mensile di informazione della diocesi di Andria Settembre / Ottobre 2010 insegnamenti 02 “Riscopriamo la vocazione dei laici nella Chiesa e nel mondo” 03 “Il significato del logo” 04 Orientarsi al bene comune evangelizzazione 05 “Spezzare pane per tutti i popoli” 06 Madre Teresa di Calcutta donna “senza confini” 06 Ricordo di Suor Giuseppina Zingaro 07 Dom Acácio Rodrigues Alves 07 Padre Giuseppe Giuliani 08 “Custodire il Creato per coltivare la pace” 09 La Vita Consacrata nella Chiesa locale 10 Laici e Liturgia caritas 11 Un disastro ambientale in Brasile 12 “Ho sognato una banca” 13 Guardando ai poveri attraverso gli occhi dei Centri di ascolto associazioni e movimenti 14 In cammino verso la XIV Assemblea elettiva 15 Progetto formativo diocesano 16 “C’è di più” Incontro Nazionale A.C.R. e Giovanissimi di A.C. dalle parrocchie 17 Alla ricerca dell’Essenziale... 18 Terra Santa: terra di tutti, terra di pochi o terra di nessuno? 19 Una Chiesa che recupera società 20 Il problema della Villa Comunale ad Andria 21 Minervino. Pendolari, oltre 700 firme per una nuova fermata dei bus 21 S. Teresa di Lisieux in udienza da Leone XIII 22 Canosa. La villetta di Corso Garibaldi dedicata a Don Peppino Pinnelli 23 Chiesa e internet: due mondi che s’incontrano 24 I fatti del mese: Agosto - Settembre cultura 25 A quattordici anni la maggiore età 26 Cultura e spettacoli il gioco delle parti 27 Forum di formazione all’impegno Sociale e Politico adolescenti 28 All’inizio del quinto anno liceale rubrica 29 Teologia Con… TEmporanea 30 Film&Music point itinerari 31 Leggendo… leggendo appuntamenti 32 Appuntamenti Il Programma Pastorale nella nostra Chiesa locale Le comunità cristiane hanno il dovere di interrogarsi e domandarsi se hanno fatto tutto il possibile, se hanno adottato tutte le strategie per inculcare nei fedeli laici che frequentano le nostre parrocchie, sono iscritti nelle nostre associazioni, che la fede in Dio comporta un cambiamento effettivo di vita: “Chi mi ama, osserva i miei comandamenti”, leggiamo in San Giovanni (14,15-21) (dalla presentazione di Mons. R. Calabro al Programma Pastorale Diocesano) “Riscopriamo la vocazione dei laici nella Chiesa e nel mondo” Alla scoperta del nuovo Programma Pastorale Diocesano di don Gianni Massaro insegnamenti Vicario Generale Sviluppare una più forte coscienza ecclesiale, incoraggiare i fedeli laici ad esprimere in modo lucido ed appassionato le proprie potenzialità nell’annuncio del Vangelo e nell’animazione della società. Sono queste le finalità del nuovo programma pastorale Diocesano che è stato il frutto non di un lavoro “a tavolino” ma della comune fatica di sacerdoti, religiosi e fedeli laici che in piena comunione con il nostro Vescovo, Mons. Raffaele Calabro, hanno così dato corpo e concretezza a parole come collaborazione, corresponsabilità e comunità. Negli ultimi quattro anni la nostra Chiesa locale è stata coinvolta in un percorso di riflessione e d’impegno sul difficile e complesso versante dell’educazione in ordine ai temi rispettivamente della responsabilità, della solidarietà, della cittadinanza e della mondialità. Sollecitati dal prossimo Convegno Regionale che sarà celebrato a San Giovanni Rotondo (dal 28 aprile al 1 maggio 2011) sul tema: “I laici nella Chiesa e nella società pugliese, oggi”, in questo anno pastorale, come Chiesa locale, vogliamo ricomprendere e rilanciare tutti i temi che hanno orientato i percorsi pastorali degli ultimi quattro anni, dalla prospettiva della viva testimonianza dei laici nella vita della Chiesa e del mondo. “La Chiesa deve fare oggi un grande passo in avanti nella sua evangelizzazione, deve entrare in una nuova tappa storica del suo dinamismo missionario”. Quest’affermazione della Christifideles laici è tuttora attualissima, e insostituibile rimane il ruolo che in tale processo hanno i fedeli laici. Nella presentazione del programma, il nostro Vescovo annota, però, che “il problema del laicato ci induce a scrutare più attentamente e rigorosamente la prassi. In campo socio-politico, i laici che pur si dicono credenti e praticanti, restano « i fedeli laici, uomini e donne, devono assumersi la propria parte di responsabilità nella società e nella missione della Chiesa. » spesso afoni, indistinguibili da quanti si dichiarano espressamente miscredenti, anticlericali, sostenitori di visioni di vita in nettissimo contrasto con principi non solo cristiani ma anche più ampiamente umani a livello di etica e di valori”. Perciò, durante l’anno, risuonerà come un leitmotiv l’invito di Cristo: “Andate anche voi nella mia vigna”, che i fedeli laici, uomini e donne, devono intendere sempre più numerosi come chiaro richiamo ad assumersi la propria parte di responsabilità nella società e nella missione della Chiesa. I protagonisti del percorso pastorale non sono solo i laici ma l’intero popolo di Dio è chiamato ad interrogarsi sulla dignità dei laici che incorporati a Cristo col battesimo, sono chiamati ad offrire il loro specifico contributo per la santificazione del mondo. Ecco, dunque, fondamentale garantire una formazione che sia integrale e permanente. La formazione dei fedeli laici viene indicata dal programma pastorale, tra le priorità della diocesi in quanto essa è un dovere e al tempo stesso un diritto dei fedeli laici e ha lo scopo di condurli alla costante verifica del proprio impegno cristiano, all’attiva partecipazione alla vita ecclesiale e al continuo approfondimento della loro corresponsabilità per la missione della Chiesa nel mondo. Chiarita, così, l’identità del laico e l’importanza di un cammino formativo, il programma sottolinea la necessità di crescere in un’ecclesiologia di comunione. La comunione è un dono che va accolto con gratitudine e vissuto con senso di responsabilità. Ed è proprio nell’ottica di un’ecclesiologia di comunione che vanno comprese le relazioni tra le diverse vocazioni e in particolare tra presbiteri e laici. Molto chiare appaiono le parole del nostro Vescovo che nella lettera pastorale “Lo spirito e la Missione” così scrive: “Che tra presbiteri e laici la collaborazione sia spesso difficile è un dato di fatto: l’ecclesiologia conciliare non è stata ancora recepita e la pratica pastorale appare talora, in questo ambito sconfortante”. Due sono le forme di involuzione ecclesiale da scongiurare nell’itinerario pastorale: quella del clericalismo laicale e quella del laicismo clericale. Occorre, pertanto valorizzare i luoghi di partecipazione ecclesiale (Consigli Pastorali, Uffici e Consulte Diocesani, Consigli Parrocchiali…) perché è in questi luoghi di discernimento ecclesiale che i laici maturano una maggiore consapevolezza della loro vocazione battesimale. Una funzione significativa può svolgere anche la Consulta delle aggregazioni laicali, da qualche tempo istituita nella nostra diocesi. Nella sua parte finale, il programma si sofferma sul compito primario dei discepoli di Cristo di annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti gli uomini e le donne, dentro e fuori la comunità ecclesiale. E così ritroviamo alcune importanti indicazioni pastorali da attuare nelle situazioni tipiche in cui si trova a vivere un laico cristiano (famiglia, lavoro, fragilità, tradizione e partecipazione alla vita civile). Si afferma, pertanto, che la famiglia va resa protagonista della vita pastorale e che vanno incentivati sia i corsi per i nubendi di preparazione remota al matrimonio sia le catechesi rivolte a gruppi-famiglia. E’ bene educare alla pratica dell’affido temporaneo, sperimentare forme di accoglienza e di ospitalità di minori provenienti da situazioni di disagio e povertà. (Continua alla pagina seguente) 2 Compito dei fedeli laici è anche quello di stimolare gli enti locali a sostenere politiche a favore della famiglia. In merito, invece, alla tematica occupazionale, è importante sostenere iniziative avviate da tempo (Progetto Barnaba, e Progetto Policoro) e finalizzate a sviluppare una nuova coscienza e un nuovo approccio al mondo del lavoro. Sarebbe auspicabile anche un maggiore e rinnovato protagonismo a livello locale delle associazioni di ispirazione cristiana. Circa le fragilità umane e le povertà, il programma pastorale, invita a favorire, in modo costante e generoso, i Centri interparrocchiali di ascolto, la Casa di accoglienza “S. Maria Goretti”, le caritas parrocchiali. La comunità ecclesiale è chia- mata a intervenire nelle diverse situazioni difficili e aiutare i fedeli a maturare una fede autentica, perché i momenti di fragilità siano vissuti alla luce di Dio. Attraverso l’ambito dell’educazione o tradizione una società trasmette il proprio patrimonio spirituale e culturale. In un tempo, quale quello attuale, in cui sono messi in discussione importanti acquisizioni della nostra tradizione cristiana, la comunità ecclesiale è chiamata ad una sfida educativa e culturale. Rivestono, perciò, un’importanza particolare gli strumenti della comunicazione sociale, la funzione svolta dal nostro giornale “Insieme” e dalle locali emittenti televisive, il servizio reso dalla Biblioteca Diocesana. “Il significato del logo” di don Gianni Massaro Ai laici spetta, infine, essere presenti nella realtà socio-politica per testimoniare in Vangelo secondo la propria vocazione specifica. Da valorizzare, pertanto, ulteriormente, come esempi significativi di attenzione al sociale e al politico, alcune esperienze locali, quali il progetto di Anno di Volontariato Sociale, il Forum di formazione all’impegno socio-politico, la partecipazione dei fedeli ai Comitati di quartiere e la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa. Non ci resta che passare dalle parole ai fatti e augurarci che l’accoglienza del programma pastorale da parte di tutti sia espressione visibile del nostro desiderio autentico di camminare insieme. CALENDARIO CRESIME GIORNO PARROCCHIA ORARIO CITTÀ Vicario Generale Il tema del programma “Riscopriamo la vocazione dei laici nella Chiesa e nel mondo” viene esplicitato dal logo il cui elemento grafico principale è costituito dalla vigna. La vigna è il mondo intero (cfr. Mt 13,38) che deve essere trasformato secondo il disegno di Dio in vista dell’avvento definitivo del Regno di Dio. Il concetto di mondo è graficamente espresso da un profilo di città, dal quale spicca una Chiesa. La Chiesa di mattoni rimanda a quella fatta di persone, rappresentate graficamente da orme disuguali orientate verso il mondo. L’appello del Signore Gesù “Andate anche voi nella mia vigna” non cessa di risuonare ed è rivolto ad ogni uomo che viene in questo mondo. La chiamata non riguarda, infatti, soltanto i Pastori, i sacerdoti, i religiosi e le religiose ma si estende a tutti: anche i fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore, dal quale ricevono una missione per la Chiesa e per il mondo. S. Gregorio Magno, rivolgendosi ai fedeli, così commenta la parabola degli operai nella vigna: “Guardate al vostro modo di vivere, fratelli carissimi, e verificate se siete già operai del Signore. Ciascuno valuti quello che fa e consideri se lavora nella vigna del Signore” L’immagine della vigna viene usata dalla Bibbia per esprimere anche il mistero del popolo di Dio. In questa prospettiva più interiore i fedeli laici non sono semplicemente gli operai OTTOBRE 2010 che lavorano nella vigna, ma sono parte della vigna stessa: “Io sono la vite, voi i tralci” (Gv. 15,5), dice Gesù. Solo all’interno del mistero della Chiesa come mistero di comunione si rivela l’identità dei fedeli laici, la loro originale dignità. E’ solo all’interno di questa dignità si possono definire la loro vocazione e la loro missione nella Chiesa e nel mondo. Il Papa nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, scrive che la Chiesa diventa comunione a partire dall’Eucarestia. Il mondo, la vigna e i fedeli sono inglobati in una circonferenza bianca che richiama l’Eucarestia, fondamento con la Parola di Dio del nostro agire da cristiani. Il Congresso Eucaristico Nazionale che si celebrerà nel settembre 2011 sarà occasione propizia per ribadire ancora che Eucarestia e missione sono due realtà inscindibili e non può esserci autentica celebrazione dell’Eucarestia senza che porti la testimonianza di Cristo nella Chiesa e nel mondo. Sabato 2 S. Giuseppe Art. 19.00 Andria Domenica 3 Gesù Crocifisso 11.30 Andria Domenica 3 S. Giuseppe Art. 19.00 Andria Sabato 9 SS. Trinità 18.00 Andria Domenica 10 Sacro Cuore di Gesù 11.30 Andria Domenica 10 SS. Trinità 18.00 Andria Sabato 16 Sacro Cuore di Gesù 19.00 Andria Domenica 17 Madonna di Pompei 11.00 Andria Domenica 17 Cuore Imm. di Maria 19.00 Andria Sabato 23 18.00 Andria Domenica 24 S. Riccardo 10.30 Andria Domenica 24 S. Andrea Ap. 18.00 Andria Domenica 31 Gesù, Giuseppe, Maria 11.00 Canosa S. Andrea Ap. NOVEMBRE 2010 Lunedì 1 Maria SS. del Rosario 11.00 Canosa Domenica 7 S. Michele Arcangelo 11.00 Minervino Domenica 14 Maria SS. Incoronata 11.00 Minervino Domenica 21 M. SS. dell’Altomare 11.00 Andria 18.00 Andria GENNAIO 2011 Domenica 23 S. Paolo Ap. 3 insegnamenti (Continua della pagina precedente) Orientarsi al bene comune La 46ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Reggio Calabria, 14-17 Ottobre 2010) a cura di Leonardo Fasciano insegnamenti Redazione “Insieme” Riportiamo uno stralcio (nn. 7-9) del documento preparatorio della CEI alla Settimana Sociale, dal titolo “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese”. Di questo documento, “Insieme” ha già parlato nel numero scorso di giugno. Nessuno può sottrarsi alla domanda su quale orientamento ne costituiscono un esempio importante. assumere in questi tempi che, con le parole del testamento di Ponendo all’inizio del nostro cammino verso Reggio Calabria il Paolo VI, potremmo ancora definire «stupendi e drammatici». Ciò ricordo del servo di Dio don Luigi Sturzo, non abbiamo fatto altro vale anche per chi prova ogni giorno a ridire il proprio «sì» al Dio che tornare a meditare sullo straordinario contributo che da un di Gesù Cristo (2Cor 1, 20), e che si sente ripetere: «Ascoltate oggi credente e da un prete è venuto a che tutto il popolo di Dio matula sua voce: “Non indurite il vostro cuore”» (Sal 95, 7c-8a). Vale e rasse una più adeguata visione della società contemporanea e la deve valere per chi ha appreso dalla Chiesa che «la coscienza affrontasse sostenuto da una verace ispirazione cristiana. Nell’intraprendere quest’opera di declinazione, abbiamo trovato può volgersi al bene solo nella libertà» (Gaudium et Spes, 17). Dobbiamo però sapere bene dove e come cercare. Infatti la fede di grande aiuto alcuni aspetti della nozione di bene comune – cristiana – accogliendo la rivelazione della dignità della persona bene di tutti e di ciascuno (cfr. CV 7) –, sui quali il Magistero ha umana (cfr GS 12ss; Redemptoris Hominis, enciclica di Giovanni insistito in modo crescente a partire dal Vaticano II (cfr. Paolo II, 8) – genera una visione ben diversa da quella delle ideolo- Compendio della dottrina sociale della Chiesa, 164). Fermo restangie e un’ispirazione ben diversa da quella di una semplice volontà. do il primato accordato alla dignità della persona umana e della Questa visione e quest’ispirazione svelano e affermano la dignità sua libertà (cfr. Pacem in Terris, enciclica di Giovanni XXIII, 5), una della persona umana nella sua vita (dal suo sorgere e in ogni sua crescente attenzione ha ricevuto il carattere multiforme della fase) come nelle sue relazioni (a partire da quelle che nell’amore socialità umana (cfr. CDSC 151; 149-150). Nel suo essere cammigeneroso, stabile e fedele tra una donna e un uomo, attraverso il no verso la comunione, essa deve assumere una pluralità di forme e una molteplicità di espressioni. La matrimonio, generano una famiglia e si nozione di bene comune non è compatiaprono a nuova vita). Questa visione e « libertà responsabile, bile con una teoria della società “al sinquest’ispirazione si manifestano decisanella sua verità tende golare”. La famiglia, le associazioni a mente rilevanti anche per la dimensione alla condivisione e non scopi economici, politici, religiosi o sociale della esperienza umana (cfr Caritas in Veritate, enciclica di alla soppressione dell’altra persona. » ricreativi, e così via, hanno un’originalità che non può essere eliminata senza Benedetto XVI, 9), al cui centro è posta una libertà responsabile, che nella sua verità tende alla condivisio- danno per il bene comune. Le loro logiche devono essere distinte, ne e non alla soppressione dell’altra persona. Alla sorgente di que- ma non possono essere isolate, potendo dar luogo a positive recista visione e di questa ispirazione dobbiamo aprirci sempre di proche limitazioni e a positive “ibridazioni” in una società che non nuovo con umiltà e coraggio. Da ciò dipende la possibilità del conosca solo scambio tra equivalenti (cfr. CV 38). Dunque, come già affermava la Dignitatis humanae, il bene comune è un insieme nostro sperare e del nostro testimoniare la speranza cristiana. Anche questo nostro oggi, che siamo chiamati a vivere da battez- di condizioni, la produzione delle quali «spetta tanto ai cittadini, zati, come nuove creature in Cristo, viene illuminato dalla visione quanto ai gruppi sociali, ai poteri civili, alla Chiesa e agli altri grupal cui centro vi è Gesù Cristo, nel quale il Padre rivela l’uomo pi religiosi: a ciascuno nel modo ad esso proprio, tenuto conto del all’uomo (cfr. GS 22), e lo Spirito Santo, che sostiene la nostra loro specifico dovere verso il bene comune» (n. 6). La Caritas in comprensione e la nostra obbedienza. Se, come non si stanca di veritate, impegnata a ripensare il sistema di poteri adeguati alla ripetere Benedetto XVI, la fede vive di conoscenza e amore, è in realtà di una sempre più avanzata globalizzazione, giunge a conquesta conoscenza e in questo amore che siamo invitati a porre clusioni molto chiare: «per non dar vita a un pericoloso potere universale di tipo monocratico, il governo della globalizzazione noi stessi e il tempo che ci è donato. L’operazione con la quale ci apriamo e partecipiamo a quella deve essere di tipo sussidiario, articolato su più livelli e su piani visione e a quell’ispirazione è essenzialmente ecclesiale poiché diversi, che collaborino reciprocamente. La globalizzazione ha trova alimento nei sacramenti, nella Parola da cui la Chiesa è edi- certo bisogno di autorità, in quanto pone il problema di un bene ficata e nei frutti spirituali della vita nell’amore. A essa, in modi comune globale da perseguire; tale autorità, però, dovrà essere vari e diversi, partecipa tutto il popolo di Dio. La storia del movi- organizzata in modo sussidiario e poliarchico, sia per non ledere mento cattolico italiano, e la storia stessa delle Settimane Sociali, la libertà sia per risultare concretamente efficace» (n. 57). 4 “Spezzare pane per tutti i popoli” Giornata Missionaria Mondiale 2010 di don Riccardo Taccardi “Pane, riso, farina di mais, manioca…: la cultura dei popoli si riconosce anche dai cibi (e non necessariamente seduti a tavola come in Italia). Gesù l’aveva intuito quando istruì i suoi apostoli: «mangiate quanto vi verrà messo davanti». Il cibo è anche un simbolo e il mangiare insieme, per molti popoli, è il segno di una condivisione più vasta”. Così, don Gianni Cesena, direttore nazionale di Missio introduce la riflessione sulla 84° Giornata Missionaria Mondiale 2010. Lo slogan “Spezzare pane per tutti i popoli” richiama infatti non solo il tema eucaristico, in vista del Congresso Eucaristico nazionale che si celebrerà nel settembre 2011 ad Ancona, ma anche il compito del cristiano di annunciare la Parola e condividere ciò che è necessario. Eucaristia e missione sono due realtà inscindibili e non può esserci autentica celebrazione dell’eucaristica che non conduca alla missione-comunione. Il Papa nel suo messaggio per la GMM partendo dalla frase evangelica “Vogliamo vedere Gesù” scrive: “La Chiesa diventa comunione a partire dall’Eucaristia (…). Non possiamo tenere per noi l’amore che celebriamo nel Sacramento. Esso chiede per sua natura di essere comunicato a tutti. Ciò di cui il mondo ha bisogno è l’amore di Dio, è incontrare Cristo e credere in Lui”. Il Concilio Vaticano II ci ricorda che l’Eucaristia “è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promano tutta la sua energia (Sacrosanctum Concilium, 10)”. L’Eucaristia è il centro da dove siamo mandati a portare Cristo al mondo. Quando Gesù comanda: “Fate questo in memoria di me” vuole dire innanzitutto che anche i suoi Date delle Veglie Missionarie - ad Andria il 15 OTTOBRE alle ore 20,00 presso la CATTEDRALE - a Minervino il 23 OTTOBRE alle ore 19.30 presso la CHIESA MADRE - a Canosa il 29 OTTOBRE alle ore 20,00 presso la parrocchia SAN GIOVANNI BATTISTA Le veglie saranno animate dalla testimonianza di Padre Paolo Latorre, missionario comboniano. discepoli dovranno essere dono per gli altri, sacrificandosi “fino alla fine”. È la testimonianza dei cristiani che rende eterno quanto ha fatto il Signore. Celebrare l’Eucaristia non deve essere quindi una pia abitudine, ma ciò che trasforma la mia vita sul modello di quella del Cristo e mi fa andare incontro agli altri. Questo è l’invito di Gesù “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole… e insegnando loro ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20). Non ci viene detto che gli altri verranno da noi, ma che noi dobbiamo muoverci per andare ai lontani. Non possiamo starcene con le mani in mano, rintanati nelle nostre sicurezze: dobbiamo metterci in cammino, in esodo verso gli uomini. Su questa linea si pongono i sussidi preparati da Missio per la formazione dei vari gruppi, presenti nelle comunità parrocchiali e associazioni. Per i ragazzi e i pre-adolescenti: il sussidio propone alcune tematiche legate al banchetto-comunione. Tematiche accostate alla testimonianza proveniente da un continente. Sono cinque le parole chiave, legate al tema del banchetto – comunione, che vengono sviluppate e approfondite: vita, perdono, martirio, amicizia e speranza. Per ogni parola viene proposta anche una traccia per la preghiera e la celebrazione. Per gli adolescenti e i giovani: il sussidio si sviluppa attorno a sette sezioni e propone 10 riflessioni sullo stile della lettura popolare della Bibbia, per spezzare la Parola alla mensa di popoli. Per gli adulti: il sussidio propone cinque incontri e due lectio che richiamano la bellezza e la gioia della condivisione come bene più prezioso che si ha a disposizione. Convegno Ecclesiale Diocesano 21 e 22 Ottobre 2010 dalle ore 19,30 alle 21,30 Istituto Professionale “G. Colasanto” Via Paganini - Andria Riscopriamo la vocazione dei laici nella Chiesa e nel mondo, oggi Giovedì 21 Ottobre: Riflessione tenuta dal Prof. G. Savagnone del Forum CEI per il Progetto Culturale. Venerdì 22 Ottobre: Lavori di gruppo e Preghiera conclusiva presieduta dal nostro Vescovo, S. Ecc. Mons. Raffaele Calabro. 5 evangelizzazione Direttore Centro Missionario Diocesano Madre Teresa di Calcutta donna “senza confini” di don Riccardo Taccardi Direttore Centro Missionario Diocesano “ Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù”. evangelizzazione (Madre Teresa di Calcutta) Il 26 agosto 2010 Madre Teresa di Calcutta, fondatrice delle Missionarie della Carità, avrebbe compiuto 100 anni. Vogliamo ricordarla come una donna eccezionale, venerata in tutte le nazioni e religioni come esempio dell’amore gratuito al prossimo. Missionaria di un amore senza confini sia nell’estensione geografica come gli apostoli inviati dal Signore, sia nella sua profondità spirituale, secondo il comandamento unico e nuovo di Gesù “amatevi gli uni gli altri come vi ho amato io”. Madre Teresa ha vissuto questo mandato di Gesù in un modo straordinariamente autentico e completo facendo risplendere la luce di Cristo dovunque lei fosse presente. Attraverso il suo essere ed agire ha dimostrato al mondo che cosa vuole dire missione oggi: non predicava l’amore con le parole ma con il suo modo di vivere. Qualunque cosa lei faceva era “opera Sua”, non considerava nessuna delle sue opere merito proprio. Lei era “la matita nella mano di Dio, perché sempre disponibile a scrivere la sua storia guidata dalla mano di Dio. Nella rivelazione della Sua sete, del Suo bisogno d’amore (“ho sete”, Gv 19,28) Gesù le chiese il proprio consenso al Suo disegno. “I thirst” (ho sete), c’è scritto sul crocifisso della Casa Madre e in ogni cappella - in ogni parte del mondo di ogni casa della famiglia religiosa di Madre Teresa. Questa frase, il grido dolente di Gesù sulla croce che le era rimbombato nel cuore la fatidica sera della “seconda chiamata”, costituisce la chiave della sua spiritualità. Madre Teresa si affidò completamente alla guida divina con la fondazione delle “Missionarie delle Carità”, il cui scopo era portare la luce di Gesù ai più poveri dei poveri negli slums di Calcutta e in seguito a tutti coloro che soffrono per le povertà materiali, sociali e spirituali in tutto il mondo. Si rese conto che il luogo, dove la sete d’amore di Gesù può essere placata, sono gli affamati, gli assetati, i nudi e gli smarriti – in una parola: “Gesù nelle vesti dei più poveri dei poveri”, negli slums del mondo e negli slums spirituali nel cuore delle persone. Cosi lei è diventata Missionaria della Carità, con un impegno sociale senza confini e con una profondità spirituale ineguagliabile. In questa donna si dimostra la missione di tutta la Chiesa e la vocazione di ogni uomo, indipendentemente dalla razza e dalla religione, dal colore e dall’ideologia: “ ad essere figli di Dio, creati per amare e per essere amati”. Ricordo di Suor Giuseppina Zingaro Missionaria in Africa di Anna Quacquarelli Centro Missionario Diocesano Suor Giuseppina Zingaro Ricordo Suor Giuseppina come mia delegata Aspiranti presso la chiesa Gesù Crocifisso. Questa non era parrocchia a quel tempo, fungeva da “succursale” della parrocchia San Francesco, i cui locali erano diventati insufficienti per bambini e ragazzi. Perciò alcune classi di catechismo e alcu- 6 ni gruppi di A.C. si radunavano presso la suddetta chiesa del Crocifisso per svolgere le loro attività. I gruppi femminili di A.C. erano distinti in piccolissime, beniamine, aspiranti, giovani, donne; gli educatori erano chiamati DELEGATE. Io ero aspirante e avevo come delegata Zingaro Giuseppina. A novembre 1948 la delegata partì per Napoli per intraprendere il cammino che l´avrebbe portata a diventare Suora tra le Figlie della Carità di S. Vincenzo de´ Paoli; ad ottobre dello stesso anno la chiesa G. Crocifisso diventò parrocchia. Giuseppina Zingaro ha vissuto i primi anni della sua vocazione a Napoli, dove i superiori le hanno permesso di studiare come infermiera professionale e capo-sala; poi è partita per l´Africa, precisamente per il Madagascar, dove ha svolto per 50 anni la sua missione tra gli ammalati, i bambini, i più bisognosi. L´ultimo periodo della sua vita lo ha dedicato ai tubercolotici presso il dispensario Sahan´i Maria Fort Dauphine. Ho rincontrato la “ mia delegata” tutte le volte che è tornata in Andria per visitare i parenti, per riposo o per altro. Ambedue frequentavamo la stessa parrocchia: lei alloggiava presso la sorella che abita nella zona, io per motivi di appartenenza. L´ho rivista a febbraio scorso, prima che partisse ancora una volta per Napoli; lì sperava di operarsi al ginocchio per poi tornare in Madagascar. Era suo desiderio essere sepolta nel luogo della missione. Dio l´ha chiamata a sé il 17 aprile scorso; aveva compiuto da quattro giorni 82 anni. Dom Acácio Rodrigues Alves Un grande Vescovo in Brasile Dom Acácio, Vescovo brasiliano di don Vito Miracapillo Nato a Garanhuns - PE - il 9 aprile 1925; completa gli studi di Teologia presso la pontificia Università Gregoriana (46-49) e il 12 Marzo 1949 viene ordinato sacerdote a Roma; Giovanni XXIII lo nomina 1° vescovo della Diocesi di Palmares il 14 Luglio 1962 e il 16 settembre 1962 è consacrato vescovo nella diocesi della zona della canna da zucchero del “nordeste” brasiliano nella quale il sottoscritto e don Peppino Giuliani abbiamo svolto il ministero pastorale in qualità di sacerdoti “fidei donum”. Rinuncia per limiti di età il 12 luglio 2000. Dom Acácio, tornato alla Casa del Padre il 24 Agosto scorso, è stato molte volte nella nostra Diocesi, perché usava visitare i familiari dei suoi preti, per la maggior parte europei, e soprattutto negli anni 1980-1993, tempo in cui non potevo mettere piede in Brasile a causa dell’espulsione, passava due o tre giorni in casa con la mia famiglia rivivendo cose andate o parlando della situazione della Chiesa e del Popolo in Brasile. Nella parrocchia di San Riccardo era diventato familiare e quando le circostanze lo hanno consentito ha concelebrato in Cattedrale con Mons. Giuseppe Lanave prima e Mons. Raffaele Calabro poi. Con 48 anni di ministero episcopale, il vescovo Acacio ci lascia una lunga lista di servizi alla chiesa per il regno di Dio. Specialista in Diritto Canonico, fu presidente della Società Brasiliana dei Canonisti. Nella Regione del Nordeste 2 della Conferenza Nazionale dei Vescovi è stato responsabile della Pastorale Familiare, del Tribunale Ecclesiastico e dell’Ecumenismo. In tutto ciò che ha fatto ha vissuto intensamente il suo slogan episcopale: “Una sola cosa in Cristo”. Era legato al Movimento Focolarino e ne era diventato punto di riferimento. E’ stato un vero buon pastore in mezzo a problemi e difficoltà incredibili di povertà, di fame, di miseria, di ingiustizie, senza perdere il buon umore e la speranza di cambiamenti strutturali nella vita della gente. Sono note tra chi l’ha conosciuto o frequentato le sue battute, battezzate in Brasile con il termine di “acacitas”. Il funerale si è svolto il 25 Agosto nella città dove era parroco don Giuliani, perché sia la cattedrale come altre chiese madri delle altre città vicine hanno avuto problemi con l’alluvione di Giugno scorso. Lo ricordiamo fraternamente al Signore e manifestiamo la nostra solidarietà alla Chiesa sorella di Palmares dello Stato di Pernambuco in Brasile. Padre Giuseppe Giuliani Un lottatore a servizio del Regno di Dio Lo scorso 4 settembre, ricorrendo il decimo anniversario della morte, nella concattedrale di San Sabino a Canosa abbiamo fatto memoria del nostro carissimo don Peppino Giuliani, come è P. Giuseppe Giuliani ricordato dagli amici più anziani o da chi l’ha conosciuto prima che decidesse, nel novembre del 1963, di partire per il Brasile su invito dell’allora arcivescovo di Olinda e Recife. Erano gli anni del Concilio Vaticano II e don Peppino, che aveva già maturato esperienze di insegnamento e di educatore in vari seminari e segnato la città di Canosa, e non solo, della sua presenza tra i giovani e di un impegno civile e sociale critico sia verso la mentalità anarchica sia verso l’ideologia comunista, non si fece pregare nell’aprire gli orizzonti della propria vita a mete più universali e ricche di umanità. L’ho intravisto appena due volte prima della mia partenza in Brasile, avvenuta nel 1974. Poi ho avuto la fortuna di lavorare con lui nella stessa diocesi nordestina di Palmares: eravamo parroci di due città confinanti, Gameleira, dove don Peppino ha esercitato il suo ministero dal 1972 fino alla vigilia della sua morte, e Ribeirao, la mia comunità. Si era recato in Brasile per insegnare nell’ ITER, Istituto Teologico di Recife, ma mentre si accingeva a iniziare la sua attività, gli eventi lo costrinsero a modificare i suoi piani. Nella notte tra il 31 marzo e il 1°aprile 1964 tutti i professori, allertati che era imminente il colpo di stato militare ed essendo nel mirino delle forze armate, si dispersero nei vari Stati della Federazione. Don Peppino riparò dapprima in uno stato vicino, la Paraiba, dove si dedicò all’attività pastorale e nel 1972, su invito del primo vescovo della nuova diocesi di Palmares, dom Acacio Rodrigues Alves, immersa nella monocultura della canna da zucchero, si dedicò al lavoro dell’evangelizzazione diocesana, assumendo contemporaneamente la guida della comunità di Gameleira. E’ stato un prete dal carattere forte e dalla volontà indomita che ha saputo affrontare con coraggio le situazioni della vita e che, soprattutto in Brasile, ha messo a frutto la sua grande e profonda preparazione culturale a servizio della gente oppressa e privata, oltre che di cibo, di dignità e di vita effettiva. Semplice e povero di beni materiali, le uniche cose a cui teneva era la macchina per muoversi in tutto il territorio diocesano, la Bibbia che teneva sempre a portata di mano con le dispense che preparava per l’evangelizzazione e, dove le circostanze lo permettevano, gli audiovisivi. Alcuni anni prima di morire, ormai ottantenne, temendo che il vescovo gli chiedesse di lasciare la parrocchia, in una delle mie visite al Brasile mi pregò di interessarmi di trovargli una parrocchia in Amazzonia dove poter continuare il suo lavoro di evangelizzazione. Un prete “fidei donum” padre Giuliani di cui essere fieri e che si è aggiunto alla schiera gloriosa dei missionari della nostra Chiesa Locale. Ma ricordare e onorare non basta. E’ necessario raccogliere il testimone e seguirne la scia. Un impegno, la sua testimonianza. per la nostra Chiesa diocesana, per i nostri presbiteri e le nostre comunità. La comunità ecclesiale di Canosa ha fatto richiesta al Comune di intitolare una strada a don Peppino Giuliani ed è in corso la preparazione di un libretto che ne ricordi la persona e la missione con testimonianze locali e brasiliane, che sarà pubblicato in concomitanza con l’intitolazione ufficiale della strada. don Vito Miracapillo 7 evangelizzazione Direttore Ufficio Pastorale Sociale “Custodire il Creato per coltivare la pace” Domenica 26 settembre la nostra Chiesa locale ha celebrato la 5a Giornata per la Salvaguardia del Creato di don Vito Miracapillo evangelizzazione Direttore Ufficio Pastorale Sociale Sempre più il mondo globalizzato, con lo sviluppo tecnolo- mati dalla realtà, dai nostri Pastori, dal cammino pastorale gico ha assunto i connotati di “villaggio globale”, e gli eventi diocesano a rinnovarci e a rinnovare nella totale docilità al internazionali drammatici o tragici, ormai all’ordine del giorno, progetto e ai doni di Dio l’esistenza quotidiana e la vita di ci costringono a pensare che la custodia del creato non è que- ogni creatura e del cosmo, secondo verità, giustizia, bellezza, amore, vita solidale e fraterstione soltanto di buoni senti« siamo chiamati a rinnovarci na. menti o che interessi unicamenQuest’anno abbiamo voluto te alcune aree o realtà o Paesi e a rinnovare nella totale docilità ritrovarci a livello cittadino per del mondo, ma è responsabilità al progetto e ai doni di Dio dare un segno forte alle nostre del nostro vivere quotidiano perl’esistenza quotidiana e la vita popolazioni di una testimonianché le grandi questioni planetadi ogni creatura e del cosmo, za che intendiamo vivere in rie o le soluzioni autentiche delle secondo verità, giustizia, bellezza, prima persona e offrire agli fragilità di questa nostra famialtri in modo comunitario ed glia umana hanno radici nel amore, vita solidale e fraterna » efficace. nostro cuore, nei nostri progetti e nei nostri comportamenti e trovano in essi il fondamento Un segno che ci ha trovato uniti e che va sviluppato sempre di più della pace. Il vocabolario odierno si è arricchito di molti termini associa- - nella varietà delle forme di preghiera e specialmente attorno all’eucarestia che ci riportano continuamente alla creabili ad ogni singola lettera dell’alfabeto che indicano tendenzione, dono di Dio alla grande famiglia umana, e ci aprono ze, fattori, rischi, drammi collettivi, orientamenti politici e scelalla contemplazione della bellezza e della grandezza non te economiche, fenomeni che non possono essere considerasolo di ciò che ammiriamo, ma anche e soprattutto di Colui ti separatamente ma che si richiamano vicendevolmente e che che ha chiamato all’esistenza ogni cosa e per ogni essere passano, quasi sempre, dall’economico allo psicologico al umano e popolo della terra ha donato tutto se stesso e il suo sociale al politico, dall’organizzazione familiare alla cittadinanamore; za, dalla sicurezza alla chiusura, dai diritti ai favori ai ricatti - nella riflessione per aiutarci a capire le situazioni, ciò che alle depressioni o nevrosi, ai delitti, ecc. accade, il perché di tante sofferenze e tragedie, degrado, L’elenco sarebbe lungo: diritti naturali calpestati, fame, miseimpoverimento materiale, morale e spirituale e di tanti fatti ria, analfabetismo, aborti, prostituzione infantile, abusi sesdistruttivi a scapito di gente inerme, innocente, ridotta a una suali, pedofilia, vendita di organi, terrorismo, rotte dell’immivita che non è tale, e discernere il tutto alla luce del Regno grazione clandestina, nuove povertà e schiavitù, crimini condi Dio e della sua giustizia e delle indicazioni della dottrina tro l’umanità, sabotaggi, maree nere, sfruttamento selvaggio sociale della Chiesa; delle risorse, condizioni inumane di lavoro, disoccupazione, delocalizzazione, lavoro minorile, razzismo, pulizie etniche, - nell’impegno nel vissuto quotidiano e sul territorio, nelle nostre case e comunità per un mondo più giusto, più umano, perversioni, tsunami, terremoti, deforestazione, effetto serra, più fraterno che sviluppi solidarietà e condivisione, che ridudesertificazione, inondazioni, uragani, giochi di potere e denaca la forbice tra ricchi e poveri , che metta in atto cambiaro sporco, usura, tangenti, mafie, narcotraffico, clan camorrimenti veri e strutturali a servizio del bene comune, che rinstici, crach della finanza virtuale, inquinamento di ogni tipo, novi negli adulti la capacità di educarsi e di educare la stragi, commercio delle armi, produzione di bombe atomiche, coscienza delle giovani generazioni e formarle alla responguerre, malattie incurabili, elite privilegiate e popoli stranieri sabilità verso se stessi, gli altri, l’ambiente. nella propria terra o ridotti alla fame, senza acqua potabile, Se ci abituiamo a dare risposte concrete e speranza di vita istruzione, senza accesso alla tavola della vita, ecc. Di fronte all’informazione “in tempo reale” di tutte le emer- dignitosa a tutti, specialmente ai più deboli, nei nostri genze e le criticità non possiamo chiuderci nell’indifferenza, ambienti, nelle nostre città, nel territorio diocesano, se sarenell’aiuto saltuario, nel nostro piccolo orticello, “fingere” di mo preoccupati del bene della terra e di tutti i popoli, se eduvivere in un mondo estraneo ai fatti che riteniamo negativi e cheremo al rispetto delle cose e di tutto ciò che è comunitario, rimandare “sine die” egoisticamente il nostro apporto per- pubblico, altro da noi, avremo dato un grosso contributo a ciò sonale, familiare, comunitario al “cambiamento di rotta”. Del che chiamiamo pace e costituisce la nostra parte di responresto gli effetti li avvertiamo comunque. È che siamo chia- sabilità e di impegno assunto nella custodia del creato. 8 La Vita Consacrata nella Chiesa locale: risorsa preziosa per una ecclesiologia di comunione Da un Seminario nazionale di studio di don Paolo Zamengo “Perciò anche se sono estremamente importanti le molteplici opere apostoliche che svolgete, tuttavia l’opera di apostolato veramente fondamentale rimane sempre ciò che (ed insieme chi) voi siete nella Chiesa” Ho partecipato, a Roma, al seminario di studio e di condivisione, promosso dalla Commissione mista Vescovi, Religiosi e Istituti secolari. Questo Seminario voleva verificare se e quanto la vita consacrata risulta essere una risorsa preziosa per le diocesi e nelle diocesi. Il Seminario è stato preparato dal lavoro che in tutte le diocesi italiane era stato indicato precedentemente, su una griglia di riflessioni, questionari, letture e riletture dei documenti della CEI. Anche nella nostra Diocesi di Andria il frutto della elaborazione condivisa è stato fatto giungere alla Commissione centrale. Si è dunque partiti dall’interrogativo quanto mai attuale e non certo retorico che già si poneva il Vaticano II: “Che sarebbe del mondo se non ci fossero i religiosi?”. Questo interrogativo, parafrasato, potrebbe suonare così: “Che sarebbe della Chiesa e specificatamente della Chiesa locale, se non ci fossero i consacrati?”. È stato necessario ricordare alcuni punti fermi che sono diventati patrimonio del Magistero, della coscienza delle comunità e nelle prassi ecclesiali a riguardo del ‘carisma’, del ‘ministero di comunione’ e ‘testimonianza’ della Vita consacrata nella Chiesa locale. Per brevità e maggior chiarezza mi soffermo su tre punti fondamentali dello svolgimento del nostro seminario che ha spaziato sulla situazione di tutto il territorio nazionale, dal nord al sud. 1 - La chiarezza del carisma della Vita Consacrata. Alla luce delle acquisizioni magisteriali, in particolare delle Mutuae relationes, Vita consecrata e Vita fraterna in comunità, il carisma della Vita consacrata va ricompreso e vissuto con maggior chiarezza telogico-pastorale, sia in rapporto ad altre espressioni vocazionali nella Chiesa, sia in rapporto alla missione nel mondo. L’interpretazione più diffusa, anche all’interno della comunità cristiana, evoca più una visione funzionalistica che ontologica della Vita consacrata. In realtà è la consacrazione l’apostolato fondamentale. Infatti, Giovanni Paolo II distingue nella Vita Consacrata ‘l’apostolato fondamentale’ dalle ‘opere apostoliche’. Il Papa ci ricorda che la consacrazione, pertanto, non è mezzo per garantire la funzionalità dei servizi nelle opere ma il contenuto fondamentale della missione dei consacrati: è dire il primato assoluto di Dio, il valore delle realtà ultime, nel mondo dell’oblio di Dio, per un uomo troppo curvo sulle cose penultime. 2 - “Ministero” di comunione e “carisma” di comunione. Nella Chiesa mistero di comunione, generata in modo particolare dall’azione dello Spirito soprattutto nel sacramento dell’Eucarestia si compone in unità il “ministero” di comunione con il “carisma” di comunione. Nella comunità ecclesiale c’è lo specifico ministero fondato sull’Ordine sacro per il servizio alla comunione ed insieme anche il “carisma” di comunione, tipico della Vita consacrata. “Esperti di comunione, i religiosi, sono chiamati ad essere nella chiesa e nel mondo, testimoni e artefici di quel progetto di comunione che sta al vertice della storia dell’uomo secondo Dio” Alla luce di queste riflessioni, la comunione non è anzitutto un metodo o una tecnica, è il modo più vero di vivere nella Chiesa; essa è necessaria prima di ogni coordinamento o di ogni organizzazione, che pure sono importanti, soprattutto in una progettualità di Chiesa locale. 3 - La testimonianza dei consacrati nella Chiesa locale. Gli impegni dei consacrati nella Chiesa locale, sono: - essere testimoni e profeti del primato assoluto di Dio. La missione e il servizio peculiare dei consacrati nella vita delle nostre chiese è il tenere viva e alta nei battezzati la consapevolezza dei valori fondamentali del vangelo. La profezia della vita consacrata, facendo tesoro di un patrimonio carismatico inesauribile, è chiamata inoltre a manifestarsi oggi più che mai nel ‘servire la vita’, nel diffondere la verità’, nella ‘apertura ai grandi dialoghi’. - essere testimoni di vita fraterna e di comunione. La più convincente ed efficace testimonianza di fraternità è la comunione di vita, di preghiera e di apostolato delle comunità religiose presenti nelle chiese particolari. Pertanto le diocesi devono poter trovare nella testimonianza dei consacrati e nelle loro comunità, “segni” e “luoghi” di preghiera, vere e proprie “scuole di comunione”. - il ‘genio femminile’ della consacrazione. La presenza della donna consacrata nella vita della chiesa locale è un tema di grande attualità: va sottolineata la preziosità e la fecondità del carisma di tante comunità religiose, della specifica testimonianza nella società dei membri degli istituti secolari e della novità ecclesiale dell’Ordo Virginum nelle nostre chiese locali, l’apporto generoso di molte consacrate nell’’apostolato. Si è auspicato infine che questo seminario abbia una continuità, che cioè ci si ritrovi ancora e insieme ai nostri Pastori per poter donare alla Chiesa e al mondo il dono del carisma della Vita consacrata, dono dello Spirito, nella logica del Vangelo, come lievito che fermenta, come tesoro da scoprire e come talento da far fruttificare. 9 evangelizzazione Delegato Diocesano per la Vita Consacrata Laici e Liturgia Programmazione dell’Ufficio Liturgico Diocesano di don Sabino Lambo evangelizzazione direttore dell’UDL Se la Chiesa è la vigna del Signore, in cui tutti sono chiamati, anche in ore impossibili e improbabili, a lavorare (Mt.20,4), dobbiamo poter affermare che nella Liturgia della Chiesa si rivela in maniera più pregnante l’invito di questo “padrone” sui generis a partecipare abbondantemente, e al di là di ogni recriminazione contrattuale, ai suoi “utili”. La Liturgia è essenzialmente un evento di grazia, di vocazione, di comunione e di impegno, a cui tutti siamo chiamati con una partecipazione piena , consapevole e attiva (SC 14). Certo: c’è da intendersi sul senso autentico della “partecipazione liturgica”, che non è tanto (o non è affatto!) “un far fare a tutti e a ciascuno qualcosa”, quanto un accogliere come dono nella nostra vita, attraverso la fede e i santi segni, la vita stessa di Cristo, “vera vite” (J. Ratzinger, Lo Spirito della Liturgia). Per comprendere il senso di questa partecipazione, è necessaria una robusta formazione di catechesi liturgica dei laici e degli stessi presbiteri, che allontani certe forme persistenti di protagonismo e che sanno di quel “clericalismo laico” e quel “laicismo clericale”, di cui si parla nel Programma Pastorale. Forse è proprio in una vita liturgica male intesa che ancora di più si consuma il distacco tra i presbiteri e i fedeli laici. Qui si gioca l’immagine stessa della Chiesa che noi testimoniamo. D’altronde, un’ autentica partecipazione alla Liturgia farà riscoprire il senso di una ministerialità laicale che, partendo proprio da essa (ministero del lettore, dell’ac- colito, del ministro straordinario della comunione; ministero della musica e dell’arte sacra, del decoro della chiesa; ministero dell’accoglienza…) si tradurrà in uno stile di ministerialità che pervaderà l’intera esistenza cristiana. L’Ufficio Liturgico Diocesano intende offrire il proprio specifico contributo alla maturazione di un laicato che sappia “pregare e lavorare” per la vigna del Signore. Ecco di seguito la proposta formativa per l’anno pastorale 2010-2011: • SEMINARIO DI LITURGIA offerto ai presbiteri, diaconi, religiosi/e, animatori parrocchiali di liturgia, fedeli laici che esercitano i ministeri della Parola e dell’Eucaristia: martedì 16 novembre e mercoledì 17 novembre. Tema: QUALE PARTECIPAZIONE E MINISTERIALITA’ DEI LAICI NELLA LITURGIA? Interverranno studiosi e docenti di alto livello culturale e professionale: - il prof. ANDREA GRILLO, docente di liturgia presso il Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo (Anselmianum) di Roma e presso l’Istituto di Pastorale Liturgica di “Santa Giustina”di Padova; - La prof. suor ANTONELLA MENEGHETTI, docente di liturgia presso la • • • • • Pontificia Facoltà delle Scienze dell’Educazione, ”Auxilium” di Roma. • Incontri di formazione liturgica, a modo di laboratorio, sullo stesso tema, presso le zone pastorali della diocesi. • La sezione Pastorale dell’ULD curerà alcuni laboratori di iniziazione liturgica con i fanciulli; in questa animazione saranno coinvolti i catechisti e gli animatori dei ministranti. Sono state fissate le date degli incontri di formazione con i Ministri straordinari della Comunione nell’ultima domenica dei mesi di ottobre, novembre, gennaio, febbraio, marzo, maggio, sul tema: Il ministro della Comunione al servizio di Dio e dell’uomo che soffre. La sezione Musica Sacra propone: - In occasione della nuova edizione del libretto di canti diocesano, che uscirà a breve, una presentazione catecheticoliturgica del repertorio dei canti, alla vigilia dei tempi forti dell’anno liturgico. - Un corso di formazione per organisti e cantori delle comunità parrocchiali, sulla celebrazione del Matrimonio, con l’indicazione di un repertorio specifico. Secondo il calendario della SFTOP sono fissate le lezioni di Liturgia. L’ULD sollecita i gruppi parrocchiali di animazione liturgica a chiedere eventuali consulenze, per approfondimenti su tematiche specifiche legate alla vita liturgica. Inoltre l’ULD offrirà alle comunità parrocchiali sussidi liturgici per l’animazione delle celebrazioni. “Parlando di liturgia si tratta solo in parte di istruzione e di insegnamento, ma prima di tutto si tratta di formazione, intendendo la parola nel suo significato essenziale. Bisogna che singolo e comunità siano educati a quel particolar modo di comportamento spirituale quale appunto richiesto dalla natura della vita liturgica. […] Se si diffonde una maggiore conoscenza delle cose liturgiche, se nelle pratiche religiose si arriva ad una giusta concezione liturgica, si è fatto qualcosa, ma non ancora molto. Il problema fondamentale è questo: in che cosa consiste l’essenza dell’azione liturgica? Come deve essere l’uomo, come la comunità, se vogliamo avere un giusto comportamento liturgico? Quali forze sono necessarie? Quali organismi? Quale essere? Poiché qui si tratta di una competenza per niente definita: si tratta di un divenire, di un crescere, in definitiva di un essere. Dunque si tratta di un problema di formazione nel più profondo significato della parola” (ROMANO GUARDINI, La formazione liturgica) 10 Un disastro ambientale in Brasile Cronaca di un viaggio di don Vito Miracapillo Direttore Ufficio Pastorale Sociale Il 5 agosto scorso sono tornato dalla visita annuale alla parrocchia di Ribeirao e alla diocesi di Palmares nel “nordeste” del Brasile. Ero partito il 12 luglio con un po’ di trepidazione per le notizie sull’alluvione che aveva colpito la regione Mata Sul, in cui è immersa la diocesi brasiliana, perché aggiungeva ai problemi strutturali della fame e della miseria una nuova devastante incertezza. Prima della partenza avevo inviato al vescovo dom Genival seimila euro, frutto della colletta avviata dalla Caritas diocesana, autorizzata dal nostro vescovo e segno della nostra solidarietà ecclesiale; purtroppo la realtà del dopo alluvione è diventata molto più povera, complessa e … triste. Il mio amico peruviano, il dottor Carlos, che mi venne a prendere in aeroporto mi parlò dell’alluvione e relative esondazioni di fiumi e mi diede altre notizie poco gradevoli riguardanti la salute di amici vescovi, preti e laici. Il tempo di riposarmi un po’ a Recife e di passare per vari ospedali della capitale per incontrare gli amici malati ed ecco la telefonata di dom Genival, che mi diceva che sarebbe passato a prendermi per portarmi in casa sua a Palmares. Percorremmo i 120 km. tra Recife e Palmares attraversando le città immerse nella canna da zucchero e parlando un po’ di tutto, oltre a recitare il rosario come si è soliti fare quando bisogna divorare chilometri di strada. Il giorno seguente il vescovo, con la sua macchina, mi portò a vedere la città immersa nel fango del dopo alluvione. Per la circostanza dovemmo calzare gli stivali. Ho conosciuto Palmares fin dal 1974; all’inizio del mio ministero in terra brasiliana, per diversi mesi collaborai con dom Acacio e i due preti tedeschi, parroco e coadiutore, nella cura pastorale dei quartieri e delle comunità sparse nel territorio cittadino e nei latifondi della canna da zucchero. I miei contatti con la città sono stati numerosissimi, anche quando diventai parroco di Ribeirao e dopo il ritorno in Brasile. La conoscevo bene e il quadro desolante che mi si è presentato quest’anno, mi ha fatto capire lo smarrimento della gente di fronte a tale disastro e la paura di fronte alle insistenti piogge torrenziali. A giugno scorso, la forza improvvisa del- l’acqua del fiume Una aveva sollevato di otto metri il nuovo grande ponte che collegava la strada nazionale sul fiume e l’aveva scagliato contro il ponte più antico che si trovava a un lato distruggendolo e spezzando praticamente in due la città. Quasi tutto l’intero territorio cittadino in poche ore, era stato invaso dall’acqua che raggiungeva dai cinque ai dieci metri di altezza e che ridusse a macerie improvvisamente ospedali, case, scuole, rendendo inutilizzabili porte, cancelli, macchine, facendo fuoriuscire dalle case sedie, tavoli, frigoriferi, letti e ciò che vi si trovava. La cattedrale e la curia rimasero immerse nell’acqua e molta parte dell’archivio diocesano è andato perduto. Anche il centro pastorale diocesano fu gravemente danneggiato ed era ricoperto di fango fino al primo piano. Il commercio cittadino ha subito un colpo mortale riducendo in povertà la classe medio bassa. In quelle ore e nei giorni seguenti erano saltate le condotte dell’acqua, l’energia elettrica, la rete telefonica … Sembrava di essere tornati improvvisamente indietro nel tempo! Mano a mano che l’acqua si ritirava, lo spettacolo non era bello da vedersi. Il fango aveva ricoperto ogni cosa: case, alberi, muri ed era entrato dappertutto sino al primo piano delle case ancora in piedi, rendendo spettrale molta parte del territorio! La gente era fuggita in cerca di riparo sulla parte più alta della città o trovando accoglienza presso i parenti in altre città. La stessa casa del vescovo ha dovuto accogliere preti rimasti senza alloggio. La solidarietà tra i poveri è stata la prima risposta dopo lo sgomento, non solo nella città di Palmares e nelle altre città colpite, ma in tutta la regione che comprende diversi Stati. Naturalmente si aspettano sempre risposte politiche e strutturali in questi disastri e, soprattutto, il rispetto dell’ambiente. Il ritornello che ho sentito ripetere da molti è stato: “La natura si è ripreso ciò che le apparteneva”, con evidente riferimento allo scempio che lì e in molte parti del mondo si compie, spesso in maniera incontrastata. Il vescovo dom Genival ha ringraziato quanti di noi hanno manifestato vicinanza e solidarietà e ci invita ad essere ancora fraternamente presenti con i nostri possibili aiuti. Ciò che resta di un ponte Resoconto delle offerte raccolte e inviate in Brasile aggiornato al 1° settembre 2010. Altomare 300,00 Cattedrale 100,00 Chiesa del Carmine 100,00 Fam. Sgaramella 1.500,00 Immacolata 200,00 M. SS. Incoronata 250,00 N.N. - Minervino Murge 600,00 Oratorio P.G. Frassati 27,60 Parr. B.V. Immacolata - Minerv. 180,00 Parr. Madonna di Pompei 200,00 Parr. S. Maria dei Miracoli 150,00 Rosario 300,00 S. Maria Vetere 200,00 Sacre Stimmate 220,00 San Francesco 420,00 San Michele Arc. 400,00 San Riccardo 400,00 Santa Maria Assunta e S. Isidoro 20,00 SantAgostino 200,00 Sant’Andrea Ap. 360,00 SS. Sacramento 410,00 SS. Trinità 435,00 San Nicola 200,00 Diacono Michele Allegro 500,00 Gesù Liberatore 600,00 Gesù, Giuseppe e Maria 430,00 S. Maria Assunta 170,00 N.N. - Andria 500,00 Centro Missionario Diocesano 200,00 11 caritas La chiesa invasa dall’acqua “Ho sognato una banca” Presentato un libro sulla “banca etica” di Rossella Fusano caritas Caritas diocesana Nei giorni scorsi presso la “Libreria terreno asciutto, osservare l’erba 2000” è stato presentato il libro di « Fabio Salviato si è dimostrato abile verde smeraldo ed assistere al risveFabio Salviato, presente lo stesso glio degli insetti, tutto questo giunto nel costruire e concretizzare autore, Ho sognato una banca, edito lui al termine di una lunga corsa, il sogno di una banca che profuma per dalla Feltrinelli. sono espedienti divenuti metafora di di valori etici, una banca capace Potrà sembrare strano che la Caritas un percorso di vita. La corsa nei campi diocesana si sia fatto carico, insieme di farci assaporare la solidarietà » nulla produsse, nè tantomeno implicò ad altre associazioni e realtà eccleconsumo o dispendio di denaro. Come siali, di promuovere questo incontro. In realtà ad aprire definitiva- il commercio equo e solidale e la nascita della stessa banca. mente le porte ad una riflessione sulla finanza etica ce l’ha offer- Ambedue le esperienze si sono dissetate alla stessa sorgente ta l’enciclica del papa Benedetto XVI, Caritas in veritate, nei della felicità e non hanno comportato alcun costo o compromesnumeri 45 e 65. L’altra novità è che la pubblicazione del libro è so. Bisogna allora trascendere il vecchio per giungere al nuovo. Il stata l’occasione di parlare del Progetto Barnaba - dare credito PIL è in tal proposito poco confacente al caso. Abolirlo e far fronalla speranza, avviato dalla nostra Caritas diocesana sin dal 2003 te ad un’idea di sviluppo sarebbe secondo il suo parere la chiave e ancora attivo con 29 finanziamenti per l’avvio o il consolidamen- d’accesso per ammirare orizzonti nuovi. La banca possiede una to di micro imprese, uno strumento per rispondere soprattutto in sorta di vocabolario coniato per definire i punti principali sui questo periodo di crisi alla mancanza di lavoro per i giovani. Ma quali essa si fonda. Tre parole magiche dipingono a tinte forti il suo ascoltiamo anche noi cosa è scritto nel libro perché attraverso la ritratto. Il “credito”: dare fiducia in abbondanza alla persona che storia di una banca e dei suoi fondatori si possa cogliere la bontà bussa alla tua porta, poiché costei mai deluderà le tue aspettative di una finanza etica che crei comunità e moltiplichi solidarietà. se la fiducia altro non è che l’ultima carta da giocare che le resta. Fabio Salviato si è dimostrato abile nel costruire e concretizzare Segue la “responsabilità”: intesa come diretta conseguenza delil sogno di una banca che profuma di valori etici, una banca capa- l’apertura del credito bancario stesso. Conclude la triade il fattore ce di farci assaporare la solidarietà, una banca che nasce poiché “bisogno”: bisogna valorizzare la giustizia, portare alta l’asta della tanti si sono fatti promotori e porta voci di un movimento senza pace, colorare la vita di speranze concrete, aiutare il prossimo che eguali, dove l’asse portante che dà forza ai remi della barca di pro- ci tende la mano, poiché c’è sempre qualcuno che necessita della trarsi oltre il mare in tempesta, giace nel bene comune. Tanti presenza di uomini coraggiosi capaci di fare la storia proprio come hanno creduto in questo progetto alternativo senza il quale si in dieci anni ha saputo tesserla Salviato. Gli eroi non sono coloro i sarebbe forse andati alla deriva. Un cammino, quello del Salviato, quali compiono gesta gloriose, ma quanti si destano la mattina e intrapreso all’interno di una parrocchia come tante, che ha con- partono con il loro fardello sulle spalle pronti a dar vita ai loro prosentito a lui di conoscere in prima persona il movimento per la getti affinché non rimangano tali. Non si stancano di vedere l’altro pace, di entrare a far parte del commercio equo e solidale, permet- come “fratello” da difendere e tutelare e sono pronti ad arrivare ai tendogli di conservare nel bagaglio di esperienze molti altri avve- confini del mondo mossi dall’amore umano e dalla salvaguardia nimenti che hanno inciso in maniera determinate sul suo peculia- dei diritti e dei doveri come lo è il lavoro. La banca etica oggi non re disegno fatto della stessa materia dei sogni. La telefonata di avrebbe potuto esistere senza la presenza di sostenitori che creFrancisco dall’Honduras, insieme al racconto delle seimila fami- dono nella sua immagine e nei suoi ideali. Come tutte le cose destiglie produttrici di caffé, tenute schiave dagli affari intermediari, nate a raggiungere vette elevate, la banca etica nasce dal basso diventa per Salviato una vocazione e l’inizio di una nuova vita, vis- abbracciando un piano di sviluppo sociale che vanta come ingrasuta nell’esperire il dono di se stesso. Egli decide di partire verso naggio che tutto muove, il credito. Questo dettaglio non trascuranuovi paesi ogni qual volta si presenta l’occasione o quando bile non ci sorprende affatto poiché scalare una montagna dai qualcuno dà voce ad un grido disperato ed auspica la “guarigio- pendii scoscesi è faticoso, ma giunti alla sua sommità la vista è ne” dalle piaghe di una società caduta nel baratro dell’ingordigia immacolata e stupefacente tanto da trascurare le fatiche di pare dove il profitto annienta le persone. Aiutare quanti vivono nello tenza. Salviato ha reso realtà palpabile il suo sogno, ha compiuto stesso disagio di Francisco diventa dunque una priorità. Singolare la sua corsa, ha raggiunto la vetta desiderata, ha goduto e contiper il lettore diviene sfogliare le pagine e trovare frammenti che nua a godere della sua ampia visuale. parlano di felicità, quella di cui Salviato ha saputo farne tesoro a La Settimana sociale dei cattolici che si apre fra qualche giorno a partire dalla sua prima giovinezza dove riuscì a sfiorare il gaudio Reggio Calabria potrà diventare anche per noi stimolo per stare su assoluto. Restare disteso per terra, sentire l’odore inebriante del queste tematiche ed essere artefici di una economia di comunione. 12 Guardando ai poveri attraverso gli occhi dei Centri di Ascolto L’impegno della Caritas diocesana di don Mimmo Francavilla che vivono nelle famiglie seguite dai nostri Centri. Quale è il loro presente? Quale sarà il loro futuro? Come Caritas diocesana stiamo registrando in questi anni l’andamento (o meglio l’aumento; è di 81,30% il saldo attivo tra il 2008 e il 2009) di coloro che si rivolgono ai nostri servizi e ci stiamo muovendo su due binari: Nell’odierno contesto socio-economico è più facile utilizzare il primo, potenziamento della rete di prima accoglienza con più il termine astratto “povertà” che il termine concreto e diretto interventi, più risorse (ma siamo nella linea dell’assistenza, pur“povero” riferito ad una determinata persona per esprimerne la troppo ancora necessaria. Bisognerà pensare ad es. a un fondo sua condizione. per piccole donazioni…); Ciò rende più difficile l’individuazione dei “poveri” in mezzo a noi il secondo, creazione o potenziamento di strumenti finanziari e quindi la possibilità di intervento. come il microcredito sia socio-assisenziale (Fondo Fiducia e Chi è povero oggi? Stando alla soglia di povertà relativa (nel Solidarietà) sia di sostegno alla micro-imprenditorialità 2009: 983,01 euro mensili per due persone) in Italia sono 2 milio- (Progetto Barnaba - dare credito alla speranza) e ciò perché ni 657 mila e rappresentano il 10,8% delle crediamo che la promozione della persofamiglie residenti, cioè 7 milioni e 810 mila « la solidarietà è anzitutto na, il suo coinvolgimento, la renda responpersone povere, il 13,1% dell’intera poposabile di un prestito (piuttosto che di una lazione! Ma ciò che può interessarci magsentirsi tutti donazione) e crei una circolarità virtuosa. giormente è quante persone rischiano di responsabili di tutti » C’è anche un terzo binario che desideriamo cadere al di sotto di quella soglia trascipromuovere: quello del coinvolgimento nando con se tutto ciò che fino a quel della intera comunità nella condivisione di una responsabilità permomento non poteva essere considerato povero/povertà. ché attraverso una scelta di attenzione delle proprie spese, di Guardandoci intorno si vedono ingrossare le fila di coloro che sobrietà, di consumo critico, possa scardinare un sistema che si rivolgono alla Mensa della carità (nella sola città di Andria di basa la sua efficienza e ricchezza sui poveri ed evitare l’indifferenpoco meno 100.000 abitanti nel 2009 sono stati distribuiti 103.000 za - “tanto io non sono povero” - mentre Benedetto XVI insegna pasti!!!) prevalentemente immigrati, è vero! Ma sono circa 500 che “la solidarietà è anzitutto sentirsi tutti responsabili di tutti”. (quasi 2.000 persone) i nuclei familiari che vengono assistiti La Caritas ha sviluppato sin da subito la sua funzione prevalendirettamente dai Centri di ascolto inter-parrocchiali o dalle par- temente pedagogica che mette in atto proprio in queste situarocchie della Diocesi, oltre ai tanti che sfuggono ad un qualsia- zioni per formare la coscienza di tutti i battezzati e questa è la si censimento. sfida che porterà a riscoprire come la beatitudine sulla povertà Si ingrossano anche le fila di coloro che non sono poveri ma detta da Cristo non è solo spirituale ma anche materiale: “beati che il sistema ha impoverito (carte di credito, revolving, micro - i poveri, guai a voi ricchi” (Lc 6, 20.24). finanziamenti, gioco e gioco d’azzardo… a proposito si sta Quest’anno per Natale offriremo un regalo speciale notando una prolificazione di luoghi per le scommesse “legalizzate”, per non parlare del fenomeno dell’usura!) oppure perché vittime di una malattia, di un lutto, di un licenziamento… L’accoglienza presso famiglie della nostra Diocesi di bambini e Questi non si considerano poveri e con difficoltà accettano di ragazzi bielorussi per il programma di risanamento climatico. modificare il proprio stile di vita soprattutto per quanto riguarda Il programma promosso dalla CARITAS DIOCESANA DI l’aspetto esteriore, cioè quella sfera della propria persona che ANDRIA, ha la durata di 30 giorni da metà dicembre a metà entra in contatto o in relazione con gli altri. gennaio 2011 e si svolge sotto la costante assistenza di un Gli effetti sono ancora più negativi perché si vanno a tagliare dal gruppo di volontari al quali ti potrai rivolgere, fin da adesso, bilancio famigliare le spese che riguardano l’istruzione, la saluper richiedere maggiori informazioni. Ci si può rivolgere il te, la casa, l’alimentazione… spese di prima necessità, che sabato dalle 17 alle 19 in Via Bottego, 36 oppure chiamare al modificano negativamente le condizioni generali di vita. seguente numero 335.7731384 (Biagio). C’è ancora un dato più preoccupante: sono più di 500 i minori Le adesioni sí potranno dare fino al 25 ottobre. “l’accoglienza” 13 caritas Direttore della Caritas Diocesana di Andria In cammino verso la XIV Assemblea elettiva Il Progetto Formativo dell’A.C. diocesana di Anna Maria Basile associazioni e movimenti Presidente Diocesano A.C. Il Progetto Formativo diocesano che la Presidenza e il Consiglio con le èquipes di settore hanno elaborato si riconduce al tema triennale “Chiamati ad essere santi insieme”(1 Cor 1,2). In vista dell’inizio del terzo anno del triennio è infatti utile guardare al tratto di strada percorso finora e iniziare a riflettere sul tema della cittadinanza e della missionarietà che caratterizzeranno l’anno che ci aspetta. Educare alla responsabilità è il compito che l’associazione si è data particolarmente per questo terzo anno in cui “la riflessione si estende in modo più specifico ai temi della cittadinanza e del bene comune come forme per vivere la santità in chiave missionaria”. Durante la XIII Assemblea ci siamo infatti impegnati a “evangelizzare tutti gli ambiti di vita nei quali si costruisce quotidianamente il tessuto storico delle relazioni tra le persone all’interno di un territorio” e a tradurre la dottrina sociale della Chiesa a misura delle diverse fasce d’età. Questo ultimo anno del triennio, in cui “la santità laicale viene considerata nel suo aspetto di servizio e responsabilità a costruire la Chiesa e ad edificare il mondo secondo il progetto di Dio”, sarà anche l’anno del cammino assembleare. Un anno di lavoro, quello che ci aspetta, che sarà attraversato da un’esperienza che, pur richiedendo un di più di impegno e progettualità, fa parte della vita ordinaria dell’associazione e permette di suscitare una corresponsabilità associativa fortemente sentita e vissuta, offrendo a tutti gli aderenti un’occasione di piena e festosa partecipazione e condivisione. Il cammino assembleare non può inoltre prescindere da una verifica del triennio, a partire dagli obiettivi che ci siamo consegnati nel corso dell’Assemblea diocesana del 2008. Verificare il cammino percorso, a tutti i livelli (parrocchiale e diocesano), è la prima delle buone pratiche per vivere in modo corale, condiviso e sostanziale la individuazione di nuove responsabilità e la programmazione della vita associativa. Lo stile con cui vivere il cammino assembleare sarà soprattutto quello della gioia e della condivisione, capace di un contagio appassionato dell’appartenenza, nel segno di una vita associativa che non deve interrompersi. Siamo chiamati innanzitutto ad inserirci nel cammino della vita della comunità ecclesiale, che sarà indirizzato dagli orientamenti pastorali per il nuovo decennio dedicato all’educazione. Punti di riferimento fondamentali per il cammino annuale saranno anche la Settimana Sociale dei Cattolici Italiani e la preparazione del Congresso Eucaristico di Ancona. Contemporaneamente, lo sguardo sarà rivolto anche alla vita del Paese che celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia: un’occasione significativa per ridirci le ragioni del nostro stare insieme in uno stato unitario e democratico, partendo dal fare memoria della nostra storia. In questo senso il momento assembleare può rappresentare un segno di effettiva ed efficace presenza nelle realtà territoriali ecclesiali e civili. Siamo, inoltre, chiamati ad inserirci nel cammino della vita della comunità ecclesiale delle Chiese di Puglia, che in questo anno si preparano al terzo Convegno ecclesiale regionale, che si celebrerà a San Giovanni Rotondo dal 28 aprile al 1 maggio 2011 sul tema “ I LAICI NELLA CHIESA E NELLA SOCIETA’ PUGLIESE, OGGI”. Il tema triennale della santità e quello annuale della missionarietà ben si intrecciano anche con il Programma Pastorale della nostra Chiesa diocesana “Riscopriamo la vocazione dei laici nella Chiesa e nella società, oggi” Verso il terzo Convegno ecclesiale regionale - in preparazione al convegno ecclesiale regionale della prossima primavera. Mentre la Chiesa italiana si appresta ad approfondire i temi legati alla questione educativa, l’Azione Cattolica vivrà un momento importante di festa con i bambini, i ragazzi e gli adolescenti (ACR + Giovanissimi) di tutta Italia, il 30 ottobre 2010, a Roma in Piazza San Pietro, insieme al Santo Padre Benedetto XVI. Essi interpellano il mondo degli adulti, sollecitati, nella cura educativa, ad accogliere, accompagnare ed essere testimoni di una storia viva. L’incontro nazionale avrà come slogan: “C’è di più - diventiamo grandi insieme!”. Così vogliamo esprimere l’impegno di ciascuno a crescere insieme a Gesù e con gli altri, nella direzione della santità, indicando il “di più” scritto da Dio nel cuore di ogni (Continua alla pagina seguente) 14 persona, e che si realizza in pienezza nell’incontro con il Signore. Questo lo sfondo sul quale si inserisce il programma delle iniziative di settore, dell’ ACR ed unitarie; queste ultime ci vedranno approfondire, per questo anno: - il tema della responsabilità, con particolare attenzione alla ecclesiologia del laicato, alla dimensione missionaria, all’accompagnamento della formazione; - il tema della cittadinanza, per “avere il respiro del mondo, allargare gli orizzonti e lasciare che il mondo entri nella nostra vita di ogni giorno. Il Signore ci chiede di far entrare il mondo, la vita del mondo, il desiderio del cuore dell’uomo e di ogni uomo nella nostra vita, per imparare ad amare come Lui ci ama, senza riserve”. - l’attenzione al mondo del lavoro, quale tensione missionaria e testimonianza personale negli ambienti di vita. All’inizio di questo anno associativo siamo invitati ad essere sale, cioè ad essere in grado di dare sapore alla vita; siamo invitati ad essere luce, cioè ad essere in grado di offrire qualche indicazione, ad essere una certezza là dove non si capisce che cosa fare, da che parte andare. Sale e luce hanno una pretesa: di non chiudersi su di sé… L’augurio, allora, è quello di proseguire il cammino non chiudendoci nel nostro piccolo mondo, ma dando luce e sapore alla vita attraverso le nostre persone, la nostra umanità invasa della vita nuova in Cristo, nel Battesimo, e illuminata dalla fede. Con l’augurio reciproco di un BUON CAMMINO… Progetto formativo diocesano Iniziative unitarie 8/9 settembre 2010 - Andria Opera diocesana Giovanni Paolo II Presentazione cammini formativi (unitario, dei settori e dell’A.C.R.) e del cammino assembleare a cura della Presidenza diocesana Mostra, in diocesi, su Vittorio Bachelet - 5 settembre 2010: Minervino Murge - 11/12 settembre 2010: Canosa - 15/20 settembre 2010: Andria 23 settembre 2010 - Andria Incontro Presidenti e Segretari parrocchiali: “Verso l’Assemblea parrocchiale...” 9/10 ottobre 2010 - Andria Opera diocesana Giovanni Paolo II Esercizi Spirituali “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5, 13-16), guidati da d. Giuseppe Masiero, Assistente nazionale Adulti AC e MLAC 30 ottobre 2010 - Roma Incontro Nazionale con il Santo Padre Benedetto XVI: “C’è di più - diventiamo grandi insieme” 7 novembre 2010 - Minervino Parrocchia S. Michele Arcangelo Festa dell’Adesione, con Celebrazione Eucaristica e Festa del passaggio dall’ACR al settore Giovani novembre 2010 Formazione dei Formatori 18/19 febbraio 2011 Assemblea diocesana elettiva: 18 febbraio Veglia di preghiera presieduta da d. Ugo Ughi, vice Assistente centrale A.C. 19 febbraio Assemblea marzo 2011 Consegne con nuovo Consiglio e Presidenza diocesani 18 maggio 2011 - Andria Verifica con i Consigli Parrocchiali e gli assistenti Parrocchiali Incontri con i Presidenti e i Consigli Parrocchiali Incontri con i seminaristi di Teologia. 15 associazioni e movimenti (Continua della pagina precedente) “C’è di più” associazioni e movimenti Incontro Nazionale A.C.R. e Giovanissimi di A.C. La festa che vivremo Sabato 30 ottobre 2010, a Roma, sarà un’occasione speciale per tutta l’associazione, e non solo, ma per tutta la comunità cristiana. Un momento che richiederà un grande impegno degli adulti e degli educatori per rendere protagonisti i ragazzi e i giovanissimi delle nostre parrocchie. Una festa per tutti i nostri ragazzi e giovanissimi, ma anche per le loro famiglie, gli educatori, gli adulti e i sacerdoti che li accompagneranno... tutti accanto a Papa Benedetto XVI. Rendere protagonisti i ragazzi e giovanissimi della vita della Chiesa, delle nostre comunità parrocchiali; richiamare e rilanciare la cura educativa attraverso un accompagnamento costante dei più piccoli; questi gli obiettivi alla base di questa grande occasione che siamo chiamati a vivere. Non ci resta quindi che darci appuntamento a Sabato 30 ottobre 2010, a Roma! Il tema “C’è di più” ci spinge a comprendere che nella vita c’è, appunto, qualcosa “di più”... COSA CI ASPETTA.. È arrivata l’ora di scoprire un po’ le carte! E quindi … ecco a voi cosa ci aspetta il 30 ottobre!! Come vi avevamo già detto, l’incontro nazionale prevede due momenti. Il primo, al mattino, che si svolgerà in piazza S. Pietro ed il secondo, nel pomeriggio, che si svolgerà in due luoghi di Roma (piazza di Siena per i ragazzi e piazza del Popolo per i giovanissimi) capaci di accogliere i ragazzi e i giovanissimi: questi due momenti, caratteristici anche dei passati incontri nazionali, sottolineano non solo l’aspetto prettamente ecclesiale del ritrovarsi intorno al S. Padre, ma anche l’attenzione civile e l’apertura verso la cittadinanza. L’incontro del mattino con il Santo Padre avrà i seguenti ingredienti: animazione di piazza, musica, preghiera, saluto del presidente e dei responsabili nazionali, saluto dell’Ac degli altri continenti, progetti di solidarietà. Ovviamente, momento centrale sarà, alle 11, l’incontro con Benedetto XVI, che si svolgerà come un dialogo diretto tra il Santo Padre e alcuni partecipanti. Dopo aver salutato il Papa, la carovana lascerà via della 16 Conciliazione e in un colorato percorso raggiungerà i luoghi delle due feste: piazza di Siena per l’ACR e piazza del Popolo per i Giovanissimi. La festa pomeridiana dell’Acr vorrà ricordare ai bambini e ai ragazzi come l’ACR è capace di fare festa stando nel proprio tempo. Sono stati previsti due momenti: una prima parte, lungo il percorso che dall’ingresso di Villa Borghese porta a piazza di Siena, in cui le diocesi potranno gemellarsi tra loro e non solo; una seconda, proprio in piazza, in cui insieme ad amici vecchi e nuovi e ad ospiti internazionali, i bambini e ragazzi faranno festa tutti insieme … ma ancora non possiamo rivelare troppo! La festa pomeridiana dei giovanissimi avrà come tema l’amore per gli altri e per il mondo. Prevede al momento musica e festa d’accoglienza, e poi testimonianze di alcuni ospiti cari all’associazione (in attesa di conferma) : la ballerina Simona Atzori, l’attore Carlo Verdone, l’allenatore della nazionale Cesare Prandelli, il fondatore di Libera don Luigi Ciotti… conclusione, ovviamente, con musica e altre sorprese sulle quali stiamo lavorando! Potrete trovare materiali e aggiornamenti sul sito nazionale dell’evento: http://cedipiu.azionecattolica.it. Potrete, poi, interagire e invitare i vostri ragazzi a partecipare anche attraverso la pagina Facebook diocesana: “C’èdipiù Diocesi Di Andria”. Per facilitare l’organizzazione dell’incontro e degli spostamenti, le iscrizioni devono avvenire esclusivamente attraverso il centro diocesano, contattando il referente diocesano, Natale Alicino, per chiarimenti e domande, all’indirizzo di posta elettronica [email protected] (o [email protected]) o al numero di telefono 320 0311776. La quota di iscrizione è 45,00 euro ed è comprensiva di viaggio A/R in pullman GT, dell’iscrizione all’evento e del kit che sarà fornito dal Centro Nazionale. Non comprende colazione e pranzo. Per i non aderenti, alla quota sopra riportata andrà aggiunta la quota di assicurazione pari a 2,50 euro. Équipes A.C.R. e Giovani dell’A.C. diocesana Alla ricerca dell’Essenziale... Un’esperienza missionaria in Africa … è questa la motivazione che ha spinto noi giovani a dire di sì alla proposta del nostro viceparroco, don Riccardo Rella, di vivere con lui un’esperienza missionaria, per un mese, in Costa D’Avorio. L’idea è nata dal tema del Programma Pastorale Diocesano dello scorso anno “Una comunità che educa alla cittadinanza: abitare il mondo”, che ha segnato il percorso formativo del “gruppo giovani”, di cui facciamo parte, della parrocchia SS. Trinità. Il Programma Pastorale poneva la prospettiva di una Chiesa Missionaria che prende coscienza del mondo in cui vive e, per rendere concreto ciò, proponeva sia di sviluppare itinerari formativi con una catechesi missionaria, sia di rafforzare i vincoli con i nostri missionari sparsi nel mondo. Il missionario cui ci siamo rivolti è stato padre Riccardo Zagaria, nostro compaesano, che svolge la sua opera da tredici anni tra la Costa D’Avorio, Burkina Faso e il Togo. L’Essenziale, dicevamo, con la E maiuscola, ci ha motivati sin dall’inizio e la presenza della guida spirituale, in questo viaggio, ha permesso di vivere tutto ponendo Dio come principio e fine di ogni nostra azione. È da Lui che partivamo ogni giorno per dedicarci ai lavori nel villaggio di Akroaba: pitturare la chiesetta, realizzare disegni sulle pareti dell’asilo costruito in beneficienza, prendere l’acqua dal pozzo distante 1 km, aiutare la nostra cuoca Leonì che con amore e pazienza ci preparava da mangiare, insegnare ai bambini giochi e bans nell’animazione pomeridiana. È a Lui che ritornavamo ogni sera, per ringraziarLo dei grandi doni ricevuti durante la giornata: la gioia dello stare insieme, l’affetto che ciascuno di noi E come non parlare del nostro gruppo che ha sperimentato un’unità mai vissuta prima: stare in quelle condizioni, col passare del tempo, avrebbe anche potuto portarci a vivere momenti di tensione, invece mai, mai nessuno ha fatto emergere il proprio IO, ma era sempre un NOI, un’unione d’intenti e questo è stato possibile grazie Ragazzi in festa in Costa d’Avorio alla costante preghiera che mostrava all’altro nei momenti di difficol- ispirava, momento per momento, le tà, il sorriso dei bambini quando li strin- nostre menti e metteva in noi solo buoni gevi tra le braccia, il cielo e le stelle che propositi. guardavamo per ore. Non c’importava più Al termine dell’esperienza nel villaggio di non avere la corrente elettrica, perché, ne è cominciata un’altra nel centro “Don proprio grazie a quella privazione, pote- Orione”, l’ospedale per bambini disabili vamo riscoprire la bellezza di ciò che di Bonoua, diretto da Padre Riccardo. ormai agli occhi del mondo è nulla e can- È un polo di riferimento per tantissima tare, tutti insieme: “Meraviglioso”! E poi, gente e offre molti servizi: dalla radiologia ancora, il dono del cibo ovvio e scontato all’oculistica, dalla ginecologia all’ortoin Italia e che lì prezioso, perché sapevi pedia con il blocco post-operatorio e il che i bambini intorno a te forse anche centro riabilitativo. quel giorno non avrebbero mangiato; il Incontrare quei bambini, che nonostante dono della gente del villaggio che, nella l’enorme difficoltà nel camminare, ti sorloro povertà e miseria, ogni giorno, si pre- ridevano e desideravano giocare con te, ti spiazzava e t’induceva a porti mille occupava per te; il dono dell’acqua: domande: “Come posso lamentarmi di quanta fatica, ogni giorno, per avere un tutto pur avendo tutto, e un bambino di po’ d’acqua per lavarti e allora sì che soli otto anni, nel suo grande limite fisico, l’apprezzi e ringrazi Dio, perché a casa è gioioso e mi corre incontro anche solo non devi fare km per averla, ma ti basta per salutarmi e battermi il cinque con la aprire il rubinetto! mano?” È così, allora, che ci siamo ritrovati in quel L’Africa ci ha dato tanto, ci ha arricchito, villaggio per undici giorni, dormendo nei ha riempito il nostro cuore di gioia, una sacchi a pelo e imparando ad apprezzare gioia che qui forse non abbiamo mai proanche il letto. La nostra spiritualità si è ali- vato. Vorremmo regalarvene un po’, permentata nella messa quotidiana, in cui la ché siamo convinti che la nostra missione Sua Parola arrivava puntuale, come sem- cominci proprio ora, ora che siamo tornati. pre, a coincidere con tutto quello che ave- Ci auguriamo che quella vissuta sia vamo vissuto in quel preciso giorno; nella l’esperienza da cui ripartire ogni giorno, preghiera del Rosario, in cui Maria ci in ogni situazione, in ogni incontro e donava tutta la Sua umiltà e forza per dire donare così agli altri un po’ della nostra con Lei quel “Si” ogni giorno al Signore; Africa e, chissà, magari riuscire a contanella preghiera delle Lodi e dei Vespri che giare tanti altri giovani che, come noi, si davano la giusta carica nei momenti in cui metteranno in viaggio alla ricerca dell’Essenziale. la fatica prendeva il sopravvento. 17 dalle parrocchie Gruppo giovani della parrocchia SS. Trinità Terra Santa: terra di tutti, terra di pochi o terra di nessuno? Riflessioni ed emozioni di un Pellegrinaggio in Palestina di Graziana Cannone dalle parrocchie Parrocchia S. Andrea Apostolo - Andria Andria, 2 agosto 2010. Comincia così il viaggio di 53 pellegrini per la Terra Santa, per quella Terra di cui pochi conoscono la dura realtà. Fanno parte del gruppo 17 giovani della parrocchia Sant’Andrea Apostolo: quest’anno abbiamo deciso di non organizzare il camposcuola per giovani, molti di noi hanno anche rinunciato ad una vacanza per vivere, condividere, insieme questa esperienza diversa, unica, forte. Si parte. Non ci sono parole per descrivere gli stati d’animo, i sentimenti, le emozioni che ciascuno di noi prova, essi oscillano tra la gioia e la preoccupazione, tra l’impazienza di arrivare e la voglia quasi di non partire più, tra l’entusiasmo e la tristezza di chi sa di dover vedere la sofferenza di un popolo. Siamo stati preparati a questo viaggio attraverso la visione di filmati e documentari, attraverso incontri, ascolto di testimonianze, eppure non ci sembra realistica l’idea di dover vedere con i nostri occhi quanto l’uomo possa essere crudele con il proprio prossimo. E noi che eravamo convinti che avremmo visitato semplicemente i Luoghi Santi come da copione per i pellegrini di tutto il mondo! Certo, sapevamo di dover guardare con i nostri occhi il Monte Degli Ulivi, il Santo Sepolcro, la Basilica dell’Annunciazione, la Grotta della Natività, il monte Tabor, il Lago di Tiberiade, Gerico, Hebron, la Spianata delle Moschee. Questa consapevolezza suscitava in ognuno di noi un’emozione immensa, tuttavia, il nostro viaggio non è stato un semplice pellegrinaggio: è stato molto di più. Ciò che i nostri occhi hanno visto è un qualcosa di forte, indescrivibile…. abbiamo visto la storia di oggi. Al momento della partenza siamo tutti consapevoli che quello che ci accingiamo a vivere non è un viaggio come tanti, non è un semplice pellegrinaggio o un semplice viag- gio culturale. È molto di più: è un “tuffo” nella storia presente, è un “tuffo” in una Terra martoriata, in una Terra contesa da molti, un “tuffo” nella disperazione del popolo palestinese che ha perso la propria libertà. « i nostri occhi hanno visto non solo i Luoghi sacri, ma anche la storia presente; abbiamo visto ciò che l’Occidente non sa o non vuole sapere, abbiamo visto ciò che le nostre famiglie non immaginano. » Per noi giovani è stata un’esperienza unica quella di essere ospitati dalle famiglie, perché ci ha dato la consapevolezza che nel nostro mondo c’è tanto di superfluo, è un mondo dove tutto è diritto e tutto ci è dovuto. In questo mondo rischiamo di perdere di vista l’essenza della vita, l’amore verso il prossimo, il significato vero di fratellanza e di appartenenza alla famiglie ed alla comunità. È strano pensare che nella Terra di Gesù si soffra così tanto, che persone di religione diversa non riescano a con-vivere pacificamente; è strano pensare che in Foto di gruppo in Palestina 18 quella Terra Promessa, in quella Terra così Santa, si sia pregato, ma anche sofferto tanto. E si soffre ancora! Noi ci riteniamo fortunati, perché grazie a questo viaggio i nostri occhi hanno visto non solo i Luoghi sacri, ma anche la storia presente; abbiamo visto ciò che l’Occidente non sa o non vuole sapere, abbiamo visto ciò che le nostre famiglie non immaginano. Confesso che in alcuni momenti mi sono chiesta come mai Dio permettesse tutto questo, dove fosse Dio in questi momenti. Sono domande a cui è difficile trovare risposte. Eppure, mi sono resa conto di aver visto Dio: l’ho visto negli occhi di Abuna Mario, l’ho visto negli occhi dei Palestinesi in fila al checkpoint, l’ho visto negli occhi dei bambini orfani e disabili e delle suore che se ne prendono cura, l’ho visto negli occhi dei “testimoni” di questa realtà assurda, l’ho visto negli occhi delle famiglie e dei ragazzi palestinesi, l’ho visto negli occhi di ebrei che non condividono la politica di Israele (come Daniela Yoel), l’ho visto negli occhi di suor Alicia (missionaria nella striscia di Gaza), l’ho visto negli occhi di quanti abbiamo incontrato. No, Dio non vuole tutto questo! È l’uomo che provoca tutto questo, perché la sua mente è dominata troppe volte da interessi economici, politici, sociali; è dominata dalla sete di vendetta e di rivendicazione per quanto è accaduto nel passato. Una volta tornati, abbiamo mantenuto la promessa fatta alle famiglie palestinesi: stiamo raccontando la verità a chi non la conosce. Grazie a coloro che hanno dedicato un po’ del loro tempo a parlarci della “Questione Palestinese”: Abuna Faysal, Daniela Yoel, il Patriarca emerito Michel Sabbah, Geries Koury, Don Nandino, Jihad Ramadan, suor Alicia, perché hanno aperto i nostri occhi permettendoci di uscire dal guscio dell’ipocrisia e del pregiudizio. Una Chiesa che recupera L’esperienza delle parrocchie delle Croci e di Sant’Andrea nell’accoglienza e formazione dei detenuti Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (Mt 25, 34 - 40) Partendo proprio da questo brano evangelico, vogliamo dar continuità al lavoro che don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli svolgono all’interno della Casa Circondariale di Trani. Ma perché hanno deciso di recarsi tutte le settimane in carcere? Cosa fanno lì? In coro rispondono: “Non siamo degli eroi solo perché andiamo dentro il Carcere di Trani. E’ la vicinanza della Chiesa, che attraverso noi, si pone accanto a questi nostri fratelli che, sebbene hanno sbagliato, devono sentire la prossimità di una comunità cristiana che non li emargina ma li recupera”. La pastorale parrocchiale che viene portata avanti dalle due comunità è incentrata sull’attenzione globale a tutti i parrocchiani senza che nessuno venga escluso dall’ accoglienza e dall’inclusione nella vita comunitaria. Se il giudizio spetta al Signore, a noi viene chiesto di accogliere tutti i figli di Dio, soprattutto coloro che, in un periodo di tempo della loro vita, hanno smarrito il percorso umano e spirituale. Ecco allora degli stralci di una intervista che le due comunità parrocchiali hanno fatto ad alcuni dei detenuti a loro in affidamento. INIZIAMO CON IL CERCARE DI CONOSCERE MEGLIO CHI SONO QUESTE PERSONE. Nella comunità parrocchiale S. Maria Addolorata alle Croci cerchiamo di conoscere meglio Sgarra Vincenzo (58 anni; sposato, padre di due figli e, da un anno, nonno di una bambina). Mentre nella comunità parrocchiale S. Andrea Apostolo, Coratella Umberto (22 anni; si definisce “la pecora nera della famiglia”) e Liso Vincenzo (32 anni e di sé dice: “Ho sempre avuto un carattere nervoso e di certo l’alcool ha condizionato i miei comportamenti”). IN QUESTO MOMENTO, STANNO SVOLGENDO ATTIVITA’ DI VOLONTARIATO ALL’INTERNO DEI DUE ORATORI. MA DI COSA SI OCCUPANO? DA QUANTO TEMPO E QUALI ORARI HANNO? Vincenzo S. svolge il proprio volontariato da giugno di quest’anno (il mattino dalle 8.00 alle 12.00 ed il pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00). Vincenzo L. e Umberto C. si recano nell’oratorio S. Andrea Apostolo, il pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00 (il primo presta la sua attività da circa due mesi, il secondo da due settimane). Tutti e tre si occupano della manutenzione ordinaria, della pulizia e della sorveglianza dei luoghi. ATTUALMENTE SONO IMPIEGATI IN QUALCHE ATTIVITA’ LAVORATIVA? In questo momento nessuno di loro sta lavorando. Purtroppo non è facile perché c’è bisogno di gente che sia disposta a dar loro fiducia. CHE LAVORO SVOLGEVANO PRIMA? Vincenzo S. ha lavorato negli ultimi 12 anni in una ditta di confezione di abbigliamento mentre Vincenzo L. è sempre stato commerciante ortofrutticolo. A differenza loro, Umberto C., non ha mai lavorato, un po’ per la giovane età (22 anni) e poi perché ha trascorso gli ultimi anni quasi sempre in carcere. MA COSA HANNO FATTO NELLA LORO VITA PER ESSERE STATI DETENUTI? Vincenzo S. nel 1982 è stato condannato, per un omicidio alla pena dell’ergastolo. E’ stato recluso per 16 anni, fino a quando, nel 1998, la Sezione di Sorveglianza di L’Aquila non lo ha ammesso al regime di semi - libertà (dove si trova anche attualmente) ovvero può trascorrere l’intera giornata al di fuori del carcere ma deve rientrarci la sera. Per quanto riguarda Vincenzo L., i suoi problemi sono iniziati per via del suo lavoro da commerciante ortofrutticolo perché spesso si imbatteva in discussioni con le forze dell’ordine. Umberto C., invece, ha iniziato all’età di 13 anni a fumare spinelli e poi man mano è passato alle droghe più pesanti. Ma come spesso accade, per potersi comprare la droga, ha iniziato a spacciarla e a rubare auto. QUALE BENEFICIO STANNO TRAENDO DA QUESTA ESPERIENZA CHE STANNO VIVENDO? Anche se hanno cominciato da poco, a loro piace molto stare in oratorio perché stanno conoscendo una realtà per loro completamente nuova. La voglia di cambiare in loro c’è ma non possono farlo se continuano a frequentare gli stessi luoghi e persone. Il beneficio più grande di cui stanno godendo è sicuramente il re-inserimento nella società. Vincenzo S. ha aggiunto:”Stare con i bambini è un po’ come recuperare il tempo perso con i miei figli”. QUALE MESSAGGIO VOGLIONO LANCIARE A TUTTE QUELLE PERSONE CHE MAGARI IN QUESTO MOMENTO STANNO PRENDENDO DELLE SCELTE SBAGLIATE NELLA LORO VITA? Vogliono parlare soprattutto ai ragazzi perché sono loro quelli più in difficoltà: “State attenti, aprite gli occhi perché cadere è facile, troppo facile, ma poi uscirne è difficilissimo. Spesso sentiamo i ragazzi in oratorio che brontolano al pensiero di tornare a scuola ma noi vogliamo dire loro che stanno sbagliando. Studiate o andate a lavorare, ma seriamente. La strada della criminalità, della malavita, della delinquenza e dell’illegalità è una strada senza uscita. Ma soprattutto quello che vogliamo dire è che la «galera» non la fa solo il carcerato, ma la vive di riflesso tutta la sua famiglia. C’E’ QUALCOS’ALTRO CHE VOGLIONO DIRCI? Vogliamo semplicemente ringraziare le nostre famiglie che ci sono state e ci sono sempre vicine; i sacerdoti, don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli e i vice - parroci don Leonardo Pinnelli e don Claudio Stillavato per la fiducia che ripongono in noi e il sostegno che ci danno, e tutti i laici che operano nelle due comunità parrocchiali. E noi ci auguriamo che da questo scritto, ognuno avvii un proprio percorso di riflessione. E’ importante permettere a questi carcerati, la possibilità di cambiare vita, di cambiare amicizie, di sentire il sostegno di qualcuno che creda veramente che possono farcela. Dovremmo cominciare a pensare che aprire le porte delle nostre parrocchie a questa realtà, dovrebbe essere un dovere morale. Offrire loro un’alternativa al carcere che, diciamocelo chiaramente, non è un luogo rieducativo, potrebbe essere una via per comprendere meglio i propri errori. Come comunità parrocchiali non possiamo rimanere indifferenti! Anche a loro il Signore dice: “andate anche voi nella mia vigna!” (Mt 20,4). E allora perché nessuno li ‘ingaggia’? Con le mille risorse interne su cui possiamo contare si può pensare a un vero e proprio percorso rieducativo fatto di proposte e attività pensate apposta per loro. Rimediare ai propri errori si può, d’altronde non è proprio quello che nostro Signore Gesù ci ha insegnato. Perché non provarci??! Il Programma Pastorale Diocesano “Riscopriamo la vocazione dei laici nella Chiesa e nella società, oggi” è un invito a riscoprire l’identità, il ruolo e il compito che questi nostri fratelli hanno all’interno della comunità ecclesiale. Sono ‘laici’ titolati come tutti noi. 19 dalle parrocchie a cura delle due Comunità Parrocchiali Il problema della Villa Comunale ad Andria Intervista all’Avv. Pierpaolo Matera, Assessore ai Lavori Pubblici di Maria Teresa Coratella Redazione “Insieme” società Villa Comunale - Andria 1) Avv. Matera, a proposito della villa comunale di Andria, può illustrarci a che punto sono i lavori di rifacimento? E’ percezione generale che abbiano subito un rallentamento. Se così è, quali sono le ragioni? I lavori sono in corso e siamo avanti rispetto al cronoprogramma. La percezione è probabilmente dovuta al fatto che attualmente si sta procedendo con l’installazione degli impianti di luce, irrigazione ecc. poco visibili all’esterno. La villa comunale sarà restituita alla città entro l’estate del 2011. 2) Condivide l’idea, come da progetto, di dotare la villa di una recinzione in modo da regolare l’accesso e la fruibilità da parte dei cittadini nel corso della giornata? Non condivido l’idea della recinzione, perché ritengo che la villa debba essere fruibile da tutti e in ogni momento della giornata. Non ci si può far condizionare da un manipolo di delinquenti. Ogni cittadino che frequenta la villa, deve sentirsi responsabile, ha il dovere di proteggere il patrimonio pubblico, realizzato con i soldi di ciascuno di noi. L’Amministrazione in questo senso lancia una sfida alla città, provare ad accrescere il senso civico. Barriere e recinzioni, laddove apposte, si sono rivelate inutili; non hanno impedito ai vandali di scavalcare le recinzioni. La soluzione architettonica cui si sta pensando, alternativamente a quella prevista in 20 progetto, sarà improntata ad accrescere la piena fruibilità della villa, coniugandola con l’esigenza di creare un deterrente per l’accesso incondizionato di ciclomotori ed altri veicoli. Andria è stata assegnataria dei fondi del PON Sicurezza, predisposto dal Ministero degli Interni; parte consistente di questi fondi sarà utilizzata per la predisposizione di un adeguato sistema di video – sorveglianza e per l’aumento dei vigili urbani, all’interno della villa comunale. 3) La chiusura della villa comunale per i lavori in corso, ha evidenziato nuovamente nella nostra città la penuria di spazi verdi, specie durante la calura estiva. Prevede nel breve-medio termine il recupero di qualche area verde o, magari, la realizzazione ex novo di giardini pubblici? A breve saranno completati i lavori del parco di Via P. Savarese e di quello in Via Sant’Angelo dei Ricchi, entrambi in aree periferiche della città. Occorre recuperare le cc.dd. aree standard nelle zone periferiche, cioè aree cedute dai privati al Comune, destinate per legge a servizi. Attualmente si sta procedendo alla ricognizione delle aree standard nelle zone periferiche, per creare apposite aree verdi, laddove taluni quartieri ne siano sprovvisti. Quanto alla realizzazione di nuove aree verdi, è dovere politico dell’Amministrazione completare i cantieri già avviati, evitando che il Comune incorra in inadempimenti con conseguente apertura di contenziosi, dannosi per le casse comunali. E’ nella logica della gestione dei Lavori Pubblici, completare quanto cominciato e poi avviare il nuovo. 4) Connesso al problema della villa è quello del mercato, assai discusso, che la nuova Amministrazione ha voluto accorpare di nuovo. Come s’intende portare a soluzione definitiva tale problema e con quali tempi? C’è stata una prima delibera consiliare che ha destinato l’area mercatale a ridosso di Via Bisceglie; una seconda delibera che ha stabilito il riaccorpamento del mercato. C’è la volontà di dare ad Andria la sua area mercatale. Individuata l’area, vi è la fase della progettazione, seguita dall’espropriazione e dall’esecuzione dei lavori. Per la realizzazione di queste fasi occorrono due, tre anni. Nel frattempo, si è previsto il riaccorpamento del mercato nelle aree circostanti lo stadio, Viale Gramsci, Via A. Grandi e Via B. Buozzi. Nella progettazione delle opere pubbliche per il 2011, apporteremo i primi soldi per l’area mercatale che deve essere polifunzionale, cioè destinata ad accogliere non solo il mercato, ma anche giostre, circhi ecc. In base alla disponibilità finanziaria, che si conoscerà solo dopo la realizzazione del progetto preliminare, decideremo se dividere l’opera in più stralci funzionali. Il primo stralcio ricomprenderà l’area mercatale, che è il punto di partenza, al fine di eliminare il disagio dei cittadini di Via A. Grandi e Via B. Buozzi e per liberare la città. Minervino. Pendolari, oltre 700 firme per una nuova fermata dei bus Sollecitata all’Assessore Provinciale la ufficializzazione della richiesta alla STP di Rosalba Matarrese Ci sono novità sulla questione della riduzione dalle corse di bus Stp (da Minervino per Bari andata e ritorno) che qualche mese fa aveva determinato tante proteste e lamentele da parte di utenti e cittadini. Ad informare degli sviluppi della questione, don Francesco Di Tria che - attraverso lo strumento del cosiddetto tavolo della concordia- ha promosso una serie di iniziative per venire incontro ai disagi dei tanti utenti minervinesi che quotidianamente utilizzano le linee Stp. «I bus delle Stp - scrive don Francesco di Tria - sono spesso automezzi affollati dl persone che per motivi di lavoro, studio ed altro sono costretti a sopportare viaggi stressanti. Per questo abbiamo promosso una raccolta di firme per sollecitare la Provincia Bat ad attivare corse aggiuntive. La sottoscrizione ha raggiunto ben 708 firme ed è stata presentata alla Provincia di Barletta Andria Trani e al comune di Minervino Murge. Dopo il sollecito, è seguita una interrogazione da parte del consigliere provinciale di opposizione Michelangelo Superbo. Infine la Provincia ha organizzato un incontro con l’azienda di trasporti Stp. Nell’incontro (che risale a luglio scorso) è stato raggiunto un accordo per prevedere ina corsa aggiuntiva da Minervino verso Bari (andata e ritorno)». Da quanto è stato possibile sapere la Provincia aveva dato la propria disponibilità a contribuire, in parte, al costi della nuova corsa. Da ulteriori notizie apprese risulta però che la Provincia stessa non ha ancora attivato le procedure presso la Regione per istituire questa corsa. «Per questo - ha concluso don Francesio Di Tria - a settembre ho scritto una nota, in qualità di segretario del tavolo della concordia all’assessore provinciale Giuseppe di Marzio per sollecitare il prosieguo dell’iter amministrativo, al presidente della Regione Nichi Vendola e all’assessore regionale alle Infrastrutture Guglielmo Minervini. Ho chiesto loro di venire incontro alle esigenze e ai disagi che quotidianamente affrontano centinaia di pendolari minervinesi costretti a spostarsi per motivi di lavoro e lo studio. Se la Provincia Bat non attiva la richiesta, della corsa aggiuntiva, alla Stp ed alla Regione è indubbio che non si risolveranno i problemi dei pendolari». Santa Teresa di Lisieux in udienza da Leone XIII Una tela del 1930 a Canosa rappresenta l’evento che coinvolse la santa di Peppino di Nunno Comunità Parrocchiale di S. Teresa - Canosa di Puglia Nella Chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù a Canosa di Puglia si può ammirare con devozione una pregevole tela che rappresenta l’udienza di Papa Leone XIII con l’adolescente Teresa Martin di Lisieux, che diventerà la Santa delle rose, Santa Teresa del Bambino Gesù. Per la ricorrenza del bicentenario papa Benedetto XVI ha visitato il 5 Settembre il paese nativo di Leone XIII, Carpineto Romano, che prese il nome dal Càrpino (Carpinus) un albero simile nella struttura ad un cipresso. E proprio nel dipinto suddetto compare il alto a destra lo stemma gentilizio del Papa, al secolo Gioacchino Pecci, con il nome in latino “LEO” (Leone), con l’albero del Càrpino sovrastato da una stella con il motto “lumen in coelo”. La figura del pontefice legata alla devozione mariana del Carmelo segna anche l’incontro e l’udienza con l’adolescente di 14 anni, Teresa Martin (Santa Teresa del Bambino Gesù). La ragazza, vestita di nero con un velo di pizzo in testa, secondo il cerimoniale del Vaticano, inginocchiata ai piedi del Pontefice fece supplica di poter entrare nell’Ordine del Carmelo in deroga alla sua giovane età: era la domenica del 20 novembre 1887 dell’udienza rappresentata in chiave pittorica in questa pregevole tela del 1930. Nella tela in fondo sono rappresentate in tenuta di gala due persone della Guardia Nobile Pontificia. L’artista E. Ruffo nel dipinto raffigura le rose in una parte del pavimento ai piedi di Teresina, che diventerà nell’iconografia la “Santa delle rose” per il suo messaggio profetico “Farò scendere una pioggia di rose”. Profetica è stata anche l’udienza con il papa Leone XIII, il quale percepì la vocazione di santità di Teresina a soli 14 anni, che rivolge lo sguardo rivolto verso il papa, verso la Chiesa Cattolica. La Luce del Cielo nel motto di papa Leone XIII, “Lumen in Coelo”, sia sempre la Luce cristiana che illumina la nostra fede, il nostro cammino. 21 società “Gazzetta del Mezzogiorno” (8/9/2010) Canosa. La villetta di Corso Garibaldi dedicata a Don Peppino Pinnelli di Paolo Pinnelli società “Gazzetta del Mezzogiorno” (14/9/2010) Viene dedicata a Don Peppino Pinnelli l’intitolazione dell’area verde tra via Piave e Corso Garibaldi, per onorare la memoria di un eccellente educatore, che ha operato con impegno nel campo sociale ed educativo, oltre che in quello religioso. Questo è l’anno in cui ricorre il 25° anniversario della morte del sacerdote che ancora oggi è ricordato e portato ad esempio non soltanto dai suoi parrocchiani ma anche dalla intera comunità. La richiesta di intitolazione, partita dal Comitato di quartiere Santa Teresa, dove operò il sacerdote, è stata accettata e condivisa dalla Giunta Comunale che ha deliberato favorevolmente. L’area verde in questione è diventata un punto di incontro, di intrattenimento e di gioco per i bambini ai quali Don Peppino tenne molto. La cerimonia di intitolazione è avvenuta giovedì 30 settembre. Riportiamo l’indirizzo di saluto inviato dal nostro Vescovo Mons. Raffaele Calabro. Don Peppino Pinnelli Indirizzo di saluto alla comunità parrocchiale S. Teresa in Canosa di Puglia Sento il bisogno di ringraziare vivamente l’Amministrazione Comunale di Canosa di Puglia insieme con il parroco Don Vito Zinfollino, per aver deliberato di intitolare la villetta vicina alla chiesa parrocchiale di S. Teresa alla memoria di Don Giuseppe Pinnelli, primo parroco della stessa comunità parrocchiale. La gratitudine nei confronti di un ecclesiastico, che ha ben operato nei confronti non solo della Chiesa ma anche della città di Canosa, fa onore alla sensibilità religiosa e civica dell’Amministrazione, che è giusto sottolineare ed apprezzare come stimolo ed incoraggiamento per l’opera comune ed integrata che la Chiesa svolge insieme con le istituzioni civili Canosa di Puglia - Panorama a pro del territorio. Ai fedeli della Parrocchia S. Teresa rivolgo il più sentito ed appassionato appello a vivere e testimoniare la propria fede nella consapevolezza che più sentiamo la presenza di Cristo nella nostra vita, maggiori saranno i fatti concreti e molteplici nei confronti del nostro prossimo e dell’intera città che non può disgiungere sviluppo temporale dai grandi e insostituibili valori cristiani ed umani. Ringraziando ancora il Sindaco e l’Amministrazione comunale, saluto tutti con affetto, Andria, 18 settembre 2010. + Raffaele Calabro Vescovo 22 Chiesa e internet: due mondi che s’incontrano Anche la diocesi di Andria apre le sue porte al web! di Tiziana Coratella Da qualche tempo la Il progetto ambizioso mira a “proteggere” le parrocchie Chiesa ha allargato i suoi dalle agenzie cosiddette proorizzonti entrando in una fessionali che richiedono nuova realtà, quella del web. delle somme assurde per un Non ci si deve meravigliare servizio discreto. se anche questa grande istiIl servizio offerto da Blog tuzione abbia deciso di speriParrocchia è interamente mentare un “nuovo mondo”. gratuito, l’unica somma che si E’ opportuno ricordare che richiede equivale a pochissiinternet è una tecnologia che, mi euro all’anno da versare se ben utilizzata, apporta dei per mantenere l’hosting, grandi benefici. Quali benefici? Il più grande è sicuramente la riduzione delle distanze tra ossia lo spazio sul web che ospita il sito parrocchiale. le persone, almeno in termini virtuali; la possibilità cioè di La prima parrocchia, in cui il team ha avuto modo di operare, poter comunicare anche a innumerevoli chilometri di distan- è stata il Sacro Cuore di Gesù di Andria in cui il parroco don Adriano Caricati ha mostrato un enorme interesse al progetza a qualsiasi persona. Questo è il vantaggio che ha ben recepito anche il to, come dimostra la risposta ad una intervista a cui si è preVaticano: “L’interesse della Chiesa per Internet è un aspet- stato gentilmente: “Sono convinto che i nuovi mezzi di comunicazione sono una realtà con cui confrontarsi e da saper to particolare dell’attenzione che essa riserva da sempre utilizzare per il positivo, di cui siamo portatori. Credo possa ai mezzi di comunicazione essere un’opportunità reale per sociale. Considerandoli il risul« Lo scopo del progetto è quello incontrare persone al di là dello tato del processo storico scientidi mettere a disposizione stretto giro dei parrocchiani assifico per mezzo del quale l’umanile competenze al fine di soddisfare dui frequentatori. Può essere tà avanza « sempre più nella un’occasione per aprire la parle parrocchie, creando per ognuna scoperta delle risorse e dei valorocchia ad altri incontri e conun blog che faccia parte del network ri racchiusi in tutto quanto il fronti, per vivere con attenzione il “Blog Parrocchia” » creato»”. tempo che il Signore ci dona, Sulla base di questa importante consapevolezza, anche la sapendo sfruttare bene i nuovi mezzi di comunicazione”. diocesi di Andria ha approvato la comunicazione interattiva Le tappe successive sono state: la parrocchia del Crocifisso, attraverso il progetto “Blog Parrocchia”. Questo progetto è SS. Annunziata e S. Francesco d’Assisi. frutto di tre ragazzi che sono coinvolti nel contesto parroc- Finalmente, anche la Chiesa ha compreso quanto sia fondachiale e che possiedono una spiccata passione per il web, mentale essere aggiornata sulle nuove tecnologie di comunioltre che ad averlo scelto come professione. Lo scopo del cazione, per non cedere agli errori del passato in cui anche progetto è quello di mettere a disposizione le competenze al anche la stampa non veniva vista di buon occhio: il giornalifine di soddisfare le parrocchie, creando per ognuna un blog smo infatti era considerato “una piaga e uno strumento di che faccia parte del network “Blog Parrocchia”. perpetua agitazione fra i popoli”. In ogni parrocchia ci sarà una redazione che scriverà per il Nella speranza che questo progetto apporti dei positivi proprio blog, ed essa si terrà sempre aggiornata attraverso miglioramenti nella comunicazione vi invitiamo a visitare il dei corsi di formazione che possono essere considerati dei sito in cui viene dettagliatamente spiegato il progetto: veri e propri corsi di informatica/internet gratuiti! www.blogparrocchia.com 23 società Redazione “Insieme” I fatti del mese: Agosto - Settembre Rubrica di cronache dei nostri giorni di Tiziana Coratella società Redazione “Insieme” IL SINDACO GIORGINO AUGURA UN BUON ANNO SCOLASTICO In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, il Sindaco Giorgino ha inviato una lettera di augurio a tutte le scuole della città. Ecco lo stralcio, a mio parere, più significativo: “La Scuola, ha un ruolo fondamentale nella società, perché, oltre a fornire nozioni, istruzione e competenze per imparare i fondamenti della vita e per introdurre al mondo del lavoro, forma uomini e cittadini. Anzi, la funzione educativa è il suo obiettivo primario che ritengo possa essere raggiunto soltanto attraverso uno stretto accordo tra insegnanti e genitori. Quale agenzia educativa secondaria, la Scuola, svolge un ruolo strategico ed insostituibile, perché deve avere il precipuo obiettivo di implementare quella volontà di socializzazione, apprendimento e conoscenza degli studenti”. TORNA LA SCUOLA, TORNANO LE GRIFFE... CONTRAFFATTE Ennesimo colpo della Guardia di Finanza che ha scoperto un giro immenso di griffe contraffatte. La vasta operazione ha coinvolto Andria e le città limitrofe: Acquaviva delle Fonti, Altamura, Barletta, Bitonto, Casamassima, Modugno, Molfetta, Rutigliano e Trani. Le Fiamme Gialle hanno trovato numerosi articoli tra i quali grembiuli scolastici, borselli, tute ginniche, zaini e tanto altro materiale. In tutto sono stati sequestrati circa diecimila articoli. L’operazione è stata avviata a fine agosto ed è durata per numerosi giorni al fine di incastrare ben dieci persone che sono state denunciate all’autorità giudiziaria. GELMINI E BRUNETTA: LA GEOGRAFIA NON È UN’OPINIONE Lo sapevate che tremila scuole italiane hanno aderito al nuovo progetto tutto telematico dei ministri Gelmini e Brunetta? Tutti i genitori potranno seguire anche via internet l’andamento scolastico dei propri figli, inoltre c’è la possibilità di prenotare colloqui con i professori e controllare le assenze ingiustificate dei propri figli. Per fare tutto ciò, è necessaria una semplice iscrizione sul sito Scuolamia, se non fosse per un piccolo grande errore... Ebbene sì, la sesta provincia pugliese non è menzionata tra le provincie pugliesi. Le città appartenenti alla Bat sono spalmate tra Bari e Foggia. Vedere per credere! PARTONO I LAVORI PER IL PIANO DI RECUPERO DI S. VALENTINO Mercoledì 2 Settembre con una conferenza stampa sono stati presentati i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria per il popoloso e periferico quartiere di S. Valentino. La benedizione del cantiere è stata impartita dal Parroco di S. Riccardo, don Giuseppe Zingaro. I lavori per un importo complessivo di poco superiore ai 4 milioni di euro hanno come termine ultimo di consegna, febbraio 2012. 24 A quattordici anni la maggiore età dimostrazione di solidità e di maturità del Festival Internazionale Castel dei Mondi di Francesco Di Niccolo Dal 26 agosto al 5 settembre scorsi si è tenuta ad Andria la quattordicesima edizione del Festival Internazionale Castel dei Mondi, Festival di teatro pluripremiato dalla critica, la quale oramai non può far a meno di constatare la portata di un evento, che di anno in anno moltiplica i suoi numeri, testimoniando una innegabile stabilità. Quest’anno pareva essere l’annus horribilis, dati i vari cambiamenti, anche di giunta comunale, le bufere mediatiche a colpi di paroloni sui social network e le mille difficoltà di budget, figlie della famigerata crisi. Invece no! La quattordicesima edizione è stata, dati alla mano, la più seguita, la più commentata, la più bella e variopinta delle edizioni, portandoci a credere che il quattordicesimo anno rappresenti in tutti i sensi la maggior età, e quindi la maturità, di questa macchina inarrestabile. Ciò per smentire, se mai ve ne fosse stato bisogno, coloro i quali ostinatamente continuano a definirlo “elitario”, offendendo tra l’altro le intelligenze di tutti coloro i quali, invece, quest’atmosfera, questo evento li hanno vissuti a pieno. Tante le novità. La prima è stata la open call, una chiamata per volontari i quali, ognuno a suo modo e per sue peculiari competenze, hanno dato una mano concreta allo svolgimento della manifestazione, aiutando tecnici e collaboratori nelle differenti fasi, dalla biglietteria ai punti informativi, dalla stampa alla sistemazione dei luoghi, all’accoglienza. Un modo simpatico e funzionale per far introdurre sempre più forze giovani nel fantastico universo del Castel dei Mondi. Altra novità: incontri e dibattiti sulle tendenze teatrali contemporanee, come ad esempio gli incontri con la direttrice della celebre rivista di spettacolo Hystrio, la quale ha illustrato come sia possibile e doveroso difendere la creatività anche in tempi come questi, ironicamente definiti “tempi del colera”, soffermandosi su alcune realtà virtuose, ad esempio la compagnia Babilonia Teatri, i quali hanno tenuto all’interno di Palazzo Ducale un intenso lavoro di classroom. A proposito della rivista Hystrio, il Festival ha inoltre ospitato lo spettacolo vincitore del premio organizzato dalla stessa rivista e dedicato al Castel dei Mondi, “L’origine delle specie” della compagnia Teatro Sotterraneo, uno spettacolo assolutamente eclettico per pluralità di linguaggi utilizzati in scena, mai banale, spesso sarcastico, riflessivo. Teatro Minimo, fulcro ormai da diversi anni della manifestazione, ha presentato in anteprima l’ultimo lavoro del bravissimo drammaturgo Michele Santeramo e interpretato da Michele Sinisi, Vittorio Continelli, Alice Bachi, Paola Fresa e Sergio Raimondi, “Le scarpe”, spettacolo commovente, anticonformista, , chirurgico, spietato, lucido nell’analisi di esistenze di confine dove la menzogna diventa l’unica maniera di vivere. Altra compagnia “abituale” i Koreja di Lecce hanno presentato due lavori: il primo, molto interessante, “Brat (fratello)”, in cui undici non attori rom e otto giovani attori serbi, hanno assunto ruoli da commedia dell’arte, facendosi testimoni di una cultura, la propria, in un percorso laboratoriale e di integrazione, l’altro invece “Dottor Frankenstein” ha portato in scena una non storia dove solo la bravura degli attori ha brillato, raccontando con banalità i malati di mente “cretnotti” e mostri della società, tratteggiando un’immagine fasulla e fuorviante della profondità del celebre romanzo di Mary Shelley. Peccato! La compagnia Berardi Casolari col loro struggente omaggio a Domenico Modugno in “Io provo a volare” hanno saputo coinvolgere per due serate il traboccante pubblico, come anche C.R.E.S.T. ha divertito con il piacevolissimo spettacolo “Tempi Comici”. La massiccia presenza del teatro per i ragazzi è stata sicuramente la novità più interessante. Sono stati dedicati infatti spettacoli per un pubblico giovanissimo, anche se certamente non disdegnato dai meno giovani, come “Lezione Cosmicomica”, “Chicco Radicchio”, “L’atlante delle città”, per non tener conto dell’anteprima di luglio interamente dedicata a loro. “Aperitivo con Cechov” è stato appunto uno squisitissimo aperitivo alla magia e alla poesia dei Marjanishvili Drama State Theatre con lo spettacolo in georgiano “The lady with the dog” da Anton Cechov, spettacolo di immensa leggerezza emozionale. Non meno interessante, inoltre, il coinvolgimento delle realtà teatrali locali, operanti sul territorio. A tal proposito, significative sono state le presenze, da un lato di una compagnia storica di Andria, dall’altro di una nata da poco, in un metaforico abbraccio generazionale. L’A.L.F.A. teatro infatti con lo spettacolo “Anna Cappelli” di Annibale Ruccello, un giallo psicologico in forma di monologo di una figura di donna ‘deportata’, interpretata magistralmente da Annarita Di Cosmo, ha ribadito la sua attività trentennale. Mentre la giovanissima compagnia, Teatro Sospeso, ha portato in scena un’originale rivisitazione del Don Chisciotte della Mancha nello spettacolo “Numero UnoSeiOtto”, interpretato e diretto da Domenico Tacchio, in cui il protagonista diviene vittima e carnefice del suo lucido delirio immaginifico. Novità anche dal punto di vista del “reportage” sul Festival, con la presenza tra il pubblico di quattordici “fantasmi” che hanno commentato le undici giornate con pareri personali, raccogliendo voci e testimonianze del pubblico. Insomma, un rinnovamento in grande stile. Anche la Spiegeltent allestita nel cuore pulsante di Andria, ha riconfermato un coinvolgimento a tutto tondo dei cittadini, e ha riaperto l’annosa ferita della mancanza di un teatro in città. Spiegeltent frequentatissima, che prendeva vita solo a tarda serata (e sorvoliamo sui motivi), che davvero dava la sensazione di entrare in una dimensione altra, e che tra i vari spettacoli ha ospitato “I’m 1984” e la poesia dei Les Apostrophes con “L’écume de l’air”. Infine, il secondo episodio della trilogia sull’individuo sociale con l’istrionico Mario Perrotta e il suo Aristofane “riveduto e scorretto”! Anche quest’anno un Festival assolutamente trionfale. 25 cultura Redazione “Insieme” La grattugia Cultura e spettacoli il gioco delle parti di Michele Palumbo cultura Redazione “Insieme” Con questa rubrica, inizia la collaborazione con il nostro giornale di Michele Palumbo, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. In questo anno pastorale dedicato al tema del laicato, vogliamo riflettere su alcuni avvenimenti della vita sociale ed ecclesiale con lo sguardo di un “laico”, da intendere però con un significato diverso e più ampio rispetto a quello dato dal nostro programma pastorale. Vogliamo così compiere un esercizio di apertura, di ascolto e confronto rispettoso delle diverse idee. Serve o non serve la cultura? Al posto di girare intorno alle questioni della spesa o di eventuali sperperi (che pure è giusto,anzi obbligatorio controllare), in una comunità seria, con una classe dirigente ancor più seria, è sull’utilità della cultura che bisognerebbe interrogarsi. Il giochino di porre in parallelo, e spesso lo si fa, le fogne e un’attività culturale, una strada e il teatro, la pubblica illuminazione ed i libri, è vecchio e pure stucchevole. Il vero nocciolo del problema è che ai cittadini serve la fogna, senza dubbio, ma è utile pure la cultura. Certo, ci sono priorità da seguire: è evidente che tra una pagnotta di pane e un libro di poesie, per chi ha fame, non ci sono dubbi. Anche perché, val la pena ricordarlo, se si ha fame o peggio si muore di fame, è difficile che si abbia tempo e forza per leggere o pure scrivere una poesia. Ma è sin troppo evidente che la cultura, che è la somma delle conoscenze e dei modi di essere di un uomo e di una comunità, è vitale e fondamentale per il progresso di uomini e città. Una comunità seria ed una classe dirigente ancora più seria, è chiaro che comprenderebbero senza remore che all’uomo e alla città son 26 necessari la fogna e la cultura. Tutto sta a capire l’opportunità delle spese, la gerarchia degli interventi, ad elaborare una programmazione adeguata e razionale. Non dimenticando, al di là delle facili demagogie, che, pur tenendo in gran conto le priorità contingenti, fogna e cultura, strade e istruzione, illuminazione e spettacoli, marciapiedi e libri sono ugualmente importanti. E ricordando che tutto, anche la cultura e l’istruzione, hanno un costo. « ai cittadini serve la fogna, senza dubbio, ma è utile pure la cultura » Ma una comunità seria, e soprattutto una classe dirigente ancor più seria, oltre ad interrogarsi sul come fare cultura in modo adeguato in una città, dovrebbero evitare di mettere in scena l’altro penoso rituale a cui si assiste: il gioco delle parti. Oggi, per esempio, c’è ad Andria il centrodestra al governo della città. E, da più parti, compresa l’opposizione di centrosinistra, vien la critica che si spende troppo per attività culturali e spettacoli. Però se ci volgiamo indietro, quando al governo della città c’era il centrosinistra e all’opposizione il centrodestra, l’accusa era la stessa: troppe spese, sprechi. E così chi oggi governa (e ieri era all’opposizione) difende attività e spettacoli, la stessa cosa che faceva chi oggi è all’opposizione e ieri era al governo. Un gioco delle parti patetico. Soprattutto se si tiene conto che si discute più o meno dello stesso tipo di attività e di spettacoli, con piccoli cambiamenti. Ed è curioso vedere il centrodestra paladino di alcune attività che fino a ieri venivano contestate ed il centrosinistra lamentare spese identiche a quelle proprie (dimenticando che proprio la discussione, poi diventata una faida interna, sulle spese relative alla cultura, agli spettacoli, al turismo, diventò uno degli elementi che provocò sconquassi nella passata amministrazione-maggioranza di centrosinistra). Maggioranza (di ieri e di oggi) ed opposizione (di ieri e di oggi), dunque, farebbero bene a rispondere a due domande: si spendono i soldi per la cultura in modo utile e senza clientelismo? Che segno culturale si sta realmente lasciando in città? Il resto è solo misero gioco delle parti. Forum di formazione all’impegno Sociale e Politico Un itinerario formativo della nostra Diocesi di Raffaella Rosa Ardito Il Forum di formazione all’impegno sociale e politico è giunto al secondo anno della sua seconda edizione. Ripartiamo dalla formazione per stimolare una “intelligente passione” all’interesse politico, per edificare coscienze politiche, per rispondere all’esigenza, spesso da più parti manifestata, di dotarsi degli strumenti idonei per orientarsi verso una visione autentica dei bisogni e delle priorità del territorio, verso la comprensione del funzionamento della macchina amministrativa. Il Forum si propone di educare all’impegno sociale e politico nel quadro delle scienze umane, dei valori fondanti della Costituzione della Repubblica italiana e del Magistero Sociale della Chiesa. Il ciclo di formazione, organizzato nell’ambito del circuito di scuole di Cercasi un Fine, l’associazione promotrice e coordinatrice dell’iniziativa, ha durata triennale. Questo secondo anno si articola in 14 sessioni di tre ore, svolte nel pomeriggio del sabato e distribuite da ottobre a maggio. Di queste, quattro si svolgeranno presso il Polo Universitario di Acquaviva delle Fonti (Ba) con la concomitante partecipazione di tutte le scuole del circuito. Un’importante novità, dunque. Ogni anno dell’itinerario formativo ha una particolare prospettiva di ricerca e di studio, secondo alcune tematiche fondamentali nell’impegno sociale e politico, dal punto di vista delle scienze umane e di etica politica. Dopo il primo anno, dal titolo programmatico Perché partecipare?, ecco il secondo Partecipare nel piccolo, per approfondire i temi legati al territorio, delle autonomie locali e delle organizzazioni sociali. L’anno prossimo, per il terzo e ultimo anno formativo di questo ciclo, il titolo programmatico Partecipare al globale. Le lezioni sono tenute da docenti universitari e da esperti del mondo istituzionale, culturale e politico. Il tema scelto per l’anno pastorale che ci accingiamo a vivere, “Riscopriamo la figura dei laici nella Chiesa e nella società, oggi”, penso possa evidenziare la rilevanza di questa iniziativa. A seguire il calendario dei primi quattro incontri. Mi piace concludere condividendo questo brano di Charles Dickens che mi appare opportuno e attuale. Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità; il periodo della luce, e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell’altra parte - a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni che li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo. Charles Dickens - Le due città Programma - II Anno “Partecipare nel piccolo” I primi 4 incontri 16 ottobre 2010 Le autonomie locali: storia e contenuti Prof. Vincenzo Picardi Ricercatore presso il Centro Studi Erasmo ed esperto di politiche sociali 30 ottobre 2010 Il Comune: proviamo a capire come funziona Avv. Giuseppe Gentile Avvocato, già Sindaco di Cassano delle Murge 6 novembre 2010 Come funziona il nostro comune: confronto tra amministratori Modera: Don Domenico Basile Parroco Cuore Immacolato di Maria 27 novembre 2010 (si svolgerà presso il Polo Universitario, ex Ospedale di Collone, Acquaviva delle Fonti (Ba) Le parole, la politica e don Milani Prof. don Rocco D’Ambrosio Docente di Etica Politica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, direttore delle Scuole di Cercasi un Fine 27 cultura Segreteria Forum All’inizio del quinto anno liceale Pensieri e timori dell’ultimo anno di scuola superiore di Simona di Carlo adolescenti Redazione “Insieme” Non so dire cosa mi tormenti di più ora come ora; se la paura che il tempo passi troppo in fretta o crescere prima ancora di rendermi conto del tempo che è passato, o di quello che ci sarà dopo. Tutti lo detestano, lo imprecano, lo maledicono: i professori, i compiti, le interrogazioni, le vacanze troppo poche e la voglia di arrivare a fare una gita scolastica, ma alla fin fine il liceo rimarrà sempre la parte migliore della nostra vita, e scopriamo tutti che quella scuola tanto odiata alla fine non smetteremo mai di ringraziarla e ricordarla. Quest’anno studierò Flaubert, e lui sosteneva che in realtà ad appartenerci davvero siano solo il passato e il futuro, il presente non esiste, ci sfugge. Con il liceo è stato proprio così: ci entri, quasi inconsapevole di tutto quello che ti trasmetterà, e prima ancora di rendertene conto, il tempo è passato, cinque anni sono volati e ti accorgi che sei cresciuto, hai scoperto altri lati della vita e soprattutto della tanto decantata crescita. Ti accorgi che non avrebbe più senso dire “da grande farò...” perchè sei diventato grande e sognare non basta più. Bizzarro come si abbia voglia di crescere, diventare grandi, andarsene di casa e vivere come viene, per poi improvvisamente rendersi conto che, mamma mia, quel momento è arrivato davvero. Si rimanda forse quello che ci spaventa di più, il senso dell’ignoto, ci si culla nell’immaginare la propria vita tra due, tre, dieci, vent’anni. E poi? Quando quei due, tre dieci vent’anni sono passati? Se uno si fermasse un attimo, allontanandosi dalla solita vita frenetica e troppo piena per fermarsi a pensare, si accorgerebbe che quel Gustave Flaubert aveva ragione: il passato ha la forza di tenerci ancorati, trattenerci a qualcosa che non c’è più; il futuro invece ha una forza mag- 28 giore: lui ci tormenta, perchè non sappiamo quante e quali strade ci si apriranno davanti, e siccome pensiamo che il futuro sia lontano, “ce la prendiamo comoda”, troppo difficile e troppo impegnativo scegliere, meglio rimandare per pensarci meglio. E questo “pensarci meglio” a volte può essere una buona scusa! « cinque anni sono volati e ti accorgi che sei cresciuto, hai scoperto altri lati della vita e soprattutto della tanto decantata crescita » Beh, per il liceo è stato esattamente così, e ora basta rimandare! Certo, vorrei rimanere bloccata nel presente, restare al liceo, con i miei amici, senza pensieri, le solite chiacchierate, l’innocenza e la voglia di scoprire. Ma che gusto ci sarebbe. Mi perderei quello che c’è dopo, e se è vero quello che Flaubert ha detto, il liceo farà sempre parte di me. Questi sono gli anni più belli e puntualmente ci si accorge solo quando stanno per finire di quanto ci abbiano lasciato, e si fa di tutto per fare in modo che il tempo che resta duri un po’ di più, che i minuti abbiano 70 secondi e il giorno venticinque ore. In parte la paura che il liceo finisca non è soltanto legata a tutto quello che vivi solo a diciotto anni con il tuo gruppo di amici: le scampagnate, le gite scolastiche, divertirsi in classe, fare un compito di matematica, copiare, passarsi la versione di latino, le confidenze, insomma, tutte quelle piccole cose che ogni giorno non ti fanno veder l’ora di entrare in quella stanza di sei metri per sei, con altre venti persone, e chissà cosa ti aspetta. La paura che il liceo finisca è legata anche alla strada che ognuna di quelle venti persone prenderà, il non vedersi più tutti i giorni, studiare in città diverse, magari anche in nazioni diverse, e sopraggiungerà la malinconia del liceo, di quando si stava sempre insieme... Ma tanto che importa, la malinconia ci sarà, certo, ma le persone vere, quelle sì che resteranno, quell’amica che conta sempre su di te e non ti fa mancare mai il suo appoggio, quell’amica con cui scherzo e prendo un caffè e chiacchierare e ridere e scherzare e tornare seri e non avere paura di essere giudicata per un discorso improvvisamente serio e filosofico, quell’amico che per me è un fratello e senza il quale mi sentirei persa, quel professore che per me è un modello da seguire. Allora io te lo dico: GRAZIE liceo!!! Teologia Con… TEmporanea Un’estate ricca di formazione i Seminaristi della Diocesi di Andria nel silenzio della quotidianità e allo stesso tempo si batte Eccoci qui dopo la pausa estiva….ben ritrovati!! Giunti a contro l’ingiustizia, l’omertà e il sopruso. settembre hanno inizio tutte le attività pastorali anche il Al termine di questo anno sacerdotale ricco anche di nostro seminario spalanca le sue porte e con tanta gioia immagini purtroppo poco pulite dei presbiteri, è stato molto bello osservare nell’esperienza calabrese la figuriprende la nostra rubrica mensile. Durante l’estate tante sono state le novità che hanno ra di veri testimoni che realmente prendono la loro interessato il nostro gruppo. Oltre alle molte esperienze Croce ogni giorno e seguono il Signore nel servizio ai vissute singolarmente e insieme, il nostro gruppo ha fratelli, alla società. Queste figure permettono a chi è in cambiato conformazione... ci ritroviamo a condividere discernimento vocazionale di guardare in alto, di sognal’esperienza del seminario maggiore in cinque: Savino re, di poter gustare quali meraviglie avvengono sotto la croce, di osservare dei veri innaLeonetti, Flavio Delle Noci, morati dell’uomo, della Chiesa, di « guardare in alto, di sognare, Antonio Turturro, Vincenzo Del Cristo… TESTIMONI perché di poter gustare quali meraviglie Mastro e una new entry…chi è? uomini AMATI e AMANTI. avvengono sotto la croce, Filippo Tucci che dopo otto anni di Non vi nascondiamo che il solo di osservare dei veri innamorati seminario minore si approccia ad scrivere e ricordare questa espedell’uomo, della Chiesa, affrontare “questo nuovo tempo” rienza fa sorgere un piccolo sorridi Cristo… TESTIMONI che è il seminario maggiore. so sul nostro volto…è stato bello » perché uomini AMATI e AMANTI In questa estate non ci sono manraccontarsi! Con grande fiducia cati momenti che ci hanno perchiediamo all’intera comunità diocesana di sostenere i messo di allargare gli orizzonti, di vedere nuove realtà e nostri cammini nel modo più efficace e silenzioso… di “aprire gli occhi”. Tutti insieme e grazie al seminario maggiore abbiamo fatto la magnifica esperienza di un con la preghiera. Avvertiamo più che mai il bisogno di campo-scuola in terra calabrese ospiti nella diocesi di sentirci accompagnati nel nostro cammino,di sentirci sostenuti…Grazie di cuore e buon cammino a tutti!! Oppido-Palmi. Oltre al mare, al sole e al divertimento in quei giorni abbiamo potuto toccare con mano l’impegno di alcuni sacerdoti che in prima linea si schierano contro l'Ndrangheta. E’ stato significativo visitare i terreni confiscati alle losche, ascoltare la voce di semplici testimoni, vedere interi quartieri urbani costruiti dalla criminalità, ascoltare storie di sangue e redenzione e osservare in tutto questo come la chiesa di Calabria”si sporchi le mani” avendo a cuore sopratutto la realtà giovanile e la realtà del lavoro. Infatti nella diocesi che ci ha ospitato, il vescovo Luciano Bux, l’associazione Libera, alcuni sacerdoti incontrati hanno incarnato il Vangelo che non scende a compromessi, un parlare chiaro, un parlare che ha sapore di giustizia, una Chiesa che sa alzare al momento opportuno la voce, una Chiesa che ama l’uomo Seminario Regionale a Molfetta L’estate del seminarista… FORMAZIONE?!? 29 rubrica Foto di gruppo al Campo Scuola Film&Music point Rubrica di cinema e musica a cura di Claudio Pomo rubrica Redazione “Insieme” BRIGHT STAR Regista: Jane Campio Attori: Abbie Cornish, Ben Whishaw Paul Schneider, Kerry Fox, Edie Martin Genere: Drammatico Durata: 120' Nazionalità: Gran Bretagna, Australia, Francia Anno: 2009 1818. Il ventitreenne John Keats e la sua vicina di casa Fanny Brawne si conoscono, grazie all’interesse della ragazza per le sue poesie, si frequentano, si scrivono, si fidanzano, nonostante le condizioni economiche disperate del poeta. Minato dalla tubercolosi, Keats si vede costretto a partire per l’Italia, dove il clima è migliore e dove troverà la morte, nel febbraio del 1821. Bright Star racconta l’inabissamento amoroso sottolineandone il parallelo con la dissoluzione fisica del poeta, ma sceglie il punto di vista di Fanny Brawne per narrare innanzitutto un nuovo personaggio femminile, la cui esuberanza intellettuale è mitigata da una crudele coscienza di ciò che le sta accadendo e si risolve in un’accettazione che è remotissimo eco di quella che fu di Isabel Archer, la stella più luminosa del firmamento di Jane Campion. Lungi dall’essere un pretesto per evitare la formula più comune di bio-pic, perciò, l’adozione dello sguardo di Fanny, che incontra Keats subito dopo la pubblicazione di Endymion e lo perde dopo avergli ispirato le liriche che lo faranno amare dal mondo, è il modo in cui la regista, col sorrisetto sulle labbra, riflette sul potere creativo del sentimento amoroso. Instaurando un triangolo tra Keats, l’amico Brown, che lo vorrebbe al riparo dall’influenza femminile, protetto dai classici, e Fanny, che ad ogni apparizione distrae e confonde, la Campion racconta come l’infiltrarsi di una musa, con tutti i limiti del suo agire, nel mondo libero e ozioso degli uomini abbia strappato Keats all’accademia e permesso l’estensione del romanticismo al di là della pagina, nella vita, e dunque, per affinità di cose, nel cinema. FEVER Artista: Sleepy Sun Genere: Rock - Alternative Durata: 32' Anno: 2010 30 A distanza di un solo anno dall’uscita dell’esordio “Embrance” tornano i californiani Sleepy Sun con il secondo disco, che li conferma come una delle novità più interessanti nel panorama rock alternativo contemporaneo. Dopo un importante tour che li ha visti protagonisti in molti festival (anche europei) il quintetto americano si è subito messo a lavoro, caricati dal successo riscosso, e si ripropone al suo pubblico con un look rinnovato. Sulle basi, già solide, che li volevano percussori di una psichedelia quasi ossessiva e ridondante, i nostri hanno tessuto fitte tele di colore che li portano a variazioni melodiche importanti. Una ventata rock-prog entra nel sound dei nostri apportando qua e là (“Open Eyes”; “Standstorm Woman”) atmosfere anni ’80 che ricordano un po’ i Led Zeppelin degli esordi. Non mancano certamente digressioni psichedeliche (“Acid Love”, “Wild Machine”) e incursioni blues e folk che giocano sugli intrecci vocali maschili e femminili (“Rigamaroo”). Tappeti strumentali fitti, strutture complesse e melodie acide fanno di brani come “Desert God” delle vere e proprie chicche: chitarre che si rincorrono in un crescendo a cui si vanno ad aggiungere lentamente gli altri strumenti giocano insieme al cantato distruggendo le classiche impostazioni e dando vita a nuovi e interessanti spunti rock psichedelici e new wave. E se in neanche un anno, sono riusciti a ricostruirsi e modellarsi con tanta facilità, chissà che ci aspetta per il futuro. Leggendo… leggendo Rubrica di letture e spigolature varie di Leonardo Fasciano Redazione “Insieme” Il frammento del mese (G. Lazzati, Per una nuova maturità del laicato, AVE, 1986, p.73) Dedichiamo la rubrica di questo mese al tema del nostro Programma Pastorale Diocesano che punta a far riscoprire la vocazione dei fedeli laici nella Chiesa e nella società. Il frammento, tratto da un libro citato nella bibliografia suggerita dal Programma, è di G. Lazzati (1909-1986), significativa figura della cultura d’ispirazione cristiana del ‘900 (è stato padre costituente e rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), e rileva l’importanza della formazione dei fedeli laici, un impegno imprescindibile su cui insiste lo stesso Programma Pastorale. Chi sia il fedele laico e quali le responsabilità che ne conseguono nella vita ecclesiale e sociale, sono il percorso di riflessione che ci viene proposto in due pubblicazioni anch’esse citate nella parte bibliografica del Programma. La prima è di Giuseppe Savagnone, Cosa significa essere laici? , Edizioni Rinnovamento nello Spirito, 2010 (pp.105, euro 10,00). L’Autore, membro del Forum della CEI per il Progetto culturale, sarà relatore al nostro prossimo convegno diocesano del 21- 22 ottobre. Alla domanda contenuta nel titolo del libro, Savagnone risponde interpretando in modo originale la risposta classica, tutta al negativo, secondo la quale per laici s’intendono coloro che non sono né presbiteri né religiosi, cioè coloro che “non sono”, “non hanno” qualcosa che altri sono e hanno: “Può sembrare una definizione che svaluta la laicità. Ma a ben vedere non è così. Essa dice che laico è colui che non ritiene di essere e di avere tutto, ma, consapevole dei propri limiti e dei propri vuoti, è capace di andare oltre ciò che è e ciò che ha, verso ciò che non è e ciò che non ha: verso la trascendenza, verso il futuro, verso gli altri” (p.14). Da questo punto di vista, la definizione di laicità può estendersi anche oltre i confini dell’ecclesialità: “Se è così, si comprende che laico può essere sia il credente (a patto che non abbia trasformato la sua fede in una stanca e annoiata abitudine o in un bunker che lo difende dal mondo e dagli altri) sia il non credente (purché non abbia elevato a dogma la sua mancanza di fede e resti sinceramente proteso alla verità” (p.15). Da questa idea di fondo, l’Autore sviluppa le sue riflessioni sulla laicità in rapporto a precisi temi che costituiscono specifici e brevi capitoli: “primato dello Spirito Santo”, “speranza”, “combattimento della fede”, “difesa della vita”, “inculturazione del Vangelo”, “impegno politico del cristiano”, “comunione ecclesiale”, “verità e relativismo”, “educazione”, “fragilità”, “attesa del regno”, “sessualità”, “cultura della Pentecoste”. Un libro per una declinazione originale del concetto di laicità. La seconda pubblicazione è di Paola Bignardi, Dare sapore alla vita. Da laici nel mondo e nella Chiesa, AVE, 2009 (pp.155, euro 9,00). L’Autrice, già Presidente Nazionale dell’A.C., così presenta questo suo lavoro: “Le pagine che seguono sono dedicate a mostrare la ricchezza e la responsabilità di una piena laicità della Chiesa e dei fedeli laici. Il loro intento è quello di immaginare un percorso culturale, spirituale e formativo che faccia emergere un laicato capace di mostrare l’intensità di significato e il valore di una laicità che assuma le condizioni concrete dell’esistenza e si spenda in esse per far emergere la fecondità storica della fede” (p.27). Laicità, dunque, significa assumere l’umanità in tutte le sue dimensioni per dare un nuovo sapore alla vita, “mostrando come il Vangelo contribuisca ad esaltare l’umanità, a darle pienezza” (p.149). Certo, è compito di tutte le vocazioni nella Chiesa mostrare la bellezza della vita cristiana, ma “i laici hanno la possibilità di mostrare di tale prospettiva la concretez- za. Per essi la vita non è genericamente l’esistenza di ogni giorno, ma è famiglia, lavoro, educazione, responsabilità civile e politica. I laici cristiani hanno una responsabilità particolare nel mostrare le strade di una conciliazione possibile tra la fede e la vita comune ordinaria” (pp.150-151). Del capitolo sulla formazione, ho appena lo spazio per riportare questo significativo passaggio: “La formazione (…) deve insegnare a non avere paura delle domande e a dare alla propria vita il carattere di una permanente ricerca. Soprattutto di Dio, come di un mistero che attrae e che è sempre oscuro, ‘oltre’. Solo nella disponibilità a camminare continuamente verso questo ‘oltre’ si può vivere veramente un’esperienza da cristiani, non censurando gli interrogativi connessi a questa ricerca, ma restando pronti per cogliere nella vita i segni della presenza di Dio che lo nascondono e, al tempo stesso, lo rivelano” (p.139). Un libro ricco di belle riflessioni sulla laicità, con un taglio anche pastorale. 31 itinerari “E’ fuori dubbio che pensare a fedeli laici coscienti del loro essere chiesa, quali suoi soggetti attivi e responsabili, senza una formazione adeguata cui non manchi il supporto di un’assistenza spirituale personale, cosa oggi assai difficile a trovarsi, è pura illusione” Appuntamenti a cura di don Gianni Massaro Vicario generale SETTEMBRE 2010 appuntamenti 05: 06: 08: 10: 11: 12: 15: 16: 17: 18: 19: 20: 21: 22: 23: 24: 26: 27: 28: 25: 30: Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Minervino Comitato di Presidenza del C.P.D.: Incontro dei Religiosi Presentazione programmi A.C. Incontro dei Direttori Uffici Pastorali Diocesani Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Canosa Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Canosa Triduo in preparazione alle feste patronali - Andria Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Andria Incontro Docenti IRC Triduo in preparazione alle feste patronali - Andria Mostra su Bachelet proposta dall’A.C. - Andria Triduo in preparazione alle feste patronali - Andria Mostra su Bachelet - proposta dall’A.C. Andria Festa dei Santi Patroni - Andria Festa dei Santi Patroni - Andria Giornata per la salvaguardia del Creato - Canosa Giornata per la salvaguardia del Creato - Minervino Consiglio Pastorale - Minervino Incontro formativo A.C. Incontro promosso dalla Caritas, Meic, Pax Christi Triduo in preparazione alle feste patronali - Minervino Triduo in preparazione alle feste patronali - Minervino Triduo in preparazione alle feste patronali - Minervino Onomastico di S.E. Mons. Raffaele Calabro; Festa dei Santi Patroni - Minervino Giornata per la salvaguardia del Creato - Andria OTTOBRE 2010 02: 05: 06: 07: 08: 09: 10: 11: 12: 13: 14: 15: 16: 17: 21: 22: 23: 24: 29: 30: 31: Incontro delle Religiose Consiglio Pastorale I zona - Andria Prolusione SFTOP Inizio lezioni SFTOP - Consiglio Pastorale II zona - Andria Ritiro Spirituale per Sacerdoti, Religiosi e Diaconi; Oktober Fest MSAC Esercizi Spirituali A.C. Esercizi Spirituali A.C.; Terra Promessa SFTOP (I Modulo); Incontro del Comitato di Presidenza del CPD SFTOP (I Modulo); Consiglio Pastorale Zonale Canosa SFTOP (I Modulo) SFTOP (I Modulo); Incontro di Formazione per il Clero giovane; Adorazione Eucaristica Vocazionale Incontro di Formazione Permanente per il Clero; Veglia Missionaria - Andria Scuola di preghiera Meeting Regionale della Vita Consacrata Convegno Ecclesiale Diocesano Convegno Ecclesiale Diocesano Veglia Missionaria - Minervino Giornata Mondiale Missionaria; Incontro Ministranti Incontro promosso dal C.P. di Minervino; Veglia Missionaria - Canosa Incontro Nazionale A.C. Incontro Ministri straordinari della Comunione. Per contribuire alle spese e alla diffusione di questo mensile di informazione e di confronto sulla vita ecclesiale puoi rivolgerti direttamente a don Geremia Acri presso la Curia Vescovile o inviare il c.c.p. n. 15926702 intestato a: Curia Vescovile P.zza Vittorio Emanuele II, 23 - 70031 Andria (BA) indicando la causale del versamento: “Mensile Insieme 2010”. Quote abbonamento annuale: ordinario € 7,00; sostenitore € 12,00. Una copia € 0,70. insieme RIVISTA DIOCESANA ANDRIESE Reg. al n. 160 - registro stampa presso il Tribunale di Trani Settembre - Ottobre 2010 - anno 11 n. 7 Direttore Responsabile: Capo Redattore: Amministrazione: Segreteria: Redazione: Mons. Giuseppe Ruotolo Sac. Gianni Massaro Sac. Geremia Acri Vincenzo Chieppa Lella Buonvino, Giovina Cellamare, Maria Teresa Coratella, Tiziana Coratella, Antonio De Nigris, Simona Di Carlo, Francesco Di Niccolo, Leo Fasciano, Simona Inchingolo, Sabina Leonetti, Maria Miracapillo, Francesco Pizzolorusso, Claudio Pomo. 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