel L’Africa ci ha dato tanto, ci ha arricchito,
villaggio per undici giorni, dormendo nei ha riempito il nostro cuore di gioia, una
sacchi a pelo e imparando ad apprezzare gioia che qui forse non abbiamo mai proanche il letto. La nostra spiritualità si è ali- vato. Vorremmo regalarvene un po’, permentata nella messa quotidiana, in cui la ché siamo convinti che la nostra missione
Sua Parola arrivava puntuale, come sem- cominci proprio ora, ora che siamo tornati.
pre, a coincidere con tutto quello che ave- Ci auguriamo che quella vissuta sia
vamo vissuto in quel preciso giorno; nella l’esperienza da cui ripartire ogni giorno,
preghiera del Rosario, in cui Maria ci in ogni situazione, in ogni incontro e
donava tutta la Sua umiltà e forza per dire donare così agli altri un po’ della nostra
con Lei quel “Si” ogni giorno al Signore; Africa e, chissà, magari riuscire a contanella preghiera delle Lodi e dei Vespri che giare tanti altri giovani che, come noi, si
davano la giusta carica nei momenti in cui metteranno in viaggio alla ricerca
dell’Essenziale.
la fatica prendeva il sopravvento.
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dalle parrocchie
Gruppo giovani della parrocchia SS. Trinità
Terra Santa: terra di tutti,
terra di pochi o terra di nessuno?
Riflessioni ed emozioni di un Pellegrinaggio in Palestina
di Graziana Cannone
dalle parrocchie
Parrocchia S. Andrea Apostolo - Andria
Andria, 2 agosto 2010. Comincia così il
viaggio di 53 pellegrini per la Terra
Santa, per quella Terra di cui pochi
conoscono la dura realtà. Fanno parte
del gruppo 17 giovani della parrocchia
Sant’Andrea Apostolo: quest’anno
abbiamo deciso di non organizzare il
camposcuola per giovani, molti di noi
hanno anche rinunciato ad una vacanza
per vivere, condividere, insieme questa
esperienza diversa, unica, forte.
Si parte. Non ci sono parole per descrivere gli stati d’animo, i sentimenti, le
emozioni che ciascuno di noi prova,
essi oscillano tra la gioia e la preoccupazione, tra l’impazienza di arrivare e la
voglia quasi di non partire più, tra l’entusiasmo e la tristezza di chi sa di dover
vedere la sofferenza di un popolo. Siamo
stati preparati a questo viaggio attraverso la visione di filmati e documentari,
attraverso incontri, ascolto di testimonianze, eppure non ci sembra realistica
l’idea di dover vedere con i nostri occhi
quanto l’uomo possa essere crudele con
il proprio prossimo.
E noi che eravamo convinti che avremmo visitato semplicemente i Luoghi
Santi come da copione per i pellegrini di
tutto il mondo! Certo, sapevamo di dover
guardare con i nostri occhi il Monte
Degli Ulivi, il Santo Sepolcro, la Basilica
dell’Annunciazione, la Grotta della
Natività, il monte Tabor, il Lago
di Tiberiade, Gerico, Hebron, la
Spianata delle Moschee.
Questa consapevolezza suscitava in ognuno di noi un’emozione immensa, tuttavia, il
nostro viaggio non è stato un
semplice pellegrinaggio: è
stato molto di più. Ciò che i
nostri occhi hanno visto è un
qualcosa di forte, indescrivibile…. abbiamo visto la storia
di oggi.
Al momento della partenza
siamo tutti consapevoli che
quello che ci accingiamo a
vivere non è un viaggio come
tanti, non è un semplice pellegrinaggio o un semplice viag-
gio culturale. È molto di più: è un “tuffo”
nella storia presente, è un “tuffo” in una
Terra martoriata, in una Terra contesa
da molti, un “tuffo” nella disperazione
del popolo palestinese che ha perso la
propria libertà.
« i nostri occhi hanno visto
non solo i Luoghi sacri,
ma anche la storia presente;
abbiamo visto ciò che
l’Occidente non sa o non vuole
sapere, abbiamo visto ciò che
le nostre famiglie
non immaginano. »
Per noi giovani è stata un’esperienza
unica quella di essere ospitati dalle famiglie, perché ci ha dato la consapevolezza
che nel nostro mondo c’è tanto di superfluo, è un mondo dove tutto è diritto e
tutto ci è dovuto. In questo mondo
rischiamo di perdere di vista l’essenza
della vita, l’amore verso il prossimo, il
significato vero di fratellanza e di appartenenza alla famiglie ed alla comunità.
È strano pensare che nella Terra di Gesù
si soffra così tanto, che persone di religione diversa non riescano a con-vivere
pacificamente; è strano pensare che in
Foto di gruppo in Palestina
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quella Terra Promessa, in quella Terra
così Santa, si sia pregato, ma anche sofferto tanto. E si soffre ancora!
Noi ci riteniamo fortunati, perché grazie
a questo viaggio i nostri occhi hanno
visto non solo i Luoghi sacri, ma anche
la storia presente; abbiamo visto ciò che
l’Occidente non sa o non vuole sapere,
abbiamo visto ciò che le nostre famiglie
non immaginano.
Confesso che in alcuni momenti mi
sono chiesta come mai Dio permettesse
tutto questo, dove fosse Dio in questi
momenti. Sono domande a cui è difficile
trovare risposte. Eppure, mi sono resa
conto di aver visto Dio: l’ho visto negli
occhi di Abuna Mario, l’ho visto negli
occhi dei Palestinesi in fila al checkpoint, l’ho visto negli occhi dei bambini
orfani e disabili e delle suore che se ne
prendono cura, l’ho visto negli occhi dei
“testimoni” di questa realtà assurda,
l’ho visto negli occhi delle famiglie e dei
ragazzi palestinesi, l’ho visto negli occhi
di ebrei che non condividono la politica
di Israele (come Daniela Yoel), l’ho visto
negli occhi di suor Alicia (missionaria
nella striscia di Gaza), l’ho visto negli
occhi di quanti abbiamo incontrato.
No, Dio non vuole tutto questo! È l’uomo
che provoca tutto questo, perché la sua
mente è dominata troppe volte da interessi economici, politici, sociali; è dominata dalla sete di vendetta e di
rivendicazione per quanto è
accaduto nel passato.
Una volta tornati, abbiamo
mantenuto la promessa fatta
alle famiglie palestinesi: stiamo raccontando la verità a chi
non la conosce.
Grazie a coloro che hanno
dedicato un po’ del loro tempo
a parlarci della “Questione
Palestinese”: Abuna Faysal,
Daniela Yoel, il Patriarca emerito Michel Sabbah, Geries
Koury, Don Nandino, Jihad
Ramadan, suor Alicia, perché
hanno aperto i nostri occhi permettendoci di uscire dal guscio
dell’ipocrisia e del pregiudizio.
Una Chiesa
che recupera
L’esperienza delle parrocchie delle Croci e di Sant’Andrea
nell’accoglienza e formazione dei detenuti
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E
quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo,
il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che
avete fatto queste cose a uno solo di questi
miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (Mt
25, 34 - 40)
Partendo proprio da questo brano evangelico,
vogliamo dar continuità al lavoro che don
Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli
svolgono all’interno della Casa Circondariale
di Trani.
Ma perché hanno deciso di recarsi tutte le
settimane in carcere? Cosa fanno lì?
In coro rispondono: “Non siamo degli eroi
solo perché andiamo dentro il Carcere di
Trani. E’ la vicinanza della Chiesa, che attraverso noi, si pone accanto a questi nostri fratelli che, sebbene hanno sbagliato, devono
sentire la prossimità di una comunità cristiana
che non li emargina ma li recupera”.
La pastorale parrocchiale che viene portata
avanti dalle due comunità è incentrata sull’attenzione globale a tutti i parrocchiani senza
che nessuno venga escluso dall’ accoglienza
e dall’inclusione nella vita comunitaria.
Se il giudizio spetta al Signore, a noi viene
chiesto di accogliere tutti i figli di Dio, soprattutto coloro che, in un periodo di tempo della
loro vita, hanno smarrito il percorso umano e
spirituale.
Ecco allora degli stralci di una intervista che
le due comunità parrocchiali hanno fatto ad
alcuni dei detenuti a loro in affidamento.
INIZIAMO CON IL CERCARE DI CONOSCERE
MEGLIO CHI SONO QUESTE PERSONE.
Nella comunità parrocchiale S. Maria
Addolorata alle Croci cerchiamo di conoscere
meglio Sgarra Vincenzo (58 anni; sposato,
padre di due figli e, da un anno, nonno di una
bambina).
Mentre nella comunità parrocchiale S.
Andrea Apostolo, Coratella Umberto (22 anni;
si definisce “la pecora nera della famiglia”) e
Liso Vincenzo (32 anni e di sé dice: “Ho sempre avuto un carattere nervoso e di certo l’alcool ha condizionato i miei comportamenti”).
IN QUESTO MOMENTO, STANNO SVOLGENDO ATTIVITA’ DI VOLONTARIATO ALL’INTERNO DEI DUE ORATORI. MA DI COSA SI OCCUPANO? DA QUANTO TEMPO E QUALI ORARI
HANNO?
Vincenzo S. svolge il proprio volontariato da
giugno di quest’anno (il mattino dalle 8.00 alle
12.00 ed il pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00).
Vincenzo L. e Umberto C. si recano nell’oratorio S. Andrea Apostolo, il pomeriggio dalle
17.00 alle 20.00 (il primo presta la sua attività
da circa due mesi, il secondo da due settimane).
Tutti e tre si occupano della manutenzione
ordinaria, della pulizia e della sorveglianza dei
luoghi.
ATTUALMENTE SONO IMPIEGATI IN QUALCHE ATTIVITA’ LAVORATIVA?
In questo momento nessuno di loro sta lavorando. Purtroppo non è facile perché c’è bisogno di gente che sia disposta a dar loro fiducia.
CHE LAVORO SVOLGEVANO PRIMA?
Vincenzo S. ha lavorato negli ultimi 12 anni in
una ditta di confezione di abbigliamento mentre Vincenzo L. è sempre stato commerciante
ortofrutticolo. A differenza loro, Umberto C.,
non ha mai lavorato, un po’ per la giovane età
(22 anni) e poi perché ha trascorso gli ultimi
anni quasi sempre in carcere.
MA COSA HANNO FATTO NELLA LORO VITA
PER ESSERE STATI DETENUTI?
Vincenzo S. nel 1982 è stato condannato, per
un omicidio alla pena dell’ergastolo. E’ stato
recluso per 16 anni, fino a quando, nel 1998, la
Sezione di Sorveglianza di L’Aquila non lo ha
ammesso al regime di semi - libertà (dove si
trova anche attualmente) ovvero può trascorrere l’intera giornata al di fuori del carcere ma
deve rientrarci la sera.
Per quanto riguarda Vincenzo L., i suoi problemi sono iniziati per via del suo lavoro da commerciante ortofrutticolo perché spesso si
imbatteva in discussioni con le forze dell’ordine.
Umberto C., invece, ha iniziato all’età di 13
anni a fumare spinelli e poi man mano è passato alle droghe più pesanti. Ma come spesso
accade, per potersi comprare la droga, ha iniziato a spacciarla e a rubare auto.
QUALE BENEFICIO STANNO TRAENDO DA
QUESTA ESPERIENZA CHE STANNO VIVENDO?
Anche se hanno cominciato da poco, a loro
piace molto stare in oratorio perché stanno
conoscendo una realtà per loro completamente nuova. La voglia di cambiare in loro c’è
ma non possono farlo se continuano a frequentare gli stessi luoghi e persone. Il beneficio più grande di cui stanno godendo è sicuramente il re-inserimento nella società.
Vincenzo S. ha aggiunto:”Stare con i bambini
è un po’ come recuperare il tempo perso con
i miei figli”.
QUALE MESSAGGIO VOGLIONO LANCIARE A
TUTTE QUELLE PERSONE CHE MAGARI IN
QUESTO MOMENTO STANNO PRENDENDO
DELLE SCELTE SBAGLIATE NELLA LORO VITA?
Vogliono parlare soprattutto ai ragazzi perché
sono loro quelli più in difficoltà: “State attenti,
aprite gli occhi perché cadere è facile, troppo
facile, ma poi uscirne è difficilissimo. Spesso
sentiamo i ragazzi in oratorio che brontolano
al pensiero di tornare a scuola ma noi vogliamo dire loro che stanno sbagliando. Studiate
o andate a lavorare, ma seriamente. La strada
della criminalità, della malavita, della delinquenza e dell’illegalità è una strada senza
uscita. Ma soprattutto quello che vogliamo
dire è che la «galera» non la fa solo il carcerato, ma la vive di riflesso tutta la sua famiglia.
C’E’ QUALCOS’ALTRO CHE VOGLIONO DIRCI?
Vogliamo semplicemente ringraziare le nostre
famiglie che ci sono state e ci sono sempre
vicine; i sacerdoti, don Riccardo Agresti e don
Vincenzo Giannelli e i vice - parroci don
Leonardo Pinnelli e don Claudio Stillavato per
la fiducia che ripongono in noi e il sostegno
che ci danno, e tutti i laici che operano nelle
due comunità parrocchiali.
E noi ci auguriamo che da questo scritto,
ognuno avvii un proprio percorso di riflessione. E’ importante permettere a questi carcerati, la possibilità di cambiare vita, di cambiare amicizie, di sentire il sostegno di qualcuno
che creda veramente che possono farcela.
Dovremmo cominciare a pensare che aprire
le porte delle nostre parrocchie a questa realtà, dovrebbe essere un dovere morale.
Offrire loro un’alternativa al carcere che,
diciamocelo chiaramente, non è un luogo rieducativo, potrebbe essere una via per comprendere meglio i propri errori. Come comunità parrocchiali non possiamo rimanere indifferenti! Anche a loro il Signore dice: “andate
anche voi nella mia vigna!” (Mt 20,4). E allora
perché nessuno li ‘ingaggia’? Con le mille
risorse interne su cui possiamo contare si può
pensare a un vero e proprio percorso rieducativo fatto di proposte e attività pensate
apposta per loro. Rimediare ai propri errori si
può, d’altronde non è proprio quello che
nostro Signore Gesù ci ha insegnato. Perché
non provarci??!
Il
Programma
Pastorale
Diocesano
“Riscopriamo la vocazione dei laici nella
Chiesa e nella società, oggi” è un invito a
riscoprire l’identità, il ruolo e il compito che
questi nostri fratelli hanno all’interno della
comunità ecclesiale. Sono ‘laici’ titolati come
tutti noi.
19
dalle parrocchie
a cura delle due Comunità Parrocchiali
Il problema della
Villa Comunale ad Andria
Intervista all’Avv. Pierpaolo Matera,
Assessore ai Lavori Pubblici
di Maria Teresa Coratella
Redazione “Insieme”
società
Villa Comunale - Andria
1) Avv. Matera, a proposito della
villa comunale di Andria, può illustrarci a che punto sono i lavori di
rifacimento? E’ percezione generale
che abbiano subito un rallentamento. Se così è, quali sono le ragioni?
I lavori sono in corso e siamo avanti
rispetto al cronoprogramma. La percezione è probabilmente dovuta al
fatto che attualmente si sta procedendo con l’installazione degli
impianti di luce, irrigazione ecc.
poco visibili all’esterno. La villa
comunale sarà restituita alla città
entro l’estate del 2011.
2) Condivide l’idea, come da progetto, di dotare la villa di una recinzione in modo da regolare l’accesso e
la fruibilità da parte dei cittadini nel
corso della giornata?
Non condivido l’idea della recinzione, perché ritengo che la villa debba
essere fruibile da tutti e in ogni
momento della giornata. Non ci si
può far condizionare da un manipolo
di delinquenti.
Ogni cittadino che frequenta la villa,
deve sentirsi responsabile, ha il
dovere di proteggere il patrimonio
pubblico, realizzato con i soldi di ciascuno di noi.
L’Amministrazione in questo senso
lancia una sfida alla città, provare
ad accrescere il senso civico.
Barriere e recinzioni, laddove apposte, si sono rivelate inutili; non
hanno impedito ai vandali di scavalcare le recinzioni. La soluzione
architettonica cui si sta pensando,
alternativamente a quella prevista in
20
progetto, sarà improntata ad accrescere la piena fruibilità della villa,
coniugandola con l’esigenza di
creare un deterrente per l’accesso
incondizionato di ciclomotori ed altri
veicoli.
Andria è stata assegnataria dei fondi
del PON Sicurezza, predisposto dal
Ministero degli Interni; parte consistente di questi fondi sarà utilizzata
per la predisposizione di un adeguato sistema di video – sorveglianza e
per l’aumento dei vigili urbani, all’interno della villa comunale.
3) La chiusura della villa comunale
per i lavori in corso, ha evidenziato
nuovamente nella nostra città la
penuria di spazi verdi, specie
durante la calura estiva. Prevede
nel breve-medio termine il recupero
di qualche area verde o, magari, la
realizzazione ex novo di giardini
pubblici?
A breve saranno completati i lavori
del parco di Via P. Savarese e di
quello in Via Sant’Angelo dei Ricchi,
entrambi in aree periferiche della
città. Occorre recuperare le cc.dd.
aree standard nelle zone periferiche, cioè aree cedute dai privati al
Comune, destinate per legge a servizi. Attualmente si sta procedendo
alla ricognizione delle aree standard
nelle zone periferiche, per creare
apposite aree verdi, laddove taluni
quartieri ne siano sprovvisti.
Quanto alla realizzazione di nuove
aree verdi, è dovere politico
dell’Amministrazione completare i
cantieri già avviati, evitando che il
Comune incorra in inadempimenti
con conseguente apertura di contenziosi, dannosi per le casse comunali. E’ nella logica della gestione dei
Lavori Pubblici, completare quanto
cominciato e poi avviare il nuovo.
4) Connesso al problema della villa
è quello del mercato, assai discusso, che la nuova Amministrazione
ha voluto accorpare di nuovo. Come
s’intende portare a soluzione definitiva tale problema e con quali
tempi?
C’è stata una prima delibera consiliare che ha destinato l’area mercatale a ridosso di Via Bisceglie; una
seconda delibera che ha stabilito il
riaccorpamento del mercato. C’è la
volontà di dare ad Andria la sua area
mercatale. Individuata l’area, vi è la
fase della progettazione, seguita
dall’espropriazione e dall’esecuzione dei lavori. Per la realizzazione di
queste fasi occorrono due, tre anni.
Nel frattempo, si è previsto il riaccorpamento del mercato nelle aree
circostanti lo stadio, Viale Gramsci,
Via A. Grandi e Via B. Buozzi.
Nella progettazione delle opere pubbliche per il 2011, apporteremo i
primi soldi per l’area mercatale che
deve essere polifunzionale, cioè
destinata ad accogliere non solo il
mercato, ma anche giostre, circhi
ecc. In base alla disponibilità finanziaria, che si conoscerà solo dopo la
realizzazione del progetto preliminare, decideremo se dividere l’opera in
più stralci funzionali.
Il primo stralcio ricomprenderà
l’area mercatale, che è il punto di
partenza, al fine di eliminare il disagio dei cittadini di Via A. Grandi e Via
B. Buozzi e per liberare la città.
Minervino.
Pendolari, oltre 700 firme per una
nuova fermata dei bus
Sollecitata all’Assessore Provinciale
la ufficializzazione della richiesta alla STP
di Rosalba Matarrese
Ci sono novità sulla questione della riduzione dalle corse di bus Stp (da Minervino
per Bari andata e ritorno) che qualche
mese fa aveva determinato tante proteste e
lamentele da parte di utenti e cittadini. Ad
informare degli sviluppi della questione,
don Francesco Di Tria che - attraverso lo
strumento del cosiddetto tavolo della concordia- ha promosso una serie di iniziative
per venire incontro ai disagi dei tanti utenti
minervinesi che quotidianamente utilizzano
le linee Stp.
«I bus delle Stp - scrive don Francesco di
Tria - sono spesso automezzi affollati dl persone che per motivi di lavoro, studio ed
altro sono costretti a sopportare viaggi
stressanti. Per questo
abbiamo promosso una
raccolta di firme per
sollecitare la Provincia
Bat ad attivare corse
aggiuntive. La sottoscrizione ha raggiunto
ben 708 firme ed è stata presentata alla
Provincia di Barletta Andria Trani e al
comune di Minervino Murge. Dopo il sollecito, è seguita una interrogazione da parte
del consigliere provinciale di opposizione
Michelangelo Superbo. Infine la Provincia
ha organizzato un incontro con l’azienda di
trasporti Stp. Nell’incontro (che risale a
luglio scorso) è stato raggiunto un accordo
per prevedere ina corsa aggiuntiva da
Minervino verso Bari (andata e ritorno)».
Da quanto è stato possibile sapere la
Provincia aveva dato la propria disponibilità a contribuire, in parte, al costi della
nuova corsa. Da ulteriori notizie apprese
risulta però che la Provincia stessa non ha
ancora attivato le procedure presso la
Regione per istituire questa corsa.
«Per questo - ha concluso don Francesio Di
Tria - a settembre ho scritto una nota, in
qualità di segretario del tavolo della concordia all’assessore provinciale Giuseppe
di Marzio per sollecitare il prosieguo dell’iter amministrativo, al presidente della
Regione Nichi Vendola e all’assessore
regionale alle Infrastrutture Guglielmo
Minervini. Ho chiesto loro di venire incontro
alle esigenze e ai disagi che quotidianamente affrontano centinaia di pendolari
minervinesi costretti a spostarsi per motivi
di lavoro e lo studio. Se la Provincia Bat non
attiva la richiesta, della corsa aggiuntiva,
alla Stp ed alla Regione è indubbio che non
si risolveranno i problemi dei pendolari».
Santa Teresa di Lisieux
in udienza da Leone XIII
Una tela del 1930 a Canosa
rappresenta l’evento che coinvolse la santa
di Peppino di Nunno Comunità Parrocchiale di S. Teresa - Canosa di Puglia
Nella Chiesa di Santa Teresa del
Bambino Gesù a Canosa di Puglia si può
ammirare con devozione una pregevole
tela che rappresenta l’udienza di Papa
Leone XIII con l’adolescente Teresa Martin
di Lisieux, che diventerà la Santa delle rose,
Santa Teresa del Bambino Gesù.
Per la ricorrenza del bicentenario papa
Benedetto XVI ha visitato il 5 Settembre il
paese nativo di Leone XIII, Carpineto
Romano, che prese il nome dal Càrpino
(Carpinus) un albero simile nella struttura
ad un cipresso.
E proprio nel dipinto suddetto compare il
alto a destra lo stemma gentilizio del Papa,
al secolo Gioacchino Pecci, con il nome in
latino “LEO” (Leone), con l’albero del
Càrpino sovrastato da una stella con il
motto “lumen in coelo”.
La figura del pontefice legata alla devozione mariana del Carmelo segna anche l’incontro e l’udienza con l’adolescente di 14
anni, Teresa Martin (Santa Teresa del
Bambino Gesù).
La ragazza, vestita di nero con un velo di
pizzo in testa, secondo il cerimoniale del
Vaticano, inginocchiata ai piedi del
Pontefice fece supplica di poter entrare
nell’Ordine del Carmelo in deroga alla sua
giovane età: era la domenica del 20 novembre 1887 dell’udienza rappresentata in chiave pittorica in questa pregevole tela del 1930.
Nella tela in fondo sono rappresentate in
tenuta di gala due persone della Guardia
Nobile Pontificia.
L’artista E. Ruffo nel dipinto raffigura le rose
in una parte del pavimento ai piedi di
Teresina, che diventerà nell’iconografia la
“Santa delle rose” per il suo messaggio
profetico “Farò scendere una pioggia di
rose”.
Profetica è stata anche l’udienza con il
papa Leone XIII, il quale percepì la vocazione di santità di Teresina a soli 14 anni, che
rivolge lo sguardo rivolto verso il papa,
verso la Chiesa Cattolica.
La Luce del Cielo nel motto di papa Leone
XIII, “Lumen in Coelo”, sia sempre la Luce
cristiana che illumina la nostra fede, il
nostro cammino.
21
società
“Gazzetta del Mezzogiorno” (8/9/2010)
Canosa. La villetta
di Corso Garibaldi dedicata
a Don Peppino Pinnelli
di Paolo Pinnelli
società
“Gazzetta del Mezzogiorno” (14/9/2010)
Viene dedicata a Don Peppino Pinnelli l’intitolazione dell’area verde tra via Piave e
Corso Garibaldi, per onorare la memoria di un eccellente educatore, che ha operato con
impegno nel campo sociale ed educativo, oltre che in quello religioso. Questo è l’anno in
cui ricorre il 25° anniversario della morte del sacerdote che ancora oggi è ricordato e
portato ad esempio non soltanto dai suoi parrocchiani ma anche dalla intera comunità.
La richiesta di intitolazione, partita dal Comitato di quartiere Santa Teresa, dove operò il
sacerdote, è stata accettata e condivisa dalla Giunta Comunale che ha deliberato favorevolmente.
L’area verde in questione è diventata un punto di incontro, di intrattenimento e di gioco
per i bambini ai quali Don Peppino tenne molto.
La cerimonia di intitolazione è avvenuta giovedì 30 settembre.
Riportiamo l’indirizzo di saluto inviato dal nostro Vescovo Mons. Raffaele Calabro.
Don Peppino Pinnelli
Indirizzo di saluto
alla comunità parrocchiale S. Teresa in Canosa di Puglia
Sento il bisogno di ringraziare vivamente l’Amministrazione
Comunale di Canosa di Puglia insieme con il parroco Don Vito
Zinfollino, per aver deliberato di intitolare la villetta vicina alla
chiesa parrocchiale di S. Teresa alla memoria di Don
Giuseppe Pinnelli, primo parroco della stessa comunità parrocchiale.
La gratitudine nei confronti di un ecclesiastico, che ha ben
operato nei confronti non solo della Chiesa ma anche della
città di Canosa, fa onore alla sensibilità religiosa e civica
dell’Amministrazione, che è giusto sottolineare ed apprezzare come stimolo ed incoraggiamento per l’opera comune ed
integrata che la Chiesa svolge insieme con le istituzioni civili
Canosa di Puglia - Panorama
a pro del territorio.
Ai fedeli della Parrocchia S. Teresa rivolgo il più sentito ed
appassionato appello a vivere e testimoniare la propria fede nella consapevolezza che più sentiamo la presenza di
Cristo nella nostra vita, maggiori saranno i fatti concreti e molteplici nei confronti del nostro prossimo e dell’intera
città che non può disgiungere sviluppo temporale dai grandi e insostituibili valori cristiani ed umani.
Ringraziando ancora il Sindaco e l’Amministrazione comunale, saluto tutti con affetto,
Andria, 18 settembre 2010.
+ Raffaele Calabro
Vescovo
22
Chiesa e internet:
due mondi che s’incontrano
Anche la diocesi di Andria apre le sue porte al web!
di Tiziana Coratella
Da qualche tempo la
Il progetto ambizioso mira a
“proteggere” le parrocchie
Chiesa ha allargato i suoi
dalle agenzie cosiddette proorizzonti entrando in una
fessionali che richiedono
nuova realtà, quella del web.
delle somme assurde per un
Non ci si deve meravigliare
servizio discreto.
se anche questa grande istiIl servizio offerto da Blog
tuzione abbia deciso di speriParrocchia è interamente
mentare un “nuovo mondo”.
gratuito, l’unica somma che si
E’ opportuno ricordare che
richiede equivale a pochissiinternet è una tecnologia che,
mi euro all’anno da versare
se ben utilizzata, apporta dei
per mantenere l’hosting,
grandi benefici. Quali benefici? Il più grande è sicuramente la riduzione delle distanze tra ossia lo spazio sul web che ospita il sito parrocchiale.
le persone, almeno in termini virtuali; la possibilità cioè di La prima parrocchia, in cui il team ha avuto modo di operare,
poter comunicare anche a innumerevoli chilometri di distan- è stata il Sacro Cuore di Gesù di Andria in cui il parroco don
Adriano Caricati ha mostrato un enorme interesse al progetza a qualsiasi persona.
Questo è il vantaggio che ha ben recepito anche il to, come dimostra la risposta ad una intervista a cui si è preVaticano: “L’interesse della Chiesa per Internet è un aspet- stato gentilmente: “Sono convinto che i nuovi mezzi di comunicazione sono una realtà con cui confrontarsi e da saper
to particolare dell’attenzione che essa riserva da sempre
utilizzare per il positivo, di cui siamo portatori. Credo possa
ai mezzi di comunicazione
essere un’opportunità reale per
sociale. Considerandoli il risul« Lo scopo del progetto è quello
incontrare persone al di là dello
tato del processo storico scientidi mettere a disposizione
stretto giro dei parrocchiani assifico per mezzo del quale l’umanile competenze al fine di soddisfare
dui frequentatori. Può essere
tà avanza « sempre più nella
un’occasione per aprire la parle parrocchie, creando per ognuna
scoperta delle risorse e dei valorocchia ad altri incontri e conun blog che faccia parte del network
ri racchiusi in tutto quanto il
fronti, per vivere con attenzione il
“Blog Parrocchia” »
creato»”.
tempo che il Signore ci dona,
Sulla base di questa importante consapevolezza, anche la sapendo sfruttare bene i nuovi mezzi di comunicazione”.
diocesi di Andria ha approvato la comunicazione interattiva Le tappe successive sono state: la parrocchia del Crocifisso,
attraverso il progetto “Blog Parrocchia”. Questo progetto è SS. Annunziata e S. Francesco d’Assisi.
frutto di tre ragazzi che sono coinvolti nel contesto parroc- Finalmente, anche la Chiesa ha compreso quanto sia fondachiale e che possiedono una spiccata passione per il web, mentale essere aggiornata sulle nuove tecnologie di comunioltre che ad averlo scelto come professione. Lo scopo del cazione, per non cedere agli errori del passato in cui anche
progetto è quello di mettere a disposizione le competenze al anche la stampa non veniva vista di buon occhio: il giornalifine di soddisfare le parrocchie, creando per ognuna un blog smo infatti era considerato “una piaga e uno strumento di
che faccia parte del network “Blog Parrocchia”.
perpetua agitazione fra i popoli”.
In ogni parrocchia ci sarà una redazione che scriverà per il Nella speranza che questo progetto apporti dei positivi
proprio blog, ed essa si terrà sempre aggiornata attraverso miglioramenti nella comunicazione vi invitiamo a visitare il
dei corsi di formazione che possono essere considerati dei sito in cui viene dettagliatamente spiegato il progetto:
veri e propri corsi di informatica/internet gratuiti!
www.blogparrocchia.com
23
società
Redazione “Insieme”
I fatti del mese:
Agosto - Settembre
Rubrica di cronache dei nostri giorni
di Tiziana Coratella
società
Redazione “Insieme”
IL SINDACO GIORGINO AUGURA UN BUON ANNO SCOLASTICO
In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, il Sindaco Giorgino ha inviato una lettera di augurio a
tutte le scuole della città. Ecco lo stralcio, a mio parere, più significativo: “La Scuola, ha un ruolo fondamentale nella società, perché, oltre a fornire nozioni, istruzione e competenze per imparare i fondamenti
della vita e per introdurre al mondo del lavoro, forma uomini e cittadini. Anzi, la funzione educativa è il suo
obiettivo primario che ritengo possa essere raggiunto soltanto attraverso uno stretto accordo tra insegnanti e genitori. Quale agenzia educativa secondaria, la Scuola, svolge un ruolo strategico ed insostituibile, perché deve avere il precipuo obiettivo di implementare quella volontà di socializzazione, apprendimento e conoscenza degli studenti”.
TORNA LA SCUOLA, TORNANO LE GRIFFE... CONTRAFFATTE
Ennesimo colpo della Guardia di Finanza che ha scoperto un giro immenso di griffe contraffatte.
La vasta operazione ha coinvolto Andria e le città limitrofe: Acquaviva delle Fonti, Altamura, Barletta,
Bitonto, Casamassima, Modugno, Molfetta, Rutigliano e Trani.
Le Fiamme Gialle hanno trovato numerosi articoli tra i quali grembiuli scolastici, borselli, tute ginniche,
zaini e tanto altro materiale.
In tutto sono stati sequestrati circa diecimila articoli. L’operazione è stata avviata a fine agosto ed è durata per numerosi giorni al fine di incastrare ben dieci persone che sono state denunciate all’autorità giudiziaria.
GELMINI E BRUNETTA: LA GEOGRAFIA NON È UN’OPINIONE
Lo sapevate che tremila scuole italiane hanno aderito al nuovo progetto tutto telematico dei ministri
Gelmini e Brunetta?
Tutti i genitori potranno seguire anche via internet l’andamento scolastico dei propri figli, inoltre c’è la
possibilità di prenotare colloqui con i professori e controllare le assenze ingiustificate dei propri figli.
Per fare tutto ciò, è necessaria una semplice iscrizione sul sito Scuolamia, se non fosse per un piccolo
grande errore... Ebbene sì, la sesta provincia pugliese non è menzionata tra le provincie pugliesi.
Le città appartenenti alla Bat sono spalmate tra Bari e Foggia. Vedere per credere!
PARTONO I LAVORI PER IL PIANO DI RECUPERO DI S. VALENTINO
Mercoledì 2 Settembre con una conferenza stampa sono stati presentati i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria per il popoloso e periferico quartiere di S. Valentino. La benedizione del cantiere è stata
impartita dal Parroco di S. Riccardo, don Giuseppe Zingaro. I lavori per un importo complessivo di poco
superiore ai 4 milioni di euro hanno come termine ultimo di consegna, febbraio 2012.
24
A quattordici anni
la maggiore età
dimostrazione di solidità e di maturità
del Festival Internazionale Castel dei Mondi
di Francesco Di Niccolo
Dal 26 agosto al 5 settembre scorsi si è tenuta ad Andria la
quattordicesima edizione del Festival Internazionale Castel dei
Mondi, Festival di teatro pluripremiato dalla critica, la quale
oramai non può far a meno di constatare la portata di un evento, che di anno in anno moltiplica i suoi numeri, testimoniando
una innegabile stabilità. Quest’anno pareva essere l’annus horribilis, dati i vari cambiamenti, anche di giunta comunale, le
bufere mediatiche a colpi di paroloni sui social network e le
mille difficoltà di budget, figlie della famigerata crisi. Invece no!
La quattordicesima edizione è stata, dati alla mano, la più seguita, la più commentata, la più bella e variopinta delle edizioni,
portandoci a credere che il quattordicesimo anno rappresenti in
tutti i sensi la maggior età, e quindi la maturità, di questa macchina inarrestabile. Ciò per smentire, se mai ve ne fosse stato
bisogno, coloro i quali ostinatamente continuano a definirlo “elitario”, offendendo tra l’altro le intelligenze di tutti coloro i quali,
invece, quest’atmosfera, questo evento li hanno vissuti a pieno.
Tante le novità. La prima è stata la open call, una chiamata per
volontari i quali, ognuno a suo modo e per sue peculiari competenze, hanno dato una mano concreta allo svolgimento della
manifestazione, aiutando tecnici e collaboratori nelle differenti
fasi, dalla biglietteria ai punti informativi, dalla stampa alla sistemazione dei luoghi, all’accoglienza. Un modo simpatico e funzionale per far introdurre sempre più forze giovani nel fantastico
universo del Castel dei Mondi.
Altra novità: incontri e dibattiti sulle tendenze teatrali contemporanee, come ad esempio gli incontri con la direttrice della
celebre rivista di spettacolo Hystrio, la quale ha illustrato come
sia possibile e doveroso difendere la creatività anche in tempi
come questi, ironicamente definiti “tempi del colera”, soffermandosi su alcune realtà virtuose, ad esempio la compagnia
Babilonia Teatri, i quali hanno tenuto all’interno di Palazzo
Ducale un intenso lavoro di classroom. A proposito della rivista
Hystrio, il Festival ha inoltre ospitato lo spettacolo vincitore del
premio organizzato dalla stessa rivista e dedicato al Castel dei
Mondi, “L’origine delle specie” della compagnia Teatro
Sotterraneo, uno spettacolo assolutamente eclettico per pluralità di linguaggi utilizzati in scena, mai banale, spesso sarcastico, riflessivo.
Teatro Minimo, fulcro ormai da diversi anni della manifestazione, ha presentato in anteprima l’ultimo lavoro del bravissimo
drammaturgo Michele Santeramo e interpretato da Michele
Sinisi, Vittorio Continelli, Alice Bachi, Paola Fresa e Sergio
Raimondi, “Le scarpe”, spettacolo commovente, anticonformista, , chirurgico, spietato, lucido nell’analisi di esistenze di confine dove la menzogna diventa l’unica maniera di vivere. Altra
compagnia “abituale” i Koreja di Lecce hanno presentato due
lavori: il primo, molto interessante, “Brat (fratello)”, in cui undici non attori rom e otto giovani attori serbi, hanno assunto ruoli
da commedia dell’arte, facendosi testimoni di una cultura, la
propria, in un percorso laboratoriale e di integrazione, l’altro
invece “Dottor Frankenstein” ha portato in scena una non storia dove solo la bravura degli attori ha brillato, raccontando con
banalità i malati di mente “cretnotti” e mostri della società, tratteggiando un’immagine fasulla e fuorviante della profondità del
celebre romanzo di Mary Shelley. Peccato!
La compagnia Berardi Casolari col loro struggente omaggio a
Domenico Modugno in “Io provo a volare” hanno saputo coinvolgere per due serate il traboccante pubblico, come anche
C.R.E.S.T. ha divertito con il piacevolissimo spettacolo “Tempi
Comici”.
La massiccia presenza del teatro per i ragazzi è stata sicuramente la novità più interessante. Sono stati dedicati infatti spettacoli per un pubblico giovanissimo, anche se certamente non
disdegnato dai meno giovani, come “Lezione Cosmicomica”,
“Chicco Radicchio”, “L’atlante delle città”, per non tener conto
dell’anteprima di luglio interamente dedicata a loro.
“Aperitivo con Cechov” è stato appunto uno squisitissimo aperitivo alla magia e alla poesia dei Marjanishvili Drama State
Theatre con lo spettacolo in georgiano “The lady with the dog”
da Anton Cechov, spettacolo di immensa leggerezza emozionale. Non meno interessante, inoltre, il coinvolgimento delle realtà
teatrali locali, operanti sul territorio. A tal proposito, significative sono state le presenze, da un lato di una compagnia storica
di Andria, dall’altro di una nata da poco, in un metaforico
abbraccio generazionale. L’A.L.F.A. teatro infatti con lo spettacolo “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello, un giallo psicologico in forma di monologo di una figura di donna ‘deportata’, interpretata magistralmente da Annarita Di Cosmo, ha ribadito la sua
attività trentennale. Mentre la giovanissima compagnia, Teatro
Sospeso, ha portato in scena un’originale rivisitazione del Don
Chisciotte della Mancha nello spettacolo “Numero
UnoSeiOtto”, interpretato e diretto da Domenico Tacchio, in cui
il protagonista diviene vittima e carnefice del suo lucido delirio
immaginifico.
Novità anche dal punto di vista del “reportage” sul Festival, con
la presenza tra il pubblico di quattordici “fantasmi” che hanno
commentato le undici giornate con pareri personali, raccogliendo voci e testimonianze del pubblico. Insomma, un rinnovamento in grande stile. Anche la Spiegeltent allestita nel cuore pulsante di Andria, ha riconfermato un coinvolgimento a tutto tondo
dei cittadini, e ha riaperto l’annosa ferita della mancanza di un
teatro in città. Spiegeltent frequentatissima, che prendeva vita
solo a tarda serata (e sorvoliamo sui motivi), che davvero dava
la sensazione di entrare in una dimensione altra, e che tra i vari
spettacoli ha ospitato “I’m 1984” e la poesia dei Les
Apostrophes con “L’écume de l’air”. Infine, il secondo episodio
della trilogia sull’individuo sociale con l’istrionico Mario
Perrotta e il suo Aristofane “riveduto e scorretto”! Anche quest’anno un Festival assolutamente trionfale.
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cultura
Redazione “Insieme”
La grattugia
Cultura
e spettacoli
il gioco delle parti
di Michele Palumbo
cultura
Redazione “Insieme”
Con questa rubrica, inizia la collaborazione con il nostro giornale di Michele
Palumbo, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. In questo anno pastorale
dedicato al tema del laicato, vogliamo riflettere su alcuni avvenimenti della vita
sociale ed ecclesiale con lo sguardo di un “laico”, da intendere però con un significato diverso e più ampio rispetto a quello dato dal nostro programma pastorale.
Vogliamo così compiere un esercizio di apertura, di ascolto e confronto rispettoso
delle diverse idee.
Serve o non serve la cultura? Al
posto di girare intorno alle questioni
della spesa o di eventuali sperperi
(che pure è giusto,anzi obbligatorio
controllare), in una comunità seria,
con una classe dirigente ancor più
seria, è sull’utilità della cultura che
bisognerebbe interrogarsi. Il giochino
di porre in parallelo, e spesso lo si fa,
le fogne e un’attività culturale, una
strada e il teatro, la pubblica illuminazione ed i libri, è vecchio e pure stucchevole. Il vero nocciolo del problema è che ai cittadini serve la fogna,
senza dubbio, ma è utile pure la cultura. Certo, ci sono priorità da seguire: è evidente che tra una pagnotta di
pane e un libro di poesie, per chi ha
fame, non ci sono dubbi. Anche perché, val la pena ricordarlo, se si ha
fame o peggio si muore di fame, è difficile che si abbia tempo e forza per
leggere o pure scrivere una poesia.
Ma è sin troppo evidente che la cultura, che è la somma delle conoscenze
e dei modi di essere di un uomo e di
una comunità, è vitale e fondamentale per il progresso di uomini e città.
Una comunità seria ed una classe
dirigente ancora più seria, è chiaro
che comprenderebbero senza remore che all’uomo e alla città son
26
necessari la fogna e la cultura. Tutto
sta a capire l’opportunità delle
spese, la gerarchia degli interventi,
ad elaborare una programmazione
adeguata e razionale. Non dimenticando, al di là delle facili demagogie,
che, pur tenendo in gran conto le
priorità contingenti, fogna e cultura,
strade e istruzione, illuminazione e
spettacoli, marciapiedi e libri sono
ugualmente importanti. E ricordando
che tutto, anche la cultura e l’istruzione, hanno un costo.
« ai cittadini
serve la fogna, senza dubbio,
ma è utile pure la cultura »
Ma una comunità seria, e soprattutto
una classe dirigente ancor più seria,
oltre ad interrogarsi sul come fare
cultura in modo adeguato in una città,
dovrebbero evitare di mettere in
scena l’altro penoso rituale a cui si
assiste: il gioco delle parti. Oggi, per
esempio, c’è ad Andria il centrodestra al governo della città. E, da più
parti, compresa l’opposizione di centrosinistra, vien la critica che si spende troppo per attività culturali e spettacoli. Però se ci volgiamo indietro,
quando al governo della città c’era il
centrosinistra e all’opposizione il
centrodestra, l’accusa era la stessa:
troppe spese, sprechi. E così chi oggi
governa (e ieri era all’opposizione)
difende attività e spettacoli, la stessa
cosa che faceva chi oggi è all’opposizione e ieri era al governo. Un gioco
delle parti patetico. Soprattutto se si
tiene conto che si discute più o meno
dello stesso tipo di attività e di spettacoli, con piccoli cambiamenti. Ed è
curioso vedere il centrodestra paladino di alcune attività che fino a ieri
venivano contestate ed il centrosinistra lamentare spese identiche a
quelle proprie (dimenticando che
proprio la discussione, poi diventata
una faida interna, sulle spese relative
alla cultura, agli spettacoli, al turismo, diventò uno degli elementi che
provocò sconquassi nella passata
amministrazione-maggioranza
di
centrosinistra).
Maggioranza (di ieri e di oggi) ed
opposizione (di ieri e di oggi), dunque, farebbero bene a rispondere a
due domande: si spendono i soldi per
la cultura in modo utile e senza clientelismo? Che segno culturale si sta
realmente lasciando in città? Il resto
è solo misero gioco delle parti.
Forum di formazione
all’impegno Sociale e Politico
Un itinerario formativo della nostra Diocesi
di Raffaella Rosa Ardito
Il Forum di formazione all’impegno sociale e politico è
giunto al secondo anno della sua seconda edizione.
Ripartiamo dalla formazione per stimolare una “intelligente
passione” all’interesse politico, per edificare coscienze
politiche, per rispondere all’esigenza, spesso da più parti
manifestata, di dotarsi degli strumenti idonei per orientarsi
verso una visione autentica dei bisogni e delle priorità del
territorio, verso la comprensione del funzionamento della
macchina amministrativa.
Il Forum si propone di educare all’impegno sociale e politico nel quadro delle scienze umane, dei valori fondanti della
Costituzione della Repubblica italiana e del Magistero
Sociale della Chiesa.
Il ciclo di formazione, organizzato nell’ambito del circuito di
scuole di Cercasi un Fine, l’associazione promotrice e
coordinatrice dell’iniziativa, ha durata triennale. Questo
secondo anno si articola in 14 sessioni di tre ore, svolte nel
pomeriggio del sabato e distribuite da ottobre a maggio. Di
queste, quattro si svolgeranno presso il Polo Universitario
di Acquaviva delle Fonti (Ba) con la concomitante partecipazione di tutte le scuole del circuito. Un’importante novità, dunque.
Ogni anno dell’itinerario formativo ha una particolare prospettiva di ricerca e di studio, secondo alcune tematiche
fondamentali nell’impegno sociale e politico, dal punto di
vista delle scienze umane e di etica politica. Dopo il primo
anno, dal titolo programmatico Perché partecipare?, ecco
il secondo Partecipare nel piccolo, per approfondire i temi
legati al territorio, delle autonomie locali e delle organizzazioni sociali. L’anno prossimo, per il terzo e ultimo anno formativo di questo ciclo, il titolo programmatico Partecipare
al globale.
Le lezioni sono tenute da docenti universitari e da esperti
del mondo istituzionale, culturale e politico.
Il tema scelto per l’anno pastorale che ci accingiamo a
vivere, “Riscopriamo la figura dei laici nella Chiesa e nella
società, oggi”, penso possa evidenziare la rilevanza di questa iniziativa.
A seguire il calendario dei primi quattro incontri.
Mi piace concludere condividendo questo brano di Charles
Dickens che mi appare opportuno e attuale.
Era il tempo migliore e il tempo peggiore,
la stagione della saggezza e la stagione della follia,
l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità;
il periodo della luce, e il periodo delle tenebre,
la primavera della speranza e l’inverno della disperazione.
Avevamo tutto dinanzi a noi,
non avevamo nulla dinanzi a noi;
eravamo tutti diretti al cielo,
eravamo tutti diretti a quell’altra parte
- a farla breve,
gli anni erano così simili ai nostri,
che alcuni che li conoscevano profondamente
sostenevano che,
in bene o in male,
se ne potesse parlare soltanto al superlativo.
Charles Dickens - Le due città
Programma - II Anno
“Partecipare nel piccolo”
I primi 4 incontri
16 ottobre 2010
Le autonomie locali: storia e contenuti
Prof. Vincenzo Picardi
Ricercatore presso il Centro Studi Erasmo
ed esperto di politiche sociali
30 ottobre 2010
Il Comune: proviamo a capire come funziona
Avv. Giuseppe Gentile
Avvocato, già Sindaco di Cassano delle Murge
6 novembre 2010
Come funziona il nostro comune:
confronto tra amministratori
Modera: Don Domenico Basile
Parroco Cuore Immacolato di Maria
27 novembre 2010 (si svolgerà presso il Polo Universitario,
ex Ospedale di Collone, Acquaviva delle Fonti (Ba)
Le parole, la politica e don Milani
Prof. don Rocco D’Ambrosio
Docente di Etica Politica presso la Pontificia Università Gregoriana di
Roma, direttore delle Scuole di Cercasi un Fine
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cultura
Segreteria Forum
All’inizio del quinto anno liceale
Pensieri e timori dell’ultimo anno di scuola superiore
di Simona di Carlo
adolescenti
Redazione “Insieme”
Non so dire cosa mi tormenti di più ora
come ora; se la paura che il tempo passi
troppo in fretta o crescere prima ancora
di rendermi conto del tempo che è passato, o di quello che ci sarà dopo.
Tutti lo detestano, lo imprecano, lo maledicono: i professori, i compiti, le interrogazioni, le vacanze troppo poche e la
voglia di arrivare a fare una gita scolastica, ma alla fin fine il liceo rimarrà sempre la parte migliore della nostra vita, e
scopriamo tutti che quella scuola tanto
odiata alla fine non smetteremo mai di
ringraziarla e ricordarla.
Quest’anno studierò Flaubert, e lui sosteneva che in realtà ad appartenerci davvero siano solo il passato e il futuro, il
presente non esiste, ci sfugge.
Con il liceo è stato proprio così: ci entri,
quasi inconsapevole di tutto quello che ti
trasmetterà, e prima ancora di rendertene conto, il tempo è passato, cinque anni
sono volati e ti accorgi che sei cresciuto,
hai scoperto altri lati della vita e soprattutto della tanto decantata crescita. Ti
accorgi che non avrebbe più senso dire
“da grande farò...” perchè sei diventato
grande e sognare non basta più.
Bizzarro come si abbia voglia di crescere,
diventare grandi, andarsene di casa e
vivere come viene, per poi improvvisamente rendersi conto che, mamma mia,
quel momento è arrivato davvero.
Si rimanda forse quello che ci spaventa
di più, il senso dell’ignoto, ci si culla nell’immaginare la propria vita tra due, tre,
dieci, vent’anni. E poi?
Quando quei due, tre dieci vent’anni sono
passati?
Se uno si fermasse un attimo, allontanandosi dalla solita vita frenetica e troppo
piena per fermarsi a pensare, si accorgerebbe che quel Gustave Flaubert aveva
ragione: il passato ha la forza di tenerci
ancorati, trattenerci a qualcosa che non
c’è più; il futuro invece ha una forza mag-
28
giore: lui ci tormenta, perchè non sappiamo quante e quali strade ci si apriranno
davanti, e siccome pensiamo che il futuro sia lontano, “ce la prendiamo comoda”, troppo difficile e troppo impegnativo
scegliere, meglio rimandare per pensarci
meglio.
E questo “pensarci meglio” a volte può
essere una buona scusa!
« cinque anni sono volati e ti
accorgi che sei cresciuto, hai
scoperto altri lati della vita e
soprattutto della tanto
decantata crescita »
Beh, per il liceo è stato esattamente così,
e ora basta rimandare!
Certo, vorrei rimanere bloccata nel presente, restare al liceo, con i miei amici,
senza pensieri, le solite chiacchierate,
l’innocenza e la voglia di scoprire.
Ma che gusto ci sarebbe. Mi perderei
quello che c’è dopo, e se è vero quello
che Flaubert ha detto, il liceo farà sempre
parte di me.
Questi sono gli anni più belli e puntualmente ci si accorge solo quando stanno per
finire di quanto ci abbiano lasciato, e si fa
di tutto per fare in modo che il tempo che
resta duri un po’ di più, che i minuti abbiano 70 secondi e il giorno venticinque ore.
In parte la paura che il liceo finisca non è
soltanto legata a tutto quello che vivi solo
a diciotto anni con il tuo gruppo di amici:
le scampagnate, le gite scolastiche,
divertirsi in classe, fare un compito di
matematica, copiare, passarsi la versione di latino, le confidenze, insomma, tutte
quelle piccole cose che ogni giorno non ti
fanno veder l’ora di entrare in quella
stanza di sei metri per sei, con altre venti
persone, e chissà cosa ti aspetta.
La paura che il liceo finisca è legata
anche alla strada che ognuna di quelle
venti persone prenderà, il non vedersi
più tutti i giorni, studiare in città diverse,
magari anche in nazioni diverse, e
sopraggiungerà la malinconia del liceo,
di quando si stava sempre insieme...
Ma tanto che importa, la malinconia ci
sarà, certo, ma le persone vere, quelle sì
che resteranno, quell’amica che conta
sempre su di te e non ti fa mancare mai il
suo appoggio, quell’amica con cui scherzo e prendo un caffè e chiacchierare e
ridere e scherzare e tornare seri e non
avere paura di essere giudicata per un
discorso improvvisamente serio e filosofico, quell’amico che per me è un fratello
e senza il quale mi sentirei persa, quel
professore che per me è un modello da
seguire.
Allora io te lo dico: GRAZIE liceo!!!
Teologia Con…
TEmporanea
Un’estate ricca di formazione
i Seminaristi della Diocesi di Andria
nel silenzio della quotidianità e allo stesso tempo si batte
Eccoci qui dopo la pausa estiva….ben ritrovati!! Giunti a contro l’ingiustizia, l’omertà e il sopruso.
settembre hanno inizio tutte le attività pastorali anche il Al termine di questo anno sacerdotale ricco anche di
nostro seminario spalanca le sue porte e con tanta gioia immagini purtroppo poco pulite dei presbiteri, è stato
molto bello osservare nell’esperienza calabrese la figuriprende la nostra rubrica mensile.
Durante l’estate tante sono state le novità che hanno ra di veri testimoni che realmente prendono la loro
interessato il nostro gruppo. Oltre alle molte esperienze Croce ogni giorno e seguono il Signore nel servizio ai
vissute singolarmente e insieme, il nostro gruppo ha fratelli, alla società. Queste figure permettono a chi è in
cambiato conformazione... ci ritroviamo a condividere discernimento vocazionale di guardare in alto, di sognal’esperienza del seminario maggiore in cinque: Savino re, di poter gustare quali meraviglie avvengono sotto la
croce, di osservare dei veri innaLeonetti, Flavio Delle Noci,
morati dell’uomo, della Chiesa, di
« guardare in alto, di sognare,
Antonio Turturro, Vincenzo Del
Cristo… TESTIMONI perché
di poter gustare quali meraviglie
Mastro e una new entry…chi è?
uomini AMATI e AMANTI.
avvengono sotto la croce,
Filippo Tucci che dopo otto anni di
Non vi nascondiamo che il solo
di
osservare
dei
veri
innamorati
seminario minore si approccia ad
scrivere e ricordare questa espedell’uomo, della Chiesa,
affrontare “questo nuovo tempo”
rienza fa sorgere un piccolo sorridi
Cristo…
TESTIMONI
che è il seminario maggiore.
so sul nostro volto…è stato bello
»
perché
uomini
AMATI
e
AMANTI
In questa estate non ci sono manraccontarsi! Con grande fiducia
cati momenti che ci hanno perchiediamo
all’intera
comunità
diocesana di sostenere i
messo di allargare gli orizzonti, di vedere nuove realtà e
nostri
cammini
nel
modo
più
efficace e silenzioso…
di “aprire gli occhi”. Tutti insieme e grazie al seminario
maggiore abbiamo fatto la magnifica esperienza di un con la preghiera. Avvertiamo più che mai il bisogno di
campo-scuola in terra calabrese ospiti nella diocesi di sentirci accompagnati nel nostro cammino,di sentirci
sostenuti…Grazie di cuore e buon cammino a tutti!!
Oppido-Palmi.
Oltre al mare, al sole e al divertimento in quei giorni
abbiamo potuto toccare con mano l’impegno di alcuni
sacerdoti che in prima linea si schierano contro
l'Ndrangheta. E’ stato significativo visitare i terreni confiscati alle losche, ascoltare la voce di semplici testimoni, vedere interi quartieri urbani costruiti dalla criminalità, ascoltare storie di sangue e redenzione e osservare
in tutto questo come la chiesa di Calabria”si sporchi le
mani” avendo a cuore sopratutto la realtà giovanile e la
realtà del lavoro. Infatti nella diocesi che ci ha ospitato,
il vescovo Luciano Bux, l’associazione Libera, alcuni
sacerdoti incontrati hanno incarnato il Vangelo che non
scende a compromessi, un parlare chiaro, un parlare
che ha sapore di giustizia, una Chiesa che sa alzare al
momento opportuno la voce, una Chiesa che ama l’uomo
Seminario Regionale a Molfetta
L’estate del seminarista… FORMAZIONE?!?
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rubrica
Foto di gruppo al Campo Scuola
Film&Music point
Rubrica di cinema e musica
a cura di Claudio Pomo
rubrica
Redazione “Insieme”
BRIGHT STAR
Regista: Jane Campio
Attori: Abbie Cornish,
Ben Whishaw
Paul Schneider,
Kerry Fox,
Edie Martin
Genere: Drammatico
Durata: 120'
Nazionalità:
Gran Bretagna, Australia,
Francia
Anno: 2009
1818. Il ventitreenne John Keats e la sua vicina di casa Fanny Brawne si conoscono, grazie all’interesse della ragazza per le sue poesie, si frequentano, si scrivono, si fidanzano, nonostante le
condizioni economiche disperate del poeta. Minato dalla tubercolosi, Keats si vede costretto a partire per l’Italia, dove il clima è migliore e dove troverà la morte, nel febbraio del 1821.
Bright Star racconta l’inabissamento amoroso sottolineandone il parallelo con la dissoluzione fisica del poeta, ma sceglie il punto di vista di Fanny Brawne per narrare innanzitutto un nuovo personaggio femminile, la cui esuberanza intellettuale è mitigata da una crudele coscienza di ciò che
le sta accadendo e si risolve in un’accettazione che è remotissimo eco di quella che fu di Isabel
Archer, la stella più luminosa del firmamento di Jane Campion.
Lungi dall’essere un pretesto per evitare la formula più comune di bio-pic, perciò, l’adozione dello
sguardo di Fanny, che incontra Keats subito dopo la pubblicazione di Endymion e lo perde dopo
avergli ispirato le liriche che lo faranno amare dal mondo, è il modo in cui la regista, col sorrisetto sulle labbra, riflette sul potere creativo del sentimento amoroso. Instaurando un triangolo tra
Keats, l’amico Brown, che lo vorrebbe al riparo dall’influenza femminile, protetto dai classici, e
Fanny, che ad ogni apparizione distrae e confonde, la Campion racconta come l’infiltrarsi di una
musa, con tutti i limiti del suo agire, nel mondo libero e ozioso degli uomini abbia strappato Keats
all’accademia e permesso l’estensione del romanticismo al di là della pagina, nella vita, e dunque,
per affinità di cose, nel cinema.
FEVER
Artista: Sleepy Sun
Genere:
Rock - Alternative
Durata: 32'
Anno: 2010
30
A distanza di un solo anno dall’uscita dell’esordio “Embrance” tornano i californiani Sleepy Sun
con il secondo disco, che li conferma come una delle novità più interessanti nel panorama rock
alternativo contemporaneo.
Dopo un importante tour che li ha visti protagonisti in molti festival (anche europei) il quintetto americano si è subito messo a lavoro, caricati dal successo riscosso, e si ripropone al suo pubblico con
un look rinnovato. Sulle basi, già solide, che li volevano percussori di una psichedelia quasi ossessiva e ridondante, i nostri hanno tessuto fitte tele di colore che li portano a variazioni melodiche
importanti. Una ventata rock-prog entra nel sound dei nostri apportando qua e là (“Open Eyes”;
“Standstorm Woman”) atmosfere anni ’80 che ricordano un po’ i Led Zeppelin degli esordi. Non
mancano certamente digressioni psichedeliche (“Acid Love”, “Wild Machine”) e incursioni blues
e folk che giocano sugli intrecci vocali maschili e femminili (“Rigamaroo”). Tappeti strumentali fitti,
strutture complesse e melodie acide fanno di brani come “Desert God” delle vere e proprie chicche: chitarre che si rincorrono in un crescendo a cui si vanno ad aggiungere lentamente gli altri
strumenti giocano insieme al cantato distruggendo le classiche impostazioni e dando vita a nuovi
e interessanti spunti rock psichedelici e new wave. E se in neanche un anno, sono riusciti a ricostruirsi e modellarsi con tanta facilità, chissà che ci aspetta per il futuro.
Leggendo… leggendo
Rubrica di letture e spigolature varie
di Leonardo Fasciano
Redazione “Insieme”
Il frammento del mese
(G. Lazzati, Per una nuova maturità del laicato, AVE, 1986, p.73)
Dedichiamo la rubrica di questo mese al tema
del nostro Programma Pastorale Diocesano che
punta a far riscoprire la vocazione dei fedeli laici
nella Chiesa e nella società. Il frammento, tratto
da un libro citato nella bibliografia suggerita dal
Programma, è di G. Lazzati (1909-1986), significativa figura della cultura d’ispirazione cristiana
del ‘900 (è stato padre costituente e rettore
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), e rileva l’importanza della formazione dei fedeli laici,
un impegno imprescindibile su cui insiste lo stesso Programma Pastorale. Chi sia il fedele laico e
quali le responsabilità che ne conseguono nella
vita ecclesiale e sociale, sono il percorso di riflessione che
ci viene proposto in due pubblicazioni anch’esse citate nella
parte bibliografica del Programma. La prima è di Giuseppe
Savagnone, Cosa significa essere laici? , Edizioni
Rinnovamento nello Spirito, 2010 (pp.105, euro 10,00).
L’Autore, membro del Forum della CEI per il Progetto culturale, sarà relatore al nostro prossimo convegno diocesano del
21- 22 ottobre. Alla domanda contenuta nel titolo del libro,
Savagnone risponde interpretando in modo originale la
risposta classica, tutta al negativo, secondo la quale per
laici s’intendono coloro che non sono né presbiteri né religiosi, cioè coloro che “non sono”, “non hanno” qualcosa
che altri sono e hanno: “Può sembrare una definizione che svaluta la laicità. Ma a ben vedere
non è così. Essa dice che laico è colui che non
ritiene di essere e di avere tutto, ma, consapevole dei propri limiti e dei propri vuoti, è capace di
andare oltre ciò che è e ciò che ha, verso ciò
che non è e ciò che non ha: verso la trascendenza, verso il futuro, verso gli altri” (p.14). Da questo punto di vista, la definizione di laicità può
estendersi anche oltre i confini dell’ecclesialità:
“Se è così, si comprende che laico può essere
sia il credente (a patto che non abbia trasformato la sua fede in una stanca e annoiata abitudine
o in un bunker che lo difende dal mondo e dagli altri) sia il
non credente (purché non abbia elevato a dogma la sua
mancanza di fede e resti sinceramente proteso alla verità”
(p.15). Da questa idea di fondo, l’Autore sviluppa le sue
riflessioni sulla laicità in rapporto a precisi temi che costituiscono specifici e brevi capitoli: “primato dello Spirito
Santo”, “speranza”, “combattimento della fede”, “difesa
della vita”, “inculturazione del Vangelo”, “impegno politico
del cristiano”, “comunione ecclesiale”, “verità e relativismo”, “educazione”, “fragilità”, “attesa del regno”, “sessualità”, “cultura della Pentecoste”. Un libro per una declinazione originale del concetto di laicità.
La seconda pubblicazione è di Paola Bignardi,
Dare sapore alla vita. Da laici nel mondo e nella
Chiesa, AVE, 2009 (pp.155, euro 9,00). L’Autrice, già
Presidente Nazionale dell’A.C., così presenta questo suo lavoro: “Le pagine che seguono sono dedicate a mostrare la ricchezza e la responsabilità di
una piena laicità della Chiesa e dei fedeli laici. Il
loro intento è quello di immaginare un percorso
culturale, spirituale e formativo che faccia emergere un laicato capace di mostrare l’intensità di significato e il valore di una laicità che assuma le condizioni concrete dell’esistenza e si spenda in esse
per far emergere la fecondità storica della fede”
(p.27). Laicità, dunque, significa assumere l’umanità in tutte le
sue dimensioni per dare un nuovo sapore alla vita, “mostrando
come il Vangelo contribuisca ad esaltare l’umanità, a darle pienezza” (p.149). Certo, è compito di tutte le vocazioni nella
Chiesa mostrare la bellezza della vita cristiana, ma “i laici
hanno la possibilità di mostrare di tale prospettiva la concretez-
za. Per essi la vita non è genericamente l’esistenza di ogni giorno, ma è famiglia, lavoro, educazione, responsabilità civile e politica. I laici cristiani
hanno una responsabilità particolare nel mostrare
le strade di una conciliazione possibile tra la fede
e la vita comune ordinaria” (pp.150-151). Del capitolo sulla formazione, ho appena lo spazio per
riportare questo significativo passaggio: “La formazione (…) deve insegnare a non avere paura
delle domande e a dare alla propria vita il carattere di una permanente ricerca. Soprattutto di Dio,
come di un mistero che attrae e che è sempre
oscuro, ‘oltre’. Solo nella disponibilità a camminare continuamente verso questo ‘oltre’ si può vivere veramente
un’esperienza da cristiani, non censurando gli interrogativi
connessi a questa ricerca, ma restando pronti per cogliere
nella vita i segni della presenza di Dio che lo nascondono e, al
tempo stesso, lo rivelano” (p.139). Un libro ricco di belle riflessioni sulla laicità, con un taglio anche pastorale.
31
itinerari
“E’ fuori dubbio che pensare a fedeli laici coscienti del loro essere chiesa, quali suoi soggetti attivi
e responsabili, senza una formazione adeguata cui non manchi il supporto di un’assistenza spirituale personale,
cosa oggi assai difficile a trovarsi, è pura illusione”
Appuntamenti
a cura di don Gianni Massaro
Vicario generale
SETTEMBRE 2010
appuntamenti
05:
06:
08:
10:
11:
12:
15:
16:
17:
18:
19:
20:
21:
22:
23:
24:
26:
27:
28:
25:
30:
Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Minervino
Comitato di Presidenza del C.P.D.: Incontro dei Religiosi
Presentazione programmi A.C.
Incontro dei Direttori Uffici Pastorali Diocesani
Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Canosa
Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Canosa
Triduo in preparazione alle feste patronali - Andria
Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Andria
Incontro Docenti IRC
Triduo in preparazione alle feste patronali - Andria
Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Andria
Triduo in preparazione alle feste patronali - Andria
Mostra su Bachelet - proposta dall’A.C. Andria
Festa dei Santi Patroni - Andria
Festa dei Santi Patroni - Andria
Giornata per la salvaguardia del Creato - Canosa
Giornata per la salvaguardia del Creato - Minervino
Consiglio Pastorale - Minervino
Incontro formativo A.C.
Incontro promosso dalla Caritas, Meic, Pax Christi
Triduo in preparazione alle feste patronali - Minervino
Triduo in preparazione alle feste patronali - Minervino
Triduo in preparazione alle feste patronali - Minervino
Onomastico di S.E. Mons. Raffaele Calabro;
Festa dei Santi Patroni - Minervino
Giornata per la salvaguardia del Creato - Andria
OTTOBRE 2010
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31:
Incontro delle Religiose
Consiglio Pastorale I zona - Andria
Prolusione SFTOP
Inizio lezioni SFTOP - Consiglio Pastorale II zona - Andria
Ritiro Spirituale per Sacerdoti, Religiosi e Diaconi; Oktober Fest MSAC
Esercizi Spirituali A.C.
Esercizi Spirituali A.C.; Terra Promessa
SFTOP (I Modulo); Incontro del Comitato di Presidenza del CPD
SFTOP (I Modulo); Consiglio Pastorale Zonale Canosa
SFTOP (I Modulo)
SFTOP (I Modulo); Incontro di Formazione per il Clero giovane;
Adorazione Eucaristica Vocazionale
Incontro di Formazione Permanente per il Clero;
Veglia Missionaria - Andria
Scuola di preghiera
Meeting Regionale della Vita Consacrata
Convegno Ecclesiale Diocesano
Convegno Ecclesiale Diocesano
Veglia Missionaria - Minervino
Giornata Mondiale Missionaria; Incontro Ministranti
Incontro promosso dal C.P. di Minervino; Veglia Missionaria - Canosa
Incontro Nazionale A.C.
Incontro Ministri straordinari della Comunione.
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Settembre - Ottobre 2010 - anno 11 n. 7
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Chiuso in tipografia il 28 Settembre 2010.
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"Insieme" - Ottobre 2010